COMCEDIA


L'OASI

Dramma in tre atti di Enrico Cavacchioli

I PERSONAGGI

Sei vecchi dell'Ospitio

Due negri vestiti in rotto

DONATELLA

GIOVANNA

HAZIZA

La signori MR

Una cameriera

1 ballerini

GIULIANO STRADA

SIRO MEDICI

ERCOLE

BUM

Il signor MR

Un visitatore

Un giornalista

Un groom

Oggi a Milano. Fra il primo e il secondo atto, un anno. Fra il secondo ed il terzo due mesi.

ATTO PRIMO

La stanza di riposo in un ospzio di vecchi. Tavoli. Banchi. Sedie, Porte a destra ed a sinistra. E a destra e a sinistra, due finestroni pieni di luce ed una porta a vetri ehe si sfa' lanca sul giardino primaverile. All'aprirsi del velario la scena e vuota. S'ode il rintocco discreto di una campanella. Dalla porta di sinistra, sei vecchietti dellospizio, entrano, uno dietro l'altro, diversi nell'aspetto e nella espressione. Invadono la camerata.

1 VECCHIO - Meno male! Il sole della domenica venuto a trovarci anche oggi, (Prende posto sotto la finestra al sole).

2 VECCHIO - Una visita di pi. Ma anche lui sembro tempre ammalato d'inverno. Le nostre braccia non ne sentono pi il calore.

1 VECCHIO - Certo. Si contano i giorni pa zlenti ed eguali: fra il dormitorio che simile all'infermeria, e il refettorio che sembra una caserma malinconica,

3 VECCHIO - Dite una prigione quadrata! Con questa uniforme, poi! Ci manca il numero. E basta.

6 VECCHIO - (si appoggia al tavolo, ascotta un po' il chiacchiericcio dei compagni. Poi si addormenta con la testa sulle braccia).

1 VECCHIO - E contentarsi del sole! Uno di questi giorni si chiuderanno gli occhi, stanchi di averlo troppo veduto,., (Al 40 Vecchio che cammina su e gi per riscaldarsi e fuma rabbiosamente in una piccola pipa di legno) La vuole smettere di camminare avanti e indietro, ombra di Banco? D fastidio...

4 VECCHIO - Faccio il mio comodo. E non debbo risponderne a lei,

1 VECCHIO - Con quel trotto dell'asino! Stia attento a non farsi male...

4 VECCHIO - Le corna. Per mio conto , faccio le corna.

1 VECCHIO - Sempre la solita prepotenza...

4 VECCHIO - (fermandosi davanti al 1) Prepotenza la sua! Ha cominciato col prendere il mio posto, vicino alla finestra. E non ho detto niente. Ora, fa il padrone e dimentica che siamo tutti eguali. Con gli stessi diritti...

2 VECCHIO - (intervenendo) Taccia una buona volta, e non appesti pi la stanza, con quella pipaccia, che ad ogni boccata ci fa tossire per mezz'ora...

4 VECCHIO - Pastiglie di sublimato ci vogliono per guarire dall'asma...

1 VECCHIO - Lo prenda lei!

4 VECCHIO - Non ne ho bisogno. Stanotte, non mi ha fatto dormire. Sembrava che riempisse il dormitorio di spavento.

3 VECCHIO - Se crcpa di salute, che cos' Venuto a fare qui?

4 VECCHIO - Il comodo mio. Lei che c'entra? Ho forse parlato con le?

3 VECCHIO - il suo modo di fare che offende. Che offende tutti!

4 VECCHIO - Inaugureremo un cerimoniale apposta per vostra eccellenza,

1 VECCHIO - Pensare: siamo sull'orlo della tomba... E sembriamo nemici.

2 VECCHIO - Ci faccia strada, se crede. Per mio conto , spero di seguirla per ultimo, E di buttare la prima palata di terra sulla fossa d qualcuno.

1 VECCHIO - Non si sa mai come parlare. C' sempre chi s'inalbera. Invece di pensare a cose pi serie...

2 VECCHIO - Alle cose scric ci pensavo quali-do ero sano. Ma ora? finito tutto. Non ci vedo quasi pi...

6 VECCHIO - (si svegliato a un tratto e fissa il 40 Vecchio).

4 VECCHIO - Che cos'ha da guardarmi cos attentamente?

6 VECCHIO - (c. s.).

4 VECCHIO - Le ho domandato perch mi guarda con tanta insistenza?

2 VECCHIO - (al 6 Vecchio) Il signore, leha chiesto di non fissarlo cosi.

6 VECCHIO - (si riabbandona come prima).

1 VECCHIO - Si riaddormentato.

5 VECCHIO - (entra, con un organetto, che strimpella).

3 VECCHIO - venuto a farci stare allegri?

1 VECCHIO - Musica!

5 VECCHIO - Se non chiedete che questo!? (Si siede ed incomincia a suonare in sordina, con qualche strappo acuto).

2 VECCHIO - (con una voce rugginosa ed assente) Viva l'allegria!

3 VECCHIO - Con che voce da funerale, l'ha detto!

1 VECCHIO - Pensare: il giardino... i fiori la luce... questa primavera scanzonata di vita... Perfino l'usignolo, di notte, incomincia a cantare. Ed invece, si muore.

4 VECCHIO - Crepi l'astrologo! E vada dai professore a farsi ringiovanire. Io, per mio conto sputo in terra. Ed aspetto la mia ora

1 VECCHIO - Non si sputi addosso per la commozione.

4 VECCHIO - Se c' uno che perde la bava, dalla rabbia, non sono io di certo.

5 VECCHIO - (smette di suonare) Sapete che c' di nuovo? Giuliano Strada, dopo la cura, ha buttato per aria il bastone. Etl ha sceso le scale: due gradini per volta. (Si rimette a strimpellare).

3 VECCHIO - Un scherzo di quel maligno, per farci schiattare di bile. Dopo, avrei voluto vederlo!

4 VECCHIO - Per mio conto , quando mi hanno chiamato in direzione, e mi hanno chiesto se volevo tentare l'esperimento, ho risposto a chiare note: noi

3 VECCHIO - Benissimo.

4 VECCHIO - Voglio morire di morte naturale. E poi, tutte quelle domande?!

1 VECCHIO - Quali?

3 VECCHIO - Quali?

4 VECCHIO - Chi era tuo padre?

3 VECCHIO - Eh!...

4 VECCHIO - Quale malattia l'ha spedito al santissimo creatore? Non lo so. Dove sei nato? Quando? E tua madre? Non ho conosciuto nemmeno lei !

2 VECCHIO - passato tanto tempo. Se n' dimenticato...

4 VECCHIO - Una madre mi ha msso al mondo, di certo. Ma chi fosse, e di dove, e quando abbia vissuto, e come se ne sia andata, professore mo proprio non lo so! Ma le tue carte? - insisteva E chi le legge? Se dopo averle guardate, vi riuscir di dirmi chi sono, vi sar grato anch'io!... (Tutti scoppiano a ridete, loro malgrado) Va" in malora coi tutte le tue storie! (Nuovo scoppio d risa) Fatto sta che, indispettito, mi ha fatto uscire, E della cura non se ne parla pi. I quattro giorni che mi rimangono, per allungare le gambe sotto ii tavolo, voglio godermeli in pace. Eli?

3 VECCHIO - Perfetto. Bisognerebbe propria essere stupidi, a voler tornare in gamba. Come prima. Dopo, ti mandano fuori dall'ospizio, perch dicono che puoi guadagnarti il pane da te. Ci pensino loro, invece! Ho lavorato tutta la vita per morire di fame...

1 VECCHIO - E ringraziateli, se, oltre a togliervi l'appetito, e a darvi un letto soffice, si preoccupano di farvi lasciare il bastone, che per nessuna ragione al mondo abbandonereste pi; che battistrada e sostegno...

3 VECCHIO - Lei d'accordo coi dottori! Ma se ne guarda bene dal mettere a loro disposizione la sua carcassa...

1 VECCHIO - Attento a come parla! E non neghi la grazia di Dio!

2 VECCHIO - Toh! L'evangelico! Ha il borsellino ben fornito.

3 VECCHIO - Quando esce, va ad addormentarsi sotto la tavola d'una osteria...

2 VECCHIO - E si fa tirar fuori a braccia, per poter fare a meno del bastone...

1 VECCHIO - Fratello, fratello!...Perch disprezzare questa realta umile, ma santa? Ora, che giorno chiaro dimentichi come smant e come ti strascichi, ciabattando malinconico e solitario, irsuto e sospettoso...

2 VECCHIO - Contento io?!.., Ma sono vivo, pretaccio che sei!

1 VECCHIO - Ed a che serve vivere queste notti cos lunghe, nel letto troppo duro de! tuo tormento, e lagnarti, poi, conun gemito di bambino sofferente?

5 VECCHIO - (venendo avanti, sempre col suo organetto in mano, che suona a tratti) Ha ragione. Viene voglia i abbreviare quanto pi possibile la vigilia!

3 VECCHIO - Invece, or ora suoner la campana della visita. Arriveranno i parenti, ai quali eravate di peso, a rimpinzarvi di dolciumi che non potete pi masticare, e di parolette in cui trema un po' di rimorso...

5 VECCHIO - Verit sansa.

3 VECCHIO - I figli! Hanno chiesto la loro indipendenza e sono liberi. (Ha uno scatto di pianto, piano, tranquillo) Se ne infischiano dei loro vecchi fannulloni!.,.

1 VECCHIO - Ora si mette a piangere, vergogna!

3 VECCHIO - (fra le lacrime) S. Tutti ingrati! E m'hanno messo qui, a finire come un cane...

5 VECCHIO - Musica! (Riprende l'allegro ritmo dell'organetto).

4 VECCHIO - Gi. Musica. (Un lungo silenzio) Che ore sono?

2 VECCHIO - - Non avete sentito l'orologio? Le dieci, fra poco. (Al 3" Vecchio) La finite di piangere? Ora, arriva vostra figlia. Vi trova cos, e te date pena.

4 VECCHIO - Coraggio!

1 VECCHIO - Che il programma della domenica gi scritto. Dalle dieci alle undici, si riceve. Alle undici, messa cantata. A mezzogiorno, sbafo...

4 VECCHIO - E poi, chi ne ha voglia, va a misurare il selciato dalle vie... Per. mio conto ne ho gi di troppo del mondo.

1 VECCHIO - Un angolo al sole, quando non mi prendono il posto, e la buona morte...

2 VECCHIO - Ma non parlate di morte! sempre pronta ad ascoltarvi, dietro la porta...

5 VECCHIO - (d un calcio alla porta d sinistra) Ecco il motto di spaventarla. (La porta di sinistra si apre violentemente). Non c' nessuno. (Al 4 Vecchio) Potete continuare...

3 VECCHIO - (s e asciugato gli occhi) E dica... dica... Com' che Giuliano Strada ha buttato per aria il suo bastone? Ed ha secso le scale; due gradini per volta?

5 VECCHIO - Ah, ora volete sapere? Ssssl (fa segno a tutti) Venite qua. (l'osa il suo strumento, e tutti, pi 0 meno faticosa' mente, gli si fanno vicini) andata cos.

2 VECCHIO - (al 4 Vecchio) E non mi spinga! C' posto per tutti!

5 VECCHIO - Per cnquant'anni ha corso la cavallina. Poi, qualche cosa gli andata di traverso. In un anno il celeVe pittore ha dato fondo a tutto. E la vecchiaia l'ha preso a tradimento...

4 VECCHIO - Per la gola ci ha preso!

5 VECCHIO - Ed ecco l'impossibilit di lavorare pi. Lo sconforto e la miseria...

2 VECCHIO - Non siamo cos anche noi?

5 VECCHIO - Rottami I E aveva dettato legge nei saloni alla moda! Ed aveva fa girare la testa a parecchie donnei

1 VECCHIO - Tante?

5 VECCHIO - Molte. Era un sacrilegio che dovesse finire coi. E lui, duro. Diceva : non posso pi lavorare. Sono inutile agli altri e a me stesso. Ma piuttosto che accettare la pitta degli amici, che me la rinfaccerebbero, l'asilo dei vecchi!..

2 VECCHIO - Giusto.

3 VECCHIO - Per questo qui?

1 VECCHIO - E non ha pi nessuno?

2 VECCHIO -Quelle signore che vengono a vederlo ogni domenica. E lasciano dietro un profumo, lungo una settimana...

1 VECCHIO - Chi sono?

5 VECCHIO - Amiche di allora. Parenti, forse.

1 VECCHIO - Ed ora che potr ricominciare a vivere? Ci lascer?

5 VECCHIO - (ironico, tagliente) Figuriamoci!... L'altra notte stato visto, al Tabarin, fino alle tre!,.,

3 VECCHIO - Ora volete scherzare,

1 VECCHIO - C'era anche la mia bala, allora!

5 VECCHIO - Macch! Troppo giovine! Occupava un tavolo, con una donna strabiliante, due levrieri russi con un collare di rubini...

4 VECCHIO - Beato luti Peggio per chi rimane, E per gli imbroglioni come voi!

2 VECCHIO - La prima campana dei visitatori... (S'ode, infatti il segnale di raccolta).

GIULIANO - (entra da sinistra, cauto, sospettoso, con un passo quasi caricaturale. Si sofferma) . Silenzio.-. Dunque, parlavate di me. E salutiamo, allora, i conoscenti, gli amici, l prossimo, i menefrego e gli indifferenti...

3 VECCHIO - Salutateli pure.

4 VECCHIO - E risponderanno, se far loro piacere.

GIULIANO - (venendo avanti) Nessuno ne fece mai uno a me, senza riceverne ricompensa. N mi us mai scortesia, senza che se ne pentisse.

5 VECCHIO - Di buon umore eh, GIULIANO Strada?!

GIULIANO - Ottimista fino a quando si pu... Per la pelle. Non cambio, anche se trema la terra. Mi tiro soltanto un pochino pi in l, E se trovo il posto occupato, ne cerco un altro, (Al 1" Vecchio che e tornata a sedersi al sole) Vi disturbo?

1 VECCHIO - (facendogli posto) C'entriamo in due.

GIULIANO - E rideremo almeno in tre. (Siede) Perch spero di darvi presto una notizia...

3 VECCHIO - Buona per noi?

GIULIANO - Per tutti.

1 VECCHIO - Datecela subito!

GIULIANO - (misteriosamente scherzoso) Eh! Eh! Eh! Eh! Eh!.., (E traccia dei geroglifici in aria col bastane).

3 VECCHIO - (al 5' Vecchio) Ma se l'adopera ancora il bastone?!

5 VECCHIO - Fa il commediante.

3 VECCHIO - Di che si tratta?

4 VECCHIO - vero quello che si dice, dlia cura che vi ha fatto il professore?...

GIULIANO - (e. s. canticchiando) Non ne so nulla. Eh! Eh! Ehi Eh! Ehi Provare per credere...

5 VECCHIO - Per credere e necessaria la fede...

GIULIANO - Se la fede non rendesse felici, non si crederebbe. Quanto poco valore deve dunque avere!

3 VECCHIO - Che Dio vi perdoni, se mentite!

GIULIANO - . Che perdoni a voi, piuttosto, se avete bisogno della verit, per illudervi I Ecco che siete tutti intorno a me, miscredenti sul punto di convertirvi! Che cosa volete? (Fa il buffone, con un'aria spregiudicata da vecchia bohme) Provare la resistenza dei miei, muscoli di ieri? O di quelli di domani? Misurare la velocit elastica del mio passo che conoscete? Spiare nel lampo dei miei occhi, il bagliore d una luce nuva? Eh! Eh! Eh! Eh! Ehi... (Misteriosamente) Stamane, ho inteso il canto del gallo!... Da quanto tempo, non mi succedeva pi, di tendere l'orecchio a quel chicchirich trionfale... Eppure... Eppure...' Beh, che cosa aspettate ancora? Ecco una rosa. Una magnifica rosa! (Dall'interno delia sua giacca ha tolto infatti una bellissima rosa, e tenendola per l'estremit del gambo, sembra porgerla ora, galantemente, al 2 Vecchio, che, ehi sa per anale suggestione bizzarra, afferra il fiore a un tratto, auasi strappandolo dalle mani di Giuliano) Non la profanate1 Non in questo modo che si prendono fiori e si riceve la grazia. Ridatemela subito!

3 VECCHIO - (confuso restituisce la rosa).

GIULIANO - (riprende il fiore, l solleva in alto, tenendolo ancora per l'estremit del gambo, col gesto del sacerdote che sollevi u calice) Poter tenere ancora, cos, la bellezza. Cantare un inno di gioia alla vita, che riappare ad uno spiraglio del vostro torpore, e spalancare 1 anima alla tramontana, che la rinnova col suo fiato di freddo d purezza!...

3 VECCHIO - Giusto!

GIULIANO - Porte non capirete, o noti verrete capire. Ma la vecchiaia non nella paralisi ddle membra. Non nel movimento che vi traduce. Si vecchi, quando lo spirito a addormenta giorno per giorno, ora per era, in un'angoscia che non ha domani, perch di sempre! Quando il cervello mene una scatola chiusa, in cui non entrer pi un raggio di de, ni il ritornello di una canzone, ni il profumo di un fiore...

3 VECCHIO - Gettate via il vostro bastone, fanfarone I Invece di ubriacarci di parole...

GIULIANO - Per servirvi. Cos? (Getta lontano da sjt il suo battone che va a colpire il 6' Vecchio, che dorme mi tavolo).

6 VECCHIO - (si alza di soprassalto, con un gemito, e rimane, impalato e distante, 3 contemplare la scena).

2 VECCHIO - Cosl...

GIULIANO - E poi? Che cosa conviene ancora, alla vostra curiosila? Debbo alzarmi di scatto?

1 VECCHIO - S. S. Alzatevi in piedi I

GIULIANO - Venirvi a prendere per il ganascino? Accarezzarvi la gobba? Questo volete vedere?

3 VECCHIO - Tutto vogliamo vedere...

GIULIANO - Ammiratemi dunquel ( in piedi, in un aspetto quasi giovanile, a braccia tese, a capo scoperto, raddrizzato ora che non finge pi come posseduto da un ardore nuovo: la seconda giovinezza) E sia benedetta la primavera, che entra in me col sub brivido d'allegrezza e risveglia i nidi deserti della strafottenza t della fantasia I

4 VECCHIO - (come non credesse ai suoi occhi) Le gambe! Le gambe!

GIULIANO - (condiscendente) E proviamo, per farvi piacerci Debbo rimanere in equilibrio, cosi? (Solleva una gamba e rimane sospeso, sull'altra, con un'aria di beatitudine),

3 VECCHIO - CosI Ahi (Batte le mani).

GIULIANO - Siete soddisfatti? Anch'io.

5 VECCHIO - Perch non provate a ballare?

GIULIANO - Sacrilegio! Addirittura a ballare?

4 VECCHIO - Scommetto che vi riesce.

5 VECCHIO - Vi do il tempo. Coraggio! (Va a prendere il suo organetto, torna indietro, passando davanti al 6 Vecchio) Siete ammutolito?

GIULIANO - Ehi Ehi Eh! Eh! Eh! Ehi E se non potessi? Sareste troppo contenti.

4 VECCHIO - Diavolo d'un pittore!

5 VECCHIO - Pronti?

GIULIANO - Eppure... voglio che siate contenti alle me spalle! troppo giusto che vi vendichiate della mia felicit... (Suggerisce al 5" Vecchio) Ballo d famiglia... One step!

5 VECCHIO - (ricomincia a strimpellare il suo organetto inseparabile, mentre GIULIANO si prepara a battere il tempo con le mani)

GIULIANO - Penso che non abbandoniate mai quel vostro soffietto,

4 VECCHIO - Perfino sotto le lenzuola se lo portai

5 VECCHIO - Finche' le dita potranno misurarne la tastiera, non sar finito del tutto. E come se avessi un'amante, alla quale parlo in segreto, perch mi risponda, sospirando in pubblico... (Suona).

GIULIANO - Si. Questa...

5 VECCHIO - La conoscete?

GIULIANO - stata l'ultima... La prima musica che torna a salutarmi. Un momento! Un momento...

5 VECCHIO - (s'interrompe).

GIULIANO - Ricominciate.

5 VECCHIO - (eseguisce).

GIULIANO - Mi sembra, perfino, di ricordarmene le parole.

5 VECCHIO - (riattacca il motivo).

(Tutti i Vecchi si sono fatti attenti, nervosi, formando crcolo attorno a Giuliano, mentre il 6 Vecchio imbronciato e lontano, rimasto ancora ih disparte, in piedi, appoggiato con le due mani al tavolino).

GIULIANO - (attacca a cantare, e quindi a muoversi in tempo di musica, da prima con un certo stento, poi pia spedito quasi ritrovando, nelle forze, il ritmo che da tanto tempo ha dimenticato anche fisicamente).

5 VECCHIO - (correggendolo) il tempo! Il tempo!

GIULIANO - Aspettate che mi sgranchisca Je ossa. (Balla) Vi piace cosi? Vi piace cosi? Ho il cuore che mi salta in gola... Sono ebbro di gioia... la giovinezza!... (/ Vecchi seguono il movimento di Giuliano, come se volessero imitarlo in conati impossibili, con l'atteggiamento di tutto il loro corpo, e l'anima protesa).

MEDICI - (si affaccia dalla porta di destra, seguito da un visitatore) Festa da ballo? (L'organetto si tace bruscamente,

GIULIANO - confuso si lascia cadere su una panca, per riprendere il suo atteggiamento quasi passivo).

6 VECCHIO - (rompendo con un grido il suo lungo silenzio) un'ngiustisial... Perch lui... un signore!... L'hanno curato perch c' qualcuno che paga!...Miserabili! Miserabili!

MEDICI - (al visitatore) Vede? Vede? Venga pure, collega!... (Al 6 Vecchio) Qui non c' ingiustizia per nessuno... Siete tutti eguali... Avrete tutti le stesse cure, se vorrete... E quando vorrete...

2 VECCHIO - Si destato, finalmente. Dorme sempre.

MEDICI - Continuate, Strada. Mi piace... Ballavate uno step...

5 VECCHIO - Io ci sto. Ma lui? (S rimette suonare).

UN VISITATORE - Mi rincresce disturbare. Ja...Minici (a GIULIANO che rimane immobile e taciturno) . Ricominciate a fare l'orso? (Al Visitatore) Sempre cosi. Disuguali e scontrosi... (Fa cenno al 5 VECCHIO di smettere di suonare).

VISITATORE - Non c' che dire. Il miracolo esiste. Ja...

MEDICI - L abbiamo colti di sorpresa) (Suona la seconda campana della visita) Il secondo segnale del parlatorio. Chi vuole, pu andare. (Tutti i Vecchi ti dispongono ad uscire)

MEDICI - Arrivederci. Arrivederci. (Risponde ai saluti. Anche GIULIANO si alzato per andarsene) Strada, rimanete, per piacere.

GIULIANO - (siede di nuovo).

(Tutti i Vecchi, se ne vanno, uno alla volta, lieti di svignarsela).

MEDICI - (al Visitatore) Sicuro. Questa la conferma del metodo. Dopo le mostrer gli altri...

VISITATORE - Dunque, lei ritiene, egregio collega, anche in dissidio con le teorie mie personali, nonch con quelle del nostro eminente Voronof?

MEDICI - Evidentemente. Poich le energie organiche fisiche e psichiche, dipendono dalla secrezione interna, il metodo che deriva da questa osservazione per me chiarissimo... Ottenuti i prodotti di queste secrezioni - come li ho ottenuti -, ed iniettati gli ormoni sotto l'epidermide, t risultati hanno confermato la premessa...

VISITATORE - Ja.,. Ma a Vienna, ho avuto l'onore di sperimentare un altro ritrovato. Bitte. Niente innesto... e niente iniezioni...

MEDICI - Oh, la materia vivente, dico la materia vivente!... Non c' altra cosa che iniettata possa provocare una conseguente azione biolgica...

GIULIANO - Strada, volete avere la cortesia di alzarvi?... Di dirci qualche cosa? Come vi sentite... (Pausa) Ma parlate, dunque!

GIULIANO - (rimane immobile con la testa fra le mani).

MEDICI - Non volete? Non importa.

VISITATORE - Ha soggezione. Ja. No, niente paura!...

MEDICI - Fatto sta che, in circa venti giorni, con due o tre centimetri cubi di iniezioni del mio siero per volta, e con una variante da otto a dieci iniezioni al massimo, ho ottenuto lo scopo.

GIULIANO - Strada sari di nuovo il celebre pittore che tutti hanno conosciuto...

GIULIANO - Che tutti hanno dimenticato, oer grazia di Dio!

MEDICI - Finalmente, fate sentire la vostra vocel

VISITATORE - Che tutti ammirano, ja.

GIULIANO - Non fatevi illusioni. L'uomo, oggi, forte potente e temuto per quello che rappresenta di vivo nella societ. Ma gli assenti hanno sempre torto. E le violette tenere appassiscono sulla pianta, se nessuno si prenda la briga di andarle a scovare tra le foglie,,.

MEDICI - Ed ecco la ragione per la quale potrete dire qualche cosa di inespresso al mondo. Ed il mondo stupir. Ve lo assicuro io.

VISITATORE - Molto lucido! La sua superiorit consste nel risveglio del ragionamento... Jal

MEDICI - Finche' disperano, si concedono il lusso del dubbio. Poi, cambiano. E tornano ad essere innamorati della vita, entusiasti della vita piena, che bisogna adorare, L'energetica fisiologica del maschio! la sola legge che governi la societ... Le pare? Bisogna guardare la realt in faccia. Ringiovanire soluzione di problema. La funzione sessuale rappresenta la legge maggiore della natura. E questa che pare constatazione arda pure poesia : considerata attraverso un vetro azzurro d'ottimismo... Sissignore.

VISITATORE - Legge di potenza e di sopraffazione, io ritengo... s?

MEDICI - Mi permetta... Ho l'esempio aui dentro. Con due gruppi di soggetti - ho veduto passare, per 1 dormitri immalinconiti, un fremito di primavera... La foresta umana, cambiare i germoglil Ingemmarsi i rami che sembravano fulminati. Fioritura di foglie e di bocci, sotto la Carezza del sole interno, che le ridestava dai letarghi che sembravano definitivi.,. Non si meravigli, sa? di questo mio entusiasmo....Lei solo pu comprenderlo. Glie l'ho gi detto: adoro la vita. Ed una sola cosa t necessaria: vivere!

GIULIANO - (tende le bracci a MEDICI a bassa voce),' Vivere. vero...

VISITATORE - Aggredire! Mok<j migliore 'Sistema, ritengo... si?... (A Giuliano) Complimenti! Complimenti. (A Manici) Andiamo?

MEDICI - Andiamo pure, da qua (Via sinistra).

(Come i dite sono usciti, il 5 VECCHIO fa capolino da destra).

5 VECCHIO - Sono sciti?

GIULIANO - Sembra.

5 VECCHIO - Posso entrare?

GIULIANO - -Ch'i te lo proibisce?

5 VECCHIO - Volevo dirvi...

GIULIANO - (gli fa cenno di parlare),

5 VECCHIO - Quando sarei fuori... e vi sarete dimenticato... se, per caso, un suono di fisarmonica vi jveglier nella vostra gioia... pensate per un momento... al compagno di oggi... E tornala., qui.., a vederlo., se ci sar ancora.. lo stesso che vi ha suonato la marcia della resurrezione... e vi ha fatto rientrare nella vita... ballando... Se non ci sar pi...

GIULIANO - (commosso suo malgrado) Ma che hai, fratello?..,

5 VECCHIO - Raccolgo il vostro bastone... come un, amuleto della fortuna... (fama) Se non mi troverete... vorr dire... che vi dar il tempo,,, anche di lass,., (Allegro) Musical (Si tendono le mani e se le stringono) C' tanta gente nel parlatorio. Ma le vostre amiche non sono ancora arrivate...

GIULIANO - Non le vedo da un mese.

5 VECCHIO - Verranno... verranno... (Se ne va da dove venuto).

GIULIANO - (tende l'orecchio, ad un suono d voci, che improvvisamente giunge di fisoli. S'ode il rito argentino ai Giovanna, la voce dei Medici: qui . E dalla vetrata aperta, ecco comparire Donatella^ nei pieno fulgore della sua bellezza, con dei pacchetti che le imbrattano le mani, e Giovanna che rgge un gran fascio d rose, e Msmci).

GIOVANNA - Dov' il mio Vecchio amico scapestrato? Giuliano! GiuKanonel Vecchione mio!

GIULIANO - (si i sedato ancora, tutto la finestra, al sole) .Pensa all'immortalit dell'anima. E se infischia.

DONATELLA - Bisogna rispettare l'immortalit, perci la salute. Buon giorno, Giuliano!

MEDICI - Non vi fate ingannare dalla tua musoneria... Recita un'allegra commedia.

GIULIANO - Certo il vecchione fa la sua prima sieata al sole, per propiziarselo. E, come vedete, crepa di vita, dopo un mese di lontananza...

DONATELLA - Ecco che si lamenta, il brontolone!...

MEDICI - Macch'I Scherza...

DONATELLA - E non ci viene nemmeno incontro?... Sei proprio in collera?

GIULIANO - Forse.

DONATELLA - (posa i suoi pacchetti da qualche parte) Ma ho sempre chiesto tue notizie! Il professore ci rispondeva: Lasciatelo stare. Lasciatelo in pace. Vedrete che sorpresa! Vi chiamer 10... . Ci ha chiamate. Eccoci qui.

GIOVANNA - E guarda quanti fiorii...

GIULIANO - Tutti per la prima donna! (Finalmente salutandole) Vi saluto, figliole. Star te bene? Si vede...

GIOVANNA - Lagnati! Sono andata a prenderli personalmente. Fatti raccontare da Dony. Un salto in automobile, e via : cinque ore per Ventimiglia, altre cinque per Milano. Una volata nel paradiso della riviera. Tre galline sotto ai pirafanghi. Ed il ritorno, tutto in un profumo, pensando a Giulianaccio'che ci aspettava...

GIULIANO - (maliziosamente, senza scomporsi) Chi t'accompagnava ?

GIOVANNA - S domanda? Anche il mo ultimo flirt, innocuo .ed obbediente, cavaliere e servo fedele... che ho ricondotto sarto e salvo alla mta... dopo avergli fatto prendere certe paure...

DONATELLA - Vedi che ragazzacci, Giuliano!?

GIULIANO - (la prende per le mani, senta muoversi dal suo sedile) La riconosco. La ritrovo in te, Donatella.

GIOVANNA - Figurati 1 Approfittava delle curve prese in velocit, per vincere la sua' timidezza, ed abbracciarmi...

GIULIANO - Curve deliziose!,.,

GIOVANNA - E Dony, dietro, che se 1 rideval Allora, gli ho messo in mano un fascio di rose. Stringile, intanto! E pungiti finch vuoi, caro mio!

GIULIANO - (la bacia sulla fronte) Benedetta la tua gioiosa esuberanza, figliola! E grazie dei fiori, del flirt che hai saputo sacrificale -. ma ifon tanto! - degli abbracci che non ti sei fatta dare - ma che avrai ~~ e di tutte le delicate attenzioni, in nome di quell'orso di Giuliano...

GIOVANNA - Ingrato! Vorresti protestate, ge-losone mio?

MEDICI - I! diavole eremita...

GIOVANNA - Un bado sulle vecchie guance. (Lo baca).

GIULIANO - Due!

GIOVANNA - (lo bacia anche sull'altra guancia)Fatta la pace?

GIULIANO - Fatta,

MEDICI - E noi siamo i complici muti di questi ntimi abbandoni...

DONATELLA - Ti si pu, finalmente, domandare sul serio come stai? .

GIULIANO - (bilanciando la mono, sornione) Ehi Eh! Eh!...

DONATELLA - Professore, ti dica lei...

GIULIANO - Hai un profumo affascinante, Mi piace.

MEDICI - Se apprezza il suo profumo.., buon segno.

GIULIANO - E sei pi bella di sempre.,.

DONATELLA - (scherzosa) FatifaroncL,

GIOVANNA - Oh Dio, ci riamo I (^Medici) Professore, mi accompagni a portare un po' di dolci ai vecchietti... Cosi li lasciamo soli, vedo tutte le meraviglie del laboratorio, e faccio rimanere di stucco i miei compagni di Universit...

DONATELLA - (riprendendola dolcemente) GIOVANNA?

GIOVANNA - Sorellina brontolona, dal profumo affascinante che gli piace, e pi bella di sempre!?... (A Minici) Del resi, ha ragione lui che se ne intende. Com' bella e giovine la mia Dony, nevvero?

MEDICI - Porta qwi un senso di freschezza luminosa... il respiro delia, vita...

GIULIANO - Allora, ho ragione io.

DONATELLA - Se fossi ancora capace di arrossire?

GIOVANNA - im farlo. Aspetta che vengano lc( confidente a quattr'occhi. Da cinque minuti continuiamo a chiedergli come sta, E lui risponde: crcpo di salute, faccio la siesta al ri, ed ha l'aria felice e trasognata come di uno che stia meditando qualche tiro birbone... C' da aspettarsi d tutto, se non vuole smentire la sua fama...

GIULIANO - F,ania scroccata,

GIOVANNA - . Fama scroccata...

GIOVANNA - quello che sentiremo.

MEDICI - Allora, bisogna proprio lasciarli soB

GIOVANNA - Certamente. Ora" che' ho fatto t Convenevoli e che J'ho infiorato .come un altarino, possiamo anche andarcene, (Sac-cglie i pacchetti che Donatella ha deposto) Mi d il braccio, professore... Ci permettete?

DONATELLA - Vi permettiamo.

GIULIANO - Non me la porti via per troppo tempo

GIOVANNA - Egoista!... .(GIOVANNA e MEDICI escono dalla pari di destra).

GIULIANO - Ed ora vieni qual Vicina! Pi videa...

DONATELLA - .Fuori questo segreto! Su dunque!

GIULIANO - (sornione) Eh! Ehi Ehi Ehi Eh! Sai che giorno oggi?

DONATELLA - Quindici marzo, domenica...

GIULIANO - La mia nascita. Or sono cnquantasctte anni, questo ' bel mobile di iuliano Strada, apriva, infatti, i suoi nobilissimi occhi, alla ribalta .del mondo...

DONATELLA - (scherzosa) Data memorabile...

GIULIANO - Non c' cb.e dire. Ed apriva anurie bocca, per cominciare a parlare,..

DONATELLA - Ne ha pronunziate di parole!

GIULIANO - Pomposamente grandi e allegramente inutili! Parte al pane e vino all'aceto! Finche' si - taciuto, perch non ci credeva pi..'.

DONATELLA - Ecco la contraddizione! Non credere pi nemmeno al- tuo beffardo ottimismo...

GIULIANO - Eh, cara! Ne avevo dato troppo agli altri. Tutto.

DONATELLA - Sei stato tempre cosi generoso e persuasivo!... Hai convinto perfino me, quella aera! Non l'ho pi potuto dimenticare.

GIULIANO - Malinconie passate, figliola...

DONATELLA - -Eppure, no: basta che ti sa accanto, e ti sappia vicino al mo spirito. Coti, Mi rivedo ancora, con una disperazione lontana, una sera d'inverno, coi freddo che taglia la faccia...

GIULIANO - Malinconie finite, Donatella!,..

DONATELLA - -11 naviglio di San Marco, come una bocca gelata e deserta. Ho detto addio a tutto.

GIULIANO - Hai creduto...

DONATELLA - . Sono cosi annientata, che1 nemmeno la mia angoscia mi tiene pi compagnia. Ed ho voglia di finirla, perch sento che, domani, sar peggio, anche se potr uscire da questa orribile notte. Tanto... Rotnandcherie! dicesti allora...

GIULIANO - Eh, romanticherie!... Non avevo forse ragione?

DONATELLA - Ma siamo fatti cosi. Pu darai che a tutto si rimedi...

GIULIANO - Per tutto c' un surrogato.

DONATELLA - Nel tempo! Ma la realt immediata un'altra...

GIULIANO - Bambina viziata, curiosa di tutto, sazia di tutto... Del bene e del male, che cosa ne sapevi?

DONATELLA - Soltanto l'inquietudine e l'op-pretnone di una tragedia, che mi avviliva pi die non mi ferisse!... Ma quando ha neon, nella calne, il tormento inguaribile del ricordo!? Quando rivedi la tolitudne di ima camera d'albergo, in cui, una notte, n figlio ha pianto nel nascere? MammaI Almeno questo mi salver! Ci sono d fili che riattaccano alla vita, e possono far dimenticare l'offesa, l'umiliazione, l'abbandono. Invece, no. Mi portano via quella creatura, che ho voluto vicino a me, e che non ho potuto riscaldare nemmeno con l'angoscia di tutta la mia inutile maternit... L'amore? Ma che cos' di fronte questa piccola morta dalla bocca suggellata e dagli occhi chiusi che non mi hanno nemmeno veduta? Che cosa? Tragedie di urne, si dice! Cosi comuni che fanno perfino sorriderci Esci dalla convalescenza, e ti sembra che la faccia del mondo sia mutata. E vorresti vivere! E ti riattacchi all'abitudine, con un affanno di scampato al naufragio. E vorresti credere alla bont, e ti senti pi di sempre ammalata di tenerezza. Impossibile! La casa squallida. L'uomo cric avrebbe potuto salvarti dalla tua stessa solitudine se n' andato per sempre. quando ti soli, non se ne pu pi... non se ne pu pi!.., Cosi mi hai sor-pretti in quella notte che era discesa anche sulla mia ragine, mentre m'accingevo,,,

GIULIANO - A prendere un bagno freddo, da cui, qualcuno, ti avrebbe certamente salvata...

DONATELLA - Chiss?!

GIULIANO - Perch appena a contatto dell'acqua, e dell'acqua sporca sopra tutto, il brivido dell'immersione ti avrebbe immediatamente ricondotta alla realta e ti avrebbe fatto implorare aiuto...

DONATELLA - (quoti ira le lacrime) Burlone!E se nessuno mi avesse sentita?

GIULIANO - Non c'ero io, mono l dal destino, a fare la sentinella? Donatola - Vedi... vedi... quando si tratta dei mei dispiaceri, non si pu parlare sul serio, con te!...

GIULIANO - Vale la pena?

DONATELLA - S.

GIULIANO - Be', allora, continua questastoria che riconosco!...

DONATELLA - Il nostro dialogo fu indimenticabile. Avevi intuito.

GIULIANO - . Eh, me ne intendo di sciocchezze?! (Ecco che duranti: tutto il racconto di

DONATELLA - sottolinea di approvazioni tutte quelle che sono stote le sue battute).

DONATELLA - Che cosa fa? Qui?. A quest'ora? Sola.... fissavi il mio volto sbiancato. Non si vergogna? Una signora come lei? . Come me? Si trema cosi, soltanto quando si sta per commettere una stupidaggine... Non deve sentirsi troppo bene neu animai... . Veramente... Scusi se le chiedo tutto questo... Ma vede?... Sono un buon diavolo che passa... Con l'aggravante... che sono disperato come lei... .Come me? E che cosa ne sa? Quando c' un tarlo che ci scarnisele nel profondo, si sente il tuo tic-tac da orologio rispondere da una parte all'altra...Bisogna infrangere il meccanismo, o lasciarlo camminare a sua volont, finch la corda non si scarichi... a.

GIULIANO - Poi, si comincia da capo...

DONATELLA - Pensi : adoravo una donna che e stata il mio capolavoro. La modella del mio quadro pi celebre... Ebbene... .

GIULIANO - (animanJosi) Ah, sii Per lei mi sarei tagliate le mani, che pur hanno saputo produrre qualche cosa: Sgaoringidlo.

DONATELLA - (continuando) Ah, li il pittore? Strada? Il pittore Strada? u Ebbene... fuggita stamane! E sa con chi?.,. Con miofiglio! ...Dica un po' se non avrei ragione di ammazzarmi per quei due ragazzacci? Spezzato in due, sono! Mentre Tei.., .E mi son messa a oangerc, stupidamente. Mentre lei, mi fa davvero una penai... Fa tante smorfie... pallida come se l'avessero addentata... . stata la vita] ho risposto. Con una dentatura da uomo!.,. Che stupido mostro)... E dove?. Qui, qui. Tanto male, sa? Gli avevo dato me stessa, ad occhi chiusi. Non ho pi nulla... Torna da capo. Ed io? . Mi ha devastato: un uragano...' Ora riori c' pi, se Dio vuole. Ma torner, stia tranquilla... . Non torner: ne sono sicura. E non vale la pena di parlarne... Di canagliate come questa si pu sempre parlarne! Soltanto, non se ne pu sempre parlare allegramentel... , La mia sicurezza stata convalidata dal tempo. Ma tu...

GIULIANO - (ora soltanto prende il sopravvento, animandosi e infervorandosi a poco a po' co) Ti ho detto quello che avrei voluto dicessero a me, in quel momento. Per poterti persuadere e potermi persuadere... Tutti ] luoghi comuni pi stupidi, pi falsi ed inverosimili!... Mi aggrappavo al ragionamento, che veniva soltanto dal cervello. E mi sembrava, vedendoti soffrire della mia sofferenza, che qualche cosa si alleggerisse nella mia tormenta, e si dissolvesse nella notte, che ci faceva tanta paura...

DONATELLA - Vedi... vedi...

GIULIANO - Ma sii Urto sconosciuto ti porta via l'anima, e se ne va a passeggio, come se niente fosse! Una donna mi porta via il cervello e s disperde, col mio patrimonio morale che ha saccheggiato: con le mani di mio figlio. Via! come se un macigno schiacciandoti ti riducesse un foglio di carta. Puoi maledire. A che strve

DONATELLA - E non l'abbiamo fattoi

GIULIANO - Che intelligenza! Sfido! Ed anche uccidersi? Se set gii morto?! Ti accorgi soltanto che tutto quello che ti ha circondato era lo scenario fastoso ed inutile in cui tj muovevi! Che l'immaginazione, il calore della simpatia, l'ebriet del successo, il desiderio di lavoro, la ricchezza, la mondanit, si smorzavano come girandole inumidite, E non ti servivano piul Che saresti sopravvissuto, a mormorare il de profundis della tua energia... guardiano di rovine che dice: qui, una volta c'era

GIULIANO - Strada, e Donatella: uomini od ex-uomini, maschi che non saprebbero pi creare, femmine che non saprebbero pi partorire. Tutto qui? Eh? tutto qui?

DONATELLA - Ricordi?

GIULIANO - E come!... Da un mare di nebbia, le mie parole tornano a cantare nel sereno... La memoria... La memoria!... Ti ho detto allora : Guardi come siamo ridicoli, creatura! Si pu anche non avere pi nessun miraggio... Essere aridi come una pietra pomice e duri cerne un pugno... Ma bisogna reagirei...Ridere sulla piet degli altri... Poter vivere, eh, che ne dice? Gli uomini passano.,. Ma poterla inseguire, malgrado tutto, la virai (si alxa ancora come trasfigurato) PrenderlaI Afferrarla! Stringerla ancora... come faccio da ieri... DoNATaiui (con un grido) Giuliano!.,. Siibenedetto! vero? dunque vero?

GIULIANO - S. Ma non badare al mio turbamento. E non turbarti... Donatiua - Non mi meraviglia. Sono stordita di felicit...

GIULIANO - Sapevi?

DONATELLA - - Perch negarlo? Giorno pergiorno, mi sono informata!...

GIULIANO - E non accorgerti allora del mio tremito... Tremo di gioia contenuta, sai? Ti vedevo arrivare ogni domenica - da tanto tempo! - coi pccoli doni e con ! carezze compassionevoli dell'amicizia. Mi raccontavi ancora, come al confessore di quella notte, le tue avversit e le tue fortune... amori di donna e timori di madre: tante pietre, che cadevano nello stagno assiderato della mia stanchezza... Ed giorni passavano cosi eguali... Almeno tu uscissi da quest'ospizio, che ti cancella ad ojjni ora che passai >, dicevi.-Eh, no - ti rispondevo, crollando la mio vecchia zucca testarda. - Per andar dove? A carico di chi?,, Sono un avanzo di grandezza? Pazienza! Ho un passato che non mi appartiene... Ma voglio finire indipendente, perch soltanto questo sentimento di liberti, potr allungare d qualche giorno la mia Enel... Tu m'offri il dono della tua vicinanza, (maggiore di quello dell'ospitalit)... Ma non.puoi sfiorire accanto alla ma decadenza ripugnante.,. Rimaniamo cosi; gli amici del giorno di festa... Gli amici della domenica... vuoi?

DONATELLA - Ed invece..- Ti trovo cambiato, Giuliano. Un altro. Quello che ho conosciuto nei giorni migliori... E mi viene da piangere...

GIULIANO - Perch mi sembra di ritrovarela mia virt antica?

DONATELLA - La tua forza..

GIULIANO - Perch mi sembra che potr correre di nuovo le vie del mondo?...Mi brulicano infatti, nei cervello, le idee: come in un verminaio che si risvegli ad un calore tropicale.

DONATELLA - S, Questo e bene.

GIULIANO - Certe notti, mi sono destato ad ascoltarmi... Ssstt... Solo con me stesso: in una camerata di miserabili, chiusi fra le cortine dei loro letti. Qualcuno rantolava, come se lo atterrassero alla gola. Scoppi di tosse e lamenti... Ma io?? Sentivo per le membra disseccate, scendere a poco a poco, come se zampillasse, una specie di linfa generatrice... E mai possibile?... Non mi inganno... Non un illusione dei sensi... Gi dal cervello, fatto lucido... per la schiena... per le braccia... una carezza elettrica mi riaccendeva. Qualche cosa, che era in me o fuori di me, risvegliava, ad un tratto, il bisogno irresistibile di muovermi, di saltare, di rotolarmi, di gridare, di rompere... Non sono allucinato? vero che non lo sono?...Socchiudevo gli occhi che prima sembravano stanchi, e non lo erano pi. Ora, sveglio i compagni... E se succede il finimondo?... Che me ne importa?!... Che vuole questo pazzo disturbatore? Nulla!... Soltanto... le mie mani... Guardatele!.. Toccate gli arboscelli delle mie mani fiorite, adii, pronte a ghermire, a carenare.. Non Io credete? EH, non lo eredo nemmeno io... it miracolo... Posso ancora impugnare i pennelli... Afferrare fantasmi che mi appaiono nella spasimante insonnia di queste notti! Costruire l'assur. (io, come quando era il re della mia fantasia...

DONATELLA - S... s...

GIULIANO - E costruir ancora. Perch' sono alla soglia della seconda vita... Posso applicare una esperienza di tanti anni, in un tentativo da bambino... Porto con me la bara e la culla. Il cuore, che noti batteva pi, mi assorda di richiami e di gridi. Il velo del sonno e del silenzio si squarciato, Evviva noi! Ben tornato,

GIULIANO - Strada!... (E le cade ira le braccia, come ebbro iella sua gioia).

DONATELLA - Se tu sapessi eomc abbiamo aspettato questo giorno... Nessuno, pia di noi, ha sofferto nell'attesa...

GIULIANO - Cara Donatella...

DONATELLA - Getterai alle ortich gli abiti vecchi... Come allora, vogliamo ritrovarti.

GIULIANO - Troppo bello!

DONATELLA - Via di qui, finalmente!

GIULIANO - Anche la prigione servita.

DONATELLA - A raccglierti! A farti sperare!

GIULIANO - Vero. Ma da questo momento t'inizia la vera lotta col dubbio.

DONATELLA - Che dubbio, ormai?

GIULIANO - Ho bisogno di uno studio luminoso, fra la neve. Col camino in cui crcpiti il fuoco, e dinanzi al quale le modellesi scaldino... Mentre la mia tela si popola di forme e di luci, come se la forgiassi a scalpellate, invece che col pennello...

DONATELLA - Lo avrai. Lo avrai...

GIULIANO - E questo sar l'esperimento efe. finitivo. Se la capaciti di creare, di far rivivere me stesso, rigermoglier dalle mie mani, allora, solo allora, torner in circolazione...

DONATELLA - Condizione indispensabile?

GIULIANO - Potrei forse sopravvivere alla mia gloria eli artista?,,. Mi apparter a rislvete questo atto di fede. Promettimi che;, nemmeno tu, verrai a turbarmi?

DONATELLA - Te lo prometto,(GIOVANNA e MEDICI tornano a quello punta dalla loro visito).

GIOVANNA - Ohe! Innamorati! Abbiamo fatto il giro di tutto l'Ospizio!... Ho distribuito i mici doni... Avete finito di confessarvi?

GIULIANO - (scherzoso) Non sono ancora pronto per la comunione... Ma per il matrimonio... si...

GIOVANNA - Alla buon'ora, Eia tempo die tu ti decidessi,,.

MEDICI - E alla messa? La perderete. cominciata da un pe/seo...

GIULIANO - Ho celebrato in altro modo l'onnipotenza di Dio,,,

GIOVANNA - (ha lasciata spalancata la vetrata del giardino; dalla quale giunge, come in una specie di sogno, a traili, il suono dell'organo lontano, ma percepibile) Arriva anche qua, il suono dell'organo. Sentite che effetto! Commovente..,

DONATELLA - Lo portiamo con noi, il nostro Giuliano?

GIOVANNA - A me, il suocerone, non ha voluto dir nulla!..,

GIULIANO - E ce ' bisogno? Eccoci qua!

GIOVANNA - Attento alla vendetta! Ti rapir!

DONATELLA - Vuoi venire dunque? 11 professore ti d il permesso, vero?

MEDICI - Il mio compito finito.,.

GIULIANO - No, no, troppo presto! Lasciatemi il tempo di rasserenarmi. Sono tutto stordito... vi ringrazio...

GIOVANNA - Domani?

DONATELLA - Veniamo a prenderti domani?

GIULIANO - Domani!

GIOVANNA - Ti far la corte, sai?

GIULIANO - Sar irresistibile...

DONATELLA - Allora arrivederci, Giuliano. Siamo d'accordo.

GIULIANO - Arrivederci, Donatella. (Le bacia la mano con la grazia antica),

GIOVANNA - E a me?

GIULIANO - E a te, bertuccia... (Le apre le braccia).

GIOVANNA - Intesi?

GIULIANO - Intesissimi.

(DONATELLA e GIOVANNA escomi, seguite da Merki).

(GIULIANO t/a verso le porta, da dove saluta con le mani, finch gli altri sono scoiti' parsi, ft rimasto mo. Silenzio. S'ode ancora il suono dell'organo, celestiale, lontano; l'elevazione).

GIULIANO - Vivere? E proviamo! (Alza le spalle, contento, sereno, attraversa la set-n, per uscire).

TELA

ATTO SECONDO

Un salone d'albergo novecento, dal quale, attraverso vetrate ai fondo d sinistra e di destra, si indovinano altri salotti. Infatti, in fondo s Mia t l'azione durante l'intero atto, figurativa, si svolge indipendentemente da quanto avviene in scena. A destra, i tavoli di bridge. A sinistra, il corridoio dei passi perduti. E la grande scala che conduce in alto. Ma il primo piano tutta avvolto da una tue calma e riposante, mentre la salo da ballo m/vampa, quella da gioco arde, ed il passaggio di sinistra e livido. A destra, avanti, tn un incavo della paretet illuminato a s, quando sulla scena s fa buio, c' un divano, un cantuccio discreto, isolato, che rimane vivo come se fosse fuori dal campo d'azione, al quale fa da sfondo un immenso specchio. Agii angoli della scena, pronti ad aprire e richiudere le vetrate della sala da ballo, fanno da sentinelle decorative e rappresentative, due negri avvolti nello sciammo rosso.

HAZIZA - ( seduta a un tavolo di sinistra e fa il cos detto giuoco delle carte. Intorno a lei il signor Mr, la signora MR, Bum) Il giorno migliore il venerd. Ma non bisogna abusarne.Da noi, in Egitto, ci credono tutt... Tagli il mazzo, signora,..

SIGNORA MOR - Sia discreta, principessa. Non vede la faccia di mio manto ? (Puma in un lungo bocchino bianco e oro).

BUM - All'aroma d'i paallaf pi contento del solito...

SIGNOR MOR - Che cosa intende dire?

HAZIZA - Vedo, Ma, dietro questo quadrato, il destino corre come in una pellicola cinematografica. E l'eterno triangolo dell'adui terio^ofne sono sempre rossi questi cuori!) appunta i suoi cunei... una donna nera vicina a un fante che la desidera, mentre la regina si strugge d'inutile gelosia.

SIGNORA MOR - E tu mi tradisci I... In fondo l'imbecille sono io... La stupida tono io!...

HAZIZA - Secondo le cane, non c' possibilit d'equivoco. Il marito, l'amante, la moglie. la" trinit perfetta.

SIGNOR MOR - Dove?

HAZIZA - (indicando nel giuoco) . Qui. questa: la donna che con lui...

SIGNOR MOR - Bella?

SIGNORA MOR - Ed ha il coraggio di lamentarsi? Di fare il geloso? Grazie, caro mio!

SIGNOR MOR - Ora non esageriamo con le sciocchezze, principessa!

HAZIZA - bionda. La prego, signor Mri Nessuno ha mai messo in dubbio le mie profeze...

SIGNORA MOR - Ma scusi!! Lei afferma...

HAZIZA - Io non affermo. Dimostro... Ecco le carte. Tre assi: ira di Dio. Cinque di quadri: gelosia. E il re di fiori: spiegazioni fin che ne vuole!

SIGNOR MOR - Ma che storie!?... (Alla moglie) So bene che il tuo amore e la tua fedelt possono adombrarsi alle apparente... Ma ti giuro...

SIGNORA MOR - Chi ti ha chiesto un giuramento? O di giustificarti? (Indispettita) Io non ti amo e non ti sono fedele.

BUM - Esagerazioni!...

SIGNOR MOR - Attenta alle pregiudiziali azzardate. Sei troppo onesta...

SIGNORA MOR - E come lo sai?

SIGNOR MOR - (imbarattato) Lo dicono.

BUM - Le solite calunnie. Verifichi come ilmondo stupido e invidioso.

SIGNOR MOR - Lo sa anche lui...

HAZIZA - (che ha continuato il suo giuoco) E poi, per quanto la riguarda, la fedelt, qui, risulta... inoppugnabile...

SIGNOR MOR - Vedi?

SIGNORA MOR - Fedele? Dicono anche questo j maligni?

SIGNOR MOR - Veramente, non ricordo...

BUM - E nemmeno io. Ma quasi tutte le donne oneste sono... infedeli. AH'anema d'a paalla!

HAZIZA - Per tutto finisce bene. E con reciproca soddisfazione. Ecco l'allegria. Un viaggio. Abbondanza... (Tira su le carte che mischia ancora) Avanti a chi tocca. Yalla (Fa cenno alla signora Mr di alzarsi),(La porta di fondo si spalanca, aperta e richiusa dai due negri. Appare GIOVANNA a braccio di due ballerini). Vuole che facciamo la controprova?

SIGNORA MOR - (si alza e lascia Ubero il posto) Grazie, Haziza. Due ballerini alla volta, GIOVANNA?

GIOVANNA - Per non peccare, signora Mr... Uno controlia l'altro,

SIGNORA MOR - Tirando l'acqua al proprio mulino.

SIGNOR MOR - (si alga a sua volta) Per placarti, bisogner che ti conduca a ballare...

SIGNORA MOR - Ma non con te, caro! Non voglio fare brutte figure,., (Uno dei due cavalieri dai quali

GIOVANNA - s' sciolta le fa un inchino. La signora Mr prende il suo braccio. Via dal fondo).

HAZIZA - C' pi nessuno, che abbia curiosit?

GIOVANNA - lo, principessa Haziza.

HAZIZA - Un cocktail, e taglio le carte per l'ultima volta.

BUM - In cauda venenum . Come lo volete?

HAZIZA - Infernale. Wisky, gin, angostura, due foglie di menta, polvere di cannella: Alex and Charlie,

BUM - Vi servo. (Va ad un mobiletto d mogano, prende il necessario per la miscela),

HAZIZA - Vuole alzare? Con la sinistra,

GIOVANNA - (eseguisce).

HAZIZA - (mischia intanto le sue carte e te dispone).

UN GROOM - (si sofferma sulla soglia di sinistra con un vassoio di telegrammi, cantilenando un nome) Signor Medici! Signor Medici!...

BUM - Non c'.

UN GROOM - (attraversa - via - si sente ancora la sua voce che chiede).

UN GIORNALISTA - (esce dalla sala del bridge, rimane un momento al mvola di Haziza - via a sinistra).

SIGNOR MOR - (in piedi, vicino al gruppo) -Chi sconta i peccati della madre?

BUM - (con aria d sufficienza) La natura. (Ha finito di confezionare il cocktail. Lo versa. Lo serve).

HAZIZA - Ecco, figlia mia... (A Bum) Vi ringrazio. ardente. Come il destino di GIOVANNA (A GIOVANNA) Il solito viaggio. Due uomini che vengono a parole. C' lotta. Una intrusa th tenta di fare del male. Chiacchiere. Quattro di fiori. Un letto: una malattia o un matrimonio...

BUM - Si equivalgono.

GIOVANNA - Che cosa ne sa, cattiva lingua? Parla per esperienza personale?

BUM - Sono celibe...

UN BALLERINO - (improvvisamente si affaccia dal fondo, ad annunziare) C' Meazza, che balla.

(Fuga generale, Le carte rimangono abbandonate sul tavolo. Scompaiono tutti. HAZIZA GIOVANNA- Un ballrrino - Uno usi due cavalieri - nel salone. Il signor Mr, si ferma alla vetrata).

BUM - (m mezza alia scena) Signor Mr! Vede che fatica sciupata?! (Mostra i eotkj taili abbandonati) Mi aiuti lei, a bere. Che cosa pensa di

GIULIANO - Strada? (Gli verta dallo shaker).

SIGNOR MOR - Sembrano tutti ammattiti...

BUM - Fa questa impressione anche a lei? Cin cin!

SIGNOR MOR - 11 successo e l'apoteosi. Troppo presto. (Alta il bicchiere e beve).

BUM - Gi. Prematuri : non ancora morto. C'era lei al banchetto?

SIGNOR MOR - E come! Hanno annunziato che alla vernice sono stati stati venduti tutti quadri esposti. Credo che la met siano andati a un mercante parigino... Un milione...

BUM - Quanto?

SIGNOR MOR - Eh... (Come dire: che cosa vuole eie ci faccia"?),

BUM - Ma se l'America non compra pi?!... In obbligazioni del monte di piet di Baiona!

SIGNOR MOR - Tutto possibile...

BUM - Bisogna convenire che Strada davvero un fenomeno di potenza. E che Medici, un giorno o l'altro, ci avr per clienti,.,

SIGNOR MOR - Meglio tardi che mai. Ma stupefacente.

BUM - Lo dicono anche le sue modelle. Ce n'era una, qui. L'ha vista?

SIGNOR MOR - Donatella?

BUM - Macche11 Quella la protettrice. La bionda scollata fino al... Tutta in nero!...

SIGNOR MOR - Interessante? Una sigaretta? (Offre il suo portasigarette aperto).

BUM - Magnifica. Grazie, (Prende per accendere - accende).

SIGNOR MOR - (facendo segno con la mano) Quanto?

BUM - Chieda alla principessa. A piacere.

SIGNOR MOR - Allora degna del pubblico di stasera. Tutti milionari.

BUM - Ma non creda che siano venuti qai per

GIULIANO - Stradai II pittore la vetrina di Medici. Sono d'accordo.

SIGNOR MOR - Possibile?

UN GROOM - (passa come prima, con un vassoio di telegrammi) Signor Medici! Signor Medici!

BUM - Ma scusi... ogni cinque .minuti, passa

UN GROOM - con una valanga d telegrammi, che vanno a finire da un segretario...

SIGNOR MOR - MEDICI - ha risolto la crisi.

BUM - Glielo dico io.., E perch non gli proponiamo uno societ per lo sfruttamento del sistema?

SIGNOR MOR - Troppo tardi. Ha ricevuto non so quante offerte: dalla Germania, dall'Inghilterra, dal Giappone... Se si ferma qualche giorno, vedr che pellegrinaggio! Perch i giornali, ci sono caduti tutu. Hanno fatto una reclame!...Americanate, creda a me. Non c' seriet!...

BUM - Ma oltre al risveglio dell'energia?...I quadri?, Lei dubita?

SIGNOR MOR - Non dubito niente... (Secca) Vuole che gli faccia una proposta? A MEDICI?

BUM - Proviamo, Urta tourne, in lutee lecapitali del mondo. Senza condizioni...

SIGNOR MOR - Vado a cercarlo. (M& s ferma,' perch ricomparsa la moglie dal salone).

SIGNORA MOR - Siete qui, antipatici?

SIGNOR MOR - Tenga compagnia a mia moglie... per piacere. (Via),

BUM - S'immaginila (Alla,signora) Quandoverrai da me?

SIGNORA MOR - Mai pi...

BUM - A che ora?

SIGNORA MOR - Mai pia. Sai che cosavuol dire?

BUM - Che sei in dubbi: se domani o dopo domani... all'ora tale... Che ora deliziosa!

SIGNORA MOR - Mai pi, e uosa cos definitiva: una lapide di cimitero.

BUM - Allora?... Capinera? Usignolo? Gorgheggia...

SIGNORA MOR - (sorridente, provocante, quasi offrendosi) Mai pi...

BUM - (afferrandola e baciandola siti "callo)D'io, come sci dolce!

SIGNORA MOR - Ghiottone, sei pazzo?. Potrebbe entrai qualcuno.

BUM - -' Scusa, perch dovrebbe entrare qualcuno proprio mentre ti bapio"? (Continua a baattec/iiarla). La signora M6k - Vedi? L'avevo detto.

GIULIANO - (viene dallo scalane segmfp dal Giornalista, da Donatella, da Medici).

BUM - -All'anema d'a paallat... (/, due fi squagliano in fretta ostentando la loro aiiin~ voltura).

GIULIANO - (al Giornalista) -, Questa volta,l'intervista gliela concedo -di cuoe... Donatella' - Venga. Ci- rifugiamo in. Unangolo. Assiste anche tei, Medici?

MEDICI - La mia presenza nqn necessaria. Gli ammiratori mi asfissiano. I clienti 'mi soffocano di attenzioni... Non vedo l'ora di fuggirmene...

GIULIANO - Sedetevi. E scusatemi se rimango in piedi. Sono in piena vertigine. Avete avvertito che tri chiamino qui, quando dovr parlare allsf radio? Msdici (guarda l'orologio) Che serata! Leundici..

DONATELLA - Siamo tutti storditi...La parola al Maestro,

GIULIANO - (comincia'a passeggiare sti e.gi, davanti al gruppo .seduto) Che cosa vuole?

IL GIORNALISTA - Una definizione della suaarte, ulama maniera.

GIULIANO - Sta bene. Qualche cosa, in certo senso drammatica, vivente, operante, che d modo di comprendere l'artista, consentire con lui, pei'k spinta ntima e umana che riconosciamo egli abbia avuta. Per-ci': non decorazione, n calligrafia, n opera d'intarsio, a deformazione, n moda, n l'inguaribile debolezza costituzionale delle esperienze e del dilettantismo..:

IL GIORNALISTA - La verit...

GIULIANO - Certa. La cosi detta evasione dalla realt mi fa ridere, malgrado, personalmente, e non per merito mio, ne sia un esempio documentario;,. Le basta?

IL GIORNALISTA - Scusi... Lei ha visto Romadopo venti anni. Che impressione?

GIULIANO - Infanil... Dove; erano le catapecchie sordide, ho veduto le vie trionfali. Un germoglio d'altra vita. L'innesto civile. Ed! al balcone, in cui m'apparve un giorno !o spettro dell'ultimo ambasciatore d'Austria, s affacciato un uomo dalla fronte pallida e quadrata, che mi sembr dominasse, .per la grazia di Dio, eli .uomini e la terra, mentre passavano le sue legioni cantanti...

IL GIORNALISTA - Benissimo, Ed ora, una parola per gli accusatori...

GIULIANO - (sbuffando) .' A coloro che hanno messo in dubbio l'autenticit dei mici quadri, e si sono-chiesti perfino chi li avesse dipinti ho risposto: mio ziol, senza preoccuparmi d'altro.

IL GIORNALISTA - Ed ima per gli avversari.;,

GIULIANO - A coloro che hanno criticato le mie figure, composte nel sentimento nel,-l'intelfigenza, senza la 'ricerca viziata dei piaceri virivi e l'appagamento dei sensi, ho domandato : con Te donne che avete dipinto, colossali, dai piedi a spatola, dai toraci che assomigliavano a costruzioni razionaliste, dalle rnati enormi amputate da chi sa quale castigo di Dio, andreste, a dormire un sonno tranquillo, sotto le coperte? Io,'no! Avete visto la mia modella? Quella ciccia e ve'ritlin

BUM - (rientrando, si ferma ad ascoltare, poi, prorompe secondo il suo sfililo, e se ne va) All'anema d'a paalla!...

IL GIORNALISTA - E per concludere?

GIULIANO - Dir che .la mja vittoria di oggi dimostra che necessario uno sveltimento delle forme, del colore, dcllr#ottariza; una maggior liberti di indagine, pur rimanendo nella statesi mirabile dell'ottocento. La scuola, la- metafisica e la" tecnica non contano nulla, purch ci sia l freschezza dell'ispirazione) Per quanto si riferisce all'arte. Il rimanente, appartiene alla realt scientifici: rivolgersi a Siro .MEDICI qui vivo e presente, ohe, soltanto, oggi, ha ricevuto milk richieste telegrafiche di ringiovanimento,,.'

IL GIORNALISTA - Straordinario! GIULIANO, E gli, faranno, un monumentod'oro!

UN GROOM - (accorrendo) La radio! La radio!

GIULIANO - Pronto.

IL GIORNALISTA - L'accompagno. Prender altre note...

DONATELLA - ottovoce a Medicj che si purealzato) Tu, no!

GIULIANO - D che parte?

UN GROOM - - Di qua, maestro; (Si ta << Pare lo segue).

GIULIANO - Vi ritrovo? Con permesso. (Viacol Giornalista).

MEDICI - Che c'?

DONATELLA - tutta la se/a che ho desiderio di rimanere un attimo con t. Ho la febbre.

MEDICI - Sei eccitata. Convulsa.

DONATELLA - il miracolo. Te l'ho carpito.Non andartene.

MEDICI - Ma perch fai eot?

DONATELLA - Prendimi fra le braccia e non chiedere. Sono una povera cosa illuminata di sole. Tutto quello che ti "circonda mi turba. Tutto quello che ti distrae mi avvelena. Amore mio! Ambre mio! Amore mio!

MEDICI - Andiamo, calmati. Bisogna curarequesta malattia.:.

DONATELLA - (con infinita tenerehsd) Se mi costringi a nasconderla?! E stasera vorrei dirlo a tutti r sono felice, tremo, di dolcezza e d'orgoglio. Vorrei gridarlo a tutti: quest'uomo che ha dominato la vira, mio! E nessuno pu togliermelo,..

MEDICI - (accarezzandola, pcrtttasivy Piccolecrisi appassionate di vanit...

DONATELLA - -Me lo leggeranno negli occhi!... Tua moglie, per prima. (Pausa - supplichevole)Nm lasciarmi sola...

MEDICI - (c. ,) Devi ragionare.

DONATELLA - E li amerci csi?.

MEDICI - La gelosia logora l'amore. Donatella^ Intanto, te n'andrai. Rientrerainella tua casa. Con leil

MEDICI - Non fate della mia virt .una miseria...

DONATELLA - Vedi, come sono? Mi chiedo; perch non l'ho conosciuto prima d'ora? Vorrei averti incontrato fin da bambina.

MEDICI - E poi?

DONATELLA - . Forse ti avrei voluto bene in unaltro modol

MEDICI - Pi tranquillo? Mi piace.

DONATELLA - Non so. Diverso. Talora non posso trattenermi dall'mmaginare. come certe .donne debbono essersi comportate con te... Il solo-pensiero mi fa soffrire...

MEDICI - E perch vuoi soffrire?

DONATELLA - una pazzia chiederti troppo. Mi prometti tutto, e non aedo a nessuna delle tue promesse. Ti ho detto io stessa che non intendo legarti in alcun modo... E poi... Dimmi almeno che stasera non tornerai a.casa tua. Sarei contenta di saperti alla clinica..'. Mi contenterei d questo... Sono tanto sciocca, ^eh?..,

MEDICI - Non bisogna, Donatella. A che giova far male agli altri?

DONATELLA - (daotMmeatt) Gi. TI preoccupi soltanto di 'lei.,. Ti ha abbandonato a me, per poterti tenere ancora.

MEDICI - Che dici?

DONATELLA - -' E forse pensa che tornerai... Trascinerete la vostra catena e vi consolerete... Disperatamente... Mentre io....

MEDICI - Perch tormentarti? Sii la donnaragionevole che desidero...

DONATELLA - Non ne.ho pi la forza. La tua dolcezza fredda mi fa troppo mate. Mi consideri un'ammalata, alla quale prescrivi il farmaco magnifico della tua persuasione... a piccole dosi.

MEDICI - E che vuoi? Lo scandalo?...

DONATELLA - Vivere ctn te...

MEDICI - Far morire il mondo dalle risa? DoNATitXA(r/ scioglie, improvvsatnmle ne mica) Che m'importar Purch mi aiuti a portare "questo mo cuore cosi pesante..,

MEDICI - > Par dire ai miei colleghi: Quel padreterno di Medici, sar un.grande, scienziato, o un ciarlatano, se vuoi! Ma come uomo? Alla larga dal re dei patriarchi!.... Donatella- Discuti ancora di morale, e ilmondo putrefatto!

MEDICI - . Per chi. non ne subisce le leggi;

DONATELLA - Tanto vero che tua moglie ti aspetta.., appena uscito dalle mie braccia... E ti riprende... La conveneriza le insegna a transgere!... Come a te...

MEDICI - l'interesse comune,., Gua' a.varcare i limiti del nostro pregiudizio.

DONATELLA - (ironica, aggressiva) E allora?Affogare nell'ipocrisia, vero?

MEDICI - Vecchie storie! Vecchie parole! Lalibert? Chi ci crede?

DONATELLA - Ho tanta voglia di mettere a soqquadro il pantano! Di tornare a galla, a preridere aria...

MEDICI - Kfon essere egoista...

DONATELLA - Questa rassegnata stanchezza pi dolorosa dell'indifferenza.

MEDICI - Calmati. Cerea di essere umana. DI non tradite a tuo pensiero con delle paiole pi grandi di lui.

DONATELLA - Intanto, te rie andrai. Semariguardi. Mi lasci loia. Minici - C' tua sorella...

DONATELLA - L'hai trovato il paravo) pernaiconderti !

MEDICI - Ad ognuno la tua maschera. A ole, la mia caia. A te.

GIOVANNA - . Perch' drammatizzare?

DONATELLA - Mia, sorella e

GIULIANO - 1 Mentire con tutti e due. Assistere all'adorazione del vecchio, che mi avvolge e sta per esplodere. Chiudere le orecchie, per non ascoltare quello che non voglio. E soffocare per non dire quello che vorrei.., Su-. bire in silenzioI Rodersi di tormento!

MEDICI - >- Ad bgnuno la sua maschera, ti ripeto.. A che erve la verit?

DONATELLA - Ti credevo coti in altol Minici - Ed invece, la vita un'altra cosa, da che gli uomini sono condannati a vedere il mondo a sezioni..,

GIOVANNA - (entra) - Mammiral MammitalDony!

DONATELLA - Sono qui,

GIOVANNA - . (Ricomponendosi,, ma ancora nervosa) Vieni, vieni a sentire l'ultimi teoria di Modici! Il mondo a sezioni...

GIOVANNA - Non credere alla sua dottrjna: buona soltanto per gli altri... Ti vogliono per il bridge.

MEDICI - Una semplice constatazione.. C' chi concepiste la vita attraverso l'arte. Chi atti averso la politica, o la scienza, o gli ai-fari, o la miseria, o l'amore, o la sola- attiviti personale...

DONATELLA - O la sofferenza...

MEDICI - SI. Ma a strati. Non ne afferreranno mai il panorama generale. Si direbbe che la vedano con u,n occhio chiuso.

DONATELLA - Alla larga da coloro che hanrtoletto un libro solo, eh II Medici' - Invasati, prdono il controllo di sestessi.

DONATELLA - La teora, una...

GIOVANNA - E lei, con tutti questi discorsi,la fa soffrirei

DONATELLA - (con un dola.tono di rimprovero)GIOVANNA!

GIOVANNA - .- Crede che non me ne accorga? Stasera, poi! Guardi in.che orgasmo! Stia attento, sa?, che a lei gli occhi li cavo tutti e due! Cosi, non' la vedr pi, nem meno a sezioni; la virai...

MEDICI - Ma che ti prende, belvetta?

GIOVANNA - Guardi che cosa ne fa?

DONATELLA - (un po' risentiti, ma senta eanvinxiotc) Ma... GIOVANNA?!

GIOVANNA - Eh... Bisogna pur dirla la verit, ad un certo momento. Ed anche se mi considera una bambinona,- non potr impedirmi di difenderti.

DONATELLA - (pia calma) Nessuno mi minaccia. Non devi difendermi da nessuno. Vedi? Sorrido...

MEDICI - Che c'entri tu, nella vita, di tua sorella? Non occupartene.

GIOVANNA - il mo dovere. Non m'intimorisce mica!

MEDICI - Oh! queste amazzoni iti erba che s credono in diritto di poter giudicarci..,

GIOVANNA - E vna crudcltal

ERCOLE - (preceduto da un groom) Scusino...

MEDICI - (GIOVANNA) Riprenderemo il discorso. pi serto che tu non creda... (Via).

GIOVANNA - Vieni, Dony.' (Per andarsene anche' loro),

ERCOLE - Cercavo GIULIANO Strada... (// groqh s inchina e se ne va).

GIOVANNA - Sta parlando alla radio. Ma torna. (A Donatella) Hai un vio che fa paura, Ricomponiti... ti prego...

DONATELLA - (tira fuori il suo specchio, ti rossetto),

GIOVANNA - Si accomodi. Che cosa desiderava? Pu dirlo a me?

ERCOLE - Oh, niente... che possa interessare... loro... Una cosa inuma.... personalissima.

GIOVANNA - Come crede. (Un siUnso) Pu attenderlo, allora.(5/ scntona le mei, fuori. E GIULIANO riappare, da sinistra, seguito da molte persone).

DONATELLA - (ricomponendosi) qui che arriva,

GIULIANO - Ora li mando va tutti. Soffoco. Torno alla montagna. (Dalla soglia, agli aetoptpagnatori) Arrivederci. Domani. Mi ricorder... Grazie. (Viene avanti, AttfM

GIOVANNA - (a Giuliano) Qualcuno ti cerca.Andiamo, Dony... (Via).

GIULIANO - Ancora ? una persecuzione.(Supplichevole) Non roi lasciate solol...Ercole (avantndosi -. con un filo di foce)Pap...

GIULIANO - Che? Divento anche padre,-stasera? Non ho pi figli, signore mio. Mi rincresce. Ercole (gli si avvicina, fa un movimento: come"ai ehi stesse per cadere in ginocchio) Pap.

GIULIANO - (lo afferra per le spalle. Lo guarda) Ercole! (E lo trattiene per chiuderlo fra le traccia) Ercole mio! E tornato mio figlio! tornato mio figlio!... Caro... Quanto tempo .passatoi... Sei qui.. Sei qui... Ekcole . Finalmente,,,

GIULIANO - Non 'dirmi nulla. Non dirminulla. Sci qui, Ed tutto.

ERCOLE - Ho invocato tutto il mio coraggio.

GIULIANO - Ed io non ti attendevo pi. Qualche volta, ho pensato: dove sari? Che fari? 0 la lontananza l'ha travolto? -Ekcolk - Ed ero qui.

GIULIANO - Da quando?

ERCOLE - Da tre giorni, mi aggiro come una ombra nei saloni dell'albergo... Ora s'accrge di me,' pensavo! Credo che sarei caduto per terrai

GIULIANO - Credi che avrei potuto odiafti?l Ercole - Quando ho inteso! la tua voce, ieri...Sei pattato l'nel corridoio... Mi hai quasi sfiorato... Dio!...Non mi vede.. Non rrii sente...Non mi perdoner p).

GIULIANO - Ed.invece posso tutto compren.dcrc... Tutto scusare...

ERCOLE - Anche. l'ingratitudine?

GIULIANO - Anche il tradimento... Se no, ache servirebbe la mia saggezza?... .

ERCOLE - Ma doverti affrontare?!... Mi pareva insuperabile... Invece, cosi templice umiliarsi. Mi sembra d'essere fra le tue braccia da sempre.

GIULIANO - E cosa hai Catto tutti questianni?

ERCOLE - Ho sofferto, pap...

GIULIANO - Che curiosa impressione: sentirsi chiamare cosi... Pap. Dopo unto tempo, sembra una parola nuova, inventata a posta... (Ha un riso amaro). Ercole (dolorosamente) Perch ti ridi di me?.., T sono venuto incontro con sincerit, ai cuore apeno...

GIULIANO - Non avevo intenzione di offenderti...

ERCOLE - Mi guardi... mi guardi... Hai dovuto vincere in te un senso d'inimicizia...

GIULIANO - Forse. Ma passato. Un riflesso di uragano. (Un siktnmo) E noti mi chiedi?

ERCOLE - Sei come quando ri ho lasciato. Forse la vita ha subito un arresto...

GIULIANO - Infatti. 'P,red4atoen(t, arido) Ce una parentesi' oscura, che non i necessario indagare!...

ERCOLE - Perch questo sarcasmo freddo? Midisanimi. Perdo ogni speranza...

GIULIANO - Sciocchezze, La speranza e il male che, prolunga il nostro tormento. Ma tu? Ma tu? Per Djol Lascia, che ti guardi bene in viso. Che ritrovi i tuoi occhi. Che risenta la tua voce di fanciullo--

ERCOLE - Ecco. Cosi, mi rinfranchi...

GIULIANO - Sei mutato! Sei un uomo...

ERCOLE - Ammalato di malinconia e d'espe-riermi.

GIULIANO - Hai gi dei capelli bianchi. Non stata .facile- la tua corsa per il mondo, figliolo.

ERCOLE - Mi ha logorato, lo vedi.

GIULIANO - E non sei tornato prima? Nont'importava nulla di me?

ERCOLE - A .che cosa sarebbe servito? Ci sono voluti tanti anni, per decidermi a superare l'abisso. cosi difficile spiegare certe cose. Non si sa mai come prenderle. Pungono l'anima, e ci fanno intristire di pi...

GIULIANO - Per questo, bisogna varcare la zona grigia, Poi, quando si colmata la distanza, s ritrova il vecchio cuore fanciullo. Non esiste pi nemmeno la solitudine. Tutti gli angoli della propria esperienza sembrano pieni di chi sa quali rinunzie." E non vero. Insensibilmente, a poco a poco, si sostituisce il volt delle proprie illusioni. E l'abitudine riempie il vuoto di tutte le imboscate... Ti sei fatto troppo grande. Vieni, vieni. (Lo ha trascinalo per mano, come un bambino, fino a una- poltrona. Lo ha fatto sedere. Si seduto vicino a lui) Potevo chiudere meglio questa mia serata di trionfo? Voglio sentirti con tutta la fiducia e la confidenza di allora... Accidenti ai vecchi, che ' debbono sempre invocare il passato!... Ma che cosa hai fatto fino a stasera?.-.- Dimmi.

ERCOLE - Sono scivolato su tutti gli inferni. A Parigi ho perfino sciacquato bicchieri Ih un restaurant. A Londra, ho scaricato il carbone, nel porto. In America, suonatore di jazz. E prima, cameriere di' bordo, L'avventura dell'esilio. L'ignoto. Ora vado ai pozzi di petrolio del Caucaso... Se la fortuna non 4 femmina, forse suonata la mia ora.

GIULIANO - Bravo! L'indipendenza. In questo, ti' riconosco!

ERCOLE - SI. Come te.

GIULIANO - E se sei qui, i perch non. hai bisogno di GIULIANO Strada, e' puoi infischiarti della sua celebrit. Gli uomini della mia razza hanno saputo soffrire la fame con dignitosa strafottenza, E se non si ha un buon padre, bisogna procurarselo! Ma ringraziamenti, a nessuno! Ci si rompe... piuttosto che curvare l schiena. Finch il colpo d'ala non ci riporti su...

ERCOLE - cosi, Prima sono fuggito. Ho continuato a fuggire. Il rimorso si sfocava coti la lontananza. .Le lagrime s'inaridivano, Ormai, ho il volto' bruciato e gli oc. chi impassibili.

GIULIANO - Che frasi a effetto mi stai diceir-do, bambino!... Quasi le prendo sul serio... perch mi scendono sul cuore... e non immaginavo che avrei potuto sentirle, pi. Invece, la provvidenza mi ha riserbato anche quest'altra torpreta!... Quel filibustiere d Strada, scrive la vita a pennellate di romanzo!... (Quasi con pena) E da,,, allora... sei rimasto solo?

ERCOLE - (sottovoce) SI.

GIULIANO - (sottovoce) Ti ha lasciato? Anche te?

ERCOLE - (fa cenno di s).

GIULIANO - (sottonoce) Non ne hai saputo pi nulla?

ERCOLE - (fa cenno d no).

GIULIANO - Ah, come vorrei credertiI (Ha ancora un grido, che gli esce dall'anima, suo malgrado) Perch me l'hai portata via, allora? Perch"?

ERCOLE - (fa un gesto vago).

GIULIANO - Ero cicco. Brancolavo. Mi sono vuotato come un sacco. La certezza di non saper pi lavorare. Il bisogno di con credere... 11 buio, capisci? fe stato come se, intorno a me, si fosse fatto buio per sempre. Perch vi sono donne che, qualunque ricerca si faccia, non hanno nulla dentro. Lo sai che sono semplici maschere! Ma la loro vetrina suscita con maggiore asprezza il tuo desiderio, Cerchi la loro anima. Contnui sempre a cercarla, ed a convincerti che la sensualit degli esseri e delle cose che imprimi alle tue opere derivi proprio da loro. Quando ti mancano, ecco che tutto crolla e ti distrugge, E cos, recapitato il mio dramma. (Pausa). Forse, stato bene. Forse, no... (Come se inseguisse un suo pensiero) Rondini di passaggio... Credi che si posino sotto la tua gronda. E se ne vanno a fare la covata pi l. ( in piedi, angosciato travolto dal ricordo).

ERCOLE - Vedi che non potrai perdonarmi...

GIULIANO - Giuro che non ti ho serbato rancore. Ti ho detto tutto.

ERCOLE - Non pi nemici... estranei...

GIULIANO - Colpa mia. Eh, s, colpa mi! Non si mettono insieme due ragazzi... Cosi...E quel mio amore urlante, quella mia passione insensata, erano una .specie d mostruosa caricatura davanti a voi... L'ho visto dopo. L'ho sentito dopo, tutto il ridicolo... Ma ormai...

ERCOLE - Due infelici, siamo stati, due infelici, papa...

GIULIANO - Basta che tu mi chiami cosi, che la malinconia e il dolore se ne vanno. (Improvvisamente dolce, tenero, paterno) Sei ancora il mio ragazzo, nella casa rimasta, troppo presto senza una donna. (Pausa) Eppure si pu ancora vivere bene! E questa e la fede migliore. Perch senza di essa non si potrebbe nemmeno vivere male...Chi pu essere il nostro giudice? Nessuno... Bisogna subire e resistere! Umiliarsi e resisterei Curvare la fronte e resistere! Fino a quando no ci si sfianchi come cavallacci da corrida, ed ogni cornata del destino non venga a cercarci nella pancia per l'ultima vlta...Ma questo non conta. (Un altro silenzio) E come hai saputo che ero qui?

ERCOLE - I giornali. La radio. Durante il viaggio...

GIULIANO - GIULIANO Strada redivivo!

ERCOLE - Da per tutto si parla del tuo miracolo...

GIULIANO - Se no, non saresti venuto,.,

ERCOLE - La traccia... Ho seguito quel filo, che mi riconduceva.

GIULIANO - (come riprendendo un suo pensiero) Quando non si ha uri buon padre, bisogna fabbricarsene: unol lo non sono stato un buon padre... Tu non sci stato un figli migliore di me. Ma ora cerchiamo, con la pi irreprensibile buona volont, di rie. struirc una qualsiasi architettura familiare... attraverso una comune amarezza...

GIOVANNA - (entra ad interrompere la scena)Giuliano... Hai finito?

GIULIANO - Ah, GIOVANNAl Vieni. (Paura) Tipresento mio figlio...

GIOVANNA - (meravigliata) Ercole?

ERCOLE - (si inchina, senza avvicinarsi).

GIULIANO - S. Lui, (Ad Ercole) Sai quante volte abbiamo parlato di te?!

GIOVANNA - Infatti... Ho tanto piacere che siate tornato...

GIULIANO - E tua sorella?

GIOVANNA - S Stava accomiatando dagli amici. Ora verr a salutarti prima di salite...

GIULIANO - Non lo trovi straordinario questo suo ritorno improvviso? Ma tutto e cosi bizzarro intorno a noi!... Perch... perdere un'amante e nella logica delle cose pi semplici. Ma un figlio? I... E poi... La lacuna... C'. fra noi una lacuna riempita dal caso... (A GIOVANNA) Diglielo tu...GIOVANNA Vuoi fargli la predica, ora? Consolati, che ti vicino.

GIULIANO - SI. Ma che sappia! C' la decadenza miserabile che non ispira pi nemmeno piet, L'ospizio dei vecchi. La camerata, che sembra il crogiuolo della morte, nella quale passi i giorni, spiando nel vlto del tuo vicino segni della fine che s'avanza in te stesso.

GIOVANNA - fe finita, Giuliano... Perch pensarci ancora?

GIULIANO - Ci sono le notti dell'insonnia, uando gii occhi rimangono aperti, inchi ati nell ombra, per la paura die si chiudano davvero. Il riposo! La pace! Che ce io vengano a raccontare a noi, questi umanitari da strapazzo...

GIOVANNA - Perch riparlarne, se tutto superato? I

ERCOLE - Davanti all'evidenza!?...

GIULIANO - Il canto del cigno. Non illuderti, perch mi illuda. Si avvicini pure la fine, ed osserverai che hai dato ascolto alla voce della natura, che domina tutto co! piacere. La stessa vita> che ha il suo culmine nella vecchiaia, ha anche il suo culmine nella saggezza. Ebbene? Credi di andare incontro a entrambe sul medesimo versante? No. Torni indietro, perch hai veduto avvicinarsi la nebbia della morte... Ed ecco qui: Faust senza Margherita...

GIOVANNA - GIULIANO Strada, col diavolo in corpo...

GIULIANO - In una specie di ebbrezza cerebrale, che gli rivela, ad ogni ora che passa, un nuovo prodigio di cui meravigliarsi... Ho dovuto riprendere i miei vestiti, le mie abitudini di eleganza, i mici atteggiamenti di raffinato, per ritrovare tutto me stesso... In certi momenti, penso perfino di essere in preda a una tranquilla folla... E bisogna che mi guardi intorno per controllarmi, che tocchi gli oggetti che mi cir. condano, che mi affacci aduno specchio... Quasi mi verrebbe la voglia di prendermi a schiaffi, per eisere sicuro che il mio stesso dolore fisico un segno d realt...

ERCOLE - Papi...

GIULIANO - Vedi che non ho rinunasiato a nulla,,, E che non vorrei nemmeno rinunziare a te, ora che mi sei vicino.

ERCOLE - Ed invece partir...

GIOVANNA - Di nuovo? E tu non Io trattieni?

ERCOLE - Ma col cuore pi leggero. (Al padre) Quanto coraggio di vivere mi dar la certezza che mi vuoi ancora bene!?...

GIULIANO - Ma non subito!

ERCOLE - Domani.,. Prima che questa atmosfera di bont si disperda. (Un lungo si-lemo) Arrivederci, pap... (Si abbracciano) Arri vederla, signorina. (A Giuliano) Verro a vederti ancora... (Ecco che la sala da balio si andata vuotando lentamente sulle ultime battute della scena. I ballerini hanno attraversato il salone e si sono dispersi. I bue negri vestiti di rosso hanno spento le luci esterne, e se ne sono pure andati),

GIULIANO - Che sia felice, almeno! Pu camminare da solo. (Pausa) Se ne vanno tutti?

GIOVANNA - Sicuro. tardi.

SIGNORA MOR - (attraversa anche lei la scena da destra) Ha fatto chiamare l'automobile?

BUM - Agli ordini.

SIGNOR MOR - (cerimonioso) Dia il braccio a mia moglie...

BUM - Ahi Lei vuole?

SIGNOR MOR - (galante) . Lo ha fatto finora. Pu seguitare... (A Giuliano) Buona notte.

BUM - Contento lei... (Eseguisce, Via).

GIULIANO - '(si inchina) Che giornata da rei Vecchione primo riconsacrato! (Davanti lo specchio si guarda come se si studiasse).

GIOVANNA - Ti manca il trono e la corona.

GIULIANO - Un fenomeno. Un vero fenomeno!...

GIOVANNA - Ecco Donatella...Sia lodato dunque il creatore!

GIULIANO - E le creature.

GIOVANNA - Doy!. Ti hanno lasciata sola? MEDICI?

DONATELLA - . andato via...

GIOVANNA - Sei pi calma? Posso salire? Hai bisogno di me? Vuoi che ti accompagni?

DONATELLA - (guarda intorno confusa) Buon riposo, benedetta. (La bacia in fronte).

GIOVANNA - Arrivederci, maestro. Ma non ti prendo sul serio...

GIULIANO - Nemmeno io...

GIOVANNA - Buona notte, (Va).

GIULIANO - Ecco: tutto s'accomoda. Tutto si ricompone. tornato anche mio figlio. Gli uomini tornino sempre.

DONATELLA - E talvolta nessuno li riconosce.

GIULIANO - Lo sapevi?

DONATELLA - Mi ha detto Mdici. stato da lui, prima di venirti a vedere... Non abbiamo voluto turbare l'incontro.

GIULIANO - Ah!.,.

DONATELLA - Sei contento?

GIULIANO - Se ognuno di noi fosse obbligato a rivelare i suoi pensieri pi nascosti, anche quelli che non oserebbe confessare a se stesso?!.,. Meglio non parlarne... Piuttosto, che cosa dovrei dirti stasera?

DONATELLA - Non merito nulla. Voglio sedermi in margine alla tua gioia. Nulla ipi.

GIULIANO - Che gioia battuta dalla stanchezza! Te la restituisco. La mia vittoria 4 cosa tua.

DONATELLA - Tanto ti dovevo.

GIULIANO - divenuta una realt materiate. Hai lavorato con fede.

DONATELLA - Ah, questo st! Se anche dovesse attendermi qualche nuova amarezza, il bene di oggi sar indistruttibile. Non debbo rimproverarmi niente. (Un silenzio) Una seconda giovinezza cominciata in te: non bisogna disperderne le forze. A Iett) dunque ragazzo miol Siamo rimasti soli.

GIULIANO - Riordino le idee. Mi rassereno. Sono in tale tumulto. Ed ho un'arsura... (Suona un campanello).

DONATELLA - Hai bisogno di calma.

GIULIANO - Rimani un po' con me. Vieni nel nostro cantuccio. (La prende per mano, la conduce come una bambina) Ho tanto bisogno...

DONATELLA - (sorpresa) Di che cosa ?

GIULIANO - Di dire. Di piangere, forse. Ti medi qui? Mi ascolti?

DONATELLA - (sedendosi) Come sei strano! Timoroso e raggiante di felicita.

GIULIANO - Ecco; ri ho vicina ed ho paura.

UN CAMERIERE - (si presenta) Hanno suonato?

GIULIANO - S. Portateci da bere. Che vuoi prendere? Qualche cosa di molto freddo. Io un wisky. Anche tu?

DONATELLA - E sia l'ultimo della serata!

UN CAMERIERE - (ti inchina. Va).

GIULIANO - Bisognerebbe fermare la vita,

DONATELLA - Fermala!

GIULIANO - E la cascata riprende il suo cno. Rimbalza. Si sfrangia di nuovo. Chi pu contenerla ?

DONATELLA - La nostra fantasia.

GIULIANO - Donatella! Che abbandono di tenerezza ha il tuo nome! O la mia voce?

DONATELLA - la tua voce.

GIULIANO - Donatella! L'ascolto. E mi sembra che un sconosciuto parli dentro di me, e voglia sconvolgermi di curiositi e d'inquietudine, per farmi riflettere se mi manchi ancora qualche cosa..,

DONATELLA - Che gusto, voler soffrire! Tutta la tua intelligenza nel cervello, ora... se il cuore diventa cattivo e incontentabile...

GIULIANO - . Hai ragione. Ma noi vediamo le cose attraverso la nostra testa di uomini. Potessimo tagliarla...

DONATELLA - A che pr? Le cose rimarrebbero immutate...

GIULIANO - Stasera, per esempio, accaduto uno di quei fato imprevedibili, che, in condizioni normali, avrebbe potuto soffocare di commozione anche un elefante...

DONATELLA - Il ritorno di tuo figlio?

UN CAMERIERE - (ri ripresenta - depone davanti a loro il vastoio d'argento coi bicchieri, il ghiaccia, le bottglie. Serve) Desiderano altro?

GIULIANO - Niente altro.

UN CAMERIERE - - Posso spegnere le luci? Di l?

GIULIANO - Spegnete pure. E andatevene.

UN CAMERIERE (eseguisce, va Rimane soltanto illuminato l'angolo in cui sono DONATELLA e Giuliano),

GIULIANO - Parlavamo di mio figlio. Appunto: cuti lontano dalla mia sensibilit. Un assente. Che dico? Un'ombra. Come se guardassi in volto uno straniero, al quale mia piet paterna prestava la sua stessa angoscia meravigliata...

DONATELLA - Dici delle cose enormi...

GIULIANO - Ma sii Ma sii stato come perni fossi imbattuto in un estraneo all'angolo della vita. Ed anche lui, sai? Ognuno sentiva l'imbarazzo della presenta fisica dell'altro. E dividerci ancora, d ha dato un reciproco senso di liberazione. Ve. di, il male che fa pocer controllare i sentimenti di oggi, con la mentalit di allora?!... Vuoi che ti serva?

DONATELLA - Faccio da me. Vai contro le leggi della famiglia.

GIULIANO - (solleva il suo wisiy, lo guarda contro luce, mentre parta, poi lo tracanna d'un fiato) SI... le depositarie di un pensiero profondo, ma semplicemente preservativo. Comodo! Ci che certamente conta di pi, perch la morale non altro che una comodit: un'astrazione cio, inventata solo per servire i nostri comodi... Ah, questo ristora, almeno!

DONATELLA - Stasera sembri in mezzo a un oceano. Un'ondata sopravanza l'altra. Non puoi disccrnere...

GIULIANO - Meglio rimanere nelle mie montagne: Ira i quadri che non parlano e 1 cani che abbaiano. Buttarsi a tracolla un fucile, quando si sente la stanchezza del lavoro e andare a cercare nel ghiaccio la pista delle volpi infreddolite. Tornare, poi, dinanzi al gran fuoco del camino, a farti crescere una barba da patriarca, col fiasco a portata di mano, e la pipa per compagnia... E non avere che fantasmi nella memoria... di cui s'imbottiscono le tele come in un sogno... Questo sarebbe stato ed e l'ideale, non e vero? Ed invece, non tutto...

DONATELLA - Sei incontentabile. Che cosa puoichiedere di pi alla vita?

GIULIANO - L'uomo che ha il tempo dinanzi a s e un Dio. Eppure, mi sono destato con una ingordigia da affamato, e !a preoccupazione di dover smaltire in fretta i] festino. Quando non si crede in un ideale, ma lo si serve per vilt, bisogna divorarne i frutti a quattro palmenti, a costo di morire d'indigestione, malatta comunissima e venale... Per questo, tutto mi appare nuovo, diverso, interessante e necessario. Il fermento che mi lievita nelle vene, riaccende anche questa malata sensibilit che mi ha fatto sempre confondere la carne e lo spinto, il desiderio e l'amicizia... Donatilla - Giuliano?! (Addolorata e sorpresa) Perch? Giuliana - Che so! Mi sento cattivo. Siamo tutti cattivi, quando si prova la curiosit di un'altra pelle... l'angoscia senza fine di un altro spasimo.

DONATELLA - (angosciosamente) - Che liprende ?

GIULIANO - Ti parlo come un selvaggio. Ti spalanco un'anima primitiva che non ha pi ritegno. Ed al di l del bene e del male..,

DONATELLA - Ah, non voglio sentirti. Non sei pi l'amico che ho conosciuto... il confidente umile al quale raccontavo quasi tutte le mie pene.

GIULIANO - Non ero umile. Ero vinto.

DONATELLA - Non so pi che cosa risponderti.

GIULIANO - E che cosa ti dir che tu non intuisca?... Credi sia necessario che

MEDICI - venga a provarmi la temperatura, a controllarmi la buona a la cattiva digestione, a verificare la pressione del sangue, o i riflessi nervosi, per accorgermi che, col ridestarsi degli istind, considero la mia vita passata come se non fosse servita a nulla?

DONATELLA - Ah, Giuliano? Che pazzia!

GIULIANO - Chi dimentica? Dimmi. L'Istinto? Una donna pu aver partorito tante volte, e non trattiene pi, nemmeno nella memoria fisiologica, lo spavento di quell'urlo di bestia che l'ha rivelata madrel Si ricade, senza volerlo, nella tagliola.

DONATELLA - Bestemmi!

GIULIANO - (seguendo il suo pensiero) Come me. Come me. Quando ho avuto intorno le mie modelle, le prime immagini di femminilit che aderissero di nuovo alla vita... tu sapessi con che grido ho salutato la mia conquistai... E con che disgusto me ne sono liberato!...

DONATELLA - (ha un gesto di sofferenza e di ripulsa, che cerca di dominare) . Ora passi il limite. Me ne vado.

GIULIANO - Questa sciagurata franchezza tioffende?...

DONATELLA - Guardo i tuoi capelli bianchi...Mi fa pena...

GIULIANO - E non puoi scusare il mostro vicino al santo?

DONATELLA - Una ventata di fcJBa ti sconvolge...

GIULIANO - Non rattristartene. E ascolta. Perch io devi.

DONATELLA - Finora non ho sentito che enigmi...

GIULIANO - Non capisci, o non vuoi capire, che tremenda cosa si agita nel mio tormento? Debbo proprio airti tutto!?.,.

DONATELLA - (improvvisamente aggressiva, et' gendosi) Che cosa? Che cosa vuoi?

GIULIANO - Respirare il tuo paradiso, Donatella.

DONATELLA - la coscienza di te stesso. La tua gloria d'oggi...

GIULIANO - Non basta.

DONATELLA - Ho avvicinato, al tuo, il mio volto di sorella, con una piet di mamma.

GIULIANO - verol II mondo si sbiadiva in un tramonto disperato... il tuo volto era vicino al mio. A forza di bere la tua voce e le tue parole, mi sono ubriacato di una sconfinata illusione... Approdavo alla vita con l'incertezza dei primi passi che tremano d'adolescenza. Avevo gli occhi sbarrati dinanzi a quello che credevo dimenticato ed era improvvisamente nuovo in un ritorno che aveva una credulit da bambino. E tu vi passavi vicina, e cosi leggera : un sogno creato giorno per giorno..,

DONATELLA - SI. Un sogno. La ma attesa, fatta di silenzio, vigilava il tuo risveglio, che mi rischiarava con luci d'intelligenza. Si pu anche vivere fuori dalla carne che ci lega alla servit d'ogni passione! E mi sono rallegrata. Finalmente, evadere dalla verit quotidiana che ha ridotto e vuol risolvere tutto sulla piattaforma d'un'alcva 1

GIULIANO - Avevi dimenticato le leggi che guidano l'istinto!

DONATELLA - Ed ho sentito una grande piet di te, come verso una creatura nata dalla mia fede, che s riaffacciasse alla vita e che bisognasse aiutare!.,.

GIULIANO - Per questo, a poco per volta, mi sei diventata sempre pi necessaria. T'ho invocata: divinit, ideale, pazzia, quello che vuoi! Finch un immenso amore mi ha preso, come se avessi venti anni, e tu fossi la sola donna della mia vita; e tu l'avessi dominata, ert, come oggi, oggi come domani, domani come sempre! Ah, se sapessi come queste parole d'amore bruciano le mie labbra, e come le grido, mio malgrado!

DONATELLA - Ed io non so spiegarmele se non con un senso di stupore. Il tuo dramma si sovrappone ora a quello della mia esistenza. Perch ti ho dato aiuto, se avvilisci il mio sacrificio? Dovr dunque difendermi anche da te?

GIULIANO - La mia notte era piena della tua luce! Nelle tele stemperavo il colore dei tuoi occhi e l'ardore della tua bocca...

DONATELLA - (aggressiva, sprezzante) Ah! Ah! Signoringiallo! Un altro capolavoro, eh?

GIULIANO - SI. Come allora. Germogliava dalla mia carne. Era il profumo del mio spirito. Ed oggi grida e piange. Mi sconvolge e mi sbianca. E tu non lo senti? E tu non lo senti ?

DONATELLA - (fa cenno di no - elude le tuemani che la cercano) No... no,., no...

GIULIANO - Ma che c' nella tua vita? L'hai dilaniata sotto ai miei occhi tranquilli: di capriccio in capriccio, di curiosit in curiosit! L'avventura di lusso della donna ricca e l'inquietudine della cerebrale sazia che non d peso pi a nulla... Che coca mi hai nascosto, allora?

DONATELLA - Tutto ti ho 'detto. Fuor che questo; il mio egreto.

GIULIANO - -Donatela!

DONATELLA - ((fidandolo) Tomi al mondo! Credi di poter ricominciare a vivere come t'accomoda! (Implacabile) non hai pensato a scarnire, una volta, la mia maschera angelica? ProvatiI Vedrai che cosa hanno fatto di mef L'avventura di lusso? L'in-quktedine della cerebrale? Di caduta in caduta. l'agguato in ogni abbandoni}... il male in cambio di uh desiderio di tene-' rezza... E quando mi sono ripresa, l'amore. Ah, finalmente!... ma l'amore peggiore del tuoi La sofferenza pi triste e io smarrimento pi angoscio?! (Ansante) Li ho portati al collo, questi orribili gioielli! Conuna menzogna sorridente! Un, atto di rassegnata umilt... che non mi dava nemmeno la forza di gridare!... Perch quando ne avevo voglia... mi mordevo l'anima coi denti.., per far tacere tutta la ma disperazione!...

GIULIANO - Era inconfessabile!

DONATELLA - Forse, Come la tua... Ma che cosa'puoi capire, tu, di una donna?

GIULIANO - (tutta in un tremore, quasi gri-dando) So che nessuno ti amera pia di- me. T'amer pi di lui!

DONATELLA - (disperatamente) Oh, per amarmi ,pi di lui, che sa soltanto tormentarmi, bisognerebbe uccideriml (con un singhozzoe che la spezza suo malgrado) Non avrei voluto dirtelo. A nessun costo!

GIULIANO - E chi ti ha ridona cos?

DONATELLA - Uno qualunque. Che importa? Soltanto gli uomini sanno essere crudeli)

GIULIANO - Quelli che non hanno la terribile virt dell'esperienza!

DONATELLA - (c. s) E la tua servir a qualche, cosa? Mi hai disillusa...

GIULIANO - Avrei voluto almeno che non ri avesse fatto soffrirei

DONATELLA - Invece!?.., (Pia umana, ma la sua voce sorda, ormai) Ora, lasciami andare. Sono stanca. Ed ho freddo. (In un soffio) Buona notte, Giuliano. (Si avvia, per uscire, senza che Itti osi pia trattenerla).

TELA

ATTO TERZO

La camera di Donatella: ano grande camera, d'albergo, curiosa, putta di spettai, di quadri, di fiori, d staffe, d tappeti, di cuscini, d libri, di lampade nascoste, che illuminano bizzarramente il quadro, Un pianoforte. A destra l'alcova, semichiusa da una tenda pesante, e protetta da, un paravento .xapponese, la stanza da'bagn. In fonda, una nestra sul giardino, E pi li, l comupf a destra. Mentre, a sinistra, si apre il passaggio verso la camera di GIOVANNA, chisa da una porta e da una tenda, sera,

DONATELLA - (apre la tenda; davanti alla camera di GIOVANNA) Vuoi un grape-fruit, con una goccia di kirsch?

GIOVANNA - (di l) Si, Dony. Chiudo la corrispondenza. Un momento.

DONATELLA - (torna indietro- prepara i frutti su un vassoio d'argento, appoggiato sol pianoforte) Ti aspetto, cara.

GIOVANNA - Vengo subito.

DONATELLA - (riempie una coppa mentre GIOVANNA sopraggipnee).

GIOVANNA - Ecco. Ritto. Come stai? Finalmente una serata tutta per noi? Niente concerto degli zingari? Niente visite? Niente bridge?

DONATELLA - Niente. Vieni <jui. Prendi. (Le porge la coppa che ha preparato).

GIOVANNA - E la mia passione. Perfetto) E poi ti sgrido...

DONATELLA - T'indolcisco la bocca, per questo.

GIOVANNA - Mi credi cos amara? E'tu?

DONATELLA - . Dopo. Fumo una sigaretta... (Eseguisce).

GIOVANNA - Sembri un. bonetto cinese, a cui brucino dei profumi.

DONATELLA - E fossi cosi impassibile!... Hai finito? (Si distesa beatamente),

GIOVANNA - Quasi.

DONATELLA - K questa sgridata?

GIOVANNA - Arriva... (Depone k coppa) MI appoggio a te, per non guardarti... (Si inginocchia vicino a DonatmlU e le appoggia il eolto sul petto).

DONATELLA - Che soggezione!

GIOVANNA - -'E ti chiedo con tanta dolcezza: mam ittita, perch" vuoi sempre soffrire cos?... Che vita la, tua? Perch continuare in questo modo?

DONATELLA - Davvero GIOVANNA, m'inquieti!

GIOVANNA - (piena di una vibrante tenerexm) Da quella sera,., sotto passati due mesi... Ma non sii rimane vicino ad una personache si'ama, senza, leggerle negli occhi...senza accorgersi dei mutamenti che avvengono n lei... Le transazioni.,. compromessi,., le menzogne volute.,. Ecco. Maramita, sono io, ora. E tu sei Doriy, una grande sorellina debole,.,

DONATELLA - Che non ha imparato nulla.

GIOVANNA - Che chiunque potrebbe ingannare, tanto il suo candore e primitivo... Debole per bont e per istinto...

DONATELLA - (un po' e disagio, ma con eguale dolcezza) E perch tutte queste cose, stasera? Che cosa piati nella tua anima?

GIOVANNA - Un po' d'inquietudine... un po' di malessere... Ma non chiedermi. Se no, non avr il coraggio di dirti quello che penso.

DONATELLA - Cosi difficile?

GIOVANNA - Difficilissimo... Vedi? Io penso... io penso... che ad una certa ora... tatto quello che non chiaro, sia pericoloso... Sei perduta in un bosco, di notte? Quello che pi conviene e attendere il mattino, per uscirne... Le ombre, gli alberi, i rumori, il buio... fanno pura ed insidiano... Puoi giungere al precipizio... cadere...

DONATELLA - Non ti capisco bene, GIOVANNA...

GIOVANNA - Sforzati... sorellina!,,, E cosi difficile quello che voglio dirti t... (Come piti' tendo una sua ritrosia sentimentale) 'Non bisogna peccare per bont..Cedere agli itti pulsi del sentimento che non ragiona... Ascoltarsi!... ascoltare!.,. Quando ti senti travolgere, resistere... attendere la seconda ondata... Io assisto con terrore al dramma che tu vivi...

DONATELLA - (sciogliendosi dalle braccia di GIOVANNA) Che ne sai? Che cosa hai visto? Mi spaventi...

GIOVANNA - (ri n'aitata, ancora piena della sua vibrazione commossa) Il tuo volto e la tua anima, sono aperti... Chiunque vi legge, all'infuori di te,..

DONATELLA - (dura) Non avrei supposto che .vorresti giudicarmi.

GIOVANNA - No, no, mammita... Voglio sol-tanto aiutarti.., Perch mi sento pi forte, ed il pericolo non mi scalfisce... E se ri parlo in questo modo, perch ho tanta riconoscenza per tutto quello che hai fatto per me. Mi u stata pi madre che sorella. Mi hai reso la vita facile sicura... Tanto mi hai dato! E in cambio, ti tendo le mani per impedirti che la tua bont passiva debba farti ancora del male...

DONATELLA - Che male, ormai? Sono tutta una cicatrice... Tutto si ritorto contro di me.,.

GIOVANNA - Per questo, voglio tentare!...

DONATELLA - Di scendere #el profondo della ma anima? Di comprendere tutto quello che io stessa non capisco?... (Un silenzio) meglio confessarti addirittura il dramma della mia incomprensione e della mia vigliaccheria... Affrontiamolo, alloral Da donna a donna; perch non me ne vergogno. La sofferenza ormai mi ha purificata... (Un silenzio) Avanti, interrogai giudica! condannai

GIOVANNA - (interdetta) Oh, Donyl... Con me sola ti offendi!... Con me sola, che ti voglio bene, senza egoismi...

DONATELLA - (pi umana e remissiva) Povera, povera piccola!... Sono senza piet... Ed ho sulle labbra le tue parole... per essere la pi accanita accusatricc di me stessa: quando la solitudine mi crocifigge... e mi costringe alla ricerca del contravveleno sentimentale... che provochi, finalmente,, la reazione che il buon senso mi suggerirebbe,., -

GIOVANNA - Vedi... vedi...

DONATELLA - Ma perch debbo turbarti? Appartieni per fortuna ad una generazione tate. Ti ridi dell'amore, e sembri aver rinunciato perfino alla tua femminilit pi squisita, per non dover offrire di questa malattia morbida, che incide la nostra carne inguaribile... Che cosa penserai di me, quando mi vedrai come sono davvero, e non come mi supponi?... Ecco: io voglio prevenire tutte le due domande spinose... Voglio affondare le mani in tutto il mio passato, in tutto il mio presente... Perch; tu sappia... Dopo, mi giudicherai... O non mi giudicherai ariano, per non provare l'acre beatitudine di condannarmi o di assolvermi L. la stessa cosa...

GIOVANNA - (spaventata, trema come un uccellino spaurita) No.., no... ora ho paura...Non e pi Dony che parla...

DONATELLA - Mai detto bene!... Non pi Dony. una povera donna, torturata dalie sue contraddizioni morali! (Un silenzio) A chi, se non a te, confiderei dunque, di che torbido groviglio sono prigioniera ?: Ti debbo questa confidenza.

GIOVANNA - (e. s.) Non voglio pi... non voglio pi!...

DONATELLA - Oh, GIOVANNA! Ormai, abbiamo aperto un diga. il fiume oscuro si avanza... e bisogna guardarlo senza misericordia... Guardiamolo insieme.

GIOVANNA - (ancora tremante, si e rifugiata contro la punte).

DONATELLA - Donyf... La vedi?... Pasta 'altra, verso tutte le esperienze della curiosit... Non ha preoccupazioni di denaro... libera e sola... Ogni mattino appassisce sopra un altro rimorso... E si'rialza, come un fiore battuto dalla pioggia... Che cosa cerca? Una grande calma che la riposi... Ed il suo desiderio e impossibile!... L'amore l'inquietudine di un momento, il disgusto di sempre... (Un, silenzio) Medici?.. Giuliano? (Ha un gesto evasivo, indefinito),

GIOVANNA - (con un pccolo grido) E Lombardi? (Viene avanti;verso Donatella),

DONATELLA - (con voce sarda) ' L'avventurai Non tocchiamo un tasto, di cui non sono responsabile... 11 mondo se l' ingoiatoI (Un silenzio) Ti dicevo... Medici? La passione cicca esigente e devota... che s placa nell'abitudine fisica... sfrondata a poco per volta di tutti fronzoli del sentimento, fino a ridursi una brutale esigenza quotidiana... In lei, cigni velleit d riabilitazione si urta contro la matematica implacabile dell'uomo di scienza, che considera il prossimo'come un terreno malato, pieno di crisi e di rimedi... Egli s divide fra la sua casa e la ma gelosia... mi persuade a non chiedere pi di quanto possa concedermi... subisco : con un senso d rancore e di umiliazione...

GIOVANNA - Lo so... ed insopportabile...

DONATELLA - Ammettiamolo pure... Sono spietata, e non ho paura delle me parole... E Giuliano?... Quale tragedia pi urlante, mi ha coinvolto, sema volerlo! Ad un tratto, dalla sua lenta agonia d'artista, alla quale ho assistito, balzato un uomo pi temibile dell'altro. Implorante e minaccioso, riattaccato all'esistenza per un miracolo o per un capriccio, mi venuto incontro con un canto d'adorazione. Mi ha fatto sentire che, nel grido della sua anima innamorata, il possesso non era pi la bestialit scientifica, ma un divino complemento della vita... (Un sitcnsio) ... L'ho respnto dapprima con tutte le torze... poi... quel suo richiamo mi sembrato venisse dall'ai di l. La compassione del suo tormento, mi ha placata come un veleno... .

GIOVANNA - Oh, DonyL. inumana la tua piet...

DONATELLA - Mi condanni? Credi che questo significhi la gioia d vivere? .Non poter rinunziare a un uomo, che ti macera sotto il peso della sua sapienza egoistica, e non saper pi vivere senza quest'altro... che viene dall'inferno... a reclamare la sua parte di (eliciti!... Sai. che cosa significa questo? Rinunciare alia pace, al snno, la stima della gente... e di se stesisi...,Significa non aver pi requie... Buttarsi via come una miserabile cosa che tutti possono calpestare, e non poter fare altro che disperarsi e piangere, piangere, piangerei (Un silenzio) Ora sai tutto. (Si abbatte fra i cascini, coi volto fra le mani, sfossata). Non tormentarmi pi. Lasciami sola. Lasciami sola...

GIOVANNA - (vicino a lei, in ginocchio) Marniti! Mamita dolce! Dony mia... Come soffri se non vuoi pi vedere nemmeno la tua sorellinaI Semi: andiamo via! Andiamo via...

DONATELLA - (risollevandosi) eredi che risolverebbe?

GIOVANNA - Un viaggio... Che duri dei mesi... Non vedere Pia nessuno... Non sapere pi nulla... (S'ode improvvisamente il trillo del telefono).

DONATELLA - Vuoi rispondere?

GIOVANNA - (all'apparecchio) Pronto. Buona sera. Dony non troppo bene... SI... in casa... Arrivederci... (A Donatella) Medici. Ha detto che vrri a vederti...

DONATELLA - . Partire... partire. E dbvc? ( come trasfigurata dall'idea della prostima liberazione).

GIOVANNA - Conosco un cantuccio tranquillo scoperto nella crociera di due anni fa... Kairouaflf..

DONATELLA - Lo so. Lo so, La citta santa. Un trionfo bianco... cupole di minareti, di moschee sconsacrate... Non i ancora il deserto...

GIOVANNA - Ma ne fiuti l'imminenza. C' un piccolo albergo, ai confini dell'abitato... dinanzi al quale passano, fra le palme e la rena d'oro, le teorie dei cammelli... e si snodano la fantasie degli arabi, dei mercanti e degli incantatori di serpenti.,. Vuoi? Ti asciugo gli occhi, che sono cosi stanchi... Vuoi che me ne occupi? E si scompare: come per un giuoco magico...

DONATELLA - (con un sorriso triste) Se fa desideri... Sarebbe la grazia. Non ingannare pi nemmeno me stessa!...

GIOVANNA - Vedi, che incominci a sorridere?

DONATELLA - E dopo?

GIOVANNA - -, Deci deremo.. C tante tempo!... Discendo a fare impostare le mie lettere. Do un saluto ad Haziza... e mi rannicchio nella mia camera... a pensare al nostro viaggio,..

DONATELLA - (timidamente) Non vuoi incontrarlo?

GIOVANNA - Preferisco di no. (Le porge la fronte).

DONATELLA - -' Allora, va' pure.',. (La bacio}. _

GIOVANNA - Arrivederci, Donyl... Ricor dadi (Via dalla comune) Ma c'- la principessa!... Avanti.., avanti...

DONATELLA - Che piacere!!... Non ci vediamo da ventiquattr'ore.

HAZIZA - Vi disturbo? (Entra questo, min-colo d'eleganza esotica).

DONATELLA - Ma noi Parlavamo di voi in questo momento.

GIOVANNA - sarebbe scesa a salutarvi. Novit? I vostri amici?

HAZIZA - Torno da un matrimonio arabo, benedetto da un autentico ulema, venuto appositamente per l'occasione...

GIOVANNA - Oh, come mi sarebbe piaciuto vederlo!

HAZIZA - Lo spoto abita a Parigi. La spota t .giunta da Marrakesch. E come qui c'erano di parenti e dei correligionari, ne-1 gozianti di. tappeti e d'altro... il matrimonio stato celebrato in pieno occidente... col rito approssimativo...

DONATELLA - E che moglie? La seconda? La terza?

HAZIZA - La quinta. Ormai anche le buone abitudini si perdono... La moglie, vestita all'europea.' Ed il marito indossava un frak irreprensibile...

GIOVANNA - Peccato...

HAZIZA - Dopo d che, visto e considerato che state benissimo, scendo a fare la mia partita di bridge e

GIOVANNA - , se vuole, viene con me.

DONATELLA - Che frena! Fermatevi un momento.

HAZIZA - (indecisa) -Avete da chiedermi qualche cosar Le carte? Non il giorno propizie... E domani... C' un ballo a villa d'Este, Andiamo in comitiva. Spero sarete anche voi della compagnia...

DONATELLA - . Oh, il ballo non m'attira pi... Ormai sono quasi .vecchia...

GIOVANNA - Lo dici con la solila civetteria... e nessuno lo crede. Tu per prima...

HAZIZA - Perfino la moglie dell'ambasciatore d'Inghilterra,'l'altra sera, s' abbandonata alla gioia d un valzer delirante. Torna di moda!

DONATELLA - Forse le ricordava qualche successo alla corte di Berlino...

HAZIZA - Celebrazione degli speroni d'oro,. Ma poi, si pu sapere perch voi italiane, avete una specie di pudore della linea?... Guardate gli stranieriI... Considerano il balio come uno spoft e non come un atteggiamento estetico. E nessuno si meraviglia se la nipote del re dei fiammiferi che ha tedici anni balla in piena botte con l'ex-residente del Tonchino che ne ha settanta,' o se la vedova del conte Szirinsti fa da nave scuola ad una generazione di avanguardisti... Ora' vi lascio davvero. E se non avete intenzione di scendere anche voi a far quattro chiacchiere, rimane inteso che, domani sera, alle nove,, veniamo a prendervi... Arrivederci, cara...

GIOVANNA - , vuoi chiamare il lift? (Via).

DONATELLA - (rimasta soia ti guarda ad uno specchio, si passa il piumino della cipria sul viso e, come il telefono avverse,, prende il ricevitore) SI... Salga pure... (Accende le lampade nascoste, poi va verso la porta, in attesa) Entra. Che'sorpresa!... Non ti aspettavo...

MEDICI - ( rabbuiato. Si guarda intorno, quasi con diffidenza).

DONATELLA - Che hai? Non mi saluti, neppure?

MEDICI - (secco) Buona sera.

DONATELLA - Hai l'aria stravolta... Che succede?... (Pausa).

MEDICI - Succede... succede... che ho piene le lasche del tuo Giuliano. ora di finirla.

DONATELLA - Spiegati.

MEDICI - Mi va diffamando in tutta la citta. Ha fatto amicizia con uno dei miei pi accaniti denigratori. Fa capire che sono il tuo amante... ed geloso... Qualcuno si incaricato di far'giungere questo rjettcjjo-lezzo fino a casa ma. Puoi immaginarti...

DONATELLA - Che colpa ne ho? Che posso fare?

MEDICI - Lo so io forse? Sembra un ragazzo. Peggio..

DONATELLA - Non hai avuto il coraggio di affrontare la vta.'Subscilol

MEDICI - Questo, tote sai suggerirmi?

DONATELLA - E che altro pretendi da me?

MEDICI - Noti sei incoraggiante.

DONATELLA - Mi hai edstretta a questa umiliazione di Ogni giorno. Di dovermi vergognare quasi di volerti bene. Che consigli posso darti? Sono nella tua ombra. Vi rimango. Ma non sconto le conseguenze della tua ipocrisia...

MEDICI - (insistendo) E allora?

DONATELLA - Se il tuo amore non fosse stato un capriccio di lusso, un passatempo da disoccupati, una curiositi fsica, senza importanza, l'avresti difesol Ed ora non avresti paura...

MEDICI - Sicch... mettermi in piazza? Diventare il banditore della mia debolezza?... Questo avrei dovuto fare?

DONATELLA - Mah!?... la discrezione vale fin che vale... Bastava che tu avessi assunto una responsabilit serena... che altra vita sarebbe stata la nostra fino da alloral?... Invece? Abbiamo [risanato questa catena, che t faceva smaniare tra quattro mura, e di cui ti vergognavi in pubblico... pronto al delirio quando eri con me ed alla finzione in faccia al mondo... Pretendevo troppo? Pu darsi. Ma non d avevo dato tutto di me?

MEDICI - E le convenzioni che fanno di noi delie cosi dette persone rispettabili?

DONATELLA - Ahi... Sei un puntano. Lo so. Prendi la vita come viene e non come la vuoil Non lagnarti, alloral

MEDICI - La vita si pu foggiarla con le nostre mani, nel nostro dominio.

DONATELLA - SI. Quando non coinvolge la felicit degli altri. Allora, uno si chiude ne! proprio guscio, vegeta nel proprio egoismo, mettendo una muraglia fra la propria aridit e il sentimento di coloro che lo circondano...

MEDICI - Bella logica!

DONATELLA - O salva se stesso, o corre un rischio qualsiasi!

MEDICI - Ma nemmeno per sogno! Non si pu ragionare come uno che non abbia niente da perdere. Non tutti possono essere liberi come te. Ed allora, intendiamoci una volta, per non dover ripetere sempre il processo alle buone intenzioni. Quanto mi chiedevi non e stato possibile. E non lo sar finch io rappresenter una entit qualsiasi, anche trascurabile, se vuoi, nella societ in cui viviamo.

DONATELLA - (interrompendolo) Perfettamente. Chi pu discutere le tue ottime ragioni? Ma allora rinunzia a me, senza rimorsi e senza rimpianti. Fa' la tua esistenza di ruminante eri ti mentale: la tua casa, tatua donna e Je tue abitudini. Chiudi la dura parentesi, che stata cosi triste, cosi triste, per me specialmente! Che vuoi fartene di questa sofferenza che mi ha resa tanto infelice? Non ti chiedo pi niente ormai!

MEDICI - Gi... (Irridente) Sei a postol

DONATELLA - Forse.

MEDICI - Ma non la conclusione che voglio!

DONATELLA - Ce n' un'altra?

MEDICI - C'. Ce n% un'altra possibile.

DONATELLA - (che ha capita) Ah no! Non quella che immagini!

MEDICI - (con discrezione, persuasivo) Mettiamo fra noi la distanza. Lasci Milano... fo vengo a vederti...

DONATELLA - (con un riso secco, nervoso) Ed io ti aspetter!

MEDICI - (persuasivo) Mi aspetterai,,,

DONATELLA - (c. s.) Per prenderti il volto fra le mani ed alleviare la tua stanchezza quando lie avrai voglia? No, Ti sbagli.

MEDICI - Sono sicuro.

DONATELLA - Lo sei troppo, se credi che questa febbre dei sensi che mi hai dato non guarir. gi guarita...

MEDICI - (con una commozione che gii viene dall'anima) Oh, la nostra condanna e tu ti illudi. Non la vinceremo perch non voglio!

DONATELLA - Finalmente hai trovato un grido che potrebbe giungermi al cuore. Ma l'hai trovato troppo tardi. Ed io non l'ascolto!

MEDICI - Che farai senza di me?

DONATELLA - Quello che faccio da qualche tempo... Che far sempre!

MEDICI - (incalzante) .. Ma io non so rinunciare alla tua tenerezza!

DONATELLA - Hai giuocatc con la mia vita..."Mima - Come potrei pensare che non mi appartieni pi? Immaginarti fra le braccia di un altro?

DONATELLA - Saresti geloso? (Con un senso di rappresaglia e di scherzo) Non potrai pi spegnere l'arsura che ti brucia le vene!

MEDICI - (incalzante) . Ora ti vendichi!

DONATELLA - ...n dominare il desiderio in tumulto, che ti fa tremare: anche se ri grido che non ti voglio pi...Mmm r Non ti credo 1

DONATELLA - Non sono mai stata sincera tv me ora. Sono un'altra. Una piet nuova m ha lavato l'anima. Sono libera! Libera! Posso fare di me quello che voglio! Che cos'ero per te?

MEDICI - Donatella. La mia donna...

DONATELLA - Se parli cosi sei pentito, ora che mi perdi. Ed e tardi,

MEDICI - Ti sfuggo e ti desidero. Lasciati vedere. (E le afferra il volto fra le mani e le parla quasi sulla bocca).

DONATELLA - Non lo conosci il mio volto?

MEDICI - Non ancora.

DONATELLA - Non lo conoscerai pi. La tua volont di predone non serve...

MEDICI - Che parole! Sono il tuo amante!

DONATELLA - (cercando di scioglimi) Non pi, anche se sotto la tua stretta divento una creatura senz'anima...

MEDICI - Soltanto la tua bocca mentisce.

DONATELLA - (liberandoti) Ho trovato qualcuno attraverso il mio cammino!

MEDICI - Anch'io!

DONATELLA - Mi ha chiamato con un grido di speranza!Mietei - Io con un grido di fede!

DONATELLA - Da quando? Ero una cosa inutile per te!

MEDICI - Il veleno pi dolce. Lo sai...

DONATELLA - Ma per lui ero una ragione di vtal

MEDICI - (con un gesto di commiscratone, quasi di sprezzo) Ah! Per Giuliano? (Un silenzio) E prenditelo alloral Ma ricordati che gltei'ho ridato io il diritto all'amore!

DONATELLA - GHel'hai stillato nel sangue prche' ne raccogliesti il tormento...

MEDICI - (freddo, scientifico) . Sili...

DONATELLA - E che cos'hai ottenuto? Guarda. Non uovi nulla di mutato in me? (Un silenzio. Ansante) Ma carezzate il mio spirito, mentre tu tormentavi la mia carne. Mi ha insegnato una serenit che non sapevo, mentre tu distruggevi tutto con le tue mani implacabili. Non chiedevo che te! Non volevo che te! M'hai fatto tanto soffrirci... (Un silenzio penoso) Ora non domando che di andarmene via... di andarmene lontano... di non sapere pi nulla... di non vedere pi nulla...

MEDICI - (cattivo) . Neanche lai?

DONATELLA - Debbo ritrovare me stessa. Se no, aot avr pi pace. (Viperina) Cosi mi vorresti?

MEDICI - (freddo) Anche cosi.

DONATELLA - Invece mi chiamerai inutilmeiu te. Mi sono sciolta dalla tua catena, dal tuo contagio, dalla tua malattia!... Non ti amo pi. E se per una maledizione dovessi ancora amare qualcuno... andrei con lui... solamente con lui... (Si sente battere di fuori, discretamente. Silenzio. Si sente battere d nuovo. Va verso la porta) Chi &?

GIULIANO - (di fuori) Donatella? Vuoi aprirmi?

DONATELLA - (davanti atta porta) Sri tu, Giuliano? Come?.,. Ma noi (A Medici, indicandogli l'alcova) L dentro. Quando saremo usciti, vattene!

MEDICI - (ghignando) Di che hai paura? Voglio rivederlo questo campione di giovinezza.

DONATELLA - (diabolica) Come vuoi... (Apre la porta) Be'l che miracolo? Ti credevo alla Bicocca.

GIULIANO - Ho dovuto scendere in citt. (Si guarda intorno) Debbo ordinare t telai... Ah, non sei-sola. Buonasera. E GIOVANNA?

DONATELLA - E gi.

GIULIANO - (a Medici) E voi?

MEDICI - (secco) . Sto bene.

GIULIANO - Si vede.

DONATELLA - Che visite inaspettate!

GIULIANO - (un po' a disagio) Gi... (A Mb-ict) Non pensavo d'incontrarvi...

MEDICI - (c. s.) Ormai meglio rimanercene lontani...

GIULIANO - (c. s.) Si... s,,.

MEDICI - . L'ingratitudine e uh segno d'indipendenza..,

GIULIANO - Chi ha il tempo di ricordarsi?Quando s vive giorno per giorno, senzapoter supporre che cosa avverr domani ? !Tutto fittizio. L'attivit di ventiquattroore non ammette dispersioni passive...

DONATELLA - (ai due) Sedetevi, almeno. (A Medici) Prego. (A Giuliano) Cosa e'e? Nuove preoccupazioni?

GIULIANO - Stanchezza... Lavoro come un bue all'aratro. Il ritratto del Cardinale. Il quadro per Venezia. L'altro per il Salon, Una quantit di impegni, e i giorni cos brevi, malgrado la solitdine li allunghi...

MEDICI - Eh! Occorre ridurre i bisogni air l'indispensabile!

GIULIANO - Ho semplificato infatti. Ho ridotto, come dite voi... (A Donatella) Non ti vedo da una settimana. E la solita telefonata poca cosa, Donatella...

DONATELLA - Hai ragione. Verr a trovarti presto, fra i tuoi quadri e i tuoi modelli...

GIULIANO - Il Cardmaie?

MEDICI - Vi dar Sa santssima benedizione...

GIULIANO - In fatto di benedizione!? C' quella della campagna fiorita, dei mandorli che hanno fatto cadere una nevicata davanti alla porta dello studio... E poi ci pensa il curato, con le sue campane sempre a gola aperta, come se non si saziassero mai d'ingozzare cielo e lontananza!

DONATELLA - Ti ha convcrtito, eretico che non sei altro!? Portami la mia coppa di frutta che non ho toccato.

MEDICI - (sogghigna).

GIULIANO - Mah!... Forse. (Eseguisce) Quando mi manchi, ho il tempo di riflettere.

MEDICI - Riflettete molto..,

DONATELLA - A che, per esempio? Ne vuoi? (Accenna col cucchiaino ad imboccarlo).

GIULIANO - Alle cose pi semplici. Grazie. E perch no dalla tua bocca?

DONATELLA - (scherzosa tanto per darsi un contegno) Ingordo e maleducato!

MEDICI - (addo) I bambini sono fatti cos...

DONATELLA - L... l. tranquillo. Siedi.

MEDICI - (s seduto al piano e strimpell).

GIULIANO - Penso a questo. Aver riconquistai la giovinezza, ed essere certi che da quel momento stesso si ricomincia ad in-veccharc.Tornare a dire; un altro giorno che passa. E domani? In fondo, questa gioia di vvere, diventa una nuova preoccupazione scavata dall'esperienza I...

MEDICI - (smette di suonare e lo ascolta).

GIULIANO - Inconsapevolmente, m'inchioda davanti a uno specchio, al cristallo di una porta, al luccichio di una vetrina, in mezzo a una pozzanghera d'acqua, a spiare se sul viso ritorni una ruga di pi...

DONATELLA - Feggb d'una donna...

GIULIANO - . Darwerol Se si aggiunga un filo d'agente ai capelli, o te non mi adombri il (Ilare terreo della stanchezza di mo-wcmo io momento.,. (Diffidnte) Anche tu, dianzi, mi hai detto che ero preoccupato...

DONATELLA - Ma no! Che cosa pensi, ora?

GIULIANO - E mi domando istintivamente: quanto durer? Fino a quando? E misuro il pavimento delta camera in cui mi trovo, col passo che sembra decadere, trionfando come uno che si muove per la prima volta, se riesco a superare un ostacolo... Sono un uomo, invece!...

MEDICI - (alzandosi improvvisamente dal piana e venendo avanti) Che uomo! Vi guardo con un senso d stupore, d compassione e di invdia ai tempo stesso!

DONATELLA - He', cosa vi prende ori?

GIULIANO - Non mi meraviglia. (Scandendo le sillabe) Sono tormentato di felicit. giusto che m'invidiate.

DONATELLA - Giuliano!...

GIULIANO - -11 medico l il confessore. E a voi, specialmente, si deve dire tutto. 1 miei propositi...

MEDICI - Avete anche dei propositi?

GIULIANO - ...dipendono ormai da Donatella.

DONATELLA - Da me?

MEDICI - Mi piace. E posto chiedervi quali sono?

DONATELLA - . Se mai, dovrei chiederlo io...

GIULIANO - (con una sicurezza spavalda) Sottraicela, Non avete capito? bastato che entrassi qui, per leggervi in volto. Che fiutassi quest'aria di indecisione e d tormento, per ricostruire in un attimo quella che e stata la miseria della nostra vita, e ne intravedessi la soluzione immediata. Giuoco la mia posta. (Un silenzio) La sposo.

MEDICI - (d m uno scoppio di risa, irriverente, velenoso).

DONATELLA - Oh, Giuliano!.,.

GIULIANO - (dolorosamente) Non Vuol? No vuoi?...

MEDICI - Ora scherzate. Ed tempo di finirla.

DONATELLA - Io non vi ho autorizzato a parlare a mio nome...

GIULIANO - (a Medici) Avete dei diritti? Nessuno ne ha pi di me!...

MEDICI - Se li tirate In ballo, parliamone!

GIULIANO - (minaccioso) Anche qui, siete venuto a profanare la mia vita?

DONATELLA - (intervenendo) Ah, non voglio! Non voglio!

MEDICI - (a Donatella) Scusate. Ma meglio che ci spieghiamo una buona volta, (A Giuliano) Un anno (a non parlavate cosi Eravate come un bambino...

DONATELLA - Non generoso da parte vostra...

MEDICI - Mi difendo.

GIULIANO - E con questo? Nessun padre rinfaccia al figlio di averlo generato!

MEDICI - Perci ragioneremo da uomini...

DONATELLA - Non voglio, vi dicol Ho paura...

GIULIANO - (a Donatella) Perch non ti rivolgi a me? (A Medici) Avete fabbricato W bomba che scoppia innanzi tempo e n tenace. Di chi la colpa? Una - Ma che bomba?!... Siete un ladro che tn& le mani in un tesoro che non fi appartiene I Per punirlo, si pu mozzargliele. O scacciarla Sapete a che cosa voglio alludere...

DONATELLA - Basta, Medici, bastai

MEDICI - Ho riguardo di lei...

GIULIANO - Oh, se dovessi dirvi tutto quello che penso I

MEDICI - Che pensate? Dite pure tutto. Tanto...

GIULIANO - necessario. Siamo alla resa dei conti. E proprio davanti a lei, dovete rispondermi. Che cosa avete voluto fare di me? Ero un rottame. vero. Ma mi avete suggerito: bisogna credere! Ho creduto. Bisogna vivere! Ho provato. Avete trasformato questa miserabile cosa in un impasto vivo di muscoli e di sangue. Sono stato il miracolo e l'abitudine. Con la linfa che rinnovava la mia forza ho ritrovato l'urlante passivit dell'istinto: l'amore...

MEDICI - Il vostro amore mio, allora! Era il premio della mia fatica, non delta resurrezione della quale non eravate responsabile!

GIULIANO - Che import? Ora l'ho preso e lo difendo.

MEDICI - E a lei non avete domandato niente?

GIULIANO - Tutto. Ho intuito tuttol

DONATELLA - inumano... e inumano... non avete piet...

GIULIANO - Che la tormentavi... che la distruggevi... che ti facevi pagare il prezzo della mia vita, ed annientavi il mo spirito che ti sottraeva il giocattolo vivo per farne una santit!...

MEDICI - E non ti ha detto?

GIULIANO - Che era la tua amante? SI. Anche se era caduta fra le mie braccia? SI. E me la sono tenuta stretta lo stesso, aspettando la liberazione! Ed ho cercato d imprigionarla per sempre, perch' fosse miai...

MEDICI - Ah, ah, ah!

GIULIANO - E non mi sono illuso, sai? L'ho sentita tremare sul mo petto... Mi ha dato una tale sicurezza! Mi ha giurato che questo brivido, che chiamava il brivido dell'ai di l, avrebbe travolto tutto il suo passato, perch era (atto di sentimento, perch era fatto di bont, perch era fatto di adorazione! Che cosa contavano la sua febbre e la sua angoscia di ieri? Ha messo un tal grido di allegrezza in questo mio risveglio! Come se lei stessa, lei sola, fosse l'artefice del miracolo...

MEDICI - Pazzo! Potrei farvi tacere, se va-lessi!

DONATELLA - (a

GIULIANO - con un grido che le viene dal profondo dell'anima) No... no... non cosi...La mia piet t'ha ingannato...

GIULIANO - Oh, Donatella! Non puoi essere perversa fino a questo punto! Ti strapper a lui, tuo malgrado!

MEDICI - Adagio, caro gentiluomo...

GIULIANO - Finch avr respiro!

MEDICI - Ci rivedremo quando gli effetti della mia cura cesseranno!

GIULIANO - Ma fino ad allora? Che importa? Questo palpito di vita, anche se mi viene da te, mi sembrer immortale!

MEDICI - Eh, magari potessi ridare la vita!... Ma nella nostra notte, questi tentativi sono luci... luci improvvise... che si accendono e poi si spengono... Soluzioni provvisorie di un problema the nessuno pu risolvete. Ti ho trasfuso quello che non eterno: il solo battere d'ali di una farfalla intorno a una fiamma. Se questo ri baita!... Arrivederci a quel giorno in cui l'enigma si scioglier da si... E sar presto!

GIULIANO - Canaglia! Cosi ti vendichi?

DONATELLA - (crescendo sempre di tono) Basta! Basta! Vi dilaniate, e nessuno pensa a me! Mi avete fatto assistere a questo dibattito mostruoso, senza un riguardo, come se non esistessi Sono una creatura come voi) Mi avete divisa, contesa, mercanteggiata, barattata, insudiciata come una cosa qualunque. Che bassezza! Ed io che sono stata, impassibile e indifesa, tjuasi aspettando un artglio che mi ghermisse! Senza reagirei Come se la mia giovinezza vera, quella che non si toglie t non si d, quella che si offre soltanto, non contasse pi nulla, e solamente voi aveste il potere di profanarla!... Ah, la-sdate che questo grido d ribellione mi ridoni davvero il diritto alla vita!... Ho trent'anni... trent'anni... Non possibile che facciate strazio di tutto, senza che nessuno mi strappi a questa maledizione!

GIULIANO - Oh, Donatella! Ti avevo offerto tutta la mia adorazione) Non il desiderio della mia carne miserabile, soltanto! L'amore... l'amore...

MEDICI - Goditelo allora finche' potrai!

DONATELLA - Ed io vi ho creduto)... Stolta!...

GIULIANO - Per giungere a questo mi hai fatto servire ai tuoi esperimenti?

MEDICI - L'esperienza, come si vede, ricade anche su me... Vi saluto...

GIULIANO - (quasi rantolando) per lei che non ti ammazzo! (Cerca di avventarsi eoi pugno ahato) per lei!

DONATELLA - (fuori d si) Andate via! Andate via! Andate via!.,.

(S'ode la voce di GIOVANNA, mentre MEDICI esce dall'altra parte).

GIOVANNA - (di fuori) Dony! Aprii Mamital (Con uno scatto d pianto) Mamital

DONATELLA - (fon un balzo e corsa alla porta e l'ha aperta).

GIULIANO - (non ne pu pi, si appoggia ai muro con le spalle).

(Entrano GIOVANNA, Haziza, una cameriera).

DONATELLA - Che c'?

GIOVANNA - Ho avuto tanta paura. Hanno sentito gridare. La cameriera venuta a chiamarmi. (Ha uno scoppio di piamo e le si attacca al collo).

HAZIZA - Che cosa succede? (Alla cameriera) Yalta! Yalla! Non abbiamo bisogno di voi... (richiude la porta) Che cosa succede?

GIULIANO - (a fior di labbra) Niente...

DONATELLA - ( GIOVANNA) Non agitarti, cara, (E la prende fra le braccia).

GIULIANO - (e, s.) Le situazioni impossibili si chiariscono...

HAZIZA - Io non capisco...

GIULIANO - (e, s.) Qui mi hanno cotpitot Qui!.,.

HAZIZA - (va verso di' lui) Chi? Che cosa vi sentite?

GIULIANO - (fa un gesto vago, indefinbile, che non ha menu:, ma si abbandona come sfinito su di una poltrona),

DONATELLA - Ed io sono responsabile!

GIULIANO - (con un filo di voce) No... no...

DONATELLA - SI, la responsabile sono io!..,

GIOVANNA - (angoseiosamentt) Dony, che cosa dici?

DONATELLA - (come fuori di s) Vi dir che cos' accaduto!... Ad uno il grido di tutta la mia passione! E mi ha umiliata. Per l'altro...

GIULIANO - L'esperienza... di un ritomo di giovinezza...

DONATELLA - (c, s.) Noi Giuro a mia sorella! Non tato questo!... Una sconfinata tenerezza!... Una tenerezza materna, in cui l'abbandono non contato per nulla... Mi sono trovata indifesa contro l'istinto!.., Contro l'amore che m'irwegue come una condanna! Non posso pi essere io! Non posso pi disporre di me!...

HAZIZA - (siede che GIULIANO sta quasi per venire meno) Ma quest'uomo si sente male!

GIOVANNA - (si scioglie da Donatella) Giuliano! (Fa per aiutarlo a sollevarsi, A Donatella) Chiama qualcuno...

GIULIANO - Povera GIOVANNA... Ti faccio pena...

GIOVANNA - Ti voglio tanto bene... Dillo a me che cos'hai?

HAZIZA - (dopo essersi consultata un momento eon Donatella, esce per un attimo e ritorna").

DONATELLA - ( piana e Giuliano) Mi serbi tanto rancore?

GIULIANO - Passer... Passer... Voglio andarmene... (Fa per sollevarsi e ricade pesantemente) Lasciatemi solo...

DONATELLA - (fa cenno agli altri d appartarsi nella camera di

GIOVANNA - . Supplichevole) Giuliano... la verit cattiva... e Donatella, la tua signoringallo della resurrezione...

GIULIANO - (sconsolato) Non c' piti... non c' pi...

DONATELLA - Come chiederti perdono? Come?

GIULIANO - Mi sembra di vederti in un velo d'agonia... come quella sera... ti ricordi?.,.

DONATELLA - Sono ancora quel lai... sono ancora cos...

GIULIANO - Perch t'illudi?... sempre h tua piet che parla...

DONATELLA - la bont.., la riconoscenxa...

GIULIANO - Soltanto i miei capelli bianchi dovevano ancora insegnarmi che cosa vo-glia dire amare.

DONATELLA - (a fior di labbra, commossa) . A-mare? Essere una luce che teme perfino l'insidia delle nuvole che passano... delle ali che trepidano nel volo... delle foglie che cadono... del vento che si ubriaca di profumo... Essere una luce esclusiva che illumina tutto e tutto comprende e di tutto s'impadronisce! La giovinezza vera!.,.

GIULIANO - Era meglio che morissi allora!-., prima di affrontare questo deserto!... Si attraversa!... Solitudini pietrose... l'oasi!... la freschezza verde dell'acqua!,., e di nuovo il deserto!...

DONATELLA - Non avr pi pace... (S accorge del nuovo turbamento di' fai) Ma che hai? Che hai?

GIULIANO - . S' fermato qualche cosa... (Pausa, a tana voce) Mi sembra d'essere fulminato...

DONATELLA - (cerca di aiutarla a sollevarsi).

GIULIANO - (con uno sforzo) Non posso. Non posso pi....

DONATELLA - (gridando) Hafciza! GIOVANNA! GIULIANO sta male! GIULIANO sta male! (Dalla camera di GIOVANNA ricompaiono GIOVANNA e Hamza mentre dalla comune ella quale hanno picchialo e dove GIOVANNA e andata ad aprire, entra un Dottore).

GIOVANNA - Venga dottore,,.

DOTTORE - Vogliono aiutarmi?... Di l... sul Ietto...(Prendono GIULIANO sotto le ascelle, mentre Donatella, impietrita, dopo ver spalancato la porta della cmera d GIOVANNA, rimane come una cariatide, di fianco alla soglia),GIULIANO (rt lascia trascinare, finch cade in ginocchia, fuori del boccascena) Lasciatemi! Lasciatemi! Dio che folgora i miei ginocchi... e li rinchiotla alla terra! (Ecco che tende le braccia al pubblico; come un santone biblico, ispirato e gemente) Iddo grande!... Perdona il mio smarrimento... Ho voluto risentire il brivido della vita... corrompere la tua stessa natura... strapparle un attimo che non mi apparteneva,,, accendere un focolare che non poteva riscaldarmi! Perdona la mia audacia, che stai liberando... Riprendi,,, come ti riprendi, questa carcassa... che per la tua onnipo-tcnsta torna a seccarsi come un albero... Fulmina l'inutile anelito che mi ha dato l'illusione della giovinezza... se ho creduto che i giorni fossero migliori... e gli uomini pi sereni... troppo duro il fardello d due vite! (Una pausa lunga, opprimente) Non vedo pi! (Pia forte') Non vedo pi! (Una pausa lunga e. /.) Non sono che una voce... un'orribile voce... che mi canta nelle orecchie... come s bestemmiasse!...

DOTTORE - Mi aiutino, per piacere... Non possiamo lasciarlo qui.,.

(Lo rialzano, per trasportarlo quasi di peso).

GIULIANO - Chi mi porta via? GIOVANNA! Non voglio morirei Non voglio morire! Non voglio morire!... (Il suo grido si perde tragico e demente di l, mentre si chiude il velario).

FINE DEL DRAMMA