GIOVANNA
Commedia in quattro atti
di HENRI DUVERNOIS
Traduzione di Lucio Ridenti
PERSONAGGI
Maddalena Evodia
La Signora Savignolle
Agnese Vieuville
Franceschina
Franca
Amelia
Una Infermiera
Andrea
Carlo
Gherardo
Il Signor Vieuville
Un Domestico
La Balia - Tre Bambini - Le Operaie - Due Cameriere.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
SCENA I
Laboratorio di fiori artificiali nel maggio 1885. (Evodia, sola, lavora cantando) ; Maria la serva amava un caporale - Ma dopo am....
(Entra La Signora Savignolle. Evodia s'interrompe di scatto e canticchia con passione:) Apri la tua finestra o vago fiore - Apri la tua finestra, io son l'amore....
Evodia - (mostrando d'accorgersi solo ora della presenza della signora) Oh, scusi signora...
Signora Savignolle - Vi permetto di cantare cos...
Evodia - Grazie, signora, una canzone cos gentile!
Signora Savignolle - Ma non alzate troppo la voce, per. Dorme. Ha lavorato fino a tardi.
Evodia - Ancora?
Signora Savignolle - Ha scritto una nuova canzonetta sugli uccellini intitolata Lo stornello .
Evodia - Deve essere splendida!
Signora Savignolle - Non ha voluto leggermela. Non la trova a punto. Io sono certa che perfetta, ma voi sapete come sono tutti sensibili, impressionabili, sempre dubbiosi di loro stessi...
Evodia - Gli artisti. Non bisogna volergliene!...
Signora Savignolle - Ha concepito il progetto di far entrare la poesia nel caff concerto.
Evodia - Oh! Vi riuscir!
Signora Savignolle - questione di pazienza. E il lavoro?
Evodia - Prosegue, signora.
Signora Savignolle - Lentamente, mi pare.
Evodia - Faccio ci che posso. Non ho che due braccia.
Signora Savignolle - Vi dispenso dalle riflessioni. Lo so che siete sola ma la lavorante in sostituzione della Lajusse, arriva stamane alle undici. Le ho fissato apposta quell'ora. Se giunge prima, un impiccio sorvegliarla. Se arriva dopo, le direte da parte mia che non impiego le stravaganti e che pu cercarsi un altro posto altrove.
Evodia - S, signora.
Signora Savignolle - Quando mio figlio passer di qui, senza averne l'aria canticchiate Il boschetto della primavera . Voi stonate, ma malgrado questo gli far piacere.
Evodia - S, signora. Grazie.
- (La Signora Savignolle esce.)
Evodia - (con forza) ... un caporale, ma dopo am un sergente...
Carlo - (affacciandosi) Cuc!
Evodia - Ah! Siete voi?
Carlo - Come vi trover stamane? Orso di montagna o riccio di mare?
Evodia - Ovattata come se fossi confezionata di lana.
Carlo - Neutra allora, come se foste vuota...
Evodia - Ma solida!
Carlo - Non sapete ci che perdete,
Evodio - Non mi occupo che di ci che guadagno.
Carlo - Vi dispiaccio proprio?
Evodia - Non me lo sono mai domandato.
Carlo - Chiedetevelo.
Evodia - Non ho tempo!
Carlo - Come siete scaltra! Andrea non si ancora alzato?
Evodia - No.
Carlo - Che pigro! Io sgambetto da stamattina alle otto...
Evodia - Pare che abbia scritto tutta la notte.
Carlo - Una nuova canzone?
Evodia - S: lo stornello. Una storia d'uccellini.
Carlo - Li mette in tutto ci che scrive, gli uccellini.
Evodia - Perch, voi non li amate?
Carlo - S! (facendo il gesto di sparare) Pum!
Evodia - Che orrore! Siete cacciatore ?
Carlo - No.
Evodia - Se voi cacciaste, non vi vorrei rivedere per tutta la mia vita. Detesto i cacciatori. Anzitutto sono vigliacchi.
Carlo - Come se non arrischiassero nulla!
Evodia - Ne avete mai visti presi d'assalto dalle pernici?
Carlo - No, ma capita che si uccidano fra di loro.
Evodia - Ben fatto!
Carlo - Siete senza cuore?
Evodia - Non cominciate con questa storia!
Carlo - Compiangete la selvaggina ma vi sempre indifferente veder soffrire un uomo.
Evodia - Gli uomini, generalmente non muoiono di sofferenza...
Carlo - Chiss!
Evodia - E poi, se assolutamente indispensabile che uno di noi due debba essere infelice, preferisco che quel tale siate voi.
Carlo - Egoista!
Evodia - Bisogna che vi spieghi: non ho che me stessa per pensare a me.
Carlo - Errore... Siamo in due, signorina Evodia.... Ascoltatemi: che cosa fate domenica ?
Evodia - Basta! So gi la canzone: ce Non vi divertirebbe venire a remare alla Grenouillre?
Carlo - Avr una barca meravigliosa, la spada , sottile come un ago e che fila! (avvicinandosi) Dite, signorina Evodia, non vorreste stare al timone?
Evodia - Non faccio altro che regolare il timone alla povera barca della mia vita!
- (La Signora Savignolle entra.)
Carlo - I miei omaggi, signora.
Signora Savignolle - Buon giorno, Carlo. Il negozio di vostro padre gi chiuso?
Carlo - No, signora, ma pap mi ha permesso di venire a dare un salutino ad Andrea.
Signora Savignolle - Si svegliato ora. Potete andare in camera sua. Non fatelo parlare troppo. Ha lavorato tutta la notte. Lo trovo stanco, affaticato. ..
Carlo - Non rimarr che un minuto, il tempo di chiedergli se verr con me domenica a fare un giro alla Grenouillre.
Savignolle - Sarete prudente?
Carlo - Oh, signora! Come se ci fosse una fanciulla in barca, vale a dire... Vi presento i miei saluti, signorina.
Evodia - Arrivederci, signore.
Signora Savignolle - Voi incoraggiate sempre le persone a chiacchierare!
Evodia - Io?! Ma li scoraggio piuttosto!
Signora Savignolle - E cercate di parlarmi con un altro tono. Quando la nuova lavorante sar qui, sar costretta ad obbligarvi di non darle il cattivo esempio.
Cameriera - Ecco la cioccolata del signor Andrea,
Signora Savignolle - Ah! Fatemi vedere... Non abbastanza calda... Bisogna sempre che io la rimetta sul fuoco!
Evodia - Il fornello pronto.
Signora Savignolle - Va bene... il burro... i crostini? Lasciate tutto.
- (La Cameriera esce.)
Evodia - Signora, vorrei farvi una domanda.
Signora Savignolle - Dite.
Evodia - Come possibile che il signor Andrea faccia colazione a mezzogiorno dopo aver ingoiato tutto questo?
Signora Savignolle - Sono io che lo sforzo.
Evodia - Ah!
Signora Savignolle - rimasto molto delicato dopo la bronchite.
Evodia - Ha avuto una bronchite?
Savignolle - Spaventosa!
Evodia - Quando?
Signora Savignolle - Dicia-sette anni fa... ma io continuo a sovralimentarlo. Dov' il sale?
Evodia - Eccolo.
Signora Savignolle - Mette sempre un po' di sale sul burro.
Evodia - una buona idea...
- (E siccome la signora Savignolle voltata Evodia getta un pizzico di sale nella cioccolata.)
Signora Savignolle - Spero che tutto vada bene. A volte dice di trovare un gusto strano alla cioccolata... Aspettate... L'orologio sospira come quando sta per suonare... La ragazza non c' ancora... Mi farete il piacere di rimandarla...
- (L'orologio a pendolo, di quelli con lo sportello, suona.)
Signora Savignolle - Uno!
Evodia - Due!
Signora Savignolle - Tre!
Evodia - Quattro!
Signora Savignolle - Cinque!
Evodia - Sei!
Signora Savignolle - Sette!
Evodia - Otto!
Signora Savignolle - Nove!
Evodia - Dieci!
Signora Savignolle - Undici! (Si sente battere un altro colpo ma non l'orologio.)
Evodia - Mezzogiorno! Ah! No, la porta!
Evodia - (si alza, esce nel corridoio, quindi rientra) Signora, la nuova ragazza.
Signora Savignolle - Puntuale! Una bella qualit!
- (Maddalena entra carica di pacchetti.)
Maddalena - Saluto, signore...
Signora Savignolle - Buongiorno. Siete puntuale, voi...
Maddalena - Al secondo.
Signora Savignolle - Vi presento la signorina Evodia con la quale dovrete lavorare.
Maddalena - Piacere! Come va?
Evodia - Non c' male, e voi?
Signora Savignolle - Sbarazzatevi dei pacchi. E la valigia?
Maddalena - La sta portando un marmocchio... Oh, non pesante. Potrei dire: pi il contenente che il contenuto!
Savignolle - Siete gaia!
Maddalena - Vedrete, signora: posso divertire tutta una societ con barzellette, giochi di parola, discorsi senza senso... Fuori delle ore di lavoro..,
Savignolle - Ben inteso...
Maddalena - grazioso qui: c' aria.
Signora Savionolle - Evodia, andate a cercare il grembiule della signorina Lajusse.
Evodia - S, signora, (esce.)
Maddalena - La signorina Lajusse quella che io sostituisco?
Signora Savignolle - S. Era pi robusta di voi. La sopraveste sar probabilmente troppo larga.
Maddalena - Sar libera di aggiustarmi il grembiule della Lajusse... Volete che giri la cioccolata ?
Signora Savignolle - Se non vi dispiace. Non ci vedo bene!
Maddalena - Oh, che buon odore!
Signora Savignolle - per mio figlio Andrea!
Madd. - Chiss che bel piccino!
Signora Savignolle - Ha 37 anni!
Maddalena - Scusatemi!...
Signora Savignolle - Ma in seguito ad una malattia che ha avuto, rimasto gracile. Io lo vizio un poco...
Maddalena - Si capisce: voi siete mamma...
Savignolle - Non vero?
Madd. - Parlo per sentito dire.
Savignolle - Siete orfana?
Maddalena - Dalla nascita!
Signora Savignolle - Non avete pi nessuno?
Maddalena - S, una zia che beve, un cugino che fa il vigile.
Savignolle - Suo figlio?
Maddalena - No, signora, suo nipote: ma non si frequentano molto. E io non li vedo mai... Sono tanto occupata! Pensate: a undici anni lavoravo gi nei fiori d'arte,
Savignolle - Artificiali.
Maddalena - Io li chiamo fiori d'arte.
Signora Savignolle - Fuori di qui siete libera di fare ci che vi riguarda e di esprimervi come vi piace, ma in casa mia ci tengo molto al contegno. N canzonette scollacciate, n termini differenti da quelli in uso qui e soprattutto non rispondere.
Maddalena - Ho dei difetti, ma so di essere molto educata. Vedrete, signora, che sarete soddisfatta.
Savignolle - Accetto l'augurio.
Evodia - (entrando) Il grembiule!
Maddalena - Con questo posso crescere o ingrassare!... Ce ne starebbero tre come me! Sembrer un'aragosta in un sacco! Gli far delle pieghe!
Signora Savignolle - Non troppe, mi raccomando! (prende il vassoio) Vediamo... Non dimentico nulla...
Maddalena - Non incomodatevi, signora...
Signora Savignolle - Apritemi solamente la porta.
Maddalena - Ecco, attenzione.
Savignolle - Grazie. (Esce).
Maddalena - Ha l'aria di una brava donna.
Evodia - Un veleno!
Maddalena - No!
Evodia - Stizzosa, pedante e superba con la gente: con la scusa che nobile; una Vieuville. Neanche de Vieuville : Vieuville semplicemente, e che ha avuto chiss quando, una cameriera e degli orecchini di brillanti...
Maddalena - Lavora con noi?
Evodia - E anche dopo di noi, fino a mezzanotte.
Maddalena - Povera donna! Non ha le dita adatte ai fiori.
Evodia - E io?
Maddalena - Nemmeno voi.
Evodia - Da che cosa lo vedete?
Maddalena - Non una cosa che si possa spiegare... come per i pianisti...
Evodia - E voi?
Maddalena - Io? Guardate...
- (Arrotola con grazia e precisione una strisciolina d carta attorno ad uno stelo).
Evodia - (vinta) Eh! Gi!
Maddalena - (modesta) Questione di dita!
Evodia - Da quale laboratorio venite?
Maddalena - Dalle signorine Piferr, passaggio delle Petites Ecuries . Ci sono andata che avevo undici anni. Le ho lasciate gioved per una discussione che abbiamo avuto a proposito delle viole. Loro le vedevano rigide, io, le vedevo morbidamente spiegazzate come in natura. Valentina Piferr mi ha detto: Nessuno indispensabile e, per provarvelo, vi diminuiremo venticinque centesimi il giorno, per punizione . vero che guadagnavo quattro franchi e cinquanta, il che molto, ed piacevole, ma il sistema mi irritava... Mi si prende pi facilmente con una buona parola che con il denaro: sono fatta cos... Avrei potuto concedermi un periodo di vacanze, visto che ho novecento franchi da parte, ma se li spreco, non arriver a mille. Giuliana, quella dei Kulmann, mi ha detto che c'era un posto qui dai Savignolle. Mi sono presentata alla Signora, ci siamo accordate ed eccomi qui. E gli affari come vanno?
Evodia - Un piccolo tran-tran.
Maddalena - Gambiera. Che cosa state fabbricando?
Evodia - Delle viole del pensiero per cappelli.
Maddalena - Avrei giurato che servissero per corone mortuarie... Non possibile vederne d pi brutte!
Evodia - Si riesce a rifilarle ugualmente...
Maddalena - Perch fare delle cose orribili da rifilare, invece di creare delle cose graziose che andrebbero a ruba?
Evodia - La clientela non ha gusto.
Maddalena - Perch non si fa nulla per darglielo.
Evodia - E voi avreste la pretesa?
Maddalena - S... Ho le mie piccole idee.
Evodia - Ebbene! Vi d un consiglio; tenetevele per voi. La padrona non favorevole alle novit. D'altronde, non vi ascolter se non le parlate di suo figlio.
Maddalena - Si occupa di fiori anche lui?
Evodia - Scrive delle canzoni.
Maddalena - Allora un poeta!
Evodia - Non esageriamo. un pigro. Il signore si sveglia quando suonano tutte le ore. La signora gli porta la colazione a letto. A me, questo disgusta, e quando riesco gli verso un pizzico di sale nella cioccolata.
Maddalena - Siete cattiva.
Evodia - Sono giusta.
Maddalena - E... entra di sovente nel laboratorio?
Evodia - No... Da quel lato, si pu essere tranquille... molto se borbotta buongiorno... Posa.
Maddalena - Preferisco.
Evodia - Avete qualcuno in citt?
Maddalena - Nessuno.
Evodia - Intermezzi?
Maddalena - Saggezza!
Evodia - Non c' da vergognarsi. Saggezza anche per me.
Maddalena - Davvero?
Evodia - Com' vero che sono qui. C' un amico del signor Andrea che mi fa la corte, vero, ma:., state zitte: ogni sabato,, mi propone d'andare l'indomani, con lui, in barca, alla Grenouillre.
Maddalena - E voi rifiutate?
Evodia - Sistematicamente.
Maddalena - Avete paura dell'acqua?
Evodia - Diffido degli uomini. Giura che mi ama. Io gli rispondo: Parlate a pap e mamm, sapranno dirvi quale seguito prendere . Ma se quello spilungone si immagina di barattarmi con un'ora di barca e una frittura per due in una trattoria, si sbaglia...
Maddalena - Brava!
Evodia - Voi avete maggior merito, visto che siete sola. Tuttavia, ci sar bene qualcuno che vi avr notata?
Maddalena - Mi noterebbero se mi vedessero ... Passo inosservata. Io non sono di quelle che si appendono dei campanelli per attirare l'attenzione... Mi trovano dei begli occhi, dei bei capelli, una vita sottile, solamente non si ancora trovato nessuno disposto a guardarmi in complesso.
Evodia - Ma verr.
Maddalena - Oh, non ho paura. Non esco quasi mai...
Evodia - Abiterete qui, come l'altra... Vi alloggeranno al settimo piano, con le cameriere.
Maddalena - Scusate! La mia camera a destra; le cameriere sono a sinistra ,nel corridoio. E poi, ho una vera finestra e un vero camino. La finestra murata e il camino non tira, ma sono ugualmente una finestra e un camino...
Signora Savignolle - (entrando) Si discorre...
Evodia - Bisogna bene che la metta al corrente.
Signora Savignolle - Me ne incarico io. Che cosa significa questo mazzolino?
Maddalena - I mughetti? Non sono per me.
Signora Savignolle - Vi sono grata dell'intenzione...
Maddalena - Ma non sono nemmeno per voi.
Savignolle - Non capisco.
Maddalena - Ammettiamo che sia un modello.
Signora Savignolle - Voi non siete nello studio di un pittore. Qui non mai entrato un modello. D'altronde non domandano mai dei mughetti.
Maddalena - Ne chiederanno. Ho un'idea...
Signora Savgnolle - Non amo eccessivamente le idee.
Evodia - (fra i denti) Ah!
Signora Savignolle - Prima di lanciarvi nelle iniziative, fareste meglio a mostrarmi di che cosa siete capace nel genere corrente.
Maddalena - Nel genere corrente? Ecco! (mostra un fiore).
Savignolle - Siete voi che?...
Maddalena - S io, s...
Signora Savignolle - Cos in fretta! Non c' male., non c' proprio male...
Maddalena - Senza interesse e senza importanza. C' di meglio... Permettete? (apre un pacchetto).
Savignolle - Una forma?
Maddalena - S, signora.
Evodia - Una forma di berretto?
Maddalena - S, signorina.
Evodia - E dei piccoli tubi di vetro!
Maddalena - Non toccate... Volete ascoltarmi, signora? Bene! Allora, io prendo dei mughetti, veri, freschi e li acconcio sul cappello come un mazzolino rotondo, ogni stelo immerso in un piccolo tubo di vetro riempito di acqua per met. Il tutto solidamente cu. cito perch non si rovesci. E voi avete la guarnizione del vostro cappello in mughetti naturali che possono servire un mattino, un pomeriggio e una sera senza perdere freschezza, n profumo...
Signora Savignolle - vostra l'idea? Ma stupida, figliuola!
Maddalena - nuova. Che una donna elegante la lanci ad Auteuil a Longchamp o alla Fiera dell'Industria e vedrete!
Savignolle - Vedr che cosa? Che voi arricchirete i fiorai...
Maddalena - Aspettate. Arrivo a noi. Contemporaneamente, io creo ad uso delle piccole borse, vale a dire della clientela pi numerosa, il cappello in mughetti artificiali, profumati precedentemente grazie ad un prodotto chimico che viene a costare pochi soldi al litro. Naso sopra e l'illusione ancora pi perfetta... Sentite, signora, odorate.
Signora Savignolle - Ascoltate: mi dispiace molto perch voi dimostrate della buona volont, ma temo che non facciate per me.
Maddalena - Provate un mese... Se entro un mese io non sar riuscita ad accontentarvi, me ne andr come sono venuta.
Signora Savignolle - D'altronde le signorine Piferr mi avevano avvertita che voi siete onesta, laboriosa, devota, ma che avete la mania delle grandezze.
Maddalena - Ma loro hanno quelle delle piccolezze.
Signora Savignolle - Mettete in ordine tutto questo... Poich siete qui, voglio tentare di impiegarvi, ma nei fiori classici, e nel silenzio. Mio figlio ha bisogno di molta tranquillit, per lavorare.
Maddalena - Star zitta. Sar duro... si donne. Ma tacer!
Evodia - Possiamo cantare, per, non vero signora?
Sicnora Savignolle - Ma non le vostre sudicerie, come la serva, il caporale ...
Evodia - Oh! no... Delle canzoni del signor Andrea: Il boschetto della primavera .
Maddalena - Io la comprer!
Signora Savignolle - ... Inutile. E poi non sono edite. Ne faccio io delle copie col poligrafo.
Cameriera - (entrando) Signora, ci sono il signore e la signora Vieuville.
Signora Savignolle - Di gi? avete fatti passare in salotto?
Cameriera - S, signora.
Signora Savignolle - La colazione, va bene?
Cameriera - Mi mancano i fiori per il centro da tavola.
Signora Savignolle - Prendete!
Evodia - Delle viole?
Maddalena - No. Dei ciclamini, delizieranno la tavola pi gaia.
Signora Savignolle - Ce ne cono diciotto... Dopo li riporterete. Avvertite il signor Andrea, che i piatti siano caldi! (esce).
Maddalena - Ha un salotto?
Evodia - Per modo di dire. In realt, deve essere la sua camera, ria di sera, apre un letto pieghevole e si corica qui, per conservarsi una camera di riguardo. Questo ti spiega il tipo. Ci diamo del tu?
Maddalena - Naturalmente. Ma si, credo non ti affatichino troppo quei garofani.
Evodia - Non vorrai fare, per caso, la zelante?
Mad. - No, faccio dei fiori, io!
Evodia - Come io?!... Ed io allora?
Maddalena - Oh, no, i tuoi chiamali come vuoi, ma non fiori!
Evodia - Ecco i signori...
Mad. - Non ho il naso lucido?
Evodia - No...
- (Andrea e Carlo entrano).
Carlo - Buongiorno.
Evodia - Buongiorno, signor Andrea.
Andrea - La nuova signorina?
Evodia - S. Si chiama Maddalena.
Andrea - Bene. Tu vieni Carlo?
Carlo - No, ti lascio ricevere i tuoi invitati.
Andrea - Rimani con noi. Far mettere un coperto.
Carlo - Grazie, proprio senza complimenti. Mi aspettano a casa... Arrivederci, Andrea.
Andrea - T'accompagno.
Carlo - Lascia, non ha importanza, conosco la strada.
Andrea - A stasera alle otto.
Carlo - In giacca e tubi di stufa (escono).
Evodia - Ah! Ti sei comportata bene per essere una persona che ha due palmi di lingua! Non hai nemmeno detto buongiorno.
Maddalena - Mi avr presa per una maleducata.
Evodia - T'intimidisce dunque fino a questo punto?
Madd. - Cercher di spiegarti... Non ti burlerai poi di me?
Evodia - Non mi burlo mai delle donne.
Maddalena - la prima volta che vedo un poeta... L'idea che scrive in versi... Sono rimasta colpita... E poi, siccome mi avevi parlato della sua malattia, mi aspettavo di vedere un uomo pallido, debole...
Evodia - Oh! Per quello sta tranquilla: si salvato. (Carlo entra). Ecco l'altro che ritorna. Signor Carlo, se rimanete, ci farete prendere...
Carlo - Me ne vado... Solo una parola... un s o un no: Domenica ?
Evodia - M'invitate, a casa dei vostri genitori?
Carlo - No.
Evodia - Non mi trovate degna di loro, per caso?
Carlo - Cosa vi viene in mente? Solamente sono gente cos scontrosa, selvatica, ricevono poco... Ditemi, signorina Evodia...
Evodia - Adesso tirer fuori la barca e la sua Grenouillre...
Carlo - (a Maddalena) Aiutatemi voi, signorina!
Evodia - Inutile. Ci andr forse pi tardi con il mio fidanzato a trovare le vostre rane...
Carlo - Non luogo per fidanzati.
Evodia - E allora perch mi ci volete condurre?
Carlo - (a Maddalena) carino ci che state facendo, signorina. ..
Maddalena - Sapete ci che significa il mughetto?
Carlo - No.
Madd. - Ritorno della felicit.
Carlo - Grazie. (A Evodia) Mi troverete alla stazione. Prender i biglietti in anticipo, in prima classe...
Evodia - Inutile insistere... Non ci metteremo mai d'accordo. Arrivederci, signor Carlo.
Carlo - (senza muoversi) Arrivederci.
Evodia - Che cosa aspettate?
Carlo - Mi dispiace andarmene... Innanzi tutto perch vi lascio e poi perch sono sicuro che direte male di me appena uscito.
Maddalena - Andatevene laggi, in fondo. Noi parleremo come se voi non foste pi qui.
Carlo - Giurato?
Maddalena - Promesso. Incomincio... Voi non ci siete pi.
Carlo - No, no.
Maddalena - gentile alla fine, questo signor Carlo...
Evodia - S, non c' male...
Maddalena - Ha l'aria di essere tanto infelice! S, s, te lo assicuro e poi un giorno sar molto triste, pianger delle vere lagrime, delle lagrime ben salate e tu vedrai, ci che dovrai fare... Ed ora aiutami a legare questa erba allo stelo...
Evodia - Sar splendido questo con un abito bianco...
Maddalena - A grandi sbuffi. (A Carlo) Finito. Non c' pi nulla per voi.
Carlo - In questo caso, grazie ancora, signorina... Tutta la mia gratitudine,.. Ritorner presto... Arrivederci (esce).
Evodia - Che zuccone.
Madd. - Credi che ti sposer?
Evodia - Mai. I suoi genitori sono ricchi. Vendono nastri in via d'Uzs... Cerca delle distrazioni... Sta zitta, viene qualcuno.
- (Entra Andrea colla signora e il signor Vieuville).
Andrea - Credo che voi non siate mai venuta in questa camera... Qui, vedete, Agnese, c' il laboratorio.
Agnese - Interessante.
Signora Vieuville - E voi ve ne occupate un poco, Andrea?
Andrea - Veramente no.
Signora Savignolle - Lu ha, grazie a Dio, delle altre gatte da pelare.
Signor Vieuville - E precisamente, quali gatte?
Savignolle - Vuole far entrare la poesia nel caff concerto.
Signor Vieuville - Nobile ambizione!
Signora Savignolle - Ha finito ora di scrivere una piccola meraviglia...
Andrea - Mamma...
Agnese - Siete troppo modesto.
Signor Vieuville - In letteratura, bisogna sempre lasciare agli altri la modestia. E il titolo?
Signora Savignolle - Il boschetto della primavera.
Agnese - Che freschezza!
Signora Savignolle - Sempre un genere melanconico, ma che giunge all'anima.
Agnese - Bisogner che ce la cantiate uno d questi giorni.
Andrea - Ohim! Io non canto, cara cugina.
Signora Savignolle - Ma dice alla perfezione. Solo quando ha finito ci si accorge che eran versi...
Signor Vieuville - Buongiorno, signorine.
Maddalena e Evodia - Buongiorno signore!
Signor Vieuville - Non vi disturbiamo?
Madd. e Evodia - No, signore.
Signor Vieuville - Delle fate. Eccole le piccole fate di Parigi, non vero Agnese?
Agnese - Esattamente. Sempre originale, Ferdinando.
Signor Vieuville - Ammiro... Quale rapidit! Quale destrezza! Questo s che vi dovrebbe ispirare, Andrea: le dita di Mimi Pinson... In verit la ditta non ha insegna. Eccovela: Alle dita di Mimi Pinson e il vostro capolavoro la lancer... Dovreste scrivere qualcosa di molto gentile, ad esempio: Vita, spirituale, onesta, alle labbra sempre una canzon, e la piccola, curva testa, quella, quella di Mimi Pinson.
Andrea - Bisogner pensarci.
Signor Vieuville - Pensateci. Io trovo delle insegne sorprendenti. Ne ho trovata una al mio pedicure... Ai piedi di Onfale ... C' mancato poco non morisse di gioia... Ercole ai piedi...
Agnese - Non spiegare, Ferdinando, perde di curiosit.
Signora Savignolle - Che cosa ne dite di queste viole del pensiero, cugina mia? E di questi convolvoli? Vi giuro che le mosche s'ingannano.
Signor Vieuville - Deve esse, re una cosa ben noiosa per le mosche e per le signorine.
Evodia - Ci difendiamo con della carta attaccaticcia.
Signora Savignolle - Le viole del pensiero sono per i cappelli serii... E i convolvoli per le ghirlande dei corpetti.
Agnese - Per i balli ufficiali.
Savignolle - Ufficiali o no.
Agnese - E questo?
Signora Savignolle - Signorina Maddalena, vi avevo pregata... nuova. Non ha ancora preso la mano della casa...
Agnese - Guardate dunque, che strano, Ferdinando...
Signor Vieuville - S. molto curioso.
Agnese - Spiegatemi questa forma, signorina.
Maddalena - Io... io...
Signor Vieuville - Non turbatevi, signorina.
Signora Savignolle - Parlate, visto che ve lo domandano.
Evodia - Parla, vai...
Maddalena - Io mi sono divertita ad imitare un modello che stanno per lanciare i grandi negozi di Rue de la Paix: il berretto in mughetti freschi.
Agnese - Magnifico!
Signor Vieuville - Adorabile!
Agnese - Ma ditemi, signorina, questi mughetti devono appassire in un momento?
Maddalena - No, signora, proprio questa la domanda che mi attendevo. Guardate il sistema: ogni stelo di mughetto immerso in un invisibile recipiente.
Agnese - Sorprendente! Io voglio un cappello cos a qualunque prezzo.
Maddalena - Potrei darvi questo quando sar finito, stasera o domattina nelle prime ore.
Agnese - Siete troppo cortese. E quanto?
Signora Savignolle - Noi non siamo fioriste.
Maddalena - Permettetemi di offrirvelo... S! S! Mi farete un grande favore... Ve lo mander domattina per le nove e l'avrete fresco per le corse ad Auteuil.
Agnese - Ci andr appositamente... Credete che ce ne saranno altri?
Maddalena - Mi stupirebbe.,. I modelli di Rue de la Paix non saranno pronti che fra otto giorni.
Signor Vieuville - Chiss che muso faranno quelli di Rue de la Paix!
Maddalena - Lungo fino alla piazza Venderne, signore.
Agnese - Ferdinando, date il biglietto da visita alla signorina per l'indirizzo, (Piano) E venti franchi.
Signor Vieuv. - Il biglietto e...
Maddalena - No, a me, denaro, no. Siete voi che mi fate un grande favore, signora!
Agnese - Sono confusa.
Signor Vieuville - Vi piacciono i dolci, signorina?
Mad. - S, signore, quelli inglesi.
Signor Vieuville - Ah!
Agnese - Conto su di voi!
Maddalena - Potete contarci.
Agnese - Grazie.
Signor Vieuville - Aggiungo anche i miei ringraziamenti.
Maddalena - Ma non c' di che!
Signora Savignolle - L... Regolato quest'affare, volete passare nella sala da pranzo? (prendendo sotto il braccio il signor Vieuville). Andrea, d il braccio ad Agnese.
Agnese - (a Madd.) Alle nove?
Maddalena - Alle nove.
Agnese - Sono felice... Dovete trovarmi civetta, Andrea?
Andrea - Affatto. Avete ragione. Io sono come voi per le cravatte, visto che non ci hanno lasciato che quelle nella nostra orribile uniforme. (Escono).
Evodia - Vanno a brucare.
Maddalena - Anche noi... Ma non ci sar nessuno a darci il braccio, purtroppo.
Evodia - Ma noi ce ne infischiamo.
Maddalena - molto graziosa, quella signora, e molto elegante.
Evodia - S, ma se tu avevi un regalo da fare, potevi pensare a me, e non a quella smorfiosa...
Maddalena - Non sono pazza! Ho il mio piano...
Evodia - Basta!... Ci ti riguarda... Vado a prendere la nostra colazione... Che cosa vuoi oltre alla pernice coi tartufi?
Madd. - Del fritto di cervella.
Evodia - Stavo per proportelo. E per champagne, l'acqua del rubinetto?
Maddalena - A volte sporca e l'illusione perfetta.
Evodia - Ritorno subito. (Esce. Maddalena lavora).
Andrea - (rientrando) Signorina, come vi chiamate?
Maddalena - Maddalena... Maddalena Prolier.
Andrea - Mia madre m'incarica di dirvi che vi mander una bottiglia di vecchio Borgogna e due fette di pasticcio. Potrete dividerle con la vostra compagna.
Maddalena - Grazie, signore...
Andrea - per festeggiare il vostro arrivo!... Triste?
Maddalena - No, signore.
Andrea - Timida?
Maddalena - Un poco...
Andrea - Eppure non eravate affatto timida un momento fa! Fra noi confessate che non mancate di faccia tosta...
Maddalena - Io?
Andrea - Non esitate a rubacchiare un'idea degli altri... Il cappello...
Maddalena - Quand'anche fosse, io chiamo questo in commercio, concorrenza... Dei grandi che imitano dei piccoli, male, ma i piccoli che s'arrangiano come possono per vivere... Solamente, io ho mentito, signore.
Andrea - Mentito?
Maddalena - L'idea mia..
Andrea - E allora? Perch questa storia?
Maddalena - Se non gli avessi dato l'impronta dei magazzini di Rue de la Paix, quella signora non si sarebbe mai interessata al mio cappellino...
Andrea - Conoscete le donne...
Maddalena - Per forza, fa parte del mestiere.
Andrea - E gli uomini?
Maddalena - Meno.
Andrea - Meno!... Sapete rispondere... Non siete stupida.
Maddalena - Non troppo!
Andrea - Spero che vi troverete bene, qui.
Maddalena - Mi trovo gi bene, signore: grazioso e poi c' aria... Dalle signorine Piferr, il soffitto era cos basso che le stesse clienti erano costrette a togliersi il cappello.
Andrea - Abitate in casa?
Maddalena - Si.
Andrea - Lass?
Maddalena - Al terzo piano.
Andrea - Al terzo piano?
Maddalena - Partendo da qui: sette meno quattro, uguale tre.
Andrea - Bene. Siete ottimista.
Maddalena - Pu darsi... Non so precisamente...
Andrea - Vedete la vita da un punto di vista roseo.
Maddalena - Piuttosto.
Andrea - Avete ragione. Io ero come voi alla vostra et.
Maddalena - E poi avete avuto delle disillusioni?
Andrea - La mia parte.
Maddalena - Sembra che questo renda poeti.
Andrea - De Musset lo afferma.
Maddalena - E voi mettete in rima le vostre pene e ne fate delle canzoni.
Andrea - Come Enrico Heine...
Madd. - Avrete molti amici...
Andrea - E questi non mi contraddicono mai. .
Madd. - Vi ammireranno...
Andrea - No... ma... effettivamente c'entra della ammirazione nella nostra amicizia.
Maddalena - bello
Andrea - Mi chiamano... Buon appetito, signorina Maddalena.
Maddalena - Altrettanto a voi.
- (Andrea esce. Maddalena cerca nel mucchio dei fiori una margherita della quale conta petali. La Cameriera sopraggiunge, portando due fette di pasticcio e una bottiglia.)
Camer. - Eh?! (silenzio) Eh?!
Maddalena - E poi?
Cameriera - La signora vi manda questo, dietro preghiera dei Vieuville... di quello buono e vecchio... Eh!...
Maddalena - Non sono sorda... Con i vostri eh ! Avete l'aria di chiamare una vettura!
Cam. - Non so il vostro nome.
Maddalena - Dite signorina e io capir!
Cameriera - Ah! L, l; che arie! Ascoltate: di solito le operaie mi passano dei fiori per i miei capelli, in cambio io d loro dei dolci...
Maddalena - Non ci tengo al dessert...
Cameriera - Bene! Capisco...
Maddalena - Tanto meglio... Cosi non ci saranno malintesi. Voi in cucina, io in laboratorio. A parte questo, amici come prima. E i miei saluti distinti.
Camer. - No, ma, ma... (esce).
Evodia - Ecco il banchetto!
Maddalena - Ed ecco l'extra!
Evodia - Accidenti! La padrona ha perso la testa! la prima volta che le capita... Non ho impiegato molto tempo. Compro tutto da basso. T'insegner per domani... Si mette a riscaldare sul fornello?... Ah! No, non vorrai lavorare anche mangiando?
Madd. - Mi annoia mangiare.
Evodia - Da che cosa incominciamo?
Maddalena - Nelle case eleganti pare il fritto si mangi per prima, quando non c' nulla che lo preceda...
Evodia - E sia! C' anche un bab! sono io che lo offro.
Maddalena - Un bab? Li adoro! E hai detto al pasticcere che il povero bab moriva di sete?
Evodia - Ho fatto mettere del rum per due.
Maddalena - Sono sicura che molto pi divertente il nostro pasto che quello dei signori che mangiano qui accanto.
Evodia - E siamo pi libere. Non hai visto nessuno mentre io ero fuori?
Maddalena - La cameriera.
Evodia - cattiva, sai...
Maddalena - Non avr mai trovato nessuno capace di tenerle testa... Io l'ho messa al passo immediatamente, (apre la bottiglia e versa da bere) Bevi, cara, di quello tappato e sigillato da vent'anni.
Evodia - Ai tuoi amori
Maddalena - Al tuo... Che cosa leggi?
Evodia - La penultima del signor Andrea.
Maddalena - Fammi vedere... Il boschetto della primavera . Parole e musica di Leone Gri-vas... Leone Grivas?
Evodia - Ha formato Leone Grivas con Andrea Savignolle... ci che chiamano un ana...
Maddalena - Un anagramma... Leone Grivas... Mi sembra gi un nome noto...
Evodia - Hai delle visioni...
Maddalena - Cantami l'aria...
Evodia - Apri la tua finestra o vago fiore Apri la tua finestra io son l'amore (s'interrompe; poi) S?! Soffia sul fornello. Il fritto finir per carbonizzarsi... Eh! Sogni tu?
Maddalena - Non farci caso. Quando sento certe parole come fiore e amore, chiudo gli occhi e mi sembra di essere felice. Non farci caso, continua il ritornello.
Evodia - Apri la tua finestra o vago fiore Apri la tua finestra io son l'amore...
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
Sei mesi dopo. La stessa scena. Notte. Attorno alla tavola stanno lavorando cinque operaie sotto la direzione di Maddalena e di Evodia. Tutte fabbricano mughetti. Per modello un grosso mazzo di mughetti sulla tavola. Le sei. Chiasso. Le operaie si alzano.
1a Operaia - Uff!
2a Operaia - Non ne posso pi!
3a Operaia - Ne ho fin sopra i capelli di mughetti!
4a Operaia - E almeno non fossero profumati!
5a Operaia - L'odore si appiccica alla pelle oltre che agli abiti...
1a Operaia - Il mio amico non pu pi sopportarmi.
Maddalena - Finito? (silenzio) Chi vuol rimanere stasera a fare lo straordinario? (silenzio) Non parlate tutte insieme... Giulietta?
2a Operaia - Io non posso... l'onomastico di mia sorella.
Madd. - Si chiama Barbara?
2a Operaia - Non proprio...
Maddalena - Guardate il calendario: 4 Dicembre, Santa Barbara.
2a Operaia - Allora il suo compleanno.
Maddalena - E voi, Fernanda?
3a Operaia - Mio fratello ha l'influenza.
Maddalena - E voi?
4a Operaia - Io seguo un corso alla scuola serale.
Maddalena - Di fiori artificiali?
4a Operaia - No, di musica.
5a Operaia - Anch'io. Vogliamo diventare canzonettiste.
Maddalena - Ho capito. Siete qui di passaggio. E voi Amelia?
Amelia - Io sar pi sincera di loro; io non rimango perch me ne infischio, dei vostri tre franchi di straordinario e poi perch non ci tengo a lasciare solo il mio amico che sarebbe capace di approfittarne ...
Maddalena - Non vi chiedo dei particolari...
Amelia - Non ho diritto di parlare del mio amico, forse? Non tutte possono intendersela con il figlio della padrona!
Evodia - Ci siamo: la scaravento fuori!
Maddalena - Ma no.,, (le operaie s'eclissano senza far rumore. Si sente): Buona sera, Maddalena, buona sera signorina...
Maddalena - Buona sera. (Ad Amelia) tutto?
Amelia - tutto. Pagatemi.
Maddalena - La settimana non finita.
Amelia - Mi trattenete?
Maddalena - Non sono la padrona...
Amelia - come se lo foste! Mi tenete ancora dopo ci che vi ho detto?
Maddalena - Dopo le sei dite pure ci che volete.
Amelia - Ah! Mi dispiace... in un certo senso...
Evodia - Quale senso?
Amelia - Ma s!... Ho parlato senza cattiveria... Mi scappata di bocca...
Maddalena - Va bene! Tenete, la bocca chiusa.
Amelia - A domani.
Maddalena - A domani.
Amelia - Senza rancore?
Madd. - Assolutamente. (Amelia esce). Ecco, doveva accadere!
Evodia - E come vuoi che non avvenisse?... Quando Andrea viene qui tu impallidisci e poi diventi rossa; lo bevi con gli occhi... e fai l'impossibile perch lui e sua madre facciano fortuna.
Maddalena - Purch la signora Savignolle non se ne accorga!
Evodia - Non si accorger! suo interesse.
Maddalena - E il suo amor proprio?
Evodia - Temi che voglia citarti per corruzione di minorenne?... Vuoi sorridere? quell'oca che ti ha sconvolta?
Maddalena - No. C' dell'altro... Andrea mi ha mentito.
Evodia - Filate da sei mesi... Non bisogna chiedere troppo.
Maddalena - Non ridere: grave... Ieri sera sono rimasta qui fino alle sette. Non ho mai una gran premura d'andarmene in camera mia. Per pranzare sola, non c' bisogno di affrettarsi troppo. Andrea venuto. Mi ha detto: Tu lavori troppo, Mad... Passeggia un poco. Vai a prendere aria! Prender aria! Pioveva forte... Io ho fatto la solita parte di quella che obbedisce, ma l'ho tenuto d'occhio. Alle otto e mezza sono usciti in gran pompa, lui in frak, cravatta bianca, gardenia all'occhiello... La signora in taffet color pulce.
Evodia - E poi?
Maddalena - Sono rincasati a mezzanotte... Tutte le sere, quando sua madre addormentata, egli mi raggiunge. Ieri non venuto...
Evodia - Pu darsi che la vecchia abbia fatto indigestione...
Maddalena - No, si tratta di un matrimonio, ne sono sicura; lo hanno presentato certo ad una signorina del gran mondo.
Evodia - Perch del gran mondo? Ti monti la testa. E poi tu immagini che Andrea sia un uomo superiore...
Maddalena - Per me un uomo superiore: lo amo...
Evodia - E lui ti ama?
Maddalena - quello che mi chiedo anch'io...
Evodia - Ma... quando siete soli... ti parla gentilmente? Di che parlate?
Maddalena - La prima volta mi ha parlato di me; la seconda di noi... e dopo, di s...
Evodia - E continuer.
Maddalena - Non chiedo di meglio, io non conto pi... Ma sempre molto tenero, sai, con una specie di piet che mi intimidisce...
Evodia - Povera Mad! Se Carlo fosse qui, lo schiaffeggerei!
Maddalena - Perch...
Evodia - Desidero schiaffeggiare un uomo.
Andrea - (entrando) Non incomodatevi...
Evodia - Bisogna che vada in magazzino, al deposito.
Andrea - Ma chiuso.
Evodia - Ho la chiave... Manca del filo di ottone, (esce).
Andrea - Sono sicuro che non aveva nulla da prendere al deposito. Se ne va per lasciarci soli... ridicolo questo... Non l'avrai messa al corrente, spero?
Maddalena - No, Andrea.
Andrea - Perch questa avventura sia graziosa, bisogna che rimanga segreta... capito?
Maddalena - S, Andrea.
Andrea - Che viso fai?
Maddalena - Io ?
Andrea - Oh! Non mi dirai niente... Ma ti leggo negli occhi. perch non sono venuto ieri sera', scommetterei... vero?
Maddalena - Io sono ragionevole... Capisco che se non sei venuto perch qualche cosa te lo ha impedito.
Andrea - Abbiamo pranzato dai Vieuville... Non ho potuto avvertirti... Ci hanno invitati all'ultimo momento... Al ritorno la mamma mi ha trattenuto... Un mucchio d'affari...
Maddalena - Noiosi?
Andrea - Come tutti gli affari.
Maddalena - Spiega. Potrei darti un buon consiglio.
Andrea - Pi tardi.
Maddalena - Io non sono solamente la tua amante, Andrea: sono la tua amica.
Andrea - Lo so. E avresti meritato un altro uomo che non me.
Maddalena - Perch mi dici questo oggi?
Andrea - Perch la verit!
Maddalena - E allora dimmela per intero la verit, anche se spiacevole.
Andrea - Andiamo, calmati.
Maddalena - Presto...
Andrea - Ma non qui... Pu venire la mamma. La sento... Stasera alle dieci e mezzo, in camera tua.
Madd. - Sono veramente graziosi questi boccioli verde pallido.
Signora Savignolle - (entrando) Porto un pacco di ordinazioni... Se continua cos, diverremo la prima casa di Parigi!
Andrea - Grazie alla signorina Maddalena.
Signora Savignolle - In parte. Vai a cambiarti... Hai dimenticato che i Vieuville devono venire...
Andrea - No, non l'ho dimenticato.... (esce).
Signora Savignolle - Lasciate stare tutto qui. M'incaricher io di rimettere in ordine. I Vieuville hanno piacere di venire qui... Fate lo straordinario?
Maddalena - S, signora.
S'inora Savignolle - Stasera pranzerete con noi, Maddalena.
Maddalena - Grazie, signora.
Signora Savignolle - A meno che i Vieuville non rimangano. Non prendete questo in cattiva parte... Hanno, senza dubbio, qualcosa da comunicarmi... Fra noi, si tratta di un matrimonio per Andrea.
Maddalena - Ah!
Signora Savignolle - La presentazione ha avuto luogo ieri dai nostri cugini. Si tratta della signorina Gageret, la figlia del grande fabbricante di lavabi, sapete, della ditta: Lagneur et Gageret. Da quando le camere da bagno sono alla moda, hanno fatto una fortuna enorme.., E la ragazza molto carina: alta, distinta, molto, molto carina... Portava appunto al corpetto un ciurlo di non-ti-scordar-di-me, che provenivano da qui. Questo ci ha dato subito un soggetto di conversazione. Andrea stato splendido. Voi non l'avete mai visto in frach, panciotto a cuore: un principe! Ho ottenuto da lui che dicesse le sue canzoni. La signorina Gageret suona mirabilmente il pianoforte e ha improvvisato una specie di accompagnamento. Ah! stato meraviglioso... AU'infuori di quella stupida di Agnese tutti avevano le lacrime agli occhi... S, insomma, fino a che ho potuto rendermene conto, visto che piangevo io stessa... Siamo andati via prima degli altri. I Vieuville devono venire a riferirmi l'impressione fatta da Andrea sugli altri. Ma sono tranquilla.
Maddalena - Anch'io signora.
Signora Savignolle - La ragazza non dispiace ad Andrea. Si diverte dall'et di sedici anni e presto ne avr trent'otto; tempo che diventi serio... Trecentomila franchi di dote... sarebbe bellissimo!
Maddalena - S, signora, tutto ci sarebbe bellissimo!
Signora Savignolle - Non che io conti di ritirarmi dagli affari, ma se questa combinazione riuscisse, vi lascerei sempre pi la direzione e vi interesserei agli utili. Siete contenta?
Maddalena - Se sono contenta, signora? Sarei ingrata se non lo fossi... Mi permettete di raggiungere Evodia?
Signora Savignolle - Andate, e non una parola...
- (Esce. La Signora Savignolle mettendo ordine sul tavolo si volta. Entra Carlo che vedendola di spalle con il grembiule delle lavoranti, s'inganna).
Carlo - Cuc
Signora Savignolle - (voltandosi) Eh?
Carlo - (sorpresissimo) Cuc... Cuc... la signora Savignolle.
Signora Savignolle - Cuc!
Carlo - I miei omaggi!
Signora Savignolle - Se venite per Andrea, andate di l, ma non trattenetelo. Aspettiamo una visita .
Carlo - No, signora, io non vengo per Andrea.
Signora Savignolle - E allora venite per me?
Carlo - Nemmeno. Vengo per la signorina Evodia.
Signora Savignolle - Infatti, io cercavo da lungo tempo l'occasione di dirvi che vi trovo troppo sovente in laboratorio. Vi sono due porte sul pianerottolo, una per il mio lavoro, l'altra per il mio domicilio privato. D'ora innanzi mi farete il piacere di attendere mio figlio in salotto.
Carlo - Ne prendo nota, signora, ma oggi, bisogna che parli alla signorina Evodia.
Signora Savignolle - Ditelo a me ed io riferir.
Carlo - Scusatemi, signora, ma una commissione personale, personale ed urgente.
Signora Savignolle - Signore, vi prego di uscire.
Carlo - Mi dispiace, ma... non posso.
- (Evodia entra).
Carlo - S, signora, esco, (strizza l'occhio ad Evodia).
Signora Savignolle - Oh, ma uno scandalo, signorina!
Evodia - Cosa succede?
Signora Savignolle - Il signore ha l'audacia di venire qui per voi e di dirmelo!
Evodia - Io non l'ho mai autorizzato!...
Signora Savignolle - Una tale mancanza di rispetto... Vado a cercare Andrea, (esce).
Carlo - Op!
Evodia - Volete assolutamente farmi mandar via?
Carlo - Venite con me.
Evodia - Per nessuna ragione!
Carlo - Venite subito con me! La mamma acconsente!
Evodia - Ah!
Carlo - La mamma acconsente, vi dico Prendete il soprabito, il cappello...
Evodia - Lasciatemi almeno levare il grembiule.
Carlo - Non fa nulla, tenetelo il grembiule... Ho detto alla mamma che vi amo, che siete onesta, e che lavorate in fiori artificiali. E la mamma mi ha risposto: Anch'io ai miei tempi, lavoravo le piume .
Evodia - buona!
Carlo - E ha aggiunto: Conducimela, prima che tuo padre rientri Lo metter davanti al fatto compiuto. Fate presto!
Evodia - E Maddalena! E i miei genitori?
Carlo - Domani, ci penserete domani... op!
Evodia - Le gambe non mi sorreggono.
Carlo - Irrigiditele, non il momento di cadere!
Evodia - E voi non mi chiedete nemmeno se vi amo?
Carlo - Mia madre acconsente: io ti adoro, il resto verr da s... Op! Op! Op!
Signora Savignolle - (entrando con Andrea) Poich non vuoi credermi, guarda!
Carlo - Oh, scusate, signora... Ciao, mio caro.
Evodia - Non colpa mia...
Carlo - Abbiamo fretta... Ti spiegher, Andrea... Op, Op. (Carlo trascina Evodia).
Signora Savignolle - Viene qui a traviare le mie operaie!
Andrea - Ma insensato!
Savignolle - Che mascalzone!
Andrea - pazzo!
Signora Savignolle - Prende la mia casa per un harem... Mentre, da questo punto di vista tu ti sei sempre mostrato cos riservato, cos delicato...
Andrea - Gli dir ci che si merita.
Signora Savignolle - Spero che tu non lo riveda mai pi... Proprio in un momento nel quale non abbiamo tempo da perdere!... Ah! E proprio ora che tu ti tolga da quel genere di amicizie, da quel mondo... B, lasciamo perdere ora... I Vieuville non possono pi tardare... La loro visita comporta due casi... Io so come procedono queste cose. Mi ascolti ? Prima parte: io so benissimo come andr: tu sei molto piaciuto ai genitori Gageret. La ragazza desidera rivederti.... Tu, da parte tua, dichiari che la fanciulla ti tutt'altro che indifferente.
Andrea - troppo grassa. Sembra gonfia.
Signora Savignolle - Non si tratta di comperare un pollo... Regolato questo punto, tu sparisci e noi affrontiamo, i Vieuville ed io, la questione interesse, nella quale tu non c'entri per nulla, n come poeta, n come innamorato.
Andrea - Non sono innamorato e non sono nemmeno sicuro d'essere un poeta.
Signora Savignolle - Mettiti a dire delle bestialit, ora!
- (Suona un campanello).
Andrea - Sono loro!
Agnese - Buonasera a tutti!
Signora Savignolle - Buonasera Agnese! Buonasera Ferdinando!
Andrea - Buonasera.
Signor Vieuville - E cos, va bene, da ieri?
Signora Savignolle - D'incanto... Andrea non smette di parlarmi della signorina Gageret. A proposito, come si chiama?
Agnese - Matilde.
Signor Vieuville - un nome un po' fuori moda.
Signora Savignolle - Trovate? A me non pare... Volete passare nel salotto?
Agnese - Non possiamo rimanere che un minuto.
Signor Vieuville - Abbiamo incontrato il figlio Fuqui. Si trascinava una delle vostre operaie.
Signora Savignolle - Lo so. La ragazza aveva mal di denti.
Andrea - E lui la conduceva dal dentista.
Agnese - Quanti mughetti!
Signor Vieuville - Un trionfo!
Agnese - Al quale credo di avere un poco contribuito.
Andrea - Certo.
Agnese - Ad Auteuil, in maggio, facevano cerchio attorno a me. Avevo lanciato il mughetto...
Signora Savignolle - Voi siete la nostra provvidenza, Agnese.
Agnese - Vorrei esserlo...
Signor Vieuville - Si vorrebbe esserlo...
Signora Savignolle - E ora parliamo di ci che interessa Andrea muore d'impazienza...
Signor Vieuville - Avete pranzato bene ieri sera?
Andrea - Splendidamente.
Signor Vieuville - Che ne dite del caviale?
Signora Savignolle - Squisito!
Signor Vieuville - E la panna sul vassoio di cristallo luminoso?
Savignolle - Delizioso! Ma anche i Gageret sono deliziosi!
Andrea - Mamma, ho una lettera da scrivere.
Signora Savignolle - S, s, figlio mio, vai...
Andrea - Mi scusate? (esce).
Agnese - Certamente.
Signora Savignolle - E cos entusiasta il mio figliuolo... Allora, avete parlato dopo la nostra partenza?
Agnese - Per forza. Ecco: risultato dalla nostra conversazione che i Gageret non sono definitivamente decisi.
Signora Savignolle - Scusate?
Signor Vieuville - Trovano che la loro figliuola ancora troppo giovane...
Savignolle - Io non capisco.
Agnese - Credo che le canzoni li abbiano un po' spaventati.
Signora Savignolle - Ma sono degli idioti! Come: accettano il principio di una presentazione per poi dichiarare che la ragazza troppo giovane e voi vorreste farmi ingoiare questa cattiva scusa!
Agnese - Poich Ferdinando non ha coraggio ne avr io. Effettivamente non che trovino troppo giovane la loro figlia.
Signora Savignolle - Ah!
Agnese - Ma considerano Andrea troppo maturo.
Signora Savignolle - Trentasette anni: vent'anni di differenza c'erano anche fra me e mio marito.
Signor Vieuville - Ed probabilmente per questo che siete vedova da tanto tempo.
Signora Savignolle - E me ne lamento, forse?
Agnese - Non vi nasconder nemmeno che alla signorina le canzoni non sono piaciute.
Signora Savignolle - E in questo caso perch ha tenuto tanto ad accompagnarle?
Agnese - Per vedere come finivano.
Signora Savignolle - Ah! Ve ne prego Agnese!
Signor Vieuville - Calma, calma, siate calma, cugina mia. Siamo addolorati di constatare che prendete la cosa cos male.
Signora Savignolle - Io? Ma io ne sono felicissima. Andrea mi diceva due minuti fa che trovava questa Matilde gonfia come un'oca ingrassata. Non avrebbe mai accettato.
Signor Vieuville - Dunque, sono d'accordo. Un secondo: vorrei andarmene con una parola gentile. E credo d'aver trovato: senza rancore?
Signora Savignolle - S, s, senza rancore.
(Agnese e il Signor Vieuville escono. La signora Savignolle rimane sola. Riflette un istante poi chiama.)
Signora Savignolle - Andrea!
Andrea - Andati?
Signora Savignolle - Si. Una storia splendida, magnifica, mio caro...
Andrea - I miei futuri suoceri sono morti stamane?
Signora Savignolle - Meglio! I Vieuville hanno riflettuto. Essi trovano come te che Matilde Gageret piuttosto brutta e la dote non verrebbe forse neanche versata in una sola volta. Ora, Agnese, mi ha parlato di un altro partito, superbo questo.
Andrea - Ma ha un'agenzia matrimoniale?
Signora Savignolle - Un milione di dote!
Andrea - Perbacco!
Signora Savignolle - La fanciulla ha sentito parlare di te, del tuo talento... Vorrebbe avere un salotto letterario. In breve i Vieuville organizzeranno una serata... Non subito, perch questa signorina in viaggio.
Andrea - Oh! Io non ho fretta!
Signora Savignolle - Io ho fretta. Invecchio, Andrea. La fortuna ha l'aria di sorriderci in questo momento, ma tu sai come sono effimeri gli affari in bala ai capricci della moda. Una nuova piccola trovata di donna, e tutto capovolto, perduto... Io non ti ho mai raccontate tutte le mie preoccupazioni, ma ho avuto momenti terribili, scadenze gravi, difficolt d'ogni genere... Lasciami fare, ora. Tu non devi intervenire; hai un'intelligenza straordinaria, ma sei poco pratico. Senza di me ti ridurresti alla miseria.
Andrea - Credo che un poco di povert sia necessaria qualche volta. Sainte-Beuve, alla mia et, abitava ancora in una camera ammobiliata...
Signora Savignolle - S, ma si trattava di una santa.
Andrea - Evidentemente!
Signora Savignolle - Dammi carta bianca.
Andrea - Ti do carta bianca.
Signora Savignolle - Tu hai bisogno di lusso e io di riposo. (bussano) Avanti!
Maddalena - Possiamo riprendere il lavoro?
Signora Savignolle - No, basta per oggi. Voi pranzate con noi, Maddalena.
Maddalena - Grazie, signora.
Signora Savignolle - Dite ad Evodia che pu disporre della serata. E domani parleremo; voglio veder chiaro nella sua condotta. Vado a dare degli ordini. Abbracciami grand'uomo!
Andrea - S, mamma!
Signora Savignolle - Don Giovanni! (abbraccia Andrea).
Maddalena - Tua madre di ottimo umore!
Andrea - S.
Maddalena - La visita dei suoi cugini?
Andrea - Senza dubbio.
Maddalena - Sei fidanzato?
Andrea - Che cosa dici?
Maddalena - Sono al corrente e come vedi, anche coraggiosa.
Andrea - Ma no, non sono fidanzato.
Maddalena - Veramente?
Andrea - Te lo assicuro.
Maddalena - Hai rifiutato?
Andrea - Non c' nulla di ufficiale per il momento.
Maddalena - Non hai rifiutato per causa mia?
Andrea - No.
Maddalena - Non voglio diventare la catena che si trascina.
Andrea - Che parole!
Maddalena - Preferisco dirle prima che tu le pensi.
Andrea - Io non le penso e non l'ho mai pensate. C' un progetto... stato rimandato!
Madd. - E non ti dispiace?
Andrea - Guardami... affatto.
Maddalena - Se una questione di denaro, l'azienda procede splendidamente e tu vedrai ci che io sapr farne!
Andrea - Maddalena!... io...
Maddalena - Scusami... Parlare d'affari a te... non so parlare. Quando penso a ci che sto per dirti le parole mi vengono, ma poi, quando tu sei di fronte a me, la gola si chiude...
Andrea - Sei tanto brava. Bisogna che ti faccia un regalo...
Maddalena - Non voglio. Mi vizi fin troppo. Mi hai gi regalato un ventaglio spagnolo, una confettiera tipo antico, dei guanti di Svezia...
Andrea - Un regalo d'altro genere... Quello che tu aspetti...
Maddalena - Io non attendo nulla...
Andrea - S, Maddalena, io ti amo.... Ti amo, piccola mia.
Maddalena - troppo bello! Vorrei fuggire come una ladra stringendo sul cuore ci che mi hai detto... Ma vero?
Andrea - S. E non avvenuto all'improvviso... Prima mi piacevi e poi...
Maddalena - Andrea!
Andrea - Tesoro mio!
Madd. - Mi ami veramente?
Andrea - S, ma non abusarne.
Maddalena - No, ma mi d coraggio.
Andrea - Per che cosa?
Maddalena - Se questo matrimonio si fosse fatto, avrei taciuto... Me ne sarei andata... E avrei conservato il mio segreto.
Andrea - Un segreto. E quale?
Maddalena - Non indovini?... Andrea, noi siamo stati imprudenti... Ma se tu non me lo rimproveri, io sarei tanto felice.
Andrea - Un bambin...
Maddalena - Un bimbo nostro, amore mio...
Andrea - Ah no!...
Maddalena - Come? No?!
Andrea - Non parlarmi di questo!...
Maddalena - Cosa dici?
Andrea - Hai l'aria di non renderti conto... Che cosa dire alla mamma... e che cosa direbbe lei! Eppure tu sai che io dipendo da lei, che non ho alcun mezzo di sussistenza. Sarebbe la rovina, la miseria... Io non so, non so cosa dire; sarebbe la fine, la fine di tutto... Ma ne sei assolutamente certa? . Maddalena - Sicura.
Andrea - Allora che cosa vuoi fare?!... Bisogner metterci d'accordo... Guarda se nessuno viene, se nessuno ascolta, va...
Maddalena - Nessuno.
Andrea - Vieni qui... Mad, mia piccola cara, ti chiedo di essere ragionevole... Tu capisci? Vero? Non posso, non possiamo.
Maddalena - (come inebetita ma dispostala qualunque sacrificio per fargli piacere) Ho capito... Far ci che tu vorrai... Ubbidir!... Sta tranquillo!
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
Dieci anni dopo. Siamo nel 1805. Il laboratorio stato sostituito da un salotto ricco ed elegante. Maddalena sola all'alzarsi del sipario. Guarda un piccolo ritratto ovale. Bussano. Maddalena nasconde il ritratto.
Maddalena - Avanti! Ah voi! Avete domandato di parlarmi, privatamente?
Franceschina - Si, signora Savignolle.
Maddalena - Vi ascolto.
Franceschina - Volevo chiedervi un permesso di quindici giorni.
Madd. - Neanche da pensarci!
Franceschina - Quindici giorni non pagati, caso mai.
Maddalena - Se mi metto in piena stagione a distribuire permessi al personale, non mi rester altro da fare che chiudere bottega... I motivi sono gravi?
Franceschina - S, signora.
Maddalena - Salute?
Franceschina - S.,, e poi... questioni di famiglia...
Maddalena - Non vi chiedo i vostri segreti, ma vorrei rivolgervi qualche domanda. Non mentite o mentite il meno possibile... Siete pallida, effettivamente... Vi dar un biglietto per il mio medico...
Franceschina - Ne ho uno molto bravo.
Maddalena - E il caso non complicato. Sedetevi.
Franc - Non sono stanca.
Maddalena - Sedetevi ugualmente... Mi considerate una nemica perch sono la vostra padrona?
Franceschina - No, signora.
Maddalena - Avete i genitori? S?!... Un padre non troppo compiacente?
Franceschina - Non troppo.
Maddalena - Una madre alla quale non si vuol arrecare dolore?
Franceschina - Cos...
Maddalena - Avete vent'anni?
Franceschina - Diciotto!
Maddalena - E il vostro amico?
Franceschina - Ma signora, io non ho alcun amico.
Maddalena - Quanti anni ha?
Franc. - Un anno pi di me.
Maddalena - Non abbassate gli occhi.
Franceschina - Mi vergogno.
Madd. - Delle vostre lacrime?
Franceschina - Di tutto.
Maddalena - Guardatemi in faccia... Andiamo.
Franceschina - Oh, signora, il pap mi uccider: terribile.
Maddalena - Lo condurrete qui, gli parler io... E l'altro, l'amico, terribile anche lui?
Franceschina - No, signora, lavora in una fabbrica di seterie; un giovane molto buono, molto per bene, solamente sa ci che vuole.
Madd. - E ci che non vuole?
Franceschina - Soprattutto... Teme la responsabilit... Non ha coraggio nella vita...
Maddalena - Lasciatelo. Risolveremo insieme la vostra situazione.
Franceschina - Oh, signora voi siete il buon Dio!
Maddalena - Ma no! Sentite: voi lavorerete fino a che io creder che voi non dobbiate pi affaticarvi. Allora avrete la vostra licenza. Io penser al resto. E niente bestialit, mi raccomando!
Franceschina - No, signora, ve lo giuro. E vi giuro anche di lavorare per quattro.
Maddalena - Non occorre. E prendete questo a titolo di anticipo. Non lesinate con la vostra salute perch un anticipo rinnovabile.
Fkanc. - Grazie, signora. Occorre che avverta la cassiera?
Maddalena - No, non avvertite alla cassa. Mangiate il meno possibile salumi e fritti... Bistecche... E un consiglio: non pensate n al vostro grazioso amico, che cos per bene, n al vostro terribile padre, n a voi. Tutto questo non ha alcuna importanza. Non pensate che a colui o a colei che verr... Mi avete ringraziata abbastanza. Andate... Ah! Un minuto!... Vi preparavate a recarvi... Si, insomma... volevate andare da una... come chiamarla... benefattrice... Vedete che indovino molte cose io, senza averne l'aria... Ebbene, in cambio di ci che io faccio per voi, vi chiedo un favore: fate in modo che la persona dalla quale vi preparavate ad andare, sappia, ma sappia bene, che qui c' qualcuno deciso a mettersi, di traverso al suo schifoso commercio. Andate, ora, e non desolatevi.... Vi assicuro che ce ne sono ben altre che vorrebbero essere al vostro posto... (Franceschina esce).
Andrea - (entrando) Come! Tu se qui. E che cosa fai?
Madd. - Moralizzo il personale...
Andrea - Ce n' bisogno. Ti conduco una visita... Entrate, Agnese. Entrate Ferdinando... Una sorpresa, vedi...
Maddalena - Vedo...
Andrea - Le presentazioni sono inutili...
Madd. - Buongiorno, signora.
Agnese - Buongiorno.
Signor Vieuville - Buongiorno, cugina mia. Perch voi siete mia cugina.
Maddalena - Gi, dato questo matrimonio con una povera ragazza come me!
Signor Vieuville - Oh!
Andrea - Ma scherza!
Maddalena - (indicando delle seggiole) Prego, accomodatevi.
Signor Vieuville - molto cambiata!
Maddalena - Sono invecchiata.
Signor Vieuville - Non ci che volevo dire... Ma una tale eleganza, una sicurezza di s! f miei complimenti!
Maddalena - Sono molto lusingata.
Agnese - Quanto tempo che non ci siamo pi vedute?
Andrea - Dieci anni!
Agnese - Abbiamo incontrato Andrea davanti al portone.
Andrea - Ho chiesto ai nostri cugini di salire...
Agnese - E noi abbiamo accettato subito.
Maddalena - Troppo cortesi.
Signor Vieuville - Ci si perde di vista, cos, stupidamente.
Agnese - Non abbiamo ricevuto la partecipazione del vostro matrimonio.
Maddalena - Non abbiamo mandato partecipazioni.
Agnese - Avete accomodato molto bene il vostro appartamento. Occupate tutta la casa?
Andrea - S. L'abbiamo comperata e abbiamo preso questo piano per noi...
Agnese - Era il laboratorio...
Signor Vieuville - Se la povera mamma vedesse questo, non si capaciterebbe.
Andrea - L'ho persa nel 1886.
Signor Vieuville - Lo so. Allora abbiamo ricevuto una partecipazione.
Agnese - E voi scrivete sempre delle canzoni, Andrea?
Andrea - No! Quando rileggo quelle povere cose, arrossisco.
Signor Vieuville - Perch? Bisogna che la giovinezza passi, ci si impiega pi o meno tempo, ecco tutto.
Andrea - Ho rinunciato alla falsa poesia per occuparmi di affari veri.
Agnese - E non avete da pen-tirvene.
Andrea - Ecco il mio maestro... (Indica Maddalena).
Maddalena - Mi ricordi che abbiamo in magazzino dei compratori di Buenos-Ayres... Rimani tu... il signore e la signora Vieuville vorranno scusarmi.
Andrea - Ritornerai?
Maddalena - Certo, ma in caso fossi trattenuta..
Agnese - Non ve ne vorremo. Arrivederci, signora.
Sig. Vieuv. - I miei omaggi. (Maddalena esce). (Silenzio).
Agnese - (ferita) La signora Savignolle mi ha l'aria di una donna che sa il fatto suo.
Signor Vieuville - Certo dimostra di avere una grande autorit!
Agnese - Le donne imparano a comandare con una facilit incredibile. Ma voi siete felice?
Andrea - Molto felice!
Signor Vieuville - Avete preso il partito migliore, senza giochi di parole.
Andrea - Quando la povera mamma mi ha lasciato, mi sono trovato molto solo...
Agnese - Non colpa nostra, Andrea; noi avevamo tentato di farvi sposare brillantemente...
Signor Vieuville - Con una certa signorina Gageret, ricordo... Ha poi sposato un commerciante esportatore, del quale stato dichiarato il fallimento pochi giorni fa.
Agnese - Ma continuate...
Andrea - Ho potuto apprezzare le qualit ammirevoli... uniche, di Maddalena... Non solamente, essa ha lavorato qui come voi potete vedere e capire, ma si anche affinata, ha letto molto e molto intelligentemente... e poi, non occorre dirvi a qual grado di cultura possa giungere una donna molto sensibile... anche se una piccola operaia.
Signor Vieuv. - Certo, certo...
Andrea - D'altra parte, l'esempio del mio amico Carlo Fuqui... era incoraggiante.
Agnese - Anche lui ha sposato. ..
Andrea - E si adorano...
Signor Vieuville - E hanno bambini?
Andrea - Tre. Andrea, del quale io sono il padrino. Lucia che ha sette od otto anni, una piccola Maddalena, figlioccia di mia moglie, che ha qualche mese...
Signor Vieuv. - E voi pigri?
Andrea - Noi...
Agnese - La signora Savignolle non ci tiene, forse... Quando si conduce una vita cos attiva...
Andrea - Oh no... Essa non chiederebbe di meglio... Noi non chiederemmo di meglio...
Signor Vieuville - L'uomo propone... Ohim! Anche a noi capita di pensare con dispiacere, non vero, Agnese?
Agnese - Di sovente.
Signor Vieuville - E poi, noi abbiamo tanti amici...
Agnese - Io mi occupo di molte opere di beneficenza...
Signor Vieuville - E lavora per i bimbi poveri.
Agnese - D'altronde, nervosa come sono, non avrei vissuto se avessi avuto un bimbo...
Signor Vieuville - Nemmeno io... Al primo raffreddore, sarei impazzito.
Agnese - Quando ci si fa della maternit o della paternit un'idea cos elevata...
Andrea - S... S...
Agnese - Ferdinando, la signora Savignolle non ritorna...
Andrea - Vado a chiamarla.
Signor Vieuville - No, no, non disturbatela...
Andrea - E questione di un secondo... Questo portavoce comunica col nostro ufficio, (parla) Maddalena, i nostri cugini stanno per andarsene... Mi prega di scusarla. I suoi compratori sono incrostati... Prendete volentieri una tazza di t?
Agnese - Grazie. Ma siamo attesi al Ministero della Marina.
Signor Vieuville - Per una vendita. Sempre la beneficenza.
Agnese - Allora, andiamo?
Signor Vieuville - Noi speriamo che una fortunata combinazione ci permetta di incontrarci ancora...
Andrea - E io spero che aiuteremo il caso... Mia moglie sar desolata...
Agnese - Voi la consolerete... Arrivederci!
Andrea - Arrivederci.... E grazie della vostra buona visita (Li accompagna, ritorna e dice nel corno acustico). Maddalena, puoi venire, s... Furiosi, naturalmente. Non gentile questo contegno da parte tua. (La cameriera entra recando dei pasticcini).
Andrea - Che cosa ?
Cameriera - Dei dolci, signore.
Andrea - Potete riportarli via. Vedete bene che non c' pi nessuno...
Cameriera - Sono per la signora e il signor Fuqui.
Andrea - Ah!
Cameriera - Stanno per giungere!... Allora la signora mi ha detto di preparare tutto... Forse non va bene?
Andrea - Fate ci che vi ha detto la signora.
- (La cameriera accomoda il vassoio ed esce.)
Maddalena - (entrando) Se ne sono andati?
Andrea - S.
Maddalena - Sei ben sicuro che non abbiano dimenticato nulla, che non ritornino con una scusa qualunque?
Andrea - Li hai offesi.
Maddalena - Fuori di qui non se lo ricorderanno pi. Ti divertono?
Andrea - Sono miei cugini, non me li sono scelti io.
Maddalena - E li trovi piacevoli?
Andrea - Invecchiando si saranno inaciditi un poco, forse...
Maddalena - S, appartengono al genere cetriuolo ; invecchiano nell'aceto.
Andrea - Hanno per fatto il primo passo...
Maddalena - Tu gli hai dato una spinta...
Andrea - Nemmeno la pi piccola.
Maddalena - Che cosa vuoi, ne sono addoloratissima, ma gente che mi annoia.
Andrea - Si costretti a fare, nella vita, molte cose che annoiano.
Maddalena - Non crederlo. Se si sopprimono le inutili, si rimane sorpresi nel vedere come ne rimangono poche.
Andrea - Volevano chiederci d'andare a pranzo da loro.
Maddalena - Si deve mangiare malissimo.
Andrea - E perch?
Maddalena - Lei si veste troppo bene. Le donne borghesi molto eleganti economizzano sulla tavola... Infine, io sono stata cortese, mi pare....
Andrea - Non ci sarebbe mancato altro che tu non lo fossi!
Maddalena - Sono venuti per curiosit, Andrea.
Andrea - Ragione di pi: avrei voluto far visitare tutta la casa far veder loro com' cambiata.
Maddalena - Ho evitato loro di morire d'invidia. Dovrebbero essermi riconoscenti...
Andrea - Per una volta che ti chiedo qualcosa... Confessa che non ho fortuna...
Maddalena - Lo confesso. E non parliamone pi.
Andrea - A proposito, e i compratori di Buenos-Ayres?
Maddalena - Una frottola. Sono venuti stamane...
Andrea - Tu sei uscita, oggi nel pomeriggio?
Maddalena - S.
Andrea - Si pu sapere dove sei andata?
Maddalena - Geloso? Ma io non t'inganno, mio caro; anzi straordinario...
Andrea - Non vedo che cosa possa esserci di straordinario... Da dove vieni ?
Maddalena - Ma sei noioso!
Andrea - Da dove vieni?
Maddalena - Ho passeggiato.
Andrea - Sola?
Maddalena - Sola.
Andrea - Al Bois?
Maddalena - No, in un quartiere meno di lusso.
Andrea - Vado, tu non sei sincera, oggi.
Maddalena - T'inganni!...
Andrea - C' nei tuoi gesti, nelle tue parole, qualcosa di subdolo...
Maddalena - Ma che espressioni, Andrea!
Andrea - Io che tessevo i tuoi elogi, proprio ora.
Maddalena - Ma non erano per me; erano contro i Vieuville... che cosa vuoi, vi sono giorni come questo nei quali non si disposto ad essere di buon umore.
Andrea - E oggi, 4 dicembre 1895, la signora non disposta?
Maddalena - No.
Andrea - Nervi? Malinconia? Emicrania? Fumi?
Maddalena - No, non sono diventata una signora alla moda fino a questo punto.
Andrea - Allora, c' una ragione ?
Maddalena - S.
Andrea - Potrei saperla?
Maddalena - Ci tieni proprio?
Andrea - Proprio.
Maddalena - Non te la prenderai poi che con te stesso?
Andrea - Che significa? Ah, forse...
Maddalena - (le prende le mani) [Rumore in anticamera) Ascolta! Sono i Fuqui che entrano... Accomodati i capelli...
Evodia - (entra seguita da Carlo) Si pu?
Andrea - Ma s... Vi aspettavamo...
Carlo - Mano in mano!
Evodia - Dopo dieci anni. Prendi esempio!
Carlo - Non mi accuserai di essere un bruto?
Evodia - No, ma un uomo!
Carlo - Non saremo arrivati troppo presto, innamorati?
Andrea - Per noi siete sempre in ritardo.
Carlo - Ma bravo, combinaci un madrigale.
Evodia - Vi annuncio che ho avuto visite...
Andrea - E noi abbiamo avuto i Vieuville...
Evodia - No...
Maddalena - Si sogno degnati...
Evodia - Magnifico... Noi non abbiamo potuto vincere in pieno la famiglia che in grazia dei bambini.
Maddalena - Spero che avrete condotto i piccini?
Evodia - Stanno togliendosi i soprabiti...
Carlo - (aprendo la porta) Ecco la posterit... Soffiati il naso...
Il piccolo Andrea - Non ho il fazzoletto.
Carlo - Prendi il mio... E di' buongiorno al tuo padrino.
Piccolo Andrea - Buongiorno, padrino...
Andrea - Buongiorno, caro! Come va! Sei bravo?
Maddalena - Che domanda! E non mi abbracci, tesoro?
Piccolo Andrea - Si. (Bacio. Il piccolo guarda sua Madre).
Evodia - Prendi dunque l'abitudine di guardare le persone alle quali parli...
Maddalena - Non lo sgridare. E Lucia?
Lucia - Buongiorno.
Evodia - Ti ho detto cento volte di chiamare Maddalena zia .
Lucia - Ma non mia zia!
Maddalena - Ha ragione. Ma chiamami zia ugualmente, non fa male a nessuno. Ma come cresce! spaventoso!
Lucia - Ti faccio paura?
Maddalena - S, tesoro... E che bel vestitino!
Lucia - Trovi?
Maddalena - Adorabile!
Lucia - Guardalo dietro: cade bene?
Andrea - Com' vanitosa.
Lucia - Ho imparato dalla mamma.
Evodia - suo padre che le ha insegnato questa bella risposta.
Carlo - E infine il numero tre!
Maddalena - La mia figlioccia!
Evodia - Proprio lei!
Maddalena - Buongiorno, balia.
La balia - (vestita alla moda del 1805. Turbante, larghi nastri, spille d'oro) Buongiorno, signor Savignolle... Buongiorno signora...
Andrea - Non piange?
Maddalena - E perch vuoi che pianga?
La balia - Non piange mai.
Maddalena - (sollevando un poco il velo che copre la piccina). - Si pu?
La balia - Certo.
Maddalena - Che meraviglia!
Evodia - Non vero?
La balia - Non bisogna dirglielo troppo.
Maddalena - Perch? Capisce?
La balia - Comincia a farsi capire.
Maddalena - Questa manina chiusa, stretta, stretta e che non arriva ugualmente ad essere un pugno.
Andrea - Sedetevi, balia.
Piccolo Andrea - Non rimarremo mica molto?
Evodia - Non ti domando il tuo parere.
Andrea - Andiamo, piccolini, sedetevi vicino ai dolci...
Carlo - Ah! Siamo diventati piuttosto ingombranti, con tutta questa famiglia. Ho comperato un land per scarrozzare tutta questa gente.
Piccolo Andrea - E due cavalli!
Carlo - E se la famiglia aumenta ancora, sar costretto a comperare un omnibus...
Maddalena - Mangiate dei dolci... su... fate dei complimenti?
Evodia - Non troppi. Sono dei ghiottoni, sai.
Maddalena - Balia, prendetene anche voi...
La balia - Grazie, signora...
Maddalena - Un bab. Lucia... Ti ricordi, Evodia, quando dicevamo alla pasticcer: Signora i vostri bab muoiono di sete perch aggiungesse del rum...
Lucia - buffo! Dei bab che hanno sete!
Maddalena - Eravamo piccole...
Evodia - Alte cos!
Maddalena - E facevamo dei fiori per distrarci...
Carlo - S, s...
Lucia - Mamma, anch'io vorrei dei fiori...
Evodia - T'insegner. Devo ricordarmene ancora...
Andrea - E io ti porter una scatola di colori per dipingerli all'acquerello... cos farai dei fiori di ogni genere.
Maddalena - E io che cosa vi porter ?
Carlo - Ancora? Ma voi li viziate troppo!
Maddalena - Voi non avete diritto alla parola...
Lucia - Posso dire?
Evodia - Parla...
Lucia - Vorrei una cassetta con l'occorrente da viaggio per la mia bambola...
Maddalena - L'avrai. E vuoi bene alla tua bambola?
Lucia - S. E tu, volevi bene alle bambole quando eri piccola?
Maddalena - Credo che gliene avrei voluto molto...
Piccolo Andrea - E i tuoi genitori non te ne regalavano mai?
Maddalena - No, non potevano pensarci. E tu, che cosa desideri, caro?
Piccolo Andrea - Un mappamondo.
Maddalena - Ma cosa vuoi fare, quando sarai grande? L'esploratore ?
Piccolo Andrea - No, il meccanico delle ferrovie.
Maddalena - (indicando la sua figlioccia) Almeno lei non ha ambizioni. Dorme?
La balia - Finge di dormire... per malizia. Vuole che la signora le faccia le moine.
Maddalena - Oh, ora ride!
Piccolo Andrea - Come una vecchia senza denti!
Evodia - Vuoi esser gentile con tua sorella?
Maddalena - Sono io che ho avuto il suo primo sorriso.
La balia - Oh, no, signora. Domenica scorsa ha riso tanto.
Maddalena - Allora non cos. Non nemmeno cos...
Evodia - Avete mangiato, avete bevuto... su, ora! Non voglio che rimangano troppo fuori di casa...
Carlo - No, tanto pi che comincia a. far freddo...
Maddalena - (ai piccoli) Abbracciatemi forte prima d'andarvene, forte, forte! Da farmi soffocare!
Carlo - Ritorneremo a prendervi alle sette!
Andrea - Benissimo, pranzeremo in trattoria e io mi occuper per farci prenotare i posti in un teatro divertente.
Evodia - (a Maddalena) Hai brutta cera, tu!
Maddalena - Ma no... Un po' affaticata forse.
Carlo - (ai bimbi) Andiamo, fatevi mettere il soprabito...
Piccolo Andrea - Si va via, si va via!
Evodia - Che educazione!
Maddalena - (trattenendo la balia mentre gli altri, se ne vanno e sollevando il velo) La tua manina... l... l... Un bacio sulla tua cara manina, amore mio...
La balia - (uscendo) Buonasera, signora.
Maddalena - (si siede guardando la sua mano aperta sulle ginocchia. Il suo viso esprime una tristezza mortale).
Andrea - (rientrando) Auff! Che ragazzaglia! Quando sono al completo, tutta la casa passa in loro dominio. Non so poi che bisogno abbiano, Carlo ed Evodia, di trascinarseli dappertutto. Non ti hanno troppo stancata?
Maddalena - No.
Andrea - S, no... Non sei certo ciarliera oggi... Ma che cosa c'... Fatti vedere... Ne ero sicuro... Ritrovo il tuo volto sconvolto, gli occhi fissi... Maddalena... suppongo che non si tratti di...
Maddalena - S...
Andrea - Eccoci, ci siamo. Era troppo bello! Ero troppo tranquillo! Ma perch? Che cosa c' di speciale oggi? Parla!
Maddalena - Un anniversario.
Andrea - Ma io non capisco...
Maddalena - Sono dieci anni, giorno per giorno...
Andrea - Basta cos!
Maddalena - Che tu mi hai detto: non parlarmi di questo!
Andrea - Ma dove sei andata?
Maddalena - Dove tu mi hai ^mandata dieci anni or sono...
Andrea - Taci!
Maddalena - Non ci sorvegliano, non ci ascoltano. Noi siamo ci che si dice delle brave persone... Non c' nel nostro passatto che una piccola ignominia e genere corrente, purtroppo, nella nostra Parigi...
Andrea - Vado, mi fai pena.
Madd. - Per il pellegrinaggio?
Andrea - Tu lo chiami pellegrinaggio?
Maddalena - S. Non te ne parlo, ma non manco mai ogni anno
Andrea - E che cosa fai, quando sei laggi?
Maddalena - Guardo una finestra e mi dico: l che noi abbiamo ucciso la nostra creatura!
Andrea - Grida dunque! Urla Raduna gente! Chiama e informa la polizia! Vuoi che apra le porte?
Maddalena - Sei tu che gridi.
Andrea - E io che ti credevo guarita ?
Maddalena - Invochi la prescrizione?
Andrea - Ah! S, la invoco. Dopo dieci anni, malgrado tutto questo diviene... stupido... andiamo, liberati del tuo incubo.. Tu sei andata laggi... hai guardato la finestra, e poi?
Madd. - Sono ritornata qui.
Andrea - Spero che non ci sarai andata con la nostra vettura?
Maddalena - No, rassicurati. li cocchiere non ne sapr nulla. Sono andata e tornata a piedi, come le altre volte... Siediti... parliamo tranquillamente... domani, tutto sar passato, te lo prometto... Oggi... non posso fare altrimenti... Dieci anni... Sarebbe per me una piccola compagna...
Andrea - Ma io non sono forse sempre accanto a te?
Maddalena - S...
Andrea - Hai un rimprovero da farmi?
Maddalena - Neppure il pi piccolo...
Andrea - E allora! Non facile sopprimere un'idea fissa!
Madd. - E meno facile che...
Andrea - Che?
Maddalena - Nulla...
Andrea - Ma ci pensi dunque sempre?
Maddalena - S! Sempre!
Andrea - Anche quando parli di altra cosa?
Maddalena - Anche... (lungo silenzio) Mia piccola Giovanna!
Andrea - Cosa?
Maddalena - L'avrei chiamata Giovanna...
Andrea - Mad, vuoi che ti dica completamente la verit? Tu mi inquieti... lavori troppo... dovresti riposarti...
Madd. - Credi che sia pazza?
Andrea - No. Ma quel nome,.. (silenzio) Non ripeterlo, l'avevo sentito.
Maddalena - Non ho parlato.
Andrea - Allora, questo male contagioso...
Maddalena - vero, quando non parliamo, Giovanna nel nostro silenzio...
Andrea - Ascolta, Maddalena, tu capisci benissimo che ridicolo. Ci che passato distrutto.
Maddalena - Chi ha potuto farti credere questa assurdit?
Andrea - Sia: il passato non si distrugge: presente... Ma perch ricordare sempre ci che ti addolora? Da quando ci siamo sposati, sono stato io il primo a dirti: Mad, ora, possiamo avere un bambino . Regolarizzata la nostra posizione, finalmente questo tuo sogno diventava possibile... e poi...
Maddalena - E poi, Giovanna non ha voluto.
Andrea - Come?
Maddalena - Giovanna non ha voluto. Non ha voluto che un'altra prendesse il suo posto, il posto al quale aveva diritto e che noi le abbiamo negato.
Andrea - Tu sei pazza. Pazza da legare! Completamente pazza.
Maddalena - Pu darsi... La pazzia della maternit... dopo quello che mi hai fatto fare...
Andrea - Non esprimerti con queste parole...
Maddalena - Sono le parole che ti fanno paura...
Andrea - Non ripeterle...
Maddalena - La follia della maternit dopo ci che tu mi hai fatto fare! Quale castigo! Io sono punita, Andrea... Non tu, non tu: tu... ma tu eri come quello di cui mi parlava un'operaia poco fa... non avevi coraggio per lottare con la vita... Tu sei stato logico... Ma io!... Accettare... Non inquietarti, amore mio, obbedir... . E accorgersi poi, di essere nata unicamente per avere dei figli, per partorire e non vedere pi dinanzi a s che dei giorni grigi, di lavoro, numerati come le pagine di un libro mastro, con delle somme... delle somme... Prendere tutto in odio..
Andrea - E me, per di pi!
Maddalena - Me, soprattutto... Questo corpo assurdo, questo corpo inutile...
Andrea - Maddalena, vedo che soffri... Non discuter pi... Voglio fare qualcosa per te. Adottiamo una bambina.
Maddalena - No.
Andrea - Perch?
Maddalena - Perch io ne ho avuta una.
Andrea - Immagina che sia morta (piano) naturalmente.
Maddalena - proprio ci che non riuscir mai ad immaginare. Giovanna presente, sempre... Sai quale sogno io faccio di sovente? Ah! Non te lo auguro... abominevole... Vedo una piccola mano che tenta d'aprire una porta. Noi siamo al caldo, in una bella camera e ci puntelliamo, io e te, contro la porta, con tutta la nostra forza, perch Giovanna non entri a prenderci un poco del nostro benessere, del nostro lusso del nostro calere... Allora la povera manina ricade e noi ci mettiamo a contare delle monete d'oro per non sentire il vento, la pioggia e un lamento straziante, continuo...
Andrea - un incubo; certo non stai bene... Vediamo, Maddalena, non bisogna lasciarsi sommergere da questa malinconia... Bisogna che io intervenga, che ti faccia curare... L'ultima storia del genere risale a tre anni fa,.. Ai Champs-Elyses... perch avevi visto passare una bimba che, secondo te, assomigliava all'immagine che ti sei fatta... Una crisi di lacrime... i genitori che si voltarono.,. Ancora un po' e tu li informavi... Poi un periodo di tranquillit... cominciavo a respirare... Ed ecco che ricominci... Ah! No! Questo no!... Abbiamo tutto per essere felici! E tu ti martirizzi con delle chimere... Come se fossimo un'eccezione!
Maddalena - Lo so: ci sono delle povere ragazze, hanno delle scuse!
Andrea - E noi abbiamo delle circostanze attenuanti, ne converrai. La mamma sarebbe stata intransigente.
Maddalena - E con quale diritto tu dici che tua madre sarebbe stata intransigente? Che ne sai tu? La nascita di una creatura capace di ben altri miracoli che quello di commuovere una vecchia!...
Andrea - come se picchiassimo la testa nel muro! Possiamo forse cambiare qualcosa? Prendiamo una decisione. Dovresti interessarti maggiormente ai bimbi Fuqui. Sono carini.
Maddalena - Ma quando li abbraccio, guardano il loro pap o la loro mamma... No, no, basta con le proposte ed i rimedi... Non occuparti pi di me...
Andrea - (scorgendo il ritratto sulla tavola) Un ritratto di bambina? Chi ?
Maddalena - L'ho comperato in un negozio del Faubourg St. Honor... Mi sembra che Giovanna avrebbe avuto quei lineamenti, quel sorriso negli occhi e quei bei capelli biondi...
Andrea - Ma tu impazzisci, Maddalena... Bisogna distrarsi. Noi non viaggiamo abbastanza... Vuoi che partiamo? A che serve accumulare tanto denaro? Andiamo in Italia. Possiamo partire subito dopo l'inventario...
Maddalena - No.
Andrea - La prospettiva d'andare in Italia con me non ti seduce?... Tu non mi ami pi, Maddalena?
Maddalena - S.
Andrea - Ma non come mi hai amato.
Maddalena - Diversamente.
Andrea - E da quando, diversamente?
Maddalena - Da quando siamo diventati dei complici... Dei complici che rimangono amici gi molto raro... Ti ho amato pazzamente, Andrea, ma quell'amore, me l'hanno strappato con il mio bambino... Quando sono ritornata, tu non te ne sei accorto, Andrea; ma era un'altra donna che tu hai stretto fra le braccia... L'altra era morta...
Andrea - Cos tu mi odii da dieci anni?
Maddalena - Ma no! Quante volte bisogna ripetertelo? Non odio che me stessa... Ma ti garantisco che mi detesto...
Andrea - Te lo proibisco!
Maddalena - Grazie, ma questa volta, non posso obbedirti.
Andrea - E sempre, sempre ci sar questo fantasma fra noi?
Maddalena - Non fra noi, con noi... Sii buono, cerca di curvarti un poco su di me... d'aver piet... Folla se tu vuoi, ma pu divenire dolce, questa specie di folla, dolce da non credere... Giovanna con noi... A volte mi sembra che sia qua, accanto a noi e che dorma... Allora parlo piano. Giovanna qui. Se tu sapessi con quale accanimento le ho formato un piccolo viso un po' pi triste di quello che avrebbe avuto... La vedo crescere... Desidero comprare per lei dei giocattoli, perch io so bene quali sono i giocattoli che le sarebbero piaciuti... Li compro e li distribuisco agli altri... Illusione di ammalata lo so... Ma lasciamela, Andrea! Non ho che quella che mi dia la forza di vivere... E finisco per capire quella povera pazza che abbiamo visto una sera su una panca e che cullava un fardello di stracci sudici...
Andrea - Mi permetti di disporre di questa fotografia?
Maddalena - S. . Andrea - Dammi la chiave della scrivania.
Maddalena - (dandogli la chiave) Eccola. (Andrea apre la scrivania) .
Andrea - Ah! Ma il colmo! Come vuoi che non mi esasperi... Hai conservato questo documento?
Maddalena - S.
Andrea - Per avere una prova contro di me?
Maddalena - Imbecille..
Andrea - E perch allora?
Maddalena - Per ricordo...
Andrea - Quale imprudenza! Quale... Oh! (accende una candela e brucia il documento).
Maddalena - Puoi bruciarlo, lo so a memoria... Non chiedere nulla al portinaio... Terzo piano sopra l'ammezzato... bussare due volte... suonare .
Andrea - Taci!
Maddalena - Lo avevi avuto da un amico previdente, questo indirizzo? Non te l'ho mai chiesto.
Andrea - Non so... non ricordo pi... non so pi.
Maddalena - Sono io che avrei dovuto bruciarlo subito il tuo sudicio pezzo di carta, bruciarlo ridendo... Ma io non pensavo che a te... Mi dicevo; Non bisogna che il mio caro amore abbia dei dispiaceri per causa mia ... Mi sembrava che non ci fossimo che noi in questione... E sono corsa...
Andrea - Andiamo, basta.
Maddalena - E ho visto la donna... Non l'hai mai vista, tu? No, tu non ci andavi che per procura. L'avrei creduta vecchia, con la bocca storta e le unghie grifagne. No. Era giovane e graziosa. Ha cercato di farmi ragionare... Bisogna essere giusti: ha cercato... E sai ci che le ho risposto? Non cercare di indovinare. Le ho risposto: Non c' altro da fare. Un minuto d'idiozia e tutta la vita per piangere... Non c' altro da fare... E poi... Mi ero portata, uno dei tuoi guanti per avere qualcosa di te... Me lo sono tenuto sulla bocca, per quando avevo bisogno di gridare, e siccome soffrivo molto, ho morso quel guanto... Ho ancora oggi l'impressione dei denti che affondavano nella pelle.. Dopo... dopo ho avuto rimorso d'aver strappato il guanto che conservava il tuo profumo e l'ho coperto di baci come se ti chiedessi perdono... Poi ho avuto freddo, un freddo terribile, definitivo, una volta per sempre. ... La donna diceva: Ma non arriver dunque mai a riscaldarsi, questa piccola!... . Mai. mai pi ho potuto riscaldarmi... mai...
Andrea - tutto?
Maddalena - tutto.
Andrea - Io... Io...
- (La cameriera entra recando una lampada accesa. La posa sulla tavola ed esce. Maddalena si alza).
Andrea - Tu tremi... Vuoi uno scialle?
Maddalena - No, grazie.
Andrea - Non ricordo pi ci che stavo per dire...
Maddalena - Avevi cominciato dicendo io, io... .
Andrea - Ah, s: io ho una bambina... e questa piccina sei tu. Vuoi che si sia reciprocamente bambini l'uno dell'altro?
Maddalena - S pu sempre provare!
Andrea - Guarda! Ora sono le sei... I Fuqui vengono a prenderci alle sette...
Mad. - Un'ora da far passare!
Andrea - Se giocassimo a friquet ?
Maddalena - Se lo vuoi...
Andrea - Fino a millecinquecento: due soldi il punto e pagare. Non disturbarti; cerco io le carte. (Prende le carte dal cassetto di un mobile).
Maddalena - Ecco i fogli per segnare i punti e la matita...
- (Si seggono).
Andrea - Maddalena...
Maddalena - Andrea...
Andrea - Dimmi che hai un po' pi caldo...
Maddalena - Ma s, ho un po' pi caldo... (che intanto ha distribuito le carte). A te cominciare!
Fine del terzo atto
ATTO QUARTO
Ai nostri giorni - Un salotto molto lussuoso - Distesa su di una sedia a sdraio, Maddalena; capelli bianchi, cuffietta graziosamente acconciata - In una poltrona, Andrea, barba e capelli bianchi - L'infermiera lavora a maglia.
Andrea - Signora Heuvrard, che ora ?
Infermiera - Me l'avete chiesta cinque minuti fa.
Andrea - Possibilissimo... Ma avreste fatto pi presto a rispondermi.
Infermiera - Le tre e un quarto.
Maddalena - Perch chiedi continuamente l'ora?
Andrea - il primo gennaio. sorprendente che nessuno sia ancora venuto.
Infermiera - Non pi come una volta; vengono molto tardi le visite ora.
Maddalena - Per fare pi in fretta ad andar via...
Andrea - Ah! Mi sembra di sentire il campanello...
Infermiera - un'idea che si fa il signore.
Maddalena - Ma tu diventi mondano, mio povero vecchio!
Infermiera - Io credo che il signor Savignolle si annoi con noi... Ma guardate la signora: molto pi gentile... Eppure ha messo la sua bella cuffietta e l'abito delle visite. Come siete bella cos, e come portate bene i vestiti!
Maddalena - Signora Heuvrard, vi sarei molto grata se non mi parlaste come ad una bimba viziata.
Infermiera - Non credevo...
Maddalena - una cosa che mi urta quel poco che ancora rimane dei miei nervi.
Infermiera - Cerco di rianimare la conversazione.
Maddalena - Lasciatela languire. Tenete, leggeteci piuttosto la corrispondenza, visto che la segretaria oggi non viene.
Infermiera - Questa una cartolina d'auguri per l'anno nuovo... sette richieste di soccorso: dieci lettere delle diverse opere di carit.
Maddalena - tutto?
Infermiera - Tutto.
Andrea - Buttate nel cestino.
Maddalena - No, le guarderemo di nuovo domani.
Infermiera - Ah! Il telefono... Pronto! Pronto!... S, signor professore... Sempre uguale, signor professore... La signora ha avuto un poco di febbre questa notte... S, abbastanza forte... s... un momento... (verso il sig. Savignolle) il signor professore Rondeaux... Passer in serata fra le otto e le nove.
Maddalena - Ditegli che sto benissimo.
Andrea - Non vero che stai bene.
Maddalena - Diteglielo ugualmente.
Infermiera - Pronto?... Signor professore, la signora mi fa dire che sta bene... Non mancher... S, signore... Grazie, signor professore... (posando il ricevitore) Ha lasciato i suoi auguri...
Maddalena - Di buona salute...
Andrea - Spegnete l'ebollitore; non voglio pi la vostra tisana.
Infermiera - Ecco.
Maddalena - Avvicinatemi un po' i fiori.
Infermiera - Vi faranno venire mal di capo.
Maddalena - I fiori non hanno mai fatto male a nessuno... Pi vicino.
Inferm. - Non mi vedrete pi.
Maddalena - Mi rassegner... Sono i fiori di Cannes, Andrea, del nostro giardino.
Andrea - Dovremmo esserci.
Infermiera - Ci andrete presto: in un buon treno di lusso, vettura letto.
Andrea - Quando?
Infermiera - Presto. Appena la signora potr camminare...
Maddalena - Allora...
Andrea - Signora Heuvrard, che cosa manger a pranzo?
Infermiera - La vostra minestrina in brodo, come al solito e un po' di frutta cotta.
Andrea - Ma questo non un pranzo... Non so quanto tempo che non ho pi mangiato un pasto regolare, cominciando da una buona minestra, un piatto di mezzo, ecc.. Tre anni!
Maddalena - Ma no, tre mesi!
Infermiera - Ora necessario seguire un regime. Dopo mangerete ci che vorrete.
Andrea - S, aragoste con tutto il guscio.
Infermiera - E la signora che non prende quasi altro che latte?
Andrea - Ma lei non mai stata golosa... Io invece!... Ti ricordi le quaglie in timballo?
Maddalena - Sii tanto gentile di non parlare di mangiare.
Andrea - Bene... Potessi almeno bere un po' di champagne... Mi portano via tutto... come se ci che posseggo fosse in affitto.
Maddalena - in affitto. (Pausa. Suono d campanello),
Andrea - Ah! Questa volta proprio il campanello...
(Va alla finestra).
Maddalena - Chi viene?
Andrea - Non distinguo...
Maddalena - Non t'arrabbiare.
Infermiera - Sarete contento, ecco gente.
Maddalena - Voi potete andare a trovare vostra zia.
Infermiera - La signora crede che io possa lasciarla?
Maddalena - Ma s, sar una vacanza per tutte e due.
Andrea - Rientrate per le sei.
Infermiera - S, signore.
Domestico - Il conte Gherardo Fuqui.
Maddalena - Fatelo passare. Andrea, Gherardo, il nipote del tuo vecchio Carlo e della mia povera Evodia...
Andrea - So, so, un bellimbusto.
Gherardo - (entrando) . Buongiorno, signora. State meglio?
Maddalena - Sto benissimo.
Gherardo - Buongiorno, signor Savignolle.
Andrea - Buongiorno.
Gherardo - Sono venuto ad augurarvi un felice anno.
Andrea - Auguraci un anno; sarebbe gi abbastanza.
Gherardo - Sono contento di vedervi in piedi.
Infermiera - La signora soffre sempre alle gambe; il signore invece piuttosto preso alla testa; ciascuno ha il suo lato debole.
Andrea - Se potessi mangiare... Tu hai buon appetito?
Gherardo - Eccellente!
Andrea - Va al diavolo!
Gherardo - Voi, signora, avete un aspetto ammirevole.
Maddalena - Tu scopri degli aspetti ammirevoli anche dove non ce ne sono... Farai fortuna nella finanza!
Gherardo - Purtroppo no. Proprio l non ho fortuna.
Andrea - S? Offrigli un cioccolatino.
Maddalena - Prendine pure.
Infermiera - Allora io vado... Ritorner al pi presto possibile.
Maddalena - Non affrettatevi.
Infermiera - Arrivederci, signore, arrivederci, signora... Avete tutto ci che vi serve. Il campanello qui, accanto... Signore.
Gherardo - Signora...
- (L'infermiera esce).
Gherardo - Che cosa dicevamo?
Andrea - Nulla.
Maddalena - Tu ti lamentavi.
Andrea - Troppo! Si lamentava troppo! E di che cosa, poi?
Gherardo - Posso continuare?
Maddalena - Parla!
Gherardo - Fino a tre anni fa, il primo gennaio, per me, era il giorno felice della strenna.., Ora una scadenza.
Maddalena - Noi non abbiamo intenzione di sopprimere il regalo che ti facciamo.
Andrea - Dagli la sua busta.
Gherardo - che avrei qualche altra cosa da chiedervi.
Andrea - Ah! L, l!
Gherardo - Ecco qua: voi mi fate sempre un bellissimo regalo: una busta, come dite voi, per il mio onomastico, un'altra per Natale, e una terza per Capodanno... Oggi, siccome attraverso un momento un po' difficile, mi rendereste un immenso piacere, a darmi la mia strenna, pi ci che mi dareste per il mio futuro onomastico, il Natale e il Capodanno dell'anno venturo.
Andrea - Ecco.
Gherardo - Ecco... non precisamente un prestito...
Maddalena - No, no, capisco benissimo; un anticipo...
Andrea - venuto presto per renderci questo servizio.
Gherardo - L'anno venturo non avrete niente da darmi.
Andrea - E non ti si vedr!
Gherardo - No... Cio, s, ma...
Maddalena - Sar una visita gratuita.
Gherardo - Disinteressata.
Maddalena - Ebbene! Vediamo di accomodare questa faccenda... Hai il tuo portafoglio, Andrea?
Andrea - No.
Maddalena - La chiave?
Andrea - Tieni.
Maddalena - (a Gherardo) Apri quel cassetto, figlio mio.
Andrea - (a guisa di commento) Buonanotte!
Maddalena - Vedi una borsa di cuoio?
Gherardo - S.
Maddalena - Portamela.
Andrea - Senza aprirla.
Gherardo - Naturalmente.
Maddalena - A che cosa giochi? In borsa? Al baccar?
Gherardo - Io non gioco.
Maddalena - Allora, una piccola amica?
Gherardo - Sono serio.
Maddalena - Peccato!
Gherardo - In questo caso, vi confesser che ne ho una, piccola, piccola...
Maddalena - Aggiungo questo per lei (aggiunge del denaro).
Andrea - Ah! Lo abitui bene!
Mad. - Spero che sia graziosa!
Gherardo - Volete permettermi di abbracciarvi, signora?
Maddalena. - Piano, io sono ormai fragile.
Gherardo - Anche voi, signor Savignolle?
Andrea - Anche me?... Non ne vale la pena... Io pungo... Dimmi piuttosto, che cosa hai mangiato a colazione?
Gherardo - Che ho mangiato?... Non me ne ricordo pi!
Maddalena - Digli ugualmente quello che ti viene in mente, gli far piacere.
Gherardo - Delle uova alla Provenzale, una costoletta...
Andrea - Non correre... Sono buone le uova alla Provenzale. L'ultima volta che ho pranzato ho mangiato una frittata con i gamberetti e della lepre in salmi... famoso il salmi di lepre... La sera, non ho potuto pranzare... Finito...
Domestico - La signorina Franca Fuqui...
Maddalena - (a Gherardo) Tua sorella?
Gherardo - Che cosa viene a fare a quest'ora?
Franca - (entrando) Buon anno! (abbraccia Maddalena).
Maddalena - Grazie, piccina!
Franca - Tutti i miei auguri, signor Savignolle... Avrei voluto arrivare prima di questo stoc-catore...
Gherardo - Cosa dici?
Franca - Troppo tardi! Ha l'aria soddisfatta dello stoccatore al quale riuscito il colpo...
Gherardo - Imbecille!
Franca - Ma perspicace!
Maddalena - Non comprendiamo ci che vuoi dire!
Andrea - S! S! Lo sappiamo perfettamente!
Franca - Diamine! Quando lo abbiamo visto filare, la' mamma mi ha detto: Seguilo; sono sicura che va a tirare il colpo ai signori Savignolle; cerca d'impedirglielo . Ma poi io non ho trovato un tass.
Gherardo - Che dolce carattere! Non trovate?
Franca - Ha rubato nella biblioteca di pap, Balzac, Michelet, le lettere di Madame di Svign, tutto Voltaire e li ha venduti.
Andrea - Complimenti!
Franca - E sapete come il signore perde il suo denaro? Ha ammaestrato delle tartarughe nane per le corse ad ostacolo, handicap, betting, ecc..
Maddalena - Com' curioso!
Franca - Ma la sua scuderia sempre battuta: e allora cerca di cavarsela come pu.
Gherardo - Le mie tartarughe valgono gli intrighi di Borsa della signorina.
Franca - Oh, signora, non lo ascoltate: solamente dei riporti.
Maddalena - Dei riporti?
Franca - Ma s, delle semplici operazioni da madre di famiglia.
Gherardo - La madre di famiglia che balla la rumba...
Franca - Se potessi resistere un mese, sarei salva.
Andrea - Offri un cioccolatino anche a lei.
Franca - No, grazie signore.
Gherardo - Ha paura di ingrassare...
Franca - Un mese e...
Gherardo - Ci siamo...
Franca - Immischiati in ci che ti riguarda.
Maddalena - Emolto naturale che noi si faccia per Franca ci che abbiamo fatto per Gherardo.
Andrea - Naturalissimo!
Maddalena - Vediamo: le due strenne, i due onomastici, i due Natali... Hai dove mettere tutto ci?
Franca - Oh, s, signora! (mostra una grande borsa moderna).
Maddalena - Sei previdente tu, ti sei portata una specie di valigia... Tieni...
Franca - Grazie, signora.
Maddalena - Ma niente pi riporti.
Franca - No, mollo la Borsa.
Maddalena - Non ti hanno insegnato a ricamare?
Franca - Avrebbero voluto, ma non ho imparato.
Maddalena - Hai sentito parlare di tua nonna Evodia?
Franca - S, era un'artista, dipingeva degli acquerelli.
Maddalena - Lavorava.
Franca - Mi piacerebbe tanto avere una sua opera.
Gherardo - Come va che noi non ne abbiamo, e nemmeno voi che siete stati i suoi migliori amici ?
Maddalena - Aspettate (strappa una viola del pensiero dalla sua cuffietta e la porge a Franca) Prendi.
Franca - Un fiore artificiale?
Maddalena - Conservalo ugualmente... come ricordo...
Franca - Certamente...
Maddalena - E con questo lasciateci, figliuoli miei.. Voi avrete ancora molte visite da fare... Siete stati molto gentili a non averci dimenticati... Arrivederci a presto... Salutate i vostri genitori.
Gherardo e Franca - Arrivederci signore, buongiorno, signora. E grazie.
Franca - Passa sanguisuga!
Gherardo - Dopo di te, ventosa! (escono).
Andrea - Che cosa andranno a fare, ora?
Maddalena - Delle somme, dei conti...
Andrea - E ci li diverte?
Maddalena - Che cosa vuoi mai? Sono stati viziati dal denaro... Ne hanno visto troppo...
Andrea - Registra quanto hai dato ai ragazzi. Quanto fa?
Maddalena - Tremila a ciascuno.
Andrea - Cio dodicimila.
Maddalena - No, non sono che in due.
Andrea - Ma, siccome tu menti della met, sono dodicimila: so contare io... Chiudi la borsa... Ah! Sono della bella gente i nostri eredi! Degli imbroglioni!
Maddalena - Ai quali vuoi bene... andiamo!
Andrea - No, non voglio pi bene a nessuno.
Maddalena - Nemmeno alla tua vecchia?
Andrea - SI... Te... Gli altri, mi sembra che mi spingano perch me ne vada pi in fretta... Non fa lo stesso effetto a te?
Maddalena - No.
Andrea - Perch tu sei ancora giovane.
Maddalena - Probabilmente.
Andrea - A me invece tutto disgusta., da quando non mangio pi... Mi sembra di indebolirmi... Maddalena, sii sincera, sono stato un uomo intelligente, io... ma veramente intelligente?
Maddalena - E io, sono stata bella io?
Andrea - Molto bella.
Maddalena - Allora, tu sei stato molto intelligente.
Andrea - Oh! Ora... un ozioso, uno scioperato... Se cambiassi medico?
Maddalena - Credi che ti distrarrebbe ?
Andrea - Un altro mi permetterebbe forse un dito di vino... Quand'anche non fosse che del leggero Bordeaux... Non viene pi nessuno...
Maddalena - Tanto meglio... Non mi sento troppo bene... Preferisco restare con te.
Andrea - Non sono divertente, io...
Maddalena - Con i giovani, mi sembra di vivere in una mascherata e non arrivo a capire se i camuffati sono loro o noi... Si sta meglio noi due soli.
Andrea - Mad... Siamo stati molto uniti, noi, no?
Maddalena - S...
Andrea - Mai una nube...
Maddalena - Mai..
Andrea - Se ce ne fosse stata una, io me ne ricorderei...
Maddalena - Certo.
Andrea - Di tanto in tanto delle piccole discussioni per delle inezie.
Maddalena - Cinque minuti dopo non ci si pensava pi.
Andrea - Degli amanti, degli sposi, dei soci... Tu soffri, mia cara...
Maddalena - Un poco.
Andrea - Dove hai male?
Maddalena - Non ho un male deciso e preciso... una sofferenza dolce... Mi sembra come di affondare .
Andrea - Cosa potrei fare per distrarti?... Se andassi alla finestra e ti raccontassi tutto quello che avviene in strada?
Maddalena - Puoi camminare, tu; sei fortunato... Che tempo fa?
Andrea - Un tempo da primo gennaio... Un cielo d' ovatta e per terra un pur di mattoni canditi... Delle automobili... Pensa che hanno gi i fari accesi tanto buio... Della gente che corre con dei pacchetti... Un mendicante entra nella corte...
Maddalena - Apri la finestra.
Andrea - No. troppo ben vestito, il mendicante. Ai nostri tempi erano a brandelli, almeno!
Maddalena - Ed erano forse meno infelici... Apri la finestra, gettagli dieci franchi.
Andrea - Tu credi? (apre la finestra) Perbacco, che freddo... Vuoi?... (getta l'involtino) Ho messo un franco nel biglietto perch cada... Gi che ci siamo, franco pi o meno... L! Ha visto., raccoglie... rimane stupito...
Maddalena - Andrea, ritorna, non mi lasciare.
Andrea - Non avresti dovuto licenziare l'infermiera.
Maddalena - Non farmi parlare... (un silenzio).
Andrea - Ti senti meglio?....
Maddalena - S, mi sento meglio.
Andrea - Vuoi che riprenda i libri?... Non i romanzi! I nostri libri, i nostri registri di contabilit... Sono l... Li ho chiesti per rileggerli, per farmi un regalo, per ripassare la nostra esistenza. Non ti annoia?...
Maddalena - No.
Andrea - 11 pi piccolo, l... 1887... La tua calligrafia, Mad. Non avevamo alcun contabile. L'anno 1887 si chiuso con un guadagno netto di diecimilatre-centoventisette franchi e 90 centesimi... Per celebrare questo avvenimento abbiamo fatto un cenone con il povero Carlo e la povera Evodia... Non sapevano contenersi dalla gioia, ricordi? Si abbracciavano davanti a tutti... Eravamo andati da Duval... 1890: 137.000, le cifre cominciano ad essere imponenti... 1892: 468.722 franchi. Nel 1896 un milione, bello, netto, tondo. Mancavano 708 franchi. Io li ho aggiunti per la bellezza della cosa, per avere le sette cifre. Ti ho comperato un fascio di fiori costosi, come un cliente... E quando tu sei tornata a casa, hai creduto che fossero lill naturali... Abbiamo riso... E poi, questa grande croce rossa... Quando ho venduto... Un colpo maestro, miei signori, un anno dopo i fiori artificiali passavano di moda. Chiss che cosa ne stato dei nostri successori! ...
Maddalena - Vivono ancora... con una piccola rendita .
Andrea - Che tu passi loro... Ma io non ti rimprovero... Hai fatto bene, hai avuto ragione... Quando non si ha che un rimorso nella vita, anche se causato involontariamente, e si trova il mezzo di cancellarlo senza rovinarsi... Cos si senza macchie.
Maddalena - Degli ermellini...
Andrea - Maddalena! 1885... il nostro esordio... L' ordinazione Teixira ci aveva reso... Ah! Che cosa scopro!
Maddalena - Un errore?
Andrea - Un errore se vuoi! Una mia canzone! Avevo dimenticato, completamente dimenticato... Come mai finita in questo registro? Povera canzone...
Maddalena - Dammela...
Andrea - Il boschetto della primavera di Leone Grivas... Disgraziato Leone Grivas, non diventato celebre...
Maddalena - stato ucciso da Andrea Savignolle, ragguardevole negoziante, cavaliere della Legion d'onore, consigliere del commercio estero...
Andrea - Poligrafata dalla mamma... Non trovi che curioso un vecchio come me, che dice mamma ... Che cosa raccontavo in questa canzoncina?
Maddalena - (sottovoce) Apri la tua finestra - o vago fiore - Apri la tua finestra - io son l'amore... .
Andrea - Non ero poi cosi idiota.
Maddalena - No.
Andrea - In fondo, quando si parlato d'amore, della natura, degli uccellini, dei fiori e della primavera, qualcosa rimane sempre... Ammetto che i versi non erano geniali, ma sono onesti, hanno della freschezza... Andiamo... Ma perch piangi?
Maddalena - (selvaggiamente) La nostra giovinezza, Andrea!
Andrea - Ebbene, s, la nostra giovinezza... stata bella...
Maddalena - No...
Andrea - No? Ecco una novit.
Maddalena - Non e' solo quella canzone... Tutto ritorna... Tutto risale... come non mi avveniva pi da vent'anni... Il passato... dormiva... e ora pare ridestarsi .
Andrea - Se accendessi... Ma non trovo pi l'interruttore, ora.
Maddalena - Andrea, noi abbiamo commesso un delitto...
Andrea - Sono altri quelli che lo hanno commesso, Mad... Noi non abbiamo pi alcun rapporto con loro...
Maddalena - E noi siamo soli, terribilmente soli nel momento di morire...
Andrea - (sbigottito) No...No... Chiamo... Suono...
Maddalena - Non chiamerai che dei domestici.
Andrea - Tu hai la febbre... Un po' di febbre come ieri... Telefono al medico...
Maddalena - No, no... Dove sei? Vieni qui?
Andrea - Io sono qui, accanto a te; dammi la mano.
Maddalena - Soffoco!
Andrea - Aiuto.
Maddalena - Rimani...
Andrea - Distenditi meglio... ti passer... Non pu essere grave... Forse va gi meglio...
Maddalena - Giovanna dovrebbe essere qui...
Andrea - S, dovrebbe esser qui!
Maddalena - Il primo giorno dell'anno... anche quando si hanno dei bambini, bisogna pensare ai vecchi che sono tristi, ammalati... Non sta bene... Non nemmeno giusto morire come cani...
Andrea - No...
Maddalena - Va, mettiti alla finestra. Spicciati... Quando Giovanna arriver, tu me lo dirai, me lo griderai... Non posso pi aspettarla, ormai... Non ho pi pazienza... Ma sei sicuro che non ancora arrivata?
Andrea - (con tanta tenerezza) Non ancora, Mad...
Maddalena - Bisogna che venga presto... Chiamala... Ma aspettandola, che io abbia qualcosa di lei... Il suo ritratto di quando era piccola... la sua fotografia ovale nella cornice dorata, con i suoi bei capelli biondi...
Andrea - Io non sapr ritrovarlo.
Maddalena - Andrea, tu sarai buono... Quando Giovanna sar qui, io me ne andr... S, me ne andr... sono cos stanca... Ma l'aspetter... l'aspetter... siamo sempre stati d'accordo su questo: deve essere lei, Giovanna, a effiudermi gli occhi...
Andrea - Non sono che le quattro.
Maddalena - Verr con i bimbi e i piccoli... i pi piccoli... Vi saranno abbastanza seggiole nel salotto per tutti?... E i giocattoli? Penserai tu ai giocattoli. Io non posso pi alzarmi... Ho freddo... ai piedi... alle ginocchia, al ventre, al petto... Ma non bisogner spaventarli per me! E poi, sono sempre stata freddolosa, io... Resister fino a quando non saranno andati via... E dopo, dormire...
Andrea - S, dormire, mia cara.
Maddalena - Li senti, li senti tu i piccoli che corrono?
Andrea - Mi sembra!...
Maddalena - Uno mi abbraccia, l'altro mi tira e il piccino cerca di arrampicarsi sulle mie ginocchia, povero angelo! Attento! Attento, piccolo! Mi faranno morire di gioia, sai, Andrea!
Andrea - Mad! ...
Maddalena - No... forse meglio che tu non li lasci entrare... Ho la febbre... S! S! Ho la febbre... E voglio che conservino di me un'immagine viva... Solamente Giovanna... Lei s... E tu rimarrai con i bimbi e racconterai loro tutto... tutta la verit... che cosa significa questa storia?... Che io dipingevo dei fiori all'acquerello?... A undici anni, il laboratorio... Tu dirai loro: La vostra Nonna? Ha fatto in vita sua tanti fiori quanti ne ha fatti Dio... . Ascolta, Andrea... Non ho pi forza... Non vedo pi chiaro... Ma Giovanna viene o non viene?... Non possibile che mi lasci cos!... Giovanna! Giovanna!
Andrea - Eccola!
Maddalena - (con un sorriso abbagliante) Finalmente!...
Andrea - Presto! Presto! Sali, vieni! Giovanna! Tua Madre...
Maddalena - Ah! (la testa ricade) .
Andrea - Giovanna, lo senti, Giovanna... che ti chiude gli occhi, mio povero amore...
FINE


