Cravatta nera

Cravatta nera

CRAVATTA NERA

(Lorenzo Ruggi)

PERSONAGGI

PIETRO SELVA

LAVVOCATO

UN COPISTA

UNA VOCE

Tempo presente

ATTO UNICO

Lo studio di un avvocato. Una finestra. Una porta di fianco. Una porta di fondo.

LAvvocato un uomo sui 35 anni, correttissimo nellabito e nei modi. E solo; sta scrivendo a luce di lampada. Suonano le otto. LAvvocato preme il bottone. Compare sulla porta di fondo un ometto buffo. di mezza et, barbuto e calvo.

AVV.Chiudimi la finestra. (Lometto depone sullo scrittoio un fascicolo di carte e camminando in punta di piedi esegue l ordine. LAvvocato sempre scrivendo): Hai chiuso anche nell atrio?

COP. Sissignore.

AVV. (c. s.) Copiasti?

COP. Copiai.

AVV. Tutti e due i fascicoli?

COP. Tutti e due (pausa). Posso andare signor Avvocato?

AVV. (c. s.) Va di l: dalla signora. E prima, chiedile se non ha nessun incarico per te.

COP. L ho gi fatto, signor Avvocato. Mi aveva detto di passare dal fotografo per i ritratti del bambino. Ma io 1i avevo gi ritirati.

AVV. Motu proprio?!

COP. Sissignore.

AVV. (c. s.) Benissimo.

COP. E ho ritirato anche i suoi...

Avv. (c. s.) Benissimo ( poi alzando il capo e guardandolo giovialmente): Lei grandioso... (pausa) nel suo piccolo. A te. Queste lettere in buca. Senti? C qualcuno di l. (Il Copista esce correndo. LAvvocato si rimette a scrivere. Dopo qualche istante lometto rientra turbato, chiudendosi dietro la porta con precauzione).

AVV. Che hai? Cosa c ?

COP. Un tale che domanda di lei

AVV. Lo conosci?

COP. Nossignore.

AVV. Digli che a quest ora non ricevo pi. Se crede, ritorni domani. (pausa).

COP. Glielo ho detto. Ma insiste perch 1ei lo riceva... (pausa).

AVV. Com?

COP. Brutto.

AVV. Brutto... in che senso?

COP. In tutti i sensi.

AVV. Mandalo ai. diavolo.

COP. Non mi attento, signor Avvocato.

AVV. Sei un eroe. E giovane, vecchio?...

COP. Non saprei.

AVV. Come veste?

COP. Male.

AVV. Un mendicante?

COP. Ah, non direi.

AVV. (pausa). Be... fallo entrare. Vedremo chi . (Lometto sta incerto. LAvvocato con forza): Fallo entrare! (Il copista esce, poi rientra cedendo il posto allo sconosciuto. Entra un uomo dal viso sconvolto: la fronte corrugata, locchio torvo, lucido e diffidente. E dimesso negli abiti, ha in mano un cappello floscio di feltro e un bastoncino di siepe. La cravatta nera, le scarpe e i calzoni impolverati. LAvvocato si alzato in piedi. Lo sconosciuto si ferma e lo fissa per qualche istante senza profferir parola).

SELVA Avrei bisogno di parlare.

AVV. Di cose professionali?

SELVA (fissandolo con intenzione, dopo aver sbirciato il copista). S.

AVV.(al copista). Va... e chiudi la porta.(Il Copista esce. LAvvocato siede). Sieda, prego. (Lo sconosciuto si avanza sino allo scrittoio, poi con tono affermativo)

SELVA Io qui posso parlare liberamente. Lei non mi tradisce, non vero?...

AVV. Che dice?! E il mio dovere...

SELVA (con un sorriso amaro). Il dovere... (pausa). Eh. gi. (con altro tono): Ha letto i giornali questa mattina?

AVV. Li ho letti... Perch ?... (li cerca fra le carte).

SELVA (con forza). No, lasci... Glielo dico io chi sono. (fissandolo ancora intensamente, con gli occhi lucidi di lacrime). Oh, non tremo mica per paura, veh! Un uomo, nelle condizioni mie, non ha pi paura di niente. Se diffido, se sto incerto, ho le mie ragioni e son forti. Forse dopo... mi capir. (Pausa; poi con ostentata freddezza) Ho ammazzato un uomo. Sono lanarchico Pietro Selva. (LAvvocato ha un lieve moto, e laltro diffidente, facendo un passo indietro): Devo andarmene? Le faccio paura ?... Lo dica.

AVV. (con forza alzandosi in piedi) E perch? (pacatamente): Ci che lei mi ha detto con tre parole, non pu lasciar freddo nessuno. Lei lo capisce da s... (Luomo ha il viso contratto: laltro lo guarda studiandolo, poi soggiunge): Ah, non sono gli uomini con la disperazione sul viso come hai tu, cha intimoriscono, sai... Vieni da me per consiglio? (Risolutamente): Avanzati. Qualunque cosa tu abbia fatto, chiunque tu sia, in questo momento, io ho il dovere di dartelo. (Si sente il colpo di un uscio sbattuto. Luomo si volge spaurito). E nulla: il mio copista che ha chiuso la porta. di l... (pausa).

SELVA Avvocato, io non sono qui per un consulto. ci che mi aspetta e ci che debbo fare lo so gi. Io sono qui... perch sentivo il bisogno di vedere un uomo,chiunque fosse... un uomo che non mi cacciasse via come un cane,.. e al quale potessi dire certe cose che ti dir. Ho camminato tutto il giorno calcolando ,appunto, di arrivare in citt, di sera. Avevo un compagno in citt e su di lui contavo. L ho visto. Ma di avermi vicino (sorride amaramente) ha avuto paura, il compagno. Gli ho chiesto del danaro. Non ne ha. Capisci? Ed stato allora che di nuovo solo, camminando cos... col pericolo, di minuto in minuto, dessere acchiappato pel collo, vista 1 insegna del tuo studio... pensai dentrare. Ora,... (fissandolo intensamente) non so,... sei un borghese. ma mi sembri un buon uomo... Del resto, per quello che voglio chiederti io,... se hai cuore cos... ( lo guarda fissamente con gli occhi pieni di lacrime pausa).

AVV. (guardandolo egli pure intensamente) E di!

SELVA (con voce ferma): Io questa sera non ci sar pi: esco dalla tua casa e... (fa un cenno vago).

AVV. Via!...

SELVA E che mi resta a fare? Pietro Selva sotto le grinfie della giustizia borghese? Ah, no! Tu non mi conosci. So volere io! (superbamente). Io sino ad oggi ho stimato la vita mia degnissima di essere vissuta. Ho ingegno e so daverlo. Ho ucciso un uomo, ma non avrei voluto fare quello che ho fatto. Puoi credermi. Non per lui, che meritava ben poco. ma per me. (angosciosamente): Per me, che mi son rovinato, mi son buttato via per un moto incosciente. E ben mi sta! So quello che debbo fare. (Pausa; poi fissando laltro e scandendo le parole): Gi, pensaci: in questo momento tu guardi un uomo che ragiona come te, che vede, che sente... che soffre, e che fra qualche ora non ci sarpi. Pi niente. (Traccia una linea gestendo): Ebello, per te (Poi fissandolo ancora con gli occhi umidi di lacrime): Ti faccio pena? (pausa).

AVV. (con molta dolcezza). Non mentire a te stesso. Ci sono delle lacrime nei tuoi occhi... (cadono grosse lacrime gi per le gote dello sconosciuto; egli tuttavia resiste allo sguardo e tien la fronte levata fieramente).

SELVA I miei figli... (Un singulto). Due... (accennando con la mano): Cos... (disperatamente). Ah, non ci sono, che loro, veh! a farmi triste la morte. (Cade sulla seggiola - laltro lo fissa con evidente piet). Ne hai anche tu dei bambini? (laltro fa cenno di s). Piccoli?

AVV. (Accenna ancora di s. I due uomini si guardano con dolcezza quasi fraterna; poi Selva piega la fronte sulla palma della mano e rimane assorto. Dopo lunga pausa, lAvvocato va verso luomo e pacatamente gli dice): Che cosa tu abbia fatto, io non lo so... Il tuo modo di pensare cos fuori del mondo e della vita nostra, che io non so ancora quale significato potranno avere le mie parole per te... Ma c una cosa che mi avvicina a te e che in questo momento, davvero, sai, mi rende desideroso di esserti utile: sono le tue lacrime... (moto di Selva). No, non nasconderle. Non mentire a te stesso! Non lasciarti sopraffare dallorgoglio.., che forse il peggiore dei vostri nemici. Calmo. Naturalmente io ti parlo come ad un uomo che considero, rispetto alle mie idee, un traviato. Ma bisogna che tu lo sopporti come io sopporto lapprezzamento che tu fai di me e del mio modo di pensare. La vita, figliuolo, tutta fatta di reciproco compatimento... e di patti. Necessit. (moto di Selva). Ssss! Tu pensi di ucciderti ? Guarda: io giudicher senza preconcetto. Raccontami la verit per intero, senza omettere circostanze. Io mimpegno di giudicare la situazione tua gelidamente; di dirtelo, se la vedr disperata. Vuoi? Chi sa?... Sotto la commozione del misfatto compiuto, tu giudichi forse il tuo caso con un pessimismo...

SELVA (con forza): No. Non lo credere. Vedo giusto come puoi veder tu. Non grave il mio delitto, di per s. Un altro,... qualunque altro, lo manderebbero assolto i giurati; ma lanarchico Selva... (con occhi lucidi dodio) che aspettavano al varco.., oh, quello no.

AVV. Selva!... Ȓ in nome delle tue lacrime che ti ho parlato come a un fratello. (pausa)

SELVA Hai ragione (si accinge a raccontare, ma la sua voce malferma e non trova le frasi). Il fatto semplice: semplice volgare. Fu cos: Domenica, non domenica, la festa prossima non domenica... Poco importa!... io avrei dovuto parlare a Borgo... perch il paese ha un grosso borgo sotto... B, poco importa!... e sera chiesto il consenso... come si fa, eh! (con forza). Ma che cosa ho, per Dio! che non so parlare!.. La lingua non mi si spiccica pi!... Che pensi tu di me? Ah, tu vedi un uomo che non pi uomo. Perch io, sai ?sono un povero operaio... sono figlio di operai, ma - fo per vantarmi!... - io,... io ero eloquente!... Di quella eloquenza facile, persuasiva, che va diritta al suo fine, e che trascina gli altri! Sferzavo a sangue e non dicevo.., non dicevo le solite cose; ma cose mie! pensieri miei! perch da solo, capisci, giovinetto! ero arrivato a certe sintesi, a certi no.Erano il frutto del mio scontento, forse, della mia intima ribellione contro l ingiustizia del mio stato: io povero, io niente, io che sentivodi essere un uomo. Pi tardi, fui cosciente: Lessi e studiai. E fu allora, vedi, che trovando appunto nei pensatori pi forti in tutto o in parte, la coincidenza perfetta come le mie idee... l idea fu ribadita e divenne sangue del mio sangue; anima delle mie parole. Questo, perch tu sappia cosa sono io, come sono e perch... - Al fatto: Dunque la festa prossima, avrei dovuto parlare a Borgo. Si trattava di rinfocolare in paese certa campagna contro i proprietari. Il permesso di parlare lavevamo ottenuto. Ma gli interessati, si rodevano e cera da aspettarsi che avrebbero escogitata una qualche infamia per escludere dal convegno loratore pi pericoloso. Lautorit rappresentata in paese da un brigadiere col quale del resto eravamo in ottimi rapporti. Aveva ostentato pi volte una speciale propensione verso di me; ed era solito anzi passeggiare al mio fianco in paese, un po per farsi bello, cos allombra del diavolo, e un poco anche, da buon poliziotto, per lavorarmi , farmi cantare, tenermi buono. Ieri sera, a questora circa, lincontro e mi si accompagna con un altro carabiniere a me sconosciuto che mi si mette al fianco e mi segue. Giunti al caff di piazza. moffre un vermouth che accetto. lo sedevo cos... un pscosto dal tavolino. Il brigadiere era qui. 11 carabiniere da questaltro lato e sedevamo sopra quelle banzole di ferro, sai, che le birrerie, destate, tengono davanti alle botteghe, fuori... Si parlava del pi e del meno, quando in un certo momento mi accorgo che il brigadiere va squadrando cos la mia persona. volgendo poi, tratto tratto, qualche occhiata al compagno come d intesa. - Che cosavete? - dico io senza riguardi. E vedo allora che il brigadiere prende a fissare una tasca, della mia giacca, la quale, vedi, si trovava cos,... cos... sopra la coscia. - Il brigadiere non mi risponde, poi d improvviso mette una mano sulla tasca e dice: Qui c unarma. - Eh no, faccio io, calmo. Non porto armi e voi lo sapete. - Sentivo realmente che egli aveva afferrato qualcosa con la sua mano, ma so d averci spesso nelle tasche qualche ferro del mio mestiere... e stavo tranquillo. - Scusate - fece lui. Fruga... e ne toglie una rivoltella. lo balzo in piedi, per Dio! e mi sorge il dubbio di patire una infamia. - Me lavete messa voi nelle tasche! Negatelo, impostore! se ne avete il coraggio... - Arrestatelo dice laltro, Senti come ci insulta!. - Io mi svincolo e faccio largo. Poi cosa ho detto, cosa ho fatto non so... Vedo una folla dintorno vedo i suoi occhi lucidi dodio... - Gridava: Agguantalo pei polsi!. Cera una banzola a portata di mano; io l ho colta a volo passando, e roteandola cos gliela ho sbattuta sui cranio. Poi sono scappato via per la campagna come un pazzo... e sono qui (pausa). Dammi un p dacqua, ho sete. (Di nuovo siede agitato, ansimando passa un dito intorno al collo, leva la cravatta con moto brusco e la butta sopra una seggiola; - poi beve. - Lunghissima pausa).

AVV. Senti: io non mero ingannato. quando dicevo che forse...

SELVA Ah. taci. Se mi vuoi far del bene, non mi dare lusinghe. Ho ucciso in un impeto d ira, provocato dall avversario, sdegnato... per un azione indegna... Lo so... lo so... le conosco anch io,le dosi del codice borghese... .Ce ne sarebbe anche di troppo per mandarmi assolto. Ma per un altro!...

AVV. (fa unmoto di diniego).

SELVA (con ungrido quasi selvaggio). Ah!... (salza, cammina agitato: poi tornando presso lo scrittoio). Tu ti domanderai: Ma perch questuomo qui? Che cosa vuole da me? (disperatamente)Sono qui... perch sulla soglia della tua porta ho provato un senso di solitudine spaventosa. ed ho tremato. Non per me!... (commovendosi). Te l ho detto: son padre... ho due bambini piccoli che resteranno senza pap... ed hanno una madre... buona, buona, ma una povera cosa. E io mi domando: che sar di loro? come vivranno? dove andranno? Tu mi comprendi L ho visto: sei buono... (con uno slancio appassionato) Ora, ecco: bisogna che tu prometta a questo disgraziato padre... in nome di che cosa non so,... ma cos... che ti occuperai dei suoi figli se li vedrai soli, senzaiuto, senza pane... Fa qualche cosa perloro... Se non tu... non so, qualche ist... (rimane interdetto, smarrito, perch saccorge che il sentimento sopraff la ragione. Laltro gli pone le mani sulle spalle dolcemente e con tono paterno).

AVV. ... Non ti brucino le parole sulle labbra. Passa fra noi in questo momento uno strano, ma vivissimo senso di simpatia umana che dice, che insegna tante cose a tutti e due. Ma non lo senti che in noi, nel cuore fatto cosa, nellanime fattacos, la necessit fatale di vivere insieme? Siediti. (poi standogli dinanzi con affettuoso fervore). Guarda Selva: io voglio levarti subito il grande peso che ti sta sul cuore. Parola di galantuomo: I tuoi figliuoli non saranno senza tutela. Qualunque cosa che tu sia per decidere, comunque volgano i fatti. Ma in nome dei tuoi figli, ai quali vedo che vuoi tanto bene e hai cos presenti in questora anche tu devi farmi una promessa: che aspetterai gli eventi, che ti lascerai giudicare...

SELVA. A che pr?...

AVV. Ma non capisci che io sono convinto, convintodella tua salvezza? e che da questo momento tu hai in me, inme, il testimonio migliore della tua causa? (moto di meraviglia nellaltro). Ma certo. Ma questo istesso colloquio che mi ha dato il mezzodi conoscere, diciamo cos, il meccanismo del tuo spirito, non sar di per s stessa la pi efficace delle difese dinanzi ai tuoi giudici?... Ma s, lo dir, io racconter, ci che passato fra noi.

SELVA (commosso) Quanto sei buono!

AVV. (c. s.) Io lo dir senza dubbio... E a me crederanno.

SELVA (scrollando il capo con un sorriso buono). Quanto sei caro!

AVV. (c. s.) E allora, vedi? perch pensar gi di togliere te stesso ai tuoi figliuoli,... (non ti parlo che in nome loro) -quando c per te la speranza... la certezza quasi di ritornar con loro, d essere di nuovo il loro sostegno.., la loro vita ?...

SELVA(con gli occhi pieni di gioia). Ma davvero ?...

AVV. (incalzante). Ah, potessitrasfonderti tutta la convinzione che c in me! Ma s, tu ritornerai ai tuoi figli, li riunirai di nuovo intorno a te... nella tua casa...

VOCE Pap.... pap(Ȓ il bimbo dellAvvocato che chiama il babbo stando dietro la porta dello studio. LAvvocato salza e corre alla porta. Laltro resta immobile, cogli occhi fissi, comecolpito da un immagine. Sopra il suo viso, gi illuminato dalla gioia, passa una nube di sconfortoprofondo).

AVV.(affettuosamente, senza aprire). Che vuoi? Non posso aprirti, caro... A cena? S caro. Di che aspetti, alla mamma... (ritorna presso luomo, ne intravvede il turbamento, ne intuisce l intimo strazio).

SELVA (con voce velata). Il tuo bambino?

AVV. S (pausa).

SELVA Un maschio?

AVV. S. (Luomo salza e riprende il cappello che ha deposto con la cravatta sopra Iistessa seggiola. La cravatta nera rimane sull impagliato).

SELVA (indicando la cravatta e lasciandola dove si trova): La lascio a te, per ricordo. (Ha un lieve sorriso ironico) Ora vado (pausa).

AVV. (posandogli una mano sulla spalla). Convinto, promettendo...

SELVA (dopo averlo guardato negli occhi) No. Tu mi hai parlato da quel buon uomo che sei, perch ti faccio piet... E per qualche istante ho potuto crederti anch io. Ma non milludo e non ti illudere. La mia fine sar ben diversa. Non ti prometto nulla. Non possofarlo... Sar quel che sar... Ma tu... ah! tu, non venir meno alla promessa:I miei figliuoli sappiano da te un giorno (commovendosi) che il padre loro, che il pap,non era un delinquente volgare.Era un ingegno forte, capace di pensare e di volere, ma che fu traviato... e lo cap, troppo tardi... E poi chiss? Io dico cos ora: orami sembra che abbia ragione tu, ma chiss ?.. Erano cos profonde le convinzioni mie!. Lodio mio mi pareva cos santo, la ribellione a tutto e a tutti cosi giusta! Ma che cosa c qui dentro? Che cos questanima nostra? Cos la colpa? cos? Se tu sentissi come soffro io!... Come mi dilania qui dentro il dolore!... (con improvviso slancio, avendo letto negli occhi dellaltro un turbamento ostile). Ma come vero che si ha bisogno degli altri! Che gli altri siano buoni! (gli si appoggia alla spalla guardandolo intensamente; poi con disperato accento e gli occhi pieni di lacrime). E digliele queste cose, sai; diglielo che mi hai visto cos alla Nina, a Giorgio... (sul nome del suo figliuolo scoppia il singhiozzo irrefrenabile. Pausa. Stringe la mano dellaltro, rovesciandosi indietro per non mostrargli il viso e fugge via dal fondo nelle tenebre).

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