Farfalla… farfalla

Farfalla farfalla

FARFALLA . FARFALLA

Commedia in due tempi

diALDO NICOLAJ

PERSONAGGI

Edda

Elio

Foca

Commedia formattata da


In una grande citt, oggi.

Scena unica per i due tempi. Salotto di una casa confortevole; arredamento sovraccarico, un poco strampalato, stile Liberty, pieno di ninnoli e soprammobili da poco prezzo. A un lato, disposto sotto una finestra, un grande divano, con molti cuscini, poltrona, tavolini, abat-jours. Dallaltro lato, un divano a muro, con una grande pelle di tigre come tappeto, mobile-bar, giradischi. In fondo, un arco che divide la stanza dallingresso. A una parete un grande quadro che raffigura una giovane donna, seminuda, allungata su di una dormeuse tra fiori, ventagli di piume e cuscini. Specchi, lampade coperte da scialli, tappeti, qualche particolare esotico.

PRIMO TEMPO

Un suono prolungato di campanello. Oltre larco si vede passare Foca, una ragazzona, bruna, sui trentanni, che va ad aprire ed introduce Edda pi vicino al 60 che ai 50, vestita con eleganza estrosa, ma decisamente fuori moda.

EDDA - (viene avanti e, mentre si toglier guanti, cappello e pelliccia, apparendo in un vistoso abito color verde Nilo, con abbondanza di collane e di pendagli, a Foca che laiuta a svestirsi, con lirruenza che le abituale) Dio mio, non ne posso pi. Andare in centro diventata unavventura. Una manifestazione mi ha bloccata pi di quaranta minuti. Con una sete una sete da morire, chiusa dentro un taxi per poco non soffocavo. Ma le facciano in periferia, le loro manifestazioni nei prati nei campi Che cosa importa a noi di tutti quegli scalmanati, che fanno cortei per chiedere pace lavoro libert Dammi le gocce per il cuore. Dieci. (Foca le prepara le gocce) Sporchi brutti con delle facce da far spavento. Gridavano cantavano agitavano cartelli sbandieravano striscioni sventolavano bandiere Non pi di dieci gocce, Foca, vuoi ammazzarmi? (beve la medicina dal bicchiere che le ha preparato Foca) E i poliziotti stavano l a guardare. Senza nemmeno sognarsi di sparare addosso a quella gentaglia. Va bene, daccordo, c la democrazia, ma non bisogna esagerare. I poliziotti, li paga il governo, il che vuol dire che li paghiamo noi, per difendere certi principi. I mitra ce li hanno. E allora? Sparino. Tanto ammazzeranno solo dei disgraziati, che prima smettono di tribolare e meglio . (si lascia andare su di una poltrona) E, poi, cosa vuole certa gente? Se non hanno da lavorare, riposino, si godano il sole, facciano del turismo, che va di moda. Invece bloccano il traffico, portandosi schiere di invalidi, di infelici, di vecchi e di donne incinte Ce nera una con una pancia cos, non esagero. Sfido, a furia di agitarsi l, in mezzo alla calca, le saranno venute le doglie, a questora avr partorito. Dammi un tranquillante. No, non quello, laltro il tubetto blu (Foca le porge un tubetto, Edda ne fa uscire una compressa, che ingoia e poi glielo rid. Foca posa il tubetto sul tavolino delle medicine) Se non arrivavo a casa, mi prendeva un collasso (si sfila le scarpe e si sdraia sul divano) Perch, poi, ho dovuto fare tutte le cose che dovevo fare: lestetista il parrucchiere le manicure la sarta la modista Beata te, Foca, che non hai bisogno di difendere la tua bellezza, perch sei brutta!

Foca - (pronta) ma giovane!

Edda - (con disprezzo) Per quello che ti serve (si accende una sigaretta e la fuma con un lungo bocchino) Che novit?

Foca - Nessuna.

Edda - Ospiti in arrivo?

Foca - No

Edda - Chi ha telefonato?...

Foca - Nessuno.

Edda - (Scattando) Saremo rimasti unaltra volta isolati. Alza il ricevitore. Controlla. (Foca alza il ricevitore. Si sente il suono di libero) Possibile che questo telefono non suoni mai? Domani bisogner far venire qualcuno per una verifica. (pausa) I gatti?

Foca - Stanno bene.

Edda - Hanno mangiato tutto?

Foca - S.

Edda - E cosa fanno adesso?

Foca - Dormono.

Edda - Insieme o separati?

Foca - Hanno dormito un po insieme, poi se ne sono andati ognuno per proprio conto.

Edda - Giusto. Niente di pi triste che svegliarsi con qualcuno che ti russa in faccia. Coshai preparato?

Foca - C del brodo della carne dellinsalata

Edda - Se arriva gente c da mangiare per tutti?

Foca - Chi vuole che venga?

Edda - La settimana scorsa venuto il generale.

Foca - Sei mesi fa. (pausa) Suo padre sta male.

Edda - ancora peggiorato?

Foca - S. Anche poco fa la chiamava

Edda - Vorrebbe mi sedessi accanto a lui, gli parlassi, gli tenessi compagnia Ma non possibile. Dal momento che deve prepararsi alla morte, meglio che si raccolga e che mediti in solitudine, senza essere disturbato. Non dirgli che sono rientrata. Lascialo dormire.

Foca - Non dorme.

Edda - E cosa fa?

Foca - Si lamenta

Edda - Ha anche il coraggio di lamentarsi? Ma se non gli faccio mancare nulla.

Foca - Soffre. Ha dolori.

Edda - Pago delle infermiere perch la assistano. Gli diano dei calmanti, gli facciano delle iniezioni.

Foca - Il medico ha detto che non gli fanno pi nulla

Edda - Perch? E venuto pure oggi?

Foca - Due ore fa.

Edda - Figuriamoci se quello salta un giorno

Foca - Ha detto che, ormai, pu succedere il peggio da un momento allaltro.

Edda - Se non fa nulla lui che medico Non fa che dire che in agonia, che in agonia A proposito, gli hai fatto vedere i gatti? Anche Giorgio?

Foca - Dice che basta lavargli locchio con acqua borica.

Edda - Schifoso! Ai cristiani streptomicina, aureomicina ai gatti acqua borica. Oggi ha lacrimato?

Foca - Un po meno.

Edda - Controller. Ah, che vita che vita Non basta che stia male mio padre, mi si ammala anche il gatto. Purch non mi ammali anchio Ho le orecchie che ronzano dei brividi di freddo Ho la febbre, ne sono sicura. Senti un po tu.

Foca - (le mette una mano sulla fronte) Direi di no.

Edda - (con collera improvvisa) Se ti dico che ho la febbre perch ce lho!

Foca - Si sentir male perch stanca

Edda - (la guarda e si calma) Gi. Sono stanca. Tutto quel tempo dentro quel taxi poi, unora sotto il casco Ecco perch ho le orecchie che ronzano Ci mancava anche che stessi male anchio. Perch se arrivano ospiti

Foca - Qui non viene mai nessuno.

Edda - Sei proprio sicura che il telefono non abbia suonato? Non hai sentito, perch eri per le scale a fare lamore col garzone del droghiere

Foca - (risentita) A me non piace la gente di qui, lei lo sa. A me piace solo la gente del mio paese.

Edda - (Con disprezzo) Montanari pastori gente che ha lodore di capra attaccato addosso. A te non d fastidio quellodore?

Foca - (secca) Meglio lodor di pecora, che lodor di gatto.

Edda - (scatta) Insolente! Fila in cucina! Stupida! (fermandola subito) Stupidella! Preferiresti che, invece dei gatti, tenessi capre per casa? Datti da fare. Tra poco arriver qualche ospite. Devessere tardi, tardissimo. Che ora ?

Foca - Appena le sei.

Edda - Soltanto? Ed gi cos buio? (sospira) Non arriva pi la primavera, questanno. Nebbia vento pioggia Invece di buttare via miliardi per mandar razzi nello spazio, sarebbe meglio che facessero qualcosa per tentare di ristabilire le stagioni aprile e siamo ancora in pieno inverno. (aggredendola) Ma se sono appena le sei, perch dici che tardi? Non tardi, non tardi affatto. (a Foca che sta per andarsene) Ma si pu sapere dove vuoi andare?

Foca - Di l a preparare

Edda - Resta qui, non affannarti. (pausa) Se non viene nessuno, cosa faccio? Stanotte non dormir. Non hai voglia di tenermi un po di compagnia? Solo per qualche ora Diciamo fino alle due (reazione di Foca) fino alluna solo fino a mezzanotte.

Foca - No, ho sonno.

Edda - Ti faccio un bel regalo. Un abito da sera color prugna

Foca - Che cosa me ne faccio? La sera vado a letto.

Edda - (con stizza) Crepa, allora, non ho bisogno di te. C linfermiera di mio padre pagata apposta per star su la notte Con lei posso parlare fino alle sette del mattino E le faccio anche un piacere, perch le tengo compagnia. (umile e cercando compassione) Non lo faccio per capriccio, Foca: ho bisogno di parlare. Non riesco a dormire

Foca - Se restasse un po vicino a suo padre

Edda - Per vederlo morire? Ma non un estraneo. mio padre! (a Foca che cerca di andarsene) Resta qui. Vorrei proprio sapere perch nessuno mi telefona. La gente cattiva ingrata Tutti ti dicono: vengo a trovarti vengo a cena da te Perci in casa si tiene sempre pronto il brodo la carne linsalata il vino il whisky e nessuno si fa vedere. Sono stata la donna pi adorata del mondo, ed ora mi hanno dimenticato tutti. Tutti. Non ho che te. Almeno tu mi vuoi bene?

Foca - In questa casa ci sto volentieri. Ma non ce la faccio a star su la notte per parlare con lei

Edda - Ma puoi imparare un sacco di cose da me. Tu sei giovane; della vita non sai nulla, mentre io Tu non ti puoi nemmeno immaginare quanti uomini ho avuto E non uomini qualsiasi; uomini importanti per ceto, per ingegno, per cultura, per bellezza

Foca - Io, se torner a voler bene a qualcuno, sar un uomo delle mie parti.

Edda - (spazientita) Capisco, pu anche essere bello stare con un uomo in montagna, abbracciarlo nel buio di una grotta, tra lodore dellerba, con le pecore che ti belano attorno. Ma questa non la sola esperienza che una donna deve avere. Te lassicuro io, che ho avuto delle avventure meravigliose. Adorata come una dea. Ero bella bellissima (indica il quadro della donna seminuda) molto pi bella di come mi ha dipinta quello Vuoi che ti faccia vedere lalbum delle fotografie?

Foca - Sarebbe meglio mangiasse qualcosa.

Edda - Dopo, quando verranno i miei ospiti. (continua) I gioielli che avuto io i pi belli i pi preziosi i pi rari Perle enormi rosa nere Il Maharaja me ne mandava scrigni pieni

Foca - Si metta qualcosa nello stomaco

Edda - Dopo quando arriva gente.

Foca - Ma chi vuole che venga? Si tolga quel vestito e si infili una vestaglia calda, di lana

Edda - Mi vuoi mandare a dormire? Non dormo mi sento impazzire Stanotte sono entrata nella stanza di mio padre era agitato gemeva si dibatteva, ma dormiva, capisci? Lui in agonia e dorme, io no, non dormo pi.

Foca - Quando stamattina sono venuta col caff, dormiva.

Edda - Non dormivo. Ti ho sentita. Stavo l, con gli occhi chiusi

Foca - Non vero. Dormiva!

Edda - Mi sar appisolata Qualche volta riesco a prendere sonno, ma solo allalba. E la notte lunga non passa mai. (con stizza) Tu la notte non fai che dormire

Foca - Perch lavoro e mi stanco

Edda - Io se mi capita di addormentarmi, ho degli incubi A me non piace dormire. Uno che dorme sembra morto. (pausa) S, Foca, hai ragione, devo magiare ho un languore allo stomaco e un gelo per le ossa Dove vai, adesso?

Foca - A preparare da mangiare

Edda - Non perdere tempo a preparare solo una tazza di brodo. Ma bollente. Per se suonano, corri ad aprire. La gente stramba. Se non apri subito, se ne va. Come laltro ieri.

Foca - Era uno che aveva sbagliato

Edda - Un momento. Dopo, il brodo. Adesso un po di whisky per scaldarmi. Non pi di due dita. (d a Foca le chiavi del bar) Perch non compri mai dei fiori? (Foca apre il bar, versa il whisky in un bicchiere e glielo porta) cos triste una casa senza fiori.

Foca - Lei non ha mai voluto che ne comprassi

Edda - Non mi piace vederli appassire. Comprali lo stesso. Un po prima che appassiscono, li mandiamo in chiesa. (beve) Mia madre mandava sempre grandi fasci di fiori in chiesa. Era religiosissima. Pregava sempre. Forse era pentita della vita che aveva fatto. Era un tipo riservato. Era una vera aristocratica. Forse aveva vissuto troppo. O troppo poco. Doveva aver sbagliato tutto. Certo, aveva sposato un uomo vecchio e malandato come mio padre

Foca - Ma quando sua madre era giovane, sar stato giovane anche suo padre

Edda - Anche questo vero. Allora sar stata pentita per qualcosaltro. Io, invece, ho avuto una vita meravigliosa. Nessuna donna al mondo stata adorata come me. Ma perch te ne stai in piedi? Siedi, sarai stanca, povera ragazza

Foca - Ho da fare in cucina.

Edda - (con collera) Tu hai lanima della serva, della servaccia. A te piace soltanto lavorare, lavare i piatti, stirare, dare la cera, startene piegata in due con lo straccio in mano.

Foca - Quello che non faccio adesso, dovrei farlo dopo. E, dopo, non mi va perch sono stanca e ho sonno.

Edda - (con rabbia) Dormi, dormi, dormi! Vedrai che un giorno non ti svegli pi.

Foca - Una volta o laltra deve pur capitare

Edda - La morte non ti fa paura?

Foca - Tanto nessuno mi pianger.

Edda - (riflette) E quando muoio io, chi mi pianger? Piangerai quando sar morta?

Foca - Lei scriva le sue volont. Far quello che scritto. Glielo prometto.

Edda - (a denti stretti) Grazie, Foca, grazie. Tu sei buona. (pausa) Perch ho cos freddo? Dammi il plaid E muoviti, tartaruga! Possibile che abbia i riflessi cos lenti? Avanti coprimi. E mettimi sotto la testa un cuscino. (Foca la copre con un plaid e le mette il cuscino sotto la testa) Sono tutta un brivido. Ci vorrebbe una bella borsa di acqua calda

Foca - Vado a preparargliela.

Edda - Dopo (pausa) Se non avessi te Gli uomini che avevo sono spariti tutti morti finiti chiss dove In fondo, a me fa piacere brutta razza gli uomini. Io li odio tutti. Tu non li odi, il tuo pastore?

Foca - (alza le spalle) Ormai morto.

Edda - Morto? Oh, poverino

Foca - Ma s, glielho raccontato. Lo hanno ammazzato in osteria, durante una lite

Edda - (che nemmeno lha ascoltata) Questa casa troppo grande. Ed umida. I muri sono vecchi, fradici E con questi soffitti cos alti, le stanze non si scaldano mai. Appena muore mio padre, prendo un appartamento pi piccolo. Cos avrai meno da fare. Perch tu fatichi troppo. Su, mettiti a sedere, raccontami qualcosa

Foca - Cosa le racconto? Non ho niente da raccontare

Edda - Parlami di te di tuo padre di tua madre dei tuoi fratelli del tuo pastore morto ammazzato Non importa quello che dici, io nemmeno ti sento. Purch tu dica qualcosa.

Foca - Se lei vedesse la televisione

Foca - Non mi piace vedere gente dentro una scatola, che parla, parla e non ti risponde mai. Che ora ?

Foca - (guarda lorologio a muro) Le sei e venti.

Edda - Piove?

Foca - Diluvia.

Edda - (pausa) Una volta, a questora, mi preparavo ad uscire Un bel bagno caldo profumato poi mi truccavo passavo le ore a scegliermi il vestito i gioielli la pelliccia. Sai quante pellicce avevo? Quindici.

Foca - Ieri sera mi ha detto undici.

Edda - (rimediando) Undici corte e tre lunghe. Una di zibellino, una di ermellino e una di cincill. Quella di cincill la portavo con la mia parure di smeraldi. Ancora un po di whisky (le rid le chiavi del bar e Foca le porter del whisky, restituendole, come prima, le chiavi) La gola mi brucia. Devono essere quelle pastiglie. Mi fanno bene per il fegato, ma mi infiammano la gola. Prender quelle pastiglie per la gola, speriamo che non mi infiammino il fegato. (prende delle pastiglie dal tavolo dei medicinali, che sistemato dietro il divano. Poi beve una sorsata di whisky) Come faccia a piacere questa roba! Non ne bere mai Foca, disgustoso! (improvvisamente seccata) E non continuare a stare in piedi come una stupida. (si corregge graziosa) Come una stupidina. Non vedi lora di andarti a rinchiudere in cucina, per metterti a lavorare. Ma chi ti corre dietro? Riposati. Sei giovane, hai solo ventisette anni. Se non fai che lavorare, finir che ti sciupi

Foca - (alza le spalle) Tanto

Edda - Non sei una bellezza, ma gli uomini sono cos stupidi Puoi sempre trovare qualcuno a cui piacere, come quel tuo pastore morto ammazzato. Certo fare lamore con un pastore, pu essere anche appassionante. Io fammici pensare non ci sono mai stata a letto. Solo con principi miliardari ministri diplomatici toreri e qualche fattorino fisicamente dotato. Eh, di uomini ne sono passati tra queste braccia Ma li ho sempre traditi tutti. Appena mi sembrava di provare qualcosa per un uomo gli mettevo le corna. Cos non ho avuto rimpianti e adesso ho nostalgia. Capisci, Foca? Qui (si tocca il cuore) nulla per nessuno. Forse, lunico che ricordo con un po di tenerezza Ramon. Bello come un dio, Ramon, alto snello Mi morto tra le braccia. Per modo di dire. Se lo sbranato una tigre. Dio che animale meraviglioso, la tigre! Di unagilit di uneleganza Ha fatto un balzo e lui morto con il mio nome sulle labbra. Mi pare ancora di sentirlo. Edda Edda Edda Il terzo Edda non ha pi fatto in tempo a dirlo. Il negro che ci guidava, ha subito sparato alla tigre (indica la pelle di tigre ai piedi del divano a muro) quella! (verso la tigre) Ingorda! Hai fatto la fine che ti meritavi. Per causa tua, mi sono trovata in un mare di guai. (a Foca) Perch Ramon era sposato. E la vedova arrivata col primo aereo a bloccare tutto, salma compresa. Per tornare dallAfrica sono stata costretta a mettermi con un petroliere che aveva perduto anche lui la moglie in un incidente No, niente tigre, lui, coccodrilli. Scivol da un ponticello e quelle bestiacce meno male. Altrimenti dallAfrica come tornavo? Senti Foca che storie? Storie che non ho raccontato mai a nessuno. Solo a mio padre. Gli sedevo vicino e lui stava a sentirmi beato Che fibra per. Sono dieci giorni che in agonia e non muore. Non startene in piedi. Siedi su quella poltrona, tanto sciupata. (Foca prende la poltrona e la avvicina al divano. Dopo unesitazione siede) Non cos Come se sotto ci fosse una bomba, pronta a scoppiare Comoda sdraiati. Brava, cos, come una persona civile. Vedi, Foca Per che strano nome ti hanno messo

Foca - il nome di un santo

Edda - ma anche il nome di una bestia! Cos che ti stavo raccontando? Di quando sono tornata dallAfrica col petroliere. Una specie di bruto, ma non privo di fascino un fascino virile, come se (suonano alla porta. Non credendo al miracolo, eccitatissima, spingendo quasi Foca) Hanno suonato! Foca sei sorda? Hanno suonato. E tu ti metti a sedere proprio in questo momento!? Corri, va ad aprire. (gridando dietro a Foca che andata ad aprire) Fai in fretta, stupida! E dimmi subito chi . (tira via il plaid dal divano, si mette a sedere, si infila le scarpe in fretta e furia si d una ravviata ai capelli. Foca parla con qualcuno sulla porta. Gridando) Chi ? Fai entrare fai entrare

Foca - (fa capolino oltre larco) Un giovanotto che chiede di lei

Edda - Un giovanotto? Fallo passare. Digli prima che si pulisca i piedi. (gridando) Giovanotto, prima si pulisca i piedi (il giovanotto ancora non appare) Avanti, perch non entra?

Elio - (dal di fuori) Mi pulisco i piedi.

Edda - Va bene, ma non esageri! (Elio entra, seguito da Foca. un bel ragazzo, alto, sui 23/24 anni. Indossa un impermeabile col bavero rialzato e ha una sciarpa intorno al collo. zuppo di pioggia, i capelli gocciolanti, il viso bagnato. Porta in mano una borsa di vilpelle. Edda lo guarda) Mamma mia, come bagnato! Si tolga subito quellimpermeabile. Foca portalo di l. (Elio si toglie limpermeabile e lo d a Foca, che lo porta via. Edda lo osserva attenta, lo studia, appena Foca uscita) Ma che bel giovanotto! Proprio un bel giovanotto! Si tolga le scarpe, mi rovina i tappeti. Avr i piedi fradici. Via scarpe e calze e si metta a sedere. (va verso larco e a Foca che sta per rientrare) Un catino dacqua calda, subito. E borotalco, sapone, asciugamani. E portami anche delle pantofole e un paio di calze di mio padre. Svelta, sbrigati! (Foca sparisce e lei torna vicino al giovanotto)

Elio - (che rimasto immobile in mezzo alla stanza) Ma io veramente

Edda - (sbrigativa) Non faccia complimenti, non il caso. Sar giovane e forte, ma se non si asciuga, una polmonite non gliela toglie nessuno. ( contenta e soddisfatta perch ha trovato un diversivo per la serata) Sieda su quella poltrona... No, su quella un poco sciupata (Elio siede) Si tolga le scarpe e calze. Si prende intanto unaspirina e della vitamina C. (gli d delle pastiglie e un bicchier dacqua) Poi le offrir una buona tazza di brodo, cos si scalda e si mette lo stomaco a posto.

Elio - (manda gi le pastiglie) Lei molto gentile, ma io

Edda - Magari un tuorlo duovo dentro. E molto formaggio. E per tenerle compagnia, la prender anchio. Ma vuole togliersele quelle scarpe? (Elio si toglie le scarpe. Gridando verso larco) Foca, ti muovi? Vuoi farmelo morire, questo povero ragazzo? (a Elio) E le calze? Non importa se sono bucate. (Foca entra con un catino dacqua calda, asciugami, sapone e borotalco) Brava, Foca. Alza il tappeto e mettili l. (a Elio) Si tiri un po su i pantaloni. Ne ha presa dacqua Sembra cascato in una piscina (a Foca) Fa scaldare il brodo e portacene due belle tazze. Bollente. E in ogni tazza ci metti un tuorlo duovo. (a Elio) Vuole anche dei grissini? (senza aspettare la risposta) Anche dei grissini. E portami dei calzini e pantofole. Muoviti, tartaruga. (Foca esce) Metta i piedi a bagno, ora, giovanotto (reazione di Elio) Troppo calda?

Elio - No, va bene.

Edda - Allora, mettiamoci al lavoro. (prende un cuscino, lo mette a terra, vicino al catino, si siede e comincia a lavare i piedi ad Elio) Eccomi ai suoi piedi. Eh, gi, a lei non far n caldo, n freddo. Sono vecchia. Chiss quante belle figliole sar abituato a vedere ai suoi piedi. Stia fermo, mi schizza tutta. Che piedoni. Piede greco. Con lalluce pi corto delle altre dita. Ha mai notato i piedi delle statue? Tutti come i suoi. (chiamando) Foca, la scopa e lo straccio! (a Elio) Una ragazza preziosa. Ho dovuto andarmela a pescare in montagna, in un paese selvaggio dove non c nemmeno lelettricit Sassi e capre. Con me sta bene. Fuori i piedi. Attento a non sgocciolarli fuori. Questo lasciugamano. Se li asciughi.

Elio - Signora, io non so proprio come

Edda - Piano, un piede alla volta (si alza. Foca entra con scopa e straccio) Posa l, prima porta via catino e sapone. (Foca obbedisce ed esce. A Elio) Adesso le metto lasciugamano per terra; ci posi i piedi, li incipriamo. (versa del borotalco sui piedi di Elio. Poi prende da un mobile della colonia e ne versa sui piedi di Elio) Incipriati e profumati. (Foca rientra con calzini e pantofole che posa vicino a Elio. Con lo straccio e la scopa pulisce dov bagnato. Edda si versa dellacqua di colonia sulle mani e sulle braccia. A Foca) Basta, porta via tutto. (a Elio) Si metta le calze e si infili le pantofole. Va meglio? (Foca esce portando via tutto) Proprio un bel giovanotto. Complimenti! (gli d la bottiglia della colonia) Se ne versi in testa e si frizioni. Bisogna sempre stare attenti alle estremit: testa, piedi e mani. (a Elio, che si sta frizionando) Con forza, cerchi di far penetrare la colonia nel cuoio capelluto. Lei ha dei bei capelli grossi forti Prenda labitudine di frizionarli ogni mattina per dieci minuti. Cos a trentanni non si trover calvo. (Elio ha finito la sua operazione) Fuma? In quella scatola ci sono sigarette. Non faccia complimenti. Se le va di fumare, fumi.

Elio - Grazie. (si accende la sigaretta, guarda Edda con gratitudine, le sorride)

Edda - Adesso mi dica perch venuto qui

Elio - (imbarazzato) Ecco volevo offrirle una spazzola elettrica a un prezzo molto vantaggioso

Edda - Sa che ha un bel sorriso? Con quel sorriso si conquister tutti i clienti. Per non parlare delle clienti. (accende dei profumi in unincensiera) Profumi orientali. Addolciscono laria. Non posso farne a meno. Eh, se ne imparano di cose in Oriente. Mai stato in Oriente? (senza dargli il tempo di rispondere) E, cos, voleva vendermi una spazzola

Elio - Una spazzola elettrica, ultimo modello

Edda - Il portiere lha lasciata salire, senza difficolt?

Elio - Non credo mi abbia visto.

Edda - Altrimenti non lavrebbe fatta salire. un cerbero tale Ieri venuto un mio vecchio amico, un generale un uomo che, in altri tempi, faceva scattare sullattenti persino i ministri lo ha fermato per le scale. Voleva sapere da chi andava perch.. per come per curiosit. (Elio si alza e va a prendere la borsa) Cosa fa, ora?

Elio - Volevo farle vedere la spazzola

Edda - Ha cos fretta?

Elio - No, ma pensavo

Edda - Non pensi. Torni a sedere e si metta comodo. (Elio sorride ed obbedisce. Edda, urlando) Foca, il brodo! Viene questo brodo? (a Elio) Ha fatto bene a venirmi a trovare. Sentivo il bisogno di mettere qualcosa nello stomaco, ma da sola In compagnia diverso. Dunque, lei fa il rappresentante di una ditta di spazzole elettriche. Molto interessante.

Elio - Non esatto. Io ho delle conoscenze che

Edda - (lo interrompe) Al giorno doggi le conoscenze sono indispensabili. Guai a non averne. Solo io sono stata stupida a non approfittarne mai. Peccato. Conoscenze importantissime. Persino il pi miliardario dei miliardari americani. Si era innamorato di me. Proprio cotto. Ogni giorno mi mandava delle rose. Mille. Mille rose Baccarat, rosse, col gambo lunghissimo, carnose, stupende Ma poi, veniva a trovarmi e si metteva a contarle. E se, per caso, ce nera una di meno, si attaccava al telefono e faceva certe scene al fioraio. Scene disgustose per la mia sensibilit. Tanto che mi sono rotta le tasche e lho mandato a quel paese. Sono cos volgari, in fondo, questi miliardari americani Io, poi, ho un debole per gli orientali. Pi delicati. Voluttuosi una pelle morbida e poi sono dei signori. Cosa vuole? Per me, che sono una donna daltri tempi, classe e distinzione sono fondamentali. (si accorge che Elio la guarda stupito, annientato dalla sua chiacchiera) Perch mi guarda cos? Si stupisce perch un miliardario si innamorato di me? successo parecchi anni fa. Quando ero cos. (indica il quadro) Anzi, molto meglio. Mi consideravano una bellezza rara. Poi, il tempo passa. Appassiscono i fiori, perch non dovremmo appassire anche noi? Le belle donne seguono il corso della natura. Come le brutte, del resto. (con un urlo) Allora, questo brodo? (a Elio) Io la trattengo, forse, invece, lei ha fretta di andarsene. Avr certo chi laspetta. Figuriamoci se un bel giovanotto come lei non ha la ragazza

Elio - Veramente non ho nessuno che mi aspetta

Edda - E come mai?

Elio - Non ho conoscenze in questa citt. Sono arrivato appena oggi.

Edda - E la sua prima visita lha riservata a me? Bravo, io adoro le sorprese. Anche perch vivo da sola. Non che non abbia amici. Ma a una certa et si preferisce vivere soli. Persino una donna che ha avuto una vita brillante come la mia. Sar che invecchio. Prima del brodo un aperitivo? (senza lasciargli il tempo di rispondere) Foca, ma allora questo brodo (a Elio) Bisogna compatirla, una primitiva! Si chiama Foca, simmagini. Quello che mi costato abituarmi a quel nome e a vedermela davanti con quelle gambacce pelose basterebbe una ceretta, un colpo di rasoio, per tirarsi via tutti quei peli, ma lei non vuole, sembra che ci tenga. Brava figliola, per. Ha anche sofferto. Un amore tragico. Era innamorata di un pastore un uomo splendido, una specie di selvaggio, vestito di pelli alto, altissimo, un gigante. morto in una rissa. Un colpo di fionda gli ha spaccato la fronte, proprio qui, in questo punto. Come Golia. Sar il destino dei giganti (Foca entra spingendo il carrello con le tazze del brodo, grissini, formaggiera, bicchieri, una bottiglia di vino, ecc) Finalmente! Brava Foca! Si serva, giovanotto. Subito, che fumante. Prenda anche il cucchiaio. Se vuole pu far sciogliere luovo o se preferisce mandarlo gi intero come vuole. Poi le faccio portare qualcosaltro, Quello che c. (beve una sorsata di brodo) Ottimo. perch noi lo facciamo con carne di primo taglio. Hai visto, Foca, quanta acqua si presa questo giovanotto? Ha fatto chilometri sotto il diluvio, per venire da me a portarmi la spazzola.

Elio - Si tratta di una spazzola elettrica.

Foca - Noi ce labbiamo.

Edda - E serve?

Foca - S.

Edda - Benissimo, cos quando si rompe, ne abbiamo unaltra di ricambio. Porta il resto, appena pronto, Foca. (Foca sbircia Elio curiosa, poi esce) Questi elettrodomestici sono diventati una mania. Non dico che non siano utili, ma invadono le case. Se si continua di questo passo, della cameriera si potr anche fare a meno, ma bisogner che ogni famiglia assuma un elettrotecnico. Per quanto mi riguarda, io non li tocco. Mi fanno paura. Scusi, un pettine, ce lha? Si dia una pettinata. Ha i capelli dritti, come avesse visto un fantasma. (Elio la guarda un attimo interdetto, poi tira fuori dal taschino posteriore un pettine e si pettina) Come le venuto in mente di occuparsi di spazzole elettriche?

Elio - Non che mi occupi di spazzole elettriche. Voglio solo vendere questa che mi ha regalato un amico, tornato dallAmerica.

Edda - (lo fissa, un attimo di silenzio, poi) E perch la vende?

Elio - A me non serve.

Edda - Non se li spazzola, i vestiti?

Elio - Qui non ho casa. Arrivando ho preso una stanza in un alberghetto, vicino alla stazione

Edda - Povero ragazzo! Si vive cos male in albergo. Non c intimit non c atmosfera glielo dico io che ho abitato negli alberghi pi lussuosi e pi cari del mondo: il Waldorf-Astoria il Carlton il Ritz il Negresco Figuriamoci, poi, negli alberghetti di quintordine, vicino alla stazione, infestati da cimici, frequentati da donnacce e da ladri. (pausa, lo fissa) Non sarai mica un ladro, tu?

Elio - (interdetto) No, signora, io

Edda - Al giorno doggi ci sono certi tipi che, prima rubano una spazzola elettrica, poi vanno in giro per le case, cercando di venderla

Elio - Guardi che io .

Edda - (secca) Te lha regalata un amico. Ma anche se lavessi rubata, cosa vuoi che me ne importi? Se lhai rubata, vuol dire che il proprietario non lha custodita. E se non lha custodita, hai fatto bene a portargliela via,

Elio - Se lei pensa che io sia un ladro

Edda - Io non penso niente. Per al giorno doggi ci sono certi tipi Gente che sintroduce con un pretesto nelle case delle povere signore sole e le aggrediscono e le derubano. E dal momento che io sono una signora sola tu potresti anche aggredirmi. Avanti, fallo, sono completamente indifesa.

Elio - (sconcertato) Ma io signora

Edda - (seccata) Signorina. Mai stata sposata. Mai voluto legarmi ad un uomo. Ad ogni modo, qui dentro non c gran che da portar via. I gioielli li tengo in banca, nella cassetta di sicurezza e la chiave ce lha il mio avvocato. Di liquido in casa c poco o niente, perch prelevo settimanalmente quello che serve. Di prezioso qui dentro che c? Qualche ninnolo. Ma i ninnoli, oltre che essere fragili, sono difficilissimi da smerciare. Cosaltro potresti portarmi via? Medicine, soltanto medicine

Elio - Ma vede, signora..

Edda - Signorina. Solo per Foca sono signora. Perch per lei signora vuol dire padrona e signorina no. Dunque, puoi portarmi via medicine e basta. Ne ho la casa piena. Per mio padre, che malato. Gravissimo. In agonia. E tu vorresti derubare una povera donna che ha il padre in agonia? Perch mi guardi cos? Pensi che non dica la verit?

Elio - S, le credo le credo

Edda - (chiamando) Foca? Foca? Foca? (a Elio) Ora ti faccio accompagnare da mio padre, cos lo vedi e ti persuadi.

Elio - Non il caso, signorina Anzi, meglio che me ne vada Dimenticavo di avere un impegno

Edda - Non dire sciocchezze. Prima mi racconti che sei appena arrivato e non conosci nessuno, ora salti fuori con un impegno. Non onesto essere bugiardi. E non gentile. Cosa ti ho fatto? Ti ho accolto come come un figlio perch questa improvvisa ostilit?

Elio - (la guarda serio, poi) Nessuna ostilit nessuna ostilit (Foca entra con i piatti della carne e del formaggio)

Edda - Posa tutto sul carrello ed accompagna questo giovanotto in camera di mio padre. Fagli vedere tu in che condizioni si trova

Elio - Ma io non ho detto nulla soltanto

Edda - (a Foca) Accompagnalo. (a Elio) Vai con Foca (piano) Cos vedrai anche il resto della casa e ti convincerai che c ben poco da portar via. (Elio allarga le braccia e va oltre larco)

Foca - (si avvicina ad Edda e piano) Lo conosce?

Edda - A te cosa interessa? (Foca raggiunge Elio ed esce con lui. Appena usciti si alza, prende la borsa di Elio da tavolo, vi fruga dentro, ne tira fuori una spazzola elettrica e un mazzetto di biglietti di banca. Li conta, non sono molti, ma certo pi di quanto pensava che Elio potesse avere. Si tiene il mazzetto di denaro e se lo infila nella giarrettiera, poi chiude e posa la borsa al suo posto. A Elio che rientra quasi subito) Convinto?

Elio - Le assicuro che anche prima

Edda - Basta. Argomento chiuso. Siedi e mangia. Quanti anni hai?

Elio - (mangiando) Ventitr.

Edda - Et stupida per un uomo. Vigore fisico e basta. Serviti. (lo osserva mentre mangia) Se non fosse morto dopo pochi giorni, avrei anche io un figlio.

Elio - (lascia di mangiare, colpito) Della mia et?

Edda - No, avrebbe pi di quarantanni. Ero una bambina. stato il cameriere di casa a mettermi incinta. Che scandalo a casa mia. Mia madre, una contessa, donna di principi molto rigidi, mio padre un ambasciatore Furibondi! Anche se il cameriere non era un cameriere qualsiasi, ma un granduca russo, scappato dal suo paese, in seguito ala rivoluzione. Mi amava con tutta la passione e il furore della sua anima slava. Ma io non ho voluto saperne. Granduca o no, faceva il cameriere. Ho preferito andare a vivere per conto mio. Perch non mangi?

Elio - E non ha avuto altri figli?

Edda - No. (Elio riprende a mangiare) Come hai trovato mio padre?

Elio - (smette unaltra volta di mangiare) Male.

Edda - in agonia, non te lavevo detto?

Elio - Mi spiace.

Edda - (con vivacit) Non guastarti lappetito e continua a mangiare. Non si tratta di tuo padre, ma del mio. (pausa) Tu ce lhai ancora, tuo padre?

Elio - No.

Edda - Tutti dobbiamo morire. Non farti venire la malinconia. Mangia. Serviti del vino. La bottiglia sotto il carrello. un rosso secco, che servo solo agli ospiti di riguardo. Quando il maharaj veniva a trovarmi, gli offrivo questo vino. Lo preferiva allo champagne, perch non gli dava il rigurgito. Che uomo meraviglioso, il maharaj! Voleva che lo sposassi e andassi a vivere con lui, in India. Io ci sono andata, ma non ho voluto sposarlo. Aveva un palazzo che nemmeno te lo sogni, oro ed argento dappertutto. Troppo. Proprio troppo. E un giardino, che sembrava unarca di No. Aveva persino un garage per gli elefanti. Andarci per una vacanza, lIndia meravigliosa. Per restarci no. LIndia non fatta per me. Versa anche a me due dita di vino. Di solito non bevo, ma stasera, voglio fare uneccezione. (Elio le versa da bere e le offre il bicchiere. Lei beve, poi) Ne ho avute, di proposte di matrimonio. Ma non ho mai voluto perdere la mia libert. Signorina sono nata e signorina voglio morire. Insomma giovanotto, me la vuol far vedere questa famosa spazzola elettrica?

Elio - (alzandosi) Subito, signorina

Edda - Finisci di mangiare. E, per conoscerci meglio, raccontami qualche cosa di te.

Elio - Cosa vuole che le racconti? Non ho avuto una vita facile. Quando non si ha un mestiere e non si ha voglia di impararne uno

Edda - (ride) Bravo! Viva la sincerit!

Elio - Mi sarebbe piaciuto studiare. Ma non ne sono sicuro. Mi piace leggere. Leggo tutto quello che mi capita tra le mani. Se non capisco leggo e rileggo

Edda - (ironica) Sei un intellettuale, allora. Un ladro intellettuale.

Elio - (colpito) Come dice?

Edda - Ladro. Ho detto ladro

Elio - Perch mi chiama ladro?

Edda - Perch lo sei. (tira fuori il rotolo dei biglietti e glielo getta in faccia) questo denaro non mi dirai che lhai trovato per strada

Elio - andata a frugare nella mia borsa?!?

Edda - Lo hai rubato, vero?

Elio - Le do la mia parola che

Edda - (scoppia a ridere) Parola di ladro! Telefono alla polizia?

Elio - Lei non ha nessuna prova che io

Edda - Spiegami come fa un buono a nulla come te ad avere in tasca tutto questo denaro.

Elio - Sono risparmi

Edda - Rubi e poi risparmi? (ride poi secca) E dove lhai rubata la spazzola elettrica? In una casa dove sei andato con la scusa di vendere una radiolina? E la radiolina lhai rubata in una casa dove sei andato con la scusa di vendere un giradischi ? Una serie di furti, squallidi, vergognosi Siccome la vita dura, ti arrangi come puoi. Non sai far nulla, non hai voglia di lavorare una volta o laltra ti pescheranno ed andrai in galera! Mi parevi intelligente, invece Visto che hai un fisico come si deve, tanto valeva risolvere facendo il mantenuto. Non sar un lavoro di concetto, ma pi comodo.

Elio - (la guarda sfacciato) Cos una proposta?

Edda - No. Con gli uomini ho chiuso. Definitivamente. Ne ho la nausea. Sei un bel ragazzo, ma dopo unindigestione di castagne, fanno schifo anche i marrons glacs. Perch rubi?

Elio - Non rubo. Mi arrangio come posso. Dalla vita ho sempre e soltanto avuto botte. Con linfanzia infelice che ho avuto

Edda - Da bambini si sempre infelici. No giustificarti tirando in ballo linfanzia. E, allora, che facciamo? (una lunga pausa) senti, siccome mi sei simpatico, e la cosa mi diverte, mi occuper di te.

Elio - Perch?

Edda - Cos, tanto per far qualcosa

Elio - (sfacciato) Mi adotta?

Edda - No, mi limito a prenderti in casa: ti dar da mangiare, ti vestir, ti dar una stanza per dormire

Elio - (completamente sconcertato) E io, in cambio?

Edda - Mi farai compagnia.

Elio - E come?

Edda - Sono sola la notte non riesco a dormire ho bisogno di avere qualcuno con cui parlare di vedere qualcuno che mi si muova attorno. Mi prendo in casa te, perch sei giovane, mentre io non lo sono pi. Un ragazzo che ha ancora la vita davanti una presenza giusta per una donna che la sua lha gi vissuta. C chi si mette in casa un cane un gatto dei canarini Anchio mi sono presa una coppia di gatti. Mi avevano assicurato che erano animali notturni. Macch, dormono tutta la notte. E, allora, tanto vale che mi prenda in casa un ragazzo come te che parla che respira

Elio - (divertito) Cosa dovrei fare? Parlare con lei?

Edda - Se telefono al commissario, finisci in galera. Ti offro, invece, una prigione pi ampia, pi comoda, pi elegante. Questa.

Elio - E non dovrei mai uscire?

Edda - Di giorno puoi andare dove vuoi. La sera resti qui. Con me.

Elio - E non potr avere una vita mia?

Edda - Cosa intendi per una vita tua? Una ragazza? Puoi averne quante ne vuoi. Avanti, decidi. O prendere o lasciare. Agisco distinto, senza logica. Se ci ripenso, posso cambiare idea. (lui fa per parlare, lei lo ferma) Ti propongo un periodo di prova.

Elio - Ci sto.

Edda - Per me, non per te. Se non mi funzioni, ti sbatto fuori.

Elio - (ironico) Allora per il momento, sono assunto?

Edda - Non considerarla una fortuna. Non sono una donna comoda. Potresti anche pentirti. Rimettiti a sedere. (pausa) Come ti chiami?

Elio - Elio.

Edda - Un nome ambizioso

Elio - Perch?

Edda - In non so che lingua significa sole. Ma s, anche il nome mi conviene. Allora, ascoltami. Prima di tutto, ti farai un bel bagno. Mi piace avere attorno gente che odora di pulito. Domani usciremo ed andremo a comprare un po di vestiario. Per ora, dormirai nella stanza dangolo. Poi studieremo una sistemazione migliore. Di giorno fai quello che ti pare. Prendi servizio alle diciotto. Daccordo?

Elio - Ma lei lei che cosa sa di me?

Edda - E che cosa dovrei sapere?

Elio - Forse che (rinuncia a parlare. Le gira le spalle, si avvicina al giradischi e guarda un album di dischi, poi) Musica daltri tempi, direi.

Edda - Musica dei miei tempi. Quella che piace a me. Ma non la sento sovente.

Elio - Perch?

Edda - Troppi ricordi.

Elio - (serio) E lei non vuole ricordare?

Edda - Soltanto quello che mi piace.

Elio - (interessato) Ci sono cose che, invece, non vuole ricordare?

Edda - S!

Elio - Che cosa, per esempio?

Edda - Cose mie. (lunga pausa. Elio le si avvicina e sta per parlare)

Foca - (entra agitata e sconvolta) Signora signora

Edda - Cosa c? Cosa succede?

Foca - Suo padre suo padre

Edda - Ebbene?

Foca - morto.

Edda - Requiescat in pace. (si fa il segno della croce. Poi a Elio) Ha cessato di soffrire. (a Foca) Di allinfermiera che ti aiuti a vestirlo e a sistemarlo. Poi verremo noi di l. Io e lui. (indica Elio) Il giovanotto resta qui. Preparagli un bagno e cercagli un pigiama e una vestaglia. Mi far compagnia lui, ora che mio padre non c pi. (regale) Vai, Foca, vai (Foca guarda Elio e poi esce) Era giunta la sua ora, poveruomo.

Elio - Mi spiace signorina Le mie condoglianze

Edda - A te cosa importa se mio padre morto? Nulla!

Elio - Ad ogni modo essere arrivato qui, in un momento cos doloroso per lei

Edda - Che tu sia entrato in questa casa mentre lui morto, pu anche essere un segno del destino.

Elio - Ad ogni modo questa una circostanza triste ed io

Edda - (scatta) Non insistere a parlarne. La morte non un argomento che mi entusiasmi. A me fa impressione. Dammi un tranquillante. (Elio esita) Muoviti, il tubetto grande l sul vassoio E svegliati. Impara a conoscere le mie medicine. (Elio prende il tubetto dei tranquillanti e glielo porge. Edda ingoia una pastiglia) Tu, forse, avresti voluto che io mi mettessi a singhiozzare a fare scene a disperarmi

Elio - No, io

Edda - Zitto! Lascia parlare me. Siediti. (Elio la guarda sconcertato e si mette seduto. Edda beve un altro goccio di vino, poi, seria) Non era mio padre.

Elio - (stupito) No?

Edda - Te lho detto: no.

Elio - E chi era?

Edda - Un vecchio. Un vecchio qualsiasi. Lavevo pescato per strada, qualche anno fa. Me lero preso in casa, perch mi tenesse compagnia. Ma era vecchio. Per tenerlo sveglio, la notte, gli davo gli eccitanti. Troppi. Il cuore non ha retto. Capisci quello che voglio dire?

Elio - (la guarda allibito) S

Edda - Era un uomo che sapeva ascoltare un uomo buono docile sottomesso. Sordo. Completamente sordo. Alzati. Andiamo. (Elio si alza. Edda prende un velo nero da un cassetto, se lo mette in testa e seria, regale) Vieni, Elio. Dammi il braccio. Andiamo da lui. (ed esce con Elio, mentre cala la tela)

SECONDO TEMPO

La stessa scena, una decina di giorni dopo. Edda, in un assurdo vestito da gran gala, truccata e pettinata col solito estro, seduta su di una poltrona e fuma con un lungo bocchino. Elio un poco ripulito pantaloni di flanella e golf di cachemire, sdraiato in un angolo e fuma con aria annoiata e cupa.

Edda - (guarda Elio, sospira, poi dandogli la chiave del bar) Bevi qualcosa che ti tenga su.

Elio - (prende la chiave ed andando a servirsi al bar) Lei cosa beve?

Edda - Niente. Per via del fegato. Il medico me lo ha proibito. Io non capisco. Ai miei tempi la gente beveva e mangiava il triplo e moriva con un fegato sano che era una bellezza. Oggi, invece, tutti col fegato grosso cos. Come le oche. Anche tu soffri di fegato?

Elio - Non credo.

Edda - Aspetta e vedrai. Non c scampo. C stata let del ferro, let delloro; adesso siamo in piena et del fegato. (Elio le rid la chiave del bar e lei la mette via) Coshai fatto oggi?

Elio - Ho dormito fino a tardi, poi sono andato a comprarmi il giornale

Edda - Io ho smesso di comprarlo. Apri un giornale e rischi linfarto. Eppure li leggono tutti. La gente si consola dei propri guai coi guai degli altri. Se ognuno si occupasse soltanto dei fatti propri, come faccio io che, di quello che succede nel mondo, non voglio sapere nulla Un giorno ho mandato al diavolo un disgraziato che era venuto a chiedermi di sottoscrivere per la pace. Se la gente vuole scannarsi, lasciamola scannare. Meno siamo su questo mondo e meglio .

Elio - Se tutti ragionassero come lei

Edda - il mondo andrebbe avanti meglio.

Elio - Ma sarebbe ancora pieno di selvaggi

Edda - Non lo ancora?

Elio - Se gli uomini fossero pi uniti, se si aiutassero tra di loro

Edda - Parli come un sovversivo.

Elio - Che sovversivo? Io penso che

Edda - Non pensare, fai meno fatica.

Elio - Le idee che ho io

Edda - non mi interessano. Ti tengo qui non per sentire le tue idee, ma perch tu ascolti le mie. Chiaro? Come faceva quellaltro che morto.

Elio - Quello era sordo

Edda - Tu, invece, ci senti ed approfittane, perch qualcosa da imparare c sempre. Stattene zitto, beviti in pace il tuo whisky senza farti problemi, tanto non li risolvi n tu, n gli altri. Si vive una volta sola: cerca di godertela la vita, come ho fatto io che, adesso, invecchio serena, senza rimpianti, n rimorsi.

Elio - (sfottente ed irritante) Dice davvero?

Edda - Voi, giovani di oggi, chiss cosa volete. Non siete mai contenti. Noi, invece, eravamo come uccelli, felici solo di stare al mondo. Mamma mia, che salto ha fatto lumanit. Il progresso, dirai tu, ma a che ci ha portato? Alle macchine. Ma la gente ci crepa dentro, stritolata tra le lamiere. Io mi domando cosa succeder se il mondo va avanti di questo passo. Gli uomini stanno distruggendo tutto: la flora, la fauna, tutto quello che era la natura. Le farfalle per esempio, le hanno fatte sparire tutte. Lestate scorsa ne ho vista solo una. E cos piccola e debole, che non riusciva nemmeno a volare. Una farfallina bianca

Elio - (canticchia ironico) Farfallina, farfalletta .

Edda - Proprio cos. Farfallina bella bianca . Una volta avresti dovuto vedere. Qui, a primavera, era tutto pieno di farfalle. La terrazza, il giardino, la veranda, la strada Centinaia, migliaia, decine di migliaia di farfalle

Elio - (divertito) Cosera, un vivaio?

Edda - (urla) Foca? Foca? Foca? (ad Elio) Ora te lo dir Foca se racconto storie o no.

Elio - Lasci stare Foca. Credo a tutto, io.

Edda - (continua a urlare) Foca? Foca? Foca? Ma dove diavolo ti sei cacciata?

Foca - (comparendo) Eccomi eccomi

Edda - Diglielo tu al signorino, che non ci crede, che qui, una volta, era pieno di farfalle

Foca - (la guarda stupita) Farfalle?!?

Edda - (continuando il suo discorso, come se Foca non fosse nemmeno entrata) Proprio cos. Farfalle bianche, rosse, gialle, turchine, arancione Di tutti i colori. (Foca esce) Volteggiavano nellaria leggere e davano come un senso di poesia alla vita. Ora, invece, in questaria sporca, inquinata, nera di smog, puzzolente, cosa ci vola? Microbi virus batteri germi infettivi radioattivit Bel progresso! (guarda Elio, che appena lascolta) Parlo e nemmeno mi ascolti? Avanti, d qualcosa. Tho dato anche da bere per vederti su di giri, invece tu continui con quellaria da funerale Come se ti dessero la malinconia i filetti di bue e le lenzuola pulite. Sorridi almeno qualche volta. Falli vedere quei bei dentoni che hai. Avresti dovuto vedere come sorridevo io, ai miei tempi. Non denti, perle, diceva, il maharaj, che di perle se ne intendeva. Ancora adesso, guarda (apre la bocca e fa vedere i denti) Tutti miei. (con uno scatto di collera) Se stasera hai fatto voto di non parlare, metti almeno un po di musica. Si muore di noia, qui dentro.

Elio - (si alza e va al giradischi) Che disco vuole?

Edda - Il primo che capita.

Elio - (prende un disco e lo guarda con ironia) Un tango. (lo mette sul giradischi. Si tratta di un vecchio tango, A media luz o qualcosa del genere)

Edda - Musica vera. Voi giovani avete perduto il senso dellarmonia. Vi piacciono soltanto strumenti che sembrano motociclette. State riportando il mondo alla giungla. Puah! (canticchia un poco la canzone, e poi) Questo tango lho ballato con un principe del sangue, unaltezza reale che aveva perso la testa per me. (canticchia ancora la canzone) Una serata che ha fatto epoca. Non ho perso un ballo. E sempre con lui. Mi teneva cos stretta, che quasi mi mancava il fiato Indossavo un abito color avorio lungo attillato che mi fasciava come una guaina. Nemmeno un gioiello. Solo un diadema di brillanti sui capelli lisci. Sei una dea, mi diceva il principe. E il torero, che mi aveva portato alla festa, dopo la corrida, mi guardava, appoggiato a una colonna, con gli occhi colmi di gelosia (con un brusco cambiamento) Spegni.

Elio - (spegnendo) Perch?

Edda - certi ricordi mi mettono malinconia. Eh, ero bella bella Anche adesso, del resto, gli anni che ho non li dimostro. Merito della pelle, che si mantiene. E non faccio nulla, assolutamente nulla. N cosmetici, n creme, n massaggi. Solo acqua e sapone. Ho preso da mia madre, che a ottantanni era ancora un biscuit. Merito anche di tanti incroci di razze. Tra i miei antenati c un po di tutto, persino un bisnonno arabo e una trisnonna circassa. Ancora oggi, per strada, gli uomini mi guardano. Non pi tardi di gioved, un signore mi ha seguita per pi di unora con la sua carrozzella: un mutilato, ma distintissimo. Ma... con gli uomini ho chiuso. O per lo meno dovrei proprio trovare qualcuno che mi facesse perdere completamente la testa. Com successo con Edgar, tanti e tanti anni fa. Era alto, biondo, con gli occhi di acciaio. diventato ministro della guerra, dopo. Proprio lui che era antimilitarista e non aveva fatto nemmeno il servizio militare. Ma col suo sorriso conquistava tutti. Io lo dico sempre che il segreto del successo nel sorriso. Ora morto, povero Edgar, e sorrider agli angeli. Chiss poi perch! Gli uomini che mi hanno amata sono morti tutti. Tutti. Come per unepidemia. Del resto la solitudine non mi pesa. Mi pesava in principio, quando non mi rassegnavo ad andare al letto sola. Sfido! Non mi capitava pi da quando avevo quindici anni. Ma ormai potrei vivere da sola anche nel cuore del deserto. Purch qualcuno, anche un beduino, mi tenesse compagnia la notte, quando non posso dormire. (pausa. Guarda Elio) Eh, s, non dovrebbe essere un uomo qualunque quello che, alla mia et e con la mia esperienza, potrebbe farmi perdere la testa. Giovane, perch a me il maschio piace giovane. Alto non mi piacciono gli uomini piccoli. Forte muscoloso intelligente.. Oh, se volessi, troverei. Tu non credi che, anche se vecchia, potrei piacere ancora a un bel giovanotto?

Elio - (senza convinzione) Certo certo

Edda - Tu come stai a donne? Ti correranno dietro come mosconi, immagino. Un bel ragazzo come te Foca si lamenta: dice che lasci sempre la porta spalancata quando fai la doccia e lei costretta a vederti completamente nudo

Elio - Chiuda gli occhi

Edda - Sarebbe pi semplice che tu chiudessi la porta.

Elio - Se non vuole vedermi, non mi guardi.

Edda - Ma tu la porta, la lasci aperta proprio per farti guardare..

Elio - Prima la chiudevo. E a chiave.

Edda - E poi?

Elio - Mi pareva che Foca si seccasse (ride)

Edda - Tutti uguali, voi uomini. Narcisi pavoni Eh, certo, non devi essere niente male nudo Con quelle spalle i fianchi stretti quella testa fiera Chiuditi a chiave, la notte, non vorrei che Foca ti aggredisse. (scoppia a ridere. Anche Elio ride) Oh, finalmente ti vedo ridere. Ridi, ridi, bel tenebroso! Sei bello quando ridi. Non so cosa farei per vederti sempre di buon umore Ma tu, con me, dovresti lasciarti andare un poco di pi, capisci? Invece di divertirti a mettere in imbarazzo la serva, scherza con me, che sono una donna vissuta una donna di classe Se ti secca doverti lavare nel bagno di servizio, la doccia, puoi venirla a fare nel mio bagno, che pi ampio pi comodo Eh? (Elio non risponde, subito corrucciato) Che ne dici? (gli passa una mano tra i capelli. Elio ha una brusca reazione) Che ti prende, bel tenebroso?

Elio - (si alzato e cammina avanti e indietro per la stanza, poi si ferma ed affrontandola, serio) Non si mai domandata perch, dieci giorni fa, ho suonato alla sua porta?

Edda - (buttandola sullo scherzo) Per entrare, immagino.

Elio - volevo conoscerla, e quando mi ha invitato a restare, quasi non ci credevo.

Edda - Lo immagino.

Elio - Volevo solo vederla ed andarmene.

Edda - (comincia ad essere curiosa) Perch? (Elio la guarda e non risponde) Non me lo vuoi spiegare?

Elio - Prima, ancora un po di whisky (Edda lo guarda un poco inquieta e gli d le chiavi del bar. Elio apre il bar e versa del whisky in due bicchieri) Ne verso anche a lei. Ne avr bisogno.

Edda - Perch? Cosa devi dirmi? (Elio le porge il bicchiere) che eri venuto qui per assassinarmi?

Elio - No! (le restituisce le chiavi, beve dun sorso il whisky)

Edda - E allora?

Elio - (deciso) Sono venuto per conoscere mia madre!

Edda - (la risposta lha fulminata. Cerca di controllarsi e di resistere) Che idea

Elio - Mia madre lei.

Edda - (in fretta, prendendo tempo e cercando di difendersi) Ho avuto un bambino a quindici anni ed morto pochi giorni dopo.

Elio - Poi ha avuto un altro figlio. (scandendo) Ventitre anni fa.

Edda - (perdendo un poco della sua sicurezza) Ventitre anni fa ero in India, ospite del maharaj.

Elio - Ci sar andata dopo. Prima era entrata in una clinica di maternit. Ed ha partorito un bambino sano, di sesso maschile, dal peso di tre chili e centottanta grammi. (con sarcasmo) Quel bambino sono io. Ventitre anni dopo.

Edda - (quasi crollando, beve il whisky, poi) Lo dici come fosse vero.

Elio - Posso provarglielo.

Edda - Sapr meglio di te cosa ho fatto nella mia vita.

Elio - A volte fa comodo unamnesia. (preciso) Sono nato il 12 marzo di 23 anni fa, a mezzogiorno. E sono stato affidato al brefotrofio ventiquattrore dopo. Allanagrafe sono stato denunciato come figlio di madre che non volle essere nominata e di padre sconosciuto.

Edda - (secca, energica, cercando di passare al contrattacco) Allora cosa vuoi da me?

Elio - Come segno di riconoscimento, mi stato messo al collo un filo doro, con una medaglietta. (si sfila dal collo una catenina e gliela d) Sul retro della medaglietta scritta una data con le sue iniziali. Deve essersi lasciata prendere dal sentimento.

Edda - (amara) Gi. (gli restituisce la catenina)

Elio - (ironico) Ricorda ora?

Edda - Vagamente. (scola il bicchiere, quasi vuoto. Va al bar e si serve del whisky) Stasera ci vuole! (lunghissima pausa. Beve. Poi) Cosa sei venuto a fare? A ricattarmi?

Elio - No, mamma.

Edda - (urtata) Non chiamarmi cos.

Elio - (continuando col suo tono sarcastico) Come devo chiamarti?

Edda - (dura) Cosa vuoi? Soldi?

Elio - No!

Edda - E, allora, perch diavolo sei qui?

Elio - Per vedere la tua faccia.

Edda - Adesso lhai vista. Soddisfatto?

Elio - S. Non ci rassomigliamo.

Edda - (dura) E perch dovremmo rassomigliarci?

Elio - Per via del sangue.

Edda - (con forza) A me il sangue lo hanno cambiato appena sei nato tu.

Elio - Questo spiega tutto.

Edda - Perch non mi hai detto subito chi eri?

Elio - Ho voluto approfondire un poco la nostra conoscenza, visto che mi hai accolto cos generosamente.

Edda - Ti ho accolto come come (si ferma)

Elio - come un figlio. O quasi. Perch non ti passato per la testa che lo fossi. (pausa) Non ti mai venuto in mente che noi due potessimo incontrarci?

Edda - (dura) No!

Elio - Partorito e dimenticato.

Edda - Gi.

Elio - Ma quando sono nato

Edda - Non ho nemmeno voluto vederti. Me lo ero imposta.

Elio - Eppure, era dentro di te che mi ero formato.

Edda - A tradimento.

Elio - Ammettiamolo. Ma dopo. Dopo mi hai accettato.

Edda - Cosaltro potevo fare?

Elio - un angioletto!

Edda - (con fondo di sincerit) Quando avrei voluto farlo, era troppo tardi.

Elio - Meglio mettermi al mondo e abbandonarmi al mio destino.

Edda - Il brefotrofio esiste per questo.

Elio - E non ricordi nulla di me!?

Edda - Soltanto che ho avuto una buona gravidanza. Senza mai un vomito, senza mai uno svenimento. A sette mesi ancora nessuno si era accorto del mio stato. E nemmeno dopo. Anche perch cera una moda, che sembrava fatta apposta per le donne incinte. Vestiti dritti ampi senza vita Una moda che a me stava molto bene.

Elio - E il parto stato facile?

Edda - Un medico di primordine: alto, biondo, con degli occhi color cenere. Tre giorni dopo ero a casa. Una settimana dopo partivo.

Elio - (con la solita ironia) Non ti ho fatto soffrire a venire al mondo, non ti ho dato noie dopo, un figlio modello! (pausa) Ancora una domanda. Sei in grado di dirmi chi mio padre?

Edda - (decisa) No!

Elio - Possibile?

Edda - Il periodo precedente alla tua nascita, sentimentalmente parlando, stato piuttosto movimentato.

Elio - Ma ti sarai preoccupata di capire di chi potevo essere figlio

Edda - (sfuggendo il suo sguardo, frivola) Pensavo che fossi figlio di un barone viennese, morto pochi giorni dopo in una corsa automobilistica o di un capitano svedese, imbarcato su di una petroliera siriana. Sbagliavo. Non assomigli n al primo n al secondo.

Elio - Guardami bene. Non ti ricordo nessuno?

Edda - Rassomigli a qualcuno che conosco, ma cos, su due piedi, non saprei dire a chi.

Elio - Fai uno sforzo.

Edda - (troncando) Inutile. Non ricordo.

Elio - In questi dieci giorni che mi hai avuto sotto gli occhi, non ti ho ricordato nessuno degli uomini che hai conosciuto allora?

Edda - No! (beve un po di whisky)

Elio - (siede vicino a lei, versa dellaltro whisky nel bicchiere suo e in quello di Edda) Perch non cerchiamo insieme? Non vuoi che ti aiuti?

Edda - (lo guarda con sorpresa) Tu? E come?

Elio - Posso elencare gli uomini di cui mi hai parlato. Il maharaj, per esempio

Edda - (rapida) Lho conosciuto dopo.

Elio - (sempre con la solita ironia) Edgar il ministro della guerra

Edda - Lho conosciuto prima.

Elio - Il miliardario delle rose. Pu averti mandato milioni di rose ed averti lasciato una spina. (indica se stesso)

Edda - Lho incontrato in un altro periodo

Elio - Non sar figlio di quello andato a finire dentro la tigre? (indica la pelle di tigre)

Edda - Ramon stato un amore di giovent.

Elio - (respiro di sollievo) Perci non posso essere figlio nemmeno del petroliere?

Edda - (diffidente) Quale petroliere?

Elio - Quello che stato reso vedovo dai coccodrilli (Edda scuote il capo. Elio indica il quadro) Forse del pittore? Ho tendenze artistiche

Edda - Era pederasta.

Elio - (verso il quadro) Scusi. (a Edda) Non credo di essere figlio del musicista negro, che voleva portarti in California E nemmeno del sultano che ti voleva nel suo harem. Ma forse del torero, che si fatto incornare quando tu lo hai lasciato Cerca di fare uno sforzo di memoria

Edda - (capisce di essere presa in giro, ma si domina. Con una certa dolcezza decisa) Sono passati ventitr anni, Elio

Elio - Ma possibile, che tu ricordi tante cose e non chi il padre di tuo figlio?

Edda - Sai che creature fragili siamo noi donne Gli uomini entrano ed escono dalla nostra vita, senza che a volte, nemmeno facciamo caso Sai anche tu come succede. Una notte di luna un valzer una bottiglia di champagne E al mattino cosa ti resta? Dei lividi. I lividi sono lunica cosa che ti resta di una notte damore. (con rabbia improvvisa) Ma cera proprio bisogno di tirar fuori questa storia?

Elio - (calmo e freddo) Sono stato obbligato a chiarire i nostri rapporti, prima che tu cercassi di trasformarli in altri Capisci?

Edda - Avresti almeno potuto dirmelo con un poco pi di riguardo con un po pi di cortesia con la sensibilit che ho E, poi, non sono pi giovane il mio cuore stanco ogni minima emozione pericolosa Figurati unemozione come questa

Elio - Siamo sinceri, non che ti abbia sconvolto poi molto

Edda - Ma sei stato di una brutalit Non hai avuto la minima preoccupazione per la mia salute. In fondo, con te sono stata piena di premure

Elio - Perch non immaginavi

Edda - (scatta come una vipera) Certo che non immaginavo. Non riesco ancora a crederlo

Elio - Perch per me non senti nulla

Edda - E cosa vuoi che senta?

Elio - Nulla, lo so.

Edda - (rimontando) Ma cosa pretendi? Che scoppi a piangere, che ti butti le braccia al collo, che ti dica singhiozzando che ti voglio bene? Non so fingere. E, poi, tutta questa storia cos assurda imprevedibile. Mi ero quasi dimenticata di averti messo al mondo. Ora, allimprovviso, ti trovo davanti a me, grande, grosso, con due piedi lunghi cos Devo ancora realizzare, capisci? Dammi un po di tempo. Non forzare le cose. Vediamo che effetto mi fa.

Elio - (cinico) Credi che ne valga la pena?

Edda - Prova.

Elio - (ironico) Mamma?

Edda - (reagendo) Non cos, andiamo. Con un po pi di tenerezza

Elio - (secco) Non so fingere. Nemmeno io. (pausa) Possibile che non sappia dirmi chi mio padre?

Edda - (ferma) Non lo so.

Elio - E mi hai messo al mondo cos, senza nemmeno preoccuparti di sapere

Edda - Cosa ti serve sapere di chi sei figlio? Per limportanza che ha, credimi Che tuo padre si chiami Giacomo, o Nicola Elio o Alfredo.

Edda - (colpita) Come hai detto?

Elio - Alfredo. Un nome come un altro. Non ti ricorda nulla questo nome?

Edda - (il nome di Alfredo lha come fulminata. Ma non vuole che Elio se ne accorga. Perci frivola, cantando con un fil di voce) Alfredo, Alfredo di questo cuore . (poi, affrontandolo decisa) Parla, avanti! Da chi lhai saputo?

Elio - Dallinteressato.

Edda - Da Alfredo? Allora conosci tuo padre?

Elio - Lo conoscevo. (con dolore) morto.

Edda - Non era vecchio.

Elio - La tua et.

Edda - Appunto. Com morto?

Elio - Di un brutto male.

Edda - Trovamene uno bello, di male. (pausa. Si raccoglie a pensare, poi) Come lo hai scoperto?

Elio - Veramente stato lui a scoprire me. Quando avevo sedici anni mi ha rintracciato. Ero stato affidato a una famiglia di povera gente.

Edda - E ti ha riconosciuto?

Elio - Mi ha portato a vivere a casa sua. Aveva una camera, una specie di buco, dietro il laboratorio di falegname dove lavorava.

Edda - (chiude per un attimo gli occhi) La conosco. (pausa) Come ha saputo di te?

Elio - Non me lo ha detto.

Edda - Ed morto

Elio - Sei mesi fa (dopo una pausa) Era un bravuomo. Onesto

Edda - Troppo!

Elio - tranquillo mansueto Se non gli fosse venuto il vizio del bere

Edda - (con violenza) Lo ha sempre avuto, quel vizio. Sempre. E quando era ubriaco non ragionava pi gli prendevano le sue crisi di malinconia piangeva voleva ammazzarsi La vita diventava un inferno. Mi ricordo quella stanza come un incubo: buia senzaria quellodore dolciastro dei trucioli di colla.. E la miseria. La fame

Elio - Era sfiduciato triste Tutto gli era andato male. Ma io gli sono stato grato per quello che mi ha dato

Edda - Cosa ti ha dato? La sua miseria!

Elio - il suo nome.

Edda - Per limportanza che pu avere

Elio - Per un ragazzo come ero io, allora, voleva dire molto.

Edda - (alza le spalle) Sentimentalismi! Sentimentalismi che ti ha insegnato lui. Un idealista! Un sognatore! Uno stupido! Uno di quelli che quando la Patria lo chiamava per andare in guerra, partiva fiero, contento, con la barba fatta e cantando (con violenza) Ma se lo sapevi, chi era tuo padre, perch continuavi a domandarmelo?

Elio - Volevo sapere se te ne ricordavi tu.

Edda - Come mi hai detto che eri mio figlio, me lo sono visto davanti quel morto di fame con quella sua faccia da vittima le mani dure la camicia bianca della festa e tutti quei giorni di miseria e di disperazione, che abbiamo vissuto insieme. Il periodo peggiore della mia vita e io avevo fatto di tutto per dimenticarlo. Credevo di esserci riuscita. Invece come se lo avessi vissuto ieri. (non pare pi la stessa donna. Se ne accorge e cerca quasi subito di reagire) S, gli somigli. Lo sguardo la statura.. Ma tu sei pi distinto. La distinzione lhai presa da me. Per anche tuo padre era un belluomo: alto grosso Quando uscivamo insieme (con violenza) Ma perch vuoi farmi ricordare queste cose?

Elio - (dopo una pausa, con sarcasmo) E com che tu, che hai conosciuto principi e miliardari, per mettermi al mondo, hai scelto proprio un falegname?

Edda - Anche San Giuseppe faceva il falegname

Elio - Perch non gli hai detto che aspettavi un figlio?

Edda - Avrebbe fatto linferno per sposarmi. E se gli avessi dato quel pretesto, non mi sarei pi liberata di lui. Era uno spiantato, ma aveva il senso della famiglia. Avevo ben altri ideali

Elio - (sarcastico) Gi! Principi miliardari toreri maharaj

Edda - (con forza) Volevo quello che era giusto che una donna come me dovesse avere

Elio - E cos tu, per metterti a sognare, mi hai buttato in un brefotrofio

Edda - Non ti volevo.

Elio - E ti sei sbarazzata di me senza un rimorso?

Edda - (sincera, dolorosa) Il mio primo figlio lho avuto da ragazzina. Lo desideravo e mi morto. Quando aspettavo te, ero una donna fatta. Capivo quello che allora ero troppo giovane per capire. Avevo dei ricordi che mi bruciavano.

Elio - Ricordi di chi? Di mio padre?

Edda - Ricordi miei, solo miei, della mia infanzia. Pensavo a mia madre

Elio - (riprendendola in giro) La contessa?

Edda - Mi sono sempre vergognata di lei (con rabbia) Perch avrei dovuto scannarmi anchio, come lei, per un figlio, che, crescendo, si sarebbe vergognato di me?

Elio - Gi, perch cos, invece, credi che non mi vergogni di te?

Edda - Cosa vuoi che me ne importi? Per lo meno io non ho fatto i sacrifici che ha fatto per me mia madre

Elio - la contessa. (la guarda. Edda evita il suo sguardo) Bella famiglia la nostra. Ora capisco gli incroci di razza di cui parlavi. commovente ritrovare le proprie radici.

Edda - (lo guarda con risentimento) Mi ero messa la corazza, io. Due dita di acciaio qui, sul cuore. Avevo deciso di farla finita di soffrire. Volevo dimenticare la miseria, le umiliazioni, tutto quello che mi faceva male ricordare. Finalmente ero riuscita a costruirmi una vita come piaceva a me, fatta soltanto di ricordi tranquilli sereni (aggredendolo) Perch hai rovinato tutto? Sarebbe bastato che te ne fossi stato zitto, accontentandoti di quello che eri riuscito ad avere da me. Invece no. Butti la bomba, poi, con le mani in tasca e gli occhi torvi, mi fai il processo. Perch: spiegamelo, carogna!

Elio - Mammina adorata: credi forse che la mia vita sia cominciata solo dieci giorni fa, quando sono entrato in casa tua? Che prima non abbia sofferto Da quando ho cominciato a ragionare non ho pensato ad altro che a maledire il mondo. Per questo sono cresciuto male storto infelice E ho adorato mio padre, con tutti i suoi difetti, con tutta la sua tristezza, con tutta la sua miseria Ma a te non interessa. Non te ne importa niente della mia vita. Ti preoccupi della tua. E pensi sia venuto qui solo per disturbare la tua pace, non cos. (aggressivo) Ma dimmi un po: la tua pace o la tua coscienza che disturbo?

Edda - (granitica) La mia coscienza tranquilla.

Elio - Gi. Ti sei corazzata anche quella.

Edda - Ho dovuto. Altrimenti, a questora, sarei gi crepata.

Elio - Peccato che non labbia fatto. meglio averla sottoterra una madre come te.

Edda - (fa gli scongiuri) Sottoterra ci andr quando sar il mio momento. E tu non avrai nemmeno la noia di piangere dietro il mio funerale. (Elio la guarda con odio. Lunghissima pausa. Cammina avanti e indietro. Poi si mette a sedere, si versa del whisky, beve. Incontra gli occhi di Edda) Perch mi guardi cos? (innocente) Arrivati a questo punto, le cose, bisogna dirsele. Almeno per liberarsi. (silenzio) Rispondi d qualcosa (silenzio. Con rabbia) E parla! Visto che sei mio figlio, raccontami di te. (Elio affronta il suo sguardo, duro, senza parlare, fissandola con odio) Come uomo niente male, hai tutte le carte in regola. Bello, alto, robusto Per non hai un mestiere. Non hai mai lavorato In prigione non ci sei ancora stato?

Elio - No!

Edda - Continua cos e ci finirai.

Elio - (con sarcasmo) Te lo far sapere. Chiss che con tutte le conoscenze che hai, non riesca a tirarmi fuori. Una donna come te, figlia di una contessa e di un ambasciatore, sedotta da un granduca, amante di principi, di ministri, di miliardari, di maharaj e di chiss quanti illustri personaggi della politica, della finanza, della cultura e dellarte

Edda - (dura) Smettila! Non mi diverti.

Elio - La vita che hai fatto, a me non interessa. Io, ti giudico unicamente per il male che hai fatto a me

Edda - Non drammatizzare. Il brefotrofio non ha mai rovinato la vita a nessuno!

Elio - (quasi divertito) No?

Edda - Il brefotrofio rafforza il carattere, insegna ad affrontare meglio la vita Il mio miliardario americano, per esempio, era un trovatello

Elio - Anche lui?

Edda - quando nato, lavevano affidato a un brefotrofio. Ma questo non gli ha impedito di far fortuna. Ed ha cominciato presto, da ragazzo, andando in giro per le strade a raccogliere i tappi della birra. Poco per volta, si fatto tanti di quei miliardi

Elio - Coi tappi della birra?

Elio - (senza raccogliere) si fatto tanti di quei miliardi, che quando gliene venuta la voglia, si procurato anche una bella coppia di genitori: un padre senatore, dritto come un fuso, e una madre dellalta societ, di Boston, con una testa di capelli bianchi che faceva tenerezza. Li ha fatti sposare e ha dato anche una bella dote alla madre. Ma tu sei fatto di unaltra pasta. Tuo padre sputato! (pausa) Dimmi, cosa ti ha raccontato di me?

Elio - Chi?

Edda - Lui, Alfredo. Immagino cosa sar uscito da quella bocca, specie se aveva bevuto

Elio - Sei stata lunica donna della sua vita, che ha amato. E prima di morire si fatto promettere di cercarti. Ecco perch sono qui! E, ora, capisco, che lui, poveruomo, non si mai reso conto di quello che sei tu veramente

Edda - (con sarcasmo) Invece tu lo hai capito?

Elio - S. Sei una donna di cui bisogna avere paura

Edda - (con aria innocente) Non ho mai fatto del male a nessuno (dolorosa) Sono sempre stati gli altri a fare del male a me.

Elio - (ironico) Sei una vittima, allora.

Edda - Nella vita lo siamo tutti.

Elio - Tu e mio padre, insieme, in un modo o nellaltro, avreste potuto farvi una vita

Edda - Bella vita! In un buco di stanza, un figlio dietro laltro, la miseria

Elio - Ma, almeno, sarebbe stata una vita vera. E non avresti avuto bisogno da vecchia, di inventare dei ricordi falsi, per difenderti dagli altri, quelli veri, che ti tormentano e ti fanno male

Edda - (violenta) Lasciami stare, Elio

Elio - (accanendosi) E in questi tuoi ricordi ci vivi dentro beata e ti compri anche luditorio che ti stia a sentire Le racconti bene, le tue storie, non c che dire: il povero Ramon divorato dalla tigre il maharaj che ti copriva di perle il torero impazzito damore il poeta che ti dedicava i suoi versi e i principi i miliardari i ministri Ma lo fai solo per mascherare lo squallore della vita che hai avuto. In tutto quello che racconti, non c una parola di vero.

Edda - (disperata, come per salvare qualcosa) Prima che tu nascessi, sono vissuta nella miseria, questo vero. Ma dopo dopo no. Dopo che sei nato tu mi sono rifatta.

Elio - (divertito e ironico) Partorirmi ti ha portato fortuna, allora

Edda - Ho avuto quello che sognavo il mondo, finalmente, si accorto della mia bellezza. Perch ero bella cos bella bastato che una sera mi facessi vedere in un caff del centro, vestita come so vestirmi io un abito azzurro un grande cappello di paglia un levriero russo al guinzaglio

Elio - (ironico) Immagino cosa sar successo Traffico bloccato intervento della polizia un generale che si sparato dopo averti vista adolescenti che si sono arruolati nella Legione Straniera per dimenticare il fuoco dei tuoi occhi Entro anchio nel giuoco vedi?

Edda - Ho avuto veramente tutto quello che sognavo. Amore lusso successo Sono ricca. Non mi manca nulla. Questo appartamento mio mobili tappeti argenteria Per non parlare dei gioielli. Questo smeraldo, per esempio, non ha prezzo. (gli fa vedere lanello che porta al dito) Me lo ha regalato il maharaj, quando sono stata da lui, in India. venuto a ricevermi su di un elefante bianco, e dopo avermi baciata la mano, mi ha infilato al dito questo anello

Elio - (guarda lanello) Lelefante sar stato vero ma lo smeraldo no. falso.

Edda - (ritira la mano di scatto) Sei pazzo? Cosa dici?

Elio - Ho lavorato da un orefice. Me ne intendo

Edda - Ma come puoi intendertene!? Gioielli falsi a una donna come me? Ti porter in banca: ti far vedere i miei rubini i miei zaffiri i miei brillanti

Elio - Falsi. Tutti falsi come i tuoi ricordi come la vita che ti sei inventata. Solo il vecchio, che ti eri presa in casa, poteva ascoltarti senza riderti in faccia. Era sordo.

Edda - (quasi distrutta, le mancano quasi le parole, in un crescendo da crisi isterica) Lo dici perch mi odi perch ti sei messo in testa di distruggere la mia vita Ma stai attento

Elio - So tutto di te, sulla tua vita Anche delle notti passate in guardina, dopo le retate Questo appartamento te lo ha lasciato un vecchio col quale vivevi. I figli ti hanno fatto causa, ma non sono riusciti a portartelo via. Era un brutto vecchio sporco malandato, ma tu ti sei messa lo stesso con lui, anche se ti picchiava

Edda - Non vero!... Non vero!

Elio - Una volta ti ha mandato anche allospedale. Ma tu hai tenuto duro, non lo hai mollato. Sfido, era la tua sola speranza

Edda - (urlando) Bugiardo! Bugiardo! Vattene via! Non voglio pi sentirti (pesta i piedi per terra) Cosa vuoi da me? Vattene! Vattene! (Elio la guarda con sarcasmo) Tu non puoi sapere cos stata la mia vita La mia vita stata meravigliosa!... Avrebbe potuto esserlo. Invece Eppure ero bella La pelle luminosa come un petalo di magnolia gli occhi splendenti un corpo perfetto (indica il quadro) Pi bella ancora di come mi ha dipinta lui, che le donne, non le sentiva (Elio guarda il quadro e scoppia a ridere) Perch ridi?

Elio - Chiss chi era quella che ha posato per il quadro

Edda - (disperatamente) Io io, trentanni fa

Elio - Non vero.

Edda - Non mi credi?

Elio - (tira fuori delle fotografie dalla tasca e gliele d) Tu eri cos. N brutta, n bella. Una donna qualunque.

Edda - (guarda le fotografie) Questa non sono io non sono io

Elio - Me le ha date mio padre. Non le vuoi per ricordo?

Edda - (scuote il capo, distrutta. Elio insiste. Prende le fotografie, siede sul divano. Lunga pausa. Poi strappa le fotografie. Ne butta in aria manciate di pezzi e dolorosamente) Farfalle farfalle (dopo una pausa) Il maharaj lho conosciuto davvero, ma una ragazza, pi giovane di me, me lo ha portato via E un principe lho conosciuto era piccolo, zoppo, col fiato pesante non lho voluto. Solo dopo ho saputo che era un principe E, una sera, cera un uomo che mi guardava mi guardava ma io ero stanca, avevo sonno, sono andata a dormire. Il giorno dopo ho visto la sua foto su di un giornale: era il re del petrolio. Tutti quegli uomini, che mi hanno presa, che mi hanno lasciata, chi erano? Pensi che tra loro non ci sia stato un torero, un ministro, un artista? Che colpa ho se non ho avuto fortuna? Alla fine mi sono attaccata dove ho potuto. S, qualcosa ho salvato, ma a che cosa mi serve? Sono sola. Sola, con dietro di me una vita che avrebbe potuto essere meravigliosa, ma non lo stata Si fa in fretta a giudicare.

Elio - (duro) Le altre donne, si rifugiano nella maternit

Edda - (sincera) E che colpa ho se non lho sentita? Cerca di capirmi, Elio (si avvicina a lui, tenta una carezza. Elio si ritrae) A che serve sbranarsi? (Elio si alza e si allontana. Edda capisce che Elio la sua unica risorsa, se lui se ne va, rester semplicemente sola. Cerca di conquistarselo con un aperto giuoco di seduzione) S, rassomigli a tuo padre, ma sei molto meglio. Pi fine pi civile E parli bene. Come se avessi studiato. Com che parli cos bene? Da chi hai preso? Da me non di certo e neppure da tuo padre

Elio - Avr preso da mia nonna contessa o mio nonno ambasciatore.

Edda - Accettami come sono, Elio. Prova a guardarmi per un attimo senza odio. (pausa) Sei bello, sai? Con quel tuo sguardo da pirata, chiss come piaci alle donne. Hai unaria dura, da uomo vissuto. Ma non sei quello che vorresti far credere. Sei un ragazzo solo che ha bisogno di affetto

Elio - Non del tuo. (pausa) Credo che ci siamo detti tutto. Ora possiamo lasciarci.

Edda - (subito fermandolo) Vorresti andartene? E dove?

Elio - A te cosa importa?

Edda - Il mondo duro e cattivo, Elio. Tu sei solo. Resta con me (silenzio) Ti far una camera per te: grande, bianca, con un letto rotondo o un letto a cuore

Elio - (sarcastico) Il cuore della mamma

Edda - Ti offro una mano e tu me la mordi Perch mi odi?

Elio - Tu mi ami?

Edda - Non andartene. Non lasciarmi sola. Ti comprer una macchina grande, rossa Mi porterai al mare. A me fa bene laria di mare

Elio - Prenditi un autista. Lo paghi e ti porta dove vuoi.

Edda - Andremo in India nelle Antille nelle Hawaii Devessere bello: le indigene che danzano, le collane di fiori Vedrai che bella vita faremo assieme

Elio - (duro) A me non piace sognare!

Edda - Chiudo gli occhi e ricordo il giorno in cui sei nato. Come fosse ieri. Dopo il parto, mi sono guardata allo specchio: pallida gli occhi luminosi mavevano legato i capelli con un nastro celeste

Elio - Ed il solo ricordo che hai di quel giorno?

Edda - (sempre pi umile, sempre pi spenta) Quando sei nato, non avevo salute. Ero debole malata La mia vita era dura. Sempre in giro, da una citt allaltra, senza una casa. Con me avresti soltanto sofferto

Elio - Ma cosa ti succede? Perch queste bugie? Preferivo le altre, che erano allegre fantasiose divertenti Cera, almeno, dellumorismo in quello che dicevi Ti fa cos paura, adesso, restar sola?

Edda - Ho bisogno di te. Sei mio figlio

Elio - No. Mia madre morta quando sono nato. Cos mi hanno sempre detto da bambino. Era vero.

Edda - (visto fallito il suo tentativo di seduzione, si rivolta, aspra, violenta e con tutta la sua collera) Vattene, allora! Sarebbe stato meglio che non ci fossimo mai incontrati. Sei un egoista un mostro un ingrato!

Elio - (batte le mani divertito) Brava! Tira fuori le unghie, rimettiti ad urlare Torna ad essere quella che sei, quella che sei sempre stata

Edda - Perch sei venuto? Perch sei venuto?

Elio - Per vendicarmi di quello che ho patito io, di quello che ha patito mio padre per rovinare questi quattro giorni che ti restano ancora da vivere

Edda - Tu non hai rovinato nulla. Come sarai uscito di qui, mi sar dimenticata completamente di te

Elio - Non potrai. I bei ricordi che hai inventato per mascherare lo squallore della tua vita, te li ho distrutti io. Perch io ci sar dentro perch io rappresento la tua realt

Edda - Tu non esisti. Non sei mai esistito. Non sei mai nato. Non ti ho mai conosciuto. Vattene! Vattene via!

Elio - Brava! Questo il giusto commiato. (la guarda ancora, poi, dopo una pausa intensa sparisce dietro larco)

Edda - (rimasta sola, si stringe la testa tra le mani, i nervi a pezzi) Foca? Foca? Foca? (non si accorge che Foca gi entrata alluscita di Elio e sta in disparte guardandola)

Foca - Desidera, signora?

Edda - (un attimo. Non sa cosa dire, poi) Cosa fanno i gatti?

Foca - Giocano sul terrazzo. Li vuole qui?

Edda - (nervosa, sconnessa) No. Lasciali dove sono. Ne compreremo altri. Cani, gatti tengono compagnia. Anche degli uccelli. Ma solo maschi. I maschi cantano. Le femmine sono stupide. Non sanno che fare uova.

Foca - Cos vuole la natura.

Edda - (quasi urlando) Non un destino allegro nascere femmina, lo capisci o no? Dammi le gocce per il cuore.

Elio - (con addosso limpermeabile e la lunga sciarpa che indossava allinizio, si inquadra sotto larco. Nessuno lo ha visto. In mano ha il pullover, che indossava nella scena precedente. A Edda) Prendi!

Edda - (ha un soprassalto. Si volta di scatto) Cos?

Elio - (le butta il pullover appallottolato) Il calore del seno.

Edda - Ma cachemire (Elio esce sbattendo la porta. Edda stringe tra le mani il pullover, lo annusa, se lo passa sulle guance) Se ne andato. Mio figlio se ne andato Tu non sai quanto mi ha fatto soffrire. Ho dato tutto a quel ragazzo. Sono stata la madre pi dolce, pi tenera, pi affettuosa E che cosa ho avuto in cambio? Solo rancore ingratitudine odio la pena pi grande pi segreta pi dolorosa la pena di una madre (ha parlato quasi istintivamente e ora capisce che anche dallincontro col figlio nata la possibilit di crearsi e di inventare nuovi straordinari ricordi. Si rinfranca.) Ricordo quando nato la sua grande culla di pizzo celeste e di veli, adorna di cento campanellini dargento con una coperta candida dermellino. Non aveva ancora un mese quando hanno tentato di rapirmelo Suo padre, il maharaj. Ma io non ho voluto perderlo e lho difeso come una leonessa. Era mio, capisci? La notte non dormivo, se lui dava un colpo di tosse lasciavo i balli le feste i ricevimenti per passare le notti, vicino a lui La mia casa era piena di giocattoli trombe dargento palle trenini pupazzi meravigliosi Gli ho dato tutto quello che un bambino pu sognare Ma lui non mi ha voluto bene Fin da piccolo mi guardava ostile e nei suoi grandi occhi innocenti per me non cera amore . (sospira) E, quando, crescendo, ha saputo che suo padre, il maharaj, era stato assassinato, voleva andarlo a vendicare Se ne andato di casa Dieci giorni fa, quando ha suonato alla porta, mi sono sentita impazzire dalla consolazione Lho stretto tra le braccia lho lavato lho vestito come se avessi ritrovato il mio bambino (scoppia a piangere. Ha trovato il modo di commuoversi) Anche se capivo che la mia felicit non avrebbe potuto durare a lungo E ora, se ne andato per sempre se ne andato in India e non torner mai pi da me Morir senza rivederlo. Ormai, sono sola, Foca non ho che te Restami vicino Non lasciarmi

Foca - (lha ascoltata, impassibile, senza alcuna emozione raccattando i pezzi delle fotografie sparsi sul pavimento) Ora si calmi, signora la smetta! (Edda la guarda stupita dal tono duro) Ero sicura che se ne sarebbe andato

Edda - Perch Tu sapevi?

Foca - Il signor Elio mi ha raccontato tutto

Edda - (la guarda terrorizzata) Tutto!? Tutto che cosa!?

Foca - (rapida, astuta) Tutto quello che mi ha raccontato lei, signora. (Edda la guarda senza fiato) Stia calma, signora. Cerchi di non pensare a nulla Lasci fare a me (le prepara le gocce in un bicchiere. Senza farsi vedere da lei, esagera la dose delle gocce)

Edda - (perplessa, non riesce a capire dove Foca vuole arrivare) Grazie, Foca. Non dovrai pentirtene. (per conquistarla) Quando muoio, tutti i gioielli che ho, saranno tuoi (Foca la guarda senza reagire, indifferente) Valgono un patrimonio

Foca - (impassibile) Si sdrai (laiuta a sdraiarsi) si metta comoda I suoi gioielli sono della famiglia. Appartengono a suo figlio. Non si preoccupi per me. Il mio solo desiderio quello di vederla tranquilla serena Non in questo stato

Edda - (la guarda quasi spaventata) Ma come ti ricompenser?

Foca - Troveremo il modo per metterci daccordo. Non ci pensi ora (le porge il bicchiere)

Edda - (pratica) Metterci daccordo come? (prende il bicchiere)

Foca - Lei ha bisogno di avere vicino una persona come me, che ormai la conosce Cercheremo qualcuno che venga ad aiutarmi per le faccende di casa cos io mi stancher di meno potr dedicarmi a lei tenerle compagnia, la notte, quando lei non pu dormire Cos lei parler con me mi racconter le storie meravigliose della sua vita io potr imparare molto, restando ad ascoltarla

Edda - (ancora non convinta, diffidente) Davvero, Foca? Dici davvero?

Foca - (arrivando alla conclusione, secca) Lei non ha che me, ormai. Non pu contare che su di me.

Edda - (cercando di vederci chiaro) Ma cosa potr mai fare io per te?

Foca - Se lei proprio vuole dimostrarmi, in qualche modo, la sua riconoscenza per quel poco che faccio per lei mi intesti il suo appartamento (Edda la guarda, ormai ha capito) Cos mi aiuter a vivere, quando lei non ci sar pi. Avr cura di tutto. Conserver ogni suo ricordo Ogni cosa rester come lha lasciata lei. Non voglio altro. Solo lappartamento. Mi intesti lappartamento. Ora beva!

Edda - (non ha altra via duscita. Sa che non pu ribellarsi e che, ormai, deve cedere a Foca) S, Focaccia s (beve la medicina che Foca le ha preparato e rid il bicchiere a Foca)

Foca - E, adesso riposi Non pensi pi allingratitudine di suo figlio non pensi pi a nulla. (prende il plaid, la copre, le mette un cuscino sotto la testa. Spegne una lampada) Riposi 42

Edda - Non poteva amarmi, aveva preso da suo padre. Era un ind. Sognava solo la sua terra: lIndia.

Foca - (accucciandosi vicino a lei) Chiuda gli occhi, ora. Cos. Vedr che dormir. Ora dormir. (cala il sipario)

FINE

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