Giornalisti!

GIORNALISTI

GIORNALISTI!

Due tempi di Francesco Principato

Via P.Novelli, 79

92014 Porto Empedocle AG

Pos. SIAE n^ 150110

Personaggi:

Mario Giordano, direttore del giornale

Matteo Gallo, vice direttore

Giulio(a) Monti, giovane cronista

Marino Garrese, cronista

Adriano(a) Cecchi, sostituto procuratore

Primo tempo

Ufficio del direttore di un importante quotidiano della capitale. A lato della scrivania campeggia una macchina da scrivere manuale. Larredamento della stanza completato da un tavolo per riunioni attorniato da alcune sedie e da uno scaffale archivio e quantaltro si vuole. Finestra da un lato della scena, ingresso unico e centrale. Alle pareti ci sono, incorniciate, un paio di prime pagine di giornale.

Allapertura della scena Mario Giordano, il direttore, alla sua scrivania e sta parlando al telefono (vecchio apparecchio a disco); ascolta e cerca inutilmente di interloquire.

Scena I (Giordano)

Giordano: (agitato) Non ho capito bene Pu ripetere? Per favore (alzando la voce) Non ho capito! Per favore Pronto! (piano) Pronto (resta immobile con il ricevitore a mezzaria, pensa) Pronto (posa il ricevitore lentamente, si alza e muove alcuni passi per la stanza riflettendo, si scuote e raggiunge il telefono, compone il numero ma non ottiene risposta, sbatte il ricevitore e ricompone un altro numero) Signorina, dov Giulio? Giulio, Giulio Monti! In riunione? Lo chiami subito. Lo faccia venire qui immediatamente. Qui da me. Subito! (posa il ricevitore, ora agitato e passeggia nellufficio; guarda lorologio e poi cerca fra le carte di uno scaffale)

Scena II (Giordano, Monti)

(Si sente bussare)

Giordano: Avanti avanti!

Monti: (entrando) Direttore, mi ha cercato?

Giordano: ( sempre teso e agitato) Ma doveri?

Monti: (perplesso, guarda lorologio) Da Gallo, stavamo iniziando a preparare il timone

Giordano: Timone il timone. Sono ancora io il direttore del giornale. Sono sempre io a tenere il timone, a dare la rotta O no?

Monti: Il timone per la sua approvazione

Giordano: Lascia stare lascia stare. (pensieroso) Se trovi quello che hanno detto, il timone da rifare, forse tutto il giornale

Monti: Non ho capito: dobbiamo rifare il giornale?

Giordano: (guarda lorologio) E lo rifacciamo! Ce la faremo. Se lo trovi Se c quello che hanno detto Se c Ma devi andare tu a cercarlo, tu.

Monti: Cercare cosa?

Giordano: (torna a frugare fra le carte) Ce lhai una cartina?

Monti: (perplesso si avvicina al direttore) Una cartina?

Giordano: (spazientito) Una mappa, una pianta di Roma.

Monti: (gli indica la scrivania) Nellelenco telefonico, o sulle pagine gialle. Ma cosa dobbiamo cercare?

Giordano: (sfoglia lelenco telefonico) Via dei corsivi

Monti: Corsini. Vicolo dei Corsini?

Giordano: (sorpreso) S! Sai dov?

Monti: (indica la finestra) E qui. Cento metri. Il vicolo sempre pieno di spazzatura

Giordano: S. E ci sono i cassonetti? Allora vero.

Monti: Vero cosa? Mi vuole spiegare?

Giordano: Devi andarci tu.

Monti: E va bene, ci vado io. Ma che cosa successo? Perch cos agitato?

Giordano: Hai ragione. (sospira, cerca di rilassarsi) Scusami Giulio. Scusami. (si appoggia ad una sedia) Hanno telefonato. Proprio ora, un paio di minuti

Monti: Chi ha telefonato?

Giordano: Loro. (si sofferma a guardare Monti) I sequestratori di Aldo Moro.

Monti: Le bi erre? Al nostro giornale?

Giordano: Le brigate rosse hanno chiamato il nostro giornale Cercavano te.

Monti: Me?

Giordano: Tu non eri nella tua stanza. Hanno passato a me la telefonata. Loro hanno parlato con me.

Monti: Cosa cosa hanno detto?

Giordano: Non so se vero Quello che hanno detto

Monti: (impaziente) Cosa hanno detto?

Giordano: (si sforza di ricordare e cerca di ripetere meccanicamente) In un cassonetto di via vicolo dei corsini c un sacchetto rosso. Dentro al sacchetto c una busta gialla. Dentro la busta gialla c il comunicato numero uno e la fotografia del presidente della dicc. (scuotendosi) Hai capito adesso? Vai Giulio.

Monti: Cazzo! (agitato) S. Capito

Giordano: Corri!

Monti: Faccio in pochi minuti. (esce di corsa)

Giordano: (segue Monti alla porta, gli grida dietro) Ma stai attento (piano, dopo che Monti uscito) Attento Giulio. (resta immobile per qualche secondo, pensa) Se vero se vero, il suo timone Gallo lo pu tirare a secco. (si avvicina al telefono e compone un numero) Matteo? S Giulio adesso ritorna S, il timone appunto. Continuate da pagina tre in poi (perentorio) Ti sto dicendo di sospendere prima e seconda pagina Sicuro! Anzi, anche la terza. (chiude la telefonata, cammina per la stanza, parla fra s) Se vero (guarda lorologio) C! Il tempo c Le stampatrici sono ancora buone possono recuperare mezzora

Scena III (Giordano, Gallo)

Gallo: (bussa ed entra contemporaneamente) Cos questa storia?

Giordano: (lo guarda) Avanti.

Gallo: (si ferma, avanza ignorando il permesso tardivo) Scusa (deciso) Dicevo: cos questa storia di fermare il timone?

Giordano: Ho detto di sospendere le prime pagine. Non ho ordinato di fermare la composizione del giornale

Gallo: Il telaio completo. La prima pagina gi pronta.

Giordano: Pronta ma non decisa.

Gallo: Mi pare di averti chiesto se avevi da fare interventi e mi hai detto

Giordano: Che non avevo nessun fondo

Gallo: E io ho proseguito!

Giordano: (leggermente sarcastico) Immagino: editoriale, commento, analisi, intervento Lo immagino. Ma questo un giornale! Qui si fa cronaca. Qui, (calcando) ancora, si pubblicano notizie. Notizie!

Gallo: (nervoso) E per si devono stampare queste notizie. Il giornale si deve pur stampare. Stampare!

Giordano: (risoluto) La prima pagina da rifare.

Gallo: Rifare?

Giordano: Forse

Gallo: Forse? Rifare forse? Ma che cosa credi? Di dirigere ancora il tuo vecchio giornalino paesano? Distribuiamo in tutta Italia e (guarda lorologio) a questora si cominciano ad inchiostrare le bozze della prima pagina

Giordano: Si dovr rifare. E forse non solo la prima pagina

Gallo: (ricambiando il sarcasmo) Sicuro! Pure seconda e terza. Forse! Ma ti rendi conto di quello che dici?

Giordano: Non mi sono ancora rincoglionito

Gallo: No? E allora ti ricordo che fra meno di due ore le rotative devono essere in marcia

Giordano: E lo saranno. Quando ci sono le notizie, quando la notizia c, occorre poco per fare un timone, occorre poco per fare un giornale. Quando ci sono i giornalisti non c bisogno di inventare, commentare, analizzare, riportare, leccare, equilibrare

Gallo: Tu straparli. Ma qual questa notizia? E forse morto il papa?

Giordano: (sorridendo) Sua Santit Paolo Sesto malato ma non ancora giunta la sua ora (riflettendo, in tono tragico) E e mi auguro di nessun altro. (tornando al discorso) E poi se fosse stato il papa non avremmo avuto noi lanticipazione: non sono il direttore dellOsservatore

Gallo: N io il vice direttore dellOsservatore romano. Ma di questo giornale s! Vice direttore con responsabilit editoriale. Sono io quello che risponde allazionista di maggioranza. (deciso) O mi dici quello che succede o mando avanti il timone.

Giordano: Tu non mandi avanti un bel niente. Il direttore rimango io, oltre che azionista

Gallo: (incalzante) Di minoranza. Hai voluto vendere, realizzare?

Giordano: Ho voluto salvare il giornale Ho salvato il giornale!

Gallo: E allora continua il salvataggio: fatti da parte e non intralciare.

Giordano: Io continuo a fare cronaca, informazione. Io, finch vivr, far il giornalista.

Scena IV (Giordano, Gallo, Monti)

Gallo: E allora (si interrompe allingresso di Monti)

Monti: ( entrato trafelato, si blocca oltre la porta) Scusate.

Giordano: Entra, entra. Allora?

Monti: (riprende fiato, mostra un pacco rosso) Cera! Al telefono hanno detto la verit. La telefonata era autentica.

Gallo: Quale telefonata?

Giordano: (ignorando Gallo) Aspettiamo a dirlo: vediamo prima cosa c dentro. Controlliamo. (Prende il paco dalle mani di Monti, lo appoggia sul tavolo)

Monti: (si sporge quasi a bloccarlo) Direttore!

Giordano: Che c?

Monti: E e se scoppia?

Giordano: No (soppesa il pacco) Troppo leggero. (comincia ad aprire delicatamente) E poi qualcuno lo deve pur aprire. Meglio io che un giovane artificiere mal pagato.

Monti: Stia attento.

Gallo: (ascolta, insofferente) Scoppia, non scoppia Ma si pu sapere cos questa buffonata? Avete fermato il giornale per questo? Avete idea di quanto sta costando alleditore questo ritardo? Sapete cosa significa non essere puntuali in edicola? Quante copie (si ferma mentre Giordano comincia a leggere)

Giordano: (ha estrattola busta dal pacco e i fogli dalla busta, legge lentamente scandendo le parole) Campagna Moro. Comunicato numero 1. Roma, 16 marzo 1978. Un nucleo armato delle brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della democrazia cristiana. La sua scorta armata, composta di cinque agenti dei famigerati corpi speciali, stata completamente annientata. (si butta su una sedia, osserva il secondo foglio, lo lancia sul tavolo verso Gallo) Eccoti la tua prima pagina. E questa volta non ti costata niente. Non hai dovuto pagare nessuna mazzetta. Gli editori di maggioranza possono essere contenti.

Gallo: (raccoglie la foto) E una polaroid? (osserva la foto pi da vicino) Mio Dio Il presidente Ha in mano il giornale di oggi

Giordano: Grazie a Dio, almeno vivo

Gallo: Ha il nostro giornale. Il nostro giornale! (corre al telefono) Devo bloccare le macchine, devo bloccare la stampa Dobbiamo rifare il timone.

Giordano: La barra oggi la tengo io.

Monti: Scusate

Gallo: Lo componiamo qua. Chiamo i capiredazione

Giordano: Non occorre. Ho detto prima e seconda pagina

Gallo: Certo! Le rifacciamo. Subito!

Monti: Scusate! (si girano a guardarlo) Non dovremmo avvertire la polizia?

Giordano: Certo, la polizia. (resta a riflettere qualche secondo) E la famiglia.

Gallo: Alla famiglia ci penser la polizia. (a Monti) Chiamiamo. Per prima corri a fare le copie. (raccoglie la lettera dalle mani di Giordano) Scusa V a fare le copie. Anzi, portale direttamente in serigrafia, fanne fare le matrici. A grandezza naturale. (guarda Giordano) In prima pagina: foto e comunicato. (a Monti) Veloce!

Monti: (uscendo) Fotocopie e serigrafie.

Giordano: Non (riflette) Non ci permetteranno di pubblicarlo.

Gallo: Cosa?

Giordano: Il comunicato. Non ci autorizzeranno.

Gallo: Perch, tu hai intenzione di chiedere il loro permesso?

Giordano: A no? E se poi il tuo amico questore sincazza?

Gallo: Che sincazzi pure

Giordano: E poi non ti passa pi le sue soffiate?

Gallo: In ogni caso il comunicato va in prima pagina

Giordano: E come farai dopo? Non sei pi abituato

Gallo: Sotto alla nostra testata: titolo, comunicato e foto

Giordano: Senza le veline che ti passano da polizie e tribunali, la trovi una notizia? Ce la fai ancora a scrivere una cronaca?

Gallo: (squadra nellaria ipotetici spazi della composizione) E di spalla il commento al comunicato. Nientaltro!

Giordano: Ti ricordi ancora come si fa il giornalista?

Gallo: (ignorando le parole di Giordano) Nono. Niente commenti. Noi ci riserviamo la seconda pagina. In prima solo i documenti. Solo foto e comunicato, a grandezza originale Che ne dici: ci stanno?

Giordano: (scuote la testa, sorride ironico) Solo le foto e il titolo? E se poi in edicola ci confondono con Il Manifesto?

Gallo: (guarda lorologio) No no. Gli altri non ce la faranno. Devono aspettare domani, gli altri. Devono aspettare la polizia, la conferenza stampa, le spiegazioni Ma a proposito di spiegazioni: parlavi di una telefonata

Giordano: Gi, la telefonata alla polizia.

Gallo: No! Laltra, la soffiata.

Giordano: Soffiata? (si alza) Lasciamo perdere. (si avvicina al telefono, impugna la cornetta del telefono, ci ripensa e la porge a Gallo) PiuttostoVuoi avvisarlo tu?

Gallo: Il questore! S, certo. Lo chiamo dal mio. (va per uscire e si incrocia con Monti) Ah Giulio, il tuo debutto in prima pagina rimandato. (prende alcune copie dalle mani di Monti, le sventola) Capirai, vero? (esce)

Scena V (Giordano, Monti)

Giordano: (sospira, si siede al tavolo, indica unaltra sedia) Vieni, Giulio. Siediti. Un tuo articolo in prima pagina? Bravo!

Monti: (si siede vicino a Giordano) Solo che quello che va in prima pagina (calcando) che doveva andare in prima pagina, non pi il mio articolo.

Giordano: Il servizio sullomicidio di quei ragazzi del centro sociale?

Monti: Esatto. Tinelli e Iannucci.

Giordano: E perch dici che non pi il tuo articolo? Lo firma lui?

Monti: No Peggio! Lo firmo io ma lui me lha stravolto. Ha fatto diventare il duplice omicidio una sorta di azione di guerra Una guerra civile fra rossi e neri. (infervorandosi) Unazione terroristica di risposta. Anche lui appiattito alla facile dietrologia ufficiosa Mentre invece (si ferma)

Giordano: Invece? Per parla chiaro Se scrivi cos il tuo pezzo, te lo boccio. Parole chiare, inequivocabili. Ricordati che ti leggono anche operai, massaie, studenti. Il nostro giornale entra nelle case, non resta sulle scrivanie. Allora, dimmi.

Monti: Ho chiesto, ho indagato, ho ragionato con gli amici di quei giovani (si sofferma)

Giordano: E che cosa hai saputo?

Monti: Fausto e Iaio, assieme ad altri ragazzi del centro sociale, stavano redigendo un libro

Giordano: Che libro?

Monti: Il loro libro bianco sugli spacciatori deroina. (calcando) E vero: pu sembrare che siano stati uccisi dai fascisti E ne sono tutti convinti, anche polizia e inquirenti

Giordano: Ma forse gli inquirenti lo vogliono solo far credere

Monti: (convinto) Ma loro lo sanno.

Giordano: Loro chi? La polizia?

Monti: No! I compagni. Lo sanno! Sono sicuri che siano stati uccisi per intimorire il centro, tutto il centro. Affinch non continuassero nella loro denuncia, non continuassero a intralciare lo spaccio delleroina.

Giordano: E tu?

Monti: (perplesso) Io cosa?

Giordano: Tu ne sei convinto?

Monti: Le loro convinzioni sono molto argomentate. Me lhanno quasi provato

Giordano: Quasi? (si alza e passeggia) Quasi? Allora non ne sei sicuro? Bene.

Monti: Ma s! Io ci credo. Io

Giordano: No! Non esserne sicuro, non esserne convinto. Il dubbio Il dubbio s! Abbi dubbi e trasmettili. Dubita e comunica le tue incertezze: hai unaltra motivazione, unaltra teoria. Hai un altro movente per il delitto e (si alza anche Monti, segue Giordano) un'altra pista da seguire. Bene. Seguila! Seguila e indaga Fa il giornalista. E intanto il tuo dubbio, la tua pista alternativa la mettiamo in prima pagina.

Monti: (insicuro) Il dubbio in prima pagina?

Giordano: Ce lhai gi lo strillo? No? Titola la certezza, solo la verit.

Monti: Solo la verit? (pensa per un attimo) Ho capito! (traccia nellaria il titolo) Assassinati due giovani di sinistra. Com?

Giordano: Perfetto. E

Monti: E poi il dubbio.

Giordano: Le tue supposizioni, quelle che hai appreso. Fa dubitare la gente. Falli pensare. E questo il nostro compito. Dobbiamo far meditare la gente. E questa la democrazia: pensare, dubitare. Avere pi opinioni, pi intelletti. Scegliere! Fra pi verit. Mai solo una: esclusiva, ufficiale, di regime. (gli punta il dito) Dubita! E il tuo dubbio sar servito a (pensando) a dare un monito a tutti. Alle istituzioni e ai padroni dellinformazione, o a quelli che vogliono impadronirsene. Noi ci siamo! Ci siamo ancora e il giornale ha i suoi molti occhi: i giornalisti (scuotendosi) Ce la fai?

Monti: Ce la faccio cosa?

Giordano: A riscrivere larticolo. Breve. Ce la fai prima che arrivi la polizia? (raccoglie il pacco disfatto sul tavolo) Ci spremeranno con gli interrogatori (ributta il cartone sul tavolo) Devi farlo prima larticolo. Ce la fai?

Monti: Certo. Ho il file memorizzato?

Giordano: E s! Tu usi gi il computer, (si avvicina alla scrivania, carezza la vecchia macchina da scrivere) Io ho ancora la mia vecchia corpo otto. Tu sei come si dice? Meccanografico?

Monti: Meccanizzato.

Giordano: E fra qualche mese sar meccanizzato tutto il giornale. Addio vecchie linotype (sospira). V! Ti do mezza colonna. In prima pagina. Sbrigati!

Monti: (uscendo) Mezza colonna. Va bene, devo solo sfoltire. Dieci minuti mi basteranno. (lascia la porta aperta)

Scena VI (Giordano, Garrese)

Giordano: (pensando ad alta voce, mesto) V Giulio, il futuro tuo. Se ci sar un futuro, per i giornalisti. (si guarda intorno, gira per la stanza, osserva le pagine dei giornali incorniciate) Il futuro Addio linotipisti, stagno e telai. Addio Nuove tecnologie: lastre di plastica. Nuovi investimenti: giornale a colori Acidi, sovrapposizioni, teletrasmissione Nuovi capitali! Nuovi padroni Il futuro E che faranno i tipografi? Che fine faranno i camici neri?

Garrese: (compare sulla porta) Parli da solo del ventennio?

Giordano: (voltandosi sorpreso) Marino! Dicevo camici neri, non camicie. Vieni!

Garrese: (si avvicina zoppicando) I tipografi? Che hanno?

Giordano: Fra qualche mese, quando anche lultima linotype si fermer

Garrese: Cominceranno a usare una tastiera pi leggera: quella dei terminali (si ferma di colpo vicino al tavolo) Diventeranno foto compositori (a bassa voce, si china sulle foto) martelleranno al computer si ricicleranno

Giordano: (osserva i gesti di Garrese) Tu ne sai qualche cosa Come ti trovi?

Garrese: (prende le foto in mano) Mario! Da chi le hai avute?

Giordano: (ignorando la domanda) Come ti trovi a scrivere di film e spettacolini? Non ti mancano non ti manca (si avvicina a Garrese, indica le foto) la prima linea?

Garrese: Come le hai avute?

Giordano: Chi e come! Prima e seconda dabli evase. Continua.

Garrese: Le hai avute da loro?

Giordano: (annuisce) Vedi? (si gira) Questo il lavoro per te. Questo il tuo lavoro, Marino.

Garrese: (si avvicina a Giordano, si tocca la gamba) No! E basta. Ho detto basta. Guarda, guardami mentre cammino.

Giordano: Ma dai che sei guarito Si guarisce.

Garrese: La gamba, forse. Ma

Giordano: Ma?

Garrese: Non hanno ferito solo la gamba. Hanno fermato la mano.

Giordano: Si guarisce

Garrese: Ho paura! (guarda le foto) Ho ancora paura e e non credo che guarir. No no Mario Vedersi puntare una pistola, vedere la canna nera infiammarsi Non senti niente. Nessun rumore Nessun dolore. Rimani sospeso e e pensi che quel filo quel filo a cui sei appeso si sta spezzando. Non senti nulla Dopo, solo dopo capisci: che sei a terra, insanguinato, dolorante ma vivo. Vivo! Ma forse qualcosa di te gi morta. E morta per sempre. (pensa) Lasciami stare. Ci sono giovani ancora con tanta voglia, coraggio, ambizioni ideali.

Giordano: Non mi convinci

Garrese: Tu! Tu non mi convincerai. Ho chiuso. Chiuso!

Giordano: Non hai pi il coraggio, e va bene Neanche ideali?

Garrese: (tergiversando, si allontana sempre pi da Giordano) E poi

Giordano: (aspetta il prosieguo) E poi?

Garrese: Non ne vale pi la pena.

Giordano: Per un ideale? Non

Garrese: (nervoso) Per il giornale! Scusami ma Vabb, niente.

Giordano: Scusami ma? Continua. E poi?

Garrese: Mario, io ho il coraggio di ammetterlo. Io ho il coraggio della paura, di aver paura, (calcando) io.

Giordano: E io invece?

Garrese: Tu non lo vuoi ammettere. Quanto durer ancora? Quanto tempo ci vorr ancora prima che prima che

Giordano: Prima che mi sbattano fuori?

Garrese: Prima che anche tu ti arrenda?

Giordano: Arrendermi io? Mai!

Garrese: Un altro aumento di capitale e puff! Sar la propriet, sar lindustria a decidere timone e rotta, linea editoriale e organigramma, spazi e pubblicit Puff! E ti accorgi che linserzionista non paga pi la reclame perch lo stesso proprietario del giornale: una partita di giro. E giriamo. Noi! E giriamo la testa

Giordano: No! Non mi faranno girare dallaltra parte, dalla loro parte.

Garrese: E allora sar come hai detto tu: ti sbatteranno fuori.

Giordano: E io far un altro giornale

Garrese: (si avvicina a Giordano) E allora chiamami(gli muove le foto sotto il mento, poi le osserva, ripete piano) E allora chiamami quando avrai un altro giornale. (posa le foto delicatamente sul tavolo) E speriamo che Speriamo per lui.

Scena VII (Giordano, Garrese, Monti)

Monti: (compare sulla porta, aspetta) Posso? (agita un foglio in mano) Il pezzo. Mezza colonna. Buona sera dottor Garrese.

Garrese: Ciao, Giulio. Ecco! Mettici lui. Lui ha coraggio, ideali A lui non manca nulla. E adesso devo andare. Ho un film da vedere e una rappresentazione. (a Giordano) S, mi sono riciclato. Mi sono abituato a scrivere di giorno le esperienze della notte. Spettacoli! Per scelgo io.

Giordano: (forza una risata sarcastica) Scegliere cosa? Che cosa scegli tu? A quale cinema andare?

Garrese: Cosa scrivere. Fino ad ora. Chiss! Domani, oltre al giornale, il padrone comprer anche una distribuzione cinematografica e

Giordano: (con un sorriso amaro) E ti passeranno la recensione gi pronta, magari scritta dallo stesso produttore, lo stesso padrone.

Garrese: S, vero! Magari mi ordineranno pure i film da vedere

Giordano: O solo da recensire.

Garrese: E allora vorr dire che che se vorr vedere uno spettacolo uno spettacolo che mi piaccia pagher il biglietto del cinema di tasca mia.

Giordano: E che film vai a vedere ora? Cosa ti piace?

Garrese: Si parla tanto di Ermanno Olmi e del suo Lalbero degli zoccoli. Mah! Il nostro cinema veramente in crisi

Monti: (intromettendosi timidamente) Sar in concorso a Cannes

Garrese: Appunto. Assieme a Marco Ferreri. Due co-produzioni italo francesi. Magari uno di loro vincer. LItalia vincer la palma dOro per le sale continueranno a rimanere comunque vuote.

Giordano: Come i teatri.

Garrese: Il teatro (sospira) Va anche peggio. Questa giovane attrice, Anna Galiena Brava s! Si gode i suoi applausi a New York, ma con cosa? Shakespeare! E i grandi registi teatrali, i registi miliardari

Monti: Miliardari a spese dei deficit degli stabili

Garrese: Proprio quelli. Che fanno? Prendono un classico, lo rielaborano e lo firmano. Opera originale e diritti dautore in tasca. (sorride) Fra qualche anno, appena scadranno i diritti originali, vedremo rifiorire tante nuove pieces Pirandelliane. Bah!

Monti: Per i nuovi autori

Garrese: I nuovi autori se la devono suonare e cantare in piccoli teatrini di periferia. Mentre le grandi platee impazzano per i musical parrocchiali della coppia Bah! Lasciamo perdere. Il mondo il mondo in rivolta e e il teatro ne fuori. I grandi teatri italiani sono fuori dal mondo.

Scena VIII (Giordano, Garrese, Monti, Gallo)

Gallo: (entra trafelato) Sta arrivando. Stanno arrivando.

Garrese: Vi saluto. Ci vediamo domani. (si sofferma sul tavolo, prende in mano la foto) Sospesi. Si sta sospesi a un filo. (posa la foto ed esce)

Gallo: C il questore E anche il capo della digos. (si blocca, si gratta la testa) E il giornale?

Giordano: Pensaci tu. (prende il foglio dalle mani di Monti) Questo per va in prima pagina. (sostenuto) Mezza colonna, spalla. Prima pagina!

Sipario

Fine primo tempo

II tempo

Lo stesso ufficio del primo tempo, pi di ventanni dopo: la scrivania la stessa ma il resto del mobilio moderno. Sulla scrivania, al posto della macchina da scrivere, ce un computer. Alle pareti, le pagine di giornale incorniciate sono pi numerose (ce la prima pagina con Moro sotto la bandiera con la stella a cinque punte). Musica classica in sottofondo.

Allapertura della scena (illuminata maggiormente in un lato dalla lampada sulla scrivania o da una piantana), Matteo Gallo alla scrivania e sta scrivendo. E teso, tormentato. Scrive qualche parola e si alza. Gira per la stanza, si sofferma a guardare le pagine di giornale incorniciate. In certi momenti si muove a scatti, in altri con rassegnata spossatezza: ha un grande rovello interno. Si siede a scrivere e si rialza a camminare. Si risiede e riprende a scrivere. Entra Monti.

Scena I (Gallo, Monti)

Monti: (richiude la porta, nervoso e quasi grida) Che significa? (Gallo sussulta e, rapido, nasconde il foglio) Che cazzo significa! (Tiene un giornale in mano, lo sbatte sul tavolo)

Gallo: (risponde abulico) Cos? Ah, sono uscite le prime bozze?

Monti: Il mio pezzo dov? Dove te lo sei ficcato?

Gallo: (iroso; per tutto il dialogo con Monti alterner momenti di energica dialettica a momenti di svogliate risposte) Non ti permetto di usare questo tono! Non ti permettere di parlare cos al (sommesso) al tuo capo.

Monti: Perch non c il mio articolo? Perch?

Gallo: Perch perch (riflette e risponde con calma) Quello che hai scritto tu pura fantascienza. Ma da dove ti vengono certe pensate?

Monti: Fantascienza? E il ragionamento pi sensato, lucido e logico che si fatto attorno a questa vicenda. E tu E tu non lhai pubblicato. Tu!

Gallo: (si alza quasi gridando) Io che? Ma ti sembra che mi metta a pubblicare illazioni? (calmandosi) E proprio su questa storia cos incresciosa

Monti: (cerando di essere convincente) Ma ragiona. Cerca di ragionare almeno!

Gallo: (risentito e agitato) Mi stai dicendo che non ragiono? Che sono pazzo?

Monti: (ancora con pi garbo) No no. Ragioniamo Ascoltami. Dammi ascolto e capirai che cos. Quanto meno potrebbe essere

Gallo: Bravo, potrebbe! Potrebbe essere. E potrebbero essere tantissime cose. Soprattutto potrebbe essere proprio un omicidio ad opera di un gruppo terroristico. Proprio come dicono. E proprio di quel gruppo su cui stanno puntando le indagini. Lo stesso gruppo di cui fa parte quel quel giovane che ti sta tanto a cuore.

Monti: Farebbe! Farebbe parte. Il dubbio! Te lo ricordi cosa ci insegnava Giordano? Il dubbio in prima pagina

Gallo: Ventanni! Era pi di ventanni fa!

Monti: Giordano diceva

Gallo: (iroso) Giordano un cazzo! (mestamente, quasi fra s) Giordano, maledetto Giordano Ancora lui!

Monti: Il dubbio che ci sia unaltra pista, un altro colpevole

Gallo: (pensando) Ancora Dopo pi di ventanni ancora questo stramaledetto dubbio.

Monti: Ma non capisci? Non capisci che che accusare un innocente significa liberare un colpevole?

Gallo: Basta! (sospira, si accascia sulla scrivania) Basta, finita. Ho finito (rialza la testa, sposta sgarbatamente il giornale) Chiuso!

Monti: Va bene, va bene. (raccoglie il giornale) Oggi il giornale chiuso. Ma domani

Gallo: Domani? (si alza dalla scrivania lentamente, risponde con un sussurro) Quale domani?

Monti: (cercando di rimuovere lindifferenza di Gallo, lo segue per la stanza ) Ascoltami. Dammi ascolto per un minuto. Rifletti: (esponendo) arrestano un ragazzo solo sulla base di indizi che potrebbero coesistere a carico di centinaia e centinaia di persone

Gallo: (stancamente) Ancora.

Monti: Ti rendi conto di quanti potenziali eversivi potrebbero trovarsi nella medesima condizione di quel ragazzo? Anche noi

Gallo: (indignato) Anche noi che?

Monti: Anche noi se a quellora non fossimo stati in ufficio Se qualcuno avesse testimoniato di averci visto l in quella cabina, anche tu e io

Gallo: (in uno scatto verso Monti) Io cosa? Tu parla per te! In comune abbiamo solo gli studi alla Normale. Nientaltro!

Monti: Nientaltro? Per era ai tuoi tempi che vi si studiava come confezionare le molotov

Gallo: (infastidito) Ma che vai blaterando. Ai miei tempi (riflettendo, ritrovando la calma) Erano altri tempi. Altri tempi. Ma tu, tu perch, invece di scrivere cavolate, non vedi di saperne di pi sulla fuga di notizie? O sulla ripresa delle attivit terroristiche

Monti: Ma allora parlo greco antico?

Gallo: Almeno ti capirei

Monti: (pi nervoso) Ma quale fuga di notizie?

Gallo: Sullindagine! La divulgazione delle notizie che ha permesso la fuga dei complici

Monti: Ma quali complici! Ma quali fughe! Le notizie sfuggono se c qualcuno che le lascia scappare, se qualche inquisitore ha interesse a renderle pubbliche. E questa volta le hanno lasciate scappare (calcando per il doppio senso) li hanno lasciati scappare. Per giustificare lunico arresto.

Gallo: (incredulo) E hanno (calcando) fatto fuggire tutti i complici?

Monti: (insistente) Non c nessun complice! Capisci?

Gallo: Macch! (stancamente) Tu hai la testa dura. Pi dura di quando sei arrivato

Monti: E allora dicono che sono fuggiti. E certo! E difficile fabbricare indizi su molte persone, difficile collegarli Ma mi ascolti?

Gallo: (sbuffando si allontana da Monti) Ti ascolto.

Monti: E non solo! Lalibi di uno potrebbe scagionare tutti gli altri e far crollare il disegno inquisitorio

Gallo: (ad alta voce) Becera dietrologia!

Monti: E allora cosa fanno?

Gallo: (rassegnato e stanco) Cosa fanno? Sentiamo.

Monti: Arrestano una persona Una qualsiasi! E degli altri si dice che sono scappati. Scappati per fuga di notizie

Gallo: (avvicinandosi a Monti) Ma tu alla storia dei nuovi brigatisti, dei volantini di rivendicazione Proprio non ci vuoi credere.

Monti: (continuando il proprio discorso) Si prende uno dal passato politico, con una militanza sindacale, con attivit ambientalista dassalto, uno che da studente era a capo della pantera, con contatti nei centri sociali

Gallo: (ironico) Praticamente un perfetto terrorista

Monti: (sorpreso, lo fissa) Praticamente praticamente come siamo stati un po tutti. Memoria corta? E ricordiamocelo ogni tanto quello che eravamo.

Gallo: (nervoso, scattando irritato) La persona che tu dici stata registrata dalla telecamera di sorveglianza (in crescendo) allingresso del giornale la stessa mattina che (sottolineando) qualcuno ha infilato il proclama nella cassetta della posta, nella nostra cassetta(v a sedersi, insinuante) Oppure questo qualcuno venuto al giornale per incontrare qualche amico?

Monti: (sminuendo) Ma dai! Siamo nel centro di Roma Migliaia di persone vanno a finire su quel nastro, su quella telecamera sopra il portone. Ad ogni ora, ad ogni minuto (si avvicina a Gallo, a stimolarlo) Ma tu, tu

Gallo: Io? Io cosa?

Monti: Ma tu, tu ci credi veramente alla rinascita delle brigate rosse? Ci credi che siano tornati?

Gallo: (insofferente e stanco) Veramente

Monti: Dopo pi di ventanni? Ancora loro? Che siano ancora loro? Le vecchie bi erre? Tu ci credi?

Gallo: (si alza a sfuggire Monti, poi risponde deciso) Le informative del ministero dicono di crederci e

Monti: Il ministro dice e tu ci credi! E i tuoi pensieri non contano?

Gallo: (pensa, si tormenta, pi che rispondere parla con se stesso) Che importa pi. Se credo se non credo. I pensieri cosa contano. Io! Se credo o non credo cosa cambia Cosa conto pi io ormai?

Monti: Io no! Secondo me, le informative dei servizi hanno il solo scopo di giustificare le azioni di forza contro i centri sociali, contro gli autonomi. E anche contro pacifisti e lavoratori

Gallo: (cercando di interromperlo) Va bene ma ora basta (comincia a stancarsi, guarda lorologio e vuol chiudere la discussione) Domani domani ne riparliamo

Monti: (ignorando linsofferenza di Gallo) Capisci? Per poter usare la repressione anche contro gli scioperanti.

Gallo: (sbottando) E farebbero bene!

Monti: (sorpreso) Bene? Ma che cazzo stai dicendo?

Gallo: (energicamente, corre quasi sulla scena a prendere il giornale sulla scrivania) Che cazzo vai dicendo tu! Il tuo giovane di bello profilo il presunto assassino del professore. (quasi gridando) E lassassino del professore! E stato riconosciuto da testimoni. Testimoni!

Monti: Testimone un ragazzino che lo ha confuso con altri due?

Gallo: (si avvicina a Monti, sibilando) Ma tu Ma tu fai il giornalista o lavvocato?

Monti: Ecco! Questa la cosa pi giusta che ti ho sentito dire oggi. Siamo ancora giornalisti?

Gallo: Gi! (osserva Monti, nel mentre va alla scrivania, abbassa la testa sul tavolo) Non lo so. Che cosa cosa ancora io sono.

Monti: Cosa siamo diventati? (ignorando Gallo, ad alta voce, quasi proclamando) Siamo quelli che riportano la notizia! Riportare la notizia. Mai espressione stata cos vera. Sconfortante! Ci danno la notizia e noi la riportiamo. Landiamo a prendere, fatta e confezionata, e la riportiamo: verbale, velina, comunicato La confezionano e ce la passano sottomano. E noi la riportiamo! Ce la buttano e noi la riportiamo

Gallo: (sempre chino, forte) Cani! Cani da riporto. (riprende il foglio nascosto su cui stava scrivendo allinizio) Basta. Ora basta. Notizie, illazioni (grida) Basta! (batte il pungo sul tavolo) Basta essere cani. Basta!

Monti: (sorpreso e intimidito dalla reazione) Va bene, va bene. Basta. Va bene. Ti porter le prove. Notizie vere, altro che illazioni. E poi vedremo se non mi pubblichi larticolo.

Gallo: (provato, quasi allo stremo) Io non pubblicher niente io non

Monti: Ah s? Non mi pubblicherai niente? (si sporge verso Gallo) E allora sai cosa ti dico?

Gallo: (alza la mano a fermare Monti) Aspetta! (si alza lentamente, con calma, quasi a scusarsi della reazione) Aspetta. Giulio, perch? Dimmi il perch.

Monti: Perch cosa?

Gallo: Perch sei cos cos ostinato? Eppure non sei uno che si innamora delle idee, neanche delle proprie idee. (fissa il vuoto pensando al passato) Lo sai che non pi tempo. Non pi il tempo E allora perch? Perch ti ostini su questa storia? Cosa c cosa chai tu in questa storia? Perch?

Monti: Perch, perch (si gira a dare le spalle a Gallo, aspetta tormentandosi il corpo) Perch perch se ricominciassero, se ci fosse una ripresa io io lo saprei.

Gallo: (sorpreso) Ancora? (rassegnato) Tu tu lo sapresti? Ancora tu!

Monti: Io! Io lavrei saputo. (si gira a buttare il giornale sul tavolo ed esce in fretta)

Gallo: (si sofferma a guardare il quadro della prima pagina di giornale) Lui lavrebbe saputo. (si avvicina alla parete ad osservare la pagina del sequestro Moro) Lui sapeva! Lo sapeva. Aveva scritto di cercare una via. Laveva scritto nel giornale. (forte) La via, non il paese. (ricordando) Intuizione, disse. Lui sapeva dovera. (scuote la testa, ritorna alla scrivania, riprende il foglio in mano; singhiozza e si asciuga gli occhi) Lui li conosceva. (resta immobile, spalle appoggiate sullo schienale)

Scena II (Gallo, Garrese)

Garrese: (compare sulla porta aperta, osserva per qualche secondo Gallo) Matteo Stai dormendo?

Gallo: Chi ? (si scuote, imbarazzato e brusco) Tu? Marino! Che vuoi?

Garrese: (venendo avanti) Che accoglienza! Volevo salutarti

Gallo: (confuso) Salutarmi?

Garrese: Oggi lultimo giorno.

Gallo: (nasconde il foglio) Ultimo! (pensando) Ma che significa ultimo giorno? Cos' l'ultimo giorno?

Garrese: Te ne sei scordato?

Gallo: (ricordando con fastidio) Ultimo giorno

Garrese: (sospira) Ho finito. Ultimo giorno di lavoro. Mi mancher.

Gallo: (si alza dalla scrivania) Ultimo giorno Ultima notte.

Garrese: Ho fatto il giro del giornale. (mostra una copia) Per salutare tutti. (osserva le prime pagine affisse alle pareti) Mi mancher.

Gallo: (si avvicina a Garrese) Mi mi dispiace.

Garrese: (ignorandolo, si gira intorno) A me no! Mi mancheranno. Il rumore delle rotative, lodore degli inchiostri, (annusa il giornale) il profumo della carta appena stampata.

Gallo: Io io non avrei voluto ma

Garrese: Ma quello che rimane, quello che rimasto di questo giornale No! Non ne sentir la mancanza. No.

Gallo: (nervoso, alza la voce) Ti ho detto che mi dispiace!

Garrese: (mantenendosi sempre calmo) Era il vanto di questa citt. Era la sua voce. Era la voce della sua gente. Era lanima ed stata venduta. Abbiamo venduto lanima.

Gallo: (avvicinandosi a Garrese) E te ne stai accorgendo ora? (frenetico) Te ne accorgi ora? Ora che hai chiuso? Troppo comodo. (a bassa voce) Ora che finita. (in tono di rimprovero) E gi da un bel pezzo, sai. E gi da anni. Non te neri accorto? Che facevi allora?

Garrese: Io? Io ho lottato

Gallo: (ironico) Hai lottato? Tu? Dalla pagina degli spettacoli? (forzando una risata) Ma non farmi ridere

Garrese: Io ci sono stato in prima linea

Gallo: S, ma era la prima guerra punica! E poi? Tutta la vita nelle retrovie, con ricco vitalizio. (imitandolo) Io ho lottato Ma fammi il piacere.

Garrese: E tu doveri?

Gallo: (avvicinandosi minaccioso a Garrese) Chi sei tu che osi farmi la morale. (gridando) Chi sei tu?

Garrese: Io sono lultimo. Sono lultimo che se ne v.

Gallo: (isterico) Io! Io sar ad andarmene Lultimo! (cercando di calmarsi) Tu te ne sei gi andato tu da un pezzo. (facendo cenno con la mano) Andato, andato.

Garrese: Ho capito. (si avvicina zoppicando alla porta) Ti chiudo la porta?

Gallo: (ritornando alla scrivania) S, bravo! Gira le spalle. Hai sempre girato le spalle.

Garrese: Sono stanco. Buonanotte.

Gallo: (gridando) Sono stato io! Sono stato io a licenziarti. Va bene? Sono stato io. Me la vuoi far pagare? E fallo! Per lho fatto per teRicordati. Lho fatto per te! Non lo capisci?

Garrese: (avvicinandosi si massaggia la gamba, con curiosit) Lhai fatto per me?

Gallo: (stancamente) E basta con questa gamba. Neanche con let, neanche con la vecchiaia

Garrese: Let cosa?

Gallo: La prerogativa dellet! Non hai avuto pi il coraggio di dire le cose Il coraggio di scriverle! Ti ho licenziato, s! (riflettendo con calma) Ti ho tolto il padrone. Un altro padrone. Ti ho dato lultima possibilit. Ti sto offrendo la possibilit di guarire, e non solo la gamba. (accalorandosi) Senza padrone! Puoi tornare a lottare. Lottare e vincere. La paura! Ricominciare

Garrese: Ricominciare alla mia et?

Gallo: E alla tua et che si pu ricominciare: senza padroni e senza contratti. Alla tua et non si ha pi nulla da perdere e nulla sperare di guadagnare. A un certo punto (mestamente) a un certo punto non ci sono pi conti da fare. Solo quelli da saldare.

Garrese: (sorride scettico) Tu sei pazzo.

Gallo: Pazzo? (gridando) E allora vattene. Vattene via! E non stare a ricordarmi quello che eri. (a bassa voce) Quello che eravamo.

Garrese: (butta il giornale sulla scrivania) E il giornale di domani: non mi spetta. Lo comprer in edicola. (si avvia verso luscita) E grazie per il benservito. (si ferma sulla porta) La prerogativa dellet! Ma tu, tu ti sei chiesto quanti anni hai? Matteo, quanti anni hai tu? (esce)

Gallo: (si accascia sulla sedia della scrivania, sfoglia il giornale sul tavolo e lo lascia aperto) Quanti anni ho io? (riprende a scrivere) Molti. (pensa) Sono diventati troppi. (china la testa sulla scrivania)

Scena III (Gallo, Giordano)

Giordano: (compare sulla porta, osserva limmobile Gallo e aspetta, poi chiede) E permesso? (ripete pi forte) Posso entrare? Matteo, mi senti? E permesso?

Gallo: (alza la testa dalla scrivania) Chi chi ?

Giordano: Posso entrare?

Gallo: E che ci fai tu qui? Che vuoi?

Giordano: Sono tornato.

Gallo: Sei tornato? A fare cosa?

Giordano: (avanza nella stanza guardandosi intorno, allarga le braccia) Sono tornato.

Gallo: (Accartoccia il foglio, lo mette in tasca) Allora sei tu? Sei tu il nuovo padrone. Di nuovo tu?

Giordano: S, io.

Gallo: Perch? (si alza quasi minaccioso, grida) Perch?

Giordano: Lo sai benissimo perch. Il giornale. Non potevo farne a meno. Il giornale deve essere dei giornalisti. Non si pu farne a meno. Il giornale non pu che essere dei giornalisti. Non deve avere altri padroni, non deve avere altre voci. Altrimenti

Gallo: (risentito) Altrimenti?

Giordano: Altrimenti muore. Altrimenti la fine.

Gallo: (ripete mestamente) S, si muore la fine

Giordano: (in tono pi rilassato) Lhai visto come andata, no? Cosa sono diventati i giornali? Come diventato questo giornale. Tutti i giornali. Sempre meno notizie, sempre meno lettori, sempre meno vendite. Fallito.

Gallo: (sommessamente) Un fallito.

Giordano: Ma non sto dicendo che colpa tua. Hanno voluto fare un giornale di partito ed ecco come finita (osserva le pagine appese al muro) Lo stavano svendendo e e io lho ricomprato. (con entusiasmo) E di nuovo nostro. Il giornale di nuovo dei giornalisti.

Gallo: (in uno scatto dira pazzoide) No! Noooo. E mio. Il giornale mio. Doveri tu? Dove sei stato tu per tutto questo tempo? Io! Io gli ho dedicato la mia vita pi di ventanni tutta la mia vita. E mio! (farfugliando) Tu Va via! Fuori. (spinge fuori Giordano) E mio. Sono io il direttore. (gridando) Sono io io il direttore. Fuori Fuori!

Giordano: (sorpreso, non oppone resistenza) Matteo Sei impazzito? Matteo ( spinto fuori dalla scena). Sei sei pazzo!

Gallo: Pazzo Come Amleto Il giornale mio. (chiude la porta, spegne la luce e la scena resta illuminata solo dalla lampada sulla scrivania; farfuglia) E mio sono io il direttore. (va a sedere alla scrivania) Come Amleto. (spegne la luce, buio totale in scena) Non la fine E linizio. Un nuovo inizio. (con calma e convinzione) Non sar la fine No! (nel buio echeggia uno sparo)

Pausa

A nuova (e pi intensa) illuminazione, Gallo riverso sulla sua sedia (o pu essere assente dalla scena); Mario Giordano, Marino Garrese, Giulio Monti e il procuratore Cecchi osservano il cadavere (o il perimetro del busto tracciato sulla scrivania oppure il segno del corpo tracciato a terra). I movimenti scenici sono naturali e contestuali alle battute e alle situazioni.

Scena IV (Giordano, Garrese, Monti, Cecchi)

Cecchi: Uno scoop! (osserva il cadavere) Non c che dire (guarda le stampe alle pareti) Davvero (rivolto ai giornalisti) Il giornale ha lo scoop in casa e e il direttore non pu goderselo.

Garrese: (con lo stesso sarcasmo del procuratore) Uno scoop? Ledizione gi uscita. C tutto il tempo per la prossima edizione, anche per gli altri giornali

Cecchi: E questo? (prende il giornale dal tavolo e lo apre in faccia a Garrese) Avranno anche questo domani? (guarda lorologio, con pi calma) O meglio dire stamani.

Garrese: (prende il giornale) Cosa cosa c?

Cecchi: Come lo chiamate voi in gergo? Il il

Monti: Il coccodrillo.

Cecchi: Il coccodrillo, appunto!

Garrese: (legge) Oggi deceduto Matteo Gallo. La morte ha colto allimprovviso il valente e celebrato giornalista mentre si trovava al suo posto, alla sua scrivania, nella sua stanza del suo onorato giornale

Cecchi: (si riprende il giornale, nervosamente) Eccetera, eccetera. E questo non uno scoop?

Giordano: E, secondo lei, ci si ammazza per uno scoop?

Cecchi: (perentorio) Qui le domande le faccio io. Qui (nervoso e indeciso) Qui non si tratta di fare un articolo. Io non faccio informazione. Io conduco unindagine!

Monti: Signor procuratore, i coccodrilli si tengono sempre pronti

Giordano: E per questo che si chiamano coccodrilli. Si tengono pronti, in archivio Si piange e nel mentre si lavora, si mangia. Come i coccodrilli, appunto.

Cecchi: Solo che stavolta il coccodrillo venuto fuori troppo presto. Oppure (riflette e osserva i giornalisti)

Giordano: (aspetta) Oppure?

Cecchi: Oppure lomicida

Garrese: Omicida? Lei dunque sta indagando su un assassino? (Cecchi non risponde) Lei pensa (si avvicina alla scrivania ad osservare,) pensa che non si sia trattato di suicidio?

Cecchi: (forte per fermare Garrese) Non tocchi niente! (minaccioso e nervoso) Lei invece sicuro. E gi sicuro della matrice del delitto? Cos lei? Lesperto di nera?

Giordano: Calma, signori. Calma.

Cecchi: Calma lo dico io! (sospira, sbuffa) E va bene, calma. E facile a dirsi ma io lo so gi: questo sar un un casino. (a Garrese) S, vero. Sembra un suicidio. (gira attorno alla scrivania) Un colpo alla tempia distanza ravvicinata. Di pi: capelli bruciati. La pistola stata proprio appoggiata. (grida) Ma dov? Dov questa cazzo di pistola? Non c! Eh, non c. E allora, allora si trattato di omicidio (si avvicina a Garrese, quasi sibilando) Giusto? O no? Gi! Lei non daccordo. Il grande esperto di nera dice suicidio (mima con le dita il gesto della pistola alla tempia) Pum. (forte) Con il dito! Suicidio disarmato?

Giordano: (rompendo il silenzio generale) No Per anche il seguito del coccodrillo (prende il giornale e legge) Anni di duro lavoro al servizio dellinformazione anni a tenere alto il prestigio del suo giornale Anni di sacrificio non riconosciuto (posa il giornale) Fa pensare al suicidio: sembra proprio una lettera daddio.

Cecchi: Ho capito. (sarcastico) Anche per lei suicidio. (si china, cerca per terra) E allora cerchiamo. La trovi lei. (prende il braccio di Giordano) La cerchi lei! Dov? (alzando la voce) Dov larma del delitto. Hanno setacciato la stanza per pi di unora, i poliziotti. Niente! Qui non c! (insinuante, girando lo sguardo sui presenti) Oppure ce lha qualcuno Nascosta!

Giordano: Sta insinuando?

Cecchi: Io non insinuo. Io sono linquirente. Io sospetto. Io indago

Garrese: Sospetta di noi? Ma ridicolo.

Cecchi: (iroso) Non si permetta! (si avvicina a Garrese, sibilando) Non si permetta di darmi del ridicolo.

Monti: Non credo che fosse indirizzato a lei, il ridicolo. Semmai a questa situazione

Cecchi: Questa situazione cosa? (prende Monti per un braccio, lo tira, lavvicina al cadavere) Che c di ridicolo in un cadavere? Che c da ridere in un morto ammazzato? Ma gi! Voi siete i coccodrilli: piangete e scrivete, piangete e mangiate. (a Giordano) Lha detto lei, no? Lha detto Mario Giordano, il maestro di giornalismo. Giusto?

Giordano: Giusto. Ma lei lei non ha risposto: sospetta di noi?

Cecchi: (ignora la domanda, pensa) Chi si occupa di scrivere questi questi comunicati mortuari?

Giordano: (insistendo) Sospetta di noi?

Cecchi: (gridando) Le domande le faccio io! (pi calmo) C un incaricato?

Giordano: Basta leggere la firma (cerca di raccogliere il giornale ma anticipato dal procuratore)

Cecchi: (mostrando il giornale, spazientito) Qui non c! Su questo coccodrillo la firma non c. Ci sono solo le iniziali: emme gi.

Giordano: Emme gi (rassegnato) Sospetta di noi. (guarda i colleghi) Ecco perch il perch di tutte queste attenzioni. Noi qui. Soli solo noi e il cadavere noi e e linquisizione. Ecco perch: emme gi. Mario Giordano

Garrese: O Marino Garrese.

Cecchi: (guardando Monti) O Monti Giulio

Monti: E perch no Matteo Gallo?

Cecchi: (ironico) Gi, il suicida. Solo che il suicida ha nascosto la pistola. (calcando) Dopo morto. Difficile Molto difficile Non pensa?

Monti: Pu averla nascosta qualcun altro la pistola

Cecchi: Appunto! Lassassino.

Monti: Non deve essere per forza lassassino

Cecchi: E cosa? Un collezionista? Stavolta glielo dico io: non sia ridicolo.

Monti: Lei cos sicuro Lei ha la certezza: che si tratti di un assassinio. Davvero non ha nessun dubbio? Alcun dubbio?

Giordano: E crede che sia stato uno di noi. Che uno di noi abbia addirittura firmato lomicidio?

Garrese: Altro che firmato. Emme gi. Lassassino lha addirittura preannunciato. Ma da stupidi

Cecchi: (minaccioso) Stupido a chi?

Garrese: Allassassino.

Cecchi: No! Non uno stupido Ha avuto un contrattempo. Un imprevisto (cammina per la stanza argomentando) Lassassino prevedeva di commettere il delitto prima, molto prima. In anticipo sulla chiusura del giornale. In tempo per stilare il coccodrillo in tempo per mandarlo in stampa. Poteva essere il suo alibi.

Monti: E come?

Cecchi: Lalibi? Elogiare le virt della sua vittima. Piangendolo (pensa) Proprio come i coccodrilli. Solo che ha avuto qualche ostacolo. Qualche impedimento ha ritardato lesecuzione. Fino a a creare lanacronismo.

Garrese: Mi sembra unipotesi

Cecchi: E un ragionamento! Un ragionamento logico.

Monti: Evviva! (sarcastico) Un ragionamento. Il giornale tornato a far ragionare il lettore un lettore. Eureka! Un articolo che fa pensare, riflettere, valutare. Occorre fare un elogio allautore.

Cecchi: (risentito) Se non fosse un assassino.

Giordano: Emme gi. (si guarda intorno)

Cecchi: Lei no. (pensando) Lei non scrive pi su questo giornale. Lei non scrive pi Per potrebbe essere stato il contrattempo. Si intrattenuto con la vittima prima del decesso. Lei potrebbe essere stato la causa del ritardo

Garrese: (a Monti, ironico) Sentito Giulio? E noi la causa del trapasso. Emme gi. Noi gli assassini. (a Giordano, indicando il procuratore) Magari spera che tu ci abbia riconosciuti Oppure pensa che siamo complici?

Giordano: (a Garrese) Falla finita. (al procuratore) Ma perch ucciderlo? Perch?

Cecchi: Del movente ne parliamo dopo. (nervoso) Ma non confondiamo i ruoli. Sono sempre io a fare le domandare e lei a dover rispondere.

Giordano: Ritorno ad essere un sospettato?

Cecchi: (nervoso) Ho detto che le domande le faccio io: che ci faceva qua?

Giordano: (indica scrivania e giornale) Sono venuto a riprendermi il giornale.

Cecchi: (ironico, prende in mano la copia del quotidiano) La sua edicola non lo riceve?

Giordano: (indica la stanza) Il mio giornale. Lho appena ricomprato.

Garrese: (sorpreso) Mario, dici davvero?

Monti: Si ritorna alle origini?

Cecchi: (infastidito dalle intromissioni) Che significa?

Giordano: Significa che per leditore, ormai ex, le perdite accumulate e quelle correnti non giustificavano pi la propaganda. Non giustificavano pi il mantenimento di una testata fiancheggiatrice. Oppure avr trovato altri sistemi di condizionamento ideologico.

Cecchi: E lei lha ricomprato?

Giordano: Abbiamo concluso proprio stasera

Garrese: (stringe la mano a Giordano) Bravo! Congratulazioni Mario.

Monti: Allora si ricomincia?

Cecchi: (cercando di bloccare i convenevoli) Ma io intendevo dire: che ci faceva qua (indica il pavimento). Proprio qui.

Giordano: Ero venuto a comunicarlo a al povero Matteo. Lui non sapeva che ero io lacquirente. Nessuno ne sapeva niente.

Cecchi: E e come lha presa il il povero Matteo?

Giordano: (pensa per qualche secondo) Male! Praticamente praticamente mi ha buttato fuori. Mi ha quasi spinto fuori e ha chiuso la porta.

Cecchi: (insinuante) Non c stato un litigio?

Giordano: No.

Cecchi: Io so che c stato

Giordano: Io non ho reagito. Sono uscito e basta.

Cecchi: Ed andato via?

Giordano: Come andato via? Mi ha trovato qua, al giornale.

Cecchi: (sempre pensando) Va bene, certo. E il suo giornale. E mi dica una cosa: Gallo aveva un contratto da direttore?

Giordano: Con il vecchio editore? Credo di s.

Cecchi: (insinuante) Crede? Lei crede? Ha comprato il giornale e non sa se lattuale direttore ha un contratto? Magari un contratto pluriennale

Monti: (intromettendosi) Anche se fosse, avrebbe dato le dimissioni.

Garrese: (incalzando) Di solito, quando subentra un nuovo editore

Cecchi: (a Monti e Garrese, alzando la voce) Non il vostro turno!

Giordano: (con calma) E prassi costante che il direttore rassegni le dimissioni al nuovo proprietario

Cecchi: Per non mi pare (passeggia e riflette) Non mi pare che Gallo abbia agito come da prassi costante. Ha buttato fuori il padrone. O no? (domanda a bruciapelo) Lei lavrebbe confermato?

Giordano: (pensa) No. Ma non lavrei ucciso, se questo che

Monti: Lui s!

Cecchi: (incalzante) Lui chi?

Monti: (indica la scrivania) Lui. Senza il suo giornale si sarebbe ucciso. Per sua disfatta.

Cecchi: (indica Monti e Garrese) Mi pare che se il giornale praticamente fallito anche una vostra sconfitta.

Garrese: I giornalisti seguono la direzione. Devono seguire la linea editoriale, se vogliono continuare a scrivere.

Cecchi: (incalzando Garrese) Ma lei no! Lei non doveva pi continuare: lei stato licenziato. Lei non doveva pi continuare a scrivere. (indica la scrivania) Lui lha licenziata!

Garrese: S. Mi ha licenziato. (pensoso) Ma lha fatto per me.

Cecchi: Lha fatto per lei? Per avete litigato

Garrese: Lha fatto per me e ora capisco. Perch ero diventato come lui. Peggio di lui

Cecchi: e le vostre grida le hanno sentite in tutta la redazione.

Garrese: Ho capito cosa voleva dirmi: libero. Libero!

Cecchi: Libero di cosa?

Garrese: Da cosa! Libero da. Dalle mie paure e dai miei alibi

Cecchi: Nessuno di voi finora mi ha fornito un alibi

Garrese: un alibi vecchio pi di ventanni. (si tocca la gamba) Una ferita, una ferita mai rimarginata.

Cecchi: Quale ferita?

Garrese: Una ferita per medaglia, una ferita per scudo, una ferita dove nascondermi. ( commosso, indica la scrivania) Aveva ragione. Non avrei dovuto pi nascondermi. Quando si arriva a un certo punto, quando si arriva a una certa et, si deve dire quello che si vuole dire. Quello che si deve dire. E avere il coraggio di scriverlo.

Monti: Ma se nessuno ti pubblica? Nessuno ti legge! A che cosa servito scriverlo?

Garrese: Almeno lhai detto! (pensa) Almeno non stai barando con la tua coscienza. (indicando la scrivania) Aveva ragione.

Cecchi: Per avete litigato. Le vostre grida le hanno sentito anche

Garrese: (forte, quasi commosso) Perch non capivo. Non avevo capito. Ha gridato di andarmene

Cecchi: E lei se n andato?

Garrese: S. A salutare gli altri. Era lultimo giorno. Sono andato a comunicare agli amici il licenziamento.

Cecchi: O andato a scrivere il coccodrillo? Per poi tornare

Monti: Il giornale era gi chiuso.

Cecchi: (incalzando Monti) E venuto da lei? E venuto a sfogarsi con lei per il licenziamento?

Monti: S. E poi andato via, subito.

Garrese: Dagli altri colleghi.

Cecchi: In giro per il giornale. Tutti lo hanno visto. Tutti per qualche secondo. Ma comunque sempre qui in giro

Garrese: Non sono pi tornato in questa stanza, se questo che vuole sapere.

Cecchi: E va bene! (improvviso rivolto a Monti) Che ora era? Esattamente che ora era quando Garrese venuto da lei?

Monti: Le sette, le sette e mezza.

Cecchi: (assillante) Le sette o le sette e mezza? A che ora stato chiuso il giornale?

Monti: Mezzora prima, pi o meno.

Cecchi: A che ora?

Garrese: Quando sono arrivato io erano gi state stampate le prime bozze

Cecchi: Lei stia zitto! (a Monti) Lei il caporedattore, giusto?

Monti: Sono il caporedattore

Cecchi: (a Giordano) Mi dica. Non compito del caporedattore verificare le bozze?

Giordano: Quando non se ne occupa personalmente il direttore

Cecchi: (a Garrese e Monti, indicando la scrivania) E se ne occupava lui?

Monti: Me ne occupo io (guardando Giordano) me ne occupavo io.

Cecchi: E non ha visto il coccodrillo? (alzando la voce) Non lo ha letto? Come! C un necrologio di una persona viva, del suo direttore Vivo! E lei non fa niente? Un abbaglio di queste dimensioni che rimane trascurato? No. Non le credo. (gridando) Non ci credo!

Monti: (calmo) Comincia ad esserci qualcosa in cui non crede. Un piccolo passo avanti.

Giordano: ( a Cecchi) Lei sta pensando che (indica Monti) che lui abbia ucciso Matteo Gallo?

Garrese: Che abbia ucciso il suo direttore? Il suo amico?

Cecchi: Che anche lui abbia litigato con la vittima cosa certa. E sono volate anche parole grosse. (indica la porta) Le hanno sentite anche nel corridoio. Perch?

Monti: Perch cosa?

Cecchi: Perch avete litigato!

Monti: Divergenze. Motivi legati al giornale.

Cecchi: Quali motivi?

Monti: Mi ha cestinato un articolo.

Cecchi: Un articolo del caporedattore? Grave!

Monti: S, grave. (pensoso) Da litigarci.

Cecchi: Grave da ucciderlo?

Monti: E come? (sfidandolo) Come avrei fatto?

Garrese: E quando? Quando lavrebbe ucciso? Cero io.

Giordano: E poi io

Cecchi: Proprio voi. Il contrattempo. Voi due potreste essere stati limprevisto.

Monti: Potreste! (enfatico) Sta cominciando a usare il condizionale. Comincia ad avvalersi della formula dubitativa. Bene! Un altro passo avanti. Avanti!

Cecchi: Avanti? (passeggia e indica Monti) Volete che vada avanti? Avete litigato. Sono volate offese e volgarit. E lei potrebbe aver deciso di ucciderlo, avrebbe deciso di ucciderlo. Scrive il necrologio per preparare lipotesi del suicidio. Poi mette in moto il suo progetto. Ma la vittima in compagnia. (indica Garrese e Giordano) In compagnia vostra. (a Garrese) Prima lei e il suo licenziamento. (a Giordano) Poi lei che gli d la notizia sconvolgente

Monti: Sconvolgente! Bravo. Altro passo avanti.

Cecchi: (infastidito e nervoso) Altro passo avanti cosa? Verso dove?

Monti: Verso il dubbio. Lei partito dallomicidio

Cecchi: (indicando tutti) Come voi dal suicidio.

Monti: Giusto! E fra di noi il dubbio. Il dubbio il primo passo verso la verit. (a Giordano) Vero Mario? Ricordi?

Cecchi: (stizzito) Silenzio! (pi calmo) Per favore. (continuando lesposizione) Lei deve aspettare. Attende e intanto le rotative sfornano le bozze delledizione. Aspetta che Gallo resti solo per commettere il suo delitto e per inscenare il suicidio e quindi

Monti: (forte, bloccando lesposizione) O inscenare un omicidio?

Cecchi: (sorpreso) Inscenare un omicidio?

Giordano: (riflettendo) Simulare un assassinio? Ingegnoso. (si avvicina turbato a Monti) Ma perch? (comincia a comprendere) Giulio, perch?

Cecchi: Allestire una commedia? Rappresentare un omicidio? Assurdo! Non fantastichiamo, per favore. (deciso) Lei voleva ammazzare Matteo Gallo. E lha fatto.

Garrese: Ci spieghi come?

Cecchi: Gli ha sparato.

Garrese: Lapalissiano. Ma come lavrebbe ucciso? Come ha fatto ad appoggiare la pistola alla tempia della vittima? Come ha fatto a premergli la pistola in testa? E senza suscitare una bench minima reazione. (si avvicina alla scrivania) Guardi! Non c nessuna segno di resistenza, di colluttazione Come?

Cecchi: (comincia ad essere confuso) Come Come Ce lo spiegher lassassino il come.

Monti: Errore! E un ordine propedeutico errato il suo.

Cecchi: (sempre pi nervoso) Mi sta dicendo che sto sbagliando?

Monti: Scopra il modo! E scoprir chi e perch

Cecchi: (nervoso) Chi lei? Cos lei? Un altro esperto di nera che vuole insegnarmi il mestiere?

Monti: Cerco di mettere ordine

Cecchi: Metta ordine nelle sue dichiarazioni. Metta in ordine il suo alibi

Garrese: (indica Monti) Prima il come. Da l si pu risalire allassassino, se c un assassino

Giordano: Deve prima cercare di comprendere Tranne che lei, signor magistrato, non speri in un reo confesso che glielo spieghi(insinuante, avvicinandosi a Monti) Giusto Mario?

Monti: (allontanandosi da Giordano) Difficile che possa confessare. (indica la scrivania) E morto.

Cecchi: (indica anche lui la scrivania, sarcastico) Si sparato! (gli altri annuiscono) S? Suicidio a mezzo arma astratta?

Monti: (anche lui con sarcasmo) Perch? Omicidio a mezzo assassino astratto, le sembra pi credibile?

Garrese: (pensoso e ambiguo) Che ne dite di un incidente?

Cecchi: (gridando) Ma mi volete prendere per il culo? Ma io vi arresto tutti. Tutti!

Giordano: (impensierito dalla reazione) Il coccodrillo! Vero Giulio? Il coccodrillo pu aiutarci. (prende il giornale e lo sfoglia) Potrebbe esserci un indizio

Cecchi: (sempre nervoso ma rassegnato) Non c! Lho letto e riletto: al riguardo non dice nulla. Il giornale non dice niente. Niente!

Monti: (esclamando) Il giornale non dice niente! (pensieroso, parla lentamente) Niente. E vero. Ma gi da un pezzo. E da molto che il giornale non dice pi niente. E non tira pi. (alza la voce) Oppure dice troppo. (infervorandosi) Dice troppo. Troppo e nulla. (mima di stendere un elastico) Perch il giornale stira la notizia. I giornalisti la stirano a coprire a ricoprire

Giordano: (forte) La verit (piano) Giulio.

Monti: (si avvicina a Giordano, con calma) A bendare la verit. E allora il lettore deve concentrarsi a scoprire dove si trova, dov la verit. Sforzarsi a cercare sotto la coperta elastica della notizia. (guarda il procuratore) Tirare a indovinare o costruirsi la propria verit. (si avvicina alla scrivania) Avvinghiarsi alla propria verit o convertirsi alle idee costruite dagli altri. (si gira di scatto verso il procuratore, di getto) Ma la cosa pi sbagliata restarvi fedele! Il dubbio. Il dubbio il riscatto. (si avvicina al procuratore) Dal dubbio nasce la verit. (suasivo) E lei, lei non comincia ad avere qualche dubbio? Le sue certezze sono sempre cos inconfutabili? (indica la scrivania) Il suo omicidio ancora cos innegabile?

Giordano: (preoccupato) Giulio, la verit. Tu sai

Monti: (forte, interrompendolo) Che io sappia o no non conta nulla. (indica Garrese) Noi non contiamo nulla. (si avvicina al procuratore indicandolo) Lui! Il potere. Quel che sa lui limportante. Quello che sa lui lessenziale Lessenza della verit.

Cecchi: Io (sfugge a Monti, cammina) Io so che

Monti: (insistente) Lei sa che? Tiri! Stiri la sua verit. Glielo tengo io laltro verso dellelastico. Laltro verso della verit. Stiri! Lei sa che un omicidio. Giusto? Per le manca il modo. (si avvicina alla scrivania, chiama Cecchi) E allora venga! Guardi. Venga a guardare. Le sembra lambiente dove maturato un omicidio? Le sembra una scena calcata da un assassino? (Cecchi scrolla la testa) No? E allora forza! Stiri la verit da unaltra parte. E stato un suicidio?

Cecchi: (titubante) Potrebbe essere

Monti: Forte! (incalzandolo) Tiri forte la verit.

Cecchi: (gridando) S! S. Se ci fosse larma, s. (pi calmo) Se ci fosse stata la pistola (indica sotto la scrivania) La pistola, qui! Sarebbe stato tutto pi facile. Pi facile!

Monti: (sorride mestamente) Per una pistola. E lei per una pistola (calcando) Per una pistola che non c Lei, la giustizia, decide che noi siamo tre assassini. Per una pistola, per un pezzo di verit. ( quasi aggressivo) Per un frammento di verit che lei non riesce a vedere, che lei lei non trova. Per verit lei decide che noi siamo assassini. Ma chi lei? Chi lei che per sua cecit, sua, accusa gli altri?

Cecchi: Io ho il dovere di accusare.

Giordano: Lei ha il dovere di ricercare la verit

Cecchi: Quello compito del giudice.

Garrese: E lei non un giudice?

Monti: Lei ancora un giudice o diventato un poliziotto? (con foga) Lei un giudice! E allora deve cancellare ogni sua certezza. Lei deve cancellare lomicidio. Il dubbio! Solo il dubbio

Cecchi: (confuso) Io sto ragionando. Non mi innamoro delle mie idee, io.

Garrese: (indica i colleghi) Per ha bisogno di un colpevole

Giordano: Quando tutto fa pensare a un suicidio.

Cecchi: (sempre pi titubante) Certo, la scena di un suicidio. Ma potrebbe essere tutta una simulazione

Monti: Simulazione! Lha detto. (si avvicina al procuratore) Bravo! Continui. Continui a tirare. Stiri la verit!

Cecchi: S, per

Monti: Per? Di cosa ha bisogno ora? Laiuto io.

Giordano: Giulio, no!

Cecchi: (a Giordano) No che cosa?

Monti: (a Giordano) Stiamo rivelando la verit, Mario.

Cecchi: (a Monti, ad alta voce) No che cosa?

Monti: Ha bisogno di una pistola? Per la verit. Ha bisogno solo di una pistola? (trae di tasca una pistola avvolta in un fazzoletto) Eccola! Ecco la sua pistola.

Cecchi: (resta imbambolato per qualche secondo, poi tende la mano) Lei in arresto!

Monti: Hai visto, Mario? Hai visto che uso si fa della verit? (indica i manifesti alla parete) Come allora. Io lavevo detto. Io lavevo scritto dove cercarlo. Era una strada, era una via. E loro sono andati a rovistare il paese. Invano. E dopo sono venuti al giornale. Sono venuti ad arrestarmi. Ad arrestare me. Sessantottino con leskimo verde e i capelli lunghi. Perfetto terrorista Fu Matteo a salvarmi dal carcere.

Cecchi: La dichiaro in arresto.

Monti: (ignorando Cecchi) Fu Matteo. Disse che larticolo laveva scritto lui. (sorride) Disse che la rivelazione laveva avuta da una veggente. (gridando) Io sapevo. Io lo sapevo dovera. E lho detto. Per salvarlo. (forte) Io lho scritto!

Cecchi: (rompe il silenzio gelido, si scuote e alza di pi la voce) Lei in arresto!

Garrese: (per qualche secondo ignorano il procuratore) E con quale accusa?

Cecchi: Lomicidio di Matteo Gallo.

Giordano: (sconsolato) Allora lei non ha capito proprio niente.

Cecchi: Io ho capito che il signor Monti ha larma del delitto. (gli strappa la pistola dalle mani)

Monti: (con calma) Stia attento. Non la tocchi. Potrebbe cancellare le impronte del povero Matteo.

Cecchi: O le sue?

Monti: Le mie non ci sono. La pistola sua. Era di Matteo. (indica Garrese) Dopo quello che successo a Marino, lha sempre portata con se. (indica la scrivania) Era a terra, accanto alla sedia. Accanto al suo sangue.

Cecchi: (nervoso, quasi gridando) Perch lha presa allora? Perch?

Monti: Per la notizia. (si gira verso Giordano) Per il dubbio. (si volta verso la scrivania) E per lui. Lho fatto per lui. Glielo dovevo. Lui mi ha salvato la vita. La vita! Capisci Mario?

Cecchi: Ma che dice! Che significa?

Giordano: Ti ha salvato la vita? Quando?

Monti: Fausto e Iaio. Lomicidio dei due ragazzi del Leoncavallo. Te lo ricordi? Tu mi dicesti Hai unaltra pista da seguire. Bene. Seguila! Seguila e indaga Fa il giornalista, Giulio. E io lo volevo fare, come Mauro, il cronista dellUnit. Come Mauro Brutto! Lha investito una Simca. (gridando) Ma lhanno ammazzato! Perch indagava sulla morte di quei due poveri ragazzi. Proprio come stavo facendo io.Ma Matteo me lha impedito. Di indagare di farmi ammazzare. Come Brutto, come Francese, come Di Mauro!

Cecchi: Ma insomma! Ma di quali omicidi stiamo parlando, qui

Garrese: Lei troppo giovane e e oggi si fa in fretta, troppo in fretta a dimenticare.

Monti: Mario! Cosa scriveranno domani i giornali? Che Matteo stato ucciso? Che si suicidato? (indicando Cecchi) Che mi hanno arrestato? Che sono un assassino? O tutto questo assieme? E che altro? Cosaltro? Rinvangheranno il passato. Allora che spalino il loro fango addosso a me! (indicando la scrivania) Siamo stati assieme per quasi trentanni. Lui mi ha salvato la vita, io cerco di salvare la sua morte. Su di me il fango, a lui no! Sar assassino per un paio di giorni. Su tutti i giornali. Assassino nei ricordi di qualche istante e poi nelloblio del proscioglimento. Ma non insudiceranno Matteo! Giornalisti! Sono morti i giornalisti, tutti morti! Ma lui lha riscattato il suo mestiere. Stasera. Forse anchio E gli altri? Gli altri, cercheranno la verit? Cosa scriveranno domani gli altri?

Garrese: Scriveranno quello che riusciranno a sapere

Monti: Quello che sanno? Quello che sanno? O quello che ordineranno loro di scrivere? Quello che vorranno i padroni. Mario, cosa scriver domani il tuo giornale? La scriver la realt? Oppure verit sar quella scritta sulla carta e letta in televisione? Qualunque essa appaia! Lha scritto il giornale, vero. E diventa vera qualsiasi cosa scritta e detta, dal giornale e dalla televisione.

Giordano: E vero. (rassegnato) E le smentite non le scrive nessuno. O forse, nessuno le vuole leggere. Perci (cerca di scuotere Monti) Perci non fare fesserie Giulio.

Monti: (scrollandosi Giordano) Marino, siamo ancora giornalisti?

Garrese: Io No. Io non lo sono pi da un pezzo.

Monti: Mario, cosa scriver il tuo giornale? Cosa dir

Giordano: (grida interrompendo Monti) Nulla! Non scriver nulla. ( si porta lindice sotto il naso) Silenzio! (piano) Il silenzio. Perch la verit non esiste pi. Uccisa dai giornali e dalla televisione. Non c pi. E nessuno se ne accorge. Nessuno! E allora silenzio. Il giornale non uscir. Il nostro giornale non andr in edicola. N oggi n domani. Bloccher tutte le stampe. Straccer tutte le copie. Impaster tutta la carta per farla ritornare bianca. Pura! Giornalisti Purifichiamo la notizia. La dobbiamo redimere, riabilitare. Con il silenzio. La verit ha bisogno del silenzio. (si avvicina a Monti) Il giornale si presenter in edicola quando sar ritornato puro. In silenzio.

Garrese: E credi che se ne accorger qualcuno se

Giordano: Ce ne accorgeremo noi! Se siamo ancora giornalisti. Se lo siamo staremo in silenzio. (al procuratore) E chiss se nel silenzio qualcuno si accorger che manca la notizia. Forse qualcuno si accorger che manca la verit. S. La notizia verit, la notizia democrazia. Ha la stessa sorte, come anche la giustizia. La notizia, la giustizia, la democrazia Sono congiunte e connesse. Sono invisibili, ma quando presenti. Non le apprezziamo quando ci sono, quando le possediamo. Ci accorgeremo del loro valore, della loro vitale importanza quando non le avremo pi, quando le perderemo, quando finiremo di perderle. E allora allora silenzio. (porta lindice sotto il naso sommessamente) Shhhh (toglie il dito) Silenzio giornalisti (riporta il dito a richiedere silenzio).

Sipario

Fine

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