Gradinata sud

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                               GRADINATA SUD

                             (Commedia brillante in tre atti di Giovanni De Moliner)

Atti – 3

Attori - 11 – (6 M + 5 F)

Durata – 1h e 45’

                  Povero Giuanin Ferrari, Sampdoriano senza pari, costretto a vivere la pro-

pria fede calcistica sotto il gioco feroce della moglie Marilena e della figlia Chiara, Genoane convinte e sfegatate, che, come del resto anche lui, non lasciano molto spa-

zio alla sportività. Preferendo il tifo viscerale e un po’ fanatico.

                  E che dire di Fortunato, fidanzato di Chiara, costretto a nascondere il suo sentimento per la squadra Blucerchiata per quieto vivere…!!

                  Quando poi la Sampdoria può arrivare a vincere lo scudetto spedendo con

temporaneamente in serie “B” l’odiato avversario cittadino proprio in occasione del derby e Giuanin si è già procurato a salatissimo prezzo un biglietto di gradinata sud, quella occupata a Genova dai tifosi Sampdoriani, e a guastargli la festa arriva la suo-

cera Osvalda, utto gli sembre poter essere lecito pur di non perdere l’avvenimento.

                  Saranno poi l’arrivo della nuova vicina di casa Beatrice, proveniente da Catania, e l’assidua, costante presenza di Serafin, suo amico e vicino di casa, a procu-

rare nuove complicazioni che tenterà inutilmente di risolvere con la collaborazione di 3 squinternati ultras della sua squadra.

                  E alla fine, gli unici che ci guadagneranno qualcosa saranno proprio Bea-

trice e Serafin, a cui del calcio non gliene importa proprio nulla…!! 


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                                  GRADINATA SUD

                             (Commedia brillante in due atti di Giovanni De Moliner)

                                                     (bandadeimisci@libero.it)

GIUANIN FERRARI -               (Sampdoriano senza pari)

Sua Moglie MARILENA -         (Genoana in pena)

Sau figlia CHIARA -                  (Genoana…amara)

Il suo ragazzo FORTUNATO -  (Sampdoriano…in anonimato)

Sua Suocera OSVALDA -          (Presidente della confraternita di Santa Benarda)

SUOR LEONICE -                     (Madre postulatrice)

SERAFIN -                                 (Amico e vexin)

BEATRICE -                              (vicina “gabibba” e sognatrice)

LEONARDO INVASATO -      (Responsabile del tifo blucerchiato organizzato)

TIGROTTO DUE –

TIGROTTO TRE –

                                       LA SCENA

Un giorno di metà settimana nel mese di giugno di un anno vicino a noi.

E’ il soggiorno della casa d Giuanin Ferrari.

C’è un tavolo sul fondo al centro  con quattro sedie intorno, un divanetto e/o 2 poltrone nell’angolo di sinistra della scena verso la platea,  con davanti un tavolinetto piccolo sul quale sono poggiati giornali sportivi di ogni tipo, un attaccapanni  nell’angolo di destra verso la platea.

Ci sono due entrate: una a destra che da verso l’esterno e una a sinistra che da verso le altre stan-

ze della casa.

Ovunque, ai muri, stemmi, sciarpe e emblemi del Genoa, fatta eccezione per un microbico gagliar-

detto della Sampdoria quasi nascosto in un angolo.

All’apertura del sipario, Serafin è seduto su una delle due poltrone vicino al tavolino, mentre Giuanin è in piedi di fronte a lui con un biglietto in mano. Sul tavolino c’è un bicchiere pieno e Se-

rafin ne ha un altro in mano.

 

                                    PRIMO ATTO

1 – GIUANIN – (E’ un uomo sulla sessantina. Agitatissimo, sventola con foga il biglietto che ha in mano) “Gradinata sud…!!!” (Grida esaltandosi a Serafin ) “Gradinata sud…!!!!” (Ripete ancora quasi con furia. Si sporge verso l’amico) “Capiscimi, Serafin…” (Lo apostrofa: poi, agitando con-

vulsamente le braccia con una smorfia di esultanza eccessiva) “E' oro….!!!!!!”

2 – SERAFIN – (E’ più o meno suo coetaneo. E’ seduto sulla poltrona più defilata con in mano un bicchiere di vino bianco. Solleva disincantato lo sguardo verso Giuanin) “Giuanin…” (Lo apostro-

fa: con sconsolata ovvietà) “A me sembra solo un pezzo di carta…!”

3 – GIUANIN – (Trasale: con enfasi) “Un pezzo di carta…?!?!?” (Lo apostrofa in malo modo: si sporge verso di lui) “Guardalo bene…guardalo…” (Sbraita sventolandogli ancora il biglietto sotto il naso) “E questo …” (Si rialza: indicandogli il biglietto) “…a te…sembra solo un pezzo di carta

…?!?!?”

4 – SERAFIN – (Lo guarda di sghimbescio: sornione, fissa per un lungo istante il biglietto. Serio)

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“Hai ragione…!!” (Lo apostrofa. Poi, mentre Giuanin si illumina in un largo sorriso, sentenzia con falsa serietà) “E' un pezzo di carta colorato…!!”

5 – GIUANIN – (Trasale ancora, gli muore il sorriso sulle labbra) “Non capisci niente, ecco…!!” (Sentenzia stizzito, scattando nervoso verso il centro scena. Si blocca: impettito e solenne) “Serafin.

…” (Indica nuovamente il biglietto) “E' il biglietto per il derby di domenica…!!” (Si avvicina len-

tamente al tavolino) “Il derby che sentenzierà il momento solenne del SECONDO…” (Scandisce le parole, sotolinenadole alzando il tono della voce) “…SCUDETTOOO….” (Rimarca ancora di più la parola portando il tono della voce al diapason) “…della storia blucerchiata e SOPRATTUTTO

….” (Alza ancora la voce per sottolineare la parola, gesticolando come un forsennato, poi, con aria solenne) “….la retrocessione di quell’altra rumenta che si definisce squadra nella serie che gli compete..”(Fa una pausa: con aria marziale) “La serie B…!!!”

6 – SERAFIN – (E’ rimasto a guardarlo interdetto. Fa una smorfia: con stupore) “Ostia…!!!” (Commenta fra se ma a voce sufficientemente alta perché Giuanin lo senta) “Peggio del prete dal   pulpito…!!”

7 – GIUANIN – (Non lo considera: prosegue imperterrito il suo delirio calcistico) “E la nostra miti

ca….unica…grande Sampdoria….” (Si infervora) “Pronta a riaffacciarsi al proscenio della Cham

pions League…” (Rabbioso, scatta nel gesto dell’ombrello) “Alla faccia di quei marciumi che scoppiano di bile…!!!!”

8 – SERAFIN – (Sorseggia il suo bianco, osservando con scarsa partecipazione le evoluzioni di Giuanin) “Scusa un pò. …” (Obbietta poco convinto) “Ma se sono tutte due squadre di Genova, non sarebbe bello che fossero tutte due in serie A…?!?!?” (Prova ad argomentare) “Almeno…”

9 – GIUANIN – (Trasecola) “NO…!!!!” (Lo interrompe categorico) “A Genova c’è ‘una sola…grande…unica…mitica squadra…” (Ripete con aria mistica: si avvicina alla parete dov’è appeso il piccolo gagliardetto blucerchiato) “La Sampdoria …!!!” (Sentenzia drastico. Bacia il gagliardetto: ancora categorico, girandosi di scatto verso Serafin) “La rumenta….” (Fa un gesto tassativo con le braccia) “…non conta…!!”

10 – SERAFIN – (Manda giù un altro sorso di vino bianco: sogghigna sornione) “Veramente…” (Indica le pareti drappeggiate con i colori del Genoa) “Mi pare che conti eccome…!!”

11 – GIUANIN – (Si porta una mano al viso) “Non dirmi niente…!!” (Ripete affranto) “Non dirmi niente…!!!!” (Stizzito, sena dar tempo a Serafin di replicare) “Se ne approfittano perché sono in maggioranza…” (Poi, contando con le dita) “Moglie e figlia…” (Fa una smorfia di profondo disgusto) “…venduti al nemico…!!!” (Fa una pausa, scuote affranto la testa. Poi si riprende) “Ma dumenica sera….” (Tronfio) “…scatta la resa dei conti….!!!!”

12 – SERAFIN – (Finisce il suo Bianco, posa il bicchiere sul tavolino) “Mah…” (Obbietta. Fa una smorfia: poco convinto) “Se lo dici tu….” (Allarga leggermente le braccia) “…sarà..!!”

13 – GIUANIN – (Sempre più accanito) “Non è…” (Scimmiotta l’amico) “…sarà…!!” (Tassativo) “E' così….” (Sentenzia: indicandosi, categorico) “Te lo dico io…!!!” (Si infervora: senza lasciare il tempo a Serafin di ribattere, in trance calcistica) “E quando domenica sera…” (in estasi, volgen

do lo sguardo al cielo) “…usciremo da Marassi con lo scudetto in tasca…” (Si gira di scatto verso Giuanin: feroce) “…dopo aver seppellito quei fossili sotto una valanga di gol…” (Si gira nuova

mente: ancora in estasi) “Potremo urlare finalmente a tutta voce…” (Fa una breve pausa: con rabbia, agitando un pugno verso il malcapitato Serafin) “SERIE “B”….SERIE “B”….!!!”

Serafin, sconcertato, si passa una mano sul viso scuotendo mestamente la testa con un sorriso di tri

ste compatimento.

In quel momento, sull’urlo di Giuanin, fanno il loro ingresso da destra Marilena, la moglie di Giua

nin, e la loro figlia Chiara. Entrambe sono fasciate nei vessilli del Genoa.

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14 – MARILENA – (Entra per prima da destra: è fasciata in una vistosa bandiera rossoblu che le copre le spalle. Sente l’urlo belluino di Giuanin: si blocca a centro scena. Decisa e autoritaria, al-

le spalle del marito) “Guarda, fringuello…” (Lo apostrofa malamente) “…che la partita la giocano domenica…!!!” (Tassativa, piazzandosi quasi sull’attenti, mani sui fianchi) “Per ora…” (Si gra su un fianco: indicandogli l’uscita di destra agitando una mano) “Vai un po’ a cantare  altrove…!!”

15 – GIUANIN – (Si è girato lentamente verso di loro non appena sono entrate in scena) “Eccole …!!” (Commenta con insofferenza) “Serafin…” (Apostrofa l’amico) “Dai una telefonata in discari- ca…” (Indicando con sdegno moglie e figlia) “Che qui c’è della spazzatura da portare via…!!!”

16 – CHIARA – (E’ entrata alle spalle della madre e si è fermata subito dietro di lei: stizzita) “O papà…” (Apostrofa Giuanin: sopravanza Marilena avvicinandosi al padre) “Guarda che qui di ru-

menta da portar via…” (Feroce, agitandogli vorticosamente un dito sotto il naso) “…c’è quella blu-

cerchiata e basta, sai…!!!”

17 – GIUANIN – (Le rivolge un sorriso ironico) “Chiara…” (La apostrofa quasi mellifluo) “Sei mia figlia…” (Gli fa una tenera carezza su una guancia) “La luce dei miei occhi…” (Fa una bre-

ve pausa: cambia di colpo atteggiamento. Feroce) “Ma se non ti levi ‘sto straccio di dosso…” (A-

gita malamente la sciarpa che Chiara ha al collo: tassativo) “…giuro che ti sparo…!!!”

18 – MARILENA – (Ostentando preoccupazione) “Giuanin…!!!”

19 – GIUANIN – (Distrattamente, volgendo lo sguardo verso di lei) “Ouh…!!”

20 – MARILENA – (Sempre con falsa preoccupazione) “Ti sei disinfettato le mani prima di toccare tua figlia…?!?!?”

21 – GIUANIN – (Incassa il colpo. Esita un attimo poi, ancora feroce) “Marilena…” (Ribatte sibil-

lino) “Se non fossi la madre di mia figlia t’avrei sparato già da un pezzo…!!” (Fa una breve pausa, poi, senza dare a Marilena il tempo di ribattere) “In quanto a disinfettare…” (Sentenzia) “…voi Genoani bisognerebbe mettervi a bagno nel DDT e lasciarvici tre giorni…!!” 

22 – CHIARA – (S’infervora a sua volta) “Guarda. eh…!!” (Lo apostrofa alzando nuovamente in alto il dito accusatore) “Che il Genoa è stato la squadra di Levratto…di De Vecchi…di Verdeal….

di Abbadie…!!”

23 – GIUANIN – (Si gira verso di lei) “Di Mazzini…di Garibaldi…” (La scimmiotta imitandone il tono perentorio della voce e alzando un dito accusatorio) “Di Cavour…dell’uomo delle caverne!!”

(Con una scrollata di spalle, ilare) “L’ultimo scudetto che avete vinto…” (Le deride: spalancando platealmente le braccia) “Giocavano ancora col pallone di pietra…!!”

24 – MARILENA – (Trasale: risentita) “Si…si…” (Ribatte acida) “Meglio voi che vi siete messi insieme in due per fare una scorreggina…!!”

25 – GIUANIN – (Trasale a sua volta) “Donna…” (Esplode: avanza minaccioso verso Marilena) “Per tua norma e regola…” (Gli ringhia sul naso) “…il nostro scudetto è datato millenovecentono

vantadue….” (Sottolinea la parola pronunciandola in Italiano e sillabandola quasi) “…e non mille

ottocentonovantadue…” (Rincara con aria dispregiativa) “E l’abbiamo vinto…”

26 – CHIARA – (Lo interrompe: con un ghigno beffardo) “Perdendo di brutto il derby…!!” (Con un sorriso di beffarda soddisfazione) “Papino…te lo ricordi Branco….?!?!?”

27 – GIUANIN – (Scrolla le spalle: perentorio, sentenzia) “Parigi val bene una messa…!!”

In quel momento, da sinistra si ode lo squillo del telefono

28 – SERAFIN – (Che si sta godendo la scena comodamente seduto accanto al tavolino, con voce moderata, alzando timidamente una mano) “Giuanin…telefono…!!”

29 – MARILENA – (Non lo considera: a Giuanin, con rabbia) “E domani ce n’è una per voi di messa…” (Strepita a tutta voce: poi, allungandosi verso di lui ed abbaiandogli quasi in faccia) “Fu

nebre…!!!!”

Il telefono continua imperterrito a suonare

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30 – SERAFN – (Alza desolato gli occhi al cielo: a voce più alta, portandosi una mano aperta a lato della faccia a mo di amplificatore) “Telefonoooo….!!!!!!”

Nessuno lo considera: la diatriba calcistica è ormai avvampata.

31 – GIUANIN – (Sempre più infervorato) “Marilena…” (Apostrofa in malo modo la moglie) “Fi

no a prova contraria finora la cassa da morto l’abbiamo fatta a voi…” (Fa una breve pausa: senza 

dare tempo alle due donne di ribattere, d’impeto) “Perché a Genova c’è solo un’unica grande squa

dra….” (Si avvicina al gagliardetto della Sampdoria, gli da un bacio veloce quanto appassionato) “Quella blucerchiata…!!!!”

Il telefono continua a suonare imperterrito.

32 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente: scattando in piedi come una molla e mettendosi entrambe le mani ai lati della bocca come amplificatore, con quanta voce ha in corpo) “TELEFONOOOOO

OOOOOOOO……!!!!!!!!!”

Questa volta il richiamo di Serafin giunge a segno: Giuanin, Marilena e Chiara si bloccano e zitti-

scono tendendo tutti l’orecchio verso sinistra da dove continua ad arrivare il suono del telefono.

E’ Giuanin a muovere per primo

33 – GIUANIN – (Sbuffa pesantemente) “E cosa vuole questo ….” (Sbotta. Muove verso sinistra: prima di uscire) “Scommetto che è un Genoano…!!!”

34 – CHIARA – (Scatta a sua volta verso sinistra. Inseguendo Giuanin con la voce, prima di uscire a sua volta gesticolando nervosamente) “E non può essere altro di sicuro…” (Urla a piena voce)  “...perché Genova…è solo rosso blu…!!!!”

35 – MARILENA – (Perentoria, a Chiara) “Ora si…!!!!” (Scattando a sua volta verso sinistra, prima di uscire) “Diglielo un po’ a quel gabibbo di tuo padre…!!!”

36 – SERAFIN – (A Marilena che non lo considera minimamente, intanto che esce da sinistra) “Ma

rilena…” (Prende il bicchiere vuoto dal tavolino: allungandolo disperatamente verso l’uscita di si-

nistra, quasi ad inseguirla).”….ti lo avresti mica ancora un goccio di bianco…??!?”

Il suono del telefono cessa all’improvviso.

La scena rimane ferma per alcuni istanti con Serafin a guardare desolato verso l’uscita di sinistra.

Poi Giuanin si scuote.

37 – SERAFIN – (Si scuote) “Boh…!!” (Bofonchia fra se: guarda desolato il bicchiere vuoto che ha in mano, fa spallucce) “Vorrà dire che mi servirò da solo…” (Allargando le braccia, con desola-

zione) “Cumme sempre…!!!” (Muove un passo verso sinistra, si ferma. Rimane un attimo medita-

bondo, reggendosi il mento con la mano. Poi, perplesso, alla platea) “Una cosa non riesco a capi-

re…” (Si chiede: allargando le braccia, desolato, prima di  uscire a sua volta da sinistra) “Come si fa a essere così scemi dietro a ventidue coglioni che corrono dietro a una palla…!!!!”

La scena rimane vuota per qualche attimo, poi, da destra fa il suo ingresso in scena Fortunato, il fi

danzato di Chiara.

38 – FORTUNATO – (DA FUORI A DESTRA) “E' permesso…?!?!?” C’è nessuno in casa…?!?”

(Entra in scena lentamente, guardandosi in giro con fare circospetto) “Marilena…Chiara…ci siete.

…?!?!?” (Chiama a tutta voce, fermandosi poco oltre l’entrata. Aspetta qualche attimo una rispo-

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sta che non arriva, poi fa una smorfia) “Boh…!!” (Commenta fra se a mezza voce) “Chissà dove sono andate a sbattere, quelle due…!!” (Avanza a piccoli passi fino a centro scena: si ferma, si guarda in giro. Fa una smorfia sofferta, di profondo disgusto) “Beuh….!!!!” (Poi, stizzito) “Tutte le volte che entro qui dentro…” (Allarga le braccia indicando l’ambiente circostante) “….mi si attorci gliano le budella !!” (Va verso la parete tappezzata di insegne rossoblu: con odio) “Guarda un pò se mi tocca vedermi in giro tutte ‘ste pitture di guerra…” (Volta lo sguardo verso l’angolo dove c’è il minuscolo gagliardetto blucerchiato: s’illumina) “E la mia Sampdoria infilata in un angolino…” (Si incammina verso il gagliardetto appeso) “Perennemente in castigo…!” (Si ferma davanti al ga

gliardetto: la saua espressione da suadente si fa feroce) “Non è giusto…!!!” (Sbotta. Bacia il gagliardetto: deciso) “Ma noi siamo forti…” (Declama quasi. Bacia di nuovo il gagliardetto: solenne, a voce alta, alzando un pugno in aria) “E vinceremo….!!!!!”

In quel momento, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena Serafin.

39 – SERAFIN – (Rientra da sinistra: ha in mano il bicchiere nuovamente pieno: Vede Fortunato in contemplazione davanti al muro del tifo, scrolla le spalle) “Teh…!!!” (Lo apostrofa) “Ecco l’altro…!!!”

40 – FORTUNATO – (Trasale: si gira di scatto trafelato) “Ohimè …!!!” (Geme quasi: individua Serafin, si rilassa) “Se…Serafin…” (Emette un lungo respiro rilassante) “Buongiorno…!!”

41 – SERAFIN – (Si avvia verso il tavolino: lo saluta) “Ciao, Fortunato…!! Non mi dire…” (Lo canzona) “…che sei un altro di quelli invasati nel pallone, eh…!!”

42 – FORTUNATO – (Di getto, perentorio, senza pensare) “Si…!!!” (Vede l’espressione canzona

toria che si dipinge sul viso di Serafin: si corregge) “No…!!!” (Serafin lo guarda interdetto: alzan.

do gli occhi al cielo, dolente, avvicinandosi a sua volta al tavolino) “Vorrei…!!!!”

43 – SERAFIN – (Si è seduto: sorseggiando il suo bianco, interdetto) “Come sarebbe a dire, scusa..

…??”

44 – FORTUNATO – (Si avvicina al tavolino) “Sarebbe a dire…” (Allarga leggermente le braccia: in imbarazzo, sedendosi a sua volta al tavolino) “Sarebbe a dire che qualche volta piacerebbe anche a me andare allo stadio, ma….”

45 – SERAFIN – (Lo interrompe) “E allora…” (Allarga leggermente le braccia: con scontata ov-

vietà) “…vacci, no…?!?!?”

46 – FORTUNATO – (China la testa: affranto, con un filo di voce) “Non posso…!!”

47 – SERAFIN – (Sconcertato) “E perché mai, scusa….?!?!?” (Fa una breve pausa, aspettando una risposta che non arriva) “Domenica c’è il derby….” (Insiste) “Genoa – Doria…!!!” (Si acca-

lora) “Io un paio di volte ci sono andato…” (Racconta infervorato) “E' uno spettacolo…ci sono del  le coreografie delle due gradinate che sono eccezionali…!!!”

48 – FORTUNATO – (Mogio, con un filo di voce) “E lo so bene che c’è, vai…!!” (Alza gli occhi verso l’interdetto Serafin) “Qhi…” (Fa un giro circolare del braccio ad indicare l’ambiente circo-

stante) “…ci va tutta la famiglia…!!!”

49 – SERAFIN – (Non capisce: stupito) “Appunto…!!!” (Rimarca) “Vai anche tu, no…?!?!?” (Convinto) “Tanto più che a Chiara….”

50 – FORTUNATO – (Lo interrompe) “Serafiiiinnn….!!!!!” (Con veemenza) “Chiara….” (Agitan

do convulsamente le mani) “….è dall’altra parte…!!!!!!”

51 – SERAFIN – (Capisce) “Aaaahhhh….!!!!!” (Si illumina) “Perché tu non sei….”

52 – FORTUNATO – (L’interrompe: categorico) “NO…!!!!!”

53 – SERAFIN – (Cerca di ribadire) “Allora sei….”

54 – FORTUNATO – (L’interrompe nuovamente: drastico) “SI….!!!!!”

55 – SERAFIN – (Non vede dove sia il dramma) “E beh…?!?!?” (Obbietta) “Vorrà dire che andate insieme….” (Prova a proporre) “Uno s’infila da una parte….” (Spiega mimando con le mani) “…

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uno dall’altra…” (Allarga le braccia: con scontata ovvietà) “E vi vedete fuori dopo la partita, no….?!?!?”

56 – FORTUNATO – (Scatta come una molla) “Ma figurati…!!!!” (Spara a tutta voce: si alza di scatto) “Un discorso del genere con Chiara….?!?!?” (Obbietta muovendosi a larghi passi lungo la scena) “Non è manco da pensarlo….!!!!” (Si blocca, si gira verso Serafin: agitando convulsamente le braccia) “La prima cosa ca m’ha chiesto la prima volta che siamo usciti insieme è per chi facevo il tifo…” (Alza le braccia e il viso al cielo: agitandosi ancora) “E meno male che m’avevano avvisato e gli ho risposto che il calcio non m’interessava più di tanto…!!!!” (Ricomincia a passeg

giare) “Invasata com’è …” (Si riavvicina al tavolino) “Altro che donne e champagne dopo la parti

ta…” (Risedendosi, drastico) “Son pippe e gazzosa per il resto dei miei giorni…!!!!”

57 – SERAFIN – (Dolente) “Accidenti, Fortunato….abbi pazienza…!!” (Si scusa) “Non credevo che fosse persa fino a sto punto…!!” (Fa spallucce) “E poi…” (Prosegue) “…pensavo fossi genoa

no anche tu…!!!”

58 – FORTUNATO – (Sobbalza) “NO…!!!” (Obbietta piccato) “Io sono tifoso della Ssssss….”

In quel preciso momento, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena Chiara.

59 – CHIARA – (Rientra da sinistra: vede Fortunato che discute con Serafin e si ferma sull’ingres-

so, interessata ai loro discorsi)

60 – FORTUNATO – (Vede Chiara, si blocca) “Del Ssssss…” (Riprende imbarazzatissimo, consa-

pevole di essere stato sentito da Chiara fino a quel punto. Deglutisce pesantemente: quasi come se si costringesse a parlare) “Savona…..”

61 – CHIARA – (Ha sentito le sue precedenti parole: lo guarda interdetta prima e feroce poi. Si ri-

lassa: stupitissima) “E che novità è questa…?!?!?” (Si avvicina a Fortunato, gli schiocca un bacio su una guancia) “E perché non me lo hai mai detto…?!?!?”

62 – FORTUNATO – (Ricambia il bacio. Con un sorriso ebete) “O, niente Chiara…” (Cerca una

spiegazione plausibile) “E'…” (Cerca una scusa plausibile) “Eèèèèèèèèè….” (S’illumina) “Una tradizione di famiglia….!!” (Butta li: convinto) “Mio nonno era originario di Noli…!!”

63 – CHIARA – (Fa spallucce) “Oddio…” (Commenta greve) “Non è che con i ciccioli ci siano quei grandi rapporti, eh…!!!” (Agita il dito con aria di rimprovero) “Però…” (Conclude decisa) “Sempre meglio il Savona che quell’altra squadra di gabibbi di mio padre…!!”

64 – FORTUNATO – (Si alza) “Chiara….” (Le cinge amorevolmente le spalle) “…sai che a me il calcio non è che….”

65 – CHIARA – (Si appoggia ammiccante su di lui) “Lo so…lo so che non hai mai visto una partita

…” (Trasale: si stacca, lo guarda malissimo. Truce) “Ouh, però quando saremo sposati, l’abbona-

mento e le trasferte più importanti del Genoa…. bisogna farli, eh…!!!”

66 – SERAFIN – (Sobbalza trattenendo a stento una fragorosa risata. Poi, allungando il bicchiere verso Chiara e Fortunato, ilare) “Salute…!!!!!” (Beve un lungo sorso: poi, alla platea, sornione, a mezza voce) “Tanto perché sia chiaro chi è che porta i pantaloni…!!!!”

In quel momento, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Giuanin e Marilena: stanno litigan-

do furiosamente.

67 – GIUANIN – (Rientra per primo a larghi passi ed è decisamente inferocito: voltandosi verso Marilena, che lo segue da vicino, deciso, a tutta voce) “Ma non ci penso nemmeno…!!”

68 – MARILENA – (Lo segue a breve: Si blocca un passo oltre l’ingresso: a muso duro e braccia conserte) “Come sarebbe a dire….” (Abbaia quasi: lo scimmiotta) “…non ci penso manco…?!?!?”

69 – GIUANIN – (Si blocca di colpo a centro scena: a Marilena, girandosi di scatto) “Sarebbe a dire che non mi viene manco in mente di perdere…” (Solenne, alzando un dito al cielo) “IL DERBY…” (Sottolinea le parole alzando il tono della voce. Perentorio, mulinando il dito ) “E

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CHE derby…” (Enfatizza ancora. Poi, con lieve disprezzo nella voce) “…solo che per dover regge- re il deretano….” (Cambia tono: venefico) “…a l’Osvalda…presidente della confraternita di Santa Benarda…!!!”

70 – MARILENA – (Avanzando con passo lento ma deciso verso di lui) “Guarda,. mezza cicca…” (Ferocissima, agitandogli contro un dito accusatore) “Che la mamma quella carica se l’è guadagna ta con il sudore della sua fronte, sai…!!!!”

71 – CHIARA – (Che è rimasta a braccetto ad un desolato Fortunato) “La  nonna…” (Interviene decisa) “…è una santa donna…!!”     

71 – GIUANIN – (Di getto, a Chiara) “Euh…” (La rimbrotta secco) “…ha l’aureola !!” (Poi, a Marilena, con falso stupore) “A si…?!?!?” (La canzona) “... l’ha guadagnata con il sudore della sua fronte….?!?!?” (Si batte platealmente una mano sulla fronte) “Ecco perché l’anno scorso ha fatto la

broncopolmonite…!!!!” (Sbotta con esagerata enfasi: dissacrante, sentenzia) “Ha fatto reazione il sudore con l’aia fredda che ha nel cervello…!!”

72 – MARILENA – (Con esagerata sorpresa) “O Buon Dio…” (Comincia a implorare giungen-

do le mani e alzando anche lei platealmente lo sguardo al cielo) “Madre Consolatrice….!!”

73 – CHIARA – (Si stacca da Fortunato, fa un passo avanti: da man forte a Marilena) “Signore benedetto…!!!”

74 – SERAFIN – (Si alza dal tavolino: con falsa enfasi) “Madonna a buon prezzo e Santi gratis...!”

(Sbotta: si avvicina a Fortunato) “Andiamo va…” (Lo apostrofa prendendolo sottobraccio) “..che qui mi pare che abbiano da dire il rosario…!!!”

75 – MARILENA – (Si gira verso Serafin, nota la presenza di Fortunato. Con enfasi ed un largo sorriso) “Ciao Fortunato…!!!”

76 – GIUANIN – (Si gira a sua volta verso Serafin e vede anche lui Fortunato: desolato, scuotendo la testa e indicando Chiara con un rapido cenno) “Ciao, disgraziato…!!!”

77 – CHIARA – (Fa spallucce: a Giuanin, ponendosi impettita davanti a lui) “Papà, la mamma ha ragione…!!” (Sentenzia) “Non puoi lasciare sola la nonna in un giorno così importante per lei….!”

78 – MARILENA – (Riprende vigore) “La confraternita di Santa Bernarda è una cosa seria.....!”

(Rampogna severamente Giuanin) “E il fatto che la mamma…domenica…abbia l’investitura ufficia

le a presidente deve riempirci d’ orgoglio…!!”         

79 – SERAFIN – (Si è fermato sempre con Fortunato sottobraccio ad un passo dall’uscita di destra

Scuote tristemente la testa, alza leggermente lo sguardo al cielo imprecando a messa voce, poi, a Chiara e Marilena) “Scusate un attimo, eh…!!” (Richiama la loro attenzione) “Ma se non può

accompagnarla Giuanin…la suocera…” (Con scontata ovvietà) “Perché non ce l’accompagnate voi a ‘sta cerimonia, domenica…?!?!”

80 – CHIARA e MARILENA – (Si girano di scatto verso Serafin: contemporaneamente) “E si…” (Sbottano decise: allungando ancora contemporaneamente un braccio verso di lui) “C’è il derby

…!!!”

81 – GIUANIN – (Canzonandole) “E lo so bene che c’è il derby…!!”

82 – SERAFIN – (Con assoluto stupore) “E beh…” (Obbietta) “…se c’è il derby…?!?!?”

83 – MARILENA – (Trasale) “Serafin, forse non hai capito…” (Scatta feroce verso di lui) “Noi...”

(Si indica) “…al Genoa…” (Solenne, con immenso orgoglio) “…abbiamo l’abbonamento…!!”

84 – GIUANIN – (Drastico) “Tutti soldi buttati via…!!!” (Sentenzia: poi a Serafin, serio) “Serafin

…” (Ne richiama l’attenzione) “…a ‘ste due bisogna che gli tagli i fondi…” (Categorico) “Compra

no delle idiozie…!!!”

85 – CHIARA – (Scrolla le spalle) “Oh…” (Replica acida a Giuanin) “Sei furbo tu che sei andato a farti cavare un litro di sangue…” (Imita il gesto di tagliarsi platealmente le vene di un polso)  “..per comprare un biglietto per i cessi pubblici…!!”

86 – GIUANIN – (A Chiara, agitando convulsamente le mani) “Guarda, sai…” (La apostrofa ma-lamente) “..che la gradinata sud è un cuore che batte, altro che storie…!!!” (Sbotta con enfasi ) “E

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se ti interessa…” (Aggiunge con fervore) “…il biglietto me l’ha procurato il mio amico Leonardo Invasato…responsabile del tifo organizzato blucerchiato…!!!”

87 – MARILENA – (Venefica, con una smorfia di profondo disgusto) “Che da bravo blucerchiato è di Taranto…!!”

88 – GIUANIN – (Non la degna) “Indi per cui e onde per la quale…” (Prosegue imperterrito) “Se

mai l’accompagnate voi l’Osvalda a reggersi la Benarda….” (Sbotta) “IO…” (Si indica, sottolinean

do la parola alzando il tono della voce: categorico, partendo poi e uscendo a grandi passi da de

stra, con un gesto perentorio) “…no senz’altro…!!!!”

89 – MARILENA – (Trasale nuovamente) “A brutto mustaciollo…!!!!” (Sbotta a sua volta: parten

do di gran carriera e uscendo a sua volta da destra agitando minacciosamente un braccio) “Come ti permetti de insultare tua suocera che ti ha permesso di sposare una donna come me….!!!!!”

90 – CHIARA – (A sua volta, perentoria) “Giusto…!!!!” (Sbotta: partendo anche lei di gran carrie

ra verso l’uscita di destra) “E come ti permetti di insultare‘una squadra come il Genoa che ha fatto più di cent’anni di… » (Si blocca : torna sui suoi passi. Ancora perentoria, a Fortunato) “Tu…” (Lo apostrofa categorica) “Stai fermo qui…che poi arrivo…!!” (Riprendendo la sua marcia e u-

scendo a sua volta da sinistra) “’Una squadra che ha fatto più di cent’anni di storia del calcio in Ita-

lia….!!!!”

La scena rimane ferma qualche istante con Fortunato che guarda allibito uno sconsolato Serafin. Poi è proprio Fortunato a riprendersi per primo.

91 – FORTUNATO – (A Serafin, desolato) “Ecco…hai visto…?!?!?” (Poi, concitato) “Come facci

o io a dichiararmi come tifoso del….”

92 – SERAFIN – (Lo interrompe) “Fortunato…!”

93 – FORTUNATO – (Si blocca a sua volta: a Serafin, sorpreso) “Si…?!?!?”

94 – SERAFIN – (Sornione, riprendendolo sottobraccio) “Sei sicuro che quando tuo padre ti ha de-

nunciato all’anagrafe…” (Fa una breve pausa: con espressione di vago sospetto) “Non t’abbiano sbagliato il nome ….?!?!?”

95 – FORTUNATO – (Non capisce: con stupore) “Come scusa…?!?!?”

96 – SERAFIN – (Con noncuranza) “Ooooo….niente, neinte…!!” (Poi, muovendo verso l’uscita di destra e portando con se Fortunato) “Andiamo, dai…” (Lo esorta bonariamente: prima di uscire da destra, sconsolato) “….che è meglio…!!!”

La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, da destra rifà il suo ingresso in scena Giuanin in compagnia di Beatrice.

97 – GIUANIN – (Rientra da destra SORREGGENDO Beatrice) “Coraggio, signora…” (Cerca di confortarla) “…che andiamo a sedersi, eh…!!”

98 – BEATRICE – (Entra da destra SORRETTA da GIUANIN: è una donna sulla quarantina, anco

ra decisamente piacente. E’ completamente vestita di nero, con una lunga gonna che le arriva qua-

si fino ai piedi e un fazzoletto nero in testa. Zoppica vistosamente e si lamenta con voce stridula e tono sofferente) “Che dolore….” (Ansima quasi con marcato accento siciliano) “Che doloooore…!!

99 – GIUANIN – (Avanza sorreggendola fino a centro scena) “Su….su…” (La esorta: l’accompa

gna al tavolino, l’aiuta a sedersi su una delle due poltrone) “Che ora passa tutto, eh…!!”

100 – BEATRICE – (Si siede: con voce tranquilla e un timido sorriso) “Grazie assai…!!” (Ripren-

de immediatamente l’espressione sofferente di prima) “Che dolore…” (Ulula quasi nuovamente) “Che doloooore….!!!!”

101 – GIUANIN – (Non riesce a celare un qual certo imbarazzo) “Va bene, ma….” (Non sa che dire“…cosa possiamo fare…?!?!?” (Non riceve risposta, solo smorfie di sofferenza. Si guarda in

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giro: in ambasce) “Le do qualcosa…??” (Chiede chinandosi leggermente verso Beatrice) “Non so

….” (Prova a offrire) “Un cognac…un grappino…” (S’illumina) “Un bicchiere d’acqua…?!?!”

102 – BEATRICE – (Solleva appena lo sguardo verso di lui) “Se non è troppo disturbo…” (Replica con sofferenza) “…un goccio d’acqua, grazie…!!!”

103 – GIUANIN – (S’illumina nuovamente: con un largo sorriso) “Ma per caritè…!!!” (Muove ver

so l’uscita di sinistra) “Nessun disturbo…” (La rassicura prima di uscire) “Ci mancherebbe…!!!”

104 – BEATRICE – (Lo guarda uscire: cambia espressione. Fa una smorfia di soddisfazione, poi, riprendendo l’espressione sofferta di prima, allungandosi all’indietro e mettendosi un braccio sulla fronte, a gran voce per essere sentita) “Che dolore….” (Ripete ancora) “Che dolooooore…..!!!!”

105 – GIUANIN – (Rientra un attimo dopo da sinistra con un bicchiere d’acqua in mano) “Sono qui signora…” (La rassicura: va al tavolino, le porge il bicchiere) “Beva un pò che poi vedrà che va meglio…!!”                                                                                                                                                           106 – BEATRICE – (Prende il bicchiere rivolgendogli ancora un timido sorriso) “Grazie…grazie assai…” (Beve un piccolo sorso: posando il bicchiere) “Gentilissimo ….!!”

107 – GIUANIN – (Le rivolge un sorriso compiaciuto. Poi, serio) “Ma com’è successo….??” (Chiede) “Come ha fatto a cadere….?!?!?”

108 – BEATRICE – (Compunta) “Le scale salivo…” (Spiega) “Sul gradino scivolai….” (Si porta la mano sul ginocchio) “Il ginocchio battei….” (Riassume di colpo l’espressione di sofferenza di pri-

ma) “Che dolore….” (Ricomincia la litania) “Che doloooooreeee…..!!!!”

109 – GIUANIN – (Fa a sua volta una vistosa smorfia di sofferenza) “Aaahhhh….!!” (Geme appe-

na. Poi cerca di soccorrerla) “Ma su…sarà la botta….” (Prova a rassicurarla) “Mi faccia un pò vedere….” (Allunga le mani verso il ginocchio di Beatrice) “Se mai ci mettiamo un pò di ghiaccio”

110 – BEATRICE – (S’irrigidisce) “NO….!!!!” (Spara a tutta voce ritraendosi e bloccando Giua-

nin con le mani) “Le mie parti intime….solo il mio povero Calogero le vide…!!!”

111 – GIUANIN – (Trasale, si ritrae di scatto) “Parti intime….?!?!?” (Chiede meravigliato) ma…” (Obbietta: indicando il ginocchio) “...è solo un ginocchio, eh…!!”

112 – BEATRICE – (Categorica) “Sempre parte coperta iè…” (Si indica la gonna) “Solo il mio po-

vero Calogero la potè scoprire…!!”

113 – GIUANIN – (Realizza) “Povero Calo…” (Stupito) “Signora, non mi dica che è…”

114 – BEATRICE – (Fa un cenno affermativo scostando all’indietro la testa) “Vedova sono…!!”

115 – GIUANIN – (Sorpreso e allibito) “O mamma…!!!” (geme quasi: si siede sull’altra poltrona) “Così giovane….!!” (Affranto, sporgendosi appena verso di lei) “E da quanto…?!?!?”

116 – BEATRICE – (Afflitta, con voce bassa) “Sono ormai più di dieci anni che il mio povero Calo

gero…” (Tira di naso, scuote leggermente la testa: con un flebile gemito) “…non è più…!!!”

117 – GIUANIN - (Decisamente dispiaciuto) “Mamma mia…” (Mormora appena) “…così giovani.

..!!” (Poi, a Beatrice, fatalista) “Qualche brutto male, immagino…”

118 – BEATRICE – (Fa spallucce: secca) “No…” (Replica) “…lupara…!!”

119 – GIUANIN – (Trasale) “Lup…!!!” (Scatta in piedi) “L’hanno ucciso…!!!” (Spara incredulo) “Un omicidio…!!!!!”

120 – BEATRICE – (Decisa) “Noooo….!!!” (Lo corregge immediatamente) “…disgrazia fu…!!”

121 – GIUANIN – (Incredulo) “Disgrazia….?!?!?”

122 – BEATRICE – (Con un pallido sorriso) “Siiiii….!!!” (Spiega) “Correva in macchina sulla tan-

genziale Catania – Palermo…” (Allarga leggermente le braccia: con rassegnazione) “Si scontrò con un proiettile che viaggiava in senso contrario…!!!”

123 – GIUANIN – (Resta impietrito: con voce metallica e occhi sbarrati) “Ah…!!!”

124 – BEATRICE – (Con voce flebile e sguardo abbassato, prosegue il suo racconto) “Da allora…

mai più nessun uomo osò sfiorarmi nemmeno con un dito…!!”

125 – GIUANIN – (Allibito, alla platea, a mezza voce) “E ti credo….” (Commenta con sarcastica ovvietà) “Vista la fine che ha fatto il primo…!!!”

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126 – BEATRICE – (Imperturbabile, continua il racconto) “Da allora, chiusa nel mio dolore rima-

si…” (Alza ancora leggermente lo sguardo su Giuanin) “Tant’è vero…” (Si indica) “…che ancora il lutto porto..”

127 – GIUANIN – (Si rianima) “Ma no, ma…” (Prova ancora a consolarla) “E giovane….” (Si siede nuovamente sulla poltrona accanto) “Ha ancora una vita davanti…!!”

128 – BEATRICE – (Lo guarda serissima) “Anche questo….” (Fa spallucce) “…vero iè…” (Assu-

me un’espressione intensa) “Io…donna mediterranea sono…” (Si mette una mano sul petto: allun-

gandosi verso Giuanin CHE SI RITRAE D’ISTINTO) “Il fuoco dentro tengo…!” (Si ricompone: con voce sofferta) “Ma se un uomo ancora mi dovesse guardare…” (Fissa intensamente Giuanin negli occhi) “Forte…dolce….e deciso come il mio Calogero dovrà essere…!!!”

129 – GIUANIN – (A mezza voce, ancora alla platea) “E specialmente…” (Commenta di nuovo sarcastico) “…armato fino ai denti, mi sa…!!!”

In quel momento, da destra, rifà il suo ingresso in scena Serafin.

130 – SERAFIN – (Rifà il suo ingresso in scena da destra: vede Beatrice, trasale) “Oddio…!!!” (Spara a tutta voce commentandone l’abbigliamento) “Mortisia Adams….!!!!!”

131 – GIUANIN – (Vede Serafin, s’illumina) “Serafin…!!!!” (Scatta verso di lui) “Vieni che ti pre

sento la signora…!!!” (Lo prende per un braccio, lo porta verso il tavolino) “Questa è la signora..

….” (Non sa il suo nome. Rimane un attimo interdetto: si riprende subito. Indicandola a Serafin) “La vicina del piano di sopra…!!!”

132 – SERAFIN – (Con un largo sorriso) “Piacere, signora…!!!” (Si presenta) “Io sono Serafin

….” (Allunga la mano verso di lei) “Il vicino del piano di sotto…!!”

133 – BEATRICE – (Alza appena lo sguardo) “Piacere…Beatrice…” (Gli stringe fulmineamente la mano) “La vicina del piano di sotto…”

134 – GIUANIN – (Rimane un attimo imbambolato) “Oooohhh…Beatrice…!!” (Sospira) “Come la musa di Dante…!!!!”

135 – SERAFIN – (Fraintende) “La mus…?!?!?” (Biascica interdetto. Agguanta Giuanin per un braccio: con aria severa) “Giuanin, guarda che era un uomo …!!” (Lo rimbrotta a mezza voce. Poi, sempre serio) “E poi, insomma…” (Indica Beatrice) “…c’è una signora…!!!”

136 – GIUANIN – (Ha un’espressione dolente: a Serafin) “Per favore…” (Lo rimbrotta a sua volta con aria desolata) “…lascia perdere…!!” (Si stacca da Serafin: a Beatrice, con un largo sorriso, tendendo a sua volta la mano) “E io sono Giuanin…” (Si presenta a sua volta: cerca una battuta scontata) “Il vicino del piano di mezzo… !! »

137 – BEATRICE – (Solleva appena lo sguardo : interdetta)  “Prego…?!?!?”

138 – GIUANIN – (Afferra al volo che non ha capito) “Giovannino…” (Traduce) “…in italiano

…!!”

139 – BEATRICE – (Solleva lo sguardo verso Giuanin: sognante) “Ooooohhh….Giovannino….” (Sospira) “Come il defunto fratello del mio povero Calogero…!!!”

140 – GIUANIN – (Trasale) “Mo…morto anche lui….?!?!?”

141 – BEATRICE – (Fatalista, allargando leggermente le braccia) “Eeeehhh…!!!”

142 – GIUANIN – (D’istinto) “E di cos…” (Trasale nuovamente. Si blocca: allungando una mano verso Beatrice) “No…!!!!” (Spara categorico) “Non lo voglio sapere…non m’interessa…!!!”

143 – SERAFIN – (Agguanta Giuanin per un braccio, tirandolo leggermente in disparte: a mezza voce, preoccupato) “Senti un po'..” (Lo apostrofa) “Sei diventato tutto scemo….????”

144 – GIUANIN – (Drastico) “No….” (Sentenzia: staccandosi da Serafin) “Ma rischio di diventar

lo presto …!!”

145 – SERAFIN – (Fra se, perplesso) “Boh…chi ci capisce è bravo…!!!”

Giuanin rivolge nuovamente le sue attenzioni a Beatrice che, in quel momento, si alza.

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146 – BEATRICE – (Si alza dalla poltroncina: a Giovanni) “Grazie, signor Giovannino…!!” (Lo apostrofa con fare sornione. Avvicinandosi) “Un poco meglio mi sento…” (Gli dispensa un pallido sorriso) “Adesso….penso che posso rientrare…” (Con fare pudico, alzando appena una mano verso le labbra) “Troppo disturbo vi diedi…!”

147 – GIUANIN – (La guarda fisso: riesce appena a mormorare) “Maaaa….” (Si guarda in giro imbarazzatissimo per un breve momento, poi si riprende) “Ma noooo….!!!” (Replica con ostentata

ovvietà) “Ma ci mancherebbe….!!!!” (Sottolinea a gran voce. Serio) “Se non ci diamo una mano fra vicini…” (Rivolto a Serafin, con un sorriso esagerato) “Non è vero…?!?!?”

148 – SERAFIN – (Abbozza: con falsa convinzione) “Euhhh…!!!” (Sarcastico) “A volte anche due.

…!!!!”

149 – BEATRICE – (Si avvia lentamente, sempre leggermente claudicante, verso l’uscita di destra) “Arrivederci, signor Giovannino…” (Gli rivolge un sorriso sornione) “E grazie nuovamente per tutto il disturbo che vi siete dato per me….!!”

150 – GIUANIN – (Inorgoglito) “Ma figuriamoci….non lo dica nemmeno…!!!” (Si lancia in pro

ferte) “Anzi…” (Aggiunge) “Se ha bisogno di qualcosa….” (Si indica: con fare rassicurante) “…io sono qui, eh…!!!!”

151 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oooohhhh…..grazie….” (Ribatte) “Grazie mille…!!!” (Si av-

via verso l’uscita di destra con passo lento e un po’ incerto. Si ferma, si volta nuovamente verso Giuanin che la guarda imbambolato) “Troppo gentile…troppo gentile….” (Ribadisce con un inchi-

no appena accennato. Poi, uscendo da destra, a voce alta ma quasi parlando a se stessa) “Buono…

gentile…forte…deciso…il mio povero Calogero mi ricorda…!!!”

Giuanin rimane fermo a guardarla uscire  con un sorriso ebete sulle labbra, Serafin invece la osserva sornione con una smorfia di dubbio sul viso.

Poi, dopo un attimo, è Serafin che rompe il ghiaccio.

152 – GIUANIN – (Si volta verso l’amico) “Accidenti, Giuanin…” (Lo apostrofa ilare) “…faccia- mo conquiste, eh….!!!” (Non ottiene risposta: nota che l’amico è rimasto fermo, bloccato, con un sorriso ebete dipinto sul viso. Gli si avvicina: preoccupato) “Giuanin…” (Chiede) “…ti senti bene…?!

153 – GIUANIN – (Gli elargisce un sorriso ebete) “Signor Giovannino….” (Mormora appena con voce sognante) “Signor Giovannino….!!”

154 – SERAFIN – (Trasale) “Oddio….” (Commenta fra se ad alta voce: indicando Giuanin) “E' an dato fuori di testa…!!”

155 – GIUANIN – (Si rianima: aggredisce quasi Serafin) “Hai capito…?!?!?” (Lo scuote quasi con violenza: a gran voce) “Hai CAPITO….?!?!?”

156 – SERAFIN – (Si stacca da Giuanin) “Si…va bene…” (Continua ad ondeggiare avanti – indie

tro ancora qualche attimo) “Ma calmati…!!!!!” (Spara a sua volta a gran voce: allarga le braccia, desolato) “Non sono un uovo da zabaione…!!!!”

157 – GIUANIN – (Decisamente estasiato) “Mi ha chiamato….signor Giovannino…!!!” (Spara en-

tusiasta. Allarga le braccia: estasiato) “Era una vita che nessuno mi chiamava più Signor Giovan-

nino…!!!”

158 – SERAFIN – (Si ricompone) “Va bene, ma …” (Apostrofa Giuanin) “…non starti a fare illu-

sioni…” (Muove pollice e indice della mano come per dire – non c’è più niente da fare -) “….

che ormai…!!”

159 – GIUANIN – (Non lo considera) “E' un sogno…” (Sospira mistico) “…è un sogno…!”

160 – SERAFIN – (Caustico) “Appunto..!!” (Prova a richiamarlo alla realtà) “Attento che poi ti  svegli sudato…!!” (Poi, perplesso) “A proposito…” (Chiede) “Cosa è quella storia del defunto frate

llo del povero Calogero…?!?!?”

161 – GIUANIN – (Gli sorride sornione) “Tsè…” (Fa spallucce) “Se te la racconto…non ci credi

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…!!” (Si avvicina a Serafin, lo, prende sottobraccio) “Devi sapere che…” (Si blocca tornando bru

scadente alla realtà) “No…!” (Sentenzia guardando l’espressione incredula di Serafin) “E' meglio che non ne sai niente, guarda…!!!” (Si stacca da Serafin , ritorna verso il tavolino) “Comunque, credimi….” (Ribadisce sospirante) “E' un sogno, Serafin….è un sogno…!!!”

In quel momento, da fuori a destra, si sentono le voci di Marilena e Chiara che stanno per rientra-

re in scena)

162 – MARILENA e CHIARA – (DA FUORI A DESTRA, cantando a squarciagola) “Aprite…le porte…che passano…che passano….!!!”

163 – SERAFIN – (Desolato) “E questo …” (Muove a sua volta verso il tavolino: indicando l’uscita di destra) “…è il triste richiamo alla realtà…!!!!”

Serafin fa appena in tempo ad arrivare al tavolino quando, da destra, sempre cantando a squarcia-

gola, rifanno il loro ingresso in scena Marilena e Chiara

164 – MARILENA e CHIARA – (Rientrano in scena da destra, ancora bardate di vessilli rosso

blù. Tenendosi a braccetto e cantando a squarciagola) “Aprite…le porte…che passano…che passano..”(Marciano fino al tavolino: si fermano di fronte a Giuanin, si staccano l’ una dall’altra. Con aria trionfale) “I rossoblù…..!!!!”

165 – GIUANIN – (Le guarda mestamente, ha un moto di schifo) “Serafin…” (Si rivolgeall’amico) “Peccato che i rossoblu non passino mai l’unica cosa che dovrebbero…!!”

166 – CHIARA – (Piccata, a Giuanin) “E cosa sarebbe…?!?!?”

167 – GIUANIN – (Categorico) “La porta…!!!” (Spara a gran voce: poi, sornione) “Definitivamen

te…!!!”

168 – MARILENA – (Fa spallucce) “Figurati un po’ da che pulpito arriva la predica…!!” (Lo apo-

strofa acida. Poi, senza dargli il tempo di ribattere) “Allora è deciso…!!” (Lo apostrofa perentoria

) “L’appuntamento è per domenica alle due e mezzo….” (Comincia a dettare ordini al trafelato Giuanin che la guarda sbigottito) “…davanti al duomo di Carignano…!” (Fa una brevissima pausa: Poi, ancora anticipando il povero Giuanin che vorrebbe replicare) “Da li alla Chiesa della confraternita di Santa Benarda c’è più o meno mezz’ora di strada….l’appuntamento è per  le tre e mezzo.”(Perentoria) “Dovreste arrivare con largo anticipo…!” (Giuanin vorrebbe ancora replicare ma Marilena non gliene lascia il tempo) “Mi raccomando di essere puntuale perché alle tre c’è la partita e le strade diventano un casotto….” (Altra brevissima pausa e altro tentativo di replica di Giuanin immediatamente frustrato da Marilena) “E stai attento che la mamma non prenda troppo sole perché sai che di ‘sta stagione gli fa male…” (Fa spallucce) “Non vorrei che per colpa tua…” (Lo apostrofa con vago disprezzo) “….lunedì fosse a letto con la febbre…!!!” (Ancora un a breve pausa. Marilena questa volta Marilena aspetta un intervento di Giuanin che però rimane basito, senza la forza di controbattere.) “Allora….” (Gli ringhia quasi addosso) “…hai capito…?!?!?!”

169 – GIUANIN – (Si riprende) “Eeeeeuuuuhhhhh…..!!!!!!” (Ribatte ilare con un ampio gesto del braccio) “Solo che…” (Questa volta è Giuanin che batte sul tempo Marilena che vorrebbe replica-

re: gli mette sorninone due dita a mo di scatola sotto il naso) “…c’è un piccolissimo particolare..!!”

(Veeemente, quasi sillabando le parole) “IO….DOMENICA…ALLE TRE…” (Mima quasi le pa

role con ampi gesti delle mani e delle braccia) “….SONO ALLO STADIO…!!!!!” (Fa una breve pausa.Mimando ancora la parola con gesti delle mani, a tutta voce) “GRADINATA SUD….!!!!!”

170 – MARILENA – (Lo guarda sornione: con un sorriso beffardo) “E no, bello il mio gabibbo...!”

(Lo apostrofa feroce) “Non ne sarei mica così sicuro, sai…!!”

171 – GIUANIN – (Piccato, a muso duro) “E perché mai….sentiamo un pò…?!?!?”

172 – MARILENA – (Con falsa noncuranza) “Domenica prossima, poi…c’è la festa degli alpini, vero…?

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173 – GIUANIN – (Trasale: feroce) “E beh…?!?!?”

174 – MARILENA – (Sorniona) “E il biglietto del treno per andarci te l’ho preso io” (Rafforzando le parole alzando il tono della voce) “E CE L’HO ANCORA IO….VERO….?!?!?!?”

175 – GIUANIN – (Desolato) “O Gesù…!!!”

176 – MARILENA – (Venefica) “Te l’eri dimenticato…?!?!?” (Fa una pausa senza che Giuanin riesca a profferire verbo) “Ora si…!!” (Riprende decisa) “Vorrà dire che se non accompagni la mamma questa domenica all’insediamento a Santa Benarda…” (Muove verso di lui: acidissima quasi soffiandogli in faccia) “….il biglietto finisce in tanti coriandoli…” (Mima con le dita un co-

riandolo) “…piccoli…piccoli…piccoli…piccoli…” (Poi, ancora ringhiando) “E tu alla festa degli Alpini…” (Lo scimmiotta mimando con le braccia in maniera scomposta le parole) “…non… ci….

vai…!!!”

177 – GIUANIN – (Rimane un lungo attimo in silenzio) “Ma porca…!!!” (Sacramenta fra se. Poi, a Marilena) “Ma non posso accompagnarla….” (Prova a obbiettare) “….sono senza macchina…” (Allarga le braccia) “Sai bene che non guido…” (Con scontata ovvietà) “…non ho manco la paten-

te…!!”

178 – CHIARA – (Che ha seguito sorniona tutta la scena, prontamente) “O beh…semmai prendete 

l’autobus…” (Spalanca le braccia: con scontata ovvietà) “Passa proprio di li…!!”

179 – GIUANIN – (Prontamente) “E brava…!!” (Ribatte con forza) “Tua nonna è quasi un quinta

le…” (Apostrofa Chiara dirigendosi verso di lei) “Se mi cade…per alzarla ci vuole Vernazza con la grù...!!”

180 – MARILENA – (Alle sue spalle, con altrettanta ovvietà) “Vi prendete un taxi…!!”

181 – GIUANIN – (Si gira di scatto: come morso da una tarantola) “E brava…!!!!” (Scatta verso Marilena) “Pidocchia com’è tua madre mi tocca ancora pagarlo IO…” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “…e mi sento ancora dire che butta via i soldi…!!” (Si volta, muovendo verso il tavolino e facendo ampi cenni di diniego con un dito e con la testa) “No…no…

no…no….!!”

182 – SERAFIN – (Candidamente, per cercare di mettere pace, a Giuanin) “Non puoi fartici ac-

compagnare….?!?!?”

183 – GIUANIN – (Scatta verso di lui. Furente, invitandolo a tacere) “Ssssccccctttttt…..!!!!!!!!!”

184 – MARILENA – (Concorda con Serafin) “Giusto…!!”

185 – CHIARA – (Ribadisce il concetto) “Eeehh…!!!”

186 – GIUANIN – (Rimane un attimo a pensare, guardando torvo Giuanin. Poi s’illumina: girandosi di scatto, con un sorriso beffardo) “E da chi….?!?!?”

187 – MARILENA – (E’ colta in contropiede) “Eeeeee….”

188 – CHIARA – (anche lei non sa cosa rispondere) “Daaaaa….”

In quel mentre, da destra, fa il suo ingresso in scena Fortunato.

189 – FORTUNATO – (Fa il suo ingresso in scena da destra: angelico) “Buongiurno a tutti, eh…!!”

190 – CHIARA – (Lo vede, si illumina.  A tutta voce, indicandolo) “Da lui….!!!!!”

191 – FORTUNATO – (Trasale) “Da me…” (Con preoccupata meraviglia) “…cosa…?!?!?!”

192 – CHIARA – (Scatta su Fortunato) “Ooooo…niente niente…!!!” (Lo rassicura con un largo sorriso. Lo prende sottobraccio) “Solo un favore….” (Lo rabbonisce) “…un piccolo favore…!!!”

193 – MARILENA – (Si avvicina a sua volta) “Si…si…” (Lo ammansisce: lo prende sottobrac-

cio a sua volta dall’altra parte) “Fortunato….possiamo approfittare di te, vero…?!?!?”

194 – FORTUNATO – (In sommo imbarazzo) “Marilena, o…o.” (Riesce a dire a malapena) “Sa  che….”

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195 – CHIARA – (Lo stoppa) “Oooooo, Fortunato…” (Si stringe a lui) “Sei tanto caro…!!!” (Gli schiocca un bacio su una guancia: poi, voltandosi per uscire a sinistra) “Vieni di la che io e la mamma ti spieghiamo…!!”

196 – CHIARA e MARILENA – (Partono trascinando con loro quasi a forza un trafelato Fortuna

to: uscendo a sinistra, cantando a squarciagola) “Coi pantaloni rossi….e la maglietta blu…è il sim

bolo del Genoa….la nostra gioventù…!!!!”

197 – GIUANIN – (Li guarda uscire: a Fortunato, livido di rabbia) “Venduto al nemico…!!!!” (Poi, a Serafin, con ira) “E tu non ridere…” (Lo minaccia quasi) “Sei tu che hai dato l’idea…!!” (Poi, avvicinandosi a Serafin che non riesce ne a replicare ne a trattenere moti di ilarità) “Volete la guerra….?!?!?” (Esclama feroce) “E guerra sia….!!!!” (Poi, agitando furioso un dito sotto il naso di un sempre più ridanciano Serafin) “Io…domenica alle tre…” (Grida con forza) “…sono allo stadio….te l’assicuro…!!”

198 – SERAFIN – (ha perso ogni ritegno) “Giuanin…” (Lo apostrofa ormai in preda al riso) “…se non ti calmi domenica sei al San Martin con l’infartp…!!!” (Perentorio) “E prima delle tre…” (Lo canzona) “Te l’assicuro….!!!!”

199 – GIUANIN – (Non lo considera: imperterrito) “Allo stadio a vedere la mitica Sampdoria che vince lo scudetto e butta in serie B quella massa di macachi …!!!” (Con stizza, a Giuanin) “Gradina

ta Sud….!!!!!!” (Partendo poi a sua volta e uscendo da destra, lasciando Serafin a ridere sguaiata

mente e a riservargli ampi cenni di commiserazione, cantando a squarciagola) “O mama mama mama…o mama mama mama…sai…perché…me batte il corason…Ho visto la Sampdoria…

ho visto la Sampdoria…e…mammà…innamorato son…!!!!!”

                            -  S  I  P  A  R  I  O  -

   

 

   

 

        

    

   

  

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                                  SECONDO ATTO

                                   (bandadeimisci@libero.it)

La scena è rimasta pressoché invariata. Solo qualche piccolo dettaglio nell’abbigliamento degli at-

tori (una camicia diversa, un paio di pantaloni di diversa foggia o colore) fa capire che sono trasc

orse 24 ore di tempo.

All’apertura del sipario la scena è vuota e solo dopo qualche secondo, da destra, fanno il loro in-

gresso in scena Giuanin e Serafin.

1 – GIUANIN – (Entra in scena da destra: è infervorato in spiegazioni a Serafin che è subito dietro di lui) “Caro Serafin…” (Lo apostrofa) “Quandoè troppo…è troppo…!!” (Sentenzia categori

co. Si avvia alle poltrone d’angolo: perentorio, prima di sedersi) “A tutto….c’è un limite…!!”

2 – SERAFIN – (E’ subito dietro di lui: lo ascolta scettico. Seguendolo fino alle poltrone) “Va beh, ma qui…” (Obbietta sconcertato) “Mi sembra che sa prendiamo un pò troppo seria, eh…!!”

3 – GIUANIN – (Drastico) “Proprio per niente…!!” (Ribatte agro) “Sono gli altri…” (Indica una delle uscite con un ampio gesto del braccio) “…che hanno delle pretese che non esistono…!!!”

4 – SERAFIN – (Drastico a sua volta) “O beh…” (Commenta agro) “Mi pare che fra tutti ve la gio

chiate…!!”

5 – GIUANIN – (Si alza di scatto) “Serafin…” (Lo apostrofa: imperioso) “Qui non si tratta di pren

dersela o meno serio…” (Sentenzia) “Qui si tratta di sabotaggio…!!!” (Fa una breve pausa: antici

pando Serafin che vorrebbe ribattere) “E per buon peso…” (Si infervora) “Ci aggiungiamo il ricat

to …!!”

6 – SERAFIN – (Trasale, strabuzza gli occhi) “Per una partita di pallone…?!?!?” (Domanda incre

dulo) “E siamo ben presi, vai…!!!”

7 – GIUANIN – (Che si era riseduto, scatta in piedi come morso da una tarantola) “Una partita di pallone….?!?!?!” (Apostrofa malamente Serafin: scatta verso l’amico) “Questa non è…” (Con aria di sufficienza) “…una partita…” (Lo scimmiotta) “E'….” (Sottolineando la parola alzando il tono della voce) “…LA…PARTITA…!!!” (Spara a gran voce, sillabando quasi le parole. Comincia a passeggiare avanti e indietro, nervosamente, per la scena) “E' un giorno che noi tifosi della mitica Sampdoria aspettiamo da più di dieci anni…” (Si gura di scatto verso Serafin) “DIECI ANNI…!!!”

(Ribadisce con forza, agitando le mani) “E per di più quell’altra squadra di rumente senza senso si toglieranno da dare fastidio nel campionato più bello del mondo…” (Fa una breve pausa: scattan-

do verso Serafin, con veemenza) “E TU pensi che mi possa perdere una giornata così perché l’Osval

da deve andare a Santa Benarda…?!?!?” (Fa un’altra breve pausa: ancora anticipando Serafin che tenta inutilmente di intervenire, a gran voce) “MANCO….MORTO…!!!!” (Sbraita con furia. Riprende a camminare furiosamente lungo la scena) “A quelle due bezughe che ho in csa gli brucia

….” (Si gira nuovamente di scatto: agitando una mano) “Eccome sa gli brucia…!!!!” (Si ributta di scatto su Serafin) “E allora si sono organizzate in modo tale de farmela perdere per forza….” (Si blocca: con un ghigno sinistro) “Ma se lo dimenticano…!!”

8 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente) “Giuanin…” (Cerca di farlo ragionare) “Non so cosa hai in mente, però ricordati che…”

9 – GIUANIN – (Lo interrompe: di getto) “Cosa ho in mente….?!?!?” (Allarga le braccia) “Sem-

plice….” (Con una smorfia di cattiveria) “Eliminazione fisica….!!” (Sibila) “Almeno fin dopo il derby….!!”

10 – SERAFIN – (Trasale) “Ma di chi….?!?!?” (Chiede stupefatto. Con ansia) “Senti un pò…” (Lo apostrofa malamente) “…dai i numeri….?!?!?”

Giuanin sta per rispondere ma è interrotto dall’ingresso da destra di Fortunato.

11 – FORTUNATO – (Entra da destra) “Permesso…?!?!?” (Vede Giuanin e Serafin) “Buongiorno, eh….” (Saluta tentennante fermandosi subito dopo l’entrata) “…buongiorno…!!”

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12 – SERAFIN – (Risponde al saluto con un largo sorriso) “Ciao Fortunato, come…”

13 – GIUANIN – (Lo interrompe malamente: balza sul povero Fortunato aggredendolo quasi. Con veemenza) “Lo hai trovato…?!?!?”

14 – FORTUNATO  - (Esitante) “Sssssssi, Giuanin…” (Indicata l’entrata dietro di lui) “Sono giù..

..” (Tergiversa) “Ma non so se….”

15 – GIUANIN – (Trasecola) “Non sai….?!?!?” (L’afferra per un braccio) “NON SAI….?!?!?!”

(Gli abbaia quasi in faccia con quanto fiato ha in corpo) “Senti un pò, fringuello…” (Lo apostrofa cominciando a passeggiare con lui per la scena tenendolo sottobraccio) “Sai che tiro ci hanno gio-

cato quelle due per rovinare tutti i nostri progetti, vero…?!?!?” (Non ottiene risposta: si blocca. Drammatico) “A meno che a te del nostro Doria…” (Lo apostrofa) “…non te ne freghi più niente

…!” (Fa una breve pausa: senza dare tempo a Fortunato di rispondere con un’espressionedramma

tica) “O peggio…!!!!!”

16 – FORTUNATO – (E’ punto sull’orgoglio: si rianima) “Noooo….!!!” (Si affretta a smentire) “Figurati un pò questa, poi…!!!” (Poi, stizzito) “Fai conto che….” (Indica una delle uscite, sornio

ne) “…non potendo andare allo stadio per causa di forza maggiore, come si dice… » (Allarga leg-

germente le braccia) “Mi ero già prenotato a Sampdoria Club per andarmela a vedere su Sky …la partita…!!” (S’immalinconisce: fa spallucce. A mezza voce) “Solo che….”

17 – GIUANIN – (Lo incalza) “Solo che….?!?!?”

18 – FORTUNATO – (Desolato, con un filo di voce) “Mi rincresce per Chiara….!”

19 – GIUANIN – (Scatta) “Ti rincresce per Chiara…?!?!?” (Inviperito) “Guarda, tarlucco, che a

Chiara non è mica dispiaciuto andarsene a vedere il derby e lasciarci a fare i baby sitter a mia suoce

ra che è un’autentica perla…!!” (Allarga le braccia. Sconsolato) “Va bene che tira più un pelo diii

….” (Fa una breve pausa: poi, sottolineando la parola alzando il tono della voce) “…QUELLA…” (Lo rimbrotta feroce) “…che una coppia di buoi…” (Drammatico) “Ma un pò di dignità, porca miseria “

20 – SERAFIN – (Fra se, sarcastico, a mezza voce, rivolto alla platea) “Il merlo che dice al corvo

…come sei nero…!!!”

21 – FORTUNATO – (Nicchia ancora qualche attimo, affatto convinto. Poi si decide) “E va bene.”

(Allarga leggermente le braccia: rassegnato) “Vuol dire ….che li faccio salire…!”

22 – GIUANIN – (S’illumina in un largo sorriso) “Bravo…!!!!” (Gli assesta una violenta pacca sulle spalle) “Così che mi piaci…!!” (Indicandogli l’uscita di destra e spingendolo fuori quasi a forza) “Vai…” (Lo esorta) “…e fai il tuo dovere di vero tifoso blucerchiato…!!”

Giuanin attenda che il davvero poco entusiasta Fortunato esca da destra, poi, libera la sua conten-

tezza.

23 – GIUANIN – (Aspetta che Fortunato sia uscito, poi esplode in un urlo di gioia) “Aahhaaaaa !”

(Spara a tutta voce) “Ora che ci siamo…!!” (Non sta più nella pelle: si dirige verso Serafin fre-

dandosi le mani dalla contentezza) “E ora…” (Esclama solenne fermandosi davanti a lui impettito)

“…i tigrotti blucerchiati daranno una bella lezione di strategia a quella banda di casseruole senza manico della quale fanno parte anche mia moglie e mia figlia…!!!”

24 – SERAFIN – (Muove verso Giuanin, si gratta la testa, decisamente preoccupato) “Giuanin, abbi pazienza…” (Cerca di mediare) “Non so cosa vuoi fare di preciso…ma ci hai pensato bene …?!?!?”

25 – GIUANIN – (Solenne, fermo impettito a braccia conserte) “Si…!!!”

26 – SERAFIN – (Alza leggermente gli occhi al cielo) “Guarda che…” (Prova a insistere) “…da quello che mi hai raccontoto ieri sera nella scala ne abbiamo già una che vive pericolosamente…” (Allarga nuovamente le braccia: con ansiosa ovvietà) “Me pare che basti e avanzi…!!”

27 – GIUANIN – (Fa una smorfia di soddisfazione: con ostentata ovvietà) “Ma Serafin…” (Obbiet

ta con voce forzatamente pietosa) “Se impediamo a quelle due che ho in casa di andare allo sta

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dio, non facciamo mica niente di male, sai…. » (Si difende ineffabile. Poi, cambiando espressione, deciso) “Gli impediamo di tribolare…!!!!” (Con convinzione assoluta) “Perché domani quella ban

da di mentecatti con la divisa di due colori…” (Indica le insegne rossoblu appese alla parete) “…vengono presi a calci nei denti per novanta minuti e spediti di gran carriera in serie B..!!!”

28 – SERAFIN – (Fa spallucce: amaro, per niente convinto) “Beato tu che ci credi…!!”

In quel momento, da fuori a destra, si sente la voce di Fortunato.

29 – FORTUNATO – (DA FUORI A DESTRA) “Giuanin…Giuanin…” (Chiama a gran voce) “E' permesso…?!?!? Possiamo entrare…?!?!?”

30 – SERAFIN – (Si gira di scatto verso l’uscita di destra) “SI….!!!!” (Spara a gran voce. Fero-

ce) “E sbrigati anche…!!”

 

Un attimo dopo, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Fortunato e Leonardo Invasato, respon

sabile del tifo organizzato blucerchiato, accompagnato da due supporters.

31 – FORTUNATO – (Entra per primo. Timidamente, a Giuanin) “Ecco qui…” (Si volta verso Leo

nardo Invasato che lo segue a breve) “…c'è Leonardo…e i suoi tigrotti!!”

Un attimo dopo fanno il loro ingresso in scena Leonardo Invasato e due altri supporter della Samp

doria: sono completamente avvolto da simboli blucerchiati ( una bandiera, una sciarpa, un berret-

to

32 – LEONARDO INVASATO – (Entra subito dietro a Fortunato. E’ una persona sui 4O / 5O an-

ni, che cammina con passo veloce e piglio deciso. Si rivolge a Giuanin con un ampio sorriso) “Ciao

, Giuanin…” (Lo apostrofa: allunga la mano verso di lui) “…come stai…?!?!?” (Lo sguardo gli ca

de sul muro agghindato coi colori del Genoa: ritira la mano lasciando Giuanin con la sua inutil-

mente tesa in avanti emettendo uno straziante urlo quasi di dolore) “Aaaaaahhhh….!!!!!” (Alza in rapida sucessione prima una mano e poi l’altra nel gesto delle corna) “CORNA, BICORNA…!!!!” (Urla a gran voce) “TESTICULA TACTA….!!!!” (Spara ancora volgendo le spalle alla platea e portando una mano al basso ventre: girandosi nuovamente, alza entrambi le mani al cielo) “UTERUSQUE MALIS FUGIT….!!!!” (Continua il suo soliloquio scaramantico: incrociando il dito indice delle due mani a mò di croce, ancora a tutta voce) “VADE RETRO SATANAAAA…!”

33 – I DUE TIGROTTI – (Si agitano convulsamente ripetendo a loro volta i gesti scaramantici di Leonardo in una sorta di rito tribale)

34 – SERAFIN – (E’ rimasto ad osservare Leonardo trafelato. Si avvicina a Giuanin) “Senti un pò

….” (Chiede stupefatto) “Sono matti…?!?!?”

35 – GIUANIN – (Di getto) “No…” (Ribatte) “…sono Sampdoriani…!”

36 – SERAFIN – (Fa una smorfia interdetta) “Boh…!!” (Commenta rivolto alla platea) “Sarà un sinonimo…!!!”

37 – GIUANIN – (Va verso Leonardo) “Leonardo, ma vieni…” (Lo esorta) “…venite a sedervi !!” (Lo prende per un braccio, lo accompagna verso il tavolino ,sempre con i due Tigrotti che lo seguo

no a breve) “Non preoccuparti per quello scempio attaccato al muro…” (Lo tranquillizza) “Sai che mia mogeli e mia figlia stanno da quell’altra brutta parte…” (Lo fa sedere) “A questo mondo, pur

troppo….” (Si siede a sua volta: allargando sconsolato le braccia) “…nessuno è perfetto !”

38 – LEONARDO – (Ancora piuttosto agitato) “Si ma….” (Indica il muro alle sue spalle senza voltarsi e facendo una smorfia di immenso dolore) “…potevi avvisarmi, eh…!!” (Lo rimprovera: allargando a sua volta leggermente le braccia, con enfasi) “Ho rischiato l’infarto…!!”

39 – TIGROTTO DUE – (Si è seduto vicino a Leonardo. Conferma convinto) “Euuuhhhh….!!”

40 – TIGROTTO TRE – (E’ seduto vicino a lui: di rimando, anch’egli convinto) “Uuuuhhhh…!!!”

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41 – GIUANIN – (Gli riserva un altro largo sorriso) “Cosa vuoi farci, Leonardo…” (Minimizza) “Se non si prendono quella di dipingere i muri di soddisfazione….!!” (Poi, anticipando la risposta di Leonardo che gli riserva a sua volta un sorriso stentato) “Piuttosto…!!” (Spara deciso, poggia

ndogli la mano su un ginocchio e facendolo saltare sulla sedia. Con aria sorniona) “Fortunato…” (Lo indica con un cenno del capo) “…ti ha spiegato cosa sta succedendo per domani…??”

40 – LEONARDO – (Scostando prudentemente la gamba, un po’ preoccupato) “Si,si…” (Replica convinto) “Me lo ha detto….me lo ha detto…!!”

41 – TIGROTTO DUE – (Convinto) “Euuuhhhhh….!!!”

42 – TIGROTTO TRE – (Deciso) “Uuuuuhhhh….!!!!”

43 – GIUANIN – (Rincara la dose) “Capisci bene che è un affronto di proporzioni…” (Fa una bre-

ve pausa, come cercando le parole: poi esclama con ampi gesti delle braccia) “Inusitate…!!!!”                                                                                                      

44 – LEONARDO – (Ancora più convinto) “Sicuro, Giuanin…” (Conviene) “Sicuro…!!!”

45 – TIGROTTO DUE – (Categorico) “Euuuuhhhh….!!!”

46 – TIGROTTO TRE – (Decisissimo) “Uuuuhhhh….!!!”

47 – GIUANIN – (Assume un’espressione di sdegno) “Anche perché si tratta di un atto di sabotag-

gio che quella manica di ubriachi…” (Si alza e comincia a passeggiare a piccoli passi per la sce-

na reggendosi il mento con una mano, con aria meditabonda) “…vogliono mettere in atto perché sono verdi di bile che la magica Sampdoria vinca il secondo scudetto della sua storia gettandoli con

temporaneamente nella serie che meritano…” (Conclude perentorio) “La serie B…!!”

48 – LEONARDO – (Con cipiglio sempre più fiero) “E' vero, Giuanin…” (Conferma) “…è vero.”

49 – TIGROTTO DUE – (Perentorio) “Euuuuhhhh…..!!!”

50 – TIGROTTO TRE – (Assoluto) “Uuuuhhhh….!!!!”

51 – SERAFIN – (Desolato, coprendosi il viso con una mano) “Sant' Iddio…” (Smoccola fra se ad alta voce: rivolgendo lo sguardo al cielo) “Cosa mi tocca vedere…!!”

52 – GIUANIN – (fa un attimo di pausa, aspettando una prosecuzione del discorso da parte di Leo

nardo che non avviene. Poi sbotta: guardandolo torvo, chiede feroce) “E beh…?!?!?”

53 – LEONARDO – (fa spallucce: replica  indifferente) “E beh…?!?!?”

54 – GIUANIN – (Spazientito) “E non mi chiedi nemmeno cosa vorrei fare….?!?!?”

55 – LEONARDO – (Riassume l’aspetto serio di prima) “Giusto, Giuanin…giusto…!!” (Con uno sguardo ebete) “Cosa vorresti fare…?!?!?”

56 – GIUANIN – (Deciso) “Eliminare la fonte del problema…” (Sentenzia: indicando Fortunato) “La suocera…!!!!”

57 – LEONARDO – (Salta sulla poltrona) “Ehi…ehi…!!!” (Spara trafelato) “Siamo i Tigrotti Blu

cerchiati…mica Cosa Nostra…!!!”

58 – SERAFIN – (Caustico) “Giusto…!!” (Interviene) “Per quella devi rivolgerti….” (Indica il soffitto) “…al piano di sopra…!!!”

59 – FORTUNATO – (Che fino a quel momento era rimasto ad ascoltare in disparte, interviene) “Ma no, Leonardo…” (Gli si rivolge con veemenza) “Cosa hai capito…!!!” (Risoluto) “Non permet

terei mai che venisse fatto del male a qualcuno della famiglia di Chiara…!!” (Si allarga in un sorri

so) “Tanto più che Chiara gli è tanto affezionata…!!!”

60 – LEONARDO – (Lo guarda interdetto: con ovvietà) “E vorrei vedere…!!” (Poi, perplesso)“Ma

 allora…”

61 – FORTUNATO – (Lo interrompe) “Ma niente…” (Si affretta a spiegare) “Si tratterebbe solo di portala via e tenerla da qualche parte per tutto il tempo della partita e mollarla subito dopo….” (Sor

ride sornione) “Tanto più che Chiara a quel punto farebbe il matto a quattro per cercarla e noi…” (Con naturale ovvietà) “…ne avremmo due di meno infilati nell’altra gradinata ….!!!”

62 - LEONARDO – (Si illumina) “Ho capito…!!!!” (Spara a gran voce) “Sarebbe una goliardata...”

63 – TIGROTTO DUE – (S’illumina) “Una goliardata…!!!”

64 – TIGROTTO TRE – (Di rimando, spalancando di colpo le braccia, a tutta voce e con un sorri-

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so esagerato ed ebete) “Una goliardata….!!!!!”

65 – GIUANIN – (Interviene a sua volta) “Ma siiii….!!!!” (Spara deciso) “Una goliardata…!!!” (Si risiede) “Tanto per rendere pan per focaccia a quelle due trombone che vorrebbero far perdere la

partita a me...” (Indica Fortunato) “…e a Fortunato…!!”

66 – LEONARDO – (Fa spallucce) “Se è solo per prendersi…” (Indica Fortunato) “…la suocera e tenersela in paio d’ore a covar le uova…” (Conclude perentorio) “…consideralo già fatto, Giuanin

…!!!” (Si rivolge ai Tigrotti: con aria complice) “Vero, tigrotti…??”

67 – TIGROTTO DUE – (Esageratamente convinto) “Euuuuhhhhh….!!!!!”

68 – TIGROTTO TRE – (Di rimando, con la stessa convinzione) “Uuuuuuhhhhh…..!!!!!!”

69 – GIUANIN – (Si allarga in un ampio sorriso di soddisfazione) “Graazie, Leonardo…grazie ra-

gazzi...!!!” (Li ammansisce) “Sapevo di poter contare su degli amici veri…!!!!”

70 – LEONARDO – (Alza le mani) “Per carità, Giuanin…” (Si schernisce) “Per un vero Doriano...

questo e altro…!!!” (Si alza) “Beh…” (Comincia ad accomiatarsi SEMPRE SEGUITO DAI TI-

GROTTI) “Se stasera dobbiamo metterci in movimento, bisogna che cominciamo a organizzarci…!!

71 – GIUANIN – (Sorpreso) “Ma…” (Gli chiede) “…non hai bisogno di sapere l’indirizzo…il no-

me….”

72 – LEONARDO – (Lo blocca) “Tranquillo…!!” (Lo tranquillizza) “So già tutto quello che basta

…!!!”

73 – FORTUNATO –  (Si avvicina a Leonardo) “Scusa un pò…” (Chiede perplesso) “Ma come fa te aaaaa….” (Si interrompe, non trova le parole. Fa alcuni gesti con le mani, poi, di getto) “Portala via, insomma…!!”

74 – LEONARDO – (Avviandosi a destra) “Semplice…!!” (Spiega con assoluta naturalezza)“Aspe

ttiamo che sia sola in casa…gli mettiamo un sacco in testa….l’imbraghiamo bene….e la facciamo passare dalla finestra…!!”

75 – SERAFIN – (Venefico, si inserisce al volo) “E qui…” (Ridacchia sornione) “....vi vorrei proprio vedere...!!”  (Venefico) “Graffia come i gatti...!!                                                                                      

76 – LEONARDO – (Ai tigrotti, con convincimento) “Vero tigrotti…??”

77 – TIGROTTO DUE – (Assolutamente convinto) “Euuuuuhhhh….!!!!”

78 – TIGROTTO TRE -  (Di rimando, assolutamente esagerato) “Uuuuuuhhhhh…..!!!!!”

79 – SERAFIN – (Trafelato, alla platea) “Ho capito…” (Sentenzia cercando di autoconvincersi) “Sono su scherzi a parte….!!!”

80 – LEONARDO – (E’ già sull’uscita di destra: si ferma) “Piuttosto…” (Si volta e chiede a Giua-

nin) “Dove vuoi che te la facciamo trovare….. ?!?!? »

81 – GIUANIN – (Ci pensa un attimo) “A Brignole…” (S’illumina) “Nei cessi pubblici…” (Con un ghigno sadico) “Dentro….” (Mima il gesto con le mani) “A testa in giù…!!!!”

82 – LEONARDO – (Ai tigrotti, imperativo) “Tigrotti, si parte…!!” (Poi, muovendo per uscire a destra, seguito dai tigrotti e cantando tutti ad alta voce) “O mamma…mamma….mamma….!!!!!”

83 – GIUANIN – (Scatta come una molla, li blocca) “Sssscccccttttt…..!!!!!” (Gli intima mettendosi un dito davanti al naso per imporre silenzio) “Silenzio…!!” (Si impone: indica le pareti drappeg-

giate di vessilli rosso blu) “Il nemico ci ascolta…!!!”

84 – LEONARDO – (Lo guarda per un breve istante, poi, con l’aria di chi ha capito tutto) “Aaahh!

85 – TIGROTTO DUE – (Conferma) “Euuuuhhhh…!!”

86 – TIGROTTO TRE – (Di rimando) “Uuuuuhhhh….!!!!”

87 – LEONARDO – (Riorganizza il coro: sottovoce, imitato dai tigrotti) “Sai…perché…me batte el corason….”

88 – GIUANIN – (Gigioneggia ondeggiando al ritmo della canzone)

89 – LEONARDO E I TIGROTTI – (Sempre sottovoce) “Ho visto la Sampdoria….ho visto la Samp

doria….” (Poi, a squarciagola, avviandosi e uscendo da destra seguito in fila indiana dai tigrotti) “E…mammà….innamorato son….!!!!!”

 

                                                                                                       20

 GIUANIN li guarda uscire, sporgendosi oltre l’uscita per essere ben certo che siano realmente andati e smoccolando per le loro intemperanze.

Nel frattempo, SERAFIN guarda Fortunato con aria esterrefatta, muovendo le mani a pigna e battendosi la mano sulla fronte con il taglio nel senso di dire: “Siamo matti”

FORTUNATO non sa cosa fare e risponde allargando le braccia con una smorfia di desolazione.

90 – GIUANIN – (Rimane per un lungo istante sporto oltre l’uscita di destra ad accertarsi che Leo

nardo sia realmente andato, poi, si gira di scatto emettendo un sordo grido di soddisfazione) “Aha-

haaaaaa….!!!!!” (Torna verso il centro scena fregandosi le mani) “E ora voglio proprio vedere co-

me va a finire…!!!!” (Si ferma davanti a Serafin: con espressione trionfale) “Gliela doio la Santa Benarda…!!!!”

91 – SERAFIN – (Si avvicina  a Giuanin: decisamente affranto) “Senti un poò…” (Lo apostrofa in-

redulo) “…ma sei diventato tutto scemo….?!?!?”

92 – GIUANIN – (Trasale) “E no…!!” (Replica indispettito) “Proprio no, se…!!” (Tronfio) “Ai di-

spetti…” (Allarga le braccia: con ostentata naturalezza) “…rispondiamo con i dispetti…!!”

93 – SERAFIN – (Non riesce a capacitarsi) “Per una partita di calcio….?!?!?” (Indispettito, pren-

dendo e uscendo da destra con passo svelto) “Giuanin…” (Lo apostrofa agro) “…avete le pigne nel cervello….!!!!”

94 – GIUANIN – (Lo guarda uscire con un cenno di sorpresa) “Ohibò…!!” (Scrolla le spalle) “Oh, quante storie…!!” (Conclude tassativo) “E' mia suocera….mica una donna…!!!” (Si volta verso Fortunato) “E domani, io e ti…” (Lo apostrofa: si  avvicina a lui, scuotendolo) “Gradinata Sud….” (Spara a gran voce: lo lascia, alza i pugni al cielo. Trionfante) “Gradinata Sud….!!!!!”

95 – FORTUNATO – (Non è convinto) “Già….!” (Risponde senza entusiasmo accennando un palli

do sorriso) “Gradinata sud….”

96 – GIUANIN – (Rimane sorpreso dallo scarso entusiasmo di Fortunato) “E beh…??” (Gli si

spegne l’entusiasmo) “Non sei contento….?!?!?”

97 – FORTUNATO -  (Esitante) “Si…si…ma…” (Risponde mogio) “Mi rincresce per  Chiara !”

98 – GIUANIN – (Sbuffa) “E dagli…!!!” (Poi, stizzito) “Voglio vedere quando saranno trent’annni

che te la reggi se ti rincrescerà ancora per Chiara…!!!”

In quel momento, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Marilena e Chiara accompagnate da Serafin: stanno discutendo animatamente.

99 – MARILENA – (Rientra per prima da destra, seguita da Serafin e Chiara) “E’ inutile che insi-

sti…” (Spara tassativa voltandosi verso Serafin che la segue da vicino) “Non se ne parla proprio !”

100 – SERAFIN – (Cerca di ammansirla) “Ma abbi pazienza, Marilena…” (Si ferma a centro sce-

na seguendo Marilena che si dirige ad ampi passi verso l’uscita di sinistra) “Voi due…” (Indica prima Marilena e poi si volge ad indicare Chiara che lo segue a breve) “…avete l’abbonamento e ci andate tutte le domeniche…” (Indica un sorpreso Giuanin) “Lui ha trevato il biglietto per fortuna

…” (Allarga le braccia: con scontata ovvietà) “Per una volta potete anche farne a meno no…??”

101 – CHIARA – (Si è fermata dietro di lui: è rimasta ad ascoltare scuotendo mestamente la testa)

“Serafin…” (Interviene prendendolo delicatamente per un braccio) “Tu …di calcio…” (Gli riserva un sorriso quasi di commiserazione) “Non ne capisci niente….!” (Indica Fortunato) “Sei come quel

tarlucco là….” (Lo apostrofa benevolmente) “Che tifa Savona…!!”

102 – GIUANIN – (Insiste) “Va bene ma Chiara….” (Perora la sua causa) “Per una partita non penso che cadrà il mondo…!!!”

103 – CHIARA – (Gli stringe il braccio con benevolenza) “Te l’ho detto…” (Spiega nuovamente con l’aria di chi si rivolge ad un bambino piccolo che non capisce) “Non è tanto la partita in sé…” (Con scontata ovvietà) “E’ l’occasione…!!!”

                                                                                                       21

104 – MARILENA – (Interviene decisa) “Sicuro…!!” (Spara a tutta voce) “L’occasione di far abbassare la cresta a ‘sta manica di carciofoni…” (Indica Giuanin) “…facendogli perdere lo scudetto che non meritano di sicuro capita una volta nella vita e IO….” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “….non me perdo senz’altro…!!”

105 – GIUANIN – (Interviene di getto) “E brava…!!!” (La apostrofa con rabbia) “Ti piacerebbe, eh..!!!”

106 – CHIARA – (Sibillina) “Papà…” (Con un ghigno di scherno) “…ne saremo entusiaste…!!”

107 – GIUANIN – (Scatta verso Chiara: con veemenza) “ E a me piacerà moltissimo vedervi rotola

re nella bratta da dove siete venuti…!!!”

108 – MARILENA – (Con furia) “Te lo dmentichi…!!!” (Spara verso Giuanin) “Perché domani….

Gramigno… vi fa due pere…” (Alza indice e medio della mano: scuotendoli sotto il naso di Giua

nin, a tutta voce) “DUE…!!!!!”

109 – SERAFIN – (Trasale) “Gramigno….?!?!?” (Chiede a Chiara) “E chi è sto tizio…?!?!?”

110 – CHIARA – (Con foga, a Giuanin) “Come chi è….” (Replica) “E’ il centravanti brasiliano del Genoa…” (Perentoria, con esagerato orgoglio) “Inserito dal commissario tecnico del Brasile nella selezione Carioca per i prossimi mondiali….!!!!”

111 – SERAFIN – (Con espressione incredula) “E' il migliore della squadra…?!?!?”

112 – MARILENA – (Con ovvietà) “E si, eh….!!”

113 – SERAFIN – (Desolato) “Buon Dio…” (Alza leggermente gli occhi al cielo) “….state freschi

…!!”

114 – GIUANIN – (Interviene di botto) “Gramigno un accidenti…!!!” (Sbotta con furia) “Ci pensa Broccovitz a mettergli il bavaglio…!!!!”

115 – SERAFIN – (Trasale) Broccovitz…?!?!?”

116 – FORTUNATO – (Timidamente, spiega) “E' lo stopper della Sampdoria…”

117 – GIUANIN – (decisamente incredulo) “Ma sentite un pò…” (Sbotta piccato) “Tutti qui a Ge-

nova devono venire a finire sti campioni …?!?!?”

C’è un attimo di imbarazzato  silenzio, interrotto solo dal riso soffocato di Fortunato, poi è Giuanin a rompere il ghiaccio.

118 – GIUANIN – (Con modo melenso e aria di compatimento) “Comunque, belle gioie….” (Si ri

volge a Chiara e Marilena) “A me piacerà moltissimo…” (Si avvicina a Chiara) “…domani sera

…” (La prende sottobraccio) “…asciugarvi le lacrime amare che piangerete dopo che avrete senti

to….” (Lascia Chiara: fa un ampio gesto concentrico con le mani) “…tutta Marassi urlarvi…”(So

lenne, alzando il pugno al cielo) “Serie B….serie B…!!!!”

119 – MARILENA – (Trasale: acidissima) “Tu comunque…” (Fulmina Giuanin) “Non lo avrai sen

tito senz’altro….!!” (Feroce, piazzandosi con aria solenne di fronte a Giuanin) “Ricordati che do

mani alle due e mezzo hai appuntamento in Carignano….” (Lo incalza) “E bada bene che…” (Si gira di scatto indicando Fortunato che trasecola) “…sto macaco si ricordi quello che io e Chiara gli abbiamo detto di fare…!!” (Con rabbia, a tutta voce) “Hai capito, furbetto…?!?!?”

120 – GIUANIN – (Le riserva un ghigno sardonico) “Mamma mia, che paura…!!!” (La canzona) “Tranquilla Marilena…” (Prosegue poi, falsamente accomodante) “…che domani con quella ciabatta di Osvalda non ci sarà proprio…” (Tassativo, sillabando quasi le parole e accompagnan

dole con ampi gesti delle mani, a tutta voce) “….NESSUN….PROBLEMA …!!!”

121 – MARILENA – (Ferocissima, sporgendosi verso di lui, mani sui fianchi) “E mi sa che ti conviene…!!”

122 – GIUANIN – (Muovendo verso destra, prima di uscire canticchiando allegramente) “T’assicu ro che domani, Osvalda vivrà un’esperienza indimenticabile…!!!”

123 – MARILENA – (Lo guarda uscire: poi, partendo a sua volta e uscendo dietro di lui, quasi rin

                                                                                                       22

correndolo) “E mi sa tanto che non sarà l’unica…!!!” (Urla a tutta voce) “Ora vado al Genoa Club a organizzarmi per domani: e vedrai che ridere….!!!!”

124 – SERAFIN – (Muovendo anch’egli verso l’uscita di destra) “E io vado a prendermi un goccio di bianco, che è meglio…!!!”

In scena restano Chiara e Fortunato.

Chiara continua a passeggiare nervosamente per la scena schiumando rabbia, Fortunato rimane immobile nel suo angolo con espressione desolata.

125 – CHIARA – (Passeggia nervosamente, a grandi falcate, lungo la scena) “Ma puoi capire….” (Continua a ripetere a gran voce) “Puoi capre se per colpa di un gabibbo velenoso bisogna rischiare di perderci il derby…!!!!”

126 – FORTUNATO – (Sospira profondamente, guarda un attimo verso l’alto scuotendo legger-

mente la testa) “Chiara, scusa sai….” (Prova a intervenire timidamente) “Ma non ti sembra che tu e tua madre abbiate un attimino esagerato…?!?!” (Con aria di giustificazione) “In fondo…una volta ogni tanto…”(Prova ad azzardare) “…anche tuo papà avrebbe diritto di andarsi a vedere una partita

e proprio ora che….”

127 – CHIARA – (Si blocca, si gira di scatto) “Per avere la soddisfazione di gioire delle nostre

disgrazie…?! (Lo apostrofa schiumante rabbia) “Piuttosto…” (Ribadisce perentoria) “…mi faccio

venire la scarlattina…!!!”

128 – FORTUNATO – (Trasecola) “Per l’amor di Dio…!!!” (Avanza verso di lei: trafelato) “Che quande l’hai avuta sul serio…sei andata in punto di morte…!!”

129 – CHIARA – (Conferma) “Appunto…!!” (Con un ghigno feroce) “Vorrei proprio vedere se mio padre lascia…” (Ostentatamente drammatica) “…il cappezzale della figlia morente…” (Anco

ra feroce) “...per andare a Marassi a vedere quella manica di scappati de casa….!!!!” 

130 – FORTUNATO – (Sospira nuovamente) “Chiara….” (Le si avvicina) “Capisco che la tua per il Genoa è una grandissima passione…” (Le cinge le spalle con un braccio) “…che è l’unico svago che hai…” (Prova ad ammansirla) “Che dopo una lunga e dura settimana di lavoro, la donenica...”

131 – CHIARA – (Lo blocca: guardandolo interdetta) “Lavoro….?!?!?” (Fa spallucce) “Ma se so-  no disoccupata…!!”

132 – FORTUNATO – (Alza lievemente gli occhi al cielo) “Appunto…” (Commenta desolato. Dolente) “….mi toccherà mantenerti anche i vizzi…!!!” (Poi, con noncuranza, cercando di indurre Chiara alla ragione) “Ma nella vita….oltre al pallone….” (Allarga desolatamente le braccia) “…ci sono anche altre cose…!!!”

133 – CHIARA – (Lo guarda stupita) “Altre cose….?!?!?” (Interdetta) “E quali….?!?!?”

134 – FORTUNATO – (Trasale leggermente: piccato) “IO…” (Si indica, rafforzando la parola al-

zando il tono della voce) “…per esempio…!!!!”

135 – CHIARA – (Lo guarda un attimo interdetta) “Tu…?!?!?” (Si illumina) “Giusto…!!!”

136 – FORTUNATO – (S’illumina a sua volta: con un moto di soddisfazione) “Ooooohhhh….!!!!!” (Sospira a gran voce: con un largo sorriso) “Ora che ci siamo….!!!!”

137 – CHIARA – (Meditabonda) “Effettivamente…” (Comincia a girare avanti e indietro per la scena reggendosi il mento con una mano) “…non è mica giusto che la domenica quando vado a

vedere il Genoa tu rimanga tutto il giorno a gironzolare qua e là senza fare niente…”

138 – FORTUNATO – (Rimarca la veridicità delle sue parole) “Eh…!!!!”

139 – CHIARA – (Continua a passeggiare rimuginando fra se) “Dopo tutto….troppa lontananza  rischia anche di rovinare il nostro rapporto….!”

140 – FORTUNATO – (Ancora a tutta voce e ancora più convinto) “Eeeehhhh….!!!!!!”

141 – CHIARA – (Si blocca) “Ho deciso…!!” (Spara solenne: si gira di scatto verso Fortunato) “Da domenica….” (Lo indica col dito) “…vieni anche tu…!!!”

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142 – FORTUNATO – (S’irrigidisce: il sorriso si trasforma in una smorfia) “Ah…!!” (Geme dolen

te. Desolato) “E mi pareva una favola…!!”

143 – CHIARA – (Gli si avvicina: squittendo) “Dopo tutto…” (Lo prende sottobraccio) “Tu una squadra non ce l’hai…!!!”

144 – FORTUNATO – (Si morde le labbra alzando appena lo sguardo e lanciando un impropero silezioso verso l’alto) “Chiara…” (Spiega dolente) “…a me, il pallone…” (Scuote leggermente la testa: con un sorriso sforzatissimo) “…non mi interessa….!!” (Poi, mentre Chiara si allontana con una smorfia di delusione, fra se, a mezza voce, alla platea) “Se non altro…” (Allarga mestamente le braccia) “….per quieto vivere…!!!!”

145 – CHIARA – (Ha ricominciato a girovagare per la scena) “Tu….” (Lo apostrofa dolente) “...non capisci quale enorme fortuna hai per le mani….” (Gli si ferma davanti: solenne) “Tu…” (Co

mincia a declamare) “…di origine ciciolla….” (Si infervora) “…diventare tifoso dell’unica….” (Veemente) “…vera…grande squadra della capitale…” (Perentoria, a gran voce) “IL GENOA…!!”

146 – FORTUNATO – (Dolente) “E tu non capisci…” (Replica con una punta di esasperazione) “..

che io tifoso del Genoa lo sono già….” (S’infervora) “Per forza di cose…!!!!”

147 – CHIARA – (Non si aspetta la sua reazione: interdetta) “Eh…?!?!?”

148 – FORTUNATO – (La vede incerta: approfitta dell’occasione) “Se il Genoa vince non ti si può parlare per quasi tutta la settimana perché devi rivederti e commentare cento voltei il nastro registra

to della grande vittoria….” (Comincia ad elencare con fervore, contando sulle dita) “Se il Genoa perde non ti si può parlare proprio per tutta la settimana perché devi ripassare centomila volte l’elen

co degli errori tecnici…valutazioni sbagliate….sviste dell’arbitro che hanno causato la sconfitta…” (Continua di getto) “Se poi pareggia sono un pò più fortunato perché per male che sia andata alme- no un punto c’è uscito….” (Allarga le braccia) “Chiara…” (Esasperato, a tutta voce) “…non possiamo continuare così…!!!!”

149 – CHIARA – (Piccata) “Appunto…!!” (Ribatte tassativa lasciando Fortunato di stucco) “Non possiamo continuare così…!!!” (Fa una breve pausa: poi, perentoria) “E’ per questo che ti do la possibilità di condividere la magica atmosfera della gradinata Nord…” (Quasi mistica) “Di respirar

ne il profumo e sentirne il calore….” (A Fortunato, con un largo sorriso angelico) “Vedrai…” (Allarga le braccia) “Non potrai fare a meno di volerle bene…!!!!!”

150 – FORTUNATO – (La guarda un lungo istante con uno sguardo carico d’odio) “Chiara…” (Ri

nghia quasi) “Alla gradinata Nord non posso volergli bene…” (La apostrofa sibillino) “Perché IO...

” (Si indica, rafforzando la parola alzando il tono della voce: sillabando quasi le parole) “…IL GE

NOA….” (Spara a gran voce: girando sui tacchi e dirigendosi a uscire da destra) “…LO ODIO..!”

151 – CHIARA – (Rimane unnlungo attimo ferma immobile ad osservarlo uscire, allibita. Poi, con un filo di voce) “Ma…Fortunato…” (Geme appena: uscendo anche lei da destra, implorando quasi, con rabbia) “…non mi puoi parlare così…!!!!”         

 

La scena rimane vuota qualche istante, poi, da destra rientrano Giuanin e Serafin.

152 – GIUANIN – (Rientra per primo: è decisamente alterato e sembra proprio avercela con Sera-

fin) “Ma cosa t’è venuto in mente….” (Lo apostrofa precedendolo verso il tavolino) “…di andare a remesciare con quelle due tipe la….” (Indica l’uscita di destra: perentorio) “Si può sapere cosa   credevi di fare…??”

153 – SERAFIN – (Lo precede a pochi passi: ha in mano una bottiglia e due bicchieri. Sornione e

tranquillo) “Oh, niente di strano…” (Posa i bicchieri e comincia a vuotare il vino bianco) “Solo evi

tarti di fare una fregnaccia…!!”

154 – GIUANIN – (Scrolla le spalle) “Tsè…” (Ringhia stizzito) “Una fregnaccia…!!” (Si avvicina a Serafin: a muso duro) “Guarda che la fregnaccia l’ho fatta trent’anni fa…quando mi sono sposato

…!!”

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155 – SERAFIN – (S’è seduto) “Una..!!” (Comincia a sorseggiare il vino bianco) “E ora ne stai per combinarne un’altra…!!”

156 – GIUANIN – (Lo manda platealmente a quel paese con un gestaccio del braccio) “Ma figurati un pò…!!!” (Comincia a passeggiare nervosamente per la scena) “La seconda….” (Sbotta poi, pic-

catissimo) “…semmai è stata quella di non estirpare dal cervello malato di Marilena la passione per

versa per quella squadra di morti di fame…!!”

157 – SERAFIN – (Categorico) “O beh…” (Ribatte sornione) “….scommetto che vent’anni fa la pensavi a un altro modo…!!!”

158 – GIUANIN – (Si gira di scatto) “E grazie…!!!” (Sbotta inviperito) “Vent’anni fa…” (Fa un gesto inequivocabile) “…c’era una donna…!!!” (Desolato) “Ora invece…” (Fa un altro gesto ine-

equivocabile) “…c’è un armadio a quattro ante…!!”

159 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Cosa vuoi fare…” (Allarga leggermente le braccia: fatalista) “Il tempo passa per tutti…!!”

160 – GIUANIN – (Si blocca. Sibillino) “Serafin…” (Con un sorrisetto sornione) “Mica vero !!”

161 – SERAFIN – (Non capisce) “Sarebbe a dire…?!?!?”

162 – GIUANIN – (Si volta verso Serafin: con un’espressione di lussuria dipinta sul viso) “Sarebbe a dire che ne abbiamo un esempio nelle scale che non è vero…!!”

163 – SERAFIN – (Realizza) “Oddio…!!!” (Trasale) “La cliente delle pompe funebri…” (Indica verso l’altro) “Cosa Nostra, su…!!!”

164 – GIUANIN – (Scatta verso Serafin) “Ma ti rendi conto, di…” (Si siede accanto a lui: con en

fasi) “Più o meno ha l’età di Marilena…” (Con rabbia) “E ti pare che siano uguali…?!?!?”

165 – SERAFIN – (Perplesso) “E via…” (Fa una breve pausa, valutando ciò che sta per dire) “Più o meno…” (Commenta poi molto diplomaticamente) “…più o meno…!!”

166 – GIUANIN – (Sbuffa) “Si…” (Lo scimmiotta stizzito) “…più o meno…!!”

167 – SERAFIN – (Sornione) “Ouh…” (Convinto) “…una cosa c’è da dire, però, eh…!!”

168 – GIUANIN – (Interrogativo) “Sarebbe…??”

169 – SERAFIN – (Con un sorriso beffardo) “Che nonostante tutto a stare con Marilena….” (Pe-

rentorio) “….vivi più tranquillo…” (Con un perentorio gesto della mano) “Senz’altro…!!”

170 – GIUANIN – (Lo manda platealmente a quel paese) “Ma vai via….!!!!”

Un attimo dopo, da fuori a destra, si sente la voce di Beatrice.

171 – BEATRICE – (DA FUORI A DESTRA) “E’ pemmesso…?!?!? Si può…?!?!?”

172 – SERAFIN – (Beffardo) “Toh eccola….!!!!” (Serioso, a Giuanin) “So vede che ti ha sentito

…!!”

173 – GIUANIN – (Cambia totalmente atteggiamento: in estasi, lo sguardo perso nel vuoto) “Bea-

trice…!!!!” (A Serafin, con un sorriso ebete) “Serafin…il nostro….” (Con sguardo sognante) “E' un richiamo onirico…!!!”

174 – SERAFIN – (Fra se, a mezza voce) “Si, come Jack London…” (Commenta acido) “Il ri-

chiamo della foresta…!!” (Poi, a Serafin) “E so bene anche di che tipo di….” (Fa un gesto con le mani) “…FORESTA…” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…si tratta…!!”

Un attimo dopo, da destra, fa il suo ingresso in scena Beatrice.

175 – BEATRICE – (Entra da destra. Non ha più il fazzoletto in testa a nascondere la chiomaneris

sima e indossa un lungo cappotto/soprabito che le arriva quasi fino ai piedi. Ha un pacchetto in mano) “E’ pemmesso…?!?”(Chiede ancora fermandosi subito dopo l’ingresso. Vede Giuanin: si illumina) “Signor Giovannino.….” (Lo saluta con calore) “….buongionno…!!!!”

176 – GIUANIN – (Completamente in bambola) “Ooooo…scia…sci…sciu….” (Deglutisce pesante

mente) “S’accomodi…!!!!”

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177 – SERAFIN – (Formale, si alza e tende la mano) “Buongiorno, signora….” (Prova a salutare:

Beatrice non lo considera. Alla platea) “Serafino, puoi anche andare…” (Commenta amaro) “…che non servi…!!”

178 – BEATRICE – (Si dirige con passo apparentemente incerto ma senza esitazioni verso Giua-

nin“Signor Giovannino…” (Fa lo sguardo da cerbiatta) “…scusate se mi pemmetto di venire nuo

vamente a distubbavi…” (Abbassa leggermente lo sguardo) “…ma siete stato così buono e cottese con me e io….” (Alza e abbassa fulmineamente lo sguardo verso Giuanin) “…un grosso debbito nei vostri confronti, ho….!!!”

179 – GIUANIN – (E’ completamente in trance: riesce appena a farfugliare) “Ma maaa…ma  maaaa….ma maaaaaa…”

180 – SERAFIN – (Che nel frattempo si è alzato, ha preso bicchiere e bottiglia e si sta vuotando un altro giro di vino bianco) “Guarda Giuanin…” (Lo apostrofa venefico) “…che non so mica se cono-

sce l’alfabeto morse…!!”

181 – GIUANIN – (E’ ancora in tilt) “Ma maaaa….” (Ripete ancora. Poi si scuote: deglutisce pe-

santamente) “Ma per così poco signo….” (S’interruppe: guarda intensamente Beatrice che si scher

nisce girando leggermente lo sguardo. Con un sorriso sornione e voce melensa) “Beatrice…!”

182 – SERAFIN – (Lo guarda esterrefatto) “O santo cielo…!!” (Esclama fra se) “E' bello che andato…!!”

183 – GIUANIN – (Ha superato lo choc: si fa più intraprendente) “Ma venga a sedersi, Beatrice

…” (Le indica il tavolinetto) “…venga a sedersi…!!”

184 – BEATRICE – (Si avvicina al tavolino) “Grazie….Giovannino…” (Lo apostrofa con ostenta

ta pudicizia: sedendosi) “…grazie assai…!!”

185 – GIUANIN – (Si siede a sua volta) “Prego…!!!!” (Replica con enfasi: avvicina la poltrona a quella su cui è seduta Beatrice) “Prego….!!!!!”

186 – SERAFIN – (Caustico, a mezza voce) “Attento, Giuanin…che gli finisci in braccio…!!”

187 – GIUANIN – (Sorride imbarazzato a Beatrice) “Posso…” (Si guarda in giro con ansia, non sa che dire. Vede il suo bicchiere ancora pieno sul tavolino) “Offrirle qualcosa da bere…?!?!?” (S’illumina. Sposta il bicchiere ancora pieno verso di lei) “Un goccio di bianco…?!?!?”

188 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oh…grazie, grazie…!!” (Prende il bicchiere) “Solo una lacri-

ma però, eh…” (Puntualizza) “Sapete….a me il vino subbito alla testa da…” (Contrita) “Non vorrei dire…” (Si ferma: gli lancia una rapidissima occhiata di fuoco) “…o FARE…” (Sottolinea la paro

la) “…cose di cui dovemmi veggognare…!!”

189 – GIUANIN – (E’ il deliquio: lancia un profondissimo sospiro) “Aaahhaahhhaahhaaa….!!!!”

190 – SERAFIN – (Con una smorfia di profondo disgusto) “Signore Iddio….” (Esclama) “…te lo li che si scioglie…!!”

191 – BEATRICE – (Ha il bicchiere sollevato in mano) “Ma…Giovannino…” (Lo apostrofa: rias-

sume lo sguardo da cerbiatta) “…voi non mi fate compagnia….?!?!?”

192 – GIUANIN – (In bambola, non realizza) “Eeeeehhhh….?!?!?”

193 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente, alzando gli occhi al cielo) “Giuanin…” (Cerca diriportar

lo alla realtà) “…ti ha chiesto se tu non bevi…!!”

194 – GIUANIN – (Ancora in bambola) “Ah…!!!” (Sillaba appena, scuotendo la testa in senso af-

fermativo. Realizza: si rianima) “Ah…” (Trasecola) “Euhhh….!!!” (Spara con enfasi: cerca inutil-

mente l’altro bicchiere con lo sguardo) “Si che…” (Inquadra Giuanin con il bicchiere in mano: feroce, folgorandolo con gli occhi) “….bevo…!!!”

195 – SERAFIN – (Sbuffa nuovamente: si avvicina al tavolino e vi posa sopra il suo bicchiere or-

mai vuoto. Con fastidio) “Tè….!!”

196 – GIUANIN – (Guarda il bicchiere vuoto, poi Serafin che gira sui tacchi con la bottiglia anco-

ra in mano) “Anzi…” (Esclama a tutta voce rivolto all’amico) “….berrei….!!!!”

197 – SEARFIN – (Sbuffa ancora, per la terza volta. Si gira, ritorna sui suoi passi: posando la bot-

tiglai sul tavolino, con evidente fastidio) “Ostia che tenaglione…!!!”

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198 – GIUANIN – (Piccato) “Ouh….” (Indicando la bottiglia) “E' il mio, se…!!!!”

199 – SERAFIN – (Girandogli le spalle, mentre torna verso la sua posizione iniziale) “Si…è il tuo

….” (Commenta infastidito) “Solo perché l’abbiamo preso nella tua cantina….” (Arriva vicino al-

l’attaccapanni: si ferma vicino ad esso: voltandosi e mettendosi a braccia conserte) “….è il tuo..

…!!!!”

200. GIUANIN – (Si agita sulla poltrona) “No…” (Commenta acidissimo) “…è del Parroco della Guardia che è passato di qui e lo ha lasciato per caso nella mia cantina…!!!!”

201 – BEATRICE – (Timidamente) “Scusasse, Giovannino…” (Allunga il pacchetto verso Giuanin

“Un piccolo presente vi pottai…!!”

202 – GIUANIN – (Visibilmente in imbarazzo) “Euh ma….” (Farfuglia appena) “Ma non era il ca-

so, eh…che si disturbasse…” (Prende il pacchetto dalle mani di Beatrice con ostentata delicatezza) “Non era priprio il casa…!!”

203 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oh, per carità…” (Si allunga leggermente verso di lui) “Sono dolo due cannoli siciliani di produzione propria…” (Con un timido sorriso) “Li fa nella sua pasticce

ria di Corso Italia il figlio del mio povero cugino Salvatore….”

204 – GIUANIN – (Trasale) “Morto anche lui….?!?!?”

205 – BEATRICE – (Trasale a sua volta) “Di cause naturali…” (Si affretta a precisare) “Indigestio

ne…”

206 – SERAFIN – (Maligno, a tutta voce, a Giuanin) “Sarà meglio non indagare di cosa…!!”

207 – GIUANIN – (E’ sempre più imbarazzato) “E ma sono….” (Non sa che dire: deglutisce anco-

ra pesantemente) “Sono cose che capitano…”

208 – SERAFIN – (Ancora maligno) “Si…” (Puntualizza drastico) “Quella di morire mi pare una cosa che capiti anche troppo spesso…!!!!”

209 – BEATRICE – (Si rivolge a Giuanin) “Ci voleva un omaggio dolce…” (Lo lusinga: abbassa ed alza lentamente lo sguardo, sbatte le ciglia) “….per un uomo così dolce…!!!”

210 – GIUANIN – (Va in brodo di giuggiole: estatico) “Amor c’ ha nullo amato….” (Comincia a declamare con sguardo vacuo) “…amar perdona…!!”

211 – SERAFIN – (Velenosissimo) “E ti saluto Maritino…” (Lo scimmiotta) “…tu e i tuoi soldi…!”

C’è una breve pausa, durante la quale Beatrice rimane con lo sguardo estatico perso nel vuoto e Giuanin rimane ad osservarla con sguardo vacuo e sorriso ebete. Poi Beatrice sembra scuotersi

212 – BEATRICE – (Sospira profondamente) “Aaaaahhhhh……!!!!!”

213 – GIUANIN – (Sospira a sua volta:  con sguardo speranzoso) “Eeeeeehhhh…..!!!!”

214 – SERAFIN – (Con stizza, coprendosi il viso con una mano) “Dio santissimi…cosa mi tocca vedere…!!!”

215 – BEATRICE – (Si guarda intorno come rapita) “Mi piace la vostra casa, Giovannino…” (So-

spira. Il suo sguardo si sofferma sul muro dipinto con i colori del Genoa) “Soprattutto….mi piaccio

no i colori…!” (Rivolge il suo sguardo verso Giuanin che è trasecolato e la guarda interrogativo) “Assomigliano a quelli della squadra del mio povero Calogero…il Catania…!!!”

216 – GIUANIN – (Si rilassa: sospira profondamente, con convinzione) “Aaaahhhh….!!”

217 – BEATRICE – (Con ovvietà) “Sono quelli della squadra di Genova, vero…” (Chiede. Convin-

ta) “…il Genoa…!!”

218 – GIUANIN – (Trasale) “NO….!!!!” (Spara a tutta voce) “Sono quelli di una squadretta dimen

tecatti che sono sempre stati in serie B e che quest’anno ci ritornano…” (Posa il pacchetto sul tavo-

lino: categorico) “La squadra di Genova….” (Comincia solenne) “L’UNICA….” (Rafforza la paro

la alzando il tono della voce) “…squadra di Genova…” (Si alza di scatto: categorico) “…è la Samp

doria…!!”

219 – BEATRICE – (Lo guarda stranita) “Saponaria…?!?!” (Chiede stupita) “Mai sentita…!!” (Poi, interdetta) “Ma la saponaria non è quella specie di detersivo che si usava per fare il bucato ??”

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220 – GIUANIN – (Scatta come una molla) “Fare il bucato…?!?!?” (Trasecola) “Ma come ti per-

metti, analfabeta….!!!!” (La apostrofa malamente) “La Sampdoria è l’unica…vera…grande…inimi

tabile squadra di Genova….” (La rintuzza con veemenza) “E da domani…anche d’Italia…!!!” (Con

clude perentorio. Poi) “Se non l’hai mai sentita…” (Prosegue: con aria di commiserazione) “Forse è perché il Catania ha sempre navigato nella stessa melma….” (Indica il muro dipinto di rossoblù) “…dove sono sempre stati quegli altri balordi…!” (Spara) “E infatti….” (Sentenzia alla fine) “…..

hannno gli stessi colori…!!!” (Poi, avviandosi a destra e prima di uscire) “ E ora levati dai piedi, …” (L’apostrofa malamente) “…che devo andare a prepararmi che domani m’aspetta la Gradinata Sud…!!!”

221 – SERAFIN – (Ilare, lo insegue con la voce) “Giuanin, visto che avevo ragione…” (Locanzona

. Si sposta verso il centro scena: usando il taglio della mano come amplificatore) “E' meglio stare con Marilena….!!!!!!!”

C’è una breve pausa, durante la quale Serafin sghignazza ferocemente e Beatrice rimane ferma con lo sguardo perso nel vuoto. Poi è Beatrice a rompere gli indugi)

222 – BEATRICE – (A Giuanin, con un filo di voce) “Miii….offeso si è…!!!”

223 – SERAFIN – (Beffardo, a Beatrice) “Oooooh…non ti preoccupare….!!” (Si avvicina al tavoli

no, comincia a versarsi il vino bianco) “Vedrai che dopo la partita ritorna alla carica…!!!”

224 – BEATRICE – (Smarrita) “Si, ma intanto….” (Chiede preoccupata) “…che facciamo ...?!?!?”

225 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Mah…” (Si siede) “Visto che il vino bianco ce l’abbiamo….” (Mostra il bicchiere a Beatrice prima di posarlo sul tavolino. Comincia a sfasciare il pacchetto dei cannoli. Ilare) “Ci mangiamo i cannoli….!!!!!”

                                -  S  I  P  A  R  I  O  -    

   

    

                                                                                                       28

                                      TERZO ATTO

                                    (bandadeimisci@libero.it)

La scena è rimasta pressoché invariata.

All’attaccapanni sul lato destro della scena, però, sono appesi un cappello ed un lungo soprabito da donna. All’apertura del sipario, la scena è vuota.

Qualche attimo dopo, da destra, entra Leonardo. Indossa una maglia blucerchiata con davanti la scritta “Tigre Uno”

1 – LEONARDO – (Entra da destra: ha un cappuccio nero che gli copre completamente la faccia lasciando spazio solo agli occhi ed una radio in mano, . Si muove con fare circospetto, guardandosi furtivamente attorno: si ferma a centro scena e comincia a parlare alla radio) “Tigre uno a tigrotti..…tigre uno a tigrotti…” (Ripete a mezza voce con fare circospetto) “Mi sentite…

?!?!?”

2 – TIGROTTO DUE – (Risponde DA FUORI SCENA, a mezza voce) “Forte e chiaro, tigre uno…”

3 – LEONARDO – (Non da segni di aver ricevuto. Rimane qualche istante in attesa poi riprova) “Tigre uno a tigrotti…tigre uno a tigrotti…” (Ripropone a voce più alta) “Mi sentite…?!?!?”

4 – TIGROTTO DUE – (A voce più alta) “Si, tigre uno…” (Ripete) “…forte e chiaro…!!”

5 – LEONARDO – (Non da ancora segni di aver ricevuto. Rimane ancora qualche istante in attesa

poi, a voce alta) “Tigre uno a tigrotti….” (Ringhia quasi) “….non vi sento…!!!!”

6 – TIGROTTO TRE – (A tutta voce, DA FUORI SCENA) “E levati le pezze dalle orecchie, insensa

to…!!!”

7 – LEONARDO – (Trasale: stacca la radio dall’orecchio e la guarda un lungo istante. Poi si to-

glie il cappuccio, riguarda la radio, si apre in un sorriso beffardo e riprova a chiamare) “Tigre uno a tigrotti…tigre uno a tigrotti…” (Ripropone nuovamente) “…pronti all’azione…!!!”

8 – TIGROTTO TRE – (Ancora a tutto volume) “E muoviti allora, che qui sotto ci stiamo facendo i funghi…!!!!”

9 – LEONARDO – (Sbuffa pesantemente, ripone la radio) “Ma porca…!!!!” (Sacramenta fra se ri-

mettendosi il cappuccio. Poi, avviandosi e uscendo a sinistra, fra se) “All’attacco…!!!”

Passano diversi istanti, poi, da sinistra si sente un grido lancinante di donna.

Dopo alcuni istanti, Leonardo riappare in scena da sinistra.

10 – LEONARDO – (Riappare in scena da sinistra: si dirige con passo svelto fino a centro scena, poi si blocca. Prende la radio, si toglie il cappuccio e chiama) “Tigre uno a tigre capo…tigre uno a tigre capo…” (Propone ancora una volta) “Giuanin …mi senti…?!?!?”

11 – GIUANIN – (DA FUORI SCENA A DESTRA, A TUTTA VOCE, decisamente in ansia) “E ti sento si, Leonardo…!!” (Replica. Poi, con enfasi) “Allora….?!?!?”

12 – LEONARDO – (Con fare circospetto, a mezza voce) “Il pacco è stato spedito….!!” (Ripete con enfasi) “Il pacco è stato spedito…!!!!!”

13 – GIUANIN – (DA FUORI SCENA A DESTRA, ENTUSIASTA) “E buon viaggio…!!!!” (Spara a tutta voce) “Passo e chiudo…!!”

14 – LEONARDO – (Chiude a sua volta la comunicazione) “Bene…!!!” (Commenta fra se con una smorfia di profonda soddisfazione) “Missione compiuta….!!!!” (Si rimette il cappuccio) “E ora…

via di corsa…prima che arrivi qualcuno !!” (Commenta ancora avviandosi verso l’uscita di destra) “Anche se conciato così…” (Si indica il cappuccio) “Voglio proprio vedere chi mi riconosce…!

In quel momento, da destra, fa il suo ingresso in scena Serafin.

15 – SERAFIN – (Entra da destra: vede Leonardo che, incappucciato, gli viene incontro per uscire

                                                                                                                                                          29

Si blocca) “Ciao, Leonardo….” (Lo apostrofa interdetto) “Dove vai conciato così….?!?!?”

16 – LEONARDO – (Rimane di pietra: togliendosi il cappuccio con un gesto di rabbia, a tutta vo

ce, uscendo da destra ) “Ma porca quella porcaccia miseiaccia ladra brutta e maledetta….!!!!”

Serafin rimane fermo a centro scena guardando con ilare stupore Leonardo uscire decisamente stiz

zito. Poi si muove.

17 – SERAFIN – (Fa spallucce, guardando Leonardo uscire) “Boh…!!” (Commenta fra se. Poi, av

viandosi e uscendo a sinistra) “Fammi andare un pò a vedere se Marilena ha un goccio di bianco..!”

La scena rimane vuota qualche istante, poi da destra, fanno il loro ingresso Giuanin e Chiara: stan

no discutendo animatamente.

18 – CHIARA – (Rientra per prima: è visibilmente alterata. Volgendosi verso Guanin che la segue a breve) “E’ Sampdoriano….” (Ripete affranta. Si blocca a centro scena: disperata) “E’ Sampdoria

no….!!!!!!”

19 – GIUANIN – (La segue a breve:indossa un giaccone con ampie tasche. Ssornione) “Chiara….” (La apostrofa: con un ghigno di sinistra soddisfazione) “Chiunque sia….è una persona intelligente

…!!!!”

20 – CHIARA – (Si gira di scatto verso Giuanin) “’Una persona intelligente….?!?!?” (Lo apostrofa malamente. Si dirige verso di lui) “Sei tu che lo hai messo sulla cattiva strada…” (Lo accusa: con veemenza) “E’ tutta colpa tua…!!!!”

21 – GIUANIN – (Gongolante) “Veramente ’è colpa vostra….” (La canzona) “…che siete una squadra di scarpe vecchie…!!”

22 – CHIARA – (Con rabbia, ringhiando quasi in faccia a Giuanin) “Non capisci niente….” (Urla con quanta voce ha in corpo) “NIENTEEEEEE…..!!!!!!!”

23 – GIUANIN – (Trasale: si ripara istintivamente il volto con le braccia) “Va bene…va bene…” (Prova ad ammansirla) “Ma calmati…!!”

24 – CHIARA – (Per niente tranquillizzata) “Fortunato….” (Comincia a passeggiare con rabbia in scena con ampi passi) “E’ Sampdoriano….!!!!!”

25 – GIUANIN – (Con esagerata contentezza) “Bene….!!!!!” (Perentorio) “Tu e tua madre avete finito di dettar legge….” (Spara deciso) “Siamo due a due…!!” (Indica con le dita delle mani) “Da domano, il muro…” (Indica il muro con i colori del Genoa) “…si divide a metà…!!”

26 – CHIARA – (Lo guarda incredula) “Ma come puoi essere così…” (Fa una breve pausa cercan

do le parole) “…così meschino…!!!!” (Sbotta poi) “Mi ha tradito, capisci….?!?!?” (Esplode con veemenza) “Mi ha tradito….!!!!!!!”

27 – GIUANIN – (Gaudente) “E' rinsavito, capisci…?!?!?” (La scimmiotta) “E' rinsavito…!!

28 – CHIARA – (Lo manda platealmente a quel paese con un gestaccio del braccio) “Ma vi via con il tuo spirito di patata….!!!!” (Ringhia feroce) “La mamma….!!!!” (Trasale: assume un’espressione contrita) “Quando lo viene a sapere la mamma…che guaio….!!!”

29 – GIUANIN – (Sornione) “Bisognerà che ci si abitui, eh…!!”

30 – CHIARA – (Trasale) “E no, eh….!!” (Sibila con voce sottile: si gira verso Giuanin) “E NO EH….!!!!!” (Spara a tutta voce) “Qualsiasi cosa sarei disposta a perdonare per amore a Fortunato...

(Declama quasi convinta: poi, tassativa) “Ma il tradimento NO….” (Spara decisa, sottolineando la parola alzando il tono della voce) “Quello MAI….!!!!!!!”

31 – GIUANIN – (Gode a rivoltare il coltello nella piaga) “E io allora…” (Ironizza) “…cosa dovrei dire che a te a tua madre ho perdonato anche….” (Indica la parete con i colori del Genoa) “…il cretinismo….?!?!?”

32 – CHIARA – (Ha un gesto di stizza) “Sei un mostro….” (Apostrofa agra Giuanin) “Sei senza

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cuore….!!!!!” (Poi, partendo e uscendo a passo svelto da sinistra) “Mamma…mamma….!!!!” (Invoca a gran voce) “Fortunato mi ha tradito…!!!!!!”

 

La scena rimane ferma per qualche istante, con Giuanin che gironzola con l’espressione gaudente e soddisfatta di un gatto che ha appena ingurgitato un grosso topo. Poi Giuanin comincia a parlare fra se.

33 – GIUANIN – (Passeggia trionfante lungo la scena) “Però…” (Commenta fra se) “…quante bel

le soddisfazioni può dare la vita…!!!” (Si avvicina all’attaccapanni sul quale fanno bella mostra il cappello ed il soprabito) “Per essere più comodi…” (Scimmiotta Marilena) “…ho fatto venire la mamma direttamente da noi…!!” (Con un ghigno sinistro) “L’ha mandata in bocca al lupo…!!!” (Fa una smorfia compiaciuta) “Però…” (Commenta) “…organizzati i tigrotti... !!” (Positivamente meravigliato) “Hanno saputo subito che era qui…” (Fa un gesto perentorio con la mano) “Senza bisogno di dirgli manco mezza parola…!!!” (Si inchina verso l’attaccapanni) “Signoria, signora Os

valda…” (La sberleffa) “…a te…” (Fa il gesto dell’ombrello) “…e a Santa Benarda…!!!!” (Siavvia verso il tavolino) “Quel macaco du Fortunato siè ricordato di essere un’uomo e di avere una dignità

…” (Rimugina ancora fra se visibilmente soddisfatto) “Quelle due allocche avranno da cercare la suocera e si perderanno il derby…” (Si siede spaparanzato in poltrona) “..e fra un pò…” (Fa un gesto emblematico con le mani) “…gradinata Sud…!!!!!” (Spara a tutta voce) “A vedere il Doria

che vince lo scudetto e quell’atro insieme di spazzatura che rotola di sotto…!!” (Con un ampio so-

spiro di soddisfazione) “Aaaaaaahhhhh……” (Si allunga mettendosi le braccia dietro la testa a mo di cuscino) “…che bella cosa è la vitta….!!!!!!”

Un attimo dopo, da sinistra, fa il suo ingresso in scena Serafin.

34 – SERAFIN – (Rientra da sinistra con in mano l’immancabile bicchiere di vino bianco. E’ per-

plesso, si guarda indietro interdetto. Nota Giuanin) “Ah…sei qui…!!”

35 – GIUANIN – (Leggermente seccato) “Anche tu vedo che sei qui…” (Risponde sibillino) “…tan

to per cambiare…!”

36 – SERAFIN – (Non lo considera) “Ma dimmi un pò…” (Chiede ancora interdetto avvicinando-

si al tavolino) “….cos'è successo a Chiara….?!?!?”

37 – GIUANIN – (Fa il finto tonto) “Perché….??”

38 – SERAFIN – (Comincia a spiegare) “Mah…” (Si siede accanto a Giuanin) “E' arrivata di la…” (Indica l’uscita di sinistra) “…sparata in un cannone che urlava come una belva…” (Scimmiotta vagamente Chiara) “Fortunato m’ha tradito…Fortunato m’ha tradito …!!!!” (Con un sorriso sornio

ne) “Non starmi a dire che ha incontrato anche lui la vicina di sopra, eh…!!”

39 – GIUANIN – (Evasivo) “No…no…” (Minimizza. Poi, serio) “L’ha tradita con la Sampdoria..!”

40 – SERAFIN – (Categorico) “Allora è scemo…!!”

41 – GIUANIN – (Piccato) “NO…!!” (Ribatte secco) “E' rinsavito…!” (Poi, indagatore) “Tu piut-

tosto…” (Apostrofa Giuanin) “…cosa hai combinato con la vicina di sopra…??”

42 – SERAFIN – (Con somma ovvietà) “Ci ho mangiato i cannoli…!!”

43 – GIUANIN – (Piuttosto seccato) “Guarda, eh….” (Replica a muso duro) “…che per certi can-

noli….è riserva di caccia…!!”

44 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Giuanin…” (Replica ilare) “….ma se alla nostra età per fare verti discorsi ci vogliono sei mesi di preavviso…!!!!”

45 – GIUANIN – (Scatta sulla sedia) “A te, magari…” (Ribatte visibilmente seccato) “…che non ci sei mai stato abituato…!!”

46 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Se lo dici tu....” (Si siede accanto a lui) “Comunque…” (Comin-

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cia a sorseggiare il suo bianco) “…con quella tipa di sopra non avete litigato per via del Genoa…del Doria…della partita…”

47 – GIUANIN - /Lo interrompe) “Litigato…” (prorompe) “E' una parola grossa, eh…!”

48 – SERAFIN – (Si indica) “A me…” (Posa il bicchiere sul tavolino) “…sembra che gli hai detto di tutto come a un cane…!!!”

49 – GIUANIN – (Stizzito) “E dai…!!!” (Sacramenta fra se all’indirizzo di Serafin) “Di tutto…” (Minimizza poi schernendosi) “Abbiamo un po questionato per via dei colori del Catania e….” (Fa una breve pausa) “…di quell’altra specie di squadra…” (Poi, risentito) “Ma non poteva che essere, così…!” (Accorato) “Non si può confondere la MIA Sampdoria….” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…con la saponaria da lavare il bucato…!!!” (Fa una breve pausa: Poi, senza la-

sciare a Serafin tempo di replicare) “Comunque, è da scusare, eh…!!”

50 – SERAFIN – (Con un sorriso sornione e falso stupore) “A si…?!?!?!?”

51 – GIUANIN – (Ostentando comprensione) “E si, eh…!!” (Rafforza il senso delle sue parole con ampi gesti della mani) “Viene da distante…” (Con aria pensosa) “Altro ambiente…” (Allarga leg-

germente le braccia) “…altra mentalità…” (Con ostentata ovvietà) “Cosa vuoi che ci sia di buono, a Catania….?!?!?”

52 – SERAFIN – (Salace, con naturale ovvietà) “I cnanoli…!!!!”

53 – GIUANIN – (Scatta in piedi: piccato) “Ma dai, su…!!!!” (Fa due passi verso il centro scena

Si blocca, si gira di scatto verso Serafin) “Non essere così limitato…” (Lo rimbrotta) “Così piccolo di pensiero…!!”

54 – SERAFIN – (Deciso) “Ho capito…” (Sentenzia) “Avevo ragione …!!”

55 – GIUANIN – (Interdetto) “Sarebbe a dire….?!?!?”

56 – SERAFIN – (Prende il bicchiere dal tavolino, lo alza come a voler brindare) “Dopo la partita..

…” (Beve un sorso: ancora con il bicchiere in alto) “Ritorni alla carica…!!”

57 – GIUANIN – (Seccato) “E beh….?!?! Se anche fosse….?!?!?”

58 – SERAFIN – (Fa spallucce) “E no, vedi….” (Posa il bicchiere con gesto lento e controllato) “Non vorrei che poi le succedesse come a Chiara….”

59 – GIUANIN – (Lo guarda interdetto) “Eh…?!?!?”

60 – SERAFIN – (Indica verso l’alto: con un sorriso beffardo) “Tradita con la Sampdoria…!!!”

61 – GIUANIN – (Lo manda a quel paese con un plateale gesta del braccio) “Ma dai, su…!!!” (Fa ancora qualche passo verso il centro scena. Si ferma, rimane un attimo pensoso. Poi, deciso) “A Chiara gli sta bene…!!” (Sentenzia convinto. Torna lentamente verso il tavolino) “Così impara a fa- re il tifo per quel mucchio di ubriachii…!!” (Fa una breve pausa: un sorriso beffardo gli illumina il viso) “E vedrai quando lo sa Marilena che Fortunato è sampdoriano che bella guera che ti scoppia...

…!!”

62 – SERAFIN – (Fa una smorfia: con ovvietà) “Se non volete che scoppi nessuna guerra…” (Allarga leggermente le braccia) “…basta non dirglielo…!!” (Poi, scuotendo mestamente la testa) “Solo che fra tutti e due non vedete l’ora che lo sappia, vero…?!?!?”

63 – GIUANIN – (Convintissimo) “E vorrei vedere tu, cosa ne penseresti !!” (Indica l’uscita di sini

stra) “Strano che non si sia ancora sentita ululare come una belva…!!!”

64 – SERAFIN – (Ancora con naturale ovvietà) “Non c’è…!!”

65 – GIUANIN – (Trasecola leggermente) “Come non c’è…?!?!?” (Deciso) “Quando sono uscito, mezz’ora fa…” (Indica l’uscita di sinistra) “…era di la che trafficava…!!”

66 – SERAFIN – (Di rimando) “E ora che ero andato a cercargli on goccio di bianco…” (Allarga leggermente le braccia) “…non c’era…!!”

67 – GIUANIN – (Scrolla le spalle: categorico) “Impossibile…!!”

68 – SERAFIN – (Fa una smorfia poco convinta) “Magari è andata a prendere tua suocera…” (But

ta li) “Non aveva cambiato idea e non doveva farla venire qui…??”

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69 – GIUANIN – (Con una espressione di sommo disgusto) “Serafin…” (Indica l’attaccapanni) “ C’è già…!!” (Fa spallucce) “E' impossibile sbagliarsi…” (Si avvicina al tavolino) “Ha la coperta addosso tutto l’anno…” (Indica nuovamente l’attaccapanni) “…come i cavalli…!!”

70 – SERAFIN – (Sbuffa. Fa spallucce a sua volta) “E allora a sarà andata a farsi un giro…!!!”

 71 – GIUANIN – (S’illumina: schernendola) “Sci, magari al club….” (La scimmiotta: poi, perento

rio) “A preparare i canti funebri per stasera dopo il derby quando tutta Marassi gli griderà…”(Scuo

tendo un pugno al cielo, a gran voce) “Serie B….serie B….!!!!”

 

In quel momento, da sinistra, rientra in scena Chiara   

72 – CHIARA – (Rientra da sinistra. Si ferma poco oltre l’ingresso) “Grazie eh….grazie…!!” (Di-

ce entusiasta volgendosi all’indietro. Riprendendo la marcia) “Sapevo di poter contare su di te…!”

73 – GIUANIN – (A Serafin) “Vistu che aiva raxiun…??” (Con un sorriso compiaciuto) “C’è…!”

(Poi, a Chiara, canzonatorio) “Chiara, hai dato la ferale notizia…?!?!?”

74 – CHIARA – (Si ferma: volgendosi verso Giuanin, interdetta) “Quale…?!?!?”

75 – GIUANIN – (Gongolante) “Che quello sfigato di Fortunato s’è ricordato di essere un uomo e di avere un cervello…?!?!?”

76 – CHIARA – (Con ostentata tranquillità) “Si…!!” (Ribatte trattenendo a stento la rabbia) “E ho ricevuto in cambio un consiglio prezioso….!!!”

77 – GIUANIN – (Vuole rigirare il coltello nella piaga) “Strano, però…” (Con ostentata meravi-

glia) “Non ho nemmeno sentito tua madre urlare come un’aquila…” (Con un ghigno beffardo) “Prima di dirglielo gli hai dato un sonnifero o gli hai messo il bavaglio…?!?!?”

78 – CHIARA – (Piccata) “Non l’hai sentita di sicuro…” (Ribatte a muso duro) “… non c’è…!!”

79 – GIUANIN – (Trasale) “Non c'…” (Gli si intorcinano le parole in bocca) “Chi te l’ha dato allo

ra il consiglio…” (Sbraita a tutta voce) “…la Madonna delle mele cotte…?!?!?”

80 – CHIARA – (Con assoluta ovvietà) “Ma la nonna…!!”

81 – GIUANIN – (Trasecola) “La non…!!!!” (Non riesce a finire la frase) “Chiara…” (Si precipita verso Chiara, l’afferra per un braccio: trafelato) “Quale nonnaaaa…..?!?!?!”

82 – CHIARA – (Ha un moto di stizza) “Papà…” (Ringhia quasi in faccia a Giuanin) “Non ho fatto sedute spiritiche….” (Si divincola dal suo braccio) “Nonna Osvalda…” (Precisa con rabbia prima di uscire velocemente a destra) “….l’unica che ho ancora viva…!!!”

Giuanin rimane fermo impietrito ad osservare Chiara uscire.

Per alcuni attimi il suo sguardo passa velocemente dall’attaccapanni, all’uscita di sinistra e a quel

la di destra.

Poi si muove.

83 – GIUANIN – (Parte a razzo verso l’attaccapanni: guarda con sguardo terrorizzato il cappello e il soprabito. Li palpa, li accarezza, li annusa. Poi, categorico, conclude) “Sono i loro…!!!”

Poi parte deciso verso l’uscita di sinistra ma Serafin lo ferma.

84 – SERAFIN – (Ha assistito interdetto a tutta la manfrina: vede Giuanin scattare verso sinistra, lo ferma) “Giuanin, ma t’ha morso una tarantola….?!?!?”

85 – GIUANIN – (Gli si ferma davanti) “Ma non hai sentito cosa ha detto Chiara…?!?!?” (Lo apo-

strofa trafelato) “Che di là…” (Indica l’uscita di sinistra) “…c’è l’Osvalda…” (A tutta voce, muli

nando le braccia) “…MIA SUOCERA…!!!!!!”

86 – SERAFIN – (Ancora più stupito) “E beh….?!?!?” (Ribatte: con ovvietà) “Lo sapevamo, no…

...?!?”

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87 – GIUANIN – (Partendo di scatto e uscendo di corsa da sinistra, urla a squarciagola) “NON  DEV’ESSERCIIIIIIIIIIIIIIII…..!!!!!!!!”

88 – SERAFIN – (Lo guarda uscire trafelato. Poi, stranito) “Santo Dio….” (Esclama a tutta voce

:rivolto alla platea) “Batte in testa come una pentola vuota….!!!!!!”

Serafin rimane immobile alcuni istanti poi si rianima: scrolla violentemente il capo, si guarda un at

timo intorno poi parte  anch’egli verso l’uscita  di sinistra.

Sta per uscire quando incoccia in  uno stralunato Giuaniin: ritorna in scena da sinistra a marcia indietro.

                                                                                                                                                                                                           

89 – GIUANIN – (Ritorna in scena da sinistra BLOCCANDO UN TRAFELATO SERAFIN  CHE POI PROCEDE A MARCIA INDIETRO: è stralunato, cammina a scatti come un robot con le braccia che si muovono lungo i fianchi ad ogni passo e lo sguardo fisso nel vuoto davanti a se e ripete con voce metallica) “C’è…c’è….c’è…!!”

90 – SERAFIN – (Retrocede fin quasi a centro scena quasi meccanicamente, poi riesce a reagire. Si blocca e blocca Giuanin) “GIUANIN ….!!!!!!!!” (Lo chiama a gran voce. Scuotendolo vivace-

mente) “Sei tutto scemo…!!!!!”

91 – GIUANIN – (Si rianima solo vagamente: gli riserva un sorriso ebete) “Di la…” (Spiega con voce meccanica indicando a scatto con il braccio l’uscita di sinistra) “Mia suocera…” (Ancora con uno scatto riporta il braccio lungo il corpo) “…c’è…!!!” (Poi, ebete) “E c’è anche in pinguino...!!”

92 – SERAFIN – (Sobbalza) “In ping…!?!?” (Alza appena gli occhi al cielo) “Madonna mia...!!!”

(Sacramenta fra se vivamente preoccupato) “Gli è andato il cervello in fico…!!!!” (Prova a riani-

marlo) “Giuanin.…” (Lo prende sottobraccio) “Vieni a sederti, dai…” (Lo accompagna al tavoli-

no, lo fa sedere) “…e spiegami con calma…”

93 – GIUANIN – (Si siede come un automa, tutto d’un pezzo come uno stoccafisso. Guarda per un lungo attimo Serafin negli occhi, poi, allargandosi in un meccanico sorriso ebete, gorgoglia appe-

na) “N’gheeeeeeee….!!!!”

94 – SERAFIN – (Trasale, si copre gli occhi con una mano) “Mamma miaaaa….!!!!” (Rantola quasi. Si fa coraggio: si guarda intorno, non sa cosa fare) “Dai, dai, Giuanin….” (Dice a lui per farsi forza a sua volta) “Qualunque cosa sia….” (Continua a guardarsi in giro alla disperata ricer

ca di un qualcosa che non sa nemmeno lui cosa sia) “…vedrai che il peggio è passato…!!” (Lo

sguardo gli cade sul bicchiere di bianco ancora pieno per due terzi: s’illumina) “Vuoi berequalcosa

…?!?!?” (Chiede prendendolo e porgendolo a Giuanin) “Un goccio di bianco, eh…!!”

95 – GIUANIN – (Con gesti meccanici, prende il bicchiere, lo alza, lo svuota tutto d’un fiato e lo ri

porge a Serafin)

96 – SERAFIN – (Prende il bicchiere, lo guarda esterrefatto) “Accidenti….” (Posandolo sul tavoli

no) “…che gargarozzo…!!!!”

97 – GIUANIN – (Lentamente, comincia a riprendersi) “Serafin…” (Comincia con voce meccani-

ca) “Osvalda…mia suocera…” (Con un’espressione di autentico terrore ed uno scatto meccanico del braccio indicando l’uscita di sinistra, questa volta a tutta voce) “E’ DI LAAAAA….!!!!!”(Ansi

ma, deglutisce pesantemente: ancora a tutta voce) “INSIEME AUN PINGUINO….!!!!!”

98 – SERAFIN – (Allarga le braccia: continua a non capire) “Va bene…va bene…!!” (Poi, più ras

sicurante possibile) Lo sapevamo già…” (Indica l’attaccapanni) “Mi hai fstto vedere il soprabito quando...”

99 – GIUANIN – (Risponde con un vacuo sorriso ebete) “Osvalda è di la….” (Ripete a mo di canti

lena) “Insieme a un pinguino…!!!”

100 – SERAFIN – (Scuote la testa: rassegnato) “Niente da fare…” (Conclude) “E' partito del tutto..

…!!” (Si scuote) “Ma puoi capre…!!” (Redarguisce Giuanin: si alza di scatto) “La suocera va ben ”

                                                                                                       34

(Commenta incredulo partendo a passo veloce e uscendo da sinistra. E’ già fuori scena) “…ma un pingui…”

Serafin, già fuori scena, s’interrompe di scatto. C’è un attimo di silenzio, poi Serafin ritorna in sce-

na da sinistra trafelato.

101 – SERAFIN – (Rientra da sinistra: si muove a scatti tipo robot. Procedendo verso il centro sce

na, con un sorriso ebete) “Osvalda è di la…” (Si ferma a centro scena: guardando la platea e indi-

cando l’uscita di sinistra, con sguardo stralunato) “E c’è anche un pinguino…!!!”

In quel momento, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Osvalda e Suor Leonice, madre postu-

latrice.

102 – SUOR LEONICE – (Entra per prima, precedendo Osvalda. Piccola, minuta, in abito talare, tiene le braccia conserte in grembo camminando a cassettini veloci e andatura leggermente curva. Ha voce flebile e pigolante ed è la portavoce anche di Osvalda che apre bocca solo per rispondere ai suoi salmi. Si ferma a centro scena, non capisce ciò che sta accadendo. Scuote leggermente le te

sta e poi, con un largo sorriso un po’ stentato, a Serafin, che si ritrova di fronte, esclama) “Sia loda

to Gesù Cristo…!!!”

103 – OSVALDA – (E’ una donna che ha passato la settantina da un pezzo, di corporatura massic

cia e che cammina ancora ben dritta, vestita di scuro, che non guarda in faccia nessuno e interlo-

quisce a gesti e a grugniti, senza mai profferire verbo se non per rispondere ai salmi di suor Leoni-ice. Si ferma anch’essa a centro scena e, di rimando a Suor Leonice, con voce ferma e potente) “Sempre sia lodato…!!!”

104 – SERAFIN – (E’ colto di sorpresa, non sa che dire) “Euhhhh…!!” (Butta li sommamente im-

barazzato) “Tutti i giorni…!!!”

105 – GIUANIN – (Le vede: in panico totale) “E NOOO….!!!!!” (Spara a tutta voce) “Il soprabito si…” (si rivolge all’attaccapanni) “Ma lei…” (Indica Osvalda) “…qui….” (Indica l’orologio che ha al polso) “….a quest' ora…” (Con quanta voce ha in corpo, agitando convulsamente le braccia) “NON DOVEVA PIU’ ESSERCI….!!!!!!!!!!” (Poi, ridandosi un contegno) “E il pinguino…” (Tas

sativo, indicando Suor Leonice) “…non era previsto…!!”

106 – SERAFIN – (Capisce: trasecola) “Ah…!!”

107 – GIUANIN – (Deciso) “Eh…!!!”

108 – OSVALDA – (Grugnisce. Poi si rivolge a Suor Leonice indicandogli Serafin, che gli è vicino

con aria di sufficienza)

109 – SUOR LEONICE – (Fa un rapido cenno d’intesa a Osvalda. Poi a Serafin) “Lei permette…?

!?!” (Tende la mano come per stringergliela, ma prima che Serafin riesca a farlo la capovolge rapi

damente mettendo il palmo aperto sotto il naso di Serafin) “Suor Leonice…” (Si affretta a spiegare

“…madre postulatrice…!!”

110 – SERAFIN – (Rimane stupefatto dal gioco della mano: tira avanti e indietro la sua fermando-

la poi, alla fine, con l’altra) “Postul…” (Confuso, a Giuanin) “Ma di cosa, scusa…?!?!?”

111 – GIUANIN – (Con livore) “Della confraternita della Benarda, allocco..!!” (Apostrofa Serafin. Po, a- gitandosi) “A quest' ora…” (Indica Osvalda) “…doveva già essere nei cessi a Brignole….!!”

112 – SERAFIN – (Interdetto) “Orca pippa…!!” (Poi s’ illumina) “Ecco cosa ci faceva qui Leonar-

do con un cappuccio nero in testa quando sono arrivato…!!!!!”

113 – GIUANIN – (Strabuzza gli occhi incredulo) “Lo hai riconosciuto......?!?!?”

114 – SERAFIN – (Con ovvietà) “Sotto la giacca aveva la maglia della Sampdoria con la scritta….” (Si indica il petto) “… “Tigre uno”…qui davanti…!!” (Scrolla le spalle) “Mancava solo che mi mostrasse la carta d’identità….!!!!”

115 – GIUANIN – (Tassativo) “E' scemo…!!!”

                                                                                                       35

116 – SERAFIN – (Venefico) “Pensavo fosse solo Sampdoriano…!!”

118 – OSVALDA – (Sbuffa pesantemente, emette un altro grugnito indicando Serafin a Suor Leoni

ce)

119 – SUOR LEONICE – (Ricambia lo sguardo di Osvalda con un largo sorriso, poi, a Serafin, tendendo nuovamente la mano, con voce soave) “Sia lodato Gesù Cristo…!!”

120 – SERAFIN – (Assorto in altri pensieri) “Si, va bene…” (Replica distrattamente) “Ho capito.!”

121 – OSVALDA – (Con voce sonora) “Scuci i soldi…” (Impone a Serafin, baritonale) “Straccio da lavare in terra…!!”

122 – SERAFIN – (Sbuffa pesante. Mettendo mano al portafoglio, prendendo qualche moneta e de-

positandola nel palmo aperto di Suor Leonice, vagamente insofferente) “E te  lo li che mi tocca anche questa…!!”

123 – SUOR LEONICE – (Intasca l’obolo. Dispensandogli un largo sorriso) “Grazie, buon uomo...

…” (Lo apostrofa. Poi, muovendo verso destra, prima di uscire) “Il signore le renderà merito della sua buona azione…!”

124 – OSVALDA – (Muove a sua volta per uscire da destra. Si ferma davanti a Serafin e, prima di riprendere il cammino a passo spedito e uscire dietro a Suor Leonice, con una smorfia di sommo di

sgusto) “Pidocchio…!!”

125 – SERAFIN – (Rimane impietrito. Poi, piccato, rivolto a Giuanin) “Prendila…” (Commenta) “…e vattela a spendere…!!!”

126 – GIUANIN – (Lo manda a quel paese con un plateale gesto della mano. Si alza di scatto) “Ma allora….” (Comincia a rimuginare fra se ad alta voce passeggiando nervosamente per la scena) “Cosa m’ha raccontato quel cretinp…?!?!?” (Si blocca: rivolto all’interdetto Serafin) “Il pacco è stato spedito…!!” (Spara a gran voce) “Spedito un accidenti…!!!!!” (Rincara la dose senza dare a Serafin il tempo di profferire verbo. Si gira di scatto: infilando di gran carriera l’uscita di destra) “Ma ora glieli arrangio io i conti….!!!!”

Mentre Giuanin sta per uscire da destra, dalla stessa parte rientrano Suor Leonice e Osvalda.

127 – SUOR LEONICE – (Rientra da destra SEGUITA DA OSVALDA. Incoccia praticamente den-

tro a Giuanin che sta uscendo con passo spedito, si ferma FERMANDOLO A SUA VOLTA. Gli di-

spensa un largo sorriso: tendendo la mano) “Sia lodato Gesù Cristo…!!!”

128 – GIUANIN – (La guarda un attimo con stupore, poi realizza. Feroce, prima di riprendere la marcia ed uscire da destra con passo spedito, mandandola al diavolo con un gestaccio del braccio)

“Ma vai  cacare nell’orto…!!!!”

129 – SUOR LEONICE – (Ci resta di sale: il sorriso gli muore sulle labbra, ritira lentamente la

mano. Poi si rivolge a Osvalda con sguardo interrogatore)

130 – OSVALDA – (Emette un altro grugnito, poi indica con un gesto secco e rapido del capo il

povero Serafin)

131 – SUOR LEONICE – (Si allarga nuovamente in un sorriso: muove con passo spedito verso Se-

rafin)

132 – SERAFIN – (Si accorge della manovra) “Accidenti…!!” (Commenta fra se ad alta voce. Si muove a sua volta a passo spedito verso centro scena)

133 – SUOR LEONICE – (Lo incrocia a centro scena. Si ferma: sempre con un largo sorriso, ten-

dendo la mano) “Sia lod…”

134 – SERAFIN – (Senza fermarsi, prima di arrivare di fronte al muro con i simboli del Genoa do-

ve si ferma fischiettando distrattamente e fingendo ostentatamente di interessarsi ai vari drappo che vi sono esposti, incrociandola) “Scignuria, scignurin-a….scignuria…!!!”

135 – SUOR LEONICE – (Rimane nuovamente di sasso. Ritraendo la mano mentre il sorriso le scompare ancora una volta dalla bocca, rivolge uno sguardo interdetto a Osvalda)

                                                                                                                                                          36

136 – OSVALDA – (fa spallucce. Prima di muovere ed uscire da sinistra seguita come un’ombra da Suor Leonice, con una smorfia di sommo disgusto, verso Serafin) “Stracci vecchi da buttare  via…!!!”

Serafin rimane in scena da solo un lungo istante senza muoversi dalla sua posizione. Poi si scuote.

137 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Boh….!” (Commenta fra se. Scuotendo mestamente la testa) “Chi ci capisce è bravo…!!” (Si alza: prende il bicchiere sul tavolino) “Però…” (Commenta fra se guardando il bicchiere mestamente vuoto in controluce) “Meno male che Giuanin è astemio….” (Poi, muovendosi verso l’uscita di sinistra con il bicchiere in mano) “Lasciami andare a fare riforni

mento…che è meglio…!!”

                                                                                                      

La scena rimane vuota qualche attimo, poi, da destra, fa il suo ingresso Chiara.

138 – CHIARA – (Rientra da destra: è piuttosto nervosa ma visibilmente soddisfatta) “Bene…!!” (Esclama fra se fermandosi a centro scena) “La vendetta è consumata…!!!” (E’ di fronte alla pla-

tea: si mette a braccia conserte. Categorica) “Così impara…!!!!” (Rimane ferma a braccia con

serte qualche attimo, impettita, poi, lentamente, si rilassa. Abbassa le braccia e lo sguardo) “Però...

…” (Riflette fra se a voce bassa gironzolando per la scena) “Un po’ mi rincresce…!” (Si stringe nel

le spalle) “In fondo a Fortunato…” (Con voce un po’ appannata dall’emozione) “…gli voglio bene  sul serio…!” (Gironzola ancora qualche istante silenziosa) “Ma gli sta bene…!!” (Conclude poi) “Mi ha preso in giro per anni, eh…!!!” (Riprende a gironzolare. S’allarga in un pallido sorriso) “E poi….” (Commenta divertita) “…qualche ora nei cessi pubblici de Brignole prigioniero dei giovani leoni rossoblu non l’ammazza senz’altro…!!” (Si ferma: meditabonda, reggendosi il mento con una mano) “Giusto il tempo della partita….!!” (Conclude. Si rilassa: con un’espressione sorniona) “E poi arrivo io, a liberarlo…!!!!” (Rimane qualche attimo ferma, in sollucchero con i suoi pensieri. Poi si scuote) “Ma devo dirlo alla mamma….!!” (Uscendo da sinistra a passo svelto) “Chissà se è arrivata…”

La scena rimane vuota qualche attimo, poi, da sinistra, rientrano Leonardo e Giuanin in compagni

a dei tigrotti.

139 – GIUANIN – (Rientra per primo. E’ decisamente contrariato. A Leonardo, che lo segue da vi-

cino, a muso duro) “Ma si può sapere cosa hai combinato…” (Si blocca di colpo) “…impiastro !!!”

140 – LEONARDO – (Lo segue da vicino) “Ma Giuanin…” (Cerca disperatamente di spiegare: frena di colpo al brusco stop di Giuanin rischiando di investirlo) “…ho fatto solo quello che mi hai detto…!!” (Poi, con più calma) “Ho preso il  pacco…” (Mina le azioni con ampi gesti delle mani) “….l’ho imbragato…” (Indica l’uscita di sinistra) “…e l’ho portato via…!!!” (Allarga leggermente le braccia: con ovvietà) “Pronto per essere riconsegnato dopo la partita…!!!”

141 – TIGROTTO DUE – (Con ovvietà) “Eeeeeeuuuuhhhhh…..!!!!”

142 – TIGROTTO TRE – (Convintissimo) “Uuuuuuhhhhhhh….!!!!”

143 – GIUANIN – (Furibondo) “Ma cosa hai preso…” (Sbraita ringhiandogli quasi in faccia) “…

che mia suocera…” (Indica l’uscita di destra) “…è ancora di la….?!?!?”

143 – LEONARDO – (Lo guarda interdetto) “Tua suocera….?!?!?” (Chiede) “Ma cosa c’entra tua suocera, scusa…???”

144 – GIUANIN – (Sorpresissimo) “Come cosa c’entra….” (Spara furibondo) “Era lei il pacco da portare via…!!!!”

145 – LEONARDO – (Si blocca: con voce strozzata) “Ah…!!”

146 – TIGROTTO DUE – (Interdetto) “Euh…!!”

                                                                                                       37

147 – TIGROTTO TRE – (Stupidissimo) “Uuuhh…!!”

148 – GIUANIN – (Esasperato) “Ehhhh….!!!!!”

148 – LEONARDO – (Con naturale ovvietà) “Io ho capito che fosse la suocera di Fortunato il pac-

co da portare via…!”

149 – GIUANIN – (Trasecola) “La suocera di Fort…” (Farfuglia appena) “MARILENA….!!!!!!!”

 (Spara a gran voce strabuzzando gli occhi. Senza dar tempo a Leonardo di rispondere) “Hai porta-

to via Marilena….”

150 – LEONARDO – (Riesce solo a fare un cenno di assenso con la testa) “Eeeee…..”

151 – TIGROTTO DUE – (Deciso, assentendo) “Euh…!!”

152 – TIGROTTO TRE – (Secco, conferma) “Uuhh…!!”

153 – GIUANIN – (Secco) “A Brignole….”

154 – LEONARDO – (Vorrebbe ancora replicare ma è ancora anticipato) “Eeeeeeeeeee……”

155 – TIGROTTO DUE – (Secco e veloce) “Euh…!!

156 – TIGROTTO TRE – (Con altrettanta rapidità) “Uuhh…!!”

157 – GIUANIN – (Desolato) “Nei cessi pubblici….”

158 – LEONARDO – (Ancora una volta la sua reazione è tarpata) “Eeeeeeeeeeeeeee……”

159 – TIGROTTO DUE – (Ancora rapidissimo) “Euh…!!”

160 – TIGROTTO TRE – (Si associa) “Uuhh…!!”

161 – GIUANIN – (Con veemenza) “A testa in giù….!!!!!!”

162 – LEONARDO – (Riesce finalmente a proferire verbo: con decisione) “E si, eh….!!!!”

163 – GIUANIN – (Trafelato) “Santo Dio e Madonna benedetta….!!!!!” (Comincia a girare come morso da una tarantola per la scena sacramentando: si blocca poi di fronte ad un imbarazzatissimo Leonardo) “Leonardo…. MI AMMAZZA….!!!!!!!” (Spara a tutta voce. Disperato, agitandogli le mani sul viso) “Mi tira il collo come a un tacchino sotto le feste di Nata-

le….!!!!!!!”

164 – LEONARDO – (Al colmo dell’imbarazzo) “Ma Giuanin….” (Pigola quasi con un filo di voce) “Non glielo abbiamo mica detto che sei stato tu a…..”

165 – GIUANIN – (Lo interrompe) “Fa niente….!!!!” (Categorico) “Intanto mi uccide….” (Con un vago gesto della mano) “…poi se mai indaga…!!!”

166 – LEONARDO – (Al culmine dell’imbarazzo) “Si ma….” (Allarga desolato le braccia) “…ora cosa possiamo fare….?!?!?”

167 – GIUANIN – (Feroce) “Andiamo a recuperala subito…” (Li spinge a forza verso l’uscita di

destra) “…e di corsa anche…!!!!”

168 – LEONARDO – (Si blocca poco prima dell’uscita) “Si ma….” (Prova a protestare) “…ci

aspettano a Marassi per la partita….!!!”

169 – GIUANIN – (Spingendoli fuori a forza) “Muoviti, accidnti….” (Sbraita feroce. Uscendo a sua volta da destra) “O a Marassi ci finiamo in galera a giocare a billie…!!!!”

La scena rimane vuota alcuni attimi, poi, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Chiara e Sera-

fin.

170 – SERAFIN – (Rientra per primo: volgendosi verso Chiara che lo segue a breve, decisamente contrariato) “Chiara, in questa casa dovete esservi venduto il cervello tutti quanti….!!!!”

171 – CHIARA – (Segue Serafin a breve) “Ma Serafin….” (Allarga le braccia) “…è solo uno scher

zo…!!!” (Si ferma: impettita, braccia conserte, quasi offesa) “I giovani leoni rossoblu non farebbe- ro male a una mosca…!!”

172 – SERAFIN – (Si ferma a sua volta) “A una mosca no….” (Ribatte deciso) “…ma ad un sampdoriano si, eh…!!!” (Si avvicina a Chiara) “Vedi, si da il caso….” (Spiega sostenuto) “…che per non far vedere la partita a voi genoani tuo padre e i tigrotti sampdoriani abbiano avuto la stessa idea e che ora in mani avverse…” (Mima la frase con ampi gesti delle mani) “…ci sia finita Marile

                                                                                                                                                         38

na...!

173 – CHIARA – (Trasecola) “La mamma…..?!?!?!?”

174 – SERAFIN – (Sconsolato) “Visto che doveva essere di la….” (Indica l’uscita di sinistra) “…e che doveva mancare Osvalda e che invece tua nonna è di la….” (Indica nuovamente l’uscita di sinistra) “…e che lei manca….” (Con un’espressione di somma ovvietà) “….fai un po tu…!!”

175 – CHIARA – (Preoccupatissimo) “E dov’è adesso…?!?!?”

176 – SERAFIN – (Desolato) “A Brignole….nei cessi pubblici….” (Indicando il pavimento con un dito di entrambe le mani) “…a testa in giù…!!!”

177 – CHIARA – (Trafelata) “Anche lei….?!?!?!?”

178 – SERAFIN – (Trasale) “A ma…perché anche Fortunato…”

179 – CHIARA – (Mogia, con un filo di voce) “E si, eh…!!”

180 – SERAFIN – (Allarga le braccia sconsolato) “Ragazzi….” (Prorompe) “…che fantasia fra tutti….!!!!!”

181 – CHIARA – (Disperata) “Serafin…Serafin…” (Corre verso di lui, lo afferra per un braccio) “

….cosa possiamo fare….?!?!?”

182 – SERAFIN – (Con ovvietà) “Semplice…” (Allarga le braccia) “Vai a Brignole e sbarazzi i cessi….!!!”

183 – CHIARA – (Interdetta) “Ma così…” (Sconsolata) “….perdo la partita…!!”

184 – SERAFIN – (La prende per un braccio) “E semmai….” (La accompagna all’uscita di destra)

“….sei in buona compagnia…!!!” (Prima che Chiara esca, con sguardo bonariamente severo) “Fidati….!!!”

Serafin rimane fermo alcuni istanti a guardare Chiara uscire, poi si muove.

185 – SERAFIN – (Batte le mani) “Buon Dio, che roba….!!!!” (Smoccola fra se) “E tutto dietro a un pallone…!!” (Si avvia a destra) “Portiamo la ferale notizia all’ Osvalda….” (Si ferma: pri-

ma di uscire) “Per oggi…” (Commenta perplesso. Muovendo le dita in segno di diniego) “…niente

Santa Benarda…!!”

La scena resta vuota per alcuni istanti, poi, da destra si sente la voce di Beatrice.

185 – BEATRICE – (DA FUORI A DESTRA) “E’ pemesso…?!?!? Pozzo entrare….?!?!?”

Passano alcuni istanti, poi, Beatrice fa il suo ingresso in scena.

186 – BEATRICE – (Entra in scena da destra. Indossa solo un soprabito lungo quasi fino ai piedi ma molto più leggero di quello che ha portato finora. Si guarda attorno, avanza circospetta) “Moh.

….!” (Commenta fra se. Si ferma a centro scena) “Ca…tutti a schifio finirono…!!”

Passa solo qualche istante, poi, da sinistra, fa il suo rientro in scena Serafin.

187 – SERAFIN – (Rientra in scena da sinistra con in mano l’immancabile bicchiere di vino bian-

co) “E anche l’Osvalda….” (Commenta fra se) “…è sistemata…!!” (Vede Beatrice) “Oh…” (S’illu

mina) “…Beatrice buongiorno…!!!” (Posa lo sguardo sul bicchiere che ha in mano) “Se sapevo che era qui…” (Commenta sornione alzandolo leggermente) “…ne portavo due…!!!”

188 – BEATRICE – (Si schernisce leggermente) “Ma io stavolta….” (Scuote appena la testa) “….i cannoli non li pottai…!!”

189 – SERAFIN – (Fa spallucce) “E semmai rubiamo due cannestrelli a Marilena…!!”

190 – BEATRICE – (Risponde con un tiepido sorriso) “No, no, grazie…” (Lo guarda fisso) “Me-

glio di no…!” (Poi, interdetta) “Maaaa….” (Chiede) “…il signor Giovannino…” (Scuote legger-

                                                                                                       39

mente la testa) “…non è in casa….??”

191 – SERAFIN – (Sornione) “E no…no…” (Invita Beatrice a raggiungere il tavolino e a seders-

si) “Ha avuto qualche problema con muglie e genero….” (Si siede a sua volta) “Problemi di sbaraz-

zo dei bagni pubblici, credo…!!”

192 – BEATRICE – (Toccata) “Ah…!!” (Poi) “Perché il signor Giovannino….” (Chiede indagatri-

ce) “…sposato je…!!!”

193 – SERAFIN – (Con ostentata ovvietà) “E si…” (La scimmiotta vagamente) “…sposato è…!!”

194 – BEATRICE – (Seria) “E figlia e genero tiene…!”

195 – SERAFIN – (Conferma) “Si…sii…” (Poi, ilare) “E una suocera tiene…” (Indica l’uscita di sinistra) “E' di la…!!”

196 – BEATRICE – (Con noncuranza) “Ah…!!” (Poi, con aria sussiegosa) “Perché sapete…” (Spi

ega) “…io vedova sono…” (Decisa) “Da più di dieci anni…!!”

197 – SERAFIN – (Ancora ostentando ovvietà) “E lo so bene, vai…!!”

198 – BEATRICE – (Incuriosita) “Voi piuttosto…” (Chiede a Serafin) “….sposato siete..??”

199 – SERAFIN – (Trasale) “No…no…” (Si affretta a spiegare) “…io sono celibe…!!” (Poi ag-

giunge) “Da più di dieci anni…!!” (Si corregge) “Da una vita…!!” (Vede lo sguardo interdetto di Beatrice: si corregge ancora) “Da sempre…!!!”

200 – BEATRICE – (Realizza) “Aaaaaaahhhh….!!!” (S’illumina) “Signorino siete…!!!!”

201 – SERAFIN – (Non senza imbarazzo) “Ecco, si….appunto…” (Alza il bicchiere e lo vuota di colpo) “Signorino…!!!”

202 – BEATRICE – (Sempre con aria circospetta) “Pecchè sapete…” (Si avvicina a Giuanin che comincia ad avere qualche problema) “Da quando il mio povero Calogero mi lasciò….” (Si avvici-

na ancora) “…più di dieci anni fa…” (Lo guarda intensamente negli occhi: melodrammatica) “Più nessuno osò guaddammi come una fimmina…” (Accavalla le gambe scoprendole sotto il naso di Se

rafin che strabuzza gli occhi) “E se un uomo dovesse nuovamente guadammi come una fimmina io come voi lo vorrei…” (Conclude) “Signorino…!!”

203 – SERAFIN – (Non sa che dire) “Sempre….” (Farfuglia appena. Poi, drastico) “Sempre che non ti ricordi altri parenti morti, eh…!!!”

204 – BEATRICE – (Si alza di scatto) “In tutti questi anni…” (Comincia a dire passeggiando avan

ti e indietro per la scena ad ampie falcate) “…chiusa nel mio dolore…il lutto più stretto osservai...”

(Si regge la fronte con una mano continuando a passeggiare) “Anche pecchè in tutta Catania non ci fu uomo che osò proporsi per lenire le mie sofferenze…!”

205 – SERAFIN – (Caustico, alzandosi in piedi) “E ti credo…laggiù sparano, eh…!!”

206 – BEATRICE – (Si blocca davanti a Serafin) “Ma io….” (Si toglie di colpo il soprabito sfog-

girando un abbigliamento mozzafiato: top con reggiseno a vista, minigonna inguinale, gambe nude lasciando allibito il povero Serafin) “Donna mediterranea sono…” (Spingendo la testa leggermen-

te all’indietro e il busto verso Serafin) “Il fuoco dentro tengo…!!”

207 – SERAFIN – (Rimane quasi senza fiato: gli cade il bicchiere di mano) “Ostia…!!!!” (Mor-

mora appena strabuzzando gli occhi stranito. Si riprende subito: a bruciapelo) “Il fuoco…?!?!?”

208 – BEATRICE – (Decisa) “Si, il fuoco…!!!”

209 – SERAFIN – (L’agguanta per mano) “Vieni con me, allora…” (Trascinandola quasi fuori da sinistra) “…che bruciamo insieme…!!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, fanno il loro ingresso in scena Fortunato e Chiara.

209 – FORTUNATO – (Entra per primo da destra: non è ridotto affatto bene. Gli abiti sono stazzo

nati e infradiciati, i capelli umidi e arruffati, ha la camicia fuori dai calzoni e tiene una scarpa in

mano) “Ohime…!!” (Rantola quasi trascinandosi fino al tavolino e stramazzando quasi a sedere in poltrona) “Ohime…!!!!”

                                                                                                       40

210 – CHIARA – (Lo segue a breve, preoccupatissima) “Fortunato….” (Lo implora quasi. Lo rag-

giunge al tavolino) “Fortunato…” (Si siede accanto a lui: cercando di ravvivargli i capelli con una mano) “…come stai…?!?!?”

211 – FORTUNATO – (Ansima pesantemente) “Chiara…” (Con un filo di voce) “Per essere uno che è stato inseguito per mezza Genova da mezza dozzina di belve con la sciarpa rossa e blu in giro al collo…preso di peso…portato a Brignole e infilato a bagno nei cessi a testa in giù…” (Drastico, con un segno inequivocabile della mano) “….benissimo…!!”

212 – CHIARA – (Gli fa gli occhioni languidi) “Ma caro….” (Gli passa una carezza su una guan

cia) “…era solo uno scherzo….!!!“

213 – FORTUNATO – (Tutt’altro che convinto) “Scherzo da prete, direi…!!” (Si corregge) “Anzi

no….” (Categorico) “Scherzo da genoano…!!!!”

214 – CHIARA – (Si schernisce) “Se ti puo’ consolare…” (Abbassa lo sguardo) “…anche alla mamma è toccata la stessa penitenza…!!”

215 – FORTUNATO – (Trasale) “La mamma….?!?!?”

216 – CHIARA – (Risponde muovendo il capo in senso affermativo)

217 – FORTUNATO – (Incredulo) “Marilena….?!?!?”

218 – CHIARA – (Ripete lo stesso gesto in maniera più accentuata)

219 – FORTUNATO – (Trasecola) “E chi è stato….?!?!?”

220 – CHIARA – (Sempre a voce bassa) “I tigrotti blucerchiati….” (Alza lo sguardo verso Fortuna

to) “Nel cesso di fronte a quello dove ti ho trovato…”

221 – FORTUNATO – (Desolato, alzandosi in piedi) “Ma allora non sono solo i genoani a essere cretini…!!!!!”

222 – CHIARA – (Cerca di ammansirlo) “Fortunato….” (Un sorriso di soddisfazione le si dipinge improvvisamente in faccia) “Non vuoi sapere com’è finito il derby….??”

223 – FORTUNATO – (Trasecola nuovamente) “NO….!!!!!” (Esplode a tutta voce) “Non mi inte-

ressa un accidente del derby…del Doria…del Genoa o di quant’altro… !!! » (Feroce) « Tu vai pure a vedere tutte le partite che vuoi ma sappi che IO…” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “…d’ora in poi….alla domenica…” (Partendo e uscendo a passo spedito da sini

stra) “.….me ne vado nella Cattolica a giocare alle carte….!!!!”

224 – CHIARA – (Si alza anche lei di scatto: inseguendolo fuori a sinistra, agitatissima) “Fortuna-

to….Fortunatooooo….!!!!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da sinistra rifà il suo ingresso in scena Serafin.

225 – SERAFIN – (Rientra in scena da sinistra: ha in una mano il solito bicchiere di bianco, nell’a

ltra due canestrelli, è in maniche di camicia ed ha un’espressione di massima soddisfazione dipinta in viso. Va al tavolino, si siede: sorseggia il vino bianco, addenta un canestrello) “Ora va  bene…!!

!!!” (Commenta con aria giuliva) “Ora si che ci siamo….!!!!”

Serafin rimane solo qualche attimo a sbocconcellare i suoi dolci e a sorseggiare il suo bianco, poi, da destra, fanno il loro ingresso in scena Giuanin e Marilena seguiti da Leonardo ed i tigrotti e, quasi contemporaneamente, da sinistra, Osvalda e Suor Leonice.

226 – MARILENA – (Entra SUBITO DIETRO A GIUANIN che tenta inutilmente di allungare il passo. Gli urla dietro inferocia) “Così impari a mettere in piedi certi bordelli a spese di una povera donna indifesa….!!!!” 

227 – OSVALDA e SUOR LEONICE – (Guardano prima sbigottite Marilena e Giuanin, poi si

guardano fra di loro sbigottite e infine, serie, si scambiano ampi cenni di disapprovazione)

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228 – GIUANIN – (HA UN VISTOSO CEROTTO IN FRONTE. Si ferma, si gira) “Insumma….” (Biascica sconsolato) “…indifesa mica troppo mi pare…!!”

229 – LEONARDO – (Li segue a ruota tenendosi a debita distanza da Marilena. HA UN BRACCI

O AL COLLO) “Indifesa manco un po” (Commenta amaro massaggiandosi una guancia) “…direi…!”

230 – MARILENA – (Si gira di scatto verso Leonardo) “E tu che vuoi…” (Gli abbaia in faccia)

….rumenta…!!!”

231 – LEONARDO – (Trasecola) “Niente…niente…” (Scatta all’indietro come una molla, si difende il viso con le mani) “…io non c'entro……passavo di qui per caso….!!”

232– MARILENA – (A Giuanin, con rabbia) “Comunque…” (Con un ghigno beffardo) “..giustizia è fatta…!!!!”

233 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Eventi sfortunati…” (Glissa) “….circostanze sfavorevoli…”

234 – MARILENA – (Con un ghigno beffardo) “E quattro pere sul groppone…!!!!” (Gli sventola quattro dita sotto il naso) “Quattro a uno…!!!” (Ribadisce poi a tutta voce) “QUATTRO A UNO

!!”(Rigira il coltello nella piaga) “Il Milan che vi fa ciao ciao…” (Impettita, scimmiottandolo) “E tutta Marassi che a fine partita vi grida…” (Levando i pugni al cielo) “MA…CA…RUIN…!!!!” (Spara a tutta voce sillabando le parole) “MA…CA…RUIN…!!!!”

235 – GIUANIN – (Cerca di minimizzare) “Comunque….” (Ribatte in imbarazzo totale) “…l’even-

to è solo rimandato di un anno… ! »

236 – SERAFIN – (Ha seguito fino ad allora in silenzio tutta la pantomima) “Euilallà…!!!” (Escla-

ma a gran voce) “Vedo che vi siete trovati, eh…!!!” (Riprendendo a sbocconcellare canestrelli e sorsaggiare il vino bianco) “Son contento…!!!”

237 – GIUANIN – (Incrocia il suo sguardo: lo vede sornione e gaudente) “Serafin, ma…” (Chiede interdetto. Nota il soprabito abbandonato da Beatrice, lo raccoglie) “Ma cos’è successo….?!?!?”

238 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Oooooo….niente di strano…!!” (Replica con noncuranza) “Solo che….”

Viene interrotto dall’ingresso in scena di Beatrice da sinistra.

239 – BEATRICE – (Entra in scena da sinistra: si sta ancora aggiustando la gonna. Passa accanto a Serafin, gli sfiora la guancia con un bacio) “Grazie, Serafino…” (Bisbiglia appena) “Grazie assai…!!!”

240 – SERAFIN – (Ricambia il sorriso a tutta bocca) “Di niente, cara…” (Risponde con voce flautata) “Ci mancherebbe…!!”

Beatrice si avvia poi verso destra, passa accanto a Giuanin, gli strappa di mano il suo soprabito con uno sguardo di sommo disprezzo.

Poi passa davanti ai Tigrotti che la guardano estasiati e concupiscenti.

241 – TIGROTTO DUE – (Divorandola con gli occhi) “Eeeeuuuhhhhh…..!!!!!!”

242 – TIGROTTO TRE - (Seguendone estasiato l’andatura) “Uuuuuuhhhhhh……!!!!!!!!!”

Poi passa davanti ad Osvalda che non la degna di uno sguardo e infine a Suor Leonice che, prontamente, scatta all’azione.

243 – SUOR LEONICE – (Tendendo velocemente la mano a Beatrice che gli sta passando davanti) “Sia Lodato Gesù Cristo…!!!

244 – BEATRICE – (Senza fermarsi, con uno sguardo di somma indifferenza, prima di uscire da destra con incedere signorile seguita dagli sguardi sorpresi e increduli di Marilena, Giuanin e Leo

nardo e da quello interdetto di Suor Leonice, sibilando quasi fra i denti, a tutta voce.) “A sorate.!!!”

                                                                                                       42

Appena fuori, è Serafin che rompe gli indugi

245 – SERAFIN – (A Giuanin) “Scusa, sai….” (Con falsa rassegnazione) “ma tu avevi da fare con la Sampdoria e allora….”

246 – GIUANIN – (Stupefatto, indicando a più riprese Giuanin e l’uscita di destra in rapida suces-sione) “Non dirmi che…”

247 – SERAFIN – (Categorico) “Comunque avevi ragione…” (Sentenzia rivolto a Giuanin) “E' so-

lo questione di abituarsi…!!!”

248 – GIUANIN – (Realizza) “O porca….!!!!” (Comincia a smoccolare: a tutta voce) “O PORCAA
AAAA….!!!!!!” (Scatta verso Serafin, gli si blocca davanti) “Maledettissimo TU…” (Inveisce pesantemente. Poi, partendo a tutta velocità e uscendo furibondo da sinistra) “….il calcio…laSamp

doria  !!”

249 – MARILENA – (Esterrefatta dalla reazione di Giuanin) “Oddio….!!!!!” (Si gira di scatto verso Serafin: agitatissima, partendo poi a gran carriera verso sinistra) “Serafin, presto…” (A tutta voce, uscendo da sinistra) “CHIAMA UN MEDICO…..!!!!!!!!”

250 – SERAFIN – (Osserva la scena con un sorriso sornione, beatamente spaparanzato in poltro-

na) “Si…quello dei matti…!!!” (Grida dietro a Marilena  che sta uscendo precipitosamente da si-

nistra. Poi, beffardo, alla platea) “Che mi sa che qui ce ne sia di bisogno…!!!”

                                  -  F   I   N   E  -      


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Gianni De Moliner

Cell. 349.5254263

bandadeimisci@libero.it

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