I ricci di mare

I ricci di mare

I RICCI DI MARE

Commedia in tre atti

di ALDO NICOLAJ

PERSONAGGI

MARTINA

OMODEO

CICCI

ROBERTO

DON Silverio

NICOLA

VINCENZO

PAOLINO

ROSETTA

MARIO

CORRADO

MARIA

RAGAZZINI

POPOLANE

Commedia formattata da



ATTO PRIMO

Un angolo di paese allestremit del porticciolo: mura bianche di calce, vecchie insegne, balconcini di legno, vasi di geranio. In fondo alla porta di unosteria; a destra la stradetta che si arrampica verso il paese alto; a sinistra un muretto, interrotto da gradini che scendono alla spiaggia. In centro un ombrellone molto vistoso, un tavolino e delle eleganti sedie da mare, in netto contrasto con la rusticit dellambiente. Allalzarsi del sipario Vincenzo, il sindaco dellisolotto, sta rammendando le reti ad un lato della scena. un uomo sui cinquantanni, dal volto bruciato dal sole, vestito da pescatore. Si sentono strilli e voci allegre che provengono dalla spiaggetta. Poi si vedr Don Silverio, il parroco dellisola - un prete grosso, di mezza et - che viene gi dalla stradina, col breviario in mano. Con lui Nicola, lufficiale postale, vestito di scuro, colletto duro, cravatta nera, fazzolettone rosso in testa per ripararsi dai raggi del sole.

Silverio - (asciugandosi il sudore) Uh, che caldo! Che caldo!

Nicola - Sono le sei ed il sole scotta ancora come se fosse mezzogiorno. Saranno dieci anni che non abbiamo pi unestate come questa. Io credo, Don Silverio, che...

Vincenzo - (alzando la testa) Come va, Reverendo? Salute, Nicola!

Silverio - Oh, Vincenzo!

Nicola - I miei rispetti, signor sindaco.

Vincenzo - Bravi che venite a tenermi un po compagnia. Beh? Che si dice?

Nicola - (sedendo sul muretto) Nulla si dice. Fa troppo caldo.

Vincenzo - Ha picchiato forte il sole oggi. Sono stato l l per spogliarmi e fare il bagno al mare anchio come quandero ragazzino, figuratevi.

Nicola - Puah, anche lacqua devessere calda. Si sta bene in un solo posto: in cantina e coi piedi a bagno in una catinella.

Silverio - (guardando oltre il muretto) E quelli (indica) il caldo non lo sentono, pare. Sono ancora l che arrostiscono.

Vincenzo - Loro pi bruciano e pi sono contenti.

Silverio - Bel gusto! (siede anche lui sul muretto)

Nicola - Mi domando perch abbiano messo queste sedie e lombrellone per starsene invece l; distesi sugli scogli a rosolare al sole.

Vincenzo - Perch loro a Milano il sole non lo vedono mai. E sono venuti qui proprio per goderselo.

Silverio - Per, dico io, potrebbero evitare di mettersi in vista cos nudi. Guarda la ragazza. Altro che foglia di fico!

Vincenzo - Don Silverio! Eppure lo sapete che in citt...

Silverio - In citt, in citt! Lo so anchio quello che si fa in citt. Ma in citt diverso. La mentalit differente, e la gente anche. Questa invece unisola, un posto semplice, allantica... Perci certe libert non se le dovrebbero permettere.

Nicola - Non dirmi, Vincenzo, che non li hai sentiti anche tu i commenti della gente...

Vincenzo - (sbuffando) Oh, la gente...

Silverio - I ragazzini dovresti sentire!

Vincenzo - I ragazzini? E che centrano?

Silverio - Non pensano pi ad altro. Si rompono il collo per godersi lo spettacolo di quelle in costumino. Tutto il giorno dietro gli scogli con gli occhi aperti e le orecchie dritte. Lo so io che li devo confessare.

Nicola - Ieri il figlio venuto con la madre allufficio postale, e le dice "Hai notato mamma che non ci sono puttane in questisola?" E questo sarebbe un figlio che parla alla madre! Bel rispetto, bella educazione!

Vincenzo - Uh, andiamo. Dite piuttosto che voi, come tutti quelli del paese, state a spiarli col fucile puntato.

Silverio - D invece che sei tu, che i loro difetti non li vuoi vedere perch li tieni a pensione e ti pagano bene.

Vincenzo - Che discorsi, reverendo!

Nicola - Stanotte fino alle tre se ne sono stati qui seduti a fare baccano, a bere, con la radio a tutto volume che strillava. E la madre che ballava col figlio, il figlio che ballava con la sorella... Dove s visto mai ballare tra parenti? E cantavano, facevano gli scemi, e con quel chiasso nessuno poteva dormire. E ho dovuto alzarmi dal letto anchio a prendere a ceffoni mia figlia che in camicia da notte era dietro le persiane a guardare tutta emozionata come se fosse al cinema.

Vincenzo - E che hanno fatto di male anche se hanno ballato fino alle due, fino alle tre? Sono venuti per divertirsi: sono in vacanza.

Silverio - Io mi stupisco di una sola cosa: che la signorina Maria ed il ragioniere abbiano potuto legare con questa gente.

Vincenzo - Neanche se questa gente fosse il diavolo!

Nicola - Che sia il diavolo o no, tu fai male a permettere che il tuo Paolino la frequenti.

Vincenzo - Paolino la frequenta perch d lezioni di nuoto alla ragazza. Lezione ad un tanto lora. E per questo non fa nessun peccato mortale. E poi, dobbiamo pur vivere, no? Magari ne venissero di villeggianti allisola, i nostri figli non sarebbero costretti ad andarsene per trovare lavoro e staremmo meglio tutti.

Silverio - Basta, non discutiamo pi. Parliamo daltro (apre il breviario e legge. Pausa)

Vincenzo - Tutta la notte in mare per portare a casa quattro sporche murene. Bestiacce. Guarda come mi hanno conciato le reti.

Nicola - Origano, pepe, pomodoro e cipolla. Ben cucinate le murene sono ottime. (pausa)

Vincenzo - Un dentice, una cernia, un cefalo. Magari un tonnetto. Invece no, murene, soltanto delle schifosissime murene.

Nicola - (guardando verso il mare) Un giorno finir per portarselo via il vento, quel vecchio matto.

Vincenzo - Chi?

Nicola - Mario. Guarda con quel suo guscio dove va a finire!

Vincenzo - Tanta fatica per pescarsi quattro pesciolini striminziti che fanno tenerezza tanto sono piccini.

Nicola - E non mangia che quelli!

Vincenzo - Se non muore affogato, morir di fame, vedrai!

Silverio - (chiude il breviario)

Vincenzo - Quello ha sempre la testa fra le nuvole. Credo che non sappia nemmeno che siano arrivati forestieri.

Cicci - (bella ragazza sui ventianni, attraversa la scena di corsa in costume da bagno, salendo dalla scaletta ed entrando nellosteria. La sua entrata lascia tutti senza parole. Poi)

Vincenzo - (tanto per dire qualcosa) Quella la figliuola: la Cicci.

Silverio - Se tu che sei il sindaco permetti che vada in giro cos... (si alza di scatto e afferra per le orecchie un ragazzino, la cui testa apparsa dietro la scaletta nel momento in cui Cicci entrata in scena. Trascinandolo in mezzo alla scena) Che fai tu qui, brigante?

Ragazzino - Eh, no... mi lasci andare...

Silverio - Che facevi? Rispondi!

Ragazzino - Nulla, si giocava. Ah!... Non tiri cos, Reverendo... Mi strappa le orecchie... No, Reverendo. Perch le tira soltanto a me? Anche gli altri sono venuti a vedere le villeggianti...

Silverio - (con uno sguardo dintesa a Vincenzo, lascia andare il ragazzino) Ricordati che se ti pesco unaltra volta da queste parti, con questa faccia e con questocchi non ti voglio pi vedere in canonica, intesi? E dillo anche ai tuoi compagni!

Ragazzino - (bacia la mano a Don Silverio) Mi benedica, signor parroco.

Silverio - Benedirti? Lo so io quello che ti farei (lo benedice).

Ragazzino - (scappa via)

Silverio - Avete visto? Che vi dicevo? E poi tu, Vincenzo, dici che esagero. Ma ti assicuro che se questa gente rimarr qui un po di tempo...

Cicci - (esce dallosteria con un grosso pallone e sparisce per la scaletta. I tre la guardano in silenzio)

Nicola - (dopo lattimo di silenzio che ha caratterizzato il passaggio di Cicci in scena) Ad ogni modo, anche se quella avesse la camiciona lunga fino ai piedi, sarebbe scandalosa lo stesso!

Rosetta - (una bella ragazza sui sedici, diciassette anni, ingenua, vestita semplicemente alla moda dellisola, arriva di corsa in scena chiamando) Pap! Pap!

Nicola - Che c, Rosetta? Non si saluta?

Rosetta - (bacia la mano a Don Silverio) Buon giorno, signor Parroco. Buongiorno, signor Sindaco, pap, ti vuole Don Ciccio in ufficio per un vaglia postale.

Nicola - E non sa che lufficio chiuse alle cinque?

Rosetta - Che gli debbo dire, pap?

Nicola - Digli che vengo subito, a quel seccatore.

Rosetta - (con un mezzo inchino) Con permesso. (scappa via)

Vincenzo - (a Nicola) proprio caruccia la tua figliuola. Un fiorellino.

Silverio - Semplice e modesta che non pare nemmeno una donna.

Nicola - Fino ad ora! Ma ricordatevi che lasino impara a muovere la coda, solo quando le mosche cominciano a tormentarlo. Ma provveder io allo scacciamosche. (esce dietro a Rosetta)

Silverio E Nicola - (ridono. Ad un tratto)

Silverio - (che guarda verso la spiaggia, interrompe la risata per gridare) Oh! Oh! Oh!

Vincenzo - Che c, Reverendo?

Silverio - Che diavolo sta facendo il tuo Paolino? Ha preso la ragazza per la vita, nuda com... E la stringe... guarda come la stringe...

Vincenzo - Lasci fare, Reverendo. Le insegna lo stile. A pagamento.

Silverio - Bello stile le insegna. Faremo i conti col tuo Paolino. Perch io...

Martina - (bella donna, piacente, sui trentacinque, quarantanni. Ha dei pantaloni rossi attillatissimi, corti al ginocchio, un microscopico reggiseno-prendisole nero, un estroso cappello di paglia, degli enormi occhiali da sole, zoccoletti colorati. salita dalla scaletta disinvolta ed entra in scena fumando con un lungo bocchino. Rivolge a Don Silverio ed a Nicola un sorriso di saluto e siede su una poltrona)

Vincenzo - (quasi presentando) Conosce Don Silverio, signora?

Martina - (gaiamente con quel tono da salotto che le caratteristico) Molto lieta. Lei il parroco dellisola, vero?

Silverio - S.

Martina - Lavrei giurato. Appena lho vista mi sono detta: ecco, quello deve essere il parroco (sorride compiaciuta). Fortunato lei che vivendosene qui pu fare bagni tutto lanno. Linvidio proprio. Prende un drink con me? No, no, non faccia complimenti per favore. Vincenzo, per cortesia, mi porti bicchieri e bottiglie.

Vincenzo - (entra nellosteria)

Silverio - (si avvicina a Martina e losserva come si osserverebbe uno strano animale)

Martina - Sa che le dico, reverendo? Sono innamorata di questo suo isolotto. Un posto splendido. Lideale per riposare. Forse un poco troppo et della pietra, ma calmo, ridente e tranquillo. E poi c unacqua trasparente, pulita, cristallina... sa che le dico? Nemmeno alle Baleari c unacqua cos limpida. Non mai stato lei alle Baleari?

Silverio - No.

Martina - Ci vada, ci vada, le piacer. Molta eleganza, donne bellissime... spagnole, sangue "caliente" (ride). Ma visto che tintarella ho preso in pochi giorni? (scopre un angolo del reggiseno). Guardi comero bianca quando sono arrivata. Di latte. Ed ora sembro una mulatta. Questo sole veramente una meraviglia: abbronza senza bruciare. Siete ricchi voi che lavete a portata di... pelle questo sole. Ricchissimi. Mentre invece noi, poveretti, dobbiamo fare dei chilometri e spendere un mucchio di bigliettoni per venire qui a mendicarlo.

Silverio - (continua ad osservarla stupito, meravigliato)

Martina - E come riposa questo silenzio. Lei non pu immaginare cosa significhi questo silenzio per chi vive nel frastuono duna citt dove tutti urlano, strepitano, parlano continuamente. Vita sana, qui. Acqua e sole: tutta salute. Ed in pi i miei ragazzi si fanno i muscoli nuotando. Ed i muscoli cacciano i vizi. Non daccordo con me... lei come reverendo?

Silverio - Questo vero.

Martina - Per i bagni lei non li fa.

Silverio - Io li faccio in casa.

Martina - In casa? E che centra? (ride) Ah, capisco, per via della tonaca? Ma se la tonaca se la toglie e si mette un costumino chi si accorge che lei sia prete? Un nostro amico americano che fa il prete a Broadway, fa sempre i bagni con... (sinterrompe perch entrato Vincenzo con bottiglie, bicchieri e shaker. Posa tutto sul tavolo) Grazie, Vincenzo, faccio io ora. (a Don Silverio) Che gradisce? Un Manhattan? Un Negroni? Un Martini? O si accontenta di un semplice Scotch?

Silverio - Grazie, signora. Ma io non bevo di quella roba.

Martina - Allora se permette, bevo io perch ho la gola secca. Il mare sa... (servendosi da bere) bisogna che uno di questi giorni venga a dare uno sguardo alla sua chiesa. Che c dentro, di bello da vedere?

Silverio - (asciutto) Banchi.

Martina - Banchi antichi?

Silverio - (c.s.) No, banchi per inginocchiarsi. Piacere di averla conosciuta, signora. Ciao, sindaco. (esce)

Martina - Curioso, il coso... il parroco. Mi piace. Un poco burbero, ma dentro deve essere buono come un pollo farcito. Ed in fondo ci vogliono, qui, dei tipi "nature" come lui. Danno forza allambiente. (beve)

Vincenzo - (andando verso losteria) Le piacciono in bianco le aragoste?

Martina - Dio mio, non mi dir che anche qui bisogna mangiare delle aragoste. Ne mangiamo gi troppe in citt di aragoste. Anche lo stomaco qui per riposare...

Vincenzo - Io credevo che le piacessero. Le ho comprate perch...

Martina - S, mi piacciono, ma per le aragoste ci vuole tutto un ambiente. (accondiscendente) Ad ogni modo non importa. Vada per le aragoste.

Vincenzo - (entra nellosteria)

Martina - (si sdraia sulla sedia canterellando, piano)

Mario - (sui sessantanni... secco, vigoroso, ma piccolino, entra in scena. Ha un viso bruciato dal sole, dei capelli bianchi che spuntano sotto il cappellino di paglia. Indossa un vecchio paio di pantaloni di telaccia blu, sbiaditi, rattoppati, arrotolati a mezza gamba; una camicia sfilacciata, aperta sul petto. scalzo ed ha in mano una sporta con dei pesci. Entrando guarda seccato le sedie, lombrellone e Martina. Osserva questultima attentamente non senza disgusto. Poi puntando direttamente verso di lei, minaccioso) Che cosa fa lei qui?

Martina - (sobbalza) Eh, che sta dicendo?

Mario - Le domando che cosa fa lei qui!

Martina - Ma che domande! Faccio i bagni.

Mario - (cupo) Gi, dovevo immaginarmelo... Un giorno doveva capitare. Dovevo immaginarmelo.

Martina - Ma che cosa? Si vuole spiegare? Lei che vuole?

Mario - Era stupido ad illudersi del contrario. (quasi gridando) Ma si sarebbero dovute minare le acque, capisce? O appostare delle mitragliatrici l; dove una volta cera il fortino, e appena sul mare appariva qualcosa di sospetto... tatatatatatatat sparare.

Martina - (un poco allarmata) Sparare?

Mario - (calmo, lentissimamente) Sparare. (fa qualche passo per andarsene, poi torna indietro e sillaba ben distintamente allorecchio di Martina) Ad ogni modo lavverto che nellisola scoppiata unepidemia di febbre gialla. (calmo) Buonasera. (esce)

Martina - (resta un attimo in dubbio, poi rendendosi conto di quello che ha detto Mario, lancia un urlo) Ah! (si alza e rincorre Mario) Buon uomo! Buon uomo! (rinunciando ad andargli dietro agitatissima) Vincenzo! Vincenzo!

Vincenzo - (appare sulla porta dellosteria) S?

Martina - (con la voce mozzata, aiutandosi con i gesti) Nellisola... nellisola... nellisola...

Vincenzo - Beh?

Martina - Non savvicini... non savvicini. Nellisola scoppiata la febbre gialla!

Vincenzo - Che sta dicendo signora?

Martina - Lha detto un signore... un signore... quel signore l, guardi... (indica fuori scena) stato lui che... come faremo? Moriremo tutti. La febbre gialla!

Vincenzo - (scoppiando a ridere) Mario che lha detto? Non deve far caso a quello che dice Mario. tanto buono, ma un poco... un poco strano, ecco.

Martina - Un pazzo?

Vincenzo - Un originale.

Martina - (lasciandosi cadere su una sedia) Lo spavento che mi ha fatto prendere quellimbecille.

Vincenzo - Stia calma, signora. Mario avr voluto scherzare.

Martina - Bello scherzo. La febbre gialla. Bello scherzo.

Vincenzo - (entra ridendo nellosteria)

Martina - (si versa di nuovo da bere, beve dun fiato, poi va verso il muretto e chiama) Cicci? Su, Cicci, fuori dallacqua. Hai nuotato anche troppo, oggi. Ragioniere? Non vuole venire a tenermi un poco compagnia? E tu, Robertino, disarmalo, ora, il fucile.

Corrado - (entra in scena. sui trentacinque anni, leggermente curvo, un poco miope, decisamente provinciale. Ma ben fatto ed ha un viso simpatico. Su di un vecchio paio di calzoncini da bagno, indossa la giacca di un pigiama a righe)

Martina - (gli prende subito la mano e se la porta sul petto) Cosa ne dice?

Corrado - (rimane interdetto e non sa che rispondere)

Martina - Sente come batte il mio cuore? Mi parso di morire.

Corrado - Che... che le successo, signora?

Martina - (sempre conservando la mano di Corrado sul petto) Un pazzo. Mi sono trovata improvvisamente con un pazzo al mio fianco. Io me ne stavo seduta l canticchiando, quando lui in punta di piedi si avvicina... mi dice che bisogna appostare delle mitragliatrici, sparare e poi... mi confida che nellisola scoppiata la febbre gialla. Che ne sapevo io che fosse un pazzo? Che spavento! Lo sente il mio cuore?

Corrado - (debolmente) S.

Martina - (gli lascia improvvisamente la mano) Ed in questo paese i pazzi non li rinchiudono? Li lasciano circolare regolarmente?... Ed un tipo come Mario pu...

Corrado - Ah, stato Mario a spaventarla? Ma Mario non pazzo.

Martina - Non pazzo? E allora cos?

Corrado - un po strano. Ma simpatico poveretto. Ha delle idee tutte sue, ecco. Ma un tipo amenissimo. Sono anni che viene a San Rotondo. Arriva in maggio e se ne va in ottobre.

Martina - Sarebbe un villeggiante? Quello?

Corrado - Chiss da dove viene! Ha una barchetta a vela... (indicando) Ecco, quella che ancorata l, la vede?... Dalla mattina alla sera lui in mare a pescare. (ride) Chiss perch ha tirato fuori la storia della febbre gialla! Chiss cosa ha voluto dire!

Martina - (invitandolo a sedere) Non parliamone pi allora. Beviamoci sopra, ragioniere. La invito a un drink. Le va uno scotch?

Corrado - (sedendo) Lei si disturba tutte le volte, signora. Le consumo tutto il suo whisky.

Martina - Per carit. Ne abbiamo portate sei casse. (mesce e d un bicchiere a...)

Corrado - (che lo prende, ed alzandolo) Alla sua salute, signora.

Martina - Alla sua. Io sono al terzo. (beve) Bel bagno oggi. Ha visto? Sono arrivata fino alla punta del molo, sempre sul dorso.

Corrado - Io sul dorso non so fare che il morto.

Martina - Io invece sul dorso faccio di tutto.

Corrado - (sinceramente ammirato) Lei una vera sportiva.

Martina - Lo ero, lo ero. Ma poi dopo che mi sono sposata... addio allenamento. Due maternit, un marito, una casa... col ritmo che ha preso la mia vita, altro che sport. Le mie giornate sono cos intense che mi sfiniscono. Simmagini che in aprile mi venuto un esaurimento nervoso tale che ho dovuto andare un mese in Svizzera per curarmi.

Corrado - Veramente?

Martina - Mai una sera libera. Se c un ballo ci devo andare, se c un ricevimento non posso mancare, se c una prima devo rinchiudermi a teatro. Lopera non la posso perdere perch come si fa a non andare alla Scala? Poi il supplizio dei concerti. Se c un match di boxe, io in prima fila...

Corrado - Le piace la boxe?

Martina - Boxe, io?... Troppo violenta, ma eccitante. Ad ogni modo sempre meglio di un classico. (continuando) Un pranzo daffari? Io sono invitata. Una canasta benefica? Sono la prima ad entrare e lultima ad uscire. E capir che non si pu continuare molto con questa vita senza farsi a pezzi i nervi. Ed in pi tutti quei piatti gustosi e complicati che siamo costretti a mangiare dopo mezzanotte ci fanno ingrossare il fegato come quello di unoca e ci rovinano lo stomaco. Perci, per curarci bisogna poi andare a fare la cura delle acque in settembre. No, no, non vita la nostra, un lento suicidio che ci distrugge, ecco, che ci distrugge. E non potersi mai esimere, mai perch la nostra posizione sociale ed il nostro prestigio ci obbligano ad essere presenti ovunque.

Corrado - (sinceramente) Oh, povera signora, ma lei non pu continuare cos...

Martina - E di giorno, sapesse la gincana che mi tocca fare ogni giorno. Mi alzo tardi, naturale, ma andando a letto alle quattro, alle cinque, come faccio ad alzarmi prima di mezzogiorno come fa tutta la gente normale, beata lei, che approfitta delle ore del mattino che hanno loro in bocca. Perci per il mio lavoro non mi resta che il pomeriggio!

Corrado - Aiuta suo marito in ufficio?

Martina - E dove troverei il tempo? A parte il fatto che devo andare dalla sarta, dalla modista, dal parrucchiere, in palestra, devo almeno dedicare qualche minuto al giorno ai miei poveri figli, no? E poi la casa, sette persone di servizio da dirigere, la tavola... con quel "tornado" di mio marito che non fa che invitare gente a colazione...

Corrado - E lei deve occuparsi di tutto?

Martina - (s.r.) E in pi gli impegni che uno ha. Le visite ai poveri una volta al mese. S, quelle le faccio sempre, le sento come un dovere. Poi i t, i cocktails, gli inviti. Ma perch crede che io sia qui, ragioniere? Solamente per riposare. Per curare i miei poveri nervi. Ecco il motivo per cui ho dovuto scegliere questo mare, ragioniere, questo mare cos... squallido e solitario. Perch solo a contato diretto con la natura il mio organismo pu ritrovare il suo vigore perduto. Vita primitiva ci vuole, caro ragioniere, vita primitiva. Un altro whisky?

Corrado - No, grazie, non sono abituato e...

Martina - Beato lei! Io invece devo bere: per la pressione. (si serve un altro whisky) E per fortuna che c il whisky che mi consola un poco di tutti i sacrifici che sto facendo, che mi tiene su. Perch qui viviamo in una specie di grotta. La casa del sindaco la migliore del paese, eppure non ha una comodit. Non c un bagno. E se vedesse il gabinetto... Simmagini che il gabinetto... Ma mi dica di lei, ragioniere, tanto che viene qui?

Corrado - Fin da ragazzo. Mio zio, che aveva la farmacia qui, mi invitava ogni estate. Poi morto lui...

Martina - Morto? Un farmacista? Mi spiace.

Corrado - In seguito ad una caduta.

Martina - Ah, capisco. La signorina Maria la sua amichetta?

Corrado - No, che dice? C molta simpatia tra di noi, questo s. una donna molto colta. Professoressa di latino: di ruolo.

Martina - Zitella?

Corrado - Nubile, per ora.

Martina - Per ora? Credo che lo rester. Con quella faccia!

Corrado - (imbarazzato) Siamo... siamo fidanzati...

Martina - Allora come non detto. Complimenti ed auguri. ROBERTO (sui ventanni, classico giovanotto moderno che copia il tipo americano, attraversa la scena cantando una canzone jazz ed entra nellosteria)

Martina - Come lo trova il mio figliolone, ragioniere?

Corrado - Bel ragazzo... robusto...

Martina - Sviluppatissimo per la sua et. Poverino, lui che si sognava una spiaggia alla moda piena di belle ragazze, ecco dove finito. La Cicci invece contenta di essere qui, perch lei... nuota. Ed bravo quel figliuolo che le d lezioni.

Corrado - Paolino?

Martina - S. Ha uno splendido fisico. Ed anche una discreta testa. Cos nudo veramente bello. In citt farebbe fortuna un tipo come quello.

Corrado - Fortuna, come?

Martina - Nudo. In cinema. O con le donne. Qui, direi che sciupato.

Maria - (entra in scena salendo dalla scaletta. Sui trentanni, allampanata e sbiadita, pur senza essere bruttissima. Veste fuori moda, ed tipicamente provinciale) Disturbo?

Martina - Oh, brava, signorina, sieda con noi. Beve qualcosa?

Maria - No, grazie, ho gi bevuto. (indica il mare) Unondata troppo forte.

Corrado - Tutti gli anni, Maria dice che imparer a nuotare e non impara mai.

Maria - Non vero, questanno gi sto a galla.

Martina - Complimenti. Del resto non difficile. Gli animali nuotano tutti.

Maria - E senza prendere lezioni. (breve pausa)

Martina - Perch sono animali. (breve pausa)

Maria - Gli altri anni eravamo soltanto noi sulla spiaggia. Quando entravamo in acqua eravamo proprio i "rari nantes in gurgite vasto" (ride. Silenzio imbarazzante)

Corrado - Signora, guardi che colori sul mare...

Martina - Lora pi bella. Lheure bleue.

Maria - Che meraviglia! E questo silenzio, questa pace...

Roberto - (rientra in scena cantando a squarciagola un motivo americano)

Martina - stonato Robertino ma le canzoni americane le canta benissimo.

Roberto - (servendosi da bere) Martina, che diavolo posso fare, ora?

Martina - Siedi con noi, riposa.

Roberto - Mica sono stanco.

Martina - Va a prendere la radio: se c musica, balli.

Roberto - Con chi?

Martina - Con me... con la signorina Maria.

Roberto - Alla faccia del divertimento. (se ne va strascicando gli zoccoli)

Cicci - (ha indossato una giacca di spugna sopra il costume da bagno. entrata con)

Paolino - (bel ragazzo, viso bruciato dal sole, bellezza sana di chi vive allaria aperta. Indossa una maglietta di cotone bianco sopra il costume da bagno. Siede con Cicci sul muretto) S... s... Soltanto i movimenti vanno pi lenti ed ogni cinque o sei bracciate (fa il gesto) la testa fuori cos, per respirare.

Martina - (agli altri) Carina la mia Cicci, vero? (compiaciuta) Formosa.

Paolino - (che ha continuato a spiegare) Capisce?

Martina - Bravo, bravo Paolino, lei nuota come un dio.

Paolino - (un po stupito) Bel merito il mio. Faccio il pescatore. Sul mare ci sto giorno e notte. Guai se non sapessi nuotare.

Martina - (agli altri) Appena lho visto, prima sulla spiaggia in controluce, poi in acqua, mi sono detta: ecco il maestro che ci vuole per noi...

Roberto - (che entrato alle ultime parole) Ha un occhio la mamma! (ha una radio portatile che mette a tutto volume)

Martina - Pi piano, tesoro.

Roberto - Sta zitta. Duke Ellington.

Mario - (entra dalla scaletta e passa dietro agli altri. nervosissimo la musica gli d evidentemente fastidio. Si ferma sulla porta dellosteria e fa il gesto di impugnare una mitragliatrice e sparare. Entra nellosteria)

Martina - (guardando la figlia, compiaciuta) Mi pare ieri che stava sulle ginocchia della balia, ed ora gi da marito. E che matrimonio mi far. C un ragazzo di Roma, aristocrazia nera, che pazzo di lei.

Maria - Studentessa?

Martina - Lho fatta smettere, poverina, si affaticava troppo a scuola. E poi studiare perch? Ringraziando il cielo a noi non manca nulla e non avr mai bisogno di mettersi a lavorare. Le faccio imparare le lingue. In ottobre andr in Inghilterra per qualche mese.

Maria - E il maschio?

Mario - (esce dallosteria con unaria di fastidio. Si ferma sulla porta un momento)

Martina - Il maschio ha relazione con una ragazza perbenissimo il cui padre nei petroli. Ma mio...

Mario - (fa un gesto di disgusto e fa per allontanarsi)

Martina - ... marito vuole che sposi la figlia di un grosso industriale di Milano, il Galli-Capistrani, che dicono bruttina ma piena di soldi.

Mario - (a queste parole s fermato per ascoltare. Intervenendo) La figlia di chi, scusi?

Martina - Oh, mio dio, di nuovo il pazzo?

Mario - La figlia di chi, ha detto?

Martina - Scusi, ma a lei che importa se mio figlio sposa la figlia di Galli-Capistrani o di un altro?

Mario - Lo sa che mi piacerebbe fare? Una catasta di tutte queste sedie, ci metterei sopra lei e lombrellone e darei fuoco. (se ne va)

Roberto - Mamma chi quello? (scoppia a ridere)

Martina - Chi vuoi che sia? un pazzo! Roberto, smettila di ridere! Un pazzo mi insulta e tu...

Maria - Non gli faccia caso signora Martina. una pasta duomo. Soltanto un po "sui generis".

Martina - Ad ogni modo se continua a minacciarmi, io lo denuncio: prima cerca dimpaurirmi con la febbre gialla ed ora...

Paolino - Non si preoccupi signora, lo lasci dire. Quando lo conoscer anche lei vedr che non pericoloso.

Corrado - Come le dicevo, nellisola gli vogliono tutti bene, poveretto.

Martina - Se mi d ancora noia, diteglielo pure, io chiamo il brigadiere. Che stavo dicendo?

Maria - Parlava di suo figlio, signora.

Martina - Ah, s. Finalmente questanno ha superato lo scoglio dellesame di maturit. Tre volte ha dovuto ripetere quegli esami, poverino. Ma questa volta, grazie anche alle conoscenze di mio marito, tutto andato benissimo.

Roberto - E piantala, Martina, di parlare sempre di scuola.

Martina - Caro. (agli altri) Per premio mio marito ha deciso di mandarlo due o tre mesi a Parigi, questinverno. (al figlio) Vedrai come ti faranno divertire le "respectueuses".

Roberto - Zitta, Martina, lasciami sentire. Pooh.

Corrado - Allora il maschio a Parigi, la ragazza a Londra, lei questanno rester sola.

Martina - ... e sar obbligata a fare la spola tra Francia, Inghilterra e Milano. Immagini che vita sar la mia.

Cicci - (che era rimasta a confabulare con Paolino) Mamma, vero che permetti a Paolino di darmi del tu?

Martina - Certamente. Siete amici, no?

Cicci - (a Paolino) Hai visto? (continua a scherzare con lui)

Martina - Non si stupiscano: io voglio che i miei figli si sentano a loro agio con tutti, anche con il figlio di un pescatore. In citt certe libert non le permetterei, naturalmente, ma al mare bisogna abolire le distanze. Soltanto in villeggiatura ci si pu permettere di essere progressisti.

Cicci - Vero, mamma, che Paolino potr venire a trovarci se capita a Milano?

Martina - (senza far caso) Ma naturalmente.

Cicci - (a Paolino) Hai sentito? Sei convinto, ora? (continua a parlare con lui)

Martina - Ed anche loro dovranno venire a trovarci. A lei che intellettuale, signorina, presenteremo degli artisti. Ne abbiamo di quelli, nel nostro gruppo, mattissimi. C un pittore poi che ha un talento! Dipinge come Picasso, si confondono.

Maria - Le piace la pittura moderna, signora?

Martina - Io la trovo divertente. cos bislacca...

Corrado - (alzandosi, a Martina) Non vuol fare due passi? Se arriviamo sino al faro possiamo vedere le montagne del continente. Se ne scorge il profilo, a questora.

Martina - Con piacere. (si alza) Prima di pranzo non c nulla di meglio di una bella passeggiata. Che purtroppo in citt non mi posso mai permettere perch mi trovo sempre fra i piedi quellantipatico di un autista con la Cadillac. (si avvia con Corrado)

Corrado - (voltandosi) Non vieni, Maria?

Maria - (risentita) No, grazie, resto qui.

Cicci - (alzandosi con Paolino) Roberto, vieni a fare un tuffo?

Martina - (che sta uscendo di scena con Corrado) Amore, ti proibisco di fare un altro bagno. Come le dicevo, ragioniere, in citt no... (esce con Corrado)

Cicci - (come se non avesse sentito la madre) Allora, due bracciate. Non vieni Roberto?

Paolino - (la precede scendendo per la scaletta)

Roberto - (a Cicci) No, vacci col tuo indigeno. A me non piace portare moccoli.

Cicci - Stupido! (se ne va ridendo)

Roberto - (rimasto solo con Maria, la osserva con attenzione, sperando di poter scoprire in lei qualcosa che lo possa interessare. Mette la radio in sordina; lunga pausa) E... lei non si annoia in questo isolotto?

Maria - Io no. Mai.

Roberto - Io sono arrivato solo da qualche giorno e gi mi sento impazzire. Nuotando, pescando, remando, di giorno il tempo passa. Ma la sera?! Che fa lei di sera in questo stramaledetto villaggio?

Maria - Nulla. Dopo mangiato faccio quattro passi e vado a letto. Ma prima di dormire leggo qualche pagina di romanzo.

Roberto - (con sarcasmo) Bella vita!

Maria - (senza afferrare) Eh, s. Vorrei farla tutto lanno.

Roberto - E il ragioniere?

Maria - 11 ragioniere?

Roberto - Se va a letto con lui, voglio dire.

Maria - (arrossendo) Oh, che dice mai?

Roberto - Non cos? Mi spiace. Per lei, sintende. Perch credo che non ci possa essere altro per "vincere la noia dellisola". Tanto pi che questa arietta di mare accentua certi appetiti...

Maria - (pronta, senza avere afferrato) vero, anche io qui mangio molto. Deve essere lo iodio che si respira. E poi il pesce fresco cos buono!

Roberto - (la guarda severo) Io parlavo di altri appetiti, signorina. Intendevo dire con questa calma, con questa tranquillit i nervi si stendono, il corpo si rinvigorisce, il sangue circola pi rapidamente... chiaro?

Maria - (impacciata) No.

Roberto - Uff, voglio dire che qui aumenta la voglia di fare lamore!

Maria - Oh, ma che sta dicendo? (si irrigidisce)

Roberto - (s.r.) Ecco perch ce lho con quel bestione di mio padre che mi manda a villeggiare in un paese come questo dove le donne nemmeno si vedono! Lui in citt con le sue brave mantenute ed io qui che faccio cinghia. Paese da orsi, questo!

Maria - Perch? Non le piace?

Roberto - Non un divertimento, non un cinema, non una cantina in cui ballare con una servaccia. Nemmeno un postribolo, c! Puah!

Maria - ( impacciatissima, non sa pi che dire)

Roberto - (si avvicina a lei e le si sdraia accanto, tenendo la radio, in sordina, sulle ginocchia) Bella musica, eh? (canterella osservando Maria da vicino) Sa cosa dovrebbe fare lei? Tagliarsi i capelli cortissimi. Perch si pettina come una vecchia? Scusi, quanti anni ha?

Maria - Trentatre.

Roberto - Soltanto? Ne dimostra molti di pi. Io la facevo almeno sulla quarantina. La colpa sua, per. Si lascia andare troppo. (con tono di confidenza) Guardi, io sono sincero: sa che facevo poco fa? Le guardavo il seno. Ma che idea di metterlo... di mascherarlo cos. Non si capisce nemmeno pi che forma abbia. No, mi lasci dire: una donna il seno deve metterlo bene in mostra, in evidenza. Se le donne che non ne hanno se lo mettono finto! La donna il seno deve usarlo cos... come un cartellone pubblicitario, capisce?

Maria - (seccata ed offesa) Giovanotto non le permetto di...

Roberto - Sa che mi ricorda, lei? Unautomobile che pap dimentic per qualche anno in una rimessa. Quando ce la trovammo davanti allimprovviso ci mettemmo le mani nei capelli. Poi bast lubrificarla, disossidarla, riverniciarla e la macchina ridivent come nuova. Capisce cosa voglio dire? Non importa se la sua carrozzeria un poco antiquata. Basta che il motore sia buono. Dia retta a me, si rimetta in efficienza, signorina. In un posto come questo dove di donne non se ne vedono, pu servire benissimo anche lei.

Maria - (si alzata furibonda, senza trovar nemmeno pi le parole per rispondere) Lei ... lei ...

Roberto - (scoppia a ridere) Non si scandalizzi per cos poco, signorina. Eh, perbacco: se non ho ancora nemmeno allungato le mani!

Maria - Vergogna! Vergogna! (se ne va furiosa)

Roberto - (le grida dietro) Scimmia! Che si crede? Se non fossimo in unisola deserta nemmeno vista, lavrei! (si versa del whisky e va a distendersi per terra accanto alla radio, che mette a tutto volume)

Rosetta - (richiamata dalla musica spunta dalla stradina. Viene avanti con molta cautela, guardandosi attorno ma senza accorgersi di)

Roberto - (che la lascia avvicinare, poi alzandosi di scatto le fa un urlo dietro le spalle)

Rosetta - (spaventata) Ih, mamma mia, che paura!

Roberto - (ridendo) Di dove spunti, tu?

Rosetta - (sorride intimidita)

Roberto - Fatti vedere: ma lo sai che sei un bel pezzo di ragazza? (abbassa il volume della radio) Occhi, braccia, gambe e tutto il resto, proprio come dio comanda. Diamoci del tu, vuoi? Io mi chiamo Roberto. E tu? Chi sei? Come ti chiami?

Rosetta - (timida) Rosetta. Sono la figlia dellufficiale postale.

Roberto - Da domani, mi far scrivere "fermo posta". (ride) Stasera vuoi che ci vediamo? Mi piaci, sai? Sei il mio tipo.

Rosetta - (confusa) No... io... non... pap...

Roberto - Lascia stare pap. Ti piace la musica? Sai ballare? No? Ti insegno? (cerca di abbracciarla ma in questo momento Cicci e Paolino salgono dalla scaletta asciugandosi. Rosetta scappa via di corsa)

Roberto - Rosetta! Rosetta! Dove vai? Perch scappi?

Paolino - Meglio non darle noia, Roberto. la figlia dellufficiale postale.

Roberto - E a me che me ne frega? (chiama) Rosetta! Rosetta! (poi rinuncia a chiamarla e si rimette a sedere)

Cicci - (chiama Paolino) Complimenti! Anche tu lindigena. Eh?

Roberto - Stupida! Me lhai fatta volar via!

Cicci - Uh, mica una quaglia!

Paolino - Scusa Roberto, ma meglio lasciare in pace le ragazze del paese. Basta che qualcuno le sorprenda a parlare con un giovanotto e succede un finimondo. Siamo in un paese allantica e...

Roberto - Senti un po: vuoi farmi la predica?

Paolino - Voglio soltanto dirti di non fare sciocchezze e soprattutto di non metterti nei pasticci.

Roberto - Ma allora che si fa, qui, per avere una donna?

Paolino - Ci si sposa.

Roberto - Come in Africa. Hai sentito, Cicci?

Cicci - E tu, dimmi, come fai?

Mario - (mentre Cicci, Roberto e Paolino stanno parlando entrato in scena e si guarda attorno dispettoso)

Paolino - Io qui sto bene. Lavoro e... vedi quelle barche? (indica fuori scena) Le ho fatte io. Poi aiuto mio padre in municipio, nellosteria, vado a pescare. Ogni tanto vado nelle isole vicine quando c qualche festa...

Roberto - La tua sar una bella vita, non lo discuto. Ma vuoi un consiglio? Taglia la corda.

Cicci - Ma certo: vieni in citt, pap potr aiutarti. Per il nuoto ti allenerai in piscina...

Mario - (ha visto la piccola radio lasciata in un angolo e la prende in mano esaminandola)

Paolino - E che potrebbe fare un tipo come me in citt?

Roberto - (scorgendo Mario con la radio) Ehi! Che fa lei con la mia radio? La lasci stare, chi le ha dato il permesso di toccarla?

Paolino - Buongiorno, Mario! Come va?

Roberto - Lasci stare la mia radio, dico.

Mario - Come vuole. (lascia volutamente cadere a terra la radio e se ne va compiaciuto di quello che ha fatto)

Roberto - (corre a prendere la radio) Me lha spaccata! Ehi, ehi, dico a lei! Mha spaccato la radio! Non suona pi!

Paolino - Ma non lo ha fatto apposta. Gli caduta di mano.

Roberto - Ma che caduta di mano! Lha buttata a terra quellimbecille. E che faccio adesso che non ho neppure la radio?

Cicci - Pap ne porter unaltra, vedrai!

Roberto - A calci in bocca lo prendo, quel tipo, se me lo vedo ancora tra i piedi!

Martina - (entra a braccetto di Corrado) Ecco i miei pulcini! Buoni come angioletti.

Roberto - Guarda la mia radio, Martina! Non suona pi.

Martina - Non importa, Roberto, ne compreremo unaltra.

Roberto - Me lha spaccata quel pazzo...

Corrado - (interrompendo) E la signorina Maria?

Roberto - (rimette la radio a terra) La signorina Maria scappata via.

Martina - Come mai?

Roberto - (sempre esaminando la sua radio) S risentita perch le ho detto di mettersi un reggiseno decente!

Martina - (scoppia a ridere) Certo che, conciata com, sembra uno spauracchio. Oh, scusi, ragioniere, dimenticavo che lei... come non detto. (si sente nellaria il rumore di un motore)

Corrado - ( imbarazzatissimo. Robertp continua ad esaminare la sua radio)

Martina - (avvicinandosi a Paolino) E che ci racconta di bello il nostro campione? (gli accarezza il braccio) Che pelle lucida! Sembra di seta!

Cicci - (quasi sfidandola) E dovresti sentire che muscoli, mamma! (il rumore del motore, quello di un elicottero, si fatto ormai vicinissimo)

Roberto - (alzando gli occhi) Toh, un elicottero. Hai visto Martina? (tutti guardano in su)

Corrado - Gi proprio un elicottero!

Cicci - Vola bassissimo sulla nostra testa!

Martina - Curioso, un elicottero. Che ci viene a fare?

Paolino - Si posa nel porto. Proprio l di fronte a noi. (tutti guardano nella direzione indicata da Paolino. Il rumore del motore ora fortissimo. Verranno in scena o faranno gruppo a parte Vincenzo, Nicola, Don

Silverio - e qualche ragazzo. Fuori scena voci, frasi a soggetto: "un elicottero", proprio nel porto, che verr a fare?, Uh com grande, com bello! ecc.)

Nicola - Deve essere quello della finanza.

Silverio - No, quello della finanza non .

Vincenzo - Quello della finanza verde. (tutti parlano insieme con grande confusione) Hanno messo in mare un canotto.

Paolino - Che bel canotto. Come grande. Vado a nuoto a vedere. (sparisce per la scaletta)

Corrado - Sta scendendo un uomo... guardi signora...

Martina - (con un grido) Mio marito! Mio marito! (chiamando) Omodeo! Omodeo! (ai figli) Ragazzi, pap!

Corrado - suo marito!

Maria - (entra in scena e si avvicina a Martina)

Martina - Mio marito, mio marito!

Maria - Che belluomo, signora.

Martina - Pi che bello buono. Vale tanto oro quanto pesa.

Cicci - (a Roberto) Il solito pazzoide di nostro padre.

Roberto - (compiaciuto) Quellaccidenti! Venire in elicottero.

Silverio - Venirsene in villeggiatura in elicottero. Devono essere miliardari.

Vincenzo - Che le dicevo, io? (ai ragazzini) Su, ragazzini, andategli incontro. RAGAZZI (escono urlando e aumentando cos la confusione)

Martina - Che baraonda, che baraonda... Roberto, Cicci, andate anche voi incontro a pap.

Roberto - Inutile andare noi l, Martina, visto che lui viene qua.

Martina - Guardi la gente come corre, ragioniere, per vedere lelicottero. (indica fuori scena) uscita tutta la trib, per loccasione. E li vede quei ragazzini cos nudi? Sembrano veramente dei selvaggi. Avete visto pap, ragazzi? Venuto in elicottero per portarvi il canotto...

Mario - (curioso e seccato si avvicina a Don Silverio) Ma si pu sapere che sta succedendo?

Nicola - Il marito della signora...

Silverio - arrivato in elicottero...

Vincenzo - ... lo guardi l, sul canotto.

Mario - Mitragliatrici ci vorrebbero. (come se sparasse) Tatatat. (rimane in un angolo corrucciato a guardare)

Corrado - Eccolo, eccolo!

Martina - (sporgendosi dal muretto) Omodeo! Omodeo! Bene arrivato.

Omodeo - (d.d. risponde con un urlo acutissimo)

Martina - Dio mio, cosa succede?

Paolino - (d.d.) Niente di grave, signora. Suo marito ha messo un piede su un riccio. (entra in scena, con una grossa valigia seguito da due o tre ragazzini)

Omodeo - (fa irruzione in scena saltellando pesantemente tenendosi un piede in mano. un uomo imponente, massiccio, alto. Ha in testa un grosso cappello che pu ricordare un casco coloniale o un elmo. Su di un paio di short al ginocchio, indossa un vistosissimo accappatoio viola. Parler in continuazione, senza lasciare agli altri il tempo di ribattere, e lancer piccoli urli di dolore ogni volta che distrattamente metter il piede a terra) Accidenti ai ricci, mi hanno rovinato un piede. (alla moglie) Ciao, vecchia, sei nera come uno spazzacamino. (ai figli) Ragazzi, allora vi divertite? (abbraccia da un lato la moglie, dallaltro i figli. Tutti hanno fatto cerchio intorno a lui che ne soddisfattissimo) Bel posto, mi piace. Lideale per riposare un poco. Ahi, ahi (salutando verso il porto) Grazie, s! Come?... S, arrivato benissimo, grazie. (urlando) Telegrafo domani!!! (agli altri) Sono i Bianchi-Garbusella che mi hanno accompagnato, i cugini dei Brambilla-Rossi, quelli del cuoificio. (salutando verso il porto) Ciao!!! (si risente il rumore dellelicottero che riparte. Qualcuno guardando in aria far capire al pubblico che lelicottero ripartito) Bel posto, bel posto. Ma troppi ricci. (prende per il collo due ragazzini e parler agli altri dal muretto) Ehi, ragazzini, sentitemi bene: pago i ricci a mille lire luno? Capito? Mille lire luno, ma dovete pescarli qui su questi scogli. Fatevi sotto, forza!

Ragazzi - Signore, vi seppelliremo di ricci! (scappano via)

Omodeo - (dando la mano a Don Silverio) Il parroco, vero? Diventeremo amici, noi due. Per Dio che diventeremo amici. (alla moglie) Sai cara, a Milano ho sistemato tutto. Ah! Ho fatto partire il Mimmo per Chicago, per concludere un affaretto di qualche centinaio di miliardi, prima che arrivi il Galli-Capistrani e lAmbrogio, poveretto, lho mandato coi canguri in Australia. (ridendo) Gli ho fatto uno scherzo da prete allAmbrogio, Reverendo... ma questa volta lo frego io, il Galli-Capistrani. (guardando Corrado) Un amico?

Corrado - Ragioniere Montoni Corrado.

Omodeo - (gli d una manata sulle spalle) Bravo, ho un debole per i ragionieri. E dov Vincenzo?

Vincenzo - (si fa avanti)

Omodeo - (quasi abbracciandolo) Ecco il sindaco. Bravo, gli manca solo la sciarpa. Martina, gli hai dato un anticipo?

Maria - (si fa avanti presentandosi) Professoressa Rocchi. Lettere e Filosofia.

Omodeo - (le d la mano) Benissimo, ci voleva unintellettuale nellisola. Cicci, come va il nuoto?

Cicci - (spingendo avanti Paolino) Ecco il mio maestro, pap.

Omodeo - Quanto gli dai allora?

Cicci - La mamma ha deciso.

Omodeo - Il doppio. Diamogli il doppio. Benissimo, sono contento di essere qui. Ah! Ma non saranno velenosi questi ricci? Forza, gente, a scaricare il canotto. lultimo modello della Fiera Campionaria. inutile, non c che il mare per rimettere a posto corpo e spirito. Non c che la vita primitiva, come dice la mia vecchia. Accendi la radio, metti un po di musica.

Roberto - La radio non funziona, pap!

Mario - (sorride trionfante)

Omodeo - (indicando la valigia) L dentro ne troverai una mezza dozzina.

Roberto - (apre la valigia e prende una radio che subito accender)

Omodeo - Forte, forte, Roberto! Ah, il mare, il sole, la musica, che meraviglia, ehi, Roberto, chiamami Milano, intanto: il 566443 e il 987769, urgentissimo, e domandi se sono riusciti a pescarlo quel dannato di un Galli-Capistrani e prendimi un appuntamento per Manchester a mezzanotte. Il numero : 4876543 (verso la spiaggia) Forza con quel canotto... attenti ai fucili che non scappino... Ehi, Martina, non mi dici nulla? Contenta? Eh, vedrai che villeggiatura sar la nostra! Una vera villeggiatura. Ahi (si lascia cadere pesantemente su una sedia trascinando con se la moglie mentre tutti guardano la scena elettrizzati)

Mario - (da un angolo della scena, un po in alto, dominando la scena, come se imbracciasse il mitragliatore) Tatatatatatatat.

ATTO SECONDO

La stessa scena, qualche giorno dopo. Omodeo, seduto su di una poltrona, sta discutendo con Paolino in piedi davanti a lui. Sul tavolo, rotoli, disegni, carte, corrispondenza.

Omodeo - Eh, no, per questanno ormai!... Non abbiamo pi tempo per fare le cose in grande. Ma vedrai cosa combino per la prossima estate. Porter la rivoluzione io, a San Rotondo. Far venire mezzo mondo qui, ti do la mia parola donore. Altro che Capri o le Maldive. La gente dovr venire a San Rotondo. La pubblicit che far...

Maria - (che entrata in scena con dei fogli in mano) Buongiorno, commendatore.

Omodeo - Buongiorno signorina. (continuando a parlare con Paolino) La pubblicit che far sar qualcosa di colossale. Non da tutti lanciare unisola, ma io ci riuscir. Specie se avr, come spero, lappoggio di una persona influentissima di Milano. In aprile tappezzer lItalia di manifesti: visitate lisola di San Rotondo... Eh, caro mio, per la pubblicit bisogna imparare dallAmerica dove al gusto non si suggerisce, ma si comanda.

Maria - Commendatore, avrei quellarticolo che...

Omodeo - Larticolo? Benissimo, signorina. Si metta l, e aspetti un momento. (a Paolino) I manifesti me li far fare da un amico, da un pittore che ha sempre delle idee strabilianti commercialmente parlando. E... (guardando lora) accidenti, sono gi le cinque e mezzo e io che dovevo chiamare Milano alle cinque. Se non mi mettono il telefono qui... come faccio io? Forza, Paolino, vai tu al telefono e chiami Milano, 701925. Ti risponder il Trambussi e tu gli domanderai a mio nome se ha saputo qualcosa dei Galli-Capistrani.

Paolino - Vado subito, Commendatore. (si infila le pantofole di tela e si avvia)

Maria - Sono rimasta chiusa in camera mia tutta la giornata...

Omodeo - Un momento (richiama Paolino) Ehi, Paolino, di a tuo padre di venire da me che gli devo parlare. Diceva, signorina?

Paolino - (chiamando dalla porta dellosteria) Pap, ti vuole il commendatore. (ed esce correndo)

Maria - Dicevo che oggi ho scritto tutto il giorno e non sono neppure discesa in spiaggia. Ieri sera, andando a dormire avevo unidea che mi ronzava in testa e...

Omodeo - (prende un rotolo dal tavolo e spiegandolo) Che gliene pare?

Maria - Oh, magnifico. Cos?

Omodeo - Il progetto per un grande albergo. Si costruir l. (indica) Al posto dellosteria. Qui ci sar la piscina e l dietro il campo da tennis. Bello, eh? Moderno, funzionale, originalissimo. M arrivato stamani da Milano.

Vincenzo - (si avvicinato ad Omodeo) Desidera, commendatore?

Omodeo - Allora? Questo altoparlante?

Vincenzo - Stiamo appena sballandolo. Abbiamo gi messo fuori linsegna...

Omodeo - Che te ne pare?

Vincenzo - Magnifica.

Omodeo - Vedrai che effettone far quando sar accesa: da Vincenzo, specialit aragoste. Bisogner metterne per tutta lisola di queste insegne. Di notte viste dallalto fanno un effettone. E serviranno di pubblicit per chi passa in aereo sopra lisola.

Vincenzo - Il farmacista contrario a questo genere dilluminazione. Lui dice che ...

Omodeo - Perch una bestia, un retrogrado. Bisogna camminare con i tempi caro mio. Allora mi raccomando, Vincenzo. Sbrigarsi. E se possibile installare prima di sera sia linsegna che laltoparlante. (a Maria) Anche questa dellaltoparlante unidea mia. Assorderemo di musica tutta lisola. Allora, presto, Vincenzo, presto.

Vincenzo - (si allontana lentissimamente)

Omodeo - Gli ho fatto fare un affarone. Poveretto, invece di pagarlo in contanti gli ho fatto arrivare da Milano linsegna e laltoparlante. Lui ci ha guadagnato. Ed io... anche. Allora, signorina?

Maria - Le stavo dicendo che stamattina appena sveglia mi sono messa a scrivere e...

Omodeo - (voltandosi e richiamando Vincenzo che sta entrando nellosteria) Vincenzo?

Vincenzo - (fermandosi) Eh?

Omodeo - Per favore, manda qualcuno dal prete... da quel Don come si chiama...

Vincenzo - Don

Silverio - .

Omodeo - E fagli dire che vorrei parlargli. Che venga qui per... (guarda lorologio)... per le sette. (a Maria) Prenda nota, signorina. Alle sette ho appuntamento con il prete. Appena viene me lo fa passare. Ah, che calamit questo telefono... non averlo a portata di mano, mi fa impazzire.

Maria - (lo guarda un poco confusa e poi appunta su di un pezzo di carta qualcosa)

Vincenzo - (entra nellosteria)

Omodeo - Sieda, signorina, si metta comoda. Eccomi a lei.

Maria - Lei non mi creder, commendatore, ma a furia di scrivere ho la mano che trema.

Omodeo - (senza ascoltare) S? (spiega un altro rotolo) Le piace? Un edificio di appartamenti. Quindici piani. Sei appartamenti per piano, novanta appartamenti. Calcolando cinque persone per appartamento ci sar posto per quattrocentocinquanta persone. Niente male, eh? Allora mi legga questo suo articolo. Un momento! Non sa se il ragioniere mi abbia finito quel preventivo per la pavimentazione della strada principale del paese?

Maria - Veramente... non lo vedo da ieri, il ragioniere.

Omodeo - Sinteressi di questo preventivo, per favore. Se lo appunti. Sa che sto pensando, signorina? Che lobbligher a dare le dimissioni dallistituto in cui insegna e lassumer come mia collaboratrice. Allora, che titolo ha larticolo?

Maria - San Rotondo, fio...

Ragazzo - (entra con una cesta) Ricci di mare, commendatore?

Omodeo - In gamba il maschietto, eh? Ne faremo un bell-boy. Gli metteremo una bella divisa, un berrettino con sottogola e far un figurone. (al ragazzino) Eh, vedrai il prossimo anno che carriera farai! Non avrai bisogno di guadagnarti un pezzo di pane pescando ricci.

Ragazzo - Ma pescare ricci mi diverte, commendatore. Guardi quanti ne ho pescati, oggi. Sono trentacinque.

Omodeo - Te ne pago cinque di pi. Ed ora levati di torno e lasciami tranquillo.

Ragazzo - Commendatore, me li porto via i ricci?

Omodeo - No, lasciali qui.

Ragazzo - Commendatore, ma io me li voglio mangiare. Commendatore, me li lasci...

Omodeo - S, e tu domani me li riporti unaltra volta e io te li devo pagare di nuovo. No caro mio, ho mangiato la foglia ormai. (alla signorina Maria) Per dieci giorni ho pagato gli stessi ricci a questi farabutti.

Ragazzo - (scappa ridendo)

Omodeo - Allora, a noi due, signorina.

Maria - Il titolo San Rotondo, fiore sbocciato dalle azzurre acque del Mediterraneo in un mattino di primavera ci si arriva col postale o meglio ancora con un lungo viaggio in barca...

Omodeo - Eliminare la barca, signorina, lidea pu essere romantica, ma assolutamente anticommerciale. Non si pu perdere tempo in barca al giorno doggi quando in 8 ore con laereo si va da Milano a New York.

Maria - Ma effettivamente ci vuole una barca per...

Omodeo - Provveder io affinch lisola a suo tempo sia servita da mezzi di trasporto adeguati. Perci scriva cos: "A San Rotondo ecc. ecc... ci si arriva con ottimi e attrezzatissimi battelli che portano a prezzi modicissimi servizi di prima, seconda e terza classe". Avanti.

Maria - Come Venere nata dal mare...

Omodeo - Benissimo: e qui il disegno di una donna nuda. Dia retta a me, signorina: non esiste pubblicit migliore di un bel sedere o di un bel paio di gambe. Parigi Parigi soltanto per i suoi nudi.

Maria - "Come Venere nata dal mare pulcritudinis dea..."

Omodeo - Per carit, signorina, niente latino. Anticommerciale.

Maria - "... cos San Rotondo con le sue grotte colorate, i suoi faraglioni, i suoi scogli luminosi pare emersa dalle profondit marine come unisola di Omero".

Omodeo - Di chi?

Maria - Omero.

Omodeo - Lasci perdere Omero che nessuno sa chi sia. Il resto pu andare, ma stringa un poco, basta lessenziale. Le parole devono essere come frecce che tac scoccano sul bersaglio e metta numeri... numeri... numeri... Le cifre persuadono meglio delle parole. E, senta unaltra cosa, signorina... se per lanciare lisola inventassimo anche qualche bel fattaccio che attirasse lattenzione di tutti a San Rotondo?

Maria - Inventare qualche leggenda?

Omodeo - Ma che leggenda! Qualcosa di pi solido, invece. Sa che pensavo? A un titolo come questo: "Pescatore dellisola di San Rotondo violenta tre donne in una notte di luna piena sulla scogliera". Che gliene pare?

Maria - Veramente... io non capisco...

Omodeo - Eppure una notizia come questa farebbe scalpore. Ne riparleremo. Perch il bruto ce lho gi sotto mano. Indovini chi sarebbe? Paolino. E per una delle vittime pensavo proprio a lei.

Maria - Oh, ma che dice, commendatore?

Omodeo - Perch? Non se la sentirebbe di farsi violentare sotto la luna da Paolino? Ma queste sono cose che verranno in seguito. Continui a leggere, signorina.

Maria - (imbarazzatissima, agitata) "Lontano dal mondo...

Martina - ( entrata in scena e si avvicina a loro)

Maria - Appare pi di quanto realmente esso sia".

Omodeo - Bella frase! Oh, come va Martina? La signorina ha scritto un articolo veramente interessante su questo isolotto.

Martina - Signorina! Mio marito in vacanza. Lo lasci stare in pace coi suoi articoli. qui per riposare.

Maria - Ma stato lui che mi ha pregata...

Omodeo - Non importa, non importa, signorina. Cose senza importanza. Dia a me larticolo me lo legger con calma. (prende larticolo e lo mette in tasca. A Martina) Hai visto i progetti Martina?

Martina - (d uno sguardo ai disegni) Tesoro, lo sai che io non capisco nulla di tutta questa roba...

Omodeo - Questo un albergo, per esempio. E questa la piscina. (indica su dei fogli) E questo il progetto per un Night Club da costruire l, sopra gli scogli.

Martina - Carino, ma coster un sacco fare tutte queste costruzioni!

Omodeo - Ecco perch sarebbe indispensabile che io potessi allearmi con quel maledetto Galli-Capistrani. La sua una societ che ha ormai quasi cento ani di vita e che conosciuta in tutto il mondo. Visto che impossibile competere con Galli-Capistrani, vorrei potere entrare in societ con lui. E credo che se io potessi proporgli questo, che un affare sicuro, stabiliremmo immediatamente unalleanza.

Martina - E cosa aspetti a parlargliene?

Omodeo - Ma sai benissimo che non si pu scovarlo, quel dannato affarista. Ha un bastimento tutto per lui, figurati! Un giorno in porto, il giorno dopo in un altro. Luned scorso mi hanno telefonato che era sul Baltico, ieri mi hanno detto che lhanno visto sul Bosforo. Se li sa godere, quello, i suoi miliardi.

Martina - Ma lascer pur qualcuno a Milano, durante la sua assenza!

Omodeo - Lascia qualcuno, ma lui che dirige da lontano.

Maria - (intervenendo) Ma come pu un giorno essere sul Baltico e due giorni dopo sul Bosforo? Non possibile!

Omodeo - Signorina, per Galli-Capistrani tutto possibile. E poi, scusi ma non mi piace che lei si intrometta quando parlo di affari con mia moglie.

Martina - (ha un sorriso di trionfo)

Maria - (fa per andarsene)

Omodeo - No, signorina, non se ne vada. Ho ancora bisogno di lei.

Maria - (siede su di una poltrona in un angolo)

Martina - Ma se Galli-Capistrani non ti sostiene ti metti in un bel pasticcio, Omodeo.

Omodeo - Ma se lui prende a cuore questo affare e lo finanzia come sicuramente far, io, socio con lui, potr finalmente...

Paolino E Vincenzo - (entrano contemporaneamente da lati diversi) Commendatore!

Omodeo - Che c?

Vincenzo - Gli uomini che lavorano...

Paolino - (contemporaneamente) La chiamano al telefono...

Omodeo - Un momento, per favore. Uno per volta. Paolino, parla tu per primo.

Paolino - La chiamano al telefono da Berna. Lappuntamento per le sei meno un quarto, tra pochi minuti.

Omodeo - (alzandosi) Vengo subito. Hai parlato con Milano?

Paolino - S, dicono che quel signore non ancora stato rintracciato.

Omodeo - Vai al telefono e d che non diano la comunicazione fino a quando non arrivo. E tu, coshai da dirmi, Vincenzo?

Paolino - (si allontana di corsa)

Omodeo - Paolino? Da Berna hai detto?

Paolino - S, commendatore. (via)

Omodeo - Maledizione. (a Martina) A Berna non c il mare, non pu essere il Galli-Capistrani. Saranno i Tarassoni per gli idranti. Dunque, Vincenzo?

Vincenzo - Gli uomini che lavorano alla strada panoramica vorrebbero che lei andasse su a dare uno sguardo a...

Martina - Ma possibile che tutti abbiano bisogno di mio marito? Ma che lo lascino un poco riposare...

Omodeo - (generoso) Calma, Martina, calma... Lo sai che io quando posso aiutare qualcuno...

Vincenzo - Vedesse con che energia lavorano. Ieri erano ancora sotto la collina e oggi...

Omodeo - Perch sanno che lavorando per lisola, lavorano per il loro interesse. Hai capito, Vincenzo, come vanno trattati i tuoi amministrati? Senza ricevere un soldo di compenso stanno facendo un lavoro che al comune chiss quanto sarebbe costato. Ed bastato un mio discorsetto, per convincerli. (prende a braccetto Vincenzo) Andiamo, Vincenzo, prima sentiremo quello che ci dir Tarassoni da Berna per gli idranti, poi andremo su a vedere i lavori della strada ed al ritorno passeremo dal farmacista. Vedrai che si convincer anche lui a mettere uninsegna al neon. (a Maria) Signorina, lei stia qui. Se qualcuno mi cerca lo faccia aspettare perch torno fra mezzora. Ciao, Martina. (andandosene) Per quei pali di cemento dunque dicevo che...

Martina - (si unge il viso con della crema e mette la sua sedia al sole)

Maria - (dopo aver lungamente esitato si decide infine a parlare) Signora...

Martina - (accondiscendente, ma dallalto) Dica, dica, signorina...

Maria - Sono alcuni giorni che le vorrei parlare... si tratta... si tratta... di... di suo figlio...

Martina - (frivola) Di Robertino? Che ha fatto?

Maria - Oh, sapesse... non... non mi lascia in pace.

Martina - (c.s.) Non la lascia in pace? Come sarebbe a dire?

Maria - difficile spiegarsi...

Martina - (secca) Non dovrebbe per uninsegnante.

Maria - (incassando) Ogni volta che mi vede... mi parla in un modo... mi fa certi discorsi... si prende certe libert...

Martina - (divertita) Veramente?

Maria - Stanotte ha tentato di entrare in camera mia.

Martina - (c.s.) Robertino? Oh, questa buffa!

Maria - E mentre io cercavo di spingerlo via... di cacciarlo fuori...

Martina - Che ha fatto?

Maria - (piena di vergogna)... mi ha baciata. Sulla bocca.

Martina - Ne ha avuto del fegato!

Maria - Signora, suo figlio mi perseguita!

Martina - (cambiando tono) Certo, signorina, se lei lo incoraggia...

Maria - Lo incoraggio, io?

Martina - Visto che si fa baciare sulla bocca...

Maria - Prego, non che mi lasci baciare. stato lui che stanotte, approfittando del buio, con linganno e la violenza...

Martina - (decisa) Andiamo, signorina, non mi dir che lei non sa difendersi da un ragazzino, da un bamboccetto che potrebbe essere suo figlio?

Maria - Oh!

Martina - Mi pare un poco grossa, questa. Certo per una donna fatta come lei, facile turbare un ragazzino appena uscito dalladolescenza. dal giorno in cui sono arrivata che sto seguendo il suo giuoco, mia cara signorina. Lei ha messo gli occhi sul mio figliuolo e...

Maria - Prego signora, io non... Oh, ma che sta mai dicendo?

Martina - (continuando decisa) Certo, sarebbe un bel colpo per una zitellona come lei. Ma si ricordi che ci sono io qui che veglio. Io, la madre, vedo tutto.

Maria - (esterrefatta) Ma signora...

Martina - Certo se quel povero uomo del ragioniere sapesse quello che lei sta facendo con...

Roberto - (entrando gaiamente) Chi vuole venire in canotto con me? (indicando Maria) Lei ne ha una voglia matta, eh? E con che occhi mi guarda!

Maria - (mortificata, confusa, tremante dalla collera scappa via)

Roberto - (la segue con lo sguardo poi guarda sua madre con aria interrogativa)

Martina - Ragazzo mio, ma si pu sapere cosa trovi in quella mummia?

Roberto - Perch? Ha cantato?

Martina - Spiegami come fa a piacerti.

Roberto - Piacermi? No, mamma. Piuttosto, se nellisola non c che un albero, logico che le scimmie si arrampichino su quello. (ride)

Martina - Bravo, cos devi essere con le donne. Mi porti in canotto, allora?

Roberto - Un momento. Vado a prendere maschera, fucile e pinne. (vedendo Corrado avanzare) Arriva Sing Sing, mamma. (a Corrado) Buon giorno, ragioniere.

Martina - (che stava scendendo sulla spiaggia, si volta) Come va, ragioniere?

Corrado - (indossa la solita giacca del pigiama a righe sul costume da bagno. Ha in mano dei fogli e la matita infilata sopra lorecchio) Signora... va gi in acqua?

Martina - Non ancora. Vado a fare la "madre". Robertino insiste tanto per portarmi un poco con lui. ancora un bimbo, sa? Mi vorrebbe sempre accanto.

Corrado - Non resta a fare il bagno con me, allora?

Martina - Torner tra una mezzoretta. Se lei vuole aspettarmi.

Corrado - Non mi muover di qui.

Martina - Come caro lei, ragioniere. Un uomo veramente prezioso. Ho tanta simpatia per lei...

Corrado - (confuso) Grazie. Anchio ho tanta ammirazione per lei. Mi pare di conoscerla da... sempre.

Martina - Mi fa piacere sentirmelo dire: ho cos bisogno di amicizia, io. Spiritualmente sono tanto sola...

Corrado - Lo so.

Martina - (stupita) Lo sa? E come?

Corrado - Basta guardarla per capirlo. I suoi occhi a volte sono tristissimi.

Martina - (estrae uno specchio dalla borsetta e controllando) Veramente? (mette una mano su quella di Corrado) Lei buono. Buono e intelligente. Un uomo che capisce.

Corrado - ... avrei voluto dirle tante cose, ieri sera, mentre passeggiavamo insieme sotto la luna... Mi sentivo cos vicino a lei, in quel silenzio... ma sono timido, non ho osato fare un gesto...

Martina - (di scatto) Doveva osare! (riprendendosi) Anchio ieri sera sentivo un desiderio di amicizia, di comprensione... ho bisogno di essere ogni tanto quella che sono e non quella che gli altri vogliono...

Corrado - Capisco: suo marito...

Martina - (troncando) Mio marito buono, buonissimo. Un uomo doro. Ma non basta. Spiritualmente mi cos lontano. (si avvicina a Corrado) Le parlo cos perch lei un amico. Un vero amico...

Corrado - 10 per lei farei tutto quello che...

Martina - ... dovrebbe portarmi via da questambiente che mi soffoca, da questa ricchezza che mi opprime... Oh, poter vivere in due stanzette modeste...

Corrado - ... camera da letto e cucina...

Martina - E servizi.

Corrado - E servizi.

Martina - ... accanto ad un uomo che mi ama. Fargli io da mangiare. Piatti semplici, sani... caffellatte, brodini, uova fritte...

Corrado - (appassionato, abbracciandola) Martina, io vorrei...

Martina - (respingendolo) No, questo no, Corrado. (si avvia verso la scaletta) E poi qui ci possono vedere. (scende qualche gradino) Che far aspettandomi?

Corrado - 11 preventivo per asfaltare la strada provinciale dellisola. Per suo marito.

Martina - Vittima, anche lei? Come me. (forte) Ci sei Roberto? (a Corrado) Se non avessi questi bambini, queste creaturine che senza la loro mamma si sentirebbero perdute...

Roberto - (entra in scena con fucili, pinne e maschere) Lo sai che sei ancora una gran bella donna, Martina? Vista di dietro specialmente...

Martina - Che sciocco sei, Roberto! (si appoggia a lui e scendono alla spiaggia)

Corrado - (rimane in piedi, davanti al muricciolo, guardando verso la spiaggia. Agita la mano salutando)

Mario - (rientra in scena, viene avanti e si ferma al tavolino sfogliando tra tutte quelle carte e quei disegni)

Maria - (entra con gli occhi rossi e vedendo Corrado salutare verso il mare) Oh!

Corrado - (voltandosi) Maria? Che hai?

Maria - (drammatica) Nulla. (va al muretto accanto a Corrado)

Corrado - Hai pianto?

Maria - Forse.

Corrado - (cercando di prenderle la mano) Perch?

Maria - Lasciami, Corrado.

Corrado - (dopo una pausa imbarazzante) Salutavo la signora Martina che... (non sa che dire) che torna subito.

Maria - (dopo unaltra pausa) Eravamo cos felici gli altri anni!

Corrado - (pronto e sincero) Anche questanno... (si arresta)

Maria - Pensi?

Corrado - (cercando delle scuse) ... del resto anche tu non fai che evitarmi...

Maria - (pronta) Per risparmiare a te di farlo.

Corrado - (debolmente) Non credere che abbia cambiato idea.

Mario - (comincia a strappare lentamente in minutissimi pezzi alcuni fogli scelti tra quelli sul tavolo)

Maria - Avremmo dovuto sposarci tra pochi giorni.

Corrado - Ti assicuro che io...

Maria - Faresti meglio ad essere sincero...

Corrado - Anche tu sei cambiata. Devi ammetterlo.

Maria - (melodrammatica) S, sono pi sola. Non cercare di giustificarti, Corrado. Ho capito tutto, addio. (scende per la scaletta)

Corrado - (colpito da improvvisa paura) Maria! Dove vai?

Maria - (calma) E dove vuoi che vada? A fare il bagno.

Corrado - (sospira sollevato) Vengo con te?

Maria - No, beata solitudo, sola beatitudo. (esce)

Corrado - (fa per richiamarla, ma rinuncia. Si volta e vedendo Mario) Oh, Mario!

Mario - Ciao, ragioniere. Che fai con quella matita?

Corrado - Oh, un lavoretto per il commendatore.

Mario - Bravo. (si avvicina al muretto e buttando fuori i pezzetti di carta) Anchio.

Cicci - (entra in scena) Buongiorno a tutti. (fa per scendere verso la spiaggia) Chi si fregato il canotto?

Corrado - Suo fratello, signorina.

Cicci - Imbecille! Proprio oggi.

Corrado - Gi c un bel mare oggi.

Cicci - (guardandosi attorno come cercando qualcuno) Un bel mare.

Mario - Proprio un bel mare.

Corrado - (va a sedere in un angolo della scena a fare i suoi conti. Non importa se dalla sua posizione non vedr nulla e non sar visto)

Mario - (torna al tavolo a prendere dei fogli e mentre li strappa) Le piace lisola signorina?

Cicci - Mi piace anche troppo.

Mario - (siede sul muretto accanto a lei e continuando a strappare i fogli) Ne sono proprio contento. Lei lunica persona della famiglia che sono contento di rivedere qui. Gli altri lo sa, eh... (fa il solito gesto) Tatatatatatat.

Cicci - (ride) Ma che le hanno fatto i miei? Spaventa mia madre, spacca la radio a mio fratello... fa i dispetti a mio padre... non mi dica di no... cosa sono quei fogli che sta strappando?

Mario - (buttando a mare i pezzettini di carta) Sa perch si sta bene qui? Perch qui fuori del mondo e la gente dellisola come se non ci fosse. Invece i suoi si fanno sentire. Ed un guaio. Qui cos bello. Io mi metto l, con la mia barca, pancia al sole, e non sono pi niente, pi nessuno. Sono un pezzo di mare anchio o un pezzo di terra. Importa soltanto pi se il sole c o non c, se cade la pioggia o tira il vento... capisce?

Cicci - (convinta) S.

Mario - Ecco perch se avessi una mitragliatrice sparerei e ammazzerei tutti quelli che mi riportano al mondo.

Cicci - (ride)

Mario - Se fossi al suo posto, sa che farei? (con intenzione) Minnamorerei di un bel ragazzo dellisola e lo sposerei. Pensi che meraviglia poter essere giovani, volersi bene e vivere in un posto come questo.

Cicci - Eh, certo che sarebbe bello. (pausa) Invece i miei vogliono farmi sposare un nobile solo perch mi dar un titolo. E devo ringraziare che Galli-Capistrani non ha un figlio, altrimenti dovrei sposare quello.

Mario - Lei faccia quello che si sente di fare. Sa cos il denaro? Porcheria. Non pensi mai al denaro.

Cicci - Io non ci penso.

Mario - Invece a vivere qui... se lo potessi fare io...

Cicci - (ride)

Mario - Suo marito va a pescare, lei a casa gli fa i figli. Soli. In due. E mettere delle mine attorno alla casa. Se qualcuno viene a dar fastidio... pam... salta in aria. (con intenzione) Io al suo posto non esiterei.

Cicci - 10 sento che qui potrei essere veramente felice. Anche se non c nulla e la vita come quella di cento anni fa.

Mario - 11 progresso non serve a niente, se lo ricordi. Il progresso complica, non aiuta. Luomo diventato infelice il giorno in cui ha perso la coda.

Cicci - (ride) La coda?

Mario - Proprio cos. Da quel giorno cominciata la decadenza dellumanit.

Paolino - (entrando) Ciao, Cicci. Come va Mario?

Cicci - Da un po che ti aspetto.

Mario - Come state bene voi due assieme. Sembrate fatti luno per laltra.

Paolino - Mario, com andata la pesca oggi?

Mario - Quattro pesciolini. E me li vado a friggere subito, subito perch ho fame. (avviandosi) La mia barca a vela l. (indica) Non la do mai a nessuno. Ma se voi la volete per fare una passeggiata, senza complimenti. (esce)

Cicci - Grazie, Mario.

Paolino - ... e buon appetito.

Cicci - Un uomo felice, quello.

Paolino - Povero Mario. Tutti lo credono un poco scemo, ma quello pi furbo di tutti noi messi assieme. Allora Cicci, come va?

Cicci - Come mai cos tardi?

Paolino - Tuo padre. Prima mi ha mandato al telefono, poi...

Cicci - Possibile che tu debba sempre lasciarti accalappiare da mio padre?

Paolino - Siamo stati a vedere i lavori sulla collina. Verr magnifica la strada.

Cicci - E a chi servir?

Paolino - Ai turisti.

Cicci - Quando verranno.

Paolino - un uomo in gamba tuo padre. Sa parlare alla gente. Ti giuro che ascoltandolo mentre parlava agli uomini che lavoravano venuta voglia anche a me di restarmene l col piccone.

Cicci - (ironica) Potevi restarci. Lavorare col piccone fa bene ai muscoli.

Paolino - (gonfiando quelli delle braccia) Non ti bastano questi?

Cicci - (gli accarezza il braccio) Andiamo?

Paolino - A nuotare?

Cicci - (scattando) A nuotare! Possibile che quando mi vedi, tu non riesca a pensare ad altro?

Paolino - Dal momento che vuoi imparare, io credevo che...

Cicci - (con collera) You silly boy.

Paolino - (pronto) And you... crazy girl?

Cicci - (sorpresa) Parli inglese?

Paolino - Lho studiato a scuola ed ho fatto pratica con mio cugino che viene dallAmerica.

Cicci - Accidenti, sei proprio bravo, in tutto!

Paolino - Certo, sono di San Rotondo, io!

Cicci - In tutto... meno in una cosa.

Paolino - Cio?

Cicci - Non te lo dico.

Paolino - Fuori, lo voglio sapere.

Cicci - Con le donne sei fiacco.

Paolino - E tu che ne sai?

Cicci - Che ne so? Stiamo tutto il giorno insieme, e ancora non mi hai baciata.

Paolino - E perch ti dovrei baciare, sentiamo!

Cicci - (scherzosamente gli d uno schiaffo sulla guancia)

Paolino - (le prende la mano e gliela immobilizza)

Cicci - Mi fai male... lasciami andare... non stringere... Paolino... lo so che sei forte... Paolino...

Paolino - (sfiorandola col dito) Perch mi hai dato uno schiaffo?

Cicci - Stupido! Che ti ci vuole dunque per capire?

Paolino - (la lascia andare e resta a guardarla)

Cicci - (resiste al suo sguardo) Andiamo allora?

Paolino - Una ragazza come te qui nellisola farebbe una brutta fine!

Cicci - (beffarda) Che fine?

Paolino - (la prende per un braccio e scappa con lei per la stradetta)

Mario - (spunta in scena a curiosare. Si ferma, dal muretto, guarda verso la spiaggia, saluta con la mano e ride soddisfatto. Al ragioniere) Ehi, ragioniere... ragioniere...

Corrado - (mettendo la testa fuori dal suo buco) Che c, Mario?

Mario - Vieni a vedere, vieni a vedere...

Corrado - (viene vicino al muretto, matita e foglio in mano) Che cosa?

Mario - (indicando) Due innamorati. Dimmi che ci pu essere di pi bello al mondo di due innamorati che annullano, abbracciandosi, tutta la nostra stupida civilt. (se ne va ridendo andando a sbattere contro)

Omodeo - (che entra insieme con Vincenzo) Ohi, che fai, tu, scemo?

Mario - (guarda Omodeo continuando a ridere e se ne va)

Omodeo - Ma quello proprio da ritiro! (a Vincenzo) Allora hai capito ci che devi fare? Metti un po in ordine, porti qualche buona bottiglia e quando viene il parroco te ne vai! Ragioniere!

Corrado - (che sera seduto sul muretto facendo i conti, si alza di scatto e si avvicina ad Omodeo) Eccomi, commendatore!

Vincenzo - (andr avanti e indietro portando bicchieri, bottiglie, ecc... e facendo ordine)

Omodeo - Ci siamo, allora, con questi preventivi?

Corrado - Non ancora. Oggi, dopo colazione, mi sentivo un poco stanco e...

Omodeo - Giovanotto, sa che cos che frega lumanit per tre quarti? La stanchezza. Chi vuole riuscire nella vita non deve mai sentirsi stanco. Il dinamismo la chiave del successo. Se lo ricordi.

Vincenzo - (indicando) Guardi come si danno da fare i ragazzini a raccogliere i ricci. Ne hanno riempito gi un altro cesto.

Omodeo - Ma ce ne sar una miniera tra quegli scogli?

Vincenzo - No, commendatore, ma quelli sono animaletti che si riproducono con molta facilit. Sono come la povera gente che non ha altri divertimenti.

Omodeo - (torna al tavolo e mettendo in ordine le carte) Eh, caro ragioniere... quante cartacce... quanti progetti... piani... preventivi... ne ho dovuti spendere di soldi per avere unidea di quanto mi verr a costare il lancio dellisola. Guardi le fatiche, le preoccupazioni, gli affanni di un povero uomo come me, per poter migliorare un poco la sua posizione economica. Non bastano i pensieri di unazienda, bisogna cercare sempre altro per fare quattrini. Gran brutto mestiere il nostro. La gente dice: gli industriali! Gi, gli industriali. Ma la gente non sa che noi per farci quattro soldi ci roviniamo la salute, ci ammaliamo dulcera, di fegato, di nevrosi cardiaca e di esaurimento. Chi sta bene, chi sta tranquillo al giorno doggi sa chi ? Il lavoratore. Solamente il lavoratore guadagna, fatica poco e non ha problemi. Perch il lavoratore ha sempre chi pensa a lui. Non convinto? Prenda un impiegato... lei, per esempio, impiegato, vero? Su, mi dica quanto guadagna al mese?

Corrado - Quasi due milioni.

Omodeo - Eh? (riprendendosi) Beh, non sar moltissimo, per sicuri.

Corrado - Purtroppo non aumentano. Guadagniamo come le donne di servizio.

Omodeo - S, ma calcoli i vantaggi che il suo impiego le d: le ferie pagate, la tredicesima mensilit, gli straordinari, la cassa malattia, lEmpals, lassicurazione per la vecchiaia, la domenica libera, la mezza giornata di sabato... ed il suo padrone che pagando le offre tutti questi vantaggi. Se mi ammalo io, invece, chi pensa a me? Chi mi paga le spese? Nessuno. Ed io devo pagare le tasse per garantire benefici, che io non ho, a tutti i miei operai. Brutto secolo il nostro. (prende un altro disegno e facendolo vedere a Corrado) Ha visto il progetto per il ristorantino Tirolese da fare in fondo al porto? Bellino, eh?

Corrado - Magnifico, commendatore.

Omodeo - Ho ricevuto anche il preventivo per livellare quella spiaggetta... (cerca tra le carte) Dov? (si spazientisce) Era qui...

Corrado - Commendatore, lei ha pensato proprio a tutto.

Omodeo - Se il mondo lo avessi creato io, lo avrei gi fatto coi grattacieli e le strade asfaltate. (ride rumorosamente poi si arresta guardando in alto) Sa che ci starebbe bene qui? Una bella seggiovia. Saranno centocinquanta metri di dislivello? Mettiamo, esagerando, trecento metri di cavo, moltiplicati per cinque, diviso per sei, meno il 7%... Non verrebbe nemmeno a costare molto. (vedendo Vincenzo che sta mettendo le bottiglie su uno sgabello) Vincenzo, allora, viene o non viene questo prete?

Vincenzo - Commendatore, doveva finire di confessare, glielho detto!

Omodeo - (sospira) Questi preti! (a Corrado) Se lei avesse coraggio se li potrebbe fare i quattrini!

Corrado - Io?

Omodeo - Ci vorrebbe pochissimo: un ufficetto, carta stampata, una macchina da scrivere. Capisce? No? Aprire un Ufficio Turistico Isola di San Rotondo e collegarsi con Honolulu, Miami, Acapulco, Biarritz e tutti gli altri centri turistici importanti. Cos mentre noi azionisti creiamo lindustria alberghiera, diamo inizio al piano regolatore, vendiamo i primi lotti fabbricabili dellisola, lei qui potrebbe...

Vincenzo - Ecco Don Silverio, commendatore.

Omodeo - Via, via, via tutti, allora. Voglio restare solo con lui. (spinge Corrado e Vincenzo nellosteria poi, precipitandosi incontro a Don Silverio) Carissimo Reverendo, come va? Venga, venga. Lei non immagina che piacere mi fa vederla. La trovo benissimo... ha dipinti in faccia i colori della salute. Le stappo una bottiglia?

Silverio - Grazie, grazie, non sincomodi... non si disturbi.

Omodeo - Ma che disturbo, piacere. Saccomodi, prego. (stappa la bottiglia e versando da bere) Lei un tipo che mi va a genio. Si capisce subito che un uomo pratico, intelligente, di ampie vedute e non il solito prete retrogrado e bigotto. (impedendogli di protestare) No, per dio, mi lasci dire. La chiesa ha bisogno di uomini come lei. Cincin, reverendo.

Silverio - (alzando il bicchiere) Alla sua salute, commendatore.

Omodeo - Mi piace il suo sguardo, franco, onesto... (impedendogli di protestare) lei deve essere molto battagliero. E questo ha il suo bello. In altri tempi sono certo che lei non avrebbe esitato ad impugnare la spada per difendere il suo gregge...

Silverio - (sempre pi a disagio) No, commendatore, io sono un tipo molto pacifico. E di spirito combattivo ne ho soltanto quanto pu averne un povero prete di paese.

Omodeo - (entrando in azione) Reverendo, lei si stupir di non avermi mai visto nella sua chiesa. Ma noi uomini di affari siamo troppo occupati e non abbiamo tempo da perdere sugli inginocchiatoi. Del resto lei troppo intelligente per non capire. Verr ad ogni modo a visitare la chiesa e lascer unofferta generosa per i suoi parrocchiani.

Silverio - La ringrazio fin dora. La nostra parrocchia molto povera ed a volte doloroso per un sacerdote rifiutare un aiuto a chi ne ha bisogno. Ma siamo in unisola, tagliati fuori dal mondo. La terra povera, la roccia non d che erba e...

Omodeo - (interrompendolo) Mi sono reso conto perfettamente di tutto questo. E pensando appunto alla povert dellisola vengo a proporle una pesca meravigliosa, e con un amo piccino cos. Posso parlare liberamente, reverendo?

Silverio - Dica, commendatore.

Omodeo - (avvicina la sedia a quella di Don Silverio abbassando un poco la voce) Che penserebbe lei, reverendo, se in questa isola si costruisse un santuario? Un bel santuario, grande, enorme, tutto in cemento armato, con cupoloni, altarini e altaroni, campanili, statue di tutte le grandezze... Un santuario moderno, comodo, funzionale, con aria refrigerata...

Silverio - Beh, aria refrigerata a parte sarebbe un bel sogno.

Omodeo - Un sogno che potrebbe facilmente tradursi in realt.

Silverio - In che modo?

Omodeo - Lei certamente sar al corrente, e se non lo glielo dico io, che ho intenzione di investire, con altri capitalisti miei amici, dei grossi capitali per lanciare turisticamente questisola.

Silverio - S, ma non vedo come...

Omodeo - (s.r.)... che comprer tutti i terreni lungo il porto... che far costruire alberghi, ville, palazzi... Guardi, guardi i progetti... (indica i fogli sul tavolo)... faremo nellisola un campo daviazione, collegheremo il porto con servizi trigiornalieri coi pi importanti porti del continente. Le assicuro che cambieremo faccia a San Rotondo, la faremo unisola da mille e una notte.

Silverio - Ma se crede che a me questo faccia piacere...

Omodeo - Stia dunque a sentire: lisola di per s bella. Con la pubblicit con cui sar lanciata, richiamer senzaltro turisti da tutte le parti del mondo. Ma se oltre alle sue bellezze naturali lisola potesse contare anche su di un santuario famoso... non crede lei che oltre ai villeggianti ed ai turisti potremmo far venire un buon numero di pellegrini che ci riempirebbero gli alberghi nei periodi di stagione morta?

Silverio - Le ripeto che non riesco a capire come...

Omodeo - Non cerchi di capire, per ora. Mi dica soltanto: che penserebbe lei se questo sogno del santuario si realizzasse?

Silverio - Non so... Un miracolo.

Omodeo - Benissimo. Lei ha detto la parola, reverendo: un miracolo!

Silverio - Perch lei vorrebbe che qui avvenisse un miracolo?

Omodeo - Siamo franchi, reverendo, per poter far sorgere un santuario, sarebbe necessario che prima avvenisse un qualcosa che ne giustificasse la costruzione, non le pare?

Silverio - Giustissimo. E lei mi ha mandato a chiamare perch pensassi io a far succedere questo "qualcosa", non cos?

Omodeo - Senta, reverendo, lei non deve avere nessuna preoccupazione. Al capitale penseremo noi. Aspetto in questi giorni un telegramma per incontrarmi col famoso Galli-Capistrani che sar con me il principale azionista per lanciare turisticamente San Rotondo.

Silverio - E cos che pretende da me?

Omodeo - Reverendo, io mi affido semplicemente alla sua intelligenza, al suo acume ed alla sua esperienza. Nel campo religioso lei un maestro; il mio campo, invece limitato a quello dellindustria e degli affari. Perci dica lei come penserebbe di poter risolvere... di poter giustificare la costruzione di questo santuario...

Silverio - Non c altro da fare. Per far sorgere un santuario ci vuole un miracolo. Almeno un miracolo.

Omodeo - (respira di sollievo) Proprio come pensavo io.

Silverio - E, naturalmente, dovrei essere io ad organizzare questo miracolo... (si alza in piedi)

Omodeo - Credo che sarebbe la persona pi indicata...

Silverio - (ormai lanciato)... e dovrei trovare un finto cieco o un finto muto disposto a recitare la commedia per riacquistare la vista o la parola davanti allaltare di un santo, non cos? Preparare il terreno, insomma, con un falso miracolo, allafflusso turistico dellisola di San Rotondo. Dovrei diventare il suo complice, in parole povere. E ingannare i fedeli, ingannare la Chiesa, ingannare Ges Cristo per far fare soldi a lei! Ed per questo che ha osato mandarmi a chiamare, eh? Ma che crede, commendatore, che crede? Che coi suoi sporchi capitali si possa comprare anche la Chiesa?

Omodeo - (preoccupato e timoroso) Non sia cos impulsivo reverendo. Io non ho detto nulla. Le ho chiesto un consiglio, ho voluto soltanto ingenuamente farlo partecipe di un progetto che mi sta a cuore. Lisola povera, la gente in miseria. Pensi alle conseguenze che avrebbe...

Silverio - (interrompendolo) Alle conseguenze? Sa quali potrebbero essere le conseguenze se non avessi questa tonaca addosso? A mare, a pedate la butterei!!! (esce rabbioso)

Omodeo - No, reverendo, non se ne vada... Beviamo ancora una volta insieme... Per il bene dellisola ci conviene essere amici... Reverendo... reverendo... reverendo...! (rinuncia a rincorrere il prete, non sa che fare per la rabbia che lo invade. D un pugno sul tavolo, un calcio alla sedia, butta a terra dei disegni, poi per sfogarsi va davanti alla porta dellosteria e chiama) Ragioniere! Ragioniere!

Corrado - (esce timidamente)

Omodeo - Ha visto quel pretaccio... quel pretaccio che ho mandato via?

Corrado - Don Silverio?

Omodeo - Un mascalzone, un retrogrado, diffidi di lui. Ecco a che serve il clero: a tenere indietro il progresso, a mettere il bastone tra le ruote alla civilt. Un affare che avrebbe dovuto arricchire me e tutti... Ah, che paese, che paese questo! Siamo tra selvaggi, caro ragioniere, e ce ne vorr del tempo affinch la vita moderna possa riuscire a farsi strada in questisola. La gente vive in miseria, sta arrampicata sugli scogli come le capre ed contenta. Chi di questa miseria potrebbe approfittare non lo fa. Ed il risultato? Lisola, questo meraviglioso capitale, invece di fruttare quattrini come dovrebbe, resta inattivo!

Corrado - (che col naso sui suoi fogli non ha sentito nulla dello sfogo del commendatore, approfitta della breve pausa per dire) Non verrebbe nemmeno a costare molto, commendatore.

Omodeo - Che cosa?

Corrado - Calcolando con gli elementi che mi ha dato lei, questo sarebbe il preventivo per la pavimentazione della strada principale. Bisognerebbe prima defalcare...

Omodeo - (furioso) Ragioniere, e le pare questo il momento per...

Martina - (entrando in scena dalla scaletta con Roberto) Ancora stai lavorando, Omodeo? Ma riposa dunque un poco e lascia riposare gli altri. Avresti dovuto venire con noi, caro, abbiamo fatto un giro meraviglioso. Siamo stati in una grotta dove lacqua pareva in technicolor, vero Roberto? Una pace, un silenzio... Per, appena possibile un giretto sulla Costa Azzurra per vedere un po di bella gente lo facciamo, vero, tesoro?

Rosetta - (arriva in scena dalla scaletta) Signor Commendatore, pap mi manda a dire che la linea libera. Tra pochi minuti potr avere Milano.

Roberto - (con un urlo) Rosetta! Finalmente! Sono mesi che ti cerco, come stai?

Martina - Rinuncia, Omodeo, ed andiamo a fare il bagnetto.

Omodeo - No, Martina, ci vado. Forse questa la volta buona che potr sapere qualcosa dei Galli-Capistrani!

Roberto - (che si precipitato accanto a Rosetta, parlandole piano e tirandola per un braccio) Allora? Vieni con me in canotto... Vedrai che giretto ti faccio fare... Su, non dirmi di no...

Rosetta - (imbarazzatissima) Allora... commendatore... che cosa devo dire?

Martina - Ma perch non rispondi a Robertino, caruccia? Mio figlio sta invitandoti a fare un giretto in canotto.

Omodeo - Va con Robertino, tu... (a Martina) Graziosa, eh? (alla ragazza) Al telefono vado io.

Martina - Sei giovane, bambina mia, ed alla tua et che bisogna divertirsi.

Roberto - (prendendo per mano Rosetta) Vieni, Rosetta. Una mezzoretta e torniamo.

Rosetta - (intimidita, preoccupata, e nello stesso tempo tentata) Ma non posso. Pap non lo permetterebbe. E poi io...

Omodeo - Non preoccuparti di tuo padre, bambina mia. A tuo padre parler io. Gli dir che sei coi miei figli, e questo lo tranquillizzer. Che aspetti, Roberto, a portarla via?

Martina - (insieme ad Omodeo spinge Rosetta tra le braccia di Roberto) Forza, Rosetta, Roberto ti far divertire.

Roberto - (trascinandola per la scaletta) Ti porter in una grotta meravigliosa, non la dimenticherai questa passeggiata. (scende con lei la scaletta)

Martina - (con un sospiro di sollievo) Meno male che s trovata anche lui una ragazza, povero figlio!

Omodeo - E sono sicuro che la terr allegra. Bene, io vado al telefono allora. Tante storie, tante discussioni e non sono riuscito a farmi installare il telefono qui. Se tu ,Martina, vuoi fare il bagno, fatti tenere compagnia dal ragioniere. (a Corrado) Laccompagni lei, a fare una nuotata... (guardando dal muretto) Anche Roberto sistemato... Guarda, Martina, com svelto a remare...

Martina - (sospira allusiva al ragioniere) Giovent... giovent...

Omodeo - (se ne va gridando) Allora Vincenzo? Lo mettiamo a posto questo altoparlante? E linsegna? (d.d.) No, il cemento dallaltra parte. E via quelle barche... Paolino! Paolino! Dove si cacciato Paolino?

Corrado - (a Martina) Paolino se n andato con Cicci.

Martina - S? Che cari. Ha notato come stanno bene insieme.?

Corrado - Mi paiono un poco innamorati...

Martina - Bambinate! Beati loro... sul mare... in unora cos bella...

Corrado - Lheure bleue!

Martina - Gi, lheure bleue. (pausa) E noi che facciamo? Ci hanno lasciati soli.

Corrado - (le prende la mano)

Martina - Vorrei... vorrei... sdraiarmi sulla sabbia... E poi fare il bagno nuda...

Corrado - Dietro quel faraglione laggi c una spiaggetta soffice tutta di alghe...

Martina - Ce la far ad arrivarci a nuoto?

Corrado - Io laiuter signora.

Martina - Signora? Chiamami Martina. (prende per mano Corrado e si allontana per la scaletta mentre)

Maria - (sta salendo)

Martina - Le rubo il cavaliere, signorina, ma glielo restituir. (esce)

Corrado - (con gli occhi bassi esce dietro di lei)

Maria - (rimane a guardarli con una grande voglia di piangere)

Omodeo - (affacciandosi in scena) Senti, Martina...

Maria - (voltandosi) Sua moglie non c. andata a fare il bagno... col ragioniere.

Omodeo - Allora venga lei con me, signorina. Le far vedere qualcosa che le piacer.

Maria - (piena di speranza) Che cosa?

Omodeo - Dei pali di cemento. Due meravigliosi pali di cemento che...

Maria - (delusa) Oh, commendatore...

Omodeo - Che c?

Maria - Guardi che colori, laggi sul mare...

Omodeo - (d uno sguardo rapido, poi pratico) Questo niente, signorina. Vedr che colori avremo con lilluminazione al neon. (le d uno scapaccione e se la porta via)

Mario - (entra in scena con un lungo cannocchiale, guarda da un lato) Bene! (dallaltro lato) Benone! (da un terzo lato) Benissimo! (e con un sorriso di sollievo di lascia cadere su di una sedia, mentre cala la tela)

ATTO TERZO

Qualche giorno dopo, pomeriggio inoltrato. Un altoparlante collegato internamente ad una radio trasmette delle canzonette. Sulla porta dellosteria, uninsegna al neon: "DA Vincenzo SPECIALIT ARAGOSTE". Le sedie sono piegate ed appoggiate luna sullaltra, contro la parete, lombrellone chiuso, smontato e legato. Vicino alla porta dellosteria un baule e qualche valigia. Su di uno sgabello il telefono. Allalzarsi del sipario Omodeo sta telefonando, e Cicci accanto a lui.

Cicci - No, pap... Devi essere comprensivo... Non puoi pretendere che io...

Paolino - (spunta con la testa dietro il muretto)

Cicci - (gli fa cenno di andar via e di aspettare)... possa fare quello che tu...

Omodeo - (ha continuato ad urlare) Pronto? Pronto? (a Cicci) Stai zitta! Non si sente niente... Pronto?... (urlando) Vincenzo! Spegni quella maledetta radio! Vincenzo! Vincenzo! (al telefono) No, non sono Vincenzo... Sono Omodeo!

Cicci - Allora siamo daccordo, pap?

Omodeo - Vuoi smetterla Cicci? Vincenzo! (la radio si spegne) Pronto? Ah, non c! In Austria a passare il ferragosto. Maledetto anche lui. Grazie. (attacca il ricevitore) mai possibile dunque che a Milano in questi giorni non si possa trovare un avvocato?

Cicci - Allora... pap...

Omodeo - Per favore, Cicci, non seccarmi anche tu in questo momento.

Cicci - Va bene, allora. Come vuoi. (fa per avviarsi verso la scaletta)

Omodeo - No, resta qui. (suona il telefono) Pronto? S, sono io. E chi vuole che sia? Forza, allora, mi dia Milano...

Paolino - (appare unaltra volta dalla scaletta. Fa cenni a Cicci di raggiungerlo)

Cicci - (indica il padre, e fa cenno di aspettare)

Mario - (in un angolo, guarda la scena)

Omodeo - (grida al telefono) Ah, meno male! Lo studio dellavvocato Menegoni? Benissimo. Io dunque... sua zia? Ma che me ne faccio io di sua zia... io voglio parlare con lavvocato Menegoni... Sei tu, Ambrogio? Mi trovo nei guai... senti io sono... no, voglio parlare con lui personalmente...

Mario - (approfitta di un attimo in cui Omodeo parlando gli volta le spalle e con un temperino taglia il filo del telefono, che scorre lungo il muro e torna al suo posto)

Omodeo - Ma no, non sono a Milano. Sono a San Rotondo... Dov San Rotondo? Ma a lei cosa importa di saperlo, scusi? Sei tu, Ambrogio? Sentimi, Ambrogio, sentimi, Ambrogio, ho bisogno di te. Ho biso... Pronto? Pronto? Non risponde pi.

Mario - Glielo dicevo io, commendatore. Fili volanti. Basta un colpo di vento per portarseli via.

Omodeo - (fa un ultimo tentativo) Pronto? (lascia lapparecchio e si alza)

Mario - Lunico posto per telefonare tranquillo il centralino.

Cicci - (non riesce a trattenere le risate)

Omodeo - (torvo a Mario) Se scopro che anche questa volta sei stato tu, vecchio imbecille, a farmi uno scherzo...

Mario - (imperturbabile) Che scherzo? Guardi il mare... osservi il vento...

Omodeo - (esce di scena accigliatissimo. Voltandosi, a Cicci) Tu, resta qui!

Mario - (appena Omodeo ha lasciato la scena) Forza, ragazzi!

Paolino - (viene fuori e prendendo Cicci alla vita) Oh, finalmente.

Cicci - (lo abbraccia) Caro! (a Mario) da ieri sera che non ci vediamo. Grazie, Mario, grazie di tutto. Lei ci aiuta sempre...

Mario - Tutto sistemato?

Cicci - Non ancora. Ma ho dovuto vuotare il sacco e mettere i miei di fronte al fatto compiuto.

Paolino - (sorride fiero)

Cicci - E poi non ho voluto rinunciare alla soddisfazione di dire loro le cose come stavano. E m parso che pap nonostante il suo brutto carattere si sia lasciato commuovere facilmente... in fondo, credo che lui sia un semplice.

Paolino - S, per ieri sera venuto a cercarmi... Io credevo che volesse ammazzarmi... Invece lui, tutto gentile, mi ha offerto un biglietto di prima classe per lAustralia. Soltanto andata, per. Perch secondo lui, con le lettere di raccomandazione che mi avrebbe dato, laggi avrei trovato subito lavoro.

Mario - Mica stupido. Voleva metterti fuori circolazione.

Paolino - Ma io gli ho risposto che dallisola di San Rotondo non mi sarei mosso. (guardando Cicci) Devo aspettare che ritorni tu.

Cicci - Pap me lo cuciner io. Chi ci dar del filo da torcere sar la mamma.

Mario - Ad ogni modo, ascoltate il mio consiglio. Prima che Cicci parta andate tutti e due dal parroco, fissate la data e mettetevi daccordo per la cerimonia.

Paolino - (abbracciando Cicci) Allora... mi vuoi veramente per marito?

Cicci - (chiudendo gli occhi felice) S.

Paolino - Oh, ora bisogner vedere se ti voglio io.

Cicci - Non darti delle arie: so che ti piaccio.

Paolino - Ricordati per che con me dovrai filare dritto: alla moda dellisola.

Cicci - Con te mi piace filare dritto, lo sai.

Mario - E non muovetevi da San Rotondo, fate quello che vi dico io. Il mondo guardatelo col cannocchiale, cos: lunico sistema perch il mondo sembri bello quello di guardarlo da lontano.

Paolino - Perch ce lavete col mondo, Mario?

Mario - (s.r.) Fatevi una bella casetta qui. E se qualcuno arriva dal continente a disturbare la vostra serenit... sparare. Eh, anchio dovr venire un giorno a farmi una casetta qui. Basta con la gente che urla, che corre... coi telefoni che suonano in continuazione... coi motori che strepitano... con la civilt che vi picchia la testa per farvi diventare pazzo... Pace, pace... C bisogno soltanto di pace, ragazzi miei. (scende alla spiaggia)

Cicci - (scoppia a ridere) Che tipo, quel Mario!

Paolino - (serio) Cicci, e se in citt, un signorino ben vestito ti far la corte?

Cicci - Ma io non vorr tra i piedi nessun signorino ben vestito. Io voglio bene a te. E se tu non lo capisci... (lo abbraccia)

Martina - Cicci! Cicci! Dove sei Cicci?

Cicci - Arriva mia madre.

Paolino - Che faccio? Me la squaglio?

Cicci - Sii buono: falla sfogare un poco anche con te.

Martina - (entra in scena e puntando direttamente verso Paolino) Bravo! Dopo quello che successo pu sentirsi veramente orgoglioso! (a Cicci) Tu, fila dentro.

Cicci - (siede sul muretto)

Martina - Perch se lei crede che queste siano prodezze... E la smetta di ridermi in faccia, villano! (a Cicci) E mi stupisco di te che non hai nemmeno un briciolo di pudore. (a Paolino) ed a lei, giovanotto, i miei complimenti. Ma ormai il suo canto del gallo le si strozzer in gola. Mia figlia non la sposer mai!

Cicci - Glielhai detto mamma.

Martina - E su quello che successo dovr metterci una...

Cicci - ... pietra sopra.

Martina - (ripete) Una pietra sopra.

Cicci - (a Paolino) Lo so a memoria, ormai, questo discorso.

Martina - (accorgendosi che Cicci la prende in giro) E tu non fare la spiritosa, Cicci, perch con te faremo i conti, dopo. E lei, giovanotto, la smetta di ridere come un villano qualsiasi!

Paolino - (fa per risponderle, ma Cicci lo calma con un gesto)

Martina - Pu salutarla, la Cicci. Non la vedr mai pi. La far partire domani per lInghilterra: col primo aereo che troveremo.

Cicci - (scuote la testa, strizza locchio a Paolino e sorride calma)

Martina - A Londra! A Londra! Te la faranno dimenticare i baronetti inglesi la tua stupida avventura con un pescatore. Ed in quanto a lei, signor mascalzone, che ha approfittato del candore di Cicci per...

Paolino - (deciso) Piano, signora, mascalzone a me non lo pu e non lo deve dire. Non sono Robertino, io!

Cicci - (scoppia a ridere)

Martina - Cosa intende dire? Le proibisco di fare insinuazioni su mio figlio.

Paolino - Ed io le ripeto che non ho fatto quello che ha fatto Robertino, ecco tutto. Quello che successo tra me e Cicci successo di comune accordo perch ci vogliamo bene. E siccome io sono un uomo donore...

Martina - (scoppia a ridere) Un uomo donore!

Paolino - (s.r.) E siccome sono un uomo donore perch sono dellisola di San Rotondo, se vuole che per riparare sposi sua figlia sono disposto a farlo.

Martina - Se voglio? Se voglio? (ride)

Corrado - (entra in scena e si avvicina al gruppetto)

Martina - (felice che sia venuto qualcuno che possa sostenere le sue ragioni) Ha sentito ragioniere? Se io voglio che sposi mia figlia! Sarebbe disposto a fare questo sacrificio, lui! Una bella ragazza, carica di denaro... Vergogna... Paolino, vergogna!

Corrado - Non si agiti cos, signora, stia tranquilla.

Martina - La delusione di essere stata tradita in questo modo... ragioniere... sapesse che male mi fa... (quasi piangendo) Perch noi questo ragazzo lavevamo accolto con generosit... con fiducia... come se fosse uno della famiglia... E invece lo pagavamo perch lui facesse il porco con nostra figlia!

Cicci - Basta, mamma, ora stai esagerando...

Martina - Esagero? (a Corrado) Dice che esagero... Mentre io mi sento morire dalla vergogna, dallavvilimento, dal dispiacere, lei... (scattando) Ma non lo sposerai, non lo sposerai mai.

Cicci - Questo lo decider io, mamma. Sono maggiorenne.

Martina - Ma non vedi dunque chi vorresti sposare? Un selvaggio, un analfabeta? Che ci trovi in lui? Dimmi che ci trovi?

Cicci - Mi piace.

Paolino - (sorride trionfante)

Martina - T piaciuto per un capriccio, ora basta.

Cicci - No, mamma, lo sposo.

Martina - Cambierai idea in Inghilterra! (a Paolino) E lei non sorrida, idiota, o non rispondo pi delle mie azioni.

Paolino - Signora. inutile che stia a ripetere quello che ho gi detto a suo marito. Vogliono che sposi Cicci? Benissimo, fissino pure la data. Non vogliono? Buon viaggio, allora, e tanti auguri. (fa per avviarsi)

Corrado - Si vergogni, Paolino, parlare cos ad una signora.

Paolino - Lunico qui a vergognarsi dovrebbe essere lei, ragioniere. (a Cicci) Taspetto al solito posto, ciao. (esce)

Martina - (siede sfinita sul muretto. A Corrado) Le tempia, qui... come se la testa mi scoppiasse...

Cicci - Non voglio che tu alzi la voce con Paolino, mamma. Non te lo permetto.

Martina - Non me lo permetti? E chi sei tu per non permettermelo? Collegio, collegio. Di un collegio hai bisogno... Domani si parte per lInghilterra! E ti passer la voglia di sposare un pescatore.

Cicci - (calmissima) Un pescatore che per figlio di un sindaco ed appartiene alla migliore famiglia dellisola.

Martina - (a Corrado) Non lui che insiste, no, lei, la signorina che ha perso la testa per un amore da fumetti. S innamorata di un analfabeta.

Cicci - Ti ripeto che non un analfabeta, mamma. Ha fatto tre anni di scuola media, parla linglese meglio di me che lo studio da anni e...

Martina - Vorrei vedere la faccia dei tuoi amici se te lo trascinassi in societ presentandolo come tuo marito...

Cicci - Perch? Far un figurone, invece. Bel ragazzo, figlio di un sindaco, nato in unisola esotica o quasi, parla linglese, nuota come un dio, ha due spalle che... levati! Sfruttando il tipo sportivo avr un successo enorme!

Martina - (che non vuole cedere) Ma lhai visto sempre nudo. Prova a vestirlo e ti vergognerai vedendotelo vicino.

Cicci - Se non sa vestire, far come pap, imparer a farlo. E se non imparer, non importa perch a me piace cos nudo.

Martina - (disperata) Tanti progetti per lei... Tante speranze... ed invece mia figlia si d ad un pescatore dietro uno scoglio come pu fare una serva, alla domenica, con un soldato.

Cicci - E se dovessi rifarlo, lo rifarei. (con intenzione) Del resto non sono soltanto le serve ed i soldati che lo fanno.

Corrado - (tossisce imbarazzato)

Martina - Un bruto! Un selvaggio!

Cicci - Eppure fino ad ieri piaceva anche a te. E come ti piaceva. (se ne va dalla direzione in cui uscito Paolino)

Martina - Vedermela ridotta cos... stregata... E Robertino che povero figliolo se n andato anche lui a ficcarsi tra le ortiche... Ah, ragioniere, bella villeggiatura stata la nostra, bella villeggiatura.

Corrado - (tristemente) Allora... deciso: partite?

Martina - (secca) Non ha visto le valigie?

Corrado - (prendendole una mano) Allora, mia povera Martina? Che posso fare per te?

Martina - (ritirando svelta la mano) E che vuol fare, ragioniere? Nulla. continui a fare i bagni, continui a godersi la villeggiatura. (con intenzione, pungente) Del resto almeno che ci sia qualcuno che non debba lamentarsi delle sue vacanze...

Corrado - (guarda stupito Martina)

Martina - (improvvisamente dolce) Vorrei soltanto farti una domanda, Corrado.

Corrado - Dimmi, Martina...

Martina - (angelica) Tu... Non hai mai avuto bambini?

Corrado - Eh?

Martina - Ti domando se non hai mai avuto figli.

Corrado - No, perch?

Martina - Perch... sono inquieta, ecco.

Corrado - (arrivando a capire) Inquieta? Non vorrai dirmi che...

Martina - Non voglio dire nulla. Soltanto che sono inquieta. Sono sempre stata un orologio e questa volta...

Corrado - Insomma, intendi dire che...

Martina - (tornando secca come allinizio) Le ripeto, ragioniere che si tratta di un dubbio, inutile continuare a parlarne.

Corrado - Oh, Martina, allora sarebbe meraviglioso. Potresti lasciare tuo marito... venirtene con me... Due stanzette come sognavi tu...

Martina - (tagliente) Ma che sta dicendo, ragioniere? Ci mancherebbe anche questa: che una donna come me lasciasse suo marito per scappare con un "ragioniere"!

Corrado - Ma io ti voglio bene, Martina, e ti farei felice se ti accont...

Martina - (con sarcasmo) Felice? Oh, mio povero ragioniere, deve aver preso troppo sole, oggi. O deve avere uno strano concetto della felicit! Non le basterebbe lo stipendio di un anno per offrirmi un abito da sera! Vada, vada... un bagno le far bene, le schiarir le idee. Ed un avviso: non si permetta di cercarmi in citt. E non mi telefoni. Faccia come ho fatto io: dimentichi che ci siamo "conosciuti".

Corrado - (che gi si era avviato verso la scaletta, voltandosi) Ma non puoi distruggere il ricordo di quanto di bello abbiamo avuto!

Martina - Di bello? (scoppia a ridere) Ma mi faccia il piacere, ragioniere, cos che abbiamo avuto, poi, di cos bello? Quattro abbracci precipitati dietro ad uno scoglio. Se lei questo lo chiama bello vuol dire che la sua esperienza amorosa ancora pi misera di quello che io immaginavo.

Corrado - (profondamente avvilito scende alla spiaggia)

Martina - (lo guarda allontanarsi e poi tira un sospiro di sollievo)

Omodeo - (entra sconsolato e si lascia cadere su di una sedia)

Martina - Allora?

Omodeo - Niente da fare. Il nostro avvocato in Austria. Il Menegoni fuori Milano. Il Ferraroni non risponde... Non si trova nessuno a Milano il giorno di ferragosto.

Martina - Qualcosa dovremo pure decidere, no?

Omodeo - (alza le spalle)

Martina - Raddoppia le offerte.

Omodeo - Inutile, gi fatto.

Martina - Col denaro si pu tutto: ricordatelo.

Omodeo - Invece quelli se ne infischiano del denaro.

Martina - Allora, svelti, tagliamo la corda. E poi manderemo il nostro legale a sistemare ogni cosa.

Omodeo - Gi e Robertino?

Martina - Che discorsi! Robertino verr con noi!

Omodeo - No, sul molo c il brigadiere. Ha in tasca la denuncia. Non lo lascer partire.

Martina - La denuncia? Ma allora... che vogliono quei maledetti?

Omodeo - Che Robertino ed io firmiamo la dichiarazione che hanno preparato. Il matrimonio fissato entro un limite di tempo di quaranta giorni.

Martina - Benissimo! Sarai soddisfatto ora. Cicci con Paolino e Robertino con Rosetta. Sarai soddisfatto, ora. Era meglio andare a Capri, caro mio, ad Antibes, a Biarritz, invece di venire a finire con questi selvaggi. Gli stessi guai con gente civile si sarebbero risolti. Con questi selvaggi invece... Bellaffare la tua isola primitiva...

Omodeo - Laffare c, Martina, e che affare! Ma come poter vivere con gente che ha questa mentalit... questi pregiudizi? In paese mi guardano come un orco. Ti assicuro che c da aver paura a girare per le strade...

Martina - Eppure secondo te sarebbe stato tutto facile. Il Galli-Capistrani sarebbe venuto, ti avrebbe abbracciato, ed avreste fuso le vostre due ditte...

Omodeo - E che ci posso fare, Martina, se questo affare a Galli-Capistrani non ho potuto proporlo perch non sono riuscito a scovarlo da nessuna parte?

Martina - Hai avuto un successo magnifico, caro. Non mi resta che rallegrarmi con te, allora.

Omodeo - Se tu ti fossi accontentata della vita che ti offrivo e le tue pretese non si fossero fatte di giorno in giorno pi impossibili, io non avrei pensato allisola e mi sarei accontentato della mia industria.

Martina - Gi, naturalmente, la colpa e mia. Ma chi ti ha detto di spendere capitali in progetti e preventivi senza avere prima la sicurezza di poter lanciare questisola?

Omodeo - E che ne sapevo io che tutta lisola apparteneva ad un solo proprietario che non ha intenzione di vendere nemmeno un centimetro di terra?

Martina - Sei tu luomo daffari, non sono io.

Omodeo - Martina... Martina... Ti prego, non litighiamo, ora. Litigheremo a casa. Ora cerchiamo soltanto di salvare i nostri ragazzi.

Martina - E tu che hai dilapidato una fortuna prima di preoccuparti di chiedere se nellisola potevi comprare terreno o no! Si doveva arrivare allultimo giorno per scoprire che...

Omodeo - Ti ripeto che nessuno me ne aveva parlato di questo misterioso proprietario di cui neppure so il nome... Se almeno potessi parlare con lui lo persuaderei. Perch laffare c, Martina... Bisogna soltanto poter dominare questa gente...

Roberto - (entra sorridendo con le mani in tasca) Pap, il fuoribordo sta aspettando. A che ora partiamo?

Omodeo - (inferocito) Ma non potevi almeno, domandare prima se era minorenne?

Roberto - Chi?

Omodeo - Domanda chi, limbecille! Rosetta!

Roberto - Ma se siete stati voi a buttarmela fra le braccia!

Martina - E chi poteva immaginarsi che tu fossi un satiro?

Omodeo - Te lho detto mille volte, Roberto. Bisogna sempre diffidare delle donne che non si pagano. Sono quelle che costano di pi. Pensa, che se non dichiariamo per iscritto che sposi Rosetta, non ti faranno partire.

Martina - Via, Omodeo, non ci lasceremo intimidire dagli strilli dellufficiale postale.

Omodeo - Ti rendi conto del pasticcio in cui ti sei cacciato, imbecille!

Roberto - (ride)

Martina - E lui ride!

Omodeo - Sai che vuol dire una denuncia? Un processo... Tu ridi. Ma guarda tua madre, povera donna, in che stato ...

Roberto - Ma mica incinta, pap!

Martina - (sobbalza) Che stai dicendo?

Omodeo - Che sia incinta o no le cose non cambiano. Rosetta era vergine e minorenne. Ora soltanto pi minorenne.

Martina - Ma si pu sapere perch ridi? Sei contento dunque di sposarla?

Roberto - Per me. Quella o unaltra...

Martina - Io no, non ho perso la testa e non mi lascer convincere da questa stupida gente. Abbiamo in mano unarma con cui possiamo difenderci: il libretto degli assegni. Baster a far tenere la denuncia in tasca a chi lha scritta.

Roberto - (divertito) Non ci sar niente da fare, mamma, vedrai, ci sar il lieto fine come nei film americani. E non un solo matrimonio: due, due...

Maria - (entra con un mazzo di fiori) Allora, di partenza? Venivo ad augurare buon viaggio a tutti. (silenzio) Si sempre un poco tristi quando si lascia questisola, non cos? come lasciare un paradiso terrestre. (con un risolino) Oh, scusino, non volevo fare allusioni ai frutti proibiti. (silenzio glaciale. A Martina) Fiori dellisola, signora.

Martina - (secca) Grazie. (prende i fiori e li getta sopra le valige)

Maria - Ci rivedremo al prossimo anno, a quanto pare. Perch ormai immagino che ogni anno torneranno in questisola. (pausa)

Omodeo - Roberto, vai a chiamare il padre della ragazza.

Roberto - Io? Quello mi ammazza!

Omodeo - Quello non ti ammazza. Digli che laspetto qui per parlargli.

Roberto - (andandosene, a Maria) Se lei non avesse fatta tante storie, questi pasticci non sarebbero successi. (esce)

Maria - (a Martina) Ed ora, dove andranno?

Martina - (volutamente gentile) Al diavolo, signorina!

Omodeo - (apre una valigia e tira fuori delle carte che strappa e butta via, al mare)

Martina - Che fai, ora, Omodeo?

Omodeo - I preventivi. Ormai neanche ai pesci potranno servire.

Maria - (avvicinandosi ad Omodeo) Commendatore... Allora posso contare su quel posto? Vorrei pregarla di farmi sapere qualcosa in tempo affinch possa dare le dimissioni dal mio istituto prima dellinizio dellanno scolastico. (gli d un cartoncino) Questo il mio indirizzo.

Omodeo - (prende il biglietto, lo strappa e ne butta a mare i pezzetti) Sar meglio che non dia le sue dimissioni, signorina.

Maria - Perch? Ha cambiato idea?

Omodeo - No. Me lhanno fatta cambiare.

Martina - (secca) Inutile dare spiegazioni, Omodeo.

Maria - Io avrei scritto un altro articolo sullisola, commendatore...

Vincenzo - (allegramente, avanzando in scena) Allora, la vedremo presto tra noi, commendatore. E la prossima volta mangeremo i confetti!

Martina - (scattando come una molla) Non si illuda, Vincenzo. Non ci saranno matrimoni per quanto ci riguarda, in questa isola.

Omodeo - Calma, Martina, calma.

Martina - Non ci lasceremo mettere nel sacco da lei e dai suoi altri compari. Tutto si aggiuster, glielo dico io.

Vincenzo - E che vuol aggiustare? Tutto chiaro come la luce del sole. E migliore soluzione, grazie al cielo, non ci sarebbe potuta essere. Eh, questinverno, anche se non avremo il cinematografo che ci aveva promesso lei, commendatore, ci divertiremo ugualmente perch non mancheranno gli argomenti per le nostre conversazioni.

Omodeo - (secco) meglio che vada su ad occuparsi dei bauli, signor sindaco.

Vincenzo - Come crede, commendatore. (esce di scena)

Martina - Barbari! Selvaggi! Primitivi!

Maria - Allora, commendatore, che faccio di questarticolo?

Omodeo - (furibondo) Dia a me. (lo prende e lo strappa)

Martina - (prende i fiori che Maria le ha portato e buttandoglieli) E si riprenda i suoi rami secchi.

Maria - (se ne va verso la spiaggia con i suoi rami secchi, anche questa volta avvilita)

Silverio - (che entrato alla scena dei fiori, ed rimasto zitto ad osservare, dopo una lunga pausa) Allora buon viaggio a tutti.

Martina - (colpita da unidea improvvisa, subito gentile) Si accomodi, reverendo. Dove e come pu. Sono contentissima che sia venuto. Se lei non lo avesse fatto sarei venuta io in canonica. (fa dei segni al marito)

Omodeo - (non capisce)

Martina - Ma siccome mi hanno detto che non era permesso entrarvi in pantaloni...

Omodeo - Che importanza pu avere in questo momento, Martina...

Martina - Non interromperci, Omodeo. Le dicevo questo, reverendo, perch non vorrei che lei si fosse fatto delle idee sbagliate sul nostro conto. Non siamo molto praticanti, lo ammetto, ma mio marito ed io, in fondo crediamo in Dio e siamo molto contenti di essere cristiani. Per professiamo a nostro modo, ecco. Ed appunto per dimostrare la nostra fede... A chi dedicata la Chiesa?

Silverio - Alla Madonna.

Martina - Benissimo. Proprio per dimostrare la nostra fede e la nostra devozione alla Madonna, madre provatissima anche lei, poveretta, con mio marito avevamo pensato prima di partire di fare unofferta per la Chiesa. Unofferta consistente... Finanziare, per esempio, le riparazioni, le migliorie che vi si debbono fare.... Dico bene, Omodeo?

Omodeo - (che finalmente ha afferrato. Parte in tromba) Che preferisce, reverendo, uno due campanili? Se invece si sventrasse tutto per ricostruire linterno...

Silverio - (stupito e sospettoso) Ma veramente... commendatore...

Omodeo - Tagliamo la testa al toro, reverendo, ricostruiamo tutto a gusto nostro. Faremo una bella chiesa, razionale, moderna, in cemento armato... una chiesa di linea...

Martina - Preferisce croce greca o croce latina?

Omodeo - Una mezza dozzina di altari le basteranno? La facciata gliela consiglio di uno stile che arieggi al gotico perch qui ci starebbe benissimo...

Silverio - E tutto senza miracolo?

Omodeo - Senza miracolo, reverendo.

Martina - Baster che lei dica una buona parola per noi...

Omodeo - Sar questo il miracolo...

Silverio - (cominciando a capire) Ah, una buona parola?...

Martina - Parlo come madre di famiglia, reverendo. Deploro quant successo. Ma bisogna considerare che mio figlio non che un ragazzino. stata senzaltro la ragazza che lha portato a comportarsi come si comportato. A quindici anni una ragazza gi femmina, mentre invece il mio povero Robertino... stato tentato e non ha saputo resistere alla tentazione, ecco tutto. I sensi sono i sensi, reverendo, e la carne debole. Queste cose le deve capire, lei che reverendo.

Omodeo - Questa per lei pu essere loccasione buona, Don

Silverio - . Si rif la chiesa in cemento armato... La ottiene con quattro parole. un affarone, reverendo. Parli del perdono cristiano, delle ricompense celesti, dei martiri e dei Santi... Calmi gli animi, insomma, e ci faccia partire tranquilli.

Martina - Robertino ha fatto una sciocchezza, ma guai se tutti quelli che fanno una sciocchezza del genere dovessero sposarsi tutti quanti? La vita non sarebbe che un matrimonio continuo...

Omodeo - Allora... la facciamo con cupola?

Silverio - No, niente cupola.

Omodeo - Preferisce i campanili?

Martina - Pi funzionali i campanili!

Silverio - No, niente campanili. (pausa) Per i miei parrocchiani la chiesa va benissimo com.

Omodeo - Preferisce il corrispondente in liquido?

Martina - O che le facciamo rifare la canonica... Un appartamentino per lei, reverendo, messo su in un modo moderno, civettuolo,... col letto in gomma piuma...

Silverio - No, guardino, signori, io sono prete e non posso accettare nessuna delle loro offerte. Per ho un amico, un carissimo amico che vorrei vedere consolato. Parlino con lui. (chiama verso lesterno) Nicola... Vuoi venire, Nicola? (accompagnando Nicola in scena) Inutile dire che la sorte di Rosetta mi sta a cuore come se fosse quella di mia figlia.

Nicola - (entra in scena)

Martina - (inviperita) Non insista, reverendo. Robertino non sposer mai quella ragazza. Sarebbe assurdo. Del resto umanamente parlando...

Nicola - (scatta) Umanamente parlando? E chi di loro capace di parlare umanamente? Lei? Suo marito? Robertino? Coshanno saputo dire di umano dopo ci che successo alla bambina?

Mario - (salir sulla scaletta e poco per volta a passettini verr in scena ascoltando quello che si dice)

Martina - Quello che successo?! Come se fosse capitata chiss quale disgrazia.

Nicola - E per me disgrazia lo . Come la vorrebbe chiamare, allora? Con quel suo figliuolo che come un selvaggio...

Omodeo - (correggendo) Come un uomo... Un uomo qualsiasi.

Nicola - Non come un uomo. Come un porco!

Silverio - (cercando di arrivare ad una via di mezzo) Allora diciamo come un selvaggio.

Martina - Se si dovesse parlare di selvaggi, mio caro reverendo, sarei io quella che dovrebbe aprir bocca.

Silverio - Inutile dire, signora, se selvaggio sia stato Paolino o Roberto o tutti e due. Non siamo qui per fare processi, n per giudicare chi sia il buono, chi sia il cattivo. Siamo qui per perdonare le offese ricevute e per riparare.

Martina - Ecco, finalmente, le parole che un prete doveva pronunciare. Bravo, reverendo. Io perdono Paolino. Lei dica al signor Nicola di perdonare Roberto e cos saremo pari.

Omodeo - Ed in pi, noi ripariamo alle offese ricevute come ha detto il reverendo. Dammi il libretto dassegni, Martina. Raddoppio la cifra offerta stamani.

Mario - (scoppia a ridere scuotendo la testa)

Nicola - Ma che si crede, commendatore? Che io sia qui per elemosinare? Mi guardi in faccia, allora e vedr che sono un uomo onesto, io, un uomo pulito.

Silverio - Noi siamo qui per fissare la data del matrimonio.

Mario - Ben detto!

Omodeo - Io questo scemo non me lo voglio vedere tra i piedi! (indicando Mario)

Martina - Ma lei non pu parlare di matrimonio, reverendo. Roberto un bambino. Entra appena questanno alluniversit. E poi con la differenza di classe, di gusto, di educazione che esiste tra quei due ragazzi, come si pu pensare a sposarli? Questo matrimonio si sfascerebbe in pochi giorni. E poi perch vincolare Rosetta a un ragazzo che se ne infischia di lei?

Nicola - Per non se ne infischiava quando se l portata in canotto... (deciso) Commendatore, suo figlio non lascer lisola se prima non firmer qui questa promessa di matrimonio. E la dichiarazione la controfirmer lei, io, e come testimoni il parroco ed il sindaco.

Omodeo - Dica lei che cifra. Laccetto.

Mario - (ride per conto suo)

Martina - Ha sentito, Nicola? Mio marito le offre un assegno in bianco.

Omodeo - Cos lavvenire di sua figlia assicurato. Pu comprarle un negozietto...

Martina - Una bella merceria: aghi, fili e cucirini...

Omodeo - Ed investendo bene potr avere una buona rendita mensile.

Martina - E sposarla benissimo, la sua ragazza.

Omodeo - Dia retta a me, il danaro quello che conta al mondo.

Martina - Il danaro tutto. Dica lei la cifra. Anche un capitale.

Nicola - (dopo un attimo di pausa) E lonore di mia figlia vale un capitale.

Martina - Scommetto che non ha mai pensato che potesse valere tanto.

Nicola - Me ne infischio dei soldi. Voglio che suo figlio sposi mia figlia.

Mario - Bravo!

Martina - Rifiuta?

Omodeo - Rifiuta?

Vincenzo - (esce dallosteria) Che succede?

Mario - Nicola ha detto di no.

Nicola - Proprio cos. Rifiuto. E voglio dirle unaltra cosa, commendatore. Facciamo in fretta a metterci daccordo, altrimenti non rispondo di quello che potr fare la gente dellisola. Non vorrei che linciassero il suo Robertino... per sposarlo in extremis con Rosetta.

Martina - Linciare mio figlio? E allora perch non linciano Paolino? Invece?

Vincenzo - Paolino ha mangiato frutta matura, signora. Non si arrampicato sugli alberi giovani, rompendone i rami, per mangiare quella acerba.

Mario - E poi la Cicci e Paolino si vogliono un gran bene.

Omodeo - E che ne sai tu, scemo?

Silverio - Sono venuti poco fa da me in canonica. Hanno deciso di sposarsi il ventisette del mese prossimo. (un sasso od un frutto lanciato dallesterno arriva in scena sfiorando Omodeo. d.d. fischi ed urla)

Omodeo - ( accanto a Martina. I due devono dare limpressione di essere come dei prigionieri in mezzo ad una trib nemica. Dopo unesitazione) Offro la cifra che vuole.

Martina - (con speranza a Nicola) La cifra che vuole.

Nicola - Basta che faccia un fischio, commendatore, e guardi l, sul molo... Ci sono tutti i pescatori che hanno lavorato dieci giorni gratis per costruire una strada che non serve a nessuno. Non aspettano che un mio cenno.

Martina - Ah, anche i ricatti, ora?

Nicola - Lei stia zitta, signora. Sto parlando con suo marito.

Omodeo - Ho offerto quello che vuole.

Mario - Eh, s... nel continente col denaro si possono comprare anche figlie di principi e di baroni, ma in questisola non si compra nemmeno la figlia dellufficiale postale. (scoppia in una risata squillante)

Omodeo - (si lancia contro di lui) Io lo ammazzo, questo scemo. Lo ammazzo...

Roberto - (entra di corsa, rosso in viso, guardandosi preoccupato alle spalle e si getta fra le braccia di suo padre come per cercare una difesa)

Martina - Che c Robertino?

Vincenzo - Ecco il nostro eroe...

Roberto - (piano, vergognoso) Mio Dio, che paura! Ho avuto limpressione che quella gente mi volesse far fuori... (voci ed urla d.d.)

Martina - (abbracciandolo grida agli altri) Selvaggi! Selvaggi!

Vincenzo - E perch non lo domandiamo a Robertino se vuole sposare Rosetta? Attento Roberto, perch te lo domando come sindaco e davanti a dei testimoni...

Martina - Robertino, non rispondere... un tranello...

Omodeo - (a Vincenzo) Lavverto che proceder legalmente...

Nicola - Non credo che le convenga, commendatore...

Vincenzo - Ed io denuncer la signora che ha osato chiamare selvaggio un pubblico ufficiale.

Mario - Allora, Robertino, vuoi sposare Rosetta?

Vincenzo - Se vuole sposarla, firmi qui...

Nicola - (mette davanti al naso di Roberto la dichiarazione).

Roberto - (si guarda attorno preoccupato, guarda fuori scena, i suoi, poi) Io firmo. Credo che sia la migliore cosa che mi resti da fare.

Martina - Roberto, no...

Omodeo - Aspettiamo lavvocato...

Martina - un tranello... Te ne pentirai...

Roberto - (firma)

Martina - Imbecille! Imbecille!

Nicola - (passa la penna ad Omodeo) A lei, commendatore.

Omodeo - (firma e dopo di lui firmeranno Nicola, Silverio e Vincenzo)

Martina - Non serviranno a nulla queste firme estorte con la violenza.

Mario - (dando la mano a Roberto) Voglio essere il primo a felicitarmi con lo sposo. Oh, scusino, forse non mi sono mai presentato. Galli-Capistrani.

Omodeo - (d un balzo) Galli-Capistrani di... Milano?...

Mario - Di Biella. Ma residente a Milano. Ma destate vengo sempre qui in questisoletta che mi sono comprata. Detesto la societ, adoro la vita primitiva. E credo che in questisola verr a passare i miei ultimi giorni.

Omodeo - (impietrito) Galli-Capistrani. Mavevano detto che lei col suo veliero...

Mario - (indicando verso il mare) Eccolo l... il mio veliero...

Omodeo - (trasecolato) Allora lei che ha comprato lisola?

Mario - Il mio ultimo affare, sono in pensione, ormai.

Martina - Allora lei non uno scemo?

Mario - Cosa vuole signora, tutto soggettivo... in questo mondo...

Silverio - (d uno sguardo dintesa a Mario, poi a Nicola) Va a dire a tua figlia di venire a salutare il suo fidanzato, Nicola. Ed avverti il brigadiere che tutto in regola e che i signori possono partire. E che la gente stia tranquilla.

Vincenzo - Le valigie ed i bauli sono pronti, signora.

Omodeo - ( seduto sul muretto, la testa tra le mani, accanto a lui Martina: sembrano entrambi due cani bastonati)

Silverio - (chiamando verso la spiaggia) Signorina Maria, ragioniere... i nostri amici ci lasciano, vengano a salutare.

Rosetta - (entra a testa bassa)

Roberto - (la guarda, savvicina) Allora... ci sposiamo? (abbraccia Rosetta)

Martina - (con un ultimo scatto) Lasciala stare, imbecille!

Mario - Prima doveva lasciarla stare, signora.

Cicci - (entra con Paolino)

Silverio - Ed ecco laltra coppia. Anche questi stanno bene insieme, eh?

Cicci - Allora, tutto deciso. Mi fa piacere. Paolino ed io ci sposiamo il 27 settembre. Roberto e Rosetta potrebbero scegliere lo stesso giorno, no?

Corrado E Maria - (sono saliti su dalla scaletta tenendosi per mano)

Roberto - Allora, partiamo? Svelti, ragazzi, aiutatemi a portare tutta questa roba a bordo. (Cicci, Roberto, Rosetta, andranno avanti e indietro dalla scena portando fuori sedie, valigie, ecc. aiutati da Vincenzo, e poi, da Nicola)

Silverio - (a Corrado ed a Maria) E cos, con laiuto di Dio, tutto finito con dei matrimoni. E incominceremo dal vostro. Su, perch visto che ci siamo non fissiamo subito la data? (Corrado e Maria confabulano con Don Silverio mentre)

Omodeo - (fa un ultimo tentativo con Mario) Eppure, commendatore... un uomo daffari come lei... non crede che un bellalbergo con piscina... qui... ci starebbe bene?

Mario - Gi. Ma io ho comprato lisola proprio per non lasciarci costruire. Ma non ha dunque capito che io sono disgustato della gente, degli affari, e del denaro? E che finalmente ho scoperto che nel ritorno alla natura il vero segreto della felicit? Incomincio ora, a vivere, commendatore.

Omodeo - (a testa bassa, si alza depresso) Andiamo, Martina.

Paolino - (le passa accanto) Posso chiamarla mamma, signora?

Martina - (si alza di scatto, ma un capogiro la fa appoggiare alla sedia)

Corrado - (si precipita per sostenerla)

Martina - (facendo uno sforzo per restare in piedi, feroce e con intenzione) Non ti disturbare ragioniere, non niente. Lassicuro che non niente. Lassicuro che non niente stia tranquillo.

Mario - (scoppia a ridere)

Martina - (lo fulmina con unocchiata)

Omodeo - Cos stato, cara?

Martina - Nulla. Laria dellisola. Non la sopporto pi. (si avvia a braccetto del marito)

Ragazzino - (entra in scena con un cesto e lo posa davanti ad Omodeo) Ricci di mare, commendatore? Sono gli ultimi!

Omodeo - (furioso d un calcio al cesto e lancia un urlo di dolore. I ricci si sparpagliano per terra attorno a Martina ed Omodeo, mentre tutti meno Mario li seguono gridando "Buon viaggio, commendatore" "Buon viaggio")

Mario - (rimasto solo in scena respira soddisfatto e sollevato)

FINE

    Questo copione è stato visto: