Il creatore di illusioni

IL CREATORE DILLUSIONE

Commedia in un atto

Di MARCEL GIRETTE

Traduzione di Virgilio Marchesini

PERSONAGGI

CELIA

VITTORIO

IL CONTE MAUPRE

RAMEL

UNO SCOLARO

FANNY

La scena si svolge verso la met del secolo XVIII, nel camerino di Celia, attrice tragica.

All'aprirsi del velario, Celia, seduta al tavolino da toeletta davanti allo specchio, con le spalle coperte da un elegante mantellino, occupata a tingersi con la matita gli occhi e le labbra. In piedi e dietro di lei, Vittorio, parrucchiere da signora (giacca rossa, calzoni neri, calze di seta grigia) finisce di consolidarle sulla testa, a forza di forcine, l'edificio dei suoi capelli. Il conte Maupr, in grande uniforme di colonnello di fanteria, seduto poco lontano da Celia. Fanny labbigliatrice, va e viene tra il camerino di Celia e lo stanzino guardaroba.

Celia - (indifferente) Sentiamo, caro conte, la guerra m'interessa... cos pure i rostri tre mesi in Austria!

Maupr - No! no!... La guerra, l'Austria, gli austriaci; per dimenticarli che sono accorso qui, senza nemmeno darmi il tempo di levarmi l'uniforme. Parliamo di voi, Celia.

Celia - Io, Maupr? Durante questi tre mesi non ho cessato di figurare sul manifesto: Elettra , Didone , Zenobia ... e, tra un'ora, per la decima volta, rappresento Andromaca .

Maupr - Entusiasmo? Acclamazioni? Mazzi di fiori?

Celia - Naturalmente!... Ogni sera, uno di questi mazzolini mi cade dal... loggione. Grosso come un pugno, legato male, ma composto di villette fresche; non vale pi di un soldo, ma mi intenerisce.

Maupr - Celia!

Celia - Mio caro conte!... Eh, ma, Vittorio, mi tirate i capelli!

Maupr - (guardando Vittorio) Non pi Gabriele?

Celia - Gabriele malato e lo sostituisce Vittorio.

Maupr - Ha l'aspetto pulito questo giovanetto. E' abile?

Celia - Non troppo... Il suo merito reale di essere muto. Questo mi cambia... Grazie, Vittorio. Aspettate per l'arricciatura. (Vittorio va a sedersi in fondo. A Maupr) Dicevate?

Maupr - Quando mi riceverete?

Celia - 'Ma... vi ricever! Non c' fretta.

Maupr - (ridendo) Come? non c' fretta?

Celia - Gli che... avete un rivale.

Maupr - Avete una certa maniera, voi, di scherzare!

Celia - (con naturalezza) Non scherzo affatto. Accordatemi quindici giorni di respiro.

Maupr - (con indignazione) Quindici giorni!

Celia - (stesso tono) Poich avete un rivale!

Maupr - (rizzandosi) Sentiamo un po', chi?

Celia - (ridendo) Io non lo conosco.

Maupr - (risiedendosi) E' meno pericoloso.

Celia - (seria) Eh! eh!...

Maupr - (inalberandosi di nuovo) Volete darvi la pena di essere chiara?

Celia - Ebbene, qualcuno mi scrive da parecchi mesi. Ogni tre o quattro giorni, mi arriva una lettera, che mi fa piacere. Quella di oggi l'ho appena ricevuta e la vostra presenza m'impedisce di aprirla.

Maupr - (irritato) Datemi quelle lettere!

Celia - Con quel tono?... Niente affatto!

Maupr - Ebbene, vogliate permettermi...

Celia - (amabilmente) Ecco la chiave. L, in quel tiretto... prendete il pacco!

Maupr - (aprendo un cassetto) Una trentina di lettere!

Celia - Esattamente 27.

Maupr - Numerate da voi! Che ordine! Numero uno, posso leggere?

Celia - Come no!... Fanny, datemi la veste. (Si toglie il mantello da toeletta. Fanny l'aiuta a entrare nella veste della sua parte, veste Luigi XV, in broccato grigio; con busto a punta e grandi pieghe sulle anche, senza faldiglia, e gliela aggancia sul dorso).

Maupr - (leggendo) Non mi conoscerete mai, signorina; e questa per voi sar una buona ragione per leggermi in confidenza. L'uomo che non aspetta da voi n amore, n amicizia, n alcun beneficio, per lo meno sicuro che la sua ammirazione non vi sembrer sospetta. Non vi parler che di voi; io sar come assente dalle mie lettere; voglio che il solo modo di essere personale consista nel lodarvi meglio che posso . Eccetera. Frasi sdolcinate!... Ma lui, vi conosce?

Celia - Ila la pretesa d'indovinarmi; e che, per ci, il mio esteriore gli basta. Per ci, il mio viso, la mia persona, i miei doni d'attrice e il mio modo di recitare, formano la donna stessa che egli vede fino nella sua intimit.

Maupr - Questo mi sembra puerile

Celia - Giudicatene!... Numero quindici. (Leggendo) Celia, ci che fa di voi una confidente incomparabile, che voi amate l'infinitamente piccolo del sentimento, ci che senza di voi, non lascerebbe che un pulviscolo di gioia o di pena. Tutti i vostri amici, davanti a voi, conoscono la dolcezza di diffondersi in racconti dettagliati. Voi avete il grande segreto di saper ritrovare in ciascuno, sotto le esperienze e sotto le ironie, il bambino fatto adulto che sopravvive, ma che si cela, perch troppo spesso quand'egli si mostrava le cose e le persone l'hanno mortificato e umiliato. Ah! egli pu arrischiarsi con voi! Il vostro sorriso ha un senso chiaro: Lasciate venire a me tutte le fanciullaggini del cuore! .

Maupr - A me, queste svenevolezze, non dicono gran che. Ci che vedo bene, che il vostro incognito si sbaglia. Voi non siete colei che lui pretende.

Celia - Scusate, lo diverr.

Maupr - Che dite?

Celia - Dico che i suoi elogi svegliano in me l'idea di non essere inferiore a essi. Le qualit che egli m'ha prestato dunque un po' come se me le avesse donate. Senza dubbio, mi ci occorre uno sforzo; io lo faccio; e me ne seno riconoscente; e gliene sona riconoscente, in breve: queste lettere mi sono benefiche.

Maupr - (fremendo) E poi, che cosa?

Celia - Questo, nella lettera 17: Mi leggete, signorina? Provate piacere a leggermi? Se s, questa sera, avvicinando Pirro, invece di far soltanto tre passi, fatene cinque .

Maupr - Ebbene?

Celia - Ne ho fatti cinque.

Maupr - (misurando a grandi passi la scena, poi fermandosi di botto) Sentiamo un p: voi. l'amate!

Celia - Se l'amassi non vi avrei detto niente. Io imi limito a domandarvi... del tempo.

Maupr - Del tempo!... Dopo tre mesi!

Celia - E' come una ritirata che faccio nei miei pensieri... o piuttosto nei suoi. Aspettate che io termini questa ritirata prima di rientrare nel monde.

Maupr - Questo incognito, lo conoscer!

Celia - (assorta) Io vorrei conoscerlo!... Ma ne,ho effettivamente desiderio? Certo, l'uomo dev'essere squisite; ma pu esserlo un po' meno di quello che m'immagino. E sarebbe una piccola delusione.

Maupr - A me, il buon senso dice che, se potesse piacervi, si mostrerebbe. Voi parlate di una piccola delusione. Io vedo una grande, una colossale delusione.

Celia - Allora, naturalmente, io non me la auguro.

Maltpr - S, ma io ve la auguro! e voglio anche far di lutto per procurarvela subito!.... Fanny, fate un salto nella sala.

Celia - Fanny, non vi muovete!... (A Maupr) Che cosa vi prende?

Maupr - Fanny, chi che ha fatto nominare vostra sorella inserviente dei palchi?

Fanny - Siete stato voi, signore.

Maupr - Ebbene, se volete che, dall'ultimo ordine, ella discenda al primo...

Fanny - (a Celia) Signorina!...

Maupr - ... Obbeditemi.

Celia - (ridendo) Quanto dev'essere sciocca!... Obbedite, Fanny!

Maupr - Andate a domandare a vostra sorella se, tra i frequentatori del suo ordine, non ha qualche applaudito re accanito che le faccia l'effetto d'un innamorato.

Celia - Bont del Cielo!...

Maupr - In queste: caso, voi toccate l'innamorato sulla spalla e gli dite all'orecchio: La signorina Celia vi chiama: seguitemi! . Compreso?... Allora cosa fate cost? (La spinge col gesto. Fanny esce ridendo. Maupr trae l'orologio) Si comincia la commediola: l'innamorato dev'essere al suo posto, ed l'affare di due minuti. Scommettiamo che ci conduce un gobbo!

Celia - (ridendo) Che non sar punto l'autore delle lettere.

Maupr - Che lo sar! Vedrete!... Per questo mi farete il muso dapprima, ma poi mi rin-grazierete.

Celia - (seria) Maupr, se ve i spingete pi oltre questa burletta, vi avverto che non vi seguo.

Maupr - Non ho bisogno di voi.

Celia - Che cosa farete?

Maupr - Interrogare, dapprima.

Celia - E dopo?... Io non intendo che uno spettatole sia molestato perch mi applaudisce.

Maupr - E io non intendo che la mia amante divenga in disponibile, perch un marrano qualunque si diverte a rivolgerle delle frasi sdolcinate!

Celia - Voi non sapete dire che queste due parole: frasi sdolcinate! . Vi ... il concetto!

Maupr - Parliamone di questo!

Celia - Siete ostile al concetto?

Maupr - Perfettamente!... Almeno quando alberga nel cervello d'un marrano, ci che, notatelo bene, accade quasi sempre.

Celia - Io lo noto, e con gioia, poich io sono figlia del popolo.

Maupr - Andiamo dunque! Vostra madre vi avr male informata sulla vostra nascita.

Celia - (incollerita) Non parlate male di mia madre!

Maupr - (beffeggiatore) Bah!...

Celia - (cupa) Io ne penso fin troppo di lei.

Maupr - (ridendo) Sia!... (Serio) Ma guai a colui che ha messo del concetto in quelle lettere!

Celia - Caro mio, non mi sfidate! Vi sono grata di molte cose, e, per precisare, di molti regali. Ma io non sono vostra suddita, e all'occasione ve lo prover.

Maupr - Questo si dice!

Celia - Si dice e si fa. E la prova... che l'ho fatto.

Maupr - (furioso) Durante la mia assenza?

Celia - (aggressiva) No, signore, non nella vostra assenza. Cercate tra i vostri amici.

Maupr - (minaccioso) Chi ? Chi ?

Celia - (insolente) Cercate, invece di minacciare l'uomo di cuore e di buon gusto che mi ha scritto queste lettere.

Maupr - Quello la pagher per tutti!

Celia - (ridendo) Se lo scoprite!... (A Vittorio, il parrucchiere) Mio povero Vittorio, vi faccio aspettare.

Fanny - (rientrando) Signorina, ne ho portati due. Li volete insieme?

Maupr - No, uno alla volta.

Fanny - (ridendo) Ce n' uno alto e uno piccolo.

Maupr - Ebbene, prima il piccolo.

- (Fanny introduce uno scolaro che s'avanza con gli occhi bassi).

Celia - (divertita) E' un ragazzo!

Maupr - (severo) Mio giovane signore, fate molto bene ad applaudire la signorina; per...

Celia - Non vorrete spaventare questo piccolo ?

Lo Scolaro - (baldanzoso) Signorina, non mi fa paura.

Celia - (ridendo) Che et hai, mio piccolo amico? Sei in collegio?

Lo Scolaro - S, signorina. E ho sedici anni.

Maupr - Parlategli dunque delle lettere!...

Celia - (stupefatta) Allora, voi credete possibile?... Siete uno sciocco, caro mio!

Maupr - Voglio tirargli le orecchie!...

Celia - Ah! Maupr, lasciateci in pace!

(Conduce lo scolaro; Maupr, (immusonito, si siede su una poltrona voltando la schiena).

Lo Scolaro - E' gentile avergli detto lasciateci !

Celia - Mio povero piccino, vi un malinteso. Perdonami di averti scomodato per niente.

Lo Scolaro - State per rimandarmi? Cos presto! ...

Celia - Che cosa speravi?

Lo Scolaro - Discorrere un poco.

Celia - Di Andromaca ?

Lo Scolaro - (sospirando) E di voi!...

Celia - - Se tu sospiri cos, sar per Andromaca!... Sentiamo: i Greci di quel tempo che costumi avevano?

Lo Scolaro - Come i vostri.

Celia - Furbacchione! Ebbene, niente affatto. Non avrai certo il premio in storia!

Lo Scolaro - Lo avr se lo voglio, per farvi piacere.

Celia - - Bisogna vincerlo per far piacere... alla tua piccola amica.

Lo Scolaro - Non ne ho.

Celia - Durante le vacanze, non hai la cuginetta, al tuo paese?

Lo Scolaro - S! Ma... (ridendo) noi ci picchiamo.

Celia - Birbaccione! E' forse brutta?

Lo Scolaro - Questo no (Bisbigliando) E' tanto magra!

Celia - Vedrai per l'anno venturo, come sapr... aggiustarsi!... E' cos incantevole una giovinetta!... E' cos deliziosa!

Lo Scolaro - (gradasso) Preferisco le attrici.

Celia - (imitandolo) Tutte le attrici?

Lo Scolaro - (alzando il dito) Signorina, voi siete civettuola!

Celia - (ridendo) E' vero! E' per farti dire pi presto ci che, decisamente, tu hai una gran voglia di dirmi, eh?

Lo Scolaro - (commosso e sorridente) Oh, s.

Celia - Vale a dire che tu mia...

Lo Scolaro - (molto commosso) Oh, s...

Celia - Scioccherello... Ricevo tutti i giorni quindici dichiarazioni... E, con tutta la buona volont del mondo...

Lo Scolaro - Signorina, si dice che voi avete tanta buona volont!

Celia - Sentite il serpentello!

Lo Scolaro - So bene, signorina... dove si scaldano i serpentelli!

Celia - Ah! ma! birbantello!... Ti far copiare cinquecento versi!... Su, vattene! e ti d da baciare... la mano... non il braccio!

Lo Scolaro - Signorina, per avere un segreto con voi.

Celia - Tu sarai molto pi lieto a non averne segreti. Ti permetto di dirlo ai tuoi camerati.

Lo Scolaro - (saltando dalla gioia) E sapete c' che m'ha fatto molto piacere?

Celia - Che cosa dunque?

Lo Scolaro - (sussurrando) Quando avete detto al vecchio soldato che era uno stupido...

Celia - (imitando il suo bisbiglio) Ebbene! ha fatto piacere anche a me!... un segreto.

Lo Scolaro - Che peccato! Era queste il pi buffo a raccontarsi!

Celia - Via! via! (Lo scolaro passa davanti ai Maupr, fa goffamente il saluto militare, ed esce sgambettando).

Maupr - Ebbene?

Celia - Se l'altro somiglia a questo!...

Maupr - Fate entrare l'altro, Fanny. Lo confesser io stesso.

Celia - Cerne se voi ne foste capace! Perch liete sospettoso, vi credete .perspicace!

Maupr - (irritato) Fate entrare l'altro!

Fanny - E' quello che getta i mazzolali.

Maupr - (a Celia) Lo vedete! Qui si brucia d'amore!

Celia - Povero Maupr... Vittorio, potete venire. (Durante la scena che segue, Vittorio procede all'acconciatura dei capelli di Celia).

Fanny - (aprendo la porta) Entrate, signore.

Celia - Calzatemi, Fanny. (Fanny va nel guardaroba a cercare le calzature da Andromaca . Aspetta un poco, poi le passer ai piedi di Celia. Dopo di che, andr a mettere un po' d'ordine nel guardaroba).

Ramel - (gioviale e volgare. Fa una smorfia davanti a Maupr che seduto vicino a Celia. Con slancio) Signorina, m'avete riconosciuto ?...

Celia - (amabile e lontana) Ma... no, signore. Dove vi ho conosciuto?... Quando?

Ramel - Vi conobbi la sera in cui vi ho portata qui sulla mia spalla, in trionfo, dopo aver recitato la Fedra ! Dopo ho preso il torcicollo per baciarmi la spalla su cui vi eravate posata. (Ridendo) Mia moglie era furente: mi ha picchiato.

Celia - (sorridendo) Vi prego di trasmettere il mio rammarico a vostra moglie. (Sottovoce a Maupr) Maupr, credo che non ci sia altro da chiedere.

Maupr - (sottovoce a Celia) Perch volgare, non volete che sia lui. (A Ramel, fredda, mante) Signore, siete voi, lo sappiamo, che, ogni sera, gettate sulla scena un mazzolino di violette.

Ramel - (ridendo) Ebbene?... (A Celia) Signorina, devo rispondere?

Celia - (allegramente) Se volete.

Maupr - (freddo e ostinato) Queste violette, le cogliete voi stesso?

Ramel - (burlevole) In persona, a Saint Cloud, tutti i giorni e in ogni tempo. Vedete che v'informo al completo. Che cosa ne concludete?

Maupr - Ne concludo che, sotto il vostro aspetto gioviale, voi celate un sentimento profondo.

Ramel - Io nascondo, un... Io?

Maupr - Insomma, io affermo che voi siete innamorato della signorina!

Celia - (impermalita) Chiaritemi, Maupr!

Ramel - (ridendo) E io, signore, l'affermo pi di voi! Credo bene di essere innamorato della signorina! E per essere innamorato, non occorre essere muto. Io sono gaio: ho l'amore gaio! Nei momenti solenni rido a crepapelle: il mio carattere.

Celia - (ridendo, sottovoce a Maupr) Maupr, vi assicuro che la causa stata chiarita.

Maupr - Ma niente affatto!

Ramel - E adesso, signore, che mi avete aiutato in modo cos obbligante a fare... ci che non avrei osato da solo, voglio dire una dichiarazione d'amore alla signorina...

Maupr - (col tono del disprezzo insultante) Ah! questo troppo, signore!...

Celia - (ridando) Egli ha ragione.

Ramel - Perch ve la prendete con me?

Maupr - (minaccioso) Signore!..

Celia - (intervenendo) Oh! non facciamo storie... (A Ramel) Il signor conte Maupr, mio amico...

Maupr - Parola d'onore, voi mi presentate!...

Celia - (alzando le spalle) ... s' commosso per me di un piccolo fatto anormale. Un incognito mi scrive da qualche tempo. Il mio amico si domanda non io... lui! se, per caso, non sareste voi, l'incognito.

Ramel - (ridendo) Io, signorina?... Sarebbe forse il mio carattere, restare incognito? No, io non potrei far questo.

Celia - (a Maupr) Sentite!

Maupr - (stizzito, fingendo di rivolgersi solo a Celia) Che cosa sento? Che il signore nega? Che cosa prova questo? Dimenticate il principio della prima lettera: Non mi conoscerete mai ?

Ramel - Se sono io, convenite che devo ben divertirmi della buffa situazione in cui vi metto.

(Ride).

Celia - E' faceto quello che dice!

Maupr - (furente) Faceto o no, la confessione che l'autore delle lettere.

Ramel - (ridendo) Ma no!...

Maupr - S'egli crede di sfuggirmi negando, la sua paura lo consiglia male!

Ramel - (ridendo sempre) Voi credete che io neghi per paura? Allora... non nego pi!

Maupr - (che crede di trionfare) Celia, che cosa ne pensate?

Celia - (ironicamente) Ci che ne pensa il signore!

Ramel - Il che soprattutto vuol dire, signore, che sono ai vostri ordini.

Maupr - Ma io non so affatto, se sono ai vostri, signor... signor...

Ramel - Ramel, redattore del Mercure de France .

Maupr - (sarcastico) Ah! ah! Un gazzettiere!... Uno scribacchino!... Lo sapevo bene che si brucia d'amore! Celia, la mia convinzione ottenuta. Vado laggi a dare un or-dine, ritorner immediatamente... per concludere! (Esce frettoloso).

Ramel - (va verso Celia mentre Vittorio, per discrezione, retrocede e s'allontana fino alla porta) Signorina, se non ho le traveggole, non ve n'avete a male se gli tengo fronte, nevvero ?

Celia - Cosa che torna forse a mio torto, perch la sua collera molto nociva. Ma mi incarico io: gli metter la museruola. Signor Ramel, voi siete un uomo per bene, e mi ricorder, ve lo prometto, del trionfo delle violette, e della nostra amicizia. (Durante queste due risposte, Maupr s' addossato alla porta con due servitori e ha loro designato Ramel parlando loro a bassa voce).

Maupr - (ritornando) Io non credo, signore, che ci resti gran che da dirci!

Ramel - Per qualsiasi altra spiegazione, signore, vogliate tenere il mio indirizzo: al Mercure de France . (Salutando Celia) Signorina! ...

Maupr - (calcando la voce sulle parole) Andate, signore!

Vittorio - (avanzando) Signore, non uscite!... L'autore delle lettere sono io.

Maupr - (ridendo) Il parrucchiere? (A Celia che guarda Vittorio con stupore) E' matto!

Ramel - (cordiale) Scusate, scusate!... ma non mi disdico.

Vittorio - Signor Ramel, vi si aspettava al varco allo svolto del corridoio.

Maupr - (camminando verso Vittorio) Miserabile servitore!

Celia - (imperiosa) Maupr... (Maupr si ferma) Voglio che parli!

Vittorio - (continuando) D signor Maupr ha detto or ora ai suoi servi: Non ammazzatelo, ma picchiate sodo! .

Celia - - E' vero?

Maupr - (con voce aspra) E' vero.

Ramel - Brrr!... Grazie, camerata!

Vittorio - Poich vi pericolo, non voglio sostituti.

Celia - (a Vittorio mentre corre al suo tavolino da toilette) Signore, cosa contiene la lettera che mi giunta poco fa, e che non ho ancora aperta? (Fa saltare il sigilla e si appresta a verificare).

Vittorio - Vi scritto: Signorina, sto per partire, e voi non vi sarete mai immaginata che, per parecchi giorni, la mia vita ha fiancheggiato la vostra .

Maupr - (canzonatore) Vi scritto questo?...

Celia - (lascia cadere le braccia e gli fa cenno di s col capo).

Maupr - (dando uno scoppio di risa) Ah! ah! Signor Ramel, vi faccio le mie scuse: e poich siete un uomo allegro, ridiamo!... Ah! ah! ah! Celia e il suo parrucchiere , canzone in venti strofe!... Ah! ah! Vedo questo sul Mercure de France .

Ramel - (con bonomia) Ma no!

Maupr - Davvero!... Con le frasi del parrucchiere! ... Ah! ah! ... e il suo concetto , che dimenticavo!... Ah! ah! Cara amica, vi lascio nella vostra confusione. Quando ritorner, fra mezz'ora, spero che mi avrete spazzato via tutto ci! Bene, buona sera, signore... dal concetto ... Ah! ah! ah! (Esce rumorosamente. Lo si sente ridere nel corridoio. Ramel s'inchina davanti a Celia, immobile, che si lascia prendere e baciare la mano devotamente. Poi egli va verso Vittorio, gli d in silenzio una stretta di mano vigorosa ed esce).

Celia - Fanny, se avete qualche cosa da fare!...

- (Fanny, senza parlare, esce dietro Ramel e chiude la porta).

Celia - Ebbene, signore, eravate voi!

Vittorio - Voi non l'avreste mai saputo, signorina, se non fosse necessario, innanzi tutto;., non essere pusillanime.

Celia - (con un gesto di stima) In questo, vi rendo giustizia. Ma c' il resto che non mi va!... Sentiamo un po': chi siete voi?

Vittorio - Signorina, scomparir subito. Lasciatemi mantenere... l'incognito!

Celia - Troppo tardi, signore! Ho bisogno di sapere. Questo mestiere non il vostro?

Vittorio - Evidentemente, no.

Celia - Ora, per impararlo occorrono dei mesi. Gabriele direbbe un anno!...

Vittorio - Per apprenderlo a un dipresso, quando si vuole come ho voluto io, quindici giorni bastano.

CelIA - Ho conosciuto molti audaci; ma di fronte a voi sono animucce!...

Vittorio - Signorina, e dire che, in fondo, io sono un timido! Se voi sapeste che cosa possa essere l'attrazione e l'allettamento di una idea!...

Celia - Questa idea si chiama, credo, con un nome conosciuto?

Vittorio - Quale nome?

Celia - Immagino, signore, che in questa follia, voi abbiate almeno la scusa... aiutatemi!... (ridendo) dell'amore!

Vittoro - (molto cortesemente) No, signorina.

Celia - (freddamente) Siete sicuro?

Vittorio - (sorridendo) Molto sicuro.

Celia - (ostinandosi) Allora, le vostre lettere?... Una scommessa, senza dubbio?

Vittorio - (con slancio) Ah! Dio mio! che cosa dite? Non furono mai scritte delle lettere pi sincere.

Celia - (un po' ammansita, ma soprattutto stupita) Ah!

Vittorio - E ne convengo d'altronde che avvicinandovi cos dappresso, io mi sono portato fin sull'orlo dell'amore.

Celia - (che sembra prender atto) Ah!...

Vittorio - (sempre cortese e sorridente) Ma lo faccio con la ferma convinzione di non caderci dentro.

Celia - (ridendo nuovamente) Perch ?... Procurate di farmi comprendere!

Vittorio - (sorridendo) Perch io trovo assurdo amare senza speranza!... E ancora di pi lo sperare contro l'evidenza. Voi siete un fiore di lusso. Voi abitale, voi e le vostre simili, delle regioni ove entrano soltanto coloro che son ricchi, e di buona condizione, o possessori di un nonne che abbiano reso illustre!... Io non dispero di illustrare il mio. Voglio scrivere...

Celia - S, va bene. Voi ne avete il dono.

Vittorio - ... e produrr. Ma quando? Devo lottare coi miei scrupoli. Con l'interdirmi, come faccio, il mediocre e 1'.abbastanza buono, col non accontentarmi dell'ottimo che quando il meglio, mi meriter il successo, senza dubbio, ma bisogna che il meglio si avvicini!... E io che non mi crede, lo confesso, inferiore a nessuno, e... a nessuna, pu darsi che, nel periodo di parecchi anni, io sia il solo a crederlo, e che resti socialmente il meschinissimo personaggio che ho l'onore di presentarvi, signorina: uno studente povero...

Celia - (impassibile) Ah! ah!

Vittorio - ... che abita in soffitta e che d lezioni per vivere.

Celia - (impassibile) Ah! ah!

Vittorio - Voi comprendete ora (con modestia) come io non possa amarvi, (con fierezza) che io non lo voglio (freddamente) e che... io... non vi... a...mo!

Celia - (impassibile) Sia, signore! Ma, non amandomi, perch diamine mi avete scritto?

Vittorio - Perch essendo la mia vita piuttosto triste, prendo su di essa delle rivincite... d'immaginazione.

Celia - (ironica) Ah, questa bella!

Vittorio - La maggior parte della gente, si serve della propria immaginazione per rendersi infelice. Io mi servo della mia per rendermi felice. Non un gran male.

Celia - (aggressiva) Scusate!... Lasciale che gli altri stiano fuori della vostra fantasia!

Vittorio - Vi ho disprezzata o fatto torto signorina?... Voi che godete della vita, siate indulgente verso chi non ha per dono di natura che l'illusione!

Celia - L'illusione?.... Questa vi sembra...inoffensiva, eppur non impedisce che, senza sospetto alcuno, io abbia tenuto davanti a voi i discorsi pi imprudenti.

Vittorio - Io non so pi per quali siano!

Celia - Oh bella!... Questa infedelt grosso. lana e volgare di cui ho fatto paura al signor Maupr, per forza, perch io me ne vantavo, voi l'avete creduta!

Vittorio - Ma no! E' una smargiassata. Non un istante mi sono ingannato.

Celia - (provocata) Perch non un istante ? Io trovo ben bizzarro che voi mi purifichiate cos presto!... Infine, tanto meglio!... Ma dove io non voglio malintesi, su quanto ho detto a Maupr dei suoi regali. Dei regali... non sono dei sussidi!

Vittorio - (scandalizzato) Signorina!.,. Voi sapete, dalle mie lettere, ci che penso di Celia!

Celia - Ma, perbacco! le vostre lettere sono anteriori alla mia disputa col conte!

Vittorio - Prima o dopo, Celia resta nella mia stima a un'altezza ove nulla potrebbe raggiungerla,

Celia - (ironica) Ah (breve)... Ah? (prolungato)... Dite dunque, caro signore, mi piace molto la fiducia; ma a questo punto per!... Proprio nel momento in cui mi sento impacciata a negare cos (ridendo) senza molta verosimiglianza!...

Vittorio - Signorina, ve ne supplico!

Celia - (cinica) Tutto quanto ho negato... era vero!

Vittorio - (freddamente risoluto) No!

Celia - (sorridente) ...S!

Vittorio - (cocciuto) D'altronde, questo non c'entra: io non voglio.

Celia - Come non volete ? Siete divertente, sapete! Vi far constatare la realt.

Vittorio - La realt!... Credete dunque che ?o permetta di guastare il mio sogno? Io non le faccio questo onore!

Celia - Ah!.,, mio caro, dopo di ci, questo il colmo! non potreste trovar nulla di meglio!... E io che vi avevo preso, sul serio!

Vittorio - (nel tempo stesso ironico e conciliante) Bisogner continuare, signorina!... Io., quando occorre, so vedere la vita cos come ; ma d'ordinario preferisco vederla altrimenti, perch essa non bella; e io l'abbellisco con un po' d'illusione.

Celia - Sono gi due volte che pronunciate questo vocabolo.

Vittorio - E' il nome di una mia filosofia.

Celia - Fatemene parte.

Vittorio - Non molto adatta al vostro uso. E' soprattutto adatta per gli umili, come me.

Celia - Fatemene parte ugualmente. Io non so ancora bene se devo lacerare le vostre lettere o no.

Vittorio - (malinconico) Ne sarei addolorato! ...

Celia - ( stesso tono) Anch'io!... (Con decisione) Losapr meglio quandovi conoscer un po' di pi. Vi ascolto.

Vittorio - ... Signorina, la cittadina dove passo le vacanze afflitta da luridi dintorni. Che cosa fareste voi?

Celia - (ridendo) Me ne andrei.

Vittorio - Se non poteste?

CelIa - Resterei a casa mia.

Vittorio - Al contrario, io ho scovato pazientemente a uno a uno, qualche ameno cantuccio sperduto: ve ne sono sempre!... li ho allacciati tra di loro con delle scorciatoie di mia scelta; ed cos che attraverso un orrido paesaggio mi faccio degli artistici itinerari che mi permettono di vedere il bello. Voi non sapreste immaginare a quante cose si applichi questo paragone.

Celia - (sorridente e interessata) Ma... se la bruttezza delle cose o delle persone vi si offre di sorpresa o all'improvviso?

Vittorio - Ho contro di essa un potere ammirevole: basta non guardare! Io dispongo della mia attenzione. La mia attenzione come un occhialino che io so a mio talento puntare su un oggetto, o scostarlo. Basta che io lo distragga, e ci che mi spiaceva e irritava non esister pi.

Celia - Permettete!... I drammi, i lutti, le catastrofi, vi costringono bene a guardarle, suppongo!

Vittorio - Ohim, s!... Davanti a questi grandi fatti, io sono disarmato come chiunque altro. Ma questi grandi fatti sono, insomma, l'eccezione. Quando si vagliano delle probabilit di fortuna, ci che conta di pi l'ordinario, il quotidiano. Quante piccole noie, quante piccole miserie, che avvelenano la vita degli altri, e che io arrivo per mio conto a non scorgere pi!

Celia - Ma... le donne?

Vittorio - Le donne? Ebbene, la loro persona, il loro carattere, la loro storia, sono altrettanti paesaggi su cui mi faccio degli itinerari, che mi impongo di seguire per evitare gli angoli brutti e per incontrare solo i buoni. Che, se vado a urtare d'improvviso su alcunch di poco piacevole, non di meno improvviso lo scostarsi del mio occhialetto.

Celia - E allora?

Vittorio - E allora, avendo cos corrette e purificate le donne... io mi sogno di loro! e la mia immaginazione si incarica di variarmi questo sogno... indefinitamente.

Celia - Che et avete?

Vittorio - Ventitr anni.

Celia - E i vostri ventitr anni non reclamano niente di pi?

Vittorio - (ridendo) Questo a parte. Questo riguarda Marietta o Ghita... che non mi hanno mai fatto sognare.

Celia - (ridendo) Parlatemi di esse!...

Vittorio - Ma n Marietti, n Ghita, presso le quali ho libero accesso, non avranno mai liber accesso in casa mia. Quando alla sera, seduto.alla scrivania, accanto alla lampada, io chiudo gli occhi, a lavoro terminato, per abbandonarmi all'illusione, sento che nessun ricordo, nessun profumo di galanteria volgare aleggia intorno a me nell'atmosfera della camera, a influenzare d'amore i miei pensieri. Per quanto ci vi sembri ridicolo, la mia camera di scapolo restata casta come quella di una giovinetta.

Celia - (sorridente e pensierosa) Non siete troppo ridicolo! Ora la mia volta?!... Mi parlerete alla fine di me?

Vittorio - Se non faccio altro!

Celia - (buona ragazza, ma un po' inquieta) Volete dire che voi avete corretta e purificata anche me?

Vittorio - (dolce e cortese) Dio mio, s! La vostra belt squisita sembrava manifestare una anima eccezionale: le mie lettere vi hanno gratificata di un'anima eccezionale. ..

Celia - (che comincia a insuperbire) E' affascinante!

Vittorio - Questa Celia differente e sono franco superiore...

\ Celia - (stesso tono, crescente) Molto ironico!

: Vittorio - ... essa , come vedete, l'opera del mio cervello che agisce su di voi.:

Celia - (sarcastica) Lo vedo, si!:

Vittorio - Quando questo lavoro, che mi appassionava, mi divenuto meno facile da lontano, mi sono adattato a continuarlo da vicino.

Celia - (scuotendo il capo) Ed tutto questo che voi chiamate sincerit ?

Vittorio - Ma s, certo!... Sincerit d'artista che crede alla sua finzione, che la vive! La Celia delle mie lettere, l'ho amata alla buona e adorata ingenuamente.!

Celia - (aspramente) Grazie per lei!

Vittorio - E' anche per questo che ho potuto affermarvi, senza mentire, che io non amavo voi !

; Celia - (a parte) Aspetta un po'!

Vittorio - Per siccome siete voi che mettete i vostri capelli nelle mie mani, e le vostre spalle sotto ai miei occhi, e che, se io mi lasciassi mordere dalla tentazione, pagherei questo, fatalmente, con della sofferenza gratuita, ij mi sono strappato in anticipo al pericolo.

Celia - Facendo che cosa?

Vittorio - Occupandomi come precettore... a Londra

(Un silenzio).

Celia - (fa qualche passo) Quando partite?

Vittorio - Quando vorr. (Celia fa un segno di soddisfazione) Ma parto, la mia decisione, irrevocabile.

Celia - (misteriosa) E' meglio, infatti, che sia irrevocabile.

Vittorio - Che cosa volete dire?

Celia - (ridendo) Nulla che io possa dirvi prima del ritorno del conte. Ma per l'appunto! (Gli posa la mano sul braccio; poi corre a dare un giro di chiave; indi, dalla porta, mostrando il guardaroba gli sussurra) Nascondetevi l dentro!

Vittorio - (con alterigia) Ma... no!

Celia - (correndo a lui e trascinandolo) Nascondetevi l dentro!

Vittorio - Perch ?

Celia - (sottovoce) Lo voglio!... E non vi movete!... Lo mander via molto presto.

Maupr - (dal di fuori) Ol! Siete rinchiusa ?

Celia - (correndo ad aprire) Per chiunque, (con una riverenza) tranne che per voi!

Maupr - (entrando) E il parrucchiere?

Celia - Andato al diavolo!

Maupr - Alla buonora!... Ci si ama, allora?

Celia - Lo credo bene! (Maupr vuole abbracciarla e toccarla sulle labbra) No, non qui! Mi togliereste il rosso. Mi accorgo che non mi sono ancora incipriate le spalle.

Maupr - Le pi belle spalle di Francia (Le bacia).

Celia - (lasciando fare) E... d'Austria, no?

Maupr - E d'Austria. (Vuole ricominciare: ella lo trattiene).

Celia - Vi ho colto!... Avete fatto un paragone!

Maupr - (ridendo) Le austriache l'avrebbero richiesto!...

Celia - (ridendo) Oh! vecchio soldataccio!

Maupr - Ma quando si carezzata di questa carne!...

Celia - E' vero tutto questo?

Maupr - Mia bella, non arrischiatevi mai su una zattera di naufraghi: sareste divorata entro cinque minuti. (Baci).

Celia - Non una buona ragione perch mi divoriate voi! Specie d'affamato!... Serbatene per la nette!

Maupr - La notte cominciata.

Celia - Non per me, che vado a recitare Andromaca. Entro in scena tra un quarto d'ora, e ho bisogno di raccogliermi. Andate ad attendermi a casa vostra; rimandate i servi, ceneremo soli, e non vi domander se avete appetito.

Maupr - Io ho sempre fame.

Celia - State attento., ingrassate. Maupr Anche voi, ma cos leggiadramente che io non vi dico: state attenta .

Celia - Forse non l'ho pi la fossetta?

Maupr - La deliziosa fossettina sul tondo della spalla sinistra!... C', s; ma cos piccola... che sarei imbarazzato a trovarla nell'ombra con la punta del naso.

Celia - Andiamo, bambinone, a questa notte!

Maupr - (baciandole la mano) A questa notte (Esce).

Vittorio - (uscendo dal suo nascondiglio) E' una cosa indegna!

Celia - (calmissima, incipriandosi le spalle) Che cosa indegno?

Vittorio - Che voi mi abbiate voluto per testimonio di questo!

Celia - (stesso tono) Questo?... Spiegatevi, mio caro, questo lo sapevate!

Vittorio - (con voce contenuta) Sapere non fa nulla!... Sapere non fa male ad alcuno!... Vi sono molte cose che io sapevo prima di scrivervi e che in questi tre mesi sono riuscito a scordarmi completamente.

Celia - (stesso tono) Ditemi che cosa!... Parlate.

Vittorio - Sapevo le vostre tare, i vostri scandali!

Celia - (stesso tono) Continuate sempre!...

Vittorio - E sapevo da molto tempo ci che voi e il signor Maupr... Ma perbacco, sapere una cosa e vedere un'altra!...

Celia - (freddamente ironica) Vedere? Perch mai consentite a vedere? I baci del conte vi urtano ? Ebbene! E questo occhialetto? Non avete che a scostarlo! Permettete che la realt sciupi il vostro sogno? Voi non le fate questo onore!

Vittorio - Basta con le facezie, signorina. Il mio potere nullo, l'ho riconosciuto, contro i drammi e le catastrofi.

Celia - (allegramente) E' una catastrofe per voi, che io mi lasci abbracciare dal mio amante?

Vittorio - Sono abbastanza clemente da rispondervi e di aiutarvi a farmi soffrire. Addio! (Va verso la porta).

Celia - (sempre gaia, ma pi aggressiva) Soffrire?... Di che cosa?... Voglio che precisiate... (Vittorio si arresta) Di che cosa?... Ditelo!... Non sapreste dirmelo!... Voglio dunque dirmelo al vostro posto, e per vostro conto. Voi m'avete ripetuto tre volte che non mi amavate. Vi vantavate di tenervi sull'orlo dell'amore. Mio piccino, ci siete caduto. Mi amate!

Vittorio - (a bassa voce) Vi amo e me ne vergogno. Vi amo e vi disprezzo.

Celia - (ridendo) Ebbene! ci mi lusinga! Un amore che il disprezzo non uccide, un amore solido!... Ah! voi mi correggete! mi purificate! Vi occorre una Celia differente! Una Celia superiore!... Io desidero, invece, che mi amiate tale e quale!

Vittorio - (scattando) Vale a dire vanitosa, vale a dire perversa!

Celia - (ironica, col tono della dimostrazione) E peggio che perversa. Poich, per volere, come io voglio, che il povero Maupr pranzi da solo tuttora, e, questa notte, dorma solo e domani si svegli solo bisogna che io sia... Suggeritemi l'aggettivo.

Vittorio - (sgomento) Signorina!...

Celia - Gli ho appena dato un po' di fiducia e la sua attesa sta cambiandosi in supplizio. Sentiamo, una cosa vile ! Ditemi che una vilt!

Vittorio - (ansimando) Signorina!

Celia - (gentilmente) A meno che, dapprima, voi non desideriate sapere... a profitto di chi?

Vittorio - (smarrito) Celia! (Riprendendosi) Ma no!... E' pazzia!... Lo studente povero e la regina del teatro!... vi una contraddizione!

Celia - (misteriosa e dolce) E' cos umana la contraddizione!... E' cos femminile!

Vittorio - (fremente) Signorina!... Cosa devo intendere?

Celia - (sorridendo) Forse che io potevo decentemente parlare di amore a chi non mi amava punto?

Vittorio - (esaltato) Ah... io vi amo!

Celia - (dolcemente) Ah, va benissimo!... Bisognava dirlo!... E dirlo cos!

Vittorio - Vi amo!... Sono ebbro!... Ma cos' che mi accade?

Celia - (con una certa solennit) Vi accade, signor nomo dai sogni, che vi propongo un sogno a due tra di noi.

Vittorio - Dite!... Dite!... vi prego!

Celia - Io, l'impura, la cinica...

Vittorio - Tacete!... Non dite questo!

Celia - Io, la Celia dagli scandali e dalle tare.

Vittorio - Perdono! vi ho offesa. Dimenticate!

Celia - ... ho nel cuore un astio contro tutti coloro, uomini o donne, che hanno mal custodito la mia giovinezza, e, quasi, la mia infanzia. Quando io mi cerco nei tempi lontani, scorgo una fanciullina, e poi immediatamente una donna!... Questa gioia che immagino deliziosa, di sentirsi a diciotto anni pura e gi turbata dall'approccio dell'amore, io non la immagino che con le illusioni dei poeti e.le confidenze delle mie colleghe. Io non sono stata giovanetta! ... Ebbene, ricordatevi di ci che voi m'avete scritto sulle fanciullaggini del cuore . E non ridete dunque! Sorridete soltanto. (Abbassa la voce) Ci che i miei ricordi non mi danno, non pu darmelo l'illusione? Della giovinetta che non sono stata, non posso col vostro aiuto ritrovare l'anima nel mio intimo? Ho gi respirato con delizia nelle vostre lettere un'atmosfera di rispetto. Continuatemi con la vostra condotta verso di me, le benevolenze delle vostre lettere; e io non prometto proprio di essere quella che le vostre lettere vorrebbero che fossi; sarebbe troppo bello! Ma almeno lo sar ai vostri occhi, per voi. E' un ruolo, ne convengo; e ne convengo pure che, se dovesse durare un pezzo, non potrei certamente sostenerlo. Ma voi partite! Dunque non durer; e io metter nelle vostre care lettere una sincerit appassionata. Volete?

Vittorio - (con passione) S, lo voglio!...

Una voce nel corridoio - In scena per il primo atto!

Celia - Vittorio, devo staccarmi da voi.

Vittorio - Celia!... Non ancora!...

Celia - Rimanete. Abbiate pazienza. Tra due ore, i miei pensieri non voleranno che a voi. Ma per il momento, io divengo ancora, perch necessario, la Celia d' Andromaca .

Vittorio - Mia diletta, datemi almeno un bacio!...

Celia - No, no. Non mescoliamo i generi! Non ho pi un istante da perdere. Dov' Fanny? Due colpi di campanello, volete? Il mio tignone si scioglie. Rifatemi il tignone, sostituto di Gabriele. (Si scioglie i capelli).

Vittorio - (estasiato) Mi prover.

Celia - (ridendo) Come prover ?

Vittorio - (si mette all'opera) E' che... la mia mano trema. Non ho pi riveduto i vostri capelli da quando... da quando vi amo!... Non sono pi capace...

Celia - Diavolo. Bisogna esser capace. (Con rimprovero) Vittorio, voi lo fate apposta a ,perdervi dentro ai miei capelli!... Suvvia, presto, acconciatemi.

Vittorio - (scoraggiato) Temo che questo non regger.

Celia - Come fare?

Vittorio - (lasciando ricadre i capelli sparsi) Recitate cos!

CELIA - Una Andromaca coi capelli svolazzanti!... Ehm!... Dopo tutto, per, crederanno che siano in segno di lutto!

Voce del buttafuori - (nel corridoio) In scena per il primo atto!

- (Bussano ed entra Fanny).

Celia - Fanny, la sciarpa!

Fanny - (sbarrando la porta) Signorina, questi signori si pigiano per entrare.

Celia - Entrino! (Fanny lascia la soglia: essi si precipitano).

Primo signore - Celia!... i vostri capelli?...

Celia - Avete dei consigli da darmi sulla mia aite?

- (Fanny le porta la sciarpa che essa si aggiusta intorno alle spalle).

Secondo signore - Ma che aria trionfante!...

Celia - Ho scoperto un mezzo per essere felice.

Terzo signore - Tutta la vita?

Celia - (ridendo) Come correte!

Il buttafuori - (dalla porta) Signorina, tocca a voi.

Celia - Vengo! (Corre da Vittorio; a bassa voce) Vittorio, sono folle!.. Non vi ho neanche domandato il nome.

Vittorio - (sorridendo) Mia amata, mi chiamo...

Celia - (ridendo) Zitto!... non ditelo!... meglio cos!... Voi siete (con un gesto capriccioso) il creatore d'illusione!

Vittorio - (ridendo pure, ma scuotendo la testa e trattenendo Celia) Celia!... L'illusione... non sostituisce la vita!

Celia - (maliziosamente) S... ma... combinandole insieme?

Vittorio - (improvvisamente raggiante) Vi tutto l dentro! La combinazione perfetta!

Celia - (voltandosi) Andiamo, signori! (Esce precedendoli).

Vittorio - (solo) Cara illusione!...

FINE

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