Il drago

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Il Drago

Il Drago

di

Evgenij Schwarz


Personaggi:

Il drago 1

Il drago 2

Il drago 3

Lancellotto

Charlemagne

Elsa sua figlia

Il borgomastro

Heinrich suo figlio

Il gatto

L’asino

Primo tessitore

Secondo tessitore

Il cappellaio

Il liutaio

Il fabbro

Prima amica di Elsa

Seconda amica di Elsa

Terza amica di Elsa

Quarta amica di Elsa

Sentinella 1

Sentinella 2

Il giardiniere

Primo cittadino

Secondo cittadino

Terzo cittadino

Il bambino

Il venditore ambulante

Il carceriere

Lacchè

Guardie

Cittadini


ATTO PRIMO

Una cucina. Su una poltrona sonnecchia il gatto.

Lancellotto      (Entra, si guarda intorno, chiama) Signor padrone! Signora padrona! Ehi, di casa! Non c’è nessuno… La casa è deserta, la porta aperta, le finestre spalancate. Meno male che sono una persona onesta altrimenti adesso mi toccherebbe scegliere la roba più preziosa e scappare. Invece ho tanta voglia di riposare. (Si siede) Aspetteremo. Signor gatto! Torneranno presto i tuoi padroni? Eh? Stai zitto?

Gatto               Sto zitto.

Lancellotto      E perché, si può saperlo?

Gatto               Quando sei sul morbido e al calduccio è più saggio dormire e tacere, mio caro.

Lancellotto      Via, dimmi, dove sono i tuoi padroni?

Gatto               Sono usciti. Il che mi fa un grandissimo piacere.

Lancellotto      Non gli vuoi bene?

Gatto               Gli voglio bene con ogni pelo della mia pelliccia, con le zampe e con i baffi, ma un’immane sciagura li minaccia.

Lancellotto      Cosa mi dici? Li minaccia una disgrazia? Quale? Stai zitto?

Gatto               Sto zitto.

Lancellotto      Perché?

Gatto               Quando sei sul morbido e al calduccio è più saggio dormire e tacere che rimestare un futuro spiacevole. Miau!

Lancellotto      Gatto, tu mi spaventi. La cucina è così accogliente e il fuoco è acceso con tanta cura. Non voglio credere che una disgrazia minacci questa casa. Gatto, che cosa è successo? Rispondi!

Gatto               Lasciami dormire, forestiero.

Lancellotto      Senti, gatto, tu non mi conosci. Io mi immischio spesso negli affari altrui. Per questo ho riportato diciannove ferite leggere, cinque gravi e tre mortali. Ma sono ancora vivo perché sono testardo come un mulo. Dimmi, gatto, che cosa è successo qui da voi. Forse salverò i tuoi padroni. Non sarebbe la prima volta. Su, parla. Come ti chiami?

Gatto               Mariuccia.

Lancellotto      Credevo che fossi un maschio.

Gatto               Sono un maschio, ma la gente a volte è così disattenta! I miei padroni si meravigliano ancora che io non abbia mai fatto gattini. Dicono: “Ma è possibile, Mariuccia?” Cari, poveri padroni! Adesso non dico più una parola.

Lancellotto      Dimmi almeno chi sono i tuoi padroni.

Gatto               Il signor archivista Charlemagne e la sua unica figlia, la cara, buona, dolce Elsa che ha delle zampine tanto tenere.

Lancellotto      Chi è minacciato dalla sventura?

Gatto               Lei e di conseguenza noi tutti!

Lancellotto      E che cosa la minaccia? Su, dimmelo!

Gatto               Miau! Sono già quattrocento anni che nella nostra città si è stabilito un drago.

Lancellotto      Un drago? Magnifico!

Gatto               Ha imposto un tributo alla città. Ogni anno si sceglie una ragazza e noi, senza neanche fare un miagolio, gliela diamo. Lui se la porta nella sua grotta e non la rivediamo più. Dicono che muoia di ribrezzo. Frr! Vattene via, vattene via! Fff!

Lancellotto      A chi lo dici?

Gatto               Al drago. Si è scelto la nostra Elsa, quel maledetto ramarro! Ffff!

Lancellotto      Quante teste ha?

Gatto               Tre

Lancellotto      Mica male. E quante zampe?

Gatto               Quattro.

Lancellotto      Be’, non sono mica poi tante. Con gli artigli?

Gatto               Si. Cinque artigli per ogni zampa. E ogni artiglio è grande come un corno di cervo.

Lancellotto      Davvero? E sono affilati, questi artigli?

Gatto               Come coltelli.

Lancellotto      Chiaro. E sputa fiamme?

Gatto               Certo.

Lancellotto      Vere?

Gatto               Le foreste s’incendiano.

Lancellotto      Aha. È coperto di scaglie?

Gatto               Naturalmente.

Lancellotto      Robuste?

Gatto               Direi.

Lancellotto      Quanto?

Gatto               Nemmeno il diamante le scalfisce.

Lancellotto      Chiaro. Me lo immagino. Ed è grosso?

Gatto               Come una chiesa.

Lancellotto      Aha, capisco. Grazie, gatto.

Gatto               Ti batterai con lui?

Lancellotto      Vedremo.

Gatto               Ti scongiuro, sfidalo a combattimento. Il drago naturalmente ti ucciderà, ma finché la cosa non si risolve, si potrà starsene sdraiati davanti alla stufa e sognare che per un caso o per un miracolo, in qualche modo forse, chi sa mai, potrebbe darsi che sia tu invece ad ucciderlo.

Lancellotto      Grazie, gatto.

Gatto               Alzati.

Lancellotto      Che cosa è successo?

Gatto               Vengono.

Lancellotto      Se almeno lei mi piacesse, ah se mi piacesse! È una cosa che aiuta tanto… (Guarda dalla finestra) Mi piace! Gatto, è una ragazza molto simpatica. Ma che cosa vedo, gatto? Sorride! È tranquillissima. E anche suo padre sorride allegramente. Mi hai raccontato delle frottole, eh?

Gatto               No. La cosa più triste in tutta questa storia è che loro sorridono. Zitto. Buon giorno.

Entrano Elsa e Charlemagne.

Lancellotto      Buon giorno, cortese signore e bellissima signorina.

Charlemagne   Buon giorno, giovanotto.

Lancellotto      La vostra casa mi sembrava così invitante, la porta era aperta, in cucina ardeva il fuoco, e io sono entrato senza aspettare l’invito. Perdonate.

Charlemagne   Niente scuse. La nostra casa è aperta a tutti.

Elsa                 Siediti, ti prego. Dammi il tuo berretto. L’appenderò dietro l’uscio. Che cos’hai?

Lancellotto      Nulla.

Elsa                 Mi era parso che tu… avessi paura di me.

Lancellotto      No, no… Non è niente.

Charlemagne   Siediti, amico mio. Io amo i viandanti. Da dove vieni?

Lancellotto      Dal Sud.

Charlemagne   Da noi ti potrai riposare. La nostra è una città tranquillissima. Qui non succede mai nulla.

Elsa                 Ma che cos’hai?

Lancellotto      Tuo padre dice che questa è una città tranquillissima?

Elsa                 Certo.

Lancellotto      Ma… e il drago?

Charlemagne   Ah, è questo… Vedi, noi ci siamo talmente abituati. Sono già quattrocento anni che vive da noi.

Lancellotto      Ma… mi hanno detto che tua figlia…

Elsa                 Signor viandante…

Lancellotto      Mi chiamo Lancellotto.

Elsa                 Signor Lancellotto, perdonami, non è che voglia farti un’osservazione, ma ti prego di non dire una parola a questo proposito.

Lancellotto      Perché?

Elsa                 Perché non c’è nulla da fare.

Lancellotto      Come?

Charlemagne   Si, non c’è proprio nulla da fare. Domani, non appena il drago la porterà via, morirò anch’io.

Elsa                 Papà, non si deve dirlo.

Charlemagne   Ecco tutto, ecco tutto.

Lancellotto      Scusate, un’ultima domanda. È possibile che nessuno si sia provato a lottare col drago?

Charlemagne   Negli ultimi duecent’anni no. Prima lottavano spesso con lui, ma lui ha ucciso tutti gli avversari.

Lancellotto      Ma la città non gli si è ribellata?

Charlemagne   Sì che si è ribellata.

Lancellotto      E allora?

Charlemagne   Lui ha bruciato i sobborghi e ha fatto impazzire metà degli abitanti col suo fumo velenoso. È un grande guerriero.

Lancellotto      Ma se contro il drago non si prova più nessuno, avrà ormai perso ogni ritegno, no?

Charlemagne   Che cosa dici! È così buono!

Lancellotto      Buono?

Charlemagne   Te l’assicuro. Quando la nostra città era minacciata dal colera, su richiesta del medico comunale, egli alitò il suo fuoco sul lago e lo fece bollire. Tutta la città poté bere acqua bollita e si salvò così dall’epidemia.

Lancellotto      È successo da poco?

Charlemagne   Oh no. Ottantadue anni fa, ma le buone azioni non si dimenticano. Ma raccontaci tu piuttosto qualcosa d’interessante.

Lancellotto      Io aiuto chi va aiutato e distruggo chi va distrutto. Vuoi che vi aiuti?

Elsa                 E come?

Charlemagne   Come puoi aiutarci?

Gatto               Miau!

Lancellotto      Tre volte sono stato ferito mortalmente e proprio per quelli che volevo salvare per forza. Tuttavia, anche se voi non me lo chiedete, sfiderò il drago a combattimento.

Elsa                 No, no! Ti ucciderà, e questo avvelenerà le ultime ore della mia vita.

Gatto               Miau!

Lancellotto      Io sfiderò il drago!

Si sente un sibilo, un fracasso, un urlo, un ruggito crescente. I vetri tremano. Alle finestre s’accendono bagliori d’incendio.

Gatto               Lupus in fabula.

Entra Heinrich.

Heinrich          Il signor drago!

Charlemagne   Prego!

Entra un uomo dall’aspetto militare, rude ma gioviale. È un po’ sordo.

Drago 1           Salve, ragazzi! Ciao, Elsa, piccola mia! Avete un ospite, vedo. Chi è?

Charlemagne   Un pellegrino, uno di passaggio.

Drago 1           Cosa? Fa’ il tuo rapporto a voce alta, in modo chiaro, da soldato.

Charlemagne   È un pellegrino!

Drago 1           Non è un malvivente?

Charlemagne   Ma che cosa dici! È una persona così simpatica.

Drago 1           Cosa?

Charlemagne   È una persona simpatica.

Drago 1           Bene. Pellegrino! Perché non mi guardi? Perché fissi la porta?

Lancellotto      Aspetto che entri il drago.

Drago 1           Ah ah! Il drago sono io.

Lancellotto      Lei? Ma se mi hanno detto che ha tre teste, gli artigli e una statura gigantesca!

Drago 1           Oggi sono venuto qui senza cerimonie, alla buona. Elsa!

Elsa                 Sì, signor drago.

Drago 1           Dammi la zampina. (Elsa tende la mano al drago). Bricconcella. Birichina. Che zampina calda. Su il musetto! Sorridi. Così. Che cos’hai, pellegrino? Eh?

Lancellotto      Ammiro.

Drago 1           Bravo. Ecco una risposta chiara. Ammira pure. Da noi altri si vive alla buona. Da soldati. Un, due, canta che ti passa. Perché sei venuto?

Lancellotto      Per affari.

Drago 1           Eh?

Lancellotto      Per affari.

Drago 1           Per quali affari? Su, dillo. Eh? Forse ti aiuterò. Perché sei venuto qui?

Lancellotto      Per ucciderti.

Drago 1           Più forte!

Elsa                 No, no! Sta scherzando. Vuoi che ti dia la mano, signor drago?

Drago 1           Che cosa?

Lancellotto      Ti sfido a combattimento. Mi senti, drago? Ti sfido a combattimento per la terza volta, mi senti?

Si ode un ruggito assordante, terribile, triplice, che fa tremare i vetri. A ruggire è il drago.

Drago 1           Stupido. Be’, perché stai zitto? Hai paura?

Lancellotto      No.

Drago 1           No?

Lancellotto      No.

Drago 1           Bene.

Il drago si trasforma e prende altre sembianze.

Gatto               Non meravigliarti, caro Lancellotto. Il drago ha tre teste e le cambia a volontà.

Drago 2           Il tuo nome è Lancellotto?

Lancellotto      Si.

Drago 2           Discendi dal noto cavaliere errante Lancellotto?

Lancellotto      È un mio lontano parente.

Drago 2           Accetto la tua sfida. I cavalieri erranti non sono poi altro che malviventi. Bisogna distruggerli.

Lancellotto      Se ci riuscirai.

Drago 2           Vedo che sei sempre deciso a sfidarmi.

Lancellotto      Ancora di più.

Drago 2           Sei un degno avversario.

Lancellotto      Troppo gentile.

Drago 2           Con te combatterò sul serio.

Lancellotto      Benissimo.

Drago 2           Il che vuol dire che ti ucciderò immediatamente. Adesso. Qui.

Lancellotto      Ma io sono disarmato.

Drago 2           E tu vuoi che io ti dia il tempo di armarti? No. Ho detto che combatterò con te sul serio. T’attaccherò all’improvviso, adesso… Elsa, prepara la scopa!

Elsa                 Perché?

Drago 2           Adesso incenerirò quest’uomo, e tu ne spazzerai via le ceneri.

Lancellotto      Hai paura di me?

Drago 2           Non so che cosa sia la paura.

Lancellotto      Allora perché hai tanta fretta? Dammi tempo fino a domani. Mi troverò le armi e ci incontreremo sul campo.

Drago 2           E perché?

Lancellotto      Se no la città può pensare che hai paura.

Drago 2           Il popolo non saprà niente. Questi due staranno zitti. E tu morirai adesso coraggiosamente, senza rumore e senza gloria. (Solleva una mano).

Charlemagne   Fermo.

Drago 2           Che c’è?

Charlemagne   Non puoi ucciderlo.

Drago 2           Cosa?

Charlemagne   Ti scongiuro, non t’arrabbiare. Io ti sono dedito con tutta l’anima. Ma sono anche l’archivista.

Drago 2           Che c’entra qui la tua carica?

Charlemagne   Io conservo un documento firmato da te trecentottantadue anni fa. Il documento non è mai stato abrogato.

Drago 2           E con ciò?

Charlemagne   Non puoi ucciderlo. A chiunque ti sfidi è garantita l’incolumità sino al giorno del combattimento. Così hai scritto tu, confermandolo col giuramento. E il giorno del combattimento è fissato non da te, ma dallo sfidante. Così sta scritto nel documento ed è confermato dal giuramento. E tutta la città deve aiutare colui che ti sfida senza che nessuno sia per questo punito. Anche questo è sancito dal giuramento.

Drago 2           Quando è stato firmato il documento?

Charlemagne   Trecentottantadue anni fa.

Drago 2           Allora io ero ancora un ragazzino ingenuo, sentimentale, inesperto.

Charlemagne   Ma il documento non è stato abrogato.

Drago 2           Finiamola con questi documenti. Non siamo mica dei bambini.

Charlemagne   Ma c’è la tua firma… Posso correre a prenderlo.

Drago 2           Fermo lì.

Charlemagne   C’è un uomo che vuole salvare mia figlia. Non è proibito amare i propri figli. C’è poi il senso dell’ospitalità. Neppure questo è proibito. Perché mi guardi con occhi così terribili? (Si copre il volto con le mani).

Elsa                 Papà! Papà!

Charlemagne   Io protesto!

Drago 2           Va bene. Adesso distruggerò tutto questo nido.

Lancellotto      E tutto il mondo saprà che sei un vigliacco!

Drago 2           Come farà a saperlo?

Gatto               (Scappando) Racconterò tutto a tutti, vecchio ramarro.

Ruggito del drago, potente come il primo, ma questa volta tossisce anche.

Drago 2           D’accordo. Ci batteremo domani, come hai chiesto.

Il drago esce, si odono sibili e fragori.

Charlemagne   Che cosa ho fatto! Che cosa ho fatto! Vecchio egoista maledetto che non sono altro! Ma non potevo agire altrimenti! Mi ha preso un’improvvisa debolezza. Scusatemi, vado a riposare. No, no, non accompagnatemi. Resta con l’ospite, Elsa. Intrattienilo. Scusatemi, vado a sdraiarmi un po’. (Esce)

Elsa                 Perché ha fatto tutto questo? Non è poi tanto terribile morire giovani. Tutti invecchiano e tu invece no.

Lancellotto      Ma che cosa stai dicendo? Rifletta! Anche gli alberi sospirano quando vengono abbattuti.

Elsa                 Io invece non mi lamento.

Lancellotto      E non hai compassione di tuo padre?

Elsa                 Ma anche lui morrà non appena vorrà morire. E questa, in fondo, è la felicità.

Lancellotto      E non ti rincresce di lasciare le tue amiche?

Elsa                 No. Se non avesse scelto me, il drago avrebbe scelto una di loro.

Lancellotto      E il tuo fidanzato?

Elsa                 Chi ti ha detto che ho il fidanzato?

Lancellotto      L’ho intuito. Non ti rincresce di lasciare il fidanzato?

Elsa                 Il drago per consolare Heinrich l’ha nominato suo segretario personale.

Lancellotto      Ah, ecco come stanno le cose. In questo caso, naturalmente, non ti rincresce poi tanto di lasciarlo. Ma la tua città? Non ti spiace di abbandonarla?

Elsa                 Ma è proprio per la mia città che muoio.

Lancellotto      Ed è tutto?

Elsa                 Che cos’altro si può fare?

Lancellotto      Uccidere il drago.

Elsa                 È impossibile.

Lancellotto      Il drago ha distorto la tua anima, avvelenato il tuo sangue e ottenebrato la tua vista. Ma noi metteremo tutto a posto.

Elsa                 Non ce n’è bisogno. Se quello che dici di me è vero, per me è meglio morire.

Entra di corsa il gatto.

Gatto               Otto gatte mie amiche e quarantotto miei gattini hanno fatto di corsa il giro della città annunciando l’imminente tenzone. Miau! Sta correndo qui il borgomastro!

Lancellotto      Il borgomastro? Magnifico!

Entra di corsa il borgomastro.

Borgomastro   Buon giorno, Elsa. Dov’è il forestiero?

Lancellotto      Sono io.

Borgomastro   Prima di tutto, ti prego, parla piano, se è possibile senza gesticolare, muoviti con dolcezza e non guardarmi negli occhi.

Lancellotto      Perché?

Borgomastro   Perché i miei nervi sono in uno stato terribile. Soffro di tutte le malattie nervose e psichiche del mondo e di altre tre finora sconosciute. Credi che sia facile fare il borgomastro col drago?

Lancellotto      Ucciderò il drago e allora sarà più facile.

Borgomastro   Più facile? Ah ah! Più facile! (Ha un attacco epilettico, poi si calma) È una disgrazia che abbia osato sfidare il signor drago. Tutto andava così bene.

Lancellotto      Ma lo vuoi capire, sciagurato, che io salverò la citta!

Borgomastro   Ti scongiuro, vattene.

Lancellotto      Non me ne andrò.

Borgomastro   Grazie tante! Adesso mi piglia un attacco di catalessi. (Sta immobile con un sorriso sulle labbra).

Lancellotto      Ma io salverò tutti! Cerca di capire! (Il borgomastro tace). Non capisci?

Il borgomastro continua a tacere. Lancellotto lo spruzza con un po’ d’acqua.

Borgomastro   No, non posso capirti. Chi ti chiede di batterti col drago?

Lancellotto      Tutta la città lo vuole.

Borgomastro   Si? Guarda dalla finestra. I migliori uomini della città sono accorsi per chiederti di andartene!

Lancellotto      Dove sono?

Borgomastro   Eccoli addossati al muro. Avvicinatevi, amici.

Lancellotto      Perché camminano in punta di piedi?

Borgomastro   Per non darmi sui nervi. Amici, dite a Lancellotto che cosa volete da lui. Su! Uno, due, tre!

Un coro           Vattene! Presto! Oggi stesso!

Borgomastro   Vedi! Se sei una persona umana e civile devi sottometterti alla volontà popolare.

Lancellotto      Neanche per sogno!

Borgomastro   Grazie tante! Ho una forma leggera di pazzia. (Stende un braccio e piega l’altro) Sono una teiera. Mettetemi sul fuoco!

Lancellotto      Capisco perché quella povera gente è corsa qui in punta di piedi.

Borgomastro   Perché?

Lancellotto      Per non ridestare gli uomini veri. Vado a parlare con loro. (Esce di corsa)

Borgomastro   Fatemi bollire! Cara Elsa non agitarti!

Entra Heinrich.

Heinrich          Buon giorno, papà.

Borgomastro   Ti manda lui? Non ci sarà nessun combattimento, vero? Hai portato l’ordine di mettere quell’uomo in prigione?

Heinrich          Il signor drago ordina: primo, fissare il combattimento per domani; secondo, armare Lancellotto; terzo, essere intelligente.

Borgomastro   Grazie tante! Ho perso il senno. Senno! Rispondi! Vieni fuori!

Heinrich          Ho l’ordine di parlare con Elsa a quattr’occhi.

Borgomastro   Vado! Vado! Vado! (Esce di corsa)

Heinrich          Ciao, Elsa.

Elsa                 Ciao, Heinrich.

Heinrich          Speri che Lancellotto ti salvi?

Elsa                 No. E tu?

Heinrich          Neppure io.

Elsa                 Che cosa ti ha ordinato di dirmi il drago?

Heinrich          Ha ordinato di dirti che tu uccida Lancellotto, se ce ne sarà bisogno.

Elsa                 (Inorridita) Come?

Heinrich          Con un coltello. Eccoti qui il coltello. È avvelenato…

Elsa                 Non voglio!

Heinrich          Il signor drago ha ordinato di dirti che in questo caso ucciderà tutte le tue amiche.

Elsa                 Va bene. Digli che cercherò di farlo.

Heinrich          Il signor drago ha ordinato di dirti che ogni esitazione sarà punita come una disubbidienza.

Elsa                 Ti odio.

Heinrich          Il signor drago ha ordinato di dirti che sa ricompensare un servo fedele.

Elsa                 Lancellotto ucciderà il drago.

Heinrich          Il signor drago ha ordinato di dirti: lo vedremo!

FINE PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

Piazza principale della città. Al centro, l’ingresso del Municipio. Sulla porta c’è la scritta: “È severamente vietato entrare”. Heinrich pulisce gli ornamenti del portone. Le sentinelle sono di guardia.

Heinrich          Vedremo, vedremo, ha detto il drago. Vedremo, vedremo, ha ruggito il vecchio drà-drà. Il vecchio dragoncino ha tuonato: vedremo, corpo di bacco! E noi davver vedrem! Vedremo trulla-là!

Dal municipio esce di corsa il borgomastro. Indossa una camicia di forza.

Borgomastro   Buon giorno, figliolo. Mi hai fatto chiamare?

Heinrich          Buon giorno, papà. Volevo sapere come vanno le cose da voi. La seduta della giunta comunale è finita?

Borgomastro   Macchè! In tutta la notte abbiamo fatto appena in tempo ad approvare l’ordine del giorno.

Heinrich          Sarai stanco morto, no?

Borgomastro   Cosa credi? Nell’ultima mezz’ora mi hanno cambiato tre volte la camicia di forza.

Heinrich          Quando deciderete la questione delle armi?

Borgomastro   Quali armi?

Heinrich          Per Lancellotto.

Borgomastro   Quale Lancellotto?

Heinrich          Sei diventato matto?

Borgomastro   Naturalmente. Bel figlio che ho! Ha dimenticato che il suo povero padre è tanto malato. (Gridando) O uomini, uomini, vogliatevi bene! (Con calma) Vedi che deliro?

Heinrich          Non è nulla, non è nulla, papà. Passerà.

Borgomastro   Lo so anch’io che passerà. Però intanto è spiacevole.

Heinrich          Ascoltami. Ci sono novità importanti. Il nostro buon lucertolone, è venuto a sapere che Lancellotto è un eroe di professione. Io disprezzo questa gentaglia. Ma drà-drà, che è un manigoldo di professione, deve attribuire loro una certa importanza. Bestemmiava, digrignava i denti, gemeva. Non ti allarma tutto questo?

Borgomastro   Nemmeno un po’.

Heinrich          Paparino, tu che sei più vecchio di me, più esperto, dimmi un po’, è possibile che Lancellotto vinca? Eh, paparino? Rispondi!

Borgomastro   È il drago che ti ha ordinato di farmi cantare?

Heinrich          Ma che cosa dici, papà!

Borgomastro   Ah il mio figliolo, ah il mio spioncello… Fa strada, il piccolo.

Heinrich          Grazie. Ma adesso dimmi la verità…

Borgomastro   La verità, la verità, è tanti anni che non dico a me stesso la verità che ho persino dimenticato che cosa sia. Basta, figliolo. Gloria al drago! Gloria al drago! Gloria al drago!

Le sentinelle gridano dalla torre

Sentinella 1     Attenti.

Sentinella 2     Attenti.

Sentinella 1     Fronte del cielo!

Sentinella 2     Sua Eccellenza è apparso sulle Montagne Grigie!

Il Borgomastro ed Heinrich si mettono sull’attenti e guardano in cielo.

Sentinella 1     Riposo.

Sentinella 2     Riposo.

Sentinella 1     Fronte del cielo!

Sentinella 2     Sua Eccellenza è tornato indietro e si è nascosto tra il fumo e le fiamme!

Heinrich          È di pattuglia.

Borgomastro   Ecco che viene Lancellotto.

Heinrich          Conducilo via. Adesso verrà qui Elsa e io devo parlarle.

Entra Lancellotto.

Borgomastro   (Simulando un attacco epilettico) Gloria a te, gloria, osanna, san Giorgio vittorioso! Oh, scusami, nel delirio t’ho scambiata per san Giorgio. A un tratto m’è sembrato che gli somigliassi.

Lancellotto      Può darsi. È un mio lontano parente. Hai mandato un messo da me?

Borgomastro   Sei atteso alla seduta della giunta comunale, signor Lancellotto.

Lancellotto      Perché?

Borgomastro   I membri della giunta devono vederti di persona per decidere quali armi ti si addicono di più, signor Lancellotto. Andiamo da loro!

Escono. Entra Elsa.

Heinrich          Elsa! Che peccato che ci sia la sentinella. Se non fosse per questo increscioso impedimento ti bacerei.

Elsa                 E io ti darei uno schiaffo.

Heinrich          Ah, Elsa, Elsa! Sei sempre stata un po’ troppo virtuosa. Drà-drà ha buon fiuto per le ragazze. Si è sempre scelto le birichine più promettenti. E Lancellotto non ha ancora cercato di farti la corte?

Elsa                 Sta’ zitto.

Heinrich          Del resto è impossibile. Se al tuo posto ci fosse una vecchia scema, lui si batterebbe lo stesso. Non gli importa chi deve salvare. È fatto così. Non ha neppure guardato che faccia hai!

Elsa                 Mi hai fatto chiamare soltanto per dirmi questo?

Heinrich          Sono autorizzato a comunicarti che se sarai ubbidiente e in caso di necessità ucciderai Lancellotto, per ricompensa drà-drà ti lascerà libera. Al tuo posto sarà scelta un’altra, una ragazza del tutto sconosciuta, del popolino. Scegli che cosa è meglio: una morte stupida o una vita piena di tali delizie che finora le hai viste solo in sogno e così di rado da far persino rabbia.

Elsa                 Ha paura! Ieri minacciava e oggi mercanteggia.

Heinrich          È merito mio.

Elsa                 Tuo?

Heinrich          Sono io il vero vincitore del drago, se proprio vuoi saperlo. Io posso ottenere tutto. Ho aspettato l’occasione e finalmente è venuta. Non sono tanto stupido da cederti a un altro, chiunque esso sia.

Elsa                 Non ti credo.

Heinrich          Sì che mi credi.

Elsa                 Non posso ugualmente uccidere un uomo.

Heinrich          Però il coltello l’hai preso. Eccolo che ti pende alla cintola. Adesso vado, mia cara. Devo mettermi la livrea di gala. Pensaci! Abbiamo davanti tutta la vita, se lo vuoi. Pensaci, bellezza. (Esce)

Elsa                 Mio dio! Mi ha quasi convinta… Ecco chi sono!... Ma sì. Tanto meglio. Basta! In tutta la città non c’è una ragazza più ubbidiente di me. Credevo a tutto. E che cosa ho ottenuto? Tutti mi stimavano, ma la felicità è toccata alle altre. Adesso se ne stanno in casa a scegliere i vestiti più eleganti e a stirare i falpalà. Si fanno i riccioli. Si preparano ad assistere alla mia sventura. Mi par di vederle come s’incipriano davanti allo specchio e dicono: “Povera Elsa, povera ragazza, era così buona, ah povera Elsa, ah povera ragazza, oggi è una giornata così bella e lei non c’è più”. Non voglio! Voglio vedere tutto, sentire tutto, provare tutto. Ecco! Voglio essere felice! Ecco! Ho preso il coltello oper uccidermi. Ma non mi ucciderò. Ecco!

Entra Lancellotto.

Lancellotto      Elsa! Che felicità vederti!

Elsa                 Perché?

Lancellotto      Oggi per me è una giornata così dura che l’anima esige almeno un minuto di riposo. E, quasi a farlo apposta, ecco che ti incontro.

Elsa                 Sei stato alla seduta?

Lancellotto      Sì.

Elsa                 Perché ti hanno convocato?

Lancellotto      Mi hanno offerto dei soldi perché rinunciassi al duello.

Elsa                 E tu che cosa hai risposto?

Lancellotto      Ho risposto: poveri stupidi! Ma parliamo d’altro. Oggi, Elsa, sei ancora più bella di ieri. È un segno sicuro che mi piaci davvero. Credi che ti libererò?

Elsa                 No.

Lancellotto      Non mi offendo. Il che vuol dire che mi piaci proprio.

Entrano di corsa le amiche di Elsa.

Amica 1           Eccoci qui!

Amica 2           Noi siamo le migliori amiche di Elsa.

Amica 3           Fin dall’infanzia siamo vissute d’amore e d’accordo.

Amica 4           Sì, non abbiamo mai litigato o discusso.

Amica 1           Elsa era la più intelligente.

Amica 2           Elsa era la più brava.

Amica 3           E ci voleva bene più di tutti.

Amica 4           Se le chiedevi un favore, fare un rammendo, risolvere un problema…

Amica 1           Non diceva mai di no.

Amica 2           E ti consolava, quando ti pareva di essere la ragazza più infelice del mondo.

Amica 3           Non siamo in ritardo?

Amica 4           È vero che ti batterai col drago?

Amica 1           Signor Lancellotto, non puoi trovarci un posto sul tetto del municipio?

Amica 2           Se lo chiedi tu non ti diranno di no.

Amica 3           Abbiamo una gran voglia di vedere bene il duello.

Amica 4           Ti preghiamo con tutto il cuore.

Amica 1           Ecco che si è offeso.

Amica 2           E non vuole parlare con noi.

Amica 3           Ma noi non siamo mica delle cattive ragazze.

Amica 4           Tu credi che l’abbiamo fatto apposta a impedirti di dire addio a Elsa.

Amica 1           E invece no.

Amica 2           È stato Heinrich che ci ha ordinato di non lasciarvi soli finché il signor drago non lo permetterà.

Amica 3           Ci ha ordinato di chiacchierare.

Amica 4           E noi chiacchieriamo come stupidine.

Amica 1           Perché altrimenti ci metteremmo a piangere.

Amica 2           E tu non t’immagina neppure che vergogna sia piangere in presenza di estranei.

Entra Charlemagne.

Charlemagne   La seduta si è chiusa, signor Lancellotto. È stata presa una decisione riguardo alle tue armi. Ci perdoni. Abbi pietà di noi, poveri assassini, signor Lancellotto.

Squillo di trombe. Un trono è posizionato al centro della scena. Tutti si dispongono a semicerchio. Entrano cittadini, Heinrich e il Borgomastro che va a sedersi sul trono.

Borgomastro   Prego, prego, signori. Facciamo presto. Dichiaro la seduta aperta. Ordine del giorno: fornire di armi un certo Lancellotto. Risoluzione: fornirgliele, ma a malincuore. Portate il certificato! (Il Lacchè porge un foglio a Lancellotto)

Lancellotto      E questo cos’è?

Borgomastro   È il certificato che la lancia, la spada e la corazza, si trovano effettivamente in riparazione, come è confermato dalla firma e dal timbro apposti in calce. Esibisci questo documento al drago durante il duello e tutto finirà nel migliore dei modi. Pif-paf, ohi-ohi-ohi, dichiaro chiusa la seduta.

Sentinella 1     Attenti!

Sentinella 2     Attenti!

Sentinella 1     Fronte del cielo.

Sentinella 2     Sua Eccellenza si è mostrato sulle Montagne Grigie e sta volando qui a grandissima velocità.

Buio

Sentinella 1     Attenti!

Sentinella 2     Attenti!

Sentinella 1     Sua Eccellenza si libra su di noi come una nube, nascondendo il sole.

Sentinella 2     Trattenete il respiro!

Si accendono due piccole luci verdi.

Gatto               (Bisbigliando) Lancellotto, sono io, il gatto.

Lancellotto      (Bisbigliando) Ti ho subito riconosciuto dagli occhi.

Gatto               Farò un pisolino sul muro della fortezza. Scegli il momento buono e vieni da me senza farti vedere: io ti miagolerò qualcosa che ti farà piacere…

Sentinella 1     Attenti!

Sentinella 2     Attenti!

Sentinella 1     Sua Eccellenza si è gettato a testa bassa sulla piazza.

Sentinella 2     Eccolo che arriva!

Sibilo e ruggito. S’accende la luce. Un uomo è seduto sul trono.

Gatto               Non spaventarti, caro Lancellotto. È la sua terza testa. La cambia quando vuole.

Drago 3           Andatevene tutti! Tranne il forestiero. (Tutti escono. Il gatto sonnecchia da lontano). Come va la salute?

Lancellotto      Benissimo, grazie.

Drago 3           E questo certificato, cos’è?

Lancellotto      Le armi.

Drago 3           È un’idea dei miei uomini?

Lancellotto      Sì.

Drago 3           Ah, che furfanti. Ti sei offeso?

Lancellotto      No.

Drago 3           Storie. Io ho il sangue freddo, ma mi sarei offeso anch’io. Hai paura?

Lancellotto      No.

Drago 3           Storie, storie. I miei uomini sono terribili. Di simili non se ne trova da nessuna parte. Sono opera mia. Li ho fatti io.

Lancellotto      Eppure sono uomini.

Drago 3           Esteriormente.

Lancellotto      Non è vero.

Drago 3           Se tu vedessi le loro anime, oh, allora sì che tremeresti. Sono anime senza braccia, anime senza gambe, anime sordomute, anime da guardia, anime da caccia, anime dannate. Lo sai perché il borgomastro si finge malato di mente? Per non far vedere che non ha un’anima. Anime bacate, anime vendute, anime bruciate, anime morte. È un vero peccato che siano invisibili.

Lancellotto      È la tua fortuna.

Drago 3           Perché?

Lancellotto      La gente si spaventerebbe se vedesse con i propri occhi come hai ridotto la sua anima. Affronterebbero la morte, ma non resterebbero in schiavitù.

Drago 3           Per tutti i diavoli, forse hai ragione. Be’, allora cominciamo?

Lancellotto      Cominciamo.

Drago 3           Prima di’ addio alla ragazza per cui affronti la morte. Ehi, ragazzo! (Entra Heinrich). Elsa! (Heinrich esce). Ti piace la ragazza che ho scelto?

Lancellotto      Moltissimo.

Drago 3           Mi fa piacere. Anche a me piace moltissimo. È una ragazza splendida. Una ragazza docile. (Entrano Elsa e Heinrich). Vieni, vieni qui mia cara. Vuoi dire addio al signor Lancellotto?

Elsa                 Come comandi, signor drago.

Drago 3           Ecco che cosa comando. Vai e parlagli con dolcezza. (Sottovoce). Parlagli con tanta dolcezza. Bacialo quando lo lasci. E poi uccidilo. Non è niente, non è niente. Io resto qui, no? Lo farai in mia presenza. Vai. Puoi allontanarti con lui. Bada che ho un’ottima vista. Vedo tutto io. Vai.

Elsa si avvicina a Lancellotto.

Elsa                 Signor Lancellotto, ho avuto l’ordine di dirti addio.

Lancellotto      Bene, Elsa. Diciamoci addio, per ogni evenienza. Il combattimento sarà duro. Può capitare ogni cosa. Prima di lasciarti voglio dirti che io ti amo, Elsa.

Elsa                 Mi ami? Credevo che avresti sfidato il drago anche se al mio posto ci fosse stata un’altra ragazza.

Lancellotto      Certo che lo avrei sfidato. Non li posso soffrire, questi draghi. Ma per te io sono pronto a strozzarlo con le mie mani, anche se è una cosa ributtante.

Elsa                 Allora mi ami?

Elsa prende Lancellotto per mano.

Drago 3           Che ragazza in gamba. Lo sta ammansendo.

Heinrich          Sì, non è niente stupida, vostra eccellenza.

Lancellotto      Elsa, ma tu stai per piangere.

Elsa                 Sì.

Lancellotto      Perché?

Elsa                 Provo tanta pena.

Lancellotto      Per chi?

Elsa                 Per me e per te. Non saremo felici, signor Lancellotto. Perché sono nata sotto il segno del drago!

Lancellotto      Elsa, io dico sempre la verità. Noi saremo felici, credimi.

Elsa                 Davvero?

Lancellotto      Davvero. Ah, forse che nella vostra povera città sanno come ci si può amare? La paura, la stanchezza, la sfiducia svaniranno in te e scompariranno per sempre. Ecco come ti amerò. E tu, addormentandoti, sorriderai e, svegliandoti, sorriderai e mi chiamerai. Ecco come mi amerai. E amerai te stessa.

Drago 3           Che cosa le andrà cantando?

Heinrich          Le starà facendo la morale. Il sapere è luce, l’ignoranza è tenebra. Prima di mangiare bisogna lavarsi le mani. E via di questo passo. È un tal pedante…

Drago 3           Aha, aha. Gli ha messo una mano sulla spalla! Bravissima.

Elsa                 Mio caro! Ti amo. Che felicità dirtelo apertamente. E che felicità… (Bacia Lancellotto).

Drago 3           Adesso lo uccide, adesso lo uccide, adesso lo uccide!

Elsa                 E adesso lasciami, caro. (Estrae il coltello). Vedi questo coltello? Il drago mi ha ordinato di ucciderti. Guarda!

Drago 3           Su! Su! Su!

Heinrich          Forza! Forza! (Elsa getta il coltello). Miserabile ragazzina!

Drago 3           Come hai osato!...

Elsa                 Basta! Credi davvero che ti permetta di insultarmi adesso che lui mi ha baciato? Lo amo. E lui ti ucciderà.

Lancellotto      È la pura verità, signor drago.

Drago 3           Be’, che farci. Bisognerà combattere. (Sbadiglia) A essere sincero, non me ne dispiace. Recentemente ho studiato una curiosissima mossa della zampa X in direzione Y. Adesso la proveremo. Quanto a te, sciocchina, torna a casa, che dopo il duello parleremo di tutto a cuore aperto. Sentinella, accompagna a casa la signorina e sorvegliala. (La sentinella 1 prende Elsa e la porta fuori.) E tu resta qui, capito? E aspetta. Non ti dico quando comincerò. La vera guerra comincia sempre all’improvviso. Chiaro? (Esce con Heinrich).

Lancellotto va dal gatto.

Lancellotto      Allora, gatto, che cosa volevi miagolarmi di piacevole?

Gatto               Guarda, in una nube di polvere c’è un asinello. Tira calci. Cinque uomini cercano di convincere il testardo. Ora lo chiamo. (Chiama) Asinello! Vedi, corre verso di noi. Ma vicino al muro s’impunterà di nuovo, tu allora parla con gli asinai. Eccoli.

Entrano l’asinello con i due tessitori.

Tessitori           (In coro) Buon giorno, signor Lancellotto.

Tessitore 1       Noi siamo tuoi amici, signor Lancellotto.

Tessitore 2       Non ti offendere se parliamo insieme.

Tessitore 1       Lavoriamo insieme da quando eravamo piccoli.

Tessitore 2       E ci siamo affiatati che pensiamo e parliamo come un sol uomo.

Tessitore 1       Ci siamo persino innamorati nello stesso giorno e nello stesso istante.

Tessitore 2       E abbiamo sposato due gemelle.

Tessitore 1       Abbiamo tessuto una quantità di tappeti.

Tessitore 2       Ma il migliore l’abbiamo fabbricato stanotte per te.

Tolgono dalla schiena dell’asino un tappeto e lo stendono in terra.

Lancellotto      Che bel tappeto!

Tessitore 1       Sì, è un tappeto di ottima qualità, doppio, seta e lana.

Tessitore 2       Le tinte sono preparate secondo una nostra ricetta segreta.

Tessitore 1       Ma il segreto vero del tappeto non sta nella lana.

Tessitore 2       Né nella seta.

Tessitore 1       Né nelle tinte.

Tessitori           (Insieme, sottovoce) È un tappeto volante.

Lancellotto      Magnifico! Ditemi in fretta come si fa ad adoperarlo.

Tessitore 1       È semplicissimo, signor Lancellotto.

Tessitore 2       Questo è l’angolo dell’altezza, e c’è intessuto il sole.

Tessitore 1       Questo è l’angolo della profondità, e c’è intessuta la terra.

Tessitore 2       Questo è l’angolo dei voli rabescati, e ci sono intessute delle rondini.

Tessitore 1       E questo è l’angolo del drago. Se lo sollevi, piombi giù a picco, dritto sulla testa del nemico.

Tessitore 2       Qui sono intessuti una coppa di vino e un ottimo desinare. Quando hai vinto banchetta pure.

Tessitori           (Insieme) No, no, non dirci grazie.

Tessitore 1       I nostri bisnonni scrutavano sempre la strada e ti aspettavano.

Tessitore 2       Anche i nostri nonni ti hanno aspettato. E adesso tu sei venuto.

Escono ed entra il cappellaio.

Cappellaio       Buon giorno, signore! Scusa, gira la testa da questa parte. E adesso da quest’altra. Benissimo. Signore, io sono un cappellaio. Fabbrico i migliori cappelli e berretti del mondo. Sono famoso in tutta la città. Mi conoscono persino i cani.

Gatto               E i gatti.

Cappellaio       Ecco, vedi! Senza prendere le misure, con una sola occhiata la cliente faccio dei copricapo che conferiscono un fascino straordinario, e questa è la mia felicità. C’è una signora, per esempio, che è amata dal marito solo perché porta un cappello di mia fabbricazione. Lo porta anche quando va a letto e riconosce che deve a me la felicità della sua vita coniugale. Ho lavorato tutta la notte per te, signore, e intanto piangevo come un bambino per il gran dispiacere.

Lancellotto      Come mai?

Cappellaio       Si tratta di un modello tragico, tutto speciale. È un berretto magico che rende invisibile.

Lancellotto      Magnifico!

Cappellaio       Appena te lo infili, scomparirai e così il povero cappellaio non potrà mai sapere se ti va bene. Prendilo, ma non provarlo davanti a me. Non potrei sopportarlo! No, proprio non potrei.

Corre via. Si avvicina il fabbro. Ha un involto sulle spalle. È un burbero.

Fabbro             Hei, tu.

Lancellotto      Dimmi tutto.

Fabbro             Mi conosci?

Lancellotto      Non ho il piacere.

Fabbro             Bene, meglio. Tu non mi hai mai visto. Prendi questo. Ci ho lavorato tutta la notte.

Lancellotto      Cos’è?

Fabbro             Sono una spada e una lancia. Sono speciali. Sono indistruttibili. Sono per te.

Lancellotto      Grazie.

Fabbro             Di nulla. Vinci per noi. In bocca al lupo.

Esce ed entra il liutaio.

Liutaio             Io sono un liutaio, signor Lancellotto. Questo strumento cominciò a costruirlo il mio bisnonno. Ci abbiamo lavorato di generazione in generazione e nelle nostre mani è diventato come un essere umano. Sarà il tuo fedele compagno nel combattimento. Tu avrai le mani impegnate dalla spada e dalla lancia, ma lo strumento si regola da solo. Si intona e si accorda. Cambia da sé le corde spezzate e suona da sé. Farà il bis o smetterà di suonare secondo il bisogno. Dico giusto? (Lo strumento risponde con una frase musicale). Vede? Noi tutti abbiamo sentito che tu vagavi solo per la città e ci siamo affrettati ad armarti da capo a piedi. È centinaia d’anni che aspettiamo: il drago ci ha resi silenziosi, e noi abbiamo aspettato in silenzio. Adesso è venuta l’ora. Uccidilo e liberaci. Dico giusto?

Lo strumento risponde con una frase musicale. Il liutaio esce profondendosi in inchini.

Gatto               Quando comincerà la tenzone, io e l’asinello ci nasconderemo nel granaio dietro il palazzo perché la fiamma non mi bruci il pelo. Se ci sarà bisogno, chiamaci. Qui nella soma dell’asinello vi sono bevande tonificanti, pasticcini di ciliegie, aghi e filo.

Lancellotto      Grazie.

Esce indossando il cappello.

Gatto               Hanno fatto un bel lavoro. Sono degli artigiani in gamba. Sei ancora qui, caro Lancellotto?

Voce L.           No. Mi sto sollevando a poco a poco. Arrivederci, amici.

Gatto               Arrivederci, mio caro. Ah, quanti crucci, quante preoccupazioni. No, essere disperati è molto meglio. Sonnecchi e non aspetti nulla. Dico bene, asino? (L’asino agita le orecchie). Con le orecchie non so parlare, asino. Ci conosciamo poco, ma, visto che lavoriamo insieme, si può miagolare da amici. Aspettare in silenzio è una tortura. Miagoliamo un po’.

Asino               Non mi va di miagolare.

Gatto               Be’, allora parliamo. Il drago crede che Lancellotto sia qui, e lui invece se l’è svignata. È buffo, no?

Asino               (Tetro) C’è da crepar dal ridere.

Gatto               E perché allora non ridi?

Asino               Me le darebbero. Non appena mi metto a ridere forte, la gente dice: s’è messo di nuovo a ragliare, quel maledetto. E giù botte.

Gatto               Ah, capisco! Dunque le tue risate sono così stridule?

Asino               Aha.

Gatto               E di che cosa ridi?

Asino               Dipende… Penso, penso, e finisce che ricordo qualche cosa di buffo. Mi fanno ridere i cavalli.

Gatto               Perché?

Asino               Così… Sono scemi.

Gatto               Scusa l’indiscrezione, ma è tanto che volevo chiedertelo…

Asino               Be’?

Gatto               Come fai a mangiare gli spini?

Asino               Perché?

Gatto               Nell’erba a volte capitano dei gambi buoni da mangiare. Ma gli spini… sono così secchi!

Asino               Non importa. A me piace la roba piccante.

Gatto               E la carne?

Asino               La carne cosa?

Gatto               Non l’hai mai assaggiata?

Asino               La carne mica si mangia. La carne si porta. La mettono sul carretto, stupido.

Gatto               E il latte?

Asino               Da piccolo lo bevevo.

Gatto               Oh, meno male, potremo chiacchierare di cose piacevoli e confortanti.

Asino               Giusto. È un ricordo piacevole. Conforta. La mamma era così buon. E il latte caldo caldo. Succhiavo, succhiavo. Un paradiso! Era tanto saporito.

Gatto               Il latte lo si può anche leccare.

Asino               Non mi va di leccarlo.

Gatto               (Balzando in piedi) Hai sentiro?

Asino               Batte gli zoccoli, quel serpe.

Urlo del drago.

Voce D.           Lancellotto! Lancellotto!

Asino               Cu-cu. (Scoppia in una risata asinina). I-a! I-a! I-a!

Voce D.           Lancellotto! Guardami prima della battaglia. Dove sei? (Heinrich corre nella piazza. Si agita, cerca Lancellotto). Dov’è?

Heinrich          S’è nascosto, vostra eccellenza.

Voce D.           Ehi, Lancellotto! Dove sei? (Rumore di spada). Chi ha osato colpirmi?

Voce L.           Io, Lancellotto!

Ruggito. Heinrich entra nel municipio. Rumore di combattimento.

Gatto               Corriamo al riparo.

Asino               È ora.

Escono. La piazza si riempie di popolo. Tutti bisbigliano tra loro guardando il cielo.

Cittadino 1      Va per le lunghe questo combattimento.

Cittadino 2      Sì. Sono già passati due minuti e nessun risultato.

Cittadino 3      Spero che finisca presto.

Cittadino 1      Si viveva così tranquilli… Adesso è l’ora di pranzo e non ho appetito. È terribile!

Cittadino 2      Buon giorno, signor giardiniere. Perché è così triste?

Giardiniere      Oggi sono sbocciate le rose tee, le rose pane e le rose vino. Basta guardarle per sentirsi sazio. Il signor drago aveva promesso di venirle a vedere e di dare i soldi per la continuazione degli esperimenti. Invece adesso eccolo che combatte. Per colpa di questa storia possono andare perduti i frutti di anni di lavoro.

Venditore        (Sussurrando) Chi vuole vetri affumicati? Si vede il signor drago affumicato.

Tutti ridono sottovoce.

Cittadino 3      Che vergogna. Ah-ah-ah!

Cittadino 1      Affumicato, figurati!

Comprano i vetri.

Bambino          Perché il drago scappa per tutto il cielo?

Tutti                Tsss!

Cittadino 2      Non sta scappando, sta manovrando.

Bambino          Ma perché s’è messo la coda tra le gambe?

Tutti                Tsss!

Cittadino 3      S’è messo la coda tra le gambe secondo un piano prestabilito.

Cittadino 1      Ma pensate! La guerra dura già da sei minuti e non se ne vede ancora la fine. Tutti sono così agitati, persino le lattaie hanno triplicato il prezzo del latte.

Cittadino 2      Questo è ancora niente! Mentre venivamo qui abbiamo visto uno spettacolo agghiacciante. Lo zucchero e il burro, pallidi come morti, scappavano dai negozi e andavano a nascondersi nei magazzini. Sono generi alimentari terribilmente nervosi. Appena sentono un rumore d’armi, scompaiono.

Grida di terrore. La folla si getta da una parte. Entra Charlemagne.

Charlemagne   Buon giorno, signori! (Silenzio). Non mi riconoscete?

Cittadino 3      Certo che no. Da ieri lei è diventato irriconoscibile.

Charlemagne   Perché?

Giardiniere      Che razza di gente! Accolgono in casa degli estranei. Mettono di malumore il drago. È peggio che calpestare le aiuole. E poi chiede perché.

Cittadino 1      Dopo che lei ha fatto amicizia con quel forestiero noi parliamo due lingue diverse.

Rumore di combattimento.

Bambino          (Indicando il cielo). Il drago s’è girato con le gambe all’aria. Qualcuno gliele sta dando così sode da far volar le scintille!

Tutti                Tsss!

Suonano le trombe. Entrano Heinrich e il borgomastro.

Borgomastro   Ascoltate un’ordinanza. Allo scopo di evitare un’epidemia di malattie olftalmiche si proibisce di guardare il cielo. Quel che avviene lassù sarà reso noto da un bollettino che il segretario personale del signor drago emanerà quando sarà necessario.

Cittadino 2      Giusto.

Cittadino 3      Era ora.

Bambino          Ma perché fa male agli occhi guardare quando gliele suonano?

Tutti                Tsss!

Entrano le amiche di Elsa.

Amica 1           La guerra dura già da dieci minuti. Perché Lancellotto non si arrende?

Amica 2           Lo sa che tanto il drago nessuno lo vince.

Amica 3           Lo fa apposta per farci dispetto.

Amica 4           Ho dimenticato i guanti in casa di Elsa. Ma non fa niente. Sono così stanca di questa guerra che non m’importa più di nulla.

Amica 1           Anche a me, sai. Elsa voleva regalarmi per ricordo le sue scarpe nuove, ma io non ci penso nemmeno.

Amica 2           Ma guarda un po’! Se non fosse per questo forestiero, il drago si sarebbe portata via Elsa da un pezzo. E noi ce ne staremmo tranquille in casa a piangere.

Amica 3           Sì, al calduccio, tristi e a piangere. Ricordando di quanto era buona Elsa.

Amica 4           Ricordando della dolce e bella Elsa.

Venditore        (Sussurrando) Un interessante strumento scientifico, il cosiddetto specchietto. Si guarda in basso e si vede il cielo. Per una modica somma tutti possono vedere il drago ai propri piedi.

Tutti ridono sottovoce. Comprano gli specchietti e guardano.

Cittadino 1      Ma è terribile!

Cittadino 2      Povero drago!

Cittadino 3      Ha smesso di lanciare fiamme.

Cittadino 1      Manda solo fumo.

Cittadino 2      Che complesse manovre!

Cittadino 3      Non capisco!

Heinrich          Ascoltate il bollettino della giunta comunale. Il combattimento volge al termine. L’avversario ha perso la spada. La sua lancia è spezzata.  Il signor drago non annienta il nemico solo perché gli piace la guerra. Egli non è ancora sazio di imprese gloriose né è pago dei prodigi del suo valore.

Cittadino 3      Adesso sì che capisco.

Bambino          Guardate, parola d’onore, gliele sta dando sul collo.

Cittadino 1      Ma lui ha tre colli.

Bambino          Ecco, guardate, gliele sta dando su tutti e tre.

Cittadino 2      È un inganno ottico.

Bambino          Io capisco chi le piglia e chi le dà!

Cittadino 3      Portate via questo bambino.

Cittadino 1      Non credo ai miei occhi. Chiamatemi un dottore, un oculista!

Cittadino 2      Sta cadendo qui. È terribile!

La testa del drago rotola nella piazza.

Borgomastro   Il bollettino! Metà della mia vita per un bollettino!

Heinrich          Ascoltate il bollettino della giunta comunale. Lancellotto sfinito ha perso tutto ed è stato fatto parzialmente prigioniero.

Bambino          Come parzialmente?

Heinrich          È un segreto militare. Le altre sue parti resistono disordinatamente. Tra l’altro il signor drago per ragioni di salute ha esonerato dal servizio militare una sua testa e l’ha collocata nella riserva.

Bambino          Non capisco lo stesso…

Cittadino 3      Ma che cosa vuoi capire? I denti ti sono caduti?

Bambino          Certo.

Cittadino 3      Vedi! Eppure sei ancora vivo.

Bambino          Però la testa non mi è caduta mai.

Cittadino 3      Che vuol dire!

Heinrich          Ascoltate un commento politico sugli ultimi avvenimenti. Titolo: “Perché due in sostanza è più di tre?”. Due teste stanno su due colli. Quindi due e due fa quattro. Per di più ci stanno incrollabilmente. (La seconda testa rotola nella piazza). Il commento politico viene rimandato per ragioni tecniche. Ascoltate il bollettino. Le operazioni militari si svolgono secondo i piani prestabiliti dal signor drago.

Bambino          È tutto qui?

Heinrich          Per ora non c’è altro.

Cittadino 1      Ho perso due terzi di stima per il drago. Signor Charlemagne! Caro amico! Perché se ne sta tutto solo?

Cittadino 2      Venga, venga con noi.

Cittadino 3      Perché non parla?

Cittadino 1      Non si sarà mica offeso, spero?

Charlemagne   No, sono turbato. Prima non mi riconoscevate ed eravate sinceri. E adesso con altrettanta sincerità mi fate festa.

Giardiniere      Ah, signor Charlemagne. Non bisogna riflettere tanto. È una cosa terribile. È terribile pensare quanto tempo ho perso a leccare la zampa di questo mostro monocefalo. Quanti bei fiori avrei potuto coltivare!

Heinrich          Ascoltate un commento politico.

Giardiniere      Basta! Siamo stufi!

Heinrich          Che volete farci? Siamo in guerra. Bisogna aver pazienza. Allora comincio. Uno è dio. Uno è il sole, una è la luna, una è la testa sulle spalle del nostro sovrano. Difendere una testa è tre volte più facile che difenderne tre.

La terza testa rotola in piazza. Uno scoppio di grida. Tutti parlano a voce alta.

Cittadino 1      Abbasso il drago!

Cittadino 2      Ci hanno ingannato fin da quando eravamo piccoli!

Cittadino 3      Che bellezza! Non c’è più nessuno che comanda!

Bambino          Adesso non si andrà più a scuola! Evviva!

Venditore        Chi vuole un bel giocattolo? Il drago-patata! Un colpetto e la testa non c’è più!

Tutti ridono.

Tutti                Evviva! Abbasso il drago! Il dragone-patatone!

Heinrich          Ascoltate il bollettino!

Tutti                No! Gridiamo come ci pare! Facciamo come ci piace! Che felicità!

Borgomastro   Ehi, guardie! (Le guardie accorrono. A Heinrich) Parla. Incomincia con dolcezza, ma poi dacci sodo. Attenti!

Tutti tacciono.

Heinrich          Ascoltate, per piacere, il bollettino. Sui vari fronti non si segnala nulla, ma proprio nulla degno di rilievo. Tutto procede benissimo. Si dichiara lo stato d’assedio. Chiunque diffonderà voci tendenziose sarà decapitato senza pietà. Capito? E adesso tutti a casa! Guardie, fate sgomberare la piazza! (La piazza si svuota). Be’? Ti è piaciuto lo spettacolo?

Borgomastro   Taci, figliolo.

Heinrich          Perché sorridi?

Borgomastro   Taci, figliolo. (Rumore sordo). È il corpo del drago che è caduto dietro il mulino.

Heinrich          Perché ti freghi le mani, papà?

Borgomastro   Eh, figliolo! Nelle mani m’è cascato da solo il potere. Tutto procede magnificamente. Il defunto li ha educati così bene che si porteranno in groppa chiunque prenda le redini.

Heinrich          Però adesso in piazza…

Borgomastro   Sciocchezze. Ogni cane, se lo liberi dalla catena, si mette a saltare come un matto, ma poi corre da solo alla cuccia.

Heinrich          E di Lancellotto non hai paura, papà?

Borgomastro   No, figliolo. Credi davvero che Lancellotto ritorni sano e salvo? Se pure dovesse tornare noi ci comporteremo come se niente fosse. Ora andiamo. Dobbiamo scrivere la prima ordinanza.

Escono. Entra Lancellotto.

Lancellotto      Stò male. Sono ferito mortalmente. Tutti si sono nascosti. Come se la vittoria fosse una disgrazia. Si sono tutti nascosti. Già. Ma adesso nelle loro case a poco a poco stanno tornando in sé. Le loro anime si raddrizzano. Stanno bisbigliando: “Perché abbiamo nutrito e ossequiato questo mostro? Per colpa nostra adesso in piazza muore un uomo, tutto solo. No, basta, basta! Per la nostra debolezza sono morti i più forti, i più bravi, i più impazienti. Anche le pietre diverrebbero più ragionevoli. E noi siamo uomini”. Ecco che cosa si sta bisbigliando adesso in ogni casa, in ogni stanza. Ehi, voi! Non abbiate paura. È possibile non recare offesa a chi è inerme e indifeso. È possibile avere pietà del prossimo. Non temete. Abbiate pietà del prossimo. Abbiate pietà e sarete felici. Parola d’onore, è la verità, la pura verità, la più pura verità che ci sia al mondo.

FINE SECONDO ATTO


ATTO TERZO

Cittadini          (sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Evviva il vincitore del drago! (Sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Evviva il nostro signore! (Sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Siamo contenti, contentissimi! (Sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Udiamo i suoi passi! (Entra Heinrich. Forte) Urrà! Urrà! Urrà!

Cittadino 1      Oh glorioso liberatore nostro! Giusto un anno fa quel maledetto, antipatico, brutale, schifoso figlio d’un cane di drago fu annientato da te.

Cittadini          Urrà! Urrà! Urrà!

Cittadino 2      Da allora viviamo benissimo. Noi…

Heinrich          Fermi, fermi, miei cari. Mettete l’accento sulla parola “benissimo”.

Cittadino 3     Signorsì. Da allora viviamo be-enis-simo.

Heinrich          No, no, mio caro. Così non va. Non occorre fermarsi sulla “e”. Si ottiene un verso ambiguo: “be-enissimo”. È sulla “s” che si deve fare forza.

Cittadini         Da allora viviamo benis-s-simo.

Heinrich          Ecco, bravi! Approvo questa variante. Al vincitore del drago queste cose piacciono tanto. Ecco! Ho trovato! Persino gli uccellini cinguettano allegri! Il male se n’è andato e il ben se n’è venuto. Cip-cip! Cip-cip-urrà! Ripetiamo.

Cittadini          Persino gli uccellini cinguettano allegri! Il male se n’è andato e il ben se n’è venuto. Cip-cip! Cip-cip-urrà!

Sentinella 1     At-tenti!

Sentinella 2     At-tenti!

Sentinella 1     Fronte alla porta!

Sentinella 2     Sua eccellenza il signor presidente di questa liberà città avanza nel corridoio.

Sentinella 1     Anima nostra! Benefattore nostro! Hai ucciso il drago! Ma pensa un po’!

Entra il borgomastro.

Heinrich          Vostra eccellenza, signor presidente di questa liberà città. Qui presenti sono tutti i cittadini, tutti pazzamente felici.

Borgomastro   Ma questo cho cos’è? Eh, borgomastro?

Heinrich          I nostri concittadini si sono ricordati che un anno fa tu uccidesti il drago e sono accorsi qui per festeggiarti.

Borgomastro   Ma che cosa dici? Che bella sorpresa! Su, su, forza, cominciate.

Cittadini          (sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Evviva il vincitore del drago! (Sottovoce) Uno, due, tre. (Forte) Evviva il nostro signore!

Entra il carceriere

Borgomastro   Fermi, fermi! Buon giorno, carceriere.

Carceriere        Buon giorno, vostra eccellenza.

Borgomastro   (Ai cittadini) Grazie, signori. Capirete che in casa abbiamo un matrimonio, e io ho ancora alcune faccenduole da sbrigare. Andate pure e tornate più tardi per la festa.

Cittadini          Urrà! Urrà! Urrà!

I cittadini escono.

Borgomastro   Come vanno le cose nella tua prigione?

Carceriere        È piena.

Borgomastro   E i traditori?

Carceriere        Soffrono.

Borgomastro   Gli hai fatto vedere il mio ritratto?

Carceriere        Come no!

Borgomastro   Quale? Quello dove ho un bel sorriso raggiante?

Carceriere        Proprio quello.

Borgomastro   E loro?

Carceriere        Piangono.

Borgomastro   Mi racconti storie, eh?

Carceriere        Sul serio, piangono. I tessitori parlano in continuazione, il fabbro ha segato ancora una volta l’inferriata, ma questa volta gliene abbiamo messa una di diamante, il cappellaio ha fatto dei berrettini ai topi e il musicista suona in continuazione una nenia noiosissima.

Borgomastro   Bene. E in città che c’è di nuovo?

Carceriere        È tutto tranquillo. Però scrivono.

Borgomastro   Che cosa?

Carceriere        La lettera “L” sui muri. Vuol dire: Lancellotto.

Borgomastro   Sciocchezze. La lettera “L” vuol dire: Lode al presidente.

Carceriere        Aha. Allora non li mettiamo dentro, quelli che scrivono?

Borgomastro   Perché? Mettili, mettili dentro. Che cosa scrivono ancora?

Carceriere        Mi vergogno a dirlo. “Il presidente è una bestia. Suo figlio è un mascalzone… Il presidente è…” (ridacchia) …non oso ripetere quello che scrivono. Però più di tutto scrivono la lettera “L”.

Borgomastro   Sono matti. È un’idea fissa, questo Lancellotto. E di lui nessuna notizia?

Carceriere        È scomparso. Insomma Lancellotto, alias san Giorgio, con un nome diverso in ogni paese, finora non è stato rintracciato.

Borgomastro   Pace all’anima sua.

Entra Heinrich.

Heinrich          È arrivato il padre della felice fidanzata, il signor archivista Charlemagne.

Borgomastro   Aha! Aha! Ho giusto bisogno di lui. Fallo entrare. Vada pure, carceriere. (Esce il carceriere ed entra Charlemagne). Dunque, Charlemagne, dalle ordinanze affisse in città, tu e tua figlia avrete saputo che oggi è il giorno del matrimonio di Elsa.

Charlemagne   Sì, lo sappiamo, signor presidente.

Borgomastro   Elsa è felice?

Charlemagne   No.

Borgomastro   Ma non mi dica storie… Certo che è felice. E lei?

Charlemagne   Io sono disperato, signor presidente.

Borgomastro   Che ingratitudine! Io ho ucciso il drago…

Charlemagne   Scusami, signor presidente, ma non posso crederti.

Borgomastro   Sì che puoi!

Charlemagne   Parola d’onore, non posso.

Borgomastro   Puoi, puoi. Se ci credo io, a maggior ragione puoi crederci tu.

Charlemagne   No.

Heinrich          Non vuole.

Borgomastro   Ma perché?

Heinrich          Fa così per alzare il prezzo.

Borgomastro   Bene. Ti offro il posto di mio primo aiutante.

Charlemagne   Non voglio.

Borgomastro   Storie. Sì che lo vuoi.

Charlemagne   No.

Borgomastro   Non stare a mercanteggiare, non abbiamo tempo da perdere, noi. Avrai un appartamento gratuito. Uno stipendio favoloso. Inoltre ogni volta che andrai in ufficio ti sarà corrisposta la trasferta, e quando andrai a casa ti saranno pagate le ferie. Se ti recherai a far visita riceverai una diaria, mentre se resterai a casa percepirai un’indennità di alloggio. Sarai ricco quasi quanto me. Basta. Sei d’accordo?

Charlemagne   No.

Borgomastro   Ma insomma che cosa vuoi?

Charlemagne   Perché ci tormenti? Io ho imparato a pensare, signor presidente, e questo è già una tortura. C’è da diventar matti.

Borgomastro   No, no, no! Le malattie psichiche sono tutte storie, invenzioni belle e buone. Ascolta, carissimo. Non riceverai un soldo di più di quanto ti è stato offerto! Evidentemente vuoi diventare nostro socio. Niente da fare! Quello che prima il drago portava via con la prepotenza adesso è nelle mani dei migliori uomini della città, cioè nelle mie mani e in parte in quelle di Heinrich. È una cosa più che legittima.

Charlemagne   Permettimi di andare, signor presidente.

Borgomastro   Vai pure. Ma ricordati una cosa, vedi questo elenco? Ci sono cinquanta nomi. Si tratta dei tuoi migliori amici. Se ti ribbellerai, tutti e cinquanta scompariranno. Vai adesso. (Charlemagne esce). E adesso, figliolo mio bello, parliamo dei nostri affari. Tu hai un debituccio con me.

Heinrich          Quale, paparino?

Borgomastro   Hai corrotto tre miei servi per farmi spiare, ma io ho aumentato loro la paga di cinquecento talleri perché ti riferissero solo quello che volevo io. Quindi tu mi devi cinquecento talleri, bambino mio. (Guarda dalla finestra) È arrivata la nostra bellezza! Interrogala!

Heinrich          Chi?

Borgomastro   Elsa. Interrogala con prudenza. Io starò ad ascoltare qui, dietro la tenda. (Si nasconde).

Entra Elsa.

Heinrich          Buon giorno, Elsa. Diventi ogni giorno più bella. Il presidente non c’è. Volevo parlarti. È tanto tempo che non lo facciamo. Perché taci sempre? Parla con me. Parliamo fraternamente.

Elsa                 Va bene, parliamo. (Il borgomastro fa capolino dalla tenda e applaude silenziosamente). Vuoi sapere perché sto sempre zitta? (Il borgomastro annuisce col capo). Perché ho paura.

Heinrich          Paura di chi?

Elsa                 Della gente.

Heinrich          Davvero? Dimmi di quali persone hai paura. Le ficcheremo in galera e ti sentirai subito meglio. (Il borgomastro si cava di tasca un libretto d’appunti). Su, dimmi i nomi.

Elsa                 No, Heinrich, non servirebbe a niente. Non so come spiegartelo… Ho paura di tutti.

Heinrich          Ah, ecco… Cpisco. Capisco benissimo. Tutti, compreso me, ti sembrano crudeli. È così, no? Tu magari non mi crederai, ma… anch’io ho paura di tutti. Ho paura di mio padre. (Il borgomastro spalanca le braccia, perplesso). Ho paura dei nostri servitori fedeli. E io mi fingo crudele per farmi temere da loro. Ah, siamo tutti impigliati nella nostra ragnatela. Parla, parla ancora, ti ascolto.

Il borgomastro annuisce con aria comprensiva.

Elsa                 Che altro posso dirti? Ormai di me si può fare tutto quello che si vuole. (Il borgomastro sogghigna rumorosamente, poi si nasconde). Chi è?

Heinrich          Non farci caso. Di là stanno preparando il banchetto nuziale. Povera la mia Elsa. Che peccato che Lancellotto sia scomparso senza lasciare traccia. Era un uomo straordinario. Possibile che non ci sia speranza in un suo ritorno?

Il borgomastro è tutt’orecchi.

Elsa                 Lui… Lui non tornerà.

Heinrich          Non devi pensare così. Chissà perché, ma ho l’impressione che lo vedremo di nuovo.

Elsa                 No.

Heinrich          Credimi!

Elsa                 Mi fa piacere che tu parli così, ma… Nessuno ci ascolta?

Heinrich          Nessuno, cara. Oggi è festa e tutte le spie riposano.

Elsa                 Vedi… Io so che cos’è successo a Lancellotto.

Heinrich          Non dir niente se ti fa soffrire.

Il borgomastro lo minaccia col pugno.

Elsa                 No, ho taciuto per tanto tempo che adesso voglio dirti tutto. Insomma… Giusto un anno fa, appena terminato il combattimento, il gatto si precipitò sulla piazza e vide Lancellotto, pallido come un morto, in piedi vicino alle teste del drago. Allora chiamò l’asino. Dopo aver sistemato il ferito sulla sua groppa, condusse l’asino per certi viottoli fuori città.

Heinrich          Ma perché?

Elsa                 Lancellotto era così debole che avrebbero potuto ucciderlo. Allora presero per un sentiero che portava sulle montagne. Il cuore di Lancellotto batteva sempre più debolmente.  Si erano arrampicati molto in alto. Il gatto disse: “Torniamo a casa! Adesso nessuno può fargli del male. Elsa gli darà l’ultimo addio, e poi lo seppelliremo”.

Heinrich          Era morto, il poverino!

Elsa                 Era morto, Heinrich. All’asino non andava di tornare indietro e proseguì il cammino, il gatto invece tornò e mi raccontò tutto. Ormai io non aspetto più nessuno. È tutto finito.

Borgomastro   Urrà! È tutto finito! (Balla, corre per la stanza). È tutto finito! Io sono il signore assoluto di tutti! Adesso non ho più paura di nessuno. Grazie, Elsa! Questa sì che è una festa! Chi oserà ancora dire che il drago non l’ho ucciso io? Chi?

Elsa                 Stava ad ascoltare?

Heinrich          Naturalmente.

Elsa                 E tu lo sapevi?

Heinrich          Ah, Elsa, non fare l’ingenua. Oggi, grazie a dio, ti sposi!

Borgomastro   Com’è bello! Come si sta bene! Che meraviglia stare al mondo e sapere che nessun imbecille può impedirtelo! Sorridi, Elsa. Tra pochi istanti, il presidente di questa libera città ti stringerà tra le sue braccia. Entrino gli ospiti!

Entrano i cittadini, tutti.

Charlemagne   Che hai bambina mia?

Borgomastro   Si metta sull’attenti davanti alla mia fidanzata!

Charlemagne   (Sull’attenti). Non c’è niente da fare, piccola mia.

Cittadino 1      Congratulazioni ai futuri sposi. Siamo tutti felici.

Cittadino 2      Le case sono adorne di festoni.

Cittadino 3      Le vie sono illuminate a giorno.

Cittadino 1      Tutte le osterie sono piene di gente

Bambino          Tutti litigano e bestemmiano.

Tutti                Tsss!

Giardiniere      Mi permetta di offrirle queste campanule. Hanno un suono un po’ triste, ma non importa. Domattina saranno appassite e si quieteranno.

Amica 1           Elsa, cara, cerca di essere allegra. Se no mi metto a piangere e mi rovino le ciglia che oggi mi sono venute proprio bene.

Amica 2           Dopo tutto è meglio lui che il drago… Almeno ha delle mani e dei piedi, e poi è senza scaglie.

Amica 3           Anche se è il presidente, in fondo è un uomo. Domani ci racconterai tutto. Come sarà interessante!

Amica 4           Sai quanto bene puoi fare alla gente! Per esempio, puoi chiedere al tuo futuro marito di licenziare il capo ufficio di mio papà, così il mio papà diventerà capo ufficio al suo posto, e noi saremo felicissimi!

Borgomastro   Adesso celebreremo le nozze. Elsa! Dammi la zampina! Furboncella! Birichina! Che zampina calda. Su il musetto! Sorridi! È tutto pronto, Heinrich?

Heinrich          Signorsì, signor presidente.

Borgomastro   Comincia.

Heinrich          Signori, Un anno fa, il nostro ex borgomastro e attuale presidente di questa libera città, si slanciò eroicamente sul drago e lo uccise definitivamente. La città riconoscente gli ha concesso in moglie la bella Elsa. Fidanzato, rispondimi con tutta sincerità. Acconsenti a prendere in moglie la qui presente ragazza?

Borgomastro   Per il bene della ma città sono pronto a tutto.

Heinrich          Ecco fatto! Ah, scusate! È rimasta una piccola formalità. Fidanzata! Tu, naturalmente, acconsenti a diventare la moglie del signor presidente di questa libera città. (Pausa) Su, ragazza, rispondi. Acconsenti?

Elsa                 No.

Heinrich          Benissimo. Scrivete che acconsente.

Elsa                 Non scrivete!

Heinrich          Elsa, lasciaci lavorare.

Borgomastro   Ma, mio caro, Elsa non dà alcun fastidio. Quando una ragazza dice “no” vuol sempre dire “sì”. Procedete, scrivani!

Elsa                 No! Strapperò questo foglio dal registro e lo calpesterò! Amici miei! Perché mi uccidete? È orribile, come in un sogno. Possibile che il drago non sia morto, ma, come spesso gli succedeva, si sia trasformato in uomo? Solo che questa volta si è moltiplicato in un gran numero di uomini che, tutti insieme, adesso mi uccidono. Non uccidetemi! Aprite gli occhi! Dio mio, che tristezza… Spezzate la ragnatela che vi avvolge. Possibile che nessuno mi voglia difendere?

Bambino          Io ti difenderei, ma nessuno mi lascia parlare.

Borgomastro   Ecco fatto. La fidanzata ha finito il suo discorso. La vita continua per il suo verso come se niente fosse.

Bussano alla porta.

Borgomastro   Chi è? (Nessuno risponde) Tornate domani. Non ho tempo. (Bussano di nuovo). Heinrich!

Heinrich          Sì, papà.

Borgomastro   È lui!

Heinrich          Chi?

Borgomastro   Lancellotto. Ha il berretto magico. È qui accanto a me. Ascolta quello che stiamo dicendo. E la sua spada è sollevata sopra la mia testa.

Heinrich          Paparino caro! Se non torni in te, prendo il potere nelle mie mani.

Entra un lacchè.

Lacchè             Se li riprenda! Se li riprenda!

Borgomastro   Che cos’è che devo riprendere?

Lacchè             Riprenda i suoi maledetti soldi! Io non sono più al suo servizio!

Borgomastro   Perché?

Lacchè             Lui mi ucciderà per le mie scelleratezze. È già nel corridoio! Gli ho fatto una gran riverenza, ma lui non mi ha risposto! Non guarda più in faccia alla gente. Oh, stavolta ce la farà pagare cara! Oh, se ce la farà pagare! Ma io lo posso dimostrare! Mia moglie lo può confermare! Io ho sempre condannato il vostro modo di fare! I vostri soldi li prendevo solo perché sono malato. Malato di nervi. Posso portare il certificato medico. (Scappa)

Borgomastro   Guarda!

Heinrich          Come se niente fosse. Per l’amor di dio, come se niente fosse! (Pausa. Entra Lancellotto). Perché tace?

Borgomastro   Davvero, perché taci? Hai fatto buon viaggio? Che novità ci racconti? Non vuoi riposare un po’? Le guardie ti possono accompagnare.

Lancellotto      Buon giorno, Elsa.

Elsa                 Lancellotto. (Corre verso lui e lo abbraccia).

Lancellotto      Mi vuoi sempre bene?

Elsa                 Papà, senti? Quante volte abbiamo sognato che lui sarebbe entrato e mi avrebbe chiesto: “Elsa, mi vuoi sempre bene?”. E io quanto ho sofferto! Era una continua persecuzione.

Borgomastro   Chi ti perseguitava? È impossibile. Perché non sei venuta da noi a sporgere querela? Avremmo preso tutte le misure del caso!

Lancellotto      So tutto, Elsa.

Elsa                 Tutto?

Lancellotto      Sì.

Elsa                 E come?

Lancellotto      Sulle Montagne Nere dove sono stato, si trova una caverna immensa. Nella caverna c’è un libro, il libro dei lamenti, che ormai è quasi tutto scritto. Nessuno lo tocca, ma ogni giorno una pagina si aggiunge alle altre. Chi scrive è il mondo! Là sono registrate tutte le infamia dei delinquenti, tutte le pene di chi soffre senza colpa.

Heinrich e il borgomastro si dirigono in punta di piedi verso la porta.

Elsa                 E hai letto anche di noi?

Lancellotto      Sì, Elsa. Ehi, voi due! Assassini! Non muovetevi!

Borgomastro   Perché questo tono?

Lancellotto      Perché non sono più quello di un anno fa. Vi ho liberati e voi che cosa avete fatto?

Borgomastro   Santo cielo! Se non si è contenti di me, do le dimissioni e me ne vado.

Lancellotto      Tu non andrai da nessuna parte!

Heinrich          Giustissimo. Durante la tua assenza si è comportato in un modo veramente inconcepibile. Posso darti l’elenco completo dei suoi delitti che non risultano ancora nel libro dei lamenti, ma si trovano in fase di progettazione.

Lancellotto      Sta’ zitto, tu!

Heinrich          Ma scusa! A voler essere obiettivi, io personalmente non ho nessuna colpa. Mi hanno insegnato così.

Lancellotto      A tutti è stato insegnato così. Ma tu, canaglia, perché hai voluto diventare il primo della classe?

Heinrich          Andiamo via, papà. Qui si comincia a dire parolacce.

Lancellotto      No, tu resti qui. Sai, Elsa, è già un mese che sono tornato. Con il mio berretto magico, sono andato in giro per la città. Ho visto cose terribili. Ehi, tu, Muller! (Il cittadino 1 si fa avanti) Ho visto come piangevi d’entusiasmo mentre gridavi al borgomastro: “Gloria a te, vincitore del drago!”. E tu, Smith! (Il cittadino 2 si fa avanti) Gridavi: “Viva il nostro salvatore, il nostro benefattore!”.

Cittadino 1      È vero. Piangevo. Però ero sincero, signor Lancellotto.

Lancellotto      Ma voi sapevate che non era stato lui ad uccidere il drago.

Cittadino 2      A casa lo sapevamo… Ma in pubblico…

Lancellotto      Giardiniere! (Il giardiniere si fa avanti). Hai insegnato alla bocca-di-leone a gridare: “Viva il presidente”, non è vero?

Giardiniere      Sì, è vero.

Lancellotto      E con che risultato?

Giardiniere      La bocca-di-leone ha imparato, però ogni volta mi mostrava la lingua.

Lancellotto      Fedor! (Il cittadino 3 si fa avanti). Il borgomastro si arrabbiò con te e fece rinchiudere il tuo unico figlio in un sotterraneo, non è vero?

Cittadino 3      Proprio così. Il mio ragazzo aveva sempre avuto la tosse, e nel sotterraneo c’era tanta di quella umidità!

Lancellotto      E dopo di questo, hai regalato al borgomastro una pipa con su scritto: “Tuo per sempre”?

Cittadino 3      Non potevo fare altro.

Lancellotto      Che cosa devo fare di voi? Entrate amici! (Entrano i tessitori, il fabbro, il cappellaio e il liutaio). Anche voi mi avete dato un gran dispiacere, amici. Pensavo che ve la sareste cavata da soli senza di me. Perché avete obbedito e vi siete fatti mettere in prigione? Voi che siete in tanti!

Tessitore 1       Non ci hanno dato il tempo di riprenderci.

Lancellotto      Portate via questi uomini: il borgomastro e il presidente.

Tessitore 2       (Afferrando il borgomastro e il presidente). Andiamo!

Fabbro             Io stesso ho verificato le inferriate. Sono solidissime. Andiamo!

Cappellaio       Eccovi i berretti da buffone! Una volta fabbricavo dei magnifici berretti, ma in prigione mi hanno incattivito. Andiamo!

Liutaio             In cella ho fabbricato un violino col pane nero e le corde le ho fatte con una ragnatela. Il mio violino ha un suono triste e sommesso, ma la colpa è vostra. Questa musica vi accompagnerà nel luogo da cui nessuno ritorna.

Heinrich e il borgomastro vengono condotti via. In sottofondo una musica mesta.

Lancellotto      Elsa, io non sono più quello di prima, vedi?

Elsa                 Sì. Ma io ti amo ancora di più.

Lancellotto      Non ce ne potremo andare…

Elsa                 Non importa. Anche a casa si può essere felici.

Lancellotto      Mi attende un lavoro minuzioso. Peggio del ricamo. In ciascuno di loro bisognerà uccidere il drago.

Bambino          E farà male?

Lancellotto      A te no.

Amica 1           E a noi?

Lancellotto      Con voi ci sarà da fare!

Giardiniere      Abbi pazienza, signor Lancellotto. Ti scongiuro, abbi pazienza. Fai degli innesti. Accendi dei falò: il calore aiuta la crescita. Strappa l’erbaccia, ma con prudenza per non danneggiare le radici sane.

Amica 2           E oggi si facciano le nozze.

Amica 3           Perché la gioia fa gli uomini migliori.

Amica 4           E l’amore rende felici.

Lancellotto      Giusto! Vi voglio bene, amici miei. Altrimenti perché mi occuperei di voialtri? E se vi voglio bene, tutto andrà magnificamente. Tutti noi, dopo tante ansie e tante pene, saremo felici, molto felici, finalmente!.

F I N E

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