IL FORMICAIO
di
Marco
Andreoli
Personaggi:
Fernando Modho, ex-dittatore dello Stato Solare. Di mezza et, affascinante,
superbo, furbissimo.
Frida, detta La Gazza. Sua concubina disperata. E magra, sfiorita, pallida;
ma devessere stata molto bella, un tempo. Non ha pi di trentanni.
Gog, lo scavatore. Giovane forte e istintivamente simpatico; di
bellaspetto. Non troppo sveglio. E lultimo rappresentante del popolo
maldese.
1.
Una stanza. Penombra bruna, terra dappertutto. Chiaroscuri.
Le pareti sono irregolari; come fossero quelle di una caverna.
Al suolo, piccoli sassi, qualche cespuglio secco, libri sparsi.
Sul fondo un arco-porta che conduce alla camera da letto.
Un trono-poltrona occupa langolo di sinistra. E bruno, terroso.
Di fianco al trono una scrivania con le stesse caratteristiche costitutive.
Sul piano della scrivania, due piccole cataste di libri, carte topografiche
spiegazzate e un grande registratore a bobine.
Anche il tavolo sulla destra sembra fatto di fango essiccato.
Fittoni bianchi spuntano dovunque: dal soffitto, dai muri terrosi, dagli
angoli, da ogni elemento che arreda lambiente.
Un tubo di acciaio scende perpendicolarmente gi dal soffitto, terminando con
una curva rettangolare a mezzaria, sopra il trono, come fosse il periscopio di
un sottomarino. Fissato ad esso, un campanello elettrico dotato di segnalatore
luminoso.
Sulla parete di fondo, alcuni ritratti incorniciati.
Frida a destra, in proscenio. Fissa il vuoto della platea oscurata. Si gratta
le braccia e pi volte scatta come se delle formiche le mordessero il collo o
le gambe.
Fernando Modho seduto al suo trono; dallaltra parte. Tra le mani un vecchio
microfono collegato al registratore. I gomiti sulla scrivania.
Le bobine ruotano lente.
Modho - (parlando al microfono; calmo) Bobina 325, diario del formicaio,
capitolo 43, terzo intervento: (Si schiarisce la voce) Pi volte mi sono
soffermato a considerare lo stato danimo di chi un giorno verr in possesso di
questi miei documenti Del resto le reazioni emotive cos come ogni ponderato
ragionamento che mi trovo a dover supporre, appaiono subordinati ad una
variabile oggettiva... (Schiarendosi ancora la voce) Intendo dire, con altre
parole, che il valore, il valore storico delle mie ormai pluriennali
registrazioni, cos come ogni giudizio morale su di esse, dipender
direttamente dallo sviluppo e dal finale del... Romanzo principale; mi
riferisco a quello di cui io stesso, mio malgrado, sono il protagonista
assoluto... (Si ferma; osserva una minuscola formica che gli percorre
lavambraccio; quindi, con estrema delicatezza, la prende tra indice e pollice;
la guarda per un istante, poi la lascia andare sul piano della scrivania)
Bene Lipotesi pi probabile che io morir qui sotto, tra breve, a forza di
respirare terra. Ormai sono passati 1458 giorni dallinterramento di Osuna
S, insomma, siamo alla soglia dei quattro anni e io devo pur confessarla un
po di stanchezza Gi Dopotutto i progressi nella direzione di una
sorprendente evasione appaiono a tuttoggi francamente trascurabili... Come
diceva il cavalier Galanda? Laddove non compaiono i raggi, non compare certo
il sole Dunque Se, come pare, tra pochissime ore, morir sepolto, voi,
fratellini minori nonch minorati; voi, giovani scapigliati, piccoli suini
dello Stato Solare, al sentire queste mie parole, riderete per giorni,
chiamandomi Pazzo, Uomo Delirante, o, con quel minimo di sarcasmo aguzzo che a
volte mi capitato di riconoscervi, Dittatore Talpa Certo Come potete vedere
parto dal presupposto che la mia fine sia imminente E s un doveroso atto
di lealt verso i miei desideri, dopotutto (Osserva unaltra formica che
esplora il dorso della sua mano. Allora muove le dita, ruota il polso,
assecondando la curiosit dellinsetto; quindi unisce i palmi per permettere
alla piccola viaggiatrice di passare da una mano allaltra. Di fatto, sta
esaminando minuziosamente le proprie mani. Continua a parlare vagamente
distratto dai percorsi dellinsetto) Questi chilometri di nastri magnetici,
testimoni inconfutabili delle mie parole, abbandonate, pronunciate senza un
intento preciso, finiranno, forse, nelle vostre mani Nelle stesse mani di chi
ha insanguinato lo Stato che governavo LImpero Impero che, per diritto
naturale e genetico, alimentavo e sostenevo Gi(Lascia scendere la formica
sulla copertina rigida di uno dei libri davanti a s) Ma chi pu dirlo, eh?
Magari, a dispetto di ogni logica, contro ogni previsione, saranno i miei
Illuminati, gli uomini che ancora adesso e da troppo tempo mi attendono, a
detenere il possesso futuro di questo umile diario Posso provare a rivolgermi
a voi, allora Non perdo nulla, no? Ecco, io, Fernando Modho, unico legittimo
reggitore dello Stato Solare, vi saluto Vi saluto con laffetto e la grazia di
sempre, ma senza gioia, perch immagino bene la vostra condizione Senatori del
Circolo Direttivo, Ufficiali maggiori, Magistrati, Imprenditori, Vescovi
Patrioti! Se pure avete scampato lumiliazione dellesilio, se pure adesso il vostro
corpo non giace a centinaia di metri sotto il suolo terrestre, divorato
dallacqua e dagli insetti, so che questa sorte comunque toccata alle vostre
idee, ai giusti principi che, non pi di qualche anno fa permisero la
realizzazione di un sogno quello dello Stato Solare (Frida, ripetendo una
precedente azione di Modho, cattura una formica sul proprio avambraccio;
tenendola tra indice e pollice la porta a dieci centimetri dalla punta del
naso; la guarda zampettare; quindi, inaspettato, sul viso di Frida compare un
sorriso terribile e ingiustificato) In ogni caso lascio ad ognuno di voi il
compito di definire (Modho, alla vista di Frida, si blocca; schiaccia un
pulsante sul registratore; le bobine si fermano) Frida.
Frida non risponde; non sembra accorgersi della voce di Modho. E altrove. Come
ipnotizzata dal terrore della formica.
Modho - Frida!
Frida - (lentamente riassume la tristissima espressione dellinizio. Tuttavia,
come incantata, continua a fissare la formica) S.
Modho - (con estrema calma) Che cosa stai facendo?
Frida - E quasi ora di pranzo.
Modho - S, Frida. E quasi ora di pranzo.
Frida - La piccola avr fame
Modho - Lasciala stare.
Frida - S che avr fame: continua a mordermi.
Modho - Tu lasciala stare.
Frida - (piegandosi sulle ginocchia assume la tipica posizione dei bambini che
giocano con le biglie; poi avvicina molto lentamente la mano al suolo) Neanche
se lo immagina, vero?Con che facilit potrei
Modho - Frida.
Frida fissa il vuoto-platea. Come risvegliata da un sogno, scuote la mano pi
volte per cacciare a terra la formica. Si rialza. Si strofina entrambe le mani
lungo la veste. Parte verso larco di fondo.
Modho - (ora dolcemente) Frida-Frida.
Frida - (fermandosi) S.
Modho - Che cosa ti succede?
Frida - (abbassando il capo) Niente.
Modho - Ne sei sicura?
Frida - S.
Modho - Tanto sicura da farmi sperare di non dover tornare sullargomento?
Frida - S.
Modho - Bene. Questo facilita le cose, non trovi?
Frida - Mi pare di s.
Modho - Meno male, Frida Meno male
Squilla il campanello. Segnale luminoso lampeggiante. La scatola elettrica del
campanello emette una strisciolina di carta.
Frida solleva la testa, di scatto.
Modho - Pardon.
Si alza dal trono e va a prendere il foglietto; quindi avvicina la bocca al tubo
dacciaio.
Modho - (leggendo il foglietto ad alta voce ma con percepibile indifferenza)
Modho, maiale / Affonda nel caviale!; Modho, maiale / Affonda nel caviale!
La luce del campanello si spegne. Modho, pi annoiato che rabbioso, accartoccia
il biglietto e lo lancia sul piano della scrivania; quindi torna a sedersi. Per
un po, resta fermo, l, in silenzio. Sembra stanco.
Frida esce attraversando larco; rientra tenendo tra le braccia una dozzina di
grossi fittoni bianchi del tutto simili a quelli che spuntano dalle pareti; li
lascia cadere sul tavolo; quindi, sfilato uno strano coltello dalla tasca,
comincia a tagliuzzare le radici. Nervosamente.
Modho - Affonda nel caviale! Ma che significa affonda nel caviale? I
tuoi amici non hanno pi fantasia, te lo dico io Nei primi mesi mandavano gi
frasette divertenti Cerano carica, energia, forza dirompente, cattiveria
Quante volte il popolo, riunito nella piazza, davanti alla bocca di questo tubo
d'acciaio, avr esultato nel sentire Fernando Modho, lOnnipotente, urlare
Gloria ai becchini! o Salvatemi dai vermi! o Limpero sotto i
piedi!Chiss Magari a questora si saranno stancati di ascoltarmi Come
dargli torto, del resto? Lentusiasmo per il Nuovo Ordine cede presto il posto
alla rassegnazione; mugnai, fattori, contadini capiscono in fretta di non poter
governare uno Stato Me lo immagino, qualcuno di loro Dietro il vetro di una
baracca, a guardarsi i campi secchi, gli animali ammalati, i pozzi prosciugati:
mi star rimpiangendo; ma non potr dirlo a nessuno Come diceva il cavalier
Galanda, se perdi le chiavi, il cancello resta chiuso
Frida - (ferendosi la mano nellatto di tagliuzzare i fittoni) Ah. (Si succhia
il dito con chiara espressione di dolore)
Modho - Male?
Frida annuisce.
Modho - Non ci sar del sangue nel mio pranzo, vero?
Frida incassa immobile. Poi fa di no con la testa; un movimento lento,
esasperato.
Modho - (alzandosi e raggiungendo il centro della stanza; con la solita calma)
Bene Cos che stai preparando? Zuppa? Stufato?
Frida - Zuppa.
Modho - Meglio lo stufato. Ultimamente la zuppa ti riesce male
Frida - E la stessa E sempre la stessa
Modho - Gi Tu filtri lacqua, raccogli i soliti sterpi, sminuzzi le radici ed
ecco: il pranzo pronto. Non funziona cos, Frida Le cose vanno fatte per
bene. Con amore. O, per lo meno, con un minimo di dedizione Non ho
ragione?
Frida - S.
Modho - E allora?
Frida - Cosa?
Modho - Ti stai lasciando andare, Frida; e questo, te lo garantisco, mi
procura un dolore enorme Avanti, parla: c qualcosa che non va?
Frida - No.
Modho - Se le cose non sono come desideri, con chi credi di dovertela prendere?
Frida - Con me stessa.
Modho - E con nessun altro?
Frida - No. Solo con me.
Modho - Appunto. Non ti stai lasciando andare, vero?
Frida - No.
Modho - E perch la tua zuppa non ha pi sapore?
Frida - Non lo so.
Modho - S che lo sai E che non ti vuoi pi bene. Non vero, Frida?
Frida - Io non
Modho - Allora deciso: stufato. (Andando verso il trono) Dai retta a me: lo
stufato ti viene meglio.
Frida guarda la ferita sulla mano sinistra. Poi, morsa forte al collo da una
formica, si colpisce con il palmo della destra, producendo un forte schiocco.
Al suono dello schiaffo, Modho, diretto verso il fondo, si ferma.
Frida si guarda il palmo: c una formica morta, schiacciata.
Modho - (sospirando) Cosa devo fare con te, Frida?
Frida, alzando lo sguardo verso il vuoto-platea, si strofina la mano assassina
sulla veste.
Modho - (voltandosi) Eh, Frida? Me lo dici tu cosa devo fare?
Frida, lentamente, torna a succhiarsi il dito ferito.
Modho - Io ci sto provando, ci sto provando in tutti i modi Ho cercato di
capire, di ascoltare, di pensare cosa mai ti passasse per la testa Non cos?
Frida - S.
Modho - Ma tu niente Nessuna risposta. Sempre tesa, immobile, scurissima,
ghiacciata Cos, Frida? Sei morta e non mhai detto niente? Tu non vuoi che
si ripeta quello che capitato ieri?
Frida - (spaventata) No!
Modho - Ecco, appunto Per ne hai uccisa unaltra. Lhai fatto ancora Come
credi che mi debba regolare se non fai nulla per evitarlo? Puoi immaginarti,
solo lontanamente, fino a che punto io sia in grado di arrivare?
Frida - Credo di s.
Modho - Molto bene. Facciamo progressi. Hai qualche cosa da aggiungere?
Frida - No.
Modho - No? Meglio cos: dobbiamo occuparci ancora di molte cose, se non
sbaglio (Fa per andarsene)
Frida - (trovando il coraggio) Fernando.
Modho - (fermandosi; appena sorpreso) Si?
Frida - (disperata, senza lacrime) Le formiche Mi mordono Mi mordono pi
forte Ormai staccano via brandelli di pelle ad ogni passaggio Tu non puoi?
Fernando
Modho - Che cosa, Frida? Cosa vuoi che faccia?
Frida - Pensavo che tu potessi Che potessi farle smettere
Modho - Io? Diomio; e in che modo, perdonami?
Frida - Con te non lo fanno. Non lhanno mai fatto Quando stai riposando,
vanno via, vanno via tutte insieme; e quando lavori non si avvicinano neanche
ai tuoi piedi. Lo so, Fernando: basta che tu dica di essere stanco e loro si
incolonnano, ordinate, una dietro laltra; e un istante dopo sono da unaltra
parte Non lo vedi? Non lo vedi che io ce le ho sempre addosso?
Modho - (ironico) Guarda che dipende da te, solo da te non crederai mica di
aver di fronte il re degli insetti? Che vuoi che ti dica? Che mi rispettano?
Apri gli occhi, Frida: abbiamo di nuovo a che fare con una massa di individui
dal cervello minuscolo; in fondo non troppo diverso da quanto succedeva in
superficie
Frida - Quindi ho ragione; tu sei in grado
Modho - No. Non sono in grado di fare niente. Sepolto, come te, nel pieno dello
splendore, cosa vuoi che faccia se non sperare in una serie di miracoli
concatenati?
Frida - (disperata) Continuano a mordermi. Anche in questo momento. Falle
smettere, ti prego.
Modho - Smetteranno da sole. Non appena mostrerai di volermi un po di bene.
Credo siano molto sensibili, al riguardo. Ma tu mi odi, Frida, non vero? Puoi
sorridere, essere gentile; riusciresti ad ingannare me, forse; ma le loro
minuscole antenne, no. E per questo che non ti daranno mai tregua.
Squillo del campanello e luce lampeggiante. Con conseguente emissione di un
nuovo biglietto.
Modho - Pardon.
Modho raggiunge la zona del tubo. Prende il biglietto e lo legge tra s.
Modho - Ma guarda un p, Frida E tu credevi che i tuoi amici ti avessero
dimenticato(Avvicinando il viso alla bocca del tubo) Frida puttana / crepa
nella tana!; Frida puttana / crepa nella tana!
Il lampeggiante si spegne; Modho la smette e ripiega il foglietto.
Modho - Ah, Frida-Frida E pensare che una volta i tuoi occhi erano
bellissimi
Frida riprende a grattarsi. Modho si siede.
Buio.
2.
Stessa scena. Nessun cambiamento.
Le bobine sono tornate a ruotare.
Frida appoggiata alla scrivania. Tiene il microfono vicino alle labbra.
Frida - (Tentando di non fare rumore; sottovoce, con la cautela del sabotatore:
sapendo bene quale rischio stia correndo. Le formiche, coalizzate contro
labuso in atto, attaccano Frida senza sosta. La loro azione aumenta
progressivamente di intensit. Frida, come sempre, si gratta e si strofina le
mani sulle braccia) Messaggio nella bottiglia numero uno; settimo tentativo
Il mio nome Frida Salgado, sono nata il 7 novembre del 32 nei pressi del
porto di Antes; mio padre, Ramon Salgado, era falegname; mia madre, Maria
Nums, vendeva fiori alla stazione centrale. Con questo messaggio denuncio
lincredibile errore commesso dalla Federazione dei ribelli nei miei confronti.
Nella speranza di un giudizio sereno e incontaminato, mi rivolgo a chiunque
sar venuto in possesso di questo nastro. Come voi ho assistito, senza voce,
alla favolosa ascesa di Fernando Modho: prima come capo dellopposizione, poi
come Governatore Decisionale, fino al broglio del 49 quando ottenne il potere
assoluto. Come ognuno di voi, ho visto saltare in aria la sede dei Dissidenti
dellArancio e ho visto la sanguinosa deportazione degli Scribi, dei Maldesi e
di tutte le popolazioni del Nord-Ovest. Come voi, sono testimone del saccheggio
indiscriminato, dello stupro fisico e morale, della lacerazione dellidentit,
perpetrata contro ogni anima dello Stato Solare. Mi chiamo Frida Salgado e dal
50 faccio parte del Nucleo di Liberazione Attivo. E questo quanto avete
dimenticato (Deglutisce, prende forza; come se quanto sta per dire debba essere
rivestito di unimportanza superiore. Tenta di ignorare i morsi delle formiche.
Parte lenta; solenne, quasi) Ma c ancora qualcosa, C una storia che
nessuno di voi ha voluto che raccontassi (Tremando; volendo essere chiara e
rapida insieme) E lagosto del 53; i commercianti di Antes hanno organizzato
una piccola fiera; la piazza colorata, i bambini corrono ridacchiando tra la
gente; noi non pensiamo a nulla, balliamo, cantiamo Per un momento il dolore e
la rabbia si sono nascosti Sono circa le sei del pomeriggio quando una lunga
automobile nera, circondata da sette blindati, penetra nella piazza e si
ferma
Modho compare sulla soglia dellarco. Si mette in ascolto. Frida non se ne
accorge.
Frida - E la macchina dellImperatore Modho. Limperatore scende e passeggia.
Lui sorride, la gente ammutolisce, i soldati tengono lindice sui grilletti.
Nessuna nuvola in cielo, giornata serena, sole sulla faccia della gente. Si
ferma ad un metro di distanza e resta l, a guardarmi. Io rimango in silenzio.
Lui no. Lho sempre detto che i frutti migliori nascono in campagna
(Dolorosamente) Non passa un minuto e io sono gi nella sua macchina a sentirlo
parlare del tempo, che cambier, e del prossimo autunno, che si prevede freddo
e cupo Unora dopo sono legata ad una sedia dorata imboccata a caviale dalla
governante obesa Nellimmagine successiva piango e urlo e mi dibatto nel suo
letto di seta nera. Allalba del giorno dopo, uniniezione di ram e poi subito
le nozze (Sempre pi rabbiosa, sullorlo del pianto; anche perch esasperata
dallormai enorme quantit di formiche che le percorrono il corpo) Sono stata
chiamata in tutti i modi; tra questi traditrice sicuramente il pi delicato
Mi ricordate come La Gazza, per via degli incredibili gioielli che il mio dolce
Fernando mi costringeva ad indossare in pubblico Eppure ho esultato, in
silenzio, quando il mondo stato capovolto e quando la voglia di libert ha
vinto sulla paura (Pausa; cambio verso un pianto contenuto a stento) Io vi
aspettavo come il naufraugo attende il pennone di un veliero Ma nessuno ha
trovato il tempo per ascoltare questa storia. In fondo bastato che qualcuno
urlasse Seppelliamo La Gazza! e (Non ce la fa a proseguire; si ferma. Poi
cerca di calmarsi, inghiottendo le lacrime) Mi chiamo Frida Salgado, sono nata
il 7 novembre del 32 nei pressi del porto di Antes, dal 50 faccio parte del
Nucleo di Liberazione Attivo; da quattro anni vivo in un formicaio. E questo
tutto.
Frida schiaccia un tasto sul registratore. Le bobine si fermano.
Modho - (applaudendola e avanzando verso di lei; sarcastico) Brava, Frida,
brava davvero
Frida resta immobile, terrorizzata. Non si gratta neanche.
Modho - Commovente che la povera Gazza Incompresa sia stata sepolta con lOrco
Cattivo Dopotutto un vero peccato che basti schiacciare un pulsante perch
le tue belle parole tornino ad essere polvere (Schiaccia un pulsante; le
bobine ruotano veloci al contrario; poi tornano avanti per un p; quindi si
fermano di nuovo).
Frida - Fernando
Modho - Tuo padre almeno su una cosa aveva ragione. La mia piccola Frida,
diceva, cocciuta come una cagna
Frida - Fernando Io
Modho - Le mie amiche rosse ti tormentano ancora?
Frida annuisce.
Modho - Beh, nella natura delle cose, non credi? Ho voglia di un buon caff,
Frida. Avanti.
Frida si dirige verso il tavolo.
Modho - (senza guardarla) Anzi, no. (Frida si ferma) Ho cambiato idea. Non mi
va pi il caff. Voglio fumarmi una bella sigaretta. Devo aver lasciato il
pacchetto sul letto.
Frida va verso larco.
Modho - Davvero? (Frida si ferma di nuovo) Ti pare che io stia fumando troppo,
ultimamente? Mi commuove che la mia salute ti stia tanto a cuore Sai, invece,
cosa ci vorrebbe adesso? Un bel massaggio (Si siede senza guardarla) Un bel
massaggio per la mia povera schiena.
Frida resta ferma.
Modho - Gi, uno di quei meravigliosi massaggi che solo le tue mani sanno fare
Frida, molto lentamente, si avvicina al trono.
Squilla il campanello. Segnale luminoso. Emissione del biglietto.
Modho - Pardon.
Buio.
3.
Solita scena.
Modho in piedi, fermo al centro. Tiene aperta tra le mani una grande carta
topografica. Sembra molto concentrato a studiarne i particolari pi minuti.
Anche Frida in piedi, sul lato destro del proscenio. Nella mano sinistra
tiene un piattino e una piccola tazza da caff. Con laltra gira un cucchiaino
nella tazzina. Molto lentamente. Il suo sguardo fisso sul vuoto-platea. E
uno sguardo altrove; sempre pi preoccupante. E lo sguardo di una persona
sulla soglia di unesplosione.
Modho ripiega la mappa e se la infila in tasca. Quindi guarda il soffitto come
a valutarne la distanza dal suolo. Fa tre passi verso il lato sinistro. Poi
ripete loperazione di calcolo sommario. Sul suo viso ora spunta un sorriso
soddisfatto.
Frida va verso di lui e gli porge la tazzina.
Modho - Oh, grazie
Frida torna al suo posto. Modho avvicina la tazzina alle labbra e la inclina
per un primo sorso. Immediatamente, di scatto, sputa per terra, pi volte; poi
si passa il dorso della mano sulle labbra e sputa di nuovo.
Modho - E terra!
Frida - Terra.
Modho - Ma come la filtri questacqua, Frida?
Frida - Pi di cos non si pu.
Modho - Ah no?
Frida - No.
Modho - Vuoi dire che non poteva essere filtrata ancora una volta? Eh, Frida?
Frida - Non lo so.
Modho - Quante volte la passi?
Frida - Dieci Venti, forse.
Modho - Venti il massimo?
Frida - Trenta, quaranta
Modho - Anche fossero cento volte, si pu pur sempre andare avanti, non credi?
Frida - S.
Modho - Ne sei sicura?
Frida - S.
Modho - Bene. (lascia cadere la tazzina per terra; va in mille pezzi) Ora, da
brava, ricomincia da capo.
Improvvisamente si sente un forte ronzio.
Modho - E questo ora che cos?
Frida - (sorridendo come un fantasma; lo sguardo sempre pi perso) Morirete,
formichine, morirete tutte
Il ronzio cresce di intensit. Modho si guarda intorno, preoccupato, per capire
da dove venga. Frida ridacchia.
Frida - (canticchiando sulla melodia di una ninna-nanna) Tutte morte, tutte
morte, tutte morte.
Modho - Smettila, perdio!
Frida ride. Poi, di colpo, il suono cessa. Frida si sveglia e si volta verso
Modho. Si sente tossire dalla stanza attigua.
Modho - Ma chi ? Cosa sta succedendo?
Sulla soglia dellarco, in una nuvola di terra, compare Gog. Tossendo.
Indossa occhiali da pilota e un elmetto con il faro, di quelli usati dai
minatori. Tra le mani tiene uno strano aggeggio, molto simile ad una trivella.
Si guarda intorno cercando di capire dove sia finito. Finalmente, diradata la
nuvola di polvere, si avccorge della presenza di Modho e di Frida. Allora
indietreggia di scatto, facendosi scudo della trivella. Sembra molto
spaventato.
Modho - E tu? Chi saresti, tu?
Gog - (tremando e balbettando) No-non si avvicini, signore. Stia lontano.
Po-posso essere molto pericoloso
Modho - (lunga pausa; cercando di capire; scrutando anche Frida: nella speranza
si lasci sfuggire una reazione indicativa; poi calmo, attento alle parole;
cauto, come chi tratta con un sequestratore) Hai Hai scavato un tunnel per
arrivare fin qua?
Gog - Sissignore.
Modho - Quindi hai sfondato la parete della stanza?
Gog - (col senso di colpa dei bambini) S. Mi dispiace, signore.
Modho - E Non vuoi dirci chi sei cosa ci fai qui?
Gog - (terrorizzato; cercando di simulare sicurezza) Passavo. Passavo per
caso.
Modho - Gi, certo. Guarda che ho capito. Sei uno di loro. Non cos?
Gog - (deglutendo; assolutamente fuori gioco) Loro chi?
Modho - (avvicinandosi a Gog) Cosa sei venuto a fare?
Gog - Le ripeto di stare lontano da me, signore
Modho - (fermandosi) Daccordo. Daccordo.
Gog - Bene, mo-molto bene Se-se starete buoni non accadr niente
Modho - Hai sentito Frida? Non devi muoverti.
Gog - Gi. EE per il suo bene, signora Nessuno vuole farle del male
Modho - (squadrando il nuovo arrivato) Chi ti manda? (Rivolto a Frida) Non sar
mica uno dei tuoi vecchi amici, eh, Frida? Se cos devo confessarti di essere
lievemente deluso. (Di nuovo verso Gog) Niente di personale, amico caro, ci
mancherebbe
Gog - Si figuri.
Modho - (ora sorridendo; cercando di capire) Tu non sei un ribelle. Non
cos?
Gog - (a disagio) Non lo so, signore. Ribelle rispetto a-a cosa, esattamente?
Modho - (tra il divertito e il sorpreso; rivolto a Frida) Hai sentito? Il
nostro ospite si chiede giustamente quale debba essere la funzione di
unorganizzazione ribelle. Vuoi spiegarglielo tu, Frida?
Frida - Io (si blocca)
Modho - (rivolto a Gog) Mi dispiace. Del resto, solo di rado, la piccola Frida
si esprime pi chiaramente (Guardando altrove; con il peso di una domanda
difficile) Mi chiedevo StranieroSe per caso io e te non ci fossimo gi visti
da qualche altra parte
Gog - (con un mezzo sorriso; leggermente pi rilassato, ora) Credo proprio di
no, signore.
Modho - Dunque non ci conosciamo? Voglio dire: la mia faccia non ti dice
nulla?
Gog - Mi perdoni, signore. Ma, sa, da molto tempo che non vedo pi gente.
Modho - Capisco (Improvvisamente cordiale) Beh, allora, presentiamoci Puoi
anche posarla la tuacosa
Gog - (diffidente) Trivella. E una trivella, signore.
Modho - S, ecco Puoi metterla gi Come vedi non hai proprio nulla da temere
Gog - Non si sa mai: la prudenza, signore, non mai troppa, dopotutto.
Modho - Certo, certo Molto saggio Eppure dovrai riconoscere che sei stato tu,
non io, a sfondare una parete della nostra umile casa, a piombare in questa
stanza armato fino ai denti...
Gog - (offeso) Ma questa solo una trivella, signore.
Modho - S, beh, daccordo Ma come unarma che la impugni
Gog - (persuaso) Ha ragione (Sciogliendosi, posando la trivella a terra)
Sono proprio un maleducato. Mi scusi tanto; e mi scusi anche lei, signora
Modho - Figurati. Bene, se non hai nulla in contrario, possiamo passare alle
presentazioni. Eh, Frida, che ne dici? Non sei curiosa di sapere chi sia il
nostro ospite?
Gog - (fiero) Mi chiamo Gog.
Modho - Gog.
Gog - Sissignore.
Modho - EDunque, hai detto, passavi di qui per caso
Gog - In un certo senso, s. A dire il vero, ecco, molto tempo che passo per
caso un p dappertutto. Sottoterra, voglio dire.
Modho - Ah s?
Gog - S, signore. (Incupendosi) In realt una storia triste.
Modho - (incupendosi di rimando) Credimi Anche la nostra lo .
Gog - Davvero, signore?
Modho - Certo. Beh, a noi farebbe piacere conoscerla, (Rivolto a Frida) non
cos, tesoro? (Rivolto a Gog) Sempre che tu voglia Gog, giusto?
Gog - Sissignore.
Modho - Bene. Accomodati, pregoFrida! Le sedie.
Frida esce.
Modho - Gog (Indicando la trivella) Bellaggeggio!
Rientra Frida con una coppia di sedie di terra.
Gog - Lho fatta io, signore; con le mie mani.
Modho - Ma che bravo!
Frida posa le sedie al centro della stanza. Quindi ritorna nella zona avanzata
di destra.
Gog e Modho si siedono.
Gog - MaE la signora non si siede con noi?
Modho - (confidenziale) Non farci caso E un po(Batte tre volte lindice
destro sulla tempia)
Gog - AhHo capito Io pure avevo una sorella cos
Modho - (fintamente addolorato) S? (Sospirando) Sono disgrazie
Gog - Gi.
Modho - E che fine ha fatto?
Gog - Chi?
Modho - Tua sorella.
Gog - Ah. E morta. Come tutti gli altri, del resto.
Modho - Tutti gli altri?
Gog - I maldesi.
Frida sussulta.
Modho - (irrigidendosi; serio, nervoso, cauto) Che io sappia La popolazione
maldese stata completamente sterminata.
Gog - Gi. Glielavevo detto, signore, che la mia storia molto triste.
Modho - (in sospensione) Tu sei un maldese?
Gog - Lultimo. Lunico sopravvissuto alla strage del 53.
Modho - Ero convinto che limperatore Modho vi avesse completamente annientato(Quasi
tradendosi, ora) Che vi avesse schiacciato come sporchi, luridi
Gog - (interrompendolo; non cogliendo luscita di Modho) Cos pensava quel
porco maledetto Almeno avessi avuto una sola volta la soddisfazione di vedere
che faccia avesse, la carogna Ma dopo la morte di mio padre, di mia madre,
della mia prima sorella, della mia seconda sorella - la pazza - , di mia
sorella la maggiore, di mio nonno paterno, di mia nonna paterna, dellaltro mio
nonno, quello materno, di mio zio, di mio cugino, di mia nipote, del suo
piccolo fratellino, anche lui mio nipote, della cognata di mia madre
Modho - (duro) Ebbene?
Gog - Tutti morti, signore Modho aveva dichiarato pubblicamente lintenzione
di sterminare la razza maldese.
Modho - Proposito fallito, mi par di capire.
Gog - La mattina successiva allultima deportazione mi sono detto Gli uomini
mi fanno schifo; pi dei vermi della terra; e allora ho costruito questa
trivella e ho iniziato a scavare, a scavare, come una talpaNon sono pi
risbucato da quel giorno. Sar passato quasi un anno
Modho - Sei.
Gog - Come sei?
Modho - Lo sterminio Voglio dire, il quasi-sterminio dei maldesi avvenuto
nellaprile del 53, dico bene?
Gog - Esatto.
Modho - Oggi lotto febbraio del 59.
Gog - (conta con le dita fino a sei; poi, incredulo, si risiede) Sei anni?
(Triste; si alza sospirando) EhMio padre adesso avrebbe sessantanni; mia
madre43; la mia prima sorella, 24; la seconda, quella matta, 26; la maggiore
era del 31 quindi, vediamo, avrebbe avuto ventotto anni; il nonno dunque Il
nonno era del 70
Modho - (irritato; tuttavia contenendosi) Magari sarebbe morto comunque, a
questora.
Gog - Chiss (Rivolto al soffitto; piagnucolando) Povero nonno Forse adesso
mi stai guardando, eh, nonnino?
Modho - Vuoi dellacqua, Gog?
Gog - No, grazie. Anzi, scusatemi tanto.
Modho - Bene. Forse il caso di completare le presentazioni. Io mi chiamo
Luis, Luis De Rege; lei la mia signora, Frida. Entrambi facciamo parte del
del Nucleo Sotterraneo Anti-modhista.
Frida incredula; non sembra capire dove Modho voglia arrivare.
Gog - Quindi anche voi
Modho - S, caro Gog, proprio cos. Fernando Modho il nostro nemico; si pu
dire che abbiamo sacrificato la nostra vita alla sua distruzione e alla riconquista
della libert.
Gog - (commosso; piangendo) Posso darti del tu, Luis?
Modho - (infastidito) Certo.
Gog - E posso abbracciarti?
Modho - Sicuro.
Si abbracciano. Modho ha la faccia schifata. Gog parte per abbracciare anche
la signora Frida; ma Modho gli fa segno che meglio di no, che pazza. Gog
si ferma.
Gog - (imbarazzato) Signora. (Frida lo guarda) Tante, tante congratulazioni,
signora
Modho - Vieni, ti mostro gli apparecchi (si dirige verso il tubo)
Gog - S, compagno Luis (Gli d una pacca sulla spalla; Modho sembra molto
infastidito)
Modho - (deglutendo il disappunto) Vedi questo tubo? E direttamente collegato
con la piazza di Osuna. Ad intervalli pi o meno regolari i compagni ci
trasmettono una serie di messaggi, diciamo cos, sovversivi; il nostro compito
quello di diffonderli nella piazza affinch resti viva la voce libera del
disappunto. Ci troviamo a parecchie centinaia di metri sotto il livello del
mare; nessuno dei modhisti sa dove finisca questo tubo. Capisci, Gog? Abbiamo
sacrificato laria, il sole, il cielo per gridare la nostra rabbia.
Gog - (di nuovo commosso) E meraviglioso! (Abbraccia di nuovo Modho; poi va
di slancio verso Frida ma si ferma quasi subito; imbarazzato) Che bella cosa,
signora (Ricomponendosi; rivolto a Modho) E voi, da quanto tempo siete qui?
Modho - Quattro anni, ormai. Niente male, no?
Gog - Quattro anni, tu; quattro anni tua moglie; io, sei quattordici anni in
tutto. Accidenti: unadolescente sottoterra!
Modho - (imbarazzato) Gi. Non ci avevo pensato E dimmi, Gog, non ti manca
mai, che so, il mare?
Gog - Bello, il mare.
Modho - O i boschi delle vostre regioni
Gog - Come no? Gli abeti, gli olmi, i frassini, i castagni, le betulle, le
quercie, i pini
Modho - (interrompendolo) I pini, certo! Come tutto il resto, immagino.
Gog - S.
Modho - E buffo no? Incontrarci sottoterra con un destino cos simile
(Annuisce tra s; sospira; poi, guarda Frida; amorevolmente) Sai, io e Frida
ci sentiamo molto soli qua sotto (Fintamente imbarazzato dalla proposta che
sta per avanzare) Per questo vorrei chiederti se hai voglia di fermarti per
qualche giorno. A noi farebbe piacere, non vero Frida?
Frida annuisce a comando.
Gog - Oddio Non saprei Certo non mi dispiacerebbe un attimo di pausa ma
Modho - Bene, allora. Frida, tesoro, prepara la stanza di l, per favore; sar
un po di disordine, immagino
Frida esce.
Modho - Amico mio. Abbiamo un sacco di cose da raccontarci, non credi?
Gog - Luis.
Modho - Dimmi.
Gog - Luis ti voglio bene.
Gog, in lacrime, abbraccia Modho. Modho, come al solito seccato, ricambia
rigidamente labbraccio.
Buio.
4.
Frida in piedi, davanti al tavolo. Respira con estremo affanno.
Accanto al tavolo c una sedia.
Fissa il suolo; come seguendo con lo sguardo una lunga fila di insetti che,
attraversando la stanza, sfiora la punta dei suoi piedi.
Sul tavolo, la fiamma di un piccolo fornello a gas sta riscaldando una pentola
arruginita.
Frida alza lo sguardo verso il vuoto-platea; dopo un istante, girando intorno
al tavolo, va a prendere la pentola fumante e torna davanti. Osserva di nuovo
il passaggio lineare delle formiche. Quindi comincia, molto lentamente, a
inclinare la pentola verso terra.
Modho - (comparendo sulla soglia della seconda stanza) Zuppa o stufato?
Frida - (bloccandosi) Stufato.
Midho - (avanzando con calma, si avvicina a Frida; la guarda; poi, osservando
linclinazione della pentola) E una ricetta nuova?
Frida - S.
Modho - E in cosa consiste?
Frida - Lacqua non va filtrata; neanche una volta. Devessere portata
allebollizione molto lentamente, a fuoco basso. Una volta levata per
fondamentale che venga versata ancora bollente. Si deve tentare una
distribuzione uniforme. Ma a quel punto il pi fatto. E possibile guarnire a
piacere. Salvia, rosmarino, aglio, prezzemolo: in genere basta assecondare i
propri gusti, non trovi?
Modho - Certo.
Frida - (inclinando ulteriormente la pentola sulla sottostante fila di
formiche) Vedrai che buon odore
Modho - Frida.
Frida - (fermandosi; dispiaciuta) Non hai pi fame?
Modho - Metti gi quella pentola.
Frida - Oh, no. Non posso.
Modho - Frida.
Frida - Ma te lho detto: la cosa pi importante che lacqua sia versata
bollente.
Modho - Lo so. Ma, vedi, Frida Il nostro giovane ospite non ancora tornato
Frida - Ah, no?
Modho - Mettila gi, avanti.
Frida - E dov andato?
Modho - Non lo so. Ha detto che vuole farci assaggiare delle nuove radici; pi
dolci delle nostre, pi saporite
Frida - (riportando la pentola in posizione verticale; sarcastica) Magnifico!
Squillo del campanello e luce lampeggiante. Emissione del biglietto.
Modho - Pardon.
Modho raggiunge la zona del tubo. Prende il biglietto e lo legge ad alta voce.
Modho - Sottoterra che bella vita / Peccato solo sia gi finita!; Sottoterra
che bella vita / Peccato solo sia gi finita!
La luce del campanello si spegne. Modho resta un istante fermo, pensando a
quanto ha appena pronunciato.
Modho - (guardando il foglietto) Divertente Si direbbe che ci siano nuovi
autori dietro le ultime rime.
Modho accartoccia il biglietto e lo getta a terra. Quindi tira fuori dal
taschino della giacca un pacchetto di sigarette. Ne sfila una con le labbra.
Raggiunge il tavolo e si china ad accendere la sigaretta col fuoco del fornello
a gas. Quindi torna vicino a Frida.
Modho - (soffiando una nuvola di fumo) Di chi erano quei versi? (Sforzandosi
di ricordare) Nel fumo finiranno le mie polverose parole? Eh, Frida?
Frida - Non lo so.
Modho - Dici non lo so e neanche ci pensi. Era uno dei vostri
Frida - (guardando nella pentola) Lacqua non bolle pi.
Modho - Gi. In fondo non si trattava certo di versi memorabili. Ora metti gi
quella pentola.
Frida questa volta obbedisce. Dopo aver appoggiato la pentola sul piano del
tavolo, si siede.
Frida - Fernando, io non
Modho - A-ah! Ti sei gi dimenticata che il mio nome Luis, dolcezza?
Frida - Luis.
Modho - Brava! Sai bene che sarei pi tollerante se solo fosse lecito; ma pare
proprio che non possiamo permetterci errori. Lo capisci, questo? Vero, Frida?
Frida - S.
Modho - Meno male.
Si sente, in lontananza, il ronzio della trivella di Gog.
Modho - Oh, bene. Sembra che il nostro amico sia gi di ritorno.
Modho getta la sigaretta a terra e si sistema il vestito.
Frida - Fernando.
Modho la gela con lo sguardo.
Frida - Luis.
Modho - (crudele) Sono qui, tesoromio
Frida - Dimmi che vuoi fare, prima che arrivi; ti prego.
Modho - Riguardo a cosa?
Frida - Riguardo a cosa? Ormai sono Quante? Tre, quattro settimane che qui
con noi?
Modho - S; e allora?
Frida - Io non capisco cosa hai in mente.
Modho - Beh, non una novit.
Frida - Ti prego.
Modho - Tu che faresti?
Il ronzio della trivella aumenta costantemente.
Frida - Io? Niente.
Modho - No, dico sul serio; mi interessa saperlo
Frida - InsommaQuelluomo pu portarci fuori di qui, non cos?
Modho - E vero.
Frida - E allora? Luis! Cosa stiamo aspettando, ancora?
Modho - Fammi capire. Dici che dovremmo chiedere al nostro Gog se, per favore,
potesse riportarci in superficie, di nuovo alla luce del sole, dopo tanti anni?
Frida - Tu riusciresti a convincerlo.
Modho - E vero anche questo.
Frida - Cos che non capisco, allora?
Modho - Non capisci che i tuoi vecchi amici sono ancora molto in collera con
noi due. E che lipotesi della nostra evasione hanno dovuto metterla in conto
fin dallinizio. Cosa credi che accadrebbe se dal tubo della piazza non uscisse
pi la mia voce?
Frida - Dimmelo tu.
Suono vicinissimo. Modho deve alzare la voce per forza di cose.
Modho - Si griderebbe che Modho e la sua Gazza sono fuggiti. Oppure che sono
morti. Ma una squadra di giovani ribelli verrebbe inviata nel sottosuolo e
scoprirebbe che non ci sono cadaveri. Allora le piccole armate comincerebbero a
setacciare tutta la provincia; avendo lordine di far saltare ogni testa che
sbuchi dalla terra In realt potremmo anche essere fortunati; potremmo venirne
fuori senza che i soldati se ne accorgano. Ma poi, Frida? Sarebbe solo
questione di tempo. Le nostre facce sono davvero troppo famose.
Cessa il ronzio. Compare Gog sulla soglia. Tra le mani tiene la sua trivella;
sulle spalle porta un cesto pieno di strani frutti.
Modho - Gog, amico mio, bentornato!
Gog - Grazie, Luis, grazie (Vedendo Frida seduta al tavolo; con imbarazzo)
Signora Frida, buongiorno.
Frida non muove neanche un muscolo. Modho fa segno a Gog di lasciar stare.
Gog - Beh? Che si dice? Il lavoro prosegue?
Modho - Certo. Tu, piuttosto; mi sembra che luscita sia stata proficua.
Gog - Oh, s, davvero. Non stato facile, ma la radice rossa che volevo farti
assaggiare alla fine lho trovata.
Modho - Bene.
Gog - E non solo quella (Cominciando a tirar fuori i frutti dal cesto) Ho
trovato la radice bianca zigrinata, la radice dolce, quella coi buchi, quella
verde che sa un po di insalata, questaltra grigiastra Ah, la radice di mare,
il fittone-vaniglia, la radice del ferro caldo, quella
Modho - (nervoso; come sempre agli elenchi di Gog) Un sacco di roba!
Gog - S. Infatti.
Modho - (rivolto a Frida) Hai visto? Eh, Frida? Quante buone radici ci ha
portato Gog?
Gog - (rivolto a Frida; visibilmente imbarazzato) Si possono tutte bollire;
tranne la grigiastra che andrebbe saltata in padella
Frida si volta. Fissa Gog negli occhi.
Gog - (spaventato) Ma, pe-pensandoci bene, una volta ho-ho bollito anche
quella e non era niente male.
Frida, con un sorriso amarissimo, abbassa lo sguardo.
Gog - (a Modho) Ce lha con me, non vero?
Modho - No. Non credo. Sai, un brutto momento per lei. Qualche volta ho anche
paura che possa diventare pericolosa. In ogni caso ti coinsiglierei di starle
lontano; solo per precauzione.
Gog - (preoccupato) Dici, eh?
Modho - Per precauzione.
Gog - (provando un sorriso) S, certo.
Modho - (sdrammatizzando con un sorriso amichevole) Il mio caro amico Ascoltami,
Gog
Modho prende Gog per la spalla e lo porta sul lato sinistro della stanza.
Frida si volta.
Modho - Ecco... Volevo dirti che ho pensato molto alla tua richiesta.
Gog - (pieno di speranza) Davvero?
Modho - S, certo. Ero molto scettico, allinizio, te lo confesso; devi
perdonarmi, Gog: un ruolo di grande responsabilit, il mio. Non si pu
sbagliare. Questo lo capisci, vero?
Gog - (incupito) S, certo.
Modho - Bene. Non avevo dubbi Tuttavia, in questi giorni, ho capito veramente
che tipo di persona sei
Gog - (spaesato) Ah, s?
Modho - S. Vedi, Gog; ormai ho la certezza che tra noi due si sia creato un
legame indissolubile; qualcosa di pi della semplice condivisione di unidea.
Gog - (quasi commosso) Sul serio?
Modho - Che Fernando Modho, limperatore, sia il nostro nemico comune ormai
solo un dettaglio. Noi, in fondo, non lottiamo contro di lui; noi lottiamo per
un sogno, Gog: quello di un mondo libero, pulito, dove ogni uomo abbia la
possibilit di vivere degnamente, certo che la propria identit non venga mai
violata e che il nome paterno si rifletta con gioia nella vita dei figli. E
perch vogliamo questo che io e te siamo uniti; per questo che tu sei mio
fratello.
Gog - (al culmine della commozione) Oh, Luis E cos bello essere qui con te,
fratello mio! (Scoppia a piangere, gettandosi tra le braccia di Modho)
Modho - (staccandosi dallabbraccio) SeiSei un ragazzo con la testa sulle
spalle, Gog. E per questo che ho deciso: potrai sostituirmi al tubo; potrai
farlo ogni volta che vorrai.
Gog - Ti voglio bene, Luis. Ti voglio tanto bene.
Modho - Per, mi raccomando; non mi deludere: ne va dei nostri sogni comuni.
Gog - Oh, puoi starne certo. Non ti deluder.
Modho - Bene. Molto bene. Sono fiero di te, fratellino.
Gog - Posso abbracciarti di nuovo?
Modho - No. Meglio di no. Devi cominciare a concentrarti. Non voglio che prenda
questa cosa alla leggera.
Gog - S, giusto. Mi preparo.
Gog si mette sullattenti davanti al tubo. Modho raggiunge Frida nei pressi
del tavolo.
Modho - Allora, dolcezzamia? Il quadro ti pi chiaro?
Frida non risponde.
Modho - (scherzosamente incredulo) Non ancora?
Va verso le radici di Gog. Ne prende una, la guarda.
Modho - Radice del mare
Guarda Gog immobile davanti al tubo. Poi osserva Frida, seduta con gli occhi
fissi su una nuova fila di formiche. Sorride. D un grosso morso alla
radice.
Buio.
Squillo del campanello.
5.
Modho ha preso posto su una delle sedie di terra bruna gi viste in precedenza.
Sistemato sul lato destro della stanza, a circa un metro dalla linea di
proscenio, tiene sulle gambe il registratore a bobine.
La sua mano destra stringe il microfono, mentre la sinistra posata sul dorso
dellapparecchio.
Le bobine ruotano con la solita, inquietante regolarit.
Modho - Nessuna formica pu vivere da sola: la vita comunitaria per loro
rappresenta una necessit. E lesigenza sociale si manifesta attraverso
numerosi aspetti tra i quali evidentemente spicca un fatto essenziale: il
linguaggio
Sulla soglia compare Gog, in alta uniforme. In realt indossa il solito,
ridicolo costume da aviatore. Ma brevi file di nastri dorati, simili a certi
simboli dei gradi militari, hanno fatto la loro comparsa sulle spalle e sulle
maniche della giacca. Lelmetto, su cui ora oscilla una piccola bandierina
rosso-blu, stato completamente lucidato; cos pure gli stivali, che
scintillano nella penombra del formicaio.
Gog troppo preso dal suo compito per ascoltare quello che dice Modho. Per lo
stesso motivo, Modho non si accorge dellentrata di Gog.
Modho - Si tratta di un linguaggio per gran parte incomprensibile, chiaro;
(Gog, fiero in viso, si dirige verso la zona del tubo)Ci non toglie che la
conservazione del sistema gerarchico deve rappresentare il vero scopo di ogni tipo
di azione (Gog alita un paio di volte nel palmo della mano curvato a cucchiaio
e inspira; quindi, visibilmente deluso, estrae dal taschino uno spray al
mentolo e se lo spruzza in bocca). Sono naturalmente portate ad una credenza
assoluta, esclusiva (Gog si siede sul trono di Modho; ma immediatamente viene
morso da centinaia di formiche. Salta in piedi cercando di togliersi di dosso i
piccoli insetti); ribadiscono quotidianamente la propria fedelt nei confronti
di un essere superiore; sanno bene che larmonia sociale dipende direttamente
dalla disponibilit al servizio di ogni individuo. (Gog, che sembra essersi
appena liberato dagli assalti delle formiche, spolvera energicamente la giacca
e recupera lespressione di fiera consapevolezza, sicuramente pi adeguata
allimportanza del momento; quindi resta in attesa). Che meraviglia, i
meccanismi perfetti! Nessun bisogno di manutenzioni. E una suprema comunanza
dintenti che annulla ogni possibilit di fallimento (Nella pausa naturale del
discorso, Modho si accorge della presenza di Gog. Dora in poi il suo tono
cambia in maniera sensibile. Tutto ci che dir da qui in avanti sar pi
solenne e sembrer meno sincero). Amici miei, compatrioti, il vostro
(Pensando al sostantivo da utilizzare) compagno che vi parla. Ormai cosciente
del vero spirito, dellunico ideale su cui dovr essere fondato il Nuovo Stato
So bene che ogni parola, a questo punto, lascia il tempo che trova; ma tuttavia
sento lurgenza di annunciare con estrema gioia che mai come ora i nostri sogni
sono stati cos vicini dalla realizzazione Sono sereno, sono tranquillo; e il
mio non entusiasmo di facciata, credetemi; rappresenta piuttosto
linevitabile effetto di unosservazione attenta. Se non commetteremo errori,
tra poco saremo di nuovo insieme, pronti a ricominciare tutto da capo. Questo
malgrado la mia condizione di interrato dimostri senza scampo come nulla sia
prevedibile fino in fondo.
Squilla il campanello; la luce lampeggia. Modho blocca la registrazione. Gog,
molto concentrato, si schiarisce la voce e allunga la mano per staccare il
biglietto che viene emesso. Lo legge tra s e, con un minimo di concitazione,
prende fiato.
Gog - (nel tubo) Ecco Modho, ecco la carogna / eccolo sepolto dentro questa
fogna!
Si spegne la luce del campanello. Gog, emozionato, si volta verso Modho.
Sospensione. Modho non si volta.
Modho - Sai cosa diceva il cavalier Galanda, Gog?
Gog - No.
Modho - Diceva che la libert passa per la voce dei naufraghi.
Gog - (non capendo; imbarazzato) Ah.
Modho - In un certo senso anche tu sei un naufrago, no?
Gog - (continuando a non capire) S, certo. Ma(Temendo la risposta) Vuol dire
che andava bene?
Modho - (dolce) Oh, s! Sei stato bravissimo, amico mio.
Gog - Dici davvero, Luis?
Modho - Certo. Vieni; voglio che ti sieda qui con me; ho quasi finito
Gog, felicissimo, prende una sedia e la sistema accanto a quella di Modho.
Quindi si accomoda.
Gog - (indicando il registratore) Cosa stai facendo?
Modho - Un diario.
Gog - Un diario?
Modho - S. Registro quel poco che succede qui dentro.
Gog - E a cosa ti serve?
Modho - Beh, a documentare il mio lavoro Ma serve anche per invecchiare pi
lentamente.
Gog - Ah. Allora ci sono anche io qui dentro?
Modho - Certo che ci sei.
Gog - Hai raccontato anche del giorno che sono arrivato?
Modho - S.
Gog - E anche di quando sono andato a prendere le radici, e di quando ti ho
fatto vedere come funziona la mia trivella, e di quando abbiamo giocato a dadi,
e di quando ho perso
Modho - (interrompendolo; serrando tra i denti la rabbia) Vedi, Gog Registro
un po tutto nel mio diario. Ti chiaro?
Gog - Chiaro.
Modho - Bene. Ora per (Gli fa segno di starsene zitto; con lindice verticale
davanti alla punta del naso) shhh.
Gog - (ripetendo il gesto e annuendo) Shhh.
Modho - Bravo. (Schiaccia un pulsante; le bobine riprendono a ruotare) Dunque
si diceva La situazione qui sotto resta piuttosto tranquilla A dire il vero
andrebbe tutto meglio se le condizioni della piccola Frida non mi preoccupassero
cos tanto. Eh, gi Ormai non ragiona proprio pi (Voltandosi per un istante
verso Gog) Cos che gridava, oggi? Ah,s; che file di formiche rosse marciano
sulle pareti del suo cuore. Come se non bastasse, gi quattro volte, questa
settimana (Gog apre la mano, indicando a Modho il numero cinque) Cinque?
(Gog annuisce) (In un sospiro) Diomio Gi cinque volte, dunque, questa
settimana, la dolce Frida ha cercato di fuggire per uno dei cunicoli scavati
dal nostro amico Gog. I tentativi di spiegarle che nessuna di quelle vie
sotterranee porta in superficie risultano assolutamente vani. Speriamo di non
perderla per sempre un giorno o laltro. Povera piccola ora sta dormendo: le
radici sedative hanno fatto effetto. Del resto conosco da tempo la malattia di
mia moglie: una brutta bestia. (Guardando Gog con affetto simulato) Fortuna
che il mio amico Gog mi sia vicino in questi momenti. (La faccia di Gog si
illumina). Da solo non so davvero come avrei fatto. Ultima nota: il giovane
Gog questoggi ha dimostrato di poter lottare insieme a tutti noi per un mondo
pi giusto. Nel tubo di Osuna risuonano ancora le sue parole contro il tiranno.
Passo e chiudo. Firmato: Luis De Rege.
Modho schiaccia un pulsante. Le bobine si bloccano.
Gog - Luis.
Modho - (con laria di chi sa cosa lo aspetta) Dimmi, Gog.
Gog - Lo sai? Tu sei un uomo meraviglioso (Lo abbraccia piangendo)
Modho - (dandogli qualche pacca sulla spalla) Anche tu, Gog Anche tu
Buio.
6.
Gog seduto a centro-scena. Sempre in alta uniforme.
Gioca con una piccola formica facendola passare da una mano allaltra.
Canticchia.
Dopo qualche istante entra Frida. Tra le braccia i soliti fittoni bianchi.
Gog non se ne accorge.
Frida lo guarda per un attimo; poi torna sulla soglia della porta e si affaccia
nella seconda stanza. Quindi si avvicina nuovamente al tavolo di destra sul
piano del quale posa le radici.
Frida - Gog.
Gog - (saltando dalla sedia e allontanandosi rapidamente; terrorizzato) Oh!
Si-signora De Rege!
Frida - Cosa stavi facendo?
Gog - I-io? Ni-niente.
Frida - Stavi giocando con una formica.
Gog - S, beh Ma ora se n andata (Cercando aiuto; alzando la voce per
farsi sentire da Modho). Ma dov suo marito? Eh? Il signor Luis, dico,
dove?
Frida - Smettila!
Gog - (spaventato) La smetto, la smetto
Frida - (avvicinandosi) Non ti ha morso?
Gog - (nervosamente) Chi?
Frida - La formica che ti camminava sulla mano. Ti ha morso?
Gog - No.
Frida - Lo sapevo. E lui che decide.
Gog - Lui, chi?
Frida Torna nei pressi del tavolo. Prende i fittoni e li comincia a
tagliuzzare. Poi, piano piano, rallenta e si ferma. Gog, passeggiando, si
avvicina alla scrivania. Apre qualche libro a caso. A disagio.
Frida - (altrove) Cosa pensi che accada?
Gog - Quando?
Frida - Domani, dopodomani
Gog - Non ci penso.
Frida - Eppure qualcosa accadr.
Gog - Ah, s? Bene.
Frida - (subendo chiaramente i primi morsi delle formiche) S. (Avanzando verso
Gog; risoluta) Perch vedi Gog Luis De Rege un nome completamente
inventato.
Gog - (indietreggiando impaurito) Deve calmarsi, signora
Frida - (continuando ad avanzare) Ci sto provando. Ma come vedi cominciano a
mordermi non appena parlo del tuo amico Luis.
Gog - Andiamo, si sieda La prego.
Frida - (stendendo le braccia verso Gog) Guarda! Guardami le braccia! Guarda
cosa stanno facendo!
Gog - (terrorizzato dalla vista) Dio.
Frida - (avanzando) Chiediti perch a te non succede. Avanti!
Gog - (chiamando) Luis! Luis!
Frida - (ancora avanzando; cercando di togliersi come pu le formiche di dosso;
tremando, vibrando di dolore; sugli spasmi) Te lo dico io perch Perch io mi
chiamo Frida Salgado; perch sono nata il 7 novembre del 32 nei pressi del
porto di Antes; perch mio padre, Ramon Salgado, era falegname. Perch Dal 50
faccio parte del Nucleo di Liberazione Attivo. Perch, come sai bene, tra il
52 e il 53 i popoli del Nord-Ovest sono stati completamente eliminati dalla
faccia della terra. E perch nel 55, dopo una sanguinosa battaglia, il
dittatore dello Stato Solare, il magnifico Fernando Modho stato rovesciato e
successivamente condannato allesilio a vita in un formicaio sotterraneo. Ecco
perch mi divorano Mi chiamo Frida Salgado. Non sono sposata. E non esiste
nessun Luis De Rege
Frida si gratta forte. Si dibatte. Le formiche la stanno massacrando.
Gog raggiunge il tavolo di destra e prende uno straccio. Frida crolla al
suolo. Gog torna correndo da Frida e comincia a batterle contro lo straccio.
Gog - (battendo lo straccio) Luis! Ti, prego, Luis!
Modho compare sulla soglia della porta. Indossa una tuta bianca e un paio di
occhiali scuri; tra le mani tiene stretta la trivella di Gog.
Modho - (freddo, lontano) Gog, amico mio. Cosa succede?
Gog - Tua moglie E piena di formiche; devi aiutarmi, Luis Devi (Si accorge
della trivella; cambiando, con un mezzo sorriso) Luis E la mia trivella
Modho - S.
Gog - (sorridendo; poi cominciando a grattarsi anche lui) Cosa devi farci?
Modho - (con naturalezza) Devo andar via di qui.
Gog - (senza ancora realizzare) Devi andar via?
Modho - S.
Gog - MaE il tubo?
Modho - Ah, beh; quello non un problema. Ormai puoi pensarci tu; o no?
Gog - Luis. Io (Voltandosi a guardare Frida; poi tornando su Modho) Io non
capisco.
Modho - Perch sei uno stupido; nulla di nuovo, del resto: i Maldesi da sempre
sono stupidi per definizione.
Gog - Ma che vuol dire?
Modho - La dolce Frida non ha fatto in tempo a raccontarti tutto?
Gog - No, Luis, no Lei ha delirato, ha detto che suo padre era falegname e
che(Capendo solo ora) Tu non sei
Modho - Gi.
Gog - (tra s, colpito, tremando) NoNo
Modho - Coraggio, maldese; non te la prendere: puoi pensare che, in fondo, hai
vissuto pi del dovuto
Gog - (grattandosi forte; con le lacrime agli occhi) Non andrai via Non con
la mia trivella
Modho - Ah, no?
Gog - (disperato) No.
Modho - (invulnerabile) E come farai ad impedirmelo?
Gog gli si scaglia contro; urlando. Ma deve fermarsi; morso da mille formiche.
Cade a terra.
Modho raggiunge il corpo riverso di Gog.
Modho - Ora per stai calmo. Le mie piccole amiche devono mangiare devono
trasformare uno stupido maldese nel corpo massacrato dellimperatore.
(Ridacchiando) Non credere che sia cos semplice
Modho torna nei pressi della porta.
Modho - Addio piccola Gazza; non dimenticher mai le tue mani E dico addio
anche a te, amico scavatore; sperando che tu sia davvero lultimo della razza.
Modho esce. Si sente il ronzio della trivella. Prima molto forte, poi sempre
pi lontano.
Frida ormai immobile al suolo. Gog, di fianco a lei, si contorce di
dolore.
Squilla il campanello. Lampeggia la luce. Biglietto in uscita.
Gog trova la forza di alzarsi sui gomiti; e di strisciare verso il tubo.
Il campanello non smette di squillare.
Gog si aggrappa alla scrivania, si tira su e si allunga a strappare il
biglietto. Lo legge.
Gog - (con la forza della disperazione) Modho senza speranza / mangia terra
nella sua stanza; Modho senza speranza (Non ce la fa pi; crolla a terra)
Il campanello si blocca; la sirena si spegne.
Buio.
- Questo copione è stato visto:


