IO, RIFIUTO
di Matteo Padula
(si risveglia) Ohi, ohi. Mammamia che puzza. Oh, buonasera, no, dico buonasera, accidenti che maleducati! Ho detto buonasera. (lattore continua a dire buonasera finch il pubblico non capisce che deve rispondere) Beh, fa piacere ad un pargolo indegno di vita come il sottoscritto avere tanta gente davanti a se che assiste alla sua sventura. Si, lo so, voi non me lo dite direttamente, ma dentro di voi pensate e ripensate a quale sventura io alluda. Dico, non si capisce? E vero, gli scenografi di oggi, non sono pi quelli di una volta, per dai! Un neonato, cio, io, che inspiegabilmente parlo e cammino, ma sono sempre un neonato in mezzo a tanti sacchetti per la spazzatura, e non ditemi che vi sembrano sacchetti per la spesa perch tanto non ci credo. E poi questi cenci che teoricamente, ma molto teoricamente dovrebbero preservarmi dal freddo, non ditemi che non vi fanno intendere a che sventura io alluda. (si gratta freneticamente) Volete vedere che questi cenci non solo non mi preservano dal freddo, ma mi provocano anche allergia? Comunque se non fosse perch gelata, questa sarebbe una notte fantastica. Peccato che io sia rinchiuso qui mentre la notte stia l fuori a consumarsi ed io non possa uscire a godermi la vita, gi perch la mia vita consiste solo in questa notte e poi basta. Un motivo che mi spinge a desiderare di uscire fuori che, a quanto pare, da queste parti e soprattutto a questora ci sono quelle donne che, per guadagnarsi da vivere, fanno felici quel tipo di uomini che un tempo venivano considerati di dubbia moralit. Ecco, lo so, (rivolto al pubblico) sicuramente qualcuno di voi, malizioso, pensa hai capito il neonato! E piccolo, ma sa il fatto suo!, assolutamente no. Il motivo che mi spinge ad entrare in contatto con queste donne molto pi alla mia portata, dopotutto sono solo un bambino e sono troppo acerbo per provare adulte bramosie lussuriose, il motivo che mi spinge ad incontrare queste donne che, per sentito dire, beh i genitori non si possono scegliere, insomma, per farla breve, una di queste donne dovrebbe essere mia madre. Cosa successo?(tipica domanda retorica) Praticamente, tempo fa mia madre rimasta vittima di un incidente sul lavoro e (indica se stesso) potete capire che tipo di incidente. Quando, poi andata a dire tutto al suo datore di lavoro, chiamiamolo cos, questi ha reagito con quella che la tipica e classica reazione di chi vuole interrompere gravidanze scomode, una reazione usuale almeno quanto il fatto che il bagno del bar sempre in fondo a destra, in altre parole lha buttata gi per le scale. Vuoi perch, lutero era parecchio resistente o forse i gradini difettosi oppure, che ne so, un miracolo, un miracolo beffardo, soprattutto per me che avrei preferito non nascere, insomma, sono sopravvissuto. Tempo dopo quella donna, cio mia madre, che non sapendone il nome, io chiamo quella donna, andata da una di quelle donne dette una volta streghe, cio una di quelle donne che preparano pozioni ed intrugli vari proprio per troncare gestazioni poco desiderate, ma ormai era troppo tardi, io ero troppo sviluppato e tutti quei veleni non mi hanno fatto assolutamente nulla, anzi devo dire che attraverso lombelico ho sentito il sapore di quella roba e non era poi cos male, aveva il sapore di liquirizia, chiss, magari quella strega era la befana. Comunque, scoraggiata da tutti questi fallimenti, quella donna, quindi mia madre, decise di portare avanti la sua gravidanza ed io nacqui o meglio, (riferendosi al pubblico) se qualcuno di voi un pignolo linguista, poche ore fa io sono nato. Lunica speranza per quella donna, dunque mia madre, era di lasciarmi al convento delle suore qui in citt, ha parlato dunque con la madre superiora, la quale dallalto della sua sacra ipocrisia clericale le ha detto: (con atteggiamenti pietosi ed apprensivi tipici di una monaca) noi qui accettiamo tutti, sono tutti figli di Dio, ma (cambia atteggiamento, come se mettesse in guardia qualcuno) i tempi sono cambiati e se accettassimo un tale bambino (si inchina allindietro come se svenisse, mettendo di dorso una mano sulla fronte) ahi quale scandalo sarebbe!. A pensarci bene (riassume latteggiamento iniziale simile ad un discorso con il pubblico) quella suora aveva ragione, gi perch si creata un certa reputazione agli occhi della gente bigotta che poi lintera popolazione della citt, infatti raccatta dalle strade cuccioli di cani e di gatti randagi e li alleva come fossero suoi figli, ed a quanto pare sono figli di Dio pi di me, dunque ha fatto bene a pensare che se allevasse me: ahi di quali feri scandoli causa sarei. Poi a pensarci bene quella suora ha fatto bene a rifiutarmi, penso che chiunque, nel vedersi una donna, cio una quindicenne, in gonnellina di pelle, stivaletti e maglietta aderente, che gli chiede supplichevolmente di crescerle il frutto del suo seno, rinuncerebbe a farle questa cortesia. Comunque era meglio quando i conventi erano corredati della ruota degli esposti, almeno cos non si guardava in faccia a nessuno si raccattava il bambino e lo si cresceva senza tanti problemi. Quindi disperata, quella donna, vale a dire mia madre, ripetendo monotone frasi del tipo che io sia dannata! oppure accidenti a me!, mi ha lasciato nel primo cassonetto che ha trovato, cio qui. Confesso che, invece che sentire frasi di quel tipo, avrei preferito che mi venisse cantata una ninna nanna, per esempio: ninna nanna, ninna o, questo bimbo a chi lo do, glielo lascio al cassonetto se lo tiene bello stretto fino a quando, al mattino, non arriva il netturbino. Beh, almeno cos mi sarei addormentato un po pi a lungo e non vi avrei arrecato tedio, narrandovi le mie eroiche gesta.
(osserva attentamente qualcosa alla sua sinistra e poi commenta) Comunque devo dire che c chi pensa a me, come quel bambino ricco e viziato che, stanco dei suoi innumerevoli giocattoli ha buttato nella spazzatura quel peluche, beh, potrei prenderlo e giocarci, lo so, quel bambino, non lo ha buttato nella spazzatura perch pensi a me, ma proprio perch ricco e viziato, ma io voglio comunque giocarci mantenendo viva lillusione di essere considerato da qualcuno. (prende in mano il peluche e lo osserva) E davvero bello, ha un folto pelo grigio tutto intorno, poi degli occhietti chiusi, sembra che dorma, ed una coda rosea, oh anche elettronico, gi infatti adesso che lho toccato ha aperto gli occhi e se continuo a toccarlo emette un simpatico suonino: squitt, squitt. Aaahhhh, che schifo! O mio Dio, vai a vedere che se mi avessero lasciato in una fogna ci avrei trovato un gatto dal momento che qui ci ho trovato un topo. Oh no! Adesso scatta in me quella istintiva reazione che scatta in tutti i bambini quando si spaventano, (si tocca il sedere con una mano, poi avvicina la stessa mano al naso e la odora) s, va bene, anche questa, anche se la puzza del cassonetto, sebbene io sia sprovvisto di pannolino, me la rende ignorabile. Ma la reazione di cui parlavo unaltra, quella del pianto, fortissimo ed irrefrenabile, (inizia a piangere) adesso faccio anche una pessima figura davanti a voi che mi metto a piangere in questo modo. Ah, se qualche bambino un po troppo cresciuto avesse gettato qui un ciuccio od una tettarella, (va avanti e indietro per il cassonetto in cerca di ci) della quale non se ne fa pi niente, io potrei mettermela in bocca e porre fine a questo mio vagito. (nota qualcosa di interessante, per cui smette improvvisamente di piangere) Un momento, c quel sacchetto l, che assomiglia tanto alla forma della mammella alla quale un bambino si attacca e, succhiando, smette subito di piangere, mi ci potrei avvicinare e succhiarne il legaccio, cos magari, non solo smetto di piangere, ma in pi mi addormento e se dormo domattina, quando mi prender lo spazzino non mi accorger di nulla. (si avvicina al sacchetto ne succhia il legaccio e si addormenta)
- Questo copione è stato visto:


