La capra

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di

Edward Albee

Traduzione di Massimiliano Farau e Laura Mazzi

Personaggi

STEVIE

MARTIN

ROSS

BILLY


Prima scena

(Il salotto)

(Stevie in scena, sistema dei fiori)

Stevie:                         (parlando verso l'esterno) A che ora arrivano? (Nessuna risposta) Martin? A che ora arrivano?

Martin:                       (Da fuori) Come? (Entrando) Come?

Stevie:                         (Un lieve sorriso; scandendo le parole) A ... che... ora ... vengono.

Martin:           Chi? (Si ricorda) Oh! Oh. (Guarda l'orologio) Fra poco; fra pochissimo. Perché non mi ricordo mai niente?

Stevie:                         (Finendo di sistemare i fiori) Perché non ti ricordi niente? Ti ricorderai di annaffiare questi? (indica)

Martin:                                   (guarda) Hm? (Alza lo sguardo) Sì, penso di sì. Niente; non mi ricordo niente. Stamattina-siamo a questo punto!- non riuscivo a ricordare dove avevo messo la testina del rasoio; non riuscivo a ricordare il nome del figlio di Ross- ancora non me lo ricordo; due biglietti da visita nella tasca della giacca non mi dicevano assolutamente più nulla, e non so nemmeno bene perché sia venuto qui.

Stevie:                         Todd.

Martin:                       Come?

Stevie:                         Ilfiglio di Ross si chiama Todd.

Martin:                       (Battendosi la fronte) Giusto! Perché i fiori?

Stevie:                         Per ravvivare l'angolo ...

Martin:           ...  dove sei tu? Dove sono io?

Stevie:             Dove tu probabilmente siederai, per la felicità delle telecamere.

Martin:           (Odorando i fiori) Che sono?

Stevie:             Le telecamere?

Martin:           No; questi.

Stevie:             Ranuncoli. U (Poi) U: ranuncoli.

Martin:           Carini. Perché non profumano?

Stevie:             Sono discreti. Probabilmente troppo delicati per il tuo naso dalla memoria corta.

Martin:          (Scuote la testa, affettando preoccupazione) Tutti i sensi partiti! Il prossimo sarà il gusto! Il tatto; l'udito. Ha! L'udito!

Stevie:             Come?

Martin:           Come?

Stevie:             E pensare che hai solo cinquantanni. L'hai trovata?

Martin:           Che?

Stevie:             La testina del rasoio.

Martin:           Giusto! La testina nuova! Ecco la prima cosa da fare.

Stevie:                         Perché volevi ricordarti il nome di Todd?

Martin:           Beh, tanto per cominciare non dovrei dimenticarmelo, e poi, quando Ross si presenta e mi chiede di Billy, non gli posso dire "Bene; come sta... ci siamo capiti... tuo figlio.."

Stevie:            Todd.

Martin:           Todd. "Come sta il vecchio Todd?"

Stevie:             Ilgiovane Todd.

Martin:           Sì. Sono questi piccoli lapsus.

Stevie:             Non starei a preoccuparmi. Dovrai offrirgli qualcosa? Un caffè? Una birra?

Martin:           (Preoccupato) Probabilmente. Secondo te che vuoi dire?

Stevie:             Che?

Martin:           Il fatto che non ricordi più nulla.

Stevie:            Probabilmente no: hai troppe cose da ricordare, tutto qui. Potresti fare un checkup... sempre che ti ricordi il nome del nostro medico.

Martin:                       (Deciso) Percy!

Stevie:                         Giusto!

Martin:                       (A sé) Come dimenticarlo? Nessuno ha un medico che si chiama Percy. (A Stevie) Che mi succede?

Stevie:             Hai cinquantanni.

Martin:                       No c'è dell'altro.

Stevie:             Ilclassico presentimento negativo? Il fatto che tutto va bene sentito come segno certo che tutto andrà male, come annuncio di tutte le disgrazie a venire? Questo?

Martin:           Probabilmente. Perché sono venuto qui?

Stevie:             Ti ho sentito all'ingresso. Ti ho chiamato.

Martin:           Aha.

Stevie:             Come mi chiamo?

Martin:           Scusa?

Stevie:             Chi sono io? Chi sono io ?

Martin:           (Recitato) Tu sei l'amore della mia vita, la madre di mio figlio - bello e preoccupante
- la mia complice, la mia cuoca, la mia lavapiatti. No?

Stevie:             Che?

Martin:           Non mi lavi i piatti?

Stevie:             (Perplessa) Non abitualmente. Può darsi - che abbia lavato uno dei tuoi piatti. Hai dei piatti?

Martin:           Tutti hanno dei piatti.

Stevie:             Va bene. Ma come mi chiamo?

Martin:           (Fingendo di essere confuso) Uh ... Stevie?

Stevie:             Bene. Andrà per le lunghe?

Martin:           Che?

Stevie:             L'intervista.

Martin:           Il solito, immagino. Ross ha detto che non sarà proprio un servizio - più una specie
di clip.

Stevie:             Sui tuoi cinquant'anni.

Martin:           (Annuisce) Sui miei cinquant'anni. Forse dovrei dirgli che la mia testa sta perdendo
colpi. Se mi ricordo.

Stevie:            (Ride; lo abbraccia da dietro) La tua testa non sta perdendo colpi.

Martin:          La mia che?

Stevie:            La tua testa tesoro; non sta perdendo... nessun colpo.

Martin:           (Serio) Sono troppo giovane per avere l'Alzheimer?

Stevie:             Direi. Non è carino essere troppo giovani per qualcosa?

Martin:           (Assente) Um-hum.

Stevie:            Il punto è che se ti ricordi come si chiama, vuoi dire che non ce l'hai.

Martin:          Che?

Stevie:             L'Alz... (Ridono entrambi; lui la bacia sulla fronte) Ah, tu sì che sai come stuzzicare una donna! Baci sulla fronte! (Lo annusa) Dove sei stato?

Martin:           (Si scioglie doli 'abbraccio, preoccupato) A che ora arrivano?

Stevie:             Fra poco, hai detto; fra pochissimo.

Martin:           Ah, sì? Bene.

Stevie:             L'hai trovata?

Martin:           Che?

Stevie:             La testina del rasoio.

Martin:           No; sta qui in giro. (Pesca in tasca, tira fuori dei biglietti da visita) Ma questi! Adesso, questi! Che diavolo sono? "Servizi di prima necessità, società a responsabilità limitata." Limitata a che!? (L'altro biglietto da visita) "Clarissa Atherton." (Si stringe nelle spalle) Clarissa Atherton? Niente numero, niente... indirizzo e-mail? Clarissa Atherton?

Stevie:                         Servizi di prima necessità? Clarissa Atherton, servizi di prima necessità?

Martin:         Hm? Ognivolta che mi danno uno di questi cosi, so che si aspettano che gliene dia uno anch'io, e non ce l'ho. E' imbarazzante.

Stevie:             Te l'ho detto di farteli fare... i biglietti da visita.

Martin:           Non mi va.

Stevie:             E allora non farteli fare. Lei chi è?

Martin:           Chi ?

Stevie:             Clarissa Atherton, servizi di prima necessità. Ha un odore strano?

Martin:          Non lo so. (Ci ripensa) Non so chi sia, per quanto mi riguarda. Dove siamo stati questa settimana?

Stevie:             (Con eccessiva disinvoltura; stirandosi) Ah, non fa niente, tesoro. Se ti vedi con questa Atherton, questa... regina del sado-maso....che odora strano...

Martin:          Come faccio a vedermi con lei - chiunque sia? Sul biglietto non c'è scritto niente. Regina del sado-maso?

Stevie:            Perché no?

Martin:           Forse ne sai più di me.

Stevie:             Forse.

Martin:           E probabilmente io so un paio di cosette che tu non sai.

Stevie:             Siamo pari.

Martin:           Sì. Come sto? Sto bene?

Stevie:             Per la TV ? Sì.

Martin:           (Girandosi) Davvero?

Stevie:             Ti ho detto: sì; stai bene. (Indica) La vecchia cravatta del college?

Martin:           (Sincero, guardando) Ah, sì? Ah, ecco; così pare.

Stevie:                         (Senza dargliela vinta) Nessuno si mette la cravatta del suo college per caso. Nessuno.

Martin:                       (Riflette) E se non ti ricordi nemmeno che cravatta è?

Stevie:             Nessuno!! Per dirla proprio tutta, se ti prendi l'Alzheimer e arrivi allo stadio in cui non sai più chi sono io , chi è Billy . chi sei tu ...

Martin:           Billy?

Stevie:                         (Ride) Smettila! Quando arriverai al punto in cui non ricordi più niente, qualcuno ti darà in mano quella (Indica la cravatta) e tu la guarderai e dirai (Imitazione terribile di un vecchio) "Ahhhh! La cravatta del mio college! La cravatta del mio college!" (Ridacchiano; suonano alla porta)

Martin:           Ah! Il Destino bussa alla porta!

Stevie:             (Concreta) Se ti stai vedendo con quella donna, forse sarebbe il caso di parlarne.

Martin:                       (Si interrompe. Lunga pausa; concreto) Se così fosse, ne parleremmo.

Stevie:                         (In modo estemporaneo) Se non è la regina del sado-maso, sarà qualche biondina, qualche ... peperina, come si diceva una volta...

Martin:           ...o peggio ancora, una come te? Altrettanto brillante, altrettanto piena di risorse, altrettanto intrepida... solo... nuova di zecca?

Stevie:                         (Sorriso affettuoso; scuote la testa) Li batti tutti, vero?

Martin:                       (Stesso sorriso) Non per vantarmi.

(Di nuovo la porta. Le prossime battute dovranno essere recitate esagerando lo stile delle commedie di Noel Coward: accento inglese, gestualità vistosa)

Stevie:             Hai una relazione, vero?

Martin:           Sì! Mi sono innamorato!

Stevie:             Lo sapevo!

Martin:           Perdutamente!

Stevie:             Lo sapevo!

Martin:           Ho cercato di resistere!

Stevie:             Oh, povero caro!

Martin:           Con tutte le mie forze!

Stevie:             Sarà bene che tu mi dica chi è!

Martin:           Non posso! Non posso!

Stevie:             Dimmelo! Dimmelo!

Martin:           Si chiama Sylvia!

Stevie:             Sylvia? Chi è Sylvia?

Martin:           E' una capra! Sylvia è una capra! (Abbandona lo stile "recitoso "; assume un tono normale, adesso; serio senza inflessioni) E' una capra.

Stevie              (Lunga pausa; guarda fisso, alla fine sorride. Ridacchia, va verso l'ingresso; tono normale!) Ma che sarai! (esce).

Martin:           Ma come? (Si stringe nelle spalle; a sé) Uno cerca di dirglielo; uno cerca di essere sincero. Quelli che fanno? Ti ridono in faccia. (Imitazione cattivella) "Ma che sarai!" (Ci pensa) Forse non ha tutti i torti.

Ross:               Hey, dolcezza.

Stevie:             Ciao Ross. (Ross entra con Stevie).

Ross:               Ehilà, vecchio!

Martin:           Ho cinquant'anni!

Ross:              Voleva essere una cosa carina. Belli quei fiori.

Martin:           Ah,sì?

Stevie:             Come? Sì che?

Martin:           "Ehilà, vecchio". Ranunculi.

Ross:               Scusa?

Stevie:             Il plurale esatto di ranunculus - i fiori, stando a quel che dice il vecchio Martin qui.

Martin:          Alcuni dicono ranuncoli, ma suona strano, anche se probabilmente è perfettamente accettabile.

Ross:                           (per niente interessato alla faccenda) Aha! Vogliamo spostare quella sedia vicino ai... come si chiamano... ai fiori. (A Martin) Sei a tuo agio su quella sedia?

Martin:           Se sono a mio agio? Non so neanche se mi ci sono mai seduto, (a Stevie) Mi ci sono mai seduto?

Stevie:                         L'hai appena fatto e ti ci sei seduto anche l'ultima volta che Ross ha fatto il programma con te.

Ross:                           E' vero!

Martin:           Sì... ma ero a mio agio? Io ero seduto lì e la beatitudine mi ha inondato di calda luce?

Ross:               Touché.

Stevie:             Sì, ti ha inondato; tu eri seduto lì e io posso testimoniare che ti ha inondato di calda luce. Devo andare.

Martin:           Dove vai?

Stevie:             (Senza dare informazioni) Esco.

Martin:           Stiamo a casa stasera?

Stevie:             Sì. Credo che Billy esca.

Martin:           Naturalmente!

Stevie:             Stiamo a casa. (Allegra) TV time! Io vado a farmi i capelli e poi pensavo di fare un salto al negozio di mangimi. (Esce, ridacchiando)

Ross:               Dove? Fa un salto dove ?

Martin:           (Seguendola con lo sguardo) Niente; da nessuna parte. (A Ross) Niente troupe?

Ross:               Solo io stavolta - camera a mano e via! (Indica la telecamera) Pronto per la sedia?

Martin:           (Canticchiando) Ah, ah. (All'improvviso si ricorda) Come sta il vecchio Todd?

Ross:               "Il vecchio Todd?"

Martin:           Sai, no? - il vecchio Todd!

Ross:               Cioè, tu vuoi dire il mio bambino, che mi sembra ieri che gli facevo fare cavalluccio sulle ginocchia? Quel vecchio Todd?

Martin:          Cavalluccio - che parola carina. Sì: quel vecchio Todd.

Ross:              Che adesso a diciott'anni e a me non mi va giù?

Martin:          'A me mi' non si dice.

Ross:               Può darsi.

Martin:           Sì, quello. E a chi va giù?

Ross:               E che mi fa sentire, senza appello, un uomo di mezza età?

Martin:           Sì; quello.

Ross:               (Estemporaneo) Sta bene. (Ride) L'altra settimana mi ha chiesto- per la prima volta da quando aveva quattro anni, o giù di lì - perché non aveva un fratello, o una sorella, vabbeh, insomma - perché io e Rose non abbiamo avuto un altro bambino.

Martin:           Rose, Violet, Iris  -i nomi dei fiori che si danno alle bambine.

Ross:               (Senza badarci) Certo. (Con più attenzione) Gli ho detto se ti viene bene il primo, perché rischiare una seconda volta?

Martin:           E come l'ha presa?

Ross:              Mah, pare bene. Certo, avrei potuto dirgli che tutti i laureandi del nostro anno, all'epoca, si sono riuniti e hanno fatto voto di avere solo un bambino a testa - per tenere a bada il tasso di sovrapopolazione. E a questo proposito, come sta Billy? Come sta il tuo - il tuo unico e solo?

Martin:                       (Cercando di buttarla lì) Ahhhh, ha fatto diciassett'anni la settimana scorsa- Todd non è venuto alla festa? No, mi sa di no. E' proprio un ragazzo carino Billy, sveglio come pochi, gay che la metà basta.

Ross:              Fase di passaggio. Hai provato col classico discorsetto?

Martin:           La teoria " Vedrai che come incontri la ragazza giusta ti passa"? Nah, non sarebbe degno della mia intelligenza e neanche della sua. Gli ho detto almeno di essere sicuro. Dice che è sicuro; gli piace tanto, così dice.

Ross:               E grazie che gli piace; rimedia come un matto! Non starti a preoccupare per lui.

Martin:           Per chi?

Ross:               Billy! Diciassette anni; è una fase.

Martin:           Come la luna, eh?

Ross:              Passerà- vedrai che quando verrà il momento, se lo sentirà dentro- scusa il doppio senso. Vabbeh, diamoci una mossa.

Martin:           (Andando verso la sedia) Ok, ok.

Ross:              (Per chiudere l'argomento) Billy ne uscirà. Vedrai che andrà tutto bene.

Martin:          (Rassicurante anche se un pò 'paternalistico) Certo.

Ross:              Facciamo una prova audio? Il telefono l'hai staccato?

Martin:          Credo che ci abbia pensato Stevie.

Ross:              Sento una specie di suono ... tempestoso, tipo un... wooooosh o un... battito d'ali,
una cosa del genere.

Martin:          Probabilmente le Eumenidi.

Ross:              Direi più la lavastoviglie. Ecco, s'è fermata.

Martin:          Allora probabilmente non erano le Eumenidi. Quelle non si fermano.

Ross:              (Conferma) Quelle vanno dritte per la loro strada.

Martin:          Dritte.

Ross:              Ma Stevie perché sta andando al negozio di mangimi?

Martin:          Non ci sta andando.

Ross :             E allora perché...

Martin:          E' uno scherzo.

Ross:              Un vostro scherzo abituale?

Martin:          No, uno nuovo; nuovo di zecca.

Ross:              Ok? Pronto? Pronto Martin; eccoci qua; guarda... sii te stesso.

Martin:          Sul serio?

Ross:              (Un po' impaziente) Beh, no; forse no. Metti su la tua maschera pubblica.

Martin:          (Sopra le righe) Ok!

Ross:              E cerca di non perdere il filo del discorso.

Martin:          (Ancora di più) Ok!

Ross:              (Sottovoce) Madonna! (Voce da presentatore) Buonasera. Qui è Ross Tuttle Benvenuti a "Gente che conta" . Alcune persone compiono gli anni e nessuno ci fa caso. Beh...la famiglia, certo, gli amici. E altri...beh, alcune persone sono...stavo per dire speciali, ma è una brutta parola, perché ognuno di noi conta, ognuno di noi è speciale. Ma alcune persone contano in modo straordinario, in un modo che influisce sulla vita del resto di noi - arricchendola, dandogli un'impronta particolare. Alcune persone, credo, sono, beh... più straordinarie di altre. Martin Gray- che avete già incontrato su questo programma - è un uomo, una persona, di questo tipo. Buona sera, Martin.

Martin:           Buon... uh, buonasera, Ross. (Sottovoce) E' pomeriggio.

Ross:                           (Piano, ma con acredine) Lo so. Zitto! (Voce da presentatore) Tre cose ti sono accadute questa settimana, Martin. Sei diventato il più giovane vincitore del Premio Pritzker, il "Nobel" dell'architettura. Questa settimana sei stato anche scelto per progettare The World City, la città dei sogni del futuro, da ventisette miliardi di dollari, finanziata dall'industria elettronica degli Stati Uniti e destinata a sorgere nei campi di grano del nostro mid-west. E ancora, questa settimana, hai festeggiato i tuoi cinquant’anni. Buon compleanno, Martin, e congratulazioni!

Martin:           (Breve pausa; sottotono) Grazie, Ross.

Ross:               Una settimana niente male, Martin!

Martin:           (Un po ' confuso) Sì; come negarlo. Una settimana niente male.

Ross:               (Grande) E che effetto fa, Martin?

Martin:           Compiere cinquant’anni?

Ross:               (Incalzandolo) No. Tutto questo. Sì.

Martin:           Beh...

Ross:               (Rendendosi conto del fatto che non arriva risposta) Deve essere straordinario! No, elettrizzante!

Martin:           Compiere cinquant’anni: no, non direi.

Ross:               (Per niente divertito) No! Le altre cose! La World City! Il Pritzker!

Martin:           (Realmente sorpreso) Ah, questo! Beh, sì...straordinario, elettrizzante.

Ross:               (Suggerendo) Per uno così giovane.

Martin:           (Ingenuo) A cinquant’anni uno è giovane?

Ross:                           (Cerca di controllarsi) Per il Premio Pritzker! Dov'eri quando te l'hanno annunciato?

Martin:           Ero in palestra; mi ero appena spogliato quando Stevie mi ha chiamato.

Ross:               Stevie è tua moglie.

Martin:           Lo so.

Ross:               Cosa si prova?

Martin:           Ad avere Stevie per moglie.

Ross:               No: a ricevere il premio.

Martin:           Beh, è stato... gratificante - non stare tutto nudo, ma ... ricevere la notizia - del
premio.

Ross:               (Esuberante) Non sei rimasto... folgorato?

Martin:           Beh, no; me ne avevano già accennato - al premio, voglio dire, e...

Ross:               (Imboccandolo pesantemente) Ma è stata una gran bella cosa, no?

Martin:           (Capendo che cosa dire) Sì; sì è stata una gran bella cosa, - è una gran bella cosa.

Ross:               Parlaci della World City.

Martin:           Beh, l'hai appena fatto tu: ventisette miliardi di dollari, e tutto il resto, i campi di
grano del Kansas, o quello che è...

Ross:               Che riconoscimento! Che accoppiata di riconoscimenti! Sei... all'apice del successo,
Martin...

Martin:           (Riflessivo) Vuoi dire che da qui in poi è tutta discesa?

Ross:               STOP! STOP! (Abbassa la telecamera. A Martin) Si può sapere che c'hai?

Martin:           Come, scusa?

Ross:               Non posso registrare questa roba! Eri su un altro pianeta!!

Martin:           (Prendendo in considerazione l'idea) Così lontano.

Ross:               Ci vogliamo provare di nuovo?

Martin:           Provare che?

Ross:               La registrazione! Il programma!

Martin:           (Come se vedesse la telecamera per la prima volta) Aaaaaah.

Ross:               Stiamo registrando!

Martin:           (Infelice) Sì; lo so.

Ross:               (Sinceramente premuroso) Qualcosa che non va?

Martin:           Mi sa di sì. Sì; credo di sì.

Ross:               Vuoi che ne parliamo, come si suol dire?

Martin:           Di che?

Ross:               Di quello che non va.

Martin:           (Preoccupato) Perché? Che c'è che non va?

Ross:                           Tu hai detto che c'era qualcosa che non andava, che secondo te c'è qualcosa che non va.

Martin:           (Assente) Ah.

Ross:               Quarant’anni, Martin, ci conosciamo da quarant’anni - da quando ne avevamo dieci.

Martin:           (Cercando di capire) Sì. Questo ti da dei diritti particolari?

Ross:               Sono il tuo più vecchio amico.

Martin:       No; è il mio professore di Estetica al college; ancora ci vediamo; è molto più vecchio di te; ha più di novant'anni.

Ross:               (Paziente) II tuo amico di più lunga data: la persona che conosci da più tempo.

Martin:           No; zia Sarah; lei mi conosce...

Ross:               (Cercando di mantenere la calma) Lei non è un amico!

Martin:           (Una profonda, calma sorpresa) Oh?

Ross:               (Prossimo a rinunciare) No, è una parente; i parenti non sono amici!

Martin:           Ah, adesso...

Ross:               Non sono la stessa cosa degli amici. Madonna!

Martin:           Aha! Sì, beh, hai ragione. Sei l'amico che conosco da più tempo. (Piccola pausa) Ma che c'entra?

Ross:               C'entra, perché tu hai qualche problema e visto che sono il tuo più vecchio amico, forse potrei...

Martin:           Ah sì? Veramente?

Ross:               Tu hai detto che c'era qualcosa che non andava!

Martin:           (Non ricordando) Io, hunh?                                             

Ross:               Ma perché sei così...? (Non riesce a trovare le parole)

Martin:           Stai ancora registrando? E'ancora acceso quell'aggeggio?

Ross:               (Sospira profondamente) No. Vedremo di farlo più tardi in studio. Scusa.

Martin:           Mi posso alzare adesso?

Ross:               Se vuoi; se non ti senti a tuo agio.

Martin:           Perché mi parli come se fossi un bambino?

Ross:               Perché ti stai comportando come tale.

Martin:           (Candido) Sì?

Ross:               Probabilmente è la settimana più importante della tua vita...

Martin:           (Colpito, anche se poco coinvolto) Davvero!

Ross:               ... e ti comporti come se non sapessi nemmeno dove stai di casa.

Martin:           (Assorto, quasi a se stesso) Forse è... amore o chi lo sa.

Ross:               Forse è che?

Martin:           Come un bambino.

Ross:               (Tombola!) Hai una relazione!

Martin:           Shhhhhhhh! No, dico, e che diamine!

Ross:               (Si stringe nelle spalle) Ok, non hai una relazione.

Martin:           No, peccato che non hai portato tutta la troupe; sai le risate.

Ross:               (Freddo) Quelli si fanno gli affari loro.

Martin:           E...?

Ross:               E...?

Martin:           Non fate più gli amiconi?

Ross:               Fanno il loro lavoro. Ma che vuoi da me - che li inviti a cena? Che inviti a cena tutte le troupe con cui lavoro?

Martin:           (Confuso) No, magari no. (Ci ripensa) Perché no?

Ross:               Hm?

Martin:           Perché non invitarli a cena?

Ross:               Per carità di Dio, Martin!

Martin:           (Alza le braccia come a difendersi) Va bene! Va bene! Madonna!

Ross:               E' solo che... è solo che non mi va di... mescolarmi con...

Martin:           (Allegro) La manovalanza?! Non ti va di mescolarti con la manovalanza!?

Ross:              Ma si può sapere che c'hai oggi!? Non è questo che volevo dire, e tu lo sai

Martin:                       (Tra il serio e il faceto) Sei uno snob! Ci avrei giurato. Con tutto il tuo background proletario e di sinistra sei uno snob: la razza peggiore.

Ross:               (Una supplica; un avvertimento) Siamo grandi amici, ti ricordi?

Martin :          E quindi... ?

Ross:               Ci apprezziamo l'uno con l'altro.

Martin:           ("Ah, così stanno le cose! ") Ahhhhhhh!

Ross:               Più di chiunque altro.

Martin:           (ibid) Ahhhhhh! (Pondera la cosa) Giusto; sì. Con chi altro posso condividere le mie manie?

Ross:               Stevie??

Martin:          Ma sai com'è, Stevie non le regge più tanto le mie manie. Se è peggiorata in una cosa è questa. "Basta con queste manie, Martin."

Ross:               Peccato.

(Si sono dati una calmata)

Martin:           (Si stringe nelle spalle) Beh...sai com'è.

Ross:               (Pausa) E così, sei innamorato.

Martin:           Di Stevie? Certo! Da ventidue anni ormai.

Ross:               No, voglio dire... "innamorato".Zick-zick! Yahooooo!

Martin:           Ma come parli? "Yahooooo"?

Ross:               Tu hai detto che eri innamorato - e per come l'ho capita io non stavi parlando di Stevie.

Martin:           (Sincero) Veramente? Non mi ricordo.

Ross:               (Un sospiro di impazienza; ex abrupto) O... k! Questo è quanto!

Martin:           (Mentre Ross raccoglie la sua roba; con autentico candore) Dove vai?

Ross:                           (Squadrandolo dall'alto in basso) Sto raccogliendo le mie cose e sto portando il mio background di sinistra e... com'è che hai detto?

Martin:           Mmm... proletario.

Ross:               ... e proletario fuori di qui.

Martin :          "Ma, perché! " come si suoi...

Ross:               Senti, io sono venuto per intervistarti, cazzo!

Martin:           Certo.

Ross:               Per pompare il tuo ego del cazzo ancora di più...

Martin:           Io non ho nessun ego.

Ross:               Cazzate! ... ancora di più di quanto già non lo sia e tu mandi tutto a puttane, cazzo!

Martin:           Certo. Non fai altro che dire "cazzo".

Ross:               E tu non fai altro che dire "certo". (Ridono)

Martin:           Cominciano tutte e due con la C.

Ross:               (Sorride) Sì. (Pausa) Allora, ne vogliamo parlare?

Martin:          (Timido) Di…?

Ross:               (Insistendo con delicatezza) Del tuo nuovo amore.

Martin:           Ah; quello.

Ross:               Già.

Martin:           Non so e me la sento.

Ross:               Sì; te la senti.

Martin:           ... se sono in grado.

Ross:               Provaci.

Martin:           (Un piccolo sorriso) Insisti, eh?

Ross:               L'amico del cuore. (Martin cerca di parlare; non ci riesce) L'amico del cuore.

Martin:           (Esplode la sua frustrazione) Va bene!! Va bene!! (Un sospiro pesante, lento; lunga pausa) Non credo di aver mai preso in considerazione l'idea che... vabbeh, che io e Stevie potessimo... beh, no; non si tratta di questo. (Pausa)

Ross :              Me ne vuoi parlare o no?

Martin:           Ci sto arrivando... adesso magari piano piano ci arrivo.

Ross:              Ah; va bene.

Martin :          Come ti dicevo, non avevo mai preso in considerazione l'idea che potesse succedere una cosa del genere. Perché siamo sempre stati bene insieme- a letto, fuori dal letto; sempre sinceri, sempre...premurosi. Non le sono mai stato infedele in tutti questi anni di matrimonio; sia ben chiaro; mai tradita fisicamente, come si suoi dire.

Ross:              Beh, splendido. E' fantastico, ma... wow!

Martin:         Sì: wow. Beh, sarà anche capitato un paio di volte che dopo una festa, tardi, in cucina, una fighetta mi si strusciasse e forse una volta o due io avrò fatto un po' di mano morta, ma mai... niente di serio. Mi segui?

Ross:               Sì; ti seguo.

Martin:          Non mi è mai sembrato... che ne so, necessario, né per avere un termine di paragone, né... come cosa fine a se stessa. Diciamo che non ne ho mai avuto bisogno. Ti ricordi quella volta,quel fine settimana della rimpatriata con i compagni di università, quando io e te abbiamo deciso di chiamare quell'"agenzia di servizi" di cui ci avevano parlato... di cui i nostri vecchi compagni ci avevano parlato?

Ross:               (Risata triste) L'agenzia "Pronto Soccorso Maschio"?

Martin:           Sì, e tu hai chiamato, e...

Ross:               ... e ci hanno mandato un paio di Lolite...

Martin:           Lolitas.

Ross:               Sì? (Grande) Ahhhhh, come dimenticare.

Martin:           ... e tu eri già sposato e io e Stevie avevamo cominciato a uscire insieme... o ci vedevamo da poco...

Ross:               ... sì, una cosa del genere.

Martin:           Sì.

Ross:               (Cercando di ricordarsi) Come si chiamavano?

Martin:           La mia si chiamava Alice.

Ross:               Una ragazzona.

Martin:           Aliciona.

Ross:               Giusto! La mia si chiamava Trudy, o Trixie, o...

Martin:           Rose.

Ross:               Sì? Rose?

Martin:           Sì; Rose.

Ross:               (Inferiore) Oh, cazzo; Rose si chiama Rose.

Martin:           (Registra la cosa) Eh, sì.

Ross:               Cazzo. (Pausa; si riprende) E ce le siamo fatte mandare in camera - due letti, due mignotte.

Martin:           Proprio come quando eravamo compagni di stanza.

Ross:               Una specie di rimpatriata nella rimpatriata.

Martin:           Sì, in un certo senso. E ti ricordi che è successo?

Ross:               Non lo so. Che è successo?

Martin:           Che non ce l'ho fatta? Che sono andato in bianco?

Ross:                           (Ricorda) Ah sì. Non avevi mai avuto questo problema all'università! Io giù a trombare, e tu giù a trombare nel letto accanto.

Martin:           Non avevo ancora conosciuto Stevie.

Ross:               (Più sobrio) Giusto.

Martin:           Quella notte con Aliciona, la notte della rimpatriata...

Ross:               Tu uscivi con Stevie...

Martin:           Giusto.

Ross:               Mi ricordo.

Martin:           Chissà come m'è venuto in mente di... no?

Ross:               No. Certo.

Martin:           Io ero già innamorato di Stevie e non sapevo quanto.

Ross:               (Un pò ' derisorio) Teoria affascinante. Il cuore comanda l'uccello. E io che ho sempre pensato che l'uccello fosse pilotato da...

Martin:           Non fare il cinico.

Ross:               Ah, un nuovo lato della mia personalità snob, di sinistra... e poi cos'altro?

Martin:           Proletaria.

Ross:               Sì. La mia personalità snob, proletaria, di sinistra e cinica.

Martin:           Sì, e non è una novità. (Sorridono entrambi). Mi capisci, no? Amo Stevie e sono completamente suo. Per esempio, quando sono in viaggio e Stevie è qui e mi prendono certe smanie...

Ross:               Ti fai una sega e pensi a Stevie - a te e Stevie.

Martin:           (timido) Sì.

Ross:               (Scuote la testa; vago) Splendido.

Martin:           Non capisco con che tono lo dici.

Ross:               Nessun tono. Continua; che hai fatto per mandare tutto a puttane?

Martin:           (Davvero confuso) Che? Mandare a puttane che?

Ross:               Martin, a che gioco giochiamo?

Martin:           A nessun gioco. Mandare a puttane che?

Ross:               (Serio) La tua vita, a quanto pare - la tua e quella di Stevie. Che hai fatto per mandarla a puttane?

Martin:                       (Pausa) Ah. (Pausa) Quella.

Ross:               (Impaziente) Certo che cavarti di bocca una risposta...

Martin:           Va bene! Va bene! Come ti dicevo, non sono mai stato infedele, non ne ho mai sentito il bisogno... non ho mai...

Ross:               Sì, sì; va bene. Me l'hai detto.

Martin:           E poi... un bel giorno...(Si interrompe)

Ross:               (Dopo un silenzio) Sì!?

Martin:           E poi un bel giorno. (Non aggiunge altro).

Ross:               (Lunga pausa) Tutto qui?

Martin:           (Continua) E poi un bel giorno... un bel giorno... beh, ero in cerca di casa - anzi di un casale, veramente. Stevie e io avevamo deciso che era venuto il momento di prendere una vera casa di campagna - magari una fattoria - ce l'eravamo meritato. E insomma, io ero in macchina più o meno a sessanta miglia dalla città. Stevie non era potuta venire.

Ross:               Oltre la periferia.

Martin:           Sì; oltre la periferia. Tutto intorno fattorie, piccole fattorie. E ho trovato un posto meraviglioso, un casale antico meraviglioso, con un sacco di terra intorno.

Ross:              Della serie: "Non mi ritrovate nemmeno col radar".

Martin:           Esatto! Ci siamo capiti. E ho chiamato Stevie, e le ho detto che doveva vederlo assolutamente, e che avevo lasciato una caparra per fermarlo finché lei non lo avesse visto. E Stevie era ...beh "Una fattoria?", mi fa, ma io le dico "aspetta!" E col tipo dell'agenzia eravamo rimasti d'accordo così. Stavo tornando in macchina verso l'autostrada, e mi sono fermato sulla cima di una collina.

Ross:               Sulla vetta.

Martin:           Giusto. E mi sono fermato e la vista era... beh, non spettacolare, ma... meravigliosa. Autunno, sai, con le foglie che cambiavano colore e la città sotto di me e le nuvole che correvano veloci e questi odori di campagna.

Ross:              Merda di vacca e tutto il resto.

Martin:           (Grossolana parodia della campagna) Fieno appena falciato! L'odore della campagna; l'odore delle mele! (Tono normale di nuovo) Le bancarelle lungo la strada, con mucchi alti alti di pannocchie e altra roba e le ceste piene di altre cose-fagioli, e pomodori e quelle pesche bianche enormi che si trovano solo alla fine dell' estate...

Ross:               (Grande) Tutto il quadro completo; certo.

Martin:           (Scuote la testa) Ah voi ragazzi di città! E da lassù riuscivo a ripercorrere con lo sguardo tutta la strada fino alla fattoria, e questo mi ha dato come un fremito.

Ross:                           Succede quando uno perde il senso del ridicolo.

Martin:           Comunque...

Ross:               Comunque.

Martin:           Comunque, era proprio una meraviglia. E io stavo tornando alla macchina, stavo per tornare alla macchina, con tutto il mio bottino - verdure e cose varie... (Cambia il tono; un senso di meraviglia) ed è stato allora che l'ho vista. (La vede) Era lì... e mi guardava.

Ross:              Daisy Mae! Capelli biondi alle spalle, tette grandi, camicia jeans, ombelico di fuori con leggera peluria bionda a scendere, filo di paglia fra i denti...

Martin:           (Con un delicato sorriso di ammonimento) Non ci siamo capiti.

Ross:               No? Niente capelli biondi? Niente tette?

Martin:           No. E lei era lì che mi guardava con quegli occhi.

Ross:               Ed è stato amore a prima vista.

Martin:           Non ci siamo capiti.

Ross:               No? Non è stato amore a prima vista.

Martin:          No. Sì; sì, è stato amore a prima vista, ma io lì per lì non me ne sono reso conto. (A sé) Come avrei potuto?

Ross:                           Lì per lì t'ha fatto solo sesso, eh? Classico: con l'uccello che ti diventa duro nelle mutande...

Martin:           (Triste) Non ci siamo capiti. (Pausa) Io non avrei saputo dire che cos'era - che cosa stessi provando. Era... non lo so... non avevo mai provato niente del genere, prima; era... così... incredibile... così straordinario! E lei era lì che mi guardava, con quegli occhi,e...

Ross:               (Impaziente) Bene, le hai parlato?

Martin:           (Ride incredulo) Ho fatto che?

Ross:               Le hai parlato?

Martin:           (Ci riflette) Hunh! Sì;sì, l'ho fatto. Le sono andato vicino, lì dov'era lei, e le ho parlato e lei è venuta verso di me e... e quegli occhi, e le ho accarezzato le guance e... (Di colpo) Non mi va di parlarne; non sono in condizioni di parlarne.

Ross:               Va bene; ti aiuto io. Vi state vedendo.

Martin:           (Risata triste) Sì; eh sì, ci stiamo vedendo:

Ross:               Avete una relazione.

Martin:           (Confuso) Una che? Abbiamo che?

Ross:               (Duro) Te la scopi.

Martin:           (Come se all'improvviso lo vedesse) Sì, sì me la scopo. Oh, Madonna!

Ross:               (Con dolcezza) E ne sei innamorato.

Martin:           Questo è il punto, capisci.

Ross:               Che? Che c'è da capire?

Martin:           Io mi vedo con lei; io ho... una relazione con lei, almeno credo. No! Non è la parola giusta. Io... (Ha un fremito) me la scopo, per dirla con parole tue- il che è... al di là di ogni... sì, faccio tutto questo.

Ross:                           (Suggerendo) ... e sei innamorato di lei.

Martin:          (Comincia a piangere) Sì! Sì! Lo sono! Sono innamorato di lei. Oh, Gesù! Oh, Sylvia! Oh, Sylvia!

Ross:               (Dopo una pausa piena di rispetto) Quasi non oso domandartelo ma... chi è Sylvia?

Martin:           Non posso dirtelo.

Ross:               A chi altri se non a me? A Stevie non puoi dirlo, sarebbe...

Martin:           No!!

Ross:               Allora, chi è? Chi è Sylvia?

(Martin fa una pausa; va a prendere il portafoglio; ne estrae una foto; la guarda; esita, poi la porge a Ross senza guardare. Ross prende la foto; la guarda, guarda Martin, guarda di nuovo la foto, comincia una risata fragorosa che diventa tosse)

Martin:          (Timido) Non ridere. Per favore, non ridere.

Ross:              (Fissando la foto; diretto) Questa è Sylvia.

Martin:          (Annuisce col capo) Sì.

Ross:              (Cercando di mantenere la calma) Questa è la Sylvia... che tu ti scopi.

Martin:          (Ha un fremito) Non dire così. (Gli esce) Con cui.

Ross:              ... con cui hai una relazione.

Martin:          (Dolcemente; annuisce col capo) Sì. (Pausa) Sì.

Ross:              Da quanto tempo?

Martin:          (Dolcemente) Sei mesi.

Ross:              Gesù. Tu devi dirlo a Stevie.

Martin:          Non posso! Non ce la faccio!

Ross:              Devi... e se non lo farai tu, lo farò io.

Martin:          (Lo Supplicalo] Ross! Ti prego!

Ross:              (Sincero) Sei in un gran casino.

Martin:          (Pausa; come un bambino) Dici?

Ross:               (Calmo; scuote la testa mentre guarda la foto) Direi proprio, vecchio mio, direi

proprio.

Martin:           Ma, Ross, tu non...

Ross:               (Enorme) QUESTA E' UNA CAPRA! HAI UNA RELAZIONE CON UNA CAPRA! TI SCOPI UNA CAPRA!

Martin:           (Lunga pausa; concreto) Sì

Fine della scena

Seconda scena

(Il salotto; il giorno dopo. Martin, Stevie e Billy. Stevie tiene in mano una lettera.)

Billy:              (A Martin) Che cos'è che fai?! Ti scopi una capra?

Martin:         (Indicando Stevie che è alla finestra e guarda fuori) Billy! Per favore!

Billy:              Dio Cristo!

Martin:         Non bestemmiare.

Billy:              (Rideschernendolo) Scusa?!

Martin:         Non bestemmiare; sei troppo giovane.

Billy:              (Cipensa un attimo, poi) Ma vaffanculo!

Martin:         Billy! C'è tua madre!

Billy:              (Ride schernendolo) Ti scopi una cazzo di capra e mi dici a me di non bestemmiare?

Martin:         Sai com'è, anche la tua vita sessuale lascerebbe un tantino...

Stevie:           (Ancora alla finestra, di ghiaccio) Adesso basta, voi due!

Billy:              (A Martin) Se non altro, quello che faccio lo faccio con... persone!

Stevie:           (Girandosi verso la stanza) Basta, ho detto!

Billy:              Caprofilo!

Martin:         Rottinculo!

Stevie:           Ho detto, basta!

(Silenzio)

Billy:               (A Martin; ferito) Rottinculo? Mi hai chiamato rottinculo?!

Martin:           (Gentile; a Billy) Se... scusa.

Stevie:             (Equa) Tuo padre ti sta chiedendo scusa, Billy.

Martin:          Mi dispiace. (Cerca di liquidare l'argomento) Sei gay e va benissimo e non me ne frega un cazzo di dove lo metti o dove lo prendi. (Ci Pensa) Voglio dire che in un verso o nell'altro per me non fa nessuna differenza.

Billy:               Certo! Come no!

Stevie:             (Fredda) Ho detto che tuo padre ti sta chiedendo scusa per averti chiamato rottinculo, perché non è quel tipo d'uomo. Lui è un uomo per bene, aperto, progressista, di talento, famoso, gentile (Dura) che, a quanto pare, al momento si scopa una capra e io gradirei parlare di questo, se non vi dispiace ... o anche se vi dispiace.

Billy:               (Carino) Certo, mamma; scusa; prego.

Martin:           (Sospira) Oh, Santo Cielo.

Stevie:             (Obiettiva) Rivediamo un attimo la lettera di Ross, che ne dici?

Martin:           (Ferito E Rabbioso) Come ha potuto!! Come ha potuto fare una cosa del genere?!

Stevie:             (Di ghiaccio) Come ha potuto - il nostro migliore amico, un uomo a cui affideresti tua moglie- no?...

Martin:           ... certo; certo...

Stevie:            Come ha potuto scrivermi una lettera del genere? (La sventola in aria)

Martin:           Sì!!

Stevie:             (Composta, fredda, citando) "... poiché ti voglio bene, Stevie, non meno di quanto voglia bene a Martin, poiché voglio bene a entrambi - vi rispetto, vi voglio bene- non posso tacere in un momento come questo, di profonda crisi per voi due, per l'immagine pubblica di Martin, per i tuoi sentimenti..."

Martin:           STRONZATE!!

Stevie:             Sì?

Martin:           Sì!

Stevie:            Vabbeh; comunque; non facciamo finta che Ross non abbia mai scritto la lettera; non facciamo finta che io non l'abbia trovata nella posta di oggi - questa m'è piaciuta: almeno non è arrivata via e-mail, cazzo - e non facciamo finta che io non l'abbia letta.

Martin:          No; no, certo.

Stevie:            E non facciamo finta che Ross non mi abbia detto che hai un a relazione con... (Guarda la lettera) com'è che dice lui?..." una relazione con una certa Sylvia che, te lo dico con la morte nel cuore..." Ma come l'ha infiocchettata per bene!

Martin:           Sì, infatti.

Stevie:             "Te lo dico con la morte nel cuore: è una capra"

Billy:               Oh Madonna!

Stevie e

Martin:           Te ne stai fermo!!?

Billy:               (Si fa piccolo piccolo) Sì! Per carità! Oh Madonna!

Stevie:             (Riprende il discorso; cita di nuovo) " Sarai, ovviamente, scioccata e profondamente amareggiata..." Direi! Uh... "scioccata e profondamente amareggiata nell’apprendere una cosa del genere, ma ho sentito che era mio dovere farmi latore di questa notizia..."

Martin:           (Leggermente incredulo) "Latore?"

Stevie:             Sì; "latore".

Martin:           Oh, Signore! Della "buona novella"?

Stevie:              "... poiché sono sicuro che tu preferisca saperlo da un amico ..." piuttosto che da chi? Dall'ANSA?

Martin:                       (Addolorato) Oh Dio mio.

Stevie:             "Sicuramente, Martin..." Sicuramente?

Martin:           Probabilmente.

Stevie:             "... sicuramente Martin ti dirà tutto quello che io non ti ho detto, che non spetta a me dirti." (A Martin) Gli amici a questo servono, no?

Billy:               (Veramente triste) Papà!

Martin:           Povero papà?

Billy:               Che?

Martin:           Niente.

Stevie:             (Calma) Perciò adesso mi dici tutto quello che Ross non ha detto, non è stato in grado di dire. Prima mi dici a che servono gli amici, però.

Martin :         Oh... Stevie... (Accenna a muoversi verso di lei)

Stevie:             (brusca; fredda) Stammi lontano; stai lì. Puzzi di capra, puzzi di merda, puzzi di tutto quello che non riesco nemmeno a immaginare. Sta' lontano da me!

Martin:           (A braccia aperte; senza speranza) Io ti amo!

Billy:               (Piano) Oh, Gesù.

Stevie:             Tu mi ami. Vediamo se capisco bene la frase. Tu mi ami.

Martin:           Sì!

Stevie:             Ma io sono un essere umano; ho solo due mammelle; cammino in posizione eretta; do il latte solo in occasioni molto speciali; uso il gabinetto. (Comincia a piangere) Tu mi ami? Non capisco.

Martin:           (Sempre più scoraggiato) Oh, mio Dio!

Stevie:             Come puoi amare me e qualcosa che è tanto meno di me?

Martin:           (Ancora più scoraggiato) Oh, mio Dio!

Billy:               Scoparsi una capra!

Martin:           (A Billy, tagliente) Adesso basta! Fuori!

Billy:               (A Stevie; a braccia aperte) Ma che ho detto? Ho detto che...

Martin:           Basta!

Billy:               Ma per l'amor di Dio, io...

Martin:           Va' in camera tua!

Stevie:             (Quasi ridendo) Nientedimeno, Martin!

Billy:               (Incredulo) "Va' in camera tua"?!

Martin:           Va' in camera tua!

Billy:               Che c'ho - otto anni? Non lo so...! "Va' in camera tua"?

Stevie:             Ti conviene andare, Billy. Se rimani c'è il rischio che impari qualcosa.

Martin:           (A Stevie) Ben detto.

Stevie:             (Fredda) Grazie.

Billy:               (A Stevie) Vuoi che ti lasci qui con questo... questo... pervertito?!

Stevie:             (Cerca di aiutarlo) Vai in camera tua, Billy, o esci, o...

Martin:                       ... o vai in uno di quei tuoi cessi pubblici, o a scherzare con la morte in uno di quei club che frequenti, o...

Billy:               FALLA FINITA!!

Martin:                       (Impressionato) Wow!

Billy:                           (A Stevie) Se per te va bene me ne vado, Ma; me ne vado. (A Martin) Ma non in quei... "posti". Probabilmente me ne andrò in camera mia, e probabilmente chiuderò la porta, e probabilmente mi sdraierò sul letto, e probabilmente comincerò a piangere, e probabilmente sarà sempre peggio, ma probabilmente voi non lo sentirete - nessuno di voi due - perché sarete troppo occupati a scannarvi. Ma io sarò là e il mio piccolo cuore da bambino di otto anni sicuramente si spezzerà in due, come si suoi dire.

Martin:           (Qualche timore; nessun disprezzo) Bravo; bravo.

Stevie:             (Preoccupata) Sì; bravo, sì.

Billy:               (Corre via; vicino alle lacrime) Oh Signore!

Stevie:            (Mentre lui esce) Billy...

Martin:           (Calmo) Lascialo andare. (Silenzio; calmo) Beh, allora; siamo soli.

Stevie:             (Pausa) Sì.

Martin:           (Pausa) Mi sembra di capire che hai voglia di parlarne.

Stevie:             (Una terribile risatina) Oh, Dio! (Ci riflette un attimo) Ti sembra di capire?

Martin:           E' un "sì"?

Stevie:             (Fredda; precisa) Stavo facendo shopping, oggi - guanti da cerimonia - se ti interessa. Mi capita ancora di metterli - ai matrimoni e cose del genere...

Martin:           (Confuso) Chi è che si sposa?

Stevie:             (Enorme) STA' ZITTO!

Martin:           (Sussulta) Scusa.

Stevie:             (Tono normale di nuovo) ... guanti da cerimonia, e poi dal pescivendolo a comprare la bottarga - era appena arrivata - e poi di nuovo a casa e tu eri uscito, sentivo la musica che arrivava dalla camera di Billy, e c'era posta. Eri uscito prima che arrivasse - non che avrebbe fatto differenza: nessuno di noi due legge la posta dell'altro.

Martin:           Forse dovremmo cambiare abitudine.

Stevie:             Huhn? L'avrei scoperto comunque, prima o poi. E c'era la lettera di Ross. "Ross che scrive a me? E perché mai?"

Martin:           (Piano) Oddio.

Stevie:             ... e io ero nella dispensa. Ho messo via la bottarga, sono uscita dalla cucina, e mentre attraversavo il soggiorno per andare verso le scale, ho cominciato a leggere la lettera.

Martin:           Ross non si doveva permettere. Lo sapeva che non si dov...

Stevie.             (Legge; ferma, quasi divertita) "Carissima Stevie..."

Martin:           Oddio.

Stevie:             "Questa è la lettera più difficile che mi sia mai toccato di scrivere."

Martin:           Certo!

Stevie:             Ti sembra strano? "... la lettera più difficile che mi sia mai toccato di scrivere, e ai miei amici più cari. Ma poiché ti voglio bene, Stevie, non meno di quanto voglia bene a Martin, poiché voglio bene a entrambi - vi rispetto, vi voglio bene- non posso tacere in un momento come questo, di profonda crisi per voi due, per l'immagine pubblica di Martin e per i tuoi sentimenti..."

Martin:          Come ho già detto, stronzate.

Stevie:             "... sentimenti più profondi. Mi vedo costretto ad essere molto franco, perché limitarsi alle allusioni servirebbe solo a rimandare l'inevitabile. Martin - e questo me l'ha detto di persona"... (A parte) Come mi sarebbe piaciuto assistere a quella conversazione!

Martin:           No, non ti sarebbe piaciuto, credimi.

Stevie:             (Leggendo di nuovo) "Martin ha una relazione con una certa Sylvia..." (A Martin) Oddio, ho pensato; perlomeno è una che non conosco; perlomeno non è la prima moglie di Ross, che pensavo fosse la più papabile se mai tu avessi deciso...

Martin:          (Sorpreso) Rebecca?

Stevie:            Sì, o magari il tuo nuovo braccio destro...

Martin:          (Allibito) Chi ? Ted Ryan?

Stevie:            No, l'altra - quella con le tette.

Martin:          Ah; Lucy come-si-chiama .

Stevie:             Sì, Lucy "come-si-chiama". Voi uomini siete unici. Dov'ero rimasta? (Legge di nuovo)... " una relazione con una certa Sylvia che - te lo dico con la morte nel cuore - è una capra. Sarai, ovviamente, scioccata e profondamente addolorata nell'apprendere una cosa del genere, ma ho sentito che era mio dovere farmi latore di questa notizia, poiché sono sicuro che tu preferisca saperlo da un amico fidato. Sicuramente Martin..." Sicuramente?

Martin:           (Si stringe nelle spalle) Suona bene.

Stevie:            "Sicuramente Martin ti dirà tutto quello che io non ti ho detto.... che non spetta a me dirti. Con profondo affetto per entrambi." (Pausa) Bene.

Martin:           Sì. "Bene".

Stevie:             (Non impaziente; tenace) Adesso ne discutiamo.

Martin:           (Profondo sospiro) Certo, anche se non capirai.

Stevie:            Ah? Vuoi sapere che cosa ho pensato - che cosa ho pensato dopo aver letto la lettera, fino alla fine?

Martin:          No, non voglio saperlo... nemmeno immaginarlo.

Stevie:            Beh, ho riso, ovviamente: uno scherzo di cattivo gusto ma divertente da morire. "Quel Ross, ma dico io, quel Ross! Stai un po' esagerando, Ross. E' divertente... nella sua... mostruosità, ma è veramente troppo, Ross." Perciò ho scosso la testa e ho riso - della mosrtuosità della cosa, dell'assurdità, della mostruosità; alcune cose sono talmente mostruose che bisogna solo riderci su - e poi ho sentito il suono della mia stessa risata e ho cominciato a chiedermi perché stessi ridendo. " Se ci pensi non c'è mica tanto da ridere, Ross" Perché stavo ridendo? E tutt'a un tratto (Schiocca le dita) ho smesso; ho smesso di ridere. E mi sono resa conto - probabilmente come quando uno all'improvviso cade da un palazzo - oh, cazzo! sto cadendo da un palazzo e sto per morire; sto per spiaccicarmi sul marciapiede; così -mi sono resa conto che non era affatto uno scherzo; che era mostruoso e assurdo, ma non era uno scherzo. E ogni tassello è andato al suo posto - il fatto che Ross fosse venuto ad intervistarti l'altro giorno, l'odore strano, il dialogo alla Noel Coward sul fatto che avessi una relazione, e con una capra. Tu l'hai detto come se niente fosse, e hai riso. Tu me l'hai detto! Te ne sei uscito come se niente fosse e me l'hai detto, cazzo, e io ho riso, e ho detto per scherzo che sarei andata al negozio di mangimi e ho riso . Ho riso, cazzo! Finché la risata non mi è morta in gola. Finché ogni tassello è andato al suo posto - la lettera di Ross e tutto il resto: quell'odore strano,., il profumo dell'amante su di te. E così ho saputo.

Martin:           Stevie, sono così...

Stevie:             (Piuttosto triste) Sta' zitto. E così ho saputo. Poi si è trattato di crederci. Saperlo - sapere che è vero, è una cosa, ma credere a quello che sai, lì sì che è dura. Tutti noi ci prepariamo ad eventuali incidenti di percorso, a turbamenti della quiete, le bugie, le fughe, le infedeltà - ammesso che ci siano. (Molto en passoni) Per inciso, io non ho mai avuto nessuna relazione, in tutti questi anni insieme, nemmeno con un gatto., o altro.

Martin :         Dai, Stevie...

Stevie:            Noi ci prepariamo a... varie cose, anche al declino; all'inevitabile... declino, e pensiamo di poter affrontare tutto, qualsiasi evenienza, ma che ne possiamo sapere, no ?! (Diretta a Martin) No?!

Martin:           (Dolente) No; no, certo.

Stevie:            E no, che non possiamo sapere, cazzo! (Didascalica) Può sempre accadere qualcosa che è fuori dalle regole, che esce dal normale andamento delle cose. La morte prima che uno sia pronto anche solo a prenderne in considerazione l'idea - questo fa parte del gioco. Un attacco improvviso che ti lascia a contemplare un vegetale che fino ad un giorno prima era tuo marito - questa pure è un'eventualità. La fine della passione, graduale, talmente graduale che nemmeno te ne accorgi, o improvvisa - più rara, ma succede - è ancora un'altra possibilità. Capita di leggere di mariti - Dio, quanto la odio questa parola! - che tutt'a un tratto cominciano a mettersi i vestiti della moglie o direttamente si fanno un guardaroba femminile per conto loro - mogli che passano sull'altra sponda... ma se c'è una cosa che non metti in conto, per quanto esotici possano essere i tuoi gusti... è il bestialismo

Martin:           Smettila! Non capisci.

Stevie:            L'accoppiarsi con gli animali! No, questa è l'unica cosa a cui uno non pensa, l'unica cosa che uno non prende in considerazione come possibile deviazione dal sentiero della vita, come direbbero in una soap-opera. "Beh, chissà quand'è che ha cominciato a fare gli occhi dolci alle greggi. Devo chiedere a mamma se è una fase che ha passato anche papa, e lei come ha gestito la cosa." No, questa è l'unica cosa a cui uno non pensa- l'unica cosa che non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello. (Pausa; scherza con acredine) E insomma! Com'è andata, oggi?

Martin:           (Pausa; tentando di fare lo sciolto) Bah... al lavoro è andata bene. Ho rifatto i disegni della World City su scala ancora più...

Stevie:             (Sorriso stampato) Ah, bene!

Martin:           ... e poi mi sono fermato dal camiciaio.

Stevie:             Ah! E poi che altro ?

Martin:           Hm? Beh, poi sono tornato a casa in macchina, e...

Stevie:             Come? Non hai fatto neanche un salto dalla tua amichetta? A farti dare una leccatina?

Martin:           Vive in campagna. Per favore, Stevie... evitiamo!

Stevie:             (Finge meraviglia) Vive in campagna!

Martin:           La tengo lì.

Stevie:             Dove?!

Martin:           Per favore! Lascia perdere!

Stevie:            Martin, hai mai provato ad immaginare come ci si sente a rientrare a casa convinti di avere una vita piena e soddisfacente, per ritrovarsi di colpo con un pugno di mosche in mano?

Martin:          Non proprio, no. (Abbassa lo sguardo)

Stevie:            Forse è il caso che ne parliamo. Se ti devo ammazzare, bisogna che sappia esattamente perché - nei minimi dettagli.

Martin:           (Timidamente) Ne sei proprio convinta?

Stevie:            Di che? Di volerti ammazzare?

Martin:           No; di volerlo sapere.

Stevie:             (Grande) No! No, che non ne sono convinta! (Tono normale di nuovo) Vorrei tornare all'inizio di questa giornata - ricominciare da capo. Vorrei scorrere il nastro al contrario: vedere la posta sul tavolino dell'ingresso dove l'ha lasciata Billy, poi non vederla perché non ho ancora aperto la porta - non avendo ancora comprato il pesce perché non ho ancora comprato i guanti, perché non sono ancora uscita di casa, perché non mi sono ancora alzata dal letto, perché non mi sono ancora svegliata!!! (Più calma) Ma... visto che non posso tornare indietro nel tempo... sì, voglio sapere. Ci sono dentro fino al collo (Supplichevole) Dimmi che non è vero! Ti prego, dimmi che non è vero!

Martin:           (Pausa) Come mai non piangi?

Stevie:            Perché è una cosa troppo seria. A proposito, le capre piangono?

Martin:          Non... non lo so.Non...

Stevie:            ... non l'hai ancora fatta piangere? E che t'è successo?

Martin :          (supplichevole) Stevie...

Stevie:             (Come se parlasse a una terza persona) Non è nemmeno capace di far piangere una capra. Ma che uomo è? Suo figlio probabilmente mentre parliamo sta piangendo. E' stato proprio orrendo quello che gli hai detto, Martin, proprio orrendo. Suo figlio probabilmente sta buttato sul letto, in lacrime; sua moglie avrebbe tanta voglia di piangere (Più dura) se non fosse che non può permettersi questa debolezza proprio adesso. E tu non sei nemmeno capace di far piangere una capra?! Tz!

Martin:           (Dogmatico) Non ho detto che non sono capace di farla piangere; ho detto che non l'ho fatta piangere.

Stevie:            Beh, le capre di questo mondo ringraziano. Che bambino, che sei!

Martin:           (Avviandosi fuori) Io non posso andare avanti con questo discorso. Non posso starti ad ascoltare mentre tu...

Stevie:             (Bloccandolo) Tu non ti muovi da lì. Tu finisci questo discorso, con me , adesso!

Martin:           (Ritraendosi; sospirando) Da dove comincio?

Stevie:             (Minacciosa) Dall'inizio! (Ci ripensa) A proposito, perché la chiami Sylvia? Aveva una medaglietta, o qualcosa del genere? O c'è di più: "Chi mai è Silvia? Chi è costei, cui s'inchina ogni pastore?"

Martin:           (Cerca di essere razionale) No, m'è sembrato il nome giusto. Complimenti, comunque.

Stevie:            Grazie. Tu hai visto questa... cosa... questa capra, e ti sei detto "Questa è Sylvia" Oppure ci hai parlato: "Ciao, Sylvia." Come diavolo hai fatto a capire che era una lei - che era una femmina? Dai grappoli di mammelle a penzoloni nel letame? O non è la tua prima capra?!

Martin:           (Molto calmo) E' la mia prima; la mia sola. Ma tu non capisci. Tu...

Stevie:             (Sprezzante) Ahhh; sto cercando di non vomitare.

Martin:           Bene, se ti sembra questo il modo...

Stevie:             No!! Dimmi.

Martin:                       (Sospira) Va bene. Come ho detto a Ross...

Stevie:                         (Caricaturale) "Come ho detto a Ross..." NO! Non "Come ho detto a Ross". Con me! Tu stai parlando con me!

Martin:           (Seccato) In ogni caso...

Stevie:             Non "in ogni caso!" No! In questo caso!

Martin:           (Non gliela da vinta) Come ho detto a Ross...

Stevie:             (Accondiscende, ma recalcitrante) Molto bene; come hai detto a Ross.

Martin:           Grazie. Come ho detto a Ross, ero andato in campagna... a cercare la casa che volevamo, la nostra... casa di campagna.

Stevie:                         (Fattuale) Hai girato parecchio.

Martin:           Beh, se cerchi la "Casa dei Sogni"...(Si stringe nelle spalle)

Stevie:             Certo.

Martin:                       ... a meno che tu non sia uno di quelli che la trovano al primo colpo: "Eccola qua; è lei". A meno che tu non sia uno di quelli, ti tocca ficcare il naso un po' dappertutto.

Stevie:             "Ficcare il naso"?- Non è un'espressione volgare?

Martin:                       (Non troppo convinto) Non credo. Cercare. Va meglio? (Stevie si stringe nelle spalle) Cercare; guardarsi intorno. Abbastanza vicina alla città da essere la soluzione pratica alle nostre smanie per la villeggiatura. A non più di un'ora o giù di lì da...

Stevie:                         (derisoria) Le nostre "smanie per la villeggiatura"?

Martin:           L'hai detto tu. La Natura: fiori e foglie verdi contro acciaio e pietra. Va bene?

Stevie:                         (Si stringe nelle spalle) Ok. (Arrabbiata) E è molto bello. Adesso vediamo di arrivare alla capra!

Martin:           Ci sto arrivando. Se proprio ci tieni a sapere di lei.

Stevie:                         Smettila di chiamarla lei!

Martin:                       (Sulla difensiva) E' quello che è! Una lei! Lei e una lei!

Stevie:                         (Patetico sorriso beffardo) Immagino di dover ringraziare che non fosse un maschio, un capro, che non sia un capro.

Martin:           Buffo che tu me lo chieda, come si suoi dire - c'è questo posto dove sono andato...

Stevie:             Come?

Martin:           Beh, quando mi sono reso conto che c'era qualcosa di strano. O meglio, quando mi sono reso conto che la gente avrebbe pensato che c'era qualcosa di strano, che quello che facevo non era...

Stevie:             (Spassionata) Fra un po' ti ammazzo davvero.

Martin:                       (Preoccupato) Sì, è probabile. Era uno posto dove si faceva terapia, un posto dove le persone andavano... per parlarne, per parlare di quello che facevano... e con chi.

Stevie:                         Cosa! Non chi! Cosa! Con cosa!

Martin:                       (Tagliente) Comunque sia! Un posto! Per favore! Lasciami finire! (Stevie tace) Un posto dove parlarne, come gli Alcolisti Anonimi.

Stevie:                         (Sorride con scherno) Gli Scopacapre Anonimi?

Martin:           (Stranamente scioccato) Ti prego! (Stevie grida. Poi si calma) Ti prego...

Stevie:                         Scusa. Questa cosa mi distrugge.

Martin:                                   Non aveva nessun nome particolarmente intelligente; niente Alcolisti Anonimi; nessun... no, niente. Solo... un posto.

Stevie:                         Come l'hai trovato?

Martin:                       Via internet.

Stevie:                         (Senza inflessione) Eh, certo!

Martin:                       Ci sono andato... e c'erano - quanti saremo stati?- una decina... un capogruppo, naturalmente.

Stevie:             E lui che si scopava? Chi; scusa.

Martin:           Era guarito, ha detto - strana espressione. Ne era uscito.

Stevie:             (Molto calma) Mi fa piacere. Che cosa si era scopato?

Martin:           (Come un dato di fatto) Un maiale. Un maialino.

(Stevie si alza, trova un grosso piatto di ceramica, lo spacca, si siede di nuovo, o qualcosa del genere)

Stevie:             (Senza emozione) Continua.

Martin:           (Indica) E' l'inizio di una lunga serie?

Stevie:             Probabilmente.

Martin:           Non vorrai che Billy venga giù; certe cose...

Stevie:                         (In ebollizione) Certe cose sono... che?! Private? Sacre? Un marito che racconta alla moglie di una sessione di terapia molto singolare? Un maiale?

Martin:                       (Un po' imbarazzato) Un maialino, ha detto.

Stevie:                         Santo Dio!

(Billy entra di corsa dall'ingresso)ù

           

Billy:                           Tutto bene voi due?

Martin :                      Sì-stiamo-bene-vai-via-Billy.

Billy:               Chi è che lancia le cose?

Stevie:             Io; tua madre lancia le cose.

Billy:               Ci saranno altri lanci?

Stevie:             Immagino di sì.

Billy:               (Mettendo in salvo un vasetto) Questo te l'ho regalato io; mi sa che me lo porto su.

Stevie:             (Mentre Billy si gira per andare) Ci sarei stata attenta, Billy.

Billy:               (Scuote la testa) Certo. Ragazzi... calma! (Esce)

Stevie:             (Rivolta a lui che sta uscendo) Ci sarei stata attenta. (Dubbiosa) Almeno credo.

Martin:           (Pausa) Insomma, comunque; c'era questo posto.

Stevie:             (Concentrandosi di nuovo) Un maiale? Veramente?

Martin:           Beh, ognuno aveva...sai com'è...

Stevie:             ... qualcuno, o qualcosa.

Martin:           Sì.

Stevie:             (Ha un 'illuminazione) E c'era anche Clarissa Atherton?

Martin:           Chi? Sì! E' lì che ho preso il biglietto da visita, e...

Stevie:             E lei che cosa si scopa? Chi?

Martin:           (Come un dato di fatto) Un cane, credo.

(Stevie trova un vaso, lo rompe, gettandolo a terra)

Stevie:             Un cane, credi.

Martin:           Perché mentire? A chi verrebbe in mente di mentire in un posto del genere?

Stevie:             Non chiederlo a me.

Martin:           (Sospira) E così sono andato lì e...

Stevie:             (Un magma ribolle sotto gli apparenti modi civili) E vi portate tutti i vostri... amichetti con voi - i vostri maiali, i vostri cani, le vostre capre, i vostri...

Martin:           No. Non stavamo lì per parlare di loro; eravamo lì per parlare di noi stessi, dei nostri... dei nostri problemi, come dicevano loro.

Stevie:             Ilbestiame era tutto contento, vuoi dire.

Martin:           Beh, no; c'era quest'unica... oca, credo fosse... (Stevie spazza via una tazza dal tavolo) Usciamo?

Stevie:                         (Mani sui fianchi) Continua pure.

Martin:           (Calmo) Va bene; c'era quest'unica oca...

Stevie:             Niente oche! Niente maiali! Niente cani! Capre!   Il soggetto sono le capre!

Martin:          Il soggetto è una capra; il soggetto è Sylvia. (Vede che Stevie cerca qualcosa da lanciare) No! Non farlo; per favore! Ascolta! Siediti e ascolta!

Stevie:             (Tiene una piccola coppa fra le mani; si siede) Va bene. Ascolto.

Martin:           Come ti ho detto, la maggior parte delle persone che erano lì avevano problemi, di cui... si vergognavano, o - come si dice - erano in conflitto con sé stessi, avevano... bisogno di parlarne mentre... mentre io sono andato là, immagino, per capire perché mai tutta quella gente fosse là.

Stevie:                         (Come se non capisse la lingua) Come, scusa?

Martin:           Non capivo perché fossero là - perché fossero tutti tanto... infelici; che c'era di male a ... a... avere storie d'amore... di quel tipo. (Stevie allarga delicatamente le mani e lascia cadere la piccola coppa fra le gambe; la coppa si rompe.) Ti devo ancora spiegare tante cose.

Stevie:                         (Con profonda e calma ironia) Ah?

Martin:                       (Si alza e si scosta un pò ') Mi devi promettere di stare calma. Per favore, siediti lì e ascolta, e poi, magari, quando avrò finito... ascolta e basta; per favore.

Stevie:             (Sorriso triste) Ho alternative?

Martin:           Sono andato lì... perché non potevo venire da te a parlarne.

Stevie:             Ah no?

Martin:           Beh... pensaci bene.

Stevie:             (Ci pensa) Sì, forse hai ragione.

Martin:           E la maggior parte di loro aveva un problema alle spalle, una lunga storia personale. L'uomo col maiale era un contadino, e lui e i suoi fratelli, da ragazzini... lo facevano... come una cosa naturale; era quello che facevano abitualmente... con i maiali. (Aggrotta le sopracciglia) O con i maialini, forse; adesso non ti so dire bene.

Stevie:             Come una cosa naturale, certo.

Martin:           Sei d'accordo?

Stevie:             No. Vai avanti.

Martin:           Era quello che facevano. Meglio quello, forse, che...

Stevie:            (Grida, deridendolo)...che farlo fra di loro, o con le sorelle, o con le nonne? Stai scherzando, spero!

Martin:           Non si fa del male a nessuno.

Stevie:             HUNH!

Martin:           Poi ne parliamo.

Stevie:             Ci puoi scommettere!

Martin:           (Sospira) La maggior parte di loro aveva un motivo, l'uomo col maiale una questione più che altro di...abitudine, di...confidenza, immagino, di familiarità.

Stevie:             (Occhi al cielo) Oh, Signore!

Martin:          Anche se ne era uscito... "guarito" , come diceva lui, che mi sembra un modo un po' strano di porre la cosa.

Stevie:            Certo.

Martin :         Voglio dire... ma se era felice...

(Stevie rovescia il tavolino laterale, senza distogliere lo sguardo da Martin.)

Stevie:             (Ironica) Ooops!

Martin:          Quando stavano insieme, dico. Devi proprio? Anche se mi sa che era ... che non era più tanto felice.

Stevie:             (Fingendo di essere sorpresa) Vuoi dire che non gliel'hai chiesto?

Martin:          No; no, non gliel'ho chiesto. La signora col pastore tedesco...

Stevie:             Clarissa?

Martin:           No; un'altra. La signora col pastore tedesco è uscito fuori che era stata violentata dal padre e dal fratello quando aveva dodici anni, o giù di lì... ripetutamente violentata, con uno che guardava l'altro, così ci ha detto...

Stevie:             ... e s’è messa con un cane?!

Martin:           (Senza commentare) Sì; così pare. L'uomo con l'oca era... spaventosamente brutto - da non riuscire a guardarlo in faccia - e secondo me pensava che non sarebbe mai riuscito... no?

Stevie:             (Fredda) A farsi una donna?

Martin:           Prova a immaginare.

Stevie:                         (Calma; triste) Dubito di essere in grado.

Martin:           Provaci: talmente brutto che nessuna donna - nessun uomo - potrebbe neanche lontanamente pensare di... andarci a letto - per tutto l'oro del mondo.

Stevie:            Ti fai una sega, etc. Ma un'oca?!

Martin:          Non tutti si soddisfano in quel modo... facendosi una sega. Comunque, non importa. E anch'io ero infelice lì, a forza di stare con tutta quella gente infelice.

Stevie:            Mio Dio.

Martin:           E non capivo perché.

Stevie:             (Con ponderatezza) Davvero? Mi sa tanto che abbiamo appena scoperto il motivo per cui ti ammazzerò.

Martin:           (Tira avanti) C'è un'altra cosa che voglio farti capire.

Stevie:             (Sarcastica) Ah, sì? Un'altra cosa?

Martin:           E' una cosa che ho detto a Ross.

Stevie:             Basta con Ross.

Martin:           E' il mio miglior amico.

Stevie:             (Da attrice) Ah sì ? Pensavo di essere io la tua migliore amica!

Martin:           (Senza farsi scoraggiare; calmo) Gli ho detto che in tutti i nostri anni insieme - i tuoi e i miei - durante tutto il nostro matrimonio - non sono stato mai infedele.

Stevie:             (Piccola pausa; falso stupore) Uh!

Martin:           (Tira avanti) Mai in tutti questi anni. Sì all'inizio, una delle nostre comuni amiche, mi si sarà strusciata, in cucina, durante un party, o...

Stevie:            Mi piacciono le mie amiche; hanno buon gusto.

Martin:          Mai infedele; mai una volta. Non ne ho neanche mai sentito il bisogno. Stiamo talmente bene insieme, io e te.

Stevie:             Una coppia perfetta, eh?

Martin:           (Sincero) Sì!

Stevie:             Non avresti mai immaginato che un matrimonio potesse essere così perfetto.

Martin:           Sì! Cioè voglio dire no ; Non avrei mai immaginato.

Stevie:             (In stile pubblicitario) Brava a letto, grande cuoca, pulisce anche i vetri.

Martin:           Non scherzare!

Stevie:             No! E' troppo grave per non scherzare. (Ci ripensa) Sai che c'è: ma vaffanculo.

Martin:       Mai una volta! La gente mi guardava, mi diceva: "Ma che c'hai?!" "Non hai nessuna... insomma, voglia?" E io "Certo," "Ce n'ho tanta. Tutta per Stevie."

Stevie:             (Scuote la testa; cantilenante) la-la-la; Cazzo, la-la-la!

Martin:           (Rabbioso) Stanimi a sentire!

Stevie:                         (Come un soldato; come un trapano) Signorsì! (Più morbido) Signorsì.

Martin:          Tutti gli uomini che conoscevo avevano "storie"... vedevano altre donne, e ci scherzavano su - al club, in treno. Io mi sentivo... beh, mi sentivo quasi un pesce fuor d'acqua. "Ma che c'hai, Martin!? Mi vuoi dire che vai a letto solo con tua moglie!? Che razza d'uomo sei?!"

Stevie:             Voi uomini dovete essere uno spasso quando siete fra voi.

Martin:           La pecora nera. Io volevo solo te.

Stevie:             (Pausa; calma) Anch'io ho una cosa da dirti.

Martin:           (Anticipandola, con orrore) Oh, no! Non dirmi che sei sata a letto con...

Stevie:             (Alza le braccia; scuote la testa) Calma. Durante tutti i nostri anni di matrimonio ho desiderato solo te.

Martin:           (Profondamente triste) Oh, Stevie.

Stevie:            Mia madre mi ha detto una volta - eravamo veramente amiche; mi dispiace che tu non l'abbia conosciuta.

Martin:           Anche a me dispiace.

Stevie:            Parlavamo come due sorelle, quant'è vero Iddio; facevamo nottata a parlare, hai presente? due "ragazze"che parlano; eravamo amiche fino a questo punto, ma sta' sicuro che sapeva fare "la madre", se ce n'era bisogno, se voleva... mettermi a posto. E una volta mi disse - non te l'ho mai raccontato- " bada bene di sposare qualcuno di cui sei innamorata - profondamente e totalmente innamorata - ma sta' attenta alla persona di cui ti innamori, perché potresti finire per sposarla." (Martin ridacchia, quietamente, tristemente) "Io e tuo padre abbiamo fatto il miglior matrimonio che si possa fare" mi diceva sempre. "Vedi di fare lo stesso".

Martin :          Stevie, io...

Stevie:             "Sta' attenta a chi ti sposi" mi diceva. E io ci sono stata attenta. Mi sono innamorata di te tutta in una volta? No, è stato un crescendo, e ti ho - lo vogliamo dire? -adorato tutti questi anni, sono stata orgogliosa di tutto quello che hai fatto, ho gioito con te del nostro bambino... sui generis, son stata... perché no, felice. Penso che sia la parola giusta. No, no, non è che lo penso, lo so. (Comincia a piangere) Sono stata felice. (Dipiù) Guardami, mamma; ho sposato l'uomo che amavo (Dipiù) e sono stata...così...felice.

Martin:                       (Fa per toccarla; la tocca) Stevie...

Stevie:                         (Enorme; spazza via gli oggetti dal tavolino) LEVAMI DI DOSSO QUELLE MANI SPORCHE DI CAPRA!!! (Si rifugia contro il muro, a braccia aperte, singhiozzando).

Martin:                       (Reagisce come se si fosse scottato toccandola) Va bene! Basta!

Stevie:             No! Basta un cazzo! Vai fino in fondo! Vomita tutto! Rigurgitami tutto addosso. Non sarò mai così pronta. Perciò... avanti! Fallo! Sono pronta a immolarmi, sono nuda sul tavolo; tira fuori i coltelli! Colpiscimi! Lasciami i segni!

Martin:                       (Cipensa un momento) Prima o dopo averti vomitato addosso? (Dolce; mettendo le mani avanti per fare ammenda) Scusa, scusa.

Stevie:             (Con voce tremante) Quando sono fuori di sé le donne mischiano le metafore.

Martin:           (Conciliante) Sì; sì.

Stevie:             Continua! (Ci ripensa) Niente male, comunque.

Martin:           (Triste) Grazie.

Stevie:             ... e del tutto fuori luogo.

Martin:          Sì, scusa.

Stevie:            (Casualmente rovescia una sedia) Continua, ho detto.

Martin:          Hai intenzione di farlo con tutti i mobili?

Stevie:            (Si guarda intorno) Penso di sì. Per alcuni dovrai darmi una mano.

Martin:          Tregua! Tregua!

Stevie:             (Prende un quadro, lo rompe contro qualcosa) NO! NESSUNA TREGUA! Voglio sapere tutto! Adesso!

Martin:          Quello era il quadro di mia madre.

Stevie:             E ancora lo è! (Suggerendo) Hai trovato la nostra deliziosa casa di campagna.

Martin:           (Stringe l'assedio) E il giorno che l'ho trovata - t'ho chiamato. Ti ricordi: t'ho detto che avevo dato una caparra.

Stevie:            Non lo dimenticherò mai.

Martin:          E stavo in macchina, stavo tornando sull'autostrada, e mi sono fermato in cima a una collina...

Stevie:            In vetta.

Martin:           Come!? Ma che v'ha preso!?

Stevie:             Ti sei fermato in vetta a una collina - anzi sulla vetta di una collina.

Martin:                       Sì. Mi sono fermato e la vista era... una meraviglia. Autunno, le foglie che cambiavano colore...

Stevie:                         (Fissandolo) Bucolico in piena regola .

Martin:           Sì; bucolico in piena regola. Mi sono fermato e ho comprato delle cose per noi -verdure, etc. Ti ricordi.

Stevie:             (Nega decisamente) No, non mi ricordo.

Martin:           (Registra; prosegue) Non importa. Ed è stato allora che l'ho vista.

Stevie:             (Grottesca incomprensione) Chi ?!

Martin:           (Profondamente triste) Oh Dio, Stevie...

Stevie:             (Pesante ironia) Chi ?! Chi avrai mai visto!?

Martin:           (Ostinato) Io vado avanti. Me l'hai chiesto tu, e adesso io arrivo fino in fondo.

Stevie:             (Sguardo duro su di lui) Peggio per me, vuoi dire.

Martin:           Ho chiuso il cofano della macchina, con dentro tutto quello che avevo comprato. (Pausa) ... ed è stato allora che l'ho vista. E lei mi guardava con... con quegli occhi.

Stevie:                         (Fissandolo) Aha, quegli occhi!

Martin:                       (Deliberatamente lento) E quello che ho provato... non avevo provato mai niente di simile prima d'allora. Era così... straordinario. Lei era lì.

Stevie:                         (Grottesco entusiasmo) Chi!? Chi!?

Martin:                       Smettila: Mi guardava con quegli occhi e io... mi sono squagliato, penso. Penso che questo ho fatto: mi sono squagliato.

Stevie:                         (Entusiasmo malignetto) Ti sei squagliato!!

Martin:                       (fa un gesto con la mano per farla tacere) Non avevo mai visto un'espressione simile. Pura... fiduciosa e...innocente; così candida.

Stevie:                         (Eco sardonico) Candida; innocente; pura. Non li hai mai guardati i bambini, tanto per dirne una? Non l'hai mai guardato in faccia Billy, quand'era bambino? Oops!

Martin:                       (Supplichevole) Certo che l'ho guardato. Non mi trattare come un cretino.

Stevie:                         (Aspro colpo di risa) Non trattare me come una cretina.

Martin:           Sono andato... verso di lei - verso il recinto dove si trovava, e mi sono inginocchiato lì ad altezza occhi...

Stevie:                         (Quieto disprezzo) Ad altezza capra .

Martin:                       (Arrabbiato, didascalico) Io vado fino in fondo! Me l'hai chiesto, e adesso ti sorbisci tutta la storia! Perciò... falla finita con quell'aria tragica, e chiudi il becco! (Stevie inspira lentamente e si mette il dito davanti alla bocca) Va bene. Stammi a sentire. E' stato come se un alieno fosse spuntato da chissà dove, e ... mi avesse portato con sé, ed è stato un momento di estasi, di purezza, e... di amore, di un genere in-im-ma-gi-na-bi-le, e non c'è termine di paragone, non esiste niente a cui possa essere paragonato! Ma non vedi!? Non vedi la... non vedi la "cosa" che m'è capitata? Perché nessuno capisce? Perché non ho il diritto di provare quello che provo!? Siccome non c'è termine di paragone, non è ammissibile che sia accaduto! E' accaduto, ma non è ammissibile! (Stevie scuote la testa) Che fai?

Stevie:                         (Toglie il dito) Faccio l'aria tragica. Scommetto che uno psichiatra avrebbe di che divertirsi. (Rimette a posto il dito).

Martin:           Mi sono inginocchiato lì, ad altezza occhi, e c'era... come dire!?... un'intesa così profonda, così naturale

Stevie:             Certe cose te le ricordi, eh?

Martin:                       (Chiude gli occhi, li riapre) un'intesa così...

Stevie:                         (Orrenda vocina di testa) Non mi ricordo che sono venuto a fare in questa stanza, dove ho messo la testina del rasoio...

Martin:                       (Non raccoglie)... un'intesa così naturale, così profonda, che non potrò mai dimenticarla, intensa come quella notte in cui finalmente io e te siamo venuti insieme. Quand'è stato, un mese dopo che ci siamo messi insieme? (Dov'è lei, emotivamente) Stevie? Sembrava impossibile... ma stava accadendo!

Stevie:                         (Scuote la testa; stranamente oggettiva) Quanto mi odi?

Martin:                       (Senza speranza) Io ti amo. (Pausa) E amo lei. (Pausa) E questo è quanto.

(Stevie urla tre volte, lentamente, deliberatamente; una combinazione di rabbia e dolore)

Stevie:                         (Poi; calma) Continua.

Martin:                       (Apologetico) Devo farlo.

Stevie:                         Sì? (Martin annuisce) Va bene.

Martin:                       (Ricomincia) E c'era un accordo - una comunione - che, beh ... "epifania" è il termine più giusto, forse, e io sapevo come sarebbe andata a finire.

Stevie:             (Blandamente interessata al fatto) Mi viene da vomitare.

Martin:           No, ti prego. (Torna al punto) Un'epifania! E quando accade una cosa del genere, non c'è scampo, non ci si può tirare indietro. Ho infilato le mani fra il fil di ferro della recinzione e lei è venuta verso di me, mi ha messo il muso fra le mani, ha accostato il suo naso al mio e... e ha fatto naso-naso.

Stevie:             Io sono una donna adulta; una donna sposata (Come se non avesse mai sentito prima la parola) Ha fatto naso-naso; ha fatto naso-naso.

Martin:           Il suo respiro... il suo respiro era... così dolce, caldo e ... (Sente qualcosa, si interrompe).

Stevie:             Continua: di' alla donna adulta e sposata...

Martin:           (Alza una mano come segnale di avvertimento) Sento Billy.

(Entra Billy)

Billy:               La stai picchiando? (Vede lo sconquasso) Che cazzo!?

Stevie:             Stiamo facendo i lavori, tesoro. No, comunque - non mi sta picchiando. Mi sto picchiando da sola.

Billy:               (Vicino alle lacrime) Vi sento, voi due! Sto su e vi sento! SMETTETELA! SANT'IDDIO; SMETTETELA!!

Martin:           Fra poco, Billy; non abbiamo ancora finito.

Stevie:             Va', Billy. Vai fuori a giocare.

Billy:               Vai fuori a gioc...?

Stevie:             (Più dura) Esci! Lasciaci soli!

Billy:               Ma...

Martin:                       (Calmo) Fa' come dice tua madre. "Vai fuori a giocare." Fa' le torte con la terra, arrampicati su un albero...

Billy:                           (Puntando un dito in faccia a Martin) Se torno e trovo che gli hai fatto del male, ti...ti...(Piange apertamente; singhiozza, esce dalla stanza di corsa. Sentiamo sbattere la porta d'ingresso)

Stevie:                         (Dopo) Fa' le torte con la terra?

Martin:           Beh... quello che sia.

Stevie:                         (Calma) Che farai se torna e trova che mi hai fatto del male? ... quando torna e trova che mi hai fatto del male?

Martin:                       (Assorto in qualcosa) Come?

Stevie:            (Sorride) Una volta sceso dall'albero, con le mani tutte sporche di terra? (triste) Niente. (fredda) Eri nel bel mezzo della tua Epifania.

Martin:                       (Sospira) Sì.

Stevie:             (Triste) Dio, come vorrei che fossi stupido.

Martin:           (Lui pure) Sì; anch'io vorrei che tu fossi stupida.

Stevie:             (Pausa; concretezza da uomo d'affari) Epifania!

Martin:           E' stato in quel momento che ho capito...

Stevie:             ... che tu e quella cazzo di capra eravate destinati l'uno all'altra!

Martin:           ... che io e lei saremmo... (Piano; imbarazzato) che io e lei saremmo andati a letto insieme.

Stevie:            A stalla insieme! Nel fieno insieme! Non a letto insieme!

Martin:           (Siede) Come ti pare. Che quello che non poteva succedere stava per succedere. Che tutti e due ci desideravamo molto, che io dovevo averla, che io... (Stevie grida - una rabbia dal profondo della gola- e si lancia su Martin. Lui si alza e le afferra i polsi) Adesso smettila! Fammi finire!

Stevie:            La prossima volta che fai, ti scopi Billy?

Martin:           (Di ghiaccio) Non è il mio tipo.

Stevie:                         (Rabbiosa) Non è il tuo tipo!? Non è il tuo tipo, cazzo!?

Martin:           No; non è il mio tipo. (Lei sta per colpirlo) Tu sei il mio tipo. (Lo shock di questa frase le fa lasciare a metà il gesto; vediamo la sua confusione) Tu sei il mio tipo.

Stevie:             (Rimane dov'è; dura) Grazie!

Martin:          Prego. (Un gesto) Stevie, io...

Stevie:            Io sono il tuo tipo e pure lei; pure la capra, (più dura) Basta che sia femmina, eh? Basta che abbia la fica, per te va bene!

Martin:           (Enorme) L'ANIMA!! La capisci la differenza?! Non la fica, l'anima!

Stevie:             (Dopo un pò '; lacrime di nuovo) Non ci si può scopare un'anima.

Martin:           No; e non è questione di scopare.

Stevie:             SI'!!

Martin:           (Più gentile possibile) No, no, Stevie, non è questo.

Stevie:             (Pausa; poi ancora più sicura) Sì! E' questione di scopare. E' questione che sei un animale!

Martin:           (Cipensa un momento; calmo) Ho pensato di esserlo.

Stevie:             (Sprezzante) Hunh!

Martin:           Ho pensato di esserlo; ho pensato che fossimo tutti... animali.

Stevie:             (Rabbia fredda) Parla per te!

Martin:           (Gentile; razionale) Oh, ci innamoriamo di mote altre creature... cani e gatti, e...

Stevie:             Ma non ci scopiamo! Sei un mostro!

Martin:           (Ridimensionando) Sono una persona fortemente turbata, profondamente divisa...

Stevie:             (Senza quartiere) Ti scopi gli animali!

Martin :          Sylvia e io...

Stevie:             (Maligna) Adesso mi verrai a dire che lei ti vuole .

Martin:           (Con molta semplicità) Sì.

Stevie:             Che fa - ti si struscia col di dietro, belando?

Martin:           Le pecore belano.

Stevie:            Ci siamo capiti!! Che fa: si offre a te? Piega le zampe davanti, volta leggermente la testa, ti lancia degli sguardi, con la...

Martin:           Smettila! Io non vado a raccontare in giro quello che faccio con te!

Stevie:             (Sprezzante) Grazie! Approfitti di questo... essere!? Stupri questo... animale, e ti convinci che si tratta di amore!?

Martin:           (indifeso) Io l'amo... e lei ama me, e...

Stevie:             (Un enorme verso di animale; spazza via dalla libreria tutto il suo contenuto, o rovescia un mobile. Silenzio; poi comincia calma, in crescendo) Adesso stanimi a sentire. Io ti ho ascoltato, sono stata a sentirti mentre mi dicevi come mi ami, come tu non abbia mai desiderato un'altra donna, come il nostro matrimonio sia stato superiore a qualsiasi aspettativa. Siamo tutti e due troppo intelligenti per la maggior parte delle stronzate che circolano. Noi vediamo come la profonda e spaventosa ironia delle cose passi al di sopra delle teste della maggior parte delle persone; vediamo quanto c'è di mostruosamente sbagliato in quello che i più accettano come normale; condividiamo gioie e dolori di questa consapevolezza. Noi abbiamo un progetto di vita ben definito, da qui fino alla nostra morte, ma va bene, perché è un buon progetto... l'unica condizione è non perdere la testa...

Martin:           Lo so; lo so.

Stevie:             (Non mi interrompere!) Zitto; l'unica condizione è non perdere la testa. (Gli punta un dito contro) E tu l'hai persa!

Martin:           Stevie,io...

Stevie:            Ho detto: zitto. Lo sai come hai fatto? Com'è stato che hai perso la testa?

Martin:           (Mugugnando) Perché un giorno mi sono trovato ad un banco di verdura, ho guardato alla mia destra e ho visto...

Stevie:             (Dura e lenta) Perché hai rotto qualcosa che non si può aggiustare!

Martin:           Stevie...

Stevie:            Non mi ami più? Va bene! Cioè, non va bene, ma si può trovare un rimedio... il tempo... non lo so! Ma dirmi che ami me e un animale - entrambi! - ugualmente? Allo stesso modo? Che ti alzi dal mio letto - dal nostro letto... (Quasi un a parte) è incredibile - no? - quanto ci sappiamo fare ancora, come sappiamo darci piacere in modo così...pieno, così...nuovo ogni volta ...{Fine dell'apatie) ...che ti alzi dal nostro letto, ti lavi l'uccello, ti metta in macchina e vada da lei, e faccia con lei quello che non posso nemmeno immaginare? O - peggio!... che tu sia passato da lei al mio letto!? Al nostro letto!?... e che faccia con me quello che posso immaginare... l'amore...!?

Martin:           (Profonda tristezza) Oh, Stevie...

Stevie:             (Non lo ascolta) Che tu possa fare le due cose... e non capire come questo... MANDI TUTTO IN FRANTUMI!!?? Come sia qualcosa con cui non si può venire a patti -come non sia questione di perdono o di "non lo faccio più"?- e come io sia distrutta? Tu sia distrutto? Come io non riesca ad ammettere un fatto del genere anche se lo so!? Come non possa rifutarlo perché non posso ammetterlo? E non possa ammetterlo perché è al di là del diniego!?

Martin:           Stevie... te lo giuro, non lo faccio più; guarda...

Stevie:             E che non farlo più non ha niente a che vedere con l'averlo fatto?! Che niente ha a che vedere con niente!? (Le lacrime, se ci sono, si fermano) Tu mi hai distrutto; tu, che ti scopi una capra, tu, l'amore della mia vita! Tu mi hai annientato. (Glipunta contro un dito in modo accusatorio) Tu mi hai fatto toccare il fondo, e io ti trascinerò a fondo assieme a me!

(Breve pausa; si gira sui tacchi e esce. Sentiamo sbattere la porta d'ingresso.)

Martin:           (Dopo che lei è uscita; dopo che lui ha sentito sbattere la porta; come un bambinetto) Stevie? (Pausa) Stevie?

Fine della scena

Terza Scena

(Circa un 'ora più tardi. Martin è seduto sulle rovine. Forse esamina un pezzo rotto di qualcosa. La stanza è com 'era alla fine della seconda scena. Laporta d'ingresso sbatte; Billy entra; Martin non alza lo sguardo.)

Billy:               (Guardandosi intorno) Wow!

Martin:           (Rendendosi conto che Billy è lì) Sì; wow.

Billy:               (Con apparente disinvoltura; rimettendo in piedi una sedia, forse) Certo che avete proprio sviscerato la questione, hunh.

Martin:           (Sommesso; quasi ridendo) Oh.sì.

Billy:               Dov'è?

Martin:           Hm? Chi?

Billy:               (Non amichevole; articolando eccessivamente) Mia madre. Dov'è mia madre?

Martin:           (Rifacendogli il verso) Dov'è "mia madre"? Non "Mamma - dov'è mamma?" No... "Dov'è mia madre?"

Billy:               (La rabbia sale) Ci siamo capiti! Dov'è ? Dov'è mia madre?

Martin :          (Allarga le braccia; disarmato) Io... io...

Billy:               (Più arrabbiato) Dov'è? Che hai fatto... l'hai uccisa?

Martin:           (Piano) Sì; penso di sì.

Billy:               Che!!?

Martin:           (Calmo, con una mano avanti per tenerlo buono) Fermati. No. No, non l'ho uccisa - certo che non l'ho uccisa - ma forse tanto valeva farlo. In un certo senso ci siamo uccisi l'uno con l'altro.

Billy:               (Insiste) Dov'è?

Martin:           (Semplicemente) Non lo so.

Billy:               Come sarebbe a dire che non...

Martin:           (Forte) Se n'è andata!

Billy:               Come sarebbe a dire che se n'è andata? Dov'è...

Martin:           (Piuttosto brusco) Smettila di chiedermi come sarebbe a dire! (Più calmo) Ha detto quello che voleva dire; ha finito... e se n'è andata. Ha sbattutto la porta e se n'è andata. Immagino che abbia preso la macchina.

Billy:               Sì, la station-waggon non c'è. (Più Duro) Dov'è mamma?

Martin:           (Forte) Se n'è andata! Non lo so dov'è! Lo capisci l'Italiano! "Se n'è andata." Lo capisci l'Italiano?! No, non l'ho uccisa, sì, in un certo senso l'ho fatto, in un certo senso ci siamo uccisi l'uno con l'altro. Anche questo è Italiano: una delle materie che studi!

Billy:               (Nella sua rabbia vicino alle lacrime? Probabilmente) Io lo so chi sei. Io so che sei mio padre. Io lo so chi sei e che ruolo dovresti avere, ma...

Martin:         Anche tu?

Billy:               Hunh?

Martin:           Non sai più chi sono.

Billy:               (Piatto) No.

Martin:           Eh,... neanche tua madre.

Billy:               (cerca di spiegarsi ma, ancora, e 'è sotto della rabbia) I genitori litigano; questo lo so; lo sanno tutti i figli. Ci sono periodi sì e periodi no, e qualche volta ti senti mancare le staffe sotto i piedi...

Martin:           (Non può trattenersi dal dirlo) Stai mischiando le metafore.

Billy:               (Furioso) Come!?

Martin:           Non importa; forse non è il caso; Dicevi..." Ci sono periodi sì e periodi no"?

Billy:               Sì. (Rapido sarcasmo) Grazie.

Martin:           (Senza sprecarsi) Prego.

Billy:               Ma qualche volta ti senti mancare ci-siamo-capiti-che sotto i piedi.

Martin:           Il terreno, credo.

Billy:               Va bene! Adesso zitto, cazzo! (Martin fa per aprire la bocca, la richiude. Billy sputa fuori) Semantista!

Martin:           Complimenti! Dove l'hai imparato?

Billy:               Frequento una buona scuola. Non ti ricordi?

Martin:           Sì, ma comunque sia...

Billy:               Ho detto, zitto, cazzo!

Martin:           (Sottomettendosi) Va bene.

Billy:               Ci sono periodi sì e periodi no. Ci sono periodi in cui siamo così... profondamente immersi nella contenteza, nella felicità, che ci sembra quasi di affogare, ma non ce ne importa. Qualche volta accade - non tanto spesso. Ci sono periodi in cui non sappiamo che cazzo sta succedendo - a noi, attorno a noi -   e questo avviene il più delle volte. Parlo di noi cosidetti adolescenti.

Martin:          Lo so.

Billy:               E poi ci sono le volte in cui vorremmo essere abbastanza grandi da ... semplicemente imboccare la porta e ricominciare tutto da capo, da un'altra parte - cancellare tutto.

Martin:           (Calmo) E questa volta?

Billy:               (Duro) Indovina un po', brutto stronzo! (Grande) Ce hai fatto a mia madre!!??

Martin:           (Calmo) Abbiamo terminato la nostra conversazione (Indica la stanza devastata) - vedi come parliamo? - abbiamo terminato la nostra conversazione, lei ha avuto... l'ultima parola, e se n'è andata. E' uscita, dalla porta principale, slam.

Billy:               Quanto tempo fa?

Martin:           (Si stringe nelle spalle) Un'ora; forse più; forse due. Non mi riesco a regolare molto col tempo, al momento.

Billy:               Due ore? E non hai...

Martin:           (Un po' arrabbiato anche lui) Fatto che!? Chiamato la Polizia? (Terribile parodia dell'ansia) "Oh, agente mi aiuti! Mia moglie ha appena scoperto che me la faccio con gli animali, ed è fuggita, non potrebbe aiutarmi a trovarla?" Oppure che?! Lanciarmi all'inseguimento? E' una donna adulta; potrebbe stare dal parrucchiere per quanto ne so io.

Billy:               (Ostinato) Cos'è che ti ha detto?

Martin:           (Risata affranta) Oh... diverse cosette.

Billy:               (Più grande) Quando se n'è andata! Che ha detto quando se n'è andata?!

Martin:           Qualcosa circa... il trascinarmi al fondo - non lo so.

Billy:               Sii più preciso.

Martin:           Beh, è difficile essere più preciso. Non è che proprio non avessi niente da fare, e...

Billy:               (Grande) Voglio sapere esattamente quello che ha detto, e subito!

Martin:           (Si schiarisce la gola) "Tu mi hai fatto toccare il fondo, e io... ti trascinerò a fondo assieme a me!"

Billy:               (Confuso, cercando di capire) Che vuoi dire?

Martin:           (Quasi dolce) Nessuno ti ha fatto mai toccare il fondo? No, immagino di no – ancora no. Significa ...(Non trova le parole) significa quello che dice: che tu mi hai fatto qualcosa che non si può cancellare... e non la passerai liscia.

(Billy rimane fermo per un momento e poi spontaneamente piange per un pò '; poi smette)

Billy:               (Si asciuga le lacrime) Ho capito.

Martin:           (Ulteriore spiegazione) Tu hai distrutto me - io distruggo te.

Billy:               Sì, ho capito. (Indicando lo sconquasso) Non vale la pena di rimettere in ordine qui.

Martin:           (Risatina triste) Fa abbastanza orrore, no?

Billy:               Proviamoci, comunque.

Martin:          A che prò? Per preparare il palco per il prossimo round? (Con un pò ' di auto-compatimento e ironia) Quale prossimo round? E' tutto finito, non ti pare? - ogni cosa? Tutte le speranze... "di salvezza"? (Una veloce litania) The End - chiuso -finito - morto e sepolto - ci facciamo una croce sopra - abbiamo visto il fondo -tiriamo lo sciacquone e buonanotte al secchio... o no? Tutte le speranze, proprio tutte? Andate? Non è così?

Billy:               (Si stringe nelle spalle) Come credi. (Cominciano a raddrizzare qualcosa, non molto) Il passo successivo quale sarà? Il divorzio?

Martin:           (Semplicemente) Non lo so, Billy; non so se ci sono regole per un caso come questo.

Billy:               Al di là di tutte le regole, eh?

Martin:           (Con un certo dolore) Penso di sì.

Billy:               Non saprei. Mi sa che non sono mai stato innamorato. Finora, voglio dire. Sì un sacco di cotte, e tutto il resto.

Martin:           Io solo due volte - tua madre e... Sylvia.

Billy:               Ci insisti, eh?

Martin:           Su...?

Billy:               (Derisorio) Su questa capra! Su questa grande storia d'amore!

Martin:           (Stringendosi nelle spalle) E' la verità.

Billy:               Cresci!

Martin:          Ah! Di questo si tratta! (Billy ride, contro la sua volontà. Martin cerca di raddrizzare una sedia) Aiutami un po'. (Stranamente offeso) Grazie!

Billy:               (Si stringe nelle spalle) Non c'è di che. (Pausa) A scuola ci hanno chiesto - quando? Una settimana fa, un mese fa? - hanno chiesto a ognuno di noi raccontare quanto fossero normali le nostre vite, quanto il tutto fosse... convenzionale e come ci sentissimo al riguardo.

Martin:          Ma che razza di scuola è!?

Billy:               (Si stringe nelle spalle) Voi l'avete scelta; siete voi due che l'avete scelta. E in molti si sono alzati e hanno parlato - sai - della vita a casa, dicevano se i genitori andavano d'accordo o no, e tutto il resto; e non è uscito fuori niente di speciale, a parte il caso di quelli che avevano i genitori separati o morti o impazziti.

Martin:           Davvero? Impazziti?

Billy:               Certo. Una buona scuola privata. Tutti maschi, oltretutto; grazie. Cioè, era tutto come uno se lo poteva aspettare. Magari tutti hanno passato sotto silenzio i particolari più succosi, o non li sapevano. (Raccoglie un coccio) Questo dove va?

Martin:           Nel secchio, temo.

Billy:                           (Lo guarda) Peccato. (Lo lascia cadere) Quindi è stato tutto abbastanza noiosetto, più o meno quello che ci si poteva aspettare.

Martin:           Mi sembra di capire che tu ancora non ti sia alzato a parlare.

Billy:               (Senza commento) No. Ancora no. (Aspetta un pò ') Sai che cosa gli dirò ?

Martin:           (Ha un sussulto) Lo voglio sapere?

Billy:               Certo; sei uno con le spalle forti.

Martin:           Non sono in forma.

Billy:               No? Beh... comunque. Penso che gli dirò questo: che ho vissuto con le due persone più splendide che si possano immaginare; che non potrei chiedere genitori migliori. (Martin alza una mono per protestare) No; davvero; lo penso. Voi due siete il massimo che si possa avere. Siete aperti, buoni, avete senso dell'umorismo - tutti e due - e ..e siete Democratici. Siete Democratici, no?

Martin:          Più di loro qualche volta.

Billy:               Questo pensavo, e avete capito che crescere un figlio non significa farne una vostra copia carbone, e ce la mettete tutta per farmi credere di aver accettato il fatto che sono gay con molta più disinvoltura di quanto probabilmente sia vero.

Martin :          Beh, adesso...

Billy:               Grazie, comunque.

Martin:           E' il minimo.

Billy:               (Annuendo) Va bene.

Martin:           (Fingendo di sorprendersi) Sei gay!?

Billy:                           (Sorride) Zitto. Comunque, m'avete permesso di spassarmela più di molti altri ragazzi, molto di più di quanto facciano tanti "mamme e papa", e in un modo molto più vicino a quello che può significare essere adulti, per quanto ne so. Siete stati un bel modello; è grandioso vedere come due persone possano amarsi...

Martin:           Non fare così!

Billy:               Almeno questo è quello che pensavo - finché non mi sono ritrovato in mezzo alla merda!

Martin:          Billy, per favore, non fare così.

Billy:                           (Un grosso pianto sotterraneo)... finché non mi sono ritrovato in mezzo alla merda, e il discorso che volevo fare a scuola è passato nel dimenticatoio. (Esagerato) Che cosa gli dico adesso!? Santo Dio! Il Paese dei Balocchi è andato in frantumi. (Tono più normale) Che gli dico!? Beh, vediamo un po'; ieri sono tornato a casa, e fino ad allora tutto era stato grandioso - assolutamente normale e quindi grandioso. Genitori grandiosi, casa grandiosa, alberi grandiosi, macchine grandiose - capito?: il classico "grandioso". (Più grande, adesso, più esagerato) Ma poi oggi sono torno a casa a che ti trovo? Ti trovo la mia grandiosa mamma e il mio grandioso papa che parlano di una lettera del grande amico del cuore Ross...

Martin :                      (Rabbia profonda) Affanculo Ross!!

Billy:               Sì? Una lettera del grande amico del cuore Ross alla mia grandiosa mamma dove si dice che il mio grandioso papa è stato un attimo nell'aia a scoparsi degli animali!!

Martin:           Su... non fare così.

Billy:               Degli animali! Beh, uno in particolare. Una capra! Una capra di merda! Vedete, ragazzi, le vostre storie sono fiche, ma io ce ne ho una che vi farà restare di sasso, come si diceva una volta, che vi spazzerà via i tatuaggi dal culo. Vedete, mentre il caro vecchio papa e la cara vecchia mamma facevano il caro vecchio mestiere di genitori, uno di loro è stato giù in cantina, a scavare una buca così profonda! così larga!, così... ENORME!...che ci cadremo tutti dentro (Piangendo, adesso) e non saremo... capaci... di... risalirne... mai... più - per quanto possiamo volerlo, per quanto possiamo sforzarci. E vedete, ragazzi, cari compagni, vedete, io voglio bene a queste persone. Io voglio bene all'uomo che è stato lì sotto a scavare - quando non si scopa la capra! Io gli voglio bene! (Lascia cadere quello che ha in mono, va verso Martin a braccia aperte) Gli voglio bene! (Abbraccia forte Martin, che non sa che fare. Comincia a baciare Martin sulle mani, poi sul collo, e intanto piange. Poi la cosa si trasforma - o forse no - e bacia Martin in piena bocca — un bacio profondo, sessuale, fra i singhiozzi. E' entrato Ross, che resta in piedi a guardare. Martin cerca di sganciarsi da Billy, ma Billy geme, e resta attaccato. Alla fine Martin lo spinge via. Billy resta lì, ancora fra i singhiozzi, abbracciando il vuoto. Non hanno visto Ross.)

Martin :          Non fare così!

Billy:               Io ti voglio bene!

Martin :          Certo, tu... tu..

Billy:               Tu, brutto frocio?

Martin:           (Rabbioso) Non volevo dire questo!!

Billy:               (Tanto triste; tanto sincero) Papà! Io ti voglio bene! Abbracciami! Ti prego!

Martin:           (Lo stringe; lo accarezza) Shhhhhh; shhhhhh; shhhhhh.

Billy:               (Sciogliendosi doll'abbraccio, alla fine) Mi dispiace; non volevo...

Martin:           No; va tutto bene. (Braccia aperte) Qui; fatti abbracciare.

(Billy gli si avvicina di nuovo; un breve abbraccio nel silenzio)

Ross:               Chiedo scusa. (Fanno un salto, si separano. Forse Billy inciampa in qualcosa) Mi dispiace, non volevo interrompere il vostro piccolo...

Martin:           (Furia gelida) Il vostro che!? Hai visto un padre e un figlio eh si baciavano? Starebbe bene in una delle tue lettere del cazzo. Giuda! Esci di qui!

Billy:               (A Ross) Non è stato quello che pensi tu!

Martin:           (A Billy) Sì, sì, lo è stato! Non ti scusare! (A Ross) Peccato che tu non abbia portato la tua troupe del cazzo! Tu e tuo figlio non vi baciate mai? Tu e - come si chiama? -Todd non vi volete bene?

Ross:                           (Duro; sprezzante) Non in quel modo!

Martin:           (Arrabbiato e implacabile) Quel modo!? Quale modo!? (Indica vigorosamente Billy) Questo ragazzo è ferito nel profondo! Io l'ho ferito e lui mi vuole ancora bene! Brutto stronzo! Vuole bene a suo padre, e se scatta una componente - diciamo -sessuale, per... un'attimo... solo un attimo... che c'hai da ridire!? Che cazzo c'hai da ridire!? E' ferito, ed è solo, e fatti i cazzi tuoi!

Ross:                           Sei più malato di quanto pensassi.

Martin:           No! Sono fuori di me!

Billy:               (Dolente stupore) E' scattata . E'scattata quella componente, e tu non eri nient'altro che...

Martin:           Va tutto bene.

Billy:               ...un uomo. Io li confondo...sesso e amore; amore e...(A Ross) Forse voglio davvero andare a letto con lui. (Risata dolente) Voglio andare a letto con chiunque.

Martin:           (Per calmarlo) Va tutto bene.

Billy:               (Ancora a Ross) A parte te, probabilmente.

Ross:               Oh, Signore! Sei malato! Ma che è... contagioso?

Billy:               (Confuso) Che? E' che?

Martin:           (Si avvicina a Billy per tranquillizzarlo) Una volta uno m'ha detto - un amico; andavamo in palestra insieme - m'ha detto che che teneva il figlio in sulle gambe -non si poteva nemmeno parlare di ragazzino o ragazzina: un bebé - ce l'aveva sulle gambe, e quello vagiva e faceva dei risolini, e lo teneva sulle gambe con le braccia intorno (Fa vedere come), e lo faceva oscillare un po' da una parte all'altra, per farlo divertire, per fargli fare più risolini... e all'improvviso si è reso conto che gli stava diventando duro.

Ross:               Oh, Signore!

Billy:               Oh mio Dio...

Martin:           ... che il bambino sul suo grembo glielo stava facendo diventare duro - non è che si stesse eccitando; non era un fatto sessuale, ma stava succedendo.

Ross:               Oh, Signore!

Martin:           ... il cazzo gli si stava rizzando a forza di tenere in grembo il bambino - il suo bambino. E quando s'è reso conto di quello che stava succedendo, s'è sentito morire; il battito cardiaco ha cominciato ad andare a mille; le orecchie gli ronzavano - forte! Foltissimo! E stava per svenire, se lo sentiva, e poi il momento è passato e ha capito che si era trattato di un incidente, che non significava... niente - che non c'era nessun rapporto con niente. E' entrata sua moglie; gli ha sorriso; lui ha sorriso a lei e le ha passato il bambino. Tutto lì; finito tutto. (Si stringe nelle spalle) Sono cose che capitano. Peraltro- sono fuori di me. Ricordi?

Ross:               Che fai? Ti difendi? Oh, Signore. Tu sei malato.

Martin:           (Sprezzante) Non sai dire altro? "Malato" e "oh, Signore!" Non hai altro da dire? (Girandosi verso Ross) Allora, che vuoi, adesso, pezzo di merda!? Giuda!?

Ross:               Stevie ha chiamato - che sarà, un'ora fa? Forse più? - ha detto che avevi bisogno di me; ha detto di venire qui.

Martin:          Non ho bisogno di te! Vattene! (Sorpreso) Lei ha chiamato te?

Ross:               Sì (Scuote il capo) Arraparsi con un bebé. Ma c'è qualcosa che non ve lo faccia venire duro, a voi altri?

Martin:           (A Ross; duro, con gli occhi serrati) C'è qualcosa che non ce lo faccia venire duro a "noi altri"? C'è qualcosa che non lo faccia venire duro a chiunque, che lo ammetta o no? - che lo sappia o no? Ti ricordi San Sebastiano trafitto da tutte quelle frecce? Probabilmente se n'è venuto, in quel momento! Dio sa se non è così. Vuoi che vada avanti!? Vogliamo parlare della croce!?

Ross:               (Scuotendo la testa; triste, ma con il labbro arricciato) Malato; malato; malato

Martin:           (A Ross, con rabbia crescente) Te lo dico io che cos'è da malati! Scrivere quella lettera del cazzo a Stevie - non importa perché!! - quello è da malati! Io te ne parlo ; ti confido la... la... tutta la sporca faccenda, perché penso di aver perso la bussola, forse; Te ne parlo ; mi confido con te perché tu sei... che!? ... sei il mio miglior amico? Perché ho bisogno di dirlo a qualcuno , qualcuno con la testa abbastanza sulle spalle da poter ascoltare una cosa del genere. Lo dico a te, e tu ti giri, cazzo, e ...

Ross:              Ho dovuto farlo!

Martin:          No! Non è vero! Non è vero affatto!

Ross:               (Dogmatico) Non potevo lasciarti continuare!

Martin:           (Vicino alle lacrime) Forse ne sarei uscito. Avrei potuto smettere, e nessuno ne avrebbe saputo niente. A parte te, pezzo di merda. E' arrivato "Mr.un colpo e ti faccio fuori". Avrei potuto...

Ross:              No! Non ce l'avresti fatta!

Martin:           Forse ne sarei uscito. E adesso, invece, niente potrà più tornare al suo posto! Mai più!

Billy:               (Cercando di dare un contributo) Papà...

Martin:           (Selvaggio) Tu, zitto! (Billy ha un sussulto. Martin reagisce) Oddio, scusa. (A Ross) E va bene, sì, era da malato, sì, era compulsivo, e...

Ross:               Non era!E'!

Martin :          (Si ferma a mezz 'aria) Io... io...

Ross:               E'!

Martin:           (Cercando di contenersi) E’. Va bene. E’; è da malati; è compulsivo.

Ross:               (Incalzando) Ed è sbagliato!

Martin:           E'...è che!?

Ross:              Sbagliato! Profondamente, distruttivamente sbagliato!

Martin:           Quello che ti pare! (Rabbia crescente) Ma l'avrei potuto affrontare! Non c'era bisogno di far precipitare tutto! Non c'era bisogno di distruggere tutti e due; non c'era bisogno di distruggere anche Stevie!

Ross:               Io!? Io ho fatto precipitare tutto? Qui non si tratta... che ne so, di un caso di appropriazione indebita, caro mio; non si tratta di aver rubato denaro a povere vedove indifese; non si tratta di essere andati a puttane ed essere tornati con lo scolo, o quant'altro, tu m'hai capito. Qui non è questione di un piccolo arresto di carriera -umiliazione, pubblica ammenda, e via si riparte. Qui siamo oltre - ben oltre. Tu va' avanti così, e vedrai che scivolone farai un giorno di questi. Qualcuno ti vedrà. Qualcuno ti sorprenderà, un giorno di questi, in qualunque posto tu nasconda la capra, non importa dove. Qualcuno ti vedrà in ginocchio dietro quel cazzo di animale, coi pantaloni calati. Qualcuno ti coglierà in flagrante.

Billy:               Lascialo in pace, per l'amor di Dio, Ross.

Ross:               (Mettendo a tacere Billy con un gesto della mano; a Martin) Hai idea di quello che ti faranno? La stampa? Tutti! Tutto all'aria -la tua carriera; la tua vita... tutto. (Freddo; razionale) Per scoparti una capra. (Scuote la testa tristemente; Billy piange sommessamente).

Martin:           (Lungapausa) Di questo si tratta, allora? Che la gente lo verrà a sapere!? Che la gente lo scoprirà? Che qualunque cosa io faccia, questo è quello che conta? Che la gente lo scoprirà? Chi se ne sbatte della... la cosa in sé!? Chi se ne sbatte di quello che significa!? La gente lo scoprirà?

Ross:               L' anima è affar tuo. Su tutto il resto ti posso dare una mano.

Martin:           Certo che è affar mio, e mi pare chiaro che tu non ne possiedi una.

Ross:               (Blando interesse) Oh?!

Martin:           Quindi di questo si tratta in fin dei conti, eh?... fino a che punto uno può farla franca?

Ross:               Certo.

Martin:           (Pesante ironia) Ah, Deo Gratias! E' così semplice. E io che pensavo fossero in gioco l'amore e la perdita, e invece è solo questione ... di pararsi il culo. Vedi? Io e Stevie non ci avevamo capito niente! Bisogna che quando torna - se torna - le faccia capire subito come stanno in realtà le cose. (Intenso, senza guardare né Ross né Billy) Possibile che nessuno capisca quello che è accaduto!?

Ross:               Ma per l'amor di Dio, Martin!

Billy:               Papà...

Martin:           (Piangendo un pò ') Perché nessuno capisce questo... che sono solo... completamente... solo!

(Silenzio. Poi sentiamo un rumore dalla porta)

Billy:               Mamma? (Billy va verso quello che è rimasto dell'ingresso. Esce)

Martin:           (Pausa; a Ross, implorante) Tu mi capisci; vero?

Ross:               (Lunga pausa; scuote la testa) No.

(Stevie trascina una capra morta. La capra ha la gola tagliata; il sangue copre i vestiti di Stevie, le sue braccia. Si ferma)

Ross:               Oh, mio Dio.

Martin:           Che hai fatto!?

Stevie:             Ecco.

Billy:               (In senso universale; a nessuno; disarmato, una quieta implorazione) Aiuto. Aiuto.

Ross:               Oh, mio Dio.

(Martin si avvicina a Stevie.)

Martin:           Che hai fatto!? Oh, mio Dio, che hai fatto!?

(Billy sta piangendo. Stevie fissa Martin per un attimo, Ross è immobile)

Stevie:             (Si volta per fronteggiarlo; serenamente, senza emozione) Sono andata dove Ross mi ha detto che avrei trovato... la tua amica. L'ho trovata. L'ho uccisa. Te l'ho portata. (Domandina curiosa) No?

Martin:           (Un grido dal profondo) ANNNNNNNH!

Stevie:             Di che ti meravigli? Che ti aspettavi che facessi.

Martin:           (Piangendo) Che t'ha fatto!? Che male t'ha fatto!? (Ignorando Ross. A Stevie) Ti domando: che male t'ha fatto?

Stevie:             (Pausa; calma) Ti amava... hai detto. Quanto ti amo io .

Martin:           (A Stevie; svuotato) Mi dispiace. (A Billy; svuotato) Mi dispiace. (Poi...) Mi dispiace.

Billy:               (Prima all'uno, poi all'altra; nessuna reazione da nessuno dei due) Papà? Mamma?

(Tableau)

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