La danza su di un piede


LA DANZA SU DI UN PIEDE

Commedia in quattro atti

di ROSSO DI SAN SECONDO

PERSONAGGI

ESTER MORINI

ELENA MORINT

Il Pittore PAOLO D'ARRIGHI

LUDOVICO RASOI

ALESSIO AURIGI

ANGELA

RAPIDI

Il Pittore CAPER

Il primo atto in citt

MICHELE RAPIDI

SUSANNA BENE

ALINE KALIMATOV

GEORGETTE DE FLEUREL

LIONELLO DANTUSO

ORIO TRAMANTI

Il Commissario di Polizia

Un cameriere Un servo Un soldato

Il maestro di musica Il Tipografo che non parlano

Il primo atto in citt. Gli altri 3 in una villa presso Rimini.

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Vastissimo vano nel sottosuolo di un palazzo il cui pian terreno occupato dalla casa d'arte e cabaret notturno Rapidi . Il vano che la scena rappresenta, serve d'archivio, segreteria, laboratorio, magazzino della casa d'arte. Perci vi si trovano le cose pi diverse e pi strane. Disegni, pitture, studi di scultura, mucchi di carte, manifesti, drappi di parato, arazzi, caricature; il tutto rischiarato da varie lampade pendenti dal soffitto e chiuse in lanterne dalla foggia pi bizzarra. Una porticina in fondo mostra il piede di una scala a chiocciola che porta sopra. Un'altra apertura a sinistra, celata da una tenda, d nel laboratorio. Una vecchia scrivania sul davanti a destra; una tavolacela larga con una panca a sinistra verso il fondo. Due larghe ottomane, sedie, panche, sgabelli. sera.

(All'alzarsi della tela sono in iscena da una parte, presso la tavola di destra, Rapidi, Michele, il Tipografo, il Maestro di musica. Dall'altra, alla tavola di sinistra, verso il fondo, il pittore Caper che disegna e Susanna Bene che gli si seduta accanto e lo molesta):

Rapidi - (in piedi presso la tavola dopo aver considerato un gran foglio di carta su cui Michele ha abbozzato un manifesto da affiggere sulle cantonate della citt) Cos, un gran Rapidi in testa, grossissimi caratteri, mi raccomando, senza alcuna denominazione, n Casa d'Arte, n teatro, n nulla. Rapidi ormai una parola magica sia in Italia che all'Estero, scoppia, scatta, sprizza, scintilla, abbacina, affissa in manifesti sulle cantonate; significa pittura, scultura, musica, dramma, danza, scenografia, nel pi moderno senso della parola; significa luce, colore, suono, arte nella maniera pi rabbrividente, sintetica, elettrica, fluida e imprevista... Significa...

Susanna Bene - (che da un pezzo molesta il pittore Caper il quale, seduto alla tavola di sinistra, avanti ad una bottiglia di vino immerso, matita in mano, in una cupa meditazione, interrompendo Rapidi) Sbornia... stordimento, indigestione, accapigliamento di cocottes... e tragedie di dame d'alto bordo, come quella di iersera!

Rapidi - (ridendo allegramente invece di pigliarsela) Sicuro... ah! ah! ah! proprio cos... Qui dentro, se mai l'umanit vi entri savia, ne esce pazza!... Ah! ah! ah! questo lo scopo che si vuol raggiungere!... Per per te, Susannetta, non occorreva la permanenza qui. Pazza eri di gi!... Oh! Oh!... la vedete?... Non una bolscevica?... Ecco un'idea!... Cancella quel Bene; che significa quel suo cognome, Bene? Niente Scrivi: balletti spasmodici di Mademoiselle Dynatnite!

Michele - Devo far davvero cos?

Rapidi - Cos (mentre Michele corregge il manifesto, a Susanna:) Per non molestarmi Caper. Altrimenti subito di l... Lasciamelo stare con la sua bottiglia e la sua matita... Egli fatto in cotalmodo! ... Oh! .... Oh! ... S'incupisce piano piano... e comincia a vedere i suoi personaggi... Oh, per lui naturalissimo!... Non cos, Caper? ... Figure spaventose che non sembrano uscite da un cervello umano; lunghe teorie di questi strani fantasmi che hanno la forma non si sa se o di vasi allungati di terracotta, o d'imbuti, di lambicchi, di storte o d'altre diavolerie... I palazzi, le strade, le campagne diventano ai suoi occhi pezzi di giuocattoli infernali, te li fa ballare nel quadro come se tu stessi sognando un orribile sogno nero... Ti vien la voglia di scappare, gridando come un disperato... Ma lui... niente! .... per lui naturalissimo! (rivolgendosi al Maestro di musica) Maestro, sai com'? ch'io e tu, e tutti questi altri, per lui abbiamo davvero la forma di storte, d'imbuti, di animali geometrici inverosimili... ci vede cos... naturalissimo per lui... Vedi, vedi come ci guarda?

Caper - (che guarda d'una seriet assorta, lontana, Rapidi e gli altri, con voce cupa e lenta, aggrottando le ciglia) Vorrei... mangiare... un pane... con sottaceti... senape... mostarda inglese... (Tutti scoppiano a ridere, Caper rimane impassibile).

Rapidi - Ve l'ho detto? Si ciba di sostanze spaventevoli!... Immaginate che fermentazione! (a Michele) ...Ma subito... Faglielo portar subito un panino imbottito di sottaceti, senape, mostarda inglese, pepe di cajenna...

Michele - Bisogner vedere s' giunto il personale di cucina! ...

Rapidi - Come non venuto?... Sono le nove!

Michele - Lo sai che ritardano e alle dieci talvolta non ci son tutti ancora! ... Sanno che prima di mezzanotte non - si comincia a servire e ne approfittano!

Rapidi - Ma tu che fai, mio caro? Bisogna metter multe! Multe su multe... Va, sbrigati! ...

Michele - (risale la scaletta dal fondo).

Susanna - (che non riuscita a smuovere il pittore Caper, gli assesta un pizzico e si allontana con un gesto di disprezzo) Puah! ... Tanto...

Rapidi - (cogliendo l'atto, adirato) T' detto di non toccarmi Caper!

Susanna - (con una smorfia) Non mica fatto di pasta frolla!... Non ha nemmeno sentito il pizzico!...

Rapidi - Pretendeva far sentire un pizzico a Caper! ... (gridando come se Caper fosse sordo) Caper, le vuoi fare il ritratto?

Capko - (con voce cupa come se si scotesse) Glielo fo.

Rapidi - E come glie lo fai?

Caper - (guardando la donna) Viene... viene... esagonale con una sfera in cima e tubiforme in gi...

Rapidi - (gongolando) Vien bene davvero! ...

Susanna - (facendo con le labbra l'atto di sputare) Pp!

Rapidi - Maleducata! Te l'ho detto che qui questi atti non li devi fare.

Susanna - Lui s, mi deve ritrattare tubiforme? (tutti ridono).

Rapidi - (agli altri) Sentite m. (a Caper) Caper, quando abbracci tua moglie, che prima era cuoca, che cosa abbracci? ...

Caper - (cupo) Un elissoide! ... (tutti ridono).

Rapidi - Cos... Non scherza!... tutta una geometria notturna, l'umanit per lui. Andiamo Serrante. Siamo intesi, dunque, per il manifesto (rileggendo) Rapidi; nuovo programma. Saloni; grande esposizione del pittore sintetico, alchimista, ultrafisico, Federico Caper. Convegno pomeridiano, t poetici ultravioletti. Spettacolo serale: teatro a scompartimenti a baleni magnetici. Si daranno le seguenti novit: La rana volante l'amore turchino Un pipistrello nei capelli Passa di qua, camaleonte Spettacolo a notte lunga: Balletti spasmodici di Susanna Bene, ovverosia Mademoiselle Dynamite, ecc. Scomposizione allo jazz-band di Madame Aline Kalimatov .

Aline - (ch' comparsa in fondo con Georgette De Fletirei interrompendo con irritazione) Io vengo sempre prima; mai dopo a nessuno! Sempre stampata al primo posto! Bisogna saperlo; io vengo prima. (Si siede di colpo, accavalla le gambe e le fa vibrare concitatamente).

Susanna - (con un inchino ed una smorfia ironica) Oh! viene prima lei! ...

Rapidi - (guarda Aline per un po' in silenzio, in uno stupore che man mano diventa irritazione, infine scaraventa violentemente il manifesto sulla tavola ed urla 🙂 Voi venite sempre dopo, dopo; infatti, giungete sempre tardi, come adesso... E venendo sempre pi dopo, un bel giorno resterete alla porta, in coda, e non entrerete pi, ve lo dico io!... Ah, perbacco!... Queste donnettine da nulla che io traggo dall'oscurit e metto all'onor del mondo... appena ottengono due once di successo, s'ubbriacano, perdono la bussola! (breve pausa) Nei miei manifesti, non c' me prima n dopo... ci sono io, io, io solo che posso gettarvi via come pianelle vecchie quando mi pare... e restituirvi all'oscurit d'onde v'ho tratte!... (al Maestro e agli altri) Vedete qui come si perde il tempo? Cos; questi abominevoli esseri felini danno pi daffare che tutta la batteria di uomini impiegati nella mia casa d'arte... Con voi, mademoiselle Georgette, poi... dobbiamo fare i conti! ...

Michele - (ricomparendo dal fondo) Che c'? Che successo? Piano, Santo Dio, il pubblico comincia a entrare, di urli si odono da su... (a Caper) Un momentino di pazienza... vien subito con il panino e i sottaceti, (a Rapidi) Ma sei curioso stasera! Sbriga questi qui, che dobbiamo tirar fuori gli arazzetti e i fantocci... Intanto scendono Orio Tramani e Lionello Dantuso...

Rapidi - (tornando di buon'umore) Buoni questi! Con il maestro siamo intesi, l'orchestrina, lui lo sa, gi ce l'ho ed ottima... Quest'altra che voglio mettere dovrebb'essere, dir cos, raffinata, non pi fragorosa come quella che mi serve da mezzanotte alle tre... bens delicatissima, misteriosa, tenue, vanente... insomma, adatta allo stato sonnambolico di persone che hanno trascorso la notte tra la ebbrezza di un saba or classico, or romantico, ma sempre turbinoso... (interrompendosi ed additando tra le risa Caper) Caper mangia!... ah! ah!... ah!... senape, pepe di cajenna, sottaceti... mangia lui!... (tutti ridono, ridono, ridono poich Caper cupo pi di prima addenta un panino recatogli da un cameriere in frak presentatosi durante l'ultimo discorso d Rapidi. Anche Orio Tramani e Lionello Dantuso, comparsi dal fondo, dopo un momento di stupore hanno cominciato a ridere, osservando il pittore che continua come se non fosse il fatto suo). Lionello

Dantuso - (giovinetto di bella presenza, elegante, inesauribile lanciatore d bombe con la pi snobistica flemma:) Una volta a Smirne ne ho visto uno simile... sul serio! ... seduto sugli scalini d'una casa turca... parola d'onore... Forse era lui stesso!... Caper, ci sei stato a Smirne?

Rapidi - (che si torce dal ridere) Lascialo stare!... Sono giunti questi due, finita... non si combina pi nulla. Maestro, arrivederci... (al tipografo) A voi, il manifesto... Siamo intesi... (li saluta e li congeda. Il maestro ed il tipografo escono. Rivolgendosi ai due sopraggiunti) V'ho detto che su, tra il pubblico, potete stare quanto vi piace, ma quaggi, nei gabinetti miracolosi, no! ...

Orio Tramani - Ma noi siamo iniziati!

Lionello Dantuso - Tu vuoi venderla cara!... Fammi il piacere!... Che vuoi che mi impressioni questo retrobottega, se non ha nulla di misterioso! Quand'ero a Praga figurati, in una casa d fumatori d'oppio, il padrone, per rispetto, voleva far coricare me e la mia amica, in un giaciglio dove un inglese, avendo riveduto con gli occhi il desinare ingoiato un'ora prima, si trastullava con una meretrice... Figurati, dunque!

Orio Tramani - Lionello, troppo grossa!

Lionello Dantuso - Sul serio... Qua. la mano!... Parola d'onore!...

Rapidi - Che fanfarone!... Te l'ho gi detto, se mi fai un numero di tali fanfaronate ti scritturo!

Lionello Dantuso - No, non posso... Che c'entra?.!. Sono cose vere... Figurati che quando passai nella piccola Russia...

Rapidi - Insomma, che cosa volete?

Orio Tramani - Sto scrivendo un atto unico violentissimo, per il tuo teatro...

Lionello Dantuso - Che fischi, parola d'onore!...

Rapidi - (come volendoli piantare in asso) Andiamo, Michele, tiriamo fuori i fantocci...

Michele - Io vado, perch se aspetto te!... (esce).

Orio Tramani - (a Rapidi) Un minuto; dobbiamo parlare seriamente. Siamo venuti in veste ufficiale... a intervistarti.

Rapidi - Su che cosa?

Orio Tramani - Diamine!... Sulla tragedia accaduta qui iersera!...

Rapidi - (col tono di uno che voglia seppellire un avvenimento) Ma se finita! se non se ne parla pi!

Orio Tramani - Ne parla tutta la citt!... Nei circoli mondano-intellettuali, la principessa Maurini fa le spese della giornata!...

Rapidi - Ma santo cielo, che cosa ci posso fare io, se in un locale come il mio, largo come un porto di mare.... una donna pazza... innamorata... si precipita e spara...

Orio Tramani - Ah, dunque spara?...

Rapidi - (che s'era contenuto un momento scoppia a ridere) Ma s... spara., spara!... Ha sparato!

Aline - (con i denti stretti) Di queste cose gravi, ride lui, ride, capite, Georgette?...

Georgette - (si lancia alle spalle, di Tramani e gli morde la nuca).

Orio Tramani - (urlando) Ahi! Ahi!

Georgette - (con accento francese) Non ti sei fatto pi vedere! Sei un vero canaille!..

Lionello Dantuso ........ - Capperi, come giuoca questa! Nelle Filippine ne ho vista una simile!

Orio Tramani - (riuscendo a svincolarsi, e voltandosi a riconoscerla) Tu! Maledizione! Lasciami intervistare Rapidi! ...

Rapidi - Smettetela Georgette! O non vi fo pi entrare! Ricordatevi del sifone di acqua di seltz!

Lionello Dantuso - Che ha fatto con il sifone?

Rapidi - L'ha scaraventato da un tavolino all'altro, sere fa, ad un tavolo ch'ella pretende, le facesse una smorfia! Un sifone, che se Dio liberi scoppiava, ne ammazzava cinque o sei... Un sifone se si spezza, una bomba!... Altro che le revolverate della principessa Maurini!

Lionello Dantuso - Vuoi paragonare!.. Una cosa la principessa Maurini e un'altra Georgette!...

Georgette - Pourquoi? Pourquo? Anche tu sei un canaille! ... (sta per lanciarsi) Che cosa ha pi di me questa principessa? Lionello

Dantuso - Ohe! Ohe! Non mi picchiare adesso!

Orio Tramani - Qui non si giunge mai a fare un discorso filato!... Hai capito che vengo per il giornale? Dunque, com' andata la cosa? Paolo D'Arrighi si trovava qui, questo lo sanno tutti, ma stava con delle donne?

Caper - (fa suono di disprezzo con le labbra; e atteggia il volto, ad una smorfia come se sentisse cattivo odore).

Rapidi - Vedi? Vedi? S' svegliato un momento!..

Lionello

Dantuso - Che hai Caper? Ti senti male?

Rapidi - Macch, non pu sentire nominare Paolo D'Arrighi, perch secondo lui, un pittore oleografico e mondano! .. Ma adesso finita, beve e non ti sente pi!

Orio Tramani - (impazientemente) Mi vuoi dare ascolto? Paolo D'Arrighi, insomma, era con delle donne quando entrata la principessa?

Michele - (il quale ritornato su per la scaletta, dopo l'accenno ai fantocci, ripresentandosi di corsa con un fantoccio sotto il braccio) La principessa Maurini! ... All'erta, ragazzi! .. qui!

Lionello Dantuso - (fingendo di scappare) Si salvi chi pu; spanai di nuovo! (non ha il tempo di ricomporsi che entra Elena Maurini, pallida, con gli occhi rossi, concitata, elettrica).

Elena - (che scattata sino in mezzo alla stanza, si ferma, batte le ciglia, si guarda in torno; poi con voce di pazza) Dov'?

Rapidi - (costernato e imbarazzato si volge intorno, poi:) Aline Kalimatov, su, che state pi a fumare qui, sa-litevene a vestirvi, a spogliarvi, voglio dire, per la danza!... Anche voi, Susanna, via!...

Susanna - Piano, caro... Con garbo!... (esce risalendo la scaletta).

Aline - Avete ragione! Voi siete il gallo del pollaio! Se non vi tirano il collo!... (esce anche lei).

Un servo - (che indossa uno smoking dagli svolti turchini, si imbatte nella scaletta con Aline, ed entra concitato, facendo dei segni d'intesa).

Rapidi - Un'altra? Che cosa c'? Che c'?

Il servo - C'... Il commissario di polizia, vuole entrare a parlarle!

Rapidi - E perci, questa tremarella?... per un commissario! ... Fallo venire... Aspetta... (si gratta la testa, si avvicina ad Elena e piano:) Ma figliuola mia, amica mia, non ve l'ho detto?... Non vi fate vedere... partite... andatevene in campagna da vostra sorella... Ma come?... Io faccio di tutto per coprire la cosa... e voi!... State impazzendo, ve lo garantisco, avete perduta la testa! ...

Elena - Voglio vederlo per l'ultima volta! ... Devo ridargli le lettere!

Rapidi - Datele a me!...

Elena - Gli devo parlare... qui. Lo so. qui! ...

Rapidi - Ma non c'! ...

Elena - C'!

Rapidi - (fa un cenno a Michele che si accosti e lo trae in disparte) Come facciamo? Questa: qui lo vuol vedere!... ancora nello stanzino cinese?

Michele - Sempre l. Non s' mosso da iersera! ... Sono entrato a domandargli se volesse un ristoro... ha bevuto un brodino, e poi... non so... s' addormentato... insomma, buttato l sempre, nel suo frak... non s' tolto nemmeno il colletto!...

Rapidi - (al servo) Non ti muovere, Guatla!

Il servo - (scrolla le spalle come per dire Sono qui ).

Rapidi - Intanto il commissario bisogna riceverlo!

Michele - S'intende!

Rapidi - E questa qui? (risolutamente) Sentite amica mia, siete venuta, peggio per voi! ... Ficcatevi qui dentro nel laboratorio, e non vi muovete per ora! C' il commissario e siete in trappola!...

Elena - Aspetter! (passa e scompare a sinistra).

Rapidi - (al servo) Fa discendere il commissario (uscito il servo) E noi, amici miei, qui stiamo a divertirci e a chiacchierare... Naturalmente, voi due iersera, siete stati testimoni oculari di quel che dir... E naturalmente quel che dir, sar anche la versione ufficiale per i vostri giornali. Siamo o non siamo amici?

Lionello Dantuso - Non te ne curare. Bel tipo dev'essere questo co... (s'interrompe perch -il commissario si presenta).

Il commissario - (giovane con pretese di eleganza, buffetti in su, bastone con il manico d'argento) Rispettabili signori... perdonatemi se sono importuno... Illustrissimo signor Rapidi...

Rapidi - Si accomodi, caro commissario... Ebbene, che c' di nuovo? ...

Il commissario - Mi dispiace d'entrare qui, nel tempio voglio dire dell'arte... in veste di...

Rapidi - (fingendo di non capire) Conosce Georgette?

Georgette - (si avanza pavoneggiandosi).

Il commissario - (inchinandosi) Ho avuto gi l'onore di apprezzare...

Georgette - Sa?... Io sono l'amie... l'amica... di Sua Eccellenza Bartini!

Il commissario - (inchinandosi e sorridendo con compunzione) So... so... (prendendo la mano d Georgette e baciandogliela) Sempre ai suoi ordini!

Georgette - Vuos tes un trs gentil commissair de polke!... Approfitter... Trs joli gargon!...

Il commissario - (confuso) Molto onore... onoratissimo! ... (ricomponendosi) Ecco... le assicuro, signor Rapidi... che m'incresce tanto di dovere, per un momento... tirar fuori...

Rapidi - (interrompendolo per prevenirlo) Bravo! ... Ho capito... Lei mi ha recati altri bei suoi versi per musica... (additando Orio e Lionello) Conosce? Due giovani preti anch'essi, e giornalisti rinomati: Lionello Dantuso e Orio Tramani.

Il commissario - (stringendo loro la mano con premura) Fortunatissimo... felicissimo... Ma, ecco signor Rapidi, mi perdoni... non si tratta di versi ed io intendevo... (tira fuori la fascia) ...del mio uffizio... nella mia qualit di commissario... Lei non pu sapere quanto mi dispiace... Sono stato incaricato, ecc..

Rapidi - Ma sicuro!... Faccia... faccia... Di che si tratta di grazia? ...

Il commissario - Di questa benedetta principessa Maurini... Che cosa mai l' venuto in, mente di fare... ieri sera?

Rapidi - (con indifferenza) Oh, quell'incidente del revolver?... Una sciocchezza!... Ma s'immagini...

Il commissario - Gi... ma... vede... Circola la voce che la principessa abbia proprio tirato due colpi sul pittore Paolo D'Arrighi...

Rapidi - (ridendo) Ma nemmen per sogno!... Carlo, va a chiamarlo... a quest'ora gi in salone a divertirsi... (uscito Michele) Glie lo dir lui stesso, contento? ...

Il commissario - Ma io, per me... Lei capisce, signor Rapidi...

Rapidi - Certo... certo... Ma la borghesia guarda la mia Casa d'Arte come la grotta del diavolo, si monta la testa, ne racconta di madornali... Iersera!... niente!... non so chi mostrava un revolverino tutto dorato che sembrava un gingillo... la principessa lo prende tra le sue dita, e giuoca e rigiuoca... finisce con il far scattare il grilletto... Uno... un colpo solo... Sicuro... a momenti colpiva D'Arrighi...

Orio Tramani - Ma per fortuna...

Lionello Dantuso - Proprio cos... Diamine, c'eravamo noi...

Il commissario - Ah, lor signori erano presenti? ...

Lionello Dantuso - Come? Un momento prima l'avevo avuto io in mano quel grazioso revolver!...

Il commissario - Allora, se cos...

Lionello Dantuso - Cos... Si figuri: un fatto simile m' accaduto al Cairo...

Il commissario - Ah, bene, benissimo... Per me, l'importante , capiscono? di poter stendere un rapporto!...

Lionello Dantuso - Lei stenda pure e ci metta i nostri nomi...

Il commissario - Mi tolgono davvero un brutto peso... Perch, si mettano nei miei panni, se si trattasse di gente di mala vita... Ma con certi nomi, alle volte, un povero commissario, quando crede d'aver agito proprio bene, si sente dire che ha sbagliato... E l... trasloco... magari punizione, e non si sa dove si va a finire... (scrivendo nel taccuino) Dunque... dunque... signor... Lionello...

Lionello Dantuso - Dantuso... poeta... e Orio Tramani, drammaturgo.

Il commissario - (respirando) Bene, benissimo! Sono davvero felice e li ringrazio di tutto cuore!

Lionello Dantuso - Niente, dovere... Quando vuole altri schiarimenti, passi da me, sempre a sua disposizione...

Il commissario - Le mander un volumetto...

Lionello Dantuso - Bravo!... Mi far piacere... Ne scriver in una rivista...

Rapidi - E allora, non occorre nemmeno che vediate Paolo D'Arrighi...

Il commissario - No... se... Non importa...

Rapidi - Ma poich qui!... Eccolo... sano... vegeto... fresco.... incolume,..

Il commissario - (andando incontro a Paolo il quale con U frak un po' in disordine e con l'aria imbambolata s' presentato dal fondo) Mi congratulo sinceramente con lei, dello scampato pericolo! .. Quando si dice, alle volte, uno scherzo... Mi rallegro di cuore e la ossequio. A rivederli, signori, grazie ancora, grazie infinite. (Esce come, uno che si tolto da un incubo).

Georgette - Adieu, mon petit chou!

Paolo - (con voce stanca e cupa) Chi quel cretino?

Rapidi - Sta zitto che ci andata bene. Il commissario.

Paolo - Me ne infischio.

Rapidi - (ridendo) Pover'uomo! Aveva pi voglia di noi di rimediar la faccenda... Adesso andatevene, ragazzi... Se volete, vi metto a disposizione una tavola sopra, e una bottiglia...

Lionello Dantuso - (a Orio) Ti va?

Orio Tramani - Perch no?

Rapidi - Bravo! Michele, accompagnali... Conducetevi Georgette. (prima che Michele esca) D un po', a che punto siamo su?

Michele - Si alzato il sipario...

Rapidi - Pubblico?...

Michele - Cos cos...

Rapidi - Mi raccomando non troppo lungo l'intermezzo per attaccare i balletti... Ma poi salgo io! ... (Dantuso e Tramani sono usciti con Georgette; esce anche Michele).

Rapidi - (a D'Arrighi) Scusami se ti ho fatto importunare... Mai certo non potevi stare ancora due giorni disteso suoi cuscini del mio salotto cinese... Non dico per me, bada. Esso a tua disposizione fin che ti garba. Dico per te...

D'Arrighi - (si volge a Caper come ad avvertire Rapidi della presenza di lui).

Rapidi - Non ascolta. Non ci sente nemmeno se lo picchiamo, (breve pausa; riprendendo il discorso) Dunque, io, buon amico, ti consiglierei di riflettere seriamente ai casi tuoi... Tu capisci che cos non pu durare...

D'Arrighi - Lo so; ma il fatto che lo so non muta nulla...

Rapidi - Nossignori. Averle la coscienza della gravit d'una situazione gi qualcosa!

D'Arrighi - Macch! Da, un anno, e precisamente dal giorno in cui ella per me lasci il marito dopo pochi mesi di matrimonio, io non ho cessato di avvertire alle mie spalle la sensazione oscura e minacciosa d'un tremendo pericolo, e pure ho corso, corso, corso con lei come verso una felicit che mi chiamasse dal fondo di un abisso! difficile a spiegarsi... Il presentimento pauroso che ha accompagnato il rombo della paissiane durante tutto il tempo del nostro amore era cresciuto talmente in me, che iersera, nell'attimo concessomi per rendermi conto che l'oggetto lucente nella manina di lei era un revolver, fu per me, anzi che un attimo di sgomento, di sollievo, come se il timor vag ed oscuro accumulato in fondo al mio animo mi avesse preparato gi e rassegnato ad una sventura maggiore...

Rapidi - Zitto, non dir pi nulla... Bada a te, amico mio. Quando si giunti al punto di trar un respiro di sollievo dinanzi ad un'arma puntata contro di noi perch ci si aspettava di peggio, non si pu pi prevedere dove si andr a finire, (breve pausa) Guarda, io la chiamo, qui... Discorriamo, discorrete... Vediamo di giungere ad una soluzione, anche momentanea... (chiamando a sinistra) Donna Elena... (continuando mentre Elena si presenta) ...Certamente non avete scelto e fissato come la migliore meta del vostro cammino il cimitero per l'uno e la galera per l'altra... Voglio sperare che qualcosa di meglio sorrider ancora alla vostra giovinezza!... Dunque, vogliamo esser ragionevoli?

Elena - Egli desidera ch'io lo lasci libero... Ho ben udito, stando dietro la tenda, le sue parole... Sono un incubo per lui... Me n'era accorta anche prima.... perci iersera la disperazione mi ha condotta a quel punto!... Siete tutti contro di me, lo so! ... Infatti, potevo ucciderlo senza ragione... verissimo... Sono un mostro... la mia gelosia folle... Ma nessuno ha avuto la generosit di riflettere sulle condizioni della mia sofferenza... Io mi chiamo Elena Maurini... e perch il mio orgoglio non m'impedisce di venir sin qui... per una scena che mi mettesse a paro con Georgette e con Fanny... vuol dire...

Rapidi - Ma no, niente affatto... voi restate sempre voi... amica mia... Qui dentro avete patrocinato con altre dame del vostro rango, feste d'arte, spettacoli teatrali, iniziative estetiche d'ogni genere, ed io, come gli altri, ho apprezzato e ammirato in ogni occasione il vostro buon gusto e la vostra sensibilit... Se il vostro amore fosse stato arido, come quello di molte dame del vostro mondo, non vi sareste innamorata d'un artista, sino al punto di perdere interamente la testa per lui... di commettere una sciocchezza pari a quella di iersera... Non c' dunque nessuno che vi creda un mostro... Nemmeno lui, povero D'Arrighi, che a momenti mandavate all'altro mondo...

Elena - Gli ho portato le lettere... per dargli... per ridargli la libert... poi che io... sono un ostacolo nella sua vita... un pericolo... una minaccia funesta... E di me... non so... sar quel che sar! ... (con improvviso impeto, alzando soltanto ora gli occhi su Paolo) Ma voglio che mi perdoni, che non rimanga pieno di rancore verso di me... perch se io l'uccidevo... se l'uccidevo... era per amore...

Rapidi - (trattenendosi a stento dal ridere) S... verissimo... sicuro... Che volete?... Per vien da ridere... (ridendo) perch, ammazzare un altro per troppo amore... Insomma, non c' la consuetudine!...

Elena - Va bene... merito anche questa ironia... la ricevo per penitenza! ...

Rapidi - Ma no... ma no... che c'entra?... l'amore amica mia, pieno d'incoscienza! ... Guardato di fuori fa ridere... ma certo, chi se ne sente bruciare!... Avrei tutta una mia teoria sull'argomento, ma lasciamola l! ... La questione questa, torno a dire. Vedete dove siete arrivati tutti e due? possibile che continuiate?...

Elena - giusto... troppo giusto... Io... io... (scoppiando in singhiozzi e sciogliendosi in lacrime come una bimba) lo lascio libero... libero... lib... ero... Gli... gli... rido... tu... tutte... le... co... cose mie... E... resto... so... sola..', nel... mondo... per... perch... per me... non c'era... altro... che... mi... lui... Ecco... io p... poso qui... le... le lettere.,, e va... vado... via... via...

Paolo - (si muove tossisce e prima che Elena abbia raggiunto la porta di fondo, con voce di pianto) Elena!... Un momento... volevo dire...

Elena - (corre a prendergli le mani) Oh, si, perdonami prima, mi voglio inginocchiare, domandarti perdono!...

Rapidi - E buona notte! (scappando via dal fondo) Ragazzi, quando avete finito mi fate chiamare... (Eletta singhiozza per lungo tratto sul petto di Paolo, il quale costernato, osserva di sul capo di lei il pittore Caper, che per sembra come assonnato sul foglio di carta e solo a intervalli muove il braccio per disegnare una linea. Lunga pausa).

Paolo - Non ti ho trattenuta per farti pentire della tua decisione, n per un impeto egoistico del mio amore...

Elena - S... vero... Non dobbiamo pi... pi.

Paolo - Credo.. Elena... Credo anch'io cos... Ti amo troppo per non essere pronto a qualunque sacrificio pur di togliere a questa piccola mano bianca e adorata la possibilit di macchiarsi niente meno che di sangue.

Elena - Oh, bambino mio, tu non sai ancora, non puoi sapere che cosa accade dentro di me, appena mi s'affaccia il pensiero che tu possa essere d'un'altra!... Ieri nel pomeriggio non fummo cortesi l'uno verso l'altra Quando mi lasciasti mi pareva che tu facessi quella mossa cos comune e cos orrenda dell'uomo che s' stancato!.. Non capii pi nulla... le cose cominciarono a ridarmi intorno... Ebbi la sensazione di rovinare in fondo a un pozzo... mi assal una vampa d'odio pensando che tu eri qui, parlavi,., ridevi con altre donne... e il piccolo revolver che avevo tratto per me...

Paolo - S... zitta... lo so... ti so... Per amor mio divenivi assassina!

Elena - (piangendo) Paolo, come... come faremo?

Paolo - Dobbiamo guarire.

Elena - Lasciarci cos d'un tratto! Per sempre?...

Paolo - Farei qualunque sacrificio per ridarti la pace. Non ho dimenticato nulla, Elena. Ricordo quel che e-ro e quel che sono divenuto per te... Ero ignoto come artista e tu mi hai fatto conoscere in un mondo ch'io non sognavo nemmeno... hai acceso nell'arte mia stessa una luce che prima non possedevo...

Elena - (ritraendosi) Oh, per questo...

Paolo - Non son cose da nulla, Elena!... E se non ci fosse l'amore basterebbero da s sole a legarmi per sempre di riconoscenza 'a te...

Elena - (agghiacciata) Basta, ti prego... Ora capisco veramente... finita, Paolo... Tu parli di riconoscenza!...

Paolo - Non devo parlar d'altro... Tu stessa... ora, non hai riconosciuto che mai... pi mai? ..

Elena - S... vero! ... (pausa, piange).

Paolo - Sono divenuto come una malattia per te; una malattia il cui tormento ti riempie d'un fascino delirante... e alla quale perci sei legata... Ma io non posso, per il rispetto che nutro verso di te, e verso il nostro amore, accettare quest'ultima, forma del tuo ardore, senza sentirmi umiliato, ed insieme colpevole... Ecco perch, se potessi distruggermi nel tuo cuore, per il tuo bene, lo farei...

- Rimarrei vuota, senza pi nulla... E invece tu solo puoi guidarmi, te solo posso ascoltare... S, bisogna guarire di questo male... Ma chi potr farmi guarire se non tu stesso?

Paolo - Magari, Elena! Ma non mi par possibile... perch se io sono il tuo male, come posso essere a un tempo il tuo medico?

Elena - Ora capisco quello che ho fatto. Per troppo amore, ho reso impossibile l'amore!... Ho compromesso il tuo avvenire, la tua vita stessi!... Io non sono che una cattiva bambina! Ma abbi piet, non la lasciare cos d'un tratto... Abituala pian piano a considerarti come amico... a distaccarsi gradatamente da te... (come volendoselo inchiodare in mente) S, s, devo avere maggior rispetto di te, sentire che ignobile la mia avidit di parassita aggrappata a te per nutrirsi di tutte le tue forze, quasi che tu non dovessi vivere anche per te e per la tua arte!... Ho capito. Soltanto ora ho capito: dobbiamo diventare veri amici. Mia concedimi un po' di tempo ed il tuo aiuto .per questo... Nei momenti di maggiore angoscia mi ha sempre sorriso vagamente la speranza che un giorno, vinto il tormento potremmo illuminarci l'anima in un sentimento fraterno. Proviamo, Paolo, proviamo.

Paolo - difficile Elena, lasciamelo dire, non vorrei illuderti, profittando della credulit d'un tuo momento di stanchezza dopo la crisi che ti ha spiantata e non ti fa avvertire il tuo corpo... domani...

Elena - No Paolo, ti supplico, non togliermi questa speranza. Ti chiedo per tutto l'amore che malamente ti ho voluto, che non ci lasciamo bruscamente stasera, ecco! mi lascerai fra un mese, fra due, se non avr saputo essere veramente e unicamente tua amica. Sei stato tanto paziente, sei stato cos buono. Sialo ancora un poco, un poco soltanto! Non poterci stringere le mani, guardarci negli occhi, parlare, comunicare, senza pi cattivi brividi, con anima chiara, con gioia franca... Quale felicit! Vedi, vedi adesso null'altro vive in me al di fuori di questa aspirazione: di tutti i miei torti, di tutta la mia febbre, di tutte le mie aberrazioni non c' in me pi ricordo... Sento di poter essere cos come ti ho detto....

Paolo - Bada, Elena, bada tu t'illudi.

Elena - Non dirmelo! Non dirmelo, non mi togliere la forza!

Paolo - E va bene, Elena. Non vuoi che io dica nulla! E non dir pi nulla, non far nemmeno un gesto che tenti d'indebolire la tua risoluzione. Sar ancora una prova della devozione che ho per,te, va bene?

Elena - (con effusione) Grazie, Paolo grazie. Noi partiremo. Andremo in Villa da mia sorella... una donna forte... ci aiuter...

Paolo - Come vorrai...

Elena - Ella sapr comprendere... perch ha appreso a vivere in solitudine senza debolezze, senza amore.

Paolo - Si., ricordo.. Non ha mai voluto amare...

Elena - Vedrai... vicino a lei, tutto sar pi semplice, pi facile, lontani dalla citt... da quest'aria malsana!... Tu porterai con te le tue tele i tuoi colori e lavorerai... e un'anima buona nuova nascer dentro di noi... vero, Paolo, dimmi di si... dimmi che sar cos!

Paolo - Si; si, far come tu dici... far quello che vorrai... vedremo si... vedremo... Va ora, piccola va.... Non trattenerti pi qui... Esci da sola... Ti raggiunger... E stabiliremo il momento della partenza. Va bene?

Elena - Si; Paolo... grazie lo vedi?.. Ancora da te mi viene la vita!... (gli stringe forte la mano; fugge al fondo, si ferma un momento, saluta, sorride e scompare).


Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Ampia sala d'ingresso in una villa signorile, che d per una veranda del fondo, nel giardino illuminato di un sole primaverile.

Due porte, una a sinistra, un'altra a destra.

La sala ammobiliata con gusto ed eleganza.

In fondo, presso la veranda, due tavole strette e lunghe!, rettangolari sopportano due gabbie di vetro della stessa lunghezza, che servono all'osservazione degli insetti e degli aracnidi. mattina

Ester - (curva sul suo osservatorio di vetro, con l'occhio fermamente intento su qualcosa di molto sottile, sema voltarsi e senza muover palpebra 🙂 E perci vuoi andartene?

Angela - (con gli occhi rossi di pianto e lo sguardo smarrito) Non per lei, signorina. Per lei, anzi, qui ci starei non so quanto ancora... Ma i luoghi... l'aria stessa...

Ester - (con una punta d'ironia) Gi... ti ricordano il perduto amore...

Angela - A lei pare che sia facile, Eccellenza...

Ester - Niente eccellenza...

Angela - (correggendosi) Signorina...

Ester - Non mi pare n facile, n difficile... mi sembra stupido. Ma, naturalmente, fa come ti pare...

Angela - Pareva cosi onesto, cos seriamente disposto...

Ester - Vuol dire che l'aria di Francia l'ha indisposto...

Angela - Certamente. Se rimaneva qui non si mutava...

Ester - Che fa in Francia?

Angela - Quel che faceva qui all'aerodromo. Meccanico aviatore...

Ester - E ti ha scritto-?...

Angela - ...che ha riflettuto... che il suo mestiere non consente un legame come quello del matrimonio... e che perci... dispiacente... mi lascia libera...

Ester - chiaro!

Angela - Lei non vuole perdonarmi...

Ester - Io? Che c'entro io?

Angela - Se consentisse di buon grado, mi permetterei di chiederle soltanto un mese di licenza...

Ester - Per andare a Parigi?

Angela - No, signorina... Nemmen per sogno... Non lo cerco pi...

Ester - E allora?...

Angela - Vado a casa da mia madre, mi allontano un po' da qui, mi divago... Poi tornerei al suo servizio...

Ester - (come per finirla) Va bene, va bene... Ma non mi piace, te lo dico francamente... ridicolo...

Angela - (rimane interdetta, piange silenziosamente).

Ester - (osservando la sua gabbia, come scoprendo qualcosa:) Ecco, passeggiano... Una vera passeggiata...

Angela - Sicuro... si passeggiava la domenica... si fa tutte cos quando si fidanzate... e se poi ci si sposa, non c' niente di male... Il male ...

Ester - Non dico a te... Dico che i miei scorpioni passeggiano...

Angela - Ah!

Ester - (come a se stessa) Anche gli scorpioni, maschio e femmina, s prendono graziosamente per le braccia e passeggiano... anche presso di loro il preludio delle nozze...

Angela - Felice sua eccellenza che bada alle sue bestiole e non sa nulla di queste angustie...

Ester - (si volta, la guarda e ride) Ti sei fatta anche ardita!...

(Si presenta dal fondo Ludovico Rasci in costume aviatorio).

Ester - (senza insistere nel guardarlo, tornando alle sue osservazioni) Ah, siete di ritorno? E il vostro volo?

Ludovico - (seccato) Non se ne fa nulla. Non ancora stata sostituita l'elica... A quell'aerodromo dormono tutti...

Ester - Buon sonno! Io m'aspettavo da un momento all'altro di udire il ronzio nell'aria... La giornata splendida di sole; senza una bava di vento!...

Ludovico - gi primavera trionfante!...

Ester - (guardando nella gabbia) Lo vedo...

Ludovico - Lo vedete l? In quell'orribile gabbia di aracnidi?

Ester - Sicuro. I miei scorpioni passeggiano...

Ludovico - E quando passeggiano? ...

Ester - Si pu giurare ch' primavera... La primavera li innamora... Oh, quale dolcezza per gli scorpioni queste variazioni peripatetiche prima dell'amore!... Glie lo dicevo per l'appunto alla mia cameriera, che ha passeggiato anche lei la domenica, ed ora., se ne trova male.

Angela - (arrossendo e abbassando il capo) Eccellenza...

Ester - Va pure, va, cara. E se tra un mese il ricordo dei luoghi non ti dorr ancora, potrai tornare...

Angela - (si inchina ed esce da sinistra).

Ludovico - Senza piet davvero!...

Ester - Che costa intendete dire?

Ludovico - Vedete gli uomini alla stregua degli insetti!

Ester - questo il bello!

Ludovico - Perch tremano tutti del vostro sarcasmo!

Ester - Benissimo. Studino anche loro anatomia nelle sale chirurgiche, come ho fatto io a diciott'anni, compiano le esperienze che ho compiute io, si mettano a contatto con la vita degli animali, e poi, se ne hanno ancora il desiderio... passeggino... Venite qui, amico mio, osservate...

Ludovico - (s'avvicina, si china, ha un piccolo moto di ribrezzo) Oh!

Ester - Diamine! Un uomo che ha visto i deserti!...

Ludovico - Non potete metterlo in dubbio...

Ester - Non ne ho l'intenzione... Guardate allora...

Ludovico - Una tigre non mi fa paura; anzi, mi aizza alla lotta... questi piccoli mostri mi riempiono di ribrezzo...

Ester - Sensazioni da femminuccia. Guardate... Il maschio, il pi esile, ha preso gentilmente la femmina per le tanaglie,. con le sue tenaglie... Si son fermati or ora... una breve sosta amorosa, alzano le code, le ripiegano su s stessi fino a toccarsele, possono rimanere cos per mezza giornata... o per... No, riprendono la passeggiata... Vedete?... proprio a braccetto... ma disposti diversamente degli uomini... perch il maschio deve necessariamente camminare a ritroso...

Ludovico - Fanno delle smorfie con le mandibole.

Ester - A loro modo si sorridono.

Ludovico - orrido... E dove vanno?

Ester - Il maschio, con molto garbo, tenta di condirsela in quel buco... I buchi li ho preparati apposta... Se giunger a persuaderla, pu darsi che nel pomeriggio sar l'amore... In tal caso, stasera mi convertir e vi dar un bacio, se saprete ritrovarmi una sola briciola del maschio...

Ludovico - Come? Dove sar finito?

Ester - L'amante se lo sar mangiato!

Ludovico - Lei!

Ester - La scorpiona non transige. Dopo l'amore... si mangia l'amato!

Ludovico - una canaglia!

Ester - Ha sulla femmina dell'uomo questo vantaggio, si ripaga cos dell'onta subita. Vedete, per esempio, la mia cameriera, dal livore, dal rossore, dall'angoscia, non pu star qui, perch il fidanzato, diciamo pi chiaramente, l'amante, le ha scritto che non vuol pi saperne... va a nascondersi per un mese... Se invece se lo fosse mangiato!...

Ludovico - Adesso volete farmi paura!

Ester - Nemmeno per idea! ...

Ludovico - Volete farmi capire che se non proprio mangiarmi... Insomma, mi uccidereste certamente! ...

Ester - Siete d'una vanit incommensurabile!... Potrete rimaner in casa mia un anno, e vi assicuro che... non passeggeremo mai!... Non c' pericolo!

Ludovico - (con sussiego) Oh, tanto meglio! Le intemperie ed i pericoli mi hanno vulcanizzato l'epidermide, la primavera non ha potere su me, come sugli scorpioni, (pausa) Permettete, vado a mutarmi.

Ester - Andate, andate.

Ludovico - (si ferma) Ah, volevo dirvi... (dopo una breve pausa).

Ester - Dite...

Ludovico - Ecco: giacch non si vola... ho stabilito di partire per non approfittare oltre della vostra cortese ospitalit...

Ester - (ironica) Oh, via!... Volete proprio darmi un colpo al cuore!

Ludovico - No, lasciamo (andare!... Dico davvero!... Voi avete ora altri ospiti nella villa...

Ester - Senza complimenti, caro amico, se vi conviene di rimanere ancora rimanete quanto vi pare, perch non mi date nessun fastidio... C' posto per tutti...

Ludovico - (si morde le labbra) Bene, se cos... Vostro cugino non si ancora levato?

Ester - I debosciati conservano anche in campagna le abitudini di citt, si levano al pi presto a mezzogiorno...

Ludovico - Il (pittore D'Arrighi l'ho veduto (al poggio, gi al lavoro, con il suo cavalletto e i suoi colori...

Ester - Non ho detto che anche lu sia un debosciato. Non posso dir nulla. Non lo conosco bene!

Ludovico - E vostra sorella?

Ester - Uhm!... Cercate compagnia? Ridiscendete, e chiacchiereremo. Mi parlerete del Congo...

Ludovico - Se non vi interesso!...

Ester - Chi ve l'ha detto?

Ludovico - Oh, ma... cos! ...

Ester - Ah, naturale, caro... Cos... da dalmerati... E come altrimenti? ... come gli scorpioni? ... No, non da noi... son cose da scorpioni e da cameriere...

Ludovico - Tremenda... Disumana!...

Ester - Disumana, non l'aggettivo! ... Disumana se disprezzassi qualit che sono soltanto degli uomini... ma quando son caratteristiche anche delle bestie! ...

Ludovico - (tappandosi le orecchie con le inani) Feroce!... (Fugge via da sinistra).

Ester - Ah! Ah! Ah! (scoppia in una risata argentina, squillante, tagliente,).

(Mentre Ester continua le sue osservazioni alla gabbia degli insetti, compare dal fondo Paolo D'Arrighi con il cavalletto e la tela sotto il braccio, e. la scatola dei color).

Ester - (tralascia le sue osservazioni).

Paolo - (depone gli oggetti e toltosi il cappello, si avvicina ad Ester tendendole la mano) Buon giorno, signorina Ester!

Ester - (stringendogli la mano) Buon giorno, signor D'Arrighi. Come mai gi di ritorno?

Paolo - Il sole gi alto. Spazza via quella leggera neb-biolina azzurra in cui il paesaggio acquista una levit evanescente di sogno... Volevo rendere tale impalpabile sensazione nel quadro, non posso lavorare pi di un'ora e mezza al massimo... Poi il sole altera tutti i toni...

Ester - Gi... mette in fuga il sogno...

Paolo - Perfettamente: denuncia niella maniera pi violenta la realt! (breve pausa) Niente di male, del resto. Serve anche questa, specie quando si acquistata la forza di guardarla in faccia.

Ester - E allora perch cullarsi nei mezzi toni, compiacersi del vaporoso, dell'indistinto, del soffuso, del blando, quando si ha la certezza dell'inganno che vi si cela?

Paolo - La sua osservazione giusta; ma riguarda la vita, non l'arte!

Ester - Mi pare la stessa cosa. Non esprime un artista quello che sente? E quello che si sente non la vita?

Paolo - Non propriamente cos, almeno per me. Cos avviene agli artisti romantici che cercano nell'arte uno scampo; perci, quasi sempre, sono imperfetti. Quando invece un sentimento sofferto, patito realmente, giunge all'altezza d'ispirazione d'arte, come vita deve esser gi finito, superato. Dev'essere cio tutto arte, cio fissato, se possibile, nell'eternit, staccato interamente dalla contingenza che lo ha prodotto.

Ester - S... s... mi conviene. Sedetevi.

Paolo - (sedendo) Grazie (pausa).

Ester - Dipingete spesso il paesaggio?

Paolo - Mi attrae molto. Ma raramente ne trovo il tempo, stando in citt!

Ester - Perch state in citt? !

Paolo - (la guarda con un moto di sorpresa) Gi... il destino... dico... la necessit... Dapprima, quando si sconosciuti, si deve lottare per farsi strada, per farsi conoscere... Quando poi si riesce, diciamo la brutta parola, a farsi un nome... ci si trova legati peggio di prima...

Ester - In quale genere di legami?

Paolo - (dopo una breve esitazione) In legami... di tutti i generi...

Ester - (dopo una pausa, con risolutezza) Come mai, dopo cos lungo tempo, non avete trovato fra voi e mia sorella il modo di vivere in pace?

Paolo - (si alza, fa qualche passo).

Ester - Scusatemi, la domanda indiscreta. Ma amo le cose chiare; abituata all'osservazione delle bestie, posso essere anche brutale. Per, siete libero di non rispondermi.

Paolo - No. Perch non dovrei rispondere? Non c' nulla di ambiguo, anzi tutto cos chiaro... (con voce raccolta, quasi intima) Come ci pu esser pace, quando c' la passione?

Ester - Ah, bene, non ne parliamo pi! A questo punto non capisco pi nulla...

Paolo - Il male che io invece capisco.

Ester - Non mi pare un male.

Paolo - Eh, no! Uno che sia cieco, cieco... e va... e va... e se a un certo punto precipita, bene, precipita!... Chi invece non interamente accecato e conserva soltanto la vista per vedere continuamente il pericolo...

Ester - (osservandolo freddamente) Dunque... l'ataate ancora!

Paolo - (solleva il capo e la guarda stupito) Come?

Ester - (dopo averlo fissato profondamente negli occhi) S... ci credo... se me lo dite!... (poi che Paolo continua a guardarla con uno stupore, che diventa sempre pi severo) Ma s, scusatemi, che cosa volete che vi dica?... Vi domando perdono... che (altro?... Anticipatamente ho dichiarato che di queste cose non m'intendo... non sono poi informata come occorrerebbe dei fatti vostri... Credevo, ve lo dico francamente, che foste stanco, che non l'amaste pi! ...

Paolo - (pallido, con tino stupore sempre pi severo) Oh, ma perch...

Ester - Perch... perch... Insomma, un uomo a quel che ne so, finisce per stancarsi quando una donna lo assilla, lo affatica, lo esaspera, con la gelosia, le smanie, le pretese eccessive... E siccome Elena stessa, da due giorni arrivata, non fa che confessarmi i suoi torti... non avendo per voi che parole d'ammirazione...

Paolo - Questo stesso... se mai., dovrebbe dirvi quanto io sia legato a lei... e in una maniera superiore all'amore medesimo! ... Quanto pi ella ha sofferto e soffre per me, tanto pi s'accresce al disopra; del suo tormento... la mia devozione...

Ester - Sar...

Paolo - (soffrendo) No... non dovete dir cos! ...

Ester - Che cosa? Non ho detto nulla!

Paolo - (con angoscia a stento rattenuta) Ma... ma... perch volete dubitare di me?

Ester - (fredda) No... no... non dubito!

Paolo - (divenuto nervoso, tremando e quasi con ira) Ma s... voi dubitate... E non v' cosa che possa ferirmi di pi della diffidnza degli altri e in ispecie di voi, la sorella... Mentre io sono qua a soffrire le pene dell'inferno, a farmi rodere dal male lottando contro i miei pi umani impeti, soggiogandoli, conculcandoli, alla scopo di rispettarla, svincolarla, rimetterla in uno stato di libert..

Ester - S, s... cos cavalleresco! ...

Paolo - (dopo una pausa di tensione, esasperata) Scusatemi, signora, io non sono in guado di sostenere una discussione sull'argomento. Permettetemi che mi allontani...

Ester - Mi dispiace di avervi turbato, ma mi eravate apparso tanto sereno!

Paolo - Infatti, avete frantumato con violenza quella superficie di compostezza entro cui con grande sforzo riesco a contenermi...

Ester - il frutto della .mia ignoranza... commetto degli errori, senza volerlo... Restiate, ve ne prego... Parleremo d'altro...

Paolo - Il male che fingendo di parlar d'altro, continueremo a pensare alla stessa cosa! ... Ecco qual' il martirio... Non si vive che per met!... Ma che dico per met! .. Si vive una specie di stato sonnambolico per tutte le (altre cose che non siano quella! Non si desti che .per quella cosa!... Le altre ci sfiorano appena... Per strapparci all'idea fissa, si compiono degli sforzi sovrumani cercando di aggrapparsi ad uno qualunque degli altri aspetti del mondo... Si brancica con le mani protese, si ha la sensazione di tendersi con tutta la potenza di cui il nostro essere pu disporre da quest'altra banda, ma, come nei sogni tormentosi, non s riesce a liberarsi dall'incubo, lo sforzo si rivela immane, ci accorgiamo che non siamo giunti nemmeno a spostare d'un millimetro l'asse della nostra esistenza rimasta l inchiodata al suo tormento; il mondo, cui si voluto aderire, verso cui abbiamo anelato come verso la tavola di salvezza, torna ad apparirci lontano, inaccessibile, inespugnabile nella sua impassibilit... Allora ci rassegniamo ad una specie di parossismo freddo, ad un automotismo teso, che dica agli altri l'impressione della normalit ed inganni noi stessi , ma in sostanza, la dichiarazione della nostra disfatta; in questo modo noi abbiamo rinunciato a lottare contro la passione! ... Siamo in sua bala.

Ester - Questo si chiamerebbe... l'amore?

Paolo - Dubitate ancora?

Ester - (con il freddo alla schiena) No... rabbrividisco...

Paolo - Vi rendete conto ora della quantit di sofferenza che deve sopportare un uomo quando un tale stato di disperazione gli sia rischiarato dalla coscienza, la quale invece d'affiochirsi, par che apposta s'incendi di una luce tersa, e fredda e sempre di pi risponde come attingendo il suo olio dal continuo macinare dello stesso martirio?

Ester - Certo... non serve che ai mostrare al soggetto stesso l'orrore del male, il suo continuo progresso, la sua ineluttabilit...

Paolo - E comprendere ora come un tal soggetto, per u-sar la vostra parola, possa accettare incondizionatamente la pi disperata ed insensata proposta per tentare comunque di rompere il cerchio di ferro entro cui costretto con un'altra creatura che vi chiede aiuto invaino, e per la quale tuttavia sareste disposto a versare il sangue, voi che per un ironico destino, siete proprio la ragione unica della sua agonia?

Ester - Comprendo... comprendo...

Paolo - Dunque, non c' da dubitare della sincerit della mia intenzione?

Ester - Quella di divenir l'amico, il fratello.

Paolo - ...e nemmeno ch'essa significhi stanchezza... o... saziet! ...

Ester - Nemmeno! ... (pausa tormentosa) Come mai siete riuscito ad amarla cos fortemente?...

Paolo - (stupito) Avete ancora voglia d'ironie?

Ester - No. Dico davvero.

Paolo - Ma una domanda simile non umana!

Ester - Perch?

Paolo - Perch ad amare fortemente non ci si riesce, come dite voi, .non ci si giunge di proposito... con una terribile fatalit piuttosto!

Ester - Gi., ma so io quel che intendo!

Paolo - Che intendete?

Ester - Che preferivo scoprire fosse tutta una menzogna ...

Paolo - Ma che cosa?

Ester - Il vostro amore!

Paolo - Oh, avete proprio creduto ch'io venissi qui a recitare una commedia?

Ester - Gi. Tanto per contentare quella piccola sventata.

Paolo - E ora invece...

Ester - Mi disturba... gi... mi disturba...

Paolo - Sapere che due esseri vicino a voi sanguinano... spasimano... vivono in delirio? ...

Ester - Anche gli scorpioni spasimano!

Paolo - No!... Tacete!

Ester - Si, si, appunto questo che mi d noia.... che mentre tutti gli altri... casi di amori umani osservati ho potuto ridurli alle proporzioni identiche delle mie bestiole dagli insetti ai serpenti che ho disopra... il vostro caso... gi... come potrei dire?... contiene degli e-lementi... un non so che... di superiore...

Paolo - ...di propriamente untano... che... che... che non riuscite ad avvilire nel vostro orgoglio a porre allo stesso livello animale...

Ester - (con rabbia) Insomma, non voglio occuparmene!

Paolo - (dolorosamente) Rinunziate a classificarci nella vostra... storia naturale... O, piuttosto, avete paura...

Ester - (con un tremito) Paura di che cosa? ...

Paolo - Paura di divenire umana anche voi, di sentirvi della stessa sostanza di cui sono fatti i soggetti della vostra osservazione!...

Ester - Eh, mio caro, ormai! ... (breve pausa ansiosa) Prima, a ogni modo, mi ricorderei di essere fatta di quella stessa materia animale... e quindi... come posso, con le pinze, prendere uno di quegli esserini, lasciarlo cadere e distruggerlo con la suola...

Paolo - Allo stesso modo...

Ester - ...oh, non con la suola della scarpa! una puntura!

Paolo - Pur di non rassegnarsi ad essere umana...

Ester - (lo guarda intensamente, lo scruta quasi con rabbia, poi scoppia in una risata) Ah! Ah! Ah!...

Elena - (entrando da destra a piccoli passi leggeri, vestita d'una veste primaverile acconciata pi da fanciulla che da signora, con modo e gesti che vogliono essere d'ima vaghezza verginea tradita tuttavia, a quando a quando da tremiti della voce e della persona, che rivelano la nascosta angoscia, precipitandosi su Tester che non ha smesso di ridere') Ester, sorellina, come ridi fresco e argentino! Ne risuonan tutte le cose! (la bacia) Ridi come il pesco carico di fiori, sotto il sole! ... L'ho guardato dalla! finestra!... Hai conservato i tuoi gorgheggi di fanciulla, tu!... Ti ricordi a Rimini quanto si rise prima che partissi per i tuoi studi all'Universit? Quella stagione, ti ricordi? Eravamo ebbre di mare folli di gioia!... Quanto si rise! Quanto... (brevissima pausa) Sai? Ho avuto il coraggio di salire, appena levata, nel tuo stanzino dei serpenti... Mi son fatta condurre da Angelina, la tua cameriera che se ne va stasera, per dispiaceri d'amore... Hai ragione tu! ... Vinto il ribrezzo, si scopre tutta la, bellezza di quelle che son pur esse creature fatte da Dio. Ma io credo che sia prudente osservarle alla luce della mattina, sotto il sole... Di notte, sotto le lampade, credo che apparirebbero sinistre. Invece ho fatto spalancare tutte e due le finestre della torretta: da una parte i riflessi del cielo azzurro, dall'altra un'ondata di sole.... quali colori su quei dorsi mobili... marezzi di seta cangiante... luccichii innumerevoli delle pi preziose pietre... rubini, smeraldi, topazi, ametiste... (volgendosi improvvisamente a Paolo che non aveva osato guardare sin'ora) Paolo... il bacio del mattino! (indicando una gota e l'altra) Qui... e qui... non siete nostro fratello? (vinto il tremito che l prende Paolo ed Elena si baciano sulle gote ostentando una soavit fraterna) Dovete dipingere i serpenti; non mi dite di no... Dipingerli come li ho veduti io stamane con occhi ingenui... ,con occhi freschi.

Ester - Brava!... Hai capito!

Elena - vero? vero che ho capito?

Ester - D'Arrighi deve dipingere un groviglio di serpenti come se dipingesse un mazzo di fiori! ...

Elena - Oh, no, non chiamarlo D'Arrighi... D Paolo!

Ludovico - (entrando da sinistra seguito da Alessio) Quale cicaleggio! ... E pure non ancora il buon tempo delle cicale!...

Elena - Chi l'ha detto? ... Ma non ci disturbate... Stiamo per concludere!

Ludovico - Ci vietato ascoltare?

Elena - Ascoltate, ascoltate... Paolo dipinger un groviglio di bei serpenti come un mazzo di fiori!

Ludovico - Ah, non dubito della valenta del pittore!... Per nessuno vorr accostare il naso ad un tal bouquet!

Elena - Non capisce niente. vero Ester? Tu capisci, Alessio?

Alessio - (timidissimo) Io... no... scusatemi! ...

Ester - Per non si pronunziato nemmeno D'Arrighi!

Elena - Ma chiamalo Paolo!

Ester - Ebbene Paolo?

Paolo - Ho capito, ho capito... Ma non facile, ve lo assicuro... come posso impegnarmi?

Ester - Perch sar difficile? Sentiamo! Perch avete la coscienza del male!... Proprio per la stessa ragione per la quale Lerza non accosterebbe il naso ad un tal bouquet...

Paolo - Come si fa a cancellare dalla coscienza l'idea che accompagna quella del serpente? ...

Ester - Guardandolo e vedendolo nella sua bellezza naturale!... Tutto colori... una luminosit cangiante... un continuo trillo di innumerevoli faccette... una ridda di riflessi... molto pi ricco, pi vario, pi inatteso di un fiore... Un bimbo che non sa il male, dinnanzi allo snodarsi repentino di tutta una gamma colorata, dinnanzi allo sviluppo fluido e musicale di tutta l'iride d'un serpente bello, che cosa fa? ... Tende la manina! ...

Ludovico - Ed spacciato, povero bimbo!

Ester - Grazie tante!... Ma il pittore dovrebbe vederlo, il serpente, come lo vede il bimbo, con l'ingenuit avida della bellezza, senza partigianeria, ignorando perfettamente che il serpente morde ed uccide... Dovrebbe innamorarsi ed allora la sua tela potrebbe essere un prodigio di tenerezza, di vaghezza, di gioia...

Paolo - Con piacere! ... Ma... ecco... prendere con le mani i propri serpenti dal proprio cuore... e baciarli come petali di rosa! ... Bisognerebbe giungere a questo prima!

Elena - Paolo, Paolo! ... Bisogna giungervi... giungervi... N,on son tornata fanciulla?... Non sono leggera?... non sono tutta di fiori di pesco? ... non sono felice? ... non rido?... non rido?... (scoppia in singhiozzi e si butta tra le braccia della sorella). (1 tre uomini abbassano il capo. Paolo si torce le mani).

Ludovico - (borbottando) Il serpente finisce col pungere! inutile volerlo negare!...

Ester - La gioia fa sovente di questi scherzi! ... Non niente! vero, Elena?

Elena - (risollevandosi) Non niente!

Ester - Tu e Alessio, discesi tardi, non avete fatto ancora colazione. Ve la faccio .servir qui. (suona un campanello) Alessio, carissimo e nobilissimo cugino, parlateci un po' di tutta la insigne schiatta dei parenti di Torino. La contessa Aurigi con le figliuole... la principessa Debrani, dal salotto intellettuale... (interrompendosi, al senso che si presentato) Servite qui la colazione alla principessa e al conte... (il servo esce. Ester continuando, rivolta ad Alessio) Smettetela con cotesta aria timida, arredata e diplomatica... Dunque, che cosa dicono i nobili campioni dia! nostro gran sangue bleu? (ad Elena) vero che ti diverte sentirne parlare?...

Alessio - (a Ester) Ho per te, cugina, la massima ammirazione e il pi devoto rispetto...

Ester - vero che tu non brilli per troppa intelligenza?

Alessio - verissimo, e non ne faccio un mistero!

Ester - Perci ho un debole per te. Perch sei candido. E ti ospito sempre volentieri. Ma la tua ammirazione per me rassomiglia un po' a quella dell'analfabeta per colui che sa il latinorum!

Alessio - Vedi? Mi metti in soggezione ed io non oso pi parlarti dai parenti!

Ester - (ride e con lei ridono anche Ludovico, Elena con gli occhi umidi di lacrime, e Paolo con una smorfia dolorosa).

Alessio - Invece di essermi grato!...

Ester - Di che cosa?

Alessio - Ti conduco sempre degli uomini interessanti...

Ludovico - Parla di me!

Ester - Questo vero. Ma Rasci ha accettato la tua proposta, perch l'aerodromo vicino a casa mia, per sua comodit!...

Ludovico - Infatti, non ho ancora volato.

Alessio - Vedi, Ester? ... E dire ch'io sono innamorato di te!

Ester - Alessio, non farti ardito!

Il servo - (entra con il grande vassoio della colazione e lo depone sul tavolinetto del fondo. Ad un cenno d Ester esce).

Ester - Sedetevi dunque da bravi, tutti e due, l'uno di fronte all'altra... (prende per la mano Elena e Alessio e li fa sedere di fronte, come due bimbi, al tavolino) Devo anche legarvi al collo il tovagliuolo, come si fa con i bambini? Siete davvero due bambini per diversa ragione. L'uno per la decrepitezza della razza... le razze a un certo punto rimbambiscono ....

Elena - Ed io perch Ester?

Ester - Perch... perch... Qui, il burro, la conserva... Ti preparo io le fette?

Elena - Fammi ancora da mammina... come quando eravamo fanciulle... Ma eri spesso imperiosa e anche crudele... Non esserlo pi adesso., ti supplico!

Alessio - Bene! Imperiosa e crudele! Sono le parole e-satte! Posso parlare perch ci siete presenti voi tutti. Se sono solo con lei, tremo, mi s'incolla la lingua... possibile in tali condizioni, darle notizia dei parenti?... I parenti tremano anch'essi, solo a sentirla nominare!... Hanno provato tutti la sferza della sua ironia! Non ne ha risparmiato mai uno!...

Ester - Tremano, perch hanno tutti qualcosa da nascondere!

Ludovico - I vostri detti di romita campestre, fanno il giro dei salotti. Tornato dall'Africa ho appreso le vostre ironie, dal bisbiglio cauto e anche scandalizzato delle dame...

Ester - Oh, le dame! Quale mucchietto d'impicci inutili!

Ludovico - Preciso! Descritte, bollate, con una frase! Volando a grandi altezze ho provato anch'io tale sensazione verso tutto il piccolo mondo cittadino... Ma non ho saputo esprimerla!...

Ester - (a Elena che biascica stentatamente il cibo preparato dalla sorella e tratto tratto ha il singidto istintivo del singhiozzo dopo il pianto) Un po' di latte... e un po' di caff... Ancora?... Ancora i singhiozzi?... Bevi un sorso... Cos!... adesso un singulto nervoso... niente altro! ... Guarda... guardia fuori... che bel cielo! ... Che tenerezza di verde!... Abbandonati al piacere della vita... mentre mangi...

Alessio - Che cosa devo far io?... Mi ricordo che la bonne, se piangevo a tavola e tossivo forte, m'invitava a guardare il soffitto, una grossa ape di S. Nicola... che non riuscivo a veder mai... perch non c'era!...

Elena - Ester fa lo stesso con me. Ma ha ragione...

Ester - Bisogna abituarsi a non piangere, senza l'aiuto dell'ape di S. Nicola.

Elena - Rasci, chi di noi due sorelle credereste ragazza ancora, se non sapeste la nostra vita?

Ludovico - (dopo breve riflessione) Tutte e due.

Ester - Tutt'e due ragazze?

Elena - Non credereste piuttosto che la ragazza sia io?... Non vedete com' sicura lei?... Come m'insegna ogni momento?

Ludovico - Gi... Ma non la sicurezza che nasce dalla esperienza!... sempre la sicurezza d'una ragazza! Fatta di violenza e di fierezza!

Ester - Andate fuori al largo... Andate a passeggiare. Non siete gran che come psicologo...

Alessio - (alzandosi) Scendiamo al mare?... Vi consiglio di scendere con me al mare. Ci far bene. Potremo anche passare dall'hangar dell'aerodromo.

Ester - Bravi! Andate tutti insieme!

Elena - Paolo, andiamo?

Paolo - Verrei volentieri... Ma quel po' di sole preso stando a lavorare, mi ha stordito... Ho bisogno di riposare una mezz'ora!

Elena - (si turba) Ti senti proprio male?

Ester - Via!... Via!... Son mali da nulla... Per ciascuno dev'essere libero di far come meglio gli convenga... Non vero, Elena?

Elena - S... s... Dicevo cos... credevo...

Ester - Hai la compagnia di due prodi cavalieri...

Ludovico - Voi non venite?

Ester - Non ci mancherebbe altro! ... Ho tanto da fare in capa!

Alessio - (ch' gi fuori) Cugina, non vado pi via da qui!... urna delizia!... Un paradiso...

Ester - (spingendo dolcemente Elena fuor della porta a vetri e rispondendo ad Alessio) Bravo! Bravo! Se non senti pi il bisogno del salotto di tua zia Aurigi segno cominci a svegliarti! ... (Ludovico esce con Ester ed Elena. Ester si ferma sotto il sole con una mano a riparo degli occhi, seguendo per un tratto tre che si allontanano. Poi rientra e trova Paolo che passeggia teso, vibrante, per la stanza, come uno che essendosi trattenuto a stento, stia per prorompere).

Ester - (con una punta di stizza) Che cosa, avete D'Arrighi?

Paolo - (prorompendo) assurdo, insensato, pazzo!... da struggersi... da morire!...

Ester - Dovrei mostrare anche ai voi l'ape di S. Nicola adesso?

Paolo - No! no!... Devo dirvelo francamente!... Voi credete di capir tutto e di far bene con il vostro tono con lei, con me! E invece non capite, non potete capire, e, credendo di far bene, fate male a lei, e a me!... Perch non avete mai sofferto... non sapete che cos'... non avete la pi lontana idea di quel che si patisce!...

Ester - Sar come dite! Ma se io non capisco o capisco, non c'entra! Voi stesso singhiozzate ch' insensata e pazza la situazione che avete creata... Che colpa ne ho io?

Paolo - (scoppiando in singhiozzi) S, s, vero... verissimo! ... Non si pu cimentarsi impunemente a questi prodigi di equilibrio... quando si ha l'anima piena di una donna, quando si porta nel sangue l'aroma del suo, quando una folata del suo profumo suscita nelle narici il ricordo di tante ore passate, di tanti particolari dell'amore bruciato, quando un suo gesto, il moto detta, sua veste, ci fa sobbalzare contro gli occhi, contro tutta l'epidermide, altre cento visioni di lei in altri luoghi, in altre circostanze, ci comunica con un fruscio mille altri brividi... Non si pu... non si pu giuocare all'amore puro, essendo intessuti del piacere di tanti giorni... prendersi le vene e le arterie avvelenate, strapparsele, aggrovigliarsele tra le dita come le vostre serpi e pretendere che divengano gigli d'un tratto!..

Ester - (pallida, irrigidita, in un tremito diaccio) Tornate come prima! Paolo - Non conosce limiti! Diventa una pazza!... Mi uccide... si uccide... rovina in un precipizio!... Io l'amo troppo per volere la sua sciagura!

Ester - (sferzante) Se non sapete voi stesso come regolarvi, non rimproverate me! ... (agitandosi d'un tratto) E sopratutto... abbiate pi rispetto... Non mi turbate!... Io non voglio esser turbata!... Io non voglio saper nulla dei particolari dei vostri amori... Con voi due entrata in questa casa un'inquietudine che mi appanna la chiarezza delle cose...

Paolo - S, s... ancora avete ragione!... Voi potete scacciarci... Sicuro!... Parto subito, la miglior cosa... Se m'inseguir torneremo come prima... Vuol dire ch' il nostro destino! ... S, s, facciamo a questo modo... senza perder tempo, mentre fuori... Fatemi preparare la macchina, vi prego... Salgo a prender le mie cose! ...

Ester - Un momento, D'Arrighi! ... Partite, se lo credete giusto, ma non perch io vi ho confessata la mia debolezza! ...

Paolo - (quasi con ira) Ma no, Dio santo!... Mi avevate gi dato la forza e me la ritogliete di nuovo!

Ester - Siete forse un fuscellino in bala del vento?

Paolo - (c. s.) Ma certo... un fuscellino... e che credete che sia di pi un uomo che non pu pi dormire, respirare, vivere, per una danna! ... Non pi niente... un soffio! ...

Ester - (agitata, vibrante) D'Arrighi, non pi! Vi dico, non pi

Paolo - (c. s.) Ma s non pi! Non pi!... Quando la passione dei poveri sofferenti urta contro l'impassibilit egoistica degli altri! ... Contro la insensibilit di quelli che non vogliono parteciparvi nemmeno per assumervi una briciola di responsabilit! ...

Ester - Non sapete pi quel che dite!

Paolo - cos! ... Non lo nego... Ma la vostra freddezza quasi acre e stizzosa, non d'un animo pietoso, buono, capace di comprendere... no! no!...- Si tratta di vostra ] sorella...

Ester - (quasi scagliandosi contro d lui, con le mani sul viso di lui, con gli occhi negli occhi) Che cosa vorreste? Ditemelo!... Che cosa dovrei fare?... Carezzarvi l'uno e l'altra?... tuffarmi nella vostra malattia?... Perdere il senno anch'io? Avvelenarmi? ...

Paolo - (istintivamente tende le mani verso di lei) Aiutateci, Ester... Aiutatemi... Non ci abbandonate! (le prende le mani).

Ester - Via... via! ...

Paolo - Voi!... La vostra forza!... Ester, soffochiamo!

Ester - (tentando svincolarsi) Siete veramente pazzo!... Lasciatemi! Urlo!...

Paolo - (stringendola per lo vita e scoppiando in singhiozzi sul petto di lei) Ester, non ci credete!... Non ci credete!

Ester - (si ribella e si svincola nel momento in cui dal fondo compare Blena).

Elena - (che reca in mano una lettera si ferma sulla soglia e per poco non vacilla dalla vertigine).

Ester - (riassestandosi i capelli con una ripresa violenta di se stessa) Perch sei tornata, Elena?... Saresti forse] gelosa?!... Niente equivoci, mia cara; il tuo amico ha j avuto una crisi, e non c' altro!

Elena - (balbettando, tremando, sfinendo) Ester... nono... ma io... ho detto forse... io... Al cancello... il postino... ecco... Una lettera... Siccome l'ho riconosciuta di un nostro amico... Rapidi... perci... per questo soltanto... sono tornata... Ma io... io non ho detto... (correndo d'un tratto e gettandosi in pianto al collo della sorella) No, Ester!.... No!... Che hai detto!... che hai detto! ...

Ester - Ma non ho detto nulla. Mi soffocate! Ecco!...

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

La stessa scena dell'atto precedente, al tramonto. Il giardino, lentamente si copre di ombre.

(Sono in iscena Ludovico ed Alessio).

Ludovico - Che cosa vuoi che ti dica? Da qualche giorno fella desta nel mio animo un sentimento angustioso, che, con rammarico, riconosco molto simile alla piet. Non ho pi lo spirito di mostrarmi verso di lei aggressivo ed ironico, sia pure con lealt... Lai sua fierezza d'amazzone schiva e sdegnosa che, traverso le parole del mondo cittadino, m'incurios e mi spinse ad accettare il tuo invito, l'ho veduta fa poco a poco, nei giorni che siamo qui, crollare; o se non crollare, perdere la sua combattivit rivelando la fralezza che si celava dietro l'ostentazione... Insomma, mi pare che non sia pi n gustoso n cavalleresco continuare con lei la schermaglia di un duello nel quale ella gi dimostra di trovarsi in condizioni molto inferiori... alle mie...

Alessio - Secondo te, dunque, avresti gi vinto!

Ludovico - No, mio caro Alessio, non sono cos vanitoso. Certamente, venendo qui, in casa di lei con te, che continuavi a parlarmi della inespugnabilit di questa tua cugina dal carattere indipendente e bizzarro, il mio spirito avventuroso mi spingeva, dir cos, a mistirarmi; e non nego che un segreto desiderio di ridurre a discrezione la ribelle mi aizzava e sollecitava all'amorosa impresa... Ora sono scontento e quasi provo rimorso per quel po' che ho tentato; sebbene sia stato sempre con l'aria della celia e senza malignit!...

Alessio - Strano combattente sei tu! Smetti quando l'avversario mostra di voler capitolare!...

Ludovico - Eh, no! Non cos! .

Alessio - Ho capito. Adesso temi che le cose prendano una china troppo seria!

Ludovico - Ecco, cominci a indovinare...

Alessio - Ebbene, che c' di male? (dopo una esitazione) Potresti... sposarla!

Ludovico - (con un sorriso amaro) No. (breve pausa) Perch non mi vorrebbe.

Alessio - Di nuovo non capisco pi!... (breve pausa).

Ludovico - Non ti sei accorto che da parecchi giorni non pi lei? ... Non ha pi quella vivacit aspra e squillante quelle improvvise scappate piene di humor e di genialit, quei modi disinvolti e franchi di dominatrice! ...

Alessio - S, s, verissimo... Appunto per questo credevo che il momento della tua vittoria fosse per giungere!...

Ludovico - giunto, invece, il momento della mia partenza. L'aviatore coloniale, l'esploratore Ludovico Rasci, comincia... ad aver paura! ...

Alessio - Di farle del male?

Ludovico - Pi che a lei... a s stesso!

Alessio - Ti sei innamorato?!...

Ludovico - Pu darsi, caro Alessio...

Alessio - E fuggi? ... (breve pausa) E dunque sei tu a non volere stringere il nodo?

Ludovico - No, ti ripeto. No!

Alessio - Vuoi che io formalmente le chieda...

Ludovico - Oh, Dio, Alessio, credi proprio che non saprei farlo da me? Ma risponde di no! Un no grosso cos! garantito! (pausa) turbata. Sua sorella e D'Arrighi con la loro impressionante passione, che tanto pi scoppia e raccapriccia, quanto pi la voglion celare, calpestare, distruggere, l'hanno quasi sconvolta... In queste condizioni, ogni parola la trova indifesa... Ella non sa pi rintuzzarla... sento che geme come una povera bestiola aggiogata allorch vien punta dal punteruolo... non si ribella pi... e mi fa pena... pena... Non per questo, per, ama me! ...

Alessio - Chi, allora?

Ludovico - (titubante, dubbioso) Non... so... Non voglio saperlo... Forse nessuno... (guardando fuori) Vedi?... Giuo-ca a tennis con la sorella. Fingono tutte e due.. Non credere che giuochino per il piacere di giuocare... Vogliono illudersi... d'essere due fanciulle senza tormento, smemorate... svagate... T'assicuro che, se dovessero esser sincere, si girerebbero per terra a piangere disperatamente. Hai assistito mai a uno spettacolo pi angoscioso di quello di stamane, quando tua cugina Elena giuocava con la bambola tratta fuori chi sa da quale angolo della sua fanciullezza, e il pittore la fissava con gli occhi di un pazzo? (egli si volge e rimane a guardar fuori. Alessio toglie la bambola dalla poltrona;, l'adagia sul tappeto, e si siede nascondendosi il viso tra le mani. Lunga pausa. Ludovico toma a voltarsi) T'ho comunicata la mia malinconia, povero Alessio. E dire che tu sei abituato a sgusciare con disinvoltura tra le avventure del mondo galante! ...

Alessio - (con un tono nuovo, improvvisamente doloroso e intimo) Dal tempo che fummo ufficiali insieme, bench mia cugina Ester mi giudichi inetto e insensibile, a mio modo, ho potuto anch'io... Ti confesso che per una piccola grisette da nulla, incontrata una sera di stanchezza, ho passato giorni funesti... N si pu dire che tra le donne del nostro mando mi fossero mancati dispiaceri; ma al paragone essi divennero nulla... Una grisette: niente altro! Da rimanere avviliti e mortificati tutta la vita!...

Ludovico - Bene! L'hai avuta anche tu!...

Alessio - E non passata!...

Ludovico - Meglio! Povero Alessio! Una grisette eh? Che importa! Urtai donna! (pausa) La verit che in un modo o nell'altro non si scappa! ... E pi si orgogliosi, peggio si capita... (pausa; volto fuori) Continuano a correre... saltano... balzano... Ester insegne la palla sfuggita alla racchetta... Sono ansanti... accaldate... (pausa) Partir per quest'ultimo volo stasera... la notte sar serena... vi sar una gran luna... in due ore avr traversato l'Adriatico... domani sera sar di ritorno... Riconsegno l'apparecchio e filo...

Alessio - Veramente?

Ludovico - S, amico mio, filo... E... passer... Diamine, ne abbiamo viste di peggio! ... (pausa).

Alessio - Dov' il pittore?

Ludovico - Uhm! Chi lo sa? ... Si va nascondendo, povero uomo!

Paolo - (appare da sinistra, imbambolato come uno che abbia dormito) Oh! ... credevo foste tutti fuori! ...

Ludovico - No, si stava cos... a scambiar due parole... Avete dormito? ...

Paolo - Leggevo... chiuso l in quello studiolo... Gi... sono un po' imbambolato... (con sorpresa) A momenti sera...

Ludovico - Sicuro... La campagna si popola di ombre, di fantasmi, tra una sottile nbbiolina azzurrognola... Guardate; per voi dev'essere interessante...

Paolo - (senza guardare) Gi...

Alessio - (a Ludovico) Continuano a giuocare?

Paolo - (scuotendosi) Ah, giuocano! Giuocano?

Ludovico - Eccole! Sembrano che si disputino accanita mente la vittoria della partita... come se attribuissero alla posta un valore nascosto, che non hanno dichiarato ma che nel pensiero di ciascuna!...

Paolo - (allarmato) Come?.... Che cosa volete dire?

Ludovico - Nulla. Una sciocchezza!... Tante volte tentiamo l'avvenire scommettendo mentalmente con noi stessi... Io dico dall'alto del mio apparecchio: Se riesco ad atterrare proprio accanto a quella pietra, quella tal cosa mi accadr favorevolmente... , cos nell'accanimento delle due sorelle al tennis, mi pareva di scorgere una scommessa intenzionale, superiore al valore del giuoco stesso! .. Non vi sarete mica turbato per il mio scherzo?...

Paolo - (turbato) Io? No!... (per divagare) Di che cosa parlavate, se non sono importuno...

Ludovico - Oh, di nulla!... Alessio mi narrava d'un suo amore infelice... con una grisette, figuratevi...

Paolo - (con una smorfia amara di sorriso) Oh... oh! una grisette... Scusatemi... esco dall'altra parte, a far due passi... Lasciatele giuocare... non esco di qui., per non disturbarle... (esce da destra).

Angela - (che si presentata da destra, un momento prima che Paolo ne uscisse, appena uscito questi rivolgendosi a Ludovico:) Signore, c' qui un soldato dell'hangar che cerca di lei!

Ludovico - Dov'? Lo faccia passare... (come ricordandosi e ravvisando Angela) Oh, brava!... Lei tornata!...

Angela - (tace, imbarazzata; poi, alludendo al soldato). Lo faccio girare da questa parte?

Ludovico - S...

Angela - (esce).

Ludovico - Anche quella cameriera sai? Con il mal d'amore proprio come te!

Alessio - E perch non come te?

Ludovico - E vada... anche come me!

Ester - (entra d'improvviso, correndo con la racchetta in mano).

Elena - (di fuori chiamandola quasi con strazio) Ester! ... Ester!... No... giuochiamo ancora!

Ester - (si abbandona a sedere ansante, con gli occhi lucenti, nell'ombra crepuscolare che ha invaso la stanza. Con la voce rotta a Ludovico ed Alessio) Che fate qui? ... Come fantasmi! ... Che cosa state a parlottare... a congiurare?...

Elena - (entrando anch'ella di corsa con la racchetta, in uno stato di orgasmo e gettandosi sui cuscini ai piedi della sorella, prendendole le mani, forzandola a chinare il viso sul suo viso) Ho vinto per caso... soltanto per caso!... Non l'ho fatto apposta!... Non volevo vincere!... Perdonami, piccola!... Perdonami, bella!...

Ester - Ma non nulla! Che cos'? Non nulla!

Elena - Te ne sei scappata subito, appena ho fatto il punto. Senza guardarmi! ... L'ho sentito! ... Hai avuto paura che ti leggessi negli occhi l'astio... Sei fuggita! ... Volevi vincermi! ... T'eri impegnata con superstizione!... L'ho sentito!... Qualcosa come una corda che ti si spezzata dentro, perdendo! ... Oh, piccola! ... Non l'ho fatto apposta... non l'ho fatto apposta! Volevo che vincessi tu!... (le singhiozza in grembo).

Ester - Basta; Elena. M,i dispiace di prendere con te che soffri un tono aspro... ma mi costringi; ti avverto, anzi, che se ti ostini a non vedere nella mia condiscendenza verso di te, lo sforzo che compio, non solo non riuscirai a risolvere il tuo tormento, ma farai del male anche a me!... Rischi, cos, di non trovare pi in me il sostegno che mi hai cercato! ...

Elena - (stupita) Che cosa ho fatto?

Ester - Tu lo sai... lo senti non si pu illudersi con una finzione di trasformarsi realmente. E quando si cresciuti non si pi bambini... anche se continuiamo a cavar fuori le bambole ed a giocare al tennis con un trasporto... ostentato. Ti ho secondata, sperando di vederti alla fine cambiar modo e spirito per dirmi una parola risolutiva... e invece continui a dibatterti, lecco... e ti fai male... e mi fai male!... Non deve essere pi cos... o sar costretta io... a lasciarti... a lasciarvi...

Elena - S... lo so... per credimi... quando ci si trova in certe condizioni, ogni mezzo pu essere buono... per giungere allo scopo... Umiliarsi... avvilirsi... trattarsi da debole... pu anche servire a logorarsi sino al punto di sentirsi stanchi... sazi e di s stessi e della propria debolezza... Si pu, anche cos, riuscirle a vincere; sebbene sia una vittoria... assai malinconica, assai triste...

Ester - (con commozione) Elena... perdonami... non dir pi nulla.

Elena - No, ora devo dire. Tu sei forte per temperamento, per un dono della sorte... ma puoi rimproverare me di non disporre di simile forza? Non ho colga se mi manca... Ho giocato? Ho finto?... no Ester, non del tutto!... Quesito gioco mi servito per lasciare al mio dolore il tempo di alzare il capo e comandarmi senza pi esitazioni... Ho cercato, come vedi, a mio modo, la mia forza... Ora, procurer di non renderti pi inquieta! ...

Ester - S, sar bene... Cos allontanerai da me la tentazione di giudicare di sofferenze che non ho il diritto di giudicare... che anzi sarebbe da parte mia una vera presunzione voler giudicare... e poi... non giusto nemmeno, n saggio, coniare troppo sulla propria resistenza... Posso sapere io stessa fino a che punto questa mia forza pu sostenermi?

Elena - Ester, tu dubiti di te?

Ester - Non fraintendere...

Elena - No, Ester, taci.

Ester - (guardando fuori) Chi ?

Ludovico - (al soldato) Avanti... venite avanti... Che cosa dovete dirmi?

Il soldato - (venuto sulla soglia) ilsignor capitano... la prega, se pu, d'anticipare d'un'oretta... Le dir le ragioni... L'apparecchio pronto! ...

Ludovico - Bene, dite che s...

Il soldato - Riverisco (scompare).

Elena - Volate davvero... tutta la notte... sul mare...

Ester - (con voce opaca) Volare!... Anche i miei insetti... volano!...

Ludovico - Questione di dimensioni! ...

Ester - (c. s.) Non dico per sarcasmo... pensavo...

Ludovico - Che cosa?

Ester - Nulla... A qualunque volo manca la libert...

Ludovico - Qualche volta... mi son sentito libero veramente...

Ester - In alto?

Ludovico - Si.

Ester - Ma stata un'illusione!

Ludovico - Perch?... Non del tutto...

Ester - Meglio per voi... Cosi... tra un'ora... per voi sar lo stesso che noi fossimo morti da cent'anni... Infatti... su... su... nell'aria... il ricordo di quattro mura... di quattro pareti... naturale!... tombe... nientaltro che piccole tombe!...

Ludovico - Permettetemi... Devo salire... prepararmi...

Ester - Rasci!

Ludovico - Eh?

Ester - Nulla. Volete andar su proprio adesso?

Ludovico - Se devo volare... necessario...

Ester - Bene... se necessario...

Ludovico - (dopo una pausa di esitazione) Non so poi... Se aveste bisogno di me?...

Ester - No... no... quale bisogno? (s'ode un fruscio sulla ghiaia) Che cos'?...

Ludovico - (affacciandosi alla porta del fondo) Un'automobile... Oh, ecco... il pittore... con un altro...

Elena - (corre a guardare) Rapidi!... giunto Rapidi!...

(scompare).

Ludovico - Quel Rapidi nella cui Casa d'Arte... avvenne...

Alessio - Credo...

Ludovico - Ridiscender a salutarvi... (esce da sinistra).

Ester - (si acconcia i capelli) Alessio, buio...

Alessio - Accendo?...

Ester - La lampada d'angolo, Alessio. Non fair tanta luce, mi d noia...

Paolo - (entrando con Rapidi ed Elena) Ester, al cancello ho trovato Rapidi che giungeva; ve lo presento...

Rapidi - Ben felice, principessa... Da molto tempo ero in cerca di una donna superiore... Ma ancora non l'avevo incontrata!...

Ester - Grazie!

Rapidi - (a Paolo) Mi piace il suo modo sintetico di confermare senza retorica il mio giudizio su lei: Grazie .

Ester - Sedetevi.

Rapidi - Non posso. Da quando mi levo a quando mi corico le ginocchia non mi si vogliono piegare.

Ester - State in piedi!

Paolo - (presentando Alessio) Il cugino Alessio. (Rapidi stringe la mano ad Alessio) Rapidi, in un giardino veneziano, ha dato una danza...

Ester - Com' questa danza?

Rapidi - Ridicola!

Ester - Perch?...

Rapidi - Perch, prima di tutto, stata ideata da Caper... Un uomo di genio... Il genio ridicolo...

Ester - mostruoso...

Rapidi - Bravo!... Dunque, sono degli esseri di forma inqualificabile, rossi che bruciano e danzano su di un piede...

Elena - Su d'un piede?...

Ester - Per spasimo...

Rapidi - Brava!

Ester - Sono morsicati dalla tarantola!

Elena - Come lo sai, Ester?

Ester - Lo indovino.

Rapidi - Avete anche le tarantole tra i vostri ragni?

Ester - Sicuro.

Rapidi - Nessuno, meglio di voi, potr comprendere questa danza!

Paolo - E invece tutti, meno che lei, dovrebbero comprenderla! Rapidi rifar la danza a Rimini, tra pochi giorni. Pensa, nel frattempo, di eseguirla qui una sera, per amicizia.

Rapidi - Per amicizia, s'intende. Ho adocchiato di gi una vasca!

Elena - Ci. vuole dell'acqua?

Rapidi - Grandi getti, ch'io coloro dalla sorgente stessa con fasci luminosi. La danza su d'un piede sotto l'acqua... Eppure quegli esseri l continuano a bruciare non si spengano. questo il bello!

Paolo - Il brutto!

Rapidi - Ma via! Non t'accorgi che Caper ha ragione? Se danziamo tutti su di un piede!

Ester - Mi piace. V'accompagno ad esaminare la vasca.

Alessio - Vi accompagno?

Rapidi - Benissimo!

Elena - (mentre Rapidi, Ester, e( Alessio si avviano ad uscire, saltellando su di un piede) Cos!... Cos... Cos!... Ah! Ah! Ah!

Rapidi - (gi fuori con Ester e Alessio, volgendosi) Brava!... Brava!... Cos!... Cos!... (scompare con gli altri due).

Paolo - (afferrando d'improvviso per la vita Elena e stringendola a s fortemente, disperatamente) Piccola, a costo di morire, di lasciarti la vita nelle mani, ancora come prima, ancora... fuggiamo subito! ...

Elena - (come svenendo) Oh! oh! Paolo! Paolo!

Paolo - Elena! Elena!

Elena - (riprendendosi) No... Non ami pi me... t'ucciderei...

Paolo - Ti amo! Ti amo!

Elena - No. Ancora un poco, e dentro mi si sar spezzato... Lo sento che si spezza!...

Ester - (rientra dal fondo; fingendo di non essersi accorta di nulla) La mia lanterna. Non si vede pi (cercando) Dev'essere qui! (la trova).

Elena - Vengo con te. Andiamo Paolo.

Ludovico - (comparendo da sinistra) Anch'io vado!

Elena - Oh, pi lontano di noi! ...

Ester - (come se si ricordasse) Svagata!... Dovevo dirvi!... Sicuro!... Paolo, Elena, da bravi, recate voi la lanternina, a Rapidi perch osservi le prese d'acqua!...

Elena - Ma certo! (a Paolo) Su, su... bambinello mio! ...

(lo prende per mano e scompaiono dal fondo).

Ester - (si abbandona a sedere spossata).

Ludovico - (attende in piedi con il capo chino, rispettando il silenzio di lei. Infine pacatamente, dolcemente) Volevate dirmi? ...

Ester - Nulla... scusatemi... Volevo salutarvi...

Ludovico - Soltanto?

Ester - Soltanto.

Ludovico - (non si muove. Attende) Siete stanca.

Ester - Si, assai.

Ludovico - Eppure, qualcosa vorreste dire...

Ester - No...

Ludovico - Non a me, come me, pu darsi... Ma ad un'anima umana... Non si pu vivere sempre barricati dentro se stessi come vivete voi! ... Bisogna essere umili a un certo punto, per forza... riconoscere la orooria povera umanit... (breve pausa) Vi giuro che se sapessi di farvi bene... prima di partire... prima di tentare cio un'altra volta il destino., vorrei inginocchiarmi., baciare cento volte la polvere delle vostre scarpette...

Ester - (con spasimo) No!... (silenzio).

Ludovico - V'infastidisce vedermi come me stesso... come persona... (smorza la lampada d'angolo. La scena resta rischiarata dall'ultima luce del crepuscolo e dalle stelle).

Ester - (come riposandosi) Ah! ... Come comprendete voi!... Grazie... grazie... Me ne ricorder sempre... Ora non abbiamo volto n voi n io... E voi siete tanto pi bello di me, cos, senza volto... sospeso gi, come sulle ali... tra la terra e il cielo...

Ludovico - (le si avvicina. Le prende una mano. Glie la bacia) Questo volo... lo chiamer speranza...

Ester - Andate, ora... Andate...

Ludovico - (si stacca. Rimane per un po' immobile poi si avvicina al fondo).

Ester - (d'un tratto, angosciosamente) Rimanete, Ludovico!

Ludovico - (pronto) Rimango.

Ester - (ripiegando) No... no... stata una piccola, stupida paura per voi...

Ludovico - Oh, se per questo! ... Nessuna paura... Domani sera, qui... vicino a voi... (scompare).

Fine del quarto atto

ATTO QUARTO

Ricca e lussuosa sala, in un piano superiore della villa Morirli, che guarda per u'n balcone aperto del fondo in una terrazza.

Al centro su di una tavola un vassoio con numerose coppe di champagne colme; secchie con bottiglie dello stesso vino, ai lati della tavola su sgabelli.

Tappezzerie ricche e gravi. Una porta sola a sinistra con tendaggio. Una dormeuse all'angolo di sinistra con un lume dall'ampio abat-jour.

notte. Luci sanguigne di bengala si riverberano nella stanza dal balcone aperto.

Un'orchestra composta di modernissimi strumenti con il flutt-jazz, il banjo, il cellofono, si udranno or si or no per tutto l'atto.

(All'alzarsi della tela Alessio e Georgette soltanto sono in iscena. Accanto ad essi, su uno sgabello un vassoio con due coppe di champagne. Una secchia con una bottiglia in terra).

Alessio - (sulla dormeuse, accanto a Georgette De Pleurel con un parlare che indichi il suo stato di ebbrezza) Fammi vedere.

Georgette - Voici. (mostra una cicatrice sul braccio).

Alessio - S. una cicatrice. Non si pu negare...

Georgette - (con il suo solito accento francese) Negare?... Non pu nessuno... Chi ha scritto l'histoire... la storia della cattiveria loro su me, sur mon corp?... L,eur rnemes... loro stessi... celui la un perfetto gentiluomo... un perfetto amante? Non, monsieur, non madame, voi vi sbagliate! Voici (mostra di nuovo la cicatrice del braccio) questo... un documento!

Alessio - Perch ti hanno fatto male?

Georgette - Non so...

Alessio - Come li hai provocati?

Georgette - Non so...

Alessio - Non possibile che abbiano voluto ucciderti per capriccio... per nulla!...

Georgette - Non riesco mai a ricordarmi la ragione...

Alessio - Vuol dire che diventi una pazza... In quel momento... Che hai dentro di te?...

Georgette - Il diavolo... peut-tre!...

Alessio - Oh, dev'essere cos... proprio cos... Tre uomini diversi... Tutti e tre....

Georgette - Hanno voluto uccidermi... l'histoire scritta... qui...

Alessio - E come t'hanno ferita proprio l?

Georgette - Non capito ancora?...

Alessio - (porgendole la coppa dello champagne) Bevi...

Georgette - (beve, poi straluna gli occhi:) Non mi far dire pi... Non voglio!...

Alessio - Non ho capito! ... Mostrami i tuoi piedini feriti.

Georgette - Non ora...

Alessio - Te lo dico all'orecchio... (con voce soffocata) Voglio baciarteli.

Georgette - E poi?... Volermi uccidere ancora?...

Alessio - No, non sono capace...

Georgette - Non sei capace?... Vuoi tenermi con te?... Hai una villa come questa della cugina?... Sei molto ricco?...

Alessio - Cerco una donna come te... ne ho bisogno...

Georgette - S?... Perch?...

Alessio - Perch s...

Georgette - Vuoi ricordarti un altro amore...

Alessio - No... no... come lo sai?

Georgette - Lo so... perch anch'io ho fatto cos...

Alessio - Perci si sono scagliati come belve su di te!... Davvero devi essere diabolica.

Georgette - Non ti dico pi nulla!

Alessio - I tuoi piedini... Mostrameli. Com' stato?

Georgette - Ero nel mio letto... non lo vedi? Lui tirava uno, due, tre colpi da presso il tavolo di toilette... su me, senza nemmeno la difesa d'una coperta... nuda! (ridendo acremente) Agitai, eh! eh! le mie gambe... sicuro... i piedini come fossero le mani, 'ali riparo dei colpi, cos fui colpita, ma non nel seno, nel ventre come egli voleva... ma nelle gambe, nei piedi! ... Non sono viva? viva... ma non lui...

Alessio - Si uccise?

Georgette - Subito.

Alessio - Ne sei contenta?

Georgette - Molto, (offrendogli la coppa) Bevi.

Alessio - (Beve).

Ester - (s ritrae dalla terrazza del fondo e compare pallida sulla soglia; si appoggia allo stipite come per non soggiacere alla vertigine).

Alessio - Ester, che hai? Gli occhi profondi le gote affilate, sei tanto pallida, bench ti illumini la luce rossa!... Lo spettacolo della danza ti ha fatto male? Anche a me!... Anche questa musica perturba. Ma non importa!... Vuoi starci a pensare? inutile... Bevi anche tu; io sono gi un po' ubriaco.

Ester - (si appressa alla tavola strascicando i passi e beve).

Alessio - Cos! ... Staremo sempre a danzare su di un . piede?... No, davvero!... Lo champagne scaccia via il veleno della tarantola... vieni qui... Ascolta questa mia piccola amica... Ella ti sapr dire che cosa faceva, mentre tu studiavi gli insetti... vero che oggi hai dato la libert agli insetti?... Brava! Hai fatto bene!... Ma perch non buttar via anche le serpi? ... Perch te le conservi quelle?... Non vuoi rispondermi? Bevi ancora! .. Bevi.. Ma bada.. io non voglio pi la responsabilit! ... Ti ho detto di bere, ma una coppa soltanto... Se tu...

Georgette - (mettendogli la mano sulla bocca) Taci! ... Come chiacchieri piccolino... Non disturbare! ...

Alessio - Io non ,posso pi vedere occhi di febbre... Non c' uno che guardi con occhi limpidi questa sera!... veramente una sciagura... una sciagura... vien da piangere! ...

Georgette - (mettendogli di nuovo la mano sulla bocca) Zitto! Zitto! Non senti che sei davvero ubriaco?...

Alessio - Che buon profumo la tua mano! Lasciamela vicino alle labbra... Odoravi cos quando ti colpivano?... Vieni a sentire, Ester... vieni qui. Ha la sua storia scritta sulla carne, dice lei... Ed vero!... Tutta cicatrici!... Sta a sentire. Dov' il pittore ed Elena? Perch non vengono a sentire? Ancora sulla terrazza?... Ma se la danza finita!

Ester - (si avvicina lentamente all'ottomana, si mette a sedere su di una sedia ai piedi di essa. stravolta. I suoi occhi nuotano nel vuoto) Chi vi ha scritto la storia sulla carne?

Georgette - Gli uomini.

Alessio - Gli amanti. Oh, orrendo!... Anche ridicolo se vogliamo... Con i piedini si difesa... Li ha bucati... E pure danza come se non li avesse bucati!.... L'hai veduta danzare?

Ester - (si alza in preda ad una angosciosa smania. Si allontana).

Alessio - Te ne sei gi andata? Non hai pazienza. Peggio per te!... Bisogna essere pazienti... Aspettare... sopportare!

Ester - (quasi con ira) Chi ti fa dire delle cose serie, stasera, Alessio?

Alessio - Ah! ah! lo champagne!... Tu hai sempre creduto che nella mia testa ci fosse un po' di crusca soltanto! Ed hai sbagliato!... Proprio sbagliato!... Perch nessuno, te lo giuro, ha della crusca in testa... specialmente in certe condizioni... Un ignorante, uno stupido diventai cos scaltro s' innamorato!... Io, che sono un povero stupido, ti dico, cugina Ester, che ci vuole pazienza... pazienza! ...

Ester - Non occorre per me!... Che cosa ho io da sopportare?

Alessio - Vedi Georgette, senti? Mia cugina per troppo orgoglio finir per farsi male... Non vuole confessare... E, invece, che cosa ci sarebbe di strano? Potrebbe sedersi di nuovo qui, e raccontarci delle sue ferite, come te... da buoni amici, cos... e noi due la sapremmo intendere... vero?

Ester - Basta, Alessio... io non ho ferite...

Alessio - Va bene... non dico pi nulla... io bevo... questo s. (beve) Ma perch non aspettare il mio amico Rasci, per la festa? Non si poteva rimandare a domani sera? anche questa un'osservazione da stupido?

Ester - (che s'era seduta presso la parete destra si alza come se le parole di Alessio l'avessero cacciata dal suo posto. Cercando di dominare il suo tumulto:) Non ti ricordi nemmeno che egli avrebbe dovuto gi essere qui... nel pomeriggio... cos s'era rimasti... e si prevedeva...

Alessio - Prevedere una cosa... e altro che una cosa accada... Come si pu prevedere poi, quando si via per i le vie dell'aria?

Ester - Sicuro!... tardi!...

Alessio - Lo so ch' tardi perch non venga ancora... o forse qui! ...

Ester - (ha un sussulto e si volge verso sinistra).

Rapidi - (compare da sinistra).

Alessio - No. il signor Rapidi.

Rapidi - (ad Ester) Piaciuto? Piaciuto?

Alessio - (alzandosi con sforzo) Signor Rapidi, i miei complimenti!... Una creazione!... Una meraviglia!.... (andando alla terrazza a chiamare) Elena... D'Arrighi... il vostro amico... qui... (ritraendosi) Stavano ancora estatici a guardare i grandi getti d'acqua luminosi! .j Un prodigio!...

Ester - (a Rapidi, porgendo una coppa d champagne) S. accomodi...

Rapidi - (con strane smorfie del viso) Non posso... devo ridiscendere...

Elena - (entrando dal fondo a piccoli salti con un convulso) Rapidi, Rapidi, quali brividi!! Una danza di brividi... (lo prende per le mani) Quando danzer anch'io nel vostro teatro?

Paolo - (che confuso, disfatto) Elena! Elena!

Rapidi - Via, non mi tenete.

Elena - Che avete? Che avete? Tutti si aspetta qualcosa!... Ester, che cosa si (aspetta? Anche voi, Rapidi?

Rapidi - (a Ester) Io principessa, si aspetta... che io sono una specie di domatore... che sta sempre sul chi vive ... Avete mandata troppa champagne alle mie ballerine, a Susanna Bene, ad Aline Kalimatov... sono sempre in istato d'orgasmo e non hanno bisogno d'altri stimolanti!... Si sono cambiate... salgono a salutarvi... ma un minuto... un minuto solo per l'amor di Dio!... (si volge a sinistra come a invitare chi sale).

Aline Kalimatov - (si presenta da destra altezzosa, imperiosa, d uno sguardo di disprezzo a Susanna Bene che la segue entrando. Si inchina con un inchino artificioso e, rapido d ballerina: e, stendendo la mano verso le coppe di champagne) Posso bere, principessa?

Rapidi - una selvaggia. Deve ancora imparare le regole della buona creanza.

Aline Kalimatov - (lancia, scattando, la coppa che aveva ghermito di sulla tavola, contro Rapidi, urlando) Prendi, si chiama selvaggia esser pestata sotto i piedi, selvaggia! ...

Rapidi - (ridendo, convulso/ pallido) Lo avevo predetto!...

Aline Kalimatov - Tresca con quella, sotto i miei occhi, dopo avermi abbrutita! abbrutita, (principessa! ...

Susanna Bene - (fuggendo e scomparendo da sinistra) ignobile!... una tigre!...

Rapidi - Via... via anche voi... Non siede presentabile!...

Aline Kalimatov - vero. Mi ha ridotta cos lui... Ma la morder... vedrai! ... (fugge da sinistra).

Rapidi - Domando scusa, umilmente.

Paolo - Rapidi, che cosa soffrono queste povere donne?

Rapidi - Quello che soffrono anche gli uomini, sapendo contenersi!

Paolo - Quando sanno contenersi!

Sapidi - S'intende.

Paolo - (affranta) E quando non si sa pi?

Rapidi - Male... Bisogna...

Elena - Rapidi, voi lo sapete come si fa? .

Rapidi - Per conto mio s. Ma non pu essere una regola generale... Perdonatemi: ma confessando mi giustifico dell'accaduto. Esse non lo sanno, e invece, a me costa molto di passare dall'una all'altra... tuttavia, l'unica maniera per resistere, per non soccombere... per rimanere sulla breccia... Una sola... ti ammazza.. (Breve pausa) Georgette, vi prego, discendete, date un'occhiata...

Georgette; - (esce, con Alessio aggrappato alle vesti). (Lungo silenzio).

Rapidi - Mi dispiace di aver procurato anche questo spettacolo. Del resto, bene in tono con. la danza eseguita. Quel Caper vi ha condensato la quinta essenza della verit (esce). (Un lungo silenzio).

Elena - (si seduta presso la parete di fronte; d'un tratto:) La quinta essenza della verit!... Tutti corrono, tutti fuggono incalzati dalla stessa pena, dallo stesso martirio! ... Danzano tutti su d un piede... morsicati dalla tarantola... Ester, sorellina, perch non mi guardi pi in viso, perch tanto rancore verso di me?... Paolo, dille una parola, io non posso... Pu darsi che ella attenda da te una parola.

Ester - Io non attendo nulla. finita. L'alito perverso entrato nella casa.

Elena - Ester, sorellina, perdonami. vero... Eri cos felice tutta sola!

Ester - Sono sempre sola! ma senza pi forze!

Elena - Non temere... Non temere... Forse saprai amare meglio di me... che non ho saputo!... Tra poco avr finito persino di soffrire... Lo sento... E se tu... se Paolo... Non vi potr rimproverare!... Io stessa l'avr voluto! ...

Paolo - Elena!

Ester - Taci... Non sai pi quello che dici.

Alessio - (presentandosi ancor ebbro, ma pallido e ansante) . Ester, cugina Ester... Io non oso dirlo... Non dovrei dirlo... perch sono ancora ebbro... e questo non mi permette di piangere con animo puro... ma accaduto: una verit... E dunque tanto vale che io lo dica... Ludovico, il mio caro compagno... Non torna pi... non pu pi tornare... Sono venuti dall'hangar... Sono venuti ad annunziarlo... Caduto in mare... Scomparso... Finito... Egli ti amava... ti amava... te lo giuro, te ne d certezza, e non badare se sono ubriaco...

Elena - Paolo, non mi tenere! Stringila a te, non mentire pi.

Paolo - Ester, gridate la verit, e liberate anche me da questa tortura.

Ester - Nessuno... Nessuno... nemmeno il morto ho amato!... ma mi avete uccisa, con l'amore...

FINE

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