La insolita lezione
del professore O.T.
(monologo per otto voci)
di Massimo Maraviglia
1
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
Una scrivania, un appendiabiti e una lavagna, che pu fungere anche da schermo per proiezioni. In sottofondo il vociare di una classe. Suona la campanella, entra il professore O.T. con la sua borsa/valigia. Il vociare tende ad affievolirsi, fino a sparire del tutto. O.T. toglie cappello e palt, sotto ha un vestito chiaro quasi estivo. Poggia la borsa sulla sedia, da essa tira fuori una serie di oggetti con cui arreda la scrivania. Tra questi, un astuccio di legno per penne e matite, un frutto, un termos, dei libri, un orologio da polso, un taccuino, uno svuotatasche dentro cui ripone oggettini vari recuperati anche dalle tasche, una piantina. Inforca gli occhiali, prende il registro di classe
(con gli occhi sul registro, firma, si sente osservato, alza lo sguardo) Non ho sbagliato posto. Devosostituire qualcuno (come per rispondere a una domanda), esatto solo per oggi, unoccasione danon perdere. Possiamo reputarci fortunati. Anchio insegno Storia e Filosofia insegno insomma un po grossa come parola, no? Vediamo il men del giorno cosa ci propone (legge il registro) Bene! Il regno di Sicilia ai tempi di Federico II doppiamente fortunati chi viene a parlarne un po? (pausa lunga) Nessuno? Questo silenzio turba (spezza il frutto che ha sulla scrivania, d un morso) Favorite. Come dici? Ah ecco, per oggi nonerano previsti sacrifici umani va bene, allora mi sacrifico io.
Federico II un uomo di altissimo profilo, non soltanto per limportanza storica ma soprattutto per la sua grana umana Prego? No, non lho personalmente conosciuto ma nonostante lirrisoria distanza temporale, abbiamo conversato insieme, amabilmente questo alle volte pu accadere Volete che ne parli? No? Bene.
Federico VII Hohenstaufen di Svevia, o Federico I di Sicilia pi noto come Federico II, fu duca di Puglia, principe di Capua, re di Sicilia, di Gerusalemme,
2
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
dItalia, di Germania e Sacro Romano imperatore dal 1220 al 1250, insomma, un vero stupor mundi... Con la monarchia di Federico II, in effetti,vediamo costituirsi uno dei primi e pi importanti Stati centralizzati dEuropa. Mi riferisco al Regno di Sicilia, naturalmente. Ma andiamo per ordine.
Nipote di Federico Barbarossa e Ruggero il Normanno, Costantino questo il primo nome del ragazzo nacque il ventisei dicembre 1194 davanti a un folto pubblico. Sua madre, Costanza dAltavilla, lo aveva concepito in et direi avanzata, e per certificare il fatto che il figlio sorgesse per davvero dal suo ventre, lo volle partorire innanzi alla cittadinanza intera, sul baldacchino fatto alluopo costruire al centro della piazza in Jesi. Imbarazzante? Non per lei, evidentemente. Lesordio, per questuomo, dunque, non fu tra i pi convenzionali.
Il 17 maggio 1198 quattro anni non li ha ancora - Federico incoronato re di Sicilia per volere della madre, che nello stesso anno muore, non prima di affidare il figlio ad Innocenzo III, papa di allora, riconoscendogli per il disturbo talenti doro nel numero di trentamila. Federico fu affidato allora a frate Guglielmo Francesco, sotto il controllo del vescovo Rinaldo che aggiornava il papa costantemente circa i progressi del giovane discepolo, la cui cura passa poi nel 1199 a Marcovaldo di Annweiler, che per volere di Filippo di Svevia, zio di Federico, assume la reggenza di Sicilia. Morto Marcovaldo, Federico affidato al conte di Capparone. Diopoldo conte di Acerra avvia intanto una spedizione contro il pretendente al trono Gualtieri di Brienne, vinto il quale, Federico passa sotto la custodia di Gualtiero di Palearia.
Quanti tutori, quanti maestri il povero ragazzo dovette sostenere. E non si lamentava. Studiava, eccome se studiava. Federico fu mecenate, statista, scienziato, uomo darte e di cultura a tutto tondo, protagonista di molte leggende, ospit alla sua corte le menti pi brillanti nella sua casa culture dogni
sorta -greca, latina, araba, ebraica-
3
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
sincontravano e tra loro conversavano, amabilmente.
Bello, vero? Che dici l in fondo? Le leggende? Quali leggende? Quelle di Federico le conosco, qualcuna. Certo, le leggende sono pi interessanti, potrei essere daccordo.
Ha avuto quattro mogli. Tre non le ha scelte, le ha impalmate su pressione dei pontefici. Tentavano un controllo a distanza del giovane intraprendente attraverso il magnetismo della delle donne. Costanza dAragona, su ingerenza di Innocenzo III, Iolanda di Brienne per volere di papa Onorio III e poi Isabella dInghilterra, sponsorizzata da Gregorio IX. Quanti nomi, vero? Tutti da dimenticare.
Poi venne Bianca Lancia bel nome Bianca Lancia sembra quello di una guerriera non era una guerriera bens una discendente dei conti di Loreto. Bianca conobbe Federico nel 1225. Coup de foudre! Essendo Federico gi sposato, i dueimbastirono un legame segreto segreto per modo di dire. Da questo nodo nacquero figli nel numero di due, probabilmente tre: Costanza, Manfredi, e forse anche Violante. Ora, secondo quanto afferma nei suoi scritti un certo padre Bonaventura, Bianca Lancia fu rinchiusa, per volere dellallora imperatore Federico, nella torre del castello di Gioia del Colle allorquando attendeva Manfredi. Perch rinchiusa? Secondo alcuni per riservatezza. Secondo altri, per un presunto tradimento che Federico imput alla donna. Aveva un fondamento questa accusa? Non cimporta. Resta il fatto che Bianca non perdon il sospetto di cui lamante laveva macchiata, dunque alla nascita di Manfredi, si tagli i seni e li invi a mo di contorno, su un vassoio, insieme al neonato, allimperatore. Mor? Laffettata mor e dalla sua morte, ogni notte, nella torre del castello detta da allora Torre dellImperatrice sode il lamento della donna offesa che protesta imperituramente linnocenza sua.
Si, sono stato a Gioia del Colle, certo, ho visitato
4
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
anche la torre. No, i lamenti non li ho uditi. Non era necessario, forse. Certo, i fantasmi non esistono. Tu dici che esistono? Tutti hanno il diritto di credere o non credere a quello che aggrada. Tu che dici? Si? Tu? No? Lui? No Io? Credo ai fantasmi?
(Riflette un momento) Credere o non credere undilemma come essere o non essere. Credeva Amleto di aver visto il fantasma del padre? Se lo avesse creduto con certezza, probabilmente non avrebbe esitato un istante ad agire e il dramma si sarebbe consumato in dodici battute esatte. Ma il giovanotto non sapeva se avesse incontrato unombra mendace oppure quella dolente del vecchio padre. Ma la questione ancor pi radicale e investe tutti, non soltanto Amleto.
Cosa vuol dire credere? Vedete, la pi parte del tempo diamo per ovvio e definito ci che diciamo, sentiamo, vediamo... ma non sappiamo di cosa parliamo. Cosa voglio dire? (Riflette un momento) Pensate che lo sappia? Ragioniamo insieme: quante volte al giorno riuscite ad accertarvi che tutto ci che scorre innanzi ai vostri occhi sia esattamente ci che scorre innanzi agli occhi di tutti e non il frutto di una vostra, personale allucinazione? Quasi mai. Direi mai. Immaginate di essere in teatro. Accanto a voi seduta una signora. Voi la vedete. Ad essere fiscali, per accertarvi che la donna non sia unimmagine presente soltanto nella vostra mente, dovreste interrogare tutte le persone presenti in quel momento: Scusi, lei vede la signora? Me la descriverebbe, per favore? Potete fare questo? Certo che no. Passereste per matti. Ma quandanche decideste di passar per matti, nulla in ogni caso vi garantirebbe che la domanda voi non la stiate indirizzando ad altre allucinazioni. Non un sofisma divertente, una questione epistemologica molto seria, questa.
La scienza stessa non ha nessuna prova per scartare irremovibilmente il dubbio che ciascuno viva, veda, tocchi, senta realt che sono solitarie concrezioni della nostra mente. Ergo, non potendo noi convalidare la certezza del reale, possiamo solo
5
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
dire che tutto ci che noi viviamo corrisponde a ci che noi crediamo. Crediamo di vedere un uomo che attraversa la strada, crediamo che accanto a noi in teatro sia seduta una signora, crediamo di essere adesso in questo luogo e che io vi stia parlando e che voi stiate ascoltando, insomma, crediamo tutto ma paradossalmente non crediamo di credere, perch crediamo di vedere, e allora distinguiamo tra visibile e invisibile, fenomeno e noumeno
Capirete che, tra credere e non credere, visibile e invisibile corre una linea flebile che facilmente si pu ridisegnare. Molte cose non le vediamo perch ancora non crediamo di poterle vedere, magari un tempo eravamo capaci di vederle ma poi le nostre facolt immaginative forse si sono cos inspessite da limitare i nostri sensi solo a ci che rumoroso, doppio, frequente, abbagliante, ingombrante. Forse abbiamo perso le nostre sensazioni pi sottili e se cos fosse, questo sarebbe un danno, lo stesso danno che abbiamo quando perdiamo la funzionalit di un arto o di un organo sensorio. Visti da esseri possibili con facolt pi espanse, che magari vivono accanto a noi ma che non intercettiamo, probabilmente siamo diversamente inabili, fantasmi mal riusciti di noi stessi
Cosa centra tutto questo con Federico II? Assolutamente nulla, almeno in apparenza. Mi sono perso. Qual era la domanda? Cosa vuol dire credere la questione capire quanto ci che crediamo e ci che non crediamo modelli la nostra vita, la gualcisca oppure la estenda, la essicchi, oppure la faccia fiorire.
Federico ha creduto al possibile tradimento di Bianca Lancia e ha essiccato una vita, anzi due, anzi infinite per onda di propagazione... Non ha sbagliato, non c errore. C scelta, ecco tutto. Oppure automatismo. Oppure abitudini. E in ogni caso non detto che le cose siano andate in questo modo magari Federico fu un uomo assai diverso da quello che ci hanno raccontato, magari non fu mai geloso, magari non mai esistito. E allora,
6
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
perch mai dovremmo parlare di un uomo che forse non mai esistito? Questa una domanda. Perch? (Riflette un momento, non trova una risposta) Perch il programma lo prevede, il programma, e questa una risposta sufficiente per ricondurci coi piedini in terra, dove giusto che i piedini si collochino.
(Ritorna sugli appunti) Dicevo che Federico II eh?Qualche altra leggenda? Ma si continua a divagare qui c quella che racconta non ricordo dove labbia letta che Federico abbia sfidato la Morte, scendendo con un esercito di trentamila uomini negli Inferi. Perch lha sfidata? Magari per chiedere perdono a Bianca Lancia, per riportarla in vita daltronde, a scendere negli Inferi c sempre un motivo pensiamo a Ulisse, a Dante, a Orfeo, ad Eracle, ad Enea, Teseo, Pirtoo e chiss quanti altri non ancora immaginati o di cui nulla sappiamo
nel Tartaro scendono talvolta anche gli uomini comuni, pi di quanti si possa immaginare, e qualche volta, ci crediate o meno, risalgono pure. Per le storie degli uomini comuni restano invisibili, si accendono talvolta nel lampo della cronaca, ma dopo un poco si dimenticano nomi, circostanze e in men che niente tornano ad essere storie invisibili che nessuno racconta pi.
Una di queste storie la conosco. Adesso voi mi chiederete di narrarla, io dal mio canto dovrei sottrarmi al trabocchetto del distoglimento e ricordarvi che siamo qui per altro ma vi risparmio il minuetto e visto che oggi, ventisei novembre, il giorno del mio compleanno comodi, grazie vi racconto unaltra storia. Di Federico II vi parleranno altri, unaltra volta. Magari mai pi.
Costantino Orfeo. Vi dice niente questo nome? No? Normale. Allora, chi Costantino un ragazzo di quasi diciotto anni, vive con suo fratello gemello Ferdinando, a Forcella, insieme al padre Rosario e Bianca, la madre. brava gente dicono i vicini si fanno i fatti loro per dire di persone innocue, che non marcano il territorio. Costantino e
7
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
Ferdinando frequentano il quarto anno del liceo scientifico, il Vincenzo Cuoco a Foria. Bianca lavora in una camiceria a Casavatore, Rosario fa il tassista. Costantino legge molto, libri di storia, di miti e qualche volta di magia, un po svagato, gioca a calcetto per irrobustirsi e sogna un mondo in cui tutti i conflitti si possano risolvere con una solenne partita di calcio. Ferdinando lestroverso, il muscoloso, studia poco ma un cannone in matematica, suona la chitarra che uno sballo ed convinto che grazie alla musica, un giorno, la gente sar felice. Litigano ogni giorno su chi deve indossare questo o quel maglione, chi deve per primo telefonare o andare al bagno, chi deve dormire nel letto di sopra o di sotto ma per il resto vanno daccordo. Rosario quando non di turno va a trovare Salvatore, un amico che gestisce un ristorante/bar a Foria, il Pacchione. Sono amici da ragazzi, non hanno molto pi da dirsi per si dicono lo stesso tutto a posto? Tutto a posto Bianca non ha il tempo per le amiche, moltiplica se stessa tra il lavoro a casa e quello in fabbrica e poi i figli non ha modo di pensare ad altro, gente a cui non manca niente, non desidera niente se non salvaguardare quel tanto che la vita gli ha concesso. (Tira fuori un laccio dalla tasca, comincia a giocherellarci)
Avete idea delleffetto scompigliante che un evento, del tutto insignificante pu avere nel corso delle cose? Un laccio di scarpe che si spezza, questo succede a Costantino una mattina mentre si prepara per andare a scuola
-Mamma, si spezzato il laccio
-E io che devo fare, Costantino?
-Un paio nuovo non ci sta?
-No, li hai gi spezzati tutti ti avevo detto di comprarli
-Domani li compro e adesso come faccio?
-Come fecero gli antichi
-Cio?
-Costantino, cocco di mamma, prendi un altro
8
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
paio di scarpe ecco qua, ci stanno i mocassini
-Mamma, queste non mi vanno pi
-Mamma, io mi avvio (Nando, laltro) che Costantino mi fa fare tardi
-Costantino, fai un nodino al laccio vecchio cos a mamma, vedi? E muoviti che tardi!
Non tardissimo, tutta la scena dura sette minuti e trentadue secondi, quelli bastanti per perdere lautobus. In fondo la scuola non lontana, tardi per tardi, quasi quasi entro alla seconda che mi risparmio Scienze cos Costantino si avvia a piedi verso scuola. un sabato pieno di sole, di quelli che la cosa migliore da fare cannare la scuola e andare sugli scogli, a Mergellina, magari in compagnia, a interrogare il mare. Meglio di no ancora qualche settimana e poi la noia di svegliarsi alle sette del mattino terminer, e poi finir definitivamente, visto che lanno successivo via con la Maturit! Ce lavrebbe fatta Costantino? Voi dite si? Ce la fanno quasi tutti, perch non Costantino, che tra laltro un drago in storia e francese Non ce lavrebbe fatta
A centottanta metri dalla scuola, tra Via Carbonara e Foria, una specie di puntura allaltezza delle reni lo coglie allimprovviso, poi un calore intenso, bruciore porta la mano alle reni e sente dellumido, si volta e intanto vede due tizi in moto e volto coperto scappare via sulla scia di un rombo violento, squarciante si guarda la mano sangue poi guarda intorno per chiedere aiuto ma la gente scappa ovunque, scappa e grida e scappa e ancora botti e scappa e le sirene e poi (buio)
La pallottola non era per Costantino non era per lui ma la concatenazione degli eventi cominciata con un laccio che si spezza, aveva fatto s che quel proiettile, alle ore otto e quarantasei del diciassette maggio 1980, finisse la sua traiettoria nellaorta di Costantino. Era gi scritto (luce)
gi scritto? rinfrancante pensare ad un
9
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
qualcuno che, dallalto e nel silenzio del suo studio progetti storie arzigogolate e piene di assurdit per poi affidare a ciascuno la propria parte gi scritta...
e se i destini li appuntassimo noi? distrattamente magari, ogni qual volta siamo innanzi a impercettibili diramazioni in ogni istante minuscole scelte compiute da miliardi di persone sintrecciano a formare tessiture fitte di cui nessuno crede dessere lautore o il lettore, perch a pensarlo, ci che svagatamente si scarabocchiato diventerebbe il segno di un limpido algoritmo tracciato a mano libera. Impeccabilmente.
Poi ci si imbatte in un laccio spezzato, che in men che niente si tramuta in piombo, che ci costringe a dare un senso a ci che mai vorremmo avesse un senso eppure lo cerchiamo. E allora diciamo era gi scritto Bastava niente perch le cose andassero diversamente, bastava che il ragazzo si fermasse a guardare la vetrina della libreria, come faceva sempre, che un semaforo scattasse tre secondi prima o dopo, bastava che acquistasse i lacci quando andavano acquistati nulla di questo accadde. Aveva fatto tardi.
Che accadde poi? Quello che accade in questi casi la cronaca, il cordoglio, i funerali, il lutto cittadino, lo sdegno fermo e la condanna per latto di barbarie, lavvio delle indagini poi in capo a qualche giorno la storia gi sepolta sotto la coltre di altre notizie, svanita agli occhi del mondo, insopportabilmente presente solo a chi dovr curvarsi sotto il peso di tutte le sue conseguenze.
Il fatto che quando viene meno qualcuno col quale hai condiviso un tempo, gli spazi, gli oggetti, quello che pi manca non il qualcuno in s, ma il vuoto degli spazi prima occupati da quel qualcuno, lassenza dei rumori abituali, le azioni che restano in sospeso quando ci si ricorda allimprovviso che il destinatario di quei gesti abituali non pi al suo posto. questa roba qui che manca.
La palla lanciata che sbatte sul muro, perch non c pi quello che lafferra e poi te la rilancia e allora non resta che lanciarla allinfinito, sempre pi forte, sempre pi forte, fino a sperare
10
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
irragionevolmente che il muro si sfondi e che dallaltra parte qualcuno ricompaia e dica cretino, ero qui, stavo scherzando, che tincazzi? Sono qui
Non c chi carica la sveglia, non c chi ti occupa il telefono per ore o mangia lultima fetta di rustico rimasta, chi accusare dello tzunami che ha travolto la stanza, nessuno prende pi il giaccone o le tue scarpe senza avvisarti, scarpe e giaccone restano esattamente l dove le hai lasciate prima di addormentarti immobili. questa fissit la cosa pi indecente.
Bianca, la madre, per molti giorni continu a preparare il caffellatte per due, a scambiare il nome di Ferdinando con quello di Costantino, e Ferdinando doveva sopportare entrambi i nomi, pesano due nomi
Bianca e Rosario cercarono di ricomporre, almeno in apparenza, qualcosa che somigliasse alla normalit, con piccole varianti impercettibili. Rosario inizia a leggere la Bibbia, Bianca stira e guarda, ora con occhio spento, Il Portobello alla televisione, altrettanto spenta.
Di fronte ai mali estremi non c una sola strada: puoi chiedere conforto a Dio, ti dici che una prova che nella sua sapienza immensa dio sa quello che fa - ti ha voluto riservare, oppure bestemmi fino al colmo dei tuoi giorni ed oltre. Poi c una terza via, n rabbia n rassegnazione. Negare il dolore, eradicarlo alla radice, strapparlo dal cuore anche se poi c il rischio che lo strappo porti dietro tutto. Non detto che il dolore si debba necessariamente attraversare. Puoi anche nasconderlo in cantina nel congelatore e convincentemente dirti tutto a posto. Grazie, non voglio niente. tutto a posto. Bianca questo fece e non volle conforto, non voleva parole o abbracci e nei giorni a seguire ne volle sempre meno.
Ma quando leffetto anestetizzante dello choc cominci a scemare, Bianca sent gravare il desiderio di qualcosa che ad occhi comuni avrebbe preso il nome di vendetta. Non era vendetta. Era
11
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
lurgenza di annichilire il mondo in blocco, perch il mondo senza Costantino non era pi degno dessere. Bisognava annichilirlo, il mondo, tutto, e si doveva cominciare dai maldestri senza mira, e poi passare al loro mandante, se uno ce nera, e dal mandante ai fabbricanti di lacci che si spezzano e da questi a tutto il resto della specie umana cos incapace di guarire lo squarcio nel ventre di una donna che non ha pi un figlio.
Un mese dopo circa il fatto, precisamente il ventuno di giugno, alle quattordici e zeroquattro, Ferdinando torna da scuola, era andato a vedere i quadri: Costantino promosso alla memoria, lui rimandato in Storia. Pesca nella cassetta della posta una busta, bianca e con su scritto niente, doppia. La d alla madre la sera, e lei lapre, dentro
vitrova un blocchetto di banconote sgualcite. Erano venti, da centomila ciascuna, insieme a un biglietto con su scritto solamente: Ci dispiace. Due milioni. Due milioni da chi? Perch? Per cosa?
Cercavano i colpevoli ma col passar dei mesi le indagini simpantanavano e i killer si tramutavano sempre un po pi in fantasmi. Era ormai quasi autunno, e sulla casa era calato un velo di normalit: il lutto una pellicola leggera e trasparente, un domopack che avvolge e tiene intatte le apparenze. Tutto serbato, ma non respira pi.
Il due di ottobre era mattina - Mario, poliziotto in servizio alla questura centrale, chiama suo fratello Rosario e gli dice vediamoci, prendiamo un caff. Alle undici e trentaquattro prendono il caff al bar del Professore in via Medina e Mario racconta a Rosario di due uomini del clan di Mimmo Lastracne trovati uccisi il giorno prima sulla bretella che porta da Quarto a Secondigliano. I pezzi del puzzle raccolti lasciavano pensare che i due fossero quelli che avevano ammazzato Costantino, e che ad eliminarli fosse stato lo stesso Lastracne, per motivi non ancora accertati. Erano supposizioni, mancavano anche per quella volta prove e per il momento nessun mandato darresto
12
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
sarebbe partito. Lastracne, che agisce e che non
lascia tracce, continua a circolare indisturbatamente nel quartiere.
Rosario avrebbe dovuto tenersi per s ci che aveva saputo da suo fratello Mario... Bianca era muta e sorda ormai da mesi, ma non completamente, dunque sent il marito quando, la sera stessa, stato Lastracne, disse. Non ebbe da specificare altro. Come lo sai? Non lui direttamente, due dei suoi trovati morti ieri diceva quasi a voler dire che gli assassini del ragazzo avevano pagato, il cerchio sera chiuso ma intanto Bianca gi non sentiva pi
-Quanto costa un pistola?
-Una pistola?
-Quanto costa!?
-Non lo so, Bianca, chi ha mai comprato una pistola
-Dove si comprano le pistole?
-In armeria, ma che domande sono
-I soldi ci sono
Bianca tira fuori la busta con le banconote lasciata da mesi senza una risposta tra il mucchio di bollette
-Da dove sono usciti?
-Dalla cassetta della posta
-E chi li ha messi?
-Non lo so e non me ne importa. Quanto costa una pistola?
-Finiscila, Bianca, che sono questi soldi?
-Adesso minformo, compro una pistola e vado ad ammazzare Lastracne
-Bianca che dici
-Devo ammazzare Lastracne!
-Bianca
-Lasciami in pace, Rosario adesso ho da fare.
13
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
Lossessione di ammazzare Lastracne divenne per Bianca limpegno principale delle sue giornate. Tornava e invece della spesa spargeva sulla tavola riviste Action Arms, La vetrina delle armi Tuttogrilletto, ore ed ore a compulsare PagineGialle, a leggere cronaca nera, a prendere appunti intanto che bruciava la cena Se non fosse stato per il torpore da lutto che in casa si tagliava a fette, sarebbe stato istruttivo osservare tutte le classiche operazioni che compie una casalinga quando deve uccidere un boss.
La sera del quindici di ottobre alle venti e quarantadue Rosario e Ferdinando tornano a casa. Trovano Bianca seduta al tavolo in cucina, davanti a lei una scatola con dentro una pistola, piccola. Rosario fa cenno con la testa a Ferdinando di andare via nella sua stanza, il ragazzo si allontana e dalla camera socchiusa, origlia
-Cos?
-...
-Una pistola?
-...
-Ma vera?
-Ho preso un giorno di permesso.
-Perch?
-Domani vado al mare
-Siamo a ottobre
-E allora? Domani vado al mare
-Bianca, tu domani vai a lavorare, come tutti i sacrosanti giorni
-Io domani vado al mare
-E allora vengo con te
-Tu non sai nuotare
-E non fa niente, vengo lo stesso, ti guardo nuotare
-Tu non sai fare niente! Sai solo guardare!
-Bianca, non mi sfidare, perch le sfide, lo sai, non le so fare
14
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
-Non vali niente
-Non valgo niente. Va bene. Per tu vai a lavorare
-Io vado al mare!
-Bianca! Ci vado io, va bene?
-Tu non tieni coraggio!
-Ci penso io lasciami qualche giorno per organizzarmi ci penso io
-Giuramelo su Ferdinando
-Te lo giuro
un giuramento pi disamorato Bianca a Rosario non lo poteva estorcere. Rosario sottrasse con garbo la pistola dalle mani di Bianca, se la ripose in tasca e poi entrambi caddero in un silenzio che dur tre giorni. Ferdinando intanto suonava la chitarra per non sentire quel silenzio.
Giunse lalba del quarto giorno. Rosario si alz, prese il caff, si fece la barba, indoss i soliti vestiti, raccolse le sue cose nel borsello pistola compresa fece tutto lentamente, sperando che Bianca allultimo istante lo chiamasse allimprovviso Rosario! e poi magari scoppiasse in un pianto che fino a quel momento non era mai venuto e con quel pianto avrebbero lavato tutto quel rosso marcio che sera raggrumato in Bianca. Ma Bianca non chiam e non pianse e Rosario scese le scale, piano.
Prese il taxi, vag per la citt, poi cominci il suo turno sarebbe finito alle otto di sera, poi la sosta da Pacchione, a Foria, dove ogni sera Lastracne si ferma a mangiare lo spaghetto allastice ed il sout di mare si sarebbe avvicinato al tavolo, nessuno lo avrebbe fermato perch tanto sapevano chi era Rosario, era di casa, un bravuomo, una specie di fantasma innocuo. Avrebbe tirato fuori la pistola e prima ancora che Lastracne avesse risucchiato lultimo taratufo pam! in mezzo agli occhi. A quel punto i tre guardaspalle cherano fuori sarebbero entrati e a loro volta fatto fuoco sul fantasma di Rosario che prende in un istante le sembianze di sicario. Rosario non sentiva bisogno di vendetta, per pensava che se fosse morto, Bianca avrebbe avuto un altro lutto e allora la follia accesa dal
15
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
primo, forse, sarebbe svanita: era questo che sperava Rosario, spegnere il fuoco con altro fuoco, come alle volte fanno i pompieri. Tutto and come previsto. Quasi.
Ferma il taxi, entra nel locale, saluta Salvatore, imbastiscono il dialogo di rito Tutto a posto? Tutto a posto Salvatore sparisce nelle cucine, Rosario tracanna un triplo amaro al bar, paga alla cassa, si dirige al tavolo di Lastracne
-Don Mim
-Favorite Allora, che vi serve?
-Don Mim
-Che vi posso offrire?
-Don Mim, io vi devo uccidere
-Potete ripetere?
-Vi devo uccidere
-Ah. E come si fa?
- vi devo uccidere ma mi sono bloccato...
-E lo credo bene voi non avete il coraggio nemmeno di torcere il capello a una zanzara almeno ve la siete portata la pistola?
-Si
-Me la fate vedere?
Rosario tira fuori la pistolina, Lastracne si asciuga le mani di sugo al tovagliolo, prende larnese, lo scruta
-Dove lavete presa?
-Mia moglie lha comprata
-E quanto lha pagata?
-Due milioni, forse
-Lhanno bidonata e dove ha preso tutti sti denari?
-Don Mim, io devo uccidervi!
-E io vi ho chiesto vostra moglie dove ha pigliato tutti sti denari!
-Don Mim
-E volete rispondere?
16
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
-Li ha trovati nella cassetta delle lettere, non sappiamo chi ce li ha mandati
-Chiunque stato voleva fare una gentilezza nei vostri riguardi. Forse voleva gentilmente contribuire alle spese di un funerale, visto che i funerali costano un banco di denari e visto pure che voi affogate nelle cambiali
-E voi come lo sapete?
-Io so tutto. Diciamo quasi tutto. E vostra moglie che fa? Va a comprarsi una pistola, si fa pure bidonare, e per che cosa? Per farmi ammazzare assettateve nu poco io la capisco vostra moglie. Ha perso un figlio e so che significa, perch purio lho perso, un figlio, come voi ben sapete. Comunque chi ha sbagliato ha gi pagato.
-Si, ma il mio non centrava niente, lo hanno ucciso per sbaglio
-E manco il mio centrava niente, lo hanno ucciso apposta, ma non centrava niente lo stesso
-Come si fa a sopportare una cosa cos
-Automaticamente. Tu scassi a me, io scasso a te, qualche volta ci va per mezzo qualcuno che non ci azzecca niente tutto normale. La verit? mi sono un poco scocciato. Sapete che vi dico? Sparatemi, qua sta la pistola tanto non tengo niente da perdere e niente pi manco da guadagnare voi s per. Lo dico per voi: tornate a casa e ditevi fortunato per quello che vi rimasto che a me non rimasto niente mi faccio veramente pena eccoci qua, affoghiamo il dispiacere nel sout favorite
-Mi dispiace, don Mim non era cos che doveva andare
Mi dispiace mi dispiace Bianca, non ce lho fatta Bianca guarda Rosario che da poco ha riportato, parola per parola, lincontro con Lastracne. Lo guarda impietrita, e Rosario spera che lei comprenda che non si tratta di perdonare, quello che vuole dirle che non questione di coraggio, n di perdono, che
- Rosario! Io non voglio capire niente. Mi hai
17
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
giurato che facevi quello che non ti ho chiesto di fare, perch lo facevo io. Ma tu hai insistito, hai spergiurato e adesso cerchi pure compassione per lassassino di tuo figlio. Rosario, che razza duomo sei? Ti sei tirato indietro Rosario, e adesso purio mi tiro indietro. Me ne vado, Rosario. Torno quando hai fatto quello che hai giurato di fare. Oppure mi riporti Costantino
-Costantino?
-Vai pure allinferno se l che lo devi cercare. Senza di lui qui non ci posso pi stare
-e Ferdinando?
- maggiorenne adesso, sceglie lui che vuole fare. Io me ne devo andare
-
Non so se avete unesperienza del genere, ma la cosa pi seccante per un figlio scegliere tra padre e madre. Per Ferdinando, poi, si trattava di scegliere tra la follia della madre e lo stordimento del padre. Scelse il secondo, ma per ragioni pratiche: seguire la madre significava andare al paese della nonna, che era troppo lontano dalla scuola.
Vai pure allinferno aveva sentito dire alla madre. E Ferdinando allinferno ci sarebbe andato, perch nessun inferno sarebbe stato peggio di quello che gli era rovinato addosso, e avrebbe dato tutto quello che possedeva, persino la sua chitarra, se ci fosse servito a far tornare Costantino in vita.
Lo so, una chitarra vale molto meno di un fratello ma una Les Paul Custom Black Beauty del 57, a 3 pick-up - humbucking naturalmente - la leva per il vibrato, il corpo in mogano dell'Honduras, manico e tastiera in ebano, segnatasti in madreperla, parti metalliche placcate in oro e finiture a triplo filo bianco-nero-bianco lungo lintero corpo... quattro chili e novecento di stupor mundi Suo padre glielaveva regalata e aveva detto a Bianca Bianca guarda che un affare, lho pagata niente, lho presa da mano a Salvatore non era vero, laveva pagata due milioni, e cerano ancora le cambiali da smaltire. Ma Rosario per i figli avrebbe fatto tutto, anche andato allinferno, se solo avesse saputo come ci si arriva. Una chitarra/sorella, magica che sembra capace di suonare da sola, e che se non ci
18
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
fosse stata a fargli compagnia... La chitarra salv la vita a Nando, ma non a quella di suo fratello e nemmeno a quella di suo padre e di sua madre, e allora allinferno pure la chitarra
Rosario e Nando, padre e figlio, da quando la madre era tornata al paese dalla nonna, erano soli in casa. E quando si fa strada il silenzio, poi piano piano le solitudini si toccano, si cerca contatto con qualche parola che a niente serve, se non per darsi idea che non si soli
-Novit?
-
-A scuola?
-
-Hai sentito mamma?
-
-Magari la chiamiamo
-
-Hai studiato?
-
-Non trascurare Nando, lo studio importante
-Si si, che poi tanto arriva qualcuno e ti spara nelle reni
-Stasera ho conosciuto un professore che viene da Torino. Un tipo simpatico. Lho caricato allaeroporto e lho portato a Porta San Gennaro. Siamo stati nel traffico quasi due ore. Ci siamo messi a parlare dice che sta scrivendo un libro sulle porte di confine, ha detto. Non ho capito bene, dice che ci sono porte in tutto il mondo, che danno laccesso all'altro mondo...
-Gli inferi?
- dice che Napoli piena di queste porte. Si trasferito qui per qualche mese, dice che le vuole studiare da vicino. Porte dellaltro mondo magari esistessero davvero, magari
19
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
La storia raccontata da Rosario accende nella testa del ragazzo una fiammella dove trovare una di quelle porte? Come lavrebbe riconosciuta? Nando allora comincia a gironzare senza indirizzo, e cos scopre, nel cuore della citt, porte sbarrate oppure murate in quantit inaudita, dietro le quali mondi probabili giacevano ormai inerti. Qui ci stanno i fantasmi! Diceva qualcuno... e voglio vederli, questi fantasmi! Ma erano fantasmi per sentito dire, fantasmi che, di fatto, mai nessuno vedeva.
Perch non li vede pi nessuno, i fantasmi? Napoli una volta ne era piena per i fantasmi ci furono inquilini che fecero cause ai proprietari delle case infestate dove sono finite tutte quelle anime? Magari tra quelle avrebbe potuto incontrare suo fratello, parlargli, raccontargli di tutta la sua desolazione e alla fine, magari, lo avrebbe convinto a tornare, insieme avrebbero trovato un modo per farlo ritornare e insieme, con padre e madre, sarebbero tornati insieme e tutto sarebbe stato come prima, meravigliosamente come prima, perch a capire quanto importano le cose, necessario viverle per la seconda volta, perch alla prima non che si capiscano del tutto, ci vuole allenamento a capire le cose al momento e Nando voleva allenarsi a intuire limportanza dei rapidi passaggi degli istanti.
Erano questi i pensieri nei quali navigava vagolando tra bancarelle di libri a PortAlba, come era solito Costantino fare, e adesso lo faceva lui. Cercava un libro che gli raccontasse, adesso, cercava istruzioni il ragazzo, indizi, pur non sapendo bene di cosa.
Era intento a sfogliare libri polverosi, quando il quattro di novembre, alle diciotto e venti una voce gli chiede:
-Che cerchi?
-Che cerco? Perch me lo domandi?
avrebbe detto in altri tempi e invece voltandosi non disse niente, tacque per qualche istante fissando gli occhi chiari di un signore sottile dai capelli bianchi
20
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
-Non so che cerco
- un eccellente punto di partenza. Io quando cerco, lascio che faccia il caso. Puoi provare. Punta senza guardare il dito su uno dei libri e tiralo su, magari quello che ti serve
Nando tenta, punta il dito, pesca
-Pu servirti?
-La manducazione della parola Marcel Joussenon credo
-Prova ancora
-Arcana Mundi, volume secondo, a cura di di Georg Luck
-E questo?
-Nemmeno
-Prova ancora!
-Si fatto tardi. Devo andare
-Non devi spazientirti. Se la cosa che cerchi quella a te appropriata, dalle il tempo e sar lei a trovare te
-Io non so bene cosa cerco e non so nemmeno se una cosa che serve o se esiste
-Cerchiamo le cose che gi conosciamo... bisogna riconoscerle, nientaltro
-E le porte di confine? Dove sono le porte di confine?
-Perch me lo domandi?
-Per caso magari lei ne sa qualcosa
-Non credo di saperne nulla
-Grazie lo stesso
Nando si stava allontanando quando la voce delluomo lo raggiunse nuovamente
-Le porte di confine le portiamo dentro, nascoste e sbarrate ma se scegliamo il luogo e il tempo giusto e curiamo il nostro impulso, probabile che una di queste porte si possa pure aprire
-E allora che accade?
21
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
-Questo davvero lo ignoro presumo che per ciascuno accada qualcosa, ed questa la cosa importante, che vedi accadere qualcosa. Possiamo vivere lasciando le porte di confine sbarrate per sempre, ma se per caso credessimo di aprirne una, dopo bisogna attraversarla. Non c via di mezzo. Ci vuole coraggio come ti chiami?
-Nando.
-Nando ci vuole coraggio
tutto il coraggio che non hai quando pensi che sia tutto inutile, tutto quello che non ha il mondo quando consente che Costantino, cos come Marcello, e Simonetta, e Salvatore, e Franco, e Mario e Federico e Rosa e Nunzio e Dario e Tobia e Fabio e Giuseppe e Gianluca e Silvia e Attilio e Annalisa e Antonio e Claudio e Paolo e Gaetano e Daniele e Mimmo ed altri ancora di cui appena si ricorda il nome, siano ammazzati. E quando non c coraggio, c solo abitudine. labitudine che uccide. A volte armata, a volte a mani nude ed occhi assenti.
Le porte di confine sono ovunque, perch ce le portiamo dentro. Cerca un luogo silenzioso dove poterne aprire una, e allora vedrai quello che hai da vedere, e se coraggio avrai, ritrovi tuo fratello e lo riporti in vita e questa voce gli suonava nella testa cos chiara che in certi istanti sembrava provenire dal luogo pi vicino che potesse immaginare.
E Ferdinando cerc ancora, cerc il luogo dove aprire una di quelle porte e rivedere suo fratello
Sotto casa, precisamente nel cortile del palazzo, cera una botola coperta da sterpaglie che non sapriva chiss da quanto tempo. Qualche volta da piccoli lui e Costantino avevano detto di volerla aprire per vedere cosa ci fosse sotto, ma nessuno dei due ebbe mai il coraggio di farlo per davvero. Daltronde, donna Sofia che abitava nel basso a pochi metri dalla botola, certamente li avrebbe allontanati... Nun vazzardate, 'nce stanno 'e zoccole, 'nce sta o mammone! Donna Sofia ormai da anni non era pi l e la botola era a disposizione di chiunque volesse profanarla. Era una domenica
22
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
di novembre, era di pomeriggio e Nando era solo a casa.
Avete idea di quando a un certo punto sentite che il momento? Sentire il momento qualcosa che non ha a che fare con quello che vuoi o non vuoi, devi o non devi, puoi o non puoi sentire il momento muoversi in sincronia col caso, accogliere il suggerimento silenzioso delle cose che ti dicono: vai. E Nando and.
Prese la sua chitarra, il piccolo Marshall da dieci watt, una torcia, tre sigarette e tutto il coraggio di cui disponeva. Era gi sera, le diciassette e cinquantasette, davanti alla televisione tutti attendevano linizio di Novantesimo minuto. Avevano giocato Avellino-Ascoli, quattro a due, poi Juve-Inter, alle 19,00, e sarebbe finita 2 a 1, goal di Brady e Scirea per la Juve ed Ambu per lInter, al settantanovesimo.
Ma tutto questo sarebbe interessato a Costantino, non a Nando, che scende in cortile, si guarda intorno, va verso la botola, poggia larmamentario, strappa un po di sterpaglie, tira la porta con forza non sapre sposta allora del terreno con le dita tra gli interstizi dellanta pesante, riprova. Non si apre. Saltella allora sullanta, quasi una danza, a piedi alternati prima, poi a piedi uniti, prima leggero, poi pesantemente e quando convinto che ha smosso qualcosa, ritenta e lanta si apre, leggera. La tiene alzata con la scopa raccattata, fa luce con la torcia gradini prende la sua roba, ne scende i primi poi toglie la scopa e chiude lingresso sulla sua testa.
Gradini ripidi, irregolari, e il movimento impacciato: la chitarra, lamplificatore, la torcia che idea imbecille ma quando una porta si apre, non si torna indietro e allora Ferdinando scende scende e conta arrivati a centoquarantaquattro ogni gradino un soffio di coraggio in meno ma il coraggio come il fiato quando si spezza si pu andare fino in fondo, quasi senza paura duecentotrentatre gradini, poi una caverna, Nando lillumina ruotando la torcia, ampia ma non
23
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
capisce quanto, la torcia scaricata quasi, ha solo un accendino di riserva, fuoco alla sigaretta, attacca la chitarra e accende il Marshall, spegne la torcia, e poi nel buio suona
-Suono Costantino, vieni a dirmi di finirla, perch devi studiare vieni a interrompermi Costantino, vieni a fermare questa musica brutta o portami le parole per farne una canzone
Musica
-Nando, perch sei venuto?
-Per riportarti a casa. Sei andato via prima del tempo, uningiustizia che non posso sopportare
-Un ingiustizia, dici? stato un caso, Nando
-Sar stato pure un caso Costantino, ma lass non si pu pi campare. pesante, tutto, tutto diventato piombo.
-Trasforma tutto questo piombo in oro, Nando
-Cosa vuol dire?
-Credi che lo sappia?
-Costantino, cos non mi aiuti dimmi qualcosa che serva
-Trasforma questo piombo in oro
-Chi questa folla che con te?
-Sono quelli che nessuno sente pi gridano perch nessuno pi li sente e loro stessi non si sentono pi sono gli obliterati, hanno vissuto poco e per questo non possono morire
-Adesso vi porto fuori con me, faremo quello che ancora non abbiamo fatto
-Non pi tempo Nando. Potremmo ritornare e non trovare nulla, nemmeno i fiori al davanzale....
-Quandanche fossero appassiti, noi li ricoltiviamo i fiori, Costantino, li ricoltiveremo ricostruiamo i loro vasi anche se frantumati e poi racconteremo la nostra scandalosa storia, che forse in qualche modo a qualcuno servir a
24
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
trovare...
-Cosa?
-Porte da aprire. Questo pu accadere
-Se questo ci che credi allora vai, Nando, torna ed io sar con te, ma non voltarti mai. Mi porterai con te, abbi di questo la certezza e non voltarti mai. Adesso corri, corri che il tempo, corri fin quando puoi...
E Ferdinando corse, corse fino a spezzare il fiato e quando il fiato si tronc, un grido antico gli squarci la gola e la caverna vibr e lui inciamp nel buio, e il suono rimbomb e divenne cupo e si centuplic, e il ventre della terra espulse il rombo che racchiudeva in s le voci degli obliterati di Napoli e dintorni, e li restitu alla luce. Erano le diciannove e trentaquattro di una domenica. Era novembre, il ventitr, del 1980. Di Ferdinando non sebbe pi notizia, se non tre giorni dopo il sisma, il ventisei novembre. Oggi.
Lo so, piacciono a tutti le storie a lieto fine, il fatto che nessuna storia ha mai una fine, e forse nemmeno un fine Ci sono i frutti selvatici del caso... e c una forza senza nome, che trasmuta e imprime orme prima ancora che arrivino i passi, che non si volta indietro per vedere se ciascuno al proprio posto. Forza che non giustifica, non perdona, non chiede ragioni, non nutre illusioni, e con salto perfetto scavalca ogni forse, e trasmuta il caso. Orfeo perse Euridice perch non ebbe quella forza. E Federico perse Bianca per lo stesso inciampo. E Ferdinando avrebbe perso Costantino se avesse per un solo istante esitato sul credere o non credere di averlo ascoltato. fiducia senza speranza, presente puro, presentimento lamore non esiste, se non quando sapre una porta e questa forza senza nome ti attraversa.
Amici miei... prendete da questa specie di lezione occasionale quello che vi pu servire. Anche niente, sintende.
25
La insolita lezione del professore O.T. di Massimo Maraviglia
Suona la campanella
Se vera questa storia? Ma con chi ho parlato finora? (indossa palt e cappello) Vero quello che intendiamo. Ecco tutto il vero. Quanto vero che mi chiamo Orfeo Travasci e di mestiere faccio il professore. Si fatto tardi, scappo che perdo il treno. Vado a trovare mia madre al paese.
Fa per andare ma inciampa in un laccio, si ferma, solleva il piede e si allaccia la scarpa
(come per rispondere a una domanda) Eh? No, no.Mica si spezzano sempre. A volte si sciolgono soltanto. E noi li riallacciamo. Impeccabilmente.
Buio.
26
- Questo copione è stato visto:


