L A P I R A M I D E
Due Atti di Talieno Manfrini
PERSONAGGI :
Avvocato Lunardi
Sua moglie
Geremia
Il contadino
Il sindaco
Tre assessori
Due segretarie
ATTO PRIMO (Durata 30-35 min.)
Studio dellavvocato Lunardi. Sul fondo e a destra due finestre che danno sulla piazza sottostante. Passaggio di servizio sul fondo a sinistra. Passaggio comune a sinistra. Vecchia scrivania con telefono, due giornali, materiale di cancelleria. Due sedie (una ingombra di cartelle). Sul fondo un attaccapanni e uno scaffale. L'impressione che se ne riceve desolante.
Musica in dissolvenza fino all'aprirsi del sipario. E illuminata solo la scrivania.
Geremia in scena. Calza mezze maniche di raso nero. E un uomo di mezza et, emaciato, un po' curvo. Siede alla scrivania e scrive. Poi si interrompe e rilegge quanto appena scritto.
Geremia (fra se) Dunque ... Vediamo (inizia a leggere) Per tutta una vita ho trascritto parole di altri. Ora giunto il momento di scrivere qualcosa di mio. E credo che nessun altro meglio di me pu sapere come gli avvenimenti si siano effettivamente succeduti. Si sono scritte e dette tante, troppe cose sullavvocato Giorgio Lunardi e forse una in pi non far grande differenza. Per i miei occhi hanno visto e le mie orecchie hanno sentito. Quindi non mia intenzione dare dei giudizi ma riportare solo i fatti. (si alza continuando a leggere) Da due mesi ormai questo studio chiuso e spoglio. Ma tre anni fa il futuro sembrava sorridere a tutti. Era una splendida giornata quando lavvocato entr con unenergia ed un ottimismo che non aveva da tempo.
La scena viene illuminata a pieno giorno. Geremia posa il suo manoscritto sullo scaffale per poi prendere dalla scrivania ingombra di carte e di libri un giornale. Legge impassibile i titoli.
Lunardi (Irrompendo in ufficio con dei giornali in mano) Buon giorno Geremia, buon giorno!
Geremia - Buon giorno avvocato.
Lunardi - L'ora della fortuna scoccata sul quadrante polveroso della nostra vita. (mentre si toglie il soprabito che poi porge a Geremia). Il gioco fatto. Rienne va plus! Mai, Geremia, come questa mattina lodore di cartacce e di muffa qui dentro mi ha tanto nauseato Da oggi il mondo nostro! Anche nostro, siamo obiettivi. Applaudi, mio buon Geremia! Ce ne sar anche per te.
Geremia - Ci sar che cosa?
Lunardi - Di gloria, di gloria per Diana! Ci sono riuscito. Ci sono riuscito! (Solennemente) Sono finalmente qualcuno!
Geremia. - Qualcuno!
Lunardi Ma certo, qualcuno! Lazzeccagarbugli da furti di galline morto, seppellito per sempre. Non scorgi sul mio volto un'altra etichetta? L'etichetta dell'onorevole!
Geremia Veramente scorgo che lei questa mattina non s fatto la barba.
Lunardi - Barba barba.... barba, che pensiero volgare per un aurora cos luminosa. Lo so che tu non mi potrai mai dare ragione. Ma tu.... tu queste cose non le puoi capire. Tu sei di un altro mondo.
Geremia - Io le sono riconoscente per avermi preso qui con lei... starei ancora in uno scantinato a trascrivere il libro dei morti se non mi avesse ecco e cerco di fare del mio meglio, ma il buon senso
Lunardi - (Interrompendolo bruscamente) No, non parlare di buon senso! Guasteresti tutta la gioia di questo giorno trionfale. Il buon senso? Ma un non-senso, oggigiorno, caro Geremia! Invece di pensare al buon senso, respira a pieni polmoni con me! Non senti il profumo inebriante della Dea Bendata?
Geremia - (Fiutando) Non sento alcun profumo, io.
Lunardi - Gi, perch il tuo buon senso senza narici! Guarda......
Geremia - Dove?
Lunardi - Guarda l in alto, nella luce del sole. Non vedi svettare il faro della piramide... La nostra piramide... Una gigantesca piramide.... e un potente faro issato sulla cima a coronare la nostra vittoria...
Geremia - Nell'angolo dove ha puntato il dito lei vedo solo una ragnatela.
Lunardi - Devi aprire gli occhi, Geremia, gli occhi e gli orecchi. Sei cieco e sordo. Ci vogliono occhi che sappiano intuire ed orecchi che ascoltino i silenzi.
Geremia - Forse...non pi contento di me? Oh... Me lo dica pure, sa!
Lunardi - Contentissimo sono. Anzi per primo via le mezze maniche (Tende di afferrargli un braccio per toglierle) Via. Via! Finiamola con questa porcheria!
Geremia - (Difendendosi) Si vedranno le toppe della giacca!
Lunardi - Te ne dar un'altra, domani, quando il sarto mi consegner il vestito nuovo: un taglio scozzese di gran lusso!...Ed anche qui dentro aria nuova, aria pulita.
Geremia - Saggia decisione. Un po' di calce ci vuole da tempo.
Lunardi - Ma baster una ripulitina superficiale per il momento.... Ci trasferiremo.
Geremia - Ci trasferiremo! E dove andremo, se lecito, signor avvocato? Lei sa bene che via da qui col mio stipendio e la famiglia....
Lunardi - Innanzitutto basta col "signor avvocato"; sar opportuno che, per la gente non per me, anche tu mi chiami onorevole". E poi che hai capito? Non ci muoveremo dalla citt. La sera potrai continuare a fare la tua partita a scopone! Ci trasferiremo nella piramide: uno studio come si deve, sala d'attesa, sala di rappresentanza, saletta privata e scrivania quadri, arazzi, stucchi! Basta con questo bugigattolo, con questo pavimento che ad ogni scricchiolio agghiaccia il sangue, coi tarli, col puzzo di inchiostro (Aprendo un giornale) Toh, guarda! Nemmeno questi titoli ti convincono? Leggi: (Leggendo) "L'avvocato Lunardi sbaraglia gli avversari con la sua piramide, tutta la citt con lui, 1'avvocato della piramide! E quest'altro: "All'ombra della piramide, fioriranno zecchini d'oro"....
Geremia - Pinocchio....
Lunardi - Pinocchio?
Geremia - S, anche Pinocchio ha creduto che le monete mettessero radici!
Lunardi - Che vuoi dire?
Geremia - Niente, mi venuto cos per associazione didee.
Lunardi - Il tempo delle favole tramontato, caro Geremia. O sei pure tu con coloro che mi "fanno" i ragni nel cervello? I ragni nel cervello. Miserabili! Lo vedremo, lo vedremo. In ginocchio li voglio, ai piedi della piramide!
Geremia - Lei ci crede proprio alla piramide?
Lunardi - E lo metti in dubbio? Mi fai pensare male, Geremia!
Geremia - Non pensi male. Io non sono con nessuno e pertanto sto con tutti.
Lunardi Lidea della piramide mia e la piramide si far. La piramide dellavvocato Lunardi salir nel cielo e la ricchezza giunger qui in carrozza.
Geremia - (Mostrando un giornale ironicamente) C' scritto anche qui.
Lunardi - Non hai mai pensato... Tu dovresti...Tu dovresti averlo pensato che il mondo fatto tutto di piramidi. Piramidi di petrolio, di sabbia, di soldati e di generali, di pigmei e di giganti. Ogni cosa che tocchi, che vedi, che ti passa per la mente una piramide! Non sono forse una piramide, io? Non sei forse una piramide, tu? Il tuo cervello non il vertice della tua piramide ed i tuoi piedi non sono la base della piramide che sostiene il cervello? Anche tu sei una piramide Geremia, come lo ogni individuo, ed io sono la piramide di me stesso ed anche la tua piramide, perch sono io che ti d pane e lavoro ...
Geremia - Lavoro, non c' male, pane... quando capita.
Lunardi - La piramide ti dar anche quello e ne sar io la sommit. Questa volta toccato a me avere una grande idea. Un bel giorno ti sveglierai anche tu con un meraviglioso sogno in testa.
Geremia - Mi capita ogni mattina di svegliarmi con una idea meravigliosa qui dentro, ma poi, come metto il naso fuori dall'uscio di casa, cammino ... cammino fra la gente, le automobili, le case, i negozi e mi trovo qui ad infilarmi le mezze maniche ... La grande idea rimane impigliata chiss dove.
Lunardi - E' da codardi rinunciare.
Geremia - Sar come dice lei, ma non credo proprio di esse re una piramide, io.
Lunardi - Ti metteremo in livrea, Geremia, e allora salirai anche tu i gradini della tua piramide.
Geremia - Speriamo siano pochi. Le mie povere gambe sono ormai stanche (Pausa). La corrispondenza la vuol vedere?
Lunardi - D'ora innanzi la sbrigherai tu, meno quella privata, ovvio.
Geremia - Poi volevo dirle di quel contadino. E' tornato ancora ... (Campanello alla porta e contemporaneamente telefono).
Lunardi - Vai a vedere e se sono scocciatori ... che ritornino (Risponde al telefono). S, pronto, avvocato Lunardi. Oh, buon giorno signor sindaco!... Tutto bene? ... Lei mi d ufficialmente la pi bella notizia della mia vita!... Il successo non poteva mancare! .... I cittadini hanno saputo acciuffare il destino per i capelli. No, no che... alle volte .... non si sa mai, all'ultimo momento una sorpresa. Grazie, grazie per i suoi consensi e la sua comprensione. Passer, alla storia pure lei. L'attendo per abbracciarla! (Preceduti da Geremia entrano una signora e due signori, gli assessori all'Igiene, ai Lavori Pubblici ed alle Finanze)
Finanze - Le nostre felicitazioni, avvocato! La vittoria era scontata.
LL. PP. - I nostri pi sentiti omaggi.
Igiene - Onorevole, Onorevole!
Lunardi - (Andando loro incontro con le braccia protese). Amici miei, venite, venite, protendete le vostre braccia che vi possa stringere fra le mie!
Finanze - Ma allora lei .... sa gi?
Lunardi - Il sindaco, mentre stavate entrando me ne ha dato conferma ufficiale. E il premio della nostra battaglia.
Finanze -Del suo talento, caro avvocato, del suo talento!
Lunardi - E del conforto che mi avete dato!
LL. PP. - Ben poca cosa. Tutto merito suo.
Lunardi - Della fiducia che mi avete dimostrato.
Igiene - Sono profondamente commossa: l'abbraccio del primo onorevole che questa citt ha avuto!
LL. PP. E un grande onore per noi essere i primi a felicitarsi con lei.
Lunardi - La vostra trepidazione era la mia.
LL. PP. - (Con un inchino) L 'assessore ai lavori pubblici
Finanze - (c. s.) l'assessore alle Finanze
Igiene - (c. s.) l'assessore allIgiene.... sono qui per porgerle le congratulazioni di tutta la popolazione.
Lunardi - (stringendo la mano ai tre) Grazie, grazie, non ho parole per ringraziarvi.
LL. PP. - Il sindaco rimasto a dare disposizioni per una spontanea manifestazione di riconoscenza. Ci raggiunger fra poco.
Igiene La citt vi deve il suo futuro e la sua gente non poteva rimanere insensibile ed assente.
Finanze - La banda, le scuole, i pompieri, la guardia municipale tutti saranno mobilitati e per una volta tanto non baderemo a spese.
LL. PP - Il maestro di canto ha composto l'inno della piramide. Le parole sono mie.
Lunardi (interrompendolo) Consentitemi di essere emozionato. Non dovrei, ma le responsabilit, voi mi capite ... Ma prego, accomodatevi. Geremia, le sedie.
Geremia - Quali sedie? A meno che dividiamo per quattro la sua.
Lunari - Gi, le sedie. Allora vai a prendere la piramide.
Coro - La piramide? (Geremia esce).
Lunari - Oh, solo un modellino. Un grazioso modellino.
Igiene - Fatto da lei?
Lunari - Ispirato da me.
Finanze - Ma lei ha pensato a tutto!
Lunari - E come non potevo.
Igiene - Meraviglioso. Muoio dalla curiosit di vederla.
Lunardi - Ho voluto che fosse una sorpresa. La tenevo nella mia stanza e mi bastava gettarvi sopra lo sguardo per vederci pullulare attorno centinaia di operai indaffarati ad erigere impalcature, trasportare pietre, scalpellarle, metterle una sopra laltra. E strade, strade giungere da ogni direzione.... e interminabili colonne di automezzi stracarichi di turisti di tutto il mondo arrivare per ammirare il miracolo.... (Con enfasi) "Cittadini. Voi non date il voto a me, ma alla ricchezza che vi attende sulla soglia delle vostre case! Vogliamo ridarvi la fiducia, risollevarvi dall'umiliazione, rinsaldare la dignit di gente cosciente...
Finanze - Il discorso in teatro?
Lunardi - Precisamente. Mi venuto cos spontaneo....
Igiene - E quello in piazza
LL. PP. - "Demoliremo ogni illusione e offriremo sorrisi a tutti.
Lunardi - Lei ha una memoria formidabile. Proprio cos: "Offriremo sorrisi a tutti
Lunardi - Ma accomodatevi, signori, accomodatevi
LL. PP. - In circostanze come questa, in piedi si discorre con maggiore disinvoltura.
Finanze - (Approfittando della sua vicinanza a Lunardi, sottovoce) Le raccomando mio cognato: sar un ottimo direttore dei lavori. Sa... lei lo conosce, lingegner Galassi... Con la crisi delledilizia una piramide da fare ...
Lunardi - Quando sar il momento..... me ne riparli, quando sar il momento.
Finanze - (Rivolgendosi agli altri due) Dicevo all'avvocato che un giorno o l'altro si dovr pur costruire anche un Municipio nuovo.
LL. PP. - Ah, certamente .... Un problema di mia competenza (Avvicinandosi a Lunardi, mentre il suo collega alle Finanze discorre con l'assessore all'Igiene). E' un'ottima idea unottima idea non le pare avvocato (Sottovoce) Lei sa, vero, che i miei avi erano nobili..... Conti con tanto di stemma a cinque palle! Un conte, in citt, con la piramide non ci starebbe male, lei crede?. Un ramo dell'albero genealogico si spezzato, ma non le sar difficile ... lei mi comprende.
Lunardi - Cercheremo, di riattaccare il ramo.
LL. PP. - (Rivolgendosi agli altri) E all'asilo... a tutti i bambini del nostro Comune... chi ci penser? Lonorevole. naturalmente. Glielo suggerivo proprio ora.
Igiene - (Prendendo il posto dell'assessore alle Finanze accanto a Lunardi, mentre Finanze e LL.PP. fanno scena per conto loro). S, dobbiamo pensare anche ai nostri bambini. E' cosi insufficiente l'asilo! (Sottovoce) Lo chiameremo Hotel alla Piramide! Per lei sar niente spianarci la strada. Abbiamo gi un terreno, avvocato. E di mio fratello. Glielo chiedo per lui.... Se fosse stato per me, me ne sarei ben guardata. Lei tanto gentile.
Lunardi - Signora, come posso dire di no! (Entra Geremia con un mazzo di fiori) Fiori? Tho detto di portarela piramide.
Geremia Arrivo, Arrivo. Questi me li ha lasciati il fioraio.
Lunardi Chi li manda?
Geremia Non so, c un biglietto. (esce)
Lunardi (Leggendo) Unammiratrice! Ignota.
Igiene Com romantico tutto questo.
Finanza Lomaggio ad un granduomo.
Lunardi (Porgendo il mazzo allassessore donna) Prenda, li porti in chiesa. Omaggio al patrono. Far certamente un belleffetto. (rivolto a Geremia che sta rientrando reggendo in mano un modellino di una piramide) Ce ne saranno altri, senza dubbio. Fra poco sar un giardino, qui dentro.
Finanze Lo credo, un giardino
Lunardi - Oh, ecco la piramide! Vieni, vieni Geremia, posala qui sulla scrivania. Fai adagio che non si rompa... Cos... Ora girala un po' di pi verso di noi... Ancora un attimo... Ecco, cos... Ora in piena luce. Signori, che ne dite?
LL. PP. - Un piccolo capolavoro.
Finanze - Un grande capolavoro.
Igiene - Graziosissima.
Lunardi - Non vi parla di maestosit, di forza, di potenza ammaliatrice?
LL. PP.- A base rettangolare, di tipo classico.
Lunardi - Di tipo classico.
Igiene - E l'altezza?
Lunari - I particolari saranno definiti in sede di progettazione.
Finanze - La spesa?
Lunardi - Costi quello che costi! Milione pi, milione meno. E' il risultato che conta ed il Governo obbligato a venirci incontro.
Finanze - Gi, gi! Milione pi, milione meno. E il Governo
Lunardi - Dopo la dinastia faraonica Parlo di 4 mila anni prima di Cristo... saremo i soli a costruire una piramide e non certo per seppellirvi mummie.
Geremia - (Sulla porta) Il signor sindaco, avvocato!
Lunardi - Oh, finalmente! Quale onore! (Il sindaco appare sulla porta. E in redingote, fascia e medaglie appese al petto in abbondanza).
I tre - Signor sindaco.
Sindaco - Signori buon giorno. A lei avvocato il mio abbraccio fraterno.
Lunardi Lei
Sindaco - La prego non mi interrompa. A lei l'abbraccio fraterno del primo cittadino e, simbolicamente, di tutta la popolazione... (Pausa) Ora la parola a lei.
Lunardi - Grazie
Sindaco - Prego. E' stata una lotta a fil di rasoio.
Lunardi - Davvero? Dica, dica!
Sindaco - Dico. Il testa a testa con il candidato avversario durato fino alla fine. Non ha molta importanza. Quindi non ci resta che salutare la vittoria e non preoccuparci d'altro. Ed ora permetta che dia qualche disposizione ai miei signori collaboratori. Il tempo stringe.
(All'assessore alle finanze) Di lei c' bisogno in Municipio, per il rinfresco. Ha carta bianca.
(All'assessore ai LL. PP.) Lei mi deve usare la cortesia di dare un'occhiata ai servizi, Prenda accordi coi vigili. Badi che ci siano molte bandiere ... molte.
(All'assessore all'Igiene) Per lei c' un altro incarico: si occupi delle scolaresche.
(A tutti) Per le 11 tutto deve essere pronto. Il ricevimento lo faremo nella sala consigliare. I vigili mi raccomando... in alta uniforme!
Gli assessori - (Inchinandosi) Signor sindaco avvocato.
Lunardi e Sindaco - A pi tardi.... a pi tardi. (Gli assessori escono).
Sindaco - Ed ora che siamo soli, lasci che le stringa la mano un'altra volta.
Lunardi - Prego. La sua stretta mi riempie di orgoglio.
Sindaco - Come vuole il cerimoniale, io l'attender in cima alla scalinata municipale. Dir due parole, la folla applaudir ed io la saluter con un cenno... cos... Poi saliremo nellaula e qui lei ricever la pergamena e potr illustrare i suoi programmi. Intesi?
Lunardi - Perfettamente. Ritiene che debba portare la piramide?
Sindaco - La piramide?
Lunardi - Il modellino. Questo. Non l'ha visto?
Sindaco - Bellissimo. Le darebbe noia? Lo esporremo in una vetrina.
Lunardi - Ottima idea. Ma prego, s'accomodi.
Sindaco (non vede sedie, rimane un momento impacciato, poi si riprende) Un buon amministratore, come un buon diplomatico non deve mai essere stanco.... e deve sempre sorridere, se lo ricordi, lei che all'inizio di una brillante carriera. Il segreto del successo: sorridere. Mi sono talmente abituato a sorridere che mia moglie mi sorprende a sorridere perfino nel sonno. (Indicando le medaglie sul petto) Guardi... Tutte a forza di sorridere!
Lunardi - Gliele invidio.
Sindaco - (Con ostentazione, indicando le medaglie)... Veramente questa inizia la serie solo per rispetto alla cronologia: del nonno... Glielhanno conferita per aver salvato una giovane durante un incendio...Quella donna diventata mia nonna.
Lunardi Per!
Sindaco - Altri tempi, altri tempi, caro mio!
Sindaco - Queste sono le medaglie di capoclasse dalla prima alla quinta elementare... (continuando ad indicare le medaglie) Premio al vincitore della corsa annuale per la festa del Patrono... Campeggio giovanile... Festa delluva... Concorso ginnico provinciale Brevetto sollevamento pesi... Campagna d'Africa.
Lunardi E stato in Africa?
Sindaco - No, non proprio. In tutta sincerit lho trovata in un uovo di Pasqua. Per fa una bella impressione... Infine la medaglia della resistenza...
Lunardi Oh, Partigiano!
Sindaco - No, resistenza subacquea. Immersione nell'acqua. Un minuto e 48 secondi... Era il mio hobby, sa, di quando
Lunardi - Tutta una vita.
Sindaco - Tutta una vita (Con altro tono) Mi manca solo la croce di cav. uff. .
Lunardi - Di cav. uff. ?
Sindaco - Di cavalier ufficiale.
Lunardi - Ah, capisco. Cav. Uff.
Sindaco - Non che ci tenga, ma sa... fa importanza... E' indispensabile, direi, nella nostra missione. La pratica di concessione da tempo al Ministero, ma chi vuole mai che si occupi del modesto
Lunardi Modestissimo
Sindaco - Grazie sindaco di un modesto paese. Lei, lei lo potr fare.
Lunardi - Con entusiasmo, per il mio sindaco.
Sindaco - Le sar riconoscente. La proporr alla presidenza delle nostre istituzioni culturali. Ed ora vado anch'io. Abbiamo appena una mezz'ora per il ricevimento. Siamo d'accordo: io, l, in cima alla scalinata... Lei arriva, io saluto, lei ... io... come abbiamo detto. Avvocato, a pi tardi.
Lunardi - A pi tardi. (Chiamando) Geremia, Geremia!
Geremia - (Sulla porta) Ai suoi comandi, avvocato!
Lunardi - Volevo dirti qualcosa e me ne sono dimenticato. Giornate come questa ne capitano una sola nella vita.
Geremia - Questa mattina venuto quel contadino ....
Lunardi - Contadino? ....
Geremia -Quel poveraccio... per quell'appezzamento di campagna ... Gli aveva parlato lei. Ha detto che ci deve pensare, che non ha altro che quel campo per vivere...
Lunardi - S, s.. gli ho parlato io.
Geremia - Voleva chiederle se non c' un altro posto per la piramide.
Lunardi - Gli hai detto di venire... di venire domani... che oggi
Geremia - Ritorner. E' gi stato qui quattro volte.
Lunari - Che non si preoccupi, comunque... Ci penso io. Oh, ecco cosa volevo chiederti: che abito debbo mettermi per la cerimonia?
Geremia - Uno qualunque.
Lunardi - Non una risposta. Ce ne vuole uno intonato...
Geremia - Tenga quello che ha addosso. Il grigio va sempre bene.
Lunardi - E il cappello? Grigio, nero o marrone? Gli onorevoli che cappello portano?
Geremia - Non saprei.
Lunardi - Ci fai il ritratto ad una persona dal cappello che porta.
Geremia - Ne ha uno solo?
Lunardi - Due, caro Geremia. Lo dovresti sapere. Scuro troppo severo e verde non serio.
Geremia -Forse gli onorevoli non ne portano. Non so, il primo che vedo.
Lunardi - Dovresti saperlo che cappelli portano ... Aggiornati, aggiornati.
Geremia - Le posso dare un consiglio?
Lunardi - Purch non sia sconveniente.
Geremia - Prenda il primo che gli capita e lo tenga in mano.
Lunardi - In mano?
Geremia - Nessuno bader al colore o alla forma. Lei il cappello lo avr e sar quello che meglio si addir alla cerimonia e non un altro.
Lunardi - E' una trovata, Geremia, non ti facevo cosi astuto. Dammi il cappotto. (Geremia lo prende dallattaccapanni glielo porge. Lunardi lo passa da una mano all'altra; passeggiando avanti ed indietro prova come tenerlo). Destra... sinistra... destra... No, destra no. Per le strette di mano. Sinistra... con indifferenza... cos.
La moglie - (Entrando affannata) Caro! ... Caro ... Caro il mio Giorgio!
Lunardi - (Abbracciandola quasi seccato) Tu qui? Che vuol dire?
La moglie - Come avrei potuto rimanere lontana.
Lunardi - Sono imperdonabile. Ma chi ti ha detto
La moglie- Ti ha cercato il sindaco.
Lunari - Avrei dovuto telefonarti...
La moglie S, avresti dovuto.
Lunardi - ma non me ne hanno dato il tempo. Non di tutti i giorni svegliarsi onorevoli. Ti toglie il respiro, ti fa girare la testa!
La moglie - Quando lho saputo ho provato una strana sensazione: dorgoglio e paura insieme.
Lunardi - Di orgoglio, lo capisco. Di paura... perch?
La moglie - Perch sento che da oggi comincio a perderti.
Lunardi - A perdermi? Oh, che parolona senza senso! Mi preoccuperebbe se fosse la prima volta che me la dici. Su... su sii contenta... sorridi al raggio di sole entrato oggi nella nostra vita.
La moglie - Fino ieri ve n'era veramente di sole nella nostra vita... Prima della piramide... "Tu qui? Che vuol dire?" Cono state le parole che hai saputo trovare quando sono entrata ...
Lunardi - Che c' di strano?
La moglie - Vedi? Non te ne rendi conto.
Lunardi - Non mi rendo conto di che cosa?
La moglie - Che ho spezzato il filo dei tuoi pensieri ormai lontani da me, quando mi hai vista apparire sulla porta. Sono giunta come un contrattempo ... ed ero cos felice per te.
Lunardi - Come sei catastrofica questa mattina! Capisco, avrei dovuto telefonarti...
La moglie - E non ci hai pensato.
Lunardi - Non ne ho avuto il tempo. Le notizie si sono succedute cos rapidamente che sono stato... preso nel vortice .... Poi sono venuti gli assessori il sindaco ed ora stanno preparando un piccolo ricevimento... Penso che ti renderai conto ... Non potevo certo eclissarmi in un momento cos solenne per la nostra citt.
La moglie - S, mi rendo conto... mi rendo conto...
Lunardi - Oh, cos va bene! Ora va, torna a casa ... Probabilmente mi stanno gi aspettando (a Geremia) Che ore sono?
Geremia - Lei dovrebbe essere gi per strada.
Lunardi - (Alla moglie) Vedi .... dovrei essere gi per strada.... Torna a casa e lascia fuori dalla porta i brutti pensieri. (La bacia in fretta e senza convinzione sulla guancia ed esce). Ciao tesoro.
La moglie - (Abbandonandosi su di una sedia) Tesoro! Tesoro: una parola meravigliosa per conquistare una donna.... ed anche per liquidarla. (Scoppia in pianto).
Geremia - (Dopo una lunga pausa) Non sciupi i suoi occhi, signora. Sono ancora giovani e belli. Le lacrime li invecchiano.
La moglie - Da quando cos... non riesco pi a parlargli. Quando gli ho detto che aspettavamo un figlio sembrava Oddio, Geremia, sembrava pi scocciato che contento! E dire che lo abbiamo desiderato per tanti anni. Ora ora che finalmente potremmo essere ancora pi felici ha tuttaltro per la testa. Non pi lui...Ha sentito? Come un'estranea mi ha accolto. E quando salivo le scale non c'era donna pi felice di me.
Geremia - Bisogna abituarsi ad essere anche degli estranei per le persone che amiamo. L'avvocato da comparsa diventato protagonista di un nuovo dramma, uno dei tanti che ogni uomo deve interpretare
La moglie - ed ora si dimenticato della comparsa.
Geremia Gi. Siamo troppo presi nell'ingranaggio di questo gioco, sempre alla ricerca di noi stessi senza accorgerci che ognuno di noi ha dentro di se tutto per essere autenticamente se stesso. (Pausa) Non ha mai sognato, lei, di essere... una diva o una first lady o l'eroina appassionata di un bel romanzo?
La moglie - Come lo sa?
Geremia - L'hanno sognato tutte le donne ... Evadere da noi, vendendo la felicit per un po' di apparenza, che pazzia! E quel poco che siamo che ha valore...
La moglie - Ma lei ...
Geremia Le ho imparate, queste cose, trascrivendo il libro dei morti Che vale sbracciarsi, uccidere, ridere, piangere se non riusciamo a presentarci col nostro vero volto.... il volto della nostra umanit... Il solo che conta ...?
La moglie Io lo amo, mio marito.
Geremia - Certo, lei lo ama.
La moglie - E allora?
Geremia - Continui ad amarlo. Non c' altra soluzione per riaverlo.
La moglie - L'idea della piramide l'ha stregato.
Geremia - Ed tardi per fermarlo. Sentieri, solo sentieri, ci dovrebbero essere a questo mondo. Uno per ciascuno di noi. Tutti pianeggianti. Altro che piramidi. (La moglie si alza di scatto ed afferra il modellino della piramide, scagliandolo sul pavimento. Indi si siede sconvolta dai singhiozzi). Non ha risolto nulla, signora, nulla. Le illusioni non si rompono tanto facilmente.
(subito buio, il sipario si chiude, niente musica, luci in sala a sipario appena chiuso)
ATTO SECONDO (Durata 40-45 min)
Primo quadro
Medesima scena del primo atto. Pareti ritinte a nuovo, ma dello stesso colore di prima, tendaggi alle finestre. Le scrivanie, sono tre, ciascuna con telefono e qualche foglio. Sono in scena Geremia, sul fondo, Marisa e Stefania, due segretarie, sedute immobili alle due scrivanie laterali. Indossano vestiti diversi ma piuttosto vistosi.
Musica in dissolvenza fino all'aprirsi del sipario. E illuminata solo la scrivania centrale come allinizio del primo atto.
Geremia, sul fondo, riprende dallo scaffale il suo manoscritto ed inizia a leggere.
Geremia Per otto mesi, dopo quel giorno tanto movimentato, tutti i progetti, le telefonate, gli inviti, le raccomandazioni presero alloggio in questo ufficio. (Indicando con un gesto circolare della mano dalla sua destra alla sua sinistra) Laggiunta di tende, scrivanie, sedie e segretarie nuove non bastava a contenere le ondate di chiacchiere che continuamente sinfrangevano contro queste vecchie pareti. Qui si parlava di tutto, ogni problema veniva ascoltato, discusso e la sua soluzione puntualmente puntualmente rimandata. Tutto si sarebbe risolto solamente a Piramide costruita!
Geremia ed esce dal fondo con il manoscritto. La scena si illumina. Suona il telefono sulla scrivania di sinistra. Le segretarie si rianimano. Risponde Stefania.
Stefania - Pronto. No, l 'avvocato non c'... Dovrebbe essere qui fra poco ha degli appuntamenti... Chi debbo dire?... Va bene, riferir. (Sbuffando annota la telefonata su di un calendario da tavolo).
Marisa - Chi era, se lecito?
Stefania - Il contadino, il solito. Voleva l'avvocato, il mio datore di lavoro. Telefona ogni giorno, alle quattro del pomeriggio. Puntuale come un orologio. (Suona il telefono della scrivania di destra. Risponde Marisa).
Marisa - Pronto, mi dica. No, il signor presidente non c', ma dovrebbe essere qui fra qualche minuto ... Chi parla? .... Va bene, riferir. (Prende nota come Stefania).
Stefania - Il contadino, immagino.
Marisa - Voleva il presidente, il mio datone di lavoro. Poveretto, ha imparato la lezione: (indicando le scrivanie) prima l, poi qui ed infine.... (Suona il telefono sulla scrivania in fondo)
Stefania - Il telefono dell'onorevole!
Marisa - E' ancora lui, il contadino, ma non possiamo rispondere. L'onorevole d lavoro a Geremia. Il capo lui.
Stefania - Dobbiamo chiamarlo.
Marisa - Gi. Dobbiamo chiamarlo. (Entrambe muovono verso la porta di fondo e chiamano Geremia).
Geremia -(Apparendo sulla soglia, in divisa pure lui) Che c'?
Marisa - Il telefono dell'onorevole...
Geremia - (Rispondendo) Pronto! Si pronto. Gabinetto dell'onorevole Lunardi. No... il suo segretario privato. Lonorevole non c, ma dovrebbe essere qui fra poco... Una intervista? Penso non sia possibile questo pomeriggio... Ho capito, per la piramide. No, io non le posso dire niente... In anticamera ci sono cinque persone che l'aspettano con appuntamento. Poi deve presiedere una tavola rotonda sullo sviluppo della personalit (guardando il calendario degli appuntamenti). Poi inaugurazione di non si sa che cosa ed infine cena con lotteria a beneficio dei poveri.... Come vede... Ritenti, comunque... Prego. (A Stefania e Marisa) Quante volte vi debbo ripetere di non ascoltare mentre parlo allapparecchio dell'onorevole!
Stefania - Gi, non dobbiamo ascoltare.
Marisa - Pensavamo fosse lui. Vero?
Geremia - Lui... chi?
Marisa - Il contadino.
Stefania - Il contadino.
Geremia - No, non era lui questa volta, quella buonanima. (Guardando l'orologio) Suvvia ora sta per arrivare! Badate che sia tutto in ordine. Io sono di l per gli appuntamenti dell'onorevole. (Esce).
Stefania - Facciamo in tempo a dare una spolveratina.
Marisa - Chiss che non ci scappi un piccolo aumento di stipendio.
Stefania - Si accorgesse per lo meno di quanto fatichiamo per lucidare. (Estrae da un tiretto uno straccio e si mette a spolverare scrivania e sedia Fa altrettanto Marisa). Avrei proprio bisogno di qualche soldarello in pi Sai, ho visto in vetrina un vestito che mi starebbe cos bene.
Marisa Io avrei bisogno invece di un paio di guanti di camoscio. Ho le mani cos delicate.
Stefania - L'avvocato mi ha in simpatia, chiss che non si accorga dell'ammirazione che ho per lui. Un giorno mi ha detto! Bene, bene! E mi ha battuto una mano sulla spalla... anche (in tono pi basso) se, per essere sincera, credo poco alla sua piramide.
Marisa - Credo di non dispiacergli nemmeno io. Quando senza sigarette me ne chiede sempre e dicono che si chiedono alle persone che ci sono simpatiche.
Stefania - (smettendo di strofinare) Che te ne pare? (Alludendo alla scrivania). Ti pare lucida ed in ordine?
Marisa - (Avvicinandosi alla scrivania pulita da Stefania). Ti ci puoi specchiare. E la mia?
Stefania - (Stesso movimento di Marisa) Stralucida. Superperlucida. Iperlucidissima! Ci vedi il futuro.
Marisa E com'?
Stefania - Vestito da arlecchino.
Marisa - Allora ci sar da ridere?
Stefania - O da piangere. Dipender dall'altezza della piramide... (Pausa) Sai l'avvocato mi chiama sempre con il mio nome completo: Stefania, e mi piace che mi chiami cos. Il mio ragazzo mi chiama Fanny invece. Mi debbo far chiamare Stefania pure da lui. E pi signorile
Marisa - Per il mio presidente invece io sono semplicemente Mary.
Stefania - Strano!
Marisa - Strano perch?
Stefania - Perch avvocato e presidente sono cos diversi, e sono la stessa persona. L'avvocato non sorride mai, sempre accigliato e scontroso. Il presidente ha un'aria allegra, divertente. Sembra pi grasso perfino. Lavvocato pi magro, e non lo .
Marisa - Hai l'occhio fino. Non si direbbe.
Stefania Lavvocato ha un tic all'occhio sinistro. Lo batte.
Marisa - Non l'ho notato.
Stefania -Tiene il telefono con la mano destra.
Marisa - Ed il Presidente con la mano sinistra. Chiama te Stefy e me Mary.
Geremia - (Sulla porta) Ragazze sta arrivando. (Stefania e Marisa ripongono precipitosamente lo straccetto e si mettono a lato delle rispettive scrivanie. Dopo qualche attimo Geremia rientra pure lui e si mette dietro la scrivania di centro).
Lunardi - (Entra speditamente; si toglie il cappello e lo affida a Geremia) Buon giorno Geremia.
Geremia - Buon giorno onorevole.
Lunardi (serio) Buon giorno Stefania.
Stefania - Buon giorno avvocato.
Lunardi (sorridente) Buon giorno Mary.
Marisa - Buon giorno presidente.
Lunardi - (Fermandosi un attimo) Ho detto buon giorno a tutti tre?
Geremia - A tutti tre.
Lunardi - D'ora in poi baster un buon giorno per tutti e tre. Il tempo ed il fiato sono preziosi. (A Geremia) Novit?
Geremia - (Prendendo di tasca il suo promemoria). Per oggi soltanto un'inaugurazione, un rinfresco, una cena e cinque persone che vogliono conferire con lei personalmente.
Lunardi - Pensioni... divorzi posti di lavoro?
Geremia - Un po' di tutto. Lo ha visto il sindaco?
Lunardi - L'ho visto e gli ho stretto la mano. Ora lo facciamo entrare. (A Stefania) E tu?
Stefania - Quel contadino, il solito.
Lunardi Vedremo, vedremo.
Stefania - In clinica, niente di nuovo. Si attende. La signora entrata ieri sera.
Lunardi - (A Marisa) E tu?
Marisa - Cinquantasette lettere da firmare.
Lunardi - Inviti?
Marisa - No. Convocazione dell'assemblea della Cooperativa Agricola, del Club del Golf, dellAssociazione Reduci, del Circolo Culturale
Lunardi Del Circolo? L'abbiamo fatta un mese fa!
Marisa - E esatto. Ma pare ci sia un nuovo caso di inosservanza delle norme statutarie.
Luinardi - Chi ?
Marisa - La vicepresidente, dicono.
Lunardi - Con chi?
Marisa - Col figlio dellassessore allIstruzione.
Lunardi - Allora ci scappa un bel professorino. Tanto di guadagnato. Geremia fa entrare il sindaco. E voi ai vostri posti. (Geremia, Stefania e Marisa si inchinano ed escono. Lunardi si rassetta i capelli, la giacca, la cravatta e attende. Preceduto da Geremia, che esce subito, entra il sindaco).
Sindaco - Onorevole, ossequi.
Lunardi - (Platealmente) Caro il nostro sindaco, sono onoratissimo di riceverla per le ultime volte in questo studiolo. Qual buon vento la porta?
Sindaco - Una visita di omaggio, innanzi tutto.
Lunardi - (Indicandogli la sedia davanti alla scrivania di centro) Ma prego si accomodi.
Sindaco E tornato ora dalla capitale?
Lunardi - In questo momento.
Sindaco - Sar stanco
Lunardi - (Sedendosi) No, stanco non direi. Vi stata una lunghissima seduta ieri sera... movimentata piuttosto... con pugilato e mi ci sono trovato in mezzo. Non so come, mi arrivato un pugno in testa ed un calcio qui in fondo alla spina dorsale e ne risento.
Sindaco - Lo credo bene. Si fatto degli impacchi?
Lunardi - Come potevo... in treno... come potevo in treno. Ma son cose che passano. Grazie comunque per la sua premura. Mi dica, mi dica
Sindaco - Ecco. Sono venuto per quellaffare dellesproprio.
Lunardi Il contadino.
Sindaco Esatto, quel terreno su cui verr costruita la piramide. Mi stato detto che, trattandosi di Opera pubblica, potremmo anche procedere dufficio...
Lunardi - Una questione puramente legale?
Sindaco - Proprio cos e sarebbe bene che lei ci illuminasse.
Lunardi - Allora meglio che ci spostiamo da quest'altra parte. Sentiamo l'avvocato. (Lunardi si alza e va a sedersi alla scrivania dellavvocato, seguito dal sindaco che si siede sulla sedia per i clienti) Vede, signor sindaco, la cosa da un punto di vista puramente tecnico possibile. Senonch c' di mezzo, a mio modo di vedere, un altro aspetto molto importante: si tratta veramente di opera di pubblica utilit o no?
Sindaco - Non dovrebbero esserci dubbi.
Lunardi - Eh no! Ci sono invece i dubbi! Come legale direi di andare coi piedi di piombo...Cautela, molta cautela...
Sindaco - Cautela... Ma se vogliamo costruire la piramide?
Lunardi - Ci vuole cautela lo stesso.! Se lo lasci dire da uno che se ne intende. Come deputato, comunque, posso aggiungere che non c' da avere paura di niente.. Anzi bisogna spingere a fondo.....
Sindaco - Spingere a fondo che cosa?
Lunardi Innanzi tutto fare un bell'ordine del giorno firmato all'unanimit da tutti i consiglieri e poi
Sindaco - E poi .....
Lunardi - E poi se non va il primo farne un secondo, con unita una relazione sulle condizioni di disagio della popolazione.
Sindaco Il nocciolo proprio questo. La popolazione povera e lei lo sa che povero pure il Comune ... Se fosse possibile, dato che ci sono queste difficolt d'ordine burocratico ... non so... cercare di farselo regalare il terreno ... Mi capisce... Una donazione
Lunardi E un'idea! Ma al proprietario cosa diamo?
Sindaco - Gli possiamo assicurare un appartamento nella piramide e nominarlo custode.
Lunardi - Sindaco, lei sta dando prova di una perspicacia eccezionale. Parler io col contadino, lei vada pure tranquillo.
Sindaco - Grazie, onorevole.
Lunardi - Risolveremo tutto, risolveremo tutto.
Sindaco - E... dica, onorevole, ora che il progetto definitivo, la commissione edilizia come la pensa?
Lunardi - Altro argomento..... Spostiamoci da questa parte. Interpelliamo l'onorevole. (Si va a sedere sulla scrivania di centro, seguito dal sindaco un po' perplesso). Si accomodi... si accomodi pure, caro amico. Lei si chieder di questa ... per cos dire... metamorfosi.
Sindaco - (Un po confuso) Veramente .....
Lunardi - E' ovvio... ma della massima importanza. Sa, mi sento pi a mio agio investendomi nel personaggio di volta in volta. Che vuole, non ho ancora la scioltezza, la disinvoltura dei miei colleghi per passare da un ruolo ad un altro... cos su due piedi. Ci vuole un attimo di concentrazione. Un esile filo mi lega all'avvocato di provincia e l'avvocato ha paura in un certo senso dell'onorevole. Mi comprende?
Sindaco - (Fa un cenno come per dire di no)
Lunardi - Ha mai studiato psicologia lei?
Sindaco (Scuote il capo)
Lunardi - Ma non c' bisogno di averla studiata per capire queste situazioni, A lei non mai capitato di sentirsi un altro per esempio sua moglie?
Sindaco - No, mia moglie no. Ci mancherebbe!...
Lunardi - Sua moglie no, ma un altro s.
Sindaco E vero, mi capitato.
Lunardi - Ecco, vede che anche lei
Sindaco - S, ma poi...
Lunardi - Precisamente, non le accaduto nulla. E sta bene per lei che ha soltanto avuto quella sensazione. Ma per me, per altri, le cose cambiano. Non possiamo essere contemporaneamente un altro individuo, o addirittura, due o tre! Impossibile! Quando lei con gli amici assume un atteggiamento, quando in casa ne ha un altro, quando fa il sindaco un altro ancora e cos via. E allora, perch non creare dei compartimenti per ognuna di queste personalit? Ecco tutto!
Sindaco - Oso dire che la trovata geniale.
Lunardi - Gliene sono grato. Dunque in quanto alla commissione, beh, non hanno ancora approvato la costruzione della piramide. Bisogner che parta dal nostro consiglio comunale una vibrata protesta. E' gente quella che non vive i nostri problemi... E lontana ... e non si rende conto... Mi capisce? Da nove mesi il nostro progetto ancora l, che dorme, ma non dobbiamo scoraggiarci. Il valore dell'iniziativa finir per entrare anche in quei cervelli arrugginiti dai numeri di protocollo.
Sindaco Ed i finanziamenti del governo?
Sindaco Ci sto lavorando alla capitale ma ci vorr ancora del tempo. Comunque, io conto sulla sua discrezione.
Sindaco - Non ne dubiti. Sar muto.
Lunardi - Quando avr notizie buone non mancher di fargliele sapere immediatamente, Ed ora le chiedo io un'informazione. Prego, da quest'altra parte. E' il presidente del Circolo Culturale che gliela chiede. Distinguiamo.... distinguiamo! Un compartimento per ogni personalit (vanno a sedersi alla prima scrivania).
Sindaco - Distinguiamo!
Lunardi - (misterioso) La vice, lei la conosce?
Sindaco - No, un nome che non mi suona.
Lunardi - La vice presidente, dicevo, la vice presidente del Circolo.
Sindaco - Avevo frainteso. La vice
Lunardi - Gi. La vice (con fare ammiccante) Pare che
Sindaco Non capisco.
Lunari Pare che sia incinta.
Sindaco - Non saprei. Finora nessuno mi ha detto niente.
Lunardi - Lo so io. Non vorrei che la faccenda mettesse i bastoni fra le ruote ai nostri interessi .... Uno scandalo, capisce! Lei che farebbe?
Sindaco - Un ordine del giorno?
Lunardi - Un ordine del giorno?
Sindaco - Tanto, gli ordini del giorno
Lunardi - Lei ha voglia di scherzare! Adottare un provvedimento radicale come sventolare una bandiera su una folla. Lei deve mandarla in missione, per qualche tempo, finch tutto sar accomodato... Poi vedremo ...
Sindaco - Se le cose stanno cos. E dove la mandiamo?
Lunardi - Lontano, il pi lontano possibile!
Sindaco - Ci penser.
Lunardi - Mi dia una risposta, il pi presto possibile. Urge.
Sindaco - Provveder. I miei omaggi.
Lunardi - Arrivederla (Sindaco esce accompagnato sulla porta dal Lunardi). Geremia Geremia!
Geremia - Eccomi onorevole.
Lunardi - Fai passare.
Geremia - Chi onorevole?
Lunardi - Giustizia, Giustizia! Colui che sta aspettando da pi tempo.
Geremia - Il contadino, allora.
Lunardi - E venga il contadino. E poi?
Geremia - Poi son gi le 16 e 54 e rimangono sei minuti per arrivare alla tavola rotonda.
Lunardi - Fai entrare. (Geremia esce e fa entrare il contadino) Vuole accomodarsi?
Contadino - Per me lo stesso, sa. Sono rimasto seduto fino adesso.
Lunardi - Abbiamo deciso di nominarla portiere della piramide,
Contadino - Portiere, io? Io sono un contadino.
Lunardi -- Sapr fare anche il portiere, non si preoccupi. Si fidi di noi, si fidi ...
Contadino - Mi fido. Ma, e la mia campagna? Vivo della terra che ho mia moglie molto malata sa e senza i miei campi come potrei tirare avanti. E curarla anche!
Lunardi Lo stipendio di portiere sar pi che sufficiente. Guadagner di pi e faticher di meno. E sua moglie guarir. Abbia fiducia.
Contadino S, ho fiducia. Per
Lunari - Ora non il momento di spiegarle... Avremo tempo di discutere...
Contadino - Allora devo ritornare?
Lunardi - Ritorni, ritorni. Lei ha buone gambe... bravuomo!
Contadino - Se lo dice lei... E dovr aspettare?
Lunardi - Avr la precedenza su tutti... su tutti
Contadino - Sa, perch a star seduto mi stanco. Arrivederci, allora!
Lunardi - Alla prossima volta, (Contadino esce) Geremia! Geremia!
Geremia Onorevole.
Lunardi Mary e Stefania.
Geremia Marisa, Stefania (Entrano)
Lunard Quanti minuti ancora?
Geremia - Quattro.
Lunardi - Dicevi che era?
Geremia - Tavola rotonda sullo sviluppo della personalit.
Lunardi - E quali autorit?
Geremia - Tre dei suoi vice.
Lunardi Allora vado bene vestito cos? (Trilla il campanello sulla scrivania dell'avvocato; risponde Stefania)
Stefania Si, ho capito Riferir immediatamente! (con stupore e gioia) Onorevole... onorevole!
Lunardi - Che c'? Che c da gridare a questo modo?
Stefania - La signora. La signora... ha avuto un bambino!
Lunardi - Allora la faccenda risolta! Non occorre mandarla in missione. Falle avere un bel mazzo di fiori ... fiori... fiori ...
Geremia - Bianchi, se un bambino.
Lunardi - Bianchi, se un bambino... Perfettamente! Rosa se una femminuccia! Geremia, non distraiamoci. Il cappello?
Geremia - Quello nero..... Cappello da tavola rotonda. Lo metto subito in borsa (Geremia prende da sotto una scrivania una cappelliera e le mette dentro il cappello nero appeso all'attaccapanni. Lunardi prende quello che aveva in mano quando entrato ed esce seguito da Geremia. Lunga pausa).
Stefania - Ma la signora dell'avvocato che ha avuto un bambino!
Marisa Allora avevo capito bene. Solo che tu l'hai chiamato onorevole e l'onorevole non ammogliato. Semplicissimo. Se tu lo avessi chiamato avvocato....
Stefania - Gi l'ho chiamato onorevole... e l'onorevole non ammogliato. Ed i fiori allora?
Marisa - Si dimenticato della moglie ed avr pensato a chiss chi... ad un'altra. Sono tante le donne incinte che gli chiedono raccomandazioni! Ed i fiori fanno sempre... scena.
Stefania - Che razza di confusione! Chi ci capisce qualcosa!
Marisa - Non perdere la testa pure tu, ora. Vai a comperare i fiori e falli avere in clinica, alla signora dellavvocato. Su vai... vai! Si illuder che siano di suo marito.
Buio d'improvviso.
Secondo quadro
Dopo una breve pausa sillumina solo la scrivania centrale. Appare Geremia che continua la lettura del suo manoscritto.
Geremia Siamo andati avanti in questo modo per due anni. Riunioni, ordini del giorno, ricevimenti. E per ogni occasione il giusto copricapo. Insomma, un gran via vai di cappelli! Due interi anni volati cos in uno schioccar di dita. Fin quando lillusione svanita allimprovviso. Tutti hanno capito che era una grande, immensa bolla di sapone e le ondate di parole si sono inevitabilmente trasformate in ondate di rabbia. (scompare sul fondo mentre ritorna il buio)
Torna la luce. Urla di folla in tumulto salgono dalla piazza. Un sasso entra dalla finestra aperta nellistante in cui si accendono le luci e cade sul pavimento dello studio. Stefania corre alla finestra, la chiude e chiude le tende mentre Marisa accucciata a lato della propria scrivania, in preda al terrore. Le urla della piazza sfumano non appena Stefania comincia a parlare.
Stefania Oh Dio mio salvami da quest'inferno!
Marisa Quelli ci vogliono lapidare.
Stefania Io ho paura. Me ne vado.
Marisa - Hanno disselciato la piazza. Quelli ti ammazzano prima di mettere piede in strada!
Stefania - Senti come urlano!.....
Marisa - Se fossi gi, urlerei anch'io. (Rumore di vetro rotto da un altro sasso dietro le tende).
Stefania - Aih!
Marisa Thanno colpito?
Stefano - No!
Marisa - E che gridi, allora!
Stefania - Ma non lo sanno che l'avvocato non c'? Va a dirglielo.
Marisa - Provaci tu. Ma non ce l'hanno con lavvocato. Ce l'hanno con l'onorevole. Quando hanno saputo che la piramide non si far pi, ha dato loro di volta il cervello.
Stefania - Che colpa ne abbiamo noi se la piramide non si fa pi?
Marisa E quello che dico anchio.
Stefania - Divento pazza se non vengono a liberarci! (Geremia entra affannato seguito dal contadino).
Contadino (E sconvolto ed ha gli occhi stralunati) Mi ascolti! Senta! Sono qui dall'alba che attendo!
Geremia - Ma le pare questo il momento!
Contadino - S, il momento proprio questo! Un uomo lo si salva quando affoga o lei lo salva quando morto?
Geremia - Non si salva nessuno qui, se non si far ragionare quella gente.
Contadino - La gente non ci ha rimesso nulla ... Li hanno illusi... Vedevano la Piramide contro il cielo e sono rimasti col vuoto negli occhi... Io... io ci ho rimesso tutto! Ho regalato il terreno per poter stare vicino a mia moglie ammalata. Lei morta un mese fa. Da un anno vivo dei pochi risparmi che avevo. Ed ora la piramide non si fa pi. Ci ho rimesso tutto tutto!
Geremia V rimedio a tutto! Tutto si aggiusta!
Contadino - Meno che l'osso del collo. E a me l'osso del collo l'hanno gi rotto. Non ci si prende gioco di un pover'uomo come me! Mi dica, dov l'avvocato, l'onorevole, il presidente, che il diavolo che se li porti, tutti e tre?
Geremia - Non lo sappiamo nemmeno noi (A Marisa) A te ha telefonato?
Marisa - No!
Stefania - No, non ha telefonato.
Contadino Sono giorni che non dormo. E non ho visto ancora nulla di quanto mi stato promesso. Sulla mia terra hanno scavato, hanno scaricato cemento ed ora pi niente. Ci vorranno anni prima che qualcuno si accorga di me. Mi resta solo lavvocato ed io laspetto in strada. E questione di vita o di morte (esce).
Marisa Vado con lui. Vedendomi uscire con quel poveraccio mi lasceranno passare almeno spero. (Geremia si siede avviato in un angolo). Venite con me?
Stefania Ci puoi giurare. Tu Geremia? Ti cali sugli occhi un cappello dellonorevole e non ti riconoscer nessuno.
Geremia - Grazie. Io resto. Per voi finita l'avventura, per me comincia. Andatevene pure, andatevene.
Marisa - E lo stipendio?
Stefania - Gi, lo stipendio?
Geremia Non il momento di pensare a questo. Passate per la porticina che d sul cortile. Di l potrete uscire. La strada deserta da quella parte.
Stefania - Ci spiace lasciarti, ma capirai anche tu...
Geremia - Non fatevi degli scrupoli, andate. (Marisa e Stefania escono).
Marisa - Buona fortuna.
Stefania - Ci vediamo.
Geremia - Buona fortuna a voi. (Torna a sedersi , in un angolo. Suona il telefono alla scrivania dell'avvocato) Pronto? ... E'. lei signora? No, non c'. Mi ha telefonato unora fa. Non so da dove, ma in citt. Ha detto che sarebbe venuto qui.. No, passando per il cortile non lo vedr nessuno... Non gli accadr nulla, signora. Far come dice lei... (Si siede. Pausa. Agitatissimo entra Lunardi infagottato nel soprabito, con un cappello a tesa larga. Geremia terrorizzato si alza e si ritrae contro una parete).
Geremia - Chi lei? Che cosa vuole? Come entrato?
Lunardi - (Dopo aver guardato sospettoso in giro, sotto le scrivanie, nei tiretti). Sono io Geremia. Pssssst, non gridare! (Si toglie il cappello).
Geremia - Che spavento mi ha fatto prendere! Mi si raggelato il sangue!
Lunardi - Non so chi dei due pi spaventato in questo momento.
Geremia Che venuto a fare? Qui li ha tutti contro. Poteva rimanersene via.
Lunardi Doveva accadere, lo intuivo. Sarebbe stato inutile nascondersi. Bisogna pagare per riscattarsi... Nel gioco ci si entra comunque in un modo o nell'altro.
Geremia - Anche in buona fede..... purtroppo.
Lunardi - Dalla stazione ho risalito il corso ed allangolo della piazza ho visto la gente giungere da ogni parte. Ho capito che era diretta qui... per me. Ho recuperato in qualche modo qualcosa da mettermi addosso perch non mi riconoscessero. A casa non ci sarei arrivato vivo. Era pi opportuno qui... qui dove sono nati i fantasmi di cartapesta.
Geremia - Ed ora cosa facciamo? Recriminare inutile.
Lunardi - Mi venuta un'idea: telefonare al sindaco che provveda a far sgomberare la piazza ... Se mi ascolter ancora. Il cav. uff. l'ha avuto da tempo.
Geremia - Il sindaco sar tappato in casa pure lui. E cos gli altri...
Lunardi - Non abbiamo soluzioni. Restiamo qui, non c' via di scampo.
Geremia - La gente inviperita.
Lunardi - Lo so, ma ha torto, ha torto! Non colpa nostra se tutto ci crollato addosso. La folla condanna sempre, senza andare a fondo. E' atroce, ma cos.. E' stato un sogno troppo bello ed il risveglio non pu essere che tremendamente amaro (Il contadino si affaccia d'improvviso sulla porta, maneggiando una rivoltella). Geremia! Geremia... c unombra! Come entrato?
Contadino - Non sono un'ombra, ma quel povero disgraziato di contadino a cui avete succhiato il sangue!
Lunardi - E che cosa vuole?
Contadino - Sono venuto a prendermi la mia terra. Chi me la restituisce? Chi la ripulisce dalla calce e dal cemento? Chi vi far crescere il grano ed i girasoli come prima? Lei no con la sua maledetta piramide! (ad un gesto di Lunardi) No, non ha nulla da temere. Non ho mai fatto del male... neanche ad un filo d'erba. Ogni volta che mi capitava di calpestarne era una pugnalata al cuore. Come potrei fare del male a lei... a lei ed ai suoi amici. Ho capito: non ha nulla da dirmi, non a nulla da dirmi, vero? Nemmeno mi pu dire delle parole... di ritornare di ritornare domani... che siamo a buon punto che la pratica segue il suo come diceva? ah, il suo iter! No proprio niente, neanche una parola. Ma che ne farei ormai delle sue parole! Seminarle nella polvere come ha fatto lei! La polvere sa non ha vita. Ecco che rimane della vita e lei ha reso cos anche me, polvere. Me ne vado... Non si disturbi... So dove andare anche per coloro che ora gridano... Non si scomodi se sentir ... Non c' che il sangue che agghiaccia la folla... Non si muova, rimanga l con le serpi fra le briciole della sua piramide... (esce)
Lunardi -Che vuol fare ora?
Geremia - Pagare per tutti.
Lunardi - Dobbiamo rincorrerlo.
Geremia - E' troppo tardi ... E' troppo tardi ... Era gi tardi, molto tempo fa. (Si ode uno sparo.)
Lunardi (Si copre il viso con le mani soffocando un grido disperato) A chi ha sparato!
Geremia - A se stesso e... a lei.
Terzo quadro.
(Come il secondo. La scena poco illuminata. Dalle finestre entra il chiarore di un'alba livida. Lunardi seduto al centro della scena con il capo ripiegato sullo schienale della seggiola. Geremia, immobile, guarda gi nella piazza).
Geremia - La piazza deserta. Se ne sono andati tutti.. Hanno portato via anche lui. L'avevano coperto con un lenzuolo... Sul selciato rimasta una chiazza di sangue.
Lunardi - Perch l'ha fatto?
Geremia - E' inutile chiederselo. Le piramidi gli davano fastidio.
Lunardi - Non sono stato io! Non sono stato io, Geremia.
Geremia - Non stato nessuno o siamo stati tutti assieme. Che vale chiederselo, ora?
Lunardi - Gi, che vale chiederselo Lui non pu rispondere... Per lui finita! E quella chiazza di sangue?
Geremia - La stanno lavando con secchi d'acqua, ora.
Lunardi - Cos poco conta il sangue. Doveva sparare a me! Non sentirei questa angoscia dentro come un veleno che brucia.
Geremia - Stanno aprendo il bar. Vado a prenderle qualche cosa...
Lunardi - Che le far bene, potevi aggiungere.
Geremia - Non l'ho detto.
Lunardi - Perch non volevi contraddirti.
Geremia - Detesto ci che sa d'ipocrisia.
Lunardi - Lo so. La coerenza sempre stato il tuo sentiero. Ma, al posto mio, che avresti fatto?
Geremia - Potrei risponderle: forse ci che fatto lei.
Lunard - No. Tu sei sempre stato te stesso. Tu non lo avresti fatto. Tu sei contento di ci che sei...
Geremia - Un povero diavolo
Lunardi - Sbagli! Il tuo mondo quello giusto: guardare noi stessi, rimanere noi stessi, sentirsi noi stessi ed cos difficile! Fuori di noi vi qualche cosa che ci tradisce. Ma che siamo noi, tu od io, Geremia? La nostra identit quella da cui vogliamo continuamente sfuggire o l'altra, quella che sfuggiamo? E ho tradito pure te!
Geremia Sono stato io a voler rimanere suo segretario!
Lunardi - Te l'ho imposto!
Geremia - Mi ha fatto piacere sentirmi addosso questa falsa importanza. Ci ho provato gusto. Per poco non mi convincevo che fosse vero!
Lunardi - "Per poco tu! Io ho creduto che fosse vero, tutto vero: la piramide, le strette di mano della gente, i sorrisi di ringraziamento, gli applausi...
Geremia - Ora scendo e le porto qualcosa da bere.
Lunardi - Loro possono dimenticare. Torneranno ad essere come prima. Loro sono come te.
Geremia Toccheranno il fondo dellingratitudine. Diranno che sapevano come sarebbe andata a finire. Non si vede pi nulla, ora, sul lastricato. Sono andati via tutti. Oltre le case il giorno scende dal cielo... Vado ... (Geremia esce)
Lunardi - Non mi pesa la loro rivolta. Io debbo sapere di me! Devo sapere di me
(Pausa. Resta seduto immobile. Rintocco di campane: sono le sei del mattino. La luce fioca si abbassa mentre le tre scrivanie che, fino a questo momento sono rimaste poco visibili nella penombra, sono illuminate una alla volta da fasci di luce bianca. Rientra Geremia con un bicchierino di liquore e si avvicina a Lunardi).
Geremia - Lo prenda.
Lunardi - (Scuotendosi) Chi? Io, lui quell'altro o quell'altro ancora? Chi?
Geremia - Solo lei... L'avvocato che mi ha dato la sua giacca come primo stipendio, dieci anni fa.
Lunardi - Che idiota!
Geremia - E' stato un pensiero meraviglioso.
Lunardi - Cosa farai?
Geremia - Cosa far, lei piuttosto?
Lunardi - Andr non so dove, in un piccolo paese. Mi cercher un altro Geremia, se lo trover.
Geremia - Mi rimetter a copiare il libro dei morti...
Lunardi - Ad una pagina qualunque potrai scriverci anche il mio.
Geremia - Potrei venire con lei.
Lunardi - Hai ancora fiducia?
Geremia - Pi di quando lei mi ha preso qui, pi di ieri.
Lunardi - Non prenderti gioco di me.
Geremia - Lei ha cominciato a rivivere da questa notte. L'amarezza di questo nuovo giorno le ha fatto ritrovare se stesso..... Non subito ma un po' alla volta si riconoscer.
Lunardi - Ho bisogno di restare solo. Non puoi venire con me. Ti lascer le scrivanie, i miei cappelli, le sedie. Potrai prendere tutto quando vorrai.
Geremia - I tre cappelli? Quello dell'onorevole, del presidente e dell'avvocato?
Lunardi - Senza meglio, vero? Tu non ne hai mai portato. Quelli, poi, mi scotterebbero in testa ... Meglio senza ...
Geremia - Riporto gi il bicchiere. Torno subito. (Geremia prende dalle mani di Lunardi il bicchiere ed esce.)
Lunardi (Si alza lentamente e lentamente va verso la prima scrivania, vi si ferma davanti un istante scuotendo la testa e scrollandosi nelle spalle, passa alla seconda e ride, infine si ferma davanti alla terza e ride ancor pi forte; poi repentinamente si siede, afferra il cornetto del telefono, compone un numero. Trilla il telefono della prima scrivania. Col dito e lo sguardo puntato verso la prima scrivania... ) - Non risponde! Non risponde! Dovrebbe rispondere! Lo sa che sono io che gli telefono! Pronto, pronto! Buffo, no? Non pu pi rispondere se lo voglio! Tu non sei pi l. (Ride) Proviamo l'altro.
(Appoggia il cornetto e rif un altro numero. Trilla il telefono della seconda scrivania). Nemmeno lui risponde... Silenzio La piramide ha annientato pure lui. Me ne compiaccio. Le aveva le spalle buone, ma non hanno resistito. Il gioco comincia a divertirmi. Bisogna aggiornare la grammatica: io, prima persona, io seconda persona, io terza persona. Fin dove? Il pozzo profondo.
(Deponendo la cornetta e rivolgendo la parola al telefono che gli sta davanti). No, non provo con te. Sono certo che non mi risponderesti nemmeno tu. Sei svanito in una notte dincubi portandoti via la tua evanescente inutilit. Perch non ti sei preso il tuo cappello?
(Si alza e si pone davanti alla scrivania La sua voce, da adesso fino alla seguente pagina, proviene registrata, come se il corso dei suoi pensieri venisse amplificato). Quanto eri ridicolo con quel cappello sbagliato in testa! Te lo toglievi afferrandolo con i polpastrelli dell'indice e del pollice, come se fosse uno zuccherino da lasciar cadere in una tazza di t, presidente dei presidenti del cavolo! S, signor presidente, sarebbe opportuno signor presidente, perch non auspichiamo signor presidente: eri gonfio come un'anatra ingrassata di presidenti. Peccato che Geremia non possa registrarti nel libro dei morti! Causa del decesso: scoppiato! Bravo: hai recitato con arte da grande attore e ti meriti un applauso: il mio, da questo cantuccio di platea vuoto. (mima un ironico applauso)
(Si mette davanti alla scrivania di centro). E tu? No, non puoi ricevermi? Sei troppo occupato naturalmente! Dovrei attendere? Quanto? Un quarto d'ora, un giorno, uneternit? Questa volta sono io che non ho tempo: ho una fretta maledetta. Aveva fretta anche il contadino, ricordi? Ora non ho tempo, gli rispondevi; vedremo, faremo, stiamo facendo, abbia fiducia, vedr, torni domani, torni domani domani come un organetto sdentato. No, io non ho tempo di tornare domani! Mi sono attardato per strada, con te, ed ora debbo correre... correre... correre! Ti piaceva il cappello rigido, quello a tese larghe, perch ti dava l'aria di un farfallone svolazzante sopra la povera gente! Tu avevi proposto di rizzare un occhieggiante faro sulla piramide! Mi venuta un'idea questa notte: sulla cima sventoler un drappo bianco. Linsegna della sconfitta. Me ne vado e se ti telefonano d che riprovino capito? che riprovino!
(Alla terza scrivania si mette a sedere parlando come se avesse davanti qualcuno) Buongiorno, signore! Lei Ah, ho capito! Ma prego, si accomodi e mi dica, mi dica tutto!... (Pausa) Una cosa da poco, non ha da temere! Il codice chiaro, art. 457 comma seconda! Vuole che glielo legga? Non occorre, vero? Lei si messo nelle mie mani ed ha fatto bene. La giurisprudenza con noi... (Si alza e torna davanti alla scrivania). Mi verrebbe la voglia di farti gli sberleffi! La tua prima causa... La ricordi? E non era pi comodo e pi bello? S, gli sberleffi mi verrebbe voglia di farti, anche se dei tre sei stato colui che mi assomiglia di pi. Pur di non mettere il cappello ti buscavi il raffreddore. Da studente eri cocciuto con i libri e gli amici ti cercavano perch tu li tenevi allegri. Piacevi anche alle ragazze. Ti ricordi quella brunetta dagli occhi tristi, pensosi, pallida che faceva lettere e filosofia... E poi quell'altra Maria Annarosa e e Luciana! Il tuo sguardo non aveva confini! Poi calato il primo sipario e si aperto su questo studiolo. E' entrato Geremia, sono entrati i tromboni, hai deposto le mezze maniche, sui tuoi libri antichi piovuta la polvere ed hai salutato la vita di tuo figlio con un mazzo di fiori per una signora qualunque! Che idiota (breve pausa) Chi vuoi essere adesso?
(Breve pausa. Poi Lunardi gesticola come risvegliandosi, sempre rivolgendosi ad un invisibile interlocutore. La voce registrata termina e riprende il dialogo a voce viva) Come dici? Chi voglio essere adesso? Ma ormai vorrei essere uno che sa vivere ovunque ... che non d noia a nessuno... a cui nessuno rifiuta un sorriso. Dove andr? Me l'ha chiesto anche Geremia. Spero in un posto dove la gente non si faccia illudere da modellini e progetti fantastici, dove non ci siano bilance e io di ricambio. Dov' questo paese? Lo vorresti sapere per andarci anche tu, vero? No, tu tu non ci puoi andare
(Con rabbiosa collera, fingendo di menare colpi di frusta) Tu non ci puoi andare! Via, via ora! Lasciatemi! Fuori di qui! Truffatori, buffoni, farabutti! Via! (Lunardi gemendo si tocca le braccia, il viso, le spalle ed a stento si regge in piedi). Mi hanno Mi hanno frustato..... mi hanno frustato, come un cane!
(Si trascina verso la sedia al centro della scena e si accascia. Pausa). Non torneranno, non torneranno pi! (Pausa) Che voce mi sento! Strana... eppure non mi nuova. Gi... quella di una volta... di prima. Quella che hai avuto per lei... La voce delle cose semplici... la voce di Geremia... la voce del contadino... Oh il contadino! La voce di tua moglie. Di tuo figlio. Mio Dio Luciana cosho fatto?
(Abbandona il capo sullo schienale della sedia. Pausa. Dal fondo, a destra, la moglie parla avanzando fino a fermarsi accanto alla scrivania di sinistra).
La moglie - Da quanto tempo non mi chiamavi pi cos! Col mio nome come allora s come allora, con la tua voce serena. Anche a lui hai pensato per la prima volta come un padre... S, sta bene... Sa dire mamma ed anche pap. Gli ho insegnato a chiamare pap. E' buffo: chiamava pap il suo orsacchiotto. Gli sei mancato molto. Ma ora potrai giocare con lui e cancellare dai suoi occhi quell'ombra di tristezza. A casa.
(sorride con un velo di malinconia) Quanto tempo che non ci torni, a casa. No, non cambiato nulla: lo sveglierino fermo sul tavolo della tua stanza, i libri in disordine sulla scrivania... L'uscio che cigola... la toga appesa in un angolo. (Pausa Toccandosi le guance). Questi solchi? Oh nulla!... Nella solitudine le lacrime scorrono pi facilmente. S, anche le lacrime come il ricordo di una musica lontana nel tempo... come un luogo qualunque che rivedi dopo tanti anni... anche le lacrime sono identiche a quelle di sempre... e ci fanno sentire noi stessi. (Pausa) Pure tu ora... hai capito e te ne sono grata. (Pausa) Quando vuoi. Ora posso attenderti senza piangere, come allora fuori dall'Universit... Mi siedo qui... accanto a tuo figlio e nell'attesa gli racconter la favola di suo padre e tu verrai... verrai solo... e riprenderemo a vivere.
(Rimane immobile fino alla fine. Da sinistra, entra il contadino che, girando alle spalle di Lunari seduto, si fermer poi sulla destra).
Lunardi Ed il contadino, il contadino. Che tragedia ho provocato.
Contadino Non si preoccupi? ... Non vede? Non ho mani, non ho piedi, non ho occhi! Un momento fa mi ha dedicato un pensiero gentile e sono venuto a ringraziarla. Non se l'aspettava la mia visita, vero? E forse non avrei mai varcato questa soglia... se lei non li avesse frustati. Quegli altri intendo: lavvocato, il presidente, lonorevole.... Li ha fatti andar via a gambe levate. Sono un amico per lei ora. Di l si tutti amici. Tutti uguali. Ho incontrato mia moglie e le venuto da ridere quando lho chiamata per nome: Che sciocchezze stai dicendo? Mi ha risposto. "Qui non c' bisogno del nome... Non si pu sapere tutto, appena arrivati! Era seduta sotto un ciliegio... Un ciliegio od un pesco?... Ma guarda! Non mi ricordo se fosse un ciliegio od un pesco, io che sapevo distinguere un filo d'erba da un altro. Forse anche gli alberi sono tutti eguali l e in fiore. Il passaggio cos rapido! Meno di un batter di palpebre, meno, molto meno. Si figuri che non ho nemmeno udito lo sparo. Solo un brivido freddo quando la pallottola ha fatto il vuoto... Oh, il vuoto in gran parte lo aveva gi fatto lei cio quelli che ha mandato via prima! No, non sono qui per rimproverarla. Se non do noia vorrei continuare il discorso che non ho potuto fare laltro giorno, quando eravate tutti cos occupati. Ha tempo ora? Non ce ne debbono essere, sa, piramidi al mondo. Non ce ne sono di l. E stata la prima cosa di cui mi sono reso conto. Non se ne vede ovunque si faccia girare lo sguardo. Nemmeno un tentativo di piramide. Tutto e tutti alla stessa altezza tutto eguale senza salite e discese tutto pianeggiante. Faccia conto come un mare calmo di luce incolore e tante, tante piccole vele identiche, palpitanti che scivolano via leggere, leggere senza toccarsi senza toccarsi mai incessantemente.
La scena ripiomba nel buio. Si illumina solo la scrivania centrale e Geremia conclude, seduto, scrivendo le ultime righe del manoscritto come lo si visto nella primissima scena.
Geremia - Questa la storia. E ancor ieri, quando ho sentito al telefono lavvocato, ho rivissuto quei momenti. Ho rivisto come egli stesso mi confida di rivedere continuamente, i volti di quegli uomini e quelle donne passare per unultima volta in questo studio. (si alza) Quasi come fosse un palcoscenico di teatro dove i personaggi di una commedia escono per salutare il pubblico prima della definitiva chiusura del sipario.
Luce piena. I personaggi entrano dal fondo verso il centro, un cenno dinchino col capo poi, nellordine:
Geremia si siede alla scrivania di fondo
Le due segretarie si siedono alla propria scrivania
I tre assessori in piedi davanti alla scrivania di sinistra
Il sindaco in piedi davanti alla scrivania di destra
Il contadino in piedi dietro la segretaria di sinistra
La moglie in piedi dietro la segretaria di destra
Lavvocato in piedi al centro
Tutti immobili poi buio
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