La signora che rubava i cuori


LA SIGNORA CHE RUBAVA I CUORI

Commedia in tre atti e tre piccoli prologhi

di MARIO POMPEI

PERSONAGGI

LA ZIA BARONESSA

GIORGIO

GIOVANNI

GUGLIELMO

LA SIGNORA CHE RUBAVA I CUORI

EMANUELE

FILIBERTO

LATTACCABOTTONI

Commedia formattata da

PROLOGO DEL PRIMO ATTO

Sipario chiuso. Ribalta accesa.

Apriva dalla platea Giovanni. Pastrano, abito da sera. Accende una sigaretta, guarda l'orologio, passeggia su -e gi.

Giorgio - (arrivando un poco affannato) E' molto che aspetti? Non ci crederai, non sono riuscito a trovare una automobile. Come va? (Una pausa). Manca Guglielmo.

Giovanni - Guglielmo sempre lo stesso. Fosse puntuale una volta. (Una pausa; guarda l'orologio). Senti, aspettiamolo altri cinque minuti e poi andiamo su.

Giorgio - Volevo assicurarmi che si sia ricordato di mandare i fiori alla zia, capisci. Diceva che se ne sarebbe incaricato lui... Poi non se ne pi parlato.

Giovanni - Eccolo, guarda. (Facendogli cenno col bastone) E sbrigati, Dio santo! Possibile che ti si debba sempre aspettare?

Guglielmo - (arrivando con molta calma) Delle ore, delle ore? Non avevamo detto di trovarci sul portone per le nove? Ecco qua (mostrando l'orologio) Sono le nove...

Giovanni - ... Sono le nove e mezzo...

Guglielmo - (alzando le spalle) Del resto, ho fatto tardi unicamente perch mi sono ricordato che bisognava mandare i fiori alla zia...

Giorgio - Bravo, ci hai pensato?

Guglielmo - Non ci ho pensato affatto...

Giovanni - Ma vai a farti benedire!

Guglielmo - Abbiate pazienza: sono andato effettivamente dal fioraio... Ma quando sono stato l m' venuto il dubbio che ve ne foste occupati voi... Non se n'era pi parlato...

Giovanni - (contrariato) Be', adesso, in ogni modo, non siamo pi in tempo...

Guglielmo - Posso andare a cercare...

Giovanni - Cosa vuoi andare a cercare, a quest'ora... Andiamo su, vai... (Entrano dal centro del sipario ripetendo a soggetto:) Io ti assicuro... Ma si, ma si, ecc. (Una pausa. Poi si alza il sipario sul

ATTO PRIMO

Salotto da fumo in casa della zia baronessa.

All'alzarsi del sipario la scena vuota. La zia Baronessa entra seguita dai suoi tre nipoti in abito da sera. Siedono tutti. I giovanotti accendono delle sigarette.

La Zia - ... Da stasera dunque, ragazzi miei, la zia vi restituisce la vostra libert...

Giorgio - Fai molto male, zia cara, a dire cos. Tu sai benissimo che gioia sia per noi venire ogni anno a passare qualche giorno con te. Io vedo piuttosto con molta tristezza che questi periodi si assottigliano sempre di pi, ogni anno che passa, e non davvero per colpa nostra. Ti ricordi quando ci invitavi a passare da te le vacanze, da ragazzi, e poi non trovavi pi il verso di mandarci via?

Guglielmo - Noi dobbiamo a questa tua cara consuetudine, zia, se esiste ancora oggi fra noi lo stesso affiatamento che ci legava da piccoli. Senza di te, senza questa tua vecchia casa piena di sereni ricordi che ci riporta ogni anno al bel tempo della nostra fanciullezza, noi saremmo soltanto tre cugini che si sono voluti bene una volta, che se ne vogliono ancora a modo loro, ma che vivono ormai tre vite completamente diverse, senza sapere pi nulla, o quasi nulla l'uno dell'altro, e il giorno che si incontrassero per combinazione, non avrebbero forse pi nulla da dirsi. Non cos? (La zia ringrazia sorridendo).

Giovanni - Questo ancora possibile oggi, perch siamo rimasti, in fondo, gli stessi di un tempo. Ma temo purtroppo che baster la defezione di uno di noi, baster per esempio che uno di noi prenda moglie...

La zia - Questo si che mi interessa: non avevamo mai toccato questo argomento... Ditemi la verit, c' qualche cosa in vista?

Giovanni - Per me, cara zia, stai tranquilla. Dicevo cos, semplicemente, per dire...

Guglielmo - Anche per me...

Giorgio - Ti assicuro, zia, che non ci penso neanche lontanamente.

La zia - Avete ragione, del resto. Siete molto giovani e state benissimo cos. Io personalmente, poi, da quella vecchia egoista che sono, non posso che esserne contenta. Le mogli, non si sa mai come la pensino nei riguardi delle vecchie zie, non vero? (Una pausa). Emanuele Filiberto, potete servire il caff e i liquori.

Emanuele Filiberto - (entra cori il caff e con i liquori).

La zia - Emanuele Filiberto, domattina dunque questi ragazzacci mi lasciano. Che cosa ne dite? Non rincresce un poco anche a voi?

Emanuele Filiberto - Mentirei, signora Baronessa, se dicessi che provo per i signorini la stessa devozione, mi sia concesso dire, devoto affetto che i signorini mi ispirerebbero se li avessi visti nascere, dal moment che effettivamente, la vita non mi ha riserbata questa gioia, non li ho visti nascere. Ma i signorini possono credermi, sul mio onore: l'affetto ch'io nutro per loro precisamente lo stesso. (Si commuove).

La zia - Su, vecchio mio, coraggio, volete commuovervi in vece mia?

Giorgio - (togliendogli il vassoio di mano) Date a me, sar meglio metterlo ,al sicuro.

Emanuele Filiberto - Grazie... grazie... Il signorino mi commuove.

La zia - Per carit, ragazzi miei, non lo intenerite di pi.

Emanuele Filiberto - (asciugandosi le lagrime) I signori vorranno perdonare, non vero, la confidenziale quanto inopportuna espansione di un domestico... Ma quando si stati per tanti anni in una stessa casa, quando si divenuti veramente domestici si finisce per partecipare, rispettosamente, alla vita della famiglia stessa... Ed per questo...

La zia - Nessuno ve ne ha fatto un rimprovero, Emanuele Filiberto. I signorini anzi ve ne sono molto riconoscenti... stavo per dire: ne sono alla loro volta commossi...

Guglielmo - Sicuro...

La zia - (a Giorgio) Un bicchierino di Cointreau ? (agli altri due) Anche voi?

Giovanni - (porgendo un bicchierino al domestico) Coraggio, bevete alla nostra salute...

Emanuele Filiberto - (con la voce strozzata) Grazie, signorino, grazie. Non potrei. So qual' il mio posto, mi permetta di rifiutare... (Facendosi forza) La signora Baronessa ha altri ordini?

La zia - Potete andare...

Emanuele Filiberto - (fortemente commosso) Grazie, signora Baronessa. Grazie (esce).

La zia - Povero vecchio. E' un po' gi di cuore da qualche tempo. Non ci crederete, ma non sono pi padrona di rivolgergli un'attenzione che si intenerisce fino alle lagrime...

Guglielmo - Lo abbiamo visto....

La zia - Se lo aveste forzato ad accettare un bicchierino di liquore sarebbe morto di crepacuore. (Ridono - Una pausa) Dunque dobbiamo crederci, non c' proprio niente, assolutamente niente?

Giorgio - Niente di che cosa?

La zia - Nessun matrimonio in vista, per nessun dei tre?

Giovanni - Il matrimonio, zia! Non ce ne ricordavamo gi pi (ridono).

La zia - Eppure io avrei tanto detto, non so perch, che Guglielmo si stesse covando una fidanzata in qualche parte del mondo...

Guglielmo - (ridendo) Non capisco, zia, perch tu dia la preferenza proprio a me...

La zia - Chi lo sa, chi lo sa. Ho l'impressione che il primo ad ammogliarsi, di voi tre, debba essere proprio Guglielmo...

Guglielmo - Ti sembra proprio che io abbia la faccia del marito?

La zia - Ti sei offeso?

Guglielmo - No zia, ci mancherebbe altro. Invece, credi pure, sono forse quello che ci pensa di meno.

La zia - Lo so, lo so, uomo navigato: lo dicevo apposta per farti arrabbiare.

Giorgio - E fra noi due, zia, chi vedresti ammogliato per primo?

La zia - (ironicamente) Non lo so, non lo so proprio... Siete in fondo cos poco ammoglia-bili tutti e tre...

Giovanni - Eppure va l, che ti farebbe piacere ritrovarti un giorno o l'altro dei nipotini per casa... Verrebbero qui, ti metterebbero a soqquadro i salotti...

La zia - Voglio sperare, in questo caso, che sarebbero dei nipotini bene educati...

Guglielmo - Certo, si capisce: starebbero fermi, buoni, composti. E poi sul pi bello... (indicando per terra) Cosa hai fatto l, cosa hai fatto?... . E ti saluto tappeto della zia.

La zia - Me ne avete rovinati tanti voi, di tappeti... quando eravate piccini...

Giovanni - Povera zia, ti mettevamo sottosopra tutta la casa.

La zia - Allora, almeno, vi divertivate... Ho tanta paura, che voi continuiate a venire ogni anno, solo perch siete dei gran bravi ragazzi, e sapete di farmi tanto piacere... Ma se poteste, ne fareste cos volentieri a meno, dite la verit?... (Guglielmo si alza e la bacia per non farla proseguire. Una pausa). Del resto il mio egoismo non intransigente, capisco benissimo tante cose anch'io. (Pausa) Vi sar sembrato assai strano, non vero, ragazzi miei, che quest'anno la zia, dopo avervi invitati a casa sua, vi abbia pregati all'ultimo momento di prendere alloggio all'albergo, ad-ducendo la scusa di avere la casa piena di operai? (Una pausa) Ebbene ve lo confesso, e ve lo confesso soltanto stasera perch altrimenti non avreste accettato, quella degli ope-rai era puramente e semplicemente una scusa. Ve l'immaginate: dodici stanze piene di operai? (Una pausa) La verit , cari ragazzi, che con questa scusa dell'albergo distante, la sera dopo cena, io avevo un buon pretesto per mandarvi via, a fare un po' il comodo vostro, senza di che vi sareste sentiti obbligati a tenermi compagnia fino a tardi, e passare le serate con una signora della mia et, alla vostra, non credo davvero che sia troppo divertente.

Giovanni - Zia !

Guglielmo - (dopo un attimo di sorpresa) Bada che enorme! Poteva venire in mente solo a te una cosa simile.

Giorgio - Vuol dire che finiremo col non venire pi...

La zia - Ma perch? E' una cosa tanto naturale. Non m'avete giudicata sempre una signora di spirito? (Una pausa). Quanto all'albergo, devo avvertirvene unicamente perch non vi presentino il conto un'altra volta: gi tutto saldato.

Guglielmo - (indignato) Non lo permetteremo mai e poi mai!

La zia - E' troppo tardi. Emanuele Filiberto, non vi dico con quanta commozione, ha gi regolato tutto stasera...

Giovanni - Ci vendicheremo.

La zia - Ragazzi miei, siete o non siete miei ospiti? E' gi abbastanza grossa che v'abbia mandati ad alloggiare fuori di casa, no?

Giorgio - Naturale. Ci vendicheremo.

La zia - Del resto, anche voi mi siete debitori. (/ tre la guardano indecisi). ... di un bacio. (La baciano in fronte tutti e tre). Per stasera, che l'ultima, vi confesso che non ho saputo resistere alla tentazione di trattenervi presso di me... abbiateci pazienza...

Guglielmo - Zia, non ricominciamo.

La zia - Soltanto, siccome voglio che serbiate il miglior ricordo possibile di questa ultima sera passata dalla zia - ultima per quest'anno, intendiamoci bene, - ho invitata una persona che spero vi faccia piacere...

Guglielmo - Una persona?...

La zia - Una signora... Una molto giovane signora (Vivo interessamento nei tre). Voi vi chiederete perch io non l'abbia invitata prima: Non per gelosia, vi assicuro. E' semplicemente perch questa mia giovane amica, che spero conoscerete fra poco, sempre talmente contesa da tutti che averla sia pure per un momento, vi assicuro un vero problema. A me non ha potuto concedere che questa sera. Voi mi direte anche: Non avevi che questa preziosissima signora? . Sapete bene che io esco pochissimo, che non frequento quasi pi. Le vostre piccole amiche di un tempo si sono fatte donne, hanno tutte marito e figliuoli. Qualche ragazza che mi stata presentata qua e l mi parsa incredibilmente oca. O forse io sono di gusti troppo arretrati. Sia detto fra parentesi ho l'impressione che di ragazze come intendo io non se ne trovino pi. Questa giovane signora di cui v'ho parlato, l'ho conosciuta ad una recita di beneficenza, qualche tempo fa. M' parsa abbastanza carina, interessante, diversa dalle altre insomma. Per me poi ha molte attenzioni... telefona, si pu dire ogni giorno, per informarsi della mia salute, e queste sono cose che a una certa et finiscono sempre per conquistare. (Una pausa. I tre continuano a interessarsi vivamente). Del resto, e sento il dovere di mettervi in guardia bench voi affermiate che non ce n' bisogno, non sono soltanto io a trovare questa giovane donna carina, interessante, seducente. Succede in genere, che dovunque ella vada, tutti restano presi di lei.

Giovanni - (ironico) Ah si? Ci fai proprio venire il desiderio di conoscerla...

La zia - E non crediate poi che sia neanche tanto bella...

Giorgio - Ho capito: dev'essere una brutta donna seducentissima.

La zia - No caro mio. Non neanche affatto brutta. E' graziosa. E' molto graziosa.

Guglielmo - E come si chiama, se lecito?

La zia - Devo confessarvelo: ha un nome piuttosto banale (I tre ridono). Del resto il nome non conta, no?

Guglielmo - Giustissimo.

La zia - La chiamano tutti: La signora Rubacuori .

Giorgio - E' bionda o bruna?

La zia - Castana.

Giovanni - Vedova, divorziata, o...

La zia - E' un tasto un po' delicato. Permettetemi di sorvolare...

Guglielmo - Basta. Non domandiamo altro. Aspettiamo.

La zia - Del resto un certo fascino deve averlo indiscutibilmente, dal momento che Giorgio mi ha domandato gi nervosamente se bionda o bruna...

Giorgio - Nervosamente. Ti sbagli...

La zia - Che Giovanni ha guardato due volte l'orologio.

Giovanni - L'avr fatto senza accorgermene...

La zia - Appunto: senza accorgertene... E Guglielmo, il navigato Guglielmo ha cominciato due sigarette senza finirne nessuna...

Guglielmo - Insomma cara zia, veniamo ai ferri corti: Tu hai fatto venire questa egregia signora, di' la verit, per divertirti a provare il suo sperimentato fascino sopra di noi... Sii sincera: cos. E siccome sei una zia un poco maliziosa, ti farebbe un piacere matto vederci ripartire sedotti, tutti e tre.

La zia - Ragazzi miei, siamo ancora in tempo. Se proprio mi supponete tanto maliziosa presto fatto. Una telefonata e non ci sar pi nessun pericolo.

Guglielmo - Niente affatto. Ormai ci hai troppo incuriositi e non possiamo pi rinunziare a conoscerla.

Giovanni - E se sar davvero cos seducente, tanto meglio per te... Potremo dire di avere incontrata dalla zia una donna veramente interessante e credo che questo ti far piacere.

Giorgio - Tarder molto questa affascinante signora?

La zia - Alle dieci e mezzo sar qui.

Guglielmo - Alle dieci e mezzo? Tu ci farai morire di curiosit.

La zia - (ironicamente) Vogliamo fare un poker per ingannare l'attesa? (Siedono attorno al tavolino).

Giorgio - Dunque tu dici che tutti ne restano presi?

Giovanni - Appena la vedono?

Guglielmo - Sarei proprio curioso di sapere chi sar la prima vittima di noi tre.

Giovanni - (ironicamente) Volete che vi faccia le carte? (ridono).

Guglielmo - Zia, mi permetto di darti un consiglio: diminuisci la posta. Tu ci fai gi fortunati in amore, (ridono. Cominciano il gioco).

Giovanni - Per che cosa ne direste se questo fosse il primo atto di una commedia...

Emanuele Filiberto - (annunciando) La signora qui. (Tutti Si alzano).

La zia - (andandole incontro) Come va, cara, come va? Ti sono proprio grata di essere venuta... (la bacia) I miei tre nipoti, permetti (si inchinano) Giorgio, Giovanni, Guglielmo... La signora... la signora Rubacuori.

La signora - (ridendo) No, te ne prego, non prendermi in giro anche tu. (Ai tre giovanotti) Non vero, non ci credano. Non ho mai rubato il cuore a nessuno... (una pausa)Questi dunque sono i tuoi grandi nipoti? E io che m'aspettavo di trovare dei bambini, davvero, mi parlavi sempre dei tuoi ragazzi... Con una zia cos giovane (siedono).

La zia - Li chiamer i miei ragazzi anche quando avranno moglie e figliuoli.

La signora - Questa zia deve voler loro un gran bene...

La zia - Sono loro che me ne vogliono molto. Tutti gli anni, poveri cari, si sacrificano a passare qualche giorno accanto a me.

Guglielmo - Abbiamo litigato anche poco fa, a questo proposito. La zia non vuole capire che lo facciamo col pi grande piacere...

Giovanni - - E' una consuetudine che dura fino da quando eravamo piccini, signora, e ci darebbe molta tristezza doverla troncare.

La zia - Eppure un giorno o l'altro sar la zia che toglier il disturbo...

Giorgio - Zia smettila, vuoi che ti facciamo una scenata?

La signora - (alla zia) Non devi dirlo neanche per scherzo.

La zia - State tranquilli, figliuoli miei. Non ho nessuna voglia di andarmene, almeno per ora... Trovo che, tutto sommato, al mondo ci si sta ancora abbastanza bene, (ride) Volete che vi confessi una mia debolezza? In casa mia c' sempre qualche cosa di incompiuto. Ora un quadro che aspetta di essere appeso, ora un mobile a cui ancora non ho trovato il suo posto. Non si dice sempre quando muore una persona di et: Aveva finita la sua missione nel mondo ? Ebbene vedete, mi sembra cos di poter dire al Signore il giorno in cui mi chiamer: Abbi pazienza un momento, ho ancora tante cose da sistemare... (sorridono) Direte che sono una vecchia pazza, non vero?...

La signora - Del resto io credo che le visite di questi tuoi ragazzi ti ringiovaniscono pi di cento medicine, non cos?

La zia - Hai ragione. E' proprio cos (una pausa) Adesso basta con questi allegri discorsi. Vuoi prendere qualche cosa, cara? Un cherry-brandy? Una tazza di t?

La signora - Grazie. Piuttosto ho l'impressione di avere interrotto un poker con la mia venuta. Continuate, vi prego...

Giovanni - - Per carit, ci mancherebbe altro...

La signora - (alla zia) Devi scusarmi se non m' stato possibile venire prima di stasera...

La zia - Certo mi sarebbe dispiaciuto di non averti con noi almeno stasera. Ci tenevo proprio a farti conoscere questi miei ragazzoni prima che ripartissero.

Giorgio - Quando eravamo dei ragazzi davvero, piantavamo le tende in casa della zia per dei mesi, signora. Allora s non trovava pi il modo di liberarsi di noi.

Guglielmo - La vita fa diventare queste visite sempre pi brevi, signora. Sapesse quante volte, e la zia non vuol crederlo, in qualche momento di stanchezza e di disillusione ripensiamo con nostalgia a questa casa dove abbiamo trascorso il periodo pi lieto della nostra vita... Non ci giudichi troppo sentimentali... cos.

La signora - Lo credo, (una pausa) E ripartono presto?

Giovanni - Domani.

La signora - Addirittura domani?

Giorgio - Noi ci auguriamo un altr'anno di poter incontrare ancora la signora dalla zia.

La signora - Me lo auguro anch'io.

La zia - Spero che diventerete buoni amici.

Giovanni - Ne avremmo tutto il piacere.

La signora - Verranno qualche volta da me l'anno venturo? (si inchinano) Sono proprio dispiacente di non poter ricambiare l'invito questa volta... E non ho il coraggio di dirlo, ma anche stasera...

La zia - Anche stasera?...

La signora - Anche stasera non potr trattenermi quanto vorrei... Mi perdonino...

La zia - Non ti perdoniamo affatto.

La signora - Sono proprio mortificata, veramente mortificata. Se tu sapessi: Ho degli ospiti da una settimana. Dei signori stranieri che sono stati molto amabili con me questa estate, a Baden-Baden... Ho promesso loro di condurli a un teatrino d'eccezione. Per giunta i miei ospiti non capiscono una parola d'italiano, sono costretta a fare loro da interprete.

La zia - Queste scuse non mi fanno n caldo n freddo. La verit che tu preferisci quella tortura alla nostra compagnia.

La signora - Per carit, non dicano cos. Avevo preso quest'impegno prima della tua telefonata. Se avessi saputo, ti giuro...

La zia - Vogliamo crederci?

La signora - Posso sperare di essere perdonata?

Giorgio - Perdonata, con molto rammarico.

La signora - Grazie. Troppo gentile. D'altronde lo spettacolo non comincer che a mezzanotte. I miei amici non verranno a prendermi con la macchina prima delle undici e mezzo...

Giovanni - Sono le undici e un quarto.

Guglielmo - Gi cos tardi?

La zia - Tu fai una vita molto disordinata, ragazza mia, permettimi ch'io te lo dica. Spassionatamente, credi, mi sta a cuore la tua salute.

La signora - Sto benissimo, ti assicuro. Tu lo sai poi che l'estate rimetto completamente il riposo perduto l'inverno...

La zia - (scherzosa) Sar, ma ho l'impressione che l'estate tu debba fare una vita ancora pi strapazzosa.

La signora - Non vero, non vero. Faccio certi bei sonni, in campagna, sapessi...

Emanuele Filiberto - (entrando) Sono venuti a prendere la signora.

La signora - Di gi? Ma sono in anticipo, sicuramente.

La zia - Allora ti perdiamo?

La signora - Sono cos mortificata. Ho tanto rimorso, credimi, d'essermi trattenuta cos poco. (Una pausa) Vuol dire, facciamo una cosa: per riparare, verr a tenerti compagnia domani sera, dopo cena... va bene?

La zia - Sei molto carina. Vieni allora senz'altro a pranzare da me.

La signora - Devo proprio confessartelo?... Ho gi un invito per domani, (rivolta ai giovanotti) Mi giudicheranno molto male, lo so... (alla zia) Ma vedrai cara, sar libera prestissimo. Ti prometto di arrivare in tempo per il caff... Te lo prometto davvero. (una pausa. Ai giovanotti) Dunque a quest'altr'anno. Siamo intesi? (le baciano la mano. Guglielmo l'aiuta ad infilare la pelliccia).

Giovanni - ... E buon divertimento, allora.

La signora - Grazie. Ma credo proprio che non ce ne sia la speranza. (Sorride a tutti. Esce accompagnata dal domestico) Di nuovo. (Una pausa).

Guglielmo - (alla zia) Dunque tu vuoi proprio sapere le nostre impressioni? Ne muori dalla voglia, di' la verit... (una pausa) Carina, non dico di no... Non dico di no... Non di meno io sono ancora padrone del mio cuore.

Giovanni - Anche io...

Giorgio - E' vero, del resto, che l'apparizione stata piuttosto fugace, (ironicamente) Pu darsi benissimo, se la seduta si fosse prolungata di pi...

La zia - Tanto meglio, ragazzi miei. Ne avrei provato troppo rimorso...

Guglielmo - Tra parentesi, sono stato piuttosto in imbarazzo se doverle baciare la mano o no... Ce l'hai ravvolta in tanto mistero...

La zia - Alle donne il baciamano fa sempre molto piacere... Non ci giurerei ma ho l'impressione che molte ragazze sposino unicamente per acquistarne il diritto.

Giorgio - In coscienza, non si pu proprio dire che tu sia maliziosa!...

Giovanni - La signora forse un'attrice?

La zia - Potrebbe anche darsi...

Guglielmo - Ha degli amanti?

La zia - Degli amanti, degli amanti? Il fatto che sia una donna un po' libera, deve necessariamente attribuirle degli amanti?

Guglielmo - Ritiro la parola.

La zia - Vi prego di crederlo, una signora molto per bene...

Guglielmo - Tanto meglio.

Giorgio - Che sia per caso la Sibilla Cumana?

La zia - E' una donna infinitamente pi semplice, (una pausa) Prendete un altro cherry , ragazzi?

Guglielmo - Grazie zia. Sar piuttosto ora che andiamo. Io devo partire molto presto domani...

Giovanni e Giorgio - Anche noi...

La zia - (con tristezza) Dunque a quest'altro anno?

Guglielmo - Ti scriveremo spesso, zia.

La zia - Figliuoli miei, sono certa che non lo manterrete. Ma vi sono grata della buona intenzione. Lo so per esperienza: alle volte costa meno fatica prendere il treno e dare proprie notizie di persona che prendere un foglio di carta e una busta e scriverci sopra: Sto bene . Non ve ne serber rancore, ragazzi miei. Anche io non scrivo mai a nessuno.

Giorgio - Tu sai lo stesso che sei per noi la zia pi cara del mondo. (L'abbracciano).

Guglielmo - A quest'altr'anno zia. (Si avviano tenendola per la vita affettuosamente. Una lunga pausa. La zia rientra dopo poco, si asciuga le lagrime, siede. Resta un po' di tempo accanto al tavolo, poi suona per il domestico).

Emanuele Filiberto - (compare silenziosamente).

La zia - Portate via tutto. Spegnete... Su coraggio, vecchio mio, piate forte, fate venire le lagrime anche a me.

Emanuele Filiberto - Buonanotte, signora baronessa...

La zia - Buona notte... (si avvia nella sua camera).

Emanuele Filiberto - (richiamandola) Signora baronessa, i signorini devono aver dimenticati questi oggetti...

La zia - Fate vedere; un portasigarette, una penna stilografica, un portafogli... Il portafogli di Guglielmo, ci giurerei (lo esamina) proprio cos. Emanuele Filiberto, bisogner che riportiate subito tutto all'albergo, dove siete stato nel pomeriggio..,

Emanuele Filiberto - Vado a mettere il pastrano, signora baronessa. (Esce. Nell'attesa la zia esamina il portafoglio, guarda davanti, a se, sorride. Il domestico rientra dopo poco).

La zia - Ho cambiata idea, Emanuele Filiberto. Penso che forse all'albergo, a quest'ora, i signorini non siano ancora rientrati... Guglielmo La lasciato addirittura il portafogli, potrebbe averne necessit. Andrete invece all'ingresso di un piccolo teatro, di cui vi dar l'indirizzo. Potrebbe darsi con maggiore probabilit che li trovaste l. (scrive l'indirizzo sopra un pezzetto di carta) Prendete un taxi.

Emanuele Filiberto - E... se non ci fossero, signora baronessa?

La zia - Pazienza: in questo caso riporterete tutto all'albergo.

Emanuele Filiberto - Sta bene (si avvia).

La zia - (richiamandolo) Emanuele Filiberto, stasera un tempo assai rigido e voi siete cagionevole di salute. (Emanuele Filiberto guarda stupito) Se doveste sentire freddo aspettando i signorini all'ingresso mi farete la cortesia tornando a casa di prendere un poncio...

Emanuele Filiberto - (con le lagrime agli occhi) Signora baronessa...

La zia - Fatevi forza, vecchio mio. Vorrei aggiungere, ma ho paura di commuovervi troppo...

Emanuele Filiberto - (c. s.) Comandi, signora baronessa.

La zia - ... ben caldo.

Fine del primo atto

Prologo del secondo atto

Sipario chiuso. Ribalta accesa. Arrivano Giorgio e Giovanni, abito da sera, pastrano. Si fermano ad aspettare.

Giovanni - In fondo siamo in anticipo di un quarto d'ora... Vai a vedere quanto costano le poltrone...

Giorgio - (entrando dall'apertura del sipario e riuscendo poco dopo) Cinquanta lire.

Giovanni - Caspita! Cinquanta lire l'una?

Giorgio - Pi la tassa erariale.

Giovanni - Caro mio, logico, nei piccoli teatri anche i prezzi sono di eccezione.

Giorgio - Senti, mettiamoci da un lato, brutto farsi trovare proprio sulla porta.

Giovanni - (Guardando verso la platea come se le automobili vi passassero davanti) Guarda un po', in quel taxi l... (Si sporgono tutti e due) Mi era sembrato.

Giorgio - Tirati indietro, vuoi farti arrotare?

Giovanni - Fa un freddo cane...

Giorgio - Io trovo che si potrebbe benissimo attendere nel foyer.

Giovanni - (sporgendosi) Vediamo se in questo...

Giorgio - (tirandolo indietro) Che Dio ti benedica; vuoi stare sul marciapiede, s o no?

Giovanni - (c. s.) Non c'...

Giorgio - Andiamo dentro, dammi retta... (entrano. Una pausa. Arriva Emanuele).

Emanuele Filiberto - (fingendo di leggere in alto) Teatro... teatro, (mette gli occhiali) Con queste scritte luminose non si capisce pi niente... (compitando) Teatro della maschera bicolore, (fra se) Della maschera bicolore? (ripetendo poco convinto) Maschera bicolore... (Sta a pensarci un po', poi alza le spalle, mormora)... Sar... (e entra anche lui. Una pausa. Si alza il sipario sul

ATTO SECONDO

Nello stesso salotto, di mattina. Emanuele

Filiberto sta preparando la colazione.

Emanuele Filiberto - (bussando alla camera della baronessa) Signora baronessa, la colazione pronta. (Suonano. Va ad aprire. Rientra dopo poco accompagnato da Giovanni).

Giovanni - (sottovoce) Direte alla zia che la signora di iersera ha urgentissimo bisogno di parlarle. (Emanuele Filiberto sorride timidamente divertito) ... Seriet, mi raccomando. (Una pausa) Questa colazione preparata per la zia?

Emanuele Filiberto - S, signorino.

Giovanni - (curiosamente) T, latte, burro, miele, marmellata... non c' male! Fa tutte le mattine una colazione simile la zia?

Emanuele Filiberto - S, signorino.

Giovanni - (ironicamente) Non vi sembra eccessiva per una signora della sua et? (Emanuele Filiberto apre le braccia condiscendente).

Giovanni - (mettendosi a sedere e principiando a mangiare) Sar bene, che a cominciare da stamane, la zia si abitui a dei pasti pi leggeri, (ride) Andate pure... (Emanuele Filiberto esce. Una pausa).

La zia - (di dentro) Le avete detto che sono ancora in letto? (Una pausa) Dove l'avete fatta passare? (una pausa) Ditele che abbia la bont di aspettare un momento...

Emanuele Filiberto - (rientra).

Giovanni - (sottovoce) Ci ha creduto?

Emanuele Filiberto - (forte) La signora baronessa prega la signora di attendere un momento... Verr subito.

Giovanni - (sottovoce) Ditemi un poco: che cosa ha detto la zia... di ieri sera...? del piccolo teatro?

Emanuele Filiberto - ... ha sorriso...

Giovanni - Levatemi una curiosit: quella signora di ieri sera una signora o una signorina?

Emanuele Filiberto - (titubante) Ho sempre sentito chiamarla signora...

Giovanni - ... Non ricordo pi il suo nome... Si chiama?

Emanuele Filiberto - ... se dovessi dirlo, signorino, non lo ricordo mai neanche io...

Giovanni - ... non ve ne preoccupate. Non fa nulla (gli fa cenno di uscire).

La zia - (di dentro) Figliuola mia... a quest'ora gi fuori di casa? (entrando si ferma sulla porta lietamente sorpresa).

Giovanni - (ironicamente) Sono venuto, zia cara, prima di tutto a ringraziarti di avermi rimandato con tanta premura il portasigarette ieri sera. Hai avuto un pensiero molto carino facendomelo riportare proprio a teatro... In secondo luogo sono venuto a farti i miei rallegramenti: sei una donna molto furba, non si pu negare, (una pausa) Per... per... Per devo anche dirti, cara zia, che hai indovinato, ieri sera, per una pura combinazione... (una pausa) Dunque devi sapere che iersera, quando siamo usciti di qui... Guglielmo era stanco e se ne and subito a letto. Giorgio e io, invece, pensammo che dovendo partire molto presto non valeva neanche la pena di andare a dormire."., e allora capisci, avemmo la brutta idea di andare a quel teatrino. Lo spettacolo era cos noioso che alla fine del primo atto siamo andati a dormire anche noi... Senti zia, non mi fare quella faccia ironica. Se tu sapessi quanto fa rabbia dire la pura verit e avere contro tutte le apparenze.

La zia - (ironicamente) Tu trovi che io abbia la faccia ironica?... Figliolo, se mi dici che andata cos non lo metto neanche in dubbio...

Giovanni - e stamane, capisci sia che la cameriera abbia dimenticato di chiamarmi, o io non l'abbia sentita bussare, fatto sta che mi sono svegliato soltanto un'ora fa... Appena in tempo, come vedi, per costringere ad alzarsi presto anche te, e in tempo utile per venire a fare colazione a casa tua... Non mi aspettavi, di' la verit?

La zia - (ironicamente) E' stata una bellissima sorpresa...

Giovanni - (accennando alla colazione) Guarda zia, c' rimasta una tazza di latte anche per te - (ride. Una pausa) Naturalmente Giorgio e Guglielmo non immaginano neanche lontanamente che io sia rimasto... Mi hanno lasciati due biglietti di saluto infilati nella porta... In quello di Giorgio anzi, c' qualche cosa che ti riguarda... Eccoli qua. Questo quello di Giorgio: Ciao, buon viaggio. Stai bene. Di quella maligna della zia bisogna vendicarsi. Ci penser . (la zia ride) Questo di Guglielmo: Ciao, stai bene. Tre parole, ci vedi tutto il suo carattere.

La zia - Guglielmo, figurati, aveva dimenticato addirittura il portafoglio. Gliel'ho rimandato subito all'albergo... Speriamo che non si sia trovato in imbarazzo, povero figliolo. E cos, quando conti di ripartire?

Giovanni - Ormai andr via domattina... Un bell'affare, sai; ho perso una giornata per colpa tua... Te la metter in conto...

La zia - Per colpa mia? Se tu non fossi andato a teatro...

Giovanni - (prendendola in giro) ... Eh, lo so, se io non fossi andato a teatro... Mi ci vuoi fino a domani?

La zia - (affettuosamente) Figliolo!

Giovanni - A proposito, a proposito... Dimenticavo di dirti la cosa pi importante... la vuoi sapere? (una pausa) Quella famosa signora, a teatro, ieri sera... non c'era...

La zia - Non c'era?

Giovanni - (ironicamente) Proprio cos: non c'era... Se a teatro ci fossimo andati per lei, come tu pensi, le avremmo speso bene, va l, le cinquanta lire della poltrona... Vedo con piacere per, che sei ancora abbastanza ingenua, zia cara, malgrado la tua furberia... Chi sa dov'era andata iersera la signora Rubacuori...

La zia - Avranno cambiato idea all'ultimo momento... essendo in compagnia...

Giovanni - (c. s.) ... il piccolo teatro di eccezione, gli amici di Baden-Baden... (una pausa) In fin dei conti tutto questo a me non fa n caldo n freddo, intendiamoci bene. Ci tengo solamente a ripeterti che con la nostra andata a teatro, la tua signora non ha avuto proprio nulla a che vedere...

La zia - (ironicamente) ... Che diamine! avrebbe dovuto agire come un coup de foudre !

Giovanni - Vuoi che ti dica un'altra cosa? Non affatto il mio tipo...

La zia - Non lo metto in dubbio (una pausa).

Giovanni - Sarei curioso di sapere, soltanto, perch la circondi di tanto mistero... Non puoi neanche dirmi come si chiama?

La zia - Ha un nome e un cognome dei pi comuni... ti ripeto...

Giovanni - (ironicamente) Cosa credi? Ch'io mi precipiterei a cercare il suo indirizzo nell'elenco dei telefoni?... (una pausa) Del resto... non me ne importa proprio niente, (una pausa) Mi sembra che stasera tu debba restare in casa per lei, non vero?

La zia - (ironicamente) Poich questa signora non ti interessa non insister perch venga...

Giovanni - (alza le spalle) Vogliamo fare una cosa, zia? E' una bellissima giornata. Ora che ho fatto colazione ti lascio libera. Vado un po' a spasso. Verso le undici vengo a prenderti e andiamo a pranzo fuori di casa, ti va?

La zia - Con molto piacere, ragazzo mio...

Giovanni - Sembriamo due innamorati, (ride. Una pausa) Allora restiamo intesi per le undici e mezza? Fatti trovare pronta.

La ZIA - Sar elegantissima.

Giovanni - (baciandola) Ciao. (esce).

La zia - Emanuele Filiberto.

Emanuele Filiberto - Comandi...

La zia - Portate pure via (accennando al vassoio).

Emanuele Filiberto - La signora baronessa non fa colazione?

La zia - Ho presa una tazza di t. Mi basta. (Una pausa) Che ora sar adesso?

Emanuele Filiberto - (deponendo il vassoio) Vado a vedere... (nell'attesa la zia rilegge sorridendo i due biglietti che Giovanni ha lasciato sopra un tavolo).

Emanuele Filiberto - (rientrando) Le dieci e mezzo, signora baronessa... (una pausa) Il signorino a colazione dalla signora?

La zia - Pranziamo fuori. Il signorino si trattiene fino a domani. Preparategli la camera.

Emanuele Filiberto - Sta bene. (Suonano, va ad aprire. Una pausa. Rientrando) Un ispettore di polizia domanda della signora baronessa...

La zia - (atterrita) Un ispettore di polizia? (una pausa. Vede la faccia del domest&co. Sorride) Direte al signor ispettore che se per caso non avesse ancora fatta colazione pu prendere una tazza di t dalla zia.

Giorgio - (uscendo fuori all'improvviso, con cipiglio feroce, girando intorno alla stanza) E' pronta questa tazza di t, pronta questa tazza di t? (una pausa. Abbraccia la zia. Poi accennando al domestico) Eccolo l: gli avevo detto di fare la faccia atterrita... sorride. (alla zia) Volevo metterti una bella paura. (accennando al domestico) Tu non potrai mai affidare un segreto a quell'individuo l... (a Emanuele Filiberto) Portatemi almeno questa tazza di t. (una pausa) In ogni modo non te l'aspettavi di vedermi qui, di' la verit?

La zia - (ironicamente) Cosa t' successo?... Davvero, non me lo sarei mai aspettato.

Giorgio - Anch'io non mi sarei mai aspettato di vedermi riportare la penna stilografica a teatro, iersera... Sei una vecchia volpe piena di malignit...

La zia - (c. s.) Tu trovi?

Giorgio - Per mi dispiace di darti una delusione. Non affatto come pensi tu... (Una pausa) Ti avverto che Giovanni non partito.

La zia - (fingendo meraviglia) Non partito?

Giorgio - Sta ancora all'albergo. Ho tutta l'impressione che voglia farti un'improvvisata anche lui... Aspettati da un momento all'altro di vederlo capitare qui...

La zia - (c. s.) Davvero?

Giorgio - Io ho fatto un'alzataccia per prevenirlo... Ho finito per alzarmi quasi alla stessa ora a cui mi sarei dovuto alzare se fossi partito sul serio... (ride) Dunque, devi sapere che iersera, usciti di qui, Giovanni ed io non avevamo affatto sonno... Guglielmo invece era stanco, se ne and subito a dormire... (una pausa) ... Passeggiammo un pezzo. I cinematografi erano gi tutti chiusi... Allora ci venne l'infelicissima idea di andare a quel piccolo teatro... quello, sai...

La zia - (ironicamente) Lo so, quello che comincia lo spettacolo a mezzanotte.

Giorgio - ... Ma che vuoi, ci siamo cos seccati, cos seccati, che dopo il primo atto...

La zia - ... dopo il primo atto siete andati a dormire anche voi... L'impresario pu esserne veramente lusingato, non dico di no... (Una pausa)... E stamane, sia che la cameriera non abbia bussato...

Giorgio - (meravigliato) Come lo sai?

La zia - Giovanni stato qui un minuto fa...

Giorgio - Farabutto! Gli avevo anche lasciato un biglietto infilato nella porta per fargli credere d'essere partito...

La zia - (prendendo il biglietto di sul tavolo, leggendo) Di quella maligna della zia...

Giorgio - ... Dunque stato qui? Che cosa ti ha detto?

La zia - Che tu eri partito.

Giorgio - Meno male. Almeno questa m' riuscita. Tu non ci crederai, zia, mi capita sempre cos: arrivo sempre troppo tardi, (una pausa) E adesso dove andato?

La zia - A fare una passeggiata.

Giorgio - E' una mattinata bellissima!

La zia - (ironicamente) Me l'ha detto Giovanni.

Giorgio - ... Naturalmente... (una pausa) Ci tenevo, in ogni modo, a dichiararti che a teatro, iersera, andammo per una pura combinazione... E unicamente per passare il tempo. (una pausa) Bench tu sia autorizzata a credere il contrario, lo so, ti posso assicurare che quella tua famosa signora non ci ha avuto niente a che vedere... A proposito, iersera, a teatro, la tua misteriosa amica...

La zia - (ironicamente) ... non c'era.

Giorgio - (contrariato) Accidenti! Te l'ha detto Giovanni... Evidentemente con le sorprese non ho fortuna... Per comincia a diventare misteriosa sul serio questa signora... (ironicamente) Dove diamine sar andata?

La zia - ... avranno cambiato idea...

Giorgio - Sarei curioso di sapere, tutto sommato, perch fai tanto la reticente sul conto di questa donna. Dal momento che non posso neanche mettere in dubbio che non si tratti di una donna pi che per bene... (una pausa) Del resto credi che se io ne avessi voglia e soprattutto se mi interessasse, non riuscirei a saperne vita, morte e miracoli anche se tu volessi serbare tutti i segreti del mondo? (una pausa) La verit , cara zia, che saperlo o non saperlo per me proprio la medesima cosa, e che a teatro, iersera ci siamo andati unicamente, ti ripeto... (una pausa) Di' un po' zia, hai impegni oggi, a colazione?

La zia - ... Veramente...

Giorgio - Se non hai impegni si potrebbe fare una bellissima cosa.. Vuoi che andiamo a colazione fuori, noi due? Oso sperare che non te l'abbia gi proposto Giovanni...

La zia - (mortificata) ... Viene a prendermi alle undici e mezzo appunto per questo...

Giorgio - (contrariato) Insomma, possibile che non me ne vada una bene?... (una pausa) Senti zia. Facciamo una cosa. Non dire a Giovanni che anche io sono ancora qui, ti prego. Vediamo che faccia far quando vedr capitare anche me, alle undici e mezza, (ride divertito) Speriamo che mi riesca almeno questa, (una pausa) Adesso ti lascio... Tu avrai da fare - (la bacia) M'ero ripromesso di portarti a colazione fuori... come due innamorati, sai... Noi due soli...

La zia - Non t'inquietare se ti confesso una cosa: se l'era ripromesso anche Giovanni.

Giorgio - (alza le spalle come per dire: va al diavolo e esce ridendo).

La zia - (suona per il domestico) Emanuele Filiberto, io vado a vestirmi, (una pausa) Mi assicurano che sia partito... Ma non so... Non potrei ancora giurarlo... Se per caso dovesse capitare anche il signorino Guglielmo, lo pregherete di attendere un momento.

Emanuele Filiberto - Va bene, signora Baronessa, (si mette a riordinare le tazze sul vassoio. La zia esce. Suona il telefono) Pronto? Sissignore. Il signorino Giovanni? La signora baronessa si sta vestendo... A mezzogiorno? Va bene, (posa il ricevitore. Suonano, va ad aprire. Dopo poco rientra seguito da Guglielmo).

Guglielmo - (sottovoce) Si sta vestendo? Sst! Non ditele niente. Fate piano, (si mette a sedere in una poltrona) Datemi un giornale. (spiega il giornale) Zitto, non ridete...

Emanuele Filiberto - (timidamente ironico) La signora baronessa sar molto sorpresa...

Guglielmo - Zitto, v'ho detto...

La zia - (rientrando) Chi sei tu? Giorgio o Giovanni?

Guglielmo - (buttando il giornale) Guglielmo.

La zia - Stavo per dirlo. E... come mai?

Guglielmo - Adesso ti faccio ridere...

La zia - (c. s.) Dimmi caro...

Guglielmo - Giorgio e Giovanni...

La zia - Giorgio e Giovanni?

Guglielmo - Non sono partiti... Sono ancora qui...

La zia - (c. s.) Non sono partiti?

Guglielmo - (con aria di mistero) ... e vuoi sapere perch?... Indovina.

La zia - Ma caro, non saprei.

Guglielmo - Perch sono... innamorati. \

La zia - Innamorati? Tutte e due? E di chi?

Guglielmo - (c. s.) Di chi? Di chi? Hai il coraggio di domandarmelo? (una pausa) Cara zia, avevi proprio ragione. La tua signora ha fatto colpo, iersera.

La zia - (c. s.) Ma dici proprio sul serio?...

Guglielmo - Proprio cos: ha fatto colpo... Del resto, non la chiamano tutti la signora Rubacuori? (una pausa) Giorgio e Giovanni si atteggiano a scettici - (ride) scettici! Li conosco bene! Non sono partito apposta, figurati, per divertirmi... (ridendo) Tutti e due sai... Tac, tac...

La zia - Ne sei proprio sicuro?

Guglielmo - Sicuro? Figurati che iersera, usciti di qui cercavano tutti i pretesti per liberarsi di me... Sai, io sono il pi grande, hanno un po' il pudore delle loro debolezze, davanti a me... Io che avevo mangiato la foglia, capisci, feci finta di aver sonno, di volermene andare a dormire, (una pausa) Appena volto l'angolo, sai, prendono un taxi...

La zia - (ironicamente) E tu credi proprio che siano andati a quel piccolo teatro?...

Guglielmo - Se lo credo? Li ho seguiti apposta... Ci sono andato .anche io...

La zia - (c. s.) E' proprio fantastico... Un coup de foudre!...

Guglielmo - E il bello che a teatro, poi, (ridendo) a teatro la tua signora, non c'era...

La zia - Non c'era? Mi dici davvero? (ridendo) Chiss dove diamine sar andata...

Guglielmo - (ridendo) Figurati, (una pausa) Sono tornati all'albergo con le pive nel sacco... (ride) Il bello che per seguirli, ho fatto tardi anche io, capisci, e stamattina...

La zia - ... non ti sei svegliato in tempo...

Guglielmo - Proprio cos. Pazienza... Ormai partir domani... Ci divertiremo! Da un momento all'altro aspettati di vederteli comparire qui, sai...

La zia - Tu dici?

Guglielmo - Figurati! (una pausa) E se non verranno adesso, stasera puoi contarci... Non deve venire da te quella signora, stasera?

La zia - (assentisce).

Guglielmo - Stasera si precipiteranno, vedrai. (una pausa) Oh, ti raccomando, se capitassero qui, non dire niente che ci sono anche io. (una pausa) Sai cosa voglio fare? Stasera, dopo cena, quando meno se l'aspettano... entrer in scena io... Ci divertiremo, vedrai!

La zia - Dunque non riparti fino a domani?...

Guglielmo - (assentendo) Eh, s, ne vale la pena, (una pausa) Ma adesso ti lascio. Potrebbero essere qui da un momento all'altro... Ti vedo pronta per uscire. Vai fuori?

La zia - Volevo fare delle compere. Ma se tu dici che saranno qui da un momento all'altro, non esco pi.

Guglielmo - Allora ciao, a stasera, (una pausa) A proposito: a che ora verr la tua amica?

La zia - Verso le dieci...

Guglielmo - Va bene. (Una pausa) Dimenticavo di ringraziarti del portafoglio che m'hai fatto rimandare iersera all'albergo...

La zia - Era tutto in ordine?

Guglielmo - Tutto in ordine. Grazie, (una pausa) Allora alle dieci. (Esce).

Emanuele Filiberto - (entrando) Ha telefonato il signorino Giovanni che sar qui a mezzogiorno invece che alle undici e mezzo.

La zia - (fra se) Povero Giorgio, questa volta arriver troppo presto. Voleva fargli un'improvvisata!... (una pausa. A Emanuele Filiberto) Della venuta del signorino Guglielmo, silenzio, mi raccomando. Mi posso fidare? Non vi lascerete tradire dalla commozione?

Emanuele Filiberto - La signora baronessa pu stare tranquilla... Questo un gioco e io mi sono permesso di averlo capito (sternuta).

La zia - Mi fate avere dei rimorsi! Avete sentito freddo iersera, dite la verit?

Emanuele Filiberto - (commosso) La signora baronessa sempre piena d'attenzioni per me.

La zia - A proposito: voi non avete preso il ponce come vi avevo ordinato, ci scommetto...

Emanuele Filiberto - (prendendo il vassoio) Le dir, signora baronessa... Quando ho riportato il portasigarette e la penna stilografica, i signorini hanno voluto per forza... si sono voluti incomodare, insomma...

La zia - Con questo? Volete dirmi che ne avete presi due?

Emanuele Filiberto - (esitando) ... Tre, signora Baronessa... Trattandosi della loro partenza... Uno alla salute del signorino Giorgio, uno alla salute del signorino Giovanni - (starnuta) uno alla salute del signorino Guglielmo (starnuta).

La zia - (con finta severit) Mi farete il piacere di prenderne un quarto, alla mia...

Emanuele Fil. - ... S, signora baronessa.

La zia - ... e andate a mettervi a letto.

Fine del secondo atto

PROLOGO DEL TERZO ATTO

Sipario chiuso. Ribalta accesa.

Arriva Guglielmo. Pastrano. Abito da sera. Guarda nervosamente l'orologio, passeggia su e gi. Si scosta verso la ribalta. Guarda in alto, mormora fra s: Non riesco a capire se il salotto che illuminato . Torna a passeggiare. Guarda l'orologio. A un rumore di passettini si scosta rapidamente nascondendosi verso l'angolo del boccascena. La signora Rubacuori arriva un poco in fretta, avvolta nella pelliccia, entra dall'apertura del sipario.

La signora - (di dentro) L'ascensore, per cortesia. (Guglielmo torna e guarda in alto).

L'attaccabottoni - Scusi, saprebbe dirmi per favore dove resta (tirando fuori dalla tasca una lettera) Via.. Primo Aprile ?

Guglielmo - (seccato) Via Primo Aprile? Non da queste parti... L'attaccabottoni - (mostrandogli la lettera) Faccia la cortesia, io sono un poco miope, c' scritto: Via Primo Aprile, qui?

Guglielmo - (seccato) S, Via Primo Aprile.

L'attaccabottoni - Lei dice dunque che per andarci a piedi, resta distante?

Guglielmo - (c. s) Piuttosto.

Lattaccabottoni - Mi converta prendere un tram, allora...

Guglielmo - (c. s.) Come crede.

Lattaccabottoni - ... E... da qui che tram potrei prendere?

Guglielmo - (c. s.) Il 7 rosso o il quattro bis...

L'attaccabottoni - (togliendosi il cappello) Grazie mille, (tornando indietro) E... la fermata, scusi, molto distante?

Guglielmo - (c. s.) Alla voltata.

Lattaccabottoni - (togliendosi di nuovo il cappello) Alla voltata? Ho capito. Grazie mille. (Va via dalla platea. Dopo un minuto tornando indietro) Scusi, aveva detto: il quattro rosso e il sette bis... vero?

Guglielmo - (seccatissimo) Sette rosso e quattro bis.

Lattaccabottoni - Scusi tanto, si fa una confusione con queste linee nuove, (una pausa) Lei dir che sono molto importuno... Non avrebbe un fiammifero, per cortesia?

Guglielmo - (lasciandogli sgarbatamente la scatola dei fiammiferi) Lo dico senz'altro, caro signore... Lei molto seccante... Lei un vero attaccabottoni. (Alza le spalle e se ne va bruscamente, dall'apertura del sipario).

Lattaccabottoni - (indignato) Perbacco! Che cortesia! Tutti cos in questa citt! (accendendo la sigaretta) Almeno, viva la faccia di Torino, senti! (Andiamo via) A Torino... Una pausa. Si alza la tela sul

ATTO TERZO

Nello stesso salotto, la sera.

Giorgio e Giovanni sono seduti accanto alla zia. Si alza il sipario, una pausa, poi

Giovanni - Se tu ci pensi, per, abbastanza curioso, zia. Avere disposto tutto per la partenza, essersi salutati come se ci si dovesse rivedere tra un anno e stasera ritrovarsi ancora qui, nella stessa stanza, nella stessa poltrona, direi quasi nella stessa posa. Se fosse rimasto anche Guglielmo potremmo dire di aver vissuto due volte, nella nostra vita, una medesima giornata, o addirittura di aver ridotto a un giorno la durata di un anno.

Giorgio - Siccome fra poco sar qui anche la signora, l'illusione sarebbe stata perfetta.

Giovanni - Se non avessi paura di apparire troppo cerebrale, sarei tentato di dire che ho l'impressione di vivere contemporaneamente due vite diverse, stasera. Una qui, da te. E un'altra in treno, lontano.

Giorgio - Comincio a temere che la signora Rubacuori avr tutte le buone ragioni di credere che siamo rimasti per lei... (ride).

Giovanni - Voglio parlare dello spettacolo di ieri sera. Vedremo come se la caver.

Giorgio - Se per caso affermasse d'esserci stata bisogner chiederle i particolari...

Giovanni - Sicuro, cosa si recitava.

Giorgio - ... in quanti atti era la commedia...

Giovanni - E farsi raccontare la trama...

La zia - Ma non la mettete troppo in imbarazzo, vi prego.

Giovanni - (ironicamente) E' da molto che ti sono venuti questi scrupoli, zia?

Emanuele Filiberto - (annunciando) ... La signora...

La signora - (fermandosi meravigliata sulla porta) Oh, questa bella! Loro qui? Non dovevano essere partiti?

Giovanni - E' molto ridicolo, signora, confessare di aver perso il treno... In questo caso per il ridicolo diviso in parti uguali...

La signora - Ma davvero: hanno perso il treno, tutti e due?

Giovanni - Come due provinciali...

La zia - O meglio, come due dormiglioni.

La signora - (alla zia) Tu, neanche a dirlo, tutta contenta, eh? Ci scommetto che hai una segreta speranza che finiscano per perderlo anche domani...

La zia - (sorridendo) Siedi, cara. Vuoi togliere il mantello? Ti ringrazio proprio di avere mantenuto la promessa...

Giovanni - ... La ringraziamo anche noi.

La signora - L'altro stato pi fortunato... Guglielmo, mi pare?

Giorgio - O pi sfortunato, signora.

La signora - (sorride. Una pausa) Confesso che stamane mi sono alzata tardissimo anch'io... a un'ora addirittura indecente.

Giovanni - (con intenzione) Come andato, a proposito, il teatro di ieri sera?...

La signora - Non me ne parlino... Noioso... (caricata) terribilmente noioso... Sono stata veramente punita per averli lasciati (Giovanni e Giorgio ringraziano inchinandosi).

Giovanni - ... E' finito molto tardi.

La signora - ... tardissimo...

Giorgio - ... Una commedia in molti atti?

La signora - Ero cos annoiata che a un certo punto non li ho contati neanche pi...

Giovanni - (ironicamente) In... versi?

La signora - In versi? (ridendo) Ci sarebbe mancato altro...

Giovanni - (c. s.) Mi sembra d'aver letto che si rappresentasse una commedia cinese... Non vero?...

La signora - ... cinese per l'appunto, cinese...

Giorgio - (c. s.) Antica...?

La signora - ... Antichissima...

Giovanni - Mi diceva un mio amico che... c' stato, ieri sera, che la trama era molto complicata...

La signora - ... Molto complicata...

Giorgio - (ironicamente) Come, del resto, in tutte le commedie cinesi...

Giovanni - (c. s.) Mi sembra d'aver capito, in sostanza, che si trattasse di un uomo,..

La signora - ... Perfettamente...

Giovanni - ... che se non sbaglio, nel primo atto, innamorato di una giovane donna...

La signora - ... Proprio cos...

Giovanni - (fingendo di infervorarsi) ... e nel secondo...

La signora - (con intenzione) ... Nel secondo invece la giovane donna...

Giovanni - ... che ama il giovane uomo.

Giorgio - ... mentre nel terzo il giovane uomo viceversa non l'ama pi...

La signora - (ironicamente) ... lo sa anche lei?

Giorgio - (c. s.) Stamani ne parlavano tutti i giornali.

La ZIA - (ironicamente) E come passano il resto della commedia, di grazia, questo giovane uomo e questa giovane donna?...

La signora - ... Ad amarsi, a litigare, ad amarsi...

Giovanni - ... Finch l'ultimo atto si conclude... al solito modo...

La signora - Perfettamente, al solito modo...

Giovanni - ... Con il solito matrimonio...

La SIGNORA - (accennando con la mano) ... e molti bambini... (alla zia) Una storia molto noiosa, in fondo, come vedi... (a Giovanni) Ma che memoria, che ha lei!

La zia - E i tuoi amici che cosa hanno detto?

La signora - Si sono divertiti un mondo.

Giovanni - (c. s.) Giorgio e io avevamo quasi stabilito di andarci stasera, ma ormai, dato che sappiamo di che si tratta, ce ne passata la voglia.

Giorgio - ... La commedia si replica?

La signora - ... Credo di s. Ci vadano, non si basino sulla mia impressione, potrebbe darsi che la trovassero perfettamente diversa da quella che l'ho trovata io... (una pausa).

La zia - Io invece ho passata una giornata deliziosa, (alla signora) Figurati che mi hanno trascinata a colazione fuori, sono stata fuori di casa tutto il giorno... (una pausa). A proposito, ho trovato un telegramma di Guglielmo, rientrando...

Giovanni - E' arrivato bene?

La zia - Sembra di s (alla signora) Mi incarica di ossequiarti .

Giovanni - Quando Guglielmo prende una decisione si pu stare sicuri che non torna pi indietro... Non si sarebbe lasciato vincere dalla pigrizia per tutto l'oro del mondo... Aveva stabilito di partire, e...

GUGLIELMO - (entrando) ... e non sono partito. Buona sera a tutti (una pausa. Inchinandosi) Signora... zia (stringendo la mano agli altri due) Come va? Non avrei immaginato mai che non foste partiti neanche voi...

La signora - Questa dunque la sera delle sorprese?

Guglielmo - Proprio cos, signora: la sera delle sorprese... (una pausa) Voi non supponete neanche lontanamente perch io sia rimasto?... Ve lo dir subito (Una pausa. A Giorgio e Giovanni) Vi dir anche, se permettete, la vera ragione per cui non siete partiti nemmeno voi. (Una pausa).

Giovanni - (ironicamente) Che tono misterioso, perbacco! Hai tutta l'aria di volerci fare un processo...

Giorgio - Noi siamo rimasti, unicamente...

Guglielmo - ... Lo so, perch iersera avete fatto tardi a teatro... Non cos?

La signora - ... A teatro?

Guglielmo - A quel piccolo teatro dove andata anche la signora, ieri sera, a sentire recitare un'interessantissima commedia cinese...

La signora - (ironicamente) Ma proprio strano che non ci siamo visti...

Guglielmo - ... tanto pi che c'era pochissima gente...

Giovanni - Gi che la fai tanto lunga, si potrebbe sapere, di grazia, perch sei rimasto tu?

Guglielmo - Un momento e ve lo dir subito. (Una pausa) Dunque la signora afferma di essere stata a teatro, iersera?

La signora - Perfettamente.

Guglielmo - (c. s.) E' molto curioso che la signora abbia avuta l'impressione di sentir recitare una commedia cinese, mentre la commedia che si rappresentava iersera: La spada di Amleto , poteva essere tutt'al pi una commedia danese . (Una pausa) Capisco perfettamente del resto che le luci, le scene, e la interpretazione, di questi piccoli teatri, siano spesso cos illogiche, strane e approssimative, da fare apparire cinese una commedia non dico danese, ma anche, pi semplicemente, italiana. (Una pausa) In ogni modo a me risulta che la signora, iersera, a teatro non c'era. (Rapidamente) Il mio contegno inquisitorio nei riguardi della signora sarebbe tale da farmi prendere a schiaffi senz'altro, se, ammettetelo, noi tutti non recitassimo, come stiamo recitando da iersera, la zia per prima, un gioco, ognuno alle spalle dell'altro. (Una pausa) La poca sincerit della signora, e il suo contegno a tutt'oggi cos misterioso, mi ha fatto stare un poco in pensiero, vi confesso, sul genere di amicizie di cui si circonda la zia, donna di una certa et, abbastanza facoltosa... notoriamente sola, troppo sola, affidata a un vecchio domestico, sofferente di cuore... (Una pausa) La signora, perdoni la supposizione oltremodo offensiva, la signora avrebbe potuto essere benissimo una... avventuriera...

La signora - (ironicamente) ... E perch no?

Guglielmo - ... Rassicuratevi. La sola verit che la zia abbia detta sul conto della signora, che la signora una donna perfettamente per bene.

Giovanni - ... Non l'avevamo messo in dubbio neanche un momento...

La signora - (ringrazia sorridendo).

Guglielmo - - Quanto al resto, vi posso assicurare, la zia ce le ha date tutte ad intendere. (Una pausa) Da parte nostra poi, volete sapere esattamente come stanno le cose? (a Giorgio) Tu sei rimasto perch hai perduto il treno stamani, non vero?

Giorgio - (assentisce).

Guglielmo - (a Giovanni) Anche tu?

Giovanni - (assentisce).

Guglielmo - (alla zia) Quanto a me, sono rimasto per divertirmi con te alle spalle di Giorgio e di Giovanni, vero zia?

La zia - Cos mi hai pregata di credere, figliuolo...

Guglielmo - Niente affatto, non affatto cosi, (a Giovanni) Tu sei rimasto, caro mio, perch sei innamorato della stessa donna di cui innamorato Giorgio, della stessa donna di cui, lo confesso, sono innamorato un poco anch'io... (Una pausa) In poche parole noi siamo rimasti per... lei, signora.

La signora - Per me? (ridendo) Ma non possibile!

Guglielmo - Per lei, signora, per lei. Anche in questo, bisogna riconoscerlo, la zia stata abbastanza sincera: Dovunque ella vada tutti ne restano presi.... (Una pausa) Dovunque , non potrei giurarlo... Ma certo, cara zia, che almeno noi siamo stati presi, tutti e tre, sia pure in diversa misura, di questa piccola donna... Non sorrida, signora. Vorrei dirle, e anche in questo forse aveva ragione la zia, io sono proprio quello che ne rimasto preso di pi.

La signora - Comincio proprio a credere che siano loro, adesso, a prendersi gioco di me...

Guglielmo - (continuando) ... dopo essere stato a teatro, anche io, e dopo non averla trovata, ho finito per passeggiare tutta la notte, per le vie deserte della citt... pensando a lei... Pensando a dove, effettivamente potesse essere andata... E questo, vorr ammetterlo, signora, molto grave. Sar ancora pi grave, quando le avr detto che ho continuato a pensarci anche stamani... E siccome le situazioni mi piace di risolverle subito, ho voluto vedere chiaro in tutta questa faccenda... (Una pausa) Tu credi di essere circondata di persone devote, zia, di persone fidate, non vero?

La zia - (ironicamente) Ho avuta questa convinzione, fino ad ora.

Guglielmo - (ironicamente) Ebbene no: stai in guardia. Le tue amiche sono, come hai visto, delle persone non troppo chiare, i tuoi nipoti dei mentitori... i tuoi domestici... Non parliamo dei tuoi domestici! Tu paghi, zia, tu benefichi, tu accogli sotto questo tetto... una spia...

Emanuele Filiberto - (entra col vassoio dei liquori).

Guglielmo - (additandolo) Eccola l. Emanuele Filiberto, voi siete una bassa, una ignobile, una vilissima spia! (Emanuele Filiberto si smarrisce) Levategli di mano quel vassoio, che almeno non mandi tutto per terra! (Una pausa) Questo domestico che tu degni delle tue attenzioni, che non cacceresti per tutto l'oro del mondo, mi ha confessato ogni cosa, poche ore fa...

La zia - (ironicamente) Per denaro?

Guglielmo - No, zia, non per denaro, sarebbe stato ancora troppo nobile in una persona cos abbietta. (Una pausa) Ho fatto appello, invece, all'affetto che egli dice di nutrire per noi - mentitore - ho rievocati, ad arte, i tempi della nostra fanciullezza, gli ho chiesto, a bruciapelo: vi ricordate, Emanuele, di quando ci tenevate sulle ginocchia? .

Emanuele Filiberto - (commosso) ... sulle mie ginocchia, signorino...

Guglielmo - ... Ecco, guardatelo. L'ho preso dal verso della commozione, capite, e questa abbietta, indegna creatura, ha parlato, mi ha rivelato ogni cosa... (tutti ridono).

La zia - (ironicamente) Che cosa gli avete rivelato, Emanuele Filiberto?

Guglielmo - (continuando) Voi credete che la signora sia vedova? Sbagliate. Che sia divorziata? Peggio ancora. Che sia, in ultima ipotesi, signora ? Niente affatto. Questa donna affascinante, contesa da tutti i salotti, ce devastatrice di cuori , semplicemente, inorridite: una signorina... Una signorina per giunta cui la zia cerca disperatamente marito, e avrebbe avuto molto caro, molto caro, capite, di poter affibbiare a uno di noi... (durante tutte queste parole, la signora si coperta il viso con le mani).

Giorgio - (esagerando) Ti sapevamo intrigante, zia, ma fino a questo punto!...

Giovanni - (con disprezzo) Una signorina! (Una pausa. Si accorgono che la signora si nascosto il viso come se piangesse).

Guglielmo - (affettuosamente) O Dio santo! Ma proprio sul serio, piangete?

La signora - (scoprendosi la faccia sorridente) Ebbene s, lo confesso: il gioco finito. Poich nella commedia che abbiamo recitato, come in tutte quelle del buon tempo antico, la verit ha trionfato sulla menzogna, l'onest sul vizio, la semplicit sull'intrigo, dir qualche parola di difesa, e niente altro: Quella loro zia, non pi giovane, sola, troppo sola, che vive si pu dire unicamente aspettando ogni anno la venuta di questi cattivi nipoti, mi ha avuta sempre molto cara. Dir di pi: mi ha sempre considerato un po' come una figlia... Del loro avvenire sentimentale, povera donna, si sempre molto preoccupata. (Una pausa) Stando le cose in questo modo, ha finito per preoccuparsi anche del mio... (alla zia) Non vero? (Una pausa).

Guglielmo - (ironicamente, accennando alla zia) Sempre la solita egoista!...

La signora - Non di meno le intenzioni erano oneste. Bisogna perdonarle. E con questo la difesa finita. (Una pausa) Chi non ha diritto a nessuna benevolenza, nessuna, proprio nessuna, devo confessarlo, sono io... (una pausa) E' veramente assai poco edificante che una donna si sia prestata a questo gioco, non vero? Eppure, signori miei, la mia leggerezza tale e tanta che senza considerare neanche per un momento l'enormit di quello che stavo per fare, mi sono innamorata, appunto, del gioco... (Una pausa) La sconter amaramente. Sono certa di non poter contare pi, oramai, non dico sulla loro amicizia, ma neanche sulla loro considerazione...

Guglielmo - (accennando alla signora) Tu credi, zia, che se anche non lo fossimo gi, sarebbe stato possibile non innamorarsene stasera?

La signora - E' troppo giusto. Hanno tutto il diritto di prendermi in giro... (una pausa) E se anche... nella migliore delle ipotesi - ma no, non possibile - quello che dicono dovesse essere vero, che stima potrebbero avere mai di una donna, che dopo aver recitata una cosi ignobile parte, dicesse senz'altro, a uno di loro, di s? (Una pausa) Bisognerebbe lasciar passare la suggestione di questo scherzo, bisognerebbe che io finissi veramente di essere per loro la e Signora Rubacuori , nome carino, non dico di no, a cui confesso, mi ero gi un poco affezionata... Bisognerebbe che loro imparassero a conoscermi per quello che io credo in fondo di essere: una buona figliuola.

Guglielmo - (ironicamente) La zia ne avr senza dubbio, tutta la possibilit. (Una pausa. Alla signora) Io personalmente sono felice, tanto felice, che le cose stiano cos...

La zia - Eppure, dite la verit, s ve l'avessi presentata senz'altro per quella che : Arra Maria, la signorina Arra Maria, l'avreste trovata cos interessante ugualmente?

Giovanni - (ironicamente) Se tu fossi vissuta qualche secolo fa, zia, quando le donne reggevano i destini degli stati, l'Europa oggi non avrebbe forse questa fisionomia.

La zia - Posso sperare che d tutto questo non mi serbiate eccessivo rancore?

Giovanni - Ci fai innamorare di una stessa donna, tutti e tre, ci fai perdere un giorno di tempo, dico un giorno perch potrebbe darsi che ne perdessimo anche di pi, e hai il coraggio di sperare nel nostro perdono?

La zia - Per essere certa, allora, di non doverlo meritare mai pi, vi confesser, ragazzi miei, che ho ancora una riserva di brave figliuole, affettuose, carine, come questa adorabile creatura, tutta una riserva di piccole Arre Marie che saprebbero sicuramente rendervi felici il giorno che voleste decidervi sul serio a mettere la testa a posto... Mi tengono molto in pensiero, ragazzi miei, le donne che avete frequentato fino ad ora... Ditemi un po': chi si occuperebbe pi di questa vecchia zia, il giorno in cui sposaste una donna come non dico io ?

Guglielmo - (ironicamente) Avrai sempre accanto a te, questo ipocrita, infedele, degnissimo servo...

La zia - Sempre? Anche Emanuele Filiberto un povero vecchio un po' stanco, che un giorno o l'altro avr diritto a riposo (volgendosi) Emanuele, vi siete offeso? Piangete?

Emanuele Filiberto - ... Di commozione, signora baronessa, di commozione...

FINE

    Questo copione è stato visto: