L’amore e l’avventura

LAMORE E LAVVENTURA

LAMORE E LAVVENTURA

Commedia in un atto

Di MURA

PERSONAGGI

DONNA BICE

LA CONTESSA TARZIS

IL MARCHESE MARIO MARINI

ANTONIO

Cateragia per il Sito GTTEMPO

Un salotto. Chaise longue e sommier. Telefono.

Antonio - (il domestico, molto stil, troppo intelligente, entra dalla porta di fondo, si fa da parte e lascia il passo a un elegante signore, il marchese Marini) La prego. Sissignore, questo il salotto.

Marini - Benissimo.

Antonio - A destra la camera da letto, a destra del letto il gabinetto da bagno. A sinistra un'altra stanza... di soccorso.

Marini - Cio?

Antonio - Nel caso di una duplice e inattesa visita...

Marini - Benissimo.

Antonio - Il padrone mi ha impartito ordini precisi: sono quindi a completa disposizione del signore.

Marini - Benissimo, Antonio. Vi chiamate Antonio, mi pare.

Antonio - Sissignore: Antonio. Mi chiamo Antonio da tre anni.

Marini - E prima come vi chiamavate? Ernesto. Ma quando venni al servizio del signor conte De Marchi, il signor conte mi ribattezz. Gli era morto un vecchio domestico ch'egli aveva chiamato Antonio per trent'anni e non ha voluto cambiare le abitudini.

Marini - E questo secondo battesimo non vi dispiaciuto?

Antonio - Nossignore. Nella mia carriera di domestico mi sono chiamato: Giovanni, Filippo, Amilcare, Attilio, Lorenzo, Ernesto, Antonio. Io mi chiamo Baldassarre.

Marini - (accendendo una sigaretta) Quante donne avete ricevuto in questa casa, Baldassarre?

Antonio - Antonio: la prego, signor marchese. (Rigidissimo e serissimo) Ne abbiamo ricevute parecchie.

Marini - Donne del nostro mondo, Antonio? Le conoscete?

Antonio - Donne del nostro mondo, signore. Le conosco tutte: ma sono venute in incognito.

Marini - Oggi, Antonio, verr qui una donna che non conoscete ancora. Una donna del nostro mondo: verr in incognito, come voi dite, ma avr questo privilegio sulle altre. Voi non la conoscete perch una donna onesta. L'ultima, forse, che la nostra buona societ conservi, la pi onesta di tutte.

Antonio - L'ultima, signor marchese, dopo la signora marchesa Marini.

Marini - (getta bruscamente la sigaretta con un gesto di contenuto furore) Vi prego di non pronunciare il nome della marchesa in questa casa. Mia moglie al di l di ogni allusione.

Antonio - (con un sorriso ambiguo) Domando perdono, signor marchese, ma io non intendevo...

Marini - Lo spero. (Con diverso tono) Conoscete la mar. chesa?

Antonio - (troppo presto) Nossignore.

(Suona lungamente il telefono: i due uomini guardano Vapparecchio, poi Antonio fa per rispondere ma preceduto dal marchese).

Marini - Lasciate. (Prende il ricevitore) Pronto. S, s. sono io. Sono gi qui ad attendervi... Siate prudente... Io sar pazientissimo pensando al compenso della vostra presenza. Si. Mezz'ora, Arrivederci.,. (Riattacca il ricevitore) Avete udito? (La telefonata gli ha comunicato tanta gioia che parrebbe anche con le sedie). Avete udito?

Antonio - Sissignore.

Marini - Fra mezz'ora.

Antonio - (ambiguo) Speriamo.

Marini - Speriamo? Ha detto che verr.

Antonio - (sempre immobile) Abitualmente, signore, quando le donne rimandano di mezz'ora un appuntamento la certezza si muta in speranza. Non si sa mai quello che pu accadere in mezz'ora a una signora.

Marini - (un po' seccato dalla loquela del domestico) Siete sicuro che il vostro padrone non ritorner prima di domani?

Antonio - Sicurissimo, signore. Il mio signor padrone ha ceduto il suo appartamento al signor marchese e il signor marchese pu stare tranquillo fino a domani.

(Pausa. Antonio rimane rigido, immobile in attesa di ordini. Marini non sa che cosa dire).

Marini - Antonio.

Antonio - Signore.

Marini - La signora che verr alta.

Antonio - Sissignore.

Marini - Bruna.

Antonio - Sissignore. (Pausa) Il signor marchese sa dirmi come la signora sar vestita?

Marini - Che cosa volete che sappia io?

Antonio - Il signor marchese dovrebbe conoscere l'abitudine della signora per i primi appuntamenti.

Marini - (stupito e irritato) Ma io spero che la signora non abbia l'abitudine dei primi appuntamenti, e che questo sia il primo, l'ultimo, l'unico della sua vita... (Pi calmo) Veramente, Antonio, siete d'una perspicacia pericolosa. E cinico, anche: siete cinico, Antonio.

Antonio - Domando scusa al signor marchese: passi pure la perspicacia, ma il cinismo no. Non sono cinico, sono semplicemente il domestico di un signore al quale nessuna donna, gran dama o sartina, ha saputo resistere... E di conseguenza, osservando, paragonando, sono giunto a conoscere le donne e anche gli uomini attraverso la loro vita e il loro amore, servendo in silenzio.

Marini - (lo guarda attentamente) E quale opinione avete delle donne?

Antonio - (sempre immobile) Parecchie opinioni, signore. Esse variano a seconda dell'ora, della stagione, della classe.

Marini - E degli uomini?

Antonio - Una sola, signor marchese. Ma prego il signor marchese di non chiedermela: sarei costretto, per il rispetto che debbo al signore, a disubbidire anche a un ordine categorico.

Marini - (spegnendo la sigaretta nel portacenere) Aprite un po' la finestra, Antonio. Ho fumato come un turco.

Antonio - (senza muoversi) Il signor mar. chese non si disturbi ad aprire. La signora che verr adora il fumo di queste sigarette.

Marini - (volgendosi di scatto) Conoscete la signora che attendo?

Antonio - (pi devoto e ossequiente che mai) Naturalmnte, signor marchese.

Marini - (turbatissimo e tuttavia non ancora persuaso) Ebbene, poich siete tanto informato, usatemi la cortesia di dirmi il nome della signora.

Antonio - La contessa Tarzis: lo scopo apparente della visita qui quello di ammirare un quadro del Velasquez: un quadro che in questa casa non esiste...

Marini - Siete hene informato.

Antonio - Oh, no, signore! Non sono informato: sono semplicemente abituato. E se il signor marchese desidera alcune spiegazioni...

Marini - Non desidero nulla, Antonio.

Antonio - Vorrei che il signor marchese mi permettesse un suggerimento che tornerebbe tutto a suo vantaggio.

Marini - (rassegnato) Dite, Antonio, dite presto.

Antonio - Ecco: la signora contessa Tarzis fuma, abitualmente, le sigarette profumate che sono nell'astuccio d'argento. Se il signor marchese offrir alla signora quelle sigarette invece che le sue, render un segnalato servigio alla signora contessa. E se osassi...

Marini - Osate, Antonio, ormai... osate, osate pure.

Antonio - Ecco: la signora contessa, il t... lo prende prima... Voglio dire che la signora preferisce prendere subito una buona tazza di t, con molto zucchero e qualche goccia di cognac.

Marini - Avete ancora qualche saggio ammonimento o qualche utile consiglio da darmi, Antonio?

Antonio - Se il signor marchese volesse per. mettermi...

Marini - Andate avanti, Antonio, avete il mio permesso.

Antonio - Vorrei pregare il signor marchese di lasciarmi portare di l le rose che il signor marchese ha fatto mandare dal suo fioraio. (E prima che Marini permetta, Antonio prende il vaso delle rose e lo porta via. Torna subito dopo portando lo stesso vaso zeppo di garofani scarlatti).

Marini - (che non. sa pi nascondere il proprio stupore) Ebbene? Mi spiegherete?...

Antonio - (di nuovo sull'attenti) Spiego subito, signor marchese. Il fiore preferito dalla signora Tarzis il garofano.

Marini - (si lascia cadere sfinito in una poltrona).

Antonio - (pi rigido e pi impenetrabile che mai) Se il signor marchese avr bisogno di me, quando la signora sar qui, prego il signore di suonare due volte. Io verr soltanto alla seconda chiamata, senza domandare il permesso. (Una breve pausa) Per evitare sorprese che potrebbero essere spiacevoli per il signor marchese. (Pausa). Del resto, la signora lo sa.

Marini - (lo guarda come inebetito).

Antonio - Se il signor marchese desidera invece ch'io scompaia, far vedere al signor marchese come si prepara il t, ed io ritorner soltanto quando il signor marchese vorr.

Marini - (lo guarda e tace).

Antonio - (dopo un attimo, si inchina ed esce).

Marini - (dopo una pausa) Ah, no, no, no!... (Passeggia su e gi accendendo una sigaretta con gesti di furore. Si ferma dinanzi allo specchio e si guarda). Io mi domando che cosa faccio ancora qui!... Chi aspetto? Una donna come tutte le altre, una donna che ha avuto la abilit di farmi credere a chi sa quale purezza... Schifo! Ecco che cosa provo: schifo! (Si avvia per uscire con passo deciso: un trillo di campanello lo inchioda quasi sulla soglia) E adesso come la tratto, io, una donna come questa?... Non posso certo domandar consiglio ad Antonio! (La porta del fondo si apre di colpo ed appare Antonio, turbatissimo).

Antonio - Signor marchese!

Marini - Avanti, Antonio, fatevi coraggio...

Antonio - (soffocato) Signor marchese... La signora contessa Tarzis non la signora contessa Tarzis.

Marini - (afferra con una certa violenza il domestico per il colletto) Non la contessa Tarzis? E chi ? Lo sai, tu?

Antonio - No.

Marini - E allora?

Antonio - Allora... deve tuttavia trattarsi d'una signora che conosce molto bene il signor marchese, perch non appena entrata ha escla mato: Ah, Mario! , e io non sono Mario... E poi di statura pi bassa della signora Tarzis... bionda... insomma non lei!

Marini - (un po' sgomento) Non si tratta, per caso, d'una delle amiche del conte?

Antonio - Non so, signore.

Marini - Mi avete detto che le conoscete.

Antonio - Ho detto al signor marchese che qui le signore vengono in incognito. Le conosco: non le riconosco.

Marini - (deciso) Fate passare.

Antonio - (sorpreso) Il signor marchese riceve senza sapere chi sia la signora che in anticamera?

Marini - Naturalmente. Non si lascia una signora nell'anticamera di un appartamento da scapolo.

Antonio - Ma io ho,detto alla signora che il signore non c'era ed ho detto la verit perch il signor conte non c'.

Marini - E che cosa li a risposto la signora?

Antonio - Che avrebbe aspettato.

Marini - Antonio, poco fa eravate d'una intelligenza superiore, ora d'un tratto vi rivelate imbecille. Mi dispiace per voi. Fate passare.

Antonio - (s'inchina con un sorriso ambiguo ed esce).

(Un momento dopo la porta si apre silenziosamente e appare una piccola signora bionda, vestita di nero, con un gran velo compromettente sul volto. Rimane dapprima diritta in mezzo alla stanza, si guarda attorno, poi si avvicina al marchese senza rialzare il velo e si abbandona a una risata squillante).

Bice - Non spaventarti... non spaventarti... Non sono venuta per farti paura! (Ride).

Marini - No, Bice, ti prego, non ridere cos...

Bice - (rialzando il velo) Vuoi che ti faccia una scena di gelosia? Di pazzia? Vuoi una tragedia?

Marini - (sulle spine) Vorrei ci)e tu te ne andassi subito di qui.

Bice - Con te?

Marini - Bisogna capire, Bice, certe situazioni...

Bice - Non esigere troppo dalla mia intelligenza e dalla mia indulgenza, Mario.

Marini - Ma tu non immagini il senso di disgusto che provo nel vedere mia moglie in una casa come questa...

Bice - Perch? Eppure in questa casa tu ricevi la donna che ami al di fuori del matrimonio una donna alla quale devi del rispetto...

Marini - Bice, tu non puoi rimanere qui.

Bice - Devo lasciare il campo libero? No, caro. Poich ho avuto la rara fortuna di coglierti in gabbia ti tengo... Sarebbe sciocco lasciarti scappare... E siccome la gabbia carina, calda, profumata, mi tolgo il cappello con questo brutto velo che mi faceva sembrare una vedova, e rimango a farti compagnia...

Marini - No!

Bice - No? Sei sciocco! Rimango lo stesso.

Marini - Bice, ti supplico...

Bice - Che cosa vorresti di pi? Vorresti una moglie meno buon compagno di me? Ti faccio dei rimproveri, forse?

Marini - Ecco, Bice: preferirei che tu mi rimproverassi, che tu mi facessi una cattiva scena di gelosia, una di quelle irragionevoli scene che mettono a 'posto i nervi... Vorrei che tu mi insultassi, per ritrovarmi, dopo, di fronte a te, con una pena diminuita da scontare... Perch, in fondo, Bice, lasciami credere che non ti fa piacere trovarmi qui, qui ad aspettare... s, ad aspettare una donna che non precisamente mia moglie!

Bice - (getta il cappello su una poltrona e si avvicina allo specchio per riordinare i capelli un po' scomposti) No, Mario, non mi fa piacere. Tuttavia...

Marini - Tuttavia?

Bice - Sono contenta di essere giunta in tempo: e mi fa quasi piacere di ritrovarmi qui con te... Eliminato il lato pi antipatico della nostra situazione, quello che tu invochi, a base di liti, di rimproveri, di scenate, l'idea di questo convegno fra marito e moglie nell'appartamento di uno scapolo, mi diverte. E mi diverte soprattutto l'idea che fra poco non saremo pi soli, e che sar costretta a fare gli onori di casa...

Marini - Questo no, Bice...

Bice - Perch no? Ci sono e ci resto. Prender qui il t che di solito prendevo altrove. Non puoi mandarmi via... tu sei mio marito e non mi comprometti.

Marini - Bice, ti prego, non fare dell'ironia. Sono in uno stato d'animo pietosissimo e l'ironia, in questo momento, mi farebbe troppo soffrire...

Bice - (va a sedersi sul bracciolo della poltrona occupata da Marini) Dimmi la verit, Mario... Non la mia presenza qui che ti d noia... Ti irrita ch'io sia giunta a impedirvi di farmi troppo male!

Marini - Che cosa posso sapere, io, adesso? Vorrei soltanto che tu potessi capire tutte le giustificazioni che ti dar, non qui, ma a casa nostra, stasera... Subito, se vuoi.

Bice - (mettendogli una mano sulle labbra) Ti sembro una moglie poco disposta al perdono?

Marini - Senza domandare spiegazioni?

Bice - Sono inutili. Senza domandare spiegazioni.

Marini - Senza esigere giustificazioni, senza imporre patti?

Bice - E perch? Senza esigere giustificazioni, senza imporre patti. Cio... col patto che rimarremo qui, io e te ad attendere la bella contessa Tarzis. E nell'attesa, visto che la bella contessa non molto puntuale, possiamo prende il t.

Marini - Oh, no, Bice, aspettare quella donna, no!

Bice - (con amaro rimprovero) Quella donna!... (Dolce) Una donna che tuttavia ti aveva fatto dimenticare tua moglie... e che poco fa non definivi certamente cos! Quella donna... E' strano come da un minuto all'altro gli stati d'animo abbassino moralmente una creatura che ha la sola colpa di aver creduto alle lusinghe d'un uomo e di aver ceduto al proprio cuore...

Marini - No, Bice, no! Quando tu sei entrata ero sul punto di andarmene, solo, come ero venuto: un po' disilluso, se vuoi, ma guarito...

Bice - La contessa un medico sorprendente se riesce, a distanza, a guarire le passioni che ispira, prima di averle vissute...

Marini - Non merito della contessa... merito mio.

Bice - Sei ammirevole.

Marini - Dianzi ho pensato a te, al nostro amore...

Bice - Non mentire...

Marini - Al nostro matrimonio... alla nostra felicit...

Bice - Non mentire...

Marini - Te lo giuro... Alla mia ingenuit di aver creduto nella illibatezza d'una donna che mi ha illuso, facendomi Credere di essere al suo primo amante...

Bice - Adesso s, Mario... adesso s, preferisco. Meglio non mentire se vuoi che ti creda e che ti perdoni.

Marini - (prendendo la moglie sulle ginocchia) Ti assicuro che stata una buona lezione... Adesso per andiamo via... Andiamo via subito. Il perdono condizionato non un perdono! E non voglio che la mia piccola Bice respiri l'aria equivoca di questa casa piena di peccato....

Bice - Ma no! Ho detto che voglio il t e non me ne andr senza averlo bevuto; ho detto che voglio rimanere e rimango; ho detto che aspetter qui la contessa Tarzis e l'aspetter. (Si alza e va a suonare due volte ).

Marini - (la segue con lo sguardo, senza capire).

Antonio - (sulla soglia, correttissimo) Signora marchesa...

Bice - Antonio... quando verr la signora... la signora che il signore attendeva, la introdurrete... La riceviamo insieme.

Antonio - Sissignora.

Bice - Potete intanto servirci il t.

Antonio - Sissignora. (Un attimo) Le sigarette Macedonia, signora marchesa, sono nella scatola dei sigari su quel piccolo tavolo.

Bice - Grazie, Antonio.

Antonio - Il brucia-profumi pronto, signora. C' l'ambra grigia.

Bice - Grazie, Antonio.

Antonio - (esce).

Marini - Come sai che si chiama Antonio?

Bice - Il conte De Marchi mi ha spesso parlato della straordinaria abilit del suo domestico. Credo che Antonio sia un 'po', per il conte, una specie di richiamo: comincia a parlare innocentemente del suo domestico e suscita nelle donne il desiderio di conoscerlo. E, col domestico, ciascuna conosce anche l'appartamento... e il padrone...

Marini - Sei informata...

Bice - Ho delle amiche, caro... delle amiche che non hanno segreti per me...

Marini - E' di una intelligenza opprimente.

Bice - Direi piuttosto che di una scaltrezza interessata... Ma tanto meglio cos: detesto i domestici stupidi.

Antonio - (rientra improvvisamente) Signora marchesa, la signora sta per giungere... l'amore e l'avventura

Bice - E aspettiamo.

Marini - Sei proprio decisa a rimanere?

Bice - Anche se non lo fossi pi, mio caro... sarebbe troppo tardi... Non ci sono uscite doppie qui...

Marini - Purtroppo.

Bice - Per un nido clandestino una doppia uscita indispensabile... Dovresti suggerirlo al tuo amico...

Antonio - Se la signora marchesa permette... potrei indicarle il salottino di soccorso...

Bice - Grazie, Antonio, ma non serve. Fate pure passare senza dir nulla.

Antonio - (esce).

Bice - (abbraccia il marito e gli porge le labbra) Dammi un bacio.

Marini - Bice... lasciami... se la contessa entrasse in questo momento...

Bice - Non pensare a lei adesso... Dammi un bacio... dammi quel bacio che avresti dato alla contessa...

Marini - No, Bice... A te, ce quel bacio no!

Bice - (allontanandosi) Non capisci nulla...

Antonio - (entra, tossendo. Bice si volta, sorridendo. Entra la contessa. Tarzis. Antonio rimane per alcune battute, poi riesce e rientra a tempo).

La contessa Tarzis - (con un grido soffocato) Oh, ma... (Sorride con sforzo) Ma non credevo...

Bice - (disinvolta) Non credevi di essere stata preceduta! Ma stranissimo... Tu arrivi la terza, e comincio a pensare che tu non sia l'ultima... Mio marito giunto per il primo... Bada, ti avverto subito: si tratta di uno scherzo, uno scherzo in piena regola, perch De Marchi partito e ha lasciato la casa in mano al suo impeccabile domestico... e chi s' visto s' visto! Cos ci ha preso in giro tutti! Mio marito per il primo, perch un uomo in certi scherzi ci fa sempre la figura peggiore... Io, purtroppo, per la seconda, e tu per la terza... E non mi stupirei se da un momento all'altro Antonio dovesse aggiungere qualche altra tazza per il t... Mi piacerebbe sapere se il prossimo che verr sar un uomo o una donna... Ma io chiacchiero, chiacchiero, e non ti d il tempo di salutare mio marito, il quale non sa pi a che santo votarsi per farmi tacere... (Abbraccia la contessa Tarzis e si fa da parte perch il marchese le baci la mano).

La contessa Tarzis - (che ha completamente perso la bussola) Ma scusa... scusa, tu sei qui... per che cosa?

Bice - Mi pare che ci sia un solo motivo che giustifichi la presenza d'una donna e d'un uomo, qui!

La contessa Tarzis - (confusissima, sul punto di andarsene) Non saprei...

Marini - Il quadro di Velasquez, signora!

Bice - (forte, con accento soddisfatto) Il quadro del Velasquez! Appunto!... Soltanto, vedi, cara, il quadro del Velasquez non c'!

Marini - Tu sai...

Bice - Pare...

Marini - Tu sai che il quadro del Velasquez non c'?

Bice - Naturalmente! E sapevo anche che non ci sarebbe stato il padrone di casa! Ero perfettamente al corrente del brutto tiro che De Marchi stava giocando agli amici e mi sono divertita a vedere le facce meravigliate o seccate di quelli che avevano creduto davvero all'esistenza del celebre quadro. Bisogner vendicarsi di De Marchi... (Alla Tarzis) E tu mi aiuterai...

La contessa Tarzis - Io?

Bice - Tu, e anche mio marito... Ma soprattutto tu. Soltanto le donne possono vendicarsi di un uomo... Ma non ti sei ancora seduta... Ti prego... (Va a suonare due volte il campanello. Antonio, impeccabilmente esatto, entra col servizio da t e la teiera fumante. La Tarzis, senza mettersi a sedere, calza nuovamente il guanto. Bice se ne accorge).

Bice - Non vuoi? Una tazza di t?

La contessa Tarzis - No.

Bice - Peccato! Sarebbe stato molto gentile rimanere insieme, un poco, noi soli...

La contessa Tarzis - Ero venuta con uno scopo preciso: mancato lo scopo, preferisco andarmene.

Bice - Mi dispiace: ma lo scherzo stato preparato male. Era molto meglio che tu fossi giunta prima di me... Vero che Antonio avrebbe creduto a chiss quali complicazioni e non mi avrebbe lasciata passare... Ma sarebbe stato divertente.

La contessa Tarzis - (che non ne pu pi) Me ne vado.

Marini - (s'inchina in silenzio.)

Bice - (l'accompagna sulla soglia e sorridendo le porge la mano. Sottovoce) Senza rancore?

La contessa Tarzis - (alza le spalle ed esce).

Bice - (si rivolge al marito che sprofondato in una poltrona) Hai veduto che stato molto pi semplice di quanto supponevi. Su... che pensi?

Marini - Penso al ridicolo della mia situa1 zione: domani tutti i miei amici sapranno che l'appuntamento con la Tarzis...

Bice - Perch? Lo sapevano in molti?

Marini - (ingenuamente) De Marchi, intanto... Poi gli intimi...

Bice - Ah... quando date appuntamento a una donna, informate prima gli amici... Un bel sistema da mascalzoni!

Marini - Bice!

Bice - Prosegui:... sapranno che l'appuntamento con la Tarzis ...

Marini - E' stato impedito da te... Non mi salver pi...

Bice - Non temere. Elena non parler. Noi donne quando accettiamo l'appuntamento di un uomo, non informiamo le nostre amiche, e tanto meno le pi intime... Elena parte troppo interessata perch possa dire qualche cosa... Io non ho alcun interesse a parlare... Tu... sono sicura, questa volta tacerai e farai la figura d'un gentiluomo senza volerlo... Rimane Antonio... ma ad Antonio penso io... Antonio e io siamo amici... Suona tu... due volte.

Marini - Come lo sai?

Bice - E' l'abitudine della casa. Me ne ha tanto parlato De Marchi!

Antonio - (entra).

Bice - Sentite, Antonio... Posso fidarmi della vostra discrezione?

Antonio - La signora marchesa pu non dubitare pi, ormai. La signora marchesa sa che pu contare sulla mia devozione e sul mio silenzio...

Bice - Va bene, Antonio, vi ringrazio. Volete servire il t?

Antonio - Sissignora.

Marini - Per me no, Antonio: non potrei inghiottire... (Alla moglie) Ho la gola chiusa.

Bice - Servite anche al marchese, Antonio... Non c' nulla come il t che rimetta da certe emozioni... e prepari a superarne altre...

Marini - Perch?

Bice - Perch... (Guarda Antonio) Non abbiamo pi bisogno di nulla, Antonio. (Antonio via).

Marini - (riprendendosi, con tono di marito) E adesso mi dirai, spero, come hai saputo che ero qui?

Bice - (porgendo la tazza) Certamente. Me lo ha detto il conte De Marchi. (Sorride) Stai attento... non versare il t sul tappeto...

Marini - Quando?

Bice - Ieri.

Marini - Ma una vigliaccheria.

Bice - D'accordo.

Marini - Te lo ha detto apposta perch tu potessi cogliermi in flagrante.

Bice - Apposta.

Marini - ti ha parlato del Velasquez che . non c', di Antonio, della necessit di suonare due volte...

Bice - S. (Una pausa) Ieri, a quest'ora, ero con De Marchi.., qui. (Una pausa) Avevo creduto per un momento che il Velasquez esistesse davvero.

Marini - Bice!

Bice - Ti prego... Non ti sei accorto del contegno ambiguo di Antonio? Il bruciaprofumi pronto, signora: c' l'ambra grigia!. Oppure: Le sigarette Macedonia sono nella scatola dei sigari! . Soltanto un uomo nell'ini, barazzo come te poteva non capire...

Marini - De Marchi ti ha fatto la corte?

Bice - (guardandolo fisso) S, come mi hanno fatto Ja corte tutti i tuoi amici. Una donna abbandonata a se stessa com'io sono, una donna che pu un giorno o l'altro appoggiarsi a qualcuno, e i tuoi amici mi hanno pian piano circuito, aspettando un mio attimo di debolezza per porgermi il loro braccio... De Marchi stato il pi assiduo, il pili attento, il pi audace... Aveva quasi vinto...

Marini - Tu lo hai amato?

Bice - Non dire tutte le sciocchezze che la gelosia inutile ti pu suggerire. De Marchi riuscito a persuadermi della mia infelicit, della mia troppa solitudine, del bisogno che ciascuna creatura ha dell'amore. A un marito che da due anni infedele alla moglie, non dovuta pi alcuna fedelt... Mi sono lasciata convincere a venire qui...

Marini - Bice, tu...

Bice - E poi mi aveva un poco attratta la idea dell'avventura: ero cos annoiata, Mario! E tu non puoi immaginare che male orribile sia la noia per una donna troppo sola! L'avventura in principio mi piaciuta... il mistero, la paura dello scandalo, l'Antonio equivoco e stil insieme, e il pericolo... il pericolo del peccato... il fascino del peccato.

Marini - Una pazzia...

Bice - Piuttosto una lezione. Ma De Marchi ch'era stato abilissimo prima, ha perso le staffe dopo. Con le donne, specialmente con certe donne, non bisogna precipitare. De Marchi, appena mi sono seduta su quella poltrona, mi ha preso la testa fra le mani e mi ha baciata...

Marini - (scattando) Si permesso?!

Bice - Proprio. Mi ha baciata. Del resto era il meno clic potesse fare per dimostrarmi il suo amore.

Marini - E tu?

Bice - E io... l'ho lasciato fare, senza ribellarmi. Del resto, De Marchi o un altro... che vale? Vale soltanto la mia passivit. Non ho reagito, Mario, non mi sono ribellata: non ho baciato, ma ho trovato ch'era dolce sentirsi stringere fra le braccia e sentirsi baciare sulla bocca con passione. Da troppo tempo ho bisogno di tenerezza, da troppo tempo hai dimenticato questa piccola donna che ti vuole bene. Sono due anni che resisto agli altri, e a me stessa; non per me e nemmeno per errato principio di rettitudine, ma soltanto perch ti amo, nonostante tutto. Oggi non posso pi. Oggi, anche il mio amore non basta pi per difendermi dall'amore degli altri.

Marini - Bice...

Bice - Non voglio dirti altro. Voglio soltanto che tu conosca il mio stato d'animo... E' una specie di alibi che mi preparo... (Sorride dolorosamente) Il giorno nel quale ne avr bisogno non avrai nulla da rimproverarmi.

Marini - (prendendo la moglie frale braccia) E perch ti ha detto che sarei venuto qui

oggi?

Bice - Visto che non era riuscito a raggiungere il suo scopo con le dimostrazioni... amorose, De Marchi si servito di tutto quanto poteva allontanarmi da te. La prova del tuo tradimento in casa sua...

Marini - E tu hai creduto all'amore d'un uomo come lui?

Bice - S. Tu hai creduto alla sua amicizia.

Marini - (stringendola a se) A lungo ti ha baciata?

Bice - S.

Marini - Sulla bocca?

Bice - S.

Marini - (baciandola) Cos? Ti ha baciata cos?

Bice - (allontanandosi) Non so. Non rammento pi...

Marini - (riavvicinandosi a lei) Tu credi che potrai dimenticarlo, Bice? Che potremo dimenticare insieme quanto successo?

Bice - Chiss...

Marini - (baciandola) In fondo, vedi, ti ho sempre amato, me ne accorgo ora, che li ritrovo vicina, che ti sento mia... Ci si allontana, a volte, senza sapere perch... Ci si perde... Ma se una piccola moglie sa aspettare, si ritorna, e si ritorna guariti dalla voglia di vagabondaggio.

Bice - Tutto sta a sapere aspettare. Ma difficile l'attesa, Mario, quando si conosce via via l'itinerario sentimentale del marito...

Marini - C' tuttavia un dovere...

Bice - Non parlarmi di dovere quando questo dovere deve esistere da una parte sola...

Marini - Non parliamo di dovere: parliamo di noi, allora. Siamo sfuggiti per miracolo a un duplice tranello piuttosto volgare nonostante avvesse tutte le apparenze dell'eleganza e dell'amore... E ci siamo ritrovati...

Bice - Dovremmo essere riconoscenti a De Marchi, quasi.

Marini - (improvvisamente) E adesso andiamo via, Bice, andiamo a casa nostra...

Bice - Prendiamo prima il t... Del resto, carino questo ritrovarci io e te soli, qui, dopo avere scansato gli altri... Vuoi che avvertiamo Antonio?

Marini - No, ti piego, non lo posso soppor-tare. Preferisco andarmene.

Bice - Come vuoi. (Prende il cappello) Posso staccare il velo, ormai... (Ride) Tu sei innocuo.. (Suona due volte).

Antonio - (sulla soglia) Signora...

Bice - Ce ne andiamo, Antonio. Vi prego di ringraziare il signor conte dell'ospitalit...

Marini - E di non fare spreco di perspicacia...

Antonio - Oso permettermi di dire al signor marchese che non capisco.

Marini - Non vi disperate, Antonio: il signor conte, quando torner, potr spiegarvi tutto. Ma non cercate di essere troppo intelligente... Non cercate di capire al di l delle vostre possibilit... Ce ne andiamo.

Antonio - Domando perdono al signor marchese: non .cercher di capire. (S'inchina ed. esce. Rientra subito e porge alla marchesa il mazzo delle rose che aveva portate via) La signora marchesa ama le rose: il signor marchese offre queste alla signora.

Bice - (che ha finito di mettersi il cappello prende le rose. E mentre fanno per uscire, cala il sipario sul pi stilizzato inchino di Antonio).


FINE

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