L’arca di Noè


LARCA DI NOE

Commedia in tre atti

di SERGIO PUGLIESE

PERSONAGGI

capitan Giosu

PietroLUIGI

CARMELO

MARTINO

MARIAROSA

ANNA

PATRIZIA

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

In una antica torre di vedetta normanna, su di uno scoglio davanti alla costa amalfitana, il vecchio Giosu, navigatore a riposo, comandante di trabiccoli da carica, ha costruito la sua abitazione. L'ambiente vasto; da una grande arcata sul fondo entra l'azzurro intenso del mare. La stanza pare posata sullacqua. Le pareti sono bianchissime, a calce. A sinistra, una scaletta di legno, a chiocciola, sale alle camere da letto; a destra, una scaletta in muratura scende verso il mare. A sinistra e a destra, due porte. I mobili sono semplicissimi. Una grande tavola a cavalletti, ove sono posati vari strumenti per disegnare e due grandi sfere: il mappamondo e la volta celeste, entrambi di antica costruzione. Accanto alla tavola, un alto cannocchiale a trepiede. In un angolo, una scrivania ingombrata da una disordinata catasta di volumi. Un divano e due poltrone di paglia e legno. Sul parapetto, verso il mare, alcuni vasi di gerani rossi.

(Quando si alza il sipario, sono in scena Mariarosa e Giosu. Mariarosa una donna duna cinquantina d'anni. Sotto la capellatura bianca, il viso ancora fresco e rosato. L'aspetto esteriore pacifico., bonario, ma gli occhi un po' miopi, che s'incantano sulle cose e sulle persone, i gesti lenti, vaghi, imprecisi, rivelano che Mariarosa ha perso ogni contatto con la concreta realt che la circonda e vive chiusa in un suo mondo cerebrale e libresco. Giosu un piccolo vecchio, magro e secco. La lunga barba rada e grigiastra, agitata sempre da un misterioso tremolio, le mani minute, le rughe del volto, la bocca, gli occhi, tutto in lui perpetuo movimento. Anche quando sta fermo, Giosu pare che si muova. E' impossibile immaginarlo addormentato. Nessuno intatti pu dire d'averlo visto dormire. La notte egli la passa sul tetto della sua torre normanna, intento in studi d'astronomia; di giorno corre per la casa, sempre occupalo in complicate faccende, che tutti ignorano, ma che lui danno un gran da fare. Ha una voce acuta, indossa un pesante abito di panno bianco, le spalle un po' curve sono coperte da uno scialletto di lana.

Mariarosa, seduta sul parapetto, sotto l'arcata, scruta il mare con un binocolo. Giosu, piegato sulla tavola, traccia delle linee con un compasso ed una squadra, su un gran foglio di carta).

Mariarosa - (posando il binocolo) A me, pare proprio il Principessa Mafalda ! Ha due ciminiere, la poppa bassa, due ponti. (Giosu non risponde. Mariarosa riprende il binocolo, dopo un istante lo riposa) Giosu, vorrei che tu rispondessi... Credi che sia il Principessa Mafalda?

Giosu - (senza alzare il capo) I piroscafi con due ciminiere, la poppa bassa, due ponti, nei mari del mondo sono pi di duemila. Hai perci una probabilit di indovinare, millenovecentonovantanove di sbagliare.

Mariarosa - Allora non il Principessa Mafalda ! Infatti la nave nel porto da tre ore, se fosse il Principessa Mafalda lui a quest'ora sarebbe gi qui.

Giosu - Invece, cara, quello proprio il Principessa Mafalda.

Mariarosa - Perch dici questo? Se sono pi di duemila... Non l'hai neppure guardato... To', prendi il binocolo.

Giosu - Non importa. Io so che quello il Principessa Mafalda .

Mariarosa - (senza scomporsi) Allora lui sar qui da un momento all'altro. Dimmi, babbo, non ti emoziona l'idea di rivedere tuo figlio, dopo vent'anni?

Giosu - A me no. E a te?

Mariarosa - Non la stessa cosa. Lui ed io non siamo pi marito e moglie. Un anno di vita in comune, ventidue di divorzio. Lo rivedr con curiosit, come un vecchio amico. Invece tuo figlio era, e tuo figlio rimane. Un figlio che non vedi da vent'anni.

Giosu - Appunto. E' passato troppo tempo. La maternit un istinto, la paternit un'abitudine. Il sentimento paterno, il maschio se lo deve fabbricare dentro di se, frequentando la prole, vedendola crescere, conoscendola bene. In ventidue anni di separazione ho avuto tutto il tempo di dimenticarmi d'essere padre. Forse basteranno quindici giorni, perch io mi abitui di nuovo all'idea d'avere un figlio. Si ferma con noi quindici giorni?

Mariarosa - Non credo, di passaggio.

Giosu - Peccato! Quindici giorni sono proprio il minimo indispensabile! Quando nato, comandavo un vecchio trabiccolo e caricavo del legname a Cuba. Per venire a vedere il marmocchio ho attraversato due oceani, forzando le caldaie. Ebbene, anche allora, mi ci sono andati quindici giorni per abituarmi all'idea d'essere padre. Eppure in quel tempo ero giovane e facile agli entusiasmi.

Mariarosa - Chiss se molto invecchiato? Magari avr perduto i capelli... sar ingrassato...

Giosu - Donne! Chiediti piuttosto se sia rimasto grullo come prima, o se per caso non abbia acquistato qualche saggezza.

Mariarosa - Quando fugg, tu non dicesti nulla, ma, nel tuo intimo, devi avere approvato la sua decisione... Non vero?

Giosu - Accanto a te non avrebbe mai potuto migliorare! Vi sareste peggiorati l'un l'altro, scambiandovi i vostri difetti, e nascondendovi le vostre qualit. Piuttosto, lo sa tua figlia che oggi sta per capitargli sul capo un padre, di cui non ha mai sentito parlare?

Mariarosa - No. Abbiamo ricevuto il cablogramma ieri sera. Anna stamane presto andata al porto e non ancora rientrata. Appena arriva, glielo diremo. Non sar facile spiegarle...

Giosu - E perch? Tutti hanno un padre. E' una disgrazia inevitabile.

Mariarosa - (facendo dei cenni di saluto verso il mare) Ecco Anna! (Si volge verso l'interno chiamando) Carmelo! (Si volge nuovamente a guardare verso il mare) Non sola! C' un uomo con lei. Non sar mica suo padre? (Da destra entra Carmelo. E' un marinaio anziano, allampanato. Ha navigato con Giosu vent'anni. Ora gli fa da domestico, da cuoco, da uomo d fiducia. E' l'unica persona di servizio che ci sia nella torre. Indossa una maglietta a righe blu e bianche, un paio di calzoni di tela, scalzo).

Carmelo - (rivolgendosi a Giosu) Comandate, capitano?

Mariarosa - Vai a prendere Anna con la barca. E' sulla scogliera che aspetta.

Carmelo - Va bene. (Esce).

Mariarosa - (riprende ad osservare nel binocolo). Sar lui? Che si sia gi incontrato con Anna? Mi sembra troppo giovane, per! E' il colmo, non so pi riconoscere mio marito! (Porgendo il binocolo a Giosu) Vuoi vedere tu, se sei capace di riconoscere tuo figlio?

Giosu - (senza muoversi, sempre intento ai suoi disegni) Non mio figlio.

Mariarosa - Son saliti sulla barca. Non lui. Chi mai s' portato dietro, Anna?

Giosu - (alza finalmente il capo, posa il compasso, ride, soddisfatto) Ah! Ah! Volevo ben dire! Proprio come prevedevo!

Mariarosa - Che accade, babbo, fra le tue stelle?

Giosu - Questa notte Urano entra in congiunzione con Marte! Il gran giorno s'avvicina!

Mariarosa - Quale gran giorno?

Giosu - Quello nel quale, finalmente, il mondo salter per aria!

Mariarosa - (tranquilla) Accadr presto?

Giosu - Occorre che si determinino ancora due aspetti. Algol deve entrare in congiunzione con Nettuno e inquadrarsi con Marte, poi la Terra si dissolver nello spazio come una goccia nelle acque del mare.

Mariarosa - Ci vorr ancora molto tempo perch queste combinazioni si verifichino?

Giosu - Secondo: possono bastare due giorni, o due secoli. Ma io spero nei due giorni. In questi ultimi tempi il processo si accelerato, gli uomini sono sempre pi pazzi, la Terra pende all'albero del cielo come un frutto guasto.

Mariarosa - Anna ha portato un ospite. Che gli daremo da mangiare?

Giosu - Chiedilo a Carmelo. (Anna entra dal fondo, accompagnata da Luigi. Anna ha vent'anni, forse pi, ma non ancora una donna. C' in lei una spontaneit di modi e di maniere, un istintivo candore che la fanno somigliare ad una bimba. E' vestita molto semplicemente, con una camicetta ed una gonna. Ai piedi un paio di sandali. Luigi un giovanotto d'una trentina d'anni. Insegna storia in un liceo di provincia. Le lunghe soste in biblioteca e il magro stipendio non gli hanno concesso fino ad oggi di conoscere molto la vita. C' in lui un simpatico miscuglio di petulanza professorale e di ingenuo fervore. Ha appesa ad un braccio una piccola valigia).

Anna - Ciao, mamma. Ciao, nonno. Vi ho portato la posta. (Consegna alcune lettere a sua madre, porge a Giosu una busta) Una lettera anche per te, nonno!

Giosu - (si rituffato nei suoi calcoli astrologici) Strappala, cara; lo sai che non leggo mai le lettere che ricevo.

Anna - (straccia la lettera in minuti pezzetti che butta in mare, dall'arcata) Ecco fatto! I pesci non sanno leggere. (Luigi, nel constatare che Anna eseguisce con tanta semplicit l'ordine di Giosu, ha un soprassalto, non pu trattenersi).

Luigi - Scusate, la lettera poteva contenere comunicazioni importanti...

Anna - Per il nonno non esistono comunicazioni importanti. Sulla terra non accade mai nulla di importante. Solo in cielo, qualche volta, si verificano avvenimenti d'un certo rilievo... Vero, nonno?

Giosu - Non che sulla terra non accada mai nulla d'importante. Si svolgono solamente cose previste.

Luigi - Poteva essere l'annuncio di morte d'un parente...

Giosu - Che cosa c' di pi previsto della morte?

Luigi - Poteva contenere del denaro...

Giosu - Difficile! Ohi volete che spedisca del denaro a me? E poi naturalmente qualche cosa bisogna rischiare.

Luigi - Un avviso urgente, improrogabile...

Giosu - Non esistono avvisi urgenti, improrogabili., tranne quelli delle tasse. E s'eran tasse, state tranquillo, che verranno di persona per farsele pagare....

Luigi - Eppure a me sembra:..

Giosu - Giovanotto, se siete un uomo che dal vivere a lungo possa trarre qualche esperienza, quando avrete la mia et, straccerete anche voi, senza aprirle, le lettere che riceverete. State tranquillo, quando proprio necessario conoscere qualche cosa, la si viene a sapere lo stesso...

Anna - Scusate, non ho ancora presentato il mio amico... il mio grande amico. E' un professore, un professore di storia. Abbiamo fatto un patto. Lui mi dar lezioni di storia ed io gli insegner a nuotare..

Giosu - Ci rimetti! Tu gli insegni qualche cosa di eterno, il dominio delle acque, e lui ti riempir la testa di futilit.

Luigi - La storia...

Giosu - E' l'atto d'accusa dell'umanit!

Anna - (presentando) La mia mamma...

Luigi - Siete voi, signora, che avete tradotto Che cos' la metafisica dell'Heidegger? Una traduzione magnifica...

Mariarosa - (che, da quando ha ricevuto la posta, ha inforcato un grande paio d'occhiali e s' immersa nella lettura) S. Ora sto traducendo tutto Kierkegaard: vi interessa? Ricevo appunto una lettera dall'editore...

Anna - Il mio nonno... il capitan Giosu...

Luigi - Ah!... Il famoso capitan Giosu! Onorato, capitano.

Giosu - (burbero) Famoso perch?

Luigi - (intimidito) Non siete voi che avete scoperto le isole Kai? Una porta il vostro nome... L'isola Giosu!

Giosu - Bell'affare che ho fatto! C'era ancora un angolo di terra tranquillo, un pugno di uomini quasi felici... e sono andato a metterli in mazzo con gli altri! Voi che venite dal mondo, sapete dirmi se anche nelle mie isole fanno la guerra?

Luigi - S, credo, da qualche mese... Ci son stati degli sbarchi...

Giosu - Volevo ben dire! L'unica mia consolazione il pensiero che intanto le avrebbero scoperte lo stesso!

Mariarosa - (posando la lettera) Il mio editore una bestia! Non capisce niente! Gli ho proposto di stampare Il concetto dell'angoscia di Kierkegaard e lui preferisce Stadi sul cammino della vita .

Luigi - Ma gli Stadi sono un'opera secondaria, signora, avete ragione... Il concetto sull'angoscia invece un libro fondamentale, e d'altra parte non si possono capire gli Stadi senza Il concetto dell'angoscia ...

Mariarosa - (subito interessata) Proprio cos! Bravo! Scusate, come vi chiamate?

Anna - Luigi, si chiama Luigi...

Mariarosa - Caro Luigi, dovete aiutarmi a persuadere l'editore... Gli scriverete anche voi! Spero che vi fermerete con noi qualche giorno.

Anna - Certo! Ti ho detto, mamma, deve imparare a nuotare. Senti nonno... (Giosu col suo passettino rapido e silenzioso scomparso da qualche minuto, senza che nessuno se ne accorgesse).

Luigi - (stupito) Non c' pi!

Anna - Il nonno fa sempre cos! Appare e scompare, nessuno riesce mai a sapere dove sia!

Mariarosa - Conoscete Ragione ed esistenza dello Jaspers?

Luigi - S, signora...

Mariarosa - Varrebbe la pena di tradurre anche quello, non vi pare?

Luigi - Senza dubbio.

Mariarosa - Ebbene, non riesco a trovare un editore che lo voglia.

Luigi - Forse Lanterni... Avete provato con lui? So che sta per lanciare una collana di grandi pensatori moderni.

Mariarosa - Lanterni? Non lo sapevo. Anna, hai fatto molto bene a portare qui il tuo amico. A proposito, devi farmi un piacere. Astrua chiede con urgenza gli ultimi due capitoli di Ritorno al cielo . Li ho tradotti stanotte. Sono sulla tavola, nella mia stanza.

Luigi - Che libro Ritorno al cielo ?, non conosco...

Mariarosa - Oh, un romanzo qualsiasi. Senza importanza. Puoi copiarli a macchina?

Anna - S, mamma. Li copier oggi.

Giosu - (sempre silenziosamente di nuovo ritornato al suo posto) Oggi non avrai tempo. Dovrai occuparti di tuo padre! (Anna, Luigi e Mariarosa si girano di scatto verso di lui).

Anna - Che dici, nonno?

Mariarosa - Ma io non le ho ancora spiegato...

Giosu - E perch?

Mariarosa - (indicando Luigi, con impaccio) C'era qui il professore.

Giosu - E con questo? Forse che una cosa insolita avere un padre? Anche Anna ne ha uno!

Anna - Mamma! Nonno! Che volete dire?

Giosu - Non capisco perch ti agiti, piccina. Non c' nulla di straordinario...

Mariarosa - Vieni qui, Anna, ti spiego...

Anna - Che c', che c'?

Mariarosa - Io e tuo nonno non ti abbiamo mai parlato di tuo padre... Forse tu lo credevi morto...

Anna - No... sapevo che era vivo.

Mariarosa - Ecco! Egli ci ha abbandonato ventidue anni fa. Abbiamo divorziato. Da allora non erano pi giunte sue notizie.

Giosu - In America si risposato.

Mariarosa - Come fai a saperlo?

Giosu - Lo so.

Mariarosa - A me non l'hai mai detto.

Giosu - Che importanza aveva?

Mariarosa - Ricevevi sue lettere?

Giosu - Ripeto, le cose essenziali si sanno anche se non si leggono le lettere.

Anna - (emozionata) Dimmi, mamma, sono arrivate sue notizie?

Mariarosa - S.

Anna - Quando?

Mariarosa - Un cablogramma, ieri sera, da un piroscafo, il Principessa Mafalda .

Anna - Che dice?

Mariarosa - E' a bordo. La nave entrata in porto stamane.

Anna - (balza in piedi) Carmelo! La barca!

Mariarosa - Dove vuoi andare?

Anna - Da lui! Nonno, vieni anche tu? (Si gira verso il tavolo. Giosu scomparso).

Luigi - (che ha seguito con crescente stupore la scena, si volge verso il tavolo di Giosu) Non c' pi!

Mariarosa - Non muoverti. Verr qui. Lo aspettiamo da un momento all'altro.

Anna - Ah! (Si siede. Un silenzio) Perch non mi avete mai parlato di mio padre?

Mariarosa - Perch tu non ce l'hai mai chiesto, figlia mia.

Anna - Io non osavo, temevo di farti dispiacere...

Mariarosa - Tuo nonno ed io abbiamo deciso di non parlartene mai, perch poteva anche non farsi pi vivo. E' stato zitto per ventidue anni! Era inutile farti fantasticare... procurarti del dolore.

Luigi - (ansioso di trovare una spiegazione logica alle stranezze che vede svolgersi nella casa dei suoi amici) E' vero!

Anna - Com' mio padre?

Mariarosa - Era un bell'uomo. L'avevo sposato per questo.

Anna - Hai una sua fotografia?

Mariarosa - Non credo. Tra poco lo vedrai in carne ed ossa.

Anna - Dove vi eravate conosciuti?

Mariarosa - A New York. Io allora ero la segretaria di un teosofo italiano, che faceva in America un giro di conferenze. Lui era imbarcato sul piroscafo del padre. Ci siamo sposati laggi, e siamo tornati insieme in Italia...

Anna - Perch ti ha lasciata?

Mariarosa - Mah! Non saprei dirti. Tuo nonno sostiene che ci peggioravamo l'un l'altro. E' scappato dopo un anno di matrimonio. Sei mesi prima che tu nascessi. Abitavamo a Roma. Era un periodo nel quale lavoravo molto. Avevo incominciato a tradurre Freud.

Luigi - Ho letto Freud nella vostra traduzione, signora.

Mariarosa - Non avevo molto tempo per badare a mio marito.. Una sera lo cercai perch mi aiutasse a prepararmi una limonata calda: avevo un po' di mal di stomaco... mi accorsi che non era pi in casa... Era scappato da due giorni.

Luigi - (trasecolando) Da due giorni?

Mariarosa - Si faceva orari diversi. Lui s'alzava quando io mi coricavo. Io lavoravo di notte. Trovai anche una sua lettera d'addio, in cucina. Diceva che ritornava in America, dove si sarebbe procurato il divorzio, per restituirmi la pi completa libert. Diedi il mio assenso al divorzio, che fu pronunziato l'anno dopo.

Anna - E in seguito?

Mariarosa - Sparito, non ho pi saputo nulla, fino al cablogramma di ieri sera. (Giosu ha ripreso silenziosamente il suo posto).

Anna - Quanti anni avevi, mamma, quando... lui.. pap... part?

Mariarosa - Fammi contare! Venticinque ne avevo!

Luigi - Povera signora! Quanto vi deve aver fatto soffrire!

Mariarosa - Mio marito? Affatto. Aveva un ottimo carattere.

Luigi - Ma allora?

Mariarosa - Ne lui n io eravamo fatti per il matrimonio...

Giosu - Non esatto! Non eravate fatti l'uno per l'altro. I vostri aspetti stellari erano contrastanti. Mio figlio nato sotto l'influsso di Venere, tu sotto quello di Saturno. Due pianeti inconciliabili.

Anna - E dopo, mamma, che hai fatto?

Mariarosa - Tu eri venuta al mondo, cercavo un sito tranquillo per stabilirmi con te e poter lavorare... Tuo nonno mise a nostra disposizione questa torre. Allora navigava ancora. Dopo qualche anno ci ha raggiunte qui...

Anna - i E Carmelo stata la mia balia asciutta, la mia istitutrice, il mio maestro di nuoto...

Mariarosa - Ecco!

Anna - (pensierosa) E oggi vedr per la prima volta mio padre!

Luigi - (avvicinandosi ad Anna, affettuoso) Cara Anna, questo un bel giorno per voi, lo capisco; ritrovare tanto improvvisamente il proprio padre, qualunque cosa sia accaduta, sempre una grande gioia...

Giosu - Non gli badare, Anna! Dice delle stupidaggini. Quella d'esser costretti ad avere dei genitori una delle pi grandi disgrazie dell'umanit. Tu, fino ad oggi, eri una privilegiata, ne conoscevi uno solo, ora ti capita addosso anche l'altro! Devi aver pazienza!

Luigi - (scandalizzalo) Ma, capitano...

Giosu - (burbero) Chiamami Giosu, non capitano. C' una sola persona al mondo che autorizzata a chiamarmi capitano: Carmelo, perch, se non potesse pi farlo, morirebbe.

Luigi - Va bene, signor Giosu...

Giosu - Giosu!

-1-


Luigi - (impacciato) S volevo dire che i genitori esercitano sempre sui figli...

Giosu - Una nefasta influenza!

Luigi - Al contrario. Intendevo...

Giosu - Ma non capisci quanto sarebbero migliori gli uomini se nascessero soli, senza tare ereditarie, senza preconcetti, senza perniciose suggestioni? Esseri intatti, liberi! Ad ogni nascita un uomo nuovo, un altro Adamo, un nuovo mondo! Ognuno sarebbe responsabile della propria evoluzione. A quest'ora l'umanit, invece di ripetersi peggiorandosi, sarebbe composta di semidei..

Luigi - Eppure anche Adamo ed Eva procrearono

dei figli....

Giosu - Appunto! Fu questo il peccato originale. Dio pun gli uomini condannandoli ad avere un padre ed una madre! (Carmelo entra da destra).

Carmelo - Capitano, vorrei chiedere che cosa devo preparare per pranzo.

Giosu - Zuppa di pesce.

Carmelo - Va bene, capitano. Vado a vedere in dispensa..

Anna - La dispensa di Carmelo il mare!

Giosu - Vai agli scogli piatti. Troverai delle aragoste. Oggi siamo nel segno dell'Acquario che propizio alla pesca delle aragoste.

Anna - E pompa dell'acqua dalla cisterna, per la vasca da bagno. Arriva mio padre!

Giosu - Carmelo invecchia, bisogna lavarsi di meno!

- (Carmelo esce).

Luigi - (incerto) Forse io potrei approfittare della barca di Carmelo per ritornare a terra...

Mariarosa - E perch, se siete appena arrivato?

Luigi - (sempre pi impacciato) Ma... non so... credo opportuno, in questa occasione... io sono un estraneo...

Mariarosa - Macch estraneo! Non siete un amico di Anna?

Anna - Il migliore dei miei amici. Gi, poi, non conosco che lui...

Luigi - La signorina Anna vorr rimanere sola con suo padre... le circostanze sono, s, vorrei dire, eccezionali...

Giosu - Giovanotto, credi sul serio che un padre ed una figlia che non si sono mai visti abbiano molte cose da dirsi?

Mariarosa - Caro professore, voi rimarrete con noi. Ho bisogno di consultarvi per la traduzione di Kierkegaard. Anzi, aspettate, vado a prendervi la lettera che ho ricevuto dall'editore... (Sale la scala ed esce).

Luigi - (ad Anna) Proprio sul serio la mia presenza non vi arreca disturbo? (Giosu esce).

Anna - (con una lieve malinconia) No, Luigi. Forse ha ragione il nonno. Un padre ed una figlia che non si sono mai visti, se rimanessero soli, non saprebbero che dirsi... (Anna e Luigi vanno a sedersi sul davanzale dell'arcata, di fronte al mare).

Luigi - Com' tutto strano qui. Non ho mai visto un mare trasparente come questo. Sembra irreale. Sotto gli scogli, laggi, si vede il fondo. Viene voglia di buttarcisi dentro...

Anna - Affoghereste!

Luigi - Anche la casa molto bella, piantata su uno scoglio, circondata dall'acqua Queste mura spesse dall'esterno non si vedono, paiono roccia.

Anna - E' un'antica torre di vedetta normanna...

d Luna - Ah! Millecento

Anna - Le date mettetele voi, che siete professore. Dopo i normanni, la torre stata abitata da un corsaro. Nel sotterraneo ci sono ancora, infissi nella roccia, gli anelli ai quali legava i suoi prigionieri. E' stata trovata anche una pietra con il suo nome.

Luigi - Come si chiamava?

Anna - Bonocore.

Luigi - Ah! Deve trattarsi di Urus Marinus Bonocore! Un celebre pirata amalfitano infatti, vissuto intorno al Milletrecento. Mi porterete a vedere il sotterraneo?

Anna - S.

Lutti - E voi, signorina Anna, siete vissuta sempre qui?

Anna - Sempre. Il nonno si costru questa casa, tanti anni, quando navigava. Riatt la torre da solo. Tra un viaggio e l'altro, scendeva a terra e faceva il muratore. Ha portato sulle sue spalle pietra su pietra, cos racconta Carmelo.

Luigi - Avevo sentito parlare molto del vostro nonno, Anna. Il famoso capitan Giosu, l'ultimo grande navigatore. Mi ha fatto molta impressione. E' un uomo soprannaturale, come questo mare... Quanti anni ha vostro nonno? Vi confesso che credevo che il famoso capitan Giosu fosse morto da un pezzo! Tutti lo credono. (Appena pronunciata questa frase, si gira di scatto con il timore che Giosu sia, come il solito, riapparso alla sua tavola).

Anna - Quanti anni ha il nonno? E' un mistero per tutti.

Luigi - Le isole Kai le ha scoperte nel Milleotto-centottanta, ottantuno... Cos almeno sta scritto negli atlanti.

Anna - Il nonno pu avere ottanta anni, cento. non si sa... se glielo chiedi non risponde...

Luigi - Se mi dicessero che ha duecento anni, lo crederei. Quello non un uomo come gli altri. Piacerebbe anche a me, vivere qui, come voi, Anna!

Anna - Bisogna vedere se il nonno vi ammetterebbe nell'arca.

Luigi - Nell'arca?

Anna - S. Questa torre per il nonno una specie di arca di No! Il mondo sta per sprofondare. Si salveranno solamente pochi eletti. A loro spetter di ricostruire un mondo migliore. Cos dice il nonno.

Luigi - E' molto difficile conquistarsi la fiducia del capitan Giosu ed essere ammessi nell'arca?

Anna - Terribilmente difficile.

Luigi - E voi, signorina Anna, mi lascereste affogare?

Anna - (sorridendo) Beh! si vedr se sar il caso di stendervi una mano.

Luigi - Ricordatevi che non so nuotare.

Anna - I nostri patti sono chiari, professore. Io vi insegner a nuotare e voi mi darete lezioni di storia. Vedrete che sar pi facile il mio compito che il vostro. Sono molto ignorante.

Luigi - Ed io non ho nessuna attitudine agli esercizi violenti.

Anna - Non sono mai andata a scuola.

Luici - Sul serio?

Anna - S. Vi ho detto, son sempre vissuta qui. Una specie di mostro. Quando mi conoscerete meglio, vi asterr.

Luigi - Non credo.

Anna - Il nonno mi ha insegnato quelle cose ch'egli giudica essenziali.

Luigi - E quali sono?

Anna - Poche. I nomi delle costellazioni...

Luigi - Le conoscete tutte?

Anna - Questo s, tutte quelle che si vedono... Se usare una bussola, calcolare la deriva di un vento...

Luigi - Appena vi ho vista, ho subito capito che avevate molte cose da insegnarmi.

Anna - La mamma mi ha fatto leggere qualche libro. So anche i nomi dei pesci che ci sono nel mare. Li ho imparati da Carmelo.

Luigi - Andr anch'io a scuola da lui! (Giosu ritornato silenziosamente alla sua tavola. I due non se ne accorgono).

Anna - Vi spaventerete: ignoro le cose pi semplici, quelle che sanno a memoria tutti i ragazzini. Per esempio, i nomi dei sette re di Roma erano sette, vero? e quello dell'inventore del telegrafo. E non sono nemmeno molto sicura della mia tavola pitagorica.

Luigi - (sorridendo) E' grave.

Anna - Due anni fa, la mamma traduceva una storia di Francia e parlava degli Ugonotti. Io, l per l, ho creduto che fossero pesci.

Luigi - (ridendo) Ed ora sapete chi sono?

Anna - S, molto vagamente per. Quando incomincerete ad istruirmi?

Luigi - Dopo la prima lezione di nuoto.

Anna - (gettando improvvisamente un piccolo grido) Guardate laggi, sugli scogli! C' un uomo che fa dei segni! Quello deve essere mio padre! (Chiamando a voce alta) Mamma! Mamma!

Giosu - (senza alzare il capo) Non strillare tanto. Che vuoi? (Luigi nel sentire la voce di Giosu ha un sussulto).

Anna - (agitata) Ce un uomo sugli scogli... Pu essere-

Giosu - S. E' tuo padre. Carmelo gi andato a prenderlo.

Anna - Ah! (Osserva verso gli scogli) Ecco, sale ora sulla barca. (Chiamando) Mamma! (Mariarosa scende dalla scala, ha in mano un foglio di carta),

Mariarosa - Ecco, professore, la lettera del mio editore...

Anna - E5 arrivato! E gi sulla barca. Carmelo le porta qui...

Mariarosa - (avviandosi verso Forcata) Fammi vedere. (Prende il binocolo posato sul parapetto, osservai E proprio lui! Mi sembra molto ben conservato. Te l'ho detto, tuo padre sempre stato un bell'uomo.

Anna - (cercando di nascondere la sua emozione) Che dir, mamma? E tu che farai?

Mariarosa - (sempre guardando nel binocolo) Non agitarti, Anna. Vedrai, queste situazioni sono complicatissime soltanto in apparenza. In pratica tutto sar molto semplice e molto facile. Sono sicura che tu ti affezionerai subito a tuo padre. Una volta era un uomo che riusciva simpatico a tutti. Speriamo che non sia cambiato.

Anna - (guardando) Scende dalla barca.

Mariarosa ------------- - Ha ancora il passo agile. Non si neppure appoggiato alla ringhiera. Tuo padre ha sempre curato molto il suo fisico. (A Luigi) Faceva un'ora di ginnastica tutte le mattine. A me dava un fastidio terribile.

Anna - Mamma, qui! (Istintivamente fa alcuni passi rapidi verso la soglia, poi, come spaurita, ritorna di corsa verso sua madre, che rimasta seduta accanto al parapetto. Sulla soglia apparso Pietro, seguito da Carmelo che porta una valigia. E' un signore elegante, evidentemente molto dissimile da suo padre e dalla moglie: un uomo che ama vivere facilmente e piacevolmente. Non ha mai cercato di guidare la sua vita, si abbandonato, reagendo, di tanto in tanto, con un colpo di testa. Sosta sulla porta, un po' incerto. Mariarosa, Anna e Luigi lo fissano in silenzio per un istante. Giosu si ecclissato. Mariarosa rompe l'indugio, tranquilla).

Mariarosa - (con voce pacata, senza alzarsi) Buongiorno, Pietro.

Pietro - (avanza verso la moglie) Addio, Mariarosa. Come stai?

Mariarosa - Io bene. Hai fatto un buon viaggio?

Pietro - Pessimo, capirai un viaggio per mare di questi tempi...

Mariarosa - Gi! Per ti trovo un bell'aspetto...

Pietro - (posa il suo sguardo su Anna, che lo fissa ansiosa).

Mariarosa - (passando un braccio sulle spalle della figliola) Questa Anna!

Pietro - (turbato) Anna! (Padre e figlia fanno un passo per andare l'uno verso l'altro, istintivamente, poi entrambi si frenano. Pietro china per un istante il capo, lo rialza, guarda interrogativamente verso Luigi).

Mariarosa - (indicando Luigi) Non fa parte della famiglia. Dopo la tua partenza non ho avuto altri figli. E' un amico di Anna. Un professore. (Luigi s'inchina cerimonioso, Pietro risponde al saluto).

Pietro - (dopo un breve silenzio) Pap dov', come sta? (Tutti si volgono verso lai tavola di Giosu).

Mariarosa - Era qui un momento fa...

Pietro - Sta bene?

Mariarosa - Benissimo. Ha molto da fare con le sue stelle.

Pietro - Con le stelle?

Mariarosa - Da quando non naviga pi, si occupa di astrologia...

Pietro - Ah! E tu lavori sempre? Che cosa stai traducendo?

Mariarosa - Kierkegaard.

Pietro - Brava! Non so chi sia Kierkegaard, ma se lo traduci tu sar certamente un grande autore... (Si volge improvvisamente verso Anna, le dice di scatto) Senti, Anna... Io ho una gran voglia d'abbracciarti, posso farlo?

Anna - (semplice, affettuosa) S, pap. (Si abbracciano).

Pietro - Anna, se tua madre permette vorrei dirti una cosa sola, ma subito...

Mariarosa - Dilla, se non una sciocchezza.

Pietro - (timido) Quando sono partito, non sapevo neppure che tu dovessi venire al mondo, Anna! Questo volevo dirti... E' una sciocchezza, Mariarosa?

Mariarosa - (benevola) No. E' giusto che tu lo dica a tua figlia.

Pietro - Vi ringrazio d'avermi ricevuto cos... con questa semplicit... Avevo timore...

Mariarosa - Credevi che ti mandassimo la fanfara al porto?

Pietro - Sei sempre stata una donna intelligente, Mariarosa. Troppo intelligente per me. Questo stato il guaio.

Giosu - ( rientrato mentre Anna e il padre si abbracciavano. Nessuno ha fatto attenzione a lui. Dice tranquillamente, al figlio, come se riprendesse un discorso interrotto da poco) Sei nato sotto il segno della facilit, questo il vero guaio... Te l'ho detto tante volte.

Pietro - (andandogli incontro, commosso) Oh... pap!

Giosu - La notte della tua nascita la luna entrava nel segno zodiacale della Bilancia e i Gemelli sorgevano all'orizzonte. Prestanza fisica, piacevolezza, assenza totale di combattivit, nessuna ambizione, tranne quella di vivere comodamente. Per questo sei stato sempre un uomo superficiale. Hai fatto qualche progresso in questi anni?

Pietro - Pochi, pap (Carmelo ridiscende la scala).

Anna - (che rimasta accanto al parapetto verso il mare) Sugli scogli c' una signora. Fa dei cenni verso di noi...

Mariarosa - (avvicinandosi ad Anna) E' vero! (A Pietro) La conosci? Era con te?

Pietro - S.

Mariarosa - Chi ?

Pietro - (dopo una lieve esitazione) Mia figlia.

Mariarosa - Tua figlia? (Luigi ha un piccolo sussulto).

Pietro - Laggi, dopo il nostro divorzio, mi sono risposato. Sono vedovo da cinque anni. Ho avuto una figlia. Quella.

Mariarosa - Ah! L'hai portata con te?

Pietro - S.

Mariarosa - Vuoi che venga qui?

Pietro - No... no... solo... se, per caso, desideraste conoscerla...

Mariarosa - Certo.

Pietro - Allora pu salire?

Giosu - (a Carmelo) Un momento. Ti senti di pompar acqua anche per lei?

Carmelo - S, capitano.

Giosu - Bada che quella ti consumer almeno due vasche al giorno.

Carmelo - Ce la faccio, capitano.

Giosu - Valla a prendere, allora. (Carmelo esce. Mariarosa, Anna e Luigi sono andati al parapetto e fanno dei gesti di saluto verso il mare. Mariarosa guarda nel binocolo).

Mariarosa - Una bella ragazza! Ha preso da suo padre.

Giosu - (a Pietro che gli rimasto accanto) Che hai fatto d'importante in questi anni?

Pietro - Ho vissuto, pap. Mi sono risposato, ho avuto un'altra figlia...

Giosu - Non ripetere cose che sappiamo...

Pietro - Ho guadagnato del denaro... molto.

Giosu - Ti ho detto di dirmi le cose importanti.

Pietro - (scoraggiato) Non c' altro, pap!

Giosu - (scrollando il capo) Eh... lo immaginavo. (Anna ridiscende verso Giosu e Pietro).

Anna - Come si chiama?

Pietro - Patrizia. Spero che tua sorella ti piacer.

Anna - Anch'io. Hai fatto molto bene, pap, a portarla con te.

Giosu - (a Pietro) Ebbene, tu che vieni da fuori, dammi almeno notizie degli uomini, se non hai da darmene delle tue. Come va il mondo?

Pietro - Male.

Giosu - Gli uomini sono sempre gli stessi?

Pietro - Sempre.

Giosu - Continuano ad uccidersi, a depredarsi l'un l'altro, a firmar trattati di pace che preparano nuove guerre?

Pietro - Pi che mai

Giosu - Non si sono ancora chiesti perch veramente il mondo esista? Perch essi vivono?

Pietro - No, pap!

Giosu - Allora, figlio, tutto il resto non m'interessa.

Anna - (ritornando presso Giosu e il padre, seguita da Luigi e da Mariarosa) Patrizia scesa ora dalla barca. Sale le scale. (Tutti si girano verso la porta).

Giosu - (a Pietro) Speriamo che non ti somigli.

Pietro - Stai tranquillo, pap, non mi somiglia affatto! (Patrizia apparsa a sommo della scala. E' bellissima. Veste con inappuntabile ricercatezza. Lo sguardo fermo, la bocca sottile, il breve naso palpitante, i gesti taglienti, sono gli indizi rivelatori d'una volont, d'una sicurezza senza limiti. Si ferma un istante immobile, volge intorno un'occhiata che la documenta, poi saluta con voce chiara e squillante).

Patrizia - Buongiorno a tutti!

Pietro - (avanzando e facendo le presentazioni) Mia figlia Patrizia. Questo il nonno (Giosu alza appena il capo). Questa Mariarosa. Questa Anna, tua sorella (Anna sorride intimidita). Questo signore non appartiene alla famiglia. E' un amico di Anna. (Un silenzio impacciato. Patrizia continua l'ispezione dell'ambiente, guardandosi intorno, tranquilla).

Anna - (con un filo di voce) Siediti, Patrizia.

Patrizia - (si siede sul parapetto) Un posto magnifico! Veramente incantevole! Avrebbe bisogno per di radicali trasformazioni!

Pietro - (preoccupato) Patrizia!

Anna - Quali trasformazioni?

Patrizia - Parecchie, mi sembra! Per esempio, il doverci arrivare con quella barchetta molto scomodo. Si dovrebbe impiantare una teleferica fino alla riva. E voi abitate sempre qui?

Anna - Sempre!

Patrizia - Interessante! E che fate per passare il tempo?

Giosu - Pietro, spiega a tua figlia che il tempo passa da solo, senza che gli uomini abbiano da metterci mano!

Anna - La mamma traduce dei libri...

Pietro - Mariarosa una celebre traduttrice. E' in relazione con tutti i grandi uomini della terra.

Patrizia - E tu, Anna?

Anna - (confusa) Io... io non faccio niente... S, voglio dire... nuoto... vado a pesca con Carmelo... prendo del sole...

Patrizia - (guardandola severamente) Dopo un certo tempo tutto questo dovrebbe stancare. Non ti annoi?

Anna - Non me lo sono mai chiesto! Mi sembra di no!

Patrizia - (s'avvicina a Giosu, che ha continuato a disegnare) E il nonno che fa? Vedo che sta lavorando... Di che ti occupi, nonno?

Giosu - (alza il capo, brusco) Io aspetto la fine del mondo, ragazza!

Patrizia - (sorpresa) Ah! (Riprendendosi) Non sapevo che fosse un'occupazione! (Giosu e Patrizia si fissano con poca benevolenza. Misurano le loro forze).

Mariarosa - Pare che sia prossima!

Patrizia - Che cosa?

Mariarosa - La fine del mondo.

Patrizia - (scrolla le spalle e s'allontana dal tavolo di Giosu. Si rivolge a Luigi) Anche voi abitate qui?

Luigi - (che la presenza fisica di Patrizia paralizza) No... no... io sono arrivato soltanto oggi...

Patrizia - (lo osserva attentamente).

Luigi - (sempre pi intimidito) Faccio il professore di storia...

Patrizia - Dove?

Luigi - In una cittadina dell'interno... Abbiamo com. binato delle lezioni con Anna... (Giosu scomparso. Patrizia, camminando, inciampa in un anello che affiora sul pavimento. Getta un piccolo grido. Per reggersi in piedi costretta ad abbracciare Luigi).

Anna - Attenta, Patrizia! E' l'anello della botola. Di l si scende nel sotterraneo.

Patrizia - (seccata che l'incidente abbia turbato il suo irreprensibile contegno) Curiosa abitazione!

Luigi - (emozionato, come se ripetesse una lezione) E' un'antica torre di vedetta normanna, abitata poi dal corsaro Ursus Marinus Bonocore il quale, munito di lettere di corsa dalla Repubblica di Amalfi... (S'interrompe confuso) Interessa qualcuno la storia di Ursus Marinus Bonocore?

Mariarosa - (alzandosi) Nessuno, caro. Pietro e sua figlia vorranno salire nelle loro stanze, vero? Speriamo che Carmelo abbia gi pompato l'acqua. Vi accompagno di sopra.

Pietro - Grazie.

Mariarosa - Per il servizio dovrete avere molta pazienza ed aggiustarvi un po' da voi. Io non ho tempo di occuparmi della casa...

Pietro - Lo so, Mariarosa, anche una volta era cos!

Mariarosa - Tutto affidato a Carmelo. Anche la cucina... Non c' che lui... ma per il pesce straordinario! (Mariarosa sale la scala con Pietro. Patrizia lo segue).

Patrizia - (fermandosi a mezzo della scala) Professore, la storia del vostro pirata la racconterete a me. M'interessa moltissimo. (Patrizia esce. Anna e Luigi rimangono soli).

Anna - Chi l'avrebbe detto che proprio oggi avrei ritrovato mio padre?

Luigi - Anna, io sono di troppo... Vorrei...

Anna - Vi prego, Luigi... sono tanto contenta d'avervi con me. Non datemi un dispiacere...

Luigi - Ma le circostanze sono tali...

Anna - Che c' di male? Cos avete fatto conoscenza con tutta la famiglia! Non avrei mai creduto di potervi presentare anche a mio padre! Domani incominceremo le nostre lezioni...

Luigi - Vi dico francamente che preferirei andar via.

Anna - Qui non state bene? Vi manca qualche cosa?

Luigi - No... Starei benissimo...

Anna - Forse ci trovate un po' strani? Dovete dirmelo francamente, perch proprio non so come sono le altre famiglie... Non conosco nessuno, e, tranne qualche gita al porto, non esco mai da qui dentro... (Inquieta) Siamo molto diversi dagli altri?

Luigi - Oh. Dio certo, cos, a prima vista... potrebbe sembrare... Siete fuori delle solite convenzioni... ecco!

Anna - (pensierosa) Com' bella Patrizia!

Luigi - S... ma a me fa un po' paura...

Anna - (stupita) Perch? '

Luigi - Non lo so. (Vede Carmelo che attraversa la scena, reggendo sottobraccio una cesta grondante acqua, lo chiama) Ehi, siete stato a pescare?

Carmelo - (fermandosi) S.

Luigi - (incredulo) E avete sul serio preso delle aragoste, come ha detto il capitano guardando le stelle?

Carmelo - (meravigliandosi che qualcuno possa dubitarne) Naturalmente! D. signore non avr mai visto delle aragoste grandi come queste!

Luigi - (si volge verso Anna, preoccupato) Ma insomma, Anna, vostro nonno chi ? (Giosu apparso dalla sua solita porticina, dietro alle spalle di Carmelo).

Giosu - E non lo vedi? (Con una piccola risata) Un vecchietto che ha freddo anche d'estate. Dammi lo scialle, Anna. (Si posa lo scialle sulle spalle. A Carmelo) Ho messo sul fuoco l'acqua per le aragoste. Buttale dentro, vive! (Attraversa la scena seguito dallo sguardo imbambolato di Luigi. Giunto presso la soglia a destra si volge seccato) Che hai da guardarmi? (Scrolla il capo) Giovanotto, sei venuto alla torre per imparare a nuotare? Temo invece che affogherai. (Se ne esce mentre cala la tela).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

(La stessa scena del primo atto. Alcuni giorni dopo. Tardo pomeriggio estivo. Il sole non tramonta ancora, . il mare sempre pi azzurro. Anna e Luigi seduti alla scrivania stanno ultimando la loro lezione).

Luigi - E' chiaro? Con la scoperta dell'America si chiude la storia medioevale e s'inizia la storia moderna...

Anna - Il nonno dice che ha dei rimorsi per aver scoperto le isole Kai, ma se fosse stato al posto di Colombo, che ha scoperto un intero continente, si sarebbe impiccato all'albero della nave!

Luigi - (smontato) Vostro nonno, signorina Anna, ha delle idee tutt'affatto speciali, che non fanno ancora parte dei testi scolastici.. Io vi insegno la storia cos com'. Vi traccio le tappe del cammino dell'umanit

Anna - Il nonno dice che l'umanit non cammina, ruzzola...

Luigi - Se m'interrompete ad ogni momento inutile continuare le nostre lezioni...

Anna - Anche voi, quando v'insegno a nuotare, appoggiate i piedi in terra ogni due bracciate...

Luigi - Non la stessa cosa. Io m'appoggio quando mi sento affogare.

Anna - La storia fluida come l'acqua, immensa come il mare! L'avete detto voi! Anch'io devo ogni tanto cercar terra con un piede!

Luigi - Siete un'allieva impossibile.

Anna - (mortificata) Lo prevedevo, la mia ignorami vi disgusta

Luigi - (arrabbiato) Non si tratta di questo, ma con voi tutti... non si sa mai da che parte prendervi... Non c' niente di fermo, di sicuro in questa casa...

Anna - Ve l'ho detto, non una casa, un'arca: galleggia sull'acqua.

Luigi - Le cose serie diventano buffe, le cose buffe serissime. Tutto capovolto. Da quando son qui, mi pare d'avere il mal di mare. Almeno su di voi sperava di avere una certa influenza, un certo ascendente...

Anna - (candida) E cos!

Luigi - Non vero!

Anna - Ditemi che debbo fare, vi ubbidir... Ho un grande desiderio d'ubbidirvi... (Cercando qualche cosa che possa fargli piacere) Per domani studier a memoria tutte le date della guerra dei Trent'anni!

Luigi - Non ho nessuna intenzione di riempirvi la testa con dei giochi di memoria. Vorrei servirmi della storia, che una maestra di vita, checch ne dica vostro nonno, per richiamarvi alla realt, per farvi ragionare, per darvi una logica

Anna - Patrizia ragiona meglio di me?

Luigi - Non so se ragiona meglio, certo ragiona... fin troppo!

Anna - Vedo che non avete pi paura di lei...

Luigi - (inquieto) Pi di prima, Anna, pi di prima! Vostra sorella ha il potere di annientarmi...

Anna - Ieri sera siete stato in barca con lei fino a mezzanotte! Di che cosa avete parlato?

Luigi - Della funzione della donna nella societ moderna.

Anna - (impressionata) Ah! Tutta la sera?

Luigi - No...

Anna - E poi?

Luigi - Della tequela...

Anna - (sempre pi impressionata) Che cos'?

Luigi - Una danza atzeca, che vostra sorella ha visto ballare nel Messico.

Anna - E poi?

Luici - Non so... di tante cose... d'un tenore italiano che cantava in America... d'un liquore russo che vuol farmi assaggiare, della sua sarta

Anna - Allora, ha parlato sempre lei?

Luigi - (soprapensiero) S... credo... sapete com' vostra sorella.

Anna - E vi siete divertito?

Luigi - Senza dubbio vostra sorella ha una conversazione interessante.

Anna - (scoraggiata) Io non sapr mai parlare, per tutta una sera, della funzione sociale della donna... o... (Patrizia scende dalla scala. Veste di bianco. Come sempre elegantissima).

Patrizia - Non ancora finita la vostra lezione?

Luigi - (subito irrequieto, alzandosi) S... s, abbiamo terminato!

Patrizia - L'allieva fa progressi?

Anna - Pochi! Luigi disgustato!

Patrizia - Credo, professore, che le lezioni di storia non giovino ad Anna! Mia sorella ha bisogno di uscire da qui... di conoscere della gente... Sar pi facile aprirle la mente con un bel viaggio che con dieci trattati di storia

Anna - Trovi anche tu che la mia mente ha bisogno di aprirsi?

Patrizia - Trovo, cara, che sei semplicemente straniata dalla vita degli altri! Ecco tutto!

Anna - Ma io, nell'arca sto benissimo! Non voglio affatto lasciarla!

Patrizia - Questo il peggior segno! L'ammalato the non sa d'essere ammalato. (Carmelo entra dal fondo).

Carmelo - (ad Anna) Il figlio del capitano ti vuole!

Anna - Mio padre? (Carmelo accenna di s. A Pattata) Per Carmelo, mio padre non sar mai mio padre, ma sempre solo il figlio del capitano. (A Carmelo) Dov'?

Carmelo - Sugli scogli. (Con disprezzo) Ha pescato una sardella, a lui sembra d'aver pescato una balena! Vuol fartela vedere.

Anna - Ci vado. Son due giorni che non riesco a stare un po' con mio padre, e dire che entrambi abbiamo tanta voglia di conoscerci meglio. (Anna scende la scala verso il mare ed esce).

Patrizia - Siete amici da parecchio tempo, voi ed Anna?

Luigi - No... appena da quindici giorni...

Patrizia - Dove vi siete conosciuti?

Luigi - In circostanze un po' eccezionali. Facevo una gita in barca. Vi confesso che non sono molto pratico di mare. Sono del nord, signorina. La barca si rovesciata, mi son messo ad urlare, Anna venuta a tirarmi fuori. Poi abbiamo combinato lo scambio di lezioni. Nuoto e storia.

Patrizia - Non riesco a vedere nessun punto in comune tra voi due! Siete cos diversi! Voi, professore, siete un prodotto della cultura, un raffinato... Anna invece una creatura tutta istinto. In che terreno si sviluppa la vostra amicizia?

Luigi - Non saprei... Si chiacchiera di tante cose... Andiamo a pesca con Carmelo, ispezioniamo le grotte sotto la torre... le ore, con Anna, passano senza che uno se ne accorga.

Patrizia - Forse mia sorella vi interessa da un punto di vista pedagogico? Volete controllare come reagiscono i primi germi della cultura in un essere, diciamo, primitivo?

Luigi - Affatto! L'ultima cosa della quale mi ricordo, quando son con lei, di essere un professore! Infatti le lezioni di storia fanno pochi progressi.

Patrizia - (dopo una breve pausa) Voglio chiedervi una cosa. Quando mi conoscerete meglio, vedrete che io vado sempre diretta allo scopo e soprattutto che mi voglio documentare, nella maniera pi precisa, sulle cose e sulle persone che mi interessano. Avete, per caso, intenzione di sposare Anna?

Luigi - (trasecolato) Io? Ma neanche per sogno, signorina! (Spaventato) Un'idea simile non mi mai passata per il capo! E' assurdo quello che dite!

Patrizia - Meglio cos! Sarebbe stato un errore per entrambi.

Luigi - Io non penso affatto a sposarmi!

Patrizia - So io come dovrebbe essere la moglie che fa per voi.

Luigi - (protestando) Veramente io...

Patrizia - Dovr essere una donna intelligente, ambiziosa, capace di colmare le vostre lacune, volitiva... con una indipendenza finanziaria, per togliervi le preoccupazioni materiali.

Luigi - Ma io vi ho detto che...

Patrizia - (continuando imperterrita) Con un'alleata, come dico io, potreste fare molta strada, trasformarvi, diventare sul serio qualcuno... Sento che c' della stoffa in voi...

Luigi - (sulle spine) Siete molto gentile...

Patrizia - Quanti anni avete?

Luigi - Ventisette.

Patrizia - A trent'anni potreste benissimo essere professore d'Universit, a quaranta accademico... a cinquanta una celebrit internazionale. Scrivere dei libri di storia, tradotti in tutte le lingue, possedere un castello e dar dei consigli di scienza politica ai capi di Stato...

Luigi - (spaventato) Io? Per carit, signorina Patrizia! Che ci farei con i capi di Stato?

Patrizia - Nulla impossibile ad un uomo, quando ha a fianco una donna come intendo io! II difficile trovarla, professore...

Luigi - (sollevato) S... deve essere terribilmente difficile. (Giosu entrato silenziosamente e ha preso il suo posto alla tavola).

Patrizia - (fissandolo) E' sempre stato il mio sogno, trasformare un piccolo uomo comune in un grande personaggio. Questa la vera missione d'una donna. Andiamo a fare una passeggiata in barca, professore?

Luigi - (soggiogato) S... Volentieri... (Dal fondo entra Anna che s'incrocia con Patrizia e Luigi che stanno per scendere).

Anna - Dove andate?

Patrizia - In barca.

Anna - Volete che venga con voi?

Patrizia - E' inutile, cara. Se il professore casca in acqua son buona anch'io a tirarlo fuori... (Patrizia esce, trascinandosi dietro Luigi. Anna li segue con lo sguardo, rattristata).

Giosu - (alzando il capo) Se la barca si rovescia, lasciali affogare tutti e due, Anna.

Anna - Perch, nonno?

Giosu - Sono due stupidi.

Anna - (risentita) Luigi non uno stupido.

Giosu - Peggio! Appartiene agli uomini che si lasciano convincere. La razza pi pericolosa che esista sulla terra, perch ha sempre bisogno d'un padrone.

Anna - E Patrizia, nonno, non vedi com' bella, com' sicura di s... Io mi sento un mollusco, vicino a lei...

Giosu - Le pi terribili calamit del genere umano sono sempre accadute perch esistono degli uomini ambiziosi come tua sorella e degli uomini disposti ad ammirarli, come il tuo professore... (Pietro entra dalla scaletta. Indicando il figliolo con un dito) ...o degli uomini indifferenti, come tuo padre! Il segreto della nascita di certe dittature tutto qui!

Pietro - (sorridendo) Figlia mia, hai ritrovato un padre, ma completamente screditato, un padre che non conta nulla! (Mariarosa scende dalle stanze superiori).

Giosu - Le mancava ancora di ritrovare un padre pieno d'autorit e di prestigio...

Pietro - (che s' seduto alla scrivania di Mariarosa e osserva distrattamente alcuni fogli) Sarebbe stato peggio, vero?

Mariarosa - (avvicinandosi a Pietro) Scusa, Pietro, non toccare quei fogli. Li metti in disordine. (Gli toglie i fogli di mano).

Pietro - Che cosa sono?

Mariarosa - Le bozze di stampa che devo spedire all'editore.

Pietro - Che autore stai traducendo?

Mariarosa - Non ha importanza, caro! Intanto tu non ne capisci nulla. Vuoi lasciarmi il posto?

Pietro - Subito.

Mariarosa - Dov' il professore?

Anna - (che siede, pensierosa, in disparte, sul parapetto, indicando un punto sotto di lei) Stanno salendo sulla barca!

Mariarosa - Devo chiedergli uno schiarimento... (S'affaccia al parapetto, chiamando) Professore! Professore!

Luigi - (di lontano) Che c'?

Mariarosa - (urlando a squarciagola) In che anno l'Heidegger ha stampato la Metafisica? Nel 1926 o nel 1927?

Luigi - (c. s.) Non capisco...

Mariarosa - (c. s.) Un momento! Aspettate! Scendo subito! (Scende di corsa la scaletta. Giosu uscito).

Pietro - (sedendosi sul parapetto, vicino ad Anna) Forse, Anna, puoi incominciare a comprendere perch sono fuggito ventidue anni fa!

Anna - (distratta, preoccupata) Come dici, pap?

Pietro - Ero come un coccio tra vasi di ferro.

Anna - Avevi paura di romperti?

Pietro - Sarei molto contento se tu mi trovassi qualche attenuante... Tuo nonno e tua madre erano troppo forti, troppo grandi per me. Mi sembrava sempre d essere tenuto per mano, come un ragazzino. Non osavo soffiarmi il naso senza fazzoletto, Anna. Tuo nonno il capitan Giosu, tua madre una donna superiore, io un piccolo uomo frivolo e facile. (Una pausa).

Anna - (convinta) E' vero, devi proprio essere un uomo frivolo e facile, pap! Eppure a me sembra di volerti molto bene lo stesso.

Pietro - Grazie, Anna. Se avessi saputo che tu dovevi venire al mondo non sarei fuggito! Saremmo stati in due a cercar di soffiarci il naso con le dita... Due vasi di coccio e due vasi di ferro.

Anna - Perch tu credi che sia anch'io un vaso di coccio?

Pietro - Ne ho paura, Anna.

Anna - Dimmi, pap, dopo la tua fuga, sei stato felice ?

Pietro - Abbastanza! La mia seconda moglie era l'opposto di tua madre. Un uccellino, con le ali leggere leggere. Pensava a divertirsi, amava le pellicce, il ballo, le cene al ristorante. Era incredibile il numero delle sciocchezze che poteva dire in una giornata. (Convinto) S, con lei, sono stato felice! In quindici anni non mi ha mai parlato d'una cosa seria. (Con rimpianto) Tempo beato!

Anna - - Ora hai di nuovo chi ti tiene per mano?

Pietro - E non lo vedi? Mia figlia! Tu non puoi immaginare quanto sia terribile... Ha subito capito che di me pu fare ci che vuole!

Anna - Povero pap!

Pietro - Che vuoi farci? Era il mio destino! (Anna, pensierosa, guarda il mare in silenzio).

Pietro --------------------- - (la osserva per un istante, poi le si avvicina) Da due o tre giorni ti vedo sovente pensierosa... Quando sono arrivato, mi sembravi pi allegra... Sbaglio?

Anna - Hai ragione!

Pietro - Che hai, Anna?

Anna - Non lo so.

Pietro - Posso esserti utile in qualche cosa? Anche un padre come me, qualche volta pu servire.

Anna - (decidendosi) Senti, pap... io non ho nessuno con cui confidarmi... Certe cose non posso mica chiederle al nonno e neppure alla mamma...

Pietro - Malgrado i miei capelli bianchi posso ancora ascoltare le confidenze dei giovani. E' la mia unica qualit. Dimmi, Anna...

Anna - Vorrei chiederti... E' proprio vero che gli uomini s'innamorano? Anche oggi?

Pietro - Ma s... malgrado tutto... ancora vero!...

Anna - Ah! E che cosa si prova, che si fa... quando uno innamorato?

Pietro - Generalmente si fanno delle sciocchezze-Tutto qui.

Anna - Allora una disgrazia?

Pietro - S, Anna, ma una disgrazia indispensabile. Guai agli uomini che invecchiano senza essere stati mai innamorati, almeno una volta. Allora s che la vecchiaia una grande malinconia.

Anna - Tu sei stato innamorato?

Pietro - Un numero incredibile di volte, cara, ma non badare a me... Lo sai che sono nato sotto il segno della facilit!

Anna - E come si fa a sapere quando si innamorati?

Pietro - Questo il guaio. E' facilissimo sbagliarsi, e ci se ne accorge sempre troppo tardi. (Le prende il volto tra le mani) Guardami in viso! Credi di essere innamorata?

Anna - (tormentata) Non lo so.

Pietro - Cerca di spiegarmi il tuo stato d'animo...

Anna - Non ho mai potuto soffrire la storia, ed ora mi sembra la cosa pi bella che ci sia.

Pietro - Ho capito! E poi?

Anna - Quando gli d lezioni di nuoto, lui beve e si sente male, allora mi sembra d'aver male pure io...

Pietro - Dimmi ancora...

Anna - Non so... quando parla starei ad ascoltarlo per delle ore, se dice delle sciocchezze non me ne accorgo... quando cerca di fare l'uomo forte, lo ammiro; quando debole e stupido, mi riempie il cuore di tenerezza.

Pietro - Non c' dubbio, Anna! Tu lo ami.

Anna - Lo credi anche tu?

Pietro - Questa volta sicuro.

Anna - (di slancio) Pap, falla andar via!

Pietro - Chi?

Anna - Patrizia!

Pietro - (subito inquieto) Patrizia? Ah!... Tu credi che Patrizia?...

Anna - S, pap!

Pietro - (costernato) Speriamo che non sia vero, Anna! Se come tu dici, non c' pi niente da fare... Non pensarci pi!

Anna - Come?

Pietro - Tu non conosci tua sorella! Neanche Domine Iddio pu fermarla...

Anna - (smarrita) Ma se anche lui amasse me...

Pietro - Tua sorella lo persuaderebbe subito che non vero...

Anna - Se lu non volesse, resistesse...

Pietro - (scoraggiato) Conosco una sola persona che stata capace di resistere a tua sorella: Martino Riva, un ufficiale del Principessa Mafalda. Ma quello era un eroe!

Anna - Pap, riparti... portala via!

Pietro - Peggio ancora! Lo costringerebbe a seguirla. Non c' che sperare che cambi idea, Anna! (Mortificato) Tutto questo accade perch sono tornato! Tuo nonno ha sempre ragione! Ritrovare un padre una disgrazia! I figli dovrebbero nascere senza genitori! Perdonami, Anna! (Mariarosa rientra dalla scaletta).

Mariarosa - Quell'amico di Anna veramente straordinario! Conosce a memoria le date di tutte le edizioni importanti. Potrebbe riuscire un magnifico commesso di libreria! (Giosu entra da destra e va alla sua Iodolo).

Pietro - Non sei generosa!

Mariarosa - Che dici? E' un mestiere difficilissimo! Di professori di storia pieno il mondo, di commessi di libreria che sappiano il loro mestiere, non c' nessuno! Hai fatto molto bene, Anna, a portarlo qui. (Giosu, curvo sulle sue carte, ride soddisfatto, si frega le mani). ,

Anna - (avvicinandosi al nonno) Perch ridi, nonno?

Mariarosa - Da stamane il nonno tutto allegro!

Pietro - Che ti succede, pap?

Giosu - Ve lo dir... ve lo dir... Abbiate un po' di pazienza! La curiosit degli uomini, per fortuna, non influisce sul moto dei pianeti.

Pietro - Ci sono novit in cielo?

Giosu - Parecchie! Parecchie! (Dolio scaletto appaiono Patrizia e Luigi. Il sole incomincia a tramontare).

Patrizia - (a Luigi) Me lo promettete?

Luigi - (senza entusiasmo) S... s...

Patrizia - Sar la prima pietra d'una grande costruzione, ne sono sicura. Incomincerete questa sera stessa. (Agli altri) Sono lieta di annunciarvi che il professore ha deciso di scrivere un libro su Napoleone!

Pietro - Bravo, professore!

Luigi - Veramente, Napoleone non mi ha mai interessato molto... Se proprio volete che scriva qualche cosa preferirei farlo sugli statuti delle congregazioni religiose nel diciottesimo secolo... Ci ho fatto anche la tesi di laurea...

Patrizia - Macch! Macch! Napoleone, malgrado tutto, ha sempre il suo fascino... i libri su Napoleone hanno un successo sicuro. (A Mariarosa) Ditelo voi che ve ne intendete, signora...

Mariarosa - Non c' neppure un libro su Napoleone che valga la pena d'esser letto, tranne Guerra e Pace di Tolstoi.

Patrizia - Meglio ancora, cos Luigi sar il primo.

Giosu - Giovanotto, al vostro posto il libro su Napoleone non lo incomincerei dall'assedio di Tolone, ma dalla partenza per Sant'Elena! Sarebbe pi istruttivo, se gli uomini fossero capaci di imparare qualche cosa dalla storia.

Luigi - Ma qui non ho pubblicazioni, non posso fare ricerche...

Patrizia - (energica) Non preoccupatevi. Datemi la lista dei libri che vi occorrono ed andr io stessa a provvederveli, alla biblioteca pi vicina! Insomma, volete o non volete diventare accademico?

Luigi - (con uno sguardo ad Anna) Mi prover... signorina Patrizia... mi prover...

Patrizia - Sono le sei... Alle sette potete mettervi al lavoro. Incomincerete a buttar gi qualche idea... (Carmelo entra da destra).

Carmelo - Capitano, che preparo per cena?

Giosu - Aspetta la prima stella e butta le reti dietro la grotta, pescherai dei cefali.

Carmelo - Va bene, capitano. (Si avvia, poi si ferma) Come li debbo fare? Arrosto o fritti? Saranno cefali o cefaletti?

Giosu - Falli arrosto, saranno cefali.

Carmelo - Bene, capitano. (Esce da destra).

Mariarosa - (incamminandosi verso la scala, a Luigi) Professore, se venite con me, potr darvi qualche volume su Napoleone. Ho tradotto parecchi studi su di lui, negli anni passati.

Luigi - (guardando Anna) Ma, a vero dire, ora dovrei andare con Anna... e no il sole 6e ne va...

Anna - S, nei nostri patti! Deve imparare a nuotare! Il bagno al tramonto una cosa meravigliosa... Sotto le rocce l'acqua di madreperla... come una conchiglia...

Patrizia - Macch! Macch! Ora il professore non deve pi distrarsi! Forse che siete uomo da perdervi con questi giochi? (Perentoria) Luigi, andate con la signora a cercare i volumi; io sbrigo un po' di corrispondenza.

Luigi - (rassegnato) Ci vado. (Segue Mariarosa che sale la scala ed esce con lei).

Pietro - (fa un gesto di sconforto ad Anna, poi si alza) Beh, io scendo a veder Carmelo che butta gi le reti. I cefali mi son sempre piaciuti.

Patrizia - (s' seduta alla scrivania ed incomincia a sbrigare della corrispondenza) Domani, pap, verrai con me in citt! Mi aiuterai a portare i libri per il professore.

Pietro - (si ferma sul primo gradino della soglia, sospira) S, cara! (Esce. Giosu scomparso. Anna si alza, come per seguire suo padre. Giunta presso la scala, si volge verso Patrizia, immersa nella sua corrispondenza. La guarda, rimane indecisa per un istante, fa per scendere il primo gradino, ci ripensa e torna indietro. A passi leggeri giunge alle spalle della sorella).

Anna - (dopo un silenzio, chiamando la sorella sottovoce timidamente) Patrizia!

Patrizia - (alzando il capo) Che vuoi?

Anna - (dopo una esitazione) Ti piace il professore?

Patrizia - Abbastanza.

Anna - A me sembra un uomo come tanti altri...

Patrizia - M'interessa proprio per questo. Ora non ha una personalit, ma sento che si pu costruirgliela facilmente. E' plasmabile.

Anna - Non credo che sia molto intelligente...

Patrizia - Non occorre che l'uomo sia intelligente, basta che lo sia la donna che lo deve guidare. D'un uomo che sapesse essere intelligente da solo, io non saprei proprio che farmene...

Anna - E' piuttosto brutto, non trovi?

Patrizia - Si pu migliorarlo da questo lato. Bisogner insegnargli a vestire, a muoversi, ad essere socievole. Diventer un uomo passabilissimo.

Anna - Se io fossi al tuo posto, non perderei del tempo con lui... Tu puoi viaggiare, conoscere tanta gente...

Patrizia - Perch mi dai questi consigli?

Anna - Oh! Patrizia... tu sei troppo intelligente per non avere capito!

Patrizia - Non ho capito, cara!

Anna - (di slancio) Mi sembra di volergli bene...

Patrizia - Vorresti sposarlo?

Anna - Sposarlo? Se per essere in due necessario sposarsi, s.

Patrizia - (calma) Sarebbe un gravissimo errore!

Anna - Perch?

Patrizia - Siete le persone meno adatte ad essere unite. Il vostro matrimonio sarebbe una catastrofe!

Anna - (spaventala) Credi questo?

Patrizia - Basta vedervi. Luigi ha bisogno d'una donna che abbia un ascendente su di lui. Con te rimarrebbe sempre un piccolo e oscuro professore di provincia...

Anna - Anche un piccolo professore pu essere felice.

Patrizia - Non Luigi, che in fondo un ambizioso. Farebbe ricadere sulle tue spalle la responsabilit della sua vita mancata. Ricordati di nostro padre. Egli aveva bisogno d'una donna che si occupasse di lui, che lo spronasse. Tua madre l'ha abbandonato a se stesso e nostro padre scappato. Luigi farebbe certamente la stessa fine.

Anna - (smarrita) No... non dire questo!

Patrizia - Tu hai bisogno di un uomo completamente diverso da Luigi Un uomo solido, sul quale potrai appoggiarti ciecamente. Te lo trover io un marito adatto a te. Anzi, ci ho gi pensato.

Anna - Ma se io voglio bene a lui...

Patrizia - Ci che distingue un essere pensante da un bruto la volont. Con un piccolo sforzo dei tuoi centri nervosi puoi evitare un grande errore. In te, Anna, predomina ancora l'istinto. E' un male.

Anna - Eppure, Patrizia, se... un'altra me lo portasse via... sento che sarei molto infelice...

Patrizia - Allora meglio che tu sappia che Luigi non ha nessuna intenzione di sposarti.

Anna - Come puoi dirlo?

Patrizia - Gliel'ho chiesto io stessa.

Anna - (disperata) Perch l'hai fatto?

Patrizia - (alzandosi) Amo le situazioni chiare.

Anna - (con il pianto nella voce) Oh, Patrizia..., ti prego... lascia che io e Luigi...

Patrizia - Non posso assolutamente collaborare alla tua infelicit. Urta il mio senso morale. (Dai fondo entra Carmelo, attraversa la scena).

Patrizia - (a Carmelo) Come si deve fare per imbucare queste lettere?

Carmelo - Io e il capitano di lettere non ne scriviamo mai!

Patrizia - (spazientita) Qualcuno far pure partire una lettera qui dentro!

Carmelo - Di quelle che scrive la signora, se ne occupa Anna. Va al porto, con la barca. (Esce a sinistra).

Patrizia - (consegnando le lettere ad Anna) Vuoi incaricartene tu? (Anna prende le lettere) Grazie. A pi tardi, Anna. (Sale la scala ed esce. Rimasta sola, Anna va a sedersi sconfortata nell'angolo del parapetto, il suo posto preferito. Guarda il mare. Il sole scomparso all'orizzonte. Luigi scende cauto la scala, regge tra le braccia una pila enorme di volumi. Li posa sulla tavola, con un sospiro di sollievo).

Luigi - Ah! (Vede Anna) E' incredibile quanti volumi abbia tradotto vostra madre! E' un fenomeno! Quante lingue conosce?

Anna - Non so, sei o sette... Scriverete sul serio il libro su Napoleone?

Luigi - (senza entusiasmo) Non ne ho troppa voglia. Uno storico serio che cosa pu ancora dire su Napoleone? (Con rimpianto) Gli statuti delle congregazioni religiose, quelli si prestano a delle scoperte!...

Anna - Al vostro posto non cambierei idea! Sono un'ignorante, ma capisco anch'io che le congregazioni religiose...

Luigi - (rassegnato) Vostra sorella dice che necessario!... E forse ha ragione... Gli statuti delle congregazioni religiose avrebbero interessato soltanto il mio preside. Mah! E poi come si fa a dire di no, a vostra sorella? Mi rincresce per le nostre lezioni di nuoto. Dovremo rinunciarvi.

Anna - Non volete pi imparare a nuotare?

Luici - (indicando i volumi) E come si fa? Tra qualche giorno, Anna, dovr andarmene. Sono vostro ospite da due settimane...

Anna - Ora non vi piacerebbe pi continuare a vivere nell'arca, come facciamo il nonno, la mamma ed io? Quando siete arrivato, m'avevate detto di s.

Luigi - Sarebbe molto bello, ma non possibile...

Anna - Perch?

Luigi - C' il lavoro, la carriera, i libri su Napoleone... Non avete sentito vostra sorella?

Anna - Gi! (Un silenzio. Indicando l'orizzonte) Guardate il mare, che colore strano! Triste per! Per la prima volta un tramonto sul mare mi d melanconia.

Mariarosa - (scende dalla scala) Anna, hai visto il cielo? E' tutto a strisce rosse e gialle...

Luigi - Si stava appunto osservando...

Mariarosa - Che fenomeno curioso! (Anna si distacca dai due e va incontro a suo padre, che comparso al fondo: istintivamente si rifugia da lu).

Pietro - (accarezzandola) Come va, Annetta? (Anna si stringe nelle spalle) Sono pieno di rimorsi. Domani la porto via, qualunque cosa accada.

Anna - (triste) E' inutile, pap! Troppo tardi!

Pietro - Perch?

Anna - Ho parlato con Patrizia...

Pietro - E allora?

Anna - Ha ragione lei! Luigi ed io insieme saremmo infelici! (Patrizia entra da sinistra. Si dirige verso Luigi e Mariarosa rimasti ad osservare il mare).

Patrizia - Allora, professore, avete trovato dei libri interessanti? .

Luigi - S...

Patrizia - Quando vi mettete al lavoro?

Luigi - Domani.

Patrizia - E perch rimandare a domani? Questa sera dovete incominciare... (con un sorriso che smarrisce del tutto Luigi) Me lo avete promesso!

Luigi - S, signorina. (Giosu ha preso il suo posto).

Patrizia - Ecco il nonno! (Ravvicina a Giosu) Non sono ancora riuscita a capire perch tu appaia e scompaia cos misteriosamente. Quando esci di qui dove ti nascondi, nonno? (Giosu non risponde). Hai un mucchio di cattive abitudini. Se stessi qui, te le farei cambiare.

Giosu - (serio) Una trib africana, che m'aveva catturato e voleva farmi cambiare abitudini, stata distrutta immediatamente da un'epidemia di colera.

Pietro - Non la sfidare, pap!

Carmelo - (entra dalla porta di sinistra. Regge un lume o petrolio acceso. Lo posa sulla tavola di Giosu. D uno Sguardo circolare intorno, poi annuncia grave, funereo) E' successa una disgrazia! (Tutti, tranne Giosu, s voltano verso di lui, sorpresi). Pietro, Anna,

Mariarosa - Che c'? Che accaduto?

Carmelo - E' finita l'acqua nella cisterna!

Mariarosa - Tutto qui, Carmelo? Ci avevi spaventati.

Patrizia - E' seccante, per: domani non si potr prendere un bagno! (Carmelo esce).

Anna - Speriamo che piova. Se piove, la cisterna si riempie.

Patrizia - E' il colmo che, per fare un bagno, occorra dipendere dal cielo...

Giosu - E non ti sembra meraviglioso che il cielo si preoccupi anche della tua vasca da bagno?

Patrizia - Se ne preoccupa male. Anche la settimana scorsa, per fare il bagno, ho dovuto dormire una notte in citt, all'albergo. La camera accanto alla mia era occupata da un uomo e da una donna. Disgustosi! Non mi han lasciato chiudere occhio. Si sentiva tutto! E' incredibile come i costumi siano peggiorati... Non esiste pi una morale...

Pietro - Gli uomini sono sempre stati gli stessi, soltanto le case sono costruite peggio... Una volta i costumi passavano per pi severi perch i muri erano pi spessi.

Patrizia - Per quanti giorni dovremo rimanere senza l'acqua?

Giosu - (posando la sua squadra e i suoi fogli, si gira con aria soddisfatta) Non preoccupatevi per l'acqua! E' tutto risolto!

Patrizia - In che modo?

Giosu - Algol questa notte entra in congiunzione con Nettuno e con Marte!

Pietro - E questo porta la pioggia?

Giosu - No... qualche cosa di pi! Porta la fine del mondo...

Tutti - (variamente colpiti) Che cosa dici?

Giosu - S, questa notte, miei cari, il mondo ha finito di vivere. Il cielo s' stancato d'assistere alla pazzia furiosa della terra.

Mariarosa - Sei sicuro di quello che dici?

Giosu - Chi sul solaio, non discenda a tr cosa di casa sua .

Anna - Proprio questa notte, nonno?

Giosu - E chi in campagna, non ritorni indietro a torre i vestiti suoi .

Luici - Capitano... capitano, non facciamo scherzi...

Giosu - (con un gesto d'indicazione) Guardate il cielo! (Tutti si volgono verso l'arcata. Il tramonto sulfureo. Il cielo striato da un lampeggiamento lontano).

Mariarosa - Che strani colori!... Lo dicevamo anche poco fa... Pare proprio il cielo dell'Apocalisse.

Patrizia - Per me un tramonto qualsiasi... Non ci credo.

Luigi - (sempre pi preoccupato) Ma quei lampi laggi... senza tuono, con il cielo giallo e rosso... sono misteriosi... Bisogna ammetterlo... (Rabbrividendo) Il mare pare sangue!

Patrizia - Lampi di caldo, giochi di luce!

Anna - Il nonno non ha mai sbagliato!

Mariarosa - Mi rincrescerebbe fosse gi stanotte! Vorrei terminare la traduzione di Kierkegaard.

Pietro - E in che modo avverr la fine del mondo?

Giosu - Se ti serve una di quelle spiegazioni che gli uomini, nella loro presunzione, chiamano scientifiche, ti dir che il sole sta per trasformarsi in una stella nova .

Mariarosa - Ah! una specie di esplosione che si verifica abbastanza di frequente tra gli astri. Lo ricordo benissimo, ho tradotto L'Universo misterioso di James Jeans. E' un avvenimento che gli astronomi attendono da quattro secoli.

Luigi - (con voce lamentosa) Ma se l'attendono da quattro secoli, perch dovrebbe accadere proprio questa notte?

Giosu - Guarda nella tua coscienza e in quella degli altri uomini e avrai la risposta che cerchi.

Patrizia - (scettica) E che fa il sole se si trasforma in una nova ?

Giosu - Aumenta semplicemente, per qualche ora, di alcune diecine di migliaia di volte le sue irradiazioni di luce e di calore.

Pietro - E sulla terra che accadr?

Giosu - Niente di importante, neppure qui. In una frazione di secondo, le terre, i fiumi, le foreste, gli uomini verranno scomposti in elettroni, un pulviscolo impercettibile. Un fenomeno di nessun rilievo per l'universo, come se da una montagna di sabbia scivolasse un granello. Ma forse preferisci una spiegazione biblica, almeno questa ha il vantaggio di non umiliare troppo questa nostra povera terra! Il sole s'oscurer e la luna non dar la sua luce e gli astri cadranno dal cielo e le Potenze dei cieli si scuoteranno .

Luigi - (supplichevole) Capitano, sul serio, non volete scherzare?

Giosu - Allora due saranno nel campo: uno tolto, e uno lasciato. Due a macinare nel mulino: una tolta e una lasciata .

Luigi - Ma terribile! (Va vicino ad Anna) Anna, che facciamo?

Anna - A me non importa pi nulla!

Pietro - Questa notte non si va a dormire! Stiamo alzati tutti insieme!

Mariarosa - Gi nel giugno del 1918 si attese che il sole si trasformasse in una nova Tocc invece ad un'altra stella, la Nova Aquila . James Jeans scrive che la si vedeva brillare in pieno giorno.

Giosu - Questa volta il cielo non sbaglier. L'oroscopo preciso. (Carmelo compare sulla porta da sinistra).

Luigi - (corre verso di lui, agitato, indicando il capitano) Dice che questa notte ci sar la fine del mondo! ...

Carmelo - (tranquillo, a Giosu) Devo tirar su le reti lo stesso?

Giosu - Lascia le reti nell'acqua, Carmelo. I cefali non servono pi.

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

(La stessa scena. Sono le otto del mattino. Il sole gi alto. Luigi, sdraiato su un divano, si addormentato profondamente. Pietro sonnecchia in una poltrona. Anna seduta al suo solito posto e guarda il mare. Dalla scaletta scende Giosu, reggendo il lungo cannocchiale a trepiede, lo posa in mezzo alla stanza. Anna balza dal parapetto e gli viene vicino).

Anna - (sottovoce) Allora, nonno?

Giosu - (scoraggiato) Il cielo s' pentito all'ultimo momento!

Anna - Non succeder pi niente? (Giosu si stringe nelle spalle).

Pietro - (aprendo un occhio) Il Giosu della Bibbia ha fermato il sole, tu dovevi fermare questa notte, pap! Avevi sbagliato i calcoli, eh? Mi sembra che oggi sia una magnifica giornata!

Giosu - Non perderete nulla per attendere! (Luigi nel sonno manda alcuni gemiti e si agita sul divano).

Anna - (andando vicino a Luigi) Da quando s' addormentato, non fa che gemere! Povero Luigi, il nonno gli ha messo una paura terribile!

Giosu - Eppure non tra coloro che dovrebbero temere di pi!

Anna - (guardando Luigi teneramente) Trovi anche tu, nonno, che un caro ragazzo?

Giosu - E' uno stupido, quasi la stessa cosa. Uno che si lascia travolgere.

Pietro - (stirandosi) Che ore sono?

Anna - Le otto e mezzo!

Pietro - Ah! Ho le ossa rotte! Tu, pap, hai passato tutta la notte sulla terrazza? (Giosu andato alla sua tavola e non risponde).

Anna - Il nonno passa tutte le notti lass!

Pietro - La pi saggia, al solito, stata Patrizia; lei alle undici andata a dormire! E Mariarosa dov'?

Anna - E' salita nella sua stanza verso le sei.

Luigi - (svegliandosi di soprassalto, dopo aver affannosamente brancicato con le mani) Affogo! Affogo!

Pietro, - (ridendo) Che avete, professore?

Luigi - (guardandosi intorno smarrito) Dove siamo?

Pietro - Sulla terra, professore, sempre sulla terra!

Luigi - (con sollievo) Ah! Sognavo...

Pietro - Che cosa?

Luigi - Il diluvio... tanta acqua... Io ero con voi qui nell'arca... quando il capitan Giosu mi ha voluto cacciar via, mi ha spinto tra le onde nere, terribili... Ad Anna) Vostra sorella voleva aggrapparsi alle mie spalle... Ho bevuto tant'acqua. Mi sento lo stomaco ancora sconvolto...

Giosu - Sogno ammonitore, giovanotto!

Luigi - Allora non accaduto niente? Il mondo sempre tranquillo?

Giosu - Se lo chiami tranquillo, affar tuo!

Pietro - No, professore! Non accaduto nulla! (Andando verso Varcata) Il sole sempre alto e fermo. Il mare sempre azzurro! Vedete, sotto gli scogli, c' un orlo bianco di spuma leggera leggera... E quante vele laggi! Solcano il mare in tutti i sensi. Son barche da pesca... Verso il porto c' del fumo, sta per partire un piroscafo... La vita continua, professore... E a guardarla bene, in fondo non poi tanto brutta!

Luigi - (con convinzione) Ah, si! E' bellissima! (Guardando verso Giosu) Perch, capitano, ci avete fatto prendere questo spavento?

Giosu - Credi, giovanotto, che sia inutile un esame di coscienza, come hai fatto questa notte? Se tutti gli uomini, specie i governanti, ogni tanto credessero alla fine del mondo, molte inutili guerre ci sarebbero risparmiate e molte tristi cose non accadrebbero! (Giosu se ne esce a destra. Luigi rimane imbambolato a guardarlo).

Luigi - (indicando la porticina dalla quale uscito Giosu) L'ha fatto apposta, per spaventarci!

Pietro - I disegni di capitan Giosu sono imperscrutabili come il moto degli astri!

Luigi - (pieno di fervore, avvicinandosi ad Anna che ritornata silenziosa al suo posto) E voi, Anna, non siete contenta che tutto stamane sia pi bello che mai?

Anna - Non saprei!

Luigi - Preferivate il diluvio... La scomposizione in atomi?

Anna - (mesta) No...

Luici - E' cos invitante il mare oggi che riprenderei volentieri le nostre lezioni di nuoto. Volete, Anna?

Anna - Non possibile! Dovete scrivere la storia di Napoleone!

Luigi - (abbattuto) Me n'era gi dimenticato! Che piccola cosa sembra Napoleone e la sua dittatura dopo una notte come questa! (Carmelo attraversa la scena).

Pietro - Dove vai, Carmelo?

Carmelo - A pesca! Il capitano ha detto che la fine del mondo rimandata. Bisogna di nuovo mangiare!

Pietro - E' vero! M'accorgo d'avere una fame terribile! Buona pesca, Carmelo! (Carmelo esce dal fondo. Dalla scala scende lenta Patrizia, irreprensibile. La pettinatura perfetta, il trucco del viso meticoloso. E' semplicemente splendente. Luigi, Pietro ed Anna si volgono ammirati a guardarla).

Patrizia - Buongiorno! Ho dormito magnificamente! E voi?

Pietro - Cosi... cos!

Patrizia - (avanza nella stanza, s'avvicina a Luigi) Siete rimasto alzato tutta la notte?

Luici - (appena vede Patrizia immediatamente soggiogato) S.

Patrizia - Che sciocchezze! (Agli altri) Che gusto ci avete provato? Sapevate bene che non sarebbe accaduto nulla! (Squadra severamente Luigi) Avete ancora la barba da fare, professore! In che modo vi siete conciato per dormire sul divano! Su, presto, andate a passarvi il rasoio sul viso e a mettervi un vestito pi decente. Bisogner che venga a dare un'occhiata io al vostro guardaroba! Siete molto trascurato, professore! Fate presto! Dovete mettervi al lavoro stamane! Su, andate! (Luigi, rassegnato, sale la scala ed esce. Patrizia si siede su di una poltrona).

Patrizia - (ad Anna) Anche tu, Anna, sei molto in disordine. Pensa che non potrai sempre vivere cos, in questa torre: devi incivilirti un poco.

Anna - Non preoccuparti per me, Patrizia! Ti sei gi presa l'incarico di trasformare il professore... E' sufficiente! (Anna si alza ed esce, scendendo la scala verso il mare).

Patrizia - (o suo padre) Curiosa gente, questi nostri parenti!

Pietro - Da qualche giorno ha cambiato umore. Non pi allegra come prima...

Patrizia - Vorrei appunto parlarti di lei, pap...

Pietro - Anch'io. Dimmi dunque...

Patrizia - Noi non possiamo lasciarla qui: quando partiremo, dobbiamo portarla con noi...

Pietro - Non chiederei altro... ma credi sul serio che con noi vorrebbe venire e che sarebbe pi felice?

Patrizia - Non si pu abbandonarla con questi due vecchi strambi! Non vedi come l'allevano? Un orrore! E' allo stato primitivo! Bisogner occuparci della sua educazione...

Pietro - (con finta disinvoltura) Io penso che Anna sia innamorata.

Patrizia - Fanciullaggini! Non mai uscita da qui dentro... e il primo uomo che s' trovato d'intorno le sembra d'amarlo... E' naturale! Anche questo un errore che necessario impedire.

Pietro - (sempre prudente) Non credi che Anna e il professore siano adatti l'uno all'altro?

Patrizia - (categorica) Assolutamente no!

Pietro - Nei matrimoni non si pu mai dire...

Patrizia - Scusa, pap... In fatto di matrimoni sbagliati dovresti avere una certa esperienza...

Pietro - (con un gesto di rassegnazione) Abbi pazienza, cara, ma se il mio primo matrimonio fosse riuscito, tu non saresti venuta al mondo!

Patrizia - Con te non possibile discutere. Gli argomenti pi seri li riduci a frivolit.

Pietro - Al contrario, questa volta devo proprio parlare seriamente con te. Voglio chiederti un piacere.

Patrizia - Quale?

Pietro - Partiamocene questa sera stessa... piano, piano, senza dir nulla a nessuno. Lasciamo quest'arca a galleggiare sulle sue acque. Ho paura che il nostro peso incominci a farla affondare. Non fatta per noi!

Patrizia i - Per ora la mia presenza qui indispensabile. Devo assolutamente impedire a mia sorella di commettere una sciocchezza!

Pietro - (scrutandola) Ho paura, Patrizia, che tu sia preoccupata pi di te stessa, che di lei...

Patrizia - (imperturbabile) Affatto! Io ragiono. Quello che a lei non serve, a me pu giovare. Una cosa non ha a che fare con l'altra!

Pietro - Ah! E perch ti piace questo professore?

Patrizia - E' l'uomo pi debole che io abbia mai conosciuto!

Pietro - Di uomini deboli piena la terra, figlia mia... L'uomo che ti occorre potrai trovarlo dove vuoi; perch hai bisogno di venirlo a cercare proprio qui?

Patrizia - Luigi come argilla nelle mie mani!

Pietro - Chiunque t'avvicini diventa argilla molle, nelle tue mani, figliola. Conosco un solo uomo che stato capace di resisterti... Quell'ufficiale del Principessa Mafalda , Martino Riva...

Patrizia - (seccata) Non parlarmi di quel maleducato!

Pietro - E' vero che per non darsi vinto s' dovuto buttar gi dalla nave, appena ha visto la terraferma! Si salvato con la fuga! Dove si fatto sbarcare? A Lisbona, vero?

Patrizia - (alzandosi) E' inutile, pap, che tu tenti di smontarmi con il tuo Martino Riva. Non ho ancora stabilito se dovr sposare Luigi, ma, se decider in questo senso, tu sai che lo far. Perch perdere del tempo a discutere ci che pu diventare inevitabile? Ora vado a vedere se si fatto la barba e se ha trovato un vestito pi decente! (Sale la scala e s'incrocia con Mariarosa che sta scendendo).

Mariarosa - (parandosi gli occhi con le mani) Uh, quanto sole! (Stupita) Ma gi giorno fatto!

Pietro - Sono quasi le nove, Mariarosa.

Mariarosa - Le nove? Nella mia stanza c'eran gli scuri Chiusi e la luce accesa! E non accaduto niente? La fine del mondo?

Pietro - La, festa rimandata, causa il bel tempo! Hai lavorato tutta la notte?

Mariarosa - S. Sono riuscita a terminare gli ultimi quattro capitoli.

Pietro - Che cosa stavi traducendo, Mariarosa, quando io sono cappato di casa, ventidue anni fa, e tu neppure te ne sei accorta?

Mariarosa - Chi se lo ricorda, Pietro!

Pietro - Lo ricordo io... traducevi Freud.

Mariarosa - S, proprio quello.

Pietro - Ebbene, Mariarosa, non vorrei ora che con Kierkegaard ti capitasse la stessa cosa!

Mariarosa - Vuoi scappare di nuovo?

Pietro - Oh... le mie fughe ora non hanno pi importanza! Voglio dire che anche questa volta, vicino a te, si sta svolgendo un piccolo dramma; c' qualcuno, al quale tu vuoi bene, che soffre e tu neppure te ne accorgi... a causa di Kierkegaard.

Mariarosa - (stupita) Qualcuno che soffre, qui dentro?

Pietro - Anna...

Mariarosa - Anna soffre? Non sta bene? Ha un bellissimo aspetto!

Pietro - Non voglio dir questo! E' innamorata...

Mariarosa - Innamorata?

Pietro l - S... e Patrizia s' fissata di metterai tra loro...

Mariarosa - (sempre pi meravigliata) Tra loro... chi?

Pietro - Tra lei e il professore! Ma possibile che tu non veda mai nulla?

Mariarosa - (scoppiando a ridere) Ah! Sei veramente impagabile!

Pietro - Non ridere, Mariarosa! Ti assicuro che una cosa seria. Anna soffre!

Mariarosa - Caro Pietro, hai quasi cinquant'anni, ti sei sposato due volte, sei stato padre due volte, e vai ancora fantasticando di romanzetti amorosi... Le sorelle rivali, il professore conteso! Sei veramente un uomo divertente! Un po' buffo!

Pietro - Trovi tanto straordinario che Anna ami, che abbia dei desideri, che voglia un marito?

Mariarosa - Spero che Anna abbia pi giudizio di suo padre.

Pietro - (scoraggiato) Tu non sei fatta di carne, Mariarosa! Dei cinque sensi te ne mancano almeno quattro. Capisco sempre meglio perch son dovuto fuggire! Avevo venticinque anni allora e ti volevo bene... (Il capitan Giosu ha preso posto alla sua tavola. Anna entra dal fondo).

Mariarosa - (dirigendosi alla scrivania) Neppure ora riesco a prenderti sul serio, povero Pietro!

Anna - (avvicinandosi alla tavola di Giosu, gli chiede piano) Dimmi, nonno, ci sono ancora delle probabilit per la fine del mondo?

Giosu - (benevolo) Io continuo a sperare, figliola!

Anna - (sospira) Chiss quando! (Patrizia e Luigi scendono dalla scala. Luigi s' mutato d'abito. Dal mare giunge il rumore di un motore, che si arresta sotto la casa. Anna va al paravento e guarda il mare).

Patrizia - Oh, ora che siamo riuniti, facciamo il programma della giornata. Luigi si mette al lavoro, io andr a visitare il porto, il nonno aspetta la fine del mondo, e tu, pap, che fai?

Pietro - Andr a pesca con Carmelo...

Patrizia - E tu, Anna? (Carmelo compare dal fondo. Ha in mano un biglietto, lo porge a Patrizia).

Carmelo - C' un signore che mi ha detto di consegnarvi questo.

Patrizia - (apre il biglietto, getta un piccolo grido di sorpresa) Dov'?

Carmelo - Sotto! E' venuto con un grosso motoscafo... Mi disturba i pesci, con il suo motore!

Pietro - (avvicinandosi a Patrizia) Chi ?

Patrizia - (con malcelato senso di trionfo) Quell'ufficiale del Principessa Mafalda... Martino Riva, che pretendevi fosse scappato... Come vedi, deve avermi cercata dappertutto ed riuscito a raggiungermi!

Pietro - (esaminando il biglietto) Straordinario! Fallo salire, Patrizia! Carmelo, conducilo qui. (Carmelo esce. Patrizia s'allontana salendo rapidamente la scala. Giosu scomparso).

Pietro - (agli altri) Credevo che Martino Riva fosse un eroe... era riuscito a resistere a Patrizia... Ma si arrende anche lui. (Piano ad Anna) Coraggio, Anna. Forse sei salva!

Luigi - Elena di Troia, che seppe alimentare tra due popoli una guerra per undici anni, doveva essere un tipo nel genere della vostra figliola!

Pietro - Le donne...

Mariarosa - Ricordatevi che il primo uomo impar da una donna, da Lilith, a camminare ritto, invece di trascinarsi sulle zampe come una bestia!

Pietro - Lilith doveva essere una donna senza esso, come te, Mariarosa.

Mariarosa - (scrolla le spalle) Io me ne vado, non ho voglia di vedere visi nuovi... (Esce a sinistra. Dal fondo, seguito da Carmelo che si allontana subito, entra Martino Riva. E' un giovane ufficiale di marina mercantile. Cerca di nascondere la sua timidezza con un atteggiamento di forzata disinvoltura).

Martino - (dopo aver lanciato intorno un'occhiata inquieta) Buongiorno, signori!

Pietro - Salute, comandante!

Martino - (andandogli incontro, felice di scorgere un viso noto) Oh, signor Pietro, come state?

Pietro - Siete venuto a trovare Patrizia?

Martino - S... La signorina, sulla nave, m'aveva detto che voleva visitare il porto, i bastimenti... sono venuto a prenderla... se vuole fare ancora quella visita... Ho un motoscafo qui sotto...

Pietro - E siete venuto dal Portogallo per farle visitare il porto?

Martino - (perdendo ogni disinvoltura) S... Credevo che...

Pietro - Scusate, non vi ho presentato. (Indicando Luigi a Martino) Luigi, un professore che Patrizia vuol fare diventare accademico. (Indicando Martino a Luigi) Martino, un giovane ufficiale che Patrizia vuol fare diventare ammiraglio... (I due giovani si guardano e si pesano reciprocamente. Martino ostile, Luigi guardingo).

Pietro - (continuando le presentazioni) Mia figlia Anna. (Una pausa) Sono molto lieto di rivedervi, amico caro... ma mi sembra che voi corriate un bel rischio...

Martino - (fermo) Ne ho perfetta coscienza!

Pietro - Ah! La fuga dalla nave stata inutile?

Martino - Inutile! Posso parlare liberamente?

Pietro - Certo! Siamo in famiglia!

Martino - Non so che cosa vostra figlia vorr fare di me, ma sento che nessuno potr sposarla se non io. E allora, signore, se questo scritto nel mio destino, perfettamente inutile ogni mia esitazione. (Si mette sull'attenti) Signore, ho l'onore di chiedervi la mano della signorina Patrizia, vostra figlia.

Giosu - ( rientrato da qualche istante, si portato silenziosamente alle spalle di Martino, lo tocca sulla spalla. Martino si volge sorpreso) Quanti mesi all'anno navigate, giovanotto?

Martino - (interdetto) Dieci...

Giosu - Sulla vostra nave proibito imbarcare le mogli?

Martino - Certamente.

Giosu - Sposatela, giovanotto, e navigate undici mesi all'anno! Quella la moglie che fa per voi! (Trotteremo via, uscendo dalla stanza. Patrizia scende dalla scala. Si mutata di nuovo d'abito E' ancora pi bella. Martino la guarda estatico, rapito. Patrizia attraversa la scena imperturbabile come una dea vittoriosa, porge la mano a Martino).

Patrizia - Come state, Martino?

Martino - (sconvolto) Bene!

Patrizia - Siete venuto a prendermi per visitare il porto?

Martino - S. Ho il motoscafo, qui sotto...

Patrizia - Ottima idea! Voglio fare anche una gita all'isola delle Meduse.

Martino - Sono ai vostri ordini.

Patrizia - (con un gesto circolare) Avete conosciuto tutti?

Martino - S. Vostro padre mi ha presentato...

Patrizia - Allora possiamo andare... Volete darmi il braccio?

Martino - Ecco!

Pietro - Un momento! Devo dire due parole a mia figlia. (Prende Patrizia per la mano, s'allontana con lei di qualche passo. Sottovoce) Mi ha chiesto la tua mano! Patrizia, quello veramente l'uomo pi debole che tu abbia conosciuto! Era libero, sei riuscita a riacciuffarlo a duemila chilometri di distanza! Altro che Luigi!

Patrizia - Ci penser, pap! (A Martino) Vogliamo andare? (Martino e Patrizia fanno alcuni passi. Luigi li raggiunge sul primo gradino della scala che scende al mare).

Luigi - Scusate... la storia su Napoleone devo scriverla lo stesso?

Patrizia - (indifferente) Fate come volete, professore! Credo di avervi dato un buon consiglio... padrone voi di seguirlo o no... (Agli altri) Arrivederci! (S'allontana con Martino. Luigi la segue con lo sguardo incerto).

Pietro - (affacciandosi al parapetto e agitando il fazzoletto) Buona gita! Buona gita! (Luigi si scuote e va a mettersi di fianco a Pietro, estrae un fazzoletto e lo agita pure lui con fervore. Anna s'avvicina a loro. Dal mare giunge il ronzio del motoscafo che s'allontana).

Pietro - (a Luigi, sempre agitando il fazzoletto) Siete salvo!

Luigi - (con un sospiro di sollievo) Credo che potr riprendere tranquillamente i miei studi sulle congregazioni religiose...

Anna - Ma non diventerete pi accademico!

Luici - Non importa! La feluca l'avrebbe portata vostra sorella!

Anna - Non avrete pentimenti?

Luigi - (scrollando le spalle) Pu la formica pentirsi di non essere nata leone? (Con improvvisa decisione) Sapete che faccio, Anna? Salgo di sopra e vado a far la valigia! Parto subito! Non abbiatevene a male, ma questa sera, quando vostra sorella ritorna, potrebbe aver cambiato idea...

Anna - (disillusa) Volete andar via cos?

Luigi - (sulla scala) Noi ci vedremo in citt, Anna! Non so, mi sembra che ho tante cose da dirvi, non saprei quali... ma ora devo scappare... (Sale la scala di corsa).

Pietro - Lascialo andare, Anna, ha ragione! E' pi prudente.

Anna - (con angoscia) E e non ritornasse?

Pietro - (accarezzandola) Ritorner, Anna, ora ritorner!

Anna - (appoggiando il capo sulla sua spalla) Ho paura!

Pietro - Gli vuoi molto bene?

Anna - (con un singhiozzo) S.

Pietro - Sempre di pi?

Anna - S.

Pietro - (dopo un attimo d'indecisione) Allora, Anna, tuo padre sta per darti un orribile consiglio...

Anna - (sottovoce) Quale?

Pietro - Va via con lui!

Anna - (stupito) Con Luigi?

Pietro - Il nonno ti ha insegnato che fuori di qui la vita piena d'inganni, d'agguati... che gli uomini sono nemici l'un l'altro? (Anna accenna di s). Il nonno ha ragione, ma tu devi uscire ugualmente dall'arca! Non puoi sottrarti alla legge comune. Avrai gioie e dolori, ma devi camminare con gli altri... Guai a tirarsi in disparte, quando si giovani come te.

Anna - E se dovessi pentirmi?

Pietro - Nella vita ci si pente sempre di qualche cosa! Io mi sono pentito di tutte le decisioni che ho preso... eppure, se dovessi ricominciare, vorrei rifare tutti i miei errori, senza dimenticarne neppure uno... E' meglio avere dei pentimenti che dei rimpianti. Vai, Anna, ora non sei pi sola. Vi terrete per mano tu e il tuo Luigi. Gli errori che si commettono in due, sono tutti errori facili da portare.

Anna - Credi che mi vorr?

Pietro - S, cara. Sai perch Giosu attende inutilmente la fine del mondo? Perch sulla terra ci sono ancora tante coppie come voi... Tante piccole Anne e bravi Luigi volenterosi. Solo per voi il cielo trattiene le sue acque, per voi il mondo continua a rimanere appeso, malgrado tutto, all'albero del cielo. E forse, chiss, potrete vivere in un mondo migliore! La terra offesa! Noi uomini l'abbiamo offesa, ma a voi, domani, potr anche perdonare. I figli non devono scontare le colpe dei padri. Voi dovete dimenticarvi di noi. Ricordate una cosa sola: che tutto quello che abbiamo fatto era sbagliato. Tocca a voi ricominciare da capo. Per questo Giosu vorrebbe che gli uomini nascessero come le piante, senza genitori, senza ricordi.

Anna - il nonno non mi lascer andar via... Guai se sapesse...

Pietro - Ma noi al nonno non diremo nulla... Te ne andrai zitta, zitta! Rimarr io a spiegare... Metto tutto sulle mie spalle. Ecco Luigi che scende, ti lascio con lui. Tuo padre ti ha dato un cattivo consiglio, ma qualche volta bisogna seguire anche i cattivi consigli. (Pietro con un cenno di complicit esce a destra. Dalla scala scende Luigi, reggendo la piccola valigia con cui entrato al primo atto).

Luigi - Eccomi pronto! (Scende gli ultimi gradini della scala, s'avvicina ad Anna) Mi spiace di scappare cos, Anna, ma penso che sia meglio... Non lo credete? (Anna tace, Luigi guarda il mare dall'arcata) Era pur bello qui! Mah! (Un silenzio) Mi accompagnate con la barca fino a terra? (Anna fa cenno di s. Un altro silenzio) Non vado via volentieri, sapete! Mi sembra che devo dirvi ancora qualche cosa, e non so quale... Vostra sorella mi ha scombussolato tutte le idee! Sono ancora frastornato! Scusatemi, ma al diavolo vostra sorella! E' troppo bella, troppo elegante! Non ho mai visto una donna simile! Quando lei qui, mi sembra di essere un burattino appeso alle sue dita... Si stava cos tranquilli noi due... vero, Anna? Le pi belle vacanze della mia vita! Perch non dite nulla, Anna? Parlate un po' anche voi, santo Dio!

Anna - Penso che andate via senza aver imparato a nuotare.

Lutici - Ma ci rivedremo ancora, Anna! Ci mancherebbe altro!

Anna - Ora voi dovete tornare alla vostra citt... al vostro liceo...

Luigi - Non mica in capo al mondo! Un centinaio di chilometri!

Anna - Io non esco mai, lo sapete!

Luigi - (agitato) Ma intendo assolutamente rivedervi! Figuratevi! Siete l'unica vera amica che io abbia! Voi e il mio preside! E poi, ho ancora qualche cosa da dirvi.

Anna - (candida) Credete che sia molto importante la cosa che avete da dirmi?

Luigi - Potrebbe essere importantissima... potrebbe essere una sciocchezza... Non lo so ancora...

Anna - Proprio non lo sapete?

Luigi - Vi giuro di no! Ho bisogno di raccogliermi, di star solo, di vederci chiaro... Ho avuto troppe emozioni in questi giorni!

Anna - (piena di zelo) Non potrei aiutarvi io?...

Luigi - Impossibile! Non ci capisco niente io stesso. Come potreste aiutarmi voi?

Anna - (che non disarma) Sentite, Luigi, se provassimo a ragionare con calma... noi due... a chiarire un po' le nostre idee... Sedetevi qui. Io vi faccio delle domande, voi mi risponderete dopo aver ben bene meditato. Proviamo. Se io vi dicessi (la voce le trema): Caro Luigi, addio, non ci vedremo mai pi! State bene e buona fortuna! vi rincrescerebbe tanto? (In fretta) Mi raccomando, riflettete... (Lo guarda trepida, ansiosa).

Luici - (dopo un istante di grave riflessione) Mi rincrescerebbe moltissimo! Un'idea che non ammetto neppure!

Anna - (tira un gran sospirone di sollievo) Anche per me cos! E ora passiamo alla seconda domanda. Se io vi dicessi: Caro Luigi, sono lieta di annunciarvi il mio fidanzamento. Il mese prossimo mi sposo... .

Luigi - (ridendo) Che idee! Voi fidanzata?

Anna - Che ci sarebbe di strano? Patrizia ha detto che vuol trovarmi un marito!

Luigi - (subito preoccupato) Ha detto questo? Ah, ma allora se quella s' messa in testa di sposarvi... lo fa senz'altro! (Con violenza) Non badatele, Anna, per carit!

Anna - (con un filo di voce) Forse, Luigi, mi sembra d'aver capito...

Luigi - Beata voi!

Anna - Volevate dirmi... che mi amate!

Luigi - (la guarda perplesso) Credete che sia questo?

Anna - (sicura) E' cos!

Luigi - (preoccupato) E allora che si dovrebbe fare?

Anna - (decisa) Vengo via con te, Luigi!

Luigi - Con me?

Anna - S, subito! Saliamo sulla barca e fuggiamo!

Luici - (scandalizzato) Ma questo si chiama rapire una ragazza! Un ratto di fanciulla! Non ho mai fatto simili cose, io!

Anna - (severa) Lo credo bene! Ma questa volta necessario!

Luigi - E' un reato! Che vuoi farmi fare, Anna? Sono un uomo onesto. Che direbbero tuo nonno, tuo padre?

Anna - Pap sa che tu mi rapisci!

Luigi - (trasecolando) Sa?

Anna - E' lui che me l'ha consigliato!

Luigi - Ah! Avevo ragione di dire che la tua una ben curiosa famiglia!

Anna - (lo prende per mano, trascinandolo) Andiamo! Facciamo in fretta, se il nonno ci scopre, tutto va a monte! Non mi lascerebbe mai uscire dall'arca!

Luigi - Ma vuoi andar via cos, senza neppure una valigia?

Anna - (mortificata) Non possiedo valigie, Luigi. Andiamo! No, aspetta. Devo avvertire pap! (Va alla soglia di destra, chiama sottovoce) Pap! (Pietro compare sulla soglia. Abbassando la testa, confusa) Pap, vado via con Luigi! Ci sposeremo! Abbraccia la mamma, dille che mi perdoni. Ritorner presto! Fa in modo che il nonno non s'arrabbi tanto...

Pietro - (a Luigi) Sei fortunato, ragazzo! Cerca di averne cura, trattala bene la mia figliola! (Li accompagna verso la scala che scende al mare) Ora te la porti via, con il suo vestitino di percalle... ma nel mondo avr bisogno di tante cose, oltre al tuo affetto, di una buona sarta per esempio!

Anna - Certo! Non voglio mica farlo sfigurare mio marito!

Pietro - (sorridendo) Lo vedi? Non ha ancora messo piede sulla terra e gi ragiona come una donna! Questo il segreto della vita. Se gli uomini non fossero un poco frivoli, sarebbero molto pi infelici. Caro marito, farai presto la conoscenza con il pellicciaio, il calzolaio, il parrucchiere... Patrizia potr darvi degli ottimi indirizzi!

Luigi - (preoccupato) Non so se il mio stipendio...

Anna - Non importa, non importa! Darai delle ripetizioni... farai dei libri per le scuole...

Pietro - Brava, Anna! In pochi minuti sei gi diventata una moglie perfetta!

Anna - Addio, pap! (Anna butta le braccia al collo di suo padre, poi si distacca e, trascinando Luigi, scende rapidamente le scale. Pietro rimane immobile vicino al parapetto, fa dei cenni d'addio. Dopo qualche istante si gira. Ha un gesto di sorpresa. Silenziosamente Giosu ha raggiunto la tavola ed curvo sui suoi disegni).

Pietro - Ah! Ti credevo sulla torre!

Giosu - Infatti ero sulla torre!

Pietro - (esitando) Il professore partito, mi ha lasciato l'incarico di salutarti... (Giosu non risponde) Un bravo giovane in fondo, non ti sembra? Beh, ora ti disturbo... riprenderemo il discorso stasera... Dovr dirti qualcosa... (Fa per allontanarsi).

Giosu - (brusco) Che cosa vuoi dirmi? Che Anna andata via con il professore?

Pietro - (trasecolando) Lo sai?

Giosu - Bella scoperta! Se da stamattina che ho dato l'ordine a Carmelo di tenersi pronto con la barca per portarli a terra!

Pietro - (pieno di stupita ammirazione) Ah! Sei imbattibile, pap! Io ho consigliato ad Anna questo colpo di testa! Ora sono un po' inquieto... Mi disapprovi?

Giosu - (quasi a se stesso) Che stupido! Crede sul serio che siano stati i suoi consigli! L'avrebbero fatto lo stesso, anche se avessi sprangato l'uscio con tutti i catenacci!

Pietro - E Mariarosa? Prover un grande dolore...

Giosu - Ho spedito un telegramma a Pechino al mio vecchio amico Chen-Yu-Li. Le mander un libro d'un antico saggio cinese. Si metter subito a tradurlo e si consoler.

Mariarosa - (scendendo le scale, chiamando) Anna!

Pietro - E' andata ad accompagnare il professore...

Mariarosa - (andando verso la sua scrivania) E' partito quel giovane?

Pietro - S.

Mariarosa - (aprendo le sue carte) Peccato! Era simpatico.

Pietro - (facendo il primo sondaggio) Io credo che Anna e il professore un giorno o l'altro si sposeranno...

Mariarosa - (con un moto d'impazienza) E dagli! (A Giosu) Tuo figlio, in America, doveva fare il sensale di matrimoni! S' fissato! Quando Anna ritorna, le dir di non badare alle grullerie che dice suo padre! [Pietro, sarebbe meglio che tu ripartissi!

Pietro - Non so dove andare, Mariarosa! Sono rimasto solo! Patrizia sposer il suo marinaio!

Mariarosa - (che ha incominciato a lavorare, si tocca la testa con un dito ad indicare che suo marito fissato) Lo vedi?

Pietro - (avvicinandosi a Giosu) Pap, mi accogli nell'arca? Ho i capelli bianchi!

Giosu - (squadrandolo) In fondo, qualche progresso l'hai fatto! Puoi restare, se vuoi!

Pietro - E tu, Mariarosa, non hai niente in contrario?

Mariarosa - Purch tu non metta delle stramberie in testa ad Anna! Nella tua agenzia matrimoniale, in America, hai imparato a scrivere a macchina?

Pietro - S, con due dita.

Mariarosa - Benissimo! Mi aiuterai a copiare i miei manoscritti.

Pietro - (con calore) Grazie, Mariarosa. Grazie, pap. Alla mia et ci si pu mettere, senza rimpianti, sulla strada della saggezza.

Giosu - (avvicinandosi al cannocchiale) E far stare le pecorelle dalla destra sua, e i capri dalla sinistra . (Alza il cannocchiale e lo appoggia sulla spalla).

Pietro - Posso aiutarti, pap? Dove lo porti?

Giosu - Sai tetto, per questa sera...

Pietro - Ora che Anna non pi nell'arca, ma tra la gente, aspetti ancora la fine del mondo?

Giosu - (soprapensiero) Beh! Si vedr! (Scrolla le spalle) Comunque, per questa, notte, mi accontento d'un eclisse di luna! (Afferra il cannocchiale e a passetti rapidi saltellanti, si dirige verso la scala, mentre cala la tela).

FINE

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