LE SORELLE DI SEGOVIA
Dramma in tre atti
di GOMEZ DUHARTE RIBEIRO
Adattamento di Bruno Rovere
PERSONAGGI
MADRE DOLORES della Divina Angoscia
La serenissima DONNA CONSUELO
DI TARRAGONA, viceregina delle Indie occidentali
IL CONTE DI PAMPLONA
LA MADRE GENERALE
MADRE FELIPA
DONNA ALFONSINA D'AVIERNO
MADRE PAOLA
MADRE ANTONIA
BELITO
IL GIOVANE GENTILUOMO
LOPE DE AYALA
DONNA JACA, dama di servizio
PADRE GIULIANO
SUOR INCARNAZIONE
DON JUAN LONCE, maestro di ballo
Una donna del popolo - Suore Contadini e voci dal di fuori.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
(Un nudo parlatorio dominato da un immenso crocifisso. Sul fondo, a destra, l'ingresso di una cappella con una porta aperta, e tre scalini. Qua e l, sedie di cuoio e di legno. Un tavolo con carta e una penna d'oca; accanto, un piccolo inginocchiatoio. A sinistra, una grata con inferriata esterna. Pavimento senza tappeto e porta di un corridoio che conclude il parlatorio scuro e modesto. Le pareti sono alte e massicce, d'un grigio triste e monotono, mescolato ad un viola spento. Solo un chiarore penetrante e vivo si sprigiona dalla grata).
Madre Felipa - (lavando per terra scontenta, e battendo il secchio e la scopa) Quando giorno di cucina... (Cantarellando) Quando giorno di cucina... non c' anima che s'avvicina... (Irritata) Perch la santa fa confusione e tutti perdono la ragione... Ma guarda un po', un posto di fiducia a me, povera vecchia!
Madre Paola - (che la guarda sulla porta della cappella e ride) Un pizzico di borbottamento ce lo volete mettere sempre, eh, madre Felipa? Eppure solo tre volte al mese vi tocca lavare per terra. Si direbbe che nella vita non vi siete mai svegliata bene
Madre Felipa - Dite quello che vi pare, voi che siete segretaria; ma se io non sono ancora arrivata a svegliarmi bene, domando a voi: come fareste, al mio posto?
Madre Paola - Borbottate e protestate tutto il giorno, e nulla vi va bene. (Ridendo) Animo! Siamo suore.
Madre Felipa - (lavando alla peggio) A me pare che siamo solo serve; prima di Cristo, poi del vescovo, poi della generale, poi delle priore che ci scelgono, e poi, una volta anziane, di voi pi giovani. Quando finir questa storia?
Madre Paola - (venendole vicino e aiutandola col secchio) Mai. Abbiamo scelto questa strada, e perci...
Madre Felipa - Io vi confesso che aspettavo di riposarmi, con lei... (Indicando la porta della cappella) Sapeste quanti viaggi in carretta e sonno nei fienili, e scarpinate al sole e al fango mi sono ingoiata! Poi mi dicono che suor Maria Dolores, la famosa, la meravigliosa, diventata priora del convento di Cordova... Io che conosco lei e la sua casa da quando era cos (fa cenno) dico... beh! adesso si dormir, si manger un boccone in pace, e il pi che mi toccher sar la porta, dato che ho avuto sempre la testa dura. E che mi succede, invece? Arrivo, e qui non si campa, perch questi contadinacci, questa gentaglia sta sempre attaccata al portone e per di pi, quando madre Dolores va in cucina per il suo turno, mi toccano i pavimenti come se avessi trenta anni di meno. Vi pare giusto?
Madre Paola - Anche lei pulisce in terra come voi e come noi, quando deve.
Madre Felipa - E vi par giusto che una Fuenze-rago, una duchessa di Segovia, priora, faccia quello che nessuna priora fa? Adesso - poi - guardatela l, con quel centesimo di salute: sta in quella sporca e buia cucina con le ragazze che si prendono troppa confidenza. Il mondo cambiato, s' mascherato, s' capovolto, barba di San Giuseppe, e per questo... (Dando un calcio senza avvedersene) Accidenti! Lo vedete? S' capovolto il secchio.
Madre Paola - (ride: chiamano intanto dalla grata e suona un campanello di fuori; si odono voci e bussate energiche al portone) Vado io, vado io, madre Felipa; raccogliete subito l'acqua, voi. Perch se madre Dolores vede questo pantano, se ne addolora.
Madre Felipa - (pi arrabbiata) Eh gi, lei ha la mania della pulizia, ed io ci vado di mezzo con la schiena rotta. Ma che importa, in un convento dove si deve pregare Iddio e pensare al cielo, stare ad occuparsi tanto dei pavimenti?
Madre Paola - (ritornando affannata) Come ci regoliamo? C' una trentina di donne scatenate che vogliono vederla con un bambino malato, e lei in cucina. Che facciamo, madre Felipa?
Madre Felipa - (rossa per il malestro compiuto, alzandosi con i pugni sui fianchi) Chiamala subito, subito dico. Altro che pavimenti e cucina. Tanto la generale, quanto il vescovo, non hanno detto che se si tratta di carit del cuore non ci sono n ore, n preghiere, n lavori? (Ripensandoci) Gi, ma deve passare di qui, e se vede? (Si gratta sotto il braccio comicamente).
Madre Paola - (ridendo e uscendo) La chiamo. E poi, perch impensierirvi, se non ha mai sgridato nessuno ?
Madre Felipa - (continuando a raccogliere l'acqua con lo straccio) Ci vuole poco a capirlo. meglio una buona sgridata, che sentire quelle mezze parolette, barba di San Giuseppe, lo so io... (Aumenta il clamore alla grata. Madre Felipa mette da parte il secchio e lo rovescia di nuovo; va poi verso la grata, apre la finestra interna di legno e comincia a leticare) Ohe, piano. Ci buttate gi tutto. Tu, faccia di porco, non calpestarmi l'aiuola; e poi, che volete? Son maniere, queste? Via le zampe, stregacce maledette. Quando avete bisogno siete qua, ma quando vi preghiamo d darci una mano, siete sorde come le tartarughe. Che ha questo ragazzo? Come? Febbre da dieci giorni? Ma noi non facciamo mica miracoli! Ma s... ora verr... Madre Dolores!
Madre Dolores - (appare con una padella in mano. Tre ragazzine vestite anche loro da monachine la seguono. Dietro a tutte, madre Paola. Con voce dolce) Eccomi. Tenetemi la padella, madre Felipa. Uff, che testa! Me la sono portata dietro... Le chiavi, datemi le chiavi.
Madre Felipa - (prende la padella, ma scotta, la appoggia per terra) Le chiavi, le chiavi... non ho mica dieci mani... (Le cerca sotto la gonna immensa) Eccole! No, cio... s.
Madre Dolores - (paziente e dolce) Lo so, ne avete due sole, ma leste e brave, grazie. (Le prende ed esce).
Madre Felipa - (guarda in silenzio le ragazze che la seguono; a madre Paola che sta andando verso la grata) Avete visto, sempre quella muta di cani da caccia. Che c'entra questo? Chi priora priora, e non giusto che si tiri sempre dietro un corteggio di merlotte senza piume, che non lasciano far nulla a tutto il convento. Stanno sempre tra i piedi...
Madre Paola - (sorridendo, ma guardando oltre la grata dove s' fatto silenzio) Anche questo non vi va? E la vostra priora, quando eravate conversa, com'era?
Madre Felipa - Quella? (Le sfugge) Quella, dava certe bastonate! Cio, no...
Madre Paola - Meno male...Ma stiamo avedere... (Guardano) Ah! lo porta qui.
Madre Dolores - (rientrando, seguita dalla madre del bambino, che essa porta delicatamente sulle braccia) Madre Paola, andate a prendere il mio scialle nero. Io porto il piccolo in cappella: ha la febbre, ha freddo, poverino, batte i denti. (Alla madre, avviandosi lentamente) Pi cura, ci vuole, per le creature di Dio. La strada non li pu allevare, se le madri se li scordano. Cosa fa vostro marito? Come? Ah! lavora da muratore. Dio solo ve lo pu ridar sano. Venite a pregare con me. (Salgono in tre gli scalini della cappella).
Madre Felipa - (da sola, continuando a pulire in terra) Pi gentaglia pagana e sconsacrata e...
Madre Paola - (rientrando con lo scialle) Sono in cappella?
Madre Felipa - (scontenta come sempre) S, ora tornano, e naturalmente, addio scialle. Certi ladri, tra donne, figli e mariti... bella razza! Domenica, per aver aperto mezzo portone, ci ho rimesso uno scaldino, un grembiule e per poco non rubavano anche quelle quattro galline dell'orto... pidocchiosi!
Madre Paola - (minacciandola col dito) Se vi sentisse lei!
Madre Felipa - Chi? Lei? Ma se l'ho conosciuta che era piccola cos. E poi, io non sono n priora, ringraziando Iddio, n...
Madre Paola - Sbrigatevi a pulire.
Madre Felipa - Pulire... pulire... e poi ripasseranno e sporcheranno da capo. Avete capito che bel guaio? Altro che far miracoli. Barba di San Giuseppe, dico io...
Madre Dolores - (rientra, camminando accanto alla madre che tiene adesso il bambino e s'asciuga gli occhi. Seguono le tre monachine) Adesso andate con Dio, e se avete pregato con tutta la vostra fede, qualcosa si otterr. Lo scialle, madre Paola.
Madre Paola - (le d lo scialle).
Madre Dolores - (coprendo il bambino con lo scialle) Tenetelo caldo. Dategli da bere quello che vi ho detto: pi tardi verr da voi padre Mariano. (La donna fa per baciarle la mano, ma lei la respinge; rivolgendosi a madre Felipa improvvisamente) Datele anche una gallina, perch faccia un po' di brodo al bambino. Su, presto! (S'avvicina a madre Paola con l'aria di parlarle).
Madre Felipa - (mette da parte il secchio sgarbatamente e seguendo la donna che ringrazia) Quattro... quattro solo ne erano rimaste; ora sono tre. Finir che le uova le dovr fare il cane, o io! (Esce).
Madre Dolores - (sorridendo) Un pessimo carattere, ma un cuore d'oro. La conosco. Sempre cos. Ora torner e far una scenata. Intanto, ragazze, portate il fornello qui, perch altrimenti si rovina tutto. Dov' la mia padella? Voi, suora Incarnazione, m'aiuterete. (Alle tre monachelle) Mezz'ora d'aria nell'orto e poi in cappella per la novena che avete incominciato. Madre Paola, le nostre lettere?
Madre Paola - (dal tavolo) Ne abbiamo tante, oggi, madre. Sar un mese che non le guardiamo.
Madre Dolores - Metterei volentieri nel fuoco tutta questa cartaccia. Per me la penna un'arma del diavolo.
Le Monachelle - (sulla soglia) E la nostra arma qual ?
Madre Dolores - (minacciandole scherzosa) Per voi la lingua, ma dovrebbe essere la preghiera. Su, via, voi due potete andare. Cosa c'? Lacrime! Prendete il mio fornello e portatelo qui, poi mi direte... (Le monachelle escono. A suor Incarnazione) Parlate... che c'?
Suor Incarnazione - Gelosia per me, perch m'avete prescelta per aiutarvi, madre diletta.
Madre Paola - Scusate, madre Dolores, ma affumicheranno tutto, col fornello. E dovete veder gente.
Madre Dolores - (guardando le carte) Un vantaggio; se ne andranno pi presto, non vi pare?
Madre Paola - E poi, lavorare non sar facile.
Madre Dolores - Il fumo cosa da poco, se si pensa che c' chi lavora ogni giorno tra gravi pericoli.
Le Monachelle - (rientrano, mettono il fornello da un lato del tavolo, poi tutte e due con un cenno di riverenza passano dinanzi al tavolo).
Madre Dolores - Solo due parole: suor Incarnazione m'ha detto il vostro cruccio. Non posso concepire quest'amore umano verso di me, cos morboso. un discorso serio, il mio, che non rifar pi. A Dio non pu piacere che voi vi attacchiate con tanta passione sia a me che a qualsiasi persona o vincolo del mondo. Facciamo punto per sempre con i fiori nella mia cella, i ricami, le lacrime e le gelosie; io sono per voi solo la guida e la piccola luce che rischiara i vostri primi passi. La grande luce Lui. (Serissima) Non siete venute fra queste fredde mura per soddisfare i vostri sentimenti naturali, ma per mortificarvi e quasi morire per tutto ci che intorno a voi stesse. Imparate a vivere e ad essere di un solo Sposo. Va bene? Andate; suor Incarnazione, non rovesciatemi la padella perch di olio non ne abbiamo gran che.
Madre Felipa - (entrando furente) ...e nemmeno di senno. Ma vi pare giusto, barba di San Giuseppe, che con quattro galline che ci sono rimaste, voi continuiate a fare la grande?
Madre Dolores - (paziente) Ma vi pare giusto che sotto il soggolo di lino da sette mesi non portiate n maglia n camicia, come esige la regola, perch l'avete, in segreto, molto in segreto, date in elemosina alla madre di Alonzo il boscaiolo, il quale dopo due giorni le vendette per comprarsi acquavite?
Madre Felipa - (confusissima) Ma io...
Madre Dolores - Direte in silenzio sei Credo e finirete in un attimo; e poi, la pulizia di questo pavimento... Intesi, madre Felipa dell'Eucarestia?
Madre Felipa - Intesi, madre reverendissima. (Lava per terra, mentre suor Incarnazione ravviva il fuoco con la. padella alla mano e madre Paola passa a madre Dolores le carte, una a una, indicandole i punti importanti).
Madre Dolores - Scrivete a madre Isabella che fu colpa mia il suo ritardo. La morte di sua madre fu lunga e dolorosa; io stessa la trattenni perch potesse assisterla.
Madre Paola - difficile, madre diletta, scrivere questa lettera alla generale, perch essa si ferm due mesi in Asturia e perch una volta arrivata ad Al Bufera si chiusa in cella rifiutando tutto.
Madre Dolores - malata, gravemente malata. Non facile questa nostra condizione. Io stessa, madre Paola, sono entrata pensando che la preghiera e la vocazione bastassero. (A suor Incarnazione) Tenete diritta quella padella e mettete un po' di sale.
Madre Paola - (accennando alla lettera) A questa ho gi risposto, consigliando indulgenza secondo il vostro avviso.
Madre Dolores - (approva con la testa e legge).
Madre Paola - Qui propongo un cambio: madre Teresa andrebbe a Cordova, madre Annunziata a Messina, e le due che tornano dalle Indie occidentali dalla casa di Palmas verrebbero da noi. Ma quando potremo contare su di esse? Il viaggio lungo e difficile. Ferrante, mio fratello, ci dette notizia dopo un anno e mezzo.
Madre Dolores - (alzandosi) Non le vorrei qui, perch laggi il diavolo, con l'oro e la potenza, ha comprato tante, anime spagnole, anche di religiosi.
Madre Paola - Ma sulla bilancia bisogna pure mettere l'acquisto grande che sta facendo Cristo. Un mondo splendido e meraviglioso. Vidi una indios a Siviglia che aveva gi imparato lo spagnolo e raccontava cose bellissime: fiumi immensi, citt nascoste nelle selve, case con i tetti d'oro, uccelli strani...
Madre Dolores - E di che si serve il maligno per rubare l'anima nostra? Dio aveva permesso al nostro popolo di cacciare i mori. Gli infedeli erano arrivati come cavallette fino ai Pirenei, e abbiamo visto solo sangue, per secoli, fino a quando Isabella e Ferdinando li cacciarono. La croce torn libera e padrona della Spagna. Poi, mentre eravamo trionfatori e felici, venne la scoperta di quelle terre. Mio padre fu tra i primi a vederle, ma a noi bambini raccontava ch'era un dono terribile, perch saremmo mutati per l'avidit dell'oro. Io detesto quelle terre; tra le sue zolle alla fine ci sar la maledizione, per noi spagnoli.
Madre Paola - Permettete, ch'io dica la mia?
Madre Dolores - Certamente.
Madre Paola - Darei la vita per poter andare laggi e vedere da vicino quel che ho sentito raccontare. Una favola da vivere. Essere la madre di tanti bambini indios e condurli verso Ges, passo, passo.
Madre Dolores - Pazza di Spagna! E poveri voi tutti, che non capite la lusinga di questa mostruosa offerta. V'attira con la novit, con lo splendore, col mistero, quando la strada la rinuncia e non l'oro, la preghiera, e non-il clamore e la sete di dominio.
Madre Paola - Perdonatemi, madre, ma laggi ci sono i nostri. C' mio fratello, i miei nipoti bambini e allora...
Madre Dolores - Capisco. Ma il male bisogna tenerlo d'occhio e capire da dove viene. Per me, sono queste Indie maledette che hanno corrotto la Spagna, terra d Dio.
Madre Felipa - Scusate, madre Dolores, ma questa macchia rossa non vuole andarsene. Ci sto sopra da mezz'ora.
Madre Dolores - Siete certa, madre Felipa? Continuate voi madre Paola, e firmate pure a mio nome. (S'alza) Avete passato sapone e acqua?
Madre Felipa - Mi ci sono rotte le braccia.
Madre Dolores - (curvandosi e toccando con la mano) Non cos: se borbottaste di meno e usaste pi sapone... Date a me. (S'inginocchia) Ecco, vedete? (A maniche rimboccate lavora in terra, ginocchioni).
Madre Paola - (alzando gli occhi e alzandosi in piedi subito) Ma no! Che fate? Madre Felipa, siete impazzita? Lo sapete che malata.
Madre Felipa - (confusa) Lasciate che faccia io. Datemi il sapone. Perdonatemi, far meglio (Madre Dolores continua silenziosa e lesta. Madre Felipa, arrabbiandosi e mettendosi in ginocchio) Voi fate la priora e non quello che dobbiamo far noi. Alzatevi e tornate alla vostra cartaccia scritta.
Madre Paola - Io non so rispondere e la lettera importante. Venite.
Madre Dolores - (con il viso pallido s'alza a fatica) Eh, quante storie. Datemi questa lettera. (Cade a sedere) Non son pi capace di far nulla. Ecco perch sono contro i viaggi, contro le Indie. Madre Paola, vorrei farmi eremita. (Sforzandosi di sorridere) Non sarebbe bello?
Madre Paola - che fate una vita da bestia, senza risparmiarvi mai. (Suor Incarnazione, che si affaccendava intorno alla padella, ha smesso di star davanti al fornello).
Madre Dolores - Ohe, niente distrazioni, ragazza. La mia povera torta di patate va in rovina. (Suonano. Trascinando la sua gamba, madre Felipa va ad aprire. Poi rientra seguendo padre Giuliano, vecchio e lento di movimenti. Madre Dolores si alza e gli va incontro) Salute a voi, padre Giuliano; non vi attendevamo.
Padre Giuliano - Un vecchio noioso come me, non s'aspetta tutti i giorni. Ma devo parlarvi. ( Tossisce ).
Madre Paola - (scrivendo) Vi d fastidio il fumo?
Madre Dolores - Ho capito, l'avete tutti col mio fornello e la mia povera torta di patate. Madre Paola, suor Incarnazione, riportate per cortesia tutto in cucina. (Le due suore escono).
Padre Giuliano - Ero venuto per chiedervi due cose importanti. Avrei aspettato il giorno solito delle confessioni, ma mi preme molto, madre.
Madre Dolores - Madre Felipa, vi dispiace lasciarci?
Madre Felipa - (strofinando il pavimento) Eh, certo... S' fatto quasi sera e sono ancora alle prese con questa stupida macchia.
Madre Dolores - Colpa vostra se non amate troppo la pulizia. Ora andate; vi richiamer.
Madre Felipa - E va bene, chi dice nulla? Barba di San Giuseppe... (Esce).
Padre Giuliano - Ha poca pazienza.
Madre Dolores - Nel fondo brava; la conosco da quand'ero bambina. Era la figlia di un nostro intendente e ha avuto sempre questo carattere. S' fatta suora solo quando ha perso ogni speranza di maritarsi. Ma ha una bont segreta, della quale ha un enorme pudore. Fossero tutte come lei!
Padre Giuliano - Sono vostro confessore e perci non sono d'accordo. (Timido) Dunque sono qui perch le mie sono cause di giustizia e di cuore.
Madre Dolores - Dite.
Padre Giuliano - La prima riguarda la Santa Inquisizione della nostra citt. Si tratta d'una madre che si vede strappato il figliolo sotto l'accusa di eresia, per essersi vantato di aver dormito sotto un altare con la protezione del diavolo. una falsit e un ricatto, ve lo dice questo vecchio prete, perch il ragazzo rifiut di sposarsi con una ragazza della quale non si dice molto bene. In verit, durante una tempesta, egli si rifugi nella cappelletta di San Pietro e l dentro pass la notte, mentre infuriava l'uragano.
Madre Dolores - Sono convinta di quello che dite; ma che posso fare io, povera suora, contro il tribunale dell'Inquisizione della nostra regina?
Padre Giuliano j - Molto, se volete; perch voi conoscete la madre e il giovane. Si tratta della vecchia Manola che vi port quei sei ceri per la Pasqua e lui, Robledo, il pittore della vostra cappella.
Madre Dolores - Li conosco. gente pia.
Padre Giuliano - Allora parlate al vescovo e a chi vi tiene in gran conto: alludo al domenicano Pedro Graziano, che il formulatore delle accuse.
Madre Dolores - Lo far subito. Conosco la gente accusata e reputo mio dovere dire la verit.
Padre Giuliano - Non dubitavo. Per non avrei mai pensato che un organo esemplare e necessario come la Santa Inquisizione superasse di tanto i suoi onesti limiti. Io non temo, sono troppo vecchio ormai. Ma che pu nascere da questa macchina terribile che schiaccia tanti innocenti?
Madre Dolores - Cosa dite? la salvezza della Spagna.
Padre Giuliano - Purtroppo non sapete e non vedete le lacrime e le pene. L'alimento della Santa. Inquisizione soltanto l'odio e il rancore che infuoca gli uomini gli uni contro gli altri. Pi di sessanta persone, in meno di un mese, furono arrestate nella nostra piccola citt, e molti non son pi tornati. bello questo, nel nome di Cristo?
Madre Dolores - Vi conosco troppo come uomo sincero. Ma siete certo di quello che dite?
Padre Giuliano - Sono certo, e poich conosco la santit del vostro cuore, non chiedo che una preghiera a Dio, perch siano risparmiate nuove /vittime e nuovo sangue.
Madre Dolores - Lo pregher, padre mio, e parler del caso che mi avete raccontato senza alcun timore. L'altra domanda?
Padre Giuliano - Sono molto titubante nel formularla, e ho molto pensato prima di venire. Potete fare un gesto di umanit buona e necessaria presso la vostra potente sorella, la contessa di Tarra-gona? (Madre Dolores tenendosi la testa con le mani, fa un cenno di diniego) No, non dite di no... subito! Si tratta di un gentiluomo che laggi, nelle Indie, dove vostra sorella quasi regina e padrona, d'un tratto caduto in disgrazia agli occhi di lei e della sua corte. Egli un uomo diritto e fiero. Ha sbagliato ad agire di sua testa, ma ra, per la sua disobbedienza, lo si vuole annientare. Sanno, laggi, che egli onesto e splendido d'animo, ma esigono una ritrattazione scritta che non far mai. Vostra sorella pu tutto per l'onore di quest'uomo. Una parola, una parola vostra... forse...
Madre Dolores - Non la dir mai, n la scriver, padre Giuliano. Mi impossibile. Sono vent'anni, e voi lo sapete, perch siete il mio confessore, che io non ho rapporti con quella donna. Vent'anni, capite, che essa ha cercato e trovato la potenza che sognava e io il sacrificio e la solitudine. Siamo gemelle, uguali nel volto e nella voce; ma lei fu soltanto crudele ed egoista, avida e dissoluta oltre ogni misura, s che ha segnato di dolore tutta la lunga strada dei suoi anni trascorsi. Gi da bambina aveva una segreta natura di bestia, e da giovinetta, pur di conseguire i suoi scopi, sacrific tutta la famiglia nostra: oggi i superstiti siamo soltanto lei ed io. Lei salita alla potenza di viceregina per mezzo del pianto, del sangue e della frode. Non conosce rispetto per i suoi simili: buia e ha il cuore tenebroso anche se la Spagna intera ha creato ormai una leggenda intorno alla sua vita e al suo inumano coraggio. In lei il respiro di Satana; perci non ho mai risposto ai suoi replicati cenni di donna compiaciuta e possente. So che sembro pi vecchia della mia et... ma voi sapete perch, da quando siete il padre della mia anima: quel dolore e questo cilicio.
Padre Giuliano - Vi ho sempre detto - figlia mia - che questo cilicio io lo disapprovo. Ne far parola...
Madre Dolores - ...a nessuno. Perch una notte, tre anni or sono, io piangevo nel sonno e mi svegliai. Era il dieci di agosto del giorno santo di San Lorenzo. Allora, sulla carretta che mi portava lenta ad Al Bufera, apparso l'angelo Gabriele che mi parlava radioso e gentile: Dolores... per le colpe di tua sorella, le tue preghiere sono appena una goccia d'acqua di fronte al mare. La tua vita di suora non riscatter niente, perch Consuelo sar soltanto pianto e fuoco nell'altra vita... . Io ascoltai le parole sante, giunsi le mani, supplicai, gridai, mentre mulo e carrettiere proseguivano senza sentirmi, e tutto dilegu nella notte calda. Al mattino, quando m'alzai disperata dal giaciglio e il carro sost, ai miei piedi c'era una rondine morta. Io sono nata, padre, in riva al mare, e quando accade una cosa simile, i vecchi dicono che c' nell'aria un viaggio e una morte vicina. Pregai ancora, nel sole nascente, per la salvezza di Consuelo, ma le parole mi morirono sul labbro. Lei che viaggia sempre e cammina per quelle terre, forse, morir - come mi disse il presagio - di malvagia morte, e sar sprofondata, ne sono certa, nell'eterno fuoco. Ecco il perch del cilicio che io ho offerto a Dio per lei, per lei sola.
Padre Giuliano - Abbiamo molto e sempre parlato di lei, figliuola, ma mai vi eravate aperta cos. Io sono vecchio, vecchio assai, ma vi dico che vostra sorella morir in grazia di Dio, e quel cilicio non avete n il diritto n il dovere di portarlo; siete ancora giovane; la chiesa di Spagna si vanta di voi la gente umile non si sbaglia di certo, se vi chiama colomba . Non potete giudicare alla leggera, e consumare il vostro corpo.
Madre Dolores - Ma io non devo risparmiarmi per nessuno. Chi ha bisogno di me? Soprattutto lei, che peccatrice; perci non so cosa fare. Vorrei andarmene fra le sepolte vive, in un eremo, lontano da questo priorato che mi opprime e che non capisco. Io non so ancora certamente obbedire, perch debbo comandare? Parlai col cardinale di Toledo, ne accennai esplicitamente al vescovo, ma non mi dettero ascolto, pensando che lo dicessi cos, per dire.
Padre Giuliano - Innanzi tutto siete una suora, e poi vi ritengono gi avviata sulla strada della santit e vi ammirano. Perch verrebbero a farvi omaggio quass, in questo sperduto villaggio? Credete di essere l'unica monaca nata nobile in Spagna?
Madre Dolores - Vorrei che nessuno s'occupasse di me e io fossi, ripeto, nel pi oscuro convento una specie di madre Pelipa. (A voce bassa) Devo espiare, padre, per Consuelo.
Padre Giuliano - Allora non scrivete due parole in favore dell'uomo del quale vi ho parlato?
Madre Dolores - Mai. A Satana non si scrive, n si chiede.
Padre Giuliano - Lungi da me l'idea di difendere vostra sorella. Ma soltanto la contessa di Tarragona con i suoi pregi e con i difetti, anche enormi, come voi li disegnate. Ma creatura umana , e Dio e non Satana l'ha ricolmata dei suoi beni. Mi hanno narrato cose grandi del suo carattere e del suo coraggio da chi la vide e la obbed, e potreste continuare a pensare onestamente, se li conosceste, che questi son doni del maligno?
Madre Dolores - Il problema occup la mia mente per molto e molto tempo : ma alla fine ho deciso che erano forze sataniche, quelle che sostenevano Consuelo; ripensai all'offerta del dominio del mondo che Satana fece al Signore. Quando scrive e tenta di comunicare con me, mai s'abbandona ad un ricordo dell'infanzia comune, di una delle tante morti che funestarono la nostra casa, a un sentimento qualsiasi che ci riunisca nel dolce passato. Consuelo scrive in piedi, con la veste di seta, il Toson d'oro al collo, come se migliaia di indios e di soldati stessero a guardarla mentre traccia parole sulla carta; e scrive a me, povera suora del pi povero e disgraziato convento di Spagna. Un orgoglio smisurato la divora.
Padre Giuliano - Sbagliate, madre Dolores, perch se fosse tutta orgoglio non vi avrebbe riscritto. La sua natura....
Madre Dolores - Io la conosco e continuo a conoscerla, anche dopo vent'anni di separazione. Essa ha la Spagna, il re, il popolo che si occupa di lei. La calunniano, la decantano, l'ammirano e tuttavia le manco io, l'unica, l'ultima della sua famiglia, una umile monaca senza pi cognome, senza titolo, che non le ha scritto mai, e che tace. Lei sa che io non stimo la sua potenza, anche se si agita e cerca di far arrivare di continuo la eco delle sue feste al di qua delle vecchie mura di questa bicocca. Ogni volta che pecca od offende, sente un bisogno spasmodico di me, e lo capisce. un duello muto, il nostro, lunghissimo e mai concluso.
Padre Giuliano - Che si concluder, madre Dolores, solo quando voi lo vorrete; perch la sua anima dev'essere riconquistata, con qualunque mezzo.
Madre Dolores - E Dio solo pu farlo. Ora vi domando perdono, perch le mie monache aspettano che io vada a vedere il bucato. (Bid) Avete visto che salto? Da Dio alla lavanderia.
Padre Giuliano - Non come padre Giuliano e vostro amico, ma come confessore, noi parleremo ancora di questo. Avete dei grandi obblighi e dovete essere pari alla vostra condizione di suora. Mah... Tolgo il disturbo. (Si alza).
Madre Dolores - (chiamando) Madre Paola! Madre Paola... (S'ode rispondere) Chiamatela subito.
Madre Felipa - (entrando) Permesso
Madre Dolores - Oh brava. Accompagnate padre Giuliano e apritegli la porta. Nuovamente, padre, salute e benedizioni.
Padre Giuliano - Grazie per quello che farete. Salute e benedizioni a tutte voi.
Madre Felipa - (comica, guardando la mano e il passo tremante di padre Giuliano che la precede) Se tutte le benedizioni fossero cos gagliarde, gli andremmo appresso all'altro mondo subito subito.
Madre Dolores - (la guarda e sorride. Quando la vecchia ritorna) Temo, madre Felipa, che per questa linguaccia dovr far a meno di voi in questo convento.
Madre Felipa - (con finto stupore) Perch!
Madre Dolores - Ci sento bene, madre Felipa.
Madre Felipa - (turbata, prendendo il secchio) Eh! la barba di San Giuseppe... Oggi non me ne lasciate passare una. (Esce).
Madre Paola - (entrando) Siamo a posto con le carte e le lettere, madre.
Madre Dolores - Allora, mentre io scendo in lavanderia, scrivete ancora la relazione sulla vestizione delle ragazze. Vi mando suor Incarnazione che vi dar i nomi esatti delle nuove professe; arriveranno alla fine del mese. (Esce. Madre Felipa fa capolino per vedere se c' madre Dolores quindi entra e comincia a spolverare senza parlare).
Suor Incarnazione - (entrando) Eccomi, madre. Ho gi scritto l'elenco.
Madre Paola - Allora lo ricopier. E la torta com' andata?
Suor Incarnazione - Bene, ma mancava il sale.
Madre Paola - L'avete messa al caldo! Qui non c' pi pace, le ore non esistono pi; bisognerebbe mettere un freno. Si prodiga troppo. Oggi pi stanca e pi smagrita del solito.
Suor Incarnazione - Se non volesse darci una mano anche nei lavori pi pesanti, potrebbe riposare qualche istante. Adesso sta strizzando le lenzuola con madre Addolorata e madre Innocenza. Una pazzia: stanotte tossir. (Suona la campanella dell'entrata).
Madre Felipa - (va alla grata e parla prima a voce bassa, poi esce).
Suor Incarnazione - (indicando madre Felipa che sta uscendo) Facciamole uno scherzo.
Madre Paola - (smettendo di scrivere) Volentieri, quale!
Suor Incarnazione - Voi approvate quello che io legger. Dite sempre di s.
Madre Felipa - (rientra trasformata: ilare e agita lo straccio della polvere) Queste sono notizie serie. Hanno portato per ringraziamento a madre Dolores otto galline magnifiche, due paia di piccioni e mezzo sacco di farina bianca. Era il contadino del mugnaio e la moglie del fabbro qui accanto, che hanno ricevuto...
Madre Paola - (comica) Grazie fatte da voi!
Madre Felipa - Che c'entra questo? Se protesto perch tocca a me aprire e chiudere la porta tutto il giorno.
Madre Paola - Per quando l'aprite per prendere, cambiate d'umore.
Madre Felipa - Che discorsi. Con una priora come la nostra, che riesce a smuovere il cielo, dovremmo essere ricche e mangiar bene. Invece, ora entra la roba e in un baleno lei distribuisce tutto. I piccioni per, stavolta li nascondo in soffitta, e se le salta il ticchio di darli a qualcuno, giuro che dir che son volati via, anche se una bugia.
Suor Incarnazione - (fingendosi spiacente) Non so se potrete pi dire una bugia; non siete pi in tempo, ormai. Forse ci penser un'altra suora dispensiera.
Madre Felipa - (diffidente) Perch? Che c'? Spiegatevi.
Madre Paola - (evasiva) Mah!
Suor Incarnazione - Da come parla una lettera...
Madre Felipa - Ohe, dite subito, non cominciamo!
Suor Incarnazione - Calma, calma, non pigliate fuoco. Siamo vostre amiche; del resto, si diceva cos...
Madre Felipa - (popolana) Fuori il fagotto.
Suor Incarnazione - C' una lettera, guardate.
Madre Felipa - Leggetemela perch io non so leggere; oppure stracciatela, sar meglio.
Madre Paola - Ma no. Non si pu.
Madre Felipa - Si pu, per madre Felipa. Quarant'anni che porto questi panni e poi mi fanno certi giochetti alle spalle. So io.
Suor Incarnazione - Se volete...
Madre Felipa - Certamente.
Suor Incarnazione - Allora ve lo dico subito. C' proprio una lettera (agita un foglio) dalla quale si capisce che presto ci lasciate per il convento di Valladolid. Un posto di riposo come avete sempre sospirato.
Madre Felipa - (annientata) Questa non ci voleva.
Suor Incarnazione - La colpa vostra. Tutto il giorno a dire che non ne potevate pi, di questo convento, di questa priora, di questa fatica; e, sapete, all'orecchio di chi comanda certe cose arrivano.
Madre Felipa - Ma che tradimento. (Sedendosi e asciugandosi senza avvedersene il viso con lo straccio, per l'emozione) Sono stata tradita. Si fa per dire, due chiacchiere d'una vecchia sconclusionata come me... (Triste) E adesso?
Madre Paola - (soffocando il riso) Ma no. L'avete tanto desiderato. Andrete a star meglio.
Madre Felipa - Un accidente a chi ha fatto la spia. E dire che ho brigato cinque anni per essere mandata qui. Mi dovrei cucire la bocca.
Suor Incarnazione - (c. s.) Riposerete.
Madre Felipa - E chi pu vivere senza di lei? Era la mia padroncina, immaginate: alta cos... (Triste) O madonna mia, che mi succede?
Suor Incarnazione - Ma se la tormentate tutto il giorno col vostro malumore!
Madre Felipa - Qualche cosa devo pur dire. Ma guarda un po': sarebbe la prima volta che mi prendono sul serio. Sono sempre stata una povera monaca bislacca. E adesso?
Madre Paola - Preparatevi a partire degnamente, senza lamenti, appena verr l'ordine.
Madre Felipa - Ah no. Andatevene voi. Io sono malata. (Scattando) Ho il diritto di restare qui e di morirci. Ho cambiato pi di sette conventi fino ad oggi, e basta.
Madre Paola - Come si fa? L'obbedienza...
Madre Felipa - Fanfaluche. Io non mi muovo; queste chiavi non le do' a nessuno.
Madre Paola - Allora perch vi ribellate e discutete tutti gli ordini che madre Dolores vi d ?
Madre Felipa - Ma benedette donne, ci vuole poco a capirlo: il mio carattere.
Suor Incarnazione - Dovevate cambiarlo.
Madre Felipa - (rimettendosi a sedere disfatta) Barba di San Giuseppe. Una parola, cambiare. Eppure lei conosce e sa che in fondo sono una buona diavola. Che pasticcio! Per questa bocca maledetta mi sono rovinata la vita. Avrei potuto sposarmi, aver un bambino, ma alla fine quelli che che avevano fatto mostra di volermi, scappavano.
Madre Paola - Come? Avreste voluto sposarvi? Ma che razza di vocazione la vostra?
Madre Felipa - Perch ? Non ero forse una buona ragazza come tante?
Madre Paola - (calma) Lo vedete? Ecco il vostro carattere; meglio che vi prepariate con la santa rassegnazione.
Madre Felipa - Ma non credete che finisca cos. La seccher tanto che mi terr qui. In fondo sono di casa sua.
Madre Paola - Se la generale...
Madre Felipa - La generale una vecchia cattiva.
Suor Incarnazione - (c. s.) Ancora la vostra linguaccia.
Madre Felipa - No. Voglio dire le mie ragioni, perch di qui, nemmeno con l'archibugio mi mandano via. (Cambiando tono) Aiutatemi voi; sono la vostra vecchia madre Felipa, non vi pare? S, conosco i miei difetti, ma per la barba di San Giuseppe...
Madre Paola - Anche questo. Lo sapete che lei non vuol sentirlo dire.
Madre Felipa - E allora cosa dico, porco diavolo? Ho una bocca, io.
Madre Paola - (ridendo) Ma cercate di cambiare.
Madre Felipa - (accorata) Avete mai visto una vecchia somara piena di difetti cambiare? Ormai...
Madre Paola - Beh. Scherzavamo, perdonateci. Non c' nulla di vero. Vi vogliamo tutte un gran bene, madre Felipa.
Madre Felipa - Avete scherzato? (Furiosa) Sono il vostro zimbello? Ma guarda un po'. Pettegole sciocche, con una vecchia monaca! Col rischio di farmi sentir male. (Uscendo precipitosa) Vi accomodo io.
Madre Paola - (ridendo) veramente un'anima semplice. Dettatemi presto i nomi, si avvicina l'ora della preghiera.
Suor Incarnazione - (con voce monotona) Isabella Veragna, che prender il nome di suor Enrica dell'Addolorata... Maria D'Alkermos che prender il nome di suor Isabella della Nativit... Filippa Nigrita d'Orano, che prender il nome di suor Annunziata del Giordano.
Madre Paola - (alzandosi) Va bene. Allora lasciate qui tutto sul tavolo e andiamo a preparare la cappella. Madre Dolores sar qui fra poco. (Escono).
Madre Felipa - (fa capolino, poi entra. Va al tavolo, cerca fra le carte e alla fine prende il foglio lungo e stretto che aveva in mano suor Incarnazione; dopo averlo guardato, capovolgendolo pi volte, perch non sa leggere, se lo inette in tasca. Poi ci pensa un poco, lo tira fuori, finch maligna e soddisfatta lo straccia con gusto e rumore) Non si sa mai. Dicono che scherzano, ma poi chiss... (Esce. Suonano alla porta, dopo un po' entra un giovane gentiluomo vestito di nero con una grande cappa, accompagnato da madre Felipa che lo fa sedere) Adesso la chiamer. Ma l'ora non buona. Benedetta gente, non la fate pi respirare. Santa s, ma ha anche il diritto di vivere. Ci vorrebbe un po' pi di discrezione.
Il Giovane - Lei stessa mi ha detto di venire al tramonto.
Madre Felipa - (avviandosi) Se cos, tanto peggio per lei. Finir per mettersi a letto, se continua questa vita infernale. Vado, aspettate. (Esce).
Madre Dolores - (parlando da fuori) Va bene, va bene, fra dieci minuti sar in cappella. (Entrando leggera e sorridente) Buona sera, vi attendevo: ho buone notizie.
Il Giovane - (emozionato, tentando di baciarle la mano) Oh, grazie, madre, grazie. Ho passato ore indicibili.
Madre Dolores - Siate calmo innanzi tutto, come si conviene ad un uomo del vostro nome e del vostro rango. Ho parlato con lei; pentita sinceramente e profondamente. L'altro riconosce il suo torto, l'abuso che fece della vostra casa, ma pronto a riparare nella forma che desidererete.
Il Giovane - Mai! Egli dovr...
Madre Dolores - Lasciate che dica. Vostra sorella la porterete qui a notte fatta. Star da noi in raccoglimento e in preghiera per qualche mese. Poi faremo il matrimonio e la notte stessa ripartiranno per Medina.
Il Giovane - Non pensavo questo.
Madre Dolores - Come?
Il Giovane - (cattivo) Deve chiudersi in convento per sempre ed espiare. Quanto a lui, mi render conto da uomo a uomo. L'offesa...
Madre Dolores - (serena e dolce) L'offesa voi la fate a me, in questa maniera. I patti erano chiari. Io vi ho aperto la porta, vi ho ascoltato e voi vi siete rimesso alla decisione. vero?
Il Giovane - vero. Ma il mio onore ....
Madre Dolores - Vedo che voi preferite lo scandalo, l'odio e la vendetta; e allora inutile che stiate qui, figliolo. (S'avvia).
Il Giovane - Lasciate per piet che io vi spieghi, madre Dolores. Voi appartenete ad una famiglia...
Madre Dolores - Ora sono una povera suora di Cristo. Vostra sorella nata per il mondo e non per queste mura che possono accoglierla solo per qualche tempo in attesa di una regolare unione che si far. Dopo questa soluzione semplice e umana, io non vedo le ragioni della vostra ulteriore presenza qui.
Il Giovane - Ma ho il diritto di tutelare il mio onore. Bisogna che mia sorella paghi.
Madre Dolores - L'onore tutelato, in questo caso, dal matrimonio. L'imposizione del convento, per chi non ha mai pensato a questa separazione dal mondo, mi pare una decisione che non potete prendere da solo per un malinteso orgoglio personale.
Il Giovane - E pure io desidero...
Madre Dolores - (decisa) Allora rivolgetevi ad altri. Io non mi far complice del vostro risentimento. Voi m'avete chiesto soltanto aiuto e questo ve l'ho dato subito, prendendomi la responsabilit dell'iniziativa.
Il Giovane - Ma sentite, madre Dolores, sono stato sanguinosamente offeso. Io credevo nell'onest di mia sorella e d'un amico che frequentava la mia casa. Pu finire cos?
Madre Dolores - Il matrimonio cancella tutto. Inoltre il convento, per mia volont, apre le porte a lei che qui, sola, mediter la sua colpa verso di voi e verso la famiglia, e si preparer degnamente ad unirsi per la vita all'uomo che ha scelto.
Il Giovane - Non posso, madre. Io debbo vendicarmi.
Madre Dolores - E quando gli avrete dato un colpo di spada e lo avrete fatto pugnalare da qualche vostro sgherro, l'onore risplender forse pi luminoso? Io sono una povera donna, peccatrice come tante, ma credo che le armi e il sangue non possano lavare la macchia che vi tormenta. Voi mancate ai vostri patti di ieri sera. Mi pregaste di aiutarvi; il vostro linguaggio, le vostre nuove decisioni non riguardano queste mura di Dio. Andate.
Il Giovane - (emozionato dalla forza morale della religiosa, dopo averle baciato la mano) Vi domando perdono. Avete ragione, ho mancato veramente ai patti. Ieri seri sono venuto disperato perch siamo orfani, e mi sono rimesso completamente a voi come ad una sorella maggiore, a una santa che vede e capisce. L'orgoglio personale m'ha fatto passare i limiti; far come volete: ma non voglio pi vederli. L'accompagner stasera la moglie del nostro vecchio intendente, e lei far tutto ci che occorrer. Io parto domani stesso. Beneditemi.
Madre Dolores - Dio vi benedica e vi conservi quest'anima. Addio.
Madre Felipa - (entra mentre il giovane inginocchiato riceve la benedizione e corre verso la porta di uscita) Aspettate, ho le chiavi.
Madre Dolores - (tornando verso le carte e sfogliandole in piedi) Madre Felipa, accompagnatelo. (Quando la vecchia torna, sempre guardando le carte) Ricordatevi, anche per l'avvenire, che non dovete entrare se non chiamata. La gente che viene qui ha un suo pudore e una sua dignit. Quando imparerete questo? Eppure siete anziana. Offrite a Ges almeno questo cambiamento del vostro modo d'agire.
Madre Felipa - (a testa china) Io sono carica di difetti e di colpe. Perdonatemi. Ne ho fatta una pi grossa: ho strappato uno di questi fogli, perch temevo che parlasse del mio trasferimento in un altro convento. Vi sono tanto attaccata che ho fatto questo peccato. Sono una bestia; punitemi, vi prego. (Umile) Una bestia...
Madre Dolores - (commossa) Andate in cappella a pregare e lasciate qui sopra le chiavi. Dio voglia che manteniate la vostra promessa. Mandatemi madre Paola. (Madre Felipa fa per avviarsi, ma sulla porta toma indietro a piccoli passi e, cercando di non essere veduta, bacia un lembo della gran veste di madre Dolores).
Madre Paola - (entrando) Madre Dolores, la cappella pronta e le suore sono gi riunite.
Madre Dolores - (lavorando al suo tavolo) Questa sera, quando il buio sar fitto, verr qui una ragazza. La riceverete voi e l'accompagnerete alla cella ultima del secondo piano, quella che d sul torrente. Non far vita con le altre monache e madre Francesca dell'Assunzione l'accompagner a fare due passi nell'orto nelle ore in cui le nostre suore pregano. Lei provveder al mangiare e le sar vicina. Si tratta di una ragazza che prima del matrimonio vuole ritrovarsi per qualche tempo con Dio. Va bene?
Madre Paola - (chinando il capo in segno d'obbedienza) Ho capito.
Madre Dolores - Allora datemi le lettere da firmare perch domani sar una giornata piena di lavoro.
Madre Paola - (eseguendo) Ci domandiamo tutte quando sar una giornata vuota. Voi non volete risparmiarvi.
Madre Dolores - Non possiamo e non dobbiamo. Siete pi giovane di me... Noi abbiamo scelto una vita di povert, di rinunzia, di preghiera. Allora non bisogna assolutamente disertare, nemmeno per un attimo di stanchezza. Bisogna vivere e servire in silenzio, perch questo non che esilio e attesa, prima del compenso.
Madre Paola - Prima del compenso. (Pensosa) Dunque noi aspettiamo con una cieca fiducia - che non hanno gli uomini in terra nelle loro cose - la mercede del padrone; e siamo certi che pagher. cos?
Madre Dolores - (alzando gli occhi) Che vi succede, madre Paola?
Madre Paola - (un rumore di carrozza) Madre! (Corre alla grata, spalanca lo sportello e guarda) Ges! La generale a quest'ora! In un cocchio che sembra venuto dal paradiso... Altro che la sua vecchia carretta!
Madre Dolores - (alzandosi) Andate ad aprile. Ecco le chiavi. (Madre Paola esce con le chiavi e dopo poco entra a piccoli passi strascicati la madre generale. magra e s'appoggia pi per autorit che per bisogno ad un bastone. La segue a poco distanza una giovane suora silenziosa, con un sacco da viaggio).
Madre Generale - ( leggermente miope, parla lentamente con voce netta, chiara e scandita. Quando finisce il discorso, conferisce alla parola un senso di solennit) Pace e benedizioni a voi, madre Dolores.
Madre Dolores - (confusissima) Pace e reverenza, diletta madre mia. (Le bacia la mano e la croce che pende sulla gonna) Onore grande per noi avere...
Madre Generale - Nessun onore. mio dovere venire a trovare le mie figliole, e voi particolarmente, a me carissima. Due anni di separazione, no? Una sedia.
Madre Paola - (spingendo una sedia) Ecco, vostra reverenza.
Madre Generale - Grazie. (Siede) Come vi chiamate, figliola? (Madre Paola s'inginocchia).
Madre Dolores - madre Paola del Preziosissimo Sangue. Viene da Medina.
Madre Generale - Ho capito. Eravate a Talavera con madre Assunta della Scala. I vostri dolori artritici vi tormentano sempre? (Madre Paola guarda madre Dolores per chiedere permesso).
Madre Dolores - Parlate, madre Paola. Rispondete alla vostra dilettissima.
Madre Paola - S, molto attenuati con questo clima. Prima non riuscivo ad alzarmi dal letto.
Madre Dolores - Sta meglio veramente. Ma io domando umilmente perdono. Voi, madre, vorreste riposarvi e ristorarvi un poco. Noi ci disponevamo all'ora della preghiera.
Madre Generale - Sono stata dal vescovo, perch sono arrivata ieri. L mi sono riposata ed ho appreso buone notizie intorno al vostro lavoro, madre Dolores. Ne sono fiera e felice, perch se eravamo sicuri dell'animo vostro e del cuore, c'era chi dubitava delle vostre doti di comando e di decisione. Stabilii io, senza dare ascolto a nessuno, di affidarvi proprio questo convento andato a male per l'estrema vecchiezza della priora che vi ha preceduta. Avete fatto cose eccellenti e la fama di santit vi circonda sempre pi. Sono lieta.
Madre Dolores - (china il capo) Veramente, se vostra reverenza volesse farmi tornare all'ubbidienza di semplice suora, io sarei ugualmente felice.
Madre Generale - (con voce secca) La vostra strada non fatta di ritorni.
Madre Dolores - Vorrei presentarvi le vostre suore, che saranno esultanti per la vostra visita.
Madre Generale - C' qualcosa di pi necessario della loro esultanza per l'arrivo d'una vecchia. Noi dobbiamo dirci prima... figliuola. (A madre Paola) Voi madre... Madre...
Madre Paola - ...Paola.
Madre Generale - S, madre Paola, prendete con voi la mia guardia del corpo, (indica la sua suora accompagnatrice che rimasta in piedi) e mostratele subito la mia cella e la sua. Eaccomando la perfetta sorveglianza. Nienti fiori e nienti tappeti; rimbambita forse s, ma non fino al punto di reputarmi pi degna d'attenzione dell'ultima delle mie figlie. Capito?
Madre Dolores - Sar fatta la vostra volont.
Madre Generale - Cos mi piace. Andate e non fate entrar nessuno fino a quando non far chiamare.
Madre Dolores - Chiedo licenza per far iniziare la preghiera in cappella. (Fa per uscire).
Madre Generale - (trattenendola) Il mio e il vostro ordine lo porter madre... Paola. (Ripetendo per ricordare il nome) Madre Paola... Andate, perci. (Le due suore escono) Siete turbata per quest'improvviso mio arrivo. legittimo, perch ci siamo viste appena tre volte nella nostra vita di monache. L'ultima due anni or sono... Ma io vi seguo e vi prediligo. Sedete... no, qui vicino a me. Io, invece, passegger per riordinare le mie idee. Le vecchie hanno sempre la testa confusa. Dunque, come credete che proceda il nostro Ordine? Vi sembrer strana la mia domanda, ma rispondete.
Madre Dolores - Sono una suora separata dal mondo e non saprei. Per quello che riguarda il convento che mi fu affidato, potete dire meglio voi.
Madre Generale - (sempre passeggiando e non rispondendo) In Europa abbastanza bene, persino nel nord ci allarghiamo e prosperiamo. Le nuove suore, nella maggior parte, sono piene di zelo; tre o quattro come voi in Spagna, in Germania, in Italia, primeggiano e fanno sperare non soltanto in santit, ma anche nel saper rendere rispettato e potente l'Ordine. In Europa questo. Laggi, nelle Indie occidentali, un disastro. Dopo sessanta anni, siamo ternati a pochi conventi senza autorit, senza ordine; violentemente boicottati.
Madre Dolores - E che sbarra il passo alla piet e ai sacrifici delle nostre sorelle di laggi?
Madre Generale - Una donna potente e anche geniale, che ha la volont del re nelle sue mani e laggi fa quel che vuole. Purtroppo caduta in un cumulo di vizi - dicono - ma sa tenere come nessun altro quei regni conquistati con la spada. Suo marito una marionetta. ad essa che la corte d ascolto. Noi non possiamo lagnarci di nulla, ma lei ci combatte senza piet. Ha una sottile e costante perfdia, come se fosse posseduta da un odio lungo e segreto contro il nostro ordine.
Madre Dolores - (pallida) proprio cos? Ne siete certa?
Madre Generale - Ne sono certa, e ho le prove. Non ne avrei mai parlato dinanzi a voi, sapendo il vincolo che vi unisce. Tutti gli Ordini, laggi, prosperano e moltiplicano le proprie iniziative: per noi tutto difficile. Se non pu nulla contra l'istituzione, compromette con subdole manovre e menzogne i monaci e le monache stesse. In un anno, con testimonianze false, ha finito col far ritirare il consenso reale a sei nuovi conventi che stavano sorgendo.
Madre Dolores - (con la faccia tra le mani) mostruoso, solo se si pensa che nostra madre, per ringraziare il cielo di averla guarita da una grave malattia, la vest per un anno della nostra stessa veste.
Madre Generale - Non basta: essa cerca di cacciarci del tutto.
Madre Dolores - Questo non sar; non pu durare.
Madre Generale - Dura e durer, perch scaltra e il suo carattere di ferro non conosce debolezze.
Madre Dolores - (alzandosi) Ma per qual motivo la sciagurata proprio nemica del nostro ordine?
Madre Generale - Sedete. La domanda superflua. E lo dovreste capire.
Madre Dolores - Perch?
Madre Generale - La ragione essenziale e fondamentale siete voi... voi.
Madre Dolores - Lo ha detto?
Madre Generale - Non cos sciocca.
Madre Dolores - Non pu essere. Siate chiara, vi supplico. Che c' di pi di quello che dite?
Madre Generale - Non una parola di pi di quello che sto per dirvi. La contessa di Tarragona, famosa vice-regina di quell'immenso impero, da venti anni s' vista e si vede respingere lettere e messaggi rivolti a sua sorella che si fece monaca due settimane prima che lei si sposasse. Dico forse una bugia?
Madre Dolores - La verit, madre diletta. la verit... che, detta cos nuda, pare...
Madre Generale - Non vestiamoci di parole, in questo caso. Son vent'anni che vostra sorella ha bisogno d'una voce amica, pi che di preghiere. Invece voi tacete per rancore. cos?
Madre Dolores - Taccio perch le sue lettere non sono mai state umili. Sono gonfie di orgoglio e d ostentazione del peccato; perch tra me e lei c' la morte dolorosa dei genitori, causata dalla sua sfrenatezza senza limiti.
Madre Generale - So queste cose perch me le avete dette il giorno in cui pronunziaste i voti. Anche voi, tuttavia, da vent'anni siete stata un'emula del suo carattere e non una suora, mi pare, se pure la Spagna parla di voi come di un'anima eletta.
Madre Dolores - vero, madre; punitemi,
Madre Generale - La punizione che non significa redenzione o mutamento inutile. Ci risulta che vostra sorella rinunzierebbe a questa guerra solo se voi domandaste... le parlaste col linguaggio del cuore e non del risentimento.
Madre Dolores - Il sangue spagnolo, madre, pesante, scuro e caldo. Offro di uscirmene dall'ordine e di andarmene in un Ordine mendicante chiedendo a Dio tutti i dolori e tutte le malattie pi orrende.
Madre Generale - (continuando) Pur di non aver contatto con vostra Borella; vero? Ed il sangue che vi comanda?
Madre Dolores - Mi costa molto rispondervi; proprio cos. Se tentate di vincermi...
Madre Generale - Eppure non la verit. In venti anni di appartenenza al nostro ordine, io so che noi vi abbiamo mutata. Abbiamo spezzato e fatto bruciare da voi stessa molte vostre vanit e molti aspetti del vostro carattere. Siete una santa anche per noi; perci, figliola, ecco questa busta di pelle sotto il mio soggolo, con tre lettere che voi recherete...
Madre Dolores - (disperata) Dove?
Madre Generale - (fredda) Nelle Indie occidentali, alla corte della contessa Consuelo di Tarragona. Tre lettere: una del cardinale protettore dell'Ordine di Roma, una del cristianissimo e amatissimo re nostro padrone e una terza del primate di Spagna. Vi accreditano, e danno forza all'incarico che io vi conferisco di madre Intendente per tutte le Indie occidentali e orientali.
Madre Dolores - Rifiuto l'incarico che mi si vuole conferire, per quanto molto onorevole, innanzi tutto perch mi riconosco inetta, in secondo luogo perch qui sto scontando le colpe amare di mia sorella e solo qui intendo continuare a scontarle; pronta, ripeto, a mutar d'ordine se la mia presenza danneggia l'Ordine nostro glorioso.
Madre Generale - (imperturbabile) Partirete domani all'alba e io v'accompagner fino alla prima citt di mare dove v'imbarcherete. Per la santa ubbidienza riuscirete anche questa volta, facendo cos un capolavoro della vostra vita terrena che gi sulla strada del cielo.
Madre Dolores - Non posso, Ges, non posso... (dimprovviso, nella disperazione) Ecco, (eccitata) u massimo che io possa fare scriverle, pregarla, supplicarla - se volete - di non combattere il nostro ordine. Ma non mi chiedete di pi, madre. Non sono anch'io una vostra figliola? (Inginocchiandosi) E non dovete dunque avere anche piet di me, voi che sapete tante, tante cose che non voglio adesso ricordare?
Madre Generale - Le parole scritte, in un simile caso, non contano. Piuttosto ditemi - ed la prima volta che lo faccio nella mia vita - chi credete degna della vostra sostituzione. Starete assente alcuni anni e perci necessaria una nuova nomina.
Madre Dolores - Non partir, chieder a Dio di farmi morire stanotte, piuttosto che...
Madre Generale - Se mi foste solo figlia mi muovereste a piet. Ma poich vi sono madre in Cristo, e so che in voi soffia uno spirito altissimo e celeste, ho gi pregato per il vostro viaggio e benedir la vostra partenza.
Madre Dolores - (recisa, con le lacrime sulle gote) Non partir. Mi sono fatta sposa di Cristo perch il mondo mi nausea, mi impaurisce. Piet, madre, piet.
Madre Generale - Lo sposo che ci scegliemmo non ammette perplessit e dubbi. Voi, nel mondo, avete portato un grande nome; siatene degna anche sotto la dolce veste che portate. Domani lascerete queste mura.
Madre Dolores - Non le lascer... Oppure lascer l'Ordine, ma prima andr dal cardinale a confessarmi e a farlo giudice. Non potete schiacciarmi con l'obbedienza fino a questo punto. Mandatemi ad Algeri a farmi linciare dagli infedeli, dovunque ci sia rischio, peste o guerra, anche stanotte; ma non da lei, che il peccato stesso, che cammina sfrontato sul dolore e sul sangue. Perch non pi Consuelo, satana.
Madre Generale - (secca) Com' il tempo?
Madre Dolores - (sente di perdere terreno) Non importa il tempo... Madre, parliamo ancora.
Madre Generale - (andando verso la grata) importante il tempo, perch la nostra carrozza gi pronta. quella del governatore. Faremo pi presto, senza stancarci.
Madre Dolores - Voi parlate come se io avessi gi accettato.
Madre Generale - (sempre guardando la porta) In venti anni di veste monacale ben strano che non sappiate ancora che una monaca come voi, famosa e stimata, non accetta; obbedisce.
Madre Dolores - pi forte di me...
Madre Generale - (a voce alta, furente) Chi? Ditemelo, inginocchiata l! (Mostra Vinginocchiatoio) pi forte di voi? Chi? Dite!
Madre Dolores - Avete ragione madre, Dio. (Piange con la fronte sulla croce).
Madre Generale - (chiude per un attimo gli occhi; da destra si ode un canto lento e lieve. La madre generale si avvicina a madre Dolores e prendendola per un braccio la fa alzare) Andiamo a ringraziarlo insieme.
Madre Dolores - (alzandosi lenta) Non a ringraziarlo, madre, ma a domandargli perch (smarrita) due braccia mi obbligano all'obbedienza e alla sottomissione pi cieca, e due mi spingono a non rivederla pi. Perch? (Escono lentamente).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
(La stanza della serenissima donna Consuelo di Tarragona, moglie del vicer delle Indie occidentali. Pareti massicce e damascate. Tina finestra aperta sul mare. Un tavolo grande, scurissimo, una cassa, qualche oggetto, e un immenso ritratto dei due sovrani, Isabella e Ferdinando, che occupa i tre quarti della parete di fondo, rinserrato in un'enorme, fastosa cornice. Sotto il quadro, una lunga panca. Sul boccascena, un inginocchiatoio che sembra un altare).
Donna Consuelo - Adesso tutto chiaro. (Passeggia) Ma perch, ragazzo, vi siete buttato sotto le zampe del mio cavallo? Tutti sanno che Furore non fa complimenti.
Belito - (guardandola trasognato) Avevo sistemato ogni cosa per l'affare di mio padre, come vi ho detto, ma l'idea di non potervi vedere mi rendeva pazzo. Volevo parlarvi, vedervi da vicino...
Donna Consuelo - (sorridendo) Ma sapete che avete corso due pericoli: le zampe del mio cavallo e un'archibugiata della mia guardia? Siete un folle. Dove siete nato?
Belito - A Malaga, serenissima. Ma che importa, se m'avete guardato con quegli stessi occhi che fanno abbassare la testa ai vostri pi famosi soldati?
Donna Consuelo - Siete bello. Vostro padre ha saputo scegliere un ottimo ambasciatore per i suoi guai.
Belito - Ho voluto, serenissima, avvicinarvi solo dopo aver risolto tutto.
Donna Consuelo - Perch? Orgoglio di non dovermi nulla?
Belito - No. A chi amiamo, a chi mettiamo sopra ogni nostro respiro, non si domanda nulla. Vedervi e sentire la vostra voce, bastava.
Donna Consuelo - (con civetteria) Siete galante, giovinetto; quanti anni avete? Non ve ne date di pi, perch si vedono.
Belito - Allora... diciotto. Ma sono forte.
Donna Consuelo - Un bambino. E vi fecero del male, quando foste arrestato?
Belito - Oh nulla! Se penso che m'avete fatto arrivare qui e che respiro l'aria vostra.
Donna Consuelo - (ironica) Dove avete letto-queste parole?
Belito - (sfrontato) Non c' tempo di leggere in questa terra della quale siete splendida regina. Quello che sono e che sar, lo debbo a voi.
Donna Consuelo - A me? E perch?
Belito - Perch tutta la giovent spagnola parla di voi e s'esalta delle vostre gesta. Non offesa, ma siamo tutti pazzi di voi; almeno in quattro, nella locanda che ci ospitava, giorno e notte parlavamo di voi, dei vostri cavalli, dei vostri cani. Abbiamo giurato di trovare a tutti i costi il vero paese dell'oro e di portare ai vostri piedi...
Donna Consuelo - Siete dei folli simpatici; e tutti con i riccioli neri e con quegli occhi malinconici?
Belito - Oh no... Inigo biondo; s' inciso sul petto col pugnale l'iniziale del vostro nome.
Donna Consuelo - L'avete fatto anche voi? Vediamo.
Belito - (alzandosi in piedi) No. Ho fatto incidere su questo medaglione il vostro stemma.
Donna Consuelo - (guardandolo) vero. (Toccandolo) E dentro, ci sono forse i capelli della vostra bella?
Belito - (aprendolo con furia) Non ho belle. C' un pezzo di carta con la vostra firma.
Donna Consuelo - (sorpresa) La mia firma?
Belito - S, era una lettera diretta a mio padre, governatore delle isole; vi avevate poggiato per un attimo la mano e scritto il vostro nome.
Donna Consuelo - Mi piace e mi piaci. (Lenta) Cosa vuoi da me?
Belito - (di fuoco) Cosa si pu volere da una dea? Il permesso di guardarla.
Donna Consuelo - La tua dea gi vecchia. (Bid) Lo vedi? Un, ciuffo bianco.
Belito - No, siete tutte le donne della Spagna, e nessuna.
Donna Consuelo - (con arte) Hai qualche desiderio?
Belito - Baciare la vostra veste di seta...
Donna Consuelo - Sembri un cavaliere antico. Inginocchiati. (Belito si inginocchia e bacia un lembo della veste di seta nera. Toccandogli la testa) Seta, questi tuoi capelli; sembrano piume. Tuo padre non dev'essere come te. Gli chiedo conto dei cinquemila indios che gli avevo assegnato, ed egli me li ha distrutti.
Belito - Ha dimostrato che fu una mora, e tutto stato riconosciuto giusto.
Donna Consuelo - Ci credo poco. Ad ogni modo, digli di calmarsi, perch invece di fare un impero, faremo un deserto. Io non ho piet, ma penso e voglio che le braccia non ci manchino, diglielo. I macellai idioti non li stimo, n li tollero.
Belito - . Avete ragione, serenissima.
Donna Consuelo - Perch ridi?
Belito - Di soddisfazione, perch mai avrei potuto immaginare di essere cos fortunato da poter varcare la soglia di questa stanza.
Donna Consuelo - Ti piacerebbe tornarci? (Insinuante) E molto presto...
Belito - Sarebbe troppo bello. Ma la nave parte.
Donna Consuelo - Se lo volessi tarderebbe, o partirebbe senza di te.
Belito - Allora fate che parta senza di me con la notizia che sono dovuto restare qui, ai vostri ordini.
Donna Consuelo - Ricordati, sbarbatello, che i miei ordini potrebbero essere dolci, ma spesso sono anche amari. Sono una donna soldato, e non soltanto una donna capricciosa come dicono. Ma questo linguaggio non lo puoi ancora capire. (Chiama) Pamplona! Pamplona! (Suona il campanello, la donna di servizio s'affaccia) Dov' Pamplona? Che venga qui. (A Belito) Resterai. La nave tarder. Non la faccio partire perch voglio conoscerti. Se sarai come io penso, partir senza di te. Intesi?
Belito - Voglio essere cera, nelle vostre mani, serenissima.
Donna Consuelo - (avvicinandoglisi) Mi piaci. Sei pallido, hai gli occhi fondi... i capelli... Vediamo cosa se ne pu fare, ma niente intrighi, fuori! (Carezzandolo con due dita) Forse sei troppo, troppo giovane...
Pamplona - (apparendo) Ordini?
Donna Consuelo - La sua nave tarder ancora due giorni, prima di salpare. Lo accompagnerai dove gi sai, nella stanza gialla. Per questa notte non deve pi uscire dalla casa, come l'ordine per tutti.
Pamplona - Ho gi dato questa disposizione. Il ponte alzato da mezz'ora. Far prima dare la cena al ragazzo.
Belito - Con vostra licenza (a donna Consuelo) io non ho fame, io...
Donna Consuelo - (aspra) Farete quello che vi si dice e basta. Andate. (I due si inchinano ed escono. Donna Consuelo suona).
Donna Jaca - (appare) Desiderate?
Donna Consuelo - Dite a Pamplona di ritornare subito da me. Chi devo ancora vedere?
Donna Jaca - Il maestro di ballo e donna Alfonsina d'Alvierno, che viene per congedarsi. Ha deciso di partire.
Donna Consuelo - Partire?
Donna Jaca - Proprio partire. Si fatto quanto avevate detto, ma irriducibile...
Donna Consuelo - una sciocca. Ma cosa vuole, questo salice piangente?
Donna Jaca - Ripeto, serenissima, partire.
Donna Consuelo - (pensosa) Contavo di farne una delle nostre donne e risposarla per non avere sulle spalle una smorfiosa di pi che arriva e comincia a sofisticare su tutto. Ormai lei si era abituata.
Donna Jaca - Abbiamo fatto di tutto per trattenerla. Ma una volta ritrovato il corpo di suo marito lo ha riportato qui dopo cinquantasei giorni di marcia a cavallo e ha deciso questa inesplicabile nuova verginit. Don Ugo Ingarriga aveva delle idee, ma lei scioccamente fedele a chiss cosa.
Donna Consuelo - Quando capitano queste seccature un guaio, perch non ci sono promesse, n doni, che valgano. Perdiamo una signora che mi sarebbe piaciuta per il suo coraggio, nel nostro clima.
Donna Jaca - Provate voi, serenissima.
Donna Consuelo - Lo far, ma ci credo poco: questo genere di dame oneste, testarde e romanzesche, mi ha dato sempre molte delusioni.
Pamplona - (entrando) permesso?
Donna Consuelo - Vi avrei mandato a chiamare, perch volevo darvi le ultime istruzioni per il corriere che parte domani sera per la Spagna. Mettetevi al tavolo e prendete appunto. Le lettere le firmer stanotte o domani mattina.
Pamplona - Ho visto, mia serenissima, la vecchia che ha avuto il sogno della monaca. un caso strano e curioso che mi ha turbato. Ha rifiutato il danaro e ha confermato quanto va ripetendo per le strade e per le taverne. Quando la minacciai di carcere si mise a ridere e mi rispose: Benissimo, poich lo sanno tutti, bene che lo sappiano anche quelli che aspettano in galera la morte o il rimpatrio... .
Donna Consuelo - (divertita) Ti ha ricattato. tutto dire: e che ne avete fatto di questa fattucchiera ?
Pamplona - L'ho qui, nei nostri sotterranei, ma conto di sottoporvi la firma di una dettagliata denuncia che la regali come strega al rogo dell'Inquisizione santissima.
Donna Consuelo - Bellissima idea, se il mio troppo turbato Pamplona non avesse dimenticato che i domenicani, nella loro perfidia, farebbero un pubblico processo e con solennit le farebbero ripetere la sua sciocca e sporca profezia.
Pamplona - Scusate; come al solito, siete la mia lucida e chiara padrona. E allora, che ne far? Perch badate che la profezia, cio il sogno che dice d'avere avuto, stupefacente. Coincide esattamente con la notizia che noi soli tre conosciamo, del prossimo arrivo di vostra sorella, la monaca, in queste terre.
Donna Consuelo - Vi sbagliate ancora una volta. La vecchia deve scomparire stasera. Quanto alla monaca che viene qui per convertire la viceregina, date l'ordine al governatore di Haiti di farla sbarcare e trattenere ben guardata nel convento di Pilar, con tutti gli onori, stroncando ogni eventuale tentativo di partenza.
Pamplonia - Ma se ha una lettera del re, come giustificheremo quest'ordine?
Donna Consuelo - L'interessante fermarla: trover io il pretesto. Haiti ha molto bisogno di una buona semina evangelica.
Pamplona - Badate, serenissima, che questa volta non si tratta di semplici monaci, di suore o di priore. Vostra sorella in odore di santit presso tutti gli spagnoli. Nasce con un nome grande che la tutela: il vostro stesso. Inoltre, come diceva la relazione, ha un'elevatissima carica suffragata anche dal Pontefice; e poi, perdonatemi ancora, faremo in tempo a far pervenire ad Haiti il vostro messaggio?
Donna Consuelo - Certamente: nell'oceano da cinque settimane imperversano troppe burrasche. Quanto a quello che avete detto, io credo nella mia stella e non in una profezia, in un sogno di un'ubriaca che mi ha l'aria di essere la prima voce di una lunga macchinazione di monaci scontenti.
Pamplona - Ma conoscete la profeza?
Donna Consuela - La conosco e perci non la temo. Pensate, Pamplona, l'ho ascoltata con le mie orecchie, quando due sere or sono la vecchia l'ha raccontata per la centesima volta nella taverna della Civetta.
Pamplona - E vi sembrano sagge queste scorrerie notturne? Chi vi accompagnava?
Donna Consuelo - Lope de Ayala: tremava come una verga, quantunque il mio travestimento fosse stupendo.
Pamplona - Una pazzia! Ma non sapete...
Donna Consuelo - Lo so. Molti vogliono la mia pelle, ma dura, anche se nei villaggi gli indios hanno cominciato ad invocare dai loro di la mia morte.
Pamplona - Io non mi vergogno d dirlo: ma era pi bella la guerra di quest'angoscia e di quest'insidia. Ci spiano e aspettano.
Donna Consuelo - (feroce) Ma non ci avranno. Mai, mai, avete capito? Adesso, se siete rassicurato, scrivete queste decisioni, e mettetele in buona forma. A Hoiesa, le miniere d'oro devono rendere. Triplicare il personale, catturare gli indios con tutte le maniere e costringerli. Voglio la quantit d'oro stabilita: che lo sappia don Sancio di Talavera.
Pamplona - terribilmente difficile. Avevamo trovato una popolazione che viveva sugli alberi e l'avevamo ridotta a scendere e a venire a lavorare. Ma dopo dieci giorni sono fuggiti tutti. Per punizione, fu bruciata la foresta che li accoglieva. Ora pare che anche i negri importati dalla Guinea se ne vadano presto.
Donna Consuelo - Incatenarli, punirli, perch il re ha diritto al suo oro.
Pamplona - Va bene. E per la spedizione che procede lungo il fiume Verde?
Donna Consuelo - Che continui: ma guai se tornano a mani vuote. Non voglio perle, n uccelli imbalsamati. Oro, perch gli eserciti spagnoli d'Europa si preparano a combattere l'eresia e hanno bisogno di danaro.
Pamplona - Vostro marito vi ringrazia perch gli giunsero i trecento cavalli che domand.
Donna Consuelo - Il vicer mio marito troppo buono. La volta prossima gli manderemo la sua giovane amica, la piccola fresca Imperio, e vedrete che i ringraziamenti raddoppieranno. Dimenticavo: siano arrestati e fustigati quei due capitani biscaglini che entrarono nel nostro porto senza aver domandato il permesso. Basta, mi pare.
Pamplona - Se Io dite voi... Ad ogni modo io verr qui a lavorare stanotte. Ho molte lettere. Lope de Ayala far l'ultima ronda al porto e al fossato: il nostro pi fido.
Donna Consuelo - Molto bene. un lupo guercio che vede tutto con la sua unica lanterna. Allora andate, e fate entrare.
Pamplona - Scusate, ne abbiamo parlato anche con lei. (Accenna a donna Jaca) per amore vostro. Lasciate che vostra sorella venga; non avversate questo arrivo. Desterebbe qui, oltre che in Spagna, una brutta impressione. Ci vuole tatto: il vostro fiuto sempre equilibrato, e non i vostri sentimenti.
Donna Consuelo - Pamplona, voi sapete, da sedici anni, che non amo i consigli non richiesti.
Donna Jaca - Non un consiglio, un gesto di necessaria sincerit verso di voi. Un'ostilit cos strana contro una sorella, per di pi monaca, vi condannerebbe. Che vi importa di lei? Dopo l'accoglienza andr a inghiottire salmi e avemarie in un convento.
Donna Consuelo - Senz'accorgervene, state dando troppa importanza alla profezia della vecchia pazza. Io che ho un carattere d'acciaio non mi preoccupo di queste sciocchezze. Invece... mi confesso: quest'improvvisa venuta di mia sorella che mi urta. Le ho scritto pi volte, in venti anni, della mia opera, del mio lavoro, del mio rango, cortesemente, e mai ebbi risposta. Ora, cosa significa questo arrivo? Questo lungo, lunghissimo viaggio da parte di chi mostr sempre di ignorarmi?
Donna Jaca - Esagerate. una suora.
Donna Consuelo - No, la sua bont pesa molto, molto pi del mio orgoglio. una qualit seria in lei: piena d'impegno e di incognite. Ecco perch vorrei poterla fermare ad Haiti: per pensare, per decidere; non vi siete accorti che la prima volta nella mia vita che io sono... turbata? E non ho un piano; sono disarmata.
Pamplona - Buona strategia far muovere il nemico, se nemico. Non ostacolate i suoi primi passi.
Donna Consuelo - Voi volete che arrivi perch la profezia ha detto... (Con una risata scrosciante) Ma che cosa stupida! Sembrate due sciocchi indios. Andate.
Donna Jaca - Va bene. Chi faccio entrare? Donna Alfonsina o prima il maestro di ballo?
Donna Consuelo - Proprio perch una gentildonna, altrimenti la lascerei aspettare fino a domani. Avanti, l'aspetto. Voi, Pamplona, dopo queste mie due udienze, venite pure qui a lavorare perch il vecchio e spericolato soldato Consuelo di Tarragona, vice-regina delle Indie, stasera ha in animo di concedersi uno svago di poco momento con un ciuffo... di capelli neri bellissimi. Naturalmente voi abbassate la testa e dite insieme che pazza! . Ma tu sei (a donna Jaca) una specialissima donna fatta d'argilla e di stoppa, e tu Pamplona... (sfrontata) a certe cose non ci puoi pensare pi, perch ci pensarono gli indios, con le loro frecce, nell'indimenticabile giornata di Kunab. Buona sera, e sbrighiamoci; fate entrare. (Donna Jaca e Pamplona escono. La contessa prende dal tavolo un piccolo specchio, si guarda con cura il viso, poi suona leggermente il campanello. Entra donna Alfonsina, giovanissima, vestita di nero; fa un grande inchino. L'abbraccia con dignit, poi le indica una poltrona davanti al tavolo) Ben venuta cara. La vostra salute?
Donna Alfonsina - Abbastanza bene, per quello che...
Donna Consuelo - Non ci pensate pi, vi prego... Consideratelo un brutto sogno passato. Siete cos giovane!
Donna Alfonsina - Vi sono grata delle vostre parole; ma io non sono forte, e sono sola, ormai.
Donna Consuelo - Non mi fraintendete: una donna giovane, bella e di bel nome, non sar mai sola.
Donna Alfonsina - Voi che capite tutto, non ditemi questo. (Con un tremito nella voce) Io lo amavo; per questo l'avevo seguito fin qui. Egli era il mio tutto, capite? Tutto veramente.
Donna Consuelo - Scoprire i proprii sentimenti non di una donna del vostro rango e della vostra educazione. Anche vostro marito non approverebbe.
Donna Alfonsina - E perch?
Donna Consuelo - Vi dir: vostro marito morto da soldato e da gentiluomo, con onore. Ora siete qui, e da quattro mesi tutto vi stato permesso nel nome del vostro lutto, anche perch eravate sposata da un anno appena. Ma adesso che al suo corpo ritrovato abbiamo dato degna sepoltura, vi pare giusto insistere? Domani cento indios delle famiglie pi nobili pagheranno con la vita la morte di vostro marito. Il conto saldato a vostro profitto, mi pare. Non sarebbe meglio che ve ne andaste per qualche tempo nella mia residenza di Pachito e poi restaste sempre con noi, accettando la rispettosa offerta di don Ugo?
Donna Alfonsina - ci che mi stato gi detto per vostro ordine. Non possibile. Voglio tornare in Spagna. Partire. Andarmene domani, perch qui tutto parla di lui.
Donna Consuelo - (con sufficienza) Non fate la ragazzetta. Vi consiglio di restare qui per il vostro avvenire e per il vostro bene. Se non accettate segno che avete qualcosa in Spagna.
Donna Alfonsina - Sulla Vergine e per l'anima di mia madre, serenissima, non c' nessuno laggi per me. Ho perso tutti.
Donna Consuelo - E allora, perch non rimaritarvi qui fra qualche tempo? Una sciocca ostinazione. Non vi piace don Ugo?
Donna Alfonsina - (asciugandosi le lacrime) No.
Donna Consuelo - (trionfante) Benedetta donna; lo capivo che c'era qualcosa! Ma ne sceglieremo un altro. Purch non sia ammogliato. Io non ci farei caso, ma il vescovo... (Bid).
Donna Alfonsina - (piangendo offesa) Ma nessuno, contessa, nessuno!
Donna Consuelo - (irritata) Nessuno? Ah! devo dirvi che siete una donna vuota e testarda. A me seccava, e per questo ho insistito, che una bella donna come voi, coraggiosa - l'avete dimostrato - di buon nome, saggia, di belle maniere, s'allontanasse da noi. Un'altra che prender il vostro posto dovr arrivare, acclimatarsi, dovremo calmare le prime paure. E voi (alzandosi e passeggiando) lo sapete, non abbiamo tempo - assolutamente - per le svenevolezze e le debolezze delle donne. Questa terra di uomini duri che devono marciare e combattere guardandosi le spalle, e le femmine che mi accompagnano devono essere uguali a loro. Mi ero lusingata che, passato il dolore... mah!
Donna Alfonsina - Ho capito, contessa, ma...
Donna Consuelo - Suvvia, confessate che c'...
Donna Alfonsina - Ma no, vi sbagliate. l'amore che mi impedisce di ricominciare un'altra vita.
Donna Consuelo - (rimettendosi di colpo a sedere) L'amore? Spiegatevi meglio.
Donna Alfonsina - Ma s, l'amore per lui, che non c' pi.
Donna Consuelo - Ma siete impazzita? Esiste e continua dunque, l'amore, anche se l'altro morto e non c' pi?
Donna Alfonsina - Pi forte di prima, serenissima, pi forte, come se io ricevessi ancora le sue carezze e la sua presenza non si fosse dissolta. Immaginatevi, pi vivo che se lui stesso fosse vivo!
Donna Consuelo - Siamo in piena folla, perch io non posso amare una cosa che non vedo pi, che non tocco pi, che finita. Il ricordo un sentimento bello, dolce, morboso magari, ma il passato non pu determinare i moti del mio cuore. C' un poeta nostro, che da ragazza leggevo di nascosto, che diceva: Amore e possesso sono cuciti l'uno all'altro. Perfezione d'amore godimento realizzato solo nella coppia . Lo ricordate? strano quello che dite: io non conosco questo vostro modo.
Donna Alfonsina - Eppure, serenissima, cos. Ma io vi stanco.
Donna Consuelo - No, sono incuriosita e anche un po' turbata, perch so che siete sincera. Ma raccontatemi.
Donna Alfonsina - Egli con me in ogni istante; il ricordo bruciante d'amore mi d il suo volto migliore, il pi tenero; me lo restituisce nelle parole pi dolci, e i miei capelli sanno delle sue mani, la mia veste delle sue braccia. Alla sera nel mio letto col suo odore giovane, con e sue risate piene e fresche, e nessuno me lo contende. pi mio di sempre, in quest'alone d'amore senza misura di tempo, senza pudore degli altri. Ma come spiegare a voi? Siete cos importante, grande; che cosa possono significare le parole di una femminuccia come me?
Donna Consuelo - Questi complimenti sono frecce che non arrivano a segno. Piuttosto (pensosa) non credevo che realmente esistesse quest'amore. Dev'essere bello. Ma per una donna come me, come volere tra le mani una stella del cielo.
Donna Alfonsina - Voi siete forse pi dell'amore, perch da sola siete arrivata ad essere l'onore e il coraggio della Spagna.
Donna Consuelo - (pensierosa) Tacete.
Donna Alfonsina - Allora permettetemi di ringraziarvi per quello che avete fatto per me; sembrava la bacchetta d'una fata. Io cercavo il suo corpo rifacendo il suo cammino con la vostra scorta che mi seguiva, e ad ogni cavallo stanco c'era un cavallo fresco che aspettava. Gli uomini erano buoni, premurosi, perch cos voleva la contessa di ferro; domani mi imbarco ma ho da chiedere una grazia, l'ultima.
Donna Consuelo - (aprendo un cofanetto che sta sul tavolo) Danaro?
Donna Alfonsina - (cortese) No.
Donna Consuelo - Lettere per la Spagna e per la Corte?
Donna Alfonsina - Nemmeno. Per cercare il suo cadavere ho cavalcato cinque settimane fino alle montagne azzurre, per foreste immense, per guadi terribili, e ardevo sempre per il desiderio di vendicarlo, di ammucchiare vittime e vittime, di bruciare le loro case, di veder soffrire e piangere donne, vecchi e bambini. Lui era la mia carne ed il mio respiro. Che male aveva fatto se era venuto qui - dicevo -con la spada e la Croce? Ma poi ho acceso il fuoco come lui, ho dormito in terra, ho ascoltato, ho pregato, e soprattutto ho veduto. E allora... Noi non abbiamo il diritto di vendicarci. Noi non portiamo, donna Consuelo, Cristo con noi, ma strage e rubera. Hanno ucciso lui - vero - che non c'entrava, ma ho visto lungo il mio cammino e nelle mie soste i paesi bruciati, i prigionieri in catene, i bambini sventrati, le donne violentate e finite, i templi spogliati mentre sul fumo amaro e orribile dell'incendio dominava strana e irridente una Croce... un Cristo che certamente non con noi, ma piuttosto dalla loro parte.
Donna Consuelo - Non mi interessa il vostro giudizio. Cosa volete, alle corte?
Donna Alfonsina - Che si sospendano tutte le condanne di domani, perch se io piango e pianger ancora, migliaia di indios piangono da sessantanni e molti non piangono pi, solo perch strade e campagne sono state seminate di inutili stragi.
Donna Consuelo - Andate, signora; non abbiamo bisogno di consigli. Le esecuzioni stabilite si faranno. Gli imperi nascono tra spade e scuri, e non sul messale. Troppi monaci arrivano in queste terre, come cimici e pulci, ma il nostro cuore forte. Donna Alfonsina, conoscete la strada? (Suona il campanello) Buona fortuna!
Donna Alfonsina - Serenissima, ancora poche parole.
Donna Consuelo - (a donna Jaca che entrata) Ritiratevi, chiamer io. (Volgendosi a donna Alfonsina) Lo faccio perch non possiate dire domani che non vi tolleravo nella mi? casa. Parlate.
Donna Alfonsina - Poich ritrovare un cadavere era difficile, se non impossibile, nell'immensit di questa terra ostile, che ci odia con una tristezza amara e infinita, io domandai a Dio quale dovesse essere la mia penitenza. Ci pensavo giorno e notte poi dissi una mattina: Signore se lo ritrover, io oser dire alla grande serenissima la verit che tutti sussurrano e nessuno le dir mai.
Donna Consuelo - Ebbene?
Donna Alfonsina - Potenza e genio s'adunano nella tua mano di bronzo. Il re ti scrive e ti esalta. Tu qui edifichi un regno e lo allarghi ogni giorno. Ma Dio vuole che ciascuno prenda quello che gli spetta. Sei tu certa, da lunghi anni, di non rubare a Dio quello che di Dio?
Donna Consuelo - Continui a farmi domande? Mi diverti.
Donna Alfonsina - Io partir domani, il mare ci separer: vado a seppellirmi in un villaggio delle Asturie, ma tu, serenissima, proprio perch Dio ti colm di doni eccezionali, non scordare che qui hai cacciato col fuoco e con l'archibugio la piet, il perdono e il buon costume. I grandi hanno pi grandi doveri. Nel mio dolore, poich ho toccato l'ultimo gradino, io so sventuramente meglio di te che niente eterno, e che il castigo sta accovacciato dinanzi alla porta come un cane fedele. Pu entrare anche stasera, all'improvviso. Pensaci, e perdonami perch ti amo, ti ammiro e prego per te. Gli altri ti lusingano per la carriera o per i privilegi e che tu assicuri loro. Ma io ti dico: pensaci, perch riporto con me, come quando sono arrivata, l'immagine sincera della tua vera grandezza, pi vera dell'oro dei tuoi tremila cavalieri, pi alta delle gesta che la Spagna canta, pi durabile degli assedi che patisti e superasti.
Donna Consuelo - (con ironia signorile) La vita, che ho fatto giorno per giorno con le mie mani e col mio cuore, appartiene solo a me, donna Alfonsina d'Avierno, come la mia opera. Io non vi serber rancore per quello che avete detto. Tutto sar com' stato sempre e come dev'essere. Del mio vivere privato sono io giudice. Per il resto andr fino in fondo, perch servo una grande idea e un calcolo, e non gli uomini che mi venerano, n il rischio che pesa e aspetta al varco. Ho dato e barattato tutto, ma qui nasce qualcosa che non muore pi, anche se perdiamo a volte uomini, vascelli e territori. La razza di Dio sosta, poi riprende a camminare per fiumi, monti, piane e foreste, senza dare ascolto alle chiacchiere dei predicatori. Io son vestita da dama... Ma l l'archibugio di Quito, e tengo duro, cacciando da me i sentimenti piccoli da tavolino da notte. Io non penso tenerne conto come voi, piccole donne e piccoli uomini. Vivo come un soldato che dopo il combattimento ha bisogno di vino e di qualche altra cosa; all'alba non appartengo pi a nessuno.
Donna Alfonsina - E Dio?
Donna Consuelo - Il tuo lo conosco. quello di tutti. appena un'immagine meschina, dipinta, scolpita o incisa, che guarda, comanda e impone.
Donna Alfonsina - E il tuo?
Donna Consuelo - il Dio della Spagna. Il meglio di noi conquistatori, che con le navi e i cavalli siamo qui. Il meglio di me, intendi, che si muove e parla nelle mie azioni.
Donna Alfonsina - Eresia.
Donna Consuelo - (ridendo) Sembri la figlia di un mulattiere e non una discendente di duchi. Meglio che tu torni nella Spagna di laggi, piccola come te, dai Pirenei all'Africa, piuttosto che restare ancora un mese, un anno, in questa nuova Spagna grande come mille Spagne e pi ancora. Ci vuole forza a star qui degnamente. (Grida) Due re non si possono servire bene, tutti e due in una volta. Buon viaggio, donna Alfonsina. Buon viaggio. (Suona).
Donna Alfonsina - Lasciate che io baci la vostra mano che mi fece del bene. Vi chiedo perdono ancora, e che la sorte vi conduca sulla strada del Be dei Ee. Perch egli ha bisogno della vostra forza stupenda e terribile. (Entra donna Jaca).
Donna Consuelo - (porge la mano) Addio bella Alfonsina, io vi auguro meno nebbie intorno al vostro bel visino e, dopo tanti pianti, un amore pi terrestre. (Volgendosi a donna Jaca) Stavo per dire pi carnale. (Donna Alfonsina esce lenta e triste e davanti all'inginocchiatoio si fa il segno della croce. A donna Jaca che ritorna dopo aver accompagnato donna Alfonsina) Pamplona tornato?
Donna Jaca - Tra poco sar qui. C' il maestro di ballo e delle cerimonie.
Donna Consuelo - Che passi. E dite a Lope che nemmeno questa sera si accende il fuoco. Dopo la solita ispezione alle calate e ai moli, che venga da me. buio!
Donna Jaca - (andando alla finestra) buio denso, ma fra un'ora schiarir. Chiudo?
Donna Consuelo - Lasciate aperto. Ho caldo, dite al maestro che si sbrighi. (Donna Jaca introduce il maestro).
Il Maestro - (inchinandosi) Serenissima, tutto pronto per la vostra festa di sabato. Due orchestre, molti fiori e rinfreschi. I doni e i premi sono come li avete voluti. Ho con me, per la nuova danza francese, il mio violinista.
Donna Consuelo - La prover senza musica; fatemi vedere le figure.
Il Maestro - Ma potrebbe accennare di dentro, il violinista, se vi disturba la sua presenza.
Donna Consuelo - (seccamente) Niente musica; mostratemi voi.
Il Maestro - Come volete. (Mettendosi in mezzo alla stanza) Dunque, la prima figura questa: un inchino, tre passi avanti, con un leggero dondolo dei fianchi; il braccio, due passi, un inchino ancora...
Donna Consuelo - Allora cos. (Esegue e ripete con grazia) Dite al vostro violinista di accennare lentamente.
Il Maestro - Avete visto? Era necessario. (Esce e il violino attacca poco dopo lento e sonoro. Donna Consuelo pensa e passeggia, lievemente nervosa; passeggia ancora, finch con un balzo va a un angolo della sua grande poltrona e ne estrae rapidissima una freccia luccicante dalla coda larga e piatta. La strappa con una mano, poi guarda con estrema attenzione. Il violino suona a tempo di danza. Rientra e s'inchina) Ecco, a questo punto ci sono quattro passi laterali e il braccio destro si alza...
Donna Consuelo - (ricomponendosi, sempre con la freccia in mano) Andatevene. Adesso ho da fare: vi far richiamare domani. (Suona il campanello) Buona sera, signor Longe.
Il Maestro - (turbato e ridicolo) Ma serenissima... mancano due giorni, e vorrei prepararvi degnamente.
Donna Jaca - (che entrata) Avanti, andiamo.
Il Maestro - Devoti omaggi serenissima. (S'inchina).
Donna Consuelo - (rimasta sola, riprende a considerare la freccia e quando donna Jaca rientra gliela mostra) Conoscete questa? (Turbata) Sapete cos'? Chi l'ha messa?
Donna Jaca - (spaventata) Madonna, la karete degli indios! Chi vi ha tirato? (Va alla finestra).
Donna Consuelo - (dominando perfettamente l'emozione) Nessuno. L'ho trovata adesso confitta nella mia poltrona. Vi hanno mai detto cosa significhi?
Donna Jaca - (titubante) S, annuncia disgrazia. La lanciano quando dal loro Dio hanno avuto promessa di gran male per i loro nemici. Ma qui com' arrivata?
Donna Consuelo - Non vi spaventate, ne sapete quanto me. Gli indios non sanno combattere contro le nostre spade e i nostri vascelli. Ma veramente, com' arrivata fin qui? Sono sei mesi che qui non mette pi piede un servo indios. Chiamate Pamplona.
Donna. Jaca - (ricomponendosi) Vado. (Esce. Donna Consuelo, rimasta sola, va alla finestra, rifa i passi verso la poltrona, lenta; quindi ritorna alla finestra e poi alla freccia, che osserva serrandola con tutte e due le mani).
Pamplona - (entrando con donna Jaca, gi informato, si inchina) Consentite che la veda... (Osservando la freccia) S, la karete. la messaggera... (D'un tratto) Faccio sbarrare i tre cancelli e perquisire il palazzo immediatamente.
Donna Consuelo - (sorride ironica) Ormai, Pamplona, il bue scappato, e poi non la prima freccia che vediamo, no? Non l'hanno tirata, sono venuti in qualche maniera a ficcarla qui. Non c' bisogno di agitarsi tanto.
Pamplona - Ah no!
Donna Consuelo - Tacerete tutti e due, e aspetteremo ad occhi aperti. Ci vuol altro per turbarmi. Voi due, piuttosto, mi meravigliate. (Donna Jaca e Pamplona sono palesemente sconvolti) Diventate anche voi sciocchi e paurosi? (A donna Jaca) Prendete da bere e rimettetevi. Beviamo insieme. (Donna Jaca va a prendere da bere. A Pamplona) Dove hai messo il mio bel ragazzo?
Pamplona - nella stanza gialla, solita; per... serenissima... io non andrei; che sapete di lui? Le teste calde non mancano. I preti di qui parlano contro di voi quando possono. Lasciate stare, stasera, questo incontro. Il ragazzo mi pare nervoso; ha mangiato poco e male e ha bevuto molto.
Donna Consuelo - (con aria sfrontata) logico, umano. A diciott'anni essere scelto dalla vice-regina delle Indie non cosa che capiti tutti i giorni.
Pamplona - Che testarda! Ascoltatemi, vi prego.
Donna Consuelo - (andando incontro a donna Jaca che porta su di un vassoio bicchieri e bottiglie) Ma che v'ha preso da tre giorni? Bevete con me, poi vi lascio tra le profezie, le frecce e i presentimenti. (Beve eccitata) Anche voi: un bicchiere fa bene.
Donna Jaca - (obbedendo) da stamane all'alba che lavorate e siete in piedi. Prima le truppe; poi avete visitato il tesoro, avete visto i capitani dei vascelli... Mangiate un boccone e andate a letto.
Donna Consuelo - Adesso fate silenzio. Io vado da... come si chiama? Nessuno mi disturbi. Quando ritorner parleremo delle merci e del ricevimento di domani. Gli arcieri stanotte possono avviarsi a Hoiesa. D a Lope che voglio vederlo. Arrivederci e non parlate di paure. (Bid ed esce).
Donna Jaca - (guardandola uscire, quando scomparsa) un diavolo con la gonna. Dove prende tanta forza?
Pamplona - (preparando le carte sul tavolino) Mah! Avete qualcosa da mettere sotto i denti? Sono quattordici ore che non mangio.
Donna Jaca - (esce e torna con due piatti; quindi esce ancora e chiude la porta).
Pamplona - (lavora un poco, poi comincia a mangiare distratto, esaminando ogni tanto la freccia. Ad un tratto smette di mangiare come se avesse sentito ira rumore; s'affaccia sul vano scuro. Torna a sedersi e riprende a mangiare svogliato. Dopo una pausa, battono alla porta opposta a quella dalla quale tutti sono usciti. Allarmato va ad aprire) Chi ?
Lope - (un uomo attempato, senza complimenti, che attira Pamplona da un lato e con una voce scura, segreta) Grosso guaio! Orribile... La padrona affogata.
Pamplona - (sconvolto) Che dici! Ma se era qui cinque minuti fa. Parla!
Lope - (tragico e convulso) S. L'ho vista anch'io, oggi; passava sotto la scala. Io uscivo per andare a fare la camminata di controllo sul molo, verso la scogliera. Mi ha detto che a notte alta mi avrebbe chiamato per scendere segretamente in citt. Allora, anzich andare al molo, dal tramonto ho preparato tutto per farle passare il fossato. Stavo perci seduto sulla scogliera e aspettavo il segnale dalla sua finestra.
Pamplona - Ma no... uscita da cinque minuti! Dal pomeriggio ha cambiato idea, sai... andata nella stanza gialla; come pu essere?
Lope - Eppure ho ripescato il suo cadavere. Mi sono avvicinato a fatica con la barca; una monaca... Lei! lei...
Pamplona - (terrorizzato) Una monaca? Ma di che monaca parli?
Lope - Siete impazzito? Non lo sapete, che amava travestirsi e uscire? So io i rischi che ho corso per questa mana! S, da monaca; di l... l'ho portata sulle spalle, senza essere visto, fino all'armeria.
Pamplona - Impossibile! (Tragico) Ma taci, per carit. Non una parola. Impossibile. (A se stesso) Cos' successo? Andava dal ragazzo. Ma sei sicuro? (Mutando tono, sempre a se stesso) C'era un'aria di disgrazia in giro, da tanti giorni. Ma non lei, non .
Lope - Cos fossi certo di avere la testa a posto. Sedici anni... io, lei e voi, sempre insieme; possiamo sbagliarci? lei, proprio lei.
Pamplona - Dammi la lampada. Tu hai bevuto... Resta qui e non far entrare nessuno.
Lope - Neppure Jaca?
Pamplona - Neppure Jaca. Le porte dell'armeria, sulla scala, le hai sbarrate?
Lope - S.
Pamplona - (prende la lampada ed esce) Non ti muovere Lope. Aspetta.
Lope - (si mette a sedere pensoso. Poi si scuote, va alla finestra, s'affaccia e tornando si rimette a sedere. Beve il resto d'un bicchiere, poi s'alza e passeggia, nervoso).
Pamplona - (rientra, posa la lampada) lei... lei... Ma come sar stato? S'era mai travestita da monaca, altre volte?
Lope - Mai. Preferiva i travestimenti maschili. E poi, perch affogata?
Pamplona - (alzandosi) un incubo. Ma io non ci credo ancora. uscita da questa stanza, Lope, un quarto d'ora fa, sorridente, viva; andava da quel ragazzo che ho, per suo ordine, alloggiato oggi nella solita stanza gialla. Non pu essere. Senti, tu non muoverti. Se Jaca non fosse andata a letto e venisse qui, trattienila, ma non far entrare nessuno nell'armeria. Sei certo che non si pu uscire dal palazzo?
Lope - Pensate a un delitto?
Pamplona - E come pu essere diversamente? Non si mai mossa senza che io o voi non lo sapessimo. Adesso andr nella stanza gialla e vedr. orribile; avete visto che espressione di dolore e di paura ha preso il suo viso?
Lope - Spaventoso. lei, ma con qualcosa che...
Pamplona - (convinto) Bisogna che vada. Aspettami.
Lope - (resta solo. Passeggia nervosamente su e gi, fino a quando vede la karete-; si sente bussare discretamente alla porta dalla quale uscito Pamplona) Chi ? Ah, siete voi, Jaca? Entrate.
Donna Jaca - (lenta) Non mi riesce di dormire;. (S'avvicina al tavolo) Dov' Pamplona?
Lope - andato di l per un attimo. Per una carta. Adesso ritorna.
Donna Jaca - Siete inquieto?
Lope - Io? No...
Donna Jaca - Dev'essere l'aria di questo paese, e poi questa nostra donna abusa troppo di s. Non ci sono ore di riposo, non c' cautela. Un'aria pesante cascata sulle spalle di tutti. Avete visto? Le hanno fatto trovare la karete, la freccia della disgrazia; e non si sa chi sia stato.
Lope - Ho visto. Ma pu averla messa, una mano spagnola.
Donna Jaca - Anche se fosse cos dovrebbe guardarsi. La sua vita non quella di una qualsiasi. Vedrete che adesso verr e chiss cosa le muliner in testa. L'altra mattina, all'alba, dormiva sulla sua poltrona, ed era pallida e stanca. Pareva morta.
Lope - (che non vuol sentire) Jaca, andate a letto. Anche per voi la vita difficile.
Donna Jaca - Ci vado, ma con questi presag di disgrazia che si son messi sul tetto... Buona notte. Dite a Pamplona... Ma glielo dir io, domani. (Esce).
Lope - (passeggia nervosamente e di continuo va alla finestra buia come se nuove insidie fossero nell'aria) Nemmeno le stelle escono, stanotte. (Si sente parlare ad alta voce dietro la porta comune, poi si spalanca).
Donna Consuelo - (entra, seguita da Pamplona, abbottonandosi il giubbetto, stravolta; voltandosi a Pamplona, crudamente) Chiudi, bestione. Scommetto che vi siete ubriacati tutti. Se mi avete disturbata senza ragione, mi conoscerete meglio. (Lope vedendola s'inginocchia) Io, proprio, pecoroni! Prendi la lampada. (A Lope) Siete impazziti tutti? Andiamo in armeria.
Pamplona - Ora vedrete, serenissima. spaventoso! (Donna Consuelo fa un segno imperioso a Pamplona perch resti, ed esce seguita da Lope. Pamplona passeggia per la stanza come in una gabbia. Poi va al tavolo e guarda le carte, per darsi un contegno; dopo qualche tempo rientra Lope).
Donna Consuelo - (dietro, disfatta, siede con i capelli in disordine) Pamplona!
Pamplona - (avvicinandosi con rispetto, impaurito) Serenissima.
Donna Consuelo - lei... Dolores.
Pamplona - Vostra sorella?
Donna Consuelo - Lei!... arrivata...
Pamplona - Il presagio lo diceva. Una monaca sull'acqua.
Donna Consuelo - (quasi vaneggiando) Ed io, pazza, volevo impedirle di arrivare. Ho tentato tutto, ho scritto, ho fatto persino spegnere il faro da tanti giorni. venuta lo stesso.
Pamplona - Serenissima...
Donna Consuelo - (reprimendo un singhiozzo) Un viso terrorizzato, i pugni stretti... Ma arrivata. Lope, raccontami: dov'era, dove l'hai trovata?
Lope - Ho visto sull'acqua del porticciolo qualcosa di bianco che galleggiava. Allora l'ho presa e portata sulle spalle qui, di nascosto. Mah! Piangevo, padrona, perch giuravo che eravate voi... Dio, che somiglianza!
Donna Consuelo - Sono io la vera morta. Per il re di Dolores pi forte del mio. Ha vinto, servendosi solo di una povera monaca.
Pamplona - Spaventoso! La nave naufragata chiss dove, e questo cadavere venuto fino alle porte, quasi, della vostra casa.
Donna Consuelo - L'incontro delle sorelle di Segovia... L'avrei forse guardata negli occhi e le avrei detto: Che cosa vuoi? Questo un luogo di lupi e di soldati, luogo mio... vattene ; e l'avrei fatta partire. E invece, da morta, lei mi dice: Consuelo, inginocchiati, prova a piangere. La tua potenza, il tuo comando sono nulla davanti al mio Dio che t'ha piegata e ti fa prigioniera sua .
Pamplona - Sragionate, serenissima. Il dolore...
Donna Consuelo - Non il dolore. Segovia paga , sta scritto sulla porta della nostra vecchia casa in Spagna. Lei ne usci per farsi monaca e rinunciare a tutto, io per conquistare tutto. Due sorelle sotto due bandiere. Ma la odiavo, perch rideva dei miei sogni di ragazza e poi ancora perch non dette mai segno di accorgersi di quello che io stavo facendo quaggi. Quando si mosse per il viaggio, solo allora, Pamplona, mi scrisse gelida come se fossi un'estranea, parlandomi del suo Dio con lo stesso modo con cui un soldato parla del suo generale invincibile. Ma era proprio cos: hanno vinto entrambi.
Pamplona - Serenissima, voi siete pi che una sorella che piange una sorella, non dimenticatelo! Siete la missione, la voce...
Donna Consuelo - Pamplona, lei mi spregiava ed io aumentavo, accrescevo le mie colpe, facevo pi scabrosa la mia vita privata, pensando sempre a lei, per farle quasi dispetto, come se fossimo ancora bambine gemelle nel giardino antico di Segovia. Ero divorata dall'orgoglio. Allora Dio ha scelto lei, l'ha presa dal suo convento, l'ha armata, l'ha spinta per le liquide vie dell'acqua fin qui e l'ha fatta giungere con gli occhi aperti. Cos giace nell'armeria, l'hai vista, Pamplona?
Pamplona - Appena l'ho guardata ho gridato. Occhi di vetro e bocca stretta, come se mordesse...
Donna Consuelo - Ho avuto paura anch'io, perfino io, capisci... di baciarla!...
Pamplona - Ma adesso dobbiamo fare qualcosa.
Donna Consuelo - (atona) Qualcosa.
Pamplona - Non abbiamo tempo. Nessuno deve sapere che la crudele profezia si avverata. Ascoltate; io vi capisco, rispetto il vostro dolore, ma questo cadavere deve scomparire da qui, subito e per sempre. Lope non parler; Jaca, la vostra dama, non sa e non suppone. Dorme, ormai; vero, Lope?
Lope - S, dorme. Era stanca. La monaca, io dico, potremmo seppellirla senza abiti nella spiaggetta del canale; in un'ora fatto. Oppure la bruciamo ?
Donna Consuelo - Vi sembrer strano che io vi dica questo, ma non cos semplice, Pamplona. Mi sento morsa dal dolore della sua perdita, anche se non ho lacrime. Venti anni di separazione sono molti. Credi che la farei bruciare da te, stanotte, Lope?
Lope - Facciamola...
Donna Consuelo - Tuttavia non questo: sento sopra di me una mano. Intorno a me c' qualcosa, qualcuno. L'ha portato lei, l'ha preceduto sull'acqua. Ora gli ha spalancato la porta e io, capite, mi devo arrendere, devo pagare, come paga Segovia.
Pamplona - E allora? (Lunga pausa).
Donna Consuelo - (alzandosi in piedi) Ecco; tu, Lope, apri quella cassa che dietro al tavolo e va a vestirla con il mio pi bel vestito arrivato dall'Europa. (Lope esegue; quando ha scelto s'avvia) Aspetta e ascolta ancora. All'alba di domani tutti e due darete l'allarme al palazzo e direte che mi avete ripescato nel porticciolo, annegata non si sa come...
Pamplona - Ges... pazza!
Donna Consuelo - (fredda) Sento per la prima volta sulle vostre labbra questa parola e spero che sia l'ultima. Dunque, direte che la vice-regina morta. Io invece divider prima fra voi denaro e possessi. Far donazioni a chi voglio, nel testamento che detter a Pamplona. Poi uscir dal palazzo per sempre.
Pamplona - (impetuoso) Perch?
Donna Consuelo - (dolorosamente ma freddissima) Perch o io o lei. Lei venuta, io debbo andarmene.
Pamplona - Ma follia, questa! Piangete, disperatevi, batteteci. Ma riflettete. L'idea di bruciarla ottima. Tutto continuer come prima.
Donna Consuelo - E qui dentro? (Disperata) Qui dentro? (Indica il suo petto) Devo andarmene come un asino d'Andalusia sotto l'acqua e il sole.
Pamplona - Badate... Voi sapete che tutto quello che avete deciso stato per noi vangelo, sempre; ma adesso troppo. Perch volete scomparire, se non credete? una conversione, la vostra? Dio vi ha atterrita, serenissima, ma non convinta.
Donna Consuelo - Non puoi capire. Neanche tu, con la tua vecchia sottigliezza. Sai che i gemelli vivono pi vicini di tutti gli altri fratelli. Cos stato sempre fra me e lei. Aveva addirittura ripugnanza di me, cercava di allontanarsi, forse dimenticarmi, ed io ero invece, nella sua cella, il suo vero, continuo martirio. Mi ubriacavo di potenza, di forza, ma la vedevo, sai, la sentivo che mi rimproverava senza parole. Una cosa terribile, che bruci e atterr la sua vita e che non fece mai lieta, nel pi profondo, la mia. Le ho fatto molto male, quando una parola, forse, avrebbe chiarito tutto. Adesso devo placarla. Anche se non ho fede, devo fare qualcosa per lei e : perci la lascio assoluta padrona, con le mie vesti, di essere me stessa. Capisci? Io esco da mendicante, e le lascio tutto, tutto quello che ho agognato e costruito. Pamplona, va al tavolo e scrivi. Tu, Lope, con Jaca, quando sar uscita, falla bella, vestila, adornala di questi gioielli(gli d un cofanetto); e fate un funerale grandioso, come s'addice a una Segovia. Richiamate in tempo mio marito, quel pover'uomo; (pausa) meglio che io resti leggenda e poesia, di questa grande conquista. Pamplona, non resistere ai miei ordini, sono gli ultimi. Pensa a metterti a scrivere il mio testamento. Prendi quell'archibugio, di Quito e buttalo nell'acqua. Nessuno deve pi toccarlo. Ecco (prende dal tavolo qualcosa) anche il sigillo reale. S... fuori, s! (Lo butta dalla finestra) Cos! (Con un'ombra di malinconia, guardando la stanza) Addio a tutto questo... Adesso scrivi... (Passeggia lenta e sicura per la stanza) Al mio re; a Filippo cattolicissimo...
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
(La scena quella del primo atto).
Madre Paola - (davanti a un cesto di biancheria. Intorno a lei sono altre due suore; una seduta in terra, ed la nuova portiera, madre Antonia; l'altra, la pi vecchia, madre Felipa che, invecchiata, ha sempre il solito carattere mordace e astioso: tiene in mano un bastoncino. Madre Paola parla con il suo tono dolce e staccato: le altre ascoltano) Darei chiss cosa per sapere cos'ha risposto il re sul suo progetto di tornare nel nuovo mondo. Tra queste mura non si sente nulla. Ma che corteggio! Trenta carrozze, cinquecento cavalieri...
Madre Antonia - E lei pareva di marmo. Nessuna emozione. S' inchinata al re, come se fosse abituata a vederlo tutti i giorni. Che grande donna e che onore! Ma chiss perch non ci si trova pi, qui. L'abbiamo tanto aspettata.
Madre Paola - Cosa volete. Laggi gli indios le andavano incontro, come se li avesse incantati. Ha fatto nascere conventi e opere come voi, madre Antonia, fate nascere l'insalata nell'orto. I governatori la consultavano e le navi tardavano pur di averla con loro nelle spedizioni, tanto era il prestigio del suo nome. Porse questo ormai un guscio d'uovo, per lei.
Madre Felipa - (battendo il bastone) Parlate forte, barba di San Giuseppe. Sono un po' dura d'orecchio. Beve le uova?
Madre Paola - (ridono) Avvicinatevi, cos sentirete meglio.
Madre Felipa - Sar eccezionale, magnifica, ma la porta me la poteva lasciare.
Madre Paola - Dimenticavate le chiavi dappertutto.
Madre Felipa - Le chiavi? Me le dimenticavo perch lei mi faceva una testa grossa cos. Non pi madre Dolores nostra; ha cambiato umore. Per me, sar straordinaria, meravigliosa - come dite voi -ma da sei mesi che qui, anche se il re venuto a visitarla, andiamo male.
Madre Antonia - E il fioretto che avete fatto per la vostra lingua?
Madre Felipa - Che c'entra la lingua, con la verit? La gente vuol vederla, per il nome che ha di santit e d'accortezza, e lei si rifiuta. Ha fatto il terremoto, con i suoi ordini.
Madre Paola - Forse perch vi ha tolto le chiavi.
Madre Felipa - Anche per questo. Non ero di casa sua? E anche voi, del resto, non vi cambi da segretaria in guardarobiera? E non sapete tenere a posto nemmeno un fazzoletto.
Madre Paola - Aveva ragione. Dimenticai alcuni ordini importanti. E poi suor Incarnazione pi giovane e pi istruita di me.
Madre Felipa - Le rimediate presto, voi, le cose. Ma intanto, barba di San Giuseppe, ci fa ballare su una moneta come se fossimo novizie. E la santit dov' andata?
Madre Antonia - Volete dire che le vostre chiavi le sono costate i miracoli che prima faceva?
Madre Paola - Se il re ieri mattina avesse rivolto una sola parola a madre Felipa, dopo due minuti lei avrebbe trovato modo di dirgli subito qualche malignit.
Madre Felipa - Barba di San Giuseppe... rispondetemi, piuttosto: li fa i miracoli, come prima? Allora ci fu l'affare della vecchia, poi del figlio del mugnaio, poi gli occhi di quel mulattiere di Siviglia. Adesso nemmeno ci si prova; anzi, fa cacciare la povera gente che viene per questo.
Madre Antonia - Non pi una forbice, la vostra lingua, ma una scure. Eppure sapete che madre Dolores d tutto. Non ama le chiacchiere e la gente che la importuna, perch non c' santo che abbia mai amato i suoi miracoli. E poi, credete davvero che di queste cose si pu parlare come se si trattasse di biancheria? State calma, madre Felipa, perch le chiavi, anche se sparlate, non le riavrete pi. Eravate abituata, prima che lei partisse, che alla fine l'avevate sempre vinta. Adesso un'altra cosa. Il dolore e i rischi che ha sopportato e superato l'hanno cambiata.
Madre Paola - cos. Aiutatemi a tenere il lenzuolo. (A madre Felipa) Ma no, me lo fate cadere e si sporca. Fate voi, madre Antonia.
Madre Felipa - Non sono pi buona a nulla. Prima, quando lei mi aiutava anche a lavare i pavimenti e mi sopportava, mi sopportavate tutte. Adesso no. Pare un ufficio di Madrid o di Salamanca, una corte, un tribunale, e non un convento. Me ne vado. (Nessuno le bada) Ohe! Dove sta il rispetto? Ho detto che me ne vado, barba di San Giuseppe, e nessuno si muove.
Madre Paola - (ridendo) Venite qua, lingua di fuoco.
Madre Felipa - (rabbonendosi) Gli che vi voglio bene.
Madre Antonia - Ma quando vi calmerete? Eppure vi ha dato un posto di riposo.
Madre Felipa - Gi, in cucina. Sempre avanzi di minestra e cattivo odore. E lei non mangia nulla di nulla. Prima di partire amava qualche dolcetto che suor Clemenza le preparava con le mie ricette. Adesso che tornata, pane e latte, pane e patate. vita, questa? Date retta a me, i santi sono scomodi.
Madre Antonia - Allora santa... chiavi a parte.
Madre Felipa - Certo. pi che santa. Prima di lei, questo era un conventaccio sconosciuto e misero; ci voleva una nostra Segovia perch tutta la Spagna ne parlasse. Ha fatto venire perfino il re.
Madre Paola - Vi passato il cattivo umore; grazie a Dio siete sempre una buona donna. Ci aspettavamo che lei tornasse a friggere le patate qui in parlatorio, che giocasse a palla nell'orto con le ragazze, che strizzasse la biancheria. E non capivamo quello che lei era ed . Madre Dolores pi che madre, una maestra. Io scrivo di nascosto quello che dice.
Madre Antonia - pari ai grandi e ai piccoli. Ieri sera sono stata con lei alla casa dell'Alcade, che ha il bambino morente. Ci venuta con riluttanza, e quando entrata ha detto con una voce che mi ha fatto piangere, che lei una peccatrice e non bisognava chiederle miracoli. Ha pregato con la fronte per terra toccando il bambino solo per compiacere il padre che lo desiderava ardentemente.
Madre Paola - Ha una sincerit di pensiero e d'azione che alle volte fa paura. Ma un'anima pi grande di questo convento. (Fa il gesto con le braccia).
Madre Felipa - L'altra, Consuelo, la vice-regina, era come un uomo; a Saragozza, con gli occhi soltanto, da ragazza, ferm un pazzo scatenato con un pugnale. la Castiglia... per le chiavi me le ha levate, e non mi sopporta pi. Al pi piccolo sbaglio mi manda in cappella a pregare per levarmi dai piedi.
Madre Paola - (d'un tratto) Madonna! Sono in ritardo; se arriva e mi trova ancora qui con la cesta... Su, svelte. (Le tre suore cominciano a piegare la biancheria: madre Felipa fa pi confusione delle altre).
Suor Incarnazione - (entrando) Buona sera. Madre Dolores desidera che questo lavoro non lo facciate sull'ingresso. Sar meglio che ve ne andiate.
Madre Paola - Abbiamo quasi finito. Qui fa pi caldo. Che c' di nuovo? Come sta il bambino dell'Alcade?
Suor Incarnazione - (lavorando alle sue carte) Fino a mezzogiorno gravissimo. Non c' pi nulla da sperare. Stasera avremo la visita della generale.
Madre Felipa - Come?
Madre Antonia - (gridando) Viene la vostra simpatia. La generale.
Madre Felipa - Vive ancora?
Suor Incarnazione - Ma che dite?
Madre Paola - (prendendo il canestro) Andiamo, se no, con queste forbici, chiss quante altre vittime. (Escono. Suor Incarnazione si mette a sedere; poi apre una borsa, tira fuori altre carte e comincia a ordinarle sul tavolo).
Madre Dolores - (entrando a testa alta; molto invecchiata) Cominciamo e sbrighiamoci.
Suor Incarnazione - Qui tutto pronto. Occorre la vostra firma.
Madre Dolores - (siede, firma) Nulla di nuovo!
Suor Incarnazione - Son venuti i due imprenditori che per ordine vostro ricostruirono le dieci ; case di Sanovilla, quelle distrutte dall'alluvione; hanno detto che vogliono essere pagati perch aspettano da tre mesi. Lo hanno detto sgarbatamente.
Madre Dolores - Come va la vendita della vigna?
Suor Incarnazione - Non la vogliono comprare perch occorre l'autorizzazione della madre generale e del vescovo.
Madre Dolores - Non abbiamo scritto alla generale?
Suor Incarnazione - Non ha risposto.
Madre Dolores - Le parler io stasera. Ma le dieci famiglie sono intanto rientrate nelle case rimesse a posto?
Suor Incarnazione - S, ma con la violenza, e c' stato persino un ferito, perch gli imprenditori E gridavano che non erano stati pagati ancora, nonostante le promesse.
Madre Dolores - Un bel pasticcio. (Pensosa) E Non so far nulla. Credevo di avere il diritto di vendere la vigna donata al convento e pensavo che tutto fosse facile. Quanti ostacoli!
Suor Incarnazione - Madre diletta, voi pensate ed agite, ma qui stato sempre cos. una macchina lenta, e quando si vuol fare il bene tutto diventa complicato. Bisogna manovrare. (Esitante) Essere cauti, pazienti.
Madre Dolores - Ed io non sono tutto questo. Dieci famiglie con l'alluvione, senza tetto... Ho preso la strada pi breve, quella della ragione. Ogni giorno f mi trovo in mezzo a guai, e per colpa mia. Non so proprio far nulla.
Suor Incarnazione - Non dite cos. Voi siete la mano di Dio. Intanto, per, dieci famiglie...
Madre Dolores - Tuttavia, con un ferito, un tumulto e le lagnanze degli imprenditori, l'opera di Dio se ne va in fumo e in amarezza. So io, quanto avrei voluto restare laggi.
Suor Incarnazione - (dolce) Avevate promesso a tutte noi ragazze che sareste tornata.
Madre Dolores - Io?
Suor Incarnazione - S. A noi professe, quando uscimmo dalla cappella; e non volevate lasciarci,
Madre Dolores - (stupita) Non volevo partire
Suor Incarnazione - Accettaste per la santa obbedienza, e quando la carrozza s'allontan le lacrime rigavano il vostro viso. Invece la vostra missione fu un trionfo.
Madre Dolores - (con un sospiro) Fu un trionfo
Suor Incarnazione - (triste) E ci avete dimenticate. Suor Innocenza aspetta sempre da Valenza uni vostro rigo; e suor Mercedes che a Saragozza, mi scrisse: tornata, e a Mercedita non ha mandato! una parola. Vi ricordate il sangue sul dito?
Madre Dolores - Mi ricordo tutto. Ma la vitti cambia.
Suor Incarnazione - Noi non cambieremo mai. Eravamo i vostri soldati, come ci chiamavate. (Suonano alla porta).
Madre Dolores - (scuotendosi) Non perdiamo tempo. (Impaziente) Ma dov' questa suora portinaia?
Suor Incarnazione - in lavanderia, a dare ima mano a suor Concetta, che vecchia.
Madre Dolores - Prendete le altre chiavi. Ma chi l'aiutava, quando madre Felipa era alla porta?
Suor Incarnazione - (umile) L'avete dimenticato? Voi, con le vostre mani. (S'avvia).
Madre Dolores - Io? (Sesta con il viso tra le mani).
Suor Incarnazione - (dopo aver parlato alla grata, esce e ritorna) C' un uomo che vi vuol parlare.
Madre Dolores - Il conte di Pamplona?
Suor Incarnazione - (pensa un istante) Non ha detto questo nome.
Madre Dolores - Fate entrare lo stesso. (Entra il giovane gentiluomo del primo atto. S'inchina. Madre Dolores lo guarda) Desiderate?
Il Giovane - Mi riconoscete, madre Dolores?
Madre Dolores - Ma...
Il Giovane - Sono un uomo che avete aiutato, alcuni anni fa, a non commettere un'infamia.
Madre Dolores - Non ricordo.
Il Giovane - La vostra bont veramente infinita. Non volete mettermi in imbarazzo. Ma io venni da voi per essere aiutato, ed oltre all'aiuto pronto, mi impediste un delitto. Mia sorella s'era compromessa per la sua estrema giovinezza con un uomo, voi l'accoglieste e ordinaste a me di rinunciare alla vendetta. Io lasciai la Spagna e, fatto prigioniero ad Algeri, nel colmo dell'umiliazione e dei pericoli, vidi arrivare mio cognato che vendette tutto pur di riscattarmi, come fosse mio fratello. Conobbi cos il suo cuore, e da allora non ci siamo pi separati. Abbiamo fatto casa insieme, edificato una grande fortuna. Di voi non m'ero scordato. Eravate partita. Tornato dopo otto anni, ho sentito del tumulto per le case che avete fatto ricostruire dopo l'alluvione, e allora, perdonatemi, ho pagato io i due esosi imprenditori a vostro nome. Il popolo che vi ama voleva linciarli. Adesso son qui per dirvi soltanto grazie, perch... cosa sarebbe stato di noi, senza madre Dolores che con tanta fermezza mi ha dato una famiglia che io, ascoltando solo il mio istinto di vendetta, avrei disperso e disonorato?
Madre Dolores - Gi, madre Dolores ha fatto tutto questo.
Il Giovane - Con bont e con forza. Non lo dimenticher mai. Non so cosa sarebbe del mondo, se non ci fossero delle anime come la vostra. Non siamo ciechi. (S'inchina) Grazie. (Bacia la vede) E questo... (rialzandosi) per la vostra beneficienza. (Mette sul tavolo un sacchetto) Una grazia, adesso.
Madre Dolores - (ferma) Non sono una santa.
II. Giovane - Lo siete; non a torto il popolo vi chiama il muro di Dio. Chiedo una grazia, ho detto: portare qui, quando vorrete, mia sorella, mio cognato e la mia famiglia. Perch qui che ho rifatto vita e famiglia.
Madre Dolores - (in piedi) Domani mattina, dopo la messa. Pace e benedizione intanto a voi e ai vostri. (A suor Incarnazione) Accompagnatelo. (Suor Incarnazione va verso la porta. Il giovane si inchina poi esce. Madre Dolores rimasta con la testa fra le mani, assorta).
Suor Incarnazione - (entrando) C' il conte di Pamplona.
Madre Dolores - Lo aspetto.
Pamplona - (entrando emozionato e piegando il ginocchio sulla soglia della porta) Salute e pace a voi, madre Dolores della Divina Angoscia.
Madre Dolores - (alzandosi in piedi) Salute e pace anche a voi. (A suor Incarnazione) Andate; vi chiamer io. (Suor Incarnazione s'inchina ed esce) Pamplona, vi ho intravisto ieri mentre andavo alla casa dell'Alcade. Ho sentito che qualcuno mi seguiva. E allora vi ho fatto sapere che volevo parlarvi. Perch mi seguite?
Pamplona - Da quattro anni sono in Spagna e il racconto delle vostre gesta, laggi, lo ebbi chiaro e continuo. Sapete essere sempre voi. Poi vi fu un lungo silenzio, ma infine tutta la Spagna seppe che il muro di Dio era a Cordova, nel vecchio convento. Allora non ho potuto' resistere e sono venuto per vedervi, ma non osavo, senza un vostro cenno. Ho vissuto sempre della vostra ombra e dell'animo con cui avete vestito quei panni che portate, quella notte tremenda. Avete mantenuto la posta di quest'ultima giocata con una forza sovrumana. Siete placata, finalmente?
Madre Dolores - Sapevo, Pamplona, che vi avrei incontrato, poich c' in voi un immenso desiderio di sapere qualcosa di questa mia esperienza. Pamplona, sono infelice e disperata, come quella notte, e voi solo potete capirmi. Io ho barato con Dio. Egli mand Dolores a morire sotto le mura della mia casa per avermi senza limiti; io invece credetti che il caricarmi del peso di Dolores sarebbe bastato a cancellare la pena orribile di quel cadavere venuto dalla Spagna per me. Non son valse a nulla le sofferenze di otto anni. Venuta qui, la piaga s' fatta enorme. Nelle Indie, nel mondo nuovo, io davo e dimenticavo. Qui m'accorgo che sto rubando.
Pamplona - Che dite?
Madre Dolores - S, rubo, perch Dolores non sostituibile. Perci rubo ogni istante quello che lei ha seminato ogni giorno. Vogliono miracoli, mi fanno toccare le piaghe, corpi sofferenti. Ma come possono far scaturire da una donna come me la grazia di Dio?
Pamplona - Vi prego, ditemi, allora: credete? tutto qui il vostro dolore e la miseria della vostra anima.
Madre Dolores - Non so. Sono in mezzo a una foresta senza fine, inseguita, perduta, stanca. E alla fine penso: s, Dio vede, Dio , altrimenti avrebbe avversato in questi otto anni la mia volont e tutta la mia opera, tra deserti e terre nuove. Cento e cento volte, nella foga del rischio e dell'azione, mi parso di essere impotente, quando il mare, le vicende e gli uomini mettevano in pericolo la mia missione. Ma qui sento il vuoto, l'abbandono, la lontananza di Dio, al punto che certe notti mi levo dal giaciglio e grido a Lui che sta nei Cieli: Perch m'hai gettata, anche se peccatrice, in tanto buio? Perch non mi dai un segno che sia la certezza di Te e la prova che almeno ti grato quanto ho fatto per dimenticare la mia vita d'un tempo? Potrei placarmi cos, e mi parrebbe che il mio dolore non stato gettato al vento .
Pamplona - Se dite queste cose belle e spaventose, mi pare che non siate del tutto sola come immaginate.
Madre Dolores - Non m'illudete. Le parole non m'ingannano. Sento la profanazione che ho compiuto, il furto che faccio tutti i momenti fra le cose pi care che non potranno mai essere mie. Perch, in fondo, voi lo sapete, io ho preso questa veste per pagare la morte e il sacrificio di mia sorella. Una vecchia suora che da ragazza era in casa mia mi guarda mattina e sera sospettosa, e forse arriver a capire che io sono appena una mistificatrice. Non pu continuare.
Pamplona - C' l'inquisizione.
Madre Dolores - Dir la verit e mi liberer dalla menzogna.
Pamplona - Vi manderanno al rogo.
Madre Dolores - Meglio essere bruciata che vivere cos. Far come all'assedio di Quito. La sortita per la vita. La verit, in questo caso, sar la morte. Ma avr pace.
Pamplona - Meglio cercare il senso di questa fede che manca; e allora la strada si chiarir.
Madre Dolores - E voi? Io lo so; voi guardate me e attraverso la mia atroce esperienza volete capire e sentire Dio. cos?
Pamplona - Cos. (Chinando il capo) La vostra lotta decisiva anche per me, anima persa. Ma per voi, non meglio fuggire, uscire di qui, e dare un altro significato alla vostra esistenza?
Madre Dolores - Ci che mi tortura in me. Cosa pu la lontananza? (Alzando gli occhi) Cosa pu la pi spregiudicata confessione? Un segno, Pamplona, ci vorrebbe... un segno. Anche contrario, se Egli reputa che giusto... Ma un segno.
Suor Incarnazione - (entra di corsa, emozionata) Scusate madre. La generale viene dalla parte dell'orto.
Madre Dolores - Va bene. (Calma) Volete aspettare, conte, nella cappella? Pregherete per me e per voi stesso. Accompagnatelo, suor Incarnazione.
Pamplona - (salutando) Tutto dipende, madre, dal concetto che Dio s' fatto di noi. (Esce con suor Incarnazione).
Madre Dolores - (va incontro alla madre generale e sulla porta si prosterna alla piccola vecchia legnosa che la guarda dietro gli occhiali) Pace e reverenza, madre mia.
Madre Generale - Pace e benedizione, figliola mia prediletta... (fermandosi) fra tutte. (Pausa) Dunque, madre Dolores, devo dirvi subito che il re rimasto molto impressionato e contento. Ho raccolto dalla sua bocca stessa questa testimonianza che mi conforta. Egli conosceva e onorava la vostra grande sorella defunta, e lo colp la straordinaria rassomiglianza, e soprattutto il fatto che nei concetti e nelle risposte acutissime la riassumete nel meglio di lei. Ma perch, quando egli vi chiese che cosa poteva. fare per voi, gli domandaste di aiutarvi a ritornare nel nuovo mondo?
Madre Dolores - Perdonatemi, il mio desiderio.
Madre Generale - Resterete invece qui, anche per la sua illuminata volont. I conventi, le opere di misericordia splendide da voi create laggi, prosperano. Qui rester, per il popolo e per la fede, il muro di Dio.
Madre Dolores - Io voglio tornare laggi.
Madre Generale - Perch?
Madre Dolores - C' ancora tanto e tanto da fare.
Madre Generale - Molto di pi in questa Spagna che l'oro e l'ambizione stanno avvelenando. Voi resterete, e, come ho deciso, prenderete la mia croce e il mio posto. Sono vecchia, ormai.
Madre Dolores - (stanca e decisa) Non prender nessun posto.
Madre Generale - (fredda e solenne) Ascoltatemi figlia. In questa stessa stanza, otto anni or sono, rifiutaste ugualmente la vostra missione, tentaste di allontanarla perfino con le preghiere. Ma tutto and secondo il disegno di Dio. Voi, naufragando, perdeste le tre compagne che vi assegnai, e Lui vi condusse lo stesso in quelle terre. Non volont superiore!
Madre Dolores - No, madre, pura coincidenza.
Madre Generale - (scrutandola) Sia pure... anche se non cos. Ma non pensate che tutto s' I capovolto, per l'ordine nostro e che anche vostra. sorella, col suo testamento, s' riavvicinata al Signore! Vi comunico che per volont del cardinale protettore e per ordine del re, proprio per compensarvi in qualche modo, vostra sorella riposer presto, con tutti gli onori, qui.
Madre Dolores - Come, qui?
Madre Generale - Qui. Nella cappella maggiore di Nostra Madre dell'Illuminazione Celeste. un riconoscimento della Spagna, a lei ed a voi.
Madre Dolores - (con voce tremante) Vi sono infinitamente grata.
Madre Generale - (la guarda a lungo) Siete partita come una piccola cosa di cera, e siete tornata di bronzo, o, come dice il popolo, muro. C' un tono nelle lettere, nelle decisioni vostre che io ignoravo.
Madre Dolores - Vorrei essere pi umile.
Madre Generale - Cos vi vogliamo. Siete ci che ha voluto lo Spirito, e perci accogliete nella santa ubbidienza un nuovo incarico che l'Ordine vi impone.
Madre Dolores - Ma perch questo calice? (Con violenza) Aprite gli occhi, una buona volta. Io non sono soltanto una peccatrice; sono una donna che ruba ogni giorno la fama della santit e della perfezione. Ho bisogno solo di lavorare per dimenticarmi e per sperare in un lontano perdono.
Madre Generale - Voi siete soltanto una festuca nelle mani di chi sa meglio di voi e di me. Obbedite.
Madre Dolores - Ma non capite che io ho bisogno, come vi scrissi gi, d'una confessione pubblica, davanti al Capitolo, alla santa inquisizione? Altro che aspettare miracoli da me. Sono un pozzo fetido di male.
Madre Generale - (con violenza) Vi comando di tacere, madre Dolores della Divina Angoscia. Vi domando di non aggiungere nulla a questo vostro discorso sciagurato. Siete l'anima pi necessaria e pi forte che questi occhi abbiano mai guardato.
Madre Dolores - (inginocchiandosi) Ma avete capito chi sono io? Voglio sentirlo.
Madre Generale - State in piedi adesso, come devono stare i soldati di quest'eterna guerra. Vi ho molto studiato in questi ultimi anni, perch quando veniste da me la prima volta eravate una bambina che chiedeva e che niente avrebbe saputo dare. Santa? Eh s, ci vuol poco. Ma prima che costruiamo e facciamo blocco con la chiesa, ci vuole di pi, di pi. Allora vi buttai allo sbaraglio contro un grande ostacolo, e Dio mi restitu una donna fiera e dura, che per la causa eterna diventava apostolo, soldato, sorella, madre senza paura, come devono essere nei tempi duri le vere anime. Quelli che vi avvicinano si domandano: ma lei? E allora v'ho spiata. V'ho guardata e v'ho seguita, figliola, con sospetto, con amore curioso, e v'ho voluto veder pregare, senza essere veduta.
Madre Dolores - (trepidante) Ebbene, ditemi.
Madre Generale - Tu pregavi come pregano le nature forti che portano qualche cosa sulla terra, senza umiliarsi, perch parlavi e chiedevi. Come il cristiano vero che dai mali oscuri che l'opprimono e l'aggrediscono, si riscatta con le cicatrici, le piaghe e le sconfitte.
Madre Dolores - Madre, avete aperto uno spiraglio d'aria, soffocavo. Voglio domandarvi adesso se peccato o profanazione mettermi sulle spalle il bene e il male che non hanno frontiere, e portarlo a lungo prima di scegliere. Io laggi ho camminato col cuore di madre Dolores, ma col cervello e la volont di quella terribile donna che fu Consuelo di Tarragona, che gli indios nominano ancora con terrore. Le ho accomunate e non so separarle. Non riesco pi, io sono...
Madre Generale - (interrompendola) Sappiamo, Dio ha visto. Di tutti, capiscimi, di tutti egli si serve. Non importa la persona, il nome, la colpa, il bene o il male, perch alla fine dei conti la Sua mano terribile ci cerca, ci trova e ci scaglia dove vuole come la sabbia che va per cieli, deserti e citt, e ritorna al mare. Chi sa nulla, alla fine? Va con Dio, figlia mia, senza troppo domandare. Dal fango veniamo, ma nel fango Egli non t'ha fatto rimanere. T'ha vestita Lui da povera suora di Ges e di Domenico e per mari e continenti t'ha ricondotta fin qui.
Madre Dolores - (come se fosse sola) Dev'esser cos. Perch spesso la mia stessa finzione m'appare meschina. Alla paura che mi prendeva d'un rischio troppo grande, una voce ancora pi grande diceva: Va, non fermarti: l'unica maniera di scontare. Temi la morte? Ma io sono principio e fine; continua, se vuoi liberarti .
Madre Generale - Sono fiera di aver servito un cos alto disegno. Concludo bene, lo sento, il mio lungo lavoro. Accetta dunque la mia croce di madre generale e continua tu; io sono troppo vecchia.
Madre Dolores - Lasciate, poich sapete tutto, che io cerchi ancora.
Madre Generale - (dura) Questo orgoglio che raffiora. Chi senza macchia? Chi non ha sbagliato? (S'avvia verso la cappella, a piccoli passi. Non ancora uscita, quando uno scampano e un vociare si fanno sempre pi vivi, fino ad invadere il parlatorio. Dalle due porte, dalla cappella e dall'orto, entrano correndo le suore disordinatamente).
Le Suore - Miracolo! Miracolo! Il bambino dell'Alcade cammina. risanato. Miracolo! (Si ode un bruso di folla smisurata e impaziente, mentre alla grata battono. S'apre lo sportello).
Le Voci - Il piccolo vivo! Viva il muro di Dio, Vogliamo vederla! (La madre generale senza dire unaparola, s'avvicina a madre Dolores che sembra una statua e le mette la croce d'oro al collo. A fatica s'inginocchia e bacia la veste della nuova madre generale).
Pamplona - (che ha sceso le scale della cappella lentamente, con voce commossa) Non credete che questo sia un segno?
Madre Dolores - (scossa da un'emozione fortissima, gli occhi al cielo) Chiss... (Pausa lunga; disperata) Ma io vorrei piangere, Pamplona, piangere!
FINE
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