Le veglie inutili

 


Commedia in un atto

di Giancarlo SBRAGIA

da IL DRAMMA n. 183 del 15 giugno 1953

LE PERSONE

LA MADRE

IL PADRE

IL FIGLIO

LA CAMERIERA (che non parla)


La scena rappresenta un salotto borghese. Un divano, un tavolino. A sinistra la porta che d nella camera da letto del Padre e della Madre; a destra la porta che d nella camera da letto del Figlio. In fondo, a destra, porta che d alla cucina ed ai servizi. A sinistra, sempre in fondo, un'ampia finestra con pesanti tende di velluto tirate.

( notte. La scena buia. Si odono le voci del Padre e della Madre che altercano violentemente nella loro camera. Si apre la porta di fondo, penetra un po' di luce. A tentoni un'ombra raggiunge un abat-jour; scatta l'interruttore. la domestica, insonnolita, in camicia da notte e con una vecchia vestaglia; un po' spaventata ma non eccessivamente. evidentemente abituata a incidenti del genere. Sta un momento in ascolto, poi bussa alla porta di destra ed entra. Su un pi forte scoppio di voci, si spalanca la porta di sinistra. Entra la Madre, in camicia da notte, senza vestaglia. Richiude la porta con rabbia. Cade a sedere sul divano e scoppia in singhiozzi. Rientra da destra Teresa, la domestica. Si avvicina alla signora, la guarda imbarazzata e non sa che dire).

La Madre(senza guardarla) Teresa, Teresa, la mia vestaglia. Ho freddo.

(Teresa si avvia verso sinistra. Davanti alla porta ha un attimo di esitazione, poi entra. Il Figlio entra da destra, pigiama e vestaglia. Si ferma a guardare la Madre. Scorgendo il Figlio)

Fred!

Il Figlio Mamma!

La Madre Ancora in piedi! Che fai? Perch non dormi?

Il Figlio Ero a letto, mamma; quando ho sentito... anzi Teresa mi ha chiamato.

La Madre Ah, gi. Ma tardi: torna a letto e dormi. Domattina ti devi alzare presto, lo sai.

Il Figlio S, ma non importa.

La MadreImporta, importa. Non devi trascurare gli studi. E poi non c' scopo che tu passeggi per casa a quest'ora, a prender freddo.

Il Figlio E che scopo c' che tu stia qui, senza vestaglia, piangendo... stai tremando. (Togliendosi la vestaglia) Prendi la mia.

La Madre Lascia, lascia. Teresa andata...

(Rientra Teresa)

Ah, eccola, brava. (Indossa la vestaglia, al Figlio) Vai, vai a letto.

Il Figlio E tu?

La Madre Io...? (A Teresa) Vai pure, Teresa. Ah, ricordati! Domattina bisogna alzare i tappeti in camera del signorino: c' la polvere di una settimana.

(Teresa via. Con una carezza distratta al Figlio)

Ciao Fred, ciao caro.

Il Figlio Torni di l?

La Madre Tra un po'.

Il Figlio Tremi ancora. Hai freddo?

La Madre No. Sono i nervi. (Pausa) Sei ancora l?

Il Figlio Torna a letto anche tu.

La Madre Non posso... sii buono, Fred; ho bisogno di sgranchirmi un po' le gambe.

Il Figlio Sei fantastica! Urla, strepiti, Teresa vaga per casa come un fantasma, lui in preda alle crisi, e tu... se potessi vederti... che vuoi sgranchirti le gambe alle quattro del mattino. quasi comico.

La Madre Ho propria voglia di fare dell'umorismo. Fammi il piacere, Fred; tu non hai inteso nulla, nessuno ti ha detto nulla. Vai e dormi.

Il Figlio Il perfetto idiota.

La Madre Il bravo figliolo che non ha nulla a che vedere con le penose questioni dei genitori. (Pausa. Suona un campanello interno).

Il Figlio(immobile) Ti ha picchiata?

La Madre Fred! Non penserai che tuo padre mi abbia picchiata, qualche volta?

Il Figlio Non lo so; ma se non l'ha fatto, arriver a farlo presto; in quei momenti pazzo: e se un solo giorno gli mancasse...

(Teresa rientra e attraversa la scena).

La Madre(interrompendolo) Teresa, che c'? Ha chiamato? (Fa per alzarsi, si riprende) Vai, vai pure.

(Teresa via da sinistra)

Tu sei un caro ragazzo, Fred, ma leggi troppo e vedi molti fantasmi. Qualche libro di meno e qualche passeggiata di pi ti gioverebbe molto. E poi non approvo affatto il genere di libri a cui ti dedichi.

Il Figlio Lascia andare. Non il caso ora di discutere le mie letture, dal momento che non te ne sei mai occupata.

La Madre Sono ancora in tempo ad occuparmene.

Il Figlio No.

La Madre Sei impazzito?

Il Figlio Ma cosa c'entra poi, ci che leggo e ci che faccio. Perch ti ostini a credere che tutto questo non mi riguardi?

La Madre Perch cos: non ti riguarda.

Il Figlio Credi sia sufficiente che le ingiurie non siano dirette a me, per farmi rimanere tranquillamente a leggere nella mia stanza?

La Madre(sentendo rientrare Teresa) Stai zitto.

(Teresa entra da sinistra con un pentolino, un cuscino, una coperta. Si avvicina al divano, vi accomoda cuscino e coperta)

Grazie, Teresa. (Guarda il pentolino) La bottiglia dell'alcool nel bagno.

Il Figlio Questa fuori programma.

La Madre la solita della notte.

Il Figlio Non credo; sono le quattro.

La Madre(dominandosi, a Teresa) C' altro?

(Teresa fa un cenno di diniego col capo ed esce)

Smettila di fare allusioni di questo genere di fronte alla cameriera. Te l'ho detto mille volte.

Il Figlio C' da supporre che ormai si sia resa conto.

La Madre Non importa. Non voglio che fuori di questa casa si facciano delle chiacchiere.

Il Figlio In quattro anni di chiacchiere ne avr fatte quante ne ha volute.

La Madre E poi, non pu sapere nulla.

Il Figlio Ma cosa ti illudi? Di vivere in mezzo ai sordomuti e agli imbecilli? Gridate, vi insultate un giorno su tre e anche se vi chiudete nella stanza pi lontana, vi si sente da ogni angolo della casa. Vorrei descriverti uno di quegli sguardi che passano tra voi quando la scenata si avvicina. Io vi sento parlare costantemente con una voce alterata: o perch gridate, o perch mentite dinanzi a noi. E anche nei momenti di serenit le vostre voci suonano cos false... E rutto questo, mi penetrato nelle ossa, mi soffoca.

La Madre Anche tu, vuoi darmi altri pensieri come se non ne avessi gi abbastanza. Signore Iddio! Non si finir mai!

Il Figlio Mai, mamma, mai, finch siamo qui.

La Madre Basta, Fred. Non avrei mai creduto che amassi cos poco tuo padre.

Il Figlio Come posso amarlo se per una fiala di morfina venderebbe te, me e tutta la casa?

La Madre Sei volgare e incomprensivo. Tuo padre ha sofferto molto. Le sofferenze di una tale malattia e di una tale operazione posso immaginarle soltanto io che l'ho vegliato giorno e notte.

Il Figlio Ma ora non soffre pi. guarito.

La Madre Non guarito; lo sai...

Il Figlio Ma non soffre pi come prima. Sono tre anni che ha lasciato il letto, ma quelle orribili iniezioni non le ha lasciate. Perch? Anzi adesso non si misurano pi a fiale ma a scatole. Ci sarebbe da mantenere un'intera famiglia.

La Madre Tuo padre i soldi li guadagna col suo lavoro.

Il Figlio Il tuo!

La Madre Il nostro. Non vi fa mancare nulla. I suoi denari padrone di spenderli come vuole, senza renderne conto ai suoi figli. E poi, figliolo caro, non credo ti sia mancato mai nulla.

Il Figlio Nulla. Spendete per me e Patrizia pi di quanto spendiate per voi stessi. Questo vi mette in pace con la vostra coscienza. Mettere al mondo dei figli e mantenerli in vita; vero, mamma? Un bacio al mattino, uno alla sera, dieci lire per lacrimuccia e tutto risolto.

La Madre Molti bambini vorrebbero avere quello che avete avuto voi.

Il Figlio E siamo anche dei privilegiati.

La Madre Sei amaro, Fred. Ma perch? Cos' che ti mancato?

Il Figlio Calore; un po' di vero calore. Vi siete fermati a guardarci ogni tanto, cos, per vedere se tutto era in ordine; se crescevamo bene, se il colletto era pulito o se ci servisse un abito nuovo. Cos, capisci? Come si guarda se il pavimento abbastanza lucido, o se sia il caso di spostare un armadio. Vi siete mai fermati a domandarci di noi, dei nostri problemi, delle nostre sofferenze?

La Madre Problemi... sofferenze?

Il Figlio Piccoli problemi, piccolissime sofferenze.

La Madre E allora?

Il Figlio Allora, mamma, tutta la vita di un bambino l, in quelle piccole sofferenze, in quei problemi da nulla che i grandi non possono capire.

La Madre Vedi? Tu stesso dici che i grandi non possono capire .

Il Figlio Ma che una madre deve capire. Anche tu sei stata bambina; possibile che tu non abbia mai sentito un bisogno di questo genere?

La Madre Non me ne ricordo.

Il Figlio Eh, gi, non ricordi.

La Madre Sono passati tanti anni.

Il Figlio Ne passassero cento, io non lo dimenticherei. Sono cresciuto solo commettendo tutti gli errori che un fanciullo abbandonato a se stesso pu commettere.

La Madre Ma quali errori?

Il Figlio Ti sei mai chiesta quanti anni ho?

La Madre Ma Fred, che domanda assurda! Certo. Hai ventuno anni, li hai compiuti ieri.

Il Figlio E ti sei mai chiesta a quanti anni un individuo cessa di essere un bambino?

La Madre Non me lo sono mai chiesto, ma credo di saperlo.

Il Figlio Ebbene quando? Sentiamo.

La Madre Quando comincia ad avere coscienza di s, quando comincia ad assumersi delle responsabilit; lavorare per esempio o...

Il Figlio Non mi hai capito. Intendevo dire, quand' che un bambino comincia a chiedersi se la propria madre sia soltanto una madre, oppure...

La Madre Oppure... continua...

Il Figlio terribile dire certe cose. Perch non capisci?

La Madre Ti prego, non farmi impazzire. Il mio cervello lavora gi tanto. Mi sento scoppiare la testa.

Il Figlio Vuoi un'aspirina?

La Madre(ironica) Aspirina! Un po' di sonno tranquillo sarebbe sufficiente.

Il Figlio Hai ragione. Va' a dormire. Ti cedo la mia stanza. Mi dai quella coperta e io dormir qui, sul divano.

La Madre Sei pazzo? Domani ti alzeresti pi stanco di ora e tutto infreddolito.

Il Figlio E tu? Per te non sarebbe lo stesso?

La Madre Oh, per me non importa. L'ho gi fatto altre volte. Sono tanto stanca che dormirei anche per terra e senza una coperta.

Il Figlio Ti prego, mamma non complicare le cose e non renderle pi difficili. Il vittimismo non giova in questi casi. Vieni. (Fa per aiutarla).

La Madre No, stavi per dire qualcosa.

Il Figlio Andiamo, su. Andiamo a dormire.

La Madre Dicevi: se una madre soltanto una madre...

Il Figlio Ti prego.

La Madre Oppure... Ecco: oppure che cosa?

Il Figlio Nulla. Un pensiero stupido, di nessuna importanza.

La Madre No. Tu mi stavi accusando di qualcosa che non ho capito bene. E io devo sapere di che cosa mi accusi, devo saperlo.

Il Figlio Parla piano.

La Madre Che senta! Riguarder anche lui, immagino. Non soltanto me che accusi, vero? Guardami negli occhi.

(Il Figlio non riesce)

Vieni qui, siedi. Qui, accanto a me. (Lo prende per un braccio)

Sei dimagrito, povero Fred; il tuo braccio secco e senza muscoli. Perch non vai pi in palestra? Ti faceva bene. Ti sei di nuovo incurvato di spalle.

Il Figlio Ti prego. Di questo possiamo anche parlarne domani.

La Madre S, hai ragione. Ora c' un'altra cosa; pi importante. Cos'era? Ah! ma sei tu che devi dirmela. Allora?

Il Figlio Hai un modo di attaccare gli argomenti...

La Madre Brutale, vero? In affari non si perde tempo. cos che ho imparato.

Il Figlio Questo non un affare!

La Madre Potrebbe esserlo. Per un po' di comprensione potrei riavere l'affetto di mio figlio. Perch questo che vuoi, no? Sono pronta a dartela.

Il Figlio Perch te l'ho chiesta?

La Madre Anche. Ed ho anche l'impressione che tu non mi voglia pi molto bene. Mi parli con un tono, questa sera; e mi guardi anche in un certo modo. Anzi non mi guardi affatto. Cos', ti vergogni di ci che devi dirmi? O senti tu stesso che ingiusto; o hai paura?

Il Figlio Non ingiusto e non ho paura.

La Madre Guardami allora.

Il Figlio No, dopo. Se ti guardo adesso non potrei mai trovare la forza di dirti...

La Madre Ma parla! Dio mio, un male circola per la casa e io non so cosa sia! Parla, figliolo; parla.

Il Figlio Dicevo...

La Madre Una madre non soltanto una madre...

Il Figlio S...

La Madre Ma anche...

Il Figlio La moglie del proprio padre.

(La Madre si irrigidisce, il Figlio si allontana lentamente; pausa).

La Madre Ebbene?

Il Figlio tutto.

La Madre No.

Il Figlio S, era questo.

La Madre No. Il male quando soprattutto la moglie del proprio padre.

Il Figlio(si riavvicina lentamente) Mi hai capito fin troppo bene, ora.

La Madre Mi rimproveri di voler bene a tuo padre?

Il Figlio Ma tu non gli vuoi bene! Tu lo ami.

(La Madre immobile).

La Madre Si avr pure il diritto...

Il Figlio Di essere e rimanere donna?

La Madre Fred!

Il Figlio Si deve essere brutali, no? S, s, hai il diritto di rimanere una donna, ma non devi, capisci, non devi rinunciare ad essere...

La Madre Soprattutto una madre.

Il Figlio Lo capisci, allora! Lo sentivi dentro di te e seguitavi a fingere di non capire.

La Madre Non fingevo. Pensavo soltanto che non fosse ancora giunto il momento.

Il Figlio Il momento di che? Di rinunciare a tuo marito a beneficio dei tuoi figli?

La Madre No! Ti prego!

Il Figlio E cosa aspettavi? Che io diventassi un uomo, con tutte le mie responsabilit, il mio lavoro, per offrirmi il tuo aiuto e la tua comprensione? Non ne avrei avuto pi bisogno allora, come non ne ho pi bisogno adesso.

La Madre Calma. Ci stiamo perdendo in un mare di parole. E la testa, mi scoppia.

Il Figlio L'aspirina ti gioverebbe, ora.

La Madre Sei crudele. Non ti conoscevo cos.

Il Figlio Che cosa conoscevi di me? Il numero del colletto? La misura delle scarpe? Guardami bene; e non guardare se sono dimagrito o se sono cresciuto. Guardami vivere, mentre ti dico queste cose.

La Madre Ti guardo.

Il Figlio Io ti ho sempre guardata vivere intorno a me. Ti vedevo e balbettavo: mamma . Cosa sapevo, allora, io che mamma di genere femminile? Poi l'ho saputo. Allora cominciai ad osservarti ininterrottamente per capire fin dove arrivava la madre e dove cominciava la donna.

La Madre mostruoso.

Il Figlio Prima che nascesse Patrizia, ad esempio. Eri incinta di lei. Avevo dodici anni, allora. E gi allora la storia della cicogna non funzionava pi. Sapevo quindi che cosa significava una donna con la pancia ingrossata. Tu hai pianto quasi ogni giorno, per tutto quel periodo. Per anni, dopo, continuai a credere che tutte le donne incinte piangessero durante la gravidanza. Un disturbo cos, come tanti altri, come le doglie o le nausee. Poi un giorno vidi e udii parlare un'altra donna che aspettava un bambino. Era felice, mamma; bastava guardarla in faccia per capire che non poteva essere naturale il fatto di piangere, come ti avevo visto fare. Non aspettava che questo, da tanto tempo, la sentii dire. E finalmente era felice. Ma tu non lo eri stata. Perch? Perch i tuoi figli per te erano piombati ospiti poco graditi nel mezzo di una situazione che non capivo bene.

La Madre Ma io non posso sentirti parlare cos! Sono tua madre. Io sono la mamma, la tua mamma. Ti ho portato dentro di me, ti ho partorito con dolore, ho trepidato quando eri malato, ho consolato i tuoi pianti di fanciullo e il cuore mi si spezzava dentro a vederti piangere anche quando era per capriccio o avevi torto. Non avrei mangiato purch tu potessi avere della cioccolata e delle caramelle. Questa una madre, bambino mio. Io ho fatto tutto questo per te, e tu ora mi parli come un nemico. Sei cos cattivo nelle parole e nella voce; e mi fai male perch vuoi farmi male, sai di colpirmi. Ma cosa ti ho fatto, Fred? Eh? Cosa ti ho fatto? Tu non mi vuoi pi bene e io non so perch. Sei cattivo e non so perch. E io sono stanca, non mi reggo pi in piedi. E tutti contro di me. Ogni parola una pugnalata e io non so, non so...

Il Figlio(nauseato) Mamma...

La Madre Nemmeno tu mi vuoi pi bene, vero?

(Il Figlio fa per interromperla)

Eh, no; te lo sento nella voce, non mi vuoi pi bene... nemmeno tu. E non ho una consolazione, una piccola consolazione. cos difficile, cos difficile...

Il Figlio Smettiamola, mamma. una commedia nauseante.

La Madre Piccino mio!

Il Figlio Tu mi hai capito benissimo e cerchi di sfuggirmi. Ma io sono qua deciso a non lasciarti sfuggire.

La Madre Fred!

Il Figlio E non chiamarmi Fred. Il mio nome Alfredo. Ho sempre odiato questi diminutivi.

(La Madre si alza e si avvia) No.

La Madre Lasciami andare, lasciami andare.

Il Figlio No, devi ascoltarmi. Siedi.

(La prende per un braccio).

La MadreNon mi toccare!

Il Figlio Ti ripugno?

La Madre Hai delle mani nervose che guastano tutto e fanno male.

Il Figlio Sbagliate, mani sbagliate. Tutto di me fa un individuo sbagliato. Sapessi quanto mi difficile muovermi in mezzo agli altri! come correre all'impazzata in un negozio di cristalli.

La Madre E anche di questo ho colpa io, no?

Il Figlio No. Ma sento che tutto questo ha origine in un punto lontano, oscuro. Di quando ancora non avevo coscienza di me, n la responsabilit della mia salute morale.

La Madre Finch sono stata io la responsabile della tua salute morale, credo di aver fatto il possibile perch tu crescessi come un uomo sano.

Il Figlio Educandomi e facendomi educare.

La Madre Ma tu ti sei sempre rifiutato di crescere come un bambino normale. Quante volte ti ho iscritto alla societ sportiva perch andassi a giocare al pallone, invece di consumarti gli occhi su libri non adatti alla tua et? Se avessi giocato di pi e letto di meno, ti avrebbe giovato molto.

Il Figlio Giocare al pallone o al cerchio non mi divertiva e i libri invece mi consolavano di rutto.

La Madre E potevo io dunque farti trovare divertente il pallone o il cerchio?

Il Figlio Non avevo la serenit sufficiente per apprezzare il gioco.

La Madre Ma non si apprezza: si gioca e basta.

Il Figlio Gi, come in seguito si vive, ci si sposa, si mettono al mondo figli e basta, no? No, bisogna almeno essere bambini per giocare, cos come in seguito necessario essere uomini per procreare. E io non sono mai stato bambino, perch tu non mi hai data la fiducia e la serenit di esserlo.

La Madre Colpa mia, naturale! Sembra che tu voglia trovare a tutti i costi un responsabile della tua natura sbagliata .

Il Figlio S, questo, mamma! Io devo trovare un responsabile. Io non posso rassegnarmi ad essere cos incompleto nella mia umanit; senza capire perch! Per colpa di chi o di che cosa. Quando mi parlavi, mi carezzavi, persino quando mi baciavi, i tuoi occhi seguivano un altro pensiero. Avevo continuamente l'impressione che in casa abitasse qualcosa di troppo pi importante di me; lo sentivo intorno, nei rumori della casa, nei silenzi, negli sguardi. Mi aspettavo di scoprirlo all'improvviso, un giorno, spalancando una porta socchiusa o aprendo un armadio. E invece ho dovuto capirlo lentamente, attraverso l'infanzia e l'adolescenza: faticosamente rinunciando a tutto, senza rendermene conto, sciupandomi e logorandomi tutto, senza rendermene conto. (Quasi piange).

(Pausa).

La Madre(lo guarda a lungo. commossa) possibile rimediare a tutto questo? In qualche modo...

Il Figlio(duro, deciso) S, mamma. possibile.

La Madre Come, caro? Dimmi come e lo far.

Il Figlio Per me non c' pi nulla che tu possa fare ormai. Quello che posso salvare, devo salvarlo da solo o con altri affetti. Ora devi pensare a Patrizia.

La Madre Cosa manca a Patrizia?

Il Figlio La vedi mezz'ora per il pranzo e la sera un attimo di sfuggita per la buona notte.

La Madre Ma ho tanto da fare, tante cose da pensare! Tu lo sai, Fred, non si potrebbe andare avanti se non provvedessi io a tutto. La mattina l'azienda, il pomeriggio l'azienda, la sera tuo padre...

Il Figlio Appunto; dovrai rinunciare a tutto questo, se vuoi salvare Patrizia.

La Madre Rinunciare?

Il Figlio S; vendi l'azienda. Quello che ne ricaverai sar sufficiente a pagare la malattia di papa ed a vivere finch pap non sar guarito.

La Madre Ma sei pazzo? Vendere l'azienda? Ma se per voi che mi ammazzo di lavoro, per voi che impazzisco a tenere in piedi la baracca, per assicurarvi un avvenire.

Il Figlio Io non far mai il commerciante, lo avete sempre saputo; e non credo che Patrizia si occuper di certe cose.

La Madre Certe cose... Degradante come mestiere, no?

Il Figlio Ma cosa c'entra...

La Madre Commercianti, pezze da piedi, via! Per le villeggiature le avete fatte, i bei vestiti li volevate, e la bicicletta, il cinematografo, la motocicletta; tutto andava bene. E non era il denaro di due distinti professionisti, mio caro, erano soldi di due commercianti!

Il Figlio Ma basta, mamma, che dici?

La Madre Eh s, caro. Te lo leggevo in faccia.

Il Figlio Ma no!

La Madre S! Perch non venivi mai a trovarci, gi al negozio? E ti restava di strada quando tornavi da scuola. Eh, perch? Ti vergognavi.

Il Figlio Mi annoiava.

La Madre Ti vergognavi. Tu avrai molte cose che non puoi perdonarmi; ma questa una cosa che io non perdoner a te.

(Pausa).

Il Figlio E va bene. Ora per bisogna salvare Patrizia.

La Madre(ride un po' isterica) Salvare?! Ma di che parli, Fred? Povero ragazzo! Tu vedi fantasmi dappertutto. Eh, se tu avessi...

Il Figlio ...letto meno e giocato al pallone, dillo. Non hai capito niente.

La Madre Pu darsi.

Il Figlio(improvvisamente) Eppure no. Poco fa capivi prima che io parlassi. E anche ora devi capire. Patrizia sulla mia stessa strada, sta per commettere gli stessi errori. imbevuta della stessa aria che circola per la casa, vede e sente quello che vedevo e sentivo io, e pensa, pensa come pensavo io.

La Madre Non dire sciocchezze. Patrizia ha appena nove anni; una bambina.

Il Figlio Anch'io ero un bambino

La Madre sana, sta bene.

Il Figlio Anch'io.

La Madre Crescer, sceglier la sua strada.

Il Figlio Anche per me era cos. E lo capisci cosa sono?

La Madre Se tu hai una natura malata o sbagliata, non una buona ragione per attribuirla a tutti i bambini.

Il Figlio Non dire cos! Se io pensassi per un momento, di essere arrivato a questo, oggi, per natura, ma tu lo capisci, mamma, non ci sarebbe possibilit di riscatto per me. Io non potrei mettere al mondo dei figli.

(Pausa).

La Madre Ammettiamo che io voglia liquidare l'azienda. Non vorr mai tuo padre.

Il Figlio(dalla tasca della vestaglia estrae un foglio, lo spiega) Ecco, mamma.

La Madre Cos'?

Il Figlio un certificato medico. Attesta la semi-infermit mentale e autorizza a ricoverare il paziente suo malgrado in una clinica per intossicazione da stupefacenti. Occorre la tua firma; la mia c' gi.

La Madre(pallida e senza fiato) Fred! Ancora quella orribile cosa!

Il Figlio L'unica da fare. Per lui e per noi.

La Madre (Indica il foglio) Come ti sei procurata questa porcheria?

Il Figlio Allo stesso modo con cui tu procuri le ricette della morfina a pap. Pagando. E pagando lo stesso medico. Quando i disonesti diventano due volte disonesti c' caso che arrivino al lecito. Firma.

La Madre (Strappandogli il foglio dalle mani) Mai!

Il Figlio inutile che lo strappi. Ne ho fatte fare quattro copie.

La Madre Sei un cinico, un mascalzone... Fred! Non lo farai per i soldi di tuo padre, vero?

Il Figlio(semplice, disperato) Possibile che tu non voglia capire una verit cos semplice?

La Madre(breve pausa) Scusami, bambino mio. (Fa per carezzarlo e ritira la mano) Scusami, scusami, ma che... Vedi. Abbiamo parlato pi in questa mezz'ora tu ed io, che in vent'anni di convivenza. Hai detto tante cose... gravi, mi hai rivelato tanti pensieri, tanti tormenti che... che mi sembra di non conoscerti pi. Ti conoscevo di pi prima: eri il mio bravo figliolo dolce, modesto, sempre da parte, con gli occhioni grandi e intelligenti. Ora, ora sei un altro. Sei cresciuto, Fred. E non so pi fino a che punto sei buono o cattivo.

Il Figlio Per sospettarmi in quel modo, bisogna proprio che tu non lo abbia mai saputo.

La Madre Credevo di saperlo, credevo di poter... Dio! quante cose credevo!

Il Figlio tutto molto diverso?

La Madre Fino al punto da chiederti: Sei veramente figlio mio?.

Il Figlio Per me, invece, tutto cos spietatamente esatto e aderente. Posso ben dire: Tu sei proprio mia madre . Ma non per questo ti sento meno lontana.

La Madre Quanta amarezza ti porti dentro, Fred, quanta amarezza.

Il Figlio Tanta, mamma. E quanti torrenti d'affetto dovranno scorrerci sopra a portarmela via! Ognuno incontrandomi dovrebbe abbracciarmi, piangere con me e consolarmi; tutte le donne dovrebbero amarmi come... (Si riprende improvvisamente) Firma, mamma.

La Madre(china il capo come colpita da una frustata: poi, sordamente) Fred... Ma tu... hai mai amato?

Il Figlio No.

La Madre Non hai mai avuto una ragazza?

Il Figlio Ah, s, diverse.

La Madre Hai voluto bene a qualcuna; di pi a qualcuna?

Il Figlio Erano... altro genere.

La Madre Molto...?

Il Figlio Puttane.

La Madre Anche quella... quella... come si chiamava? Ti disperasti tanto quella volta, quando tuo padre la liquid - fu una bella cifra, sai? - per quel pasticcetto... Pretendeva di farsi sposare!

Il Figlio Mi piaceva pi delle altre, era simpatica e non lo faceva per denaro.

La Madre Salvo la liquidazione finale.

Il Figlio Gi.

La Madre E... nessuna ti ha mai amato?

Il Figlio Nessuna... Va il tipo atletico, adesso. avendo trascurata la palestra... Non ho speranze. Firma.

La Madre(con uno scatto di rabbia) Ma come puoi capire, allora? Chi vuoi giudicare?

Il Figlio(indicando il foglio) Qua, dopo la mia.

La Madre Fred! Per piet non chiedermi questo! Non ne sarei mai capace. E anche lui non potrebbe... Anche se grida, s, anche se mi picchia, non potrebbe, non pu fare a meno di me. Ne morrebbe, Fred. Chi sarebbe capace di curarlo in una clinica di pazzi? Non credere che possa guarire soltanto togliendogli l'abitudine della morfina. Uscirebbe pi malato di prima, fiaccato, distrutto, senza pi fiducia in me che l'ho amato per tutta la vita. Ventitr anni: tutta la vita. Sono sempre stata l, a testa bassa, pi testarda di quanto sia mai, stato lui, a cullarlo e a spronarlo. Tu mi chiedi oggi di distruggere tutto, dichiarare il fallimento pi atroce che si possa immaginare, e ricominciare da capo ancora una volta.

Il Figlio Lo avete fatto tante volte.

La MadreEravamo giovani, Fred. Ora non lo siamo pi. Ora riesco appena a lottare per mantenere in vita lui e tutta la mia esistenza. Con accanimento, a denti stretti, ma mi costa molto; ed una lotta disperata che mi ruba le ultime forze giovani. Se non fosse per questa terribile sciagura, io sarei stanca persino d'amare; vorrei riposarmi e lasciarmi amare dalle cose che ho creato, dalle cose che ho mantenuto in vita, da tutto ci che non sarebbe stato se io non lo avessi voluto. Per un minimo di giustizia e di equilibrio, cos avrebbe dovuto essere. Ma la mia vita non pu finire qui. Ecco io firmo; e prima che questa notte sia finita, arrivano due infermieri: lo legano, vero? Perch se fa resistenza, se urla, possono anche legarlo, no? E lo portano via... E io?

Il Figlio Ma cos lo uccidi.

La Madre Non vero! Cerco di persuaderlo, ogni giorno, cerco di convincerlo a rinunciare.

Il Figlio Poi gli procuri tu stessa le ricette.

La Madre Dopo; quando vedo che uscirebbe a procurarsele in ogni modo. Non si pu pi farlo uscire solo. Dio! Com' avvilente!

Il Figlio Distrugge le scatole delle iniezioni e le butta nel gabinetto per non farcele contare. Come se non gliele portassi tu.

La Madre Quando si avvicina l'ora dell'iniezione sbarra gli occhi e guarda oltre me che gli sto davanti, come se aspettasse la salvezza da qualcosa che mi segue. Non ascolta pi, non pensa pi; c' il vuoto in quegli occhi sbarrati. Aspetta...

Il Figlio ...come un pupazzo senza carica.

La Madre S... come l'orsacchiotto di Patrizia. Dopo, solo dopo lo ritrovo: allegro, dolce, pieno di idee, di progetti per il futuro. Mi parla di un viaggio a Parigi, io e lui soli, come quindici anni fa. Torneremo al Bois come due fidanzati, un po' maturi, se vogliamo, ma due fidanzati; e rutto sar come se il tempo si fosse fermato. Oh, Fred! (Scoppia in pianto) Il tempo sta per fermarsi ora, qui. E io? Cosa far?

Il Figlio Patrizia ha tanto bisogno di te.

La Madre Credi proprio che avr bisogno di me come sar domani? Una inutile donna piagnucolosa.

Il Figlio una cara bambina Patrizia, sai? Buona, tenera, intelligente.

La Madre Non ho trascurato tanto i miei figlioli da non accorgermi come erano, Fred. Vi ho voluto bene disperatamente. Eravate alla base del mio accanimento. Capivo pi di quanto non credi. E quante volte avrei voluto fermarmi a sentirti pensare, a vederti guardare, vivere. E rimandavo. Le ore passavano, e i giorni, poi gli anni. Era un ingranaggio senza fine e senza riposi. E ho dovuto seguire la mia vita sino in fondo.

Il Figlio Povera mamma! Quanto dobbiamo averti pesato.

La Madre No, nemmeno un minuto, mai. Vedi... solo... che la maternit una vocazione. Chi invece l'accetta semplicemente, seguita a sentire la propria vita come un ciclo da compiere. Fino in fondo.

Il Figlio E... chi la subisce?

La Madre(si alza, si avvicina stancamente al Figlio. Gli prende la testa fra le mani, guardandolo con una tenerezza sconfinata)

Tu sei mio figlio. (Prende il foglio, va al tavolo e firma).

Il Figlio Guarir, lo riavrai.

La Madre(si preme la bocca con i pugni; la sua voce un gemito sordo) Non dire niente!... Non parlare! Non parlare!...

(Si volta lentamente ed esce da destra. Rumore interno come uno strascicare di pantofole).

Il Padre(entra. Barcolla leggermente. Si fa schermo con la mano agli occhi) Chi c'? Ah, che fai qui in piedi? Torna a letto.

Il Figlio Cercavo un libro che devo aver lasciato qui.

Il Padre Uhmm... (Mugola qualcosa; esce dalla porta di fondo).

Il Figlio(va verso il tavolo; prende il foglio, lo guarda, lo piega, lo intasca, va al divano, si sdraia. Pausa).

Il Padre(rientra; passo pi sicuro, visibilmente pi disteso) Sei ancora qui? Come mai?

Il Figlio Dormo qui.

Il Padre Mamma in camera tua?

Il Figlio S, dorme l.

Il Padre Benedetta donna! Drammatizza sempre. Andiamo a stanare la belva.

Il Figlio No. Lasciala dormire.

Il Padre Pu dormire anche nel suo letto.

Il Figlio Ma gi dorme. Se si sveglia, si stranisce, perde il sonno. E lei ha molto bisogno di riposo.

Il Padre Ehm! Gi hai ragione. Ma mi dispiace. Beh, domani la ammansiremo e spiegheremo tutto.

Il Figlio Domani.., certo pap.

Il Padre Ciao, buonanotte.

Il Figlio Buonanotte, pap.

Il Padre Ah, senti! Non hai mica un libro da darmi? A quest'ora mi riesce difficile prendere sonno.

Il Figlio Li ho tutti in camera mia.

Il Padre Ah, gi. Quello che cercavi lo hai trovato?

Il Figlio No... ho guardato tanto... Devo averlo lasciato in qualche altra parte.

Il Padre Cos'era? Forse l'ho visto io.

Il Figlio La montagna incantata credo.

Il Padre Come: credi? Se lo cercavi.

Il Figlio Beh, s, La montagna incantata.

Il Padre La montagna?...

Il Figlio Incantata.

Il Padre Cos'?

Il Figlio Romanzo.

Il Padre Bello?

Il Figlio Molto!

Il Padre Di che si tratta?

Il Figlio(con visibile sforzo) Di un tale che va a trovare un amico in un sanatorio; scopre lui stesso di essere ammalato...

Il Padre Di che?

Il Figlio Tubercolosi. Sanatorio. Tubercolosi.

Il Padre Eh, gi.

Il Figlio ...e rimane l dieci anni, mi pare, Quando esce guarito, scoppia la guerra, va al fronte e lo ammazzano.

Il Padre(pausa) Tutto qui?

Il Figlio Mi pare abbastanza.

Il Padre Oh, s. Basta che sia scritto un po' meglio di come lo racconti. Ma quanto racconti male! Se dovessi fare il romanziere saresti una pena.

Il Figlio Per questo non ci ho mai pensato.

Il Padre Eh, eppure... Ti ricordi quei drammi che scrivevi per le marionette? Il dialogo era atroce, ma le idee erano formidabili. E pretendevi anche di scriverli in versi! Se quando spunter la nuova aurora - ucciso il drago non avrai, ti danno.

Il Figlio Se quando spunter... la nuova aurora... .

Il Padre S. E io capivo sempre: tiranno . Allora veniva fuori: Se quando spunter la nuova aurora - ucciso il drago non avrai, tiranno... . E non sapevo mai che cosa sarebbe successo se non l'avessi ucciso...

Il Figlio Ma io dicevo (rif l'intonazione) ...ucciso il drago non avrai, ti danno . Gi, chiuso.

Il Padre Eh, s; ti pare. Per recitare in modo terrificante la parte del diavolo urlavi sempre in modo bestiale. Ma perch ci fosse sempre un diavolo nei tuoi drammi, una cosa che non ho mai capito.

Il Figlio Era la marionetta pi bella. Mi faceva comodo che stesse in scena pi delle altre.

(Il Padre ride sommesso. Il Figlio si abbandona sul divano e chiude gli occhi).

Il Padre(lo guarda) Hai sonno?

Il Figlio Beh, non molto.

Il Padre Neanch'io. Dormo tanto durante il giorno... Gi, dormo troppo. Se quando spunter... . Scommetto che lo scrivi ancora qualche bel drammone, eh? Confessa.

Il Figlio Ma no, che ti viene in mente?

Il Padre E che ci sarebbe di male? Un avvocato pu anche occuparsi di letteratura. C' Masci, il mio legale, che scrive poesie. E anche parole per canzonette. Sai quella: Senza di te - non ho pi sogni in cuor... Senza di te... . Mica male.

Il Figlio Pap, e la chiami letteratura?

Il Padre Chiamala come ti pare, intanto sta facendo un sacco di quattrini con i diritti d'autore. Adesso sta scrivendo una commedia. Mi ha raccontato il fatto ieri sera. Ma mi sembra tanto di averla gi vista.

Il Figlio probabile.

Il Padre Ah, non mi stupirei. Un mascalzone come quello! Proprio un avvocato in gamba.

(Ride compiaciuto della battuta. Il Figlio si agita infastidito sul divano)

Cos'? Hai qualche guaio?

Il Figlio No.

Il Padre Uhmm! Ti agiti troppo (Confidenziale) Hai combinato qualche altro fricand? .

Il Figlio Cosa?

Il Padre Hai messo nei guai qualche altra ragazzina?

Il Figlio Ma no, pap!

Il Padre Niente di irreparabile. Speriamo solo che questa sia un po' meno costosa della prima. Accidenti! Quella ancora campa di rendita, scommetto, con quello che mi ha spillato. Il Figlio Tranquillizzati. Non c' niente di simile.

Il Padre Meglio cos. Era una bella ragazza. (Lo guarda e ammiccando con grandi pacche sulle gambe) Mascalzone, mascalzone, mascalzone...

(In crescendo, gli fa il solletico e Fred, suo malgrado, ride; ridono insieme) Sssssh! Che svegliamo la mamma! Per fai bene. Io all'et tua, ne inguaiavo tre o quattro alla volta.

Il Figlio(trascinato nel giuoco suo malgrado) Ma va!

Il Padre E me la cavavo sempre da solo, io! Non avevo pap che pagava e sistemava tutto! Scommetto che sei il tipo sentimentale con le donne.

Il Figlio Nnno...

Il Padre Male. Bisogna essere sentimentali. Poi, quando il momento della stretta, quando la situazione si fa difficile, allora... dai fuori da matto, parla di sciagure famigliari, eclissati per tre giorni la settimana, vai a trovarla ubriaco... Insomma fai il mascalzone. In fondo le donne sono romantiche; conservano sempre una certa ammirazione per i mascalzoni. Ma quanto a sposarli, mai. Sono anche positive, senza dubbio. Guarda tua madre.

Il Figlio in gamba la mamma, eh?

Il Padre Figliolo, tu potrai diventare il pi celebre avvocato di questa terra, ammucchiare un capitale di miliardi, ma io avr sempre qualcosa pi di te, perch una donna come tua madre, con i tempi che corrono, non la troverai mai.

Il Figlio Eh, s, una donna molto in gamba.

Il Padre Un caratteraccio, eh? Litighiamo spesso, te ne sarai accorto, ma non quello che conta.

Il Figlio E cos' che conta?

Il Padre Ecco... Beh, ne riparleremo quando avrai moglie anche tu. (Pausa) Fred, ti piacerebbe andare in villeggiatura quest'anno?

Il Figlio(un po' stupito) Hai sempre deciso tu. Per me indifferente; basta che sia al mare, lo sai.

IlPadre Ah, s'intende. No, te lo chiedo perch avevamo pensato, io e tua madre, di prenderci le ferie per conto nostro. Andiamo a Parigi.

Il Figlio Ah!

Il Padre Sai, si avvicinano le nozze d'argento e non vale la pena di aspettare ancora due anni, per ricominciare il viaggio di nozze.

Il Figlio giusto.

Il Padre E allora, dove vai?

Il Figlio Ne riparleremo doma... ne riparleremo, pap.

Il Padre Il signore ha bisogno di ponderare la carta geografica? Presto. Riviera? Levante, Ponente? Adriatico?

Il Figlio Sei allegro, stasera, pap?

Il Padre S, mi sento bene. Sono allegro perch mi sento meglio. Sai, Fred; credo che questa sia la volta buona.

Il Figlio Per cosa?

Il Padre Sto eliminandone una al giorno. Sono cinque giorni che le ho ridotte a tre. Ci riuscir stavolta; sento proprio che ci riuscir.

Il Figlio Certo, pap. Ci riuscirai.

Il Padre Anche gli spasmi sono diminuiti. La sera quando mi metto a letto, ancora si fanno sentire. E forti anche. E quel cretino di un medico dice che un fatto nervoso: contrazione del simpatico. Io le chiamerei contrazione per l'antipatico . Come lo vedo mi prende subito un attacco. Ma cosa crede? Che mi diverta a ridurmi un colabrodo? Non ho pi un centimetro di pelle disponibile. E un ascesso alla settimana. Idiota! Ma io guarir, in barba a lui, torner sano come un pesce e suoner il trombone al suo funerale. Con tutto il fiato che avr in corpo. Sai cosa faccio, Fred? Dopo la liquidazione di fine stagione, vendo l'utilitaria e mi compro una macchina lunga da qua a laggi. Cabriolet. Ci imbarco tua madre e via! A Parigi! Poi quando torniamo te la presto e ci farai morire gli amici e le ragazze. Dopo cinque anni tornare a vivere! Ho creduto proprio di non farcela, sai, quando stavo in clinica a guardare il soffitto con un chilo di garza nella pancia; e poi dopo, quando tutto sembrava a posto, ma io seguitavo a sentire quelle strette terribili dentro. Ma ora sta per finire e non sar pi che un brutto periodo passato. (Guarda il Figlio che immobile) Non mi credi? Non credi che riuscir?

Il Figlio S, pap. Riuscirai.

Il Padre Non come le altre volte. Le altre volte pretendevo di togliermele d'un colpo, cos, da un giorno all'altro. Non si pu cos. Piano, piano, con metodo. Senti una fitta e resisti; ne arriva una pi lunga e resisti; una mano ti stritola gli intestini; ma tu mordi il cuscino e conti... A dieci gi passata. Poi tre, quattro ore dopo ti riprende e non ce la fai a resistere. Per intanto una di meno. E cos il giorno dopo. In un mese, vedrai, tutto sar tornato a posto. Quando si riesce a sopportare il dolore, significa che il dolore meno forte, no? E se il dolore meno forte, si sta guarendo, no?

Il Figlio S.

Il Padre Ti metter su un bello studio. Una scrivania da terrorizzare persino il Rettore della Facolt; e una biblioteca dietro che non faresti a tempo a spulciare nemmeno se campassi fino a centanni. Un bravo, celebre avvocato... penalista?

Il Figlio Penalista, ma c' tempo ancora.

Il Padre Ma io voglio vederti dietro quella scrivania, Fred. E vedertici spesso, per molti anni.

Il Figlio Sar cos, pap. Ne sono sicuro.

Il Padre Una grande soddisfazione per me, Fred, grande.

(Si commosso. Si stacca dal Figlio e si riprende)

Dev'essere tardissimo. Sdraiati e dormi un paio d'ore. Tante ore di meno dormi e di tanti giorni la laurea si allontana.

(Si alza. Si stira. Guarda il Figlio)

Abbiamo fatto una bella chiacchierata. Erano anni che non stavamo un po' tranquilli, io e te, eh?

Il Figlio(come ripetendo) Ventanni di convivenza...

Il Padre Uhm?

Il Figlio(con un sorriso forzato) Niente. Cos.

Il Padre Buona notte, figliolo. (Si avvia) Anch'io comincio a sentire il sonno. E domani bisogna che vada al magazzino. Ho tante cose che sono rimaste indietro...

Il Figlio(soffocato) Domani...

Il Padre(ripetendo macchinalmente) Domani. Beh, buona notte.

Il Figlio Pap...

Il Padre Eh?

Il Figlio(pausa) Buona notte.

Il Padre Buona notte. (Esce).

La Madre(entra) Ho sentito che era qui. Di che avete parlato? Non gli avrai detto...

Il Figlio Nulla. Rassicurati. Era allegro stasera.

La Madre Io sono a pezzi, Fred. Non ce la faccio pi.

Il Figlio Torna di l e dormi, mamma.

La Madre Ma come posso! Non ce la faccio pi. A che ora verranno?

Il Figlio Devo telefonare al dottore. Penser lui a tutto.

La Madre Dio, Dio, Dio mio...

Il Padre(entra) Avevo pensato che... (Si interrompe; vede la Madre; silenzio) Ecco... io... mi spiace molto... per prima... avrei voluto subito dirti...

La Madre Taci, caro, non dire nulla.

Il Padre Ecco... so che penoso... difficile dimenticare certe cose. Ma io debbo spiegarti... (Va verso di lei).

La Madre Taci...

Il Padre In quei momenti... pi forte di me; io divento cattivo, mi faccio nausea. Ma soffrivo, ti giuro, soffrivo tanto... e tu lo sai... io non so sopportare il dolore. Divento cattivo, ecco.

La Madre(gettandoglisi tra le braccia) Oh caro, non importa. Non dire pi nulla.

Il Padre Perdonato? (Le accarezza i capelli).

La Madre Dimenticato.

Il Padre(con un sospiro di sollievo) Ah! Dicevo a Fred, poco fa, che stasera mi sentivo veramente bene, come da anni non mi succedeva; ma in fondo mi mancava questo. Ora tutto veramente a posto.

La Madre S, tutto a posto.

Il Padre Allora puoi anche tornare a dormire di qua. Hai tanto bisogno di riposo.

La Madre Avr tanto tempo per riposarmi.

Il Padre Sai cosa facciamo domani? Festa completa! Si dorme fino a mezzogiorno, poi via! Fuori citt. Un bel pranzetto all'aperto e la sera a teatro. (A Fred) Naturalmente i figli, durante la scappatella dei genitori accudiranno la baracca. Chiaro? (Alla Madre) Ti va?

La Madre(con forzata serenit) Certo splendido.

Il Padre Come nei tempi migliori.

La Madre(riaffondando il viso nel petto di lui) Come nei tempi... (Ha un singhiozzo represso) ...migliori... (Mormorando) Perdonami, caro, perdonami.

Il Padre Non piangere. Perch seguiti a piangere? Tutto va bene ormai. Hai freddo? Tremi in un modo... Vieni, sono pronto a farmi mettere i piedi sul petto e scaldarteli. Ti ricordi come mi imbestialivo quando pretendevi che te li scaldassi cos?

(La Madre annuisce. Si avviano abbracciati verso la porta di sinistra)

Poi cominciai io. In fondo era un sistema ottimo. Ma a te non dava fastidio... O per lo meno... lo sopportavi. Eh, gi: stato sempre cos. Tu hai sempre sopportato da me quelle cose, che poi fatte da te mi imbestialivano. stato un po' il tuo metodo di educarmi; mi rifacevi il verso. Io diventavo verde, ma capivo. E anche se ti trattavo male, in fondo te ne ero grato. Per, hai generato un inconveniente: hai finito per somigliarmi. S, fisicamente. Tutti me lo dicono: ci somigliamo!

(Ride. Si accorge che il Figlio ancora l)

Ma non senti che un dialogo di innamorati? Discrezione, ragazzo, discrezione. Vengo mai a seccarti, io? E allora? Buona notte, figliolo.

Il Figlio(Apre la tenda. l'alba) Buon giorno, papa. Buon giorno, mamma.

Il Padre Toh, gi chiaro. (Pausa).

La Madre(stringendosi a lui ancora di pi) Andiamo di l, andiamo di l... (Si ferma. Il Figlio la guarda. Ella si stacca dal Padre) Saluto Fred e ti raggiungo.

Il Padre Il bacino della mamma, povero beb. Ma se fra poco ti pu fare da padre! (Uscendo) Il bacino della mamma.

La Madre(pausa) Non guardarmi cos, Fred, sono le ultime ore; le nostre ultime ore. (Via).

Il Figlio( immobile. Lentamente estrae dalla tasca il documento e lo straccia in minutissimi pezzi. Poggia i resti sul pavimento accanto al divano e lentamente esce).

La Madre(rientra, va al divano, prende il cuscino e la coperta e si riavvia verso la stanza da letto. Guarda distrattamente il tavolinetto, lo sorpassa. Si ferma, torna indietro; rimane un attimo immobile davanti alla carta stracciata. Poi febbrilmente comincia a ricomporre i pezzi. Capisce. Li prende nelle mani raccolte, vi affonda il viso, piange, ride, li sparpaglia dovunque come coriandoli in carnevale).

Il Padre(la sua voce di dentro) Che fai, non vieni?

La Madre(raccoglie di nuovo cuscino e coperta) S, caro, eccomi.

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Sul copione, l'autore ha indicato anche questo finale:

Il Figlio( immobile. Lentamente estrae dalla tasca il documento e lo straccia. I pezzi si sparpagliano per terra. Esce).

La Madre(rientra. Va al divano, prende cuscino e coperta e rientra nella stanza da letto. La luce sale. La domestica entra dal fondo sbadigliando, per le pulizie del mattino. Mugolando appena appena un motivetto alla moda, comincia a spazzare la carta straccia mentre cala lentamente la tela).

Per una eventuale trasmissione radiofonica, l'autore ha indicato ancora questo finale:

Il Figlio( immobile).

Teresa(entra sbadigliando. Si ferma sbalordita) Signorino, ancora qui?

Il Figlio E tu? Di nuovo in piedi?

Teresa Devo cominciare le pulizie. Vuole la colazione?

Il Figlio(comincia a stracciare lentamente il documento che ha estratto dalla tasca).

Teresa Ha bisogno di nulla?

Il Figlio Getta nel cestino questi pezzi di carta. Grazie.

F I N E

*Copyright 1953 by Giancarlo Sbragia.

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