L’ora blu

LORA BLU

Commedia in un atto

di Carlo SALSA

PERSONAGGI

GINO STERNI

DINO FALCHI

IL MARITO

BILLY

LA CAMERIERA

Commedia formattata da

Elegante salotto d'una garsonnire: tre porte, una a destra, d nell'anticamera, una in fondo e una a. sinistra. I tappeti arrotolati e la smobilitazione delle mensole e degli scaffali denunciano un'imminente partenza. Gino Sterni, trenta anni, tipo di intellettuale viveur, sta chiudendo a chiave gli ultimi cassetti. S'ode un campanello elettrico in anticamera. Poco dopo la cameriera si affaccia.

La Cameriera - Il signor Dino Falchi desidera parlarle.

Sterni - Falchi! Fate entrare.

Falchi - (entrando) - Come va, vecchio filibustiere?

Sterni - E tu, eterno vagabondo? Sono, come vedi, di partenza.

Falchi - Toh!

Sterni - Ohe c' da stupirsi? Siamo in agosto, mese di villeggiatura. Tutti partono: parto anch'io. Vado a relegarmi per una ventina di giorni in alta montagna, a lavorare.

Falchi - A lavorare?

Sterni - Ho un romanzo in cantiere e se non approfitto di questo periodo di tranquillit...

Falchi - Naturale: ognuno, durante la villeggiatura, fa esattamente il contrario di ci che fa durante l'anno.

Sterni - Siedi. Ho un po' di tempo da dedicarti poich parto solamente alle sedici. Gi: una ventina di giorni lass, dove la campagna non stata ancora assunta al rango di villeggiatura. Non avr da affrontare i pericoli della congestione umana, del caroprezzo, della carestia, del divertimento obbligatorio o magari, Dio liberi, dall'imboscata matrimoniale. Scesi dal treno, si raggiunge il paese per mezzo di quelle sgangherate diligenze cos confacenti alla mia memoria romantica: si scende a una di quelle trattorie che vedono raramente i forestieri, ricevuti dalla fantesca in zoccoli e grembiule rosso e da uno sferico proprietario che far onore all'ospitalit. Ci si siede a una tavola posta sotto una pergola e - maniche di camicia e fazzoletto al collo - si d mano alle stoviglie, tonificati dall'odore del fieno e dal vino schietto. Le ragazze del paese conservano l'eccellente abitudine di andare per i boschi in cerca di more e di funghi. I monti non sono funestati dai cartelli pubblicitari o scorticati dalle funicolari. La sera non saranno di prescrizione l'abito nero, i giochi d societ, la rumba... Falchi (interrompendolo) - Scusa, ne hai ancora per molto con questa rappresentazione oleografica? Perch devi sapere che anch'io ho deciso di concedermi venti giorni d villeggiatura...

Sterni - Toh! E perch non vieni con me?

Falchi - Mio caro, io vivo tutto l'anno in un piccolo paese di provincia. E' naturale quindi che venga a trascorrere le mie vacanze in una grande citt. Le grandi citt non sono mai godibili come durante le ferie estive. Si pu andare a teatro anche cinque minuti prima dell'inizio dello spettacolo trovando a disposizione i posti migliori: i capocomici, vista l'esiguit dell'uditorio, rinunciano a propinare delle novit da fischiare e riprendono sensa ppere opere illustri consacrate dal successo. Gli eleganti e gli irresistibili essendo partiti per la villeggiatura, le pulzelle diventano assai clementi con i pochi che restano: colei che ti avrebbe sogguardato sdegnosamente in gennaio, aderisce ora con grazia se le proponi una passeggiata a piedi e con entusiasmo se gliene prospetti una in automobile. Ai giardini pubblici puoi godere il fresco e la tranquillit di non importa dove, e al ristorante il servizio si fa deferente e la cucina acculata. Puoi abitare in un'ottima ed economica camera ammobiliata, senza timore di essere da mane a sera perseguitato dalla sonata simpatica della signorina del primo piano o dal tango di moda di quella del quarto...

Sterni - (interrompendo) - Ne so abbastanza. Ma parto ugualmente. Spero per che, come lo scorso anno, tu salirai almeno a farmi una visita nel mio rifugio e a deliziarti delle mie primizie letterarie.

Falchi - Disingannati. Il tuo prestigio e la tua appariscenza mi soverchiano: non dimentico le amarezze che ne ho avute.

Sterni - Diamine!

Falchi - Non ricordi Billy?

Sterni - Ancora me la stai rievocando?

Falchi - Mio caro, stavo per prendermi una scalmana. L'avevo coltivata per lunghi giorni, mentre tu rimanevi asserragliato nella tua camera a fabbricare capolavori. Poi, un bel momento, sei sopraggiunto tu, con la tua infallibile e spregiudicata ingordigia, e me la hai soffiata con un gioco di prestigio. Questa cattiva azione non te la potr mai perdonare.

Sterni - Cominciavi a vaneggiare di matrimonio. Mi sono sacrificato per salvarti.

Falchi - Sar bene non insistere. Debbo invece confessarti che la tua partenza m'imbarazza.

Sterni - Non capisco.

Falchi - Perch io meditavo di chiederti ospitalit per questo breve periodo. Invece tu chiudi i cancelli e mi lasci in mezzo alla strada seduto sulla mia valigetta, come un orfano sotto la pioggia.

Sterni - Me ne duole... Se non fosse perch valuto il tuo bisogno di tranquillit, ti offrirei di sostituirmi nella reggenza della casa.

Falchi - L'idea sopraffina. Ma perch credi che qui io non sarei tranquillo?

Sterni - Fuggo anche per questo. Non conosci le calamit che imperversano intorno agli uomini cosiddetti celebri. Telefonate, inviti, creditori, postulanti; colleghi che giungono a sottoporre al tuo giudizio l'opera appena sfornata, grafomani che reclamano un'opinione, ammiratori che trovano modo d'introdursi fino a te per ottenere un volume di omaggio, un autografo o un pensierino per album. Tutto ci verrebbe a ricadere sul tuo capo incolpevole.

Falchi - Anzich esasperarmi, ci mi adesca. Pensa che io sono afflitto dal tedio cronico in provincia. L'ambiente laggi, col suo ritmo grigio e smorzato che oscilla in perpetuo tra due sbadigli, veramente il rifugio dei sedentari e dei falliti: la vita vi procede in retroguardia di cent'anni. Immagina: case basse, nude, uguali, tutte con le persiane verdi, allineate, come scatole in un magazzino, attorno al campanile: salotti pervasi da una penombra di clausura dove raramente si ricevono visite, echeggianti talvolta delle cadenze di una spinetta, parati da tende di pizzo tra le quali s'indovinano cose stravecchie, stile guidogoz-zano. Le beghine uggiose e funeree vigilano tra le imposte o sulla soglia delle botteghe come gendarmi. Ogni tanto qualcuno muore di vecchiaia o di polmonite: questi sono i soli avvenimenti memorabili. Si vive cos, fabbricando a trent'anni una famiglia e incominciando ad accantonare figli e quattrini per la vecchiaia. Devi capire come questa parentesi di vita intensa che mi prospetti possa dunque lusingarmi.

Sterni - Ti avverto che il servizio di segreteria che ti attende non sar divertente.

Falchi - Sono imperturbabile e ottimista. Sono ormai giunto sulla quarantina, all'ora blu.

Sterni - All'ora blu, hai detto?

Falchi - Precisamente.

Sterni - Ah! (Pausa) E cos', dimmi, l'ora blu?

Falchi - Se tu osservi, c' un attimo, al tramonto, in cui tutte le cose appaiono in una aureola suggestiva ed incantevole, come permeate da una trasparenza azzurra. Anche il giorno pare voglia finire in bellezza. Provati a osservare attentamente, verso il crepuscolo. Tutto, anche un rimorso o una cambiale, ti sembrer bello in quell'attimo. Ebbene, io sono giunto all'et che corrisponde a quel 'punto del tramonto. Tutte le vicende della vita, da cui ci si comincia ad accomiatare, mi sembrano favorevoli ed accoglienti.

Sterni - Dato questo tuo complicato processo spirituale, puoi senz'altro considerare la mia casa a tua disposizione. Eccoti le chiavi. Potrai disporre di tutto a tuo agio. Avrai un solo dovere: quello d'informarmi di tutto ci che auccede quj.

Falchi - D'accordo. Ora dunque dovrei ringraziarti con tutto il calore che la tua prodigalit comporta.

Sterni - Via, non inteneriamoci ora. Non abbiamo tempo da perdere.

Falchi - Ecco un conforto.

Sterni - Debbo lasciarti: non mi sembra di avere altre consegne da darti. (Si alza, infila la giacca, suona per la cameriera).

La Cameriera - Il signore ha suonato?

Sterni - Desideravo informarvi che, durante la mia assenza, il signor Falchi sar il nuovo padrone di casa.

La Cameriera (s'inchina).

Sterni - Avete gi preparato la valigia?

La Cameriera - E' gi, nell'automobile che attende.

Sterni - Caro Falcili, non mi rimane che augurarti ottima permanenza e sereno soggiorno. Ti cedo, come vedi, lo scettro del comando.

Falchi - Guai a chi lo tocca. Addio, buon lavoro e ancora grazie. (Con buffa autorit) Cameriera, accompagnate il signore!

(Sterni e la cameriera escono. Falchi si toglie la giacca, si adagia nella poltrona, con aria solenne inizia l'inventario dei cassetti e dei ninnoli. Il telefono chiama).

Falchi - Pronto... Sono io, Falchi. S, 10905... Casa Sterni, appunto... A pranzo, avete detto? S, senza dubbio. Il signor Sterni assente, ma non datevi pensiero: potr venire io, dato che ho il compito di rappresentarlo dovunque... Anche a tavola... D'accordo: banchetto degli intellettuali, marted. Ottimamente. Buongiorno, signore. (Si mette ad annotare l'impegno su un'agenda).

La Cameriera - (rientrando) - Ha comandi, signore?

Falchi - Siete gi di ritorno? Eccovi: questo lo. scontrino dei miei bagagli depositati in stazione. Volete andare a ritirarli prima di sera?

La Cameriera - Non dubiti, signore. Le debbo preparare la camera degli ospiti?

Falchi - Ho l'aria di un ospite io? Qui non c' stato se non un trapasso di propriet che pu tutt'al pi rendere necessario un cambiamento di lenzuola. (Chiamata al telefono) Pronto... Ah, parlo col rappresentante della ditta Finzi? Lei ha una posizione invidiabile: che desidera di pi?... Un conto sospeso? Passi da me il giorno 10. Oggi troppo presto!... Ne abbiamo undici, avete detto? Siete ben certo? Allora troppo tardi. Buongiorno, signore. (Campanello in anticamera).

La Cameriera - Vado ad aprire?

Falchi - (tra se) - Questa sembra veramente la Casa del Passeggero... Forse si tratta di un altro creditore... Opponiamo uno sdegnoso silenzio. (// campanello insiste) No; un creditore non comincerebbe a pretendere a questo modo... Forse un telegramma... Dio mio, forse un'attrice! (Alla cameriera) Ma cosa fate qui? Perch non andate "ad aprire?

(La cameriera esce. Poco dopo Billy, bella e giovane signora, s'introduce con aria alquanto trafelata. La cameriera si sofferma sul limitare).

Billy - Signore... Oh, che pazzia! Sapeste! Solo voi mi potrete comprendere...

Falchi - Accomodatevi, signora, prego. (Alla cameriera) Ho una proposta da farvi.

La Cameriera - Dite, signore.

Falchi - Andate via. (La cameriera esce dal fondo. Falchi s rivolge alla sopraggiunta) A che debbo dunque la fortuna della vostra visita ?

Billy - Oh signore... Voi dovete scusarmi...

Falchi - Non c' di che.

Billy - Se mio marito venisse a sapere...

Falchi - Vi prometto che non dir nulla nemmeno a lui.

Billy - Avevo da tem'po un grande desiderio di conoscervi.

Falchi - Di conoscere me! Vi confesso che non me l'aspettavo.

Billy - Sono una vostra ammiratrice! Ve l'ho anche scritto, ma non vi siete curato di rispondermi.

Falchi - Il vostro nome, prego?

Billy - Ve lo dir solamente a met : Billy. Non ricordate?

Falchi - Voi vi chiamate Billy!

Billy - S: .un diminuitivo di Carolina.

Falchi - Billy!... Altro che ricordo! (Tra se) Billy, come l'altra!

Billy - Dunque, credete, io sono una vostra fervida, appassionata ammiratrice. Perch questa meraviglia?

Falchi - Comprendetemi: le cose che si odono per la prima volta possono ben dare, anche ai tipi pi agguerriti, un certo turbamento.

Billy - Via, siete troppo modesto. Chiss quante altre donne vi avranno detto ci e quante per questo si saranno innamorate di voi.

Falchi - Pensate piuttosto, signora, alle donne che non mi hanno amato. Esse sono ben di pi. (Chiamata al telefono. Falchi non se ne d per inteso).

Billy - A che pensate?

Falchi - Sto pensando chi pu avervi parlato di me.

Billy - Non rispondete al telefono?

Falchi - Bah! Sar uno dei soliti importuni. Dunque, signora, chi vi ha parlato di me?

Billy - Nessuno. Io vi ho conosciuto come tutte, attraverso i vostri libri.

Falchi - (trasalendo) - I miei libri !

Billy - E' il modo migliore per conoscere un autore.

Falchi - (s'aggrappa al telefono per togliersi d'impaccio) - Pronto... Il signor Sterni? Non c'. Ah, parla la Casa Zenit? Ebbene, s, sono io. Credevo si trattasse di altri, scusate... Un romanzo da me? Ecco una richiesta che mi imbarazza... Diecimila d'anticipo? Niente da fare su queste basi. Me ne duole: niente da fare... Buon giorno, signore.

Billy - Ho spesso immaginato come voi poteste essere... Vi accerto che le mie fantasticherie coincidono con la realt.

Falchi - Permettetemi di pensare che la votra fantasia si sia fatta pi onore in altre circostanze.

Billy - Ho voluto conoscervi, ecco tutto. Voi mi perdonate la libert, non vero, signor Sterni? Desideravo da voi qualche notizia sulla vostra vita, sul vostro passato letterario...

Falchi - Bella carriera! Piena di delusioni...

Billy - Come v'invidio! Ah, poter passare all'immortalit, poter entrare nella storia!

Falchi - Entrare nella storia? Ah, no, signora: non ho mai potuto impararla io la storia, e non voglio entrarvi.

Billy - Eppure io vedo gi nell'avvenire, pieno di lauri...

Falchi - Come le anguille marinate e i fichi secchi...

Billy - Non sospettavate certo di poter suscitare intorno a voi un cos indiscreto interesse!

Falchi - Io no.

Billy - Eppure ne avete fantasia!

Falchi - Non conoscete la vostra.

Billy - Dunque, non volete parlarmi di voi?

Falchi - Uno scrittore, signora bella, non dovrebbe mai parlare di s con le proprie ammiratrici.

BiLLT - Perch?

Falchi - Perch ha tutto da perdere nel mostrarsi qual a chi lo ha gi figurato quale dovrebbe essere. Voi imbalsamate l'autore nell'atteggiamento che preferite, come i pittori fermano un tipo nei suo aspetto ufficiale, con la barba rasata di fresco, il sorriso di serie, la camicia di bucato e l'abito domenicale. Ma l'autore, poveraccio, anehe lui un uomo. Anche lui ha le sue digestioni, le sue calze rotte, i suoi debiti...

Billy - Voi avete dei debiti?

Falchi - Li volete voi?

Billy - Non l'avrei supposto, rilevando la noncuranza con cui trattate gli affari.

Falchi - Che c' di male? S, ho anche dei debiti : ci significa ohe qualcuno ha del denaro di troppo e ch'io non ne ho abbastanza.

Billy - E perch dunque non vi mettete a scrivere un romanzo?

Falchi - Ehm !

Billy - Non avete fiducia in voi?

Falchi - Ohib! Sono costipato.

Billy - Non avete forse delle ispiratrici?

Falchi - Le ispirazioni non mancano perch derivano da tutte le persone tra cui viviamo.

Billy - Non credo. Cosa potrebbe per esempio ispirarvi una vecchia signora?

Falchi - La parabola: un componimento distinto.

Billy - E, appunto, un creditore?

Falchi - L'elegia.

Billy - Una donna troppo facile?

Falchi - La licenza o il frammento.

Billy - E, poniamo, un critico?

Falchi - Una tragedia in sei atti.

Billy - E io, ditemi, cosa credete che vi possa ispirare io?

Falchi - Un poema che bisognerebbe vivere d'urgenza.

Falchi - Cominciate a correre troppo. Rimaniamo l. Parlatemi, invece, vi prego, di un libro che ho veduto annunciato nelle vetrine: Musm . Che argomento tratta?

Falchi - Bisognerebbe chiederlo all'autore.

Billy - Come! Non vostro?

Falchi - S... ma io qui non voglio essere l'autore. Voglio essere semplicemente un uomo, apprezzato non per la propria opera bens per la propria presenza. (Accosta la propria sedia a quella di lei, le si siede molto vicino) Un uomo qualunque che pu e deve ammirarvi, (le prende con effusione una mano) desiderarvi... (gliele prende tutte e due) insidiarvi... (Le si avvicina ancora di pi) Un uomo che possa fare il mascalzone senza doverne rendere conto ai propri lettori e alla critica... Ditemi, ditemi queste dolci parole: Siete un essere spregevole... mi piacete .

Billy - (scostandosi) - Che fretta!

Falchi - Signora... io ho orinai quarant'an-ni... voi ne avete circa venti... Siamo dunque sulla sessantina...

Billy - (ispirata) - Gi: vent'anni... perduti!

Falchi - Non preoccupatevi: li ritroverete. (L'allaccia alla vita; V'attira a se).

Billy - (fingendo di resistere) - Perch volete farmi soffrire?

Falchi - Io far soffrire una donna? Non avr mai questa gioia! (// telefono richiama ma Falchi non si scompone).

Billy - Non rispondete?

Falchi - Ho di meglio da fare, per ora.

Billy - Scommetto che l'editore di poco fa ha pensato di raddoppiare l'anticipo.

Falchi - Ci mi indifferente.

(il telefono richiama).

Billy - Perch volete trascurare cos i vostri interessi di autore? Permettete? Rispondo io. Vi far da segretaria: vedrete che successone! (Si alza"e afferra il microfono) Pronto... chi parla?... Dite... (D'improvviso d uno strillo e lascia cadere il microfono).

Falchi - Che succede? Una disgrazia?

Billy - No... Peggio!

Falchi - Cosa ci pu essere di peggio che non sia una disgrazia?

Billy - Dio mio! Mio marito!

Falchi - Dov'? (Si guarda attorno).

Billy - E' l, al telefono!

Falchi - Che successone!

Billy - (lasciandosi cadere sbigottita su una sedia) - Lo presentivo! Mi era stato confidato infatti che da parecchio tempo mi faceva sorvegliare da un agente segreto. E non ho voluto prestar fede! Ora verr qui: vorr violare il nostro domicilio.

Falchi - (solenne) - Mai!

Billy - E' gelosissimo!

Falchi - (con sufficienza) - Peuh!

Billy - E' un gigante!

Falchi - (allibendo) - Che importa?

Billy - Usciamo subito. Tra poco egli sar sicuramente qui! (Si aggiusta in gran fretta, apprestandosi a uscire).

Falchi - Non affannatevi a questo modo, diamine! Pensate poi che pu toccarci una fortuna: egli, nella precipitazione, potrebbe per esempio rompersi una gamba...

(S'ode il campanello in anticamera).

Billy - (ricadendo sulla sedia) - Lui!

Falchi - (sedendo a sua volta) - Lui!

Billy - Che cosa si fa ora?

Falchi - (si illumina improvvisamente: accende una sigaretta) - Calma, perbacco!

Billy - Come potete rimanervene cos tranquillo?

Falchi - La luce blu...

Billy - Che diic?

Falchi - Dico che non ho alcuna paura. Se vostio marito un colosso, io non sono un debole e non lascer mai una donna indifesa contro chicchessia: soprattutto, la porta chiusa con una serratura inglese che nemmeno un pachiderma potrebbe forzare: infine questa casa, come tutte le gargonnires che si rispettano, ha una doppia uscita: seguitemi! Vi accompagno fino gi. Ci sono delle autopubbliche all'angolo della strada. Seguitemi.

(/ due escono da sinistra in punta di piedi, mentre il campanello richiama. Subito la cameriera, entrando dal fondo, va ad aprire. Rientra poco dopo da destra con Sterni).

La cameriera - Come mai?

Sterni - Non sapete, sciagurata, che da ieri in vigore il nuovo orario? Mi avete dato le solite notizie false e il treno era gi partito da mezz'ora.

La cameriera - Sono mortificata. Il signore rinuncia a partire?

Sterni - Per oggi s. Ripartir domattina alle nove. Ma il signor Falchi dov'?

La cameriera - Era qui poco fa... Non so... (Va a sbirciare alla porta) E' uscito senza dirmi nulla, evidentemente.

Sterni - (sedendo alla scrivania) - Vi prego di andarmi a spedire subito questo telegramma.

La cameriera - Sta bene.

Sterni - (redige e consegna) - Mi raccomando: subito. Non vorrei che mi si attendesse inutilmente, lass.

La cameriera - Non dubiti, signore. (Esce).

Sterni - (si rimette in libert; poi risiede e si rimette a scrivere. Il campanello in anticamera squilla lungamente) - Eh! caspita! Che cos' quest'arroganza? Falchi abituato evidentemente alla provincia. Gli insegner ad avere pi riguardo. (Non si muove. Il campanello chiama ancora imperiosamente) Davvero la fa da padrone quello! (Pausa: terzo richiamo pi ostinato. Sterni balza in piedi contrariato e va ad aprire. S'ode subito in anticamera un vociare condtatissimo).

La voce del marito - Ah, siete voi, signore?

La voce di Sterni - Non ho il piacere di conoscervi !

La voce del marito - Mi conoscerete subito, caro messere. Dov' mia moglie?

La voce di Sterni - Vostra moglie? Che ne so io?

La voce del marito - Non fate l'imbecille! Lasciatemi passare. La trover io!

La voce di Sterni - Signore! Voi siete pazzo!

La voce del marito - Toglietevi di mezzo!

(Il marito irrompe solo, furente, col cappello in testa. Appena entrato raccoglie un guanto ch'ella aveva lasciato abbandonato a terra).

Il marito - Ah, ecco la prova! Dov'? (Si precipita di l per la porta di fondo. Sterni appare a sua volta, disorientato : s'imbatte nel marito che rientra e che lo sposta bruscamente con uno spintone per infilare la porla di sinistra).

Sterni - Signore! Vi ripeto che siete pazzo! (Lo segue e scompare anche lui da sinistra).

La voce del marito - Ah, dunque avete gi provveduto a sgombrare!

La voce di Sterni - Innanzi tutto, toglietevi il cappello!

La voce del marito - Avete anche delle pretese? Ebbene, a voi!

(S'ode di l il confuso tramestio d'una violenta baruffa. Il marito riappare poi col cappello a sghimbescio, attraversa la stanza sbuffando, esce sbatacchiando l'uscio. Poco dopo Sterni rientra abbacchiatissimo : ha il solino slacciato, la cravatta penduta dietro la schiena, i capelli scomposti e un'occhiaia tumefatta. Si abbatte sul divano, supino, gemendo. Pausa).

Sterni - (a mezza voce) - Un altro evaso dal manicomio! E proprio a me doveva toccare! (Falchi riappare sull'uscio di sinistra: si sofferma stupito).

Falchi - Che fai tu qui?

Sterni - (lo guarda senza rispondere).

Falchi - Ma non sei partito?

Sterni - Purtroppo no. D'onde vieni?

Falchi - Sono andato gi ad acquistare dei francobolli: un attimo: ed eccoti qui. Chi ti ha conciato a quel modo?

Sterni - Ahim! (Si palpeggia il cranio).

Falchi - Che cos' questa tua apparenza di eroe sfortunato? Una caduta dal treno?

Sterni - No : dalle nuvole.

Falchi - Un duello alle viste?

Sterni - Duelli, mai.

Falchi - Un'aggressione?

Sterni - Piuttosto.

Falchi - Che cosa dunque?

Sterni - Non saprei dirti. Una cosa inaudita. Un pazzo. Stavo qui, innocente, a scrivere. Suona il campanello': vado ad aprire: entra un energumeno, un pezzo d'uomo, tipo patibolare: occhi sbucciati sulla faccia congestionata.

Falchi - Ah!

Sterni - Ti spieghi?

Falchi - Io no. Continua.

Sterni - Gli domando chi sia. Senza dare una spiegazione, si mette a circolare per l'appartamento come un forsennato, chiedendomi notizia di sua moglie.

Falchi - Ah!

Sterni - (rimane un momento perplesso, poi continua) - Aveva questa fissazione, capisci? Uscendo dal manicomio, di trovare sua moglie. E la viene a cercare proprio a casa mia, fra le tante che sono state fabbricate a Roma. Girava da padrone, per tutte le stanze, col cappello in testa; ma non insegnano nemmeno un po' di educazione in manicomio? Alla fine, poich esigevo che si togliesse almeno il cappello, mi si avventa contro e senza preavviso mi allinea sul naso il pi ricco assortimento di cazzotti che si possa catalogare.

Falchi - Ah!

Sterni - (preoccupato) - Scusami: perch tu seguiti a dire Ah! ?

Falchi - I fatti che mi esponi mi sembrano autorizzai^ questa abbastanza laconica esclamazione di meraviglia, no?

Sterni - Lo dici con un certo tono!... Dunque, sono rimasto tramortito. Figurati che dopo quella cataratta di colpi, senza una parola, misteriosamente com'era entrato, quel tipo gi laceva l'atto di andarsene!

Balchi - E tu...

Sterni - Io lasciai che se ne andasse.

Falchi - Ah!

Sterni - Ne avevo abbastanza e non speravo di meglio.

Falchi - Avresti dovuto rincorrerlo, acciuffarlo...

Sterni - S, riacciuffarlo, infliggergli la lezione che si meritava, consegnarlo a due agenti... Hai ragione; ma, d'altra parte, quale colpa pu avere un povero pazzo che tira come un pugilista americano?

Falchi - Solo un alto spirito umanitario come il tuo pu fare certe considerazioni in simili circostanze.

Sterni - Tu mi conosci.

Falchi - Chi ea! un'improvvisa esaltazione o un colpo di sole... O forse anche l'espiazione delle tue colpe, disposta dalla giustizia divina.

Sterni - Quali colpe?

Falchi - Ricordati di Billy!

Sterni - Non vorrai venirmi ad affliggere con questa donna che appartiene ormai al passato remoto!

Falchi - Io direi invece al passato imperfetto... Anzi al futuro... perch Billy mi oggi pi che mai presente. Ho delle cicatrici che mi fanno sospirare.

Sterni - Io invece ho delle ecchimosi che mi hanno soffrire. Lasciami in pace. (Chiamata al telefono) Che fastidio! Ti prego: rispondi tu.

Falchi - (telefonando) - Pronto... pronto! Ma chi lei? Sterni? S, c'. Anzi, distinguo, attenda! (A Sterni) Chi sar?

Sterni - Chiedilo a lui.

Falchi - Non me l'ha voluto dire. Mi viene un dubbio: che voce aveva il tuo aggressore?

Sterni - (sobbalzando) - Eli?

Falchi - Costui ha un certo piglio! Ma infine, non siamo tenuti a rispondere a tutti i seccatori! (Riappende senz'altro il microfono).

Sterni - Cosa chiedeva?

Falchi - Chiedeva di te, ma in tono assai arrogante.

Sterni - Pu darsi che sia qualche fornitore insoddisfatto.

Falchi - Niente di pi facile. Tu meriti senza dubbio tutto questo attaccamento.

Sterni - (riallungandosi sul divano) - D'altronde, chiunque fosse, me ne infischio.

Falchi - Cos mi piace.

Sterni - Che vuoi? Sto diventando anch'io un filosofo. Comincio anch'io a vedere tutte le cose attraverso la luce blu.

Falchi - Sfido! Con quell'occhio!

Sterni - Per, a pensarci bene, hai fatto forse male a interrompere cos bruscamente la comunicazione. E se fosse stato veramente quel tale? Egli potrebbe vedere in ci una provocazione. Non prudente : in fondo, non nemmeno corretto, conveniamone.

Falchi - Speriamo che non gli venga il ticchio di ritornare a quel curioso tipo!

Sterni - (irritato) - Non dirlo nemmeno per celia, ti prego! La sola ipotesi mi conturba! (Campanello in anticamera).

Sterni - (balzando a sedere) - Lui!

Falchi - (tranquillo) - Lui?

Sterni - Come fa a essere gi qui?

Falchi - Ohe cosa debbo dirti? Si vede che quello marcia col vento in favore.

Sterni - Sei stato tu che l'hai evocato.

Falchi - Si evocano solo gli spiriti: egli, invece, qui in carne e ossa.

Sterni - Che facciamo ora?

Falchi - Quello capace di smantellare l'edificio se non gli si apre. Io direi di filare per la scala di servizio.

Sterni - E senza un attimo di indugio.

(Si alza. Falchi lo sorregge; si dirigono in punta di piedi verso la porta di sinistra. Sul limitare, Sterni ha un dubbio e si sofferma perplesso).

Sterni - Senti... Mi viene un dubbio...

Falchi - Dimmi.

Sterni - E se fosse la cameriera?

Falchi - E se fosse il pugilista americano?

Sterni - Gi!

Falchi - Ascoltami. Atteniamoci al proverbio che la sa pi lunga di noi: Nel dubbio, astienti. (Nell'atto di varcare la soglia del salotto, si ode battere all'uscio dal quale vorrebbero fuggire).

Sterni - (si ferma di botto) - Siamo accerchiati.

Falchi - Non ci resta che barricarci o forzare l'assedio.

Sterni - Fa' ci che vuoi, purch tu non apra !

Falchi - (dopo qualche riflessione, illuminandosi) - Io direi invece di aprire. Rifletti: bisogna pur risolvere questo groviglio. D'altra parte, se veramente tornato, il marito non pu essere che di l.

Sterni - Qui senza dubbio ci sar un sicario.

Falchi - Ebbene, per questo sicario, Sterni, sar io : mi assumo il tuo ruolo e la tua responsabilit. Alla peggio, mentre io mi sbrigo con lui, tu potrai battertela gi per le scale. Che vuoi pi?

Sterni - Non dimenticher questa tua prova Ma d'accordo: io non c'entro per nulla!

Falchi - Non dubitare. (Va ad aprire mentre Sterni rimane appostato all'uscio. Falchi rientra con Billy).

Billy - Scusate... (Guarda Sterni perplessa).

Falchi - (fingendo di presentarsi) - Permettete? Sterni... (Indicando Sterni) Il mio amico Falchi...

Billy - (s'inchina) - Mio marito... Non venuto forse qui mio marito?...

Falchi - S... ritengo che effettivamente sia venuto qui poco fa un marito... Non vero, Falchi? Tu ne devi sapere qualche cosa.

Sterni - (a parte, a Falchi) - Dio mio! Questa incantevole creatura la moglie! La tragedia ruzzola verso la catastrofe.

Falchi - Approfitta dell'occasione! Vattene! Non c' un altro treno questa sera?

Sterni - (perplesso) - E' un omnibus!

Falchi - E' preferibile un omnibus per la villeggiatura che un direttissimo per l'ospedale!

Sterni - Gi. Non ci avevo pensato. Me ne vado. Dio ti assista: e grazie di tutto! (Gli stringe con effusione la mano. A Billy) Permettete, signora. Ho un impegno urgente. Il mio amico vi fornir tutte le notizie che vi saranno utili. (S'inchina ed esce da sinistra).

Billy - Che cos' avvenuto? Mentre stavo per uscire in strada ho intravisto mio marito che scendeva dall'auto davanti al portone...

Falchi - Siamo fuggiti in seguito a un falso allarme: era quel mio amico che suonava alla porta.

Billy - Per fortuna mio marito non mi ha veduta. Sono rimasta nascosta in portineria: non potevo uscire senza essere scorta dal nostro autista. Allorch egli ripart non sapevo se andarmene o risalire da voi per rendermi conto dell'accaduto. Avevo paura che egli tornasse: sono rimasta gi sinora in vedetta... (Si ode nuovamente il campanello. Sobbalzando) Chi sar?

Falchi - Non allarmatevi. Se siete rimasta in vedetta sino a poco fa, non pu essere che la cameriera. (Si alza, va ad aprire. Rientra con la cameriera, le fa cenno d'uscire dalla porta di fondo).

Billy - Ditemi, dunque, che cos' accaduto!

Falchi - Nulla di memorabile. Vostro marito trov qui quel mio amico che naturalmente non ne sapeva nulla. So che si comportato in modo irreprensibile e che il colloquio non uscito dal protocollo.

Billy - Ma quando rincaser io che cosa succeder?

Falchi - Nulla. Voi negate. Il bisogno d confron to rende i mariti propensi a credere: siate caritatevole.

Billy - Ma egli ha udito la mia voce al telefono!

Falchi - Chi pu sicuramente individuare una persona anche intima da due sole parole balbettate a un vecchio telefono reumatizzato come questo?

Billy - Egli deve aver sorpreso un guanto che nella fretta ho dimenticato qui. Eccolo! (indica il guanto gettato dal marito in un angolo)

Falchi - (raccogliendo e porgendo il guanto) Tanto megliio. Voi gli dimostretrete che poich tutte e due i guanti sono nella vostra borsetta quello chegli ha rinvenuto qui non poteva essere vostro.

Billy - (allietandosi) questo vero! Siete avveduto.

Falchi - vecchia strategia difensiva degli amanti perseguitati.

Billy - Amanti? E dire che non lo siamo!

Falchi - No. Ma giacch abbiamo gi pagato lo scotto per esserlo, possiamo riprendere la scena interrotta. Dove eravamo rimasti? Ecco io ero qui ai vostri piedi. (il sipario comincia lentamente a chiudersi) Vi dicevo: ditemi, ditemi questa soave parola: siete un cattivo soggetto: non posso vivere senza di voi. (il sipario si chiude mentregli seguita a parlare).

FINE

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