Radiodramma
di Gino PUGNETTI1
Da IL DRAMMA n. 127
del 15 Febbraio 1951
LE PERSONE:
LA VECCHIA CATR
LA MAESTRINA CARLA
LO SPOSO ALEMAN
LA SPOSA ALEMAN
IL MARESCIALLO LUND
IL GIOVANOTTO
UN SOLDATO
UN AUTISTA
UNO SCOLARO
LE VECCHIE
(Le persone della terrazza parlano lentamente, con tono poetico e talvolta assente).
La Vecchia(lagnandosi) Fa caldo. Forse fa caldo perch noi vecchie siamo costrette a vestire sempre di nero, e solo raramente con qualche striscia grigia o bianca. Dicono che il sole s'appiccichi molto di pi al nero che agli altri colori.
La Maestrina(dolcemente) Si sposti all'ombra, signora.
La Vecchia S, mia cara.
La Maestrina Un tempo, mentre noi si stava qui, in terrazza, con le spalle sotto il sole, lei era sdraiata l, difesa dalla vite americana che le ricamava unpo' d'ombra sul capo.
La Vecchia Rammento. Una sedia a sdraio un po' logora, un po' scricchiolante, ma comoda comoda. Qualche volta riuscivo ad addormentarmi anche col gran caldo. La notte non dormivo mai, del resto. Te le ricordi, le mie insonnie?
La Maestrina Veniva qui in terrazza, quando non riusciva a dormire, s, ricordo, signora Catr.
La Vecchia D'estate questo succedeva ogni notte. (Si lagna) Com'erano tempi allegri, allora, per voi, anche se c'erano trentotto gradi di caldo e io non riuscivo a dormire. Sudori e zanzare. Ma erano tempi allegri, per voi.
La Maestrina Signora Catr. Non ha saputo pi nulla di suo marito?
La Vecchia Non pi tornato.
La Maestrina Non le hanno mai detto perch non pi tornato?
(Un silenzio).
La Vecchia Meglio non pensarci, ora. Lasciami tranquilla. Da dove viene questo ronzio?
La Maestrina Non c' nessun ronzio, signora Catr. Eccole la sedia a sdraio. S'accomodi. Cos. All'ombra.
La Vecchia Grazie, mia cara.
(Sospira. Un silenzio).
La Maestrina(sempre dolcemente) Sta bene?
La Vecchia(lagnandosi) Mi faccio vento con questo giornale.
La Maestrina(subito, con meraviglia) Signora! venuto il maresciallo Lund!
La Vecchia Dov'? Dov'? Oh!... Maresciallo. Anche lei!...
Il Maresciallo(con una certa distinzione) Signora. Signorina. Forse disturbo?
La Vecchia Disturbare. No, certamente. Tutt'altro che disturbare.
La Maestrina Ci fa piacere rivederla, maresciallo Lund.
Il Maresciallo Io ne sono felice. Fa caldo. Lo sentite il caldo! Il termometro salito a trentasette gradi, al coperto.
La Vecchia Si figuri me, povera vecchia, vestita di nero.
Il Maresciallo Dicono che quando la temperatura dell'aria supera la temperatura del corpo, allora bisognerebbe restar sdraiati senza lavorare e senza pensare, immobili.
La Maestrina(sottovoce) Maresciallo, la signora si suggestiona facilmente.
Il Maresciallo(fingendo) Ah, ma qui in alto, sopra la nostra terrazza, per fortuna, c' sempre un po' d'aria.
La Maestrina Al settimo piano, in una zona arieggiata come questa, si sta bene.
La Vecchia Voi, che non siete vestiti di nero, state bene... Non sente lei, maresciallo, questo ronzio!
Il Maresciallo No, signora, mi spiace.
La Maestrina No, signora, nessun ronzio.
(Un silenzio).
Il Maresciallo Ah! Che bel frescolino. Veramente. Qui l'ideale, signora. in caserma che non si pu resistere.
La Vecchia Lei dove abita, ora?
Il Maresciallo In caserma, signora.
La Vecchia S, ma la casa, dico, dove abita, dove dorme.
Il Maresciallo Mangiare, dormire, lavorare, tutto in caserma, signora.
La Maestrina Non ha una casa sua?
Il Maresciallo Da quando la bomba ha demolito il nostro settimo piano, sei anni fa, non ho pi trovato casa. Mi hanno concessa una stanza in caserma, vi dicevo, dove ho il mio letto, la mia biancheria e qualche libro. Forse meglio cos. Risparmio dei soldi. Mi serviranno per quando andr in pensione, tra due anni.
La Maestrina La trovo ingrassato, maresciallo.
Il Maresciallo Sono aumentato di tre chili in un anno.
La Vecchia Erano cos lunghi e alti, allora, i suoi baffi?
Il Maresciallo Credo di no. Crescono, e li taglio un poco. Crescono, e li taglio un poco. Cos da tanti anni. Da sempre credo. Aumentano anche i baffi, ogni anno.
La Maestrina Non la s'incontra pi per la strada. Non esce mai?
Il Maresciallo Non sapevate del mio trasferimento?
La Vecchia Trasferito? Che vuol dire trasferito? Che se n' andato di qui? Senza avvertirci!
La Maestrina E dove?
Il Maresciallo Da diciotto mesi, signora mia. Lontano da qui almeno cinquecento chilometri sono, carina. Stamattina, anche laggi, in caserma, era molto caldo. Un caldo che proprio non riuscivo a sopportare. Sudavo, sbuffavo, smaniavo sopra le mie carte nel piccolo ufficio. Mi ero girato un fazzoletto attorno al collo, a costo di prendermi due giorni di arresti. Ma io soffro un poco di cuore. E certi momenti penso che, coi calori, uno che debole di cuore, potrebbe anche morire, di colpo. Facevo dei cattivi pensieri, stamane in ufficio... ma d'improvviso mi sono ricordato della terrazza ventilata, al settimo piano, dove abitavo un tempo con la mia famigliola, e mi son detto: l si stava bene, l c'era la vite americana, la pace, c'era una tettoia di cartone costruita dai ragazzi... Peccato che una bomba abbia distrutta quella terrazza... Cos, mi son detto. Ho pensato intensamente intensamente!... Ecco. (Poi) E voi, perch vi trovate qui?
La Vecchia(con leggera aria di rimprovero) la prima volta che lei ci arriva, qui, dopo la guerra?
Il Maresciallo(un po' confuso) S... credo di s... La terrazza m' tornata in mente stamane, vi ho detto, a causa del gran caldo.
La Vecchia(con tristezza) Ecco, vede. Invece io, a questa terrazza ci penso pi spesso - questione d'abitudine - e pi spesso mi trovo qui.
Il Maresciallo S, signora, capisco, ma anch'io...
La Vecchia Stamane ho incontrato lei, la maestrina Carla, e ci siamo messe a chiacchierare, come allora, come nulla fosse cambiato.
La Maestrina Ma non la prima volta che io ci ritorno, qui.
La Vecchia S, che ti trovo la seconda volta.
La Maestrina Ci sono tornata quasi ogni anno. Magari un minuto solo, rapido, ma ci son tornata. La terrazza mi veniva d'improvviso in mente, magari a scuola, mentre i ragazzi scrivevano il compito, e subito mi ritrovavo qui, come ora, quasi ci fossi in carne ed ossa. Adesso, per, sono in vacanza, e allora posso fermarmici di pi, con comodit. Stamane era molto caldo, stavo dando ripetizione di geografia, e d'un tratto...
Il Maresciallo Come sono contento, Carla, di rivederla. Non si sposata, Carla, in tutto questo tempo?
La Maestrina No. Nessuno me lo ha chiesto mai.
La Vecchia Oh, sei ancora tanto giovane. Hai cinquant'anni di tempo davanti a te per trovarti un marito per bene.
La Maestrina Credo dipenda soprattutto da questo mio difetto al piede, perch nessuno ha chiesto mai di sposarmi. E poi sono anche piuttosto magra, con dei foruncoli sulla fronte.
La Vecchia Ma di viso sei carina, e i foruncoli si vedono appena.
Il Maresciallo Certo: di viso molto carina.
La Maestrina(con dolcezza) Allora dipender dal fatto che esco poco di casa e gli uomini non mi vedono mai.
La Vecchia Intanto lavori, guadagni, sei contenta, hai una casa tua.
La Maestrina S, signora. Sono una ragazza fortunata, in fondo.
Il Maresciallo Si ricorda qualche volta della mia povera Giulia?
La Maestrina Oh, s, maresciallo. Come non potrei ricordare la mia buona amica Giulia?
La Vecchia Ah, ho capito, Giulia era la sua figliola.
Il Maresciallo S, signora.
La Maestrina Tutt'e due, Giulia e Carla, facevamo una bella coppia allegra.
Il Maresciallo Da quando morta, cerco di pensarla il meno possibile. Forse un atto di vigliaccheria. (Si commuove un poco) Ma trovo proprio inutile pensarla, dal momento che non v' nulla da rimediare e dal momento che... che a me... viene il groppo in gola...
La Maestrina Va bene, non parliamone, maresciallo.
Il Maresciallo Va bene, non parliamone.
La Vecchia Scusatemi se mi sono sbottonata le scarpe. Sono scarpe nere e attirano i raggi del sole.
Il Maresciallo Questo posto fatto per le comodit, cara signora. Ci mancherebbe altro. E io, vede, col suo permesso, mi tolgo la giacca.
La Vecchia Tolga.
Il Maresciallo Ecco fatto.
La Maestrina Pu sedere qui, sullo sgabellino, in questo triangolo d'ombra.
Il Maresciallo Grazie, carina. Credo potr fermarmi ancora pochi minuti soltanto. Sono molto contento di avervi riviste, finalmente...
Lo Sposo(in secondo piano) Ehil! Buongiorno!
La Sposa(in secondo piano) Ehil! Buongiorno!
(I due sposini sono allegri e parlano con vivacit).
La Vecchia venuto qualcuno?
Lo Sposo Quanta gente! Non ci riconoscete?
La Maestrina Oh, s... veramente...
Lo Sposo Non ci riconoscono pi, Daniela!
La Vecchia Chi sono loro?
La Sposa Signora Catr!...
Lo Sposo Signora Catr!...
La Vecchia Sono io, la signora Catr.
La Maestrina Ah, ma s, ma s, li riconosco! Come va Daniela, Stefano!...
Il Maresciallo Il signor Stefano Aleman?! Ah, ora lo vedo bene!...
Lo Sposo passato tanto poco tempo, e gi v'eravate dimenticati di me!
La Vecchia Mio buon Stefano, avvicinati. vero, avrei dovuto capire subito...
Lo Sposo Eccomi, signora Catr. E sapete chi questa?
La Vecchia La signorina Daniela. Adesso non sbaglio.
La Sposa Non sono pi signorina.
La Vecchia Maritata, tu?
Il Maresciallo I miei complimenti.
Lo Sposo mia moglie.
La Sposa Ci siamo sposati da un anno.
La Maestrina(con gioia e stupore, sottovoce) Oh, Daniela...
La Vecchia Com' possibile. Voi due? Datemi un bacio.
Lo Sposo Noi due. S. strano?
Il Maresciallo Non molto strano. Ma un po' strano.
La Vecchia Quando abitavate in questa casa litigavate sempre e una volta l'hai tirata per i capelli che tutti abbiamo sentiti i suoi urli.
La Sposa S, vero...
Lo Sposo Mi aveva sputato dall'alto delle scale mentre rientravo a casa da scuola; ecco perch le tirai i capelli.
La Maestrina(sottovoce) Oh, Daniela, tu sei sposata...
Il Maresciallo Ricordate quante volte fui costretto a salire quass per pregarvi di star zitti?
La Sposa Noi avevamo un po' paura di lei...
Lo Sposo(come un bambino) Poi io m'ero comperata una fisarmonica, e anche la fisarmonica le dava fastidio. Le sere d'estate, quando ci trovavamo quass per ballare temevamo sempre di vederla comparire da un momento all'altro.
La Vecchia Eh, bei tempi, per voi.
Il Maresciallo Forse mi avevate dato un soprannome.
Lo Sposo
La Sposa e (all'unisono) No, no, maresciallo!... No, no.
La Maestrina
(Ma come dicessero: S, s!).
Il Maresciallo(che ha capito) Ah! Va bene. Niente soprannome.
La Maestrina Anch'io venivo qualche volta quass a vedervi ballare.
Lo Sposo Come stai Carla, stai bene?
La Maestrina Sono tranquilla.
La Vecchia E voi due, sposini, siete tranquilli? Difficile per due sposini essere tranquilli.
Lo Sposo Noi lo siamo. Abbiamo fatto bene a sposarci.
Il Maresciallo Non l'avrei mai immaginato.
La Sposa Eppure siamo tanto tanto tanto felici.
La Vecchia Non vi tirate pi i capelli?
Lo Sposo No, signora Catr.
La Vecchia E come avete fatto a mettervi d'accordo?
Lo Sposo(dopo un silenzio) stato di mattina. Siamo rientrati, il giorno della bomba. Lei da una strada, io dall'altra, col sudore che ci colava. E abbiamo scoperto il nostro settimo piano, la nostra tenacia, distrutti. Non c'erano pi. E tutta la casa non aveva pi vetri e imposte. Ci venuto da piangere a tutte due. E forse allora abbiamo compreso di volerci bene.
La Sposa Dev'essere stato proprio da quel momento.
Il Maresciallo(un po' commosso) Ho capito. Succede.
La Maestrina Da allora la nostra casa ha perso uno alla volta tutti i suoi inquilini.
Il Maresciallo E, ora, dove abitate?
Lo Sposo A cento chilometri da qui. Io sono impiegato al palazzo del turismo e ho un piccolo appartamento di tre stanze. A me e a Daniela sufficiente.
La Sposa Finch non ci saranno bambini.
Lo Sposo Eh, s, pu darsi che avremo dei bambini.
La Sposa(con un fil di voce) Pu darsi...
Lo Sposo Stamane, col caldo, s' desiderata una terrazza come questa, ma anche un po' pi piccola. Quass c'era sempre un filo d'aria, persino col sole. E poi, da noi, in agosto, la spiaggia sempre tanto piena di gente che sentiamo talvolta un leggero bisogno di solitudine... (Le sue parole diventano pi stentate, come la sua mente fosse altrove) D'inverno avremo solitudine. Quando non ci saranno pi gambe nude nulla spiaggia. Allora forse non sapremo apprezzare la solitudine. E penseremo al nuovo estate e ai nuovi villeggianti, lo faccio un lavoro tutto dedicato ai villeggianti e agli alberghi...
(Chiacchierio allegro, urla giovanili in lontananza e una canzone moderna suonata al grammofono pure in lontananza).
Lo Sposo(forte, con un nuovo tono) Ti raggiungo subito, Daniela!
La SposaFa presto, Stefano, voglio fare il bagno con te!
Lo Sposo Eccomi, ci sono! Chi arriva prima a toccare l'acqua?
La Sposa(in secondo piano) Dieci metri di vantaggio a me!
Lo Sposo Via!
La Sposa Via!
(Un silenzio).
La Maestrina(con tristezza) Gli sposini Aleman se ne sono andati.
La Vecchia Alla loro terrazza ci avevano pensato un solo minuto. Sono felici. Non c' bisogno di pensare al passato, quando si felici.
Il Maresciallo Peccato. Ci eravamo trovati tutti.
La Maestrina vero.
La Vecchia Quasi tutti.
Il Maresciallo Tutti i vivi, dicevo. Giulia no, perch mi morta. E nemmeno mia moglie.
La Maestrina E nemmeno mia mamma.
La Vecchia Quasi tutti. morta molta gente il giorno della bomba.
Il Maresciallo Otto o dieci persone. Si sono salvati quelli degli uffici ai tre piani terreni.
La Maestrina Se fossi ricca spenderei tutti i miei soldi per far ricostruire il settimo piano e la terrazza.
Il Maresciallo Purtroppo, dopo la bomba, il palazzo l'hanno livellato al sesto, senza terrazza, senza la vite americana che nasceva nel gran vaso. Tutto restato solo nei nostri ricordi. Non pensavo che i ricordi potessero volare per chilometri e chilometri, superare le montagne e trovarsi con i ricordi di altra gente, come tutto fosse vero, come le bombe non avessero cancellata la terrazza al settimo piano... Ma i ricordi non popolano la nostra solitudine, direi che la fanno pi grande.
La Vecchia(improvvisamente agitata) Chi quell'uomo che ci sta guardando!
Il Maresciallo Dove!
La Vecchia L, nell'angolo, al sole!
Il Maresciallo Non lo conosco.
La Maestrina Nemmeno io l'ho mai visto. Forse avr abitato qui l'anno prima che venissi io.
La Vecchia Io ci sono dal giorno che l'hanno costruita questa casa e non l'ho mai visto. E poi, nel tuo appartamentino, prima, c'era un deposito di stoffe.
Il Maresciallo Sembra meravigliato. Cercher qualcuno di noi?
La Maestrina Forse avr sbagliata la strada del suo ricordo.
Il Giovanotto(in secondo piano) Buongiorno.
La Vecchia Buongiorno. Che cosa desidera?
Il Giovanotto(con timidezza) Non credevo, in questa terrazza, di trovare tre persone.
La Vecchia Quante ne avrebbe volute trovare?
Il Maresciallo Pensava che la gente avrebbe potuto dimenticare il luogo dove si riuniva la sera, al fresco, nei bei tempi!
La Vecchia Io sono qui ogni giorno, per sua norma.
La Maestrina(con dolcezza) Io ogni tanto...
Il Maresciallo Lei, giovanotto, scusi, chi !
Il Giovanotto Mi chiamo Massimo.
La Vecchia E quando c'era stato, lei, quass!
La Maestrina Ah, forse quando suonavano la fisarmonica e ballavano!
Il Giovanotto No, signorina. Io, quass, non ci sono mai stato.
(Un silenzio).
La Vecchia Se l' inventata lei, nella sua fantasia, una terrazza cos! Proprio eguale a questa! Tanto da permettersi di capitarci senza invito! Ma faccia il piacere! Dica?!
Il Giovanotto S, capisco... Forse ho fatto male...
Il Maresciallo Lei uno che non conosciamo.
Il Giovanotto Vorrei che mi scusaste...
La Vecchia Ebbene: desidera qualcosa da noi! (Un silenzio).
Il Giovanotto C'era una ragazza, anni fa, che mi parlava di questa terrazza.
La Maestrina Una ragazza che abitava qui!
Il Giovanotto S, signorina. Ed ella mi parlava di questo posto con affetto. Me lo descrisse cos bene, nei particolari pi piccoli, che io, oggi, ripensando a quella ragazza, non ho potuto fare a meno di ripensare anche alla terrazza ch'ella mi descriveva. Con la vite, le sedie, il baldacchino di cartone. Ecco, l la vite americana nel gran vaso, l la signora Catr semisdraiata, ogni tanto un po' di biancheria, sole di giorno e un bel fresco la sera. Dipinto in giallo, un po' scrostato, il parapetto; la porta marron a doppio battente con catenaccio interno... Vedete che conosco tutto di questa terrazza!
La Vecchia(un po' sostenuta) Come fa a sapere il mio nome?
Il Giovanotto Mi fu detto. Io non sono un ricordo come voi; forse sono un ricordo di un ricordo, ecco. Un po' pi sbiadito.
La Maestrina Lei, signore, ha detto che si chiama Massimo?...
Il Giovanotto S, signorina. Massimo.
La Maestrina Mi sembra di conoscerla.
Il Giovanotto Pu darsi. E anche lei, mi pare...
La Vecchia Sar stata quella ragazza a dare tutte le informazioni.
Il Giovanotto Credo di s, signora. Quella ragazza morta.
La Vecchia E abitava qui?
Il Giovanotto Si chiamava Giulia.
(Un silenzio).
La Maestrina(con lieve mestizia) La povera Giulia ed io eravamo amiche. Ecco perch ricordavo il suo nome, signor Massimo. Io la conoscevo attraverso Giulia.
Il Maresciallo(con un po' d'austerit) Per qual motivo lei, signore, s'incontrava con Giulia!
Il Giovanotto C'incontravamo quasi ogni giorno, all'angolo dei giardini municipali, quando io uscivo dalle lezioni di inglese.
Il Maresciallo Ho chiesto: per qual motivo vi incontravate.
Il Giovanotto Ecco. Io amavo Giulia. E anche lei, credo, mi amava. Poi lei rimasta sepolta sotto le macerie del settimo piano. Ed io ho continuato ad amarla. Forse ci saremmo sposati subito dopo la guerra, appena mi fossi trovato un posto. Ora, s, ho un posto: dirigo un ufficio di autotrasporti. Feci bene a studiare l'inglese, allora, perch mi serve. Anche Giulia voleva che lo studiassi.
Il Maresciallo E, adesso, lei si sposato?
Il Giovanotto Le ho detto che Giulia morta.
Il Maresciallo Con un'altra, intendevo.
Il Giovanotto No, signore. Sto bene cos.
Il Maresciallo Giulia era la mia figliola.
Il Giovanotto Oh...
(Un silenzio).
Il Maresciallo Non sapeva che Giulia avesse vivo suo padre!
Il Giovanotto(un po' confuso) S... Me ne aveva parlato... infatti...
Il Maresciallo Ecco. Sono io.
Il Giovanotto Oh, molto piacere... Noi facevamo le cose un po' di nascosto... Giulia gliene avrebbe parlato, un giorno o l'altro... E poi sarei venuto io...
Il Maresciallo Ho capito.
La Vecchia Gran brava persona il maresciallo...
Il Giovanotto Lei stato richiamato?...
Il Maresciallo Sono un vecchio maresciallo di carriera e ora abito in caserma, in mezzo all'odor di cuoio e di cavalli.
Il Giovanotto Avrei voluto conoscerla anni fa, quando...
Il Maresciallo andato tutto diversamente, invece. Meglio non parlarne.
La Vecchia Anche per noi andata diversamente. Meglio non parlarne.
Il Maresciallo Godiamoci questo filo d'aria in silenzio. Fa tanto bene. Da giovane sopportavo magnificamente il caldo. Ora sono vecchiotto. Un vecchiotto grasso.
(Le sue parole diventano mano a mano pi stentate)
Tra poco sar l'ora della pensione. Che mi metter a fare quando sar l'ora della pensione? D'estate continuer a sudare. E d'inverno star tutto il giorno a letto in attesa di un'altra estate...
Un Soldato Maresciallo. Scusi.
Il Maresciallo(come svegliandosi, con altro tono) Ah! Eh! Che c'?
Il Soldato Ci sono i verbali da firmare, signor maresciallo.
Il Maresciallo S. Hai ragione. Dammi. M'ero come addormentato. Quanta roba da firmare...
Il Soldato No, non si rimetta la giacca. Il capitano uscito. Ha detto che rientrer stasera.
Il Maresciallo Ah, va bene. Che mi lascino togliere la giacca almeno quando il termometro segna trentasette gradi...
(Un silenzio).
La Vecchia(lentamente) Povero maresciallo. Ha perduto tutto perdendo quella sua figliola. Ora lavora dalla mattina alla sera chiuso tra quattro mura. Quando lo metteranno in pensione, allora s sar proprio solo, come me, e torner pi spesso, anche d'inverno, in questa terrazza, e la vite americana mostrer i rami contorti e il grosso vaso sar coperto di neve... S, giovanotto, se le fosse andata bene, quello sarebbe diventato suo suocero.
Il Giovanotto(leggermente risentito) Giulia mi aveva detto che suo padre era capitano, non maresciallo.
(Un silenzio).
La Vecchia Giulia forse diceva qualche bugia, ogni tanto. Ma in generale le donne fanno sempre confusione con i gradi dei soldati. Lei ha patito molto, quando Giulia morta?
Il Giovanotto (mesto) S, signora Catr.
La Vecchia Povero giovanotto. (Poi) Giovanotto, non sente, lei, un ronzio?
Il Giovanotto No, signora.
La Vecchia Mi pare di avere le mosche dentro le orecchie. Questa, vede, era un'amica di Giulia.
Il Giovanotto S. La rammento anch'io. Doveva diventare maestra, vero, quell'anno?
La Maestrina Oh, s, signore. Lo sono diventata.
Il Giovanotto E insegna ai bambini?
La MaestrinaAlle bambine di quarta. Quel poco che posso... Ora d qualche ripetizione.
Il Giovanotto Sapevo da Giulia che la sua voce era molto bella.
La Maestrina Questo le aveva detto Giulia? Che la mia voce era bella? (Contenta) E che altro le aveva detto Giulia di me?
Il Giovanotto Che eravate amiche. Giulia le voleva bene. Due cose, rammento, diceva che lei aveva assai belle: la voce ed il volto. Ed vero. Quella volta Giulia non mi raccont una bugia.
La Maestrina Grazie, signor Massimo. Lei molto buono.
Il Giovanotto E potrei aggiungere che anche il suo abito a quadri bianchi e rosa mi piace.
La Maestrina L'ho fatto da me. A tempo perso mi faccio gli abiti. E lei, a tempo perso, scommetto se ne va in giro sulle macchine della sua ditta.
Il Giovanotto Non ho quasi mai tempo libero, Carla.
(Le sue parole diventano mano a mano pi stentate)
Sono io che non voglio avere tempo libero. Si tristi fuor dal lavoro. Io lavoro per non essere triste. E la domenica leggo un libro. Qualche rara volta al cine. I giorni sembrano tutti uguali...
Un Autista Capo! Capo!
Il Giovanotto(come svegliandosi, con altro tono) Ehi? Chi ?
L'Autista Sono Attilio. Esco con il diciannove.
Il Giovanotto Ah, va bene. Prendo nota. Rientri stasera?
L'Autista Stasera, stasera. Alle otto sono in autorimessa. Dormiva?
Il Giovanotto No. Mi ero come incantato, a pensare. Capita qualche volta, specialmente col caldo...
(Un silenzio).
La Vecchia Anche il giovanotto se n' andato, piccola mia.
La Maestrina(con mestizia) S, signora Catr.
La Vecchia Siamo rimaste noi due.
La Maestrina Oggi non verr pi nessuno.
La Vecchia quasi mezzogiorno. Tutti hanno da pensare al pranzo. E dopo il pranzo se ne vanno a dormire.
La Maestrina Ha detto che ho una bella voce.
La Vecchia vero che hai una bella voce.
La Maestrina Ha detto anche che ho un bel viso, che sono bella. Forse perch non s' accorto del mio difetto al piede.
La Vecchia Pensi sempre al tuo difetto al piede.
La Maestrina Credo non mi sposer.
La Vecchia Non ti accorgi che sei una sciocchina? Per questo non trovi marito: perch sei una sciocchina.
La Maestrina Lei tanto simpatica, signora Catr. Lei s, da giovane, doveva esser bella. Anche suo marito, ricordo la fotografia in stanza da pranzo, era molto bello.
La Vecchia Peccato che sia morto a trent'anni. Sempre per colpa della guerra. Dell'altra guerra.
La Maestrina Anche Massimo ed io non ci incontreremo pi.
La Vecchia Chiss. Pu darsi. Pu darsi che vi incontriate per la strada, che vi guardiate, e che tutt'e due pensiate di esservi gi visti in qualche luogo, forse in qualche sogno.
La Maestrina Lui abita lontano.
La Vecchia Se penserete ancora alla terrazza, vi incontrerete di certo. Ma difficilmente potrete restar soli per raccontarvi qualcosa di piacevole, perch troverete qui me.
La MaestrinaPerch lei viene quass tanto spesso?
La Vecchia Che strana domanda. (Poi) No, non una strana domanda. Strana, semmai, la risposta. Io abitavo in questa casa da quarant'anni, cara maestrina Carla. Da dieci o quindici anni prima che tu nascessi. stata la mia unica casa con lui. Ero scappata dai miei genitori. Per lui. Storie vecchie. Ne hanno pettegolato non ti dico quanto. Siamo stati felici per tre o quattro anni, io e lui. Poi la guerra. Lui c' andato e non tornato pi. Morto, credo. Anzi morto di sicuro, perch se fosse stato vivo mi sarei certo incontrata qui con il suo ricordo, negli ultimi anni. Credi che, se forse vivo, non sarebbe corso subito quass il suo pensiero? Dove abbiamo trascorso tante sere silenziose, abbracciati!.. ridicolo, da vecchi, parlare di abbracci. A casa mia non volevano che lo sposassi perch, dicevano, era un donnaiolo, con pochi quattrini. Che aveva piantate altre donne, prima di conoscere me. Per questo, qualche giorno penso - oh, solo nei giorni di malinconia - che lui non sia morto e che, finita la guerra, se ne sia andato per i fatti suoi con qualche altra. Il governo l'ha dato disperso. E io non ho mai fatto nessuna pratica per la morte presunta. No. Ma dev'essere proprio morto. Forse sono cattiva io a venire qui tante ore al giorno, paziente, sospettosa, con il desiderio di smascherarlo... (Ride sottovoce) Chiss quante gliene direi, povero Renzuccio.
La Maestrina bella questa sua storia, signora.
La Vecchia Ogni giorno cos. Mattina e pomeriggio e sera. Mai pi incontrato. I pomeriggi, specialmente, li passo sempre quass da anni. Da quando caduta la bomba. Mi stendo un po' in poltrona, nella stanza di soggiorno all'ospedale delle vecchie. La chiamano stanza di soggiorno, ma piccola, con una finestra sola. Ci son sempre anche delle mie colleghe. Parlottano tra loro; hanno sempre un sacco di cose da dirsi. Mi hanno accolta l, all'ospedale delle vecchie, da un anno soltanto, quando ho compiuto i sessantacinque. Sessantacinque, ma ne mostro di pi. Prima fui ospite di mio fratello. Mio fratello ha detto che mi avevano perdonata, mio padre e mia madre, ma che furono irremovibili. Infatti non vollero vedermi mai. Una volta usavano cos, con quelle che scappavano di casa. Adesso i tempi sono cambiati. Ma ora, all'ospedale delle vecchie, mi sento pi tranquilla. Forse perch non d peso a niente e a nessuno...
Uno Scolaro(in avvicinamento) ... mentre l'acqua dolce si congela a zero gradi, quella del mare, per i sali che contiene, si congela soltanto alla temperatura di due o tre gradi sotto zero. Nelle regioni polari, che sono freddissime, i mari si coprono di un grande strato di ghiaccio di alcuni metri.
La Maestrina(con un nuovo tono) Va bene, caro. Vedo che hai trovata la forza di studiare anche con questo caldo.
Lo Scolaro S, signorina maestra.
La Maestrina Puoi andare. L'ora finita. Se continuerai cos, a ottobre ti promuoveranno. Bravo.
Lo Scolaro Buongiorno, signora maestra. (Un silenzio).
La Vecchia(triste e lenta) Ecco. Anche oggi sono restata sola. stata una giornata movimentata. Ogni tanto, chiss perch, qualcuno di quelli che abitavano in questa casa tornano col pensiero alla terrazza demolita. Ci tornano quasi sempre spinti dal caldo. Io invece ci torno... sperando... sperando di incontrarmi con lui. Ci siamo fatta anche una fotografia quass. Io e lui. Io e Renzuccio. Ce l'ho sempre con me. un po' gialla. E quando la osservo mi trovo invariabilmente qui col ricordo... Come oggi... come ieri... come domani...
Voce di Vecchia Come sta la signora Catr?
Voce di Vecchia in delirio da tre ore. Ha reclinato il capo. Pare che dorma. Ogni tanto parla. Ma si stenta a capire.
La Vecchia(con voce affannosa) Credo... credo... che se domani la maestrina Carla e il signor Massimo si ritroveranno in terrazza... potranno anche darsi un bacio... perch io non sar l a disturbarli...
Voce di Vecchia Si sente male, signora Catr?
La Vecchia Che cos' questo ronzio?
Voce di Vecchia Sono le auto che passano in strada, signora Catr.
La Vecchia Finalmente potr sapere... Oh, ditemi che lo ritrover... Ditemi che lo ritrover... come il giorno in cui partito... Che non mi ha abbandonata per un'altra...
(Un leggero ronzio; ma un ronzio di violini. un ronzio dolce e accenna a un motivo di quarant'anni fa. Resta in sottofondo)
Peccato che non possiate sentire questo ronzio. un ronzio che fa piangere...
Voci delle Vecchie(alternandosi, dicono lentamente):
- La povera signora Catr delira.
- La povera signora Catr moribonda.
- Hanno dato l'olio alla povera signora.
- La povera signora Catr morta.
- La povera signora Catr era buona, ma faceva sempre strani discorsi.
- Era intollerabile, una signora anziana che parlasse d'amore.
- Quando si svegliava raccontava sempre d'aver sognato una terrazza.
- Una terrazza con tanta gente. Con un maresciallo, una maestra, due sposini e un giovanotto timido.
- Le era morto il marito in guerra, povera signora Catr.
- Aspettava ogni giorno che suo marito tornasse.
- Non era il marito. Era l'amante.
- L'amante?
- L'amante.
- Ormai morta.
- Faceva sempre degli strani sogni, la signora Catri.
- Era una povera pazza, la signora Catr.
(Il ronzio musicale cessa)
- Pace alla sua anima, signora Catr.
(Tutte le vecchie assieme, sottovoce, ripetono)
Pace alla sua anima, signora Catr.
FINE DEL RADIODRAMMA
Prima trasmissione il 13 gennaio 1951 dalle stazioni RAI della Rete Azzurra. Interprete principale: Wanda Capodaglio. Rega di Pietro Masserano Taricco.
1 Gino Pugnetti, vincitore nel 1948 del Premio Riccione, con il dramma Il Paese, rappresentato poi al Teatro delle Arti di Roma, anche uno degli autori radiofonici della nuova generazione, che tenta di distaccare nella tecnica e nel mezzo di comunicazione questa giovane arte dal teatro drammatico, per creare una nuova espressione autonoma ed efficace. Dopo un'esperienza di quindici opere, alcune delle quali sono state riprese da stazioni svizzere, francesi e tedesche, con L'ultimo sogno della signora Catr, Gino Pugnetti riuscito a creare un radiodramma che meglio riassume le aspirazioni del gruppo di autori al quale appartiene.
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