Manezzi in te ‘n maneggio

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MANEZZI IN TE 'N MANEGGIO

MANEZZI IN TE 'N MANEGGIO

COMMEDIA BRILLANTE IN GENOVESE

Tre atti

di

ENRICO SCARAVELLI

                   Personaggi:

                   CESIRA        CAVALLO                   - donna de casa

                   BEPPE          CAVALLO                   - seu màio

                   REMO          CAVALLO                   - o figgio

                   NANDO        MORESCO                 - 'n'amigo de casa

                   GENIA          BORSELLO                - 'n'amiga

                   VIOLANTE  CICOGNA                   - da comunitae montana

                   BASTIANO  PELLE                         - funsionàio da Regiòn

                   CAMILLA    COGORNO                 - aspirante cavallerizza

                   ANTONIO    MARZIANO               - giornalista

                                                                                                 

                                 In te 'na nostra valadda ai tempi d'ancheu

        

MANEZZI IN TE ‚ÄėN MANEGGIO

ATTO PRIMO

Interno di una casa di campagna; caminetto o stufa economica; credenza, eventuale cassapanca, tavolo da cucina con sedie impagliate. Travi alla soffitta. Alle pareti un giogo, finimenti per cavalli, morsi, staffe, ecc. A sinistra una porta conduce all'esterno. A destra del fondale, alcuni scalini e una porta  conduce di sopra, alle camere. A destra, verso il proscenio una porticina, chiusa da una tenda grezza, va al locale cucina. Orologio da muro in sito.

SCENA I

(Beppe - Cesira)

All'apertura del sipario, BEPPE (sui quarant'anni circa, baffoni, camicia a quadrettoni, gilet di fustagno, pantaloni al ginocchio o comunque di campagna, calzettoni rossi, scarponi) sta lustrando una sella da cavallo. CESIRA, la moglie, gli parla dal cucinino)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ghe scommetto che t'√® anc√≤n appreuvo a lustr√Ę quella benedetta sella.." (sposta la tenda e si fa vedere) "Va a fin√¨ che ti a spelli..Ma no t'hae √§tro da f√Ę? ..Gh'√® da rastrell√Ę o f√©n e cacci√§lo in ta f√ęn√™a primma che se mette a beixin√Ę, se donca o marsisce"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†(con noncuranza) "Ti, basta che ti me veddi f√Ę quello che no te interessa che s√Ľbito ti m'attreuvi de l'√§tro.."(continuando imperterrito a lustrare)"O so anche m√¨ che gh'√© da cheugge o f√©n ma..cram√®nto, porrieiva andaghe anche che TEU figgio quarche 'otta invece de corr√¨ de lungo appreuvo a-e passoete"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"MAE figgio o l'√© de d√§to co st√Ľddia. Ti o sae anche t√¨ che quest'anno o finisce e scheue √ęrte"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Son √ęrte perch√© son in salita"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ti m'hae accap√ģo beniscimo..o deve d√Ę a tesi, e poi..quello l√† o l'√® 'n travaggio teu; mi l'ho messui√≤u e t√¨ ti o cheuggi.. √õn p√∂ peun in brasso √§ moae"

BEPPE       :- (continua dando uno sputo sulla sella per lustrare)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"E ben? C√∂se t'asp√ęti?" (lo sospinge verso la porta) "E vanni"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (facendosi spingere con comicit√†)"Bel√†n che g√†ibo..T'√© m√Įga andaeta scheua¬† de BON-TON?"

CESIRA     :- "E dovve ti l'hae imparae quelle parolle?.. Dä cavallerizza de Ciàvai?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "L'ho imparae d√§ televix√≤n.. de votte, tra 'na c√∂tell√Ę e l'√§tra, tra 'na sparatoria e 'n film porno, tra carto√¨n animae e parolasse ghe sciorte, magara p√ę sbaglio, anche 'n programma ed√Ľcativo"(sornione)‚ÄúTi doviesci ammi√Ęlo t√¨ asc√¨..e p√ę quello ch'emmo in mente de mette sci√Ľ.. faresti un passo avanti sulla via del progresso mia cara‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬† :- "T√¨ intanto vanni a fa progred√¨ o travaggio de feua.. " (riesce a sospingerlo fuori e richiude l'uscio)"Oh.. con un p√∂ de bonn-e main√©e..‚ÄĚ(vede la sella, la prende e vaalla porta)‚ÄúA sella!‚ÄĚ (glie la getta addosso, poi v√† ad aprire la finestra e chiama) "Nando.. Nandooo"

BEPPE       :- (apre l'uscio, vede la moglie alla finestra e, quatto, quatto, va alle camere)

SCENA II

(Cesira - Nando)

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE C√∂se gh‚Äô√® da cri√Ę?.. L‚Äô√® scapp√≤u o Beppe co-a cavalla?‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Oh, quello o scappa solo che da m√¨. Senti 'n p√∂, ti ghe a daiesci 'na man a-o Beppe in te fasce, quello o l'√® anche bon de mettise sott'a 'n'o√Įvo e f√§se 'na pis√†ggia. Mia, o l'√© andaeto in ta baracca a piggi√Ę o rastrello e-a forcafaera"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (contadino, coetaneo di Cesira si fa vedere alla finestra) "M√¨ no l‚Äôho visto‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma s‚Äô√≤ s'√® precipit√≤u comme 'n f√Ľrmine p√ę and√Ę a travaggi√Ę"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "Se l'√© v√©a a l'√© 'na gran balla. Un f√Ľrmine l√©.. a C√©, no cont√§me de mu.."

CESIRA    :- (interrompendolo) "Mìa, benàrdo, parla a moddo"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (le prende una mano attirandola a s√©) "Ma lascia perde quello f√Ľrmine..ghe son m√¨ che fasso p√ę t√¨"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (si libera con uno strattone)"No f√Ę o n√©scio e levite d'attorno che ti sp√Ľssi de vin comme 'n rapp√Ľsso in fermentazi√≤n"

NANDO      :- (vivace) "Ma mì son sempre in fermentaziòn.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Cangemmo descorso, vanni a-aggi√Ľtt√† o Beppe e..grassie"(chiude la fine-¬† stra rapidamente)

NANDO      :- (da fuori) "Ahia!.. Ma che mainée"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ma dovve o s'√® infi√≤u 'sto benedett'ommo..√§tro che f√Ľrmine in to travaggio" (colta da un sospetto chiama verso le camere) "Remo.."

SCENA III

(Cesira - Remo - Beppe)

REMO        :- (da fuori scena) "Cosa vuoi?"

CESIRA      :- "C'è mica tuo padre lì di däto?"

REMO        :- "Non lo so.. chiedilo a lui.. stà scendendo"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scende mugugnando) "E gh'√©a bezeugno da f√Ę a sp√ģa?" (entra in scena con la coda fra le gambe)

CESIRA¬†¬† :-"T'√® ci√Ļ lesto t√¨ a f√Ę o schivazappe che 'n f√Ľrmine a lampezz√Ę..Ma da dovve t'√© pass√≤u? "

BEPPE       :- (agitando le braccia a mo' di volo) "Xeuando.. m'éo ascordòu o mandillo. Ti o

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† sae che quande rastrello me v√† a p√Ľa sci√Ļ p√ę o naso e me ven da stran√Ľ√†. Son allergico a.."

CESIRA¬†¬†¬† :- (troncando con iron√¨a) "..a-o travaggio. Che ti vaddi primma che se fasse sc√Ľo.."

BEPPE       :- (sconsolato, si avvia lentamente)"E vaddo, vaddo"

CESIRA¬†¬†¬† :-"E veddo, veddo..Ti fae comme d√Įva o prae Gi√§xo che quande o l'√©a in f√Ľga o¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

                       l'andava adäxo" (gli dà uno spintone)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E staggo cor√ģndo" (va sempre piano ed esce)

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Bello Segn√ī c√§o.. " (va in cucinino)

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (spunta dalle camere e chiama) "M√Ę?.."(silenzio) "M√Ę..sei di l√†?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientra in scena asciugandosi le mani nel grembiule e poi, salace) "No! Non sono ancora.. di l√†" (indica il cielo) "Z√† fin√ģo de st√Ľdi√†?.. √ßerca de piggi√§te o pap√© perch√©.. non siamo mica la Banca d'Italia, sai?.. I anni passan anche p√ę noi√§tri e a taera a se f√Ę sempre ci√Ļ bassa a travaggi√§la.. e palanche non se ne vedono guaei"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sempre a solita m√Ľxica.. t'√© monotona"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Amm√¨a st√Ľdente.. no montate troppo a testa perch√© son i nostri calli in te man che mantegnan e teu con a pelle finn-a"

REMO        :- (scocciato) "Ma se ho studiato greco fin'ora"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Sai√† m√ęgio che ti st√Ľddi l'arabo.. con t√Ľtti i marocch√¨n che g√Įan" (cambiando tono, con affetto) "Hai mangiato il menestrone che ti ho portato nella coppetta?‚ÄĚ

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (che si appresta ad uscire) "S√¨, un po' in fretta perch√© devo andare in gi√Ļ"

CESIRA      :- "Ma se mangi di lungo in strangoggiòne poi ti resta tutto sullo stomaco"

REMO        :- "Non preoccuparti" (apre l'uscio e la madre lo blocca)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ma che sprescia che t'hae.."(sorniona)"Devi mica andare da quella fuenta che l'altra sera ti era arrembata comme ‚Äėn francobollo in sci√® ‚Äėna b√Ľsta?"

REMO        :- "Ma se fävimo solo due ciàcciare"

CESIRA      :- "Allòa a l'è anche sorda"

REMO        :- "E perché?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Perch√© ti ghe sci√Ľsciavi in bocca p√ę destappaghe e o√ęge"

REMO        :- "T'hae proppio cuae d'angoscià.. e poi.. no l'è véa"

CESIRA      :-"Ma se t'ho visto co i mae euggi mentre stavo raccogliendo i zuchini da  mettere nel menestrone.. e poi, mìa.. a mi no m'è interessa manco de savéi chi a l'è"

REMO        :- (apprestandosi nuovamente ad uscire) "Ancòn da sae"

CESIRA      :- (bloccandolo al suo tentativo di uscire) "E' una che conosco?"

REMO        :- "Meno male che a te non interessa.. E’ una che conosco io!"

CESIRA      :-"Ancora d'assai se no non le sciusciavi in bocca"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ho cap√ģo.. sai√† m√ęgio che me ne vadde. Ciao" (esce)

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (sulla porta) "Vanni cian√¨n.. attento a-e c√Ľrve" (richiude l'uscio, si guarda at- torno e accorata) "Segn√ī ben√©ito.. no se finisce ma√¨ de d√Ę rec√Ętto.. √§tro che BON-TON" (prende la scopa e riassetta)

                                                                      SCENA IV

                                                                  (Cesira - Genia)

                          (Bussano alla porta. E' Genia, una contadinotta un po' svampita)

CESIRA      :-"Chi gh'é?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSon a Genia‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúVegni. Intra‚ÄĚ

GENIA        :- (entra. E' malamente vestita, senza gusto. Maglia o grembiulone, scarponi, fazzoletto in testa. Ha con sé un cavagnotto) "Ciao Cesira"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-" T'√© vegn√Ľa a d√§me 'na man?" (le offre la scopa)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No grassie.. fanni p√Ľre.. Son vegn√Ľa a cont√§te 'na c√∂sa.." (con aria di mistero) "Gh'√® nisci√Ľn de l√†?"

CESIRA      :-"Semmo sole.. levite o rospo"

GENIA        :- (inizia a parlare e pian piano perde la voce) "Ti devi savéi che..o..N..a..ndo.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (si avvicina con l'orecchio per sentire, e poi) "T'√® manc√≤u a v√∂xe t√Ľtt‚Äôassem- me?.."(dalla bottiglia sul tavolo versa dell'acqua in un bicchiere) "T√®, beivi"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-(esegue; si raschia e la voce)"L‚Äô√® che quande m'emozionn-o..callo de voxe‚ÄĚ (una mano sul petto, si rischiara ancora la voce)"Ti savesci.."( civettuola)"O Nando ho m'ha dito.."(teatralmente)"..tante belle parolle" (fa la vergognosa; sospira)"..che ghe l'ho anc√≤n t√Ľtte ch√¨.. in to cheu" (si tocca la testa)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Comme o t'√® andaeto in √ęrto o cheu!"(ironica)‚ÄĚMadimme o l'√©a m√Įga 'n po' avvin√≤u?"

GENIA¬†¬†¬†¬† :-(offesa)"E-o doveiva √ęse imbriaego solo perch√© o m'ha d√Įto de belle parolle?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (con sopportazione) "Ah, sc√¨..?E comm‚Äô√©an ‚Äėste belle parolle?‚ÄĚ

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (facendo la preziosa)"Veramente a l'√® 'na quisti√≤n delic√Ę"(prevenendo il gesto¬† dell'amica)"Ma t√¨ t'√© 'n'amiga e te a veuggio cont√Ę..pensa..o m'ha d√Įto: ‚ÄôEi¬† bella zovena, dovve ti vae con quello passo marziale .. T'hae accap√ģo C√© .. bella zovena a m√¨.."

CESIRA¬† :- (ironica)"E poi anche co-o passo marziale.. No invexend√§te..o Nando o l'√® allegro solo quando o l'√® in m√ęzo a-e vacche e.."

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- (piagnucolosa; come le avessero rotto il giocattolino) "E comme saieiva a d√ģ?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "E lascime fin√ģ.. quando o l'√©a in ta stalla a-alleit√† e vacche, doppo √ęsise bev√Ľo 'n pir√≤n de laete o se consolava in te l'√≤st√Ęia con m√ęzo litro de n√®igro ..e la√™te e v√¨n fan seunn√† o campanin"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (diffidente) "Oh, no. O Nando o l'√® 'n bravo germ√†n, n‚Äôommo molto ed√Ľc√≤u" (dispiaciuta) "Con m√¨ finn-a troppo!"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Attenta Genia.. fi√§se l'√© ben ma no fi√§se l'√© m√ęgio"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (cambiando voce e con rapidit√†) "E sc√¨.. ma se no me f√ģo de nisci√Ľn arresti√ī de lungo fantinn-a e francamente me son st√Ľff√†.. Ah..m'ascordavo.. t'hae sent√ģo c√∂se l'√® s√Ľccesso in c√† da Veronica?"

CESIRA     :- "Mi, no" (siede)

GENIA       :- (come svelasse un segreto) "L'è intròu 'na cubbia.. due personn-e"

CESIRA      :- (con sfottò) "De solito 'na cubbia a l'è de due personn-e"

GENIA       :-"..a donna a l'aveiva 'n tailleur e l'ommo o giacché e scinn-a a cro-va-ta!"

CESIRA      :- (con aria da prendere in giro) "Ma cöse ti me dixi mai.. a crovata"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "..han domand√≤u de accatt√† de euve.. 'na galinn-a ruspante.. e-a Veronica a l'ha lasciae soli pe' and√Ę in to poll√†.."(cambiando tono,con malignit√†)‚ÄĚTi¬†sae che l√©, basta f√† de palanche a se vendieiva anche o m√†io" (riprendendo il tono normale)"..e quande a l'√© torn√Ę inder√©, √©an spar√ģe.."

CESIRA      :- (interrompendo) "Avian cangiòu idea"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ean spar√ģe e PALANCHE CH‚ÄôA TEGNIVA SOTTO A CIAPPELLA!"

CESIRA      :- "E comme faxeivan a saveilo?"

GENIA       :- (ieratica) "Mistero!"

CESIRA¬†¬†¬† :-(si alza)"Vatte a fi√Ę di foresti. Magara ti te l'attreuvi davanti a l'improvviso, te fan¬† di salamelecchi che te invexendan, e poi.."(fa un gesto eloquente) "..te brazan!‚ÄĚ (prende la scopa per pulire)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con voce comicamente tremolante) "Sc√¨ va ben ma, ritornando a-o Nando, ti di- xi che se me daggo √Ľn po' rec√†tto... o me dai√Ę ci√Ļ a mente?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-(l'osserva, le gira attorno squadrandola)"Seg√Ľo che do rec√†tto ghe n'√© da d√Ę.. Intanto l√©vite 'n po' i scarpo√ģn..mi no t'ho mai visto con un p√§ de scarpe da¬† donna e poi Genia, vanni d√§ perrucch√©a e fatte f√Ę a permanente ch‚Äôa d√Ľa de ci√Ļ che a messa in piega‚ÄĚ(guardandole le gambe)"E mettite 'n p√§ de casette de s√ęa, t'hae de lungo e c√§sette a l'aguggia"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "C√§sette de s√™a?"(ricordando)"Ghe n'ho 'n p√§ che m'ha regall√≤u a Bice; a l√© no ghe van ci√Ļ ben..a l'√® cresci√Ľa de cheuscia..ti dixi che me stai√†n ben?"

CESIRA¬†¬†¬† :- (posa la scopa)"Se ti te levi i scarpo√¨n peu d√§se. Datte 'na regol√†, aggiornite, amm√¨a a televix√≤n e impara o BON-TON, comme dixe o Beppe, e ti vediae che quarc√∂sa s√Ľccedi√Ę.. e se no.. no gh'√© m√Įga solo o Nando"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma ch√¨ in to p√†ise no gh'√© m√Įga tanto da √ßerne.. o son maiae.."

CESIRA¬†¬†¬† :- (la interrompe)"..o son di lappas√Ľcche..escl√Ľso o Nando, s'intende. Genia, √≤ua avieiva 'n po' da f√Ę..devo inandi√Ę a √ßenn-a, perch√© o Beppe, anche se o ghe d√Ę de mollo a lou√†, famme o ghe n'ha o maeximo"(l‚Äôaccompagna alla porta) "Perch√© no ti vae in scie-e fasce verso costa?.. Gh'√© o Beppe co-o NANDO!"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-(felice della trovata)"Oh, sc√¨..ghe vaddo s√Ľbito..fai√ī finta de pass√† de l√† p√ę c√§xo‚ÄĚ

CESIRA    :- "Fanni in moddo che o cäxo o ségge bon perché tì, ti stae da l'ätra parte do pàise.. ciao"

GENIA       :- (felice) "Cé.. t'é un genio"

CESIRA¬†¬†¬† :- "E ti ‚Äėna GENIA.. ciao" (richiude l'uscio e resta pensierosa) "I laddri in c√† da Veronica.. bezeugna st√† attenti.. magara ti te l'attreuvi davanti improvvisamente con a sc√Ľsa de euve.. Mah" (esce dal cucinino)

SCENA V

(Violante - Bastiano - Cesira)

                        (Bussano alla porta; silenzio. Bussano ancora; silenzio. La porta si apre ed entra una signorina in tailleur seguita da un uomo che indossa una vistosa cravatta. I due si guardano attorno)

BASTIANO :- (parler√† con accento napoletano) ‚ÄúSembra che non ci sia nessuno‚Ä̬†

VIOLANTE  :- (chiama) "Signora Cavallo?" (da fuori si sente un nitrito)

BASTIANO  :-(sorridendo)"Caspita. Hai chiamato o cavallo e quello ti ha risposto subbito"

VIOLANTE¬† :-"Sai√† ben che se 'n'andemmo.. ritorniemo ci√Ļ tardi.. "

                       (SI VOLTANO PER USCIRE DANDO LA SCHIENA AL CUCININO. CESIRA ENTRA IN QUELL'ISTANTE SPOSTANDO LA TENDA CON LA SCHIENA PERCHE' HA IN MANO UN VASSOIO CON DELLE POSATE. VOLTANDOSI SI AVVEDE DEI DUE E, SPAVENTATA, LANCIA UN URLO LASCIANDO CADERE IL VASSOIO)

CESIRA      :- "Ahhh!"

BASTIANO e VIOLANTE :- (spaventati a loro volta dal grido e dal fragore scappano fuori lanciando anch'essi un urlo)"Ahhh!"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (scappa in cucinino) "I laddri.. i laddri.." (un attimo di silenzio e poi,¬† con comicit√†, appare la testa di Cesira fra la tenda e scruta la situazione. Visto che non c'√® nessuno, rientra in scena. Raccoglie le posate a terra) "Me remescia t√Ľtto drento" (colta da un sospetto) "E palanche!"(cerca affannosamente in un barattolo ed ha un sospiro di sollievo) "Ah, meno male.. ghe s√≤n"¬† ( BUSSANO)

CESIRA      :- (ha un sobbalzo e nasconde prontamente il barattolo coi soldi poi si volta lentamente con voce tremolante ed una mano sul cuore) "Chi.. chi l'é?"

VIOLANTE:- ‚ÄúSe peu?‚ÄĚ

BASTIANO:- "Signora, non vi spaventate.. volevamo solo farvi qualche domanda"

VIOLANTE:- "Sci√† l'√©a Vosci√† primma che Sci√†¬† l'ha cri√≤u?.. Sci√† n'ha faeto piggi√Ę 'n resato che semmo scappae comme du√ģ laddri"

CESIRA      :- (sospettosa)"A propoxito de laddri..cöse ghe faxievi in cà mae?..Mi avete  fatto prendere uno spaghiccio che mi si sono arrensenite le béle"

BASTIANO:- "Abbiamo bussato due volte, abbiamo anche chiamato e.."

VIOLANTE:- "..e visto che no rispondeiva nisci√Ľn stavimo p√ę sciort√ģ quando emmo sent√ģo 'n cr√¨o che credeivo d'arrest√§ghe secca"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† ¬†:-"E no, belli.. voi√§tri du√ģ m'√©i spavent√≤u" (a Bastiano) "Capir√†.. mi volto e vedo una cubbia.. lei col tailleur e o scignoro con a crovata e me son spavent√†. Ci√≤ ancora le gambe che locciano"(li guarda ancora)"Ma se peu sav√©i c√∂se voei?‚ÄĚ(tutto d'un fiato) "V'avverto che mi-no-vendo-euve-no-ven-do-galinn-e-e-no-accatto-ninte manco-dai-marocchin‚ÄĚ (riprendendo fiato) ‚ÄúSono stata chiara?"

BASTIANO :-"Ah,ah,ah.. proppio simpatica la signora.. permettete che ci presentiamo? La dottoressa Violante Cicogna, funzionaria della Comunità Montana ed il sottoscritto, Sebastiano Pelle, della Regione"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúAccomodaeve‚ÄĚ (indica le sedie) "E cose voei?"

BASTIANO:-"Siamo venuti a seguito della vostra richiesta rivolta ad ottenere un fondo per l'inizio della attività agrituristica e stiamo facendo un sopralluogo per stendere così la nostra relazione"

CESIRA      :- "L'immaginavo che gh'éa  'na relaziòn"                      

VIOLANTE :- "All√≤a Sci√† l'√© z√† a-o corrente da proced√Ľa"

CESIRA      :- "Ma ci vedrebbe anche un orbo che fra voi due c'è una relasiòne"

VIOLANTE:-(seccata)"Fra noi√§tri du√ģ no gh'√© √§tra relazi√≤n che semplici rapporti d'uffizio"

BASTIANO:- "La relazione è uno scritto, un rapporto che dobbiamo redigere dopo aver visto il terreno, le strutture esistenti oltre, s'intende, alla capicità di vostro marito o di chi altro nel sapere condurre i cavalli e così via"

CESIRA      :-"Mae  màio o l'è in gamba co-i cavalli; ha imparato da bagarillo in Maremma, coi butéri"

BASTIANO:- "Vorrete dire coi B√Ļtteri"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "E m√¨ ho ben d√Įto cosc√¨.. Quande l'ho conosci√Ľo..o p√†iva un COVOBOIO comme se vedde in ti film de cavalli e p√ľa. Lustrava i cavalli, li montava e insegnava agli altri a montare a cavallo..‚ÄĚ(con ironia)‚ÄúA votte e bestie son ci√Ļ in-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† telligenti.. de √ßerti ommi‚ÄĚ

VIOLANTE:- (prende appunti) "Beniscimo. Doviei per√≤ f√Ę pervegn√¨ in ti nostri uffizi a documentazi√≤n de quello che Sci√† n'ha d√Įto"

BASTIANO:- "Così completerà il suo curriculumme"

CESIRA      :- (che non ha capito) "Ah, ma lui ci ha tutto sà?. E' attressato.. quel.. curricolo lì ce lo deve avere in mezzo ai finimenti"

BASTIANO :- "Spiritosa la signora.."(alla collega) "Beh, mi pare che per il momento  possiamo andare.."

VIOLANTE:- "Sc√¨, ritorniemo 'n'√§tro giorno cosc√¨ parliemo anche co-o Sci√≤ Cavallo‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Scignor√¨a.. e a proscima votta primma de intr√Ę, picchae ci√Ļ forte cosc√¨ no piggemmo di res√§ti"

BASTIANO:-"Ma noi l'abbiamo fatto, abbiamo cercato pure o campaniello ma nun ce stava"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Perch√© mio mar√ģo c'√® arrestato attaccato con la scossa elettrica e cos√¨ l'ha destegato..‚ÄĚ (con ironia) ‚Äú..da alloa gh'√® vegn√Ľo 'na cuae de travaggi√† che se no o tegno o ghe va anche de neutte"

VIOLANTE :-(al collega) "Bastian, te ghe vorrieva 'na c√Ľra cosc√¨ anche a t√¨. Scignor√¨a" (escono)

CESIRA      :-"A rivedise. Mah, speremmo che a faccenda a vadde in porto"(va alle camere)

SCENA VI

(Beppe - Nando - Cesira)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (fuori scena) "Vegni Nando, passemmo da-a c√ľxinn-a.. se ne bevemmo 'n got- t√¨n. Intanto vanni avanti " (entra con un fiasco e due bicchieri che poi riempie)

NANDO       :- (che intanto era entrato)"Ma coscì.. a steumego veuo?"

BEPPE         :- "E òua, perché t'ho lasciòu damme 'na man, t'orriae miga xattàme anche a çenn-a?.." (offre il bicchiere col vino) "Tè, colla questo e ghe n’avanza"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientra e dai cassetti prende una tovaglia, poi dei piatti e si appresta ad apparecchiare la tavola. Al marito)‚ÄúLeva 'n po' o v√¨n che devo prepar√Ę"

BEPPE       :- (eseguendo) "Agli ordini"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Nando, ti te veu ferm√Ę ?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-(stava bevendo, gli va il vino per traverso e tossisce, poi riesce a dire)"Ma no, o no se ferma.. o deve and√†.. fort√Ľnatamente o l'√® fantin.. LE'!"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúNo, no! No devo and√† da nisci√Ľnn-a parte anche se son fantin.Accetto‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúAssettite dovve te p√§ e no d√§gghe a mente‚ÄĚ (d√† un‚Äôocchiataccia al marito)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúO l‚Äô√© staeto proppio l√© a d√Įme: ‚ÄėMa quande l‚Äô√® che t‚Äôinviti o Nando a¬†¬†¬†¬†

                       disnà?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (a Nando, con sarcasmo) "Ma ti sae che de votte parlo senza manco accorzimene. Dovi√≤ and√† a famme vixit√Ę..."

CESIRA      :- "..da o veterinäio"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Vaddo a damme 'na r√Ľxent√† a e man" (v√† nel cucinino)

CESIRA      :- (segue il marito e da fuori scena) "Nando.. t'è visto a Genia?"

NANDO      :- "Mi no, perché?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Strano‚ÄĚ(rientra con una pentola ed il mestolo che posa)‚ÄúA doveiva and√† a cheug- ge da scorzon√ęa in te fasce e me domandavo se p√ę c√§xo ti l'√ęsci vista.."(con intenzione )"A Genia a l'√® 'na brava donna¬† e ghe vorrieiva 'n'ommo adatto"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "Na scimmia‚ÄĚ(sottovoce, guardando la porta da dove √® uscito Beppe) "Ma a mi ti me pi√§xi de lungo t√¨" (allunga una mano e ne riceve una mestolata) ‚ÄúAhia!‚ÄĚ

CESIRA      :- "Comportite comme se deve, se donca lì gh'é a porta"

BEPPE       :- (rientra in quell'istante aggiustandosi le maniche) "Cös'a l'ha a porta?"

CESIRA      :- "..gh'ammanca de lungo o seunaggìn"

BEPPE       :- (si siede e guarda l'orologio a muro) "O Remo?"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (serve i due poi se stessa) "O me f√Ę st√† in pensiero..se fa sc√Ľo e con t√Ľtte¬† quelle c√Ľrve.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúTorna broddo?‚ÄĚ

                      (i due iniziano a mangiare. Nando sorbe rumorosamente il brodo)

CESIRA      :- (facendo marcare l'ineducazione) "Bon appetitto, eh?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (che continua a sorbire) "Quello o no manca‚ÄĚ

BEPPE       :- (alla moglie)"Ghe n'è da säsissa?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (che si era seduta a sua volta ed inizia a mangiare) "Sc√¨.. ma a l'√© p√ę o Remo. P√ę t√¨ formaggetta fresca de cr√§va e 'n condiggi√≤n de insalatta"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (ha terminato e sposta in avanti il piatto) "Pe' mi va t√Ľtto ben.. anche 'n'euvo fr√Įto.. son de bocca bonn-a"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E veddo‚ÄĚ

SCENA VII

(Beppe - Nando - Cesira - Remo)

REMO        :- (entrando) "Ciao"

CESIRA      :- (si alza) "Stavo in pensiero.. assettati che è pronto" (va in cucinino)

REMO        :- (si le frega nei calzoni e poi si siede) "Salve Nando, che sorpreiza "

BEPPE       :- (salace) "O s'accontenta.. o l'é de bocca bonn-a"

CESIRA     :- (rientra con un piatto che mette davanti al figlio) "Ecco una xàtta di menestrone"

REMO        :- "Ancora?..Ma quanto ne hai fatto?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ne ho fatto anche per domani. Non posso mica stare sempre in cucina ..ci√≤ anche l'orto, le galline, gh'√≤ da c√Ľx√¨, lav√†, sti√†, d√† recatto a-a casa e poi quando ci sar√† inandiata l'azienda agri.. va ben quello ch‚Äôa l‚Äô√®, dovr√≤ fare il menestrone a lunga scadensa"

REMO        :- (si alza stizzito) "No gh'ho famme"

NANDO      :-(avvicina a se il piatto e Bianca lo rimette a posto)

BEPPE       :- "Chi no gh'à famme ha zà mangiòu"

CESIRA     :- (al marito) "Tì, taxi"

BEPPE       :- "Saviòu?"

REMO        :- (che si avvicina alla porta delle camere) "Ho mangiato una pizza"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Se mangian 'na pizza, √Ľn panetto con de porc√Ęie e poi de ref√Ľan 'n mene- str√≤n¬† da perlecc√†se i mustasci"

CESIRA¬†¬†¬† :-(al figlio)"Asp√ęta bambin, ti prendo la pittansa, c'√® la luganega che ti piace‚ÄĚ

REMO        :- "Lascia perdere.. ho mangiato una 'margherita' grossa così" (segna)

NANDO¬†¬†¬†¬† :- "Beleu.. ti t'√© misso a br√Ľcc√† comme e cr√§ve?"

CESIRA      :-"Ma cöse ti dixi.. a l'è 'na pizza.. ma no ti n'hae mai mangiòu de pizze?"

NANDO       :-"E comme no?.. 'na votta ho mangiòu anche 'na braga"

REMO        :- "Vorrai dire un calzone'"

NANDO      :- "In italian, ma in zeneize: braga!"

REMO        :- (fa un gesto ad indicare che dice una stupidaggine e va alle camere)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (malinconica, scosta il piatto) ‚ÄúAh, m‚Äôascordavo, son vegn√Ľi quelli do tele- fono.. ghe veu un m√Ľggio de dina√® p√ę l'impianto"

NANDO¬†¬†¬†¬† :-"Berett√¨n Cesira, semmo appreuvo a trasform√†.."(guarda Beppe)"o r√Ľdere?‚ÄĚ

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúE ti m'amm√ģi m√¨?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "O veu mette sci√Ļ, con o mae Remo, 'n'azienda agri.. agricolturistica" (va in cucinino a prendere il secondo)

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sidoro.. Beppe.. ti metti sci√Ļ quella.. sc√¨ insomma, quella r√∂ba l√¨ n√©?.. Ma dimme 'n po', che r√∂ba a l'√®?"

BEPPE¬†¬†¬†¬† :-"Poi te-o spiego" (alla moglie, fuori scena) "Primma de t√Ľtto a no l'√® agricolturistica ma ‚Äėagrituristica‚Äô"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-(da fuori)"T'accapiae che differenza..e poi a no l'√® 'n'idea teu, a l'√® do Remo‚ÄĚ

NANDO      :- "Se vedde co l'è 'n zoeno intelligente"

CESIRA      :- (entra per togliere piatto fondo) "Tutto sua madre.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (fa una smorfia come a dire:capirai che roba) "O st√Ľddia lat√¨n e greco"

NANDO      :- "Ti dixi che vegnà gente anche da-a Greccia?"

CESIRA      :- (ritornando al cucinino) "Pe' òa vegnan solo di marocchìn.." (dal cucinino) "Ah..'n'assidoro de 'n'assidoro.. ve o daggo mì, mangiapan a tradimento"

NANDO    :- "A ghe l'ha con noiätri?"(verso Cesira)"Ammìa Cesira che noiätri pan no n'emmo ancòn mangiòu"

CESIRA      :- "Ve piggio a spassuiae"

NANDO      :- (si alza) "Beppe, se vedemmo doppo"

BEPPE        :- (lo ferma, e alla moglie) "Ma Cé.. ti rattelli da sola?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (adirata) "I gatti..‚ÄĚ(entra) ‚ÄúSe son mangiae a formaggetta e-a l√Ľganega‚ÄĚ (mostra la padella vuota)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Nando me s√† tanto che l'√©a m√ęgio che t'andessi a c√† teu‚ÄĚ

NANDO     :- "Ma ghe son e euve però"

BEPPE       :- "Che memöia!"

NANDO     :- "No te preoccupà Cesira, saià pe' 'n'ätra 'otta"

BEPPE       :- (alla moglie) "O s'é zà prenotòu!"

CESIRA    :- (allarga le braccia e sparecchia) "Me despiäxe Nando ma, a l'è andaeta coscì" (continuerà ad andare avanti e indietro mettendo ordine)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Continuando o descorso de primma, o figgeu o me fa: 'Pap√†, perch√© non mettiamo su un'azienda agrituristica'‚ÄĚ (pavoneggiandosi)"Perch√© t'hae da sav√©i che quando gh'√© quarc√∂sa d'importante, MAE FIGGIO, o se rivolge a-o cappo de casa, nevvea.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (che rientra a prendere altre cose, con ironia al marito) "Nat√Ľralmente!"

BEPPE       :- "...e o me dixe:' femmo a domanda in Regiòn e-a Comunitae Montana,  coscì arrivian i fondi"

CESIRA      :- (c.s) "..do caffè"

BEPPE        :-(guarda di traverso la moglie e prosegue)"..potremo avere dei cavalli, fare delle e- scursioni con i clienti, preparare delle camere da letto per gli ospiti, che  tanto spazio ghe 'n'emmo, fare la cucina casalinga.."

CESIRA      :- (c.s) "..a casalinga saiéiva de longo mì.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"..e i ospiti porrieivan d√§ne 'na man in campagna comm'a fuisse 'na dem√≤a, ‚Äėn

                        passatempo.. agricolo.. all'aria pura della nostra vallata.."

NANDO      :- "Che drito!"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "..si immergerebbero nella natura, o me f√Ę, facendo del sano turismo di¬† campagna e m√¨.."(dandosi importanza)"..faieiva l'istr√Ļtt√ī pe' quante riguarda i cavalli, nat√Ľralmente.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientrando)"..nat√Ľralmente..i √§tri travaggieivan e lui andrebbe a cavallo‚ÄĚ

NANDO¬†¬† :- "Ma a inandi√† t√Ľtto 'sto baillamme ghe vorri√Ę 'na barc√Ę de palanche.T'hae guagno a-o gratta e vinci?‚ÄĚ

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-(salace)"No! Ho guagn√≤u a-o garriccio; ogni boccia in to pert√Ľzo 'na carubba.. Faiemo 'n muttuo e poi con l'aggi√Ľtto da Regi√≤n e da Com√Ľnitae Montana s'andi√† avanti votta p√ę votta‚ÄĚ

NANDO¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa dimme ‚Äėn po‚Äô..ho visto ‚Äėna figgia mont√† a teu cavalla..ti gh‚Äôae z√† di

                       clienti?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"A l'√® 'n'amiga do Remo..A l'√® a Camilla Cogorno, a figgia do Gritta, quello ch‚Äôo l'ha misso sci√Ļ 'na b√Ľttega da bezagnin a Ci√†vai"

NANDO      :- (ricordando) "Ah.. o Menego"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Proppio l√©..gh'√≤ insegn√≤ e primme tecniche..O Remo, 'na votta laure√≤u, o porri√† fermase ch√¨ in to p√†ise, senza and√Ę a f√Ę o disoccup√≤u in √ßittae. Ai zoeni bezeugna creaghe de neuve attivitae p√ę tegn√Įli lighae a-i nostri monti‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬† :-(rientra e con ironia, al marito) "Sai√† m√ęgio che ti te metti 'na scierpa a-o collo"

BEPPE       :- "No veddo o perché"

CESIRA     :- "Perché a son de date de äie ti te piggiae 'na costipaziòn!"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (esagerandone il verso) ".. Mmm.. perch√© ti te piaggiae 'na costipazi√≤n.."(a Nando) "Te stavo dixendo che se no se crea de neuve attivitae‚ÄĚ (guarda la moglie) ".. ch√¨ gh'arresti√†n solo de v√ęge tarl√Ľcche"

CESIRA   :- "Ha parlato il rappresentante dei giovani della Valle!"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :-"Per intanto o Remo o gh'avieva moddo con i clienti..l√© ch‚Äôo l'ha st√Ľdi√≤..‚ÄĚ

NANDO¬†¬†¬† :-"..lat√¨n e greco.. ch‚Äôo l‚Äô√© molto √Ľtile co-i cavalli"

BEPPE      :- "Ma cöse gh'intra questo.. comunque penso che se posse ingranà e fäghe sciortì feua de palanche"

NANDO     :- "Allòa porrieiva intrà anche mi in te l'affare e dave 'na man"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ecco; bravo: Intanto ti porriesci alleit√† e vacche, f√Ę o massac√†n e rif√Ę e stanse e a facciata, in moddo che o r√Ľstego o l'√†gge ‚Äėn‚Äôaspetto decente e poi.."

NANDO¬†¬†¬†¬† :-"Basta, basta.. Rinunzio; son z√† stracco..Alloa Cesira, ti mettiae sci√Ļ ‚Äėna 'na specie de albergo-trattoria.. vegn√ī a mangi√† ch√¨ t√Ľtti i giorni"

BEPPE        :- "Basta che ti paghi"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Idee ghe n'han ma fan troppo conto in sci √§tri‚ÄĚ

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Dimme 'n po' t√¨, comme se fa a sciort√ģ feua con de innovazio√¨n da f√ʬ† invidia¬† a t√Ľtto o p√†ise.."

CESIRA      :- (interrompendo e con ironia) "..e dintorni.." (va in cucinino)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "..se poi, z√† in casa, te mettan o bacco in te reue.. ma t'accapisci Nando ch‚Äôa porrieva divent√† a m√ęgio cascinn-a, con un moderno maneggio pe' cavalli..‚ÄĚ (infervorandosi) "..con sc√Ľderie, itinerari lungo i antighi sent√© spar√ģi sotto costi e m√Ľage derruae, che 'n giorno porrieivan torn√† a-o loro antigo splend√ī, comme d√Įxe o Remo" (estasiato") ‚Äú.. ripercorr√¨ a cavallo l'antiga via da s√Ę!"

NANDO     :- "E chi o sà?"

BEPPE       :-"L'antica via del Sale..gnorante..che con la cosiddetta 'Alta Via' a l’andava da-a França finn-a in Toscann-a"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- "Ma o no sai√Ę 'n tragitto troppo lungo?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :- (sempre pi√Ļ infervorato) "..arrivi√Ę a televix√≤n, i giornalisti e scrivian articoli a t√Ľtta pagina.. parli√†n da nostra valadda e de m√¨, nat√Ľralmente"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientrando, indaffarata)"..nat√Ľralmente.."

BEPPE       :- "Me pà zà de lesili:..'Giuseppe Cavallo, il principe.."

CESIRA     :- (uscendo) "..del cavallo delle miande"

SCENA VIII

(Beppe - Nando - Cesira ‚Äď Genia ‚Äď Remo)

GENIA       :- (da fuori, con voce tremolante) "Cesiraaaa.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúAl√®!‚Ä̬†¬†¬†¬†¬†

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (apre l'uscio) "Ma Genia..cose t'√® s√Ľccesso?"

GENIA       :- (entra malferma sulle gambe. Ha un occhio pesto ed appare graffiata)

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (salace, alzandosi) "Quarched√Ľn o l'ha attent√≤u a-a teu virt√Ľ..?"

GENIA¬†¬†¬†¬† :- (accetta la sedia offerta da Beppe accando a Nando, e comicamente dispiaciuta) "Eh?.. a-a mae virt√Ľ?.. Macch√®!"

CESIRA     :- "Ma ammia 'n po' che euggio..e che granfignieue" (esce per andare a pren- dere le medicazioni)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma se peu sav√©i c√∂se l'√® s√Ľccesso?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Passavo, p√ę c√§xo, da-e fasce sottocosta.."

NANDO     :- (a Beppe) "Dov'eivimo noiätri a rastrellà o fén"

CESIRA      :- (rientra ed inizia a pulire e medicare Genia)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "..andavo a cheugge da scorzon√®a, da radiccetta.."(guardando con affetto Nando) ‚Äú..e p√ę vedde se.. ninte..son sc√Ľggi√† e-o daeto 'na facci√† in te 'n'o√ģvo.. devo √ęse svegn√Ľa perch√© poi me son ritrov√† t√Ľtta sgranfign√† in te'n costo de ortighe che l'√©a z√† sc√Ľo..‚ÄĚ (si gratta con comicit√†) ‚Äú..e no gh'√©a nisci√Ľn arente a mi.."(prende con slancio il braccio di Nando) "CAO NANDO .. E cosc√¨ me son son faeta forza e me son iss√Ę pe' vegn√ģ ch√¨, CAO NANDO" (si attacca ancora al braccio di Nando)

CESIRA      :- (che nel frattempo stava medicandola con pezze intrise d'acqua)"E stanni 'n po' ferma.. quande ti vae a cà teu, fagghe di impacchi con 'na bistecca"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico)"..poi ti a cheuxi e ti a mangi, cosc√¨ a no v√† straggi√Ę"

CESIRA      :- "..da peu, ti ghe metti 'na fettinn-a de pan insuppà in to laete, ca te leva l’infiammaziòn"

GENIA       :- "Laete?.. Ma mi no n'ho.." (con slancio) "Nando, ti ghe n'hae do laete?"

BEPPE       :- (in piedi, dietro all'amico, gli palpa il petto) "O me pä 'n po' a secco"

CESIRA     :- "Te ne daiòu 'n bolacchetto mì"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- "..e poi, pe' no straggi√§lo, ti o fae bogg√ģ e ti ghe fae colazi√≤n a-a mattin" (si alza e si apparta scherzando con Beppe)

CESIRA     :-(a Genia, sottovoce “E comme mai no t'è andaeta direttamente a casa teu?"

GENIA       :-  (con ingenuità) "Ma perché o Nando o l'éa chì.."(accorgendosi della gaffe) "Insomma..ti sae comm'a l'è"

CESIRA     :- (le mette un fazzolettone all'occhio, legandolo alla nuca) "Ecco faeto"

GENIA       :- (si guarda attorno impacciata) "No veddo 'n'assidoro"

CESIRA     :- (dandole una gomitata) "Te porrieiva accompagnà a casa o Nando" 

GENIA       :- (alzandosi di scatto) "Oh, sci!.. Nando, ti m'accompagnesci a casa che no ved- do manco 'n preve in ta néie?"

NANDO     :- (imbarazzato, guarda i presenti come a chiedere aiuto; gli fanno però un cenno di assenso) "E va ben.. andemmo"

GENIA       :- (felice le si attacca al braccio) "Allòa.. a rivedise"                  

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (avviandosi, a Genia) "No ho miga d√Įto che t'arr√ęzo‚ÄĚ(uscendo, a Cesira) ‚ÄĚQuesta ti me a paghi "

GENIA      :- (contenta cerca di darsi anche un certo tono) "Ciao" (escono)

BEPPE      :- "O Nando o l'éa contento comme ti l'ésci misso in scià grixèlla"

CESIRA¬†¬†¬† :- "O Nando o faieiva ben a pens√† ch‚Äôo l'√® solo.. Ah, m‚Äôascordavo, son vegn√Ľi du√¨ funsion√§i p√ę via do maneggio"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† "E cos‚Äô han d√Įto?"

CESIRA¬†¬†¬† :-"D√Įto? ..M'han faeto piggi√† 'na pans√† de pu√Įa che ci√Ļ 'n po' gh'arresto secca"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :- (salace) "Quande e c√∂se veuan and√Ę storte.."

CESIRA¬†¬†¬† :- "Te saieiva staeto c√§o eh?.. Han d√Įto de pepar√† i pap√© che dimostran che t'√© pratico de cavalli.. che ti sae fa o mest√© do.. cavallo insomma"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† ‚ÄúMe metti√ī a nitr√ģ"

CESIRA¬†¬†¬† :- "Ti te a desbrighiae t√¨ e o Remo. Ma fae ben i conti primma de combin√† de sc√®mm√†ie..quanto se spende, quanto porri√† intr√†.. se donca s'attroviemo con 'na man davanti e l'atra derr√©‚ÄĚ

                     (SI ODE UN FRASTUONO ED APPARE UNA LUCE INTENSA. SI SENTE  UN NITRITO E LO ZOCCOLIO DEI CAVALLI. CESIRA E BEPPE SOBBALZANO) 

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (fuori scena) "P√Ę.. la cavalla.. stanno rubandola"

BEPPE     :- (esce di corsa)

                    (SI SENTONO DUE COLPI DI FUCILE. CESIRA E’ SPAVENTATA)

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Oh, Segn√ī c√§o.. no avian m√Įga spar√≤u ..A-A CAVALLA..."

(SI CHIUDE IL SIPARIO)

                                                     

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

(stessa scena del primo atto)

SCENA I

(Remo - Camilla)

REMO        :- "Come ti stae ben"

CAMILLA¬† :- (Camilla, giovane ragazza, √® vestita da amazzone. F√† una giravolta con civetteria) "O te pi√§xe?.. Ho visto teu poae.. comme mai o caminn-a t√Ľtto in strambel√≤n?"

REMO       :-(sorridendo)"Strambelòn?..Ma oa che ti vivi in çittae ti parli ancòn coscì?"

CAMILLA¬† :- (con un velo di nostalgia)"Ma m√¨ son nasci√Ľa ch√¨ e me p√†rrieiva de f√Ę torto a-e mae reixe..foscia l'√® corpa do prof√Ľmmo do gi√§semin ch‚Äôo l'ha lasci√≤u in to mae cheu ‚Äėn sentimento che n‚Äôho mai ascord√≤u‚ÄĚ

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma.. all√≤a.. a scheua d'equitazion a l'√® 'na sc√Ľsa?"

CAMILLA¬† :- (scostandosi e voltando le spalle)"And√Ę a cavallo me piaxe e poi o l'√© 'n moddo de ritrov√§se figgieu, comme quande ne mandavan a cheugge e o√ģve..‚ÄĚ

REMO        :- "Quelle treççinn-e dove ti ghe infiävi i fiori do giäsemin sarvaego..."

CAMILLA  :- (contenta) "Ti te ricordi ancòn..?"

REMO¬†¬†¬†¬†¬† :- "De votte vaddo l√†.. in to nostro recantin, e amm√¨o o m√Ę.. lazz√Ļ, dovve ti contavi e barche a v√©ia che p√†ivan tanti puntin gianchi..'ochin de ma posae in te l'aegua', ti me dixeivi, e poi.. a√ß√ßendo 'n lumin √§ madonetta asc√∂sa in m√ęzo ai pin e prego che ti ritorni f√Įto.."

CAMILLA :- "Comme t‚Äô√® c√§o" (si abbracciano mentre un faro converge su di loro, e cantano la canzone "Dove nasce o gi√§semin‚ÄĚ)¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

DOVVE NASCE O GIASEMIN

LEI:-O mae p√†ise n‚Äôho ascord√≤u¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†DUO:-Sci√Ļ p√ę-e creuze in ta seiann-a

fin da quande l’ho lasciòu                                             dovve nasce o giäsemin..

a gianc√†ia steiza a-o s√ī,¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† lazz√Ľ in fondo o panoramma

sotto e cubbie a f√Ę l‚Äôam√ī.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† e de fiori ‚Äėn gran giard√¨n..

Fra l‚Äôerbetta gh‚Äô√©a ‚Äėn cr√¨, cr√¨,¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† LUI:- S‚Äôarr√∂bavimo ‚Äėn bax√¨n..

canta o grillo son da t√¨,¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†LEI:- Senza d√†-a mente a nisci√Ľn

mi respiavo o teu respì,                                                 DUO:- Perché quande se veu ben..

damme a man vegni con m√¨.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† anche o cheu o l‚Äô√® ci√Ļ seren‚Ķ

DUO:- Sci√Ļ p√ę-e creuze in ta seiann-a¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ‚Ķ¬†

dovve nasce o gi√§semin..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† LUI:- S‚Äôarr√∂bavimo ‚Äėn baxin

lazz√Ľ in fondo o panoramma¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† LEI:- Senza d√Ę-a mente a nisci√Ľn..

e de fiori ‚Äėn gran giard√¨n..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† DUO:- Perch√© quande se veu ben..

LUI:- S‚Äôarr√∂bavimo ‚Äėn baxin¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† anche o cheu o l‚Äô√® ci√Ļ seren.

LEI:- Senza d√Ę-a mente a nisci√Ľn¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† LEI:- Sci√Ļ p√ę-e creuze in ta seiann-a

DUO:-Perché quande se veu ben                                 LUI:- dove nasce o giäsemin

anche o cheu o l‚Äô√® ci√Ļ seren..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†LEI:- scroscia l‚Äôaegua da fontann-a

LUI:- Tremma a feuggia a-o ponentìn                            in to nostro recantin

E te strenzo a mì vixìn..                                                 LUI:- In to nostro recantin,

lazz√Ľ in fondo in m√ęzo a-o m√ʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†in to nostro recantin‚Ķ.

barche a v√©ja a bordezz√Ę ..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

Madoninn-a ascösa ai pìn

              mi te prego inzenoggiòu..

              digghe tì cianìn, cianìn..

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† che mai ci√Ļ me l‚Äôascordi√≤u‚Ķ

SCENA II

(Camilla - Remo - Beppe)

BEPPE       :- (apre l'uscio ed entra adagio, camminando un po' curvo e a gambe larghe. I due ragazzi si scostano rapidamente) "Oh, bella fuènta.."

CAMILLA :- "Stavo domandando a-o Remo o perché camminavi in strambelòn"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (accomodandosi meglio e soffrendo un poco) ‚ÄúGh'√® poco da cont√†.. O Remo ho l'ha sent√ģo che stavan √ßercando de arr√∂b√Ę a cavalla e semmo sciort√ģi de corsa.. ho visto 'na l√Ľxe e poi du√¨ lampi .. Ean due sc-ci√Ľppettae !"

CAMILLA :- "..E dovve son andaeti a fin√ģ i c√∂rpi?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (fa segno col dito dove sono andati a finire, suo.. di-dietro) "Ch√¨!‚ÄĚ

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (declamando con ironia) "Ferito..nell'onore, una ferita che brucia.. perch√® e cart√Ľcce ean careghae co-a s√Ę..‚ÄĚ

BEPPE       :- "Orriae veddite tì a-o mae posto"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No te a piggi√† pap√†.. vorri√Ę di che ti te riposiae"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "N‚Äôho manco ci√Ļ cuae de famme vedde in to p√†ise"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma tanto √≤u san t√Ľtti quello che l'√® s√Ľccesso"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Z√†.. per√≤ l'√® a m√¨ che me br√Ľxa.. Ti doviae f√§ghe scheua t√¨ a-a Camilla fin che no posso assett√§me in sci√® 'na sella"

REMO        :- "Ah, ma allòa ti ammetti che son bon .."

BEPPE¬†¬†¬†¬† :- (interrompendo) "Spero che con a Camilla ti seggi bon.." (ironico) "Semmai, te daggo 'na dr√ģta m√¨"

CAMILLA :- "Veddo ch'√©i sempre cuae de scherz√†.. anche se v'han pert√Ľz√≤u"

BEPPE       :- "Ma no m'han miga sparòu in ta testa"

CAMILLA :- "Vieni Remo.. andiamo" (avviandosi) "Salve, Beppe"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Ciao.. e m‚Äôarraccomando.. no andae p√ę funzi"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "P√Ę.. gh'√® da ripar√† a sella do cavallo b√†io.. a l'√© arri√Ę quella neuva?"

BEPPE       :-"No!.. Mettighe 'n sacco.."

REMO       :- (ironico) "Ti porriesci damme o teu cuscin"

BEPPE      :- (si alza e gli lancia il cuscino che cade vicino alla porta. I due escono rapidamente)     

SCENA III

(Beppe - Genia)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-(cerca di riprendere il cuscino ma non riesce a piegarsi)"O piggi√≤u doppo. Chi se a situazi√≤n a no migliora me ref√Ľan o perm√¨sso p√ę l‚Äôazienda‚ÄĚ (chiama) ‚ÄúCesira..‚ÄĚ (silenzio.¬† Si alza lentamente e va nel cucinino) "A C√©.. dovve ti t'√© cacci√Ę?"

GENIA       :- (da fuori) "Cesiraaa.."(entra e non si avvede del cuscino. Inciampa  facendo cadere il cavagnotto che aveva con sé e dal quale fuoriescono delle patate e finisce in ginocchio)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra e vede Genia che si lamenta) "Ma Genia!. Se proppio ti veu preg√† vanni in G√ęxa!"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si alza nettandosi la veste e raccoglie le patate) "Veramente vorriae sav√©i chi o l'√© quello √ßi√∂to co s'acco√©ga p√ę taera e poi o ghe lascia l'oeg√©!"

BEPPE       :- (vedendo che Genia raccoglie le patate) "Te daieiva 'na man ma.. son impedìo.. ti voeivi quarcösa?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A Cesira.." (riprende il cavagnotto ormai pieno delle patate e porge il cuscino a Beppe che lo ripone sulla sedia. La donna si siede accanto all'uomo e poi con voce incerta) "L'ho vista da-o forn√Ę, ma credeivo ch‚Äôa f√Įse z√† arri√Ę"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (nel frattempo si era versato del vino da un fiasco) ‚ÄúInvece no‚ÄĚ

GENIA       :- (civettuolasi accosta a Beppe il quale si sposta comicamente sorseggiando sempre il vino) "Beppe.. ti che t'è 'n'ommo.."

BEPPE       :- "Tranquilla.. lì, no m'han sparòu"                  

GENIA       :- "Voeivo domandate se.." (altro spostamento di sedia)

BEPPE       :- "Genia, ferma!" (si alza e annusa)

GENIA       :- "Ti me paggi 'n can da trìffole"

BEPPE       :- (con comicità odora in giro, si avvicina alla donna e l'odora ritirandosi di scatto)

GENIA       :- (si alza anch'essa e con voce tremolante) "Ma se peu savei cöse t'hae?"

BEPPE       :- "No ti senti 'n leggero profummo de.."

GENIA       :- (con tenerezza pensando di essere l'oggetto di un gentile riguardo) "..de cöse?"                       

BEPPE       :- "De liàmme!"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scostandosi impermalita) "Ma c√∂se ti d√Įxi?"

BEPPE       :- "Ma bella figgia cà-a.."

GENIA       :- (si riaccosta a Beppe, interrompendolo) "Scì?.. Vanni avanti.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma comme t'eu che fassan i ommi a-avvixin√§se a t√¨ se no ti te levi questo ..prof√Ľmmo de d√≤sso.." (va ad aprire la finestra)

SCENA IV

(Beppe - Genia - Cesira)

CESIRA    :- (entra con una sporta piena) "Oh, Genia.. t'é zà chì?" (posa la sporta)

GENIA¬†¬†¬†¬† :- "T'ho vista da-o forn√† e stavo pe' intr√Ę, poi m'√® vegn√Ľo in mente ch‚Äôaveivo anc√≤n do pan p√∂so..e che poeivo sc√§d√†melo in sci√† grixella e cosc√¨ son vegn√Ľa ch√¨ p√ę d√Įte che.."

CESIRA¬†¬†¬† :- (interrompendola, a Beppe) "Comme mai t'√® averto o barc√≤n? Va ben che¬†¬† semmo vixin a Pasqua ma l'√® ancon freido"(va a richiuderlo e passa accanto a Genia, sente l'odore e comicamente fa dietro-front e riapre la finestra) ‚ÄúT‚Äôhae rax√≤n!‚ÄĚ

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (comicamente) "Veddo ch'emmo av√Ľo a maexima idea. C√©, sciorto" (si avvina alla porta camminando al solito modo)

CESIRA      :- "Ti devi stà in ripòso.. no ti veddi comme ti camminn-i?"

BEPPE¬†¬†¬†¬† ¬†¬†:- "O prof√Ľmmo da Genia o m'hae faeto vegn√ģ in cheu che.. devo levare lo¬† stallattico dalla stalla" (esce)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Cesira, son vegn√Ľa a sal√Ľate"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Va ben, ciao.. se semmo sal√Ľae" (si avvia al cucinino)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Son vegn√Ľa a dite che vaddo a Zena p√ę ‚Äėn po' de tempo, da mae lalla..a no sta ben meschinetta e a m'ha mand√≤u a d√ģ se ghe vaddo a f√Ę, ci√Ļ che √§tro, compagnia"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma l'orto.. e galinn-e.. chi te ghe dai√Ę a mente?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A Bice.. De euve a ne fai√Ę quello ch‚Äôa credde e a dai√Ę rec√†tto anche a l'orto, tegnindose a verd√Ľa e m√ęze patatte.. con quelle femmo parte mes√≤n.. te n'ho port√≤u 'n po'" (glie le porge)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Grassie" (le guarda e ne prende una) "Son abbastanza v√ęge.. gh'han finn-a o beutto"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúTe l'ho portae primma che marsiscian se donca me se spantega in ta casa l'√∂d√ī de marso e ti sae comme son e patatte quando marsiscian.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (annuendo con ironia)"Sp√Ľssan‚ÄĚ(odora)‚ÄúOua posso serr√Ęlo o barc√≤n. E cosc√¨ ti vae a Zena"(apre un barattolo e si rivolge con simpatia alla donna offrendole del denaro) "No offendite Genia.. primma de and√† in z√Ļ vanni d√§ p√ętenaea..ti te dae 'na bella r√Ľxent√† in to g√†uso, nella tinozza ghe dixan quelli ch'√†n studi√≤u, ti te metti comme quando t√¨ vae a messa p√ę Natale o pe' Pasqua, cosc√¨ a Zena, ti faiae bella fig√Ľa"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (china il capo vergognosa) ‚ÄúNo, no te distb√†‚ÄĚ (prende i soldi conb rapidit√†, si volta e apre l'uscio, poi, sulla porta) ‚ÄúGrazie Cesira.. se ti veddi o Nando digghe che.. no, no digghe ninte.. ciao" (esce immagonata)

CESIRA      :- "Ciao..e famme savèi de tì" (va verso il cucinino ed esce)

SCENA V

(Cesira - Bastiano - Violante - Beppe)

BASTIANO:- (dall'esterno) "Signora.." (bussano e chiamano) "Signora.." (silenzio) "Sta a vedere che non c'è sta nisciuno"

VIOLANTE  :- (bussa e chiama) "Scià Cavallo" (si ode un nitrito dall'esterno)

BASTIANO :- "Ih.. hai sentito.. ti ha risposto ancora"

CESIRA     :- "Arrivooo" (corre in scena allacciandosi il grembiulino e va ad aprire) "Gh'é averto.. ah!.. Séi voiätri?"

VIOLANTE :- (entra assieme a Bastiano)"Sci√† l'aveiva d√Įto de ciamm√Ę e de picc√Ę e l‚Äôemmo faeto.. credeivimo che Sci√† no ghe f√Įse"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ero in un posticino che non ci potevo mandare nessuno.. ma accomodaeve, intanto io chiamo mio m√†io"(apre la finestra e chiama) "Beppe!‚ÄĚ

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (da fuori, bofonchia) ‚ÄĚEuh!‚ÄĚ

CESIRA       :- “Te veuan, mescite"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†(da fuori) "E t'hae 'n bello d√ģ, mescite.."

CESIRA       :- (ai due) "Adesso viene.. ciò fatto sprescia"

BASTIANO :- "Abbiamofatto il giro nei dintorni.. è proppio un bel posto.. ho visto pure che avete delle galline ruspanti"

CESIRA       :- (tra sé)"Alé.. ghe semmo" (a Bastiano) "E già.. ruspano a tutto andare.. cosa vuole, non sanno cosa fare e allora ruspano"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entrando) "C√∂se t'hae da ciamm√† de longo?..‚ÄĚ (presentandosi) "Con chi ho o¬† piax√©i?"

BASTIANO:- "Siamo gli incaricati della Regione e della Comunit√† Montana, per verificare i requisiti in relazione alla vostra richiesta volta ad ottenere dei¬† fondi, dei cavalli, etcetera etcetera, per iniziare l'attivit√† come Azienda Agrituristica e la installazione di un maneggio‚ÄĚ (presentazioni)

VIOLANTE:- (che osservava il modo di muoversi di Beppe) "Me p√Ę che Sci√† no segge in graddo de arv√ģ 'n maneggio.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma.. Sci√† vedde.. l'√© nasci√Ľo 'n problema, che se risolvi√† quanto primma.. √Ľn incidente de percorso.."

VIOLANTE:- (sta leggendo dei documenti da una cartella) "Chi, Sci√† d√Įxe che Sci√† vorrieiva¬†¬† ripristin√† i v√ęgi sent√© che attraversan i monti"

BASTIANO:- "L'antica Via del Sale.. che robba è?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúP√ę caitae, lascemmo perde a s√Ę..a m‚Äô√® divent√† indigesta finn-a in to mene- str√≤n"(a Bastiano)¬† "Comunque signor..coso.. era la via che percorrevano un tempo i nostri avi, per portare il sale dal mare ai paesi dell‚Äôentroterra .. se scangiavan a mercanzia.. briganti permettendo..‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"No te sci√§t√† che primma che arrivan e palanche e o resto ti fae in tempo a-avei'n'√§tro incidente de percorso.." (agli altri) "Scusae, devo and√† de l√†‚ÄĚ (ironica) "..nel mio studio, a mondezzare le patate perch√© comiciano a fare i beutti e poi me divantan molle" (esce)

BASTIANO :- "Accomodatevi pure, signò "(A Beppe, mentre guarda con Violante la cartella dei documenti) "Allora vediamo un po' ..voi siete.."

BEPPE         :- "Beppe"

BASTIANO :- "Beppe stà per Giuseppe?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma gh'√® ben scr√Įto in sci√† domanda, no?"

BASTIANO  :-"Vedete, avete ha scritto Giuseppe ma poi avete firmato Beppe e allora sorge un dubbio sapete.. la burocrazia.."

BEPPE          :- "Ma scusi, signor coso.."

BASTIANO  :- "Pelle, prego!"

BEPPE          :- "..quanti Beppe abitano a questo indirizzo?"

VIOLANTE :- (tagliando corto) "Sci√† no s'arresc√§de; emmo cap√ģo. Noi√§tri, visto anche e informazio√¨n av√Ľe in sci√≤ posto, penso che daiemo o nostro parere favorevole; st√† poi a-e nostre autoritae d√§ve quello che domandae e.. speremmo f√Įto"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mi a ringrazio ma.. c√∂se veu d√ģ 'f√Įto' in termini burocratici, perch√© se son t√Ľtti comme o Sci√≤ c√∂so ch√¨.."

BASTIANO:- "Ho detto che mi chiamo Pelle; Sebastiano Pelle, e non ..coso!"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Non se la prenda signor.. coso di pelle, √® un errore burocratico come il¬† Beppe col Giuseppe, ma poi tutto si accomodda, basta accap√ģse"

VIOLANTE:- "Beh.. quante ghe veu l'è 'n po' diffiçile saveilo, ma spero pochi meizi. E Scià me digghe 'n po'.. Scià ghe n'ha zà cavalli?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Precisemmo.. p√ę a burocrazia.." (guarda Bastiano) "Sci√† l'intende d√ģ cavalli comme bestie o comme figgi, visto che me ciammo Cavallo..‚ÄĚ

BASTIANO:-"Giusto! E’ sempre meglio essere precisi altrimenti si creano delle confusioni"

BEPPE        :- "Ha visto signorina che avevo ragione.."

VIOLANTE:- (accettando lo scherzo) "Cavalli comme quadrupedi, naturalmente"

BEPPE        :- "Ho una cavalla e un 'bàio'"

BASTIANO:- "Ah, ha una cavalla e un paio di cavalli"

BEPPE       :- "Un paio col 'bàio'"

BASTIANO:- (alla collega) "Non ci capisco 'na mazza.. ma che dice?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma perch√©.. lazz√Ľ cavalli b√†j no ghe n'√®?.. Intendo dire che ho un PAIO di cavalli e che.."

BASTIANO:- (interrompendo)" E io che ho detto.. nu paio di cavalli.. pi√Ļ una cavalla"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (spazientito) "Scignorinn-a.. non vorrei andare fuori del semenato e magara rimettighe o finanziamento.. Sci√† ghe fasse a traduzion chi a-o sci√≤.. c√∂so, Sci√† ghe digghe che i cavalli sono un paio se poi l√©, a-o seu p√†ise sono un 'b√†io' p√ę du√¨, me sta ben. Comunque ho una cavalla da sella di razza kabarda e un cavallo 'b√†io'.."

BASTIANO:- "Che fanno tre!"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ha uno scatto d'ira) "Scignorinn-a.. a trad√Ľzi√≤n p√ę piax√©i!"

VIOLANTE:- "Lascia perdere Bastiano.. il 'baio' è una razza e non sta ad indicare il doppio, capito?"

BEPPE      :-"Traduzione perfetta. Il mio cavallo è di pelo rossiccio, ha due anni e vedes- se come ha imparato bene a tenere la 'testiera'.. ma devo allentaghe 'n po' o morscio perché o me sbava"

BASTIANO:- "In definitiva, signor Cavallo, quale sarebbe il vostro programma?"

BEPPE       :- "Vorrei mettere su una scuderia per fare dell'equitazione ad un certo livello, e se lei signorina.. signorina?.."

VIOLANTE:- "Cicogna"

BEPPE        :-"Cicogna..ecco se lei invece di volare intendesse andare a cavallo, viene da me e le insegnerei il passo ambio, il trotto corto e lungo, la galoppata a sini- stra, quella in diagonale.."

BASTIANO:- "E che è?..nu cavallo ggeometra?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Il galoppo in diagonale a sinistra si ottiene quando l'anteriore destro e il posteriore sinistro sopportano il peso e.. comunque scignorinn-a Cicogna, son seg√Ľo che piax√©iva; perch√© Sci√† no vegne.. nat√Ľralmente appenn-a gh'emmo t√Ľtti i pap√® in regola"

VIOLANTE:-"Veddo che Scià se ne intende e-o scriviò in to mae rapporto"

                                                          

SCENA VI

(Beppe - Violante - Bastiano - Remo - Camilla)

REMO¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†:- (Entra assieme a Camilla) "Ciao P√Ę.." (vede i due) "Buongiorno"

BEPPE        :- (con una punta di orgoglio) "Mae figgio"

VIOLANTE:- (guardando con ostentazione il ragazzo) "Porrieva d√§se che accette a seu offer- ta de lezio√¨n.. ghe fai√ī sav√©i.."

BEPPE       :- (che ha capito, carica la dose) "LUI, mi darebbe una mano, appena prende la laurea"

CAMILLA:- (ha un gesto di stizza e colpisce i propri stivali col frustino)

REMO¬†¬†¬†¬†¬† :- (con galanteria) "Speriamo che tutto si svolga al pi√Ļ presto, faremo delle paseggiate a cavallo e vedr√†.."

CAMILLA:- (con ironia) "..o panoramma.."

REMO       :-"..e vedrà che ne vale la pena aprire un'azienda agrituristica con annesso maneggio, per rilanciare questa zona, far conoscere la storia passata e recente di questa nostra vallata.."

BASTIANO:- (che sembra soffrire delle attenzioni a Violante) "Beh..tutti i paesi hanno una lo- ro storia.. pure al paese mio"

BEPPE       :- "E perchè Scià no gh'è arrestòu?... Scherzavo, scherzavo.."

REMO     :- "Certo lei saprà che qui si sono svolte cruenti battaglie che hanno visto contrapporsi piemontesi, francesi, austriaci.."

BASTIANO:- "Anche dalle parti mie si sono visti i piemontesi"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"L'√©a megio che quello giorno fu√¨ssan andaeti a mangi√† a bagna c√†uda‚ÄĚ (accorgendosi di avere esagerato) "Scherzo.. me piaxe scherz√†.."

BASTIANO:- (serio e vendicativo) "Speriamo che vi venga concessa l'autorizzazione per far vedere a cavallo tutto questo ben di Dio..sapete com‚Äô√® la burocrazia‚Ä̬† (soddisfatto della frecciata) "Scherzavo pure io.."

REMO       :- "La zona è veramente interessante anche per la natura stessa dei suoi bo- schi e per quelle poche coltivazioni che i nostri vecchi riescono ancora a mantenere"

VIOLANTE:- (si alza e con civetteria) "Ma no se porrieva dagghe magara, 'n’euggià insem- me?"

REMO        :- "E perché no?" (escono)

CAMILLA  :- ( non riesce a nascondere il proprio disappunto) "Veddo che mi gh'accrescio e posso anche andämene.." (si appresta ad uscire quando entra Nando)

SCENA VII

(Beppe - Bastiano - Camilla ‚Äď Cesira - Nando)

NANDO¬†¬†¬† :- (vede Camilla e si avvicina a lei ringalluzzito) "Salve scignorinn-a Cogorno.. comm'a boccia?..Sempre ci√Ļ bella e sempre elegante.. Sci√† l'√® proppio 'n bello tocco de.."

CAMILLA    :- (interrompendolo) "Basta coscì.. Scià l'ha zà réizo l'idea"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (a Nando) "Aggi pasiensa se te dest√Ľrbo in c√† mae ma.. gh'√≤ gente"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Scusae ma.. ho visto 'n raggio de s√ī e me son imbriaeg√≤u"

CAMILLA¬†¬†¬† :- "Nando, co vadde a ti√† de sc-ci√Ľppettae da 'n'√§tra parte"

BEPPE¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†:- "Ma a voei ciant√† l√¨ de parl√† de longo de sc-ci√Ľppettae?.. Perch√© no andae a f√Ę du√¨ passi..?‚ÄĚ

BASTIANO :- “Signor Cavallo, possiamo uscire noi, se crede. Ho detto alla vostra signora che ho visto un recinto con delle galline e magari ci saranno anche delle uova fresche.. pagando s'intende"

BEPPE       :- "De quelle cöse lì se ne interessa la Cesira, la mia signora, mi gh'ò i cavalli, a taera e via discorrindo" (chiama) "Cesira!"

CESIRA      :- (entra) "..se gh'é?"

BEPPE       :- "O scignoro chì, o Sciò cöso.."

BASTIANO:- "Che signor coso del picchio!.. Pelle.. mi chiamo Pelle!"

BEPPE        :-"Appunto, o Sciò Picchio de Pelle, o l'orrieiva de euve fresche.. pagando, o dixe"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (salace) "Poi te o savi√≤u d√ģ" (a Bastiano) "Venga, andiamo a vedere se ne hanno fatto.. vedr√† che quarcuna per lei, ci sciorte" (escono)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E mi vaddo a d√Ę a biadda ai cavalli" (esce)

CAMILLA :- (rimasta sola con Nando, stizzita) "Sai√† ben che vadde da mae lalla a disn√Ę"

                      “Tanto  me sà che pe' ancheu a cavalla a saià impegnà"

NANDO¬†¬†¬† :- "Ma mi ghe l'ho o cavallo.. o l'√® da t√ģo ma o se lascia mont√Ę"

CAMILLA    :-"E alloa Scià ghe monte in çimma e Scià se leve di 'n ti pê"

NANDO       :- "Eh.. quante äie.. solo perché son un paisàn"

CAMILLA    :- "No l'è paisàn chi sappa ma chi trattà no sà"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma mi s√≤ tratt√Ę.." (si avvicina e l'abbraccia prendendosi uno schiaffo; Nando si porta la mano alla guancia) "Ahia..!"

CAMILLA    :- (esce indispettatita dal cucinino)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra con Bastiano; ha un pacchetto con le uova, avvlte inun fazzolettone) "Ecco ch√¨ e euve fresche. Poi o mandillo Sci√† me o fai√† avei..‚ÄĚ

BASTIANO :- "Vi devo qualcosa?"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-"Ninte, ch‚Äôo se fig√Ľre; ci√Ľttosto speremmo che quelli pap√© se m√©scian f√Įto‚ÄĚ

BASTIANO :- "Scià no dubbite.. i pappè si mesceranno fitto"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (guardando Nando)"Comme mai t'√® cosc√¨ ab√∂t√ģo.. famme vedde.." (guarda la guancia) "T‚Äôhae a ganascia rossa"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (imbarazzato, ricoprendosi la guancia con la mano) "O l'√®.. o dente do gi√Ľdissio ch‚Äôo s‚Äô√© m√¨sso a batte e o me f√Ę m√Ę"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-"Ma t√¨ gi√Ľdissio no ti n‚Äôhae mai av√Ľo‚ÄĚ(osserva la guancia)‚ÄĚChe dente strano.. gh‚Äô√® finn-a o segno de¬† √ßinque d√¨e"

NANDO      :- (uscendo innervosito) "Oh.. voiätre donne no se sà mai comme piggiäve"    

REMO       :- (entra scontrandosi con Nando) "Che sprescia.. Signor Pelle la sua collega l’aspetta dalla macchina per rientrare in sede" (va di sopra)

BASTIANO:- (prende il pacchetto di Cesira fasciato con carta da giornale) "Vado. Ancora grazie, mi farò nu bello zabbaglione" (esce)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Intanto co e seu ciaci√§re o m'ha xatt√≤u 'na dozzenn-a de euve.. o se f√Ę o¬† zambaj√≤n, p√∂vio l√∂ro.." (va in cucinino)

      

SCENA VIII

(Beppe - Cesira - Remo)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra cupo in volto.Posa dei finimenti e si siede) ‚ÄúAhia!.‚ÄĚ(al proprio..di dietro)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†"Sc√Ľsa.. no m‚Äôarregordo mai de t√¨..s'agguanto quello co m'ha ti√≤u.."

CESIRA    :- (rientra) "Cöse t'hae da mugugnà de longo?"

BEPPE       :- "I m'han arrobòu i finimenti praticamente neuvi.."

CESIRA    :- "T’è o solito merlo"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Bezeugna f√Ę prepar√† o progetto da descarega do liquamme e do liamme, dovemmo parl√§ne ch‚Äôo gi√≤metro ch‚Äôo se desbrighe.."

CESIRA      :-"Se porrieiva vendilo..o l'è un concimme ecologico, comme se dixe òua"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "E z√†..ma quello o se usava quand'eivimo n√©sci..quando i fr√ľti da taera se poeivan mangi√† appenn-a cheuggeiti da l'aerbo.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (con nostalgia) "..quande se poeiva b√©ie l'aegua fresca ch‚Äôa sciort√ģva feua da-e vivagne con e man a coppetta.. alloa se dixeiva..'Acqua di sorgente, la beve il serpente, la beve Iddio, posso berla anch'io'.. Oua a l'√® aegua do di√†o"

BEPPE¬†¬†¬† :-"Oggi si beve la minerale.. e ch‚Äôa segge de marca comme o vin‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Doman vegnan quelli do telefono" (estrae un foglietto dalla tasca) "M'han z√† daeto o n√Ľmero"

REMO        :- (si precipita in scena, strappa il biglietto dalle mani della mamma)"Mettan o telefono?" (legge)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che f√Ľrmine.. √ßerca de ri√ßeivile e telefonate ci√Ľttosto che f√§le"

REMO        :- "Vaddo in te l'ostàia a telefonà" (esce)

BEPPE       :- "Me sa tanto che o nostro o saià de longo occupòu"(esce)

SCENA IX

(Cesira ‚Äď Nando- Beppe)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mah.. emmo inandi√≤u 'na faccenda che..speremmo de no appottif√§se se no t√Ľtto questo o no va 'na tr√≤ffia.." (pensosa) "Gh'orrieiva 'n corpo de genio, 'na trovata.. quarc√∂sa de strano..comme l'apparizi√≤n da Madonna, o 'na statua ch‚Äôa se mette a ci√†nze.. alloa sc√¨ che vegneiva tanta gente in¬† sci√≤ posto e noi√§tri aviescimo sempre p√¨n"

NANDO       :- (entra mogio) "Se peu?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma ti no ti travaggi mai?.. Ti me paggi ‚Äėn can legn√≤u.. assettite‚ÄĚ

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (si siede pensieroso) ‚ÄúSon vegn√Ľo a dite che..‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (scherzando) "E no piggiatela.. ti vediae che a Genia a ritorna f√Įto.."

NANDO      :- "O no gh'è o Beppe?"

CESIRA      :- "O l'è in ta stalla"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "Son vegn√Ľo... a famme perdonn√†"

CESIRA       :- "E de cöse?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Son vegn√Ľi da m√¨ i carabin√©"

CESIRA       :- "T'hae misso a cavallo in sosta vietata?"

NANDO       :- "No. M'han denunziòu.. a piede libero.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scherzando)"All√≤a ti peu cammen√† desc√§so."(preoccupata) ‚ÄúT‚Äôhae ratell√≤u con quarched√Ľn?

NANDO       :- (accenna di no col capo)

CESIRA       :- "T'hae fregòu i finimenti do Beppe?"

NANDO       :- (c.s.)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :-"T'hae miga pest√≤u o Porcheddu, o past√≤ sardo perch√© e seu pegoe br√Ľc-¬†¬†¬† cavan a teu √®rba.. no saieiva a primma votta"

NANDO ¬†¬†¬†¬†¬† :- (scrolla il capo) "P√ęzo"

CESIRA       :- "Oh, Segnò benéito.. alloa cöse t’hae combinòu?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"L'√§tra s√©ia ho sent√¨o ‚Äôn remescio in ta stalla. L√¨, p√ę l√¨ a me p√†iva a mae ch‚Äôa l'√® arente a teu. Arvo o barcon e te veddo de ombre che manezzan in ta porta ill√Ľminando con de pille. √õnn-a a tegniva o morscio do mae cavallo da t√¨o e l'√§tra a teu cavalla..ho piggi√≤u o scc-euppo e..‚ÄĚ

CESIRA      :- (tenendo minacciosa le mani sui fianchi) "Vanni avanti.."

NANDO     :- "..ho sparòu"

CESIRA      :- (adirata) "A chi, desgrassiòu.."

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúAi laddri.. Ho sent√¨o 'n cr√ģo e doppo.. ho sacci√Ľo do Beppe"

CESIRA      :-"E coscì ti saiesci tì quello ch’o l'ha inciappettòu!..Ma no ti te rendi con- to che se o scc-euppo o l'èa carego pe'n davvéi, mi arrestavo viddoa?"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (si alza e si avvicina intenzionato alla donna) "Se o saveivo invece che da s√Ę, ghe metteivo di ball√¨n doppio zero" (fa l'atto di abbracciarla e si becca un sonoro ceffone: L'uomo perde l'equilibrio e cade a terra.. poi, frastornato si rialza massaggiandosi la guancia) "Ma voi√§tre donne no s√®i f√Ę √§tro che moll√Ę di lerfo√¨n‚ÄĚ

CESIRA     :- "Tegni e man a posto, stondàio, che se o vegne a savei o Beppe.."

BEPPE       :- (entra all'ultima parte della battuta) "E cöse o no dovieiva savéi o Beppe?"

CESIRA     :- (imbarazzata) " ..l'è che.. o Nando.."

NANDO     :- (si volta e congiunge le mani a mo' di preghiera)

BEPPE       :- (minaccioso) "O Nando?."

CESIRA     :- (rapida, con la soluzione) "O..o  L'HA VISTO I UFO!"

NANDO     :- (sgrana gli occhi incredulo come pure Beppe mentre il sipario si chiude)

FINE DEL SECONDO ATTO

                                                    ATTO TERZO

                                                        Stessa scena del primo atto

 

                                                            SCENA I

                                                   (Beppe - Cesira - Nando - Marziano)

                           (Sono seduti attorno al tavolo che discutono della faccenda)

BEPPE       :- (incredulo) "Aggi pasiensa Nando, ma no te creddo"

NANDO     :- "Manco mi"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Comme saieiva a d√ģ?"

CESIRA¬†¬†¬†¬† : ".. l'√© s√Ľccesso t√Ľtto in te 'n'attimo.. no ghe p√§ v√©a manco a l√©! Ti l‚Äô√ęsci visto ..o l'√©a finn-a verde.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúMa s‚Äô√≤ l‚Äô√©a rosso‚ÄĚ (pensoso) ‚ÄúBezeugna no d√¨ ninte a nisci√Ľn, se no¬† n‚Äôangoscian e ne piggian in g√ģo"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "E bravo merlo, visto che no emmo av√Ľo l'apparizi√≤n da Madonna, te- gnimmose armeno quella di UFO.."

                     (BUSSANO ALLA PORTA)

BEPPE       :- "Chi l'è?"

MARZIANO:-  (da fuori) "Sono Marziano"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (guarda comicamente i due e poi, tremolante)"O Marzian..? Ma alloa l‚Äôho vista p√ę ‚Äėn davv√©i.." (si alza per scappare in cucinino, Beppe lo blocca)

MARZIANO:- (sempre da fuori) “Posso entrare signora Cavallo?"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Oh, Segn√ī.. o marzian ..o s√† o mae nomme"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (prende dalla credenza un mattarello e si appresta, dietro l'uscio, a colpire. Apre piano la porta e con voce impaurita ma che vuole essere coraggiosa) "Ninte p√ľia ..ghe..ghe penso m√¨"

MARZIANO:- (giovane, vestito in modo accurato entra e saluta) "Buongiorno a tutti"

NANDO     :- (impaurito si  nasconde dietro a Cesira, segnandolo a dito e balbettando) "O.. o.. parla comme nuiätri.."

MARZIANO:- (sorridendo) "E perché non dovrei.. non capisco" (si accorge di Beppe con l'aggeggio in mano il quale, con molta comicità finge di fare...  ginastica)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (riprende coraggio ma si avvicina con cautela) "Sci√† me sc√Ľse.. ma chi Sci√† l'ha d√Įto d'√ęse?"

MARZIANO:- "Sono Marziano, un gior.."

NANDO      :- (interrompendo) "O capisce anche o zeneize.."

BEPPE       :- (balbettando) "Mi scusi..ma lei era mica sull'UFO che ha visto il Nando?"

MARZIANO:- "Ah, ah, ah..ho capito..mi chiamo Marziano..Marziano Giovanni..sono un giornalista..Ho saputo dal signor.."(legge un biglietto che ha estratto dalla tasca)"Remo Cavallo, che qualcuno di voi ha visto atterrare un UFO e sono venuto a fare un sopralluogo ed a parlare con la persona o con le persone che hanno assistito, o credono di aver assistito a questo straordinario evento..ad accertarmi se la notizia datami corrisponde a verità, prima di parlarne sul mio giornale e nel caso per avere l'esclusiva"

NANDO      :- "O no poeiva tappase a bocca con 'n'articiòcca o Remo?"(ritorna piano piano al suo posto) "Cesira.. t'hae inandiòu ninte scì.."

CESIRA      :- "Chi ha visto tutto.. è questo signore qui!"

NANDO      :- "No guardi.. le dico subito che.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Nando.. coraggio.. digghe da l√Ľxe"

CESIRA      :- "Do vento"

BEPPE        :-  "..di cavalli.."

CESIRA      :- "..di gatti.."

MARZIANO:- (addittando una sedia) "Posso?"

CESIRA       :- "Prego"

MARZIANO:- (estrae un block-notes e penna)"Allora, mi dica innanzitutto il suo nome"

NANDO      :- (guarda impacciato gli amici che l'incoraggiano) "O.. mae nomme?"

BEPPE        :- "E anche quello che t'hae visto.. "

NANDO      :- (sbottando) "A l'è 'na parolla!"

MARZIANO:- "Ed è appunto sulla sua parola che andremo in sito a verificare..allora il suo nome?"

NANDO      :- (non osa ed inizia a balbettare; lo aiuta l'amico)

BEPPE         :- "Si chiama Ferdinando Moresco"

CESIRA       :- "Detto Nando"

MARZIANO:- (annota e poi, incredulo) "E dove avrebbe visto questo.. UFO?"

NANDO      :- (balbetta e guarda ogni tanto Cesira per chiedere aiuto) "In scià..in scià.."

CESIRA      :- "In scià ciànna di fenuggi sarvaeghi"

MARZIANO:- "Eh?"

BEPPE        :- "C'è una piana sul monte che si chiama 'Piana del finocchio selvatico"

MARZIANO:- (prende nota) "A che ora sarebbe accaduto?"

CESIRA       :- "Era sera"

MARZIANO:- "Ma io vorrei interrogare colui che ha visto l'UFO e non lei, mi scusi"

NANDO       :- "Saranno state le.. e no, anche meno.." (a Cesira) "L'è vea?"

CESIRA       :- "Euh.. ätro che!"

MARZIANO:- (cercando di essere paziente)"Signor Moresco, capisco che pur essendo passato un solo giorno lei sia ancora un po' frastornato.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Pi√Ļ che altro √® imbarlugato"

MARZIANO:- "Adesso, con calma, senza agitarsi, risponda alle mie domande; che ora  era all'incirca?"

NANDO       :- "Diciamo che era poco dopo l'ora di cena.."(si tocca la guancia)

CESIRA       :- "Dieiva che t'è accappittòu chì proppio quando l'è intròu o Beppe"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Confermo..¬† Sci√† scrive p√Ľre"

MARZIANO:- (che ad ogni risposta prende appunti) "E sarebbero atterrati nella piana del.. finocchio selvatico"

NANDO      :- "Eh.!."

MARZIANO:- "E cosa ha visto.. mi dica"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma no andi√≤ m√Įga in ti guai, v√©a?"

CESIRA      :- "E perché.. no ti l'hae foscia visti?"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- "Saieiva m√ęgio de no"

MARZIANO:- "Nei guai?..E perché mai se li ha visti davvero..Qualcuno di voi mi stava dicendo che era apparsa una luce..che erano stati catturati degli... animali, vogliamo precisare?"  

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (piano piano si rianima e poi, si infervora credendo a quello che racconta) "Sc√¨.. primma 'na gran l√Ľxe ch‚Äôa m'ha m√ęzo inorb√ģo e poi ‚Äėn vento che se no m'attaccavo a'n fenoggio.. a'n costo, intendemmose, e-a de reixe de'n castagno, saieiva xeu√≤u comme 'n'√∂xello"

MARZIANO:- "Interessante.. e degli animali che mi dice?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "Veramente io non vorrei dirle pi√Ļ niente.."(vedendo il dissenso¬† del giornalista) "Ma me p√§ che invece.."(sospira e rinfrancato ancor di pi√Ļ, sentendosi protagonista della storia, si alza e passeggia avanti e indietro guardato con occhi increduli da tutti) "E alloa ghe conto!.. Sulla piana dei fenuggi selvatichi.."

MARZIANO:- (che scrive, corregge Nando) "..selvatici"

NANDO     :-"Selvatichi o selvatici son sempre di fenuggi..c'erano parecchi gatti.. selvatici. Quelli del disco, con un raggio se li sono portati a bordo"

MARZIANO:- (scrivendo legge ad alta voce) "..a bordo con un raggio traente, immagino"

NANDO      :- "Conosce il nome del raggio?.. C'erano anche dei cavalli.. e sentivo anche di baèi di pecore e di crave.."

MARZIANO:- "Tutto questo mi appare alquanto strano"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (ormai padrone di s√©) "E Sci√† me-o digghe a m√¨ co visto tutto!.. Sci√† se fig√Ľre che poi √Ľn de loi√§tri o m'ha agguant√≤u e o m'ha misso in √ßercio in testa, con de lampadinn-e che s'a√ß√ßendeiva e s'asmort√†van.."

CESIRA      :- (preoccupata, sottovoce) "Nando.. dagghe cianin.. no esagerà"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Quella do √ß√®rcio no ti me l'aveiva anc√≤n cont√Ę"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- "Ghe ne son p√ę cosc√¨ de c√∂se che no t'ho anc√≤n cont√≤u.. me vegnan in men- te man a man "

MARZIANO:- (scrive) "..cerchio con lampadine.. Ha sentito male?"

NANDO      :- "O bolittigo"

MARZIANO:- "Il ..chè?"

BEPPE         :- "Il solletico"

MARZIANO:- "E.. mi dica.. com'era questo alieno?"

NANDO       :- "E chi sarebbe?"

MARZIANO:- "Il marziano"

NANDO       :- "Mi scusi ma.. Marziano non è lei?"

MARZIANO:- “Senta signor Ferdinando..non ho tempo da perdere, io mi chiamo Marzia-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† no e non sono un marziano. I marziani che ha detto di aver visto, sono chiamati anche alieni‚ÄĚ

NANDO      :- "Ma allora li ha visti anche lei. T'hae visto Cesira che ghe son? L'ha visti anche o signoro.."

BEPPE         :- "Ean aerti?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :-(non sa che dire e cerca di dare un'idea dell'altezza andando su e gi√Ļ con la mano)

CESIRA       :- (con ironia) “Eh scì.. gh'aveivan e molle.."

MARZIANO:- "Mi dica del cerchio"

NANDO      :- "Hanno lasciato un grosso cerchio per terra e attorno l'erba è bruciata, si figuri che ci sono rimasti dei solchi che pä finn-a che gh'aggian aròu"

MARZIANO:- (mentre prende nota) "Intendevo dire del cerchio che le hanno messo in testa. Mi dica se, oltre al solletico ha avuto qualche altra sensazione"

NANDO       :- "Oa che ghe pensò, scì.. Con quello capivo il loro pensiero e si chiedevano a che razza di animale appartenevo"

BEPPE          :- "Ma e bestie l'aveivan zà careghae, no?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "P√ę loi√§tri QUELLI ean i abitanti da taera e NOIATRI e bestie"

MARZIANO :-(soddisfatto "Questa notizia far√† il giro del mondo. Ritorner√≤ domani per fare un sopralluogo, ora vado a buttare gi√Ļ il pezzo, arrivederci" (esce)

CESIRA     :- "Che o Segnò o ne a mande bonn-a"

 

SCENA II

(Beppe - Cesira - Nando - Remo)

REMO        :- (entra in scena dalle camere)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma dimme 'n p√∂.. c√∂se t'√® gi√≤u d'and√Ę a spanteg√Ę in g√ģo che o Nando o l'ha visto i UFO?.. Ti o sae che no aviemo de queto d'√≤a in avanti?"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúSe voemmo che vegne gente in ta nostra Azienda, questa a l'√® a notizia da d√Ę e noi√§tri porriemo f√† de palanche.."

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (soddisfatta) "O mae bambin.. tutto la mamma..‚ÄĚ

NANDO       :- (che si era chiuso nel silenzio dopo il previsto sopralluogo) "Bella röba.. e doman van a vedde.. i segni lasciae in taera do disco volante.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E questo confermi√Ę a teu versci√≤n.."

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (per consolarsi) "Sai√† m√ęgio che vadde a beivime 'n gott√¨n in te l'√∂st√†ia"¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

CESIRA       :- "Scì, andae a piggià 'na bocconà d'äia, coscì ve levae e tägnae-e da-o çervello"

BEPPE        :- "Vegni Nando..ne scoran..si vede che la mamma vuole cantare la ninna -

                        nanna al bambino" (escono)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (svelta e con aria di cospirazione, a Remo) "Mia..no fatte scapp√† con nisci√Ľn

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† quello che te diggo.. perch√© quella di UFO.. a l'√® staeta 'na mae id√©a p√ę f√Ę vegn√ģ da gente.. si vede proprio che sei mio figlio.. stessa idea, maexima intelligenza.."

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E ti, ti t'√® fi√† do Nando‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúO guaio o l'√® che doman van a vedde in sci√† ci√†nna di fenuggi e purtroppo, no ghe sai√† nisci√Ľn segno de l'atterraggio do disco volante"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"No l‚Äô√© d√Įto. Ci√†mmime f√Įto doman mattin .. devo and√Ę in te 'n posto"

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (soddisfatto) "M√Ę.. vegn√Ę anche a televix√≤n e ti veddiae.. andiemo in sci√† ciann-a di fenuggi sarvaeghi con de comitive a cavallo.. i NOSTRI cavalli, in sci√≤ NOSTRO terren.. Ho z√† in mente o nomme: Azienda Agrituristica del marziano"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Speremmo che o Nando o no se confonde.. Ma ti sae che o commen√ßa a credde d'av√©i visto i extraterrestri p√ę ‚Äėn davv√©i?‚ÄĚ

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúM√ęgio.. cosc√¨ o ghe mette do seu‚ÄĚ

                      ( LA SCENA SI FA BUIA PER RIACCENDERSI POCO DOPO. SI ODE DELLA MUSICA… EXTRATERRESTRE)

quadro secondo

SCENAIII

(Remo - Camilla - Cesira ‚Äď Marziano)

CAMILLA :- (sta parlando affettuosamente con Remo)"Alloa, neo dotore.. t'é contento?"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Oh, sc√¨; primma de t√Ľtto perch√© ho fin√ģo i st√Ľddi e poi anche p√ę i mae‚ÄĚ (con tenerezza)"Ti¬† l'√ęsci visti; no saveivan se cianze o r√ģe. Mae moae a m'ha faeto tanta tenerezza.. sempre pronta a mogogname e poi.. a s‚Äô√® missa a cianze"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra assieme a Marziano) "Sci√† l'intre, Sci√† l'intre p√Ľre"

MARZIANO:-"Grazie..Buongiorno signor Remo.. Ho fatto fare le fotografie dei segni lasciati sul terreno dal disco volante. Sono segni chiari e non lasciano dubbi di sorta‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (guarda interrogativamente il figlio che gli fa un chiaro segno di Okej) "Sciccome il fatto √® successo, dovevano esserci i segni per forza a meno che quarched√Ľn, p√ę f√§ne ‚Äėn desp√ęto, non fosse andato a scancellarli"

REMO        :- "E grazie a lei, che ne ha dato il giusto risalto, anche la nostra Azienda prospera.. Permette? Le presento la signorina Cogorno"

CAMILLA :- "Piacere"

MARZIANO:- "Molto lieto‚ÄĚ (a Remo) ‚ÄúSignor Remo.. c'√® ancora qualche dubbio circa quei solchi sul terreno e quelle bruciature.."

CAMILLA¬† :- "Ma ormai il fatto √® noto a tutti; ne hanno parlato i giornali, la televisione e anche a stampa estera. Sarebbe bene che, a questo punto.. non vi fossero pi√Ļ dubbi, le pare?"

MARZIANO:- "E già.. ma i dubbi restano sempre.."

CESIRA       :- "E quelli se li tenga.. Lei sarà sempre nostro ospite gradito"

MARZIANO:- "La ringrazio.. ne approffiterò qualche volta. Comunque andrò con il signor Beppe a cavallo sul posto.. voglio vedere se qualcuno, nei dintorni, ha visto qualcosa... compermesso" (esce)

CESIRA     :- "Sciorto anch'io con lei.. così parliamo un pitìno.." (escono)

CAMILLA :- (seria,voltando le spalle) "Remo.. penso che p√ę 'n p√∂.. no se vediemo ci√Ļ"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E perch√©?..T'√© arraggi√Ę con m√¨?..Mia che con quella scignorinn-a no l'√® s√Ľccesso ninte sae?‚ÄĚ

CAMILLA¬† :-"No l'√® p√ę quello, se mai son arraggi√Ę con m√¨ che ho cred√Ľo a-e teu belle parolle d√Įte in te 'na s√©iann-a de l√Ľnn-a"(sorride amaramete)"Foscia l'√® proppio corpa da l√Ľnn-a.."

REMO        :- "Ma mì.."

CAMILLA¬† :-"Mae poae o se sente sempre ci√Ļ v√ęgio e mae moae a no riesce a st√† appreuvo a t√Ľtto.. a-a casa, a m√¨, e cosc√¨, dovi√≤ d√Ę 'na man in b√Ľttega"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma Camilla, no posso pens√Ę de no veddite ci√Ļ"

CAMILLA:- "E fig√Ľremmose.. con t√Ľtte e scignorinn-e che vegn√†n a-o maneggio.."

REMO       :-(con affetto, prendendole le mani) "Ti veu proppio lasciäme chì..senza de tì?"

CAMILLA:- "I mae se sentan sempre de ci√Ļ manc√Ę o terren sotto ai p√ę, vorrieivan veddime scistemm√† primma de serr√† i euggi.. avei di nevetti.."

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma che sprescia!"(agitato)"Magara t'han anche attrov√≤u o part√ģo!.. E chi o saieiva questo bell'ag√¨bbo?"

CAMILLA  :- (malinconica)"O l’è 'n'avvocato ch’o me stà appreuvo da quarche tempo, o l'ha anche parlòu con i mae"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (geloso e scavolato)"Mia che quella s√©ia, a l√Ľnn-a a gh'√©a anche pe' m√¨ ma.. fo- scia t'aveivi z√† in testa l'avvocato.. cosc√¨ o te fa a c√†use gratis"

CAMILLA:- (triste, avviandosi all'uscita)"Se vedde che de donne t√¨, ti veddi solo l'aspetto e- steriore.. Bonn-a fort√Ľnn-a"

REMO       :- "Camilla!"

CAMILLA :- "Scì?"

REMO¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con amore)"No ti peu lasci√§me cosc√¨..m√¨..te veuggio ben.."(si avvicina con¬† dolcezza) "No ti veu vegn√ģ con m√¨ lasci√Ľ..vixin √§ madonnetta e a nostro.."

CAMILLA:- (voltandosi malinconica)"A-o nostro giäsemin?. Ghe devo credde?"

REMO¬†¬†¬†¬†¬† :-"No te ne and√Ę..ch√¨ ghe son e teu r√©ixe, comme ti m√¨ hae d√Įto ‚Äėn giorno, e m√¨ t‚Äôasp√ętti√≤u a brasse averte.. Vorriae √ęse m√¨ quello ch‚Äôo dai√† di nevetti ai nostri v√ęgi.. sempre se ti me veu, s‚Äôintende..‚Ä̬†

CAMILLA :- "Oh, Remo..m√¨ t'ho sempre vosci√Ľo ben..ti o sae che t‚Äô√® t√¨ o mae ommo‚ÄĚ

                       (Camilla è felice e si sente la canzone 'O mae ommo t'è ti')

O MAE OMMO T’E’ TI’

LEI:-O mae ommo t’è tì,                                          LEI:- Sento o reciàmmo  

nisci√Ľn √§tro sai√†..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†e da t√¨ son torn√Ę,

se ti veu resto chì..                                                    chì, in scì nostri monti

dovve o vento o parli√Ę..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† p√ę famme abbrass√Ę.

o mae ommo t’è tì                                                     O mae ommo t’è tì..                                          

e o me d√Įxe che t√¨¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† LUI:- A mae donna t‚Äô√® t√¨..¬†

ti saiae o mae destìn,                                                DUO:- Tì t’è o mae giäsemin

a teu donna son m√¨¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† e a l√Ľnn-a l√† in √ß√©

LUI:- Ch√¨ in m√ęzo ai monti¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† a sosp√ģa anche l√©..

In te fasce a pens√†,¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†L√Ľnn-a o l√Ľnn-a

tra o√Įvi e ammiando¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† digghelo t√¨..

a l√Ľnn-a sp√ęgi√§se¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† l‚Äôam√ī che porto

in sci√≤ m√Ę..¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†o l‚Äô√® ‚Äėn fiore in giard√¨n..

Vegnivo a sent√ģ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† L√Ľnn-a o l√Ľnn-a

a teu vöxe cantà..                                                      scrivilo in çé,

o l√Ľnn-a, o l√Ľnn-a¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† che sempre o sai√Ę

ma digghelo tì                                                                                a saià

e fagghe accap√ģ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†o mae ben‚Ķ‚Ķ..

che o seu ommo son mì..                                         

                                                                                  

SCENA IV

(Camilla - Remo - Beppe - Cesira)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra e vede i due)"Dest√Ľrbo?.."

REMO e CAMILLA:- (si lasciano, imbarazzati)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúSeg√Ľo che desturbo..Per√≤ ghe son i cavalli suae,

¬†bezeugna sci√Ľg√§li se donca se piggian 'na pormomon√Įte.. gh‚Äô√® da d√§ghe rec√†tto.." (vedendo che Remo prende dolcemente la mano a Camilla) "..ai cavalli intendo d√ģ"

CAMILLA :- (felice, guardando Beppe e Remo)"Chiss√† che primma o poi no v'arrive¬† ‚Äėn‚Äôaggi√Ľtto..Vieni Remo, andiamo dai cavalli.." (escono)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (entra) "Dovve van quelli du√ģ figgeu?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúA C√©.. te l‚Äôho sempre d√Įto che l‚ÄôAzienda a piggia campo..doppo l‚Äôarrivo di

                        UFO andemmo a gonfie véie.."

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "E mi a gonfie man..Me tocca de longo scistemm√Ę i neuvi locali,¬† pul√¨.. e nisci√Ľn che me dagghe 'na man.."

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬† :- "Peu d√§se che f√Įto t'√†ggi 'n'aggi√Ľttante e.. praticamente a grati!‚ÄĚ

CESIRA¬†¬†¬† :- "A sai√† 'n'√§tra teu idea brillante.."(si guarda attorno) "Semmo comme o caeg√† ch‚Äôo v√† con e scarpe rotte.. Emmo scistemm√≤u l'√§tra casa p√ę i villezzanti e noi√§tri vivemmo sempre ch√¨.. in te questa ex stalla.. Ghe lasci√≤u a pelle.. E chi a saieva quella ch‚Äôa ne daieiva 'na man?"

BEPPE     :- (con aria di chi sa tutto) "Chissà che no ghe segge 'n maiezzo"

CESIRA   :- "Do Nando?.."

BEPPE¬†¬†¬†¬† :- "Do Remo..l'ho acciapp√≤u ch‚Äôo se strufuggi√§va a Camilla e l√© a l'√©a anche t√Ľtta contenta.. capito signora Cavallo.. va a finire che presto avremo.."

CESIRA   :- "..dei cavallini.. Se saian reuze scc-ìuiàn.."

                                                      

SCENA V

(Beppe - Ceisa - Nando - Genia)

NANDO¬†¬†¬† :- (entrando)"Beppe o quaexi fin√¨o a vasca p√ę abbevi√Ę i cavalli e anche o bers√≤, vegni 'n p√∂ a vedde se va ben, no orriae rif√† o travaggio‚ÄĚ

BEPPE      :- (fanno per avviarsi e bussano alla porta: Beppe apre e appare Genia)

GENIA      :- "Posso?" (completamente trasformata, vestita alla moda, entra con signorilità ed eleganza. Tutti restano stupiti ed a bocca aperta)

NANDO¬†¬†¬† :- (pi√Ļ stupito di tutti, balbetta)"Ma.. a l'√®.. a l'√® a Genia?.. Segn√ī, comma ‚Äô√© cangi√†!" (le d√† la mano che lui scrolla facendo traballare la donna)

CESIRA¬†¬†¬† :- "T√Ľtto g√†ibo‚ÄĚ

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :-¬† ‚Äú(a Nando, con sufficienza) ‚ÄúGrazie‚ÄĚ (a Beppe e Cesira) "Complimenti..A Zena¬† se parla tanto de voi√§tri, di UFO che.. o Nando o l'ha visto.."

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (sorniona)"Eh, de votte i ommi veddan c√∂se.. DE 'N'√ĄTRO MONDO e no s'accorzan de quello che gh'aveivan vixin.." (ammirandola) "All'anima Genia, che cangiamento che t'hae faeto"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ho segu√ģo o teu conseggio. Son andaeta a scheua de BON-TON"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (a Beppe) "A dev'√ęse 'na scheua fran√ßeize, vea?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- (lo ignora) "Cesira.. te son debitrice de l'amicizia che ti m'hae sempre regall√≤u; de votte son staeta invadente e..dimmoghe.. anche poco asperta, ma t√¨, ti m'√® sempre staeta amiga"(apre la borsetta e ne estrae un pacchetto che dona a Cesira) "Questo o l'√® p√ę t√¨"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúP√ę m√¨?..Posso arv√Įlo? (l‚Äôapre e trova un monile d‚Äôoro. Commossa la abbraccia)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúGrassie.. Ma assettite econtime de t√¨‚ÄĚ (siedono mentre Beppe prende e osserva il regalo)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mae lalla, meschinetta, a l'√® manc√† f√Įto e a m'ha lasci√≤u a seu casa, di fondi¬† de quarche palazzo e de butteghe..e cosc√¨ √≤ua¬† devo st√† appreuvo ai mae interessi.. per√≤ aveivo cuae de veddite e son vegn√Ľa a trov√§te"

BEPPE¬†¬†¬†¬† :- (d√† una gomitata a Nando) "A Nando.. quarche fondo de palazzo.. b√Ľtteghe..√§tro che scorzon√©a, eh?"

NANDO  :- (ancora stupito) "No posso ancon credde che t’é tì quella Genia.."

GENIA¬†¬†¬† :- (garbata, ma severa)"Za..quella Genia ch‚Äôa credeiva che o seu mondo o f√Įse solo ch√¨; scart√† e piggi√† p√ę-o naso comme a scemma do p√†ise.."

NANDO¬†¬† :- "Ma no.. no l'√® cosc√¨.." (cambiando tono) "E.. t'√® vegn√Ľa co-a corriera?"

GENIA     :- "No!.. M'ha accompagnòu 'n'amigo co-a macchina.. posso?" (accenna se può farlo entrare. Avuta risposta affermativa apre l'uscio) "Vegni"

SCENA VI

(Beppe - Cesira - Nando - Genia - Bastiano)

BASTIANO:- (entrando)"Salve a tutti.. Il mondo è piccolo eh?.. Signor Cavallo noto con piacere che in pochi mesi la vostra azienda ha avuto uno sviluppo notevole specialmente dopo gli avvenimenti.. extraterrestri"

NANDO¬†¬†¬† :-(serio, a Genia, indicando Bastiano)"Comme ma√¨ quello o t'ha accompagn√≤u?‚ÄĚ

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Quello chi?.. Ah.. ti veu d√ģ.. o mae galante?"

NANDO     :- (Ha uno scatto di nervoso mentre gli altri si guardano interrogativamente)"O teu galante?!"

BASTIANO:- (contento guarda soddisfatto i presenti, accennando ad un inchino)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (battendo una mano sulla spalla a Nando) "C√§o Nando.. chi avanti r√ģe, inder√© o sosp√ģa"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- (nervoso si allontana dagli altri) "Sav√©i l'avvegn√ģ.."(inciampa in una sedia e cade malamente. Bastiano e Beppe lo rialzano e lo mettono a sedere)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :-(apprensiva)"Bezeugna ciamm√† o m√ęgo"(a Bastiano)"Vagghe ti co-a macchina‚ÄĚ

BASTIANO:- "Si, va beh.. ma dove stà o mégo?"

BEPPE        :- "L'accompagno mì" (escono)

                                                                    SCENA VII

                                                (Genia - Nando - Cesira)                                                  

CESIRA    :- (osserva la nuca dello svenuto)"Oh..a l'è solo 'na succà.. ghe stan spuntando de brignoccole"

GENIA¬†¬†¬†¬† :- (apprensiva) "L'√® m√ęgio che vegne o m√ęgo.. no se s√† mai con a testa.."

NANDO   :- (borbotta qualcosa, un lamento e poi parlerà come fosse ubriaco) "Me ne andrò col Porcheddu a pascolare sciami di pecore.. dovve no gh'è de UFO"

GENIA       :- (apprensiva) "Oh, Segnò cäo.. o stralabbia"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Va a fin√ģ ch‚Äôo parla ci√Ļ ben de quande o l'√© san"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (c.s)"Allever√≤ greggi di api e fai√ī l‚Äôam√©"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (gli solleva le palpebre e poi) "O ciocca p√ę 'n davei.."

NANDO     :- “Cäo Porcheddu.. ti darò delle vacche e le lasceremo libere, allo stato 'ebraico'"

CESIRA    :- "Cöse gh'intra o Stato Ebraico?"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- "O vorri√† d√¨ allo 'stato brado'..¬†¬† O l'avi√† m√Įga 'n trauma cranico?"

CESIRA¬†¬†¬† :-"Fig√Ľremmose..l√© cranio o no n'ha mai av√Ľo.."(bagna delle pezze in una brocca e le pone, cambiandole di tanto in tanto, sulla fronte di Nando)

NANDO    :- "Cieuve.. Beppe, metteremo su una coltivazione di pulcini e avremo tante galline"

GENIA      :- (che con Cesira cambia le pezze, risponde faceta) "Ghe saiàn anche di galli"

NANDO¬†¬†¬† :- "Comme ti veu.. ghe faiemo de condutt√Ľe con chilometri d'aegua p√ę l'estae.."

CESIRA     :-"E se néia?"

NANDO¬†¬†¬†¬† :-"Mettiemo di pannelli de colesterolo con vreddi puliti.. che no seggian impana√®‚ÄĚ

GENIA        :- "Foscia ti veu dì 'appannae’, vea?"

NANDO¬†¬†¬†¬†¬† :- "E quande nasci√†n i pul√¨n, i portiemo a-o merc√≤u cosc√¨ fai√≤ de palanche e porri√ī sper√† che a Genia.."

GENIA¬† ¬†¬†¬†¬†¬†:- (triste) "Ma t'√© seg√Ľa ch‚Äôo no me piggia in g√ģo?"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (ricontrolla) "Da a faccia no se peu d√ģ..‚ÄĚ(le d√† degli schiaffetti) ‚ÄúO se st√† adesciando"

NANDO¬†¬†¬†¬† :-‚ÄúBeppe, ven z√Ļ da gragneua‚ÄĚ(si sveglia) "Ohi, ohi, che m√Ę‚Ä̬† (si muove ma-lamente e rischia di cadere. Viene trattenuto dalle due donne)

CESIRA     :- "E no eh?.. Oa basta"

SCENA VIII

(Cesira - Nando - Genia - Bastiano - Violante)

BASTIANO:- (entrando con Violante) "Signora Cavallo..il dottore non ci stava ma c’è la signorina Cicogna che è dottoressa in veterinaria"

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- "P√ę l√© ghe n'accresce"

VIOLANTE:- (si avvicina all'uomo e gli guarda gli occhi) "Sci√† segue o movimento do mae d√ģo" (sposta lateralmente il dito seguito dallo sguardo di Nando. Poi gli guarda la testa) "O l'ha piggi√ī solo 'na bella s√Ľcc√†"

BASTIANO :- "Signora Cavallo.. verremo spesso a trovarla io e.. la mia fidanzata"

NANDO      :- (si alza con un gesto di stizza tenendosi la pezza bagnata sulla fronte e scimmiottando) "..Io e la mia fidanzata.."

CESIRA      :- "Veddo che òua o stà ben"

GENIA        :- (a Bastiano) "Caro, andiamo" (escono)

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (salace) ‚Äú..il m√ęgo non serve pi√Ļ..il Nando √® in piedi‚ÄĚ (esce innervosito e imcontra Beppe che sta entrando)

                                                               

SCENA  IX

(Cesira - Nando - Beppe - Violante - Genia)

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"E ti me o poeivi d√ģ che t'abbastava o veterin√§io"

VIOLANTE:- "Scusae ma.. o Remo o se poi laureòu?"

CESIRA     :- "Scì"

VIOLANTE:- "Posso congratulame con lé?"

BEPPE        :- "Al momento è impegnato con una giovane puledra.. ma glielo dirò"

VIOLANTE:- "Ho capito.. Gli dica che verrò a prendere lezioni da lui domattina, arrivederci e grazie"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Grassie a Vosci√† p√ę a consulenza veterinaria"

VIOLANTE:- (esce)

CESIRA      :- "A no molla eh?"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (alla moglie)"Doman mattin, prepara 'na dexenn-a de pi√§ti; arr√ģa ‚Äėna comitiva da Pi√§xenza e vorrievan a buridda"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "Adreit√Ľa.. A parte che pesci no ghe n'√® .. chi m'aggi√Ľtta.. o marzian?"

BEPPE       :- "Tutto previsto.. tranquilla signora Cesira..che arriva l'aiuto che lava e stira"

GENIA      :- (fa fuori) "Cesira..ti me dae 'na man?" (entra una pentola coperta da un asciughino)

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (l'aiuta)"Stavo mugugnando co-o Beppe che comme a-o solito o m'attreuva o travaggio.. manco s‚Äô avesse √ßento brasse.. Arr√ģan i.. cavallerizzi e veuan a buridda.. Stanni a vedde che devo and√† in ci√†ssa Cavour a Zena a √ß√ęrne o pescio"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- (scopre la pentola) "Ecco chi i pesci p√ę a buridda"

CESIRA¬†¬†¬† :- (al marito) "T'aveivi z√† organizz√≤u t√Ľtto eh.. anghaezo che no t'√© √§tro"

BEPPE      :- (uscendo) "Comme se no te conoscesse"

CESIRA¬†¬†¬† :- (riguarda il contenuto della pentola e a malincuore) "E alloa.. c√∂se te devo d√ģ, grassie e forza C√©.." (porta la pentola nel cucinino e parla a Genia che √® rimasta in scena) "Ma ti sae Genia che t'hae faeto 'n cangiamento che..‚ÄĚ (rientra) "T'hae reizo o riso co-a natta a t√Ľtti.. O Nando poi.."

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"O Nando o deve anc√≤n impar√† c√∂se veu d√ģ voei veramente ben a 'na personna... ti ghe l'hae 'n sc√∂sal√¨n?.. Te daggo 'na man"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "T'√© proppio 'n'amiga.. te daggo o mae.. vanni p√Ľre de l√† a prepar√†.. intanto mi metto un po' de ordine ch√¨ e vegno" (trilla il telefono) "E chi l'√© che seunna?‚ÄĚ

GENIA      :- (dal cucinino)"O telefono"

CESIRA¬†¬†¬† :- "Ah, z√†.. oa ghe l'emmo" (risponde) "Pronti?.. Eh?.. Sci√† veu sav√©i chi parla? Parlo m√¨; e m√¨ invece con chi parlo?‚ÄĚ(pausa)‚ÄĚScusi s√†, ma se ha fatto il mio numero vuol dire che aveva intensione di parlare con me,¬† me..con la signora Cavallo" (pausa) "No, non sono un cavallo parlante ..‚ÄĚ (pausa) "Una stansia?.. In questo momento siamo pieni, per√≤ stiamo allargandoci perch√© tutti vogliono vedere il piano dei finocchi.." (pausa) "No, quelli sono di un'altra qualit√†..questa √® la zona dell'UFO.. riprovi la proscima settimana.. a reveise"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (entra tutto elegante. Ha la cravatta storta nel colletto slacciato) "Se peu?..Ciao‚ÄĚ

CESIRA     :- "Ma a l'èa giornà di miàcoi ancheu.. ti vae a'n matrimonio?"

NANDO¬†¬†¬†¬† :- (serio) "De seg√Ľo non o mae"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- "No t'ho mai visto vest√ģo da festa"

NANDO¬†¬†¬† :- "Vaddo via pe' quarche giorno..Me a daiesci ‚Äėn‚Äôeuggi√† a-o mae terren p√ę piax√©i?..Vaddo in z√Ļ con a dottoressa Violante ch‚Äôa me d√Ę ‚Äėn passaggio"

CESIRA    :- "Attento che quella a no l'è pan pe' i teu denti"

NANDO¬†¬†¬† :- "No ghe penso manco.." (malinconico)"Sal√Ľtimela t√¨ a Genia"

CESIRA    :- "E perché doviae saluätela?..Ti a beziggiävi de longo.."

NANDO¬†¬† :- "Ma m√¨ voeivo f√Ę solo o spiritoso..s√≤ ch‚Äôa l'√© 'na brava donna ma..a no se tegniva p√ę ninte e 'n'ommo o se vergheugna 'n p√∂.. poi.. quande l'ho vista, carinn-a, con 'na scignorilitae che no m'asp√ęttavo.. me son sent√ģo 'n tamberl√†n"

CESIRA¬†¬†¬† :- "A no se sentiva conscider√†..a l'√©a sempre ci√Ļ sola e..a se lasciava and√†. Se no gh'√©a l'occax√≤n de so lalla.. chiss√† comme a l'andava a fin√ģ.."

NANDO¬†¬†¬†¬† :- ‚ÄúSola a no ghe saieiva staeta perch√©.. anche m√¨ √©a solo.. De neutte me martellava in to √ßervello quello che ti me remenavi de longo.. che saieiva arrest√≤u solo comme 'n can. De votte noi√§tri ommi, emmo p√ľia de mostr√Ę i nostri sentimenti.. p√ľia d'√ęse piggiae p√ę o naso e all√≤a femmo i d√Ľi.. p√ę pag√† magara doppo con da solit√Ľdine..Ancheu t'hae visto 'n'√§tro Nando, quello vero.. Ciao‚ÄĚ (si avvia all'uscita) "Quande ti veddi a Genia.. fagghe tanti aug√Ľri"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-"Perch√© no ti a sal√Ľtti t√¨?"

NANDO¬†¬† :- "L'√® m√ęgio de no..Oua ch‚Äôa l'ha e palanche a c√∂sa a l'ha t√Ľtto 'n'√§tro aspetto.. E poi l√© a ritorni√† a Zena a c√Ľr√Ę i seu affari e mi..ritorni√≤u ch√¨..‚ÄĚ(immagonato st√† per uscire)

GENIA      :- (rientra dal cucinino e lo blocca chiamandolo) "NANDO!"

NANDO   :- (Nando si blocca e sivolta piano piano) "Ti?"

GENIA¬†¬†¬†¬† :-"Perch√© no ti preuvi t√¨.. a dimme de rest√Ę?"

NANDO¬†¬† :- (imbarazzato) "Genia.. sc√Ľsime de t√Ľtto...te fasso tanti auguri assemme a o teu galante"

GENIA¬†¬†¬†¬† :- (con affetto) "T'√® sempre o solito nescio..Voi√§tri ommi credei de sav√©i t√Ľtto de donne.. ve p√§ che sei voi√§tri a conquist√§le comme se arrivesci in sci√† simma de 'na montagna e no v'accorzei che son e donne che fan in mod- do d'√ęse conquistae.." (gli aggiusta la cravatta) "..e poi no sei manco bo√¨n de vest√Įve.."

CESIRA¬†¬†¬†¬† :-"Scusae, ma devo and√Ę in ta 'dependence' a scistemm√† e stanse p√ę i ospiti" (esce all'esterno)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Se ti savessi l√ęze in to cheu de √ßerte donne..t'aviesci accap√¨o che o Bastian o no l'√© propprio ninte p√ę m√¨.. Oh, l√© ghe saieiva c√§o s'accapisce"

NANDO    :- (rinfrancato) "Ma allòa.. a l'è 'na balla"

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Voeivo vedde se ti me pensavi comme mi pensavo a t√¨.. NO SON anc√≤n seg√Ľa de t√¨.."

NANDO ¬†¬†:- (commosso)"Genia..√≤ua accapiscio che i mae desp√ęti ean faeti perch√© no me rendeivo conto che te voeivo ben"

GENIA¬†¬†¬†¬† :- (allarga le braccia)"E alloa c√∂se t'asp√ęti a-abbrass√§me s√Ľccon..n'emmo perso finn-a troppo do tempo" (si abbracciano)

CESIRA¬†¬† :- (entra e vede la scena)"Oh..finalmente..Ogni pignatta o seu covercio!"(i due si lasciano tenendosi per mano ‚ÄúE cosc√¨.. non ci sar√† pi√Ļ il maiezzo di Genia Borsellino con Sebastiano Pelle.."

NANDO¬†¬†¬† :- (felice) "Ghe sai√† Genia Borsellino in Ferdinando Moresco, f√Ę ci√Ļ fin che¬† Borsellino in Pelle.. t'√© p√§?"

CESIRA¬†¬†¬† :- (con un velo di malinconia)"Son contenta p√ę voi√§tri.. ma m√¨ e o Beppe perdiemo du√¨ amixi.. √≤ua, diventiei √ßittad√¨n" (accenna al loro abbigliamento)

GENIA¬†¬†¬†¬†¬† :- (guarda in silenzio Nando) ‚ÄúNando.. posso?‚ÄĚ (riceve un cenno di consenso) ‚ÄúL‚Äô√©¬†bast√≤u 'n'euggi√† co-o Nando p√ę accap√Įse e semmo d'accordo che.."

NANDO¬†¬†¬† :- (con affetto) "Sc√¨, Genia..vanni avanti.. quello che ti dixi t√¨, me va ben‚ÄĚ

GENIA      :- "..arrestiemo chì, a date 'na man.."

NANDO¬†¬†¬† :- (sorridendo) "Visto che ti te lamenti che t'hae tanto da f√Ę.."

GENIA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "M√¨ e o Nando daiemo recatto a mae casa p√ę i ospiti che no attreuvi√†n¬† posto da t√¨ e se piggiemo a pix√≤n e voi√§tri pensiei a f√Ę da mangi√† e a interessave da vostra azienda.. c√∂se ti ne d√Įxi?"

CESIRA¬†¬†¬† :- "Che l'√® troppo bello p√ę √ęse v√©a"

NANDO¬†¬† :- "E mi fini√≤ i travaggi p√ę t√Ľtti du√ģ..cosc√¨ o Beppe o porri√† piggiame in g√ģo comme primma"

                   (DA FUORI ECHEGGIA UN COLPO DI FUCILE E SI SENTONO I CANI ABBAIARE)

CESIRA    :- "Alé.. han averto a caccia.."

SCENA X

(Cesira - Nando - Genia - Violante - Beppe - Camilla ‚Äď Remo - Bastiano)

      (Entra Violante che apre la porta per far passare Camilla e Bastiano i quali sorreggono Beppe)

CESIRA¬†¬†¬†¬†¬† :- (corre incontro al marito)"Oh, bello Segn√ī c√§o.. quante votte te l'ho d√Įto de lasci√Ę perde o Nerone.. o l'√® 'n cavallo ancon troppo sarvaego.. ombroso, che ti o dagghi inder√©" (cercano di farlo sedere)

BEPPE       :- (adirato) "Che andae a piggialo da luccoli..!"

BASTIANO:- "L'abbiamo visto zompare a terra come se gli avessero fatto lo sgambetto"

CESIRA¬†¬†¬†¬† :- (apprensiva) "Ma Beppe.. c√∂se l'√® s√Ľccesso?"

VIOLANTE:- "O l'√©a in sella de 'n cavallo neigro quande han spar√≤u.. o cavallo o s'√® imbizzarr√ģo e l√© o l'√® ch√©ito"

BEPPE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Veramente son mi che me son imbizzarr√ģo.."

CAMILLA¬† :- "E o creddo ben..o s'√® becc√≤u 'n'√§tra sc-ci√Ľppett√† in to pan√©!"

NANDO     :- "Torna con da sà?.. Mi no gh'intro eh?.."

BEPPE       :-  "No..! Stavotta éan ballìn!"

                        (bussano forti colpi alla porta)

GENIA       :- "Eh.. che gàibo.." (va ad aprire)

                       (ENTRA UN..MARZIANO CHE HA IN MANO UN FUCILE DA CACCIA . URLA E FUGGI FUGGI AL GRIDO DI "O MARZIAN..O MARZIAN.."- IN SCENA RESTA- NO CESIRA, BEPPE E.. IL MARZIANO)

Il marziano :- (avanza apparentemente minaccioso verso la donna puntandole un dito accusatore, e con voce metallica) "Vo√¨-√©i-in-ven-t√≤u-'na bal-la-con-tro-de-no-i√§-tri-e-√≤ua-ve-de-mo-lie-mo-t√Ľt-to"

CESIRA¬†¬†¬† :- (spaventatissima) "Ma..no..l'√® staeto..p√ę ‚Äėna questi√≤n de travaggio..capito?‚Ä̬† (vede che il marziano si avvicina a lei, seguita da Beppe, fugge fuori gridando) ‚ÄúAggi√Ľttoo.. o MARZIAN...!

Il marziano:- (si toglie la maschera. E' Remo) "Bello Segn√ī c√§o.. che gente..no se peu manco fa 'n scherzo!‚ÄĚ

                                      (SI CHIUDE RAPIDAMENTE IL SIPARIO)   FINE

                                                         

                                                           

                      

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