Mattutino

 


Un atto

di Tullio PINELLI

da IL DRAMMA n. 207

del 15 Gennaio 1954

LE PERSONE:

UN SIGNORE ANZIANO

SUA MOGLIE

UNO SCONOSCIUTO

* Copyright by Tullio Pinelli.

(L'estremo tratto del giardino di una villa, lungo la cancellata che lo separa dalla strada, nella periferia di una grande citt. Sono le ore tra la notte e il crepuscolo dell'alba. La strada illuminata dai riflessi di un lampione posto pi in su; il giardino nell'oscurit. Il primo suono delle campane rompe il silenzio giungendo di lontano. Per qualche tempo non s'ode altro, strada e giardino appaiono deserti. Poi un passo lento fa scricchiolare la ghiaia del piccolo viale. Un uomo anziano entra adagio costeggiando la cancellala. Indossa, sul pigiama da notte, una pesante vestaglia di sobria eleganza. Sta molto eretto sulla persona, senza sforzo; i suoi moti sono giovanili. Tiene tra i denti una pipa. Si ferma, come ascoltando gli ultimi rintocchi delle campane. E' profondamente assorto; qualcosa lo turba. Egli rimane ancora a lungo fermo, quasi seguitando ad ascoltarne gli echi. Poi si riscuote bruscamente. Si toglie la pipa di bocca, constata che si spenta, trae dalla tasca della vestaglia un accendisigari, riaccende la pipa; ma tutto questo con una contenuta concitazione, che il tremito delle mani tradisce. Per qualche istante resta di nuovo fermo, gli occhi nel vuoto, dimenticando di spegnere l'accendisigari. Un passo che risuona nella strada, oltre la cancellata, lo riscuote. Qualcuno sta percorrendo il marciapiede, senza premura, il signore anziano volge meccanicamente lo sguardo verso la strada, facendo l'atto di avviarsi di nuovo adagio. Intanto l'uomo, nella strada, si fermato. Si vede, un po' confusamente, la sua sagoma oltre le sbarre: sembra che scruti nel giardino con curiosit: evidentemente ha visto la fiammella dell'accendisigari e ha sentito i passi sulla ghiaia. Il signore anziano se ne accorge. Spegne lentamente l'accendisigari, lo infila nella tasca fissando lo sconosciuto. Questi non si muove, continua a scrutare nel giardino con le mani aggrappate alle sbarre. I due uomini si guardano, in silenzio, per un certo tempo. Il signore anziano tira adagio due o tre boccate, poi, a mezza voce, come si parla di notte, dice in tono distaccato, astratto).

Il Signore anziano ancora notte, ma non fa freddo.

Lo Sconosciuto(a mezza voce, quasi nello stesso tono) Prima pioveva

Il Signore anzianoDifatti, l'erba bagnata.

(Pausa. Il signore anziano leva lentamente gli occhi al cielo buio; poi torna a volgerli verso lo sconosciuto. In tono di distaccata cortesia, sempre a mezza voce) Desiderava qualcosa?

Lo Sconosciuto(con una sfumatura di aggressivit) No. (Si distacca dalla cancellata) Aspetto l'autobus, ma dev'essere ancora troppo presto. (Breve silenzio). Sa dirmi l'ora?

Il Signore anziano(fa meccanicamente l'atto di guardarsi al polso; si avvede di non aver l'orologio) Mi spiace. Non ho l'orologio.

(Breve silenzio).

Lo Sconosciuto Mi fa accendere?

(Il signore anziano si avvicina alla cancellata, tende l'accen-disigari acceso allo sconosciuto, osservandone il volto alla luce della fiammella. E' un uomo d'et indefinibile, fra i trentacinque e i cinquanta anni, con la barba non rasa sotto un cappello vecchio e ammaccato. Nel complesso, uno di quegli uomini cui non si sa se fare o no l'elemosina; ma la voce e il modo di guardare escludono si tratti di un mendicante. Lo sconosciuto accende la sigaretta)

Passo di qui sovente, quasi tutte le mattine; non ho mai visto nessuno, l dentro, a quest'ora.

(Il signore anziano tace. Lo sconosciuto di nuovo con tono lievemente aggressivo)

Lei il padrone della villa?

Il Signore anziano(seccamente, ma sempre con tono di civile cortesia) S. (Poi, con una lievissima sfumatura di turbamento) Mi hanno svegliato le campane stamattina.

(Breve silenzio. Il signore anziano come distendendosi a poco a poco) Lei abita da queste parti?

Lo Sconosciuto In via Dessi, l in fondo. (Di nuovo lievemente aggressivo) Sono case di poveri, lei non ci sar mai stato,

Il Signore anziano(pacatamente, come non tocco da quel tono) No. (Nel silenzio che segue, s'ode, molto lontano, il rumore di un tram) Incominciano i tram. Il suo autobus passer tra poco.

Lo Sconosciuto Oh, no. Gli autobus entrano in servizio mezz'ora dopo i tram. (Poi, subito, aggressivo) Vada pure a dormire, sa. Non faccia complimenti.

Il Signore anziano(in tono di distaccata e cortese superiorit istintiva) Grazie, sto bene qui fuori. (Indicando un punto dell'orizzonte) Incomincia a schiarirsi, o mi sbaglio?

(Dall'altra parte della cancellata si sente una breve risata, simile a uno starnuto).

Lo Sconosciuto Non dev'essere molto pratico di queste ore.

Il Signore Anziano(calmo) Di solito, lavoravo fin tardi, la sera. Al mattino riposavo un po' di pi. (Brevissimo silenzio). Lei incomincia molto presto il suo lavoro,

Lo Sconosciuto(non subito) No. (Poi, dopo un attimo) Insegno lettere, le lezioni si aprono alle otto e mezzo e nemmeno tutti i giorni. Ho sempre dormito pochissimo, tre, quattro ore mi bastano. A quest'ora mi alzo, vado in giro, (Pausa. Improvvisamente) Appena mia figlia si sistemata, mi metto a fare il mendicante, il girovago. (Brevissimo silenzio) Il mio vecchio sogno.

(Di nuovo, s'ode la breve risata sommossa, che pare uno starnuto. Pausa breve).

Il Signore anziano(sempre pacato e cortese, ma con un distacco un po' pi sensibile, come se quel discorso gli desse fastidio e volesse sviarlo) Lei ha soltanto una figlia?

Lo Sconosciuto S, una figlia.

Il Signore anziano E nessun altro?

Lo SconosciutoNo. Mia moglie morta molto tempo fa. Era paralitica, rimasta immobilizzata cinque anni.

(Breve silenzio)

Adesso mia figlia sta per sposarsi; e io sar libero.

(Decisamente aggressivo, ma con un fondo di sincera tristezza) La miseria non si pu imporre agli altri.

(Il signore anziano tace, senza commentare; questo silenzio mette in evidente disagio lo sconosciuto, in cui la distaccata e ferma cortesia del suo interlocutore crea un istintivo complesso di inferiorit. Lo sconosciuto come volesse sminuire ci che ha detto, ma sempre

con tono scanzonato, un po' sforzato)

Se ci riesco. Se non ci riesco sar un mendicante fallito Lascio che le cose vadano avanti per conto loro; stiamo a vedere.

Il Signore anztano(con una pacata superiorit, in cui si sente per la prima volta una consapevole durezza) Io non la conosco, non so niente di lei, non posso giudicare. (Con un lieve sorriso di umana e quasi divertita comprensione) Veramente non c' limite alle singolarit degli uomini. (Nel tono di prima, pacatamente discorsivo, ma con una durezza pi sensibile) Ma io non sono molto tenero per questo genere di cose. Ho avuto un larghissimo campo di esperienze, ho sempre constatato che, salvo rare eccezioni, in miseria vivono gli inetti, i viziosi, gli incapaci. (Con calmo disprezzo) Non riesco a trovarli interessanti. (In tono umanissimo) Resta il dovere della carit da uomo a uomo, si intende, ma mi sembra che in questa generale simpatia per la miseria, ci sia molta retorica, molta letteratura. (Cortesemente) Ripeto, nel suo caso non sar cos; non posso giudicare.

Lo Sconosciuto Beh, certo. Io non so niente di lei, lei non sa niente di me. Non ci vediamo neanche in faccia; si parla cosi, giusto perch c' capitato di trovarsi qui a quest'ora... Lei ha famiglia?

Il Signore anztanoDue ragazzi, e mia moglie. Ragazzi; uomini: uno gi sposato; lavorano.

Lo Sconosciuto E lei che lavoro fa?

Il Signore anztano(lievissimo turbamento; tronco) Avevo una impresa di costruzioni. Gliel'ho lasciata.

(Breve silenzio)

Lo Sconosciuto Io sono stato sempre molto povero. Non ho avuto una vita fortunata, almeno nel senso corrente. Mi sono sempre trovato nel bisogno. Bisogno di una cosa, poi di un'altra, poi di un'altra. Un affanno continuo, una lotta continua Ho scoperto che la vera liberazione dal bisogno, sa qual ? La miseria. Non la povert; la povert terribile. La miseria. Non pretendere pi niente. Non cercare pi niente. Resta sottinteso che si avr freddo, fame, che si andr in giro stracciati. Il bisogno nasce soltanto dall'idea - sbagliata - che la vita non comoda n felice. E allora, tanto vale...

(Breve silenzio. Poi, di nuovo in tono quasi scanzonato)

In teoria va benissimo. In pratica, non facile. Ci sono delle resistenze, delle ripugnanze, dure da superare. Gli eterni bachi borghesi. Io non faccio niente per superarle; vedo che viene da s, piano piano. Passano giorni senza che io provi la necessit di lavarmi, di radermi, se miafiglia o un collega non me lo dice, non me ne accorgo nemmeno pi; mi sento cos libero, con questi vestiti, posso allungarmi dove voglio, per terra, sui gradini, nessuno ci fu caso.

(Si interrompe; si sente di nuovola risata a starnuto. Pausa).

Il Signore anziano(con una pacatezza seria che nasconde un intimo turbamento) Mi sembra che tutto questo presupponga un disinteresse profondo per la vita. Un disinteresse totale, molto vicino al suicidio. (Breve silenzio).

Lo Sconosciuto Ha visto cos' successo a Parigi, quest'inverno? Hanno aperto dormitori, hanno assicurato l'impunit a tutti: niente. Migliaia di vagabondi non ne hanno voluto sapere. Non si sono presentati. Si sono nascosti: han preferito morire di freddo. Succede sovente, anche qui. Io ormai so dove dormono; a quest'ora vado a cercarli, e l'ora che escono dai loro buchi, nei muri vecchi, sotto le scale, come i topi. Ogni tanto qualcuno non si sveglia. Restano l. (Con improvvisa, accorata amarezza) Pensi come dovevano averla amata, la vita, per rifiutarla cos! Solo, che hanno scoperto il trucco. A un certo punto, qualunque cosa succeda, si sa gi in anticipo come incomincia, come si svilupper, come andr a finire. Che interesse vuole che ci sia ancora? Non si vive pi, si ridotti a fare gli spettatori, come se tutto fosse gi stampato sulla pellicola di un film. Vale la pena?

(Lunga pausa. Il signore anziano non risponde. A queste ultime battute si voltato quasi di scatto verso lo sconosciuto, interrompendo di fumare. Rimane a guardarlo, nell'ombra, a lungo, in silenzio, con la pipa in mano. Poi, lentissimamente, si riporta la pipa alla bocca, piegando lo sguardo a terra. Dall'altra parte del cancello si sente tossicchiare. Poi, lo sconosciuto, con voce pi bassa, tra amara e scanzonata, come se fosse pentito e un po' vergognoso di ci che ha detto di s e del tono con cui ha parlato, riprende)

Sono pericolosi, i miserabili. (Ridacchia sommessamente. Riprende) Non li avvicini mai. Se fa tanto di capirli, dopo, le uniche persone che la interessano ancora, al mondo sono loro. (Pausa).

Il Signore anziano(improvvisamente, a voce bassa, un po' roca) Esatto. (Breve silenzio. Il signore anziano con una forte pacatezza, sotto la quale c' un turbamento profondo; come chi ha deciso di affrontare il buio) Esatto. Come se tutto fosse gi stampato in un film. (Brevissimo silenzio) Esistono degli stati d'animo di questo genere. Credevo che fossero segni di invecchiamento, l'et. No. Succedono a tutti. (Ha un turbamento che riesce a dominare pi a stento) Pochi giorni fa un ragazzo ha cercato di uccidersi. Un ragazzo di venti anni, sportivo, alpinista. Non l'ha fatto n per amore, n per altro. Aveva perso l'interesse alla vita; non gli importava pi niente di niente.

(Breve silenzio. Un po' pi disordinatamente)

Io penso che la misura di un uomo data dai suoi fallimenti, non dai suoi successi. Dal limite massimo di sforzi che ha fatto. Riuscire e non riuscire poi soltanto una questione pratica. Quello che conta lo stato di servizio finale; non le cose che si son fatte, ma come si sono fatte e la tensione, lo slancio vitale che ci si messo.

(Breve silenzio. Molto turbato) La grazia ha un significato, viene a mancare la grazia, sono le ore delle tenebre. Non vero che sia una privazione definitiva, bisogna insistere per riaverla. (Pausa. Pi sommesso, pi assorto) Ma forse ciascuno ha una reazione diversa. (Con un lieve sorriso turbato) Si va a toccare il fondo: perch ciascuno sta al mondo, cosa deve fare nella vita...

Lo Sconosciuto(di nuovo sardonico e un po' aggressivo) Non abbiamo mangiato le stesse cose, non possiamo avere gli stessi punti di vista.

(Breve silenzio) Non ha mica una sigaretta?

Il Signore anziano(dopo un attimo, conte trasognato) No.

(Brevissimo silenzio).

Lo Sconosciuto(questa volta in tono piano, semplice, sommesso, tutto interiore e senza aggressivit) L'idea di lasciare tutto non l'ho mica cercata; un'idea antica, che mi ritornata sempre. Non mi ci sono nemmeno compiaciuto per pigrizia o per letteratura. venuta, tornata da s. Prima era pi vaga, poi si fatta pi concreta, senza che nemmeno me ne accorgessi. Sa, quando il senso della vanit di tutto si assaggiato una volta, finita. Il mondo non si vede pi come prima. Mai pi. E vedere il mondo sotto un aspetto diverso vuol dire essere cambiati noi. Si cambia vita, adagio adagio verso soluzioni che non sospettiamo nemmeno. (Brevissimo silenzio) Se quell'idea venuta, ritornata sempre, ci sar una ragione, no? In fondo, io ho sempre sentito l'amarezza dei desideri soddisfatti. Una cosa desiderata non pi niente appena la si raggiunge. Il desiderio si mangia da s. Il fastidio il peso di tutta questa provvisoriet, e invece il bisogno di vedere cosa c' dietro, di arrivare a qualcosa di non transitorio, di definitivo...

Il Signore anziano(quasi suo malgrado) La morte. (Come cercando di riprendersi, turbatissimo con un lieve sorriso) Mi fa dire parole grosse.

Lo Sconosciuto O almeno, aspettarla senza affannarsi a inseguire delle ombre.

(Lunga pausa).

Il Signore anziano(bruscamente, tutto preso da un turbamento profondo, che il suo istintivo controllo non riesce a mascherare malgrado l'apparente pacatezza del tono) Questa mattina ero in uno stato di dormiveglia, quando hanno incominciato a suonare le campane. Ho avuto una strana sensazione. Non posso nemmeno ridirla con parole. Tra la vita e la morte dev'essere cos... sentirsi nudi, non so; pi niente di quello che si aveva prima, e niente di quello che serve per dopo. difficile da dire. Io ho lasciato il mio lavoro da poco tempo, un paio di settimane. Ho lavorato molto, ho cinquantacinque anni; ho lavorato sempre; ma la mia ditta, l'avevo ereditata da mio padre; non era una strada che mi fossi scelta io, mi ci ero trovato. In fondo, m'era sempre rimasta come l'impressione che fosse una cosa provvisoria, non proprio il lavoro mio, e che quando fossi riuscito a liberarmi avrei fatto dell'altro, qualcosa di pi mio, non so bene che cosa, ma quell'idea l'avevo. Questo non vuol dire, la vita mi sempre piaciuta, non l'ho mai trovata noiosa. Anzi. Divertente. Soprattutto gli uomini, tutti diversi, co-me una galleria di quadri. (Quasi smarrito) Mi divertiva, vivere. Stamattina... Erano un po' di giorni che non riuscivo a... Mi era persino venuto il dubbio che fosse la nostalgia del lavoro, dell'ufficio... Dopo tanti anni. Ma stamattina l'ho sentito chiaro... non ho affatto voglia di riprendere il lavoro, non lo rimpiango affatto; e non ho voglia di niente altro. Di niente. Cos, nel dormiveglia, proprio al suono delle campane, l'ho sentito bene: adesso che sono libero, che sto solo con me stesso, non ho pi voglia di niente. Non so pi chi sono io. Le cose ci sono, tutte come prima, ma sono vuote, senza interesse. ogni rintocco delle campane era come se ne portasse via una; questa no, quella no, quell'altra nemmeno... (Si interrompe. Pausa).

Lo Sconosciuto (sommessamente) Mi faaccendere, scusi? Ho trovato un mozzicone...

(Il signore anziano fa scattare l'accendisigari, lo tende allo Sconosciuto; questi di nuovo in tono astratto) A momenti ricomincia a piovere. (Tossicchia. Il signore anziano alza lentamente, quasi automaticamente gli occhi verso il celo, spegnendo l'accendisigari).

Il Signore anziano(di nuovo in tono distaccato un po' trasognato) C'vento di pioggia.

Lo Sconosciuto Che tosse mi sono preso!

(Pausa. Nel silenzio si sente ancora lo sconosciuto che tossisce; poi il fragore di un autobus che si avvicina)

Il Signore anziano Non il suo autobus questo?

Lo Sconosciuto S. Il mio autobus. Eccolo. (frettolosamente) Arrivederla.

Il Signore anziano Arrivederla.

(La sagoma dello sconosciuto scompare rapidamente di dietro le sbarre della cancellata. S'ode il rumore dell'autobus che s ferma col motore acceso e riparte.

Il signore anziano rimane d nuovo solo. Guarda la pipa spenta. Fa qualche passo, si ferma. profondamente assorto, in un turbamento sempre pi forte e angoscioso. Fa ancora qualche passo, infilandosi in tasca la pipa; torna a fermarsi. Un sudore gelido gli bagna il volto. Trae un fazzoletto e se lo passa sulla fronte, ansimando lievemente. Una voce di donna, soffocata, ma distinta, chiama pi in l in tono di allarme).

Voce della Signora Carlo!...

(II signore anziano ha un brusco sussulto. Il suo volto si contrae per una violenta insofferenza. Non risponde; fa quasi l'atto di dissimularsi. La voce ripete)

Carlo!...

(Il signore anziano esita ancora un attimo; poi con voce un po' roca, ma padroneggiando la propria insofferenza, risponde).

Il Signore anziano S.

(Entra una signora anziana ma molto curata, indossa una vestaglia elegante sopra gli abiti frettolosamente indossati. Appare sorpresa e allarmata, ma parla in tono corretto).

La Signora Cosa fai? Stai male?

Il Signore anzianoNo.

La Signora Potevi svegliarmi. Perch sei uscito? Ho trovato il letto vuoto, la porta spalancata. Cosa hai? (Breve silenzio).

Il Signore anziano(virilmente pacato, malgrado l'oscuro terrore interno) Ho avuto paura.

La Signora(sommessa, allarmata) Cosa c'?

Il Signore anziano Niente. Passer. Deve passare. (Si avvia adagio; si sofferma) Forse torner in ufficio.

(Esce lentamente).

F I N E

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