NON SPARATE SULLA MAMMA
Di Carlo Terron
CRONACA MILANESE IN DUE ATTI E, A DUE VOCI
A Lina Volonghi e Lia Zoppelli, vampiresse della comicit, in riconoscenza di un interpreta_ zione memorabile.
PERSONAGGI
CLOTILDE e MAURA signore perbene, dedite al culto della maternit, anche prima degli anni roventi della menopausa.
Un salotto fine, affollato di cose rare, in casa di Clotilde.
ATTO PRIMO
Milano, viale Bianca Maria. Clotilde una signora che si conserva; bionda, benvestita, di delicato spirito e di gentile aspetto, tutto considerato, anche in tempi di arte cosmetica ad alto livello e di chirurgia plastica prodigiosa, affronta gli anni critici in condizione di vantaggio sulle sue coetanee. Quando non si tratti di sfidare linsolenza di un mezzogiorno assolato ma, poi, non nemmeno vero; lo potrebbe testimoniare il romantico sir L. che, con algido fuoco, ne tent lassedio, lestate scorsa a Santa Margherita Ligure, ottenendo molto e pochissimo allo stesso tempo, una cosa parecchio inglese emana il prezioso fascino dellincipiente autunno che indugia sulla tarda estate. Essa lo sa ma non se ne cura molto, come non se n mai troppo curata, rendendolo, con ci, pi insinuante. Anni fa, le fecero un complimento del cui ricordo si compiace ancora. Fa venire in mente, le dissero, la Passeggiata di DAnnunzio, ma non in questa direzione che procedono i suoi interessi sentimentali e morali, tuttaltro. Entra, getta unocchiata allorologio appuntato sul petto, si pone davanti ad una specchiera del Settecento, un po opaca e quindi amica, si d qualche lieve colpo con lala della mano sui capelli, si passa unombra di rossetto, un pallido rosa sulle labbra; fa due passi indietro e mezzo giro su se stessa per controllare la linea del sobrio ed elegante abito scuro, gesto spontaneo, inavvertita abitudine. Poi va al telefono e compone un numero. Rimane un po allapparecchio ma nessuno risponde. Le si legge un vago allarme sul volto tenero ed apprensivo. Accende una lampada a gambo, avvicina lapparecchio telefonico per averlo a portata di mano e si accomoda in una poltrona di fianco al caminetto acceso novembre ed subito sera. Prende un lavoro a maglia gi ben avanti, si mette a pensare ed il pubblico la sente. Intime e automatiche le parole sembrano venire da un registratore, senza riscontro nella compostezza del volto di sempre e nella quotidiana normalit delloccupazione. Alle quattro, fine della lezione di latino. Un minuto per mettersi il cappotto ed infilarsi la sciarpa di lana. Un minuto per salutare i compagni. Un altro per scendere le scale, purch non scivoli. Alle quattro e cinque fuori del cancello, in compagnia del Guido. Cinque minuti, massimo sei, di strada: Corso di Porta Nuova, due passi dal Parini. Oggi tocca a lui andare dal Guido per i compiti, domani verr il Guido da noi. Ascensore, campanello: altri due minuti. Sei e cinque undici. Mettiamo quindici per gli imprevisti. Torna a guardare lorologio. Sono le quattro e venti e nessuno risponde. Non sono ancora arrivati Perch non sono ancora arrivati? Lo sa pure che mi agito. (Sbaglia un punto alla maglia) Unautomobile! andato sotto a unautomobile. S, s. Me la sentivo. La nebbia. Non fa mai attenzione ad attraversare la strada. Mai che cammini sulle righe Ha unantipatia per le righe, perfino gli abiti; bisogna capirlo Ma anche le righe, che sicurezza danno se, poi, si leggono cose cos: (Piglia su il Corriere della Sera) Ucciso sulle righe, travolto da un pirata della strada E se invece fosse stato il Guido? Povera Maura, se fosse stato il Guido!... Ma lei un temperamento pi forte del mio. Peggio per me se fosse stato il Massimiliano. No eh, no eh, Massimiliano; alla tua mamma, no! Ci sono, Santodio, le righe? Cammina sulle righe E perch no, tutti e due? Le disgrazie non sono avare. Maura, s, avara, ma le disgrazie, no. Torna a telefonare senza risultato. O, magari, si soltanto sentito male. Dico magari e soltanto. Guarda l: quasi, quasi sarei contenta che si fosse sentito male per escludere che sia stato travolto da un pirata della strada, sulle righe. Povere mamme, ridotte ad augurare, ai propri figli, una malattia, in cambio di un investimento Lo stomaco, no, digerisce anche i sassi. Lintestino nemmeno, va di corpo tutti i giorni. I bronchi. debole di bronchi e non c verso che si tenga chiusa la sciarpa di lana davanti. Ma se, poi, si fosse sentito male il Guido? Perch no? E cos pallido quel bel ragazzo pallido!...Sotto, forte, robusto e ben fatto, anche lui, come un puledro. Momento La Maura, per, da ragazza deve aver avuto qualcosa alla pleura. Un pezzo di donna ma quella cera terrea, quegli occhi caldi Forme che si superano, per si ereditano Le quattro e mezza. Telefona nuovamente e ancora nulla. In un caso o nellaltro cuor mio non scoppiare! lo hanno ricoverato allospedale. Ma quale? Ci saranno almeno venti ospedali in questa maligna citt, piena di righe e nemica delle madri Ah, che visione! Solo, nel letto di un ospedale sconosciuto, toccato da mani estranee Ma perch allospedale, se si soltanto sentito male? In questo caso, lo avrebbero portato a casa; o dal Guido, se si trattato del Guido. Dunque, il peggio: ossa fratturate, commozione cerebrale, sfigurato il suo bel volto altero. Menomato fin che vive, per bene che vada. Ma perch il Guido non mi telefona per avvertimi? Lho sempre trattato bene, gli ho sempre dimostrato tanta simpatia. Come un altro figlio. E perch non mi telefona il Massimiliano, se toccato al Guido? Sono come fratelli, tali e quali io e Maura. Oddio, sono allospedale tutti e due! curioso, pensarne due allospedale, invece di uno solo, dovrebbe aumentare la pena. Invece diminuisce. Un po, diminuisce. E va bene. Poi me lo porter a casa e me lo curer. Oh, se me lo curer!... E finito il monologo interiore. Forse, le venuto un dubbio. Si riattacca al telefono; ma questa volta cambia numero ed la voce dadesso.
CLOTILDE - Lora esatta, per piacere Si sbaglia. Guardi che non possibile Soltanto le quattro e tredici?... Ne proprio sicura?... Grazie. (Depone il telefono) Avevo lorologio avanti venti minuti. Tutto cancellato. Ho sofferto tanto per niente. Adesso, bisogna ricominciare da capo Quattro e tredici: sono al portone Scale ascensoreun minuto di tolleranza nel caso lascensore non funzioni Campanello. E, infatti, squilla un campanello. Ma non qui. Deve suonare l. Chi ? Compare Maura. Un tipo uguale, eppur diversissima. Compresa let. Soltanto in bruno. Anche il temperamento molto in bruno. La sua stravolta drammaticit condiziona la comicit ambigua di tutto il colloquio. Maura. E i ragazzi? La pena, non ti dico, collorologio avanti ed il telefono di casa tua che non risponde.
MAURA - Sono arrivati in anticipo di mezzora. Dicono che la lezione di latino saltata. E cos li ho chiusi in casa a fare i compiti e sono venuta prima.
CLOTILDE - Soli? E se gli succede qualcosa?
MAURA - C la Tina, collordine di affacciarsi alluscio ogni cinque minuti. Osserva il lavoro a maglia dellamica. Cos: un pullover per il tuo Massimiliano?
CLOTILDE - No. Per il Guido. Il Massimiliano ne ha gi uno uguale, beige. Un regalo per le feste.
MAURA - Grazie. Io al Massimiliano, vedrai, gli faccio trovare sullalbero, un paio di slip da bagno. Elastici, rosso cardinale, belli aderenti. Un amore.
CLOTILDE - Per Natale?
MAURA - Li user questestate. Intanto se li conserva e ci pensa. (Torna ad osservare la maglia) Per il Guido stretto di spalle. Vanno cresciuti almeno dieci punti.
CLOTILDE - Mi son tenuta sulle misure del Massimiliano.
MAURA - Appunto. stretto di spalle.
CLOTILDE - Ma se si scambiano i palet.
MAURA - Possono scambiarsi anche le mutande, stretto lo stesso.
CLOTILDE - Sta a sentire che adesso viene fuori a dire che il Guido ha le spalle pi larghe del Massimiliano.
MAURA - Sicuro che le ha.
CLOTILDE - Intanto farebbe poca fatica, ha anche un anno di pi.
MAURA - Le avrebbe avute pi larghe comunque. Questione di complessione.
CLOTILDE - Non vorrai mettere la complessione di mio figlio col tuo.
MAURA - Ma certo che la metto. Il mio largo di spalle e stretto di fianchi. Il tuo, invece, viceversa. Non so che farci, ma cos.
CLOTILDE - Per te non c che il Guido. Il Guido qua, il Guido l. Come se non esistesse nessun altro al mondo.
MAURA - Cosa conta? Ti strangolerei quando fai questi discorsi. Sono due stupendi ragazzi, tutti e due. Non c uguali. I pi belli di Milano. Tipo nordico e tipo latino. Aristocrazia e popolo.
CLOTILDE - (con le lacrime agli occhi) Scusa!... Mi vieni a dire che largo di sedere. Per questo gli vuoi regalare gli slip. Per farlo notare.
MAURA - Mi sono limitata a dire di fianchi. E un pochino lo . Non lasciarti accecare dallaffetto. E ha anche le gambe un po corte per il mio gusto, se lo vuoi sapere.
CLOTILDE - E il Guido le ha un po lunghe per il mio, se vuoi che te lo dica.
MAURA - Meglio lunghe che corte. Lo hai visto in costume da bagno? Un levriere.
CLOTILDE - Guarda il mio in costume da bagno. Un Apollo.
MAURA - Di fronte allevidenza non trovi altro di meglio che attaccarti alla mitologia. In fondo, chi era st Apollo? Un chitarrista permaloso e pieno di boria. Ma si levi dai piedi, si levi!
CLOTILDE - Tu mi odi. Ti sei rivelata. Credi che non lo sappia? Mi hai sempre odiata perch il Massimiliano pi intelligente, pi forte, pi bello, pi bravo.
MAURA - Mettiti il cuore in pace, Clotilde. Non sei nemmeno logica. Per questo non potr odiare mai alcuna donna al mondo. Bisognerebbe non avere occhi, n orecchie, n tatto, n nessuno dei sei sensi
CLOTILDE - Cinque.
MAURA - Tira via. Sono sei. Lo dicono i preti che sono cinque; per ragioni misteriose che sanno solo loro. Poter pensare che esista un ragazzo meglio del Guido! E il Massimiliano lo vale. Quasi. E tu ne senti tutta la responsabilit. Come me. Per questo, dobbiamo essere alleate. Per difendere due tesori minacciati da tutte le parti.
CLOTILDE - Ma il Massimiliano non ha il sedere largo.
MAURA - Sar unimpressione perch pi basso.
CLOTILDE - Ma ha anche un anno di meno!
MAURA - E, poi, sai che ti dico? Peggio per lui se non ce lha. Faceva atletico. Era una garanzia.
CLOTILDE - Una garanzia di che?
MAURA - Era una garanzia!
CLOTILDE - Robusto ce lha. Sodo.
MAURA - E non ben quello che dicevo io?
CLOTILDE - Pigliati su un whisky, va l. Sai dov.
MAURA - (apre un trum del diciottesimo secolo, dove nessuno si sarebbe sognato che fosse nascosto un bar, e si serve) Ne ho proprio bisogno. Mi calma. Ah, io finir o alcolizzata o pazza. Frattanto
CLOTILDE - si mette a telefonare.
CLOTILDE - Massimiliano, caro. Sei venuto allapparecchio tu?... Finalmente Perch non mi hai avvertito che era saltata lora di latino?... S, qui, ma sai che sto in pensiero Va bene e che fatica facevi?... Ti senti bene, almeno?... Che ne so?... Sei cos sbadato!... Davvero? Posso crederci?... Non affaticarti troppo, per Ciao S bacino D un bacino alla mamma, su Che importa anche se per telefono?... Bravo. Ciao Mi passi un momento il Guido?... All, Guido Bigiato scuola, per caso?... Va l, va l Sta attento, che se mi conduci al male il Massimiliano, ti cavo gli occhi Impertinente!... Cosa state facendo, ora, su, sentiamo St Catullo, st Catullo Va bene : Orazio. lo stesso, se non anche peggio. Per quanto mi ricordo, erano due sporcaccioni Mi raccomando Guarda che, dopo, il Massimiliano me lo dice A domani. Hai capito? A domani. Vi preparo la zuppa inglese. Bello! Non ti va? Ma se ti sempre piaciuta?... Preferisci i bign. Con la crema met con la crema e met con la marmellata Di mirtilli. Altri ordini?... Prima che metta gi il telefono,
MAURA - glielo toglie di mano. Un momento. C tua madre. Ciao
MAURA - Mi fai un favore?... Dimenticati un momento i bign e sta bene attento. Prendi il metro, nel cassetto a destra della scrivania piccola metro, metro, s Un momento!... poi ti levi la giacchetta, la fai levare anche al Massimiliano Se mi lasci parlare Bene. Prendi la misura delle spalle Naturalmente, tutti e due Una curiosit Senti, senti Oh!... poi vi misurate anche i fianchi!... Non voglio sentir parolacce, lo sai: ho detto i fianchi!... Ma s No, un po pi in gi da un osso allaltro le punte in fuori, sai, l toccati Ma no. Unidea pi a destra del posto delle iniezioni Due dita sopra larticolazione. Ecco, bravo Il giro dei fianchi, insomma No! I pantaloni no! Non necessario Teneteli Quando hai le misure, pi tardi, me le telefoni. Intesi? Hai capito bene?... Fa come ti dico e passami un momento il Massimiliano. Ciao, gioia Che stavate facendo?... Subito, senza starci su a pensare Non ci credo S?... Proprio?... Bene, ora smettete per dieci minuti. In sala da pranzo c pane, marmellata e burro la Coca-Cola nel frigidaire Guido lo sa. Fatevela dare dalla Tina Parti uguali, mi raccomando Ma no, voi due soli. Ci mancherebbe altro che la serva facesse merenda!... Dopotutto, la rivoluzione non ancora venuta Ciao bacino anche a me. Ciao. Ripassami il Guido Ricordati le misure Figurarsi, perch hai diciassette anni, adesso non ti si pu pi ripetere una cosa. Ciao Fate i bravi.
CLOTILDE - (prima di finire le ritoglie il microfono) E pensate alle vostre mamme!... (Basta). E poi trovano incomprensibile che i loro figli acquistino abitudini fuori del comune. Quando, tre anni dopo, incontreremo Guido D., sar ad un ballo mascherato riservato a soli uomini si fa per dire in una villa del Lago Maggiore dalla fama un po particolare. Sar travestito da Manon Lescaut un costume espressamente disegnato da Lila de Nobili con gli smeraldi autentici di famiglia alle orecchie e al collo, alla base di una parrucca pervinca di fili di seta e al vertice di una scollatura inevitabilmente discreta nel versante anteriore, ma, in compenso, vertiginosamente precipite in quello posteriore. Ci sembrava mettere uneccitazione da non dire negli anelanti alani della giovent dorata lombarda, presenti in pantaloni, ma per niente gradita a Massimiliano F., vestito da De Grieux e malinconicamente trattenuto in disparte da una gelosia irritata che accendeva lampi omicidi nellombra del velluto scuro dei suoi occhini mortificati. Annotazioni di dialogo, dagli appunti di quella sera senza alibi: Manon-Guido: soffri? De Grieux- Massimiliano: Ti ucciderei. Manon Guido: Come sono cattive gli uomini. De Grieux- Massimiliano: Sgualdrina! Manon- Guido: Va bene cos, tesoro. Stai per rivivere il fulgido momento dellabbiezione radiosa, quando De Grieux decider di seguire la sua folle e innamorata Manon alla Caienna. Frasi realmente udite o soltanto supposte dal gusto di teatralizzare la situazione? Questione trascurabile, poich potrebbe, al caso, trattarsi dellargomento di unaltra commedia che non sar mai scritta. Quella che interessa, semmai, la commedia delle cause, non degli effetti.
CLOTILDE - Che cari!
MAURA - Mah! Gi, io non mi
sentir sicura fino al giorno in cui
metteranno il telefono col video. E a figura intera. Ci credi, tu, che sia
saltata la lezione di latino?
CLOTILDE - Se sono arrivati con mezzora di anticipo
MAURA - E ben questo. La lezione dura unora. Laltra mezzora dove sono stati? Con chi? Che hanno fatto?
CLOTILDE - Io, quando tardano, penso che si siano fatti del male.
MAURA - Io, invece, che abbiano fatto delle porcherie. Coi tempi che corrono e con tutti i pericoli che, oggi, insidiano la giovent, in mezzora ti trovi rovinati i figli senza sapere chI ringraziare. Figli cos, poi!... Migliori sono e pi pensieri sono. La mela guasta non d preoccupazioni. Guasta e guasta rimane. Una incrocia le braccia, sar quel che sar. Si rassegna. Cerca di venderla come buona e, qualche volta, ci riesce. Ma la mela sana Non si vive. Le cure, le preoccupazioni, gli spasimi perch si mantenga sana! Si ingrossi, si erga sul ramo, si rassodi senza che vi penetri il baco; bella, lucida, profumata, rossa fiammante; dura come il legno al tatto, tenera e dolce sotto i denti. Il baco pu venire da tutte le parti, entrare in tutti i modi. Li leggi, tu, i giornali?
CLOTILDE - Li leggo, s.
MAURA - Fanno paura, quel che scrivono.
CLOTILDE - Investimenti, scontri ferroviari, teneri giovinetti che affogano nei fiumi, quando non si arruolano nella Legione Straniera.
MAURA - Tu capisci tutto e non indovini niente, Clotilde. Tentazioni e corruzione: vizio, ragazza mia. Dio solo conosce le mie angosce. Lui che mi ha messo in petto il tormento di questo cuor carnefice. Mamme ce ne sono tante. Ma, degne di questo nome, quante siamo? Ad esprimersi cos, pu sembrare che si dica male delle altre mamme. No, no. Le mamme non si toccano. La categoria sacra. Non ci sono mamme cattive. Ci sono solo mamme pi o meno buone. Ma, su mille mamme pronte a tutto, non ce n due di uguali. Io e te, forse. C mamma e mamma. Non si toglie niente alle altre dicendolo: c mamma e mamma.
CLOTILDE - A proposito di mele
MAURA - Vorrai dire di mamme.
CLOTILDE - No. Di mele. Un giorno mi dovr spiegare come certe mele col baco, a non accorgersene siano egualmente saporite e anche di pi, qualche volta, hai notato?
MAURA - La metamorfosi del male.
CLOTILDE - Vorrai dire delle mele.
MAURA - No. Del male. Tali e quali, le metamorfosi del male. Quante mele col baco ci sono? Uno sterminio. Ma non lo si sa. Non si vedono. Si confondono con quelle sane. Se uno dovesse contare i vermi che ingoia, senza saperlo, nella sua vita, gli verrebbe il voltastomaco. Ma perch possono contenere il verme non si deve mangiar pi mele, se piacciono, dico io?
CLOTILDE - Ti piacciono le mele?
MAURA - Tanto.
CLOTILDE - Mature?
MAURA - Anche acerbe.
CLOTILDE - E allora?
MAURA - Allora bisogna cercare che i vermi non entrino nelle mele.
CLOTILDE - E semplice.
MAURA - Ma difficile. La vita moderna non che una immensa fabbrica di vermi introdotti nelle giovani mele allinsaputa delle mamme. E nessuno che ci aiuti in questa titanica lotta. Siamo sole contro luniverso, Clotilde.
CLOTILDE - Lo puoi ben dire. Tu. Suo padre, che suo padre: un incosciente. Ogni momento addosso voleva sempre, intendi? Oltretutto, uno spreco economico, lui che, nette, bilancio alla mano, guadagnava tremila lire al minuto.
MAURA - Anche quando dormiva?
CLOTILDE - No. Solo da sveglio, quando lavorava. ben questo!...
MAURA - Questi capitalisti del nord, quanta maggior ricchezza potrebbero produrre se pensassero meno al piacere. Il paese povero. Sfido! Sono sempre a letto con qualcuna che non la loro moglie e la produzione ne risente. Si pagano le loro orge con la miseria del sud, altroch! La crisi del Mezzogiorno tutta qui.
CLOTILDE - B, lui anche con me. Non ne aveva mai abbastanza. E poi, mali di testa, una fiacca! Gi, io non cero molto portata
MAURA - Io s, a dire il vero.
CLOTILDE - Ma anche dopo. Quando il Massimiliano aveva gi sei e anche sette anni.
MAURA - Orrore!
CLOTILDE - Ti figuri? Io, madre nata. Dalla testa ai piedi. Col Massimiliano che dormiva dietro la parete, nellaltra stanza. Sai che trauma psichico poteva derivarne?! Pu, una donna, votarsi alla maternit e continuare? Lo domando a te: pu?
MAURA - Col proprio marito, no. Oh no! La mia idea una societ altamente specializzata. Con uomini che fanno soldi e uomini che fanno allamore. Ben separati. Si starebbe meglio tutti, voglio dire le donne e le mamme. Che, poi, sono le uniche che contano.
CLOTILDE - Ti dico io se ne ho passate poche! Tutto nella vita, guarda, ma non incomprese.
MAURA - Vuoi paragonarti con me, una povera vedova sola con tutta quella sostanza da amministrare?
CLOTILDE - Non cera verso di farglielo capire. Se non rispetti la donna, rispetta almeno la madre, lo scongiuravo. Come parlare al vento. Avrei avuto vergogna di fronte al viso puro e riposato di mio figlio, farmi vedere con gli occhi pesti, il volto sciupato. A me mi si legge subito in faccia, capisci?
MAURA - Ringraziando il cielo, a me niente.
CLOTILDE - E cos ci siamo separati. Per quello. E ne sono beata. Mi son sentita a non contare il miglioramento dellaspetto come si dice? Riconsacrata, ecco. Una cosa pulita, finalmente. Lui paghi e non ci pensi. Di mio figlio mi occupo solo io. Gli basto io.
MAURA - Ma naturale! Naturale! Io lho reso orfano a undici anni. E pi il tempo passa e pi mi persuado che, mai cucchiaino di arsenico fu meglio impiegato. Macch, macch!... I padri di lunga durata sono nocivi ai figli. Diventano esempi pericolosissimi, fomite di imitazioni nefaste. Si era messo in testa La delinquenza, ecco! Per crescere precocemente sano, va sottratto in tempo alle sottane di casa, non faceva che ripetere era stato segretario federale, capirai Massimo, a quattordici anni, deve conoscere la vita. Come i romani antichi. Aveva la fissazione dei romani antichi. Penser io a scozzonartelo fuori.
CLOTILDE - (un grido) Sco? Nooo!
MAURA - Parole, parole, soltanto parole da ammazzare un tenero virgulto Dovere mio. Se non le compiono i padri queste opere educative, chi le deve compiere? Le opere educative erano le donne, le donne, Clotilde!
CLOTILDE - Le donnacce!
MAURA - Tutte le donne sono donnacce quando si avvicinano ai figli delle altre. Non dimenticarlo mai. Ridurlo un porco come lui voleva, quel manigoldo, privo del timor di Dio. Il mio Ugo santo, ancora bambino! Dissolutezza, libidine e crapula. Si permetteva di avere una teoria. Educazione maschia! Uno non in grado di affrontare il matrimonio diceva prima di aver fatto fuori cento donne almeno. la minima esperienza indispensabile per farsi una famiglia e partire per lAfrica Orientale.
CLOTILDE - Cosicch, era anche dellidea che il Guido si sarebbe dovuto sposare, un giorno. Ma ti dico io!...
MAURA - Ed andare in Africa a conquistare lImpero.
CLOTILDE - Per chi?
MAURA - Per il Duce. Belluomo, il Duce, con tutti i suoi difetti, belluomo, a vero dire. Fra le negre, Clotilde?! Se ti dico, la delinquenza?!...
CLOTILDE - Aver conosciuto almeno cento donne. Ti immagini lo spavento?
MAURA - Anche aldifuori della maternit, mettiti nei miei panni Ci sei? Io, pensavo, sar la centunesima. Hai voglia! Una sera, per commemorare la resa di Giarabub, aveva bevuto e cos venni a sapere che, nella migliore delle ipotesi, avrei dovuto cominciar a contare dalle trecento in su. Un continuo esame, una perpetua gara di superamento I nervi a pezzi. E il Guido cos fine, aristocratico, immacolato!
CLOTILDE - Macch cento. Basta una a rovinare un ragazzo.
MAURA - Mezza, basta. Lodore. Fa che una traccia dodore di donna gli passi attraverso la materia cerebrale e tutto perduto. Si mettono in moto i peggiori istinti e poi un precipizio. Lo vedi dai loro padri. No, guarda, anche i meglio mariti, riguardo ai figli, sono dei criminali. Toglierseli dai piedi, pi presto che sia possibile, con ogni mezzo. Non mi capiter ma, se nascessi unaltra volta, la fecondazione artificiale e poi pi. E, ai minuti piaceri, provvedere fuori di casa.
CLOTILDE - Confidenza per confidenza: non mi hai sempre detto che il Guido figlio dellex aiutante di campo del nostro povero sovrano?
MAURA - E che vuol dire? Tanto pi! Suo padre figurava lui. Purtroppo. Peggio ancora, il mio Guido! Che diritto aveva quel cialtrone? Sacrificato due volte, povera vittima. Gi, cos, nessuno avrebbe mai potuto sapere che nelle sue vene, scorre sangue blu piemontese di un generale di cavalleria. E, per giunta, corromperlo con la scusa di istruirlo.
CLOTILDE - Ma anche mandarlo in Africa, scusa: il deposito della sifilide! E con quel caldo.
MAURA - Io non sono per la pena di morte, tutti lo sanno, sono anzi zoofila, ma in questi casi in questi casi! (Ispirata) Legislatori, date alle misere madri le armi per difendere le loro creature!
CLOTILDE - (tornando, per un momento, sulla terra) Io so che gli ho dedicato la vita. E nella felicit di vivere unicamente per lui, mentre cresceva come lo desideravo, come la mia ambizione lo voleva: un fiore raro dal quale sta per nascere un frutto meraviglioso; mentre gli anni si accumulavano sulla sua bella testa bruna; anzich diminuire, i pensieri aumentavano. Mi invadeva unangoscia un rimpianto una paura, non so che. Ed ogni giorno peggio.
MAURA - Te lo spiego io. (E via di nuovo per la tangente della retorica letteraria) Nel mondo esiste una congiura per recidere il legame sacro che avvince figli e madri: catena doro e piombo, rose e spine per noi; baluardo di salute fisica e di integrit morale per loro. La mano nera contro le madri ha tentacoli innumerevoli, le sue tagliole sono dolci e inesauribili, dalla presa diabolica irresistibile. Siamo sole, ed essa ha dalla sua tutte le risorse delluniverso, a cominciare dalla Natura. Cielo terra, la botanica, la zoologia: batterie puntate a zero contro la maternit. Osservali. Quando sono svegli, tentazioni spalancate dogni genere; quando dormono, il segreto inquietante dei sogni. Tutto converge ad esaltare la loro spavalda sicurezza: la rapina del vento e la furia del mare, la tenerezza dellalba e lafrodisiaco dei tramonti; gli accoppiamenti indecenti degli animali per le strade, i fiori impudichi che deflagrano sulle piante diffondendo profumi vertiginosi che introducono fiamme nelle vene. I loro corpi luminosi sono come circonfusi da unaureola di desideri impudichi. La salute! La loro stessa offensiva salute; quei muscoli vermigli: sangue solidificato, concentrato di violenza, pronta ad esplodere sotto loro levigato di quella calda pelle bionda. La dolcezza criminale dei loro sguardi febbrili e golosi che la timidit anzich attenuare accentua!... Li guardi, li vedi quando planano sulle cose? Ventose che succhiano. Involucri angelici celano vitalit demoniache. Archi tesi con ferocia verso bersagli ignoti ed esaltanti che li trascinano lontano, lasciandoci vedove, volevo dire abbandonate; sole, insomma.
CLOTILDE - Lo pubblichi?
MAURA - Cosa?
CLOTILDE - Questo discorso. il pianto delle mamme. Tutte dovrebbero impararlo a memoria.
MAURA - Vedremo. Sai cosa ti dico?
CLOTILDE - S
MAURA - Ah, lo sai?
CLOTILDE - No.
MAURA - E allora cosa dici s?
CLOTILDE - Cos, per dar volubilit al dialogo.
MAURA - Dico uneresia che una santa verit. Comincia la salute dei figli ad essere la prima nemica delle madri. Tutto ci che li fortifica ce li allontana; soltanto ci che li indebolisce ce li avvicina.
CLOTILDE - Si arrendono a noi, sono totalmente nostri soltanto quando giacciono nei loro piccoli letti tiepidi, fragranti dei loro capelli; e noi vicine, la mano nella mano, un corpo solo, nel silenzio delle stanze in penombra, odorose di medicine. Si salpa per oasi isolate dal resto del mondo, cullate dal mare della tenerezza. Poi guariscono, guariscono sempre hai notato come si rimettono in fretta? e li sentiamo un po pi distaccati di prima.
MAURA - Cominciano dal momento che aprono gli occhi. Dovrebbero rimanere sempre dentro di noi, carcerati nel nostro grembo, murati nelle nostre viscere. Noi siamo tutto e cominciamo a diventare niente dal loro primo vagito. La maternit un bene che si realizza distruggendosi. Si esordisce regine e si finisce schiave!
CLOTILDE - Dio, Dio, perch devono crescere i figli?
MAURA - Crescere: questa maledizione. Ecco la vera, lirreparabile malattia dei figli per le madri.
CLOTILDE - Con tanti rimedi che inventano, nessuno che ne cerchi uno: unerba, una vitamina, una penicillina, per farli rimaner bambini!
MAURA - Anzi, al contrario. Se ne guardano bene. Mano nera. C un piano, ti dico. Ogni cosa per irrobustirli, svilupparne lintelligenza, renderli forti, disinvolti, sicuri, belli, precoci. E indipendenti. Noi stesse, orgogliose di ci che ce li toglier. Lassurdo! Le prime, noi, complici della congiura per farne tenere prede alla voracit dei draghi in agguato.
CLOTILDE - Ssssst!
MAURA - Che c? Mi hai spaventata.
CLOTILDE - Ti svelo un segreto. Prende per mano laltra mantide religiosa e la conduce ad una finestra di cui socchiude la tenda. L, dietro a quel balcone.
MAURA - Con questa nebbia, non vedo una maledetta.
CLOTILDE - Fidati della parola.
MAURA - I draghi?
CLOTILDE - No. Oh, l no. Ora chiuso, ma, al mattino, lo aprono. Fino alle tre. Poi, pi; si difendono dalla luce. Io sto qui, ore, a spiare, divorata dallinvidia. Qualche volta, anche col binocolo.
MAURA - Lussuriosi che non chiudono le imposte? Dimmi, dimmi!
CLOTILDE - No. Infelici che vivono appartati. C un ragazzo, venti anni, su una carrozzella, perso nelle gambe. Nessuna speranza che guarisca; proprio niente; la portinaia lo sa. Dalla nascita. Bianco, come le piante cresciute al buio. Un alabastro. E sua madre se lo cura. Quella camera? La sua reggia, un regno di tre metri intorno ad un trono. Lo lava, lo pettina, i capelli di un bel castano pallido; gli inumidisce la nuca e i lobi delle orecchie con tocchi leggeri dei polpastrelli intrisi di acqua di Colonia Tutto!
MAURA - Tutto? Tutto molto.
CLOTILDE - Tutto. paralitico, capirai Con la sacra austerit di un rito. Fa colazione davanti a lui, su un piccolo tavolo basso; mai prima che abbia mangiato lui. Gli allaccia il tovagliolo al collo, ogni volta uno di bucato, candido; gli prepara, tagliati, i bocconi sul piatto; gli sbuccia la frutta e ne assaggia un pezzetto, soffia sul caff che non si scotti. Una parola ogni tanto. Poche. E carezze, carezze Qualche volta, raramente, spinge la carrozzella fin sul balcone. Ma di schiena, che non lo ferisca la vista volgare degli infelici che passano sani e clamorosi per la via. Gli legge dei libri e lui sorride: un piccolo sorriso perso, una lieve polvere di tenerezza intorno alle labbra. Lei non sorride mai. Ma la malinconia beata che esprime il suo sacrificio il volto di una felicit sicura.
MAURA - Non c proprio pericolo che guarisca?
CLOTILDE - Escluso.
MAURA - (un grido dellanima) Madre fortunata! Lei ha visto i chiodi della sua croce trasformarsi nelle gemme della sua corona; il sudore e il sangue del suo calvario, nellambrosia del suo trionfo! Noi avremo soltanto cenere e pianto. Ah, fermate il mondo. Voglio scendere. (Che si pu fare? Oggi in vena oratoria). Si sono allontanate dalla finestra, le pazze. Ci sei preparata? Ci sei preparata?
CLOTILDE - A che?
MAURA - Ci sei preparata? Non farmi dire, Clotilde. A formulare la cosa, mi si apre una ferita in petto. E, oltre tutto, porta male. Ma il tempo vicino. Si erigono barricate di illusioni da opporre contro una battaglia la cui sorte gi segnata. E le tagliole stanno l, aperte sul loro cammino Sanno gi tutto a sette, otto anni: come si viene al mondo, come si fa, quanto ci si mette e cos via. Chi glielha detto? E leducazione non da meno della Natura. Si trovano immersi, da quando nascono, in unatmosfera di tentazione. Cominciano a scuola. In quello che gli fanno imparare non c che pericoli, avventure, eroismi, viaggi.
CLOTILDE - Hai ragione. Le Crociate, ad esempio, santodio! Gli insegnano a maneggiare le armi, ad andarsene via da casa e a non farsi pi vivi.
MAURA - E cosa credi, che partano per le Crociate con gli antibiotici nel tascapane e la cintura di castit lasciando a casa la chiave? Violenza e lussuria. Quei pochi che son tornati, non hanno fatto che vantarsi di avventure con bellissime donne vestite da guerrieri pieni di piume, che non si capisce, altro che quando hanno finito, se siano maschi o femmine. Sciabolate e amplessi. Quando non si tratta di veri e propri stupri.
CLOTILDE - No, Maura, questo no. Il Massimiliano ed il Guido non sarebbero mai capaci di commettere degli stupri. Innocenti, non sanno nemmeno cosa siano!
MAURA - E da quel d che sono passati di moda, Clotilde! E quando mai, oggigiorno, per far la festa alle donne sono necessari gli stupri?
CLOTILDE - Meno male che le Crociate non ci sono pi.
MAURA - C di peggio.
CLOTILDE - Certo che quei classici che gli fanno tradurreMisericordia!
MAURA - O, per questo, anche la nostra lingua te la raccomando. Quanti canti ha la Divina Commedia? D su, quanti canti ha?
CLOTILDE - Mah, un centinaio
MAURA - E qual che gli fanno imparare a memoria?
CLOTILDE - Qual ?
MAURA - Uno solo: Paolo e Francesca La bocca mi baci, tutto tremante! A dodici, tredici anni: la bocca mi baci tutto tremante. Corsari dellinnocenza! Elena, Beatrice, Laura, Anita Garibaldi infestano le loro menti virginee con donne di facili costumi. E perch? Perch dimentichino pi presto le loro madri.
CLOTILDE - Evidente. I maestri? Sono i loro primi corruttori. A scuola, gli insegnano due cose sole: la guerra e lamore.
MAURA - E, quando non c di mezzo battaglie e donne, gli montano la testa con Cristoforo Colombo, e, via per i mari, chi s visto s visto. Li affidi alla custodia della religione. Peggio che andar di notte. Intanto, cominciano col suscitar dei dubbi sullonest della Madre di Nostro Signore; e, poi, la prima donna che incontrano chi ? Maria Maddalena. Buona, quella.
CLOTILDE - B, s pentita, dicono.
MAURA - Ma, prima, quanti ragazzi ha rovinato? E poi, quelle domande in confessione?!... Nella migliore delle ipotesi, turbamenti e basta. Si rialzano assolti di che? e son tutti dei bianchi fiori appassiti prima di sbocciare. Perch i preti possono far loro certe domande e le madri no? Perch loro devono conoscere tutti i segreti dei nostri figli e noi niente? Son tre notti che non chiudo occhio.
CLOTILDE - Perch? Lo vuoi confessare?
MAURA - Magari. Sabato. (Cos veniamo a sapere che marted) mi ha chiesto una motocicletta. Cos, tra il formaggio e la frutta. Per Natale, vuole una motocicletta.
CLOTILDE - Guarda combinazione. A me, il Massimiliano, una barca. Per questestate.
MAURA - Ma naturale. Lo vedi? Sono daccordo.
CLOTILDE - Dici?
MAURA - Se non fossero daccordo ti avrebbe chiesto una motocicletta anche lui. Sono daccordo. La motocicletta in citt e la barca in campagna. Sai che significa una motocicletta?
CLOTILDE - Figurati. Vorrei, piuttosto, sapere, prima, che significa una barca.
MAURA - Strumenti di emancipazione. Hai mai visto una motocicletta, e non parliamo una barca, che abbia un posto solo?
CLOTILDE - No, mi pare di no. Sempre almeno due.
MAURA - E sul posto a disposizione, chi ci sale?
CLOTILDE - Vorranno star insieme, loro due. Non si lasciano mai.
MAURA - Mica sempre sono insieme, loro due. E quando laltro non c, chi lo occupa? Oh, una regola generale: i posti liberi vengono occupati. Come a teatro; e sempre gratis. Mai che ci sia su una valigia! Per c sempre una coperta scozzese. E da chi viene occupato?
CLOTILDE - Gi, da chi?
MAURA - Quellosceno sellino posteriore; l, come un invito! Su cento motociclette che passano per la strada, quante ne vedi passare con, sopra, un ragazzo solo? D su.
CLOTILDE - Poche. Due, tre al massimo.
MAURA - Son quelli che vanno allappuntamento. Hai mai visto lombra di una madre, appesa dietro?
CLOTILDE - Vuoi andare in motocicletta?
MAURA - E perch no! Ma non mi ci caricherebbe. Eppure, c sempre una donna vestita di chiaro.
CLOTILDE - Chiss perch si vestono di chiaro?
MAURA - Che ne so, Clotilde! Sar contro la polvere. Una donna vestita di chiaro e non la loro madre. Stanno l, quelle infami, alla pioggia, al vento; con le gambe divaricate: a cavallo! Ah!... Chi quella donna a cavallo di mio figlio?
CLOTILDE - (frastornata) Il Massimiliano.
MAURA - Dico quando il Massimiliano non c.
CLOTILDE - Ah gi Mah! Chi ? Mi si spezza il cuore.
MAURA - Senza contare che, a stringersi un po ci si pu stare anche in tre. E non oso parlare di ci a cui pu servire una barca.
CLOTILDE - Col rischio, se non si sono ammazzati in motocicletta, di affogare in barca.
MAURA - Sanno nuotare, sanno nuotare. Svegliati, Clotilde. Non fuori dalla barca il pericolo, dentro alla barca. Io so che, se pigli un binoccolo e osservi le barche al largo, vedi cose che fanno rizzare i capelli. Io stessa, ho dei ricordi di barca che, al solo pensarci, mi vengono i crampi alla coscienza.
CLOTILDE - No, no. Niente motocicletta e niente barca.
MAURA - E quanto tempo guadagni? Qualche mese dangoscia. Oggi la motocicletta e lavranno, lavranno; domani sar la chiave di casa per uscire la sera e avranno anche quella Il momento si avvicina Agnelli che corrono verso il sacrificio senza sospettarlo.
CLOTILDE - Quasi quasi, sai che ti dico? Era meglio mettere al mondo delle femmine. Meno ansie.
MAURA - Non bestemmiare. Saremmo delle madri incomplete. Delle femmine non si pu essere madri come lo si dei maschi. Si pu essere solo delle mezze madri e delle rivali in potenza. Perch, vedi, un giorno diventeranno madri anche loro. E lo sanno, quelle maledette; senza saperlo, lo sanno. Lo sanno nella carne. Nella carne, lo sanno. Le femmine non corrono mai pericoli. Sono storie. Li fanno correre alle madri altrui, alle quali rubano i figli. Son quelle del sellino didietro, loro!
CLOTILDE - Ma non fabbricano, Santodio, motociclette con un sellino solo?
MAURA - E chi le comprerebbe? Tacciono, finalmente, mezzo minuto, per riprendere fiato, le blasfeme eroine e ci bevono su.
MAURA - (reduce dallaver sogguardato, alla finestra, il balcone della madre felice del paralitico) Il nebbione non fa che aumentare. Che ora sar?
CLOTILDE - Le cinque e mezza. Che staranno facendo?
MAURA - Vedi un po se si degnano di telefonare, quelle lenze! Nemmeno si curano di noi. Ciabatte da gettare nella spazzatura.
CLOTILDE - Non maltrattarli cos. Non posso sentirti. Poveri piccoli. una brutta et, ecco tutto.
MAURA - Chi lo dice? unet bellissima. La nostra una brutta et. Sono degli ipocriti, dei perversi, degli infingardi, delle carogne; pronti a rinnegarci alla prima occasione. Per cosa credi chi ci siamo tanto affezionate? Per quello; per linesauribile capacit che hanno di farci soffrire. Ma osservali, le occhiate inquiete che si scambiano. Si muovono con gli occhi lucidi, i passi felpati, posano le loro belle mani ladre dappertutto, hanno rossori offensivi peggiori delle pi sfacciate insolenze. Possono ingannare chiunque, non una madre. Sono i segni del maschio che si prepara a tradire. Vergogna e clandestinit.
CLOTILDE - (col groppo in gola) Mi metto a piangere, se continui. Il Massimiliano, il Guido, poveri angeli!
MAURA - Vengono momenti che non so pi quel che mi dico, perch vedo arrivare la catastrofe. unagonia. Stanno assaporando, sai?... Lesitazione, quella sorta di pigrizia complice che la Natura ha verso gli adolescenti prima di trasformarli in uomini, ecco; col presentimento febbrile di chi si prepara a gettare la maschera e dedicarsi, anima e corpo, al godimento pieno che gli riservato. Attendono i loro diciotto anni come lo schiavo lo spezzarsi della catena, quei birbanti. Il battesimo della carne. Senza fretta e senza piet. Sette mesi ancora: il trenta di maggio. E poi?
CLOTILDE - Fortunata nella mia sventura che, il mio, ha un anno di meno.
MAURA - Togliti certe illusioni dalla testa, Clotilde. Mi sa che tu avresti da preoccuparti pi di me. Che tutto dire. Fidati del mio fiuto. Ricordati che tha chiesto una barca. Una barca, in un certo senso, peggio di una motocicletta. Per certe cose, il Massimiliano pi precoce e preparato del Guido. perch tu lhai sempre sotto gli occhi. Continui, povera mamma, a vederlo da mamma. Cammina gi come un uomo. La stessa sicurezza indolente. Fa girar la testa.
CLOTILDE - (ci arrivano, ci arrivano) Oh, per questo, anche il Guido
MAURA - Vedi che siamo daccordo. Basta guardare luna quello dellaltra, e ci si accorge subito a che punto sono. Son curiosa di vedere, guarda, chi dei due sar il primo. E laltro, questione di ventiquattrore. Figurarsi, se vorr restare da meno. Seppure non
CLOTILDE - Taci, taci. Mi sento
venir meno Dicevi che facciano il
colpo insieme?
MAURA - S. A donne insieme! Li vedo, me li sogno di notte. Come ci fossi in mezzo. Potrei toccarli con le mani! E mica telefonano, e s, a questora, hanno avuto tempo di misurarsi anche le dita dei piedi.
CLOTILDE - Ora che ci penso: se sono arrivati da te mezzora prima, quando ho telefonato avrebbero dovuto rispondere. Invece niente. Perch?
MAURA - Per farci soffrire. Naturale.
CLOTILDE - E la Tina, perch non ha risposto la Tina?
MAURA - Oddio! (Afferra il telefono e chiama casa. Appena sente rispondere, preme la palma della mano sul microfono) E proprio lei Sei tu, Tina?... S, sD un po. Com che, unora fa, ha telefonato la signora
CLOTILDE - e nessuno ha risposto?... L, s, l A far che?... Chiamami il signorino (Allamica) Dice che era in solaio a stendere la biancheria Strano, perch marted non giorno di bucato. Sei tu, caro?... Perch non siete venuti al telefono quando ha chiamato zia Clotilde?... S, ha telefonato No, prima, prima Eravate scesi dal cartolaio a prendere un quaderno Niente, niente. E queste misure?... Ascolto Siete sicuri? Avete misurato bene? Da osso a osso?... Mi pare impossibile Un momento. (Allaltra) Un centimetro pi largo di spalle il Guido, e i fianchi uguali.
CLOTILDE - (raggiante, ma per poco) Hai visto? Lo sapevo. Sar un po pi stretto di spalle ma non pi largo di sedere.
MAURA - (sempre al telefono, soffocando) Cosa?...avete preso le misure anche alla Tina?... Credevate?... Cosa credevate?.... (Alla compagna) Hanno preso le misure anche alla Tina!... Sentiamo, sentiamo Nego. Nessuna ragazza pu avere un giro di spalle di quellampiezza. A che altezza lavete misurata, mascalzoni? Cos, ad occhio, dai movimenti ad onda che fa, laltra deve stare per svenire. Ti dico di no. Dovete averla misurata pi gi Bene. Quando torno a casa verifico Ah, e 128 di fianchi Esagerata!... S, mi basta. (Deve essersi accorta delle condizioni dellamica) Ciao, ciao No, non passarmelo. Ho da fare. Mette gi il telefono e va ad assistere la compagna. Su, su Clotilde Respira, apri gli occhi. Riprenditi Di che, poi, tocca a me. (Versa dello whisky, glielo fa ingoiare e beve anche lei) Cos? Ti fai venire anche il singhiozzo, adesso? Fa presto che ho da sfogarmi anchio, ti dico.
CLOTILDE - Non so pi dove mi trovo. Qualcuno largo di sedere cera, ma non era il Massimiliano! Mi sento venir meno di nuovo.
MAURA - No, eh! La casa brucia e si sta qui a perder tempo con gli svenimenti.
CLOTILDE - Anche il diritto agli svenimenti vorresti negarmi, in una circostanza simile?
MAURA - Prendi e cerca di ragionare. La fa bere di nuovo e lei dietro, dopo averle fatto paura con un gran urlo per cercar che le passi il singhiozzo, ma senza risultato. Ti sei resa conto che bisogna fare qualche cosa? Il tempo delle parole finito.
CLOTILDE - E che vuoi fare, ormai?
MAURA - Intanto, cerca di farti andar via il singhiozzo.
CLOTILDE - Credi che serva?
MAURA - Forse il delitto non stato ancora consumato fino in fondo. Non ci avrebbero messo in sospetto a telefonarcelo. Se sono colpevoli non sono ingenui e se sono ingenui non sono colpevoli.
CLOTILDE - Magari, nella loro innocenza, hanno gi fatto tutto senza rendersene conto, pore stelle.
MAURA - Hai voglia!
CLOTILDE - Che ti dicevo? Una cosa qui, in mezzo al petto, una schioppettata, mi avverte che lirreparabile avvenuto.
MAURA - Non avvenuto. Li conosco. Per sta per avvenire. Forse questione di giorni, forse domani stesso. Ormai, ce lhanno in testa. Chiss da quanto.
CLOTILDE - Il mio Massimiliano santo! La sacra iniziazione dellamore. La prima volta fra le braccia di una serva. Entrare nella vita per la porta di servizio! Colpa tua, a lasciarli in casa, soli, con una svergognata.
MAURA - Rimedier!
CLOTILDE - Ah, lhai saputo difendere bene, il figlio del generale di cavalleria. In un solaio con la serva. Al freddo, fra le ragnatele. Senza nemmeno un materasso. Si saranno anche ammaccati le ossa. Tornano a bere per farsi coraggio. Allucinate e cionche.
MAURA - No, no. Piuttosto gli regalo la motocicletta, la barca Gli d le chiavi di casa. Tutto ci che vuole, ma togliergli quellidea dalla mente.
CLOTILDE - E cos, ci che non gli ha insegnato una serva, glielo insegner la prima donnaccia incontrata per la strada. Figlio, figlio, figlio mio!... Sono l, pronte, le Circi. Fanno gola a tutte e li avranno loro. Ce li rubano Quei viali, di notte. Qui, sotto casa. Non ha che da uscire dal portone, la prostituzione motorizzata, i protettori delle mercenarie, che sparano sui clienti avari, le camionette della polizia (Un grido) E le malattie veneree? Mi dimenticavo le malattie veneree! Lungo quei viali, le spirochete si raccolgono con la scopa. Non bastava la sifilide di suo nonno!
MAURA - Hai finito di spaventarmi?
CLOTILDE - No. Una volta per una. (Lirica) Lamore, luce delluniverso, conosciuto cos. Se proprio non c rimedio, se ci si deve rassegnare, che almeno, la cosa, non avvenga nellabbiezione e nella volgarit. Tenere creature dolci, mandate al macello. Quella tristezza, quel malumore che gli cala addosso dopo, chi glielo consoler? Non avranno una mano disinteressata e comprensiva ad abbassargli le palpebre sugli occhi sconsacrati, una carezza materna che medichi, colloblio del sonno, la stanchezza della carne contaminata e il disgusto delle anime calpestate. Si slancia verso la finestra con intenzioni brutte. 10 muccido!... Non vedr questorrore!
MAURA - (Che lha fermata al passaggio) Ed io ho il dovere di impedirtelo, vile e cattiva madre! Soltanto per tuo figlio, non per te. Tu non lo meriti. Per te, sarei io la prima a spalancare il balcone e a dirti: salta!
CLOTILDE - Oh, lo so. Te, basta averti amica e non c pi alcun bisogno di procurarsi dei nemici.
MAURA - Se ti piace essere una donna convenzionale, accomodati; io preferisco avere un carattere.
CLOTILDE - Se credi che ti doni Nove volte su dieci, avere un carattere significa avere un cattivo carattere.
MAURA - Vergogna. Non vedi un palmo al di l del tuo egoismo. Quanto migliore sono, io, di te. Tu sei capace solo a disperarti. Io so bere, fino alla feccia, il calice dellamarezza. Io sono forte e sfido le fionde e i dardi della sorte crudele. 11 guaio quando un personaggio ha nel cassetto una laurea in lettere.
CLOTILDE - Che posso fare?
MAURA - Regolati come credi. Io conosco il mio dovere. Che almeno uno dei due si salvi. Non posso salvare mio figlio, salver il tuo.
CLOTILDE - Ma che dici?
MAURA - Sono pronta, Clotilde.
CLOTILDE - A che?
MAURA - Quanto sei inferiore alla situazione!
CLOTILDE - Mi fai paura.
MAURA - Avevi ragione tu, Clotilde, oh se avevi ragione!
CLOTILDE - Cosa, avevo ragione io?
MAURA - Ci che mi chiedesti in sogno.
CLOTILDE - Ti chiesi qualcosa in sogno?
MAURA - Rinnegata! Salva il Massimiliano, salva il Massimiliano! non facevi che ripetere. Te lho anche raccontato. Ebbene, lo salver. Non gli mancher nulla di tutto ci che hai detto. N prima, n dopo. Conoscere lamore, non sar, per lui, una vergogna. Conta su di me. Le palpebre gliele abbasser io per te. Pausa. Eh, Cristo, ci vuole!
CLOTILDE - E va bene. Visto e considerato che non mi lasci via di scampo, che metti la questione sulla gara del sacrificio e vuoi dimostrare che tu sola sei una buona madre, perch questo che ti preme bene, io salver il Guido! Ci sono arrivate.
MAURA - Ma non c fretta. Devi ponderare bene. Io ragiono, tu no. Il tuo soltanto un impulso dettato da un maledetto amor proprio. Abbi pazienza. Poi, magari, ti penti. Sono sicura che ti penti. Tu sei un carattere debole, non hai la mia forza danimo.
CLOTILDE - Non mi pentir.
MAURA - Per il Guido non cos urgente.
CLOTILDE - Ma se anche pi vecchio!
MAURA - Appunto. Ha maggior discernimento. E poi, il Guido, non sensuale come il Massimiliano, ha meno ormoni. Pu aspettare.
CLOTILDE - A quel che ho capito, qui non pu aspettare nessuno.
MAURA - Per il Guido, vedremo in seguito. Ci che importa, in questo momento, spezzare una congiura.
CLOTILDE - In due, la spezzeremo meglio.
MAURA - Non essere precipitosa. Sono sacrifici che pesano, chi non abbia lenergia morale di sopportarli. Magari, poi, te ne risenti tutta la vita.
CLOTILDE - Li posso sopportare quanto te. Vedremo, chi, delle due migliore. Una buona madre, s, povero Guido!
MAURA - Cos, sui due piedi, non posso permettertelo. Non mi sento di prendermi questa responsabilit.
CLOTILDE - (recisa) O tutti e due, o nessuno. Altra breve riflessione necessaria a pesare il pro e il contro.
MAURA - Testarda! E va bene, tutti e due. Ma, poi, non lamentarti che non tavevo avvertita. Bevono unultima volta per trovare la forza di poter passare allazione, e sembra un brindisi.
CLOTILDE - (crollando) Povere noi.
MAURA - Lo vedi? Non ce la fai. Per te sarebbe un trauma troppo forte. Bada a me. Aspetta; tu, aspetta. Vado avanti io.
CLOTILDE - Nemmeno per sogno. Sono pronta anchio. E ce la far benissimo.
MAURA - (In direzione delluscio, gettandosi alle spalle un sospiro che uno strascico regale) E ora di andare. Se non si interviene a tempo, la turpe realt decapiter i nostri sogni e le loro glorie. Trover una scusa. Non la prima volta che uno dei due dorme dallaltro.
CLOTILDE - Ma mandamelo.
MAURA - Non sai quanto mi costi.
CLOTILDE - A chi lo dici? Non ci debbo pensare. Lasciartelo l!
MAURA - Ed io, trovare il coraggio di dirgli: va!
CLOTILDE - Tienti per avvisata: se non mi mandi il tuo, vengo a riprendermi il mio.
MAURA - Che discorsi! Dovresti pensare che lo facessi per vizio. E poi, come faccio, resto a casa con tutti e due?
CLOTILDE - Tu, Maura Potrebbe
MAURA - Potrebbe cosa?
CLOTILDE - Dico, la scusa di venirmi a prendere per condurmi a cena da voi. Io non mi sento bene si fa tardi la nebbia, una telefonata e ognuno rimane a passare la notte dov.
MAURA - Cosa sei!... Povera creatura.
CLOTILDE - Grazie.
MAURA - Non dico per te, dico per lui.
CLOTILDE - Come si fa?!
MAURA - Colle buone. Deluse e dolorose. Lamentarsi ognuna del proprio e decantare le virt dellaltro. E, soprattutto, dir male dei loro padri. Che venga come una consolazione.
CLOTILDE - Ma certo, lo so. Dicevo: come si fa?! Sai che rende niente male?
CLOTILDE - Ti d un suo pigiama.
MAURA - Brava! Ma non hai unombra di senso morale! Tanto vale andargli a dire che ci siamo messe daccordo e, magari, pensino che ci siamo scambiati i figli per consumare un incesto per interposta maternit.
CLOTILDE - Sempre gli devi attribuire delle perversit e delle malizie che non hanno. La tua brutalit di dir le cose.
MAURA - Scusa. Sono tutta eccitata, volevo dire confusa. Gliene dar uno del Guido.
CLOTILDE - Di flanella. E coprilo bene. E io, uno del Massimiliano. Mi far meno impressione.
MAURA - Di popeline. In fondo lunica differenza che esiste fra loro. Poi, domani, mi racconterai.
CLOTILDE - Anche tu. Ci telefoniamo.
MAURA - Ah, mi dimenticavo; abituato a dormire sul lato destro.
CLOTILDE - Hai fatto bene a dirmelo. Mi metter a sinistra. E tu Oh Dio, Dio!... mi raccomando con delicatezza.
MAURA - (abbracciandola) Cara, mi conosci. Come se si trattasse del mio. Lo so prendere. (Esce tra i fischi della platea). N si turbino, n si allarmino i puritani. Occhio non vede, cuore non soffre. Ci che deve accadere accade durante lintervallo, lungi da sguardi indiscreti, senza rumore, senza scandalo, senza pericoli; dietro a delle porte che chiudono bene, in stanze con ogni comfort, dotate di riscaldamento centrale e di letti che non cigolano, forniti di biancheria di bucato, e con bagno comunicante.
ATTO SECONDO
Mica poi vero che le azioni siano peggiori delle parole. Molte volte succede viceversa. Ma, fra gente beneducata, certe cose pi fatica dirle che compierle. Tutta questione di decisione, modo e tatto. La coscienza di unardua prova superata, sempre una risorsa che rassoda e fortifica la personalit, questo sicuro. Poi, casomai, provvede labitudine a fare il resto e, pur che si tratti di un resto piacevole, sullabitudine si pu sempre contare. A questo, per esempio, e a niente altro, devesi se, Eva insistendo con Adamo in quel tal gioco, la specie umana ha avuto lo sviluppo che ha avuto e, pur col vantaggio di farci compagnia, ci si trova tanto stretti. Cos, tutto considerato, furono in quattro ad avvantaggiarsene; da una parte contribuendovi la consapevolezza di un sacrificio necessario la parola eroico non fu mai pronunciata, mancherebbe altro, per fu sempre presupposta e si sa quale forza dia alle azioni umane una convinzione morale in servizio di sentinella attiva e permanente presso un dovere da condurre a termine; dallaltra prevalendo la tensione di una improrogabile esigenza naturale sul punto di esplodere chiss come e in quale direzione siamo giusti: un problema avvertito da chiunque non sia sterile per poco che si preoccupi della propria prole e nessuno ignora i vantaggi salutari sulla carne e sullo spirito, della tempestiva distensione dei nervi nella febbrile esuberanza della anelante giovinezza, che Dio la benedica. In altre parole, le mamme, se cos si pu dire, ridivennero donne e gli adolescenti furono promossi giovanotti. Salvo la morale, non ci perse niente nessuno e quando mai la morale, di sua iniziativa, si lamentata che le abbiano rubato qualche cosa? Ci non significa che, in viale Bianca Maria, come, bench un po meno, in corso di Porta Nuova, le intense ore fra il crepuscolo e la notte di quella nebbiosa giornata del novembre scorso, siano state agevoli e facili, almeno fino al momento di spegnere la luce. Anche se ipotesi inconfessabilmente, da una parte e dallaltra, potesse esservi stata la migliore disposizione, le inibizioni dove le mettiamo? Freud ha, pur lui i suoi diritti e dal miracolo economico in poi, egli entrato a far parte delle migliori famiglie. Per, che buon sonno, dopo; e che dolcezza intrisa di vertiginose promesse la gi pi pallida vergogna del risveglio, s delicatamente medicata! Quanto ad un qualsivoglia trapelar dellaccaduto: niente! In terza B, al Liceo Parini, la mattina del 28 novembre, al quotidiano appello, mancarono due alunni: Guido M. e Massimiliano F., assenti giustificati e un po di vero cera: per raffreddore il primo, per lombaggine il secondo, fu telefonato al preside e fu tutto. A tal proposito, bisogna ammettere che, qualche volta, uningiustizia mostrarsi pessimisti e malevoli verso le malattie. Non ci fu un insegnante o condiscepolo, dopo quella tempestiva indisposizione, che non li trovasse pi maturi e meglio disinvolti. C nella vita di ogni adolescente, unora meravigliosa e terribile, lungamente agognata, che conta un anno almeno, ma che dico? Dieci! Tant vero che, anche la perigliosa boa degli esami fu aggirata senza sforzo; e il discorso della motocicletta, come quello della barca, si fece meno urgente, il che, oltretutto, era una spesa risparmiata (per il momento). Prodigi di equilibrio fra la saggia natura e lappagata fisiologia con la buona salute e la tranquilla coscienza: di tanto i figli erano invecchiati, di altrettanto le madri erano ringiovanite. Calcolando che laccaduto, per i primi avesse significato, poco, cinque anni guadagnati, e, per le seconde, altrettanti perduti, si erano reciprocamente e rispettivamente venuti incontro, accorciando le distanze di dieci anni e tanto valga a rassicurare i censori. Linvenzione e la messa in opera della maternit incrociata volle dire risolvere molti problemi. Natale, Pasqua, Ferragosto, anche le vacanze furono vacanze incrociate. Pass la primavera, trascorsa lestate ed ora si approssima lautunno. Dalle cortine aperte del tenero salotto di viale Bianca Maria, invaso dalla dorata ora meridiana che va estendendosi contro un fermo e serico cielo di Lombardia, cos bello quando bello, bisogna riconoscerlo, ognuno pu constatare che oggi, 5 settembre, allinsaputa di coloro che stanno trivellando il sottosuolo per la metropolitana, Milano s appropriata una fulgida giornata che non le appartiene, rubandola chiss dove, forse a Varese, forse a Pavia, ma chi non ruba al giorno doggi? Ahim, pu concepirsi un cielo perennemente sgombro di nubi? La maggior copia dei nostri guai deriva dal considerare eterno il provvisorio. E perch? Santo cielo, perch dimentichiamo con estrema facilit, sostituendole con altre di ricambio, le primitive ragioni dei nostri atti, ecco larcano. Ma come persuaderne lestiva
MAURA - che gi urge contro luscio, incapace di reprimere la propria incontinenza emotiva? Tante scuse, bella signora. Avanti, pure, ormai, gi, fra noi il ghiaccio rotto da otto mesi.
MAURA - entra al modo esplosivo delle prime attrici stimate per il vigore del temperamento. Non incontra nessuno e guadagna tempo mettendosi a passeggiare nervosamente con la delusa stizza del duellante il cui avversario mancato allappuntamento. Perch, gi che c e tanto nessuno la vede, rinunciare ad occhieggiare e ad origliare agli usci? Poi, dotata di un carattere incoercibilmente tendente al monologo, non pu fare a meno di approfittarne. Ma cosa non si perdona a una bella donna di quarantanni che ne ha persi cinque durante lintervallo?
MAURA - Naturalmente, la signora riposa. Si facesse trovare pronta una volta che una volta!? Il pisolino dopo colazione, lorettina di relax, il massaggino al collo, il rullettino sui fianchi, la fregatine di olio di tartaruga sulle caviglie, la dieta di Hauser, il tranquillantino alla sera, il cerottino contro le zampe doca alla notte, i turacciolini nelle orecchie contro i rumori ogni cosa in proporzione. Sfido che ce la fa a mantenere la linea! Spreca una sostanza per fare economia di anni, ma riesce ancora a darla ad intendere Bench, siamo giusti: per una donna, quale migliore impiego di capitale c?... Si sa com: di riflessione in riflessione, una si trova davanti allo specchio e si mette a controllarsi la taglia e poi anche a stirarsi la pelle delle guance e daltri siti. Maledetta, le conosce tutte. Con la scusa dellantico, anche lo specchio pacato. Stupida io che vado avanti ancora col vecchio sistema delle bistecche crude di cavallo sulle guance Che, poi, non nemmeno un risparmio, rincarata com la polpa senza osso; e non si pu usare pi di una volta perch, conservata in frigorifero, perde le vitamine. Ma non dice che, una volta usate, le fa mangiare alla donna di servizio che, ormai, le vengono fin fuori dagli occhi. Forse non ha fatto in tempo a ricordarsene, essendosi messa a chiamare ad un uscio. Clotilde Sei viva, Clotilde?
CLOTILDE - (da fuori) Un momentino solo.
MAURA - Fa pure con comodo, cara Avesse detto: un momento; macch: un momentino, piccolo anche quello, un bijou. Ha tutto piccolo, come il petto e il cervello. (Eccola nuovamente davanti allo specchio, pazienza) Guarda l! Ogni ruga un dramma. Altro che le carte da tarocchi e i fondi del caff! Sul volto di una madre si pu leggere il passato di una famiglia. Han voglia a dire la menopausa, la cellulite, la colesterina Storie! Cuore e temperamento, ecco i nemici della pelle. Quando mai lei ne ha avuti? un animale a sangue freddo. E Dio sa se ha anche dei sensi! Bella fatica che riesce a conservarsi. Io, invece, che ne ho sempre fatto spreco, ho una faccia che sembra la forza del destino diretta da Toscanini. Un campo di battaglia. (Tutto sta a vedere se dopo una vittoria o dopo una sconfitta). Le mie ferite morali io le porto scritte in faccia, come un reduce le sue medaglie. Ho la sua et e son qui che sembro sua figlia, volevo dire sua madre. Ah, pora Maura, mi sa che si avvicina il momento di far la spesa del tirapelle che costa come dieci operazioni, quei ladri di chirurghi! E poi, magari, mi succede come la Bianca che, per aver tagliato troppo, quando doveva chiudere la bocca le si aprivano gli occhi e quando doveva chiudere gli occhi le restava aperta la bocca e, alla notte, tutta le mosche erano sue. Mah!... Si va a distendere su unagrippina. Si toglie il cuscino dalla testa e se lo mette sotto i piedi per tenere su le gambe, cos il sangue circola meglio. Ci non le impedisce di perfezionare il trattamento con schiaffetti, buffetti e massaggini intorno alle palpebre, ma linterprete lo sa meglio di lei. Ci vuol altro che la plastica. Non la pelle che mi cresce, la maternit. Quella non si riduce, quella deflagra come la lava di un vulcano, ti travolge, ti divora, ti cancella dalla faccia delluniverso. La maternit mi viene fuori da ogni parte. Mi ha inciso a fuoco le sue rovine in tutto il corpo. Quando mi avr distrutta del tutto, quello lass sar contento. Occhi al cielo, naturalmente, e, intanto, una mano le caduta gi e le andata a toccare il Corriere della Sera che stava l, nemmeno a farlo apposta Figurarsi se non stava in prima pagina anche oggi. Qui lunico che non invecchia Fanfani. Ci fosse, almeno, qualche bel delitto per calmarmi i nervi. (C, non dubiti, quinta pagina, terza colonna. E, tanto per non perdere tempo, fin che volta le pagine, unaltra chiamatina) Clotilde!.... Quanto ci metti a truccarti? Dai. Per me non necessario. Io non lo vado a dire in giro.
CLOTILDE - (sempre da fuori) Eccomi. Subito.
MAURA - (ha trovato quel che le preme) Catania, liceale innamorato, rapisce cinquantenne professoressa di greco. Cose che non succedono altro che in Sicilia. Che Dio la benedica! E poi dicono male del meridionale. Va l, s, che stata una fortuna nascere in Lombardia!... Bonn, anziana gentildonna gelosa sopprime a revolverate lautista ventenne Sempre sangue, st tedeschi Sciocca, col veleno dei topi in vendita dal droghiere e la birra come bevanda nazionale: un insulto alla Provvidenza. Oh, finalmente ti fai viva. Infatti,
CLOTILDE - arrivata e il monologo pu trasformarsi in dialogo.
CLOTILDE - Tu, perch te la prendi con la provvidenza?
MAURA - Mi capisco io. Si parlava di veleni.
CLOTILDE - Con chi?
MAURA - Col Corriere della Sera.
CLOTILDE - Avevo creduto che parlassi da sola. Laltra, probabilmente, ora, si metterebbe a spiegare i vantaggi del monologo. Ma le d unocchiata e tanto basta a cambiar corso al proprio pensiero, poich si accorge di avere davanti unincorporea visione ravvolta, ma sarebbe pi esatto dire disciolta, in una trasparente vestaglia di velo e di merletto color pervinca, che ne fa un essere angelico, offerto ai teneri languori di un umor patetico retrospettivo.
MAURA - Clotilde! Ma che ti sei messa addosso? Sembri la Duse quando fu abbandonata da DAnnunzio.
CLOTILDE - Trovi?
MAURA - Altro, se trovo! Fatti vedere girati Uhm!
CLOTILDE - Cosa vorresti dire: uhm?
MAURA - Sei vestita il tuo ritratto. Tu vivi di silenzio, di sonno e di pressione bassa. Del resto, questo vestire da signora di trentanni fa, si intona al tuo tipo.
CLOTILDE - Te, invece, io ti trovo bene, guarda un po.
MAURA - Oh, un semplice tailleurino della Biki.
CLOTILDE - Che non intona troppo con la tua figura, a vero dire. Dovresti evitare tutto quello che contribuisce a mascolinizzarti.
MAURA - I fianchi, eh?
CLOTILDE - Anzi, quelli, semmai, il contrario.
MAURA - Sta a vedere che, dopo tanto tempo, non hai mandato gi che trovassi il Massimiliano largo di fianchi e vuoi restituirmi il colpo.
CLOTILDE - La tua cattiveria! Qualche volta, penso che, se tu mi potessi strangolare, lo faresti.
MAURA - E sempre uno sbaglio, in certi casi, adoperar le mani. Si rischia di farsi male.
CLOTILDE - Bel merito farti un complimento. Intendevo dire che, sia pure malvestita come il solito, di aspetto ti trovo bene, pensa un po.
MAURA - Figurati! perch io sono sincera e tu no.
CLOTILDE - Ti sbagli. Sai che, io, quello che ho nel cuore ho sulla lingua.
MAURA - Lo vengo a conoscere in questo momento.
CLOTILDE - E invece la verit.
MAURA - Clotilde, per piacere. Non scambiamoci le parti. gi difficile andare avanti ognuna con la sua.
CLOTILDE - Sei stata tu a volerle scambiare.
MAURA - Non confondere i figli con le parti.
CLOTILDE - Con te divenuto impossibile scambiar due parole senza litigare.
MAURA - Che ti devo dire, sar perch ognuna di noi vede, nellaltra, una suocera.
CLOTILDE - Tu ti devi essere giurata di uccidermi a forza di brutalit. Peggiori di giorno in giorno, Maura.
MAURA - A proposito che mi trovi bene. Ecco il conto che si pu fare della tua sincerit.
CLOTILDE - Non mi riferivo alla tua ferocia, mi riferivo al tuo aspetto. La prima peggiorata, ma che vuol dire? Tu hai un clich cos. Per, il tuo aspetto migliorato. Mi dispiace, ma non so cosa farci.
MAURA - Lo vedi? Ti dispiace. Ti sei scoperta.
CLOTILDE - Se vuoi che mi dispiaccia, mi dispiace. Ma ti trovo bene lo stesso.
MAURA - Sai cosa ti dico?
CLOTILDE - Sei sempre la stessa. Lo sai pure che non lo so.
MAURA - S, ma rinforza la conversazione.
CLOTILDE - Una delle due: o qualcosa di sgradevole o qualcosa di indecente.
MAURA - E perch no tutte e due insieme?
CLOTILDE - Beh?
MAURA - Beh, cosa? Che fastidio mi dai coi tuoi beh! Sembri una pecora Cosa fai adesso? Piangi? Infatti, si asciugata qualcosa di umido in punta allocchio. Dai, smettila, che ti sbaffa il rimmel e, poi, devi rifarti la faccia. Cos, ne hai per unaltra mezzora. Dove eravamo rimaste?
CLOTILDE - Al sai cosa ti dico?
MAURA - Ah s. Tu sei priva di spirito di osservazione, ecco quel che volevo dire. Del resto, non una novit.
CLOTILDE - Perch son priva di spirito di osservazione, scusa? S, dico, almeno, spiegamelo.
MAURA - Ti basti dire che mi trovi bene, col vulcano che ho dentro.
CLOTILDE - Non posso farne a meno.
MAURA - Lo fai per dispetto.
CLOTILDE - Lo faccio perch cos.
MAURA - Davvero?
CLOTILDE - Davvero.
MAURA - Non so come tu possa fare una constatazione simile. Specie trattandosi di una cosa che ti fa piangere dal dispiacere.
CLOTILDE - preferisce restar muta. Trovi? Proprio? Sul serio?
CLOTILDE - S, trovo, proprio, sul serio.
MAURA - Senti, tanto per farti vedere il mio spirito conciliativo: io ti vengo incontro mostrando di credere alla tua sincerit; tu, per, in cambio, mi spieghi in cosa mi trovi migliorata.
CLOTILDE - Che ti devo dire? In questi mesi, sei come ringiovanita, ecco tutto.
MAURA - Coshai detto? Ripeti per favore.
CLOTILDE - Sei come ringiovanita.
MAURA - Che vuol dire come?
CLOTILDE - Come. Che deve voler dire?
MAURA - Ecco la dimostrazione della tua malafede. Se veramente pensassi ci che dici, non avresti avuto bisogno del come. Si dice forse: ti trovo come dimagrita, come raffreddata? Avresti detto: sei ringiovanita e basta. Tu mentisci anche quando dici una bugia.
CLOTILDE - Va bene: sei ringiovanita.
MAURA - Ma che fatica fai a dirlo, figlia mia!
CLOTILDE - Cambiamo argomento, se non ti dispiace. M venuto il mal di testa.
MAURA - Mai che, con te, si possa fare un discorso filato! Ti si devono strappare le parole con la tenaglia. Un silenzio di pietra. Al solito. Quando ti trovi alle strette, ti metti a tacere.
CLOTILDE - Mi son messa a tacere per accendermi una sigaretta.
MAURA - Ringiovanita! Son pi i giorni che mi sento andata che le notti che riesco a chiuder occhio.
CLOTILDE - Oddio, adesso non pensare chiss che. Mica miracoli. Ringiovanita: un po ringiovanita.
MAURA - Ho capito: il come era restrittivo. Voleva dire un po.
CLOTILDE - Ecco, s, un pochino, un idea, unimpressione.
MAURA - Clotilde, alt! Di questo passo, a momenti, mi sentir dire che sono invecchiata.
CLOTILDE - Tu sei sempre eccessiva.
MAURA - Hai detto impressione. Non sar leffetto di queste luci basse che illuminano solo dal collo in gi?
CLOTILDE - Ma se non sono ancora accese! Ora
MAURA - a tacere per andare a versarsi da bere.
MAURA - Tu, Clotilde, hai fatto caso che, da un certo giorno in su, nessuno ti fa pi un complimento alla luce del sole?
CLOTILDE - Beh, sai, a Milano c il vantaggio che sta nuvolo spesso.
MAURA - Nuvolo o sereno, le poche volte che uno si disturba a dirti una parola incoraggiante sempre sul tardi, quando ci si vede poco.
CLOTILDE - Dici? Non sei un po pessimista?
MAURA - Dico, Clotilde, dico. Me, lultima proposta un po indecente che ho avuta, stata, di schiena, in un palco della Scala fra un quadro e laltro dellultimo atto del Trovatore. Al momento del miserere, sai, quando si diffonde quellaria da cimitero e ci si aspetta che, da un momento allaltro, entrino i vampiri e viceversa arriva il baritono con la lussuria inferocita.
CLOTILDE - (con unimpressione sua) Brr! I vampiri. Che paura!
MAURA - Non essere sempre convenzionale, Clotilde. Tutte storie. Anche i vampiri hanno il loro lato buono. Come i baritoni, del resto.
CLOTILDE - Per mordono.
MAURA - Appunto.
CLOTILDE - Anche i baritoni?
MAURA - E perch i baritoni non dovrebbero saper mordere?
CLOTILDE - Io non lo so.
MAURA - Io s.
CLOTILDE - Come lo sai?
MAURA - Fa conto che me lo abbiano detto. Mordono meglio i baritoni che i tenori.
CLOTILDE - Ma d un po, ora che ci penso, un secolo che non rappresentano pi il Trovatore alla Scala.
MAURA - Hai poca memoria, Clotilde. Lultima volta stato linverno passato.
CLOTILDE - Ne sei sicura?
MAURA - S, Clotilde, ne sono sicura.
CLOTILDE - Ah gi, mi ricordo. Lo confondo sempre col Rigoletto.
MAURA - Nel Rigoletto c il gobbo. Basta far mente locale e cessa ogni pericolo di confusione. Diventa un riflesso condizionato. Tu lo associ a Leopardi e non c pericolo che ti sbagli.
CLOTILDE - Hai ragione. S, s, mi ricordo. Avevi una scollatura che ti precipitava sino sullosso sacro. Piuttosto os, devi ammetterlo. Ora capisco.
MAURA - Naturalmente! Ognuna mette in valore il meglio che le resta, no? Perch, hai forse qualcosa da dire contro il mio decollet?
CLOTILDE - Per carit. Resto del parere che, posteriormente, il tuo decollet rimane ancora considerevole.
MAURA - Vorrei vedere! famoso in tutta Milano. Son cadute pi tentazioni l che non sia caduta acqua sul Duomo.
CLOTILDE - Maura, un po di ritegno! Sei diventata di uno sboccato!...
MAURA - Scusami, cara, abbi pazienza; ma certe verit vanno ricordate. Oggi c in giro una deplorevole tendenza alloblio che fa spavento. Gi, il difetto di noi lombardi la modestia. Hai voglia di aspettare che certi riconoscimenti ti vengano dagli altri. Bisognerebbe prendere esempio dai meridionali. Ci resta ancora tutto da imparare su quel lato l.
CLOTILDE - Cosa vuoi, la mentalit nordica.
MAURA - E lirriconoscenza, altro che la mentalit nordica. Si in casa propria ed come vivere allestero.
CLOTILDE - Mah!
MAURA - Cosa mah?
CLOTILDE - Quanto sei nervosa, Maura!
MAURA - A differenza di te che vai somigliando, ogni giorno di pi, uno di quei tremolanti budini di vaniglia che non mancano mai nei men svizzeri. (Inaspettata, ma, poi, si capir) E sempre peggio, Clotilde; mi assalgono cupe angosce, sono assediata da pessimi presentimenti, non faccio che saltare da uno spasimo allaltro.
CLOTILDE - Vuoi mica provare il cocktail della Vally? Gin, whisky, valeriana e camomilla, con una scorza di limone, unidea di cannella e tre gocce dangostura. Un portento, dice.
MAURA - Altro che valeriana! Non sento nemmeno pi i tranquillanti. Mi imbalordiscono e basta. Ho dei continui incubi, passo le notti, le poche che riesco a chiudere occhio, aggirandomi dentro a sogni tremendi.
CLOTILDE - Da ragazza, io facevo sempre un sogno terrificante. Inseguita, in un bosco, da omacci spaventosi, armati di pistoloni, spade e pugnali sanguinanti.
MAURA - Tutti insieme o uno alla volta?
CLOTILDE - Non cera una regola fissa.
MAURA - E poi?
CLOTILDE - Quando stavano per raggiungermi, mi svegliavo urlando terrorizzata: aiuto, mamma e pap. quel sogno l che fai?
MAURA - Che facevo, vorrai dire. E io non mi svegliavo. Ora, in un certo senso, lo stesso sogno, ma come una pellicola girata a rovescio. Sono io che inseguo loro. Ed pi brutto ancora.
CLOTILDE - Saranno loro a gridare aiuto, allora.
MAURA - Ma no, sono sempre io. E ben questo che non riesco a capire, perch, prima, quando ero io ad averli alle calcagna, n mi spaventavo n gridavo, per quanto mi ricordo.
CLOTILDE - E cosa gridi, ora che gridi?
MAURA - Massimiliano!
CLOTILDE - Maura!...
MAURA - Abbi pazienza, dovevi fare a meno di domandarmelo. Ma ci che strano che sei mesi fa gridavo: Guido.
CLOTILDE - (dopo una breve riflessione) Potresti tentare lo yoga: il morale restaurato attraverso il fisico.
MAURA - Con lartrosi che mi rosicchia la colonna vertebrale, adesso mi metto anche a testa in gi e a gambe per aria!... Cos, dopo, devo chiamare larcheologo a rimettere insieme i pezzi.
CLOTILDE - Ti sembrer anacronistico, ma io mi trovo bene col bagno bollente prima di andare a letto.
MAURA - La rabbia che mi fai! A me, viceversa, mi eccita da maledetta. Ma, gi, cos che non mi eccita, a me? Io morir senza aver capito come, certa gente, abbia bisogno di tenersi su con la cocaina.
CLOTILDE - Dipende tutto dal sistema neurovegetativo. Non ce ne son due che si somiglino. Io sono vagotonica e tu?
MAURA - Che vuoi che ti dica? Il mio nemico sar il gran simpatico, Clotilde. O tutti e due. Uno tira da una parte, laltro dallaltra: unagonia.
CLOTILDE - Capisco.
MAURA - Cosa capisci? Ti sei messa a studiare medicina? Alla tua et?
CLOTILDE - Perch? Che et ho?
MAURA - La mia, Clotilde, la mia.
CLOTILDE - E allora stiamo amiche, no?
MAURA - Hai ragione, cara, hai ragione, scusa. E le si butta addosso e la abbraccia convulsamente, quella matta.
CLOTILDE - (dopo averci pensato su) Come fai a dire che ho la tua et, se, in collegio, eri quattro classi pi avanti di me?
MAURA - Sarai stata ripetente, che ne so?
CLOTILDE - Mai ripetuta una classe in vita mia.
MAURA - E allora sar stata io a saltare gli anni. Non farmi dire cose sgradevoli che, poi, mi dispiace di averti dette.
CLOTILDE - Figurarsi, proprio tu saresti capace di rinunciare a una malignit.
MAURA - Vuol dire che sar stata pi intelligente di te, figlia mia, eccoti accontentata. (Vedendola che si porta il fazzoletto agli occhi) Ah, ma un vizio. Neanche le Madonne democristiane che piangono sotto le elezioni!
CLOTILDE - Scusa, non perdi occasione per darmi della scema.
MAURA - Mi sono limitata a dire meno intelligente. Tanto vero che io mi sono laureata e tu no. Ma che significa? Natura. Oggi, lintelligenza , pi che altro, un incomodo.
CLOTILDE - (esplosiva lei, ora, cosa sar?) Stiamo amiche, Maura, stiamo amiche! Non so cosa potrebbe capitare se non stiamo amiche.
MAURA - Ma per essere amiche, cara, mica un obbligo della costituzione avere la stessa cultura. Lanalfabetismo non ha mai impedito la confidenza a nessuno. Mancherebbe altro. E la democrazia, allora? Non si potrebbe pi andare a letto con chi piace.
CLOTILDE - Maura! Che linguaggio!...
MAURA - Parlo in generale. Quanto a noi, intendevo dire, possono benissimo essere amiche anche una laurea in lettere con centodieci e lode e una semplice licenza ginnasiale rimediata a ottobre E senza che, per questo, sia necessario commuoversi ogni mezzo minuto?
CLOTILDE - Me lo continuo a ripetere io stessa, ma che ci posso fare? Da un po di tempo, non son pi io, un niente mi fa venir le lacrime agli occhi.
MAURA - E cos che te le fa tornare adesso, su, sentiamo?
CLOTILDE - Hai detto rimediata ad ottobre e, invece, mi son diplomata a luglio, abbi pazienza.
MAURA - Parola donore, sembri ancora iscritta allAzione Cattolica. Mai creduto che, proprio tu, dovessi avere il complesso della laurea. Va bene. A monte. (Tutta cambiata, garrula e gaia, senza escludere una ostentata generosit) Allegria, allegria! (Dopo aver acceso un paio delle solite lampade a piantana) Hai fatto bene, sai, a sistemare lappartamento tutto un abat-jour, hai fatto veramente bene. unidea che ti voglio portar via. Sarai magari incolta, ma tu, certe intuizioni ce lhai. Ce ne fossero di donne con listinto della difesa che hai tu. Da me, con la sfacciataggine di tutti quei lampadari giganteschi, pieni di lustrini, in centro ai soffitti, un continuo attentato. La rabbia che mi fa il Guido: sempre tutto acceso: in slip e tutto acceso, quel maiale.
CLOTILDE - (consolata) Ma certo. Le luci dallalto sono un disastro.
MAURA - Eh, gi, il pi impercettibile segno di personalit diventa subito una ruga. Tu lhai capito da un pezzo e ci hai messo rimedio. Se non altro, puoi dire di possedere il senso dellilluminazione giusta. E questo conta di pi che conoscere la data di nascita del Metastasio e saper estrarre la radice quadrata. Si vivr al buio, per si tira avanti. Ma, ciononostante: il buio, non il Metastasio, voglio dire ciononostante, se devo essere sincera, ti trovo bene anchio. Proprio, devo dirlo. Naturalmente, sempre sul trepido, sul sensitivo, sullestenuato: in grigio perla, nel genere tuo, se vogliamo, ma bene.
CLOTILDE - Per carit, non parlarmene.
MAURA - Insomma, ti conservi; ed quello che conta.
CLOTILDE - Ti dico di no. Dovresti sentire dentro.
MAURA - Il dentro non si vede.
CLOTILDE - Dentro, dentro!
MAURA - Clotilde, ricominciamo? Dovresti sentire tu il dentro mio!
CLOTILDE - A proposito
MAURA - (anche lei contemporaneamente, strane donne) A proposito
CLOTILDE - Mi fai leco?
MAURA - Che eco e eco? Ho detto a proposito.
CLOTILDE - Lho detto anchio.
MAURA - A proposito: ti devo fare una domanda.
CLOTILDE - Io, invece, una telefonata. Permetti?
MAURA - Figurati. Prima tu. Sei in casa tua.
CLOTILDE - il professore, per cortesia Non in clinica?... era stato lui a dirmi dopo le seiS, oggi. Va bene, riprover pi tardi No, no, non necessario, non importa baster dirgli la signora di viale Bianca Maria che stato a visitare laltro giorno Certo Semmai, in serata, lo richiamer a casa Non ha importanza. Mai che si riescano a trovare questi luminari a cinquantamila lire la visita!
MAURA - CLOTILDE - mi preoccupi. Cosa sono tutti st misteri?
CLOTILDE - Figurati se vado a mettermi sulla bocca di un assistente, cos, fra quarantottore, lo sa tutta Milano.
MAURA - Che ti succede, sei malata?
CLOTILDE - Hai udito, no? Sto aspettando il risultato di un certo esame, ecco tutto.
MAURA - Di che si tratta, Dio del cielo, parla!
CLOTILDE - Niente di speciale. Non mi sento bene. Capita, no, ogni tanto?
MAURA - I polmoni. Sicuramente i polmoni. Dovevo immaginarlo. Quella cera, quellanemia perpetua: la mania del pallore spirituale, i digiuni per mantenere la linea. E i polmoni se la legano a un dito.
CLOTILDE - Speriamo bene.
MAURA - Speri di essere ammalata di polmoni? Ma che dici, Clotilde, dai i numeri?
CLOTILDE - Non so. Sentiremo. Non credo anzi, no, certamente. Non farmi dire quel che non ho detto.
MAURA - Come mentisci male, figlia mia, quando dici la verit.
CLOTILDE - Ma io non mentisco, tassicuro. lultima cosa che mi passerebbe per la testa.
MAURA - I polmoni. Ma una malattia che si attacca.
CLOTILDE - E a chi dovrei attaccarla, scusa?
MAURA - La criminalit, ecco, la criminalit. Dice a chi dovrei attaccarla! E pretendi di essere una buona madre. A tutti e due lattacchi. Oh poveri ragazzi, poveri ragazzi. Al mio e al tuo. Innocenti! Sottratti alla spirocheta pallida per essere gettati in pasto al bacillo di Koch. Ma non ti rendi conto, incosciente che non sei altro? E continua a fumare, anche! Butta via quella sigaretta, sai, butta via quella sigaretta, subito. E gliela strappa dalle labbra malamente. Adesso, dovresti piangere, non prima, disgraziata! Tutto a rovescio.
CLOTILDE - E non forse tutto a rovescio quel che facciamo da questo inverno in qua?
MAURA - Clotilde, non c come certe situazioni
CLOTILDE - Quali situazioni?
MAURA - Non farmi specificare. Cerca di capirmi Ci sei?
CLOTILDE - Mi sforzo.
MAURA - Misericordia!.... E almeno riscaldata bene la tua camera?
CLOTILDE - Devo lasciare uno spiraglio, se no si suda anche dinverno. E, poi, tuo foglio ha sempre caldo.
MAURA - Di bene in meglio. Fra le correnti daria. Sembrano fatte apposta, Clotilde, certe situazioni, per scambiarsi i microbi. Cos, poi, li respirer anchio e finiremo in un sanatorio tutti e quattro a farci compagnia. Oddio, la vendetta del cielo. Per quanto uno sia miscredente, qui finisce che bisogna cominciare coi rimorsi, coi pentimenti, con le rinunce, con le penitenze e coi funerali. Te lavevo detto: Non c fretta, il Guido pu aspettare. Ma tu niente, testarda: qui non pu aspettare nessuno. Il tuo maledetto orgoglio! E questo il risultato. Ah, finiremo in una tomba sola. Se questo quello che vuoi, ci sei riuscita.
CLOTILDE - (dolce e disinvolta, portandole da bere) Mettiti il cuore in pace, Maura. Non finir in sanatorio nessuno. Non avrai questa soddisfazione. Magari.
MAURA - Hai detto magari?
CLOTILDE - Ho detto magari?
MAURA - S. Hai detto proprio magari. Ho lorecchio buono, io.
CLOTILDE - Lavr detto cos, soprapensiero.
MAURA - Magari lei lo chiama soprapensiero. la fine del mondo.
CLOTILDE - Ma sei allergica a tutto!
MAURA - Il solo nome di una malattia mi fa diventar matta, lo sai.
CLOTILDE - Rassicurati, ti dico. Il Guido non corre nessun pericolo.
MAURA - Gi, tu non pensi che al Guido.
CLOTILDE - E dovresti essermene grata. tuo figlio, dopotutto.
MAURA - E me lhai rubato.
CLOTILDE - Come tu mi hai rubato il Massimiliano.
MAURA - Clotilde, la malattia ti fa sragionare. Ce li siamo regalati a vicenda, per una reciproca opera di bene.
CLOTILDE - Ti ricordi di tuo figlio, povero angelo, dopo otto mesi, durante i quali non ti sei occupata che del mio.
MAURA - E non lo stesso? Tutti nostri figli.
CLOTILDE - I figli di due mamme, Maura! E cade meditabonda a sedere.
MAURA - (apodittica) Di mamme non ce n mai abbastanza!
CLOTILDE - Povere creature, povere creature!
MAURA - Povere creature? Dovrebbero baciare la polvere dove posiamo i piedi. Trovale delle altre madri che avrebbero saputo fare altrettanto.
CLOTILDE - Abbiamo inventato la maternit incrociata, Maura. Non si capisce pi quale sia il figlio e quale sia il marito. Volevo dire lamico. un abisso. Ci pensi mai, tu?
MAURA - Capisco che hai tutto il subcosciente in erezione e urge mandarti dal psicanalista. D che avevo torto quando ti mettevo in guardia che, per certi sacrifici, bisogna avere unaltezza danimo che non fa per te. Cos, rinunci alla malattia per darti ai rimorsi, adesso? Ecco dove conduce la troppa ambizione.
CLOTILDE - I rimorsi daver continuato, semmai. questo che tu non vuoi ammettere.
MAURA - E chi ti obbligava a continuare?
CLOTILDE - Continuavi tu e dovevo smettere io? A uno tutto e allaltro pi niente? Ah, un bellamore hai per tuo figlio.
MAURA - Questo il discorso della vilt e dellegoismo, Clotilde.
CLOTILDE - Non so, non so pi quel che mi dico. Per un verso sto meglio, per laltro sto peggio. Mi sento come sulle montagne russe.
MAURA - Cosa avresti voluto? Su, cosa avresti voluto?
CLOTILDE - Non lo so, ti dico.
MAURA - Iniziati alla vita e poi, subito, ricacciati nel fango. questo che avresti voluto? Ah, comodo sacrificarsi per qualcuno una volta tanto, e poi sarrangi. Io mi domando che madre sei. Sei una finta madre, ecco. Tu non hai fatto per mio figlio neanche la met di quello che io ho fatto per il tuo. No, non lhai fatto. Tho trasformato il virgulto in un albero. Sicuro, disinvolto, allegro, robusto e bello.
CLOTILDE - Bello e robusto, il Massimiliano, lo sempre stato, anche prima, abbi pazienza.
MAURA - S, ma ora, vuoi mettere?... In otto mesi cresciuto cinque anni almeno, quella canaglia. Perch una canaglia, e poi ti dir perch.
CLOTILDE - Ognuna sa quello che ha fatto per laltra, Maura. Il Guido, caro Te ne ho fatto un uomo. E lui non una canaglia, ti prego di credere.
MAURA - Ma se rimasto ancora un ragazzino infingardo, tutto sotterfugi, ipocrisie, e mali di testa, quella pappa fredda.
CLOTILDE - (andandole davanti al viso coi pugni chiusi, per) Non dir male di mio figlio sai, volevo dire del tuo
MAURA - Facciamo del nostro.
CLOTILDE - Del Guido, insomma! Un tesoro, che non te lo meriti. Meglio di un marito, che Dio mi perdoni. Le sue delicatezze, caro Quel volgare del Massimiliano nemmeno sa dove stanno di casa. Ancora adesso, i fiori un giorno s e uno no. Guardati intorno. Tutti suoi. Ne piena la casa.
MAURA - Ora capisco perch non ha mai soldi abbastanza.
CLOTILDE - Non ho fatto per il tuo quello che tu hai fatto per il mio, hai il coraggio di dire. Te li manda a te, i fiori, il mio? D un po su, te li manda? Un garofano appassito, che un garofano appassito, te lo manda?
MAURA - (piccata) No. Beh, che vuol dire? Questione di virilit. Ha altre risorse, lui. Uno liberty e laltro neorealista.
CLOTILDE - D, piuttosto, questione di gentilezza danimo. Ma si accorgono, le matte, che ognuna sta denigrando il proprio figlio ed esaltando quello dellaltra per il solo fatto che ci va a letto insieme?
MAURA - Che ti devo dire?... O dipende dallinversione della maternit, o tu sei pi brava di me.
CLOTILDE - Meno male che lo riconosci.
MAURA - (cambiando repentinamente il discorso, per il momento) Alle corte, si pu sapere che disturbi ti senti?
CLOTILDE - Niente in tutto e tante piccole cose. Malinconia, gran stanchezza Passo la met delle mie giornate coricata.
MAURA - Sola?
CLOTILDE - Ma s, sola. Cosa credi? Tu misuri tutto sul vostro metro. Fra noi , soprattutto, una cosa sul sentimento. Perch?
MAURA - Che ne so? E sempre qui.
CLOTILDE - E il mio sempre l.
MAURA - Meno di quel che credi E poi? Hai solo malinconia e stanchezza?
CLOTILDE - Qualche mal di testa, una gran voglia di niente un esaurimento morale, pi che altro.
MAURA - E tosse, tosse; quella tossettina secca, sai, che non lascia dubbi?
CLOTILDE - Niente. Nemmeno un colpetto, mai.
MAURA - Batticuori, rossori improvvisi
CLOTILDE - Come fai a saperlo?
MAURA - E let critica, Clotilde, che albeggia al tuo orizzonte.
CLOTILDE - Gi, tu lo sai. Ci sei gi passata.
MAURA - No, cara, non ancora. Che nessuno si faccia delle illusioni. Let critica unopinione. Per me non verr mai. Bisogna esserci portate. Come te. Su con la vita. Sciocchezze. Meno male. Mi avevi spaventata.
CLOTILDE - Teri spaventata tu.
MAURA - I polmoni? Dici poco? Io li ho patiti da giovane e so cosa vuol dire. Ma, quando prendono ad una certa et, son guai. Fa poco anche la streptomicina.
CLOTILDE - Che ai tuoi tempi non cera.
MAURA - E invece s. Laveva appena portata in Italia la truppa americana ed stata la mia salvezza.
CLOTILDE - La penicillina o la truppa americana?
MAURA - Che curiosa che sei! Per una fortunata combinazione logistica, le esplode il telefono proprio sotto il mento. Lei l e, naturalmente, solleva la cornetta. S셔.
CLOTILDE - Sar il professore. Di a me.
MAURA - Non il professore (Un continuo tappare e stappare il microfono) Parla Graziella? Parli pure Graziella. Mai sentita nominare altro che in una poesia di Guido Gozzano. E tu?
CLOTILDE - Io neanche in quella.
MAURA - Sento, sento. Cercano tuo figlio, naturalmente Dunque, lei Graziella Dica pure Il Massimiliano? No. Non in casa Mah. In giro Ah! Dalla Cici? Pu darsi; a noi non lo ha detto Eh, forse dalla Nanda. Chi lo sa?... Di bene in meglio!... No. Non sono la donna di servizio Se sono sua madre? Ecco. Faccia conto sua madre.
CLOTILDE - (addosso) Sar meglio che prosegua io. Mi pare pi corretto.
MAURA - Nemmeno per sogno! Ma s, ascolto ho cambiato voce? Non ci faccia caso Gi, con questo tempo che va e viene Anche lei?... Ah no? Scusi Non si preoccupi. Un incomodo da niente. Grazie.
CLOTILDE - E gentile.
MAURA - Trovi? Ah! Ah!... ah!... Non faccia la spiritosa. So anche dire oh!... Parli Parli liberamente Se le passa il compito di matematica? Ma certo. Si figuri. Perch non dovrebbe passarglielo?... Le basta se glielo detta per telefono quando rientra?... Ah no? Scusi tanto Di persona portarglielo di persona A contatto diretto si studia meglio. Eh gi! Sar fatto, non dubiti Prosegua pure Ah Oh Sicuro che capisco. Non vuole?... Mancherebbe altro! Una madre comprensiva. Ma certo E moderna Modernissima!... Beh, proprio alleata, sa Cos per telefono Ecco. Brava: capace di chiudere un occhio Non si faccia riguardo. Anche tutti e due, se crede Domandi pure Ormai, fra noi, gi che ci siamo Se in questi giorni gli ha telefonato la Bice?.... (Allaltra) Ha telefonato la Bice?
CLOTILDE - Non mi risulta.
MAURA - Figurarsi se ti risultava!... Ci stavo pensando No. Pare di no Telegrafato?.... Telegrammi della Bice?
CLOTILDE - No.
MAURA - Neanche telegrafato Eh, gi furbo. A chi lo dice?... Tenerlo docchio?.... Adesso lei mi chiede troppo Come? Non capisco bene Un dritto. Ecco: un dritto! Lei ha trovato la parola giusta Bene, bene come no? Far la commissione Al solito posto?... Al solito posto con lanticipo di tre quarti dora. Ho capito Dunque, mi faccia ricapitolare: la Cici, la Nanda, la Bice e lei, scusi? Oggi, sa, ho la testa un po balorda Ah, gi: Graziella Che distratta! No, no, non dubiti, non me ne dimentico. Ah!... E deve esserci pure una vecchia vedova che non riuscita ad individuare. Mi trova anche simpatica Bont sua mi levi una curiosit: quanti anni ha, se lecito? Diciassette? Complimenti Dica, dica, peggio di cos, ormai. (Annaspando verso Clotilde) Un tranquillante, per favore. Fra una frase e laltra,
CLOTILDE - glielo trova stanno sempre l a portata di mano, nel cassetto di un trum glielo convoglia in bocca e glielo fa inghiottire con un sorso di whisky e soda. Un po lentamente, se non le dispiace No. Non sono dura dorecchi Ecco. Trovarsi al solito posto che ha la macchina No, no guardi qui sbaglia lei, il Massimiliano la macchina non ce lha ancora. Almeno, non mi risulta. Ma non si sa mai Occhiata interrogativa alla amica che lo esclude. Ah, ce lha lei!... Che sciocca Non avevo afferrato bene Come dice?... Alla faccia dei vecchi?... Alla faccia dei vecchi, Clotilde!
CLOTILDE - Per simpatica!
MAURA - E bagno nel Ticino!... Ci voleva. Stavo per consigliarvelo io. Gli dir di portarsi gli slip da acqua Non sono necessari?... (Ormai sopraffatta) Ah bene!... Eh gi, se in quel posto non c mai nessuno Sicuro. Viva il nudismo Che generazione. Altro che quelle del sellino di dietro! Congratulazioni, figlia mia. Se tanto mi d tanto a diciassette anni, figurarsi a trenta Gi, c tempo Non dubiti. Sa cosa faccio? Per essere pi tranquilli me lo noto S dimenticata niente?... Ringraziarlo dei gemelli da polsini ne sono venute fuori due bellissime clips Manigoldo, il mio regalo di Pasqua!... Ho da riferire altro, piccola?... S, penso anchio che sia sufficiente Per carit, dovere Piacere mio Onorata (E cade trambasciata sul sof).
CLOTILDE - (aerea) Ti comincia a fare effetto il tranquillante?
MAURA - (ormai franata) Forse farei bene a prenderne un altro, che ne dici?
CLOTILDE - (langelo delle corsie) Sai cosa? Te lo faccio prendere con il cocktail della Vally. Comoda, comoda (E mentre le prepara luno e laltro e glieli avvia verso le labbra) Bench, tutto questo abbattimento
MAURA - Cosa bench? Cosa? Prima, crisi di pianto se appena ti pare che ti si guardi storta e adesso, che ti dovresti sentire drizzare i capelli in testa, stai l imperturbabile come una guglia del duomo. Fallimento totale, Clotilde!
CLOTILDE - Non vedo proprio, anzi.
MAURA - Ma ti rendi conto che essere spaventoso hai messo al mondo? Un mostro di spudoratezza e di lussuria.
CLOTILDE - (una trina di zucchero filato) Solo un po precoce ed esuberante, se vogliamo. Ma lo si sapeva, no?
MAURA - S, s, lo si sapeva.
CLOTILDE - Scusa se ti contraddico. Dovresti esserne orgogliosa come lo sono io. Ah, finalmente finito un incubo! Ed giusto che ti chieda scusa e ti manifesti tutta la mia riconoscenza.
MAURA - Ah s? Ci vogliamo spiegare?
CLOTILDE - Naturalmente. Capisco solo ora tutta la portata della nostra eroica decisione. Volevo dire la tua, dietro la quale venuta la mia. Ah, Maura, non te ne sar mai grata abbastanza. Tu mhai restituito la pace del cuore.
MAURA - Ma si sta facendo mezze ragazze di Milano, quel satiro spudorato!
CLOTILDE - Per che ragazze! Tutte ragazze oneste, istruite, sane, disinfettate, profumate; di ottima famiglia, che si sorvegliano a vicenda, e fior di titoli e patrimoni dietro alle spalle. Con innocenza, con grazia, con pulizia. Mica n serve da solaio, n proletarie passeggiatrici da trivio. Ora non rischier pi di cadere nelle spire della prima sordida Circe che incontra, a rischio di farlo diventare anche comunista. Siamo logiche, solo questo quello che volevamo per il bene dei nostri figli. Ed stato tutto merito tuo. Cara. Grazie a te, la sua iniziazione al sublime mistero dellamore, anzich una vergogna, unangoscia e un declassamento sociale, come si temeva, stata una scoperta naturale, bella, gentile e complessata, come si sperava. Che pu desiderare di pi una mamma? Ah, Dio mha esaudita! Grazie, Maura, sorella, lascia che ti chiami sorella. (Ma che fa? Le bacia la mano?)
MAURA - E questo discorso, stavolta, lo pubblichi tu!
CLOTILDE - Dovrei. In onor tuo. Ecco, vedi, mi torno a commuovere. In questa casa oggi, evidentemente, il telefono s giurato di darsi un gran da fare. Eccolo che si mette a strillare di nuovo. Questa volta sar meglio che risponda io.
MAURA - S, sar meglio.
CLOTILDE - (allapparecchio. Tocca a lei. E lui) Tesoro, che regalo Non ci speravo Hai ragione, caro, ma quando non mi sei vicino, ogni mia ora vuota Perdonami, sono unegoista No, amore, legoista sono io No, io Credimi. Non essere prepotente Ti prego, lascia che legoista sia io Per questa volta, almeno Pochino solo, eh?... Grazie No, tu no niente niente! Ti sento poco bene, hai preso freddo, angelo?... Mi par che la tua voce abbia perso il suo bel timbro platinato Proprio davvero?... davvero davvero?... Me lo giuri?... Ti credo Ah, senti giurami che comincerai a metterti il soprabito. Lautunno in Lombardia traditore. Ci casca addosso allimprovviso. Dillo a tua madre Ricordati di ricordarglielo. (Mano sul microfono) Il soprabito, Maura, non dimenticartene.
MAURA - Cos, non sa nemmeno tirarsi gi il soprabito dallarmadio, adesso?
CLOTILDE - S, caro, il nostro meraviglioso segreto (Alla complice) Che fatica fai? Sai com imprudente e sbadato.
MAURA - Va bene, gli tirer gi il palet cos ti lever il pensiero anche di questinverno.
CLOTILDE - Niente, caro, era entrata un momento la cameriera Gi, una seccatura Ti ascolto, gioia Smemorata!... Vedi, vedi E poi dimmi se non sono unegoista! Bellissima come tutte le altre. Una lettera stupenda. Cos tenera, dolce. Tu hai le carezze nella stilografica. Ma, gi, in italiano, sei sempre stato il primo Sono sicura che diventerai un grande scrittore e scriverai tanti, tanti bei romanzi damore.
MAURA - E dire che non ancora riuscito ad imparare luso del congiuntivo!
CLOTILDE - Certo, gioia, anche i gladioli, puntuali come sempre. Li ho messi in camera mia Non importa se mi fanno venire il mal di testa Dal salotto, ti telefono dal salotto Leggevo Qui ci sono ancora i tuoi mughetti dellaltro giorno No, no no, non devi rubare i soldi a tua madre per mandare i fiori a me. Non sta bene Che vuol dire se avara?... Indovina Acqua acqua fuoco Bravo! La vestaglia pervinca che ti piace tanto La fai una scappata?... Lo so, tesoro; te lo domando solo per sentirmelo dire A tua madre darai ad intendere la prima balla che ti viene in mente S, la inventeremo insieme Fra unoretta, allora Cosa stai facendo, in questo momento?... Spiritoso! Lo so che mi stai telefonando. Ma prima?.
MAURA - Stava risolvendo i logaritmi, quelli che, poi, quellaltro deve passare alla Graziella.
CLOTILDE - Non so, un rumore. Sar la radio, di l Hai approfittato di un momento che il Massimiliano uscito, per telefonarmi. Che furbo!
MAURA -
Quello ne avr unaltra da sistemare allangolo.
CLOTILDE - Comincia a farsi sentire il tranquillante?
MAURA - Non lo vedi?
CLOTILDE - Guido, Guido Sei ancora l, nino? Mi devi promettere una cosa. No, prima promettere e poi sapere Non essere cattivo, via Promesso?... Beh, allora, stai bene attento a non prestare orecchio a certi discorsi del Massimiliano Va l, che lo sai. Non essere bugiardo Non possibile che non te li faccia, quello sporcaccione Lo stesso: guardati da lui e non lasciarti portare in giro. Il Massimiliano solo materialit e immodestia, tutto il contrario di te E volubile, superficiale, sempre dietro alla prima sottana che passa. Daccordo, caro, daccordo. Figurati, se, di te, il tuo migliore amico, di me, mio figlio, ma purtroppo cos Diffidane. Stagli lontano E un cattivo soggetto. Fallo per me. Non lasciar guastare la tua bella anima. Sta rientrando? Il solito rompiballe?... Guido!... Si dice guastafeste, amore Cos questo linguaggio progressista?!... S, meglio, meglio Non stare in pensiero. Sai che, quando ti sento vicino, mi passa tutto A dopo, gioia. Sar poco caro? E resta l, casta colomba, col collo inclinato dalla parte del cuore e gli occhioni al cielo, come una vergine del Bernini.
MAURA - (altro che calmanti!) Caino e Abele, il demonio e langelo, amor sacro e amor profano!
CLOTILDE - Ognuno ha il dovere di realizzare se stesso, secondo la propria natura. Non la diversit, ma la perfezione dei risultati che qualifica luomo.
MAURA - Anche filosofa, sei diventata.
CLOTILDE - (ripete, assorta, meravigliata di se stessa: uno dei rari momenti che ci casca locchio dentro e si fanno le scoperte morali che, poi, ci trasciniamo dietro tutta la vita) Ognuno ha il dovere di realizzare se stesso, secondo la propria natura. Non la diversit, ma la perfezione dei risultati che qualifica luomoE la donna, naturalmente.
MAURA - Chi te lha detto?
CLOTILDE - Cosa credi di leggere solo tu, dei libri?
MAURA - Ah, stiamo a posto. Se, colla tua testa, hai deciso di scontrarti con Sartre, tutto si spiega. Siamo allesistenzialismo da passeggio. Clotilde, mi fai ribrezzo! Sembrate finti.
CLOTILDE - Smettila, per piacere, Maura! Non sono pi disposta a tollerare le tue sopraffazioni. Io ho sempre rispettato la tua intimit, tu rispetta la mia.
MAURA - Rispettata la mia intimit! Ma se chiaro come la luce del sole che uno lo vai riducendo impotente per comodo della tua frigidit, e laltro lhai trasformato in satiro per invidia contro di me! Ti sei fatta la complice di quel vampiro!
CLOTILDE - Ti avevo sentito dire che anche i vampiri hanno il loro lato buono.
MAURA - Va bene, ma tuo figlio esagera.
CLOTILDE - Sei sicura di non avere esagerato tu? Sai, qualche volta la saziet
MAURA - Si direbbe di no col temperamento che dimostra. Caso mai, viceversa, se la logica conta ancora per qualche cosa.
CLOTILDE - Non colpa di nessuno. Era fatale.
MAURA - Clotilde. Non credo al destino.
CLOTILDE - Non il destino, lereditariet. La natura non si contrasta. Tu ne dovresti sapere qualche cosa. Un negroide libidinoso, tutto suo padre! Violenza e lussuria, come dici tu.
MAURA - Qui ti volevo. Perch il mio, non ha forse avuto un padre puttaniere? Puttaniere e fascista, che vuol dire puttaniere e fascista al doppio.
CLOTILDE - Maura, non confondiamo anche i padri, ora. Scusa lindelicatezza, ma, per quel che ne so, il generale piemontese, che dici di esserti associata per metterlo al mondo, stato un esempio di austerit di costumi entrato nella storia patria. Vedi che tutto quadra.
MAURA - Anche questo vero. Non so pi dove ho la testa. Per io non credo al destino. Mancherebbe altro, incrociare le braccia, volgere gli occhi al cielo e lasciar fare al destino. Sai come ti cucina!?... E allora cosa sar? Deve dipendere tutto dallalimentazione. E qui, la tua responsabilit, cacciata dalla porta, rientra dalla finestra. D un po su: a che dieta lo tieni?
CLOTILDE - Dieta? Ma se mangia quanto un vitello!
MAURA - Appunto. Cos che gli dai da mangiare? Oltretutto, ha la schiena piena di foruncoli. Te ne sei accorta?
CLOTILDE - E da quel d che non guardo la schiena di mio figlio.
MAURA - Gi, tu guardi quella del mio.
CLOTILDE - Maura!...
MAURA - Cara, limportante che qualcuna gliele guardi. Dunque, dove ero rimasta?
CLOTILDE - Ai pasti.
MAURA - Ah! Cosa gli dai da mangiare?
CLOTILDE - Cosa gli devo dare? Di tutto.
MAURA - Oggi sono tutti superalimentati. Dopo la guerra, nel nostro paese, la giovent deplorevolmente superalimentata. Sfido che il comunismo dilaga! la superalimentazione che suscita tutti questi appetiti sfrenati dogni genere, e dagli appetiti sfrenati alle rivoluzioni non c che un passo. La superalimentazione, ecco la causa dei disordini sociali. Frati, preti, monache, perch sono cos tranquilli, disciplinati, obbedienti, conservatori e fedeli? Perch mangiano poco. Bisogna che mangi meno. Hai capito?
CLOTILDE - Crescere come deve ancora crescere e con le energie che spreca, andando a donne, s, che adesso, mi metto a tagliargli i viveri, pora stella!
MAURA - Ma non capisci che pi mangia e pi forte, pi forte, pi voglie gli vengono e pi voglie gli vengono e pi va a donne?
CLOTILDE - E pi ci va e pi diventa sicuro di s: ormai me lhai salvato, lhai laureato, si pu dire. E non ho pi paure. C un legittimo orgoglio materno anche in questo, no?
MAURA - (al termine di una cupa e breve meditazione) E un circolo vizioso. Deve essere colpa della vitamina E. Come non avessimo abbastanza cose contro.
CLOTILDE - Mai saputo che esistesse una vitamina E.
MAURA - Altro! Ogni lettera dellalfabeto una. E i russi tre di pi perch hanno lalfabeto pi lungo. Perci, da loro, la medicina tanto progredita, mica per altro.
CLOTILDE - E che fa di bello la vitamina E?
MAURA - Beh, insomma, pare portentosa, dicono.
CLOTILDE - Non afferro.
MAURA - Figurarsi se afferravi! Clotilde, cresci, figlia mia. Non che tu abbia ancora molto tempo.
CLOTILDE - Cosa sar? La vitamina del tradimento?
MAURA - Siamo l. Provvidenziale al di sopra dei quarantanni, ma, al di sotto dei venti, non so se mi spiego
CLOTILDE - Tu, ne fai uso?
MAURA - Non ne ho bisogno.
CLOTILDE - E vero, che distratta. No no, non si tratta della vitamina E. Macch. Non complichiamo le cose, Maura. tutto molto pi semplice, bada a me. Sono le colpe dei padri che ricadono sui figli.
MAURA - E qui, abbi pazienza, mi rifiuto di seguirti. Avevi a tiro un uomo come quello: perch ancora un uomo dun giovanile, dun appetitoso mamma mia!...e, con un capitale del genere a portata di mano, ti vai ad imbarcare nelle insulsaggini di una manfrina platonica con quel minorato di mio figlio. Mah!...
CLOTILDE - Ognuna sa i fatti suoi, Maura. Il tuo errore, vedi, di attribuire a tutti il tuo stesso temperamento.
MAURA - Sai cosa ti dico?
CLOTILDE - No, ma lo sapr subito.
MAURA - Bene. Mi sa che, con tutta la tua spiritualit, stato tuo marito a stufarsi, mica te a liberartene.
CLOTILDE - Hai voglia. Non c una volta che ci si incontri che non torni alla carica, quellerotomane! Per fortuna, avviene raramente!
MAURA - Proprio vero: chi ha il pane non ha i denti.
CLOTILDE - Ma abbi pazienza non per giudicare le faccende tue per col temperamento e coi gusti che hai, il Massimiliano dovrebbe sembrar fatto apposta per te. Cos che non ti va?
MAURA - Non mi vanno le corna. Le corna, non mi vanno. Va bene? Possono non andarmi le corna? E, prima dogni altra cosa, vi si ribella il mio sano fondo morale.
CLOTILDE - Questa tutta unaltra parrocchia.
MAURA - E la parrocchia dove io sono stata battezzata. E anche te e anche lui. E tutto lambiente dentro cui viviamo e dove abbiamo il diritto che non ci si manchi di rispetto. Sia ben chiaro. Ma che, scherziamo? Io rimango coerente, mica una banderuola come te Il mio istinto non mi ingannava. Quando un uomo ti bacia ad occhi aperti, significa poca sincerit e riserva mentale A naso, lo sentivo. Per questo ti dicevo una canaglia. Non c una volta che mi capiti sottomano, e non abbia sulla pelle un odore di Colonia diverso da quello della volta prima. unindecenza. Se lo profumano, anche, quelle spudorate. Tu! Perfino la violetta di Parma, quando tutti sanno che lultima a servirsene fu la contessa di Castiglione per accontentare Napoleone terzo che era un pervertito dellodorato. Mi sbaglier, ma credo di conoscere anche chi .
CLOTILDE - Chi , chi ?
MAURA - Non ne sono ben sicura perch non m passata abbastanza vicina, ma ormai le ho messo le narici addosso.
CLOTILDE - Ti costa cos tanto dirmi chi ?
MAURA - La sua professoressa di ginnastica! possibile? Io la denuncio: al ministero, la denuncio! Ma, tu, non hai naso, tu che sei sua madre? Circola profumato come una cocotte.
CLOTILDE - Sai, io, il pi delle volte, sono raffreddata.
MAURA - Si pu andare avanti cos, domando e dico? D, su, parla.
CLOTILDE - Non gli basterai, che ti devo dire.
MAURA - Clotilde?! Ma lo fai apposta. Scherzi. Parli con la testa nel sacco!... Tu non vedi un palmo oltre il tuo naso. (Divagando, naturalmente, come al solito) A proposito, ora che ci penso, mica ti si stortato, per caso?
CLOTILDE - Che?
MAURA - Il naso. Lhai sempre avuto cos, che ti guarda verso sinistra?
CLOTILDE - (gi allo specchio) Io ho il naso che guarda verso sinistra?
MAURA - Qualcosetta appena. Ma mica, poi, un delitto Non ci avrai, per caso, dormito su?
CLOTILDE - Dormo sempre di schiena.
MAURA - E se pure In fondo non ti sta neanche male. Fa tipo.
CLOTILDE - Sai che vero? Un pochettino sbanda. Cosa potrei fare?
MAURA - Tenertelo. Ora tutto va a sinistra. (Di colpo, repentinamente a bomba) Non gli basto! Al signorino Massimiliano, la
MAURA - non gli basta! Son bastata a tipi ben pi esigenti di lui, cara mia. Cosa credi di aver cresciuto in casa, dopotutto? Ercole resuscitato?
CLOTILDE - In tal caso non ci saprai fare Una ragione ci sar.
MAURA - Ah, cos? La pugnalata nella schiena, neh, Clotilde. Alla mia et, dopo una carriera che nemmeno lottusit e lindifferenza dei tempi possono permettersi di sottovalutare, mi dovevo sentir dire, col sorriso sulle labbra, dalla mia migliore amica, che non ci so fare. Tutto mi sarei aspettata dalla vita, guarda, ma unumiliazione simile no, proprio no. Ah, questa giornata mi rimarr in mente!
CLOTILDE - Ti metti a piangere tu ora, Maura?
MAURA - (fra i singulti) Scusa, sentirmi demolire cos!...
CLOTILDE - Non ho detto niente di tutto ci! Ma ti provocano sempre questa incontinenza emotiva i tranquillanti?
MAURA - Che ne so?... Mi tradisce, capisci a tutto spiano, quel manigoldo Delinquente che non altro Che spettacolo, cristiani! Era meglio, guarda, non licenziare la Tina. Almeno il confronto rimaneva a tutto mio favore.
CLOTILDE - Vuoi dire?
MAURA - Clotilde! Non mi vorrai paragonare a quella proletaria! Sarebbe il colmo.
CLOTILDE - Su, su, tirati su. Sono persuasa che, dal confronto con le altre, tu hai tutto da guadagnarci.
MAURA - (fra il lucor del pianto) Dici?...
CLOTILDE - Certo.
MAURA - Ma son troppi i confronti, troppi Mi fa tanto soffrire
CLOTILDE - Basta, Maura. Vuoi abbassarti al rango di quelle insulse ragazzine? Tu sei stata la prima e, per un uomo, la prima rimane sempre la pi importante. come lacqua del battesimo.
MAURA - Davvero?
CLOTILDE - Del resto, te ne d la prova, no?
MAURA - (tirando su per il naso come una bimba che piange) Ah s, quello s Fin troppo Mai stracco Tanto bravo proprio
CLOTILDE - E allora?... Ti resta il meglio e ti lamenti.
MAURA - Me lo dico anchio (scivolando lungo una scalinata di singhiozzi) Ma bacia ad occhi aperti, capisci?...
CLOTILDE - Stella, vuol dire che ti vede volentieri. Se no, li chiuderebbe!
MAURA - Cara!... E gi, anzi su, un abbraccio illimitato che erutta dalle viscere. Stanno cos un po. Fa quadro.
CLOTILDE - Di, da brava, ora prendi il fazzoletto, ti soffi il naso e cerchi di tirarti su che non hai nessuna ragione di disperarti.
MAURA - Dammi anche un sorso di whisky. Puro.
CLOTILDE - Cos va bene. Ma riecco limplacabile telefono. E dire che, se non fosse per lui, qui non si saprebbe pi come tirarne fuori i piedi.
MAURA - Oddio! (Un sussulto, povera donna, tale e quale, ricevesse una schioppettata in centro al cuore) Io non avr mai pi il coraggio di prendere in mano quel catastrofico arnese. Ho proprio i nervi a pezzi. La Clotilde, invece, naturalmente s. Animo, siamo prossimi allultimo scontro.
CLOTILDE - Professore Ma non era necessario che si disturbasse lei Avrei telefonato io, pi tardi S. Ero ansiosa di conoscere la mia sentenza Lei ha avuto un sospetto Non mi tenga sulle spine Si dice sempre cos Preferisco conoscere come stanno le cose. Sono abbastanza forte per affrontare la verit Cos?! Non c dunque speranza Per un medico che c abituato, sintende ma si metta nei panni di chi si trova dentro allimprovviso Ogni quindici giorni, va bene Ossequi. E resta l percossa e meditabonda. Laltra, spaventata, ascolta.
MAURA - Chi ?
CLOTILDE - Il Mantovati.
MAURA - Ma il maggior specialista di Clotilde! Non pi del solito fibroncino, spero
CLOTILDE - Peggio.
MAURA - Gran Dio! un tumore?
CLOTILDE - No. Una gravidanza.
MAURA - (senza realizzare subito, soprapensiero e sollevata per, poi, saltare letteralmente in aria) Ah meno male, respiro No! Coshai detto?!!!
CLOTILDE - Sono incinta.
MAURA - E di chi? Laltra abbassa pudicamente le palpebre. Unespressione tutta per linee di dolcezza obliqua, del genere fuga in Egitto. Ti ho chiesto di chi.
CLOTILDE - (un soffio, allAdriana Lecouvreur) S, Maura
MAURA - (a gran tigre, tipo Callas. Svanito ogni effetto miorilassante) S, chi?
CLOTILDE - E chi dovrebbe essere? Il Guido. Io sono una donna onesta, cosa credi?
MAURA - No, eh, no eh! Dimmi di no Parla! Non startene l con quellaria di vergine discacciata, alla confessione del primo fallo.
CLOTILDE - Che vuoi che dica? andata cos, non c niente da aggiungere. Devo dar, anchio, la colpa alla vitamina E?
MAURA - A proposito che era una cosa platonica, tutta sul sentimento. Se, poi, fosse stata sui sensi, avremmo trovato qui le cinque sorelle Dionne nel passeggino.
CLOTILDE - Maura, te ne scongiuro. Mi vergogno abbastanza da sola.
MAURA - Ma dico nemmeno le minime precauzioni indispensabili. Niente! Sembri alle prime armi, ragazza mia. Ti si deve spiegar tutto. Non ti si pu lasciare sola un momento.
CLOTILDE - In coscienza, chi poteva prevedere, ormai
MAURA - Lultima carica!... Per, il Guido! Chi mi avesse detto che mi sarei trovata ad essere tua suocera!
CLOTILDE - (c un evidente equivoco) Grazie. Sei unamica straordinaria, Maura. Meglio duna sorella. Ma come possibile? Purtroppo mio marito ancora vivo e non consentir mai allannullamento del matrimonio. A meno che Succedono tante disgrazie
MAURA - Hai bisogno di un colpo in testa o riesci a rinsavire da sola, Clotilde? Che teri messa in mente? Mia nuora! Ma hai letto i numeri sulle vostre carte di identit? Su quella di Guido c scritto diciassette, che, oltretutto, porta male. Una bella famigliola, col marito al liceo, la moglie dal massaggiatore e la nonna, che dovrei poi essere io, a cambiare i pannolini alla creatura e, alla festa, in camposanto, a portare fiori al defunto. Con quello che invecchia, oltretutto, la parte di suocera!
CLOTILDE - Hai ragione, scusami. Non so pi quel che mi accade.
MAURA - Lo credo bene Ed ora, cosa pensi di fare?
CLOTILDE - Cosa vuoi che faccia? Quel che fanno tutte. Andr una settimana in Svizzera. Non mi resta altro.
MAURA - E credi che, nellattesa che arrivino gli ultimi otto giorni, tutta Milano diventi cieca e muta?
CLOTILDE - Veramente, in Svizzera, penserei di andarci subito.
MAURA - Fammi capire Occhi negli occhi, Clotilde No eh! Ma non hai principi morali. Sei una criminale. Levati quellidea. Non esiterei un momento a denunciarti e spedirti a San Vittore. Tienilo per detto. Sarebbe un delitto. Se c un caso per il quale vorrei veder ripristinata la pena di morte, questo.
CLOTILDE - Scusa, ma tu hai pur fatto fuori tuo marito che era tanto pi grande e grosso.
MAURA - E che vuol dire? Il tuo un paragone sacrilego. I mariti giusto e sacrosanto farli fuori. Per il bene della prole, tutto! Ma un bambino, in nome di Dio!
CLOTILDE - Un bambino, via Al secondo mese
MAURA - Vive gi nelle tue viscere, sciagurata. Un figlio! Un figlio! Il miracolo pi venerato e santo di tutta la creazione. Io mi domando come tu non ti senta fulminare dallira del cielo. Ma gi, il cielo, mai che si faccia vivo quando sarebbe necessario!... Infanticida! Cattiva madre, cattiva madre!
CLOTILDE - E allora devo affrontare il ridicolo, lo scandalo, la vergogna; questo che devo fare? Un bastardo alla mia et. Anche ipotesi se fosse possibile, e non lo , che il Guido gli desse il suo nome, pi ridicolo ancora.
MAURA - Non ci pensare. Escluso. una sorta di ridicolo che non ti toccher. Te lo garantisco io. Un figlio sul gobbo, a diciassette anni! Tu sei matta in mezzo alla testa.
CLOTILDE - Se per questo, alla nascita ne avrebbe gi diciotto compiuti.
MAURA - Gi, Matusalemme. Ma che siamo, fra i Mao Mao?
CLOTILDE - (marmorea) Va bene. Ho compreso ci che vuoi da me. Non mi resta che il suicidio. Col gas, sembrer una disgrazia.
MAURA - Il tuo solito ricatto della cassa da morto. E questa volta, guarda, sarebbe una soluzione ottima. Ma, purtroppo, anche questa da escludere. Te pazienza, ma sopprimeresti anche la creatura. Sarebbe come andare in Svizzera rimanendo a Milano. A costo, guarda, di mettermi di sentinella al tuo fianco per nove mesi, giorno e notte. Tutto, purch non si tocchi, in me, la corda della madre. Divento una jena.
CLOTILDE - Potrei suicidarmi dopo il parto.
MAURA - E poi, lorfanello, chi lo tira su?
CLOTILDE - Te. Dopotutto sei sua nonna.
MAURA - No, no, la morte non fa per noi.
CLOTILDE - E allora allora?... E rimane l, facendo abusivamente la Niobe. Quellaltra, viceversa, dopo averci meditato su, va, dritta, a consultare la guida del telefono. Eh, gi, ancora il telefono. Che invenzione!
MAURA - (nella sua migliore forma) Caro ingegnere, che fortuna trovarla!... Eh, lei come il vento Distratta! La Maura. Per telefono, mi dimentico, ogni volta, di dire il nome Sempre galante Sicuro che ho uno scopo Non mi faccia diventar rossa Che sfacciato, che sfacciato! Lei un uomo pericoloso Caro, lui!... Sentilo
CLOTILDE - Ma sei di unindecenza! Anche in questi momenti.
MAURA - Ssst! Niente, niente. Il cane che mera venuto fra le gambe Ma che osceno!... La smetta. Dio del cielo, che uomo pericoloso Ne riparleremo, va bene?....
CLOTILDE - Una ninfomane, ecco quel che sei.
MAURA - Indovini un po da chi sono stata invitata a colazione, oggi Bravo! Il fascino, leleganza, la classe Ma come fa a conservarsi cos giovane?... Parola donore, vicino al Massimiliano: fratello e sorella. E s che anche il Massimiliano non scherza Altro se gli anni passano!... E gi un uomo. Povere quelle madri che hanno delle figlie della sua et Sar un macello. (fra s: Quel cialtrone!) Beh, non voglio farle perdere tropo tempo. I suoi minuti valgono biglietti da mille Ho avuto unidea. Sa come sono io: schietta e spiccia. Vuol mica venire a farsi la fine settimana, questa o questaltra si intende, per meglio questa, su da me a Cadenabbia?....
CLOTILDE - Ma uno scandalo. Dopo mio figlio anche mio marito!
MAURA - Taci, sciocca! Sempre il cane E una femmina Dunque Mi lasci parlare, seduttore!... Una bella remata a torso nudo, un paio di giorni di relax e il luned mattina, ben torrefatto, di nuovo dietro la scrivania a fabbricar palanche Ah ah ah! Cosa credeva, sporcaccione? Io, i ragazzi, lei e Clotilde Sicuro: Clotilde. Incontro su territorio neutroDica, dica
CLOTILDE - Ma che stai facendo, disgraziata?
MAURA - Sto cercando un padre per il figlio di mio figlio. E qui, commendatore, sbaglia E di grosso Due pazzi, ecco quello che siete. Lho detto anche a lei Lasci giudicare a me che un poco me ne intendo Commendatore, lei le donne le seduce ma non le capisce La Clotilde? Con un marito come lei?... Orgoglio e niente altro. Lei scambia per indifferenza la gelosia Se le telefono sapr perch; no?... Le faccio una proposta: scommettiamo Se avr avuto ragione io, lei regala una bella barca al mio Guido No. No, a suo figlio niente. Sprecone!... Il Massimiliano pu aspettare Intesi, quando sar il momento glielo dir io Non dubiti. Preme quasi pi me che a voi Ma certo: le telefono venerd Magari io e i ragazzi vi precediamo, lei passa a prendere la
CLOTILDE - e ci raggiungete su Ecco, bravo: langelo riconciliatore Tanta indulgenza plenaria in conto dei miei peccati No no no Ma che fauno! (E una impressione o fa la voce un po pi intima e molto pi bassa?) Glielho detto Ne riparleremo Ah, non la sto pi a sentire Ricattatore!... D quel che vuoi, ma un uomo meglio di una scossa elettrica!
CLOTILDE - Mi fai spavento. Ti stavo ad ascoltare e mi fai spavento.
MAURA - Sciocchezze. Ora, mi userai il santissimo piacere di piantarla con tutte le tue storie e di comportarti come devi comportarti con colui che tuo marito davanti a Dio e gli uomini. Dopo luso, puoi pure tornare a cacciarlo fuori di casa che se non serve pi a te, potr servire ancora a qualcunaltra, non si sa mai A suo tempo, metterai al mondo la creatura e, benedetta, sapr chi deve chiamare pap. Con tanti industriali lombardi abituati a battezzar dei figli settimini, nessuno trover niente da dire.
CLOTILDE - Che trama! Non riuscir mai, Maura. Troppa vergogna.
MAURA - E la prima cosa morale che si sente proporre nel corso di questa commedia e ti vorresti vergognare? Ora, Clotilde, puoi tornare a guardare in faccia la gente a testa alta. E anchio con te, perch, vivaddio, checch se ne dica, le buone azioni, nel tribunale delle coscienze oneste, trovano ancora credito e rispetto in questo mondo canaglia. Ah, adesso mi sento meglio.
CLOTILDE - Povero Guido dovergli negare la soddisfazione della paternit.
MAURA - Neh, Clotilde, ce li dimentichiamo questi discorsi, vero? Strappati dalla materia grigia come un dente cariato. La gestante mostra di avere bisogno di aria; fa la bocca a pesce e si sostiene la fronte, ch vacilla ad una vaga sensazione di vertigine. In altre parole, la interprete procuri di ricordarsi quando stata gravida; se lo stata; e, senn, ricorrere alla immaginazione, tanto fa lo stesso e forse anche meglio. Cos, torni a non sentirti bene?... Niente paura, cara, la solita fastidiosa nauseetta dei primi mesi Vatti a stendere un po sul letto, figlia mia. Vieni, ti accompagno Piano nessuna imprudenza: niente alcool, niente fumo, serenit di spirito e di corpo Attenta! Per carit!... mettiti anche ad inciampare, adesso! (Passandole carezzevolmente la mano sulladdome, in dolce atto materno che intendere non pu chi non lo prova) Pensa, custodisci in grembo lalba di una nuova vita. Riguardo, mi raccomando, riguardo Tu non preoccuparti. Ci sar io.
CLOTILDE - Ma, il Guido, potr continuare a venire lo stesso, vero?
MAURA - Naturalmente, tutto come prima, cara. Solo, sperabile, con un po pi di prudenza.
CLOTILDE - Povero nino dovergli far le corna con mio marito.
MAURA - Colpa sua: doveva essere pi prudente. Anzi tua, dovevi insegnargli come si fa. Sembri una vergine alle prime armi.
CLOTILDE - (preraffaelita) Cosa prevedi, che sar un maschietto?
MAURA - No, senti Nonostante tutto, questa, facciamo una novena a SantAnna che sia una femmina. E via, la maternit continua.
FINE
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