Pasta e fagioli

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Pasta e fagioli

Commedia in due atti

di

Mimmo Titubante

Trama

Valeria Santa, proprietaria di una fabbrica di mobili, è una donna normale che conduce una vita normale con una famiglia quasi normale. Leo Bartolo, suo marito, è un uomo moderno, intelligente, grande  appassionato di sport , assai pragmatico e poco incline a credere a qualunque segno che la sfortuna manda . La figlia Giulia è a Parigi per studio ed ha  lasciato in eredità a casa dei suoi, il suo fidanzato Lillo (che Valeria mal sopporta) il quale studia filosofia ed è orfano. In casa c’è anche la colf Ottavia, accento burino-romanesco, fervente appassionata di “Trilussa” da sempre in casa che manda avanti la famiglia Bartolo. Tutto normale fino a quando una nuova inquilina-dirimpettaia si presenta a casa Bartolo. E’  Mori Nerina, impresaria di pompe funebri in affari. Valeria che è fortemente superstiziosa, subisce una serie di sfortunati incidenti sospetti e, dopo qualche ragionamento neanche troppo profondo, conclude che l’arrivo della nuova vicina è la fonte di tutte le sue disgrazie. Così anche Leo, inizialmente indifferente, consiglia alla moglie di rivolgersi alla colf Ottavia, praticante di robe di malocchio. Se si aggiunge un commissario di polizia inizialmente scettico che poi diventa il maggior sostenitore della magia nera, la commedia si anima in un crescendo di situazioni fino alla scena finale: una cena grottesca e demenziale dove l’ospite d’onore sarà proprio l’impresario funebre Nerina.

*Interpreti*

VALERIA SANTA :                 Moglie

LEO BARTOLO :                    Marito di Valeria

LILLO :                                           Fidanzato di Giulia (figlia di Valeria)

OTTAVIA:                                        Colf

NERINA MORI :                     Impresaria pompe funebri

PAZIENZA VINCENZO :         Commissario

Atto primo

Scena 1

Entra Valeria e canta una canzone sulla famiglia mentre dietro si compone la scena.

Intro musicale

Valeria:             Stasera vorrei parlarvi di una cosa che ci riguarda un po’ tutti: “La famiglia” . Che bello tornare dopo una giornata di lavoro e sapere che ci sono ad attenderti le persone a cui  vuoi bene.

Cantato

….e se vuoi saper com’è, te lo dico io perché.

Entra ritmica

Ma quant’è bello avere una famiglia

Che ti accoglie all’uscita dal lavoro

un marito che ti attende sulla porta

che ti dice t’ aspettavo mio tesoro

Ma quant’è bello avere una famiglia

Un uomo dolce che ti ama ed una figlia

Una pizza ed una birra in compagnia

Una  serata tutti insieme in allegria

Sottofondo musicale

Valeria:             Perché in fondo ci vuole poco per ottenere la serenità. A volte bisogna adattarsi, comprendersi, stare insieme. Certo ci sono anche momenti difficili, ma in fondo c’è sempre una via d’uscita .

Entra ritmica

Perché  la vita così è una meraviglia

Se  accanto  a te hai tutta la famiglia

lo vuoi saper perché

te lo spiego io com’è

se tu dai retta a me

te lo dirò cos’è

perché a star bene sai

ci vuole poco dai

tutti quanti insieme

se ci si vuole bene

Basta un sorriso e vai

E fuori casa i guai

E non ci pensi più

e vedi tutto blu

Ma quanto è bello avere una famiglia

com’esser perla dentro una conchiglia

delle  persone su cui ci puoi contare

Per stare bene e farsi sempre amare

Lasciar  fuori le tue preoccupazioni

problemi seri comprese le apprensioni

se poi succede ci son complicazioni 

solo in famiglia troverai le soluzioni

Perché la vita cosi è una meraviglia

Se accanto a te c’è tutta la famiglia

perché a star bene sai

ci vuole poco dai

se si rimane insieme

a chi si vuole bene

Basta un sorriso e vai

E fuori casa i guai

E non ci pensi più

e vedi tutto blu

perché il mondo è blu

perché la vita è blu

e con la famiglia tu

avrai quel passo in più

Valeria si dirige verso un’ipotetica porta. Ripetuto suono di campanello. Silenzio. Valeria cerca di tirare fuori le chiavi dalla borsa, ma sono incastrate nella fodera. Allora si riattacca al campanello. Niente

Valeria:             (Strilla)  Leo! Ottavia?

Solo silenzio. Dopo vari sforzi per liberare il mazzo di chiavi, imprecando, si decide ad aprire la porta con tutta la borsa attaccata.

Valeria:             Ci mancava pure la fodera della borsa ! Gesummaria, guarda dove si sono andate ad incastrare….

Valeria entra. Luce interno appartamento.

Valeria:             Che schifezza di giornata! Un casino in fabbrica, la fila per ritirare la macchina al deposito, l’ascensore guasto… otto piani a piedi… e mo’ pure la fodera della borsa nuova di Fendi strappata! Leo, Ottavia, Lillo? Ma dove cavolo siete finiti tutti?

Leo è di spalle e sta guardando il televisore. Risponderà sempre guardando il televisore

Valeria:             Ah eccolo la…. ma non lo senti il campanello.Tutti sordi in questa casa?

Leo:                 Ma come si fa ad entrare così in ritardo?

Valeria:             Pure! Tesoro mio… succede a chi lavora.

Leo:                 E mettici un po’ d’impegno

Valeria:             Senti, non ti mettere a fare il professore in cattedra…proprio tu che fai poco e niente….che stasera non è aria.  Oggi in fabbrica ho avuto un sacco di casini, poi una si dice….finalmente a casa….. e che ti trova? L’ascensore guasto e dieci piani a piedi! Con quello che paghiamo di condominio. Ma l’ amministratore mi sente sta volta….ahaaa…. se mi sente…

Leo:                 Più scarso di così…non si può...

Valeria:             Scarso o no, gli faccio passare un guaio. (Posa la borsa da una parte e cambia discorso) Hai saputo che il professore qui di fronte ha venduto?

Leo:                 …..che demente!

Valeria:             Più che demenza, arteriosclerosi! Certo, aveva i suoi bei 90 anni, ma quando voleva  ragionava sai? Pensa che mi aveva assicurato che quando avesse deciso di vendere l’appartamento sarei stata la  prima a saperlo  e c’eravamo pure messi  d’accordo sul prezzo…c’eravamo!

Leo:                 .…s’è fatto fregare come un pollo.

Valeria:             Questo non lo so, ma se voleva di più bastava chiedere. Vabbè, chissenefrega, magari se ne libera un altro!

Leo:                 Non te lo dovevi lasciare scappare così sotto il naso! Che santo dio, c’era pure il portiere….

Valeria:             Infatti è proprio lui che me l’ha detto . Pare  che il vecchio l’abbiano trasferito in una lungodegenza e forse è stato questo motivo per cui si è voluto sbarazzare in fretta dell’appartamento.

Leo:                 E invece no, sto scemo ti va a fare fallo e si becca il rigore. Ecco gol!  Sta Iuventus…sempre fortunata

Valeria:             Juventus?

Valeria, gira intorno al divano, guarda Leo che ha le cuffie nelle orecchie, vede la tv accesa. Gli stacca la cuffia dall’orecchio.

Leo:                             Ciao amore, sei tornata? Cinque minuti che finisce la partita e sono da te (si riprende le cuffie e se le rimette)

Valeria:                        Gesùmmaria, questo sta vedendo la partita ed io sto parlando da sola come una scema !Non ce la posso fa’…non ce la posso fa….(involontariamente si mette davanti alla tv)

Leo:                  (Infastidito)  E dai…..togliti  ,  cinque minuti…magari pareggiamo

Valeria si toglie indispettita. Entra Lillo che ha gli auricolari, parla al telefono, mangia un panino e ha un libro in mano.

Lillo:                 Ciao mamy, come la va ? (Parlando al cellulare) Scusa un attimo amore , è arrivata tua madre.( Sgancia l’ auricolare)

Valeria:             Gesummaria, ma come fai a fare tre cose insieme, se a momenti non riesci a farne manco una? Anzi una ti riesce bene : MANGIARE. E poi che hai fatto ai capelli?

Lillo:                 Che hanno?

Valeria:             Sembra che li hai asciugati con la centrifuga.

Lillo:                 Ci devo solo mettere il gel. Non sono bello mamy?

Valeria:             No!

Lillo:                 Allora sono bello dentro!

Valeria:             Che tu sia bello dentro , interessa solo al verme solitario. E poi non chiamarmi mamy che mi urti il sistema nervoso. Hai idea di dove sia Ottavia:?

Lillo:                 Ottavia, Ottavia… (si guarda attorno), mi dispiace non l’ho vista. Scusa mamy, cioè signora….sono al telefono con Giulia, mi sta spiegando la teoria sulla “rassomiglianza dei generi”. 

Valeria:                        Dì a Giulia che la sua teoria è sbagliata.

Lillo:                 E perché?

Valeria:             Perché io e te non siamo dello stesso genere .

Lillo:                 In che senso mamy?

Valeria:             Nel senso che io lavoro e tu non fai un cacchio. Non ti piace come esempio? Te ne faccio un altro?

Lillo:                 (Riaggangia l’auricolare) Amore, mamy ti saluta tanto. Si certo, non appena attacco gli do un bacio grande grande anche da parte tua.

Valeria:             Non ci provare …..

Valeria si dirige verso il bagno, prova ad aprire la porta e la trova chiusa.

Valeria:             Chi c’è qua dentro?

Voce:               Occupato

Valeria:             Lo sapevo io! Ottavia come te lo devo dire che devi usare solo il  bagno di servizio?

Si affaccia Ottavia, la donna delle pulizie con la cuffia della doccia in testa.

Ottavia:            Per quale motivo.......sentimo…

Valeria:             Perché se questo bagno si chiama PADRONALE …. qualcosa vorrà dire…..no?! E poi perché mi devo stare a giustificare…..

Ottavia:            Che volemo fa, un problema sindacale?

Valeria:             Ma mo che c’entra il sindacato col cesso!

Ottavia:            A signò c’entra perchè ce capa!  Ve dovete mette in testa che è finito  er tempo delle serve …

Valeria:             Ma…..ma…

Ottavia:            Io sono una “colfe” e quindi ci ho er diritto de lavamme nella vasca co’  l’ idromassaggio come l’artri.

Valeria:             Hai capito? E se vuoi ti passo pure il mio bagno schiuma…

Ottavia:            Già fatto.

Valeria:             E io pago….

Ottavia:            Me devo da lavà, che devo ancora preparà da magnà….

Valeria:             Io invece sono andata a ruba’. Ma smettila di dire scemenze e spicciati a liberare sto’ bagno!

Ottavia:            Se va de prescia,  ce sta puro quell’artro.

Valeria:             Co….cosa?

Ottavia:            Perché, come dice er sommo poeta: “ N’è giusto ch’io stia fra la monnezza d’un cortile, ma sarebbe più comodo e più bello, de vive ner medesimo livello.”   (Rientra e chiude)

Valeria:             Gesummmaria, questa è matta! Io ti licenzio…..e poi fammi pure la vertenza.

Lillo:                 (Finendo di parlare al cellulare) Allora amore ci sentiamo dopo. Va bene, lo farò. Ti amo tanto. Ciao, ciao, ciao……

Lillo si mette seduto, guarda nel vuoto e batte il tempo sul tavolo . Valeria lo fissa. Lillo se ne accorge e sfodera il suo miglior sorriso.

Lillo:                 Cosa c’è mamy?

Valeria:             Ti ho detto di non chiamarmi mamy.  Senti, ma perché non ti trovi qualcosa da fare, invece di stare a ciondolare qui dalla mattina alla sera?

Lillo:                 Perché amo sua figlia. 

Valeria:             Si, ma Giulia studia a Parigi con l’Erasmus. E allora, mi spieghi perché se Giulia è a Parigi, tu sei a casa di Giulia , o meglio ancora,  a casa nostra?

Lillo:                 Perché Giulia mi ha detto che potevo restare anche quando lei sarebbe partita.

Valeria:             Giulia l’ha detto! Hai mai pensato che io potevo non essere d’accordo?

Lillo:                 Ma la condivisione con il prossimo del più a favore del meglio rende l’uomo beato.

Valeria:             Gesummaria, ma  perché non ti trovi un’occupazione invece di filosofeggiare?

Leo guarda dalla loro parte, si toglie la cuffia.

Leo:                 Valeria, lascia in pace Lillo.

Valeria:             Eccolo là! Ma non eri sordo?     

Lillo:                 (Piagnucolando a voce alta) Non è colpa mia se la sua generazione ha fallito, se la globalizzazione ci ha tradito, se il costo della vita è raddoppiato in meno di dieci anni e se e per noi giovani non c’è più un futuro!

Valeria:             Senti , giovane incompreso, a parte  il fatto che non mi sento una fallita, mi dici cosa c’entra la beatidutine con il fatto che TU hai messo le radici in questa casa?

Lillo:                 E’ proprio vero! Gli adulti non riescono più a comunicare con noi.

Valeria:             Se ti riferisci al nostro caso specifico, allora penso che io e te saremo PERENNEMENTE INCOMUNICABILI.

Lillo sbadiglia

Valeria:             E sbadiglia più piano che mi urti il sistema nervoso che è…

Lillo:                 Dice che sbadigliare fa bene,  serve ad ossigenare il cervello

Valeria:             Sì, ma se continui così,  a fine giornata avrai i capelli biondi.

Lillo si alza prende un pacco di biscotti e  si va a mettere seduto  vicino a Leo.

Lillo:                 (Fa segno a Leo che si toglie per un attimo la cuffia) Papi come va la partita?

Leo:                 Un calcio di rigore al settantesimo.

Lillo:                 Scommetto per la Juve

Leo:                 Come hai fatto ad indovinare? Comunque ci sono ancora  i minuti di  recupero

Valeria:             Il cervello dovreste recuperare…tutti e due.

Valeria entra nell’altro bagno, ma dopo qualche secondo  ne esce con l’aria stranita.

Valeria:             Lillo, hai usato tu il bagno di servizio?

Lillo:                 Sì perché ?                  

Valeria:             Gesummaria…..che cavolo ti sei mangiato?

Lillo:                 Questi! Biscotti alla crusca….. vuole?

Glieli sfila dalle mani.

Valeria:             A quanto pare ti  fanno male….e tanto…

Lillo:                 Cosa dice? Io ho uno stomaco di ferro, digerisco tutto!

Valeria:             E ce ne siamo accorti…..

Lillo:                 Ho capito oggi sono io  il capro espiatorio !!!!

Lillo va via indignato. In quel momento esce anche Ottavia dal bagno padronale.

Valeria:             Ottavia? Da oggi a Lillo solo riso in bianco… STRINGE!!!

Ottavia:            Che è successo signò?

Valeria:             Il solito. Ha usato il bagno……di la…e la crusca ha fatto il suo effetto…

Ottavia:            Daje! Disse er poeta. “ Pe' cento lire ar mese che me dànno, io je lavo, je stiro, je cucino, scopo, spiccio, sporvero e strufino,  che quanno ch'è sera ciò l'affanno…

Valeria              Cento lire…magari! Mille euro al mese ci costi, più i contributi. Piuttosto hai un rimedio efficace?

Ottavia:            Acido muriatico, signò! Vadooooooo.

Leo si toglie le cuffie e si stiracchia. Lillo esce.

Leo:                             Allora com’è andata la giornata?

Valeria:             “Fine della partita” . Bentornato tra i mortali….

Leo:                 Che faccia cadaverica che hai.

Valeria:             Un attacco di nausea …

Leo:                 Hai preso la pasticca per la pressione?

Valeria              Ce ne vorrebbe una scatola al giorno in questa casa!

Lillo rientra col cappotto.

Lillo:                 Mi dispiace tanto non farvi compagnia , vado a studiare da Lorenzo.

Valeria:             Si, ma ci vai a piedi. Da oggi c’è l’autobus.

Lillo:                 Mi dispiace per l’altro giorno, ma non avevo trovato un buco dove parcheggiare.

Valeria:             E l’hai parcheggiata in un posto per disabili con tanto di cartello e strisce gialle. E che ti frega a te?

Lillo:                 Certo che se avessimo un posto macchina!

Valeria:             Avessimo chi? Abbiamo qualche vincolo che ci lega?

Leo:                             Lillo ha ragione chéri! Non si trova mai un parcheggio sotto casa.

Valeria:             E allora parcheggiamo dove capita, alla selvaggia!  Tanto c’è la scema che provvede. IO…e sottolineo IO….un’ intero pomeriggio passato al deposito giudiziario per riprendere la MIA…MIA MACCHINA e senza considerare la multa! mentre TU……TU a vedere la partita….

Leo:                 Tu lo sai, quando c’è  il campionato …..

Lillo:                 La metta da parte mamy, la pagherò io, promesso! Certo quando comincio a lavorare…

Valeria:             E come? Hai deciso di rapinare una banca?

Lillo:                 Va bene, mi dispiace, le chiedo scusa.

Valeria:             Scusa un corno! Tanto qua dentro è tutto sulle spalle mie !

Leo:                 Anche le mie se permetti! Sono pur sempre un insegnante di liceo.

Valeria:             Che mentre gli altri hanno fatto il concorso ed hanno una cattedra, tu a quest’età  fai ancora le  supplenze…. che poi non supplisci mai. Stai sempre a casa….

Lillo:                 E’ proprio vero! Il conflitto è la base di un sistema socio-familiare.

Valeria:             Senti…a conflitto? Ma perché non vai a lavorare?

Lillo:                 (Guarda in aria pensieroso) Perché non vado a lavorare?

Valeria:             Ecco… perché?

Lillo guarda per aria, ci pensa un attimo e poi ripete cadenzato come se stesse rispondendo ad una interrogazione.

Lillo:                 Perchè il lavoro è un mezzo per migliorare la propria esistenza e non la personalità.

Leo:                 (Applauso) Giusto!

Valeria:             Ti pareva….

Lillo:                 Ed io in questo momento mi sto concentrando sulla personalità.

Valeria:             Ma con il lavoro si pagano le multe e si mette la benzina nella macchina!

Lillo:                 Ora è meglio andare. Buonasera!

Leo:                 Non fare tardi caro!

Lillo esce dalla stanza.

Valeria:             (Facendo il verso) Caro, non fare tardi, mi raccomando. Solo io so’ quant’ è caro! Con quello che si mangia!                                       

Leo:                             Sei troppo severa con quel ragazzo!

Valeria:             Primo, quello che chiami ragazzo ha ventotto anni suonati ed io all’età sua già lavoravo da un pezzo.

Leo:                 Io no….

Valeria:             Se è per questo non lo fai manco adesso. Ogni mese, tra malattia e ferie,  lavori si e no una settimana.

Leo:                 Invidiosa?

Valeria:             Ma fammi il piacere! Secondo, ma perché Lillo non va vivere a casa sua? Giulia è fuori da sei mesi e lui perché non se ne va?

Leo:                 Perché Lillo abita a Perugia e studia a Roma.

Valeria:             Filosofia! Facoltà di Filosofia!  Ma cosa pensi combinerà mai nella vita?

Leo:                 E’ una laurea pure quella. E poi non possiamo buttarlo fuori di casa . Cosa direbbe Giulia?

Valeria:             Prima o poi se ne farebbe una ragione. Sìi sincera Leo, ti sembra lui l’uomo adatto per nostra figlia?

Leo:                 La letteratura è piena di gente non adatta che però sta insieme. Guarda Romeo e Giulietta!

Valeria:             Infatti, guarda che  brutta fine hanno fatto! E poi è quasi un anno che deve dare la tesi. Cosa aspetta?!

Leo:                 Glele hanno assegnata una molto difficile. Deve elaborare una nuova teoria.

Valeria:             Una nuova cosa?

Leo:                 Sessualità intesa in senso ludico e ricreativo. Giulia gli sta dando una mano…

Valeria:             Cosa?

Leo:                 in senso strettamente intellettuale.

Valeria:             Seh…vabbè……

Leo:                 E in ogni caso sta cercando lavoro.

Valeria:             Dove allo zoo? Ha chiesto se c’è un posto come acchiappafarfalle? Con la testa che si ritrova!

Leo:                 Vuoi che gli prepari un sacco a pelo e lo faccio dormire sul terrazzo?

Valeria:             Non sarebbe una cattiva idea.

Leo:                             Smettila di dire stupidaggini. Perché invece non gli trovi un posto nella tua fabbrica? 

Valeria:             Un filosofo nella mia fabbrica?! Amore, come diceva quella pubblicità? Noi non vendiamo sogni, ma solide realtà. Uno così non abbraccerà mai la teoria della fatica. E’ un concetto troppo volgare! E poi sai bene chéri …che quello mi sta proprio qui

Entra Ottavia.

Ottavia:            Professò, che dice, la preparo ‘na bella pasta e fascioli?

Valeria:             Ma quale pasta e fagioli…..che ho un nervoso dentro! E poi la sera mi rimane sullo stomaco

Leo:                 Hai ragione. Ottavia la facciamo un’altra volta. Stasera ci arrangiamo.

Ottavia:            Che la compro a fa la robba.  Vabbè….allora m’anticipo che ci ho la lezione de ballo….

Valeria:             Va…vai pure.   

Ottavia saluta ed esce

Valeria:             Ci mancava la colf che balla.

Leo:                 Guarda che fa pure le gare…

Valeria:             Allora la mandiamo a “ Ballando sotto le Stalle” invece che le stelle.

Buio

Scena 2

Musica. Luce interno appartamento. Valeria è seduto sul divano a leggere il giornale. Campanello. Si alza e va ad aprire la porta. Tuono

Nerina:             Buongiorno.

Valeria:                        Buongiorno! Con chi ho il piacere?

Nerina:             Sono la nuova dirimpettaia. Mi scusi per il disturbo.

Valeria:                        Ah… è lei che ha comprato ! Sa, ero in trattative anche io per l’acquisto. Stavo aspettando che il professore uscisse dall’ospedale per……

Nerina:             Il professore ci ha lasciati.

Valeria:             Lungodegenza?

Nerina:             Definitivamente.

Valeria:             Espatriato?

Tuono terrificante

Nerina:             Morto.

Valeria:             Come morto!

Nerina:             Morto! Defunto…

Valeria:             Gesummaria!!!

Nerina:             Non lo sapeva?

Valeria:             No! Lei è una parente?

Nerina:             Non l’ho mai conosciuto…..in vita.

Valeria:             Scusi, ma per l’appartamento come ha fatto a….?!

Nerina:             Suo figlio Nick.

Valeria:             Nicola, quello che sta in America?

Nerina:             E’ tornato per il funerale. Ci siamo incontrati in quell’occasione.

Valeria:             Al funerale!

Nerina:             Sa come succede? E tra una parola di conforto e l’altra mi ha raccontato dell’appartamento del padre. Lui voleva concludere subito ed io ne cercavo proprio uno da queste parti. Come si dice: “ La fortuna”.

Valeria:             Pensi che gli avevo offerto quattrocentomila euro in contanti. Per curiosità lei quanto….

Nerina:             Trecentomila! Un vero affare!

Valeria:             NO! Che cu….che ….fortuna….…

Nerina:             Ma , che cafona…..

Valeria:             Mi scusi!

Nerina:             Non a lei…a me….che ancora non mi sono ancora presentata. Mori Nerina.

Valeria:             Santa Valeria…. Santa il cognome…..in Bartolo ….

Si stringono la mano.

Nerina:             Volevo chiederle se poteva prestarmi un po’ di sale. Sa, nella confusione del trasloco me ne sono completamente dimenticata.

Valeria:             Succede. Vado a prenderlo.

Nerina:             Mi scusi ancora.

Valeria:             Si figuri, per così poco!

Valeria si dirige verso la cucina dove Ottavia sta facendo ordine e parla tra se e se.

Valeria:             Non è possibile….morto!

Ottavia:            Chi è morto signò!

Valeria:             Il professore…quello che abitava di fronte…

Ottavia:            Madonnina mia…… e com’è stato….

Valeria:             Bè… a novanta anni, c’era da aspettarselo che prima o poi…..

Ottavia:            Che disgrazia! 

Nel frattempo Leo che è entrato si dirige verso Norina. Si presentano.

Leo:                 … non mi dica signora Mori, anche sua madre era francese?! Ma com’ è piccolo il mondo! E da dove veniva? 

Nerina:             Dalla Provence!

Leo:                 J’adore la cucina francese .

Nerina:             Mia madre era una grande cuoca. Peccato che non c’è più. Non sa quanto ho imparato da lei!

Luce su Ottavia e Valeria

Ottavia:            Proprio ‘na disgrazia

Valeria:             La mia, che non ho fatto in tempo a comprarmi il suo appartamento.

Ottavia:            Che dispiacere, io ce chiacchieravo sempre.

Valeria:             Sarà morto pure per questo.

Ottavia:                        ‘Na brava persona!  Poi s’è ammalato e se lo so portato via. Io pensavo che li medici sapienti potessero fa quarcosa e ‘nvece! Poro…poro professore!

Valeria:             Poro professore un corno! (Ottavia lo guarda con aria di rimprovero) Io dico, ma non poteva vendermi casa prima che morisse? Gli avevo offerto anche l’acquisto della nuda proprietà e invece arriva una squinzia qualunque, con la faccia da… con la faccia da… (Ottavia fa un gesto come per dire che faccia c’ha)…..da…da  mortisia e se lo compra a trecentomila euro da quell’altro  rincoglionito del  figlio americano. E poi  me lo viene pure a raccontare. Hai capito che roba! Su passami il sale……alro che sale le darei io….

Ottavia porge il sale a Valera che si dirige verso la coppia ferma sulla porta.

Nerina:             Magari organizzo da me, dato che ora siamo vicini.  So fare delle zuppe strepitose…

Leo:                 Con vero piacere.

Nerina:             Decidete voi! Tranne il mercoledì! Sa, sono tifosa della Juventus e c’è la coppa dei campioni.

Leo:                 Anch’ io tifoso….ma dell’ Inter…….

Valeria è arrivata col sale

Nerina:             Nessuno è perfetto…

Leo:                 Dipenda da che lato la si guarda….

Nerina:             Touchè…

Leo:                 IL ni a’ pas de quoi…

Valeria:             Vedo che avete già fatto conoscenza. Come accomuna lo sport… non lo fa nessun altro….

Leo:                 Vero. Sai, sua madre era francese proprio come mia madre.

Valeria:             Sono contento per voi ! Ecco il sale.

Valeria lo porge a Nerina, ma il sale cade per terra. Tutti e due si abbassano per raccogliere la scatola.

Valeria:             Gesummaria…. il sale no!

Nerina:             E’ superstiziosa?

Valeria:             Io? Nooo!!!!

Prende una manciata di sale e  la butta con noncuranza alle spalle cogliendo Leo in pieno.

Leo:                   (Si spolvera indispettito e sputa il sale che gli è finito in bocca) Ma che fai?!

Nerina:             Mi spiace per il sale.

Leo:                 Si figuri! Non si preoccupi, adesso ci pensa Ottavia.

Valeria:             Ottavia ??????

Voce Ottavia:    Che c’è signò?

Valeria:             Vieni qui con la scopa. Subito.

Entra Ottavia con la scopa e cantando.

Ottavia:            Er barcarolo va contro corente e quanno cala l’eco s’arisenne.

Leo:                 Ottavia, la nostra governante. Si allena per il coro della chiesa….Trastevere…    

Ottavia:            Ma che è successo?

Valeria:             Niente, è caduto un po’ di sale.

Ottavia:            NO!!!! Li mortè…..

Nerina:             Che c’è?  Si sente male?

Leo:                 (Si affretta a correggere il tiro) Ma niente…stupide superstizioni! Dai Ottavia pulisci…

Ottavia:            Si ve scanzate n’attimo do n’occhiata…

Nerina:             Intanto io porto il sale di la, ne prenderò solo una manciata

Leo:                 Ne prenda quanto ne vuole…

Nerina:             Torno subito

Nerina esce. Ottavia che nel frattempo, sotto gli occhi atterriti di Valeria,  esamina la scena di un crimine.

Ottavia:                        Santa pace….nun va…nun va …proprio nun va… un ber problema, signò

Valeria:             Che c’è che nun va?

Ottavia:            S’è messo tutto in cerchio e ‘sta faccenda nun m’ è chiara.

Valeria:             In cerchio?!

Ottavia:            Er disegno finale. So guai in arivo signora mia! Tiè…guarda qua…  

Valeria:             Non vedo niente…

Ottavia:            Che sete cecata? Questo è il segno inconfondibile der malvagio . Ai segni bisogna daje retta artrimenti…!

Valeria:             Altrimenti?

Ottavia:            Te se ritorcono contro e poi so cavoli amari. Bisogna che dico du cosette ….

Valeria:             Di quello che devi dire, sbrigati che quella torna….e

Ottavia:            E’ quella la, che s’è comprata la casa der professore?

Valeria:             Pare di sì.

Ottavia:            Che faccia che s’aritrova! Nun me sconfinfera pe gnente. (Guarda di nuovo) Me stia a sentì signò! Quello che è successo qui è ‘na cosa potente

Valeria fa a Ottavia il gesto delle corna

Valeria:             (Corna) Datti da fare….

Ottavia mentre ramazza il sale, recita dei versi a voce bassa ed ogni tanto si fa il segno della croce e scongiuri di ogni genere. Sembra uno chamano.  Leo  guarda Valeria con fare interrogatorio.

Ottavia:            Ecco  ho fatto. Signori miei , er danno visibile è cancellato, ma resta er presagio! Mo se volete potete passà.

Leo:                 Suvvia Ottavia!

Valeria:             Te possino ammazzà a te e il presagio !!  Vai va….sparisci

Rientra Nerina. Ottavia la guarda per sbiego mentre esce…

Nerina:             Ecco il sale. Non so come ringraziarvi!

Leo:                 Di cosa? Le possiamo offrire  un caffè, brandy, succo di frutta…..sarà stata una giornata impegnativa…

Nerina:             Come tutti i traslochi!  Ma non vorrei disturbare…

Leo:                 Non disturba affatto, si accomodi…

Nerina entra e si guarda intorno, poi si mette seduta

Nerina:             Un brandy, grazie! E’ bella la vostra casa! Un arredamento così curato nei particolari.

Leo:                 (Versa il brandy) Mia moglie! E’ lei l’artefice….

Nerina:             Ah sì? Di cosa si occupa, signora Bartolo?

Valeria:             Ho una piccola fabbrica di mobili….niente di che…

Leo:                 Non si faccia fuorviare! Valeria è un bravissimo architetto! Se li disegna lei tutti i  mobili che vende…

Nerina:             Complimenti! Arredamenti d’interni?

Valeria:             No….trattiamo un po’ di tutto. Case, uffici, negozi….

Nerina:             Che fortuna! L’ ho incontrata proprio al momento giusto. Ho aperto da poco una nuova filiale qui all’angolo ed ho bisogno di un bravo architetto.  (Tira fuori un biglietto  dalla tasca) Questo è il mio biglietto da visita.

Valeria:             (Lo prende senza guardarlo) Va bene! Le manderò qualcuno.

Nerina:             No…no…signora Santa ci terrei ad  illustrarle personalmente il progetto. Non è solo un problema di arredo…

Valeria:             Non si offenda signora Mori, ma di solito non sono io che vado a prendere le misure in giro.

Nerina:             La prego, il mio ufficio è proprio qui  a due isolati di distanza.

Valeria:             Io non…

Nerina:             Giusto il tempo di prenderci un caffè!

Leo:                 Chéri, su fai un’eccezione per la nostra nuova vicina.

Valeria:             Ok….ok….domani mattina va bene? Faccio un salto da lei prima di andare in banca .

Nerina:             Perfetto. Adesso devo proprio andare.

Si alzano

Leo:                 Lei, signora Mori, è sposata?

Nerina:             No single. Sono ancora alla ricerca dell’anima gemella.

Leo:                 Non posso credere che una donna affascinate come lei abbia di questi problemi!

Nerina:             Purtroppo è così! Forse è colpa del mio carattere un po’ introverso. Riesco ad arrivare al primo appuntamento e basta. Evidentemente gioco male le mie carte. Chiacchiero, mi racconto, provo ad entrare in confidenza con gli uomini, ma dopo un po’ tutti spariscono come se avessi la peste.

Leo:                 La sua mamma francese non le ha insegnato l’arte della seduzione?

Nerina:             Mamy mi ha insegnato solo a cucinare e danzare. Ho frequentato corsi e balere, ma alla fine sono l’unica a restare senza partner e ci ho rinunciato. Lei danza per caso?

Valeria:             Come no? Davanti al televisore, quando segna l’Inter…

Nerina:             Che simpatica! Sono veramente contenta di avervi conosciuto .

Leo:                 Il piacere è reciproco..

Nerina:             E poi vi aspetto appena ho sistemato tutto. Ci vorrà poco sa? Il professore l’aveva appena finito di ristrutturare l’appartamento quando l’hanno ricoverato.

Valeria:             (Parlando tra se e se) Trecentomila….tutto compreso…

Nerina:             Sa cosa, alla fine, mi ha fatto decidere a prenderlo?

Valeria:             Ah… perché ci ha dovuto pure pensare?

Nerina:             Tubature ed impianto termico. Praticamente nuovi di zecca.

Leo:                 Perbacco!

Nerina:             Sono importanti sa? Se per disgrazia si rompe un tubo, per trovare il guasto bisogna sfasciare mezza casa.

Leo:                 Per carità, non mi ci faccia pensare. Qui c’è il parquet dappertutto…

In quel momento si sente la voce di Ottavia.

Voce Ottavia:    Aiuto! Aiutooooo! Er cesso s’è intasato, c’è acqua da tutti li pizzi …..

Valeria:             Cosa?

Voce Ottavia:    Se stamo ad allagà…corete…s’è sfasciato er tubo….

Valeria:             Lo sapevo io…il sale…

Nerina:             Cosa dice?

Valeria:             Sale… la mia pressione…!

Ottavia:            Ce vò lo stagnaro e de’ corsa!

Nerina:             Stagnaro?

Leo:                 Sta per idraulico. Gergo popolare!

Valeria:             (Immobile) Il presagio…

Entra Ottavia in assetto di guerra con maschera subaquea sul viso e sturalavandini a mo’ di ascia

Ottavia:            Sarà stato l’acido muriatico o chissacchè? Un macello je dico, non so’ come fermà l’acqua …..e tutto il resto. ‘No tsunami!! Il segno del malvagio!

Nerina:             Il malvagio?

Valeria si ridesta.

Valeria:             Bisogna chiudere il rubinetto centrale dell’acqua del bagno, SUBITO!  Leo, ci pensi tu?  E’ sotto il lavandino in cucina! (Leo scappa) Signora Nerina mi scusi, ma la devo proprio lasciare!

Nerina:             (Uscendo) Allora l’aspetto in ufficio. Non si dimentichi!

Valeria:             Sì….si ci vediamo domani.

Nerina:             (Saluta e sta per uscire) Per caso gioca a burraco ? Sa, ogni tanto organizzo.

Si sentono urla soffocate. Valeria taglia corto

Valeria:             No, mi dispiace. Solo mercante in fiera  e sette e mezzo con i familiari….. a Natale.

Nerina:             Peccato potevamo vederci più spesso, ma voglio insegnarlelo se permette.

Valeria:             Certo…certo…non mancherà occasione…

Nerina:             (Ormai oltre la porta) E grazie del sale!

Chiude la porta, fa le corna con le mani e va a toccare ferro.

Valeria:             Taccitua…!! Grazie del sale… a Mori…..moriammazzata…..

Entra Ottavia.

Ottavia:            A  signò’, qua se mette male’! Bisogna chiamà ‘no stagnaro….che se sta a fracicà tutto er parchette!!!

Valeria:             Er parchette si chiama parquet  e lo stagnaro si chiama, I-DRA-U-LICO!

Ottavia:            Si, ma il signor idraulico che mestiere fa? Lo stagnaro, no? Sennò che lo chiamamo a fa lo stagnaro?

Ottavia esce. Valeria la guarda disgustata.

Valeria:             E’ di un’ignoranza che fa paura!

Leo:                 Però il suo lavoro lo sa fare.

Valeria:             Con quello che ci costa!

Squillo di telefono.

Voce Ottavia:    Risponno io?    

Valeria:             No continua di là. Tu Leo, prendi il cellulare e chiama subito il pronto intervento ! (Valeria risponde al telefono). Pronto. Si, sono io. Salve ragioniere, mi dica. Ah sì, la commissione Morosini. Mi dica…. (Pausa) Come annullata! E’ deceduto? Gesummaria, bisogna bloccare immediatamente l’ordine del materiale. Come? E’ già arrivato? Ma porca miseria zozza! Che ci faccio con tutto quel legno?

Riaggancia il telefono.

Valeria:                        Cinquantamila euro di acero….che me ne faccio…che me ne faccio….

Leo rientra col cellulare in mano.

Leo:                 Dice il signor idraulico che non potrà essere qui prima di domani. Che ti è successo?

Valeria:             Un ordine a vuoto.

Leo:                 Si può risolvere?

Valeria:             Speriamo, ora risolviamo la faccenda del bagno . Non hai chiamato il “ Pronto intervento” ?

Leo:                 Ha detto che è pronto a intervenire, ma appena è possibile! ORA NO.

Valeria:             E adesso che facciamo?

Leo:                 Finchè non viene, si userà il bagno di servizio.

Valeria:             Allora bisogna far sparire subito i biscotti alla crusca a Lillo.

Leo:                 Che esagerazione!

Valeria:             Una cosa oscena…

Entra Ottavia

Ottavia:            A dottò che faccio preparo la pasta e fagioli ? Quelli de ieri se so mantenuti…

Leo:                 L’acqua non si può usare, ce ne andiamo a mangiare fuori.

Ottavia:            Allora me ne posso annà prima.

Valeria:             Vai vai….

Ottavia:            Se vedemo domani. Bona sera

Ottavia esce.  Leo guarda l’orologio e si va a sbracare sul divano .

Leo:                 Accidenti……saranno già cominciate…

Valeria:             Allora, non si  esce?

Leo:                 E ancora presto!Ti dispiace se prima do un’occhiata alle prove del “ Gran premio”?

Valeria:             Gesummaria…..con tutti questi casini,  è mai possibile che pensi solo allo sport?

Leo  s’infila le cuffie e prende il telecomando

Valeria:             Che giornata! Un incubo! Non ne è andata dritta una. (Guarda Leo che già si è messo le cuffie)  Ma a chi parlo, tanto non mi ascolta nessuno. Vuoi vedere che l’unica cosa positiva è proprio la tizia che è venuta ad abitare qui di fronte? Magari le faccio tutto l’arredamento con           l’ acero che mi è rimasto sul groppone.. Bah… chissà che agenzia è……

Tira fuori il bigliettino da visita dalla tasca, lo guarda inorridita.

Valeria:             NOOOOOO!

Buio.

Scena 3

Luce interno appartamento. Valeria entra in salone con  una scatola in mano. Si siede, l’ apre e comincia a tirare  fuori degli amuleti.

Valeria:             Allora procediamo. San Gennaro, Madonna di Capua e Madonna di Loreto, rendete potente questo amuleto. Ferro di cavallo e corno sul cuore, proteggi questa famiglia dallo iettatore. Gobba di gobbo insieme al sale fino, tiratemi fuori da questo casino.

Entra Leo

Leo:                 Cos’hai in mano?

Valeria:             Roba contro la jella. Lo sai di cosa si occupa la nostra vicina di casa?

Valeria:             Pompe funebri . (Tira fuori il bigliettino) Ecco, qua: Agenzia funebre “L’OASI “.

Leo:                 Oasi. Un nome azzeccato. Dà…come dire… un senso di pace.

Valeria:             Sì… eterna. Dico amore, è tutto qui quello che hai da dire?

Leo:                 Ok, la nuova inquilina ha un’agenzia funebre.

Valeria:             Trattare decessi e funerali, me lo trovi un lavoro normale?

Leo:                 E’ un lavoro come un altro e poi qualcuno dovrà pur farlo.

Valeria:             Ecco perché tutti gli uomini  la evitano come la peste. E’ una jella ambulante…e qui ora non stiamo al sicuro per niente

Leo:                 E cosa dovremmo fare ora , cambiare casa perché sei superstiziosa?

Valeria:             No, ma almeno  mi premunisco!            Capisci che da ora in poi avrò paura ad entrare ed uscire ? Metti che per esempio l’incontro per le scale e devo prendere l’ascensore! E poi manco a farla apposta la devo incontrare  stamattina…e lo  sai che giorno è oggi?

Leo::                Venerdì.

Valeria:             Non  un venerdì qualunque caro mio , oggi è venerdì diciassette! Quindi c’è pure l’aggravante della data.

Leo:                 Valeria, per favore.

Valeria:             Però facci caso, da quando nella nostra vita è apparsa lei, si sono verificate cose strane.

Leo:                  La jella non esiste….mettitelo in testa…

Valeria:             Non esiste, dici? E quella volta che mi è passato davanti un carro funebre e dopo qualche metro mi hanno sfondato la macchina nuova di zecca?

Leo:                 Come si può scordare una cosa del genere?

Valeria:             Ho dovuto portare tre mesi di collare per il colpo di frusta.

Leo:                 Colpa tua.

Valeria:             E’ quello dietro che non ha rispettato la distanza, che pure l’assicurazione mi diede ragione.

Leo:                 Ma dilla tutta. Hai inchiodato di botto e quel poveraccio dietro non ha fatto in tempo a frenare.

Valeria:             Mi sono dovuto fermare per forza, così qualche altro passava e  si beccava la sfiga.

Leo:                 E vogliamo parlare di quella volta che quel gatto ti ha attraversato la strada e ti sei gettata con lo scooter nella cunetta?

Valeria:             Quello non  era un gatto normale, era nero nero, ma talmente nero, che faceva tutt’ uno con l’asfalto.

Leo:                 Una povera bestia non può portare jella.

Valeria:             E infatti due giorni fa un altro gatto nero mi ha attraversato la strada ed io  ho bucato due volte la macchina e  tutte e due le volte alla stessa ruota..

Leo:                  Solo casualità e poi i gatti a pelo nero sono bellissimi!

Valeria:             E allora, quel venerdì 17 che mi hanno bocciata all’esame della patente, che mi dici?

Leo:                 Ti hanno bocciata tre volte e le prime due volte non era venerdì 17.

Valeria:             Io invece sono convinta che non sono semplici coincidenze.

Leo:                 Pensala come vuoi, ma ti prego, ora non cominciare a crocifiggere quella poveraccia che ci abita di fronte!

Valeria:             Lo sai cosa vuol dire avere sullo stesso pianerottolo una come quella? Una catastrofe, una sciagura, iella no-limits….

Leo:                 Scusa?

Valeria:             Ventiquattrore su ventiquattro.

Leo:                 Se blindiamo casa, giriamo con lo scafandro e mettiamo alla porta due guardie del corpo  sopravviveremo?

Valeria:             Guarda amore che io cerco solo di difendere la nostra famiglia!

Leo:                 Ma smettila e getta via quelle cianfrusaglie. Inutili oggetti che non servono ad un bel niente.

Valeria:             Scherzi?  Questi sono i nostri salvavita!

Leo:                 Guarda che la nostra vita dipende da tutt’ altro.

Valeria:             La jella esiste, eccome!

Leo:                 Va bene, tieniti le tue convinzioni.

Valeria:             Ecco qui. Un cornetto lo appendiamo qui, il gobbo nel divano, un po’ di sale nella tasca destra, la collana col cornetto di corallo rosso a te…

Leo:                 Non lo voglio…

Valeria:             Un ferro di cavallo usato nella nostra stanza da letto  e un altro in quello di  Giulia. Anzi in quella di Giulia niente! Hai visto mai riuscissimo a sbarazzarci di Lillo il parassita? E poi dovremmo essere a posto. (Si rivolge al marito che lo guarda) E non azzardarti a rimuoverli!

Leo:                 Non è possibile!

Valeria:             E per me!  (Apre la mano) Ecco qua! Anello con cornetto incorporato. Una mia invenzione.  Sempre a portata di mano e buono per tutte le occasioni. Che robetta! Dovrò brevettarlo! Iettattrice regina dei defunti, hai trovato pane per i tuoi denti! Vado ad affrontarla….

Leo:                 Tu non sei normale !

Scena quattro

Luce. Ufficio di Nerina. Oggetti funebri e scatoloni un po’ qua ed un po’ la. Tuono fragoroso e rumore. Entra Valeria, Nerina la accoglie.

Nerina:             E’ un piacere rivederla signora Santa.

Valeria risponde a mezza bocca e si mette seduta. Tuono.

Valeria:                        Salve. (Mentre chiude l’ombrello fradicio) Piove a secchi. Non so perchè …..ma me l’aspettavo.

Nerina:                         Piove davvero? Non me ne ero accorta! Scusi il trambusto, ma siamo in pieno allestimento. (Prende una foto) Guardi, guardi questa foto. E’ l’ultimo campo “OASI” che ho finito di allestire. Le piace?

Valeria:             Un bijou.

Nerina:             L’ultimissima generazione di tombe, modestamente di mia invenzione. Sono tutte dotate di un monitor per le foto e filmati del defunto con musica di sottofondo a scelta dei parenti.

Valeria:             Che bella idea!

Nerina:             Modestamente! Eh, la tecnologia fa passi da gigante !

Nerina prende una cassetta e la porge a Valeria.

Valeria:             Che… che cos’è?

Nerina:             Un’urna.

Valeria:             Un… un’urna… (Nerin annuisce) ci… cineraria? (Nerina continua ad annuire ). Grazie ma non mi serve, almeno per il momento.

Nerina:             E’ naturale! Lei è ancora viva e vegeta….

Valeria:             (Fa le corna) Fortunatamente…..

Nerina:             Ma certo! Osservi attentamente questo legno.

Valeria:             Sembra mogano.

Nerina:             Mogano cubano di qualità superiore…ma mi dimentico che sto parlando con una vera esperta……

Valeria:             Non certo in urne.

Nerina:             Ma di legno si! Guardi lo tocchi.

Valeria:             Mi fido.

Nerina:             No tocchi…tocchi !  Lo sente, questo è un legno caldo.

Valeria:             (Tocca con un dito che ritrae subito) Per via delle ceneri?

Nerina:             Cioè?

Valeria:             Così si imantengono… fumanti.

Nerina:             Bella battuta! Invece è importante sa?

Valeria:             Lei dice?

Nerina:             Il mogano che proviene dall'Africa è senza dubbio meno costoso, ma indubbiamente di qualità inferiore... è freddo.

Valeria:             Freddo!

Nerina:             Tanto! Questo mogano invece è più duro e più compatto ed è resistente alla ruggine e ai tarli . Bare e urne fatte con questo materiale durano un’eternità.

Valeria              Se no che le facciamo a fare?!

Nerina:             E siccome ho l’esclusiva sull’importazione di questo legno lei realizzerà per me le bare e le urne cinerarie !

Valeria:             Come?

Nerina:                         Il designer della collezione sarà lei!

Valeria:             Cosa? Si rende conto di quello che mi sta chiedendo? No..no…mi dispiace…ma non è roba che fa per me…

Nerina:             Guardi che è un bel bussines. Si rende conto che lei sarà l’artefice di una nuova griffe funebre?. Già ho pensato alla pubblicità : “ Oasi, cose buone per l’altro  mondo”. Le piace?

Valeria:             Come no?

Nerina:             Faremo bare multicolore con ogni confort, urne a forma di pallone di calcio o di rugby, sa per gli appassionati, oppure con la forma di un casco da motociclista, o di un boccale di birra o di un modello in scala di una Ferrari rossa. Tutte accompagnate da gadget tipo l’accendino a forma di bara….

Valeria:             Con  su scritto “fuma, fuma”.

Nerina:             Lei è molto simpatica, sa?

Nerina, dicendo questo, da una botta sulla mano di Valeria poggiata sulla scrivania. Valeria fa un urlo di dolore. Il cornetto infilato nell’anello gli si è piantato nella mano.

Valeria:             Gesummaria che dolore

Nerina:             Le ho fatto male?

Valeria:             L’anello col corno… nella carne (tra i denti)

Nerina:             Faccia vedere.

Cerca di prenderle la mano, ma lei la mette subito giù e si stacca il cornetto infilato nel palmo.

Valeria:             Non è niente, una vecchia frattura che mi fa male. Sa, con questo tempo.

Nerina:             Ci pensi bene. Questa sarà un’operazione di sdoganamento della morte.

Valeria:             Senta,  mi spiace deluderla, ma nella mia fabbrica costruiamo solo mobili per arredo .

Nerina:             E questi cosa sono? Arredo funebre, ma sempre arredo ! Guardi che non bado a spese.

Valeria:             Io non credo sia una buona idea.

Tuono.

Nerina:             (Pausa) A lei la crisi non l’ha colpita?

Valeria:             Fa le corna. No….per il momento vado bene

Nerina:             Si, ma  pare che il prossimo anno sarà peggiore di questo.         

Valeria:             Dice?

Nerina:             Se pensa che nell’ultimo anno in Italia hanno chiuso tre aziende al giorno.

Valeria:             Gesummaria, mi ci faccia almeno pensare a questa sua idea ……prima di massacrarmi.

Nerina:             Massacrare? Io le sto dando una grossa opportunità.

Valeria:             Che fortuna!

Nerina prende una cartella e gliela porge.

Nerina:                         C’è poi tutta l’agenzia da arredare. Due piani di esposizione….

Valeria:             Cos’è un supermercato?

Nerina:             Che simpatica

Gli da un’altra pacca sulla mano .  Altro urlo di dolore

Nerina:             Mi scusi… mi scusi tanto.

Valeria:             Niente. Sempre la ferita di prima…

Nerina:             Se ha un po’ di tempo ci facciamo un giretto così può cominciare a…...

Valeria:             Un’altra volta. (Guarda l’orologio )

Nerina:             Va di fretta?

Valeria:             Ho un appuntamento in banca.

Nerina:             L’agenzia qui all’angolo?

Valeria:             (Scongiuri) No più lontano… molto più lontano…

Nerina:             E che banca è?

Valeria:             Una piccola banca… (fa di tutto per non pronunciare il nome)

Nerina:             Scommetto “ La banca commerciale di Sora!”  (Nerina azzecca al primo colpo)

Tuono.

Valeria:             No….anzi sì!!

Nerina:             Attenzione alle piccole banche private, a volte riservano delle brutte sorprese.

Valeria:             (Altro scongiuro) Lei dice?

Nerina:             Stia attenta.

Valeria:             Di solito sono molto prudenti. Pensi che ho anche una cass….(la notizia gli esce ma gli si strozza in gola…)

Nerina:             (Sorride) Cassetta di sicurezza? Brava, fa bene! Bisogna stare attenti ai ladri. Cara signora Bartoli, con i tempi che corrono, non sono tutte rose e fiori.

Valeria:             Crisantemi, nel suo caso.

Nerina:             Ma che simpatica!

Fa per dare un’altra pacca sulla mano di Valeria, ma lei questa volta la toglie.

Valeria:             LISCIO! (Si alza) Le farò avere un preventivo in breve tempo.

Nerina:             Ci conto.

Nerina si alza ,  prende l’urna e gliela porge.

Nerina:             La prenda.

Valeria, come se avesse in mano una pentola bollente, la posa sul tavolo.  

Valeria:             No….e che ci faccio?

Nerina:             Le servirà come campione per il legno.

Valeria:             Mi basta una foto…e poi le devo dare ancora fare il preventivo…

Nerina:             Vedrà che troveremo sicuramente un accordo. Le ho detto che non bado a spese. L’urna la consideri un regalo. Magari primo o poi le servirà…

Valeria:             Acci tu…grazie del pensiero. Non doveva sa!    

Scena cinque

Luce interno appartamento. Entra Valeria completamente stravolta, capelli in disordine con l’urna in mano. Leo e Lillo: sono seduti davanti alla TV. La vedono.

Leo:                  Come mai così tardi, chéri. Dio mio,  che ti è successo?

Valeria:                        Un disastro. La banca. I ladri sono riusciti ad entrare nel caveau della banca ed hanno aperto le cassette di sicurezza. Tutto si sono portati…tutto…tutto….tutti i miei gioielli che avevo appena rimesso dentro.

Lillo:                 Che sfiga!

Valeria:             La prima parola giusta che ti sento dire….

Leo:                 Un bel guaio! Ecco perché  provavo a chiamarti , ma il tuo cellulare era sempre irraggiungibile.

Valeria:             Per forza, sono svenuta sulle scale della banca e mi hanno portato al Pronto Soccorso !

Leo:                 Oh…amore, potevi avvisarmi!

Valeria              E come facevo? Sono caduta di peso sul cellulare che si è disintegrato! Mi hanno tolto pezzi di vetro…. dal sedere…. E poi non volevo farti stare in pensiero.

Leo::                Ma almeno ti venivo a prendere.

Valeria:                        Ho preso un taxi, ma è rimasto paralizzato in mezzo al traffico e sono tornata con la metropolitana…….con la paura che deragliasse.

Leo:                 (Gli si avvicina premurosa) Ora come ti senti?

Valeria:             Loro volevano ricoverarmi,  ma io ho firmato e sono uscita.

Leo:                 Hai fatto male.

Valeria:             In ospedale  di venerdì 17?  Sei matto! Come minimo mi beccavo qualche malattia infettiva.

Leo:                 Che esagerazione!

Valeria:             Ma quale esagerazione! La jella più nera incombe su di noi da quando quella….

Leo:                 Basta con queste storie, non ne posso più.

Valeria:             Pensa io!

Lillo:                 Se mi permette, mamy, in questi casi solo l’ironia può essere d’aiuto. L’ironia è la strada maestra per ritrovare l’autenticità. Sorrida!

Valeria:             Dici? E se sorridendo ironicamente ti prendo a calci in culo, pensi che mi aiuterà  a sollevarmi il morale?

Lillo:                 Io sono per la non violenza.

Leo:                 Valeria ….ti prego….

Valeria:             L’unica cosa che mi consola è che se vive qui è sotto attacco della sfiga pure lui.

Leo:                 Nessuno è sotto attacco in questa casa!

Valeria:             Leo, quanto possiamo resistere ancora? Non possiamo svegliarci ogni mattina sapendo che la jella è dietro questo muro. Oggi che ci succederà? Ah meno male, è andata bene, c’è solo saltato in aria il microonde!

Leo:                 Scusami ma Io sono una persona pragmatica e non credo a queste storie.E comunque ora ti senti bene?

Lillo:                 Povera mamy.

Valeria:             Non chiamarmi mamy che ti stendo con un cazzotto.

Lillo:                 Vado a farle una camomilla?

Valeria:             Non mi piace la camomilla.

Leo:                 Falla….falla che le farà bene.

Lillo esce dalla stanza.

Valeria:             Che volevi dirmi al cellulare?

Leo:                 Tresor un po’ di calma. Senti, perché non ti siedi?

Valeria:             Perché dovrei sedermi?

Leo la fa sedere sul divano

Leo:                 Beh….ti avevo chiamato al cellulare per dirti una cosa molto delicata.

Valeria:             Nostra figlia è incinta? Quello lo strozzo…lo smolecolo…

Leo:                 Macchè! Ha chiamato la tua segretaria…

Valeria:             E allora?

Leo:                 In  fabbrica sono entrati dei finanzieri…

In quel momento entra Ottavia che comincia a spolverare.

Valeria:             Bella notizia, quella è gente che non bada a spese.

Leo:                 Sto parlando delle   “Fiamme gialle”.

Valeria:             I pompieri?

Leo:                 Amore?  Finanza…. tributaria…..

Valeria:             Gesummaria! E che è successo?

Leo:                 Per favore, non ti agitare e prendi una di queste (gli porge una pasticca con un bicchiere d’acqua). Dice che stanno controllando tutte i registri contabili….

Valeria:             Madonna di Prato……mi serve un avvocato!

Ottavia, che non si è persa mezza battuta.

Ottavia:            Le Mantellate so’ delle sore, ma a Roma so’ sortanto celle scure……

Valeria:             Che fa,  sfotte?

Leo:                 Ottavia, non è il momento, per favore !

Ottavia:            Era tanto pè sdrammatizzà.

Valeria              E invece io oggi voglio drammatizzare e ti licenzio.

Ottavia:            Ciao core! Volevo solo divve se è ora de mette su la pasta …

Valeria:             Ma ti pare questo il momento?

Leo:                 Lascia stare Ottavia

Ottavia:            E pure oggi niente pasta e fascioli. Io glielo dico sempre. A signò,  lei s’incazza troppo e un giorno l’artro sentimo la novità…

Valeria:             No….. sei tu che mi fai incazzare e tante volte mi domando perché ti devo dare uno  stipendio più i contributi  “ pe’  famme incazzà” !

Leo:                 Amore!

Ottavia:            Come diceva er Trilussa: “Conosco un nobbile romano che a casa se dà l’aria d’un sovrano, ma se je serve la democrazzia, lassa er palazzo e corre all’osteria”.

Valeria:             Tu lo capisci che questa donna mi hai fatto odiare Trilussa.

Leo:                 Cherie, non puoi prendertela con la povera Ottavia adesso.

Valeria:             Con qualcuno mi devo sfogare.

Leo:                 E poi di che hai paura. Tu non hai mai evaso.    

Ottavia:            (Guardando l’urna poggiata da una parte) A proposito de vaso, ma questo che è?!

Leo:                 E’ quello che penso io?!

Valeria:             Ne….cioè l’innominata ! Non c ‘è stato verso, ha insistito…..

Ottavia:            Ammazza quant’è bello signò. Che è, un porta gioie? Ci ha pure er coperchio. Che robba….

Valeria:             No… un porta cenere!

Ottavia:            Così grosso? Peccato che non fumo.

Valeria:             Senti, se ti piace tanto te la regalo.

Ottavia:            No signò, non posso accettà…è troppo….

Leo:                 La prenda Ottavia , Valeria glielo regala volentieri….

Valeria:             (Sfinita) Certo. Starà meglio a casa sua. Intanto ci mette le collane e poi quando sarà!

Ottavia:            Grazie signò, lei è davvero ‘na brava donna.

Valeria:             La porti via e… la incarti per bene non vorrei che la vedesse l’innom… qualcuno.

Ottavia:            Dice che i ladri s’attaccano pure a questa?

Valeria:             E’ di mogano cubano. Un legno molto pregiato. Ora vai che è tardi.

Ottavia:            Che bello, un cubano de mogano me mancava.

Ottavia prende l’urna ed esce. Entra Lillo con un vassoio. La camomilla non è una vera camomilla, ma una mistura drogata.

Lillo                  Ecco, questo l’aiuterà… è un’erba speciale che mi ha riportato un mio amico dalla Giamaica…l’ho dovuta filtrare….

Valeria              Una camomilla giamaicana...? Mai sentita… (comincia a bere) A questo punto facciamo il punto della situazione… però buona sta camomilla! C’ha un sapore strano che… però mi sento meglio… sollevata! Bravo Lillo! Assaggiala….

Lillo                  (Si riempie il bicchiere e beve) Ha ragione mamy che buon sapore….

Valeria              Allora dicevo, ieri l’innominata entra qui, mi butta il sale per terra, si beve un brandy, sparge la sfiga ovunque nella casa, fa per andarsene e SDARADA’ il bagno si ottura e ci toccherà sfasciare mezza casa. Poi mi annullano un’ordinazione da centomila euro al netto delle spese. Lillo, mi gira un po’ la testa ma che c’è dentro sta camomilla… mette allegria… dammene un altro po’! Pigliane un po’ pure te Leo. Fammi compagnia

Lillo prontamente gli porge un’altra tazza e pure Leo beve.  Valeria comincia a ridere.

Valeria:             Dov’ero? ah sì, oggi passo nella sua agenzia funebre, parliamo di affari, esco, e quando vado in banca SDARADA’ i ladri entrano e si fregano le  cassette di sicurezza, la mia compresa!

Lillo ride a crepapelle accompagnato da Valeria e dopo da Leo. La camomilla drogata ha fatto effetto.

Valeria:             Svengo, sfascio il telefono, mi portano all’ospedale, torno a casa e cosa vengo a sapere?

Lillo:                 SDARADA’

Valeria:             (Ride) Che la finanza è entrata in fabbrica e sicuramente mi faranno un mazzo così. Dici che è un caso fortuito? (ormai ridono senza ritegno)

Rumore di esplosione. Si buttano per terra. Lillo carponi va verso le quinte

Leo:                 (Alza la testa) L’Isis

Lillo                  E’ scoppiato il microonde!!

Secondo atto

Atto secondo

Scena sei

Luce interno ufficio commissario Pazienza.

Valeria:             Buon giorno commissario….

Pazienza:                     Si accomodi signora….signora.

Valeria:             (Valeria si mette seduta)  Santa Valeria…..

Pazienza:         (Le porge la mano) Pazienza…

Valeria:             Pazienza di che? Manco ho parlato…

Pazienza:         Pazienza il cognome…mio.  Come posso esserle utile?

Valeria:                        Sono qui per sporgere denuncia per aggressione…..

Pazienza:                     Mi dia un suo documento e stendiamo subito il verbale.

Valeria gli porge il documento. Pazienza lo guarda e digita sulla tastiera.

Pazienza:         Quand’è successo.

Valeria:             Ieri.

Pazienza:         In data 7 ottobre del….la qui presente signora Santa Valeria… nata  a Napoli. Il …abitante in Roma, via Eustachio Frangipane n 50 , dichiara che alle ore… (Pausa). Ora e luogo dell’aggressione!

Valeria:             Più o meno le venti….in casa…..

Pazienza:         (Scrive) … alle ore venti circa, venivo aggredita presso la mia residenza ….da? (Pausa)

Valeria:             Da che?

Pazienza:         Chi l’ha aggredita? Con che cosa? Quanti erano?  Uomo, donna, sconosciuto, devo stilare il rapporto…

Valeria:             Una…donna, mi abita di fronte.

Pazienza:         Sta dicendo che la sua dirimpettaia l’ha aggredita? Di che tipo di aggressione parliamo?

Valeria:                        Si tratta di un’ aggressione  verbale che poi è diventata fisica…

Pazienza:         Quindi lei mi sta dicendo che dalle parole è passata ai fatti!

Valeria:             Più o meno.

Pazienza:         O più… o meno! Lei deve essere chiara e coincisa. La legge non ammette ignoranza.  Le faccio presente che in materia di aggressione andiamo sul penale.

Valeria:             E’ una faccenda un po’ più complicata.

Pazienza:         Lei non si preoccupi e mi esponga i fatti così come sono avvenuti. Guardi signora Santa che di beghe condominiali che sfociano in rissa, qua ne abbiamo interi faldoni.

Valeria:             Niente rissa.

Pazienza:         Allora al massimo può sporgere querela.

Valeria:             Sono stata aggredita dalla iella…

Pazienza:         Co….cosa?

Valeria:             La mia nuova dirimpettaia è una iettatrice

Pazienza:         E’ questo il motivo?

Valeria:                        Guardi che stiamo parlando di una iettatrice qualificata. Fa l’impresario funebre.

Pazienza:         E allora? Che facciamo, quereliamo le persone perché non ci piace il lavoro che fanno? Guardi non mi faccia perdere tempo…

Pazienza si alza in piedi come per invitarla ad andarsene.

Valeria:             Pazienza!

Pazienza:         Dica?

Valeria:             Cosa vuole sapere.

Pazienza:         Ha detto Pazienza ed io ho risposto dica…

Valeria:             Ma no dicevo a lei, cioè nel senso che si,  dicevo a lei, ma per dire pazienza me ne farò una ragione….

Pazienza:         Mi dispiace signora, ma…

Valeria:             Però io dico, è mai possibile che non esiste una protezione legale per le  influenze malefiche?

Pazienza:                     Ma quali influenze e influenze!

Valeria:                        Guardi che è micidiale. Un cecchino. Mi è successo di tutto!

Pazienza:         Signora Santa, queste cose succedevano nel medioevo.

Valeria:             E’ questo che mi preoccupa commissario! Siamo nel 2016 e succedono ancora….

Pazienza:                     Senta, cara signora, forse sta attraversando un momento difficile..

Valeria:             Guardi che io sto meglio di lei..

Pazienza:         E comunque le faccio presente che stiamo in un commissariato di polizia non dallo psicologo.

Valeria:                        Ed io sono un’onesta  cittadina che paga le tasse e quindi avrei il diritto di essere tutelata.

Pazienza:         Sono contento che le paga, ma non esiste una legge che configura il reato di iella. In fatto di reati di questo genere….. al massimo arriviamo alla calunnia.

Valeria:                         Calunnia o iella, basta che l’arresta.

Pazienza:                     Sì….e con quali prove?

Valeria:                         Gliele posso fornire tutte e nei minimi dettagli.

Pazienza:         Senta, io tratto  faccende di tutt’ altro genere, reati inconfutabili!

Valeria:             E a chi mi devo rivolgere….al droghiere?

Pazienza:         Non certo alla forza pubblica!

Valeria:             Voi avete il dovere di difendere  chi si trova in brutto guaio. Allora facciamo una denuncia cautelativa, in modo che se mi dovesse succede qualcosa di grave, voi sapete da chi dovete andare.

Pazienza:         Lei sta perdendo tempo.

Valeria:             E’ un mio diritto…

Pazienza:         Va bene, come vuole, facciamo pure questa benedetta denuncia. Intanto mi dica come si chiama la sua…diciamo…. aggreditrice.

Valeria:             Non c’è bisogno. Abita sul pianerottolo di casa mia. Ha l’indirizzo, via Eustachio Frangipane 50, sesto piano int 20 , c’è pure l’ascensore,  viene, l’arresta e chiudiamo la faccenda.

Pazienza:                     Ma io  non arresto un bel niente. Ci mancherebbe! Me lo dice questo nome e cognome?

Valeria:             Non è così facile come pensa…

Pazienza:                     Guardi che è lei obbligata a fornire le generalità della querelanda..

Valeria:             Se dico il nome e cognome…. poi la iella cadrà pure su di lei.

Pazienza:         Non si preoccupi….

Valeria:             Lei vuol dire che quando vede una scala aperta ci passa tranquillamente sotto o quando vede un carro funebre vuoto fa finta di niente?

Pazienza:                     Che c’entro io, stiamo parlando di lei, mi dica il nome di questa donna e chiudiamo la pratica….

Valeria:             Vabbè! Pazienza…

Pazienza:         Dica?

Valeria:             Non dicevo a lei…dicevo che pazienza, mi toccherà dirlo…

Pazienza:         Senta Santa!

Valeria:             E santa senta….

Pazienza:         E basta! Mi dica come si chiama qesta ietta…vicina.

Valeria:             Glielo dico, ma prima devo prendere tutte le precauzioni.(Tira fuori tutti gli amuleti dalla sua borsa)

Pazienza:         Cosa fa?

Valeria:             Si tratta dei miei salvavita. Il corno, il gobbo, il ferro di cavallo……può toccare se vuole…

Pazienza:         Ma io non tocco niente. Metta via quella robaccia che non stiamo a Porta Portese….

Valeria:             Ne va della mia vita e probabilmente anche della sua.

Pazienza:         Pensi solo alla sua, che alla mia ci penso io.

Valeria:             Quella è un super-iettatrice… con lei non esiste un antidoto sicuro!

Pazienza:         Ha provato con la  kryptonite verde?

Valeria:             Spiritoso…..

Pazienza:         Mi scusi… ma lei però eh…. se le cerca… 

Valeria:             Lei sta sottovalutando il caso.

Pazienza:         Ma quale caso? Senta, o mi dice nome e cognome, oppure quella è la porta.

Valeria:             Commissario la prego, non me lo faccia dire… soffro pure di pressione alta.

Pazienza:         Allora niente querela.

Valeria:             Almeno prenda questo (Tira fuori un amuleto).

Pazienza:         Che cos’è?

Valeria:             E scientificamente provato che il gobbo maschio porta bene, mentre la gobba femmina porta iella. Io nel frattempo prendo il corno, il cornetto e il ferro di cavallo.

Pazienza:         Mi dica  nome e cognome o la sbatto fuori!

Valeria:             Io lo faccio, ma lei prenda in mano l’antidoto.

Pazienza:         Non prendo un bel niente…

Valeria:             Ma poi l’avviso, per la proprietà transitiva la iella passerà da me a lei…

Pazienza:         (Batte le mani sulla scrivania) BASTA! MI DICA  NOME E COGNOME !!!

Valeria:             Allora MORI

Pazienza:         Chi è che deve MORI’ ….non le permetto sa?

Valeria:             Io non le ho detto niente…

Pazienza:         Ha detto MORI…..continui…continui…..se ha il coraggio…

Valeria:             Mori è il cognome della jettarice….

Pazienza:         (Mano sulla fronte) Ma santa….

Valeria:             Dica dica…

Pazienza:         Non a lei…

Valeria:             Ha detto Santa…

Pazienza:         Dicevo santa …santa...pazienza…cioè non io! Dio mio….mi sto incartando!!!! Adesso e dico adesso,  lei….lei…. mi dice nome e cognome…(alza la voce) IMMEDIATAMENTE….

Valeria:             ( Riparandosi con due amuleti nelle mani) MORI NERINA.

Rumore di frenata col botto finale.

Pazienza:                     Che è sto boato… che ha deragliato la metro?

Valeria:             Veniva dal parcheggio qui sotto.

Il commissario si precipita verso il proscenio e fa finta di guardare di fuori. Fa una faccia sconvolta.

Pazienza:         MAMMAMIA! La macchina… la mia macchina…me l’ha disintegrata sto delinquente.

Valeria:                        L’avevo detto io! Non mi faccia dire il nome…

Pazienza:         Gesù mio, l’avevo appena ritirata dal carrozziere! Il mio bel Suv….ho ancora due anni di rate da pagare….

Valeria:             E io l’ avevo appena avvisata!

Pazienza:                     Vada via!

Valeria:             Un momento… la querela?

Pazienza:                     Niente querela… la vada a  fare dai carabinieri… e porti via  tutta questa roba…

Valeria comincia a mettere i suoi amuleti nella borsa.

Valeria:                        Dottor Pazienza:….

Pazienza:                     Le ho detto di uscire immediatamente.

Valeria:             Senta… le lascio qualche cornetto? Ho paura che ormai il contagio ci sia stato…

Pazienza:         Se ne vada….

Valeria:             Pazienza

Pazienza:         FUORI

Valeria esce. Pazienza  si precipita alla porta.

Pazienza:                     Diotisalvi…………venga su…..emergenza….emergenza…..

Scena sette

Luce interno appartamento. Leo entra in casa con Valeria. Lillo è seduto sul divano e piange. Leo si precipita.

Leo:                 Cosa è successo?

Lillo:                 Mi dispiace papi…

Leo:                 E’ successo qualcosa a Giulia?

Lillo:                 Oh Giulia… (piange incontenibilmente) la mia Giulia… mi ha lasciata!

Valeria:             E chissà che mi credevo…

Leo:                 Come ti ha lasciato! Se non vi vedete da due mesi!

Lillo:                 Via skype! Ha detto che sono troppo apprensivo e che mi accollo troppo.

Valeria:             Eh….la  mia bambina è una ragazza intelligente…

Lillo:                 Ha detto che non mi sopporta più.

Valeria:             Non è mai troppo tardi…

Leo:                 Smettila Valeria. Vedrai, caro ragazzo, sarà solo un momento di crisi. Giulia è fuori casa da qualche mese, è sola, ha molto da studiare, deve affrontare un sacco di esami….

Lillo:                 Dice che non combinerò mai niente, che non sono una persona concreta e che in questo momento non può pensare a tutti e due.

Valeria:             Musica per le mie orecchie.

Leo:                 (Guarda la moglie ) Le donne parlano e parlano, ma poi finisce tutto a tarallucci e vino….

Valeria:             Sono astemia…

Leo:                 Dovrai convincerla che non è così e vedrai che tornerà sui suoi passi.

Valeria:             Vabbè, nel frattempo l’ aiuto a fare le valige, così…

Leo:                 E basta!  Non darle retta, Lillo! Lo sai scherza (rivolta a Valeria)

Valeria:             No dico sul serio .

Leo:                 Ti sembra il momento?

Valeria:             E’  perfetto! Lui sloggia e sanifichiamo la camera di Giulia, bagno compreso

Lillo:                 La felicità si trova dall’altro lato della disperazione…

Valeria:             Senti Lillo,  ho già tanti di quei problemi !

Lillo:                 Non ho fatto in tempo a dirle quanto era bella… ha chiuso il collegamento.  E’ proprio vero che internet sta cambiando la comunicazione.

Valeria:             Non sempre in peggio!

Lillo:                 Non posso vivere senza di lei… non posso farcela…

Valeria:             Dicono tutti così, ma dopo se ne fanno una ragione. Intanto…vai…vai…

Lillo:                 (Lillo scoppia a piangere) Voglio morire

Leo:                 Come puoi essere così insensibile? Non vedi quanto soffre? E se gli viene la febbre da stress?

Valeria:             Ma di che parli?

Leo:                 Amore, cerca di capire! Tra noi e loro ci passa un’intera generazione.

Valeria:             Nella mia generazione , all’età sua, si lavorava e si metteva su famiglia.

Leo::                Ma il mondo è cambiato.

Valeria:             E solo perché il mondo è cambiato, mi devo tenere in casa un nullafacente che, mangia a sbafo, si fa fuori due bistecche a pranzo e mezzo chilo di prosciutto a cena. Pure il mio rasoio per depilarmi si è fregato…ma tu…. come se niente fosse. Mai una volta che gli avessi detto qualcosa. E mo che ce ne possimo liberare , gli dai pure manforte….

Lillo:                 Mamy…papy cosa posso fare? (Piagnucolando)

Valeria:             Mamy, Mamy… non mi ricordo di averlo adottato…

Leo:                 Bisogna tenerlo sotto controllo… potrebbe fare una pazzia…

Valeria:             Possiamo favorirlo in qualche modo?

Leo:                 Quasi, quasi chiamo il medico o l’ambulanza.

Valeria:             Se non si toglie dai piedi, ne avrà bisogno molto presto!

Leo:                 In che senso?

Valeria:             Se è davvero finita con Giulia , e non sai quanto me lo auguro , lui deve liberare la stanza entro poche ore o lo smolecolo. E’ un ultimatum!

Leo:                 Non possiamo buttarlo fuori casa proprio ora! E’ troppo sconvolto.

Valeria:             Chi paga decide.

Leo:                 Lillo, vieni…. andiamo a telefonarle. Ci parlo io!

Valeria:             Guarda che non scherzo! Non mi lascio scappare un’occasione come questa. 

Lillo:                 (Non le danno retta) Si papy ….andiamo….a lei darà ascolto…

Valeria:             E’ un deficiente! Ti avverto, Leo, non lo sopporto più ! E’ lui  la vera iella vera in questa casa!

Leo:                 Calmati….calmati… che ti sale la pressione (aiuta Lillo ad alzarsi dal divano)

Valeria ha un giramento di testa. Si mette a sedere sul divano.

Valeria:             Oddio mi sento male….

Leo:                 Lo vedi che ti fa male arrabbiarti…

Valeria:             E’ solo un giramento di testa. Dammi una pasticca delle mie….

Leo:                  Lillo, vai a prendere le pasticche di mamy…sono nel cassetto…

Lillo:                 Non sarebbero meglio i miei fiori di Bach?

Valeria:             Con quelli strozzatici tu…

Lillo va ad aprire un cassetto, rovista e tira fuori una bambola di pezza.

Lillo:                             E questa cos’è….una bambola di Giulia?

Valeria:             (Guarda con un occhio poi scatta in piedi  e lo raggiunge) Fa vedere! Gesummaria…

Prende in mano il pupazzo pieno di spilli. Rovista nel cassetto e ne tira fuori un libretto nero.

Valeria:             Trattato di magia nera, edizioni “Nostradamus”. (Apre il libro dove c’è un segnalibro, legge). “COME REALIZZARE LA FATTURA PERFETTA” …Gesummaria!! Ecco perché sto male!  Questa sono io! Ottavia mi ha fatto una fattura, le pigliasse un colpo.

Lillo:                 Non le somiglia.

Valeria:             Sta zitto tu! Lei ha fatto questo a me…

Leo:                 Non precipitiamo.

Valeria:             No, sono io che  sto precipitando nel  buco nero della iattura! Questo è un feticcio pieno di spilli…

Leo:                 Siamo sicuri?

Valeria:             E secondo te cos’è…una Barbie…. autolesionista….

Leo:                 Ragioniamo! Perché ce la dovrebbe avere così tanto con te?

Valeria:             Perché io la maltratto  e quella maledetta mi ha scatenato contro il malocchio.

Leo:                 Io te l’avevo detto…trattala bene

Valeria:             Ecco il perché di tutte le mie sciagure una dopo l’altra!  Guarda, guarda questo feticcio puzzolente. Questa cosa immonda rappresenta me e questi spilloni sono le mie disgrazie!

Valeria strappa la pagina e l’accartoccia con rabbia. Butta il pupazzo per terra e comincia a calpestarlo.

Lillo:                 Io non lo farei…

Valeria:             Ed io che me la sono presa con quella disgraziata che mi abita di fronte.  Una serpe in seno… ecco cos’è!  Ma io la distruggo, la disintegro, la rovino!

Lillo:                 La “pulsione di morte” compromette la salute mentale, mamy!

Valeria:             Così ho le attenuanti e non mi danno nemmeno l’ergastolo!

Valeria si accascia sul divano. In quel momento si sente aprire la porta di casa. Entra Ottavia canticchiando, guarda i presenti e le si spegne il motivetto sulle labbra.

Valeria:             Eccola qua… l’assassina…

Ottavia:                        (Si guarda alle spalle) Con chi ce l’ha signò?!

Leo:                             Ottavia, abbiamo bisogno di una spiegazione!  E’ tua questa? (Indicando la bambola)

Ottavia:            Certo dottò… perché?

Valeria:             Quel pupazzo con gli spilloni conficcati  dappertutto, pure sulle chiappe…. sono io??

Ottavia:            (Stupita) Nun le somija affatto, signò…!

Valeria:             Non mi prendere in giro, ho letto il tuo libro nero! La fattura era destinata a me, vero?

Ottavia:            Lei mo me sta a offenne! Io vojo bene a sta famiglia e pure a lei… e poi perché lo dovrei fa?

Leo:                 Appunto ci chiedevamo il motivo. Ormai ti consideriamo una di famiglia….

Valeria:             Pure Ottavia oltre a Lillo. Accogliamo tutti…noi….un covo di serpi!

Ottavia:            Ma qiuale serpi e serpi! Ce deve esse un motivo pè volevve male, ma nun c’è! Ve lo giuro….

Valeria:             E allora che è questa robaccia….

Ottavia:            (Si va a mettere seduta) Ora ve spiego! Io ‘sta fattura l’ho fatta ad Ambrosio!

Leo:                 Ambrosio?

Ottavia:            Er mi ragazzo.

Valeria:             Mi ragazzo…ma se hai quarant’anni e passa…

Ottavia:            Ma so sempre piacente. Però lui m’ha mollata come un fero vecchio. M’ha detto che me vede come n’amica cara. Ma io lo so perché l’ha fatto… c’è una ar bingo che je faceva er filo da mo’… e secondo me lui sa fa co lei da ‘n ber pezzo. Volevo fallo soffrì… come lui ha fatto soffrì a me.  E ce stavo pure a riuscì…

Valeria:             Cioè…?

Ottavia:            Stamattina è caduto da la moto e s’è cioncato na’ gamba…

Valeria:             Davvero…?? (Interessatissima )

Lillo:                 Io sono un sostenitore della non violenza!

Valeria:             Zitto tu!

Ottavia:            Ma io volevo solo faje venì na colica, un mal de panza…e invece me casca dalla moto.

Valeria:             Beh…ti sei vendicata…

Ottavia:            Ma che vendicata e vendicata. Io vorrebbe sapè mo’ con chi cavolo vado a ballà? Quanto so sfigata, signora mia… quanto so’ sfigata! 

Leo:                 Tra i due, mi sembra più sfigato lui!

Ottavia:                        E nun le ho ancora raccontato er seguito…

Valeria:             Cos’altro può succedere?

Ottavia:            Beh, l’amica mia me dice che l’ambulanza ha sbandato ee è annata a sbatte contro n’arbero e Ambrosio s’è cioncato puro quell’artra zampa.

Lillo:                 Micidiale…

Leo:                  Santo dio!

Valeria:             Gesummaria, questa è una strega!!

Lillo:                 Malgrado stia lavorando alla teoria del “rifiuto delle leggende popolari” … ho paura, tanta! Papy….(si rifugia tra le braccia di Leo)

Valeria:             Che debosciato….

Ottavia:                        Manco più a la gara mo’ me posso presenta’.

Valeria:             Che gara?

Ottavia:            Velletri.” Campionato regionale di liscio  “. M’ero scritta co lui.

Valeria:             Che faceva? “ Ballando sotto le stalle”?

Leo:                  Smettila. Dai Ottavia, troverai un altro cavaliere.

Valeria:             Si, Lancillotto.

Ottavia:            Le coppie nun se ponno cambià pe’ regolamento. E poi pure si fosse ,chi me se pija signò?

Valeria:             Su questo hai perfettamente ragione.

Ottavia:            E mo pure voi che ce l’avete commè  che so già na pora disgraziata figlia di Nn!!!! (Piange di nuovo). Vojo morì…la vojo fa finita co sta vita…..dateme na lametta che me taglio le vene come la Rettore.

Corre verso il bagno. Leo fa uno strillo disumano.

Leo:                 Bastaaaaaa!

Tutti si fermano a guardarlo. Leo come fosse in una tragedia greca si mette una mano sulla fronte.

Leo:                 La sventura si è abbattuta su questa casa come quando la Roma perse lo scudetto alla quarantesima giornata su rigore …

Valeria:             E ti ci sono volute quaranta giornate ed un rigore , per capire tutta la iella di questa casa?

Leo:                 Io non sono sicura se la iella esiste, ma devo ammettere che questa casa sta andando a rotoli porca mignotta…

Valeria:             Amore!

Leo:                 E quando ce vo, ce vo!

Ottavia:                        Si la sfiga nera dentro na’ casa è entrata, quarcheduno ce la deve avè portata.

Valeria:             Trilussa?

Ottavia:            Me medesima! Modestia a parte, a me le rime m’escono fori de getto…

Valeria:             Quindi se questo pupazzo non c’entra niente… 

Ottavia:                        Chi sarà stato, signò?

Valeria:             Ve lo dico io! Quella che abita là.

Ottavia:            Ma chi, a sora…

Valeria/Leo:      Non la nominare! (Urlano scomposti)

Ottavia:            Me sembra na’ personcina tanto per bene.

Valeria:             No è una porta jella di quelle pesanti!

Lillo:                 Ha ragione mamy!

Leo:                 A questo punto penso di sì! Che si può fare…

Ottavia:            Bisogna levà er malocchio da sta’ casa e poi tutto aritornerà com’era na vorta…

Valeria:             Perché, oltre a farlo, lo puoi anche togliere…?

Ottavia:            Scherzate signo? Quello che se mette se rileva…(fa segno leva- metti)

Leo:                 Eviterei ….

Valeria:             Allora, damose da fa!

Lillo:                 (Faccia truce) Siiiiiiiii!!!! Bisognerà farla tacere e per sempre. Distruggiamola, facciamola a pezzi e ricacciamola nella sua fosca agenzia….

Tutti si voltano a guardare Lillo che sembra invasato.

Valeria:             Comincia  a piacermi il ragazzo….

Buio.

Scena otto

Interno appartamento.  Tavola apparecchiata. Valeria è intenta ad accendere bastoncini di ogni tipo. Ogni tanto prende una manciata di sale dalla tasca , se lo lancia  alle spalle e recita.

Valeria:                        Olio, incenso, e sale, portate fuori tutto il male. Corno di bue, gobbo e peperoncino tirateci fuori da questo casino.

Entrano Leo e Ottavia e Lillo che si becca una manciata di sale addosso

Lillo:                 (Si spolvera) Che combini mamy?

Valeria:                        Sto preparando lo scenario dell’agguato.

Leo:                             Come il commando ultrà

Valeria:             Ma sempe allo sport pensi? Bastoncini di incenso, 13 fragranze diverse. Dicono che sono molto efficaci  contro il  malocchio.

Leo:                             E’ terribile! Ma chi te l’ha detto?

Valeria:             Internet…. la maga Ofelia.

Lillo:                 Lei è sicura mamy?

Valeria:             Sicura o no…se lo dice la maga Ofelia!

Ottavia:            Ma quale Ofelia e Ofelia che co’ tra cenere e sla fino me state a inzozza’  tutto er pavimento e mo’ me tocca aripulì tutto!

Valeria:             Stai tranquilla, oggi sei esentata.

Ottavia:            E che vò dì!

Valeria:             Esentata….vuol dire…..lasciamo stare le pulizie e concentriamoci sulla jella.

Ottavia:            A signò,  e bisogna che parlate come magnate…

Valeria:             Ottavia mia, bisogna che te ne fai capace! Io e te “magnamo” diversamente.

Ottavia:            Sì però so io che aripulisco!

Valeria              Bando alle ciance: facciamo il punto della situazione.

Ottavia             Ancora? Ma è la quinta volta da stamattina, a signò e me l’ha fatte a peperini…

Lillo:                 Gergo aramaico per dire che s’è rotta le palle….

Leo                  Ottavia ha ragione. Amore, non sarai un tantino ossessiva?

Valeria              Non possiamo sbagliare. Il più piccolo errore potrebbe essere fatale. Lillo hai preso il sonnifero?

Lillo                  Eccolo.

Valeria              Qual è la dose massima consigliata?

Lillo:                 Bamba dice di usare al massimo mezzo flacone sciolto  in un litro di liquido. Oltre è rischioso.

Valeria&Leo:     Bamba?

Lillo:                 Il mio amico che sta al terzo anno di farmacia. Se volete lo chiamo per un ulteriore consulto…

Valeria:             Uno con un nome così è una sicurezza…

Leo:                  Ti sembra che stiamo facendo la cosa giusta?

Valeria:             Amore mio: “La guerra è guerra”!

Ottavia:            S’, ma la galera è la galera…e io ci abito pure vicino a Regina Coeli. Ce farò casa e bottega.

Valeria:             Non preoccupatevi andrà tutto bene…

Leo:                 Ho paura Valeria. E se poi ci succede una disgrazia come al “Tour de France” quando i ciclisti esagerarono col doping ed uno ci lasciò pure la pelle…

Valeria:             Leo, ti risponderò con quello che disse Maradona nell’ultima partita dello scudetto del Napoli: “ Andremo avanti sino alla morte ”. E quello di doping ne sapeva qualcosa. Ottavia passami ste’ bottiglie.

Ottavia  gli passa alcune bottiglie corredate da imbuto.

Valeria:             Procediamo con il metodo Bamba.

Lillo le passa il flacone di sonnifero. Valeria lascia cadere dentro le bottiglie del sonnifero. Lillo nel frattempo scatta alcune foto con il telefonino.

Valeria              Lillo cosa stai facendo?!

Lillo                  Immortalo la scena del crimine! 

Valeria              (Rivolto a Leo) Gesummmaria…. questo è proprio scemo!

Leo                  (Prontamente a Lillo) Lillo, meglio di no!

Ottavia             Abbasterà signò?

Valeria              Dici che è poco?

Ottavia             A boh!

Valeria              Ma sì che c’importa!  (Rovescia tutto il contenuto del flacone) “Melius abundare quam deficere.”

Ottavia             Che vor dì signò? Io coll’inglese nun ce faccio proprio.

Valeria:             Se è per questo manco con l’italiano. Allora per le bevande siamo a posto . Ricapitoliamo. Piano A : Tavola apparecchiata?

Lillo:                 Apparecchiata.

Valeria:             Antipasto?

Ottavia:            Salame presciutto  e ova sode.

Valeria:             Primo?

Ottavia:            Ho preparato ‘na pasta e fascioli da paura. Speriamo che pure questa non la buttiamo ner cesso. Nel piatto della porta sfiga ce metto un po’ più sale così je pija sete e beve.

Leo:                 Mi raccomando anche il sedano e un po’ di cotiche che nella pasta e fagioli sono essenziali….

Ottavia:            Nun se preoccupi dottò. Io so la reggina del pasta e fascioli…

Valeria:             La smettiamo? Qua ci sono cose più importanti. Secondo e dolce.

Leo:                 Tutto a posto, ma secondo me non ci arriva, con tutto quel sonnifero!!!

Valeria:             Allora  venite qui.

Leo, Lillo e Ottavia si avvicinano.

Valeria:             Siete connessi?

Lillo:                 Yes mamy

Valeria:             Sia se sceglie vino rosso o vino bianco o acqua… noi naturalmente….

Leo:                 Io acqua di rubinetto.

Lillo:                 Io coca cola.

Ottavia:            Io sto in cucina e nun bevo…ve possino cecavve!

Valeria:             Ok…allora aspettiamo che arriva e mi raccomando….calma e sangue freddo.

Campanello.

Valeria.             Gesummaria già sta qui?

Leo:                 E’ lei.

Lillo:                 Ho paura mamy.

Leo:                 Calmi….calmi! Non ci facciamo prendere dal panico. Contegno!  Ottavia, va ad aprire e sii naturale.

Ottavia:            Er core de latta c’ avete!

Ottavia, quando tutti si sono sistemati, va ad aprire. Compare il commissario Pazienza mimetizzato da una sciarpa avvolta intorno al viso ed un gambaletto gessato in bell’evidenza. Si guarda in giro sospettoso.

Ottavia             Bonasera, che desiderate?

Pazienza          Commissario Pazienza, buonasera.

Ottavia             C’è un commissario che manco è entrato e dice  Pazienza. Che faccio, metto n’artro posto a tavola o ce se  porta via a tutti?

Pazienza:         Scchhh….sono in incognito.

Ottavia:                        Dice che ce sta, ma è come se nun ce fosse.

Valeria:             Pazienza?! Ma no…è il commissario di polizia…

Leo:                  E’ venuto per arrestarci!? Lo sapevo….finirò in galera come Luciano Moggi.

Lillo:                 Papi io sono ancora giovane!!!!

Valeria raggiunge Pazienza sulla porta.

Valeria:             Buonasera commissario, prego s’ accomodi. A cosa dobbiamo questa  visita?

Pazienza:         Signora Santa io sono venuto a….

Valeria:             Lo so!  Mi consegno, commissario. Dica la verità….avete piazzato delle cimici in giro?

Ottavia:            Ma quale cimici a signò. Su sto pavimento ce se potrebbe magnà…

Valeria:             Non quelle che pensi tu….Ottavia….per favore!

Lillo:                 Mamy, non la lascio da solo. Arresti pure me commissario!

Pazienza          Cosa sta succedendo qua…? Devo aprire un’indagine?

Valeria:             No…e perche? ! Ancora non è successo……

Pazienza:         Cosa deve succedere?

Valeria:             Già…cosa? Ma si accomodi .

Pazienza entra zoppicando e si mette seduto.

Pazienza:         Cominciamo dall’inizio  

Valeria:             Sono pronta.

Pazienza:         Per cosa?

Valeria:             Per l’interrogatorio.

Pazienza:         Ma che dice?

Valeria:             Ma commissario….non mi deve…

Pazienza:         Niente commissario, sono in veste privata e non devo interrogare nessuno. (Guarda la tavola) Forse ho sbagliato momento….mi dispiace…

Valeria:             Che le è successo al piede?

Pazienza:         Appunto. Ora le racconto, ma prima …..(tira fuori un corno dalla tasca) tenga, le ho portato questo. E’un corno d’avorio……..è speciale.

Valeria:             Proprio lei.

Pazienza:         Ebbene sì… sono superstizioso dalla cima dei capelli sino alla punta dei piedi. Io alla jella ci credo…..e come se ci credo..

Valeria:                        Ma come, sono stato quattro ore  dentro il commissariato per farglielo capire…..ma lei….

Pazienza:         Le chiedo scusa signora Santa. Lei aveva ragione, ed  ora la iella si è riversata pure su di me.

Valeria:             Per via della sua auto?

Pazienza:         A parte quella….che non sarebbe niente…..settemila  euro di danno.

Valeria:             Beh…ci sono le  assicurazioni…

Pazienza:         Ma de che! Il guidatore della macchina che ha travolto la mia era ubriaco,  viaggiava con la polizza scaduta ,  disoccupato, niente rimborso, solo denuncia a piede libero.

Valeria:             Gesummaria….

Pazienza:         E questo è niente in confronto a quello che è successo dopo. Scusate, posso prendere un po’ d’acqua? (Prende la bottiglia dell’acqua )

Tutti:                QUESTA NO!

Valeria:             Acqua di rubinetto…. o coca cola.

Pazienza:         (Li guarda esterrefatto) Ok….acqua…..di rubinetto…(Ottavia gli passa un bicchiere, beve). Insomma non passano manco venti minuti e mi chiamano i pompieri per dirmi che il mio appartamento era completamente allagato.

Tutti:                No!!!! Che sfiga!!!

Pazienza:         Mi dicono che devo aver lasciato qualche rubinetto aperto. Per farla breve, il parquet saltato, i mobili   rovinati, l’acqua è filtrata pure al piano di sotto e dovrò pagare i danni.  Ma non è finita qui. Esco di casa per prendermi qualcosa da bere, mi passa una moto sul piede e finisco all’ospedale.

Tutti:                No!!!!

Pazienza alza la gamba, ma fa una smorfia di dolore. Ottavia corre a mettergli un banchetto sotto.

Leo                  Ma è terribile…

Pazienza:         Da quando lei è uscita dal mio ufficio, una maledizione mi circonda a trecento sessanta gradi ed  ho paura di quello che ancora mi potrà accadere . Non mi sento più al sicuro !

Valeria:             Io gliel’ho detto, non mi faccia dire il nome, ma lei ha insistito…..

Pazienza:         Ed oramai  mi ha coinvolto. Bisognerà fare qualcosa signora Santa ,  siamo nei guai!

Valeria:             Siamo?

Pazienza:         Senta Santa, se le parlo da cittadino , le dico che mi ha messo nei pasticci e mi deve aiutare ad uscirne fuori. Se però mi incazzo e  parlo da commissario, trovo una scusa , una qualsiasi, l’ arresto e butto via la chiave della sua cella.

Valeria:             Gesummaria no!

Pazienza:         Allora  intanto cominci a  parlarmi di…. di questa innominata ! Vita, morte e miracoli…

Lillo                  Ho tanta paura… mi sa che vado via da questa casa…

Valeria              (Distratto si rivolge a Leo) Che ha detto il filosofo?

Leo                  Dice che vuole andare via da questa casa…

Valeria              E c’ha ragione! Lillo,  tu devi andare via di qui! E’ pericoloso…vero che è pericoloso? (Rivolto a Pazienza che annuisce) Per favore… VAI!!!

Lillo                  Ho detto “mi sa”… non sono mica sicuro… e poi NO, non vi lascio da soli mamy&papi!

Ottavia             Il grande maleficio s’è allargato… a signò, me sa che nun so’ in grado!

Leo                  Ottavia, tu ce la farai… ce la devi fare!!

Pazienza:         Cosa deve fare?

Valeria:             Ora le spiego.

Campanello.

Valeria:             E’ lei.

Pazienza:         Chi?

Valeria:             L’  innominata! Quella che sta suonando alla porta.

Pazienza scatta in piedi.

Pazienza          Allora siamo spacciati!!  ( tira fuori il corno e lo punta verso la porta come fosse una pistola ).

Valeria              Niente paura. Rimetta quel corno in tasca e lo tenga a portata di mano.

Pazienza          Scusi, ma come fa a sapere che è l’innominata?

Valeria              Questa cena l’abbiamo organizzata per lei, ma le spiegherò tutto man mano. Lei stasera è nostro ospite. E mi raccomando, qualunque cosa accada, non beva quello che c’è a tavola!!

Pazienza          Cosa?

Valeria:             Si fidi di me. Commissario mio, siamo in guerra!! Ottavia procedi

Valeria e Pazienza si piazzano ai lati della porta con i corni in mano. Ottavia apre la porta e sull’uscio appare Nerina con un mazzo di fiori in mano. Tuono.

Scena nove

Luce interno appartamento. Ogni tanto si sente un tuono cupo. I commensali sono a tavola.

Nerina              Ottima cena, tutto squisito. I miei complimenti alla cuoca.

Ottavia:            La ringrazzio signò!

Nerina:             Sbaglio o i miei commensali non hanno toccato vino.

Valeria              Io non posso, ho preso la pasticca per la pressione.

Leo                  Io sono astemia.

Lillo                  Solo acqua

Nerina              E lei Pazienza?

Pazienza          Io… dopo le 18.45 non bevo! 

Nerina              Che peccato, è un Chianti d’annata… ottima scelta!

Valeria              Allora beva, beva… altrimenti va sprecato (gliene versa un altro bicchiere)

Nerina              Grazie. Anche se chi non beve in compagnia…

Pazienza          … o è un ladro o è una sp… (viene interrotto bruscamente da Nerina)

Nerina              No! La sfiga se lo porta via…!

Tuono. Tutti istintivamente porgono il proprio calice. Mentre Ottavia fa la corna e versa il vino a tutti.

Nerina              Bene! Un bicchiere di vino non ha mai fatto male a nessuno. E lei Ottavia non beve?

Ottavia             Giammai in servizio!

Nerina              Allora brindo ai migliori vicini di casa che potessi incontrare. Che sia l’inizio di una lunga e sana amicizia …

Tuono.  Nerina beve mentre tutti all’unisono versano il vino in una grossa zuppiera al centro tavolo.

Leo                  Mi fa davvero piacere che lei abbia accettato il nostro invito. Spero che stia bene…

Nerina              Benissimo! La pasta e fagioli era squisita,forse un po’ troppo saporita.  Comunque complimenti alla cuoca.

Ottavia:            Come la faccio io nun la fa nissuno.

Nerina:             Erano anni che non ne mangiavo una così! E pensare che in questi ultimi tempi ho come avuto l’impressione che voleste evitarmi.

Lillo:                 Noooooooo….

Valeria si volta minaccioso verso Lillo.  

Nerina              Lei Lillo studia filosofia… interessante. E la sua tesi come va?

Lillo                  La prego non si accanisca… vivo in questa casa, ma non sono della famiglia ! Mi lasci stare.

Valeria              Codardo…

Leo                  Lillo! Non badi al ragazzo è molto provato… Giulia lo ha lasciato un paio di giorni fa.

Nerina              Cose da ragazzi… non si preoccupi , tutto si aggiusterà. La fortuna è nelle sue mani…

Lillo:                 (Piangendo) No…. che le ho fatto di male? La prego mi risparmi…

Nerina:             E lei signora Santa, ho visto che le quotazioni in borsa del legno sono crollate… non è preoccupata?

Valeria              Fino ad un minuto fa no…

Nerina:             A proposito signor Bartolo, vedrà che quest’anno la sua Inter  vincerà lo scudetto….

Leo:                 E pure quest’anno niente da fa….

Pazienza nel frattempo ha fatto cadere di proposito il tovagliolo per terra e fa finta di raccoglierlo per nascondersi.

Nerina              Non voglio essere indiscreto… ma lei, dottor Pazienza……commissario?

Pazienza:         (Fa capolino, vocina) Ce l’ha con me?

Nerina:             Mi stavo chiedendo cosa ha fatto al piede.

Pazienza:         Un incidente…. una piccola disattenzione.

Nerina:             Lo dico perché il suo è un mestiere pericoloso e con tutti i criminali che ci sono in giro… la morte è sempre in agguato…

Pazienza:         (Guarda Valeria) Sono spacciato…

Nerina:             Scusi?

Pazienza:         (Strofina il corno che ha in mano) No, dicevo….ci sono un sacco di spacciatori in giro che non ci pensano un attimo a darti una cortellata.

Nerina:             Eh già…un lavoro pericoloso. Sapesse quanti suoi colleghi ho visti passare dalla mia agenzia…

Pazienza          Aiuto… (con un filo di voce)

Leo:                  Basta parlare di lavoro ! Durante una cena poi, la conversazione diventa così noiosa…  

Nerina:             Ha ragione, niente lavoro. Che bello stare qui con voi. Mi sento come in famiglia. Ricordatevi che io sarò sempre a vostra disposizione, per qualsiasi cosa. Certo, però,  che dal giorno della sua visita in agenzia, lei è sparita signora Santa. Io l’aspettavo per il nostro progetto.

Valeria:             E’ che sono successe disgrazie una appressa all’altra . Comunque ci stiamo lavorando…

Nerina:             Spero niente di grave.

Valeria:             Se tutto va come deve andare , fra poco ci mettiamo sopra una bella pietra tombale

Leo che sta bevendo, a momenti si strozza.

Leo:                             Scusate

Nerina:             Stia attento che l’acqua quando va pe’ traverso è micidiale .

Lillo:                 Papy, non morire…ti scongiuro !

Leo:                 Per carità…. è già passato.

Nerina:             Insomma, avete avuto qualche problemino.

Leo:                  (Leo versa il vino a tutti).Facciamo un altro brindisi! A Ottavia, una cuoca meravigliosa!

Mentre Nerina bene l’ennesimo bicchiere, tutti all’unisono versano il proprio nella zuppiera al centro della tavola.

Ottavia:                        Nun sente che le gira la capoccia signò?

Nerina:             Grazie Ottavia per il pensiero ma il vino lo reggo benissimo…

Ottavia:            Allora stamo a posto…

Nerina:             Ottavia, questa pasta e fagioli è divina, me ne prendo ancora un po’? ( Si alza e fa l’atto di  andare verso la zuppiera)

Tutti:                No! (Mettendo la mano sulla zuppiera al centro del tavolo)

Leo:                 C’è il dolce, lasci un po’ di posto per il dolce…

Ottavia:            E chi è che aveva detto che al dolce nun ce sarebbe arrivata?

Leo:                 Mi rimangio tutto!

Nerina resta immobilizzata. Forse il vino drogato sta facendo effetto.

Pazienza:         Forse il vino ha fatto effetto…

Tutti fissano Nerina. Pausa.

Nerina:             Stavo pensando…

Spavento generale

Nerina:             …prossima domenica a cena da me?

Tutti:                No!

Tutti contemporaneamente.

Pazienza:         Io sono di servizio, mi dispiace.

Leo:                 Io sono in Cina per lavoro.

Lillo:                 Io mi sa che torno a Perugia…

Valeria:             …io devo stendere i lampadari!

Nerina:             (Sbadiglio) Di che stavamo parlando?

Pazienza:         Della vostra fortuna di essere venuta ad abitare qui.

Nerina:             Lo sapevo che prima o poi avrei trovato la mia isola giusta…e, chissà come, ma me l’immaginavo. Vi posso fare una confidenza? Voi non ci crederete , ma sono anche un pò sensitiva …cioè riesco a prevedere le cose prima che accadano.

Valeria:             Ma va?!

Nerina:             Questo mi ricorda un episodio. Ero sull’autostrada Roma-Napoli , una macchina mi sorpassa ed  io penso, se quello continua a correre così, va a finire che alla prima curva si va ad ammazzare. Voi non ci crederete…ma imboccata la curva…

Pazienza:         Si è spiaccicata .

Nerina:             Lo vedo volare (sbadiglia) giù dalla scarpata. Che brutta fine! E potrei citarne ancora….ma sicuramente sono solo casi, coincidenze!( Sbadiglia e resta catatonica di nuovo).

Valeria:             Ottavia, da un po’ un’occhiata?

Ottavia passa una mano davanti al viso di Nerina un paio di volte,  poi le da un colpetto. Nerina cade con la faccia nel piatto.

Ottavia             E’ annata signo’… (tutti che finalmente tirano un sospiro di sollievo).

Leo:                  Non sarà mica morta?

Pazienza:         Morta ! Come morta? Vi arresto tutti!

Valeria:             Guardi che lei è complice!

Pazienza:         Reo confesso…con le attenuanti…. dieci anni… con la condizionale..

Ottavia:                        A commissà, ma quale morta? Nun la sente che russa?

Lillo:                 La differenza tra i coraggiosi e i vigliacchi è questa: i primi riconoscono il pericolo e non provano paura, i secondi provano paura senza riconoscere il pericolo. Voi da che parte state?

Tutti:                CORAGGIOSI!!

Lillo:                 Allora: Ottavia, mamy, papy, commi… è ora di mettere in atto il piano!

Pazienza:         Ma quale piano?

Valeria:             Lei non si preoccupi, poi le spiego… mi aiuti!

Scena nove

Interno appartamento. Tutto è pronto per l’esorcismo. Controluce sul divano dove dorme e russa Nerina. Tutti prendono una sedia e si mettono seduti in semicerchio . Entra Ottavia con un abito lungo modello sciamano, Lillo la segue con una bacinella in mano.

Valeria:                        Guarda come s’è conciata…

Leo:                             Le serve per entrare nella parte.

Valeria:             Sembra proprio una strega vera !!!

Pazienza:         Vera o no, basta che funziona.

Leo:                 Ce la farà… sono sicuro che ce la farà.

Valeria:             O la licenzio.

Pazienza:         Piuttosto speriamo che  questa iettatrice non si svegli.

Valeria:             Non succederà, con tutto il sonnifero che le ho messo. Senti come russa! 

Leo:                 Schhhh….sta cominciando la cerimonia.

Ottavia fa dei gesti nell’aria, poi prende un libretto e legge.

Ottavia:            Forze occulte del bene, accettate la nostra supplica. Ripetete con me: “ Ci appelliamo alla vostra infinita bontà affinché possiate inter…..inter….

Leo:                 E Juventus!

Ottavia:            Bisogna che ve state zitti o me spoglio e vado. Che possiate….intercedere per noi.” Ripetete..

Coro:                Ci appelliamo alla vostra infinita bontà affinché possiate intercedere per noi.

Ottavia:            Ragazzo , ce l’abbiamo il piatto con l’acqua?

Lillo:                             Abbiamo il piatto con l’acqua

Ottavia:            Daje….passame l’olio.

Lillo le passa la boccettina. Ottavia prende alcune gocce d’olio e le getta nell’acqua.

Ottavia:                        Ragazzo, osserva le gocce. Sono chiuse o sono aperte ?

Lillo:                 Non ho messo le lenti a contatto.

Valeria:             Ti pareva che ne azzeccasse  una?

Ottavia:            Ce guardo io! So aperte. Allora er malocchio è entrato dentro sta’ casa  ed è sopra de noi.

Valeria:             Lo sapevo io…lo sapevo…..

Ottavia:            Stamose zitti, che il momento è tragico

Pazienza:         La prossima volta che interrompe tiro fuori la pistola d’ordinanza e giuro che le sparo.

Ottavia si fa tre volte il segno della croce e poi tocca Nerina  un paio di volte prima su una spalla poi sull’altra e sulla fronte muovendo le labbra e recita.

Ottavia:                        cumba-ma cumba-macumba-ma

                        quel che è stato non sarà

                        cumba-ma cumba-macumba-ma

                        devi uscì la zella da questa qua

                        cumba-ma cumba-macumba-mi

sta brutta fetente ha da sparì

                       I dubbi serpeggiano nella platea impotente

Ottavia:                        “CODA DI ROSPO, DEA BENDATA FATE SPARI’ L’INNOMINATA!”

Non appena Ottavia pronuncia le parole, si sente un grande tuono e Buio. Qualche secondo la luce si riaccende ma il corpo di Nerina e sparito.

Ottavia:                        ‘ndo l’avete messa?

Valeria:             Noi?

Ottavia:            Vole dì che so’ stata io? (Guarda con ammirazione la bacchetta magica e la prova ad agitare di nuovo). Allora so proprio forte…..

Valeria              Buona co’ sta bacchetta…!! (Le ferma la mano)

Leo                   Ottavia, la prego non scherzi: che fine ha fatto  la  nostra ospite? (tutti già la cercano in giro per la stanza)

Ottavia:            Nun lo so, ve lo giuro! Dopo che ho detto: “Coda di rospo, occhio bendato fate spari l’innominata..!” è annata via la luce e poi non lo so che è successo… se ne sarà annata! (Lillo esce dalla porta di casa)

Valeria:             Ma dove, Ottavia?!! Una persona con in corpo una boccetta di sonnifero non può andare da nessuna parte…!

Pazienza:         Una boccetta??

Valeria:             Lei non si preoccupi, poi le racconto…

Pazienza:         Non c’è più tempo ! Mi dica almeno cosa succede adesso!

Valeria:             Ecco… non lo so! (disperata)

Lillo:                 (Rientra Lillo trafelato) Non c’è nemmeno a casa sua…!

Pazienza:         Il corpo del reato è svanito…

Pazienza:         (gli si illuminano gli occhi) Dove non c’è il corpo del reato, non c’è reato…!

Valeria:             Era qui un attimo fa… non è possibile che sia sparita nel nulla! Ottavia ne sai qualcosa?

Ottavia             BOH! 

TUONO

Scena dieci

Qualche giorno dopo. Interno appartamento dei Bartolo. La tavola è apparecchiata a festa. Leo è davanti alla televisione. Suona il campanello. Lei si alza e va ad aprire.

Leo:                 Ciao  cherie, com’è andata oggi?

Valeria:             Benissimo, abbiamo chiuso una commessa con il Giappone e avremo da lavorare per mesi!

Leo:                  Che bello vederti finalmente rilassata e felice…

Valeria              Oggi è davvero una bella giornata! (bacia il marito felice)

Appare Lillo con le cuffiette che parla al telefono.

Lillo:                 Dimmi che mi ami? Ancora…?  E davvero non mi lascerai più? Sono stato malissimo, non puoi nemmeno immaginare... Non lo fare mai più, giura! 

Valeria batte sulla spalla di Lillo.

Lillo:                 Ciao mamy, sono al telefono con Giulia!

Valeria:             Dalle un bacio da parte mia.

Lillo:                 Arriva domani da Parigi con il volo delle 16.00.

Valeria:             Che bello! Prendi pure la mia macchina per andare all’aeroporto.

Lillo:                 Grazie signora!

Valeria:             E chiamami mamy.

Lillo:                 Grazie mamy

Valeria:             (rivolto a Leo) Sai che alla fine non sono nemmeno una brutta coppia?

Leo:                  Che ti dicevo…

Valeria:             Peccato…

Leo:                  In che senso?

Valeria:             Il portiere mi ha detto che proprio la scorsa settimana hanno venduto l’appartamento al piano di sotto. Peccato non averlo saputo prima. Per Giulia e Lillo sarebbe andato a pennello se decidessero di….

Leo:                  Non ho visto il cartello…

Valeria:             Perché non lo hanno messo. Nemmeno il portiere sapeva nulla. Dice che hanno già traslocato…

Leo                   Un vero peccato…

Lillo:                 Non si preoccupi, mamy,  ho visto una casetta in affitto proprio qui vicino…intanto ci vado ad abitare…

Valeria              Bravo. Ai mobili, ovviamente, ci penso io!

Lillo si va a sedere sul divano. Entra Ottavia, abbigliamento perfetto, ha in mano un vassoio con le ultime cose da portare in tavola.

Ottavia             Buongiorno dottore, il sole che risplende gioioso nel cielo azzurro ha influenzato positivamente la sua giornata lavorativa?

Valeria rivolge uno sguardo interrogativo a Leo.

Leo:                  Sta studiando dizione con un gruppo teatrale…

Valeria:             Si, grazie Ottavia. Giornata magnifica…

Ottavia:            Ho percorso abissi del tempo, ho attraversato giorni uguali ma ahimè, col cuore spento…… e nun ho ancora messo l’ ali…

Valeria:             Sul finale un po’ si perde ma… l’inizio non è male.

Leo:                 La sottovaluti troppo!

Valeria:             Infatti! Questa donna riesce a stupirmi come nessun altra al mondo! Parla con il gatto sostenendo che sia la rincarnazione della sua povera matrigna, discute di filosofia con Lillo senza sapere cos’è la filosofia, riesce a finire il  Battezzaghi sulle parole crociate,

Leo:                 E’ speciale…

Valeria:             Alterna comportamenti moderni ad altri bizzarri! Ieri, per esempio,  ha cercato di infilare la spina del nuovo aspirapolvere nella presa sul muro e siccome non entrava, perché ci voleva un riduttore, cosa che sanno pure i bambini dell’asilo, lei  ha usato un martello.

Leo:                 E l’aspirapolvere si è acceso.

Valeria:             Sì,  ma ha sfondato la presa, la spina si è incastrata e l’aspirapolvere è rimasto li impalato.

Leo:                 Beh…non tutto le riesce bene.

Valeria:             Ma sì, va bene così ! Le ho aumentato pure lo stipendio

Suona il campanello. Con passi cadenzati come se stesse recitando , Ottavia va verso la porta.

Ottavia                         Oh…vado io.

Pazienza sulla porta con in mano un mazzo di fiori e una bottiglia di champagne.

Pazienza:         Buonasera a tutti!

Valeria:             Buonasera Pazienza, come sta?

Leo:                  Ma che splendidi fiori! Grazie.

Pazienza:         Mi datemi pure del tu….. Vincenzo…. Oramai siamo compl…cioè amici…

Valeria:             (Gli stringe la mano) Bene, Vincenzo! Prego, accomodati, vedo che ti sei rimesso perfettamente. Ti fa ancora male la gamba?

Pazienza:         Sto benissimo e ho avuto anche una promozione!

Leo:                  Allora bisogna assolutamente festeggiare! Ho portato lo champagne

Valeria:             Mi sembra il minimo…

Leo:                  Lillo a te l’onore di aprirla.

Lillo:                 Certo papi!

Valeria:             Ha fatto pace con Giulia ed è al settimo cielo…

Pazienza:         Mi sembra una bella notizia!

Ottavia:                        Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano…

Valeria:             E’ sua?

Ottavia                         No, di Ambrosio! Era ner biglietto de le rose che m’ha mannato dall’ospedale. Dice che l’ ha letto nei baci perugina…..

Leo:                  Ma che bello, Ottavia, anche lei si è riconciliata…

Pazienza:         Allora un brindisi alla pace ritrovata…! 

Tutti brindano. Suona il campanello.

Valeria:             Aspettiamo qualcuno?

Leo:                  Credo di no.

Ottavia:            Devo accingermi ad aprire la porta?

Valeria:             Prego. Si accinga! Non starà esagerando…?

Leo:                  C’è sempre tempo per tornare indietro…

Ottavia apre la porta e sull’uscio appare Nerina.

Nerina:             Buonasera (tuono), avreste da prestarmi un po’ di sale?

TUONO. BUIO.

F I N E

           

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