Puntate su Domattina

PUNTATE SU DOMATTINA

(ACROSS THE BOARD TO MORKOV-MORNING)

SPETTACOLO A DISSOLVENZE

di WILLIAM SAROYAN

Versione italiana autorizzata di Ettore Mariano

PERSONAGGI

(secondo l'ordine di entrata in scena)

THOMAS PIPER

JOHN CALLAGHAN

HARRY MALLORY

HELEN

PEGGY

R. J. PINKERTON

LOIS

PABLO

PANCHO

SAMMY

JIM -CLAY

FRITZ

UNA GIOVANE PARTORIENTE (che non parla)

UN GIOVANOTTO

Luogo dell'azione: IL BAR CALLAGHAN 52't STRADA EST - NEW YORK

Conosciutissimo, ormai, anche in Italia, Willian Saroyan, l'armeno (oriundo) nato nel 1908 a Presno Vineyard, in California. Il suo primo libro: The daring young man on the fling trapeze (ossia: Intrepido, il giovanotto, sul trapezio a volo ) del 1935. Fu salutato dalla critica inglese, pi che da quella americana, con parole di commossa ammirazione. Sono passati appena dieci anni; poco pi: Saroyan oggi uno dei maggiori scrittori del mondo. Primissimo sul piano teatrale. Il mio cuore sugli altipiani dei 1939; dej 1940,- I giorni della vita della quale abbiamo avuto recentemente la splendida edizione italiana con Vittorio De Sica, Nino Besozzi ed i loro bravissimi compagni. Interpretazione, lo abbiamo detto a suo tempo, non iacilmente dimenticabile. E' la commedia che lece conferire a Saroyan il Premio Pulitzer , che gi un tatto straordinario; ma pi straordinario ancora che Saroyan lo abbia cortesemente, ma con fermezza, rifiutato, affermando che nessun commerciante ha diritto di patrocinare l'arte. Ebbe torto e glielo dissero: Pulitzer era proprietario di giornali, e non spregevole giornalista anche lui. Il premio Pulitzer un onore in America, e non certo per i mille dollari. Sono passati attraverso il Pulitzer, O' Neill e Kelly, Green e Rice, Kaufmann e Anderson, Sherwood e Wilder. Ma io sono fatto a modo mio , disse Saroyan, e non ci fu verso di fargli accettare quei mille dollari e soprattutto il riconoscimento del premio.

Nel 1941, in America, era proprio il suo momento; il momento di Acrose the board on to Morrow-morning (Puntate su Domattina). Saroyan conosce questa versione italiana; ha approvato il titolo, come approv la rapppresentazione che il traduttore ne diede in India, in un teatro di prigionieri di guerra.

Puntate su Domattina il lavoro pi significativo di Saroyan; soprattutto quello al quale tiene di pi. Per metterlo in scena, lo volle dirigere in assoluta indipendenza, facendo tutto a suo talento, servendosi addirittura di attori novellini. Affid la parte femminile a Betsy Blair che aveva, s, lavorato in teatro, ma come chorus girl in una di quelle riviste che tengono il cartellone per anni filati in America Panama Hattie. Come attore principale reclut Eugene Loring, che era stato visto soltanto in un balletto. Per saggiare la reazione del pubblico offr la prima rappresentazione a mille persone che dichiarassero per iscritto di non aver mai messo piede in un teatro; la seconda, ad un pubblico esclusivamente di ragazzi; la terza a spettatori normali che si scomodassero, per, a far coda davanti il botteghino per ritirare il biglietto gratuito. Dopo di che Broadway vide i manifesti d questo spettacolo traversati dallo striscione: Restituir di persona il prezzo del biglietto a chi non fosse soddisfatto dello spettacolo- W. S. . E si rimane perplessi davanti al rischio cercato dall'autore, come alla constatazione che quest'opera ha tenuto il cartellone per un numero infinito di repliche. Infine che Puntate su Domattina abbia conteso la classifica di miglior lavoro dell'annata a Watch on the Rhine, allineando in suo favore il parere di sei maggiori critici teatrali di New York.

Nel suo spettacolo Puntate su Domattina ricorrono i motivi ed i personaggi pi amati da Saroyan: dai due ragazzi costantemente rapiti dal fermento della loro vita interiore, disperatamente bisognosi di crearsi una fiaba dalla realt di ogni giorno, alla vecchietta candida ed angelica come una fanciulla, al padre fisolofante, al prete cattolico, all'immancabile vagabondo di tutti i lavori di Saroyan.

I caratteri dei suoi personaggi hanno uno straordinario rilievo e portano un'im pronta di stramberia, ma sono sempre esperienze di umanit, mai tipi.

II suo sentimento del legame primordiale della famiglia, che pare sgorgato dalla casta chiarit delle nevi dell'Ararat, l'amore per gli animali, la bont della povera gente - tnto povera da rifugiarsi nella propria povert come in uno stato di grazia costituiscono i motivi chiave di questo poetico canto. A tali creature, Saroyan, consegna il suo messaggio al mondo, ed sempre un messaggio di pace e di umilt.

Certo a considerarlo col metro del teatro di tutti i giorni, quello di Saroyan, e specificamente questo lavoro Puntate su Domattina accusa i difetti di movimento che i critici gli hanno sempre rinfacciato. Ma il suo dramma, perch dramma c' sempre in ogni sua opera, si svolge cos sommessamente, cos interiormente, cos addentrato nella psicologia dei suoi personaggi che non appare mai evidente, rumoroso, petulante. Di qui l'altra accusa di antiteatralit che stata mossa al teatro di Saroyan. Ma non c' altro da dire, se non che questa la sua maniera di esprimersi: o lo si accetta o lo si respinge del tutto.

Le qualit che hanno messo Saroyan in prima fila tra gli scrittori americani, gli dnno pieno diritto di cittadinanza universale. Un senso primordiale delle forze della vita, l'eco incessante del fluire del tempo - ere ed evi avvicendantisi nell'armoniosa altalena delle stagioni - e l'Uomo: le sue speranze, le sue gioie, la sua solitudine, la sua irrequietezza e la sua assoluta necessit di vita, che lo concilia con tutto, il male ed il bene. La sua ispirazione scaturisce dalle zone del suo subcosciente: la musicalit di una frase crea un titolo ed il titolo l'opera, allo stesso modo del musicista, che da un motivo svolge, spiega, ritorna, ricama, conchiude. O da un modo di dire, da un'interiezione, da una bizzarra costruzione grammaticale che, quasi meccanicamente, prende movimento da s stessa e costruisce per conto suo. Ma nulla di meccanico, di artificioso, di riflesso. L'Uomo vive nelle opere di Saroyan in tutta la sua consistenza: anima e corpo, sangue e volume, inconscio e rivelazione. Egli adopera, per esprimersi, una forma essenziale, nuda, immediata, senza la compiaciuta e raffinata ricerca di semplicit degli strapaesani di tutti i paesi: il riflesso del suo spirito, non mai la ginnastica svedese della sua cultura.

Saroyan colto, forse uno dei pi colti scrittori americani. Non inganni il suo manifestato disprezzo verso la cultura: egli ha divorato intere biblioteche sia per il bisogno generico di uno scrittore di sentirsi vicino a quanti hanno qualcosa da dire, sia, dorse pi di tutto, per quel senso di curiosit gioiosa ed infantile, che alla base della sua personalit.

Vale infine la pena di raccontare, a proposito di Puntate su Domattina, che alle rimostranze di Gilmor Brown, affermanti che il pubblico non capiva lo spettacolo, Saroyan rispose: Preghi gli attori di recitarlo due volte ogni sera; cos chi non avr capito la prima volta, resta; gli altri, vanno via . Brown, l'astuto impresario, intu la trovata e la attu con enorme pubblicit. 11 pubblico resisteva alla mortificazione, creando cos un nuovo successo. Bisogna aggiungere che in America vanno pazzi pe? queste cose. Uno spettatore mand al direttore del teatro il suo giudizio e la frase fu ripetuta dalla radio e dalla pubblicit murale, fino a che tutti la impararono a memoria. Il giudizio dell'anonimo spettatore era questo: Ho avuto l'impressione di essere per un'ora sopra un aereo di alta acrobazia e che il pilota fosse impazzito . il che stava a dimostrare, in effetti, la dinamica dello spettacolo, se pure si fosse voluto discutere il testo. Ed cos, infatti: azioni che irrompono come una ventata e dissolvono dopo le pi impensate evoluzioni; avvenimenti emozionanti che s affacciano all'improvviso; incessanti riferimenti al pubblico a fare il punto a tutto quanto sta succedendo, e le relative riflessioni che non sono mai esercitazione oratoria, ma rispondono ad un bisogno irrefrenabile di parlare di questo clima da bomba atomica nel quale la vita e la morte, pur acquistando un carattere di precariet estrema, reclamano continuamente il loro diritto sull'uomo in terra.

E lo stesso finale che si svolge in un'azione muta alla quale partecipano tutti i personaggi, proclama questa pretesa dell'uomo alla propria vita ed al proprio destino, ed apre la finestra di questo clima torbido e tormentato su un panorama ariosissimo sul cui fondo si delinea l'avvenire fascinoso ed ignoto: Puntate su Domattina. Che non solo un invito alla speranza, ma una regola di igiene morale non mai necessaria quanto ora in un momento di angoscioso caos e di travagliato disorientamento. Assurdo questo lavoro? Pensiamo un momento all'umanit di questi ultimi anni.

Noi non diciamo che Puntate su Domattina sia il teatro di domani; affermiamo che quello di oggi.

La scena: un angolo del bar ristorante Callaghan, a New York.

(Thomas Piper, cameriere, seduto ad un tavolo, intento alla lettura del giornale. Volta pagina, scorge il pubblico, continua a scorrere il foglio, si ricorda del pubblico, lo osserva, piega il giornale, si alza e viene al proscenio).

Piper - Signore e signori: innanzi a voi c' l'illusione di un bar ristorante in New York City: il bar, il barista, sedie e tavolini, porte d'entrata e d'uscita, cucina con relativo cuoco e due lavapiatti filippini, ragazza del guardaroba l fuori vicino alla porta, un portiere sul marciapiede, un paio di taxi nella via, tutto intorno New York; intorno ancora, il mondo. Prima che mi accorgessi di voi ero seduto a quel tavolo, come avrete osservato, e stavo dando un'occhiata al giornale. Cercavo precisamente di una cavalla da corsa sulla quale ho giocato ieri sera, ed ho visto che arrivata quinta. Una cavalla chiamata Domattina, il che naturalmente non serve a consolarmi di aver perso. Due dollari. Ma lasciamo andare. Ho anche letto della morte di un signore. Era discretamente avanti con gli anni: settantuno. Uno scienziato in non so quale specialit. Ha lasciato una famiglia numerosa. Mai sentito nominare prima d'ora. (John Callaghan, padrone del bar ristorante, fa il suo ingresso provenendo dalla toletta uomini) Si prova dispiacere per chi non resta in vita a vedere quello che accadr. Voglio dire: come si metteranno le cose. Perch nel mondo molte cose si stanno maturando. E sono tutte stile novecento: velocissime.

Callaghan - E allora? Stai dando i numeri?

Piper - Oh, pardon, ecco il principale, John Callaghan, padrone del locale. (A Callaghan) Non c'era niente da fare: nemmeno un cliente. Ho visto questi signori, e mi sono messo a chiacchierare con loro. Ecco tutto.

Callaghan - Signori? Quali signori?

Piper - Ma quei signori laggi.

Callaghan - (d un'occhiata al pubblico) Andiamo, mettiti al lavoro! (Fissa di nuovo il pubblico, incapace di credere ai propri occhi) Ma... ma cos' successo?

Piper - E chi lo sa? Il fatto che sono l. Io non ho nessuna intenzione di essere sgarbato. E poich loro, come vedete, non parlano, ne viene di conseguenza che bisogna parlare noi. Allora: stavo dicendo di aver letto che morto un tizio. E spiegavo che sono dolente per chi non rimane in vita, tanto da poter assistere a quello che succeder. (Callaghan nervoso ed imbarazzato. Bisbiglia qualcosa all'orecchio di Piper) Ma no, comportatevi con naturalezza! 'Avrete ben visto gente prima d'ora, e la gente avr visto voi, no? E allora non siate timido! Pat quel che dovete fare come se nessuno vi guardasse. Intanto io intratterr questi signori finch non arriver un cliente. Chi pu dire che non stia per entrare un cliente fuori serie che ci ordini una cena da un dollaro? O volete dire qualcosa voi? Presentarvi, o qualche cosa di simile? (Callaghan bisbiglia) Oh benissimo! Trovo che sarebbe veramente carino.

Callaghan - (con grande sforzo, imbarazzo e confusione) Signore e signori: benvenuti da Callaghan. (Pausa. Confusione).

Piper - Avanti, non fatevi prendere dal timore.

Callaghan - Signore e signori.

Piper - Oh l, cos. Forte chiaro e con politica. Raccontate bene ci che volete dire.

Callaghan - (fioco) Benvenuti da Callaghan.

Piper - Sentite: loro sono qui perch non avevano altri posti sottomano dove passare la sera, altrimenti non sarebbero qui di sicuro. (Callaghan bisbiglia ancora) Vedete che ce l'avete la lingua? (Al pubblico) Dal momento che il signor Callaghan non sa fare discorsi, vuol dire che ci far un balletto. (Callaghan esce) Mentre va a prendersi la bombetta, dir due parole sul suo conto. Dunque: il proprietario di questo locale si chiama John Callaghan ed ha sessantacinque anni. Non molto tempo fa, il signor Callaghan mandava avanti uno spaccio clandestino. E' padre di due maschi, uno avvocato e l'altro dottore, e di due femmine, tutt'e due maritate, tutt'e due madri. (Callaghan ritorna con la bombetta in testa ed un bastone da passeggio appeso al braccio) Oh, ecco: ora il signor Callaghan baller.

Callaghan - (bisbigliando) Ci siamo, Tom?

Piper - Jim, metti un gettone. (Il barista mette mi gettone ed il grammofono automatico attacca Oh Susannah! ) Io batto il tempo: al tre, entrate giusto. Uno... due... tre!

Callaghan - (alza una gamba e resta immobile col movimento a mezza aria).

Piper - Va bene: proviamo di nuovo. Uno... due... tre...

Callaghan - (indispettito, scoraggiato) Non ce la faccio a muovermi!

Piper - Non pensateci, principale. Guardate: volete ballare? Vuol dire che baller prima io. (Incomincia a ballare) Vedete? Niente di pi facile. (Smette di ballare) Pronto, ora? Uno... due... tre! (Callaghan, desolatissimo, non riesce a ballare. Piper desiste da ogni velleit di aiutarlo. Allora Callaghan, disperato, quasi per rifarsi dello scacco, attacca a cantare: The harp that once through Tara's Halls . Il suo sforzo ha dell'eroico. Piper applaude).

Callaghan - Grazie, grazie! (S'inchina. Piper applaude ancora: s'inchina nuovamente. Altri applausi ed altri inchini. Piper smette di applaudire).

Piper - Benissimo, principale, benissimo: veramente una cosa in gamba! Ma ora permettete che continui la mia conferenza. (Harry Mallory, un giovanotto svelto di 27 anni o gi di l, entra come una ventata, inseguito da Helen, la guardarobiera).

Helen - Cappello e soprabito, signore!

Harry - Niente, niente: poser su una sedia. A voi, un decino. Momento, momento: un ventino. Be', lo stesso, tenete pure.

Helen - Grazie, signore. (Esce voltandosi a guardarlo, piuttosto sbalordita).

Harry - (a Piper, frettolosissimo) Un bicchier d'acqua, prego.

Piper - (va al bar volteggiando tra i tavoli) Sissignore.

Harry - Cosa abbiamo per cena? Molto bene: una bistecca ai ferri. (A Callaghan che rimasto a guardarlo a bocca aperta) Gi visto il giornale della sera? (Siede, si rialza, inquietissimo) Cribbio, mi sembra d'avere il fuoco nel serbatoio! Datemi qualcosa da bere, un vino dolce. Macch dolce: datemi un whisky. Letto il giornale? (Piper torna con un bicchiere d'acqua. Harry che s' appena seduto l'afferra ed ingolla disperatamente, sgocciolandosene un bel po' addosso. Si asciuga con la mano. Piper apre la lista delle vivande e gliela porge) Ma se ho gi ordinato!

Piper - Ah, gi. Tagliata all'osso o tipo New York?

Harry - Osso, New York, Filadelfia, per me va tutto bene. Avete l'ora? Dieci e mezzo, no?

Piper - E trentacinque.

Harry - Grazie. Porto mai orologi. Scoccia. Nessun bisogno. E del resto so sempre che ore sono. E poi chi sono io da aver bisogno di sapere l'ora esatta fino al secondo spaccato? Be', se permettete finisco il mio giornale. (Consultando il giornale) Gli operai sono la gente pi felice del mondo. C' chi regola il loro tempo. Il modo pi tranquillo di vivere. L'unico modo. (Seguendo le prodigiose evoluzioni del cameriere che sia servendolo) Cribbio: farei il cameriere, se ci sapessi fare! Voi siete nel sindacato, no? Vita comoda, atmosfera rosea. (Gridando improvvisamente) Dov' questo beverone?

Piper - L, sul tavolo, signore.

Harry - E chi ce l'ha messo? (Vuota il bicchiere d'un fiato) Che marca questo whisky? Ottimo, portatene un altro.

Piper - Sissignore. Nient'altro, signore?

Harry - Ah gi, grazie per avermelo ricordato. (D un nichelino a Piper) Chiamatemi Rhinelan-der 2-8182 (Improvvisamente si accorge del pubblico) E quelli chi sono?

Piper - Newyorkesi, per la maggior parte, pi qualcuno di fuori.

Harry - Rhinelander 2-8182. E che ci stanno a fare laggi?

Piper - (con naturalezza) Ci guardano.

Harry - La gente scoccia. Io ci giro al largo. Be', chiamatemi il numero. Musica in questo locale?

Piper - Solo il grammofono automatico.

Harry - Allora occhio a che nessuno ci metta un gettone. (Callaghan rientra accompagnando una ragazza: Peggy. Harry scatta in piedi) Annullate la chiamata! (Peggy siede) Chiedete alla signorina se gradisce qualcosa.

Peggy - Niente, grazie.

Harry - Avete gi visto il giornale della sera?

Peggy - S, l'ho visto.

Harry - (a Piper) Quella ragazza una... al miglior offerente ? Lavora qui?

Piper - Prego, signore!

Harry - Non ho mai visto nessuna attaccare cos rapidamente col primo venuto. Se per me, va magnificamente. Anzi, nel caso specifico, in ogni cosa preferisco i professionisti.

Piper - (portando un bicchiere) Sissignore.

Harry - Per quel che mi riguarda, io sono un dilettante. Sempre lo sono stato e sempre lo sar. Non conosco le prime nozioni di niente. E non ho nessuna voglia di imparare. (Sorseggia) Disprezzo tutti. (A Peggy) Voi state a New York? (Piper toglie dal tavolo un bicchiere e ne posa un altro) Rhinelander 2-8182.

Piper - Chi devo chiamare personalmente?

Harry - Ditele solo che c' Harry Mallory e pregatela di aspettare all'apparecchio.

Piper - Harry Mallory, sissignore. (Esce).

Harry - (si rimette a leggere il giornale. Entra un dignitoso signore sulla sessantina, con una bella ragazza: R. J. Pinkerton e Lois) Buona sera!

Lois - Dice a te?

Pinkerton - Non credo.

Lois - Lo sai che non dobbiamo farci vedere; me l'avevi promesso!

Pinkerton - Ma qui non ci viene nessuno, e ci si mangia bene.

Harry - Come vanno gli affari a Wall Street?.

Pinkerton - Prego: avete detto a me? (E' irr-tatissimo).

Harry - A meno che non sia alla signorina che non ho il bene di conoscere.

Pinkerton - Ah, perch voi avete l'impressione di conoscere me? (E' sempre pi irritato).

Harry - (lentamente) Nel mondo c' la guerra. Fra dieci anni voi sarete nella fossa. Mettetevi a sedere e continuate a fare i fatti vostri! (A Piper che sta tornando) Chiamato questo numero?

Piper - Non risponde, signore.

Lois - (scorgendo il pubblico, atterrita, a Callaghan) Insomma, che razza di locale questo? (Balza in piedi. A Pinkerton) Presto, andiamocene via di qui.

Harry - Sedete, sedete, e mangiate la vostra minestra!

Pinkerton - (accorgendosi del pubblico, a Callaghan) Ma chi poteva immaginare...

Callaghan - Mi dispiace, signore, di solito non cos.

Pinkerton - (a Lois) Vuoi che ce ne andiamo?

Lois - Per quello che serve adesso...

Harry - (a Pinkerton, sempre pi aggressivo) Avete gi visto il giornale della sera?

Pinkerton - Preferirei, se possibile, evitare di strillare da una parte all'altra della sala.

Callaghan - (a Pinkerton) Scusate, signore, tutti siamo stati giovani e turbolenti...

Harry - Chi giovane e turbolento?

Callaghan - (conciliante) Vedete, il signore vorrebbe evitare di strillare...

Harry - (gridando) Chi?

Callaghan - H signore anziano con la signorina.

Harry - D'accordo, d'accordo, va benissimo. (Con un ritorno) Giovani e turbolenti? Immagino che pensiate che sono anche un po' tocco.

Callaghan - Ma no... non lo credo...

Harry - Ebbene, visto che siamo nel discorso, lo sono proprio. Ma lo siete anche voi. Ed anche lui. C' chi ha sensibilit, e chi no. Chi ne ha poca e chi ne ha un vagone. Io ne ho due di vagoni. Fossero soldi, sarei milionario. (Ripreso dalla fissazione, a Pinkerton) Come vanno gli affari a Wall Street?

Pinkerton - (con rabbia, ma con grande sostenutezza) Quali affari?

Lois - Non rispondergli: non vedi che ubriaco?

Harry - Ubriaco? Io sono capace di bere finch tutti in questa spelonca finiranno sotto i tavoli; ed anche allora sar pi cosciente di uno che lo portino innocente alla sedia elettrica. (A Callaghan) Perch diavolo tenete aperto un ristorante, voi? La gente non vale una cicca. Perch le date da mangiare?

Piper - (arrivando di corsa) La vostra bistecca, signore.

Harry - Tipo spinto?

Piper - Sissignore.

Harry - Bene: provate di nuovo il numero. (Seguendo le evoluzioni di Piper) Cribbio se farei il cameriere, se ci sapessi fare! (Si dirige verso Peggy) Ma non vedete che continuano ancora e sempre a fare le cose stupidamente, senza mai imbroccarne una giusta? Naturalmente, non hanno la pi pallida idea di quello che giusto. Ma che state facendo? Mangiate da sola? (Strillando improvvisamente) Mettiamo un gettone nel grammofono?

Peggy - Avevo piacere di star sola, tanto per cambiare.

Harry - Spero non vi ci fissiate. Perch a me piacerebbe non star solo, tanto per cambiare. (Comincia la musica. Peggy si alza. Lui le cinge la vita come per ballare) Mai trovato un individuo onesto. S, qualcuno per un momento, ma solo per un momento, Io stesso sono stato disonesto. E lo sono ancora. Come pu saltar fuori qualcosa di buono, se uno che vuole essere onesto, non ci riesce nemmeno a morire? Non voglio dire l'onest spicciola, quella che va nei registri contabili, l'onest dei poveri operai spauriti che, a regola di gioco, dovrebbero essere disonesti. Intendo l'onest assoluta, generosa, profonda, senza restrizioni. Ma non c' nessuno con cui parlare di queste cose, e ci d un senso di grande vuoto!

Peggy - Credo di comprendere quello che volete dire.

Harry - (pausa. Lentamente) Grazie per il ballo. (Non hanno ballato. La fa sedere) Com' che siete capace di non parlare?

Peggy - Oh, c' cos poco da dire!

Harry - (sorpreso, lentamente) Oh! (Fa per sedersi ma non imbrocca la sedia e finisce per terra. Callaghan arriva di corsa per aiutarlo) Mai stato cos bene! (Rimane sul pavimento, scorrendo tranquillamente il giornale. Arriva Piper) Avete avuto il numero?

Piper - Sissignore.

Harry - E allora ditele di prendere un taxi, e di venire qui subito.

Piper - Sissignore. (Rivolgendosi al pubblico) Che cosa vi avevo detto? (Le luci di scena dissolvono. Piper avanza a lato del proscenio e si ferma nel cono di un riflettore) Spero vorrete scusarmi se sono venuto qui un momento, prima di ritornare nel ristorante. Come avevo cominciato a dirvi prima che venisse quel bravo cliente, dispiace che la gente non resti su questa terra perch non potr pi vedere quello che succeder. Ma c' una quantit di gente ancora in vita che non riesce nemmeno a rendersi conto di quello che avviene. Individui che non capiscono bene nemmeno quello che accade a loro stessi. E s che alcuni hanno anche una buona cultura. Per esempio, gi qualcuno di voi si star chiedendo che cosa significhi mai tutto questo pasticcici. Ebbene, quello che posso dirvi che sono lieto che siate venuti qui stasera invece che ieri sera, perch per quello che accaduto ieri sera nessuno avrebbe potuto domandarsi: Ma che cos' tutto questo pasticcio?. Venne un po' di gente, mangi, pag il conto e se ne and via. E stasera, prima che arrivaste voi, era n pi n meno come ieri sera. Verso le cinque capitata un po' di gente a bere. Un giovanotto di mia conoscenza che scrive sul New Yorker ha filato per un'oretta con una ragazza che ho poi saputo, sua paesana: Pasadena, California. E se ne sono andati insieme a teatro. Verso le sei venuta un po' di gente per la cena. Alle nove e mezzo il locale era vuoto. Questa sera avrei cercato di intrattenervi io stesso, ma sono contento che sia capitata gente, specialmente quel giovanotto. Una volta rientrato nel ristorante, pu darsi il caso che io non abbia tempo che a badare ai clienti. Ecco perch sono venuto qui ora. Per quanto io sia proprio un cameriere di professione, tuttavia riesco a parlare in pubblico con facilit e senza alcuno sforzo, a parte poi che so anche cantare e ballare un pochino. Di conseguenza, in mancanza di un altro pi adatto di me, cercher di stabilire un contatto diretto con voi: il che, per me, un vero piacere. Il bar Callaghan non precisamente Jac & Charlie oppure il Club della Cicogna, perci, quando qui capita qualcuno fuori del comune, io gli sono grato, ed anche un p' pi felice, considerando la mia modesta posizione nella societ americana. Comunque i pi di voi saranno stati da Jack & Charlie , oppure alla Cicogna e probabilmente molti avranno avuto per vicini di tavolo tipi di cui si legge giornalmente nelle rubriche mondane dei vari Walter Winchell, o negli avvenimenti del giorno, quando sposano o divorziano. Io stesso credo di aver servito, qualche volta, coloro che vanno da Jack & Charlie e, nell'insieme, posso affermare che non sono affatto diversi da chiunque altro. Mentre invece alcuni di quelli che talvolta vengono qui sono, a mio parere, tipi da film. Una sera venne un tale, illustre ignoto, sul quale mai si erano fatte chiacchiere sul giornale, vita privata sconosciuta, discretamente calvo. Mangi quattro bistecche una dopo l'altra, e voleva assolutamente scazzottare Callaghan e me in parti uguali. Non era ubriaco, non aveva cattive intenzioni, solo voleva picchiarci. Cant tre canzoni, pag il conto, e non l'abbiamo mai pi visto. Poteva anche essere vicedirettore di una banca. Mite, cortese, con l'aria leggermente preoccupata. Quello che voglio dire, che un ristorante pu essere molto spesso teatro di grandi avvenimenti, specie un ristorante di New York, la pi grande citt del mondo. La parte pi scintillante di un comune mortale pi facile si riveli in un posto dove si mangia e si beve, anzich in un posto dove non si mangia e non si beve. E non soltanto questo, si capisce. Un locale di questo genere pu assistere alla comparsa nella vita umana di qualsiasi nobilt oppure ad una telemetrica sovrapposizione di buon senso e balordaggine, oppure ancora ad una lieve altalena di insignificanti verit e di errori trascurabili. Ad alcuni parr strano che un cameriere possa esprimersi col linguaggio che sto sfoderando io, mentre ad altri potr sembrare, coi tempi che corrono, perfettamente naturale. Senza dubbio da Jack & Charlie vi sono camerieri che, grazie al genere di clienti che servono, sono dotati di un patrimonio culturale enormemente superiore a quello che io potr mai sognarmi di raggiungere. Prendete Enrico che molti di voi conoscono. Ho sentito che molti dei cervelli pi fini di questo paese talvolta gli hanno sottoposto quesiti vari, e non soltanto su argomenti che riguardano il mangiare e bere. Intendo argomenti di un certo livello estetico. E potevano farlo a colpo sicuro, per quello che ho sentito dell'intelligenza di Enrico. Quanto a me, lontano dall'atmosfera raffinata del bel mondo, come quella di Jack & Charlie , ritengo di poter spiegare la mia attitudine all'improvvisazione e alla ricercatezza dei termini, rivelando che per molti anni sono stato assiduo lettore del New York Times . Come pure di riviste e libri pubblicati da noi, in inglese, e reperibili da tutti, Life , Magazine , Times , La Nuova Repubblica , La Nazione , La Classe dell'Avvenire , di tanto in tanto, L'Ippica . tutti i giorni, oltre un largo assortimento di scrittori contemporanei come, per esempio, George Santayana e John Dewey. Ed in ultimo, lo dico senza soggezione: William Shakespeare. Ascolto la radio: sinfonie ed altri programmi, specie le trasmissioni europee. Con tutto quello che succede nel mondo, compreso quello che io stesso vedo qui da Callaghan, sono certo che capirete un po' meglio perch sia spiacente che ogni giorno muoiano individui che cos non potranno continuare ad assistere all'ulteriore sviluppo di quel qualunque dramma in atto al momento della loro partenza. E capirete anche pi facilmente l'avvenimento che va manifestandosi qui stasera, avvenimento che, la-sciatevelo dire, non poi tanto lontano dalla realt quotidiana, per poco che ci si rifletta su. Per questo sono contento che siate venuti e spero vorrete perdonarmi di aver approfittato dell'occasione per dirvi queste modestissime cose.

Harry - (gridando) Dove diavolo s' cacciato il mio cameriere?

Piper - Ora devo andarmene, ma vi vedr appena possibile. (Si riaccendono le luci di scena) Vengo! ...

Harry - Quando avete tempo, leggete questo libretto. Me l'ha dato una vecchia signora, nel Central Park.

Piper - Grazie, signore, lo legger alla prima occasione.

Harry - Mi porto dietro questo libretto da pi di tre anni. Ricordo perfettamente la vecchia signora: un tipo angelico per quanto un po'... svitata. Un sessantacinque anni: sorridente, fragile, vivacissima. Ho fatto caso che ha rifilato undici di questi libretti. Non uno ha rifiutato. Nessuno osava. (Pausa, Lo osserva attentamente) Avete gi mangiato la minestra? Benissimo, sedete ed io ve la porter. No, prego, insisto. Non dovete privarmi del piacere.

Piper - Grazie, signore, ma non posso.

Harry - Non posso? E perch no?

Piper - E' contro le norme.

Harry - (arrabbiandosi) Norme? Mi permetto di dirvi che non esistono norme. Di nessun genere. Onore? Niente. Verit? Niente. Perci niente norme. Ma dove in questo complesso di errore e di delitto, che si chiama storia contemporanea, possiamo trovare una sola norma che valga? Da nessuna parte. (Si toglie la giacca) E perci non lasciamo che una norma stupida prenda piede qui dentro, di fronte al sorgere di questo meraviglioso, inaspettato momento di religione. Non permettiamo che la precariet di carte geografiche o statuti, regole o teorie insozzi questa mia aspirazione a scambiare il posto con voi. La mia giacca. Su, datemi la vostra. (Consegna la giacca a Piper. Piper gli d la sua. Sopraggiunge Callaghan. A Callaghan) Deve cenare ed io lo servir!

Callaghan - Ma via!

Piper - Eh s, signore, ma vi pare?

Harry - Insisto. Questa ancora America, grazie a Dio, ed io sono un uomo libero. Sedete. (Piper siede infilandosi la giacca di Harry. Harry, con un inchino, gli porge la lista delle vivande) Che cosa ordina il signore? (Helen entra dal fondo).

Callaghan - Non ordinate, Tom. E' una violazione delle norme sindacali. Avremo un picchetto alla porta in meno di dieci minuti. Lo sapete con chi va la guardarobiera?

Harry - Avanti: con chi?

Callaghan - Con Sammy, ecco chi. Il pi grande organizzatore del sindacato camerieri.

Harry - Avete sciabole?

Callaghan - No, signore.

Harry - Pistole?

Callaghan - No, signore.

Harry - Coltellacci?

Callaghan - No, signore.

Harry - Allora io e lui faremo un duello coi forchettoni da insalata. (A Piper) Ripeto: cosa gradisce il signore?

Piper - (a Callaghan) Forse Helen non ci far caso.

Helen - Non ci far caso? Telefono immediatamente a Sammy.

Callaghan - (inseguendola) Per piacere, Helen, lasciate perdere. Non fa il cameriere sul serio. Questo signore un democratico, ecco tutto. Perch disturbare Sammy? Non mica un cameriere di professione.

Helen - (dalla porta) Ha addosso una giacca da cameriere e sta servendo a tavola.

Harry - (orgogliosamente) Sto proprio servendo. (Helen esce sbattendo la porta).

Piper - Ma s, vada tutto al diavolo. Cominceremo con un cocktail Dubonnet con ghiaccio.

Harry - Cocktail Dubonnet.

Piper - Ostriche Blue Point al guscio.

Harry - Veramente squisite, signore.

Piper - (urlando) Dov' i! mio beverone? (A Peggy) Oh, pardon!

Peggy - Prego, fate pure.

Piper - Zuppa di cipolle alla cow-boy.

Harry - Zuppa di cipolle alla cow-boy. Il vostro whisky, signore.

Piper - (sorseggiando) Ritengo che in un lavoro come questo uno non possa fare a meno di dar del naso, qualche volta, in tipi interessanti, o per lo meno abbastanza interessanti.

Harry - E' cos, signore. (Va in cucina).

Piper - (gridando, a Pinkerton) Fabbricante di cannoni?

Pinkerton - (sussultando, a Callaghan) E' il vostro cameriere, no?

Callaghan - S, ma quant' vero Dio, io me ne lavo le mani di tutto!

Piper - (a Lois) Commerciante d'opere d'arte?

Lois - Arte un corno! E occupatevi dei fatti vostri!

Helen - (irrompendo) Sammy sta arrivando e si rimorchia sei uomini per il piantonamento.

Callaghan - Vadano a quel paese Sammy e tutti i suoi piantoni della malora. (Schiattando, canta la canzone The harp... guardando tutti con aria di sfida. Stonatissimo. Esce fieramente sul finire della canzone).

Harry - (rientrando coi piatti di Piper) Guardate che i due filippini in cucina stanno giocando ai dadi.

Piper - Dite ai due piccoli fratelli scuri di piantarla. Se vi invitano a giocare, rifiutate. E se ce la fate, portate via i dadi.

Harry - S, signore; grazie, signore. Vi piace il cocktail?

Piper - Non fate mai domande. Volete essere un cameriere od uno scocciatore?

Harry - Un cameriere, signore. Scusate, non volevo offendervi.

Piper - E non scusatevi mai. Con nessuno. Niente pi urtante per chi gode di un vantaggio che ricevere scuse da uno che in posizione di inferiorit. Diventato umile, volete anche diventare superiore? O siete gi stanco del cambio?

Harry - Stanco? Oh no, signore!

Piper - E allora d'accordo. Portatemi un altro whisky.

Harry - Sissignore. (Si allontana. Piper apre il libretto, sfogliandolo. Lo porge a Peggy).

Piper - Riuscite a decifrare il significato di questa predica?

Peggy - Temo solo vagamente.

Piper - Io no, nemmeno vagamente. Statemi a sentire. (A Lois) Ed anche voi.

Lois - E' un cameriere. Come osa rivolgermi la parola?

Pinkerton - (irritatissimo, urlando) Signor Callaghan! (Patio, uno dei lavapiatti filippini, compare in scena con in mano un coltello ed una testa di lattuga. Monda l'insalata come niente fosse).

Callaghan - (accorrendo, con umilt) Signor Pinkerton.

Pinkerton - Dovete dire al vostro cameriere di finirla con queste buffonate. (Si alza in posa oratoria) Questo pazzesco sovvertimento di ogni ordine morale...

Pablo - (dirigendosi verso Pinkerton) Silenzio!

Pinkerton - (non credendo ai suoi occhi) Eh?

Pablo - E seduto! Cosa sapete delle isole Filippine? .

Pinkerton - Ma... non molto, temo.

Pablo - (travolgendo Pinkerton) Avete studiato la situazione importazioni-esportazioni, igiene, pubblica istruzione, assistenza sanitaria gratuita, agricoltura, miniere, industrie delle isole Filippine?

Pinkerton - No... non l'ho studiata.

Pablo - Conoscete i problemi della popolazione delle isole Filippine?

Pinkerton - No... per lo meno in quello che differenziano dai problemi degli altri popoli in generale.

Pablo - La posizione del giovane filippino in America impostata su una base di giustizia?

Pinkerton - Forse no.

Pablo - Conoscete il carattere culturale, razziale e religioso del popolo filippino?

Pinkerton - Ecco, questa proprio la mia partita.

Pablo - Silenzio! Voi non sapete niente. Un bel niente. Capito?

Callaghan - (intervenendo) Ma Pablo, cosa sono tutti questi discorsi?

Pablo - (incomincia pazientemente, ma si infervora andando avanti nel discorso. Nella concitazione gesticola col coltello da cucina) Signor Callaghan: nonostante la mia sia una posizione alquanto umile, tuttavia non ho proteste da fare. Sono soddisfatto del mio salario. A me va un genere di lavoro che mi lasci tempo di giocare a tennis durante il giorno. Aggiungasi che il mio compaesano Pancho mio amico e mi piace lavorare con lui. Come pure un piacere aiutarvi a mantenere quell'eccellente servizio per cui va famoso il bar Callaghan. Ma la posizione del giovane filippino in America tale, che di fronte a discorsi tendenziosamente falsi, il giovane filippino che ha frequentato le scuole americane di Manila non tanto babbeo da permettere che tali falsit rimangano inconfutate. (Appare Pancho).

Callaghan - Va bene, va bene, ma almeno metti via il coltello.

Pablo - H coltello serve per la lattuga. Sto facendo un'insalata per me e Pancho. (A Pinkerton) Avete avuto l'onore d una udienza dal presidente delle isole Filippine?

Pancho - Pablo, che stai facendo in sala? Per la miseria, torna al tuo posto in cucina.

Pablo - Quest'individuo sta dicendo un sacco d stupidaggini sulle isole Filippine. (A Pinkerton) Scusate un momento solo. (A Pancho) Sar un ignorante, ma molto ricco.

Pancho - Chi quella ragazza con lui?

Pablo - Qualche pollastrella che ha pescato chiss dove.

Pancho - Niente malaccio, eh?

Pablo - Sta seduta; chiss come sar in piedi?

Pancho - Molto piacevole, direi.

Pablo - Potresti anche sbagliarti.

Pancho - Ma va': io credo che abbia una linea perfetta.

Pablo - Io dico solamente che non possibile saperlo finch non si alza.

Pancho - (a Lois) Scusate, volete essere cos gentile di alzarvi? (Lois si guarda intorno sbalordita, ma si alza. A Pablo) Hai visto?

Pablo - No, non vedo. (A Lois) Prego: volete scostarvi dalla sedia? (Lois eseguisce) Per la miseria, una volta tanto hai ragione! Ti piacerebbe affittare il tutto per piccoli scherzi?

Pancho - A me lo dici?

Pablo - (riprendendo all'improvviso il duello con Pinkerton, incalzando ed accavallandosi nel discorso con Pancho) La posizione del giovane filippino in America... (A Pancho, con rabbia) Adesso te lo sistemo io! (A Pinkerton) A Manila i ragazzi vanno alle scuole americane. Imparano a parlare un corretto inglese. Leggono buoni libri. Vedono films americani. Vengono in America.

Lois - Potrei sedermi?

Pancho - Prendono la carriera bancaria.

Pablo - Un momento, Pancho. (A Lois) Prego, state comoda. La colpa non vostra, non ce l'abbiamo con voi. (A Pinkerton) A Manila vi sono circoli progressisti e nazionalisti.

Pancho - Cercano posti nella capitale degli Stati Uniti: Washington D. C.

Pablo - Aspetta, Pancho.

Pancho - Prendono la carriera del cinema.

Pablo - E non perdere il filo, tu! A Manila i giovani filippini sono orgogliosi della loro parentela col popolo americano.

Pancho - A Honolulu le ragazze ballano la hula-hula . (Ne d un saggio).

Pablo - Honolulu e la hula-hula, non c'entrano. I giovani vengono in America. Sono cittadini americani.

Pancho - H lavoro duro; i salari sono bassi. A Honolulu, hula-hula...

Piper - Alt! (Si avvicina). Piantala, Pablo! E tu siediti, Pancho. Ho saputo che tu e Pablo stavate giocando ai dadi.

Pancho - (sedendosi) Pablo non un giocatore in gamba.

Pablo - (vivacemente) Andiamo adagio, eh?

Piper - Piantatela, insomma!

Pablo - (a Piper) E voi avete studiato la situazione delle isole Filippine?

Piper - Va bene, va bene; Pablo, siedi anche tu.

Pablo - (appena seduto ha un ritorno. A Pinkerton) E voi, per l'avvenire, prima di parlare, aggiornatevi! Andate pure avanti, Tom.

Piper - Statemi a sentire tutti quanti. (Legge sul libretto) A meno che un uomo non nasca due volte, non potr vedere il Regno dei Cieli. Giovanni, III, 3 .

Pablo - (facendo per scattare verso Pinkerton, trattenuto da Piper) A Manila i giovani filippini...

Piper - Ancora un minuto, Pablo - (Legge) Non c' un solo uomo giusto sulla terra. Ecclesiaste. VII, 20 . (Pablo va al tavolo di Pinkerton).

Pablo - (inchinandosi molto profondamente a Lois) Posso avere l'onore? ,

Pinkerton - Ma insomma...

Pablo - (alzando la testa, ma non il resto del corpo) Sto parlando con la signorina, non con voi. (A Lois) Posso avere l'onore? Sto aspettando.

Lois - Vi ringrazio moltissimo, ma davvero sono molto stanca. Sul serio.

Pablo - (rialzandosi vivacemente ed inchinandosi a Pinkerton) Posso avere l'onore?

Pinkerton - (scatta in piedi, offeso, ma prima che apra bocca, con un salto acrobatico Pancho piomba davanti al tavolo di Peggy e con grida di eccitazione comincia a ballare la hula-hula . Pablo lo segue ed escono entrambi vociando e gridando).

Pancho - Honolulu! Hula-Hula!

Pablo - Hula-Hula! Hula-Hula!

Harry - (prima che sia passato lo sbalordimento viene in mezzo alla sala, guardandosi intorno. Poi, preso da un'idea, si toglie la giacca di Piper) La mia giacca, per favore.

Piper - Sissignore.

Harry - (infilandosi la giacca mentre Piper si rimette la propria) Una cosa certa: il marciume del mondo o il buono del mondo, la sua perfezione o la sua stupidit, devono lasciare il marchio su tutti coloro che ci vivono. E tutti ci vivono.

Helen - (entrando) C' Sammy! (Entra Sammy, sveltissimo. Tipo piccolo ed energico).

Sammy - Fermi tutti, in nome della legge federale.

Harry - Calma, giovanotto. Questo non l'ufficio dell'Unione camerieri. Prendi un bicchiere. (A Jim) Dagli da bere.

Jim - Sissignore.

Harry - (guardandosi intorno) Il mondo, lo sappiamo purtroppo, sempre stato pazzo. E cos oggi tutto il dominio della realt anch'esso pazzo. Il mondo stato sempre inabitabile, ma ogni uomo vivente diventato lui stesso un luogo di rifugio dal mondo; dai suoi delitti, piaghe morali, adulteri, soperchierie, frodi, tradimenti, spergiuri, prostituzione, strade fangose, citt marce, governi bacati: da tutti i tentacoli che cercano di soffocare il libero spirito dell'uomo. Sempre il mondo stato indegno di questo spirito, ma ora anche il corpo dell'uomo sulla terra ha smarrito basi, consistenza, equilibrio e sicurezza, il suo rapporto con Dio e la grazia divina, la sua origine, bellezza e giovent, sangue e volume, principio e divenire: gli attributi che si combinano miracolosamente tra loro per fare di esso un rifugio. Ed ecco che oggi anche il corpo dell'uomo inabitabile. Proprio come il mondo. La vita in sfacelo: travolta da uragani, sommersa da acque profonde e nere, assalita dagli insetti, corrosa dai microbi, bersagliata dai bombardamenti, frastornata dalle macchine, schiacciata da veicoli enormi, sputacchiata dalla radio, intontita da tutte le assurdit che accadono ogni giorno. (Pausa. Si guarda intorno) A meno che dopo non vogliate scannarvi l'un l'altro, sempre che troviate che in ci vi sia dell'umorismo, ognuno di voi torni al suo posto ed alla sua persona. Ed un altro bicchiere per me. (Guarda tutti fissamente. Siede e riprende il giornale) Questo potrebbe anche essere l'ultimo giorno della realt. Paremmo meglio a tentare di essere pi umani, mentre c' ancora tempo. (Voci concitate provengono dalla strada. Harry posa il giornale e si volge alla porta).

Peggy - Che c'?

Lois - Vorrei proprio sapere che cosa sta succedendo.

Pinkerton - accaduto qualcosa in Europa, semplicissimo. (Clay, l'enorme portiere negro in uniforme, entra correndo).

Tutti - Che succede?

Harry - Accoppano qualcuno?

Clay - Al contrario. E' arrivato or ora un taxi con una signora. Sta per partorire. E' troppo tardi per portarla all'ospedale. (Concitazione. Voci: Un bambino? Qui? Ma questo un ristorante! Portatela dentro. Non portatela dentro. Chi ? Cosa dobbiamo fare? .) C' qualcuno qui che si intende di queste cose? (Si volta ed esce).

Harry - Questo non un anno in cui nascere, n questo un mondo in cui nascere. (Voci dalla strada. Pablo e Pancho escono dalla cucina).

Pablo - Che diavolo succede?

Lois - Una donna sta per avere un bambino!

Pablo - Un bambino? (A Lois) Presto, andate in cucina e preparate dell'acqua calda (Lois va seguita da Pancho. A Peggy) Su, su anche voi! (Peggy va, seguita da Pablo. Ritorna Clay con una giovane sulle braccia. L'aiuta un autista di taxi, piuttosto basso di statura: Fritz).

Fritz - Un whisky e soda, prego!

Clay - (alla giovane) Su, signora, su! (Harry si alza e si dirige verso la donna mentre le luci si spengono. Tom Piper, il cameriere, viene nuovamente alla ribalta e si ferma nel cerchio di luce di un riflettore).

Piper - Il tempo richiesto per fabbricare una vita umana , per quanto mi consta, probabilmente pi vicino ai novemila anni che ai nove mesi. Considerata l'enorme quantit di tempo e di sforzo richiesti e l'assoluta irrilevanza di ci che entra nel mondo, l'affare deve essere considerato come una truffa. Parlo di questo tema malinconico in quanto solo pochi minuti fa, per grazia di Dio, altri novemila anni hanno raggiunto il loro compimento con l'arrivo qui di un altro essere umano. Il neonato, ho il piacere di annunciarlo, sta benissimo e cos pure la mamma. Il nuovo inquilino della terra pesa poco pi di stte libbre e gli hanno messo nome Callaghan, in onore del signor Calla-ghan, il cui figlio dottore arrivato ad assistere la madre quattro minuti dopo il parto. Mamma e bambino sono stati trasportati al vicino ospedale. Per la cronaca, ritengo vi farebbe piacere sapere chi pi ha contribuito al buon esito del parto. E' stato Pablo. Io stesso che di solito non stupisco per nulla, sono rimasto sorpresissimo dal comportamento eccezionale e dalla presenza di spirito con cui Pablo ha affrontato la contingenza, mentre quasi tutti gli astanti erano come paralizzati ed ansiosi di ricevere ordini da lui. In fondo un primitivo, senza dubbio, ma pure, sebbene il caso l'osse fuori del comune, egli ha saputo superarlo nel modo che ha fatto, quasi d'istinto, con perfetta tempestivit, calma assoluta, considerevole controllo, uso perfetto dell'inglese e senza mai perdere la bussola. Novemila anni. Un essere umano. Anonimo, al momento in cui nasce. Nessuno sa che cosa potr diventare. Tra tutte le creature quella che pi pu far lavorare la immaginazione. Ma con tutto questo, ci che gli accade via via che passano gli anni di solito comune, grigio, in buona parte noioso. Per l'uomo appena nato noi possiamo presagire tutto quello che ci fa piacere, ma la verit che ben poco probabile che possa diventare qualcuno. Harry Mallory, suo padre, quel simpatico giovanotto di ventisette anni o gi di l, sotto diversi aspetti ha delle qualit singolari, in molte cose anche ammirevole, ma in complesso non niente pi di un giovanotto gioviale, rumoroso, sveglio, collerico, sensibile, assurdo ed eroico. Cal-iaghan Mallory, il nuovo venuto, respira e si fermer qui con noi. A voler essere onesti, bisogna ammettere che egli non ha quaggi altro scopo se non forse quello di godere, in ultima analisi, di buone compagnie, mangiar bene, bere meglio e profittare di parecchie altre cose di questa specie, che sono, in grado maggiore o minore, il compenso per tutti coloro che, essendo stati truffati, respirano nel mondo. I critici d'arte, musica, culinaria, belle maniere, eccetera, sono uomini e donne che vogliono sapere quello che avviene e che cosa significa. Come io stesso sono un critico osservatore di tutto, dal comportamento della mosca comune alle pi alte costruzioni dello sprito, cos lo siete anche voi. Ed ora pi che mai vi domanderete: che cosa vuol dire questo? N sar io a rimproverarvi. Non trovando alcun significato, o trovandolo assai insufficiente, nel mondo, voi vi ostinate a scoprire il senso ultimo delle cose create, cose illusorie delle quali tutto questo un esempio, buono o cattivo che sia. Vi quaggi una sola cesa fatta per essere presa sul serio? Vi si chiede forse di capire qualcosa di tutto ci? Mi scuserete, ma la risposta questa: non vi si chiede di capire tanto cos di pi di quanto siate in grado di capire qualsiasi altra cosa. N pi e n meno. Noi non siamo pi gli stessi che si sono trovati qui un'ora fa. Tra un'ora saremo un po' diversi da quelli che siamo adesso. Io sono l'illusione di un cameriere americano di New York. Voi siete, ognuno di voi, l'illusione di persone che hanno il vostro nome, il vostro passato, i vostri anni, i vostri averi e cos via. Ognuno di noi si trovato una volta al centro dell'universo, proprio come ci si trovato Calla-ghan Mallory pochi minuti fa. Ognuno di noi, una volta, stato nella sua stessa persona piccola, inerme, carica di un'infinita variet di impulsi, la sostanza, ma non la spiegazione del mistero dei mortali. Pare che sia destino che finch siamo vivi noi siamo soltanto la sostanza di quel mistero. E non appena moriamo non ci sia pi altro da dire. Ed intanto ci sia permesso sopportare la parentesi nel modo il pi piacevole possibile. Fuori di questo ristorante c' l'illusione del mondo. Qui, in questo ristorante, c' l'illusione della nostra realt (si riaccendono le luci di scena) di cui ora continueremo l'esplorazione, visto che c' ancora tempo, ed intanto non morto nessuno di voi.

(In scena ci sono soltanto Fritz, il taxista, ed il barista Jim. Sono ubriachi e continuano a bere. Parlano sottovoce, quasi bisbigliando).

Fritz - Vuoi sapere perch?

Jim - Voglio sapere perch venuta qui in taxi.

Fritz - Perch io l'ho portata qui in taxi; ecco perch.

Jim - E perch l'hai portata?

Fritz - Perch stava per scodellare un marmocchio, ecco perch. Vuoi sapere perch?

Jim - Perch?

Fritz - Perch necessario che ci siano distese di marmocchi.

Jim - Ma perch?

Fritz - Per dar lavoro alle trappole da piazza, ecco perch.

Jim - E perch?

Fritz - In modo che gli autisti possano campare. (.Pausa).

Jim - Oh!

Fritz - Qua la mano!

Jim - Perch?

Fritz - Perch tu sei un galantuomo. (Si stringono la mano) Vuoi sapere perch?

Jim - Perch?

Fritz - Perch anche tu vuoi che gli autisti si guadagnino la pagnotta! Vuoi sapere perch?

Jim - Perch?

Fritz - Perch io voglio che i baristi si guadagnino la pagnotta anche loro.

Jim - Oh, qua la mano! (Si stringono la mano) Perch anche tu sei un galantuomo. Vuoi sapere perch?

Fritz - Perch?

Jim - Perch tu non fai quelle domande che fa la gente.

Fritz - Che domande?

Jim - Quelle domande che la gente che va in un esercizio fa sempre al barista: perch questo e perch quello, e perch questo e perch quello.

Fritz - Voglio ancora stringerti la mano. Vuoi sapere perch?

Jim - Perch?

Fritz - Perch tu sei intelligente. Vuoi sapere cosa vuol dire?

Jim - S, cosa vuol dire? (Fritz si guarda intorno come stesse per rivelare un grande segreto. Scorge il pubblico. Salta gi dallo sgabello).

Fritz - Un momento!

Jim - Che c'?

Fritz - Qualcuno ascolta. Qualcuno rimasto a curiosare.

Jim - Chi?

Fritz - (indicando il pubblico) Quella gente.

Jim - Oh!

Fritz - Non ho mica detto niente da pentirmi?

Jim - Che cosa vuol dire essere intelligente?

Fritz - Basta, basta, dimentica che ho tirato fuori questo argomento. Non vorrai che ci rimetta il posto, no? Ho un po' bevuto, ecco tutto. Dai, versami un altro bicchiere. (Entra un giovanotto).

Un Giovanotto - Ed uno a me.

Jim - Whisky?

Il Giovanotto - Ma s. (Jim mette due bicchieri sul banco, riempiendone uno per s) Alla vostra, signori.

Fritz - Alla vostra. (Bevono).

Il Giovanotto - Avete gi visto la prima edizione?

Jim - No, non ancora.

Fritz - Be', sar meglio che torni alla mia caccavella.

Il Giovanotto - Troppo tardi, ormai.

Fritz - Cosa volete dire?

Il Giovanotto - L'avete gi vista la prima edizione?

Fritz - No, perch?

Il Giovanotto - Se l'aveste vista, sapreste.

Fritz - Sapere che cosa?

Il Giovanotto - Che troppo tardi per tornare al lavoro.

Fritz - E perch?

Il Giovanotto - Ma per le notizie che ci sono nell'edizione della notte.

Fritz - Che notizie?

Il Giovanotto - Che per millenovecentoqua-rantun anni il mondo stato abitato da morti, non da vivi!

Fritz - Volete dire che noi siamo morti?

Il Giovanotto - Stando al giornale, cos.

Fritz - Volete dire voi ed io ed il barista? Noi siamo tutti morti?

Il Giovanotto - Credo che questo sia proprio quel che dice il giornale.

Fritz - Volete dire la donna che ha avuto il bambino, ed il bambino e tutti quelli che sono sulla terra e tutti quelli che sono vissuti sulla terra da millenovecentoquarantun anni a questa parte?

Il Giovanotto - A quanto pare questa la impressione che si riporta dal giornale.

Fritz - Ma quale edizione?

Il Giovanotto - La prima: quella uscita a mezzanotte.

Fritz - (al barista) Corri fuori e prendi l'edizione successiva, Jim.

Il Giovanotto - Non c' nessuna edizione successiva.

Fritz - (a Jim) Insomma, corri in istrada e domanda a qualcuno!

Il Giovanotto - Non c' nessuna strada, fuori, e neppure gente.

Fritz - Cosa volete dire?

Il Giovanotto - Voglio dire che l'illusione si spezzata a mezzanotte in punto.

Fritz - Ma che illusione?

Il Giovanotto - L'illusione della realt. Di conseguenza, da mezzanotte i morti sono diventati veramente morti, e l'irreale veramente irreale. Non c' pi nulla, in nessun posto.

Fritz - A questo punto?

Il Giovanotto - E' nel giornale di domani. E pare che siamo proprio a questo punto.

Fritz - Quand' cos, Jim, dammi ancora da bere.

Jim - Se la prendiamo per questo verso, penso che faccio bene a buttarne gi un altro bicchiere anch'io. E voi?

Il Giovanotto - Grazie.

Fritz - (guardandosi attorno) Be', che volete che vi dica? C' da restare a bocca aperta. Io per l'avevo sempre pensato che qui c'era qualcosa che non andava. Adesso sono contento di saperlo. Ah, non avr pi da tornare allo sgobbamento? A posto siamo! (Il giovanotto annuisce) Bellissimo! Be', fammi ancora bagnare il becco, Jim.

Jim - Questo batte tutto.

Fritz - (al giovanotto) E quella gente laggi? (Indica il pubblico).

Il Giovanotto - Cosa?

Fritz - Morti o vivi?

Il Giovanotto - Proprio ufficialmente? Morti. Dureranno finch dureremo noi.

Fritz - E sar ancora molto lunga questa storia?

Il Giovanotto - Non molto.

Fritz - Ed allora dammi ancora da bere. Niente pi vita. Splendido. Niente pi mondo. Ma ne siete sicuro? E questi soldi qui in tasca, questi sette dollari e quarantasette?

Il Giovanotto - Potete anche darli d'elemosina, per quello che valgono.

Fritz - Ma quanto tempo ci resta ancora? Un'ora? Dieci minuti? Quindici? Cinque? Mezzo minuto? Quanto?

Il Giovanotto - Ma no! Infinit. Infinit, se pure abbiamo ancora del tempo.

Fritz - Alt, alt. Qui c' un trucco. Cosa intendete dire con infinit ? Quanto tempo abbiamo prima di morire?

Il Giovanotto - Tutto il tempo di questo mondo. Noi siamo gi morti ora.

Fritz - Jim, corri in istrada, porca miseria, e vedi un po' come stanno le cose.

Jim - (uscendo) Ci vado, s.

Fritz - (pausa) Non vi dispiace sbevazzare?

Il Giovanotto - Potete ben dirlo.

Fritz - In questo momento siete arrivato all'orlo, eh?

Il Giovanotto - In questo momento proprio no. Limpido come un giudice.

Pritz - Limpido come un giudice. Tutti morti. Niente mondo. (A voce pi alta, a Jim che entrato) E allora, Jim?

Jim - A posto siamo!

Pritz - Cosa stai dicendo?

Jim - Non c' pi strada l fuori e niente altro!

Pritz - Ma tu sai che strada c' l fuori, no?

Jim - Io so soltanto che l fuori c'era la cinquantaduesima strada est.

Pritz - E adesso cosa c'?

Jim - Parola d'onore, niente.

Fritz - Non c' pi la mia macchina davanti al locale?

Jim - Niente strada, niente macchina, niente.

Fritz - Fammi ancora bere. (Al giovanotto) Niente pi illusione e generi affini?

Il Giovanotto - Niente pi.

Fritz - Non succeder pi niente?

Il Giovanotto - Succederanno le solite cose. E posso dire che si ripeteranno pi o meno indefinitamente. Ma all'infuori di questo, tutto finito.

Jim - Ma perch?

Fritz - Perch? Csa vuoi dire con perch, Jim?

Jim - Perch tutto finito? Che ne stato della cinquantaduesima strada?

Fritz - (al giovanotto) Spiegateglielo un po' voi, qui, al barista.

Il Giovanotto - L'illusione si spezzata a mezzanotte. E' stato un incidente, con tutta probabilit.

Fritz - (a Jim) E questo spiega... (Improvvisamente al giovanotto) Dov' la mia macchina? Voi siete ubriaco, ecco tutto.

Il Giovanotto - E' tutto finito. La colla si squagliata.

Fritz - Che colla?

Il Giovanotto - La colla che teneva insieme l'illusione.

Fritz - Bene, in ogni modo dammi ancora da bere. Pu darsi che abbiate ragione, pu darsi che abbiate torto. Per quello che me ne importa potete essere a posto o potete essere fradicio. Che sia vivo o che sia morto, tutto quello che voglio bere. Gi finito o ancora da incominciare, dammi un altro whisky e soda. Illusione o realt, non illusione o non realt, un altro bicchiere prima che me ne vada.

Jim - Questo si chiama parlare. (Versa da bere per tutti) Proprio quello che penso io. (Al giovanotto) Siete della California?

Il Giovanotto - No, New York.

Jim - Io sono Jim. (Gli tende al mano) Piacere.

Fritz - Ed io Pritz. (Si stringono la mano) Piacere.

Il Giovanotto - Piacere mio.

Fritz - E come vi chiamate voi?

Il Giovanotto - Callaghan.

Fritz - Callaghan. Callaghan? Ma non il nome che hanno messo al marmocchio che nato qui stasera?

Jim - Giusto... Callaghan. Callaghan... com'era il cognome di quel giovanotto. Harry...

Il Giovanotto - Mallory.

Jim - Eh, gi, Mallory. Ma come fate voi a saperlo?

Il Giovanotto - Di solito uno sa il proprio nome.

Fritz - Ma non sarete mica Callaghan Mallory, no?

Il Giovanotto - Son proprio io.

Fritz - Ma come? Callaghan Mallory nato proprio qui, in questo ristorante, meno di un'ora fa.

Il Giovanotto - Ed io sono entrato nel mondo nel preciso istante in cui si spezzava l'illusione e, di conseguenza, sono stato qui per tutto il tempo in cui l'illusione era intatta, come pure per tutto il tempo seguente.

Harry - (dalla strada) Dov' la porta? Patemi entrare, ci sono gi stato prima. (Irrompe nel bar) Oh questa! Per un momento ho avuto paura di aver dimenticato il posto. Datemi da bere, ragazzi.

Pritz - E chi quello?

Il Giovanotto - Io stesso. Mio padre. Mio figlio. Voi. Ognuno.

Harry - (divertito) Immagino che voi, ragazzi, vi stiate domandando di dove vengo io a quest'ora. C' stato un sacco di cose che mi hanno trattenuto, ma perbacco, in un modo o nell'altro, eccomi qui. Mi sono portato al seguito sei o sette malattie, ma in cambio ho anche buone nuove. Datemi ancora da bere.

Pritz - Le abbiamo sentite le buone nuove, se vi fa piacere chiamarle cos. L'illusione si spezzata o un affare del genere, no? Sono tutti morti o cose di questa risma, no? E questo giusto?

Harry - Non scaldatevi, ragazzi, non scaldatevi. (Al giovanotto) E voi chi siete?

Il Giovanotto - Mi chiamo Callaghan.

Harry - Oh, s, proprio quello che pensavo! Io sarei tuo padre, salvo errori. Bene: questo grande. Se ci tieni, ti posso anche fare le mie scuse. Ma lei aveva un non so che di fragile che era irresistibile. Mi aveva colpito la sua voce, il modo con cui storpiava le parole, le sue lentiggini e poche altre cose del genere, alla rinfusa. Mi riferisco, spero tu l'abbia capito, a tua madre: Rhinelander 2-8182. Non avrei mai creduto, con la mia debolezza per le lentiggini, di spingere la messa in moto di un'energia radicata nel passato all'infinito e di conseguenze proiettate a perdita d'occhio nel futuro ma, come tu stesso puoi sapere, l'ordine, o il disordine, che regola queste cose non permette altra alternativa. Ecco perch tu sei qui, in questo bar, a ricordo della mia passione e delle sue lentiggini. Spero che tu abbia un soggiorno felice su questa terra. A buon conto, al dopodomani, signori.

Fritz - Non ho capito bene, ma vada per il dopodomani. (Tutti bevono).

Jim - E che ne del giornale di domattina?

Harry - Quello che dice stato messo in ogni edizione, anti e pomeridiana, fin dalla prima.

Jim - Sembra che una certa illusione o un affare del genere si sia spezzata o cose simili, e quando cinque minuti fa ho fatto un salto fuori, non c'era pi niente di niente. Cos' questa storia?

Harry - Un fenomeno ottico stato, pu darsi per fortuna, solamente passeggero.

Fritz - Che diavolo dite?

Harry - Semplicemente che per un istante, per ragioni soprannaturali, l'occhio diventato cieco nei confronti dell'irrilevante ed aperto invece su tutto il resto. Ma in questo momento la cinquanta-duesima strada solo unicamente la cinquantadue-sima strada.

Fritz - E noi siamo ancora vivi?

Harry - Se vi fa piacere chiamarlo cos.

Fritz - E la mia macchina la fuori?

Harry - A meno che non sia stata rubata, o presa in prestito .

Fritz - Questa veramente da raccontare.

Jim - Allora di nuovo tutto come prima?

Harry - Come prima? Molto peggio, e peggiora ogni momento di pi. Ma tutto questo cos ineluttabile per me, cos irresistibile, quanto le lentiggini di lei. E, per una ragione o per l'altra, irresistibile anche per voi.

Fritz - E cos siamo di nuovo dove siamo partiti?

Harry - Elegantemente. E con quella esatta dosatura di gioia e dolore, che amalgama gli elementi sconnessi di questo armonioso divenire che la fiaba fantasiosa della nostra vita e del nostro mondo. E' occorsa molta colla per mettere insieme la vostra macchina, molto orzo per il vostro whisky, ed una bella quantit di lentiggini perch tu ti chiamassi Callaghan.

Fritz - E va bene. Quand' cos penso che posso tornarmene al lavoro. (Si ode una musica: Improvviso per arpa di Gabriel Faur, op. 86, parte seconda. Tutti si muovono lentamente).

Il Giovanotto - E' stata una simpatica bevuta in compagnia vostra, signori. (Si avvia).

Fritz - Posso lasciarvi gi da qualche parte?

Il Giovanotto - Non lontano. Faccio quattro passi. Niente fretta. Ho tutto il tempo di questo mondo.

Fritz - Avete bevuto un po'. Lasciatevi accompagnare. Dove siete diretto?

Il Giovanotto - No, grazie, preferisco perdere un po' di tempo.

Fritz - Dove ha intenzione di andare?

Harry - Da sua madre. Da se stesso. Da quel poco pi di sette libbre di qualcosa che respira. Da quell'ora e mezzo, circa, di eternit.

Fritz - Be', in gamba, Jim. (Pausa) A proposito: chi indicheresti nella sesta corsa di Saratoga, domani?

Jim - La corsa grande?

Fritz - S, chi indicheresti?

Jim - Mah, c'era qui un fantino ier l'altro che diceva che un cavallo di fondo potrebbe farcela: la tre anni chiamata Domattina .

Fritz - Domattina . I nomi che mettono a questi brocchi sono cose da manicomio. La giocher: due vincente, tre piazzata, cinque classificata. Magari perdo, ma il nome mi va. Salute!

Jim - Salve!

(Harry rimane solo, ascoltando. Jim si cambia la giacca ed esce. Helen e Sammy vanno. Pablo e Pancho escono con le racchette sotto il braccio. Callaghan e Piper escono. Clay pure. Peggy entra. Harry si volta. Esita, guardandola un istante. Le va incontro. La prende a braccetto e via).

FINE

Nella rappresentazione il finale stato variato cos:

Uscito Fritz, Jim si cambia la giacca ed esce salutando Piper.

Jim - A domattina.

Piper - A domattina.

Callaghan attraversa la scena, infilandosi il soprabito, con la bombetta in testa. I due filippini lo incrociano fischiettando e gli fanno uno scarto, facendolo sobbalzare. Callaghan esce crollando il capo. Entra Peggy e svolge con Harry la scena indicata dall'autore. Piper, rimasto solo, e che ha osservato tutto, rimane un momento a ripensarci, sorride, disteso, ed esce spegnendo la luce. Sammy, Helen, Clay non tornano.

    Questo copione è stato visto: