Qui la festa non entra

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QUI LA FESTA NON ENTRA

QUI LA FESTA NON ENTRA

2° Premio Fondi La Pastora 1999

due atti di
Patrizio Cigliano


“QUI LA FESTA NON ENTRA”
di Patrizio Cigliano.
Novità Italiana
II° Premio Fondi La Pastora - Testi - 1999

Attraverso la storia quotidiana di una famiglia piccolo-borghese come tante, il copione vorrebbe diventare metafora della Società Moderna. E se la Famiglia è la Società in piccolo, i nostri “Cittadini” sono una Madre con i suoi due Figli. In un contesto “apparentemente” normale, il gioco dei poteri si ripete ancora. La Madre diventa così “specchio” della Società stessa, creatrice di “figli” diversi tra loro: Antonio è l’Individuo Passivo, vittima cosciente di una egemonia schiacciante, castrante, che vorrebbe per lui allori e spunti di orgoglio effimero, non essendo in grado di aiutarlo nella direzione della propria identità e realizzazione. Sabrina è l’Individuo Attivo, che reagisce allo strapotere materno della Società Matrigna alla quale riesce a ribellarsi e opporsi, anche sbagliando, ma con la certezza di doverlo solo a se stessa. Katia è il Sogno, il Rifugio in cui cerca di nascondersi il perdente, in un gioco sensuale diventato ormai virtuale, “a cachet”. 
Il lavoro è in due atti (due ore di spettacolo) e i 4 personaggi interagiscono con cinismo, amara ironia, a volte perfidia, molto spesso dolcezza, raramente (purtroppo) amore. Sono tutti personaggi profondamente soli. Ed ognuno tenta di aggirare la sua solitudine a modo suo, attraverso trucchi, scappatoie o scorciatoie che puntualmente si rivelano inutili e dannose, tragicomiche nella loro amarezza. Ma c’è anche l’ ironia che lega tutti i personaggi e che stempera le situazioni più impegnative, facendo virare lo spettacolo verso il grottesco. E sono grottesche infatti tutte le storie che la Madre inventa per attirare l’attenzione dei figli, troppo grandi per essere “bambini” ma ancora troppo immaturi per volare da soli. E sono grottesche le storie d’amore telefoniche su cui Antonio riversa tutta la sua speranza. E sono grottesche anche le dichiarazioni di indipendenza di Sabrina, che in realtà ha solo cambiato persona da cui dipendere. E sono grotteschi i lavori che Antonio è costretto a fare per fare felice la mamma. Ed è grottesca Katia, che dispensa amore per telefono. E sono grotteschi i sensi di colpa di tutti loro. I numerosi spunti comici sono profondamente “noir”, perchè “noir” è la Società che si è voluto, allegoricamente, disegnare: una Esistenza comune a molti che per non soccombere si rifugiano nella leggerezza da cui inevitabilmente - e a tradimento - emerge tutta la drammaticità dei nostri tempi. E anche se il “Sogno” potrebbe diventare realtà, l’implosione sei sentimenti - belli e brutti - rischia di condurci a gesti molto più “esplosivi”. 

“Qui la festa non entra”
Cenni sui 4 Personaggi.

Ilaria (la Società). ======= 60 anni circa. Pensionata. Divorziata. Sta organizzando da diversi mesi, per il suo compleanno, una festa-provocazione in cui invitare il suo ex marito con l’attuale compagna, per dimostrare che la “sua” famiglia è felice e tranquilla anche senza di un uomo. Incarna - abusandone - tutti gli stilemi della mamma all’italiana: apprensiva, oppressiva, premurosa, invadente, ecc. La sua caratteristica è quella di volere continuare a muovere i fili dei suoi figli-burattini. La sua presenza diventa così particolarmente pesante anche se, oggettivamente, non fa nulla di male. Ma i figli ormai sono grandi e per continuare a tenerli attaccati a sé ricorre a presunti malori, anche gravi. Ovviamente i figli non sospettano che siano messe in scena finché un errore di Ilaria svela che non ci sono malattie né tanto meno medicine. Da questo momento tutti i rapporti si faranno sempre più tesi fino ad un epilogo drammatico: il giorno del suo compleanno, il giorno della attesa festa, avrà un malore vero e non creduta, morirà sotto gli occhi di suo figlio, causandone l’ulteriore senso di colpa e la conseguente disperazione. 

Antonio (l’Individuo Passivo) ======= 35 anni circa. Ragazzo profondamente irrealizzato. Non ha un lavoro e sua madre, abilmente, glielo fa pesare, rimediandogli un orrendo posto da portiere di notte in un albergo. Non ha una donna, non ha amici. Si sente uno scarto, coccolato solo da “mammà”, ma non gli basta. Comincia allora, per gioco, una relazione 144 con una certa Katia, di cui ben presto si innamora sempre più morbosamente proprio perchè “in absentia”. Ha il mito della sorella più piccola: Sabrina. Vorrebbe essere come lei, dentro di lei, sfiorando l’idea di incesto, sublimandola a modello assoluto di successo e riscatto. In Katia vede la sorella. Così, come le bollette del telefono di casa, salgono alle stelle anche quelle dell’albergo e lui perde il posto, mentre la storia con Katia, che sembrava bruscamente interrotta, appare improvvisamente accessibile e pronta ad un possibile futuro. Ma è troppo tardi. Antonio tenterà il suicidio con il Gas... per morire o per essere salvato?

Sabrina (l’Individuo Attivo) ======= 28 anni circa. Bella ragazza. Il suo carattere leggero, l’ha resa l’unica della famiglia ad avere successo. Ha un buon lavoro, sembra realizzata. Ha particolarmente a cuore il benessere del fratello di cui riconosce le problematiche ed è certamente complice. La loro intesa va oltre la parentela eppure non cade nell’incesto in quanto l’amore di lei per lui è sicuramente un sincero amore fraterno. La sua condizione economica le permette di abbandonare la casa materna anche perchè ha una relazione - extraconiugale - con il suo datore di lavoro. La sua figura è rampante, determinata, spregiudicata, per molti versi un po’ opportunistica: è una mantenuta. Ma i continui malori della madre e gli evidenti problemi comportamentali di Antonio la spingono a non disinteressarsene, ed anzi, proprio perchè non abita più con loro, se ne interessa con apprensione. Sabrina è il Deus ex Machina dello spettacolo: è lei a scoprire sia le recite di Ilaria sia quale sia il motivo delle stranezze di Antonio, fino a individuare addirittura Katia. E sarà Sabrina infatti ad organizzare un incontro, il giorno della festa, tra Antonio e Katia, ma sarà troppo tardi. Anche per lei.

Katia (il Rifugio/Sogno) ======= “Immagine” delle Hot Lines. Immagine perchè è come l’immagina Antonio, che l’immagina molto simile a Sabrina. E’ il personaggio più “puro”. Fa un lavoro strano ma è pur sempre un lavoro, e paga bene. Appare “oniricamente”, anzi romanticamente “evocata” in varie scene, senza mai avere un contatto fisico con Antonio. Solo in una scena di “sogno” si baceranno. Diventa l’unica confidente, a distanza, di Antonio, si affeziona a lui consigliandolo anche di ridurre le telefonate, viso il costo. Certamente è colpita dalla profondità di Antonio. Lui non è come gli altri clienti. Lui non è volgare, violento, perverso. Lui è innamorato e lei ne ha simpatia, fino ad accettare, una volta rintracciata da Sabrina, l’appuntamento fisico. Ma sarà troppo tardi. Anche per lei.



PERSONAGGI

ILARIA sui 60 anni. Pensionata. (la Società)
ANTONIO sui 30 anni. Suo figlio. (l’Individuo Passivo)
SABRINA sui 28 anni. Sua figlia. (l’Individuo Attivo)
KATIA immagine delle Hot-Lines. (il Rifugio/Sogno)


ATTENZIONE:

Il testo fa anche riferimento esplicito ai servizi erotici telefonici. La linea 144 (solo come numero erotico) è stata già da tempo oscurata in Italia, con una effimera sostituzione numerica che dirotta le telefonate all’estero (di solito in Australia) per poi reinoltrarle in Italia presso la prescelta telefonista con le immaginabili sovrattassazioni per telefonate intercontinentali (a partire da £. 2540 al min. + I.V.A.). Attualmente, infatti, per connettersi con questi “servizi” occorre digitare un prefisso per l’estero, anche se la telefonista si trova, magari, nella porta accanto. Tuttavia, per rendere immediatamente fruibile al pubblico l’entità delle telefonate della commedia, ho preferito usare la sigla dell’144, anche se effettivamente l’144 oggi è solo un servizio di cartomanzia, lotto, enalotto e conversazioni incrociate non erotiche. Qualora si voglia essere fedeli alla realtà basterà, in sede di allestimento, utilizzare uno dei moltissimi numeri reperibili da una qualunque emittente televisiva minore, a partire dalla mezzanotte.


SCENOGRAFIA:

Il testo ha una sua particolare evoluzione. 
Nel 1° atto la scena è fissa: avviene tutto in casa. Nel 2° atto c'è un cambiamento: dovrebbe crearsi una " Zona Off ", una parte di palco, non grande, che avrà varie ambientazioni esterne, ovviamente stilizzate, a fare da contrappunto al realismo della scena della casa che, nel 2° atto, dovrebbe "ruotare" di 90 gradi, lasciandoci vedere la stessa scena ma da un'altra angolatura. Poiché alcune scene tra la zona Off e la casa avverranno in contemporanea, si sconsiglia di ricavare la Zona Off all'interno della casa. Si tenga presente, poi, che tutto il 1° atto, ad eccezione della prima scena, è un Flashback di alcuni mesi, mentre il 2° atto parte dalla prima scena e va avanti cronologicamente. La prima scena del 2° atto, dunque, è esattamente uguale alla prima scena del 1° atto, anche per questo sarebbe interessante rivederla esattamente uguale ma da un altro punto di vista, appunto, ruotando la scena.

ATTO 1° - SCENA 1

Un interno piccolo borghese. Un salottino tutt’altro che ricco, su cui affacciano tre porte e qualche finestra. Una porta è l’ingresso, una la cucina (anche a vista) l’altra immette nella zona letti e servizi. Un tavolino tondo apparecchiato per tre con gli avanzi della cena. E’ sera. Antonio e la mamma sono affacciati sul pianerottolo e salutano Sabrina che sta andando via. Antonio è più o meno trentenne, grassoccio, non bello e vestito in maniera poveramente classica, con cravatta e spezzato. Un ordinario. La madre è Ilaria, sempre di buon umore apparente: casalinga, anzi, pensionata. Sabrina ha 28 anni, bella ragazza. E’ l’unica che guadagna, e anche piuttosto bene. Una tipica donna in carriera determinata e rampante. 
In scena, tra il normale arredamento, sono bene in vista il televisore e il telefono. Ai piedi del tavolo è molto visibile un pacco regalo che è stato aperto e un grande vaso cinese VERDE.

ILARIA (verso il pianerottolo) ...Allora ciao, eh! E grazie per il vaso! E’ bellissimo! Non dovevi!
SABRINA (fuori scena) Figurati! Mi dispiace che non l’ho trovato rosso! Però non distruggere anche questo!
ILARIA ...Ma sei sicura che non vuoi un po’ di lasagna?
SABRINA (fuori scena) No, mamma, davvero!
ILARIA Ne è avanzata così tanta!
SABRINA Beh, ve la mangiate voi, mica la devi buttare!
ILARIA Sì, ma mi si rovina! E’ così tanta! L’ho fatta con tanto amore! ...Dai, rientra che te ne incarto un po’!
SABRINA No, mamma, davvero. Fammi andare, ché si è fatto tardi! ...Congèlatela!
ILARIA Per carità! La roba è buona quando è fresca!
SABRINA E’ solo una fissa, la tua! Io userò solo roba precotta!
ILARIA Brava, così ti viene il cancro!
SABRINA Figurati!
ILARIA L’hanno detto ieri al telegiornale: il cibo cucinato col microonde fa male!
SABRINA Mamma, quel tipo c’aveva un microonde di 14 anni fa! Nello stesso servizio hanno detto che basta controllare che lo sportello non perda, che chiuda bene!
ILARIA Ecco, appunto! Ti sembra normale che uno debba fare il check-up al forno prima di cucinare?
ANTONIO E a te sembra normale questa lagna senza alcun senso? Pur di non farla andare via ti stai attaccando a delle cose ridicole!
ILARIA Non è ridicolo! ...Mi ha detto Teresa che ha letto un articolo in cui si diceva che se non chiude bene lo sportello è molto pericoloso... soprattutto per i maschi!
SABRINA (ridendo) Perché, le microonde sanno distinguere il sesso?
ILARIA Evidentemente sì! Dice che diventano impotenti!
ANTONIO (spazientito) Mamma, che cretinate sono?
ILARIA E’ vero! (un po’ imbarazzata) Fanno male... Dice che... Si seccano...
SABRINA (divertita) Che, si secca?
ILARIA Dai, avete capito, no? ...Fa male ...alle palline...
SABRINA (sempre in quinta) Che?!
ANTONIO Ti si seccano i coglioni? (Sabrina ride) 
ILARIA Oxford, eh?
ANTONIO Sì, e con quali soldi? (pausa. Si guardano tutti e tre) 
ILARIA (ad Antonio)... Comunque, è per questo che non te lo faccio mai usare!
ANTONIO Mamma, te l’ho detto: sono cretinate! 
SABRINA E’ vero. Sei fissata! Sembra che ti diverta sapere tutti i modi in cui si può morire, in casa! Ogni notte ti alzi almeno tre volte per controllare il gas!
ILARIA Bisogna saperle, le cose! E io mi preoccupo per voi: il metano non ha odore, non lo senti se c’è una perdita!
ANTONIO Perché non cerchiamo di alzare di un pelo il livello di questo addio?...Dai, se dovete ancora parlare ...(a Sabrina) tu rientra e finite. State facendo uno show per il palazzo! Sono pure le 2 e mezza di notte, eh!
SABRINA Le 2 e mezza?! Madonna mia, io scappo, ciao! 

Si affaccia e bacia prima Antonio, poi la mamma che l’abbraccia immobilizzandola. 

SABRINA ...Dai, mamma!
ILARIA (con un po’ di commozione trattenuta) Non te ne andare! ...Io sono vecchia e malata, ho bisogno di te! ...Ecco, mi gira la testa!
SABRINA (teneramente) Mamma.
ILARIA Antonio, prendimi un sotto-lingua!
ANTONIO ...Mancava solo questo! (a Sabrina) L’ultima cartuccia! 

Antonio prende la borsa di Ilaria e estrae una pasticchiera d’argento. Poi prende una pasticca, un bicchiere d’acqua dalla tavola e lo porta a Ilaria.

ANTONIO Tieni! E calmati, adesso.
ILARIA (bevendo) ...Lo so, sono scema, ma che ci posso fare: mi dispiace, no? (piange)
ANTONIO Ma che fai, piangi?
SABRINA Piangi?! (scoppia a ridere)
ANTONIO (brusco) Che ti ridi? Era prevedibile, no? S’è tenuta per tutta la sera!
SABRINA Dai, mamma! Mica cambio città!
ILARIA No, lo so! Ma cambi vita... e anche noi!
SABRINA Vabbè ma è naturale, no? Prima o poi... (guarda Antonio) No?
ANTONIO Che?
SABRINA Prima o poi un figlio si fa una vita sua, no? ...Appena può economicamente... no?
ANTONIO Perché lo chiedi proprio a me? Fai l’ironica?
SABRINA Io? Ma sei matto? ...Madonna mia, che t’avrò mai detto?!
ANTONIO Senti, Sabrina...
ILARIA Bambini, ma siete matti davvero? Vi mettete a litigare proprio oggi? Antonio, anche tu... Sabrina sta andando via - alla fine ce l’ha fatta con la fissazione della casa! - ... perché la devi trattare male!
ANTONIO Niente, scusate! Sono nervoso... devo pure fare una telefonata!
SABRINA A quest’ora?
ILARIA ...Piccolo mio, non te la devi prendere! Sabrina è stata più fortunata di te, ma la fortuna gira! Non ti intristire così! (Antonio tace, teso)
SABRINA ...Io non volevo, Antonio! Davvero, hai frainteso!
ILARIA Lo vedi quant’è buona, tua sorella? Egoista, ma buona! (la accarezza) Va bene, ora vai. Ciao! ...No, aspetta! (l’ abbraccia. Sabrina, stretta nell’abbraccio, fa uno sbuffo divertito) ...Ciao!
SABRINA Ciao, ma’! Ciao Antonio! (si baciano)
ANTONIO ...Quando ci rivediamo?
ILARIA Sì, quando ci rivediamo?
SABRINA Mamma, presto, non ti preoccupare!
ILARIA Ricordati della mia festa di compleanno! Non trascurarti, controlla sempre che il gas sia chiuso e pensaci, ogni tanto!
SABRINA Mamma, davvero, stai esagerando! Vado a 10 minuti da qui, mica in Botswana!
ILARIA Non ti ci avrei lasciata andare!
ANTONIO Dai, su, non ricominciate! Salutatevi, tanto domani vi sentite per telefono!
SABRINA Ah, ricordatevi che mi trovate solo sul cellulare, finché non me lo attaccano a casa! ...Comunque domani passo, così mi dici se devo fare qualcosa per la festa!
ANTONIO Figurati!
SABRINA Eh?
ANTONIO ...Niente, buonanotte!
ILARIA Ciao, ti aspetto domani!
SABRINA Ciao, buonanotte! ...E sistemate subito quel vaso al sicuro! Non sarà prezioso come quello rosso ma non vorrei che facesse la stessa fine! Ciao! (esce chiudendosi la porta dietro)
ILARIA ...E la prima se ne è andata! Tua sorella è davvero tremenda: l’ha detto, ed è riuscita a farlo! E’ dura da mandare giù, ma è normale!
ANTONIO Infatti! Ed è normale pure tutto il teatrino che avete fatto! (si avvicinano al tavolo e Ilaria comincia a riordinare)
ILARIA Sì, è vero! Però è una sensazione strana: pensavo che saresti stato tu il primo! (Antonio si irrigidisce) Il maschio, e il maggiore! (sorride amara) E invece eccoci qua! ...Io sono distrutta!
ANTONIO Mamma... vatti a riposare! Qui sistemo io! (va al vaso e prende le cartacce. Le ripone in una busta)
ILARIA No, mi distrae! ...Oddio, sono quasi le tre!
ANTONIO ... Davvero, vai a dormire, non è stata una serata leggera. Vai, va’! (prende il vaso ma non sa che farne)
ILARIA Se per farti muovere un dito c’è bisogno che tua sorella se ne vada di casa...!
ANTONIO Appunto... Approfittane subito, mica si ripeterà!
ILARIA Grazie al Cielo! ...Che faccio, vado davvero?
ANTONIO Buonanotte! Dimmi solo dove devo mettere il vaso!
ILARIA Mettilo lì: dove stava quello rosso. ...‘Notte. Non farmi disastri, eh!
ANTONIO Tranquilla!
ILARIA Me lo dai un bacetto?
ANTONIO A ma’! Che sono ‘ste smancerie?
ILARIA Dammi un bacetto, no? Che ti costa?
ANTONIO Ma perché?! Mamma, ho 30 anni, eh?
ILARIA Che cosa cambia?
ANTONIO (dopo una pausa) ...Vabbè, ciao. (le da un bacio meccanico) Ok?
ILARIA (dopo una pausa) ...Uhm... Meglio di un calcio in bocca! ...’notte! (va)

Antonio ha in mano il vaso verde. Si avvicina ad un mobiletto su cui c’è un bricco d’argento. Lo sposta e ci mette il vaso. Si guarda attorno cercando un posto dove mettere il bricco e lo porta su un altro mobiletto. Mentre cammina si sente che c’è qualcosa nel bricco che tintinna. Antonio ci guarda dentro senza trovare niente. Posa il bricco. Guarda l’orologio e si avvicina alla porta delle stanze. Si sente Ilaria canticchiare un motivetto lento che poi lascia spazio all’audio di un film anni ‘40. Antonio si siede vicino al telefono e compone un numero. Aspetta. La musica del motivetto canticchiato da Ilaria comincia ad assolvere mentre vediamo Antonio improvvisamente disteso, sorridente conversare al telefono. La musica ha un ricco arrangiamento tendente al drammatico. Le luci vanno dissolvendo mentre resta per ultimo, illuminato da uno spot, il vaso cinese VERDE. 
BUIO 

ATTO 1° - SCENA 2

FLASHBACK. Tutto il 1° atto, da questo punto in poi, è un flashback di alcuni mesi. Uno spot anticipa il piazzato generale e ci rivela che sul tavolino ora c’è un vaso cinese ROSSO. Luce. Sulla stessa sedia, davanti al televisore acceso, vediamo Ilaria con un giornale in mano. In questo monologo, praticamente, Ilaria non dice niente. Comincia una serie di discorsi che vengono terminati dall’altra parte della conversazione.
ILARIA (al telefono) (ride sonoramente) Non ci posso credere! E lui non ha battuto ciglio? ...Beh guarda che è pazzesco! Ma non si è vergognato, così, davanti a tutti? ...Certo che lei è tremenda! Non solo ...eh no! ...Ma certo! Poi lui le aveva anche detto... Esattamente!... E perché allora quando lei gli disse che in ogni caso... eh? ...Sì appunto, e che cosa era cambiato? ...Tu dici? ...Ma sei sicura? ...Ah, questa è bella! Ma lei lo sa? ...Giura! Oddio, questa me la rivendo! ...Ma figurati! Ah, ma non ti ho detto una cosa importante! Ti ho telefonato proprio per dirtelo! Guarda, non ci crederai! E’ davvero il colmo! Tieniti forte! Che hai fatto l’altroieri sera? ...Ah, allora comincio dal principio: l’altroieri mattina sono andata a comprare il giornale perché c’era un nuovo articolo di Antonio ...Non l’hai letto? ...Ah, ma è stupendo, dopo te lo leggo, lo stavo proprio rivedendo adesso! Mezza pagina con foto! ...Sì, lui è proprio contento! ...Beh... guadagnicchia! ...E lo so, ma lui non ha voluto! ...S’è laureato? ...Beh, tante cose! Ma è stato velocissimo! ...Quanto? ...Oddio a quel punto poteva prendersi la lode! ...Sì, ma la lode, vuoi mettere? ...Beh, sarai contenta, no? Certo, con la lode eri più contenta! ...Sono contenta per lui! Fagli tanti e tanti auguri. 

Entra Antonio che, non visto, prende una bottiglia di acqua dal tavolo e ci si attacca finendo per ascoltare le parole della madre.

ILARIA ...La festa? Sì, certo lo dico ad Antonio, ma sai lui è sempre molto impegnato col giornale. Ora poi lo vogliono passare alla politica! ...Beh sai è molto importante! Sai che l’avevano chiamato da... Repubblica? ...No, sempre per la cronaca! ...No, lui gli ha detto di no. ...Perché è affezionato al suo giornale anche se è piccolino! ...Sì ma che gli importa a lui del prestigio! Lui si accontenta di quello che ha! Al suo giornale gli hanno detto che dopo la politica c’è la probabilità che gli affidino proprio l’editoriale di prima pagina, e allora...! ...No, no, solo nel Lazio! ...Guarda che gli ho detto le stesse cose, ma lui preferisce un giornaletto alla Repubblica! ...Perché ha paura che poi dovrà assecondare il governo di turno! Lui non vuole compromessi! ...Eh lo so, ma è meglio così! ...Senti, ora ti devo salutare perché ho la crostata in forno! Ci sentiamo presto, eh? ...No, te lo racconto un’altra volta! Tante cose! Ti abbraccio forte! Salutami tanto tuo figlio e fagli i complimenti... e peccato per la lode! Ciao! (attacca)
ANTONIO Mamma, si può sapere che stavi dicendo?
ILARIA Oddio! Ma sei matto? Vuoi farmi venire un infarto?
ANTONIO Non volevo spaventarti!...
ILARIA Sì, ma stai lì nascosto! Ecco, m’è salita la pressione! Che fai, spii?
ANTONIO Mi sono divertito ad ascoltare! Che dicevi, scusa?
ILARIA Eh? Niente! (si concentra sul televisore per eludere le domande)
ANTONIO Perché hai detto quel cumulo di palle? 
ILARIA Ma che vuoi da me?
ANTONIO Mamma, con chi stavi parlando?
ILARIA Eh? Ma niente, dai, era Teresa!
ANTONIO E tu credi che Felice non verrà a sapere le cazzate che hai detto alla madre?
ILARIA Non dire parolacce! ... E comunque Felice s’è laureato con 110 ... senza lode.
ANTONIO Come ti salta in mente di dire quelle cretinate?
ILARIA Perché, non potrebbe succedere?
ANTONIO Ma cosa? Che mi chiamino da Repubblica? Ti rendi conto di quello che dici? Perché Repubblica dovrebbe essere interessata a me?
ILARIA Magari qualcuno ha letto i tuoi articoli e sei piaciuto!
ANTONIO Mamma, per favore! Lo sai, il mio è un quotidiano che stampa 1000 copie e solo sul Lazio, e che è riuscito a esaurirle tutte solo quando c’è stato lo sciopero dei giornali al quale, ovviamente, non ha partecipato!
ILARIA Se ne devi parlare male perché non vai da un’altra parte?
ANTONIO Ma che stai dicendo?
ILARIA Insomma, si può sapere che intenzioni hai per il tuo futuro?
ANTONIO (tace)
ILARIA Vuoi fare il giornalista o no? ...Rispondi!
ANTONIO Sì, lo sai...
ILARIA Ecco, allora perché non ti proponi in giro?
ANTONIO Mamma, devo fare gavetta! Lo sai: senza la laurea non posso fare nessuna scuola seria e mi servono 70 articoli pagati in 2 anni, solo per essere pubblicista! Poi c’è l’esame di Stato che si può fare solo con 18 mesi di pratica documentata! Quante volte dovrò ripetertelo?
ILARIA Perché diavolo non ti sei preso uno straccio di laurea!?
ANTONIO Senti, lasciamo stare!
ILARIA No, invece! Antonio hai 30 anni! 
ANTONIO Mamma, smettila!
ILARIA Guarda tua sorella!
ANTONIO Mamma lascia stare Sabrina!
ILARIA Ti brucia, eh? La sorellina minore che lavora e fa pure un mucchio di soldi!
ANTONIO Mamma, sei pazza! (fa per andarsene)
ILARIA (dopo aver fatto mente locale) Ecco! ...Ecco le vampate! (Antonio si ferma e si volta verso Ilaria che prende la pasticchiera e ingurgita una pillola)
ANTONIO ...Dai, calmati!
ILARIA ...Non sono pazza, Antonio: sono solo stufa di vederti sempre a casa a passare da un televisore all’altro. Esci, vedi amici, e datti da fare. Fai il tuo dovere!
ANTONIO Che dovere?
ILARIA Costruisciti una vita!!! (una pausa) Per esempio, ce l’hai una ragazza?
ANTONIO ...Che c’entra, scusa?
ILARIA Ce l’hai o no?
ANTONIO Senti mamma, sono stanco ...vado a riposarmi!
ILARIA Certo! Come si deve parlare di qualcosa di serio scappi! “Vado a riposarmi”, “sono stanco”... Poi stanco di che? Non fai niente tutto il giorno! Se almeno sapessi che hai una ragazza immaginerei un po’ del tuo tempo come l’impieghi!
ANTONIO Mamma...
ILARIA Beh, mica fa male! ...Sarebbe già qualcosa! (con un cambio di tono inaspettato, diventa improvvisamente tenera) Antonio, io ho solo te! Tua sorella mi fa così arrabbiare con questa storia di andarsene di casa! Almeno tu... Perché non vuoi parlare con tua mamma?

Antonio, dopo una pausa, si avvicina alla madre con atteggiamento disponibile. Con un certo disagio cerca di introdurre qualche argomento serio, ma mentre lui prova a riordinare le idee vediamo Ilaria interessata a qualche odore che si sente nella casa e proprio mentre Antonio sembra pronto ad un possibile dialogo con la madre, Ilaria schizza in piedi. 
ILARIA Ecco, la crostata! Lo vedi che mi fai sempre combinare disastri? (scompare in cucina dove la sentiamo borbottare contro il dolce) 

Antonio con un sorriso disilluso prende il telecomando e cambia canale. Abbiamo solo il tempo di sentire una piccolissima parte di un annuncio dell’144 prima che le luci comincino a dissolvere. L’ultimo elemento in luce è ancora il vaso ROSSO.
BUIO.
ATTO 1° - SCENA 3

Rispetto alla scena precedente c’è un buio velocissimo tanto da permettere il rapido scambio tra Antonio e Ilaria alla poltrona. Ilaria sta guardando una soap-opera, anzi una telenovela brasiliana su una modesta rete privata.
Entra dall’ingresso Sabrina di ritorno dal lavoro. Ha un giornale (titolo illeggibile) in mano. Il dialogo tra le due è promosso interamente da Ilaria che si presenta sempre premurosamente e garbatamente nei confronti dei figli. Per tutta risposta, e non è una novità, Sabrina è piuttosto sgarbata, o meglio, distante e poco espansiva.

SABRINA Ciao!
ILARIA (sempre sorridente) Ciao amore! Come va?
SABRINA Bene.
ILARIA Come è andato il lavoro?
SABRINA Come al solito.
ILARIA Sei stanca?
SABRINA Coma al solito.
ILARIA Allora guarda: ti mangi un bel boccone e te ne vai subito a letto. 
SABRINA Che c’è?
ILARIA Da mangiare?
SABRINA Brava.
ILARIA Indovina.
SABRINA A ma’, e che ne so!
ILARIA C’è una stupenda peperonata e un polpettone coi funghi che parla da sé. 
SABRINA Ecco, allora è meglio che si mangi pure, da sé!
ILARIA Come?
SABRINA C’è un’insalata?
ILARIA Perché?
SABRINA C’è o non c’è?
ILARIA No, ma si fa in un minuto...
SABRINA Allora vado a farmela.
ILARIA Ma che ci fai con un insalata? C’è tutta quella roba buona!
SABRINA Preferisco l’insalata.
ILARIA Ma...
SABRINA Niente “ma”, mamma! Non mi vanno le cose che hai fatto!
ILARIA Sabrina, ma tu lavori, ti stanchi, devi mangiare cose nutrienti! La carne.
SABRINA Ho mangiato un hamburger a pranzo!
ILARIA Ecco, perché ti devi rovinare l’appetito? Credi che sia nutriente?
SABRINA Ti prego, non cominciamo con la quotidiana predica alimentare!
ILARIA Sarei ben contenta di non fartela, ma mi costringi! Dai, vieni di là e mangia quello che è stato preparato, senza capricci!
SABRINA Ma che capricci! Sai che i peperoni non li digerisco e me li fai in continuazione! A cena, poi...!
ILARIA Va bene, i peperoni li mangiamo domani a pranzo, tanto si conservano. Allora vieniti a mangiare il polpettone!
SABRINA E’ troppa grazia, avere il privilegio di una semplice insalatina? ...Dai, ci penso io, tu resta alla tv.
ILARIA No, almeno questo diritto me lo lascerete?
SABRINA Che cosa? Che stai dicendo?
ILARIA Ai miei figli da mangiare lo faccio io. (si alza e si avvia in cucina) Ho passato tutto il pomeriggio ai fornelli e questo è il risultato: Antonio è sparito e non ha neanche chiamato per dire se tardava e tu...
SABRINA Ci sono dei momenti in cui di chiamare “mammà” non ti passa proprio per la testa. Che ne sai, magari sta con qualche ragazza.
ILARIA Antonio? Magari! E’ dai tempi del liceo che non lo vedo uscire con qualcuna! ...Sabrina... per me va a donnacce!
SABRINA Mamma! Figurati se lui...
ILARIA Avrà anche lui degli impulsi, no? Va a donnacce, ti dico!
SABRINA (schernendo la madre) Magari è pure omosessuale!
ILARIA (dopo una pausa) Oh Dio!
SABRINA Mamma, come al solito stai sconfinando negli affari degli altri...
ILARIA ...Di mio figlio!
SABRINA Il fatto che dal liceo non ti presenti più le fidanzatine non significa proprio niente: né che vada a puttane - con quali soldi? - né tantomeno che sia frocio. Ha solo 30 anni e evidentemente non ritiene opportuno portarsi a casa le ragazze con cui esce. Stop.
ILARIA E se va a “gigolò”?
SABRINA Mamma!
ILARIA Dio mio, c’è l’AIDS!! Dobbiamo fare tutti e tre il test! Che disastro! (riappare dalla cucina) ...E’ tutta colpa del microonde, lo sapevo! Ah, ma io gli faccio causa!
SABRINA Mamma pensa a farmi quest’insalata!

Sabrina comincia a svuotare la sua borsa. Ilaria torna in cucina.

SABRINA E non ci mettere due secoli, ché devo uscire!
ILARIA (da fuori) Come esci?
SABRINA Vado al cinema!
ILARIA (tornando con una testa di lattuga in mano) Beh, allora sei incosciente! Hai una faccia che chiede solo di dormire. E’ proprio necessario?
SABRINA No che non è necessario, ma almeno vedo un po’ di gente che non sia in cravatta. 
ILARIA Ma ci devi andare proprio stasera che sei distrutta?
SABRINA Tutte le sere sono distrutta, e poi hanno organizzato gli altri, non li vedo mai, non posso disdire... speriamo che abbiano scelto bene. ...Vedi? Dovresti pure essere contenta!
ILARIA Perché?
SABRINA E’ quello che mi avevi offerto tu per la serata: polpettone e sonno! ...Ah, ho preso il giornale di Antonio!
ILARIA Ti sei ricordata? Non osavo chiedertelo per non arrabbiarmi, ché mi sale la pressione! L’hai letto?
SABRINA Non ancora. Leggilo tu e poi raccontamelo. (le passa il giornale che Ilaria prende posando la lattuga sul tavolo per poi cercare l’articolo di Antonio) ...Mamma, è tardi!
ILARIA Ecco, voglio dargli solo un occhiata! ...Eccolo! Dio, che titolo!
SABRINA Cioè? 
ILARIA “Anche i porci sono creature di Dio”.
SABRINA Spero sia ironico. (Ilaria comincia a leggere in silenzio. Sabrina aspetta qualche secondo poi prende una foglia della lattuga) ...E’ lavata?
ILARIA (distrattamente) Certo. (un’ altra pausa)
SABRINA Vabbè io vado, ciao.
ILARIA ...E l’insalata? 
SABRINA La mangio per strada. (morde una foglia e se ne va nell’ indifferenza di Ilaria che continua a leggere) 

In una registrazione un po’ surreale, con degli effetti ed un sottofondo che diventerà via-via sempre più infantile, ascoltiamo con curiosità l’articolo di Antonio. Verso la metà della lettura, con una romantica dissolvenza sentiremo assolvere la voce di Antonio. La lettura dell’articolo dovrebbe essere orientata dapprima verso una seria dicitura cattedratica per poi scivolare nel onirico racconto fiabesco.

VOCE ILARIA Non vogliamo sembrare retorici, ma crediamo fortemente, e non solo perché questa è la rubrica di cui siamo orgogliosi di occuparci, che nel mondo animale, tanto domestico quanto selvatico, risieda la meraviglia della creazione divina. Ci piace particolarmente emozionarci per le meraviglie che si annidano copiose nell’infinito e più che mai puro mondo degli animali. La nostra propensione di uomini indifferenti verso questa straordinaria ed inestinguibile fonte di stupori è tuttavia, dobbiamo riconoscerlo, borghesemente viziata dalla imperante moda per l’esotico, il lontano, e troppo spesso ci muoviamo a compassione nei confronti dell’inflazionato panda o della diffidente balena d’altri mari. Questa snobistica visione della fauna mondiale ci ha fatto dimenticare antichi sapori e magiche realtà che senza andare troppo lontano, i nostri nonni, o i nonni delle nostre cameriere, hanno avuto la fortuna di vivere. Non riusciamo a non invidiare quanti, speriamo ancora in molti, riescono a goderne anche ai nostri giorni, giorni della tecnologia avanzata, dei computer, giorni in cui le 24 ore sembrano bastare appena, alle nostre molteplici e mai sazie attività. (comincia la dissolvenza incrociata con la voce di Antonio) Ebbene, in questo stesso mondo, ier sera si è consumato un rito eterno, pieno della stessa sacralità di quello avvenuto 2000 anni fa a Nostro Signore. Ieri sera la scrofa ha sgravato. E il mattatoio comunale della nostra città, ospita altri 12 splendidi maiali ai quali auguriamo una vita serena (prima di mangiarceli cotti alla brace). Piggy è il nome della generosa maiala che ci ha regalato un piccolo evento, dal momento che in cattività è molto difficile che i porci riescano ad accoppiarsi. E da questo piccolo prodigio scaturisce la riflessione con cui abbiamo aperto codesto articolo. Perché ci interessiamo solo degli animali che non conosciamo e che probabilmente non conosceremo mai? Cos’ha il panda che non ha il porco? Non ha occhi anche lui? Non ha organi, membra, sensi, affetti? Non si nutre lo stesso con il cibo? Non si ferisce con le stesse armi? Non è soggetto lo stesso alle malattie? Se lo pungete non sanguina anche lui? E se lo avvelenate, non muore, forse? E’ una creatura di Dio come lo è tutto, a questo mondo. E se Dio è albero e albero è Dio, se Dio è rondine e rondine è Dio, allora Dio è porco e porco è Dio.
BUIO

ATTO 1° - SCENA 4

La luce sale prima sul vaso ROSSO, poi illumina tutta la scena. I tre intorno al tavolo. L’ atmosfera è piuttosto tesa.

ILARIA (accarezzando Antonio) Antonio, dai, mangia qualcosa!
ANTONIO (evitando la carezza infantile della madre) Mamma, per favore!
SABRINA (mangiando) Ma è proprio irrevocabile?
ANTONIO Ci hanno presi in giro, capisci? Avevano promesso che il giornale non avrebbe chiuso.
ILARIA Amore, quanto mi dispiace! Ero così orgogliosa di te! Tutto il palazzo, appena sapeva che c’era un tuo articolo, correva a comprare il giornale e poi c’era la processione di visite, complimenti! ...Però mangia qualcosa!
SABRINA Ma papà non poteva fare niente?
ANTONIO Figurati! Già è tanto che è riuscito a farmi assumere! Così per altri 10 anni non si sentirà in colpa.
ILARIA Dai! Papà fa quello che può! 
SABRINA Fa quello che gli permette di fare la stronza!

ILARIA Ma non è che è ...come dici tu! ...Oddio un po’ sì, ma vostro padre ha l’indole del perdente! Che vi credete, perché tra noi è finita? Perché io non ero certo disposta a fare la mogliettina brava a cucinare a lavare i panni e a spettegolare sul resto della famiglia come quella... “stronza” che si è preso! Eh, beh: quando ci vuole, ci vuole! Certo che da me a lei ha fatto un bel passo indietro!
ANTONIO Mamma dai! Tra voi è finita perché tu da giovane eri tremenda! Gli hai messo un sacco di corna!
ILARIA Ecco, quindi è colpa mia?
ANTONIO Non ho detto questo! E poi che c’entra adesso questo discorso?
ILARIA Non mi piace che pensiate a vostra madre come ad una poco di buono!
SABRINA Mamma, guarda che non lo pensiamo proprio!
ILARIA Sì, ma pensate che gli ho messo “un sacco di corna”!
ANTONIO Gliele hai messe! Dai, non ci giriamo tanto intorno!
ILARIA Perché tu sei maschio e non puoi capire!
ANTONIO Per favore!
ILARIA Se è successo, forse c’era un motivo.
ANTONIO Abbi il pudore di tenertelo per te!
ILARIA No, scusa, che stai insinuando?
ANTONIO Niente, niente.
ILARIA No, no, adesso arrivi fino in fondo.
SABRINA E dai, finitela!
ILARIA Allora? 
ANTONIO No, niente, davvero, scusami! Sono nervoso per il giornale.
ILARIA Non me ne importa niente, del tuo giornale! Tu pensi che tua madre sia una ...“battona”?
ANTONIO (anche un po’ divertito dalla parola desueta) Mamma, come parli?
SABRINA Per favore! Siamo a tavola!
ILARIA Do soltanto voce ai tuoi pensieri, vero?
ANTONIO Ti stai sbagliando!
ILARIA Pensi questo, vero?
ANTONIO Ma neanche per sogno!
ILARIA Invece lo pensi. Lo so! L’ho sempre saputo! (sta per piangere)
ANTONIO E hai saputo male. (sfidandola) O forse lo pensi tu stessa!
ILARIA Cosa.
ANTONIO Che sei una... “battona”! (ridacchia)
SABRINA Antonio!

ANTONIO Dai, mamma, io sono solo preoccupato perché sono di nuovo disoccupato! E a 30 anni non è piacevole!
ILARIA Pensa quanto è piacevole, a 60, capire che tuo figlio ti considera una...
ANTONIO Mamma, basta! Si stava parlando di me! Di me!! Dammi qualche consiglio utile! Fai la mamma, qualche volta!
ILARIA (tace qualche secondo, in difficoltà) Come se non lo facessi, vero? Antonio non mi parlare con quel tono perché davvero non lo merito! Vuoi dei consigli? Eccoli: (una pausa) ...No, non mi sento bene! Sabrina, vammi a prendere il sotto-lingua, ho le vampate!
SABRINA Sì. (si alza e va)
ANTONIO Mamma lo vedi? Non devi arrabbiarti! Calmati, adesso. Io volevo solo dire che adesso, il problema, è che quel poco di soldi che portavo, ce li scordiamo!
SABRINA (tornando) Dai, ci sono sempre io! Tieni. (guardando le pillole dentro la pasticchiera) Che strane, che sono: sembrano caramelle! Qual è?
ILARIA Quella gialla.
SABRINA Sono tutte uguali, cambia solo il colore!
ILARIA Me la dai o no? (le strappa di mano la pasticchiera)
SABRINA Sì, scusami. Tieni. (le passa pillola e bicchier d’acqua)
ILARIA (dopo aver preso la pillola) ...Povera stella! Ecco che tutto torna sulle tue spalle! E sei pure la più piccola!
SABRINA Che c’entra l’età? Se c’è bisogno...! 
ILARIA Ma tu sei donna! Hai bisogno di soldi per te! I vestiti, il parrucchiere!
SABRINA Ah, beh, su quello non ci piove! Piuttosto non mangio!
ILARIA Hai visto quel negozietto nuovo qui all’angolo? Mi sembra carino!
SABRINA Sì, c’ha un vestito che prima o poi me lo compro.
ILARIA Costa caro?
SABRINA Neanche tanto.
ANTONIO Vabbè, ho capito! Io vado a riposare. (si alza)
ILARIA Che ora è?
ANTONIO Le due e 5.
ILARIA (trasalendo) Oddio, è già cominciato Beautiful! Sparecchiate voi! (si alza e va al televisore, lo accende e si siede sulla poltrona)

Antonio e Sabrina sparecchiano silenziosamente mentre si sente solo un dialogo qualunque della soap - opera.

SABRINA Non devi esagerare, con mamma! Lo sai che poi ci resta male!
ANTONIO Ha fatto tutto da sé!
SABRINA Certo che questa del giornale non ci voleva proprio!
ANTONIO lo so! Mi dispiace che ora...
SABRINA Non dire niente! Siamo una famiglia, no? Se c’è un problema, ci si rimbocca le maniche e si cerca di risolverlo.
ANTONIO Dove lo trovo un altro lavoro, adesso?
SABRINA Prima o poi arriverà, e sarà migliore di quello di prima.
ANTONIO ...Terribilmente cattolico! (serio) Mamma me lo farà pesare all’infinito!
SABRINA Basta trovarne un altro presto! ...Certo, se ti fossi laureato...
ANTONIO Non cambiava nulla.
SABRINA Sì, ma con una laurea forse trovavi qualcosa di più gratificante della “cronaca animale”!
ANTONIO L’ultimo pezzo che ho fatto era sul canile! Quello prima: una cicogna folgorata su un traliccio di elettricità!
SABRINA Ma quello sui porci era proprio inevitabile? Ha sollevato un tale casino!
ANTONIO Ti giuro che non volevo! Non mi ero accorto che praticamente avevo bestemmiato per iscritto! Per me era una “colta citazione shakespeariana”! Cazzo, è l’unica cosa pesante che mi ricordo di aver letto. Mi piaceva l’idea di inserire Shylock vicino al porco! Questo dimostra con che perizia vengono controllate le bozze! E poi che ne sapevo che il direttore era ebreo! E pure il caporedattore, e l’editore! ...Stavo in un giornale di ebrei e non lo sapevo!
SABRINA Bastava leggere il nome: “Yavèh”. 
ILARIA Se dovete chiacchierare, andatevene in cucina!
ANTONIO Non stiamo chiacchierando! Stiamo cercando idee per il mio futuro!
ILARIA Per il futuro c’è tanto tempo! (Antonio sta per intervenire)
SABRINA Buono! Non replicare! Lasciala al suo Ridge!

Una pausa. Nella televisione c’è lo spot dell’ 144. Antonio si sofferma un attimo a guardare. Nello spot, dal testo prevedibilmente noto, si fa il nome di Katia, la “telefonista più sensuale delle hot lines”. Con effetto alla Scorsese sentiamo il testo dello spot diventare grande ed effettato sopra un pedale di violini e passare dall’amplificazione schiacciata del televisore alla piena sonorità corposa delle casse. Assieme a quest’effetto, nel crescere dei violini, vediamo scendere le luci intorno ad Antonio che resta in piedi e l’unico in luce. Tutto questo movimento - morbido ma deciso - deve durare pochi secondi e deve essere interrotto da Ilaria che sull’acme dell’effetto cambia canale facendo tornare tutto alla normalità. E’ una zoommata teatrale. 

ILARIA Uffa! Pubblicità.
ANTONIO (riavendosi, a Sabrina) ...Meno male che ci sei tu che mi freni!
SABRINA Quando mi ci incazzo io mi freni tu, no? (la luce piena comincia a dissolvere) Comunque, il segreto è sempre quello di farla parlare, e di non riscaldarsi mai! (BUIO. In registrazione, con effetto eco) 
E anche questo, io so farlo meglio di te!

ATTO 1° - SCENA 5

La luce torna evidenziando un luogo deputato al centro del palco dove vediamo Ilaria e Sabrina in piedi discutere animatamente. Lo spot resta acceso sul vaso ROSSO.

SABRINA Mamma, non mi rompere le palle! Ho 26 anni e so badare a me stessa.
ILARIA Non si direbbe! E’ la seconda macchina che distruggi!
SABRINA Mamma, è capitato! Mica l’ho fatto apposta!
ILARIA Voglio vedere! Non sopporto di sprecare i soldi così! Ne avessimo tanti, almeno!
SABRINA Ti ho già detto che me ne occuperò io! Non dovrai sprecare neanche 1000 lire! Ma è possibile che in questa casa si debba sempre pensare a piangersi addosso perché non avete i soldi?
ILARIA E’ un dato di fatto, no? 
SABRINA Potevi non andartene in pensione col minimo: a quest’ora avresti un signore stipendio, ed una posizione di prestigio: guarda le tue colleghe, sono tutte pezzi grossi!
ILARIA Non certo per il loro zelo dietro uno sportello!
SABRINA Mamma sei peggio di una serva! Poi ti lamenti di non avere amici! ...Io vado via! (fa per andarsene) 

Ilaria sta per controbattere ma si sente mancare sbiancando. Barcolla, si appoggia al tavolino causando la caduta del vaso rosso che si infrange al suolo. Ilaria lo guarda con un’aria strana. Si porta una mano al cuore trattenendo il respiro e tende un braccio verso Sabrina chiedendo aiuto.

SABRINA ...Mamma che c’è? (Ilaria non risponde) Mamma! (la soccorre, in preda al panico, gridando) Antonio! Antonio!!! Corri, mamma sta male!

Sorregge la madre che si accascia al suolo senza parlare, con il terrore negli occhi.

ANTONIO (arriva trafelato e inizialmente non vede la madre) Che succede? Cazzo, il vaso cinese!
ILARIA (emette un gemito di dolore e sviene)
SABRINA ...Cristo! Chiama qualcuno sta male!
ANTONIO (allarmato) Mamma! (a Sabrina) Che è successo? 
SABRINA Si è portata una mano al petto ed è crollata! Chiama l’ospedale!
ANTONIO Dai! (la prende in braccio) Aprimi la porta! Prendi le chiavi della macchina! Muoviti!!
SABRINA No, la macchina è rotta! Chiamo l’ambulanza! (prende l’elenco telefonico)
ANTONIO Come “rotta”?
SABRINA Ho tamponato una stronza con l’Ape Piaggio. L’ho mandata all’ospedale. (Sabrina comincia a sfogliare l’elenco) ...Non lo trovo!
ANTONIO Hai rotto un’altra macchina?
SABRINA Senti, per favore, non cominciare pure tu!
ANTONIO E di chi era la colpa?
SABRINA Mia! Non l’ho vista e l’ho fatta cappottare! Contento?
ANTONIO Ma è possibile che c’hai sempre torto tu? Non t’è mai venuto il dubbio che tu non sappia guidare?
SABRINA Senti, questo argomento è pericoloso! A mamma è costato un probabile infarto! ...Io faccio il 12!
ANTONIO Certo, ne sei fiera, no? E sentiamo, qual è stata la dinamica? ...Perché il 12?
SABRINA Gli insetti mi terrorizzano! Lo sai!
ANTONIO Non mi sembra un buon motivo per far cappottare tutte le Api Piaggio che incontri per strada!
SABRINA M’è entrata una vespa in macchina! ...Niente! Linee piene!
ANTONIO Una Vespa? Ma non era un' Ape?
SABRINA Tu che ne sai, non c’eri! (riprende l’elenco)
ANTONIO (tace)
SABRINA E comunque ape o vespa che sia, la colpa è tutta sua!
ANTONIO Allora è colpa sua?
SABRINA Certo! M’è preso il panico e ho perso il controllo, ho preso l’Ape e ha cappottato!
ANTONIO Allora è colpa tua!
SABRINA Un po’ e un po’! Ma vallo a dimostrare!
ANTONIO Concorso di colpa?
SABRINA Sì! La colpa è prima della vespa, poi mia!
ANTONIO ...E l’Ape?
SABRINA Ha cappottato!
ANTONIO ...Hai preso gli estremi della Vespa?
SABRINA Mi prendi in giro?
ANTONIO (tace)
SABRINA Gli estremi della vespa! Se ti pare il momento di fare dello spirito!
ANTONIO ...Dai, sbrigati con quel telefono... Che cazzo fai?
SABRINA Cerco il numero dell' ambulanza... 
ANTONIO Ma sei scema? E’ il 118
SABRINA E che cazzo ne so, io! Chi l’ha mai chiamata! (fa il numero)
ANTONIO Certe cose vanno sapute comunque! In un’emergenza...!
SABRINA Infatti! Senti qua! (gli passa la cornetta ma Antonio non può prenderla perché ha le mani occupate per tenere in braccio Ilaria)
ANTONIO Ma che c’è? 
SABRINA Senti!
ANTONIO Sabrina, per favore! Se non te ne sei accorta ho le mani occupate per sorreggere colei a cui tu hai fatto poc’anzi venire un infarto! Quindi, o mi spieghi che cazzo c’è da sentire lì dentro, oppure me lo appoggi all’orecchio, e in tutte e due le soluzioni mi sembra che possa essere una discreta perdita di tempo!! ...Allora?
SABRINA Allora che? ...”i nostri operatori sono momentaneamente occupati, vi preghiamo di richiamare tra qualche minuto”!
ANTONIO Stai scherzando?
SABRINA (ripetendo il gesto della cornetta) Senti!!
ANTONIO (una pausa) ...Vabbè, andiamo noi!
SABRINA A piedi? Non dico per me, ma tu hai un bel peso da portare!
ANTONIO Sabrina sei scema? Per quello che ne so io, mamma potrebbe pure essere già morta! ...Sentile il polso!
SABRINA E come si fa?
ANTONIO Io l’ho sempre detto che dovevi farti la tua bella stagione di boy scout! Cazzo, almeno senti con l’orecchio se le batte ancora il cuore, no?
SABRINA Sì, questo lo so fare! (lo fa) No, non c’è!
ANTONIO Come?
SABRINA No, ecco, sì! Sì batte! (sprofonda in una poltrona) Meno male, è viva!
ANTONIO E’ già qualcosa! (guardando Sabrina) ...Beh, non lo so, adesso fumati pure una sigaretta!
SABRINA Buona idea! (accende una sigaretta con un accendino d'oro che estrae dalla borsa, mentre Antonio la guarda incredulo) ...Hai visto che bello? E' un regalo! Costa 5 milioni, sai?
ANTONIO (dopo una pausa, forte) Il taxi! Chiama un taxi!!
SABRINA Non c'è bisogno di urlare! (riprende l’elenco)
ANTONIO 3570!!!
SABRINA Ma come cazzo fai a sapere tutti ‘sti numeri! (fa il numero e risponde) Per cortesia, potrebbe mandare un taxi a Viale Somalia 144? Grazie, è piuttosto urgente! 10 minuti? Troppi! Facciamo 5? Ok, 7 e non se ne parla più! Grazie. (Attacca e si risiede)
ANTONIO "Per cortesia"? ..."E’ piuttosto urgente"?? Non ho parole! ...E quanto te l’ha messo il pareo? (Sabrina lo guarda senza capire) Dove la portiamo?
SABRINA (sospirando) Copacabana.
ANTONIO Eh?
SABRINA Copacabana.
ANTONIO Che cazzo dici?
SABRINA Copacabana!
ANTONIO (tace)
SABRINA Copacabana. Tra 7 minuti al portone.
ANTONIO ... Forse facevamo meglio a fare l’autostop. ...Potevamo chiedere aiuto ai vicini! Merda, perché non ci ho pensato! Speriamo che vada tutto bene, il rimorso mi ucciderebbe! 

Adagia Ilaria su una poltrona. Nel farlo, la fa sedere sul telecomando che accende il televisore proprio mentre sta passando lo spot dell’144. 

TELE-KATIA “...Tutte le tue voglie più porche. Solo io, Katia, te le posso togliere. Non perdere tempo! Non lo vedi che sono già tutta eccitata, razza di lurido...!”

Antonio cerca di prendere il telecomando da sotto Ilaria ma non ci riesce, così Sabrina si alza e spegne il televisore.

ANTONIO ...Dove la portiamo?
SABRINA Dove vuoi portarla, in ospedale, no?
ANTONIO Al S. Camillo c’hanno i topi.
SABRINA Escluso! 
ANTONIO Al Policlinico t’attaccano i virus.
SABRINA Escluso! ...Al S. Andrea hanno ricoverato Antonella!
ANTONIO Perché? Che le è successo?
SABRINA Hanno detto “un brutto attacco di gastrite”. L’hanno tenuta 2 giorni in osservazione e poi l’hanno dimessa!
ANTONIO E ora come sta?
SABRINA Le hanno tolto la cistifellea!
ANTONIO Escluso! (pausa) Chiederemo al tassinaro! 

BUIO


ATTO 1° - SCENA 6

Una luce evidenzia che al posto del vaso andato in frantumi ora c’è un bel bricco d’argento. Sale il piazzato: Antonio e Sabrina stanno chiacchierando dopo una cena sono molto allegri e un po’ brilli. Il loro atteggiamento è piuttosto equivoco

SABRINA Non dire cretinate! (Guardando la tavola) Madonna, ci siamo fatti fuori due litri di vino!
ANTONIO Che t'importa del vino! ...Dai dimmi la verità! Con Felice ci sei stata davvero?
SABRINA Antonio, ma che è tutta 'sta confidenza? Noi due non abbiamo mai parlato di certe cose "intime"!
ANTONIO Beh, ma che vuoi, tu eri sempre la sorellina piccola e mi avrebbe stranito sapere che tu andavi a letto con i miei amici! Passami il limoncello!
SABRINA Ma se eri tutto contento che uscivo con voi? Tieni. (Glielo passa. Antonio se ne versa un po' nel bicchiere e ne mesce anche a Sabrina)
ANTONIO Beh, almeno ti tenevo d'occhio, no?
SABRINA Questo lo credevi tu! ...No, dai che poi mischio e mi sbronzo definitivamente!
ANTONIO Dai, tanto poi si va a letto!
SABRINA In che senso, scusa? (Antonio tace spiazzato) Oh, che è quella faccia? Sei scemo?
ANTONIO ... Vuoi dire che non ti controllavo abbastanza?
SABRINA No, tu mi controllavi anche troppo, ma i tuoi amici erano molto più bravi a depistarti.
ANTONIO Cioè?
SABRINA Dai Antonio, non dirmi che non hai mai notato nulla!
ANTONIO Di che, scusa? Io so che filavi con Felice. Che altro c'era da notare?
SABRINA (sempre più presa dall'ebbrezza) Eh!!! Felice era solo uno dei tanti!
ANTONIO (stando al gioco della sua ebbrezza) Uno dei tanti? Vuoi dire che...
SABRINA Sergio, Fabio, Marco...
ANTONIO Stai scherzando!
SABRINA No, ma erano cose innocenti... Oddio, manco tanto...
ANTONIO Vabbè, dai ...le pomiciatine adolescenziali!
SABRINA All'inizio sì, ...
ANTONIO Dici sul serio?
SABRINA Ma tu lo sai con chi ho fatto l'amore per la prima volta? ...Oddio ma che ti sto raccontando? (ride)
ANTONIO (al gioco) Dai, che vuoi che sia! A me fa piacere sentirti dire certe cose. E poi lo sai che, anche se sono più grande, ti invidio molto! Il tuo carattere, la tua sicurezza! ...E' carino parlarne, no?
SABRINA E' più carino farle, certe cose! (Antonio non risponde)
ANTONIO E comunque guarda che sono informatissimo! L'hai fatto con quel tuo compagno di classe ...Matteo!
SABRINA (ridendo) Matteo?! ...Prima di lui ce ne sono stati almeno due!
ANTONIO Sabrina, facevi il liceo! Avrai avuto massimo 16 anni! ...Dai, smettila di prendermi in giro!
SABRINA Dico sul serio! E poi l'età che c'entra? Frequentando te e gli amici tuoi, sono sempre stata in mezzo a ragazzi più grandi, e con "necessità" diverse dalle mie!
ANTONIO Perché? La prima volta l'hai fatto con un amico mio?
SABRINA Te lo sto dicendo! Non so perché, ma te lo sto dicendo! (ride)
ANTONIO Felice?
SABRINA Gli sarebbe piaciuto!
ANTONIO Non era Felice?
SABRINA Lo sarebbe stato se gliela avessi data! (ride)
ANTONIO Eh?
SABRINA Che?
ANTONIO Chi cazzo è stato? (le mesce altro vino)
SABRINA Andrea, no? (bevendo) Però è l’ultimo, eh!
ANTONIO Andrea?
SABRINA Era così carino! Mi piaceva un sacco.
ANTONIO Ma è stato poco, nel gruppo!
SABRINA Sì, infatti è stato uno stronzo! Io mi ero mezza innamorata!
ANTONIO Ma, cazzo, la prima volta si fa con uno che ami!
SABRINA Io credevo di amarlo! E poi ci sapeva fare davvero! Mi faceva un sacco di regali...
ANTONIO Grazie, era ricco sfondato!
SABRINA Poi, sarà che erano le prime cose più serie, ma mi eccitava da morire!
ANTONIO Cioè? (la fa bere ancora)
SABRINA (in un crescente stato di ebbrezza) Non lo so, ma mi accarezzava tanto, mi coccolava, mi copriva di baci! Noi andavamo sempre al cinema di pomeriggio, e lì non facevamo altro che baciarci. - Ma perché ti dico certe cose? - Poi, dopo, mi riportava a casa e ci salutavamo. Però a un certo punto, hanno cambiato il turno di lavoro di suo padre, sua madre c'aveva l'amante e così dopo il cinema, ma più spesso al posto, del cinema, andavamo a casa sua. Ci facevamo un tè, qualche biscotto, e cominciavamo a pomiciare. Sempre con l'angoscia che la madre tornasse da un momento all'altro, ma proprio per questo con molta più passione, per non perdere neanche un minuto. Una sera eravamo tornati da un ricevimento in un' Ambasciata e avevamo mangiato e bevuto tantissimo. Io ero particolarmente euforica e i suoi erano rimasti in Ambasciata. Sapevo anche, e lo speravo un po’, che quella sera sarebbe stata speciale. Lui era sempre molto delicato quando voleva fare qualcosa. Cominciava col baciarmi sul collo, in bocca, e poi, non so come, riusciva sempre a slacciarmi il reggiseno. Si toglieva la maglietta ed era davvero uno spettacolo - con tutta la palestra che faceva! - poi cominciava a spogliare me, ma era bravissimo, io neanche me ne accorgevo! Io stavo lì, il mutande e basta e lui mi accarezzava, mi baciava la pancia, metteva la lingua nell'ombelico e mi sfiorava il seno. - Devo essere proprio ubriaca, per dirti tutto! ...Vabbè, intanto io sentivo che si strusciava sulla mia coscia e che gli piaceva un sacco! Io sapevo che da quello a farci l'amore il passo era breve ma ero molto intimidita e spaventata, dalla cosa! Poi cominciava a toccarmi da sopra le mutandine, e a me piaceva da morire, ma io sentivo che voleva anche qualcosa da me, e ...non avevo molto coraggio. Ma a un certo punto non ce l'ho fatta ed ho cominciato a toccarlo anch'io, dai pantaloni. Credo che lui non stesse più nella pelle! Nel giro di un secondo se li era tolti ed era rimasto in boxer. Allora io ho cominciato ad accarezzarlo sulle cosce, avevo una paura tremenda, ma mi piaceva quella sensazione. Mi avvicinavo sempre di più, poi mi sono infilata sotto i boxer dalla parte della coscia e con la punta delle dita ho sentito il caldo delle sue palle. Non ho resistito e gliele ho accarezzate tantissimo. Volevo fare altro, ma non lo avevo mai fatto, e anche se con le compagne, in classe, come una lo fa, dà l'annuncio a tutta la scuola, dalle parole alla pratica, c'era di mezzo l'imbarazzo! Era il primo uomo che toccavo lì, ed era bellissimo. Solo che mi rendevo conto che c'era qualcosa che facevo male, lui si dimenava e sentivo che in mezzo al piacere c'era anche un po' di insoddisfazione. Intanto mi toccava anche a me e io non sapevo se dovevo pensare a me o a lui: due cose insieme non ho mai saputo farle. - Vabbè, tanto ormai mi sono sputtanata, tanto vale arrivare fino in fondo! - Ogni volta ero vicinissima all'orgasmo e lui se ne accorgeva e si fermava pelo-pelo e così mi faceva eccitare sempre di più. Che fossi toccata, non era una cosa nuova, ma il fatto di toccarlo anch’io mi rendeva il tutto come una novità bellissima. Ma evidentemente lui non era contento di me: a un certo punto mi ha preso la mano con la sua e ha cominciato a muoverla come diceva lui. Mi sa che io andavo troppo piano e lui così mi ha dato il ritmo giusto, ha continuato così per un po’ poi mi ha lasciato ed ho continuato io, mentre lui mi toccava da Dio. Sono venuta tantissimo. Mi sembrava che non finissi mai. Ma evidentemente, per pensare a me ho trascurato lui. Ha aspettato che finissi di venire e mi ha tolto la mano e ha cominciato a toccarsi da sé!
ANTONIO (dopo una pausa) ...S’è fatto una sega?
SABRINA Lo so, che dovrebbe essere una cosa brutta, che dovrei sentirmi umiliata, ma invece mi eccitava da morire. Vederlo come sapeva darsi piacere era bellissimo, mi sembrava anche come un insegnamento. Guardavo tutti i suoi movimenti per capirli fino in fondo e per regalargli, la prossima volta, lo stesso piacere. Poi mi ha detto che gli mancava pochissimo e mi ha chiesto di fare qualcosa. Io non ho avuto dubbi: - tieniti forte! - Mi sono chinata su di lui e glielo ho preso in bocca ed appena mi è stato dentro lui è venuto. Ovviamente non me l’aspettavo, così presto e così tanto! Mi è andato giù per traverso ed ho cominciato a tossire tantissimo. Lui continuava a venire da solo, mentre io tossivo e sputavo tutto sulla sua pancia. A lui faceva un po’ schifo e cercava di schivarlo, rigirandosi sul divano mentre continuava a venire. Ovviamente, nel muoversi, continuava a sporcarsi e soprattutto a sporcare il divano buono. Io intanto non riuscivo a smettere di tossire e lui mi gridava di finirla e di riprenderglielo in bocca perché, praticamente, stava venendo da solo. Ma io non volevo più, avevo le lacrime per lo sforzo. Non so se avesse una borraccia con delle scorte, ma continuava ininterrottamente a venire, era quasi imbarazzante! Ma la tosse non finiva e si faceva sempre più secca e del tutto inaspettatamente, ho cominciato a vomitare. Il primo schizzo è finito sul De Chirico che stava sopra il divano ed ha cominciato a colare sulla carta da parati damascata. Poi mi sono riuscita a trattenere, per guardarmi attorno. Sul tavolino c’era una meravigliosa zuppiera d’argento del 700: l’ho presa e ho continuato a vomitarci dentro. Che con tutto il vino che avevamo bevuto... praticamente ho fatto la Sangria.

C’è una strana pausa. Antonio molto lentamente si avvicina a Sabrina e la bacia in bocca. Sabrina è intontita dal vino e dai racconti spinti che ha appena rivissuto e lo lascia fare un attimo, ma subito dopo si allontana dal suo bacio. I due restano immobili e si continuano a fissare. 
BUIO.

ATTO 1° - SCENA 7

E’ giorno. Antonio è in mezzo alla scena con il telecomando in mano. Nell’altra mano ha un foglietto ed una penna ed ha appena spento la televisione. Si siede alla poltrona e si avvicina il telefono. Sta qualche secondo interdetto sul da farsi poi consultando il foglietto fa il numero. Non appena l’ha terminato, come per magia, si accende il televisore proprio sullo spot, ma stavolta è muto. Mentre dalle casse principali sentiamo...

VOCE 144 (con sottofondo di musichetta soft) “Servizio 144. - Tassazioni in corso.- Le nostre linee sono momentaneamente occupate ma vi invitiamo a non perdere la priorità acquisita e ad aspettare in linea. Siete in attesa di essere collegati con il numero selezionato. Il servizio 144 è un servizio privato a pagamento temporale. Il costo diurno è di 2875 lire a scatto. Nelle ore comprese tra le 09 le 21 la tassazione è di uno scatto ogni 8 secondi. Un messaggio registrato ricorderà all’utente che le tassazioni sono in corso ed ogni 50 scatti l’utente verrà aggiornato sul numero degli scatti effettuati. (cambio di voce, sexy) Ciao! Il numero che hai selezionato ti mette in contatto con la nostra ragazza più sensuale ma anche più sensibile. - Tassazioni in corso” ... 

Sul proseguire della battuta, le luci vanno dissolvendo molto lentamente.

VOCE 144 …“Katia è una stupenda ragazza di 23 anni che ha finalmente visto realizzato il suo profondo io nell’essere di conforto e aiuto a quelle persone che, come lo è stata lei per troppo tempo, sono sole, anche a letto. E’ per questo che ha capito di volersi dedicare al piacere fisico. Qualcuno - Tassazioni in corso - le aveva raccontato una strana frase che fin da piccola scavava nella sua mente e finalmente, grazie alle nostre linee e a quelli come te, Katiusha, la nostra dolce e selvaggia maialina, ha potuto afferrare... no, no, no ha potuto afferrare... il senso di quelle difficili parole: ”mens sana in corpore sano”. (cambio di voce) Sono stati effettuati 50 scatti. Siete in attesa di collegarvi con l’interno da voi selezionato”....

La dissolvenza è ormai arrivata al BUIO.

ATTO 1° - SCENA 8

All’alzarsi delle luci c’è Ilaria, con ancora il cappotto, che sta in piedi al tavolo e controlla la posta. La porta di ingresso è aperta e poco dopo entrano Antonio e Sabrina con delle borse in mano.

ANTONIO Eccoci, mamma!
ILARIA Neanche torno a casa e già trovo conti da pagare!
SABRINA Cos’è?
ILARIA La bolletta della luce! ...Se vi ricordaste di spegnere le luci quando uscite da una stanza!
SABRINA (ad Antonio) Sta decisamente bene!
ILARIA Stavo meglio in ospedale! Almeno lì c’è qualcuno che si prende cura di te! (nota che al posto del vaso c’è il bricco d’argento) E questo? ...Dov’è il vaso?
ANTONIO (a Sabrina) ...Se l’è ricordato!
ILARIA Dov’è il mio vaso cinese?
SABRINA Mamma, si è rotto quando litigavamo.
ILARIA ...Sei stata tu?
ANTONIO No, quando sei svenuta sei finita sul tavolo e...
ILARIA Il mio vaso cinese! E’ tutta colpa tua, Sabrina!
SABRINA ...Mi dispiace!
ANTONIO (un po’ imbarazzato) Ci sei mancata, mamma!
ILARIA Dovrei crederci? Come se non sapessi che festini avete organizzato qui! (Antonio e Sabrina si guardano ma Sabrina non regge lo sguardo e si volta dalla parte opposta) 

Ilaria, senza farsi vedere, prende dalla borsa la pasticchiera e la nasconde da qualche parte, poi fa finta di cercare qualcosa e alla fine prende la pasticchiera stessa. 

ILARIA ...Eccola! Ci voleva tanto, a trovarla?
SABRINA Dov’ era?
ILARIA Qui. Sotto questo cumulo di giornali di Antonio!
SABRINA Ma io c’avevo guardato, lì!
ANTONIO Anch’io!
ILARIA Certo! Con la vostra solita perizia!
SABRINA Dammela, la porto subito in ospedale!
ILARIA No! Tanto domani devo andare a misurarmi la pressione... la porto io!

Nel rimetterla nella borsa le cade di mano aprendosi a terra. Tutti si precipitano a raccogliere le pasticche rimettendole nella scatoletta.

ILARIA Porca miseria! Prendetele tutte, mi raccomando!
ANTONIO Ma è possibile che non ti ricordi il nome di questa medicina?
ILARIA Non mi ricordo, ti dico! Era da poco, che le prendevo! Questa era la prima scatola!
SABRINA Certo che è strano, eh! Non hai una ricetta, non hai neanche una scatola vuota e il tuo cardiologo non è nell’albo, non risulta da nessuna parte e il numero di telefono che ti ha dato è inesistente!
ILARIA Te lo dico io com’è andata: quello magari non è neanche laureato e si fa dare un sacco di soldi a nero. Poi vi stupite che mi sia venuto l’infarto!
ANTONIO Mamma, tu non hai avuto nessun infarto! Stai benissimo!
ILARIA Lo saprò io se sto benissimo o no? 
SABRINA Ma i dottori...
ILARIA Sabrina, non mi fare innervosire - di nuovo! - ché davvero non è il caso! I dottori sono un mucchio di cialtroni! Ma io lo so che ho avuto un infarto! Me la sono sentita io, la fitta al petto! Falli parlare i “dottori”!
ANTONIO Mamma, c’è poco da dire: le tue analisi sono perfette! Anche quelle cardiache! Lo so che non si spiega, ma avevi solo un' alta percentuale di ferro nel sangue, che non c’entra niente con l’infarto e che si è aggiustata dopo due giorni di ospedale! Forse è stata una cosa psicologica! Neanche i medici riescono a capire!
ILARIA Appunto! E noi dovremmo fidarci di loro?
SABRINA Beh, comunque porta quelle pasticche all’ospedale così almeno sapremo che roba ti faceva prendere quel disgraziato!
ILARIA Contaci! E domani vado anche a fare la denuncia al commissariato! Non deve passarla liscia! ...Antonio, com’è andato l’incontro con Sara?
ANTONIO Ah, credo bene! Anzi bene, comincio a lavorare la prossima settimana! ...E' carino il suo albergo!
ILARIA Non è suo: è del marito. Mi raccomando! Non farmi fare brutte figure. ...Ah, se non ci fosse vostra madre...!
ANTONIO Dovrò abituarmi ad invertire i fusi orari!
SABRINA Ma proprio il turno di notte ti doveva dare?
ILARIA Già è tanto che l’ha preso! Sono appena tornata e già mi fate innervosire! Io vado a riposarmi!
SABRINA Anch’io, ché nel pomeriggio devo andare a vedere altre due case!
ILARIA ...Ancora?! ...Tanto non la trovi! E se la trovi non ti faccio andare via! Lo sai. (Sabrina sta per intervenire, ma si intromette Antonio) 
ANTONIO (a Sabrina) ...Posso accompagnarti? Almeno mi diverto un po’! E magari mi faccio anche un’idea sui prezzi per quando servirà a me.
ILARIA (ridendo un po’ sguaiatamente) Quando servirà a te?! Antonio, tu non te ne andrai mai, a meno che non vinca al totocalcio! (Antonio accusa il colpo cercando con gli occhi il sostegno di Sabrina)
SABRINA Mi dispiace, Antonio, ma mi accompagna Fabio.
ANTONIO ...E chi è?
ILARIA Piccolo mio, non fare domande indiscrete! 
ANTONIO Chiedo solo chi è?
ILARIA Non chiedere, immagina! Sono sicura che c’arrivi, anche se la pratica non ti è familiare!
SABRINA Mamma smettila! (Antonio e Sabrina si fissano per un attimo)
ILARIA (cambiando tono e diventando più mamma, a Sabrina) Ma perché t’è venuta questa idea fissa della casa? Non stai bene qua con mamma e Antonio?
SABRINA (andandosene) Poi ne parliamo! Ciao! (sorridendo amaramente) Ciao Anto’! (esce)
ILARIA (rimasta sola con Antonio) Parlaci tu. Dille che mi fa del male, se se ne va.
ANTONIO Mamma, fa benissimo! Se potessi l’avrei già fatto anch’io!
ILARIA (andandosene) Quando sarò morta, i rimorsi vi rosicchieranno il cuore!

Antonio resta solo e passeggia un po’ per la stanza. Di tanto in tanto va ad origliare alla porta poi, con gran circospezione, va al telefono e compone un numero, restando in attesa.

ANTONIO (davvero molto dolce) Ciao Katia, sono Antonio. Come stai? ...Insomma, ho avuto una giornata pesante, ho fatto un colloquio di lavoro che è andato bene, per fortuna. ...No, magari! Tramite mamma. Dalla settimana prossima farò il portiere di notte in un albergo. ...Beh, sai, c’è bisogno di soldi! ...Ma tu non esci mai? ...Tutte le volte che chiamo ci sei. ...Ah, e si può trasferire pure sul cellulare? ...Non lo sapevo. Ho capito. ...Come? ...No, tutt'altro che ricchi. Mamma è già in pensione. Perché...? ...Non ti preoccupare, le bollette del telefono le pago io. ...No, ho detto a mamma che sei la mia ragazza, e che abiti fuori. E poi non ti chiamo sempre da casa. La scheda di ieri è volata in un baleno, mi è dispiaciuto molto. ...E’ molto carino che dici così, anche se va contro il tuo lavoro. E poi sono contento se le mie telefonate ti fanno guadagnare bene. Così magari un giorno potrai smettere di fare questo lavoro e ci potremo incontrare. ...Eppure ho sentito che qualche tua collega se ne è fregata. ...Che vuol dire “professionismo”? ...Lo so che hai dovuto firmare, ma chi se ne accorgerebbe? Potremmo vederci in un locale pubblico, o al cinema! ...No, tu non riesci a capire: io sono davvero innamorato di te! ...Si lo so, ma sicuramente sei più bella tu di quella dello spot. ...Già sono passati 50 scatti? Va bene, facciamone altri 10. Dove sei? ...No, dammi la versione professionale. ...Ok, a letto. Hai sonno? ...Il tuo letto è matrimoniale, vero? ...Sei spogliata? ...Ah già, devo scegliere io... Allora hai una camicia da notte. Bianca... 

Alle spalle di Antonio si apre lentamente la porta delle camere e l’assolvere delle luci fa apparire tenuemente Sabrina in camicia da notte che, immobile, fissa Antonio. Ha i capelli sciolti e la descrizione di Antonio calza perfettamente con la sua immagine.

ANTONIO ...Di cotone bianco, candida, antica ...Hai i capelli sciolti? ...Sei bellissima! A piedi nudi. Lascia che ti guardi così. ...Ti vedo, ti vedo. Lasciami fare! Dio, come sei bella. Sei quello che ho sempre sognato! Ti ho spedito la mia foto. ...Sì, alla casella postale. ...No, non sono eccitato. ...Masturbarmi? No davvero! ...Perché insisti? Non mi va. Non è per questo che ti ho telefonato! ...Le prime volte non ti conoscevo, era tutta un’altra cosa. ...No, non lo farei più. ...Lo sai, perché. ...Vuoi sentirtelo dire? ...Ok, a me fa bene dirtelo. Ti amo. (le luci cominciano a calare) Ti amo. 
BUIO 
VOCE 144 (metallica sul buio) Sono stati raggiunti 100 scatti di tassazione.


ATTO 1° - SCENA 9
In scena ci sono Antonio e Sabrina.

SABRINA Antonio, per favore! Non insistere.
ANTONIO Ma scusa Sabri, secondo me fai una fatica inutile! Non è ancora il momento, il tuo lavoro non è stabile! Se dovessero cambiare le cose? Come te lo paghi l’affitto?
SABRINA Senti, a parte che di soldi da parte ce ne ho un po’, ma poi vorrà dire che se le cose cambiano tornerò a casa! E poi stai tranquillo che non cambia niente!
ANTONIO Che ne sai tu? Ora va tutto bene, d’accordo, ma metti che ti licenziano?
SABRINA A me? E’ assolutamente impossibile!
ANTONIO Perché?
SABRINA Sarebbe più facile che cambiassero direttore!
ANTONIO E se arriva una più raccomandata di te?
SABRINA Ma allora non hai capito? A me mi raccomanda il direttore di banca in persona!
ANTONIO Ma non ti aveva raccomandato mamma?
SABRINA Sì, certo! All’inizio è stata lei, ma se non c’era Fabio da mo’ che stavo a spasso!
ANTONIO E chi è Fabio?
SABRINA Il mio direttore. 
ANTONIO Sabrina, ma questo Fabio è lo stesso?
SABRINA Di che?
ANTONIO E’ lo stesso con cui tu vai a vedere le case?
SABRINA Sì. (una pausa)
ANTONIO Sabrina, tu stai col tuo direttore di banca?
SABRINA Non è che ci sto... ci frequentiamo!
ANTONIO (razionale) Sì. Ma pensate di andare a vivere insieme?
SABRINA Con Fabio? Impossibile.
ANTONIO Perché?
SABRINA E’ sposato. (gelo)
ANTONIO ...Sei l’amante!
SABRINA Uffa, Antonio, sei noioso, eh!
ANTONIO Immagino che quell'accendino sia un regalo suo!
SABRINA ...Beh?
ANTONIO Non ti senti un po’ ...puttana?
SABRINA Antonio, non ti permettere! Alla mia vita ci penso io! Tu pensa alla tua, che ne hai bisogno! 
ANTONIO Io...
SABRINA Non giudicarmi!
ANTONIO Io non ti giudico... ti invidio! Dovresti saperlo, io vorrei essere come te! Vorrei la tua leggerezza. La tua solarità. La tua sicurezza. Davvero! ...Vorrei starti dentro!
SABRINA (dopo una pausa) Troveresti il vuoto.
ANTONIO Non mi lasciare solo con mamma!
SABRINA (dopo una lunga pausa) ...E’ meglio che io me ne vada, credimi!
ANTONIO Non mi lasciare solo con mamma! 

Irrompe nella scena Ilaria con la sua solita energia in esubero. Ha le borse della spesa.

ILARIA Ragazzi, aiutatemi con queste buste.
SABRINA Come stai oggi?
ILARIA Da povera vecchia. (Antonio prende le buste e le porta via)
ANTONIO Certo che se non fai la vittima non sei contenta?
ILARIA Ho 60 anni tra un mese! Troppo bene mi tengo!
ANTONIO (da fuori) Mamma, stai bene!
ILARIA Ma che ne sai tu, di come sto io? ...Ecco: ho portato due buste e m’è venuta la sudarella!
SABRINA Beh, oggi fa caldo! E’ normale, mamma.
ILARIA Sabrina, non ti ci mettere anche tu! ...Ah, ma non sapete che è successo!
ANTONIO (tornando) Cosa?
ILARIA Tenetevi forte! Per il mio compleanno ho organizzato una bella cena!
SABRINA Brava, mamma! 
ANTONIO Così ci piaci! Divertiti un po’ anche tu!
ILARIA Guarda che io mi diverto tantissimo! Mi hai mai visto senza un sorriso?
ANTONIO Per sorridere bastano i muscoli, per divertirsi c’è bisogno di qualcos’altro!
ILARIA Proprio tu parli?! (Antonio si irrigidisce)
SABRINA Mamma!
ILARIA Eh beh, quando ci vuole...! 
SABRINA ...E chi viene a cena? Quanti sarete?
ILARIA Saremo! Restate anche voi!
SABRINA Ma dai, noi che c’entriamo? State tra di voi, vi divertirete di più!
ILARIA Non credo proprio. Senza di voi non faccio niente!
ANTONIO Ma perché?
ILARIA Non sapremmo di che parlare! E poi: se famiglia dev’essere, che lo sia al completo!
ANTONIO Famiglia?
ILARIA Ve l’ho detto di tenervi forte: ho invitato vostro padre e "la stronza" - l'avete chiamata voi così!
SABRINA Che hai fatto?
ILARIA Non potete immaginare la faccia di vostro padre! Non sapeva dove guardare!
ANTONIO Ma perché, che è successo?
ILARIA Sono andata in agenzia a prendere l’assegno di papà. Come al solito sono entrata in ufficio tutta euforica. Gli stavo raccontando del tuo nuovo lavoro che come al solito ti ho trovato io, e vedevo che lui era tutto rigido, con un sorrisetto nervoso, strano; gli ho chiesto se stava bene e lui mi ha detto: “Ilaria, ti ricordi di Giorgia, vero?”. Per un attimo mi si è fermato il sangue, mi volto e la vedo lì, seduta, con Novella 2000 in mano, che mi guarda con un sorriso ebete. Il gelo. Poi lei mi fa: “si accomodi!” - Capito? Per far vedere che quella era zona sua! - Povera illusa! Intanto qui, l’unica che ha avuto il cognome di vostro padre sono io! Ho guardato papà e sono partita. “Beh, mi pare il minimo che ci diamo del tu, qualcosa in comune ce l’abbiamo, no? Sapessi quanto sono contenta di conoscerti! Ho tanto sentito parlare di te! E poi finiamola con tutti i luoghi comuni di odio tra le mogli, cioè, l’ex moglie e la nuova compagna. Io non ti odio, anzi mi sembri simpatica. E come sei elegante! Splendido quell’anello, te l’ha regalato lui? Eh, sei fortunata! Io ci stavo all’inizio della carriera, non avevamo un soldo, ora invece...! Beh, visto che oramai ci conosciamo, ed era ora, ti confesso che sono davvero contenta. Secondo me diventeremo amiche! E così almeno la famiglia potrà riunirsi per davvero, a Natale, senza dover fare i turni per darsi i regali!”
ANTONIO Oh mio Dio, e papà?
ILARIA Niente! Muto come un pesce! Secondo me s’è anche divertito! Si è sempre divertito, con me!
SABRINA E poi?
ILARIA Abbiamo chiacchierato del più e del meno! Di voi, soprattutto. E alla fine mi è sembrato carino organizzare questa riunione. Che ne dite?
SABRINA Povero papà. Sarà stata la mattina più lunga della sua vita.
ANTONIO (divertito) Avrei voluto vedere la sua faccia!
ILARIA Indescrivibile! E comunque la vedrai alla festa! (con enfasi) Sarà il compleanno più divertente della mia vita! 
BUIO 

ATTO 1° - SCENA 10

In scena c’è Ilaria seduta davanti al televisore che trasmette la solita telenovela. Entra dall’ingresso Sabrina, con la solita pesantezza del dopo lavoro.

ILARIA Ciao, amore.
SABRINA Ciao ma’.
ILARIA Come è andato il lavoro?
SABRINA Come al solito.
ILARIA Sei stanca?
SABRINA Come al solito. Anzi di più!
ILARIA Ora, appena finisce, ti faccio da mangiare.
SABRINA Antonio?
ILARIA (distrattamente, restando fissa al televisore) Dorme ancora. Tra poco lo chiamo, così cena e se ne va.
SABRINA Lo vedo così poco! Come va il nuovo lavoro?
ILARIA ...Boh. Uffa, pubblicità! 

E fatalmente comincia lo spot dell’144. Il testo deve affiorare qua e là in questo scorcio di dialogo tra madre e figlia. Nel testo non deve comparire il nome di Katia, perché al momento in cui la voce starà per dirlo, Ilaria toglierà l’audio)
SPOT 144 (accavallato al dialogo) Ciao, caro amico! No, non cambiare canale resta qui con noi. Questo non è un numero erotico. E’ una linea di servizio più completa, che ti fornisce una vastissima gamma di scelta. Nella nostra agenzia sociale, ci sono le risposte a tutti i tuoi problemi. Noi lasciamo a te la scelta del servizio di cui tu hai più bisogno. I numeri in sovrimpressione corrispondono ognuno ad una diversa sezione della nostra agenzia. Se chiamerai quello scritto in verde, potrai usufruire delle nostre cartomanti professioniste e potrai farti prevedere il futuro attraverso i tarocchi. Quello giallo, ti permetterà di attivare una conversazione multipla con altri utenti...
SABRINA ...Benissimo. ...Mamma, secondo me dovremmo parlarci un po’.
ILARIA Con Antonio? E di che?
SABRINA Non credo che stia molto bene, in questo periodo.
ILARIA Ti sbagli! Ora lavora. ...(segretamente) E credo che abbia una ragazza!
SABRINA ...Ah sì? ...Questo non me l’aveva detto!
ILARIA L’hai detto tu che a una certa età non se ne parla più!
SABRINA Sì, ma credevo che con me fosse diverso. E chi è?
SPOT 144 (continuando, sempre accavallato) ...Il numero in rosso, ti mette in contatto con la nostra linea calda, per cuori solitari, dove troverai, a tua scelta, una delle nostre splendide ragazze che stai vedendo ora sullo schermo. Ecco, questa è Monica, carina no?
ILARIA So soltanto che non è di Roma. Antonio sta sempre al telefono con lei! Vedrai che bolletta!
SABRINA E come si chiama? Senti, per favore, spegni quel televisore?
ILARIA Ma c’è la telenovela!
SPOT 144 (c.s.) Questa è la nostra più sensuale, ma anche la più sensibile delle ragazze... (nello spot si vede Katia)
SABRINA Mamma, stiamo parlando! ...Allora? Chi è?
ILARIA Come vuoi. Si chiama...
SPOT 144 (all’unisono con Ilaria) Si chiama... (Ilaria toglie l’audio della TV)
ILARIA Katia.
SABRINA ...E da dove è uscita fuori?
ILARIA Non ne ho idea! Sono riuscita a scoprire il nome perché una sera ho trovato Antonio, qui, che parlava con lei, e al momento di salutarla ha detto il suo nome. Ho provato a chiedere altro, ma tu conosci Antonio! Mi ha detto solo che è di fuori e che lavora in una TV locale, credo come giornalista. Nient’altro. ...Ah, meno male! Almeno sappiamo che il microonde non ha fatto danni!
ANTONIO (arriva già pronto per uscire) ...Ciao. Ciao Sabri!
SABRINA (un po’ equivoca) ...Ciao! Allora come va?

Antonio sta per rispondere ma resta pietrificato vedendo nello spot proprio Katia.
ILARIA Beh? Rispondi a tua sorella!
ANTONIO Eh?
SABRINA Come va questo nuovo lavoro?
ANTONIO (sollevato ma sempre nervoso) ...Ah... Bene, bene! Certo non è particolarmente divertente ... (cercando naturalezza prende il telecomando e spegne il televisore) ...ma almeno è poco faticoso!
ILARIA No, perché spegni? Tra poco ricomincia la telenovela?
ANTONIO ...Allora riaccendi tra poco, no? Perché sprecare elettricità?
SABRINA (un po’ incuriosita, ha seguito tutti i movimenti di Antonio) ...Sei ...sei diventato economo? E che è successo? (ammicca) Grandi novità, eh? (una pausa)
ANTONIO (minimizzando) Ogni tanto mi ricordo di risparmiare su qualche cosa!
ILARIA Venite in cucina che vi do da mangiare.
ANTONIO No, mamma, io devo uscire subito... Mangerò qualcosa per strada!
ILARIA Ma è presto! Ce la fai a mangiare qualcosa!
ANTONIO No, devo andare, così mi fermo a comprare una nuova scheda...
ILARIA Un’altra? Te ne ho data una ieri!
ANTONIO Sì, ma ...credo di averla persa!
ILARIA Bravo! Era quasi nuova! (a Sabrina) E poi dice che vuole risparmiare!
SABRINA ...Beh, io dovrei parlarvi un attimo!
ANTONIO Ma io devo...
SABRINA No, solo un minuto! Volevo dirvi che... io avrei trovato casa e...
ILARIA No, per favore, non ricominciare con la casa, eh!
SABRINA Mamma, ascoltami, io...
ILARIA Zitta, ho detto! Non voglio neppure sentirla questa storia!
SABRINA Mamma, devi sentirla perché non è più solo un’ idea!
ILARIA No, infatti! E’ una fissazione!
SABRINA Mamma non rendermi tutto più difficile! Ormai è cosa fatta!
ANTONIO Cioè?
SABRINA Ho già firmato il contratto!
ILARIA (trasalendo) Che hai fatto?
SABRINA In settimana comincio a portarmi via le mie cose.
ILARIA Tu sei pazza!
SABRINA Ma perché?
ILARIA Davvero hai già firmato?
SABRINA Sì.
ILARIA (fuori di sé) Sei una stronza! 
ANTONIO Mamma, come parli?
ILARIA Senza neanche avvisarmi! Hai fatto tutto di nascosto?
SABRINA Ma se sono due mesi che cerco casa!
ILARIA Fra cercarla e firmare un contratto c’è una bella differenza! 
ANTONIO Mamma, senti...
ILARIA Zitto pure tu! Come hai potuto prendere una decisione così senza parlarne prima con me, o con tuo fratello!
SABRINA Mamma, sei tu che non hai voluto capire che era una cosa seria e non un capriccio!
ILARIA Bastava dirlo chiaramente! Almeno mi preparavo. ...Ecco, ho le vampate! 

Istintivamente, mentre Sabrina parla, Ilaria esce di scena e la vediamo tornare con un flacone di Lexotan; lo apre e si versa direttamente in bocca delle gocce.

SABRINA Se tu mi avessi ascoltata una volta, solo una volta!, con attenzione...!
ANTONIO Mamma, che fai? Perché non ti prendi la pasticca? (Ilaria si blocca)
SABRINA ...E' vero! Perché prendi il Lexotan?
ILARIA (cercando di recuperare) ...Mi avete fatto distrarre! Avanti, dammi la pasticchiera! (Antonio gliela passa, lei prende una pasticca e la mette sotto la lingua) Ecco fatto!
SABRINA Sì, ma io non ho capito...
ILARIA Zitta!! Basta! Io con te non ci voglio più parlare! Non me lo sarei mai aspettato da te... da Antonio sì, perché è maschio, e tutti i maschi sono uguali, ma da te! Da te!! ...Antonio, tu non dici niente?
ANTONIO Che devo dire mamma? Dispiace anche a me, ma...
ILARIA “Ma-ma-ma” Certo, per te c’è sempre un “ma”! Ma che???
ANTONIO Mamma, era chiaro che Sabrina non scherzava!
ILARIA Ha già firmato!!! L’hai capito o no? Se ne è fregata di noi due!
SABRINA Non è vero!
ILARIA Zitta, tu! Non meriti neanche di parlare!
ANTONIO Mamma, guarda che non è niente di grave!
ILARIA Ecco, adesso parla il nostro prete!
SABRINA Mamma finiscila! Sei ridicola!
ILARIA Eccoli, i miei figli! Un prete frustrato che non ha combinato nulla nella sua vita ed una menefreghista, che se ne lava le mani, per potersi fare tutti i luridi affari suoi con gli amanti sposati!
SABRINA Mamma non ti permettere! Se vuoi saperlo, me ne vado non per farmi qualche scopata in santa pace, anche se non ci sarebbe niente di male, ma perché non ne posso più di te! Delle tue telenovele, della tua apprensione strabordante, del tuo eterno voler muovere i fili delle nostre vite! Mi dispiace solo che Antonio non possa andarsene anche lui, perché stare qui con te gli fa male! Tu fai male, mamma! (ad Antonio) Antonio, dai retta a me: vattene da Katia! (Antonio ha un sussulto e resta pietrificato) Approfittane! Sta fuori Roma, no? Vattene! Cambia aria, non può farti che bene! (a Ilaria) Il tuo ruolo è cambiato, mamma, da almeno dieci anni! Da quando io e Antonio siamo diventati persone adulte! In grado di pensare da soli a noi stessi!
ILARIA Ah si? E allora com’è che due persone adulte non sono capaci di trovarsi un lavoro? Te lo sei scordata che tutti e due lavorate perché vi ho fatto raccomandare io? Eh? Principessina! Senza di me non facevate niente! Non siete capaci di fare niente! Questo: tutta la sua aspirazione è scrivere che la scrofa ha sgravato, e tu pensi solo a come frequentare più ricconi! Ma che razza di figli ho? Perché, solo io, non mi posso vantare di quello che fanno i miei figli? Io vi odio! Vi odio!! (esce di scena sbattendo la porta) E adesso non venitemi a seccare ché ho bisogno di calmarmi!

Antonio e Sabrina restano immobili, ognuno con i suoi pensieri. C’è un lungo silenzio.

SABRINA Doveva succedere! Me l’aspettavo!
ANTONIO (tace)
SABRINA Tanto poi le passa! ...Oh! Che è quella faccia?
ANTONIO Come lo sai, di Katia?
SABRINA Oddio, è per quello che stai così? Guarda che non c’è niente di male, anzi!
ANTONIO Ti faccio schifo, vero?
SABRINA Ma sei matto? 
ANTONIO (sulla difensiva) Mi sentivo solo! ...E’ cominciata per curiosità!
SABRINA Succede sempre così! Mica ti innamori subito!
ANTONIO Sì, ma questa è una storia molto strana, no?
SABRINA Ma perché? Che c’è di strano?
ANTONIO Beh... sempre per telefono!
SABRINA Ehh, sai quante volte capita?
ANTONIO Io non posso vederla!
SABRINA Lo capisco, ma prima o poi...
ANTONIO Sei molto carina, ad incoraggiarmi, ma è proprio per il suo lavoro che...
SABRINA Appunto! Mettiti da parte i soldi del lavoro e vai tu da lei!
ANTONIO Eh?
SABRINA Magari riesce a fare assumere anche te! (Antonio comincia a non capire più)
ANTONIO ...Eh??
SABRINA Perché, non sarebbe possibile? Tu vuoi fare il giornalista, lei lavora in TV!
ANTONIO L’hai già detto a mamma?
SABRINA Guarda che mamma lo sa!
ANTONIO Come?
SABRINA Eh! A me l’ha detto lei!
ANTONIO ...M’è venuto mal di testa!
SABRINA Certo che sei strano! Secondo te come facevo a sapere tutte queste cose?
ANTONIO ...No, ma ...tu che sai di preciso?
SABRINA Di preciso niente: che si chiama Katia e che lavora in una TV fuori Roma. Stop. Anzi, se ti va di raccontarmi...!
ANTONIO (sollevato) ...Sì, ma un’altra volta. Ora devo scappare, mi chiude il tabaccaio.
SABRINA No, aspetta. Te la do io, la scheda. Tanto non la uso mai.

Sabrina prende il suo portafogli e ne estrae la scheda. Nel farlo, le cadono a terra una marea di spiccioli. Per questo movimento è necessario che la zona della caduta coincida con quella in cui erano cadute le pasticche a Ilaria (scena 8).

SABRINA Uffa! Dammi una mano. (cominciano a raccoglierli un po’ dappertutto) Antonio, parlaci tu, con mamma!
ANTONIO (raccogliendo) Non te la prendere! Lo sai che non le pensa, le cose che ha detto!
SABRINA Lo so, lo so. Ma cerca di farla ragionare!

Sabrina sta frugando in terra da qualche parte, in questa azione raccatta alla cieca qualche moneta e fra queste trova una delle pasticche di Ilaria.

SABRINA Guarda! Una pasticca dell’impostore. 

Si rialza e cerca un posto dove metterla. Apre il bricco d’argento e la getta dentro.

SABRINA Che hanno detto, poi, quelli dell’ospedale?
ANTONIO Mamma, come al solito, è stata poco chiara. Comunque le pasticche erano davvero per il cuore.
SABRINA Il fatto è che lei non soffre di cuore.
ANTONIO Già. Io vado Sabri, ché si fa davvero tardi. (si avvia all’uscita) Ciao. A domani!
SABRINA Ciao! ...E salutami Katia.

Su questa battuta Antonio si ferma e si volta verso Sabrina. Un attimo di immobilità.
BUIO

FINE PRIMO ATTO 
ATTO 2° - SCENA 1

All'aprirsi del sipario, vediamo esattamente la prima scena del 1° atto, ma la scenografia è ruotata. La porta di ingresso che prima era sul fondo, ora è sulla destra e si apre su uno spazio che avrà varie funzioni. La parete della porta determinerà il limite tra la scena realistica e quella multifunzionale. Adesso vediamo Sabrina sul pianerottolo che saluta Ilaria e Antonio. La scena va replicata identica a quella del 1° atto, ma con una differente angolatura. C’è il vaso VERDE vicino al tavolo, in terra, in mezzo alle carte-regalo che lo contenevano. 

ILARIA (verso il pianerottolo) ...Allora ciao, eh! E grazie per il vaso! E’ bellissimo! Non dovevi!
SABRINA Figurati! Mi dispiace che non l’ho trovato rosso! Però non distruggere anche questo!
ILARIA ...Ma sei sicura che non vuoi un po’ di lasagna?
SABRINA No, mamma, davvero!
ILARIA Ne è avanzata così tanta!
SABRINA Beh, ve la mangiate voi, mica la devi buttare! Congèlatela.
ILARIA Per carità! La roba è buona quando è fresca!
SABRINA E’ solo una fissa, la tua! Io userò solo roba precotta!
ILARIA Brava, così ti viene il cancro!
SABRINA Figurati!
ILARIA Il cibo cucinato col microonde, fa male!
SABRINA Mamma, basta controllare che lo sportello non perda, che chiuda bene!
ILARIA Ti sembra normale che uno debba fare il check-up al forno prima di cucinare?
ANTONIO E a te sembra normale questa lagna senza alcun senso? Pur di non farla andare via ti stai attaccando a delle cose ridicole!
ILARIA Non è ridicolo! ... Teresa ha letto un articolo: diceva che è pericoloso... soprattutto per i maschi!
SABRINA (ridendo) Perché, le microonde sanno distinguere il sesso?
ILARIA Evidentemente sì! Dice che diventano impotenti!
ANTONIO (spazientito) Mamma, che cretinate sono?
ILARIA E’ vero! (un po’ imbarazzata) Fanno male... Dice che... Si seccano...
SABRINA (divertita) Che, si secca?
ILARIA Dai, avete capito, no? (Sabrina fa cenno di no) ...fa male ...alle palline... 
ANTONIO Ti si seccano i coglioni? (Sabrina ride) 
ILARIA (ad Antonio) ... E' per questo che non te lo faccio mai usare!
ANTONIO Mamma, te l’ho detto: sono cretinate! 

SABRINA E’ vero. Sei fissata! Sembra che ti diverta sapere tutti i modi in cui si può morire in casa! ...Ogni notte ti alzi almeno tre volte per controllare il gas!
ILARIA Bisogna saperle, le cose! Mi preoccupo anche per voi: il metano non ha odore, non lo senti se c’è una perdita!
ANTONIO Perché non cerchiamo di alzare di un pelo il livello di questo addio?...Dai, se dovete ancora parlare ...(a Sabrina) tu rientra e finite. State facendo uno show per il palazzo! Sono pure le 2 e mezza di notte, eh!
SABRINA Le 2 e mezza?! Madonna mia, io scappo, ciao! (si affaccia e bacia prima Antonio e poi la mamma che l’abbraccia senza farla andar via) ...Dai, mamma!
ILARIA (con un po’ di commozione trattenuta) Non te ne andare! ...Io sono vecchia e malata, ho bisogno di te! ...Ecco, mi gira la testa!
SABRINA (teneramente) Mamma.
ILARIA Antonio, prendimi un sotto-lingua!
ANTONIO ...Mancava solo questo! (a Sabrina) L’ultima cartuccia! 

Antonio prende la borsa di Ilaria e estrae una pasticchiera d’argento. Poi prende una pasticca, un bicchiere d’acqua dalla tavola e lo porta a Ilaria.

ANTONIO Tieni! E calmati, adesso.
SABRINA Dai, mamma! Mica cambio città!
ILARIA No, lo so! Ma cambi vita... e anche noi!
SABRINA Vabbè ma è naturale, no? Prima o poi... (guarda Antonio) ...un figlio si fa una vita sua, no? ...Appena può economicamente... no?
ANTONIO Perché lo chiedi proprio a me? Fai l’ironica?
SABRINA Io? Ma sei matto? ...Madonna mia, che t’avrò mai detto?!
ANTONIO Senti Sabrina...
ILARIA Bambini, ma siete matti davvero? Vi mettete a litigare proprio oggi? Antonio, anche tu... Sabrina sta andando via... - alla fine ce l’ha fatta! - perché la devi trattare male!
ANTONIO Niente, scusate! Sono nervoso... e devo fare una telefonata!
SABRINA A quest’ora?
ILARIA ...Poi non te la devi prendere! Sabrina è stata più fortunata di te, ma la fortuna gira! Non ti intristire così! (Antonio tace, teso)
SABRINA ...Io non volevo, Antonio! Davvero, hai frainteso!
ILARIA Lo vedi quant’è buona, tua sorella? Egoista, ma buona! (la accarezza) Vabbè, ora vai. Ciao! ...No, aspetta! (l' abbraccia. Sabrina, stretta nell’abbraccio, fa uno sbuffo divertito) ...Ciao!
SABRINA Ciao, ma’! Ciao Antonio! (si baciano)
ANTONIO Quando ci rivediamo?
ILARIA Sì, quando ci rivediamo?
SABRINA Mamma, presto, non ti preoccupare! Ah, ricordatevi che a casa non c'è ancora il telefono. Chiamatemi sul cellulare.
ILARIA Non dimenticarti la festa del il mio compleanno! Non trascurarti, controlla sempre che il gas sia chiuso e pensaci, ogni tanto!
ANTONIO Dai, su, non ricominciate!
SABRINA Ciao, buonanotte! ...E sistemate subito quel vaso al sicuro! Non sarà prezioso come quello rosso ma non vorrei che facesse la stessa fine! Ciao! (esce chiudendosi la porta dietro)
ILARIA ...E la prima se ne è andata! E’ dura da mandare giù, ma è normale!
ANTONIO Infatti! Ed è normale pure tutto il teatrino che avete fatto! (si avvicinano al tavolo e Ilaria comincia a riordinare)
ILARIA Sì, è vero! Però è una sensazione strana: pensavo che saresti stato tu il primo! (Antonio si irrigidisce) Il maschio, e il maggiore! (sorride amara) E invece eccoci qua! ...Io sono distrutta!
ANTONIO Mamma... vatti a riposare! Qui sistemo io! (va al vaso e prende le cartacce. Le ripone in una busta)
ILARIA No, mi distrae! ...Oddio, sono quasi le tre!
ANTONIO ... Vai a dormire, non è stata una serata leggera. Vai, va’! (prende il vaso ma non sa che farne)
ILARIA Per farti muovere un dito c’è bisogno che tua sorella se ne vada di casa!
ANTONIO Appunto... Approfittane subito, mica si ripeterà!
ILARIA Grazie al Cielo! ...Che faccio, vado davvero?
ANTONIO Buonanotte! Dimmi solo dove devo mettere il vaso!
ILARIA Mettilo lì: dove stava quello vecchio. ...‘Notte. E non farmi disastri!
ANTONIO Tranquilla!
ILARIA Me lo dai un bacetto?
ANTONIO A ma’! Che sono ‘ste smancerie?
ILARIA Dammi un bacetto, no? Che ti costa?
ANTONIO Ma perché?! Mamma, ho 30 anni, eh?
ILARIA Che cosa cambia?
ANTONIO (dopo una pausa) ...Vabbè, ciao. (le da un bacio meccanico) Ok?
ILARIA (dopo una pausa) Meglio di un calcio in bocca! ...’notte! (va via)


Antonio ha in mano il vaso VERDE. Si avvicina ad un mobiletto su cui c’è un bricco d’argento. Lo sposta e ci mette il vaso. Si guarda attorno cercando un posto dove mettere il bricco e lo porta su un altro mobiletto. Mentre cammina si sente che c’è qualcosa nel bricco che tintinna. Antonio ci guarda dentro senza trovare niente. Posa il bricco. Guarda l’orologio e si avvicina alla porta delle stanze. Si sente Ilaria canticchiare un motivetto lento che poi lascia spazio all’audio di un film anni ‘40. Antonio si siede al telefono e compone un numero. Aspetta. La musica del motivetto canticchiato da Ilaria comincia ad assolvere mentre vediamo Antonio improvvisamente disteso, sorridente conversare al telefono.

ANTONIO Katia! Katia sono io. ...Come chi io, Antonio! E' successo! ...Sì, Sabrina se ne è andata! Da oggi "vita nuova". Che fai tu? ...No, chiacchieriamo un po'! ...Lo so: è tardi, ma è tutta la sera che non vedevo l'ora di sentirti! ...Dai, solo due minuti, poi te ne torni a letto! Il lavoro è lavoro! ...No, a casa! Oggi me lo sono preso di libertà per questa cena di addio! Mia madre ha punzecchiato Sabrina per tutta la sera cercando di far vedere che non gliene importava molto del suo trasloco. Poi verso la fine della cena ha fatto l'ultimo tentativo di persuasione sfruttando la carta della salute: "Sabrina, io sono vecchia e malata, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti...!". ... Sì è debole... sai, ha una certa età! Si affatica facilmente! ...No, quell'attacco è rimasto un mistero! ...Sì, te l'ho detto, andava da un impostore... Non lo so, non siamo riusciti a rintracciarlo... secondo me sta già in un altra città! ...Sì, all'ospedale mamma ha fatto analizzare le pillole... Sì, erano veramente per il cuore! Almeno questo! ...Come? ...No, se vuoi attaccare per me non... Ah, ho capito... No, non ti devi preoccupare della mia bolletta! ...Ma scusa, perché ti fai questi problemi? ......

Alle spalle di Antonio si apre lentamente la porta. Cambio di luce: appare una ragazza bellissima, in camicia da notte bianca; è Katia. E’ la ragazza dello spot. Ha un telefono senza fili in mano. Il tutto deve ricordare la scena analoga del 1° atto (scena 8) in cui alle spalle di Antonio c’era Sabrina.

KATIA ...Antonio, non mi faccio nessun problema, lo dico solo perché so quanto costa una telefonata di questo servizio!
ANTONIO Sì, sei molto gentile, ma questi sono affari miei, no?
KATIA Lo dico per te...
ANTONIO Ma scusa, questo è il tuo lavoro! Non ti devi scusare se costa caro!
KATIA Antonio, tu mi stai davvero simpatico! Ormai ci sentiamo da più di un mese... due, tre volte al giorno...
ANTONIO Se tu sapessi per me quanto sono poche!
VOCE 144 Sono stati raggiunti 50 scatti di tassazione.
KATIA Appunto, hai sentito?
ANTONIO Sì! Come odio quella voce!
KATIA Dai, Antonio, oltretutto è tardissimo! Io vorrei dormire!
ANTONIO ...Ma sei sola?
KATIA ...Eh?
ANTONIO ...Sei con qualcuno? Forse non sei nemmeno a casa tua! Con il trasferimento di chiamata, potresti essere dovunque, anche alle mie spalle! ...Dove sei?
KATIA Queste sono cose che esulano dal rapporto telefonico!
ANTONIO Credo che il nostro rapporto esuli parecchio, dal tuo standard!
KATIA Devo salutarti! Buonanotte! Ci sentiamo domani!
ANTONIO Aspetta! Ti prego, dimmi una cosa veramente tua! Come sei veramente! Io penso sempre che tu sia quella dello spot.
KATIA Senti Antonio, è tardi, e poi non è permesso!
ANTONIO Per favore! Tanto io non so neppure in che città sei!
KATIA ...Buonanotte!
ANTONIO Ti prego! Dimmi una cosa che ti caratterizza! La prima cosa che direbbero i tuoi amici per descriverti!
KATIA (spazientita)...Porto sempre un cappello rosso! Contento?
ANTONIO (divertito) Un cappello rosso?
KATIA (tagliando corto) Si! Ne ho tantissimi, per tutte le stagioni! E tutte le volte che esco, non c'è verso che me lo scordi. Contento? Adesso basta! Buonanotte.
ANTONIO Buonanotte. Ti amo!
KATIA Ciao!
ANTONIO Katia, eh no! Chiudi la telefonata professionalmente!
KATIA ... Ti amo anch'io, ...da morire! Ciao!
ANTONIO Ciao! Grazie! (attaccano. La luce dissolve)
BUIO

ATTO 2° - SCENA 2

Musica. Luce. Scena muta. Sulla musica vediamo Antonio e Ilaria mangiare. Antonio non parla mentre Ilaria si agita molto raccontando qualcosa di divertente. Poi Antonio guarda l'orologio e si alza. Saluta la madre ed esce di casa scendendo in platea. Ilaria intanto riordina la tavola e si piazza alla solita televisione. Antonio fa un giro perimetrale del teatro, poi risale sul palcoscenico nella parte Off. E' l'albergo. Lo vediamo mettersi una divisa da reception, fare sorrisi, mimare il gesto della consegna delle chiavi. Poi si capisce che è restato solo. Si guarda bene attorno. Prende il telefono e chiama Katia, sedendosi comodamente. Dissolvenza audio e luce.


ATTO 2° - SCENA 3
A casa, Ilaria e Sabrina. Sabrina è impaziente di andare via. E' venuta a prendere qualche altra cosa sua. La tavola è apparecchiata per uno.

SABRINA ...Sì mamma.
ILARIA Poi ho pensato di fare gli ossibuchi al latte di capra, che ne dici?
SABRINA Sono buonissimi, è un'ottima idea!
ILARIA Eccome! Tuo padre rimarrà di sasso!
SABRINA Perché?
ILARIA Perché praticamente sto preparando l'intero menù del nostro banchetto di nozze! Comprerò anche le candele rosse! Le ha volute tuo padre!
SABRINA Mamma, sei matta? Che senso ha?
ILARIA Nessuno! Voglio solo che gli rivengano in mente delle cose precise!
SABRINA Questa è cattiveria! Perché vuoi fargli questo dispetto!
ILARIA Non è un dispetto! Anche noi abbiamo avuto dei bei momenti!
SABRINA Certo! E sono sicura che papà se li ricorda tutti!
ILARIA Voglio solo ribadire che c'è una conoscenza tra me e tuo padre che lei se la sogna!
SABRINA Vuoi farli litigare?
ILARIA Assolutamente no! Nessuno farà alcun riferimento al banchetto! Sarà una questione di sguardi, di sapori, di odori! ...Ah, mi presti il tuo accendino d'oro? Vorrei che fosse sulla tavola per accendere le candele. E' talmente bello! 
SABRINA Sì, prenditelo ora, sennò me lo scordo. (glielo dà e Ilaria lo mette in un cassetto)

Arriva in pigiama Antonio.

ANTONIO Ciao! Allora avevo sentito bene! Che ci fai qui, Sabri?
SABRINA Sono venuta a prendere qualche altra cosa! 
ILARIA Le sto raccontando il menù della mia festa!
ANTONIO Ti trattieni a cena?
SABRINA No, devo andare! Fabio mi aspetta a casa! (reazione controllata di Antonio)...Tu che fai? Scendiamo insieme, o devi cenare?
ILARIA Antonio, la cena per te è pronta!
ANTONIO (a Sabrina) Vabbè, dai, se mi aspetti scendo con te. Giusto il tempo di vestirmi!
ILARIA E la cena?
ANTONIO La conservi, mamma! Lo sai fare benissimo!
ILARIA No! Io ho cucinato ed ora tu mangi! (Antonio va a vestirsi) ...Antonio, hai sentito quello che ho detto?
SABRINA Mamma, dai, non ci vediamo mai!
ILARIA Certo, e sai questo perché?
SABRINA (intuendo la discussione in arrivo) ...Mamma, io scendo, dì ad Antonio che lo aspetto giù!
ILARIA (continuando) Perché tu te ne sei andata! Hai sfasciato questa famiglia! 
SABRINA (portando la voce) Antonio, ti aspetto giù!
ANTONIO (tornando) Eccomi, aspetta! Sono.....
ILARIA Mi hai rovinato la vita, Sabrina!
ANTONIO (severo, alla madre) ...Che succede? Mamma, lascia stare mia sorella!
ILARIA Senti, Antonio...
ANTONIO (forte) Lascia in pace Sabrina!!!
SABRINA (dopo una pausa) ...Antonio, non è successo niente. Dai, che faccio tardi! ...Ah, in macchina ho tre schede telefoniche per te: me le regalano in ufficio, ma io non le uso, almeno alleggerisci un po’ le telefonate da casa, no? ...Ciao ma'! (le dà un bacetto. Ilaria è immobile, col volto teso. Antonio e Sabrina si voltano e fanno per andar via) ...Allora? Katia come sta? (Ilaria ha un mancamento) 
ILARIA Oddio! (la soccorrono)
SABRINA Mamma!
ANTONIO Appoggiati a me! Stai calma! Non è niente! (a Sabrina) Prendi le pasticche, sono nella borsa. (Sabrina posa la sua roba e prende la borsa della madre cercando la pasticchiera)(alla mamma) ...Sarai scema? (Ilaria sorride)
SABRINA Ma ne ha ancora molti, di questi attacchi?
ANTONIO Purtroppo sì! Specie quando si innervosisce! Dai dammi la pasticca!
SABRINA Queste chi gliele ha date? (apre la pasticchiera) ...Sono uguali alle altre, cambia solo il colore.
ANTONIO In ospedale, stai tranquilla! Prendi l'acqua, sulla tavola. (lei va. Antonio mette in bocca alla madre la pasticca e le fa sorseggiare l'acqua che gli passa Sabrina) ...No, piano, mamma! Devi solo bagnarti le labbra! ...Ok. 
SABRINA (preoccupata) Che devo fare?
ANTONIO Niente. E' tutto sotto controllo. Ora la porto a letto. Tra 10 minuti starà benone! 

La prende in braccio e la porta di là. Sabrina è sola. Si trova nelle mani la pasticchiera. La riapre e guarda dentro. E' molto perplessa. Comincia a ripensare a qualcosa poi cerca con lo sguardo qualcosa di preciso.

SABRINA Porca miseria! Dove l'ho messa? Ero da queste parti. ...Sono cascate qui, più o meno. 

Si china sul pavimento e comincia a cercare con le mani sotto i mobili. Si rialza e si trova davanti il bricco d’argento nel quale aveva messo la pasticca nel 1° atto e ce la ritrova.

SABRINA ...Eccola! 

La prende. Poi prende dalla pasticchiera un' altra pillola e le confronta. Sente che Antonio sta tornando e le mette tutte e due in tasca.

ANTONIO Tutto a posto! Non ti preoccupare! Tutto sta a non farla arrabbiare! 

Dissolvenza luci fino al BUIO


ATTO 2° - SCENA 4

Sul buio si sente già la prossima battuta di Ilaria. Luce. In casa. C'è Antonio al telefono.

ILARIA (urlando già dalla quinta) ...E' una vergogna! Antonio! (La porta di casa viene spalancata con violenza. Entra) Antonio!! Vieni qui! 
ANTONIO (al telefono, frettolosamente) ..Ciao! Devo attaccare!
ILARIA (vedendolo) Ecco! Naturalmente sei al telefono!
ANTONIO Che c'è, mamma?
ILARIA Che c'è?! Guarda! (mostra una bolletta)
ANTONIO Cos'è?
ILARIA Guarda! Ho detto, guarda!! (gli sbatte la bolletta in faccia) E' una vergogna! Io mi rifiuto! Vergognati!!! 
ANTONIO (raccogliendo la bolletta e leggendo) Cazzo!
ILARIA Credo che oggi le tue "colorite" espressioni spettino a me! (una pausa, poi Ilaria esplode) ...Cazzo?! Qui cazzo lo dico io! Ti rendi conto? (la sua rabbia è vicina al pianto) Ti rendi conto? 7 milioni di telefono!!! 7 milioni!! C'è gente che ci campa, con 7 milioni e tu li fai fuori in due mesi di telefonate?! Ti rendi conto?
ANTONIO Mamma, mi dispiace, io non credevo! Ci penso io! Me li faccio dare da papà!
ILARIA No! No!! Io mi rifiuto di pagare 7 milioni di telefono! Non esiste! Non è morale!!! Lo staccassero!
ANTONIO No! Il telefono serve, a casa! Ci penso io! Non ti devi preoccupare!
ILARIA Non ti azzardare a parlarne con tuo padre!
ANTONIO Perché?
ILARIA Fino al giorno della mia festa non voglio che ci siano complicazioni!
ANTONIO Che vuoi dire?
ILARIA Che mi vergogno! Mi vergogno di te! Glielo direbbe a lei e staremmo tutta la cena a parlare di questa splendida novità che ci hai regalato! E io mi vergogno!!
ANTONIO Mamma, di che? La cazzata l'ho fatta io, no?
ILARIA Conosci tuo padre, no? Riuscirebbe a farmi sentire in colpa anche di questo! E non lo tollero! Chiaro? E' la mia festa e decido io di che si parla!
ANTONIO Va bene, mamma! ...Mi dispiace!
ILARIA Fino al mio compleanno non gli chiedi un bel niente! Chiaro? Poi sì! 7 milioni! Tu sei un pazzo! ...Se non vuoi che ci stacchino il telefono fatteli dare da tuo padre! Ma dopo! Dopo!! La mia festa non si tocca!! ...7 milioni!! Oddio, mi sento male!
ANTONIO Aspetta che ti prendo la pasticca.
ILARIA No, prendi il Lexotan sul mio comodino.
ANTONIO Ma no, la pasticca...
ILARIA Antonio, lo so io cosa mi devo prendere, no? Il Lexotan, 35 gocce in due dita d'acqua! 7 milioni! (Antonio un po' perplesso esegue le disposizioni della madre) Ah, sta arrivando Sabrina! Vuole parlare con te!
ANTONIO (mettendo le gocce in un bicchier d'acqua) ...Di che, mamma?
ILARIA Suppongo di questo! E' andata a comprare sigarette di scorta.
ANTONIO (dopo una pausa) Perché gliel' hai detto?
ILARIA Era con me quando il portiere me l'ha data. E poi è bene che sappia che suo fratello è un idiota!
ANTONIO (duro) Prendi le tue gocce. Io esco!
ILARIA Tu non ti muovi di qui! Sta arrivando tua sorella!
ANTONIO Vuoi metterci l'uno contro l'altra? Tanto non ci riesci! Salutamela!
ILARIA Dove vai?
ANTONIO Dove mi pare!

Sabrina apre la porta di casa. C'è un attimo di gelo.

SABRINA Oh, ciao, Antonio! Tutto bene?
ANTONIO Ciao Sabri! Sono contento di vederti, ma ora devo proprio andarmene!
ILARIA Sabrina, non vuole parlare con te!
ANTONIO Sabri, sai che non è vero! Ma noi ci capiamo al volo, no?
ILARIA Digli quello che si merita!
SABRINA (dopo una pausa) Ok, Antonio! Non c'è problema! Vai! Chiacchieriamo un altro giorno!
ILARIA Come?
ANTONIO (sorridendo) Grazie! Ora proprio non è il caso! Scusami!
SABRINA Di che, scemo? (si scambiano un bacetto ed Antonio esce. Pausa)
ILARIA ...Perché l'hai fatto andare via?
SABRINA Perché voleva andarsene, mamma! Parleremo un altro giorno.
ILARIA Ti rendi conto? 7 milioni!! ...E quando sono arrivata era al telefono, sai?
SABRINA Certo che è pazzesco! 
ILARIA Ed è solo fuori città! Pensa se era straniera! (Sabrina accusa la battuta della madre, ci pensa, ma poi nota la boccetta di Lexotan) 
SABRINA ...Questa che ci fa, qui?
ILARIA ...Quell'incosciente di tuo fratello voleva darmela per farmi calmare!
SABRINA Ora ti sei calmata?
ILARIA Sì, ho preso il sotto-lingua! (una pausa. Sabrina pensa) Vado a stendermi sul letto! Mi fai un tè? (esce. Borbottando da fuori) 7 milioni!
SABRINA (distrattamente) Sì. (prende l'elenco telefonico e parla mentre lo sfoglia) ...Ah, mamma ...oggi ho incontrato il dottore dell’ospedale... Come si chiama?
ILARIA (in quinta) ...Ah, il dottor Norelli! ...E ...che ti ha detto?
SABRINA Niente, ti saluta! 
ILARIA Gentile.

Sabrina scrive il nome del dottore sulla pagina dell'elenco, poi prende il telefono.

SABRINA (leggendo dall'elenco) Accettazione, degenze, chirurgia, centralino, ecco!

Alza la cornetta. Sta leggendo il numero da chiamare ma inavvertitamente preme un tasto del telefono. In amplificazione sentiamo i vari Tones da cui capiamo che ha premuto Redial. Sono molti numeri. Sabrina attacca prima di sentire il segnale di linea.

SABRINA E che è? Un concerto? Ma che cavolo ho premuto? (torna a leggere il numero sull'elenco ma si ferma. Ha realizzato qualcosa) (chiamando) ...Mamma, chi ha fatto l'ultima telefonata?
ILARIA (da fuori) Antonio, naturalmente! Non fa altro! 7 milioni!! Allora, questo tè? Ah, se vuoi fumare l'accendino d'oro è nel cassetto dell'argenteria

Sabrina ci ripensa. Preme Redial. Sentiamo tutta la raffica di numeri. La voce metallica dice: "Tutte le linee sono momentaneamente occupate, riprova tra qualche minuto...". Sabrina attacca immediatamente. Pausa. 

SABRINA Il numero. Come faccio a sapere che numero è? 

Si alza e cerca qualcosa. Trova in un cassetto un Sony. Lo prova. Funziona. Si avvicina al telefono. Mette in registrazione, alza la cornetta, preme Redial. Sentiamo i Tones e l'inizio dell'annuncio. Sabrina stacca il registratore, lo riascolta, attacca il telefono. Comincia a confrontare i suoni: mette in Play il registratore e si ferma dopo il primo tone. Alza il telefono e cerca il numero corrispondente a quel suono. Ne prova due sbagliati. Prova l'1: è lo stesso suono. 

SABRINA (segnando il numero su un foglietto rosso) ...Uno? (prende di nuovo il registratore, riavvolge e ascolta primo e secondo numero. Cerca il corrispondente. Preme il 4) ...4! (verifica col telefono) Sì, 1 e 4! ...Oddio! (riaccende il registratore e ascolta il terzo numero. Preme di nuovo il 4. Il suono coincide. Tra sé, piano) ... Antonio, ma che fai? 

Ci pensa. Prende il registratore e lo mette dove lo aveva trovato. Ci ripensa lo riprende e estrae la cassetta, la mette in tasca e rimette via il registratore. Rimane immobile sulla sedia, pensando, con il foglietto rosso in mano. 

Dissolvenza luci fino al BUIO.

ATTO 2° - SCENA 5

Musica. Un'altra scena muta. Luce nella Zona Off: c'è Antonio che parla serenamente al telefono. Cambio di luce: in casa. C'è Ilaria che porta la spesa per la festa. Lo capiamo perché estrae delle candele rosse. Cambio luci: nella zona off. C'è Sabrina con il foglietto rosso della scena precedente. Telefona. La vediamo parlare animatamente, poi prende il portafogli, conta le banconote e fa cenno di sì col capo. Attacca, prende una busta, ci mette dei soldi e la chiude inumidendola con la lingua. Cambio luci: a casa. Antonio litiga con Ilaria che si sente male e lui la soccorre. Le dà la pasticca che prende dalla pasticchiera. Cambio luci: zona off. Sabrina è ferma con l’elenco telefonico in mano, poi risolutamente telefona. Cambio luci: a casa: Ilaria cerca il vestito da mettere per la cena, prende le posate d'argento, comincia a lucidarle. Cambio luce: zona Off Antonio in albergo che parla con Katia. Dalla platea, scopriamo che c'è Sabrina che lo spia. La musica finisce.
BUIO.

ATTO 2° - SCENA 6

A casa. Ilaria è al telefono. Davanti a lei, la televisione accesa sulla telenovela.

ILARIA ...Non posso dirti altro, ma non ti preoccupare: sarai la prima a cui farò il resoconto! Ora devo salutarti! Buona serata! (attacca. Entra Antonio di ritorno dal lavoro) Ciao piccolo! Io devo uscire per comprare gli avocados per il cocktail di scampi per la festa. ...Ai miei tempi erano davvero una rarità, oggi li trovi ovunque! Bah, come cambia il mondo! ...Poi vado a misurarmi il vestito dalla sarta. Torno per l'ora di pranzo. Tu che fai?
ANTONIO Non lo so, credo che me ne andrò a dormire! Mangio quando mi sveglio, tanto ho fatto colazione al bar.
ILARIA Va bene! Ciao! ...E non fare telefonate!
ANTONIO Non ti preoccupare! Ciao! 

Ilaria esce. Antonio resta un po' assopito, sulla poltrona. La luce cambia. Antonio si alza e va al telefono. Chiama Katia. 

ANTONIO (aspettando) ...Amore? Rispondi, ti prego! 

La luce diventa ancora più strana. Alle sue spalle si apre la porta ed entra Katia, bellissima, vestita elegantemente. Ha un cappello rosso.

KATIA Ciao, amorino!

Antonio si volta. La vede. Attacca il telefono. Grande emozione.

ANTONIO Lo sapevo, che prima o poi ti saresti fatta viva.
KATIA Lo sapevo anch'io, ma dovevo negare.
ANTONIO Sei davvero bellissima.
KATIA Sono come mi immaginavi?
ANTONIO Esattamente!
KATIA Sono contenta di aver trovato il coraggio!
ANTONIO Spero che non ti penta troppo presto. Spero di non averti delusa!
KATIA No, sei stato onesto! Ti sei descritto molto bene. Di solito gli uomini dicono tutti di essere come Robert Redford!
ANTONIO Volevi uno come Robert Redford?
KATIA Volevo conoscere Antonio. Di persona. Fisicamente. Come è lui dentro, lo so già! 
ANTONIO E come è?
KATIA A me piace molto! E' una persona dolce, gentile. E non ce ne sono molte... o almeno non sono quelle che telefonano da me.
ANTONIO Non mi sembra possibile.
KATIA Forse lo è.
ANTONIO Katia, io sono perdutamente innamorato di te!
KATIA Ti amo!
ANTONIO Stai lavorando?
KATIA Ti sembra che lo stia facendo?
ANTONIO Posso prenderti la mano?
KATIA Sto aspettando.

Antonio, timidamente prende la sua mano. La guarda, la sfiora, la accarezza. Scoppia a piangere. Si posa sul seno di Katia che lo accudisce teneramente.

KATIA No, perché fai così?
ANTONIO (piangendo, ma con un sorriso) Senti come tremo! E’ l'emozione! Ti amo! Piango di felicità!
KATIA Se è felicità, allora piangi! Piangi anche per me!
ANTONIO Ti amo! E' bellissimo averti qui! E' un' emozione assoluta! Io, ora, potrei fare qualsiasi cosa! Ora ...non sono io...! Sono nella più bella storia del mondo... e sono felice! Ti amo: sei il mio sogno!
KATIA (commuovendosi anche lei) Sono così felice di essere qui.
ANTONIO Io l'avevo capito, sai, che qualcosa stava cambiando. L'avevo capito benissimo!
KATIA Davvero? E da cosa?
ANTONIO Dalle telefonate! Prima cercavi di troncare, mi dicevi che costavano troppo, era evidente che non ti interessava stare con me per molto tempo! Ma da un po' di tempo mi fai stare quanto mi pare! Non mi dici più di attaccare! Anzi, mi inviti a restare. E a richiamarti più volte. Come se qualcuno ti avesse convinta.. e quello sono io! Non sono scemo, l'avevo capito! Ti stavi innamorando anche tu!
KATIA Ho provato a dissimulare, ma non ce l'ho fatta.
ANTONIO Ti amo!
KATIA Ti amo, Antonio!
ANTONIO Ripetilo!
KATIA Cosa?
ANTONIO Che mi ami! Dimmi ancora "ti amo, Antonio"! E' la prima volta che lo sento dire così bene! Non mi sembra neanche vero!
KATIA Ti amo, Antonio! (si baciano lungamente, poi Antonio la prende per mano, si alzano e si avviano verso le camere) Che fai? Dove mi porti?
ANTONIO Mia madre tornerà tra un paio di ore. Vieni di là con me!
KATIA (intensamente) ...Sì. 

Spariscono nelle camere. Una pausa. Cambio di luce. Improvvisamente entra in casa Sabrina. E' nervosa.

SABRINA C'è nessuno? 

Nessuno risponde. Sabrina vede il telefono in terra, vicino alla poltrona. Lo prende, resta un attimo ferma, poi preme Redial. Sentiamo la raffica di numeri. 

SABRINA (tra sé) ...Fratellone mio! (al telefono)...Ciao, sono Sabrina... 

Alle sue spalle arriva Antonio in pigiama. E’ molto assonnato e segue la telefonata solo a tratti. Non si è accorto di essere tutto bagnato nella zona dei genitali. 

SABRINA ...Incredibile, oggi c’è stata poca attesa... Sì domani. ...No, devo parlarti di persona, stavolta niente casella postale, è importante. ...Va bene, 100.000 in più del solito! Alle tre, davanti al teatro... (estrae dalla borsa il portafogli e conta quante banconote ha) ...Mi riconoscerai......avrò un palloncino rosso e tu? ...Ah, saremo in tinta...
ANTONIO ...Vai al luna-park, col palloncino?
Sabrina si spaventa. Istintivamente attacca il telefono.

SABRINA Oh, Dio!! Mi hai spaventata! Credevo che non ci fosse nessuno!
ANTONIO Stavo dormendo. Che ci fai qui? Sembrava una telefonata di mafia! ...Che ora è?
SABRINA Quasi l'una... (nota la macchia) Ma che hai fatto?
ANTONIO (rendendosi conto del suo stato, cercando di dissimulare) ...Niente, mi sono schizzato lavandomi la faccia! Certo, sembra tutt'altro, eh?
SABRINA ...Eh?
ANTONIO ...Quando si è adolescenti, capita spessissimo... E' anche divertente! ...Ma poi, crescendo, è praticamente impossibile! ...Come mai non sei al lavoro?
SABRINA Senti per favore, cambiati! E' imbarazzante!
ANTONIO Ma ti dico che è acqua! Non crederai che...
SABRINA No, no, ci credo! ...Davvero! ...Ma devo parlarti, e con quella macchia... Dai, mettiti una tuta! 
ANTONIO Va bene. ...Torno subito (va a cambiarsi)
SABRINA (portando la voce) ...Mamma?
ANTONIO (fuori) ...E' dalla sarta, credo, per il vestito della festa! Non pensa ad altro! (torna con una tuta) Ma che c'è? Sei strana.
SABRINA Vengo adesso dall'ospedale!
ANTONIO Perché? Che è successo?
SABRINA Niente: ieri ero andata a cercare il dottor Norelli, quello che ha curato mamma, e ho parlato con lui!
ANTONIO Perché? Ora mamma sta bene!
SABRINA Mamma non ha mai portato ad analizzare le pillole.
ANTONIO Come no?
SABRINA Il dottore non ne sapeva niente!
ANTONIO Forse non le ha date a lui!
SABRINA No. Abbiamo fatto una ricerca. Nessuno ha mai consegnato le pasticche. Le stavano ancora aspettando.
ANTONIO E allora chi è che le ha analizzate?
SABRINA Nessuno.
ANTONIO Ma mamma ha detto...
SABRINA Nessuno ha mai analizzato quelle pillole. Mamma ha mentito.
ANTONIO Ma perché?
SABRINA Ti ricordi quando è caduta la pasticchiera di mamma?
ANTONIO Sì.
SABRINA Noi le abbiamo raccolte tutte, vero?
ANTONIO Credo di sì! Senti, io non capisco!
SABRINA Quando mi sono caduti gli spiccioli, ti ricordi?
ANTONIO Vagamente, ma...
SABRINA Sotto un mobile, era spuntata una pasticca. Io l'ho buttata in quel bricco d’argento.
ANTONIO E allora?
SABRINA L'altro giorno, quando tu le hai dato il Lexotan...
ANTONIO No, aspetta, mica gliel'ho dato io! Me lo ha chiesto lei!
SABRINA Come? A me ha detto che glielo stavi dando tu, per errore!
ANTONIO Non è vero, te lo giuro!
SABRINA Allora vedi che ho fatto bene a insospettirmi!
ANTONIO ...Io continuo a non capire!
SABRINA La cosa del Lexotan mi suonava strana! Perché un cardiopatico a cui l'ospedale ha prescritto una medicina precisa in caso di agitazione, dovrebbe prenderne un'altra, tra l'altro così generica?
ANTONIO Allora?
SABRINA Ho ritrovato la pasticca esattamente dove l'avevo messa. L'ho portata ieri con me in ospedale e data la stranezza della faccenda, hanno voluto analizzarla subito. Mi hanno appena dato la risposta: è una normalissima pasticca di erboristeria! E' un integratore di ferro! Una caramella!
ANTONIO Stai scherzando?
SABRINA No. Non è un medicinale!
ANTONIO E quelle che prende adesso?
SABRINA Nessuno gliele ha prescritte! Analizzate anche quelle: sono uguali alle prime. Cambia solo il colore: invece del ferro, hanno il potassio! Caramelle!
ANTONIO Ma che significa?
SABRINA Che mamma non ha nulla di fisico! I suoi malesseri sono tutti finti! E quando si sente agitata davvero, prende il più comune calmante: il Lexotan!
ANTONIO Ma perché?
SABRINA Vuole attirare la nostra attenzione, e tagliare corto quando è in difficoltà.
ANTONIO E' pazzesco! Che facciamo?
SABRINA Per ora niente. Fai passare la festa. Ci tiene troppo! Dopodomani vengo qui e le parliamo! ...E poi voglio parlare anche con te! 

BUIO


ATTO 2° - SCENA 7

Musica e luce. Antonio è nella Zona Off. Consegna delle chiavi. Poi prende il telefono. Dal buio, arriva Katia; la sua voce registrata con effetto telefono dice “non posso stare molto alle tre ho un appuntamento” . Cominciano a baciarsi con molta passione. Poi si sente un lungo, strano rumore effettato su cui sentiamo la voce di Sabrina dire ripetutamente, accavallate tra di loro, queste frasi: “stavolta niente casella postale - 100.000 in più del solito - alle tre, davanti al teatro - un palloncino rosso - saremo in tinta” . 

ANTONIO (allarmato intuisce qualcosa) ...Sabrina!

Il rumore diventa comprensibile: una stridente frenata che termina con un grosso schianto. Come risucchiata dalla penombra, Katia sparisce e vediamo Antonio, ancora col telefono in mano, con l'evidente atteggiamento di chi sta subendo una grande ramanzina. Poi si fa serio. Lo vediamo quasi supplicare qualcuno. In grande apprensione. Quasi piange. Insiste. E' disperato. Si leva la marsina e scende in platea. Cammina. La musica prosegue nella scena seguente.

ATTO 2° - SCENA 8

In casa. E' il giorno della festa. La tavola è riccamente preparata. Ilaria indossa il vestito buono. Le candele rosse sono al centro della tavola. Antonio passeggia desolatamente in platea. Squilla il telefono, il cui suono arresta la musica. Ilaria va a rispondere. Giocherella con l'accendino d'oro che ha in mano.

ILARIA Oh, ciao Sara. Come va? ...Bene grazie! Oggi è una giornata speciale: è il mio compleanno! (si trova l'accendino acceso e soffia come fossero le candeline, sorridendo) ...Grazie! ...No, Antonio non c'è. E' il solito egoista: doveva aiutarmi ma si è dato alla macchia! Gli uomini! ...No, non è proprio ritornato a casa! Speravo che si riposasse prima della serata... peggio per lui! No, non lo ho sentito. Di che doveva parlarmi? E' successo qualcosa in albergo? Che? Hai dovuto licenziarlo? E perché? Non l'ho mai visto così scrupoloso! Ci tiene molto! ...E allora, che ha fatto? ...Che? ...Col telefono? ... Sì capisco! ...Certo, certo, mi dispiace! ...No, ti capisco, Sara! ...Io... avrei fatto lo stesso! ...Quanto? ...Oh, mio Dio! ...Immagino che tu stia per chiedermi... Ah, sei molto gentile, ti ringrazio. ...Sì, un po’ per volta ce la faccio. ...Non ti preoccupare! Scusami! Sono mortificata! ...Grazie della telefonata! Ciao! 

Attacca il telefono. Resta un attimo immobile, poi prende la boccetta di Lexotan e un bicchiere. Ci mette le gocce, aggiunge l’acqua, beve. Sospira per tenersi calma. Prende il bicchiere e fa per gettarlo a terra ma si ferma. Guarda la tavola imbandita, il suo vestito. Posa al suo posto il bicchiere. Nota che c’è una posata non ben lucidata, la prende, si siede e comincia a strofinarla. Dalla platea, Antonio sale sul palco, va alla porta, si imposta un sorriso sulle labbra e apre.

ILARIA Alla buon' ora!
ANTONIO Tanti auguri, mamma! ...Dov’è quella stronza di Sabrina?
ILARIA Ho appena parlato con Sara.
ANTONIO Ah.
ILARIA Complimenti! Bella figura, mi hai fatto fare!
ANTONIO Non roviniamo la festa! Ne parliamo domani!
ILARIA Me l'hai già rovinata! Ho dovuto accettare l'elemosina di Sara!
ANTONIO Eh?
ILARIA Mi ha gentilmente concesso di pagare un po' per volta i 12 milioni di telefono che sono arrivati in albergo!
ANTONIO ...Senti...
ILARIA Sei un idiota! Io capisco che per un idiota come te, abituato soltanto... a toccarsi - perché questa è la verità! - , avere una ragazza sia importante, ma tròvatela nella tua città, almeno! Che senso ha un fidanzamento telefonico? Serve solo a sprecare soldi e a incentivare ancora di più la frustrazione della masturbazione!
ANTONIO Mamma, che dici? Stai esagerando!
ILARIA Ah, sono io, quella che esagera? Antonio, per favore! Almeno stai zitto e non obiettare! Non hai concluso niente, nella tua vita! Non sai fare niente! Non hai futuro! Hai sprecato tutto quello che hai fatto!
ANTONIO Mamma, smettila!
ILARIA No! Smettila tu! Non hai nulla di cui io possa essere fiera!
ANTONIO Certo, per te sta tutto lì il problema: ti servono argomenti per farti bella con le tue amiche! 
ILARIA Tutti i tuoi amici si sono laureati! Lavorano! Stanno costruendo qualcosa!
ANTONIO Sono stati più fortunati di me!
ILARIA Non è fortuna! E' impegno! Volontà! Rispetto!
ANTONIO Rispetto? Che dici?
ILARIA Rispetto, sissignore! Rispetto nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie! Dei genitori!
Squilla il telefono.
ILARIA Vai tu. Comportati normalmente! Oggi è il mio compleanno, mi chiameranno ancora altre persone per farmi gli auguri e non tollero che si sappia che razza di famiglia siamo! ...Rispondi?

Antonio va a rispondere.

ANTONIO Pronto? ...Ah, ciao papà! ...Sì c'è, te la passo! Tra quanto arrivate? (una pausa) ...Ah, ti passo mamma. (le passa il telefono) ...Tieni.
ILARIA (fa un bel sospiro per recuperare sicurezza) ...Pronto? ...Ciao, Matteo, come stai? ...Grazie, ma non c'era bisogno di telefonarmi, tra quanto arrivate? Ho preparato una cena meravigliosa, la casa non è mai stata così ospitale! ...Eh? Come sarebbe? ...Dai, che vuoi che sia! Mica è un ricevimento ufficiale! Venite così come siete! ...D'accordo, ma se andate a dormire due ore dopo non casca mica il mondo! Per una volta si può fare! ...Ma veramente? Qui era tutto pronto! ...Beh, però, scusami ma così non si fa! Potevate avvisarmi stamattina, non mi ammazzavo per preparare! ...Ah, e allora perché avete cambiato idea? ...Dai, dille di venire, le faccio un cachet che la rimette al mondo! ...Ho capito. Allora niente da fare? ...Mi dispiace! ...No, Sabrina sarà qui a momenti. Si, te la salutiamo noi. ...Salutami cosa, oddio, ora non mi viene il nome, scusami... eh, grazie, salutamela. Domani la chiamo per sapere come sta. Ciao. (sta per attaccare ma sente che Matteo la richiama) ...Eh? Hai detto qualcosa? ... Sì, dimmi. ...Dimmi! ...No, davvero, dimmi! ...Eh. ...Sì. (ha un mancamento, si appoggia alla sedia senza tradire con la voce l’emozione) ...Che? ...Quando? ...Sì, certo, certo! ...Ci sarò, con piacere. ...Certo. ...Ciao. ...Sì, grazie. Ciao. (attacca)
ANTONIO Non vengono, eh? Mi dispiace. (Ilaria tace) ...Dai, ora arriva Sabrina e festeggiamo noi.
ILARIA Voi lo sapevate, vero?
ANTONIO No, me l'ha detto adesso! Lei non si sente bene?
ILARIA Non parlo di questo.
ANTONIO E di che?
ILARIA Che si sposano tra un mese. Lo sapevate?
ANTONIO (dopo una pausa) Sì. Volevamo dirtelo... Papà ci ha preceduto.
ILARIA Gran bel compleanno! (va alla tavola e accende le candele con l'accendino d'oro. Pausa. Afferra violentemente una candela, la leva dal candelabro, va alla porta, la apre e getta fuori la candela) ...Qui la festa non entra! (sbatte la porta e vi si appoggia provata) ...Antonio, mi sento male!
ANTONIO Come al solito! ...Mamma, io e Sabrina sappiamo tutto!
ILARIA Di che? ...Prendimi il Lexotan.
ANTONIO Di te! Delle tue caramelle di erboristeria!
ILARIA Eh? ...Ma che stai dicendo? ...Mi sento male!!
ANTONIO Non è vero! Tu stai benissimo! Sei sempre stata benissimo!
ILARIA Non so di cosa stai parlando!
ANTONIO Lo sai benissimo! E vorrei tanto abbracciarti!
ILARIA Allora fallo, no?
ANTONIO No! Non te lo meriti! Ci hai preso in giro! Ci hai fatto preoccupare! Sempre pronti a darti una comunissima caramella alle erbe!
ILARIA Abbracciami, se hai sentito di farlo! (respira a fatica) ...Antonio, sono una donna debole! Sono sola! Ho solo voi due! Ho paura della vecchiaia, sì, della solitudine! Non accetto che una donna si dedichi a tirare su i figli nella migliore maniera, e poi, quando crescono, li veda una volta al mese se è fortunata! Non è giusto! ...E' un vostro dovere occuparvi di me, se ne ho bisogno, perché io mi sono occupata di voi. ...Prendimi il Lexotan, ti prego!
ANTONIO Certo, è un nostro dovere... se hai bisogno di noi! Ma tu ancora non ne hai bisogno!
ILARIA Antonio...
ANTONIO Devi soltanto inventarti qualcosa da fare! Devi sentirti attiva! E non solo dedicandoti a noi! Devi dedicarti a te! Siamo tutti e tre grandi: noi, abbiamo appena imparato a camminare, ma tu, ancora non hai bisogno di un bastone! E non ne avrai bisogno per un bel pezzo! ...Mamma, tu ci mandi nella fossa a tutti!
ILARIA Smettila. Vado di là a prendermi le gocce e mi stendo un attimo sul letto! (si avvia)
ANTONIO (portando la voce, mentre lei va) Non hai bisogno neanche delle gocce! Il letto basta e avanza! (è solo. Si guarda attorno. Prende il telecomando e accende su un canale. C'è lo spot 144)
SPOT 144 "Se ti senti davvero solo, chiamaci. Il nostro servizio ti offre varie categorie di intrattenimento. E se il tuo problema è l'amore: noi siamo in grado di offrirti quello che desideri! Abbiamo sicuramente qualcuno che ti dirà esattamente quello che vuoi sentirti dire!”
ANTONIO Eh già! Beh, visto che siamo in vena di chiarimenti... 

Si alza. Lascia il televisore acceso. Lo spot continua ad andare con il testo precedentemente sentito. Antonio si avvia nelle stanze. 

ANTONIO ...Mamma, devo dirti un'altra cosa... (esce. Fuori scena) ...Ti ricordi di Katia? ...In realtà non so neanche come sia fatta... Dai mamma, non fare la recita! (cambiando tono) ...Mamma, sei pallida! ...Che? ...Davvero? ...Ok, non ti preoccupare! ...No, non ti sforzare! ...Aspetta, ti prendo in braccio. Ok, andiamo, ti porto in ospedale! Stai tranquilla! 

Torna in scena con Ilaria in braccio. Lei sta davvero male. 

ANTONIO Ecco, aspetta che prendo le chiavi della macchina. 

Posa un attimo Ilaria sulla poltrona davanti alla televisione in modo tale da permetterci di vedere solo lo schienale della sedia e le braccia sui braccioli. Si accorge che sta ancora trasmettendo lo spot e spegne l’apparecchio. Si allontana per cercare le chiavi. Come in un gesto automatico di irreversibile routine, Ilaria trova la forza di riaccendere la TV su un canale che trasmette un telegiornale. Abbiamo il tempo di sentire la porzione di un servizio:

TELEGIORNALE ...L’ho detto e lo ripeto: la Società Moderna deve “svezzare” i propri Figli. Deve lasciare al singolo individuo la libertà di crescere e di esprimersi, anche sbagliando! Ma sentendosi scevro da oppressioni super-materne. La logica del vincente o perdente è pericolosa: crea confusione e panico! Trovo più saggio dire “individuo attivo e passivo” laddove il passivo avrà stimoli interni a diventare attivo, ma stimoli davvero personali, senza la frenesia della fretta né tantomeno sentendosi obbligato a “dimostrare” agli altri di non essere da meno! La sottostima degli individui da parte della Società/Matrigna, i modelli di successo e di rampantismo che propone, porteranno solo all’”implosione” di frustrazioni che causeranno ancora... come dire... “esplosioni”: gesti estremi come questo recente del Salernitano. ...Sorella, non Madre! ... E semmai, Madre tollerante!... 

Ilaria, sulla poltrona, si muove nervosamente. Emette qualche colpo di tosse, un gemito flebile, poi un lungo sospiro pieno, l’accenno ad una risatina e si quieta. Antonio torna per prenderla in braccio. Spegne il televisore.

ANTONIO ...Ecco! Come va? ...Mamma! ...Mamma mi senti? ...Per favore, non farmi spaventare! ...Mamma!! (si avvicina lentamente al suo petto per sentire il cuore. Si è fermato) ...Mamma! ...Mamma!!! ...Oddio. ...Aiuto! ...Aiuto!!! 

La prende in braccio e la adagia in terra in mezzo alla scena. Nel farlo, cade il telecomando e grottescamente il televisore si riaccende su un punto particolarmente movimentato e “caldo” dello spot 144: sentiamo i sospiri e gridolini tipici dei quegli spot, tipicamente recitati con comica enfasi. Ovviamente Antonio lo ignora mentre cerca di rianimarla. Le fa la respirazione bocca a bocca. Prova un improbabile massaggio cardiaco mentre comincia istericamente a piangere e a invocare la mamma. Chiede aiuto. Grida.

ANTONIO (Ad Libitum) 

Piange. Lo spot irriverentemente continua ad andare. Antonio è distrutto. Inebetito. 

ANTONIO ...Mamma, ti prego, rispondimi! (urla) Mamma! (con un filo di voce) ...Io ho bisogno di te!

Piange. Sospira ripetutamente. Guarda lo spot in televisione. Poi il suo sguardo cambia. Con una disperata freddezza si alza e va in cucina. Dopo un momento torna, prende uno dei candelabri sulla tavola e lo mette accanto a Ilaria. Lo accende con l'accendino di Sabrina. Si siede in terra vicino alla madre. Aspetta. Si guarda attorno. Si alza. Va in cucina. Stacca l'interruttore generale. La scena è illuminata solo dalla candela accesa e dalla luce proveniente dalla finestra. Antonio torna turandosi il naso con le dita e appena esce dalla cucina si libera il naso. Va alla porta di casa e prova ad accendere la luce. Ovviamente resta buio. Si riavvicina alla madre, prende l'accendino d'oro e lo nasconde sotto un cuscino, poi lo riprende e lo tira via, lontano, sotto un mobile. 

ANTONIO ...Ok! (si siede accanto alla madre. Spegne la candela) ...Dovevo abbracciarti prima, mi dispiace! 

Si stende vicino alla madre e l' abbraccia. Assoluta immobilità. 
Dalla platea vediamo arrivare Sabrina. Di fretta. Guarda l'orologio. Sale sul palco, attraversa la Zona Off e sparisce dietro la scena.

SABRINA Beh? Che c'è, si è rotto il campanello? (rumore di chiavi. Sabrina apre. Non vede niente) ...Ma che succede? (prova ad accendere con l'interruttore, invano) Ma che è andata via la luce? ...Ehi? Mamma? Antonio? Che succede? ...Ohhh? Qualcuno mi risponde? (nota, subito fuori alla porta, la candela rossa che aveva buttato Ilaria. La prende)...Mamma, ti sei pure persa una candela per strada! (fruga nella borsa) ...Ah, ma che è uno scherzo? Guarda che non sono mica io la festeggiata! Che avrai mai preparato, per fare tutta questa scena? ...Ma dov’è l’accendino? ...Dai Antonio, vieni, accendete la luce. Antonio, ho una sorpresa per te! (alla sua destra) ...Vieni, sono due scemi, stanno giocando! ...Ah, hai da accendere, grazie!

Entra nell'inquadratura della porta la vera Katia. E’ una ragazza ordinaria. Ha il cappello rosso, un palloncino rosso e un accendino in mano. Lo avvicina alla candela. Accende. Antonio alza un braccio per fermarla. Fermo di immagine.

BUIO.

Si sente un'incredibile esplosione. 
Sul buio, una luce segue il palloncino che va verso l’alto.


SIPARIO

tutti i diritti riservati


PRIMA VERSIONE 28 MARZO 1997 
Edimburgo 2 novembre 1998
Roma, 27 novembre 1998 –
9 marzo , 31 agosto 1999.
Ultima rettifica in corso.

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