Sala d’aspetto

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SALA D’ASPETTO

Atto Unico brillante di Giovanni De Moliner

GENERE - Brillante

ATTI – Atto Unico

DURATA – 40’ circa;

Attori – 6 Maschi – 3 Femmine + 2 m o f (indifferente)

                                       TRAMA

Che incubo x Ernesto Orero che andando a cambiare un biglietto acquistato per una viaggio vacan-

za datogli errato presso l’agenzia di viaggi si ritrova nella  Sala D’Aspetto di un’agenzia veramente strana, dove l’andamento delle cose e i personaggi che la animano non lasciano presagire niente di buono….

E che incubo quando, al risveglio dal suo agitatissimo sogno, si trova alle prese con tante, troppe strane coincidenze…!!!

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SALA D’ASPETTO

(Commedia brillante Atto Unico di Giovanni De Moliner)

Ernesto ORERO – il passeggero;

Sua moglie MARIA ROSA – (MIMOSA, la Contessa nervosa);

Sua figlia ALICE – (La Signorina ORTE - L’hostes della sorte);

ORATA – l’impiegata maleducata;

PIETRO – il titolare;

GIOXE – “U durbega”;

1° Suonatore (Suonatrice);

2° Suonatore (Suonatrice);

MARCO STENTE – che ha avuto un incidente;

Il Signor ASSO – Avvocato un po’ gradasso

                                               LA SCENA

E’ la sala d’aspetto di una qualunque attività commerciale.

Ci sono diverse sedie ed un tavolino sul fondo, un tavolino al centro con sopra riviste e giornali, un altro tavolino a sinistra adibito a scrivania con sopra un telefono, un video di computer, una tastiera, diversi fogli di carta, penne e matite, un telefono, nonché una sedia per ognuno dei due lati del tavolino.

Ci sono due uscite: una a destra, che porta verso l’interno, e l’altra a sinistra che porta verso gli uffici.

E’ una giornata qualunque di una qualunque stagione.

                                  ATTO UNICO

All’apertura del sipario, Ernesto, seduto su una delle sedie più a destra, sfoglia leggermente il giornale, mentre Orata, l’impiegata maleducata, è seduta dietro il tavolinetto-scrivania a e sta lavorando al computer.

1 – ERNESTO – (Seduto su una delle sedie più a destra della scena, sfoglia nervosamente un gior-

nale: è arrivato in fondo, lo chiude, sbuffa pesantemente. Si alza, lo va a deporre sul tavolino quasi con rabbia. Si ferma a centro scena: sbuffa con rabbia. Guarda l’orologio, sobbalza stupito. Lo ri-

guarda, lo agita, controlla se funziona avvicinandolo all’orecchio. Fa una smorfia) “Boh…!!” (Commenta fra se. Poi si decide: si avvicina al tavolino scrivania. Ad Orata) “Mi scusi, signorina...

ma…” (Con forzata cortesia) “”….ci vorrà ancora molto…??”

2 – ORATA – (Sta lavorando alacremente: si interrompe un attimo, alza appena lo sguardo su di lui, poi, riprendendo il suo lavoro, distrattamente) “Dipende….”

3 – ERNESTO – (Non riesce a nascondere un moto di rabbia) “Ma porca….”

4 – ORATA – (Lo blocca: si alza di scatto: a tutta voce) “Uehi…!!!!” (Poi, dopo una breve pausa con Ernesto che, sorpreso dalla sua reazione repentina, sobbalza vistosamente) “Moderiamo le pa-

role, eh…!!” (Guardandolo malissimo, quasi digrignando i denti) “Si ricordi dove siamo…!!”

5 – ERNESTO – (Ha sobbalzato violentemente alla reazione di Orata: con aria di scusa) “Sssssssi.

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….va bene….ci mancherebbe…” (Sillaba quasi. Poi, MENTRE ORATA SI RISIEDE E RIPRENDE ARCIGNA IL SUO LAVORO, facendo spallucce, un po’ stupito) “Si…beh…siamo in un luogo pub-

blico ….” (Fa una breve pausa, poi, accigliato) “Manco fossimo in chiesa…!!!”  (Si avvia lentamen

te all’altro tavolino, prende un altro giornale, si dirige nuovamente sul fondo, si mette a sfogliarlo, lanciando ogni tanto sguardi terribili ad Orata che prosegue imperterrita nel suo lavoro senza con-

siderarlo minimamente.  La cosa dura per pochi secondi, poi Ernesto riparte alla carica. Sbuffa vio

lentamente, chiude il giornale e lo getta sulla sedia di fianco a se, alzandosi e dirigendosi, questa volta con piglio deciso alla scrivania di Orata) “Signorina….” (La apostrofa a muso duro) “Ma è mai possibile che ci deva fare i vermi, qui….??” (Fa una brevissima pausa, poi, senza darle il tem-

po di replicare, quasi aggredendola) “Le ripeto….” (Con sguardo feroce) “Mi chiamo Ernesto Ore-

ro, ho prenotato una settimana di ferie per me e la mia famiglia tramite la vostra agenzia ma quando ho ritirato il biglietto a me avete dato quello di sola andata….” (Mette una mano nella tasca della giacca e ne cava un fogliettino) “Io vorrei….” (Si blocca: si corregge) “Anzi, no…” (Alzando il to-

no della voce per sottolineare la parola) “….PRETENDO…” (Poi, moderando la voce ma con to-

no sempre sostenuto) “….che me lo cambiate subito…!!!”

6 – ORATA – (Che fino a quel momento non ha battuto ciglio, lo guarda con sufficienza, poi con voce monocorde) “Le ho già detto che non è ancora il suo turno….” (Poi scatta in piedi come una molla: quasi ringhiando, a tutta voce) “E io PRETENDO….” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce) “…che ritorni al tuo posto e aspetti la tua ora, CRETINO….!!!” (Spara nuovamente a tutto volume. Poi, sarcastica) “In quanto a fare i vermi….” (Si  risiede, torna al suo lavoro) “…mi sa che dovrai farci l’abitudine…!!”

7 – ERNESTO – (E’ rimasto esterrefatto: la guarda basito per qualche secondo, poi si riprende) “Senti un po’, vecchia zitella….” (Si lancia verso di lei con veemenza) “Come ti permetti di….”

In quel momento, richiamato dai toni accesi del diverbio, fa la sua comparsa in scena da sinistra Pietro, il titolare dell’agenzia.

8 – PIETRO – (Entra in scena da sinistra, ostentando una calma olimpica. E’ un signore di mezza età, possibilmente con baffi e barba più o meno lunga, bianchi ) “Orata….” (Si rivolge alla segreta-

ria che si rabbonisce all’istante) “…cosa succede….??”

9 – ERNESTO – (Frena a stento un moto di ilarità) “Orata….?!?!?” (Alla platea, indicandola can-

fonatorio) “Ora capisco perché è così acida….” (Allarga leggermente le braccia) “Con un nome del genere…!!!”

10 – ORATA – (Si è risieduta: a Pietro, con ostentata pazienza) “E’ il signor Orero che scalpita per il suo biglietto….” (Fa spallucce) “Io gli ho detto che non era ancora il suo turno, ma….”

11 – PIETRO – (Rabbonisce Orata con un gesto lieve della mano: si avvicina a Ernesto. Con dolcezza) “Signor Orero, non abbia smania….” (Bonariamente) “Ogni cosa a suo tempo….” (Lo prende sottobraccio) “Adesso diremo a Orata…” (Gliela indica con un sorriso) “…di controllare meglio, eh…!”

12 – ORATA – (Quasi con dolore) “Ma ho controllato mezz’ora fa…!!”

13 – PIETRO – (E’ accanto a lei: lascia Ernesto che si posiziona davanti al tavolino-scrivania, le mette una mano su una spalla) “Orata, l’umiltà è la virtù dei forti….” (Con un largo sorriso) “Qui di infallibili c’è solo il presidente….ci mettessimo al suo pari, commetteremmo un grave peccato !”

14 – ERNESTO – (Trasale) “Infallibile il presi….” (Sgrana gli occhi: a tutta voce) “Berlusconi…!!

!!!” (Batte le mani con violenza) “Adesso capisco il biglietto taroccato…siete un’agenzia della finin

vest…!!!!”

15 – PIETRO – (Gli sorride bonariamente) “Giovanotto, si tranquillizzi….” (Scuotendo bonaria-

mente la testa) “La nostra società non si ferma alla borsa….” (Alzando leggermente gli occhi al cie-

lo) “Ha ben altre quotazioni…!!”

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Ernesto rimane interdetto dalla risposta che non capisce, Pietro fa un ulteriore lieve cenno con il capo ad Orata che obbedisce.

16 – ORATA – (Fa spallucce: indifferente) “Come vuole….” (Comincia ad armeggiare sulla tastie

ra mentre Pietro le si avvicina) “In fondo il capo è lei…!!”

17 – PIETRO – (Ancora bonario) “Capo…” (Ridacchia sornione) “Che parola grossa…!”

18 – ORATA – (Non lo considera. Ha finito di smanettare sulla tastiera: gli indica il monitor) “A lei…!”

19 – PIETRO – (Osserva il video qualche attimo, poi, sottolineando l’evidenza) “Effettivamente…”

20 – ERNESTO – (Insorge nuovamente) “Effettivamente che cosa….?!?!?” (Sbotta piccato. A Pie-

tro, a muso duro) “Scusi e, signor….laxerto…” (Spara a caso il primo nome di pesce che gli viene in mente) “….ma EFFETTIVAMENTE….” (Sottolinea la parola alzando il tono della voce: infila la mano nella tasca della giacca) “…io devo semplicemente cambiare il biglietto che….”

21 – PIETRO – (Lo interrompe: sempre con calma assoluta) “Signor Orero, sia cortese…” (Lo prende nuovamente sottobraccio) “Capisco che l’attesa le possa sembrare lunga, ma…” (Lo riac-

compagna a sedersi su una delle sedie sul fondo) “…in questo ufficio ci sono delle regole ben preci

se che nessuno di noi ha dettato…” (Si siede accanto a lui) “…ma che vanno rispettate fin nel mini-

mo dettaglio…” (Posandogli con delicatezza convinta una mano su un braccio) “Abbia fiducia: non è ancora il suo turno, ma vedrà che fra poco toccherà anche a lei…” (Si rivolge nuovamente alla se-

gretaria) “Orata….la signorina Orte….??”

22 – ORATA – (Con distacco, senza sollevare gli occhi dal suo lavoro) “E’ dovuta correre alla reception…” (Fermandosi solo un attimo e alzando appena lo sguardo) “Ci sono altri due arrivi…”

23 – PIETRO – (Fa una smorfia di lieve stupore) “Accidenti, giornata piena, eh…!”

24 – ORATA – (Senza battere ciglio, secca) “Non lo decidiamo noi….”

25 – PIETRO – (Con un gesto di ovvietà) “Ci mancherebbe…!!” (Poi, a Ernesto) “Comunque, non si preoccupi…” (Gli fa un largo sorriso) “…la signorina Orte…” (Vede lo sguardo interrogativo di Ernesto: si spiega meglio) “….la nostra hostes…” (Puntualizza con un gesto della mano) “…sarà presto anche da lei…” (Si alza, si dirige al tavolino) “…stia tranquillo e abbia fiducia…” (Prende un giornale: torna da Ernesto e glielo allunga) “Il suo viaggio andrà a buon fine….” (Poggiandogli una mano su una spalla) “Vedrà che non la deluderemo…!”

26 – ERNESTO – (Prende il giornale: per nulla convinto) “Se lo dice lei…!!”

27 – PIETRO – (Con un lieve sorriso) “Non lo dico io….” (Alzando appena un dito verso l’alto) “Lo dice qualcuno più in alto di me…!!” (Poi, avviandosi verso sinistra) “Ora mi scusi, ma devo proprio andare….” (Prima di uscire a sinistra, con fare leggermente imperativo) “Orata, mi racco-

mando…!”

28 – ORATA – (Alza di scatto lo sguardo dal computer, lo dirige fulmineamente prima su Pietro che sta uscendo e un attimo dopo su Ernesto che lo guarda imbambolato. Poi, acidissima, prima di rimettersi al lavoro) “Euh…!!”

La scena rimane ferma per alcuni istanti, con Ernesto che, rabbonito, comincia a sfogliare il gior-

nale che gli ha dato Pietro e Orata che prosegue imperterrita il suo lavoro senza degnarlo di uno sguardo, poi, da destra, fa il suo ingresso in scena la Signorina Orte in compagnia di altre due per-

sone, un uomo ancora giovane e una distinta signora di mezza età: Marco Stente e la contessa Mi-

mosa

29 – SIGN. ORTE – (Entra per prima da destra, seguita a breve dal giovanotto e dalla Contessa. Si ferma subito dopo l’ingresso, fa loro un gesto con la mano) “Prego, signori…” (Indica loro le sedie sul fondo) “…accomodatevi pure…!” (Con un largo sorriso) “Questione di un minuto…”

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30 – MARCO STENTE – (Entra subito dietro di lei: è un giovanotto di bell’aspetto, che presenta però vistose ecchimosi e/o fasciature un po’ ovunque ed ha in mano un pezzo di u’automobile. Si av

via a sedersi proprio accanto ad Ernesto) “Grazie, signorina…” (Con tono cortese ma fermo) “.ben gentile…”

31 – MIMOSA – (Entra per ultima: cammina a scatti, nervosa. A Orte con tono brusco) “Grazie ca

ra…” (Fa un gesto altrettanto brusco con la mano) “Aspetto in piedi…”

32 – ORTE – (Defilandosi a sinistra) “Come crede…non è un problema…”

33 – ERNESTO – (Che ha assistito perplesso e incuriosito alla scena, si rende conto che la signori

na è probabilmente l’hostes menzionata poco prima da Pietro: molla il giornale, scatta in piedi, la blocca) “Scusi, signorina….!!!”

34 – SIG. NA ORTE – (Si volta verso di lui) “Prego…!!”

35 – ERNESTO – (Deciso, ma cercando di usare il tono più cortese possibile) “Lei è l’hostes…?”

36 – SIG. NA. ORTE – (Si muove verso di lui) “Si, certo…” (Gli allunga la mano) “Piacere, mi chiamo Orte…”

37 – ERNESTO – (Gliela stringe in modo sbrigativo) “Piacere mio…Ernesto Orero…” (Poi passa subito al dunque) “Ascolti, signorina….” (Prende un biglietto dalla tasca della giacca) “Io sono qui perché ho un problema con il biglietto per il viaggio che devo fare…avevo prenotato andata e ri

torno, ma sul mio il ritorno non c’è e vorrei….”

38 – SIG:NA ORTE – (Lo interrompe: perplessa) “Mi scusi,ma….siamo sicuri che avevamo appun

tamento proprio oggi….??”

39 – ERNESTO – (Sbalordito) “Appuntamento….?!?!?” (Decisamente piccato) “Ma quale appunta

mento e appuntamento….io devo partire, accidenti…!!!”

40 – SIG. NA ORTE – (Risoluta) “Se è così, stia pur sicuro che partirà…!” (Lo blocca. Poi, sempre decisa ma più pacata) “Ma credo proprio che non sia ancora il suo momento…”

41 – ERNESTO – (Infastidito) “Ma non è possibile, dai…!!” (Agitandosi) “Devo solo cambiare il biglietto….L’ho già detto sia all’Orata…” (La indica) “…che a quell’altro…” (Non sa come indica-

re Pietro) “….pesce con la barba…” (Butta li) “…e sto aspettando da….” (Guarda l’orologio: nota che è fermo, prova a scuoterlo, se lo avvicina all’orecchio per controllare se si è rimesso in movi-

mento: sbuffa pesantemente. Poi sacramenta) “Accidenti anche all’orologio che non va…!!”

42 – SIG. NA ORTE – (Fa un piccolo cenno con la mano) “Non si preoccupi….” (Si avvicina alla scrivania di Orata) “…qui da noi il tempo ha un senso relativo….” (Alla segretaria) “Orata, hai già parlato anche con Pietro ?”

43 – ORATA – (Alzando appena lo sguardo dal computer) “Certo…!”

44 – SIG. NA ORTE -  (E’ al fianco di Orata) “Mi fai dare un occhio ai piani d’imbarco…?”

45 – ORATA – (Fa un ampio gesto di assenso: digita qualcosa e poi indica il computer alla Orte) “Pronto…!!”

46 – SIG. NA ORTE – (Osserva lo schermo, poi) “Euh, ma signor Orero….” (Si rivolge ad Ernesto

“Non è ancora il suo momento…!!”

47 – ORATA – (Senza fermarsi dal suo lavoro, con ovvietà) “Glielo abbiamo detto, ma ha la testa più dura delle pietre…!”

48 – ERNESTO – (Decisamente spazientito) “Mi scusi, e….ma per cambiare un biglietto devo aspettare che venga il mio momento….?!?!?” (Protesta energicamente) “Ma che razza di discorsi assurdi….”

49 – SIG. NA ORTE – (Lo blocca) “Signor Orero, la prego….!!” (Lo prende sottobraccio: affabile)

“Anche qui da noi, come ovunque….” (Inizia a spiegargli riaccompagnandolo verso il fondo) “…e-

esistono delle regole da rispettare…” (Lo fa sedere accanto a Marco Stente e si siede a sua volta al suo fianco) “Occorre avere soltanto un po’ di pazienza ed attendere il proprio turno….” (Gli indica Marco Stente che aspetta pazientemente seduto e lo saluta con un lieve sorriso di circostanza ed un veloce cenno del capo e la Contessa che ha continuato fino ad allora a passeggiare nervosamente per la scena e non lo considera proprio) “Anche questi signori stanno aspettando il loro momento

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…” (Gli dispensa un largo sorriso) “Si tranquillizzi….viene per tutti…!!!”

In quel momento, da fuori a destra, si ode la voce di Pietro che chiama la signorina Orte.

50 – PIETRO – (Da fuori a destra) “Signorina Orte….” (Dopo un attimo, con insistenza, a voce più alta) “SIGNORINA ORTE….!!!!”

51 – SIG. NA ORTE – (Sobbalza leggermente: in risposta a Pietro) “Arrivo….!!” (Poi, a Ernesto) “Mi scusi, ma devo proprio andare….” (Scuote leggermente la testa) “Giornataccia, oggi…!!” (Poi, avviandosi a destra) “Scusate, signori, sarò presto anche da voi…” (Si ferma un attimo: prima di u-

scire) “Nel frattempo, potreste presentarvi…” (Allarga leggermente le braccia) “Visto che dovrete convivere, almeno per un po’….”

La Signorina Orte esce a destra, Ernesto fa una smorfia dubitativa

52 – ERNESTO – (Fra se) “Boh…!!!” (Poi fa spallucce: riprende il giornale, lo apre, incomincia a sfogliarlo distrattamente, senza riuscire a perdere di vista l’uscita di destra. Borbotta fra se) “Roba da matti…!!”

C’è ancora un attimo di silenzio, durante il quale la Contessa continua a girovagare per la scena mostrando una quantità di tic nervosi di ogni tipo e mangiandosi disperatamente le unghie, poi è Marco Stente a rompere il ghiaccio.

53 – MARCO STENTE – (Spia dapprima furtivamente Ernesto, poi, timidamente gli rivolge la pa-

rola) “Permette…??” (Gli porge garbatamente la mano) “Marco Stente….” (Fa spallucce, gli mo-

stra il pezzo di automobile che ha in mano) “Ho avuto un incidente….!

54 – ERNESTO – (Gli stringe velocemente la mano) “Piacere, Ernesto Orero….” (Lo guarda lieve-

mente stupito) “Ma….” (Obbietta timidamente: poi, più deciso) “Cosa c’entra la sua presenza qui con l’incidente, scusi….?!?!?”

55 – MARCO STENTE – (Con un sorriso e massima ovvietà) “Vengo dall’assicurazione, no…??”

56 – ERNESTO – (Trasale) “Assicurazione….?!?!?” (Incredulo) “Ma questa è un’agenzia di viaggi

…!!!”

57 – MARCO STENTE – (Scrolla le spalle) “Queste moderne holding multinazionali fanno un po’ di tutto…” (Puntualizza: con un sorrisetto sornione) “Dalla vendita dei preservativi all’organizza-

zione dei viaggi sulla luna…!!”

58 – ERNESTO – (Con l’espressione di chi ha capito tutto) “Ahaaaa….allora fanno anche gli assi-

curatori…!!!” (Poi, incuriosito) “Eeee….come sono come compagnia, buona….??” (Poi spiega) “Perché sa…io, con la mia….” (Allarga le braccia: desolato) “…sono sempre in guerra sulle tariffe

…!!!”

59 – MARCO STENTE – (Dubitativo) “Mah…è la prima volta che ci vengo….” (Fa spallucce) “Prima ero con un’altra….” (Perentorio) “Degli autentici ladri…!” (Fa una breve pausa: poi, deci-

so) “Comunque, non riusciranno mai a farmi ripagare di tutti i danni che ho subito….”

60 – ERNESTO – (Ancora con curiosità) “Tanti…?”

61 – MARCO STENTE – (Glaciale) “Macchina….” (Fa un gesto inequivocabile con la mano) “…distrutta…!!!”

62 – ERNESTO – (Sobbalza) “Eu la miseria…!!!” (Leggermente ironico) “E cos’è…l’ha investita un TIR…!?!?!”

63 – MARCO STENTE – (Impassibile) “No…un treno.”

64 – ERNESTO – (Sobbalza sulla sedia) “Un tre…..!!!!!!”

65 – MARCO STENTE – (Lo interrompe) “Già….!” (Inizia a spiegare) “Sono arrivato al passaggio a livello che si stavano chiudendo le sbarre ed ho voluto provare a passare lo stesso…” (Allarga leg

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germente le braccia) “No ce l’ho fatta….!”

66 – ERNESTO – (Stenta a crederci: meravigliatissimo) “Ed è ancora vivo….?!?!?”

67 – MARCO STENTE – (Gira lentamente la faccia  verso di lui: desolato) “Booh…..!!”

68 – ERNESTO – (Incredulo) “Ma porca…” (Sacramenta fra se: poi, a Stente, con stupore) “Ma…

scusi….non poteva fermarsi….?!?!?”

69 – MARCO STENTE – (Fa nuovamente spallucce) “Avevo fretta….”

A quelle parole, la Contessa, come svegliata all’improvviso dal suo torpore, esplode.

70 – LA CONTESSA – (Sta ancora passeggiando nervosamente per la scena: alle parole di Marco Stente si blocca, proprio a centro scena, ed esplode nel suo soliloquio. Di colo, con voce stridula, quasi parlando a scatti) “La fretta….!!!!” (Spara a tutta voce) “Ecco la nemica peggiore di tutte le qualità umane….” (Sentenzia poi, cattedratica) “La fretta…!!!!”

71 – ERNESTO – (Sobbalza sulla sedia) “O mamma…” (La guarda un attimo, poi, a Marco Stente

venefico) “La vecchia mummia è uscita dal sarcofago…!!!” (Poi, interrogativo, sempre rivolto a lui) “Ma chi è…?!?!?”

72 – MARCO STENTE – (Soffoca a stento una risata: decisamente divertito) “E che ne so…?? E’ entrata insieme a me, ma….”

73 – LA CONTESSA – (Ha sentito la domanda di Ernesto: interrompendo Marco e rivolgendosi a lui)“Chi sono….?!?!?” (Si chiede con voce stridula. Poi, quasi offesa) “Come…chi sono…???” (Fa una breve pausa: poi, sempre all’interdetto Ernesto, senza lasciargli il tempo di rispondere) “Sono la Contessa Mimosa Del Giardino Arabeschi Gattimorti Guidobaldi Asdrubali….” (Si ferma di col-

po: rimane assorta, come se stesse pensando)

74 – ERNESTO – (La guarda, le riserva un sorisetto sarcastico: poi, maligno) “Ancora qualche cosa…??”

75 – LA CONTESSA – (Si rianima: secca, accompagnando le parole con un brusco ed in equivoca

bile gesto della mano) “Basta, così…!”

76 – MARCO STENTE – (Sornione) “E avanza pure…!!”

77 – LA CONTESSA – (Non li considera: va avanti nel suo discorso, come fosse un’attrice sul pal-

co) “Ultima discendente della mobilissima stirpe dei Rododendro Dragoncello….”

78 – MARCO STENTE – (Non riesce a trattenere una risata: decisamente ilare) “Oddio, questa è fuori come un terrazzo…!!!”

79 – LA CONTESSA- (Scatta ancora come una  molla: a tutta voce, coprendosi il volto con un braccio) “Pazzia…!!!” (Poi, abbassando le braccia, con sguardo fisso e invasato) “Follia….!!!” (Si

bila appena: poi, cattedratica) “Sottile è la luce che separa…” (Sentenzia) “…la follia dal genio !!”

80 – ERNESTO – (Costernato, batte le mani) “E ci mancava pure questa, adesso…!!!” (A Marco Stente, decisamente piccato) “Accidenti, sono ore che aspetto…!!”

81 – MARCO STENTE – (Allarga leggermente le braccia) “Effettivamente…” (Constata) “…quan

do sono entrato, anch’io ho chiesto se c’era molto da aspettare…” (Scuote leggermente la testa) “Ma si sono limitati a dirmi che non era ancora il mio momento…!!”

82 – LA CONTESSA – (Sottile, quasi sibilando) “La fretta….” (Quasi con un sussurro) “La solita ignobile, maledettissima fretta…” (A marco Stente, severa, guardandolo fisso negli occhi) “Giova-

notto….fossi in lei la smetterei di avere fretta…!!!”

In quel momento, da destra, fanno il loro ingresso in scena due strani figuri: i due SUONATORI.

83 – PRIMO SUONATORE – (Entra per primo da destra: è il solista ed ha in mano una serie di spartiti)

84 – SECONDO SUONATORE – (E’ la spalla, entra per secondo con in mano uno strumento qual

siasi)

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ENTRAMBI ENTRANO CANTANDO

“Dum…dum…dum…dum…pa-dum pa-dum pa-dum pa dum….”

85 – LA CONTESSA – (Li vede, si blocca: estasiata, a tutta voce, battendo le mani) “Oddio….la banda…!!!!”

86 – MARCO STENTE – (E’ rimasto sbigottito: li osserva un lungo attimo riuscendo solo a biasci-

care a mezza voce) “Gesù….!!!”

87 – ERNESTO – (E’ senza parole: li segue con sguardo incredulo finché non arrivano a sedersi sulle sedie sul fondo più distanti da loro, sempre cantando, poi sibila quasi) “E’ inaudito…!!!”

88 – ORATA – (Che fino ad allora aveva lavorato imperterrita, ignorando quello che le succedeva in ordine, una volta che i due si sono seduti ed hanno smesso la loro nenia, senza alzare lo sguardo

) “Finalmente….ce ne avete messo di tempo…!!!”

89 – PRIMO SUONATORE – (Tranquillo, con un’espressione angelica) “Scusa, Orata, ma il pas-

seggero non era ancora pronto per l’imbarco…”

90 – SECONDO SUONATORE – (Appena il primo ha smesso di parlare, scatta in piedi come una molla, sorriso ebete sulle labbra, e a tutta voce spara) “Arco…!!!!”

91 – ORATA – (Glaciale) “Sti miserabili…” (Ringhia in mezzo ai denti) “Non sono mai pronti…” (Poi, decisamente seccata) “Eppure lo sanno bene che prima o poi devono fare il viaggio, accidenti.

…!!!”

92 – PRIMO SUONATORE – (A Orata, piuttosto scettico) “Scusa sai, ma io non darei tutta la col-

pa a loro…”

93 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi come una molla: ancora a tutta voce) “Oro…!!!”

94 – PRIMO SUONATORE – (Prende il primo per un braccio e lo invita con gentile fermezza a ri-

sedersi. Poi, ancora a Orata) “Per me, quello che manca…è la mano ferma di un capitano…!!”

95 – SECONDO SUONATORE – (Scatta nuovamente: a tutta voce) “Ano…!!!!”

96 – ORATA – (Si ferma: alza lentamente lo sguardo verso il Primo Suonatore, folgorandolo con gli occhi. Con tono deciso) “Guarda che se ti sente Pietro, ti degrada a putto…!!”

97 – ERNESTO – (Ha assistito sconcertato alla manfrina, volgendo rapide occhiate un po’ a uno un po’ all’altro degli interlocutori. Perde la pazienza: scatta in piedi e, imbufalito, a Orata) “Insom

ma….BASTA….!!!!!” (Urla con quanto fiato ha in corpo) “Si può sapere che cos’è ‘sta buffonata..

…?!?!?” (Spara a tutto volume, dirigendosi ad ampi passi verso la scrivania di Orata) “Prima l’Ora

ta e la…la….”(Indica l’uscita di sinistra: mimando la barba di Pietro) “….spigola, li….” (Agita convulsamente le braccia) “….che pare d’essere all’acquario…” (Indica la Contessa che, nel frat-

tempo, ha continuato ad elucubrare preda dei suoi pensieri avanti indietro per la scena) “Poi la Mimosa nell’Orto che sa tanto di giardino botanico….” (Indica i due suonatori che sono rimasti a guardarlo in silenzio sempre sorridendo lievemente) “E ora ‘sti due tipi che sanno tanto di circo Togni….” (Fa una breve pausa: imbestialito, ad Orata) “Ma si può sapere chi sono, scusi…?!?!?”

98 – ORATA – (Che ha continuato imperturbabile il suo lavoro, fra computer e telefono, come se  fosse sola, senza alzare lo sguardo) “I suonatori….”

99 – ERNESTO – (Strabuzza gli occhi: agitando convulsamente la testa) “Chi….?!?!?”

100 – ORATA – (Sbuffa pesantemente: alza lo sguardo verso di lui interrompendo il suo lavoro. Con ostentata sopportazione) “I suonatori che dovranno accompagnarvi durante il viaggio….”

101 – MARCO STENTE – (Sobbalza sulla sedia) “Viaggio…?!?!?” (Protesta) “Ma io non devo mi

ca viaggiare….ho subito un incidente e….”

102 – ORATA – (Lo interrompe bruscamente) “In un modo o nell’altro…” (Allargando leggermen-

te le braccia e ricominciando il suo lavoro, decisa) “Sempre di un viaggio si tratta…!”

103 – MARCO STENTE – (Sorpreso) “Beh…siii….” (Poi, perplesso, fra se, rivolgendosi alla pla-

tea) “Mi sa che la holding multinazionale sta facendo un po’ di confusione….”

104 – ORATA – (Continuando imperterrita il suo lavoro, distrattamente) “E comunque sono in ri-

tardo….è anche per questo che siete ancora seduti qui…!”

105 – PRIMO SUONATORE – (Venefico) “Parli bene tu che lavori dietro ad una scrivania….” (Al-

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larga le braccia) “Per muoversi la fuori ci vorrebbe una carta geografica…!!!”

106 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi come una molla) “Fi….”

107 – PRIMO SUONATORE – (Lo afferra per un braccio zittendolo e rimettendolo a sedere) “Sccccccctttt…..!!!!” (Rimbrottandolo pesantemente) “Zitto, cretino….vuoi davvero che ci degradi-

no a putti….?!?!?”

La pantomima è interrotta dall’ingresso in scena da destra dell’avvocato Asso che accompagna Gioxe u durbega.

108 – ASSO – (Annuncia il suo ingresso in scena da destra. E’  vestito in modo distinto e con aria altrettanto distinta. Ha con se una valigetta e, al mento, un curioso pizzetto a punta con baffi sottili)

“E’ permeeesssooo….!” (Si annuncia da fuori con voce potente. Entra un attimo dopo seguito da Gioxe e si catapulta immediatamente alla scrivania di Orata sotto lo sguardo interrogativo e stupi-

to dei presenti) “Signorina Orata…buongiorno…!!!” (Le regala un sorriso beffardo) “I miei omag-

gi…!!” (Sbatte pesantemente la valigetta sulla scrivania: la apre) “Sono qui per tutelare gli interes-

si del signor Gioxe…” (Lo indica alle sue spalle) “…detto “U Durbega”…” (Estrae dei fogli e co-

mincia a scorrerli) “Che vorrebbe rescindere il contratto che lo lega alla vostra società….”

109 -  GIOXE – (E’ entrato alle sue spalle: è già anziano e procede a piccoli passi, aiutandosi con una stampella) “Sci ma….avucatu…” (Lo interrompe) “ueiva dii…” (Con aria di estrema diffiden-

za) “Ghe saià guei cunveniensa….?!?!?”

110 – ASSO – (Si volto di scatto: secco) “Zitto, reprobo…il dado è tratto…!!” (Poi, ancora a Orata

“Il quale signor Gioxe ha intenzione di intraprendere il viaggio con la mia compagnia, la Inferiority, che io qui rappresento altresì…” (Si blocca, non sa più cosa dire: fa una smorfia, poi conclude) “…per tutte le incombenze del caso.”

111 – ORATA – (Non ha battuto ciglio: senza mai distogliere lo sguardo dal suo lavoro, alza il tele

fono, compone un numero, rimane qualche attimo in attesa, poi) “Pietro…c’è l’avvocato Asso.” (Ri

ferisce telegrafica. Posa il ricevitore, alza lo sguardo verso Asso giusto il tempo per parlargli) “Te la vedi con lui, eh…!”

112 – ASSO – (Sbuffa pesantemente) “Tanto per cambiare….!!” (Butta i fogli nella valigetta, la ri-

chiude, la prende con se e si allontana dalla scrivania) “Qui, si decide di non decidere…” (Fa cen-

no a Gioxe di precederlo verso le sedie sul fondo) “Burocrazia…burocrazia…burocrazia…!!!” (Sa-

cramenta invitando Gioxe a sedersi e rimanendo in piedi accanto a lui con la valigetta accanto ai piedi) “Alla Inferiority, certe lungaggini non ci sono…!”

113 – ERNESTO – (Ha ascoltato interessato: si dirige verso di lui) “Scusi, avvocato…”

114 – ASSO – (Si volta verso Ernesto: con un largo sorriso) “Asso…” (Precisa: mette una mano in tasca, prende un biglietto da visita, glielo allunga) “Avvocato, Asso…a sua disposizione….!”

115 – ERNESTO – (Prende il biglietto da visita) “Grazie…” (Accenna un sorriso: poi) “Mi scusi avvocato ma….anche voi organizzate viaggi…?”

116 – ASSO – (Allarga ancora il volto in un sorriso cordiale) “Ma certo…!!!” (Poi, professionale) “In tempi brevi…per mete certe….senza imprevisti….!”

117 – MARCO STENTE – (E’ rimasto anch’egli in ascolto: prontamente) “Scusi, non è che tratta-

te anche assicurazioni…?”

118 – ASSO – (Elargendo a che a lui un sorriso a tutta bocca) “Ma certo….!!!!” (Gli si avvicina: con un ghigno sinistro) “Qualunque cosa…” (Sibila quasi) “Per affari….qualunque cosa…!!!”

119 – MARCO STENTE – (Con un sorriso ebete) “Fenomeni…!!”

120 – ERNESTO – (S’intromette fra i due) “Perché…vede…” (Rivolto ad Asso) “Qui mi sta capi-

tando una cosa strana…” (Comincia a spiegare) “Ho prenotato le ferie per me e la mia famiglia ma mi hanno dato il biglietto sbagliato….Sono qui da ore ma….”

121 – ASSO – (Lo interrompe) “Ore….?!?!?” (Fa una smorfia stupita) “Concetto strano da queste parti…!”

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122 – ERNESTO – (Rimane un attimo interdetto: si riprende) “Visto che voi fate le cose in tempi brevi e senza problemi…” (Continua a spiegare) “…e che lei è qui per rescindere il contratto….” (Allarga le braccia: con ovvietà) “Potrebbe anche rescinderne due…!!”   

123 – MARCO STENTE – (Al volo, intromettendosi nuovamente) “E anche un’assicurazione…!!”

124 – LA CONTESSA – (Che fino ad allora sembrava immersa in uno stato catatonico, si scuote: con forza con voce stridula) “La freeettaaaa…..!!!!” (Tutti sobbalzano e rivolgono il loro sguardo verso di lei che riprende) “Pessima amica…cattiva consigliera….” (Rivolgendo lo sguardo prima a Ernesto e poi a Marco) “Meditate, giovanotti….” (Ascetica, prima di ricadere in trance) “…medita

te….!!!!”

125 – ASSO – (Bruscamente, folgorandola con gli occhi) “Zitta reproba…!!!” (Poi, a Marco Sten-

te,  con un altro largo sorriso e voce accattivante) “Ma certo…!!!!” (Ad Ernesto che gli rivolge a sua volta un largo sorriso) “Sono esperto in rescissioni, io…” (Poi, professionale) “Che cosa avreb

be di sbagliato il suo biglietto…?”

126 – ERNESTO – (Sostenuto) “Nel viaggio era previsto il biglietto di andata e ritorno, ma a me hanno dato quello di sola andata…” (Si infervora) “Visto che l’ho pagato, io pretendo mi venga dato anche quello di ritorno…!!”

127 – ASSO – (Lo guarda strano) “Ritorno…?!?!?” (Con una smorfia di meraviglia) “In secoli di onorata carriera, è la prima volta che mi viene fatta una richiesta del genere…!!” (Fa spallucce: poi, con aria professionale) “Comunque….”

Asso è interrotto dall’ingresso di Pietro d sinistra.

128 – PIETRO – (Entra in scena da sinistra, con passo cadenzato) “Asso…!!” (Lo apostrofa. Flem

matico, avvicinandosi a lui con il sorriso sulle labbra) “E’ mai possibile che tu cerchi sempre di rompere le uova nel paniere….?!?!?”

129 – ASSO – (Alza gli occhi al cielo con una smorfia di fastidio) “Pietro…!!!” (Si volta verso di lui: con un sorriso ostentato, allargando le braccia) “Non è colpa mia se qui siete disorganizzati…!

130 – PIETRO – (Lo guarda di straforo) “Per favore…!!” (Lo redarguisce bonariamente. Poi, con pazienza) “Cosa c’è ‘sta volta…??”

131 – ASSO – (Assume un’aria professionale) “Il mio cliente…” (Indica Gioxe) “Gioxe, detto U Durbega…” (Prende in mano la valigetta, l’appoggia su una delle sedie) “E’ intenzionato a rescin-

dere il contratto che lo lega a voi…” (La apre e prende dei fogli) “…per poi viaggiare con la Inferio

rity….” (Fa una pausa studiata) “Che…come sai…io rappresento…”

132 – PIETRO – (Con aria di sopportazione) “Eeee….lo so bene…!!”

133 – GIOXE – (Di botto, deciso) “Avucatu…” (Li interrompe) “…sempre che ghe sege cunvenien

sa, eh…!!”

134 – ASSO – (Lo zittisce brusco) “Taci, reprobo…!!” (Poi, imperterrito, a Pietro, cominciando a scorrere i fogli che ha in mano) “A tale proposito contesta le clausole A, C e D dell’articolo….”

135 – PIETRO – (Con pacata decisione) “Asso, avrei da fare….” (Deciso) “Vuoi fargli fare il viag-

gio con la Inferiority…?” (Chiede con l’aria di chi conosce già la risposta. Perentorio, senza atten-

dere che Asso ribatta) “La mia risposta è NO…” (Alza leggermente il tono della voce per rafforzare la parola. Pacato, con un largo sorriso, allargando leggermente le braccia) “….come sempre…!!”

136 – ASSO – (Incassa il colpo senza apparentemente battere ciglio) “Bene…!” (Rimette i fogli nel

la valigetta…) “Se è così…” (Prende la valigetta) “Ci vediamo davanti al giudice…!!”

137 – PIETRO – (Con un sorriso sornione) “Per carità…a tua disposizione…!!”

138 – ASSO – (Non riesce a nascondere un gesto di stizza. Poi a Gioxe, invitandolo ad alzarsi e in-dicandogli l’uscita a destra) “Andiamo, sciu Gioxe….” (Accompagnandolo verso l’uscita) “Si va per vie legali….!!”

139 – GIOXE – (Si ferma un attimo: voltandosi verso Asso) “Ma….avucatu…” (Con aria preoccu-

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pata) “…ghe saià cunveniensa….???”

140 – ASSO – (Spingendolo fuori con stizza quasi a forza e uscendo dietro di lui) “E vai, reprobo

…!!!”

Pietro li guarda uscire scuotendo la testa e sorridendo sornione, poi fa per avviarsi a sinistra ma è bloccato da Ernesto che scatta come una molla verso di lui.

141 – ERNESTO – (Scatta come una molla verso Pietro, lo blocca) “Scusi, sa…signor Pietro…” (Con veemenza) “Si può sapere qual è il suo ruolo qui….?!?!?” (Senza dargli il tempo di replicare) “Rifiuta di patteggiare con i clienti che si fanno le proprie ragioni, li fa attendere per delle ore….”

142 – PIETRO – (Lo interrompe: sempre pacato) “Giovanotto, non si preoccupi….” (Gli dispensa un largo sorriso) “L’avvocato Asso è semplicemente un accattone che vuole procacciarsi clienti sof

fiandoli a noi e il signore di prima….” (Allarga leggermente le braccia) “Purtroppo per lui…. non ha avito fede….!!” (Poi, ancora sorridendo) “In quanto a voi….” (Guarda prima Ernesto e poi Mar

co Stente) “…non siate come lui…” (Si avvia per uscire a sinistra) “Abbiate fede…!!!”

143 – MARCO STENTE – (Lamentoso) “Si  ma….” (Protesta) “…stiamo aspettando da una vita…

…!!!”

144 – PIETRO – (Si ferma un attimo sull’uscita) “Una vita….?!?!?” (Chiede con meraviglia. Poi, con pacata decisione) “Una vita è un soffio di fronte all’eternità…!!!”

Marco e Ernesto guardano, interdetti e stupiti, Pietro che esce. Poi è Ernesto che rompe il silenzio

145 – ERNESTO – (Tornando piccato a sedersi) “Però, anche filosofo, l’amico…!!!”

146 – MARCO STENTE – (Rimane fermo dov’è: rivolgendosi a Ernesto, fa spallucce) “Beh, sai che ti dico…?? (Piuttosto seccato) “O ci muoviamo, o io me ne vado….!!”

147 – LA CONTESSA – (Fino ad allora completamente assente, interviene di colpo) “La Freettaa

aaaaa……!!!!” (Spara a tutto volume con voce stridula, facendo trasalire i due) “La peggiora consi

gliera del genere umanooo….!!!!”

148 – SECONDO SUONATORE – (Si alza di scatto: a tutta voce) “Aaaaanooo….!!!!!”

149 – PRIMO SUONATORE – (Lo mette a sedere quasi a forza) “Zitto, bestia…!!!” (Sibila a mez-

za voce. Poi, agli astanti) “Scusatelo, è fatto così….!!”

In quel momento, da sinistra, trafelata, rifà il suo ingresso in scena la signorina Orte.

150 – SIGNORINA ORTA – (Entra in scena trafelata da sinistra: rivolgendosi ai tre) “Scusate, si-

gnori, ma oggi è veramente una giornata infernale….” (A Marco e alla Contessa) “Signor Stente…

Contessa….” (Con un largo sorriso) “Il vostro momento è arrivato…!!!”

151 – MARCO STENTE – (Con un sospiro profondo) “Oooohhhhh…..era ora…!!!!”

152 – LA CONTESSA – (Ascetica) “Siiiii…..il viaggio….!!!!”

153 – ERNESTO – (Tenta di protestare) “Ma come….ci sono prima io….!!!!”

154 – ORATA – (Secca, senza interrompere il lavoro) “Giovanotto….c’è una lista d’attesa…!”

155 – SIG. NA ORTE – (Non lo considera: a Marco e alla Contessa) “Cortesemente, mi mostrate il vostro biglietto…?”

156 – LA CONTESSA – (Garrula, lo estrae di tasca) “Eccolo….!!!”

157 – MARCO STENTE – (Interdetto) “Il biglietto….?!?!?”

158 – SIG. NA ORTE – (Dispensandogli un largo sorriso) “Ma certo…il biglietto che le è stato da-

to quando ha iniziato il suo viaggio in macchina….!!”

159 – MARCO STENTE – (Si illumina) “Ahaaa….quello…!!!” (Lo estrae di tasca, fa per porger-

glielo, si blocca) “Si ma….che c’entra un biglietto della lotteria preso all’autogril con l’assicurazio

ne….?!?!?”

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160 – SIG. NA ORTE – (Glielo sfila delicatamente di mano) “Non si preoccupi, è una formalità…”

 (Lo controlla, glielo restituisce sempre sorridendo) “A posto…!” (Ripete l’operazione con quello della Contessa, poi indica loro l’uscita di sinistra) “Prego, signori…il vostro momento è arrivato..!

161 – MARCO STENTE – (Si avvia per primo, sacramentando a mezza voce) “Era ora, accidenti…

…!!!”

163 – LA CONTESSA – (Avviandosi dietro di lui) “La fretta…la fretta….” (Elucubra a voce alta. Poi lo riprende) “Giovanotto….non abbia fretta….!!!!”

164 – SIG. NA ORTE – (Secca ai due suonatori) “Suonatori…!!!”

165 – PRIMO SUONATORE – (Al secondo alzandosi in piedi) “Animo, dai….c’è da lavorare…!!”

166 – SECONDO SUONATORE – (Si alza di scatto: a tutta voce) “Are….!!!!”

I due suonatori si alzano in piedi e si avviano a piccoli passi verso l’uscita di sinistra, ricomincian-

do la loro cantilena, seguiti dalla Signorina Orte che esce subito dietro di loro.

167 – I DUE SUONATORI – (Uscendo da sinistra, seguiti dalla Signorina Orte) “Dum…dum…

dum…dum…pa-dum…pa dum…pa dum…pa dum…pa dum…!!”

Ernesto rimane impietrito a guardare l’uscita di scena del singolare corteo, quasi incapace di pro-

ferire parola: gesticola nervosamente per qualche istante, poi, furibondo, riparte all’attacco di Ora

ta.

168 – ERNESTO – (Furioso, a Orata) “Signorina…ma è inaudito…!!!”

169 – ORATA – (Senza alzare lo sguardo) “Gliel’ho detto….c’è una lista di attesa….”

170 – ERNESTO – (Sempre più inferocito) “Lista d’attesa un corno…!!!” (S’appoggia con le mani alla scrivania, battendole pesantemente) “Io sto aspettando da ore….!!!” (Gesticolando nervosamen

te) “Devo solo cambiare un biglietto, la vogliamo capire….?!?!?”

171 – ORATA – (Schizza in piedi come una molla: gelida, a tutta voce) “Che stai buono e ti siedi…

e aspetta il tuo momento, capito…?!?!?” (Gli ringhia quasi in faccia: poi, sempre a muso duro, ma abbassando i toni) “E’ inutile che reclami il biglietto di ritorno: da qui non si torna indietro, chiaro..

…?!?!?”

Ernesto la guarda inebetito, come folgorato da quella affermazione: sta per replicare ma è blocca-

to da un urlo sovrumano lanciato da Marco Stente, fuori scena.

172 – MARCO STENTE – (Da fuori a sinistra, disperato, con quanta voce ha in corpo) “NOOOO

OOOOO…….!!!!!!!!!”

173 – ERNESTO – (Trasale, sobbalza vistosamente: con un filo di voce, spaventatissimo) “O mio Dio….!!!”

Ernesto si allontana dalla scrivania, indietreggiando fino a centro scena, incapace di proferire pa-

rola e di staccare lo sguardo dall’uscita di sinistra. Dopo un attimo, visibilmente affranti, rientrano in scena da sinistra i due suonatori.

174 – PRIMO SUONATORE – (Rientra in scena da sinistra, piuttosto affranto: scuotendo legger-

mente la testa, mentre si avvia verso le sedie sul fondo seguito dal collega) “Poveraccio, l’ha presa proprio male….!”

175 – SECONDO SUONATORE – (Segue da vicino il collega: avviandosi a sua volta verso il fon-

do) “Ale…!”

176 – PRIMO SUONATORE – (Si è seduto imitato dal collega: con un’espressione sorniona) “Per fortuna che il buon Pietro…tutti gli angoli li smussa…!!!”

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177 – SECONDO SUONATORE – (Lo ha appena imitato: scatta in piedi come una molla) “Mus…

178 – PRIMO SUONATORE – (Lo blocca, lo afferra, lo mette a sedere) “Sccccctttt….zitto bestia !”

179 – ERNESTO – (Lentamente, comincia a scuotersi: fra se, a mezza voce) “E no, eh…!!” (Poi, a voce più alta) “E no, eh….!!!!!” (Scatta come una molla verso la scrivania di Orata: fuori di se, a voce altissima) “Adesso basta….!!!!” (Furioso) “Sono ore che mi prendete in giro…” (Battendo vio

lentamente le mani sulla scrivania) “Adesso voglio delle spiegazioni….!!!!!”

Da sinistra, richiamati dal frastuono, rientrano Pietro e la Signorina Orte.

180 – PIETRO – (Rientra da sinistra, seguito dalla Signorina Orte: con fare leggermente burbero) “Insomma, cosa succede ancora…??”

181 – SIG. NA ORTE – (Lo segue a breve: con fare comprensivo) “Pietro, lo capisca: è un momen-

to delicato per lui…!!”

182 – PIETRO – (Rivolge prima un sorriso ed un’espressione comprensiva a lei, poi si rivolge a Er

nesto) “Giovanotto, si calmi per favore…” (Lo calma) “Mi dica, cosa succede…?”

183 – ERNESTO – (Ancora sopra le righe, con veemenza) “Succede che qui mi si sta pigliando in giro….!!” (Si agita nervosamente) “Sono qui da ore per il biglietto sbagliato…” (Lo prende di tasca e lo agita furiosamente sotto il naso di Pietro) “…e mi si continua a dire che non è il mio momento, io….”

184 – PIETRO – (Lo interrompe con dolcezza) “Ma si che è il suo momento, adesso….!!” (Sfilando

gli delicatamente il biglietto di mano) “Cos’ha questo biglietto che non va bene…?” (Lo osserva, lo controlla, fa spallucce) “No…no…è perfettamente regolare….” (Si rivolge alla signorina Orte) “Prego, signorina….il viaggio può cominciare….!!!”

185 – SIG. NA ORTE – (Con un cenno del capo, a Pietro) “Grazie, Pietro…” (Si avvicina a Erne-

sto, lo prende sottobraccio) “Signor Ernesto…” (Gli indica l’uscita di sinistra) “…il suo viaggio sta per cominciare…!”

186 – ERNESTO – (Sobbalza, si blocca: si libera velocemente del braccio della Sig. n aOrte. Pone le mani in avanti verso Pietro) “Momento…!!!!” (Poi, con voce incerta, come se temesse la rispo-

sta) “Qua…quale viaggio, scusate….?!?!?”

187 – ORATA – (Impassibile, glaciale, da dietro la scrivania) “L’ultimo….cretino….!!!”

188 – ERNESTO  - (Comincia a capire: con voce stentorea) “Ma allora io sono…”

189 – ORATA – (Velenosa) “Morto…!!”

190 – ERNESTO – (Incredulo e preoccupato) “Ma quando….?!?!?”

191 – ORATA – (Alza appena lo sguardo verso di lui) “In questo momento…definitivamente ed ir-

rimediabilmente….!”

192 – ERNESTO – (Palla gli occhi) “Ma allora tu sei….” (Indicando con un dito prima Pietro e poi verso l’altro) “…QUEL Pietro….!!!!”

193 – PIETRO – (Con un’espressione di ovvietà) “Eh…!!”

194 – ERNESTO – (Guarda con spavento Orata) “E tu sei Orata nel senso di….” (Giunge le mani) “….pregata….!!!”

195 – ORATA – (Con uno sguardo di sufficienza) “Eh…!!”

196 – ERNESTO – (Deglutisce pesantemente) “E l’avvocato Asso è….” (Strabuzza gli occhi: stra-

scicando la parola quasi a frala diventare un sibilo ) “Satanass….”

197 – PIETRO, SIG. NA ORTE e ORATA – (Con ovvietà, contemporaneamente) “Eeeehhh….!!!”

198 – ERNESTO – (Con un filo di voce) “O mio Dioooo….!!!!”

199 – SIG. NA ORTE – (Lo rimbrotta benevolmente) “Non nominarlo così spesso, fra poco sarai al suo cospetto…!”

200 – ERNESTO – (Si gira di scatto verso di lei, la fissa: terrorizzato) “E tu….” (Deglutisce anco-

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ra pesantemente) “La Signorina Orte….” (Incredulo) “Così carina….” Traccia una croce nell’aria) “….saresti la Mor….”

201 – SIG. NA ORTE – (Fa spallucce) “Beh, col lavoro che faccio…” (Fa una smorfia) “…almeno un aspetto piacevole…!”

202 – ERNESTO – (Si volta di scatto verso i due suonatori) “E loro sarebbero due….” (Imita con le braccia lo sbattere di due ali) “…angiol….”

203 – PRIMO e SECONDO SUONATORE – (Contemporaneamente, allargando le braccia, con un sorriso e una smorfia di ovvietà) “Eeeehhh…..!!!!”

204 – ERNESTO – (Rimane un attimo fermo in silenzio, poi comincia a scuotere la testa) “No…!” (Sentenzia secco: scuotendo la testa sempre più velocemente) “No, no….!!” (Ripete meccanicamen-

te) “Qui c’è un errore….c’è senz’altro un errore….”

205 –SIG. NA ORTE – (Si riavvicina a lui, lo riprende sottobraccio) “No, signor Ernesto…” (Con un largo sorriso) “Nessun errore…!!”

206 – ERNESTO – (Tenta inutilmente di divincolarsi) “Non è possibile….” (Protesta energicamen-

te) “…devo partire per le ferie….!!!!”

207 – PIETRO – (Si avvicina a sua volta, lo prende sottobraccio dall’altra parte) “Non si preoccu-

pi…..l’aspetta un lungo periodo di riposo, adesso…!”

208 – ORATA – (Maligna, senza alzare lo sguardo dal suo lavoro) “Più che lungo….direi eterno !”

209 – ERNESTO – (Mentre viene quasi trascinato a forza all’uscita di sinistra) “Signori, c’è un er-

rore….io non devo morire….mi serve un biglietto per andare in ferie….!!!!!”

I due suonatori guardano Ernesto, Pietro e la Signorina Orte uscire, poi è il Primo a rompere gli in

dugi.

  

210 – PRIMO SUONATORE – (Con un’espressione un po’ sofferta) “Poverino, anche lui non se l’aspettava…”

211 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi) “Ava…!!!”

212 – PRIMO SUONATORE – (Più a se stesso che al collega) “E’ sempre dura dover ammettere che la propria esistenza terrena è terminata….”

213 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi come al solito) “Ata…!!!”

214 – PRIMO SUONATORE – (Sempre rivolgendosi al collega ma parlando a se stesso) “Per for-

tuna che, giù sulla terra…” (Indica giù con un dito) “Per ognuno che parte c’è sempre qualcun altro che arriva a fargli da rimpiazzo…!!!”

215 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi come un fulmine) “Azzo…!!!”

216 – PRIMO SUONATORE – (Scatta in piedi e lo trascina a sedere) “Sssscccctttt…smettila…!!”

(Decisamente contrariato) “Ma è mai possibile che tu non possa fare a meno di dire amenità….?!?!

(Poi, più pacato) “Andiamo, adesso….che c’è da lavorare….”

217 – SECONDO SUONATORE – (Scatta in piedi a sua volta: con un sorriso ebete, a tutta voce) “Are….!!!!”

I due suonatori si allineano e poi partono verso l’uscita di sinistra.

218 – PRIMO e SECONDO SUONATORE – (Marciando a passo cadenzato fino ad uscire da sini-

stra, insieme) “Dum…dum…dum…dum…pa-dum…pa-dum…pa-dum…pa-dum…pa-dum…”

In sena rimane solo Orata che continua ancora qualche istante a lavorare al computer, poi chiude il contenitore con tutti i fogli che ha davanti e si rilassa sulla sedia.

219 – ORATA – (Ha finito il suo lavoro: richiude il falcone, sistema il computer, si rilassa sulla se

                                                                                                     14

dia: a mezza voce, quasi gemendo) “Non ne posso più…!!!” (Sbuffa pesantemente:  poggia i gomiti sulla scrivania, poggia la testa sui pugni tesi verso l’altro) “Con la scusa che giù di sotto mi hanno eletta per dieci anni di fila Segretaria Perfetta…” (Sacramenta fra se) “…proprio il lavoro più infa-

me mi hanno appioppato….!!!” (Fa una breve pausa: amara) “Segretaria perfetta….!” (Commenta a denti stretti: poi caustica) “Tanto perfetta che a furia di sgobbare dodici ore al giorno, alla fine m’è venuto un coccolone….!!!” (Allarga le braccia) “Qui non posso sperare neanche in quello…!!”

(Si alza, raccoglie il faldone) “Se questo è il Paradiso….” (Commenta fra se prima di uscire da sini

stra) “Ti lascio dire che cos’è l’inferno….!!!!”

Passa qualche istante, poi, da destra, rifà il suo ingresso in scena, riveduta e corretta, la Contessa.

Ora non è più la Contessa, ma Maria Rosa, la moglie di Ernesto…!!

220 – MARIA ROSA – (Entra in scena da destra con passo deciso: si ferma un attimo, si guarda intorno. Caustica) “Ma tu guarda che roba…non c’è niente al suo posto…!!!” (Sacramenta acida: si dirige verso il tavolino sul fondo) “Almeno….” (Commenta  ancora fra se, spostandolo a centro scena e mettendovi intorno le sedie) “…rimettere in ordine, accidenti…!!!”

In quel momento, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena un trafelato Ernesto.

221 – ERNESTO – (Rientra in scena da sinistra: è stravolto e indossa la giacca del pigiama) “Dio che incubo…” (Geme fra se) “Dio che incubo…!!!!” (Vede la moglie, sobbalza) “Gesù…” (Spara a tutta voce) “…La Contessa…!!!!!”

222 – MARIA ROSA – (Lo sente, si gira ingrugnita verso di lui) “Ernesto…” (Gli indica tutto intorno) “….ma ti pare il modo di lasciare le cose…?!?!?”

223 – ERNESTO – (Si rende conto di trovarsi davanti Maria Rosa e non la Contessa: rifiata) “Maria Rosa…Maria Rosa….scusami….” (Ansima andando ad una delle sedie vicino al tavolino e franandovi sopra) “Tu non sai che razza di incubo orribile ho avuto stanotte….!!!!”

224 – MARIA ROSA – (Fa spallucce) “E lo credo…” (Commenta acida) “Con tutto quello che tu e i tuoi amici del poker del giovedì sera avrete ingurgitato…” (Con un’espressione di disgusto) “Non c’è da stupirsene….!!!”

225 – ERNESTO – (Ancora trafelato) “Ma nooo….ma nooo…” (Tenta di spiegare) “Io ero morto ed ero in sala d’aspetto per entrare in Paradiso e c’era Orata, l’impiegata maleducata, e Pietro….” (Gesticola nervosamente) “…e poi i suonatori e Marco Stente, che aveva avuto un incidente….”

226 – MARIA ROSA – (Intanto che lui parla continua a rassettare: esce un attimo e rientra con un giornale. Si avvicina a Ernesto) “Mi sa che devi ancora smaltire la sbornia….” (Lo canzona dura: gli allunga il giornale e , prima di uscire nuovamente da destra) “Tiè….almeno leggi e stai zitto…!”

227 – ERNESTO – (Fa spallucce, prende il giornale, lo sfoglia, si blocca: strabuzza gli occhi, con voce stentorea) “Pauroso incidente….treno investe auto al passaggio a livello….muore certo….” (Con un rantolo, mentre la voce gli muore in gola) “Marco Stenteeeeeeee…..?!?!?!?!?” (Getta via il giornale come se bruciasse. A tutta voce) “MARIA ROSAAAAAA……!!!!!!!!!!!!!!!!”

228 – MARIA ROSA – (Rientra trafelata da destra) “Ma che c’è stamattina, si può sapere….?!?!?”

229 – ERNESTO – (In panico totale) “Il morto…!!” (Indica il giornale a Maria Rosa che non capi-

sce) “IL MORTOOOOOO…..!!!!!” (Spara a tutta voce prendendo il giornale e scuotendolo dispe-

ratamente. Cerca di calmarsi) “Stente….il morto….” (Strafogandosi quasi, con un rantolo) “Era luiiiiii…..!!!!!”

230 – MARIA ROSA – (Lo manda platealmente al diavolo con un gestaccio) “Ma va a dormire…” (Fa per uscire nuovamente a destra) “…che è meglio….!!”

231 – ERNESTO – (La blocca) “Era lui…!!!” (Grida con quanta voce ha in corpo) “E c’era anche la Signorina Orte che poi era la Mor….” (Si blocca: strabuzza gli occhi) “Maria Rosa…” (Gorgo-

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glia con voce metallica) “….dov’è Alice…?!?!?”

232 – MARIA ROSA – (Seccata, con ovvietà) “E’ andata all’agenzia a prendere i biglietti per le ferie, no…?!?!?”

233 – ERNESTO – (Impietrito, continua a ripetere) “Maria Rosa….dov’è Alice…..?!?!?”

In quel momento, da destra, fa il suo ingresso la Signorina Orte, debitamente corretta: adesso è Ali

ce, la figlia di Ernesto.

234 – ALICE – (Entra da destra: con un largo sorriso, a Ernesto) “Sono qui papà….dove vuoi che sia…??”

235 – ERNESTO – (Alza il braccio, punta il dito meccanicamente verso di lei) “La Signorina Orte..

(Ripete con voce metallica, parlando quasi a scatti) “….che era la morte…!!!”

236 – ALICE – (Guarda Ernesto interdetta, poi, alla madre) “Ma….sta male…?!?!?”

237 – MARIA ROSA – (Fa spallucce) “Si sarà caricato più del solito….” (Poi, cambiando argo-

mento) “Piuttosto, sei passata in agenzia…??”

238 – ALICE – (Decisa) “Certo, però c’è un piccolo problema…” (Si avvicina al tavolino, apre la borsetta, tira fuori tre tagliandi) “A papà hanno fatto il biglietto di sola andata…bisognerà….”

A quelle parole Ernesto, che era rimasto fermo immobile, come in trance, strabuzza gli occhi, emet-

te un urlo sovrumano e scatta a gambe levate uscendo precipitosamente da destra, vanamente inse-

guito da Maria Rosa.

239 – ERNESTO – (Strabuzza gli occhi e, prima di uscire a gambe levate da destra, con quanta voce ha in corpo) “NOOOOOOOO……….!!!!!!!!!!!!!”

240 – MARIA ROSA – (Rimane un attimo bloccata, sorpresa dalla reazione di Ernesto: poi, lan-

ciandosi al suo inseguimento e uscendo a sua volta da destra) “Ernesto…dove vai…sei ancora in pigiama….!!!!”

241 – ALICE – (Rimane ferma impietrita con i biglietti in mano: poi, con voce attonita, completa la frase) “….tornare in agenzia a cambiarlo…!!!”

                                     -   F   I   N   E   -  

  

 

   

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