Se vincessi


SE VINCESSI

Commedia in un atto

Di MARIO POMPEI

PERSONAGGI

MARIO

ANNA

Commedia formattata da

Una stanza, insieme camera da letto, salotto, studio.

Pomeriggio inoltrato. Mario legge. Anna si trucca davanti a un piccolo tavolo da toilette.

Mario - Cosa fai, esci?

Anna - S.

Mario - Dove vai, si pu sapere?

Anna - Potrei anche dirtelo, tanto non ci crederesti...

Mario - Come vuoi...

Anna - Dal parrucchiere, per esempio, (una pausa) Perch mi guardi cos?

Mario - Perch sei tanto carina...

Anna - Te ne accorgi ora?

Mario - Me ne sono sempre accorto. Ma in certi momenti, quando sei cos assente, da tutto e da tutti, come ora, ti vedo meglio, pi obbiettivamente, direi... (Una pausa) Comincio ad accorgermi che sei troppo carina, Anna.

Anna - Perch, ti dispiace?

Mario - Se penso che un giorno o l'altro ci lasceremo, un po' mi dispiace... Poco, sai...

Anna - Sei molto gentile...

Mario - Una bella bestiolina che, in fondo, mi rincresci perdere...

Anna - (voltandosi di scatto) 1 Hai finito di offendermi?

Mario - Perch, non sei la bestiolina? Tutte le donne sono, in certi momenti...

Anna - E' un complimento che puoi serbare per qualcun altra.

Mario - Non capisci niente,

Anna - (ironica) Meno di te; certo. (Una pausa).

Mario - Davvero, Anna, io al domando perch continuiamo a vivere insieme. A che scopo? Tu vai, vieni, esci, ritorni.,, Dove, da chi, chi lo sa...

Anna - Non sono pi padrona idi andare dove mi pare, Non siamo marito e moglie.,.

Mario - S, cara, dicevo pei dire, lasciami continuare.,, Quello che faccio io, dove vado, con chi, non ti interessa menomamente, vero? E' un controsenso, oramai, riconoscilo. ..

Anna - In sostanza vuoi] mandarmi via su due piedi.,,,

Mario - No, cara, non intendevo questo, per carit. Volevo dirti, piuttosto: invece di continuare a trascinarci cos, per un tempo indefinito, in questa vita di malintesi, di meschinit, di intolleranze, non sarebbe meglio che ci facessimo coraggio, una buona volta, prendessimo la decisione a due mani, e l?...

Anna - L'avevo capito da un pezzo, sai, che volevi liberarti di me.

Mario - No, cara, non liberarmi, liberarsi, tutti e due... Tu potresti trovare una sistemazione pi conveniente, per esempio, e anche io... una volta libero potrei lavorare di pi, girare, andare all'estero, non so....

Anna - Ecco, me l'aspettavo. Prevedevo benissimo, sai, dove saresti andato a parare... Sei un miserabile egoista...

Mario - Senti Anna, vieni qui, ragioniamo come due buoni amici. Dimmi tu per quale ragione ci ostiniamo ,a stare insieme, noi due. Riflettici. Viviamo ognuno per conto proprio, oramai, vero o non vero? Tu stai fuori dalla mattina alla sera...

Anna - Lo vedi che non ti si pu mai dire la verit. Andavo proprio dal parrucchiere -

Mario - Non avertene a male, Anna, compenser tutte le volte che non la dici.

Anna - Cosa pensi, tu, sentiamo, che io faccia la cocotte?

Mario - Non lo so, cara, non so proprio che Cosa pensare...

Anna - Ah s? (Una pausa). Hai ragione, lasciamoci, meglio. Una cocotte, vero? (Scoppia a piangere, improvvisamente).

Mario - Senti, Anna, non piangere, fammi il piacere.

Anna - (tra le lagrime) Una sistemazione pi conveniente? Egoista! (Smettendo improvvisamente di piangere e alzandosi) Me ne vado subito, sai. Ho riflettuto. Che ora ?

Mario - Non lo so. Saranno le sette... Non fare sciocchezze. Dove vuoi andare?

Anna - (duramente) Dove mi pare (Una pausa) A cercarmi una sistemazione pi conveniente. (Apre una valigia e comincia a buttarci dentro la sua roba, alla rinfusa). Volevi una decisione eroica ? Eccola. (Ironicamente) Eroica ! Mi fai ridere...

Mario - Io non ho detto eroica , Anna. Ho detto semplicemente: Bisognerebbe prendere il coraggio a due mani... . .

Anna - (buttando rabbiosamente la sua biancheria nella valigia) Ecco qua ; il coraggio a due mani . La stiratrice deve riportare annua due mie camicie e una sottoveste... Mi farai il piacere di mandarmele rabbiosamente) Chiudi un po' qui, non mi riesce...

Mario - (le prende le mani) Senti, Anna, smettila, non intendevo cos, alla lettera

Anna - (sfuggendogli) Vuoi chiudermi la valigia, per favore?

Mario - No, Anna...

Anna - Non importa. La chiuder io, ecco, fatto. Non ho bisogno di nessuno, io

Mario - Hai dimenticato la cipria.

Anna - (buttando la scatola per terra) Tienitela, non so che farmene...

Mario - Senti Anna, parliamo sul serio. Vieni qui. Quando ho detto lasciamoci, l'ho detto perche ormai, effettivamente, al punto in cui stanno le cose... Per il bene di tutti e due, calci, Io ti sacrifico perch non sono ricco, perde li costringo a fare una vita cos cos... loro no? Mentre invece tu, carina come sei... potresti trovare un uomo che ti volesse bene, rimi,,. E anche io, una volta solo...

Anna - S, ho capito, una volta solo, me lo hai gi detto... (Una pausa) Appunto per questo, ti lascio, come vedi... Addio. Te la auguro anche a te una buona sistemazione...

Mario - (furiosamente) E allora perch, se questo ti dispiace, perch te ne stai fuori dalla mattina alla sera, non ti interessi pi di niente, perch? Che fai, fuori di casa dalla mattina alla sera, si pu sapere? Non crederai che voglia mettermi a fare l'Otello, adesso. Sarebbe ridicolo, ci mancherebbe altro. Al punto in cui siamo, poi! Vai pure dove credi meglio (Una pausa) Avrai bisogno di denaro. Tieni.

Anna - Grazie. Non so che farmene.

Mario - Come, non sai che fartene? Cosa vuol dire? Allora ce l'hai... di tuo, vero? L'hai sempre avuto, allora?

Anna - (riaprendo impetuosamente la valigia e buttando tutto per aria) Eccolo, guarda, se ce l'ho, se l'ho sempre avuto.... (rovesciando la borsetta) guarda, guarda, imbecille!...

Mario - (raccoglie lo specchietto e glielo porge).

Anna - (smettendo di piangere) S' rotto?

Mario - No, non s' rotto, tieni. (Una pausa) Ti chiedo scusa.

Anna - (ricominciando a piangere) Hai visto, eh, sei contento adesso?

Mario - Dove vuoi andare, senza un soldo, sciocchina? Non farai stupidaggini, spero!

Anna - (raccoglie e rimette tutto nella valigia) Vado da mia sorella, ecco.

Mario - E vorresti andarci a piedi?

Anna - ... S...

Mario - Prendi una vettura, almeno.

Anna - (c. s., accettando i denari) Vuol dire che li prendo in prestito, te li render. (Una pausa). Anzi, quando mi manderai la roba della stiratrice fammi sapere quanto ti devo...

Maiio - (togliendole la valigia di mano) Senti Anna, riflettiamo un momento, Abbiamo precipitato troppo le cose, oggi, non ti sembra? Oggi gioved, guarda. Io ho dei progetti per sabato... no dei progetti, delle speranze, piuttosto, delle speranze che potrebbero anche cambiare tutto, radicalmente... radicalmente, sai... (Anna smette di piangere a poco a poco) Se tu volessi, potresti rimandare fino a sabato, ecco. Intanto rifletteresti, vedresti le cose pi serenamente, e sabato, non so, se queste speranze si dovessero avverare, potresti decidere liberamente... Vuoi che facciamo cos?

Anna - (dopo essere rimasta un pezzo silenziosa, a testa bassa) ... Che progetti sono?

Mario - No progetti, Anna, speranze, ti ripeto, speranze, semplicemente. (Una pausa) Non so neanche se debbo dirtelo, vedi, ho paura che tu mi prenda in giro. (Una pausa). Insomma, l'altro giorno, passando per una strada, soprapensiero, tutto a un tratto un ometto mi sventola sotto il naso la cartella idi una lotteria, dicendomi; E' questa, signore, guardi che questa. Se passa senza prenderla passer anche la fortuna. (Ride) Ti confesso che mi fece impressione... Proprio, sai... Finii per comprarla, capisci...

Anna - (ridendo improvvisamente) Quanto sei sciocco, speri di vincere la lotteria! Non le ha vinte mai nessuno...

Mario - (mortificato) Nessuno nessuno, no... Qualcuno vince, ogni tanto... Perch quel qualcuno non potrei essere io, scusa?

Anna - (ridendo) Si dice sempre cos... (Una pausa) Non l'hai mai letto? La vincono sempre i vecchi agricoltori o i facchini del porto... (Ridendo) Non s' mai sentito che l'abbia vinta un giovanotto, un giovanotto con un'amante, anzi. E di quant' questa famosa lotteria?

Mario - (timidamente) Mezzo milione...

Anna - (ironica) E tu ci speri?

Mario - (e. s.) Non che io ci speri... soltanto ho un po', come dire... uno scrupolo, ecco. Se tu dovessi andartene adesso, per esempio, e sabato, non so... sabato per esempio io dovessi vincere... sempre per esempio , intendiamoci... potrei avere del rimorso, ecco... potrei dire: Povera piccola, non stata fortunata, con me, s' trovata soltanto alla miseria.

Anna - (intenerita) La miseria! Non esagerare, poi...

Mario - (accalorandosi) S, la miseria, la miseria, lasciamelo dire. Rispetto a quello che io vorrei offrire a una donna che amo, quella a cui ti sei trovata finora per me era miseria...

Anna - Sei molto carino, ti ringrazio... (una pausa) In ogni... modo, non te ne accorare. Io non sono pi, da tanto tempo, la donna che ami... sono una donna che pu trovare delle sistemazioni pi convenienti cos, a ogni passo...

Mario - ... Non essere cattiva...

Anna - ... L'hai detto tu...

Mario - S, va bene, va bene... l'ho detto io(Tira fuori macchinalmente il biglietto della lotteria, lo rigira fra le mani).

Anna - (curiosamente) Fai vedere (lo guarda un po', poi glielo restituisce, in silenzio).

Mario - (come seguendo un suo discorso) ... Sabato, dopodomani, ossia... Fai come vuoi, del resto... (Una pausa).

Anna - e, come si sa, se uno vince;

Mario - ... Dai giornali, no? (Una pausi,

Anna - ... e, se uno vince, pagano subito?,

Mario - ... Non so, dopo un mese, forgi prima, non lo so, non ho vinto mai...

Anna - Io ho vinto una volta sola.... (Mark la guarda) S, quando ero ragazzina... avevoguato dei numeri... (ride) Vinsi una somma sai, quindici lire... avevo giocato tanto poco (Una pausa, poi fra s)... Quindici lire... (M pausa) Pensare che avrei potuto vincere di pi molto di pi... Mi fa ancora una rabbia, quando ci ripenso... si dice che la fortuna passi una volta sola... No? Mi fa una rabbia, pensare che la mia sia stata una fortuna di 15 lire,

Mario - Per deve fare un effetto curioso.., Non avere niente e tutto a un tratto... tao, cos... Che effetto fa, tu che l'hai provato?

Anna - (ridendo) Mi vuoi prendere in giro, per le mie quindici lire? (Una pausa) Per no,! hai ragione, sai. Mi ricordo che anche allora, quando vidi quei numeri che mi pareva tanto di conoscere, l per l... E urica riuscivo a convincermi che fossero proprio i miei, sai... Li leggevo, li rileggevo... A vincere mezzo milio ne, eh, ci deve essere sugo... Mezzo milione.., Se avessi mezzo milione io, lo vorrei spendere lutto di fila, senza pensare pi a niente...

Mario - E quando fosse finito?

Anna - (stringendosi nelle spalle) ... E quando fosse finito, pazienza, Tu no, tu lo mette resti subito alla banca. Sei economo... Sei mi uomo molto assennato

Mario - Ho soltanto un po' pi di giudizio, quel poco che manca a te... (Una pausa) Invece vorrei costruire una bella casetta, vedi, mi casetta come dico io...

Anna - (ironicamente) ... In campagna?

Mario - Magari in campagna. Tu ridi, eh? Trovi che sono romantico? Non piacerebbe anche a te avere una casetta in campagna?

Anna - (seria) Certo; perch no? a tutti piacerebbe...

Mario - Vorrei, sai, che a pianterreno ci fosse una bella stanza, grande, luminosa, con una bella finestra, come quelle che si vedono! nelle riviste inglesi... ce The House beautiful per esempio, La casa bella ... (Continuando), ... E per andare ai piani superiori una scala di legno massiccia... Sotto ci si potrebbe sistemare una specie di salottino...

Anna - Sotto la scala?...

Mario - Non li hai visti? (Prendendo un bjme un pezzo di carta) Un angoletto, insomma, cos, ecco, pressapoco, per darti un'idea...

Anna - (indicando sul foglio) Cosa sarebbe questa?

Mario - La scala...

Anna - E questo?

Mario - Un divano...

Anna - Carino, non dico di no...

Mario - (c. s.) Poi ci vorrei un belvedere coperto, sulla terrazza... dove l'estate ci si potesse cenare...

Anna - Mi piacerebbe di pi cenare in giardino...

Mario - (continuando a disegnare) Va l, che anche sul belvedere...

Anna - Be', io preferisco il giardino...

Mario - Andassimo mai d'accordo, eh?

Anna - (indicando il foglio) E questo che cosa sarebbe?

Mario - (condiscendente) ...Il giardino.

Anna - Ecco, piuttosto in giardino ci si potrebbe mettere una pergola, una di quelle, sai... hanno un nome francese... come si chiamano?

Mario - (c. s.) Berceau...

Anna - (ripetendo) Un berceau... La mia ramer mi piacerebbe che fosse al secondo piano e avesse una tappezzeria celeste...

Mario - Non usano pi, le tappezzerie...

Anna - come, non usano pi.

Mario - Se ti dico che non usano pi sento che cos... Adesso le pareti si dipingono a falce...

Anna - Come quelle dei contadini?

Mario - Quanto sei sciocca! Non le hai viste mai?

Anna - No, ma in ogni modo non mi piacerebbe... In camera mia spero che sarei padrona di farci mettere la tappezzeria, no?

Mario - E chi te lo impedisce?

Anna - Forse rosa sarebbe pi carina... ti sembra?

Mario - (distratto) Che cosa?

Anna - ... La tappezzeria...

Mario - ... Ah...

Anna - IJ garage si potrebbe mettere qui, nel piadino, ti sembra?

Mario - Ti faccio notare che abbiamo gi intaccato una buona parte del mezzo milione...

Anna - Con mezzo milione non vorresti avere una macchina?

Mario - Oh Dio, non sarebbe proprio in-

pensabile...

Anna - Quanto sei spilorcio!... Sarebbe proprio sciupato, mezzo milione in mano tua...

Mario - Ho paura del contrario, forse...

Anna - Lo dici tu... E poi a me i soldi mi piace godermeli, ecco. Mettere a parte per la vecchiaia, che gusto!

Mario - Per come siete fatte, voi donne! Non avete altro sogno: la macchina.

Anna - Quanto sei stupido! La macchina oggi non pi un lusso, una ce necessit ...

Mario - (ironico) L'hai letto su qualche reclame?... Povera Anna, vero, hai tanti affari da sbrigare...

Anna - (alzando le spalle) Risparmiati di fare dello spirito, ti prego... (Una pausa) E poi, del resto, s, lo confesso, bello avere una macchina, il mio sogno, ecco... (Ironicamente) Non ti preoccupare, sai, la guiderei da me, non ti darei nessun fastidio...

Mario - (c. s.) Naturale, sei una ragazza moderna! ...

Anna - Se io dovessi scegliere, vedi, fra una macchina e la tua famosa casetta, sceglierei la macchina...

Mario - (ironicamente) Naturale, faresti benissimo, dal momento che il tuo sogno... E la camera con la tappezzeria turchina...

Anna - ... Rosa...

Mario - ... Con la tappezzeria rosa, gi sfumata? Non sei troppo costante, scusa se te lo dico...

Anna - (alza le spalle. Una pausa) Non credere, in ogni modo, che mi adatterei a vivere sempre in campagna, eh!

Mario - E chi ha detto che dovresti vivere sempre in campagna?

Anna - Perch ti conosco, tu saresti anche capace di voler vivere in campagna tutto l'anno, lo so come sei fatto, io, va' l... (Una pausa) Bel gusto fare i pensionati! (Una pausa) Perch ridi? Non c' proprio niente da ridere...

Mario - Stai tranquilla, continueremo a vivere in citt..,

Anna - (infatuata) Per lo meno, ecco, per lo meno vorrei venire in citt tre volte la settimana...

Mario - (ironicamente) Con la macchina potresti farlo benissimo...

Anna - (con convinzione) Certo... (Una pausa). Hai avuto sempre tendenza a fare il contadino, tu...

Mario - (c. s.) No, Anna, il gentiluomo di campagna, piuttosto...

Anna - ... la stessa cosa...

Mario - (prendendola dolcemente per una mano) Ma non vedi, Anna, quanto siamo andati lontani. Stiamo perfino litigando, guarda, per una casa che sulla carta, un'automobile che nella fantasia, e soprattutto mezzo milione che non c' affatto. (Attirandola e facendola sedere accanto a se) Siamo due ragazzi, proprio due ragazzi...

Anna - Io lo sapevo benissimo che non esisteva niente. Mi arrabbiavo, soltanto, perch hai la mania di contrariarmi sempre, non mi concedi mai nulla...

Mario - (con dolce compatimento) Ma no, cara, non affatto vero. (Riprendendo il foglio di carta). Vuoi il garage? (Disegnando) Ecco il garage... Vuoi l'automobile? Ecco qua l'automobile...

Anna - (segnando col dito, divertita) Cosa vorrebbero rappresentare queste due patate, qui dentro?

Mario - Questo sarei io e questa saresti tu...

Anna - (c. s. ridendo) ... E questo?

Mario - Questo il mio cappello...

Anna - Disegni proprio male, sai...

Mario - Ho cercato di fare del mio meglio... (Una pausa) Mi consenti di metterci il belvedere, sulla terrazza?...

Anna - (c. s.) ... E allora io voglio anche il ber...

Mario - ... berceau...

Anna - ... nel giardino...

Mario - Piuttosto ci siamo dimenticati di una cosa molto importante... Di trovare il nome a questa nostra casa di campagna... (Una pausa) Be', voglio essere galante... la chiameremo Villa Anna , va bene?

Anna - (ironicamente) Troppo onore...

Mario - Oppure possiamo chiamarla Villa Marianna per fare contenti tutti e due...

Anna - E il giorno che ci lasciassimo come faresti?

Mario - Eh, ci sarebbero ancora tante altre combinazioni... Villa Maria Luisa per esem-pio, Villa Maria Antonietta , Villa Maria Giulia ... potrei cambiare finch ne avessi voglia... (Anna si alza bruscamente) Be', che cosa fai?

Anna - - Mi ero dimenticata che devo andare da mia sorella... Scusa, sai, Abbiamo fatto tardi con queste sciocchezze... (Una lunga pausa, poi, prendendo la valigia) ... Allora, addio... ti lascio i miei auguri, in ogni modo...

Mario - Dunque proprio deciso, vuoi andartene stasera? (Anna assentisce col capo). Permettimi almeno di portarti la valigia fino alla vettura...

Anna - Grazie, ma posso fare benissimo da me, non ti disturbare...

Mario - Cosa dir, piuttosto, tua sorella, a vederti capitare a quest'ora, senza un preavviso "i...

Anna - Non lo so...

Mario - Ti avverto che sono le otto passate,,, La troverai in casa?

Anna - Speriamo...

Mario - Potrebbe anche essere uscita... (Unni pausa) Senti, dammi retta, rimanda a domani,,,

Anna - (indecisa) Ti ringrazio... Ma domani venerd, preferisco... Sono superstiziosa, lo sai... (Una pausa) E' inutile che tu mi guardi cos. Non ho un amante, stai tranquillo. Puoi farmi pedinare, se vuoi, vado da mia sorella, la verit...

Mario - Ne sono perfettamente convinto, Anna. (Una pausa). Non voglio trattenerti contro la tua volont. Fai come credi meglio, senza complimenti, se vuoi restare fino a sabato,,, ti ripeto...

Anna - Ho paura di seccarti, ormai...

Mario - Non ti avevo offerto anche prima di aspettare, scusa?

Anna - (sorridendo, leggermente ironica) Ah, gi, sabato, vero... la lotteria... (Una pausa) Ci conti sul serio?

Mario - No, Anna, non ci pensavo gi pi.,,

Anna - (togliendosi il cappello e i guanti) Allora ti ringrazio. (Riapre la valigia. (una pausa).

Mario - Vuoi che andiamo a teatro, stasera?

Anna - Grazie, non ti incomodare...

Mario - Davvero, se ti fa piacere, come due buoni amici...

Anna - Grazie. (Mette via la valigia. Poi lasciandosi sedere di schianto sul divano) Uff, la seconda volta che disfaccio la valigia, in un'ora... (Una pausa) Preferisco non andare a teatro, sai... sono stanca...

Mario - Come vuoi...

Anna - Ti ringrazio lo stesso...

Mario - (accende una sigaretta, riprende a fej. gefe).

Anna - (guardando assorta il soffitto, con la testa rovesciata sulla spalliera)... Per, a pensarci bene... mezzo milione...

Mario - (distrattamente) ... Dicevi, cara?

Anna - (un po' fra s) ... Dicevo che certo. se tu vincessi... (Mario sorride).

FINE

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