Dramma in tre atti

di Riccardo Melani e Nino Degli Orasi

PERSONAGGI:

Paola Santiago

Gabriella

Lorenzo Viviani

Giuliano Viviani

Manuel Moreno

Carlo Santini

Francesco

Nelle vicinanzedi una citt atlantica del Sud America.

Epoca presente. La scena fissa per tutti e tre gli atti.


ATTO PRIMO

Un salotto. A sinistra una porta dalla quale si accede all'appartamento di Paola Santiago. A destra due porte. Da quella in primo piano si accede allo studio di Lorenzo Viviani. Da quella in secondo piano si accede ad altri appartamenti. In fondo una veranda (la comune) con due accessi laterali. Mattina.

Lorenzo (sui quarantacinque anni, ma ne dimostra di pi. Trasandato nel vestire e nella persona. Barba e capelli arruffati. Entra dalla porta del suo studio, seguito da Carlo Santini) Allora, intesi? Comprare. Comprare senza per far trapelare le nostre intenzioni.

Carlo (d'et indefinibile. il carattere opposto di Lorenzo. Senza essere elegante tuttavia ricercato nella persona. Sa risolvere le pi complicate vicende senza mai perdere la sua giovialit) Non cederanno tanto facilmente.

Lorenzo Cederanno.

Carlo S, voi dite bene, ma se non cedessero?

Lorenzo Devono. Capito? Devono. Quel terreno mi necessario. Assolutamente. Dopo aver tanto faticato per convincere il Governo a costruire la grande autostrada sul quel terreno, sarebbe ridicolo che facessi godere ad altri il beneficio delle mie fatiche.

Carlo Troppo giusto, signor Viviani : sarebbe ridicolo.

Lorenzo Se poi, come voi dite, non volessero saperne... ebbene, in tal caso, acquistare tutte le azioni disponibili del loro Consorzio.

Carlo Tutte le azioni? Ma un capitale.

Lorenzo Non mi spaventa.

Carlo Ma realizzeremo un immediato guadagno perch le loro azioni rialzeranno.

Lorenzo Momentaneamente. Una volta in possesso delle azioni, manovrer il loro Consorzio a mio piacere. E le loro azioni precipiteranno.

Carlo S, il progetto geniale. Per, sarebbe una perdita ingentissima per voi.

Lorenzo Ho le spalle solide. Ed ecco che per salvarsi dalla rovina dovranno poi cedere il terreno a prezzo di fame. Intesi?

Carlo S, signor Viviani, per... Se devo dire la mia...

Lorenzo Un'altra difficolt?

Carlo (quasi esitando) Oh, no... dicevo soltanto... Sono dei connazionali.

Lorenzo (duro) E con questo?

Carlo Oh, nulla... Cos... Un'idea come un'altra.

Lorenzo Ah! (pausa) La missione che vi affido delicata. Ma ho fiducia in voi.

Carlo Grazie, signor Viviani.

Lorenzo Allora, a stasera. (l'altro s'inchina leggermente e fa per andarsene) No, aspettate, scendo con voi fin gi. (si avviano tutti e due verso la veranda) Sopratutto occorre molta prudenza, specialmente... (escono a sinistra).

Paola (di dentro con voce irritata) Ma insomma, che cos' hai stamani! la terza volta che mi bruci. (Dal fondo - destra - entrano Manuel Moreno e Francesco).

Francesco Chi debbo annunziare, signore?

Paola (c. s.) Lascia, faccio da me...

Manuel Come? Non ricordi pi il mio nome?

Francesco S, signore. Ma tanta l'abitudine che...

Manuel La signorina mi pare di cattivo umore stamani.

Francesco Effettivamente. Ma sempre cos.

Manuel Che ne dici? Se ritornassi?

Francesco Come il signore desidera.

Manuel No, meglio subito. Annunziami.

(Francesco si dirige verso la porta di sinistra. Sta per bussare quando giunge un rumore di vetri rotti. Francesco si ferma e guarda Manuel).

Paola (c. s.) Brava! Non mancava che questo. Ma non guardi mai a niente?

Francesco Effettivamente consiglierei il signore a ritornare.

Manuel Hai ragione. Tu le dici che... No, non dirle niente. Ritorner. (si avviano verso la veranda. La porta di sinistra si apre violentemente ed entra Paola. I due si fermano e s'inchinano).

Paola (imperiosa) Ebbene? Che cosa volete? Dove andavate?

Manuel Desideravo salutare la signorina, ma poichtemo disturbare...

Paola Francesco, potete andare. (Francesco via dal fondo. A Manuel) Voi disturbate sempre.

Manuel Quand' cos... (s'inchina e fa per andarsene) Buongiorno.

Paola No restate. (si sdraia sopra una poltrona) E accomodatevi. (l'altro esita) Accomodatevi, ho detto.

Manuel (si siede) Grazie.

Paola E offritemi una sigaretta. (Manuel si fruga precipitosamente le tasche ed offre l'astuccio aperto. Paola prende la sigaretta e la guarda) Detestabili! (la getta via) Ma non avete ancora imparato che io fumo di queste? (ne prende da una scatola).

Manuel Scusate. Sar per un' altra volta.

Paola Almeno accendetemela. (l'altro eseguisce) Attento, mi bruciate. Evidentemente sono destinata a morire carbonizzata.

Manuel Che dite mai?

Paola Marta, stamani, nel mettermi in piega i capelli, mi ha bruciato tre volte; voi ora... (si distende ancor pi e ride fragorosamente) Stamani sono molto allegra! E voi no?

Manuel Oh, s, anch' io. Molto.

Paola E dunque?

Manuel Dunque, che cosa?

Paola Aspetto. (l'altro la guarda) S, aspetto la dichiarazione!

Manuel Ma... veramente...

Paola Non siete venuto per questo?

Manuel No. Vi amo, ma non per...

Paola Amate me o i miei milioni?

Manuel Ecco, vedete? Io vengo qui a salvarvi, e voi...

Paola (comicamente impaurita) Oh Dio! Un grave pericolo?

Manuel Giudicherete voi stessa.

Paola E sareste voi il generoso salvatore?

Manuel Signorina Paola... (si sofferma e si guarda intorno) Signorina Paola, il vostro socio, il signor Lorenzo Viviani vi trascina alla rovina.

Paola E con questo?

Manuel Vi par poco?

Paola Meglio: quando sar povera potr finalmente sapere chi mi ama.

Manuel Non scherzate. Non soltanto vi trascina alla rovina materiale, ma anche a quella morale.

Paola Che volete dire?

Manuel So che compie operazioni che rasentano la galera; so che fra il personale della vostra azienda circola un acuto malumore per il trattamento inumano del signor Viviani, so che la Societ Santiago e Viviani, un giorno tanto temuta, sull'orlo del fallimento.

Paola (calmissima) E poi?

Manuel So, infine, che sta per arrivare dall'Italia suo fratello.

Paola Non un segreto.

Manuel Il quale, per nei disegni del signor Lorenzo, dovr essere vostro marito.

Paola Ah, ecco il vero pericolo: il rivale! E a quale scopo dovrebbe essere mio marito?

Manuel Semplicissimo: impiegare nell'azienda anche il vostro patrimonio privato.

Paola Geniale! Ed tutto qui?

9

Manuel Vi par poco?

Paola Non sapevo che tra le vostre belle qualit vi fosse anche quella del denigratore. Bravo! Mi compiaccio. (si alza) Ora potete andare.

Manuel Non credete a quanto vi ho detto?

Paola Credo ciecamente in Lorenzo Viviani. Si sono incontrati, mio padre e lui, poveri; insieme hanno sofferto la fame, lottato per non morire, e si deve a lui, a Lorenzo, alla sua iniziativa, alla sua durezza, la fortuna della Societ Santiago e Viviani. Mio padre, morendo, mi ha affidata a lui, e in lui credo. Ora, andate. E vi prego di una cosa: di non rimettere pi i piedi in questa casa. (Manuel si avvia per uscire) E ricordatevi che i miei milioni non li avrete mai.

Manuel Oh, signorina, voi siete ingiusta con me. Un giorno per, vi accorgerete chi il vero cacciatore di dote. Non mi offendo e so aspettare. (s'inchina. Sulla veranda s'incontra con Lorenzo che entra in quel momento. I due si salutano appena).

Paola (vedendo Lorenzo, con simulata gaiezza) Allora, siamo intesi signor Moreno, vi aspetto al pipresto. Andremo a fare una bella galoppata. D'accordo?

Manuel (la guarda sorpreso, poi, dalla trasformazione di Paola, intuisce come fra i due esista un profondo dissidio. Sorride ambiguamente e s'inchina ancora) Grazie, signorina. Buon giorno.

Paola Arrivederci, Moreno.

(Manuel via. Lorenzo lo segue con lo sguardo, poi entra. Pausa).

Lorenzo Che cosa voleva?

Paolavenuto per me.

Lorenzo Non voglio pi vederlo in questa casa.

Paola Questa casa mia come vostra.

Lorenzoun mio nemico.

Paolaun mio amico.

Lorenzo Insomma...

Paola Insomma, sono padrona di ricevere chi voglio.

Lorenzo Non obbligarmi a ricordare...

Paola S, s, lo so: avete la legge dalla vostra. So che mio padre ha legato la mia esistenza alla vostra, che non potr entrare in possesso del mio patrimonio se non quando mi sar sposata, e so che questo marito dovr essere di vostro gradimento. Non questo che volete ricordarmi?

Lorenzo Paola, non quel tono.

Paola Ed io amo Manuel Moreno e lo sposer nonostante la legge. Rinuncer piuttosto ai miei milioni.

Lorenzo Non vi rinuncer lui.

Paola E sappiate che un uomo che piacer a voi, non lo sposer mai e poi mai, dovesse pur chiamarsi Giuliano Viviani.

Lorenzo Paola!

Paola S, me lo immagino, il vostro signor fratello: un orso come voi, un uomo senza scrupoli e senza cuore, capace di...

Lorenzo Paola! Basta, insomma.

Paola No, non basta. Perch io sono stanca di questa vita quasi di reclusa. Voi probabilmente non siete stato mai giovane, non avete mai amato, mai goduto, mai sofferto...

Lorenzo Sei pazza, di', sei pazza?

Paola Nell'aridit del vostro cuore non ci sono che cifre, cifre e cifre! Ma io sono giovane, amo la vita, amo tutto ci che...

Lorenzo Basta! Ho detto che quell'uomo non deve pi venire in questa casa. E voglio cos. Ho le mie ragioni. Uno spiantato che vive non si sa come. Anche l'altra sera stato espulso da un circolo perchsorpreso a barare. Un parassita, ecco, uno di quei parassiti che s'attaccano dove c' del buon sangue da succhiare. Vada dove vuole, all'inferno, in galera, ma in questa casa, no! Siamo intesi?

Paola In questa casa no? C'incontreremo altrove.

Lorenzo Paola, non pi Lorenzo Viviani che parla! tuo padre. Tuo padre che morendo...

Francesco (entrando) Signor padrone...

Lorenzo (sgarbato per V importuna interruzione) Che vuoi?

Francesco C' qui un signore che...

Lorenzo Non ricevo nessuno.

Giuliano (di fuori) Ma insomma, quest'araba fenice dei fratelli...

Lorenzo Giuliano!

Giuliano (appare sulla veranda. Sui trent'anni. Elegante, distinto, disinvolto) Oh, scusate! Cercavo del signor Lorenzo Viviani, mio fratello.

Lorenzo Giuliano!

Giuliano Eh?! Tu?! Tu mio fratello! In codesto stato? (ride, poi abbraccia il fratello che appare mortificato. A Paola) Scusatemi, signorina: permettete? Giuliano Viviani.

Paola Paola Santiago.

Giuliano Ah, la figlia del tuo socio? Onoratissimo, signorina.

Paola (stringendogli la mano) Buon giorno, signore. Piacere.

Lorenzo Ma vuoi dirmi...

Giuliano No, tu devi dirmi piuttosto come si fa a ri-dursi in codeste condizioni. E voi, signorina, consentite di vivere vicino ad un uomo che sembra un orso delle Montagne Rocciose?

Lorenzo Giuliano, non il caso di scherzare: non devo piacere a nessuno.

Giuliano Ma a me, s. Parola d'onore, se ti avessi incontrato solo e di notte, ti avrei dato il portafoglio e sarei scappato a gambe levate!

Lorenzo Credevo tu avessi messo un po' di giudizio.

Giuliano Ne ho da vendere. (a Francesco) Ah, sei sempre qui? Senti... A proposito, come ti chiami?

Francesco Francesco, signore.

Giuliano Bene: di' alla signorina che gi in macchina, che abbia la compiacenza di aspettarmi.

Lorenzo Una signorina?

Francesco S, signore. (via).

Lorenzo E chi ?

Giuliano Ti dir. Prima per - permettete? - mi seggo. Prego, accomodatevi anche voialtri. (si siede, imitato da Lorenzo. Paola resta in piedi) E voi?

Paola Scusate, mi ritiro. Mi rendo conto che fra due fratelli, dopo tanti anni...

Giuliano Non tanti: dieci. C'incontrammo, se ben ricordo, a Santiago: - giusto una citt che porta il vostro nome - quando fui inviato l in missione dalla mia ditta. Ma allora eri pi presentabile.

Paola (fa per andarsene) Con permesso?

Giuliano No, no, restate. Non disturbate affatto. E poi dovr dire a mio fratello delle cose che interessano anche voi.

Paola Me?

Giuliano S. Oh, degli affari, della patria lontana avremo tempo di parlarne.

Paola Come volete. (si siede).

Giuliano Dunque, parliamo prima di tutto della signorina Gabriella. S, di quella che gi: si chiama Gabriella. Bel nome, non vero? Ed anche lei bella. Sembra una bambina. Non ha ancora vent'anni. (pausa) Ed orfana. Gran disgrazia essere orfani. (Paola abbassa la testa) Oh, scusate, ma almeno voi avete una casa, un avvenire, una fortuna, altri affetti, forse. Lei no, non ha pi nessuno, pi niente. sola, terribilmente sola.

Paola Poveretta!

Lorenzo Spero che non vorrai piantarmela qui!

Paola E perch no?

Giuliano Ecco, dice bene la signorina: perch no? Prima per, lasciatemi finire. L'ho conosciuta in navigazione. L'aveva in consegna il commissario di bordo, il quale, a sua volta, avrebbe dovuto consegnarla ad un tale di Buenos Aires, suo lontano parente. (al fratello) una connazionale.

Lorenzo Ah!

Giuliano Ma quando si nasce disgraziati... Questo tale morto da una settimana.

Lorenzo Ah!

Giuliano Proprio cos.

Paola Allora?

Giuliano Allora, mi son detto, che cosa convien fare? Rimandarla in Italia? E poi? Non ha nessuno laggi.

Lorenzo Neppure qui.

Giuliano Qui, ha noi. Non vero, signorina?

Paola Certo.

Lorenzo Ti ripeto che non voglio donne per casa.

Giuliano Ma lei non una donna, una bambina. E poi, sono sicuro che appena l'avrai veduta, cambierai opinione.

Lorenzo E allora, senti: poich ti sei elevato al rango di protettore delle fanciulle minorenni e sole, la metteremo in qualche istituto. Ma qui in casa, no, assolutamente.

Giuliano E sta bene. Peccato, per: avevo pensato che potesse anche servire di compagnia alla signorina, ma poich tu non vuoi...

Paola ...voglio io. Vi prego, scendete da lei e fatela salire.

Giuliano Subito, signorina. Grazie. (al fratello) E tu, su da bravo, un aspetto da uomo per bene, altrimenti me la fai scappare! (via lestamente).

Lorenzo Ci mancava l'orfanella, ora!

Paola Ed io sono proprio contenta. Mi sentir un po'meno sola. Del resto, se non volete vederla ritiratevi pure nel vostro antro.

Lorenzo Avr ben diritto di guardare in faccia i miei ospiti, no?

Paola Altroch!

Giuliano (rientra tenendo un braccio intorno al collo della fanciulla. questa graziosissima, vestita modestamente con molta distinzione. Paola le va incontro sorridendo. Lorenzo, quasi incoscientemente, si ravvia la barba e si liscia i capelli)

Ecco, Gabriella, questa la signorina Paola Santiago. Una cara e buona signorina...

Gabriella Ed anche bella!

(Paola sorride).

Giuliano Sicuro, anche bella, ed alla quale vorrai tanto bene.

Gabriella Oh, s, tanto.

Paola (l'abbraccia) Cara! Piccola cara!

Giuliano E questo ...

Gabriella ...il signor Lorenzo Viviani al quale vorrugualmente tanto bene.

Lorenzo Uhm!

Giuliano Non vorrai per dire che bello anche lui!

Gabriella Oh no! Bello, no. Ma buono, s.

Giuliano S, sotto quella scorza, qualche cosa di buono c'.

Lorenzo Come fai a dirlo, piccina, che sono buono?

Gabriella Si vede!

(Paola e Giuliano ridono).

Lorenzo (quasi impaurito) Si vede? Da che cosa si vede?

Gabriella Dagli occhi.

Lorenzo Dici sul serio?

Giuliano La piccola scherza. Vuol cattivarsi la tua simpatia e dice un monte di bugie. Non cos, Gabriella?

Lorenzo Ti avverto che con me non si scherza, hai capito? Io non sono bello, non sono buono... Sono soltanto cattivo, ricordatelo, cattivo e basta.

Gabriella Oh, non lo dite signor Viviani, tanto so che non vero e non mi fate paura... Non ho paura di niente io, di niente. (e lo fissa audacemente negli occhi. Lorenzo sostiene, per un po'quello sguardo poi, come soggiogato, abbassa lentamente il suo).

Giuliano (al fratello) E cos, che cosa decidi? Va o resta?

Lorenzo (bruscamente) Chiamatemi a pranzo. (via dalla porta del proprio studio).

Paola A pranzo? proprio il caso di gridare al miracolo! Da anni ed anni pranzava sempre solo! (alla fanciulla) Ascolta, Gabriella... Bel nome Gabriella, per un po'lungo: ti chiameremo Gaby: pi breve, pi carino...

Gabriella Pi breve s, pi carino no.

Paola Sicch non ti piace?

Gabriella No.

Paola E perch?

Gabriella Non nella mia lingua.

Paola Ah!

Giuliano Scusate, signorina, la sua sincerit. Gabriella un pensiero che parla.

Paola Oh, niente da scusare. La sincerit bella anche quando brutale. Dunque ascolta, Gabriella: ti far preparare una camera accanto alla mia: sei contenta?

Gabriella Oh, s, tanto.

Paola Marta, poi... Ah gi, tu non conosci Marta... Te la presenter subito; una buona donna che da anni al nostro servizio. T'avverto per: negra. Non avrai paura, spero.

Gabriella Nessuno fa paura.

Paola Povera piccola, quante delusioni dovrai provare nella vita...

Gabriella Dolori s, delusioni no, perch sono preparata a tutto.

PaolaMa quanti anni hai?

Gabriella Fra poco venti, signorina.

Paola E a vent'anni... impressionante. (a Giuliano) E voi, ascoltate tante frasi terribili sulla bocca di una fanciulla di vent'anni e non intervenite?

Gabriella Dovrebbe punirmi?

Giuliano Ho tentato altre volte, ma inutilmente. Del resto, Gabriella, al momento opportuno, sa avere anche vent'anni e ve ne accorgerete quando le prenderanno i quarti d'ora d'allegria.

Gabriella (con veemenza) Oh, poter correre sui prati, saltare, cantare, montare in groppa ai cavalli, guadare i fiumi, calarsi in abissi, respirare l'ardente profumo delle praterie e (con infinita dolcezza) addormentarsi poi sotto la magnificenza d'un cielo quale ho veduto sull'Oceano. La vita... Ecco la vita!

Paola Sei straordinaria, piccola. Cos complessa da... non so, da disorientare. In ogni modo sento che ti vorrmolto bene. Ed ora vado a farti preparare la camera.

Gabriella Oh, s, grazie.

Paola Con permesso. (via da sinistra).

Gabriella (si guarda intorno poi corre da Giuliano e gli butta le braccia al collo) Dimmi, dimmi, sei contento di me?

Giuliano Brava! Hai subito conquistato tutti.

Gabriella Ma ho paura, ho tanta paura.

Giuliano E di che?

Gabriella Non so. Se penso al compito terribile che mi sono assunta, mi sento tremare tutta.

Giuliano Ma ci sar sempre io.

Gabriella Oh, s. Ma se venissero a sapere!

Giuliano Eppure, dovranno sapere!

Gabriella E se infine, tutto fosse vano?

Giuliano (dolcemente severo) Questi dubbi, queste incertezze, queste paure non sono da te.

Gabriella Hai ragione, scusami. Sapr esser forte e coraggiosa. E non tremer.

Giuliano Che ne pensi di lui?

Gabriella troppo presto perch possa rispondere. E della signorina Paola? Che ne pensi tu?

Giuliano Niente. Perch mi domandi questo?

Gabriella Non ci sar d'ostacolo?

Giuliano No, non credo.

(sulla veranda appare Francesco).

Francesco Vengo ad informare il signore che il suo appartamento pronto.

Giuliano Bravo. Grazie.

Francesco Vi ho fatto trasportare le valige.

Giuliano Bene.

Francesco (avanza nella stanza e si dirige verso la seconda porta di destra) Se il signore permette, faccio strada.

Giuliano Ti seguo. (a Gabriella) Mi aspetti qui?

Gabriella S... Per...

Giuliano Vuoi qualche cosa?

Gabriella Dov' l'Italia?

Giuliano (le cinge con un braccio la vita e si avviano verso la veranda, giunti sulla quale si fermano) L. Laggi. Oltre l'Oceano. In questa direzione...

(restano un momento assorti, poi Giuliano si stacca e raggiunge Francesco, il quale fermo sull'attenti aspettava sulla porta. Giuliano gli fa cenno di andare e lo segue in silenzio).

Gabriella (sempre immobile, fissa lo sguardo lontano e ripete lentamente) Laggi... Oltre l'Oceano...

(Sulla porta dello studio apparso Lorenzo. Ha la barba e i capelli meno arruffati. Si sofferma, avanza due o tre passi, fa un piccolo verso con la gola come per schiarirsi la voce. La fanciulla si volta di scatto).

Lorenzo (sempre burbero) Perch ti hanno lasciata sola?

Gabriella Oh, non ho paura.

Lorenzo Lo so, l'hai detto: non hai paura di niente. Ma non per questo. Non delicato da parte loro lasciarti qui sola.

Gabriella Oh, no, con me non il caso di fare complimenti. Chi sono io?

Lorenzo Una mia ospite.

Gabriella (maliziosa) Gradita?

Lorenzo Ospite! (bruscamente) Che cosa guardavi?

Gabriella Laggi.

Lorenzo Il mare?

Gabriella Oltre il mare.

Lorenzo Un avvertimento: nessuna nostalgia. Non potrei tollerarla.

Gabriella Se questo il vostro desiderio...

Lorenzo S.

Gabriella ...non penser pi alla nostra terra lontana.

Lorenzo Farai bene. Non toccare pi questo tasto. (pausa) Io non so voler bene n agli uomini, n alle cose.

Gabriella Impossibile.

Lorenzo la verit.

Gabriella Ma non avete mai amato?

Lorenzo Mai.

Gabriella Non avete avuto una famiglia, un affetto...

Lorenzo No.

Gabriella E non avete mai sofferto?

Lorenzo (a denti stretti) No. Mai.

Gabriella terribile.

Lorenzo naturale. L'uomo che ama un debole, l'uomo che soffre un vinto. Ti sembro un debole? Un vinto? E poi, che ne sai tu della vita?

Gabriella So quanto mi basta per conoscerla.

Lorenzo (sorride amaramente) Presuntuosa! Parlami dunque, parlami di te.

Gabriella Ho ben poco da dire. Non ho nessuno al mondo. Ecco tutto.

Lorenzo Orfana? E da quando?

Gabriella Il babbo non l'ho mai conosciuto. Della mamma ho una vaga lontanissima idea. Alta, bella, bionda. Dicono che i suoi occhi fossero come i miei.

(Lorenzo le rialza il volto e la fissa negli occhi poi si passa una mano sui propri come per scacciare una visione molesta)

Vi piacciono i miei occhi?

Lorenzo Occhi da dominatrice. Se tu fossi un uomo avresti un posto nel mondo.

Gabriella E come donna?

Lorenzo Sarai infelice.

Gabriella Oh!

Lorenzo Perch una donna, con codesti occhi, non sapr che far soffrire.

Gabriella E che ne sapete voi degli occhi delle donne?

Lorenzo So quanto basta. Per... Vuoi un consiglio? Se un giorno un uomo dovesse innamorarsi di codesti occhi, se un giorno tu dovessi sposarti, ebbene, piccola, amalo molto tuo marito, amalo sopra ogni cosa al mondo, amalo sempre, perch un giorno non debba maledire il tuo nome e il tuo ricordo.

(Fugge dalla veranda. Gabriella lo segue con lo sguardo. Vorrebbe chiamarlo ma si trattiene. Si porta il fazzoletto alla bocca quasi per soffocare un singhiozzo. Dalla porta di seconda entra Giuliano).

Gabriella (andandogli incontro) uscito in questo momento. (indica la veranda).

Giuliano Ebbene?

Gabriella Credo che dovremo lottare molto.

Giuliano Lo credo anch'io. (pausa) E credo di essere arrivato proprio al momento opportuno. Ho saputo infatti che ha rifiutato un giusto aumento di paga agli uomini delle sue terre, ed ora fra le masse circola un grave malumore. Inoltre sta impiegando la sua potenza finanziaria nell'acquisto di una vasta zona di terreno, mettendo alla fame centinaia di famiglie.

Gabriella Bisogna dunque agire immediatamente!

Giuliano No. Se ci rendiamo subito ostile mio fratello, il nostro piano compromesso.

Gabriella Forse. Ma ora che sappiamo, saremo complici se...

Giuliano E che vorresti fare?

Gabriella Non lo so. Ma in qualche modo intervenire.

Giuliano Ripeto: subito no. pericoloso.

Gabriella Hai paura?

Giuliano Paura? Io? S, per te. (dal fondo rientra Francesco).

Francesco C' il signor Santini.

Gabriella Chi ?

Francesco Il segretario del signor Viviani.

Giuliano Fatelo passare.

Francesco Sissignore. (s'inchina e si ritira).

(Poco dopo dalla veranda entra Carlo Santini. Vedendo i due si sofferma indeciso, poi va incontro a Giuliano).

Carlo Oh, siete gi qui signor Giuliano? Che piacere! Avete fatto buon viaggio?

Giuliano S, grazie. (si stringono la mano) Permettete che vi presenti un'altra ospite: Gabriella... (Gabriella gli tende cordialmente la mano).

Carlo Piacere. Carlo Santini. (a Giuliano) S'aspettava sempre la vostra conferma e invece... Bene, bene, bravo...

Giuliano Invece ho preferito arrivare di sorpresa. Ed ho fatto bene. Si vengono cos a sapere di punto in bianco cose molto importanti. Anzi a questo riguardo ho urgente bisogno di parlarvi.

Carlo Dite pure.

Giuliano (guardandosi intorno) No, pi tardi. Prima che usciate.

Carlo Sta bene.

(dalla porta del proprio appartamento rientra Paola).

Paola Povera piccola, ancora qui? Scusami se ti ho fatto aspettare. (a Carlo) Buon giorno, signor Santini. (ai due uomini) Vi siete gi presentati?

Giuliano Oh, noi ci conoscevamo da tempo.

Paola Ah, s? Tanto meglio. l'unica persona che abbia un po' di dimestichezza con... l'orso... (guarda sorridendo Giuliano) Oh, scusate!

Giuliano No, no. Orso! stato il primo complimento che gli ho fatto anch'io!

Paola (ridendo) Ma siete veramente fratelli?

Giuliano Gi: scherzi della natura.

Gabriella (che ha guardato fuori) Ssst! L'orso qui.

Lorenzo (entrando, a Santini) Ah, Santini, come mai siete qui?

Carlo Gi, sicuro... per una piccola formalit... Vorrei dirvi ancora due parole.

Lorenzo Altre difficolt?

Carlo No, no... tutto va bene.

Lorenzo Ah! Mi raccomando.

Carlo Tutto sar fatto secondo i vostri desideri.

Lorenzo Bene. Aspettatemi di l.

(Carlo s'inchina davanti al gruppo).

Carlo Buon giorno. (via dalla porta dello studio).

Paola Allora, cara, vuoi venire di l con me?

Gabriella S, grazie.

(intanto Lorenzo si avvicinato alla veranda e fissa lo sguardo lontano. Paola gi scomparsa dalla porta del proprio appartamento. Gabriella stringe con forza un braccio di Giuliano; questi la guarda con dolce rimprovero).

Giuliano (piano) Gabriella!

Gabriella (c. s.) Sono io ora che ho paura! Tanta paura! (via).

Lorenzo (dopo una pausa - come parlando a sstesso) Non bisogna guardare laggi! (si volge) Dov' Gabriella?

Giuliano Perch? T'interessa?

Lorenzo No; anzi, forse ho fatto male a permettere che resti qui. Ho fatto male perch... perch... Ma dimmi, insomma, chi questa Gabriella?

Giuliano Te l'ho detto: una povera ragazza. Semplice, buona, del resto chiss che la sua vicinanza non possa farti del bene!

Lorenzo (quasi con ira) A me, no! E se l'hai portata qui col proposito di farmi cambiar vita, vi metto fuori tutti e due, tu e lei... (s'avvia verso il fondo. Poi volgendosi) Hai capito? Tutti e due: tu e lei!

Giuliano (calmissimo) quello che vedremo!

FINE DEL PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

Un'ora dopo. Sono in scena Gabriella e Giuliano. La fanciulla quasi rannicchiata sopra una poltrona. Giuliano passeggia nervosamente. Qualche istante di silenzio. Giuliano si sofferma davanti alla fanciulla, poi riprende a passeggiare stringendosi pi volte nelle spalle.

Giuliano Non credevo di dover cominciare subito a lottare.

Gabriella Per vincere bisogna prima di tutto lottare. (pausa).

Giuliano Del resto meglio cos.

(dal fondo entra Santini).

Giuliano (gli va incontro) uscito?

Carlo S. (pausa) Volevate parlarmi?

Giuliano (indica una poltrona) Accomodatevi.

Carlo Grazie.

Giuliano (si siede davanti a lui) Santini, so che la vita ci riserva talvolta dei compiti ingrati, compiti che spesso dobbiamo assolvere anche contro la nostra volont. Tuttavia, seguendo il corso della nostra coscienza, si pu in certo modo mitigare le conseguenze di questi compiti. Seguite il mio ragionamento.

Carlo S, ma...

Giuliano Un momento. So che siete il fedele interprete degli ordini di mio fratello ed anche il suo consigliere. Sbaglio?

Carlo Infatti il signor Lorenzo mi dimostra molta fiducia.

Giuliano Appunto. Perch siete una persona onesta e fedele.

Carlo Oh, per questo s.

Gabriella E allora perch...

Giuliano Zitta tu! E allora perch non avete cercato di evitare che commetta due cattive azioni?

Carlo Ma... veramente... non capisco... Che cosa intendete dire?

Giuliano L'acquisto del terreno per l'autostrada ed il negato aumento di paga agli operai.

Carlo Ah, sapete gi? So anch'io che si tratta di due cattive azioni, per cattive azioni dal lato umanitario, perch commercialmente sono due ottimi affari. Tuttavia, credete che non abbia cercato di dissuadere il signor Lorenzo? Ma voi, signor Giuliano, conoscete meglio di me vostro fratello: di l deve andare e di l non si muove.

Giuliano Ascoltatemi, Santini, io non so per ora i motivi per i quali mio fratello mi ha chiamato in America, ma posso immaginarli.

Carlo Neppure io li conosco con precisione, ma credo che voglia associarvi nell'azienda.

Giuliano infatti quanto pensavo. Ebbene, proprio appena sbarcato vengo a sapere che in quest'azienda, della quale dovrei far parte, si commettono due azioni contrarie ad ogni sentimento di umanit e per opera di mio fratello. Ebbene, Santini, bisogna assolutamente evitare tutto questo.

Gabriella Bravo!

Carlo Bene! Bene! Per conto mio...

Giuliano Ecco. Voi dunque direte a quelli del terreno, che Lorenzo Viviani rinuncia all'acquisto, o comunque disposto a trattare. E comunicherete agli operai che l'aumento richiesto stato accordato.

Carlo Per carit, signor Giuliano, non mettetemi in pasticci. Io non posso far questo. Un contrordine di co-desto genere non posso riceverlo che dal signor Lorenzo.

Giuliano E la vostra coscienza che cosa vi ordina?

Carlo Ah gi, sicuro, la mia coscienza... Non sarebbe meglio cercaste voi di convincere vostro fratello?

Giuliano No. Dalla discussione, dal contrasto pu nascere subito il cozzo. Bisogna invece metterlo senz'altro di fronte al fatto compiuto.

Carlo Sar peggio, credete a me, dopo sar peggio.

Giuliano Non temo le conseguenze.

Carlo Ebbene, ve ne assumete ogni responsabilit?

Giuliano Piena. Completa.

Carlo Sta bene. Scoppier una bufera, ma sono contento di essere vostro complice. Provveder come vostro desiderio!

Gabriella (con ingenua effusione) Grazie, grazie signor Santini: siete buono ed io vi voglio di gi tanto bene.

Carlo Meno male! Perch sento che io perder il posto.

Giuliano No, no, state tranquillo, questo non succeder.

Carlo Sta bene. Ed ora (si alza) se permettete...

Giuliano S, s: via prima del suo ritorno.

(Santini si avvia verso il fondo accompagnato dagli altri due)

Arrivederci, Santini, e grazie. (gli stringe cordialmente la mano).

(Breve pausa).

Gabriella Di' la verit: sei molto preoccupato?

Giuliano E come non esserlo?

Gabriella Temi proprio una soluzione catastrofica?

Giuliano Forse.

Gabriella No. Urler, minaccer e poi si calmer.

Giuliano Non temo per ora, ma per dopo.

Gabriella Se poi il nostro piano dovesse fallire... (a questo punto Paola apparsa sulla veranda senza che i due se ne siano accorti) ...ebbene, ritornerlaggi senza rimpianto e senza rimorso.

Giuliano Ed io con te.

Gabriella S, proprio? Mi vorrai dunque sempre bene?

Giuliano S, piccola mia, sempre. Lo sai. (e la bacia lievemente sui capelli. Paola si ritira prontamente) Ed ora vai un po'a riposare, se ti possibile.

Gabriella (si avvia verso la porta di sinistra) A pi tardi. (via).

(Giuliano scuote la testa e si dirige verso la veranda, sulla quale si incontra con Paola che entra).

Paola Solo?

Giuliano Come vedete.

Paola E Gabriella?

Giuliano Riposa.

Paola Ah!

Giuliano Posso tenervi compagnia?

Paola Se vi fa piacere.

Giuliano E... a voi?

Paola Siete mio ospite.

Giuliano Cio?

Paola Tutto ci che fa piacere a voi, deve far piacere anche a me.

Giuliano (ironico) Quel deve un poema! Mi seggo?

Paola Certo. (si siede).

Giuliano (offre il portasigarette) Una sigaretta?

Paola Grazie. (ne prende una e losserva) Oh, della mia marca!

Giuliano dovere dell'ospite uniformarsi alle abitudini della padrona di casa.

Paola Molto gentile. Tanto che, ripeto, non so immaginarvi fratello di Lorenzo,

Giuliano Mio fratello non sempre stato cos.

Paola So, infatti, che nella sua giovinezza ha avuto una vita brillantissima. Ma non so per quali cause sia tanto cambiato.

Giuliano un argomento doloroso. Sappiate soltanto che ha amato ed ha avuto una famiglia che stata distrutta o quasi.

Paola (stupita) terribile!... Ed io che avevo sempre creduto invece... Vi prego, parlatemi di lui.

Giuliano Perdonate: il suo passato appartiene a lui solo.

Paola Vi comprendo. (breve pausa) E voi?

Giuliano Io, che cosa?

Paola Voi non poteste far nulla, allora?

Giuliano Avevo dodici anni.

Paola vero: scusate.

Giuliano Quando sono intervenuto era troppo tardi. Guai a fare qualche lontana allusione al passato. stato questo un motivo di continuo disaccordo fra me e lui.

Paola Ed ora?

Giuliano Non lo so. un enigma. Pi lo studio e meno lo capisco. Certo, questa sua chiamata improvvisa...

Paola Ah, vi ha chiamato lui?

Giuliano Posso assicurarvi che di mia iniziativa non sarei venuto davvero.

Paola E vi ha detto, invitandovi, il motivo di questa chiamata improvvisa?

Giuliano No.

Paola E voi siete partito subito, vero?, lasciando le vostre occupazioni, il vostro lavoro.

Giuliano Certo. Quando un fratello come Lorenzo scrive: Vieni presto. Lascia il tuo impiego. Ho bisogno di te, bisogna pure vi siano motivi ben gravi, ed io non ho esitato.

Paola Ve li ha spiegati?

Giuliano Non ancora.

Paola Dunque, siete partito e in navigazione avete incontrato Gabriella...

Giuliano Proprio cos.

Paola Gabriella orfana... sola... Poi la morte improvvisa del lontano parente di Buenos Aires...

Giuliano Ma, signorina, io non capisco a che cosa vogliate alludere.

Paola Carina, non vero?

Giuliano Chi?

Paola Gabriella.

Giuliano S, molto.

Paola Infatti, molto carina; intelligente, vivace, coraggiosa. Una donna, insomma, che pu far colpo su un uomo.

Giuliano Donna? Ma se una bambina!

Paola Proprio?

Giuliano Insomma, signorina, avete assunto un certo tono che mi fa pensare abbiate preso un abbaglio dei pi grossi.

Paola Ah, s? Tanto meglio. Scusate: una domanda ancora. Sono inquisitrice, non vero? Voi, venendo qui, sapevate naturalmente che ci sarei stata io.

Giuliano Naturalmente.

Paola Ah!

Giuliano Perch questa domanda?

Paola Niente. Cos... E, dite, conoscete voi una certa clausola nel testamento di mio padre che mi riguarda?

Giuliano No, signorina.

Paola Vostro fratello astuto, ma voi lo superate.

Giuliano Che cosa intendete dire?

Paola Voglio dire che il progetto ideato fra voi e vostro fratello meschino e...

Giuliano Ma signorina...

Paola meschino e mi umilia. Voi sapete che per entrare in possesso del mio patrimonio devo sposarmi e sapete pure che questo marito dev'essere di gradimento di vostro fratello... Ed allora ad un suo richiamo...

Giuliano Io domando se non siate...

Paola ...ad un suo richiamo, via quaggi. Perch in America c' la terra promessa. Basta allungare una mano, ed ecco i milioni! Se poi con i milioni c' anche una donna, pazienza.

Giuliano Questo troppo! Basta! Non approfittate della vostra condizione di donna. (Paola si getta sopra una poltrona e nasconde la testa fra le mani) Quando sono partito, io ignoravo, quasi, la vostra esistenza. Ve lo giuro. Quando sono arrivato e vi ho veduta - pensate bene a quello che dico - ebbene, subito, come se mi si aprisse improvvisamente il cuore, ho sentito di amarvi.

Paola (rialza vivacemente la testa) Che? Voi mi amate?

Giuliano S, vi amo. Ma ora vi dico: dovessi pur morire, mai e poi mai - ricordatevelo - mai e poi mai voi sarete mia moglie. Le parole che avete pronunciato sono parole che non si dimenticano. (muove rapidamente verso la porta di sinistra).

Paola (s'alza di scatto) Che fate?

Giuliano (apre la porta e chiama) Gabriella!

Paola (ripete) Che fate?

Giuliano Via! Via! Non un'ora di pi posso restare in questa casa dove...

Paola Ma no... ma no... Aspettate...

Gabriella (appare sulla porta. Ha in mano alcuni fiori) Che succede?

Giuliano (cercando frenare il proprio impeto) Gabriella, ti ho chiamata per...

Paola (intervenendo prontamente) ...niente. (remissiva) Scusate, signor Giuliano. Sono stata un po' impulsiva... ma ci si deve al mio carattere e all'educazione libera di una ragazzaamericana.

Giuliano (con intenzione, guardando Gabriella) Anche lei ha ricevuto un'educazione libera. Non vero, Gabriella?

Gabriella S, purtroppo l'educazione me la sono formata nella vita; e la vita scuola d'esperienza: so che cosa il male e il bene.

Paola Sei sempre straordinaria, piccola. (s'accorge dei fiori che ha in mano) E codesti fiori?

Gabriella Di l, lo studio del signor Viviani costetro... Ho pensato che alcuni fiori...

Paola (prontamente) Non ti provare neppure.

Gabriella Perch?

Paola Odia i fiori.

Gabriella Peccato! (gira lo sguardo attorno e vede un vasetto vuoto) Qui, allora? (accomoda i fiori nel vasetto).

Paola Non te lo consiglio. Se li vede capace di farli volare fuori di finestra.

Gabriella Beh, vediamo un po'!

(dalla veranda entra Lorenzo. Gabriella gli va incontro gioiosamente)

Ben tornato, signor Lorenzo.

Lorenzo Buona sera. (volge lo sguardo attorno e vede i fiori) Che novit questa?

Gabriella Vi piacciono? Sono stata io.

Lorenzo Ah! C'era da immaginarlo!

Gabriella Perch? Non vi piacciono i fiori? Ma bisogna amarli, invece, perch sono le stelle della terra, i doni che Dio ha fatto sbocciare per coprire il fango del mondo. Nelle case che non sono allietate da bambini, i fiori attenuano un po' la malinconia. Ed anche voi... oh, un fiore, uno solo, quanto addolcirebbe quella durezza che volete imprimere al vostro volto ma che infine, non nel vostro cuore. (gli mostra un fiore) Lo accettate?

Lorenzo Bambina, smettila.

Gabriella Uno solo! (gli a ridosso e, prima che Lorenzo possa impedirglielo, infila un fiore all'occhiello della giacca) Cos!

Lorenzo Questo poi... (cerca strapparsi il fiore, ma Gabriella glielo impedisce).

Gabriella No, non cos: lo sciupate. Vi assicuro che vi sta bene, proprio bene. (agli altri) Non vero? Tanto che... Lo volete un bacio? No? E allora datemelo voi. Qui. (e pone l'indice sulla guancia).

Lorenzo Oh! Questo no...

Gabriella Presto.

Lorenzo Ma io dico...

Gabriella Presto!

(Lorenzo si guarda intorno quasi dovesse vergognarsi del gesto che sta per compiere, poi bacia rapidamente la fanciulla sulla guancia ed entra nel suo studio)

Grazie, signore!

(e si inchina - poi si getta su una poltrona e d in una sonora risata, subito troncata dalla riapparizione di Lorenzo).

Lorenzo (al fratello) Giuliano, devo parlarti. Vieni di qua.

Giuliano S, perch anch'io... (entrano nello studio).

Paola Parola d'onore, non so se dormo, se son desta, se sogno...

Gabriella Ho fatto male?

Paola No, tutt'altro. Ma, francamente, non mi rendo conto come Lorenzo abbia potuto addomesticarsi in quattro e quattr'otto.

Gabriella Oh! Anche lui un uomo come un altro.

Paola Ah! E tu le conosci bene le arti per addomesticare gli uomini, a quanto pare!

Gabriella (pausa) Che cosa intendete dire?

Paola S, ho veduto che tu, con un paio di carezze e un paio di sorrisi, hai ottenuto da Lorenzo quello che nessuno, mai, aveva...

Gabriella Vi chiedo ancora se ho fatto male.

Paola Ma no... Ma no... Hai fatto benissimo.

Gabriella Ditemelo, perch cos sapr diventare cupa e taciturna con tutti.

Paola Proprio con tutti?

Gabriella S, con tutti.

Paola Anche col signor Giuliano?

Gabriella Oh no! (sinceramente) Con lui no, non mi sarebbe possibile.

Paola Me lo immaginavo.

Gabriella stato cos buono con me.

Paola Certo: sei cos carina.

Gabriella Non ho mai dato importanza a questo.

Paola Davvero? E sei donna?

Gabriella Donna? S, certo. Ma ancora forse un po' troppo giovane. La vanit... La civetteria... Non ci ho mai pensato.

Paola E... Giuliano?

Gabriella Che c'entra Giuliano?

Paola S, volevo dire, non ci tieni neppure per lui ad essere bella?

Gabriella (fissandola arditamente) Signorina Paola: ho detto di essere un po'troppo giovane, ma sono anche abbastanza donna per capire le vostre allusioni. Ho accettato la vostra ospitalit perch speravo di trovare qui un po' di pace; quella pace e quella serenit che non ho mai conosciuto neppure nell'etin cui i fanciulli giocano con le bambole.

Paola (colpita dal tono di Gabriella) Oh, piccola, ti prego, perdonami se...

Gabriella E vi ho voluto bene, subito, ho avuto piena fiducia in voi. Vi ho sentito subito amica, sorella. Una buona sorellina maggiore che sapesse penetrare nel mio cuore che ha tanto bisogno di affetto.

Paola Ed anch'io, Gabriella, ti ho voluto bene, e anch'io...

Gabriella S? E allora, non sciupate con brutti sospetti questa cara amicizia, non distruggete quel po' di bene che finalmente ho creduto trovare qui. Sarper voi l'amica devota, se volete, ma non mi fate trovar dura questa ospitalit che forse apre nella mia tristezza una speranza di bene.

Paola Perdonami. Non ho inteso offenderti. Sono stata ingiusta e cattiva, come lo sono stata anche con Giuliano.

Gabriella Con Giuliano? Forse anche a lui, voi?...

Paola Perdonami almeno tu, ch forse Giuliano non potr mai perdonarmi. (attira la fanciulla a s e l'abbraccia fortemente. Si avviano verso la veranda).

Gabriella Oh, Giuliano buono e vi perdoner.

Paola S? Tu credi?

Gabriella Ed anch'io, se lo desiderate, intercederper voi. Volete?

Paola No. Grazie. bene che il destino si compia da s.

Gabriella Oh, il destino... Ma il destino bisogna affrontarlo, piegarlo con la nostra volont, con la nostra azione, coi nostri sacrifici. Il destino si vince, non si subisce. (sono giunte sulla veranda).

Paola Ma sono le massime di Lorenzo, queste!

Gabriella E di Giuliano. Sono della stessa razza, loro.

Paola E tu?

GabriellaOh, io sono una povera ragazza che ha molto sofferto, ma che ha tanta fiducia nell'avvenire.

Paola Allora raccontami di te, parlami della tua vita. (sulla veranda s'incontrano con Francesco che entra con due lettere ed un giornale in mano).

Francesco La posta, signorina.

Paola (le prende e vi d un'occhiata. Poi le restituisce a Francesco) Metti pure di l. (indica la propria camera).

(Paola e Gabriella via. Francesco entra nella camera di Paola dalla quale ne esce subito dopo. Si dirige verso la porta dello studio, dalla quale entrano Lorenzo e Giuliano).

Lorenzo (continuando il discorso) ...perch nonostante tutto... Vedi? (indicando a Giuliano una lettera aperta) Questo un nemico. Ma mi teme. Lo tengo qui. (stringe il pugno. Giuliano d un'occhiata alla lettera) E questo... Ma ne parleremo dopo. (consegna tutto a Francesco) Sul mio tavolo. (Francesco via) ...Gi, perch, nonostante tutto, io sono vecchio, mi sento vecchio.

(Francesco riattraversa la scena e via dalla veranda)

Vent'anni di lotta, logorano. Qui sono solo, come sempre, solo contro tutti: un uomo che continui la mia opera necessario, un uomo della mia tempra: ed ho pensato a te. Eccoti dunque spiegato i motivi per i quali desidero averti come socio. (pausa) Accetti?

Giuliano E la signorina Paola?

Lorenzo Le daremo marito e la liquideremo. La mia potenzialit finanziaria tale da poter fare a meno del suo capitale.

Giuliano E il marito?

Lorenzo Ci sarebbe. (dopo aver pensato un po') Non di mio gradimento, ma...

Giuliano Chi ?

Lorenzo Un certo Manuel Moreno, un avventuriero.

Giuliano Ah! E, dimmi un po', non hai mai pensato, tu, di maritarla a me?

Lorenzo Oh, s. stata la mia prima idea ma dal momento che lei preferisce un altro, e che tu...

Giuliano ...che io?... Avanti.

Lorenzo Di' la verit, tu ami Gabriella.

Giuliano Oh, s: molto! Ma...

Lorenzo Ebbene, nonostante tutto, mi rendo conto che una donna necessaria: sposala pure.

Giuliano Non possibile. Assolutamente!

Lorenzo E perch mai? D'altra parte la ragazza mi piace. Nonostante la sua spensieratezza piena di senno, coraggiosa, pronta, volitiva. Sposala.

Giuliano (deciso) Ascolta, Lorenzo: al punto in cui siamo, credo sia venuto il momento delle spiegazioni.

Lorenzo (col volto subitamente indurito) Ebbene?

Giuliano di lei che ti voglio parlare.

Lorenzo Di Gabriella.

Giuliano No. Di Simona.

Lorenzo (pone violentemente una mano sulla bocca del fratello) No. (poi cupamente) morta. Non ho pi nessuno... Sono solo... Solo come un cane!

Giuliano (quasi rabbiosamente) E perch allora mi hai chiamato?

Lorenzo (dominandosi) Perch... perch...

Giuliano Per non essere pi solo, l'hai detto. Dunque ascolta. (pausa) stata indubbiamente una grande colpevole. Ma ha espiato. morta senza il conforto di una persona vicina. (pausa) E lui finito in un fondo di galera.

Lorenzo La mano di Dio!

Giuliano E che cosa dovrebbe fare la mano di Dio per punire te, che hai avuto la crudelt di abbandonare la tua creatura?

Lorenzo No. La vergogna vivente della loro colpa.

Giuliano (con forza) La tua creatura. Ed ancora, a vent'anni di distanza, il pensiero che questa creatura, carne della tua carne, che non morta; il pensiero che quest'essere conduce un'esistenza maledetta, riempie di terrore e di rimorso la tua vita. Ed questa, forse, la mano di Dio. Non si ripudia il proprio sangue.

Lorenzo Anche tu, dunque, come tutti? Come tutti quelli che mi si scagliarono contro accusandomi di crudelt, perch io, l'uomo colpito a sangue ed annientato, avevo, a mia volta, colpito a sangue. Sono fuggito, s. Sono fuggito per non diventare omicida, e sono venuto in quest'angolo di mondo dove la vita ha bisogno di lottatori. Ho lottato, ho sofferto, ho patito la fame: quella vera, quella che annebbia la vista, che attorciglia le viscere e che fa urlare; quella che fa balenare l'idea del delitto. Ho patito tutte le umiliazioni, ed il mio cuore si indurito come un pezzo di macigno, sordo alla piet, chiuso al bene, cieco alle lacrime... Alle lacrime che da vent'anni... (cerca ingoiare un singhiozzo) ...da vent'anni... io non...

(e scoppia in un dirotto pianto. Il fratello, immobile, in silenzio, lo lascia sfogare. Ma Lorenzo si rialza di scatto e si passa rabbiosamente una mano sugli occhi)

Un istante di debolezza. Sono vecchio! (riprende l'atteggiamento duro).

Giuliano Un istante di bont, devi dire.

Lorenzo Non me lo sapr mai perdonare.

Giuliano Non essere orgoglioso.

Lorenzo Rimedier con maggior durezza in tutte le mie azioni.

Giuliano Non lo farai.

Lorenzo Chi me lo impedir?

Giuliano (lo fissa audacemente) Io.

(Pausa. Poi Lorenzo sbotta in una risata amara).

Lorenzo Tu sei pazzo.

Giuliano (ripete con maggior forza) Io. E con ogni mezzo. Credi forse che io abbia risposto al tuo richiamo per essere tuo complice? C' un cuore qui, una coscienza, un sentimento d'umanit, di solidariet verso tutti gli esseri che soffrono, che bagnano di sudore e di sangue quelle zolle che hanno creato la tua potenza e la tua ricchezza.

Lorenzo E credi che anch'io non abbia sofferto? Anch'io ho bagnato di sudore e di sangue queste zolle; anch'io sono stato umiliato, avvilito, scudisciato prima di dominare. E se ora sono cos, se ora sono potente e temuto, lo devo a me, soltanto a me.

Giuliano No, lo devi a coloro che per te si piegano ogni giorno, ogni ora, sotto il pi duro lavoro.

Lorenzo il destino dell'umanit; lavorare per la potenza di pochi. E questi pochi se vogliono dominare, devono essere sordi ai richiami del cuore.

Giuliano Ma al grido di chi soffre? Al pianto dei bambini? Alle voci imploranti e maldicenti di tutta una moltitudine resa vile da uomini come te e che si mitre d'odio e di disperazione? Di', anche a queste voci bisogna essere sordi?

Lorenzo S. Sempre.

Giuliano Oh, Lorenzo, di fronte allo sfacelo del tuo cuore, provo una grande, un'infinita tristezza. C chi ti teme, chi t'odia, chi ti maledice... Io ti compiango.

Lorenzo Ah, per...

Giuliano S, ti compiango! Siamo della stessa razza noi, dello stesso sangue, della stessa generazione, ma rappresentiamo due epoche diverse. Tu, qui, chiuso nell'egoismo della tua sete di potenza, sei rimasto indietro d'un secolo: ti sei abbrutito ed hai abbrutito chi lavora per te.

Lorenzo il segreto per dominare.

Giuliano No, no, mille volte no, ripeto! Il tuo dominio fatto di terrore. Il segreto per dominare sta nel dare a tutti la certezza di una giustizia sociale, rafforzare le coscienze che vacillano, infondere la fede nel domani, far comprendere che nessuno servo e nessuno padrone. Questa deve essere la vita di oggi! (lieve pausa) Pochi momenti fa, prima ancora della tua proposta di associarmi nell'azienda, ho compiuto un atto di giustizia.

Lorenzo (impetuosamente) Che hai fatto?

Giuliano Ho evitato una infamia.

Lorenzo (ripete pi duramente) Che hai fatto?

Giuliano Anzi, due infamie.

Lorenzo Spiegati, perdio!

Giuliano I tuoi dipendenti hanno chiesto un aumento. La richiesta era giusta e l'aumento stato concesso.

Lorenzo No!

Giuliano Inoltre, ho comunicato che tu rinunci all'acquisto del famoso terreno per...

Lorenzo (sul volto del fratello) Di', uno scherzo, vero? Dici cos per esasperarmi, vero? Tu... tu... non hai fatto questo!

Giuliano la verit.

Lorenzo (quasi urlando) Giuliano, sono io, qui, il padrone, capisci? Il padrone!... T'ho detto dianzi d'essere vecchio... No, ho mentito; non sono vecchio... Sono forte... (agguanta il fratello per il petto) Sono forte... Senti?

Giuliano (prende i polsi del fratello) Non mi toccare!

Lorenzo Lasciami!

Giuliano La tua forza nella vilt degli altri.

Lorenzo Lasciami!

(Sulla veranda entrano correndo Gabriella e Paola. Si soffermano quasi terrorizzate. Giuliano scosta con forza il fratello e lo allontana violentemente. Questi, sotto la spinta di Giuliano, fa due o tre passi indietro).

Lorenzo (si riprende e si getta a pugni alzati contro il fratello) Ah, perdio...

Gabriella (dal fondo, senza la forza di muoversi) Babbo!

(Lorenzo s'impietrisce nella posizione d'offesa. Giuliano resta immobile, ma tutto un affanno. Anche Paola vive il dramma del momento. Pausa quasi tragica).

Lorenzo (abbassa lentamente i pugni e schiude le mani. Fissa Gabriella ed il suo volto si indurisce. Sembra, per un istante, che voglia attirare a sla fanciulla. Poi si irrigidisce ed indica minacciosamente la veranda)

Via! Via! tutti! Era dunque un complotto? Un tranello? Ah, no!... Sono solo! Solo! E solo voglio restare! (a Gabriella) Tua madre morta, ma morto anche tuo padre. Per sempre. Ora capisco tutto... Raggirarmi... Comprarmi con quegli occhi... con quegli occhi inesorabili che io odio perch ho troppo amato... Via... via di qui... Via tutti... Via tutti... (e brancolando come se volesse aprirsi la strada fra le tenebre, avanza barcollando verso il fondo).

FINE DEL SECONDO ATTO


ATTO TERZO

Tre giorni dopo. Tardo pomeriggio.

in scena Carlo Santini, il quale passeggia nervosamente.

Poco dopo, dalla porta di sinistra, entra Gabriella.

Gabriella (con una certa ansia) Dunque?

Carlo (allarga le braccia e si stringe nelle spalle) Nulla. Anche oggi non ha voluto ricevermi.

Gabriella Ma non si pu andare avanti cos. Qui una decisione va presa!

Carlo Sicuro. Certamente: una decisione va presa. Purtroppo io non posso fare di pi.

Gabriella Oh, no: voi siete prezioso, invece.

Paola (entrando dal fondo. Vivacemente) E cos, Santini?

Carlo Stavo dicendolo alla signorina: nulla. Rintanato come una belva.

Giuliano (che entrato da destra, a tempo per udire la risposta di Santini) La cosa ormai si prolunga da tre giorni! troppo. Una soluzione bisogna trovarla.

Paola quello che dicevo anch'io. Quale?

Giuliano Quale? la domanda che ci rivolgiamo a vicenda. Forse non ce n' che una: (rivolgendosi a Gabriella) andar via noi due.

Carlo No, per carit. Non lasciateci soli con lui!

Giuliano E quale altra soluzione? Oh, conosco il carattere di Lorenzo: un macigno.

Paola Francesco sceso?

Giuliano No, non credo. E questo gi un buon segno. Almeno qualche cosa si sapr.

Gabriella Chi sa per quanto soffre!

Giuliano Certamente... ma questa l'unica mia speranza: la reazione al dolore. Soltanto quando s'accorger di non poter pi soffrire, ceder. (dal fondo appare Francesco. Tutti gli sono intorno ansiosamente).

Gabriella Ebbene?

Giuliano Che cosa fa?

Carlo Come sta?

Francesco (allarga le braccia e scuote il capo) Povero signor padrone!

Gabriella (con ansia crescente) Sta male?

Francesco Irriconoscibile: vecchio, curvo.

(Gabriella si avvicina a Giuliano e piega la propria testa contro un suo braccio).

Paola Ha mangiato?

Francesco S; soltanto un pezzo di pane. (Pausa dolorosa).

Giuliano E poi?

Francesco stato pi di un quarto d'ora in silenzio. e poi mi ha detto di prepararmi a partire.

Giuliano Vuol partire?

Gabriella Per dove?

Francesco Non l'ha detto. Domani non vuole essere pi qui.

Giuliano Ti ha domandato niente di noi?

Francesco S, della signorina. (indica Gabriella).

Gabriella (con ansia) Vuol vedermi?

Francesco (scuote sconsolatamente la testa) Dopo avermi dato le disposizioni per partire, ha domandato semplicemente: Che fa? Io ho capito a chi voleva alludere ed ho risposto: Piange.

Giuliano E lui?

Francesco Non ha aperto bocca. Mi ha fatto cenno d'andar via.

Giuliano Non molto, ma abbastanza. In ogni modo abbiamo un'altro giorno davanti a noi per prendere qualche decisione. Grazie, Francesco: fa' pure quanto ti ha detto il padrone.

(Francesco via dal fondo. Pausa).

Gabriella Che cosa conti di fare?

Giuliano Non lo so. Probabilmente nulla. Se ha deciso di partire dovr bene uscire dalle sue stanze. E allora lo affronteremo. Del resto chiss che questo isolamento non abbia contribuito ad aprirgli gli occhi sulla realt della situazione.

Carlo Speriamo!

Gabriella Intanto, Santini mi diceva che vi sono diverse questioni da risolvere che interessano l'azienda... Cos, sarebbe opportuno...

Paola Ma non mi sembra il momento ora di...

Giuliano Perch no? Anzi nostro dovere curare gli interessi di mio fratello che sono anche i vostri.

Paola Sta bene. Fate pure.

Giuliano (a Santini) Di che si tratta?

Carlo Se volete accomodarvi di l... (indica la prima porta a destra) Vi sono tutti gli incartamenti.

Giuliano (a Paola indicando egli pure la stessa porta) Prego.

Paola No, sarei di troppo.

Giuliano Come volete.

Gabriella No, anzi...

Paola (dura) No. (ironica) Mi fido.

(Gabriella si stringe nelle spalle ed entra. Santini si scosta per lasciar passare Giuliano. Quando questi sulla porta, Paola lo richiama)

Signor Viviani! (Giuliano si sofferma e si volta) Una parola. (a Santini) Vi raggiunger subito.

(Santini via. Giuliano, senza aprir bocca, ha l'aspetto di chi seccato ad attendere) Signor Viviani, non vorrete negare, spero, che da tre giorni mi evitate.

Giuliano Pu darsi.

Paola No, signor Giuliano, una spiegazione necessaria.

Giuliano Se ci tenete.

Paola Ci tengo.

Giuliano Non questo il momento. Di l si parla di affari.

Paola Affari... Affari... Si capisce, di l si parla di interessi, di denaro. Denaro che anche vostro, che pu essere anche vostro.

Giuliano Mi avete trattenuto per dirmi questo?

Paola S, e per dirvi anche che il vostro piano perfettamente riuscito: escludere vostro fratello per sostituirvi a lui.

Giuliano Vi rendete conto di quello che dite?

Paola E poi, al momento opportuno, escludere anche me. E cos la ditta potrebbe diventare: Giuliano Viviani e Compagni. E per compagni s'intende, questa figlia che il padre non conosce, non riconosce, che dopo vent'anni appare sulla scena senza che nessuno... un romanzo. un romanzo.

Giuliano (sempre con calma sconcertante) Siete sicura di essere in possesso di tutte le vostre facolt?

Paola (cambiando improvvisamente tono) S, avete ragione, sono insensata. Pazza. Cattiva. Vi ho trattenuto per chiedervi perdono dopo avervi duramente offeso l'altro giorno, ed invece continuo ad offendervi piduramente ancora. S, pazza... Pazza, ma anche...

Francesco (dal fondo) Signorina Santiago...

Paola (di scatto e quasi irata) Che vuoi?

Francesco Il signor Manuel Moreno domanda se puessere ricevuto.

(Giuliano s'inchina lievemente davanti a Paola e fa per ritirarsi).

Paola Giuliano! (gli si avvicina) Giuliano, sta in voi.

Giuliano Che cosa?

Paola Una parola e non lo ricevo.

Giuliano Signorina, di l si parla d'affari. Con permesso. (leggero inchino e via).

Paola (si sofferma a guardare la porta dalle quale uscito Giuliano, poi si scuote. A Francesco) Che passi. Subito.

(Francesco via. Paola si passa una mano sulla fronte, poi scuote fieramente la testa, si siede su una poltrona. Dal fondo entrano Manuel Moreno e Francesco. Quest'ultimo si ritira subito).

Manuel (vivacemente) Buonasera, signorina Santiago. Il vostro biglietto... (s'inchina).

Paola Giungete a proposito. Accomodatevi.

Manuel (si siede) Grazie. Una sigaretta? (le presenta l'astuccio aperto) Della vostra marca.

Paola (prende una sigaretta. L'altro gliel'accende) Grazie. Siete molto gentile. (getta in aria alcune boccate di fumo) Gi, il mio biglietto deve avervi meravigliato, non vero?

Manuel Infatti. Per mi giunto molto gradito.

Paola L'altro giorno vi ho trattato molto male. Vi ho offeso. Me ne pento.

Manuel Un gentiluomo deve saper dimenticare. Non parliamone pi.

Paola No, invece bisogna parlarne. Me ne pento e vi domando scusa.

Manuel Vi ripeto: ho gi dimenticato. Quindi una pietra sopra.

Paola Grazie. Ma non soltanto per questo che vi ho pregato di venire qui. (pausa) C' di pi. (pausa) Ascoltate. (pausa) Lorenzo Viviani assente da tre giorni.

Manuel Infatti; negli ambienti commerciali ci stato notato e circola anche qualche voce poco rassicurante.

Paola Nessun allarme. assente per affari.

Manuel Ah!

Paola In questi tre giorni la direzione effettiva dell'azienda stata assunta da suo fratello.

Manuel Non vi prevenni di questo?

Paola S, ed indovinaste anche quando accennaste alle intenzioni di Lorenzo nei miei riguardi.

Manuel Nei vostri riguardi con suo fratello: questo?

Paola S. Dovrebbe essere mio marito.

Manuel Che vi dicevo? E voi?

Paola Lo detesto.

Manuel Ah!

Paola Come detesto tutti coloro che nel matrimonio vedono un affare.

Manuel Certamente.

Paola Voglio amare l'uomo che mi ama.

Manuel Infatti, deve essere cos. E voi siete fatta per essere amata.

Paola Per... dite, Manuel, mi amate voi? Mi amate veramente?

Manuel Oh, Paola, a certe domande non si pu rispondere che guardandovi cos negli occhi.

Paola Ed allora... Ecco, non so se sapete che, per una clausola testamentaria, non potr entrare in possesso del mio patrimonio che all'atto in cui mi sposer.

Manuel Tanto meglio.

Paola Ma, forse per evitare che talvolta la testolina bizzarra di una donna potesse commettere delle sciocchezze, mio padre dispose che l'uomo da me prescelto per marito dovesse essere di gradimento anche di Lorenzo Viviani.

Manuel (corruga la fronte) Un padre molto previdente.

Paola Troppo. E voi non siete assolutamente nelle grazie di Lorenzo Viviani.

Manuel Oh, lo so, lo so!

Paola N potrete mai entrarci.

Manuel So anche questo.

Paola E allora?

Manuel (piuttosto freddo) la domanda che faccio a voi: e allora?

Paola Vi ripeto, Manuel: mi amate veramente?

Manuel Ma certo... Sicuramente vi amo... Ve l'ho detto... Per...

Paola Per...

Manuel No, no. Niente. Parlate voi. Sta a voi a decidere.

Paola Ho gi deciso. Poich vi amo, rinuncio all'eredit e vi sposo.

Manuel (evidentemente contrariato; tuttavia si domina) Bene! Ah, non potete pensare quanto ne sia lusingato: vedo che mi amate veramente. Tuttavia...

Paola Delle difficolt?

Manuel No... no... Vi pare... Ma il matrimonio una cosa seria, molto seria: la responsabilit della famiglia, l'avvenire dei figli... E non giusto che dobbiamo rinunciare al vostro patrimonio.

Paola E che importa? Siamo giovani: possiamo lavorare.

Manuel Oh, voi lavorare? Ma che cosa dite, Paola!

Paola Ma s che posso lavorare. Ed bello sacrificarsi per la persona che si ama.

Manuel S... non voglio negare, sarebbe bello. Vi ammiro perch siete sempre pi adorabile. Ma quanto al resto, state tranquilla, troveremo il modo di...

Paola Posso dunque annunciare il nostro fidanzamento?

Manuel Benissimo. No... Un momento. bene studiare prima la cosa.

Francesco (dal fondo) Domando scusa. Un signore chiede del signor Giuliano.

Paola Chi ?

Francesco Non ha voluto dire il suo nome: attende di l.

Paola Annuncia.

(Francesco attraversa la scena, bussa alla porta ed entra)

(a Manuel) Dunque? Non siete contento? (gli si avvicina intenzionalmente).

Manuel E me lo domandate?

Paola Pensate: amarsi per amore! stato il sogno di tutta la mia vita. (gli prende le mani).

Manuel S, certo...

(la porta si aperta ed entrato Giuliano, seguito da Francesco, a tempo per udire buona parte della battuta di Paola. Giuliano si inchina leggermente ai due e risale la scena).

Paola Signor Viviani, permettete? (Giuliano si ferma, Francesco via) Vi presento il signor Manuel Moreno, mio fidanzato.

Giuliano (senza tendere la mano) Molto piacere. Con permesso. Sono atteso.

(via dal fondo a destra, Manuel lo segue con lo sguardo).

Manuel Dunque, quello sarebbe...

Paola lui. Che ne dite?

Manuel Uhm! Dall'aspetto non parrebbe un mostro. Per il resto non lo posso giudicare. E voi come lo trovate?

Paola Non antipatico. Anzi, tutt'altro. E se non avesse avuto quel brutto difetto...

Manuel Quale?

Paola Quello comune a tutti gli uomini, meno voi s'intende, di pensare soltanto al proprio interesse. Ah, sono sicura che se avessi fatto a lui la proposta che ho fatto a voi, di sposarmi cio senza un centesimo, avrebbe rifiutato. Invece voi... (vicinissima) Caro!

Manuel (guarda l'orologio) Uh! Perdonate... Un grave impegno... Devo lasciarvi.

Paola Cos presto?

Manuel Ma ritorner.

Paola Quando? Stasera?

Manuel Non so... Vedr...

Paola S, stasera. Fisseremo senz'altro la data del fidanzamento.

Manuel Oh, non c' fretta.

Paola Come no?

Manuel Capirete, se dobbiamo persuadere Lorenzo Viviani...

Paola Ah, perch voi insistete ancora per il mio patrimonio?

Manuel Certo. Non vedo il motivo che dobbiate rinunciarvi senza prima aver cercato di persuadere il signor Viviani.

Paola Quand' cos aspetteremo. Arrivederci, Manuel.

Manuel A presto, cara. (s'inchina e via dal fondo a sinistra).

(Paola risale lentamente la scena, poi si sofferma e suona. Pausa. Francesco entra dal fondo).

Paola Quando ritorner il signor Moreno, ditegli che sono partita.

(Francesco s'inchina e si ritira. Paola si sprofonda in una poltrona e ride apertamente. In quel momento dal fondo rientra Giuliano il quale si dirige rapidamente verso la porta dello studio)

Signor Viviani.

(Giuliano, quasi sulla porta dello studio, si sofferma senza rispondere) Vi piace il mio fidanzato?

Giuliano (le si avvicina lentamente. Grave) Signorina Santiago, in questa casa si vive da tre giorni un dramma doloroso, e voi...

Paola Ma non avete detto che l'orso uscir dalla tana?

Giuliano L'ho detto. Ma pi per tranquillizzare Luciana che per...

Paola Oh gi, Luciana. Non pi Gabriella!

Giuliano Ormai pu chiamarsi col suo vero nome: Luciana Viviani. E voi, dicevo, in mezzo a questo dramma, trovate il modo di far dello spirito. Del cattivo spirito.

Paola (vivacemente) E credete che anch'io non viva il mio dramma?

Giuliano Forse. Ma il vostro dramma non si vede e deve essere ben allegro se ha per epilogo una risata.

Paola Avete ragione: il mio dramma non si vede; specie per chi non lo vuol vedere. Una persona sola l'ha intuito, l'ha compreso: vostra nipote. (Giuliano non risponde) Tre giorni fa avete detto di amarmi.

Giuliano Ho avuto torto.

Paola Ma avete aggiunto che mai e poi mai sarei stata vostra moglie.

Giuliano la verit. Del resto, signorina, permettetemi di richiamarvi al dovere. Il vostro fidanzato uscito da pochi minuti: non delicato, specie da parte vostra, quello che facciamo e diciamo.

Paola una lezione?

Giuliano un richiamo.

Paola Signor Viviani, dicono che l'italiano sia un popolo romantico e sentimentale. vero?

Giuliano un popolo di poeti, ma deciso e volitivo.

Paola E cavalleresco?

Giuliano S; anche troppo. Ma non per fino al punto in cui questo sentimento potrebbe essere interpretato debolezza.

Paola Un italiano sarebbe capace di umiliare una donna innamorata?

Giuliano No, ma sarebbe capace di piegare una donna ribelle.

Paola Fino a qual punto?

Giuliano Fino al punto di far pensare a questa donna che l'amore non un capriccio, ma un dono divino; non la lotta di due egoismi, ma l'unione di due dedizioni; che il matrimonio non uno scherzo, ma un sacramento.

Paola (seria) E perch tutto ci non glielo avete detto a questa donna?

Giuliano Perch questa donna ne avrebbe riso.

Paola Credete? (si alza e lo fissa ardentemente).

Giuliano Sicuramente. Ne avrebbe riso perch non sa amare. Perch per amare non basta essere giovani, belli, sensitivi, bisogna avere la capacit di amare. Bisogna sapere essere umili nel dare, orgogliosi nel ricevere; e spesso saper dare anche senza ricevere. E voi no, mi avete umiliato gettandomi in faccia i vostri milioni, mi avete esasperato facendomi trovare fra i piedi quel vostro Moreno, mi avete insultato credendomi capace delle azioni pi vili, di essere un avventuriero, un cacciatore di doti.

Paola Perch ero pazza, ero gelosa; perch temevo, perch nella mia vita non ho trovato che uomini avidi dei miei milioni, e la paura che anche voi foste come gli altri, come tutti, mi ha reso ingiusta e cattiva. Perch vi a...

Giuliano (le ferma la parola sulla bocca) Non pronunziate ancora la grande parola. Signorina Paola, non so quale epilogo possa avere il dramma di questa casa. In ogni modo, qualunque cosa avvenga, so di non poter restare. La mia terra laggi, oltre l'Oceano. Ma non temete: ritorner. Fra un mese come fra un anno. Non lo so. Ma ritorner. Ebbene, allora soltanto vi permetter di pronunziare quella parola che ho fermato sulle vostre labbra. Oggi no. Io solo posso pronunziarla senza timore di dovermi un giorno smentire: s, Paola, vi amo e siete la prima donna che mi ha fatto soffrire. Per, ora, tacete! voglio portare con me il vostro giuramento cos com': muto, profondo, luminoso, quasi angoscioso, ma bello come una fiamma che non consuma.

(La porta dello studio s'apre ed entra Gabriella. La fanciulla alla vista dell'atteggiamento dei due si sofferma indecisa, ma Giuliano le sorride e le indica Paola. Gabriella allora corre verso di lei: le due donne s'abbracciano strettamente).

Gabriella Zio, devo continuare a chiamarla ancora signorina Paola?

Paola Oh, no, chiamami...

Gabriella Ti chiamer... zia Paola!

(Dalla porta rimasta aperta entra Santini).

Giuliano (con altro tono) Questa breve parentesi non deve farci dimenticare il dovere. Ritorniamo di l, e questa volta tutti. A proposito, ho un'idea. Lorenzo ha detto di voler partire. Vi sono piroscafi in partenza per domani?

Carlo Domani no. Oggi, anzi fra poco, dovrebbe salpare il settimanale per l'Italia. (si avvicinato alla veranda) ancora alla banchina.

Gabriella (corre verso la veranda) Si vede?

Carlo S, laggi. (indica col braccio teso verso sinistra) Vedete? (anche Giuliano e Paola si sono avvicinati alla veranda) ancora ormeggiato. Ma questione di poco...

Gabriella Verso l'Italia! (Paola si appoggiata al braccio di Giuliano) Mare... Mare... Immensit azzurra e verde... Ed ecco l'Italia! Oh, terra lontana, terra nostra, terra benedetta.

(Escono lentamente dal fondo di sinistra. Paola si stretta contro Giuliano. I due restano come assorti in una visione lontana, poi si scuotono, si guardano intensamente e, come obbedendo ad una forza superiore alla loro volont, s'abbracciano con violenza e si baciano a lungo. Poi si staccano, si fissano, vorrebbero parlare, ma la loro bocca non pu che sorridere e tremare).

Paola Oh, Giuliano, voglio dirti che...

Giuliano Ssst! Non una parola, non un gesto: turberesti l'incanto di questo sogno.

Paola (con ansia) Ma tu, andrai via davvero?

Giuliano Non chiedere, ora.

Paola E Lorenzo?

Giuliano Non vile. Torner fra noi. Sono sicuro che in questo momento lotta fra l'orgoglio che lo immobilizza ed il desiderio di correre ad abbracciare sua figlia. La lotta senza dubbio violenta, ma il bene vincer. Ed ora, cara, scendiamo anche noi.

(Sono usciti da sinistra).

(Comincia a scurire. Scena vuota per qualche istante. Dal fondo entra Francesco. Si sofferma, poi avanza in punta di piedi fermandosi ad ascoltare alla porta dello studio, dopodich ritorna verso la veranda, esce da destra e rientra quasi subito, lasciando passare Lorenzo. Questi pi trasandato ancora, barba e capelli incolti. Torvo in volto. curvo e si stringe la giacca addosso con un moto istintivo di vergogna. Avanza due o tre passi in mezzo alla stanza, poi si sofferma e guarda intorno).

Lorenzo Come un malfattore! (fa cenno a Francesco di venire avanti) Dove sono loro?

Francesco Credo in fondo al giardino.

Lorenzo Ah! (si lascia cadere sopra una poltrona e si prende la testa fra le mani) Sono un vigliacco! (breve pausa) Io, Lorenzo Viviani, l'uomo che non ha mai tremato e che ha fatto tremare migliaia di cuori! S'invecchia e si diventa vili. Non importa. Il mio ciclo compiuto. Ora l'albero getta nuovi germogli. Non importa: purch i nuovi germogli siano vigorosi. (si sofferma e butta la testa all'indietro, respirando ampiamente).

Francesco (con premura) Il signore ha bisogno di qualche cosa?

Lorenzo No, grazie: niente. E ti ringrazio di tutto quello che hai fatto per me in questi giorni.

Francesco Oh, signor padrone: il mio dovere. Nient'altro.

Lorenzo E ti par poco? Sai quante sono al mondo le persone che fanno il proprio dovere?

Francesco Qui tutti vi vogliono bene. In questi giorni ne ho avuto la prova. La signorina Gabriella...

Lorenzo Luciana...

Francesco Ah, s: Luciana. La signorina Luciana, dicevo, stata l'anima di questa casa. Come vi ho detto pi volte, informata da Santini, stata sempre lei a dare ordini, disposizioni, quasi fosse vecchia dell'azienda.

Lorenzo Ecco, Francesco, quanto mi dici mi fa bene, tanto bene e mi convince sempre pi che... Oh, non credere che mi sia rintanato per non vedere piLuciana. Con te posso parlare, sei vecchio ed hai compreso tutta la mia vita. Pensa: da vent'anni aspettavo questo momento. l'aspettavo e lo temevo. Ed allora perch non ho mai cercato mia figlia? Perch sono un debole, caro Francesco, uno schiavo del mio carattere: avevo giurato di distruggere in me tutto ci che potesse riattaccarmi al passato e volevo mantenere il giuramento. Ad ogni costo. Logoravo la mia esistenza, ma non credevo; maceravo il mio cuore ma m'impietrivo nella negazione di ogni affetto. E poi perch, s, posso dirlo, e poi perch il dubbio che quella bambina fosse una bastarda ha avvelenato tutta la mia esistenza. Ma ora no, ora no, ogni dubbio scomparso. mia, mia. La mia bambina, la mia creatura! Gli occhi di sua madre, s gli occhi e basta. Quegli occhi che guardano e sconvolgono sino in fondo al cuore. Ma il resto, tutta la mia creatura, mia: mi vedo in lei come in uno specchio. Ed qui, venuta da me, dal suo babbo lontano e cattivo, ed il suo babbo fuggito. Ma il mio desiderio era un altro: era di stringerla come un tesoro ritrovato, e urlare: Sei la mia piccola... la mia bambina... la mia vita... (pausa) Tu lo capisci, non vero? E tu capisci perch ora... (si sofferma per ingoiare un singhiozzo) ...perch ora... (cerca reagire) No, no, piangere no... Bisogna ridere... (comincia a ridere) perch... (accentua la risata) Da vent'anni capisci?, da vent'anni non ridevo pi! (si porta il fazzoletto agli occhi e si lascia cadere sulla poltrona) Da vent'anni... Ma ora... ora tanta la gioia... che... Lasciami ridere: il cuore che si apre... (poi rialza la testa e si asciuga gli occhi) Ed ora vai a chiamarli. S. Subito. Qui tutti.

(Francesco che giunto sulla veranda, si sofferma e guarda in lontananza)

Che c' ?

Francesco Nulla. Laggi, il piroscafo che parte per l'Italia, ha tolto gli ormeggi.

Lorenzo (brusco) E a me che importa? Va', chiama tutti.

(Francesco esce, ma rientra quasi subito con un telegramma).

Francesco L'aveva Vincenzo. (consegna il telegramma e si ritira).

Lorenzo (che ha aperto e letto il telegramma) Ma s... Ma s... Pregovi confermare decesso Lorenzo Viviani. Caso positivo urge intervento per prevenire panico azionisti . Ah, perch per tre giorni non ho dato notizie di me, sono morto? Ve ne accorgerete! (si alza in tutta la persona) Sotto la potenza dei Viviani dovr piegarsi mezzo mondo. (qualche istante di riflessione) Del resto, s: hanno ragione. Lorenzo Viviani, quello di ieri, morto. (sulla veranda apparsa Gabriella. Lorenzo non se n' accorto. L'aria s'imbruna sempre pi) Oggi ne nato un altro, nuovo, pi forte, pi...

Gabriella (dolcemente) ...pi buono...

(Lorenzo si volta di scatto e fissa la fanciulla senza muoversi).

(Anche Gabriella non si mossa. Restano cos qualche istante a guardarsi. Poi Lorenzo che muove un passo o due verso di lei. La fanciulla gli corre incontro e si precipita fra le sue braccia)

Babbo! (si stringono freneticamente).

Lorenzo (baciandole la fronte, i capelli il volto) Bambina mia! Bambina mia!...

Gabriella Babbo, dimmi che non un sogno!

Lorenzo S, un sogno, ma di quelli che durano quanto dura la vita. (sono andati sulla veranda. Lorenzo indica con largo gesto tutt'intorno) Guarda: quanto vedi mio. Sono ricco, sai, tanto ricco, e lo diventerancora di pi. Ho avuto in concessione una vastissima zona interna. terreno minerario ricchissimo. Dovr per cominciale a costruire le strade: le costruir. Poi trasporter l migliaia di minatori, di operai, di contadini. Fonder una citt di lavoratori. Tutti dovranno lavorare. E saranno felici. E daremo vita ad una nuova civilt, senza ingiustizie, senza privilegiati, senza parassiti. (risalgono la scena).

Giuliano (che entrato da destra insieme a Paola) Lorenzo, quello che dici bello, grande, santo. Ma c' un altro paese al mondo che dovresti tornare ad amare; e questo paese la tua Patria.

Gabriella l'Italia, babbo.

Lorenzo (quasi duramente) La mia patria questa. Qui ho sofferto, ho lavorato, ho lottato. Questa terra feconda, generosa, ora la mia terra.

Giuliano (andato sulla veranda) Lorenzo, guarda: quella nave che proprio in questo momento si stacca dalla banchina un lembo della nostra Patria. Tutti i lumi di bordo sono accesi. Si muove lentamente, ma fra poco solcher l'Oceano. Su quella nave mille cuori anelano alla Patria. Sono cuori che cantano, perch lasciando questa terra, ospitale si, ma straniera, tornano verso la loro terra, quella nostra, e che ha lavoro per tutti.

(Lorenzo, sempre quasi abbracciato a Gabriella andato anch'egli sulla veranda. Si sofferma, poi china la testa).

Gabriella Babbo, non rispondi? Che pensi? (gli tocca il viso) Tu piangi?

Lorenzo (con largo e lento gesto di saluto verso la nave partente) Anch'io... Verr anch'io... Presto. Luciana, bambina mia, insegnami come si ringrazia Iddio... Insegnami a pregare...

FINE

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