Trauma di riconoscimento

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TRAUMA DI RICONOSCIMENTO

LO SAI CHE NON TI SENTO

QUANDO SCORRE L’ACQUA

Titolo originale “ You Know I can’t Hear You

Commedia in un atto unico

di ROBERT ANDERSON

Versione italiana di Garinei e Giovannini

PERSONAGGI

JACK BARNSTABLE, l’autore

HERB MILLER, il produttore

DOROTHY, la segretaria

RICHARD PAWLING, l’attore

Commedia formattata da

 L'ufficio di un produttore. Porte a destra e a sinistra. Jack Barnstable il commediografo, sta aspettando. Dopo un mo­mento, dalla porta di destra entra in fretta Herb Miller, il produttore.

Herb                                - Scusa se t'ho fatto aspettare, Jack. Come va? (Si stringono la mano)

Jack                                 - Bene, Herb.

Herb                                - Fatto buon viaggio?

Jack                                 - Ottimo.

Herb                                - Questa tua nuova commedia è bellissima. E sono felice di produrla. (Prende il manoscritto e lo sventola in aria) Caffè?

Jack                                 - No, grazie. Ho appena fatto colazione. Herb (pigia il bottone dell'interfonico, sulla scrivania) Dorothy?

Voce di Dorothy             - Si, signor Miller?

Herb                                - Telefonato nessuno?

Voce di Dorothy             - No, signor Miller.

Herb                                - Non voglio essere disturbato.

Voce di Dorothy             - Si, signor Miller.

Herb                                - (siede alla scrivania) Dunque, Jack... Ho parlato con quel tuo agente... dice che quando qui sul copione scrivi (legge) "Patrick, 43 anni, entra dal bagno, nudo", vuoi pro­prio che sia cosi.

Jack                                 - Certo. Se l'ho scritto...

Herb                                - Sì, ma io pensavo che fosse soltanto un'indicazione per l'attore o per il regista.

Jack                                 - No, no. Proprio nudo.

Herb                                - Per l'amore di Dio, Jack, hai scritto tante di quel­le commedie, dovresti saperlo che non possiamo mettere in scena una cosa simile!

Jack                                 - Perché no?

Herb                                - Ci schiaffano in galera! Offesa al pubblico.

Jack                                 - E perché il pubblico dovrebbe sentirsi offeso dalla vista di un uomo nudo.

Herb                                - Andiamo, piantala!

Jack                                 - Senti, Herb, è ora che il nostro teatro diventi adul­to... gli serve una ventata d'aria nuova. Non è che io voglia speculare sul sesso. Lungi da me! Guarda, quando Ibsen, nel 1889 mise sul palcoscenico una scena di vita vera, il pubblico si riconobbe, si alzò in piedi e applaudi.

 

Herb                                - Se tu metti sulla scena un uomo nudo, il pubblico si alzerà in piedi, si, ma per andarsene.

Jack                                 - Non ti chiedo di mettere sulla scena una coppia che fa l'amore.

Herb                                - Arriveremo anche a questo!

Jack                                 - Voglio solo che il pubblico subisca il trauma da ri­conoscimento ... si senta come a casa sua ... dica: "Ma quei due sono proprio come noi: la moglie sta a letto e legge i gior­nali del mattino ..." - (All'improvviso Herb si mette a scorrere freneticamente il copione) Che guardi?

Herb                                - Un sospetto: è nuda anche la moglie?

Jack                                 - No, Herb. La moglie può avere addosso anche sei camicie. Sta a letto, legge i giornali del mattino e chiacchiera con il marito che sta nel bagno ... l'acqua del bagno scorre ... di colpo, il rubinetto viene chiuso, il marito appare sulla porta con lo spazzolino da denti in mano, nudo, e dice: "Tesoro, lo sai che noi ti sento quando scorre l'acqua?" Rimane li un mo­mento...

Herb                                - Quanto basta per far svenire tutti i presenti.

Jack                                 - ...torna in bagno, e quando lo rivediamo indossa una vestaglia... E questo è tutto.

Herb                                - Perché?

Jack                                 - Te l'ho detto. Il trauma da riconoscimento. Se non riesci a capirlo, annulliamo pure il contratto. (Si dirige ver­so la porta)

Herb                                - Aspetta un minuto, Jack.

Jack                                 - Per me è essenziale. Non ti chiedo di mettere sulla scena un uomo sexy, tutto muscoli, nudo sino alla cintola e pieno di suggestioni erotiche, provenienti dal contenuto dei suoi rigonfi blue-jeans... No. Voglio mostrare l'uomo com'è nella realtà... Come me, come te.

Herb                                - Parla per te!

Jack                                 - ...quello che Shakespeare chiama "un povero ravanel­lo biforcuto"... senza alcuna suggestione, salvo quelle del ridi­colo e della natura umana.

Herb                                - Un uomo nudo tu lo trovi ridicolo?

Jack                                 - Per lo più, si. E anche tu lo trovi ridicolo... Credo che tutti i maschi presenti fra il pubblico urleranno di gioia nel riconoscersi.

Herb                                - Vedendo questo poveraccio che batte le brocchette?

Jack                                 - Proprio cosi. Un vero uomo, nudo.

Herb                                - (scorrendo il copione) Nel copione tu non dici che vuoi solo un uomo nudo, dici che deve essere anche ridicolo!

Jack                                 - È questo il punto! Non voglio un Adone in scena. Sugli adoni puntano i cinematografari e gli invertiti. Ed è proprio quello che cerco di evitare ad ogni costo.

Herb                                - (legge) "Egli è commovente nella sua nudità..." Un uomo nudo, tu lo trovi anche commovente?

Jack                                 - Ma... veramente la frase è di mia moglie. Lei trova un uomo nudo... specie il suo didietro... commovente. Quan­do lo disse, svegliò talmente la mia curiosità, che mi guar­dai subito nello specchio.

Herb                                - (lo guarda) E trovasti il tuo didietro commovente?

Jack                                 - Lasciami dire...

Herb                                - Secondo me, è tua moglie che ha bisogno di un dottore, non te. Commovente] C'è qualcosa di materno in questa parola, come se tua moglie volesse tutto imborotal-carlo... L'ultima volta che mi è capitato di guardarlo, non l'ho trovato commovente, il mio didietro. E nemmeno mia moglie. Lei lo trova solo grosso... Mi chiama "Signor Culone", scusa l'espressione. Il nostro rapporto è cosi... Quello tuo con Mar­ta, sarà diverso.

Jack                                 - Senti, Herb...

Herb                                - Aspetta! Ti propongo un compromesso... Se il di­dietro è cosi commovente, allora facciamo vedere il didietro... Lo hanno fatto in "Marat-Sade" e la cosa è passata liscia.

Jack                                 - No.

Herb                                - Vuoi proprio il davanti?

Jack                                 - Si.

Herb                                - Scusa la domanda: tua moglie come definisce il tuo... Trova anche quello commovente!

Jack                                 - Non credo che lo giudichi un'opera d'arte... Come, del resto, nessuna donna... a quanto mi risulta... sebbene non abbia fatto in proposito una inchiesta casa per casa. Sono i giovani che lo trovano un capolavoro di stupefacente magni­ficenza... Ed io voglio distruggere questo mito! Voglio che tutti gli uomini presenti in teatro provino l'impulso di alzarsi e stringermi la mano!

Herb                                - E tutte le donne quello di alzarsi e darti una pac­ca sul deretano!

Jack                                 - Sapevo che avresti fatto delle obiezioni, Herb... cosi ti ho portato qualche fotografia... (Apre la sua cartella)

Herb                                - (si dirige verso la porta a sinistra) Debbo chiude­re a chiave?

Jack                                 - Smettila. Guarda piuttosto. (Estrae dalla cartella due foto) Questo è quanto siamo abituati a vedere con gli occhi della fantasia... l'immagine idealizzata di un uomo nudo. E questo, invece, è un uomo normale, nudo.

Herb                                - (strizza gli occhi guardando la seconda fotografia) A rischio di sembrarti un invertito, io preferisco il primo... Eh, si! guarda quest'altro. Dove diavolo l'hai pescato, un in­dividuo dall'aria cosi patetica? Non sei mica tu, per caso? (Fa un passo indietro e lo guarda) Le hai fatte tu, queste fo­tografie?

Jack                                 - No.

Herb                                - Sai, Jack, avevo pensato a Robert Poster per questo ruolo.

Jack                                 - Sarebbe l'ideale.

Herb                                - E non pensi che farà qualche obiezione? Una qual­che minuscola ridicola patetica obiezione?

Jack                                 - Secondo me, Robert Foster è anche lui convinto che è quasi ora...

Herb                                - Che il pubblico lo veda nudo in palcoscenico? Non gli è mai passato per la testa. È un grande attore, non va mai allo sbaraglio.

Jack                                 - E va bene, cercheremo un attore sconosciuto che afferrerà a volo l'occasione di recitare una parte come questa...

Herb                                - Uno sconosciuto farebbe male ad accettare. Te l'immagini per il resto della sua carriera? ... Supponiamo che in seguito reciti Shakespeare, Amleto, Re Lear... Il pubblico lo rivedrà sempre nella sua più commovente interpretazione: in piedi, nudo, con lo spazzolino da denti in mano, che dice: "Tesoro, lo sai che non ti sento quando scorre l'acqua?"

Jack                                 - Senti, Herb. Il pubblico mi conosce come un autore drammatico serio... non come uno che cerca di fare colpo. Io sento che questo è un importante passo per me... anzi, per tutti i commediografi. (Reazione di Herb che si alza) Perché diavolo noi gente di teatro dobbiamo rimanere cosi arretrati? Ti è capitato di leggere recentemente? È inaudito quello che mettono nei libri! E i films? Non hai visto gli ultimi films?

Herb                                - Senti, oggi è già abbastanza rischioso mettere su una commedia seria. La gente dice: "Di guai ne abbiamo già tanti, ma perché devo andare a teatro a rivedere gli stessi guai?" Ma nel tuo caso, diranno addirittura: "Io ho un po­vero, patetico ridicolo marito che se ne va in giro per casa nudo: e va bene! Ma perché debbo andare a teatro, pagare, per vedere un uomo che non conosco, nudo e ridicolo pure lui?"

Jack                                 - (con veemenza) Ed io a quest'uomo banale, comune, ridicolo... a questo marito, voglio dire... davanti a tutti: "Salve. Non ti ho dimenticato!"

Herb                                - E lui risponderà: "E hai fatto male!"

Jack                                 - Voglio dire al pubblico: "Amici, lo so che siete stu­fi di assistere a strani, improbabili problemi di uomini che non sono uomini, di donne che non sono donne. Ebbene, ecco qui,, questi siete voi!"

Herb                                - Questa è la vostra vita! Eccovi qui, col vostro culo nudo, e il vostro patetico...

Jack                                 - Herb, tu non vuoi rappresentare la mia commedia! (Prende il cappotto e comincia a infilarselo)

Herb                                - Stai calmo. Hai pensato a che succede se Robert Foster rifiuta la parte? Dovremo fare delle audizioni. Imba­razzante. Non dovremo giudicare se un attore recita bene il tuo testo, ma se i suoi attributi virili sono sufficientemente ri­dicoli.

Jack                                 - Hai talmente pudore che ti rifiuti persino di chia­marlo con il suo nome.... Tutti questi eufemismi! Attributi virili...

Herb                                - Se ho usato degli eufemismi, la colpa è tua.

Jack                                 - Che vuoi dire?

Herb                                - Da quando ti conosco ogni volta che mi capita di pronunciare in tua presenza una parola spinta, sento imme­diatamente il bisogno di chiederti scusa.

Jack                                 - Ma no.

Herb                                - C'è qualcosa in te... Insomma, debbo sempre dirti. "Mi dispiace... Scusami". E questa è un'altra ragione per cui credo che tu sbagli: il pubblico non aspetta da te roba di questo genere.

Jack                                 - Mi dispiace molto se ti ho creato tutte queste inibi­zioni.

Herb                                - Non ci posso far niente, è vero. In te c'è qualcosa...

Jack                                 - Spiegati meglio.

Herb                                - (all'interfonico) Dorothy?

Voce di Dorothy             - Si, signor Miller.

Herb                                - Vuoi venire un momento?

Voce di Dorothy             - Sì, signor Miller.

Herb                                - L'hai vista, vero?

Jack                                 - Entrando.

Herb                                - È una ragazza di provincia che fa pratica qui da me... (Entra Dorothy) Dorothy, tu conosci il signor Barnstable... (A Jack) È una tua grande ammiratrice. (Dorothy è im­barazzata, confusa) Ha recitato in una tua commedia quando era all'Università...

Dorothy                           - Oh, signor Miller... La prego!

Jack                                 - (cerca di rendersi simpatico) In quale?

Dorothy                           - Oh, ero spaventosa!

Jack                                 - Sono sicuro di no.

Dorothy                           - (insistendo) Ma si! proprio orribile.

Jack                                 - Quale parte faceva?

Dorothy                           - È meglio che non me lo chieda... Una cosa atro­ce...

Herb                                - Dorothy, di' un po'... Hai letto la commedia del si­gnor Barnstable?

Dorothy                           - Si.

Herb                                - Ti è piaciuta?

Dorothy                           - (sorride a Jack) Oh, si, moltissimo.

Herb                                - Hai letto proprio tutto?

Dorothy                           - Certo.

Herb                                - Anche le indicazioni per la regia?

Dorothy                           - Oh... si.

Herb                                - Anche quella all'inizio, quando il protagonista esce dalla stanza da bagno nudo?... Lo vedi: è già arrossita.

Dorothy                           - Io non sono arrossita affatto!

Herb                                - Si, invece! Il signor Barnstable, in quella scena, vuo­le veramente che l'uomo esca nudo dal bagno... (Risatina di Dorothy) Lo vedi? Diventa sempre più rossa.

Dorothy                           - (irritata) Ma io non divento rossa!

Herb                                - Ecco qui, davanti a noi, una ragazza bene educata, di larghe vedute... La sua mente accetta l'idea della nudità, ma la sua anima arrossisce.

Dorothy                           - Oh, signor Miller, la prego: io non arrossisco!

Herb                                - Saresti disposta a pagare il biglietto per vedere sul palcoscenico un uomo nudo?

Dorothy                           - (al massimo della confusione, ridacchiando) Non è una domanda leale.

Herb                                - Ho l'impressione che in questo momento tu abbia un conflitto interno. Ti piacerebbe vederlo, ma non vuoi am­metterlo.

Dorothy                           - - Oh, signor Miller.

Herb                                - Senti un po', le donne si eccitano a vedere un uo­mo nudo?

Dorothy ,                         - Ma signor Miller!

Herb                                - Si o no? (Dorothy si agita) Tu ti ecciteresti, o no?

Dorothy                           - Signor Miller! (Si avvia alla porta di comunica­zione con la sua stanza, a destra)

Herb                                - (a Jack) È un testimone incompetente. Non ha mai visto un uomo nudo.

Dorothy                           - (si ferma) Signor Miller!

Herb                                - Allora, l'hai visto?

Dorothy                           - Non pretenderà certo che risponda a una do­manda del genere!

Herb                                - Calmati. Volevo solo dimostrare qui, al nostro au­tore, in quale stato ti mette la semplice idea di un uomo nudo...

Dorothy                           - Ma non è leale!

Herb                                - (a Jack) E cosi non venderemo neanche un bigliet­to per le "familiari" del pomeriggio.

Jack                                 - Sciocchezze. L'ho data da leggere a mia nonna, e sai qual è stato il suo unico commento? "Fammi sapere quan­do c'è la prima, verrò a teatro armata di binocolo." ...Le don­ne sono stufe di questa rispettabilità che viene loro imposta da uomini dal sangue caldo, ma ipocriti...

Herb                                - Dorothy, secondo te, gli attributi sessuali dell'uo­mo sono ridicoli e patetici?

Dorothy                           - Signor Miller! (Scappa via ansimando, confusa)

Herb                                - Voleva dire si o no?

Jack                                 - Sei un mascalzone. È volgare divertirsi cosi.

Herb                                - È una ragazza carina, ti pare?

Jack                                 - E tu ti ecciti tutto parlando davanti a lei di cose proibite. È proprio contro questo che io mi batto!

Herb                                - Senti, farò cambiare la disposizione scenica in mo­do che il bagno venga a trovarsi fra le quinte... Mettiamo un mobile qualsiasi di fianco alla porta... Lui esce dal bagno, il mobile lo copre sin sotto l'ombelico, ma il pubblico sa che è nudo perché la moglie dice: "Per l'amore di Dio, mettiti ad­dosso qualche cosa".

Jack                                 - Te l'immagini una moglie che dice cosi?

Herb                                - Si.

Jack                                 - E per quale motivo lo direbbe?

Herb                                - Perché vuole che il marito si metta addosso qual­che cosa. Senti, Jack, la tua commedia è deliziosa, sensazio­nale in tutto, salvo in quel punto!

Jack                                 - Ma quello è l'unico punto che la rende vera... La gente va a vedere i films europei, non perché sono artistici, ma perché rappresentano la vita... la realtà di tutti i giorni... Vuoi che ti racconti una scena che ho appuntato sul mio tac­cuino, l'ho vissuta ma l'ho mai vista in teatro?... Un tale sta cercando di sedurre una ragazza... L'ha quasi portata al mo­mento giusto... Se lascia passare quell'attimo, la perderà... La serata sta per finire, lui la bacia, l'accarezza, lei sta per ce­dere... ma l'occasione sfuma. Il poveretto ha una voglia matta di far pipi. ...Non ti è mai capitato? (Herb gli lancia un'oc­chiata e si gira dall'altra parte) Questa è vita reale... Ma quan­do mai vedremo una scena del genere in un film americano o in una commedia americana? Eppure il pubblico muore dalla voglia di vedere le ironie, i paradossi, le assurdità.... La vita è una tragedia recitata da commedianti... E il pubblico lo sa. Lascia che la veda sul palcoscenico cosi com'è...

Herb                                - (all'interfonico) Dorothy!

Voce di Dorothy             - Si, signor Miller.

Herb                                - C'è qualche attore in anticamera?

Voce di Dorothy             - Si, signor Miller.

Herb                                - Fanne entrare uno.

Jack                                 - Che vuoi fare?

Herb                                - Se dobbiamo mettere in scena questa commedia, bi­sognerà pur vedere qualche attore. (Jack si sfila il cappottò)

Dorothy                           - (entra da sinistra, annunciando) Il signor Ri­chard Pawling. (L'attore non la segue immediatamente, Do­rothy chiama) Signor Pawling! (Richard Pawling entra. È tutto fremente, ansioso, Dorothy esce)

Herb                                - Salve, signor Pawling. (Si stringono la mano)

Pawling                           - Come sta?

Herb                                - Le presento Jack Barnstable.

Pawling                           - (contento poi, soddisfatto) Oh. (Attraversa la scena per stringere la mano a Jack) Come sta, Signor Barn­stable... È un piacere... un vero piacere! Io... beh, non mi aspettavo di essere ricevuto... Avevo portato solo delle foto per il vostro archivio...

Herb                                - Non importa, signor Pawling. Si accomodi, prego.

Pawling                           - (si siede) Ho i capelli lunghi perché sto facendo una parte in un Western... Ma naturalmente posso tagliarmeli! E i baffi sono provvisori... per un cortometraggio pubblicita­rio... Faccio un medico, e agli occhi del pubblico, un dottore con i baffi da più affidamento, sa... (Si alza) "Nove medici su dieci raccomandano..." (Ride nervosamente, siede di nuovo) Io... io, una volta ho lavorato con lei, signor Miller.

Herb                                - Davvero?

Pawling                           - Circa cinque anni fa. Si ricorda?

Herb                                - (distratto) No... (Un silenzio imbarazzato, Jack guar­da Herb, ed Herb aspetta)

Pawling                           - E... che parte è, se non sono indiscreto?

Herb                                - Il protagonista (Jack è preoccupato. Va a sedersi in un angolo

 

Pawling                           - (temendo di aver fatto cattiva impressione, segue Jack) Oh! Guardi volendo, posso apparire più alto... Og­gi, sa, non ho messo le scarpe col rialzo interno... Oppure le serve uno più basso? Voglio dire... insomma, che posso fa­cilmente adattare la mia figura a qualsiasi parte... I capelli adesso sono scuri, signor Miller, erano biondi l'ultima vol­ta che lavorai con lei, si ricorda?

Herb                                - No.

Pawling                           - (continua nervosamente) Non si ricorda di nien­te. Ora sono piuttosto abbronzato perché giro quel Western.

Jack                                 - Si...

Pawling                           - Lui si ricorda. (A Jack) Gliel'ho già detto... Ma se per un paio di giorni non faccio gli ultravioletti... bene, prendo subito un'aria più da intellettuale, se è questo che le serve... Inoltre, adesso porto le lenti a contatto ma posso met­tere anche gli occhiali, se il personaggio lo esige. (Prende gli occhiali, li pulisce, li inforca. Per un attimo perde l'equilibrio a causa della doppia visione. Si toglie gli occhiali) Ho anche un bel guardaroba... Il mio peso è variabile... Voglio dire, se cerca un attore più magro...

Herb                                - Veramente, cerchiamo qualcuno piuttosto... Un at­tore che abbia un aspetto un po' patetico, ridicolo...

Pawling                           - (senza un secondo di esitazione) Sono io! Vo­glio dire... mettetemi dei vestiti adatti... un po' larghi... e di­vento uno spaventapasseri... So come farmi piccolo dentro i miei vestiti.

Herb                                - Ma sa farlo dentro la sua pelle? Questo è il pro­blema.

Pawling                           - (guarda dall'uno all'altro, sorridendo) Posso, se ci penso. Se ci penso, posso farlo... Vede questi sono i diversi tipi che ho fatto. (Tira fuori la cartellina delle fotografie e la poggia sulla scrivania di Herb) Un medico... un cowboy... un soldato... un uomo di affari... Qui ero vestito da Tartaro, perché faccio la controfigura di Jul Brinner... Probabilmente lor signori non se ne sono accorti, ma io porto un piccolo tou­pet... Senza, ho un aspetto molto diverso... Vuole che... (Fa un gesto come per togliersi il parrucchino, visibilissimo)

Herb                                - No, no! Ha una sua foto in costume da bagno?

Pawling                           - No... voglio dire: quando si dovrebbe dare la commedia?

Herb                                - La data non è ancora fissata.

Pawling                           - Potrei andare in palestra oggi stesso... In pochi mesi di ginnastica avrò una bella muscolatura!

Herb                                - Ho detto "ridicolo"!

Pawling                           - Io sono proprio ridicolo!

Herb                                - Jack, perché non provi il signor Pawling?... Dopo tutto, l'idea è tua.

Jack                                 - Non credo che il signor Pawling risponda esatta­mente al tipo...

Pawling                           - (avvicinandosi a Jack) Posso sembrare molto più giovane (Si muove in maniera giovanile)

Jack                                 - Non è questo...

Pawling                           - ...oppure più vecchio... (Finge di barcollare)

Herb                                - (tirandolo su) Jack, è necessario che tu spieghi al signor Pawling la parte, soprattutto ciò che essa richiede di particolare. Altrimenti, non possiamo giudicare se sia adatto o no...

Pawling                           - Ecco, forse se potessi leggere il copione, potrei assumere un aspetto più confacente alla parte... Voglio dire, vestirmi in modo adatto.

Herb                                - (dopo essersi scambiato uno sguardo con Jack) Ve­de, signor Pawling, è una parte piuttosto insolita. Si tratta di un marito.

Pawling                           - Sono stato sposato tre volte. (Ride nervosa­mente)

Herb                                - Nella prima scena è mattina la moglie sta a letto, con giornali e caffè, e il marito è nel bagno, che è adiacente alla camera dove la moglie sta a letto bevendo il suo caffè, leggiucchiando i suoi giornali... È mattina, capisce, e lei prende il caffè... e il marito è in bagno si sta lavando i denti... e l'acqua scorre nella vasca, capisce... mentre lui si lava i den­ti... e lei gli parla... Perché ride, Signor Pawling?

Pawling                           - Beh... è una situazione che conosco come il pal­mo della mia mano... voglio dire: le mie mogli non riuscivano a ficcarsi in testa che quando l'acqua scorre non si sente niente.

Herb                                - Questa è la prima battuta. Il marito chiude il ru­binetto, viene fuori dal bagno e dice: "Tesoro, lo sai che non ti sento quando scorre l'acqua?"

Pawling                           - Magnifico. Avremo dalla parte nostra tutti i ma­riti, io non dicevo "tesoro", ricordo benissimo, dicevo: "Ma Cristo Santo, quante volte debbo ripeterlo che non ti sento quando quella fottutissima acqua scorre" (Si gira verso Jack) Mi scusi, signor Barnstable.

Jack                                 - (irritato) Perché chiede scusa a me?

P*v/vang                         - Notv\o so... (.Mima: "Ho forse sbagliato qualche cosa?"-)

 

Herb                                - Dunque la scena le è familiare? (Pawling fa un ge­sto, come a dire: "Certo!") Lei, che cosa si mette addosso quando si lava i denti?

Pawling                           - (subito) Quello che vuole, lei.

Herb                                - Ma normalmente cosa porta?

Pawling •                         - Dipende. Voglio dire, qualche volta dormo con le mutande e la maglietta, altre volte in pigiama.

Herb                                - In questa commedia il personaggio non porta nien­te. Si lava i denti nudo come un somaro.

Pawling                           - Posso farlo benissimo. Mi spieghi perché è cosi importante quello che porta addosso il protagonista. Se il ba­gno è fuori scena?

Herb                                - (gesto a jack, perché continui lui) Jack... a te!

Pawling                           - Voglio dire... scusino... io non discuto... Vedo benissimo che aiuta l'attore a entrare nel personaggio. È il tipo d'uomo che si lava i denti... (Un'occhiata a Jack)... nudo. Si? Posso capirlo perché io stesso l'ho fatto.

Herb                                - Chiude il rubinetto, entra in camera e dice la bat­tuta che lei sa... nudo come un somaro. (Pawling guarda dall'uno all'altro, incerto) L'attore deve rimanere in piedi, nudo... mentre dice la sua battuta. Lei come se la sente?

Jack                                 - (si sta irritando, si rende conto che Herb sta facendo una prova con quelle sciocchezze) Lascia spiegare a me... Non si tratta di scandalizzare il pubblico, signor Pawling, né di eccitarlo. Non c'è niente di "sexy" nella situazione. Penso solo che il riferimento preciso a una situazione che il pub­blico conosce per esperienza personale aggiunga valore alla commedia... L'unico risultato dovrebbe essere un gradevole trauma da riconoscimento... Riconoscere l'onestà e la verità della situazione... L'uomo poi torna in bagno, e quando lo rivediamo è in vestaglia... Nudo, non lo rivedremo più... Penso che possa essere uno dei grandi momenti della storia del tea­tro. Come quando Nora sbatte la porta in Casa di bambola. (Pawling non ha mai sentito parlare di Casa di bambola)

Herb                                - (a Pawling) Perciò, signor Pawling, stiamo cercan­do un attore che abbia aspetto ridicolo quando è nudo.

Pawling                           - (guardando dall'uno all'altro) Se è cosi, debbo chiedere scusa...

Herb                                - (sicuro di aver vinto la partita, cortesemente) Ca­pisco, signor Pawling. (Si volta sorridendo verso Jack)

Pawling                           - Ho un buco nei calzini... (Si toglie giacca e cra­vatta) Ripeto: ero passato solo a lasciare qualche fotografia... Non mi aspettavo un'audizione... (Continua a spogliarsi, si sfila la camicia) Fino a che punto quell'uomo dovrà apparire ri­dicolo? Voglio dire, io sono tutt'altro che uno stecchino, ma se per un po' mi mettessi a dieta. Non ho i peli sul petto, ma possono sempre attaccarli... Questo tipo è comico? (Jack non risponde guarda Herb)

Herb                                - Ma no, è il protagonista... Il signor Barnstable vuo­le sgonfiare il mito dell'uomo forte e virile... Quindi gli serve un uomo anonimo.

Pawling                           - (in mutande e maglia) Sono io! Io sono vera­mente l'autentico anonimo... (Si sfila la maglia) Vede, sulle braccia non ho quasi muscoli... e se mi muovo in un certa maniera, sembrano anche meno... (Si gira intorno, a dimo­strare, la verità delle sue parole) I peli sul petto posso met­terli bianchi, neri come vuole lei... E se sto dritto... Ma tanto da questa parte non si vede perché, voglio dire, se entro dal proscenio e mi giro verso la donna che sta a letto... (Dimo­stra quel che dice camminando su e giù) il pubblico vedrà solo il mio didietro e il fianco... Però i peli me li attacco lo stesso, sono un professionista...

Herb                                - Vede, signor Pawling, lei non entra dal proscenio. Entra dalla porta che sta in fondo al palcoscenico.

Pawling                           - (si volta, va verso il proscenio; e si fa gradatamen­te un'idea di ciò che implica la situazione) Bene. (E co­mincia a sfilarsi i calzoni)

Jack                                 - (imbarazzato) Basta cosi, signor Pawling.

Pawling                           - (siede e si sfila le scarpe, in modo da potersi toglie­re i calzoni... Si vede un buco in un calzino) Il mio petto inganna, perché sono senza peli! Ma le gambe... (Mentre si to­glie i calzoni a Herb) Gli dica qualche cosa... non vorrei che mi scartasse a causa dei peli sul petto.

Herb                                - (osserva compiaciuto l'imbarazzo di Jack) A mio parere, lei va benissimo, signor Pawling. Il signor Barnstable sta cercando di ottenere un certo effetto ma senza compro­messi... quindi, penso che occorre far vedere...

Pawling                           - (fermo, senza pantaloni) Le gambe, come vede, sono... giuste... ridicole...

Herb                                - Lei è troppo modesto, signor Pawling. Ma vede, non si tratta né di gambe, né di peli sul petto... Perché quando lei entrerà in scena nessuno guarderà le sue gambe o il suo petto. Il punto è questo: il... resto è ridicolo? Vede, il signor Barnstable sostiene l'interessante teoria che la maggior par­te delle donne considerano ridicola e patetica quella certa parte dei loro uomini... Chiaro, signor Pawling?

Pawling                           - Bene, io... è imbarazzante parlare di certe cose, ma... voglio dire... le donne qualche volta hanno riso o ridac­chiato... In principio, perché poi... voglio dire non è l'aspetto che conta... lo sappiamo tutti... (Silenzio per un momento) Ho perduto dei contratti perché ero troppo alto o troppo basso, troppo grasso o troppo magro, troppo giovane o troppo vec­chio, ma non pensavo mai... (Dondola le braccia, al colmo dell'imbarazzo, poi) E sia! (Comincia a sbottonarsi le mu­tande)

Jack                                 - Fermo, signor Pawling! (Raccoglie i panni di Paw­ling)

Pawling                           - Io sono completamente d'accordo con lei, signor Barnstable. È ora che il teatro americano diventi adulto!

Jack                                 - (porgendogli i panni) Grazie per la sua collabora­zione, signor Pawling... Può rivestirsi nella stanza accanto... Da li c'è una porta che dà nell'ingresso... (Indica la porta a destra) Ci faremo vivi noi con lei.

Pawling                           - (non rinunciando) Ma... voglio dire... se il pro­blema è tutto qui...

Jack                                 - (si avvia all'uscio a sinistra) Sono sicuro che anche il resto andrà benissimo... benissimo...

Herb                                - Ma, Jack, cosi non riuscirai mai... (Jack è uscito dalla stanza, passando in quella della segretaria, a sinistra. Pawling lo segue con gli occhi: è là in piedi, in mutande, con le braccia cariche dei suoi panni)

Herb                                - Grazie, signor Pawling. Si rivesta pure. Senza il signor Barnstable, non vale la pena... (Apre e tiene aperta l'al­tra porta, per Pawling)

Pawling                           - (attraversando la scena per seguire Jack) Non ho detto niente che possa... Voglio dire... Spero che lei non si sia...

Herb                                - (lo ferma sulla soglia dell'uscio a sinistra, e lo guida verso l'uscio opposto) No davvero, grazie infinite! E se fos­si in lei, non parlerei in giro di questa audizione... Stiamo pen­sando molto seriamente di assegnarle la parte.

Pawling                           - Sul serio? Signor Miller, lei è stato molto gen­tile. Non so come ringraziarla. (Nello stringersi la mano e nel salutarsi nasce una certa confusione a causa di tutti quei panni, ma alla fine Pawling esce. Herb chiude la porta. Ha l'aria soddisfatta. Va all'altra porta, e la apre)

Herb                                - (canticchiando) Via libera!

Jack                                 - (entra, furibondo, va a prendere il suo cappotto) Ora naturalmente sarai convinto di aver ragione.

Herb                                - La teoria è teoria, la vita è la vita.

Jack                                 - (infilandosi il cappotto) Sei un porco! Sai benissimo che non scrittureremo mai quel poveretto.

Herb                                - Dove vai?

Jack                                 - Debbo andare a pranzo con il mio avvocato...

Herb                                - Jack, ti dirò cosa intendo fare io per il progresso del teatro americano... Mettiamo il marito a letto e la mo­glie nella stanza da bagno... nuda. L'acqua scorre, e lei dice qualcosa al marito. Lui non risponde, e lei esce dal bagno e dice: "Non hai sentito quello che ho detto?" Ed è nuda.

Jack                                 - E lui risponde: "Tesoro, lo sai che non sento quello che dici quando sei nuda". (Si avvia alla stessa porta da cui è uscito Pawling. Si riprende in tempo e si dirige verso l'al­tra porta)

Herb                                - (in tono autorevole. Da uomo di affari) Bene, Jack, smettiamola di giocare. Robert Foster accetta di fare questa parte!

Jack                                 - (si ferma di botto) Sei sicuro?

Herb                                - Sicurissimo.

Jack                                 - Foster è un attore coraggioso... Ha capito subito che andava recitata esattamente com'è scritta... Lo sai, idiota che poco fa mi hai dato la prova che quella scena non possiamo affidarla a uno qualsiasi... Ci occorre un attore della statura di Foster che porti sul palcoscenico la sua autorità.

Herb                                - Chiamala autorità...

Jack                                 - (si accosta a Herb) La farai recitare com'è scritta, se Foster accetta?

Herb                                - Certamente.

Jack                                 - D'accordo... Ora me ne debbo andare, ma dopo pranzo telefonerò a Foster. Lascia che gli parli io, che gli spieghi io la mia idea... (Si dirige alla porta, si ferma. Torna indietro) Naturalmente c'è un altro problema...

Herb                                - Quale?

Jack                                 - Non sappiamo com'è Foster, nudo.

Herb                                - Prima di firmare il contratto, telefonerò all'ufficiale medico del consiglio di leva. (Jack riflette un attimo, fa un cenno di assenso, e va via, Herb scuote la testa, sorridendo... Prende il telefono, forma un numero) Pronto, Robert Foster... Qui Herb Miller... Robert, scusa se ti chiamo a casa, ma è urgente... La commedia andrà in scena sicuramente in questa stagione... Barnstable farebbe qualsiasi cosa pur di avere te... È andato via poco fa... Può darsi che ti telefoni, cosi ho pensato di avvertirti di una cosa, e chiedere il tuo aiu­to... Lui tiene moltissimo a quella prima scena... Non so se hai letto tutte le didascalie, comunque il protagonista do­vrebbe fermarsi in mezzo alla camera da letto, nudo... Ah, l'hai letta? Bene, Barnstable si è messo in testa l'idea pazza di farla recitare esattamente cosi... Nudo! Cosa?... (Si alza) Ma, Santo Iddio, Robert, non possiamo farlo! (Continua ad ascoltare. Sulla sua faccia si dipinge la costernazione) Un trauma da riconoscimento... (Scuote la testa inebetito. La porta a destra si spalanca)

 Voce di Pawling             - Ehi, signor Miller! Guardi! È patetico. (Si vede sporgere dalla porta la mano destra di Pawling, Herb, inebetito, gli fa cenno di andarsene. A malapena gli lancia un'occhiata... Poi improvvisamente si rende conto di ciò che ha visto. Alza di scatto la testa, poi la gira lentamente come per verificare. Gli occhi di Herb si chiudono, per sfug­gire alla vista di quello spettacolo. Piomba a sedere sulla sua poltrona. Le luci si spengono)

 

FINE

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