Tutti quelli che cadono

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di Samuel Beckett

Personaggi

La signora Rooney (Maddy), signora sulla settantina

Christy, carrettiere

Il signor Tyler, agente di borsa a riposo

Il signor Slocum, amministratore dell'ippodromo

Tommy, facchino

Il signor Barrell, capostazione

La signorina Fitt, donna sulla trentina

Una voce di donna

Dolly, bambina

Il signor Rooney (Dan), marito della signora Rooney

Jerry, bambino


Rumori della campagna. Pecora, uccello, mucca, gal­lo, separatamente, poi insieme. Silenzio.

La signora Rooney cammina su una strada di cam­pagna diretta alla stazione ferroviaria. Rumore stra­scicato dei suoi passi.

Da una casa lungo la strada viene una fioca musica La morte e la fanciulla. I passi rallentano, si fermano.

signora rooney Povera donna. Tutta sola in quella catapecchia in rovina. (Musica più forte, nel silenzio. Ricominciano i passi. La musica sfuma. La signora Rooney mormora la melodia. Il suo mormorio sfuma. Rumore di un carro che si avvicina. Il carro si ferma. I passi rallentano, si fermano). Sei tu, Christy?

christy In persona, signora.

signora rooney Mi pareva di conoscere il mulo. Co­me sta quella poverina di tua moglie?

christy Meglio no, signora.

signora rooney Tua figlia, allora.

christy Peggio no, signora.

Silenzio.

signora rooney Perché ti fermi? (Pausa). Ma io, per­ché mi fermo?

   

Silenzio.

christy Bella giornata per le corse, signora.

signora rooney Non dico dì no, non dico di no. (Pau­sa). Ma sì manterrà? (Pausa. Con emozione) Si man­terrà?

Silenzio.

christy Non avrebbe per caso bisogno...

signora rooney Sssst! (Pausa). Mi sbaglio o è il rapido quello che sento?

Silenzio. Il bardotto nitrisce. Silenzio.

christy Rapido un corno.

signora rooney Oh, sia ringraziato Iddio! Avrei giu­rato che era proprio il rapido, quel rombo lontano. (Pausa). Cosi i muli nitriscono, o questo è un bar­dotto? Be', in fondo non c'è niente di strano, è fi­glio di un cavallo e un'asina.

christy Non avrebbe per caso bisogno di una carret­tata di letame?

signora rooney Letame? Che tipo di letame?

christy Letame di maiale.

signora rooney Di maiale... Almeno tu parli chiaro, Christy. (Pausa). Chiederò a mìo marito. (Pausa). Christy.

christy Sì, signora.

signora rooney Non ti pare che ci sia qualcosa di... bizzarro nel mio modo dì parlare? (Pausa). Non di­co la voce. (Pausa). No, dico le parole. (Pausa. Qua­si tra sé) Uso le parole più semplici, o almeno mi pa­re, eppure qualche volta trovo il mio modo di parla­re molto... bizzarro. (Pausa). Santo cielo! Cos'è stato?

christy Non ci faccia caso, signora, oggi è piena d'aria.

   

Silenzio.

signora rooney Letame? Che cosa ce ne faremmo, al­la nostra età? (Pausa). Perché te ne vai a piedi? Per­ché non sali in cima al tuo carico di letame e non ti fai portare in carrozza? Soffri per caso le vertigini?

Silenzio.

christy (al Bardotto) Aaah! (Pausa. Più forte) Aaaah! E muoviti, carogna, aaah!

Silenzio.

signora rookey Non muove neanche un muscolo. (Pausa). Anch'io mi devo muovere, se non voglio far tardi alla stazione. (Pausa). Ma un momento fa ni­triva e scalpitava. E adesso non c'è verso di smuo­verlo. Dagli una buona frustata sulla groppa. (Ru­more di frustata. Pausa). Più forte! (Come sopra). Be', se me lo facessero a me, ti garantisco che partirei di corsa. (Pausa). Guarda come mi fissa, con quei gran­di occhi che piangono per i morsi dei tafani! Forse, se me ne vado giù per la strada, fuori dal suo campo visivo... (Rumore di frustata). No, no, basta! Pren­dilo per la briglia e voltagli la testa, che non mi ve­da. Oh, ma è terribile! (Si allontana. Passi strascica­ti) Che cosa ho fatto per meritare tutto questo, che cosa ho mai fatto? (Passi strascicati) Tanto tempo fa... No! No! (Passi strascicati. Citando) «Storia di cose che non hanno storia...», eccetera. (Si ferma) Non posso andare avanti, non ce la faccio più. Po­tessi spiaccicarmi sulla strada come un grumo di mar­mellata, un grosso grumo colato dal suo vaso, e non muovermi più. Molle di dentro e di fuori tutta co­perta da una crosta di polvere e mosche, per tirarmi su dovrebbero prendere la pala. (Pausa). Santo cielo, ecco di nuovo quel rapido, che sarà di me? (I pas­si strascicati riprendono) Lo so, lo so, sono solo una vecchia carcassa isterica, distrutta dal dolore e dai rimorsi e dalle buone maniere e dall'andare in chie­sa e dal grasso e dai reumatismi e dal non aver figli. (Pausa. Con voce rotta) Minnie! Piccola Minnie! (Pausa). Un po' d'amore, non chiedevo altro, solo un po' d'amore, una volta al giorno, due volte al gior­no, cinquant’anni d'amore due volte al giorno, co­me quelli che fanno la cura di carne di cavallo, una donna normale non ha bisogno d'affetto. Un bacet-to sulla mascella al mattino, vicino all'orecchio, e un altro alla sera, due bacetti, finché ti crescono i fa­voriti. Ecco là di nuovo quel bel liburno.

Passi strascicati. Scampanellio di una bicicletta. E il vecchio signor Tyler che arriva dietro di lei in bicicletta, diretto alla stazione. Cigolio di freni. Ral­lenta e procede affiancato alla signora Rooney.

tyler Signora Rooney! Mi scusi se non mi tolgo il berretto, finirei per terra. Splendida giornata per le corse.

signora rooney Oh, signor Tyler, lei m'ha fatto mo-rire di paura a venirmi dietro così all'improvviso, co­me un indiano! Oh!

tyler (allegramente) Ma ho suonato il campanello, si­gnora Rooney, appena l'ho vista mi son messo a suo­nare il campanello, non vorrà negarlo, adesso.

signora rooney Il campanello è una cosa, signor Ty­ler, e lei un'altra. Che notizie di quella poverina di sua figlia?

tyler Buonine, buonine. Le hanno tolto tutto, sa, tut­te... ehm... le cose che avete dentro. Adesso sono orfano di nipoti.

Passi strascicati.

signora rooney Santo cielo, ma come si fa a zigzaga­re cosi! Scenda, per l'amor di Dio, o altrimenti con­tinui pure la sua corsa.

tyler Forse se potessi appoggiare leggermente la ma-no alla sua spalla, signora Rooney, non crede che an­drebbe meglio? (Pausa), Mi posso permettere?

signora rooney No, signor Rooney, voglio dire, si­gnor Tyler, sono stufa di vecchie mani appoggiate alla mia spalla e ad altri posti insensati, sono stufa fin sopra i capelli. Cielo, ecco il furgoncino di Connolly!

(Si ferma. Rumore di motore. Si avvicina, passa con fragore, sfuma). Tutto bene, signor Tyler? (Pau­sa).Dove s'è cacciato? (Pausa). Ali, eccolo là! (I pas­si strascicati riprendono) L'ha scampata per un pelo.

tyler Sono saltato giù appena in tempo.

signora rooney Al giorno d'oggi andare in giro è un suicidio. Ma stare a casa, signor Tyler, che cos'è sta­re a casa? Una dissoluzione a fuoco lento. Adesso siamo bianchi di polvere dalla testa ai piedi. Di­ceva?

tyler Niente, signora Rooney, niente, stavo solo im­precando, sottovoce, contro Dio e l'uomo, ma sot­tovoce, e contro quel sabato pomeriggio in cui, men­tre fuori pioveva, il sottoscritto venne concepito. La mia gomma posteriore è di nuovo a terra. L'ho gon­fiata dura come il ferro, prima di partire. E adesso vado sul cerchione.

signora rooney E una vergogna!

tyler Ora, se si trattasse di quella anteriore non sa­rebbe poi così grave. Ma quella posteriore. Quella posteriore! La catena! L'olio! Il grasso! Il mozzo! I freni! Il cambio! No! Quel che è troppo è troppo!

Passi strascicati.

signora rooney Siamo molto in ritardo, signor Tyler? Non ho il coraggio di guardare l'orologio.

tyler (con amarezza) Tardi! Filavo come il vento sul­la mia bicicletta ed ero già in ritardo. Adesso, logi­camente, siamo doppiamente in ritardo, triplamen­te, quadruplamente In ritardo. Avrei dovuto tirar via senza neanche salutarla.

Passi strascicati.

signora rooney Va incontro a qualcuno, signor Tyler?

tyler A Hardy. (Pausa). Facevamo dell'alpinismo in­sieme. (Pausa). Una volta gli salvai la vita. (Pausa). Non l'ho dimenticato.

Passi strascicati. SÌ fermano.

signora rooney Fermiamoci un momento e lasciamo che questa ignobile polvere ricada sui vermi più igno­bili.

Silenzio. Rumori di campagna.

tyler Che cielo! Che luce! Ah, nonostante tutto è una gran cosa essere vivi con un tempo come que­sto, e fuori dall'ospedale.

signora rooney   Vivi?

tyler Be', diciamo semivivi.

signora rooney Parli per sé, signor Tyler. Io non ar­rivo neanche a questo, e di un bel tratto. (Pausa). Che stiamo a fare qui? Tanto, non vivremo cosi a lungo da veder questa polvere ricadere. E quando fi­nalmente ricadrà, qualche gran macchina rombante tornerà a scagliarla verso il cielo.

tyler Bene, in questo caso possiamo avviarci.

signora rooney   No.

tyler Via, signora Rooney...

signora rooney Vada, signor Tyler, vada avanti e mi lasci qui, ad ascoltare le colombe che tubano. (Co­lombe). Se vede quel povero cieco del mio Dan gli dica che gli stavo andando incontro alla stazione quando tutto mi è venuto addosso, come una valan­ga. Gli dica solo questo. La sua povera moglie mi ha detto di dirle che tutto le è venuto addosso come una valanga e... (con voce rotta)... che allora se n'è tor­nata a casa... se ne è tornata dritta a casa...

tyler Via. signora Rooney, si faccia animo, il rapido non è ancora passato, prenda il mio braccio, su, e ve­drà che arriveremo in tempo.

signora rooney (singhiozzando) Cosa? Che sta dicen­do? (Più calma) Non vede che sto soffrendo? (Con ira) Non ha un po' di rispetto per il dolore? (Sin­ghiozzando) Minnie! Piccola Minnie!

tyler Via, signora Rooney, si faccia animo, il rapido non è ancora passato, prenda il mio braccio, su, e ve­drà che arriveremo in tempo.

signora rooney (con voce rotta) Avrebbe quarant'anni, adesso, o cinquanta, non so, col suo bel corpicino tut­to tremante in attesa della seconda giovinezza...

tylerVia, signora Rooney, si faccia animo, il rapido...

signora rooney (esplode) Se ne vuole andare si o no, signor Rooney, voglio dire signor Tyler, se ne vuo­le andare una buona volta e smettere di molestarmi? Che razza di paese è questo, che una povera donna non può neanche piangere in pace le sue lacrime sul­le strade provinciali e comunali senza venir mole­stata da agenti di borsa a riposo! (Il signor Tyler si appresta a risalire in bicicletta). Santo cielo, non vorrà andare con la gomma a terra! (Il signor Tyler sale). Ma il copertone si ridurrà a brandelli! (Il signor Ty­ler parte. Scossoni della bicicletta che si allontana. Si­lenzio. Colombe). Uccelli di Venere! A becchettarsi nei boschi per tutta la lunga estate. (Pausa). Danna­to corpetto! Se almeno me lo potessi slacciare, sen­za offendere il pudore. Signor Tyler! Signor Tyler! Torni indietro e venga a slacciarmi dietro la siepe! (Ride sgangheratamente, smette) Ma che mi prende, che mi prende, mai un momento tranquilla, sempre a bollire dentro la mia vecchia pellaccia, dentro al mio cranio, ah, potermi ridurre in atomi, in atomi! (Frenetica) Atomi! (Silenzio. Colombe. Debolmente) Gesù! (Pausa). Gesù.

Rumore di un'automobile che si avvicina alle sue spalle. Rallenta e viene a fermarsi accanto a lei, col motore acceso. È il signor Slocum, amministratore dell'ippodromo.

slocum Qualcosa che non va, signora Rooney? Cosa fa lì, piegata in due? Mal di stomaco?

Silenzio.

La signora Rooney ride sgangheratamente.

Finalmente:

signora rooney Guarda che bella sorpresa, il mio vec­chio ammiratore, l'amministratore dell'ippodromo, sulla sua limousine

slocum Posso darle un passaggio, signora Rooney? Va nella mia direzione?

signora rooney Certo, signor Slocum, tutti andiamo nella stessa direzione. (Pausa). E come sta quella poverina di sua madre?

slocum Grazie, non c'è male. Se non altro riusciamo a non farla soffrire. E la prima cosa, non è vero, signora Rooney?

signora rooney Giusto, signor Slocum, è proprio la prima cosa, non so come ci riuscite. (Pausa. Si schiaf­feggia con violenza la guancia) Ah, queste vespe!

slocum (con freddezza) Allora, posso darle un passag­gio, signora Rooney?

signora rooney (con esagerato entusiasmo) Oh, ma sa­rebbe divino, signor Slocum, assolutamente divino. (Dubbiosa) Ma come riuscirò a entrare, mi sembra pili alta del solito la sua macchina, oggi, immagino che siano queste nuove gomme.

(Rumore dello spor­tello che si apre e della signora Rooney che cerca di en­trare). Non c'è modo di togliere il tetto, vero? Già! (Sforzi della signora Rooney) No... è inutile, non ce la faccio... bisognerà che lei scenda, signor Slocum, e mi spinga da dietro. (Pausa). Diceva? (Pausa. Of­fesa) E stato lei a offrirsi, signor Slocum, io non le ho chiesto niente. Vada, vada pure per la sua stra­da, caro signore.

slocum (spegne il motore) Vengo, signora Rooney, ven­go, abbia pazienza un momento, sono anch'io ar­rugginito.

Rumore del signor Slocum che scende a fatica dal posto di guida.

signora rooney Arrugginita! E il colmo! Se tremo co­me gelatina davanti e di dietro. (Tra sé) Vecchio sfac­ciato!

slocum (prendendo posizione dietro dì lei) Allora, si­gnora Rooney, come vogliamo fare?

signora rooney Come se fossi una balia, signor Slo­cum, non abbia paura. (Pausa. Rumori di sforzi) Co­sì va bene! (Sforzi) Più in basso! (Sforzi) Aspetti! (Pausa). No, nonmolli! (Pausa). Ammesso che riesca a salire, come farò poi a scendere?

slocum (ansante) Per scendere scenderà, signora Roo­ney, stia tranquilla. Può darsi che non riesca a farla salire, ma per scendere, le garantisco che la farò scen­dere. (Riprende gli sforzi).

Rumori.

signora rooney Oh!... Più in basso!... Non abbia paura!... Abbiamo passato l'età in cui... Cosi,, Avanti!... Ci metta la spalla sotto... Oh!... (Con un risolino) Ohcielo!... Su! Su!... Ah!... Dentro! (An­sare del signor Slocum, che chiude lo sportello. La si­gnora Rooney, urlando) Il mio vestito! Ha pizzicato il mio vestito!

(Il signor Slocum riapre lo sportello. La signora Rooney libera il vestito. Il signor Slocum sbat­te lo sportello, e fa il giro fino all'altro sportello bor­bottando irosamente. La signora Rooney, col pianto nella voce) II mio bel vestito! Guardi come m'ha ri­dotto il mio bel vestito! (Il signor Slocum risale al po­sto di guida, chiude  il suo sportello, tira il pomello d'ac­censione. Il motore non parte. Lascia andare il pomel­lo) Che cosa dirà Dan quando mi vede?

slocum Ha ricuperato la vista?

signora rooney No, voglio dire, quando verrà a sa­perlo, che cosa dirà quando palperà lo strappo? (Il signor Slocum tira il pomello. Come sopra. Silenzio). Ma che sta facendo, signor Slocum?

slocum Sto guardando dritto davanti a me, signora Rooney, attraverso il parabrezza, nel vuoto.

signora rooney La metta in moto, per ì'amor del cielo, e andiamocene di qui. È terribile!

slocum (trasognato) Tutta la mattina è andata che era un sogno e adesso è bloccata. Ecco che cosa ci si gua­dagna a fare una buona azione. (Pausa. Pieno di spe­ranza) Forse chiudendo l'aria. (Esegue, tira il pomel­lo. Il motore romba. Urlando per farsi sentire) Prende­va troppa aria! (Lascia scendere il motore al minimo, ingrana la prima e parte, cambiando marcia con vio­lente grattate).

signora rooney (con angoscia) Attento alla gallina! (Stridore di freni. La gallina starnazza). Oh poveri noi, l'ha schiacciata, andiamo via, presto, presto! (L'au­to accelera. Pausa). Che modo di morire! Uno è lì tranquillo e felice a becchettare il letame sulla stra­da, al sole, con ogni tanto un bel bagno di polvere, e poi, da un momento all'altro, bang!, tutti i suoi guai sono finiti. (Pausa). Addio covate, addio pulci­ni. (Pausa). Il tempo di aprire il becco e poi... amen. (Pausa). Le avrebbero tirato il collo in ogni caso. (Pausa). Eccoci arrivati, mi faccia scendere. (L'auto rallenta, si ferma col motore acceso. Il signor Slocum suona il clacson. Pausa. Più forte. Pausa). Si può sapere che cosa ha in mente, signor Slocum? Siamo fermi, ogni pericolo è passato, e lei suona il clacson. Se in­vece di suonarlo adesso l'avesse suonato per quella sfortunata...

Clacson insistente.

Tommy, il facchino, compare sui gradini della sta­zione.

slocum (gridando) Vuoi venir giù un momento, Tommy. e aiutare questa signora a scendere? Non si può muovere. (Tommy scende i gradini). Apri lo sportello, Tommy, e aiutala a saltar giù.

tommy (apre lo sportello) Subito, signore. Bella giorna­ta per le corse, signore. Su chi punterebbe lei per la...

signora rooney Non badate a me. Fate come se non ci fossi. Io non esisto. Lo sanno tutti.

slocum Fa1 come ti ho detto, Tommy, per l'amor di Dio.

tommy Sissignore. Coraggio, signora Rooney. (Co­mincia a tirarla giù).

signora rooney Piano, Tommy, piano adesso, non ti­rare, lascia che mi giri e metta il piede per terra. (Sforzi) Cosi.

tommy (aiutandola) Attenta alla piuma, signora. (Sfor­zi) Forza che ci siamo, forza!

signora rooney Piano, per amor di Dio, mi vuoi de­capitare tu!

tommy Pieghi la schiena, signora Rooney, pieghi la schiena e metta fuori la testa.

signora rooney Piegare la schiena! Alla mia età! Ma è pazzesco!

tommy La spinga giù, signore.

Rumore di sforzi congiunti.

signora rooney Merde!

tommy Cosi! Sta venendo! Adesso si raddrizzi, si­gnora! Cosi!

Il signor Slocum chiude lo sportello.

signora rooney Sono uscita?

Voce irosa del signor Barrell, il capostazione.

barrell Tommy! Tommy! Dove diavolo s'è caccia­to?

   

Il signor Slocum ingrana la marcia.

tommy (precipitosamente) Non mi può dare un buon consiglio per la Coppa delle Dame, signore? M'ave­vano detto Flash Harry.

slocum (co» sprezzo) Flash Harry! Quel cavallo eia tiro!

barrell (in cima ai gradini, urlando) Tommy! Razza di fannullone... (Vede la signora Rooney) Oh, signora Rooney... (Il signor Slocum se ne va sferragliando). Chi è che maltratta il cambio a quel modo, Tommy?

tommy Quel finocchio di Slocum.

signora rooney Quel finocchio di Slocum! Bel modo di parlare dei tuoi superiori! Quel finocchio di Slo­cum! Tu, che sei figlio di nessuno!

barrell (con ira, a Tommy) Cosa fai li in mezzo alla strada? Questo non è il tuo posto, capito? Fila in stazione e tirami fuori il carrello, svelto! Lo sai che il dodici e trenta ci può arrivare addosso da un mo­mento all'altro!

tommy (con amarezza) Ecco cosa ci guadagni a com­portarti da buon cristiano.

barrell (fuori di sé) Muoviti, prima che faccia rap­porto! (Lenti passi di Tommy che sale i gradini) .Vuoi che ti venga a prendere per le orecchie? (I passi si af­frettano, sì allontanano, cessano). Ah, Dio mi perdo­ni, la vita è dura. (.Pausa). Allora, signora Rooney, mi fa piacere di rivederla in gamba. E rimasta chiu­sa lassù per un bel pezzo.

signora rooney Non abbastanza, signor Barrell. (Pau­sa). Vorrei essere ancora nel mio letto, signor Bar­rell. (Pausa). Vorrei essere ancora sdraiata comoda comoda nel mio letto, signor Barrell, a putrefarmi piano piano, senza dolore, tenendomi su con brodo e petto di pollo, fino ad appiattirmi come un asse da stiro sotto le coperte. (Pausa). Oh, niente tossire o sputare o sanguinare o vomitare, solo scivolare dol­cemente alla deriva verso quell'altra vita, e ricorda­re, ricordare... (con voce rotta) tutti gli stupidi dolori... come se... non ci fossero mai stati... Dove ho messo quel fazzoletto? (Sì soffia il naso fragorosa­mente) Da quanto tempo è capostazione qui, signor Barrell?

barrell Non me lo chieda, signora Rooney, non me lo chieda.

signora rooney Ha preso il posto di suo padre, se non sbaglio, quando suo padre s'è ritirato.

baerell Povero papa! (Reverente silenzio). Non ha neanche avuto il tempo di godersi la pensione.

signora rooney Me lo ricordo bene. Un piccolo ve­dovo con la faccia da faina, sempre rossa, sordo co­me una campana e irritabilissimo. (Pausa). Immagi­no che presto andrà in pensione anche lei, signor Barrell, a coltivare le sue rose. (Pausa). Mi sbaglio. o poco fa le ho sentito dire che il dodici e trenta può arrivare da un momento all'altro?

barrell Infatti.

signora rooney Ma secondo il mio orologio, che è più o meno giusto - o perlomeno lo era, al segnale ora­rio delle otto - siamo ormai arrivati a mezzogior­no... (pausa, mentre consulta l'orologio)... e trenta­sei. (Pausa). E d'altra parte il rapido non è ancora passato. (Pausa). O forse è passato cosi in fretta che non me ne sono accorta? (Pausa). Perché c'è stato un momento, adesso ricordo bene, in cui ero cosi as­sorta nel mio dolore che non avrei sentito una mac­china schiacciasassi se mi fosse passata sopra. (Pau­sa. Il signor Barrell fa per andarsene). Non se ne vada, signor Barrell! (Il signor Barrell si allontana. Più for­te) Signor Barrell! (Pausa. Più forte) Signor Barrell!

barrell (Torna indietro. Seccato) Che c'è, signora Roo­ney, io ho il mio lavoro da fare.

Silenzio. Rumore del vento.

signora rooney Si sta alzando il vento. (Pausa. Vento). La parte più bella della giornata è finita. (Pausa. Vento. Trasognata) Fra poco la pioggia comincerà a cadere e continuerà a cadere tutto il pomeriggio. (Il signor Barrell si allontana). Poi, la sera, le nubi si squarceranno, l'ultimo sole splenderà un istante e poi cadrà oltre le colline. (Si accorge che il signor Bar­rell se ne è andato) Signor Barrell! Signor Barrell! (Si­lenzio). Li allontano tutti. Vengono a me, senza che li abbia chiamati, senza rancori, pieni dì gentilezza, pronti a offrirmi il loro aiuto... (con voce rotta) ... sinceramente lieti... di rivedermi... in cosi buona sa­lute... (Fazzoletto) Due parole, dette col cuore... e mi ritrovo sola... come prima... (Fazzoletto. Con vee­menza) Non dovrei uscire più! Non dovrei allonta­narmi di un metro! (Pausa). Oh, ecco la Fitt che ar­riva, chissà se mi saluterà.

(Passi della signorina Fitt che si avvicina, canticchiando sottovoce un inno reli­gioso. Comincia a salire i gradini). Signorina Fitt! (La signorina Fitt si ferma, smette di canticchiare). Sono di­ventata invisibile, signorina Fitt? Questo cretonne che ho addosso mi va cosi bene che mi confondo col muro? (La signorina Fitt scende un gradino). Brava, si­gnorina Fitt, guardi con attenzione e alla fine di­stinguerà una forma anticamente di sesso femmi­nile.

fitt Signora Rooney! L'ho vista, ma non la riconoscevo.

signora rooney Domenica scorsa ci siamo viste in chiesa. Ci siamo inginocchiate fianco a fianco, da­vanti allo stesso altare. Abbiamo bevuto dallo stes­so calice. Sono così cambiata, da allora?

fitt (scandalizzata) Oh, ma in chiesa, signora Rooney, in chiesa io sono sola col mio Creatore. Non è così anche per lei? (Pausa). Le dico, perfino il sacresta-no, quando passa per la questua, sa che è inutile fer­marsi davanti a me. Neanche lo vedo, quel suo piat­tino o sacchetto, o cosa diavolo hanno in mano, ho altro per la testa. (Pausa). Le dico, perfino a funzio­ne finita, quando esco all'aria fresca, perfino allora, per almeno duecento metri, cammino come se fossi in sogno, barcollando, senza neppur vedere i miei correligionari. E loro sono tutti molto gentili, devo ammetterlo - la grande maggioranza - molto genti­li e comprensivi. Ormai lo sanno e non se la pren­dono. Eccola che passa, dicono, eccola che passa la bruna signorina Fitt, sola col suo Creatore, non fa­teci caso. E si mettono sul ciglio del sentiero per evi­tare che io vada a sbattergli contro. (Pausa). Ah sì, sono distratta, molto distratta, anche nei giorni fe­riali. Chieda alla Mamma, se non mi crede. Hetty, mi dice quando mi metto in bocca il tovagliolo in­vece della tartina di pane e burro, Hetty, come si può essere cosi distratti? (Sospira) La verità dev'es­sere, signora Rooney, che io non ci sono, in quei mo­menti, non sono presente. Vedo, sento, tocco e co­si via, faccio i soliti gesti, ma non col cuore, signora Rooney, il cuore non c'è. Lasciata a me stessa, sen­za nessuno che mi trattenesse, farei presto a volar­mene vìa... verso la mia vera patria. (Pausa). E per­ciò non creda che abbia fatto finta di non vederla, signora Rooney, sarebbe farmi torto. Io ho visto so­lo una gran macchia pallida, una delle tante macchie pallide. (Pausa). C'è qualcosa che non va, signora Rooney, lei ha un'aria, come dire, cosi strana. Tut­ta curva.

signora rooney (con amarezza) Maddy Rooney, nata Dunne, la grossa macchia pallida. (Pausa). Lei ha una vista molto acuta, signorina Fitt, lei non lo sa, ma ha una vista terribilmente acuta.

Pausa.

fitt Comunque... posso fare qualcosa per lei, visto che sono qui?

signora rooney Se mi desse una mano a scalare que­sta montagna, signorina Fitt. sono sicura che il suo Creatore, se non altri, gliene renderebbe merito.

fitt Via, via, signora Rooney, non sia cosi maligna. Merito! Io i sacrifici li faccio senza secondi fini... oppure non lì faccio. (Pausa. Comincia a scendere i gradini) Immagino che vorrà appoggiarsi a me, si­gnora Rooney.

signora rooney Ho chiesto al signor Barrell di darmi il suo braccio, solo il braccio. (Pausa). Lui ha girato i tacchi e se ne è andato.

fitt Allora è il mio braccio che vuole? (Pausa. Con im­pazienza) È il mio braccio che vuole, signora Roo­ney, o che altro?

signora rooney (fuori di sé) Il suo braccio! Qualsiasi braccio! Una mano! Per tre secondi! Dio, che pia­neta!

fitt Non vedo... Sa cosa le dico, signora Rooney, cre­do che lei faccia male ad andarsene in giro cosi.

signora rooney (con violenza) Venga giù subito, si­gnorina Fitt, e mi dia il suo braccio, altrimenti fac­cio correre qui tutta la parrocchia a forza di urlare!

Pausa. Vento.

Passi della signorina Fitt che scende i gradini.

fitt (con rassegnazione) E va bene, facciamo il nostro dovere di protestante.

signora rooney Le formiche lo fanno l'uria per l'altra. (Pausa). Ho visto perfino dei lumaconi aiutarsi così. (La signorina Fitt porge il braccio). No, dall'altra par­te, cara, se per lei fa lo stesso. Sono mancina, come se non bastasse tutto il resto. (Prende il braccio destro della signorina Fitt) Santo cielo, bambina mia, ma non hai altro che ossa tu, bisogna che metti su un po' di peso. (Sale faticosamente i gradini al braccio della si­gnorina Fitt) È peggio del Cervino, c'è mai stata sul Cervino, lei? Pieno di coppie in luna di miele. (Sali­ta faticosa) Perché non mettono un mancorrente? (Ansando) Mi lasci tirare il fiato un momento. (Pau­sa) . Non lasci la presa! (La signorina Fitt canticchia il suo inno. Dopo qualche istante la signora Rooney si uni­sce a lei)... nessun astro in cielo addiiita... (La signo­rina Fitt smette di canticchiare)... il cammino al viag-giatooor... (Forte) Da chi mai verrà l'aiiita...

fitt (istericamente) La smetta, signora Rooney, la smetta subito o lo la lascio cadere!

signora rooney Non era l'inno che cantavano sul Lusitania? O forse cantavano La roccia dei secoli? Dev'esser stata una scena commoventissima. O era il Titanic?

Richiamato dal rumore, un gruppetto di persone tra cui il signor Tyler, il signor Barrell e Tommy, s'è rac­colto in cima alla scalinata.

barrell Cosa diavolo...

Silenzio.

tyler Bella giornata per le corse.

Gran risata di Tommy interrotta dal signor Barrell che gli dà una botta in pieno stomaco. Rumore ap­propriato di Tommy.

voce femminile (acutissima) Vieni a vedere. Dolly, vieni a vedere!

dolly Che cosa, mamma?

VOCE femminile Sono bloccate! (Risata chioccia) So­no bloccate!

signora rooney Siamo a posto: eccoci diventate lo zimbello delle ventisei contee. O non erano poi tren­tasei?

tyler Bel modo di trattare i suoi dipendenti indifesi, signor Barrell. Colpi bassi e senza preavviso.

fitt Qualcuno ha visto mia madre?

barrell E quella chi è?

tommy La signorina Fitt, la bruna.

barrell Non la vedo in faccia!

signora rooney Coraggio, cara, se lei è pronta sono pronta anch'io. (Salgono faticosamente gli ultimi gra­dini). State indietro, voi, zoticoni!

Rumore confuso di passi.

voce femminile Attenta, Dolly!

signora rooney Grazie, signorina Fitt, grazie, adesso sono a posto, mi appoggi solo contro il muro come un tappeto arrotolato; per il momento non mi serve altro. (Pausa). Mi scusi per tutto questo trambusto, signorina Fitt, se avessi saputo che cercava sua ma­dre non l'avrei importunata, so cosa vuoi dire.

voce femminile Vieni Dolly, tesoro, andiamoci a met­tere dove si ferma la prima classe per non fumatori. Dammi la mano e stringi forte, ci vuo niente per farsi risucchiare sotto le ruote.

tyler Ha perduto sua madre, signorina Fitt?

fitt Buongiorno, signor Tyler.

tyler Buongiorno, signorina Fitt.

barrell Buongiorno, signorina Fitt.

fitt Buongiorno, signor Barrell.

tyler Ha perduto sua madre, signorina Fitt?

fitt Ha detto che avrebbe preso l'ultimo treno.

tyler (alla signorina Fitt) Dicendo l'ultimo treno...

signora rooney Non sognatevi neppure per un mo­mento, solo perché mi tengo in disparte, che Io ab­bia smesso di soffrire. No. Vedo tutta la scena, le colline, la pianura, il campo di corse coi suoi chilo­metri di staccionate bianche e le sue tre tribune ros­se, e questa graziosissima stazioncina di campagna, e perfino voi, sì, dico sul serio, e il cielo sempre più nuvoloso che sovrasta tutto, vedo queste cose, sto qui dritta e vedo tutte queste cose con occhi... (con voce rotta) attraverso occhi... oh, se aveste i miei oc­chi... capireste... le cose che hanno visto... senza distogliere lo sguardo... questo è niente... niente... ma dove ho messo quel fazzoletto?

Pausa.

tyler (alla signorina Fitt) Dicendo l'ultimo treno... (la signora Rooney si soffia fragorosamente il naso)... dicendo l'ultimo treno, signorina Fitt, lei intende, im­magino, l'accelerato delle dodici e trenta.

fitt E che altro potrei intendere, signor Tyler, che al­tro potrei ragionevolmente intendere?

tyler Allora non ha motivo di stare in pena, signori­na Fitt, perché l'accelerato delle dodici e trenta non è ancora arrivato. Guardi. (La signorina Fitt guarda. In tono paziente) No, signorina, segua la direzione del mio indice. (La signorina Fitt guarda). Laggiù. Ve­de. Il braccio del segnale. Alzato all'ora indecente-delle nove. (Ci ripensa. Malinconico) O delle tre, pur­troppo! (Il signor Barrell soffoca una risata). Grazie, signor Barrell.

fitt Ma tra poco saranno...

tyler (pazientemente) Tutti sappiamo, signorina, tut­ti sappiamo che ore saranno tra poco, e tuttavia la dura realtà è che l'accelerato delle dodici e trenta non è ancora arrivato.

fitt Non ci sarà stato un incidente, spero! (Pausa). Non ditemi che è deragliato! (Pausa). Oh, mia po­vera mammina! Con la sogliola fresca per colazio­ne!

Gran risata di Tommy. interrotta come in prece­denza dal signor Barrell.

barrell Hai fatto abbastanza lo scemo, tu! Fila in ca­bina e vedi se il signor Case ha qualche novità.

Tommy se ne va.

signora rooney Povero Dan!

fitt (angosciata)  Che cos'è successo? Una disgrazia?

tyler Via, signorina Fitt, adesso non...

signora rooney (con veemente tristezza) Povero Dan!

tyler Via, signorina Fitt, adesso non si abbandoni... allo sconforto, tutto si aggiusterà... alla fine. (Sot­tovoce, al signor Barrell) Come stanno esattamente le cose, signor Barrell? Non uno scontro, spero!

signora rooney (con entusiasmo) Uno scontro! Oh. ma sarebbe magnifico!

fttt Uno scontro! Me lo sentivo!

tyler Venga, signorina Fitt, mettiamoci un po' più in là.

signora rooney Buona idea, spostiamoci tutti. (Pau­sa), No? (Pausa). Avete cambiato idea? (Pausa). In fondo avete ragione, si sta molto meglio qui, all'om­bra della sala d'aspetto.

barrell Scusatemi un momento.

signora rooney Prima di svignarsela, signor Barrell, abbia la bontà di darci una piccola spiegazione, ne abbiamo bene il diritto. Anche il treno più lento di questa linea secondaria non può avere un ritardo di dieci minuti e più senza una buona ragione, direi. (Pausa). Tutti sappiamo che questa è la stazione me­glio tenuta di tutta la rete ferroviaria, ma ci sono momenti in cui questo non è sufficiente, non è asso­lutamente sufficiente, (Pausa). Avanti, signor Barrell, la smetta dì succhiarsi i baffi e rassicuri i parenti più prossimi, se non i più cari, dei poveri abbonati.

Pausa.

tyler (in tono ragionevole) Penso anch'io che una qual­che spiegazione ci sia dovuta, signor Barrell. non fos­se che per tranquillizzarci.

barrell Non so niente. So soltanto che c'è stato un contrattempo. Il traffico è ritardato su tutta la linea,

signora rooney (sarcastica) Ritardato! Contrattem­po! Ah, questi scapoli! Noi siamo qui, a roderci l'anima pensando ai nostri cari e lui lo chiama un contrattempo! Quelli di noi che hanno dei disturbi al cuore o ai reni, come me, possono cadere svenuti da un momento all'altro, e lui lo chiama un contrat­tempo! Nei nostri forni l'arrosto del sabato si sta carbonizzando e lui lo chiama...

tyler Ecco Tommy che arriva di corsa! Sono contento di aver visto Questo prima di morire.

tommy (eccitato, di lontano) Sta arrivando. (Pausa. Più vicino) È al passaggio a livello.

Immediati ed esagerati rumori di stazione. Campa­nelli. Fischietti. Fischio in crescendo dì un treno che si avvicina. Rombo di un treno che passa senza fer­marsi.

signora kooney (gridando per farsi sentire) Il rapido! Il rapido!

(Il rapido sì allontana, l'accelerato si avvicina dalla parte opposta, entra in stazione, si ferma confor­ti sibili di vapore e sferragliamenti. Rumore dei passeg­geri che scendono, porte sbattute, il signor Barrell che grida «Boghilll Bogbill», ecc. Con voce acutissima) Dan!... Tutto bene?... Dov'è?,.. Dan!... Ha visto mio marito?.,. Dan!...

(Rumori della stazione che si vuota. fischio del capotreno. Il treno parte, si allonta­na. Silenzio), Non c'è! Tutto quello che ho patito per arrivare fin qui e lui non c'è!... Signor Barrell!... Ha visto se c'era? (Pausa). Perché fa quella faccia, ha visto un fantasma? (Pausa). Tommy!... Hai visto mio marito?

tommy Sta arrivando, signora, c'è Jerry con lui.

Il signor Rooney appare improvvisamente sulla ban­china appoggiandosi al braccio di un ragazzino, Jerry. È cieco, picchia per terra con il bastone e an­sima incessantemente.

signora rooney Oh Dan! Finalmente! (Si affretta ver­so di lui a passi strascicati. Lo raggiunge. Si ferma) Do­ve diavolo ti eri cacciato?

rooney (freddamente) Maddy.

signora rooney Dov'eri sparito?

rooney Al gabinetto.

signora rooney Dammi un bacio!

rooney Un bacio? In pubblico? Nella stazione? Da­vanti al bambino? Ma sei diventata matta?

signora rooney Jerry non ci fa caso, è vero, Jerry?

jerry No, signora.

signora rooney Come sta il tuo povero papà?

jerry L'hanno portato via, signora.

signora rooney E sei rimasto tutto solo?

jerry Si, signora.

rooney Perché sei venuta? Non mi avevi preavvisato.

signora rooney Volevo farti una sorpresa. Per il tuo compleanno.

rooney Il mio compleanno?

signora rooney Non ti ricordi? Ti ho fatto gli augu­ri nel bagno.

rooney Non ti ho sentita.

signora rooney Ma ti ho regalato una cravatta! Ce l'hai addosso!

Pausa.

rooney Quanti anni ho, adesso?

signora rooney Non ci pensare. Vieni.

rooney Perché non hai disdetto il bambino? Adesso dovremo dargli un penny.

signora rooney (in tono accorato) Me ne sono dimen­ticata. È stato così tremendo arrivare fin qui! Gen­te così odiosa, così villana! (Pausa. Implorante) Sii gentile con me, Dan, sii gentile con me, oggi!

rooney Da' un penny al ragazzino.

signora rooney Eccoti un penny, Jerry, corri a com­prarti le caramelle.

jerry Sì signora.

rooney Vieni a prendermi lunedì, se sono ancora vivo.

jerry Sissignore. (Si allontana di corsa).

rooney Avremmo potuto risparmiare sei penny. Ne abbiamo risparmiati cinque. (Pausa). Ma a che prezzo?

Si allontanano lungo la banchina a braccetto. Passi strascicati, ansito, ticchettio del bastone.

signora rooney Ti senti poco bene?

Si fermano, per iniziativa del signor Rooney.

rooney Una volta per tutte non farmi parlare mentre cammino. È l'ultima volta che te lo dico in vita mia.

Si allontanano. Passi strascicati, ecc. Si fermano in cima alla gradinata.

signora rooney Ti senti poco...

rooney Liquidiamo questo precipizio.

signora rooney Mettimi il braccio intorno alla vita,

rooney Hai di nuovo bevuto? (Pausa). Stai tremando come gelatina. (Pausa). Sei in condizioni di farmi strada? (Pausa). Non voglio finire nel fosso.

signora rooney Oh, Dan! Sarà come ai vecchi tempi!

rooney Sta' attenta a dove metti i piedi, o altrimenti dovrò mandare Tommy a chiamare la carrozza. E al­lora invece di aver risparmiato sei penny, anzi, cin­que penny, avremo perduto... (calcola borbottan­do) ... due e tre meno sei uno e no più uno e no più tre uno e nove e uno dieci e tre due e uno... (voce normale) due e uno, avremo dilapidato la somma di due scellini e un penny. (Pausa). Maledetto sole, s'è ritirato. Come si mette la giornata?

Vento.

signora kooney Si copre, si copre, la parte più bella è passata. (Pausa). Tra poco le prime larghe gocce verranno a spiaccicarsi nella polvere.

rooney Eppure il barometro era sullo stabile. (Pausa) Torniamo presto a casa a sederci davanti al fuoco. Tireremo le tende. Tu mi leggerai un capitolo. Se­condo me, Effi finirà per commettere adulterio col maggiore. (Passi strascicati). Aspetta! (I passi si fer­mano. Bastone sui gradini). Sono andato su e giù per questi gradini almeno cinquemila volte e ancora non so quanti sono. Quando credo che ce ne siano sei ce ne sono quattro o cinque o sette o otto e quando mi ricordo che ce ne sono cinque ce ne sono tre o quat­tro o sei o sette e quando finalmente mi rendo con­to che ce ne sono sette ce ne sono cinque o sei o otto o nove. A volte mi domando se non vengono a cambiarli di notte. (Pausa. Con irritazione) Allora? Quanti sono oggi, secondo te?

signora, rooney Non chiedermi di contare, Dan, non adesso.

rooney Non contare! Uno dei pochi piaceri della vita!

signora rooney Non gli scalini, Dan, per favore, mi sbaglio sempre. Andrei a rischio di farti cade­re sulla ferita e ho già abbastanza letame sulla co­scienza. No, tu resta attaccato a me e tutto andrà bene.

Confusi rumori della discesa. Ansiti, scalpiccii, escla­mazioni, bestemmie. Silenzio.

rooney Bene! E questo tu lo chiami bene!

signora rooney Siamo arrivati in fondo e siamo an­cora interi. (Silenzio. Un asino raglia. Silenzio), Quel­lo era un vero asino. Suo padre e sua madre erano asini.

Silenzio.

rooney Sai una cosa, ho una mezza idea di ritirarmi.

signora rooney (costernata) Ritirarti! E vivere a ca­sa? Con la tua pensione?

rooney Farla finita per sempre con questi maledetti gradini. Trascinarmi su questa strada d'inferno per l'ultima volta. Restarmene a casa, seduto sui resti del mio sedere a contare le ore... fino al prossimo pasto. (Pausa). La sola idea mi fa rivivere! Avanti, prima che la perda!

Proseguono. Passi strascicati, ansito, bastone.

signora rooney Attento adesso, c'è ancora un salto... Hop!... Bravo! Ora siamo al sicuro, di qui si fila di­ritto fino a casa.

rooney (senza fermarsi; ansimando) Filare... diritto!... E lei lo chiama... filare... diritto!

signora rooney Sssst! Non parlare mentre cammini, lo sai che non ti fa bene alle coronarie. (Passi strasci­cati, ecc). Devi solo pensare a mettere un piede die­tro l'altro, è così che si dice, no? (Come sopra). Bra­vo, così andiamo bene. (Come sopra. Si fermano di colpo per iniziativa della signora Rooney). Santo cie-lo! Lo sapevo che c'era qualcosa! Con tutta quella confusione me n'ero dimenticata!

rooney (calmo) Dio buono!

signora rooney Ma tu devi saperlo, Dan, per forza, visto che c'eri sopra. Che cosa è successo? Raccon­tami.

rooney Non succede mai niente, per quanto mi risulta.

signora rooney Eppure devi...

rooney (con violenza) Tutte queste fermate e parten­ze sono infernali, infernali! Ho appena il tempo di prendere un po' di slancio e proprio quando comin­cio a ingranare tu ti fermi di colpo! Cento chili di ciccia malata! Cosa t'è saltato in mente di venirmi a prendere? Lasciami andare!

signora rooney (agitatissimi) No, voglio sapere, non ci muoveremo di qui finché non me l'avrai detto. Quindici minuti di ritardo! Su una corsa di trenta! Inaudito!

rooney Io non so niente. Lasciami andare prima che ti scrolli via.

signora rooney Ma tu devi per forza sapere! Eri sul treno! E stato alla stazione? Siete partiti in ritardo? O è successo durante il viaggio? (Pausa). È successo qualcosa sulla linea? (Pausa). Dan! (Con voce rotta) Perché non me lo vuoi dire?

Silenzio. Riprendono la marcia. Passi strascicati, ecc. Si fermano. Pausa.

rooney Povera Maddy! (Pausa. Grida di bambini). Co­sa è stato?

Pausa.

signora rooney I gemelli Lynch che ci danno la baia. Grida di bambini.

rooney Cosa dici, che ci bombarderanno col fango, oggi?

Grida.

signora rooney Facciamo dietrofront e teniamogli te­sta. (Grida di bambini. Si voltano. Silenzio). Minac­ciali col tuo bastone, (Silenzio). Sono scappati.

Pausa.

rooney Hai mai avuto voglia di uccidere un bambi­no? (Pausa), Stroncare un disastro sul nascere. (Pau­sa) . Più d'una volta, nelle notti d'inverno, tornando a casa lungo la strada buia, c'è mancato poco che mi gettassi sul ragazzino.(Pausa). Povero Jerry! (Pau­sa). Che cosa mi trattenne? (Pausa). Non certo la paura degli uomini. (Pausa). Ti dispiace se adesso an­diamo un po' avanti all'indietro?

signora rooney All'indietro?

rooney Sì. O se preferisci, tu camminando in avanti e io all'indietro. La coppia perfetta. Come i danna­ti di Dante, con la testa voltata dall'altra parte. Le nostre lacrime ci bagneranno il sedere.

signora rooney Che ti prende, Dan? Ti senti poco bene?

rooney Bene! Quando mai mi sono sentito bene? Il giorno che mi hai conosciuto avrei dovuto essere a letto. Il giorno che mi hai chiesto di sposarti i me­dici mi davano per spacciato. Questo lo sapevi, no?

La notte che mi hai sposato, sono venuti a prender­mi con l'ambulanza. Non te lo sarai dimenticato, spero. (Pausa). No, non si può dire che io mi senta bene. Ma nemmeno peggio. Anzi, mi sento meglio dì una volta. La perdita della vista è stata come una frustata. Se potessi diventare sordo e muto credo che riuscirei a tirare avanti fino ai cent'anni. O ci sono già arrivato? (Pausa). Ho compiuto cent'anni, oggi? (Pausa). Ho cento anni, Maddy?

Silenzio.

signora rooney Tutto tace. Non si vede anima viva. Nessuno a cui chiedere. Il mondo mangia. Il ven­to... (breve raffica)... muove appena le foglie e gli uc­celli... (breve cinguettio)... sono stanchi di cantare. Le mucche... (breve muggito)... e le pecore... (breve belato)... ruminano in silenzio. I cani... (breve latra­to)... sonnecchiano e le galline... (breve chioccio­lio)... si crogiolano nella polvere. Siamo soli. Non c'è nessuno a cui chiedere.

Silenzio.

rooney (schiarendosi la voce, in tono di narratore) Sia­mo partiti in perfetto orario, questo lo posso garan­tire. Ero...

signora rooney E come lo puoi garantire?

rooney (voce normale, irosa) Posso garantirlo, ti dico! Volevi o non volevi la mia relazione? (Pausa. Tono di narratore) In perfetto orario. Avevo uno scom­partimento tutto per me, come al solito. Almeno, lo spero, perché mi sono preso molte libertà. La mia mente... (Tono normale) Ma perché non ci mettia­mo a sedere da qualche parte? Paura di non rialzar­ci più, forse?

signora rooney Sedere su che cosa?

rooney Su una panchina, per esempio.

signora rooney Non ci sono panchine.

rooney E allora su una banchina, lasciamoci cadere su una banchina.

signora rooney Non ci sono banchine.

rooney Allora niente. (Pausa). Sogno altre strade, in altri paesi. Un'altra casa, un'altra... (esita)... un'al­tra casa. (Pausa). Che stavo cercando di dire?

signora rooney Stavi parlando della tua mente.

rooney (stupito) La mia mente? Sei sicura? (Pausa. In­credulo) La mia mente?... (Pausa). Ah, sì. (Tono di narratore) Ero solo nel mio scompartimento e la mia mente cominciò a lavorare, come spesso mi accade dopo le ore d'ufficio, mentre torno a casa in treno, al dondolio della carrozza. Il tuo abbonamento fer­roviario, mi dissi, ti costa dodici sterline l'anno, e tu guadagni, in media, sette scellini al giorno, vale a dire appena quanto basta per tenerti in vita, te e i tuoi riflessi, con l'aiuto di cibo, bevande, tabacco e periodici fino al momento in cui arrivi a casa e ti get­ti sul letto. Al che devi ancora aggiungere - o sot­trarre - spese d'affitto e di cancelleria, sottoscrizio­ni varie, tram, luce e riscaldamento, permessi e li­cenze, barba e capelli, mance agli accompagnatori, manutenzione dei locali e obblighi di decoro, oltre a mille altre voci non specificabili. A questo punto. è chiaro che standotene a casa, a letto, giorno e not­te, inverno ed estate, cambiando il pigiama ogni quindici giorni, verresti ad accrescere considerevol­mente il tuo reddito. Gli affari, mi dissi... (Un gri­do . Pausa. Altro grido. Tono normale) Mi sbaglio o c'è stato un grido?

signora rooney La signora Tully, immagino. Il suo povero marito ha dei dolori che non gli danno re­quie, e la picchia senza pietà.

Silenzio.

rooney (deluso) Tutto qui? (Pausa). Dove volevo arri­vare?

signora rooney Agli affari.

rooney Ah, sì, gli affari. (Tono di narratore) Gli affa­ri, vecchio mio, mi dissi, ritirati dagli affari, ormai loro si sono ritirati da te. (Tono normale) Capitano, questi momenti di lucidità.

signora rooney Sono molto stanca, e tutta gelata.

rooney (tono dì narratore) D'altra parte, mi dissi, ci sono gli orridi verbi della vita domestica, spolvera­re, scopare, aerare, strofinare, incerare, raschiare, lavare, stendere, asciugare, innaffiare, potare, ra­strellare, interrare, spalare, macinare, tagliare, pe­stare, rompere e sbattere le porte. E i marmocchi, i vivacissimi, sanissimi, urlantissimi marmocchi dei vicini. Di queste e di molte altre cose ancora, il week-end, ossia il sabato pomeriggio e il successivo giorno di festa, ti hanno dato un'idea abbastanza esatta. Ma che cosa sarà mai nei giorni feriali? Un mercoledì? Un venerdì! Che cosa dev'essere di ve­nerdì! E mi diedi allora a rievocare il silenzio del mio ufficio, la quiete di quel seminterrato lontano dal traffico, con la sua targa ormai cancellata, il di­vano e le tende dì velluto, e la delizia di starsene se­polti vivi là dentro, sia pure soltanto dalle dieci alle cinque, con a portata della mano destra una botti­glia di birra chiara e della mano sinistra un filetto d'aringa ben ghiacciato. Nulla, mi dissi, neppure una morte ufficialmente constatata, potrà mai sostituire quel paradiso. Fu allora che notai che il treno s'era fermato. (Fama. Tono normale. Con irritazione) Per­ché stai appesa ai miei stracci in questo modo? Sei svenuta?

signora rooney Sono molto debole, e tutta gelata. Il vento... (raffica di vento)... fischia tra le pieghe del mio vestito leggero come se non avessi niente sopra le mutande. E' dalle undici che non metto niente sot­to i denti.

rooney Non mi dai più retta. Io parlo... e tu stai a sen­tire il vento.

signora rooney No, no, pendo dalle tue labbra, rac­contami tutto, poi ci rimetteremo in cammino e non ci fermeremo, non ci fermeremo più finché non sa­remo al sicuro, in porto.

Pausa.

rooney Non ci fermeremo... al sicuro in porto... Lo sai, Maddy, alle volte sembra che tu stia farfuglian­do una lingua morta.

signora rooney Hai ragione, Dan, so bene cosa vuoi dire, spesso ho anch'io la stessa sensazione e mi rie­sce indicibilmente penosa.

rooney Ti confesso che la provo anch'io, certe volte, quando mi capita di sentire quello che dico.

signora rooney Pazienza, finirà per morire anche lei, come il nostro povero gaelico. È l'unica consola­zione.

Belato straziante.

rooney (spaventato) Dio buono!

signora rooney Oh, il bell'agnellino ricciuto che pian­ge perché vuole il latte della mamma! La loro lingua non è cambiata, dai tempi dell'Arcadia.

Pausa.

rookey Dov'ero arrivato, nella mia composizione?

signora rooney Eri fermo.

rooney Ah, sì. (Si schiarisce la voce. Tono di narratore) Ne trassi, logicamente, la conclusione che eravamo arrivati a qualche stazione e che ben presto sarem­mo ripartiti. Mi misi dunque a sedere senza alcun sospetto. Non un rumore. E' una giornata molto cal­ma, mi dissi, nessuno che scende, nessuno che sale. Poi, vedendo che il tempo passava e non succedeva niente, mi resi conto del mio errore. Non eravamo affatto in una stazione.

signora rooney Non sei saltato su di scatto per met­tere la testa fuori dal finestrino?

rooney E a che cosa mi sarebbe servito?

signora rooney Ma a chiamare qualcuno, no, a infor­marti del disguido.

rookey Non me ne importava niente, del disguido. No, sono rimasto tranquillamente a sedere, dicen­domi: se questo treno non si muovesse mai più di qui, non sarebbe poi un gran male. Poi, a poco a po­co, un... come dire... un crescente bisogno di... ehm... capisci cosa voglio dire... cominciò ad agi­tarmi. Un fatto nervoso, probabilmente. Anzi, è cer­tamente così. Capisci, quel senso di essere prigio­nieri.

signora rooney Sì, sì. ci sono passata anch'io.

rooney Se restiamo qui ancora per un pezzo, mi dis­si, non so proprio che cosa farò. Mi alzai e presi a camminare avanti e indietro tra ì sedili, come un ani­male in gabbia,

signora rooney Certe volte aiuta.

rooney Finalmente, dopo quello che mi parve un se­colo, ripartimmo. E di lì a poco sento Barrell che grida il nome aborrito. Scesi e Jerry mi guidò al ga­binetto. (Pausa), Il resto lo sai. (Pausa). Non dici niente? (Pausa). Di' qualcosa, Maddy. Di' che mi credi.

signora rooney Ricordo che una volta sono stata a una conferenza di uno di questi nuovi specialisti del­le malattie mentali, adesso non so più come si chia­mano. Ma insomma, diceva...

rooney Un alienista?

signora rooney No, no, solo cose mentali. Speravo che mi aiutasse a veder chiaro in quella mia vecchia ossessione per le natiche dei cavalli.

rooney Un neurologo.

signora rooney No, no, solo disturbi mentali, il no­me esatto mi tornerà in mente questa notte. Ricor­do che ci raccontò la storia di una bambina, molto strana e infelice, che lui aveva curato per molti an­ni senza riuscire a guarirla finché dovette rinuncia­re al caso. Non le aveva trovato niente di anormale, disse. La sola cosa anormale che gli risultasse, era che stava morendo. E difatti mori, poco dopo che luì se n'era lavato le mani.

rooney Be'?Che c'è di tanto straordinario?

signora rooney No, è stata una cosa che ha detto, e il modo come l'ha detto, che da quel giorno non so­no più riuscita a togliermi di mente.

rooney E stai sveglia di notte a rigirarti nel letto pen­sando a questa cosa?

signora rooney A questa e ad altre... atrocità. (Pau­sa) . Aveva finito di parlare della bambina e rimase immobile per un po', due minuti buoni almeno, con gli occhi fissi sul tavolo. Poi a un tratto rialzò la te­sta ed esclamò, come se dovesse farci chissà che ri­velazione: il guaio di quella bambina era che non era mai veramente nata! (Pausa). Fece tutta la confe­renza senza guardare una soia volta gli appunti. (Pau­sa). Me ne andai prima della fine.

rooney E sulle natiche niente? (La signora Rooney co­mincia a piangere. Con affettuoso rimprovero) Maddy!

signora rooney Non c'è niente da fare per quelli che sono così?

rooney Per quali ce n'è? (Pausa). La frase non mi suo­na giusta. (Pausa). Da che parte sono voltato?

signora rooney Come?

rooney Non so più da che parte sono voltato.

signora rooney Sei voltato di fianco e stai chino sull'orlo del fosso.

rooney C'è un cane morto, là in fondo.

signora rooney No, no, sono solo foglie che marciscono.

rooney In giugno? Foglie che marciscono in giugno?

signora rooney Sì, caro, dell'anno scorso, e dell'an­no prima dell'anno scorso, e dell'anno prima anco­ra.

(Silenzio. Vento e pioggia. Riprendono la marcia. Passi strascicati, ecc).

Ecco di nuovo quel magnifico liburno. Poveretto. Sta perdendo tutti i suoi fiori. (Passi strascicati, ecc). Le prime gocce. (Pioggia. Pas­si strascicati,ecc). Velo d'oro. (Passi strascicati,ecc.).

Non fare attenzione a me, caro, sto solo parlando da sola.

(Pioggia più forte. Passi strascicati, ecc). Posso­no procreare i bardotti, chissà?

Si fermano.

rooney Come hai detto?

signora rooney Su, caro, non badare a quel che dico, qui ci stiamo inzuppando.

rooney (con forza) Chissà se i cosi possono cosa?

signora rooney Procreare i bardotti. (Silenzio). L'in­crocio tra uno stallone e un'asina, e mi par bene che siano sterili, o impotenti, no? (Pausa). Non era af­fatto il piccolo di due asini, sai? L'ho chiesto al pro­fessore di teologia.

Pausa.

rooney Se non lo sa lui.

signora rooney Sì, era un bardotto, entrò a Gerusa­lemme o dove diavolo era, sul dorso di un bardotto. (Pausa). Questo deve avere un significato. (Pausa). E come i passeri, di molti di cui non valiamo di più: be', non erano affatto passeri.

rooney Di molti di cui!... Adesso esageri, Maddy!

signora rooney (con emozione) Non erano passeri affatto!

rooney E questo fa forse salire il nostro prezzo?

Silenzio. Riprendono la marcia. Passi strascicati ecc. Pioggia, vento, ecc. Si fermano.

signora rooney Vuoi del letame? (Silenzio. Riprendo­no la marcia. Vento, pioggia, ecc. Si fermano). Perché ti fermi? Vuoi dire qualcosa?

rooney No.

signora rooney Allora perché ti fermi?

rooney È più facile.

signora rooney Sei bagnato?

rooney Fino all'osso.

signora rooney Metteremo ad asciugare le nostre co­se e c'infileremo le nostre vestaglie. (Pausa). Metti­mi il braccio intorno alla vita. (Pausa). Sii gentile con me! (Pausa. Con gratitudine) Ah, Dan!

(Riprendono la marcia. Vento e pioggia. Passi strascicati, ecc. Fioca musica, come in precedenza. Si fermano, Musica più al­ta. Silenzio rotto solo dalla musica. Musica sfuma). Tutto il giorno lo stesso vecchio disco.

rooney (con voce soffocata) «La morte e la fanciul­la».

Silenzio.

signora rooney Tu stai piangendo. (Pausa). Stai piangendo?

rooney (con violenza) Sì!

(Riprendono la marcia. Ven­to e pioggia, Passi strascicati ecc. Si fermano. Ripren­dono la marcia. Vento e pioggia. Passi strascicati, ecc. Si fermano). Chi predica domani? Il vecchio?

signora rooney   No.

rooney Dio sia lodato. Chi?

signora rooney  Hardy.

rooney «Come essere felici benché sposati»?

signora rooney No, no, quello è morto, non ti ricordi? Niente a che fare,

rooney Ha annunciato il testo?

signora rooney «Il Signore sorregge tutti quelli che cadono e rialza tutti quelli che sono piegati».

(Si­lenzio. Scoppiano a ridere fragorosamente. Riprendono la marcia. Vento e pioggia. Passi strascicati, ecc). Strin­gimi più forte Dan! (Pausa). Così!

Si fermano.

rooney Sento un rumore dietro di noi.

Pausa.

signora rooney Sembrerebbe Jerry. (Pausa). E proprio Jerry.

Passi di Jerry che si avvicina correndo. Si ferma vi­cino a loro, ansimando.

jerry (ansante) Le è caduto...

signora rooney Prendila con calma, omettino mio, non vorrai farti scoppiare una vena.

jerry (ansante) Le è caduto qualcosa, signore. Il signor Barrell mi ha detto di correrle dietro.

signora rooney Fa' vedere. (Prende l'oggetto) Che cos'è? (Lo esamina) Cos'è questa roba, Dan?

rooney Forse non è neanche mia.

jekry Il signor Barrell ha detto che era sua, signore.

signora rooney Sembra una specie di palla. Eppure non è una palla.

rooney Da' qua,

signora rooney (dandogliela) Ma che cos'è, Dan?

rooney E una cosa che porto sempre addosso.

signora rooney Sì, ma che cos...

ROONEY (con violenza) E' una cosa che porto sempre ad­dosso!

Silenzio. La signora Rooney cerca degli spiccioli.

signora rooney Non ho spiccioli. Tu hai qualcosa?

rooney Non ho niente di niente.

signora rooney  Siamo rimasti senza spiccioli, Jerry. Ricordalo al signor Rooney, lunedì mattina. Ti darà un penny per la commissione.

jerry Sì, signora.

rooney Se sarò ancora vivo.

jerry Sissignore. (Riparte di corsa verso la stazione).

signora rooney Jerry! (Jerry si ferma). S'è poi saputo cosa è successo su quel treno? (Pausa). Hai saputo il perché del ritardo?

rooney Cosa vuoi che ne sappia, lui? Vieni, andiamo.

signora rooney Che cosa è successo, Jerry?

jerry E' stato...

rooney Ma lascialo in pace, lui non sa niente! Vieni ti dico!

signora rooney Che cosa è stato, Jerry?

jerry E stato un bambino, signora.

signora rooney (ha un gemito) Che vuol dire, è stato un bambino?

jerry E stato un bambino che è caduto dal vagone, si­gnora. (Pausa). Sulle rotaie, signora. (Pausa). Sotto le ruote, signora.

Silenzio. Jerry corre via, i suoi passi sfumano. Tur­bine di vento e pioggia. Si placa.

Riprendono la mar­cia. Passi strascicati, ecc. Si fermano. Turbine di vento e pioggia.

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