Un giorno in prefettura… tra realtà e finzione

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Alessandro Tortorella

Un giorno in Prefettura...

...tra realtà e finzione

Commedia in 2 Atti e 9 Scene

Massa, 3-11 gennaio 2010


C

Edizioni Monteleone

a mia figlia, Diana

Via Ipponion, 90 - 89900 Vibo Valentia

Tel.: 0963 47 27 56

in copertina:

foto di Alessandro Tortorella

I diritti di memorizzazione elettronica,

di riproduzione e di adattamento totale o parziale

con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm

e le copie fotostatiche) sono riservati.

ISBN......................


…immerso in un torpore onirico, lasciando correre liberi e

sfrenati pensieri…emozioni… paure e fantasie.

Sognare ad occhi aperti un mondo surreale e sentirsi

demiurgo delle proprie pulsioni; cercare…perdere e ritrovare

il significato dell’esistenza; mentre il mondo, la vita scorre…

corre accanto… veloce, senza concedere il tempo necessario

per fermare le emozioni più belle, senza consentire di poterle

rendere per sempre... immortali. Fantasie… illusioni e tristi

risvegli.

Dalle lunghe notti insonni trascorse a riflettere sul

dolore e sul significato della sofferenza; nello struggente

ricordo di chi non c’è più.

Ma,  anche,  motivato  dall’incontenibile  gioia  ed

energia come può trasmettere solo una giovane vita, che si

trasfonde in un’irrefrenabile voglia di vivere; da tutto questo,

nasce l’idea di cercare di fermare nel tempo un frammento di

presente e consegnarlo ad un futuro, per quando tutto sarà

passato.

Grazie ai miei familiari ed in particolare ai miei

genitori, per il supporto affettivo che mi hanno sempre

assicurato, fornendomi le energie vitali necessarie per arrivare

a realizzare anche questo sogno.

E ancora grazie, per le idee ed i preziosi suggerimenti

che mi hanno fornito nel corso della revisione del testo teatrale.


Grazie a Vinicia, per l’amorevole pazienza che ha saputo

riservarmi, nel rispettare i miei spazi creativi, in un momento

Indice

particolarmente  drammatico  della  nostra  esistenza;  ed

un immenso abbraccio a Nonno Mimmo, che stasera sarà

Personaggi

p.

10

idealmente a Teatro.

Massa, 18 giugno 2010

Prefazione

p.

11

Alessandro Tortorella

Prologo

p.

15

ATTO I

p.

19

Scena I

p.

21

Scena II

p.

33

Scena III

p.

47

Scena IV

p.

59

ATTO II

p.

67

Scena I

p.

69

Scena II

p.

79

Scena III

p.

93

Scena IV

p. 101

Il Finale

p. 107


Personaggi

* * *

Segretaria

Autista

Prefetto

Capo di gabinetto

Regista della Compagnia dei Precari

Sindaco

Segretario Comunale

Zietta

Nipotino

Autorità religiosa

Assistente Autorità religiosa

Comandante

Magistrato

Politico

First Lady

Mammina

Comparsa 1

Comparsa 2

Comparsa 3

* * *

10


Prefazione

La rappresentazione scenica è una tipica “commedia degli equivoci”, movimentata nei dialoghi e nell’azione, che offre allo spettatore una serie di “nove brevi episodi”, tratteggiati dall’autore in altrettante notti e narrati con semplicità discorsiva, in tono leggero e senza grandi pretese.

I personaggi, ben caratterizzati, saranno coinvolti in un susseguirsi di eventi che intersecano verità e falsità. L’interesse per l’intreccio è prevalente ed il divertimento è cercato soprattutto con la successione di “accidenti” curiosi e sospetti.

Il prefetto arriva nella sua nuova sede, palesandosi sin da subito presupponente ed appassionato di recitazione, senza celare il suo rimpianto per il ruolo prestigioso delle Prefetture di un tempo.

I dialoghi tra il protagonista e gli altri personaggi rendono alquanto impalpabile il confine tra “realtà” e “finzione”, per cui la storia assume sfumature surreali, ma divertenti, che trascinano il Prefetto in un vortice di fraintendimenti; precipitando al contempo lo spettatore in un susseguirsi di situazioni plausibili e stuzzicanti paradossi.

Ed ancora… l’incalzante intreccio di situazioni esilaranti, in qualche caso grottesche, impreziosite da brillanti spunti di riflessione su possibili scenari sociali futuri, anche sul ruolo del prefetto, contribuiranno ad innalzare gradualmente l’attenzione dello spettatore e la

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tensione in scena. L’incedere, a volte caotico, d’improbabili

intrecci narrativi, condurrà poi all’immancabile “coup de

thèâtre”finale.


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Prologo


(voce narrante)

…Un ringraziamento a tutti gli amici intervenuti, così

cortesi di essere con noi stasera. Grazie ancora per la pazienza

e per la cordialità che, si auspica, vorrete accordarci fino al

termine dello spettacolo.

A breve, assisterete ad un’opera scherzosa, leggera e

senza alcuna pretesa di dignità teatrale; solo una simpatica e

frizzante commedia, allestita per allietarvi.

Non si può, però, tacere dell’impegno profuso dagli

attori, di certo”non professionisti”, che interpreteranno per

voi. Come un cenno, va a coloro che hanno permesso di

mettere in scena questo “divertissement”.

Persone speciali; che hanno accettato di condividere con

l’autore la bizzarra idea di rappresentare, su un palcoscenico,

situazioni                    paradossali,                    ambientate                    in                          un’improbabile

Prefettura.

Evidentemente,  nessun  riferimento,  a  persone  o

situazioni, è riconducibile, o ispirato in alcun modo, a fatti

reali, o a persone conosciute. Ed eventuali richiami a situazioni

esistenti, sono da intendersi del tutto involontari e casuali.

Non vi è l’intento di canzonare alcuno, o di enfatizzare difetti,

nel pieno rispetto di ruoli e culture.

Ordunque, l’invito è quello di lasciarvi trasportare,

con spirito leggero e spensierato, nel contesto surreale di una

città imprecisata, in un periodo non definito e ad entrare,

nell’ufficio del Prefetto, di un’anonima Prefettura:


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Èuna mattina d’inverno e il maltempo infuria. Il nuovo Prefetto è giunto in città, molto tardi, stanotte. Dopo un lungo viaggio. È nuovo del posto ed è accompagnato dal suo collaboratore di fiducia. Di buon’ora, inizierà la sua prima giornata di lavoro.

Diletto spettatore, bada: ciò che a te d’ora in poi

potrà apparire vero, potrebbe essere falso; e ciò che si paleserà

come “commedia”, potrebbe essere un “frammento di realtà”.

E allora, puoi essere così sicuro, di riuscire a discernere

la “realtà”… dalla “finzione”… in una commedia… degli

equivoci?…


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ATTO I


ATTO I - Scena Prima

(Il Prefetto)

Prefetto/Segretaria/Capogab/Autista

Interno di un palazzo d’epoca. Ufficio del Prefetto. Due ingressi

ed una finestra. Arredamento improbabile.

Segretaria: allegra, smorfiosetta nei modi, nella voce e nel look.

Autista: imponente, parla lentamente.

Prefetto: Autoritario, nobile decaduto, àulico. Vestito ministeriale

tipico, pipa.

Capogab: donna; deferente con il Prefetto; dura con gli altri. Look

elegante, ma non appariscente.

(Si apre il sipario)

Segretaria  (sta sistemando alcuni fascicoli sulla scrivania.

Squilla il cellulare) Ciao bella… hai visto che

tempaccio, stanotte? No, sono in prefettura,

perché da oggi abbiamo il nuovo prefetto… a

momenti arriva in ufficio. Sto preparando le

solite cose, sai!

Autista         (entra) Allora… sappiamo qualcosa di questo

nuovo? Che tipo è?

Segretaria  (rivolta                                              all’autista)                                              No,                                   non                                   ho                                   avuto

indiscrezioni. (parlando al telefono) …no, non

è lui, sto parlando con l’autista.

Autista         Speriamo bene…

Segretaria  (parlando  al  telefono)…  ma  poi,  ieri  sera,

Manolo, è venuto su da te? Dai… raccontami

tutto…


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Autista

C’è una certa movìda da queste parti, vedo!

Segretaria

Taci… (al telefono) No, non dicevo a te…

Prefetto

(dall’alloggio) Buongiorno a tutti!

Segretaria

Oddio, sta arrivando…

Autista

Chi? Manolo?

Segretaria

(al telefono) …ci sentiamo dopo (termina la

telefonata e ritorna a sistemare alcuni fascicoli).

(rivolta all’autista) Vai, vai adesso! (lo spinge

fuori)

Autista

(esce)

Prefetto

(entra)

Segretaria

Buongiorno Eccellenza, che piacere conoscerla!

Ben arrivato.

Prefetto

(piacevolmente turbato) Il piacere è tutto mio,

signorina.  (inchino  e  baciamano;  la  guarda

attentamente) Le assicuro, che il piacere, è tutto

mio! Mi aspettavo di vedere il capo di gabinetto,

ed invece… il mio primo giorno di lavoro è

allietato da una… giovane… pulzella…

Segretaria

Oh com’è galante, Eccellenza. Io sono…

Prefetto

…sshh! Non dica altro. So benissimo chi è lei.

Che Prefetto sarei, altrimenti?

Segretaria

Cosa posso fare, per lei? Sono a sua completa

disposizione.

Prefetto

Eh, se avessi 20 anni di meno, saprei bene cosa

risponderle… comunque anche adesso io… (e

si avvicina)

Capogab

(entra improvvisamente) Buongiorno, Eccellen-

za!…

Prefetto

(imbarazzato)  …aehm!  La  stavo  appunto…

cercando.

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Capogab

Ha  visto  che  temporale!  E  questo  freddo.

(guardandosi in giro) Che postaccio…

Prefetto

…parli  piano,  le  decisioni  del  superiore

Ministero non si discutono, mai! Lo rammenti

bene, se vuol fare carriera.

Capogab

Se lo dice lei…

Prefetto

Piuttosto, dov’è il mio ufficio?

Segretaria

Questo è il suo ufficio! (avvicinandosi al prefet-

to) Le devo confessare una cosa…

Capogab

(insofferente) Che è successo?

Segretaria

Internet non funziona.

Capogab

(rivolta alla segretaria) In pratica, siamo isolati.

Segretaria

E oggi è sabato.

Prefetto

Questo posto è…semplicemente… disgustoso!

Lo vorrei conoscere, l’arredatore. Allora qui,

(seducente con la segretaria) ci siamo solo io e

lei…

Capogab   …e io! Sa, la settimana corta…

Prefetto

…e già. Ormai chi lavora più, al sabato! Ai

miei tempi, si veniva in ufficio anche domenica

mattina. Almeno, c’è l’autista?

Segretaria

(tuono) Vado a chiamarlo. (esce)

Prefetto

(la segue, con sguardo estasiato. Ripresosi e

rivolto al capogab) Che nottata! (Prende alcune

carte e, mentre è assorto nella lettura, esce dalla

porta dell’alloggio)

Autista

(dall’esterno) Permesso?

Capogab

Venga avanti. (ma l’autista non entra) Ho detto

di venire avanti, forza! (entra). Come si chiama?

(nessuna riposta) Ripeto, come si chiama?

Autista

Chi?

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Capogab

Ma come chi? Lei.

Autista

Ah Lei. Sissignore. Ai suoi ordini.

Capogab

E allora?

Autista

Cosa?

Capogab

Lei, dico… come si chiama?

Autista

(indica la segreteria) Segretaria!

Capogab

Ma non… lei,… nel senso di… ella…

Autista

No dottoressa, non si chiama Lella…

Capogab

… intendo lei, nell’altro senso…

Autista

Stia attenta, sa? Non m’interessano i… doppi

sensi. Lei, non mi conosce bene…

Capogab

Fermiamoci qui, per favore… è meglio.

Autista

Già, è meglio… ma per chi?

Capogab

Senta, piuttosto… non faccia il furbo!

Autista

Ma forse anche… lei, per fare carriera… eh?

Capogab

Che fa lei? Allude?

Autista

Lei?

Segretaria

(entra) Vado a cercare il prefetto.

Capogab

Ma non lo disturbi, adesso!

Segretaria

(va verso la porta dell’alloggio e si scontra con il

prefetto, che sta entrando.) Oh… mi scusi…

Prefetto

Non si preoccupi, possiamo anche rifarlo…

Segretaria

Torno  di  là.  Che  emozione...  (esce  dalla

segreteria)

Prefetto

A chi lo dice… (si siede)

Autista

(sta uscendo)

Prefetto

(alza una mano…moscia) Buon uomo, faccia

rientrare la signorina.

Segretaria

(dopo qualche istante entra) Eccellenza, mi…

desiderava?

Prefetto

Eccome, cioè! ahem… volevo chiederle…sa,

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devo sistemare le mie cose, di là…

Segretaria

…ma certo! Lo conosco molto bene, l’alloggio.

Non è niente male, anche se in camera da letto

ci sarebbe qualcosina da cambiare…

Capogab

(sospettosa) …e lei, come fa a saperlo?

Segreteria

(imbarazzata, aggira la domanda)…Il riscalda-

mento, va e non va.

Capogab

Veramente la mia domanda era…

Prefetto

…su, non sia pignola, dottoressa! (rivolto alla

segretaria) Però, c’è l’idromassaggio...

Autista

(entra) In segreteria c’è solo un bagno ed è alla

turca!

Segretaria

In camera da letto, c’è pure un grande specchio

sul soffitto… cornice del ‘700.

Capogab

Ma com’è ben informata! (controlla un fascicolo)

Prefetto

(si alza) Che viaggio…speriamo che con l’idro-

massaggio, almeno… (esce)

Segretaria

(mentre ascolta e parla, mette in ordine le carte)

Eh, beh!

Prefetto

(da fuori)Ma il mio collega, era contento di

quest’incarico?

Segretaria

E’ rimasto poco. Si dice che, grazie all’onorevole,

sia riuscito ad ottenere la promozione. Poi, è

come sparito… nel nulla!

Prefetto

Ah! Interessante, mooolto interessante!

Autista

Eccellenza… ci faccia un pensierino anche lei…

Capogab

Ma come si permette? Con l’onorevole?

Autista

Ma non mi fraintenda! Volevo dire che una

spintarella, a volte… (esce)

Prefetto

(entra)…io non sono tipo da… (rivolto alla

segretaria) a proposito, per le mie cose...

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Segretaria

…ma glieli disfo io, i bagagli…

Capogab

…non so perché, ma non ne dubitavo.

Prefetto

Grazie. Com’ è premurosa, signorina. Se serve,

vengo di là ad aiutarla…

Segretaria

(uscendo e diretta in alloggio) Ma no, se ho

bisogno vengo io, a chiamare lei… Eccellenza.

(esce)

Prefetto

(rivolto al capogab come per giustificarsi) Sa, la

mia signora è all’estero: Capo Verde.

Capogab

(rassegnata) Capisco.

Prefetto

Bah! Oggi, non è più come una volta. Quando

ero un giovane funzionario, di belle speranze

-non che ora non sia affascinante, ma le speranze

ormai…  diciamocelo  francamente…  stanno

tramontando; un Prefetto in sede era come il

viceré. Alloggio di 3.000 mq, servitù, 2-3 autisti.

Spese illimitate, carta di credito mastergold.

Capogab

Si, ne ho sentito parlare; ma erano altri tempi,

Eccellenza. Oggi, il sistema è profondamente

cambiato.

Prefetto

Eh si. Lo so bene, cara dottoressa. Ma io sono

della vecchia guardia. Eravamo abituati a poter

disporre di tutto… e di tutti. Una telefonata

a  Roma  e  si  ottenevano  finanziamenti,

spostamenti di personale, promozioni. Le donne

più affascinanti della provincia -eh già! C’erano

ancora le province, allora- le donne, dicevo…

non le dico… sgomitavano per partecipare ai

balli in prefettura. Le lascio immaginare… ma

lei immagina… sta immaginando?

Capogab

(rassegnata) Immagino… immagino Eccellenza

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… se lo dice lei!

Prefetto

Certo che lo dico io! Diamine…. ma lasciamo

stare, ero giovane allora.

Segretaria

(entra dall’alloggio, con dei libri)

Prefetto

(cambia discorso) Su... su... di che discorrevamo,

dottoressa?

Capogab

…che  oggi,  il  ruolo  del  prefetto  è  molto

differente. Non abbiamo più le competenze

di una volta. I controlli sugli enti, gli stessi

rapporti di collaborazione e di mediazione,

sono spariti da tempo. Per non parlare del

ruolo di coordinamento delle forze dell’ordine.

L’autonomia…

Prefetto

…la prego, (alza una mano per fermarla) non

pronunci quella parola in mia presenza. Solo a

sentirla, mi viene l’emicrania.

Segretaria

Scusate, dove li sistemo, questi?

Prefetto

(indicando un posto) Là, grazie.

Capogab

Ma intanto, i rapporti ed i ruoli sono mutati,

dopo che l’autonomia…

Segretaria

(maldestra, le cade un libro) Ops… scusi.

Prefetto

(guardando la segretaria, ma rivolto al capogab)

Ma cos’ho detto poc’anzi, che fa… gode?

Capogab

(si volta verso il prefetto) In che senso… scusi?

Prefetto

A rigirare la lama nella ferita…

Segretaria

Ma quanto legge, Eccellenza?

Prefetto

E questo è niente, mia cara… pensi che…

(tuono)

Capogab

(a disagio) Ha ragione…forse è meglio cambiare

discorso.  Certo  che,  oggi,  è  una  giornata

pessima. Chissà quando potremo collegarci in

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rete? Per vedere se ci sono novità…

Segretaria

Serve altro, per ora?

Prefetto

(rivolto alla segretaria) Per ora… no… (rivolto

al capogab) …e che novità vuole che ci siano?

L’informatica ha dato il colpo di grazia a questa

nobile ed antica professione. Con questa fissa

della  de-materializzazione  dei  documenti

cartacei:  smaterializza  quel  fascicolo  là;

condividi il file qui, fai la video-conferenza

con il Ministero. Pure dal gabinetto... sempre

connesso… h 24. Il futuro nelle nostre mani!

Seee…!

Segretaria

Allora, posso andare?

Prefetto

Bah!  (parla  con  il  capogab,  ma  scruta  la

segretaria) Guardi… dico… guardi…

Capogab

(sconsolata) Vedo… vedo…

Prefetto

…come ci siamo ridotti, per aver aperto le porte,

del tempio sacro della burocrazia, alla modernità.

Per fortuna che c’è ancora carta e penna sulla

mia scrivania. Anche se, in questo posto sfigato,

ma cosa vuole che scriva? Scrivere… scrivere…

Chi mai sarà interessato a leggere le relazioni

che partono da questo posto, dimenticato da

tutti?

Segretaria

(tuono) Uhh! Corro a chiudere le finestre…

(esce)

Prefetto

E che tempo, poi! Ma sarà mica sempre così,

qui? No? E questo gusto orripilante nello stile.

Capogab

Ma se prima, per la carriera, mi ha detto che?…

Va beh! E poi, non è una sede così orrenda. Ci

sono prefetti più sfortunati…

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Prefetto

E già… se penso a quel mio collega di corso. E’

finito giù in Calabria!

Autista

(dall’esterno) Disturbo?

Capogab

Vieni, vieni.

Autista

(ancora dall’esterno) Posso entrare?

Capogab

Se ti ho detto vieni…

Autista

(entra timoroso) Se non disturbo;

Prefetto

Vogliamo fare notte?

Autista

Eh no. Mi dispiace Eccellenza, ma io non faccio

servizio dopo le 20, sa… il contratto.

Capogab

Ma non si può…

Autista

…infatti non si può; non è che sono io a

tirarmi… di là! (indica la finestra)

C.gab e Pref.

(guardano,

seguendo l’indicazione dell’autista)

Di là?

Autista

Nel senso che io non mi tiro… fuori! Non sono

io, a non voler fare servizio notturno, ma c’è il

contratto.

Capogab

(con tono scocciato) Vai avanti, dai!

Autista

(si fa avanti e guarda il capogab) Avanti…

eccomi. Ma io ero venuto per dire che c’è un

tipo, di là, che vuole parlare con il Prefetto.

Prefetto

E chi è, questo pellegrino?

Capogab

Senza appuntamento?

Autista

Sta parlando con la segretaria. Secondo me, ci

sta provando!

Capogab

E brava la segretaria! Ora mi sente…

Prefetto

Suvvia, lasci correre… è una personcina così…

premurosa…

Autista

Mah… veramente, lei ancora deve riceverlo…

Capogab

Che  dici?

Sua  Eccellenza  si  riferiva  a…

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beh…  lasciamo  stare,  va.  Ma,  se  è  senza

appuntamento…

Segretaria

(entrando) Che fascino!

Capogab

(sconfortata) Ma, chi è?

Segretaria

E’ proprio interessante.

Autista

Io  ho  capito  che  è  il  responsabile  di  una

Compagnia di attori.

Segretaria

A me ha detto che è un regista. A giorni fanno

una commedia degli equivoci. Stanno facendo i

provini. Pensi che mi ha proposto una parte; e

posso portare pure mia cugina. Sa, io ho già

recitato...

Capogab

…non ci dica…

Segretaria

…mi  stava  raccontando  una  storia  molto

divertente, con finale a sorpresa. Cercano attori

non professionisti…

Capogab

(rivolta all’autista) Mandalo via.

Prefetto

Ma no! Oggi è il mio primo giorno, lo riceverò.

Autista

Chi?

Capogab

E dagli! L’attore!

Autista

Ma non è un attore…

Capogab

E’  un  regista,  abbiamo  capito.  Non  fare  il

sofista… proprio tu…

Autista

Il solista...?

Prefetto

(con tono più àulico) Taci aurìga!... e introducilo

al mio cospetto!

Autista

(rimane immobile e guarda il capogab. Poi fa un

gesto: ma che vuole questo?)

Capogab

Dice a te.

Autista

Subito. (esce)

Capogab

Eccellenza…si tratterà certo di una compagnia

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di… precari.

Prefetto        (la tranquillizza) Dottoressa…non si agiti.Riceviamo pure questo misero teatrante! Lei è ancora inesperta… vedrà… vedrà.. come me lo rigiro, in poco tempo.

Capogab     Certo… se lo dice lei… Eccellenza.

Prefetto         (con tono confidenziale e sussurrato) Devesapere che il teatro era la mia passione. Se non avessi dovuto seguire le orme della mia famiglia blasonata, oggi sarei un affermatoautore, di chissà quale tragedia. E forse la mia opera sarebbe tra le più scaricate da youtube. Le confesso, che m’intriga l’idea di rispolverare la mia ars oratoria. Ma si, perché no…? (tono àulico) Che lo show abbia inizio! (fa un gesto eloquente e teatrale al capogabinetto, che rivolge uno sguardo perplesso alla segretaria) Pregooo!!!Che il commediante… si appropinqui!!!

(la segretaria non si muove e guarda, perplessa, il capogab)

Capogab     Fallo entrare! Su… (esce)

Segretaria  (introduce il regista) Venga avanti, prego. (esce)

* * *

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ATTO I - Scena Seconda

(Il Regista)

Regista/Prefetto/Autista/Segretaria/Capogab

Regista: astuto, ironico, ruffiano. Vestito gessato a righe larghe. capello

bianco, sciarpa bianca, orologio sul panciotto, grosso anello al dito.

Regista         (entrando)  Eccellenza  buongiorno!  Ossequi!

Scusate  se  disturbo,  ma  sono  venuto  per

rappresentarvi un problema molto urgente. Sono

un regista di teatro e sono anche responsabile di

una Compagnia di attori… precari.

Prefetto        Ho poco tempo, ma si accomodi.

Regista         (si siede)Grazie assai! Eccellenza, con questa

crisi. Ha presente?

Prefetto        Certo, certo.

Regista         Io non sono più in grado di affrontare le spese

per prenotare il teatro. E senza un teatro, niente

spettacolo.  Intanto,  abbiamo  già  iniziato  la

prevendita dei biglietti per sabato prossimo e,

senza spettacolo, niente incassi. E senza incassi…

Voi mi capite, vero? Dovrò restituire i soldi al

pubblico… e per me e per i miei attori della

Compagnia dei precari, sarebbe un grosso guaio.

La crisi è molto difficile da superare.

Prefetto        Capisco,                   capisco… il                         precariato,                         la                         cassa

integrazione. Ho una certa esperienza. La vera

crisi del teatro, poi, è perchè non si trovano più

gli autori di un tempo. E lo spettatore, che trova

sul palcoscenico? Cosa trova?

Regista         Lo chiedete a me?

Prefetto         E che? Vogliamo consultare quel critico teatrale


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del mio aurìga? Per come l’ho visto, già di prima

mattina… dicevo: sul palco, oggi, sale chiunque

per recitare…

Regista

…interpretare…

Prefetto

…interpretare una parte che non ha né studiato,

né capito.

Regista

Sto cercando di mettere in scena una commedia

che ha scritto un giovane autore. Ancora, è poco

conosciuto; ma è un tipo brillante...

Prefetto

(sognante) Lo sa che, da giovane, anch’io mi

dilettavo di teatro?

Regista

(ironico) Uè?

Prefetto

Già, al liceo, si vedeva che ero portato. Ma poi…

che vuole…discendo da una famiglia di nobili

origini: tutti magistrati, o prefetti… ed eccomi

qui!

Regista

(ironico) Ma nooo? Guarda un po’! E che genere?

Prefetto

(soddisfatto)Ah, teatro greco! Nella tragedia di

Euripide, Ifigenìa in Aulide, narravo della morte

della figlia di Agamennone.

Regista

Però!

Prefetto

Modestamente, avevo un futuro… Poi ho deciso

di servire il mio Paese!

Regista

Esercito? Parà?

Prefetto

Ma no! Prefettura!

Regista

Ottima scelta. La carriera burocratica è più

autorevole.

Segretaria

(entra)

Prefetto

Non saprei. Un attore che sfonda sul grande

schermo ha fama, ricchezza e belle donne.

(sognante) Uno show tutto per me… cioè… per

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il personaggio televisivo del momento…

Segretaria

Ci sarebbe una particina, anche per me? Sapete,

a scuola recitavo…

Regista

Meglio  fare  il  Prefetto,  mi  creda.  (rivolto

alla segretaria) Signorina, se siete veramente

interessata -come vi dicevo prima- faremo un

casting fra pochi giorni…e col vostro personale,

sareste  perfetta  per  la  mia  Compagnia  dei

precari.

Prefetto

Suvvia! (ancora con fare sognante) Broadway, il

Red Carpet, Cannes… Hollywood…

Segretaria

…a casa ho un premio, che mi hanno dato al

festival di Migliarino. (esce)

Regista

(ignorandola) Ehh… quelli sono casi particolari,

Eccellenza. Io sono responsabile di un modesto

gruppo di attori. Ma ora, sono qui a chiedere

un sostegno al prefetto, come vedete. Il prefetto,

per noi gente semplice, rappresenta l’Istituzione.

Un sicuro punto di riferimento.

Prefetto

Lo so bene. Dai tempi dei romani… e poi con

Napoleone…

Regista

…avete la possibilità di conoscere i problemi

veri della società civile e di intervenire. Aiutare

dall’ultimo dei cittadini, come i miei attori; alle

autorità più importanti…

Prefetto

… non mi lusinghi… semplicemente, abbiamo

un osservatorio privilegiato.

Regista

Eccellenza, io non vi lusingo. Sono onorato

di poter conferire con la massima autorità e

discettare dei mutamenti sociali…

Prefetto

Orsù! Non cincischi con frasi melense… Il

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mio ruolo mi impone di ascoltare la brava

gente. Come sto facendo, proprio adesso, con

lei. Io rappresento il Governo sul territorio…

coordino… gestisco… sostituisco… àvoco…

relaziono  e  riferisco  superiormente…  Un

tempo…

Regista

… sicuramente. Ma oggi, come avete detto …

dovete ascoltare la gente, che vi rappresenta

problemi reali, della vita di ogni giorno…

Prefetto

La prego… buon uomo… voglia essere più

esplicito. Di che stiamo parlando?

Regista

Della difficoltà di tirare a campare, se non

ascoltate i miei problemi… Se io non porto

la gente a teatro, sabato prossimo, qua finisce

malamente per tutti.

Prefetto

Non capisco la logica del suo discorso.

Regista

(si avvicina furtivo, afferra l’avambraccio del

prefetto) Eccellenza, voi mi dovete aiutare. C’ho

‘na famiglia di 20 cristiani, da sfamare.

Prefetto

(si divincola) Addirittura. Però! Vi siete dato da

fare…

Regista

Ma che avete capito? Tra attori e staff, sono

20 bocche da sfamare; 20 creditori che mi

perseguitano, anche nel sonno. Ho giocato pure

i numeri al lotto.

Prefetto

Ma la fortuna è una dea bendata, lo sa?

Regista

Eccellenza  mio.  (affranto)  Qua  bendato,  ci

finisco io, se non risolvo questo dramma…

Prefetto

…avevo inteso che parlava di una commedia.

Regista

Eccellenza, voi vi dovete mettere una mano

sulla coscienza… (prende la mano del prefetto

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e la porta sul suo cuore) di uomo nobile, di altri

tempi.

Prefetto

(irritato)  Intanto,  qua  ci  sta  la  vostra,  di

coscienza. (si allontana) E basta!

Regista

(si allontana) Se non faccio lo spettacolo, come

li pago a quelli?

Prefetto

Guardi che non è un mio problema, questo. (il

regista, consapevole del tentativo fallito, cambia

strategia ed assume un tono più minaccioso,

equivoco)

(nelle prossime battute entrambi comunicano il proprio pensiero,

ricorrendo alla rituale e tipica gestualità meridionale)

Regista

Eccellenza, scusate… ma oggi è il primo giorno

che siete qui, vero?

Prefetto

Beh… si. Ma che…

Regista

(guardandosi  intorno,  con  circospezione)  Lo

sapevate che il vostro collega che ci stava prima,

qua dentro… è rimasto molto poco, a questo

posto?

Prefetto

Ne ho sentito parlare. Anche la segretaria,

prima. Ma non ne so molto e, francamente, non

m’interessa.

Regista

(con cenni del capo) …E’ andato… è andato!

Prefetto

…E’ andato?

Regista

Qui… il clima… (cenno del capo) si era fatto…

pesante per lui.

Prefetto

(tuono) Posso immaginare, con questo tempo!

Regista

Ma che avete capito? Io ho parlato di clima. Siete

voi, che avete detto tempo.

Prefetto

Non la seguo… so solo che il collega è andato…

Regista

(interrompendolo) …appunto: è andato…

Prefetto

(silenzio imbarazzato)

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Regista

Già!

Prefetto

(titubante) Già!

Regista

(giocherella  con  il  cappello) (come  per  dire:

sapessi) Ehh!! Ehhh!!!

Prefetto

Eh? Ehh, che è?

Regista

(allarga le mani) Mah!

Prefetto

(gesticola) E allora?

Regista

(fa spallucce) Mah!

Prefetto

(spazientitosi) Guardi, mi ha fatto venire un

terribile mal di testa. Allora, che vuole?

Regista

(con tono di nuovo accomodante e ruffiano)

…Scusate un momento. Vi dicevo, prima…

abbiamo preparato una commedia brillante, che

racconta nove storie insolite che s’intrecciano

in una serie di equivoci. Nel finale, poi, c’è un

clamoroso colpo di scena…la realtà si confonde

con la finzione e non sempre si riesce a…

Prefetto

…non intendo ascoltare altro!

Regista

Fatemi finire il discorso. I miei attori sono

precari, ma hanno tanta buona volontà. Quante

volte ho fatto provare, e riprovare, la parte.

Prefetto

E… quindi?

Regista

E quindi… pensavo che… se Vostra Eccellenza

voleva venirmi incontro, per la prima dello

spettacolo.  Io  non  posso  permettermi  di

debuttare in un vero teatro. Costa troppo. Vi

chiedo di concederci il Salone dei Ricevimenti

di questa prefettura; come teatro provvisorio,

s’intende. (gesticolando) Pensate alla locandina

<Il Prefetto presenta: La Compagnia dei Precari

in…Un giorno…>

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Prefetto

…ma sta farneticando? Il suo comportamento

è… inqualificabile. Anzi, delirante.

Regista

Ma perché? E poi… voi mi dovete perdonare…

ma non avete fatto l’attore, da giovane?

Prefetto

(imperioso)  Certo,  ma  cose  serie!  Perché?

(incuriosito) Cosa c’entra questo… adesso?

Regista

Beh, se poi, la cosa v’interessa; vi posso dare

anche una particina. Sapete, uno dei miei attori

mi ha lasciato, senza preavviso, e ho difficoltà a

sostituirlo.

Prefetto

(impermalositosi) Ma… ma come si permette di

coinvolgere la sacra Istituzione centenaria, che

mi onoro di rappresentare, in questo modo? Il

suo è un… è un…sacrilegio! Qui siamo dentro

il tempio della burocrazia. Ha capito? Ma chi si

crede di essere?

Regista

Ma se mi avete parlato voi della vostra passione

per il teatro!

Prefetto

Ma si figuri… io, con la sua combriccola… di

attori precari! (interessato) Ma mi dica… di che

parte si tratterebbe?

Regista

(si  alza,  serio  e  speranzoso)  Atto  secondo

-scena prima- ambientazione: Costantinopoli.

Chiudete   gli   occhi   per   un   istante…

immaginate… Avete socchiuso, Eccellenza?

Prefetto

(si alza) (sognante, con il capo reclinato)Per

socchiudere, ho socchiuso, ma…

Autista

(entra in silenzio, si blocca, incuriosito dalla

scena cui assiste)

Regista

L’aria primaverile è piacevole sul viso…sentite

com’è fresca?

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Prefetto

Se mi concentro un attimino…

Regista

In lontananza si ode, sfumato, il cinguettìo

del cùculo, tra i cespugli… lo sciabordìo delle

acque calme del canale sottostante… il vociare

allegro delle donne del sultano, che giocano, si

rincorrono e ridono. Sono all’interno dell’harem

che affaccia sul Bosforo! La nostra costumista fa

miracoli, e a voi non vi riconoscerebbe nessuno.

Non capirebbero se è il prefetto che rappresenta

una parte o è un attore -che sembra, il prefetto- e

che interpreta, a sua volta, una parte a teatro.

Prefetto

(tra sé e sé) La testa mi sta esplodendo, devo

prendere qualcosa. Mi faccia capire,  lei mi

vorrebbe  (raggiante)  travestito  da  principe

arabo? (fa il difficile) Io, il Prefetto? Ma per

favore…

Autista

(accenna ad andarsene, scuotendo decisamente

la testa)

Regista

No, veramente sarebbe la parte di un… eunuco!

Autista

Hai capito l’Eccellenza! (esce)

Regista

…Garantisco io: tutto esaurito. E così… con

l’incasso, posso preparare una tournee, in giro

per 105 pref…

Prefetto

(furioso) …ho capito che lei era un tipo strano,

mentre meta-comunicava con me.

Regista

(si siede) Chi, io? Ma quando mai. Non mi sarei

mai permesso di… meta-cosare con voi!

Prefetto

Caro-lei. Non se ne parla di trasformare la pre-

fet-tu-ra…, il tempio delle Istituzioni, in un…

mercato di peccatori! Lei è blasfemo, lo sa?

Regista

Ma i nove casi rappresentati nella commedia…

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possono aiutarvi, a comprendere meglio…

Prefetto

…lo sa che se ne deve andare, vero? Perché

sto perdendo la pazienza! E la testa mi fa sempre

più male.

Segretaria

(entra)

Prefetto

(rivolto alla segretaria) Non ho tempo, né voglia,

di stare ancora a sentire questo… personaggio…

esca subito! (rivolto alla segretaria) Chiami

l’autista, che mi sbarazzi di questo signore.

Segretaria

Se ne vada. (arriva sulla porta) Vieni qui, tu!

Regista

Non merito di essere trattato così.

Autista

(entra) Cosa succede? Chiariamo subito una

cosa però… io coi turchi non voglio avere niente

a che fare. Eh?

Prefetto

(rivolto ai suoi collaboratori) Mi ha proposto

di trasformare la prefettura in un postribolo e

me… in un… eunuco! Pazzesco!

Autista

Lo dicevo io… qui succedono cose… turche!

(esce)

Regista

Ma, Eccellenza.

Capogab

(entra)Ha bisogno?

Prefetto

(rivolto al regista) Basta! (rivolto al capogab)

Dottoressa, la prego, ho bisogno di qualcosa per

il mal di testa.

Capogab

Si Eccellenza, mi interesso subito. (esce)

Prefetto

(distrattamente e con la mano sulla fronte) Non

la voglio più sentire, ha capito?

Segretaria

(rivolta al regista) Allora, ha capito, o no? (esce)

Regista

Non  vi  dovete  incapricciare.  Scusate  un

momentino,  ma  mi  pare  che  voi  state

interpretando  il  vostro  ruolo,  in  un  modo

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troppo -come posso dire- serioso. Vi dovete

rendere conto che, oggi come oggi, la società

è cambiata. Le esigenze della gente, i problemi,

vanno affrontati; ma diversamente da come

si faceva un tempo. E questo vale anche per il

prefetto.

Prefetto

Così, secondo lei, io sarei anacronistico? Mio

caro; lei non ha idea di come sia il mio lavoro.

Io non recito una parte, come fanno i suoi… i

suoi attorucoli. Io non ho un costume di scena.

Non salgo su un palco, per strappare qualche

applauso. Io sono me stesso, sempre. Io sono il

Prefetto.

Regista

Ma no, eccellenza. Tutti noi recitiamo una

parte, abbiamo un ruolo. Anche voi, sentite a

me. E’ che, non sempre ce ne rendiamo conto. E

proprio qua sta il…guaio.

Prefetto

Quale guaio?

Regista

Il guaio. Come posso dire, per farmi capire? Ci

sono delle persone, delle autorità, come voi,

per esempio -con tutto il rispetto, si capisce-

che non ricordano più che stanno recitando

una parte. E non ricordano neanche che la loro

parte non è quella di un solista; ma va adattata,

ad un… contesto più generale.

Prefetto

Di che contesto parla?

Regista

La società. La società cambia, nel bene o nel

male, ma cambia di continuo. E ognuno di noi

deve adattare la propria interpretazione. Se no,

sapete che succede?

Prefetto

Me lo dica lei!

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Regista

Come dire: lo spettacolo non riesce.

Prefetto

Ma che spettacolo e spettacolo. Fare il prefetto

è  una  cosa  seria.  Il  prefetto  è  una  figura

istituzionale,  che  sopravvive  da  sempre  al

trascorrere del tempo. E non c’è mai stato

bisogno di, come dice lei, adattarsi. E’ un ruolo

di alto profilo, il mio. Rispettato e temuto.

Regista

Ecco. L’avete detto voi!

Prefetto

Cosa?

Regista

Temuto. Proprio perché sapete di essere temuto,

voi vi arrogate il diritto di decidere del futuro

degli altri. Senza curarvi di quali siano i loro

veri bisogni. Ma la gente vive, soffre, spera. E ha

bisogno di essere ascoltata. Eccellenza, ditemi

una cosa…

Prefetto

…chieda, chieda…

Regista

e ora ve lo chiedo: quante volte vi è capitato di

affacciarvi alla finestra del vostro ufficio, per

osservare cosa accade là fuori. Nel mondo?

Prefetto

Ma non ho bisogno di sentire le lamentele della

gente…io…

Regista

…non  sentire…osservare!  E’  tutta  un’altra

filosofia.

Prefetto

Adesso basta. Ho molto da fare.

Regista

Si… si… vado; (si alza) a questo punto, però,

vi voglio dare un consiglio. Il vostro ruolo vi

porta a conoscere tanti fatti, tante situazioni;

voi ricevete persone importanti, ma anche tanta

gente semplice affolla il vostro ufficio. Ditemi:

siete sicuro di saper comprendere, di saper

ascoltare le loro voci? I loro pensieri? Insomma:

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avete  la  sensibilità  professionale  necessaria,

per riconoscere chi recita una parte, non sua e,

quindi, finge, da chi, invece, interpreta una parte

che la vita -spesso senza chiederne il permesso-

gli ha imposto, realmente, di recitare?

Prefetto

(fuori di sé) Basta!!! Se sta tramando qualche

truffa, io…

Regista

(alza le mani) Voi lo dite! Ma ora il mio tempo,

qui, è scaduto.

Prefetto

(minaccioso) Senta! Io sono il prefetto. E i

truffatori so come trattarli. Ci siamo capiti?

Regista

(impermalositosi) Eccellenza! Voi, però, non

mi dovete provocare! Io sono venuto qui da

voi, perché il mio ruolo è quello di aiutarvi a

distinguere la realtà dalla finzione.

Prefetto

Il suo ruolo? Ma che cosa dice? Lei farnetica!

Regista

Allora, voi non avete studiato la vostra parte!?

Ho capito; baciamo le mani… e ossequi alla

vostra signora!(esce)

* * *

Prefetto

(stramazza su una sedia) Cose da pazzi!

Capogab

(entra)

Prefetto

Mi  ha  trovato  qualcosa  per  la  testa?  Sto

impazzendo!

Capogab

Ho fatto telefonare alla farmacia di turno.

Segretaria

(entra) Poverino, chissà come farà, adesso, con

la sua Compagnia… come l’ha chiamata? Dei

pre-cotti?

Capogab

(stufa) La Compagnia dei Precari.

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Prefetto

(irato e rivolto alla segretaria) Ma che fa? Prende

le difese di quel losco individuo? Come si

permette?

Capogab

(tagliente) Forse, perché le ha proposto una parte

a teatro?

Segretaria

(imbarazzata) Ma è così simpatico, galante…

Prefetto

(iroso) Ancora? Basta, non la voglio sentire!

Vada di là!

Segretaria

(in lacrime) Allora… io vado! (esce)

Prefetto

(rivolto al capogab) Dottoressa, sono un po’

preoccupato. Quel tipo aveva un modo di fare

equivoco. Non ho capito, se è un esaltato, o un

truffatore. Cominciamo bene la giornata. Lei e

la segretaria… (a gran voce) Autista! Mi mandi

la signorina.

Autista

(entra) E’ scappata a casa piangendo, perché lei

si è alterato..

Prefetto

Accidenti! Ci mancava anche questa. Senta,

allora, la richiami… su, che torni. Con un po’ di

calma aggiusteremo tutto. Non ha ancora finito

di sistemarmi i vestiti. Cribbio!

Autista

(esce)

Prefetto

Vado in alloggio. (tra sè e sè) Mi serve qualcosa

per il mal di testa.(esce)

Capogab

(sistema qualcosa sulla scrivania, poi esce)

* * *

Capogab

(entra, poco dopo, con in mano una boccettina e

si dirige verso l’alloggio. Bussa)

Prefetto

(dall’alloggio) Che c’è?

Capogab

Sono arrivate le pasticche per il mal di testa.

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Le lascio sulla scrivania. (posa la boccettina ed esce).

Prefetto       (entra in silenzio. Prende la boccetta e senza pensarci tanto estrae alcune pasticche) La Compagnia dei precari!? Bah!(si accorge chenon c’è acqua in giro) (incollerito) Ma per ungoccio d’acqua, come si fa? (esce e va in alloggio) (Dopo poco entra, si siede alla scrivania e si interessa ad alcune carte).

* * *

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ATTO I – Scena Terza

(Il Sindaco)

Prefetto/Capogab/Autista/Sindaco/Segretario Comunale

Segr.Com: look classico. Sindaco: pacato, ma deciso.

Capogab

(entra) Eccellenza, mi hanno avvisata che, a

momenti, dovrebbe arrivare il sindaco.

Prefetto

Bene, bene. Speriamo che, almeno lui, sia una

persona seria.

Autista

(l’autista  fa capolino, con la bocca piena) C’è il

sindaco, che faccio?

Prefetto

Aspetti… aspetti…

Autista

(entra; rimane fermo, in silenzio)

Capogab

(guarda il prefetto) Non crederà, davvero, che…?

Prefetto

…non si sa mai.

Autista

Se posso dare un suggerimento… dettato… da

una certa esperienza…

Capogab

(rassegnata) Sentiamo…

Autista

Io torno di fuori e gli chiedo: Chi è?

Capogab

Ma che vuole chiedere? Stia un po’ calmo. Ci sta

agitando…

Autista

Allora chiedo: Chi ti manda?

C.gab e Pref.

Taci!!!

Capogab

Fallo entrare. Su!

Autista

Sì. (mentre esce, si ferma e si volta). Ma, di lei,

che ne facciamo?

Capogab

Sei impossibile, però! Lei sei tu, lo vuoi capire, o

no?

Autista

Ma, sei io sono lei… allora, lei chi è?

Prefetto

Lei chi?…

Autista

…la signora che è venuta con il sindaco!

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Prefetto

(alterato) E lo dici solo adesso? Vada, vada pure.

Dottoressa, li faccia entrare lei.

Autista

(esce)

Capogab

(va alla porta) Buongiorno, accomodatevi.

(esce)

* * *

Sindaco

(entra) Buongiorno Eccellenza, che onore, per

me, conoscerla.

Segr. Com.

(entra) Buongiorno Eccellenza.

Prefetto

Dunque, dunque… e voi, chi sareste?

Sindaco

Non sarei, sono il Sindaco di questa città. E la

dottoressa è il Segretario comunale.

Prefetto

Piacere. (indica le sedie) Prego, prego.

Segr. Com.

Grazie. (si siede)

Sindaco

Grazie. (si siede)

Segr. Com.

Mi sono permessa di lasciare un pensiero per

lei, in segreteria. Un liquorino di questa zona.

Buono, ma molto forte, se non si è abituati.

Prefetto

(sospettoso) Non doveva. (si siede)

Sindaco

Eccellenza,sonovenutoperporgerleilbenvenuto

nella nostra piccola, ma accogliente, cittadina e

farle i migliori auguri di buona permanenza;

assicurandole  la  mia  collaborazione,  come

sindaco.

Segr.Com. E io sono felice di portarle i saluti, anche di tutti

i dipendenti del comune.

Sindaco

Mi  riprometto  di  farle  conoscere,  appena

possibile, anche mia moglie;

Segr.Com. E’ una persona squisita, sa? Una vera signora.

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Una moglie esemplare, ma piena d’impegni.

(guarda il sindaco) Ma come farà? Come farà?

Mi chiedo sempre.

Sindaco

Purtroppo, oggi, stava poco bene ed è andata

in farmacia a farsi dare qualcosa. Soffre spesso

di forti emicranie. A momenti, trascorre più

tempo in farmacia che a casa. Ma sta seguendo

una terapia, che non può essere interrotta.

Prefetto

Oh, come la capisco. Tra l’altro, proprio il

farmacista mi ha fatto avere delle pasticche e

devo confessare che mi sento già meglio. Anzi, lo

voglio conoscere al più presto, per ringraziarlo.

Segr. Com.

E’ una persona davvero per bene, forse troppo

preso  dal  suo  lavoro.  E’  sempre  rintanato

in  farmacia,  a  studiare  nuove  formule

alchimistiche, e si vede poco in giro. Rincasa

sempre molto tardi.

Prefetto

(rivolto al sindaco) Ma parliamo di noi… adesso.

E’ molto cortese, da parte sua, essere venuto

subito a trovarmi; e la ringrazio. Ho sempre

avuto il massimo rispetto per gli enti locali. Il

nostro sistema democratico poggia le sue solide

basi proprio sui sindaci: rappresentanti diretti

del  popolo,  espressione  del  nostro  storico,

sistema giuridico!

Sindaco

La ringrazio.

Segr. Com.

Ricordo,  con  nostalgia,  quando  i  segretari

dipendevano dal prefetto…

Prefetto

…altri tempi, dottoressa. (rivolto al sindaco)

Ci tengo a dirle anche che, già da domani, è

mio intendimento convocare tutti i sindaci, per

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illustrare il mio programma di lavoro… e voglio

chiarire, da subito, a tutti quanti, che… non

accetterò compromessi con chicchessìa. Né…

tollererò i fannulloni. Sono venuto in questa

prefettura per controllare, di persona, che la

macchina burocratica funzioni per-fet-ta-men-

te. Mi sono spiegato?

Sindaco

Ah, ho capito… Ma mi permetta di…

Prefetto

…no,  no,  lasci  correre,  Sindaco,  non  mi

lusinghi. E’ mio preciso dovere, adoperarmi

per il bene della collettività. Utilizzando, nel

migliore dei modi, i poteri (riverente) che la

Patria mi ha conferito, nominandomi Prefetto

ed assegnandomi a questa prestigiosa sede.

Sindaco

Quindi, questa è la sua prima esperienza in

periferia?

Prefetto

Certo. Ho fatto tutta la mia carriera nella

Capitale.

Segr.Com. (rivolta al pubblico) Caput mundi!

Prefetto

Mi faccia dire, Sindaco. Sono pronto ad ascoltare

le esigenze del territorio, intervenendo, con

autorità,  laddove  ci  saranno  problemi  da

risolvere. Con severità prenderò le decisioni più

giuste per il popolo.

Sindaco

(cambiando tono) Sa, prefetto (il prefetto fa

un cenno di irritazione), è da tempo che non

ascoltavo un discorso del genere. Lei è diretto,

così chiaro nell’esprimere il suo pensiero ed i

suoi programmi.

Segr. Com.

Riesce facile anche per un modesto funzionario

di periferia… come me, comprendere i suoi

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propositi.

Prefetto

Eh, sì. Ci tengo a chiarire subito il mio pensiero.

Del  resto,  le  confesso  che  questa  capacità

comunicativa  la  devo  alla  mia  esperienza

di  gioventù,  in  teatro.  (si  alza,  àulico)  La

recitazione, l’enfasi, le pause…

Sindaco

…la dizione…la tonalità…

Prefetto

(àulico)…la suspence, la gestualità… gli applausi

a scena aperta…

Sindaco

Addirittura! Commedia?

Prefetto

(rivolto al sindaco) Ma che dice? La nobile arte…

(si porta in modo studiato e plateale una mano

alla fronte) della drammaturgia: Shakespeare,

teatro greco, pathos… (recita): <Eccomi, padre,

con il corpo mio; per la mia Patria e per l’intera

Grecia… lo do. E sia sacrificato!>.

Segr. Com.

Teatro napoletano?

Prefetto

Ma… che dice?! Questa è l’Ifigenìa in A…? In

A…?

Segr. Com.

In a…? In a…? in àulin?

Prefetto

…in Aulide: scena finale. La prego! (si siede)

Segr. Com.

Scusi, sa… pensavo.

Sindaco

…considerata la sua prolusione…

Prefetto

Eh, grazie, grazie. Debolezze adolescenziali;

(con sguardo sognante) quanti complimenti; e le

corteggiatrici… ah! (sospiro)

Sindaco

No dottore (il prefetto fa un cenno di maggiore

irritazione), guardi che, per prolusione, non

intendevo… (rivolto alla segr. com.) come ha

detto prima?

Segr. Com.

(sicura) …la Friggitoria di Aulla (il prefetto fa un

51


cenno di disgusto);

Sindaco

(rivolto alla segr.) Ecco, grazie. (rivolto al pref.)

Io mi riferivo al suo discorso iniziale…al suo

programma di lavoro.

Prefetto

(si alza) Caro sindaco, lei mi è particolarmente

simpatico, ma temo di non riuscire a venirle

dietro.

Segr. Com.

E dove pensa che stiamo andando?

Prefetto

(nervosamente) Prego?

Segr. Com.

(si  alza,  sorridendo)  Una  burla!  (incalza  il

prefetto) Sa, anch’io ho recitato qualche particina

da giovane, nel teatrino della parrocchia, qua

vicino.

Sindaco

Quando c’era ancora la parrocchia…

Segr. Com.

…solo qualche battutina comica, per carità,

niente di paragonabile al suo… come si dice:

Pianto Greco.

Prefetto

(incalza il segr. com.) Teatro! Teatro greco!

Stavolta l’orticaria, mi viene davvero…

Segr. Com.

Prego?

Prefetto

Nulla, nulla. Sindaco, continui pure…

Sindaco

Dunque, dicevo: lei ha parlato di coordinamento,

riunioni, programmi di lavoro…

Prefetto

Perché,  le  sembra  poco,  quello  che  ho

intendimento di fare, qui?

Sindaco

Tutt’altro! Ma da quando c’è l’autonomia, disposta

con quella legge…, noi sindaci non riuniamo

più nemmanco il Consiglio. Decidiamo in modo

unilaterale.

Prefetto

Ed i miei poteri di sorveglianza, sostituzione

e  coordinamento?!  Io  rappresento  lo  Stato

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centrale, caro il mio sindaco.

Sindaco

Certo, in teoria. Ma ormai il potere di un sindaco

è assoluto, soprattutto dopo l’approvazione della

legge quadro, se ben ricorda…

Prefetto

…io ricordo benissimo tutto. Ho tre lauree e

due master: uno in Namibia e l’altro nel Laos.

Ciò nonostante, non rammento…

Segr. Com.

…ah, però! Ha studiato su?

Prefetto

Dottoressa! Ci si mette anche lei, adesso? Abbia

pazienza!

Sindaco

(ironico) Allora, non aggiungo altro. Ci siamo

capiti?!

Prefetto

(scatta in piedi) Ma cosa c’è da capire? Io sono

il… pre-fet-to, punto e basta. Ho il potere di

coordinare e gestire questa realtà territoriale.

Sindaco

Caro signore, non si agiti. Io sono stato gentile nel

venire a conoscerla; per il dovere di ospitalità,

che abbiamo da queste parti.

Prefetto

Ma… sindaco, cosa sta dicendo? Lei… è stato

gentile? Lei… e non io, che le ho concesso questa

udienza, prima ancora di disfare le valigie?

A  proposito…  abbia  pazienza  un  attimo.

Autistaaaaa!

Autista

(entra) Diiicaaa?

Prefetto

La segretaria…?

Autista

Ancora? E’ scappata a casa! E pure io inizio ad

avere qualche turbamento.

Prefetto

Lei? E perché mai?

Autista

Troppi turchi qui in giro! Eccellenza…

Prefetto

…non ci distolga e torni di là… su! (l’autista esce)

Allora, dicevo: A me… spetta, il suo rispetto. Io

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esigo, dicesi: e-si-go, che lei mi informi sulle

sue attività, politiche ed amministrative. Anzi,

le chiedo subito, un rapporto dettagliato. Non

mi costringa a lamentarmi e a relazionare al

superiore Ministero!

Sindaco

(si alza) Ma lei sa benissimo, che non sono

tenuto a fornirle proprio niente. Figuriamoci

una relazione. L’autonomia... (si siede)

Prefetto

L’autonomia…  l’autonomia.  Aborro  questo

termine. Mi fa tornare l’emicrania! Ma che

sciocchezze devo ascoltare, il mio primo giorno

di lavoro qui. (si alza) Sindaco! La avverto

e la esorto: se entro 2 giorni non mi invia un

rapporto…!

Sindaco

(si alza e, gesticolando) Ma mi faccia il piacere!

Lei non ha il potere di ordinare niente, ad un

sindaco. Non più, ormai.

Prefetto

(in piedi) Ma io rappresento il…

Sindaco

(in piedi) Appunto, lei rappresenta il governo,

ma

non  è  il  governo.  Ed

allora,  si  limiti

a   rappresentarlo   nelle   cerimonie,   nelle

premiazioni, nelle commemorazioni…

Prefetto

…i miei poteri d’intervento…

Sindaco

…si,

d’intervenire  nelle

rappresentazioni,

ripeto. (si siede)

Segr. Com.

(si alza) Dovrebbe ben sapere che le decisioni si

prendono solo in Comune, senza minoranza. (si

siede)

Prefetto

(in piedi) Ma come si permette…

Sindaco

(si alza) Mi permetto perché, per ben meno… le

province sono state soppresse. Con quella manìa

54


di interferire sulle scelte dei sindaci. Adesso

possiamo ottenere finanziamenti e tanto altro,

senza rendere conto a nessuno. (si siede)

Segr. Com.

(si alza) Gli appalti si fanno senza bando di gara.

(si siede)

Prefetto

Il glorioso istituto prefettizio è rimasto, però! (si

siede)

Segr. Com.

Certo, ma solo per confermare che siamo uno

Stato federalista e non ancora una Federazione

di  Comuni  indipendenti.  Ma  ci  arriveremo,

vedrà...

Prefetto

E… oh, la mia testa…

Sindaco

Se ne faccia una ragione, eccellenza. Lei qui può

eccellere solo nell’attività di rappresentanza, e

nient’altro.

Prefetto

Senta, ne ho abbastanza della lezioncina di

diritto  amministrativo,  che  avete  studiato

frettolosamente, mentre preparavate la particina,

che vi hanno dato da recitare, stamattina…

Sindaco

Ma che sta dicendo?

Segr. Com.

(si alza) Si sente bene, signor prefetto? (si siede)

Prefetto

(si alza) Io sono una persona seria, capito? E

non posso tollerare più queste corbellerie. Ho

trascorso diverso tempo tra le biblioteche delle

migliori università del mondo: Nairobi, La Paz ,

Honolulu…(si siede)

Segr. Com.

…guardi che anch’io ho fatto studi all’estero:

San Marino!

Sindaco

E bravo! Ma studiare come cambiava la società

no, eh? Neanche un’occhiatina, fuori dal suo

mondo, tutto perfettino e polveroso, vero? Solo

55


circolari e solleciti.

Prefetto

Sentitemi  bene,  tutt’e  due!  Per  quanto  mi

riguarda… la nostra conversazione finisce qui.

E se siete chi credo io, ci rivedremo presto.

Sindaco

Ma non capisco, chi dovremmo essere? Ma

cosa sta dicendo? Ha capito, o no, che io sono il

sindaco di questa città?

Segr. Com.

(si avvicina) Signor prefetto. Saranno le luci?

Secondo me, è un po’ pallido. Prenda qualcosa…

si faccia guardare. C’è un bravo dottore al pronto

soccorso…

Prefetto

(si scosta e si alza)…si, si; come vuole lei. Ora,

però, vi prego… la-scia-te questo palazzo.

Sindaco

(si alza) Mah! Noi andiamo via. Ma sentirà

ancora, parlare di me… (escono indignati)

Prefetto

Si… si… in un rapporto della Questura!

Sin.e S.Com. Andiamocene!

* * *

Capogab

(entrando) Ho sentito qualcosa da fuori. Non so

che dire!

Zietta

(entrando dalla platea con il nipotino e rivolta al

pubblico) Scusate! Qualcuno sa indicarmi dov’è

l’ufficio del prefetto?…..di là? Grazie. (rivolta al

nipotino) Vieni caro. Non posso fare tardi, su!

Nipotino

Si-si! (salgono le scale e spariscono dietro il

sipario)

Prefetto

Non ho parole. Un sindaco, che parla così

al prefetto! Inaudito. Mi prepari subito una

relazione per Roma.

Capogab

Subito. (esce)

56


Autista

(entra  con  una  bella  bottiglia  di  liquore)

Eccellenza, posso?

Prefetto

Che c’è adesso? (parla da solo) Di nuovo questo

maledetto mal di testa! Devo prendere un’altra

pasticca (dalla tasca prende una boccettina)

Autista

(la mostra al prefetto) Che faccio con questa? Mi

sembra un liquorino niente male…

Prefetto

E che vuole farci? La metta lassù.

Autista

L’ha portata la signora di prima, la segretaria

comunale.

Prefetto

…Ma che segretaria e segretaria. Non riesco

ancora a credere a quello che mi hanno detto,

quei due. (ingoia della pasticche ma, poiché sta

parlando, gli vanno di traverso e comincia a

tossire: sta soffocando)

Prefetto

Aiuto…  coff…  qualcosa  da  bere,  presto…

(l’autista si guarda intorno. Prende un bicchiere

lì vicino e versa il liquore. Il prefetto beve. Supera

la crisi… ma è senza fiato per quanto è forte il

liquore.)

Prefetto

Ma non mi poteva dare dell’acqua? E’ fortissimo,

questo liquore…

Prefetto

Coff coff… vado un momento in alloggio (esce)

* * *

Autista

(poggia la bottiglia)

Capogab

(entra) Dov’è?

Autista

In alloggio! (esce ed incrocia due persone. Le

scruta, inorridito).

57


ATTO I – Scena Quarta

(La Zietta e il Nipotino)

Capogab/Zietta/Nipote/Segretaria/Autista

Nipote: complessato e con improvvisi tremori, balbetta; vestito

improbabile, borsa a tracolla, cappellino e sciarpetta.

Zietta: anziana, capelli raccolti, scialle di lana sulle spalle, molto

protettiva.

Zietta            (entrando)  Buongiorno...  Siamo  venuti  per

conoscere il nuovo prefetto.

Capogab      (E’ rimasta in ufficio) Buongiorno a voi. Mi

dispiace, ma adesso non possiamo ricevervi. Se

volete…

Zietta            (rivolta al nipotino) Vieni dentro e saluta, no?

Siamo davanti ad un’autorità…

Nipotino                         (timidamente  entra)  Buo…buo…  buongior-

noooo…

Zietta            Bravo. Questo è il mio caro nipotino.

Capogab     Piacere.

Zietta            (si siede) Ci possiamo sedere? Vieni qui caro!

Nipotino      (si siede)Ahhh!!!

Capogab      (rassegnata) Non fate complimenti, vi prego…

(si siede)

Zietta            E’ un medico… si sta specializzando sa? E’

molto bravo.

Capogab     Ne sono certa, in che?

Nipotino     Chi-chi… chi-chi…

Capogab                         (comprensiva) Non in chi. In che?

Nipotino                   Chiii…rurgia, d’uuu…d’uuu…d’uurgenza!

Zietta            Sta  terminando  il  tirocinio  in  ospedale,  al

pronto soccorso.


59


Capogab

Mooolto bene. Ma, mi scusi, quanti anni ha?

Zietta

48, il mese prossimo. E’ un po’ fuori corso, il

mio nipotino, ma presto prenderà l’ambulatorio

di mio fratello…

Capogab

Bene, complimenti. (rivolta al nipotino) Suo

padre dev’essere contento, vero?

Nipotino

E’ mo-mo… è mo-mo….

Capogab

Capisco: è mooolto contento…

Zietta

(si  alza)…  ma  che  contento  e  contento…

(sguardo in alto) è morto! Pace all’anima sua.

Una volta al mese portiamo i fiori sulla tomba.

Lui è orfano e vive con me. (si siede)

Capogab

Oh, come mi dispiace.

Zietta

(si alza) Cosa? Le dispiace che il mio nipotino

viva con me? (si siede)

Capogab

No, certo. Volevo dire che … mi dispiace che il

nipotino…. qui…

Zietta

(si alza) Ma come si permette? (si siede)

Capogab

Cioè… il… dottore…

Zietta

Sa, il mio nipotino si emoziona facilmente se c’è

un estraneo.

Capogab

Vedo… vedo. Anzi, sento!

Zietta

Senta-lei piuttosto; non abbiamo tempo da

perdere. Devo parlare con il prefetto di una

questione urgente. Non posso più attendere. Lo

chiami, su!

Capogab

(si sporge verso la zietta) Se posso chiedere di

cosa si tratta…

Zietta

Certe cose non le veniamo a dire a lei; vero caro?

Nipotino

No…nooooo….noooo!

Capogab

Mi dispiace, ma se non volete parlare con me,

60


potete anche tornarvene a casa. Il prefetto è

molto occupato oggi. E poi… cosa ci sarà mai di

così urgente…

Zietta

Io a lei non dico niente… al giorno d’oggi…

poi… non si sa mai!

Capogab

Ma, signora…

Zietta

…signor-ina… prego. E ci tengo!

Capogab

Ah, non pensavo… mi scusi…- Intanto, visto

che c’è qui un medico… (prende la boccettina

sul tavolo e la porge al nipotino, impacciato nel

prenderla) volevo chiedere. Ci hanno mandato

queste pasticche, contro il mal di testa: sono per

il prefetto. Ma, secondo lei, vanno bene? Volevo

essere sicura che…

Nipotino

(la scruta) Si fi… si fiiiii… si fiii-fiiii….

Capogab

Si, si. Ho capito.

Zietta

Lo lasci finire!

Nipotino

Si fii… si fi…. Si fiiiii…

Capogab

Ci possiamo fidare?

Nipotino

Nnnooo…… cioè: si-fi-fi; si-fiii-ssssa….no be-

ne a di-di… a di-diii…

Capogab

Al dito? In che senso?

Zietta

(spazientita)   Insomma…   ma   le   piace

interrompere!?

Capogab

Scusi, volevo aiutare…

Nipotino

A didi… a didi…stan-za dall’aaa… aaa…aaa…

(viene interrotto)

Capogab

…aaaa?

Nipotino

Dall’aa..alcol...

Capogab

Ma certo.

Nipotino

Con l’aaa…alcol; si perdeee la lu, la lu, la luuu….

61


Capogab

La luna?

Zietta

(arrabbiata) Ma basta!

Nipotino

Noooo…. La-lu… la-lu-cidità.

Capogab

(sferzante) Accidenti, che medico! Complimenti!

E si sta specializzando, se ho capito bene?!

Zietta

Certo, soccorso in emergenza… sa? Quello con

l’elicottero!

Nipotino

(con il dito imita le pale dell’elicottero che girano)

Capogab

Ah… bene… anzi, benissimo!

Segretaria

(entra)

Permesso? Eccellenza… volevo …

Ops! Scusate! (posa qualcosa. Il nipotino è molto

turbato dalla sua presenza. La scruta di nascosto

come si muove… e la zietta si infastidisce. Si alza

e si mette davanti al nipotino, per evitare che

sbirci troppo)

Capogab

Ah, signorina… è ancora in ufficio? Il Prefetto

le vuole parlare.

Segretaria

Si. Lo immagino… ma dov’è?

Capogab

(indica l’alloggio) Adesso è di là.

Segretaria

Allora lascio qui l’agenda.

Zietta

Ma chi è… questa… cosa; tutta… smorfie?

Capogab

(indicandola) La segretaria del prefetto. Ora

dovete andare, su!

Zietta

(guarda l’ora) Uh! si è fatto proprio tardi,

dobbiamo  andare,  vieni  caro…  (squilla  il

telefonino  della  zietta;  suoneria:  assolo  di

chitarra.  Si  alza  per  rispondere)  Oh,  devo

rispondere un momentino… aspetta qui caro…

non ti alzare. Dottoressa, mi raccomando… (si

allontana) Tenga lontana quella… peccatrice

dal mio nipotino. (esce)

62


Autista

(entra con fascicoli e rimane in silenzio)

Capogab

Non  morde  mica…  (rivolta  al  nipotino)

Simpatica, la zietta, vero? Che energia!

Nipotino

Pre…. pre-paroooo tuuuuuuu…. tti i giorni una

be-va..nda, ene…ene...e-ner-ge-tica.

Capogab

E per lei, no? Solo per la zia?

Nipotino

Siii… (continua a fissare la segretaria)

Capogab

Mi scusi, ma ho da fare… la devo salutare.

(rivolto all’autista) Rimanga qui lei…anzi: Tu!

Finchè non torna la signor…ina. Io vado di là…

oh… mi raccomando!(esce)

Segretaria

Aspetti, vengo con lei. (esce)

(Silenzio… imbarazzo… I due si studiano con lo

sguardo… il nipotino è visibilmente

intimidito dall’imponenza fisica dell’autista)

Autista

(gira intorno al nipotino un paio di volte) Scusi

se mi permetto, sa? Prima ho sentito qualcosa…

le volevo chiedere, dottore: ma ce l’ha una….

fidanzata, una donna?

Nipotino

(sconvolto) Nooo…

Autista

Chissà perché, mi aspettavo questa risposta!

Nipotino   Zietta di… di…diiii… ce che sono dia…. dia…

diaaaa…

Autista

Diabetico? La zia dice che ha il diabete? Oh,

come  mi  dispiace,  dottore…ma  guardi  che

anche col diabete…

Nipotino

Nnnnoooo….  Sono  dia..  dia-vooolesseeee…

pecca…. pecca…to…

Autista

Eh già. E’ un peccato non…

Nipotino

E’ pecca…to pensare alle dooo…nne!

Autista

Peccato? E chi lo dice?

63


Nipotino

Zietta!

Autista

(si  siede  e  si  avvicina  con  la  sedia,  con

circospezione, per paura che rientri la zietta. Il

nipotino è sempre più timido) Senti… scusa

la confidenza, ma sento il dovere di dirti una

cosa che la tua zietta… là fuori… non ti ha

mai detto… Ascolta attentamente, perché non

ho tempo per ripeterlo due volte: (mette una

mano sulla spalla. Il nipotino si ritrae) Hai

presente l’amore? Il desiderio di baciare una

bella ragazza?… Alla tua età, devi vivere la tua

vita… sei un bel giovane… cioè… bel giovane!

Lasciamo perdere questo punto.

Nipotino

Maaaa… zietta… dice che le fe... le fe…mmineee

sono streee…

Autista

…stressanti? Un po’ è vero, ma che ci vuoi fare?

E’ la vita…

Nipotino

Stre…streeeghe!

Autista

Fidati… se c’è una strega qui, è quella là. (indica

fuori)

Nipotino

(mano alla bocca per lo stupore e si alza di scatto)

Oooh!

Autista

… ti prego…ascoltami…

Nipotino

Nooo, io obbedisco solo a zietta…

Autista

Lascia perdere zietta…. ogni tanto esci di casa,

ma da solo. Vai a passeggio, corri a piedi nudi

per i campi… fai shopping… vai a ballare...

insomma: fai qualcosa di normale!

Nipotino

E’  peccato….è  peccato…con  zietta  usciamo

solo per a… a-ndare al ciii… al ciii…

Autista

…al circo?

64


Nipotino

Ci-mitero (distoglie lo sguardo)(2 rintocchi di

campana)

Autista

Che  allegria.  No,  no…devi  uscire  da  solo.

Aspetta…  guarda  me.  Non  ti  distrarre…

ascolta…  vai  a  ballare,  conosci  qualche

ragazza…

Nipotino

Mi fai paura… (alza la voce) zietta! zietta!

Vieni…

Autista

Ssshhh!!! Lo dico per il tuo bene…esci, vivi,

affronta il mondo.

Nipotino

Zietta… zietta… zietta!!!

Zietta

Che c’è, caro? Arrivo! Che sta succedendo, qui?

Perché sei tutto sudato?

Nipotino

Zietta (in paranoia)…..

Zietta

Ma che cosa ha detto al mio nipotino? E’ tutto

sconvolto!

Autista

(si alza e si allontana) Niente, niente…

Zietta

Mettiti la sciarpa e il cappellino. Ce ne andiamo

subito… ma che ti ha detto, quest’uomo cattivo?

Nipotino

Usci.. uscire, ba… ba…

Autista

Appunto… uscire, e basta!

Zietta

E infatti, noi stiamo uscendo…

Nipotino

Noo.. no… mi ha detto: ba….ba…

Zietta

Basta, lo dico io! Andiamo immediatamente

fuori da qui. Chissà le sciocchezze che hai

dovuto ascoltare… caro.

Nipotino

Nooo… nnoooo…. Mi ha detto: Ba…ba….

(mentre sono appena fuori sull’uscio)

Zietta

Ba…. ba…ba…cosa?

Nipotino

Ba-ba-ba!!!! (musica)

Autista

Ma va… va…- (gesto eloquente ed esce di fretta).

65


ATTO II


ATTO II – Scena Prima

(L’autorità religiosa)

Prefetto/Capogab/Autorità relig./Assistente aut.relig.

Autorità relig.: tipica tunica da Sciamano indiano.

Assistente: tipica tunica da assistente di Sciamano indiano; porta un

cestino di vimini.

Prefetto        (entrando                   dall’alloggio)                         Grazie                   per                         quelle

pasticche.

Capogab      (entra  dalla  segreteria) Si  figuri,  va  meglio

Eccellenza?

Prefetto        Si, si. Grazie.

Capogab     Ha chiesto di incontrarla la massima autorità

religiosa della zona. Rappresenta la comunità di

fedeli più numerosa. Si tratta di…

Prefetto         (la interrompe. E’ rilassato) …ah, finalmente una

persona che mi trasmetterà un po’ di serenità, in

questa giornata, così assurda.

Capogab     Certo Eccellenza, ma mi stavano dicendo che…

Prefetto        …aspetti, le volevo dire che…stanotte, mentre

arrivavo in prefettura, ho intravisto, tra nebbia

e pioggia, un campanile… (indica fuori dalla

finestra) da quella parte, mi pare. Sono proprio

ansioso di fare una bella conversazione, su

tematiche spirituali. Basta parlare di lavoro e

burocrazia. Anche se lo Stato è laico, non posso

nascondere la mia natura, fortemente cattolica.

Un mio prozio è stato anche cardinale, si figuri,

dottoressa. E del resto, la mia stessa formazione

liceale, presso i gesuiti, parla da sé.

Capogab     Si Eccellenza; forse un tantino integerrimi nelle


69


posizioni dottrinali… ma volevo…

Prefetto

…suvvia, dottoressa. La regola ….

Capogab

Si, si… ma…

Prefetto

…e poi i Templari…

Capogab

Eh, addirittura!

Prefetto

Tutto sommato, viviamo in un mondo sempre

più folle; la gente è confusa… Prego, faccia

passare… anzi -aspetti- è meglio accoglierlo

degnamente…  (va  verso  l’ingresso).  E’  pur

sempre un’autorità di alto rango, come me. E

poi, mi creda, vivere con fierezza l’insegnamento

religioso, ci permette di affrontare, con maggiore

serenità, anche tante derive che ci circondano.

Con i tempi che corrono. (rivolto all’entrata)

Allora, caro Mons…!!!

Capogab

Prego… E’ qui il Sig… (ammutolisce e guarda

Aut.relig.

attonito chi entra)

(Musica, tuono e fumo) (entra, accompagnato dall’assistente,

che lo trasporta su una pedana con ruote, ricoperta da un

drappo. Fa un breve giro e poi si ferma al centro del palco)

CHANG-MAI-SUL-KI-VALA’-SANNNnn…!

Preco! Io sono lo Sciamano Indiano! (con braccia

alzate e sguardo estatico, rivolto verso la platea) PEACE

Capogab

AND LOVE! PEACE AND LOVE!

(intimorita) Sua Eccellenza, il prefetto…

Aut.relig.

Piacìre molto assai… Scusame per komo parlo,

Prefetto

ma da poko akì.

(attonito)

Capogab

Accomodatevi.

Aut.relig.

Thanks. Kuesto: mio Assistant (lo indica e con

tono  messianico)  CHANG-KEI-SUL-KOMO-

DìN-SANNNnn….! Il Vice-Sciamano Indiano!

70


PEACE AND LOVE! PEACE AND LOVE!!!

Assistente

(incrocia le braccia e si inchina): Ooommmhhh!

Aut.relig.

(rivolto  all’assistente)   Ooommmhhh!   Assistant:

Assistente

Seggio-lìn!

(si inchina, esce e rientra con la poltrona dello Sciamano)

Prefetto

(impacciatissimo) Dottoressa… mi dia qualcosa

di forte… di molto forte…

Capogab

Subito. Anche per lei, signor…Kivalà?

Aut.relig.

Mi i i i ! ! ! C HA N G - M A I - SU L - K I - VA L A’ -

SANNNnn…! Professore, preco! Lo Sciamano

Indiano! (con evidente gesto della mano come

per scacciare il peccato, indicando la bottiglia)

Nooo! Mia religione, vieta alcool! Preco...

Assistente

(si siede)

(si siede)

Prefetto

(si siede, poi, incespicando) Dottor…Komodìn…

Aut.relig.

(scatta in piedi; con tono messianico) Miii!!! CHANG

MAI-SUL-KI-VALA’-SANNNnn…!  Preco.  Lo

Sciamano, Indiano! Ripeto: CHANG-MAI-SUL

KI-VALA’-SANNNnn…! E kuesto, mio Assistant

(si ri-siedono e, con un ampio gesto, si sistemano le vesti)

Prefetto

Ecco, si. Prego.

Aut.relig.

(Si sta sistemando, ma poi si rialza di scatto, imitato

dall’assistente) Ahhh!!!

Prefetto

(salta sulla sedia) Che è?

Aut.relig.

Sshh! (avvicina la mano alla spalla del prefetto)Sentite

onke voi, energia negativa?

Dal pubblico

Si, siii…

Aut.relig.

(si rivolge all’assistente) Assistant: Chang-scopìn!

Assistente

(apre il cesto di vimini)

Capogab

(preoccupata) Ehi, ehi. Non ci sarà un serpente, lì

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dentro, vero?

Aut.relig. Onke ti, femina: avere energia negativa. Sabe? Assistente (estrae un pennacchio. Lo passa, con

deferenza all’autorità religiosa e fa un inchino)

Ooommmhhh.

Aut.relig.    (scuote il pennacchio vicino al prefetto, poi lo restituisce all’assistente) Assistant: skopìn tu! Dovemo kreare pooonte di energia spirituale.

(i due creano un ponte con le braccia, unendo le mani; ci passa sotto)

(si siedono) Piacìre molto di konoscere ti, nuovoprefetto.

Prefetto

(come incantato) Ecco… si.

Aut.relig.

Benvenuto  a  nome  mio…siii?  E  della  mia

comunità. Siii? Ecco…

Capogab

Permette?

Il

liquorino…Eccellenza…?

Eccellenza?

Prefetto

(come risvegliandosi da un’ipnosi)  Si… ah grazie.

Allora, stavamo dicendo: che bella sorpresa!

…Cioè… è un piacere tutto mio di conoscerla.

(stonato) E di che si occupa?

Capogab

Scusate, ma mi assento un attimo. (esce)

Prefetto

(guarda il capogab, come per chiedere di rimanere,

ma non riesce a parlare)

Aut.relig.

Kuesto anno... semo nel segno dei Pesci, ti sabe,

no? Io assisto…

Prefetto

(interrompendo  e  più  rilassato)  …Ah!  Ora  ho

capito… gestisce una struttura di accoglienza

per extracomunitari?…

Aut.relig.

(irritato)… assisto spirito fedeli. Sabe?

Prefetto

E sono tanti, qui?

Aut.relig.

20.000 people. (si alza e si rivolge alla platea)

72


Da stasera 20.000 e...! Thank you, grazieee !!!

Peace’n’Love!

Dal pubblico

(si alza in piedi da oltre metà platea) Peace and Love…

Maestro, io vedo la luce!

Prefetto

(visibilmente  preoccupato  ed  imbarazzato  si

rivolge alla platea) Che sta succedendo?

Dal pubblico

Maestro!!! Sento l’energia spirituale!

Spettatore

(si alza in piedi, da un posto distante) Ma come

si  permette?  E’  una  serata  di  beneficenza,

vergogna! Buttatelo fuori!!!

Aut.relig.

Trankilli! Vieni fratello…lasciati guidare dalla

luce…vieni akì! (sale sul palco e viene accompagnato

dall’Assistente dietro le quinte) Peace and Love! Komo

dicivamo, miei fedeli sono…tutti italians. Solo

io… straniero; ho studiato a Londra. Ma, akì,

trovato girl ok… for me!

Prefetto

(interessato)  Ah! Molto interessante. E dove…

dove vi riunite?

Aut.relig.

Ma, ovviamente, in Pagoda!

Prefett

(ripete attonito) Ovviamente… in pagoda. E dove,

se no? E dove si trova?

Aut.relig.

(si alza) Look: guarda prefetto, è akì (indica

la finestra). Con questafog -sorry-volevo dire

-nebbia-; non si vide bene: ma appena viiiene

sole in sky, cioè…in cielo; da finestra puoi

vedire… sure. Trankìllo.

Prefetto

Comprendo.  Quindi  (parlando  a  se  stesso)  il

campanile che ho visto ieri sera…

Aut.relig.

Sorry?

Prefetto

No, dicevo…

Aut.relig.

Ho piacìre tanto se ti, prefetto, viene in tour un

73


giorno, Chang-ket! (si siede)

Prefetto

Eh si, eh! Sono onorato del suo invito. Così

potremo parlare della sua-aehm- fede.

Aut.relig.

Oh yes, con piacire!

Prefetto

(distrattamente) Sarà tutto mio, il… piacìre!

Aut.relig.

E ti, believe? Ti krede, prefetto?

Prefetto

Mi? Cioè, io? Ma certo, ho studiato dai… cioè…

sono un fedele. Si, si.

Aut.relig.

Mooolto bene. Good.

Prefetto

No,  no.  Intendevo  fedele,  nel  senso  di…

cristiano.

Aut.relig.

Beh, kuesto no problem. Se ti believe -sorry: se ti

krede- Ma ti krede? Is it true? Chang-ket!

Prefetto

Ma, veramente, credo ci siano alcune differenze,

significative…

Aut.relig.

(si alza ed inspira con forza)…grande respiro di

Madre Terra, (indice con indice)unisce people ke

krede. E kuesto fa sentire mi, happy. Onke ti

dive essere happy. Chang-ket !(si siede)

Prefetto

Happy…. Mah. Io, veramente, volevo dire che…

Aut.relig.

(guarda in alto) Ops...sorry,prefetto.One minute,

please. Ahòra è time -orario- di nostro rituale…

Potèmo?

Autista

(entra) Il Capo gabinetto voleva sapere se…

(ammutolisce e assiste, impietrito)

Prefetto

(preso alla sprovvista) Prego, ma cosa…?

Aut.relig.

(fa un elegante cenno all’assistente, che non si muove)

Assistente

Miii! Assistant: Chang-giù!

(si alza, e in silenzio, dal cesto estrae un tappetino, lo

sistema a terra e s’inginocchia, poggiando un orecchio sul

tappeto; rimane così, sempre in silenzio, per alcuni istanti)

Aut.relig.

Assistant cerka good vibrazioni. Askolta voce di

74


Madre Terra.

Ahòra pronto per rito mooolto antico. Assistant:

Assistente

Chang-Yoga!

(si mette in posizione yoga)

Prefetto

(osserva ammutolito la scena)

Aut.relig.

(rivolge  un  elegante  cenno  all’assistente.  Nulla;  poi,

Assistente

imperativo) Miii! Assistant: Chang-stop!

(si rialza, in silenzio, ripone il tappetino nel cestino e si

siede al suo posto)

Autista

(con le mani tra i capelli esclama) Mamma-li-turchi!

(esce scuotendo la testa)

Aut.relig.

OK. Komo dicivamo: ti krede in Dio! Very good.

Prefetto

Si, ma vorrei farle capire che il mio Dio è diverso

dal suo… senza offesa.

Aut.relig.

Kuesto kuello che ti, krede, ma -Chang-ket

non è kosì. God: Dio, è uno solo. One God, one

religion. (si alza messianico, rivolto alla platea) Peace

and Love!

Prefetto

Si, one God…questo lo sostengo anch’io, ma

volevo dire che…

Aut.relig.

(fraterno) Listen…askolta tuokuore, Prefetto. Ti,

respire komo mi. Ti, mange (lo osserva) più de

mi. Ti, parle, komo mi.

Prefetto

(come sotto ipnosi) Veramente,Jonon parle komo

ti, sabe? Cioè (scuotendosi) Ma che sto dicendo?

Aut.relig.

Visto? Semo tutti fratelli. (messianico, rivolto alla

platea) Brothers and Sisters: Peace and love! (si

siede)

Prefetto

Mi scusi, non è questo che intendevo. Io credo,

ma in un altro Dio, diverso dal suo…

Aut.relig.

Allora, pense ti, ke ci sono più divinità? Forse…

sei ti politeista?

75


Prefetto       (irritato) No, no. Che c’entra! Chi l’ha detto? Iocredo in un solo ed unico, Dio.

Capogab (entra) Non trovo più l’autista, per caso… Aut.relig. Oh good, Ti si komo mi. Semo fratelli. Vieni akì,

brother. C’mon! (si alza di scatto ed abbraccia il prefettoda sopra la scrivania, senza dargli il tempo di reagire.)

Assistant: abbraccia sorello. (l’assistente tenta di

abbracciare il capogab)

(si siedono)

Capogab      (Assiste, imbarazzata, alla scena)

Prefetto       Senta, non mi faccia perdere tempo con questi sillogismi da strapazzo. Io sono cristiano, e basta. Non credo nella sua Madre Terra, ma nel mio Dio. E poi, adesso, non ho intenzione diaffrontare una dissertazione a sfondo religioso. La prego.

Aut.relig.    Non sente ti vibrazioni di Nostra Madre Terra?(sitocca il ventre)Prova onke ti: apri tuo spirito adestasi onirica. Mio Assistant aiuta ti, vole?(rivoltoall’assistente) Assistant: Chang-cestìn (l’assistente fruga nel cesto di vimini) Ha erba giusta…

Prefetto       (si ritrae inorridito) …pazzo, l’avevo capito; oraanche drogato?! Io non voglio aprirmi proprio a nulla.

Aut.relig.     (si alza) (messianico e rivolto al pubblico) Peace andLove! (rivolto al prefetto) Pekkì ti si sempre akkussì incazzùsu? Non alterare tuoi Chakra, prefetto, trankìllo! Volevo dare a ti…piacìre di viaggiomentale, oniriko… penetrare… meravigliosi

segreti della natura.(indicando all’assistente il capogab)

Penetrare, meravigliosi segreti della natura.

Capogab          Non insista, se non vuole...(rivolta al prefetto)…

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non vuole, vero, eccellenza?

Prefetto

(gesto: ma siamo impazziti?)

Aut.relig.

Ahòra defo andare. E’ tempo di prekiera ko’

miei fedeli. (messianico e rivolto alla platea) Peace

and Love! Why -non guai- why, non viene onke

ti, fratello prefetto? Viene in pagoda, brother; io

aspetto ti. Siii?

Prefetto

Si, si. Vedremo. Se ora deve pregare…vada pure.

Non faccia aspettare troppo i suoi fratelli. Onche

io…cioè, pure io, ho da fare.

Aut.relig.

Komo che ti vole! See you later… a presto,

fratello!  (messianico,  alla  platea)  Peace  and

Love!(cenno elegante all’ass., che non si muove) Miii!

Assistant:  Chang-sciò!  (Autorità  e  assist.  escono

facendo volteggiare le ampie vesti).

* * *

(silenzio e sguardi tra i due)

Capogab

Eccellenza,  non  mi  guardi  così…Non  sto

pensando nulla!

Prefetto

Ma  come  potevo  aspettarmi,  un’autorità

religiosa;  vestita  a  quel  modo?  Non  riesco

ancora a crederci, un africano…come parlava…

e quell’altro…che scena inquietante!

Capogab

…uno sciamano, veramente…

Prefetto

Si, si, uno stregone. E allora, la parrocchia?

Capogab

Uno sciamano indiano, veramente. Non ne so

molto, sulla chiesa. Quella che ha intravisto

stanotte; ma sembra che sia stata ceduta a questa

comunità. Hanno fatto dei piccoli adattamenti,

77


al campanile…

Prefetto

…in che senso?

(squilla il telefono. Il Prefetto risponde e subito si

irrigidisce)

Prefetto

Bene, me lo passi, please… (sbuffando) Ma

che dico? (tappa la cornetta con una mano e

sussurra) E’ l’Onorevole. Sshh- Ohh che piacere,

como va?… No, non sono straniero! Grazie, ma

certo ti pote venire quando vole yeah! (si mette

una mano sulla testa, sconsolato)(pausa) Ma si

figuri, se non sono italiano. E’ che ho appena

incontrato un africano che parlava strano…

(giustificandosi)  Nooo!  No,  che  non  sono

xenofobo. Ma quando mai?! (pausa) Capisco,

certo… venga quando desidera, ma no che non

serve un appuntamento (silenzio) Ah, ho capito.

Si, si. Prima… Ma certo. Ma no! Ma si figuri

se io… non… però mi faccia parlare, please….

OK. Ho capito. (si alza) Sissignore, no, non

succederà più. E’ stato un qui-pro-quo. Certo.

(inchino) Ossequi e omaggi anche a suo marito,

il signor Sindaco! (chiude la conversazione, si

siede ed alza lo sguardo verso il capogab) Non

mi chieda niente! Se il buon tempo si vede di

mattina (fulmine e tuono)… e che diamine!!!

Andiamo…

Prefetto e Capogab (escono dalla segreteria)

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ATTO II – Scena Seconda

(Il Comandante e il Magistrato)

Prefetto/Autista/Comandante//Capogab/Magistrato

Comandante: altezzoso, arrogante, operativo ed inquietante, voce roboante, impettito. Look operativo

Magistrato: forte accento. Look improbabile.

(Silenzio in ufficio, non c’è nessuno. Dal lato della

porta della segreteria squilla un cellulare).  (Si

sente da fuori la voce del prefetto).

Prefetto

Oh ciao, come va? Si… tutto a posto (pausa)

uhm, uhm… ti dirò… qui mi sembra un posto

un po’ strano.

(il prefetto, parlando, entra in ufficio dalla porta

della segreteria e, continuando la conversazione

al cellulare, prende l’agenda dalla scrivania ed

esce dalla porta dell’alloggio).

Prefetto

…No, è perché sto incontrando persone molto

particolari. Incomincio ad avere seri dubbi sulla

loro normalità. (pausa) Quelli sì, che erano

bei tempi, ricordo bene. Mah, e che ti devo

dire? (pausa) Stanotte, appena arrivato … (la

voce sfuma e poi torna di nuovo silenzio)… ti

racconto…

Comandante (Pochi istanti dopo entra, con passo deciso e,

volgendo lo sguardo indietro) Ho detto che il

prefetto lo aspetto qui. Io sono in perfetto orario!

Autista

(sulla porta)  Come dice? Se il prefetto ha

l’orario? Ma non c’è bisogno, gliela dico io l’ora…

Comandante Ma che ora, e ora… io sono puntuale; lui dov’è?

Autista

(entra canticchiando) Lui chi è?

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Comandante

Che fa, allude? Io parlo del prefetto!

Autista

Signorsì, veramente era qui, un momento fa.

Vuole attendere con me, di là?

Comandante Di là, con lei? No, no. Ripeto: aspetto qui! Vada

pure… (sprezzante) agente!

Autista

Vado (ma non si muove).

Comandante

Ho detto: vada, non ha capito?

Autista

(esce)

Comandante Cominciamo bene, con la puntualità!(Mentre

guarda nervosamente il cellulare, scruta l’ufficio).

(Squilli di sms in arrivo. Suoneria: tipo matrix)

Ancora con questi messaggini, sarà un’altra

scocciatura dall’ufficio. (pensoso legge e inizia a

scrivere la risposta, in silenzio). (passano quasi

2 minuti in totale silenzio. Il prefetto continua la

conversazione fuori scena. Si sentono i suoi passi,

nella stanza accanto)

Prefetto

(dall’alloggio) …e comunque, non è stato facile

sbarazzarmi di lui. Stanotte mi sono mosso con

molta cautela. Sai, era buio… lui girava ancora

per casa. Allora, mi sono appostato dietro la

porta della cucina.

Comandante (sempre più incuriosito da quello che sente, si

avvicina cautamente alla porta dell’alloggio per

origliare; facendo gesti, come se avesse capito che

c’è qualcosa di strano)

Prefetto

Contavo di prenderlo di sorpresa; mi ha visto

ed  è  scappato…  pensava  di  sfuggirmi…  il

fetente. Ma l’ho raggiunto e… con un colpo

deciso… Bahm!!! (batte un colpo, che fa trasalire

il comandante)

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Comandante (si muove di scatto e fa cadere degli oggetti. Ma

riesce ad afferrarli prima che arrivino per terra.

Dai suoi ammiccamenti si capisce che ha intuito

che il prefetto nasconde qualcosa). (si mette in

posizione da tiratore)

Prefetto

(dall’alloggio) Mentre lo facevo fuori, gli ho

anche detto: <in questa prefettura non c’è posto

per tutt’e due. Mors tua, vita mea>. Eh, ti pare?

(pausa) …. Uhmm, beh ci risentiamo. Adesso

ho da fare.

Comandante (con un balzo, si precipita vicino alla porta della

segreteria e si rimette nella posizione di quando

era arrivato, immobile)

Prefetto

(entra  e  non  si  accorge  della  presenza  del

comandante, che rimane ancora fermo. Sistema

qualcosa, poi arriva un altro sms al cellulare

del comandante ed il prefetto fa un balzo per

lo spavento, colpendo gli oggetti di prima, che

stavolta cadono con gran fragore)

Prefetto

(vede la pistola) Maronna mia… e lei chi è? Cosa

fa, qui? Un killer! Aiuto, aiuto...

Comandante Ma che killer e killer… sono ilCapo della

Security Federale, la Sicurezza.

Prefetto

E chi lo dice? Vestito così sembra un Ninja… e

che ci faceva nascosto lì dietro? Io, per sicurezza,

chiamo la polizia!

Comandante Ma non sia ridicolo:sono io, la Sicurezza! Si

calmi e le spiego… non ero nascosto… la stavo

attendendo… io sono sempre puntuale…

Prefetto

Ma così mi fa morire. Metta via quell’arnese.

Chi diavolo è lei? E cosa vuole da me?

81


Comandante (posa la pistola)Ripeto: sono ilCapo della

Security Federale, la Sicurezza. E quando vengo

a conoscenza di un reato…(mimando) scrivo,

scrivo; scrivo tutto.

Autista

(fa  capolino)  Eccellenza,  scusi.  Ha  bisogno

ancora di quelle pasticche? (esce)

Prefetto

Non è il momento, vada… vada. (si siede)

Comandante

Cosa, cosa? (mette mano al calcio della pistola)

Prefetto

Ohh! Ohh! Stia calmo.

Comandante Sa, a me non sfugge niente: sono un investigatore

infallibile.

Prefetto

Eh si, abbiamo pure Serpico adesso. Ma tutte a

me?

Comandante Dicevo…

Prefetto

Si accomodi, che le offro un liquorino molto

buono. Sa… lo fanno da queste parti.

Comandante (si sta sedendo, ma scatta in piedi)Sono in

servizio e quando sono in servizio: non bevo,

non fumo e non vado neanche in bagno! Niente

di niente. Sempre operativo, perché, se viene

commesso un crimine io…

Prefetto

Che fa?

Comandante

(mimando) Scrivo… scrivo…

Prefetto

Ah… capisco. A proposito, in questo posto

com’è la situazione della sicurezza? Ci sono tanti

reati?

Comandante (si siede)Ho tutto sotto controllo, Eccellenza. E

poi è una realtà tranquilla. Ogni tanto qualche

furtarello di biciclette, roba di poco conto…

quassù non arrivano neanche i delinquenti. Io,

che ci vivo da otto anni, non ho mai affrontato

82


casi  particolari…  (provocando)  finora!  Mai

uno scandalo, finora! mai un delitto, finora!…

niente di niente. Non ho mai fatto un’indagine

seria. (mimando) Non ho niente da scrivere, in

Procura.

Prefetto

(soddisfatto)  Bene,  bene;  niente  omicidi,

violenze… bene… bene…

Comandante No, almeno…finora!

Prefetto

… e speriamo che continui così.

Comandante (poggia  i  piedi  sulla  scrivania)  Speriamo,

speriamo. Ma io sono un segugio per queste

cose, sa? Se fiuto una pista criminale, non la

mollo più. E questa volta… ho qualcosa di

grosso per le mani…magari è la volta buona che

divento famoso.

Prefetto

(spinge  i  piedi  del  comandante  fuori  dalla

scrivania) Molto bene. Anch’io sono rigoroso e

ci tengo che nella mia zona non succedano cose

gravi. Sa, poi dovrei informare il Ministro…

relazioni, interviste con la stampa… scandali…

Per  carità…  voglio  stare  tranquillo,  finché

rimango qui. E spero di essere trasferito, al più

presto, in una sede prestigiosa.

Comandante Auguri. Beh, non si preoccupi. Io, il mio lavoro,

lo so fare bene. Se succede qualcosa, (mimando)

io scrivo… scrivo…

Prefetto

(mimando)…e scriva… scriva. Non si faccia

riguardi e proceda senza indugi, anzi, a tal

guisa…

Comandante …prego?

Prefetto

No, dicevo… (con tono confidenziale) ho una

83


confessione da farle… mi devo togliere un peso

dalla coscienza… è da stamattina che…

Comandante (raggiante)Ah? Ci siamo… benissimo. Me lo

sentivo… aspetti che scrivo…

Prefetto

(non coglie) Ma non serve. Mi ascolti piuttosto…

Comandante

Se lo dice lei.

Prefetto

Stamattina ho ricevuto un tipo strano, che mi

ha fatto dei discorsi surreali…

Comandante Dica, dica… se serve io…

Prefetto

… scrive. Ho capito. Ma le volevo dire un’altra

cosa...

Comandante …  dica…  A  proposito,  dimenticavo…  ho

ricevuto un messaggino dal procuratore. Ha

intenzione di venire a conoscerla.

Prefetto

Ottimo.  Con  la  magistratura  è  importante

mantenere buoni rapporti… non si sa mai!

(ritornando al discorso di prima) Ma non mi

distolga dal mio pensiero… perdindirindina!

Dicevo, mi ha fatto tutto un discorso sui ruoli

che ognuno di noi interpreta nella vita che…

le confesso (il comandante accenna a scrivere)

fermo lì… Era un tipo strano, mi ha parlato

di attori precari, del ruolo del prefetto. Vuole

presentare una commedia degli equivoci… ma

non è che ci ho capito molto…

Comandante …ma certo, il teatro non è mica la sua materia…

che ne capisce, un prefetto, di commedia?

Prefetto

(impermalositosi) No, eh? Guardi che io, prima,

recitavo…

Comandante (ironico) Uhhh!!!

Prefetto

Che? Non ci crede? Ifigenìa?

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Comandante (sguardo  perso

del

comandante)  Ifigenìa…

Ifigenìa, mi sembra di aver arrestato qualcuno

con questo nome, tempo fa!

Prefetto

… lasciamo perdere. Non era questo che volevo

confessarle…

Comandante (di nuovo interessato)E allora cosa…?

Prefetto

Mi ha fatto delle minacce. Ma non so se sono

vere o false.

Comandante In che senso, scusi? Le minacce se non sono

vere, non sono minacce…

Prefetto

Volevo dire…insomma! Esigo che lei indaghi su

questo tipaccio.

Comandante (autoritario)

Non so dove vuole arrivare; ma

le indagini le organizzo io. Se, e come, farle!

Chiaro?

Prefetto

(irrigiditosi) Come si permette di parlarmi così?

Io sono il prefetto e le ordino di…

Comandante (si alza)Lei non mi può dare ordini…

Prefetto

(si alza) Si ricordi che sono il responsabile della

sicurezza!

Comandante Ma gli uomini li ho io. Lei può solo parlare!

Prefetto

Ma io sono il coordinatore di…

Comandante

(si siede) Ma per favore, con l’autonomia…

Prefetto

E che c’azzecca, mò, l’autonomia?

Comandante C’entra, c’entra. Eccome, se c’entra! Ma dove li

vuole mettere i poteri del sindaco, oggi come

oggi?

Prefetto

E dove li voglio mettere? Me lo dica lei… (si

siede)

Security  Federale,  con

Comandante Da  quando

c’è

la

competenza esclusiva per certi tipi di reati…

85


Prefetto

Ma che dice? E la Polizia?

Comandante Ormai hanno ridotto i servizi sul territorio; il

personale scarseggia. Chi lavora 8 ore un giorno,

ha diritto a 8 giorni di riposo!

Prefetto

E i Carabinieri?

Comandante Pure quelli stanno messi male, poverini. Relegati

nei paesini di montagna. Non possono proprio

fare servizio nelle città, ormai.

Prefetto

…e pensare che, un tempo, erano i carabinieri

reali…

Comandante …adesso, sono i carabinierirurali.

Prefetto

Ma come finiremo? Devo fare qualcosa; anche

per la sicurezza nei quartieri.

Comandante Ormai, lì, fanno tutto leRonde. Sono armate

fino ai denti e dopo le nove di sera, se beccano

qualcuno per strada, lo riempiono di mazzate.

Poi, ci chiamano.

Prefetto

E se qualche persona perbene, rientra tardi la

sera, per un imprevisto?

Comandante Se non lo conoscono, prima mazzate e poi

verifica documenti. Tempo fa, è successo al

farmacista, che è stato pizzicato fuori dalla sua

farmacia… verso le undici di notte. Policontuso

e prognosi di due mesi.

Prefetto

E a noi che rimarrebbe, allora?

Comandante

A noi chi, scusi?

Prefetto

Lo Stato…

Comandante A me, caso mai. Sonoioil capo ditutteforze

dell’ordine. Faccio statistiche; e se proprio c’è

qualche crimine grave…

Prefetto

Interviene…


Comandante (mette mano alla pistola)Ho sempre il colpo in

canna… ma soprattutto… (mimando) scrivo…

scrivo!

Prefetto

(ride nervosamente) Ahh, ahh, ahh. Il colpo in

canna; ma certo…

Comandante Non ci trovo niente da ridere… io sono tutto

d’un pezzo!

Prefetto

(ridendo  ancora)  Ma  è  proprio  per  questo

che… non può essere vero. Sembra… sembra…

Terminator! (torna serio)

Comandante (scatta)Non mi costringa a… scrivere!

Prefetto

Ma faccia quello che vuole! Mi lasci lavorare, su,

buon uomo!

Comandante Guardi, che sta rischiando a parlarmi così, sa? A

questo punto sono io che vado via, perché devo

(mimando) scrivere il rapporto. Devo scrivere…

e scriverò… eccome, se scriverò!

* * *

Sottoscena: MAGIC MOMENT (da inserire ad libitum)

(ovvero: come l’attore “esce” dal personaggio che sta

Comandante

interpretando ed interpreta se stesso)

(prima volta): senza interrompere la parte, si distrae

Comandante

a guardare una donzella nel vicino palchetto.

(seconda  volta):  senza  interrompere  la  parte,

Comandante

ammiccante, manda un timido bacino.

(terza volta): mentre il Prefetto sta terminando la

sua battuta, esce dalla parte: si blocca, incantato dalla

donzella (parte la musica tenerona), afferra una rosa

Donzella

e gliela porge, con sorriso da “piacione/romanticone”.

Timidamente, si sporge dal palchetto, accetta la

rosa, si guarda intorno, visibilmente imbarazzata

(possibilmente arrossisce) e, con sorriso raggiante,

ma  pur  sempre  intimidita,  declama  (con  tono

rinascimentale):

Comandante

“O Romeo… Romeo, perché sei tu, Romeo?”

“Veramente… io, mi chiamo: Gennaro!”

Prefetto

(schiarendosi la voce, infastidito) “Ehmm…” (e ripete

la sua battuta)


86                                                                                                                                                                                   87


Comandante (rientra subito nel personaggio, come se non fosse

successo nulla e riparte dalla sua battuta prevista.)

* * *

Capogab

Eccellenza, posso?

Prefetto

Avanti.

Capogab

(entra) E’ senza appuntamento, ma…

Magistrato (entra)  (forte  accento

francese)  Permesso?

Buongiorno…

Comandante (rivolto al magistrato)Oh… buongiorno a lei…

(rivolto al prefetto) Eccellenza…

Prefetto

E lei, chi è?

Magistrato

Sono il Procuratore!

Prefetto

Ah!

Magistrato Sono proprio contento di conoscerla, sa, signor

prefetto? Finalmente una faccia nuova in città.

Spero tanto che non sia noioso come il suo

collega di prima.

Prefetto

Cercherò di non deluderla.

Magistrato Qui non succede mai nulla di nuovo… è una

noia. Non è vero, comandante?

Comandante Vero, signor procuratore, vero.

Magistrato Dal suo ufficio non arriva mai niente….

Comandante (mimando)Ma ioscrivo… scrivo…

Magistrato …di interessante, dicevo. Che so? Di qualche

scandalo… tanto per vivacizzare questa città.

Capogab

Meglio così…

Comandante (rivolto al magistrato)Le confesso che stavolta,

forse, ho qualcosa di esplosivo per le mani…

(poggia una mano

sul calcio della pistola)

Magistrato Magari!!!…  tanti

miei

colleghi…  appena

iniziano ad indagare su qualche personaggio

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famoso,  subito  diventano

celebrità….  ne

parlano tutti i giornali… (sognante) interviste

esclusive… dirette televisive. Per queste cose la

gente impazzisce.

Comandante Se il mio acume investigativo ha fatto centro….

Si prepari a finire sulla CNN…

Magistrato Oh… mi dia qualche anticipazione, allora!

Comandante (imbarazzato)  Non  è  il…

momento  giusto.

Adesso stavo tornando in ufficio e…

Magistrato … scriva un bel rapportino… scriva… scriva…

sono terribilmente curiosa.

Prefetto

(cercando  di  inserirsi  nel  dialogo)  Volevo

chiederle… se posso… ma lei, di dov’è?

Magistrato (lasciandosi cadere su una sedia) Ah! Sò Corsa!

Pref.e C.gab. (visibilmente preoccupati)Soccorso?

Capogab

Sta male?

Magistrato Ma noo... sono di Ajaccio!

Pref.e C.gab. (rassicurati, ma attoniti)Ahhh…

Prefetto

Dicevamo, com’è la salute della giustizia, qui?

Magistrato

Che le devo dire, caro prefetto? Malata cronica.

Comandante (dispiaciuto)Oh, non mi hanno informato… mi

dispiace.

Magistrato

(rivolto al Comandante) Parlavo della giustizia,

veramente. (rivolto al prefetto) Ormai non si

fanno più i processi di una volta! Le indagini non

possono durare più di tre mesi… l’istruttoria

deve finire in cinque settimane. Se poi l’imputato

è assolto, c’è quella storia delle pubbliche scuse,

da fare in diretta Tv. Proprio a fine udienza…

sa? E’ un po’ imbarazzante…

Comandante Non me ne parli… non me ne parli. Ora devo

89


andare (esce)

Magistrato Ma non parliamo sempre di lavoro… Eccellenza, allora? Quando facciamo il primo ricevimento in prefettura, per celebrare il suo arrivo in città?

Capogab    … veramente non usa più…

Magistrato Io avrei pensato ad un ballo… delle debuttanti… Prefetto (sconvolto) Un… ballo… dice? Ma…?! Magistrato Su… non faccia il burocrate. Sia moderno…

proprio mentre venivo qui, da lei, stavo pensando che potrebbe essere l’occasione buona, (si osserva) per aggiornare il mio guardaroba…

Capogab

Ma no?!?

Magistrato In questa città manca un po’ di vita mondana…

feste… cene di gala…

Prefetto

… capisco…

Magistrato (canticchiando)…la

magia

della

movida!!!

Suvvia… ci penso io ad organizzare tutto…

Capogab

(rivolta al prefetto) In effetti, quando arriva la

sua signora…

Prefetto

Si… si… lo stavo pensando anch’io, in effetti.

Capogab

Un bel concerto…

Prefetto

Perché no?

Magistrato Perfetto.  Ci

penso

io,  conosco

le  persone

giuste… e senza spese, naturalmente…

Capogab

…naturalmente… e quanti musicisti sono? Per

capire lo spazio che serve…

Magistrato (conta con le dita) Cinque.

Prefetto

In che senso?

Magistrato Beh, a volte sono anche sette, con le coriste…

ma…

Capogab

Non  sapevo

di  orchestre

con

così  pochi

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elementi… sezione violini, o fiati?

Magistrato E’ una rock band.

Prefetto

(incredulo) Una cosa?

Magistrato

Suonano cover.

Prefetto

(più incredulo) Co-che?

Magistrato …ma si! Fanno pezzi dei Rolling Stones, Pink

Floyd… U2, cose così.

Capogab

(interessata)… anche i Red Hot Chili Peppers?

Prefetto

Ma… dottoressa… la prego, pure lei! Vi ricordo

che questa è la prefettura!

Magistrato Non sia conservatore, prefetto. Tra qualche

giorno si annoierà a stare chiuso qui dentro…

tutto solo!

Prefetto

Considerato il via-vai di oggi, un po’ di calma

non  mi  dispiacerebbe…  A  proposito…

stamattina è venuto da me un tipo strano…

con fare da ‘uappo camorrista. Forse, nei suoi

fascicoli…

Magistrato Ah! Io archivio sempre tutto. Mi arrivano i

rapporti e io archivio tutto.

Capogab

Il Capo della Security scrive… scrive…

Magistrato

…e io archivio… archivio…

Prefetto

E che piacere… quando si dice la sinergia tra

uffici pubblici … ma dove sono finito?

(arriva un sms sul cellulare del magistrato. Squilli

rock)

Magistrato (legge, guarda l’ora) Ops… scusate, ma sono i

ragazzi che mi chiamano, sono già in ritardo…

Capogab

Eh, i figli piccoli danno pensieri… l’accompagno.

Magistrato (si alza e, mentre esce dalla segreteria) … no,

no… sono i ragazzi della band….. io suono il

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basso (mima lo strumento). Gliel’ho detto che qui ci si annoia. A presto!!!!

C.gab e Mag. (escono)

Prefetto        (da solo) No, no. Sto vivendo una situazione surreale. E’ un teatrino. E questo dolorelancinante alla regione occipitale, poi, non mi aiuta a ragionare. Non sono per niente in forma. Devo assolutamente riposare un pò. (stancamente, si trascina verso l’alloggio ed esce)

* * *

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ATTO II – Scena Terza

(Il politico)

Politico/ Comandante/Prefetto//Autista/Segretaria

Politico: donna elegante, altezzosa e piena di sé. Indossa vestiti firmati ed un cappello improbabile.

Politico

(da fuori, con voce autoritaria) Dov’è il Prefetto?

Esigo una risposta, subito!

Comandante (da fuori)Era nel suo ufficio sino a poco fa.

Quando sono uscito, c’era ancora il procuratore.

Prefetto

(dall’alloggio) Ma che è questo vociare? Neanche

un momento di pausa, oggi.

(entra) E che è stà prefettura?!

Politico

(entra con passo deciso, seguita dal comandante)

Ah, eccolo qui!

Prefetto

E questa chi è adesso? Come osa entrare così nel

mio ufficio; senza appuntamento?

Comandante (inchinandosi, rivolto al politico)Ma cosa dice?

Lei non sa chi è questa signora!? (rivolto a lei)

Sempre così elegante, raffinata… è un piacere…

Prefetto

Non lo so e non mi interessa. Qui siamo in

un porto di mare. Si entra, si esce, senza farsi

annunciare. E basta!

Comandante Ma è l’Onorev…

Politico

…basta lo dico io. E poi, è proprio lei che mi ha

detto di venire, quando voglio, senza prendere

un appuntamento?!

Prefetto

(sconvolto e stordito) Ohh, mi deve perdonare

per l’equivoco. Non pensavo che…

Politico

Ah! Così, lei non pensa?

Prefetto

No… cioè… si. Ma credevo che… (rivolto al

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comandante) E lei, ancora qui?… Ma vada via.

Non vede che sono occupato?

Comandante Vado, vado. Ma non finisce qui.(rivolto a lei)

Onorevole, sempre ai suoi comandi. (baciamano

ed esce)

Politico

(con voce suadente) Sempre un galantuomo,

lei. (si rivolge al prefetto con tono duro) Allora,

vogliamo subito chiarire le nostre posizioni?

Prefetto

Certo! Ma… perché non si accomoda? Prego…

(gesto della mano)

Politico

(si siede) Non ho molto tempo da perdere. Ho

tanti impegni ed una fortissima emicrania.

Prefetto

(si siede) Non lo dica a me. Ho pure bevuto

il liquorino del posto, dopo aver preso una

pasticca, di non so cosa… e sono su di giri!

Politico

Non penserà davvero di provarci con me?

Prefetto

Ma quando mai! Certo che no. Volevo dire che

sono confuso. Volevo essere solo cortese.

Politico

Se lo voleva davvero, allora come si è permesso

di trattar male il sindaco?

Prefetto

Ah già, dimenticavo. Suo marito…

Politico

Esattamente. Ma è soprattutto il sindaco di

questa città; e ci sono delle regole, che vanno

rispettate.

Prefetto

Ma ci deve essere stato un malinteso. Un…

misunderstanding!?

Politico

Ma allora lei è straniero? Mi sembrava!

Prefetto

Ma no, no. Ci mancherebbe, sono italianissimo.

E’ che, dopo l’incontro di prima…

sa,è venuto un africano, vestito da prete…

Politico

…uno Sciamano!

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Prefetto

Si, si. Uno di quei tipi, insomma. Parlava in un

modo stranissimo…

Politico

E già. La nostra città ha una comunità molto

numerosa.

Prefetto

Non me l’aspettavo. Siamo così…

Politico

Così, cosa?

Prefetto

Lontano dall’Africa…non pensavo che…

Politico

Di nuovo? Non pensa spesso, vedo, prefetto. E

comunque, lui è un indiano.

Prefetto

No… è che. Sa, tra noi che rappresentiamo le

Istituzioni… possiamo dircelo. E’ vero che il

Paese è laico, però le tradizioni sono tradizioni;

ed hanno la loro importanza…

(improvvisamente si odono dei gong)

Prefetto

(rimane come folgorato per qualche istante. Poi

terrorizzato si getta sotto la scrivania) Ma che

succede? Un attentato. Oddio, un attentato!!!

Onorevole, si ripari.

Politico

(non sa se ridere, o urlare per l’indignazione) Ma

che le prende? Si tiri su.

Prefetto

Ma non ha sentito? I terroristi! E il Comandante

non  mi  ha  avvisato.  Lo  faccio  trasferire  a

Lampedusa.

Politico

Ma che dice? Questa è l’ora della (gesto yoga)

riconciliazione.

Prefetto

(stranito, guarda l’orologio) Che ora è?

Politico

(spazientita)   L’ora   della   (gesto   yoga)

riconciliazione. E’ il momento della giornata,

in cui si cerca di entrare in empatia con Madre

Terra. A due isolati da qui, c’è la Pagoda. Non lo

sapeva?

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Prefetto

(parlando  con  se  stesso  a  voce  alta)  Gli

adeguamenti al campanile!!! Ma dove sono

capitato? Mi potevano spedire a Belluno!!!

Politico

Non  divaghi.  Mi  stava  parlando  delle

tradizioni…

Prefetto

Ecco, appunto!!! Le tradizioni. Ma che le devo

dire, ancora? Non vede che siamo circondati da

gente strana? Africani…

Politico

(rassegnata) …asiatici...

Prefetto

…stregoni, riti voodoo… ma che ne so io? E

questo mal di testa …

Politico

Non  tergiversi,  gliel’ho  già  detto.  Ma,  mi

dica, prefetto, per caso, ha qualcosa contro gli

stranieri?

Prefetto

Ma cosa dice… Nooo… nulla. Ma qui, siamo

in Italia. Io rappresento il Governo italiano e

anche lei… mi scusi, è una massima autorità.

Politico

Perché, se fossi straniera, ci sarebbe qualche

problema?

Prefetto

Ma che c’entra? Lei è l’Onorevole… e poi si vede

benissimo, dai suoi tratti… da come parla… che

è italiana come me.

Politico

Già, già… (lo guarda con fare circospetto)

Prefetto

(rimane in silenzio, si sente a disagio per come

è osservato) Già… già… (con voce flebile) dico

bene, vero? (cercando di distrarla) (si alza)

Carissima Onorevole! E allora, dicevamo…

Politico

Prefetto: si da il caso, che io sia la cognata dello

Sciamano che ha ricevuto prima…ha trovato la

ragazza giusta, qui da noi.

Prefetto

Oh Gesù!!!… Allora, la girl ok per il Guru è…

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sua sorella?…

Politico

…senta, non voglio perdere ancora tempo.

Le dico solo che il suo ruolo, qui, è di pura

rappresentanza. Se ne faccia una ragione.

Prefetto

Certo Onorevole. Non ho intenzione di creare

alcun problema. E sono convinto che, superati

questi piccoli malintesi, riusciremo a lavorare,

con serenità.

Politico

Lo spero per lei, perché al Ministero, io sono

mooolto conosciuta.

Prefetto

(compiacente) Oh, che bella notizia…

Politico

E le dico anche un’altra cosa: non posso fare

molto per aiutarla, a fare carriera. Ma, stia certo,

che posso fare tantissimo per rovinarla. Intesi?

Prefetto

(preoccupato per la carriera, entra in confusione)

Non si agiti… non dica così… la prego!

Politico

(equivoca e minacciosa) Conosco, molto bene, il

Ministro.

Prefetto

(piacione,  cambia  tattica)  Su…  mia  cara…

ragioniamo. Venga, mettiamoci comodi. (va

verso il divanetto. L’onorevole lo segue, ma rimane

scostante) La mi dica, le piace l’arte?

Politico

Di che tipo?

Prefetto

Il teatro, la tragedia greca… le letture classiche…

Politico

…certamente.

Prefetto

Lo pensavo, sa? E’così raffinata, si nota subito.

Noi due abbiamo delle affinità.

Politico

(sprezzante) Non credo proprio.

Prefetto

Si fidi. Senta, le andrebbe di venire di là? (indica

la porta dell’alloggio) impallidirà quando vedrà

il mio…

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Politico

…ma che intenzioni ha? Come si permette?

Prefetto

Non mi fraintenda… le voglio mostrare il pezzo

forte della mia collezione di libri: una Bolla

Papale, in pergamena, del ‘600. E’ l’originale.

Pensi, c’è anche...

Politico

(stufa) dica… dica…

Prefetto

…il sigillo pendente! Valore inestimabile. (si

sporge verso il politico) Ho sempre avuto la

manìa…

Politico

(rassegnata) Lo sapevo. E’ pure un maniaco…

Prefetto

Ma no… la mia passione per il teatro greco…

(declama) la tragedia di Ifigenìa, che offre il suo

corpo al sacrificio, per propiziare la guerra di…

Troia!

Politico

(schiaffo) Porco! (si allontana)

Prefetto

(sconvolto) Ma cosa ha capito?

Politico

Sia chiaro! Io sono una donna in carriera e

rispettata. Irreprensibile… incorruttibile!

Prefetto

(ricomposto) Eh chi dice niente… per carità!

Politico

Se cerca donne sbarazzine, o veline…si guardi

intorno. Ma non si permetta, mai più… e adesso

me ne vado, ma si ricordi… posso fare molto

per rovinarle la carriera! (esce impettita)

* * *

Prefetto

(entra) (si lascia cadere, esausto, sul divano)

Autista

(entrando) Eccellenza, disturbo… forse?

Prefetto

(esausto) Che c’è ancora? Che succede adesso?

Autista

Ho fatto quello che voleva…

Prefetto

Di che parla? Guardi… sono stanco. Vorrei

riposare un po’.

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Autista

Eh, mi dispiace, ma non può andare in camera

da letto, per ora.

Prefetto

(irritato) E perché mai? (allusivo) Ci sono i

turchi?

Autista

Questo non lo so. Ma, come mi ha chiesto, ho

spruzzato l’insetticida… per via dell’allegrone.

Prefetto

Qui, di allegro non c’è proprio nessuno, oggi.

Autista

Intendevo il calabrone che ha trovato in camera,

stanotte!

Prefetto

Ah si, si. Sa, sono allergico alla puntura di api

e calabroni. Proprio adesso, che stavo entrando

in confidenza con l’onorevole. Mi mancava uno

shock anafilattico…

Autista

(sta  spostando  alcune  carte)  Mica  tanto  in

confidenza, eh? Comunque, Non si preoccupi,

glielo procuro io…

Prefetto

(inorridito) …ma cosa ha capito?

Autista

(serafico) Un profilattico…

Prefetto

..ma ho detto shock… (vede entrare la segretaria

e si interrompe)

Segretaria

(entra) Eccellenza…

Autista

E’ tornato l’agnellino smarrito… (esce)

Prefetto

(si  alza)  (felice)  Oh,  finalmente  è  tornata.

(mieloso) Che gioia: lei è un raggio di sole, che

illumina e riscalda questo posto, così freddo e

triste!

Segretaria

(contrita) Che animo da poeta, eccellenza. Mi

devo scusare per prima. Sono stata…stupidina!

Prefetto

(tenerone) Su, su. Non faccia la sciocchina. Non

è successo nulla, via!

Segretaria

Mi  sento  terribilmente  in  colpa…  non  ho

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neanche finito di sistemare la sua biancheria. Prefetto Basta parlare di lavoro. Sa che facciamo adesso?

Andiamo di là e mi aiuta a sistemare i libri più pregiati. (la invita a precederla in alloggio) (escono)

* * *

100


ATTO II – Scena Quarta

(La First Lady)

Capogab/Autista/Comandante/Politico//First Lady

First Lady: altera, ma vestita da turista, di rientro da una località estiva e di mare.

Capogab             (entra e prende delle carte dalla scrivania)(tra sé

e sé)…e siamo solo al primo giorno.

Comandante (entra con fare marziale)Dov’è, dov’èl’impostore?

Capogab      (timidamente emozionata) Ancora qui, lei?

Comandante Dottoressa, sono venuto per dirle che…

Capogab      (emozionata) Dica… dica…

Comandante (deciso) …questo non è il vero prefetto. E’ un impostore.

Capogab      (delusa) Ma che sta dicendo? (tra sé e sé) Beh,per essere strano… è strano.

Comandante No… no… questo è proprio un truffatore, un impostore. So quello che dico, perché ho fattole mie indagini. E forse (con enfasi) è anche un assassino…

Capogab …Ohhh!… un assassino. E di chi?… Comandante … delveroprefetto. Quello che doveva prendere

servizio oggi…

Capogab      (si porta una mano alla bocca per la sorpresa) …Addirittura?…

Comandante …Addirittura!

Capogab     Ma non esageriamo, adesso! (sognante) E io che per un attimo avevo pensato che… (tornata professionale) Lei non può accusarlo così…vado a parlarne subito con il prefetto! (esce)

Comandante E io vado a chiamare rinforzi.(la segue ed esce)

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* * *

(voci concitate dalla segreteria)

Voce fuori scena (disperato)Non c’è più tempo, capite?

Autista

Stia fermo e si calmi. Abbassi la voce.

Voce fuori scena (più disperato)Non posso più vivere con questo

tormento.

Autista

(si sta alterando) Ho detto di non urlare…

Voce fuori scena (voce ancora più disperata)Soffro, oh! Come

soffro. La faccio finita!

Autista

(si è alterato) Senti, se non la smetti, ti finisco io.

Voce fuori scena Addio, mondo crudele!

Capogab

Ma che fa? E’ impazzito? No, no.

Autista

Ma cosa hai preso? Apri la bocca. Aprila,

disgraziato!

Capogab

Portiamolo   di   là.   E   qualcuno   chiami

un’ambulanza!

(si sentono passi frettolosi ed un lamento. Poi SILENZIO)

* * *

First Lady Permesso? (mentre entra s’incastra con valigie e borsone) uff…quanto pesano. (riesce ad entrare e scaraventa i borsoni a terra) Finalmente…che tempaccio. Ma… non c’è nessuno in questa prefettura? Brrr… che freddo, anche qui dentro. (osserva lo studio, insoddisfatta) Che postaccio!E’ tutto così…deprimente. (sprofonda esausta sulla poltrona) Che avventura, da non crederci…due giorni di viaggio per arrivare qui. Non è stato facile venir via da quel paradiso. Sole, mare; mare, sole… musica, bella gente, bagno a mezzanotte… (squilla il cellulare -suoneria caraibica- e risponde, allegramente)

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“Hola! Si, si, Yo soi arrivata. Madre de diòs,

che viaggio (pausa) Come dici, come mi sono

trovata? Muy bièn con tigo! No… no… dovevo

farlo… te l’ho già spiegato… por favor… (pausa)

yo me recuerdo…la noche sulla playa. Certo!

(pausa)(giocherella con i capelli) Guapo, usted es

loco? Sei un pazzerellone! Ho una reputazione,

io. Sabe?

Autista

(entra e, stupito della scena, rimane in silenzio)

First Lady

(nota la presenza dell’autista) …Ahòra ti devo

lasciare, Chico! Besitos, Ciaoooo! (chiude la

telefonata. Rivolta all’autista, con tono sprezzante)

E lei, chi è?

Autista

Lei, chi?

First Lady

Lei, lei!

Autista

Io sono l’autista del prefetto. E lui?

First Lady

(si guarda intorno) Lui, chi?

Autista

(indica il cellulare) Lui, lui!

First Lady

(si irrita) Non sono fatti suoi. (snob) Io sono…la

First Lady!

Autista

Chiii?

First Lady

(snob) La moglie del prefetto!

Autista

(imperturbato) Bingo!

First Lady

Piuttosto, dov’è mio marito? In alloggio? Me

lo vada a chiamare, su. Ho bisogno di un bel

bagno…

Autista

…turco?

First Lady

Ma che dice? Stia attento, sa? Io sono la first

lady.

Autista

Se lo dice lei…

First Lady

Allora? Ci vogliamo muovere?

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Autista

(è in difficoltà e cerca di prendere tempo e

distrarla) Guardi… dovrebbe essere… la posso

aiutare con i borsoni?…

First Lady

…dopo, dopo. Adesso…

Autista

(vede arrivare il capogab e si rincuora)…oh,

dottoressa. Venga, venga.

Capogab

(entra) …

First Lady

(la valuta) (snob) (rivolta all’autista) E questa,

chi sarebbe?

Capogab

Sono il capo di gabinetto. Piuttosto… lei, chi…

sarebbe? (vede i borsoni sparsi) E tutta questa

confusione?

Autista

Dice che è la fillèdi!

Capogab

La fi-cosa?

First Lady

(spazientita) La first lady, prego! Sono la moglie

del prefetto e sono appena rientrata da Capo

Verde! Ho deciso di fare una sorpresina a mio

marito. Oggi è il suo primo giorno di lavoro.

Sapete…non se l’aspetta!

Aut. e Gab.

Non se l’aspetta! Non se l’aspetta!

First Lady

(squilla il cellulare -suoneria caraibica-) Sentite.

Sono stanca e devo rinfrescarmi un attimo.

(risponde)  Oh  chico…  asì,  asì  anche  tu…

attiende un momentito, por favor! (con il cellulare

in mano, rivolta al capogab) C’è un bagno?

Capogab

(imbarazzata) Si, si. Certo. Se mi vuole seguire…

(esce)

First Lady

(distaccata) Arrivo, arrivo… (rivolta all’autista)

Non credevo di trovare una donna, come…

dirigente.  E’  così  giovane,  non  vorrei  che

cercasse di abbindolare mio marito. Ci sono

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certe donne in giro… disposte a tutto, per la carriera. E lui è così…ingenuo (esce parlando al telefono)Hola, guapo!

Autista          (uscendo) (scimmiottando la voce della first lady)

Lui è così…ingenuo! (esce)

* * *

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Il Finale


Capogab       (entra e va all’alloggio) Eccellenza? Eccellenza?

Prefetto        (dopo qualche secondo, dall’alloggio) Si?

Capogab       (a voce bassa) Sono io, Eccellenza. Devo parlarle,

subito.

Prefetto                         (dall’alloggio)                         C’è                   qualche                   emergenza                   di

protezione civile?

Capogab     Più o meno…

Prefetto                         (dall’alloggio) Che è successo?

Capogab     Di là c’è la first lady…

Prefetto        (cade qualcosa; si sentono passi frettolosi. Fa

capolino) Chi?

Capogab     La sua signora! Dice che le ha fatto una…

sorpresina…

Prefetto         (si sporge di più con la testa, a porta socchiusa;

è sconvolto e senza giacca, ma cerca di darsi un

contegno) Una sorpresina, eh? E che sorpresina!

Ma dov’è, adesso?

Capogab     Di là, in foresteria. (imbarazzata) Ho pensato

che…

Prefetto                         (imbarazzato) Ha fatto bene, dottoressa... mi

scusi, un momento (chiude la porta -silenzio-

poi entra. Indossa la giacca e cammina su e giù,

nervosamente, per l’ufficio) Stiamo calmi, eh?

Per cortesia, rimaniamo calmi.

Capogab                         (impassibile) Io sono calma. (preoccupata) Ma

c’è dell’altro… prima, ho assistito  ad una scena

assurda. C’era il Comandante che…

Prefetto        …e chi se ne frega di quello… non ne posso

più, di questa Commedia… (rivolto alla platea) e


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figuriamoci loro! (s’irrigidisce, si ferma e guarda

verso  l’alloggio)  E’  arrivata  mia  moglie!  (si

riprende)

Capogab

Mi scusi, Eccellenza, ma anch’io non capisco più

niente. Poi quello lì (indica la segreteria) mi ha

raccontato delle sue pene d’amore. (sconvolta) E’

ancora di là… stiamo aspettando l’ambulanza.

(di nuovo sicura) Ad un tratto, ha detto che

voleva farla finita. Poi ha avuto le convulsioni

ed è stramazzato a terra.

Voce fuori scena

(gemiti provengono dalla segreteria)

Prefetto

Ma chi è?

Capogab

Lo sente? Ora è sul divano, agonizzante.

Prefetto

Mi devo alzare, mi fa male la cisteféllia… e ho la

vista annebbiata.(si alza e va e vedere, il capogab

lo segue)

Voce fuori scena  Non posso continuare a soffrire così, per amore.

Capogab

(da fuori) Eccolo, Eccellenza, è lui.

Prefetto

(da fuori) Ma chi è?

Voce fuori scena

Muoio… muoio per troppo amore!  (prefetto e

capogab rientrano)

Comandante (all’improvviso, attraversa la scena lanciandosi

con una corda, andando ad infrangere una

vetrata. Poi, intontito, entra in scena) Adesso

chiariamo questa situazione, una volta per tutte!

Devo  smascherare  quest’impostore.  Non  è

possibile che sia un prefetto.

Prefetto

Ma siete tutti impazziti, in questo paese?

Comandante (guarda fuori scena, estrae la pistola e si rivolge

al prefetto) Ma che gli ha fatto?

Prefetto

Chi, io? Niente è appena arrivato, ha farfugliato

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qualcosa e si è accasciato. Neanche lo conosco…

quello.

Comandante (guarda fuori scena)Zitto. Finalmente ho un

cadavere! Per la prima volta, dopo otto anni,

posso  scrivere  un  rapporto.  (additando  il

prefetto) Tu!… Seduto! Confessa: dov’è quello

vero?

Prefetto

(si siede, intimorito)

Capogab

Ma Eccellenza, di che parlano?

Comandante

(le punta la pistola) Zitta, anche tu!

Capogab

(si siede, intimorita e delusa)

Comandante L’ho capito subito, io, che siete complici. Siete

due impostori, ma non avete saputo recitare

bene la vostra parte. Io sono un segugio per

queste cose…del resto era elementare…

Capogab

…Sherlock Holmes!

Comandante Non faccia la spiritosa lei, sa? Ormai ho capito

che state fingendo. Non siete quelli che volete

farci credere di essere.

Prefetto

E’  tutto  un  equivoco.  Ma  andiamo…  tutto

questo non può essere reale. Dottoressa, glielo

dica anche lei. Qui è tutto un equivoco!

Comandante (rivolto al capogab)Di che t’impicci, tu?

Capogab

(intimorita) Ma io, veramente…

Prefetto

(rivolto al capogab) Che fa… la timida? Proprio

adesso? Qui si sta confondendo la realtà con la

finzione. Io, poi, non mi sento bene. Con quelle

pasticche…

Comandante …eh eh, altro che pasticche e pasticche. Qui,

gira droga! E io scrivo… eccome se scrivo.

Segr. Com. (entra; si avvicina, sgomenta, al prefetto) Gesù!

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Eccellenza, ma che ha combinato?

Prefetto

(rivolto al Comandante) Ma no… no; ancora con

questa fissazione. Le ripeto: sono solo pasticche

per il mal di testa. Tenga, ne prenda una anche

lei. (ne porge una al Comandante)

Comandante (si ritrae di scatto)Ma come si permette?

Aut. relig.

(entra; messianico e rivolto alla platea) Peace and

love!

Capogab

Poteva mancare il Santone?

Aut. relig.

(esasperato) Como vi lo divo dire? Io...Sciamano

Indiano! Ahhhhh!!! Peccato! Peccato! Prefetto,

cosa ti ha fatto? Kuello: mio Assistant!

Capogab

Ma che dici?

Aut. relig.

Ripeto. Kuello: mio Assistant! Lui studia erbe

mediche!

Capogab

E cosa ci ha dato, per il prefetto?

Aut. relig.

Estratto di erba, ke viene da Pamìr! Lui fa:

experimant. E’ un giovane studente. (rivolto

al prefetto) Relax, fratello. Ahòra, io cercare

vibrazioni positive di Madre Terra.

Prefetto

(rivolto al comandante) Mi guardi… (si dirige

inviperito  verso  l’aut.relig.)  vuole  scrivere

qualcosa d’interessante nel suo rapporto? Ma,

almeno, mi levo una soddisfazione.

Voce fuori scena (rantolando, si sforza di parlare)Non posso più

vivere così. Perdono!

Prefetto

(rivolto fuori, all’ass.) Disgraziato, cosa mi hai

fatto ingurgitare? Parla, maledetto.

Aut. Relig. (esce)

Segr. Com. Ma che fa? Lo soccorra, piuttosto. Sta malissimo,

non vede? (rivolto fuori scena)Diamogli un

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bicchiere d’acqua. Ma anche al prefetto. E’

ridotto un cencio, st’uomo.

(rivolta al prefetto) Secondo me, però, lei soffre

di cattiva digestione. Mi dica, per caso si sente

un  peso  sullo  stomaco?  Vado  a  prenderle

qualcosa… (esce)

Prefetto

(spazientito) Si, il peso, di tutti voi!

Autista

(entra) Ma che è? L’Happy hour? (nessuno lo

nota) (a voce più alta) Scusate?!

Tutti

Che c’è?

Autista

E’ arrivata l’ambulanza, con il medico; lo sta

visitando

Prefetto

Benissimo…

Autista

…non direi… (esce)

Prefetto

…finalmente si chiarirà tutto. (va verso la porta

per ricevere il medico) Ah dottore, venga, venga.

La prego, devo sapere subito, con urgenza, come

sta quell’uomo.

Nipotino

(entra) Si-si (ha camice, fonendo e borsa)

Prefetto

E’ vivo? Mi dica, allora? (il medico sta prendendo

il polso) Parli, dannazione!

Capogab

(guarda il medico, è indecisa, poi lo riconosce)

Oddio, lui! Oh no!

Prefetto

(rivolto al capogab) Ma che le prende?

Capogab

(disperata) Ma proprio lui doveva venire?

Prefetto

Insomma, dottoressa, c’è qualcosa che dovrei

sapere?

Capogab

(affranta e sconsolata) Purtroppo…

Magistrato (entra; look da rock band) Ho saputo che c’è un

morto! Presto, a momenti arriva la stampa, la

televisione. (si guarda) Mi devo cambiare, stavo

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provando. Finalmente, un po’ di movimento.

Capogab

Ma che dice?

Magistrato

(rivolto al medico) Allora, sia preciso, cosa

abbiamo qui?

Capogab

(sprofonda  su  una  poltrona)  Eh,  preciso…

preciso…

Nipotino

E’ ce-ce… è ce-ce…

Prefetto

Ma come parla, questo?

Capogab

(sconsolata) Lasci perdere, guardi, è meglio…

Magistrato E’ cieco? Ma a me, adesso, interessa solo sapere

se è morto.

Nipotino

Nooo. E’ ce-ce… certamente un bra-bra…

Magistrato …un brav’uomo? Non ho dubbi. Ma ripeto:

devo solo sapere come sta, adesso.

Nipotino

E’ bradi…bradi…

Magistrato

…è bradipo? E che siamo, all’era glaciale?

Nipotino

Bra-di-ca-rdi-co! (guarda il magistrato) Niente

ba… niente ba…

Magistrato …no, no. Niente battute, ha ragione, mi scusi. E’

che vado di fretta, perché ho le prove…

Comandante Ma di che prove parla, io devo ancora…

Tutti

…scrivere…scrivere!

Nipotino

Niente ba-tti…to! Va maaa… va ma…

Capogab

…questa volta ho capito io: va male. Ma mi

dica, dottore, ce la può fare?

Nipotino

Va maaa-ss-a-ggiaaa-tooo. E’ un ca-ca… un ca-

ca…

Capogab

Eh no. Si controlli, però.

Nipotino

Un caso gravissiiimooo.

Magistrato

(guarda nervoso l’orologio) E allora si dia da fare.

Non ci-ci… non ci-ci…

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Capogab

Ma allora è contagioso?

Magistrato

No, no. E’ lui che mi mette ansia.

Zietta

(entra di gran furia; look da rock band) Caro,

sei qui? Ti sto cercando da un’ora. Quando ho

saputo, mi sono precipitata. Ero preoccupata

per te.

Capogab

E lei si preoccupa del medico? Abbiamo uno

che rantola. Ma buttatela fuori!….. Autista!

Prefetto

(rivolto alla platea) Se racconto questa giornata,

mi portano alla neuro!

Zietta

Non ti sforzare, caro. Oddio, sei tutto sudato.

Aspetta che ho il borotalco, qui, nella borsetta.

Ti sei pure tolto la sciarpina! (apre la borsetta)

Andiamo in bagno, che ti cambio la magliettina

di lana. (trascina il nipotino per un braccio, verso

la porta)

Comandante Fermi!(i due si fermano)Ma dove lo porta? E’

un medico… il giuramento di Ippocrate…

Capogab

…si, si. Se ha iniziato a pronunciarlo, quando

era ancora una matricola…sarà, più o meno,

alle prime parole.

Aut. Relig. (entra) No problema! Sciamano ti da una mano.

(fruga in tasca e porge alcuni sassolini) Metti

kueste  pietruzzelle  sotto  tua  lingua  e…tuo

problema…no  problema!  E  ahòra,  silenzio,

please!

Nipotino

(mette i sassolini in bocca, ma… non succede

nulla)  (accenna  qualche  colpo  di  tosse  e  si

allontana)

Comandante Ma che sistemi da…medioevo!

Aut. Relig. (irritato) Silenzio!!!

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Nipotino

(suono di spinetta e liuto) (si volta di scatto

volgendo un deferente inchino al prefetto) Messere!

ChiedendoVi licenza, è d’uopo ch’io soddisfi

l’irrefrenabile  impulso  che  sgorga  dal  mio

velopèndulo. (si tocca la gola) Il mio lignaggio

m’impone di redarguir (indica i presenti) i villici

astanti che sollazzavansi or ora -con sberleffi

e inezie- per la mia balbuzie. Poscia, che col

sangue l’onta avrò lavato; io vado a ringraziare

-per onor di dottorato- l’alchimistico viandante

che, dal mio tartagliare, mi ha liberato! (inchino

verso l’aut. relig.)

Zietta

(rivolta all’aut. relig.) Ma cosa hai fatto al mio

nipotino? Carooo, stai bene?

Aut. Relig.  Komandante avere alterato mio rito.

Comandante Ma ho detto solo che fa riti damedioevo.

Aut. Relig. Ma kuella parola -medioevo- ha dato periodo

storico di riferimento alle petruzzelle magiche

che, lui, ha sotto sua lingua. Trankilli: effetto

breve.

Capogab

Ecco perchè parla come un… cavaliere templare!

Forse… era meglio prima!!!

Zietta

Brutto stregone! Fallo ritornare subito com’era.

Nipotino

(imperativo)  Taci,  consanguinea!  (con  tono

poetico  e  rivolto  al  magistrato)  E  tu,  mia

leggiadra Musa ispiratrice, come…“Cantasti O

Diva, del Pelìde Achille, l’ira funesta che addusse

infiniti lutti agli Achei”, annuncia la mia libertà

da  quest’opprimente  giogo;  e  fa  ch’io  -non

piùùù- veda siffatta mefistofèlica creatura che,

privandomi della mia migliore gioventù, mi ha

114


ridotto a villan di servitù!

Zietta

Ma caroooo! Che dici?

Autista

(entra) …e vai con il dolce stil novo!

Comandante

(rivolto al magistrato) Me la faccia arrestare!

Magistrato …ma non posso accusare di nulla la signorina,

andiamo…

Nipotino

Poffarbacco!   Le   mie   trombe   d’eustachio

trasecolano. Ordunque: che l’arcano si disveli…

Magistrato Ebbene si: è la corista della mia rock band!

Nipotino

(ammutolisce e china il capo)

Capogab

Inaudito! (all’autista) Li porti fuori: tutti e tre!

Autista

(sorridente) E’ un vero piacere.

Autista

(accompagna fuori Magistrato+Zietta+Nipotino

ed esce)

* * *

Voce fuori scena (lamenti)

Aut. relig.

Madre Terra lo sta chiamando! E ti sei in un bel

casìno, prefetto? Sabe, fratello? Si?

Prefetto

Basta; che mi confondi, stà bono!

Aut. relig.

(rivolto al prefetto) Sento tuoi Chakra vibrare.

(impone le mani) ma… non buono!

Capogab

Non c’è che dire. Da non crederci… (rivolta alla

platea) sembra di essere finiti dentro il copione di

una Commedia degli equivoci…

Comandante …c’è poco da ridere. Siete voi i soli responsabili.

Altro che commedia, questa è una tragedia.

Prefetto

Non mi citi Ifigenìa, adesso, eh?

Capogab

Certo, che ha proprio un bel fiuto: Kallagan!

Comandante Non mi parli così, perché …

115


Capogab

Si, si… lo so. Scrive, scrive… Tanto, come ha

detto Are Krisha, qui. E’ tutto un casìno, ormai.

Segr.Com. (entra con un bicchiere) Signor prefetto, le ho

portato qualcosa da bere!

Aut. relig.

(esasperato)  Miii!!!  Io,  Sciamano  Indiano!

(messianico) Stop!

Tutti

(immobili)

Aut. relig.

Sento vibrazioni negative. Mooolto negative.

Capogab

Ma basta pagliacciate…

First Lady

(entra) Dov’è mio marito? (si blocca e si guarda

intorno) Ma… che sta succedendo?

Tutti

(la vedono entrare e, in silenzio, si voltano tutti a

guardare l’aut. relig.)

Segr.Com. Ma questa, chi è?

First Lady

Sono la First Lady!

Tutti (tranne pref. e capogab.) Chi???

First Lady

Ripeto: sono la First Lady!

Aut. relig.

(spaventato) Ahhh!!! Serve rito di purificazione.

Prefetto

(si alza e mette le mani al collo dell’aut.relig.) Io ti

strozzo!

Segr. Com. Fermatelo, fermatelo…

(parapiglia. Cercano di allontanarlo)

Comandante Ordine, ordine(spara dei colpi in alto)

Tutti

(immobili)

Prefetto

(rivolto a tutti, deciso) Questa è mia moglie!

(rivolto alla first lady, intimorito) Cara, che gioia

e che… sorpresa!

Comandante Ma basta!… Guardate che qui c’è un morto!(si

rivolge verso la segreteria). E’ morto! (addita

il prefetto) E’ tutta colpa sua. Quest’impostore,

approfittando del posto che ha usurpato -come

116


mi ha confessato poco fa l’onorevole- ci ha anche

provato… con lei. Con la moglie del sindaco! E’

un maniaco!

First Lady

Cosa???

Tutti (tranne capogab) Maniaco, Maniaco!

Aut. Relig. Peace and Love! (esce)

Suocera

(entra in silenzio)

Prefetto

(intimorito)  Tesoro,  non  crederai  a  queste

sciocchezze. E’ tutta una burla, anzi, un raggiro,

contro  di  me.  (autoritario)  E  togliete  quel

buffone dalla mia poltrona!

Suocera

…ma che succede, in questo postribolo?

Segr. Com. (la nota) E ora chi è, quest’altra?

Prefetto

(la vede) Oh mio Dio! Allora, è davvero un

incubo!

First Lady

(sorpresa) Anche tu, qui?

Segr. Com. Ma si può sapere chi è?

Suocera

Sono la mammina della First Lady! (si fa avanti

decisa) Perché, non si vede?

Segr. Com. (esce)

Capogab     Non può essere reale!

Suocera        (rivolta al capogab) Irreale sarà lei! Ma si è vista?Sembra una specie di màntide. Io sono venuta a verificare, di persona, se la mia piccina sta bene. Sa, con il marito che si ritrova… una specie di cercopitèco (rivolta alla first lady) Ma quantevolte te l’ha detto, mammina, di ignorare questo primate, sempre in preda a tempeste ormonali.Comunque, quello che dovevo capire l’ho già capito, io. (rivolta al prefetto) Dico bene?

Prefetto        Ma, mammina…

117


Capogab

…Mammina???

Prefetto

(giustificandosi) Sembra burbera, ma in realtà…

Suocera

…taci, celenterato! Sai bene che, se la mia piccina

soffre, anche tu soffri! Te la do io la tempesta

ormonale, vergogna: protozoo!

Prefetto

Ma quando mai…

First Lady

Non  contraddire  mammina!  (rivolta  alla

mammina e triste) Lo sapevo che dovevo darti

ascolto, ma mi ha illusa con quella storia…del

teatro! Il pathos…

Suocera

Se la mia piccina piange, anche tu piangi! Te la

faccio vedere io la tempesta ormonale: omìnide!

Prefetto

(rivolgendosi, disperato, al capogab) Ma che sta

succedendo, dottoressa? Ohh, che mal’e panza.

(si contorce) Intanto, sono io, qui, che ho preso

l’erba medica, della Corea!

Aut. relig.

(da fuori, cavernoso) Miiii!!! Del Pamìr, del

Pamìr!

Prefetto

O, forse, anche lei è d’accordo, con questi

lestofanti. E sta recitando una parte?

Capogab

Io? Ma come le viene in mente, Eccellenza? Con

l’avventura che stiamo vivendo insieme?

Prefetto

(iroso) E allora, mi dimostri la sua fedeltà!

First Lady

(incredula, si avvicina al capogab) Come, come?

(si  avvicina  alla  mammina)  Mammina,  hai

sentito anche tu?

Suocera

Che ti avevo detto, piccina mia? Mai fidarsi di

un citoplasma!

First Lady

(irosa, rivolta al prefetto) Anche con il capo di

gabinetto? Lo sapevo, io! Non ti perdonerò mai,

per questa debolezza. A casa faremo i conti… e

118


sai bene cosa voglio dire!!!

Capogab

(rivolta alla first lady) Ma come si permette?

Suocera

Non interferire, tentatrice! Sta interloquendo

con il mollusco!

Capogab

Ma come parla?

Suocera

Siete  tutti  uguali,  voi;  maschi  riproduttori!

E’ una questione di ormoni, lo so bene. E in

casi estremi, come questo, l’unica soluzione è

quella…de-fi-ni-ti-va!

Prefetto

(visibilmente  preoccupato)  Non  perdiamo  il

controllo adesso, eh?

First Lady

(rivolta al prefetto) Esigo delle spiegazioni…

immediatamente!

Suocera

Ma cosa vuoi che ti spieghi, questo pusillanime.

A quest’ora le sue sinapsi cerebrali si saranno

liquefatte.

Prefetto

(intimorito,  la  insegue)  Zuccherino,  posso

spiegarti tutto. Fammi buttare fuori tutta questa

plebaglia e con calma…

First Lady

(violenta; si gira di scatto e lo fa indietreggiare)…

Io ti rovino, hai capito? Come hai osato mancare

di rispetto a me… una donna irreprensibile e

fedele; una nobildonna di stirpe carolingia; con

una… con una… dipendente pubblica, poi! Io

non ho mai dovuto lavorare in vita mia, chiaro?

Ma guardati come ti sei ridotto! E fai pure uso

di droghe, adesso? Ricorda, che se non era

per mio zio, stavi ancora in quel sottoscala del

Ministero, a siglare solleciti! (sarcastica) Il mio

prefetto!!!

Suocera

Lo diceva pure lui: sei un buono a nulla!

119


Voce fuori scena

Capogab

Un’entità monocellulare.

Capogab

Stiamo tutti calmi, per favore. Eccellenza, qui ci

stanno mettendo in mezzo. Secondo me, (indica

il corpo) il piccolo chimico…qui fuori…

Aut. relig.

(da fuori, cavernoso) Miii!!! Assistant, assistant!

Capogab

…se lei comanda, io mi sacrifico e prendo l’erba

medica… così… (sta per portarla alla bocca; il

bicchiere in mano, quando…)

Comandante (additando il prefetto)Lei non solo è unmaniaco

impostore… è anche un assassino!

Tutti (tranne capogab) (lo additano) Assassino, assassino!

First Lady

Io ti distruggo la carriera! Ti faccio degradare a

palafreniere!

Suocera

Meriti di essere annichilito in una

fusione

nucleare!

Sindaco

(entra  e  vede  l’assistente)  Per  tutti  gli  dei

dell’Olimpo, che situazione inusitata è questa?

Prefetto, ma si rende conto di cosa ha fatto? Lo

conoscevo bene, era un uomo eccezionale…

Segr. Com.  (entra)…un grandealchimista!

Sindaco

Avviso subito mia moglie… ci penserà lei a farla

trasferire, oggi stesso, a… a… a Belluno! (esce)

Comandante … Si, nel penitenziario, però, diBelluno! Come

minimo, ci scappa l’ergastolo per i due compari:

sostituzione di persona e omicidio. A proposito,

dov’è il corpo del vero prefetto? (si

avvicina

e  lo  strattona)  Dove  l’hai  messo?  Parla…

delinquente!!!

Prefetto

Eh no, non ci sto più. Basta cò stà storia.

Voce fuori scena (lamenti)

Prefetto

(rivolto fuori) Ma è ancora vivo, quello?

120


(rivolta fuori) Allora, ti vuoi decidere? (rivolta alla platea) Qui, devono chiudere! (rivolta fuori)Cosa devi dire?

Sapevo…che non saresti mai stata… miaaa!

Prefetto-Capogab (si guardano stupiti) MIAAA?!?!

Capogab     Suvvia, ma è tutta una commedia! Quest’uomo finge! E per dimostrarvelo, adesso prendo anch’io quest’erba (mette in bocca la pillola, ma…)

Sindaco        (da fuori) Poverino, sta delirando. Cara,andiamo via, sono scene troppo forti per te.

Politico         (da fuori; è visibilmente disperata) Lasciamivedere! Oddio, oddio…era così giovane… una persona speciale… (entra)

Sindaco        (entra, seguendola) Hai ragione cara, ma adessoandiamo via. Con la tua emicrania…

Politico         (in lacrime, rivolta al prefetto) Tu, tuuu… seiun uomo finito… (rivolta fuori, all’assistente) Caro…non riusciva a sopportare che rimanesse segreta la nostra storia!!! (porta una mano alla bocca, rimane sgomenta) Oh, mio Dio, cos’ho detto !?!? (fugge via)

Capogab      (sputa la pillola)

(Silenzio)

Sindaco        (guarda verso la porta da cui è appena uscita la moglie, è confuso) Ma cara, che cosa dici? Tuandavi sempre in farmacia…per farti dare… qualcosa di forte. Per tirarti su, dicevi. La tua emicrania…cara, caraaa… (esce)

Aut. relig.   (entra) (messianico e rivolto alla platea) Peace and love!

121


Prefetto

Ah, però! Bene, bene…

Comandante

Ah! Adulterio…

Tutti

(rivolti al sindaco)…adulterio, adulterio!

Aut. relig.

Muy Bien! Ahòra tutti in cerkio magico, per rito

di purificazione.

Tutti

(eseguono e si mettono in cerchio, tenendosi per

mano)(l’aut.rel. rimane fuori)

Aut. relig.

(messianico) Peace and Love!

Tutti

Peace and love! (ritornano ai loro posti)

Aut. relig.

Ahòra  tempo  di  rito  sciamanico  per  mio

Assistant! (esce)

Regista

(entrando) …permesso?…

Capogab

(indicando il regista) …e lei, che ci fa qui?

Regista

(rivolto  al  prefetto)  Sono  tornato,  per  non

lasciare nulla d’intentato. Eccellenza, posso una

parola?

Prefetto

(affranto) Ho un’altra possibilità?

Regista

La verità è che voi, ormai, vi siete dimenticato

il testo del copione che la storia ha scritto per

voi. State improvvisando una parte che, ormai,

è superata. Ve l’ho già detto: non è più questo

il modo di fare il prefetto. Non potete vivere

sull’equivoco di quello che il prefetto era e,

oggi, non è più. Se continuate così; se non vi

persuadete che bisogna ascoltare i problemi

e capire la gente, la storia vi cancellerà. Avete

capito o no, eccellenza, che il re -anzi, il prefetto-

…è nudo? Comunque, (getta via il cappello) fate

come volete voi!

First Lady

Io ne ho abbastanza di questa sceneggiata. Mi

ritiro nei miei appartamenti. (rivolto al prefetto)

122


Da che parte è l’alloggio? Dobbiamo parlare…

subito!

Prefetto

(stonato, indica) Di là. (intimorito) Ti raggiungo

subito, cara. Così ti spiego questo equivoco…

First Lady

(andando verso l’alloggio) …dovrai essere molto

convincente, questa volta. Ma non sperare più

di intenerirmi con la tua ars oratoria…

Suocera

(interviene) Eh no! L’accompagno io, la mia

piccina. Non la lascio mica da sola, con questo

cefalopode.

Segretaria

(dall’alloggio entra con in mano, ben visibili, dei

boxer sgargianti) … e questi, dove li metto?

First Lady

(sconvolta) Ma… caroooooo!!!

Segretaria

(vede tanta gente; è stupita e rimane con i boxer

in mano) Ma che succede?

Suocera

Ahhh! Che scena orripilante e disgustosa! Ma,

almeno, sono stati candeggiati?

(Si  odono  sirene  di  autopattuglie  che  si

avvicinano)

Capogab

Silenzio!

Autista

(entra) E’ la Security.

Prefetto

(ripresosi un attimo) Ah, bene bene… molto

bene, vai incontro.

Autista

(esce)

Prefetto

Adesso si chiarirà tutto.

Comandante Ma sono io, qui, l’autorità competente. E sono io,

che devo fare un rapporto alla procura. Signori:

qui c’è stato un omicidio!!! Io scrivo… scrivo!!!

Regista

Eccellenza, mi rendo conto che la situazione si

è complicata, ma voi continuate a confondere

realtà e finzione. Stamattina, quello che vi volevo

123


dire, non l’avete voluto ascoltare. Dopotutto,

cercavo solo di dare una possibilità ad un cast di

attori non professionisti.

Capogab

E sei tornato solo per questo?

Regista

Certo. Volevo dare un’altra chance ai miei attori.

Tutti (no pref) Dagli un’altra chance, dagli un’altra chance!

Prefetto

(barcollando e quasi svenendo) Io mi sento

male…

Suocera

Ma cosa c’è da dire. L’avete guardato bene,

costui? Non è in condizioni di interpretare

proprio nessuna parte. (rivolta al prefetto) E tu,

invertebrato! Ti devo rammentare forse di come

hai ingannato la mia piccina, spacciandoti per

“un giovane attore, di belle speranze”?

Capogab

Ma da giovane, l’Eccellenza recitava davvero!

Glielo dica lei, Eccellenza!

Segr. Com. Il pathos… l’enfasi…teatro greco. L’ha detto lui:

Ifigenìa.

Suocera

Tacete,  plebaglia!  Il  bipede  ha  calcato  il

palcoscenico una sola volta…

Segr. Com. Ma lo sappiamo bene. Ripeto: Ifigenìa! Scena

madre: “Eccomi padre…”

Suocera

Ma che madre e padre, ha fatto la comparsa e

aveva una sola battuta, quando entrano gli opliti!

Segr.Com. (dubbiosa) “Eccomi, padre…”?

Suocera

Ma noooo! Era vestito da ancella e diceva: (fa la

riverenza, mette una mano sul cuore e sospirando

declama) <Ohhh! Soggiungono i guerrieri…

che emozione!>

Autista

(fa capolino) Eccellenza, sono arrivati... li faccio

passare?

124


Prefetto

(intontito) Si…si…

Autista

A proposito, eccellenza, gliel’ho procurato!

First Lady

(rivolta al prefetto) Di che parla, questo qui?

Prefetto

(con voce ormai fievole) Non ne ho idea, cara.

Autista

Ma come, non ricorda? Il profilattico!

First Lady

Sei un uomo morto!!! (aggredisce il prefetto)

Security

(dalla segreteria) Allora, che sta succedendo,

qui?

(entrano un uomo della Security ed un uomo

distinto, questi rimane fermo sulla soglia, in

penombra)

Tutti

(col fiato sospeso, fissano la porta)

Segr.Com. (rivolta all’ uomo della Security e indicando

quello sulla porta) E ora questo, chi è?

Security

(indicando)  Questo  è  il  prefetto.  Doveva

insediarsi ieri. Ma, per il maltempo, è potuto

arrivare solo adesso. (rivolto al nuovo e indicando

il prefetto) Eccellenza, che ne facciamo di costui?

Nuovo prefetto (autorevole incede nello studio; deciso, indica il

prefetto) Portatelo via! (esce)

Security

(operativo) Avete sentito? E voi altri: tutti fuori!

(TUONO E TEMPORALE)

Tutti

(in completo silenzio, escono)

Security

(in silenzio, trascina il prefetto fuori)

(si spengono le luci)

(TUONO E TEMPORALE)

* * *

125


Le coup de thèâtre


(Silenzio per alcuni secondi, poi tuono e si accende solo una fioca

luce sullo sfondo)

(Nello studio non c’è nessuno)

Prefetto        (si sente una voce) Buongiorno!

Capogab       (entrando con un’agenda in mano) Buongiorno,

Eccellenza. Come va?

Prefetto        (entrando va verso il capogab) Una nottataccia

che non le dico! Ho avuto il peggior incubo

della mia vita. Sembrava vero. Pensi: ho sognato

di essere al mio primo giorno di lavoro, in un

ufficio…disgustoso. Ho conosciuto gente molto

strana. Come in un dramma, c’era… il sindaco,

sposato con un politico, che, però, aveva una

storia con un praticante stregone. E poi… un

guaritore, mi pare. Ho dei ricordi molto confusi.

E tutti facevano discorsi…surreali, sul ruolo del

prefetto. Una situazione così inverosimile, che

non potrebbe esistere, neanche nella fantasia

di… un autore teatrale…

Capogab                   …assurdo!…

Prefetto         …eh si! Piombava anche mia suocera (pausa)…

mia suocera!!! Poi, sempre in questo delirio

onirico, si figuri: venivo arrestato!

Capogab     …da non crederci!

Prefetto        Guardi… le dico: una gran confusione! Un

intreccio demenziale tra realtà e finzione... Mi

sono svegliato con un terribile mal di testa.

Capogab     Lo credo bene. Ricordo che ieri diceva di avere


127


una forte emicrania, mi pare…

Prefetto

…si, si. E pensare che ho preso delle pillole

proprio per riposare meglio! (operativo) Ma ora

pensiamo al lavoro, su!

Capogab

Certamente.

Prefetto

Chi abbiamo in agenda, stamattina?

Capogab

(consulta l’agenda) Allora…ah ecco, si. Alle nove

viene un tale. Dice di essere… il regista di una

Compagnia di attori!!!

(rimangono immobili)

(Tuono)

(si spegne la luce)

Voce narrante: Hai mai fatto un sogno, così reale da sembrarti

vero? E, se dovessi rimanere intrappolato in

quel sogno, come distingueresti la finzione dalla

realtà?

(Tuono)

***


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Stampato dalla Monteleone grafica e stampa s.r.l.

di Vibo Valentia, dicembre 2011


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