Una famiglia normale

La piccola stazione di un paesino del CentroItalia

UNA FAMIGLIA NORMALE

Di Sergio Pinducciu

PERSONAGGI

Architetto Simone Bendotti Lassessore inquisito

Mara Garzini Sua Moglie

Maurizio Bendotti Suo figlio

Eugenia Bendotti Sua figlia

Jacopo Miretti Il marito di Eugenia

1 Ferroviere

2 Ferroviere

1 ATTO

La sala daspetto di una piccola stazione ferroviaria di un paesino del Centro Italia. Mura bianche dipinte a smalto marrone fino ad un metro da terra Alle pareti quadri e reclames pubblicitarie di localit turistiche Il pavimento sar in piastrelle di graniglia In fondo lo sportello della biglietteria a finestrella in legno sulla destra un camino di mattoni refrattari rossi; i termosifoni sono spenti causa un guasto allimpianto di riscaldamento il camino acceso da poco e dallo stesso fuoriesce del fumo ai lati dello sportello sono due panche in legno unte e sporcheal centro un tavolo in noce; alla sinistra la porta sconnessa che d sul marciapiede del primo binario fuori si sente suonare la campanella che segnala larrivo di un treno la stanza male illuminata e fredda- una sola finestra si apre a fianco della porta a vetri- lingresso alla sinistra del camino un uomo dellapparente et di circa 55/60 anni siede sulla panca tenendo in mano un borsalino piegato con i gomiti sulle cosce e il viso rivolto verso il basso a volte sussulta e scuote la testa i capelli sono grigi e scarmigliati veste in modo sportivo: pantaloni di velluto a coste- maglione dolce vita- giacca di tweed e scarpe Todds; si copre le spalle con un impermeabile color crema senza indossarlo- a fianco una valigia in pelle anchessa color marrone. Un uomo anziano in divisa da ferroviere entra nella sala daspetto.

1 ferr ..Buon giorno! (Il signore seduto fa appena un cenno con la testa )..? Si fa per dire. Sono il Capostazione e mi scuso per il disagio. (Aspetta un commento che non arriva e cos di seguito).? Iersera e andato in blocco limpianto e solo stamani ho potuto chiamare lassistenza e cos mi tocca accendere il camino per non lasciare i viaggiatori al freddo; ? (Si china e armeggia presso il camino) ho detto al manovale di andare in baracca a prender legna e quel cialtrone, per non faticare pochi passi, ha preso quella verde e bagnata che c fuori dellufficio movimento e cos io col ciuffolo che riesco ad accenderlo: Scansafatiche! ecco cosa sono questi giovani doggi: scan..sa..fa..ti..che? Eh caro signore, ai miei tempi si facevano anche dieci notti al mese e riposi pochi e quando il capostazione ordinava era come un dio; i suoi ordini non si discutevano mica e se diceva vai a mettere i petardi sui binari tu correvi fuori nella nebbia per mettere i petardi sui binari. e se ordinava vai a pulire le aiuole della stazione via si andava e senza discutere; e porta fuori la lanterna, e dai lolio agli scambi; e alza le sbarre, e abbassa le sbarre e guai a fermarsi; adesso invece hanno i sindacati, la commissione interna, quella antinfortunistica e tutto per lavorare di meno veh! Solo ai soldi pensano e a divertirsi. Ah ecco, ha iniziato ad accendersi per bene? Vabb! Vedr che fra poco far un bel caldo.

Simone.. Guardi, per me non si preoccupi; non mi ero neanche accorto che fosse freddo.

1 ferr Freddo? Tramontana selvatica! Pela le orecchie e infradicia le ossa e, per finire, un nebbione che non si vede la punta del naso. Viene su dal Tevere la maledetta! (Lo guarda attentamente) Lei non di queste parti vero?

Simone.. No!

1 ferr Se venuto in macchina lavr ben vista la nebbia.

Simone.. Devo risponderle come Tot che la nebbia c ma non si vede?

1 ferr Bello quel film eh? (Canticchia) Na femmena buciarda mha lassato, ahh! Deve prendere il treno o sta aspettando qualcuno?

Simone (Accenna un gesto di fastidio) Scusi eh!

1 ferr (Alzandosi va verso Simone) No, guardi, non che io voglia farmi i fatti suoi; che mi sembra di conoscerla o perlomeno di averla vista da qualche parte.

Simone. .(Sulla difensiva) Pu darsi.

1 ferr (Dandosi un colpo sulla fronte con la palma della mano) Ma certo, lassessore Bendotti! Cera la sua foto sulla prima pagina del Gazzettino di ieri.

Simone... (Alzando la testa) E allora?

1 ferr E allora niente. Io sono solito farmi i fatti miei e anche le persone non le peso da una foto o un titolo su un giornale. Mi interessano le loro storie, questo s! perch questa una piccola stazione destinata alla chiusura ed io tra un poco me ne andr in pensione; dinverno le giornate sono lunghe e noiose e il da fare non molto; se capita qualche forestiero mi piace scambiare qualche parola; mi fa sentire bene, come se, per un po, anche in questa stazioncina sperduta arrivasse la vita.

Simone.. (Alza il capo e lo guarda con un misto di curiosit e simpatia) Allora sa di cosa sono accusato?

1 ferr Ho letto quello che ne scrivono i giornali ma la verit la sa lei e la sua coscienza e poi, francamente a me quella verit non interessa.

Simone.. Certo che lei un ben strano tipo?

1 ferr (Gli va vicino) Senta, io inizio a lavorare alle otto; abbiamo unora; facciamoci due chiacchiere e vedr che dopo star meglio.

Simone.. Sa cosa pensavo? Che forse abbiamo quasi la stessa et.

1 ferr ..Io sono del 43 e lei?

Simone...Del 45; in pratica coetanei.

1 ferr Ma ci pensa: abbiamo ballato con le stesse canzoni, visto gli stessi films, desiderato le stesse macchine!

Simone..Eh no! Di questo non sarei cos sicuro: Lancia o Alfa?

1 ferr...Alfa, senza dubbio e il mio sogno la Giulietta Sprint Veloce

Simone.Ecco, lo sapevo che lei era un alfista! ma vuol mettere la bellezza spigolosa del Pagodino Lancia carrozzato Zagato? E scommetto che teneva per la Lambretta? Tutti gli alfisti tenevano per la Lambretta!

1 ferr...E cosa vuole che tenessi per la vespa con quella forma a damigiana? (Scoppiano a ridere entrambi ammiccando lun laltro divertiti da quel loro ritrovarsi con le contrapposizioni della giovinezza) E poi vuol mettere la comodit della Lambretta; La mia prima fu una 150 Golden Special che comprai usata, da un macellaio amico mio, per 15000 lire; allarrivo della bella stagione, diciamo verso aprile/maggio, alla domenica, dicevo alla la mia fidanzata di preparare qualcosa da mangiare al sacco e cos ce ne andavamo al mare o al lago con gli amici, a rompere la scarsella, lei mi intende?

Simone.Eccome nooh? Ne ho girati di campi di grano con le ragazzine del mio paese! La mia compagnia passava i mesi invernali organizzando terrificanti feste da ballo con trenta uomini e due donne..

1 ferr...s, s! E la domanda che faceva gelare tutti era: <Ma le donne chi le porta?>

Simone. .Ma allarrivo della primavera, via tutti fuori per i prati. Ci portavamo il mangiadischi e urlavamo a squarciagola per le strade di campagna:< E chi mai sara la ragazza del claan, uauuuh ..>

1 ferr... <Tutti i ragazzi si domandaanoo.>

Simone. <Di lei si sa la voce che haa>

1 ferr e Sim<Ma a noi piace quando canta Ehi e giaah> (Ridono amaro)

1 ferrLa mia disgrazia che suonando la chitarra ero condannato a fare il sottofondo.

Simone. Anche musicista allora!

1 ferrAl massimo musicante! So appena fare quattro accordi ma servivano per creare latmosfera giusta, solo che io suonavo e loro..! Sapesse che nostalgia ho per quelle estati!

Simone.A chi lo dice! Quelle piazze al tramonto piene di ragazzi e di rondini; quanti giochi per strada!

1 ferr...E che partite di pallone! sempre pronti a scappare, allarrivo delle guardie, per non farci sequestrare la palla.

Simone.E cera sempre la vecchia zitella senza figli che le chiamava perch non sopportava il baccano sotto le sue finestre e allora si faceva peggio (Un silenzio imbarazzato e carico di ricordi cala tra di loro insieme alla tristezza per il tempo passato poi Simone si riprende e continua))

Simone. Lei sposato?

1 ferr Vedovo, da circa tre anni Mia moglie mi ha lasciato dopo una vita di sacrifici. Lei casalinga ed io solo a lavorare, ma felici, tanto felici. Mi Ha dato due figli maschi che vivono uno a Roma e uno a Latina. Il primo si laureato e fa il farmacista; il secondo impiegato di banca. Si sono sposati con due ragazze di citt brave e giudiziose; certo non sono come le ragazze di paese che sanno far tutto per stanno bene e mi sembrano sereni. Destate vengono a passare qualche giorno qui in paese e portano i nipoti, due briganti che non le dico; a volte li porto con me a fare lorto e lultima volta, il pi piccolo mi ha tirato su tutte le carote con la zappetta.

Simone .(Simone lo guarda e scuote la testa) Ma come avete fatto?

1 ferr A fare?

Simone. A tirare su due figli fino alluniversit con un solo stipendio. Sar stato difficile! Dovevate mangiare, vestirvi, pagare le tasse, le medicine, il riscaldamento, sono cose che costano.

1 ferr Abbiamo frequentato luniversit!

Simone.. (Manifestando stupore)Lei e sua moglie Siete/.eravate laureati?

1 ferr S! In scienza della povert e nellarte di arrangiarsi.

Simone.. Mi prende in giro?

1 ferr Mai stato pi serio. Questa laurea ha un corso di studi che esiste in pochi ma scelti e qualificati atenei: Tormarancio e Torbellamonaca a Roma, la Vucciria a Palermo, i Quartieri Spagnoli a Napoli, con sedi distaccate e sparse su tutto il territorio nazionale. E una universit a numero chiuso nel senso che per iscriversi occorre essere indigenti o perlomeno poveri. Lei ad esempio non si sarebbe potuto iscrivere.

Simone.. Ne sicuro?

1 ferr Le sue scarpe sono di una eloquenza sfacciata.

Simone.. (Simone ormai sta al gioco e appare nel contempo divertito e interessato) Continui, continui pure con questa storia delluniversit che mi interessa.

1 ferr Le lezioni avvengono per strada e gli insegnanti sono soprattutto familiari con esperienza decennale. Le materie di insegnamento sono varie e comprendono: il divertimento senza spesa, il riciclaggio dei vestiti usati, le tecniche di acclimatazione nella stagione fredda, il ruolo del sesso nella produzione di calore, i mille modi di fare il pancotto, lallenamento al trasporto urbano e le tecniche di sopravvivenza nella seconda classe degli interregionali ma soprattutto la scienza fondamentale, quella che solo i grandi poveri conoscono: larte di vivere con meno soldi di quelli che si guadagnano spendendone di pi di quelli che si possiedono. In questo campo le assicuro mia moglie era un artista Nessuno aveva il suo talento, la sua abilit, nel maneggiare il vero strumento di questa scienza: IL LIBRETTO!

Simone. E, scusi lignoranza, ma cosa questo libretto?

1 ferr.. Non conosce eh? Capisco. Si vede che lei non frequenta lesercito della minima, comunque semplicissimo; Supponiamo che ogni giorno sua moglie vada a fare la spesa, entra in negozio e al momento di pagare il negoziante le chiede ad alta voce: Segnaaah? e scrive la cifra sul libretto. Sua moglie gli risponde con un impercettibile cenno del capo che vuol dire: certo coglione che segno se no come faccio a pagarti e c bisogno che me lo chiedi ogni volta per farmi sentire una merda davanti al mondo intero? Quando poi Lei, il 27, riceve il suo stipendio, si fa cogliere prima di tutto dallo sconforto, poi in preda alla disperazione, consegna le banconote a sua moglie che, per conto della famiglia incaricata del miracolo; con fare solenne, si avviciner al tavolo e dopo aver disposto le banconote a sinistra e i libretti a destra inizier a stabilire a quale dei negozianti per quel mese si pu dare qualcosa del magro guadagno; questo per ogni mese dellanno; fur ewig come dicono i tedeschi ma, si tranquillizzi, queste cose fanno parte della giovent della repubblica; adesso come lei mi insegna, peggio!

Simone.. Apparentemente abbiamo parlato di lei;

1 ferr apparentemente!

Simone.. E la mia storia non vuole ascoltarla?

1 ferr Ma la sua storia la so gi! Prenda la mia e la giri allincontrario. E sempre tutto cos vecchio a questo mondo che persino le notizie fresche puzzano di muffa.

.(Entra dalla porta di accesso al 1 binario un secondo ferroviere giovane daspetto - porta un grembiule grigio e fischietta ma si blocca quando vede il capostazione).

2 ferr Buon giorno capo ; non lho trovata in ufficio e mi sono detto: strano che ancora non sia arrivato e cos sono venuto a cercarla. Ha visto che tempo da lupi? Ha gi chiamato lassistenza per la caldaia?

1 ferr (Alterato) Lascia perdere il tempo e la caldaia e dimmi piuttosto: lo vedi il fumo qui dentro, eh lo vedi? Dove sei andato a prendere la legna per accendere il fuoco bestia che non sei altro! Ah ma una multa stavolta non te la leva nessuno e me ne ricorder nelle tue note, stanne certo che me ne ricorder! (Sta per uscire seguito dallaltro ma proprio in quella entra una giovane donna - in preda ad una forte agitazione e non riesce a trattenere le lacrime indossa un paio di jeans e una felpa e sopra una semplice giacca a vento una lunga sciarpa le cinge il collo e le mani sono protette da guanti di lana che si toglie nervosamente mentre si dirige verso Simone)

Eugenia Pap!

Simone Eugenia, cosa ci fai qui?

Eugenia Ma come cosa ci faccio. (Va e gli si inginocchia di fronte) Sei sparito cos senza una parola, dopo quella terribile lite con la mamma. Eravamo preoccupati pap: io ero preoccupata, Maurizio era preoccupato, la mamma

Simone Gi! la mamma! Per, a cercarmi, sei venuta te. Tua madre; cos, svenuta, ha avuto un mancamento o che so: aveva un appuntamento dal parrucchiere forse?.(I due ferrovieri escono facendosi dei segni di stupore lun laltro. Simone si alza e si dirige verso la porta guardando fuori attraverso i vetri )

Eugenia Non dire cos pap, mi spaventi. Tu non le pensi queste cose Tu sei buono e ami la mamma: vero che la ami?

Simone.. Lho amata Eugenia, lho amata non sai quanto! (Risponde quasi parlasse a s stesso)Era un giorno di dicembre e soffiava tramontana; la manifestazione era per, ma s ora non importa; ci riparavamo dietro lo striscione e i pini del Circo Massimo si piegavano al vento: Lei portava una lunga gonna indiana e io provavo disagio col mio loden e gli zoccoloni. La rividi al concerto di Jhon Mayall al Brancaccio e per la prima volta mi accorsi di quanto fosse bella. Ciao dissi io e ciao rispose lei. Quella sera finimmo su una panchina di Villa Borghese a dividerci freddo e tenerezza dentro un maglione che a me stava largo ma in due ci si stava da Dio. Altroch se lho amata (Si scuote e lentamente torna a sedersi)

(Voce fuori campo: in partenza dal primo binario treno locale per Attigliano, Bassano Orte, Roma termini; nella tratta Orte Roma Termini non effettua fermate intermedie)

Eugenia. (Suona il cellulare di Eugenia) Si amore, lho trovato; siamo qui alla stazione di At Ah sei gi qui? Bene, ti aspetto. (Si gira verso il padre continuando nel discorso precedente)..Vedi pap come ne parli, vedi che siamo ancora una famiglia

Simone.. Ma vedi cosa! Io ti ho parlato di quello che eravamo. Quei due ragazzi lo capisci che non ci sono pi: morti, sepolti, dimenticati. Ma ti pare che se ancora esistessero in carne ed ossa, se i pensieri e le idee di quel tempo fossero ancora con loro io sarei ricercato per corruzione e tua madre passerebbe le sue giornate a parlar male di me ovviamente a spese mie? E poi, scusa Eugenia, ma io veramente non riesco ancora a capire se tu hai paura per noi o perch sono le tue certezze a vacillare.

Eugenia. Adesso sei cattivo con me! Me lo merito? Ma cosa credi che io non capisca cosa stai passando? E allora te la faccio io una domanda:<Se li hai presi, per chi li hai presi quei soldi, per me? Per la mamma? Per Maurizio? O li hai presi per te perch anche prendere soldi faceva parte della sceneggiata; perch prenderli ti faceva sentire importante, al di sopra della legge. Guarda che mi ricordo quando tornavi a casa e a tavola ci facevi lelenco dei tanti piccoli e grandi privilegi che la tua posizione ti consentiva: i primari che ci visitavano senza pagare, i regali a natale dei tuoi clienti, i permessi di parcheggio in centro storico, le auto di servizio

Simone. Oddio che noia! Stai a vedere che anche mia figlia adesso mi fa la morale come se non ci fossero gi i giornali a recitare la commedia dellindignazione; (Enfatizzando)Titolo: ordine di custodia cautelare per lassessore allurbanistica Simone Bendotti; lipotesi di reato concussione e falso in atto pubblico. Grande sconcerto in tutta la popolazione ecc. ecc. ecc. Come se tutti, a cominciare dai giornali, non sapessero come funzionava il sistema. Eugenia ma tu dove vivi, ma come ti permetti?

Eugenia. Per amore pap, solo per amore. E te veramente hai pensato che quelle cose ci rendessero felici? Voglio ricordarti un episodio che tu certamente hai dimenticato ma che io ho impresso qui nella memoria come una fotografia Era destate , lestate di un caldo mese dagosto di tanti anni fa. Maurizio non era ancora nato e io, te e la mamma, come tutti gli anni, dopo le ferie al mare andavamo in campagna dai nonni. Avr avuto penso circa cinque anni e una mattina, di quelle mattine in cui il sole intorbida lazzurro del cielo rendendo tutto bianco e solo le stoppie nei campi sono color oro e le mucche vanno sotto le querce a ripararsi per il gran caldo, una mattina dicevo tu arrivasti per la discesa sul motorino del nonno ed io ti corsi incontro con le braccine tese come sempre facevo, incurante dei richiami alla prudenza della nonna: Mi prendesti in braccio e dicesti alla nonna di portarti un cuscino; lo mettesti sul serbatoio e mi adagiasti sopra a cavalcioni. Dopo aver messo in moto partimmo veloci per la salita e ce ne andammo felici per le strade di campagna polverose a raccogliere le more. Mangiammo al sacco e ripartimmo ma sar stato il caldo o il ron ron della moto, fatto si che mi addormentai sul cuscino e tu ti fermasti e mi adagiasti sotto un ulivo; io ti tenevo il capo sulla spalla e credo che ci addormentammo insieme e insieme ci svegliammo che gi il sole calava allorizzonte. Al ritorno tu cantavi e io gridavo dalla felicit, gridavo pap, capisci?

Simone. (Simone commosso si avvicina alla figlia e labbraccia stringendola forte) Ma perch queste cose me le dici solo ora?

Eugenia (Si scioglie dallabbraccio) E quando avrei dovuto dirtele che non ceri mai! Una volta un convegno, un'altra un seminario e noi sempre l ad aspettarti. A scuola, le mie compagne arrivavano insieme ai loro pap per parlare con gli insegnanti e io niente, al saggio di fine anno del corso di danza cerano tutti e tu niente: tu non sai come ho invidiato le mie compagne! Mai una volta ti sei chinato con me sui libri per aiutarmi. Sei stato cos estraneo alla mia vita e cos presente al mio cuore che, ancora adesso, se mi guardi accigliato mi vengono i lacrimoni e non riesco pi a parlare.

Jacopo.. (Entra Jacopo Il compagno di Eugenia ha circa trentanni porta i baffi e i capelli corti volto simpatico e sguardo acuto guarda con tenerezza verso Eugenia; ha laria decisa di chi sa cosa vuole veste casual ma senza ricercatezza: jeans, tennis e un camicione di felpa a quadrettoni rossi e neri ha in mano una copia del Manifesto.) Ciao Simone, ciao Nini. (Si avvicina ad Eugenia e la bacia)

Simone. Quale onore, Abbiamo con noi anche i girotondi! E per cosa sei indignato oggi? Per me?

Eugenia. Pap ma ti sembra il caso?

Jacopo.. Non gli dar retta tesoro; ci sono abituato alle sue sparate di cinico da quattro soldi. Senti Simone, per una volta, lasciamo perdere i giramenti di marroni reciproci e stammi bene a sentire; non credi sarebbe meglio per te costituirti?

Simone. Meglio per chi?

Jacopo.. Per te Dio santo, per te!

Simone. E tu? Anche tu vuoi che mi costituisca?

Eugenia S! Credo sia la cosa migliore per tutti

(In quella entra il capostazione che interrompendo il dialogo si avvicina a Simone)

1 ferr. Volevo avvisarla che, per un problema in linea, i treni non circolano per le prossime tre o quattro ore. Se non ha fretta posso ospitarla nel mio ufficio; ho acceso una stufetta elettrica e vedr che l staremo pi caldi.

Simone.. No, la ringrazio molto ma, vista la situazione me ne andr in macchina con mia figlia e mio genero. Eeeeh Grazie di tutto. (Il capostazione esce e Simone con calma si rivolge ad Eugenia e Jacopo) Siete stati chiari e sinceri ed io lo apprezzo; avete parlato voi ma adesso venuto il momento che parli io. Avete ragione; giusto che mi costituisca perch voi pensate che io sia colpevole vero? E anche la sentenza lavete emessa! Simone Bendotti: colpevole! E allora giusto! E giusto che prima di sottopormi alla legge io vi chieda un processo equo. Ma s, che sia prima di tutto la mia famiglia a processarmi. Voglio sapere di cosa mi si accusa e voglio avere la possibilit di difendermi perch le colpe di cui sono accusato non sono le stesse che mi porteranno in galera e chiss se per una volta riuscir a difendere la mia famiglia da s stessa.

Eugenia. Ma cosa dici pap?!

Jacopo.. Tu sei pazzo, completamente pazzo! Lo vuoi capire o no che a tuo carico c un mandato di cattura e che la Guardia di finanza ti sta cercando per metterti le manette.

Simone.. E te pensi che a me interessi qualcosa finire in galera se dopo aver perso la stima di me stesso perdo anche quella della mia famiglia? Ho bisogno di parlarvi uno per uno e poi tutti insieme (Rivolgendosi a Jacopo)ma a te, no. Tu per processarmi dovrai venire in tribunale. Anzi .no!(Si ferma di colpo come se gli fosse venuta unidea che lo diverte). Eugenia?

Eugenia. S?

Simone.. Fammi un favore, te vai a casa con la tua macchina e d alla mamma e a Maurizio che vorrei parlargli, Io vi raggiungo poi;

Eugenia. (Simona fa un cenno a Jacopo e poi fa per avviarsi verso luscita ma esita e si ferma interdetta)

Simone.. Cosaltro c?

Eugenia.. Ma se ci incontriamo a casa ti arresteranno sicuramente.

Simone.. Oh benedetta figliola, e non questo che mi avete appena proposto! Dai sbrigati e mi raccomando al mio arrivo vi voglio tutti l. (Eugenia esce e Simone va verso la Porta-a vetri e guarda fuori.) Ma guarda come si deposita lo sporco sui binari; cartacce, olio combustibile, bicchieri di plastica; la gente butta di tutto dai finestrini. Non mi sono mai piaciuti i treni per questaria di sporcizia e di promiscuit che portano con s; sui binari, nelle stazioni, sui sedili e nelle cuccette: sempre ti accompagna nel viaggio quellaria stantia e fredda che sa di fumo, piscio, creosoto e sudore rancido. Noi andiamo per citt diverse, viaggiamo senza conoscere le persone che incontriamo e finiamo per lasciare, sempre, dietro a noi una montagna di rifiuti. Pensi che sto divagando eh? E invece no!

Jacopo... Per favore! Dimmi quello che mi devi dire e facciamola finita.

Simone.. Tu pensi che io ti disprezzi, vero?

Jacopo... Perlomeno, questo quello che mi vuoi far credere!

Simone... Non dirmi quello che credo io! Dimmi quello che pensi te.

Jacopo... Io penso che tra di noi non c stima, che viviamo in mondi diversi e tra loro ostili. Tu sai che le persone come me sono lunica vera minaccia al tuo benessere e questo ti spaventa . Caro Suocero tu non sai come prendermi e questo ti sconcerta.

Simone.. (Simone ride nervosamente) Ma incredibile! Le stesse frasi fatte, le stesse minchiate farcite di banalit; la stessa idiota prosopopea con le stesse ridicole certezze. Jacopo ma possibile che non capisci?

Jacopo.. Dimmelo te Zarathustra cosa c da capire.

Simone.. Che io e te siamo cani della stessa razza; che se tu guardassi me oggi senza il velo dellideologia riconosceresti quello che sarai fra trentanni .o anche meno. Ma cosa credi? Vuoi sapere a quante manifestazioni ho partecipato? A quante riunioni sono intervenuto, a quanti convegni, in quanti scioperi sono stato presente occupando stazioni e piazze, gridando gli slogans pi belli e pi cretini?

Jacopo... Tu? Ma fammi il piacere!

Simone.. S io! Chiedi a tua suocera dove eravamo, io e lei, nellottobre del 73. La grande manifestazione sindacale di Reggio Calabria dopo i disordini dei Boia chi Molla di Ciccio Franco; chiedigli cosa fu quel viaggio in treno; arrivammo da tutta lItalia, ricordo le navi dalla Sardegna e i minatori del Sulcis che sbarcavano e salutavano e i nostri treni, che furono fermati alla stazione Tiburtina per una bomba sui binari e poi avanti a passo duomo fino al lungomare di Reggio dove i fascisti ci accolsero a sassate e uova marce; e il comizio di Carniti e il corteo dellindomani in mezzo a un mare di poliziotti e con un servizio dordine impressionante. E dopo il colpo di stato in Cile e la morte di Salvador Allende, il grande concerto degli Inti Illimani alle Cascine a Firenze, con noi che ci sgolavamo a cantare i brani della Nueva Cancion Cilena che ormai sapevamo a memoria. Questa stata la mia giovent Jacopo ed tanto simile alla tua che a guardarti mi vien male.

Jacopo.. Simone, Simone! ti trovo di una banalit sconcertante; ma davvero per te tutto si riduce al vecchio detto: rivoluzionario a venti anni e conservatore a cinquanta? E in mezzo non ci sta niente? E la coerenza lenta e faticosa? Io diffido di quelli come te che confondono il loro romanticismo con la pratica noiosa della realizzazione delle idee. Tu pensi veramente che fra me e te ci sia solo una differenza di et?

Simone.. Adesso sono io che non capisco.

Jacopo.. Simone tu avevi certezze e io ho dubbi, tu eri sicuro della vostra capacit di realizzare i grandi ideali che vi guidavano ma, caduti gli ideali, vi, siete persi negli assessorati alledilizia e allurbanistica e nelle pratiche di potere pi deteriori Ma guardati intorno! Dove sono finiti i tuoi ex compagni di allora? Vuoi che ti faccia qualche esempio di losco individuo che conosci bene? Quelli della mia generazione che la pensano come me non solo non hanno certezze, ma abbiamo imparato a dubitare di tutto; la nostra religione. Io stimo gli uomini e le donne che ogni mattina si alzano e con coerenza e umilt fanno qualcosa per gli altri e gli altri sono il disabile, il barbone, lextracomunitario, il tossico, gli animali abbandonati; facciamo poche cose e cerchiamo di farle bene, dove capita, nel volontariato.

Simone.. (Che non lo ascolta pi) Vieni a vedere Jacopo, la nebbia si sta alzando; sar meglio che io chiami il mio avvocato; (Jacopo lo guarda scrollando la testa e alzando gli occhi al cielo; Simone estrae il cellulare e compone un numero che legge da una agendina che tiene nella tasca interna dellimpermeabile).Pronto avvocato? Sono lassessore Bendotti; s sto bene; stia tranquillo che sto bene. Ho deciso di costituirmi e vorrei chiederle un favore; nel pomeriggio vorrei parlare un po con la mia famiglia, se possibile. Pu assicurare il giudice che non ho alcuna intenzione di fuggire e che mi occorrono solo alcune ore; s certo a casa mia, io sar l! Certo che ci deve essere anche lei, la ringrazio. Arrivederci avvocato, a presto. (Rivolto a Jacopo) Dai andiamo a casa che se no vien tardi. e, a proposito, testone di un girotondino, guarda che io quei soldi non li ho presi.

Jacopo.. Che grande, immenso, incommensurabile, megagalattico stronzo. (Jacopo alza le braccia al cielo in segno di disperazione e Simone sghignazza mentre raccoglie la borsa e insieme si avviano verso luscita della stazione.)

Fine 1atto

2 ATTO

(Linterno di una casa borghese; Salotto luminoso con grandi divani e poltrone in pelle di color crema, bei quadri astratti alle pareti, un tavolino in cristallo che poggia su uno splendido tappeto! un trumeau antico sulla parete di fondo e piante e fiori dappertutto. Nel salotto un uomo e due donne; luomo Maurizio, il figlio di Simone che sta in piedi di fronte alla madre; dimostra pi dei suoi 26 anni; veste elegantemente un completo blue con camicia e cravatta; porta capelli corti e occhiali da miope e appare calmo e risoluto. Delle due donne una Eugenia, la figlia di Simone che abbiamo gi conosciuto la quale passeggia nervosamente per la stanza e laltra Mara, la moglie di Simone che siede rigida in poltrona. Non dimostra i suoi 55 anni e si vede che le frequenti cure del corpo le hanno risparmiato larrivo precoce della vecchiaia. Ha folti capelli argentati; alta e slanciata; veste un tailleur elegante color verde pastello e alle dita ha diversi anelli; il viso tirato mostra una forte tensione interiore; tiene le mani congiunte sulle ginocchia e si sporge eretta dalla poltrona.)

Eugenia. Mi ha detto proprio cos!

Mara. vuole un processo!

Maurizio e si vuole costituire!

Eugenia. Aiutiamolo mamma; il pap mi sembrato cos indifeso.

Mara. Indifeso tuo padre! Questa dovevo ancora sentirla.

Maurizio E a noi chi ci aiuta eh? Te lo sei chiesto? Lui ci ha messo in questo guaio e lui deve tirarcene fuori. Adesso deve dirci dove sono i soldi, in quali conti, se in Italia o allestero, se ha delle societ o delle propriet di cui noi non siamo a conoscenza.(Si accorge che le due donne lo guardano esterrefatte e allora si corregge) Mamma voglio dire che, sono convinto che lui stesso.!

Mara.. Guarda che ho capito, Altroch se ho capito. Siamo al si salvi chi pu, vero Maurizio?

Maurizio No, ma cosa dici, che se oggi si costituisce e va in carcere dovremo pure sapere le cose come stanno, di cosa lo accusano, se in qualche modo ha pensato al nostro futuro.

Eugenia.. D pure al tuo e non mettermi in mezzo.

Maurizio Sei la solita sprovveduta! Ma ti rendi conto di quello che sta per arrivarci addosso? Sui giornali tutti fanno riferimento alla confessione di alcuni imprenditori che avrebbero fatto anche il suo nome insieme al capo ripartizione dellufficio tecnico, quali destinatari delle tangenti e te pensi che noi non verremo coinvolti? Pensi davvero che noi, i suoi familiari, non verremo colpiti, emarginati, sottoposti ad ogni genere di umiliazione per la sua coglionaggine?

Mara.. Maurizio, adesso basta! Te non vali nemmeno un unghia di tuo padre.(In quella si sente la porta di ingresso che si apre e voci nel corridoio; entrano Jacopo e Simone.)

Simone.. Salve a tutti! Oh, la famigliola riunita, sono commosso e c anche langelo del mio focolare; come va mia cara? Vi stavate gi azzannando o aspettavate me per iniziare?

Maurizio Ciao Pap, stavo giusto dicendo alla mamma..

Mara. Stai zitto; per oggi di fesserie ne hai dette abbastanza. Simone, allora, vuoi spiegarci?

Jacopo.. Forse meglio che io me ne vada.!

Simone.. No! Resta pure cos dai una mano anche tu alla realizzazione del processo, farai il giudice e te Mara il pubblico ministero; Maurizio sar un teste a carico ed Eugenia a difesa ed io far, come giusto, limputato. Muoviamoci perch tra qualche ora verranno a prendermi.(A queste parole Eugenia guarda suo padre con amore e ha i lucciconi, Jacopo imbarazzatissimo, Maurizio lo guarda allibito e solo Mara siede rigida senza tradire emozioni; solo le mani la tradiscono perch continuano a sfregare le ginocchia)

Mara.. Simone sto aspettando una spiegazione! Cos questa pagliacciata del processo?

Simone.. E presto detto. Oggi ho capito che la mia famiglia ha emesso su di me una sentenza frutto di un pregiudizio. Vi chiedo: appellabile? Mi consentite di spiegarmi e difendermi? Tutti voi, ognuno secondo la propria sensibilit, mi avete rimproverato qualcosa che attiene al mio essere marito e padre e Jacopo anche per la mia attivit politica. C dellamore in tutto questo? Credo di s! Io spero di s! Voi sapete che possibile che per lungo tempo noi non ci si veda se non in condizioni di costrizione e sapete anche che dopo questa vicenda niente sar come prima e allora, anche se inconsciamente, tutti abbiamo sentito la necessit di riflettere su noi stessi e sulla nostra famiglia. Lo dobbiamo fare oggi Mara, abbiamo il dovere di farlo oggi!

Mara.. Ma, questo che vuoi veramente Simone? Sai quanta sporcizia pu saltar fuori, quante piccole vilt, quanti tradimenti, quanto male possiamo farci? Te ne rendi conto di cosa stai chiedendo?

Simone.. Certo che me ne rendo conto; ora che tutti tiriamo gi la maschera e ci mostriamo per quello che siamo davvero!

Mara.. E va bene Architetto Bendotti massacriamoci pure. (Proteste da parte dei figli che si guardano tra loro con espressione smarrita). Io sono il pubblico ministero e spetta a me formulare laccusa vero? Bene e allora io ti accuso di aver trascurato la tua famiglia, di non aver seguito leducazione dei tuoi figli, di aver tradito tua moglie e di averci infine trascinati in un baratro per la tua ambizione.

Jacopo.. (Dalle parole di Mara ha capito che ormai non ci si pu tirare indietro e, come tutti, si appresta a fare la sua parte). Tocca a me , vero? .Daccordo: Sentiti i capi di accusa dichiaro aperto il dibattimento! Simone a te la parola.

Simone.. Dopo luniversit ho iniziato a lavorare sodo; creare uno studio professionale non come andare in fabbrica, n meglio, n peggio, diverso; non basta essere bravi! Occorrono relazioni, conoscenze che ti aiutino ad avere incarichi e questo richiede tempo ed energie. Credetemi non ne rimane molto di tempo. Anche una partita a tennis o una nuotata in piscina sono occasioni anzich svago.

Mara. E con me ne hai parlato? Quando hai deciso di gettarti a capofitto nella professione mi hai chiesto se ero daccordo? Come ti sei permesso di abbandonare le nostre idee Simone, le nostre belle bandiere senza una parola, senza dare anche a me la possibilit di decidere della mia vita.

Simone.. Hai la memoria corta moglie mia! Spiega a tua figlia perch nata sette mesi dopo il giorno del nostro matrimonio.

Mara. Sei meschino Simone!

Simone.. No, mia cara! Non ho rivelato questo particolare per colpirti ma perch questa la verit!

Eugenia.. Pap e allora?

Simone.. Eugenia non come pensi; io e la mamma ti abbiamo voluta e amata ed per amore che sei venuta al mondo ma questo spiega perch mi sono gettato a capofitto nel lavoro; quando io e tua madre ci siamo amati per avere un figlio io sapevo cosa ci aspettava, sapevo che un periodo della nostra vita era finito e tu Mara lo sapevi?

Maurizio Sapete che vi dico? Tutto questo gran parlare mi mette a disagio; non sarebbe pi opportuno e utile che tu ci dessi delle precise indicazioni su come comportarci e su come affrontare il nostro futuro? Te sai che io sono perfettamente in grado di portare avanti lo studio anche in tua assenza ma molte cose, e parlo soprattutto della gestione patrimoniale e del rapporto con le banche, di questo non so praticamente niente.

Simone.. I soldi Maurizio eh? I denari! Stai tranquillo, conoscendoti ho consegnato allavvocato una busta destinata a te con tutte le istruzioni del caso

Maurizio Questo mi tranquillizza pap!

Jacopo.. Il coglione diventato pap! (Maurizio guarda Jacopo con disprezzo e fa per avventarglisi contro.)

Mara. Smettetela! Maurizio, Jacopo: vi ho detto di smetterla! E te Simone mi hai chiesto se sapevo che con larrivo di un figlio sarebbe cambiato tutto nella nostra vita; debbo essere onesta e dirti che, no! Non lo sapevo; ma ricordati come erano quelle nostre giornate: te che eri sempre al lavoro e io in casa a badare ai figli e non si parlava pi; di quel tempo ricordo i silenzi e la stanchezza. Ci alzavamo al mattino col sonno della notte e andavamo a dormire con la stanchezza del giorno e abbiamo vissuto cos per anni perch poi arriv Maurizio e riprendemmo da capo e gli anni passavano; certo economicamente iniziavamo a stare meglio ma tra noi ormai cera il vuoto.

Simone.. Per me non era cos. Uscivo di casa convinto che tutta la mia famiglia mi fosse vicina nello sforzo che facevo per assicurarle sicurezza e benessere e bastava questo a far sparire la fatica e a sopportare le umiliazioni che, credimi, sono state tante. E vero stavo poco in casa ma che dovevo fare? Quello era il mio lavoro e perch trasformarlo in una colpa. ..Scusate si pu avere un caff? (Maurizio si alza, esce e va verso la cucina).

Jacopo.. Ma non ti sei accorto che correndo, correndo, avevi finito per dimenticare quello che eri stato e cosa ancora pi importante le ragioni profonde dellamore fra te e tua moglie?

Simone.. Eeeh tu sai come farmi male! Io lo so dove vuoi andare a parare Jacopo. La coerenza vero? Che non quella cosa che gli imbecilli predicano e che consiste nel non cambiare mai idea. Noooh! La coerenza quel modo di sentirsi in pace perch in ogni giorno e ora della tua vita misuri la distanza fra i tuoi principi e i tuoi comportamenti: questo che vuoi dire?

Jacopo...Appunto Simone! Guarda, io arrivo anche a credere che, preso dalla vita, tu non ti accorgessi di ci che avveniva intorno a te e dentro di te

Mara.Ma no! Io non ne faccio una questione di coerenza, detto da me farebbe ridere; che mi hai lasciata sola a portare il peso della solitudine, estromettendomi dalla tua vita; potevamo dividerci almeno quella raccontandoci il vuoto delle nostre giornate.

Simone.Ma di quale solitudine vai cianciando che avevamo la casa sempre piena di gente.

Mara.Attento marito mio, a volte, si sta insieme agli altri per la paura di rimanere soli e non per voglia di raccontarsi.

Simone.Cosa vorresti dire?

Mara. La solitudine una bestia che ti divora Simone e ti fa venire pensieri assurdi, precipizi, abissi nei quali precipiti smarrendo la realt e financo la percezione degli affetti. Lo vedi quellalbero verde in giardino, quello splendido faggio che noi cos amiamo? Se sapessi Simone, se sapessi come diventa lugubre alle prime ombre della sera quando la casa vuota e fredda e la solitudine che hai nel cuore si diffonde come nebbia nel parco! Tu uscivi e io mi riempivo la casa di gente: questo quello che hai capito? Ho appreso dai giornali della tua candidatura. Niente sapevo di te, pi niente.

Eugenia.. Mamma, almeno con me! Perch non parlarne almeno con me! Ti sarei stata pi vicina. Ci avete sempre fatto credere di essere una famiglia felice e unita e invece? Finto, tutto finto?

Simone.No! Non era tutto finto. Le finzioni sono venute dopo vero Mara?

Mara. Ci siamo sposati dopo un periodo in cui veramente abbiamo condiviso, esperienze, pericoli, amore. Ti ricordi quando finimmo col tuo Mini Minor giallo dentro un campo di terra argillosa? Pioveva che Dio la mandava

Simone.Che per noi era una benedizione; non ceravamo mica andati per fare quattro chiacchiere in quel campo. Nemmeno la 500 era cos scomoda per fare lamore!

Mara. (Gli lancia una occhiataccia) ..Ma ci impantanammo e dovemmo andare a cercare il contadino per tirarci fuori col trattore. Ho ricordato questa vicenda per descrivere un clima, labitudine che avevamo a uscire assieme dalle difficolt. E poi ci siamo sposati e sono venuti i figli e li abbiamo voluti e amati ma ti davano fastidio, intralciavano il tuo lavoro. Accompagnali tu a scuola, mi dicevi e correvi via per non sentire le mie sfuriate. Ti chiedevo:< Simone dovresti parlare con gli insegnanti di Eugenia, chiedono sempre di te>. Scuotevi le spalle e ripetevi leterno ritornello: <non ho tempo, ho una riunione,

un convegno>. Prima tornavi per pranzo,

poi hai iniziato a saltare anche quello e poi vederti era un caso affidato alla incertezza.

Simone E ti sei consolata.

Mara Sei volgare.

Simone .Cara moglie, la mia volgarit ha un nome e un cognome; vogliamo evocarlo il terzo incomodo?

Mara.Simone ti proibisco di fare quel nome!

Simone.E invece lo faccio, anzi lo grido:

Paolo Minniti; lamante di mia moglie si chiama Paolo Minniti!

Mara.(Grida sconvolta e in preda ad un accesso di pianto) No Simone, noooh! Te ne prego. Perch mi hai fatto questo. (In quella entra Maurizio che reca in mano un vassoio con delle tazzine da caff; vedendo la madre piangere si ferma perplesso e non sa cosa fare; anche Eugenia va verso la madre e labbraccia)

SimoneVa su e gi per la sala e appare ormai come un uomo che ha perso il controllo di s; gesticola e rotea gli occhi infuriato) .Lultimo eh, mica il solo; prima ce ne sono stati altri ma il signor Paolo li ha battuti tutti; te la ricordi Mara la vacanza a Palinuro, te la ricordi? Ma che gentile lingegner Minniti; ma che persona squisita; venga a trovarci con sua moglie ingegnere anzi guardi questo il nostro indirizzo di citt; eccome che sono venuti a trovarci: li avevamo sempre tra i piedi. Non ho capito bene quando divenuto il tuo confidente sentimentale quel cicisbeo ma da allora siete divenuti inseparabili.

Maurizio ...Dai, calmati pap; beviti il caff che si raffredda. Per favore, vieni qui a sederti. Ora ci calmiamo tutti e proviamo a ragionare un po pi pacatamente. (Maurizio gli appoggia una mano sulla spalla e lo convince a sedersi e a sorseggiare la tazzina di caff)

Mara.(Si alza in piedi come una furia e va verso Simone) Io non mi calmo affatto; limputato sei tu e non io; ebbene s ti ho tradito perch nei momenti in cui tu non ceri e io ero lacerata dalla solitudine Paolo mi stato vicino (Simone a quel nome sussulta e abbassa gli occhi). Paolo Minniti, s! Vedi come lo dico questo nome, a testa alta e senza vergognarmene. E il mio amante e allora? E chi d a te il diritto, dopo che mi hai ignorata per anni, di impedirmi di amare ed essere riamata, desiderata, viva Simone, viva! Del resto caro il mio consorte io ho dato lesempio ma te mi hai seguito dappresso e senza nemmeno lalibi del sentimento.

Simone.Cosa intendi dire Lupa, quali cattiverie stai architettando?

Mara Ma cosa credi, che non sapessi che spesso i tuoi convegni e seminari fossero ormai solo un alibi per i tuoi incontri con la stagista di turno? E ne hai cambiate eh? O se ne hai cambiate. Alte, formose e, requisito essenziale, di poco cervello.

Eugenia.. (Eugenia, col viso sconvolto, si libera dellabbraccio di Jacopo e va verso il centro della scena mentre tutti gli altri rimangono in penombra. Che miseria, Dio mio che miseria! Pap, mamma ma chi siete? (Rivolgendosi al pubblico) Secondo voichi sono questi due signori che stanno qui davanti a me e che io ho amato pi della mia vita? C qualcuno tra voi che guardando nel lato oscuro dellanimo suo sa dirmi chi sono questi due stranieri venuti da un mondo che non conosco a turbare la mia e la vostra esistenza? Anime dannate capaci di mostrarci limmagine di ci che saremo ma che non vorremmo mai diventare? In quale letamaio di rancore, in quale pozzo di dolore pensate abbiano vissuto nel giorno dopo giorno della loro vita quotidiana. Ve lo chiedo con la disperazione di chi guarda e non vuol vedere: (Gridando) chi siete? Ditemelo, vi scongiuro, chi siete?

Mara.Bambina mia!

Simone.Siamo semplicemente tuo padre e tua madre!

EugeniaPadre, madre! La madre e il padre. Io non voglio giudicare i vostri errori; sarebbe come togliervi quella umanit che io amo e che mi faceva pensare che, anche se per strade tortuose, sempre arrivavate a me ma questa vita nella menzogna che oggi mi fa dire: chi siete? E scommetto che adesso, continuando a mentire, mi direte che per noi che non vi siete separati.

Mara . Ma cos, te lo giuro, proprio cos

EugeniaE avete fatto male. Voi dovevate separarvi.

Ora tremo al pensiero che sia, non la nostra volont, ma il semplice, ineluttabile trascorrere del tempo a consumare i nostri sentimenti, a renderci aridi e privi di sorpresa per un cielo rosa visto insieme, io e lui, a qualunque et. Avete insinuato in me il disincanto e il dubbio terribile che io e Jacopo non possiamo e non potremo farci niente. Non vero! Ci avete mentito per anni ma la realt non la vostra; voi al massimo siete i testimoni di un fallimento che il vostro fallimento; non siete la regola perch la regola non esiste.

Jacopo...Non ve lo aspettavate da Eugenia eh, coniugi Bendotti? Lo leggo sui vostri visi che siete sorpresi, e sorpresi di che! Non conoscete voi stessi figuriamoci vostra figlia! Vieni amore mio, vienimi accanto e stammi vicina. Eugenia ha capito perch lei conosce le cose prima del vostro ragionare. Eugenia ha quel raro dono che la poesia.

MaurizioCi mancavano solo le poesie.

Jacopo...S la poesia Maurizio. In cento anni non ne nascono molti di poeti; ci sono s molte persone che scrivono poesie ma i poeti sono rari perch vedono prima e quando parlano interpretano i miei e i tuoi sentimenti; spesso nei loro versi si specchia un popolo; a loro ci rivolgiamo quando intorno a noi sono lutti e rovine e sono i poeti che portano una parola di speranza quando disperiamo di tornare alla vita. Io ho visto con i miei occhi ottantamila persone dentro uno stadio, col fiato sospeso, ascoltare il vecchio e ormai cieco Borges, spiegare il mondo attraverso le lenti della poesia

Eugeniae pap e mamma sono diventati cos perch sono ormai incapaci di emozionarsi, di vedere la poesia che nelle cose e anche te diventerai come loro se non lo capirai.

MaurizioIo so solo che da domani tutta la casa e il vostro benessere saranno sulle mie spalle.

Jacopo.. Vedi, cos hanno fatto tuo padre e tua madre e guarda dove sono arrivati: erano una famiglia e sono diventati una Spa. Qualcuno di voi ha chiesto a vostro padre di fare lassessore, di brigare per la redazione di quel piano regolatore, di accumulare soldi e potere? Nessuno glielo ha chiesto! Ma se gli chiedi per chi lha fatto ti risponder: ma per la famiglia! Balle Architetto, balle! Prima di tutto lhai fatto per te! Come dicono in Sicilia: cumannari megghiu chi futtiri!

EugeniaE te mamma sei stata la sua complice perch tu sapevi e vedevi e quando non ti piaceva guardare ti giravi dallaltra parte cos potevi dire: io non centro!

Simone..Ottima osservazione figlia mia! Il matrimonio era finito ma la societ funzionava benissimo; vi presento la Bendotti Spa: Presidente e Amministratore delegato.

MaurizioE che male c! Io vi dico: superiamo questo momento e vedrete che fra qualche anno nessuno si ricorder di questa vicenda e noi potremo continuare a fare i nostri affari. Ma lo sai pap che oggi ho visto lingegner Pirotti e mi ha fatto capire che lincarico per la lottizzazione di quella grossa area vicino alla ferrovia lo dar a noi? Io mi domando cosa c di male a voler fare una bella vita; vero, mi piacciono le belle macchine, il lusso e le belle case. Il brutto mi fa vomitare e allora?

Mara.Maurizio ma almeno mettiti daccordo con te stesso! Prima sembrava che con larresto di tuo padre ci cadesse il mondo addosso e improvvisamente mi diventi ottimista?

Simone.Adesso tranquillo, ha la lettera!

Jacopo..Eh s! Come dire: la famiglia sciolta ma la societ ha un nuovo Presidente. Evviva, passata la paura.

EugeniaPap, mamma: lultima volta che vi chiamo cos

Simone.Non puoi dire sul serio!

EugeniaMa lo vuoi capire che non basta una notte damore perch tu sia mio padre e Mara mia madre? Non dopo quello che ho sentito oggi!

Mara.Eugenia non guardarmi cos come fossi un mostro, almeno tu abbi piet!

Eugenia. La piet oggi ha il volto della mia sofferenza;chiss che non vi aiuti a guardare dentro voi stessi. Io non ho pi ragioni per restare. I genitori non si scelgono e non si giudicano ma io non vi conosco, perdonatemi, non vi conosco. Addio Simone, addio Mara, ne passer del tempo. (Eugenia e Jacopo in silenzio si avviano verso luscita)

Mara.Ma te ne vai cos, non aspetti cheSimone fai qualcosa, ti scongiuro fai qualcosa! (Si tiene la testa tra le mani e la muove lentamente)

Simone.E cosa? Ha deciso Mara! Tua figlia una donna e ha deciso, lo capisci?

Maurizio..Pap, mamma io vado nella mia stanza a fare delle telefonate; se avete bisogno di me chiamatemi. ( I due rispondono con un cenno del capo poi silenzio)

Simone.Dai, lora si avvicina e credo che ormai, a momenti saranno qui! Me la dai una mano a prepararmi? (Mara fa cenno di s mentre si alza dal divano e si dirige verso il corridoio; Dora in poi di Mara si sentir solo la voce mentre Simone apre lantina di un mobile della sala e ne tira fuori un borsone)

Mara.Ti metto due camicie e due pantaloni, va bene?

Simone.S,ma non dimenticarti qualche maglione; credo che il freddo sia un problema; anche i calzini, pesanti, mi raccomando.

Mara.E il necessaire, lo porti?

Simone.Non credo che me lo facciano tenere! Sai non ho molta pratica (Entrambi accennano un sorriso) D, ma hai visto che caratterino Eugenia? Chi lavrebbe mai detto che quel cosino l셅 che sberle! E anche quel lungagnone del suo uomo non scherza mica eh!

Mara. S, anche Maurizio dice, dice ma poi! Cosa successo Simone, cosa abbiamo fatto ai nostri figli.

Simone.Tanto male Mara; i figli non basta amarli! Ma oggi abbiamo fatto bene, dopo tanti anni abbiamo fatto bene.

Mara.Ma che dici abbiamo fatto bene! Cosa abbiamo fatto bene?

SimoneLi abbiamo ascoltati i nostri figli, per la prima volta. E anche per noi abbiamo fatto la cosa giusta. Devo dire grazie al capostazione.

Mara.Al capostazione? Simone ma sei sicuro di star bene.

Simone.Come dice il mio amico ferroviere: mai stato meglio. Il veleno Mara, il veleno che ci ha intossicato per tutti questi lunghi anni uscito da noi e chiss che proprio da questa giornata io e te si possa ripartire; adesso tutti e due abbiamo un obbiettivo in comune.

Mara.E sarebbe?

Simone.Mica vorrai che Eugenia ci chiami Mara e Simone per tutta la vita (In quella si sente suonare alla porta; Maurizio va ad aprire; si sentono voci in corridoio)

Maurizio..Pap, mamma sono arrivati. (Simone sfiora Mara con una carezza e lei non riesce a trattenere le lacrime)

Simone.(Prende la borsa e si dirige verso il corridoio) Ciao Maurizio, pensa a tua madre. Buon giorno avvocato, abbiamo conosciuto giorni migliori. (Si rivolge verso i finanzieri che non si vedranno e incrociando i polsi dir ad alta voce).

Credetemi sono innocente, .Arrestatemi!!

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