Una lettera di troppo

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-Valerio Di Piramo-

Una lettera di troppo

Commedia brillante in due atti

Personaggi in ordine di apparizione

Gilbert Lambert

Annabelle, sua moglie;

Antoine Bonnet;

Polette, sua fidanzata;

Pierre Giraud, professore di lingue;

Marie Montfort;

Arsenio Leroy, ladro:

Eva Garcia, sua complice.

Descrizione scena ed altri dettagli

La scena si svolge nel salotto di un appartamento di Lione dove abita Gilbert con sua moglie Annabelle. Famiglia normalissima, sposati da dodici anni, non hanno figli; lui è ragioniere presso una ditta specializzata in istallazione pannelli solari, lei è maestra elementare. Tre le porte, una comune di fondo, una a destra (vista pubblico) che conduce nelle camere, una a sinistra per la cucina. Gilbert e Annabelle tornano da una breve vacanza di tre giorni sulla Costa Azzurra. All’aprirsi del sipario la scena è questa: tutto l’appartamento è in disordine, come se ci fossero stati i ladri; sedie rovesciate, quadri storti, libri per terra...importante è la presenza di un attaccapanni a treppiede con un borsello appeso, e di un vaso da fiori verde sdraiato in terra, davanti ad un tavolo centrale. Due sedie rovesciate ai lati del tavolo impediranno la visuale a chi entra gattoni da destra e sinistra.

PRIMO ATTO

Scena Prima

Gilbert, Annabelle, Antoine.

Annabelle       Entra da destra, trascinando un trolley con le ruote; si guarda intorno sconcertata

                        GILBERT! GILBERT! VIENI A VEDERE! CI HANNO RAPINATO! CI HANNO RAPINATO!

Gilbert             Entra anche lui trascinando un trolley Ma si può sapere cosa sta…OH NO! MA CHE E’               SUCCESSO?

Annabelle       COSA VUOI CHE SIA SUCCESSO? CI HANNO RAPINATO! TUTTA COLPA TUA!

Gilbert             Colpa mia?!? Annabelle, ma che stai dicendo?

Annabelle       Avevi lasciato le chiavi nella porta?

Gilbert             Ma figurati! Le avevo tolte…

Annabelle       Sicuro?

Gilbert             ANNABELLE! A tutto c’è un limite! Smettila subito, tu e le tue assurde pretese di                       farmi sempre passare da scemo!

Annabelle       Scusami, sai, ma mi viene in mente la tua abitudine di lasciare le chiavi nella                            porta…e mi viene anche in mente che una quindicina di giorni fa un mazzo                                sparì…forse hanno usato quelle chiavi per entrare…

Gilbert            Forse sì…dovevo far cambiare la serratura…

Annabelle       VEDI? E’ COLPA TUA LO STESSO! Dovevi far cambiare la serratura…prima di andare                sulla Costa Azzurra!

Gilbert            Che c’entra la Costa Azzurra?

Annabelle       Sei stato tu ad insistere per andare tre giorni in vacanza…

Gilbert            MA COME! Se non hai fatto altro che romperele palle tutta la settimana per fare                     questo viaggio!

Annabelle       AH, COSI’ IO ROMPEREI LE PALLE?

Gilbert            SEMPRE!

Annabelle       Insomma, ora che si fa? Si chiama la polizia?

Gilbert             Mah, vediamo…prima però accertiamoci di che cosa ci hanno rubato…sai, in questi                  casi è bene prima controllare…e poi figurati se la polizia viene di domenica mattina!

Annabelle       Figurati se non vengono! E’ il loro dovere, no?

Gilbert            Io non ne sarei così sicuro.

Annabelle       Parli come se ti rapinassero una volta al giorno.

Gilbert            Ma che c’entra! E’ solo per esprimere un dubbio! O forse mi è negato anche quello?

Annabelle       Ma smettila! Forza, diamo un’occhiata.

Gilbert             Qui non ci vuole un’occhiata, ci vuole un radar.

Annabelle       FORZA! DAMMI UNA MANO, INVECE DI STARE LI’ IMPALATO!

Gilbert             Annabelle non essere isterica…lo sai che non ti sopporto quando fai così…

Annabelle       QUANDO FACCIO COSI’? LA VERITA’ E’ CHE NON MI SOPPORTI PIU’, QUALUNQUE                    COSA IO FACCIA!

Gilbert             Beh, devo ammettere che la convivenza sta diventando piuttosto stressante…

Annabelle       Ma poi mi domando…da dove saranno entrati? Eh? DA DOVE SARANNO ENTRATI?!?

Gilbert             ANNABELLE, SMETTILA DI URLARE! SEMBRI LA SIRENA DI UN ANTIFURTO!

Annabelle       Io vado in camera a vedere com’è la situazione…tu intanto continua a guardare se                   manca nulla…

Gilbert            Certo, certo…

Annabelle       E cerca di essere meticoloso e fare un buon lavoro…

Gilbert            Io sono sempre meticoloso. E faccio sempre un buon lavoro.

Annabelle       E INVECE NO! SEI INCONCLUDENTE E SUPERFICIALE!

Gilbert            NON SONO INCONCLUDENTE! HO SEMPRE CONCLUSO TUTTO, IO!

Annabelle       AH SI’? E il puzzle che sono tre anni che è sul tavolo del garage?

Gilbert            Che c’entra! E’ poi è praticamente finito…

Annabelle       Praticamente finito? Ma che stai dicendo? E’ tutto all’aria!

Gilbert            E’ lì fermo, buono buono…non capisco che noia ti possa dare…

Annabelle       Tutte le volte che scendo in garage e guardo quell’ammasso di tessere colorate                                    buttate là senza senso mi viene in mente che ho sposato un inetto, un incapace.

Gilbert            Senza senso? Macchè senza senso! E’ una veduta di Parigi!

Annabelle       Sì, Parigi dopo un bombardamento!Esce da destra.

Gilbert            Tira fuori il cellulare e fa un numero Antoine? Antoine, presto! Questione di vita o di                morte…vieni immediatamente!...Dove? Come dove? Ma qui, a casa mia! Come                                    sarebbe a dire “Siete già lì?” Certo che siamo qui! Siamo tornati adesso…NO, NON                   ASPETTO! DEVI VOLARE SUBITO QUI! Entra Antoine dal fondo, in accappatoio, col              telefono in una mano, il rasoio nell’altra, e la faccia insaponata per metà.

Antoine           Eccomi. Che succede?

Gilbert            ANTOINE! Già qui?

Antoine           Dimentichi che abito nell’appartamento di fronte…guardandosi intorno                                      ACCIDENTI! CHE E’ SUCCESSO?

Gilbert            E quello che ho detto anch’io. Credo che tu abbia davvero esagerato. Non riuscivi a                  trovarla?

Antoine           Io? Ma non sono stato io!

Gilbert            Come sarebbe a dire che non sei stato tu?

Antoine           Sarebbe a dire che non c’entro nulla. Credevo che sareste tornati domenica                              mattina, quindi avrei agito stanotte.

Gilbert            E’ ORA DOMENICA!!!!!

Antoine           Ma dai! Oggi è sabato! Gli mostra l’orologio Guarda! Che c’è scritto qui?                                               Domen…DOMENICA? OGGI E’ DOMENICA?

Gilbert            Antoine, ma lo sai che sei proprio rintronato?

Antoine           Non sono rintronato! Solo un po’ distratto. Sono in ferie, e quando sono in                                  ferie perdo la cognizione del tempo.

Gilbert            Accidenti…vuoi dire che non hai la lettera?

Antonio           Appunto. Io qua dentro non c’ho messo piede.

Gilbert            Vuoi dire…VUOI DIRE CHE CI HANNO RAPINATO SUL SERIO?

Antoine           Ho paura di sì.

Gilbert            O MAMMA MIA CHE DISGRAZIA! CHE DISGRAZIA!  ANNABELLE, CORRI CHE CI                          HANNO RAPINATO!

Annabelle       Rientra da destraGILBERT! MA SEI SCEMO? TE NE ACCORGI SOLO ADESSO? Ciao                      Antoine, come va?

Gilbert            PRESTO! NON C’E’ UN MINUTO DA PERDERE! BISOGNA CHIAMARE LA POLIZIA!

Annabelle       A volte dubito della tua sanità mentale…Prima non la volevi chiamare…Antoine, non                sarebbe meglio se tu finissi di farti la barba? Sembri un uomo a metà…

Antoine           Come sarebbe a dire che sembro un uomo a metà?!?

Annabelle       Ma no, non in quel senso! Uffa, ma che avete tutti oggi?

Gilbert            MA COME CHE ABBIAMO! CI HANNO RAPINATO, RICORDI? CI VOGLIONO I                               POLIZIOTTI!

Annabelle       Non verranno. E’ domenica, ricordi? Non verranno!

Gilbert            ACCIDENTI!

Annabelle       Di là in camera mi sembra che non manchi nulla…è tutto in ordine, penso che non ci                siano nemmeno stati…sei riuscito a capire se quimanca qualcosa?

Gilbert            Ma…veramente…non ci capisco niente…con tutta questa confusione…comunque                       stavo proprio guardando in questo momento.

Annabelle       E allora perché hai così tanta fretta di chiamare la polizia?

Gilbert            PERCHE’ QUESTA E’ UNA RAPINA VERA!

Annabelle       Come sarebbe a dire che questa è una rapina vera? Esistono anche rapine false?

Gilbert            Una rapina vera? Ho detto così? E’ per via del disordine…

Antoine           Sì, effettivamente è parecchio in disordine…sicuramente è una rapina…

Annabelle       E’ arrivato Nostradamus… Certo che è una rapina!

Gilbert            APPUNTO! BISOGNA CHIAMARE LA POLIZIA!

Antoine           E’ domenica, non verranno…

Gilbert            MA CERTO CHE VERRANNO!

Annabelle       Gilbert, perché stai urlando?

Gilbert            AH, URLAVO?

Annabelle       Ma dove ho messo il cellulare? Accidenti, lo devo aver lasciato in camera…torno                      subito Via da destra.

Gilbert            ANTOINE! Ma che ti viene in mente? Lo sai Annabelle com’è irritabile…e stai un                                   po’ attento a quello che dici! Se poi viene a sapere il retroscena…mi macella!

Antoine           Va beh, mi è scappato…

Gilbert            Ma…la lettera? Dove sarà la lettera?Cercando in terra e sul tavolo Accidenti! Se la                   trova Annabelle sono rovinato! Dove sarà? E dammi una mano, invece di stare lì                    impalato come un lampione spento!

Antoine           Perché, i lampioni accesi si muovono?

Gilbert            Smettila di fare lo scemo e aiutami!

Antoine           E’ inutile, in questa confusione non la troveremo mai…sei sicuro che l’abbia                              lasciata?

Gilbert            Ma certo che l’ha lasciata!

Antoine           Al telefono cosa ti dissero di preciso? Ed era un uomo o una donna?

Gilbert            ZITTO! Parla piano…Se torna Annabelle…non lo so se era un uomo o una donna…era                una voce mascherata…diceva che la lettera sarebbe stata  nascosta qui, in casa, da                         qualche parte, e che parlava di me e Annabelle…

Antoine           Sì, me l’avevi già detto…ma che vuol dire parlava di te e Annabelle?

Gilbert            Antoine! Se lo sapessi…posso solo fare supposizioni…magari è qualcuno che mi                         vuole rovinare, e che ha scoperto di quella volta…va beh, lasciamo perdere…

Antoine           Gilbert! Hai forse qualcosa da nascondere ad Annabelle?

Gilbert            Tutti gli uomini hanno qualcosa da nascondere alle proprie mogli, non credi?

Antoine           Non lo so, non ho moglie. Cosa le nascondi?

Gilbert            C’è stata una ragazza, un paio di mesi or sono…

Antoine           HAI TRADITO ANNABELLE?

Gilbert            Magari!

Antoine           Come sarebbe a dire magari? L’hai tradita o no?

Gilbert            Col pensiero…solo col pensiero.

Antoine           Non capisco come si possa tradire col pensiero.

Gilbert            Facile: all’appuntamento decisivo, quello in cui avremmo dovuto concludere…anzi,                   iniziare la relazione…carnale, fui preso da rimorsi, cominciai a pensare ad Annabelle,                          ai dodici anni di matrimonio, alle cose condivise insieme…insomma, non mi                                  presentai…la spiai per due ore, mentre mi aspettava, seduta al bar…e quando se ne                        andò tornai a casa.

Antoine           E allora di che cosa hai paura? Non c’è stato niente!

Gilbert             ANTOINE! Eppure Annabelle la conosci…è gelosa anche dell’aria che respiro.

Annabelle       Rientra da destra col cellulare in mano Eccolo qua…Gilbert, cosa stai facendo lì per                 terra?

Gilbert            Ho perso…ho perso…il cellulare di Antoine! Antoine che ha il cellulare in mano se lo                 mette subito dietro la schiena

Antoine           Già già, il mio cellulare…

Annabella       Guarda che non sono scema. L’hai in mano, lì dietro la schiena.

Antoine           Tira fuori la manoToh! Che stupido! L’avevo in mano! Gilbert, hai visto?                                                 L’avevo in mano! Puoi smettere di cercarlo per terra…

Gilbert            RialzandosiAh sì? Meglio così, tutto risolto!

Annabelle       Qualcuno vi avrà sicuramente detto che siete strani, voi due, vero?

Antoine           Mah…veramente a me no…a te Gilbert?

Gilbert            Fammi pensare…no, ultimamente mi pare di no…

Annabelle       Bene. Sappiate però che quando qualcuno ve lo dirà sarà troppo tardi. Sarete già                      rinchiusi in qualche clinica Svizzera.

Gilbert            Svizzera?

Antoine           Già, perché Svizzera?

Annabelle       Per vedere se l’aria delle Alpi vi schiarisce il cervello.

Antoine           Scusatemi, io vado a fine di farmi la barba…altrimenti il sapone mi irrita la pelle…

Annabelle       Per l’amor del cielo non facciamola irritare…

Antoine           E poi diventa duro come un sasso…

Annabelle       Te lo toglierai con lo scalpello.

Gilbert            Antoine, aspettami, vengo anch’io…devo chiederti una cosa…

Annabelle       E non puoi chiedergliela qua?

Gilbert            No. E’ una cosa da uomini.I due escono dal fondo.

Annabelle       Uffa! Finalmente se ne sono andati!Compone un numero sul cellulareAndiamo…e                     rispondi! Andiamo…Pronto? Paulette! Era l’ora! Ma dove eri? Ah, stai per entrare                     sotto la doccia? Non ci entrare! Come dici? Non mi importa se puzzi come un                             cammello!Devi venire subito qua…sì, certo che va tutto bene… vieni subito qui… Va                    bene, va bene…Ma comequando devi venire!!! IMMEDIATAMENTE!

Scena Seconda

Paulette, Annabelle

Paulette          Entra dal fondo in accappatoio, col rasoio da una parte e il telefono dall’altra Ma                     che succede?

Annabelle       PAULETTE! Mi hai messo paura! Che velocità!

Paulette          Dimentichi che abito nell’appartamento sopra?

Annabella       No, no, certo che no…

Paulette          Ma sei sola? Gilbert non è tornato con te?

Annabelle       Certo, certo…è andato un attimo ad accompagnare Antoine…

Paulette          Antoine? “Quel” Antoine? Quello che abita qua davanti?

Annabelle       Sì, proprio lui…perché?

Paulette          Perché non lo sopporto…e più che mi sforzo di non vederlo più che me lo trovo                         sempre tra i piedi… si guarda intornoMa che…che è successo?

Annabelle       Credevo che me lo dicessi tu. Santo cielo! Non mi sembrava di averti detto che                                     l’appartamento doveva somigliare a una discarica! Ma come hai fatto a ridurlo così?

Paulette          IO? MA NON SONO STATA IO!

Annabelle       Non sei…cosa vuol dire che non sei stata tu?

Paulette          Avevo capito che sareste tornati lunedì mattina…avrei agito stanotte…

Annabelle       DOMENICA! TI AVEVO DETTO CHE SAREMMO TORNATI DOMENICA MATTINA!

Paulette          Scusami, ultimamente ho la testa tra le nuvole…

Annabelle       Tra le nuvole? SU MARTE HAI LA TESTA!

Paulette          Credimi, mi dispiace…

Annabelle       Ma…allora questa…O MAMMA MIA CI HANNO RAPINATO SUL SERIO! PRESTO,                                     PRESTO! BISOGNA CHIAMARE LA POLIZIA!

Paulette          Calmati Annabelle…calmati…vediamo di esaminare i fatti…

Annabelle       Ma cosa vuoi esaminare? Dovevi solo trovare la lettera…dove sarà la lettera?

Paulette          Già, la lettera…ma perché è così importante?

Annabelle       Non lo so, non lo so…so solo che cinque giorni fa ricevetti una telefonata anonima…

Paulette          Sì, me lo hai detto…quello che non ho capito è come fa una lettera a essere così                       pericolosa…in fondo è solo un pezzo di carta…

Annabelle       Ma come fai a non capire? Su quella lettera c’è scritto qualcosa di compromettente                 che mi riguarda, e che se arriva nelle mani sbagliate…mi vengono i brividi solo a                pensarci…

Paulette          Le mani sbagliate sarebbero quelle di Gilbert?

Annabelle       CERTO! vuoi che ti faccia un disegnino?

Paulette          Va bene…visto che ci trovi gusto a trattarmi come un’idiota vado a fare la doccia… si               avvia verso il fondo e sta per uscire

Annabelle       No, no…scusami Paulette, sono così nervosa…non te ne andare…sapessi che paura                    che ho…aiutami a cercare la lettera, dai…

Paulette          Annabelle, se vuoi che ti aiuti  mi devi dire tutto. Di chi era la voce al telefono? E                     cosa ti disse precisamente?

Annabelle       Non si capiva se era un uomo o una donna. Sai come quando ti metti un barattolo                     davanti la bocca e parli? Ecco, il tono era quello. Mi disse che sapeva della nostra                    gita sulla Costa Azzurra, e che nella notte avrebbe nascosto una lettera in questa              casa…una lettera che parlava di me, e che sarebbe stato meglio non cadesse nelle                         mani di Gilbert…

Paulette          Ma come avrebbe fatto ad entrare?

Annabelle       Glielo chiesi anch’io. Disse che non c’erano problemi, perché aveva le                                        chiavi…CAPISCI? DISSE CHE AVEVA LE CHIAVI!

Paulette          E tu perché non hai fatto cambiare la serratura?

Annabelle       E come lo giustificavo con Gilbert?

Paulette          Giusto.

Annabelle       E allora pensai che l’unica soluzione sarebbe stata quella di dare le chiavi a te e                                   andare comunque sulla Costa Azzurrada venerdì sera a domenica mattina…tanto a                  prendere la lettera ci avresti pensato tu…

Paulette          Avevo capito che rientravate domani mattina. Sarei venuta stanotte.

Annabelle       L’unica speranza è che abbiano rubato anche la lettera.

Paulette          Dimmi la verità, Annabelle…hai qualcosa da nascondere a Gilbert?

Annabelle       Tutte le donne hanno qualcosa da nascondere ai propri mariti! Non credi?

Paulette          Non lo so, non ho marito.

Annabelle       Già. E se non vai a fare una doccia non lo troverai mai. Puzzi come un cammello.

Paulette          Visto? Che ti avevo detto? Ora posso andare a finire di depilarmi e fare la doccia?

Annabelle       Ah, ti stavi depilando? Adesso capisco perché hai il rasoio in mano! Per un attimo                     ho temuto che tu ti stessi facendo la barba.

Paulette          Macchè barba! Sta iniziando la bella stagione, e vorrei andare in spiaggia con                           Arnoux a prendere un po’ di sole…ma se non mi depilo… mi sembra di essere un                      riccio di mare…

Annabelle       E perché non usi la ceretta?

Paulette          Perché non sopporto il dolore…e poi mi lascia la pelle irritata e rossa…

Annabelle       Va beh, ma col rasoio! Piuttosto vai da un’estetista!

Paulette          Userebbe la ceretta.

Annabelle       Difficile discutere con te. Porti sempre i discorsi dalla tua parte.

Paulette          Non è questo. E’ che ho ragione.     

Annabelle       Ok, ok…ma quando ti deciderai a presentarci questo fantomatico Arnoux?

Paulette          Quando sarà il momento. Ne’ prima ne’ dopo. Sono solo due mesi che ci                                    frequentiamo, e non voglio rovinare tutto…

Annabelle       Guarda che non ti ho chiesto di portarmelo a letto. Ho chiesto solo di conoscerlo.

Paulette          Eh, si comincia sempre così…ci si conosce, e poi…

Annabelle       Paulette, ma che stai dicendo?

Paulette          Scusami Annabelle…è che non mi sembra vero di aver trovato un uomo…troppi me                  ne sono sfuggiti…figurati che a Arnoux non ho nemmeno dato il mio nome vero…

Annabelle       MA DAI! E che nome gli hai dato?

Paulette          Clorinne. Lui sa che mi chiamo Clorinne. Voglio mantenere l’anonimato fino a che                   non sarò sicura delle sue intenzioni.Pensa che io e lui non abbiamo                                        ancora…insomma, capiscimi.

Annabelle       Due mesi senza…tranquilla, non è poi così strano…conosco donne che sono in                            astinenza anche da tre mesi…

Paulette          Ah sì? E chi?

Annabelle       In questo momento il nome mi sfugge…senti, posso venire su da te? Così                                   cercheremo di analizzare tutta questa faccenda…e poi mi devi rendere le chiavi…se                 arriva la polizia e sa che hai le chiavi del nostro appartamento comincerà a fare un                    sacco di domande.

Paulette          L’hai già chiamata?

Annabelle       Ancora no.Ci penserà sicuramente mio marito.

Paulette          Ricorda che è domenica mattina. Non verranno.

Annette           Ma certo che verranno! Andiamo, dai…lascerò la porta aperta, altrimenti Gilbert                     resterà chiuso fuori…

Paulette          E non hai paura che possa entrare qualche estraneo?

Annabelle       Guardati intorno…già fatto. E poi chi dovrebbe entrare? Ma figuriamoci! Anzi, ho                     spalancato anche tutte le finestre nelle camere, così si cambia un po’ di quest’aria                   viziata…Escono dal fondo.

Scena Terza

Pierre, Gilbert

                        Entra Pierre da destra; in mutandoni e canottiera; ha una sola scarpa slacciata ; si                    guarda intorno con aria impaurita; si avvia verso l’uscita, ma in quel momento

                        entra Gilbert.

Gilbert             FERMO! COSA STA FACENDO IN CASA MIA? Ma…professor Giraud, è lei?!?! E’                           proprio lei?!? Il professor Pierre Giraud?!?!

Pierre              Giraud? Che Giraud? Buongiorno signore…ma noi…noi ci conosciamo?

Gilbert            Ma certo! Non ricorda? A quel bar…aspetti, come si chiamava? Ah sì, Il Cocco di                       Mamma! Non             ricorda quella partita a biliardo, cinque mesi fa?

Pierre              Ah, sì, ora rammento…lei il signor…signor…aspetti, non me lo dica…Gaston?

Gilbert            Gilbert!

Pierre              Sì, sì, Gilbert! Ora ricordo!

Gilbert            BRAVO! Proprio io! Gilbert! Si ricorda che perse trecento euro a goriziana, e che lei                 non pagò perché il giorno successivo alle nove le avrei dovuto dare la rivincita?

Pierre              No…veramente…ho come un vuoto di memoria…sicuro che non pagai?

Gilbert            Sicurissimo. Lei non venne…l’aspettai fino alle undici…pensai che le fosse capitato                    qualcosa di grave…una persona come lei…così corretta…un professore…

Pierre              Ah sì, ora ricordo…purtroppo prese fuoco la scuola dove insegnavo…

Gilbert            La scuola? Ma non c’erano le vacanze di Natale?

Pierre              Le vacanze….ah già, sì sì…mi sbagliavo con la volta successiva…ora ricordo bene…                    mia zia, poveretta...

Gilbert            Che successe a sua zia?

Pierre              Morì.

Gilbert            Santo cielo! E di che cosa?

Pierre              Mi faccia ricordare…ha detto che era Natale?

Gilbert            Mancavano tre o quattro giorni.

Pierre              Povera zia! Inciampò nel filo delle luci dell’albero e finì con la testa dentro la                            capanna del presepe…

Gilbert            Ma via! Come si può morire così?

Pierre              Facile. Sotto il muschio c’era un ferro da stiro che fungeva da supporto alla                               mangiatoia, e lei lo prese in piena fronte.

Gilbert            Poveretta! Che triste fato! Senta, ma lei è professore in cosa?

Pierre              In…in…in matematica?

Gilbert            Professore! Che fa, lo chiede a me?

Pierre              No no, questa era un’interrogazione affermativa…

Gilbert            Però mi pareva mi avesse detto che insegnava storia…

Pierre              Ah, le dissi così?

Gilbert            Anche questa è un’ interrogazione affermativa?

Pierre              No, questa è un’affermazione interrogativa.

Gilbert            Ah, ecco…insomma, potrei sapere cosa insegna?

Pierre              Volevo dire che insegno storia della matematica.

Gilbert            Storia della matematica? Mai sentita nominare…

Pierre              E’ una materia nuova…come anche “La geografia applicata alla fisica quantistica con              riporti di trigonometria basilare”…

Gilbert            Ah, ecco! Ora si spiega tutto!

Pierre              Già.

Gilbert            Giusto…senta, le posso fare una domanda…diciamo così…personale?

Pierre              Ma certo, dica pure.

Gilbert            Perché lei è in mutande in casa mia?

Pierre              Ah, quello! No, niente, niente…passavo di qua…

Gilbert            Professore! Come sarebbe a dire passavo di qua per caso?

Pierre              Non ho detto per caso…nulla avviene per caso…ho detto solo che passavo di qua…

Gilbert            Ma da dove è entrato?

Pierre              Dalla finestra della camera. Era aperta.

Gilbert            Indicando la stanzaEd è stato lei a fare tutto questo macello?

Pierre              IO? No, no…le giuro che sono arrivato ora…glielo volevo giusto chiedere…ha avuto                   una visita dei ladri?

Gilbert            Ancora non lo sappiamo…sembra che non manchi nulla…ma insomma, mi vuol                                     spiegare una buona volta la sua presenza in casa mia? Perché è entrato dalla                           finestra?

Pierre              Perché era aperta…

Gilbert            PROFESSORE!

Pierre              Mi scusi…sa, l’emozione…si metta nei miei panni…

Gilbert            Saremmo in due in mutande.

Pierre              No, no…volevo dire che scendendo lungo il cornicione questa è stata la prima                           finestra che ho trovato aperta.

Gilbert            Scendendo lungo il cornicione? Ma che sta dicendo? Lei scende lungo i cornicioni?

Pierre              Qualche volta…

Gilbert            Ma è pericolosissimo! Siamo al terzo piano…e perché lo fa? Per sport?

Pierre              Ma no, che sport!

Gilbert            E allora perché? Che cos’è lei, una specie di pervertito che prova piacere nel farsi                    vedere in mutande dalle inquiline dei condomini?

Pierre              No, ma che pervertito!Mi ci sono trovato, ecco!

Gilbert            E perché ha una scarpa sola?

Pierre              L’altra mi è caduta giù nella strada.

Gilbert            Allora ricapitoliamo l’andamento di questa giornata: io e mia moglie torniamo da                    una breve vacanza trascorsa sulla Costa Azzurra, e rientrando troviamo la casa come                      la può vedere lei adesso; non facciamo in tempo a riprenderci dallo sbigottimento                        che arriva lo stimato professor Giraud, il quale, dopo aver allegramente saltellato in                    mutande sui cornicioni di mezzo palazzo, non trova niente di meglio da fare che               entrare dalla nostra finestra di camera; ed eccoci qua.

Pierre              Ed eccoci qua.

Gilbert             Almeno mi dica cosa faceva fuori sui cornicioni.

Pierre              Posso contare sulla sua discrezione?

Gilbert            Ma certo! Siamo tra uomini, no?

Pierre              Fuggivo.

Gilbert            Fuggiva? E da chi?

Pierre              Dalla signora del piano di sopra.

Gilbert            Ah, capisco! Ma perché fuggiva da Paulette? Mi sembra piacevole...e anche molto                   bella, se devo dire…è amica di mia moglie.

Pierre              Chi è Paulette? Non conosco nessuna Paulette.

Gilbert            Professore! Non mi dica che era nell’appartamento della signora Maria Montfort!

Pierre              Eh sì.

Gilbert            NO! E che ci faceva in mutande da quella vecchia matta?

Pierre              Se le dicessi che sono suo nipote mi crederebbe?

Gilbert            No.

Pierre              Ecco, appunto.

Gilbert            E allora che ci faceva?

Pierre              Che ci facevo?

Gilbert            Professore! Non mi dica!

Pierre              E infatti non glielo dico.

Gilbert            Ma no! Lei e la signora Montfort…ma non mi dica!

Pierre              Stia tranquillo che non glielo dico. Tiri a indovinare.

Gilbert            Ma perché professore? Perché rovinarsi così? Lei è ancora così giovane!

Pierre              Posso contare sulla sua discrezione?

Gilbert            Le ho già detto di sì! Sarò muto come un pesce!

Pierre              Lo faccio per campare.

Gilbert            Per campare? Come sarebbe a dire per campare?

Pierre              Si ricorda quando le ho detto che la scuola prese fuoco?

Gilbert            Dopo la morte della zia dentro il presepe? Certo che mi ricordo. 

Pierre              Ecco. Niente scuola, niente lavoro. E quindi sono momentaneamente disoccupato.

Gilbert            Accidenti…mi dispiace! E allora lei si è messo a fare il…il…

Pierre              Ci sono tanti modi per illustrare la situazione…

Gilbert            Un attimo…non mi viene il termine…

Pierre              La prego, non usi parole forti. Sono molto sensibile.

Gilbert            Il puttano?Naturalmente se la parola vi sembra forte va bene anche “Prostituto”.

Pierre              Ecco, lo sapevo.

Gilbert            Perchè, non va bene?

Pierre              Se per lei è lo stesso preferirei gigolò.

Gilbert            Va beh, puttano o gigolò…comunque vista l’età della signora direi piuttosto                               il badante…

Pierre              La prego, non rigiri il coltello nella piaga…sapesse com’è difficile…

Gilbert            Immagino. E perché è fuggito?

Pierre              Perché credevo fosse più facile…poi, quando mi son trovato lì, con quella donna                       tutta vizza davanti, non mi ha retto lo stomaco…e sono fuggito dalla finestra…

Gilbert            E non poteva uscire dalla porta?

Pierre              No, aveva chiuso a chiave, quella pervertita…

Gilbert            Quindi era la prima volta che lei…

Pierre              Certo. E anche l’ultima. Mille volte meglio morire di fame che…insomma, lei è un                    uomo intelligente, avrà capito…

Gilbert            Certo che ho capito. Se le va di vomitare può usare il mio bagno.

Pierre              Grazie. In questo momento no, ma ci sono andato vicino…ascolti, signor             Gilbert,

                        mi allaccio la scarpa e me ne vado…mi dispiace solo di aver perduto i vestiti…lei                      avrebbe nulla da prestarmi? Non so, una tuta…

Gilbert            Io no, ma il mio amico Antoine sicuramente sì. Ha un vestiario degno dei Grandi                       Magazzini. Pierre si china proprio davanti a lui per allacciarsi la scarpa; in quel                                    momento entra Annabelle

Scena Quarta

Pierre, Gilbert, Annabelle.

Annabelle       Entrando vede Pierre. O mamma mia! Svengo! Sviene, sorretta da Gilbert che la                                  prende al volo.

Gilbert            ANNABELLE! SU’, SU’, RIPRENDITI! E’ solo un uomo in mutande, Annabelle! A Pierre                 però anche lei…

Pierre              Vado subito via…si avvia verso sinistra.

Annabelle       RiprendendosiFERMO LEI, DOVE CREDE DI ANDARE? GILBERT! CHI E’COSTUI? E                                   PERCHE’ E’ IN CASA NOSTRA? DA DOVE E’ ENTRATO? COME MAI E’ IN MUTANDE? E               PERCHE’ NON HA NEPPURE LA CAMICIA?

Gilbert            Mi puoi ripetere le domande una alla volta?

Annabelle       GILBERT!

Gilbert            Va bene, va bene…è il signor Pierre Giraud, professore di storia che studia la                            matematica…

Annabelle       Chi è?

Gilbert            Ma cara, te l’ho detto proprio ora…il professor Giraud…lo conobbi un po’ di tempo                   fa giocando a biliardo…

Annabelle       Ed avete una storia?

Gilbert            ANNABELLE! COME PUOI PENSARE UNA COSA SIMILE?

Annabelle       MA INSOMMA! VI HO TROVATI CHE STAVATE…STAVATE…

Gilbert            MA CHE STAI DICENDO? IL PROFESSORE SI STAVA ALLACCIANDO LE SCARPE!

Annabelle       Io vedo una scarpa sola.

Pierre              L’altra è caduta nella strada.

Gilbert            Professore, le presento mia moglie Annabelle…

Pierre              Incantato, signora…

Annabelle       INCANTATO? MA QUALE INCANTATO! COSA CI FA IN CASA MIA IN MUTANDE?

Gilbert            Nostra, Annabelle, la casa è nostra…

Annabelle       GILBERT! SMETTILA DI RIPRENDERMI SEMPRE E DIMMI COS’E’ QUESTA STORIA!

Gilbert            E va bene…il professore si trovava in difficoltà finanziarie perché la sua scuola aveva               preso fuoco dopo che gli era morta la zia dentro la capanna del presepe dove c’era                un ferro da stiro, e così per arrotondare ha cominciato a frequentare, a pagamento               si intende, la signora del piano di sopra. E’ fuggito lungo il cornicione, e siccome la                  finestra in camera era aperta, è entrato in casa nostra.

Pierre              E questa sarebbe la sua discrezione?

Gilbert            Che c’entra! E’ mia moglie! A lei dico sempre tutto.

Annabelle       La signora del piano di sopra? Non è vero. Non c’era nessuno con me e Paulette.

Gilbert            No, no! Che c’entra Paulette?Io dicevo Marie Montfort!

Annabelle       CHI!?!?

Gilbert            Marie Montfort, quella vecchia paranoica pazza.

Pierre              Lasci che le spieghi…

Annabelle       TACCIA! Quindi questo signore di mestiere fa…

Pierre              Non è come crede…

Annabelle       TACCIA! Praticamente lui è un…

Pierre              A volte le apparenze…sa com’è…e poi sono molto sensibile…

Annabelle       LEI E’ UN PUTTANO?

Pierre              Gigolò, signora Annabelle, gigolò…

Gilbert            Senti cara, vado da Antoine a prendere qualcosa da mettere addosso a questo                          putt…ehm, signore…dovrebbe avere circa la sua taglia…

Annabelle       GILBERT! E mi lasceresti qua da sola con un uomo in mutande?

Gilbert            Ma non è un uomo! E’ un professore di storia che studia la matematica! E poi credo                 che per oggi di donne ne abbia avuto abbastanza…con permesso, torno subito…

                        esce dal fondo.

Scena Quarta

Pierre, Annabelle.

Annabelle       Bene. E ora a noi due, professore dei miei stivali! Si avvicina e gli da’ un sonoro                                    schiaffone

Pierre              AHI! Annabelle, ferma, lascia che ti spieghi…

Annabelle       Perché, c’è forse qualcosa da spiegare? Mi vuoi forse dire che ti sei trovato a letto                   con una vecchia di settant’anni così per caso?

Pierre              Per l’amor di Dio, tra poco sarà qui tuo marito…se scopre che ci conosciamo…

Annabelle       CI CONOSCIAMO? CI CONOSCIAMO?!?! SONO TRE MESI CHE CI VEDIAMO,                               MERCOLEDI’ PROSSIMO DOVEVAMO TROVARCI IN UN MOTEL PER…PER…PER                         CONCRETIZZARETUTTO QUESTO TEMPO DI MOINE E CORTEGGIAMENTI,E TUTTO                   QUELLO CHE SAI DIRE E’CHE CI CONOSCIAMO?!?

Pierre              Per favore, non urlare…altrimenti se ti sente tuo marito mi butta giù dalla finestra…

Annabelle       E allora? Tanto sei abituato a camminare sui cornicioni!

Pierre              Ti prego, Annabelle…

Annabelle       L’hai fatto apposta? Eh? Sapevi che abitavo qua? Mi vuoi ricattare?

Pierre              Ma che ricattare! Ti giuro che mi ci sono trovato per caso…c’era la finestra aperta                   nella camera e sono entrato.

Annabelle       E sei entrato…professore?!?!? E da quando sei professore? Hai fatto presto a                             prendere la laurea…quando ti conobbi io tre mesi fa lavoravi in una rivendita di foa                 gras! Ammazzavi quelle povere oche per fare il patè!

Pierre              Ma no, che ammazzavo…fammi parlare…

Annabelle       Stai zitto che è meglio. Si lascia cadere sul divanoTutte a me capitano…tutte a                          me…l’unica volta della tua vita di brava mogliettina che vuoi evadere, conoscere un                 po’ il mondo, staccare con il tran tran quotidiano e concederti una vacanza                              sentimentale, chi incontri? Eh? Chi incontri?

Pierre              Chi incontri?

Annabelle       UN PUTTANO! INCONTRI UN PUTTANO!

Pierre              Ti prego, Annabelle…gigolò…si dice gigolò…

Annabelle       E NON E’ FORSE LA STESSA COSA? VAI A LETTO CON UNA VECCHIA PER SOLDI!

Pierre              NON CI SONO STATO A LETTO!

Annabelle       Allora cosa stavi facendo nel suo appartamento in mutande e canottiera? GLI STAVI                 MOSTRANDO L’INTIMO PRIMAVERA-ESTATE 2017-2018? E RISPONDI!

Pierre              No, no…è che l’intenzione magari c’era…ma poi è subentrato lo schifo…

Annabelle       SCHIFO LO FAI A ME! ZOCCOLO!

Pierre              Zoccolo?

Annabelle       Zoccolo, sì,inteso come maschile di zoccola! Forza, esci da questa casa.Indica col                      braccio teso verso destra.

Pierre              Si avvia verso sinistra Subito…

Annabelle       Dove vai?

Pierre              Vado via, me l’hai detto tu…

Annabelle       Guarda il mio dito. Vedi? Non dalla porta. Dalla finestra, da dove sei entrato.

Pierre              SUI CORNICIONI?

Annabelle       Sui cornicioni.

Pierre              MA E’ PERICOLOSO!

Annabelle       Sono molto più pericolosa io. E cerca di non cadere, non vorrei avere un professore                 di storia che studia la matematica sulla coscienza. FORZA, VATTENE!

Pierre              Vado, vado…allora tra noi…

Annabelle       TRA NOI COSA? Ma vuoi davvero che dalla finestra ti ci butti io?

Pierre              Adieu. Esce da destra

Annabelle       Accidenti. Tutte a me mi capitano. Tutte a me.

Scena Quinta

Annabelle, Gilbert, Marie.

Gilbert            Entra da sinistra con in mano una giacca, un paio di pantaloni, una camiciae un                        paio di scarpe Eccomi qua! Lei che numero ha di scarpe?Mah…dov’è andato?

Annabelle       Via.

Gilbert            Ma come via…in mutande?

Annabelle       …e canottiera.

Gilbert            Con una scarpa sola?

Annabelle       Sì.

Gilbert            Ma perché?

Annabelle       Ha detto che aveva da fare. E’ uscito proprio in questo momento.

Gilbert            Ma non è possibile! Non l’ho incontrato fuori dalla porta!

Annabelle       Certo che no. E’ uscito dalla finestra di camera.

Gilbert            MA COME DALLA FINESTRA! E’ PERICOLOSO! E’ un professore, non un acrobata!

Annabelle       Se l’ha fatto una volta lo può fare anche una seconda.

Gilbert            Annabelle, sembra quasi che tu gioisca delle disgrazie altrui…ma che ti ha fatto quel                povero professore? Non lo conosci neppure…e devo anche ammettere che mi fai un                 po’ paura…non conosco questo lato sadico della tua personalità.

Annabelle       Gilbert, forse non hai capito: io sono come un’iceberg…

Gilbert            Fredda?

Annabelle       No. Per l’ottanta per cento sott’acqua. Sconosciuta. A proposito, l’hai chiamata la                     polizia? Non so se ti sei accorto che ci hanno rapinato.

Gilbert            Pensavo che ci avessi pensato tu…ma perché questo sarcasmo? Che ti ho fatto?

Annabelle       Nulla, Gilbert, nulla…scusami, è la tensione…

Marie              Entra dal fondo. E’ una signora sulla settantina, che veste come una quindicenne,                     ridicola in tutta la figura, truccata pesantemente. Buongiorno signora Annabelle,                     buon giorno signor…signor…

Gilbert            Gilbert.

Marie              Ah, sì, che stupida! Gilbert.

Annabelle       Buongiorno signora Marie…come mai è scesa giù da noi?

Marie              Sto cercando mio nipote…non l’avete mica veduto?

Annabelle       Mah, non saprei…com’è fatto?

Marie              Sulla trentacinquina, segue descrizione dell’attore.

Annabelle       Ah, ecco…e com’è vestito?

Marie              Attualmente dovrebbe essere in mutande e canottiera.

Annabelle       Ah, ecco…e se non sono indiscreta, perché è in mutande e canottiera?

Marie              Aveva caldo.

Annabelle       Ah, ecco…aveva caldo.

Gilbert            Non sapevo che avesse un nipote…ma lei è la nonna o la zia?

Marie              La nonna? Come potrei essere la nonna a questa età?

Annabelle       GILBERT! MA CHE STAI DICENDO? Lo perdoni, signora Maria, sa, gli uomini sono                      davvero dei cretini…lei è ancora così giovane!

Marie              Ora non esageriamo. Non così tanto giovane…ho cinquantadue anni compiuti, sa?

Gilbert            Compiuti da quando?

Annabelle       Trattenendo a stento le risaQuanti…quanti anni ha?

Marie              Cinquantadue…perché, me ne dava di più?

Gilbert             Trattenendo anche lui le risaMA NO! Scherza? Anzi, mi pareva ne avesse

                        qualcuno meno…

Marie              Diciamo che mi mantengo bene…insomma, non l’avete visto?

Gilbert            Da quella porta è entrata solo lei.

Marie              E dalla finestra? Sa, a mio nipote piace fare l’acrobata…

Gilbert            Dalla finestra? Annabelle, è entrato qualcuno dalla finestra?

Annabelle       Veramente prima quando mi sono affacciata mi è parso di vedere un’ombra sul                                   cornicione…

Marie              Era sicuramente lui…chissà dove sarà adesso…

Annabelle       Credo che in questo momento suo nipote stia saltellando su e giù per i cornicioni                      dei tetti di Lione…

Gilbert            …in mutande e canottiera…

Marie              Allora è meglio che torni su…non vorrei che tentasse di rientrare dalla                                       finestra…indicando i vestitiperché lei ha quei vestiti in mano?

Gilbert            Quali vestiti? Ah, questi? Non sono miei, sono del mio amico Antoine…glieli stavo                     giusto riportando… attacca tutto al treppiede, sopra al borsello, e mette le scarpe in               terra ai piedi dell’attaccapanni.

Marie              Antoine? Quello che abita qui davanti?

Gilbert            Sì, proprio lui…lo conosce?

Marie              Sì, tempo fa mi aiutò a portare la spesa…li ha lasciati qui?

Gilbert            Che cosa?

Marie              Quei vestiti. Li ha lasciati qui?

Gilbert            No…ma di che sta parlando?

Marie              Signora Annabelle, se dovesse trovare dei vestiti femminili sappia che sono di                           Paulette, la mia dirimpettaia.

Annabelle       Paulette? Che c’entra Paulette?

Gilbert            Signora Marie, si sente bene?

Marie              Mai stata meglio. Adesso vado.Ho chiuso la finestra, mio nipote mi starà                                   aspettando aggrappato al cornicione… allora io vado…si avvia ma si ferma proprio                   sulla portaAh, che stupida…sono venuta a rendervi le chiavi…tira fuori un mazzo di                   chiavi dalla borsa Ecco qua…

Annabelle       Chiavi? Che chiavi?

Marie              Quelle che ho trovato nella mia cassetta delle lettere questa mattina insieme al                                   messaggio…

Gilbert            Messaggio? Che messaggio?

Marie              Il messaggio che parlava della lettera…

Ann & Gilb      LETTERA? CHE LETTERA?

Marie              Ma insomma, non sapete proprio nulla voi…

Annabelle       Io no…ti Gilbert sai qualcosa?

Gilbert            No…perché dovrei sapere qualcosa?

Annabelle       Era solo una domanda, Gilbert…

Gilbert            Insomma, signora Marie, che c’era scritto sul messaggio? E di chi era?

Marie              Di chi era non lo so. Non era firmato. Diceva di rendervi le chiavi di casa, e chiedervi               se avevate trovato quella famosa lettera…l’avete trovata?

Gilbert            Che lettera? Ne sai qualcosa, Annabelle?

Annabelle       Mi pare di avertelo già detto, Gilbert: no.

Marie              Ecco. Diceva anche che se non l’avete trovata è nascosta dentro il vaso di fiori                          verde che è sul tavolo.

Gilbert            Facendo l’indifferente, come se la cosa non lo riguardasseIntenderà quello lì per                      terra…

Annabelle       Anche lei distaccataGià…deve essere proprio quello…prima era sul tavolo…

Marie              Allora io torno nel mio appartamento…arrivederci…Marie esce da sinistra

Ann & Gilb      Arrivederci.

Annabelle       Che strana donna…cos’avrà voluto dire? Che c’entrano i vestiti di Paulette?

Gilbert            E Antoine…che c’entra Antoine?

Annabelle       Strani scherzi che fa la vecchiaia.

Gilbert            Vado in cucina a bere un bicchier d’acqua…dopo riporterò i vestiti a Antoine…vieni                   anche tu?

Annabelle       No, no, mi è venuto un forte mal di testa, dovrei avere delle aspirine in                                      camera…le vado a cercare…

                        Facendo gli indifferenti, vanno uno verso destra e uno verso sinistra; si guardano e                   escono insieme; dopo esattamente cinque secondi mettono fuori le teste; si                              dirigono verso il vaso uno di qua e uno di là dal tavolo; allungano le mani e lo                              afferrano insieme; grido, cambio luci, musica e sipario. Il cambio luci è necessario              perché a un certo punto del secondo atto la commedia tornerà esattamente a                           questo punto, e la gente dovrà capire che continua. State tranquilli, è più facile                        farlo che dirlo…

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

Scena Sesta

Arsenio, Eva

All’aprirsi del sipario è tutto perfettamente in ordine; bisogna aver cura di ricordare come era la situazione nel primo atto, perché Arsenio ed Eva dovranno disporre tutto come era prima. Mi raccomando, i vestiti e il borsello che erano attaccati al treppiede non ci sono.

Arsenio è vestito con una calzamaglia nera, ha degli occhialicon lenti  spessissime ed ha anche una mascherina, un piccolo borsello anch’esso nero a tracolla e una piccola torcia elettrica in mano; Eva anche lei è tutta in nero, ma senza la mascherina.Entrano dal fondo al buio, affidandosi alla luce della torcia piccolissima che ha tra mani Arsenio; quest’ultimo parlerà male per colpa della mascherina; Eva accende la luce con l’interruttore sul muro.

Arsenio           Sttt….!!!!!ITTA!!! Vuoi farci oprire?

Eva                  Guarda che non ho parlato, ho solo accesa la luce…

Arsenio           Engila subito! Eva esegueAccienti, non si vede ulla!

Eva                  Se per una volta mi fossi stato a sentire e avessi preso la torcia più grande…

Arsenio           Elle gandi fanno oppa luce. E poi costava toppo. Figuiamoci! Dodici euro per                             una orcia lettrica!

Eva                  Arsenio?

Arsenio           Che c’è Eva?

Eva                  Per favore, ti togli la mascherina?

Arsenio           Ecchè?

Eva                  PERCHE’ QUANDO PARLI NON SI CAPISCE NULLA!

Arsenio           Togliendosi la mascherina STTTTTT!!!!!!! Non urlare!!!! Spostando il fascio della luce                in qua e làE’ questo l’appartamento?

Eva                  Credo di sì…aspetta un attimo…riaccende la luce e legge un foglio che ha in mano                   Ecco qua… Rue St Jean 46, rispenge la luce.

Arsenio           E poi?

Eva                  Riaccende la lucePiano secondo interno 2.Rispenge la luce

Arsenio           E poi?

Eva                  Riaccende la luceLione.Rispenge la luce

Arsenio           E smettila di accendere e spengere la luce! I vicini penseranno che sia Natale!

Eva                  Scusa Arsenio.

Arsenio           E come facciamo a sapere che l’indirizzo è quello giusto?

Eva                  Dunque, pensiamoci…a Lione ci siamo…in Rue St. Jean anche, giù da basso c’era                       scritto 46, questo è il secondo piano…aspetta un attimo…esce dal fondo e rientra                     subito Interno 2! E’ proprio questo.

Arsenio           Bene, la prima parte del nostro incarico l’abbiamo portata a termine. Ora passiamo                alle cose serie…accendi la luce.

Eva                  ARSENIO!

Arsenio           Che c’è, Eva?

Eva                  Ma se hai detto poco fa di non accenderla!

Arsenio           Ma adesso che siamo sicuri che l’appartamento è questo possiamo accenderla. I                      proprietari sono andati tre giorni sulla Costa Azzurra, non rientreranno                                      che…che…Eva, che giorno è oggi?

Eva                  Sabato notte...anzi, ormai è domenica mattina, sono già le due e un quarto.

Arsenio           Appunto. I proprietari, cioè i signori  Lambert, rientreranno solo questa                                      mattina dopo le dieci…e noi abbiamo tutto il tempo di fare tranquillamente quello                   che ci è stato commissionato.

Eva                  Arsenio, non ho capito una cosa.

Arsenio           Che cosa?

Eva                  Noi siamo un’agenzia investigativa, giusto?

Arsenio           Certo. La migliore della città.

Eva                  E allora perché ci comportiamo come ladri?

Arsenio           Facile: perché il lavoro è drasticamente calato, e noi siamo in bolletta. In cassa non                 c’è più neanche un euro. E quindi dobbiamo arrangiarci, perché anche questo mese                 avremo l’affitto da pagare.

Eva                  Ma come abbiamo fatto a ridurci così? Avevamo tanti di quei clienti!

Arsenio           Già…ti ricordi Eva? Tutti mariti e mogli che sospettavano che il consorte li                                 tradisse….quante fotografie abbiamo fatte! La nostra agenzia era una delle migliori                 di tutta Lione…anche merito del nome…AGENZIA LA VOLPE E LA LINCE…

Eva                  Ma sai che di noi due non ho mai capito chi è la volpe e chi la lince?

Arsenio           EVA, GUARDAMI! Ti sembro una lince io?

Eva                  Non so…cosa dovrei guardare?

Arsenio           Ma gli occhiali, Eva, gli occhiali! Non posso essere la lince! Non vedo un elefante a                   tre metri! E se non sono la lince chi sarò?

Eva                  Chi sarai?

Arsenio           Ma sai che a volte dubito che io e te si sia fratello e sorella?

Eva                  Certo che siamo fratello e sorella! Tu sei il più grande e io la più piccola.

Arsenio           Una cosa però è certa: te la volpe non sei sicuramente.

Eva                  ALLORA SONO LA LINCE? CHE BELLO! Ma perché abbiamo perso i clienti?

                        I tradimenti non vanno più di moda?

Arsenio           Non vanno più di moda? Eccome se se vanno di moda! Addirittura sono aumentati!

Eva                  E allora perché non si affidano più alla nostra agenzia?

Arsenio           Non alla nostra. Non si rivolgono più a nessuna agenzia. C’è miseria. E poi ormai la                  gente preferisce far finta di nulla…chiude un occhio, e qualche volta tutti e                              due…cosa vuoi che siano un paio di corna di fronte a tre o quattromila euro                             risparmiati…a questi lumi di luna, poi…

Eva                  E allora dobbiamo accettare qualsiasi lavoro…ma di preciso stavolta cosa dobbiamo                fare? Non mi hai detto quasi nulla. Solo che hai trovati delle direttive scritte...

Arsenio           Non ti ho detto nulla per sicurezza. Sai che se la polizia scopre quello che stiamo                       facendo ci revocano la licenza? Comunque ora te lo dico. Ecco, vedi questa stanza?                  Dobbiamo buttare tutto all’aria, come se ci fossero stati i ladri, enascondere questa                       lettera tira fuori la lettera dal borsello dentro al vaso verde sul tavolo…ah, eccolo lì!

Eva                  Solo questo? E perché dobbiamo buttare tutto all’aria?

Arsenio           Mah…non ne sono sicuro, ma credo che così sarà più difficile individuare la                               lettera…dove c’è ordine si trova sempre tutto…ma dove c’è il caos…

Eva                  E ci pagano per questo?

Arsenio           Cinquecento euro sonanti e al nero. Senza ricevuta. Poi usciamo, chiudiamo la porta                e infiliamo la chiave di questo appartamento nella cassetta della posta della signora                   Marie Montfort, insieme a questo…questo messaggio!Apre il borsello, e dopo aver                       estratto le chiavi e un foglio ripiegato, vi ripone la torcia elettrica e lo attacca al                                 treppiede, al solito posto dove Gilbert appenderà il vestito.

Eva                  Ma come fai ad avere la chiave dell’appartamento?

Arsenio           L’ho trovata dentro la saracinesca dell’agenzia, insieme ai soldi, alla lettera, al                                     messaggio e al foglio con le istruzioni.

Eva                  Soldi? Hanno già pagato?

Arsenio           Duecentocinquanta euro. Gli altri duecentocinquanta a lavoro concluso.

Eva                  Il foglio delle istruzioni è chiaro?

Arsenio           Chiarissimo. Spiega per filo e per segno tutto ciò che dobbiamo fare.

Eva                  E sulla lettera che c’è scritto?

Arsenio           Dentro non lo so. Fuori da un lato c’è scritto Annabelle e dall’altro Gilbert…

Eva                  Che cosa curiosa…sembra sia indirizzata a tutti e due…e non si può leggere?

Arsenio           EVA! MI MERAVIGLIO DI TE! VORRESTI TRADIRE LA BUONA FEDE DEI NOSTRI                           CLIENTI?

Eva                  E falla finita! Hai fatto di peggio…peccato sia sigillata…ma con un po’ di acqua calda                la colla si dovrebbe sciogliere…

Arsenio           NO! Ne va della nostra serietà!

Eva                  E va bene…ma almeno il messaggioche dobbiamo mettere nella cassetta di                              quella…come si chiama?

Arsenio           Leggendo sul foglioMarie Montfort. C’è scritto sopra…

Eva                  Va beh, almeno quello leggiamolo…quello non è sigillato, è solo un foglio ripiegato!

Arsenio           E’vero, è solo un foglio ripiegato…lo spiega e leggedice:” Signora Marie, per favore,                potreste riportare queste chiavi ai signori Lambert, giù al piano di sotto?                                   Torneranno Domenica mattina dalla Costa Azzurra…E, sempre per favore, gli                                    chiedereste se hanno trovato la famosa lettera? E se non l’avessero trovata,                              potrebbe dire loro che è dentro il vaso verde? Grazie mille.”

Eva                  Accidenti! E’ tutto molto misterioso…darei non so cosa per sapere cosa c’è scritto su                quella famosa lettera…

Arsenio           Ti ho già detto: la lettera non si legge!

Eva                  Va bene, va bene…

Arsenio           Forza, facciamo quello per cui siamo pagati. Mette la lettera nel vaso Ecco fatto…e                  ora creiamo un po’ di confusione in silenzio.

Eva                  Confusione in silenzio?

Arsenio           Ma sì, buttiamo un po’ all’aria!Si sente schiavacciare alla portaAccidenti! Arriva                       qualcuno!

Eva                  Chi può essere?

Arsenio           Non lo so…forse sono tornati prima…presto, spegni la luce! Eva esegue Forza,                           andiamo a nasconderci…se ci trovano qui siamo rovinati! Escono da sinistra

           

Scena Settima

Paulette, Antoine.

                        Paulette entra dal fondo, completamente vestita di nero; ha una torcia in mano,                       cerca l’interruttore, lo trova e accende la luce. Comincia a rovistare in giro in cerca               della lettera, ma senza mettere in disordine; si sente schiavacciare alla porta; si                          guarda intorno disperata, poi esce da destra, lasciando la luce accesa; entra                                Antoine, anche lui vestito alla Diabolik; ha una torcia elettrica accesa in mano, ma                       visto che la luce è accesa si da’ una grattata alla testa e la spegne; comincia a                             cercare proprio come faceva Paulette, senza mettere nulla in disordine; si odono un                         colpo e un urlo di donna provenienti da sinistra; Antoine corre verso destra; esce e                   rientra quasi subito con Paulette che gli corre dietro;

Paulette          AIUTO! AL LADRO! AL LADRO!

Antoine           Si gira e la affrontaLADRO? MA CHE LADRO! CASOMAI E’ LEI LA LADRA!

Paulette          IO NON SONO UNA LADRA! HO LE CHIAVI DI CASA! Le sventola davanti ad Antoine

Antoine           ANCH’IO HO LE CHIAVI DI CASA! Le sventola anche lui

Paulette          Ma lei…lei è il signor Antoine, che abita qui di fronte!

Antoine           E lei…lei non è forse Paulette? L’inquilina del piano di sopra?

Paulette          Come fa ad avere le chiavi di casa della mia amica Annabelle?

Antoine           E lei come fa ad avere le chiavi di casa del mio amico Gilbert?

Paulette          Queste sono cose che non la riguardano. Mi dica di lei.

Antoine           Bene. Sono alto un metro e settanta, ragioniere, scapolo…

Paulette          NON VOGLIO SAPERE LA SUA STORIA! VOGLIO SAPERE COSA CI FA QUA DENTRO!

Antoine           E’ una cosa personale.

Paulette          Sarebbe una cosa personale se l’appartamento fosse suo. Ma questo appartamento                 non è suo. E’ l’appartamento di Annabelle.

Antoine           Sbagliato. Questo è l’appartamento dei signori Lambert.

Paulette          E va bene, dei Lambert. Sono stata incaricata dalla signora  Annabelle di venire a                     vedere se il gas è chiuso…e invece lei?

Antoine           Sono stato incaricato dal signor Gilbert di venire a dareda mangiare al gatto.

Paulette          Gatto? Annabelle è allergica ai gatti…i Lambert non hanno nessun gatto!

Antoine           Già. E siccome qui funziona tutto con l’energia elettrica, non hanno neppure il gas.

Paulette          Ah no? E’ sicuro?

Antoine           Sicurissimo. E allora mi chiedo: perché lei è qui?

Paulette          Sono affari miei.

Antoine           Perfetto. Così è tutto risolto.

Paulette          Non c’è niente da risolvere! Lei si è introdotto nell’appartamento!

Antoine           Già. Lei invece è nata qui dentro.

Paulette          Eviti di fare battute di spirito!

Antoine           Sì, forse è meglio, tanto non le capirebbe.

Paulette          Lo sa? Continuo a pensare che lei sia un ladro.

Antoine           Pensi quello che vuole.

Paulette          Perché si è vestito di nero?

Antoine           E’ il mio colore preferito…e lei?

Paulette          Perché mi snellisce.

Antoine           Se lo dice lei…

Paulette          Cosa vorrebbe insinuare?

Antoine           Perché dovrei insinuare? Guardandolada capo a piediE’ tutto così evidente…

Paulette          VILLANO! E poi che razza di ladro è lei? Ha fatto un fracasso infernale!

Antoine           Se si riferisce al rumore di poco fa e a quell’urlo, non sono stato io.

Paulette          NO? E allora chi è stato?

Antoine           Non ne ho la più pallida idea. So solo che proveniva di là, dalla cucina.

Paulette          Come fa lei a sapere che la cucina è da quella parte?

Antoine           Questo appartamento è uguale al mio.

Paulette          Insomma secondo lei c’è qualcun altro?

Antoine           Senza alcun dubbio.

Paulette          MAMMA MIA! Abbraccia Antoine per proteggersi.

Antoine           Si calmi. E non mi tocchi, mi infastidisce.

Paulette          Staccandosi subito La mia è stata solo una reazione istintiva.

Antoine           Dicono tutte così…

Paulette          Cosa vorrebbe insinuare?

Antoine           Le ho già detto che non insinuo. E lei ha capito benissimo.

Paulette          NON SI PERMETTA, SA? SAPPIA CHE MI E’ SEMPRE STATO ANTIPATICO!

Antoine           La cosa è reciproca.

Paulette          Forza! Faccia l’uomo, e cerchi piuttosto di scoprire da dove veniva quel rumore!

Antoine           E lei faccia finta di essere muta, e la smetta di rompermi i palloni con i suoi inutili                    isterismi!

Paulette          MA COME SI PERMETTE?

Antoine           ZITTA! Ha sentito? Un altro rumore!

Paulette          Non ho sentito niente.

Antoine           Perché non ascolta. Parla e basta…EHI, DI LA’ IN CUCINA, CHI C’E’? VENGA FUORI!                   LO SAPPIAMO CHE C’E’ QUALCUNO…SE NON VIENE SUBITO FUORI CHIAMO LA                             POLIZIA!

Scena Ottava

Paulette, Antoine, Arsenio, Eva.

Arsenio           Entra da sinistra con le mani alzate La prego, non chiami la polizia! Altrimenti mi                     tolgono la licenza!

Antoine           Per fare il ladro ci vuole la licenza?

Arsenio           Per fare il ladro no, ma per fare l’investigatore sì.

Antoine           L’investigatore? Ma che sta dicendo? E dov’è la sua complice?

Arsenio           Come fa a sapere che siamo in due?

Antoine           L’urlo che ho sentito poco fa era di una donna. E non mi pare che lei abbia la voce                   da donna.

Arsenio           Accidenti com’è perspicace…vedo che anche voi siete in due…

Paulette          Ma che due! Lui è da solo, e io sono da sola.

Arsenio           Sì, ma sommati fate due…

Antoine           Non tiri conclusioni affrettate. E abbassi le mani, mi infastidisce.

Arsenio           Le abbassa Ecco fatto.

Antoine           Dov’è la sua complice?

Arsenio           EVA…vieni Eva, non aver paura, sono amici…

Antoine           AMICI? MA CHE AMICI!

Eva                  Entrando Buonasera…

Paulette          Casomai buongiorno…ormai è quasi l’alba…

Antoine           Insomma, chi siete voi due? E come vi siete introdotti in questo appartamento?

Arsenio           Sa che è esattamente la stessa domanda che volevo fare a voi?

Antoine           Così non si arriva a nulla. Allora ricominciamo. Chi siete?

Eva                  Siamo fratello e sorella, titolari dell’Agenzia investigativa La Volpe e la Lince…

Paulette          Agenzia investigativa? E che ci fate qua?

Arsenio           Stiamo portando a termine un incarico.

Antoine           Piano, piano…a Eva Lei è la Volpe?

Eva                  Le sembro una volpe io?

Antoine           Direi di no…

Eva                  E allora mi pare evidente che io sono la Lince e Arsenio è la Volpe.

Paulette          Arsenio? Lei si chiama Arsenio? Come Lupin?

Eva                  Proprio così: Arsenio!

Paulette          Allora è davvero un ladro!

Eva                  Ma no…

Arsenio           Zitta Eva! Non dobbiamo dir nulla a questi due! Non sappiamo chi sono ne’ cosa                       siano entrati a fare nell’appartamento.

Antoine           Le basterebbe sapere che io ho le chiavi? Le sventola

Paulette          E che anch’io ho le chiavi? Le sventola anche lei.

Arsenio           No.

Antoine           No? E perché no?

Arsenio           Perché anche noi abbiamo le chiavi! Le sventola anche lui.

Paulette          Accidenti! Tutto il mondo ha le chiavi di questo appartamento!

Antoine           Sentite, prima o poi qualcuno dovrà cominciare a raccontare qualcosa…

Arsenio           E va bene. Io e mia sorella, titolari dell’Agenzia Investigativa la Volpe e la Lince,                                   siamo stati incaricati di nascondere una certa cosa in questo appartamento…

Ant & Pau       UNA LETTERA?!?Poi si guardano E LEI COME LO SA? Si guardano ancora INSOMMA                 MI VUOLE SPIEGARE?

Arsenio           Calma, calma…

Eva                  Quindi voi sapevate della lettera?

Ant & Pau       NO!

Arsenio           Sentite, o si comincia a dire la verità, oppure non si arriverà a niente…

Antoine           E va bene. Io sono stato incaricato dal signor Gilbert di trovare e prendere la                            lettera…quindi la può dare direttamente a me.

Paulette          DAVVERO?

Antoine           Sì, perché? Non mi dica che anche lei…

Paulette          Sì, anch’io. Annabelle mi ha incaricato di trovare quella lettera e portargliela.                           Quindi, caro signor Antoine, la lettera la prendo io.

Eva                  Accidenti che storia ingarbugliata che è venuta fuori! Chi l’avrebbe detto…

Arsenio           Ma perché i Lambert vogliono tutti e due la lettera?

Paulette          Annabelle dice che c’è scritto qualcosa di compromettente che la riguarda…pare                     che abbia ricevuto una telefonata di avvertimento.

Antoine           Strano! Anche Gilbert dice la stessa cosa…ma mi dica…ad Arsenio chi è il mandante                 che le ha commissionato il lavoro?

Arsenio           Non lo so. Ho trovato istruzioni, chiavi e soldi nella saracinesca dell’agenzia. Ma                       tutto in forma anonima, senza firme o mittenti vari.

Paulette          E lei accetta i lavori così, senza sapere da chi vengono commissionati?

Arsenio           Quando vado a pagare l’affitto dell’agenzia sapere chi mi ha dato i soldi è l’ultimo                   dei miei pensieri.

Antoine           Capisco. Bene, bisogna prendere una decisione.

Eva                  Riguardo a cosa?

Antoine           Riguardo al fatto che siamo tutti e quattro qui per una ragione ben precisa. Voi due                 per nascondere una lettera, noi per prenderla…intanto, possiamo vedere la lettera?

Arsenio           L’ho già nascosta.

Paulette          Ah sì? E dove?

Eva                  Dentro quel vaso verde lì. Lo indica

Arsenio           EVA! NON DOVEVI DIRLO!

Antoine           La Volpe e la Lince, eh?

Arsenio           Lei però è la Lince.

Paulette          Adesso che voi due avete fatto il lavoro, potete anche andarvene.

Arsenio           No, dobbiamo fare ancora una cosa…

Eva                  Buttare tutto all’aria, come se ci fosse stata una rapina.

Antoine           E perché?

Arsenio           Ordini scritti.

Paulette          Se volete vi diamo una mano noi, faremo prima.

Arsenio           Va bene, ma facciamo presto… Tutti spostano qualcosa, libri, sedie, il vaso verde in                  terra, e così via, fino ad arrivare ad avere la scena esatta del primo atto.Bene, direi               che così può bastare…                                  

Antoine           Direi di sì. Adesso potete andare.

Arsenio           Bene. Volete che vi lasci un biglietto da visita, casomai aveste bisogno di un’agenzia                 investigativa?

Paulette          Io no sicuramente…

Antoine           No, no, andate pure…lasciate pure la porta accostata, la chiuderò io…

Eva                  Arrivederci…

Arsenio           Comunque ricordate: La Volpe e la Lince. Siamo sulle pagine gialle. Escono dal                         fondo, dimenticando il borsello.

Scena Nona

Paulette, Antoine, Marie.

Antoine           Bene. Se ne sono andati.

Paulette          Sì. Se ne sono andati.

Antoine           E ora che facciamo?

Paulette          Che facciamo?

Antoine           Non lo so. La lettera è una sola, e noi siamo in due.

Paulette          Eh sì, siamo in due.

Antoine           E sappiamo anche dove è nascosta.

Paulette          In quel vaso verde lì.

Antoine           Già. Quindi?

Paulette          Quindi la prendo io.

Antoine           E perché?

Paulette          Perché sono una donna. E poi lei mi è antipatico.

Antoine           Che c’entra questo? Anche lei mi è antipatico.

Paulette          Da che mondo è mondo le donne hanno la precedenza.

Antoine           E questa le sembra una ragione valida?

Paulette          Sono arrivata prima io.

Antoine           Ecco, questa potrebbe essere una ragione valida…ma non lo è.

Paulette          E perché?

Antoine           Perché io le impedirò di prendere la lettera.

Paulette          Vedremo. Intanto non potremmo vederla?

Antoine           Direi di sì. Vederla non costa nulla.Prende il vaso, ci infila la mano dentro;tenta                        inutilmente di estrarre la mano, che evidentemente è rimasta incastrata.                                  ACCIDENTI! MI E’ RIMASTA INCASTRATA LA MANO!

Paulette          Ma lo sa che lei è davvero imbranato?

Antoine           La smetta di fare battute fuori luogo e mi dia piuttosto una mano!

Paulette          Eh sì…in questo momento lei ha proprio bisogno di una mano…

Antoine           LA SMETTA DI FARE BATTUTE CRETINE!

Paulette          Dia qua…Prende il vaso e comincia a tirare; uno da una parte e uno dall’altra, in una               specie di tiramolla FORZA! SI IMPEGNI UN PO’ ANCHE LEI!

Antoine           E COSA CREDE CHE STIA FACENDO? AHI, COSI’ MI FA MALE!

Paulette          Ci vorrebbe un po’ di sapone…

Antoine           MA CHE SAPONE! COME E’ ENTRATA DEVE USCIRE! FORZA! TIRI!

Paulette          COSA CREDE CHE STIA FACENDO? Ma non sarebbe meglio romperlo?

Antoine           MA COSA VUOL ROMPERE! TIRI FORTE!

Marie              Entra dal fondo Ma insomma, che cos’è questo fracasso? Abito qui sopra, e non                        riesco a chiudere occhio! Si sente dire “ Tiri forte, come è entrato deve uscire, mi fa               male, prenda il sapone, sarebbe meglio romperlo…”ma che state facendo?!?

Paulette          Ma no, signora Marie, cos’ha capito!

Marie              Come conosce il mio nome? Chi siete voi? Dei ladri? Dove sono i signori Lambert? Li                avete legati? Adesso chiamo la polizia…

Paulette          Ma no! Che polizia!Non siamo ladri!

Marie              Il fatto che sia un avanti con gli anni non vi autorizza a credere che sia una                                cretina…certo che siete ladri! Altrimenti come si spiega la vostra presenza qui? E                     come sapete il mio nome? Ah, ho capito! Prima di entrare in un appartamento                                   leggete tutti i campanelli…poi controllate che non ci sia nessuno in casa…entrate                     dentro e arraffate quello che capita!

Antoine           Certo che lei ha proprio una bella fantasia…

Marie              Fantasia? Guardate come avete ridotto l’appartamento dei signori Lambert!

Paulette          Signora Marie, ma davvero non mi riconosce? Sono Paulette, la sua dirimpettaia!

Marie              Paulette? Ah sì, Paulette! Cosa ci fai qui? E lui chi è?

Antoine           Sono Antoine, abito proprio qui davanti…

Marie              Antoine?

Antoine           Ma sì, due giorni fa la aiutai a portare la borsa della spesa…

Marie              Ah sì, ora ricordo…cosa ci fa con la mano in un vaso? Stavate facendo un orgia tra                    condomini?

Paulette          Ma no, che orgia…è una storia lunga, signora Maria…

Marie              Mi dispiace, non ho tempo. Domani mattina alle nove viene il mio fidanzato, e se                     non dormo un po’ mi vengono delle occhiaie paurose.

Antoine           Il suo fidanzato?

Marie              Perché? Non posso avere un fidanzato, io?

Paulette          Ma sì, certo, certo…

Marie              Faccia vedere quel vaso… si avvicina, prende il vaso e lo tira leggermente; la mano                  di Antoine esce immediatamente stringendo la lettera. Ecco fatto.

Antoine           Accidenti! Come ci è riuscita?

Marie              Non lo so. Allora io vado. E cercate di fare poco rumore.

Paulette          Signora Marie, posso contare sulla sua discrezione?

Marie              Discrezione? ECCO! Avevo ragione! Stavate facendo un’orgia!

Antoine           Ma quale orgia!

Marie              E allora perché dovrei stare zitta?

Paulette          Sì, sì, stavamo facendo quello che pensava…la prego, non dica niente a nessuno!

Marie              Ecco! E perché non l’avete detto subito? Ah, avessi qualche anno meno…ma perché                  nell’appartamento dei signori Lambert?

Antoine           Perché…perché…

Marie              Non importa, non importa…potete contare su di me…non dirò nulla a nessuno…

Paulette          Grazie signora Marie, grazie…arrivederci… Marie esce dal fondo

Antoine           Era proprio necessaria la storia dell’orgia?

Paulette          Certo. Non voglio che Annabelle sappia che ero qui con lei a cercare la lettera.

Antoine           Certamente. Molto meglio se crede che eravamo qui a fare un’orgia.

Paulette          Non faccia lo spiritoso, e faccia vedere la lettera.Si avvicina

Antoine           Ah ah…ferma lì…non si avvicini troppo.

Paulette          C’è scritto qualcosa?

Antoine           Da un lato Gilbert e dall’altro Annabelle.

Paulette          E così siamo punto e a capo.

Antoine           Senta, c’è una cosa sola da fare: lasciare tutto com’è.

Paulette          Che vuol dire lasciare tutto com’è?

Antoine           Vuol dire esattamente rimettere la lettera nel vaso e andare via.

Paulette          Impossibile. Ho giurato a Annabelle che le avrei portato la lettera.

Antoine           Ed io ho giurato esattamente la stessa cosa a Gilbert.

Paulette          Vede? Impossibile.

Antonio           Non è impossibile. Basterà trovare una scusa e far credere che non siamo stati qua.

Paulette          E come si fa?

Antonio           Per me è facile. Gilbert sa benissimo che sono distratto. Dirò che ho perso la                             cognizione del tempo, e che mi sembrava sabato…insomma, che sono rimasto                          indietro un giorno.

Paulette          Sì. Io invece dirò che mi sembrava dovessero tornare lunedì, e che avrei agito                           stanotte…può funzionare.

Antoine           Certo che funziona. Ora rimetto la lettera nel vaso…così…rimetto il vaso in                                terra…ecco fatto…possiamo andare…e non provi a rientrare. Abito proprio qui di                      fronte, e terrò d’occhio la porta.

Paulette          E io come faccio ad essere sicura che lei non tornerà qui?

Antoine           Le do la mia parola.

Paulette          Sa cosa me ne faccio io della sua parola!

Antoine           Ne faccia quello che vuole. Buonanotte. Si dirige verso il fondo.

Paulette          Aspetti! Non mi lasci qui da sola! Escono tutti e due dal fondo.

Scena Decima

Annabelle, Gilbert, Pierre, Paulette

            Un attimo di buio: in questo attimo deve essere ricreato il quadro della fine del                                    primo atto, e cioè tutto in disordine come era, Annabelle da una parte e                                              Gilbert dall’altra con le mani sul vaso; ci saranno i vestiti sul treppiede col borsello sotto; si     accenderanno le stesse luci che con le quali    si era chiuso il sipario; i due faranno lo stesso         urlo di prima; insomma, sarà la continuazione della commedia, dopo la visualizzazione dalla      sesta alla nona scena del secondo atto, che hanno spiegato gli accadimenti della notte.

Annabelle       Tirando il vaso verso di sé E lascia questo vaso!

Gilbert            Tirando il vaso verso di sé Lascialo tu!

Annabelle       Non sarebbe meglio che tu mi spiegassi?

Gilbert            Io? Tu piuttosto! Perché vuoi questo vaso?

Annabelle       Non voglio il vaso. Voglio quello che c’è dentro.

Gilbert            Anch’io.

Annabelle       Ah sì? E perché?

Gilbert            Sono affari miei.

Annabelle       Anche i miei sono affari miei.

Pierre              Entrando da destra, sempre in mutande, canottiera ma senza scarpe                                          Scusatemi…disturbo?

Gilb&Annab    SI’!

Pierre              Scusatemi ancora…il fatto è che dalla signora Marie ho trovato la finestra chiusa…                   non potevo certo stare aggrappato al cornicione come un geco…

Gilbert            E non poteva andare in un altro appartamento?

Pierre              La vostra è l’unica finestra aperta di tutto lo stabile. Ho perso anche l’altra scarpa…

Annabelle       Bene!

Gilbert            Bene? Perché bene?

Pierre              Certo deve essere molto prezioso quel vaso se lo reggete in due…

Gilbert            Non è quello che crede.

Annabelle       E POI COSA GLIENE IMPORTA? PERCHE’ METTE IL NASO NEGLI AFFARI DI FAMIGLIA?

Pierre              Dicevo solo per rompere il ghiaccio…

Annabelle       Mi sembra che stia rompendo ben altro!

Gilbert            Ascolti professore…vede quei vestiti appesi all’attaccapanni? Sono del mio amico                      Antoine…che numero ha di scarpe?

Pierre              Trentotto e mezzo.

Gilbert            Quelle sono il quarantaquattro e mezzo. Vedrà che le andranno bene.

Pierre              Non saranno un po’ larghine?

Annabelle       Non mi sembra sia il momento per fare lo schizzinoso. Prenda la roba e vada in                                    camera a vestirsi. E FACCIA PRESTO, PRIMA CHE LA BUTTI FUORI DI CASA!

Gilbert            ANNABELLE! Mi meraviglio di te! E’ un ospite!

Annabelle       No! Non è un ospite! Gli ospiti non entrano dalla finestra di camera! Entrano dalla                    porta, e solo dopo essere stati invitati!

Pierre              Prende prima le scarpe, poi i vestiti Anche il borsello fa parte dell’abbigliamento?

Gilbert            Borsello? Che borsello?

Pierre              Questo…era appeso sotto i vestiti.

Annabelle       Gilbert! Da quando usi il borsello?

Gilbert            Annabelle non dire sciocchezze! Sai che li odio…mi faccia vedere!

Pierre              Gli porge il borsello; Annabelle e Gilbert lasciano il vaso, che resterà tra loro; Gilbert               prende il borsello Bene, allora io vado a vestirmi Esce da destra.

Annabelle       Ma di chi sarà?

Gilbert            Non lo so. Ora do un’occhiata… Apre il borsello e tira fuori duecentocinquanta euro,                un foglio e qualche biglietto da visitaVediamo…Accidenti! Aspetta…sono…duecento                       cinquanta euro! Poi ci sono dei biglietti da visita…Agenzia Investigativa la Volpe e la              Lince…e poi un foglio…aspetta che leggo…”Istruzioni…Uno, introdursi                                       nell’appartamento situato in Rue St. Jean al numero 46, secondo piano interno                                   21…due, mettere la lettera nel vaso verde…tre, simulare rapina buttando all’aria                    tutto l’appartamento…quattro, uscire, chiudere a chiave e mettere le chiavi ed il                         messaggio nella cassetta postale di Marie Montfort…”ACCIDENTI!

Annabelle       Messaggio? Che messaggio? E di chi è il borsello?

Gilbert            Ma come, non hai ancora capito? Il borsello lo ha lasciato chi era incaricato di                          mettere la lettera nel vaso! Probabilmente quell’agenzia…come si chiama? Ah, sì, la                Volpe e la LInce! Figuriamoci! Proprio delle volpi a dimenticare il borsello sul luogo                       del misfatto! C’è anche l’indirizzo…dopo li sistemo io…

Annabelle       E il messaggio?

Gilbert            ANNABELLE! SVEGLIA! Il messaggio è quello che ci ha riferito poco fa la signora                                   Marie!Aspetta, c’è anche un post scrittum…”Gli altri duecento cinquanta euro li                       troverete nella saracinesca della vostra Agenzia a lavoro concluso.”Capito? Hanno                        pagato dei professionisti per mettere la lettera nel nostro      appartamento!

Annabelle       Chi sarà stato a pagarli?

Gilbert            Non lo so, Annabelle, non lo so! So solo che questa storia della lettera mi sta                             rovinando la vita…rimette tutto dentro il borsello e quest’ultimo in terra, vicino al                    vaso, non troppo in vista.

Annabelle       GILBERT! LA STA ROVINANDO ANCHE A ME!

Gilbert            Io ho ricevuto una telefonata…

Annabelle       Anch’io.

Gilbert            E diceva che il contenuto della lettera era compromettente….

Annabelle       Hanno detto la stessa cosa anche a me.

Gilbert            E che la lettera non doveva cadere in mani tue…

Annabelle       Appunto. La lettera non doveva cadere in mani tue.

Gilbert            Che ne dici se diamo un’occhiata a questa famosa lettera?

Annabelle       Mah…non so…

Gilbert            Se titubi vuol dire che hai qualcosa da nascondere.

Annabelle       E va bene. Guardiamo la lettera. Però prima la leggo io.

Gilbert            Mah…non so…

Annabelle       Ah, ora titubi te, eh?

Gilbert            Facciamo così: guardiamola esternamente, la apriremo dopo.

Annabelle       Va bene, guardiamola. Gilbert infila una mano dentro il vaso e tenta inutilmente di                  ritirarla fuori

Gilbert            ACCIDENTI! MI E’ RIMASTA INCASTRATA LA MANO!

Scena Undicesima

Annabelle, Gilbert, Paulette, Pierre, Antoine.

Paulette          Entrando dal fondo    AHHHH!!!!! ANCORA QUELLA MANO NEL VASO!

Gilbert            Ancora? Perché ancora?

Pierre              Entra da destra completamente vestito. Comunque le scarpe mi stanno larghe…

Paulette          AHHHH!!!!!! ARNOUX!

Pierre              CLORINNE!

Gilbert            Secondo me tutti e due hanno sbagliato persona.

Paulette          ARNOUX!

Pierre              CLORINNE!

Gilbert            Questo l’avete già detto. Se andate avanti magari si capisce qualcosa…

Annabelle       ARNOUX? “QUELL’” ARNOUX?!?

Gilbert            E tu cosa ne sai?

Paulette          ARNOUX, COSA CI FAI NELLA CASA DI ANNABELLE?

Pierre              Me lo comincio a chiedere anch’io…e tu cosa fai qui?

Paulette          ABITO NELL’APPARTAMENTO DI SOPRA!

Pierre              Non è possibile…ma abitate tutte in questo stabile?

Paulette          Tutte? Chi sono “tutte”?

Gilbert            INSOMMA, SONO IL PADRONE DI CASA, MI VOLETE SPIEGARE? E chi è Clorinne?

Paulette          Sono io…

Gilbert            Ma non ti chiami Paulette?

Annabelle       GILBERT! STA ZITTO UN ATTIMO, PER FAVORE! PROFESSORE, ASPETTIAMO UNA                      SPIEGAZIONE…E CHE SIA CONVINCENTE!

Pierre              Perdonatemi. Sono frastornato.

Gilbert            Questa è l’unica cosa chiara di tutta questa storia. Chi mi aiuta a togliere questo                      maledetto vaso?

Pierre              L’aiuto io, signor Gilbert…Afferra il vaso e tira; a PauletteMa tu…non ti chiami                          Clorinne?

Paulette          No, mi chiamo Paulette…

Pierre              Mi hai mentito?

Annabelle       SENTI CHI PARLA! PAULETTE! ARNOUX E’ LUI? Il tuo amore segreto?

Paulette          Sì…

Annabelle       Brava! Te lo sei scelto proprio bene!

Paulette          Per favore, Annabelle, spiegami!

Annabelle       Bene, visto che non sai nulla…

Paulette          E cosa dovrei sapere?

Annabelle       Intanto dovresti sapere che non si chiama Arnoux…

Pierre              Ti prego Annabelle…

Gilbert            FORZA PROFESSORE, TIRI! Non voglio morire con un vaso intorno a un braccio! E già                che c’è, mi spiegherebbeperché da del tu a mia moglie?

Annabelle       Te lo spiegherà dopo. Ascolta Paulette, ora viene il bello…

Pierre              Annabelle, no, ti prego…

Annabelle       Il tuo falso Arnoux fa il puttano per soldi…

Paulette          Cosa? puttano?

Annabelle       Già, proprio così. Attualmente è impegnato con la tua dirimpettaia, la signora Marie               Montfort, e la sta riempiendo di attenzioni…

Paulette          MARIE MONTFORT?!?! MA AVRA’ CENT’ANNI!

Gilbert            Cinquantadue.Portati maluccio. Tiri, Pierre, tiri!

Annabelle       Pare che al qui presente professore vada bene tutto…

Pierre              Ma no, Clorinne, lascia che ti spieghi…è solamente un grosso malinteso…

Gilbert            Lo fa solo perché ha preso fuoco la scuola e l’hanno licenziato…

Annabelle       E tu Gilbert dovresti sapere che non è professore ma fa il patè d’oca…

Gilbert            Eh? Cosa fa? Ma che stai dicendo?

Pierre              Basta Annabelle, per favore, smettila…il vaso si staccaEcco fatto!Posa il vaso sul                       tavolo

Gilbert            ESIGO DI SAPERE PERCHE’ CONTINUA A DARE DEL TU A MIA MOGLIE!

Annabelle       GILBERT! Non l’hai ancora capito? PERCHE’ IO E QUESTO SIGNORE DOVEVAMO                                   DIVENTARE AMANTI!

Gilbert            Come sarebbe a dire che dovevate diventare amanti?

Paulette          Tu e…Arnoux? Mamma mia, svengo… si accascia, ma Gilbert la sorregge e la mette                 sul divano.

Pierre              CLORINNE!

Annabelle       Si chiama Paulette!

Antoine           Entra dal fondo Andavano bene i vestiti per quel professo…vedendo Pierre

                        ADRIEN! Cosa fai in casa di Gilbert?

Gilbert            ADRIEN? E ora chi è Adrien?

Antoine           Ma come chi è! Il mio consulente finanziario! Adrien Patè!

Gilbert             Consulente…finanziario?

Antoine           Sì…l’avete assunto anche voi?

Annabelle       Certo…rideAdrian Patè…almeno ha scelto un cognome in sintonia con tutta questa                   storia…ancora non ti ha consigliato di investire sulle oche?

Antoine           Oche? Che oche?

Gilbert            Mi dispiace deluderti, Antoine, ma questo signore è l’amante di mia moglie.

Antoine           COSA? Ma che stai dicendo?

Annabelle       APPUNTO GILBERT, MA COSA STAI DICENDO?

Gilbert            Ma l’hai detto tu cinque minuti fa!

Annabelle       NO! Io ho detto che “dovevamo” diventare amanti!

Paulette          Scusami Annabelle, non mi sento molto bene…vorrei andare a casa…

Annabelle       Ti accompagno, Paulette…vieni…e voi non fate fuggire il…professore, ho ancora un                  paio di cosette da chiedergli…

Gilbert            Annabelle! E quella storia dell’amante?

Annabelle       Te la spiego dopo. Ma sappi che tra me e il gigolò non c’è mai stato nulla. Via dal                    fondo sorreggendo Paulette.

Antoine           Bene, Adrien, sto attendendo spiegazioni…

Pierre              Cerca di capire, Antoine…non è una spiegazione facile…

Antoine           Già. Specialmente per giustificare cosa ne hai fatto dei diecimila euro che ti detti                     quindici giorni fa.

Gilbert            Antoine! Tu hai dato dei soldi a questa persona?

Antoine           Sì, mi aveva detto che c’erano delle azioni imperdibili…un’occasione                                          irripetibile…minaccioso allora? Che ne hai fatto dei miei soldi?

Pierre              Li ho investiti…poi però un crollo di borsa improvviso…lo sai, la finanza…

Antoine           Prendendolo per il bavero No, non lo so. Dimmelo tu. Ma cerca di essere di essere                   convincente…

Gilbert            ANTOINE! LASCIALO ANDARE! NON VORRAI MICA SPORCATI LE MANI CON UN                                     SIMILE ESSERE! E poi ricordati che il vestito è tuo…

Antoine           Giusto! Il vestito è mio! Allora sai che facciamo, io e te? Andiamo di là nel mio                          appartamento a sistemare questa faccenda…così potrai anche rendermi il vestito e                  le scarpe…che ne dici? Lo prende per un orecchio

Pierre              Ahi, ahi…ma non potremmo sistemarla qui la faccenda?

Antoine           Ma no! Non vorrai sporcare di sangue la moquette del mio amico Gilbert, vero?

Gilbert            Ti prego, Antoine, non gli fare del male…

Antoine           Tranquillo, Gilbert, tranquillo, stavo scherzando…tu mi aspetti qua?

Gilbert            E dove dovrei andare?

Antoine           Forza, cammina!Antoine trascina Pierre fuori dal fondo.

Gilbert            Ecco fatto. M’hanno lasciato solo…Accidenti che gola secca…via da sinistra

Scena Dodicesima

Arsenio, Eva, Gilbert, Pierre, Antoine, Annabelle,

                        Dopo una manciata di secondi si affacciano dal fondo Arsenio e Eva, stavolta vestiti                  normalmente.

Arsenio           Guarda subito l’attaccapanni Accidenti! Non c’è!

Eva                  Sei sicuro di averlo lasciato lì?

Arsenio           Ma sì, l’ho appeso io stesso!

Eva                  Ma mi spieghi come si può essere così scemi da dimenticare il borsello in una casa?                E meno male che tu sei la volpe!

Arsenio           L’incontro con quei due…insomma, ero disorientato, e non ho più pensato al                              borsello. Ma dove sarà finito?

Eva                  Sicuramente l’avrà trovato Gilbert e ha scoperto tutto…

Arsenio           Vede il borselloin terra ECCOLO LA’! Lo prende e lo apre Soldi…foglio delle                               istruzioni…biglietti da visita…c’è tutto, presto, andiamocene!

Gilbert            Entra da sinistra E voi chi siete? E cosa ci fate in casa mia? EVA!

Eva                  Ciao Gilbert.

Arsenio           Gilbert? Eva, tu conosci quest’uomo?

Eva                  Sì Arsenio.

Gilbert            Eva, ma cosa ci fai qui? E lei a Arsenio chi è? E’ suo quel borsello?

Arsenio           Lasci che le spieghi…

Eva                  Gilbert, non è come pensi…

Annabelle       Entra dal fondoEcco fatto, sta dormendo…chi sono questi signori, Gilbert?

Gilbert            Glielo stavo giusto chiedendo.

Arsenio           Siamo i titolari dell’Agenzia la Volpe e la Lince. Io sono Arsenio e questa è mia                          sorella Eva. Pare che conosca suo marito.

Annabelle       Ah sì? Voi due vi conoscete?

Gilbert            NO!

Arsenio           Ma se l’ha chiamata per nome un minuto fa!

Annabelle       Bene. Vi dispiacerebbe mettermi al corrente dei fatti?

Eva                  Se volete parlo io…

Gilbert            NO!

Annabelle       Gilbert, perché no? Facciamola parlare!

Arsenio           Sono curioso anch’io di sapere come fate a conoscervi.

Annabelle       Forza, sto aspettando!

Gilbert            Sì Annabelle, lascia che ti spieghi…

Annabelle       Eh no! Ha detto che spiega tutto questa graziosasignorina di cui mi sfugge il nome…

Eva                  Eva.

Annabelle       Appunto, Eva. Cominci pure, sono tutta orecchi.

Eva                  Non so da dove iniziare…

Annabelle       Ma dal principio, naturalmente!

Eva                  Va bene. Io e Gilbert potevamo essere amanti.

Ars&Annab     VOI…COSA?

Eva                  Avete capito bene.

Annabelle       LEI E’ L’AMANTE DI MIO MARITO?!?

Eva                  No. Ho detto che avremmo potuto essere.

Gilbert            EVA!

Annabelle       Fremente di rabbiaGilbert, io ti avverto. Se dici una sola parola prima che la                             signorina Eva abbia finito ti butto di sotto alla finestra.

Gilbert            Ma Annabelle…

Annabelle       SILENZIO! Continui pure, Eva…mi finisca di spiegare questa storia che sta                                  assumendo contorni sempre più interessanti…

Eva                  Sì, signora Annabelle. Io e Gilbert ci conosciamo da un paio di mesi circa. Ci                              incontrammo in un bar, e tra noi ci fu subito una simpatia reciproca. Ci                                     frequentammo per un po’ di tempo, e poi…poi non lo vidi più. Mi scaricò, così,                          senza dirmi niente…

Gilbert            Perdonami Eva…

Annabelle       SILENZIO! E così la scaricasti, eh?

Gilbert            Ma no, non è così…

Annabelle       ZITTO! A EvaE durante queste…”frequentazioni” cosa faceste?

Eva                  Niente di niente, le giuro…il nostro è stato un amore…come si dice…platonico,                          ecco…insomma, una simpatia teorica.

Arsenio           Perdonami Eva…

Annabelle       ZITTO PERCHE’ TI SPACCO LA TESTA! Continui Eva…

Eva                  C’è poco da continuare. Io e Gilbert non ci siamo più visti.

Arsenio           Accidenti! Non mi sono mai accorto di nulla!

Eva                  Sei mio fratello, non mio marito.

Annabelle       Gilbert, ora puoi parlare. Dimmi che questa storia è tutta la verità.

Gilbert            Te lo giuro, è tutto vero…

Annabelle       Bene. E provi più nulla per la signorina Eva?

Gilbert            Simpatia. Solo simpatia.

Annabelle       E lei signorina Eva? Prova nulla per mio marito?

Eva                  Ma no, ormai è acqua passata…specialmente ora che tutto è cambiato. Ho                                finalmente trovato l’uomo della mia vita…

Arsenio           Hai trovato…e chi è?

Gilbert            Già, chi è?

Annabelle       Gilbert, in questo momento dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi pensieri…

Eva                  Due giorni fa ho incontrato un uomo meraviglioso…è stato amore a prima vista. E’                   dolce, affettuoso, sincero…un vero signore!

Antoine           Entra dal fondo trascinando per un orecchio Pierre, che è in mutande, canottiera e                   scalzo.Ecco fatto. Recupero vestiti effettuato con successo.

Eva                  PIERRE!

Pierre              EVA! ANCHE TU! NON E’ POSSIBILE, QUESTO E’ UN’INCUBO!

Annabelle       Non ci credo! Scommetto che è lui l’uomo della sua vita!

Eva                  Sì…Pierre Patè…

Annabelle       Pierre…PATE’? Almeno è in linea con le altre volte…

Eva                  Quali altre volte? Pierre, ma perché sei qua? E perché sei in mutande e canottiera?

Gilbert            Ho paura che sia una storia lunga…sappi solo che non può essere l’uomo della tua                    vita. E’ già impegnato con almeno altre tre donne.

Eva                  NO! QUANTE?

Antoine           Certo che per questo bellimbusto ci vorrebbe una punizione esemplare…

Annabelle       Eh sì…qualcosa di veramente tosto…

Marie              Entra dal fondo Scusate…Vede Pierre AH, FINALMENTE AVETE TROVATO MIO                           NIPOTE! Dove sei stato, birichino? Non vuoi tornare su con la zia? Vieni che ti                           racconto una bella favola!Tutti guardano prima Marie, poi Pierre; poi ancora Marie,              poi ancora Pierre.

Pierre              Che…che volete fare? No, vi prego…piuttosto buttatemi dalla finestra!

Antoine           Porge l’orecchio di Pierre a Marie Tenga signora Marie…riporti pure suo nipote nel                 suo appartamento…

Gilbert            E ce lo tenga a lungo, tanto per oggi non ha ne’ da insegnare…

Antoine           …ne’ da consigliare investitori…

Annabelle       …ne’ da uccidere oche per fare il patè…

Arsenio           …e nemmeno da consolare povere fanciulle in crisi…

Antoine           Ah, Adrien, Pierre, Arnoux o come diavolo ti chiami…non pensare neanche per un                     momento a fuggire. Mi metterò di guardia davanti alla porta della signora Marie…

Gilbert            …e io davanti alla finestra. Torni a fare quello che le riesce meglio. Il puttano.

Marie              Mamma mia che parolacce! Vieni nipotino mio adorato, vieni…sai quante storie ho                  da raccontarti?

Pierre              No, Marie, le storie no, ti prego!

Marie              No?!?! E perché no? Mi è venuta in mente quella…aspetta…che si arrampica…AH,                    SI’! LA PRINCIPESSA SUL PISELLO!

Pierre              NO! LA PRINCIPESSA SUL PISELLO NO!

Marie              Vieni, nipote mio, vieni! Esce dal fondo tenendo Pierre per un orecchio.

Pierre              AIUTATEMI!

Antoine           Aspetti signora Marie, aspetti…la accompagno, non vorrei che suo nipote scappasse                 ancora…esce anche lui dal fondo; Eva comincia a piangere

Annabelle       Coraggio signorina Eva, lei è così giovane…vedrà che presto troverà la sua anima                     gemella…

Arsenio           Vieni Eva, torniamo a casa… vi prego di scusarci per il disturbo arrecato…

Gilbert            Non dimentichi il borsello!

Arsenio           No, no…esce dal fondo tenendo Eva sottobraccio

Scena Tredicesima

Gilbert, Annabelle.

Annabelle       Bene. Eccoci qua.

Gilbert            Eh sì. Eccoci qua. Non ci resta che aprire la lettera. Sta per infilare la mano nel vaso

Annabelle       Aspetta, Gilbert…

Gilbert            Hai ragione, hai ragione…prendila tu che hai le mani più piccole.

Annabelle       Non è questo, Gilbert.

Gilbert            Ah no? E allora cos’è?

Annabelle       Stavo pensando che poi non è così importante aprirla…

Gilbert            Questa tua affermazione mi fa pensare che forse hai timore di scoprire cosa c’è                                   scritto dentro.

Annabelle       IO?!? Figurati! Casomai tu, che ti sei divertito a fare il porco con quella…quella…                      come si chiamava?

Gilbert            Si chiama ancora, non è mica morta…Eva, si chiama Eva…e poi, quale porco! Ti ho                   già detto che tra noi non c’è stato niente di niente…tu piuttosto, con quel                             tuo latin lover da strapazzo…

Annabelle       Ma figurati! Ci siamo visti tre volte in tutto!

Gilbert            Si possono fare un sacco di cose in tre volte…

Annabelle       Ma che vai a pensare? Ti sei bevuto il cervello? Figurati!

Gilbert            E quindi non sei neppure curiosa di sapere chi ha spedito la lettera?

Annabelle       No. Non mi interessa. Sicuramente è qualcuno che ci vuole male…

Gilbert            Forse i Clamort? Sai, dopo quella storia delle vacanze insieme finita male…

Annabelle       Può darsi…o forse i Bianchì…hai più visti i Bianchì?

Gilbert            Per l’amor del cielo! Dopo quella sfuriata che mi fece quell’energumeno per quel                     piccolo urto in auto…

Annabelle       Va beh…piccolo…seimila euro di danni…

Gilbert            Fu una serie di sfortunate coincidenze.

Annabelle       Insomma Gilbert, chiunque esso sia non permetterò che si intrometta nella nostra                    vita…e che possa in qualche modo rovinare il nostro amore…

Gilbert            Porgendole il vaso Prendi la lettera e dammela. Annabelle infila la mano nel vaso,                   estrae la lettera e la porge e GilbertE ora vieni qui, vicino a me…è troppo tempo che               non ti stringo forte…e che non trovo occasione per dirti quanto ti amo…la stringe

Annabelle       Oh, Gilbert…sapessi quant’era che aspettavo questo momento…

Gilbert            Anch’io, cuore mio, anch’io…ultimamente ci eravamo allontanati…

Annabelle       Deve essere arrivata la crisi del settimo anno.

Gilbert            Tutto può essere. Però ti faccio presente che sono dodici anni che siamo sposati.

Annabelle       Che c’entra! La crisi del settimo anno quando arriva arriva.

Gilbert            Hai ragione. Dolce Sai che facciamo ora?

Annabelle       Insinuante Diciamo che un lieve sospetto l’avrei.

Gilbert            Ridendo Certo cara. Ma ogni cosa a suo tempo. Guarda… prende la lettera e fa l’atto               di strapparla.Sei proprio sicura che non vuoi sapere cosa c’è scritto?

Annabelle       Sicurissima, e tu?

Gilbert            Stai a vedere quanto interessa a me… la strappa in mille pezzi e la getta in aria;                                   importante è che siano molti pezzetti, e dovrebbero cadere a sinistra e a destra del                 tavolo. Ecco fatto. Così non sapremo mai chi ha mandato questa lettera.

Annabelle       …e neppure cosa c’era scritto…

Gilbert            Sei pentita?

Annabelle       Ma figurati! Si odono dei colpi ritmati provenienti dall’appartamento di sopra Senti?                La signora Marie ha già cominciato a raccontare la favola a suo nipote…

Gilbert            BENE! La giusta punizione per quel bellimbusto…così impara a importunare tutte le                 donne del mondo…senti, che ne diresti…

Annabelle       Certo! Aspettami in camera…voglio mettere qualcosa sul fuoco, altrimenti oggi non                 pranziamo…

Gilbert            Vado. Chiudo la finestra, tante volte il nostro eroe dei cornicioni non riesca a                            scappare un’altra volta.

Annabelle       Arrivo subito…cinque minuti…

Gilbert            Saranno sicuramente i cinque minuti più lunghi della mia vita…

                        Leggero bacio sulle labbra, poi Gilbert esce da destra e Annabelle da sinistra; musica               che si interrompe esattamente dieci secondi dopo; tornano le luci della fine del                                  primo atto, e Gilbert e Annabelle entrano gattoni uno da destra e una da sinistra;                    prendono i pezzetti della lettera cercando di rimetterli insieme, nell’intento                            di leggere qualcosa; infine ambedue vedono un pezzetto centrale, allungano la                                   mano per prenderlo e si toccano; urlo, via la luce e su la musica.

FINE

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