Una sposa molto ricca

UNA SPOSA MOLTO RICCA

Commedia in tre atti

di B. SZENES

PERSONAGGI

SIGNOR CRAMER

SIGNORA CRAMER sua moglie;

MARCELLO CRAMER, loro figlio;

MARGHERITA CRAMER, loro figlia;

MADEMOISELLE THRSE, istitutrice;

PROFESSOR MUELLER;

GIUDITTA, cameriera in casa Cramer;

ANNAMARIA, una signorina molto ricca

TOMMASO;

NINI, una bambina;

BUBI, un bambino;

ROTTEN,

GROSSMAN, WALLNER, studenti;

Il sorvegliante del giardino pubblico;

La ZIA LUISA;

MARTA, bella ragazza sportiva;

GIOVANNI, maggiordomo in casa di Annamaria;

Una coppia amorosa; Qualche bambino.

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

La camera dell'istitutrice in casa Cramer. In fondo, una grande finestra. Attraverso questa finestra si possono scorgere le finestre dell'alloggio dirimpetto, dall'altra parte dell'angusto cortile.

All'aprirsi del velario, la camera nel massimo disordine.

C un tavolo apparecchiato per parecchie persone. Mademoiselle Thrse, l'istitutrice licenziata, sta facendo le valigie. una ragazza piacente, fors'anche bella, ma un po' stremenzita ed assai dimessa nel suo abbigliamento.

Signora Cramer - (entra da sinistra e lancia in giro uno sguardo inquisitore) Sono le nove passate! Alle nove e mezzo arriva la nuova mademoiselle!

Thrse - (parla con, pronunciatissimo accento francese, inserendo talora nel discorso intere parole della sua lingua madre. Soprattutto nel primo atto) Oui, madame! Per conto mio, pu venire benissimo. Non ho nessuna intenzione di colluttarmi con lei. Je m'en fiche pas mal, moi, di lei e di tutti quanti!

Signora Cramer - Meno impertinenza, mia cara! Si sbrighi, piuttosto! Non affatto necessario che ella si trovi qui a riceverla!

Thrse - (vicino alla porta di sinistra) Mais, voyons, madame... Lei non deve aver paura! Non sono di quelle che si vendicano facendo pettegolezzi, io! Uh! Des concansi Li abborro! Jamais de la vie! Quantunque potrei raccontarne parecchie su questa casa! Mon Dieu... Un tas de choses!

Voce della signora Cramer - Le risposte insolenti sono sempre state la sua specialit. Ma lavorare... eh! Questo non le mai andato a genio!

Thrse - (alla porta, fuori di se) Comment? A moi ha il coraggio di dire una cosa simile? Per sua norma io sono istitutrice diplome l'cole suprieure! Son venuta qui per educare dei bambini e non per fare la sguattera!

Signora Cramer - (di fuori). (Ritornata sui suoi passi, venuta fino alla porta e la sbatte violentemente in faccia a mademoiselle Thrse che resta interdetta. Ma poi, filosoficamente) Zut! Vecchia strega! (Alla porta di destra si bussa) Avanti... Entrez! (Entra il professor Mueller).

Mueller - ( un omino piuttosto goffo ed infagottato in abiti pesanti e parecchio logori) Mi son permesso di venire per un ultimo saluto... Se non la disturbo!

Thrse - (con voce dolce, quasi affettuosa) Oh! Mon cher monsieur! Caro professore! Cosa dice mai!

Mueller - (strnge la mano di Thrse, tenendola lungamente fra le sue. Con sentimento) Buona fortuna, signorina Teresa!

Thrse - Au revoir, caro professore! Non dimenticher mai il mio vicino! Che aveva la finestra vis--vis alla mia!

Mueller - Lei molto amabile, signorina Teresa!

Thrse - (rimettendosi a far le valigie) E nemmeno quella prima sera d'autunno! Si ricorda? La prima che ho passata in questa camera! Mi ero messa a coucher...

Mueller - (gentilmente correggendo) A letto...

Thrse - Precisamente, a letto. E stentavo a prender sonno! All'improvviso, poco distante, una musica dolcissima... Un violino! Mais si belle, si belle! Mon Dieu! Come se gli angeli del paradiso fossero scesi a consolare la povera Thrse Cartier che se ne era venuta da Ginevra, in questa grande citt sconosciuta!

Mueller - (con enfasi, ad occhi chiusi) Ricordo! Avevo obbedito ad una forza misteriosa ed avevo preso il mio diletto strumento... La Barcarola di Schubert!

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Thrse - (asciugandosi una lacrima) Un rve charmant... Un sogno delizioso, caro professore!

Mueller - Sono felice che lei dica cos... mademoiselle!

Thrse - C'est sa! cos... Ma adesso, caro professore, tardi... Prego... (Un po' vergognosa, sta ripiegando e mettendo nella valigia la propria biancheria intima). S'il vous plait!

Mueller - (con un senso di pudore e di quasi affettato rispetto, si volta. Segue per i movimenti di Thrse, guardando nello specchio) Oh, pardon!

Thrse - (continuando a piegare e riporre i propri effetti personali) La commozione di quella sera, caro professore! La Barcarola di Schubert! La mamma l'aveva suonata tante volte sul piano! (Vedendo che ha voltate le spalle) Mais, no... Ne vous drangez pas! Si volti pure, professore... Mi sentivo cos sperduta, cos abbandonata! La voce chiara e carezzevole del violino veniva a dirmi invece: fatti coraggio, Teresa! Qui, di faccia a te, abita una creatura d'eccezione... che ti capir... Egli vedr subito che tu sei una figliuola di buona famiglia, anche se sei costretta a fare questo mestiere per vivere!

Mueller - L'educatrice! Una nobile professione! Prego!

Thrse - C'est ca. Ma ci non toglie che sia una vita da carie!... Mi vuole aiutare a fermar queste cinghie, professore?... Ed ecco che il destino, all'improvviso, dispone diversamente. Povera Thrse! Cercher un nuovo posto... E fra un paio di ore il professore suoner la Barcarola di Schubert alla collega pi fortunata...

Mueller - Le proibisco di pensare una cosa simile, mademoiselle! Ci non avverr... assolutamente... mai...

Thrse - Taisez vous! Non dite la parola mai! . Prima di me c' stata la signorina Adele! Ssst! Silenzio! Je sads tout, moi! Lo so benissimo! Ora ci sar la tedesca... Fra un paio di mesi...

Mueller - Fra un paio di mesi?

Thrse - Chiss! Certo si che il professor Mueller avr dimenticato mademoiselle Thrse... tout fait! C'est la vie!

Mueller - (amaro, tagliente) Non mi chiamo Marcello Cramer, io!

Thrse - Oh, caro amico! Lei ha avuto sempre torlo di essere geloso del signor Marcello!

Mueller - Geloso? Io? (Assume un'aria ed un tono cattedratici) Non il caso che io mi dilunghi a criticare il signor Marcello. Quantunque non mi mancherebbero gli argomenti e le prove... Poich egli il prototipo del lazzarone senza fede n legge... al quale... una ragazza ben pensante non dovrebbe mai prestare orecchio! Il suo unico ideale, la sua massima aspirazione...? Trovare una donna ricca che lo mantenga... Ed cos spudorato da ostentarlo dovunque e con chiunque! E, ad onta di ci, non ha ritegno di turbare la pace a tutte le poverette che incontra sulla sua strada!

Thrse - (commossa gli tende le mani) Je ne voulais pas... Non volevo addolorarla, caro professore... sia per non detto...

Mueller - (col suo consueto modo di fare sornione) Ma... venuto il momento del congedo... Me ne vado, cara mademoiselle... e le dico soltanto: arrivederci presto!

Thrse - Oh, mais bien sur... certamente, amico mio!

Mueller - (fa un inchino, va alla porta e si volta indietro) Ed intanto, mi raccomando... Sia cos buona da scrivermi qualche volta... Mi dia sue notizie!

Thrse - (cogli occhi umidi di lagrime) Senza dubbio... le scriver... ed ancora, grazie!

Mueller - (ha gi la memo sulla maniglia della porta e sta per uscire, quando si ferma, come se gli fosse venuta un'idea nuova. Si volta e dice con voce suadente) Mademoiselle... Fra qualche minuto... quando me ne sar andato... Vuole farmi una cortesia? S? Allora... spenga la luce ed attenda!

Thrse - Spegnere la luce? Pourquoi, donc?

Mueller - Lo sapr... Mi faccia questo piacere... Me lo promette?... Grazie! (Va via in fretta).

Thrse - (lo segue con lo sguardo, sinceramente commossa, poi, lentamente ritorna alle sue valigie. Le trascina vicino alla porta d'uscita, in modo che siano pronte pel facchino. Poi torna in mezzo alla scena e gira intorno uno sguardo desolato. Spegne la luce del lampadario al centro e poi anche quella della piccola lampada sul tavolino da notte). (Intanto, di fronte, si illuminata la finestra della camera dove abita il professor Mueller. Mueller appare nel vano della finestra col violino in mano e comincia a suonare appassionatamente la Barcarola di Schubert).

(Entra Margherita).

Margherita - (tredici anni. La ragazzina della grande citt, abituata alla compagnia degli adulti ed alle birichinate colle compagne di scuola. Entra, inosservata, nella stanza buia e rimane accanto alla porta a contemplarsi la scena sentimentale).

Thrse - (appoggiata alla finestra, sospira) Ah! Un sogno!

(Il suono finisce. Thrse e Mueller si mandano un bacio d'addio. Thrse sospira ancora una volta e poi si decide a chiudere la finestra. Riaccende la luce).

Margherita - (commossa) Molto bello!

Thrse - (si volta di scatto) Marga! Vous! Mais est c'est vraiment mchant!

Margherita - (abbracciando Thrse) Ma no, signorina Teresa! Anzi... L'ho sempre saputo che lei ed il professore... s... andavano d'accordo!

Thrse - Marga! Che dici!

Margherita - (affettuosa) Dico... che non voglio che lei se ne vada... una cattiveria della mamma...

Thrse - (commossa) Marga... Mon cher enfant! (Si abbracciano).

Margherita - Un'altra come lei non verr mai pi, mademoiselle Thrse... Sono molto infelice!

Thrse - Oh! Fra mezz'ora arriva gi chi mi sostituisce... Vedrai, tutto andr bene...

Margherita - Probabilmente una mummia... come la signora Ortensia... Camminava come un'anitra e tutte le mattine si faceva la barba!

Thrse - Mais... Marga... Che espressioni!

Margherita - Parola d'onore... si radeva... Mi disgustava! E faceva la spia! stata lei a dire alla mamma che io tenevo sotto il materasso, ben nascosto, Nana, il romanzo di Zola... (Mostra il libro che ha in mano) Da allora, ho adottato questo sistema... Vede?

Thrse - Oh, Marga... se la mamma lo scopre!

Margherita - Anche se lo vede... come pu capire? Guardi lei! Fuori c' incollata la copertina della Storia patria... dentro... (Col pollice sfoglia rapidamente il libro di Zola) Il fallo dell'abate Mouret... . Brevettato da me! Tutta la classe quarta B. se ne serve con piena soddisfazione! (Depone il libro sul tavolo) Mademoiselle Thrse! Poco fa... quando lei era qui al buio... a sentire la musica... mi piaciuto... come a leggere un romanzo...

Thrse - Mais, Marga, no! Tu te trompe!... Tu ti sbagli...

Margherita - Ma vada l! Con me non c' da aver scrupoli! Non sono mica nata ieri... Anzi... Ho pensato: Se io fossi al suo posto... e dall'altra parte del corridoio ci fosse... lui! E suonasse per me! Che felicit!

Thrse - Mais... Marga... Chi questo lui?

Margherita - Tutti e nessuno! Lui... quello che non conosco ed aspetto!

Thrse - (scandalizzata, porta le mani agli orecchi) Oh, mon Dieu, Marga! Non farti sentire a parlar cosi... per carit!

Margherita - Ma lei mi pu capire! Dica, signorina Thrse: le piace il professore? O c' qualcuno che le piace di pi? (L'ultima frase, accentuata, con pi ironia che curiosit).

Thrse - Mais, Marga... ca c'est inoui! Vraiment... Non va... non va bene...

Margherita - Ma si! Se questo qualcuno non fosse mio fratello, piacerebbe anche a me! (In confidenza) Tutta la classe quarta B. innamorata pazza di lui. Le mie compagne non fanno che scongiurarmi: Marga, presentaci tuo fratello! . La Stefania mi ha promesso, in cambio, di presentarmi a tre cugini!

(Entra la signora Cramer).

Signora Cramer - (una donna piuttosto robusta, rumorosa, energica che tradisce facilmente le non aristocratiche origini. La sua voce si addolcisce un tantino solamente quando si tratta dei figliuoli, ma soprattutto di Marcello. vestita con lusso troppo chiassoso per essere fine. Con la gente rude, severa) Marga... Fila in camera tua...

Margherita - C' dappertutto un terribile odore di vernice!

Sicnora Cramer - La tua stanza, grazie a Dio, gi in ordine. Vai... (Vede il libro sul tavolo) Che libro questo ?

Margherita - (prende il libro e glie lo mostra chiuso)

- La mia storia... (Con una smorfia significativa a Th rse, se ne va).

Signora Cramer - Ecco il frutto della sua educazione, mademoiselle!

Thrse - Ho cercato di compiere il mio dovere, signora!

Signora Cramer - pronta finalmente la sua roba? Siamo in ritardo!

Thrse - Non le resta che gettarmi gi dalle scale, se ha tanta fretta!

Signora Cramer - Se ne vada, dunque! Non voglio che la si trovi ancora qui!

Thrse - (alzando la testa, aggressiva) Cio... Sia pi precisa. Non voglio che Marcello la trovi ancora qui!

Signora Cramer - (allibisce di fronte a tanta audacia) Cosa ha detto? Ripeta!

Thrse - (spaventata essai stessa di aver osato tanto) Rien... Rien du tout! (Scrolla le spalle e raccoglie le ultime cose sue che mette alla rinfusa nella borsa a mano) Je sais bien... lo so bene, perch all'improvviso mi si mette alla porta! La signora crede che Marcello ed io...

Signora Cramer - Mio figlio, per lei, il signor Marcello Cramer e niente affatto Marcello! Ha capito? E lei si occupi degli affari suoi...

Thrse - Pardon... Non volevo offendere il signor Marcello! Egli, con me, si sempre comportato come un gentiluomo!

Signora Cramer - Si tenga per s i suoi giudizi! Mio figlio ha da occuparsi di ben altri che di lei!

Thrse - Oh! L... l... (Sorridendo ironicamente) Monsieur Marcello si sarebbe invece occupato molto volentieri di quella povera osa che io sono... solo che io avessi accettato di comportarmi come la disgraziata che mi ha preceduto... Dipendeva da me... chre madame! Ma alle amabilit di suo figlio io ho saputo resistere! Vado via col cuore tranquillo e colla coscienza pulita! Senza aver bisogno di mantenere aucune correspondance secrte... con monsieur Marcello... come attualmente succede per le altre! (La signora Cramer sfa per investirla, quando entra la cameriera. anche questa nuova dell'ambiente).

Giuditta - (tutta in fronzoli, come se partecipasse ad una festa) Le domando perdono, signora, se mi presento soltanto adesso... Ma non sapevo da quale stanza la signora avesse suonato. In casa della baronessa Langer, dove sono stata fino a stamattina, vi era in anticamera il quadro automatico che segnalava le chiamate...

Signora Cramer - (evidentemente la distinzione e la provenienza della nuova cameriera esercitano un certo fascino su di lei) Conosco... un apparecchio utilissimo. Lo faremo mettere anche noi... A proposito... come vi chiamate?

Giuditta - Giuditta, signora, per servirla!

Signora Cramer - (atteggiandosi a gran dama) Bene... Tenete a mente, allora... Fra poco arriva la nuova isti-tutrice... una signorina molto seria... di una famiglia distintissima...

(Thrse sbatte violentemente la porta dietro di s).

Signora Cramer - pazza... Bisogna compatirla! Ora, statemi a sentire, Giuditta... e ricordatevi bene...

Giuditta - (tira fuori dalla tasca un piccolo taccuino ed un lapis ed attende con sussiego gli ordini della padrona. Questa non si accorge a tutta prima dell'atteggiamento della cameriera) Sissignora...

Signora Cramer - Nel caso che la nuova istilutrice dovesse arrivare durante la mia assenza, spiegatele il perch di tutto questo disordine (Indica il disordine che regna nella stanza). I decoratori hanno verniciato oggi l'appartamento e quindi tutta la famiglia ha pranzato in fretta ed in furia in questa stanza, l'unica che fosse disponibile... (Osserva che Giuditta prende appunti) Che fate?

Giuditta - Qualche appunto... Gli ordini della signora... Dalla signora baronessa Langer...

Signora Cramer - (la interrompe, come per farle capire che la! cosa normale anche in casa Cramer) Quando il signore rientra, ditegli di mangiare un boccone...

Giuditta - (scrivendo in fretta) ...di mangiare un boccone... Sta bene.

Sicnora Cramer - E ditegli che l'ho aspettato fino alle nove e mezzo... Ma di pi non ho potuto, perch gli amici Mayer hanno telefonato che ci aspettano al caff...

Giuditta - Al caff?

Sicnora Cramer - (guarda la cameriera con un po' di ansia) S... perch?... Non vi pare conveniente?

Giuditta - Per carit... Non spetta a me giudicare... Vuol darmi altri ordini?

Signora Cramer - No, cara...

Giuditta - Allora... permetta... (Prende alcuni fiori dal vaso che sul tavolo e si avvia alla porta di sinistra).

Signora Cramer - Dove andate con quei fiori?

Giuditta - Li porto nella camera del signor Marcello...

Signora Cramer - (subitamente molto energica) Alt! una cosa assolutamente superflua... Che non mi garba affatto...

Giuditta - Oh! Credevo... Dal signor barone Langer... tutte le sere...

Sicnora Cramer - Mio figlio... invece... non ha bisogno di fiori in camera sua... Capito, ragazza mia? Perch... se... eventualmente... non riusciate a capire... potete prepararvi fin d'ora a far fagotto da questa casa... Non so se mi sono spiegata bene...

Giuditta - Oh, perfettamente... (La signora Cramer le prende i fiori dalle mani e li porta con se, uscendo da sinistra) una disdetta! Anche la baronessa mi ha cacciata via per la stessa ragione! (Esce da destra).

(Una pausa. La scena rimane vuota per qualche secondo. Poi compare il signor Cramer. sulla cinquantina. Un po' calvo. Porta occhiali d'oro, abiti eleganti, baffi all'inglese. Vent'anni fa era un semplice, modesto e laborioso commerciante... Nel dopoguerra diventato il direttore generale di una Anonima. Al presente affranto ed assai triste. Depone una busta di cuoio sul tavolo e si siede su una sedia. Curvandosi in avanti mette la testa fra le mani).

Giuditta - (entra portando il pranzo. Squadra Cramer dall'alto in basso) Ecco, signore...

Signor Cramer - Mia moglie in casa? (La sua voce un po' roca).

Giuditta - Sissignore... ... ancora... in casa... Ma sta appunto per uscire...

Signor Cramer - Andate a dirle...

Giuditta - (prende taccuino e lapis) Che cosa, prego?

Signor Cramer - (la guarda con aria di compatimento, poi le volta le spalle) Niente...

Giuditta - Come vuole... (Esce con abbondante dondolio di fianchi).

Signor Cramer - (la guarda, scrollando il capo ed alzando gli occhi al cielo).

Signora Cramer - (ha mutato vestito ed ha gi il cappello in testa. Sta un momento sulla soglia della porta ed osserva il marito) questa l'ora di venire a casa? (Si accorge che il marito scosso, abbattuto) Che hai? Non ti senti bene? successo qualcosa?

Signor Cramer - Qualcosa... carino...

Signora Cramer - (subito) La societ?

Signor Cramer - (amaro) La societ... precisamente... Che altro ci pu essere? Si stava cos tranquilli, prima

Signora Cramer - (si toglie di furia cappello e guanti. veramente ansiosa) Parla... spiegati... cosa avvenuto di tanto grave!? La tua societ!?...

Signor Cramer - La mia? Forse che io l'ho voluta? Sono stato sempre contrario... Dio mi testimonio!

Signora Cramer - Non parliamo di questo, adesso...

Signor Cramer - Gi... perch la colpa deve essere tutta mia. Rinfacciatemelo pure: io non ero l'uomo adatto per fabbricare milioni! vero! Perch sapevo accontentarmi di un guadagno modesto, ma sicuro! Tutto si sconta a questo mondo! Dove sono andati a finire i milioni? Mah! In fumo! Via... perduti... Non ci sono pi... (Un lungo ed opprimente silenzio) Povere piccole... anche i loro denari!

Signora Cramer - (avvilita) E... che cosa succeder, adesso?

Signor Cramer - (una breve pausa) Bisogner cambiar vita... Io... ed anche tu... Ma soprattutto il signor Marcello!

Signora Cramer - (alza il capo, orgogliosa) Non occuparti di Marcello... Per lui, non mi spavento...

Signor Cramer - Ah, no? Io, invece, sudo freddo, se ci penso! Finch studiava, all'Universit, tutti lo giudicavano un prodigio! E gli predicevano un avvenire mirabolante! Che cosa diventato ? Zero! Alla lettera: zero! (Sempre pi accorato, ma energico, ad alta, voce) Ed io ci credevo! Che stupido! Credevo che un bel giorno mio figlio avrebbe costruito palazzi e chiese, ponti e ferrovie! E sognavo gi di camminare per le strade e di vedere dappertutto delle targhe di marmo o di bronzo con su scritto: Progetto ed esecuzione dell'ingegnere architetto Marcello Cramer! . Ed ero felice... orgoglioso... superbo! Dio mi ha punito! (Amaro) La realt, invece? Oh! Non faccio per dire!...

Signora Cramer - Si decider a prendere moglie!

Signor Cramer - Per far la fame in due! Dove si trova una persona onesta che dia la propria figlia ad un fannullone spiantato? - (Marcello compare sulla porta).

Marcello - Lascia fare a me, pap! Non ti avvilire! (Marcello un giovanotto simpatico. bello di fattezze ed attraente di figura. elegantissimo. Ritorna dalle corse e porta a tracolla un gran binocolo con cinghie. sicuro di s, malgrado la fatuit del suo modo di fare e la studiata originalit di certi suoi atteggiamenti). Mammina cara! Ti ringrazio per la tua nobile difesa! Pap... caso strano... non stato soltanto povero, ma anche assai rumoroso. Ha fatto sentire le sue opinioni, fin gi, al pianterreno. Ne sono nati commenti animatissimi... discussioni e forse anche scommesse! Io mi tengo: dieci contro uno...

Signor Cramer - (brontolando) Sei di buon umore! Beato te! Forse hai vinto alle corse! Eh?

Marcello - Mio caro e laborioso genitore! Quante volte ti ho gi spiegato che vincere danaro alle corse non chic?

Signora Cramer - (guarda continuamente suo figlio con Una ammirazione sconfinata) Non scherzare, Marcello! Oggi un brutto giorno, per tutti noi... Senti...

Marcello - Errore! Molto probabilmente oggi un giorno bellissimo, storico, decisivo per la felicit presente e futura di tutta la famiglia Cramer!

Signora Cramer - (al marito) Senti?... Senti che cosa dice tuo figlio?

Signor Cramer - (serio, parlando lentamente) necessario che tu lo sappia... Oggi la nostra Anonima ha presentato i libri in tribunale, chiedendo il concordato... Se pur -sar possibile!

Marcello - Ebbene? E che importa?

Signor Cramer - Nella migliore delle ipotesi, abbiamo perduto tutto... tutto, capisci... perfino la piccola dote delle bambine...

Marcello - Non c' altro?

Sicnor Cramer - Non ti basta? Ma che cosa hai, tu, al posto del cervello e del cuore?

Marcello - (con molta sveltezza si mette a sedere sul tavolo, accavallando le gambe) Pap, queste belle frasi le ho gi sentite un centinaio di volte! ed ho sempre portato pazienza... Non ho mai contraddetto, perch ti voglio bene e perch ti rispetto. Ma sapevo che sarebbe venuto un giorno in cui le circostanze mi avrebbero dato ragione. Qual' in sostanza il mio delitto? Qual' la mia imperdonabile colpa? Ho vissuto... Mi sono divertito... Ho goduto... Ho approfittato della mia libert per adorare la bellezza. Sarei stato un pazzo a rinunciare... S... ho amata la vita... perch ero in grado di capirla e di assaporarne tutta l'intima essenza.

Signor Cramer - (interrompendolo) Chi non lavora", non ha il diritto di godere la vita... Soltanto il lavoro...

Marcello - (con giocondo dispregio) Patazum... pa-tazum... Attorno a noi c'era il cos. Non valeva la pena, credi a me!

Signor Cramer - Io sono vecchio... Ci nonostante, mi sento di ricominciare...

Marcello - Bravo! Sono trent'anni che lavori! Favorisci comunicarmi i consolanti risultati? Io l'ho sempre preveduto il tracollo d'oggi. L'ho aspettato come una faccenda naturalissima. Ecco perch non ne sono sorpreso e non do in ismanie! Mentre tu lottavi con tutta la tua testardaggine, ma senza speranza...

Signor Cramer - Tu hai continuato allegramente a mangiare quattrini...

Marcello - (con sincero disprezzo) Oh... i quattrini!

Signor Cramer - I miei quattrini...

Marcello - S... s.... Non contesto! I tuoi! Ma sapevo che sarebbe venuto il momento in cui ti avrei restituito tutto, compresi gli interessi...

Signor Cramer - Oh, guarda! Prendendoli dove?

Marcello - Dai miei! Perch pu darsi benissimo che io non senta il piacere ed il bisogno di costruire case per gli altri... Ma ci non toglie che sia disposto ad abitarne una gi bella e pronta, solida e fornita di tutte le comodit moderne! (Con leggera ironia, dietro alla quale si cela una singolare tristezza) Ed avremo la prova lampante che io, malgrado la mia vita scapestrata, sono stato un uomo d'affari pi accorto di mio padre... Infatti i miei 8 piani finanziari si realizzano!

Signora Cramer - Marcello... spiegati!

Sicnor Cramer - Oggi, alle corse, hai preso un colpo di sole!...

Marcello - Falso, mio ottimo pap! Sono stato all'ombra ed ho perduto un bel mucchio di soldi! Ma avrei potuto perderne dieci volte tanto.

Signora Cramer - Ma, allora, parla... Che cosa sai... che cosa accaduto?

Marcello - Una fortuna per me e per voi... Son corso a casa apposta per dirvelo... Altrimenti pranzavo al circolo...

Signora Cramer - morta la zia Clotilde!

Marcello - No... Non credo... Eppoi, oggi, l'eredit della zia Clotilde mi indifferente! Si tratta di un'altra parente... molto pi ricca... E non una vecchia rimbambita... ma - a quanto sembra- una ragazza abbastanza giovane...

Signora Cramer - (con presentimento improvviso) Marcello mio!

Marcello - (tira fuori una lettera dalla lasca interna del tait grigio. Continua, con tono trionfante) La voil! L'ho ricevuta al crcolo, stasera! Di chi ? Indovinate!... Di una donna che si chiama Annamaria! Non l'ho mai vista... Non mi hai mai visto! Tuttavia, da parecchi mesi manteniamo una corrispondenza attivissima! A giudicare da ci che scrive tutt'altro che stupida. Ma ci non interessa gran che.

Signora Cramer - (con ansia) Marcello, per carit...

Marcello - Tu mamma hai afferrato subito... Non vero? E sai gi di che Annamaria e... soprattutto... d che patrimonio intendo parlare...

Signor Cramer - (incredulo) Cos'?... Sarebbe la fi. glia" di Giorgio Lacman?

Signora Cramer - (beata, fa liti cenno affermativo e mormora) Ma certo!

Marcello - Ti dispiace? figlia unica di quel card Giorgio LaciHau, lontano cugino, he ho conosciuto quest'inverno e etj cui son diventato SAche buon amico, per scopi facilmente intuibili! La prima volta che Giorgio Lacman ha messo il piede qui dentroV una voce ili' terna mi ha avvertito: Marcello... sta i guardia! la fortuna che passa! 0 l'acciuffi, o sei spacciato! Dipeli de da te. Ed io l'ho acciuffata e non me la lascio pi scappare... puoi star sicuro!

Signora Cramer - Ma... che dice nella lettera?

Marcello - Non molto... Ma in compenso una notizia importantissima ed urgente... Annamaria arriva stasera, fra poco... Non scende all'albergo, perch preferisce essere ospite dei suoi cugini Cramer...

Signora Cramer - (a stento domina la sua emozione. D'ora in avanti, parlando ed agendo fa un'enorme confusione) Da noi? Oh, signor Iddio, che disgrazia! Pardon... volevo dire... che felicit! Ma proprio stasera! Con tutto il disordine che abbiamo in casa! Giuditta... Elsa... dove siete?... Venite qui... subito... (Esce).

Marcello - (continua il racconto a suo padre) Ed in cambio, la prossima estate, ci invitano tutti quanti a passare un paio di settimane al loro castello in Boemia. Faccio conto di comparirvi gi fidanzato ufficiale. (Triste, ma deciso) Poi... la sposer... anche se dovesse essere tanto bruita quanto ricca! Perch ricca lo ! Molto!

Signora Cramer - (si precipita di nuovo nella stanza. Il signor Cramer tace) Dove sono le chiavi? Avete visto le chiavi? (Cerca dappertutto, ma con la testa in aria) Parlate... Maledette! Dove saranno andate a finire! Marcello, a che ora arriva?

Marcello - Col rapido delle 9,45. Fra una ventina di minuti... Abbiamo tempo...

Signor Cramer - Ma allora dovremo volare alla stazione, che almeno ci sia qualcuno ad aspettarla!

Signora Cramer - (dalla stanza vicina) Oh! Ges... Ges... Naturale! Alla stazione... Subito... Sarebbe una gaffe imperdonabile!... Ve lo ripeto. la mano del buon Dio! Giuditta... il mio cappello! E le chiavi... dove saranno le chiavi!?

(Giuditta entra e fa alcuni passi a sinistra).

Marcello - (o suo padre) Bene... Vuoi che andiamo? (Quasi amaro) A ricevere la sposa coi sacchi d'oro?

Signor Cramer - Prego... Io vado a ricevere la figlia di mio cugino Giorgio Lacman! (Esce da sinistra per andare a prendere il soprabito).

Signora Cramer - (balzando come un bolide nella stanza) Giuditta! Dove sar andata? Ah! Siete qui! Perch non rispondete?... La mano di Dio!... Cio, volevo dire... Avete trovato le chiavi?

Giuditta - Sono qui, signora, sulla tavola!

Signora Cramer - (sopraffatta dalla gioia improvvisa, ansante, si mette il cappello all'incontrario).

Giuditta - Desidera altro, signora?

Signora Cramer - Nient'altro, grazie... E che dovrei desiderare di pi? Cio... no! Elsa, la cuoca, deve preparare qualche cosa di buono da mangiare! Subito... Bisogna avvertirla! (Giuditta fa per andare) Ferma un momento... Dove andate? Se viene la nuova istitutrice... ditele... No, non ditele niente. Ma probabile che il padre, o il fratello la accompagnino... Sono persone per bene... Sarebbe il caso di offrire loro un boccone... Ma come si fa? In casa non ci sono provviste sufficienti... Che disgrazia... Cio, no... Volevo dire, che fortuna! Vado io a parlare con Elsa... Auff! Che caldo! (Sulla soglia, ansante, si ferma ad asciugarsi la fronte col fazzoletto. Commossa e raggiante si volta a guardare Marcello e gli ripete) Dio che ci ha fatta la grazia, Marcello! (Esce di gran furia).

Marcello - (immerso nei suoi pensieri, passeggia per la stanza).

Giuditta - (insegue Marcello con lo sguardo e fa il possibile per attirare la di lui attenzione, ma invano) Il signore ha comandi da darmi?

Marcello - No, grazie...

Signor Cramer - (rientra. Ha indossato il soprabito) Vogliamo andare?

Marcello - (prendendolo in disparte) Pap... per l'ultima volta... prestami cinquecento franchi...

Signor Cramer - (tira fuori a malincuore il biglietto da 500 franchi e glielo porge) Sta a vedere che hai inventato tutta la storia soltanto per arrivare a questo!

Marcello - Ma, pap! Mi meraviglio! Ti sembra possibile? Ti abituerai difficilmente, tu, ad avere un figlio, multimilionario!

Signor Cramer - Purch il risveglio da questo sogno non ti sia troppo amaro! I milioni! Vieni... fammeli vedere!

(Esce da sinistra).

Marcello - (battendosi con una mano la tasca dove il portafogli) Io li sento gi qui...

Thrse - (entra da destra) Oh! Cher monsieur Marcel! Non ho potuto nemmeno prendre cong da lei...

Marcello - Le auguro tutto il bene che merita, cara mademoiselle!

Giuditta - (passa in mezzo ai due, gettando uno sguardo ostile a Thrse).

Signora Cramer - (dal di fuori) Giuditta!

Giuditta - Vengo...

Signora Cramer - (appare alla porta) Marcello, siamo in ritardo! Pap gi sceso a prendere l'auto... (Vedendo Thrse) Come... mademoiselle... lei ancora qui?

Marcello - Au revoir, mademoiselle! Buone cose! (Alla madre, piano, indicando Thrse) Poveretta... Fammi il piacere, non trattarla male! (Esce).

Sicnora Cramer - (ammansita, quasi dolce) Beh! Addio, mademoiselle... Stia bene... Noi andiamo alla stazione!

Thrse - Ad aspettare la nuova istitutrice? (marcando bene le parole).

Signora Cramer - Arriva la sposa del signor Marcello!

Thrse - Monsieur Marcello prende moglie?

Signora Cramer - (con straripante beatitudine) S... e la sposa molto... molto ricca! Tutto combinato...

Thrse - (con un velo di pianto nella voce) Se la signora permette, andrei ancora a dare un bacio alle piccole...

Signora Cramer - (accondiscendente) Vada per un bacio... se le fa piacere! (Le tocca la spalla, con indulgenza) In fondo, lei una buona figliuola, mademoiselle! Mah! Cosa vuole! La vita fatta cos... Aspetti... Ecco... Prenda... Non voglio bronci, in un giorno come questo...

Thrse - Merci... madame!

Signora Cramer - (le porge la mano, con degnazione, mormorando fra s) la mano di Dio! Non ne ho mai dubitato!

Thrse - (stupita, le guarda la mano, senza stringerla) Plait-il?

Signora Cramer - Niente... Niente... Non ci faccia caso... Addio!

(Esce correndo).

Thrse - (si avvicina alle sue valigie che son sempre di fianco alla porta. Poi, si siede. Sospira. S asciuga gli occhi col fazzoletto. Ripiega con cura il fazzoletto e se lo rimette in tasca. Si alza e fa per avviarsi a sinistra verso la camera delle bambine. Entra Giuditta).

Giuditta - (con una buona dose di malignit) Adesso, anche la nuova istitutrice si innamorer del bel Mar-cello!

Thrse - (alza le spalle) Qa m'est gal... Non mi interessa. Il signor Marcello prende moglie!

Giuditta - (subito solidale con l'altra) Cosa ha detto? Prende moglie?

Thrse - Oui! La sposa arriva stasera... Elle est trs riche... ha molto denaro! Sono andati alla stazione a prenderla...

Giuditta - Che bestia... Non avevo capito niente!

Thrse - C'est comme ca! cosi...

Giuditta - Una sposa molto ricca! naturale, del resto! Se avessi anch'io tanti quattrini!

Thrse - Oh! Mon cher enfant! Se le ragazze potessero avere beaucoup d'argent! Ma questo avviene soltanto in sogno... Dans les rves! Colle ragazze povere si fa all'amore... Ma poi si sposano le ricche! C'est la vie! (Esce da sinistra).

Giuditta - Capitava tale e quale in casa dei barone Langer! (Esce pensierosa da destra).

La scena rimane vuota un momento. (L'orologio batte le nove e mezzo). Da destra entrano Annamaria e Tommaso. Annamaria bella, slanciata, franca di modi e rivela col suo contegno tutta la grazia di una femminilit squisita e geniale. Tommaso un uomo forte e tarchiato: il tipo dell'autentico sportivo. accuratamente sbarbato. Tutto in lui parla di benessere materiale, di viaggi, di partite, di vita all'aperto, insomma della sua predilezione per gli esercizi fisici. Non soverchiamente intelligente e nemmeno infastidito dai problemi della cultura. In bocca tiene quasi costantemente una piccola pipa di radica inglese.

Ambedue sono vestiti da viaggio.

Annamaria entra, sorridendo, Tommaso, al contrario imbronciato e fuma la sua pipa, accanitamente.

Annamaria - Mio vecchio Tom, ci siamo. Che ne dite? La nostra gita comincia ad esser divertente!

Tommaso - (senza levarsi la pipa di bocca) Se pare a voi...

Annamaria - (ridendo) La cameriera mi ha scambiata per non so quale istitutrice! Sembra che qui se ne stia aspettando una... Ma il pi bello stato quando si messa a spiattellarci che tutta la famiglia se n' andata alla stazione per ricevere la sposa del signor Marcello... una sposa molto ricca!

Tommaso - Trovate che sia bello? Pu darsi... Dipende...

Annamaria - (diventando seria) Forse avete ragione voi, Tom. C' parecchio cattivo gusto in tutto questo. urtante... (Una piccola pausa. Annamaria alza la testa con un gesto di legittimo orgoglio) Se ascoltassi la mia volont, farei dietro front e tornerei a casa. Abbiamo fatto male a rimandare la macchina. Tommaso - Ci sono dei treni...

Annamaria - No... rimango... Desidero di vederla bene in faccia, questa gente...

Tommaso - (di cattivo umore) Allora... altro non mi resta... che salutarvi... (Rimette il cappello in testa. Si volta e fa per uscire. La sua mano tocca gi la porta).

Annamaria - Tom!

Tommaso - (si volta pigramente).

Annamaria - Ve ne andate? Prima che ve lo dica io? Tommaso - S... e con questo?

Annamaria - Ebbene... Vi avverto... Non dovete pi illudervi che io, un giorno, possa diventar vostra moglie!

Tommaso - (abbandonando la maniglia della porta) E... se rimango?

Annamaria - In questo caso... vi dico... Forse! Si vedr!

Tommaso - Forse, si vedr! Da quanti anni ripetete questa storia? Da quanti anni sto aspettando?

Annamaria - Oh, mio Dio! Pochissimi! Nemmeno cinque!

Tommaso - Prego... cinque e mezzo!

Annamaria - Ammettiamo pure... Avete aspettato cinque anni e mezzo... Potete aspettare altri dieci minuti, no?

Tommaso - Anche questo vero... (Leva il cappello ed il soprabito e si siede. Anche Annamaria si siede) Maledizione!

Annamaria - Che c'?

Tommaso - La mia pipa... si di nuovo otturata...

Annamaria - Ditemi, Tom... Se io, all'improvviso, morissi! Morireste anche voi?

Tommaso - (tranquillo) Non credo...

Annamaria - Perch no?

Tommaso - Nella mia famiglia il pi giovane morto a 78 anni...

Annamaria - Non sareste capace di morire d'amore per me?

Tommaso - Annamaria... Ci che voi cercate negli uomini... non lo troverete mai! Perch, questo non so che non negli altri che dovrebbe esistere, ma in voi. Poich ormai positivo: voi non mi date ascolto. E non vi decidete a venir via con me... Il motivo? Il signor Marcello Cramer, l'uomo dalle mirabolanti avventure, vi interessa. Volete conoscerlo! Fate pure... Ma lasciate per che io me ne vada...

Annamaria - Potete andare, Tom! Per, prima voglio farvi una promessa! Quanti ne abbiamo oggi?

Tommaso - il 15 maggio!

Annamaria - Fra un mese... vale a dire al 15 di giugno, mi impegno formalmente a darvi una risposta definitiva... Una sola parola... O sar subito oppure sar... mai! Siamo d'accordo ?

Tommaso - Accetto...

Annamaria - Voglio anche dirvi perch domando ancora un mese di tempo...

Tommaso - Questi sono affari vostri... io non c'entro...

Annamaria - Tuttavia... Voglio che lo sappiate... Nelle lettere di questo mio cugino Marcello c'era qualche cosa... qualche cosa... vedete... che non saprei nemmeno definire... Sta di fatto per che io le leggevo volentieri e le aspettavo con una certa impazienza... Perci sono soprattutto curiosa di sapere che razza di uomo si nasconda dietro il paravento dei suoi scritti... Soltanto per questo rimango qui...

Tommaso - E voi volete conoscerlo? E credete proprio che lui, davanti alla parente ricca, scoprir le sue carte? Siete ingenua... Oh... scusate... Non spetta a me darvi delle lezioni...

Annamaria - Fra un mese, Tom... Al 15 di giugno!

Tommaso - Purtroppo, no! Maggio ne ha trentuno! (Esce).

(Da sinistra entra mademoiselle Thrse).

Thrse - (guarda un momento Annamaria, poi, in tono di sincera commiserazione) Lei la nuova istitutrice? Mon pauvre enfant! Lei come me! Sinceramente da compiangere!

Annamaria - Perch, signorina?

Thrse - E me lo domanda? Purtroppo far anche lei la dura esperienza... La padrona di casa! Oh, la conoscer sempre troppo presto! Una strega... E lei anche troppo bella! Ad una povera ragazza che lavora per vivere non permesso essere bella! Et surtout en cette maison ici!

Annamaria - In questa casa? Come sarebbe a dire?

Thrse - Oh! Io potrei raccontargliene parecchie!

Annamaria - Racconti... Racconti! molto interessante per me! (Al di fuori squilla il campanello).

Thrse - Forse sar il facchino, per le mie valigie! (Esce da destra. Sta un attimo sul pianerottolo. Rientra, tenendo in mano un telegramma) Une dpche! (Gira il telegramma fra le mani) Sarebbe meglio sapere che cosa c' dentro! Peut tre, c'est ma mre qui telegrafa, pregando perch non mi mandino via! Poveretta... lei non sa! Proviamo ad aprirlo per benino... (Con una forcina da capelli apre il telegramma, circospetta e paziente. Poi legge forte) Prego non aspettare mia figlia impedita partire Bolke . Ah!, capisco! Certamente il telegramma del pap della sposa di Marcello! (Colla saliva incolla nuovamente il telegramma e lo ripone sul tavolo) Naturellement! Qui non si aspettava nessun altro! Che una povera istitutrice ed una sposa molto ricca! La sposa ricca n'est pas arrive! E sono andati in pompa magna alla stazione! Ci ho gusto!

Annamaria - Non arrivata?!

Thrse - No! (Con ironica amarezza) E cos Marcello sar ancora libero per qualche giorno!

Annamaria - Non la capisca, signorina! Che cosa intende dire?

Thrse - Lo sapr... non abbia timore! E anche troppo presto! Prima di me, qui, c'era un'altra! Molto bella... Come lei, ma chrie! Ed il signor Marcello...

Annamaria - (con dignit) Signorina! Mi creda... In qualunque situazione io... riesco sempre a tenere i miei nervi a posto e non ho paura che mi succedano le cose di cui lei mi parla!

Thrse - (con un gesto vago) Oh, mon cher enfant! Ci che lei afferma molto bello... Mais... Io posso dirle fin d'ora ci che avverr! Qui dirimpetto, vis--vis, vous savez, abita un professore... Si chiama Mueller. Le far subito la corte!... Alla sera, quando lei spegner la luce e si spoglier, oppure legger qualche cosa a letto, il professore comincer a suonare il violino: la Barcarola di Schubert! Questo il principio: il seguito viene dopo... E, per ultimo verr Marcello! Oh, ma chrie! Lei non conosce gli uomini!

Annamaria - Creda a me... Baster ch'io scambi due sole parole con quel professore e le garantisco che una volta per sempre gli passer la voglia di suonare la Barcarola... Ed anche al signor Marcello potrei subito togliere ogni illusione... (Dopo aver riflettuto un poco) anzi... posso togliere ogni illusione... Meglio: toglier ogni illusione!

Thrse - Forse... ma non lo giuri... Per ora stia sicura... tutto avverr come le ho detto! E se ci incontreremo... me lo sapr dire! Lei dovr penare, come me, come tante altre! Oh, gli uomini! Que le diable les emporte! Non meritano che per loro si pianga! (Piange silenziosamente) Oh, no, non lo meritano! (Si asciuga le lacrime, prende le sue valigie e le trascina sul pianerottolo. Poi ritorna indietro) Ah! Volevo dirle! (Le d due chiavi ed indica l'armadio) Queste sono le chiavi dell'armadio... (Una breve pausa. Poi, come se facesse una comunicazione importantissima) Badi... con la chiave di quella porta... (Indica la porta di sinistra) Si pu anche aprire la dispensa... Mademoiselle Adele, quella che era qui prima di me, l'aveva scoperto! E prima di andarsene me l'aveva insegnato. giusto che io lo insegni a lei... C'est trs bon savoir... Bene a sapersi, creda a ine! (Apre un cassetto dell'armadio e vi prende due pezzi di sapone) Per poco non me ne dimenticavo! Sono due saponette inglesi, finissime. un cadeau di madame! Ed ora... au revoir, chrie! Au revoir. (Esce rapidamente).

Annamaria - (rimasta sola si guarda intorno. Poi si avvicina alla tavola... prende il telegramma lo guarda, lo gira e rigira pi volte fra le inani. Poi, con decisione improvvisa se lo nasconde in seno. Si bussa alla porta di destra) Avanti...

Mueller - (con la solita aria sorniona, sulla porta) Domando perdono se mi presento a questo modo. (Si avvicina) Edoardo Mueller... professore supplente di ginnasio... Abito qui dirimpetto... La mia finestra quella... (La indica).

Annamaria - (gelida) Prego... che cosa desidera?

Mueller - stata un'idea... Mi sono detto...: forse la nuova istitutrice di casa Cramer arrivata... vero che non la conosco... Ma... in fin dei conti... siamo, per cos dire, due colleghi. Ambedue esercitiamo la nobile professione dell'insegnamento.

Annamaria - Ottima idea la sua, professore, ma io non ho l'abitudine di ricevere visite! Perci vada via subito.

Mueller - Come comanda... naturalmente... prego... mi inchino... (In preda a viva confusione, esce).

Annamaria - (si mette davanti allo specchio e vi si guarda a lungo. Da sinistra entra Marcello).

Marcello - (sorpreso dalla bellezza di Annamaria, si ferma e la fissa, come affascinato).

Annamaria - Oh! (Si volta bruscamente. Ambedue si guardano negli occhi).

Marcello - (imbarazzato, ma sforzandosi di mantenere il suo brillante tono abituale) La nuova signorina?

Annamaria - (a bassa voce) S...

Marcello - (presentandosi con tutta compitezza) Permette? Marcello Cramer.

Annamaria - (gelida) Piacere... (Si scrutano a vicenda).

Marcello - Sono il fratello maggiore delle piccole che le verranno affidate... E spero...

Signora Cramer - (la signora Cramer entra. irritatis-sima per la corve inutile fatta andando alla stazione. La sua irritazione aumenta vedendo die Marcello gi vicino alla nuova islitutrice) Marcello!

Annamaria - La riverisco, signora!

Signora Cramer - (fredda, altezzosa) Buona sera. La cameriera mi ha gi detto che lei era arrivata. Molto bene... (A Marcello) un'indecenza... ti ha preso in giro, ecco la verit! Questo si chiama semplicemente mancanza di tatto! Ti avverto che il pap ti aspetta in salotto...

Marcello - Ci vado subito... (Fissa ancora, lungamente Annamaria e le si inchina con grazia ed esce).

Signora Cramer - (dopo una breve pausa a carattere investigativo) Si parlava della sposa di mio figlio. Una signorina, figlia unica, molto ricca... Mio figlio ormai impegnato...

Annamaria - (come se la cosa non la interessasse affatto) Scusi... questa la mia stanza?

Signora Cramer - Gi... Mio figlio aspira giustamente ad una grande fortuna... Ed il tempo di sistemarsi venuto anche per lui...

Annamaria - Dunque signora... ella mi affider due allieve... se non erro...

Signora Cramer - S, due bambine... Mio figlio...

Annamaria - Signora... tardi... Ho viaggiato tutto il giorno... e le sarei infinitamente grata se volesse rimandare a domani... Domani ella sar cos buona da impartirmi istruzioni ed ordini precisi per tutto ci che riguarda l'educazione delle due bambine... (Accentuando) Intendo di dedicare il mio tempo... esclusivamente al completo assolvimento di questo mio compito...

Signora Cramer - (ha capito l'allusione ed approva) Bene, questo mi piace molto... depone in suo favore... Diventeremo certo ottime amiche!

Annamaria - Buona notte, signora...

Signora Cramer - (le porge la mano) Buona notte, cara... Dorma bene e si riposi. Lei dev'essere molto intelligente e molto seria! (Con degnazione da nuova ricca) E se ha bisogno di qualche cosa, suoni pure il campanello, senza complimenti... La servit fatta apposta... (Esce da sinistra).

(Annamaria resta sola. Segue collo sguardo la signora Cramer finche questa non uscita. Sorride. Poi sbadiglia. veramente un po' assonnata. Si scuote. Va a spegnere il lampadario al centro dopo di aver accesa la piccola lampada sul tavolino da notte. Si d attorno per mettere un po' d'ordine, specialmente sul letto e nell'armadio. Ad un tratto, come per una risoluzione improvvisa afferra il suo mantello e la valigetta colla quale entrata, si mette il cappello, come se volesse prendere senz'altro la fuga. In quel momento entra Marcello).

Annamaria - (gi vicina alla porta, si volta bruscamente) Chi l?

Marcello - Soltanto io. permesso? (Vede Annamaria pronta per fuggire) Come! Vuole andar via? Vuole scappare? (Dal contegno e dalle parole di Marcello trapela una certa aggressivit. Evidentemente essa provocata dalla bellezza di Annamaria. Questa si sforza di dimostrarsi indifferente, ma lo sguardo d Marcello la intimidisce non poco).

Annamaria - (acre) Come vede!

Marcello - A quest'ora? E dove?

Annamaria - A casa mia! (Sorride).

Marcello - Perch sorride?

Annamaria - (sforzandosi di dominare la situazione) - -Un quarto d'ora fa, la mia collega mademoiselle Thrse mi ha predetto per filo e per segno ci che mi sarebbe successo stasera! Difatti! Prima il professore, poi l'irresistibile signor Marcello!

Marcello - Ah! Demoiselle Thrse ha chiacchierato! Adesso capisco la sua paura, signorina!

Annamaria - Paura? Lei si sbaglia! Sono stata assunta qui come istitutrice di due bambine... e non come la sua dama di compagnia!

Marcello - (sorridendo) Magari! Peccato!

Annamaria - Ed aggiungo subito; fra gente per bene, non si usa disturbare una donna giovane e sola alle dieci di sera...

Marcello - No, signorina... si usa!

Annamaria - Ma non con me...

Marcello - Sa che quando si arrabbia, lei ancora pi bella? Del resto, le prometto che non la disturber a lungo. Ma non la sua severit che mi costringe ad andar via. No! Non si illuda! Ci sono altre ragioni.

Annamaria - (sorridendo, ma non pi tanto severa) Lo sa lei che un gran chiacchierone?

Marcello - So anche dire delle cose interessanti, per! Vuole sapere ci che manca nei suoi occhi? (Dopo una pausa... deciso) Manca... l'amore!

Annamaria - (fingendo la massima indifferenza) L'amore? una cosa che esiste davvero?

Marcello - Qualche volta, s! Un poco. Quel tanto che basta per far impazzire, o magari per far morire qualcuno di quei disgraziati che ci cascano!

Annamaria - Posso domandarle che cosa intende lei per amore ?

Marcello - Oh! Io... Sinceramente, non ne ho la pi lontana idea! E sono gi stato innamorato un centinaio di volte!

Annamaria - Strano... perch... da quanto ho capito... lei si sposa... vero, signor Cramer?

Marcello - Giusto! Ahim! Non bisogna che ci pensi... Altrimenti...

Annamaria - (pensierosa) Gi...

Marcello - A che pensa?

Annamaria - A nulla! (Lo guarda fissamente in viso) Soltanto... mi parso strano... il modo con cui lei ha detto: Altrimenti... (Alzandosi) Ma ora tardi, signor Cramer! Sono stanca!

Marcello - (affettuosamente rispettoso) Ha ragione! Me ne vado... Buona notte, signorina! Per... arrivederci presto! (Si inchina ed esce).

(Annamaria, rimasta sola, esita un momento. Quindi va alla porta di sinistra e gira la chiave nella serratura. Indossa di fretta il mantello, come se volesse nuovamente fuggire. Si ferma. Rifl-ette. Poi ha un movimento, come se dicesse: Accetto la sfida. Lascia cadere il mantello. Va a sedersi sull'orlo del letto e lentamente comincia a spogliarsi).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

I giardini pubblici. In fondo, una grossa aiuola a semicerchio, abbastanza alla. Dietro di essa alberetti, e ciuffi di fogliame.

Al centro una panca. Un'altra panca a sinistra. A destra, un albero e qualche cespuglio costituiscono un boschetto ed una specie di arco naturale.

All'aprirsi del velario, demoiselle Thrse e Annamaria sono sedute sulla panca che nel centro. Thrse immersa nella lettura di un romanzo d'appendice. Annamaria ricama. Pi avanti, Bubi, il maschietto, e Nini, la femminuccia, seduti per terra, giuocano. Thrse piange.

Annamaria - Mademoiselle!! Che ha? Perch piange?

Thrse - (si asciuga gli occhi) Oh! troppo commovente... Una situazione, le dico io... veramente straordinaria!

Annamaria - Che situazione?

Thrse - Nel romanzo...

Annamaria - Ah! E chi l'autore?

Thrse - Non so. Ma si tratta di un conte ricchissimo... che trova una ragazza in miseria!.. impressionante! Bellissimo... (Rotten, un giovane elegante studente compare sotto l'arco di verzura, a destra. Si ferma a guardare fissamente Annamaria. Questa gira di nuovo gli occhi intorno come se cercasse qualcuno. Poi si alza) Signorina... dove va?

Annamaria - Faccio due passi, fino alla fontana. Vedo intanto se c' una panca libera per noi...

Thrse - E se venisse il signor Marcello?

Annamaria - Non verr, stia tranquilla...

Thrse - Commenti II ne vient pas aujourd'hui?

Annamaria - N oggi, n poi... Non verr pi!

Thrse - Ma se, finora, non mai mancato un solo pomeriggio!

Annamaria - (scrollando il capo) Da oggi in avanti non sar pi cos!

Thrse - Mais... pourquoi donc, perch?

Annamaria - (scrolla le spalle) Mah! Era destino!

Thrse - successo qualche cosa di grave, fra loro due, ieri?

Annamaria - Cara mademoiselle... le racconter... poi... (In fretta va via da destra, passando davanti a Rotten che le fa un inchino pieno di ammirazione). (Bubi e Nini corrono davanti alla scena).

Nini - Ora tu fai la mosca cieca...

Bubi - Io, no. Tu...

Nini - Allola... non giuoco...

Rotten - (appena Annamaria se ne andata, egli viene avanti e si va a sedere sulla panca a sinistra. Lancia i suoi sguardi a Thrse, che legge il suo romanzo, ma non pi colla stessa intensa attenzione. Infatti essa ricambia furtivamente gli sguardi di Rotten. Rotten si rivolge a Bubi) Vieni qua, bel bambino... Quanti anni hai? Sai dirmelo?

Bubi - (sgraziato, insolente) No... brutto... non te lo dico!

Thrse - Ma... Bubi! (rapidamente) Vieni qui da me, subito! (Mormora qualche parola all'orecchio del bimbo).

Bubi - (va dritto e filato da Rotten e ripete la lezione) Per piacere, signore... che ora ?

Rotten - (sorridendo, a Thrse) Sono le sette, tesoro!

Thrse - Adesso, Bubi... Devi dire a monsieur: tante grazie...

Buri - (alza le spalle e se ne va).

Rotten - (dopo una breve pausa, tanto per dire qualche cosa) Per... faccio osservare che il mio orologio va un po' avanti...

Thrse - (gentile, tanto per rispondere anche lei qualche cosa) Oh... certo... succede sovente...

(I due bambini, visto che nessuno si occupa di loro, scappano via da destra).

Rotten - La signorina francese... se non sbaglio...

Thrse - S... francese... cio, svizzera francese... di Ginevra!

Rotten - Per... parla splendidamente la nostra lingua!

Thrse - Troppo amabile... Me l'hanno gi detto anche altri!

Rotten - E... e... la sua bella amica... francese pure lei?

Thrse - (improvvisamente fredda) La mia collega? No... Non francese... (Si immerge nuovamente nella lettura del romanzo).

Rotten - La sua... collega... andata alla fontana?

Thrse - (glaciale) Io non faccio la guardia alla mia collega... prego... Lo domandi a lei...

Rotten - (va all'aiuola di fondo e guarda al di l, fra gli alberi) Certo, glie lo domander... appena avr la fortuna di incontrarla...

Thrse - Provi pure, se le fa piacere. Ma... non glie lo consiglio... (Si rimette a leggere).

Rotten - Mah! Chi vivr, vedr! (Guarda Thrse con aria di superiorit e poi se ne va da destra).

Thrse - Quel idiot!

Annamaria - (ricomparendo) Thrse... mia buona Thrse... Aveva ragione lei... sa! La gente ben diversa da come io me la immaginavo! Anche un momento fa, vede, un vecchio signore!... All'apparenza, lo avrei giurato..., un gentiluomo!... Mi ha fermata... E... Sembra impossibile, per... Anche a quell'et! (Ha un gesto di disgusto).

Thrse - Hlas! Je vous comprends! Ma non una buona ragione per prendersela tanto a cuore! lui piuttosto che dovrebbe disperarsi... perch vecchio...

Annamaria - Oh... non soltanto i vecchi!

Thrse - Qui siamo d'accordo... Qui, lei ha colpito il punto giusto! Vecchi e giovani son lutti uguali! Anche un momento fa, guardi, ce n'era uno seduto su quella panca... Trs jeune! Appena uscito da balia! Ebbene... ha tentato di attaccare con me! Si figuri! Ma che impertinenza, le dico... da sbalordire...

Annamaria - la vita che mal combinala, mia povera mademoiselle'!

Thrse - Si ricorda la mia profezia di quella sera? Ora ci siamo! Lei impara a sue spese che cosa significhi essere una povera ragazza senza un soldo, sola e priva d'appoggio! Per le povere ragazze, la vita bella soltanto qui. (Indica il romanzo d'appendice).

Annamaria - (parlando con s stessa, fissa gli occhi verso un punto lontano) vero... Ed ci che mi con ripetuta tante volte! Se migliaia di povere figliuole resistono con un eroismo che nessuno conosce ed apprezza, perch io no?... (All'improvviso ridestandosi alla sua realt) Eppure, Thrse, in questi ultimi tempi, ho sofferto spaventosamente! Lei non se lo pu nemmeno immaginare...

Thrse - Conosco! Uh, se conosco!

Annamaria - (scrolla tristemente il capo) No... non possibile!

Thrse - Caso contrario... Ce ne sar un altro! Un uomo se ne va... l'altro viene a prendere il suo posto! Ma chre! C'est la vie! (Dopo Mia breve pausa, con le lacrime agli occhi) Io potrei scrivere un trattato grosso tanto, sugli uomini! Che il diavolo se li porti! (Riflette un momento e si asciuga le lacrime) Ma se poi il diavolo se li portasse all'inferno per davvero... a noi che resterebbe?

Annamaria - (con sottile amarezza) Ah... capisco adesso che cosa intende anche lei per... amore ...

Thrse - (con accento di protesta) L'amore come una rosa... Gli uomini sono le spine... Tuttavia la rosa ci commuove... ci inebria... Bien sur... elle est divine! (Una pausa) Ed per questo che ogni giorno Marcello le porta una rosa... Ed molto bello da parte sua!

Annamaria - Oggi... non la porter pi...

Thrse - (tremendamente curiosa) Ma allora... che significa... Che cosa successo!?

Annamaria - Stamattina ci siamo visti... e non mi ha nemmeno salutata... Ma molto meglio cos... Perlomeno, ora, posso dire di conoscerlo, fino in fondo!

Thrse - Pauvre petite!

Annamaria - (con finta calma) Perch? Devo anzi ringraziare il destino. Tutto finito... ci che volevo...

Thrse - Oh! Je sais bien! Quando diciamo: tutto finito... allora che qualcosa dentro di noi comincia a mordere... a bruciare... E nel cuore c' una confusione che non si capisce pi niente! Rien du tout!

Annamaria - Stanotte...

Thrse - (le si avvicina, curiosa fino allo spasimo) Ebbene... Stanotte?

Annamaria - di nuovo venuto alla mia porta... Ha bussato. Se ci penso! C' da morir di vergogna!

Thrse - (le afferra una mano) Oh, cher enfant! Crede che soltanto in camera sua ci sia una porta?

Annamaria - Ha bussato di nuovo... poi andato via... Poco dopo ritornato... Mi ha chiamata... E mi ha detto pian piano: Se non mi lasci entrare... tutto finito fra noi... per sempre! .

Thrse - Racconti... continui... Mon Dieu... come mi piace sentir queste cose!

Annamaria - Ha detto che impazziva... che non poteva pi continuare a soffrire cos...

Thrse - E poi?

Annamaria - E poi niente... Stamattina ha fatto finta di non conoscermi... E cos tutto finito!

Thrse - Conosco! Ascolti il mio consiglio: Prima di una settimana... niente!

Annamaria - (stupefatta) Eh! Come? Anche lei, Thrse, crede... mi ritiene capace di...

Thrse - (triste, ma con un lungo sospiro nostalgico) Oh, ma chrie! Ero anch'io tanto sicura di me stessa! Non avrei mai supposto di essere capace! (Una breve pausa) Pu darsi che sia un peccato... Ma io spero di no... Quando morir e mi presenter in paradiso, erto mi domanderanno: Thrse Cartier, come hai vissuto sulla terra? Io risponder: Ero una povera istitutrice e... E allora loro diranno: Stop... il resto lo sappiamo gi... entra pure!

Annamaria - Dove va a pescarle, lei, queste cose?

Thrse - (sincera) Mah! Non so... Forse le ho Ielle... (Una pausa. Qualcuno si avvicina fischiettando da destra. Annamaria guarda trepidante) Che sia monsieur Marcello ?

Annamaria - Non credo... (Da destra entra il professore Mueller. Porta con s il violino nella custodia di tela cerata. Saluta. Si capisce che si fermerebbe molto volentieri, ma che non osa. Prosegue e scompare a sinistra) Il professore!

Thrse - (insegue collo sguardo il professore) Gi... lui...

Annamaria - Chiss... Forse desiderava di parlare con lei, mademoiselle...

Thrse - Oh... no... Non sarebbe pi motivo... (Con la mano fa un gesto di rassegnazione) Non pi tardi di ieri sera mi ha detto che l'hanno nominato in pianta stabile. Finora era supplente e percepiva uno stipendio trs misrable!

Annamaria - Ma adesso. invece... potr anche prendere moglie...

Thrse - Oh, lo far... non dubiti...

Annamaria - E lei... signorina Thrse?...

Thrse - (melanconica.) Io? Fantasie! Illusioni stupide! Gli hanno gi fatto conoscere una ragazza che ha una buona dote...

Annamaria - Anche lui.' Una sposa molto ricca?!

Thrse - (sconsolata) Venticinque mila franchi! Dice poco? (Si alza. Va verso sinistra. commossa. Poi ritorna indietro alcuni passi. Mueller viene da sinistra, attraversa la scena, saluta e si dirige nuovamente a destra. Thrse resta incerta sul da farsi, poi, rapida, esce sulle orme del prof. Mueller. Entra Margherita, quasi correndo, da sinistra. Non vede Annamaria).

Annamaria - Margherita!

Margherita - (tutta ansante) Oh, finalmente la trovo, cara signorina! (Si siede sulla panca) Ho cercato dappertutto, come una matta! Non posso nemmeno respirare...

Annamaria - Come mai sei venuta fin qui... Non hai la lezione di francese a quest'ora?

Margherita - (di furia, mangiando le parole, emozionata) Mi senta, signorina... Ma sono qui per lei che in pericolo...

Annamaria - Io? Che dici?

Margherita - (premendosi la mano sul cuore) Come mi batte il cuore... Ma non interessa... L'essenziale che lei sappia subito... (Si guarda intorno. Poi, a bassa voce conte per dire un importante segreto) La mamma ha scoperto tutto! Ha ricevuto una lettera anonima... e dentro e' scritto di loro due...

Annamaria - Di noi due?

Margherita - S... Ed per questo che son corsa fin qui a perdifiato... Anche la mamma ormai lo sa che lei e Marcello... s... chiaro, eh?

Annamaria - Margherita!!!

Margherita - Appena ha ricevuta la lettera la mamma diventata come una tigre! Non l'ho mai vista cos infuriata.

Annamaria - Margherita... Ti sei occupata di cose che assolutamente non sono adatte a te... In cui tu non c'entri, n devi entrare! Non va bene!

Margherita - Anche una predica, adesso? Bel guadagno ci ho fatto... Pazienza... Ora scappo. (Via).

(Annamaria, rimasta sola, raccoglie il suo ricamo che era rimasto sulla panca, lo piega, lo infila nella borsetta e poi si incammina verso destra. Si incontra con Mueller. Questi si ferma sotto l'arco di foglie per guardare se Annamaria veramente sola. Poi viene avanti).

Mueller - So benissimo che lei, signorina, non aspetta me. Tuttavia...

Annamaria - Professore, per sua norma, non aspettavo nessuno. Stavo appunto andandomene...

Mueller - Ed anche se avesse aspettato qualcuno? Io sarei proprio l'ultimo a criticare... A proposito... Forse lei, signorina avr gi sapute la notizia della fortuna che mi capitata... circa la mia nomina a professore ordinario...

Annamaria - Difatti... Me ne ha parlato mademoiselle Thrse, poco fa... Thrse molto, molto contenta che lei sia riuscito a farsi una buona posizione...

Mueller - Ma io mi domando: che valore ha una buona, magari una splendida posizione e tutto il resto, quando ci manca ci che fa la vita veramente bella? Quando si terribilmente soli?

Annamaria - Molto semplice, professore! Prenda moglie!

Mueller - (in fretta, attaccandosi alle parole di Annamaria) Oh... lo far... S... mi sposer... (Melanconico) Vede? Porto con me appunto il mio violino, perch la mia probabile fidanzata ama la musica. la figlia unica di un trattore, nel sobborgo. Adesso consumo pasti da loro... Una piccola trattoria, ma con una clientela numerosa. La figlia suona benino il pianoforte ed ha venticinquemila franchi di dote! E mi hanno anche offerto di abitare l... Tuttavia...

Annamaria - Per, professore! un vero peccato che lei non abbia pensato piuttosto a mademoiselle Thrse che le vuol bene ed tanto brava e cara... Meriterebbe proprio...

Mueller - (evidentemente seccato) Che io la sposassi? Signorina, ma le pare? Io penso, invece, e con le intenzioni pi serie, ad un'altra creatura, completamente diversa... (Una piccola pausa) Lei, signorina... molto diffidente nei miei riguardi... ed io ne intuisco anche la ragione! naturale! Io abito nella stessa casa, vedo parecchio, sento, anche senza volerlo, questo e quello. Forse... lei sospetta che io la giudichi severamente...

Annamaria - (con tono improvvisamente duro) Che lei mi giudichi? Lei?... Me?

Mueller - Oh! Ma so benissimo che si tratta soltanto di pettegolezzi... Quantunque... E poi... la prego! Il passato passato e non conta pi. Io, sarei capace anche di perdonare!

Annamaria - (in tono canzonatorio) Ah, lei sarebbe cosi generoso! Perdonerebbe!

Mueller - S!! Non nego che, intimamente, sentirei un profondo dolore... Tuttavia... mi permetto di dichiararle in piena coscienza che se lei mi dicesse in questo momento: Professore, scelga fra me e venticinquemila franchi... io sceglierei lei.., non ostante ci che successo...

Annamaria - (in preda all'ira, con tono di scherno) Ah! Bene! Non ostante ci che successo! Mi congratulo con lei, professore, per i suoi nobili sentimenti! Lei una persona molto pulita! (Gira bruscamente sui tacchi e se ne va).

Mueller - (interdetto, spaventato, lascia cadere il violino) Oh! Pardon... (Raccoglie il violino da terra).

(Il sorvegliante entra da sinistra e lo saluta).

Sorvegliante - Buona sera, professore! Sempre dei nostri, eh? Ed anche il pi fortunato! Si va a pescare ogni volta la pi bella!

Mueller - (con falsa modestia) Oh, Dio mio... (Da destra entra una coppia di innamorati. L'uomo, tenendo il braccio attorno al corpo della ragazza, le sussurra) :

L'Uomo - Cara, sono tanto felice! (Poi vede Mueller e si toglie il cappello. Mueller ricambia il saluto. La coppia scompare a sinistra. Mueller la segue con invidia) .

Mueller - Lui maestro supplente alle nostre scuole elementari... (Triste) Vede, sorvegliante... Cos va il mondo! Quel ragazzo non ha ancora una posizione, eppure gi felice!... Buona sera... (Curvo sotto il peso della sua delusione se ne va via da destra).

Sorvegliante - (accende la pipa) Buona sera... (Esce da sinistra).

Wallner - (studente del terzo anno di giurisprudenza. Studioso, posato. Viene da destra. Tiene fra le mani un libro aperto. Ripassa le materie, con puntiglio e ad alta voce) Il concetto giuridico dell'involontariet del reato riposa su due premesse fondamentali - (Si siede sulla panca al centro e continua a studiare). Se l'azione non ha prodotto un risultato contrario alla legge... (Si d un pugno sulla fronte come se si volesse scolpire le parole nel cervello) Un'apparente eccezione si ha nei casi previsti e puniti dalla legge... .

Grossman - (viene da sinistra. il vero tipo del goliardo vivace e rumoroso. Ha i capelli rossi. Chiacchiera volentieri. perfettamente l'opposto del tranquillo e corretto Wallner. Anche lui tiene in mano un volume scolastico ed una quantit di dispense in disordine) Oh, amico!

Wallner - Ciao... che c'?

Grossman - (colla mano indica in fondo, oltre l'aiuola) Rotten mi ha incaricato di dirti che ti aspetta.

Wallner - Aspetter... Voglio finire il capitolo...

Grossman - Bene... (Si siede). Sai... alla fontana c' anche la bella istitutrice...

Wallner - Lo so... L'ho vista che se ne andava via di qua...

Grossman - A proposito... lo sai? Rotter ha deciso di fermarla...

Wallner - Che cosa?

Grossman - L'istitutrice...

Wallner - E a me, che importa? (Studia, biascicando) ...ha due premesse fondamentali... la prima che atti compiuti non abbiano... .

Grossman - La vuoi finire di recitar le preghiere? Mi dai fastidio... Sai invece che cosa ha detto Rotten...

Wallner - Dimmelo... fai pi presto...

Grossman - Che oggi le vuol parlare a tutti i costi... Oggi, o mai pi... Capisce anche lui che altrimenti diventa ridicolo...

Wallner - Anche ieri ha detto la stessa cosa...

Grossman - Hai fallo male, Wallner... Dovevi andar tu all'assalto!

Rotten - (entra da destra) Ohil... Wallner... Grossman...

Wallner, Grossman - Ebbene?

Rotten - Io me ne vado al cinematografo... Mi accompagnate?

Wallner - T! Guarda... Non dovevi invece parlare alla bella istitutrice?

Rotten - una smorfiosa... e, per giunta, anche stupida. Per poco non abbiamo preso uno schiaffo...

Wallner - Abbiamo???

Rotten - S... Walter ed io... Lei veniva di qui... e l'abbiamo fermata. Io le ho detto: (Ha un'orribile, ridicola pronuncia francese) Permettez mademoiselle... J'ai perdu mon coeur! N'avez-vous pas trouv mon cceur?... . Credevo di aver fatto colpo... Lei mi ha guardato ed ha sorriso un momentino... tanto che mi son sentito sollevato... Ma poi ha detto: E loro, ragazzi, pretendono di diventare degli uomini? Si sbagliano... Il loro posto non qui, ai giardini pubblici... Ma l... nelle gabbie dello zoo . Walter voleva replicare... Ma la mano di quell'energumena stava per mettersi in movimento... (Marcello entra da destra, tenendo in mano una bellissima rosa rossa. Guarda intorno. Vede i giovani studenti e prosegue verso sinistra. I tre lo osservano con acuto interesse).

Grossman - Va' l! Con quello l, la conversazione la sa fare!

Rotten - Chi ?

Grossman - il suo amico, mio caro!

Wallner - Come lo sai?

Grossman - Si trovano qui tutte le sere... ormai un mese che li vedo! Sono simpatici, per! E lui un uomo fortunato, ammettiamolo, perch lei una bella figliuola!

Rotien - (in fretta) Dio li abbia in gloria... Io me ne infischio... Vado al cinematografo...

Grossman - Te ne infischi? Confessalo, invece. Hai una paura matta che la ragazza informi il suo amico di ci che tu e Walter avete fatto! (A Wallner) Tu vieni con noi?

Wallner - (alzandosi) No, vado a casa... Buon divertimento...

Grossman - E lascia correre... Tanto, studiare non conta niente! (A Rotten) Su, non perdiamo tempo... ai buoni posti... (Wallner se ne va da sinistra... Grossman e Rotten pi in fretta, da destra).

( il tramonto... Il cielo di un magnifico rosso fuoco. Marcello, sempre colla rosa in nuoto, ritorna da sinistra. Va all'aiuola in fondo e spia verso la fontana. Ad un tratto nota qualcosa, si tira indietro e si mette a sedere su la panca, chinandosi, come se fosse immerso in profondi pensieri. Annamaria entra da destra e sta un momento ad osservare Marcello. Gli si avvicina, imbarazzata, ma sorridente).

Annamaria - Buona sera, Marcello...

Marcello - (sussultando, ma poi frenandosi) Buona sera, signorina... (/ loro sguardi tradiscano la rispettiva lotta interna e che negli ultimi giorni avvenuto fra loro qualcosa di molto importante. Dietro l'apparente disinvoltura di Annamaria si nasconde una nuova ansia. Pietro all'energico contegno di Marcello, una singolare incertezza) L'ultima volta, le ho promesso di portarle ogni sera una rosa... Eccola, signorina...

Annamaria - (sorridendo finge la massima calma. La parola signorina per l'ha penosamente colpita) Signorina! Oh! (Prende la rosa) Soltanto 24 ore fa... mi chiamava ancora Maria!

Marcello - Sovente... in 24 ore, molte cose possono cambiare! (Fissa Annamaria).

Annamaria - (sfugge lo sguardo di Marcello e fissa la rosa) Questa rosa bellissima! Grazie, Marcello!

Marcello - (non sa parlare. Le si avvicina e l'avvolge col suo sguardo bruciante. Annamaria cerca di resistere).

Annamaria - Strano! Qui intorno tutto ha un riflesso vermiglio! Come se questa rosa fosse moltiplicata all'infinito! Invece non altro che una gran nube d fuoco che fra mezz'ora ceder alle ombre della notte...

Marcello - (si sforza di parlare senza soggezione) Maria... Ieri sera...

Annamaria - (sulle difse e con tono di gentile ammonimento) E questa rosa mi tanto cara che volentieri sono indotta a perdonarle... ieri sera... Ma anche lei, Marcello, deve essere buono... e dimenticare, completamente...

Marcello - (avvicinandosi, caparbio) Ieri sera, quando ho bussato di nuovo ed inutilmente alla sua porta...

Annamaria - (alzando la testa, altera) L'ho pregata, .cordialmente, di non parlarmene pi!

Marcello - Non la voglio annoiare... Dato che lei non vuol sentire ci che mi sta a cuore...

Annamaria - Rettifichi, la prego... Dato che a lei sta a cuore esclusivamente ci che io non posso sentire e che non riesce ad esprimere se non brutalmente con un ultimatum assurdo... O... o... Gi! Forse l'abitudine... Con una piccola, povera ragazza... si fa presto. Si bussa di notte alla porta della sua stanza. Se non reagisce, si ritorna la notte seguente... Ma allora non si prega pi... si pretende, si impone... (Con un filo di pianto nella voce) Niente di pi probabile che alla terza notte si butti gi la porta con una spallata.

Marcello - (sorpreso dalla critica severa, ma sempre pi innamorato) Maria... non deve andare in collera! Ma essere ragionevole. possibile che un uomo, vivendole vicino, vedendola continuamente, ammirandola, amandola... (S siede accanto a lei, con voce carezzevole) Bambina, meravigliosa bambina! (Inebriato dalla poesia del momento, cerca la mano di Annamaria).

Annamaria - (pi disperata che energica) No... mi lasci, Marcello... Non possibile! (Si riprende) E guardi... anche lei! Come osa lei, che certamente sa esprimersi in ben altro modo?... Tanto vale che ogni sera scrive ad una persona che le cara, che diventer sua... mentre io...

Marcello - (dolce, come se parlasse ad una bambina, ma col presentimento di aver gi vinto in parte la sua battaglia) Lei ingiusta, Maria! L'amore...

Annamaria - (le sue labbra fremono) Dopo cento avventure... le proprio indispensabile la centounesima!

Marcello - Non si pu negare, per, he un'avventura cominciata in un modo un po' strano! Da quattro settimane non vivo pi come prima! Sono diventato un altro! (Una breve pausa) Ancora un mese fa me ne andavo attraverso il mio mondo come un padrone, intento soltanto a soddisfare il mio piacere, la mia vanit ed il mio capriccio. Adesso, da quando amo, sinceramente e profondamente, mi interesso anche degli altri e perfino delle piccole cose che non avevo mai osservate. Mi ritornata una volont e soprattutto una fede... la fede nel lavoro!

Annamaria - (compiaciuta, sorridendo) E gi crede di doversene pentire?

Marcello - Se dovessi pentirmene, non sarebbe per colpa mia! La mia esistenza nelle sue mani, signorina Maria! E tutti credono che dipenda dalla mia fidanzata... mentre io non ho affatto una fidanzata! Glielo giuro! una parente... colla quale sono in corrispondenza; meglio, colla quale ero in corrispondenza!

Annamaria - Fino a quando?

Marcello - Maria... non ricorda? Glie l'ho promesso... l'ultima volta... e da allora...

Annamaria - (interrompe, protestando) Prego! Io non l'ho affatto pregata di smettere!

Marcello - vero... Ma avevo capito che le dispiaceva... e del resto... io stesso... sentivo... che era meglio finire!

Annamaria - Marcello... Questo successo dieci giorni fa...

Marcello - S... circa dieci giorni fa...

Annamaria - E... Da allora... non ha pi scritto?

Marcello - (si capisce che parla dell'argomento con un certo disagio) No... non ho pi scritto...

Annamaria - Nemmeno un saluto?... Qualche riga?

Marcello - Nulla! Mi era piaciuta tanto la sua gelosia! Ero cos felice di poterle provare che era infondata! Di darle questa piccola gioia!

Annamaria - (si alza. Si sforza di essere severa. Ma gli riesce miserevolmente) Ora vada, Marcello! Mi lasci sola! (Vorrebbe tenersi lontana da Marcello e si mette a camminare, ma, al contrario, si riduce in un vicolo cieco, costituito dall'aiuola di fondo. Marcello, quasi ipnotizzato da ogni gesto di Annamaria, la segue passo passo. L'avvicinamento avviene adagio, per gradi, senza brutalit, con la massima naturalezza, come se facesse parte dell'armonico insieme di quel vespero ardente) La prego... vada via...

Marcello - Perch? Proprio in questo momento che per noi cos dolce?

Annamaria - Marcello... la scongiuro! Poco fa ho pianto... vero! Ma non per quello che lei crede! Piangevo di vergogna! Forse lei non lo capisce... non pu capirlo...: cosa significhi essere sola al mondo e... povera!

Marcello - Povera? Quando si cos bella?

Annamaria - Taccia... Marcello... non mi piace...

Marcello - (pi dolce e convinto, come se parlasse con una bambina) Adesso dovrei tacere? Cattiva! Quando invece voglio dirle che tutti gli altri sono morti per me e che lei soltanto viva?

Annamaria - Vada via, Marcello! Abbia piet... Ho la testa che mi duole... Lo creda... Se lei fa il buono e va via... non lo dimenticher... e forse... un'altra volta... (Tace. Marcello la tiene stretta fra le braccia e la guarda in viso. Poi si china e le cerca la bocca. La bacia lungamente. Annamaria si libera dalla stretta, fa un passo indietro e balbetta) Ora, vada! La imploro... mi lasci...

Marcello - (le si avvicina nuovamente. Le previde e le tiene la mano) Ma fino a quando, Maria? Perch dovremmo consumarci in questo desiderio aspettando non si sa che cosa? Siamo giovani e ci amiamo... Prova a negare! Anche tu mi ami! E allora perch attendere ancora?

Annamaria - Marcello... per amor di Dio... che dice?

Marcello - Poco distante, sulla collina c' una piccola casa... tutta mia... In un quarto d'ora ci arriviamo!

Annamaria - Lei pazzo, Marcello... Lei pazzo!

Marcello - Ah, s! Lo so! Ed ho anche una smania prepotente di gridarlo! Sono pazzo di te! Ed una pazzia che vale la vita!

Annamaria - No!! No! Oh, Dio! E Nini che sola... alla fontana! Mi lasci andare!

Marcello - (si china ancora per baciarla, ma si sente il rumore di passi sulla ghiaia. Si staccano in fretta. Da sinistra entra la signora Cramer. Marcello ancora vicino ad Annamaria. Ambedue assumono l'aspetto di peccatori colti in flagrante. La signora Cramer fulmina Annamaria con uno sguardo micidiale. Una pausa lunga e penosa).

Signora Cramer - Signorina!

Marcello - (fa un passo avanti) Mamma, mi preme di dichiararti...

Signora Cramer - Non a te che pago uno stipendio e do vitto e alloggio per educare e sorvegliare la mia bambina!

Annamaria - (rispettosa) La Nini qui vicino che giuoca... C' chi la sorveglia ed io... per caso... mi sono allontanata e solo per un momento...

Signora Cramer - (sarcastica) Gi... soltanto un momento... E poi... per caso! Niente di pi naturale! Ma guardi un po'! Ma c' qualcuno che s'interessa di lei e questa lettera, mi pare, dica la verit. Infatti un anonimo m'informa dei vostri appuntamenti...

Marcello - Mamma...

Signora Cramer - Tu, stai zitto, ti prego... Mi dispiace... ma la signorina non pu rimanere un'ora di pi in casa nostra...

Marcello - Sta bene... Non rimarr in casa vostra!

Signora Cramer - Si cerchi pure un rifugio, gi per questa notte... e mandi a prendere la sua roba.

Marcello - Sar fatto.

Signora Cramer - Alla quale roba... mi permetter tuttavia di dare un'occhiata...

Marcello - Non lo farai... te lo garantisco io!

Signora Cramer - (seccata per l'intervento di Marcello che le impedisce un maggior getto di insolenze) La bambina, a casa, la conduco io... Sudo freddo, pensando alla nostra Margherita! Povera creatura innocente! Cosa pu aver imparato da una maestra simile? E pensare che l'abbiamo trattata come una persona di casa! Le ho subito regalata una camicetta... Poi le ho dato perfino un paio di scarpe che, facendole risuolare, sono come nuove. Tutto questo, in un mese! Ed ecco la sua riconoscenza... Del resto, la colpa mia! Fin dal primo momento, avevo capito che non faceva per noi... Una donna che in un paio di settimane, con arti raffinate, imparate chiss dove, capace di mettere nel sacco un figlio di famiglia...

Marcello - Mamma... finiscila.

Annamaria - Non mi difenda, signor Marcello... superfluo.

Sicnora Cramer - (impettita, volta le spalle. Giunta sotto l'arco di fogliame, si volta e dice a suo figlio) In quanto a te una vergogna! Quando si ha una fidanzata ricca, bella, intelligente, buona e ricca come la tua...

Marcello - Ricca... l'hai gi detto una volta...

Signora Cramer - (indignata) Ma la tua cos ricca che lo si pu ripetere anche due volte... (Via).

Marcello - (dopo una pausa) Ti prego, Maria... Perdonale... Non cattiva... Ma ha il torto di esagerare... anche nei miei riguardi...

Annamaria - Ha ragione... Ho lasciata la bambina sola. Ho sbagliato...

Marcello - Hai sofferto, vero? L'ho visto... povera cara! stata una scena spiacevole...

Annamaria - (con un leggero brivido di freddo) Per... sono stata contenta che qualcuno mi abbia difesa... La ringrazio, Marcello... Non lo dimenticher mai...

Thrse - Viens, Bubi... Mais viens donc! (Entra e, vedendo Marcello ed Annamaria, dimostra un po' di soggezione) Oh! Pardon... Mi scusino... Son venuta soltanto un momento... -.(Ad Annamaria) Vorrei dirle una parola!

Annamaria - Cara mademoiselle Thrse... dica pure!

Thrse - (a Marcello) Vous permettez... monsieur Marcello? (Tira Annamaria in disparte. Marcello si ritira in fondo alla scena) Je sais tout! E son venuta appunto per questo! Ma chre... se lei stasera non sa dove andare... pu approfittare di me... Lei lo sa... La mia camera a pianterreno... Se lei batte sui vetri della finestra... apro e la faccio entrare...

Annamaria - La ringrazio tanto... mademoiselle! Lei veramente buona!

Thrse - Je vous attendrais... Adieu, ma chre... Buona sera, monsieur Marcello! (A voce ancora pi bassa, con intenzione) Anche se viene un po' tardi... non importa... Basta mi colpo sui vetri... io l'aspetter... (Esce).

(Dna folata di vento passa fra i rami. Annamaria ha un brivido pi forte).

Annamaria - Ho freddo... mi sembra di avere un po' di febbre...

Marcello - Maria... siamo di nuovo soli...

Annamaria - Marcello... la prego... Se le dicessi che ho bisogno... un grande bisogno di restar sola... mi capirebbe ?

Marcello - E... dove vai?

Annamaria - (scrolla le spalle) indifferente... Per questa notte, forse, andr da mademoiselle Thrse...

Marcello - E domani? Non potremmo trovarci domani?

Annamaria - Se lei vuole!

Marcello - Se voglio? E me lo domandi? Oh! Cara! E dove?

Annamaria - Dica lei...

Marcello - Alle sette?

Annamaria - Alle sette...

Marcello - Qui?

Annamaria - Qui...

Marcello - A domani, amore... (Si inchina e le bacia devotamente la mano).

Annamaria - Arrivederci, Marcello!

(Marcello esce da destra. Annamaria, affranta, si lascia nuovamente cadere sulla panca e rimane, muta, a fissare il cielo ormai lievemente velato di ombra. Dopo una pausa appare Tommaso).

Annamaria - Tom... siete voi?... Proprio voi? (Commossa; fra il pianto ed il riso) Come mai? Perch siete venuto ?

Tommaso - Vi sto cercando da un'ora abbondante! Naturalmente non potevo immaginarmi di trovarvi nascosta qui...

Annamaria - (con un improvviso scoppio di gioia) Oh! Tom! Mio vecchio, caro e buon Tom! Se sapeste!

Tommaso - Non occorre... Io, del resto, so tutto... Vi ho cercata in casa Cramer... Ho parlato colla cameriera... Abbiamo chiacchierato di questo e di quello... Che lingua d'inferno ha quella ragazza! Ad ogni modo mi sono convinto: avevo ragione io! Ve l'ho scritto nella mia prima lettera: Lasciate stare, Annamaria, ritornate a casa! Mescolarsi con persone di servizio, non un giuoco degno di voi... .

Annamaria - Giuoco? Si... Quando ho cominciato era veramente un giuoco... Mi divertiva. Io, Annamaria Lacman, ridotta a fare la povera istitutrice e proprio presso quella gente che aveva riposto tutte le sue speranze nei miei quattrini! Era supremamente comico, grottesco, no? E la fatica che mi ci voluta per ottenere, da lontano, la complicit della vera signorina Maria che quella sera non era arrivata! Ma ci che successo dopo, caro Tom! Ad un tratto il giuoco divenne serio, tremendo! Non mi riusc pi di distinguere esattamente dove finiva Annamaria Lacman e dove cominciava l'istitutrice!

Tommaso - Gi... ho sentito...

Annamaria - Credetemi, Tom... Se ogni persona del nostro ambiente si trovasse povera per un mese, vi dico, soltanto per un mese, forse il mondo diventerebbe migliore... Non sorridete cos... Tom! Non ne avete il diritto! Perch non saprete mai immaginarvi come certi modi di vivere siano spaventosi... (Una pausa. Si sente un clackson di automobile) La macchina...

Tommaso - Oh! La riconoscete... Andiamo a casa, Annamaria. A questa avventura ci dormirete sopra dodici ore filate... e domani parleremo di tutto il resto con calma, a mente riposata e coi nervi a posto! (Suona del clackson).

Annamaria - La mia macchina... Come mi sembra strano...

Tommaso - Infilatevi il mantello, su, da brava!

Annamaria - (si mette il mantello) Mi sembra di essere gi diventata un'altra! Che piacere mi fa... pensare a quello che ero un mese fa... e che ritorno ad essere! (Lentamente, Annamaria si siede sulla panca e fissa la rosa. Tom, in piedi, la guarda curiosamente).

Tommaso - Perch tacete, ora? Vi venuto in mente qualche cosa?

Annamaria - Infatti... pensavo... Prima, quando vi ho parlato di ci che ho sofferto durante questo periodo di tempo... sono forse stata ingiusta... verso qualcuno. Ho dimenticato di aggiungere che un paio di brave persone, malgrado tutto, le ho trovate!

Tommaso - (pulendo la pipa) Ah! S?

Annamaria - S... un paio... (Pausa).

Tommaso - Ringraziamo Iddio...

Annamaria - (guarda Tom tace. Capisce che Tom, pur fingendo indifferenza, muore dalla voglia di sapere di Marcello) Per esempio: una buona, cara ragazza... mademoiselle Thrse... un'istitutrice della svizzera francese, e un professore che si chiama Mueller... Mi ha chiesto se volevo sposarlo...

(Una pausa. Tom fa qualche passo. Poi si va a piantare davanti ad Annamaria. Calmo, misurando e scandendo le parole, dice) :

Tommaso - Annamaria, io non vi ho aspettato cinque anni e mezzo e non son corso oggi a rompicollo sei lunghe ore in automobile per sentirmi raccontare la commovente storia di un bravo professore che si chiama Mueller o di una buona istitutrice svizzera che si chiama Thrse. Sono venuto per ricordarvi che il termine fissato da voi stessa... il 15 giugno... scade oggi. Speravo che arrivaste stamattina col treno delle undici e venti... Non avendovi vista, ho presa la macchina e sono venuto... E adesso, da un quarto d'ora mi state parlando di un'infinit di cose che non mi riguardano... ma non di noi tre! Ed a me interessa esclusivamente questo: cosa avete da dirmi di noi tre? Di voi, di me e di quel gentiluomo che risponde al nome di Marcello Cramer?

Annamaria - (tace, assorta).

Tommaso - Perch non parlate?

Annamaria - Sapete qualcosa di brutto sul conto suo?

Tommaso - Oh, finalmente! Ci siamo...

Annamaria - Che volete dirmi di male?

Tommaso - Annamaria. Se filiamo ad 80 all'ora, arriveremo a casa alle due di notte... Volete che rimandiamo tutte le discussioni a domani? Io, poi, lo sapete, non sono un fanatico del chiar di luna!

Annamaria - S, Tom... andate pure!

Tommaso - E voi? Volete rimanere?

Annamaria - S... devo rimanere... devo ancora salutarlo, il meno ch'io possa fare per lui!

Tommaso - (stupefatto) Il meno che potete fare per lui?!

Annamaria - Egli lo merita, Tom!

Tommaso - (esasperato) Lo merita? Ah, beh! Siete straordinaria...

Annamaria - No, Tom... Cercate di capirmi... Devo considerare tutto quanto mi successo nient'altro che un sogno... Siamo d'accordo. Le persone e le cose che ho odiato durante questo diabolico mese, le avrei odiate soltanto in sogno... Pure Marcello ha fatto qualche cosa... qualche cosa... che mi induce a perdonargli qualunque altro errore! Ma da dieci giorni...

Tommaso - Ebbene... da dieci giorni?

Annamaria - Voi potete saper meglio di me quello che avvenuto! Da dieci giorni, egli non ha pi scritto alla fidanzata ricca...

Tommaso - Ah! E questo sarebbe il suo grande merito... Questo vi indurrebbe ad impartirgli l'indulgenza plenaria ?

Annamaria - S Tom, proprio questo... Ve lo confesso: sono orgogliosa di aver conquistato, nelle mie vesti di modesta istitutrice, Marcello Cramer! Sono felice di averlo saputo strappare alla parente ricca, mia rivale, che egli voleva soltanto sposare per interesse...

Tommaso - (tira fuori dalla tasca un piccolo pacco. Sono lettere. Guarda indeciso, prima il pacco e poi Annamaria. Rimette il pacco in tasca. Si avvicina ad Annamaria. Durante il dialogo il suo accento meno aspro e scanzonato, pi triste che ironico) Tuttavia... facciamo una ipotesi, Annamaria... Se il giovanotto, malgrado tutto, avesse ancora scritto un paio di lettere?

Annamaria - (si alza. Ha gi capito. Parla soltanto per guadagnar tempo e speranza) Ma io non ne ho pi ricevute... Ed egli stesso mi ha assicurato...

Tommaso - Oh... se lui che ve lo ha assicurato... la faccenda un po' diversa... (Le consegna il pacco delle lettere).

Annamaria - (stupefatta, prende il pacco e lo apre) Che lettere sono? (Le sfoglia, riconosce la scrittura) Sue? Impossibile!

Tommaso - Dieci, puntuali, in 10 giorni... L'ultima giunta stamattina...

Annamaria - (comincia a leggerne una. Scossa dall'indignazione, piano, come a se stessa) Miserabile!

Tommaso - No... io direi... uomo pratico.

Annamaria - (leggendo in fretta) E questa l'ha scritta quattro giorni fa. Miserabile! Ancora l'altra sera! Ha impostata questa lettera e forse cinque minuti dopo venuto a bussare alla mia porta! (Alza la testa. Nei suoi occhi passa un lampo cattivo) Nessuna donna mai stata tradita ed insultata a questo modo! Due volte in una! Maria l'istitutrice d la mano ad Annamaria Lacman!... mostruoso!... Mi vergogno per tutte e due! (A Tom) Vi ringrazio, Tom! Che siete venuto a prendermi! Non lo dimenticher mai... Siete molto buono!

Tommaso - (come per scusarsi) Non volevo darvi un dolore, Annamaria!

Annamaria - Dolore? Non il caso di parlarne... Ah, no! Nessun dolore: soltanto nausea. (Legge) Ardo dal desiderio di conoscervi dopo che gi vicino, sempre pi vicino a me sento il vostro spirito eletto. Quando mi sar concesso di fare la mia visita a voi ed alla vostra degna famiglia? . (Riflettendo) La visita a me ed alla mia degna famiglia! (Afferrando un'idea) Bellissima! Qui, lo voglio! meglio, molto meglio Tom... ho trovato un finale pel romanzo anche pi interessante... ma soprattutto pi divertente! Aspetter che quel gentiluomo venga da me... lui e i suoi... E quando ci sar, vedrete... Non se lo dimenticher pi, per tutta la vita! (Coi pugni chiusi, fa qualche passo, guarda lontano, come se gi vedesse la scena dell'incontro. Poi, risoluta) Andiamo pure, Tom! Sono io che lo desidero. Qui, non ho pi nulla da fare...

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Nel castello dei Lacman in Boemia. Un salone. A destra ed a sinistra, porte. In fondo, una grande finestra che d nel giardino. A sinistra un pianoforte. Sopra il pianoforte, in posizione visibilissima, un grande ritratto di Annamaria.

All'aprirsi del velario, Annamaria seduta al pianoforte e suona un notturno di Chopin. pallidissima, sofferente. L'espressione del viso triste, i gesti sono di persona stanca.

Zia Luisa - ( una simpatica figura di signora attempata, molto fine. Viene da sinistra. Si ferma un momento sulla porta e guarda Annamaria, scrollando il capo) Chopin... ancora Chopin... Sarebbe meglio tu andassi pi sovente a fare una bella passeggiata... Questo tuo modo di fare... di non voler veder nessuno... assurdo...

Annamaria - Zia... ricominci a litigare?

Zia Luisa - Per carit! No. Soltanto... e te lo dico sinceramente... penso di scrivere a tuo padre. Mi pare che tocchi a lui... Venga qui e ti veda. Forse a lui saprai spiegare... ti degnerai di raccontare ci che ti senti... ed egli uomo capace di consigliarti per il meglio...

Annamaria - Lo direi volentieri anche a te, zia... ma...

Zia Luisa - Non dire bugie. Con me, sei cattiva. Me ne sono accorta subito, da quando sei tornata di laggi. Sei completamente cambiata. Ormai son passate delle settimane e continui a sfuggirmi.

Annamaria - vero, zia, sar cambiata. Ma dimmi: vero che hai licenziata la Ida?

Zia Luisa - Verissimo, perch? qui da due mesi e ne ha combinate tre o quattro imperdonabili! Anche stanotte, pare che qualcuno sia entrato da lei, passando per la finestra! Non vale di parlarne!

Annamaria - Zia Luisa... te ne prego... non mandarla via!

Zia Luisa - Se ti fa piacere... rimanga pure...

Giovanni - (vecchio cameriere. Viene da destra. Si ferma sulla porta) L'autista domanda se deve andare alla stazione... a prendere i signori che arrivano...

Zia Luisa - (agitando lievemente il mazzo d chiavi) Santa pazienza! A momenti la facevo grossa... Me ne ero dimenticata... (Ad Annamaria) E tu... scendi anche ad incontrarli?

Annamaria - (come toccata da una corrente elettrica, con tono insolitamente energico) Nemmeno per idea... (A Giovanni) L'automobile... vada subito. gi tardi...

Giovanni - Si, signorina... (Via da destra).

Zia Luisa - (un po' stupita) Come mai? Credevo ti volessi trovare anche tu al loro arrivo...

Annamaria - No... li aspetter qui... (Guarda fuori dalla finestra).

Zia Luisa - Non mi sembri troppo entusiasta di questi tuoi parenti...

Annamaria - Sono cugini del pap... A me non interessano molto. Ma voglio essere bella ugualmente e indosser un abito elegante. (Via).

Giovanni - (entra da destra con un fazzoletto in mano) venuto il signor Tom...

Zia Luisa - Ah, lui! E dov'?

Giovanni - Aspetta la signorina, nel belvedere...

Zia Luisa - Ed intanto me lo riempir di fumo!

Giovanni - Nossignora! Non ha pi la pipa in bocca, come sempre. Me ne sono meravigliato anch'io.

Zia Luisa - Di chi quel fazzoletto?

Giovanni - Della signorina. L'ha trovato il giardiniere. Sulla panca, in riva al laghetto del parco...

Zia Luisa - (spaventata) Fin laggi?

Giovanni - Sissignora. E c' dell'altro... Il giardiniere mi ha confidato che la nostra signorina rimasta all'aria aperta quasi tutta la notte, seduta sulla panca, a guardare le stelle! Io gli ho detto: Buon segno! Avremo presto un matrimonio in casa!

Zia Luisa - Sei un competente in materia, tu! Con le tue cinque figliuole sposate!

Giovanni - Infatti... Non mi stato facile sistemarle tutte... come si doveva... Ma la fortuna mi ha aiutato... (Entra Tommaso).

Tommaso - Buon giorno, zia Luisa! (Le bacia la mano).

Zia Luisa - Buon giorno, birbante! Come va?

Tommaso - (sedendosi) Di salute, benone!... Dunque... Oggi arrivano gli ospiti... vero?

Zia Luisa - Saranno qui fra poco, credo...

Tommaso - A dir la verit... io sono venuto soltanto per parlare coll'amministratore... Non intendo affatto star qui a disturbare... (Si alza).

Zia Luisa - (lo trattiene pel braccio) Vorrei vedere anche questa! Caro Tom! Sono io che non vi lascio scappare!

Tommaso - (si risiede).

Zia Luisa - Mi sembra che noi due abbiamo da chiarire insieme qualche cosettina. (Si siede vicino a lui) Figliuolo mio! Non so se ricordale bene. Circa sei anni fa... eravamo qui, in questa stessa stanza, seduti l'uno accanto all'altro, come adesso...

Tommaso - E come no? Mi ricordo perfettamente. Ma da quel giorno, purtroppo, sono appunto passati circa sei anni!... Annamaria, per la prima volta, mi aveva detto di no. Ero venuto a prender consiglio dalla zia Luisa... Cosa dovevo fare? E la zia Luisa mi aveva risposto: A questo mondo bisogna saper aspettare! .

Zia Luisa - Esatto. Aspettare... Ma agire... Non avevo mica prescritto di stare sei anni colle mani in mano!

Tommaso - Oh! Durante questo lungo periodo ho ripetuta la mia brava domanda di matrimonio la bellezza di 79 volte! Non ho difficolt ad arrivare ad 80 se voi credete che Annamaria ci tenga a le cifre tonde.

Zia Luisa - Dunque... perch tirare le cose tanto in lungo? Annamaria deve sposarsi! tempo!

Tommaso - Lo far, state tranquilla. E questa volta, per decidersi non avr bisogno di pensarci su quasi mezza dozzina di anni!

Annamaria - (viene da sinistra. Sentendola entrare, la zia tace) Buon giorno, Tom! Era ora che vi faceste vedere! Mi fa piacere...

Tommaso - Grazie, Annamaria!

Annamaria - A proposito, Tom. Oggi arriva anche Marta Gering! Cos potrete finalmente conoscerla... (Si siede).

Zia Luisa - Una gran bella figliuola. Molto sportiva. Molto moderna.

Annamaria - Ma intelligente, colta, seria e molto pi tenera e delicata di sentimento di quanto possa sembrare. In collegio era la mia migliore amica. La chiamavamo il campione di boxe . Per voi, Tom, sarebbe una compagna ideale!

Tommaso - Non ne dubito... Infatti fin da bambino ho sempre coltivato l'aspirazione di sposare un campione di boxe!

Zia Luisa - (vuol lasciare i dive giovani soli) Ragazzi... Vi prego di scusarmi... Devo dare un'occhiata nelle stanze e poi in cucina... che tutto sia in ordine. (Via).

Annamaria - Avete spedito il danaro, Tom?

Tommaso - S. Venticinquemila franchi... a mademoiselle Thrse Cartier...

Annamaria - Adesso, potr sposarsi il buon professor Mueller. E forse saranno anche felici!

Tommaso - Certo... molto bello... preoccuparsi della felicit altrui! (Una pausa) Il treno arriva fra una decina di minuti...

Annamaria - Credo...

Tommaso - (si alza, accnde una sigaretta. Va al pianoforte) Questi dieci minuti vi sembreranno un po' lunghi. Non vero, Annamaria? (Sorridendo) Non ostante la mia amabile compagnia!

Annamaria - Tom... mi credete se vi dico che in queste ultime notti io ho meditato, pi di quanto abbia dormito ?

Tommaso - Ci siamo.

Annamaria - Pure certe volte... sento in me una voce... strana... timida e buona... che tenta di difenderlo!

Tommaso - Lo sospettavo, Annamaria!

Annamaria - Semplicemente perch mostruoso credere che un uomo possa diventare tanto spregevole, unicamente per sete di danaro! E se non viene... lo raggiunger io... anche in capo al mondo!

Tommaso - Verr, Annamaria...

Annamaria - (si alza) Ha scritto poco... e le sue lettere sono state diverse assai dalle prime... Vediamo se ha quest'audacia!

Tommaso - (sorridendo filosoficamente) Se ha quest'audacia, punitelo inesorabilmente! Sposatelo! Vi do per un consiglio... Non lasciate passare altri sei anni.

Annamaria - Con voi non si pu pi parlare sul serio! Vado a cambiarmi. (Esce).

Tommaso - (a Giovanni che entra) L'amministratore in casa?

Giovanni - Sissignore! (Esce da destra. Tommaso ode intanto il clackson dell'automobile. Va alla finestra. Emette un piccolo fischio di sorpresa e fugge via rapidamente da destra).

Marta - ( una bella ragazza, tutta brio e salute. Veste un elegantissimo costume da tennis e porta in mano anche la racchetta. In tutto il suo modo di fare vi ! Qualche cosa di maschile. Senza per che ella perda in leggiadria. Entra con zia Luisa che porta dei fiori e che va ad ordinarli in fretta nei diversi vasi che si trovano nella sala).

Zia Luisa - Tu mi perdoni, eh, figliuola cara? Sei di famiglia... Ma oggi ci sono anche altri ospiti...

Marta - Ma vada, ma faccia, zietta. Si trovi a riceverli! Io me ne resto qui, tranquilla. Legger qualche cosa!

(Zia Luisa esce. Marta prende un libro. Ne cerca un altro, lo sfoglia, e lo rimette al suo posto. -Ne prende un terzo. Marcello entra da sinistra. quasi irriconoscibile. Dimagrito, pallido, si muove con evidente stanchezza. depresso, nervoso. Vedendo Marta, ha un gesto di sorpresa. Marta lo nota e sorride, un po' imbarazzata).

Marcello - (cerca tormentosamente le parole) Domando scusa... Se mi sono permesso... di entrare senza farmi annunciare... (Credendo di parlare colla padroncino di casa si passa la mano sulla fronte, come se cadesse in deliquio).

Marta - (scambiando a sua volta Marcello per Tommaso) Senta! Non si stupisca della mia franchezza. Ma ci tengo ad essere sempre sincerissima. Non sono di quelle che posano, io. E non amo i preamboli e le formalit. Quindi, le dico subito che l'aspettavo.

Marcello - (sempre pi imbarazzato) Gi... gi... strano... signorina...

Marta - Questo stato appunto il lato interessante del nostro incontro! Che lei entrato, mi ha vista e ci siamo parlati subito, come se si continuasse un discorso cominciato ieri. Bellissimo! Sa... non nego di essere un po' diversa dalla media comune delle altre ragazze. Ma so pure che lei un tipo speciale! Niente smorfie, quindi. Io, lei, la conosco ormai perfettamente. Forse anche lei sa parecchio di me. Perch non dovremmo essere ottimi amici? Non le sembra?

Marcello - (sente che la situazione per lui diventa sempre pi penosa) Oh... certo... Ma veda, forse potremo star soli, insieme, ben rare volte... Voglio dire... soli, a quattr'occhi. Attorno a noi avremo tutta la gente... i miei... i suoi... ho preferito spiegarmi per iscritto. (Porge una lettera) gi qualche giorno che la lettera pronta... Ma non l'ho impostata... Visto che dovevo venire. L'ho portata con me... perch appunto... ho tenuto conto della probabilit di poter difficilmente rimaner soli insieme... Del resto, ci che lei in cinque minuti potr sapere, leggendo questa lettera, io... oggi... nello stato d'animo in cui mi trovo... non sarei capace di esprimerlo... La prego, signorina... non se l'abbia a male...

Marta - Anzi lo trovo un sistema nuovo, divertentissimo! (Prende la lettera) E la leggo anche subito...

Marcello - (Con un gesto di spavento) Ah, no! La scongiuro! Non qui... e, ad ogni modo, non in mia presenza! Quando lei sar sola ed avr modo di leggere con tutta l'attenzione possibile. Credo... spero... che il suo cuore le suggerir un giudizio benevolo a mio riguardo... che lei si degner di capirmi e di approvarmi...

Marta - Altroch! Niente paura!

Marcello - Io vado... Non voglio che gli altri sappiano di questo nostro incontro... cio che ho gi avuto la fortuna di incontrarla, da solo a solo... L'essenziale ora che lei legga la lettera... che sappia tutta la verit... Questa l'unica ragione per cui sono venuto... E di nuovo le domando scusa della mia audacia...

Marta - Tutte parole inutili, caro amico! Il nostro incontro stato interessantissimo, come prevedevo...

Marcello - La ringrazio... Lei mi ha reso facile un passo che mi pareva invece molto arduo... Di nuovo, grazie infinite!

(Mentre la porta a destra si apre, Marcello scompare da sinistra).

Giovanni - Signorina... scusi... non s' ancora vista la signorina Annamaria?

Marta - No... finora no.

Giovanni - (sorpreso, curioso) Ma... la signorina era sola qui? Mi era parso...

Marta - Infatti... non ero sola... C'era con me il signor Tom!

Giovanni - Chi? Impossibile, signorina... Il signor Tom era in casa dell'amministratore ed qui che viene... (Esce. Marta enormemente sorpresa).

Marta - Oh, diavolo! Ma... allora... Chi era costui? (Guarda con ansia verso la porta).

Tommaso - (entra da destra. Si ferma sulla porta. Marta e Tommaso si osservano un momento, reciprocamente, con evidente e simpatico interesse) Signorina, lei non mi conosce, ma in compenso io conosco moltissimo lei...

Marta - Si potrebbe discutere, caro Tom... Ma inutile. Ci conosciamo ambedue alla perfezione!

Tommaso - (sorpreso) Come mai ha indovinato che ero io?

Marta - Immediatamente... Alla prima occhiata. Anche se lei fosse stato confuso in mezzo ad un centinaio di altri giovanotti, mai visti in vita mia, avrei puntato su di lei ed avrei detto: quello l! . Dopo tutto ci che ho sentito raccontare di lei, la mia fantasia se ne era creata un'immagine precisa a quella che in realt!

Tommaso - Adesso, per, bisognerebbe sapere se questo un complimento, oppure un'ingiuria! Ma non conta. L'essenziale si che ci siamo incontrati, cara Marta! Le dispiace se la chiamo cos, senza cerimonie? Oppure vuole che la chiami campione di boxe?

Marta - Ah! Sa anche questo?

Tommaso - So tutto! Prova ne sia che non pi tardi di un quarto d'ora fa ho dichiarato a qualcuno che la mia pi ardente aspirazione sempre stata quella di sposare un campione di boxe!

Marta - (gli si accosta, lusingata) vero... proprio vero ?

Tommaso - (spaventato) Oh, Dio! Se devo dirlo... stato uno scherzo!

Marta - (non accusa il colpo. Motteggiando) Lei si sbaglia, se crede che un uomo non sarebbe felice sposando una campionessa di boxe! A lei posso fare una confidenza, no?

Tommaso - Vorrei vedere! Coll'amicizia che esiste fra noi!

Marta - (mostra la lettera di Marcello) Ebbene, questa lettera scritta da un gentilissimo signore che mi propone di sposarlo!

Tommaso - E lei tentenna? Non si decide?

Marta - Per sua norma, non ho mai tentennato in vita mia! Legger la lettera e nel termine massimo di cinque minuti dar la risposta. S... oppure... no! Le scappatoie non mi piacciono. Arrivederci. (Esce. Tom la rincorre).

(Il signor Cramer e sua moglie entrano da sinistra. Contemporaneamente Giovanni entra da destra).

Giovanni - Se i signori vogliono passare nella sala grande...

Signor Cramer - Veniamo subito... (A sua moglie) Siedi un momento... respira...

Signora Cramer - ( stanca, depressa, sofferente).

Signor Cramer - (a Giovanni) Mia moglie ha un po' di capogiro... ci va soggetta, specie in automobile... Ma cosa da niente... passa subito... (Giovanni si inchina ed esce) Ah! Perbacco! Devo proprio dirlo! Sono incantato! Come bello qui! Come tutto serio, veramente... E basterebbe che Marcello stendesse )a mano per diventare il padrone! E non ne vuol pi sapere! Ma perch, santo Dio! Perch siamo stati costretti a portarlo fin qui, quasi colla forza? E diventato matto? Beh! L'essenziale si che ora ci sia... che veda coi suoi occhi... e ci pensi un momentino!

Marcello - (entra da sinistra) Deve essere qui...

Signor Cramer - Marcello... Tu vai, vieni e non dici nulla! Che impressione ti fa?

Marcello - (duro) Cosa vuoi che ti dica?

Signor Cramer - Non stupendo... meraviglioso?

Marcello - S... stupendo... meraviglioso!

Signora Cbamee - (tenera) Figliuolo mio... Sei pallido... Dopo colazione sarebbe meglio che...

Marcello - (evita lo sguardo della madre. Parla al padre) Sto benissimo, invece...

Signor Cramer - Per... trovo strano, che la ragazza non si faccia vedere... Almeno tu... avresti gi dovuto salutarla!

Marcello - Infatti... l'ho gi salutata!

Signor Cramer - (inquieto) E... Com'? Molto...

Marcello - (duro) Non affatto brutta... anzi... bella!

Signor Cramer - Non brutta! Dio, ti ringrazio. Avevo una paura! Vedi? Anche questa fortuna, ti capita!

Marcello - (amaro) Gi... io sono sempre fortunato! (Va via da destra. Cramer lo segue collo sguardo, scrollando la testa).

Signora Cramer - (disperata) Lo vedi... Come cambiato ?

Signor Cramer - Cambiato... addirittura... un po' pallido!

Signora Cramer - No... anche lui ammalato... e per la stessa ragione...

Signor Cramer - Va l! Due settimane di aria buona guariranno te ed il tuo figliuolo! Perfino l'aria, qui, vale dei biglietti da mille!

Signora Cramer - (scrolla la testa dolorosamente) Che importa? Hai visto come mi ha guardato? Da quando quella poveretta scomparsa, mi guarda sempre cos? (Pi disperata ancora) 11 mio figliuolo mi guarda come una nemica, come un'assassina! Come se mi volesse gridare continuamente...: colpa tua! Sei tu che l'hai uccisa! Sei tu che l'hai buttata nel fiume quella creatura innocente!

Signor Cramer - Ma che annegata! Avr trovato un posto chiss dove!

Signora Cramer - Marcello l'avrebbe scoperta... Ha girato dappertutto.

Signor Cramer - Ed allora bisognava fare come consigliavo io: avvertire la polizia... O scrivere ai parenti... Perch non avete voluto? Ma si trover, non temere... Soprattutto... non bisogna pensarci troppo... hai capito?

Signora Cramer - Fai presto a dirlo, tu! Ma quando non si pu dormire! E poi... all'improvviso... nella stanza... si sente un rumore di passi... e mi alzo sul letto e la vedo... coi miei occhi... Oh, Dio... mi sento male! Un bicchier d'acqua!

Sicnor Cramer - (imbarazzato) Acqua... Ma dove la trovo? Aspetta un momento. (Esce correndo da destra).

(Una pausa. La signora Cramer ritorna in s. Si alza. Va davanti allo specchio. Si mette ad aggiustarsi un po' il cappello).

Annamaria - (entra da sinistra, in fondo. Vede la signora Cramer e fa un balzo indietro, ritirandosi dietro la porta).

Signora Cramer - (riflesso nello specchio ha visto il gesto di Annamaria. Si irrigidisce dallo spavento. E, facendo un terribile sforzo, grida) Aiuto!.. Oh, Dio! Aiuto!

Signor Cramer - (entra portando un bicchier d'acqua) Che succede? Che hai?

Signora Cramer - Proprio adesso... l'ho vista... Era lei... Laggi! Dio... Dio!

Signor Cramer - Lei, chi?

Signora Cramer - Sulla porta... comparsa... come se fosse viva! L'ho veduta nello specchio...

Signor Cramer - Calmati, via! Sii ragionevole. (Mette una pastiglia di bromuro e poi mescola l'acqua col cucchiaino) Adesso bevi il tuo bromuro e tienti su... Di l ci aspettano.

Signora Cramer - (beve, si alza ed indica la porta di sinistra) L... proprio su quella porta! Come se la vedessi ancora!

Signor Cramer - S, cara... come vuoi...

Signora Cramer - Tu non ci credi! ?

Signor Cramer - Ma s, lo credo... Perch non dovrei crederlo? Ma ora, vieni... (Escono).

Annamaria - (circospetta, entra da sinistra. Sull'elegantissimo vestito, ha gettato il mantello sport che indossava quella sera in cui giunse per la prima volta dai Cramer. Suona il campanello).

Giovanni - (entra da destra).

Annamaria - Dove sono i signori?

Giovanni - Tutti nella sala grande.

Annamaria - Prega il signor Marcello Cramer di venire qui un momento...

Giovanni - Subito, signorina... (Esce da destre in fondo).

(Annamaria si ritira vicino alla finestra in fondo. Udendo i passi di Marcello, si nasconde dietro la tenda. Marcello, entrando, non la vede e crede che la sala sia vuota. affranto, quasi barcollante. Si siede sulla prima sedia. Ad un tratto, scorge il ritratto di Annamaria. Salta in piedi, come toccato dalla corrente elettrica. Guarda a lungo il ritratto, sbalordito da tanta rassomiglianza).

Annamaria - (molto pi imbarazzata di quanto vorrebbe) Trova che quel ritratto assomiglia a qualche persona che lei conosce?

Marcello - (si volta, come fulminato. Fa due passi indietro. Ma poi, una gran gioia si impadronisce di lui) Maria! Tu! Oh, finalmente! Viva, sei viva! Lo sapevo... Sono felice! Ma... non mi sarei mai immaginato di trovarti qui... proprio qui! (Fa un passo avanti. Ma improvvisamente attanagliato da un'idea, da un sospetto. Si ferma, e ripete, cogitabondo) No... non me lo sarei mai immaginato... (La gioia scomparsa dal suo viso) Qui... in questo luogo... (Con una risatina amara, prende contegno, e cerca di mostrarsi superiore agli avvenimenti) Capisco... Il trucco riuscito a meraviglia, signorina Maria. Molto abile! Congratulazioni! (Si siede su una poltrona) Un lavoro di pazienza e di astuzia, degno di una donna! Senza cuore... Avrei dovuto prevederlo.

Annamaria - Signor Marcello! Che ha? Vedo soltanto ora... forse stato ammalato?

Marcello - (come ridestandosi da un incubo) Pi che ammalato; una sofferenza indicibile.

Annamaria - Mi accorgo che lei deve aver sofferto, ma non odio pi... N lei, n gli altri. E sento invece molta piet... per lei... Marcello. Vada e cerchi di vivere tranquillo. Io le perdono il male che mi ha fatto...

Marcello - Lei? Mi perdona lei, dopo l'agguato di oggi?

Annamaria - Agguato? No, caro, io qui sono in casa mia! Io sono Annamaria Lacman e lei, mio ospite! S, Marcello, io sono la figlia di suo cugino Giorgio Lacman. Ed ero venuta in citt, allora, a constatare di persona chi e che cosa fosse veramente questo signor Marcello Cramer che aveva perso l'abitudine di scrivermi delle lettere abbastanza interessanti. Lei e la sua famiglia mi aspettavano alla stazione. Ma io ero giunta in automobile. La stessa sera, in casa Cramer, si attendeva anche un'istitutrice. Il destino ha voluto combinare un intrigo... ed io ho accettato di esserne per un po' di tempo la protagonista... Il resto, lei, lo sa!

Marcello - (con tono completamente diverso, ma serio) Senza dubbio... il resto lo so... Ma io, qui, pochi minuti fa, ho parlato con una signorina... o... con una giovane signora che fosse... non ricordo bene... Portava un costume da tennis...

Annamaria - Una mia amica... la signorina Marta Gering. Adesso lei sa tutto... superfluo continuare e discutere... Pu andarsene tranquillamente...

Marcello - So tutto, vero. Ma non ho pi nessun motivo per andarmene...

Annamaria - Lo deve fare, invece. Le basti di capire che di fronte a lei, Annamaria, stata molto pi debole di quanto avrebbe dovuto essere... (Una lunga pausa).

Marcello - (le si avvicina. Con calore) Maria!

Annamaria - (piano, ma risoluta) Non cerchi di giustificarsi. Sarebbero parole superflue... In questo giuoco, io ho perduto parecchio. Ma, in compenso, ho guadagnato anche qualche cosa: dell'esperienza.

Marcello - Maria... dimentichi tutto, ed interroghi soltanto il suo cuore. Pu immaginare le nostre due esistenze, da questo momento, disunite? (Le si avvicina commosso) Maria! Senza timore... ma anche senza reticenze! C' una voce in fondo alla sua anima, come in fondo alla mia? La mia non mi parla... ma grida, urla: va da lei... Prendila fra le tue braccia, domandale perdono... (L'abbraccia).

Annamaria - (commossa, ma ancora indecisa) Marcello... vorrei credere.

Marcello - (disperato) Deve aver fiducia, deve sentire che il suo posto accanto a me... (appassionato) venga via subito. Io la porto via...

Annamaria - Vuole andare?

Marcello - S. Non ho pi nulla da dire! Me ne vado, e per tutta la vita cercher la signorina Maria che amo...

Annamaria - (colle lacrime nella voce) E allora... se lei si sente... di andare... Sia felice. Addio... (Gli porge la mano).

Marcello - (tiene forte la mano di Annamaria fra le sue) E se io... non ti restituissi pi la tua mano, Maria?

Annamaria - (sorridendo fra le lacrime) Non vuoi andare, Marcello?

Marcello - (abbracciandola) No... amore! Rimango. (Le d un lungo bacio. Bussano forte a destra. Tom si ferma sulla porta).

Tommaso - Oh! Pardon!

Annamaria - (sorridendo) Venite avanti, mio buon Tom! Vi presento una persona che oggi mi ero proposta di scacciare da casa mia!

Tommaso - (stringe la mano a Marcello) Constato che ci siete riuscita. (Porge una lettera a Marcello) Questa la lettera che lei ha data per errore a Marta...

Marcello - La mia lettera! Era per te. (Porge la lettera ad Annamaria che, incuriosita, la scorre).

La voce di Marta dal giardino - Tom... son qui... Aspetto!

Tommaso - (alla finestra) Vengo subito, cara!

Annamaria - (sospendendo di leggere, sorride affettuosamente a Tom) Anche voi, sarete felice!

Tommaso - Eh! Dopo sei anni, me lo merito!

FINE

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