Un’anima per Giulia


UNANIMA PER GIULIA

Radiogramma

Di VITTORIO CALVINO

PERSONAGGI

GIULIA

STEFANO

L'ANGELO

IL MENDICANTE

LA VECCHIA SIGNORA

IL CONDANNATO A MORTE

GIORGIO

VOCI MASCHILI

VOCI FEMMINILI.

Commedia formattata da

(Siamo alle ultime battute di un concerto di pianoforte. Le agili dita di Giulia lei che suona scorrono sulla tastiera suscitando unondata di musica viva e forte. N.B. La musica pu essere, ad esempio, il finale della Ballata in sol minore op. 23 di Chopin. Quando la musica tace, scoppiano gli applausi e si odono le grida del pubblico).

Voci - Brava! Bene! Bravissima! Molto bene (Ecc.).

Una voce maschile - (in p. p. mentre durano gli applausi) Brava! Siete insuperabile! Complimenti! Venite a ringraziare il pubblico. (Ancora applausi e grida a soggetto e. s.).

Seconda voce maschile - (in p. p.) Ma signorina! Perch fuggite? Non vedete quanta gente vuole congratularsi con voi?

Giulia - (con voce commossa) Lasciatemi andare... Sono stanca morta! Non mi reggo in piedi!

Seconda voce maschile - E' l'emozione! Ma venite, venite!

Giulia - No, no; corro a chiudermi in camerino... Non resisto. Vi ringrazio di tutto.

Seconda voce maschile - In camerino? Ma no!

Giulia - S, s; lasciatemi...

Terza voce maschile - Dei fiori, signorina... Sono per voi...

Giulia - Grazie, grazie... Ma ora non trattenetemi...

Seconda voce maschile - E cosa diremo alla gente?

Giulia - Dite... dite che sono stanca... che mi sento male...

Seconda voce maschile - Vi sentite male?

Giulia - Ma no, una scusa... Perch voglio rimanere sola... Ma sto benissimo e sono felice... Capite? Felice! Ringraziate tutti gli amici. E grazie anche a voi... Buona sera. Ci vedremo domani... (Rapido passaggio di voci e bruso di folla).

Voci maschili e femminili - E' bravissima! Una tecnica superba! E' il suo primo concerto? S. E' giovanissima. Molto carina, non trovi? Deliziosa... E cos disinvolta... (Dissolve. Rumore di porta che s chiude. Silenzio).

Giulia - (sospira profondamente, felice, commossa).

Stefano - (appassionato) Giulia!

Giulia - (sorpresa, spaventata) Stefano!

Stefano - (una voce giovanile, calda, sonora) Ti ho fatto paura?

Giulia - (ancora spaventata e lai po' irritata) Certo! Perch ti sei nascosto nel mio camerino? Chi ti ha fatto entrare?

Stefano - (protesta) Non mi sono nascosto. Ero seduto nella poltrona, qui nell'angolo... e ti aspettavo. Soltanto tu non mi hai notato entrando...

Giulia - (irritata. Non affatto ben disposta verso di lui) Perch sei venuto? Non hai ricevuto la mia lettera?

Stefano - S, l'ho ricevuta. Volevo congratularmi con te per il tuo successo...

Giulia - Eri in teatro?

Stefano - Naturalmente. Pensi che avrei potuto mancare?

Giulia - (secca) Bene. Ti ringrazio. Ed ora arrivederci.

Stefano - (implorante) Giulia...

Giulia ----------------- - (fredda) Che c'? Devo cambiarmi, ho fretta...

Stefano - (c. s.) Giulia cara.. Non capisci proprio? Perch mi tratti cos?

Giulia - (infastidita) Ma non abbiamo pi nulla da dirci, mi pare. La mia lettera era chiara e precisa, no?

Stefano - Giulia, Giulia cara! Ma possibile che tu voglia ridurmi alla disperazione? Non hai piet di me?

Giulia - Stefano, te ne prego, non ricominciare. L'ultima volta che ci siamo visti mi hai chiesto di essere sincera con te. Lo sono stata. Ti ho scritto con la massima sincerit. Non posso ricambiare il tuo amore, ecco. E pur apprezzando moltissimo i tuoi sentimenti, non riesco assolutamente a contraccambiarli.

Stefano - No, impossibile. Giulia cara, te aie scongiuro: rifletti...

Giulia - Ma perch insisti ancora? Non fai che aumentare la tua sofferenza e il mio disagio...

Stefano - Ah, ti rendi orato che io soffro? Te ne rendi conto? Da un arano non ho pi pace, lo capisci?

Giulia - Lasciami! Mi fai male!

Stefano - Scusami... E' pi forte di me... Vedi, io cerco di ragionare... cerco di comportarmi come vorresti tu... Ma pi forte di me... Avevo deciso di non vederti pi... Dopo la tua lettera avevo proprio deciso di partire... E invece, da questa mattina non ho fatto che girare qui intorno, in attesa che il teatro si aprisse. Ti ho vista arrivare... Ti ho vista scendere dal tass, entrare dalla porta del palcoscenico... Sono stato uno dei primi a prendere posto... Perch volevo rivederti ancora una volta prima d'andarmene... Pensavo: non possibile che Giulia, proprio Giulia abbia scritto una lettera cos crudele... Giulia, dimmi: non sei tu che hai scritto quelle parole?

Giulia - (con freddezza) Stefano, basta! Io non posso, non voglio ascoltarti ancora... Ti prego di lasciarmi. Devo cambiarmi per andar Via.

Stefano - (ironico) Hai fretta?

Giulia - S, ho fretta. Ebbene?

Stefano - (con amarezza) Vai da Giorgio, vero?

Giulia - No. Vado a casa.

Stefano - Perch mi dici delle bugie? Giorgio stesso mi ha detto oggi che ti ha invitata a cena. (Ansioso) Lo ami, vero ?

Giulia - Cosa importa a te?

Stefano - Perch mi torturi?

Giulia - (insofferente) Oh, smettila!

Stefano - (vibrante) Giorgio un mascalzone! Se lo avessi trovato qui lo avrei ucciso!

Giulia - (ironica) Oh, ecco! Come diventa meschino un uomo geloso! Giorgio un mascalzone smplicemente perch mi ama!

Stefano - Fai attenzione, Giulia! Tu scambi la sua vanit per amore... E se si trattasse solo di questo?

Giulia - (ironica) Continua, continua... E' molto carino da parte tua... (Scattando) Ma chi ti d il diritto di farmi delle scene di gelosia? Posso amare ohi voglio, no? Sono libera, liberissima. Non ho doveri n obblighi verso nessuno.

Stefano - (accorato, supplichevole) Giulia cara, per l'ultima volta, ascoltami... Forse mi sono ingannato, vero... Ma ho sempre pensato che tu potessi volermi un po' di bene... Non mostravi forse di gradire la mia compagnia? Mi sorridevi, mi trattavi con una certa confidenza... Eravamo buoni amici...

Giulia - Ma questo non amore.

Stefano - (incalzante) Aspetta, aspetta... Lasciami parlare... Forse tu non immagini quanto posto abbia preso nel mio cuore questo amore... No, non lo immagini... Ti ho amata dal primo momento in cui ti ho vista... Non ho osato mai dirtelo... Mi bastava vederti sorridere, mi bastava farti contenta... Dentro di me cresceva un sentimento di tenerezza, di devozione, di ammirazione... cos grande, cos bello... E appunto per questo mi ribello all'idea che tu possa rovinare la tua esistenza per correre dietro a quel...

Giulia - Basta! Ti proibisco di parlare di Giorgio.

Stefano - (con violenza) No! Voglio che tu sappia chi lui. Io lo conosco bene.

Giulia - Non voglio sentire nulla. Finiscila! Stai diventando opprimente e ridicolo!

Stefano - (colpito) Ridicolo? Io, ridicolo?

Giulia - (fredda) S, tu. Con questo tuo insopportabile amore, con questa tua assurda gelosia...

Stefano - (implorante) Giulia!

Giulia - (insensibile, continua) ...con questo tuo sentimentalismo da collegiale...

Stefano - (minaccioso) Giulia!

Giulia - (c. s.)...con queste tue meschinit d'animo che non sa vedere nel rivale che un mascalzone... E adesso vattene! Vattene e lasciami in pace una volta per sempre...

Stefano - (sperduto, balbetta) Tu mi scacci... Come un cane... Io che ti amo... (Rabbioso e disperato) E allora vai, vai da Giorgio, corri da lui che ti aspetta!

Giulia - (lancia un urlo acutissimo. Contemporaneamente un colpo di pistola, secco, lacerante. Poi silenzio).

Stefano - (dopo un istante, gridando) Giulia! Giulia! Giulia!(Silenzio. Poi Stefano singhiozza disperato) Giulia mia cara! Mio amore! Apri gli occhi... Parla... Io non volevo farti del male, te lo giuro... Non volevo... Perdonami, Giulia... Mia piccina... Perdonami... (I singhiozzi e le parole incoerenti di Stefano si allontanano, dissolvono. Silenzio. Dopo un istante si ode la voce dell'Angelo, grave, pacata).

L'Angelo - (piano, calmo) Andiamo via, ora. Vieni.

Giulia - (piano. La sua voce ha un tono quasi immateriale) Chi sei tu?

L'Angelo - Sono l'Angelo che Viene a prendere le anime dei morti. Andiamo.

Giulia - Dove andiamo?

L'Angelo - Via di qui. Il tuo posto non pi sulla terra.

Giulia - (esitante. La sua voce ha un tono infantile) E lui?

L'Angelo - Niente. Non riguarda n me n te. Andiamo.

'

Giulia - (in fretta) No, no: aspetta. Solo un momento. Lo vedi lui? Ha abbracciato il mio corpo e singhiozza... E' disperato.

L'Angelo - Ormai non c' pi nulla da fare o da dire... Vieni.

Giulia - No. Lasciami. Voglio guardare cosa fa lui. Forse tra poco qualcuno verr... Non hanno sentito lo sparo... Ma pi tardi, quando il custode salir per spegnere le luci... Allora...

L'Angelo - Lui avr il suo castigo.

Giulia - Ma no, non possibile... Il suo castigo lui lo ha gi. Non vedi com' disperato? Non voleva uccidermi: mi amava... Forse che si desidera uccidere la persona amata? No, vero?

L'Angelo - Ma lui lo ha fatto.

Giulia - (con improvvisa veemenza) Sono stata io a costringerlo! Io l'ho ridotto alla disperazione, ho esasperato i suoi sentimenti, l'ho offeso e deriso...

L'Angelo - (severo) Perch hai fatto questo, Giulia?

Giulia - (sconsolata) Non lo so, non lo so. Forse per vanit. Perch mi piaceva vederlo innamorato di me. I primi tempi, quando veniva a prendermi al Conservatorio, era persino buffo col suo modo di comportarsi... Un po' timido, un po' maldestro... Comprava dei fiori per me, poi li gettava via perch non aveva il coraggio di offrirmeli... Era come un bambino... Geloso di chiunque altro mi si avvicinasse, pronto a soddisfare ogni mio desiderio, ogni capriccio, cos devoto e premuroso... Ma non l'ho mai preso sul serio...

L'Angelo - Non lo amavi?

Giulia - No. Non lo amavo.

L'Angelo - Tutto terminato e concluso, allora. Andiamo.

Giulia - (con angoscia improvvisa) No, aspetta, aspetta...

L'Angelo - Non posso aspettare.

Giulia - Te ne prego... Non posso abbandonarlo cosi, capisci? Bisogna fare qualcosa per lui, bisogna impedire Che egli subisca le conseguenze d'una colpa che non la sua. Dimmi: che cosa si pu fare?

L'Angelo - Niente.

Giulia - Ma tu non hai piet di lui!

L'Angelo - Ne hai forse avuta tu?

Giulia - No, no: lo riconosco: sono stata crudele e ingiusta, sono stata cattiva... Non voglio portare con me il peso di questo rimorso... Devo aiutarlo, capisci? Devo aiutarlo. Ma cosa posso fare io se non mi aiuti prima che sia troppo tardi?

L'Angelo - Vuoi veramente fare qualcosa per lui?

Giulia - S.

L'Angelo - Forse c' un mezzo.

Giulia - Dimmi, presto. Dobbiamo fare presto!

L'Angelo - Bisognerebbe che tu non fossi morta. Che egli non ti avesse uccisa.

Giulia - (con un filo di speranza) Io posso rivivere, allora ?

L'Angelo - A una sola condizione: che un altro prenda il tuo posto. Io sono venuto a prendere un'anima.

Giulia - Ma come possibile?

L'Angelo - Se tu trovi, sulla terra, una creatura umana che voglia morire, ora, subito, per sostituirsi a te, tu rivivrai.

Giulia - Ma non la trover mai!

L'Angelo - E' tutto l'aiuto che io posso darti. E non per te io lo faccio, ma per lui... Lo vedi? Guardalo. E' ancora l che stringe tra le sue braccia il tuo corpo inanimato... Con quanta tenerezza disperata le sue labbra pronunziano il tuo nome! Come ti amava!.

Giulia - (febbrile) Io vado. Vado. Aspettami qui. Veglia su di lui, non abbandonarlo... Purch io possa fare in tempo...

SECONDO

(Dissolvenza d'apertura. Una caratteristica musichetta orientale. Una specie di melodia araba, un po' saltellante, lamentosa, che si confonde col bruso della strada e il confuso mormorio delle voci).

Il Mendicante - (con voce lamentosa) Carit, signori, carit per un povero vecchio cieco...

Voce maschile - (arrogante) Levati di mezzo, cane rognoso! Proprio dove passa la gente ti sei disteso...

Il Mendicante - Che Allah ti conservi la vista, fratello... Sono paralitico... Cieco e paralitico... Un povero infelice, fratello...

Voce maschile - (allontanandosi) Perch non crepa, questa carogna?...

Il Mendicante - Tu dici bene, fratello... Perch Allah non mi vuole? Io sono un povero vecchio inutile... Non posso camminare n vedere... Carit, signori, carit...

Giulia - (con voce soffocata, ansiosa) Fratello...

Il Mendicante - Chi sei tu che mi chiami cos?

Giulia - Un'anima in pena...

Il Mendicante - Dammi qualcosa per sfamarmi oggi... Nessuno mi ha dato niente... Non ho di che sfamarmi... Abbi piet di me, sorella...

Giulia - Non hai nessuno che ti aiuti?

Il Mendicante - Nessuno. Sono solo. E sono cieco. I ciechi sono due volte soli.

Giulia - Non puoi camminare?

Il Mendicante - Camminare? Non vedi che mi trascino come un verme in mezzo ai rigagnoli della strada? Oh, perch Allah non mi vuole? Nessuna miseria pi grande della mia...

Giulia - (con voce soffocata) Vorresti morire?

Il Mendicante - (lamentoso) Sempre io prego Allah che non mi faccia ancora penare... Nessuno mi vuole avvicinare perch desto ribrezzo... Nessuno mi getta nemmeno una piccola moneta...

Giulia - Ascoltami... Se tu vuoi, le tue pene potranno terminare subito.

Il Mendicante --------- - In che modo, sorella?

Giulia - Non vuoi tu finire questa tua vita miserabile e triste? Io te ne offro il mezzo. Basta che tu lo voglia e la tua vita finir.

Il Mendicante - Morire?

Giulia - S, morire... Per salvare un'anima infelice, per evitare il castigo di un innocente. Lo vorresti tu?

Il Mendicante - Morire?

Giulia - S: ora. Subito.

Il Mendicante - Ma perch dovrei morire?

Giulia - Non hai pregato forse Allah che ti togliesse a questa esistenza di dolore e di miseria?

Il Mendicante - S, ma io non voglio morire.

Giulia - E perch non vuoi? Perch?

Il Mendicante - Perch c' il sole... E' bello stare all'aperto, distesi, e sentire il calore del sole penetrare a poco a poco sotto la pelle e riscaldare il sangue nelle vene, dolcemente, come un fuoco benefico...

Giulia - Ma la tua miseria grande...

Il Mendicante - Ma grande anche la misericordia di Allah... Ogni giorno egli mi ha dato aria per respirare e sole per scaldarmi... (Dopa un silenzio, il mendicante riprende con la sua voce lamentosa, in tono professionale) Fate la carit a un povero infelice... Abbiate piet di un povero cieco...

Una Voce - Tieni...

Il Mendicante - Grazie, grazie, fratello... Che Allah ti schiuda le porte del Paradiso... (In tono diverso a Giulia) Vedi? Prima che ogni giornata finisca, Allah manda sempre un'anima caritatevole che mi getta la elemosina... Allah grande!

Giulia - Ma tu stesso hai detto che vorresti morire...

Il Mendicante - S, certo. Ma non quando voglio io, quando lo vuole Allah... (In tono lamentoso, il mendicante riprende) Carit, signori, carit per un povero vecchio cieco... Un povero paralitico... (Dissolve. Un attimo di silenzio).

TERZO

(Tino squillo imperioso, prolungato, d campanello. E' il telefono che suona, con insistenza).

Una voce maschile - Pronto? Pronto?

Voce femminile - E' il dottor Morgan che parla?

Una voce maschile - S, personalmente...

Voce femminile - Dottor Morgan, sono la nipote della signora Lewis...

La signora - (Lewis, ricordate? Quella vecchia signora che abita alla cinquantanovesima strada Est...

Una voce maschile - S, s: ho capito. La centenaria... Ebbene?

Voce femminile - Mia nonna stata colta da un attacco di asma cardiaca... Bisognerebbe che voi veniste subito, dottore... E ditemi intanto cosa devo fare...

Una voce maschile - Ah, cara signora... Non c' molto da fare. Vostra nonna ormai sui cento anni... Cosa volete fare? Io verr subito, comunque... Intanto provate con una iniezione di canfora... E controllate il polso...

Voce femminile - Va bene, dottore... Ma venite presto...

Una voce maschile - Sicuro. Vengo immediatamente. Cinquantanovesima strada Est, numero?

Voce femminile - Ventisette... (Dissolve).

Voce femminile - Nonna... Nonna... Come ti senti? (Un silenzio) Ora verr il medico, nonna... L'iniezione, intanto far effetto, vedrai, nonna... Un po' di pazienza, vero? (Silenzio).

La Vecchia - (geme debolmente).

Giulia - (piano) Signora Lewis?... Signora Lewis?

La Vecchia - (piano) Chi mi chiama?

Giulia - Sono io... Un'anima in pena che ha biso-gno di voi...

La Vecchia - Ohi pu aver bisogno di una povera vecchia che sta per morire?

Giulia - Io, signora. Io che cerco la salvezza per un innocente...

La Vecchia - E che cosa posso fare io per te? Non vedi come sono ridotta? Non ho pi fiato, non ho pi forza, non sono quasi pi viva... Ah, com' pesante, ancora questo estremo momento!

Giulia - Vorreste morire?

La Vecchia - E me lo chiedi? Non ti accorgi quanta fatica mi costa respirare? Mi pare di avere un peso enorme sul petto... E non riesco a muovere le braccia... Soffoco piano piano...

Giulia - Allora, se la vita non vi offre altro che dolore e sofferenza, forse voi potete aiutarmi... Che importa a voi morire?

La Vecchia - Ah, certo. Non ne posso pi...

Giulia - Volete finire subito questa sofferenza?

La Vecchia - Subito?

Giulia - (ansiosa) S, subito. Per aiutare un'anima in pena e per salvare un innocente...

La Vecchia - Ma cosa intendi tu per subito?

Giulia - Adesso. Ora. In questo momento. Solo cos sar possibile compiere un'opera buona...

La Vecchia - (riprendendo un certo vigore) Ma io non voglio morire subito.

Giulia - Come? Non volete? Ma se mi avete detto Che non potete pi continuare cos!...

La Vecchia - Ma s, ma s, ragazza mia... Ho detto questo, certo. Ma io spero di vivere ancora almeno fino a domani...

Giulia - E perch domani?

La Vecchia - (in tono piuttosto vivace) Ma perch domani compio cento anni! Cento anni, capisci? E sai cosa vuol dire questo? Che verranno i giornalisti a casa mia... Con i fotografi, sicuro... E metteranno il mio nome e la mia fotografia sul giornale... La signora Sara Lewis compie cento anni... Essa ha visto il Presidente Lincoln quando era bambina.... Sicuro: perch io ho visto il Presidente Lincoln... 'Non me lo ricordo pi ma l'ho veduto... E ti pare che io voglia morire senza toccare i cento anni? Sar la gloria di Brooklyn, domani... Ah, no! Aspetto il dottor Morgan... Non pu tardare... Lui mi dar qualcosa per aiutarmi... Certo, perch io dir ai giornalisti: E' stato il dottor Morgan che mi ha aiutata ad arrivare al secolo... . Non ti pare molto importante, bambina mia? (Dissolve).

QUARTO

(Il cupo rullo del tamburo. E la voce che segue si inserisce pian piano fino a divenire netta e distinta).

Voce - ...Per tutte queste ragioni considerate, il Presidente della Repubblica, sentito il parere del Ministro della Giustizia, ha respinto la richiesta di grazia del condannato a morte... L'esecuzione avr quindi luogo domani mattina all'alba, nel cortile della fortezza... (Il rullo del tamburo, ancora, lontano).

Giulia - (con voce dolce, supplichevole) Che importa a voi morire ora, se domattina all'alba, sicuramente, la vostra testa cadr nel paniere della ghigliottina?

Il Condannato - (con voce aspra) E perch dovrei morire ora?

Giulia - Ascoltatemi, ascoltatemi... Un uomo mi ha uccisa... Mi amava e mi ha uccisa... Ma non voleva uccidermi ed l che geme e piange, disperato... Io devo sottrarlo al castigo per questa colpa che non ha commesso... E solo potr farlo se una creatura umana vorr prendere il mio posto nel regno dei morti...

Il Condannato - (ironico, amaro) E voi credete a questo? Credete che si possa sfuggire cos al nostro castigo? che

Giulia - (con remissiva dolcezza) Forse: se la carit non del tutto spenta nel cuore degli uomini... Perch io faccio appello alla carit degli uomini... Alla vostra carit... ?

Il Condannato - (c. s.) Alla mia carit? E perch alla mia? Non vi converrebbe piuttosto rivolgervi alla lima carit del Presidente della Repubblica?

Giulia - (angosciata) Ve ne supplico! Perch mi mettete alla tortura? Non mi restano che pochi istanti... Abbiate piet di me...

Il Condannato - Piet? Hanno forse avuto gli uomini piet di me? Io ho ucciso, vero. E secondo la legge devo a mia volta essere ucciso. Questo il mio castigo. Anch'io ho chiesto piet. Ma essi hanno risposto che la giustizia non conosce piet.

Giulia - Non potete rassegnarvi, dunque?

Il Condannato - Rassegnarmi? No! No! Io non mi rassegno.

Giulia - Ogni speranza perduta, ormai... L'alba gi vicina...

Il Condannato - S, s; lo so. E questo il mio terribile castigo. Il castigo pi crudele della morte... L'alba gi vicina, ma io non voglio morire... Voglio vivere fino all'ultimo istante per assaporare ancora con disperata dolcezza la bellezza di questa vita che mi sar tolta. Vedete attraverso la stretta finestra? Le stelle impallidiscono gi... Penso a come le vedono i marinai che vanno sul mare... A come le vedono i pastori sulle montagne... Il cielo si fa pi chiaro a oriente... Oh, questo cielo cos bello al quale troppo di rado noi abbiamo levato il capo quando eravamo liberi! Cielo limpido, cielo sereno, cielo dolce della nostra infanzia... Odore di primavera nell'aria, profumo di fiori, sentore di terra bagnata dalla pioggia... Calore dell'estate. Malinconia dell'autunno, silenzio Dellinverno fasciato di neve... Tutto questo, tutto questo sotto il cielo... Questo cielo cos lontano... Eccolo, eccolo, lo vedete? Se ne scorge soltanto un piccolo pezzo attraverso le sbarre... Sembra cos nuovo improvvisamente... Sembra di non averlo mai visto prima d'ora... E voi vorreste che io muoia, che io rinunzi per un solo minuto all'ineffabile dolore di dire addio a tutto questo? (Silenzio. Il tic-tac lento e monotono dell'orologio).

QUINTO

Giulia - (ha una voce bassa, stanca, addolorata) Giorgio...

Giorgio - (allegro, pieno di vita. Con sorpresa) Giulia! Ma quasi non ti aspettavo pi! Come mai cos tardi? Vieni, vieni... Oh, ma hai le mani gelate! Cosa ti accade? Fa molto freddo fuori, vero? Ah, non davvero bello abitare in una villa a dieci chilometri dalla citt... D'estate si sta bene, naturalmente, ma d'inverno... A proposito, hai rimandato il tass?... Siedi, siedi... Qui accanto al camino... Vedi come bello il fuoco? Ma perch non parli?

Giulia - Sono terribilmente stanca...

Giorgio - Il concerto, vero? Una grande fatica anche per i nervi, sicuro. Ho saputo che hai avuto un grande successo. Me lo hanno telefonato... Ti faccio i miei complimenti, cara... Tu sai bene che se non avessi dovuto trattenermi qui per l'inventario sarei venuto ad applaudirti... Ma proprio oggi il notaio mi ha consegnato ufficialmente la villa... Ottima idea quella del caro zio di ricordarsi di me nel testamento.. (Con altro tono) Ma perch non parli Giulia? E mi guardi in modo strano...

Giulia - (piano) Sono sfinita, Giorgio... E ho tanta voglia di piangere...

Giorgio - Piangere? (Ride) Questa bella! Hai avuto il primo grande successo della tua vita e ti viene da piangere! Io entro in possesso della mia eredit, una villa e dieci ettari di parco, e ti viene da piangere! Davvero straordinaria! La racconter ai miei amici... A proposito, sai che molti mi invidiano? Non soltanto per la villa, naturalmente, ma perch tu mi ami... E non sanno quanto ci amiamo... Ti pare? Mentre ti aspettavo facevo dei progetti per l'avvenire... D'inverno abiteremo in citt, naturalmente... Ma nella buona stagione verremo qui... E tu avrai il tuo regno nella bella veranda al primo piano... Si vede il lago di lass... Metteremo un gran pianoforte sul quale potrai suonare guardando le cime degli alberi e il lago... Bellissimo... Ah, ma tu hai sempre le mani cos fredde... Non riesci a scaldartele? Aspetta... C' pronta una buona bottiglia di spumante per festeggiare il tuo grande successo e il nostro amore... Ora la aprir...

Giulia - No grazie, Giorgio...

Giorgio - Non vuoi? Ah, capisco: mai bere a digiuno... Allora, se credi, tutto pronto di l... Antipasto, pollo freddo, insalata russa, datteri... e molti dolci, come piace a te...

Giulia - (implorante) Giorgio!

Giorgio - Che cosa c'?

Giulia - Ascoltami Giorgio... Io non posso fermarmi con te.

Giorgio - (ombroso) Non puoi?

Giulia - (piano). E' successo qualcosa

Giorgio - Cominciavo a sospettarlo... Ti vedo cos chiusa, diversa, stavolta... Cos'hai?

Giulia - Giorgio caro... Vorrei farti una domanda...

Giorgio - (allegro) La immagino: vuoi sapere se ti amo. E' cos?

Giulia - (seria) Si, cos.

Giorgio - (divertito) Lo vedi? Ho indovinato. E non ci vuole molto, in verit. Qualunque donna mi avrebbe rivolto questa domanda, stasera...

Giulia - Perch?

Giorgio - In queste circostanze, dico. Una donna va per la prima volta di sera a un convegno in casa dell'uomo che ama... Vince una riluttanza pi che naturale, un certo timore... Per, in fondo, ha bisogno di una certa garanzia... E allora, la prima domanda che rivolge all'uomo che l'accoglie proprio questa: Mi vuoi bene? (Allegro) Ma s, s, sciocchina. Come puoi dubitarne? Via, beviamo alla nostra salute. (Il rumore della bottiglia di spumante stappata) Oh, lo spumante va tutto di fuori!... Non importa: vino versato, abbondanza, felicit... A te: beviamo.

Giulia - (seria, grave) No, Giorgio.

Giorgio - Perch no?

Giulia - Non posso.

Giorgio - (un po' contrarialo) Oh, cominci a preoccuparmi... Cosa ti succede?

Giulia - (in tono calmo, grave) Giorgio... Se non avessi compiuto un lungo lungo inutile viaggio, non sarei venuta da te stasera...

Giorgio - (incerto) Non capisco, scusa...

Giulia - E' difficile che tu possa capire... Ma non importa... Solo desidero che tu risponda seriamente a una mia domanda... (Dopo un breve silenzio) Daresti la tua vita per me?

Giorgio - (scherzoso) Ma che domanda! Certo che darei la mia vita per te.

Giulia - (con un filo di speranza) Davvero Giorgio?

Giorgio - E me lo chiedi?

Giulia - Veramente, se fosse necessario, tu rinun-zieresti alla vita per amor mio?

Giorgio - (serio) Come puoi dubitarne?

Giulia - (incalzante) E lo faresti anche ora?

Giorgio - Subito.

Giulia - (con un tremito nella voce) Giorgio caro... Sei il migliore degli uomini... (Affrettandosi) Ora bisogna che andiamo... Se mi vuoi veramente bene devi accompagnarmi subito a teatro...

Giorgio - Al teatro, a quest'ora? E perch?

Giulia - Lo saprai pi tardi.

Giorgio - Sei misteriosa stasera...

Giulia - (vibrante) Bisogna andare immediatamente. E' molto grave e molto urgente...

Giorgio - (preoccupato) Se cos... Davvero sei molto strana... Ma se proprio lo vuoi, andiamo...

SESTO

- (Il rumore del motore dell'auto in moto, che continuer, in sordina, per tutto il dialogo che segue).

Giorgio - C' una nebbia maledetta!

Giulia - (implorante) Bisogna fare pi presto, Giorgio!

Giorgio - Ma s: non ci si vede a venti metri! E poi l'asfalto umido...

Giulia - Perch non prendi la strada bassa? E' pi breve...

Giorgio - Ma pi brutta. Costeggia la riva del Iago e la nebbia ancora pi fitta l che qui...

Giulia - Ma bisogna fare presto!

Giorgio - Come vuoi. Dopo tutto conosco la strada a memoria... (Il rombo del motore, pi forte).

Giulia - Pi presto! Pi presto!

Giorgio - Non possibile!(// rombo del motore ancora pi forte).

Giulia - Pi presto! Pi presto!(Il rombo del motore fortissimo. Improvvisamente si ode lo stridore dei freni e uno schianto. Poi silenzio).

SETTIMO

Una voce - (lontana) Eh, accorrete!

Seconda Voce - (pi vicina) Cosa successo?

Terza Voce - (vicinissima) Un'automobile precipitata nel lago! Alla curva delle Grazie...

Prima Voce - (in p. p.) Ma lho vista, io! Veniva gi dalla discesa a velocit pazzesca!

Seconda Voce - Ma guarda! Guarda! Laggi! Qualcuno nuota nel lago!

Voce di Giorgio - (lontana) Aiuto!

Prima Voce - Avete sentito? Su, corriamo!

Seconda Voce - Alla barca, l... Svelti!(Lo sciacquio dell'acqua, per un momento e poi dissolve).

OTTAVO

Una Voce - Ha avuto una forte scossa nervosa...

Seconda Voce - Sfido io!

Una Voce - Ma ha sentito cosa diceva? Sembra che qualcuno si aggrappasse al suo braccio... e lo tirasse gi nell'acqua...

Seconda Voce - Ma c'era un'altra persona nell'automobile?

Terza Voce - Pare di s. Non s' capito bene... Lui ha perduto i sensi... Ma sembra che ci fosse una donna...

Una Voce - Non riuscito a salvarla?

Seconda Voce - Mah!(Pausa) Certo difficile stabilire quello che avviene in momenti simili. Si ha un bel dire quel che si vuole, ma l'istinto di conservazione agisce cos forte da soffocare qualsiasi altra voce... Io ho visto, una volta, durante un naufragio, un uomo che nuotava colpire sulla testa un altr'uomo che si era aggrappato a lui... Ciascuno, nel pericolo, pensa prima di tutto a s stesso...

Prima Voce - A meno che non sia un santo o un eroe... (Dissolve).

NONO

- (Lentissima, dolcissima, appena accennata, la musica di pianoforte che Giulia suonava, al principio. La musica dura per qualche istante, come sospesa nellaria, poi dissolve pianissimo),

Giulia - (con voce bassa, piena di stanchezza) Niente.

L'Angelo - Non hai trovato niente...

Giulia - No, pochi istanti mi sono bastati per scandagliare il cuore di tanta gente... Nessuno vuole morire... per me.

L'Angelo - Nessuno.

Giulia - No. Anche per un condannato a morte la vita un tesoro inestimabile al quale ci si aggrappa con tutta la forza del rimpianto disperato...

L'Angelo - Gli uomini non vogliono morire...

Giulia - No.

L'Angelo - Nemmeno per amore...

Giulia - No. Nemmeno per amore...

L'Angelo - Ebbene, allora finita. Per te finita.

Giulia - E per lui? Cosa sar di lui?

L'Angelo - Pensi pi a lui che a te?

Giulia - A me non penso pi ormai... Che importa di me? Ma lui... E' ancora l, vero?

L'Angelo - S. E' ancora l come lo hai lasciato pochi istanti or sono... Non si mosso... Sembra che egli non voglia pi staccarsi da te...

Giulia - Posso chinarmi ad accarezzargli i capelli? Non posso fare null'altro per lui... (Piano) Stefano... Stefano caro...

L'Angelo - Perch lo hai accarezzato cos?

Giulia - Per dirgli addio. Tutto stato inutile. Ed ora troppo tardi. Pu la mia mano gelida riscaldare il suo cuore? No, certo...

L'Angelo - Vorresti davvero tornare in vita perch egli sia salvo?

Giulia - Perch me lo chiedi? Sai bene che non possibile. Nessuno vuole dare la vita per me...

L'Angelo - Ti sbagli. C' qualcuno.

Giulia - C' qualcuno? Davvero c' qualcuno che morirebbe per me ?

L'Angelo - S. Mentre tu andavi lontano nel tuo inutile viaggio, io ho trovato qualcuno che ha offerto la sua vita purch tu riviva...

Giulia - (incredula, felice) Davvero?

L'Angelo - S.

Giulia - Ora? Subito?

L'Angelo - S.

Giulia - E dov'?

L'Angelo - Eccolo: lui, Stefano.

Giulia - (sorpresa) Stefano?

L'Angelo - S. Perch tu possa essere felice, ha detto. Perch il sorriso torni sulle tue labbra mentre lietamente ti avvii verso l'uomo che ami e che ti aspetta...

Giulia - Stefano ha detto questo?

L'Angelo - S. Chinati ad ascoltare le parole che sgorgano dal suo cuore... Non senti? (Invece delle parole di Stefano, noi udremo una musica dolce, tenue, di violini e leggera orchestra. Dopo un momento, quando la musica tace) Hai sentito?

Giulia - (con stupore e commozione) S. Eppure si sa "Che io non lo amo...

L'Angelo - Ma egli ti ama. Non senti le sue parole? (Ancora si ode la musica come prima. Non la stessa, ma una musica che come un grido di passione, un accorato richiamo).

Giulia - (angosciata) No: digli che taccia... Fallo tacere... Non posso ascoltare... Mi fa male al cuore...

L'Angelo - (grave) Troppo tardi, ormai. Egli ha dato la sua vita in cambio della tua.

Giulia - (quasi gridando) No! Cosa sar di me, viva, senza di lui?

L'Angelo - Tu Io ami, allora?

Giulia - S, s, Io amo... Forse l'ho sempre amato... L'ho amato anche quando non sapevo di amarlo, quando mi divertivo a farlo soffrire... Lo amavo quando mi sorrideva con il suo sguardo fiducioso, lo amavo senza saperlo... Ora so, ora ne sono certa: non ho amato che lui. Lui che mi comprava i fiori e non aveva il coraggio di offrirmeli... Lui che mi aspettava per ore e ore sotto la pioggia... Lui che non chiedeva che di servirmi con devozione, in silenzio... Lui che si mostrava cos tenero e buono... Che sar la mia vita senza di lui?

L'Angelo - Eppure tu vivrai. Egli lo ha voluto

Giulia - No... No... (Disperata) Non voglio che Stefano muoia...

L'Angelo - Senti? Il tuo cuore riprende a battere piano piano... Il sangue ricomincia a pulsare nelle vene, lentamente, debolmente...

Giulia - (debolmente, come un soffio) No... Non voglio... Non voglio...

L'Angelo - Troppo tardi. E tu rivivi perch la sua preghiera stata ascoltata... Ha voluto dare la sua vita per te...

Giulia - (pianissimo) E che sar di lui?

L'Angelo - Non morir. Vivr, accanto a te. Perch questo il grande miracolo del vero amore che fa che due corpi abbiano un'anima sola...

Giulia - (c. s.) L'anima mia?

L'Angelo - Non la tua e nemmeno la sua... Un'anima nuova nata da questo slancio di dedizione, un'anima che vivr finch sar vivo in voi il desiderio di dare uno la vita per l'altro. (Pausa) Il mio compito finito, ora... Addio.

FINE

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