Uscita di emergenza

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I

USCITA DI EMERGENZA

Di

Manlio Santanelli

Personaggi  in ordine di entrata

PACEBBENE ex sacrestano, di età indefinibile, alle sue spalle ha un'intensa vita ecclesiastica

Cirillo ex suggeritore, di età indefinibile, alle sue spalle ha un'intensa vita teatrale

Le voci dei gatti della zona gatti d'ambo i sessi e di tutte le età

L'azione si svolge in una città come Napoli, in un quartiere colpito dal bradisismo.

PRIMO TEMPO

PRIMO  QUADRO

La scena è immersa nel buio totale...

PACEBBENE       - (biascicando come se pregasse) Guardate gli uccelli dell'aria: si preoccupano di cosa mangeranno? No di certo. Eppure il Signore provvede al loro nutrimento. Guardate i gigli dei campi... si preoccu­pano forse di come vestiranno? No di certo. Eppure il Signore provvede al loro vestimento... In verità, in verità vi dico: Beati i poveri perché saranno ric­chi di Dio... Beati gli assetati di giusti­zia, perché saranno dissetati... (La luce sale lentamente e così pure la voce di Pacebbene)

PACEBBENE       - (che a tratti si lascia sfuggire intonazioni femminili)... Beati gli infelici perché sa­ranno consolati... Beati i disgraziati per­ché saranno aggraziati.,. Beati i senzatet­to perché vedranno il cielo!... Beati tutti quanti, meno che voi, piezzo 'e scurnacchìato! (ormai urlando) Vuie avit'a schiatta dint' 'o ffuoco eterno, coll'uo-gho bollente ca v'arriva fino a 'mmocca. E vi azzecca il mazzo sul fondo della del­la!... Vuie avit'a fa' 'a fine d' 'e scagliuozze e d' 'e paste cresciute!... Mentre 'nu maronna 'e Satanasso, cu 'nu furchettone tanto ve sportosa pe' fa' asci a fora ll'uoglio soperchio!... E intanto ve spia malizioso: "Che i'e' fatto a chilli duie puverielle!... Che l'è' fatto?" (A questo punto è ormai chiaro che Pacebbe­ ne sta litigando con qualcuno. Immobile, sul fondo, affacciato alla finestra, volta le spalle al pubblico. La scena rivela un'angoscio­sa precarietà, sottolineata, ove non bastasse, da numerose lesioni alle pareti. Due pali, posti a sostegno del soffitto, scandiscono lo spazio in tre parti. Ai due lati di questa sorta di trittico sono visibili due letti. Uno è disfatto e vuoto, l'altro è ancora rigonfio di un in­gombro che non dà segni di vita...)

PACEBBENE       - (senza interruzione) E voi allora rispondete: "Pietà! Pietà, Satanasso bello!..." E 'o diavolo: "Che l'è' fatto? Prima mi devi dire a chiìli duie che l'è' fatto!" E vuie facile finta 'e non capì: "Ma quali due?...Iononmiarricordo... io ci ho un vuoto qui... " E isso: "A Pacebbene e Ci­rillo" e ve dà na botta 'e furchettone 'ncapa, giusto sopra il vuoto! E vuie ve sentite 'o ffriddo 'ncuollo... sissigno­re!... pure dint' 'o ffuoco... pure dint' 'a tielia... pure dint'a ll'uoglio bollente!... Pecche, non può essere? Pe' chesto è bello l'Inferno! E po'a me me piace accossì!... E allora voi rispondete: "Gli ho mandato l'ingegnere!" "E doppo?" "Gli ho mandato lo sfratto! " "E doppo?" "Gli ho mandato il terremoto e il brachisi-smo per cacciarli da dentro alla casa mia! Ma adesso mi sono pentito! Pie­tà!... Pietà, mio Belzebù!... Pietà!..." E 'o diavolo ce pensa 'nu poco... se guarda ll'ogne... Suspira... e poi per pietà piglia 'nu misuriello e votta 'n'ato ppoco d'uoglio dint' 'a della! Vi è piaciuta la parabbola?! E mo' non venite più a sfot­terci! Abbiamo da fare! Tenimmo che ffa'! E non possiamo perdere o tiempo cu' wuie. E sentite a me, non mandate nessuno dei vostri emissari... esattori... pubblicani... ipocriti... sepolcri imbian­cati... schifosi e ricchioni!... Che noi lo pigliamo per le orecchie, e lo cacciamo fuori dal tempio! (pausa) Io poi volesse sape' che ve ne fate dei denari nostri!... Ve li magnate con le femmine, eh! Con quelle quattro zoccole, comprese e non escluse le mamme vostre!... Ve n'accat­tate tutte vestite e pellicce !... eh! Vi pen­sate che così nascondete le vostre vergo­gne! Non v'illudete! La vergogna che tenete da sotto si vede, traspare e fete!... (di nuovo evangelico) Dico io, si preoccupano forse i gigli dei campi di come ve­stiranno? No di certo! Eppure il Signo­re provvede al loro vestimento!...

CIRILLO            - (ex suggeritore, emergendo dalle coperte) Sta parlando Sua Santità dalla loggia di San Pietro!

PACEBBENE         - (non raccoglie) E non vi battete in petto, quando state dint' 'a chiesa! Tanto in Paradiso non ci andate! Non ci met­tete il pensiero! È più facile che un cam­mello passa per la cruna di un ago, che un ricco entra nel regno dei cieli! E stato detto, è stato scritto, e se leggite buono sta pure 'ncopp' 'o giornale!

CIRILLO                  - (calmo) E qua ti sbagli. Perché con i tempi che corrono un ricco passa, passa anche per la cruna dì un ago. Tanto, se lo fa costruire su misura, e ci fotte a tutti e due! Mentre il cammello il Paradiso se lo può sognare!

PACEBBENE         -  Bravo! Non ti sei ancora svegliato, e già metti in dubbio la parola di Dio!... Già cominci a bestemmiare!... Facimmece 'o segno d' 'a croce, Padre, Figlio e Spirito Santo!... Guarda se ti sei sosuto con questa intenzione, io piglio e me n'esco, hai capito?...

CIRILLO            - (senza scomporsi) Esci... vai...

PACEBBENE         - Perché, ti credi che mi metto paura?

CIRILLO            - Ho detto vai... esci... Ti trattengo forse? Ti sto fermando, di'... ti sto ferman­do?... Esci!... (Pacebbene esita, si volta indietro...)

CIRILLO                  - (sfottendolo) "Già vuoi andartene? L'alba è ancora lontana. Era l'usignolo, poco fa, non l'allodola, quello che ti ha ferito l'orecchio inquieto: canta tutte le notti sul melograno, laggiù..." Romeo e Giu­lietta, atto terzo, scena quinta...

PACEBBENE         - (fa un altro passo verso la porta, poi tornando...) E che vai sofisticando?... Vorresti dire, allora, che i cammelli non sono pure loro creature di Dio? Vor­resti dire che non possono andare in Paradiso?... Bella giustizia la tua!... Quei poveri infelici sono nati con la disgra­zia dello scartiello... Certe volte con due scartelli!...

CIRILLO                  - (cattedratico) Camello con una emme!...

PACEBBENE         - (esitando)... E una gobba?...

CIRILLO                  - Nossignore! Il camello nominato nel tuo Vangelo è una specie di corda, e non l'animale come intendi tu. (Pacebbene gli fa uno sberleffo con la mano, come a dirgli: ma che vai dicendo?)

CIRILLO                  - E non ci credere! (poi logico) Ma ti pare a te che uno scrittore come San Mat­teo, tra l'altro pure ispirato dall'alto... andava a scrivere una fesseria simile?... Che rapporto ci può essere tra un animale e un ago?... Doveva essere solo uscito pazzo, San Matteo, per fare un paragone così assurdo!

PACEBBENE         - ( "schiattoso ") A me mi piace più assai come saccio io, va bbene? E poi, non fa 'o ssolito tuo!... Che tra te e quello là abbasso... (a balletto) "tra lui e lei scegliere non saprei!"

CIRILLO            - (sorvolando) Chi era?... Il padrone di casa?...

PACEBBENE         - Lui... o il fratello... o 'nu fetente cornine a loro!... Da qua sopra non si ve­deva bene... E tenevo pure 'o sole 'nfaccia...

CIRILLO                  - Non capisco: litighi, ti fai afferrare per pazzo... e non sai nemmeno a chi ti rivolgi. Hai sentito, almeno, che ti ha risposto?

PACEBBENE         - (imbarazzato) Quando mi sono affacciato aveva già voltato l'angolo...

CIRILLO                  - Ecco, adesso è tutto chiaro!... Praticamente, quando tu predicavi Piazza San Pietro era già deserta!... E va bene... l'importante è sfogare... dire la propria idea "urbi et orbi"!... Fare sapere a tutti come uno la pensa!... Anche se poi nes­suno ci sente... Anche se il quartiere è disabitato... D'altra parte nei vostri libri c'è scritto: 'Vox in deserto clamatisi".

PACEBBENE         - Che vorresti dire, mo', che la colpa è mia se la gente se n'è andata via dal quartiere?...

CIRILLO                  - No, e che c'entra?... Tu sei scocciante, è vero, ma non fino a questo punto!...

PACEBBENE         - ... La colpa è mia se è venuto questo accidente di brachisismo?...

CIRILLO                  - Bra-di-sismo, Pacebbe'... Bra-di-sismo! Calmati, comunque. Nessuno dice che è colpa tua se qui sotto la terra sale e scende. Tu, onestamente, sei estraneo a questa faccenda, (pausa) Ma è colpa tua se siamo venuti ad abitare qua!

PACEBBENE         - (esplode) Ecco! Me l'aspettavo! Dicevo: ma che ora è? e come mai a quest'ora non ha ancora cacciato il veleno dalla bocca?... Ma perché, quando siamo venuti ad abitare qua, tu eri un criaturo di latte, forse? Vuoi dire che t'ag­gio portato p' "a inanella? E pure se quel giorno il Signore, nella sua infi­nita bontà, ti aveva fatto cioncare la lingua!... Se non ti piaceva non pote­vi fare con la capuzzella così? (e fa se­gno di "no" con la testa) no?

CIRILLO                  - Guardate!... Guardate!... Meno male che io me lo ricordo benissimo! Come se fosse ieri!... Pacebbe', te lo vuoi negare che fosti tu a fermarmi, per la strada, che non ci vedevamo da più di dieci anni?...

PACEBBENE         - (onesto) No... no...

CIRILLO                  - ... E mi dicesti: "Che brutta faccia che tieni, Ciri', che ti è capitato?..."

PACEBBENE         - No... no...

CIRILLO                  - Ora, a parte la sgradevolezza di uno che non ti vede da dieci anni, e la prima cosa che ti dice è "che brutta faccia che tieni"... Ti ricordi io che ti rispo­si? Che ti risposi?

PACEBBENE         -  Che te ne eri andato dì casa, e non sapevi come fare, perché case non se ne trovavano...

CIRILLO            -   Bravo! E tu che mi rispondesti, tu?

PACEBBENE         -  (bugiardo, si sforza e poi) Questo pro­prio non me lo ricordo!

CIRILLO-           Ah, non te lo ricordi, no?... Io invece me lo ricordo benìssimo. Dicesti: "E questo è tutto? Napoli se ne cade di case vuote!"

PACEBBENE         - E perché, non è la verità?   

CIRILLO                  -  Non esattamente. Sono le case vuote che a Napoli se ne cadono... E tante volte anche quelle piene!... E poi dice­sti che avevi scoperto un quartiere!... (fa un gesto che magnifica la scoperta)

PACEBBENE         - Un quartiere solitario!... Perché, nem­meno questo è vero?

  CIRILLO           -  Abbandonato, non solitario!... È un po' diverso!

PACEBBENE         -  Come facevo a sapere che era abbandonato?... Praticamente l'ho capito quando è caduto il palazzo qui affian­co!... Ti ricordi, Ciri'? che spavento!...

CIRILLO            -  (solenne, celebrativo) Il nostro primo bra­disismo! (pausa) Però, che bella capa la nostra! Quelli, poi, i palazzi vuoti aspettavano a noi! Che pazzi, che de­menti che siamo stati! (ride quasi) An­davamo su e giù per questa strada con il naso per aria... incantati... come se fossimo arrivati alla Terra Promessa!...

PACEBBENE         -  È overo! E ce brillavano U'uocchie per la contentezza!... "Io mi prendo quel palazzo là!... "No, quello me lo pren­do io!..." "E pecche?" "Pecche l'aggio visto primma 'e te!"... Ce sperdevamo dint'o bbene! Poi decidemmo di fare una casa... una cucina... e tu venisti qui da me!... Va' a sape' ca sotto a tutto ce steva 'o bradisismo!... Però, io in verità un'impressione strana ce l'ave­vo avuta... Non so... come se ci man­cava qualcosa...

CIRILLO            - Ci mancava la gente! Ecco che cosa ci mancava!... Pazzi! Pazzi!... Abbiamo fatto come quelli che bevono al poz­zo... si stendono a panza all'aria... Sospirano di soddisfazione... e poi vedono scritto: "Acqua avvelenata"!...

PACEBBENE         - Io me pigliasse a paccherei...

CIRILLO                  - Ora è inutile recriminare... Quello che è stato è stato...

PACEBBENE         - Ma tu mo' hai finito di dire che è tutta colpa mia!...

CIRILLO            - E va bene... Mi prendo anche io la mia parte di colpa, se non altro per averti assecondato... Ma è colpa tua, tutta tua, se ancora non ce ne siamo andati da qui. Sì, sì... lo so,... deve arrivare la notizia... Quando è arrivata, allora... Questione di una settimana... forse anche domani... forse anche stasera... prendiamo tutte le nostre suppelletti­li... (si gira intorno)... i nostri splendo­ri... e la Reggia di Capodimonte si trasferisce a Caserta!... (pausa) Intan­to, mentre aspettiamo la notizia, io mi vado a fare un caffè... (Si alza e va allo sgabuzzino che funge da cucina... Pacebbene, rimasto solo, va a si­stemare il suo letto. Se lo guarda, se lo accarezza...)

CIRILLO                  - (gridando non visto) Questa schifezza ancora non l'hai gettata via, no? Pure sotto spirito l'hai messa!... (Cirillo riappare reggendo con una mano un barattolo contenente dell'alcool, e con l'altra - per la coda — un pesce rosso, mor­to, che poco prima era nell'alcool...)

PACEBBENE         - Posa là! Ti ho detto che lo devo impagliare!...

CIRILLO                  - Si impagliano gli uccelli, non i pesci.( Pacebbene corre a strappargli di mano i due oggetti. Si guardano...  Cirillo rientra...  Pacebbene gli fa un gesto infantile, il solito... Poi se ne ritorna nel suo angolino a sistema­re quello strano feticcio...  Cirillo fischietta...  Pacebbene, messo tutto a posto, prende ad andare su e giù per la stanza... È ansioso...)

PACEBBENE           - Cirillo?... (Cirillo tace) Ciri'!... (Cirillo mugola in segno di risposta...) Che dici, faccio o non faccio?...

(Nota: Pacebbene, che è rimasto fondamen­talmente bambino, ha problemi con le funzioni del mattino)

CIRILLO                  - (spuntando fuori con la testa) Per favore, non ricominciare! Altrimenti sono io che me n'esco. (Torna nello sgabuzzino)

PACEBBENE           - (dopo un tempo, timidamente) Allora che dici... faccio?

CIRILLO                  - (ricomparendo) Ho capito, me ne devo uscire! (si avvia alla porta. N.B. queste false uscite appaiono ancor più false se si considera che i personaggi sono vestiti da casa, se non da notte)

PACEBBENE         - (facendogli il verso) Esci... esci... vattene!... Fammi vedere... Ti trattengo forse? Di', ti sto trattenendo?...(Cirillo esita, si volta indietro...)

PACEBBENE         - "Già te ne vai?... Era la papera che cantava sul melograno!..." Giulietta e Romeo, atto terzo scena quinta!... Vai, vai... Come se non lo sapessi che non esci più di casa neanche tu...

CIRILLO            - E chi te l'ha detto?

PACEBBENE         - Gesù, io sto a casa e non esco. Quindi ti vedo, che non esci. Se io me ne ascessi potrei pensare: è asciuto pur'isso. Ma io non esco...

CIRILLO            - (convinto) È un ragionamento anche questo. (Torna in cucina)

PACEBBENE         - E che fai, non esci più?...

CIRILLO                  - (dalla cucina) Mi prendo prima il caffè. Ti piacerebbe che io esco e tu ti trovi iì caffè bello e fatto!...

PACEBBENE         - Io me l'aggio già pigliato (si tocca la pancia). Se è soltanto per questo, puoi uscire...

CIRILLO            - (dopo un tempo, ricomparendo) La strada è tutta sfossicata, le scarpe si im­polverano, e i calzini si fanno una chiavica... (torna dentro)

PACEBBENE         - (insistente) Però non mi hai risposto ancora, e io sono rimasto appeso!...

CIRILLO                  - (dalla cucina) E non ho intenzione di risponderd. Puoi rimanere appeso fin­ché non muori!

PACEBBENE         - (piagnucolante, seguita un suo pensiero) Perché se io faccio ora che non ho tanta voglia, mi può fare pure male... a tut­to!... anche al cuore!... Ma se poi mi fa più male tenermi tanto veleno in corpo?...

CIRILLO            - (sempre di là, canticchia) Veleno... se mi guardi rispondo veleno...

PACEBBENE         - Ciri', io e te non comunichiamo più!...

CIRILLO            - Veleno... dei tuoi baci non so fare ameno...

PACEBBENE         - (sbottando) Ma insomma, che ti costa? Io un consiglio ti ho chiesto, e niente altro!...

CIRILLO            - (ricomparendo con il caffè) Pacebbe', io consigli di merda non ne dò!

PACEBBENE         - Devi avere bisogno tu! Allora mi voglio divertire!...

CIRILLO                  - (mettendosi a sedere alla tavola) Intanto, se io ho bisogno me la vedo da solo, senza metterlo ai voti... senza fare una seduta del Parlamento come fai tu. E poi se tu ti diverti con queste cose, è una prova di più che sei rimasto bambino...

PACEBBENE         - Sei cresciuto tu!...

CIRILLO            - Pacebbe', non discutere: sei rimastobambino! Per te il cesso è tutto, an­che il paese dei balocchi. Ma io non sono mamma tua, mettitelo bene in testa. A me se fai... se non fai... se fai poco o se fai assai... se è bella o se non è bella... non me ne fotte niente! (fa per prendere il caffè, ma poi l'allontana con disgusto) Ecco qua... m'hai intossi­cato pure questo poco di caffè...

PACEBBENE         - (sull'orlo delpiantó) Allora io per te devosoltanto schiattare!

CIRILLO                  - (calmo) Eh!.,. In questo caso vuol direche si avvera il sogno che mi sono fatto stanotte...

PACEBBENE         - (gli lancia un'occhiata terribile)  N'atavota!?

CIRILLO            - (solenne) N'ata vota!

PACEBBENE         -   (isterico) Ma pecche min te suonne 'e suonne 'e chi t'è muorto!? Io non ca­pisco... proprio cu' mme t'aviva fìssa! Che raggio fatto 'e male, che na not­te si' e na notte no me faie ghittà 'o sanghe dint'e suonne 'e chi t'è wivo? (più calmo) Dico io, uno quando si cocca tiene davanti a lui... a piedi del letto... tanta belli suonne... uno cchiù bello 'e n'ato...

CIRILLO            - Si vede che durante la giornata io sopporto sopporto... e la notte mi levo la pietra da dentro alla scarpa. Si vede che la mia pazienza mantiene mantie­ne, quando sto sveglio... ma basta che chiudo gli occhi, e tu... (fa il gesto del trapasso)

PACEBBENE    - No, tu tiene genio 'e pazzia...

CIRILLO            Vuoi che te lo giuri?

PACEBBENE    - 'E 'a muri! Tu, e tutt'a razza toia!...

CIRILLO            - Ma perché ti metti tanta paura della morte? Tu sei cattolico... apostolico... romano... E allora? Hai servito più messe tu di tutu i sacrestani della città messi insieme!... Tieni in quel casset­to le tessere di tutte le Azioni Cattoli­che di Napoli e dintorni!... Sai parla­re la stessa lingua di quelli che svolaz­zano lassù... Se loro ti fermano e ti dicono "Kyrie eleison" sai subito come si deve rispondere!... e passi...

PACEBBENE    - E se non me lo dicono?

CIRILLO            - Ti diranno qualche altra cosa... che ti importa?... Conosci la Bibbia parola per parola... Sai anche la preghiera della bella morte... Chi meglio di te!...

PACEBBENE         -  (disperato) Non voglio muri! Nun voglio muri! Nun voglio muri!... (si agita molto sotto gli occhi impietosi dell'amico. Poi gli salta addosso e lo afferra per la gola...) Ora tu mi dici per filo e per segno quello che ti sei sonnato stanotte!

CIRILLO            - (annaspando) Che mi sono sognato?... Dunque, mi sono sognato che questa casa era tutta bella... nuova nuova... come se fosse da poco costruita... (Pacebbene si rischiara in volto, ma...) Ma noi non eravamo felici, no... Per­ché a te ti era cresciuta una panza tanta (fa il gesto)... E ti lamentavi... e pian­gevi... e gridavi aiuto...

PACEBBENE    - E tu?...

CIRILLO            - (finge di non capire) E io no, io avevo una pancia normale... la solita pancia che tengo tutti i giorni...

PACEBBENE    - Sì, ma tu che facevi?...

CIRILLO            - E che facevo?... Giravo per la stanza, e dicevo "e mo' che si fa?... e mo' che si fa?... e mo' che si fa?..." E continuavo a girare: "e mo' che si fa?..."

PACEBBENE    - Va' annanze! E poi?...

CIRILLO            - Allora abbiamo chiamato il medico. Ma quello non veniva... E la tua pancia con­tinuava ad abboffarsi!...

PACEBBENE    - Ma poi è venuto, sì o no?...

CIRILLO            - Sì... sì...

PACEBBENE    - (risollevato) Ah! E quando è venuto che è successo? Va' annanze... fa ampresso!...

CIRILLO            - Ha cominciato a girare per la stanza dicendo: "E mo' che si fa?... E mo' che si fa?...".

PACEBBENE         - Pur’isso?...

CIRILLO                  - E allora ho capito tutto: non era ilmedico, era il padrone di casa!...

PACEBBENE         - A quello non lo fai morire mai, eh?...E poi?...

CIRILLO            - E poi lui ti ha visitato e mi ha detto: "Credevo che facevate apposta per evitare lo sfratto... E invece è vero!..." Poi mi ha fatto un sorriso e mi ha chiesto: "È lei il padre?".

PACEBBENE    - Il padre?...

CIRILLO                  - Eh, il padre!... Proprio così. Io non capivo... "Complimenti" mi ha detto. E continuava a sorridere... Allora ho capito!...

PACEBBENE         - E famme capì pure a mme!

CIRILLO            - Sorrideva perché tu eri incinto!... Sai, una specie di figliata come la fanno i ricchioni femminelli!...

PACEBBENE    - Ricchione tu e isso!... E poi?

CIRILLO            - E poi mi ha consegnato una specie di siringa, con uno spunzone di mezzo metro... "Pungetelo! può essere una gra­vidanza isterica!..." "È doloroso, dot­tore?" ho chiesto io. "Molto!" ha rispo­sto, e se n'è andato... "Molto!... Mol­to!...".

PACEBBENE         - Sei un disgraziato, Ciri'!

CIRILLO                  - Sognatore non porta pena. Com'è,come non è... io ho eseguito l'ordine. E non appena la siringa ti è entrata nella pancia è uscito un sibilo... che dico... un vento spaventoso!... Una specie di ciclone!... Sbattevano porte e Finestre!... Uh!... Uh!... Io mi regge­vo alla spalliera del letto!... E qua dentrovolava tutto... sedie, tappeti, quadri, sta­tue!... Quando poi è finito il vento, tu ti eri sgonfiato, ma questa casa era ridotta così... come sta ora... con tutte le senghe alle pareti!...

PACEBBENE         - (dopo un tempo, vincendo la profondaimpressione) Io ai sogni non ci aggio mai creduto. Na vota mi so'sonnato che ero diventato papa... che m'ave­vano eletto mmiezo a ciento cardina­li!... So' stato eletto, forse?...

CIRILLO                  - Non si può dire ancora...

PACEBBENE         - Sì! Eleggono proprio a me!... Io non conosco manco na lingua straniera!...

CIRILLO                  - Se fossi in te continuerei a sperare.Speri in tante cose... una speranza di più una di meno... E intanto mi studierei una lingua...

PACEBBENE         - (compiaciuto) Nel qual caso avessemorisolto anche il problema dell'alloggio! Trasferimento in Vaticano! Ciento stan­ze! Cinquanta a me, e cinquanta a te!... Ma t'avissa sentì tutte 'e matine 'a messa d' 'e cinche!...

CIRILLO                  - E allora puoi restare cardinale!...

PACEBBENE         - Ma dico io, che ci hai contro la messa?... Che ti ha fatto di male?... Ti avessero mai vattuto, dint' 'a chiesa, che l'odi tanto?... T'avissero mai dato n'ostia avariata... avvelenata?...

CIRILLO                  - È un veleno più sottile... Ma tu non puoi capire. Comunque non vedo perché te la devi prendere tanto. Se tu fossi ancora sacrestano capirei... è chiaro: in questo modo ti rovineresti la piazza... Ma ora?...

PACEBBENE         - Un sacrestano non finisce mai di essere sacrestano! I preti si possono spo­gliare, i sacrestani no! Ma tu non puoi capire... A te t'ha rovinato il teatro!... Già... il teatro... Quella specie di me­stiere di quattro soldi che facevi nel teatro!...

CIRILLO                  - Pacebbe', tu veramente fai?... Ma lo saio no che il suggeritore a teatro è tut­to? O t'avissa credere che è come il sa­crestano nella chiesa, che mette a posto le segge e appiccia e stuta le cande­le?... Pacebbe', il suggeritore, in fran­cese "souffleur", tiene in mano il "Li­bro"! E se non parla lui, gli attori non dicono manco una parola. E il pubbli­co non sente niente! E i giornali, la mattina appresso, non possono fare la critica dello spettacolo!...: Ti rendi con­to?... Il suggeritore, col "libro" in mano, è la Legge! È il verbo! È l'apostolo San Marco, pe' te fa' capì a te!

PACEBBENE         - (provocatore) Il teatro è pieno di zoc-cole e di occhioni piedilastri!...

CIRILLO                  - Come sei mediocre!...(pausa)  Sei andante, Pacebbe'!... E sei ossessiona­to dal peccato carnale!... Io con te non ci parlo!... Che ci parlo a fare?... Tra noi il dialogo è finito duecento anni fa, con la Repubblica Napoletana... Sì perché tu sei un lazzarone, bigotto e sanfedista... Mentre io sono un figlio del Novantanove!...

PACEBBENE         - E che d'è il novantanove, un casino?...

CIRILLO                  - Ecco, ecco la mediocrità!... Ma come si fa a tenerti davanti? A sentirti dire tan­te cazzate?... esci, esci dalla comune!

PACEBBENE         - I sogni però non sempre si avverano, non ci sperare, io non crepo... Nean­che se viene il terremoto!... (Quasi a scandire l'ultima battuta, una delle spie inserite nelle crepe della parete cade con tonfo sordo!... Pausa di tensio­ne...)

CIRILLO            - Al posto tuo non sarei tanto sicuro...

PACEBBENE    - (tra i denti) Mamma d' 'o Carmene! 'A senga s'è allargata ancora!...

CIRILLO            - (con malizia) Sai com'è... a furia di an­dare su e giù... le senghe si allargano... È legge di natura!...

PACEBBENE    - È tutta colpa tua! Che dici tante schi­fezze!...

CIRILLO            - Io?... E che c'entro io?...

PACEBBENE    - Sì, tu!... Tu!... E se non le dici le pen­si! Pecche dinto stai 'nfracetato 'e pec­cate!... E 'o Signore te punisce!... E però punisce pure a me che sto dint 'a stessa casa!...

CIRILLO            - Questo signore tuo, lasciatelo dire... tiene la mano un poco pesante. Prati­camente, per punire un solo peccato­re jetta 'nterra nu quartiere sano!...

PACEBBENE    - Che vuoi che siamo noi?… Polvere! Et in polvere revertere!... E la fine!... E l'Apocalisse secondo San Giovanni!... "Poi l'angelo prese il turibolo, lo riempì di fuoco dell'altare, e lo lanciò sulla terra. E ne vennero tuoni e lampi, e voci e terremoti!..." Faremo la fine dei sorici!...

CIRILLO            - Parli tanto male delle zoccole... Ben ti sta! (pausa) Pacebbe', ci pensi quan­do tra mille anni vengono a scavare e ci trovano secchi secchi, come a Pompei!... Io mi immagino la scena... Arri­vano con pale, badili, cofanature e chissà quante altre macchine moder­ne!... L'archeologo fa segno di scava­re proprio 'ncapa a noi!... "Qua!" dice. E le maestranze cominciano a scava­re... a scavare... E scommogliano le macerie, che ormai sono diventate tutt'uno con le radici degli alberi e il fango dei secoli!... E scavano, scavano... Secondo me, appena ti trovano, a te ti commogliano un'altra volta!

PACEBBENE         - (cede alla paura) Mo' è 'o momento cace n'avimma i'! Hai capito? Mo' non possiamo restare qua un minuto di più! (un tono più sotto) Dobbiamo solo de­cidere dove andare...

CIRILLO            - E in questo consiste la vera Apocalis-se! (pausa) E poi, scusa... non dobbia­mo aspettare la notizia?...

PACEBBENE         - Non aggio capito: ma allora avimmamuri?!!

CIRILLO            - Stanimi a sentire: intanto, se è tutta una questione di "risentimenti celesti", te ne puoi andare solo tu, così il pericolo rimane in capa a me. Due: è meglio che te ne vai solo tu... Io mi sono stancato di campare alla giornata... Senza con­tare che anche da un'altra parte... chi ti garantisce?... a meno che non cambi paese... Eppure... A me pare tutto così precario... così appeso a un filo... che tanto vale non fare fatica... Provvisorio per provvisorio io resto qua, dove al­meno so quello che mi aspetta... e spa­ragno anche le spese del trasloco...

PACEBBENE       - (dopo lunga riflessione) Quando è così,resto pure io. Da solo dove vado? So' tipo di andare da solo io? Ma almeno... sa' che volimmo fa'?... Spostiamo i let­ti... Non dormimmo proprio sotto 'o fraceto! Ci saranno in questa stanza dei punti un poco più sicuri!... Uno si tra­sferisce là, e ha risolto il problema!...

CIRILLO                  - E pure dici bene!... Si può fare così...Vai, Pacebbe'... Menammo 'e mmane!... (Ha inìzio una specie di pantomima all'in­terno della scena, una sorta di indagine mineraria... di avventura speleologica... resa ancora più suggestiva dall'ingombro dei due pali di sostegno. I due protagonisti vanno bussando con le nocche alle pareti per au­scultarne le risonanze... Poi caricano sui letti le proprie suppellettili... La luce dovrebbe abbassarsi fino a rendere tutto flou... E in questa atmosfera di irreale trasparenza cia­scuno afferra la propria brandina, come se fosse un carrettino di masserizie, e si mette in cammino per la stanza... Dovrebbe risul­tarne una allegoria del nomadismo, l'imma­gine di una tribù in viaggio... Quando la luce risale, l'ambiente non appare mutato, se non che ora Pacebbene si è sistemato al posto di Cirillo, e viceversa!...)

PACEBBENE         - (entusiasta) Ah!... Mo' sì, che è tuttan'ata cosa! O no?...

CIRILLO                  - Si spera... Se non altro, per la faticache abbiamo fatto... (Si gettano a sedere, esausti... ciascuno sul suo letto).

CIRILLO            - Che poi, a ben considerare... questo posto non è niente male...

PACEBBENE    -  E a me lo dici, che lo tengo stampato in capa?...

CIRILLO            - (a dispetto) Si vede che non l'hai mai apprezzato quanto meritava!...

PACEBBENE    - (minaccia di ritornare sui suoi passi) Tu dici?

CIRILLO            - (spietato) No... No!... Pacebbe', quello che è fatto è fatto! (Pacebbene  si arrende... Cirillo si dispone a fraternizzare con la sua nuova sistemazio­ne... Scarica le masserizie... prova a stender­si... Studia varie posizioni... Dal suo canto, Pacebbene, credendosi inosservato, tira fuori dal barattolo il pesce rosso e l'osserva attentamente. Poi prende un paio di forbici...)

CIRILLO            - Eh, bravo!... Fatti un paio di pantofole... Oppure una scazzetta per la notte...

PACEBBENE    - Mannaggia a tte!(Rimette tutto a posto, poi si accinge a voltare sottosopra il suo materasso...  ma stenta nell'impresa...)

CIRILLO            - Che vuoi fare?

PACEBBENE    - Lo giro sotto e 'ncoppa...

CIRILLO            - (sottile) E come mai?...

PACEBBENE    - C'è un bozzo che mi capita giusto giusto dietro ai reni!... Stamattina mi sono alzato cionco...

CIRILLO            - (falsamente interessato) E tu in questo modo ti fai scendere una cosa!... Dai qua, che ti aiuto... (Fa per avviànarglìsi... )

PACEBBENE    - (reagendo in maniera sproporzionata) No!... No!... Me la vedo da solo... Non aggio bisogno 'e niente!... Vattene!...

CIRILLO            - Sempre più geloso della cuccia!... Un'al­tra delle tue manie che non capirò mai!...

PACEBBENE         - Non c'è niente da capire. E’ il letto mio, e me la vedo io! Non sei mica mam­ma mia... L'hai detto tu stesso... E io non sono un piccerillo 'e latte...

CIRILLO            - Fai come credi, io non ho tempo da perdere con te. (torna al suo posto) Oh, eccoci qua!... (la sua soddisfazione non dura a lungo) Solo che adesso vai a ri­cominciare tutto da capo!... Vai a pren­dere confidenza con un posto comple­tamente diverso!... Studiati di nuovo, una per una, le macchie del soffitto... Che non rassomigliano minimamente a quelle dell'altro soffitto... quello che ora sta in capa a te...

PACEBBENE    - Te volisse piglia pure 'e macchie d' 'o soffitto? Viene... porta 'na mazza, e ve­diamo d' 'e scortecà...

CIRILLO            - Sì, scherza tu!... Ti pare niente!... Vai per alzare gli occhi distrattamente... e che d'è! Sulla tua testa tutta un'altra figurazione, un disegno che non ha niente a che vedere con quello a cui, dopo tante osservazioni... dopo tante meditazioni... ti eri faticosamente abi­tuato!... Come uno che si trasferisce in Australia... alza gli occhi al cielo... e non trova più la Stella Polare, per­ché ora al posto suo ci sta la Croce del Sud!... (pausa lunga... sofferta) E poi, quando scendi dai Ietto, ti devi pure ricordare di girare dall'altra parte!...

PACEBBENE    - (divertito) E mo' sai quante capate vuoi dare nel muro!...

CIRILLO            - Meglio! Così la demoliamo una volta per tutte, questa baracca!... Una capa­ta, e non se ne parla più! (sistema altre masserizie, poi siede sul letto e apre un fagotto….)  Mi viene a mente quanto giravamo con la compagnia!…. Erano i tempi della Grande Signora!… E facevamo le varie piazze…. Grandi successi, questo sì!… Teatri strapieni tutte le sere…. Ma una vita faticata…. Milano: pensione Flora!…. Bergamo: albergo del Cacciatore!…. Ascoli Piceno… aspetta! Ah, sì: Hotel de la Patria!…. Si stava una chiavica! Non vedevamo l’ora di espatriare!…. Eh, quanti letti ho cambiato io nella mia vita!… Al punto di desiderare la mia casa, dove ugualemente si stava una chiavica, ma almeno sapevi dove mettere le mani….ti potevi organizzare…. E mi ricordo quando si tornava da fuori….ogni volta la stessa impressione….ogni volta il cuore per aria…. A me, almeno, quest’effetto faceva…. Finchè non vedevo comparire le prime case, sempre lo stesso pensiero!…. e già, perché io ho sempre pensato che questa città se la ritrovi al posto suo, è soltanto una combinazione!…. Sì, sì… sta qua da duemila e cinquecento anni, ma pare sempre che da un momento all’altro si deve trasferire. Vivi nell’ansia continua che compare uno che so…un regnante, un santo, un capopopolo…. O anche uno qualunque….e dice: “Guaglio’, smontiamo tutto, che si parte! È ora!” Poi magari non viene nessuno…. E quando torni da fuori è peggio ancora!:…. Io, vedi, non sono mai stato un beduino…. Un predone del deserto…. Eppure conosco esattamente la sensazione che deve provare uno di quelli quando si avvicina all’ultima duna prima del suo accampamento, e gli prende una morsa qua….alla bocca dello stomaco…. E pensa: “Vuoi vedere che se ne sono andati?…. vuoi vedere che là dietro non c’è rimasto più niente?…” Ecco!…. questo succedeva pure a me quando vedevo spuntare il Vesuvio in lontananza!:… Perciò a un certo punto ho accettato sempre meno volentieri le trasferte!:…. Nel frattempo era morta la Grande Signora…. Poi venne la crisi del teatro…. E così mi sono ritirato…. Mi sono messo a rilegare libri…. Lavoro a casa…. Chi mi vuole mi cerca… e se no si fotte!…. (Pacebbene lo sbeffeggia…)

CIRILLO            - Pacebbe’, non ti fare illusioni!…. E’ proprio così. Questa è una tendopoli!…. Sì, è durata venticinque secoli, ma che cosa cambia?… Una tendopoli piantata dai Greci… un poco consumata, per essere passat di mano in mano fino a noi….

PACEBBENE    - Io quando tornavo dalla chiesa questa impressione non ce l’ho avuta mai. Pecchè?…. Pecchè?….

CIRILLO            - Perché non sei mai andato a fare il sacrestano in tournèe, ecco perché!….

PACEBBENE    - (dopo una lunga riflessione) Ho deciso: faccio! (si avvia con solennità verso il bagno….)

CIRILLO            - Finalmente si scioglie la prognosi! Quand’è così, sai che ti dico? Fai pure per me…. Così mi trovo un servizio fatto…..

PACEBBENE         - (si ferma) Vuoi andare prima tu?

CIRILLO            - Per carità! Ci abbiamo messo tanto per arrivare alla sentenza, vogliamo già ria­prire il processo?... Vai!... Va', va'!... San­t'Anna t'accompagna...

PACEBBENE    - (lamentoso)Ma. lo vedi come provochi? Ma te pare a te ca Sant'Anna m'accom­pagna là dinto?...

CIRILLO            - Capisco... Già ci hai l'angelo custode... Non possiamo mica fare la folla...

PACEBBENE    - Ecco, mi fai incazzare... E poi mi pas­sa il genio.

CIRILLO            - (sospingendolo) Non sia mai!... Trattie­ni il genio!... La Cappella Sistina ti at­tende!... Che se non l'affreschi tu, poi siamo costretti a chiamare Michelan­gelo!... Un'altra spesa!... (lo chiude den­tro. Rimasto solo, Cirillo si aggira per la stanza in cerca dei suoi strumenti da rilegatore... Non li trova... Cercandoli...) Vediamo di finire quel lavoretto al vo­cabolario del professore... a proposi­to, sono due mesi, e il professore non si vede e non si sente... Che gli fosse successo qualcosa?... Quello è un poco sfortunato... Così svagato... Così assen­te!... Anche la colla è assente... E ora valla a trovare, in questa confusione... in questa baraonda!... (chiamando) Pacebbene hai visto la colla mia?

PACEBBENE    - (dall'interno) Cerca bene! Là deve sta­re!... (conpremura) Ma non mettere 'e mmane 'mmiezo 'a robba mia, ca io non aggio pigliato niente! Guarda che da qua dentro ti controllo!...

CIRILLO            - Non temere!... Rilassati!...  (cercando) Quando si perde una cosa in questa casa... (siporta oltre il limite di sicurezza, verso il lato appartenente a Pacebbene ...)

PACEBBENE     - (sempre dal cesso, fulmineo) Dove vai?

CIRILLO             - (alza le mani in segno di resa, poi torna nel suo angolo... impercettibile, a se stesso) L'ultima volta che l'ho usata l'ho messa qua, da queste parti...

PACEBBENE     - (che tutto sente) E là deve stare!

CIRILLO             - (sempre cercando) Pacebbe', come spie­ga la Bibbia il mistero della Creazione?

PACEBBENE    - Quanto sei ignorante, Ciri'!... In prin­cipio era il Verbo? E il Verbo tirò fuo­ri dal caos tutte le cose, e le mise in ordine...

(CIRILLO prende una sedia e si siede tran­quillo, rivolto verso la porta d'ingresso...)

PACEBBENE     - Ora che fai?

CIRILLO            E non vedi? Aspetto la Creazione!

Buio

SECONDO QUADRO

Le prime battute vengono dette al buio...

CIRILLO            - (cupo, quasi disperato) Ma dove sono ledonne?!... Dove sono andate a finire le donne?!... Possibile che non se ne vedono?... Stanno sempre in mezzo... ecco, ora che me ne servirebbe alme­no una... niente! Nemmeno l'ombra!... Nemmeno l'odore!... (pausa) Pacebbe', tu avessi toccato il mazzo di carte mio?!...

PACEBBENE         - E già!... Io poi toccavo il mazzo a te!...Non tenevo a che pensare...

 

(Sale la luce. CIRILLO è seduto al tavolo, e fa un solitario con le carte da gioco... PACEBBENE è alla finestra...)

CIRILLO       - E allora spiegami che se ne sono fatte le donne!... Eh... un altro asso!... Un tre di spade... un sei di bastoni... Un re... Un cavallo... come si dice? "Il mio regno per un cavallo!"... Ah, eccole! Eccole qua le signore! Mo' si fanno vedere, eh? Col si bemolle! Bene arriva­te!... E qua ce n'è un'altra... E questa è la quarta! E lo sapevo: o non ne vedi una, o si presentano tutte assieme e pretendono di risolverti il solitario...

PACEBBENE - (pungente) Il solitario si fa senza le donne, se no che bravura ci sta?... (canta) Solo me ne vo per ia città... Passo tra la folla che non sa... (Dall'esterno un miagolio di gatti... Pacebbene rivolge loro un gesto di infantile, di­spettosa insofferenza...)

CIRILLO         - La vuoi chiudere quella finestra, sì o no?... Non senti l'umidità che viene da fuori?... (più preoccupato, al suono di un altro miagolio) Sempre che non entra qualche gatto...( Pacebbene  guarda fisso davanti a sé...)

CIRILLO         - Che fai, ti sei incantato?.., È mezz'ora che stai affacciato, che ci avrai da guar­dare, poi...

PACEBBENE                        - Sto guardando quello scoglio là abbas­so!... Non l'avevo mai visto fino a mo'... È segno che la zona sta salendo anco­ra...

CIRILLO       - È la marea che sta scendendo, bestia!.., Pacebbene La marea?... Ah, sì?... E allora comeva che si comincia a vede' pure il campanile dell'Assunta (con una mano fa il gesto del campanile che spunta da dietro all'altra mano) che sta dietro alla casa di fronte, e che prima non si vedeva?... O saliamo noi, o sale il campanile... da qua non si scappa...

CIRILLO                  - Pacebbe', se stiamo salendo tutto è niente. Il brutto verrà quando scenderemo!... Specie se succederà tutto in una botta!... A me il bradisismo, quando è troppo veloce, mi piglia allo stoma­co!...

(PACEBBENE continua a fissare l'esterno...)

CIRILLO            - All'erta sentinella!... Ah, già! Aspettila notizia!... Perché quella, la notizia, non sa salire le scale, no!... Te la de­vono mettere nel paniere, la notizia!...

PACEBBENE         - E si capisce!

CIRILLO            - Ebbene, quando ti vedo in servizio aquella finestra, mi sembra sempre che stai aspettando qualche guaio... Che da un momento all'altro ti metti ad alluccare: "I turchi! Gente gè'! I turchi alla marina!..."

PACEBBENE         - Pazzea, tu!... Io veramente mi sento scendere che da un momento all'altro compare chillo turco d' 'o padro­ne 'e casa, e ci domanda l'aumento...

CIRILLO                  - L'aumento?...

PACEBBENE         - Per via che sta aumentando il panorama...

CIRILLO            - Pure è capace!... Non era ancora unmese che stavamo qua, non si presen­ta che vuole la pigione?... E pensare che ci dovrebbe pagare lui a noi, per il coraggio... per lo sprezzo del peri­colo!... E si sa che lo sprezzo non ha prezzo!...

PACEBBENE         - Danno le medaglie agli astronauti chevanno 'ncoppo 'a luna... Na patacca 'e stagno ce 'a potessero da' pure a noi!...

CIRILLO            - Ben detto, Pacebbe'! Scrivono: "Costretti a vivere nello stretto abitacolo della navicella..." Ma perché, noi qua sda­mo più comodi?... Quelli, là sopra, di­spongono di tutti i conforti... Caffè!... Cioccolata!... Coca Cola!...

PACEBBENE         - Ma però mangiano sintetico...

CIRILLO            - (con studiata lentezza) Se è per questo...anche noi...

PACEBBENE         - Anche noi... che cosa?...

CIRILLO            - (perfido)  Ci sdamo avviando bene su quella strada...

PACEBBENE         - E che volisse dicere, mo'?...

CIRILLO            - Niente... niente...

PACEBBENE         - No, tu con me ce l'hai!...

CIRILLO            - (deciso) Pacebbe', le polpette che hai fatto ieri sera sono parenti alle pillo­le... Basta aggiungere un poco di zuc­chero colorato attorno...

PACEBBENE         - (avanzando minaccioso) Siente, Tito'!...Soldi, qua, non ce ne stanno più!... Tu non me ne dai... Quanto pagazio tanto pittazio!... E poi lo sai che i guaglioni dei magazzini non ci vogliono più ve­nire, qua!... Per due persone soltanto non si vogliono piglia 'na fenesta 'ncapa... O peggio ancora 'nu muorzo 'e gatta!... Per cui le provviste sono fini­te!... Da domani, se vuoi mangiare, scinne e 'a spesa t' 'a vaie a fa' tu!...

CIRILLO                  -  (calmo) Ci siamo. Rispunta il fantasma della carestia!

PACEBBENE    - 'A carestia! Proprio accussì!...

CIRILLO            - Come se non lo sapessi che ti conser­vi la roba per fare salire i prezzi... per fare la borsa nera con me!...

PACEBBENE    - Io?...

CIRILLO            - E allora io?... Credi che me la sono scor­data quella volta che mi hai venduto cento grammi di salame per cinquemi­la lire! Dico cinquemila!... Mi compra­vo il maiale intero, quasi quasi...

PACEBBENE    - Era venerdì!...

CIRILLO            - E si sa... di venerdì non si mangia sa­lame! È peccato!... Ma tu non me lo proibisti, no!... Tu mi desti la tua di­spensa papale, facendomela pagare e come!... È la storia delle indulgenze... Una variante casareccia della simonia di classica memoria!...

PACEBBENE    - (imbarazzato) Quello era un altro mo­mento. Ora la robba è veramente fini­ta...

CIRILLO            - (sempre calmo) E allora spiegami que­sta che cos'è... (va alla credenza e mo­stra pacchi dì farina e altri pacchetti...)

PACEBBENE    - Non toccare! Quella serve per la pa-stiera!... Te si scordato che fra poco è Pasqua?...

CIRILLO            - E per la pastìera ci vogliono trenta chili di farina, sì?...

PACEBBENE    - A me piace abbondante!... E poi lo so io quanta ce ne vuole! Sono fatti che non ti riguardano! Tu fatte 'e corna toie! E se no, portala annanze tu, 'sta baracca! Miettatillo tu 'o mantesino!... Io non ce tengo, 'e capito?... Che t'avissa credere, ca me diverto? Ca me metto 'e sorde dint' 'a sacca?... È accussì? Dillo!... È accussì?...

CIRILLO             - (conciliante) Ecco... lo sapevo... Non si può discutere... Sei ombroso, amico mio!... Sei come i cavalli, che appena vedono una paglia nell'acqua, non bevono più!... Io stavo scherzando...

PACEBBENE    - No, tu non stavi scherzando!... Tu fa-cive overamente!... Io mo' te tengo stampato 'ncuorpo!... Tu faie 'a mat­tonella pe' me fa' schiatta a me!... "La paglia nell'acqua... Il cavallo non beve!..." Quanto si' bello: tu nell'ac­qua ci pisci dentro!... È chiaro che il cavallo non beve!...

CIRILLO            - (inglese) Volgarità, il tuo nome è Pacebbene!

PACEBBENE    - Ea passa nu guaio! Nu guaio niro!...

CIRILLO            - Con te, o senza di te?...

PACEBBENE    - Tu sulo! Tu sulo Tea passa!...

CIRILLO            - E allora già non è più tanto nero...

PACEBBENE    - (si volta di spalle) Vattenne!... Hai ca­pito vattenne?!... Me faie sagli' tutto 'o sanghe 'ncapa!... (pausa) Sai che ti dico?... Quando è finito il rispetto reciproco, è meglio che ognuno se ne va per i fatti suoi!... (Cirillo allibito, gli si accosta e lo gira di faccia... Pacebbene resta a occhi bassi...)

CIRILLO            - Pacebbe', tu stai facendo veramente?... ( cupo) Ti ho tolto da mezzo a una stra­da!... Ti ho...(scatta) E basta mo'! Chi ti sentisse par­lare penserebbe che io facevo la putta-na!... Tu dovevi fa' l'attore, Pacebbe'!... Anzi no, il cantante lirico! 'O tenore!... Ha parlato Alfredo Germont! Ha par­lato il cavaliere De Grìeux! Guardate­lo, il cavaliere!... Ma io non sono la tua Manon!... (cambia tono) io nu sfratto ho avuto, o meglio una specie di sfrat­to... E tu stai facendo questo melo­dramma!... Ma me lo dovevo aspettare, quando ho accettato la tua ospitalità!... Me lo dovevo attendere, che tu prima o poi me lo rinfacciavi!... Tu sei uno che rinfaccia!...(Cirillo  si va a sedere, poi con un gesto di stizza getta in terra le carte da gioco. Una carta arriva fi?io ai piedi di Pacebbene... Lunga pausa... Pacebbene lentamente rialza la carta...)

PACEBBENE    - (venendo avanti sempre lentamente) Fa-cimmece na partita, va'.

CIRILLO            - (duro) Fatti un solitario e non ci sfot-tere! (gli volta le spalle)

PACEBBENE    - E io me lo faccio!... (comincia a mischiarele carte. Canta) "Cadrà... cadrà... dal suo nido l'uccellin... cadrà... cadrà... il bambin dal seggioloni..." Asso!... Quat­tro!... (le dispone una per una...) Don­na! (a Cirillo, con provocazione) Lo vedi, Ciri', 'mmano a me come escono ampresso ampresso? E lo sai pecche?... Pecche io non l'aggio mai dato trop­pa confidenza!... A parte la buonani­ma di mammà...

CIRILLO            - E si sa... La mamma!...

PACEBBENE         - La mamma, certamente... Pecche, tenisse quaccosa 'a dicere?...

CIRILLO                  -  (dopo un tempo) A me mia madre mi spostava la nervatura...

PACEBBENE    - Gue', embe'!... E se parla accussì d' 'a mamma?

CIRILLO            - (seguitando) Non me io potrò' mai di­menticare!... Allora ero giovanotto... Ogni volta che uscivo con gli amici... io avvertivo sempre: "Mammà, stasera non mi aspettare, mangio in trattoria". E lei faceva: "Che peccato, Ciri'! Proprio sta­sera che ti avevo preparato questo... e quest'altro... e quest'altro ancora!..." E me le presentava come se fossero tutte cose straordinarie.'... Tutte sostanze indispensabili alla mia salute... che se non me le mangiavo subito non sarei arrivato alla fine della settimana!... E così mi schiattava l'uscita!...

PACEBBENE    - Sempre esagerato!...

CIRILLO            - E non ci credere!... La mattina appres­so, poi, quando mi portava il caffè a letto...  "Ciri', ti sei perso un gatto di patate!... magari io ero stato con una donna ti sei perso una parmigiana di melenzane!... Io te ne avevo conserva­ta una fetta... Ma stanotte la gatta è en­trata nella credenza e se l'è mangia­ta!..." Ecco chi era mia madre!...

PACEBBENE    - Sei tutto quanto storto, Ciri'! Neanche affetto per la mamma, che è la femmenapiù bella nella vita di un uomo!... E chiaro che poi...

CIRILLO            - (pronto) È chiaro che cosa?...

PACEBBENE    - Niente... niente...

CIRILLO            - No, tu ora vai avanti!... È chiaro che cosa?

PACEBBENE         -  (rapido) E chiaro che non potevi an­dare d'accordo con mogliereta!... Ecco qua!...

CIRILLO            - E io lo sapevo che là volevi arrivare!... (Pacebbene  spietato, comincia a ridere... ri­dere. .. E più cerca di controllarsi, più si congestiona...)

CIRILLO            - Sentiamo che altro ti ha preso. Se ti devi affogare, parla!

PACEBBENE    - E se poi tu t'incazzi?... ...

CIRILLO            - Ti affogo io. Ma ti prometto che non ti faccio soffrire troppo!

PACEBBENE    - (sempre ridendo) Pensavo a quella volta che tornasti da fuori e non trovasti più casa tua!... Tu ti aspettavi di non tro­vare la città... Sempre esagerato, Cirillo mio!... La città steva ancora qua, al suo posto! Nessuno l'aveva toccata!... Sulo 'a casa toia, come si dice?... l'ave­vano manomessa!... (ride)

CIRILLO            - L'interessato, si sa, in questi casi ride sempre di meno...

PACEBBENE    - Ciri', fai tanto il furbo!... Dici che co­nosci il mondo!... E poi ti fai fottere in questa maniera!... San Cirillo del Divin Costato, cornuto e mazziato!... Al posto tuo, dovendomi allontanare, e con una causa di sfratto 'ncopp' 'e spalle, sai che avrei fatto io?... Avrei messo una persona dentro al Ietto... bella... téseca téseca!... Lo sanno pure le creature!...

CIRILLO            - E ti credi che non ci ho pensato?... Ci ho pensato, stai tranquillo... E una persona nel letto ce l'ho lasciata... La mattina che sono partito per la tournée... (fa fatitica a raccontare)... che poi è stata l'ulti­ma... Quella persona che sai pure tu... Le detti un bacio in fronte... "Ciao... mi raccomando..." e me ne andai... Ma quella persona, in mia assenza, pensò bene di fare entrare nel suo letto un'al­tra persona ancora... La sorte ha voluto che fosse proprio il padrone di casa...

PACEBBENE         - (satanico) Voleva stare più sicura di nonavere lo sfratto!...

CIRILLO                  - (tollerante) E così sarà... E quando sonotornato io... un giorno prima del pre­visto... Come nelle migliori commedie... "Cielo, mio marito!" "Cielo, il padrone di casa!"... Non so chi di noi s'è spa­ventato di più... Il resto lo sai pure tu...

PACEBBENE         - Sì, sì... Ma mi piace di sentirtelo raccontare un'altra volta!...

CIRILLO            - (osserva) Pacebbe', ma tu lo sai che seiperfido veramente?... Tu sei un pro­fessionista della perfidia, mica un di­lettante qualunque... Tu tieni almeno due lauree, una in perfidia e l'altra in cazzimmeria'... E lo sai perché sei così? Perché odii le donne, sì, le odii... An­che se non ti hanno fatto niente!... Io, no, io non le odio anche se qualcosa me l'hanno fatta... Che poi... a ripen­sarci... quella poverina aveva mille volte ragione... Io ci ho un brutto caratte­re... le toglievo l'anima... Quando non l'abbuffavo di corna!... (Nell'ispirazione del racconto, Cirillo  si è portato verso il letto di Pacebbene...)

PACEBBENE         - (spingendolo via) Tu non le odii perché le sfrutti.


CIRILLO            - (sorpreso e dall'atto e dalla frase ) Io che faccio?

PACEBBENE         -  Si, si!... te fai 'e sorde 'a coppa... per questo non le odii!... Le sfrutti, le Sfrutti...

CIRILLO            - (allibito) Io sfrutto le donne?... Guardate a questo!... E poi sentiamo: a chi sfrutterei io?...

PACEBBENE         - A moglierete!... Ti credi ca non me ne so' accorto?... Ricottaro!... Ricottaro!...

CIRILLO            - Finiscila, se no ti rompo la faccia!...

PACEBBENE         -  L'aggia fa' sape' a tutte quante! Con la ricotta che fai tu Caflish fa le pastiere pe' n'anno sano!... E le manda pure all'estero!...

CIRILLO            - Non so dove vuoi arrivare. Ma se il tuo scopo è quello di farmi perdere la pazienza, non ci riuscirai... guarda che ti dico!... Questa soddisfazione non te la do'!...

PACEBBENE         - E allora sentiamo come campi!... I soldi da dove li pigli se è un anno che non fatichi più?...

CIRILLO            - (superiore) Il mio lavoro di rilegatore...

PACEBBENE         - Sentite a chisto!... Ha rilegato la biblioteca nazionale!... Tu non 'e ancora fernuto 'o primmo libbro, pecche non saie manco 'a colla addo' se mette!...

CIRILLO            - Non ti preoccupare!... Col tempo imparerò!...

PACEBBENE         - Tu a me non mi fai fesso!...

CIRILLO            - (ironico) E dire che quando sono entrato in questa casa la prima cosa che mi hai detto è stata: "Entra... entra!...Non m'importa il tuo passato!..."

PACEBBENE         -   E mo' me 'mporta, va bbuo'! Mo' voglio sape' tutte cose, perché a stare sotto lo stesso tetto con un ricottaro non me sento tranquillo!...

CIRILLO            - Non capisco: Se ora io ti dico che faccio il salumiere, tu sotto questo tetto ti senti più tranquillo?...

PACEBBENE    - Certamente! Il salumiere è una cosa, il ricottaro n'è un'altra!

CIRILLO            - (fa un gesto come per dire: guardatelo! poi dopo un tempo...) E poi io tenevo anco­ra dei risparmi, e tu subito parli di sfrut­tamento!... Tu vedi la malavita dapper­tutto!... (si gira intorno..). Fino a sotto il tuo letto!...

PACEBBENE    - (accusa il colpo) 'O lietto mio non ce trase!... Sei tu che ti devi discolpare!... Sei tu che devi rispondere!...

CIRILLO            - (teatrale) Vi ho già' risposto, Vostro Ono­re! Risparmi, messi da parte in tanti anni di onesti "suggerimenti"...

PACEBBENE    - Ah, sì?... E allora spiegarne 'o suonno ca me so' fatto stanotte!... Pecche io, Ciri', stanotte me so' sonnato ca bussavano 'a porta, e 'o portalettere te consegnava nu vaglia 'e moglierete!... "Questi li manda la gentile si­gnora, scusandosi che non può fare di più!...

CIRILLO            - "Non sai sognare, Pacebbe'! E te ne fai accorgere subito che sono tutte bugie!... Guardami in faccia! Tu quella carta l'hai vista da sveglio, e non nel sogno!...

PACEBBENE    - (falso) Eh, allora è overo!... Io però ti giuro che...

CIRILLO            - Non giurare!... Lo sai che ogni giu­ramento falso che fai è una schioppettata che tiri contro il tuo paradiso!...Pacebbe', ogni volta che giuri il falso,polopoffete! e cade abbasso un santo! Nella tua vita stai facendo un massacro di santi!... Una carneficina!... (serio) E mo' mi dici quando hai messo le mani nel mio cassetto!...

PACEBBENE         -  Ma che vai dicendo?...

CIRILLO            -  (gli da' uno strattone, poi si allontana) Ma poi me l'hai fatta sotto agli occhi, dico io!... Com'è che non me ne sono accorto?..

PACEBBENE-       (timidamente) Stavi dentro al cesso!...

CIRILLO            -    (minaccioso) E va bene: devi andare al cesso tu!... Ti devi decidere, una buona volta!... Io aspetto, (prende una sedia e si siede accanto alla toletta) Mi assetto qua, e aspetto... Anche dieci giorni! E quando tu, per non schiattare, ti sarai deciso... Vado là, ovvi'!... Là, nel tuo reparto... Nella tua cuccia di cui sei tanto geloso... Appiccio no cerino e abbrucio tutto!... Un bel fuoco purificatore, Pacebbe'!... Di quella pira, faccio, Pacebbe'! Di quella pira!...

PACEBBENE         -     ( livido) Tu non lo fai perché questa è casa mia!...

CIRILLO            -    Io lo faccio proprio perché è casa tua!... Allora è finito che sono un ricottaro, e che vivo 'mmiezo 'a delinquenza... e che non me metto paura 'e niente!...                  

PACEBBENE         -     (dopo un tempo) Io ti volevo aiutare... T'avevo visto preoccupato...

CIRILLO            -    (depresso) Che bella società che abbiamo fatto io e te! Che rapporto di reciproco sostegno!... Che bella vita!...Non ti posso voltare le spalle che tu subito mi colpisci a tradimento!... Aggio capito: t'aggia sta' sempe 'e faccia! Man­co 'e profilo me pozzo mettere!...

PACEBBENE    - Ma tu non uscivi da là dentro!...

CIRILLO            - Ecco... appunto... Un altro al posto tuo... uno di coscienza... avrebbe det­to: "si fosse sentito poco bene?... aves­se avuto uno svenimento?..." Tu no, ti auguravi che io non uscivo più!... È una bassezza, Pacebbe'... una vera canaglia­ta!... Sì, pecche tu ci stavi pensando chi sa da quando!... Magari da quan­do io non avevo ancora in mente di andare a chiudermi là dentro... non mi passava manco per la capa... Tu, nella penombra, già tramavi!... Tu in quel cervello mostruoso già pensavi: "Adesso che entra...".

PACEBBENE    - No. Questo te lo posso giurare!... Io non lo sapevo che tu entravi!... Io sapevo soltanto che tu non uscivi!...

CIRILLO            - (catturato dal sofisma) No, scusa... Non capisco la differenza. Pacebbe', io per uscire da là dentro ci sono prima dovuto entrare, se no come uscivo, ti pare?...

PACEBBENE    - E che ne so...

CIRILLO            - Uh, santa pace!... Hai mai visto uno che è uscito da un posto senza esserci mai entrato prima?...

PACEBBENE    - Io dalla panza di mammà ci sono usci­to soltanto...

CIRILLO            - Sì, ma quando sei uscito da là, prima di te non sei entrato tu, ma sempre qualcosa è entrata... O t'aviss'a credere che è successo tutto per opera e virtù dello Spirito Santo?... Sebbene... anche sullo Spirito Santo ci sarebbe tanto da dire...

PACEBBENE         - Non comincia ajastemmà, 'e capito?...

CIRILLO                  - Comunque, tornando a noi... qual èla questione?... Tu vuoi sapere di chi sono quei soldi?... E io te lo dico: sono miei... puoi stare tranquillo. Sono sol­di miei che rimasero in mano a mia moglie, e che ora lei mi restituisce a tanto al mese, perché lei dice che non è giusto che io ci rimetta anche i soldi... E se non me li restituisce, esco e la denuncio!

PACEBBENE         - Tu esci... tu?...

CIRILLO                  - Eh, esco!... Ti credi che mi metto paura?... Esco, proprio così!... Mi infilo il pantalone più fetente... varco quella so­glia... scendo le scale... e praticamente sono uscito, (pausa) E se no scrivo una lettera al commissario, e quando scen­di tu me la imbuchi... (pausa) Resta il fatto che sei una carogna!...

PACEBBENE         - Non sono stato io! È stato il sospettoche mi ha cecato gli occhi!... Me sen-tevo asci' pazzo!... Dicevo: vuoi vedere che da un momento all'altro lo ven­gono a arrestare?... Sa' che scuorno nel quartiere!... Le guardie in casa mìa!...

CIRILLO                  - Non temere: le guardie tengono altroa che pensare... E non perdono tem­po a cercare me. A meno che... non vengono per qualcun altro... qua so­pra!...

PACEBBENE         - Io sono incensurato!

CIRILLO            - E chi ce l'ha con te?... Certo, tu seiincensurato... però, guarda un po'... non esci più di casa... E non vai più neanche alla chiesa!...

PACEBBENE         - Te l'aggio ditto che sta chiusa per ilavori di restauro!...

CIRILLO            - ...E ogni tanto ti arrivano inviti dalletue numerose Azioni Cattoliche... "Caro fratello di Gesù... Caro figlio di Ma­ria... Caro nipote del Sacro Cuore... Carissimo cugino di San Filippo Neri... Gentile conoscente di San Tarcisio..." Conoscente soltanto, perché è l'ulti­ma a cui ti sei iscritto, e non essendo­ci confidenza, con San Tarcisio vi date ancora il voi...

PACEBBENE         - Vanno trovanno sorde!... È un anno che non pago... Ma appena riapre la chiesa... 'nu paro 'e messe e me rimetto a posto!...

CIRILLO            - ...Un paio di pesche miracolose nelle cassette delle missioni!... (fa il gesto) E intanto i bambini negri del Congo diranno: "Il cuore degli italiani si sta raffreddando!"... Ma di questo, Paceb-be abbiamo parlato già troppo. Tu sei l'ultimo che mi può fare la lezione. Quindi, famm'o favore, statte zitto!

PACEBBENE         - Se tu mi prometti che non pensi maledi me...

CIRILLO            - Non temere, non penso male di te...Ma mi dovrò sforzare molto!... E ora fammi continuare il lavoro del profes­sore... Anche se non si fa vedere... An­che se gli è successo qualcosa... Quel­lo è vero che è disgraziato assai, matra una disgrazia e l'altra può sempre comparire!...(Prende il vocabolario e comincia ad armeg­giare... Poi cerca l'immancabile colla che manca...)

CIRILLO                  - E ora vai a trovare la colla!... Ma perché se ne scappa sempre?... Io ci devo mettere un campanello in canna, come si fa con le gatte...

PACEBBENE         - La tua colla l'ho presa io...

CIRILLO                  - Ecco!... Dico io che te ne devi fare,tu, della colla mia?... Sei rilegatore, for­se?.,.

PACEBBENE         - Mi serviva per il pesce...

CIRILLO                  - Pacebbe', si rilegano i libri, non ipesci!... E ora andiamoci a riprendere la roba nostra. (Cirillo si avvia verso l'angolo dell'altro...)

PACEBBENE       - (prevenendolo con un balzo) Te la prendo io! non ti scomodare... (Cirillo  lo guarda con sospetto...)

PACEBBENE         - (per rimediare) Io l'ho presa... io la devomettere a posto. Quello che è giusto è giusto...( Pacebbene va al suo angolo e torna con il secchio della colla. Si svolge al centro della stanza una specie di minuetto, uno scambio di moine, alla fine interrotto da un "bah!" di Cirillo che allarma Pacebbene... inducen­dolo ad escogitare qualcosa... Cirillo torna al suo angolo e comincia ad operare...)

PACEBBENE         - (in tensione) Ciri', io mi vorrei confessare... (Cirillo senza rilevare: fischia)

PACEBBENE         - Ciri ', tu lo sai che fra noi non ce stanno segreti...

CIRILLO            -  Non lo so. (continua a fischiare)

PACEBBENE     -  E lo devi sapere perché è accossì. Io non sono capace di tenerti nascosto niente. Per questo ora mi sento un peso qua!

CIRILLO             - (si volta) Dove?

PACEBBENE     - (indica lo stomaco) Qua.

CIRILLO            - Là ci sta lo stomaco. Non è grave. Sa­rà una delle tue pillole che non si è sciolta... Bevici da sopra un sorso d'ac­qua...

PACEBBENE    - Ciri', tu hai capito benissimo: è un peso morale. Io sto male!... sto male!... Me sento 'e asci' pazzo!... E m'aggia sfugà!

CIRILLO            - Non con me, eh?... (indica la finestra) Va'... là ci sta la folla di Piazza San Pietro... che ti aspetta... Questo stan­no dicendo: "Come mai PACEBBENE non si sfoga ancora?...

PACEBBENE    - No, Ciri', non è cosa che si può stril­lare mmìezo a na via!... Si può dire solo a un amico... a un vero amico!... Ciri', mi voglio confessare! Io sto soffrendo veramente!... Tu non devi fare niente, devi solo ascoltare.

CIRILLO            - Proprio quello che non voglio farei Tieni un peso? Te lo tieni! Avissa sape' quanti pesi tengo io!... Senti a me, fai come fanno i protestanti, che si con­fessano direttamente con Dio.

PACEBBENE    - Non sono capace!

CIRILLO            - E già... e si capisce... In quel modo viene a mancare il senso della chiacchiera­ta... quella specie di potecarella che invece si può fare col prete... E poi nonsi sa mai da là sopra Dio che può ri­spondere!...

PACEBBENE         - Ciri', io soffro assai! Assai!...

CIRILLO                  - E allora puoi fare come i Maomettani: ti inginocchi sul tappeto... Anzi, no, sai che vuoi fare? Sali sul terrazzo. Torri, è vero, non ce ne stanno... e non ci stanno neanche le palme... Ma il deserto c'è. Va' sul terrazzo e cantate na litania!...

PACEBBENE         - E le pene che tengo in corpo a chi levado a raccontare?... Io voglio un giu­dizio tuo!...

CIRILLO            - Io sono un giudice severo. Paccebbe'! Non ti conviene!... Io a quelli come te non li perdono!... Tu mi dici: "Ciri', ho rubato un confetto!" E io ti rispon­do: "Impiccati! Chi ruba i confetti deve essere impiccato!".

PACEBBENE    - (dopo una lunga pausa) Mia madre, quando ero piccirillo, non mi faceva mai pazziare con gli altri ragazzi!

CIRILLO            - Non vedo che cosa c'entra?...

PACEBBENE    - E l'unica volta che sono salito sopra un casino me ne sono dovuto scappa­re! Me sentivo affugà!

CIRILLO            - Avevano lasciato il gas aperto?...

PACEBBENE    - Non era il gas... È che ce steva poca luce... E quando io e la gentile signo­rina andammo in camera... quella si va a voltare... Era tale e quale a mammà!... Lo stesso naso!... Lo stesso tuppo!...

CIRILLO                  - Si vede che tua madre è un tipo comune... anche là sopra!...

PACEBBENE         - (non rileva perché non gli conviene)... Ecosì per me la femmina è sempre ri­masta un mistero! Bah!..

CIRILLO                  - Fammi capire: Mi stai dicendo che, alla tua età, non hai mai conosciuto una donna?

PACEBBENE         - Completamente, mai!...

CIRILLO                  - Ma come!... con tutto quel giro di bizzoche che passano per la vostra chie­sa?... (Pacebbene conferma...)

CIRILLO                  - Allora, praticamente, tu non hai mai...

PACEBBENE         - In compagnia?

CIRILLO                  - S'intende.

PACEBBENE         - Qualche volta... ma... come si dice...(si vergogna) sempre tutto vestito... (Cirillo  è imbarazzato anche lui...)

PACEBBENE         - La conobbi durante il mese mariano...Era una del coro... Che poi non è più venuta... Ci acchiappavamo nello stan­zino delle campane. Ma leva sempre 'e pressa... E non mi ha mai voluto fare salire a casa sua...

CIRILLO                  - Si vede che a casa sua non teneva le campane...

PACEBBENE         - Eppure certe volte penso che con quella là potevo essere felice... Col tempo... lo sento... mi poteva passare quella ner­vosità... chella paura ca m'afferra quanno sto vicino a na femmena!... Pecche tu 'e 'a sape' che quanno sto vicino a na femmena me saghe tutto 'o sanghe ncapa... e sudo... e tremino... e me sento nu martiello ccà (alle tempie)... E me n'aggia sulo fui!... Ma è comme si 'a sotto non tenesse cchiu' 'e cosce!... Allora cerco 'e nun guarda... Ma ll'uocchie sempe là vanno a cade!... E me pigliano 'e ve ruggini!... Comme quanno uno s'affaccia d' 'o sesto piano 'e nu palazzo... o 'a na muntagna!... E’ gra­ve?...

CIRILLO            - Per un alpino sì.

PACEBBENE    - Ma non è solo questo...

CIRILLO            - E vai dicendo... va'!...

PACEBBENE    - Ma tu poi mi disprezzi...

CIRILLO            - E allora non dire... ...

PACEBBENE    - E poi mi resta tutto qua (indica lo stomaco)(Cirillo alza gli occhi al cielo, poi va a sedersi al bordo del suo letto...)

PACEBBENE     - (raggiungendolo, inavvertitamente si ingi­nocchia) Ciri', io aggio fatto 'nu pec­cato grande, grande assai!...

CIRILLO             - (sospira) E devo averlo fatto anch'io...

PACEBBENE    - Perciò non esco mai di casa... Perciò non vado più alla parrocchia!... (pian­ge e si dispera esageratamente) Ciri', io sono un mostro! Un degenerato!... Un fetente di merda!... A me mi devono mettere in galera!... M'hanna taglia 'e recchie!... M'hanna mettere 'a capa sotto 'a ghigliottina!... Sulo allora tro-varaggio 'a pace mia!...

CIRILLO             - (fa intendere che anche lui troverà la sua, poi...) E che avresti fatto di tanto igno­bile?

PACEBBENE     - (rauco) Ho profanato l'infanzia!... (Cirillo lo guarda fisso, a lungo... Non sa se deve credergli o no. Ma è un pò ' preoc­cupato...) (Pacebbene annuisce, poi va a sedersi molto lontano, forse sul suo letto).

PACEBBENE     - È stato durante il battesimo di una bam­bina... Don Iginio mi aveva raccomandato: "Prepara tutto... acqua... sale... metti la tovaglia pulita..."

CIRILLO            - Spiegami: La dovevate battezzare o vela dovevate mangia?...

PACEBBENE         - (prosegue spedito) Insomma, l'occorrenteper la cerimonia... E io avevo sistema­to ogni cosa, perché quella era gente ricca... e m'aspettavo una buona maz­zetta!... Com'è, come non è... È zom­pata fuori una quistione di documen­ti... Ce vo' 'o bollo, non ce vo' 'o bollo... E così Don Igino è andato nel suo studio... E i genitori della creatura sono andati appresso a lui... E la commare è andata appresso a loro... E la creatu­ra... la creatura me l'hanno lasciata in braccio a me!...

CIRILLO            - Abbandonata il giorno del battesimo!...

PACEBBENE         - Allora la creatura, vedendo che io nonsomigliavo né al padre né alla madre...

CIRILLO            - ...né alla commare...

PACEBBENE         - ...s'è misa a chiagnere. E chiagneva...chiagneva... S'era fatta rossa rossa!... Allora io l'ho connoliata... E chella m'ha fatto na resella!... Quanto era bel­la!... Pareva na bambola Lenci!... E pò per la contentezza s'è pisciata sotto!... Allora io ho pensato: qua bisogna sfa­sciarla e asciuttarla, se no si piglia una bronchita... E l'ho sfasciata!... (si copre la faccia con le mani) E l'ho vista nuda!... (pausa) Non pensa a male, Ciri'! ma era più forte 'e me! Io la dovevo guar­dare! Io dovevo vedere com'era fatta!... (pausa) Ho sempre voluto vede' comm'è fatta na femmena! Ma me so'sempre miso appaura, Ciri', pecche me pare sempe che da un momento all'altro m'adda succedere 'na cosa brut­ta!... adda scatta' na trappola!... s'ad­da arapi' 'n'abisso!... E invece là era bello... Pecche na femmena, quanno è creatura, non te po' fa' male!... (pau­sa, in cui si asciuga il sudore) Ma po'me so' sentito infame!... Infame assai!... "Le pozzo essere paté!... nonno!..."pensavo 'ncapa a me... E allora aggio'ntiso comm'a na voce che diceva: "'Avi' sta creatura? È 'a toia!... Pigliatella!... va e portatella a' casa!" E 'o core ha pigliato a sbatterme forte 'mpietto... e vedevo comme a tanta palummelle annanze a ll'uocchie!... Aggio afferrato 'a creatura, l'aggio 'nfasciata a comme veneva... e m' 'a stevo purtanno!... Quanno è tornato Don Iginio... e 'o paté e 'a mamma d' 'a creatura!..."Ue acchiappa a chillo!... 'A figlia nosta... Disgraziato!... Zingaro!... Mariuolo d'innocenti..." Da allora non tengo chiù 'o coraggio 'e me fa' vede''a chelli parte!... Anche perché, dint'a pressa, avevo 'nfasciato 'nzieme a' criatura pure 'e llente 'e Don Iginio!...

CIRILLO                  - (dopo un lungo silenzio gli tributa un lento cadenzato applauso, poi...) Bravo... Bella battuta... ben costruita... i fiati al momento giusto... La Grande Signora direbbe: "La polvere dei teatri di tutti i tempi e di tutto il mondo, da Epi-dauro fino a Buenos Aires!..." E sei stato anche convincente, non c'è che dire... Ma a me non mi inciuci! Intendiamo­ci, come fantasia tua è abbastanza verosimile... Ma è quello che mi hai voluto raccontare tu. E se uno come te, senza esserne richiesto, infila tutte queste palle una dopo l'altra, chi sa che tiene in corpo!...

PACEBBENE    - Ma su che cosa te l'aggia giura?

CIRILLO            - Questa è soltanto la punta dell'iceberg, la parte che fuoriesce dall'acqua!... Chissà quanta altra robba ci sta sotto!...

PACEBBENE    - (scatta) Allora tu me vuo' fa' veni' 'nu butto 'e sanghe a me?,.. Ma io sta' sod­disfazione non te la do!... No, non te la do!... Tu me vuo' fa muri' a me?... E io sa' che faccio?... me tiro appresso pure a te!... (Cirillo  tace e osserva)

PACEBBENE    - Tanto simmo duie disperate! E quanno è chesto, è meglio ca ce arricettamido tutt' 'e due! (lo guarda) Fai vede' ca min te 'mporta?... Eh? (si gira attor­no) E mo' vedimmo si te 'mporta o no!... (va ad uno dei pali).,. Mo' sta Caienna 'a jetto 'nterra io! (afferra il palo) E sa' comme faccio? Muore San­sone co' tutt' 'e Filistei!... (ma si fer­ma)Non mi fai paura!...

CIRILLO                  - Non mi fai paura, Pacebbe'! E mo' te dongo pure na mano!...(Va all'altro palo, pronto a tirarlo via ...I due si studiano a lungo, come duellanti...)

PACEBBENE    - No, accussi' pe' te sarria pure na libe­razione... Giammai!... Tu te fai masto 'e coscienza, ca non tiene peccate, emanco pentimenti?... Tu me coffie a me pe' tutti sti chiuove ca tengo dint' 'o cervello?... E mo t' 'o metto io nu chiuovo 'ncapa a te!... (va alla finestra)  Me ietto abbascio! (la apre) ( Uno sfrenato miagolio sottolinea la sua azione...)

CIRILLO                  - Chiudi, che si raffredda l'ambiente!...

PACEBBENE         - Me ietto abbascio, sì,... me ietto abbascio!... Pecche' tu non me cride!...

CIRILLO                  - E buttati!... Buttati abbasso!... Fammi sapere, ti butti di capa, o a cofaniello?... Ma guarda che quando ti sei buttato, là resti!... Tu e le gatte!... Perché io non ti vengo a prendere!... Proprio così, non ci vengo!... (pausa) La strada è sfossìcata, le scarpe si impolverano, e i pantalo­ni si fanno una chiavica!...

PACEBBENE    - E io mi butto lo stesso! Ciri', io me jetto 'ncoppo 'a coscienza toia!

CIRILLO                  - E io levo la coscienza da sotto, e tu vaie a faccia 'nterra!...

PACEBBENE    - Ciri', l'hai voluto tu!... (In quell'istante un'altra delle spie di le­gno alla parete cade con un tonfo sordo. Pausa di tensione, lunga, lunghissima...)

PACEBBENE    - (a fior di labbra) 'A senga!...

CIRILLO                  - La senga... (Si avviano convergendo verso il punto della frana. Restano immobili a guardare la pa­rete... Poi come due automi vanno a sedere al tavolo al centro della stanza...)

PACEBBENE         - Stai pensando a quello che ti ho contato prima...

CIRILLO                  - Che m'hai raccontato prima?... non mi ricordo...

PACEBBENE    - Come!... Il battesimo!... Quando ho guardato come era fatta la creatura...

CIRILLO                  - Lascia stare... è cosa da niente... E’ suc­cesso anche a me qualcosa di simile...

PACEBBENE    - (interessatissimo) Overamente ?...

CIRILLO                  - Solo che la creatura teneva trentadue anni, e non si trattava di un battesimo ma di un matrimonio...

PACEBBENE    - Sei un cinico!... Non hai rispetto per niente!... Io sono un peccatore, è vero... ma tu faie ancora cchiù peccato! Per­ché non hai rispetto del mio dolore!... Ma dico io, perché campiamo insie­me?... Siamo cosi diversi!... Che cosa ci tiene uniti a noi due?...

CIRILLO                  - Gli antichi dicevano: "Né con te, né senza di te vivere posso!"... Qui, tra di noi, non è il caso di ricorrere a tan­to... Diciamo che a noi due ci tiene uniti un sentimento di... ripugnanza reciproca... È un sentimento anche questo...

PACEBBENE    - Che a me, però, me sta levanno U'anne 'a cuollo!... Tu mi vuoi atterrare a me!... Tu me vuo' fa' fa na brutta morte!...

CIRILLO                  - (quasi astratto) Ecco... Forse è proprio questo il senso della nostra coabitazio­ne... un sogno.,, una visione... una pa­rola... Diciamo che da me può dipen­dere se tu muori prima o dopo!... Meglio o peggio!...

SECONDO TEMPO

PRIMO QUADRO

Stessa scena del primo tempo. Le prime battute al buio...

CIRILLO            -  Dico io, non potevi aspettare a doma­ni mattina, no?... Andavi di fretta... Mo­rivi se non la facevi stasera?...

PACEBBENE    - Sì, morivo!...

CIRILLO                  - E dico io, al centro della stanza la dovevi fare?... Non potevi andartene di là, in disparte, no?... Se viene a trovarci qualcuno facciamo proprio una bella figura!...

PACEBBENE    - Se viene a trovarci qualcuno gliene of­friamo un poco pure a lui. Vecchio pazzo!

CIRILLO                  - Oh, questa è casa mia, nun t' 'o scurdà! E mi metto dove voglio io!... E poi così sdamo più in compagnia... Volen­do possiamo parlare... (Sale la luce... Pacebbene ha requisito il tavolo e ci sta impastando sopra... È tutto infarinato... La farina è anche in sospen­sione nell'aria!... Cirillo è disteso sul letto... Si volta a Pacebbene ...) (cantando) Vesti la giubba, la faccia in­farina!... (tossisce) E intanto questa stan­za è diventata un cantiere!... Tra l'al­tro, ora non si capisce più se è la fa­rina della pasdera che stai facendo, o è la sfabbricatura delle pareti pericolanti. Se comincia a cadere la casa, non avremo neppure la possibilità di accor­gercene in tempo... Ne approfitterà la televisione, per dire: "Morte due per­sone nel crollo dì una pastiera!"...

PACEBBENE         - E vide si nin si' sempe tu!... Te si' miso'e ponta!... Io negli ultimi tempi me n'ero scordato!... È mezz'ora ca non ce pensavo!...

CIRILLO            - E già... A te basta una sciocchezza...una pazziella da voltare tra le mani... e anche la realtà più drammatica scom­pare... si dissolve nel nulla... Nu cucchiaro 'e farina... una noce di burro... acqua di fiori... un pugno di grano... e la vita è una cosa meravigliosa!... Certe volte ti invidio, Pacebbe'... Sì, perché non hai la nozione del tuo disastro!... Tu prendi la prima pastiera che par­te, e ti trasferisci nell'infanzia, nell'in­coscienza, nel mito...

PACEBBENE         - (che l'ha lasciato parlare) Pppprrrr! (glifa una pernacchia grassa, sguaiata, goduta fino all'ultimo respiro)

CIRILLO                  - Trappano!

PACEBBENE         - Quanto me fai ridere, Ciri', tu neppu-re lo sai, quando fai 'o prufessore d' 'o sasiccio!... (poi si comincia ad altera­re) Lui è cresciuto, lui!... Lui tiene la nazione del disastro!... Lui schifa l'in­fanzia!... Ma che maronna faìe cchiù 'e me?!... Te n'ascisse, per lo meno!... Te levasse ananze all'uocchie mieie!... Niente!... Staie menato 'ncoppo a chillu lietto comme a na funa fraceta, e aspetti la fine!...

CIRILLO            - La fine del mondo o la fine della pastiera?

PACEBBENE         - 'A fine 'e chi t'è stramuorto! (si vorrebbe toccare) E non me pozzo manco gratta!...

CIRILLO            - Già. non è igienico... Ti sporcheresti le intimità... (pausa) Poi le devi solo gettare nella tiella, e te le fai indorate e fritte!...

PACEBBENE         - Non te risponno!... Me fai sulo perdere riempo!...

CIRILLO            - Vai di fretta?... Ricordati che la gatta,per andare dì pressa, fece i figli ceca-ti...

PACEBBENE         - Io non sono gatta, e non sto facendomucilli... Quelle sono poche le gatte, nella zona... (cambia tono) Te si' scurdato che oggi è la domenica delle Pal­me?...

CIRILLO                  - E allora?.,.

PACEBBENE         - E allora si deve fare la pastiera! E devozione!...

CIRILLO            - "Si deve... si deve..." Ecco il peso della tradizione! Ecco la schiavitù!... Le ca­tene!... Le palle al piede!... La cattivi­tà Babilonese!... Pacebbe', cerca di ca­pire: "Si può fare", non "si deve fare". O fossero venuti i carabinieri a dirti: "Lei è Pacebbene, figlio di Pasquale, e di Concetta tal dei tali... In nome del popolo italiano, lei deve fare la pastiera!"...

PACEBBENE         - Puozze schiatta! Nonsignore, non sonovenuti i carabinieri... stai tranquillo!... E dalle!... Te si proprio fissato cu sti carabinieri!...

CIRILLO                  -  E si incazza, ecco qua... (a lui) Ma lo capisci, sì o no, che io lo faccio per te? Per il tuo bene?... Per liberarti dalla schiavitù?... Dalla prigionia!...

PACEBBENE    - Però poi te la mangi la schiavitù, eh! Te la 'mmocchi la prigionia!... L'anno passato ti alzasti di notte per ammoccarti pure la mia parte!... Te aveva fa na fotografia pe' t' 'a tuzzà sott' 'o naso: Cirillo durante la prigionia!...

CIRILLO                  - Stasera sei più rinfacciatore del soli­to! La pastiera mi piace, è vero... Ma indipendentemente dalla Pasqua... È un gusto del palato, non c'entra il calendario... Anzi, sai che ti dico?... A Na­tale che viene scendo e mi compro non una, ma due pastiere! Due, Pacebbe'!... Ne approfitto anche per uscire un po'.

PACEBBENE    - Sei proprio pagano, Ciri'! Cirillo Pa­gano!... A Natale si mangiano gli struffoli!... Mo' volisse cagna Natale cu' Pasqua?...

CIRILLO                  - (paziente) Nossignore. Natale è una cosa, e Pasqua ne è un'altra. Ma che c'entrano i dolci?... Il pagano, poi, sarei io, eh?... Secondo te, se tu a Natale invece degli struffoli fai la pastiera, il Signore sente l'odore della pastiera, se 'mbroglia, e invece di scendere nella grotta se ne saghe 'ncopp' 'a croce?...

PACEBBENE    - Padre, Figlio, e Spirito Santo!... Ammèn! Queste distinzioni si fanno per gli uomini, e no pe' Dio! Dio lo sa come si deve comportare, l'uommene no!...

CIRILLO                  - Gli uomini come te, che non possono fare a meno dell'ordine... delle dispo-sizioni superiori... della disciplina... del dogma che uccide la fantasia!... Paceb­be', questo succede a chi non sa cam­pare di fantasia. Riconoscilo!... Scom­metto che se tu fossi scultore, Garibal­di lo faresti a cavallo e Paganini col violino in mano!...

PACEBBENE         - (esitante) Pecche, non va bbuono?...

CIRILLO            - (snob) Ecco!... Lo vedi che non sai campare di fantasìa?... Anche come scul­tore sei banale, omo e prevedibile.

PACEBBENE         - E allora pecche miezo a tutt' 'e piazze d' 'o munno gli scultori più famosi, i monumenti a Garibaldi e Paganini li hanno fatti accussì?... Pecche?

CIRILLO            - Perché anche loro, come te, non tengono fantasia...

PACEBBENE         - Te lo dico io! Perché la gente ormaici ha fatto l'abitudine!... La gente con la capa a posto!... E non si troverebbe a cagnare maniera!

CIRILLO                  - Lo vedi? Non siete liberi. Tu e tuttiquelli con la capa a posto!... Devo diventare scultore io!... Senti che ti dico: a Garibaldi lo faccio col violino, e a Paganini lo schiaffo sopra al cavallo!... E poi vedi se non Io faccio!

PACEBBENE         - (a dispetto) E nun po' essere!...

CIRILLO            - (intonandosi) E pecche?

PACEBBENE         - (si scompone) Comme pecche? Pecchela gente se 'mbriaca!... Non capisce cchiù niente!... Zompano gli appunta­menti!... Se scumbinano 'e matrimonie!... S'appiccicano frate e frate!... "Io sono andato da Paganini!" "No, tu sei andato da Garibaldi!"... Se fermano 'etramme... Si appila il traffico!... S'arrevota 'a città... E vene 'a rivoluzione!... Ma comme faie a nun capi'!...

CIRILLO                  - (sempre più provocatore) Se è per le poche teste di legno prive di fantasia, si fa presto a rimediare. Si scrive sotto il monumento "Paganini sul cavallo di Garibaldi" e "Garibaldi col violino di Paganini!".

PACEBBENE    - (fuori di sé) Va fa' 'ne...! (pausa) Ma allora me vuo' fa' asci' pazzo a me?... È meglio ca non te risponno proprio!... (si mette a cantare) "Cadrà... Cadrà... dal suo nido l'uccellin... Cadrà!... Cadrà!... il bambin dal seggioloni..."

CIRILLO                  - Ecco... l'unica fantasia di cui sei ca­pace è la cattiveria!... Ora attacca quel­le mostruose strofette dove gli inno­centi cadono dai rami e dai seggiolo­ni a suon di ninna nanna!... Pacebbe', tu sei capace di mettere in musi­ca le peggiori atrocità!... Ma io lo so perché sei così cattivo. Perché sei un uomo di fede... ma nella tua fede non c'è gioia!...

PACEBBENE    - Che tiene 'a dicere 'ncopp' 'a fede mia? Avanti parla!... Jettalo, n'ato ppoco 'e veleno pe' wocca!...

CIRILLO                  - Non c'è gioia nella tua fede, Pacebbe'! Come pure nei tuoi doveri...

PACEBBENE    - E tu che ne saie?..

CIRILLO                  - Lo so. Pacebbene, lo so. Lo so perché ci sono stato dentro pure io... almeno fino a una certa età... Tengo ancora da­vanti agli occhi l'immagine di quei san­ti dalla faccia verde e dallo sguardo accusatore che hanno funestato la mia infanzia!... Non potevo abbandonarmi alla gioia di un cattivo pensiero, che mi pareva di sentirli: "Ma come!... Io cac­cio sangue dalla bocca, sangue dal co­stato, sangue dalle mani!... Io sono martire!... Io della vita non me ne sono mai visto bene!... E tu, che vorresti fare con quella manina, tu?" ...Se poi mi ricordo l'ossessione di quando mi face­vo la comunione!... "Non si deve tocca­re l'ostia coi denti!... Guai!... Nostro Signore Gesù Cristo ne soffre!"... E così, quello che doveva essere un momento di elevazione mistica... di estatico pia­cere... io lo passavo a prepararmi la saliva in bocca, terrorizzato dalla prova che mi aspettava "Basterà? Non baste­rà?..." E puntualmente il diavolo ci metteva la coda... E l'ostia non voleva scendere, ed ero costretto ad ingoiare tre... quattro... dieci volte... e mi veniva la tosse!... E alla fine, quando tutto doveva essere pace e serenità, io mi fissavo... mi torturavo il cervello pen­sando: "E mo' chi sa addo' l'aggio cogliuto!". Non me lo ricordare, va'... Ecco perché a un certo punto non mi sono più comunicato...

PACEBBENE         - Non te sapive fa manco 'a communione!...

CIRILLO                  - Ridi, tu!... Ma queste cose ti segnanoprofondamente!... E anche quando de­cidi, con un atto di volontà, di libe­rartene una volta per tutte, ti restano dentro per molto tempo ancora!... Tu pensa... verso i trentatré anni io cominciai a non stare bene... mi sentivo addosso una smania... un'oppressione!... Un malessere che non capivo da dove mi veniva... Poi un giorno, all'improvviso, compresi!... Mi pare ieri... Stavamo facendo uno spettaco­lo a Savona... E un attore in scena disse: Trentaré, gli anni di Cristo!". Fu come un'illuminazione!... Io stavo campando più di Gesù Cristo!... E mi sentivo in colpa, Pacebbe'!... Quando l'ho capito mi sono messo a ridere. Ma intanto ero stato male un anno sano!...".

PACEBBENE         - Se, se!... Ringrazia a Dio che hannolevato da mezzo l'Inquisizione, Ciri'... Se no a quest'ora già t'avessero porta­to 'mmiezo a na piazza e t'avessero ap­picciato comme a nu bengala! Altri tempi!... Peccato!... Se era mo' io me mettevo sotto 'o cippo... in prima fila... accossì!... Mi godevo lo spettacolo, e mi scarfavo pure!...

CIRILLO                  - Lo so, lo so... E se qualcuno t'avessecacciato via, so anche che cosa avresti risposto: "Ma come vi permettete!... Io ho diritto a una poltrona omaggio!... Io sono un amico del bengala!... " Va', va', che sei proprio un carogna!... Im­pasta, impasta pure!... Che se quella pastiera viene a tua immagine e somi­glianza, la diamo da mangiare alle gat­te, e così disinfestiamo la zona!... (pau­sa) Pacebbe', ma pensa!... Fai uno sfor­zo!... Una Pasqua... una volta tanto... lapastiera... non la fare!... Ti togli dalla schiavitù!... Sei un uomo libero!... Re­spiri!... Non è straordinario?... (Pacebbene  lo guarda perplesso)

CIRILLO                  - Senti a me... questa è la volta buona!...Afferra tutto e buttalo dalla finestra!... (pausa) Così prendiamo due piccioni con una fava: Tu ti liberi, e io... posso finalmente dormire in pace!... Che sta­sera avevo deciso di addormentarmi più presto...

PACEBBENE         - Ah, e qua che volevi arrivare! La cattiveria babilonese è la tua, che pensi solo a te!... Ma se vuoi dormire, dor­mi!... Chi ti tocca!... Duorme! Miette 'a capa 'a sotto e duorme!...

CIRILLO                  - A me la pastiera non mi fa dormire.Peggio del caffè...

PACEBBENE         - (per tutta risposta, si mette a impastare furiosamente. E ci canta sopra...) Cadrà... cadrà... dal suo nido l'uccellin... Ca­drà cadrà... il bambin dal seggiolon.

CIRILLO            - (avvicinandosi a lui) Bravo!... Bravo!...Quello che più mi piace è che ci metti tutta la serietà!... Impasti con un'aria di divina potestà... di somma sapien­za... di primo amore!... E già, è il tuo modo di partecipare al mistero della creazione!... "E Dio prese un pugno di creta, ci soffiò dentro!..." Pacebbe', questa pastiera la dobbiamo chiamare "Adamo"! (Pacebbene lo guarda con odio...)

CIRILLO            - (tornando al letto) Poi ne tagliamo unafetta, e con quella facciamo Eva!... (Pacebbene, lestissimo, afferra un pezzo di pasta e glielo lancia... Cirillo  si scansa giusto in tempo).

PACEBBENE    - Ti devo cogliere, una volta!...

CIRILLO                  - Mena, mena... che oltre tutto mi sta finendo la colla.

PACEBBENE    - (trattenendosi) La tua parte di pastiera l'hai avuta. T'aggio menato a Eva. Io mi tengo Adamo. Stiamo in pace ades­so. Nulla a pretendere!... (Cirillo toglie le tracce di pasta e farina dalla parete e dal letto, poi si rialza...)

CIRILLO                  - (fingendo un risveglio) Buon giorno, Pacebbene ... Ben levato! Come stai? (si stiracchia) Io, stamattina, mi sento un poco stanco, come se stanotte non avessi chiuso neanche un occhio...

PACEBBENE    - (guardandolo) Cadrà... Cadrà... dal suo nido l'uccellin... (canta fra i denti). (Cirillo si avvicina alla finestra, la apre, respi­ra l'aria della notte... Esplosione di miagolii, modulati su un tono sinistro, allarmante...)

CIRILLO                  -  (si ritrae naturalmente, e chiude la finestra. Ma resta a guardare fuori, nel buio...) Il campanile che si vedeva ieri ora non si vede più. È segno che stiamo scen­dendo un'altra volta...

PACEBBENE    - (a se stesso) È notte... non ce sta man­co 'a luna... e vo' vede' 'o campanile... Avevan' a fa per lui un campanile fosforescente!...

CIRILLO                  - (non raccoglie, poi passando davanti a Pacebbene) Che poi io lo dico anche per te!... Ti rovini le mani!... (gliene prende una, ma con un certo ribrezzo) Guarda guarda!... (Pacebbene lo lascia fare...)

CIRILLO                  - (spietato) Ti lasci andare troppo, Pacebbe'!... Ma ti sei visto?... Vieni... vieni davanti allo specchio... (loporta davanti ad uno specchietto fissato alla parete. Pacebbene si lascia condurre come un auto­ma... appare indifeso...)

CIRILLO                  - (allo specchio) Guardati!... E guardati!...Gli occhi scavati... Il grembiule impa­taccato!... La farina nei capelli... Sem­bri uno sguattero invecchiato!... Dimo­stri almeno dieci anni di più!... Senti, fammi una cortesia... Se viene il pro­fessore vattene di là! Non farti vede­re!... È meglio!...

PACEBBENE         - (svincolandosi cupo) Lasseme sta, si no te sputo 'nfaccìa!... (Se ne torna al tavolo, e riprende a impa­stare stancamente... E molto turbato...)

CIRILLO                  - (rendendosene conto, dopo una lunga pau-sa) Che c'è, ti sei offeso?... Ho capito: la verità dà sempre fastidio...

PACEBBENE         - (strappandosi di dosso il grembiule, in unaccesso di rabbia) Mannaggia chella prima vota ca me so' miso 'o mantesino annanze!... Io l'aveva capi' ca stevo firmanno 'a condanna mia!... "Dieci anni di più! Lo sguattero invecchia­to!...". Questo è il ringraziamento!... Io non mi sono mai lamentato fino a mmo'!... Pero' me magno 'o limone, pecche si sapevo ch'aveva fa sta fine, allora era meglio ca me sposavo!...

CIRILLO                  - Se è per questo Pacebbe', ognuno ciha i suoi rimpianti. Tu credi che io non rimpiango niente?... Io ti vorrei far entrare un poco in testa a me quando rimugino quella che è stata la mia vita, e quella che poteva essere!... Ah, se non fosse morta la Grande Signora!... Al­meno non così presto... A quest'ora altro che pastiera, e libri da rilegare!... Chi sa dove sarei salito!... E invece sono sceso fino a questo punto...

PACEBBENE         - (offeso) Overamente?... E che vuo' fa'!Rassegnati, Ciri'. Nella vita si sale e si scende!... È tutto un brachisismo!...

CIRILLO                  - E inutile che sfotti, Pacebbe'. Ormai quello che è stato è stato... Ma perché si sappia, io avevo un avvenire sicuro!... Io mi ero avviato benissimo!... E chi mi fermava più, a me!...

PACEBBENE         - (ritornato al suo ruolo di provocazione)L'avvenire!... Ma famme capi' che av­venire po' tene' uno che sta tutto arrugnato dint'a nu scaravattolo... dint'a nu tavutiello miso all'erta, in ponta a un palcoscenico e porta 'o segno e' 'o dito 'ncopp 'a nu cupione!... Ma nun ce fa ridere, va'... E io 'o sto pure a sentì!...

CIRILLO                  - Pacebbe', sei ignorante forte, sai?... Ra-gioni proprio con i piedi... Neanche: con le scarpe, ragioni!... Ma già, tu sei un profano! (pausa, poi si accinge a spie­gare...) Pacebbe', il suggeritore... quan­te volte te lo devo dire... è come il di­rettore d'orchestra!... E gli attori prati­camente sono gli orchestrali!... Di più, sono gli strumenti! Loro devono soltan­to aprire bocca. Il suggeritore ci soffia dentro, e loro suonano!... Ti è chiaro, finalmente?... Suggeritore, in francese"souffleur"... E io tenevo un fiato che potevo suonare l'Aida!... La Grande Signora, sì che l'aveva capito!... Perciò ogni anno, quando riprendeva la com­pagnia, voleva a me, proprio a me!...

PACEBBENE    - E comm'era sta Granda Signora?... Era bella?... (si va a sedere di fronte a Cirillo, come a teatro)

(si illumina) Non ci sono parole!

PACEBBENE    - Era bbona? Era bbona?...

CIRILLO                  - Pacebbe', di' la verità, tu sperisci di sapere se io...

PACEBBENE    - Io non ti ho chiesto niente...

CIRILLO                  - Ma se ti sei messo in prima fila!... Ci manca solo che cominci ad applaudi­re per far aprire il sipario!... (pausa) Pacebbe', un gentiluomo non dà in pasto alla curiosità della gente la pro­pria intimità, specie se da questa di­pende l'onore di una dama!...

PACEBBENE    - (indugia, si gira attorno, poi esplicito) In­somma, t' 'a si' fatta, sì o no?

CIRILLO                  - E lo sapevo!... Sei capace di sporcare tutto! Ma ci sono certe cose, che hai voglia di fare... hai voglia di toccare con le mani unte, sugnose, 'nzevate dal grasso della volgarità!... Non si mac­chiano! Restano lucide, splendenti... ab­baglianti!... Una di queste è il ricordo che io   conservo della Grande Signo­ra!... Ho ancora nelle orecchie la sua voce... che dico, voce?... Quella musi­ca meravigliosa, che pareva venire da un'altro mondo...

PACEBBENE    - 'A voce d' 'e muorte!... (indispettito)

CIRILLO                  - Ecco! Tu fai Io spiritoso? E io non ti racconto più niente! Sipa­rio!  (mima la discesa del sipario)

PACEBBENE                  - No, no... scusami... Non ti interrompo più... Va', ca me piace 'e senti'...

CIRILLO                  - Ma che vuoi sapere tu!... Lei non mi chiamava Cirillo, no: mi chiamava "mon petit souffleur"! ( Controscena di Pacebbene che finge di cercare un gatto) "Dov'è mon petit souffleur?"... "Cherchez mon petit souffleur" "Fate­melo venire qua", (pausa) E una sera, prima dello spettacolo, io come sem­pre passai per il suo camerino, per sa­pere se aveva disposizioni per me... che so... una scena da tagliare... o un taglio da riaprire... Bussai... Ma lei non ri­spondeva!... Entrai e la vidi seduta da­vanti allo specchio, ancora senza truc­co... lo sguardo smarrito... Aveva accan­to una bottiglia di cognac quasi vuo­ta!... Era ubriaca fradicia... e tra una ri­sata e uno scoppio di pianto mi raccon­tò che il suo amante l'aveva lasciata!... Un poeta! Un surrealista!... Le aveva scritto una lettera in cui non si capiva niente!... L'unica cosa chiara era il fina­le: "Torno a Parigi! Non cercarmi! Adieu!..." (pausa) "Com'è il teatro?" mi chiese in un soffio la Grande Signora. Le risposi che era pieno, come sempre. "Bene, di' all'amministratore di man­dare tutti indietro. Stasera non recito!" Io sbiancai. Era una serata particolare: c'erano gli ambasciatori di ben tre pae­si esteri!... "Non mi ricordo più una soia parola! Non posso! Ho un nomeda difendere!" disse lei. "Anch'io!", in­tervenni allora, facendo appello a tutto il mio coraggio. "Lei parlerà, signora! Lei dirà tutto dall'inizio alla fine! Lasci fare a me! Lei deve soltanto guardarmi continuamente!". Quella sera superai me stesso! A voce, a gesti, a smorfie... non le feci mancare una sola battuta!... Il successo fu immenso!... La Grande Signora, nel ringraziare, era raggiante! E a un certo punto, ebbi l'esatta sensa­zione che uno di quei raggi era solo per me!... Finito il cerimoniale delle vi­site importanti nel suo camerino - am­basciatori sotto... ambasciatori sopra... -, la signora scese in palcoscenico, rin­graziò la compagnia riunita, e dettò l'ordine del giorno per l'indomani. E mentre ce ne andavamo mi sentii chia­mare: "Mon petit souffleur!" Mi fer­mai. "Aspetta!" mi disse. Congedò an­che il guardiano del teatro: "Lasciaci le chiavi, chiudiamo noi..." Il guardiano ci lasciò soli. Io la guardavo... non capi­vo... "Accendi tutte le luci" Accesi. "An­che la sala!" Accesi anche quella! Il tea­tro sfarillava come se fosse di cristal­lo!... La Grande Signora mi fece sedere sulla buca del suggeritore: "Mettiti qua, non ti muovere!" E si avviò verso la sca­la dei palchi di prima fila. Io ancora non capivo... Quando riapparve nel primo, il palco di proscenio, non aveva i guanti!... Mi guardò fisso per qualche istante, che a me parve lunghissimo... e sparì di nuovo!... Quando riapparve nel palco affianco, il numero due, non aveva il cappello, e i capelli le cadevano giù lungo le spalle!... Nel palco "tre" s'era già tolta la giacca del tailleur!... nel "quattro" aveva le spalle interamen­te nude! Poi vennero il "cinque"... il "sei"... il "sette"... l'"otto"... fino al "pal­co reale", dove sotto la grande corona decorativa, in piena luce!... Mi apparì come Venere uscita dalla spuma del mare!... Allora mi chiamò per la prima volta col mio vero nome!... "CIRILLO", disse!... Io capii che dovevo andare!... Che per me si era miracolosamente aperto uno spiraglio di cielo, che certo, dopo quella sera si sarebbe rinchiuso per sempre!... E là... nel palco reale... l'amai... mi amò... ci amammo!... (Pacebbene tace, vivamente impressionato...)

CIRILLO            - In seguito non commisi mai l'erroredi accennare a quell'episodio. E lei que­sto l'apprezzò molto. Come aveva ap­prezzato la mia opera durante quella famosa recita!... Io ormai ero diventa­to per lei il suggeritore per eccellen­za... "Mon petit souffleur" mi diceva, "dammi tempo e vedrai! Ti farò met­tere nell'Enciclopedia dello Spettaco­lo! Alla voce 'suggeritore', in francese 'souffleur'!"... (pausa) E questo è tut­to, Pacebbe'!...

PACEBBENE         - (riprendendosi dallo stupore)  Mi piace,Ciri', quando mi racconti questi fat­ti!... Ma certe volte, invece, mi scippi le mazzate dalle mani!...

CIRILLO            - Perché ti voglio aiutare a crescere...

PACEBBENE         - Perché sei troppo differente da me...Noi siamo come cani e gatte...

CIRILLO            - Ti sbagli, io non sono così diverso date come tu credi... solo che ho capito certe cose che tu non hai ancora capi­to, e non vuoi capire... Tu sei come sono stato io fino... eh, fino a quindi­ci anni... E come posso tornare ad essere da un momento all'altro, se non mi sto accorto... se appena rinunzio a ragionare... Ecco qual'è la faccenda. Ma se tu mi stessi a sentire...

PACEBBENE    - (riprendendosi) Te l'aggio ditto, Ciri'! Tu finisci sul cippo degli eretici!... Non mi tentare!... Vade retro, Satana!... (lo guarda a lungo) Ma sì, ma sì... è me­glio che vada retro... Tanto tu non capirai mai... (torna al suo lavoro di ri­legatura) Azzecchiamo insieme un al­tro po' di pagine, va'... Pagina millenovecentosettantacinque... settantasei... settantasette... settantotto... settantanove ... ottantadue?... E la pagina milleno­vecento ottantaottantuno che se n'è fatta?... Uh, Padreterno!... Erano qua tutte insieme!... (cerca)

PACEBBENE         - Che hai perso?

CIRILLO            -       La pagina millenovecento ottanta!... Emo' chi lo sente, al professore?... Cer­to in questa maniera l'opera è deprez­zata... E si capisce!... (leggendo) Uno arriva al piede della pagina milleno­vecento settantotto... "Simonia: singo­lare, femminile, commercio peccami­noso..." e non sa come va a finire!...

PACEBBENE         - (continuando a citare) "... di beni sacri spirituali... anche il peccato relativo... (smuove un po' di farina dal tavolo) fal­sità ladroneccio e simonia" Dante. Dal latino medievale, simonia, risalente al nome di Simon Mago..."

CIRILLO            - (lo guarda stupito) E tu che ne sai?...

PACEBBENE       - (dopo un tempo, con esitazione, mostrando la pagina infarinata)... L'ho letto qua sopra... (Cirillo  sviene quasi)

CIRILLO                  - Incosciente!... Pazzo furioso!... Sei la mia rovina! Tu sei più pericolante di questa casa!... E mo' come si fa?... A pagina millenovecento ottanta io che ci metto, la pastiera di màmmeta?

PACEBBENE         - (conciliante) Tu devi avere la pagina com'era prima? Non ti preoccupare, ci penso io. La lavo, la stiro...

CIRILLO            - Ma che l'hai pigliata pe' 'na cammisa?... Dammi qua, da'...

PACEBBENE         - Ti dico che rimedio io. Io ho sbagliato e io devo pagare!...

CIRILLO                  - Lascia stare! Che vuoi pagare tu!... Nonfacciamo peggio!... Che poi... questa tua volontà di espiare a me non mi con­vince!... Fa sempre parte di quella fede che abbiamo già preso in esame... Tu la metti avanti per essere più libero di sba­gliare, (allusivo) o di avere sbagliato!...

PACEBBENE         - ( lo guarda con cattiveria) Che vuoi dire, mo'?,..

CIRILLO            - (reggendo lo sguardo) E chi ha parlato?...

PACEBBENE         - Hai parlato tu. E io ti ho sentito!... Male tue zeppatelle non mi fanno paura, perché io non tengo segreti!... e non ho fatto male azioni!... 'E capito?

CIRILLO                  - Tu dici?... E allora io mi vado a coricare sul tuo letto...

PACEBBENE         - Perché, il tuo non lo tieni?

CIRILLO                  - Sì, ma è sporco di pastiera...

PACEBBENE         - (deciso) Ci sono quelli che non si vo-gliono fa' tocca 'o naso... Io non me voglio fa' tocca 'o lietto!... (Cirillo avanza verso quel letto...)

PACEBBENE           - (brandisce il matterello) Provati soltantoa t'accosta, e te spacco 'a capa!... E così ti restituisco la partita!...

CIRILLO                  - (sorpreso) Che fai tu? Mi restituisci lapartita?... Quale partita? Spiegati me­glio... non capisco...

PACEBBENE         - Mi hai capito benissimo, non perdim-mo tiempo!...

CIRILLO                  - No, il tempo lo perdiamo, invece! Ti ho mai minacciato con la mazza, io?

PACEBBENE         - Tu non ti sei fermato alle minacce, e'o ssaie!...

CIRILLO                  - Oh, mamma mia... Vuoi dire che qualche volta ti ho spaccato la testa?

PACEBBENE         - (con intenzione) A me no, ma...

CIRILLO                  - A chi, allora?... Parla!...

PACEBBENE         - A qualche duno del tuo lungo e tenebroso passato! Ciri', non negare, tan­to è inutile! Io aggio avuto na lette­ra!... Na lettera anonima!...

CIRILLO                  - Pure?...

PACEBBENE       - (va al suo angolo, e ritorna con un foglio...)Proprio accussì: na lettera anonima con­fessata e comunicata!... 'A vi' ccanno! co' tutte 'e pezzulle 'e carta azzeccate comme Dio comanna!... (legge) "Stima­to Pacebbene!" stente, sie', "io vi ho sem­pre considerato una persona ammodo e di buoni sentimenti!..." 'E sentito? E a te quanno t' 'a scriveno na lettera accussì! Ma siente appriesso: "... laboriosa e capace di nobili sacrifici in nome di una disinteressata amicizia. Ma proprio per­ché mi è nota la vostra rispecchiata one­stà, mi faccio meraviglia quia...

CIRILLO            - (sorpreso) Quia?

PACEBBENE    - (sicuro) Eh. quia!... Siente, sie'... "mi faccio meraviglia quia voi coabitate con l'ignobile Cirillo!..."

CIRILLO            - Ignobile? E già... Il tipico linguaggio delle lettere anonime...

PACEBBENE    - (caricato) E chest'è niente!... Siente sie'!... "A questo punto, se voi, gentile Pacebbene, coabitate con l'ignobile Cirillo, vuol dire che siete all'oscuro di omnia!...

CIRILLO            - Omnia? Ma è latino!...

PACEBBENE    - (ovvio) Pure può essere... dunque... "All'oscuro di omnia. E in verità, in verità si dice che la mano destra non deve sapere ciò che fa la sinistra. Ma se quest'ultima è tanto scellerata, for­se vi conviene fare luce. È per questo che come amico vi scrivo, e... fiat lux!... Provate a spiare al vostro coinquilino che ne ha fatto della moglie sua. La tiene chiusa nella valigia? O le ha af­fittato un quartino in fondo al mare? Oppure le ha messo un "piede a ter­ra", anzi "sotto terra"?... In ogni caso trattasi di homo non dignus di cam­pare sub unico tecto vobiscum... Et cum spiritu vostro! ecc. ecc...."

CIRILLO            - Ancora col latino?...

PACEBBENE         - (sbrigativo) ... Noi vi abbiamo avvertito... Fate vobis!... Amen!..." Firmato: "Un anonimo napoletano!"... Allora che ne dice? Che ne dice?....

CIRILLO            - (lo guarda) Pacebbene, tu permetti che ci do un'occhiata?

PACEBBENE         - Guarda, guarda!... T'aviss'a credere cate voglio fa fesso?

CIRILLO            - (prende il foglio) "... Ci facciamo meraviglia... In verità... è tanto scellerata... Fate vobis..." È bravo! (poi guarda Pacebbene) Una lettera anonima con tutti i sacramenti!... Non c'è che dire!... (Pacebbene appare soddisfatto, quasi orgo­glioso...)

CIRILLO            - (calmo)   Senza contare  che l'anonimo informatore è anche una persona colta. Bravo Pacebbene. Ti sei trova­to un delatore istruito, un intellettuale... scrive anche in latino! E poi tiene una bella pazienza... Per azzec­care tanti pezzettini di carta ce ne vuole di tempo'... E io di colla ne so qualcosa... Soltanto, come tutte le persone di cultura... costui è un po' distratto!... Sì, perché non si è accor­to che in questo ritaglio (indica) piccola ma leggibile si è lasciato scappare una nota... come si dice?... stonata, che manda all'aria tutta la sua musica... "Dalla lettera di San Paolo ai Corin­zi"!

PACEBBENE         - (si turba) Non po' essere!...

CIRILLO                  - Guarda pure! T'aviss'a credere che tivoglio far fesso?... (mostra la lettera) E allora i casi sono due: o questa lettera è indirizzata ai Corinzi, e non vedo tu che c'entri...

PACEBBENE         - (pronto a raccogliere l'occasione) Gesù! Èovero!... E comm'ha fatto a veni' dai Corinzi fino a qua?...

CIRILLO            - E infatti non poteva. Per cui vale certamente l'altro caso. Pacebbe', non si scappa: questo capolavoro l'hai scrìt­to tu!

PACEBBENE         - Io?...

CIRILLO            - Sì, tu, tu!... Ma siccome sei uno stronzo, ci hai lasciato l'impronta della tua stronzaggme, bella chiara chiara!... Pra­ticamente è come se l'avessi Firmato!

PACEBBENE         - (guitto) E già! Io tenevo riempo 'a perdere!...

CIRILLO            - Pacebbe', vuoi negare l'evidenza?...

PACEBBENE         - (falso) Ciri', dovrei sbattere per terra!...

CIRILLO            - Sei egoista, Pacebbe'! Tu con i tuoi giu-ramenti falsi ti puoi suicidare una con­tinuazione... Io non mi posso permet­tere manco un sogno sulla tua salute... (agita la lettera) Allora, che ne dici?... ( lo punzecchia con la lettera, sadicamen­te)

PACEBBENE       - (dopo una lunga pausa) Era finito 'o giurnale... Me servevano tante altre paro­le... Addo' 'e pigliavo?...

CIRILLO            - ... E così hai fatto ricorso al vocabolario di Santa Madre Chiesa!... E hai ri­tagliato qualcuno dei tuoi libretti pre­feriti!... Ne ho visti "anonimi" incapa­ci, ma tu, figlio mio!... Tìe' tie'... Ripi­gliati la tua letterina di Pasqua!

PACEBBENE         - (tenta una sortita) Ma quando leggevo,ogni tanto te guardavo! T'eri fatto russorusso 'e faccia, Ciri ... e te trammiave tutto quanto!...

CIRILLO                  - Bravo! "Amleto, atto terzo, scena seconda: mentre i comici recitano, il prence danese non perde di vista un solo istante il tiranno!".

PACEBBENE         - (in un raptus) Io non saccio nisciunarecita! Io saccio sultanto ca tu 1' 'e accisa! Sì, sì! L' 'e accisa! 'E accis' a mugliereta!

CIRILLO                  - Povero pazzo!...

PACEBBENE         - Come sai fingere, Ciri'!... E allora chilluvestito 'e femmena, dint' 'a valigia toia, che ce fa?...

CIRILLO                  - (scandalizzato) Hai frugato pure lì dentro!...

PACEBBENE         - L' 'e accisa!... Sì, 1' 'e accisa!... Pe' chestovai fuienno!... Pe' chesto campe annascosto ccà dinto! L' 'e accisa e 1' 'e fatta piezze piezze... E chi 'o ssape addo' 1' 'e menata!... Ma te si' tenuto 'o vesti­to ca si no 'a potevano riconoscere, e fernive 'ngalera!...

CIRILLO                  - Tu dai i numeri, Pacebbe'... Tu deliricome un povero pazzo, tu meni dove coglie coglie...

PACEBBENE         - (fuori di sé, ma sempre con ostentazione)Tu 1' 'e accisa! E io non voglio campa sotto 'o stesso tetto con un assassino soricida e galeotto!... Vattenne!...

CIRILLO                  - Su questo ci puoi contare!  Me neandrò!... Prima o poi... Ma non sarai certamente tu a cacciarmi!... (pausa... poi a se stesso) È proprio pazzo!... Gri­dare così... a quest'ora della notte!... Meno male che non ci può ascoltare nessuno!... Oltre le gatte!... Quando si dice "il bradisismo"... I suoi vantaggi pure ce li ha!... (Pausa, poi a lui) Io ho ucciso mia moglie?... Ma se quella crepa di salute!... Sì, crepa di salute, Pacebbe'... proprio così!... Non la vuole dividere con me, "la sua salute", ma questo è un altro paio di maniche.

PACEBBENE         - Tiene 'o curaggio 'e dicere che il vestito dentro la valigia me l'aggio inven­tato io?...

CIRILLO                  - Muori dalla curiosità di sapere, eh?...Sei peggio di una vecchia bizzoca!... Tu vuoi appurare che ci fa quel vestito nel­la mia valigia?... E c'è bisogno di arriva­re al delitto, dico io?... Me lo chiedevi subito e mi risparmiavi l'ergastolo.

PACEBBENE         - Non mi incanti! Non sai inventare!...E te ne fai accorgere che sono tutte scuse!...

CIRILLO            - Non fare il pappagallo!... Carrozzelladi ritorno non si paga!... (poi con pa­zienza) Il vestito sta là dentro perché quella valigia non l'ho mai toccata... E rimasta così com'era... come l'ave­vo riportata da quell'ultima tournée... Sì, sì... lo so... sarà anche sciocco... Ma io penso che come me ne sono andato, così... chi lo può dire?... una mattina mi alzo e sento che è tutto facile... anche uscire da qui dentro... anche tornare a casa mia... (pausa) non senza averti prima ringraziato della gentile ospitalità e della grande fidu­cia!...

PACEBBENE         - (implacabile) Chillo vestito tene 'namacchia 'e sanghe in petto!... Giusto ccà!...(e indica)

CIRILLO                  - Ma perché non ti fai un poco il sangueti chi ti è stravivo?... (altro ritorno alla pa­zienza) E c'è una risposta anche per questa domanda, Vostra Grazia. Quel vestito gliel'avevo portato io da Roma, qualche anno prima. Poi, una sera che uscimmo a fare una passeggiata, e lei se l'era messo, le cadde un pezzo di gela­to... una "pallottola" giusto qua (indica il petto). E siccome io nell'ultima tour­née dovevo passare per Roma... "Porta­ lo alla sarta... lo scuce,., cambia lo scol­lo... trova lei un rimedio..." disse la mia signora. (Pausa) Ed ecco chiarito il giallo della Domenica delle Palme!...

PACEBBENE         - (pungente) Per un gelato non si ricattala gente!...

CIRILLO                  - E chi la ricatta?...

PACEBBENE         - Non fare finta di niente! Il ricattatosei tu! E paghi puntualmente ogni mese!... E se paghi vuol dire che il mariuolo in corpo lo tieni, ed è pure bello pesante!... Ciri', in mezzo alla robba tua aggio trovato 'a ricevuta 'e nu vaglia intestato a: Casella postale millenovecento ottanta...

CIRILLO                  - Imbecille. Quello è il numero della pagina che hai impastato prima!...

PACEBBENE         - Va bene, sarà un altro numero, ma iol'aggio letto con questi occhi... e non ti conviene di negare!...

CIRILLO                  - Un'ennesima  indagine   dell'infernalesegugio! Ma a questo punto io mi sono stancato!... Sai che vuoi fare? Arrestami e non ne parliamo più!... Ti chiedo soltanto di rimandare tutto a domani mattina, che sto cadendo dal sonno...

PACEBBENE    - Te credive ccchiù furbo 'e me, è overo?... T'eri fatto male i conti, Ciri'! La vita di chiesa insegna tante cose, e prima di tutto a trattare col diavolo!...

CIRILLO            - Solo che hai sopravvalutato il tuo nemi­co, se è a me che alludi. E non c'è biso­gno di scomodare nessun esorcista per farmene andare di qua. E poi, franca­mente, mi sembra quanto meno spro­porzionata questa tua "sete di giusti­zia". E visto che ci siamo, quella casella postale è mia moglie. Sì, lei mi manda puntualmente i soldi che mi doveva dare... e io puntualmente glieli restitui­sco, con l'aiuto del ragazzo della verdu­ra, che mi va a fare il vaglia... O almeno me lo faceva finché veniva... No, non mi chiedere perché mi comporto così!... Non lo so nemmeno io... Forse perché ho saputo che quell'altro se ne è andato... e lei se la passa piuttosto male... Forse è un modo per rimanere in contatto... per non perderci di vista... in attesa di trovare un coraggio diverso... Forse. Io so soltanto che per ora ci frequentiamo per vaglia postale.

PACEBBENE    - Tu l'ami ancora!...

CIRILLO            - Non andare a scomodare le parole gros­se!... Non è il caso. Pero' quando venisti ad abitare qua dicesti che era tutto finito! Ed era la verità . Ma niente impedisce che incominci qualche altra cosa...Anche con la stessa persona... Nella vita non c'è soltanto l'amore... C'è anche l'affetto... la solidarietà... la stabilità sen­timentale... il tutto magari all'ombra di uno stabile un po' più stabile di que­sto... (guardandosi intorno)

PACEBBENE       - (dopo un tempo,  con decisione)  Se fai presto la trovi ancora sveglia.

CIRILLO                  - (lo guarda fisso) Vuoi scherzare?...

PACEBBENE         - Va', va'... Te dongo na mano pur'io...(si dà da fare per raccogliere la roba di Cirillo)

CIRILLO                  - Tu sei pazzo senza speranza!

PACEBBENE         - ... Non aggio mai sopportato gli sparpetiamienti... Non aggio mai accom­pagnato nisciuno alla stazione!... Se te ne devi andare, fatte 'a valigia e vattene ampresso ampresso!... Signori in carrozza. 'O fischio d' 'o caposta­zione, e il treno se ne va! Buona for­tuna!...

CIRILLO            - (seguitando nel suo pensiero) ... O forsenon sei per niente pazzo. Tu me ne vuoi mandare, questa è la verità.

PACEBBENE         - (liturgico)  "Se il tuo occhio sinistro tifa peccare, strappatelo senza indugia­re!" Vangelo secondo San Matteo!... "Se il tuo coinquilino tiene il mariuolo in corpo, non ci coabitare!" Vangelo se­condo San Luca...

CIRILLO                  - Bravo! Ora cominci a falsificare il Vangelo!... E così dai ragione a me. Tu me ne vuoi mandare dì qua! Sì, io non so il perché, ma sento che me ne vuoi mandare. Sono parecchi giorni che ti comporti in modo strano!... No, intendiamoci, sei sempre stato una capa di merda... Ma adesso c'è qualche cosa di più!...

PACEBBENE         - C'è il sentimento offeso! Ti pare unacosa strana?

CIRILLO            - Lascia stare il sentimento offeso!... Io non so a che pensare, ma ho l'esatta sensazione che tra te e il pesce rosso e quel materasso si è creata una tra­ma sospetta... come una squallida tri­nità che...

PACEBBENE         - (si risente) Lascia stare la Trinità! Nonte permettere!...

CIRILLO                  - ... Senza contare che più di una volta,venendo all'improvviso dalla cucina... o uscendo da bagno... o soltanto gi­randomi di scatto... ti ho sorpreso... e non a frugare tra le mie cose!... Il che sarebbe più normale... più congenia­le alla tua natura di ruffiano... al tuo ministero di sacrestano!... No, t'ho vi­sto affacciato a quella finestra... che ti sbracciavi... gesticolavi... facevi strane segnalazioni!

PACEBBENE         - (pronto) Pregavo!... Me facevo 'o segno d' 'a croce!... Per la salvezza dell'ani­ma tua...

CIRILLO                  - Pensa, piuttosto, alla tua... e lasciami finire!... Facevi "strane" segnalazioni, proprio come un capostazione. Ma non per avviare un treno, no!... II treno, mi pareva che lo volevi fermare!... Come per dire: "Non puoi entrare nella stazione finché non se ne è andato questo altro treno qua!"... E sono si­curo che ce l'avevi con me!

PACEBBENE         - (isterico) Ecco il riconoscimento... Ecco il compenso che mi dovevo aspettare dopo tanti sacrifici!... Dopo che t'ho servito come un prete all'altare!... Ha ragione il poeta che dice: "La gratitu­dine è ingrata!" ... (pausa) Mo' te ne devi andare, 'o wi'! Mo' proprio non te sopporto cchiù!... E se non te ne vai, sai che faccio?... Piglio chella vali­gia e t' 'a mengo 'a coppa abbascio! (si dirige verso il letto di Cirillo)

CIRILLO            - Provati soltanto, e io meno abbassotutta la roba tua!... (minaccia di farlo) (Pacebbene, fulminato, si ferma...)

CIRILLO            - Che fai? Non accetti lo scambio?... T'aggio cogliuto sott' 'a scella, eh! (Pacebbene torna al tavolo. E sudato, ansimante...)

CIRILLO            - Ecco... bravo... così!... Continua a fare la pastiera... il dolce della Santa Pasqua... il simbolo della pace familia­re!...

PACEBBENE         - (afferrando la tovaglia per i quattro angoli) 'A pace 'a voglio fa eh' 'e gatte d' 'a strada'... (va alla finestra, l'apre...) (L'immancabile "ruggito" dei gatti!...)

PACEBBENE         - Magnate!... Scialate!... (getta tutto giù).(Il "ruggito" dei gatti sembra placarsi...)

CIRILLO            - (in un sussulto) La pagina del vocabolario!...

PACEBBENE         - (ai gatti) Magnateve pure chella!... Istruitevi!...

CIRILLO            - Pazzo!... Pazzo!... Ti devono chiuderesoltanto, a te!...

PACEBBENE         - (chiudendo la finestra) Ecco fatto! Ite missa est!

CIRILLO                  - (appare distrutto) E ora chi lo sente alprofessore!... Giustamente quello dirà: "Io ti ho dato tante pagine, se vuoi essere pagato me le devi rilegare tutte quante, non una di meno...". E io mo' che ci vado a dire?... Almeno mi ricor­dassi tutte le parole, potrei aggiunge­re un foglio scritto a mano... Dopo "Si­monìa" che veniva?... Non mi ricordo!... Non mi ricordo!... Amnesia totale!... (poi a lui) Mannaggia la capa tua!... E mo' che gli dico al professore? Che la pagina millenovecento settantanove se la sono mangiate le gatte?... No, io mi metto scorno... io dico che te la sei mangiata tu!...

PACEBBENE         - (calmo) Se fai presto la trovi ancora.

CIRILLO                  - Che dici?

PACEBBENE         - Dico che se fai presto la trovi ancora.

CIRILLO                  - (sorpreso) Dovrei scendere abbasso?...

PACEBBENE         - (affermativo) Eh!...

CIRILLO                  - In mezzo alle gatte?

PACEBBENE         - Eh!...

CIRILLO                  - Tu l'hai gettata, e tu scendi!

PACEBBENE         - (dispettoso) Io posso campare benissimo senza quella pagina. Se ti serve a te, te la vai a prendere tu!

CIRILLO                  - Sei proprio un bambino dispettoso!...Ma questa non te la faccio passare!...

PACEBBENE         - E manco io. Anzi, sa' che faccio? Mene vado a coccare... che a me le pastiere, tutt' 'o contrario 'e te, me fan­no veni' 'o suonno! (va a distendersi sul suo letto)(Cirillo è al centro della stanza... non sa che cosa fare...)

PACEBBENE         - (diabolico)  Mo' a eh est'ora, avranno finito 'e mangia 'a pasta e 'a ricotta, e staranno attaccando il foglio tuo, che è meno buono, ma ha pigliato 'o stes­so profumo... E 'a famma è famma!... (Cirillo esita ancora... poi stringe i denti e varca la soglia incontro all'ignoto!... Pacebbene, rimasto solo, corre alla porta per accertarsi che Cirillo è sceso... Poi torna al suo letto, e scompare dietro un paraventino... Una pausa a scena vuota... forse qualche miagolio esterno più violento. Torna Cirillo con la pagina in mano. Si richiude la porta alle sue spalle e si getta a sedere sulla prima sedia. E sconvolto!... Ansima come se avesse attraversato un fiume in piena, o fosse sfuggito ad un inseguimento... Dal paravento esce Pacebbene: ha indosso l'abito della moglie di Cirillo, e un foulard attorno alla testa...)

PACEBBENE         - (avanzando come su una passerella...) Che dici, caro, mi stanno bene le sacre spoglie?...

CIRILLO            - (alzando la testa, in un fremito di rabbia)Stronzo!...

PACEBBENE         - ( caricando la sua imitazione della donna)Caro, me lo compri il gelato? Mi è venuto il volìo della fragola!...

CIRILLO                  - Togliti subito quel vestito!...

PACEBBENE         - Eh!... Quanta confidenza!... Ci siamoappena conosciuti!...

CIRILLO            - Levati quel vestito, ti ho detto!...

PACEBBENE         - Se proprio non puoi resistere... levamelo tu!...

CIRILLO                  - (controllandosi a fatica) Guarda che finisce male!...

 

PACEBBENE         - Che brutto carattere che tieni, Ciri'!Ma devi partire per la tournée!,.. La sera stessa ti faccio il cattivo servìzio... (mostra le corna)...(Cirillo gli si avventa addosso e gli strap­pa il vestito...)

PACEBBENE    -  (fingendo di svincolarsi) Come vai di pres­sa!... Per chi mi hai preso?... Queste schifezze le fai con le zoccole del tea­tro, non con me!...

CIRILLO            - Brutto stronzo ricchione!...

PACEBBENE    - Ah, che mani gelate che tieni... Mani fredde, cuore caldo!... (Cirillo è riuscito a strappargli l'ultimo bran­dello di vestito, e penosamente va a riporlo nella sua valigia...)

PACEBBENE    - (accenna sottovoce la canzoncina) Cadrà! Cadrà!... Dal suo nido l'uccellin... (tutto molto trascinato e dolente...)

CIRILLO            - (dopo un tempo lunghissimo) Ma questa me la paghi!,.. Quanto è vero Iddio!...

PACEBBENE    - (nel tentativo di ristabilire il dialogo) Ma se tu a Dio non ci credi?...

CIRILLO            - (secco) Sei tu che devi pagare. Tu ci credi, e pagherai. Te lo dico io!...

PACEBBENE    - (indugiando) Io ti volevo aiutare... Lo facevo per te... Per non farti fare un'al­tra fesserìa... Se poi te ne vuoi anda­re, va'! La porta è aperta... Ma senti a me, non tornare da quella là!... Le minestre riscaldate non valgono mol­to... specie se poi sono state riscaldate prima da un altro...

CIRILLO                  - Sono cazzi miei! E a te non ti riguardano!...

PACEBBENE         - Come vuoi... (si prepara per la notte...scopre il letto... aggiusta il guanciale...) Cirillo  fa altrettanto dall'altro lato della scena...Buona notte, Ciri'!...

CIRILLO            - (non gli risponde. Poi, guardando l'orolo­gio e sistemandosi) Ed è passata un'al­tra domenica!... (spegne la luce). (Nel mezzo buio...)

PACEBBENE    - Era caduta molto lontano?

CIRILLO            - Che cosa?

PACEBBENE    - La pagina millenovecento settantano­ve. (dopo un tempo) Fortunatamente no.

Buio totale

SECONDO  QUADRO

È notte. Cirillo e Pacebbene dormono, o fingono di dormire... A un tratto Cirillosi alza e va al bagno... Accende la luce... Si chiude dentro... A questo punto Pacebbene sguscia rapido dal suo letto... Va a controllare che Cirillo è nel bagno... Poi raggiunge il letto di luì, e fruga tra le sue cose!... Il rumore dello sciacquone lo sorprende nell'atto di spiare nell'intimità dell'amico... ma gli bastano pochi secondi per tornare a letto e fingersi profondamente addormentato!... Cirillo, assonna­to, vacillante, torna al suo letto e si infila sotto le coperte... È la volta di Pacebbene, che dopo qualche istante si alza e va in bagno... Ma prima di chiudersi fa capolino per con­trollare se l'amico dorme... In quel punto...

CIRILLO            - (da sotto la coperta) Puoi anche chiuderti... senza paura!... Tanto, io non ho bisogno di spiare, io... Basta che m'addormento e sogno, e vedo tutto!... (Sulla rabbia di Pacebbene di nuovo il buio totale! Quando la luce risale, è ormai gior­no. Pacebbene  è agitatissimo!... Va su e giù per la stanza!... Scaraventa un oggetto con­tro la parete!... Il tetto gli restituisce il colpo, facendo cadere una tegola che per un pelo non l'accoppa!... )

CIRILLO                  - (dal canto suo, al centro della stanza, ancora in pigiama, calmo, rilassato... seguita a racconta­re) ... E io camminavo per la strada, e i palazzi aprivano le finestre come tante boc­che, e dicevano: "Ma come va, Pacebbene non si fa più vedere?... Non esce più?..." E io rispondevo: "Allora non sa­pete niente?... Non la sapete la novità?... Sta malato!..." "Uh, poveriello! E soffre?" mi chiedevano loro. "Molto!... Molto!... Molto!..." "E che tiene di tanto grave?..." "Tiene il morbo di Mida!"...

PACEBBENE    - (di spalle, voltandosi di faccia) Il morbo di Mida?...

CIRILLO                  - Ah, ora ti informi!... Ma se hai appe­na detto che i sogni non ti interessano... che non li vuoi neanche sentire!....

PACEBBENE    - È accossì!... E pecciò te può' sta zitto!...

CIRILLO            - Dunque il morbo di Mida è un virus che entra nel sangue quando si fre­quentano troppo le chiese, poi, di punto in bianco, non ci si va più! Per cui uno si alza una mattina e...

PACEBBENE         - T'aggio ditto che nun 'o woglio sape'!...

CIRILLO                  - Io lo sto spiegando ai palazzi che sonorimasti con le finestre spalancate e pen­dono dalle mie labbra!... Un virus, per cui uno si alza una mattina, si va atoccare un piede o una gamba... e si accorge che al suo posto ora tiene un piede o una gamba d'oro, o d'argen­to!... Come quegli ex voto che si ap­pendono agii altari dei miracoli, que­gli altari che stanno in quasi tutte le chiese... (lo guarda con intenzione)... e tu l'aviss'a sape'!... (Pacebbene sfugge allo sguardo...)

CIRILLO                  - (seguitando)... "Gesù! Gesù!..." Faceva-no i palazzi, "ma allora non si può muovere?"... "E certo che non si può muovere! Oltretutto, sta pure muorto 'e paura all'idea di un'amputazione!... Voi ci pazziate!... Gli tagliano una coscia d'oro e gliene mettono una di legno!... Che bell'affare!..."

PACEBBENE         - I sogni sono problemi di chi li fa!...

CIRILLO                  - E infatti tu non hai niente da temere.Che ti importa a te?...

PACEBBENE         - E poi, secondo te, come si sarebbe sviluppata 'sta malatia?..,

CIRILLO            - Allora ti importa?...

PACEBBENE         - A me no. Sono i palazzi che lo vogliono sapere!...

CIRILLO                  - Come si sviluppa, è presto detto. Unoprima va sempre in chiesa, e si sa perché... Poi all'improvviso non ci va più... (allusivo) e questo non si sa perché!... Poi succede che non va al cesso per una settimana, per paura che un altro lo spia!...(Pacebbene, automaticamente, si tocca la pancia...)

CIRILLO            - Allora tutti i veleni vanno a finire nelsangue, e la carne comincia a ingiallire... e si fa del colore dell'oro!... Poi piano piano si scurisce sempre più, e si fa del colore della...

PACEBBENE         - (interrompendolo) E i palazzi? Che hanno detto i palazzi?...

CIRILLO            - E che dovevano dire?... "Uh, quantoci dispiace!... Uh, povero Pacebbene!..." Qualcuno di loro piangeva, e le lacri­me gli scorrevano giù dalla grondaia!... Ma quella che mi sembrava più impres­sionata di tutti era la chiesa tua, la par­rocchia dove tu facevi servizio...

PACEBBENE         - (tradisce una certa agitazione) La chiesa mia?... Sei passato pure là davanti?

CIRILLO                  - L'ho fatto senza intenzione. Nei sogniè facile perdere la strada. E così me la sono trovata di faccia!... Come piange­va!... Diceva: " Pacebbene  non si fa più vedere!... Non ci ama più!... Ma che cosa gli abbiamo fatto, che non ci vuo­le più bene?..." E s'appendeva alle campane!... E le campane suonavano suonavano!... A questo punto io le ho dovuto spiegare tutto, e lei ha detto" "Ah, sì?... Allora quando è così ditegli che uno di questi giorni lo vengo a tro­vare!... (minaccioso) Quando meno se l'aspetta!..."

PACEBBENE         - (cerca di ridere) Se'!... La chiesa sale quasopra!... E come entra?... Come passa pe' sott' 'a porta?...

CIRILLO                  - II sogno l'ho fatto io, e sono problemi miei!

PACEBBENE         - E poi?... Va' annanze!...

CIRILLO                  - E poi all'intrasatta tu eri morto!... (loguarda) Pacebbe', mi hai sentito?... Tueri morto!...

PACEBBENE         - Non me fai cchiù paura!... Fino a mo' mmano a te, so' già morto e resuscita­to ciento vote!... Guarda, gua' comme schiatto di salute!... (si tocca la pancia)

CIRILLO            - Io non la chiamerei salute!... Comunque, il sogno continua. Secondo atto: tu eri morto, e io ti accompagnavo al camposanto. Ma... come si dice... il nostro non era un corteo allegro...

PACEBBENE         - Ah... e che ce volive, 'a banda d'Affiori?...

CIRILLO            - Dico che non era allegro perché noieravamo soli: tu dentro al carro, e io indietro, a piedi! Noi due soli, e ba­sta. Non ci stava nemmeno il cocchiere... E io mi chiedevo come facevano i cavalli senza una guida!... Ma forse non ce stavano manco i cavalli!...

PACEBBENE         - (non sa reprimersi) E che maronna!...(sottovoce) Devi morire tu... (nel senso: allora mi vendico io...)

CIRILLO            - (sincero) Guarda che un funerale conuna sola persona nel corteo... un fu­nerale dove il numero dei morti è pari al numero dei vivi... non so se è più triste per chi se ne va, o per chi resta. Ma proseguiamo... E così noi passava­mo per le strade, e cantavamo il De Produndis

PACEBBENE         - Cantavamo?... Mo' vuo' dicere che cantavo pur'io?...

CIRILLO            - Eh, pure tu!... Anzi, ora che ci penso,solo tu. Io non cantavo... non tenevo genio... E poi l'ho sempre ritenuto inu­tile...

PACEBBENE         - Patre, Figliuolo e Spirito Santo!... Numuorto ca se canta 'e llitanie.L. N'avim-mo saputo n'ata!...

CIRILLO            - (allusivo) Ti fa specie?... Hai fatto sempre tutto da solo, ino' te volisse fa scru­polo pe' 'na canzone?... Basta! Al nostro passaggio i palazzi si giravano e mi spiavano: "Giovane, ma chi è muor­to?"... " Pacebbene, è morto!". (Pacebbene fìnge distacco, ma appena non visto si abbandona a sconci esorcismi...)

CIRILLO                  - "E dove lo state portando?..." "Al camposanto"... "E venimmo pure nuie" e i palazzi si alzavano sulle scalinate e sul­le fondamenta, e venivano appresso a noi!... E cantavano pure loro!... E a questo punto il funerale è diventato una festa, con i palazzi che cantavano e ballavano dietro al tuo carro!... Pen­sa, Pacebbe', pure la chiesa si è alzata sulle colonne e ha voluto venire al camposanto!... Ma sul cancello il camposantiere mi ha chiesto: "Kyrie Elei-son!" Io mi sono visto perduto!... Non mi ricordavo come si risponde!... Bal­bettavo suoni confusi.'... Ma tu hai cac­ciato la capa da fuori alla cassa e mi hai suggerito: "Christe Eleison! Christe Eieison!...". Io mi sono precipitato a ri­spondere, e il camposantiere ci ha fat­to entrare. "Entrate" ha detto, "ma solo voi e il morto. I palazzi devono re­stare fuori, non ponno trasì!... E già, mo' facimmo trasì pure 'e palazze, ccà dinto!... 'O campusanto è na cosa: e 'a città n'è 'n'ata"... Allora è cominciatauna discussione... Sì... no... sì... no... All'improvviso è arrivato 'o notaio: "Fermi tutti, si apre il testamento!" Al che tutti quanti costernati ci siamo guardati in faccia: "Il testamento?... Ma se quello Pacebbene non teneva gli oc­chi per piangere..." "Questo lo dite voi!..." ha risposto il notaio. "Ve site scordato 'o matarazzo" (e lo indica). E qua mi sono svegliato!...

PACEBBENE         - (bilioso) Te si' fissato e' 'o materazzomio!... Sempe Uà vaie a finì!... Ma che te cride ca ce tengo dinto... 'e ricchezze d' 'a reggina?... 'o tesoro 'e San Gen­naro?...

CIRILLO                  - Non lo so. Ma dalla guardia che gli fai...

PACEBBENE         - Ma comme t'aggia fa' capì ca non cesta niente?... Insomma, l'aggia sulo app-piccià pe' te fa' fa capace?...

CIRILLO                  - In mancanza di altre prove scagionanti...

PACEBBENE         - Allora a forza aggia fa Nerone?... Eio faccio Nerone!... L' 'e voluto tu!... (Prende dal tavolo un foglio di carta, lo riduce a torcia e gli dà fuoco con un cenno...)

CIRILLO                  - (cianotico) La pagina millenovecentosettantanove! Disgraziato!...

PACEBBENE         - T'aggio avvisato ca facevo Nerone!...

CIRILLO                  - ( lo afferra... gli toglie di mano la paginache brucia... La spegne sotto i piedi... La raccoglie... tenta di leggere...) "Simonia... Vendita o commercio di beni sacri dicesi anche di..." Niente da fare: l'ope­ra è oramai fatalmente deprezzata!...

PACEBBENE         - (mortificato) Mi dispiace, non l'aggio fatto apposta!...

 

CIRILLO                  - Statte zitto, va'!...

PACEBBENE         - (più aggressivo) Eh, nun l'aggio fattoapposta!... È accossì...

CIRILLO                  - (insiste) Statti zitto, ti ho detto!...

PACEBBENE         - E mamma d' 'o Carmene, Ciri, e quan-to la fai pesante!... Abbiamo rovinato le Sacre Scritture!...

CIRILLO            - (lo guarda con odio) Insomma vuoi la guerra?... E io la guerra ti do! Tanto peggio per te!...( Va al barattolo, prende il pesce rosso per la coda, e con sadica determinazione apre la finestra e lo getta giù in pasto alle gatte!... Si ode l'immancabile selvaggio miagolio!... Pacebbene gli si scaglia contro, ma giunge troppo tardi...)

PACEBBENE         - (mostrandogli i pugni) 'E 'a sulo pregaa Dio che alle gatte 'o spirito non le piace!... (si precipita per le scale)

CIRILLO                  - (rimasto solo) Vecchio pazzo!... Ma orabasta, ora!... Abbiamo scherzato anche troppo!... Ora ti mando in galera per direttissima!... (corre al materasso dì Pacebbene ... lo trascina al centro della stan­za... e con le forbici comincia a lacerare la fodera...) Vediamo che sai inventare di fronte all'evidenza!... (ad alta voce verso la porta da dove è uscito Pacebbene) Pacebbe', i sogni si avverano: la chiesa ti è ve­nuta a trovare! E trovandosi, sai che fa? Sì ripiglia tutto quello che tu ti sei pigliato da lei!... (comincia a squarciare la tela del materasso, e a cavarne i primi fioc­chi di lana...) Vecchio mariuolo. Per te è finita!... E anche per quel ricettato­re tuo complice che aspetta che io mene vado per salire a prendersi la refur­tiva!... (man mano, pero', che svuota il materasso, e la lana fuoriesce, e si sparge intor­no... la sua eccitazione si trasforma in delu­sione...) Non capisco!... Se qui l'ha na­scosto, qui deve stare!... (la delusione cre­sce col diminuire delle probabilità di ritrova­re la refurtiva...) Ma... allora... tutte le sue bugie... E la paura che gli prendeva quando mi avvicinavo al letto?... (La delusione tradisce la rabbia... Cirillo comincia a gettarsi la lana alle spalle... alla rinfusa... E una squallida nevicata!...)

PACEBBENE         - (dalle scale) Se l'hanno mangiato co'tutto 'o spirito!... (poi entra e vede lo scem­pio!) Maronna!... Maronna mia!... (in­dietreggia... sta per crollare a terra)

CIRILLO                  - (si alza imbarazzatissimo... si nasconde lalana nelle tasche... cerca di spingere quello che resta del materasso sotto il tavolo... Poi affronta la realtà...) Si può aggiustare... È cosa 'e niente... Te lo ricucio io. Dieci minuti e torna nuovo!... (Pacebbene si tocca in petto, come se avvertisse che qualcosa gli si è spezzato den­tro...)

CIRILLO                  - (lo aggredisce per difendersi) Potevo maisapere io che sei tanto pazzo da fare tutti quei misteri? ... Insomma, se ho ben capito, la tua ostinazione nel non farti toccare il letto... e non farci ac­costare nessuno... era soltanto un'om­bra... una fissazione e basta?... (pausa) Ebbe'... quand'è così... che vuoi che ti dica... ho sbagliato tutto!... E ti chie­do scusa!... Sì, perché se vuoi sapere la verità, io ero sicuro che tu là den­tro ci tenevi l'oro della chiesa!... Che avevi rubato alla chiesa, e perciò non ci andavi più... e t'eri venuto a na­scondere in questa casa!... E per scu­sa avevi inventato la storia del restau­ro... dei lavori di accomodo...

PACEBBENE         - Ciri', lasciamo perdere... quello che èstato è stato...

CIRILLO            - Ma perché, dico... perché ti sei com-portato così!... Io non ci capisco più niente!... Gesù, io sto uscendo pazzo!... Lo riconosci, per lo meno, che ti sei comportato in maniera a dir poco so­spetta?... Scommetto che chiunque, al posto mio, davanti a tutti i tuoi mi­steri... le tue scuse... la tua circospe­zione... e le bugie!... Una bugia sul­l'altra!... Chiunque avrebbe pensato a male!...

PACEBBENE         - (amaro) Chiunque, ma tu no!... Tu non dovevi!... E questo me fa ancora cchiù male del pesce che se so' magnate 'e gatte, e del materasso che giace là a terra... straziato... in un lago di lana!...

CIRILLO                  - E hai ragione tu. Ma per lo meno spiegami!...

PACEBBENE         - Che t'aggia spiega... Si t' 'o sapessespiega a te, me mettesse l'anema in pace pur'io... E invece no! Io aggia con­tinua a ghi' annanze cu' dento paure 'n cuorpo... Aggia continua a dicere bucie, ciento bucie per ogne paura ca me porto dinto 'a che so' nato!... Sì, ogne tanto me pare ca 'sta morsa s'al­lenta... ca quacche cosa s'acconcia...Comincio a respirare liberamente... senza oppressione!... E poi da nu mumento a n'ato, punto e da capo!... Cornine si 'mpietto... (si volge attorno)... eh, proprio accussì: comme si 'mpiet­to a me nu trave e chiste (e li indica) comincia a tocolià!... Se ne vene... e dinto a niente se ne cade tutte cose!...

CIRILLO            - (dopo una lunga pausa) Ma allora... queisegni che facevi alla finestra... se non erano per un tuo "compare", per chi erano?... Non vorrai sostenere che me li sono sognati!...

PACEBBENE         - Che t'aggia dicere?... Na vota veramenteme facevo 'o segno d' 'a croce... N'ata vota sarà stato quando m'è parso ‘e vede' passa abbasso a tutto quella donna... chella bizzoca che sai pure tu... E aggio cercato d' 'a chiammà... Ma essa non mi ha visto... O forse non era essa... Forse non era nisciuno... Ccà nun se vede mai nisciuno... Nun ce vene a truvà mai nisciuno!...

CIRILLO            - (dopo una lunga pausa) E la paura dei carabinieri?... Anche quella me la sa­rei inventata io?...

PACEBBENE         - Ciri', 'a legge è legge, e fa paura a tutte quante! E forse al galantuomo ancora più assai!...(Si avvia verso il bagno, con in mano il barattolo di alcool dove prima c'era il pe­sce...)

CIRILLO            - E la notizia che dovevi avere?...

PACEBBENE         - La notizia è vera anche quella!... Io ladomanda per la casa nuova l'ho fatta veramente. E da un giorno all'altro aspetto la risposta. Ma ci credo e non ci credo. Sì, quelli rispondono proprio a me!... E me metto pure na caspeta 'e paura... perché nella domanda ho parlato di una moglie cionca, 'ncop-pa 'a na carruzzella!... Si chille 'a voti­no vede', addo' 'a piglio?... (fa per uscire)

CIRILLO                  - (lo ferma) Aspetta!... E la chiesa?...

PACEBBENE         - La chiesa? Con la chiesa è nu poco 'etiempo ca non ce capimmo cchiu'... (Esce)

CIRILLO                  - (rimasto solo, cerca di sistemare alla meglio il materasso semidistrutto...) Ecco qua... Mo' con un ago e un filo di cotone faccio un bei rattoppo invisibi­le... Vedrai che verrà meglio di prima!... Sai che ti dico, Pacebbene?... Dopo che ho messo a posto questo, sistemo pure il mio. I materassi, ogni tanto, hanno bisogno di una bella rinfrescata!... (Pacebbene ricompare reggendosi la pan­cia...)

CIRILLO            - (notandolo) No, Pacebbe', per favore!...Tutto quello che vuoi... Sono un fe­tente!... Tengo le corna!... Merito due dita in canna!... (alla gola) Ma non ri­cominciare con i tuoi dubbi se devi fare o non fare!... Dopo tutto questo poco che è successo, ti prego, non è il mo­mento!...

PACEBBENE         - (dopo un lungo silenzio) Me l'aggio bevuto... tutto quanto!...

CIRILLO                  - (non capisce) Che cosa?

PACEBBENE         - 'O buccaccio 'e spirito!...

CIRILLO            - (teso) Non pazzia...

PACEBBENE         - Non pazzeo!

CIRILLO                  - (corre di là... e ritorna disorientato... colbarattolo vuoto...) Ma perché... perché? No, io sto sognando... non può esse­re!...

PACEBBENE         - (lentamente)   Accommencia   prima   acade' nu trave... po' ne cade n'ato... po' n'ato... e accossì 'a sfravecatura te va dint'a ll'uocchie, e non te fa vede' cchiù niente!...(Ha un conato di vomito... si contorce orribilmente...)

CIRILLO            - Mannaggia a te!... Ma allora sei pro-prio pazzo!... (pausa) E so' pazzo pur'io che non l'ho capito!... Che non me ne so' accorto a tempo!... (lo sorregge) Vieni... vieni qua... Stenditi sul mio letto... È cosa 'e niente... Mo' ti fac­cio dell'acqua calda... quella ti fa vo­mitare... e vedrai che starai subito me­glio...

PACEBBENE         - Non perdere tempo!... (si contorce daldolore)

CIRILLO            - Ti fa molto male la pancia?... L'acquacalda, senti a me... (fa per allontanarsi)

PACEBBENE         - (lo trattiene) No... non me lassa sulo!...Aspetta! Avvicinati!... (un tono più giù) Dimmi che non mi disprezzi!...

CIRILLO                  - (lo aiuta a distendersi sul letto) Non ti disprezzo, Pacebbe'... non ti preoccupare...

PACEBBENE         - Ma tu hai detto sempre che con me nonci volevi parlare... che con quelli come me non parli più dal novantanove...

CIRILLO            - Ma che ti vai ricordando!... Si diconotante cose!

PACEBBENE         - (continua)... hai sempre detto che nonmi capivi... che ti facevo schifo!...

CIRILLO            -  Non mi fai schifo, Pacebbe'. E se lo vuoi sapere, comincio anche a capirti...

PACEBBENE    - Bravo!... Ne ero sicuro, Ciri'!... Tu sei cosi intelligente!... Tu sei sempre sta­to meglio di me!...

CIRILLO            - Non dire cazzate, per favore!... Tra noi due il migliore sei certamente tu... O, diciamo, il meno peggio. Che faccio io?... Sofistico, cerco le ragioni... le spiegazioni... la coerenza... Ma alla fine che risolvo?... Io critico... protesto... detto sentenze... cerco il pelo nell'uo­vo... trovo da ridire su tutto!... Ma poi la vita Faccetto per intero... Me la prendo così come viene!... La subisco senza reagire!... Lo spettacolo me lo zuco tutto quanto fino in fondo!... E sai perché? Perché non ho il coraggio di alzare in collo e andarmene!... Tu no! Tu fai l'unica cosa sensata che ci sta da fare!... Tu quando lo spettacolo non lo reggi più, ti alzi e te ne vai! E se le porte sono chiuse, non ci pensi due volte: dai una spallata, e te ne vai per l'uscita d'emergenza... Pacebbe', non tengo molto da dire, ma penso proprio che tra noi due hai ragione tu!... (Pacebbene, che si è trattenuto, ora è scos­so da un violento spasmo...)

CIRILLO            - (solidale) Soffri molto, è vero?...

PACEBBENE    - (annuisce, poi) Chi sa se le femmine, quando sgravano, soffrono più as­sai?...A che vai pensando mo'!. Calmati... cerca di restare immobile... ora ti fac­cio l'acqua calda... (fa per muoversi)

PACEBBENE         - (lo blocca di nuovo) Aspetta!... Stai qua!...(pausa, durante la quale cerca di racco­gliere le energie) Ciri'!... mi fai un giu­ramento?...

CIRILLO                  - Pacebbe', lo sai che io non giuro mai!...

PACEBBENE         - E allora fammi una promessa... (ha unospasimo)... Ma bada a te, una promes­sa fatta a un moribondo vale più di un giuramento!...

CIRILLO            - (imbarazzato) Ti vado a fare l'acqua calda. Tu vomiti... e vedrai che ti passa tutto. Magari è soltanto un forte bru­ciore di stomaco... (di nuovo fa per an­dare)

PACEBBENE         - (gli sì aggrappa) Ciri', questa promessa!...

CIRILLO                  - Quale promessa?

PACEBBENE         - Ciri', promettimi che prima che io muoio... ci... ci sposiamo!... (Cirillo, disorientato, ha un vero e proprio sbandamento... sì deve reggere alla spallie­ra del letto...)

PACEBBENE         - Sì, Ciri', devi promettermi che se stoancora peggio... se entro in agonia... tu vai a chiamare il prete... No, non don Iginio!... Un altro prete... Uno che non mi conosce... E ci sposiamo in ex­tremis!...

CIRILLO                  - E non può essere!...

PACEBBENE         - La vita è piena di cose che non possono essere e ci sono lo stesso!...

CIRILLO                  - (grattandosi la testa) Ti dico che nonpuò essere!...

PACEBBENE         - (dopo un rantolo) Ciri', non me fa' morìdint' 'o peccato!...

CIRILLO                  - Pacebbe, ma quale peccato?...

PACEBBENE         - Ciri', prometti!...

CIRILLO            - A te la capa non ti ha mai aiutato, figuriamoci adesso!... Ti vado a fare l'ac­qua calda...

PACEBBENE         - Ma che ti costa?... Se io sto meglio nonlo facciamo. Se entro in agonia, muo­io... Allora prometti?...

CIRILLO            - (dopo una pausa di riflessione) Va bene, prometto.

PACEBBENE         - (saltando miracolosamente dal letto) E già!Io po' me spusavo a te!... Oje ni', adda ancora nascere l'omino ca me 'ncatasta a me!...( Cirillo, di sasso, lo guarda a lungo con occhi feroci...)

PACEBBENE         - E bravo!... Me volive spusà, eh?... Ceavive miso 'o pensiero!... E chi se l'aspet­tava! ...

CIRILLO            - (schiumando rabbia) Io?... Ma se tu...

PACEBBENE         - Ciri', chello che è detto è detto! Suloca io pazziavo, e tu facive overo!...'0 ricchione chi è?... Rispunne: tra me e te 'o ricchione chi è?...

CIRILLO            - Devi buttare il sangue!... Un sanguenero e verminoso come l'anima tua!...

PACEBBENE         - Ce si caruto, Ciri', 1' 'e 'a riconoscere!... Ricchione!... Ricchione!... (Cirillo gli si scaglia contro... A un tratto, in­spettabile, misterioso, metafisico... lo squillo di un telefono!... I due si fermano stupiti, fra­stornati. .. Il telefono continua a squillare...)

PACEBBENE         - (in un soffio)  'O telefono...

CIRILLO            - Chiamano!...

PACEBBENE         - Ci cercano!...

CIRILLO            - Ci vogliono!...

PACEBBENE    -   (quasi con terrore) E chi po' essere ?!...

CIRILLO            - (logico) Qualcuno che ci telefona.

PACEBBENE         - (azzarda un'ipotesi) 'O prufessore chevo' 'o libro!...

CIRILLO                  - E perché non la tua bizzoca?...

PACEBBENE         - Potrebbe essere anche tua moglie...

CIRILLO                  - Come pure don Igino che ti comunica che la chiesa riapre...

PACEBBENE         - E se fosse na compagnia teatrale ca tevo' pe' 'na tournée?...

CIRILLO                  - ... o magari quelli delle assegnazionidelle case nuove...

PACEBBENE         - (dopo una pausa) Che grandezza 'e Dio o telefono!...(Ma in quel punto il telefono smette di suonare!...)

PACEBBENE         - (aspetta) E che d'è, non sona cchiù?...

CIRILLO                  - E grazie, se noi non rispondiamo!...

PACEBBENE         - (disperato) E mo' come si fa?...

CIRILLO                  - Tu mi hai 'mbriacato con le tue chiacchiere, e quello giustamente si è stan­cato di suonare...

PACEBBENE         - Io?... Ah, mo' è pure colpa mia!... Tusi' rimasto 'nzallanuto co' 'o naso al­l'aria!...

CIRILLO                  - Potevo mai pensare che il telefono eraancora attaccato?... (// telefono riprende a squillare...)

CIRILLO                  - (scattando) Richiamano!... Rispondiamo!...

PACEBBENE         - E addo' sta?... (si gira intorno)

CIRILLO                  - L'ultima volta stava sulla mensola...

PACEBBENE         - Sì, ma poi lo mettemmo sopra all'armadio, visto che non chiamava più nessuno...

CIRILLO                  - E allora là deve stare! (corre all'armadio) Sali! Prendi una sedia e sali! (Il telefono insiste...) (Pacebbene si inerpica... Cirillo lo sorregge... Pacebbene cerca alla cieca sul ripiano dell 'armadio... Tira giù ' svariati oggetti... Cirillo, di sotto, impreca... Infine salta fuori il ricevitore...)

PACEBBENE           - Pronto! Pronto!... (e passa il ricevitore a Cirillo)

CIRILLO                 - (agitatissimo) Pronto! Pronto!... (e lo ripassa all'amico)

PACEBBENE         - Pronto!  (pausa) Vincenzo de Paola? Aspettate, che domando... (a CIRILLO) Sei Vincenzo de Paola, tu?...

CIRILLO            - Dammi qua, idiota!... (al telefono) Chi desidera?... Vincenzo de Paola?... No... no... Momentaneamente non c'è... non ce l'abbiamo... ci manca... Sì, nel sen­so che non glielo possiamo procurare subito, ma se vuole... se ci dà un po' di tempo... Noi ci possiamo informa­re... No, non ha sbagliato... e perché, scusi... Qua ci siamo noi... Di qualun­que cosa ha bisogno... Aspetti, aspetti, parliamo un momento!... Dicevo, se invece di questo Vincenzo de Paola, provvisoriamente vuole qualcun altro... noi siamo a disposizione... Signora, aspetti (pausa) Pronto! (pausa. Poi, a Pacebbene) Ha riattaccato!...

PACEBBENE         - (strappandogli il telefono) Pronto! Pronto!... Vincenzo de Paola sono io!... Pron­to!... (a Cirillo) Se n'è ghiuta!... (Cirillo se ne va a sedere al centro della stanza...)

PACEBBENE           - (scendendo dalla sedia) L'hai fatta andare via!...

CIRILLO            - Io? Quella ha detto che aveva sbagliato...

PACEBBENE         - (velenoso) Una telefonata abbiamo, e tu te la fai scappare così!...

CIRILLO            - Gesù, allora non capisci: aveva sbagliato!...

PACEBBENE         - Era una femmina... certamente. Si sentiva dalla voce...

CIRILLO            - Donna... uomo... che differenza fa?...

PACEBBENE         - (non si rassegna) Ma dico io... non sapevidire che eri quello là... Vincenzo de Paola?... Non sapevi inventare una bugia?...

CIRILLO            - E poi?... Se mi chiedeva qualcosa, cherispondevo?

PACEBBENE         - Un'altra bugia...

CIRILLO                  - (con disprezzo) Mi dovevo chiamare Pacebbene!...

PACEBBENE         - E già! Lui le buglie non le dice!... A lui le bugie gli fanno schifo!... Lui è senza macchia!... Lui vuole le spiegazioni... la coerenza!... Tene' adìcere pure 'n copp' a mamma! Pure 'ncopp 'a Gesù Cristo!...

CIRILLO                  - (controllandosi) Pacebbene, guarda che ti dico: non mi provocare!...

PACEBBENE         - (pericolosamente) E intanto quella donna... chella femmena t'ha arronzato!... Non ha voluto parìa cu' te!... È desti­no che devi essere lasciato dalle fem­mine!... San Cirillo Bailonne, schifato dalle donne!... (Cirillo freme, ma si controlla...)

PACEBBENE         - La Grande Signora!... La scìammeria nel palco reale!... Tu 1' 'e accisa tu sta Signora, Ciri'!... Chella è morta p' 'o scuorno che è stata na vota 'nzieme a te!...

CIRILLO            - (afferra le forbici) Pacebbe', se non la finisci ti apro la pancia!... Come ho fatto col materasso!... Anche se so già che te trovo vacante!... Com'era vacante'o materazzo tuo!...

PACEBBENE         - (diabolico) 'O materazzo mio era vacantequando l'hai aperto tu!...

CIRILLO            - (come una belva) Ancora non la finisci?...Ancora con le bugie?... Ancora?!... Ma io t'affogo!... Pìmmece!... (Gli salta addosso. Pacebbene  cerca dì svin­colarsi... Di colpo un grosso calcinaccio cade sul letto di Cirillo... I due si fermano…Cirillo si volta terrorizzato... Con puntua­le simmetria, dall'altro lato un altro calci­naccio piomba sul letto di Pacebbene ... Anche lui si volta... Ora i due si danno le spalle, ciascuno con gli occhi fissi al proprio an­golo franato... Lentissimamente retrocedo­no, fino a fermarsi spalla contro spalla... Dall'esterno un selvaggio miagolio di gatte...)

FINE

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