VADE RETRO MANAGER
L'arrivo del Diavolo a Genova (ma anche altrove basta volerlo)
di Giampiero Orselli
TRAMA:
Il diavolo arriva in citt in compagnia del suo gatto Behemot. Ne ha di cose da
raccontare in cui ci ha messo lo zampino
VADRE RETRO MANAGER
Che cosa spinge il Diavolo a tornare sulla terra accompagnato dal suo gatto Behemot e da una scalcinata banda musicale?
Per scoprirlo non resta che assistere a questo tragicomico spettacolo teatrale in cui il Diavolo stesso si racconta a suon di musica ricorrendo a celebri esempi tratti dal teatro, dalla letteratura e dalla storia.
E senza far mancare al pubblico colpi di scena davvero diabolici.
PICCOLE NOTE TECNICHE PRIMA DI COMINCIARE
Lo spettacolo prevede la partecipazione di un attore protagonista, di un'attrice deuteragonista e di una banda musicale.
La scena ridotta a una manciata di ammennicoli multimediali, pi o meno facoltativi.
In questa messinscena il Diavolo arriva a Genova, ma con piccoli accorgimenti, pu arrivare in qualsiasi citt lo porti la tournee.
PRIMA APPARIZIONE - IL DIAVOLO
Il Diavolo entra dal fondo della sala, inquadrato da un occhio di bue, e si lancia tra le fila di sedie, a bordo della sua bicicletta. E vestito come un direttore dorchestra e ha in testa un cappello da ciclista. Alle sue spalle c un grosso gatto che lo segue in ogni movimento e una scalcinata orchestrina che lo accompagna con una marcetta.
DIAVOLO - Su con quegli strumenti, dove credete di essere, a un funerale? Su, pi forte! Che diamine! Voglio far tremare i palazzi di questa citt fin dalle fondamenta. Pi forte. La gente deve sapere che Lucifero e il suo gatto Behemot sono arrivati in citt. Pi forte! Voglio scatenare tutti i miei venti e spazzare via questa citt di cadaveri!
Il Diavolo fa due o tre giri della platea sempre incitando i musicisti a sottolineare con un gran frastuono il suo ingresso, mentre il gatto alle sue spalle punta una grossa torcia elettrica in faccia agli spettatori:
DIAVOLO - Su, pi energia, musicisti dei miei stivali, o vi rimando tutti a suonare ai festival dellUnit. Su svegliatevi o mi maledir per avervi messo tutti sotto contratto. Su, pi forte, pi forte, non vedete che la gente si sta addormentando. Ma insomma, vi sembra questo il modo di sottolineare lentrata in scena di Lucifero?
Allapice del frastuono, si sente suonare un telefonino. Il Diavolo alza la mano, lorchestra smette di suonare e tutte le luci si accendono. Nel silenzio totale, il telefonino continua a trillare. Il Diavolo rimasto con la mano alzata. Chiede agli spettatori:
DIAVOLO - E il suo? E il suo? E il suo? No? Allora il mio.
Il Diavolo estrae dalla tasca il telefonino e risponde.
DIAVOLO - Pronto, s? Oh ciao caro... (rivolto al pubblico) E Dio. S, sono appena arrivato a Genova col mio gatto Behemot e la mia banda. Il viaggio? Terribile. Abbiamo beccato un ingorgo allaltezza di Varazze. Un vero inferno. La citt come? Bah, che vuoi che ti dica? Ho fatto un giro nei vicoli prima di arrivare qui. Ti ricordi quando lamico Nosferatu aveva viaggiato dalla Transilvania a Londra con la nave carica di topi? Niente al confronto. Eh... che dici? Perch sono venuto qui? Semplice. Sono venuto a Genova perch mi hanno detto che questa citt piena di musicisti pronti a darmi l'anima in cambio di fama, ricchezza e donne. Chi meglio di me pu esaudire i loro desideri? Loro mi danno l'anima e io in cambio gli garantisco lincisione di un CD, la tournee e lapparizione in qualche scemenza televisiva. Ma adesso ti lascio che lo spettacolo sta per iniziare. Au revoir. Ciao, ciao, salutami San Pietro. S, s, ti saluto Madonna. Ciao... (il Diavolo chiude il telefonino e se lo mette in tasca). Meglio spegnere.
(Si rivolge al pubblico) Anche voi spegnete i telefonini, senn sai che concerto... Bene
Il Diavolo avanza sulla scena mentre lorchestra e il gatto si sono disposti alle sue spalle.
DIAVOLO - Vi chiederete come sono diventato manager musicale, io, il Diavolo. Ora vi spiego. Una volta avevo una fabbrica di pentole ma siccome non facevo i coperchi fallita. Cos sono andato allufficio di collocamento per il timbro annuale e mi hanno indirizzato allufficio dei test attitudinali. Dopo aver compilato una decina di moduli e aver risposto a un centinaio di domande, il computer ha dato il responso. I lavori per cui ero adatto erano tre: pubblicitario, avvocato, manager musicale. Ho scelto il terzo perch, diciamolo pure, la musica sempre stata una mia grande passione. Un amore del tutto ricambiato, intendiamoci. Voi non avete idea di quanti pezzi musicali mi hanno dedicato. Faccio qualche esempio. Il trillo del Diavolo che Giuseppe Tartini scrisse nel 1713 dopo avermi ceduto la sua anima, il Flauto magico del grande Mozart, il Faust di Gounod, il Mefistofele di Verdi, Luccello di fuoco di Prokofief, La storia del soldato e La carriera di un libertino di Stravinski, il Bolero di Ravel, Una notte sul Monte Calvo di Mussorgski e, per arrivare ai tempi nostri.
Il Diavolo si volta verso il suo gatto Behemot:
DIAVOLO Al lavoro gattaccio della malora.
Il gatto va in quinta e torna con un grosso baule da cui estrae uno schermo cinematografico che srotola goffamente. Parte la proiezione. L'immagine di Mick Jagger che canta Simpaty for the devil appare sullo schermo. Il Diavolo lo lascia cantare per qualche secondo, compiaciuto, poi dice rivolto al pubblico:
DIAVOLO - So che gli italiani non sanno l'inglese. Voi genovesi poi, figuriamoci, non sapete neanche l'italiano. Non preoccupatevi. Vi tradurr quello che quel simpatico giovanotto sta sbraitando nel microfono. Perdona Mick se prendo il tuo posto, ma penso che non oserai protestare dopo quello che ho fatto per te. Bene. Behemot. Leggio!
Il Diavolo fa un gesto al gatto che estrae dal baule un leggio e lo monta di fronte al Diavolo. Intanto l'immagine di Mick Jagger continua ad agitarsi sullo schermo:
DIAVOLO - Bene signori. Ecco per voi Simpathy for the devil.
Per favore permettete che mi presenti
Sono un uomo ricco e raffinato
Sono stato in giro per tanti anni
E ho rubato lanima e la fede a molti uomini
Ero l quando Ges Cristo ebbe i suoi momenti di dubbio e di dolore
Lo convinsi che Pilato se ne era lavato le mani e aveva suggellato il suo destino
Piacere di conoscervi spero che abbiate indovinato il mio nome
Ma quello che non riuscirete a comprendere la natura del mio gioco
Ero dalle parti di Pietroburgo quando decisi che era ora di cambiare e lo urlai alla gente
Uccisi lo Zar e i suoi ministri Anastasia grid invano
E gridavo un carro armato e avevo il grado di generale
Quando i crucchi infuriavano in mezzo a montagne di cadaveri
Piacere di conoscervi, spero che abbiate indovinato il mio nome
Ma quello che non riuscirete a capire la natura del mio gioco
Ho guardato con gioia mentre i vostri Re e le vostre regine combattevano per cento anni in nome degli dei che avevano creato
Ho gridatoChi ha ucciso John Kennedy? fingendo di ignorare che eravamo stati tu ed io
E allora, per favore, premettete che mi presenti
Sono un uomo ricco e raffinato
E preparo trappole per i menestrelli che vengono uccisi prima di raggiungere Bombay
Piacere di conoscervi, spero che abbiate indovinato il mio nome
Ma quello che non riuscirete a capire la natura del mio gioco
Proprio come ogni poliziotto un criminale
E tutti peccatori sono Santi
E come se sette teste fossero code, chiamate col mio nome Lucifero E se mi incontrate abbiate un po di cortesia, abbiate comprensione, delicatezza, usate tutte le vostre buone maniere
O mi metter a distruggere la vostra anima.
Piacere di conoscervi, spero che abbiate indovinato il mio nome
Ma quello che non riuscirete a capire la natura del mio gioco.
DIAVOLO - Davvero un bel biglietto da visita.
Questa canzone lho commissionata io stesso al signor Mick Jagger perch mi serviva un curriculum per lufficio di collocamento. Ho sempre amato la musica rock. I Doors, i Led Zeppelin, Jimi Hendrix. Cero io a Woodstock ad accendere il fuoco nella sua chitarra. Pensate che in America c gente che crede che in molti brani di musica rock ci sia la presenza del demonio. Ah, ah, ah... hanno perfettamente ragione. Per esempio Sergeant Pepper, il pi famoso disco dei Beatles, finisce con una voce registrata alla rovescia che secondo alcuni folli allucinati conterrebbe un messaggio demoniaco. Ascoltate. Behemot.
Il gatto tira fuori dal baule un vecchio grammofono a manovella con la tromba e la puntina di ferro. Poi estrae il disco dalla celebre copertina e lo mette sul piatto. Armeggia un po fino a che si sentono le meravigliose note del disco dei Beatles:
DIAVOLO Vai in fondo. Non siamo qui per ascoltare la musica, D.J. dei miei stivali.
Il Diavolo fa ascoltare la voce registrata che chiude Sergeant Pepper poi dice:
DIAVOLO - Chiaro? Non ditemi che non avete riconosciuto la mia voce. Anche un bambino capirebbe quello che stavo dicendo. Simpatici quei quattro ragazzi di Liverpool. Gliene ho fatta fare di strada. Per non parlare dellalone demoniaco che circonda certe canzoni. Ve la ricordate questa?
Lorchestrina accompagna Behemot che canta Lili Marlene.
DIAVOLO - Lili Marlene. Durante la prima guerra mondiale, quando i soldati sentivano questa melodia si toccavano le parti basse, poi cominciavano a pregare, perch sentivano che la morte era vicina e sarebbe arrivata presto, non importa se portata dalle schegge di una bomba o dalla fucilata di un cecchino... grande vecchia amica: Lili Marlene.
Ma adesso vado a cambiarmi.
Voi aspettate qui che il bello deve ancora venire. Adiamo Behemot. E voi (agli orchestrali) intrattenete il pubblico, che lo spettacolo sta per cominciare.
La band esegue un brano musicale, poi il Diavolo rientra dal fondo della scena, sopra una carriola, spinto da Behemot che grida:
BEMMY - Arriva il Diavolo! Arriva il Diavolo!
Il Diavolo vestito e truccato, met uomo e met donna, come un artista da cabaret espressionista.
Arrivato davanti alla scena, Bemmy rovescia la carriola e il Diavolo ruzzola ai piedi degli spettatori. Il gatto nero si mostra fintamente costernato mentre il Diavolo si alza furibondo:
DIAVOLO - Stolto gattaccio, te lho detto che devi stare attento quando siamo in curva. Vuoi farmi rompere losso del collo?
BEMMY - Scusi signore.
DIAVOLO - Scusa un corno. Ancora un incidente del genere e ti mando al canile. Ora vai, c da fare la lezione per il pubblico.
Il gatto sparisce verso il fondo della scena. Il Diavolo si spazzola il frac poi sale sulla scena, dove Bemmy ha approntato uno schermo per diapositive:
DIAVOLO - Prima lezione. Il Diavolo: origini, aspetto fisico, incarnazioni, metamorfosi, prole, storia, nemici, amici, hobbies eccetera eccetera. Insomma, chi sono io? Comincer col dire che il mio passatempo preferito consiste nel cambiare aspetto a seconda delle occasioni. Posso trasformarmi con facilit in un serpente, in un rospo, in una volpe, in una mosca, in una formica o in un cane coperto di scaglie verdi. Oppure posso diventare fumo per irritare il naso dei Santi durante la preghiera o appesantire le loro mani, in modo che non possano tenerle giunte davanti allaltare. Una volta ho fatto gonfiare il ventre di San Pacomio di Bisceglie, facendogli produrre suoni con la pancia per tutta la durata della funzione. Santa Ildegarda, che mi conosceva molto bene perch mi infilavo tutte le notti sotto la sua coperta trasformato in un gigantesco etiope, mi defin lalito del maligno sospeso nellaria. Suggestivo, ma preferisco altre definizioni quali il figlio del tramonto, il principe nero, il signore della mezzanotte, la bestia, il figlio del Drago, e soprattutto una: lAnticristo.
Tutti sanno la mia storia. Tanto tempo fa ero un angelo chiamato Heilel, portatore di Luce, Lucifero appunto, ma in seguito a una lite con Dio su argomenti di vario genere e, in particolare, calcistici, fui cacciato dal Paradiso fin nelle viscere della terra, dove ho fondato un villaggio turistico di indubbio successo: lInferno, ma di questo parleremo in seguito.
Il mio avvento sulla terra stato annunciato per la prima volta nel libro di Daniele che mi vide apparire durante uno dei suoi peggiori incubi. Arriver un Re - scrisse sul tovagliolino di un bar di Getsemani il quale sar differente dai precedenti e proferir parole contro lAltissimo, distrugger i Santi del cielo, avr la veste di Cristo ma il suo nome sar quello di Satana e il suo numero il 666. Gi il 666. Molti pensano che la mia dimora sia nascosta dentro il grattacielo della Warner Brothers che si trova al numero 666 della Quinta strada a New York. Ah, ah, ah... hanno perfettamente ragione. Ma quella non che una delle mie tante dimore terrene, perch io viaggio in continuazione e ovunque vada mi trasformo in qualcosa di diverso, cos, tanto per confondere le acque. Vi faccio alcuni esempi.
In Persia il mio nome Angra Mainyu, spirito malvagio, suscitatore delle 9999 malattie che affliggono gli uomini. Il mio aspetto pi o meno questo. Vai Bemmy.
Il gatto attiva un telecomando e una diapositiva del Diavolo persiano appare sullo schermo.
DIAVOLO - Seconda immagine. Questo ero io, quando spargevo il mio influsso maligno su tutta la Babilonia. Il mio nome, allora era Nergakl, signore della grande dimora, dominatore supremo delle guerre, del terrore e delle pestilenze. Immagine seguente.
Bemmy passa alla diapositiva seguente.
DIAVOLO - Questo sono io nei panni di Belzeb, nome che altro non che una deformazione del filisteo Baal-Zebub, signore delle mosche.
Altra diapo.
DIAVOLO - Questo sono io nella versione cinese. Irsuto, con zanne e artigli e la pelle tutta blu.
Altra diapo.
DIAVOLO - Questo un Tengu, il mio alter-ego giapponese. Ma posso anche assumere qualsiasi forma umana. Osservate.
Partono una serie di diapositive.
DIAVOLO - Casalinga di Voghera, curato di campagna, commercialista di Viterbo, seminarista boemo, lanciatore di pesi, bassista di liscio...
Per sbaglio appare unimmagine di Andreotti che subito scompare per lasciare il posto a un ennesimo Diavolo.
DIAVOLO - Questo invece e Baal-Phagor, signore della danza, da cui deriva il mio nome Belfagor. Infatti la danza e il sesso sono le pratiche in cui do il meglio di me. Prima della fine dello spettacolo, qualche signora in sala avr modo di appurare che dico il vero. Ma adesso musica, maestro.
Il Diavolo si allontana ballando con la propria parte femminile. Mentre lorchestra continua a suonare.
Una nuvola di fumo e il diavolo riappare da una quinta cos come lavevamo visto allinizio, con in pi un bel cilindro che completa leleganza del frac.
DIAVOLO - Ebbene, io che ho viaggiato in tutto il mondo posso dirvi che non ho mai trovato un posto bizzarro come Genova, dove ci sono pi topi che persone e non so dirvi quali dei due siano meno socievoli. Insomma, un postaccio infernale dove circolano settecentomila abitanti e neanche unanima. Una citt sospesa tra virt e degrado per la quale ci vorrebbe una bella luce nera, color ardesia. Ma siccome la luce nera non esiste, allora proporrei, se vi garba, una bella luce azzurra, color mare...
Il Diavolo fa un gesto e il palcoscenico si colora dazzurro. (La citt di Genova pu essere sostituita a piacere con qualsiasi altra citt, adattando il teso per loccasione o tagliandolo a piacimento)
DIAVOLO - Che citt Genova! Se non esistesse bisognerebbe non inventarla. La prima volta che sono venuto qui a portare la peste era il 1326. Ne sanno qualcosa quelle centinaia di scheletri che oggi dormono sotto il parco dellAcquasola. Sono entrato in citt attraverso il Borgo Incrociati, cantando a squarciagola. Infatti posso definirmi, il primo canta-untore della storia.
Devo dirvi la verit, anche se non lo faccio mai. La vera ragione per cui torno spesso a Genova la cucina. Ebbene s, vado pazzo per la pasta al pesto, i ravioli al tocco, le trofie al sugo di noci, la focaccia col formaggio di Recco, la farinata coi bianchetti, le panisette, i ripieni, il cappon magro. Ecco la vera ragione per cui tanti personaggi importanti sono passati da Genova e nessuno che lo abbia ammesso esplicitamente. Tutti hanno parlato del mare, dei palazzi, delle donne. Macch. La torta pasqualina la vera ragione per cui vi sono venuti a trovare Nietzsche, Petrarca, Dickens, Stendhal, James, Conrad, Melville, Maupassant e quellaltro poeta inglese di cui non mi ricordo il nome, ma che tutti avevano soprannominato il Diavolo... io intanto mi servo.
Il Diavolo si siede a una tavola che gli ha preparato Bemmy e attacca una bella pasta al pesto. Intanto la band esegue un nuovo pezzo. Quando la musica finita il Diavolo si forbisce la bocca e riconquista il centro della scena:
DIAVOLO - Torniamo a noi, giunto il momento che io vi sveli qualcosa che non troverete sui libri di scuola e nei documentari di Piero Angela. Linferno. E bene che vi spieghi quello che vi aspetta. Voi credete di sapere come fatto perch a scuola avete studiato la Divina Commedia di messer Dante Alighieri fiorentino. Ah, ah, ah. Poveri allocchi. Non sapete che nella Divina Commedia ci sono pi menzogne che in unintera annata di Novella 2000. Ma facciamo qualche esempio. Chess. I lussuriosi Secondo Dante i lussuriosi sono sferzati da una tempesta incessante che li trascina senza posa. Ma pensa te La verit che allinferno i lussuriosi sono condannati a fare uso di preservativo. Tutto qui, diranno le signore tra il pubblico. Gli uomini invece non diranno nulla perch sanno che cosa significhi infilarlo in un pezzo di plastica con tutti i rischi che una simile operazione comporta. Nella migliore delle ipotesi i poveretti passano un quarto dora a capire se infilarlo da una parte o dallaltra e nel frattempo ogni tensione fisica e spirituale svanita nel nulla. Nella migliore delle ipotesi ho detto, perch la gamma degli incidenti che possono capitare molto vasta. Il rinculo del guanto, ad esempio. Voi prendete laggeggio infernale all'estremit e, dopo averlo indossato, lo tirate a elastico per fare uscire l'aria, cos come da istruzioni sulla confezione. L'olio lubrificate vi fa sfuggire la presa e flop... tipo fionda. Ho visto grandi storie d'amore finire per un incidente del genere.
Ma andiamo avanti. Terzo cerchio. I golosi. Sempre secondo Dante i golosi sono dannati a giacere supini nel fango sotto uneterna pioggia gelida di neve. Ma figuriamoci. Nellinferno reale i golosi sono condannati: 1) A mettersi a dieta. 2) A iscriversi a una palestra. 3) A fare jogging ogni mattina alle sei. 4) A comprare una cyclette. 5) A fare un corso di aerobica.
Ma passiamo al quarto cerchio che riguarda proprio voi amati spettatori genovesi. Gli avari. Secondo il poeta tosco, gli avari sono custoditi dal cane Pluto, che non quello di Topolino, ma un cagnaccio nero dallindole molto mordace. Essi sono divisi in due schiere e sono condannati a spingere col petto pesanti macigni. Nella realt gli avari sono condannati a seguire tutte le televendite di Canale 5 e a comprare qualsiasi stronzata venga loro proposta dagli sturacessi, ai gioielli di plastica.
Veniamo ora agli iracondi e ai violenti che Dante immerge nel fiume Stige, dove si mordono e si percuotono dalla mattina alla sera. Nellinferno reale gli iracondi e i violenti partecipano a un talk show televisivo durante tutta la settimana e la domenica vanno allo stadio.
Passiamo ora agli incontinenti, ovvero ai golosi, lussuriosi, iracondi e avari, che Dante sprofonda in un fiume di merda fino al collo. A proposito di incontinenti, la sapete quella del pastore sardo che va dal medico e dice: Dottore, io me la faccio addosso tutte le notti. E il dottore dice: Ah, incontinente. No no, proprio qui in Sardegna. Bene. Gli incontinenti hanno come punizione divina quella di essere incontinenti che basta e avanza.
Veniamo ora ai sodomiti. Dante li condanna ad aggirarsi su una spiaggia, sotto una pioggia di fiamme. Ma vi rendete conto? I sodomiti su una spiaggia? Ma dove siamo, al villaggio Valtur di Salonicco? I sodomiti, nella realt, hanno la stessa condanna dei lussuriosi. Vi ricordate il preservativo? Altro che pioggia di fuoco.
Passiamo ai ladri, che sono condannati a correre in mezzo ai serpenti di ogni genere che li tormentano... Nellinferno reale i ladri sono semplicemente sospesi da ogni incarico politico. Tutto qui e vi sembra poco.
Dante prima di scrivere la Divina Commedia doveva veramente essersi fumato limpossibile. Fiamme, fiumi di merda, pioggia di fuoco. La realt un altra: siete mai finiti in un ingorgo autostradale a ferragosto? avete mai passato un pomeriggio con un assicuratore? avete mai fatto la fila alla USL per prenotare una visita medica? Questi sono i veri supplizi infernali. Accadono sulla terra, direte voi. Certo miei cari. Dove credete che sia linferno? E cosa credete che ci sia venuto a fare io qui?
Musica maestro!
Il Diavolo sparisce di nuovo dalla vista del pubblico, mentre lorchestra riprende a suonare.
Poi un forte vento percorre la platea, mentre lorchestra produce suoni che emulano il frastuono di una bufera. Il Diavolo traversa la sala. In testa ha un cappello da minatore, in mano, uno specchio rotondo che punta contro il viso degli spettatori. Il Diavolo comincia a pronunciare una tetra litania:
DIAVOLO - Mi rivolgo a te Nicolas Eymerich che hai portato linferno in Aragona e a te Nicolas Jacquier il cui nome fa ancora rabbrividire le donne delle Fiandre, e a te Tommaso De Torquemada la cui crudele fama ha superato ogni confine, e a te Heinrich Von Kramer che hai teorizzato lorrore e la follia come nessun altro ha saputo fare, e a te Jakob Sprenger della diocesi di Magonza, che con tanto scrupolo hai odiato la vita e le donne, e a te Bernardino Rategno che hai empito di sangue lintero lago di Como, e a te Pedro Moya de Contreras che hai portato linquisizione nel Nuovo Mondo e a voi Nicolas Remy, Martin del Rio, Henry Boguet, Benedikt Carpzov, grandi Inquisitori della Storia che in poco pi di due secoli avete torturato e mandato sul rogo migliaia di donne accusandole di essere delle streghe. Infatti, voi, cari amici, credevate che in quelle povere creature fosse contenuto il Diavolo. Beh, sapete che cosa vi dico... avevate perfettamente ragione.
Il Diavolo si allontana ridendo sguaiatamente. Una luce si accende sul palcoscenico e appare una strega. (La stessa attrice che fa il gatto Behemot?). Un effetto scenico evoca il fuoco dei roghi dellinquisizione. La strega compie un oscuro rito gettando polveri di vario colore in un pentolone fumante. La musica della banda crea un sottofondo drammatico.
MONOLOGO DELLA STREGA
Pi volte ha gi cantato - quel folle indemoniato
pi volte il guaito - del sax ho gi sentito
la Fender fa un lamento - giunto il mio momento
tremate tremate - le streghe son tornate
Al fuoco diamo esca
onde la fiamma cresca
e la pozione bolla
nella magica ampolla
Passatemi una striscia
di pelle di una biscia
cresciuta nei pantani
e poi lingue di cani
e gli occhietti brillanti
di giovani cantanti
di prete un polpastrello
e il pel dun vipistrello
portatemi la mano
di un d.j. padano
e squame velenose
di vipere bavose
passatemi due ossa
di un rapper di Canossa
e che non manchi mai
un giornalista RAI
tagliato e fatto a fette
insieme alle zampette
di giovani avvoltoi
portatemi dipoi
il fegato e il cuore
di un amministratore
le membra disseccate
di una barman di Linate
e un bimbo appena nato
dal grembo di bagascia
che lha strozzato in fascia
dopo averlo allattato
frattaglie di una suora
a insaporir lintruglio
del viscido miscuglio
che bolle e bolle ancora
il sangue di un ministro
di pubblica istruzione
per dare alla pozione
un colore sinistro
carcassa disseccata
di una soubrette malnata
cicuta sradicata
in notte ottenebrata
e poscia la criniera
di donna in carriera
e longhie di una mano
di un yuppie di Milano
il fegato capace
di un giudice rapace
e poscia la dentiera
di dama di Voghera
e la coda dun ratto
e la lingua dun gatto
e lugola dannata
del cantautore matto.
Ora intorno girate
e il malocchio gittate
su ogni cosa immersa
nella brodaglia tersa.
Al fuoco ors diam esca
onde la fiamma cresca
e la pozione bolla
nella magica ampolla.
Tutta la scena della strega si svolge in un terribile crescendo, che culmina con la strega che si agita nel fuoco di fiamme immaginarie fino a che calano le tenebre. Allora in platea riappare il Diavolo con la luce piantata in testa e ripete la litania iniziale.
DIAVOLO - Mi rivolgo a te Nicolas Eymerich che hai portato linferno in Aragona e a te Nicolas Jacquier il cui nome fa ancora rabbrividire le donne delle Fiandre, e a te Tommaso De Torquemada la cui crudele fama ha superato ogni confine, e a te Heinrich Von Kramer che hai teorizzato lorrore e la follia come nessun altro ha saputo fare, e a te Jakob Sprenger della diocesi di Magonza, che con tanto scrupolo hai odiato la vita e le donne, e a te Bernardino Rategno che hai empito di sangue lintero lago di Como, e a te Pedro Moya de Contreras che hai portato linquisizione nel Nuovo Mondo e a voi Nicolas Remy, Martin del Rio, Henry Boguet, Benedikt Carpzov, grandi Inquisitori della Storia. Voi che avete avete cercato la mia immagine con tanta ostinazione e che per trovarla avete messo a ferro e fuoco il mondo intero. Beh, vi dico, non cera bisogno di fare tanto sforzo, vi sarebbe bastato mettervi di fronte a uno specchio.
Mentre dice questo, il Diavolo continua a puntare lo specchio sugli spettatori, poi esce, mentre la band esegue un nuovo pezzo.
Fine musica.
Il Diavolo torna in scena con un libro sottobraccio che posa su un leggio:
DIAVOLO - Tra le tante incarnazioni che mi toccato avere in destinazione la pi singolare quella contenuta in una novella del Boccaccio nella quale, secondo le parole stesse dellautore Alibech diviene romita, a cui Rustico monaco insegna rimettere il Diavolo in inferno; poi, quindi tolta, diviene moglie Nerbale. Ascoltate.
... nella citt di Capsa, in Barberia, vi era un uomo ricchissimo che aveva una figlia bella e gentile, di nome Alibech.
La fanciulla bellissima appare in controluce sul fondo della scena, e come in un teatro delle ombre mima le azioni raccontate dal Diavolo:
DIAVOLO La fanciulla, dopo aver compiuto il quattordicesimo anno di et, fu colta da un profonda crisi mistica. Decise allora di ritirarsi in romitaggio e si diresse verso la montagna. Dopo alcuni giorni di cammino in completa solitudine, la ragazza scorse una casetta, posta in cima a una colle. Si avvicin alluscio e buss. Un vecchio apr luscio e le chiese cosa mai volesse. La fanciulla rispose che cercava il giusto modo per servire il Signore Dio e che non sarebbe tornata a casa fino a che non lo avesse trovato. Il buon uomo, che era anchegli un eremita, temendo che la ragazza fosse una tentazione mandatagli dal Dimonio, la indirizz verso un altro eremita, che viveva nella collina di fronte. Infatti, al vecchio quellaltro eremita pi giovane stava sulle balle perch era suo concorrente diretto nella corsa verso la santit. Dunque, egli disse alla ragazza: La vedi quella casetta, laggi? Col abita Rustico, fervente eremita. Lui, sanza dubbio, ti sapr spiegare meglio di me il modo migliore per servire Domineiddio nostro. La ragazza ringrazi e si rimise in cammino. Dopo alcune ore, giunse alla dimora del suddetto Rustico, che era poco pi di una capanna di legno tutta sbilenca. Stava facendo sera e il sole spariva dietro le colline. La ragazza buss. Rustico apr la porta e ben si compiacette di fronte allapparizione della ragazza:
La ragazza arrivata di fianco al Diavolo e ora appare in piena luce, seminuda e bellissima. Il Diavolo la guarda con molta attenzione prima di riprendere il suo monologo:
DIAVOLO Rustico, al contrario del collega, non pens affatto di mandarla via per timore del Dimonio, ma la fece entrare in casa e le offr parte della sua povera cena a base di radici e acqua di ruscello. Venuta la notte, le prepar un lettuccio di fronde di palma e la invit a riposarsi. La ragazza, prima di prender sonno, ramment la ragione del suo viaggio e chiese a Rustico quale era il pi grande servigio che ella potesse fare al Signore. Luomo la osserv per qualche secondo, poi rispose:
Il pi grande servigio che puoi fare a Domineddio di rimettere il Diavolo nello Inferno.
ALIBECH - In che senso?
DIAVOLO - Ora ti faccio vedere - disse Rustico. Si tolse i pochi stracci che aveva indosso e si pose in ginocchio di fronte alla ragazza, quasi volesse adorarla come un immagine della Vergine. In quel momento, Rustico sent prodursi in se medesimo la resurrezione della carne.
ALIBECH - Rustico, cosa quella cosa che io veggio che si spigne cos in fuori di fronte a te e che io non posseggo?
DIAVOLO - O figliola mia questo il Diavolo di cui ti ho parlato che mi d grandissima e insopportabile molestia.
ALIBECH Ohhhoo. Sia lodato Iddio che io non ho codesto Diavolo appeso.
DIAVOLO Gi. Tuttavia tu hai unaltra cosa che non ho.
ALIBECH - Che cosa?
DIAVOLO Tu hai linferno. E di certo Domineddio ti ha mandata qui per la salute dellanima mia. Poich questo Diabolo mi porta cotal noia, tu dovria avere di me tata piet e lasciare che io lo possa riporre nello tuo inferno. In codesto modo, tu farai a Dio grande servigio e darai a me immenso sollievo. La ragazza medit per qualche istante le parole di Rustico e giunse infine alla conclusione che esse erano dettate da divina saggezza. Disse infine a Rustico:
ALIBECH - Vi piaccia riporre il vostro Diavolo nello mio Inferno.
La ragazza si schiude le vesti. Il Diavolo si distrae per qualche secondo poi riprende il racconto:
DIAVOLO - Luomo allora si infil nello lettuccio e comp loperazione con grande oculatezza e ardore. La giovane, che mai nel suo inferno pria dallora aveva messo Diavolo alcuno prov un po di dolore e disse:
ALIBECH - Per certo mio signore, mala cosa deve essere questo Diavolo e veramente nemico di Dio, poich duole parecchio a venir messo nellInferno.
DIAVOLO Questo capita la prima volta, ma non sar sempre cos le rispose Rustico. E per dimostrarle quanto fosse vero quello che le stava dicendo, prima del canto del gallo, glielo rimise nellinferno almeno altre sei volte. A poco a poco, dai che gli ridai, la ragazza cominci a prenderci gusto.
ALIBECH - Ben veggio che il ver dicevano quei valentuomini in Capsa, che il servire Dio cos dolce cosa che per certo io non mi ricordo che mai alcuna altra cosa facessi con tanto diletto.
DIAVOLO - Ragion per cui, nei giorni seguenti, la fanciulla, in continuazione voleva rimettere lo Diavolo in Inferno e se Rustico si mostrava troppo esausto ella diceva:
ALIBECH - Signore, io sono qui venuta per servire Iddio e non per restare oziosa.
DIAVOLO - Rustico, forse a causa della poco proteica dieta a base di radici e acqua aveva pressoch esaurito ogni scorta di energia vitale e il suo Diavolo non aveva pi quel piglio ardimentoso con il quale si era presentato alla fanciulla. La ragazza, al contrario, si mostrava sempre pi insoddisfatta:
ALIBECH Rustico. Se il tuo Diavolo castigato pi non ti d noia, me il mio inferno non mi lascia stare perci tu farai bene col tuo Diavolo a placare la rabbia del mio inferno cos come col mio inferno ho placato la superbia del tuo Diavolo.
DIAVOLO - Che? - rispondeva Rustico, sempre pi rincoglionito. Mentre tutto ci accadeva, un incendio scoppi nella casa di Alibech, mandando a morte il di lei padre e tutti i suoi fratelli. Un giovane del paese, nomato Neerbale si mise in cerca della ragazza, con lintenzione di prenderla in moglie, essendo divenuta ella un buonissimo partito. Dopo una lunga ricerca, la trov in casa di Rustico e la riport a casa, con gran sollievo delluomo che non ce la faceva pi a mettere il suo Diavolo nellinferno della ragazza. Una volta tornata al paese, Alibech rimprover Neerbale per averla sottratta al servigio divino di mettere il Diavolo allinferno. Neerbale si fece spiegare tutta la questione, rise a lungo, poi rassicur la ragazza dicendo: Da oggi ci penser io a mettere lo Diavolo mio nello tuo inferno. La qual cosa avvenne e i due giovani vissero lunghi anni felici e contenti.
Musica maestro!
La band esegue un pezzo che si chiude con larrivo di Behemot che suona un violino.
DIAVOLO Un violino. Genova. Che cosa vi viene in mente? Eh, lo so. Niccol Paganini. Quel ragazzaccio... Era cos bravo a suonare il violino che se ai suoi tempi ci fosse stato il premio Paganini lui lo avrebbe vinto di certo. Anche se non si pu essere sicuri di nulla. Ne sa qualcosa Charlie Chaplin. che arriv in un cittadina degli stati Uniti dove avevano organizzato un concorso per il miglior imitatore di Charlot. Chaplin tir fuori dal bagagliaio il suo costume di scena e decise di partecipare in incognita. Arriv quinto. Ma Niccol Paganini no, lui era proprio inimitabile. Ogni volta che io lo possedevo la gente capiva veramente cosa vuol dire eseguire il Trillo del diavolo. E non si ripeteva mai. Mica come quei cantanti di oggi che appena fanno un brano di successo danno vapore alla macchina delle fotocopie, forconati da impresari demoniaci. Paganini no. Ogni volta che suonava era un evento. Pensate che sapeva far parlare il violino e ogni volta che finiva il concerto gli faceva dire grazie. Una cosa del tipo:
Il Diavolo invita il suo violinista a far dire Grazie al pubblico con il violino, ma rimane deluso dal risultato:
DIAVOLO Eh s ci vuole altro. Paganini sapeva far parlare il violino cos bene che quando era gi di voce lo usava per fare la spesa. Un etto di prosciutto, prego. Oppure al bar: Un cappuccino con poca schiuma. O lo usava per corteggiare le ragazze: Signorina, che ne dice di fare un giro stasera sulla mia carrozza decapottabile? Ci fu addirittura una ragazza che gli diede il due di picche ma poi usc con il violino. Pare che si siano anche sposati, la ragazza e il violino, e abbiano messo al mondo una bella bambina di nome Violetta. Ma basta con queste sciocchezze...
Per parlarvi di Paganini preferisco ricorrere alla testimonianza di uno scrittore il cui nome non mi piace tanto... Campanile... ma le cui storie mi fanno fare certe risate del diavolo.
Sentite cosa scriveva quel monellaccio di Campanile su Niccol Paganini:
nei suoi concerti (naturalmente non nei concerti altrui, ch non glielo avrebbero permesso), prima di attaccare un pezzo spezzava tre corde del violino e poi suonava su una corda sola.
Ogni suo concerto costava un occhio del capo soltanto di corde rotte. Perch lui le spezzava sempre. Era pi la spesa per le corde spezzate che lincasso. Gli impresari avevano un diavolo per capello. In ogni modo era una cosa sorprendente e di sicuro effetto vederlo spezzare le corde con tanta maestria prima di cominciare il concerto.
Certe volte era pi la fatica per spezzare le corde che quella per suonare. Perch sono corde resistentissime. Ci voleva una forza di leone. La gente andava al concerto, non tanto per sentirlo suonare, quanto per vedere come era bravo a spezzare le corde. Appena spezzate le corde la gente se ne andava. Spesso era necessario dargli manforte nella bisogna. Allora per il pubblico era una pacchia: tutti a tirare la corda da una parte e dallaltra. certi ruzzoloni Quando lui doveva dare un concerto mica si esercitava a suonare. Si esercitava a strappare le corde.
Fortuna che non era un concertista darpa. ()
Una volta mentre eseguiva un concerto, strapp prima una corda, poi unaltra, indi la terza e per ultimo la quarta. E continu a suonare.
(Il diavolo fa una faccia perplessa, sorpreso dalla sua stessa affermazione)
E poi strapp gli applausi. Lui strappava tutto. Tutto. Non si salvava niente. Una volta pensate, dopo aver strappato le corde, si strapp persino le falde della marsina e continu a suonare. Un vero diavolo.
Unaltra volta, dopo aver strappato le corde, si strapp i capelli. Perch non poteva pi suonare.
Unaltra volta suon con un violino rotto. A Parigi, dopo aver strappato le corde, spezz larchetto e continu a suonare. A Vienna ruppe anche il pianoforte dellaccompagnatore e continu a suonare.
Ma la maggiore impresa, la cosa pi straordinaria la fece a Lucca. Prima di cominciare un concerto spezz le corde, infranse larchetto, sfond io violino in testa al pianista, prese a calci tutti gli spettatori della prima fila e poi suon un bellissimo pezzo. E non basta
Una volta strapp tre corde ed esegu la Sesta di Beethoven sulla quarta, una terza sotto per la seconda volta a una prima.
BEHEMOT Dove?
DIAVOLO A Ottawa.
Buio.
Nella penombra la band esegue un nuovo pezzo. Quando torna la luce, il Diavolo appare alle spalle degli spettatori seguito dal fido Behemot. Entrambi hanno una candela in mano con la quale illuminano fiocamente la sala. Il Diavolo comincia a parlare:
DIAVOLO - E notte. Chiuso nella sua angusta cameretta, il giovane Faust, filosofo, giurista, medico e teologo medita sul libro di Nostradamus. Faust non riesce a dormire, perch tormentato, molto tormentato. Infatti alle prese con una di quelle notti di bilanci esistenziali, in cui i pezzi del mosaico della propria vita non sembrano mai andare al loro posto. Chi di noi, anzi di voi, non ha mai vissuto una notte simile? Le ore passano, il sonno non arriva e nelle vostre menti si affacciano tutti i rimpianti e i rimorsi. Voi vorreste poter tornare indietro, rifare tutto esattamente al contrario di come lo avete fatto. Altri studi, altri lavori, altre passioni. Di certo non risposereste pi luomo o la donna che vi sta accanto. E tutte quelle occasioni mancate? Quel lavoro, quel viaggio, o pi semplicemente quellavventura amorosa? State tranquilli: non torneranno pi. Come diceva il saggio: tranquilli ragazzi, il meglio passato. E i rimorsi? Come vi siete comportati male: con i vostri genitori, con la vostra fidanzata, con gli amici, con i colleghi dufficio, con il mondo intero. Siete proprio dei begli stronzi, bisogna dirlo... e non c pi tempo di rimediare. Non siamo mica alla Domenica Sportiva. Qui non c la moviola per mandare indietro la scena, miei cari. Troppo tardi. Siete fottuti ormai. Ogni secondo che passa vi avvicina alla morte. Ve lho detto: il meglio passato. Ebbene... Faust pensa tutte queste cose e altre ancora, quella notte, chiuso nella sua cameretta, mentre fuori una terribile bufera di neve infuria sulla Germania intera... Allimprovviso, si accorge che tutta la sua intera vita pu essere definita con ununica parola: una merda. Non gli rimane che ununica soluzione: invocare il Demonio. Bastava sapere come fare. E Faust sa come fare, perch un uomo che ha studiato molto, e chi ha studiato molto ha pi propensione a incontrare i demoni dellinferno di chi ha fatto solo la terza elementare. Infatti Mefistofele non si fa pregare a lungo e appare di fronte a Faust e gli dice: Ti propongo un patto diabolico: la tua anima, in cambio dellappagamento completo di ogni desiderio terreno. Ovvero la fine dei desideri. Nellattimo in cui dirai al tempo Fermati, sei bello, in un attimo, quellattimo diventer eterno. Dopodich conduco Faust nella Cucina delle Streghe, dove la mia amica gatta mammona gli prepara il filtro delleterna giovinezza. Un terzo di Martini, un terzo di vermuth, un olivetta, tanto ghiaccio e una certa sostanza che non vi dico ma che non troverete certo in quei tristi bar dei vicoli dove andate sempre a prendere laperitivo. Quei bar che vi fanno pagare un occhio della testa e in cambio non vi danno, non dico limmortalit, ma nemmeno lo scontrino fiscale. Vabb lasciamo perdere. Mentre Faust attende che gli alambicchi smettano di fumare appare di fronte a lui limmagine di una bellissima dama.
Margot appare sul palcoscenico (di nuovo lattrice che faceva la strega), mentre lorchestra alle sue spalle comincia a eseguire Tanta voglia di lei dei Pooh.
DIAVOLO - Continua tu Margherita...
MARGOT - Potere della musica. Ci sono certe canzoni... mi basta sentirle per pochi secondi... e... mentre volavo sopra il cielo di Mosca, tutta nuda, sent provenire da una finestra aperta questa canzone... mi fermai a mezzaria, contro la luce della luna e rimasi ad ascoltare... oltre i vetri illuminati vidi una giovane donna che stava facendo i lavori di casa in attesa che il suo uomo ritornasse. Lo struggimento fu tale che dovetti fuggire. Sono passati almeno sessantanni da quel giorno, eppure mi sembra che tutto sia rimasto uguale... anche questa canzone.
Margherita canta alcune strofe insieme allorchestra poi la musica cessa e la donna si rivolge al Diavolo:
MARGOT - Signore, perdonate la mia distrazione, cosa mi stavate dicendo?
DIAVOLO - Continua tu la storia di Faust, Margherita.
MARGOT - Certo mio signore... dove eravate rimasto
DIAVOLO - Ero rimasto al punto in cui Margherita apparve, nella cucina delle streghe.
MARGHERITA - Ah gi... ricordo. Il giorno dopo Faust si rec con Mefistofele a fare una passeggiata e vide passare quella ragazza. Egli chiese al Diavolo di aiutarlo a sedurla, ma Mefistofele gli rispose che non poteva farlo, perch la ragazza era troppo innocente. Faust chiese almeno di poter avere un indumento indossato da lei, un reggiseno, un paio di calze...
DIAVOLO - ... quel feticista.
MARGOT - Mefistofele promise a Faust di introdurlo nella stanza della ragazza, mentre lei era assente. Al suo ritorno Margherita non si accorse dellintrusione dei due uomini, n del fatto che alcuni suoi indumenti erano scomparsi. Per, quando apr larmadio, trov un cofanetto pieno di gioielli. Margherita sgran gli occhi senza capire cosa stesse succedendo e le ci vollero molte ore prima che potesse prendere sonno. Il giorno seguente, per strada, Faust la avvicin e la corteggi ancora, con laiuto di Mefistofele. Margherita cap di essere caduta in un gioco pi grande di lei e che non le sarebbe stato possibile tornare indietro. Promise a Faust di lasciarlo entrare nella sua stanza. La notte stessa diede un sonnifero alla madre e, senza pi ostacoli, lasci che Faust compisse la volont del Demonio. Il giorno seguente arriv in paese Valentino, il fratello di Margherita e venne subito informato dalla gente del paese di quello che era successo alla sorella.
DIAVOLO - Il paese piccolo, la gente mormora....
MARGOT - Valentino sfid a duello Faust e perse la vita.
DIAVOLO - Nessuno pu battere il Diavolo a duello.
MARGHERITA - Margherita venne arrestata e in prigione ricevette la visita di uno spirito maligno che le sussurr tutte le sue colpe.
DIAVOLO - Da te nascer una creatura malefica, fuori dalla legge di Dio e degli uomini.
MARGHERITA - Appena Faust venne a sapere che Margherita era finita in carcere per causa sua chiese a Mefistofele di aiutarla a fuggire. Il Diavolo riusc a far entrare Faust oltre le sbarre, ma Margherita, ormai folle, lo scambi per il boia e lo respinse, invocando gli angeli del Signore. I quali accorsero prontamente e portarono la sua anima in Paradiso. Margherita era salva.
DIAVOLO - Gi. Gli angeli del signore. Quei rompiscatole sono sempre tra i piedi. Sono stati loro a sottrarmi lanima di Faust proprio nel momento in cui la stavo trascinando allInferno. Peccato, quel tipo mi era simpatico. Una vera e propria anima dannata. Chiss come si sta annoiando in paradiso.
Band. Musica.
Poi il Diavolo entra in scena con una tuta sportiva seguito da Bemmy che palleggia con un pallone da football.
DIAVOLO - Ecco il capitolo che ancora mancava. Quello che mi ha visto protagonista in tutte le epoche, dall'antica Grecia a oggi. Lo sport. Ce ne sono stati di indemoniati nella storia dello sport. Tutti miei affezionati clienti.
Giovanni Gerbi, il Diavolo Rosso, il pi incredibile ciclista delle Langhe, che quando passava lui i chicchi d'uva esplodevano nelle vigne e la campagna si ricopriva di una nebbia di polvere rosa da Asti fin su ad Agli Canavese.
Fausto Coppi, che prima di morire di una misteriosa malattia tropicale ha corso 666 gare e le ha vinte quasi tutte. Non so se avete capito bene il numero. Sei, sei, sei. Vi ricorda qualcosa?
Tazio Nuvolari, che quando prendeva una curva andava sempre un secondo aldil della traiettoria che la scienza riteneva possibile e ne usciva sempre vivo. Nessuno ha mai capito quale fosse il suo segreto. Nessuno tranne me, naturalmente.
Per non parlare di Renato Cesarini che entrava in campo a trenta secondi dalla fine e con una zampata diabolica risolveva la partita. Non so se avete mai sentito parlare della "zona Cesarini".
O Juan Alberto Schiaffino, detto "il maracanazo", perch quando giocava al Maracan di Rio de Janeiro faceva vedere agli spettatori certe magie che li lasciava a bocca aperta. E tutti pensavano: non possibile che una cosa del genere possa essere accaduta davvero. Il Diavolo ci deve di certo aver messo lo zampino.
Avevano perfettamente ragione.
Io con il mio intervento posso cambiare le sorti di una partita, come e quando voglio.
A proposito. Non so se voi qui a Genova ne avete bisogno. Quale pi la squadra della vostra citt? Il Genoa? Ah s, ne avete molto bisogno, ma molto, molto. Non c' problema. Datemi l'anima e vedremo che si pu fare.
Ma adesso, sempre per restare in argomento voglio parlarvi della pi incredibile partita di tutti i tempi. Molti di voi l'avranno vista in diretta, altri l'avranno vista registrata, ma per chi non ne avesse mai sentito parlare, stasera ve la voglio raccontare io. Anche perch me la ricordo molto bene. Infatti, quella leggendaria sera del 17 giugno del 1970, allo stadio Azteca di Citt del Messico, io c'ero.
Semifinali dei campionati del mondo del 1970. la celebre coppa Rimet. Chi la vince per tre volte di fila se la porta via per sempre. Anche questa volta il Brasile parte col favore dei pronostici, e lui di coppe ce ne ha gi due. L'Italia invece non ha brillato nel girone di qualificazione (due pareggi a reti inviolate con Israele e Uruguay e una vittoria di misura sulla Svezia) e dopo essersi sbarazzata agevolmente dei padroni di casa nei quarti di finale (4-1), si trova di fronte i lanciatissimi tedeschi. Quattro squadre sono giunte alle semifinali e possono cullare il sogno di alzare il trofeo pi ambito da ogni calciatore. Il Brasile di Pel, la Germania di Beckenbauer, l' Uruguay di Cubilla e l' Italia di Rivera.
Le partite di semifinale si giocano in contemporanea alle ore 16: i brasiliani dovranno vedersela a Guadalajara con gli altri sudamericani dell' Uruguay mentre le due "europee" Italia e Germania si scontreranno fra loro a Citt del Messico.
E' sempre il 17 Giugno 1970. Spostiamoci ora definitivamente allo Stadio Azteca, stracolmo degli oltre 103.000 spettatori che pu contenere. Le nazionali di Italia e Germania fanno lentamente il loro ingresso in campo. Ecco le formazioni:
Sullo schermo compaiono le diapositive con le figurine delle due squadre.
Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti (capitano); Bertini, Rosato (dal 91' Poletti), Cera; Domenghini, Mazzola (dal 46' Rivera), Boninsegna, De Sisti, Riva.
Germania: Maier, Vogts, Patzke (dal 65' Held), Beckenbauer, Schnellinger, Schultz, Grabowski, Seeler (capitano), Muller, Overath, Lohr (dal 51' Libuda).
Arbitro: Yamasaki (Messico). Nato in Per ma di discendenza nipponica, per anni ha arbitrato nella massima divisione del campionato messicano. Come arbitro della federazione peruviana ha partecipato ai mondiali del 1962 (quarti di finale Jugoslavia-Germania Ovest 1-0 e semifinale Brasile - Cile 4-2), ai mondiali del 1966 (eliminatorie Inghilterra - Francia 2-0). Successivamente ottenne la cittadinanze messicana. Un personaggio a dir poco misterioso.
Guardalinee : Hormazabal (Cile) e Velaschez (Colombia).
La Germania era predisposta con un libero, Schnellinger, dietro Vogts, Schulz e Hoettges. Beckenbauer il regista a centrocampo con a fianco Overath e la collaborazione di Seller che ha voluto conservare la maglia numero 9 ma che ormai gioca a centrocampo fisso. Le punte sono Grabowski, Muller e Libuda, tre uomini sveltissimi con i "piedi buoni" dotati di una buona base tecnica.
Gli azzurri in Messico scoprono il "libero di manovra". E' Pierluigi Cera, che interpretando il ruolo con la mentalit del centrocampista, ha gi contribuito a far conquistare lo scudetto al Cagliari. Sono proprio i suoi inserimenti a dare un maggiore equilibrio alla squadra, che presenta solo due punte (Boninsegna e Riva) e quattro centrocampisti (Domenghini, Bertini, Rivera/Mazzola, De Sisti) e con una difesa protetta al massimo e che dispone di uomini esperti come Albertosi, Burgnich, Facchetti e Rosato. Un modulo di successo, che non trover seguito.
Gli azzurri si rendono conto di essere ad un passo da quel sogno coltivato fin da bambini; ancora 90 minuti di sofferenza per poi andarsi a giocare la partita della vita. Ma quel giorno, a Citt del Messico, il destino aveva gi deciso: molti minuti in pi e molte altre sofferenze sarebbero servite ai contendenti per guadagnarsi il tanto agognato biglietto per la finale e battersi contro il formidabile Brasile. E' il momento degli inni nazionali. I giocatori italiani si trovano di fianco a quelli tedeschi. La telecamera fa una lunga carrellata sui 22 volti dei calciatori che cantano l'Inno. I tedeschi scandiscono con marziale fervore ogni parola del loro inno nazionale. Deutscheland uber alles. Gli italiani vorrebbero fare altrettanto, ma purtroppo non sanno le parole del loro inno, e quelle poche che sanno non le capiscono. I pi volonterosi arrivano a "Fratelli d'Italia l'Italia s' desta, dell'elmo di Scipio s' cinta la testa....". Dopo: nebbia. I tedeschi invece... E' un piacere guardarli mentre cantano: il ghigno del portiere Sepp Maier, gli sguardi truci di Hubert Vogts, Karl-Heinz Schnellinger, Klaus Fichtel, Helmut Haller, la frangetta wagneriana di Siegfried Held, il piglio ariano di Gerd Mller. Mentre i giocatori italiani fanno finta di cantare pensano: quelli stasera ci fanno un inno cos. Ma come? Non li abbiamo gi battuti nelle qualificazioni? - pensa qualcuno ormai demente - Ma no, quella era la Germania Est, la pi scarsa, questa la Germania Ovest, sono fortissimi, nel 66 sono arrivati in finale con lInghilterra, che ha vinto solo perch giocava in casa; e domenica scorsa i tedeschi si sono presi la rivincita, 3-2 dopo i supplementari.
Intanto in Italia la vita si fermata. Le strade sono completamente deserte. Non un passante, un'automobile, un cane randagio. Non c un solo negozio aperto. Gli ospedali hanno cessato ogni attivit. Le autoambulanze sono posteggiate nei pronto soccorso. Persino la malavita ha smesso di lavorare. Niente furti, rapine, omicidi. Il momento sacro. Tutti gli italiani sono in casa, davanti alla tiv. Oppure nei locali pubblici stipati come sardine. Nessuno, parla, nessuno si muove, nessuno respira. In tutte le pizzerie da Rimini a Cesenatico due popoli si fronteggiano guardinghi. Era dalla fine della Seconda guerra mondiale che italiani e tedeschi non si guardavano in quel modo.
I tifosi italiani sono stremati da infinite discussione sul tandem Mazzola-Rivera. Per mesi e mesi non hanno parlato d'altro, con toni che andavano dalla garba conversazione al duello rusticano. Anche perch Mazzola gioca nell'Inter e Rivera nel Milan, la squadra del diavolo rosso. Ma anche le chiacchiere sono finite. Il CT italiano decide di partire con Mazzola e adesso il momento dellazione.
Sullo schermo partono le immagini della celebre partita.
Calcio davvio. Cominciano bene gli azzurri, subito all'attacco e all'ottavo minuto sono gi in vantaggio. E' Boninsegna a mettere in rete il gol che taglier le gambe ai tedeschi per quasi tutto l'incontro. La partita segue un canovaccio ben delineato: la Germania alla disperata ricerca del pareggio e gli azzurri a colpire in contropiede cercando di mettere a segno il gol della certezza.
Quando ormai i giochi sembrano fatti e le lancette del cronometro cominciano a compiere l' ultimo dei 90 minuti regolamentari arriva l' imponderabile: il difensore tedesco Schnellinger, sganciatosi in avanti alla disperata, colpisce di piatto infilando la porta di Albertosi. E' il 90 ed in Italia si stavano gi stappando bottiglie e ci si stava preparando a scendere in strada per festeggiare. Una beffa.
Si va dunque ai supplementari, quei trenta minuti in pi da giocare che resero veramente storica questa partita. Al sesto minuto del primo tempo supplementare, visto che le disgrazie non vengono mai da sole, ecco la seconda beffa: Muller sfrutta un malinteso della difesa azzurra e deposita la palla in fondo al sacco. E' incredibile, dopo aver accarezzato il sogno della finale l'Italia in soli 6 minuti si ritrova inaspettatamente in svantaggio. Passano soli 3 minuti e torna l'equilibrio: Burgnich a mettere in rete sfruttando al meglio una punizione di Rivera mal controllata dalla difesa tedesca. 2-2. Il telecronista Nando Martellini, nell'occasione disse: "Il difensore Burgnich ha restituito il gol messo a segno dall'altro difensore Schnellinger e siamo di nuovo in parit". Era cosa abbastanza rara che agli inizi degli anni 70 un difensore potesse andare a rete.
L'Italia insiste, ora sa che pu farcela e due minuti dalla fine del primo tempo supplementare riassaporiamo il profumo della vittoria. Da Rivera a Domenghini, cross per Riva che controlla e sferra un tiro che batte Maier e ci porta sul 3-2. Andiamo al riposo in vantaggio.
Tornati in campo dopo soli 5 minuti la Germania riacciuffa il pareggio. A segnare ancora il piccolo Muller che infila Albertosi per la terza volta in una circostanza a dir poco rocambolesca: la palla, colpita dal centravanti tedesco, passa proprio accanto a Rivera che era appostato a protezione del palo. Un tiro assurdo che a guardarlo cento volte non si riesce ancora a capire come possa essere entrato. I tedeschi festeggiano, gli azzurri sono increduli. 3-3.
Palla al centro. Uno, due, tre passaggi. Fuga di Boninsegna sulla sinistra, palla al centro per Rivera che si trova praticamente la porta spalancata con il solo portiere Maier a tentare di difenderla. E' magico quel colpo di piatto, storico, preciso. Maier da una parte e pallone dall'altra. E' il gol del 4-3. Nelle case esplode un boato che viene registrato dai sismografi di mezzo mondo. Poi mister Yamasaki fischia la fine e milioni di italiani si riversano per le strade urlando. Un inferno. Ora voi vi chiederete: se l'Italia di Mazzola e Rivera riuscita a battere la Germania di Schnellinger e Beckenbauer il Diavolo ci deve aver messo lo zampino sul serio. Avete perfettamente ragione. Passa Bemmy...
Bemmy passa la palla al Diavolo che fa un perfetto cross verso gli spettatori.
Cala la luce sulla scena di Faust e lorchestra esegue un nuovo pezzo.
Poi il diavolo torna, vestito con una giacca di lam, da presentatore televisivo.
DIAVOLO Cari spettatori, adesso il momento del sondaggio sul tema: In cambio di cosa vendereste lanima al Diavolo? Bemmy! Bemmy! Dove sei finito Bemmy!
Bemmy entra trafelato da una quinta, correndo sopra la bicicletta. Suona il campanello e quasi investe il Diavolo, poi sparisce nella quinta opposta, in un gran fragore di vetri infranti. Finalmente rientra in scena e dice:
BEMMY - Al suo servizio, mio Signore.
DIAVOLO - Si pu sapere dove sparisci sempre? Daccordo che questa citt piena di gatte, ma un po' di seriet, che diamine! E arrivato il momento del sondaggio.
BEMMY - Quale sondaggio?
DIAVOLO - Ma come quale sondaggio? Labbiamo fatto laltro ieri al teatro dellOpera di Mosca. Il sondaggio sullanima. Vai a prendere carta e penna.
Bemmy guarda il Diavolo sempre pi perplesso, poi rassegnato si avvia verso la quinta. Torna poco dopo con un pennarello rosso e un rotolo di carta igienica. Il Diavolo lo guarda con occhi di fuoco:
DIAVOLO - E tutto quello che sei riuscito a trovare?
BEMMY - S.
DIAVOLO - Vabb, basta che cominciamo, che senn qui si fa notte. Vai a distribuire la carta ai signori della prima fila che di certo ne sapranno fare luso migliore.
Bemmy parte verso la prima fila e comincia a distribuire i fogli di carta igienica. Il Diavolo intanto d le istruzioni per il sondaggio:
DIAVOLO - Bene, ora dovete scrivere sul foglio di carta in cambio di cosa dareste lanima al Diavolo. La penna una sola e ve la dovrete passare. Alla fine del prossimo intermezzo musicale analizzeremo le domande. Al lavoro. Nel frattempo, musica maestro!
Banda. Musica.
Il ritorno del Diavolo in scena coincide con il ritiro dei foglietti da parte di Bemmy e con lanalisi che ne fa il Diavolo. Questa parte dello spettacolo interamente affidata allimprovvisazione dellattore che interpreta il Diavolo, che dovr commentare ad alta voce, nel modo pi spiritoso possibile le battute date dal Diavolo.
Dopo la fine del sondaggio, il Diavolo dice:
DIAVOLO E ora: consigli per gli acquisti, perch come disse qualcuno: la pubblicit non lanima del commercio, ma il commercio dellanima.
La band esegue un pezzo giocando con le musiche di alcuni spot pubblicitari. Poi il diavolo ritorna vestito di tutto punto e chiede al pubblico lora.
DIAVOLO - Come? Gi cos tardi! Sai cosa ti dico Bemmy, mi sono stufato di questa citt di morti. Quasi quasi vado a farmi il bagno di mezzanotte e arrivo a nuoto fino in Albania. A proposito di mare, vi voglio raccontare un ultima storia, poi addio. Non so se avete mai sentito parlare della Crociata degli innocenti. Una storia magnifica e terribile di tanto tempo fa.
Anno Demoni: 1212, migliaia di bambini tedeschi e francesi, mossi contemporaneamente da un irresistibile impulso, scapparono di casa e partirono cantando per andare a liberare Gerusalemme. Erano convinti di poter compiere limpresa senza usare le armi perch Dio commosso dalla loro grande fede e innocenza, avrebbe compiuto un duplice miracolo, quello di convertire gli infedeli e aprire il mare di fronte a loro, come aveva fatto per gli Ebrei in fuga dallEgitto.
Pensavano cos di poter raggiungere la Terra Santa a piedi asciutti, di potersi inginocchiare sul sepolcro di Cristo e recuperare la Santa Croce. Il loro passaggio tocc la valle del Reno, dellAlsazia, della Lorena, della Turingia, della Baviera e le citt italiane di Torino, Alessandria, Piacenza, Cremona, Parma e Genova, ma anche la Sardegna e la misteriosa isola di Tabarca, abitata da uomini e donne provenienti da Pegli.
I bambini francesi erano guidati da un fanciullo di nome Etienne, quelli tedeschi da un fanciullo di nome Niklaus. Molti, vedendo passare per le loro contrade quelle moltitudini di fanciulli che si avviavano cantando verso un destino terribile, pensarono che non fossero ispirati da Dio, come loro dicevano di essere, ma dal Diavolo. Avevano perfettamente ragione. Tuttavia li accoglievano pregando e, per quanto potevano, li rifocillavano con cibi e bevande. E cos, il viaggio proseguiva, attraverso mille ostacoli naturali e soprannaturali. Come and a finire? Ve lo dico subito.
I ventimila bambini tedeschi che seguivano Niklaus, dopo un viaggio terribile attraverso la Germania e la Svizzera, entrarono in Italia dal colle di Moncenisio e il San Gottardo, poi raggiunsero Torino, Alessandria, Piacenza, passarono sul celebre ponte gobbo della Val Trebbia e arrivarono nella vostra bella citt il 25 agosto del 1212. Durante il cammino, molti di loro perirono per gli stenti, e quando arrivarono a Genova i piccoli crociati non erano pi di settemila. I genovesi si videro arrivare questa moltitudine disperata che chiedeva cibo e ricovero, e li mandarono immediatamente a quel paese. Perdipi, i bambini che seguivano Niklaus ebbero una terribile delusione. Il mare non si apr di fronte a loro ma rimase l dovera, impedendogli di proseguire il viaggio. La spedizione era fallita. La maggior parte decise di tornare a casa, e per di fame e di stanchezza lungo il viaggio di ritorno, anche perch la gente, che si era definitivamente convinta che fossero posseduti dal demonio, non dava pi loro da mangiare. Alcuni bambini, quelli che erano meno nostalgici di casa, decisero di rimanere a Genova e divennero gli antenati di alcune famiglie genovesi tra cui, a quanto pare, quella dei Vivaldi. Se c qualche Vivaldi tra il pubblico, non alzi la mano, ma pensi alla terribile disavventura dei suoi antichi avi. Che non furono per i pi sfortunati, perch alla spedizione dei bambini francesi le cose andarono molto peggio. Infatti, i pargoli guidati da Etienne arrivarono a Marsiglia e siccome il mare non si apr di fronte a loro finirono nella grinfie di un turpe mercante di schiavi, tale Guglielmo Porcu, aristocratico genovese, che li caric su sette grandi navi, promettendo loro di portarli in Terrasanta... dopodich li vendette agli arabi. Quelli che sopravvissero a un terribile naufragio al largo della Sardegna, finirono come schiavi alla corte del Sultano. E qui la terribile storia della crociata dei bambini finisce... ah, dimenticavo di dirvi un piccolo particolare, una storia assolutamente vera.
C una celebre fiaba che ispirata alla crociata dei bambini. Il protagonista un pifferaio, chiamato dagli abitanti del paese di Hamelin eliminare i topi, causa delle terribile epidemia di peste che stava seminando morte in tutta Europa. Il pifferaio si mise allopera, e con il suono del suo flauto incant i simpatici roditori e li port ad annegare nel fiume del paese. I notabili della citt, si rifiutarono per di pagargli il dovuto compenso, allora il pifferaio si mise a suonare una dolce melodia, incant tutti i bambini del paese e li fece sparire per sempre nelle viscere di una montagna.
I bambini della fiaba sono gli stessi che seguirono Etienne e Niklaus, il pifferaio sono io, il vostro amico Diavolo... naturalmente.
Ma ora andiamo che si fatto tardi. Voglio proprio farmi un bel bagno di mezzanotte. Mi hanno detto che qui vicino c la spiaggia della Foce che proprio come fare il bagno nel fiume di merda di Dante. Su Bemmy andiamo...
Il Diavolo estrae un flauto dalla tasca e si allontana suonando seguito dal fido Bemmy. I due spariscono nel fondo della sala.
FINE
Giampiero Orselli - 2003
gorselli@libero.it
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